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euro 2,00 www.trentinomese.it

anno XX n. 244

giugno 2012 9 771724 550829

ISSN 1724-5508

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appuntamenti, incontri e attualità trentina

IN LIBRERIA la nuova bellissima guida di fiorenzo degasperi

e agin 176 p 0

Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB Trento. Contiene i.p.

Bruno Tait: quel sorriso nel garage

Euro

15,0

feste vigiliane i colori in città

Franco Marzatico si racconta

Le

piste ciclabili del Trentino


FESTA DEI PICCOLI FRUTTI

Venerdì 6, sabato 7 e domenica 8 luglio Parco Tre Castagni di Pergine - dalle 18.00 alle 24.00 CARNEVALESTATE

Ritorna, dopo il successo della prima edizione, la festa più folle dell’anno. Un carnevale originale, un’autentica invasione di maschere e colori, animato da artisti di strada, musica, danze e spettacoli. Sabato 7 luglio la grande parata dei Sette Peccati, un corteo allegorico che sfilerà per le vie del centro storico. Una reinterpretazione spettacolare avvolta in una notte di esaltazione dei sensi, che culminerà con lo straordinario spettacolo di circo contemporaneo degli svedesi Cirkus Cirkör.

FESTA DEI PICCOLI FRUTTI

I primi due giorni del festival Carnevalestate, i piccoli frutti della Valsugana sono protagonisti di una golosissima festa: more, mirtilli, fragoline e lamponi nelle ricette dei ristoranti cittadini, dei bar e delle gelaterie, diventano oggetto di fantasiose creazioni e di laboratori per grandi e piccini.


trentinocommenti

antipolitica

antipolitica

Giorgio Lunelli

Andrea Gorfer

perché No al grillismo

perché Sì al grillismo

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Dopo averli (faticosamente) rintracciati, i “grillini” hanno gentilmente declinato l’invito della nostra rivista inviandoci le seguenti, lapidarie, righe. La Redazione

consigliere

ho già detto e lo ripeto: a Parma avrei votato Pizzarotti. No, non mi sono convertito al “grillismo”, semplicemente tra i due candidati avrei scelto quello che mi dava più fiducia. Forse è questa è la chiave del successo di Grillo: prima viene la faccia dei candidati, poi il partito; prima viene la persona, poi l’ideologia. La politica italiana ha fatto di tutto per perdere credibilità. Per evitare il baratro della crisi finanziaria, ci si è dovuti affidare ad un governo di tecnici; il Parlamento è fatto di persone “nominate”, che rispondono ai Capi e non all’elettorato; il linguaggio è per addetti ai lavori, privo di concretezza; c’è tanto presenzialismo, ma poca preparazione e poco studio; si promettono miracoli e si rimane con un pugno di mosche (e tanti guai). Beppe Grillo – abile e furbo – ha capito tutto questo e cerca di dare una sua risposta: i fatti ci diranno se è una risposta credibile o sono solo stelle cadenti, luminose nel cielo per un istante, affascinanti, ma destinate a finire presto dietro l’orizzonte. A Bolzano, due anni fa, il Movimento Cinque Stelle si è presentato alle comunali e ha due rappresentanti in consiglio comunale, però non mi pare che abbia portato granché alla politica di quella città. Grillo propone una risposta di “antipolitica” ad una domanda forte e vera: c’è bisogno di “altra politica”. Una politica che sappia, cioè, dire la verità, che sappia fare scelte, che sappia dare una direzione di marcia in un tunnel dove non si vede la via di uscita. Eppure è proprio questa la funzione della politica: non limitarsi a dire dove mettere i piedi (per evitare di inciampare), ma anche indicare da che parte si deve andare (per non sbagliare direzione). Giornalista e consigliere provinciale (Capogruppo “Unione per il Trentino”)

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Meetup Trento

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alve, con molto dispiacere Le comunico la volontà contraria del Meetup nel rilasciare quest’intervista. Il Gruppo pensa infatti che sia prematuro rilasciare un’intervista importante come questa in quanto il nostro primo incontro per conoscerci e decidere le nostra volontà non è ancora avvenuto. La ringrazio per l’occasione e se la ritiene cosa gradita Le invierò il comunicato stampa che faremo uscire dopo il primo incontro. La ringrazio ancora per l’occasione e porgo distinti saluti. Andrea Gorfer


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ring

ring di Fiorenzo Degasperi

scempi ed esempi Ecco come la val di fassa e la ladinità affOgano. in un fiume di asfalto e impianti

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isogna perdersi per ritrovarsi. In val di Fassa non sono molto i luoghi in cui “ci si può perdere”. Lunghi nastri d’asfalto nero si incuneano come spine di una corona golgotiana all’interno del corpo della valle principale e di quelle laterali. Una moltitudine di pali e “pance in vetroresina” trasportano – sempre meno e soltanto pochi mesi all’anno – le persone su altrettanti nastri bianchi fatti di cristalli inquinanti, per ottenere i quali si prosciugano le falde acquifere e le sorgenti. Ad ogni calo di presenza turistica i fassani, invece di aprire le vere meraviglie della natura e della cultura che possiedono, come bambini capricciosi puntano i piedi e voglio triplicare le strade, asfaltare ancora di più, sostituire ogni frammento di verde con una patina velenosa, innalzare verso il cielo laiche e profane croci fatte di ferro e acciaio, di fruste oscene e di lunghi serpenti sinuosi che s’infiltrano nei boschi e nei prati. Strade e impianti, impianti e strade. In tutti i paesi montani del mondo si sta discutendo del cambiamento climatico e di come la neve cadrà sempre meno e a quote sempre più alte. Sconsigliano, almeno sulle Alpi, di creare nuovi impianti sotto i 2000 metri. Noi no, dal momento che ci riteniamo più intelligenti – o perché abbiamo più risorse finanziarie per un’interpretazione errata di autonomia e di minoranza linguistica – continuiamo imperterriti a costruire nuovi impianti e strade, abbandonando la logica della qualità a favore della Sorte da qui passerà o una strada asfalta o un impianto di risalita con conseguente pista da discesa.

