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appuntamenti, incontri e attualità trentina

trentino green dalla testa ai piedi Trentino Capitale della Green economy La nostra provincia è stata incoronata dal primo indice di green economy stilato da Fondazione Impresa, anche se nell’eolico e nel fotovoltaico c’è ancora molto da fare

in questo numero:

Piera graffer lo Yeti del Bondone ■

Nella casa dei Bambinelli di Paolo De Carli e Katia Pustilnicov Continua il nostro viaggio ai confini del Trentino La civiltà solandra si presenta in mostra

2011 marzo

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ring di Fiorenzo Degasperi

di Carlo Martinelli

scempi ed esempi

alla carlona

Quando il santuario diventa un non-luogo

ILLUMINARSI DI MENO NON VUOL DIRE ESSERE PIù ECOLOGICI

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ome scrive A. Dupront, ne Il Sacro, il confine tra sacro e parodia dello stesso è incerto, difficile da percepire. Il sacro è la capacità, attraverso i segni, di incarnare la Divinità, il mistero, l’assenza/presenza. Il segno è sempre un mezzo, mai un fine. Talvolta bastano un albero, una fonte, un prato, il silenzio, per incantare l’homo religiosus. Ma quando il sacro si offre come spettacolarizzazione dello stesso allora si fa strada la gratuità. Un eccesso di segni porta al disturbo, annulla la concentrazione, impedisce di cogliere le potenzialità della preghiera fatta in silenzio e grazie a questo elevata fino al cielo. Quando in una radura ci sono già, per volontà della natura e per la mano del Costruttore, la terra, il legno, l’aria, il medium psichico è già predisposto ad accogliere nel proprio cuore e nella propria mente il senso più profondo del sacro. Inserire il ferro e la plastica in questo spazio, ammantandolo di scritte che obbligano il fedele a pregare, allestire tabelle e croci che superano gli stessi alberi secolari – i veri testimoni del Sacro –, vuol dire ridurre un luogo sacro alla stregua di uno stand fieristico, di un luogo svuotato di significato, di una sorta di Gardaland. Diversi sono i luoghi sacri nella nostra regione che sono diventati dei nonluoghi tipico dei centri commerciali. Tra questi, non ultimo, è ciò che è avvenuto al Santuario della Madonna del Feles a Bosentino. Qui dove l’acqua dei pastori ha visto l’apparizione al pastore dodicenne Janesel, sordomuto, della Madonna illuminata – correva l’anno 1620 – e dove in seguito sorse il santuario di pietra per ricordare l’avvenimento, il grande prato che si trova nei pressi è stato alterato da una miriade di segni che di sacro hanno ben poco e che hanno invece molto di segnaletica da rotatoria autostradale. Chissà cosa direbbero i fedeli che, a partire dal 1622, salivano in processione allo scoccare della campana serale del sabato – tutti dovevano abbandonare il lavoro pena 12 soldi in obolo al Santuario – per dedicare i propri pensieri, tramite l’Ave Maria, alla madre di tutti noi. Sicuramente resterebbero esterrefatti, come noi d’altronde, arrivando in questa “zona del silenzio” che si rivela invece troppo rumorosa, anzi chiassosa. Perché anche i segni, per chi ha orecchie e volontà per udire, quando sono troppi fanno rumore.

onosco un tizio che il 18 febbraio, giorno che in Italia si vorrebbe dedicato ad azioni di sensibilizzazione per ridurre tanto il consumo energetico quanto l’inquinamento luminoso – la campagna si chiama “M’illumino di meno” – non ci ha visto più e sul suo profilo facebook (così va il mondo: dal profilo greco a quello di fb...) ha scritto che lui si illuminava di più. Per chiarire il concetto come immagine del profilo ha messo una bottiglia molotov in procinto di essere lanciata. Successivamente, ridotto a più miti ragioni, ha cambiato di nuovo immagine: un fiammifero appena acceso. Esagerato, forse. Ma, diciamocelo: tutto questo buonismo ecologista a comando ha un po’ rotto. Mi è capitato di assistere, all’università di Povo, ad una conferenza di Matteo Thun, star mondiale dell’architettura sostenibile, attenta all’ambiente, ai consumi e chi più ne ha più ne metta. In Trentino si occupa di un progetto legato al recupero delle baite, per farne rifugi nel verde con contenuti cleantech. Insomma: ambiente pulito più tecnologia. Ha detto: “Mio figlio mi ha proibito di usare la parola ecologia. È troppo inflazionata”. E così ha fatto. Ben fatto. Si sprecano le giornate dell’ambiente, le campagne di sensibilizzazione ecologica, le petizioni per le balene, i cortei per le zebre, i premi per i progetti verdi. Per carità, tutto bene. Ma se – tutti i santi giorni – difendessimo ad esempio uno dei diritti più conculcati ed offesi? Quale? Il diritto al silenzio, alla quiete. Eccola un’ideuzza da niente. Stabilire che se uno installa sul telefono cellulare una suoneria demenziale, di quelle che fanno girare mezzo quartiere quando trillano – con versi di animali, di Berlusconi, di orgasmi, di tifosi – venga sanzionato in modo semplicissimo. Con la frantumazione del cellulare medesimo, senza diritto di replica né risarcimento alcuno. Questo è ecologia. Fatti, non pugnette. 11

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ring di Astrid Mazzola

di Pino Loperfido

non ho l'età

perfidie

Cervelli in fuga (per rendere migliori gli altri paesi)

da quarto a Dürni: per il 150esimo, tutto fa brodo

are diventato un modo di atteggiarsi. Fare un cenno verso le terre immense dietro le Alpi e dire: “Dovresti andare a vivere da un’altra parte. Allora sì...”. Lo senti così spesso che ti chiedi se sia soltanto una questione di colore dell’erba nel giardino dei vicini. Poi reincontri un vecchio compagno d’appartamento, lasciatosi alle spalle un dottorato non finito a causa delle solite prepotenze dei professori. Racconta della sua borsa di ricerca, di nuove responsabilità e competenze. Finalmente è ciò per cui ha studiato: un ricercatore. In Canada. Poi una tua amica dall’intelligenza vivace, rimpallata tra un progetto di tesi e un altro dall’incuria di chi dovrebbe indirizzarla, si mette a studiare lo svedese. Poi su internet ti imbatti nel sito www.italiansinfuga.com, fondato per aiutare gli italiani che vogliono scappare dall’Italia, e nel network www. cervelliinfuga.com, dedicato ai giovani professionisti italiani che vivono all’estero. Infine, dati Istat riportati dal blog “La fuga dei talenti” (http://fugadeitalenti. wordpress.com) ti informano che nel 2008 il 54,1% degli emigrati dall’Italia aveva un’età compresa tra i 25 e i 44 anni. A questo punto ti guardi nello specchio e ti viene il dubbio che l’unico problema sia tu. Rimasta indietro assieme agli stanchi, a quelli che non sono riusciti a spiccare il volo. Eppure non puoi fare a meno di pensare che sia un mondo a rovescio quello in cui un giovane non vede l’ora di rendere migliore un altro Paese perché nel proprio si sente annichilito da un sistema che gli appare immodificabile. Il bosco troppo fitto è destinato a non sopravvivere poiché non permette la crescita della rinnovazione, le piantine pronte a sostituire le piante vecchie. Cosa diverrà l’Italia, se non impara a far spazio alla rinnovazione? Un bosco di alberi morti in piedi, che finge la vita? Cosa diverrà l’Italia, se non impara a far spazio alla rinnovazione? Un bosco di alberi morti in piedi, che finge – solamente – la vita?

llora, c’è questa cosa dei centocinquant’anni dalla proclamazione dell’Unità d'Italia che sta creando qualche imbarazzo nella zona tra Verona e il Brennero, perché Luis Dürnwalder ha detto che a lui di festeggiare non gli passa manco per l’anticamera. E si capisce, parla a nome della minoranza asburgica costretta a vivere nei confini italiani. (Che fine abbiano fatto i diritti civili delle migliaia di italiani residenti in Südtirolo non è dato saperlo.) Poco male, comunque. Vorrà dire che attenderemo il 2019 per fare una festa ancora più sontuosa, in occasione dei cento anni dal trattato di Saint Germain, la cui firma sancì ufficialmente l’italianità dell’Alto Adige. Lo sappiamo: per Dürni e per lor signori dell’SVP l’annessione è stata un vero sopruso. Può essere. (Ma, santo cielo, cosa vogliamo fare? Forse dopo 92 anni di cattività sarà anche arrivato il momento di farsene una ragione, o no? Non conta nulla quel che è diventata l’Europa a livello politico? Proprio ora che avevamo abbattuto i confini, saltano fuori quelli che li vogliono restaurare?) In Trentino, invece, che pure nel 1861 era italiano come una partita di pelota, tutto tace. La sensazione è che –italianità o meno – si voglia intanto mettere in saccoccia questo ponte lungo non previsto e poi si vedrà. Prima il piacere, poi il dovere. Nostalgici nemmeno per sbaglio, da queste parti. Forse perché un po’ italiani lo siamo per davvero e quando gioca la Nazionale facciamo i coretti come a Canicattì. Suvvia, allora, facciamo in modo che il 17 marzo diventi una buona volta l’occasione per ridarci la mano, asburgici e borbonici, trentini e altoatesini, guelfi e ghibellini, leghisti e monarchici. In ogni famiglia italiana ci sono un testimone, un segno, una virgola di quella storia avvincente che risponde al nome di Unità d’Italia. Un fatto che – non dimentichiamolo – non si svolge in un istante, ma lungo un secolo e mezzo, abbracciando dunque lo sbarco dei Mille in Sicilia, la cattura di Cesare Battisti (quello trentino), i tralicci della Val Passiria, la Renault 4 con il corpo di Aldo Moro, il Festival di Sanremo e, perché no, la panciuta silhouette di Luis Dürnwalder vestito da Schützen. Come si dice, “tutto fa brodo”...

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ring di Alberto Folgheraiter

folgore e saette Vietato dimenticare il “Cermis numero 1”

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42 morti erano lì, allineati nel garage dell’ospedale a Cavalese, senza traumi apparenti, avvolti nelle tute e nelle giacche a vento colorate. Era la notte del 9 marzo 1976, la sciagura si era consumata da appena tre ore. E già si era messa in moto la macchina dell’oblio, gli inviti, mica tanto larvati, a non “gonfiare” la notizia perché sennò il turismo della Valle ne avrebbe avuto danno. “Via, via, fuori dai piedi” diceva ai cronisti il sindaco. “Abbiamo altro cui pensare”. Già era stato istruito il povero Carletto Schweizer a prendersi la colpa della strage. In cambio, avrebbe ottenuto il posto fisso per la vita e avvocati di grido per la difesa. L’ignaro avrebbe pagato, l’unico di tutta

ring la compagnia, con tre anni di carcere. Quanto al posto fisso, se non si fosse messo di mezzo l’allora senatore democristiano Giorgio Postal, che lo fece assumere alle Poste, sarebbe vissuto peggio di quanto non gli sia capitato poi di sopravvivere. Come 22 anni dopo, anche la prima volta si disse che tutto era dovuto a fatalità, che la cabina era precipitata al Mas del Brust perché il Carletto aveva fatto scendere manualmente il vagoncino rosso nonostante il blocco automatico causato dalla sovrapposizione delle funi. Solo in un secondo tempo, e dopo la condanna in primo grado, il Carletto disse che l’ordine alla manovra gli era stato dato per telefono dal caposervizio di turno. Tra le vittime di quel giorno, a Cavalese, ci furono due studenti del liceo classico “Carducci” di Milano. Una terza studentessa, Alessandra Piovesana, 14 anni, fu l’unica superstite: “Un mese di ospedale, un mese bloccata a casa, quattro o cinque anni di operazioni alle gambe”, ricordò 22 anni dopo quando accadde il secondo disastro del Cermis. “I primi anni vivi con l’angoscia, con il terrore. Poi passa il tempo, non ci pensi, scacci via l’idea del “superstite unico”, che si è salvato mentre gli altri 42 sono morti”. Alessandra Piovesana si laureò in lingue, divenne giornalista di ”Airone”. È morta l’8 aprile 2009. Anche il Carletto Schweizer è morto: il 24 luglio 1998. L’indomani della seconda strage del Cermis (3 febbraio 1998). Ma fino a quel secondo appuntamento con la “fatalità” (?), fino a quel replicato vagoncino di innocenti assassinati, il Carletto arrivava ogni anno in redazione. Puntuale più della cartella delle tasse. Ogni anno, come un fastidioso pungolo, riapriva le sue e le nostre ferite di cronisti sbigottiti, le cospargeva con l’aceto della memoria, e ci imponeva di ricordare. Diceva: “Domani è l’anniversario. Fate del vostro meglio”. Salutava sottovoce e se ne tornava in Val di Fiemme, alla sua solitudine, a quei fantasmi che cercava di esorcizzare con un bicchiere. Prima di andarsene, sconfitto da un tumore cominciato probabilmente in quei giorni, il Carletto ha passato idealmente il testimone a noi, cronisti invecchiati tra i “mattinali” della Questura e le stragi di Stava (1985) e del secondo Cermis (1998). Se non “semel in anno”, ricordiamoli almeno ogni cinque. Per continuare a dare fastidio a chi, quei morti, li avrebbe voluti seppellire per sempre in una “damnatio memoriae”.

Foto Zotta dal libro di Giorgio Dal Bosco Trento 1969-1988

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di Francesca Negri

colpo di tacco care donne, l’umiliazione è solo di chi se la cerca

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arzo è il mese delle donne e di questo voglio parlare qui, in questo spazio. Lo scorso 13 febbraio ha avuto luogo la manifestazione “Se non ora quando”, che ha visto scendere in molte piazze d’Italia flotte di donne intenzionate a protestare contro Berlusconi. «Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato – scrivevano le promotrici – legittima comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni. Chi vuole continuare a tacere lo faccia assumendosene la pesante responsabilità. Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando?». Non voglio ora esprimere giudizi sul capo del Governo e su tutti gli altri politici coinvolti in scandali sessuali, anche perché io ad Arcore non ci sono mai stata e non so se quello che si legge sui giornali è vero: fino a prova certa di colpevolezza, uno è innocente, non dimentichiamocelo mai. I processi non si fanno sui giornali, e lo dico sia da cittadina che da giornalista. Quello di cui voglio parlare è la motivazioni di questa manifestazione. Perché scendere in piazza contro Berlusconi o contro gli uomini in generale, rei di accettare favori sessuali da giovani ragazze consenzienti? L’immagine che è uscita in questi ultimi tempi sulla stampa è di una certa fetta di mondo femminile pronto a tutto per fare carriera o guadagnare facilmente molti soldi. Ma è colpa degli uomini oppure di quelle ragazze e dei loro scarsi valori? Nel ventesimo secolo possibile che noi donne stiamo ancora a dipingerci come se fossimo sempre succubi delle decisioni maschili, incapaci di decidere cosa fare di noi stesse e dei rapporti che intessiamo? È giusto insomma pensare che queste ragazze, ammesso che abbiano fatto ciò di cui si legge, non lo abbiano deciso autonomamente, consce di dove andavano, di con chi si accompagnavano e di quello che avrebbero potuto, forse,

ottenere? Personalmente, vedo protagoniste di questa storia che tanto indigna, donne giovanissime, scaltre, che ben sapevano ciò che facevano e lo facevano perché lì ritenevano di poter avere una chance per realizzare i loro sogni: sfondare nel mondo dello spettacolo oppure guadagnare molti soldi in poco tempo. E magari avere anche una casa gratis. Per questo ritengo che il 13 febbraio la protesta, se mai ci doveva essere (perché non è da oggi che si sa che esistono queste cose), avrebbe dovuto rivolgersi al mondo femminile, doveva trasformarsi in un’autoanalisi capace di dire che sempre più spesso capita di vedere nelle nuove generazioni talmente pochi valori e talmente poco amore per se stessi da arrivare, senza tanti rimorsi di coscienza, a questo genere di comportamenti. Talmente tanta poca voglia di faticare e impegnarsi in un lavoro “normale” oppure in un lavoro speciale, che però richiede sforzi immani, da essere disposti a vendere l’anima al diavolo pur di trovare la via meno impegnativa. E dovremmo riflettere anche sul ruolo delle madri, in primis, ma anche dei padri, spesso informati di quanto sta accadendo, spesso complici e anche consiglieri. Ragazze, signore, se non siamo noi in primis a rispettarci, ad avere dei valori, a credere in certe cose, come possiamo pretendere che gli altri (uomini o donne che siano) ci rispettino? Che colpa ne hanno quegli uomini magari un po’ in là con gli anni che si vedono offrire su un piatto d’argento la gioventù pronta a concedersi a loro senza esitazione? L’uomo è uomo, la carne è carne e siamo noi donne a muovere il mondo. Tocca a noi decidere da che parte muoverlo, a noi sole. Dobbiamo avere il coraggio, oggi più che mai, di prenderci questa responsabilità e non di scaricarla addosso ad altri. Siamo noi, fulcro della famiglia, esempio per le nostre figlie e “anima buona” della società, che dobbiamo tornare a imporre una moralità salda e valori precisi. Forse in questi anni ce ne siamo dimenticate, concentrate come eravamo a crearci i nostri spazi e a prenderci le nostre meritate libertà. Ora, però, è tempo di un’altra sfida. Perché più la società è libera più ha bisogno di punti fermi, e sta a noi darglieli. 15

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Diretto da: Paolo Curcu [ paolo@trentinomese.it ]

sommario marzo2011

In redazione: Pino Loperfido Hanno collaborato a questo numero: Paolo Chiesa, Giorgio Dal Bosco, Antonia Dalpiaz, Lara Deflorian, Fiorenzo Degasperi, Guido de Mozzi, Fabio De Santi, Alberto Folgheraiter, Renzo Francescotti, Gianfranco Gramola, Carlo Martinelli, Astrid Mazzola, Francesca Negri, Walter Nicoletti, Nicola Tomasi, Tiziana Tomasini, Silvia Trentini. Grafica: Fabio Monauni Redazione: Via Ghiaie 15 38122 Trento Tel. 0461/362155 Fax 0461/362170 Editrice: Curcu & Genovese Associati S.r.l. Via Ghiaie 15 - 38122 Trento Tel. 0461.362122 Fax 0461.362150 Concessionaria Pubblicità: Südtiroler Studio S.r.l. Trento - Via Ghiaie 15 Tel. 0461.934494 Fax 0461.935706 Direzione pubblicità: Rosario Genovese Bolzano - Via Bari, 15 Tel. 0471.914776 Fax 0471.930743 Direzione pubblicità: Giuseppe Genovese Stampa: Alcione - Trento Registrazione Tribunale di Trento n. 536 - 4 aprile 1987

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(un anno, 12 numeri a Euro 20,00) BOLLETTINO POSTALE c/c N. 11492386 Curcu & Genovese Associati - TM Via Ghiaie, 15 - 38122 TRENTO BONIFICO BANCARIO CASSA RURALE DI TRENTO IBAN IT15 E083 0401 8040 0000 3080 485 CARTA DI CREDITO Telefonando allo 0461.362122 DIRETTAMENTE PRESSO L’UFFICIO ABBONAMENTI Via Ghiaie 15 - Trento Tel. 0461.362107 ufficioabbonamenti@trentinomese.it I Suoi dati saranno trattati per dar corso al suo abbonamento; il conferimento dei dati è necessario per perseguire la finalità del trattamento; i Suoi dati saranno trattati con modalità manuali, informatiche e/o telematiche e non saranno diffusi. Lei potrà rivolgersi (anche telefonicamente) al Servizio Privacy presso il titolare del trattamento per esercitare i diritti previsti dall’art. 7 del D.lgs 196/03. Titolare del trattamento dei dati è la CURCU & GENOVESE ASSOCIATI S.r.l., Via Ghiaie, 15 – 38122 Trento - Tel 0461.362122 AVVISO AI LETTORI La scelta degli appuntamenti è a cura della redazione. La redazione non è responsabile di eventuali cambiamenti delle programmazioni annunciate.

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Speciale green economy [18] habitech: cuore verde [22] itea e geotermico [24] Il tabacco diventa green [25] La casa di legno [26] Gli specialisti del sole [29] Anche il sole diventa hi-tech [30] Tutto il verde della tradizione [31] Primiero Green valley [32] La casa passiva migliore [34] La casa fatta dal sarto [36] Agroalimentare bio [39] Giocare con l'ambiente

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Piera graffer Nella casa dei bambinelli L'estremo sud dell'estremo nord La civiltà solandra in mostra

60 Toti buratti

62 Medici sugli sci 64 Marcello guarducci 68 donne in cerca di parola

Panorama

71 “Svegliati e sogna”: il musical 73 Girovagando in quota 74 Solenghi e micheli 75 Angela finocchiaro 76 Sipario d’oro 77 Itinerari jazz 78 dolomiti sky jazz

81 Anansi & Friends in concerto COME ABBONARSI:

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Giorno per giorno

84 Mostre 88 appuntamenti del mese

Scoop&news

100 La rurale di trento e i soci 101 Ricordo di fulvio bertoldi

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TRENTINO CAPITALE DELLA GREEN ECONOMY A cura di Francesca Negri

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a regione con l’economia più ”verde” è il Trentino Alto Adige. A dirlo non siamo solo noi trentini, ma anche il Centro di ricerca Fondazione Impresa, emanazione della Cgia di Mestre con finalità di indagine orientata al settore delle imprese e dell’industria. La loro ultima ricerca, degli ultimi mesi del 2010, ha messo a punto il primo indice italiano della “Green Economy”. La prima fotografia dell’Italia vista sotto la lente dell’economia verde assegna il primo posto al Trentino Alto Adige, seguito da la Toscana, la Basilicata e la Calabria. L’Indice di Green Economy (IGE) definisce una graduatoria sullo stato dell’arte dell’economia verde in Italia sulla base di nove indicatori di performance che

LA NOSTRA REGIONE è STATA INCORONATA DAL PRIMO INDICE DI GREEN ECONOMY STILATO DA FONDAZIONE IMPRESA, ANCHE SE NELL’EOLICO E NEL FOTOVOLTAICO C’è ANCORA MOLTO DA FARE. E nel resto d’italia... descrivono business prioritari (energia elettrica da fonti rinnovabili, agricoltura biologica), abitudini verdi (raccolta differenziata e smaltimento dei rifiuti), efficienza energetica (valore aggiunto prodotto/consumi totali di energia). La media di questi parametri ha visto il Trentino Alto Adige primeggiare. La nostra regione si distinge per la raccolta differenziata (prima in Italia con il 56,8% di raccolta differenziata sul totale dei rifiuti) e per la produzione di energia elettrica da fonti idriche (siamo secondi solo alla Valle d’Aosta). Molto buone sono anche le perfomance riguardanti la frazione organica sul totale di raccolta differenziata (quarti con il 35,6%) e i rifiuti smaltiti in discarica (quinti con il 35,8%). E per quanto riguarda il biologico, nell’area settentrionale siamo la regione che meglio si posiziona rispetto agli altri: siamo al settimo posto della classifica nazionale con 118,6 operatori ogni 100mila abitanti. Per ciò che concerne il mix di energie rinnovabili nelle regioni italiane – che misura l’incidenza della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, distinguendo tra fonti idriche, eoliche, fotovoltaiche, geotermiche e bio-

masse – il Trentino Alto Adige produce energia elettrica principalmente da fonti idriche (con un’incidenza dell’idrico pari al 98,6% sul totale delle rinnovabili). Il fotovoltaico ha un’incidenza dello 0,4% (la più bassa rispetto alle altre regioni settentrionali), mentre biomasse incidono invece nella produzione di energia elettrica per l’1% (l’incidenza più bassa in Italia, dopo la Valle d’Aosta, a 0,2%). Assente è la produzione di energia elettrica da geotermico, presente nella sola Toscana, e dell’eolico. Cosa succede nelle altre regioni d’Italia? Scorrendo la classifica dal basso, può sembrare strano trovare al ventesimo e ultimo posto la Puglia, appena preceduta da Liguria e Lazio, per non parlare, spostandoci verso centro classifica, della Campania della Napoli invasa dall’immondizia addirittura sopra la “verde” Umbria. Ma è presto spiegato: «Abbiamo dovuto mettere a punto un sistema in grado non solo di fotografare lo stato di fatto, ma anche di dar conto dell’impegno delle diverse regioni», racconta Cristina Cama di Fondazione Impresa. Così, la Toscana è al quarto posto assoluto, pur avendo pochissimo idroelettrico e anche poco solare o eoli-

co, perché l’82% della sue energia verde viene dal geotermico. Anche il Veneto ha potenzialmente energia geotermica, ma la Toscana vi ha puntato molto di più, ha investito molto e questo la porta più in alto in classifica, mentre il Veneto ha, per così dire, dormito sugli allori del suo idroelettrico. È secondo questa stessa logica che la Puglia è più indietro: non ha idroelettrico e solo l’impegno degli ultimi anni sul fronte del solare la fa risalire in classifica. Il punto dolente ovviamente è la gestione dei rifiuti. Qui vanno bene tutte le regioni settentrionali. Il resto è un disastro. Dalla Pianura Padana in su infatti la percentuale di raccolta differenziata è minimo del 40%, mentre in giù, si distinguono la Sardegna prima e la Toscana poi come uniche regioni al di sopra della media nazionale. Tutto il resto è sotto, con la Campania che, a livello regionale, ha una percentuale di differenziata superiore al Lazio (19% contro 13%) e con il Molise all’ultimo posto. La pecora nera, però, è la Liguria, che dal punto di vista del ciclo dei rifiuti, risulta essere secondo tutti gli indicatori una regione “meridionale”: sempre agli ultimi posti, meglio del Lazio ma costantemente peggio della Puglia. ■ 19

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UN CUORE VERDE CHIAMATO HABITEC È Il Distretto Energia Ambiente promosso dalla Provincia autonoma. vediamo insieme di cosa di occupa

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l cuore verde del Trentino non sono solo le sue sconfinate distese di boschi e radure oppure la coscienza dei cittadini sempre più sensibile al rispetto ambientale, che qui, nella nostra regione, è ormai da tempo un fatto culturale. C’è anche un altro, importante, cuore verde e si chiama Habitec. Il Distretto Energia Ambiente promosso dalla Provincia autonoma di Trento e riconosciuto dal Ministero dell'Università e della Ricerca, nasce dalla collaborazione tra Università, laboratori di ricerca, imprese private e istituzioni locali con l'obiettivo di realizzare in Trentino filiere produttive specializzate nei settori legati all’edilizia 20

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sostenibile, alla produzione di energia da fonti rinnovabili e alle tecnologie intelligenti per la gestione del territorio. L’obiettivo di Habitech è quello di promuovere un nuovo modello produttivo fondato sulla sinergia tra soggetti diversi – imprese, centri di ricerca, istituzioni – uniti da un intento comune: promuovere lo sviluppo e la diffusione delle clean tech e trasformare sensibilità e attenzione alla tutela ambientale come opportunità. Il Consorzio Distretto Tecnologico Trentino è il braccio operativo del Distretto Energia Ambiente: guidato da un consiglio di amministrazione eletto dalle aziende socie, il Consorzio ha l'obiettivo di dare concretezza

ai progetti di Habitech, promuovendo specifiche iniziative imprenditoriali. Circa 184 soci in rappresentanza di oltre 300 imprese, enti di ricerca e agenzie pubbliche, hanno aderito ad un progetto che mette a frutto la vocazione ambientale trentina, dando vita ad un polo di eccellenza per le tecnologie sostenibili al quale soggetti pubblici e privati possono rivolgersi per reperire soluzioni tecnologiche e gestionali. I progetti sul tavolo di Habitec sono molti, vediamo i più interessanti. GBC E LEED Nel febbraio 2008, in seno ad Habitec è nato Green Building Council Italia (GBC Italia), associazione no profit promossa

da Trentino Sviluppo e dalla Società Consortile Distretto Tecnologico Trentino che porta una profonda innovazione nel mercato italiano dell’edilizia grazie all’introduzione dei parametri LEED (Leadership in Energy and Environmental Design). Un’associazione di imprese, studi professionali associati, amministrazioni pubbliche, università, che intendono favorire lo sviluppo dell’edilizia sostenibile collegandosi alla comunità internazionale. Il riferimento sono l’esperienza internazionale dell’USGBC (United States Green Building Council) e il sistema di classificazione LEED, una certificazione di efficienza energetica internazionale ed evoluta, riconosciuta in tutto il mondo. CRISALIDE: OBIETTIVO COGENERAZIONE L’intento è lungimirante: at-


trentinoattualità tivare una filiera della microcogenerazione distribuita in tutto il Trentino, ma anche realizzare una posizione d’eccellenza industriale a livello europeo, se non addirittura mondiale, nel campo dei sistemi di riscaldamento e cogenerazione avanzati, utilizzando sia combustibili tradizionali che biogas. Cos'è la micro-cogenerazione? Significa generare elettricità e calore in modo distribuito invece che centralizzato. La generazione di elettricità da fonti primarie è in generale accompagnata da generazione di calore, che nelle centrali elettriche non viene valorizzata. Generare elettricità là dove si può utilizzare anche il calore "di scarto" aumenta l'efficienza energetica totale dal 40-50% all'80-90%: i sistemi di micro-cogenerazione rendono possibile questo sostanziale miglioramento. I vantaggi sono innumerevoli, a partire dall’incremento del 20-30% dell’efficienza energetica (con equivalente riduzione delle emissioni di CO2) fino ad arrivare alla riqualificazio-

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ne degli edifici senza pesanti cambiamenti strutturali, con un ritorno economico in 5-10 anni anche senza incentivi, che viene dimezzato soltanto con lo scambio locale dell'energia elettrica emessa in rete. È ormai accertato che i sistemi di cogenerazione distribuita rappresentano la prossima generazione di sistemi di riscaldamento avanzato. La sostituzione tecnologica, pari all'introduzione delle caldaia a condensazione, offre un'opportunità unica di competitività internazionale. Per tutti questi motivi, l'iniziativa Crisalide ha catalizzato una completa filiera provinciale attorno all'innovazione della micro-cogenerazione, a cui hanno aderito: Habitech - Distretto Tecnolgoico Trentino, Moratelli Impiantistica, SOFCpower, Consorzio Prometeo, Università di Trento, Dolomiti Energia, Istituto Agrario di San Michele all'Adige, Oil Free Zone Primiero e ACSM. I prodotti sono nello stato di sviluppo industriale prima della dimostrazione e dell'introduzione del merca-

LE CASE LE CERTIFICANO LORO

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datech è il primo Organismo di Abilitazione dei certificatori energetici in Provincia di Trento. Nasce da un’iniziativa comune tra le principali istituzioni economiche del territorio ed assume il compito di registrare la fase di abilitazione dei certificatori garantendone l’operato. Odatech ha un ruolo importante nel contribuire allo sviluppo della cultura dell’efficienza energetica nella Provincia di Trento. to. Il sentiment è di estremo ottimismo: «Sicuramente non è un'azienda da sola, ma un sistema che sarà competitivo. La filiera trentina della mirco-cogenerazione possiede i requisiti per essere all'avanguardia mondiale», assicura il project manager Michele Gubert. Ecoheat4eu E BENIMPACT Il progetto Ecoheat4EU è stato ideato con lo scopo di sostenere la creazione di un equilibrato ed efficace meccanismo legislativo per favorire lo sviluppo dei moderni sistemi di teleriscaldamento/

raffrescamento in tutta Europa, nei quattordici paesi interessati dal progetto. Habitech - Distretto tecnologico Trentino è il coordinatore nazionale del progetto Ecoheat4eu. I partner italiani che ne fanno parte sono: il Ministero dello Sviluppo Economico, l' Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas,la Provincia Autonoma di Trento, la Regione Piemonte, la Regione Lombardia, il GruppoHera HoldingEnergia Risorse Ambiente Bioenergia Fiemme Spa, Alto Garda Servizi Spa, il Consorzio Biomassa Alto Adige, Dolomiti Energia Spa, ACSM Primiero Spa, ASM Bressanone Spa,

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IL DOSSO RALLENTATORE CHE FA ENERGIA GREEN

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rasformare un problema come il traffico automobilistico in una risorsa capace di produrre energia elettrica pulita, riducendo così le emissioni di Co2. Impossibile? No, se c’è “Lybra”, un particolare dosso rallentatore stradale brevettato da UP (Underground Power), azienda nata grazie all'ultima edizione del «Premio D2T Start Cup» di Trentino Sviluppo. Le auto ci passano sopra e con il loro peso azionano meccanismi che producono energia, ovviamente green. Lybra non è altro che un dosso rallentatore talmente tecnologico da essere, al contempo, una sorta di centrale elettrica in grado di accumulare gli impulsi provocati dal passaggio delle auto e trasferirli con continuità alla rete nazionale, oppure a impianti mirati come quelli di illuminazione stradale. Il “dosso” è dotato di una pedana mobile che si abbassa al transito del veicolo provocando l'impulso elettrico. La pedana ha un'altezza di 10 centimetri e può essere interrata a filo con il manto stradale. Ma qual è la resa di Lybra? È stato calcolato che sistemando il dispositivo su un tratto di strada dove transitano mediamente STET Spa, InnovHub - Azienda speciale dellaCamera di Commercio di Milano per l'Innovazione, ENEA Centro Ricerche Casaccia, il Politecnico di Milano, la ComunitàMontana della Carnia, la Comunità Montana di Camerino e la Comunità Montana del Mugello. BENIMPACT, invece, è un progetto di ricerca co-finanziato dalla Provincia autonoma di Trento per mezzo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, le cui priorità sono ricerca, innovazione, tutela ambientale e prevenzione dei rischi. L'attività di ricerca durerà circa due anni. Il progetto mira principalmente allo sviluppo di metodologie per sostenere architetti ed ingegneri nella progettazione di edifici eco-sostenibili. La metodologia verrà utilizzata per ottimizzare la progettazione di edifici verdi e permetterà di individuare il trade-off ottimale tra costi e prestazioni ambientali degli edifici. Le attività di ricerca saranno svolte da EnginSoft e da un gruppo di autorevoli partner: Habitech- Distretto Tecnologico Trentino, il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell'Università degli Studi di 22

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Trento e l'Istituto Trentino per l'Edilizia Abitativa. Il risultato sarà un software in grado di progettare edifici sostenibili sia dal punto di vista ambientale che energetico. ECOMOBILITà Il Trentino è per sua natura un territorio che rende difficili gli spostamenti, una limitazione che può trasformarsi in opportunità per innovare e sviluppare nuove modalità di trasporto sostenibile e attente al territorio. Habitech interviene con un approccio sistemico volto alla ricerca delle migliori soluzioni per ridurre la dipendenza dal petrolio, per favorire una mobilità più efficiente a basso impatto ambientale e per accelerare lo sviluppo di nuovi paradigmi energetici del trasporto integrato e della viabilità eco-sostenibile. Ne è un esempio il progetto MOTUS (Mobilità and Tourism in Urban Scenarios), finanziato

5mila mezzi all'ora, si potrebbe fornire energia elettrica a venti appartamenti per un anno intero. Con un passaggio di circa 2mila automezzi (il traffico di una strada urbana di media grandezza) si possono ottenere invece 20 kWh al giorno (l’equivalente prodotto annualmente da 50 metri quadri di pannelli fotovoltaici), utili a soddisfare il fabbisogno energetico di tre famiglie. A ideare Lybra è stato l'ingegnere trentino Andrea Pirisi del Polo tecnologico di Rovereto. E, come spesso accade, si tratta di un’invenzione nata quasi per caso: «L'idea di recuperare l'energia cinetica che un veicolo disperde in frenata, ci è venuta al bar – racconta divertito Andrea Pirisi, 32 anni laureato a pieni voti in ingegneria elettrica al Politecnico di Milano – al termine di una prima sperimentazione condotta due anni fa sulle onde marine. I risultati erano stati inferiori alla nostre aspettative e così abbiamo pensato: perché non trasferire il principio del recupero cinetico sulla terraferma?». È nato così il progetto che ora promette di sfondare in Trentino e non solo. nell'ambito del bando “Industria 2015 – Mobilità sostenibile” del Ministero dello Sviluppo Economico. MOTUS si propone di migliorare la gestione, la sostenibilità e l'eco-compatibilità della mobilità attraverso un cambiamento di paradigma che metta al centro il cittadino/turista come fruitore e costruttore dei servizi di infomobilità 2.0. Si tratta di una piattaforma di servizi capace di rilevare, aggregare e interpretare la mobilità urbana in tempo reale a partire da informazioni provenienti da infrastrutture eterogenee esistenti sul territorio e da dati provenienti dai dispositivi mobili presenti nelle aree di interesse. In questo modo, MOTUS sarà in grado di elaborare in maniera

innovativa i dati di mobilità allo scopo di sviluppare dei modelli di traffico sulla base dei quali costruire servizi di monitoraggio e planning che potranno essere utilizzati per pianificare interventi per il miglioramento di infrastrutture e servizi esistenti. I partner del consorzio MOTUS operanti nel territorio trentino svilupperanno principalmente il servizio di Ecomobilità, con il potenziamento, la pianificazione e la promozione dei servizi di mobilità e intermodalità privata alternativi (car sharing, car pooling, navette private, e servizi di trasporto pubblico) e la promozione ed incentivazione alla intermodalità "zero emissioni" (auto■ bici, auto-a piedi).


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n grande impianto geotermico, con ben sei pozzi lunghi 140 metri con relative sonde di diametro 15 cm e profondità 140 metri, elettropompe, sistemi di monitoraggio e serbatoi. Il nuovo impianto geotermixxxxx co targato Itea Spa (Istituto Trentino Edilizia Abitativa) sarà realizzato a Trento, nella sede della società, al fine di monitorare costi e benefici direttamente su un caso reale. Itea, attraverso l'utilizzo della geotermia, prevede un abbattimento del 50% dei costi per la climatizzazione estiva e invernale, nonché la riduzione del 50% delle emissioni di CO2. L'analisi delle caratteristiche logistiche, manutentive ed impiantistiche e degli apporti energetici del sistema geotermico servirà ad avviare in seguito uno studio sull'effettiva potenzialità di un simile impianto nel contesto ambienta-

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GEOTERMICO: ITEA DÀ IL BUON ESEMPIO COSTRUITO A TRENTO, NELLA SEDE DELL’ISTITUTO TRENTINO EDILIZIA ABITATIVA, SARà IL PROGETTO PILOTA PER DIFFONDERE QUESTO TIPO DI IMPIANTI ANCHE NEL RESTO DEL TRENTINO le della provincia trentina. Esiti positivi potranno permettere di valutare l'opportunità di estendere questa tecnologia anche al patrimonio immobiliare della società per coprire il fabbisogno energetico per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria. Attraverso la geotermia si possono, infatti, ridurre le spese energetiche, implementare la performance degli

CRE: IL LATO VERDE DELL’EDILIZIA

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elezionare i migliori materiali edili esistenti sul mercato, scegliendo tra quelli più tecnologicamente avanzati e quelli più “verdi” a disposizione è uno dei servizi fondamentali messo in campo dal Cre (Consorzio rivenditori edili), gruppo commerciale fondato nel dicembre 1999. Costituito da dieci società, è una delle più affermate realtà del Triveneto ed opera attraverso 24 punti vendita dislocati tra le province di Trento, Bolzano e Belluno. 

Le aziende consorziate - che vantano tre generazioni di attività commerciale nel campo dell’edilizia - dopo aver gestito in modo autonomo la loro attività hanno capito l’importanza di unire le forze per poter operare nel mercato in modo ancora più professionale e per garantire al cliente un servizio completo e altamente qualitativo. Così, i privati si affidano al Cre per costruire, ristrutturare o personalizzare le proprie case; i professionisti e le imprese del settore edile lo fanno per offrire un valore aggiunto importante al loro lavoro. In entrambi i casi, il consorzio assicura competenza, assistenza, e uno spirito green sempre più in linea con i nuovi moderni criteri del costruire.