quantità. Una quantità – Folgarida-Marilleva insegnano – che porta in valle migliaia di persone catturate soltanto dalla logica “usa e getta”, lasciando per molti mesi – la primavera e l’autunno – la valle tristemente abbandonata con una sequela di case con le tapparelle rigorosamente chiuse. Villaggi fantasma, paesi abbandonati, costi alle stelle. Due nuove urgenze toccano la valle. Il collegamento Col Rodella-Campitello e la strada, o la funivia, Moena-Costalunga. Due sfregi ulteriori che non solo alterano il territorio ma che sono completamente inutili sotto il punto di vista economico, funzionale, turistico, se non quello di ingoiare milioni di soldi pubblici nel momento della costruzione, del mantenimento, del pagamento dei futuri debiti quando, qui, in questa valle un tempo magica, non ci verrà quasi più nessuno se non le moltitudini chiassose del circo bianco, dell’usa e getta, del terrorismo del territorio. A detta degli albergatori il collegamento sciistico della Val Jumela doveva risolvere ogni problema. La realtà sta dimostrando l’opposto: sempre più debiti e chi frequenta queste funivie sono gli stessi che lasciano abbandonata lungo le piste estive e invernali immondizia varia, che non spende nemmeno un euro nei rifugi e negli alberghi. Ma i cari albergatori della valle non si pongono il problema di chi, tra qualche anno, verrà in questa valle a trascorrervi le vacanze? In una valle fatta di alberi di ferro, di catrame, di montagne trasformate in cartoline – ricordiamo che nemmeno l’Unesco ha voluto le montagne della val di Fassa inserite nel patrimonio mondiale –, di prati pieni di immondizia, di fieno tagliato ad uso e consumo delle feste per i turisti e poi gettato in discarica? In una valle che quasi non vede più la presenza di allevatori e contadini che comunque potrebbero affiancare l’attività economica intelligente legata all’impiantistica e all’alberghiera? La strada o l’impianto Moena-Costalunga andrebbe a sfregiare una delle rare zone incontaminate della valle, quella foresta del Latemar ricca di storie, di leggende, di vita quotidiana, rovinando quei lembi di terra che da

Campitelllo non sarà più cosi. 10

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ring

ring Sorte si prolungano fino ai prati del Passo, percorsi per secoli da minatori, pastori, fedeli in pellegrinaggio a Pietralba. La pista del Col Rodella aprirebbe una ferita che rimarrebbe aperta e inutilizzabile per mesi, ponendo al cospetto di chi risale la valle un serpente mortifero che farebbe fuggire ogni santo presente nella sottostante chiesa dei SS. Filippo e Giacomo. Si andrebbe a scacciare il genius loci che vi abita. Credendo ancora che i soldi arrivino grazie al logoramento consumistico del territorio. Dimenticando proprio che il territorio lo si desacralizza lasciando la porta aperta alla speculazione. Relegando al passato le storie e le leggende, nate su questi sentieri e raccontate oralmente, si uccide la memoria dei propri antenati. La ladinità è cara ancora a qualcuno? È soltanto un elemento in più per carpire soldi da mamma Provincia oppure un modo di essere e di stare in questo mondo? Serve soltanto a riempire le vetrine di un museo o è anche o ancora vita quotidiana? Quali sono i valori che si trasmettono ai propri figli? Quello del denaro, dell’alcool, della droga, dei soldi a tutti i costi qui e oggi oppure si dovrebbe parlare di solidarietà, qualità della vita, armonia tra uomo e natura? Quando i residenti non vanno più a piedi, non frequentano più le proprie montagne se non in velocità, e quindi non sanno più leggere il territorio perché lo hanno distrutto, alterato, allora in quel momento non riescono più a ritrovare se stessi, la propria identità. E l’indossare il costume diventa soltanto un mero atto di folklore. Dove c’è passaggio veloce non vi può essere radicamento territoriale e dove non c’è radicamento territoriale c’è spaesamento. È il trionfo dell’individualismo e dell’isolamento di massa, la solitudine dell’uomomassa; siamo in tanti, ma siamo soli. Con nuovi impianti spariranno dei luoghi, e con la sparizione territoriale ci abbandoneranno per sempre anche i toponimi, i vecchi nomi in ladino. Una volta che tutto questo accade, cosa rimane di “identità”, di “diversità”, alla valle di Fassa? Perché invece non riesce a valorizzare ciò che ha, valorizzando l’esistenze senza alterare il territorio? Pubblicizzando e segnando, ad esempio, i sentieri – ci sono già – che calpestavano i pastori fassani per andare da Penia alla piana meranese, i sentieri delle leggende, e valorizzando ancor di più quelli del sangue della Prima guerra mondiale, dei minatori e del popolo delle bregostane e dei nani. Aprendo le porte delle chiese, veri e propri capolavori d’arte oltre che di fede, restaurando i palazzi antichi di Mazzin, facendo amare le foreste e il rumore dei torrenti, offrendo una gastronomia di qualità, trattando chi viene in questa valle non come turista a cui rapinare più soldi possibile, ma considerandolo come un “ospite” che ha dei doveri, ma ha anche dei diritti. E, soprattutto, ricordando che, per secoli, gli uomini della valle di Fassa erano emigranti. Ma loro avevano preservato la valle per i loro figli – che di certo oggi non hanno bisogno di emigrare – e questi stessi figli la stanno uccidendo.

di Pino Loperfido

perfidie

orrori per giovani genitori 3: la settimana al mare

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na paio di infradito non fanno la felicità, certo. È vero però che scambiare per divertimento lo stress di una settimana al mare, con figli, pinne, fucili e occhiali è capitato a tutti almeno una volta nella vita. Un anno trascorso tra noiose riunioni, raffreddori, code in auto e lunghissime “sedute” in ufficio ha portato all’ennesima potenza il desiderio di vacanza. Eccola, allora, la famigliola, alle tre del mattino, montare in macchina e fuggire lungo l’A14, a tutta birra, per sfuggire all’ingorgo di Bologna e giungere in spiaggia in tempo per non perdersi la prima mattina di vacanza. Il primo problema è di ordine sincronico, nel senso che mamma e papà hanno sotto gli occhi due borsoni dell’Adidas per via della notte persa, mentre i pargoli sono freschissimi, in quanto comodi nei loro seggiolini e seggiolotti hanno dormito sogni d’oro. Che dire poi dell’albergo. Sul sito Internet tutti quei palazzoni attorno non c’erano mica e le camere sembravano talmente grandi... Vabbè. Diciamo che siamo al primo dì e non c’è nemmeno il tempo per deprimersi perché siamo già a tavola. Antipasto a buffet (pomodori ripieni, slurp!), primo, secondo e dolce (gelato al limone in bicchiere di plastica, ma vieni!). Sarà il cibo eccessivamente condito, sarà il caldo insolito, più che sonno ci piomba addosso una papagna che rischiamo di addormentarci a tavola. Ma c’è un problemino: gli imberbi simpaticoni, rinvigoriti dal pranzo, sono pronti per un nuovo safari del bagnasciuga, altro che dormire. Due tiri al pallone, il classico vulcano di sabbia, un minitorneo di racchette... Non sono nemmeno le 17 e gli eroici genitori sono già a pezzi. Ma la giornata è ancora lunga. E poi mancano la cena, l’animazione dell’albergo e poi la tristissima passeggiata serale. Al mattino dopo – sorpresa! – uno dei pargoli si sveglia con la febbre (“Te l’avevo detto di coprirti... di asciugarti i capelli, ecc.”) Scattano così le misure di emergenza del caso: turni di tre ore a testa in camera (a fare zapping tra TeleRimini e Video Cattolica 2000 su uno schermo da 15 pollici). Per fortuna, al quarto giorno la febbre è solo un ricordo. Peccato, però, che nel frattempo il primogenito si sia cotto la schiena come una fiorentina e tocca portarlo alla guardia medica turistica (una fila di un’ora e cinquanta per sentirsi dire cose discretamente ovvie. E settantacinque Euro di parcella). La mattina del sesto giorno, sabato, mamma e papà si destano con una strana sensazione di gioia nel cuore. Qualcosa di molto simile a quello che Giacomo Leopardi immaginò nel 1829. Tra un po’ si torna a casa... 11

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trentinocommenti

ring di Francesca Negri

di Carlo Martinelli

colpo di tacco

alla carlona FIGURINE AL SUPERMERCATO I BAMBINI FANNO FESTA I GENITORI SEMBRANO OSTAGGI

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are che le regole siano persino cambiate in corsa. Perché ad un certo punto della raccolta delle figurine – sì, quelle che ti regalano al supermercato quando fai la spesa: e il termine regalo è un eufemismo – molti genitori (la spesa la fanno loro, le figurine le raccolgono i figli, il corto circuito consumista è studiato alla grande) si sono accorti che quel benedetto album non si riempiva mai. Pare che le povere cassiere – impegnate più a districarsi tra Simpson, Puffi, elefanti e zebre che non tra pomodori, latte, surgelati e bistecche – abbiano dovuto ammettere che la raccolta si completava con figurine, questa volta a pagamento. Pare che i numeri verdi all’uopo istituiti dalle agenzie che curano queste campagne promozionali (le figurine dei Simpson, dei Puffi e degli animali le trovi nei supermercati di Trento, Erba, Vibo Valentia e Castellamare di Stabia, le trovi ovunque, i diritti d’autore dei personaggi protagonisti in taluni casi costano l’iradiddio...) siano stati subissati da telefonate di protesta. Pare che adesso le figurine siano tutte gratis: si fa per dire, perché solo facendo la spesa riceverai bustine (a proposito: puoi raccogliere anche quelle e se le spedisci ti danno qualcosa) in quantità proporzionale a quel che acquisti. Pare che il successo, presso i bambini, sia di dimensioni planetarie. Al punto che in alcuni supermercati si sono organizzati incontri per lo scambio delle figurine. Proprio come succedeva negli anni Sessanta e Settanta con quelle dei calciatori: celo manca, celo manca... Piccola, fondamentale differenza: allora nessun genitore si sarebbe sognato di gestire, controllare, organizzare la raccolta delle figurine. Facevano tutti i ragazzi, eccome. Oggi è necessario, per il successo commerciale dell’iniziativa – l’unico che importa, al diavolo il gioco e la fantasia dei piccoli – che i genitori siano sempre accanto ai figli. Pare che mamma e papà, accortisi di essere finiti ostaggi di una guerra commerciale tra supermercati, non ne possano più. Ma ormai il piccolo consumista delle figurine ce l’hanno in casa e reclama la sua parte, spesso con il dispotismo (favorito dalla molle accondiscendenza degli adulti, talvolta) che è facilmente riscontrabile a fronte delle urla e del puntare i piedi dei piccoli collezionisti. Perla finale: cosa il mitico Homer Simpson, campione mondiale di rutti dopo le bevute di birra e il figliolo Bart “ciucciati il calzino” abbiano a che fare con lo sport – con una idea di sport che possa far crescere e non solo imbambolare i ragazzi – è mistero ancora non risolto. Buona raccolta (e buona spesa...) a tutti!