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edifici, e migliorare la qualità di vita degli inquilini. Nello specifico, l'impianto di Trento funzionerà assieme all'impianto fotovoltaico da 6,5 kW, in modo da affrontare i periodi di picco senza eccessiva sollecitazione termica per il terreno che ospita le sonde. L'azienda, come dicevamo, mira ad abbattere di oltre il 50% la spesa annua per la climatizzazione estiva ed in-

vernale dei nuovi uffici (portandola da 8000 a circa 3900 euro) con tempi di ammortamento superiori a dieci anni. Realizzato da Itea insieme alla Fondazione Bruno Kessler e al Servizio Geologico Pat, l'impianto geotermico sarà ultimato entro il prossimo inverno ed è il primo passo concreto che il Trentino fa verso la geotermia di cui è maestra, in Italia, la Toscana. ■


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innovazione verde ha in Trentino un nuovo e importante punto di riferimento nel campo delle costruzioni e delle energie rinnovabili: la riqualificazione dell’ex Manifattura Tabacchi di Rovereto, un’icona della storia industriale del Trentino. Si tratta di uno della trentina di stabilimenti per la lavorazione del tabacco realizzati in Italia nella seconda metà dell'Ottocento, e ormai tutti dismessi: qualcuno è stato trasformato in museo, mentre quello di Rovereto è il primo in cui si sperimenterà un ritorno alla funzione produttiva, sia pure in tutt'altro ambito. Acquisita nel 2008 da Trentino Sviluppo (agenzia della Provincia autonoma di Trento) per 20,5 milioni di euro, l’area ospiterà dopo la ristrutturazione un polo produttivo legato ai temi della sostenibilità e delle tecnologie ambientali, con basi nel territorio della provincia di Trento ma concepito per servire un’area più estesa. Si è partiti con un plafond

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IL TABACCO SI CONVERTE AL GREEN L’EX MANIFATTURA TABACCHI DIVENTERà L’OMBELICO DEL MONDO PRODUTTIVO “VERDE”

da 730mila euro per il primo anno, utilizzati per i primi interventi di risistemazione e per il lancio del progetto che

definirà l'architettura degli 8,5 ettari di superficie e la sistemazione dei 56mila metri quadrati coperti dello stabili-

mento di Borgo Sacco. Il progetto, gestito da un'apposita società pubblica, Manifattura Domani, è stato affidato all'archistar giapponese Kengo Kuma. Dell’intero complesso, il 60% sarà destinato alla parte produttiva, il 18% sarà disponibile per il pubblico, e il restante 22% verrà utilizzato per il terziario e i servizi. «La zona dell’ex Manifattura ha caratteristiche uniche, e quindi vogliamo realizzare un progetto unico. Ho notato che a Rovereto è molto importante la presenza della natura. Nel nostro progetto ovviamente ci sarà anche molta tecnologia, ma questa non deve rubare la scena al contatto con il paesaggio. Mi piacciono molto i vigneti di Rovereto, ma devo dire che mi piace anche il buon vino. Non è una battuta: dove viene creato qualcosa di buono, anche il luogo deve essere buono», ha spiegato Kengo Kuma introducendo le linee guida del “Master Plan” per la Nuova Manifattura Tabacchi sul quale lavorerà insieme con Alejandro Gutierrez e Carlo Ratti. I tre architetti, secondo i caratteri della sostenibilità ambientale e dell'efficienza energetica, hanno previsto di allestire gli spazi destinati alle imprese, laboratori e servizi. ■


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i chiama "sa di legno" ed è stata realizzata a Sostasio di Prato Carnico (Udine) da Samuele Giacometti: è la prima casa in Italia e una delle tre al mondo ad aver ottenuto la certificazione "Pefc", lo schema di certificazione forestale più diffuso al mondo. Non è

una casa in legno qualsiasi, o meglio, non di un legno qualunque, bensì garantito al 100%: proviene infatti tutto da foreste gestite in maniera sostenibile. Nel caso speci-

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LA CASA DI LEGNO Più ECOSOSTENIBILE D’ITALIA è A UDINE, MA ANCHE IN TRENTINO NON SIAMO DA MENO. CON L’80% DEI BOSCHI CERTIFICATI E IL PROGETTO CASE LEGNO TRENTINO fico si può anche sapere da dove viene ogni singola trave, ovviamente a chilometro 0, o meglio 11, visto che il materiale utilizzato da Giacometti proviene da 11 chilometri di distanza dal punto in cui si trova la casa "Sa di legno". A questa realizzazione sono già stati assegnati riconoscimenti come il Casaclima award 2010 e la Bandiera verde 2010 di Legambiente. In Trentino, invece, le wood house hanno un nome: Case Legno Trentino. Il progetto si propone di valorizzare, in un contesto internazionale, le eccellenze locali nel campo della ricerca (Università, Ivalsa), il know how di imprese e istituzioni e il ruolo trainante

di Habitech Distretto tecnologico Trentino e GBC Italia nel settore dell'edilizia sostenibile, al fine di fare del Trentino un polo di eccellenza per l'edilizia in legno. Il progetto si propone anche di identificare e promuovere un marchio di prodotto che permetta all'intera filiera trentina del legno di svolgere un ruolo trainante sul mercato. La nostra regione, infatti, è quella che sta promuovendo maggiormente (con ottimi risultati) l’utilizzo del legno

come alternativa al cemento. E anche qui, in Trentino Alto Adige, ben l'80% dei boschi è certificato Pfec. Non solo, il Comune di Trento, ha addirittura deciso di promuovere maggiormente questa possibilità. Chi, infatti, decida di costruire in legno certificato è come se costruisse in modo “invisibile”: in altre parole le parti in questione non vengono conteggiate nelle perizie abitative, facendo aumentare altezze e l’area della struttura. ■ 27

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orpresa. Nel 2010 c’erano 35mila richieste di contributo per impianti fotovoltaici ferme al Gse. Questo accade spesso per l’errata compilazione della documentazione da presentare: «Una modulistica complicata (dalle 9 alle 12 procedure burocratiche) che necessità di una preparazione che molti installatori non hanno. Il problema è che solitamente chi installa l’impianto fornisce il servizio di modulistica ma non garantisce l’accesso alle tariffe incentivanti del Gse». Un aspetto non da poco. Ed è proprio questo uno dei plus di Wisolar, assicurare l’assegnazione delle tariffe

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GLI SPECIALISTI DEL SOLE incentivanti del Gse che permettono la resa economica e quindi l’autofinanziamento dell’impianto. A parlare è il direttore generale dell’azienda trentina, Michele Betta, che evidenzia un altro nodo cruciale: «L’impianto deve essere garantito in ogni sua parte, non solo i pannelli, ma anche gli altri componenti come l’inverter ed i cavi. In

CASE HISTOrY WISOLAR, AZIENDA TRENTINA SPECIALIZZATA NEL FOTOVOLTAICO “CHIAVI IN MANO”, COMPRESI I CONTRIBUTI DEL GSE, SUI CUI TAVOLI nel 2010 ERANO FERME 35MILA RICHIESTE DI FINANZIAMENTO. VEDIAMO PERCHé

CONTRIBUTI PER IL 2011: LE DISPOSIZIONE DELLA PAT

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er quanto riguarda la concessione dei contributi per interventi di risparmio energetico e di produzione di energia da fonte rinnovabile è confermato il sistema introdotto, negli anni scorsi, che prevede due distinte procedure, quella cosiddetta “semplificata”, che riguarda interventi già realizzati con un limite massimo di spesa ammessa fino a 40mila euro Iva inclusa, e quella cosiddetta “valutativa” che prevede la presentazione della domanda prima di iniziare l’intervento e che lo stesso abbia un valore di spesa superiore ai 40mila euro. Sono previste alcune eccezioni come nel caso di investimenti significativi nel settore dell’energia (con spesa massima ammessa superiore ad un milione di euro). Per quanto riguarda gli edifici si ritiene che l’introduzione delle misure di incentivazione degli indici edilizi volti a favorire l’uso di tecniche di edilizia sostenibile, già stabiliti con altri provvedimenti, rappresentino un aiuto sufficiente alla costruzione e ristrutturazione di edifici ambientalmente ed energeticamente virtuosi. Saranno esclusi dai contributi anche gli interventi che rientrano nei benefici fiscali previsti da norme nazionali, cosiddetti 36% e 55%, vale a dire i collettori solari, le coibentazioni termiche e le pompe di calore. Saranno invece ammessi ai contributi i generatori di calore a condensazione ma solo per i beneficiari privati. Per le Onlus questi limiti non valgono. In linea di massima si sono mantenute le disposizioni sulla non cumulabilità dei contributi con altre agevolazioni. Per quanto riguarda gli impianti fotovoltaici in rete si è deciso di incentivare solo quelli che presentano una potenza di picco non superiore a 3 kW, in analogia a quanto prevede la nuova normativa sul "Conto energia". Gli enti pubblici e

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gli enti strumentali non possono beneficiare di contributi ad eccezione di quelli necessari per la predisposizione di piani, studi, diagnosi energetiche, interventi dimostrativi. Sono previste misure di coordinamento tra la disciplina incentivante del settore energia e analoghe forme di contribuzione attuate da altri settori dell’amministrazione provinciale come industria, turismo, artigianato e commercio, agricoltura. I possibili interventi rientranti nei Patti territoriali sono ammessi al contributo. Per questi soggetti l’ammissibilità delle domande è subordinata all’acquisizione della valutazione di coerenza da parte del soggetto responsabile di ciascun patto territoriale.
La Giunta provinciale, con un altro provvedimento, ha approvato anche i criteri per la concessione di contributi per l’acquisto di veicoli a basso impatto ambientale e per la modifica dell’alimentazione con carburanti meno inquinanti. In questo caso sono sostanzialmente confermati i criteri validi in precedenza. Sono infatti previsti contributi per l’acquisto di nuovi motoveicoli elettrici e di nuove biciclette a pedalata assistita, per la modifica dell’alimentazione degli autoveicoli (metano e gpl) e per l’acquisto di nuove unità di navigazione a basso impatto ambientale. Possono beneficiare del contributo, soggetti privati, imprese e enti pubblici.
All’individuazione dei criteri, fatta con il provvedimento adottato oggi, seguirà l’approvazione del “Bando annuale”, con cui verranno definiti gli aspetti organizzativi di dettaglio, come i termini di presentazione delle domande di contributo, la modulistica da utilizzare e ogni altro aspetto di natura procedurale. Verrà infine individuato il budget di risorse messo a disposizione dall’Agenzia provinciale per l’energia.


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trentinoattualità questo momento in Italia un impianto fotovoltaico è garantito in media per cinque anni sui pannelli, per cinque anni sull’inverter e per vent’anni sul rendimento minimo dei pannelli. Troppo poco, in realtà, visto che un impianto che copra il fabbisogno di una famiglia viene ammortizzato in circa dieci anni». Per questo Wisolar ha studiato una polizza ad hoc con la compagnia assicurativa Itas ed oggi è in grado di offrire una garanzia di vent’anni su tutto l’impianto (su pannelli e inverter, contro difetti di produzione, atti vandalici, agenti atmosferici e furto), ma soprattutto che tale garanzia sia attiva a partire dall’installazione dell’impianto: «Logico? Dovrebbe, in realtà le garanzie usualmente partono da quando i pannelli vengono collegati alla rete, e questo può accadere anche dopo 15 giorni o un mese dal loro montaggio effettivo: se in quel lasso di tempo grandina o succede qualsiasi altra cosa, i pannelli non sono coperti da garanzie». Altra questione, la resa energe-

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tica: per fare in modo che il vostro impianto fotovoltaico funzioni alla perfezione, Wisolar integra un sistema di telecontrollo su ogni suo impianto, in modo da avvisare immediatamente – assistenza tecnica, proprietario ed azienda produttrice – qualora la produzione di energia elettrica dovesse interrompersi per malfunzionamenti. Il costo di tutto questo? «WiSolar vanta prezzi competitivi sia per impianti residenziali

che industriali, offrendo alla clientela solo celle fotovoltaiche e inveter made in Italy. Questo garantisce un'alta qualità e tracciabilità del prodotto», spiega il direttore generale. L’azienda di Betta è un esempio virtuoso di servizio a 360 gradi, che, infatti, è stato premiato dal mercato: fondata nel 2009 a Trento, in pochi mesi i dipendenti sono passati da 5 a 22, il mercato si è allargato dal Trentino a Lombardia,

Veneto ed Emilia Romagna e per il 2010 le previsioni sono di arrivare a montare 150 impianti fotovoltaici, di cui cento per consumo domestico (3-5 kW). Il fatturato si attesta un po’ sopra i 2 milioni di euro, non male per un’azienda appena nata e che ha l’occhio lungo: «Il progetto – conclude Betta – è quello di fornire, a partire da quest’anno, un pacchetto completo per la riqualificazione energetica, non solo impianti fotovoltaici». ■

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esperienza acquisita nella progettazione e nell'installazione di decine di migliaia di impianti ad energia solare, supportata da un team giovane di professionisti. Sono questi gli hatu di Solarplus, l’azienda di Spini di Gardolo in grado di soddisfare qualsiasi tipo di esigenza nel campo del fotovoltaico e del solare, fornendo consulenze e soluzioni diverse a seconda delle problematiche dell'impianto o della richiesta di informazioni sulla resa e sul risparmio energetico, nonché

Impianto a parete

sull'esistenza di eventuali agevolazioni territoriali. Un team di professionisti che hanno seguito appositi corsi di formazione e valutazione,

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ANCHE IL SOLE DIVENTA HI-TECH PAROLA DI SOLARPLUS, ESPERTI DI IMPIANTISTICA SOLARE E FOTOVOLTAICA AD ALTA TECNOLOGIA e sono tutt'oggi soggetti a corsi di aggiornamento per fornire al cliente un servizio sempre nuovo ed efficiente. Solarplus opera sulle importanti piazze di Trento, Bolzano, Verona, Bergamo, Brescia, Rovigo e Ferrara ed è in continua espansione sul mercato grazie a delle strategie mirate che puntano esclusivamente alla massima soddisfazione del cliente. Grazie a questo, a Solarplus nel 2008 è stato riconosciuto il blasonato premio “Italia che lavora”. Oltre all'installazione di impianti ad energia solare, grazie alla continua formazione di tutte le figure tecniche aziendali, Solarplus elabora progetti e realizza impianti sia nel settore elettrico sia nel settore Impianto integrato

termoidraulico. L’obiettivo? Garantire un prodotto ed un servizio altamente professionale sempre migliore. La forte motivazione alla ricerca tecnologica ha spinto l’azienda già da diversi anni a stringere accordi commer-

ciali con Schüco e Kloben, rispettivamente leader mondiali nel settore fotovoltaico e solare, grazie ai quali è in grado di fornire un eccellente rapporto qualità/prezzo. Così in Trentino anche il sole di■ venta hi-tech.

Impianto non integrato Impianto parzialmente integrato

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l legno viene recuperato da baite, masi e casolari della Val di Non e, dopo un delicato ripristino, viene riutilizzato per le nuove interpretazioni del vivere quotidiano. Il trattamento che viene fatto al legname di recupero è difficile e complesso, ma riesce a restituire al loro antico splendore i legni nobili per reimpiegarli in

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TUTTO IL VERDE DELLA TRADIZIONE E DEL RECUPERO LUCIO SEPPI RECUPERA IL LEGNO DA BAITE, MASI E CASOLARI DELLA VAL DI NON. E LI TRASFORMA IN RAFFINATE CREAZIONI PIENE DI CHARME manufatti di grande qualità che rispondono alle esigenze di una clientela particolarmente esigente. È questa la proposta di Antico Trentino, l’azienda che Lucio Seppi ha

DORMIRE GREEN E L’ARTE DEL FUTON

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l futon è un materasso originario della cultura giapponese. Veniva confezionato secondo antiche tecniche orientali utilizzando materiali naturali e confortevoli: strati di fibre di cotone grezzo racchiusi in una fodera di tessuto. Il futon e la sua filosofia si stanno largamente diffondendo nel mondo occidentale per la versatilità e la comodità di questo particolare materasso, che può fungere da letto o divano e può essere posizionato direttamente sul pavimento, su reti a doghe o sul più tradizionale tatami, comodo e cedevole nella misura giusta a sostenere il peso del corpo. Dove trovare il futon in Trentino? Ad esempio da Isi House, negozio di Trento specializzato in articoli bio.

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creato ampliando la sua precedente attività in Val di Non. Nello show-room di Affi, in provincia di Verona, si posso ammirare le sue creazioni, in cui ritorna tutto il suggestivo sapore delle antiche case di montagna impreziosite da mobili, pavimenti, soffitti e intere pareti in legno massiccio piallato a mano, oliato e cerato.
 L’azienda propone pavimenti in doghe esclusivamente in legno antico e, per i soffitti, travature in legno di abete, larice e rovere di vari diametri e lunghezze, tutte asciate a mano e volutamente irregolari. Anche i soppalchi possono essere spazzolati con apposito trattamento. I legni principalmente usati sono il larice, l’abete, l’olmo, il castagno, e il noce nazionale. Per le pareti sono previste boiseries non distinguibili

da quelle antiche, e i mobili possono essere dipinti alla vecchia
maniera o più sobriamente in legno a vista. Armadi e arredamenti sono fatti su misura. Qualsiasi oggetto uscito da questi laboratori viene curato in ogni particolare e rivela una mano appassionata per le cose vecchie e l’amore per le origini montanare del suo titolare. Molto legato alle tradizioni trentine, Lucio Seppi nella sua proposta si differenzia sia dall’esuberanza dello stile “cortinese”, sia dallo specifico etnico del mobile tradizionale tirolese, ma su richiesta particolare del cliente può far rivivere qualsiasi stile alpino del presente e del passato. 
Tutta la produzione Antico Trentino è frutto di un'anima artigianale che rende unica e inimitabile ogni singola realizzazione. E, ovviamente, anche green. ■


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ei piccoli paesi, centri storici ricchi del fascino di una storia secolare e di una radicata tradizione di ospitalità, adagiati lungo il corso dei torrenti Cismon e Canali. Fiera di Primiero, vivace centro amministrativo e commerciale della valle che ha dato i natali a Luigi Negrelli (1779-1858), ingegnere ferroviario e progettista del Canale di Suez, ricorda talora nell’architettura lo stile del Tirolo, con i tratti gotici del Palazzo delle Miniere (oggi museo) e della chiesa Arcipretale che dominano dall’alto.
Da Fiera si raggiunge in breve tempo il centro di Transacqua, un accogliente paese dalle chiare origini rurali che negli ultimi decenni si è gradualmente trasformato in amena e soleggiata località di villeggiatura, con ampi spazi verdi e numerose passeggiate. Sotto il colle di San Vittore si raccoglie Tonadico, pittoresco centro storico costituito da un reticolo di vie ornate da affreschi secenteschi, collegato a Fiera dalla più recente frazione di

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PRIMIERO GREEN VALLEY L’antica valle trentina sta lavorando per diventare una Oil Free Zone®. Ecco il progetto di Habitec Tressane. È sovrastato all’orizzonte da Castel Pietra, posto a guardia delle Val Canali. Siror è l’ultimo centro di Primiero prima di salire a San Martino di Castrozza, con piazzette che si schiudono all’improvviso, ricche di affreschi e allietate dallo scroscio delle fontane in pietra in stile veneziano. 
Superata la stretta gola dello Schenèr, oltre la rupe con l’ardita chiesetta di San Silvestro, si apre improvvisa la valle di Primiero con il suo primo paese, Imer, che digrada dolcemente lungo le pendici del monte Bedolé. 
Lasciando

ARRIVANO LE BAITE CLEANTECH

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on due architetti di fama – Carlo Ratti e Matteo Thun – e due progetti pilota, parte il progetto baite tecnologiche lanciato l’anno scorso dalla Provincia di Trento per valorizzare tradizione e innovazione indirizzandole all’obiettivo del turi-smo sostenibile. Il progetto – che dovrebbe coinvolgere circa 120 immobili – prevede che i primi due interventi dimostrativi saranno realizzati su edifici di pro- prietà pubblica, uno nella valle del Vanoi e uno nella valle del Chiese, con la proposta di soluzioni tecnologiche alternative: le baite saranno il più possibile autonome dal punto di vista energetico e renderanno visibili le modalità di intervento dal punto di vista architettonico. Il recupero dovrà essere effettuato con tecnologie innovative, secondo principi di edilizia sostenibile, per un utilizzo a fini turistici anch’esso ecosostenibile.

sulla destra l’incisione della Val Noana – suggestiva gola ai piedi delle Vette Feltrine – si giunge a Mezzano. Il borgo mostra il proprio passato rurale, con un centro storico che offre suggestivi angoli dove si esprime al meglio tutta l’accurata semplicità dell’architettura primierotta. Benvenuti in Primiero, destinata a diventare Oil Free Zone ® grazie al progetto “Green Valley” di Habitec. L’intento è quello di dare una nuova identità alla valle, dove anche la mobilità possa essere alimentata da fonti rinnovabili prodotte localmente: biometano, energia idroelettrica e idrogeno (da elettrolisi e steam-reforming). Le opportunità che la produzione e la gestione dell’energia offrono possono essere valorizzate attraverso la promozione di un sistema di mobilità alternativo che integri i servizi pubblici con mezzi a basso impatto ambientale e la disponibilità di “mezzi alternativi” per il turista ad integrazione del servizio stesso, quale esperienza di una nuova mobilità (mobilità dolce, veicoli elettrici, carsharing). Nuove opportunità possono emergere dalla creazione di relazioni con località nelle quali hanno avuto successo proposte di mobilità sostenibile

(come ad esempio l’austriaca Zermatt) o alla partecipazione a reti internazionali di mobilità dolce (http://www.alpinepearls.com/home.php) a cui il Primiero può portare un contributo innovativo. Su questo fronte si può ripensare non solo la mobilità delle persone e dei turisti ma anche intervenire sulla logistica delle merci in valle, sulla scia dei diversi progetti di “city logistics”, riconfigurati in chiave di “valley logistics”. Obiettivo è la riduzione dei costi esterni del trasporto (sia materiali che in termini di immagine per il turista che percorre la valle dietro un camion) ma anche un supporto logistico alle possibilità di chiusura al traffico dei centri ■ dei Comuni. 33

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e bollette del riscaldamento sono la spada di Damocle della maggior parte degli italiani, ma non per Massimo Caceffo e Raffaella Armanini, rivani del Varone, che hanno vinto il concorso indetto dalla Provincia e dal Wwf per la casa a minor impatto energetico d’Italia. Due piani, giardino, tavolino per le cene d’estate, ma soprattutto niente riscaldamento. Non ci sono i termosifoni, né a parete né a pavimento. Non c’è la caldaia, ma solo un impianto di ricircolo d'aria con recupero del calore. Ha un tetto verde e vetrate a triplo spessore. La loro casa non consuma combustibile, eccezion fatta per una stufa accesa solo in casi di particolare necessità – come eccezionali picchi di freddo – e che in un anno (2010) ha consumato pochi chili di bricchetti, spendendo 35 euro. Il riscaldamento è

LA MIGLIORE CASA PASSIVA D’ITALIA è TRENTINA PREMIATA ANCHE DAL WWF, è QUELLA DI MASSIMO CACEFFO E SI TROVA A VARONE. INDIPENDENTE ENERGETICAMENTE PER IL 90% DEL SUO FABBISOGNO assicurato dall’uso quotidiano della casa, attraverso il recupero del calore prodotto da elettrodomestici, cucina e accessori, oltre che alla valorizzazione del calore solare che entra dalle grandi finestre. Una casa definitiva “passiva” proprio perché non consuma ma “assorbe” energia e calore dall’esterno: attraverso i pannelli solari (per l’acqua calda), fotovoltaici Vesti il tuo BAMBINO di natura 100% sano 100% naturale 100% biologico

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SEGRETI DELLA CASA PASSIVA DI VARONE

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(per il fabbisogno totale di energia elettrica), attraverso le forti isolazioni ottenute con materiali speciali, con cappotti aggiuntivi, con il giardino sul tetto e con tripli vetri isolanti. Insomma, il risultato finale è un risparmio energetico attorno al 90%. La casa di Varone, proprio grazie all’impegno e alla passione dei Caceffo, ha vinto il concorso «Meglio… far meglio», indetto dalla Provincia (assessorato ai lavori pubblici, ambiente e trasporti e Servizio pianificazione energetica e incentivi) e dalla società ricerche e progetti del Wwf (WwfRP) per divulgare e sensibilizzare i

ell’edificio di Varone si è prestata particolare attenzione all’involucro, composto dal tetto, dalle pareti e dal pavimento. Il tetto è stato isolato con circa 40 cm di spessore e ricoperto di terriccio vegetale per creare un giardino estensivo, mentre di 25 cm sono invece gli spessori di isolamento di pareti e fondamenta. Fondamentali risultano poi le parti vetrate: l’edificio di Varone possiede ampie vetrate sul lato est e sud, sia al primo piano che al piano terra, che ricevono direttamente energia solare durante i mesi invernali, mentre in estate il calore in eccesso viene fermato attraverso frangisole orientabili. I serramenti sono in legno con vetri a doppia camera. L’edificio, oltre ad avere un involucro perfettamente coibentato, è anche a perfetta tenuta e non ha perdite d’aria. Questa situazione di completa “ermeticità”, unita al fatto di voler garantire un reale ricambio d’aria interno dei vari locali, necessita di un impianto di “ricircolo d’aria con recupero del calore” che portano all’esterno l’aria viziata e introducono aria pulita, dopo che la stessa è stata filtrata attraverso appositi filtri antipolvere e antipolline. Tale impianto, è sufficiente a garantire per tutto l’anno anche la temperatura ideale interna, grazie al recupero di calore fino al 95%, per mantenere nell’ambiente aria alla temperatura ideale, immettendo la stessa in modo lento e assolutamente silenzioso. All’impianto di ricircolo è poi stato affiancato quello di riscaldamento, soltanto per aggiungere del calore eventualmente necessario in alcune giornate nei mesi più freddi dell’anno, dicembre-gennaio. Si tratta di una piccola stufa/caminetto (nell’inverno 2009/2010 sono stati bruciati 300 kg di bricchetti). Infine, l’acqua calda sanitaria è garantita da pannelli solari, mentre la produzione di corrente elettrica è assicurata da pannelli fotovoltaici, un impianto che lo scorso anno ha permesso di coprire il 100% del fabbisogno energetico complessivo dell’edificio.. cittadini sulle buone pratiche ecologiche e sul risparmio energetico. Erano sessanta gli edifici residenziali iscritti al concorso, ma la casa progettata e costruita meglio è risultata essere proprio quel-

la rivana, che, tra l’altro, è il primo edificio residenziale in Italia ad ottenere la certificazione di “Casa Passiva”, lo speciale riconoscimento assegnato da un istituto tedesco attraverso il Centro di

Fisica Edile di Bolzano. Da questa esperienza nascerà anche un opuscolo divulgativo per le scuole e per tutti i residenti del Trentino, con informazioni e indicazioni su consumi ed emissioni. ■

Il vero legno nella tua casa

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utilizzo del legno nella costruzione di case è cosa antica, ma la tecnologia di oggi permette un utilizzo sempre più presente e soprattutto è possibile edificare in svariate forme creando atmosfere calde con effetti straordinari e multiformi. Il legno è un modo nuovo per costruire con un materiale che non è solo tradizionale ma anche rinnovabile e quello lamellare in particolare sta trovando sempre più spazio e credito nel settore delle costruzioni offrendo grandi possibilità alternative e concorrenziali. È questa la materia prima

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LA CASA FATTA DAL SARTO SI CHIAMA SILVER E A REALIZZARLA, SECONDO TUTTI I VOSTRI DESIDERI, è FRANCO SILVESTRI utilizzata dall’azienda Franco Silvestri di Ravina, quella che da mesi si fa notare da chiunque passi dall’autostrada A22, in prossimità di Trento. L’immensa struttura in legno

in costruzione non passa certo inosservata: ben oltre 4mila metri quadri di struttura, che ospiteranno l’attività di uno degli esperti più all’avanguardia del legno trentino,

con tanto di sede anche in Umbria. L’azienda utilizza materie prime ecocertificate secondo gli standard Pefc di buona gestione forestale e nella realizzazione dei suoi

Silvestri Srl - Castoro: arredi e strutture in legno per esterni

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n Trentino, la lavorazione del legno, dal taglio al prodotto finito, è sempre stata una delle principali attività su cui le economie locali basavano la propria ricchezza. Il legno, bene prezioso, rimane tutt’ora un patrimonio per il Trentino, come anche le aziende che hanno raccolto la tradizione del “saperlo lavorare”. Un esempio importante è la Silvestri Srl – Castoro di Mattarello. «La nostra famiglia opera nel settore della lavorazione del legno dal 1919 racconta il titolare Enzo Silvestri. L’esperienza maturata nel corso del tempo e tramandata di padre in figlio da tre generazioni, vanta una grande professionalità basata su un’organizzazione imprenditoriale ed uno staff altamente qualificato». Grazie a macchinari innovativi, l’azienda progetta e realizza un’ampia gamma di prodotti per esterni in legno di altissima qualità: dalle strutture per giardino, come pergole, gazebi, casette e chioschi, ai prodotti specifici per parchi, come giochi per bambini, bacheche, recinzioni e tabelle segnaletiche; dai pavimenti per terrazzi

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ai bordi piscina e vasche idromassaggio, senza dimenticare i complementi di arredo come tavoli e panche e fioriere.«Progettazione, montaggio, consulenza e servizio post-vendita sono i punti forti della nostra azienda – spiega Enzo – così come il costruire “fuori standard”, assecondando di volta in volta le necessità del cliente». La Silvestri Srl – Castoro, però, non è solo legno. Di fatto grazie ad alcune collaborazioni con importanti aziende del settore riesce a soddisfare qualsiasi tipo di richiesta indirizzata a prodotti di altre tipologie di materiali, ricercando sempre design originali ed innovativi.


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Arredi e strutture in legno per esterni

progetti si attiene al protocollo Casa Clima. Silvestri realizza su disegno architettonico del cliente case ed edifici a basso consumo energetico chiamate case Silver. In tutto e per tutto sartoriali. La casa Silver è realizzata con pannelli strutturali in legno massiccio a strati incrociati incollati.«Siamo in grado di verificare sia le strutture per le azioni sismiche e per la resistenza al fuoco, sia per

il risparmio energetico con la certificazione energetica. La Casa Silver si può pensare come una normalissima casa in muratura ma con tutti i vantaggi di una casa in legno. I nostri progetti garantiscono tempi di costruzione brevi e certi ed esaudiscono qualsiasi vezzo architettonico», spiega il titolare dell’azienda che porta il suo nome e realizza anche tetti in legno, travi speciali per la copertura di impianti sportivi, industriali e civili e molti altri prodotti. Tutti rigorosamente i legno lamellare. ■

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agricoltura biologica è un metodo di coltivazione e di allevamento, per la produzione di materie prime per diversi usi, che ammette l’impiego di sostanze naturali ed esclude l’impiego di sostanze chimiche di sintesi, nonché di organismi geneticamente modificati (OGM) o prodotti da essi derivati. Gli obbiettivi di questo metodo sono la conservazione dell’ambiente, il rispetto degli equilibri naturali nonchè la tutela della salute dei consumatori e degli operatori agricoli. In provincia di Trento, l’agricoltura biologica rappresenta una realtà che si è andata sviluppando fin dalla fine degli anni Settanta, promossa da varie associazioni e si è successivamente affermata in territori come la Val di Gresta (orticoltura), la Val Rendena (zootecnia), la

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AGROALIMENTARE BIO IN TRENTINO Una realtà in continuo aumento. E a crederci di più sono gli uomini (e le donne) del vino Val di Non (frutticoltura), la Valle dell’Adige e la Valsugana (frutticoltura e viticoltura), valorizzando le risorse ambientali e le potenzialità produttive di tali territori. L’agricoltura biologica in Trentino viene praticata principalmente in aziende di piccole dimensioni, con una produzione relativamente contenuta e diversificata. Ma il suo peso sta crescendo sempre di più.

IL PINOT NERO BIODINAMICO DI PISONI

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agricoltura biodinamica, che si basa sull'idea della natura in equilibrio e su sistemi produttivi sostenibili, ha permesso all'azienda vitinologica di Stefano Pisoni, a Pergolese di Lasino , di fare il salto di qualità e aggiudicarsi riconoscimenti prestigiosi come il primo posto al Concorso nazionale del Pinot Nero d'Italia, premio più importante per questa varietà di vino. Con un fatturato annuo di 300mila euro e una produzione di 50mila bottiglie tra Pinot Nero, VinSanto e Sarica (Pinot nero e Syrah, uvaggio esclusivo dedicato alle figlie), l'azienda agricola Pisoni, che si sviluppa su una superficie di 16 ettari, esporta anche all'estero e in particolare in Germania e negli Stati Uniti. Nel 2006 la struttura si è convertita al biodinamico. «Tutto è partito – racconta Stefano Pisoni, titolare con il cugino Marco – dall'osservazione dei risultati delle aziende che producevano con queste tecniche: al prodotto esteticamente appetibile si aggiungeva anche un'ottima qualità». Hann subito risposto bene i privati: «I clienti hanno dimostrato di apprezzare la nostra conversione. È vero che oggi, complice la crisi, si spende meno, ma la tendenza è quella di acquistare una bottiglia in meno, ma ottima».

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LA BIOCESTA VAL DI GRESTA A CASA TUA… O QUASI

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ome fare per avere i prodotti della Valle degli orti biologici del Trentino? Con la Biocesta Val di Gresta. È formata da almeno 5/7 ortaggi da agricoltura biologica certificata, con un assortimento variabile in base alla stagionalità dei prodotti (e in caso di carenza di prodotto ne verranno utilizzati altri di aziende esterne biologiche certificate). Costa dieci euro e per averla bisogna ordinarla sul sito www.valdigresta.org. Una volta alla settimana, il mercoledì, potrete ritirare la vostra Biocesta in questi punti vendita: a Trento da Al.Ma Frutta in via Maccani, nel negozio della Federazione provinciale allevatori di via delle Bettine, da Formaggi Trentini di via Lunelli; a Riva del Garda all’Agraria di Riva di via San Nazzaro; a Rovereto da Specialità Alimentari di via Paoli. Il traino arriva dai consumi, secondo i dati Ismea aumentati del 6,9% sul territorio nazionale nel solo 2009. Per rispondere all'aumento della domanda – secondo i dati dell'Ufficio per le produzioni biologiche della Provincia autonoma di Trento – dal 2003 la superficie coltivata con questi metodi è aumentata fino ad arrivare a 4.470 ettari. Le superfici frutticole passano sono oggi 275 ettari,

contro i 249 del 2009 (+10%), quelle orticole 185 (erano 171 due anni fa, +8%), quelle di olivo 40 (+25% in un anno), ma è il settore vinicolo a fare l’exploi maggiore: 153 ettari nel 2009, 223 nel 2010, ovvero un +45%. Il numero delle aziende iscritte nell’elenco provinciale degli operatori biologici è passata da 397 del 2009 agli attuali 453 (+14%). In ascesa è anche il volume d'affari espresso dal biolo-

Pianeta • • • • • • •

Prodotti erboristici Tisane e infusi Tinture madri e composti Integratori alimentari Fiori di Bach e fiori australiani Lampade di sale Cosmetica naturale:

gico, che supera i 10 milioni secondo quanto risulta da un indagine del Il Sole24 Ore NordEst, contro i 430 complessivi realizzati dal comparto agricolo nel 2008. «Un comparto – sottolinea Giampaolo Sassudelli del Servizio statistica della Provincia – il cui valore aggiunto è pari al 3% di quello complessivo dell'economia trentina». Potenzialità, quelle del biologico, che la Giunta Dellai sta

valorizzando. «La Provincia – dice l'assessore all'Agricoltura, Tiziano Mellarini – promuove ogni anno iniziative tecnico-dimostrative per sviluppare e diffondere la conoscenza delle tecniche di coltivazione biologiche e ha anche avviato un piano per diffondere l'utilizzo del biologico nella ristorazione collettiva. Con la revisione dei regolamenti comunitari, infine, il settore è stato aperto alle

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produzioni dell'acquacoltura e siamo in attesa del regolamento sul vino biologico ». In provincia l'Associazione trentina agricoltura biologica e biodinamica (Atabio) riunisce un terzo delle aziende di settore. L'associazione ha svolto un'indagine a campione sul 30% dei produttori, la quale, oltre a confermare il trend positivo, ha evidenziato le peculiarità delle aziende del territorio, caratterizzate da conduzione diretta con commercializzazione in proprio e contraddistinte da una grande attenzione alle tecnologie eco-sostenibili. «Con la coltivazione biologica si perde un 30% del prodotto – evidenzia Stefano Debiasi, presidente di Atabio – ma se la vendita è diretta i prezzi sono di poco superiori a quelli dei prodotti convenzionali. La Provincia

INFUSI 10 E LODE E ALTISSIMA QUALITà A PREZZI LOW

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’è solo l’imbarazzo della scelta tra i prodotti dell’Agriturismo La Fonte, primo ecoagriturismo biologico realizzato in montagna, immerso in diversi ecosistemi tra cui il bosco ed il torrente, che si dipana in tre fabbricati, ristrutturati con materiali naturali e biologici, dotati di energia rinnovabile con pannelli fotovoltaici. La presenza di vari animali assicura la produzione di latte, uova, lana, carne. Nelle vicinanze si trova un mulino ad acqua tuttora funzionante di cui La Fonte cura la gestione. Spiccano la produzione e vendita di estratti di fiori trentini, la composte di nespole e la verdura secca, ma anche fantastici formaggi e yogurt. E molto altro ancora, a prezzi davvero friendly. I prodotti si ordinano anche online sul sito www.la-fonte.org. stessa vuole incentivarne il consumo, tanto che ha finanziato con 15.600 euro un'indagine da noi condotta, in collaborazione con la facoltà di Sociologia di Trento, sull'alimentazione in seicento mense scolastiche del territorio, per capire quanto si punti sul prodotto territoriale». ■

I SUPER PRODOTTI DI MASO DEL GUSTO E LE MELE DI RAMPANELLI

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ionieri del biologico. Sono Roberto Loner e la sua famiglia, che dal 1981 coltiva i suoi 18 ettari nella periferia di Nave S. Rocco senza antiparassitari di sintesi e concimazione minerale. Il risultato è una qualità estrema in tutti i prodotti che il Maso del Gusto propone: in primis le persecche, ma anhe i succi e le merendine energetiche a base di mele. Da Nave S. Rocco spostiamoci a Spormaggiore, dove si trova l'azienda di Giuseppe Rampanelli. Nella struttura di 15 ettari vengono prodotti 5mila quintali di mele bio, per un fatturato annuo di oltre 500mila euro. Nata nel 1988, l'azienda si è subito convertita al biologico. «Ho iniziato 20 anni fa, quando di questo settore si parlava ancora poco. Quello che viene spruzzato sulle piante finisce nel terreno,nell'acqua e lo respira chi lavora la campagna. La scelta ci ha premiati: siamo partiti con un ettaro e mezzo per poi crescere tutti gli anni». La richiesta del mercato, del resto, non manca e nel 2000, con un investimento di un miliardo di vecchie lire, Rampanelli ha allestito nel magazzino un piccolo centro di lavorazione che gli permette di vendere il prodotto confezionato.

Faunalpina Incontri ed emozioni foto di arturo rossi testi di sandro zanghellini

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ecologia sbarca anche nel mondo dei giocattoli. Da qualche tempo, infatti, si è diffusa una nuova idea di giocattolo, che oggi deve rispettare l'ambiente grazie all'uso di materiali naturali come il legno o il cotone, ma anche grazie alla manodopera che non sfrutta gli abitanti dei paesi in via di sviluppo. E che ovviamente consente ai più piccoli di giocare in totale sicurezza, senza l’incubo di sostanze nocive pronte a intaccare la salute. La scelta è sempre più ampia e, oltre ai giochi in legno e cotone, ci sono oggi anche quelli in cartone e in materiali ricilati. La linea di giocattoli ecologici Green Toys, ad esempio, è la prima linea di giocattoli in plastica riciclata al mondo. I giochi spaziano da prodotti classici per il gioco del bambino – come un set di pentolini e piattini, un set con la teiera e le tazzine per il tè – a un innovativo camion netturbino, oltre all’intramontabile cassetta per gli attrezzi. I prodotti sono fabbricati negli Stati Uniti, in California, e sono composti

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GIOCARE CON L’AMBIENTE ANCHE I GIOCATTOLI DIVENTANO GREEN: DI LEGNO, DI CARTONE, DI COTONE, FATTI CON MATERIALI RICILATI, FUNZIONANTI CON CELLULE FOTOVOLTAICHE al 100% da plastica riciclata post-consumo (contenitori del latte). E erché non proporre ai nostri figli anche giochi che non necessitano di batterie e che, ad esempio, siano dotati di piccole cellule fotovoltaiche? In Trentino, uno dei riferimenti per i giocattoli “verdi” è “Giochimpara” di Pergine Valsugana (in via Dante 210, tel. 0461/534266): dai giocattoli in legno trattato con particolari cere protettive – al posto delle comuni vernici – ai giochi didattici per sviluppare le capacità creative e l’apprendimento anche inconscio dei bambini, nel negozio

Casa ecologica: Questa casa è un buon esempio di come sia possibile offrire ai bambini piccoli spunti per riflettere su grandi temi. Nella confezione si possono trovare: pala eolica, contenitore per raccolta differenziata, recipiente per acqua piovana, veicolo a batteria e pannelli solari.

di Adelio Da Ronch non c’è che l’imbarazzo della scelta. E non mancano nemmeno i giochi didattici per scuole, enti pubblici e Comunità. ■

Tenere bambole: Trattasi di bambole che hanno una forte valenza affettiva, di aspetto semplice ed informale, occhi che ti guardano, orecchi e naso fatti per essere toccati ed afferrati. Bambole ma anche oggetti tradizionali, in grado di suscitare immediata empatia e quindi utili anche per bambini e adulti con disagio psichico.

Ciclo in legno: Ciclo costruito in gran parte in legno, recentemente si sono scoperti i vantaggi di questo tipo di veicolo, molto utile per la conquista dell`equilibrio prima della "prima bicicletta".

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trentinoincontri di Francesca Negri

un caffè a casa di...

Piera graffer LO YETI DEL BONDONE AVREBBE VOLUTO ESSERE COME LA CAIETTANA DI GOYA, INVECE VIVE SOLA SUL MONTE BONDONE, DOPO VENT’ANNI TRASCORSI ALL’ESTERO. PIERA GRAFFER SI RACCONTA E NON HA DUBBI: «I TRENTINI NON SONO GREEN E I RICCHI DEL monte BONDONE dovrebbero UNA VOLTA PER TUTTE TIRARE FUORI IDEE E SOLDI PER FAR RIVIVERE QUESTA MONTAGNA»

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cronisti devono essere sempre pronti a tutto, si sa. Ma chi se lo aspettava che per intervistare Piera Graffer, figlia del noto impiantista Nino Graffer, ci fosse da fare una ciaspolata sul Monte Bondone? Così, la cronista pronta a tutto ma non a togliersi il suo tacco 15, ha sudato sette camicie (comprensive di caduta a gambe all’aria e infossamenti ripetuti fino al ginocchio nella neve) per raggiungere l’abitazione dell’eclettica signora. Ogni intervista ti regala sempre qualche insegnamento e questa, ancora prima di incominciare, mi ha sicuramente dato la convinzione di mettere nel baule della macchina non solo gli 42

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stivali di gomma, ma anche i doposci e i ramponi. Non si sa mai. Quanto a Piera Graffer, la prima cosa da dire è che è una strega, tanto da scriverne un libro “Il seme dell’apocalisse”, di cui non ha problemi a dire che una delle cinque streghe protagoniste, vittime dell’Inquisizione nel Trentino del 1600, è lei. E tanto da averne di appese in ogni angolo della casa, compreso un lampadario tutto tempestato di streghette che, inforcando la scopa, penzolano allegre sopra un tavolino pieno di libri. In camera da letto, invece, lei dorme con Martin Lutero: lo ha dipinto su un quadro e messo proprio ai piedi del letto. Quando è in

salotto, invece, è in compagnia di vari personaggi del Concilio di Trento, che lei, professione pittrice e scrittrice, ha dipinto sul soffitto, infilandoci dentro anche Liz Taylor e scene conturbantemente amorose di Bernardo Clesio. Ma la donna che lei avrebbe voluto essere è un’altra. La caiettana di Goya.