siamo un POPOLO DI SANTI, POETI E CRITICI DISFATTISTI

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ltimamente, lo sport nazionale sembra essere quello della critica disfattista. Probabilmente è perché siamo in stand by, in attesa di diventare tutti allenatori in occasione degli Europei di calcio. O forse perché c’è un malessere generale che non riesce a trovare vie di fuga, esplodendo così in una violenza verbale inedita, in incomprensibili trabocchetti da tendere malignamente a chi cerca di agire, invece che stare – come i più - semplicemente alla finestra a guardare. Sono molto colpita da tutto questo e credo che oggi più che mai ci sia la necessità di fermare le bocce e di riflettere. Perché dire che niente funziona e denigrare tutto e tutti non porta certo sulla strada del futuro. L’Italia, come il Trentino, in questo momento di crisi, ha bisogno di sostegno, di incentivi al fare, di nuove idee, di critiche per migliorare, di gente che abbia voglia di metterci faccia, impegno e sudore in prima persona. C’è bisogno di sapere che si può anche inciampare, ma che lì a guardarti ci sarà sempre qualcuno pronto a tenderti una mano e non a deriderti o, addirittura, a gioire per i tuoi insuccessi. Ci sarebbero tanti esempi da portare per spiegare meglio quello a cui mi riferisco, ma scelgo di parlare in modo generico perché in primis credo che tutto questo dipenda da un atteggiamento generale, da un modo di vivere che non dipende dal settore in cui si opera, dai ruoli che si ricoprono o dai mezzi che si hanno a disposizione. C’è un mondo di imprenditori di cui ogni giorno raccolgo scoraggiamento, e talvolta anche rabbia, per il continuo fuoco incrociato a cui sono sottoposti tutti i giorni. Un po’ come quei muratori, che ogni mattina sono il passatempo di molti vecchietti che, con le braccia conserte dietro la schiena, si affacciano tra le reti di protezione del cantiere e non hanno di meglio da fare che stare lì a guardarli, dando consigli su come posare un mattone oppure criticando come è stato costruito un muretto. Ecco, io credo che dovremmo essere tutti un po’ più muratori, un po’ più costruttivi: architetti del fare e non del disfare. 13

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ring

ring di Paolo Chiesa

di Tiziana Tomasini

civiltà trentina

a mali estremi Come la cara figliolanza ti riducE l’automobile

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a mia è un disastro, scommetto che la tua è un bombo!” “Ma va là! Non sono mica uno di quei fanatici che lavano la macchina una volta in settimana!” “Sì, dai, a chi la racconti?” La divertente discussione tra colleghi durante l’intervallo scolastico – femmina e maschio naturalmente – trova spunto dai risultati di una recente indagine statistica: le donne viaggiano con l’auto molto più sporca rispetto agli uomini. Mi sento chiamata in causa e confermo, senza vergognarmi minimamente, almeno fino a quando non devo far salire per motivi di forza maggiore soggetti diversi dagli stretti famigliari. Sì, perché almeno a noi donne manca il tempo per fare ordine anche nella macchina. A parte l’esterno del veicolo – che ha goduto degli infiniti e naturali scrosci dei ponti primaverili (“vedrai che prima o poi piove” dicevo speranzosa e così è stato) – l’interno è davvero in condizioni indecorose. Il bagagliaio contiene di tutto: retino da pesca, giochi da spiaggia, racchette da ping – pong, palloni da calcio, giornalini accartocciati, bottigliette d’acqua di antica data, catene da neve, cambi stagionali mal assortiti (una felpa, un costume da bagno, una giacca a vento), scarpe da corsa, tavolette per piscina, ciabatte, ombrelli pieghevoli. Il sedile posteriore è il territorio dei bambini, micidiali produttori di sporcizia: carte di caramelle, caramelle cadute e appiccicate al tappetino (difficilissime da rimuovere!), gomme da masticare secche e con l’impronta dei denti, lecca – lecca e relativi bastoncini, qualche patatina raggrinzita del fast food, briciole di crackers esplose dai sacchetti e seminate a pioggia. Oltre ai generi alimentari, i giochi e i frammenti dei giochi. Teste di supereroi, arti smontabili mai più ricomposti, zampe di animali, puffi, barbapapà, sorprese degli ovetti con sorpresa (e relative istruzioni di montaggio) macchinine con e senza ruote, e le dannate figurine delle raccolte che i supermercati fanno ormai a gara per promuovere, creando vere e proprie dipendenze infantili e montagne di residuo da eliminare. Per quanto riguarda la parte anteriore faccio tranquillamente il mea culpa: cd, quaderni, penne, occhiali, accessori telefonia, borse in stoffa per la spesa. Insomma un magazzino viaggiante, un’appendice della casa, un riassunto della vita, lo specchio delle nostre attività. Ma domani vado al lavaggio, promesso. Svuoto la macchina e mi alleggerisco l’esistenza. 14

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scherzi del METEREOPATISMO, ovvero, bel tempo per forza

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arà anche vero che “marzo è pazzerello” e che “ad aprile non ti scoprire, a maggio vai adagio, a giugno poi, fai quello che vuoi” e che “non ci sono più le mezze stagioni” ma, verrebbe da dire con un nuovo aforisma: “che palle la primavera trentina!”. E serve a poco sapere che anche nel resto d’Italia e d’Europa le cose non vanno diversamente. Il fatto è che noi ottimisti per natura “ci aspettiamo il meglio come ogni primavera” come dice il vate Lorenzo Jovanotti. Invece, dopo un marzo che secondo i dati di Meteotrentino è stato il più caldo dal 1921 (12,9 gradi di media) con soli cinque giorni piovosi; c’è stato un aprile più freddo del solito (12,2 gradi) e con 14 giorni di pioggia. Nel momento in cui scrivo non ci sono i dati definitivi di maggio, ma l’andazzo l’abbiamo visto tutti: pochi giorni caldi, pioggia, nevicate in montagna. A questo punto si spera in un giugno nel quale si possa davvero “fare quello che si vuole” del punto di vista dell’abbigliamento. Voglio azzardare anch’io una previsione: come ogni anno il passaggio dal piumone alle finestre spalancate di notte e dal maglione al costume da bagno di giorno sarà immediato. Come al solito chi si lagnava il lunedì dicendo: “sarìa anca ora che vegna en poc de calt”, il martedì affermerà: “che stofek che l’è”. Gli unici a non cambiare atteggiamento saranno gli albergatori che continueranno a lamentarsi (giustamente) per il brutto tempo che scoraggia i turisti e (assurdamente) con le previsioni meteo che ne annunciano l’arrivo. Secondo loro ai turisti va detto che farà sempre bel tempo, tanto poi alle loro rimostranze alla reception si potrà sempre dire che hanno toppato quelli che hanno fatto le previsioni meteo. Ad onor del vero, ogni tanto le previsioni, quelli del meteo le toppano davvero (durante il fine settimana del 12 e 13 maggio si preannunciavano disastri che non si sono avverati). Comunque la soluzione non c’è, a meno che l’assessore al turismo Mellarini non usi i potenti mezzi della Provincia intervenendo presso il Padreterno o madre Natura o il colonnello Giuliacci sostenendo le ragioni di Trentino Marketing. Per una volta la cosa sarebbe ben accetta anche da chi solitamente è critico con le tentacolari possibilità della Provincia. Infatti, il bel tempo in fondo piace anche ai trentini e non solo a chi da noi ci viene in vacanza.


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edizioni curcu & genovese

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Diretto da: Paolo Curcu [ paolo@trentinomese.it ]

sommario giugno2012

In redazione: Pino Loperfido, Cristina Pocher Hanno collaborato a questo numero: Alessia Acampora, Paolo Chiesa, Alessandro De Bertolini Lara Deflorian, Fabio De Santi, Alberto Folgheraiter, Renzo Francescotti, Valeria Gasperi, Gianfranco Gramola, Carlo Martinelli, Francesca Negri, Tiziana Tomasini, Jenny Zenoni, Tina Ziglio Grafica: Fabio Monauni Redazione: Via Ghiaie 15 38122 Trento Tel. 0461/362155 Fax 0461/362170 Editrice: Curcu & Genovese Associati S.r.l. Via Ghiaie 15 - 38122 Trento Tel. 0461.362122 Fax 0461.362150 Concessionaria Pubblicità: Südtiroler Studio S.r.l. Trento - Via Ghiaie 15 Tel. 0461.934494 Fax 0461.935706 Direzione pubblicità: Rosario Genovese Bolzano - Via Bari, 15 Tel. 0471.914776 Fax 0471.930743 Direzione pubblicità: Giuseppe Genovese Stampa: Alcione - Trento Registrazione Tribunale di Trento n. 536 - 4 aprile 1987

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(un anno, 12 numeri a Euro 20,00) BOLLETTINO POSTALE c/c N. 11492386 Curcu & Genovese Associati - TM Via Ghiaie, 15 - 38122 TRENTO BONIFICO BANCARIO CASSA RURALE DI TRENTO IBAN IT15 E083 0401 8040 0000 3080 485 CARTA DI CREDITO Telefonando allo 0461.362122 DIRETTAMENTE PRESSO L’UFFICIO ABBONAMENTI Via Ghiaie 15 - Trento Tel. 0461.362107 ufficioabbonamenti@trentinomese.it I Suoi dati saranno trattati per dar corso al suo abbonamento; il conferimento dei dati è necessario per perseguire la finalità del trattamento; i Suoi dati saranno trattati con modalità manuali, informatiche e/o telematiche e non saranno diffusi. Lei potrà rivolgersi (anche telefonicamente) al Servizio Privacy presso il titolare del trattamento per esercitare i diritti previsti dall’art. 7 del D.lgs 196/03. Titolare del trattamento dei dati è la CURCU & GENOVESE ASSOCIATI S.r.l., Via Ghiaie, 15 – 38122 Trento - Tel 0461.362122 AVVISO AI LETTORI La scelta degli appuntamenti è a cura della redazione. La redazione non è responsabile di eventuali cambiamenti delle programmazioni annunciate.

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Ring

6 commenti

Attualità 16 Le piste ciclabili del trentino

24 Settimana tricolore 26 a casa di... Franco Marzatico 30 Quel sorriso nel garage 34 vedere il mondo (a modo nostro) 42 patrizia mirigliani 43 feste vigiliane

46 trentino book festival 50 Museo etnografico di teodone 54 sulle tracce di pellizza 56 lorenza buccella 59 finalmente, vacanze!

Panorama

68 nilla zilli 68 Summer sessions 70 il richiamo del rafanass 73 I suoni delle dolomiti 74 critici in erba 77 Barber day 78 Flora graiff e le sue creazioni 79 Solstizio d’estate 80 legalità e giustizia con ayala 84 Valentina miorandi e micol cossali

Giorno per giorno

88 Mostre 94 appuntamenti del mese

Scoop&news

104 IL matrimonio del mese 106 Premio alle passioni 108 made in italy alla guida 112 nasce il premio “da canal”

Rubriche

118 Libri e librerie 120 Trentino ricette 121 enogastronomia 122 Fotoromanzo

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trentinoattualitĂ di Alessandro De Bertolini

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piste ciclabili del Trentino

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Fototeca Trentino Marketing Spa

trentinoattualità

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e piste ciclabili. Quelle del Trentino, dell’Alto Adige, delle altre province, degli altri Paesi. C’è un modo per raccontarle, che sta nel descriverle una a una fin quando l’elenco non si esaurisce. E c’è un altro modo per parlarne, che guarda al mondo “troppo bellissimo” della bicicletta. E allora, la bicicletta. Vi fu un tempo in cui il suo asso nella manica era la velocità. Oggi, il suo valore aggiunto è la lentezza. Paradossi. A coloro che per primi si imbatterono in un velocipede – si chiamava così la bicicletta ai suoi albori, quando per la prima volta faceva capolino nella storia – lo strano nuovo “oggettone” incuteva paura, diffidenza. Ed era certo il simbolo della velocità. Inusuale attrezzo su due ruote, nasceva per opporsi al destino lento e “tardigrado” dell’uomo, condannato da madre

Natura a essere assai meno veloce di quasi tutti gli animali della Terra. Era la fine dell’Ottocento, tempo in cui la bicicletta compariva nelle forme primitive con le quali noi la conosciamo. Poi vennero il Novecento, le guerre, i dopoguerra, i mutamenti e le accelerazioni di un secolo così “breve” dove il cambiamento si manifestava tanto più speditamente dell’ordine naturale delle cose. Una vertigine di novità, di aumenti, di incrementi con molti aspetti positivi e qualcuno negativo. Sotto il segno del progresso – persino avvolto da un’aurea di inevitabilità, come se le cose per forza dovessero succedere – tutto stava accadendo a scapito della lentezza. Come a dire: non possiamo spostare in avanti le lancette dell’orologio per fare un salto nel futuro? Poco male; possiamo farle correre più in fretta.