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Il libro che sta leggendo in questo momento? Sto leggendo per la quinta volta Guerra e Pace di Tolstoj. Un libro che consiglio a tutti. Il piatto preferito? Se lo potessi mangiare tutti i giorni, il tortel de patate, ma siccome non voglio morire giovane, mi piace pane olio e aglio. Il film preferito? Ah, che bella domanda. Voi siete troppo giovani per i film che piacciono a me. Per esempio “Les entant de paradis”, pellicola francese del dopoguerra. E altre come questa, strepitose. Anche “Il cielo sopra Berlino” di Wim Wenders mi piace molto. Se non avesse fatto quello che ha fatto, cosa avrebbe voluto fare? Io credo che ognuno di noi nasca col suo destino. Non puoi fare una cosa diversa. La cosa più difficile al mondo è scappare da se stessi, non ci si riesce. La cosa che le fa più paura? Che succeda qualcosa ai miei figli. Il suo sogno ricorrente? Nei miei sogni vado in Caucaso, perché è il paradiso terrestre. Sono una di loro, vivo la loro vita, le loro leggende e le loro storie.

Come mai la caiettana? Perché era una donna bellissima che ammaliava tutti senza dare niente in cambio. Ecco, così mi sarebbe piaciuto essere. Per questo l’ho dipinta in tutta la mia casa. E invece Piera Graffer chi è? Giovanni, mio nonno, era chiamato “l’orso del Bondone”. Io invece sono lo yeti, così mi chiamano i miei amici. Piera Graffer è una donna solitaria. Vive sola in una baita dal sapore antico, piena zeppa di quadri, libri, lettere di amici (tra cui quelle del famoso scrittore John Le Carrè) incorniciate e messe alle pareti, fili appesi da un angolo all’altro delle stanze

da cui penzolano indiscriminatamente uva da seccare («me ne regalano troppa, così la secco e la posso mangiare anche in inverno») e cartoline, ninnoli e tappi di sughero, moltissimi tappi di sughero («mi piace fare festa, e questi sono il ricordo dei bei momenti con gli amici»), mischiati in un caos creativo tipico degli artisti. Le piace fare festa ma vive da sola, isolata, qui sul Monte Bondone. Non si sente sola? Io sto bene con me stessa. Il contatto con la natura è fondamentale per me. Io sto male se sto troppo tempo con la gente, divento cattiva. Questa casa, e soprattutto internet, sono la mia astronave. Lei vive qui anche perché rispecchia la sua anima molto verde? Certamente. Io non sono capace di vivere senza silenzio. Adoro il rumore del vento. Come vive la dicotomia tra un padre che è stato l’inventore e però anche il distruttore del Monte Bondone, lei è che è uno spirito libero e green? Con me era un po’ un despota, nel senso che mi dava sempre e solo ordini, ma forse era la mentalità di un tempo… Penso che mio padre abbia fatto le cose molto per idealismo, non era interessato ai soldi. Lo faceva per allegria e perché gli piaceva essere il primo. Mio padre se faceva una pista poi metteva sempre in ordine… Ma è stato accusato di non aver adeguato gli impianti al progredire di questo settore… 43

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GRAFFER SEGGIOVIE: STORIA DI CHI HA INVENTATO IL MONTE BONDONE

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a prima realizzazione nella lunga storia di Graffer Seggiovie fu nel 1935 sul Monte Bondone, una slittovia atta a far risparmiare la fatica della risalita sui campi da sci, geniale intuizione di Giovanni Graffer che era un grande sportivo e amante della montagna. Nel 1938 invece fu la volta della prima sciovia realizzata a Madonna di Campiglio. Con la fine della Seconda Guerra Mondiale si ha la nascita delle prime seggiovie, impianti che si rivelarono vincenti per superare lunghe tratte consentendo ai passeggeri di viaggiare in modo maggiormente confortevole. Primo esemplare fu la seggiovia del ghiacciaio della Marmolada, realizzata nel 1945. La sede storica era in via Calepina 10 a Trento. Negli anni immediatamente seguenti, lo sviluppo degli impianti leggeri portò alla nascita delle prime telecabine, tipologia di impianto che nel giro di pochi anni fece la sua comparsa in svariate località. Una delle prime, la Vaneze-Vason sempre al Bondone, realizzata nel 1961. Di lì a poco questo comprensorio, grazie agli interventi di Graffer, divenne uno dei più attrezzati d’Italia. Dal Gran Paradiso all’Etna, da Gardaland all’Arabia Saudita, gli impianti della Graffer hanno fatto il giro del mondo.

Non lo ha fatto perché nessuno glielo ha mai consentito. È orgogliosa di quello che ha fatto suo padre? Certo. E anche del fatto che lui sapeva fare soldi, mentre io sono negata. Io ho guadagnato un sacco di soldi quando sono stata cinque anni a lavorare a Milano, ho fatto una carriera folgorante in pubblicità, avevo la città ai miei piedi. Sono stata felice a Milano, coccolata, idolatrata. Ho cominciato in Pirelli, poi alla Breda dove ero art director, quindi sono andata a lavorare in una ditta americana. A quel punto conoscevo tanta gente e mi sono messa in proprio. È stato lì che ho conosciuto e sposato questo inglese, che mi faceva la corte da secoli: è stato il mio secondo marito che poi è il padre dei miei figli, Samantha (44 anni), e David (detto Tato, 42 anni). 44

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Quindi ha avuto due mariti o più? No no, solo due grazie a Dio. Errare è umano, perseverare è diabolico. I miei mariti mi hanno fatto disperare… Il primo l’ho sposato a vent’anni: era serbo e di una bellezza eccezionale, le donne svenivano tutte ai suoi piedi. Quanto all’inglese, lasciamo perdere, ma mi ha fatto fare dei figli bellissimi. Mio nonno assemblava le Fiat per il Nord e il Sudamerica, era amico del vecchio Agnelli. Se i nipoti dovevano venire come Lapo Elkann, sono meglio i miei figli… Quindi lei ha chiuso con l’amore? Mah, che c’entra… Però vede, ho queste amiche che hanno la mia età (76 anni, ndr) e che hanno scoperto l’amore adesso, con dei coetani. Ma è un lavoro terribile, bisogna fargli i mangiarini, pulirgli la casa… Io invece sono fidanzata con

me stessa e mi coccolo da me. Sul mio termosifone del salotto mi sono dipinta un uomo che suona la serenata perché nessuno me l’ha mai fatta. Non dimostra i suoi anni, è ancora una bellissima donna… Ma cosa dice, ormai sono brutta! Bisogna essere contenti delle proprie rughe. Non c’è niente di più tragico che la rincorsa alla giovinezza, perché tanto è una guerra persa con le donne più giovani di te all’anagrafe. A loro non puoi fare concorrenza: metti pure che trovi il chirurgo plastico che ti trasforma in una 30enne, poi trovi magari un giovane trentenne con cui uscire, ma finisci schiantata la prima notte d’amore... No, non conviene! Diventar vecchi, vi informo, vuol dire vivere per fare solo ciò che piace. Godersi la vita insomma. Siamo state giovani, ma che lavoro doversi sempre imbellettare! Adesso per me è diventato indispensabile il silenzio. Tornando al Bondone, che rapporto ha con chi vi abita come lei? Nessuno. Dai 30 ai 50 ho vissuto all’estero, per cui i miei amici sono praticamente tutti lì. Cosa pensa che si dovrebbe fare per il Bondone? Ho fatto anni di battaglia contro il degrado di questa montagna. Per salvarla, più


trentinoincontri che una funivia che non potrebbe non essere che sempre in perdita, come risulta già dai calcoli che aveva fatto mio padre, bisognerebbe cambiare la mentalità di chi vi abita e vi opera: dovrebbe, in altre parole, non essere vista solo come una vacca da mungere, ma un luogo da amare. Cosa vuol dire, tradotto in pratica, un luogo da amare? Gli hotel sono quasi tutti in affitto e come finisce la stagione i gestori se ne vanno. Se gli alberghi fossero invece gestiti dai proprietari, sarebbero qui tutti i giorni. Penso ad una versione altoatesina della ricettività, dove le famiglie gestiscono gli hotel come la propria casa. Pensa che questo sia l’unica cosa da fare? Guardi, noi italiani dal 1945 mandiamo soldi in meridione. Lo abbiamo migliorato? No. Sono soldi buttati via. Finché non cambia la mentalità della gente, qualsiasi altra cosa non serve a niente. Di Trento, guardandola dal Bondone, cosa pensa? Che è una città bellissima, ma ritengo che noi siamo stati rovinati dalla vita facile data dall’autonomia. I soldi non guadagnati con la fatica ti distruggono l’anima perché tutti si adagiano.

TRA PENNELLO E INCHIOSTRO

D

opo aver conseguito la maturità classica al Liceo Prati di Trento, Piera Graffer ha frequentato i corsi di Arts Décoratifs a Parigi e Ginevra per tre anni. Al quarto anno si è diplomata alla Central School of Arts and Crafts di Londra. Ha lavorato a Milano come grafico pubblicitario presso la Pirelli, ha fatto l'art director per la Container Corporation of America e poi si è messa in proprio lavorando come free lance. In quel periodo ha conseguito il brevetto di pilota. In seguito ha abitato in giro per il mondo, iniziando una serie di mostre di pittura con lo pseudonimo di Sarabande. Esposizioni a Sarajevo, Cape Town, Toronto, Fontainebleau, Londra, Roma, Bologna, Ravenna, Verona, Venezia, Porto Ercole ecc. Molte esposizioni locali, fra cui a Palazzo della Regione a Trento, Castel Toblino, Castel Drena, Castel Mareccio a Bolzano ecc. Opere recenti esposte al Museo Caproni di Trento. Piera Graffer fa anche la scrittrice. Oltre ad articoli e poesie ha pubblicato Il seme dell'Apocalisse (Greco & Greco 1999) riedizione di Fammi volare (1997), Ars amatoria by Internet (Spirali 1999) a quattro mani con Francesco Zuzic fondatore del quotidiano economico Italia Oggi e della scuola di amministrazione economica Ipsoa, Caucaso (Logisma 2000) premiato col Fiorino d'Argento (Firenze 2001), col Marengo d'Argento (Sestri Levante 2001), e il Premio Mario Soldati (Torino 2002), poi pubblicato in inglese col titolo di Caucasus (Logisma 2004), e La Miliarda (Logisma 2006). Con tutte le persone ricche che ci sono in Bondone, perché non ce ne è uno che abbia tirato fuori un euro o un’idea per il Bondone? Guardi che i Lunelli volevano fare cose grandiose alle Viote, ma non glielo hanno lasciate fare. Tanto per dirne una…

Però mi ha dato un’idea stupenda. Sa che lo farò, andrò a parlare con loro e scriverò ai giornali per spingere questa cosa. Il Trentino è green veramente secondo lei? Secondo me no, i trentini non hanno una vera coscienza green. Lei scrive spesso lettere ai giornali. Come mai? Perché non sono capace di non scrivere la mia su certe cose. Io penso che una cosa che non va bene bisogna denunciarla. Ecco perché scrivo ai giornali. Piera Graffer è un fiume in piena. E non guarda in faccia nessuno. Racconta di aver scritto anche all’allora presidente degli Stati Uniti Bill Clinton per chiedergli di fermare la guerra in ex Jugoslavia, ovviamente senza vedere mai risposta. Così si è messa in macchina ed è andata alla base Usa di Aviano, pronta a buttarsi sotto un caccia statunitense per dimostrare contro la guerra. «Ma non ci sono riuscita, però ho parlato con tutti i piloti della base, e qualcuno ha pianto…». Lei che a dieci anni ha addirittura preso a calci una giovanissima Rosa Russo Jervolino, certo non le manda a dire. Ora si sta preparando per una mostra che la contessa Maria Fede Caproni sta organizzando a maggio a Roma, dove Piera esporrà alcuni quadri di personaggi trentini di un tempo. «Tutte donne, però, perché siamo noi la vera forza del mondo». E a guardarla, non si può che darle ■ ragione. 45

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trentinoattualità di Carlo Martinelli

Il collezionista

nella casa DEI BAMBINELLI Arte e cultura popolare, simboli della fede e arazzi, vita quotidiana e fantasia: viaggio incantato nelle straordinarie raccolte di Paolo De Carli e della moglie Katia Pustilnicov 46

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P

oter entrare nelle stanze di quella casa – costruita nell’anno 1623, avverte l’iscrizione muraria – e poter accedere a quella stanza in particolare – quella dei Bambinelli – non può che essere considerato per quel che è: un dono prezioso, da tenere caro. Il viaggio tra le collezioni e i collezionisti di casa nostra non smette di dispensare sorprese, di regalare incontri, di elargire inaspettate emozioni. Siamo in Vallagarina dove l’arte di Paolo De Carli, pittore degli uomini e del loro colore, convive (nel vero senso della parola, per cominciare, visto che sono marito e moglie) con gli arazzi d’arte di Katia Pustilnicov e

dove, insieme, coltivano un sacro fuoco collezionistico, laico e colto, popolare e rispettoso, che al visitatore, semplicemente, toglie il fiato. Ecco, non parleremo qui del De Carli pittore – per quello parlano mostre, cataloghi, recensioni – né dei suoi trent’anni e passa di insegnamento negli Istituti d’arte di Trento e Rovereto. Ecco, non parleremo qui di Katia Pustilnicov, raffinata artigiana nel senso più artistico della parola. Lei ha radici russe, è cresciuta a Parigi, dove ha incontrato il pittore trentino e dove la scuola degli arazzi è stata quella storica dei Gobelins: la sua parlata in un italiano perfetto,


trentinoattualità

Un tesoro da far conoscere

L

a considerazione è ovvia, quasi banale. Il tesoro di manufatti e cultura popolare che Paolo De Carli e Katia Pustilnicov conservano, merita. Il che vuol dire che non merita solo la cura e la dedizione che i due – da anni – assicurano. Non merita solo le mostre – ricordiamo “Aneghe taneghe”, qualche anno fa, a Palazzo Trentini, a Trento – o la proficua collaborazione con Rosanna Cavallini, altro punto di riferimento imprescindibile, in Trentino, per chi frequenta le culture popolari in tutte le possibili accezioni. Merita una decisa considerazione da parte di chi, in Trentino, è dalla parte della cultura. Non sappiamo in quale modo, né dove, né i dettagli: di certo questo patrimonio unico che il Trentino ha la fortuna di avere sul suo territorio merita di essere conosciuto e mostrato. Ci permettiamo: chi ha la responsabilità amministrativa delle cose della cultura, a qualsiasi livello, deve conoscere questo tesoro di Bambinelli e giocattoli d’epoca (e non solo). Perché, una volta conosciutolo, qualche idea la si troverà, per forza di cose, per far sì che questo tesoro diventi quel che ogni tesoro che si rispetti appunto merita. Essere conosciuto. Da tutti. O, quantomeno, da molti.

venato dagli anni francesi, restituisce brividi esistenzialisti e mille curiosità vitali. Non parleremo qui del loro sodalizio che è anche artistico, visto che spetta a lei tradurre in arazzi d’arte i modelli creati da lui. Parleremo invece del loro essere innamorati di tutto ciò che è nato e nasce dalle mani creative dell’uomo. Sì, dovessimo trovare un modo di definire le bellissime collezioni di casa De CarliPusltinicov diremmo che qui trionfa la manifattura umana. La loro casa è il regno del legno, gli stessi mobili sono architetture e sculture. E il lavoro manuale dell’uomo, di ogni uomo, ai loro occhi

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trentinoattualità

si rivela come poesia, alle loro orecchie suona come melodia incantata. "Negli oggetti che ho cercato e cerco – dice Paolo De Carli – voglio sentire lo spirito del vissuto". È così per i circa 1.600 giocattoli popolari in legno, in questi giorni ancora stipati per la gran parte in scatole e scatoloni, di ritorno dalla mostra su giochi e giocattoli delle Dolomiti allestita al Centro di documentazione di Luserna. È così per la bambole della val Gardena, per i presepi ("ci fu un tempo nel quale Natale, per i bambini, voleva dire poter

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giocare con il presepe e con gli animali in legno dell’arca di Noè"). È così per la collezione di fotografie e cartoline d’epoca che hanno un solo tema: bambini che giocano. Per trent’anni – ché questo è l’arco temporale nel quale la coppia, entrambi insegnanti, ha investito tempo e denaro in una ricerca appassionata e instancabile – giocattoli e immagini di bimbi al gioco li hanno inseguiti per mercatini e soffitte d’Italia, Austria, Svizzera, Germania e Francia. Poi sono arrivate le riviste di annunci e compravendita ed è esploso internet,

con eBay annessi e connessi, e sono aumentate le occasioni: uguale la fatica, decisivo l’entusiasmo. Ed è così per la Wunderkammer, la stanza delle meraviglie citata all’inizio. Sì, perché nella casa di Paolo e Katia, un dedalo di stanze e scale – dove si aggira anche un animale casalingo decisamente inconsueto: un galletto di undici anni – si approda ad un certo punto a quello che chiamare "museo del Bambinello" non è affatto eccessivo. Aperta parentesi. "Non siamo credenti",


trentinoattualità

dicono Paolo e Katia. In questo contesto di arte popolare, di conservazione, amore e rispetto totale verso la memoria, di mai cessato stupore di fronte alle piccole grandi meraviglie che le mani dell’uomo hanno saputo forgiare, anche questa semplice notazione deve trovare la sua collocazione. Chiusa parentesi. Ed aperta invece, per un oh di meraviglia che a nessuno potrà sfuggire – è garantito – la porta della stanza dove circa 800 Bambinelli hanno trovato casa. La gran parte sotto campane di vetro, altri sistemati magari in scatole di legno, sdraiati in scrigni, dentro uova a scomparsa, in piccole scatole tali da diventare icone da viaggio. Il Bambin Gesù in tutte le for-

me e fogge possibili, per la stragrande maggioranza dei casi modellato in cera. Oggetti realizzati come fossero preghiere: alcuni del Settecento, altri del primo Novecento, moltissimi dell’Ottocento, regalati magari come augurio di fertilità. Le decorazioni sono in carta – come la stagnola del cioccolato – chiamata ad imitare il vetro, mentre piccoli pezzi di

vetro a loro volta sostituiscono l’oro e l’argento. La collezione toglie il fiato, lo ripetiamo. Si lascia ammirare proprio perché è un catalogo di una umanità che esprimeva stupore, candore, speranza, paura, devozione, fede, fors’anche superstizione. Ma c’è un altro particolare che rende unica – il livello di questa colle-

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trentinoattualità zione, lo si è capito bene, è europeo se non mondiale – questa intrapresa. Ogni oggetto, ogni Bambinello è fotografato e catalogato. Decine di quaderni compilati a mano, con calligrafica precisione, restituiscono non solo le caratteristiche tecniche, le misure e l’epoca di ogni Bambinello. No, c’è anche, frutto della scrittura e della sensibilità squisita di Katia Pusltinicov, una sorta di racconto. Così, per un Bambinello sdraiato in uno scrigno di vetro, circondato da conchiglie e angioletti (nord est italiano, fine Ottocento) scrive: “La superficie bianchissima degli involucri marini ci ricorda la purezza e l’innocenza. Le proporzioni discordanti del Bambino, fra angeli, conchiglie e la figura dell’infante sono proprie dei manufatti di arte popolare. Evidenziano con ingenua poesia la funzione simbolica degli elementi figurati nel sacro racconto”. E queste descrizioni si ripetono, minuziose, per centinaia e centinaia di volte. È anche questo lavoro di ricerca storica a conferire valore aggiunto. Si aggiunge all’armadio del battesimo, dove sono sistemati i dolci ricordi che, specie nei Paesi dell’arco alpino, accompagnavano

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i bambini nel giorno in cui entravano a far parte della comunità della Chiesa. Abitini, collanine, immagini sacre, perline. Vi potreste imbattere anche in una vera propria arca in vetro, dell’Ottocento veneto: il bambino vi veniva collocato per essere portato – quasi esposto – in chiesa, per il battesimo. Lo si è capito. In questo caso le parole possono poco. Le immagini aiutano,

certamente. Ma certo quei Bambinelli raccolti con cura e amore sono anche parte del segreto di quell’essere bambini, e dunque sempre curiosi e stupiti delle cose del mondo, che è tipico degli artisti e dei veri sognatori, che siano benedetti. Ovviamente Paolo De Carli e Katia Pusltilnicov sono bambini, artisti e sognatori, ben prima che collezionisti. Per questo ci piacciono. ■


trentinoattualità

di Paolo Chiesa

L’estremo sud dell’estremo nord Il casello di ala-avio è minuscolo, ma ci introduce nella zona di confine più meridionale. Vigne di marzemino lasciano il posto ai primi paesi della provincia di verona. BRENTINO BELLUNO, ad esempio, il cui sindaco dice... Il ponte tra Peri e Rivalta

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È

un pomeriggio di fine febbraio e il caldo nell’abitacolo della Sandero dà la sensazione che l’inverno sia finito e che la primavera abbia anticipato di un mese il suo arrivo. L’autostrada mi porta pigramente dopo l’uscita di Rovereto nord. Passo anche la stazione di servizio di Nogaredo ovest e la straordinaria barriera antirumore composta da oltre un chilometro di pannelli solari alti più di 5 metri di altezza: 5mila metri quadrati di impianto che si dice produca ogni anno 680 mila kilowat-

tora di energia elettrica che viene immessa nella rete di distribuzione. (Quando transito io il display posto al termine di questa meraviglia mi dice che sta fornendo il fabbisogno energetico di 650 persone). Ancora pochi chilometri e passo vicino alla zona industriale di Ala. La deviazione per gli immancabili lavori in corso mi porta all’uscita Ala-Avio. Il casello è minuscolo, a conduzione familiare. Prendo la Strada Provinciale 90 che attraversa e sorpassa Avio. La strada taglia in due un mare di viti di Marzemino: uno spettacolo. Dopo la località Mama d’Avio mi accorgo che dietro di me c’è un’isterica in automobile che mi sta mandando a quel paese perché probabilmente la sua tabella di marcia viene rallentata dalla mia andatura da turista. Trattengo il gestaccio


trentinoattualità

ALCUNI “TESTIMONI” DELLA STORIA

I

Leonardo Fugatti e Ferruccio Emanueli

che si meriterebbe e prendo la deviazione per Borghetto, lasciandola al suo pomeriggio. Ma va… dietro ai tuoi mestieri! Non vedo l’ora di fuggire dal Trentino. Per farlo passo sul ponte che sorvola l’autostrada. C’è una casetta nel vigneto a destra che, tanto per essere chiari, espone bandiera austriaca. Arrivo a Borghetto e proseguo per Verona. Passo sotto la ferrovia e prendo la Strada Statale 12 dell’Abetone-Brennero. Eccolo, il confine italiano. Fo-

to rituale al cartello di confine con cippo asburgico di pietra e via: alla ricerca dei primi abitanti veneti. Sulla sinistra c’è una cava di inerti che ha come ufficio un vecchio semirimorchio frigo ridipinto come una specie di casa mobile. A vederlo così, in mezzo alla cava di terra, sembra uscito dalla periferia americana di Quentin Tarantino. Salgo la rampa per fargli una foto, perdo l’equilibrio e mi ritrovo a scivolare con il didietro giù per il terriccio. Mentre

l confine tra Borghetto frazione di Avio (Trentino) e Ossenigo frazione di Dolcè (Verona) è quello che un tempo rappresentava la demarcazione tra la Repubblica di Venezia e l’Impero austroungarico. Un termine ben rappresentato dal vecchio cippo che si trova sulla statale 12 dell’Abetone e del Brennero. Si tratta di una pietra di confine che purtroppo risulta un po’ sacrificato dalla presenza di due reti paramassi. Su un lato il cippo ha scolpito il leone di Venezia e una stele che riporta la scritta: “Qui il 27 maggio 1915 i fanti del 114 Reggimento di Fanteria Brigata Mantova abbatterono i segni dell’iniquo confine dell’impero Austro-Ungarico e con impavido slancio irruppero oltre per la redenzione di italico suolo”. Sull’altro lato c’è l’aquila austroungarica e la data: 1759. Esiste una foto d’epoca che ritrae Benito Mussolini accanto a questo cippo mentre, dopo il suo periodo trentino durante il quale ebbe modo di scontrarsi con Alcide Degasperi e Cesare Battisti, viene espulso dall’Austria il 26 settembre 1909. Proseguendo, nel centro storico di Dolcè ci sono molti palazzi che hanno un grande valore storico e ar tisti co. Uno di questi, Palazzo GuerrieriRizzardi, dal nome derivato dall’unione di due famiglie nobiliari, risale al XV secolo e nasconde all’interno delle sue mura un “giardino all’inglese” di 5 mila metri quadrati. La forma del palazzo ricorda l’architettura di alcune ville toscane del Rinascimento. Alla fine della Val d’Adige, c’è la “Chiusa”. Nella frazione di Ceraino nel periodo glaciale, una parete rocciosa sbarrava la valle, costringendo il ghiacciaio a piegare verso destra. Dopo il ritiro dei ghiacci, le acque del fiume hanno iniziato ad incidere la parete di roccia e nel corso dei millenni, hanno scavato questo canyon che viene chiamato la “Chiusa dell’Adige”. Nel XVII secolo i Principi Vescovi di Trento fecero esplodere delle mine per abbassare la soglia rocciosa e facilitare il flusso delle acque. Ancora a quel tempo, infatti, l’Adige stentava a trovare il passaggio in pianura e tendeva a ristagnare creando laghi e paludi: per questo motivo l’ultimo tratto della valle ha preso il nome di Val Lagarina. In questo luogo tra il 1849 e il 1851 l’esercito austroungarico costruì il Forte della Chiusa che permetteva di tenere sotto controllo il transito di questa stretta vallata. Nel 1960 il forte è stato parzialmente demolito per permettere la costruzione della Statale. Quello che non era successo nelle due guerre mondiali è stato portato a compimento dai lavori pubblici italiani.

Il rimorchio-ufficio della cava di inerti 53

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trentinoattualità

“noi siamo il Messico e il Trentino è la California”

I

l Sindaco di Brentino Belluno, saputo il motivo della mia visita, mi presenta un ragazzo brasiliano il cui trisnonno è partito da Brentino Belluno nel lontano 1882 per cercare fortuna in Brasile. Il ragazzo si chiama Luis Fernando Nicolini ed è arrivato dalla città di Espumoso dello stato di Rio Grande Do Sul. Facciamo una foto per documentare questa bella storia di confine. Ci Virgilio Aliseppi, salutiamo e salgo al piano di sopra Sindaco di Brentino Belluno per vedere se il sindaco, così senza appuntamento, mi può dedicare un po’ del suo tempo. Il sindaco può. Entro nel suo ufficio con la foto di Napolitano alla parete che mi fa capire che siamo in Veneto e non in Padania. Faccio la conoscenza con il primo cittadino Virgilio Aliseppi, ex democristiano e ora del PdL, uno dei sindaci fondatori nel 2007 dell’associazione Comuni di confine. La Comiconf riunisce tutti i Comuni delle Province di Sondrio, Brescia, Verona, Vicenza e Belluno che sono confinanti con quelle di Trento e Bolzano. “Chiediamo che venga dato un contributo a questi enti locali per cercare di ridurre il divario economico tra quelle

mi ripulisco sperando di non avere dato spettacolo agli automobilisti di passaggio, sulla strada sfreccia (per modo di dire) un trattore con un ragazzo al volante. Mi butto all’inseguimento per fargli un paio di domande. Si ferma in un vigneto poco distante. Lo raggiungo e faccio la conoscenza con il guidatore Cristian Magagnotti e con suo papà Alferio che sono di Ossenigo frazione di Dolcè. Alferio fa il contadino. Sta potando le viti di Pinot grigio

aree e queste aree, perché la differenza sul piano contabile si vede. Come ho detto una volta all’ex presidente del Veneto Galan: noi siamo il Messico e il Trentino è la California. La Regione Veneto, quando ha visto che la nostra associazione stava diventando una forza politica importante, si è mossa anche lei stringendo un accordo con il Trentino con la legge Dellai-Galan. La differenza è che noi chiedevamo dei fondi al Ministero del Tesoro e la legge Dellai Galan riguarda fondi provinciali e regionali”. Il sindaco Aliseppi conosce bene il Trentino perché ha lavorato per tanti anni a Trento nell’A22. Ora è in pensione e fa il sindaco a tempo pieno e al Trentino se potesse si annetterebbe. Gli chiedo in cosa consiste la disparità tra Province confinanti. “Non solo la disparità di trattamento economico c’è, ma noi la subiamo proprio C’è una concorrenza sul piano degli insediamenti produttivi che non siamo in grado di contrastare, patiamo una pressione politica enorme perché i servizi sociali erogati di qua e di là hanno costi diversi. Noi non abbiamo risorse e quelle poche che abbiamo le mettiamo subito a di-

che l’autunno prossimo verrà conferito alla cantina di Avio. Alferio ha mamma trentina e papà veneto. Anche la moglie è “tedesca”. Cristian lo aiuta ma di lavoro fa l’operaio agricolo in un vivaio della forestale. Chiedo loro come si vive lavorando la terra. “Anni duri” mi risponde Alferio da sotto il suo colbacco. “Anni duri”, ripete, “non sono solo le industrie che soffrono. Poco tempo fa per il Pinot prendevo 120 euro al quintale mentre adesso ne vale 40”. Mariangela Foradori dell'agriturismo “La Cà”

Sembra di capire che sia lo stesso anche per chi coltiva le viti in Trentino, anche se “loro qualche agevolazione in più di noi ce l’hanno”. Speriamo che ad Alferio vada meglio con il kiwi che vende a una cooperativa di Cesena. E Cristian, che ha 28 anni, come vive il Trentino? Come gli altri giovani del posto dice che il confine per andare a fare un giro “di là” lo passano frequentemente. Lascio i due Il benzinaio Donato Fulminis con un cliente 54

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al loro lavoro e proseguo. Ad Ossenigo faccio tappa all’agriturismo “La Cà”. La titolare, la signora Mariangela Foradori è ai fornelli. Approfitto per chiederle quali sono le specialità: “Lasagne e tagliatelle con il sugo di coniglio con i pezzettini di carne, non come quello dei barattoli. I Bigoli all’anatra. Gli arrosti, i salumi nostrani, la carne di anatra e di faraona. La polenta e funghi. Il carpac-


trentinoattualità sposizione. Se da noi diamo alla scuola un contributo del 30% e di là lo danno al 95%, evidentemente la cosa è diversa. Lo stesso vale per i servizi sociali e per i trasporti”. Il sindaco chiarisce ancora meglio: “la nostra Regione, che è a statuto ordinario riceve i trasferimenti dallo Stato e la gestione delle spese correnti è fatta con fondi del Ministero del Tesoro che servono per le strade, le fognature, gli acquedotti, le scuole etc. La Regione dà ai Comuni dei contributi per quanto riguarda il sociale: anziani, disabili etc. Il Comune si fa carico di queste speLuis Fernando Nicolini di se non avendo i trasferimenti sufficienti Espumoso, Rio neanche per le spese correnti. Da voi è Grande Do Sul diverso: le vostre Province hanno anche le competenze sul sociale e dispongono dei soldi in maniera diretta e di conseguenza anche i Comuni”. E qui viene da chiedersi: se da noi va tutto così bene, come mai i Comuni trentini sono tutti così indebitati? Boh! Mentre io penso queste cose, il sindaco va avanti come un rullo compressore: “è bello amministrare quando hai un’abbondanza di risorse. Dal punto di vista dell’iniziativa siamo bravi anche noi ad amministrare con le risorse che abbiamo”. Sindaco, che ne pensa del federalismo fiscale? “Io negli anni ’80 mi sono battuto con insuccesso per avere un Veneto federato a

cio di trota in salamoia con sale e zucchero. E i dolci fatti in casa: strudel, tiramisù, crostate con la marmellata”. Mi offre un caffè per farmi riprendere dall’acquolina che mi è venuta. Faccio la conoscenza con alcuni clienti con i quali scambio due battute. Leonardo Fugatti, cugino del parlamentare della Lega, è originario di Belluno Brentino, ma abita a Santa Margherita di Ala. Mi dice che non

vuole fare la foto perché poi sua moglie scopre dal giornale che va al bar. Poi ridendo se la fa fare in compagnia di Ferruccio Emanueli di Ala. La signora Mariangela, come era facile immaginare, mi dice che ai ristoratori trentini va meglio per via dei contributi. “Ma io ho parecchia clientela trentina” e aggiunge che secondo lei tra le due province non ci sono altre differenze. Leonardo, da veneto emigra-

livello nazionale su modello della Baviera. Mi sembrava che una Regione come la nostra, incuneata tra due Regioni a statuto speciale come il Trentino e il Friuli Venezia Giulia, dovesse avere anch’essa la stessa prerogativa. Abbiamo anche cercato di avere una DC federata e non sottoposta a livello nazionale: siamo stati presi a calci nel didietro da Fanfani e dagli altri. Ripeto: su questi principi sono stato battuto con onore e rispetto a quello che proponevo io la Lega è arrivata trent’anni dopo”. A differenza dei Comuni trentini e veneti che stanno sulla Valsugana da queste parti non ci sono progetti in comune tra amministrazioni confinanti. “Sto facendo la battaglia per questo ponte sul fiume Kwai, come lo chiamo io, perché l’acqua si sta mangiando i piloni e ho chiesto a Dellai che mi dia una mano perché dal punto di vista infrastrutturale per noi è importantissimo. Ho anche detto al presidente dell’A22 Pardatscher che la destra Adige da Ala ad Affi è in pratica una bretella dell’autostrada perché regolarmente, per incidenti o altro, il traffico viene deviato da noi e si scarica continuamente sulla nostra provinciale e noi non possiamo avere un ponte “zoppo” dove passano autoarticolati e altri mezzi pesanti”.

to in Trentino, dice comunque che “non ti danno niente neanche lassù”. E dal punto di vista sociale e sanitario, mi fa sapere che anche in provincia di Verona si sta bene. Meno male: qualche notizia positiva da oltre confine. Però quando parliamo di potere d’acquisto è un’altra musica. Qui in Veneto le case costano meno e lo stesso vale per le automobili e per l’abbigliamento. Per fare la

spesa dipende dai supermercati dove si va però il mercato settimanale di Caprino ha prezzi più bassi di quelli corrispondenti oltre confine, come mi conferma Ferruccio, prima di chiedermi strizzando l’occhio se su TrentinoMese ci sono anche foto di “signorine”. E da qui a parlare di “Bunga Bunga” il passo è breve. Il discorso vira sui fatti nazionali di "politica" e i tre sembrano non

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trentinoattualità

Giuseppe Menolli

vedere nelle notti di Arcore niente di così preoccupante, anche se riconoscono che forse sarebbe il bene pubblico nazionale la cosa che dovrebbe interessare di più il nostro Premier. Saluto e proseguo il mio viaggio. A Peri, un’altra frazione di Dolcè, mi fermo al distributore di benzina dove c’è un bell’esempio di integrazione che fa onore a questa parte di nord est: il titolare, Donato Fulminis, originario di Roseto degli Abruzzi fa benzina a Darius, un ragazzo rumeno di seconda generazione che va a scuola a Rovereto dove sta imparando il lavoro di carpentiere. Donato mi dice che per lui una delle differenze tra le due province è quella che in Trentino ci sono più soldi per i lavori pubblici mentre qui, a parte le piste ciclabili, non si è potuto fare molto e fanno fatica a trovare i fondi per ristrutturare il ponte sull’Adige che collega Peri a Rivalta di Brentino. Si pensa di costruirne uno nuovo che dovrebbe costare 13 milioni di euro. Il benzinaio lo chiama il "ponte elettorale" perché se ne parla sempre molto in prossimità di qualche elezione. “Io sono qui da trent’anni e ne ho sempre sentito parlare. È anche vero, però, che qui piangono tutti e vorrebbero venire annessi al Trentino. Per me si sta bene anche qui, l’importante è che si lavori bene nella propria regione e allora non c’è bisogno del Trentino”. Adesso sono curioso di an-

I pescatori Jacopo e Lorenzo

darlo a vedere, questo ponte. Proseguo e dopo un po’, girando a destra, lo trovo e lo attraverso arrivando a Rivalta. Dalla riva dell’Adige, Giuseppe Menolli, originario di Ala ma residente a Brentino Belluno, sta guardando se qualche metro più sotto il figlio Jacopo e il nipote Lorenzo stanno pescando qualcosa. Giuseppe mi dice che qui si pesca appena aperta la stagione, poi molto meno. In Trentino si pesca meglio e il permesso di pesca costa di più di qua. Le due cose forse sono collegate, perché sembra di capire che in Trentino ci sia anche più organizzazio-

ne. Sta scendendo la sera su questo mio viaggio di confine. Riattraverso il ponte e riparto verso la fine della Val d’Adige, attraverso il centro di Dolcè e vado a dare un’occhiata alla "Chiusa" in località Ceraino. Parcheggio e attraverso la Statale sfidando il traffico che sta aumentando con il rientro della gente dal lavoro. Scavalco il muretto di contenimento e scendo la riva dell’Adige che è piena di sterpi. Faccio una foto a quello che rimane del Forte della Chiusa, dall’altra parte dell’Adige. L’ambientazione è molto suggestiva. L’acqua del fiume, il grigio delle rocce

a strapiombo e i ruderi del forte visti così all’imbrunire fanno somigliare questo posto a uno dei luoghi del Signore degli Anelli. Mi sembra di rivedere la scena del primo film della trilogia di Peter Jackson, quando la Compagnia dell’Anello sta per entrare nelle miniere di Moria. Mentre risalgo la riva che porta alla strada mi giro un’altra volta e pare quasi di scorgere Gandalf il Grigio in piedi sui resti del forte dall’altra parte del fiume. Guardo meglio e non lo vedo più. Mi sa che la stanchezza mi ha giocato uno scherzetto... o forse no? ■

Cristian e Alferio Magagnotti 57

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di Fiorenzo Degasperi

LA CIVILTà SOLANDRA SI PRESENTA IN MOSTRa A Malè un piccolo museo raccoglie la memoria quotidiana, fatta di strumenti e ingegno decorativo, dei Sinduni, il popolo del Sole. Tra i tanti oggetti spicca la stanza da letto, la stua, proveniente da una casa della Val di Rabbi, ricostruita completamente

L

a Val di Sole, l’antico territorio dei Sinduni, come recita la Tavola clesiana (46 d. C.), è sempre stata terra di passaggio. Attraverso i passi – dal Passo della Sforzellina a quello dei Contrabbandieri in Val di Pejo, dal Tonale al Passo di Lago Corvo, ecc. – transitarono i camuni, i celti, i roncadores della Val Martello e quelli della Val d’Ultimo, i reti venostani (i Venostes) e gli eserciti romani. Anche Carlo Magno, narra 58

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una leggenda, calpestò la Val Meledrio e l’omonimo passo per scendere a Roma. Dopo gli eserciti, i mercanti e i minatori – molte le miniere in valle, oggi scomparse – vennero i pellegrini, dai fedeli camuni diretti al Santuario della Madonna a Spormaggiore a quelli diretti a Santiago di Compostela per i passi delle Maddalene. In questo andirivieni continuo, d’estate e d’inverno, i sinduni si attrezzarono, diventando, oltre che

contadini e allevatori – con tutto quello che ne consegue in termini di cultura casearia e zootecnica –, artigiani: fabbri, mugnai, tessitori, scalpellini e intagliatori. Creando e costruendo un’infinità di oggetti atti a svolgere sì il loro ruolo funzionale, ma anche quello sacrale, quindi decorando il legno, arabescando il ferro, abbellendo la pietra. Uno sforzo creativo che cercava di incorporare il sacro quotidiano e di catturare le innumerevoli leggende che,

per chi sa ascoltarle, popolano ancora oggi questa valle del sole, la Val di Pejo e quella di Rabbi. Storie di giganti, di streghe, di cacce selvagge


trentinoincontri

info museo

che facevano rimbombare la Val Meledrio, di nani minatori e di violenze castellane. Affinché tutto questo patrimonio non andasse disperso è nato nel 1979, a Malè, presso le sale del piano terra – restaurate e ampliate – del vecchio palazzo municipale, poi sede della pretura e quindi oggi del catasto, il Museo della Civiltà Solandra. Il palazzo è sorvegliato dal vicino mascherone, una sorta di viso di omo selvadego, dalla cui bocca spunta l’acqua fresca e mineralizzata che viene accolta da una meravigliosa fontana in pietra. Un museo voluto da Quirino Bezzi che lanciò il primo appello ancora nel 1966, stimolato da Italo Covi, Cesare Costanzi, Silvia Casna, Maria Fedrizzi, Teresa Girardi e Bruno Silvestri, realizzato quindi e gestito dal Centro Studi Val di Sole, Centro che

ha pensato di allestire una mostra permanente con le attrezzature originali relative al lavoro del falegname, del ramaio, del contadino, dell’allevatore, del tessitore e del calzolaio. Oggetti che ormai non si trovano più in nessuna casa solandra. Per questo Teresa Girardi, di San Bernardo di Rabbi, ha voluto, il 26 dicembre 1977, dedicare loro una poesia: Gli oggetti stavano come abbarbicati negli ultimi angoli rustici. L’amore vinceva la venalità: grappoli di ricordi su ognuno. Ora sono qui, affidati con la gelosia di chi ama le origini e le vuole vive nel tempo. C’è aria di sacrario nel museo, ché vi si custodisce l’animo degli avi con il suo peso di autentiche virtù. Tra i tanti oggetti spicca la stanza da letto, la stua, proveniente da una casa della Val di Rabbi, ricostruita com-

Il “Museo della Civiltà Solandra. Arti e mestieri della Valle di Sole” è sito a Malè, capoluogo della Val di Sole, in Via Trento n. 1, la quale comprende anche la Val di Pejo e di Rabbi, raccogliendo le testimonianze ormai perdute che nella vita dei secoli scorsi ha segnato il piccolo popolo reto-romanico della valle. Il Museo è facilmente raggiungibile utilizzando il treno della Ferrovia Trento-Malè: un confortevole giardino accoglie i visitatori e le scolaresche prima di entrare nell’antico Palazzo. È aperto da giugno a settembre e nel periodo natalizio tutti i giorni tranne i festivi dalle ore 10 alle 12, dalle 16 alle 19. Nei restanti periodi è aperto su prenotazione, telefonando a: Angela 3495509702 - Giuliana 3284940836 – Federica 0463901780. Ingresso ad offerta libera. È gestito dal Centro Studi Val di Sole (info: www.centrostudivaldisole.it). Il museo fa parte dei siti dell’Itinerario Etnografico Trentino. pletamente con le pareti e il soffitto rivestiti in legno, la stufa ad olle, i ricordi di famiglia. Impreziosisce il tutto una serie di ricami, di lenzuola di lino mirabilmente tessute e, come ogni stube che si rispetti, l’angolo del Sacro, il sacrario famigliare, con la presenza del Crocefisso, l’acquasantiera, il libro della messa, immagini di santi. Poi una cucina accuratamente ricostruita, dove troneggia un focolare aperto, corredato da una catena di ferro, gli anelli per accorciare o allungare il paiolo, alari, treppiedi, graticole, piatti, bilancini, taglieri, tagliacrauti, la brenta per il bucato, tostacaffè, macinini per il pepe, secchi, madia per conservare le di-

verse farine che un tempo si producevano in valle: bianca, gialla, di segale e nera. Di particolare interesse la sezione dedicata all’uomo più famoso della valle, don Giacomo Bresadola (Ortisè, 1847-Trento, 1929), universalmente riconosciuto per le sue ricerche micologiche e la classificazione di nuove specie di funghi: 60 le pubblicazioni, erbari, disegni, collezioni. Il Museo conserva un’edizione originale della sua opera più importante, la Iconographia Mycologica, 26 volumi della sua attività scientifica. Il Centro Studi Val di Sole, il quale possiede una splendida biblioteca a Terzolas, nei locali della “Torraccia”, ovvero

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“Un museo per non dimenticare”

A

Federica Costanzi, infaticabile e vulcanica presidentessa del Centro Studi Val di Sole, l’associazione che gestisce il Museo della Civiltà Solandra, abbiamo posto le domande di rito. Raccogliere per non dimenticare. Quando nasce l’idea di fare un museo della civiltà solandra? Fin dall’epoca della costituzione del Centro Studi per la Val di Sole, nel 1967, i soci fondatori vollero indicare, fra gli scopi della neonata associazione, la formazione di un museo di valle che mostri e conservi i più significativi aspetti della vita solandra del passato (art. 2 punto h dello statuto sociale). Fin da allora si era consapevoli dell’importanza della raccolta e della conservazione degli oggetti e degli attrezzi un tempo d’uso quotidiano ed ormai dismessi, della ricostruzione fedele degli ambienti di vita e di lavoro, per fare in modo che la memoria dei nomi e degli usi cui erano destinati non andasse definitivamente perduta. Era però necessario un luogo di esposizione, che venne individuato dal Comune di Malè, nei locali che ospitavano le ex carceri mandamentali, a piano terra del palazzo pretorile, da poco definitivamente chiuse. Il museo è un motore per la cultura della valle? Quali sono i problemi e le potenzialità? Alla realizzazione del museo collaborarono con grande entusiasmo soci del centro Studi, paesani, amministrazioni comunali, enti di credito, sostenitori anche da fuori della valle. Da allora migliaia di persone lo hanno visitato, singolarmente o riunite in gruppi organizzati; sempre hanno trovato ad accoglierli persone entusiaste di comunicare conoscenza e saperi antichi, e tutti hanno accolto con grande riconoscenza questa volontà di trasmettere conoscenza e valori, come testimoniato dalle note sul libro dei visitatori. Il Museo raccoglie le testimonianze della vita che nei secoli scorsi scrisse, con la sua civiltà montanara, la piccola comunità della Val di Sole. Un Museo di Valle nato per conservare, ricostruire, tramandare i modi di vita, i mezzi ed i modi di sussistenza, di lavoro, di relazioni sociali, le forme di artigianato e un’antologia, la più vasta possibile, degli attrezzi d’uso giornaliero di un vivere che era di fatiche e di grande dignità. Non ritengo lo si possa definire motore della cultura solandra, ma è sicuro punto di riferimento per le scuole solandre, che vi effettuano attività didattiche, per gli anziani, che lì ritrovano il proprio passato ed aiutano con i loro ricordi la riCasa Malanotti, costruita tra il 1573 e il 1579 per volontà di Francesco Enigler, capitano della Rocca di Samoclevo, a servizio dei potenti Thun, ha aperto, nel 2003, un Museo a Pejo, nell’omonima valle, dove si racconta un importante periodo storico che ha toccato da vicino la comunità solandra, ovvero la I guerra mondiale. Infatti, dal Passo Tonale passava il confine e 60

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qui, sui ghiacciai dell’Adamello, del Vioz, del Taviela, ecc. si è combattuta la più cruenta guerra “bianca” (sui ghiacciai) dell’intero conflitto. Il museo a Pejo Paese è un museo della e sulla guerra, racchiusa sotto il titolo di Pejo 1914-1918: la guerra sulla porta e ci permette, oltre che di vedere una rassegna di reperti bellici ed armi, equipaggiamenti, documenti, fotografie,

cerca, dei turisti, italiani e stranieri, che accorrono numerosi, specie nelle giornate di pioggia, e se ne vanno via stupiti e riconoscenti per quanto hanno appreso, lieti che la valle che li ospita abbia saputo non dimenticare il proprio passato e radicare in esso il proprio futuro. I problemi sono dati essenzialmente dalla mancanza di spazi per un ampliamento, che non consente di accettare ulteriori donazioni di oggetti di grandi dimensioni; le limitate risorse economiche che non consentono di realizzare progetti culturali costosi e la gestione su base volontaristica, validissima in quanto a gestione economica (il Museo in pratica si autofinanzia con le sole entrate dei visitatori, circa 8.000 ogni anno) ma limitata quanto a possibilità di impegno di tempo e di professionalità nella ricerca e nelle proposte di interventi straordinari, che dovrebbero essere commissionati all’esterno; si torna così al problema economico. Siamo invece soddisfatti della collocazione, che consideriamo la migliore possibile, e del numero dei visitatori. Il museo, scuola, turismo ovvero educazione al rispetto del territorio. Più che teorizzazioni o sociologismi preferisco riportare quanto hanno scritto un gruppo di scolari in visita al museo: “Siamo i bambini di una scuola elementare. Nella visita al tuo Museo le cose che ci hanno colpito di più sono il focolare e l’aratro: il focolare perché il muro era tutto nero, l’aratro invece perché era stato usato molto. Abbiamo capito che una volta era molto duro lavorare e bisognava fare tutto in casa: si doveva accendere il fuoco per riscaldarsi, al posto dei termosifoni; aggiustare le lenzuola perché non si poteva buttare via niente. Al tempo dei nonni si doveva fare il pane in casa, e si costruivano anche le scarpe, che non erano molto comode perché erano di legno e non si poteva piegare il piede. Nei tempi antichi non si comprava la carne, ed allora si ammazzava il maiale e si ricavava la carne. Noi pensiamo di essere molto fortunati perché non dobbiamo andare in giro con una candela di notte o con le scarpe di legno. Abbiamo capito che non era facile vivere ai tempi dei nostri nonni: bisognava lavorare molto, faticare e risparmiare”. libri e video, di compiere un viaggio nel tempo per cercare di capire e per scoprire una realtà a noi vicina ma spesso sconosciuta. E per effettuare al meglio questo viaggio nella memoria dell’uomo solandro e della sua civiltà, a poche centinaia di metri dal Museo della Civiltà Solandra, a Pondasio, dove il ponte antico scavalca le impetuose acque del

Rabbies della Val di Rabbi, è possibile visitare un’antica Fucina, chiamata Marinelli dal cognome dei proprietari, attiva fino agli anni Cinquanta del ‘900. Come ha scritto Salvatore Ferrari in Guide del Trentino. Val di Sole (Temi Editrice, Trento, 2004) “la fucina del Pondasio è uno degli esempi più significativi dell’archeologia industriale solandra”. ■


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di Renzo Francescotti

la Satira in forma D’arte Arrivata a Trento nel 1969, toti buratti fa del disegno satirico una specie di missione. nasce lo studio d’arte andromeda

T

oti Buratti abita a Trento, sul retro dello storico palazzo Bertolazzi, accanto alle sedi dello Studio d’Arte Andromeda” e della Sosat. È marchigiana di origine: nata nel 1946 a Pergola (Pesaro). Suo padre Alberto era un minatore delle miniere di zolfo marchigiane. Toti ha studiato alla Scuola d’Arte di Urbino, specializzata nel libro, detta anche – appunto – Scuola del Libro. Un anno di insegnamento a Padova e poi, nel 1969, arriva a Trento a insegnare nell’Istituto d’Arte disegno dal vero ed educa-

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zione visiva (lo farà sino alla pensione). Abita nei pressi della Caserma della Finanza – assieme a una ragazza di Genova, una di Asti e un ragazzo siciliano – in un palazzo dove stavano studenti e insegnanti di Sociologia: la facoltà e la città sono in piena eruzione. Anche se lei non fa attività politica (pur essendo figlia di un comunista di ferro), quegli anni sono decisivi per maturare la sua personalità di donna progressista, contro la guerra, l’autoritarismo, per la giustizia sociale, la democrazia autentica: tutti temi su

cui imposterà i suoi disegni satirici. La passione per il disegno se la porta dentro da piccola: ma è nel 1972, durante un corso abilitante, che scopre la sua vocazione di disegnatrice satirica. Durante quel corso, per passatempo, comincia a disegnare strips. Le viene l’idea di mandarle all’editore Ottaviano di Milano. Piacciono tanto all’editore che le pubblica in una sua collana di libri di disegni satirici “Fumetti e politica”, col titolo “Compagni di scuola”. È il quinto libro della collana, la prima in Italia a

pubblicare libri a fumetti. La cosa non passa inosservata e Toti Buratti viene chiamata dalla Mondadori a disegnare delle strisce sulla rivista per giovani “Doppiowu”, che tira qualcosa come 70mila copie… In quegli anni entra a far parte dello Studio d’Arte Andromeda, fondato da Pierluigi Negriolli, Maria Salvati e Giuliano Bonmassar, che organizza tra l’altro una rassegna internazionale di disegni satirici (tutt’ora in piena salute), una delle più longeve in Italia. È quello un periodo di grande attività: Toti entra in collaborazione con la rivista “Cabalà” del Centro di Documentazione di Pistoia, che raggruppa i disegnatori satirici toscani, di cui faceva parte Giuliano Bassetti, futuro vignettista dei quotidiani “Repubblica” e , attualmente, del “Corriere della Sera”. Quel Centro pubblicherà il libro di vignette “L’ultimo nemico”, in cui figura Toti assieme ad


trentinobottegad’artista

GABBANA BOTTEGA D'ARTE

altri grafici dell’Andromeda, come Anderle, Patauner, Dalponte, Pacenza, Rigotti. Poi per 15 anni, con Francesca Marenzana, sua collega di insegnamento che scrive i testi, sul quotidiano “Alto Adige” pubblica strisce sul tema a lei così caro della scuola. Sono vignette, strips dal segno inconfondibile, sottile e nervoso, in cui – a mio avviso – sono soprattutto espressivi due elementi, i capelli e gli occhi: i capelli ricciuti, puntati in alto, sulle spalle, o ridotti al lumicino; e gli occhi molte volte semichiusi,

altre volte grandi e spalancati. Ne usciranno diversi libri tra cui “Quasi sufficiente” (Curcu& Genovese, 1997) e “Adoro la scuola” (Bertani, 1989) che vince la Palma d’Oro come il più bel libro satirico dell’anno al prestigioso concorso di Bordighera. Ma Toti Buratti ha vinto tanti altri primi premi: a Marostica, a Montelupo... Inoltre ha fatto parte di giurie internazionali a Cuba e, più volte, in Turchia. Intanto, con professionalità e senso materno (lei che non si è mai sposata), fiancheggiata da altri disegnatori come Umberto Rigotti e Luigi Penasa, si è tirata su all’Andromeda un gruppo di ragazzi disegnatori, alcuni dei quali hanno già trovato posto come disegnatori professionisti. È un gruppo che proprio in queste settimane ha festeggiato i suoi primi dieci anni. Toti è giustamente orgogliosa di questa cucciolata, di questa autentica scuola di disegnatori a fumetti, tra le poche in Italia. Fino a non molti anni fa, almeno da noi, il disegno a fumetti era considerato un’attività non artistica ma artigianale. Ora, anche da noi, è entrato a pieno titolo nelle forme d’arte, grazie anche ad artisti bravi e modesti come la nostra Toti. ■

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trentinoattualità

di Tiziana Tomasini

È

il fine settimana. Ore di lavoro sulle spalle, corse da una parte all’altra della città. Rimbalziamo nella nostra city life, consapevoli che lui è lì. Incombe imponente. Impera geograficamente costante. Regola i nostri invernali tramonti, offre le frescure estive. È comunque parte di noi. Amato, sottovalutato, ripensato, riproposto, collegato. Di lui si continua a parlare – dai consigli comunali ai bar di quartiere – nel bene e nel male. Se ne parla perché ci sta tremendamente a cuore. Sì, perché ognuno di noi è un po’ bondonero, nel fondo dell’anima. Ogni sciatore di Trento ha calcato le piste del Monte Bondone, mosso i primi nevosi passi sulla montagna di casa. La discesa, il fondo, lo scialpinismo, il più recente snowboard, le ciaspole. Poi, nella vita, per carità, si sperimenta. Si sperimentano i grandi passi, i giri e i caroselli più famosi. Ma poi si torna, garantito. Il profumo inconfondibile del gelo, del “giazon”, misto al verde carico nelle stradine della pista Pinot, dei mughi del Palon. È il fine settimana, ma la stanchezza non la senti. La giornata è troppo invasa dal sole, quel cielo è così terso, da sembrare unico. Esclusiva che solo il breve mese di febbraio sa offrire. Lieve brezza, regolare, da far sbandierare i bandieroni dello ski bar di Vason. 1650 metri s.l.m. L’appuntamento è qui. Fantastico, senza occhiali da sole non ce la fai. Vogliamo incontrarli. Vogliamo sciare con due sciatori speciali che nei weekend e nei giorni festivi sono sulle piste del Bondone. Con una precisa e speciale missione. Eccoli. Occhiali da sole, com-

medici suGli sci LONTRA 1, LONTRA 2 al secolo AdaM Serena e Andrea Scardigli, I MEDICI SUGLI SCI. Sono loro GLI “ANGELI VOLANTI” DEL monte BONDONE pleto tecnico nero profilato bianco, qualche sponsor e l’antenna radio che spunta dal taschino. Il tempo di un caffè e siamo già in sintonia. E dai sorrisi, dalle prime battute, dalle persone che li cercano anche per un semplice saluto si captano subito professionalità, amicizia, voglia di fare, di mettersi a disposizione del prossimo. Non è poco. Potrebbe perfino bastare. Ma no, non basta. “Dai, ti raccontiamo tutto in seggiovia!” La risalita a tre posti ci porta verso la grande cima. I loro primi quindici anni di attività scorrono nelle immagini

Adam Serena e Andrea Scardigli 64

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delle loro parole, negli episodi più drammatici, più difficili, più divertenti. Sempre e comunque “più”. È un fine settimana, fine giornata. Flashback. Andrea e Adam, medici volontari, lo individuano subito. Stazza considerevole, andatura pericolosamente barcollante. “Teniamolo d’occhio”. Parte e ruzzola, il naso sanguinante. Immediato l’invio di soccorso. Il soggetto non è in grado di raggiungere la base. La motoslitta arriva e carica – non senza qualche fatica – il turista per caso. Solo un consiglio: “Vomita nel cappuccio!” Ma non finisce qui. Dopo la

prova dell’alcool test (con palloncino di colore verde, assicurano) il polacco dichiara di essere un ginecologo in vacanza. Giunto all’hotel, ordina una birra media. Incredibile. Attente, donne polacche! È un fine settimana. Altro flashback. Ore 16.45. Immaginiamo il tramonto bello rosso, sfumato, a un passo dal buio. Andrea sta per raggiungere l’automobile nel parcheggio Rocce Rosse. Ma la sua giornata di uomo e di medico, no, non è ancora finita. Di spalle, con gli sci in spalla, il tonfo. Un rumore di impatto feroce sull’asfalto. Uno snowboarder, in prossimità del ponte, vola troppo ampio. E finisce sull’asfalto. Sotto gli occhi di Andrea, e di nessun veicolo in transito. Per fortuna. Se di fortuna si può parlare. La chiamata concitata ai soccorsi, la corsa dei mezzi, il quindicenne è vivo. È a pezzi. Femori, milza e troppo altro da tenere


trentinoattualità a mente per noi non addetti ai lavori. Ma vivo. Per fortuna. È un fine settimana. In tutti i fine settimana, le chiamate provengono quasi sempre da lì. Dal “mattatoio”, alias parco della neve, alias “snowpark”. L’intervento è regolare, ormai un classico. Spalle, ginocchia, e traumi di varia natura. I salti non perdonano, la neve dura neanche. Le botte ci sono. Quindici, vent’anni la media dei saltatori. I medici chiedono: ”Ma hai le protezioni?” “Sì, a casa”, “Sì, in albergo”. Troppo tardi. Occhio ragazzi, figate sì, ma con l’attrezzatura adeguata. E un pizzico di prudenza. È il fine settimana, stiamo per percorrere la “Gran Pista”. Loro, A & A, i medici sugli sci, scivolano fluidi, serpeggiano rapidi e disinvolti sul tratto più impegnativo. Difficoltà da bollino nero. Sul punto di massimo pendio, Andrea si ferma. E racconta. Racconta che questo è il punto peggiore per il soccorso. La pendenza rende praticamente impossibile il transito della motoslitta. Solo con i ramponi è possibile il pur sempre difficoltoso recupero dell’eventuale infortunato. Le radio non prendono, i cellulari vanno a scatti. Entrano in

350 volte

I

n una stagione sciistica gli interventi sono in media 350. I medici valutano la gravità del caso, prestano primo soccorso e indirizzano alle cure necessarie. Distorsioni e fratture le voci più frequenti. Gli scontri in pista – complici la velocità, l’inesperienza e l’alcool – sono la causa di molte chiamate. Traumi importanti e la difficoltà di prestare soccorso in zone poco raggiungibili dai normali mezzi di soccorso (motoslitta, toboga) possono richiedere l’intervento dell’elisoccorso.

causa l’esperienza montana, l’occhio clinico, la prontezza d’intervento. Tutti, ma proprio tutti, li salutano. Dagli addetti agli impianti, agli sciatori abituali, a mille altre persone che, perché e chissà come, li conoscono. Pazienti, amici, sciatori. Si parla di sci, di tecniche sciistiche, di novità. Tutto in pillole. E di pillole. “Dottor, gavereselo una pirolota?..” Certo, anche le chiamate presso gli alberghi per malori improvvisi e consulenze non sono certo novità. Non di competenza, ma si sa… Poi, i ringraziamenti. “Dottor, ghe ofriria anche un caffè, ma so che ’l ga da nar…” “Dottor, ghe ofriria anche ’na boza de bon vim, ma so che voi medici no bevè…” È il fine settimana. Provate a osservare le targhe parcheggiate dalla malga Mezzavia in su, che sfilano sui tornantoni del Bondone. PL, CZ, su tutte. Andrea invita a riflettere sulla conformazione geografica dei luoghi di origine. PL e CZ sono prevalentemente regioni piatte. È chiaro che… qualche difficoltà geofisica sussiste. Inutile negarlo. Sarà la gravità, saranno i bombardini. A proposito, alle 10 c’è già chi intervalla con alcolici... Febbraio. Andrea e Adam sciano come si deve. “Ma siete anche maestri di sci?”

Chi sono LONTRA 1. Adam Serena è medico, chirurgo maxillofacciale. LONTRA 2. Andrea Scardigli è medico urologo. Adam Serena e Andrea Scardigli svolgono azione volontaria di soccorso sulle piste del monte Bondone nei fine settimana e nei giorni festivi. Sempre in collaborazione con la Polizia municipale di Trento, che presidia la stazione sciistica. Contatto radio, tipologia di intervento, chiamata all’elisoccorso, laddove se ne riscontri la necessità. Interventi immediati per quanto riguarda i traumi valutati importanti. Non consulenti farmacologici, non farmacisti. Medici pronti ad indirizzare alle cure del caso, ad indirizzare al pronto soccorso con precise indicazioni. Medici sul campo. Medici sugli sci. Chiediamo. Non sono maestri di sci, ma entrambi sciano da quando avevano pochi anni. Bravi, veramente. Complimenti. Solo così si può scattare verso l’emergenza. Risalita. Flashback. Episodio. Adam racconta la chiamata di marzo, alle Viote. Freddo, nebbione, in una parola “freddazz”. Un gruppo di ragazzini è in seria difficoltà. Raggiunti. Alla prima occhiata, la diagnosi. L’attrezzatura degli sprovveduti gitanti è praticamente estiva in un marzo decisamente invernale, come solo il Bondone sa offrire. Un inizio di congelamento, uno addirittura senza calzini. “Gliel’avevo detto io di vestirsi!” la replica del (ir)responsabile dei minori. Adam è un caloroso, offre la sua giacca ad un ragaz-

zino tremolante. Salvi. Dopo un Palon mozzafiato, la foto di rito. Il sole contro, tra i due angeli del Bondone. Sempre sorridenti, certo. O lo fai con passione, o niente. Non esistono le mezze misure. È il fine settimana, dunque. I saluti solari, calorosi. L’automobile scende, molti salgono. Ultimi chilometri, eccola. La città. Big city. Irradiata dal sole. Bellissima in una giornata così. Anche tra i cantieri, le rotatorie, i semafori infiniti. Nell’attesa, uno sguardo furtivo e nostalgico lassù, verso il nostro Cervino, verso quelle chilometriche piste. Verso quei sani tracciati. Sui quali due medici stanno scivolando leggeri. La radio nel taschino, la passione per lo sport, il giuramento di Ippocrate ■ nel cuore. 65

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trentinoincontri

di Gianfranco Gramola

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arcello Guarducci è nato a Trento l’11 luglio del 1956 ed è stato, probabilmente, il primo atleta italiano a conquistare una certa popolarità grazie al nuoto. Nel suo palmares vanta ben 12 medaglie d’oro – 7 individuali e 5 in staffetta tra Giochi del Mediterraneo ed Universiadi. 5 medaglie d’argento – un individuale e quattro in staffetta tra Mondiali, Europei e Giochi del Mediterraneo. Sei medaglie di bronzo – 3 individuali e 3 in staffetta – tra Mondiali, Europei e Giochi del Mediterraneo. Sedici primati italiani individuali stabiliti tra 100 e 200 stile libero. È sposato dal 1981 con Raffaella, romana doc, e ha un figlio, Francesco, che ha 27 anni e sta finendo il dottorato di ricerca in Ingegneria Aerospaziale. Chi le ha trasmesso la passione per il nuoto? Un po’ mi è derivata naturalmente e un po’ per tradizione di famiglia. Mio padre ha fatto parte della mia stessa società da ragazzo, la Rari Nantes Trento; e mia zia da parte di mia madre è stata vice campionessa italiana nei 100 dorso. Chi sono stati i suoi maestri? Il primo istruttore che ricordo (avevo circa 5 anni) era Nane Depità, ma l’allenatore che mi

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Marcello guarducci Un’ex atleta trentino con la grande ambizione di rendere lo sport libero dal doping. Del trentino ogni tanto gli mancano le montagne, così prende il treno E... ha portato ai primi risultati di rilievo (Olimpiadi di Monaco ’72 a 16 anni) è stato Ezio Della Savia. Ai tempi d’oro, chi era il suo rivale più agguerrito? E il suo idolo? I miei rivali erano J. Montgomery (USA) Peter Nocke (GER) e il mio idolo I. Woithe (DDR). Nelle prime gare, temeva di più il giudizio di mamma o di papà? I miei genitori non davano giudizi, erano contenti se io ero soddisfatto dei miei risultati. Loro non sono mai stati pressanti, tutt’altro. Lei ha vinto parecchi premi. A chi li ha dedicati? A volte a mia sorella Paola, che non godeva di ottima salute in quel periodo, e poi a

mia moglie e a mio figlio, soprattutto a fine carriera. Ho letto che ha realizzato 16 record. A quale è più legato? Senza dubbio quello europeo nei 100 stile libero. Quasi tutti gli sportivi hanno un nomignolo. Il suo qual’era? All’inizio, a 17-18 anni, era bip bip, credo per via di una maglietta, poi più nessuno. Qual è stata la sua più gran soddisfazione in campo sportivo? Essere stato definito dagli allenatori delle nazionali di allora “l’atleta con la migliore tecnica di nuotata nello stile libero veloce”. Poi il 4° posto ai Mondiali e il 5° alle Olimpiadi nei 100 stile libero. Cos’ha sacrificato per arrivare al successo? Gli amici di infanzia a causa del trasferimento da Trento a Roma nel ’73, e la mia famiglia e le mie sorelle. Ma i suoi genitori che futuro sognavano per lei? Mio padre mi ha sempre detto di cercare di fare una cosa che mi piacesse, ma che mi permettesse al contempo di mantenere la mia famiglia. Non mi ha mai chiesto di diventare avvocato o altro, solo di applicarmi al meglio.

Che lavoro facevano i suoi genitori? Avevano un’azienda che produceva e vendeva abiti e abbigliamento per bambini e professionali per alberghi, ristoranti, bar, camici, grembiuli da scuola ecc. Attualmente di cosa si occupa? Collaboro con la Robel, una ditta di costumi romana e faccio consulenze per impianti sportivi, direzioni tecniche e gestionali. Il complimento più bello che ha ricevuto? Essere ricordato ancora adesso per essere stato un’atleta e un ragazzo con i piedi per terra. Ha un sassolino nella scarpa che vorrebbe togliersi? Sì, ne ho un paio, ma non posso dirli: meglio evitare eventuali querele. Quali sono le sue ambizioni? Poter, per quanto possibile, rendere lo sport libero dal doping, mentre un mio sogno nel cassetto è gestire un mio impianto sportivo. Un suo vizio e una sua virtù? Dire sempre quello che penso e l’essere coerente. Ha mai pensato di scrivere un libro autobiografico?


Sì, ho anche buttato giù qualcosa, ma poi era troppo vero e avrei potuto anche involontariamente nuocere a persone e a istituzioni e quindi ho desistito. Progetti? Ne ho un paio che spero si realizzino a breve. Ma non ne parlo per scaramanzia. Come ricorda la sua infanzia trentina? Avendo vissuto fino 17 anni a Trento quelli classici, dell’asilo della scuola, la prima cotta, la passeggiate in montagna, il lago di Caldonazzo e via, ancora molto vivi, anche se lontani. In che zona abitava? Trento sud, in via Palestrina, in piena campagna, ora riempita di palazzi. Com’è attualmente il suo rapporto con Trento? Ho ancora la mia famiglia e ci passo spesso dei periodi di vacanza. Le scuole le ha fatte tutte a Trento? Fino alla 2a geometri a Trento, poi a Roma. Diplomato mi sono iscritto ad ingegneria, ma dopo due anni ho dovuto rinunciare a causa dei miei lunghi periodi di allenamento all’estero. Cosa le piace di Trento e viceversa? Trovo che la sua provincialità sia più un pregio che un difetto, per via del carattere della gente trentina che sa essere dura ma anche generosa, anche se poco aperta. Ho trovato trentini in tutte le parti del mondo, che fuori si sono distinti per estrosità e dinamicità, ma che in città avrebbero difficilmente potuto esprimere. Ha lasciato degli amici in quel di Trento? Ho lasciato tutti, non per scelta. A causa dell’austerity, avevano chiuso la piscina di Trento e la Federazione ed il Coni mi misero al centro di preparazione olimpica all’Acquacetosa. La mia famiglia mi ha consentito quella scelta, è stata dura anche perché qui a Roma non conoscevo nes-

suno. Facevo il pendolare una volta al mese per tornare dai miei e da Thamara, la mia ragazza di allora. Nostalgia del Trentino? La nostalgia era ed è grande, ma oramai sono romano da quasi 40 anni. Diciamo che ogni tanto mi mancano le montagne. Comunque tre o quattro volte l’anno ci torno. Cosa le manca del Trentino? Senza dubbio l’aria pulita e l’efficienza. Un domani pensa di stabilirsi nella sua Trento o rimarrà nella Città Eterna? Salvo imprevisti rimarrò nella Città Eterna. Da Trento a Roma. Come ricorda l’impatto con la Capitale? La sua vastità e le sue bellezze, che erano e sono da mozzafiato. Quali sono state le sue abitazioni romane e attualmente in che zona vive? Fino al 1981 all’Acquacetosa, in via di Grottarossa. Dal 1981 al 1984, 2 anni a Verona e dal 1986 nuovamente a Roma, a Monte Sacro, dove risiedo ancora. Attualmente com’è il suo rapporto con Roma? Come per tutti i romani, di odio e amore. Vorremmo tutti una città più efficiente più pulita, più a misura d’uomo, con meno traffico, ma poi ci rendiamo conto che è bella anche così con la calca, con le file, con la marea di turisti, con i suoi colori e i suoi angoli speciali. ■

La soluzione per i Vostri rifiuti di cantiere!

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na passione che arriva da lontano quella di Laura Varaldi e Barbara Lolli, madre e figlia, proprietarie della profumeria Principessa Sissi di Levico Terme. D’altra parte quasi sessant’anni di esperienza familiare nel campo dei profumi non sono un traguardo che si raggiunge per caso. Posta a due passi dal Parco secolare Asburgico della cittadina termale, la profumeria Principessa Sissi custodisce tra le proprie mura un’offerta unica, frutto di alcune concessioni esclusive (Ischia, Innoxa, Rancé 1795, Biodroga, ecc.) che storiche case di profumeria hanno garantito alla famiglia Varaldi proprio in virtù di una competenza e di una professionalità uniche. “Il cliente in un profumo cerca

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Laura Varaldi e Barbara Lolli

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il profumo: memoria dell’anima Principessa sissi di levico terme non È una semplice profumeria, bensì un luogo in cui ritrovare un po’ di se stessi grazie al potere delle fragranze più rare il ricordo di un’emozione o di un affetto” ci dice la signora Varaldi. Ed è vero. Alla stregua della madeleine di Marcel Proust, spesso i profumi sono lo strumento per agganciare la memoria di fatti o di ricordi del passato. Per questo in un negozio come quello di Levico Terme si possono trovare persone competenti che fanno volentieri il loro lavoro. ”Dietro il profumo c’è tutto un mondo, una cultura, una storia da scoprire – dice ancora la titolare – e noi siamo sempre pronti a spiegarlo ai clienti.” E

loro? “Beh, sovente rimangono affascinati”. Molti i profumi rari, d’epoca (ce n’è uno del 1948!) e da collezione. Principessa Sissi, dunque, non è una semplice profumeria, una “rivendita”, per usare un termine oramai desueto. Qui i profumi si progettano e si producono, con tanto di linea e di ricercato e originale design. È nato infatti il 16 novembre 2010 il primo profumo dedicato alla Principessa Sissi, progettato da Barbara Lolli. Da una lunga ricerca nei luoghi preferiti dalla Principessa Sissi, dalle sue preferenze floreali e floristiche, la designer ha studiato e creato una fragranza irripetibile come lo è l’immagine che funge da impronta speciale all’estetica del flacone. Le note di testa del profumo, fruttate, sono state scelte pensando alla dolcezza di Sissi, ma anche alla sua determinazione. Le note di cuore sono dedicate ai fiori. Fra le note di fondo rientrano le fragranze cipriate, orientali e legnose e ricordano Madeira e Corfù, luoghi amati da Sissi. Ora, in un atteso evento previsto per il

non solo profumi

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on un semplice negozio, quello di Via Marconi 50 a Levico Terme. Tante sono le proposte vintage e da collezione che possono fare felice una donna e offrire una splendida idea regalo per un uomo. A partire dalle rare ciprie profumate per il corpo, gli occhiali da sole vintage e gli altri accessori quali pochettes e altro ancora. Ma assolutamente strepitoso è il corredo della Profumeria Principessa Sissi nel campo della bigiotteria d’autore. Si tratta di autentici gioielli artigianali e, in alcuni casi, storici. 19 marzo, in occasione del primo compleanno del negozio a Levico, la profumeria presenterà due nuove creazioni di profumi, una dedicata a lui e una a lei. Al contempo verrà presentata al pubblico la nuova graziosa confezione del Principessa Sissi da 50 ml. Insomma, ecco come un esercizio commerciale può trasformarsi – grazie alla passione dei titolari – in un luogo vagamente magico, dove ognuno può ricercare nei profumi e nell’oggettistica un pezzo di se stesso che si credeva oramai perduto lungo lo scorrere del tempo. ■

Laura e Barbara vi aspettano sabato 19 marzo, alle 16, per scoprire le nuove fragranze e festeggiare assieme l'anniversario di apertura del punto vendita di Levico Terme.

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di Pino Loperfido


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di Nicola Tomasi

Donne in cerca di parole Una casa editrice e un manipolo di autrici di narrativa e di saggistica. Storia di un’empatia artistica

Licia Campi Pezzi

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n otto marzo particolare, quello di questo 2011, che arriva dopo la manifestazione del mese scorso: migliaia o milioni? di donne in piazza a protestare: contro se stesse..? Vabbè, parliamo di letteratura che è meglio, ed in particolare di letteratura al femminile. Di quella forma d'arte, cioè, di cui Virginia Woolf sosteneva la sostanziale androginìa. E il motivo è presto detto. La scrittura prende il meglio dal genere maschile e dal suo opposto. Dal primo, la Visione razionale del mondo, forza e vigore nel descrivere il mondo e del femminile coglie quella percezione ipersensibile della

Susi Andreatta 70

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realtà di cui solo le donne sono capaci. Allo stesso modo, le autrici hanno il dono della musicalità della parola. La letteratura femminile possiede, a mio avviso, quel plus valore in grado di scendere nel fondo delle cose da prospettive totalmente diverse rispetto a quelle di un uomo. Le loro parole sono spesso scelte con una cadenza musicale, anche là dove si affrontano argomenti crudi. Le loro vicende sanno essere sofferte, dolorose e inaspettate. C’è il caso di questo editore trentino – Curcu & Genovese, lo stesso che pubblica questa rivista – che di autrici ne ha scoperte diverse in questi ultimi anni. Segno di un’attenzione particolare nei confronti della cultura coniugata al femminile, in un mondo – quello editoriale – spesso governato da saccenti maschietti. L’occasione è buona, allora, per dedicare loro un piccolo omaggio, rivisitandone racconti e romanzi. Partiamo da Licia Campi Pezzi, insegnante di Campodenno, Valle di Non. Il suo “Un muro di ghiaccio” narra le vicende della famiglia von Trapp, con i diversi caratteri dei suoi componenti, con sullo sfondo il tramonto dell’Impero austro-ungarico. A questo romanzo, la Campi Pezzi ha fatto seguire “Aurora

von Trapp”. Di altro genere, invece, i suoi lavori successivi: due gialli (“Qualcuno nell’ombra” e “Gli amici di Bin Laden”) e un saggio sui viaggi della Principessa Sissi in Trentino. Assolutamente da citare, la trilogia delle “tre età” scritta da Antonia Dalpiaz, prolifica e conosciutissima autrice teatrale. Tre i romanzi (“Una donna imperfetta”, “Regalo di compleanno” e “Doppia pelle”) le cui protagoniste incarnano le problematiche di tre momenti topici dell’esistenza umana, femminile in questo caso: l’adolescenza, la mezza età e la vecchiaia. Alla narrativa è approdata lo scorso anno anche la brava Francesca Negri, giornalista, esperta di enogastronomia,

Tiziana Bergamo

autrice di libri di cucina premiati più volte al prestigioso “Bancarella”. Si intitola “Sex and the wine” il suo primo romanzo, un viaggio nell’altra metà del cielo di oggi senza conformismi e luoghi comuni, alla scoperta di una nuova generazione di donne che eleggono il vino a nuovo simbolo di emancipazione e ne danno una chiave di lettura totalmente inedita: sono loro “l’altra metà del vino” e promettono di sorprendervi e sedurvi, tra calici di vino e decolletè, vestiti griffati e ricette golose. È, invece, la letteratura per

Ultima, ma non ultima

L’

ultimo libro di una scrittrice pubblicato da Curcu & Genovese è “Un filo di Arianna, di mano in mano" di Micaela Bertoldi. Storia di una tata che ogni sera, racconta storie ad una bambina per aiutarla ad addormentarsi, facendole così scoprire le storie di altri bambini vissuti nel corso del Novecento, ai quali genitori, nonne o tate raccontarono altre fiabe e storie veramente accadute.