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trentinoattualità Pista ciclabile della valle dell’Adige

Pista ciclabile della Valsugana

Pista ciclabile della valle del Primiero

- Lunghezza: 89,300 km

- Lunghezza: 50 km circa

- Lunghezza: 11 km

- Confine con la provincia di Bolzano - Confine con la provincia di Verona

- Calceranica al lago - Pianello - Vallon

- Siror - Imer

- Tempo medio di percorrenza: 5h-6h

- Tempo medio di percorrenza: 1h-1h e15’

alle porte del Duemila qualcuno cerca di riprendersi nelle metropoli, come nelle città, i ritmi lenti del passato in una grande arena civica che in tema di velocità e modernità si è fatta un po’ prendere la mano. Come non pensare, così, all’immagine fortunatissima di Lucio Dalla, a quella vecchia bicicletta da corsa nella storia cantata di “Telefonami tra vent’anni”. Con “un salto siamo nel Duemila”, scriveva il poeta cantastorie. “Alle porte dell’universo (…), magari arrivando a pezzi su una vecchia bicicletta da corsa con gli occhiali da sole e il cuore nella borsa”. Fuori dal mondo delle corse, lontano dalle piccole e dalle grandi competizioni, la bicicletta è diventata oggi anche un modo per viaggiare, alla portata di tutti, legata a doppio nodo col turismo e con le reti di piste ciclabili. Infatti, le piste ciclabili. Il viaggio in bicicletta è un viaggio lento. Molto più lento dell’automobile. Più lento della ferrovia. Più lento della motocicletta. Silenzioso come la meravigliosa “arte del Camminare” che descrisse Henry David Tho-

reau nel suo “Walking” – opera tra le preferite dall’autore statunitense edita nella metà dell’Ottocento – ma con tante potenzialità in più rispetto al passeggio. Si possono compiere con la bici fino ad alcune centinaia di chilometri in un solo giorno e volare sui pedali da un confine a un altro, sopra i paesi e le città, verso gli angoli di mondo che sono lì per chi li sa osservare. Magari, dentro un’auto, ci si è passati tante volte. Là, per quella strada. In faccia a una salita. Mentre con il piede sull’acceleratore se ne andavano come in un baleno curve e fotografie di panorami, profumi, odori, sensazioni.

- Tempo medio di percorrenza: 6h-7h Con la diffusione dell’automobile non è più necessario andare in bicicletta. Il velocipede perde la sua virtù, essere veloce. Ma una volta, una volta no, era diverso. Una volta la bicicletta era il mezzo più calzante e un pochino presuntuoso per correre veloce. Se ne accorsero anche i futuristi, che scelsero la bici come simbolo della modernità negli anni dieci e venti del secolo scorso. Né dimenticarono di sottolinearlo coloro i quali, a fine Ottocento, si scoprivano seccati di fronte all’atteggiamento irriguardoso e impertinente della nuova “macchina”. Velocipede e velocipedisti irrispettosi, mal tollerati. Ma irrispettosi di che cosa? Della natura dell’uomo. E di che altro sennò? Dei limiti dell’essere umano e della sua condizione di umana lentezza. Ecco. Vi fu un tempo in cui la bici era il simbolo della velocità. Oggi è divenuta mezzo di spostamento per viaggiare lentamente. Il Novecento ha inseguito il mito della velocità. Mentre

ABBIGLIAMENTO CICLO ACCESSORI CASCHI SCARPE MTB BICICLETTE DA PASSEGGIO

Pista ciclabile delle valli di Fiemme e Fassa - Lunghezza: 35, 750 km - Molina di Fiemme - Pozza di Fassa - Tempo medio di percorrenza: da 4h-5h

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trentinoattualità Pista ciclabile della val Rendena - Lunghezza: 15 km - Villa Rendena - Carisolo - Tione di Trento - lago di Ponte Pià - Tempo medio di percorrenza: 3h e 30’

Pista ciclabile del Garda trentino e del Basso Sarca

Pista ciclabile della val di Sole - Lunghezza: 35 km circa

- Lunghezza: 15km

- Ponte di Mostizzolo - Cogolo

- Mori - Torbole Riva del Garda - Varone

- Tempo medio di percorrenza: 3h-4h in salita

- Tempo medio di percorrenza: 2h 30’ Tutto veloce e in un momento, al di là del finestrino, come da un televisore. E invece con la bicicletta è differente. Torni negli stessi luoghi e se ci passi sopra “pedalandoli” vedi tutta un’altra storia. Si moltiplicano i colori e si dilata il tempo. Allora scopri ciò che non avevi visto. Quel che ti eri perso. E capisci che tra il pedale dell’acceleratore del tuo “Passat-One” – la mia auto – e il pedale della bicicletta c’è un aggettivo che fa la differenza. La lentezza. Che, ridicolo a dirsi e perfino strano da pensarsi, è divenuta bene prezioso in un tempo come il nostro. Anche per questo le ciclovie sono oggi in aumento. Una fetta ancora modesta ma in costante crescita della popolazione si schiera dalla parte delle vacanze in bici lungo itinerari ciclabili classici e meno classici. Ciò è in parte dipeso dall’influenza dei Paesi di lingua tedesca e dell’Europa centro-settentrionale, dove la “cultura della bicicletta” ha conosciuto crescite a tre cifre con proporzioni ben più ampie

rispetto al caso italiano. Ma deriva anche dal fatto che è aumentata la domanda di ristabilire un rapporto un po’ più “naturale” – diciamo così – con il territorio. Anche in Italia l’utilizzo della bicicletta come mezzo per viaggiare sta vivendo un periodo favorevole. Prova ne sia l’aumento significativo nel settore dell’editoria di titoli dedicati a esperienze di viaggio, consigli per le vacanze, piste ciclabili dentro e fuori dal territorio nazionale, escursioni di una o più giornate fino a veri e propri tour spalmati su più settimane. Trentino e Alto Adige posseggono insieme una rete di piste ciclabili tra le più belle d’Italia, in posizione centrale rispetto all’Europa e vicina alle grandi ciclovie costruite lungo i fiumi principali, dal Rodano al Danubio. Molti itinerari ciclabili sono diventati mete conosciute, frequentate, ambite e desiderate. Il settore turistico lo ha capito e la maggior parte dei territori propone al visitatore offerte promozionali o brochure per sug-

gerire le gite e le escursioni più belle della zona, a cominciare dalle piste ciclabili del fondovalle. Con il suo bagaglio di viaggio lento – lento come il tempo per pensare – il ciclo-turista sta diventando una realtà. Sempre più famiglie si possono vedere lungo la ciclabile della val d’Adige dirette dal centro Europa verso il lago di Garda, sostando per la notte in tenda o nelle strutture alberghiere a bordo strada. Ciclo-turismo, insomma, che comincia a “fare moda”. Ma non si dimentichi che le sue radici sono antiche. Quando, a fine Ottocento, comincia a diffondersi