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Alessandra Sartori

ragazzi la cifra di Alessandra Sartori, giovane scrittrice, anche lei autrice di una trilogia, questa volta, appunto, dedicata ai più piccoli. A dire il vero, però, i suoi tre romanzi (“Il grande volo”, “Il guardiano delle stelle” e Gli occhi di Camilla”) presentano spunti di riflessione che possono interessare anche i lettori più maturi. Si rivolge ai bambini anche il lavoro di Stefania De Carli, scrittrice di Pomarolo, che ha dato alle stampe “La festa della Signora Polenta”, una gustosa fiaba in cui, con l’aiuto di simpatici disegni, si racconta la genesi di questo evento a cui giungono, uno dopo l’altro, la famiglia dei Formaggi, quelle delle Verdure e della Frutta Fresca, i Salumi, i Vini, le Acque minerali e persino la Grappa, ma anche il delicato signor Olio, il Miele di montagna, le signorine Trote e un agile Salmeri-

no. Per l’originale banchetto si preparano con cura Canederli e Strangolapreti, Gnocchi e Crauti, Strudel, Torta di mele e di fregolòti. Ci spostiamo nel medioevo con Susi Andreatta, autrice di Pergine Valsugana, che ha sfornato una saga sentimentale ambientata nel Tirolo del XIV secolo. Due i suoi titoli, “Sulle tracce di Amina” e “Il barone e la Fiamma”. Passioni travolgenti, erotismo e folli amori, ma anche lacrime e sangue nelle vicende delle figlie di Adrian, che richiamano nelle atmosfere le storie della Trilogia dell’Anello di Tolkien. Per quanto riguarda la saggistica, la Casa Editrice Curcu & Genovese, ospita nel suo ricco catalogo alcuni titoli legati a vicende di vita vissuta, raccontate in prima persona. Come ad esempio “Volevo diventare mamma” di Tiziana Bergamo che così racconta la sua esperienza: “Una vita normale, come tante: studio, lavoro, innamoramento, matrimonio e il desiderio di un figlio. Un figlio che non riuscivo ad avere e per questo ho lottato sette anni. Al compimento del primo anno di vita del mio bambino mi sono accorta di avere un nodulo al seno, che si è rivelato un cancro”. Anche Annachiara Bortolotti ci racconta una vicenda delicata in “L’altra famiglia”; la ragazza ha diciotto mesi quando il servizio sociale la allontana dalla sua famiglia, destinazione Villaggio SOS di Trento. Là trova l’altra famiglia e un’altra mamma. Vi resterà fino a quando avrà diciotto anni. Tra le problematiche descritte non mancano l’anoressia e la bulimia – diffusi malesseri della modernità – raccontate, sotto lo pseudonimo di Laura Bandoli nel volume “Questa non sono io”, un lavoro che non vuole fornire informazioni di natura medica sull’anoressia o sulla bulimia. Intende solo dare un’idea di quello che si può provare quando si è costretti a convivere con

collezionista di scrittrici

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a scritto il suo primo “libro” in terza o quarta elementare: un’onesto racconto delle diatribe tra indiani e cowboy intitolato “La guerra”: alla maestra piace talmente tanto da farlo leggere a Luciana a voce alta alle tirocinanti presenti in aula. Luciana altri non è che Luciana Grillo, autrice di uno dei libri più fortunati dell’editoria trentina degli ultimi mesi. “Costruire letteraura con mani di donna” (Ed. Curcu & Genovese, pag. 160, Euro 12) è giunto infatti in breve alla seconda ristampa. La signora Grillo come si spiega questo successo? “Si tratta di un volume agile e facilmente consultabile; si può leggere dall’inizio alla fine, oppure a spizzico”. Un testo dedicato a chi vuole incontrare un mondo letterario spesso lasciato nell’ombra, il mondo delle autrici che, nel corso del ‘900, hanno avuto la possibilità – spesso affrontando e superando non poche difficoltà – di pubblicare i loro scritti. Da Elsa Morante e Margaret Mazzantini, sono tantissime le scrittrici presenti nel libro. Un vero e proprio viaggio nella storia della letteratura. Al femminile, però. “Non dimentichiamo che le donne sono molto più lettrici dei maschietti”.

questa malattia. Un libro che vorrebbe aiutare chi vive un’esperienza come quella della sua protagonista; a prendere coscienza della propria malattia, a capire i sentimenti e le emozioni provate, nonché a convincersi che un cambiamento è sempre possibile. Anche quando tutto sembra presagire il contrario. Molto belli anche i libri di Luisa Gretter Adamoli: “Affinché ognuno sappia”, avvincente racconto di una famiglia trentina dei secoli passati, e “Ines”, biografia romanzata dalla grande Ines Fedrizzi, artista trentina molto conosciuta e apprezzata, scomparsa da pochissimi anni. Passando ad argomenti più leggeri, infine, si è occupata di musica Katja Casagranda,

giornalista di Bosentino, che ha seguito l’entusiasmante avventura della band “The bastard Sons of Dioniso” al celebre talent show di Raidue “X Factor”. ■

Stefania De Carli

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www.coreso.it

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giochi da grandi “Softair”? Alias giocare a “risiko” sulle proprie gambe! delle associazioni sportive. Le tipologie di gioco a squadre, sono pressochè illimitate, la “storia del caso” può prevedere ambientazioni, vestiario e personaggi diversi, il tutto limitato solamente dalla “correttezza” e fantasia degli organizzatori. Perchè è essenziale “la correttezza”? Essa costituisce l’unico reale prerequisito al gioco stesso. In partita non esiste alcun modo per provare oggettivamente che l’avversario sia stato colpito o meno: i pallini non sono solamente innocui, ma non lasciano traccia, è dovere del giocatore, nel momento in cui avverte l’impatto del pallino avversario, alzare la mano, smettere di giocare e gridare “colpito!”.Nel “softair”, a differenza di altri sport, ogni partecipante è “giudice

di se stesso”. In assenza di “correttezza”, l’intero gioco diventerebbe semplicemente impossibile. È uno sport? Sì, il “softair” è uno sport a tutti gli effetti, che assomma nozioni di “orienteering” e “trekking”. In Italia è presente nei settori sportivi ufficiali riconosciuti dal CONI attraverso alcuni enti di promozione sportiva. Numerosi gli organismi privati di coordinamento nazionale, il più rappresentativo dei quali è, ad oggi, l’Associazione Sportiva Nazionale War Games (ASNWG). Tali comitati hanno contribuito e contribuiscono tuttora alla diffusione del gioco su tutto il territorio nazionale. Ad oggi se ne contano più di 600 su tutto il territorio nazionale. Ogni anno si svolgono numerosi tornei e campionati

in tutta Italia, e alcuni eventi internazionali. Come avvicinarsi a questo gioco/sport? In Trentino-Alto Adige è nato il CO.RE.SO. “Comitato Regionale Softair Trentino-Alto Adige”, con l’obiettivo di porsi come organo di comunicazione fra le varie “associazioni sportive dilettantistiche” o “A.S.D.” esistenti sul territorio regionale, nonchè punto di riferimento per chi voglia avvicinarsi a questo sport. Attraverso il CO.RE.SO. sarete indirizzati alla “A.S.D” a voi più vicina per una prova gratuita. Da quest’anno il comitato offre la propria collaborazione ad alcune A.P.T. locali, con la finalità di promuovere eventi rivolti principalmente a turisti ma non solo: da gennaio, le “A.S.D.” offrono giocate di prova gratuita anche a studenti universitari “in scambio” con i programmi “ErasmusSocrates”. Per informazioni: info@coreso.it ■

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mmaginate d’aprire il tabellone del vostro “risiko” di casa. Disponetelo sul tavolo, procuratevi un buon numero di amici e distribuite le “carte obiettivo”, con cui definire la strategia di gioco ed il divertimento avrà inizio. Il “softair” è questo, un gioco di strategia, di ruolo, in cui tu ed altri compagni, delle età più variegate, all’aria aperta, avrete una “storia virtuale” in cui entrare, delle “carte” con obiettivi da raggiungere e degli avversari con cui confrontarvi in un gioco strategico, dove solo alla fine, potrete tirare un respiro di sollievo, stringere la mano all’avversario, suggellando così l’avventura passata in compagnia. In cosa consiste il gioco? Il “softair” è un gioco di ruolo a squadre. Ogni giocatore è dotato di una ASG (Air Soft Gun), fucile giocattolo, con funzionamento ad aria compressa debole (da qui il nome "soft-air" o “aria soffice”) che proietta pallini di materiale biodegradabile, sferici di 6 mm a distanze che vanno dai dieci ai cinquanta metri. La bassa potenza d’uscita dei pallini, le rende assolutamente inoffensive adottando mezzi di protezione basilari, obbligatori da regolamento

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trentinopanorama di Lara Deflorian

“Svegliati e sogna”: il musical

L’8 e il 9 marzo a trento e il 4 marzo al teatro Valle dei laghi di Vezzano. Diretto da Marco Mattolini, lo spettacolo vede tra i protagonisti due artisti d’eccezione: Rossana Casale e Gianluca Ferrato. Entrambi interagiscono in scena con otto giovanissimi interpreti come Emanuele Caserta, Gabriele Colferai, Andrea De Majo, Andrea Dianetti, Alexandra Lanini, Valentina Marciano, Gaia Nicolodi, Stella Pecollo, tutti agli inizi di un percorso artistico e, proprio per questo, tutti carichi d’energia e di entusiasmo

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inalmente potremo assistere anche a Trento al musical di Svegliati e sogna, il prodotto provinciale che ha debuttato con successo lo scorso agosto a Tesero, nell’ambito del decennale della rassegna Trentino Danza Estate. L’8 e il 9 marzo all’Auditorium S. Chiara, e il 4 marzo al teatro Valle dei laghi di Vezzano, lo spettacolo andrà in scena grazie alla determinazione del direttore artistico di TDE Paolo Golser, il quale ha sperimentato dallo scorso anno l’avventura della produzione di questo musical, grazie al supporto della Provincia autonoma di Trento e dell’Associazione Culturale Imparare a sognare. Diretto 73

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trentinopanorama

da Marco Mattolini lo spettacolo, più paragonabile a una commedia musicale che a un musical, vede tra i protagonisti due artisti d’eccezione: Rossana Casale, intensa e profonda interprete soprattutto dei brani musicali da lei stessa riarrangiati, e Gianluca Ferrato, attore dinamico e coinvolgente. Entrambi interagiscono in scena con otto giovanissimi interpreti come Emanuele Caserta, Gabriele Colferai, Andrea De Majo, Andrea Dianetti, Alexandra Lanini, Valentina Marciano, Gaia Nicolodi, Stella Pecollo, tutti agli inizi di un percorso artistico e, proprio per questo, tutti carichi d’energia e di entusiasmo. Considerata la produzione locale, segnaliamo la presenza di due giovanissimi talenti trentini come il diciottenne meranese Andrea De Majo e la diciannovenne di Trento Gaia Nicolodi. Le vicende dello spettacolo ruotano attorno agli otto aspiranti attori, cantanti e ballerini, coinvolti in uno stage condotto da Michele (Gianluca Ferrato) e Stefania (Rossana Casale), due artisti un tempo innamorati. Momenti educativi e didattici s’intrecciano a questioni personali e al racconto di episodi passati, vissuti dai due insegnanti. Alla 74

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nostalgia, alle incomprensioni e ai rimpianti per cose non dette, si aggiungono i battibecchi spontanei e le questioni sentimentali dei ragazzi, desiderosi più che mai di capire come poter realizzare i propri sogni. È esattamente da questo che deriva il titolo contraddittorio di “Svegliati e sogna”, in quanto è solo grazie all’agire e all’autodeterminazione di ognuno, che si possono realizzare i propri sogni. Il regista Marco Mattolini a tal proposito ha affermato:

“Questo lavoro ha l’ambizione di affrontare, pur con la dovuta leggerezza, i temi cruciali del rapporto tra la vita privata e la carriera, fra i sentimenti e la professionalità, in una parola fra l’arte e la vita”. La freschezza e il messaggio benaugurante dello spettacolo fanno sì che il pubblico a cui si rivolge sia soprattutto quello giovanile, anche se brani musicali intramontabili tratti da capolavori come A chorus line, Singin’ in the rain, Chicago, The phantom of the

Opera, sicuramente sono una forte attrattiva per gli amanti degli ever greeen. La strutturazione dello spettacolo prevede, infatti, l’esecuzione di suggestivi e intramontabili brani attinti soprattutto dai grandi classici del musical e dal teatro musicale contemporaneo, la cui direzione musicale e gli arrangiamenti portano la firma di Rossana Casale ed Emiliano Begni, quest’ultimo spesso presente sul palcoscenico nell’esecuzione dei pezzi e anche in veste d’attore. Gli allestimenti coreografici o, per meglio dire, i movimenti in scena sono invece realizzati da Donatella Zampiero, insegnante di danza trentina con una lunga esperienza nella creazione di spettacoli. Rispetto al debutto della scorsa estate, sappiamo che Svegliati e sogna è stato in parte rivisto, soprattutto nei dialoghi, in alcuni momenti decisamente lunghi, ridondanti e didascalici. Per il resto il cast promette bene e quindi siamo tutti pronti a “sognare” e a farci trascinare dal leit motiv di Wake up and dream, il pezzo composto da Rossana Casale ed Emiliano Begni che da il titolo al musical. ■


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di Walter Nicoletti foto Alessandro Ghezzer

www.girovagandointrentino.it

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l ciclo invernale di Girovagando si è concluso con uno speciale dedicato al Trentino visto dall’alto. Grazie alla disponibilità dei piloti del Centro Universitario Sportivo di Trento la nostra troupe è salita su un quadriposto da turismo ed ha compiuto un volo fra le Dolomiti ed il Lagorai. Due ore indimenticabili che ci hanno portato a sfiorare la parete della Paganella e poi le guglie del Brenta. Che emozione vedere il Campanil Basso innevato e poi le distese bianche di Cima Tosa. Che panorama inaspettato quello del Trentino d’inverno. Ci è sembrato il modo migliore per rendere omaggio alla nostra terra e per comunicarvi anche l’esigenza di preservare questo bene inestimabile che è il nostro territorio con le sue foreste, i suoi pascoli e le pareti dolomitiche o granitiche. E a proposito di conformazioni vulcaniche, come non dimenticare il Lagorai dalla Panarotta al Vanoi passando per Cima d’Asta. Una distesa innevata contrassegnata dall’apertura degli alpeggi dove lo sguardo si perde dalle bianche cime al fondovalle passando da un patrimonio forestale unico in Europa. In lontananza le cime più belle delle Dolomiti orientali ad iniziare dalla Marmolada per passare al Sassolungo e al

Girovagando in quota Si chiude in maniera speciale il ciclo invernale della trasmissione: con un volo tra le dolomiti e il lagorai Pordoi fino al Cimon della Pala e poi il lento, ma inesorabile ritorno a casa. Qui abbiamo vissuto un’altra esperienza imperdibile: il volo a vela. Quella dell’aliante è un’emozione di forte impatto e noi l’abbiamo realizzata grazie alla disponibilità di Luca Gretter, Capo Centro volo a vela del CUS Trento, e di Raffaello Devilli, pilota esperto del CUS Trento. Girovagando in Trentino vi aspetta a partire dalla tarda primavera per proseguire nel corso dell’estate con altre puntate dedicate alla nostra terra e alle Alpi in generale. Con alcune novità che giudichiamo importanti. Raccontare più storie di montagna e di montanari e soffermarci con maggiore attenzione sul nostro ambiente, sull’anima selvaggia della nostra terra.

Vogliamo in altre parole raccontare di più quella parte del nostro territorio che ci viene invidiata. Camminate in campagna e nelle foreste, escursioni facili e alla portata di tutti. Storie di coloro che hanno scelto la montagna come teatro della propria vita quotidiana, storie di impegno e di lavoro, ma anche di contemplazione e di libertà. Ci piace pensare al nostro territorio come un luogo di ricerca interiore e di realizzazione umana attraverso un’economia che rispetti l’ambiente ed il futuro. Attraverso un turismo che rappresenti una vera occasione di sviluppo locale e di reale progresso per i giovani. Per questo vogliamo fare di Girovagando un vero e proprio progetto territoriale e culturale per questa terra. Promuovendo coloro

che fanno bene il turismo e che fanno della sfida della sostenibilità il proprio progetto di vita. Grazie al nostro sito questo progetto entrerà in tutte le vostre case in modo interattivo e coinvolgente per organizzare forum di discussione, per accedere a nuove e sempre attuali informazioni sulla montagna e su coloro che la abitano, la studiano e la preservano. Tempo libero, identità, gastronomia, ambiente, energia, lavoro sono gli ingredienti di un progetto che potrà ridare al Trentino e alle Alpi una nuova centralità rispetto al nostro tempo. E Girovagando sarà un utile strumento di questo ■ grande sogno.

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di Antonia Dalpiaz

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l sipario di febbraio si apre all’interno della Stagione Trento Oltre, lo spettacolo “Sul confine” in scena al Cuminetti il 3 marzo con la Compagnia Carrozzeria Orfeo. Vincitore della quinta edizione del Premio “Dante Cappelletti”, è scritto e diretto da Gabriele De Luca (in scena con Massimiliano Setti ed Alessandro Tedeschi) e racconta la guerra attraverso le parole di tre soldati il cui destino è legato ad un fiume che segna il confine anche metaforico fra vita e morte, finzione e verità. Giovedì 10 marzo, Maurizio Micheli e Tullio Solenghi saranno i protagonisti di “Italiani si nasce – e noi nacquimmo”, per la regia di Marcello Cotugno. Inserita ad hoc nelle

Italiani si nasce Tullio Solenghi e Maurizio Micheli mattatori all’auditorium S. Chiara di Trento. Ricca la proposta degli “Altri percorsi” teatrali del capoluogo. Su tutti, una pièce di Testori manifestazioni legate al 150° dell’Unità d’Italia, la commedia non è una rievocazione nostalgica, ma la storia di una nazione che si dipana a partire da Adamo fino ai tempi moderni. Tanti i personaggi Passo Laetitiae et Felicitatis

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rievocati, collegati fra loro da un unico denominatore: “L’italianità esiste ancora? Che fine hanno fatto Dio, Patria e famiglia?” Martedì 15 marzo al Cuminetti, per la rassegna Altri Percorsi è di scena “Passo Laetitiae et Felicitatis” di Valter Malosti dal romanzo di Giovanni Testori. Interpreti: Silvia Altrui e Laura Marinoni, vincitrice del premio Associazione Nazionale dei critici di Teatro come miglior attrice 2009. Il testo, composto nel 1795, è un misto di linguaggi: dal lombardo al volgare all’italiano secentesco, con intermezzi che si collegano all’avanspettacolo e al melodramma. L’opera narra della ricerca d’amore morbosa e disperata di Suor Felicita, che alterna carnalità a profondo bisogno di misticismo. Giovedì 17 marzo, per Trento Oltre, Marta Marangoni, Rossana Mola e Renato Sarti saranno gli interpreti di “Nome di battaglia, Lia”, testo e regia di Sarti. All’interno della grande pagina della Resistenza, il quartiere di Niguarda a Milano e le sue donne ebbero un ruolo particolare. Il 24 aprile 1945, Gina Galeotti Bianchi, nome di battaglia Lia veniva colpita a morte dai na-

zisti sulla via della fuga. Molto atteso l’appuntamento del 21 marzo all’Auditorium con Nekrosius che dirige la compagnia Meno Fortas nella messa in scena di “Idiotas” di F. Dostoevskij. Dopo il successo di “Anna Karennina”, il famoso regista lituano affronta ad una grande opera dell’ottocento russo: quattro gli atti, ciascuno con un taglio diverso, proposti in lingua originale, con traduzione simultanea. Martedì 29 marzo è la volta di “Mito e Amore” del poeta David Wilkinson, che affida il suo testa alla bravura di due artisti quali Valeria Ciangottini e Franco Farina, affiancati da due ballerini che traducono le parole in linguaggio fisico. ■


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www.fondazioneaida.it

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arte il 4 marzo a Vezzano il nuovo tour di Svegliati e sogna, il nuovo musical con Rosanna Casale e Gianluca Ferrato, che prende il titolo dalla canzone “Wake up and dream” appositamente composta dalla cantautrice ed Emiliano Begni, leitmotiv di questa particolare commedia musicale. Nel cast anche otto giovani talenti scelti attraverso lunghe selezioni tra Roma e il Trentino tra cui Andrea Dianetti, finalista di una delle passate edizioni di Amici, il musicista altoatesino Andrea De Majo e la danzatrice trentina Gaia Nicolodi. Sabato 5 marzo, Angela Finocchiaro, dopo le uscite cinemotografiche de Io loro e Lara di Carlo Verdone, Benvenuti al Sud di Luca Miniero e La Banda dei Babbi Natale a fianco di Aldo Giovanni e Giacomo, torna a teatro con Mai più soli. Unica data in Trentino del nuovo spettacolo scritto da Stefano Benni che, con leggerezza e poetico candore, diverte e fa riflettere attraverso favole, invettive e brevi liriche in un contesto narrativo che cerca di ritrovare un senso al caos e alle i n c o e re nze del nostro presente. A ngela Fi nocchiaro è una delle attrici italiane più premiate dalla critica e amate dal pubblico. Ha vinto per due volte il Premio David di Donatello come miglior attrice non protagonista: nel 2007 per Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti, e nel 2006 per La bestia nel cuore di Cristina

Marzo tinto di rosa parte al teatro Valle dei Laghi di vezzano il nuovo tour di Rossana Casale. segue l’unica data in Trentino de Mai più soli di Stefano Benni con Angela Finocchiaro Comencini, interpretazione che le è valsa anche Nastro d’argento, Ciak d’oro, Premio Wella Cinema Donna alla 62^ Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia e premio Queen of Comedy Award. Il pubblico televisivo che l’ha

conosciuta con La tv delle ragazze, l’ha particolarmente amata nei film tv Dio vede e provvede, Finalmente soli. Aria di casa, fino al recente Due mamme di troppo per il quale è stata premiata al Roma Fiction Festival come

migliore attrice per la categoria Tv Movie. Dopo tre stagioni di successo con Miss Universo (finalista al Premio ETI - Gli olimpici del teatro), e continuando la sua intensissima attività cinematografica. ■

L’appartamento di massimo e brigitta

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aranno Massimo Dapporto e Benedicta Boccoli ad aprire il sipario martedì 1 e mercoledì 2 marzo con “L’appartamento” di Billy Wilder e I.A.L. Diamond, perr la regia di Patrick Rossi Gastaldi. È la storia di “Bud” che presta il proprio appartamento ai suoi superiori più libertini. Peccato che una delle accompagnatrici del suo capo è porprio la donna di cui è innamorato. A questo punto l’ambizioso impiegato dovrà scegliere fra l’amore ed il successo lavorativo? L’atmosfera sarà quella degli anni sessanta e si riallacvcia, per ambientazione a quella del film, vincitore di ben cinque premi Oscar. Giovedì 10 marzo, sarà di scena “Santos”, da un racconto di Roberto Saviano, adattato per il teatro da Mario Gelardi (che cura la regia) e Giuseppe Miale di Mauro, che ne sarà anche interprete. È la storia di quattro ragazzi che vengono assoldati come vedette della camorra. Il loro compito è quello di giocare a calcetto sulla piazza ed avvisare quando arriva la polizia. Dovranno scegliere alla fine fra il calcio e la delinquenza. Una storia capace dfi aprire uno spiraglio alla speranza e alla possibilità di uscire da un labirinto di miseria e di riscattare una propria dignità. Mercoledì 23 e giovedì 24 marzo è la volta di “Don Chisciotte”, liberamente tratto da Miguel de Cervantes con Roberto Herlitzka e Lello Arena, diretti da Nadia Baldi. Le vicende rocambolesce dei due famosi personaggi sono indagati nella messa in scena attraverso i loro comportamenti di contrasto, per svelare quello che anima entrambi : Don Chisciotte, uomo appassionato di letteratura, vive in un mondo di sogni, Salvo Panza invece ha dalla sua concretezza e bisogno di stabilità. I due mondi tentano di entrare in contatto, ma rimangono sul confine, come acrobati in precario equilibrio.

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entinove compagnie amatoriali scelte tra le migliori in campo nazionale e locale impegnate in 43 serate di spettacolo proposte da circa 400 tra attori e tecnici e 50 volontari in 13 teatri di Rovereto e della Vallagarina. Questi i numeri che sintetizzano le dimensioni e il successo del Sipario d’Oro. Il Concorso è in programma all’Auditorium Melotti di Rovereto e al Teatro parrocchiale di Lizzana dal 11 marzo al 2 aprile e mette a confronto otto spettacoli. Al Melotti “Il Barbiere i Siviglia” proposto dalla spassosissima compagnia Teatro Immagine di Venezia, “Nina non far la stupida” uno dei più clamorosi successi della scena italiana nella prima metà del ’900 viene proposto dalla Barcaccia di Verona, il musical “West Side Story”

Sipario tutto d’Oro Nuova edizione del festival nazionale di teatro amatoriale dal 26 febbraio all’8 aprile. 29 compagnie per 43 spettacoli in 13 teatri di Rovereto e della Vallagarina trale Al Castello di Foligno con “Cyrano de Bergerac” uno dei testi classici ancora così attuale, la Compagnia l’Eclisse di Salerno ci propone “Un tram che si chiama desiderio” di Tennessee Williams che ci rimanda alla famosa versione cinematografica con Marlon Brando e Vivien Leigh e per finire “Il clan delle vedove” un divertente spettacolo al femminile pro-

posto dall’Accademia Teatrale Francesco Campogalliani di Mantova. A giudicarli una giuria presieduta da Giuseppe Liotta, docente di Storia del Teatro al Dams di Bologna e presidente dell’Associazione nazionale dei critici teatrali, e composta anche dai registi Roberto Marafante e Paolo Manfrini. Verranno premiati il miglior spettacolo, la regia,

l’attrice e l’attore protagonisti, l’allestimento, la promessa del teatro amatoriale. A questi si aggiungeranno poi il premio delle Casse Rurali della Vallagarina all’opera che promuove i valori della solidarietà umana e della cooperazione sociale e quello della Cofas alla compagnia che in tutto il festival otterrà il maggior gradimento da parte del pubblico. ■

“Misticanze“: Musica, ma non solo

P la vicenda ispirata a quella di Giulietta e Romeo che vedrà coinvolti 25 ragazzi della scuola di musical dell’Estravagario teatro di Verona, la pluripremiata Compgnia Teatro dei Picari di Macerata ci propone il conusciutissimo testo di Dario Fo “Il Diavolo con le zinne”, fuori concorso per la serata delle premiazioni, la compagnia di Lizzana propone “Confusioni” di Alan Ayckbourn. A Lizzana invece saranno in scena: Il Gad Città di Trento con “Il Senatore Fox” di Luigi Lunari, la Compagnia tea78

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er concludere la rassegna “Misticanze - Stuzzicanti appuntamenti musicali”, sarà presentato un appuntamento intitolato Intermedialità (venerdì 18 marzo, ore 20.30 - Teatro San Marco, Trento). La serata è frutto di una preziosa collaborazione con la Classe di musica elettronica del Conservatorio Steffani di Castelfranco Veneto, e il suo docente Valerio Murat, per un evento che prevede la proiezione di chicche cinematografiche del primo cinema, con i pupazzi dei corti di Starevich, musicati dai compositori trentini Massimo Biasioni ed Eddy Serafini, con la rivisitazione a mo’ di video clip di “Metropolis” di Fritz Lang, e ancora video originali, alcuni musicati con musica dal vivo altri con l’ausilio dell’elettronica, in una concezione dell’opera d’arte come coesione di parola, immagine e suono proposta per gli amanti del genere in una sede, il Teatro San Marco dove il pubblico giù frequentatore del Cineforum troverà pane per i propri denti.


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ranco D’Andrea, Joe Lovano, Franco Ambrosetti e Nicholas Payton: questi i protagonisti della 26a edizione di Itinerari Jazz a Trento. Quattro eventi, ospitati all’Auditorium di Trento con inizio alle 21, nel segno del grande jazz proposti da questa rassegna, nella sua parte del capoluogo che rimanda sempre a quella autunnale a Rovereti, promossa dal Centro Servizi Culturali S. Chiara di Trento con la direzione artistica di Vincenzo Costa. Gli artisti presenti nel cartellone della ventiseiesima edizione degli Itinerari Jazz a Trento, sono rappresentativi di entrambe queste categorie, avendo interpretato nel corso delle loro carriere sia il ruolo di studiosi della tradizione jazz, sia quello di esploratori di possibili nuove vie musicali. Le due formazioni in apertura di programma, con cui celebriamo Franco D'Andrea, i gruppi di Joe Lovano, di Franco Ambrosetti e Geri Allen, e infine il quartetto del trombettista di New Orleans Nicholas Payton, sono tutti eventi che portano un'idea di jazz che, pur provenendo da lontano, riesce a guardare oltre e tracciare una prospettiva per un futuro musicale molto prossimo. La rassegna si aprirà il 14 marzo con la doppia performance del Franco D’Andrea Quartet

grande jazz! Tanti i protagonisti della 26a edizione di Itinerari Jazz a Trento. Quattro eventi, ospitati all’Auditorium di Trento con inizio alle 21. Da d’andrea a lovano “70Th Brithday” progetto che accanto al grande pianista vede Andrea Ayassot (sax alto), Aldo Mella (contrabbasso) e Zeno de Rossi (batteria) e del Franco D’Andrea “Three” in cui si esibirà con Mauro Ottolini (trombone), Daniele D’Agaro (sassofono) e Han Bennink (batteria). Sabato 19 spazio a Joe Lovano con il

gruppo “US Five” che vedrò il sassofonista accanto a James Weidman (pianoforte), Petar Slavov (contrabbasso), Francisco Mela (batteria/ percussioni) e Otis Brown III (batteria). Il mese di marzo si chiuderà, domenica 27, con la peformaci del Franco Ambrosetti Sextet featuring Geri Allen. ■

Jones, Hendrix, Joplin, Morrison: i J27

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rian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison: quattro grandi star della “musica che ha cambiato il mondo” muoiono nel giro di soli due anni. Tutti avevano una J nel nome. Tutti avevano 27 anni. Prima e dopo Brian, Jimi, Janis e Jim, altre stelle luminose del firmamento musicale vedono le loro giovani vite stroncate da incidenti improvvisi, overdose, atti violenti, veri e propri omicidi. Sempre, un alone di mistero circonda queste “morti celebri”. Da Elvis Presley a Kurt Cobain, da Marvin Gaye a Jeff Buckley, sono decine i casi irrisolti (a volte, ancora aperti) di una catena inquietante di delitti rock. Quella del “Club J27” purtroppo, non un’anomalia nella storia del rock ma senza dubbio è davvero suggestiva tanto da spingere Ezio Guaitamacchi a scrivere un libro “Delitti Rock. Il famigerato Club J27”, pubblicato da Arcana, da cui è tratto lo spettacolo omonimo in scena venerdì 25 marzo all'Auditorium di Trento (ore 21); un avvincente spettacolo teatrale che racconta, tra suoni e visioni, i retroscena delle misteriose morti di Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison. Protagonista dello spettacolo, per la regia di Stefano Fiorentino, lo stesso Guaitamacchi nel ruolo di Ralph J. Gleaon al fianco di Brunella Boschetti (voce) e Laura Fedele (piano e voce). Ralph J. Gleason, il primo giornalista musicale della storia, la voce più autorevole di blues, jazz e rock nella California degli anni 50 e 60.

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all’11 al 20 marzo, le nevi del Trentino faranno ancora una volta da sfondo al festival Dolomiti Ski Jazz, giunto alla sua quattordicesima edizione. Ben ventisei concerti coinvolgeranno tutta la Val di Fiemme, con i suoi panorami innevati, le piste da sci, i luoghi di ritrovo serali a fondo valle e quelli ad alta quota (rifugi, baite e chalet). Ascoltare musica circondati dalla natura e dalle vette dolomitiche, fermarsi a sentire un concerto tra una discesa in sci e l’altra: questa è l’anima inimitabile del Dolomiti Ski Jazz. L’edizione 2011 di Dolomiti Ski Jazz farà tappa al rifugio Doss dei Laresi all’Alpe Cermis, allo Zischgalm, il Ganischgeralm e la Baita Caserina di Pampeago, al rifugio Passo Feudo e la baita Gardonè dello Ski Center Latemar, alla baita La Morea di Bellamonte, allo chalet Valbona all’Alpe Lusia, al Platzl di Obereggen. Tra gli artisti che si potranno ascoltare ad alta quota spiccano il gruppo Barato Total di Barbara Casini, l’interprete italiana più attendibile e appassionante in fatto di musica brasiliana; James Thompson, sassofonista afroamericano celebre per aver prestato il suo infuocato sax alle più note canzoni di Zucchero; Andrea Belli, dj di Radio 105, che interagirà con la musica live di Bruno Marini; il gruppo Fifth Side, con la sua front line tutta fem80

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Dall’11 al 20 marzo 2011 lasciati travolgere dal Dolomiti Ski Jazz sulle piste della Val di Fiemme minile (Helga Plankensteiner, Ilona Damiecka, Francesca Bertazzo Hart); lo squisito Alpentrio del sassofonista Florian Bramböck; il sestetto di Alessandro Traverso, curiosamente formato da professionisti del mondo dello spettacolo (giornalisti, discografici, manager…) ai quali sarà affidata l’inaugurazione del festival. Ci saranno poi anche il quintetto di Claudio e Fulvio Chiara, l’EZ Gipsy Quartet e il trio di Matteo Turella. Oltre ai concerti “after hours” nei locali notturni della Val di Fiemme e ad alcuni spettacoli pensati appositamente per le scuole, nel programma di Dolomiti Ski Jazz spiccano i

concerti serali nei teatri, che vedranno impegnati i nomi più prestigiosi del cartellone del festival. Il primo degli appuntamenti in teatro (a Predazzo, 12 marzo) sarà con la cantante Shawnn Monteiro, che nel suo omaggio alla jazz diva Carmen McRae saprà infondere tutta la tradizione di cui è depositaria: è infatti figlia di Jimmy Woode, leggendario bassista di Duke Ellington, e ha accompagnato con la sua voce profonda e suadente artisti del calibro di Marvin Gaye, Clark Terry, Lionel Hampton… Toccherà poi a Riccardo Zegna, instancabile animatore della scena jazz italiana sin dagli anni Settanta e spesso al fianco di

prestigiosi artisti statunitensi, che si esibirà in piano solo a Moena (13 marzo). Il quartetto Passport che si ascolterà a Tesero (15 marzo) è una all star dalle combinazioni imprevedibili: due dei suoi membri, il brillante Jordi Rossy e lo storico maestro di ritmi Joe Chambers non esiteranno a scambiarsi gli strumenti, essendo entrambi polistrumentisti. Gli altri membri della band sono Pietro Tonolo e Arnie Somogyi. Il 17 marzo a Ziano di Fiemme arriverà il quartetto di Jonathan Kreisberg, chitarrista emergente che sta donando alla chitarra jazz un’espressività tutta nuova, moderna e di una bellezza ipnotizzante. Javier Vercher, sassofonista spagnolo ma dagli studi e le collaborazioni che lo hanno portato al centro del miglior jazz statunitense, sarà col suo quartetto a Castello di Fiemme (18 marzo). La serata finale di Dolomiti Ski Jazz 2011 (Cavalese, 19 marzo) avrà per protagonista la formazione più attesa del festival, la band del cantante inglese (ma di origine e formazione nigeriana) Ola Onabule, intenso interprete e cantautore. Nella musica di Ola, che nonostante una carriera internazionale ormai ventennale arriva per la prima volta in Italia (e per una data in esclusiva), emergono in tutta la loro forza espressiva blues e soul, funky ritmatissimo e ballate accattivanti, il tutto con una patina sonora ■ vintage.

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La neve si tinge di jazz


COMPRENSORIO DELLA VALLAGARINA

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO COMPAGNIA DI LIZZANA COFAS COMPAGNIE FILODRAMMATICHE ASSOCIATE UILT UNIONE ITALIANA LIBERO TEATRO

ROVERETO

LIZZANA

AUDITORIUM FAUSTO MELOTTI

TEATRO PARROCCHIALE

VENERDÌ 11 MARZO ORE 20.45

VENERDÌ 25 MARZO ORE 20.45

SABATO 12 MARZO ORE 20.45

SABATO 26 MARZO ORE 20.45

IL BARBIERE DI SIVIGLIA

WEST SIDE STORY

IL SENATORE FOX

UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO

Teatro Immagine - Venezia

IN GUISA DEI COMMEDIANTI DELL’ARTE

da Pierre Augustin Caron de Beaumarchais e Cesare Sterbini

VENERDÌ 18 MARZO ORE 20.45 La Barcaccia - Verona

NINA, NO FAR LA STUPIDA!

di Arturo Rossato e Gian Capo

Estravagario Teatro - Verona di Arthur Laurents, Leonard Bernstein, Stephen Sondheim, Jerome Robbins

VENERDÌ 1 APRILE ORE 20.45

Il Teatro dei Picari - Macerata

IL DIAVOLO CON LE ZINNE di Dario Fo

VENERDÌ 8 APRILE ORE 20.45

Gad Città di Trento di Luigi Lunari

SABATO 19 MARZO ORE 20.45 Compagnia Teatrale Al Castello - Foligno

CYRANO DE BERGERAC di Edmond Rostand

Compagnia dell’Eclissi - Salerno

di Tennessee Williams

SABATO 2 APRILE ORE 20.45

Accademia Teatrale Francesco Campogalliani - Mantova

IL CLAN DELLE VEDOVE

di Ginette Beauvais-Garcin

FUORI CONCORSO SERATA DELLE PREMIAZIONI

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

CONFUSIONI

Segreteria del Sipario d’Oro Palazzo Balista in Largo Posta a Rovereto aperta tutti i giorni esclusa la domenica dal 14 febbraio all’8 aprile dalle ore 15 alle 19 Tel. 0464 480686 teatro@compagniadilizzana.it www.sipariodoro.it

Compagnia di Lizzana di Alan Ayckbourn


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tefano Bannò, in arte Anansi, ha avuto il merito di riportare il Trentino al Festival di Sanremo. Sebbene l’avventura sanremese si sia risolta con una repentina eliminazione seguita all’esibizione con la sua “Il sole dentro”, il dopo Festival di Anansi è stato ricco di soddisfazioni. Il pezzo dal tocco reggae melodico ha conquistato le radio così come un’ottima accoglienza ha ricevuto il nuovo disco “Tornasole” uscito per la Warner Music. Per Anansi è anche tempo di live e il 6 marzo tornerà ad esibirsi in Trentino in un concerto evento che si svolgerà al Palasport di Rovereto. Un appuntamento che avrà i contorni dell’evento perché insieme a Bannò sul palco ci saranno anche alcuni degli artisti che hanno collaborato al suo album ovvero i The Bastard Sons of Dioniso, Frankie Hi NRG e Bunna cantante degli Africa Unite per una serata di festa. Un percorso musicale quello di

Anansi & Friends a rovereto, il 6 marzo. Con Bannò sul palco ci saranno anche i Bastard Sons of Dioniso, Frankie Hi NRG e Bunna Stefano Bannò , nato a Trento nel 1989 da genitori siciliani inziato a 13 anni quando scrive la sua prima canzone "No Racism", mostrando precocemente il suo impegno sociale e politico. Due anni dopo fonda i Buffalo Soldiers e inizia a esibirsi in live in tutto il Trentino - Alto Adige per poi trasferirsi in Irlanda nel 2006. A 17 anni, suona in un pub di Carlow ogni lunedì sera per guadagnarsi qualche soldo, fingendo di essere maggiorenne. Tornato in Italia nel giugno 2009 esce il suo primo album solista "Anansi"

con Distar Record mentre poco dopo entra nella band di Roy Paci, gli Aretuska, e si esibisce in tutta Europa, La musica di Anansi è ispirata da molti generi diversi, tra cui il reggae, l’hip hop, il pop e il rock attraverso i quali vuole esprimere i temi più significativi delle sue canzoni: la pace, la tolleranza tra i popoli, la positività, l’autostima e la coscienza della responsabilità sociale. Il nuovo disco “Tornasole”, lanciato appunto dopo Sanremo, è nato alla collaborazione del cantante con Piero Fiabane e contie-

ne dieci canzoni che raccontano da altrettante prospettive (l’undicesima è la versione inglese del brano d’apertura) la visione del mondo di Anansi, ispirata dai ritmi giamaicani. Il sound di “Tornasole” è la colonna sonora nel viaggio variopinto ed entusiasta di Anansi: un viaggio sulla primavera dell’anima, sull’amore che sconfigge il mondo buio e fragile, un viaggio attraverso l’Italia e i suoi 150 anni, sulla vita dietro alle quinte, sulla spiritualità. Le parole di “Tornasole” evocano una vicinanza con i cantautori impegnati (Tracy Chapman, Bob Dylan, Ben Harper, Bob Marley) ma hanno aperture anche rockettare nel brano “Carpe Diem” in cui collaborano anche gli amici The Bastard Sons of Dioniso. ■

Bocephus king a lavis

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er chi ama il rock più classico, quello genuino con le sue diverse sfumature fra folk, blues e indie, i nomi di due artisti come lo statunitense Elliott Murphy e il canadese Bocephus King, sono piuttosto noti. I due saranno protagonisti nelle prossime settimana fra marzo ed aprile di due eventi musicali organizzati da Nicola Messina, da anni impegnato a diffondere anche con la sua Woody Music, questo genere di sound. Il 6 marzo all’Auditorium di Lavis arriverà dunque mr. Bocephus King accompagnato dalla sua band in un live organizzato in collaborazione con Musicandove di Lavis. Bocephus presenterà il suo nuovo cd “Wille Dixon God Damn!!”, che arriva a sette anni di stanza dall'album precedente uscito nel 2005. Bocephus King, al secolo Jamie Perry, è un artista canadese, arriva da Vancouver, che si è messo in evidenza con alcun dischi come “A Good Thing Small”, “The Sickness Blue” e “All Children Believe In Heaven” in cui si intrecciano rock e blues elettrico. Si terrà invece al Teatro comunale di Zambana,

il 3 aprile, il concerto di Elliott Murphy promosso insieme al comune di Zambana. Anche Murphy, on stage insieme al musicista francese Olivier Durand, presenterà il nuovo album omonimo. Il cantautore americano, paragonato ad un grande come Bob Dylan, vanta collaborazioni con artisti come Bruce Springsteen, Violent Femmes.

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architetture coreografiche UN GIOVANE TRENTINO NELLA SPELLBOUND DANCE COMPANY

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ul palcoscenico del Sociale di Trento potremo assistere l’8 marzo all’esibizione di un’altra compagnia italiana di qualità, in grado di affascinare il pubblico per la linearità di movimento e per l’architettura coreografica contemporanea evocativa firmata da Mauro Astolfi, coreografo conosciuto in Trentino anche per la sua presenza in qualità di formatore alla rassegna estiva di Trentino Danza

Estate. Astolfi nel 1994 fonda a Roma la sua compagnia, la Spellbound Dance Company, con cui ha realizzato lavori come Camouflage, Quattro-il disordine delle stagioni, Stati Comunicanti, Duende, Carmina Burana, Nafas, Emotional Balance e per la Biennale di Venezia ha creato Don Giovanni o il gioco di narciso. Da poco più di un anno un giovanissimo danzatore trentino è entrato a far parte di questo prestigioso ensemble. Lui è Giacomo Todeschi, 20 anni di Rovereto. Si è appassionato alla danza guardando la trasmissione televisiva Amici di Maria De Filippi e ha iniziato a studiare danza contemporanea con Maria Tullia Pedrotti e danza classica con Maria

Grazia Torbol. “All’età di 13 anni ho conosciuto Francesca Manfrini alle Olimpiadi della danza e con lei ho proseguito i miei studi. Insieme abbiamo partecipato a numerosi concorsi e lei stessa mi ha fatto conoscere, in uno stage a Lecce, Mauro Astolfi. Approcciandomi al suo stile ne sono rimasto affascinato e ho continuato a seguirlo ponendomi come obiettivo il far parte della sua compagnia”. Nell’autunno del 2009 finalmente Giacomo Todeschi, appena maggiorenne, inizia a lavorare a Roma nella Spellbound DC. “L’esperienza vissuta è certamente positiva, seppur molto impegnativa. Le lezioni e le prove quotidiane sono massacranti e la sera, oltre alla stanchezza, mi

Esclusivista Franchi e Kim per la Piana Rotaliana

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trentinopanorama ritrovo sempre con la schiena a pezzi. Qualche volta insegno anche pezzi di repertorio di Mauro al suo centro di formazione, il Daf, Dance Arts Faculty.” Con la compagnia Todeschi ha iniziato a girare il mondo andando in tournée in Spagna, Germania, Bielorussia e il prossimo anno, probabilmente, andrà negli Stati Uniti. “Per la prima volta mi sono messo in gioco con danzatori professionisti, da cui cerco di apprendere il più possibile, poiché costantemente mi accorgo di quanto sia ancora necessario fare. Quando sono entrato in compagnia, quattro danzatori sono andati via. Mi reputo fortunato poiché nonostante la mia timidezza sono riuscito a farmi accettare dal gruppo

e a ben inserirmi. Questo è fondamentale considerato il numero di ore che si passa assieme. Io sono tra i più giovani di questa famiglia artistica e inizialmente non è stato facile relazionarmi con persone più adulte”. Giacomo Todeschi ha dovuto imparare a tempo di record sei produzioni, quasi tutte attraverso dei video tranne Le Quattro Stagioni, lo spettacolo eseguito dalla Spellbound DC che vedremo a Trento l’8 marzo. “Questa coreografia è stata allestita da Mauro Astolfi nel gennaio 2010 ed è la prima che ho vissuto nella sua creazione. È stato affascinante, poiché Mauro crea con il ballerino. Per ciascuno di noi lui ha una diversa visione e ciò deter-

mina la nostra esecuzione. Sento la coreografia più mia, è stata creata su di me ed è quindi una cosa più immediata.” Sono nove i danzatori impegnati in queste Quattro Stagioni, una produzione multimediale sulle celebri note di Antonio Vivaldi e musiche originali Luca Salvadori. “La scena si apre con una casetta con la quale noi interagiamo continuamente. Si assiste al trascorrere interno ed esterno delle stagioni. Questo pezzo è molto danzato, ricco di sincronie. Ci sono inoltre delle proiezioni che arricchiscono il vortice delle coreografie che è veramente molto serrato”. Il ciclo delle stagioni, secondo le intenzioni di Mauro Astolfi, è una spirale continua che

porta con sé una simbologia profonda percepita soggettivamente. “Le mie Quattro Stagioni – scrive lo stesso Astolfi – abitano fuori e dentro un piccolo spazio, che si innalza, trascina e soffoca a momenti… ma che ripara, unisce, protegge… sembra una casetta, ma è una nave, un albero… un posto misterioso da cui osservare le stagioni che mutano, un posto da dove partecipare in prima persona al ciclo della natura che si rinnova…” In questo lavoro sono stati accostati materiali e stili eterogenei: “Forse la misteriosa spirale di intersezioni e reciproche influenze tra musica e danza è un altro modo per rappresentare la mutevolezza inafferrabile delle stagioni”. ■

wayne MCGREGOR AL SOCIALE E natascia BELSITO AL SAN MARCO

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i chiuderà con una presenza prestigiosa la stagione della danza al teatro Sociale di Trento. Dal Regno Unito Wayne McGregor presenterà la sua ultima creazione, che ha debuttato il novembre scorso al Sadler's Wells di Londra. Dopo Entity, visto due anni fa a Trento, i dieci danzatori della Random Dance Company saranno protagonisti il 29 marzo di F.A.R., un lavoro ispirato al rivoluzionario libro di Roy Porter, Flesh in the Age of Reason (La Carne all'epoca della Ragione), in cui McGregor ci presenta “un corpo problematico”, ovvero l’enigma della personificazione. Il core-

ografo anglosassone, che si distingue per una danza viscerale e un movimento particolarmente fisico e ipercinetico, è rappresentativo della danza contemporanea degli ultimi anni. Con le sue creazioni multimediali si tuffa in una ricerca intellettuale basata su studi scientifici, con l’obiettivo di sviscerare, in termini di movimento, il rapporto mente/corpo. Per questo nuovo progetto McGregor ha coinvolto per la musica la superstar australiana dell'elettronica Ben Frost e il collettivo Random International per le installazioni visive. La rassegna al teatro San Marco prosegue invece nella consueta dimensione “intimista” il 10 marzo, con la creazione Retour au dialogue di Valentina Moar, un pezzo legato alla femminilità tratto da Tu che tagliavi i fiori due creazioni, e con la pérformance di teatro-danza Clik, la ricerca della felicità, creata e interpretata da Natascia Belsito e Tommaso Monza, entrambe danzatori protagonisti degli ultimi spettacoli della compagnia Abbondanza-Bertoni. Questo è un lavoro contro il forzato accumulo di cose e oggetti che si spinge verso “l’essere felici nella semplicità”, attraverso un’azione condivisa in cui i due autori si confrontano sul significato di felicità. (L.D.)

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Figurazione: questa sconosciuta e fascinosa

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a figurazione non ha mai smesso di irrompere nella cronaca dell’arte quotidiana. A questo proposito segnaliamo due mostre di artisti trentini che da

anni lavorano con queste modalità, cercando e trovando soluzioni inedite, talvolta forti, sicuramente accattivanti e mai semplicistiche. Giovedì 10 marzo, alle ore 18.30, sono le storiche sale della sala Bacco di Palazzo Wolkenstein a Trento, sede dello Studio d’Arte Raffaelli, ad accogliere le opere di

Federico Lanaro (Rovereto, classe 1979), raccolte

sotto il titolo di “Super-natural!” e presentato da Duccio Dogheria per chiudersi il 10 giugno. Opere recenti in cui

Silvio Magnini

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ovendo parlare di una mostra di pittura ed incisione in corso, in questi giorni, nella sede del Circolo Culturale Le Mura di Trento, sinceramente, chi scrive è imbarazzato. Già direttore della casa di riposo di Lavis, ed ora in pensione, a Silvio Magnini piace evidenziare il fatto che la sua “indole artistica” è sempre servita per abbellire anche le cose più umili e semplici delle persone, nel periodo della vita dove è più difficile riconoscere la “Ricchezza”. Diverse illustrazioni che abbelliscono pubblicazioni edite dall’azienda Pubblica di servizi alla persona “Giovanni Endrizzi” di Lavis, negli anni scorsi, come i numeri del Natale 2007 e quello della primavera 2009, ne sono una prova tangibile. Andando alla mostra dirò che, delle opere esposte piace l’uso del colore, con una tavolozza ricca di sfumature, ma colpisce principalmente lo schizzo rapido, spontaneo ed incisivo del pennino e del bulino per incidere, che rivelano un’ottima conoscenza della tecnica a puntasecca. La mano lavora veloce, il soggetto si delinea sulla lastra, una ragnatela di sottili tratti creano chiari e scuri di notevole efficacia. Si stampano poi, sulla carta, paesaggi d’intensa suggestione che sono, secondo il mio modesto parere, la parte migliore della rassegna. La mostra è visitabile, con ingresso libero, dal martedì al sabato, nella sede del Circolo Culturale Le Mura, in via Dietro Le Mura bis, al n.4, a Trento, nel salone Patton e Pedron. Fabio Oss

l’artista indaga il mondo naturale, sia esso formato da quelle splendide opere che si richiamano ai boschi oppure alle sue spericolate incursioni nel mondo entomologica.

passo nella ricerca dell'artista, partita dalla codificazione di

D’altronde il mondo

elementi ripetuti e sviluppatasi nell'applicazione degli stessi

naturale, flora e fauna,

in contesti concettuali più ampli. Questi lavori ricordano

è fino ad oggi il suo

dei rumori di fondo, delle inquietudini che spesso vengono

mondo, l’oggetto da

percepite senza un’evidente causa. È un gioco ottico che

mettere sul vetrino

nasconde sottili similitudini simboliche.

dove la lente di un

La seconda serie esposta col titolo “Piramidi” è una

microscopio mentale

riflessione sulle rappresentazioni di forza e spiritualità.

poi, avvicinandosi

Questa serie è ispirata a Visoko (Bosnia) dove un visionario

e allontanandosi,

archeologo, un ciarlatano per la comunità scientifica,

sviluppa un

sta cercando di dimostrare che le colline attorno alla

immaginifico

piccola cittadina nascondono piramidi edificate da una

accattivante e

popolazione arcaica e tecnologicamente avanzata. Questo

sicuramente piacevole. Per questa mostra ha voluto

lavoro è dedicato a quelle persone illuminate come Semir

esporre il risultato di due ricerche condotte nell’ultimo

Osmanagic che vedono al di là della massa, e che si

anno all’interno del concetto di super-natura. Da una

giocano la reputazione pur di seguire le proprie intuizioni.

parte “OHCE”, dall’altra “Piramidi”. Ogni lavoro è una

Il secondo artista è Claus

mappa aperta sul comportamento umano, sulle gioie

1966) il quale espone nel mese di marzo e aprile le sue

e le inquietudini dello stare in gruppo, sulla convivenza

ultime opere presso una galleria d’arte a Moena che già

ma anche sulla sopravvivenza. “OHCE” è un importante

da qualche anno si fa conoscere nelle più importanti fiere

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Soraperra, (Canazei,


trentinomostre e appuntamenti d’arte nazionali: Ufofabrik Contemporary Art Gallery (Strada del Marchò 6, Moena) di Mauro Defrancesco. “Self_Evolution” il titolo che raccoglie delle opere figurative dal forte impatto cromatico ma anche emotivo e che vogliono raccontare i mutamenti del corpo e della mente all’interno del mondo contemporaneo. Rifacendosi ad una figurazione fortemente intrisa di segni e cromie che provengono direttamente dal ricchissimo mondo iconico della pubblicita e della grafica, dati questi amalgamati poi dall’artista in una sorta di nuova teoria di personaggi, totalmente femminili, che invece di sfilare su di una pedana sono colti nella loro immobilità, nella loro disarmante staticità. L’artista riporta una frase di M. Heidegger, tratta dall’”Abbandono” che è anche una chiave d’accesso per i suoi lavori: Ciò che è veramente inquietante non è che il mondo si trasformi in un completo dominio della tecnica. Di gran lunga più inquietante è che l’uomo non è affatto preparato a questo radicale mutamento del mondo. E chi più della donna sa guardare lontano, sa scrutare dentro l’anima, la mente e il cuore? Donne dagli occhi aperti, donne dagli occhi chiusi. Donne di spalle e donne di petto. O forse più che di petto di seno, prorompente, nuova metafora della fertilità come un tempo lo erano le Veneri paleolitiche. Donne che ti guardano diritto negli occhi, donne che nascondono gli occhi dietro occhiali neri. Un velo fatto di sgocciolature, di lacrime e di sipario, attraversa dall’alto in basso ogni opera, volutamente e rigorosamente monocromatica, toccando, come un canto melanconico, i corpi prorompenti di queste nuove pin up dell’immaginario quotidiano. Non sono di certo opere rassicuranti. La figurazione di Claus Soraperra è di quella forte, sferzante le ipocrisie e i conformismi. Le stesse parole che sono delicatamente e studiosamente depositate nell’opera sono un miscuglio di sensi nati dalla commistione di più lingue. D’altronde lui, ladino di nascita, è tra i pochi artisti della Val di Fassa che hanno saputo utilizzare la ricca tradizione figurativa per andare oltre, scavalcare i limiti delle montagne e dei passi per espandere la propria mente e la propria pittura all’interno non solo dei torrenti locali ma anche dei fiumi europei.

Arco

Riva del Garda

Mostre L’ambiente certificato Apertura: da martedì 1 a venerdì 18 marzo. Villino Campi - Mostra itinerante interattiva. Rete Trentina di educazione ambientale per lo sviluppo sostenibile. Dal martedì al venerdì h. 10-15.30.

Mostre Pinacoteca: Testimonianze figurative tra il XIV e il XIX secolo Apertura: da venerdì 25 marzo a martedì 1 novembre. Museo “La Rocca” - Archeologia dell’Alto Garda. Storia: il lago, gli uomini, i tempi.

Mostre Una finestra sul clima Apertura: da martedì 22 marzo a venerdì 8 aprile. Villino Campi Mostra itinerante interattiva. Rete Trentina di educazione ambientale per lo sviluppo sostenibile. Dal martedì al venerdì h. 10-15.30.

Mostre Il lago di carta Apertura: da sabato 26 marzo a domenica 26 giugno. Museo “La Rocca” - Rappresentazione cartografica del territorio gardesano dal XIV al XVIII secolo.

Borgo Santa Caterina

Mostre Compagni di viaggio: Tullio Crali futurista Apertura: fino a domenica 6 marzo 2011. Casa d’Arte Fortunato depero, via POrtici 38 - A cura di Nicoletta Boschiero. Dalle 10 alle 18 (lun. chiuso).

Mostre L’ORA BLU. IL RACCONTO DEGLI INSETTI Apertura: fino a giovedì 31/03/2011. Museo Civico. Info: 0464-452800 - www.museocivico.rovereto.tn.it.

Borgo Valsugana Mostre Spaventapasseri Scarecrow 2010 Apertura: fino a domenica 27 marzo 2011. Arte Sella - La II edizione della mostra Spaventapasseri ospita le creazioni di Enrico Baleri, Chris Bangle, Valerio Cometti, Elio Fiorucci, Ruggero Giuliani e Tobia Scarpa. Sei artisti e designer, personalità nel campo della moda e dell’architettura che hanno abbandonato il proprio abituale terreno di lavoro e accolto la sfida di reinterpretare uno dei più semplici artefatti della tradizione contadina. Lo spaventapasseri. Ingresso libero. Ma-sa 10-12; do 15.30-18.30. Lunedì chiuso. Info: 3473841307 www.artesella.it

Cavalese Mostre Franco Testa Apertura: da martedì 1 febbraio a lunedì 25 aprile. Palazzo Firmian - Celebre illustratore di riviste come Airone, Aqua, Focus, Silva. A lui è stata dedicata una mostra antologica con il titolo “L’incanto della natura” curata da Elio Vanzo e Silvia Saibene. Al tempo stesso è occasione per far conoscere e valorizzare il territorio alpino visto che i soggetti sono tutti legati a questo habitat. Info mostra: 0462 235416, www.artecavalese.it.

Dro Mostre Creatività Femminile Apertura: da martedì 8 a domenica 27 marzo. Centro Culturale. Dal martedì al venerdì h. 15.30-18.30 (escluso mercoledì pomeriggio).

Rovereto

Mostre FIUME! SCENE, VOLTI, PAROLE DI UNA RIVOLUZIONE IMMAGINATA 1919-1920 Apertura: fino a domenica 5 giugno 2011. Museo della Guerra, Via Castelbarco 7 - Nel 1919-1920 gli accordi di pace di Versailles assegnarono la città di Fiume al neonato stato jugoslavo. Alcune migliaia di soldati, di intellettuali e di militanti rivoluzionari guidati da G. D’Annunzio occuparono la città proclamandola italiana. La mostra racconta quella vicenda che si colloca fra dopoguerra e fascismo attraverso immagini, documenti e i proclami del “poeta soldato”. Mar-dom 10-18; chiuso lunedì. Mostre Modigliani Scultore Apertura: da sabato 18 dicembre 2010 a domenica 27 marzo 2011. MART, corso Bettini 43 - Progetto ideato Gabriella Belli con il supporto di un comitato curatoriale coordinato da Flavio Fergonzi e Alessandro Del Puppo di cui fanno parte Brigitte Léal Schmidt, Kenneth Wayne. Info: 0464-452253, www.comune.rovereto.tn.it. Mostre Olivo Barbieri Apertura: da sabato 12 febbraio a domenica 1 maggio. Mart corso Bettini 43 - in collaborazione con Trentino Marketing. Info: 0464-452253, e-mail: cultura@comune.rovereto. tn.it - www.comune.rovereto.tn.it. Mostre Young in the future Apertura: da sabato 12 febbraio a domenica 12 giugno. Mart corso Bettini 43 - Alessandro Roma, a cura di Francesco Stocchi e Giorgio Verzotti. Info: 0464-452253, e-mail: cultura@comune.rovereto. tn.it - www.comune.rovereto.tn.it.

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al mart i capolavori Dell’impressionismo Scopri i migliori vini del Trentino ogni giovedì e sabato dalle 17.00 alle 22.00

CALENDARIO DEGLI APPUNTAMENTI

I GIOVEDÌ DELL’ ENOTECA Ogni giovedì alle 18.00 un incontro dedicato ai prodotti trentini. Consumazione: 3,00 €

Giovedì 3 marzo “ALLA SCOPERTA DELL’AUTOCTONO PERDUTO” - Antichi vitigni trentini recuperati

Giovedì 10 marzo “NOBILTÀ IN ROSSO” - Rosso cardinale e San Leonardo

Giovedì 17 marzo

I

“LA NOSIOLA DELLA VALLE DEI LAGHI” - Tradizione ed innovazione

Giovedì 24 marzo “MARZEMINO A TUTTO TONDO” - Espressioni diverse di un vitigno autoctono

Giovedì 31 marzo “I COLORI DEL VINO BIANCO” - Sfumature in evoluzione

IL SABATO CON IL PRODUTTORE Ogni sabato alle 18.00 un appuntamento con i produttori trentini.

Sabato 12 marzo

l Mart porta in Italia i grandi capolavori del Musée d’Orsay, vere icone della storia dell’arte tra fine ‘800 e primi del ‘900. Grazie all’eccezionale rapporto di partnership tra il Mart e il Musée d’Orsay sarà possibile vedere, riunite per la prima volta fuori dalla Francia, le opere più celebri di artisti impressionisti e post-impressionisti (Monet, Renoir, Degas, Seurat, Cézanne, Van Gogh, Gauguin) e di altri straordinari protagonisti dell’arte a cavallo tra Ottocento e Novecento (ricordiamo, tra gli altri Courbet, Fantin-Latour, Puvis de Chavannes, Bonnard, Vuillard, Denis). La mostra, ideata e curata da Guy Cogeval, presidente del Musée

“IL TEROLDEGO .... I TEROLDEGHI.” Azienda: Barone de Cles (Mezzolombardo – TN)

Sabato 26 marzo “I TRENTODOC CESARINI SFORZA: DIVERSE INTERPRETAZIONI DELLA VALLE DI CEMBRA” Azienda: Cesarini Sforza Spumanti (Trento)

EVENTI 19-20 marzo – dalle ore 10.00 alle 19.00

65^ Mostra dell’Agricoltura Palazzo Roccabruna partecipa alla Mostra dell’Agricoltura con un’esposizione di prodotti trentini. (Trento Fiere – TN)

MOSTRA 25 marzo -15 maggio

Dal Garda alle Dolomiti Incanti fotografici - Immagini di uomini e di montagne fra il 1860 e il 1950 In collaborazione con il Museo Nazionale della Montagna di Torino

I GEMELLAGGI DELL’ENOTECA 5-6 marzo L’Enoteca regionale del Barbaresco (Cuneo) a Palazzo Roccabruna Degustazione di vini e prodotti tipici Per scoprire le altre iniziative dell’Enoteca: www.enotecadeltrentino.it Palazzo Roccabruna: Via SS. Trinità, 24 - 38122 Trento

d’Orsay, con la collaborazione di Isabelle Cahn e con la direzione scientifica di Gabriella Belli, direttore del Mart, propone una rilettura del momento di passaggio verso la modernità: dalla nascita dell’impressionismo fino agli sviluppi delle poetiche post-impressioniste che preludono alla rivoluzione delle avanguardie. L’esposizione si snoda in un percorso suddiviso in otto sezioni tematiche: L’atelier, L’artista emarginato, I luoghi dell’impressionismo, Spettacolo e divertissements, L’ascolto interiore, La famiglia, Maschile/femminile, Il paradiso terrestre, che sottolineano i profondi legami dell’arte e degli artisti con la società e la cultura del tempo.

Per info e prenotazioni: tel. 0461/887101 in orario di ufficio

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trentinomostre Mostre ‘800 vs ‘900 Apertura: da sabato 12 febbraio a domenica 1 maggio. Mart corso Bettini 43 - a cura di Alessandra Tiddia. Info: 0464-452253, e-mail: cultura@comune.rovereto.tn.it www.comune.rovereto.tn.it. Mostre La donazione Bentivoglio Apertura: da sabato 12 febbraio a domenica 1 maggio. Mart corso Bettini 43 - a cura di Mirella Bentivoglio. Info: 0464-452253, email: cultura@comune.rovereto. tn.it - www.comune.rovereto.tn.it. Mostre PRIMARTE: SELEZIONE DI PITTORI CUBANI Apertura: da giovedĂŹ 24 febbraio a giovedĂŹ 10 marzo. Sala comunale Roberto iras Baldessari, via Portici, 25 - mostra collettiva di Ramon Ramirez, Juan Ramon Valdez (YIKI), Alexander Morales, Yunier Gomez. Mar-ven 15-19; sab e festivi 10-12 e 15-19; lun chiuso. Info: 0464- 434875. Mostre NOBEL NEGATI ALLE DONNE DI SCIENZA. TRA PENSIERO MASCHILE E PENSIERO FEMMINILE Apertura: da mercoledĂŹ 1 dicembre 2010 a domenica 13 marzo 2011. Palazzo Alberti, corso Bettini, 41 Mostra temporanea Museo Civico, CIMeC, MART, Museo della Guerra. Mart-dom: 9/12 e 15/18, lunedĂŹ chiuso. Info: tel. 0464-452253, cultura@comune.rovereto.tn.it www.comune.rovereto.tn.it. Mostre Compagni di viaggio Apertura: da mercoledĂŹ 1 dicembre 2010 a domenica 6 marzo 2011. Casa Depero, via Portici, 38 - Tullio Crali futurista. A cura di Nicoletta Boschiero. Mart-dom: 10-18, lunedĂŹ chiuso. Info: tel. 0464-452253, e-mail: cultura@ comune.rovereto.tn.it - internet: www.comune.rovereto.tn.it.

Trento Mostre IN VIAGGIO VERSO L’IGNOTO Apertura: fino a sabato 30 aprile 2011. Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, sotto piazza Cesare Battisti - L’archeologia fotografata da Elena Muneratiâ€?. Mar-dom: 9-13/14-17.30. Tel. 0461 492161. Mostre Antiche Madonne d’Abruzzo. Dipinti e sculture medievali dal Castello de L’Aquila Apertura: fino a mercoledĂŹ 1 giugno 2011. Castello del Buonconsiglio mostra dedicata ai capolavori di scultura lignea salvati dal terremoto che ha colpito L’ Aquila. Tel +39 0461 233770 - info@buonconsiglio.it. Mostre dialoghi futuristi Apertura: fino a sabato 2 aprile. Palazzo Trentini via Manci 27. Orario: 10/18 - domenica chiuso. Ingresso libero. Mostre Juan Carlos Ceci Fulvio Di Piazza Apertura: fino a domenica 27 marzo. Arte Boccanera Contemporanea - “Fisiologia del Paesaggioâ€? A cura di Daniele Capra. Martsab 11-13 / 16-19; dom, lunedi e festivi su appuntamento. T/F 0461 984206 - cell. 340 5747013 arteboccanera@gmail.com - www. arteboccanera.com. Mostre ROMAN ONDAK Apertura: da giovedĂŹ 17 febbraio a domenica 8 maggio. Fondazione Galleria Civica Trento, via Cavour 19 - mostra a cura di Andrea Viliani e Elena Lydia Scipioni. Roman Ondak (Zilina, Slovacchia, 1966) è protagonista con la sua prima personale. Nelle sue opere Ondak spesso interroga e reinventa le logiche dell’architettura e del luogo espositivo, esplorandone limiti e potenzialitĂ . Orari: mar-dom 10-

18. Lun chiuso. Ingresso gratuito. Tel: 0461 985511. Mostre Ritmo ternario, opere di claudia cervo, massimo de angelini, alda failoni Apertura: fino a sabato 5 marzo. Studio Arte Andromeda sala Sosat via Malpaga 17 - Ingresso libero. Lun-sab 10-12 e 17-19.30. Mostre Silvio Magnini Apertura: da martedĂŹ 1 a giovedĂŹ 31 marzo. Circolo Culturale Le Mura di Trento, via Dietro Le Mura bis, al n.4 - a Silvio Magnini piace evidenziare il fatto che la sua “indole artisticaâ€? è sempre servita per abbellire anche le cose piĂš umili e semplici delle persone, nel periodo della vita dove è piĂš difficile riconoscere la “Ricchezzaâ€?. Mostre Fratel Venzo pittore (1900-1989) Apertura: da sabato 5 marzo a domenica 10 aprile. Sala Thun e Cantine di Torre Mirana, Palazzo Thun, Via Belenzani 3 angolo Via Manci - Mostra dedicata al pittore Mario Venzo, fratel Venzo. Ingresso libero. Orario: tutti i giorni, compresi i festivi: 10-12 e 16-19. Mostre SPAGHETTI AND BEACHBALLS Apertura: da giovedĂŹ 10 marzo a venerdĂŹ 10 giugno. Studio d’arte Raffaelli, Palazzo Wolkenstein via Marchetti 17 - Brian Belott, Brendan Cass, James Benjamin Franklin, Taylor McKimens. Dopo la grande esposizione di Donald Baechler, le opere di quattro allievi del maestro americano.. Lun-sab: 10-13.30 e 16-19.30. Mostre FEDERICO LANARO Apertura: da giovedĂŹ 10 marzo a venerdĂŹ 10 giugno. Sala Bacco di Palazzo Wolkenstein, Studio d’arte Raffaelli, via Marchetti, 17 - Inaugurazione mostra personale Super-natural! del giovane artista trentino Federico Lanaro. LunedĂŹ -

sabato 10/13 16/19.30. Info: tel. 0461 982595 - studioraffaelli@tin. it - www.studioraffaelli.com. Mostre sogno: il mio corpo vola - arte e disabilitĂ Apertura: da venerdĂŹ 11 a sabato 26 marzo. Liceo Rosmini - mostra collettiva curata dall’ ANMIC del Trentino nella quale autori disabili e no riflettono artisticamente sulla condizione della disabilitĂ , in forme e linguaggi propri della contemporaneitĂ . LunedĂŹ - venerdĂŹ: 16-22. Mostre MAURIZIO CARRIERO “Esercizi di inerziaâ€? Apertura: da sabato 12 marzo a giovedĂŹ 5 maggio. Galleria d’Arte Il Castello, via degli Orbi 25 - a cura di Alberto Zanchetta. L’inerzia cui allude l’artista (vale a dire la condizione secondo cui un corpo permane in uno stato di inattivitĂ  finchĂŠ una forza esterna non intervenga a modificare la sua quiescenza) è da mettere in relazione con l’estasi, che è lo “stato di graziaâ€?, facoltĂ  di astrarsi e di trovarsi altrove. Info: tel: 0461-090223.

Val di Sella Mostre Mushrooms Cloud Apertura: da domenica 27 giugno 2010 a lunedĂŹ 21 marzo 2011. Malga Costa. Dalle 10 alle 18.

Villa Lagarina Mostre Un menestrello in stamperia, VICO CALABRÒ E I BUSATO Apertura: da sabato 5 marzo a sabato 16 aprile. Palazzo Libera - Vico Calabrò è ritenuto il maggior esperto al mondo della tecnica dell’affresco, tant’è che ha fatto persino parte della commissione italo-giapponese per lo studio degli affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni, a Padova. Ma-ven: 1418; sab: 10-12.30 e 14-18. Info: 0464.414966 - 0464.494200 - tonico52@yahoo.it.

      

                       

         

  

                                  

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trentinoappuntamenti

A carnevale ogni evento o concerto vale...

I

mpazza il carnevale in tutto il Trentino, con

gli appuntamenti classici della Tradizione in Val dei Mocheni e in Val di Fassa, ma anche con gli

eventi di nuova creazione più legati alla modernità. Nel tourbillon carnacialesco si inseriscono comunque le consuete stagioni teatrali e musicali che caratterizzano i primi mesi dell'anno. A partire dagli spettacoli proposti dal Centro Servizi Culturali S. Chiara di

Trento. Su tutti, giovedì 10 marzo, Maurizio

Micheli e Tullio Solenghi saranno i

protagonisti di “Italiani si nasce – e noi nacquimmo”, per la regia di Marcello Cotugno. Parte poi dal teatro Valle dei Laghi di Vezzano il nuovo tour di

Rossana Casale, segue l’unica data in Trentino di “Mai più soli” di

Stefano Benni con Angela

Finocchiaro.

Ma c'è anche il teatro

Tullio solenghi

A

17 anni frequenta la Scuola di Teatro del Teatro Stabile di Genova, dove conosce Massimo Lopez. Debutta in teatro nel 1970 in Madre Coraggio e i suoi figli di Brecht, con lo Stabile di Genova. Debutta in televisione con Pippo Baudo in Chi (1976). Nel 1977, al Refettorio di Milano, prende parte ad uno spettacolo di cabaret con Beppe Grillo. Nel 1979 è di nuovo in Rai, nel programma Luna Park condotto da Pippo Baudo, quindi nel 1981 in Gran Canal programma di Corrado. Nel 1982 fonda il celebre gruppo comico Il Trio insieme a Massimo Lopez e Anna Marchesini. Il loro primo lavoro insieme è Helzapoppin su Radio 2. In seguito al grande successo di questa trasmissione radiofonica il Trio partecipa a varie trasmissioni televisive, a partire da Tastomatto e Domenica in. Nel 1990 il Trio ha conosciuto l'apice del successo con Il Trio in "I promessi sposi", parodia de I Promessi Sposi, trasmessa su Rai 1o in 5 puntate, con una media di 11 milioni di spettatori per ciascuna. Nel 1994 Tullio Solenghi ha prestato la voce al perfido Scar nella versione italiana del film d'animazione Il re leone, firmato Walt Disney. Ha condotto nel 1998 Domenica In assieme a Giancarlo Magalli. Ha condotto Striscia la notizia più volte: tra il 1996 e il 1997 assieme a Gene Gnocchi, e nel maggio del 2005 assieme all'amico Massimo Lopez. L'anno 2008 lo vede impegnato nuovamente in teatro, con lo spettacolo L'ultima radio, in cui Solenghi interpreta un disc-jockey anni Cinquanta.

amatoriale a spiccare, con la

nuova edizione di “Sipario

d‘Oro”; il festival nazionale

organizzato in collaborazione con Musicandove di

di teatro amatoriale

Lavis.

dal 26 febbraio all’8 aprile.

Si chiuderà, invece, con una presenza prestigiosa la

Ventinove compagnie

stagione della danza al teatro Sociale di Trento. Dal

per quarantatre spettacoli in tredici teatri

Regno Unito Wayne

di Rovereto e della Vallagarina.

la sua ultima creazione, che ha debuttato il novembre

Per la musica, A rovereto, il 6 marzo ci sarà un mega

scorso al Sadler's Wells di Londra. Dopo Entity, visto

concerto con protagonista principale Anansi,

McGregor presenterà

due anni fa a Trento, i dieci danzatori della Random

reduce dal Festival di Sanremo. Con Bannò sul palco

Dance Company saranno protagonisti il 29 marzo di

ci saranno anche i Bastard Sons of Dioniso, Frankie Hi

F.A.R., un lavoro ispirato al rivoluzionario libro di Roy

NRG e Bunna degli Africa United. Tanti i protagonisti

Porter, Flesh in the Age of Reason.

della 26a edizione di Itinerari

Jazz a Trento.

Quattro eventi, ospitati all’Auditorium di Trento con

Infine, L’8 e il 9 marzo a Trento e il 4 marzo al teatro Valle dei laghi di Vezzano. Diretto da Marco Mattolini

inizio alle 21. Da Franco D’Andrea a Joe Lovano. Il 6

lo spettacolo Svegliati

marzo all’Auditorium di Lavis arriverà mr. Bocephus

protagonisti due artisti d’eccezione: Rossana Casale e

King accompagnato dalla sua band in un live

Gianluca Ferrato.

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e sogna vede tra i


trentinoappuntamenti 1 martedì Teatro L’APPARTAMENTO Rovereto. Ore 20.45. Auditorium Fausto Melotti - di Billy Wilder e I.A.L. Diamond, con Massimo Dapporto e Benedicta Boccoli regia di Patrick Rossi Gastaldi - Antheia. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788.

2 mercoledì Cultura ALLA SCOPERTA DEL CIELO Cembra. Ore: 20.30. Località Le Cavade - osservazione guidata del cielo e degli astri presso l’Osservatorio di Cembra. Ingresso libero. Organizza: Associazione Astrofili Valle di Cembra. Informazioni: Sergio Dalla Porta 0461 683465. Cultura Presentazione libro Faver. Ore 20.30. Molin de Portegnach - LE VIE DELLA PACE di Giuseppe Nardin, monaco tra la gente. Abate della basilica di San Paolo fuori le mura a Roma dal 1980 al 1987, dom Giuseppe Nardin (1931-1990) fu un ‘testimone del Regno’. Ingresso libero. Informazioni: Sorgente ‘90 328 1344805, info@sorgente90. it, www.sorgente90.it. Cultura Momenti di storia Mitteleuropea Ore 17.30. Sala degli Affreschi, Biblioteca comunale via Roma Fernando Orlandi: L’Europa divisa dalla cortina di ferro. Danza LA MAGIA DELLE IMMAGINI Trento. Ore 14.30. Teatro Cuminetti - Compagnia teatrale Piccoli Principi, la storia dell’arte raccontata ai ragazzi. Scritto ed interpretato da Alessandro Libertini, regia Alessandro Libertini e Véronique Nah. Tel. 0461/237352 . Musica «Orchestra Haydn» Trento. Ore 15. Auditorium - (Università della terza età e del tempo disponibile - Inaugurazione Anno Accademico 2010-2011). Peter Guth, direttore, Programma di Carnevale, Musiche della dinastia Strauss, Joseph Lanner, Hans Christian Lumbye, Franz von Suppé, Émile Waldteufel, Johann Schrammel, Joseph Hellmesberger e Leroy Anderson. Teatro TE LA CANTO E TE LA DIGO Trento. Ore 15. 02 marzo 2011 - S. Cuore (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@cofas.it. Teatro Comicanti Riva del Garda. Ore 21. Palacongressi - Stagione di prosa: Regia di Vito Molinari. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788.

Teatro L’APPARTAMENTO Rovereto. Ore 20.45. Auditorium Fausto Melotti - di Billy Wilder e I.A.L. Diamond, con Massimo Dapporto e Benedicta Boccoli regia di Patrick Rossi Gastaldi - Antheia. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788.

3 giovedì Cinema Rassegna di film su Storie di Donne Levico Terme. Ore 20.30. Sala consigliare del Comune di Levico Terme - proiezione del film “In questo mondo libero” (2007), film drammatico, di Ken Loach. Seguirà rinfresco in rosa. Ingresso gratuito. Cultura IL MIO CAMMINO: SANTIAGO de compostela Telve. Ore 20.30. Biblioteca, sala riunioni - Dalle pagine dei suoi diari, il viaggio in mountain bike di Olga Fedele. Folklore Arcoland - La città dei balocchi Arco. Ore 22. Salone delle Feste Casinò - Gran Ballo Mascherato. Folklore gran carnevale solandro Val di Sole. Info: Azienda per il turismo 0463.901280. Musica Beat&Bach con il solista Giovanni Sollima Borgo Valsugana. Ore 20.45. Teatro del Centro Scolastico - Concerto dell’J.Futuraorchestra con Giovanni Sollima. Intervento giornalistico di Lucio Gerlin. Associazione Culturale J.Futura orchestra@jfutura.com • www. jfutura.com - tel. 0461 982752 cell. +39 346 7957711. Teatro SUL CONFINE Trento. Ore 21. Teatro Cuminetti - Trentooltre, Carrozzeria Orfeo / Centro RAT-Teatro dell’Acquario (Brescia) in collaborazione con Questa Nave, drammaturgia Gabriele Di Luca. Tel. 0461/237352 .

4 venerdì Cultura Il tè delle letture Riva del Garda. Ore 17. Villino Campi - Nell’ambito della mostra “L’ambiente certificato”. Letture in pubblico.

Cultura Scrivere a mano. Parole e immagini dal Medioevo all’età moderna Trento. Dalle 17.15 alle 18.45. Museo Diocesano Tridentino Programma corso (costo 13 euro) Scrittori e lettori nel medioevo: luoghi di scrittura, scuole e biblioteche tra monasteri e università. Committenti e destinatari dei manoscritti trentini. I codici del Museo Diocesano Tridentino. Analisi di tre differenti tipologie: il Lezionario di Federico Vanga, il Libro d’Ore (seconda metà del Quattrocento), la Bibbia atlantica (terzo quarto del secolo XII). Per informazioni e iscrizioni: tel. 0461.234419. Cultura Fratel Venzo pittore (1900-1989) Trento. Ore 17.30. Sala Falconetto di Palazzo Geremia, Via Belenzani 20 - Inaugurazione mostra dedicata al pittore Mario Venzo, fratel Venzo. Ingresso libero. Cultura ROTTE PER INTERN@UTI RESPONSABILI Fornace. Ore 20.30. Scuola elementare - conferenza su internet e la nuova tecnologia con il dottor Pietro Lombardo, direttore del Centro Studi Evolution. La conferenza inizierà parlando di internet: cos’è e come si comunica via internet. A seguire chiarimenti sui rischi che possiamo incontrare online. Nella terza parte si parlerà del ruolo dei genitori nel rapporto tra i ragazzi e la tecnologia. Gli incontri sono rivolti alle famiglie, ai genitori, agli educatori ed ai giovani. Informazioni: A.p.T. 0461 557028. Folklore Arcoland - La città dei balocchi Arco. Ore 21. Salone delle Feste Casino’- Tutto fa spettacolo con “La Corrida”. Folklore gran carnevale solandro Val di Sole. Info: Azienda per il turismo 0463.901280. Folklore carnevale! Grauno. Carnevale tra i più longevi delTrentino, caratterizzato dal rituale del rogo del pino, considerato rito di propiziazione e fecondità. Informazioni: Pro Loco di Grauno 0461 685002. Musica MUSICA DAL VIVO Baselga di Piné. Dalle 23. Bar Spiaggia - serata con musica dal vivo. Andrea 339 1114244. Musical Svegliati e sogna Vezzano. Teatro Valle del Laghi il prodotto provinciale che ha debuttato con successo lo scorso agosto a Tesero. Direttore artisti-

co Paolo Golser, spettacolo diretto da Marco Mattolini. Spettacolo più paragonabile a una commedia musicale che a un musical e che vede tra i protagonisti due artisti d’eccezione: Rossana Casale e Gianluca Ferrato. tel. 0461 340158 - info@teatrovalledeilaghi.it. Teatro SANDOKAN o la fine dell’avventura da “Le Tigri di Mompracem” Spiazzo. Ore 21. Teatro parrocchiale - di Emilio Salgari, di Giovanni Guerrieri, con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Iliano, Giulia Solano, regia di Giovanni Guerrieri - I Sacchi di Sabbia/Compagnia Sandro Lombardi. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788.

5 sabato Cultura Un menestrello in stamperia, VICO CALABRÒ E I BUSATO Villa Lagarina. Ore 19. Palazzo Libera - Vico Calabrò è ritenuto il maggior esperto al mondo della tecnica dell’affresco, tant’è che ha fatto persino parte della commissione italo-giapponese per lo studio degli affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni, a Padova. Intervento di Giancarlo Busato, stampatore. Info: 0464.414966 0464.494200 - tonico52@yahoo.it. Folklore Arcoland - La città dei balocchi Arco. Dalle 14. Viale delle Palme - Cinema 4D King Croc, Superman, Batman, “Bolle di Sapone” con Barbara e Selene, Clownerie, spettacolo di Marionette, Trampolieri Teatro per Caso, Percorso Adventure Parc, Set CinePhoto MG Projet, Metroart Teatrodanza, Centro giovani: Moto Racing Quad. Folklore carnevale 2011!! Trento. Dalle 15. Centro Storico sfilata carri allegorici e gruppi mascherati. Partenza alle ore 15 da Via Belenzani. Ore 17 premiazioni. Folklore gran carnevale solandro Val di Sole. Info: Azienda per il turismo 0463.901280. Folklore carnevale! Grauno. Carnevale tra i più longevi delTrentino, caratterizzato dal rituale del rogo del pino, considerato rito di propiziazione e fecondità. Informazioni: Pro Loco di Grauno 0461 685002. Folklore CARNEVALE DEI MATOCI Valfloriana. Dalle 10. Località Sicina - un lungo corteo di Paiaici,

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trentinoappuntamenti

Sala per banchetti e cerimonie Trento c/o Aeroporto “G. Caproni” tel. 0461/944999 Matoci e Arlecchini con maschere lignee e costumi sgargianti che scende di villaggio in villaggio per incontrarsi nella piazza di Casatta alle 17. Nei sette punti di ristoro, fra scherzi e sberleffi, si gustano piatti della tradizione come la squisita “Supa der orz” (zuppa d’orzo), il Casat (antica formaggella fresca); le “Zighere” (impasti di ricotta, sale e pepe a forma di cono). Tel. 0462 241111 - 0462 341419 info@visitfiemme.it. Musica Arcoland - La città dei balocchi Arco. Ore 21. Salone delle Feste Casino’- Cover Band ‘’Memory ‘80’’. Musica CONCERTO LIVE Baselga di Piné. Dalle 22. Chalet de la Mot - serata con musica dal vivo. piva-stefano@yahoo.it. Musica BAR BOON BAND Faver. Ore 21. Molin de Portegnach - gruppo di Milano. “E’ uno spettacolo di gente di strada. Raccontiamo di strade difficili, di stazioni, di persone oltre il confine. Una parte di società dove sei proprietario solo di un sacchetto di plastica con dentro panni sporchi, dove dormi su un sacco della spazzatura come cuscino. Informazioni: Sorgente ‘90 328 1344805, info@sorgente90.it, www.sorgente90.it. Musical Mai più soli Vezzano. Ore 20.30. Teatro Valle del Laghi - Angela Finocchiaro

nell’unica data in Trentino del nuovo spettacolo scritto da Stefano Benni che, con leggerezza e poetico candore, diverte e fa riflettere attraverso favole, invettive e brevi liriche in un contesto narrativo che cerca di ritrovare un senso al caos e alle incoerenze del nostro presente. tel. 0461 340158 - info@ teatrovalledeilaghi.it. Teatro CHE DISASTRO PER UN MATRIMONIO Fondo. Ore 20.30. Teatro di Fondo - di Robin Hawdon. Compagnia Teatrale “La Marianela” di Romallo (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - email: info@cofas.it. Teatro EN MAGO E ‘NA CARTOMANTE Olle. Ore 20.45. Teatro “San D. Savio” - di Attilio Biolcati. Teatro “Insieme” di Bolzano (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - info@cofas.it. Teatro UN SOGGETTO PER UN BREVE RACCONTO Civezzano. Ore 20.45. Teatro Comunale “Luigi Pirandello” - di Rossella Rapisenda e Fabrizio Visconti. Eccentrici Dadarò - Caronno Pertusella (VA) (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - info@cofas.it. Teatro CAMERA A ORE Bedollo. Ore 20.30. Teatro Nuovo di Bedollo - di Elisabetta Squarcina. Filodrammatica “El Lumac” di Piazze di Bedollo (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@ cofas.it.