Pista ciclabile delle Giudicarie inferiori - Lunghezza: 16 km - Condino - Lago d’Idro - Tempo medio di percorrenza: 2h-2h 30’

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trentinoattualità Pista ciclabile della valle dei Laghi

Pista ciclabile della valle di Non

- Lunghezza: 11km

- in corso d’opera, pista ciclabile dell’Alta Aunaunia

- Torbole - Dro - Pietramurata - Sarche - Tempo medio di percorrenza: 2h

Pista ciclabile di Ledro e Concei - Lunghezza: 12km circa - Molina di Ledro - lago d’Ampola Valle di Concei - Tempo medio di percorrenza: 1h 30’

- Malgolo - Romeno Cavareno - Sarnonico - Fondo Malosco - Ruffrè - passo Mendola nasce a Milano nel 1894 per “tutelare l’interesse dei ciclistici viaggiatori e nell’intento di promuovere lo sviluppo del Turismo che trovano nella bicicletta un validissimo e trasgressivo alleato”. Lo stesso Touring fu soprannominato “l’alleato del ciclista”. Pensando alla vasta rete di piste ciclabili e ciclovie presente oggi, pensando alle milioni di strade che restano ancora da percorrere, pensando al ciclistaviaggiatore moderno armato di materiali high-tec e di gore-tex, a chi ama la bici come strumento per soddisfare la sua curiosità di mondo, a chi continua a viverla come un privilegio nella sua semplicità stupefacente, a chi pedala per respirare chilometri di aria libera, a chi è convinto che ogni gita sia come un viaggio e che i panorami più belli sono quelli che verranno… Pensando a tutto questo, non si può dimenticare la figura eroica di Luigi Masetti. Per la serie “chi è costui”: giramondo mitico di fine Ottocento, pioniere tra i pionie-

Fototeca Trentino Marketing Spa

in Europa l’uso della bicicletta, la dimensione delle gite – accadeva anche nel Trentino austriaco – è dominante rispetto a quella delle gare. Nei primi anni del Novecento il Trentino ha già conosciuto il fenomeno dei club. Il primo a costituirsi è il Veloce Club Trentino nel 1887. Sulla sua spinta molti altri club nascono negli anni successivi, legati non di rado al mondo dell’associazionismo patriottico. E tra il 1902 e il 1907 il numero delle gite organizzate dai club trentini supera quello delle competizioni, addirittura assenti in alcune annate. La dimensione turistica dei tempi epici del ciclismo è poi testimoniata dalla nascita del Touring Club Italiano. Con il nome originario di Touring Club Ciclistico Italiano, l’associazione

- 30 km circa

ri, italiano, milanese, innamorato della bicicletta, percorse in dieci anni oltre 105.000 chilometri in bicicletta in giro per il mondo dalle Piramidi alle Alpi, dall’Italia a Capo Nord, dalla Grecia al Marocco, dagli Stati Uniti all’Asia Minore. I suoi viaggi più importanti, tra il 1891 e il 1900. Ecco cosa scriveva in una lettera inviata a un amico nel 1909 raccontando e ricordando dei suoi viaggi. “Allora ero studente a Pavia… Non studiavo niente, davo lezioni di lingue straniere ai miei compagni d’Università per otto o nove mesi, assiduamente, e dal luglio alla fine d’ottobre (qualche volta fino mezzo novembre) pedalavo liberamente, insaziabilmente, dal levar del sole al tramonto, tuffandomi con voluttà in tutti i fiumi e laghi che per la prima volta incontravo, e facendo spesso colazione e cena ai più splendidi “Hotel Belvedere” che la natura offriva e che gli inglesi ignoravano. La siesta all’ombra di un pino con un braccio dentro la ruota del mio ciclo, mentre una cascata mi cantava le nannodie, o la cicala stessa mi conciliava un breve sonnellino… Poi via! Così riuscii a compiere 105 mila chilometri di grandi viaggi, in cerca di quello che la natura e l’arte offrivano di vago e di grande attraverso monti e valli, e lungo lidi sonori, attraverso città, villaggi e campagne, senza sentire mai l’uggia del confine in Europa, nell’America del Nord, nell’Asia Minore e in Egitto, a consumare in quattro mesi quello che avevo guadagnato in otto – Vita Felice!”. ■

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trentinoattualità Il Trentino propone tre circuiti “top” per gli amanti delle ruote grasse

«Dolomiti Brenta Bike», «Dolomiti Lagorai Bike» e «Mountain & Garda Bike» sono i tre circuiti che permettono di immergersi negli scenari più suggestivi e di usufruire di pacchetti vacanza studiati ad hoc

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Fototeca Trentino Marketing Spa

razie alle sue caratteristiche morfologiche, ma anche ai servizi che ha messo in campo negli ultimi anni, il Trentino rappresenta una delle destinazioni più gettonate da chi ama la mountain bike. Sono davvero tanti i tracciati capaci di abbinare il fascino di questo sport allo spettacolo offerto dalla montagna, tra paesaggi incantevoli, boschi, prati e campi coltivati. Tutte le località turistiche trentine sono attrezzate per il noleggio e per la manutenzione delle bici, oltre a disporre di preparate scuole che divulgano le regole base per affrontare escursioni con la bicicletta da montagna, ma il fiore all’occhiello dell’offerta trentina, in questo ambito, sono tre circuiti interamente dedicati agli amanti della mountain bike. Per confezionare una proposta turistica specifica sono state coinvolte anche strutture ricettive, scuole e noleggi di mtb, in modo da garantire il massimo livello di servizi. Il Dolomiti di Brenta Bike è una rete di percorsi che si sviluppa attorno al Parco Naturale Adamello Brenta e offre dunque ai ciclisti la possibilità di esplorare l’area protetta. Si toccano le Valli Giudicarie, Comano, la Val Rendena, la Val di Sole, la Val di Non e l’Altopiano della Paganella, in un