Teatro I SIORI E I PORI LAORI Zambana. Ore 20.30. Teatro - di Francesca Aprone. Gruppo “Amici del Teatro” di Serravalle (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - info@cofas.it. Teatro BENIAMINO CIOPETA APALTATOR Cognola. Ore 20.45. Teatro di Cognola - di Artemio Giovagnoni. Filo “Concordia ‘74” di Povo (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - email: info@cofas.it. Teatro QUATTRO ATTORI IN CERCA D’AUTORE Castellano. Ore 21. Teatro - di Michele Pandini. Compagnia di Lizzana (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@cofas.it. Teatro CHI GRATTA E CHI VINCE Terragnolo. Ore 21. Teatro Parrocchiale - di Silvana Carlin. Filodrammatica A.C.S. Punto 3 di Canale di Pergine (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@cofas.it. Teatro A PIEDI NUDI NEL PARCO Predazzo. Ore 20.45. Auditorium “Casa della Gioventù” - di Neil Simon. Compagnia Teatrale “Virtus in Arte” di Malè (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@ cofas.it.

TRENTO Via Pomeranos, 2 Loc. Mattarello Tel. 0461/944545 www.adigehotel.it

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6 domenica Cabaret MAURIZIO LASTRICO Trento. Ventuno.Uno, via dei Ventuno, 1 - Evento Speciale. Carlo: 349.7703911. Cultura Le diverse essenze del femminile Pietramurata. Ore 16. Centro Sociale - “Racconti al femminile” di Angeli Lara Storie, leggende e fiabe per bambini. Folklore Arcoland - La città dei balocchi Arco. Ore 14. Viale delle Palme Cinema 4D King Croc, Superman, Batman, Percorso Adventure Parc, Set CinePhoto, ARCODEJANEIRO Carioca Dance Ballett gruppo Folk Do Brasil. Folklore carnevale 2011!! Trento. Dalle 15. Piazza Duomo - Spettacolo di coreografie aeree con macchineria aerostatica a cura di Lotus Sas.

Teatro Do ciacere col Mario Nago. Ore 21. Teatro Casa della Comunità - Rassegna Teatrale Bruno Cattoi.

Folklore gran carnevale solandro Val di Sole. Info: Azienda per il turismo 0463.901280.

Teatro CAMERA A ORE Bedollo. Ore 20.30. Nuovo Teatro Comunale di Centrale - per la III Rassegna Teatrale “Foie de Bedol” rappresentazione della commedia in dialetto trentino di Elisabetta Squarcina presentata dalla Filodrammatica El Lumac. Informazioni: Comune di Bedollo 0461 556624.

Folklore carnevale! Grauno. Carnevale tra i più longevi delTrentino, caratterizzato dal rituale del rogo del pino, considerato rito di propiziazione e fecondità. Informazioni: Pro Loco di Grauno 0461 685002.

Teatro CAMERA A ORE Bedollo. Ore 20.30. Nuovo Teatro Comunale di Centrale - per la III Rassegna Teatrale “Foie de Bedol” rappresentazione della commedia in dialetto trentino di Elisabetta Squarcina presentata dalla Filodrammatica El Lumac. Informazioni: Comune di Bedollo 0461 556624.

Sala riunioni - Sala Banchetti

del 1509 in quel piccolo capolavoro che è il Moriae encomium, noto in italiano col titolo di Elogio della Follia. Tel. 0461/237352 .

Teatro CARNEVALE IN TEATRO: elogio alla follia Trento. Ore 18. Ridotto del Teatro Sociale - Labirinti Armonici con il Complesso Corelli e Annalisa Morsella. «Che cosa mai si fa che non trabocchi di follia, e che non sia opera di folli in un mondo di folli?» Così Erasmo da Rotterdam (1466-1536) scriveva verso la fine

Folklore SFILATA DI CARNEVALE Albiano. Dalle ore 13. Vie del centro - in occasione del Carnevale sfilata dei carri allegorici di Albiano. Comune di Albiano: 0461 689623. Folklore CARNEVALE PAESANO Lisignago. Dalle 14 alle 18. Piazza e per le vie del centro - sfilata di mascherine e a seguire maccheronata e animazione per grandi e piccini in piazza. Informazioni: Mara Lona 347 3039537. Folklore CARNEVALE Albiano. Dalle 14 alle 18. Piazza - in occasione del martedì grasso festa di Carnevale in piazza con maschere animazione per grandi e piccini. Comune di Albiano: 0461 689623.


trentinoappuntamenti Musica I Concerti della Domenica Giuseppe Mazzeo Trento. Ore 10.30. Sala della Filarmonica, Via Verdi 30 - Giulietta’s Concert L’Operetta al femminile. Musica BOCEPHUS KING & BAND Lavis. Ore 21. Auditorium - Ingresso 15 euro. Info: 3485454257 - bobnash73@gmail - www.focusonmusic.org. Musica mr. Bocephus King Lavis. Auditorium - accompagnato dalla sua band si esibirà in un live organizzato in collaborazione con Musicandove di Lavis. Bocephus presenterà il suo nuovo cd “Wille Dixon God Damn!!” Per chi ama il rock più classico. Musica Anansi Rovereto. Palasport - dopo il palco dell’Ariston è tempo di live in Trentino per Stefano Bannò, in arte Anansi. Musica APERITIVO ACUSTICO Baselga di Piné. Dalle 18 alle 20. Chalet de la Mot - un gustoso aperitivo in compagnia di buona musica. piva-stefano@yahoo.it. Teatro D’amore non si muore Dro. Ore 20.30. Centro Culturale Pari opportunità in scena, da un’idea di Mariarosa Rizzonelli, regia Paola Ruffo.

7 lunedì Folklore carnevale 2011!! Trento. Dalle 15.30. Piazza Duomo - Spettacolo con il gruppo di maschere Rataplan di Bergamo; Spettacolo itinerante “Chimici comici alchemici” Bottega buffa circovacanti. Infine: distribuzione di crostoli di Carnevale e di bevande calde.

Folklore gran carnevale solandro Val di Sole. Info: Azienda per il turismo 0463.901280. Teatro NOI, LE RAGAZZE DEGLI ANNI ‘60 Borgo Valsugana. Ore 20.45. Teatro del Centro Scolastico - spettacolo comico con Grazia Scuccimarra. Testo, regia e musiche di Grazia Scuccimarra - Compagnia Teatrale il Graffio. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788.

8 martedì

zione: Rossana Casale e Gianluca Ferrato. Tel: 0461 981853. Teatro Voci di donna Riva del Garda. Ore 21. Auditorium Conservatorio - Spettacolo in occasione della Festa della Donna.

9 mercoledì Cinema Rassegna di film su Storie di Donne Caldonazzo. Ore 20.30. Teatro Parrocchiale - proiezione del film “Caramel” (2007), film commedia, di Nadine Labaki.Seguirà rinfresco in rosa. Ingresso gratuito.

Danza LE QUATTRO STAGIONI Trento. Ore 20.30. Teatro Sociale - Spellbound Dance Company, coreografia e set concept Mauro Astolfi, regia multimediale Enzo Aronica. Tel. 0461/237352 .

Cultura Momenti di storia Mitteleuropea Ore 17.30. Sala degli Affreschi, Biblioteca comunale via Roma Federigo Argentieri: Il 1956 tra Mosca, Budapest e Suez.

Folklore carnevale 2011!! Trento. Dalle 15. Piazza Pasi: Una fiaba con Gellindo ghiande d’oro con distribuzione ai bambini di simpatici omaggi. Piazza Duomo dalle 16-18: Grande spettacolo: “storia di una piccola guerra” con la Compagnia Ruinart di Firenze. Infine: dalle ore 15.30 distribuzione di krapfen e bevande calde. Dalle Ore 15alle 17.30 laboratorio di trucco.

Cultura Presentazione libro Campiglio. Ore 18. Hotel des Alpes - “Sissi. La regina delle Dolomiti” di Licia Campi Pezzi. Presentazione nell’ambito del Carnevale Asburgico.

Folklore gran carnevale solandro Val di Sole. Info: Azienda per il turismo 0463.901280. Musical Svegliati e sogna Trento. Auditorium Santa Chiara - il prodotto provinciale che ha debuttato con successo lo scorso agosto a Tesero. Direttore artistico Paolo Golser, spettacolo diretto da Marco Mattolini. Spettacolo più paragonabile a una commedia musicale che a un musical e che vede tra i protagonisti due artisti d’ecce-

Musica Jordi Savall, Lorez Duftschmid, Xavier DíazLatorre, Luca Guglielmi Trento. Ore 20.45. Sala Filarmonica - Jordi Savall, viola da gamba basso; Lorez Duftschmid, viola da gamba basso; Xavier Díaz-Latorre, tiorba e chitarra; Luca Guglielmi, clavicembalo. Tel. 0461.985244; e-mail: info@filarmonica-trento.it; www.filarmonica-trento.it. Musical Svegliati e sogna Trento. Auditorium Santa Chiara - il prodotto provinciale che ha debuttato con successo lo scorso agosto a Tesero. Direttore artistico Paolo Golser, spettacolo diretto da Marco Mattolini. Spettacolo più paragonabile a una commedia musicale che a un musical e che vede

tra i protagonisti due artisti d’eccezione: Rossana Casale e Gianluca Ferrato. Tel: 0461 981853.

10 giovedì Cultura SPAGHETTI AND BEACHBALLS Trento. Ore 18.30. Studio d’arte Raffaelli, Palazzo Wolkenstein via Marchetti 17 - Inaugurazione mostra Brian Belott, Brendan Cass, James Benjamin Franklin, Taylor McKimens. Dopo la grande esposizione di Donald Baechler, le opere di quattro allievi del maestro americano.. Cultura FEDERICO LANARO Trento. Ore 18.30. Sala Bacco di Palazzo Wolkenstein, Studio d’arte Raffaelli - Inaugurazione mostra personale Super-natural! del giovane artista trentino Federico Lanaro. Info: tel. 0461 982595 studioraffaelli@tin.it - www.studioraffaelli.com. Danza Spellbound Dance Company Vezzano. Teatro Valle del Laghi - compagnia diretta da Mauro Astolfi, coreografo di un originale allestimento dei Carmina Burana. tel. 0461 340158 - info@teatrovalledeilaghi.it. Danza KEIHARD KIJKEN Trento. Ore 14.30. Teatro Cuminetti - Spettacolo Laboratorio di Tabea Martin, danza Miguel do Vale, Marek Lihotan, Lars Wettmann, drammaturgia Peggy Olislaegers. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788. Teatro SANTOS Rovereto. Ore 20.45. Auditorium Fausto Melotti - da un racconto di Roberto Saviano, con Ivan Castiglione, Francesco Di Leva, Giuseppe Gaudino, regia di Mario Gelardi - Nuovo Teatro - Gli Ipocriti. Info

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trentinoappuntamenti Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788. Teatro ITALIANI SI NASCE e noi lo nacquimo Trento. Ore 20.30. Teatro Auditorium - di e con Maurizio Micheli e Tullio Solenghi, regia Marcello Cotugno - La Contrada-Teatro Stabile di Trieste e Procope Studio. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788. Teatro QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO Cavalese. Ore 21. Teatro Comunale - di Luigi Pirandello, con Alberto Giusta, Massimo Brizi, Mariella Speranza, Alessia Giuliani, Davide Lorino, regia di Alberto Giusta - Compagnia Gank. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788.

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Musica 14° DOLOMITI SKI JAZZ Val di Fiemme. Il festival propone concerti con jazzisti di fama internazionale sulle piste da sci, nei teatri e nei pub. Un perfetto connubio di musica e sci. Fra gli artisti della 14esima edizione, Joe Chambers, Jordi Rossy, Arnie Somogi, Pietro Tonolo, Tim Ray, Dave Zinno, Steve Langone, Will Vinson, Jonathan Kreisberg, Marr Penman, Mark Ferber, Barbara Casini, James Thompson, Vonn Washington. Conclude il festival, sabato 19 marzo, la celebre Ola Onabule Band, per la prima volta in Italia. Tel. 0462 241111 - 0462 341419 info@visitfiemme.it. Teatro IL BARBIERE DI SIVILIA Rovereto. Ore 21. Auditorium Fausto Melotti - di Pierre Augustin Caron de Beaumarchais e Cesare Sterbini. “Teatro Immagine” di Venezia (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@cofas.it.

Cinema Rassegna di film su Storie di Donne Tenna. Ore 20.30. Teatro Parrocchiale - proiezione del film “Tutta la vita davanti” (2008), film commedia, di Paolo Virzì. Seguirà rinfresco in rosa. Ingresso gratuito.

Teatro A QUALCUNO PIACE CALDO Ala. Ore 21. Teatro Sartori di Ala - Sugar il Musical” dall’omonimo film di Billy Wilder e I.A.L. Diamonds. “Piccolo Teatro del Garda” di Bardolino (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@ cofas.it.

Cultura L’ambiente certificato Riva del Garda. Ore 17. Villino Campi - Visita guidata alla mostra.

Teatro L’INCREDIBILE STORIA DEL MEDICO DEI PAZZI Brentonico. Ore 21. Teatro Monte Baldo - da Eduardo Scarpetta. “Estravagario Teatro” di Verona (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - email: info@cofas.it.

Cultura Scrivere a mano. Parole e immagini dal Medioevo all’età moderna Trento. Dalle 17.15 alle 18.45. Museo Diocesano Tridentino - Programma corso (costo 13 euro) Come si costruiva un codice nel Medioevo: la preparazione del supporto; la scelta della scrittura, il ductus e il modulo; l?impostazione della pagina; la legatura. Alcuni esempi di codici dal fondo di manoscritti del Museo Diocesano Tridentino: l?Ordo missae pontificalis di Federico Vanga; il prezioso Sacramentario dell?XI secolo, la Biblia Sacra, appartenuta al canonico Giovanni Anhang. Per informazioni e iscrizioni: tel. 0461.234419. Cultura sogno: il mio corpo vola - arte e disabilità Trento. Ore 18. Liceo Rosmini Inaugurazione mostra collettiva curata dall’ ANMIC del Trentino nella quale autori disabili e no riflettono artisticamente sulla condizione della disabilità, in forme e linguaggi propri della contemporaneità. Musica MUSICA DAL VIVO Baselga di Piné. Dalle 23. Bar Spiaggia - serata con musica dal vivo. Andrea 339 1114244.

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Teatro QUANDO AL PAESE MEZOGIORNO SONA Volano. Ore 21. Teatro Concordia - di Eugenio Ferdinando Palmieri. “La Barcaccia” di Verona (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - email: info@cofas.it. Teatro 8 donne ... e ... Dro. Ore 20.30. Oratorio Parrocchiale - Le diverse essenze del femminile. Spettacolo teatrale Filo Arcobaleno. Teatro ITALIANI SI NASCE e noi lo nacquimo Trento. Ore 20.30. Teatro Auditorium - di e con Maurizio Micheli e Tullio Solenghi, regia Marcello Cotugno - La Contrada-Teatro Stabile di Trieste e Procope Studio. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788. Teatro QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO Tione. Ore 21. Teatro Comunale - di Luigi Pirandello, con Alberto Giusta, Massimo Brizi, Mariella Speranza, Alessia Giuliani, Davide Lorino, regia di Alberto Giusta

- Compagnia Gank. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788.

12 sabato Cinema Rassegna di film su Storie di Donne Calceranica. Ore 20.30. Teatro Parrocchiale - proiezione del film “Il giardino dei limoni” (2008), film drammatico, di Eran Riklis. Seguirà rinfresco in rosa. Ingresso gratuito. Cultura MAURIZIO CARRIERO “Esercizi di inerzia” Trento. Ore 19. Galleria d’Arte Il Castello, via degli Orbi 25 - Inaugurazione mostra a cura di Alberto Zanchetta. L’inerzia cui allude l’artista (vale a dire la condizione secondo cui un corpo permane in uno stato di inattività finché una forza esterna non intervenga a modificare la sua quiescenza) è da mettere in relazione con l’estasi, che è lo “stato di grazia”, facoltà di astrarsi e di trovarsi altrove. Info: tel: 0461-090223. Cultura La creatività femminile in mostra Trento. Dalle 10 alle 18. Piazza Duomo e via Belenzani - 4° edizione Mostra-mercato manufatti artigianali creati dalle donne. Ingresso libero. Musica CONCERTO LIVE Baselga di Piné. Dalle 22. Chalet de la Mot - serata con musica dal vivo. piva-stefano@yahoo.it. Musica 14° DOLOMITI SKI JAZZ Val di Fiemme. Il festival propone concerti con jazzisti di fama internazionale sulle piste da sci, nei teatri e nei pub. Un perfetto connubio di musica e sci. Fra gli artisti della 14esima edizione, Joe Chambers, Jordi Rossy, Arnie Somogi, Pietro Tonolo, Tim Ray, Dave Zinno, Steve Langone, Will Vinson, Jonathan Kreisberg, Marr Penman, Mark Ferber, Barbara Casini, James Thompson, Vonn Washington. Conclude il festival, sabato 19 marzo, la celebre Ola Onabule Band, per la prima volta in Italia. Tel. 0462 241111 - 0462 341419 info@visitfiemme.it. Per i più piccoli tutti a teatro Mezzolobardo. Ore 16. Teatro San Pietro - Da qualche parte sulla terra, spettacolo di figura.

Teatro EL PERO POCIO E SO FRADEL GEMEL Valfloriana. Ore 21. Teatro - di Mario Roat. “Filogamar” di Cognola (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@cofas.it. Teatro GEMELLAGGIO CON LA LUGANEGA Vigo Cavedine. Ore 20.30. Teatro - di Loredana Cont. Associazione Teatrale “Dolomiti” di S. Lorenzo in Banale (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@cofas.it. Teatro VIAGIO DE SOL ANDATA Ravina. Ore 20.30. Teatro - di Dino Caresia. Filo “S. Martino” di Fornace (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@cofas.it. Teatro PER MI... SE RIDE ANCA DOPO Malé. Ore 21. Teatro Comunale - di Luciano Zendron. Filodrammatica “Arca di Noè” di Mattarello (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - email: info@cofas.it. Teatro I PROMESSI SPOSI Lavis. Ore 21. Auditorium Comunale - tratto dall’opera omonima di A. Manzoni - due atti di Benoit Roland e Roberto Zamengo. Compagnia “Teatroimmagine” di Salzano-Venezia (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - info@cofas.it. Teatro IL POVERO PIERO Romeno. Ore 21. Teatro Parrocchiale - di Achille Campanile. Associazione Culturale Teatrale “Libero Teatro” di Grumes (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@ cofas.it. Teatro EL SENTER DE LA VOLP Cognola. Ore 20.45. Teatro di Cognola - di Giorgio Dell’Antonia. Associazione Culturale “Teatro a Zambana” di Zambana (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@ cofas.it. Teatro UN APPARTAMENTO PER DUE Romallo. Ore 20.30. Teatro di Romallo - di Michele Torresani. Gruppo Giovanile Teatrale di Roncegno (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@cofas.it. Teatro QUATTRO ATTORI IN CERCA D’AUTORE Mori. Ore 21. Teatro Sociale - di Michele Pandini. Compagnia di Lizzana (Co.F.As). Tel. 0461/237352 e-mail: info@cofas.it. Teatro A NON SAVERLA GIUSTA Sabbionara d’Avio. Ore 21. Teatro di Sabbionara - di Loredana Cont. “Piovene Teatro” di Piovene Rocchette (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@cofas.it.


trentinoappuntamenti Teatro NE VEDEN DALA LULU Pedersano. Ore 21. Teatro di Pedersano - di Massimo Brusasco, trad. in dialetto trentino di Lina Lisciotto. Filodrammatica “Strapaes” di S. Giacomo di Laives (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - email: info@cofas.it. Teatro DOMANDO LA CASA ITEA Terragnolo. Ore 21. Teatro Parrocchiale - di Loredana Cont. Filo “Tra ‘na roba e l’altra” di Cavrasto (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - email: info@cofas.it. Teatro QUATRO CIACERE ‘N TEL SPIAZ Trambileno. Ore 21. Auditorium Comunale di Moscheri - di Camillo Vittici (trad. in dialetto trentino) di Piergiorgio Lunelli. Filo “S. Rocco” di Nave S. Rocco (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@ cofas.it. Teatro ITALIANI SI NASCE e noi lo nacquimo Trento. Ore 20.30. Teatro Auditorium - di e con Maurizio Micheli e Tullio Solenghi, regia Marcello Cotugno - La Contrada-Teatro Stabile di Trieste e Procope Studio. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788.

13 domenica Folklore L’alloro e il bambù Romarzollo. Ore 12.30. Festa di addio al carnevale. Musica APERITIVO ACUSTICO Baselga di Piné. Dalle 18 alle 20. Chalet de la Mot - un gustoso aperitivo in compagnia di buona musica. piva-stefano@yahoo.it. Musica 14° DOLOMITI SKI JAZZ Val di Fiemme. Il festival propone concerti con jazzisti di fama internazionale sulle piste da sci, nei teatri e nei pub. Un perfetto connubio di musica e sci. Fra gli artisti della 14esima edizione, Joe Chambers, Jordi Rossy, Arnie Somogi, Pietro Tonolo, Tim Ray, Dave Zinno, Steve Langone, Will Vinson, Jonathan Kreisberg, Marr Penman, Mark Ferber, Barbara Casini, James Thompson, Vonn Washington. Conclude il festival, sabato 19 marzo, la celebre Ola Onabule Band, per la prima volta in Italia. Tel. 0462 241111 - 0462 341419 info@visitfiemme.it. Teatro LE CASALINGUE Segonzano. Ore15. Teatro Comunale di Stedro - di e con Loredana Cont. (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@cofas.it. Teatro IL BRUTTO ANATROCCOLO Ora. Ore 16.30. Aula Magna di Ora - Teatro Ragazzi di Cinzia

Scotton. Gruppo Teatrale “Gianni Corradini” di Villazzano (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - info@cofas.it.

Band, per la prima volta in Italia. Tel. 0462 241111 - 0462 341419 info@visitfiemme.it.

Teatro ITALIANI SI NASCE e noi lo nacquimo Trento. Ore 16. Teatro Auditorium - di e con Maurizio Micheli e Tullio Solenghi, regia Marcello Cotugno - La Contrada-Teatro Stabile di Trieste e Procope Studio. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788.

Teatro Die Panne ovvero la notte più bella della mia vita Riva del Garda. Ore 21. Palacongressi - Stagione di prosa. Regia di Armando Pugliese. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788.

Teatro ragazzi LE CASALINGHE Segonzano. Ore 15. Teatro comunale di Stedro - spettacolo teatrale di e con Loredana Cont. Per bambini fino alla terza media. Organizza: Filodrammatica Nuova Ribalta di Segonzano. Informazioni: A.p.T. 0461 683110.

14 lunedì Musica 14° DOLOMITI SKI JAZZ Val di Fiemme. Il festival propone concerti con jazzisti di fama internazionale sulle piste da sci, nei teatri e nei pub. Un perfetto connubio di musica e sci. Fra gli artisti della 14esima edizione, Joe Chambers, Jordi Rossy, Arnie Somogi, Pietro Tonolo, Tim Ray, Dave Zinno, Steve Langone, Will Vinson, Jonathan Kreisberg, Marr Penman, Mark Ferber, Barbara Casini, James Thompson, Vonn Washington. Conclude il festival, sabato 19 marzo, la celebre Ola Onabule

15 martedì Cinema Le diverse essenze del femminile Dro. Ore 20.30. Centro Culturale - “Viola di Mare”. Cultura ALLA SCOPERTA DEL CIELO Cembra. Ore: 20.30. Località Le Cavade - osservazione guidata del cielo e degli astri presso l’Osservatorio di Cembra. Ingresso libero. Organizza: Associazione Astrofili Valle di Cembra. Informazioni: Sergio Dalla Porta 0461 683465. Musica 14° DOLOMITI SKI JAZZ Val di Fiemme. Il festival propone concerti con jazzisti di fama internazionale sulle piste da sci, nei teatri e nei pub. Un perfetto connubio di musica e sci. Fra gli artisti della 14esima edizione, Joe Chambers, Jordi Rossy, Arnie Somogi, Pietro Tonolo, Tim Ray, Dave Zinno, Steve Langone, Will Vinson, Jonathan Kreisberg,

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trentinoappuntamenti Marr Penman, Mark Ferber, Barbara Casini, James Thompson, Vonn Washington. Conclude il festival, sabato 19 marzo, la celebre Ola Onabule Band, per la prima volta in Italia. Tel. 0462 241111 - 0462 341419 - info@visitfiemme.it. Teatro PASSIO LAETITIAE ET FELICITATIS Trento. Ore 20.30. Teatro Cuminetti - Teatro di Dioniso di Valter Malosti, dal romanzo di Giovanni Testori. Adattamento teatrale di Valter Malosti, con Laura Marinoni e Slivia Altrui. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788.

16 mercoledì Musica «Orchestra Haydn» Trento. Alle 20.30. Auditorium Gustav Kuhn Dir. - Davide Cabassi Pianoforte. Info: Num. Verde 800.086890 - www.haydn.it. Musica 14° DOLOMITI SKI JAZZ Val di Fiemme. Il festival propone concerti con jazzisti di fama internazionale sulle piste da sci, nei teatri e nei pub. Un perfetto connubio di musica e sci. Fra gli artisti della 14esima edizione, Joe Chambers, Jordi Rossy, Arnie Somogi, Pietro Tonolo, Tim Ray, Dave Zinno, Steve Langone, Will Vinson, Jonathan Kreisberg, Marr Penman, Mark Ferber, Barbara Casini, James Thompson, Vonn Washington. Conclude il festival, sabato 19 marzo, la celebre Ola Onabule Band, per la prima volta in Italia. Tel. 0462 241111 - 0462 341419 info@visitfiemme.it. Musica «Orchestra Haydn» Trento. Ore 20.30. Auditorium Gustav Kuhn, direttore, Davide Cabassi pianoforte, Johannes Brahms Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in si bemolle maggiore, op. 83, Richard Strauss Morte e trasfigurazione, op. 24, Don Juan, op. 20.

Per i più piccoli Storie a merenda Arco. Ore 17. Biblioteca civica B. Emmert - con Claudia Berti. Teatro PASSIO LAETITIAE ET FELICITATIS Trento. Ore 20.30. Teatro Cuminetti - Teatro di Dioniso di Valter Malosti, dal romanzo di Giovanni Testori. Adattamento teatrale di Valter Malosti, con Laura Marinoni e Slivia Altrui. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788.

17 giovedì Cultura Riapre CAstel Thun Vigo di Ton. Dal 17/3 al 22/4: 09.30-17; dal 23/4 al 13/11: 1018. In occasione della festa per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia giovedì 17 marzo Castel Thun, il maniero che domina per bellezza ed importanza su tutte le residenze castellane della Val di Non, riaprirà ufficialmente i battenti con l’apertura settimanale. Informazioni: Castello del Buonconsiglio, Tel. 0461 233770 - www.castelthun.it. Cultura Il tè delle letture Riva del Garda. Ore 17.30. Biblioteca Civica - Scritture femminili del Novecento italiano. Lettura in pubblico. Cultura IL PATRIMONIO DELL’UNESCO IN ITALIA IN BICICLETTA Faver. Ore 21. Molin de Portegnach - racconto ed immagini di e con Samuel Pellegrini. Quattro ciclisti-registi che hanno attraversato l’Italia passando per i 44 siti UNESCO italiani. Cento giorni di viaggio e un percorso di circa 4.700 chilometri. Proiezione 5 euro, cena 8 euro. Informazioni: Sorgente ‘90 328 1344805, info@sorgente90.it, www.sorgente90.it.

Musica 14° DOLOMITI SKI JAZZ Val di Fiemme. Il festival propone concerti con jazzisti di fama internazionale sulle piste da sci, nei teatri e nei pub. Un perfetto connubio di musica e sci. Fra gli artisti della 14esima edizione, Joe Chambers, Jordi Rossy, Arnie Somogi, Pietro Tonolo, Tim Ray, Dave Zinno, Steve Langone, Will Vinson, Jonathan Kreisberg, Marr Penman, Mark Ferber, Barbara Casini, James Thompson, Vonn Washington. Conclude il festival, sabato 19 marzo, la celebre Ola Onabule Band, per la prima volta in Italia. Tel. 0462 241111 - 0462 341419 info@visitfiemme.it. Teatro TRE SULL’ALTALENA Mezzolobardo. Ore 21. Teatro S. Pietro - di Luigi Lunari, con Roberto Vandelli, Andrea de Manincor, Maurizio Perugini, Chiara Verzola regia di Roberto Vandelli - Teatro Stabile Verona. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788. Teatro NOME DI BATTAGLIA LIA Trento. Ore 21. Teatro Cuminetti - Trentooltre: Teatro della Cooperativa (Milano). Laboratorio di teatro civile condotto da Renato Sarti, testo e regia Renato Sarti, con Marta Marangoni, Rossana Mola, Renato Sarti. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788.

18 venerdì Cultura Le diverse essenze del femminile Dro. Ore 20.30. Centro Culturale - “La scuola popolare austriaca dalla seconda metà dell’ottocento ad oggi. Approfondimenti e contributi della figura femminile nell’ambito scolastico” Relatore prof. Cesare Bertassi.

Cultura Scrivere a mano. Parole e immagini dal Medioevo all’età moderna Trento. Dalle 17.15 alle 18.45. Museo Diocesano Tridentino Programma corso (costo 13 euro) Laboratorio di scrittura: per capire meglio quale fosse l?esperienza di un amanuense medievale, si propone un incontro-laboratorio durante il quale verrà impostata una pagina “alla maniera degli antichi” e sperimentata, con l?uso della penna d?oca, la cosiddetta scrittura quattrocentesca detta „umanistica?. Per informazioni e iscrizioni: tel. 0461.234419. Musica I Concerti del Conservatorio Riva del Garda. Ore 20.30. Auditorium Conservatorio - Musiche di Berio, Giovannini, Rota, Turina. Musica Misticanze Trento. Ore 20.30. Teatro San Marco - Ingresso € 5. In collaborazione con la classe di Musica Elettronica del Conservatorio “A. Steffani” di Castelfranco Veneto e il suo docente Valerio Murat. Una serata “Intermedialità”, che prevede la proiezione di chicche cinematografiche del primo cinema, con i pupazzi dei corti di Starevich, musicati dai compositori trentini Massimo Biasioni ed Eddy Serafini, con la rivisitazione a mo’ di video clip di “Metropolis” di Fritz Lang, e ancora video originali, alcuni musicati con musica dal vivo altri con l’ausilio dell’elettronica, in una concezione dell’opera d’arte come coesione di parola, immagine e suono. Musica MUSICA DAL VIVO Baselga di Piné. Dalle 23. Bar Spiaggia - serata con musica dal vivo. Andrea 339 1114244. Trento - Via Matteotti, 3 Tel. e Fax 0461.910788 Cell. 348.9320138 info@promoevent.it www.promoevent.it

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trentinoappuntamenti Musica 14° DOLOMITI SKI JAZZ Val di Fiemme. Il festival propone concerti con jazzisti di fama internazionale sulle piste da sci, nei teatri e nei pub. Un perfetto connubio di musica e sci. Fra gli artisti della 14esima edizione, Joe Chambers, Jordi Rossy, Arnie Somogi, Pietro Tonolo, Tim Ray, Dave Zinno, Steve Langone, Will Vinson, Jonathan Kreisberg, Marr Penman, Mark Ferber, Barbara Casini, James Thompson, Vonn Washington. Conclude il festival, sabato 19 marzo, la celebre Ola Onabule Band, per la prima volta in Italia. Tel. 0462 241111 - 0462 341419 info@visitfiemme.it. Musica Katia e Marielle Labèque, Pablo Bencid e Gonzalo Grau Trento. Ore 20.45. Sala Filarmonica - Katia e Marielle Labèque, pianoforte Pablo Bencid e Gonzalo Grau, percussioni. Tel. 0461.985244; e-mail: info@filarmonica-trento.it; www. filarmonica-trento.it. Per i più piccoli Chiro & C. alla scoperta dei pipistrelli Drena. Ore 20. Punto info del Comune (ex scuola elementare) - Serata a cura del naturalista C. Torboli. Teatro NINA, NO FAR LA STUPIDA! Rovereto. Ore 21. Auditorium Fausto Melotti - di Arturo Rossato e Gian Capo. “La Barcaccia” di Verona (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@cofas.it. Teatro IL MALATO IMMAGINARIO Ala. Ore 21. Teatro Sartori di Ala - di Moliere. Compagnia Teatrale “Giorgio Totola” (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - info@cofas.it.

Teatro TRE SULL’ALTALENA Pergine Valsugana. Ore 20.45. Teatro Don Bosco - di Luigi Lunari, con Roberto Vandelli, Andrea de Manincor, Maurizio Perugini, Chiara Verzola regia di Roberto Vandelli - Teatro Stabile Verona. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788.

19 sabato Cultura Le diverse essenze del femminile Dro. Ore 20.30. Centro Culturale - “Linee e colori in movimento: Donne danzanti danno vita a opere tra scultura,pittura,disegno ,fotografia e ...musica”. Cultura Levico Terme. Profumeria Principessa Sissi, Via Marconi 50 - In occasione del primo compleanno del negozio la profumeria presenterà due nuove collezioni di eu de parfum, una dedicata a lei, una dedicata a lui. Al contempo verrà presentata al pubblico la nuova graziosa confezione del Principessa Sissi da 50 ml. Info: 0461 700287. Enogastronomia LUNA PIENA AL RIFUGIO Grumes. Dalle 22. Rifugio Potzmauer - nelle serate di luna piena il rifugio rimane aperto per trascorrere una serata in montagna al chiaror della luna. Cena con piatti tipici trentini presso il rifugio e, a seguire, salita e discesa notturna con le ciaspole. Partecipazione previa prenotazione. nformazioni e prenotazioni: Rifugio Potzmauer 333 7771211 leonardiroberto@interfree.it. Musica CONCERTO LIVE Baselga di Piné. Dalle 22. Chalet de la Mot - serata con musica dal vivo. piva-stefano@yahoo.it.

Teatro CHI DICE DONNA, COSSA DISELO? Trambileno. Ore 21. Auditorium Comunale di Moscheri - di e con Loredana Cont (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@ cofas.it.

Musica 14° DOLOMITI SKI JAZZ Val di Fiemme. Il festival propone concerti con jazzisti di fama internazionale sulle piste da sci, nei teatri e nei pub. Un perfetto connubio di musica e sci. Fra gli artisti della 14esima edizione, Joe Chambers, Jordi Rossy, Arnie Somogi, Pietro Tonolo, Tim Ray, Dave Zinno, Steve Langone, Will Vinson, Jonathan Kreisberg, Marr Penman, Mark Ferber, Barbara Casini, James Thompson, Vonn Washington. Conclude il festival, sabato 19 marzo, la celebre Ola Onabule Band, per la prima volta in Italia. Tel. 0462 241111 - 0462 341419 info@visitfiemme.it.

Teatro DA GIOVEDI’ A GIOVEDI Volano. Ore 21. Teatro Concordia - di Aldo De Benedetti. Compagnia “Gustavo Modena” di Mori (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - email: info@cofas.it.

Teatro EL PERO POCIO E SO FRADEL GEMEL Cognola. Ore 21. Teatro - di Mario Roat. “Filogamar” di Cognola (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - email: info@cofas.it.

Teatro GIORNO DI SALDI Brentonico. Ore 21. Teatro Monte Baldo - di Gerard Darier. “Te. Ma.” di Malcesine (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@cofas.it.

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Teatro METTI UNA SUOCERA IN CASA Terragnolo. Ore 20.30. Teatro - di Franco Roberto. Associazione Teatrale “Dolomiti” di S. Lorenzo in Banale (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@cofas.it. Teatro IL SENATORE FOX Borgo Valsugana. Ore 20.30. Teatro - di Luigi Lunari. Compagnia “GAD” Città di Trento (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@ cofas.it. Teatro IL SENATORE FOX Borgo Valsugana. Ore 20.45. Polo scolastico - di Luigi Lunari. Compagnia “GAD - Città di Trento” (Co.F.As). Tel. 0461/237352 e-mail: info@cofas.it. Teatro LE UOVA DELLE MONACHE Civezzano. Ore 20.45. Teatro Comunale “Luigi Pirandello” di Donato Bitetti. Filodrammatica di Civezzano (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@cofas.it. Teatro QUALCHEDUNI HA FAT I CORNI Dro. Ore 20.30. Teatro di Dro di Loredana Cont. Filodrammatica “La Grinta” di Arco (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@ cofas.it. Teatro EL PERO POCIO... E SO FRADEL GEMEL Cognola. Ore 20.45. Teatro di Cognola - di Mario Roat. Compagnia “Filogamar” di Cognola (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@ cofas.it. Teatro CYRANO DE BERGERAC Lizzana. Ore 21. Teatro Parrocchiale di Lizzana - di Edmond Rostand. Compagnia Teatrale “Al Castello” di Foligno (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@ cofas.it. Teatro VARIAZIONI SULLA QUARTA CORDA E GRUGNITI DI CINGHIALE Mori. Ore 21. Teatro Sociale - di Samy Fajad “La Trappola” di Vicenza (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - email: info@cofas.it. Teatro EL MOROSO DE LA NONA Sabbionara d’Avio. Ore 21. Teatro di Sabbionara - di Giacinto Gallina. “Piccolo Teatro del Garda” di Bardolino (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@cofas.it. Teatro I SIORI E I PORI LAORI Castellano. Ore 21. Teatro - di Francesca Aprone. Gruppo “Amici del Teatro” di Serravalle (Co.F.As).

Tel. 0461/237352 - e-mail: info@ cofas.it. Teatro METTI, ‘NA SUOCERA EN CASA Terragnolo. Ore 21. Teatro Parrocchiale - di Franco Roberto. Associazione Teatrale “Dolomiti” di S. Lorenzo in Banale (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@ cofas.it. Teatro FRANZELSTEIN Predazzo. Ore 20.45. Auditorium “Casa della Gioventù” - di Massimo Gasperi Filolevico di Levico Terme (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@cofas.it. Teatro Qualche d’un a fat i corni Dro. Ore 20.45. Teatro Oratorio Di Loredana Cont - La Grinta Arco. Teatro DO(N)NE Aldeno. Ore 20.45. Teatro Comunale - spettacolo brillante di e con Loredana Cont, regia di Paolo Manfrini - Filodrammatica I DiAlettanti. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788. Teatro IL SENATORE FOX Borgo Valsugana. Ore 20.45. Teatro del Centro Scolastico - di Luigi Lunari, con Bruno Vanzo, Giovanna Tomasi, Renata Fedrizzi, Ivo Morandini, regia di Alberto Uez - Gad Città di Trento. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788.

20 domenica Cultura NOMAFIA Faver. Ore 15. Molin de Portegnach - musica, parole e cibo contro le mafie. Dal 1995 ogni 21 marzo si celebra la Giornata della Memoria e dell’Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie. Ingresso: ad offerta libera. Informazioni: Sorgente ‘90 328 1344805, info@sorgente90.it, www.sorgente90.it. Musica COVERSKIFESTIVAL VAL DI SOLE Pejo. Ore 13.30. Piste da sci - Soreal in concerto (Peter Gabriel tribute). Info: Azienda per il turismo 0463.753100. Musica APERITIVO ACUSTICO Baselga di Piné. Dalle 18 alle 20. Chalet de la Mot - un gustoso aperitivo in compagnia di buona musica. piva-stefano@yahoo.it.


trentinoappuntamenti Teatro PAREVA ‘NA BELA IDEA Ora. Ore 16.30. Aula Magna di Ora - di Loredana Cont. Filo “Ce.Dro” di Dro (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@cofas.it.

21 lunedì Teatro IDIOTAS Trento. Ore 18.30. Teatro Auditorium - Compagnia Meno Fortas, spettacolo di Fjodor Dostoevskij, diretto da Eimuntas Nekrosius. Regia Eimuntas Nekrosius, Scenografia Marius Nekrosius. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788.

22 martedì Teatro NOVECENTO Pinzolo. Ore 21. Teatro PalaDolomiti - di Alessandro Baricco, interpretazione e regia di Corrado d’Elia - Compagnia Teatri Possibili. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788. Teatro IDIOTAS Trento. Ore 18.30. Teatro Auditorium - Compagnia Meno Fortas, spettacolo di Fjodor Dostoevskij, diretto da Eimuntas Nekrosius. Regia Eimuntas Nekrosius, Scenografia Marius Nekrosius. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788.

23 mercoledì Cultura Momenti di storia Mitteleuropea Ore 17.30. Sala degli Affreschi, Biblioteca comunale via Roma Davide Zaffi: Le molte primavere del 1968 all’Est. Musica «Orchestra Haydn» Trento. Alle 20.30. Auditorium - Tito Ceccherini Dir. - Ardita Statovci e Riccardo Schwartz Pianoforte. Info: Num. Verde 800.086890 www.haydn.it. Musica COVERSKIFESTIVAL VAL DI SOLE Folgarida. Ore 13.30. Piste da sci -”Acrobat in concerto” (U2 tribute). Info: Azienda per il turismo 0463.986113. Musica «Orchestra Haydn» Trento. Ore 20.30. Auditorium Tito Ceccherini, direttore, Ardita Statovci, Riccardo Schwartz, pianoforte, Niccolò Castiglioni Inverno in-ver (undici poesie musicali per piccola orchestra), Wolfgang Amadeus Mozart Concerto per due pianoforti e orchestra in mi bemolle maggiore, K 365, Béla Bartók Musica per archi, percussioni e celesta.

Teatro DON CHISCIOTTE Rovereto. Ore 20.45. Auditorium Fausto Melotti - di Ruggero Cappuccio, liberamente tratto da Miguel de Cervantes, con Roberto Herlitzka e Lello Arena, regia Nadia Baldi - Teatro Segreto srl. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788.

24 giovedì Teatro DON CHISCIOTTE Rovereto. Ore 20.45. Auditorium Fausto Melotti - di Ruggero Cappuccio, liberamente tratto da Miguel de Cervantes, con Roberto Herlitzka e Lello Arena, regia Nadia Baldi - Teatro Segreto srl. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788.

25 venerdì Cinema Le diverse essenze del femminile Dro. Ore 21. Centro Culturale “Racconti da Stoccolma”. Cultura Conferenza Riva del Garda. Ore 16. Conservatorio Bomporti - Incontri di Analisi e Composizione. Angelo Foletto, “Ivan Fedele”. Cultura Letture a cura di Bandus... i narratori Riva del Garda. Ore 17. Villino Campi - Nell’ ambito della mostra “Una finestra sul clima”. Cultura Scrivere a mano. Parole e immagini dal Medioevo all’età moderna Trento. Dalle 17.15 alle 18.45. Museo Diocesano Tridentino - Programma corso (costo 13 euro) Dal libro manoscritto all?incunabolo. L?invenzione della stampa e l?uso della scrittura in epoca moderna. La stampa a Trento: il vescovo Hinderbach e l?impiego della nuova invenzione nel caso del Simonino. Cambiamenti di forme e modi di scrivere nei manoscritti di epoca moderna. Per informazioni e iscrizioni: tel. 0461.234419.

Teatro WEST SIDE STORY Rovereto. Ore 21. Auditorium Fausto Melotti - “Estravagario” di Verona (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@cofas.it. Teatro TESORO, TI RENDI CONTO CHE NON HO NIENTE SOTTO LA PELLICCIA? Brentonico. Ore 21. Teatro Monte Baldo - di Ray Cooney. Compagnia di Lizzana (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - info@cofas.it. Teatro LA NONNA Volano. Ore 21. Teatro Concordia - di Roberto Cossa. “Teatro Armathan” di Verona (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - info@cofas.it. Teatro Delitti Rock. Il famigerato Club J27 Trento. Ore 21. Teatro Auditorium - Spettacolo tratto dal libro di Ezio Guaitamacchi pubblicato da Arcana. Un avvincente spettacolo teatrale che racconta, tra suoni e visioni, i retroscena delle misteriose morti di Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison. Protagonistadello spettacolo, per la regia di Stefano Fiorentino, lo stesso Guaitamacchi nel ruolo di Ralph J. Gleaon al fianco di Brunella Boschetti (voce) e Laura Fedele (piano e voce).

26 sabato Cinema I fantastici viaggi di Gulliver Riva del Garda. Ore 15 e 17. Sala della Comunità (c/o Comprensorio C9) . Cultura Le diverse essenze del femminile Dro. Ore 15.30. Centro Culturale di Dro - “Le nonne ci raccontano...” Il ruolo della donna nelle famiglie di un tempo. Cultura Presentazione libro Dro. Ore 20.30. Ceniga, Sala Bolego - “Fratture e caffè” Di Anna Tava e Carla Mannarini.

Musica COVERSKIFESTIVAL VAL DI SOLE Passo del Tonale. Ore 13.30. Piste da sci - Funk you in concerto (Funk, soul, R&B ). Info: Azienda per il turismo 0364.903838.

Musica Misticanze Mattarello. Ore 21. Chiesa di San Leonardo - “Quartetto degli affetti”. Ingresso libero. In collaborazione con l’Associazione Organistica Trentina. Musiche di A. Vivaldi, A. Corelli, G.Morandi, N. Porpora.

Musica MUSICA DAL VIVO Baselga di Piné. Dalle 23. Bar Spiaggia - serata con musica dal vivo. Andrea 339 1114244.

Musica CONCERTO LIVE Baselga di Piné. Dalle 22. Chalet de la Mot - serata con musica dal vivo. piva-stefano@yahoo.it.

Teatro METTI UNA SUOCERA IN CASA San Lorenzo in Banale. Ore 20.30. Teatro - di Franco Roberto. Associazione Teatrale “Dolomiti” di S. Lorenzo in Banale (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - info@cofas.it. Teatro LA PAURA LA FA FAR SALTI... MA EL ZIO RUDOLF ANCOR PU’ ALTI Olle. Ore 20.45. Teatro “San D. Savio” - di Nicoletta Parrotta. Filodrammatica “Nicola Parrotta” di Lavis (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@cofas.it. Teatro I SOLITI IGNOTI Malé. Ore 21. Teatro Comunale - di Paolo Starvaggi. Compagnia Teatrale “Virtus in Arte” di Malè (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - info@cofas.it. Teatro I SIORI E I PORI LAORI Dro. Ore 20.30. Teatro di Dro - di Francesca Aprone. Gruppo “Amici del Teatro” di Serravalle (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - info@cofas.it. Teatro SACCO E VANZETTI Romeno. Ore 21. Teatro Parrocchiale - di M. Roli e L. Vincenzoni (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - info@cofas.it. Teatro UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO Lizzana. Ore 21. Teatro Parrocchiale di Lizzana - di Tennessee Williams. “Compagnia dell’Eclissi” di Salerno (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@cofas.it. Teatro TOCCATA E FUGA Mori. Ore 21. Teatro Sociale - di Derek Benfield. “Teatro Impiria” di Verona (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@cofas.it. Teatro CHI GRATTA E CHI VINCE Serravalle. Ore 21. Teatro - di Silvana Carlin. Filodrammatica A.C.S. Punto 3 di Canale di Pergine (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@cofas.it. Teatro TE’N CONTO UNA, ANZI DOE Avio. Ore 21. Teatro di Avio - di e con Loredana Cont (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - info@cofas.it. Teatro NO VE CAPISSO PI Pedersano. Ore 21. Teatro di Pedersano - di Loredana Cont. Compagnia Teatrale “La Nogara” di Cogollo di Tregnago (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - info@cofas.it. Teatro EL SENTER DE LA VOLP Trambileno. Ore 21. Auditorium Comunale di Moscheri - di Gior-

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trentinoappuntamenti gio dell’Antonia. Associazione Culturale Teatrale “Teatro a Zambana” di Zambana (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - info@cofas.it. Teatro PER MI... SE RIDE ANCA DOPO Ora. Ore 20.30. Aula Magna di Ora - di Luciano Zendron. Filodrammatica “Arca di Noè” di Mattarello (Co.F.As). Tel. 0461/237352 - e-mail: info@cofas.it. Teatro I siori e i pori laori Dro. Ore 20.45. Teatro Oratorio - Primavera a Teatro. di Francesca Aprone - Amici del Teatro Serravalle. Teatro Qualcheduni ha fat i corni Tenno. Ore 20.30. Teatro Don Bosco - Commedia teatrale di Loredana Cont. Teatro CAMERA A ORE Baselga di Piné. Ore 20.30. Nuovo Teatro Comunale di Centrale per la III Rassegna Teatrale “Foie de Bedol” rappresentazione della commedia in dialetto trentino di Elisabetta Squarcina presentata dalla Filodrammatica El Lumac. Informazioni: A.p.T. 0461 557028. Teatro LA FINE DI MOZART Trento. Ore 20.30. Teatro Sociale - Opera in un atto di Marco Anzoletti, coproduzione del Conservatorio di Musica ˝F.A. Bonporti˝ e del Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento in collaborazione con Istituti Professionali del Trentino. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788.

27 domenica Cinema I fantastici viaggi di Gulliver Riva del Garda. Ore 15 e 17. Sala della Comunità (c/o Comprensorio C9) . Cultura Le diverse essenze del femminile Dro. Ore 20.30. Centro “Prisma” - “Diversamente uguali” Incontro sul tema Relazione tra uomo e donna. Musica APERITIVO ACUSTICO Baselga di Piné. Dalle 18 alle 20. Chalet de la Mot - un gustoso aperitivo in compagnia di buona musica. piva-stefano@yahoo.it.

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Musica MARIA DEVIGILI Faver. Ore 21. Molin de Portegnach - Maria Devigili è una cantautrice che scrive canzoni da quando, all’età di dieci anni, ha preso in mano per la prima volta la chitarra. Una particolarità: nel suo repertorio propone la versione musicata di alcuni testi poetici italiani e internazionali. Ha vinto il Premio Pavanello 2010, un Premio Nazionale per giovani cantautori arrivato alla sua XXII edizione. Ingresso 5 euro. Informazioni: Sorgente ‘90 328 1344805, info@sorgente90. it, www.sorgente90.it. Teatro Matinée musicali Riva del Garda. Ore 11. Auditorium Scuola Musicale - La Parigi musicale del ‘900.

28 lunedì Musica Kit Armstrong, pianoforte Trento. Ore 20.45. Sala Filarmonica - musiche: J.S. Bach: Selezione di Preludi e Fughe dal I libro del Clavicembalo ben Temperato; K. Armstrong: Origami per pianoforte; J.S. Bach: Fantasia Cromatica e Fuga BWV 903; W.A. Mozart: 12 Variazioni in Do magg. su “Ah, vous dirais-je Maman” KV 265; F. Schubert: Sonata in do min. n. 21 D 958. Tel. 0461.985244; e-mail: info@filarmonica-trento.it; www. filarmonica-trento.it. Teatro RIONDINO ACCOMPAGNA VERGASSOLA AD INCONTRARE FLAUBERT Tesero. Ore 21. Teatro comunale - testi, interpretazione e regia di David Riondino e Dario Vergassola - Sosia & Pistoia. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788.

29 martedì Cultura “DANZARE INGLESE” Trento. Ore 17. Sala Medioevale del Teatro Sociale - uno sguardo sulla danza contemporanea in Gran Bretagna, in concomitanza con lo spettacolo F.A.R. della Wayne McGregor Random Dance Company. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788. Danza Wayne McGregor |Random Dance Company Trento. Ore 20.30. Teatro Sociale - Prima mondiale 17-20 novembre 2010 Sadler’s Wells, Londra. Ideazione e direzione Wayne McGregor, coreografia Wayne McGregor, in collaborazione con i danzatori, interpreti Catarina Carvalho, Michael-John Harper, Davide Di Pretoro, Agnès López Rio, Louis McMiller, Paolo Mangiola, Daniela

Neugebauer, Anna Nowak, Alexander Whitley, Jessica Wright. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788. Musica I Concerti del Conservatorio Riva del Garda. Ore 20.30. Auditorium Conservatorio - Musiche di Debussy, Genzmer, Berio. Musica «Orchestra Haydn» Rovereto. Ore 20.45. Sala Filarmonica - Andrea Dindo, direttore, Nadia Bortolamedi, clarinetto, Orchestra Haydn J. Stamitz Concerto per clarinetto e orchestra, J. Haydn Sinfonia n. 101, “L’orologio”, F. Poulenc Sinfonietta. Teatro MITO E AMORE Trento. Ore 20.30. Teatro Cuminetti - di David Wilkinson, con Valeria Ciancottini, Franco Farina. Musiche di Renato Chiesa. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788.

30 mercoledì Cultura ARGENTINA Faver. Ore 20.30. Molin de Portegnach - racconto ed immagini di e con Rosalba Sighel e Silvana Vettori. Ingresso libero. Informazioni: Sorgente ‘90 328 1344805, info@sorgente90.it, www.sorgente90.it. Cultura Momenti di storia Mitteleuropea Ore 17.30. Sala degli Affreschi, Biblioteca comunale via Roma Fernando Orlandi: Quando i muri crollano: il 1989.

Musica «Orchestra Haydn» Trento. Ore 10.45. Auditorium - (In collaborazione con il Liceo Rosmini di Trento). Andrea Dindo, direttore, Nadia Bortolamedi, clarinetto, Orchestra Haydn J. Stamitz Concerto per clarinetto e orchestra, J. Haydn Sinfonia n. 101, “L’orologio”. Teatro Ho cavalcato in groppa ad una sedia Arco. Ore 21. Casinò Municipale - Stagione di prosa. Appunti, taccuini e riflessioni sull’arte del racconto. Di e con Marco Baliani. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788. Teatro MITO E AMORE Trento. Ore 20.30. Teatro Cuminetti - di David Wilkinson, con Valeria Ciancottini, Franco Farina. Musiche di Renato Chiesa. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788.

31 giovedì Musica «Orchestra Haydn» Cles. Ore 20.30. Auditorium - Andrea Dindo, direttore, Nadia Bortolamedi, clarinetto, Orchestra Haydn J. Stamitz Concerto per clarinetto e orchestra, J. Haydn Sinfonia n. 101, “L’orologio”,F. Poulenc Sinfonietta. Teatro MITO E AMORE Trento. Ore 20.30. Teatro Cuminetti - di David Wilkinson, con Valeria Ciancottini, Franco Farina. Musiche di Renato Chiesa. Info Coordinamento teatrale trentino: Tel. 0461 420788.


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romanzo di famiglia, la nostra storia Arte e disabilità in mostra al “rosmini”

Presentato a trento il libro “Bruna” di Annamaria Cielo

L’esposizione, curata dall’ANMIC del Trentino, dall’11 al 26 marzo

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l Liceo Rosmini di Trento ospita dall’11 al 26 marzo – all'interno del percorso Arte e Scuola e con la collaborazione di alcuni studenti del Laboratorio Montessori – la mostra collettiva ''SOGNO: il mio corpo vola. Arte e disabilità''. Trattasi di una mostra – curata dall' ANMIC del Trentino – nella quale autori disabili e no riflettono artisticamente sulla condizione della disabilità, in forme e linguaggi propri della contemporaneità; ove l'urgenza comunicativa ed espressiva, più che alla contemplazione estetica delle opere, chiama al coinvolgimento emotivo e alla presa di coscienza di una condizione che – se, da un lato, conosce dei limiti – dall'altro, è capace di penetrare orizzonti artistici e umani, ai quali non è facile accedere. Ad alcuni studenti del Laboratorio Montessori, luogo – questo – del Liceo Rosmini ove si sperimentano didattiche inclusive, è affidato il compito di svelare – agli ospiti – contenuti e significati delle opere. Un messaggio affidato a giovani sensibilità, portatrici – si spera – di un modo nuovo di intendere la complessità dell'integrazione.

n un serata organizzata dalla “Pro Cultura” di Trento, nella sala del Centro “Rosmini” è stato presentato il romanzo “Bruna” di Annamaria Cielo. Autrice di sei raccolte di poesia, dopo “Microcircò” è questo il secondo romanzo della Cielo, autrice roveretana. I trentini ricordano bene lo storico pastificio Cielo, che chiuse i battenti alla fine degli anni ’70. Il romanzo ne narra liberamente la storia incardinandola sulla figura di Bruna, una ragazza arrivata a Rovereto dai Colli Berici, dopo aver sposato Rino, il padrone del pastificio con tre figli adulti. A quarant’anni, a sorpresa, Bruna rimane incinta di Mariaeva, nome sotto cui si cela la stesa autrice. Renzo Francescotti ha messo in luce nel suo intervento le qualità letterarie della Cielo, narratrice lirica, autrice di un “romanzo di famiglia”, spiegando come le scrittrici siano particolarmente brave nello scrivere romanzi i questo genere, dalle ottocentesche George Eliot e George Sand (che si celavano dietro lo stesso nome al maschile), sino alle contemporanee Isabella Allende o alla nostra Isabella Bossi Fedrigotti, roveretana come la Cielo. E ha messo in evidenza le caratteristiche tipiche della scrittura al femminile: l’attenzione analitica anche ai particolari minimi rivelatori, il “rapporto feticistico con gli oggetti” (per dirla con Reich), la prevalenza del sentimentale sul razionale. Paolo Toniolatti si è soffermato sulle qualità della scrittura ricca di scatti lirici, sui passaggi dalle storie alla Storia, sui rapporti tra questo romanzo e le precedenti raccolte di poesia. La stessa autrice ha letto con efficacia alcune pagine dal suo romanzo.

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Bruno dorigatti nuovo presidente La Cassa Rurale di Trento incontra i soci (e anticipa i risultati di bilancio)

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cominciato da Sardagna il giro di 15 appuntamenti sul territorio promosso dalla Cassa Rurale di Trento per incontrare i suoi soci e clienti del capoluogo. Lo scorso anno l’ “operazione ascolto” consentì alla Cassa Rurale di raccogliere 60 interventi di soci e oltre 360 questionari con commenti e proposte. Nel 2010, ha riferito il presidente Giorgio Fracalossi, i soci della Cassa Rurale sono cresciuti di quasi 800 unità raggiungendo il numero di 11.579. Le iniziative rivolte alla base sociale e alle comunità servite hanno assorbito nel 2010 risorse per 2,4 milioni di euro, distribuite in cinquecento interventi. Un milione è stato investito in iniziative riservate ai soci, sotto forma di informazione e partecipazione, di agevolazioni e di ristorni. Una quota di 678 mila euro è andata a sostegno delle associazioni culturali, educative e ricreative. Gli interventi a favore dello sport sono stati 115 per un totale di 412 mila euro. Nel campo della solidarietà sono state sostenute 135 iniziative per 92 mila euro. Il ruolo di banca al servizio dei soci e della comunità sarà ulteriormente rafforzato dal nuovo “patto associativo” su cui sta lavorando la Federazione e che confluirà in una apposita assemblea dei soci in programma l’11 marzo. I pilastri del nuovo patto cooperativo – ha spiegato Fracalossi – sono la formazione degli amministratori, la partecipazione e il controllo dei soci, lo sviluppo coordinato del sistema. Nel corso dell’incontro il direttore, Michele Sartori, ha presentato qualche anticipazione di bilancio. A fine 2010 la raccolta complessiva ammontava a 1.745 milioni, mentre i crediti alla clientela superavano i 1.000 milioni. Le masse intermediate hanno raggiunto l’importo di 2,8 miliardi di euro. I costi operativi sono diminuiti del 10% rispetto all’anno precedente. Una Cassa “sicura”, che con un patrimonio di vigilanza di 135 milioni di euro ed una liquidità del 24% è in grado di far fronte con serenità agli impegni con la clientela e con i soci, in un periodo non certo facile anche per gli istituti di credito. 102

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Eletto con 20 voti ottenuti dai 33 colleghi presenti in aula

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runo Dorigatti è il nuovo presidente del Consiglio provinciale. Il 15 febbraio scorso, il vicepresidente Eccher ha aperto le operazioni di voto, avvenuto per chiamata e a scrutinio segreto nella cabina appositamente predisposta al centro dell'emiciclo. Dal conteggio delle schede, Bruno Dorigatti, candidato proposto dal gruppo del Pd e dalla maggioranza, è risultato eletto alla prima tornata con 20 voti ricevuti dai 33 consiglieri presenti in aula. Per l’elezione erano richiesti almeno 18 voti e 24 presenti. Il vicepresidente Eccher ha quindi proclamato eletto il collega Dorigatti augurandogli “un caloroso in bocca al lupo”. Nel prendere la parola per la prima volta dallo scranno più alto del Consiglio, il presidente Bruno Dorigatti si è rivolto a tutta la comunità trentina ringraziando i colleghi che gli hanno dato fiducia, il proprio gruppo consiliare, la coalizione da cui è stato sostenuto e “le opposizioni per gli attestati di stima e il senso delle istituzioni dimostrato permettendo il regolare svolgimento di questa elezione”. Sempre riferendosi alle minoranze ha aggiunto: “ho condiviso parte delle loro critiche rispetto al metodo adottato per la mia nomina: dobbiamo immaginare strumenti nuovi e di condivisione delle scelte attraverso la partecipazione attiva di tutte le forze presenti in questa assemblea”. Dopo aver ringraziato anche il suo predecessore Gianni Kessler per aver “saputo interpretare in modo originale la carica di presidente valorizzando il ruolo del Consiglio nei rapporti con l'esecutivo”. “Sono esperienze che non intendo abbandonare e – ha osservato – a mio modo intendo proseguire su questa strada”. Il nuovo presidente ha poi garantito la volontà di “mantenere un profilo super partes” pur “senza assumere il ruolo di notaio”.


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piloti della Ferrari brindano con Endrizzi RICORDO DI FULVIO BERTOLDI, un anno dopo è stato ricordato in una gremita sala della Sosat a Trento, in una manifestazione organizzata dalla Sosat e dal Gruppo “Neruda”

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un anno dalla sua prematura scomparsa, Fulvio Bertoldi è stato ricordato nella sala gremita della Sosat a Trento, in una manifestazione organizzata dalla Sosat e dal Gruppo “Neruda”. Introdotta dal segretario del Coro della Sosat Gianni Dorigatti e dal ricordo di Fulvio Bertoldi tracciato da Renzo Francescotti, presidente del “Neruda”, la serata si articolata in due momenti: un recital di poesie e canzoni del Gruppo “Neruda” e un concerto di canti della montagna del Coro Della Sosat. Fulvio Bertoldi, studente diciottenne del “Tambosi” era stato tra i fondatori, all’inizio del fatidico 1968, del Gruppo “Neruda”. In seguito era stato sindacalista della FABI (il maggior sindacato bancario italiano) divenendone segretario nazionale per una decina d’anni. Ma dal Gruppo “Neruda” non si era mai staccato e al suo rientro da

L’azienda di S. michele all’adige con massa, alonso & Co.

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rande soddisfazione per la storica casa Endrizzi di San Michele all’Adige: il suo spumante Trentodoc è stato scelto per i festeggiamenti dell’edizione 2011 di Wroom. All’edizione 2011 di Woom, appuntamento internazionale della Formula1 e del MotoGp che riunisce a Madonna di Campiglio i piloti ed i team della Scuderia Ferrari e Ducati assieme a quasi trecento giornalisti da tutto il mondo, la storica azienda Endrizzi di San Michele all’Adige ha avuto un importante riconoscimento. “Siamo orgogliosi che il nostro Brut sia stato scelto come bollicina ufficiale in occasione della serata del 13 gennaio con i grandi Piloti della Formula Uno Fernando Alonso e Felipe Massa” afferma Paolo Endrici, titolare dell’azienda Endrizzi. “Presentare il nostro TrentoDoc a Madonna di Campiglio ha avuto per noi un grande significato: Wroom è un evento che coniuga in sé la positività di successi italiani nel campo dei motori, del turismo di montagna e della produzione enogastronomica di qualità”.

Roma era tornato tra i lettori del Gruppo, partecipando a spettacoli e recital sino a poche settimane dalla sua scomparsa, a 59 anni. Nel suo ricordo i componenti del “Neruda” (Arrigo Dalfovo, Chiara Turrini, Renzo Francescotti e l’esordiente giovanissimo Luca Pedron) hanno letto le poesie a che Fulvio aveva interpretato tante volte con la sua voce indimenticabile: di Brecht, Neruda, Ritsos e quelle in dialetto di Renzo Francescotti. Lorenzo Bolzon (fisarmonica), Elisa Gasperini (canto) e Massimo Stangherlin ( canto e chitarra) hanno interpretato alcune canzoni tratte dagli spettacoli del “Neruda”. Alla fine Stangherlin ha interpretato una canzone scritta per Fulvio Bertoldi all’indomani della sua morte. Il Coro della Sosat (associazione di cui Fulvio era socio da molti anni), sotto la direzione del nuovo maestro Garniga, ha interpretato con il suo stile maschio e inconfondibile alcune delle più classiche canzoni alpine. Calorosi gli applausi per gli interpreti delle poesie, delle canzoni e dei canti della montagna. 103

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Il libro del mese Il bravo libraio sa che libro consigliare Adriana Tomaselli della libreria “il ponte” di borgo valsugana

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amminando per le caratteristiche viuzze di Borgo Valsugana, lambite dall’irruente fiume Brenta, ci imbattiamo nella libreria Il Ponte di Adriana Tomaselli, dal 1995 factotum della stessa. Una laurea in Lettere alla Ca' Foscari, Adriana è il classico esempio di chi è riuscito a fare di una grande passione un vero e proprio lavoro. In libreria è coadiuvata da Antonella Campana. Partiamo subito con qualche titolo che va per la maggiore in questo momento. Il profumo delle foglie di limone di Clara Sànchez, La mappa del destino di Glenn Cooper, quello del vendutissimo La biblioteca dei morti. Per quanto riguarda la saggistica? Qui abbiamo un super Enzo Bianchi, i cui libri sono apprezzati dai lettori di tutte le età, cattolici e laici. Va molto bene anche Corrado Augias con I segreti del Vaticano e poi mi piace segnalare un saggio che trovo magnifico: La questione morale di Roberta De Monticelli edito da Raffaello Cortina. Qui a Borgo, inoltre, sono molto richiesti i libri sulla Grande Guerra. Cosa ci dice sei suoi clienti? Quanto sono fidelizzati? Quanto hanno chiare le idee? Quelli che sanno cosa acquistare e quelli che invece si affidano ai consigli del libraio sono un 50 e 50. La mia è una clientela storica formata da un zoccolo duro di aficionados a cui di tanto in tanto si uniscono nuovi clienti. La libreria è un luogo adatto ad un bambino? I piccoli lettori che vengono accompagnati si accostano con entusiasmo al libro, almeno fino alla seconda elementare. Poi, però, se non c'è l’intervento del genitore questo entusiasmo è destinato a spegnersi. 104

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Un lungo viaggio da Mosca a Vladivostok sui treni della leggendaria ferrovia Transiberiana. il trentino Mauro Buffa, incuriosito da una descrizione della Siberia tratta da Dostoevskij, parte e... scrive

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orse Dostoevskij non faceva dell’ironia quando nell’introduzione del suo racconto autobiografico Memorie di una casa morta scriveva: «(…) in Siberia si può vivere beati. Il clima è eccellente; ci sono molti mercanti notevolmente ricchi e ospitali; molti allogeni oltremodo rispettabili. Le signorine vi fioriscono come rose e sono costumate oltre ogni dire. La selvaggina vola per le vie e va da sé addosso al cacciatore. Di sciampagna se ne beve una quantità inverosimile. Il caviale è stupendo. Il raccolto è in certi luoghi quindici volte la semente (…). In generale, una terra benedetta. Bisogna soltanto saperne approfittare». Seppure su presupposti diversi da quelli del grande scrittore che vi era giunto da condannato, ho ritenuto che valesse la pena di visitare la Siberia. Questo è il racconto del mio viaggio sulla Transiberiana. È durato un mese con soste nelle principali città e due deviazioni dal percorso principale, per visitare la repubblica di Tuva e il lago Baikal. È narrato in prima persona e al tempo presente perché si basa sugli appunti presi giorno per giorno in forma di diario. Al ritorno ho riordinato le note di viaggio integrandole con gli spunti offerti dalle letture sulla Russia e sulla Transiberiana. Ne è nato un continuo dialogo tra passato e presente ed è stato molto stimolante confrontare i cambiamenti e verificare le previsioni contenute in libri scritti due secoli o due decenni fa. Ma con quali motivazioni affrontare questo genere di viaggio, anzi questo viaggio? Non è un viaggio comodo, non ci sono particolari occasioni di divertimento o luoghi celebri da visitare, se si eccettua Mosca. Non è semplicemente la voglia di vedere una parte di mondo fuori dalle rotte turistiche, ma, per quanto mi riguarda, anche un viaggio ricco di suggestioni letterarie, storiche e politiche. Personalmente l’interesse verso queste lande è cominciato da ragazzo quando lessi l’appassionante romanzo di Jules Verne, Michele Strogoff, in cui l’azione si svolge da Mosca a Irkutsk. Come altre opere di questo genere è stato etichettato con il termine limitativo di letteratura per ragazzi, ma a parte il fatto che è un libro che ha il pregio di fare appassionare alla lettura i più giovani, se si legge l’edizione integrale si trovano riferimenti geografici, storici e politici assolutamente esatti che ne fanno un’opera


trentinolibreria Giacomo Sartori Cielo nero Gaffi Editore Autunno 1943: Galeazzo Ciano è nel carcere degli Scalzi di Verona, in attesa del processo. Non gli resta più nemmeno una briciola dell’immenso potere che ha avuto, tutti gli amici gli hanno girato le spalle, lui stesso non può e non vuole più niente. Il suo amore-odio nei confronti del suocero, l’artefice della sua folgorante carriera, il Duce, volge sempre di più all’astio viscerale. Ma nei momenti buoni resta il mattatore che è sempre stato, sbruffone e vanesio, acuto e faceto. Felicitas Beetz, la giovanissima interprete-spia che i nazisti gli hanno affiancato, non può che innamorarsi di lui. Finge di svolgere i compiti che le sono stati assegnati, e tenta tutte le strade per salvare quest’uomo adulto che la respinge e la affascina. Rischia ogni giorno la morte. Mano a mano che il tempo passa il clima si fa più fosco, e le speranze di salvezza si assottigliano. Con l’approssimarsi dell’esecuzione Ciano, che dalla vita ha avuto tutto, rivela una profondità e una saggezza che non ha mai praticato.

Autori vari I luoghi dell’autonomia Un libro di circa 150 pagine, arricchite dalle splendide ed evocative immagini di Paolo Calzà e Claudia Marini (i testi sono di Camillo Lutteri e Giovanna Nicoletti, il progetto grafico di Giancarlo Stefanati, la casa editrice la Temi). L’inaugurazione della mostra “Dialoghi futuristi”, svoltasi questa mattina a palazzo Trentini, ha fatto da cornice alla presentazione di un’opera che nasce dall’esigenza di avere un prodotto da offrire ai nostri ospiti, che mostri la bellezza di questo nostro palazzo, sede dell’assemblea legislativa trentina, ancora non sufficientemente conosciuto e valorizzato. La pubblicazione allarga poi lo sguardo anche su altri luoghi dell’Istituzione, come la sala Depero, sede della prima seduta del consiglio provinciale del 1948 e l’attuale sala dove si riunisce l’assemblea, nel palazzo della Regione progettato dall’architetto Adalberto Libera. “Il Trentino” si legge nell’introduzione “si presenta ancora oggi come una provincia autonoma fatta di luoghi e di istituzioni. Dentro questi luoghi tutto un popolo ha concorso a costruire la propria identità.

che trascende l’aspetto puramente narrativo. In quell’epoca, antecedente la costruzione della ferrovia, la Siberia veniva comunque avventurosamente attraversata a bordo di vetture di proprietà dei viaggiatori, tarentass e telega, mezzi su quattro ruote trainati da cavalli che, d’inverno, tolte le ruote, si trasformavano in slitte e venivano rivenduti una volta arrivati a destinazione. Nelle stazioni postali si effettuava il cambio dei cavalli. Un sistema definito ammirabile ma faticoso da Madame de Bourboulon, moglie dell’ambasciatore di Francia in Cina che, a metà Ottocento viaggia da Shanghai a Mosca, redigendo una documentatissima Relation de Voyage. Gli attraversamenti della Siberia duravano mesi ed erano difficilissimi d’inverno. A questo stato di cose porrà rimedio la costruzione della Transiberiana che inizierà nel 1891 per concludersi in tutta la sua attuale estensione nel 1916. Tempi rapidissimi anche in considerazione degli ostacoli frapposti dalla natura e dei I siberiani che ho incontrato per via si sono detti soddisfatti di viverci, la qual cosa mi ha sorpreso poiché ero partito per la Siberia con una valigia piena di pregiudizi. Questa terra è da sempre nell’immaginario collettivo occidentale un luogo di esilio e deportazione, freddo e desolato. A questa idea hanno contribuito la memorialistica del gulag (Glavnoe Upravlenie ispravitelno-trudovykh LAGerej, ovvero “Direzione principale dei campi di lavoro correttivi”) e la chiusura dell’urss verso l’esterno che non ha permesso la

Giorgio Antoniacomi Terza persona plurale Racconti portoghesi Publistampa Le introduzioni, secondo Saramago, non servono a niente: perché sono qualcosa di superfluo o perché cercano di mascherare qualche irrimediabile inconsistenza. L’autore condivide questo punto di vista. Qualche volta, però, è opportuno fare una o due precisazioni. Come in questo caso. La prima narrazione – Terza persona plurale – è il breve romanzo di una vita: raccoglie e racconta, di una vita, i frammenti di senso ma anche alcune, inevitabilmente poche, relazioni indispensabili. La terza persona che dà il titolo alla raccolta è un uomo di mezza età. Sovvertendo il senso del tempo, incontra in differenti luoghi il bambino che diventerà suo padre; la ragazzina che sarà sua moglie; la donna matura che diverrà sua figlia; un’altra figlia che entra ed esce da un film come Alice nel paese delle meraviglie; amici che non ci sono più; persone forse non ancora nate; e, alla fine, sé stesso da vecchio.

conoscenza di questo vastissimo territorio, ancora in gran parte selvaggio e inesplorato. Nella migliore delle ipotesi la rappresentazione comune della Siberia è quella di un infinito spazio disabitato dove l’inverno dura per la maggior parte dell’anno e di conseguenza vi è poca luce. Tuttavia molte delle cose che ho visto e delle storie che ho sentito raccontare dalle persone incontrate, si avvicinano di più alla divertente descrizione di Dostoevskij che all’immagine che portavo con me. Va anche aggiunto, a onor del vero, che ho visitato questo territorio in piena estate quando le condizioni climatiche sono più favorevoli. Attraversare oggi la Federazione russa e quindi la Siberia non è più un’impresa così ardua e soggetta a limitazioni come solo fino a qualche anno fa. Perlomeno non ci sono più città vietate e la disponibilità di beni di consumo, soprattutto alimentari, è migliorata. È possibile quindi addentrarsi nel più grande paese del mondo, lungo la ferrovia più lunga del globo e scoprire grandi città, etnie e culture sconosciute e paesaggi di notevole bellezza. Mauro Buffa - Nota dell'autore

Mauro Buffa

Sulla Transiberiana

Ediciclo (Euro 15, pagine 204)

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trentinofotoromanzo di Carlo Martinelli

DOLOMITI, NON L’AVEVAMO GIÀ DETTO?

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a costituzione di un organismo turistico unico per la Regione delle Dolomiti nei riguardi degli interessi comuni della propaganda, delle comunicazioni, dei trasporti, eccetera, darà indubbiamente grandi benefici. Ed essa dovrà avvenire perché solo in tal modo all’organizzazione turistica straniera collegata ad anello di scambio turistico, a nord e ad ovest, noi potremo contrapporre un’organizzazione altrettanto valida ed efficace.” Che visione attuale, moderna e condivisibile, diranno i nostri millanta lettori. V’è forse dubbio che nel mondo globalizzato, dove il Trentino, ma anche l’Alto Adige e lo stesso Veneto – se si esclude Venezia, intangibile – sono piccoli puntini destinati alla scomparsa sul mappamondo dei consumi globali, si può sperare di essere notati – da cinesi, indiani, americani e russi, ché questi sono i vecchi e nuovi padroni del mondo – solo diventando un po’ più grandi. Sì, le Dolomiti, ora patrimonio mondiale, auspice l’Unesco, sono una buona carta da giocare. Però, attenzione. Le parole che avete letto all’inizio di questo articolo non sono propriamente attuali. Le ha vergate un tale Viberal e il solito curiosone, a caccia di materiale per il suo “FOTOromanzo”, le ha scovate – udite udite – sul numero 9, anno sesto, del “Trentino”, allora “rivista

della Legione trentina”. Ci siamo capiti: siamo nel 1930, mese di settembre. La rivista, allora diretta da Giuseppe Cristofolini, costava due lire e 50 centesimi. Diamoci un pizzicotto: 81 anni fa si scriveva in quel modo delle Dolomiti. Che quella visione, si legge ancora in quell’articolo per nulla datato, “sia attuabile e utile lo dimostra la concorde e fortunata partecipazione delle tre provincie delle Dolomiti alla Mostra turistica della Esposizione Internazionale di Anversa”. E si aggiungeva: “Le Dolomiti, pur patrimonio superbo di meraviglie naturali, solo unite potranno sostenere vittoriosamente la concorrenza dei paesi alpini che le circondano”. Ecco, auspicio e portafortuna di un comune destino capace di farci conoscere in tutto il mondo come “quelli delle Dolomiti”, vediamo in foto come la regione dolomitica si presentasse in quel di Anversa, 1930. Ottantuno anni dopo, e dopo mille parole e mille polemiche già passate lungo i fiumi e sulle acque, dobbiamo allora attardarci forse sul logo delle Dolomiti e litigare ancora? Chi scrive non ha dubbi. Il logo di Arnaldo Tranti Design, più passano i giorni, più si conferma di efficace sintesi, moderna bellezza, azzeccato simbolismo. C’è da pensare che sarebbe piaciuto anche a Viberal, nei giorni di Anversa, 1930, mentre si discuteva di Dolomiti...

La memoria restituisce persone e cose che pensavamo dimenticate per sempre o delle quali neppure sospettavamo l’esistenza. Questo è FOTOromanzo. Una immagine che ritorna. Dentro la memoria delle storie.

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trentinoenogastronomia

ristoranti

in ogni numero trentinomese vi propone due ristoranti provati per voi I ristoranti presentati in questa rubrica sono una libera scelta redazionale. Il nostro giudizio anche se critico, è espresso in “cuori” perchè, comunque, il difficile lavoro del ristoratore merita rispetto.

Segnalazioni e commenti: redazione@trentinomese.it

vecchia SEGHERIA

quattro stagioni

NELL’ANTICA SEGHERIA DI PINé

UN “PORTO” SEMPLICE MA SICURO

Essere gli unici clienti di un ristorante non è mai una cosa piacevole, sia per gli avventori, sia (penso) per l’oste. Ma così era, quella sera di mercoledì di febbraio alla Vecchia Segheria di Baselga di Pinè e non c’era modo di fare altrimenti. Il locale aveva appena riaperto dopo un periodo di ferie e il nostro cameriere non aveva ancora afferrato ben strette le redini del suo lavoro. «Scusate, ma siamo appena tornati dalle vacanze, devo ancora ingranare», ci dice dopo essere stato colto alla sprovvista sul pesce del giorno, di cui nulla gli era dato sapere. Il meglio, però, arriva subito dopo aver raccolto le ordinazioni. I miei amici ed io eravamo in attesa della carta dei vini, ignari del fatto che il simpatico cameriere non aveva alcuna intenzione di farci bere, almeno per quella sera. Tant’è che, servendoci l’acqua, afferma convinto: «Per il bere, siete a posto così, vero?», quasi a volerci esortare. Noi ci guardiamo smarriti, ma dopo un attimo di empasse non demordiamo e chiediamo la carta (peraltro davvero interessante), capendo di lì a poco perché il vino quella sera proprio non “s’aveva da fare”: ogni etichetta scelta non era disponibile (sempre per via del fatto che avevano appena riaperto) e quindi, alla fine, ci siamo dovuti “accontentare” di un Abate Nero. Naturalmente, da unici avventori del locale, il divertimento è stato quello di ordinare ognuno piatti diversi e dare un gran da fare allo chef in cucina. Ma veniamo al menu assaggiato. Forte di sapori e forse un po’ troppo speziata di ginepro, la tartare di cervo con crema la Gorgonzola e insalata di mele era comunque sfiziosa; discreto il foie gras in tre versioni così come la charlotte di indivia belga con schiuma di Taleggio. Questo per quanto riguarda gli antipasti. Sapeva poco di funghi il canederlo ai porcini su vellutata di spinaci, “onesti” invece i rognoni di vitello in umido alla maniera di nonna Maria e la purea di patate, il filetto di pesce del giorno profumato alle erbe al forno e il petto d’anatra all’arancia. Da rivedere, invece, lo strudel friabile di mele trentino con salsa al profumo di vaniglia. Quanto all’ambiente, carino e caratteristico, peccato per le luci troppo alte, che, purtroppo, rovinano l’atmosfera. Il capitolo prezzi vede gli antipasti e i primi in un range di prezzo tra i 9 e i 13 euro, i secondi tra i 15 e i 17,50 euro, mentre i dolci vanno tra i 6 e i 7 euro.

Ci sono vari livelli di ambizione, che nella ristorazione si traducono nel riuscire a proporre alta cucina e magari essere riconosciuti con l’ambita Stella Michelin, oppure nel fare una cucina corretta, costante, ed essere un punto di riferimento negli anni per un vasto pubblico. Sicuramente è quest’ultima la strada intrapresa da Gilberto Tolomei, che insieme alla moglie Rosa gestisce il ristorante pizzeria 4 Stagioni di Cognola da circa trent’anni. Il locale non è sicuramente un paradiso per gourmet a caccia di emozioni indimenticabili, ma è un buon approdo per chiunque – food lover e non – alla ricerca di un pranzo informale o di un posto dove andare a mangiare anche alla domenica. Il locale offre una cucina classica con specialità regionali, ma anche tanto pesce (cucinato dal socio Albino Miori), la pasta è rigorosamente all'uovo e fatta in casa. Da sempre gli spaghetti allo scoglio sono uno dei cavalli di battaglia delle 4 Stagioni, così come anche la grigliata di pesce con crostacei oppure la coda di rospo, il branzino ai ferri, l’orata al forno, ma anche l'insalata di mare, le cozze al vapore, i gamberetti in salsa rosa. La carne, invece, viene acquistata da produttori locali che garantiscono la provenienza e la qualità, mentre per concludere in bellezza, sul carrello dei dessert sfilano strudel, semifreddi e zuppa inglese. Il mio pranzo in questo locale semplice, dal servizio veloce e dai modi cortesi, si è dipanato tra orecchiate alle cime di rapa, tagliatelle al pesto con fagioli Cannellini e patate e filetti di orata con julienne di verdure. Tutto buono, per il livello di attesa e di spesa: per tre portate, infatti, si spendono circa 25/30 euro.

VECCHIA SEGHERIA Vicolo delle Roge, 7 BASELGA DI PINé (TN) Tel. 0461.558651 Chiuso domenica sera e lunedì tutto il giorno

RISTORANTE PIZZERIA 4 STAGIONI Via Santo Vito, 36 COGNOLA (TN) Tel 0461.987031 Chiuso il lunedì

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