susseguirsi di scenari naturali incantevoli. Si può scegliere tra due possibilità: i sei percorsi “expert”, che coprono un totale di 233 chilometri, indicati per i biker più allenati, e l’anello “country”, l’itinerario per l’appassionato e la famiglia che annovera piste ciclabili, sterrati in sicurezza a quote modeste, spazi aperti, borghi rurali per un totale di 136 km. In entrambi i casi si pedala attraverso strade sterrate, ma perfettamente sicure e segnalate, che possono essere rilevate con le tecnologie più moderne grazie ai roadbook e alle tracce gps scaricabili dal sito www.dolomitibrentabike.it. Interessanti anche le opportunità per trasferirsi con la bici al seguito, visto che possono essere portate sui bus e sui treni (sulla tratta Trento – Cles – Malé) della Trentino Trasporti. Il percorso Dolomiti Lagorai Bike è un circuito con circa mille chilometri di tracciati fuori strada fra boschi, pascoli, laghetti alpini e due Parchi Naturali, quello del Monte Corno a ovest e quello di Paneveggio Pale di San Martino ad est. L’area si estende nel Trentino orientale tra la Valsugana, la Val di Fiemme e la Val di Fassa. Nella prima vengono proposti percorsi che permettono di raggiungere i laghi di Levico e Caldonazzo, la Panarotta, la Cima d’Asta, la Val di Sella, la Val Campelle, la Val dei Mocheni e il Tesino. Nella seconda si spazia dal Latemar al Cermis, sulle cui pendici è stato ricavato un tratto downhill, potendo contare su una mobilità di supporto garantita da tre bus navetta e quattro skilift. Nella terza, infine, il percorso più gettonato è quello che segue il tracciato della Val di Fassa

Fototeca Trentino Marketing Spa

DOVE LA MOUNTAIN BIKE È DI CASA

Bike (erede della mitica Rampilonga). Anche in questo caso dal sito del circuito (www.dolomitilagoraibike.it) si possono scaricare tutte le tracce gps. Il Mountain & Garda Bike ci porta a contatto con un ambiente naturale molto vario, che offre infinite possibilità per la pratica di attività outdoor. Il circuito ha una lunghezza totale di circa 220 chilometri, dei quali il 50% su strade non asfaltate, con un dislivello complessivo in salita di 10.000 metri. L’anello principale, rilevato con tecnologia gps (scaricabile dal sito www. mountaingardabike.it) è tabellato con apposita segnaletica e percorre strade forestali sterrate, single trail, strade a basso traffico, tratti ciclabili, ed è fruibile in più tappe e in sottoanelli. Accanto all’anello circolare si sviluppa una rete di itinerari per bici “all mountain” o “freeride” che conducono verso mete meno conosciute dal grande pubblico ma già molto apprezzate dai fedelissimi. Il downhill si può trovare nella Valle del ■ Diaol. 23

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trentinoattualità Il Trentino offre una rete di percorsi affiancata da servizi ad hoc

oltre 400 KM DI PISTE CICLabili

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Fototeca Trentino Marketing Spa

l Trentino, con le sue verdi vallate ed i suoi panorami suggestivi, sembra una terra fatta su misura per gli amanti della bicicletta. Mettersi in sella per andare alla scoperta di nuovi orizzonti, lasciandosi andare ad una rilassante pedalata, è

pari diritto a pedoni e ciclisti, possono essere percorse anche da chi utilizza i «roller», oltre che da mezzi di servizio. A tutti è assicurato un alto grado di sicurezza, che rende adatta l’infrastruttura anche alla frequentazione dei bambini. Per questo alla rete è stato assegnato il marchio «Family in Trentino», che identifica infrastrutture e organizzazioni a misura di famiglia. La rete è stata realizzata dall’Ufficio piste ciclopedonali del Servizio conservazione della natura e valorizzazione ambientale della Provincia autonoma di Trento, che ne cura anche la manutenzione, occupan-

una forma di turismo ecologico ed economico, nonché divertente e rigenerante. Un modo per stabilire un contatto diretto con la natura. Per garantire ad ospiti e residenti le infrastrutture necessarie la Provincia autonoma di Trento ha cominciato fin dagli anni Ottanta a realizzare una rete di percorsi ciclopedonali che copre l’intero territorio provinciale. Nel 2012 questa rete supererà i 400 chilometri, cifra che è destinata ad aumentare in un futuro prossimo in quanto in cantiere vi sono diversi importanti tratti. Nel corso degli anni i ciclisti hanno cominciato ad affollare sempre più i vari tracciati: tanto per fare due esempi, negli ultimi dodici mesi quasi 155mila sono stati i passaggi registrati a Calceranica, in Valsugana, mentre 118mila sono stati quelli conteggiati a Lavis lungo l’asta dell’Adige. Le piste ciclopedonali sono riservate con 24

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do un centinaio di lavoratori e lavoratrici ricollocati in queste attività. La rete si articola in 11 percorsi principali: Valle dell’Adige, Valsugana, Valli di Fiemme e Fassa, Valle del Primiero, Basso Sarca, Valle dei Laghi, Val Rendena, Valle del Chiese, Valle di Ledro, Val di Sole e Alta Val di Non. Il più lungo è quello in Valle dell’Adige, tracciato tra i vigneti, che misura 89 km. Tutte le novità che ci riserva il 2012 Diverse le novità pronte al varo. Innanzitutto nel mese di maggio sarà inaugurato un anello di ben 32 km in Alta Val di Non, un percorso immerso nei meleti che tocca diversi borghi caratteristici della sinistra Noce. Tra la Valle dei Laghi e l’Alto Garda saranno invece completati i tratti tra Terlago e Vezzano e tra Pietramurata e Dro. Salendo da Sarche verso

le Terme di Comano sarà a breve aperta la ciclopedonale che parte dal terzo tornante della Statale del Caffaro e arriva alla galleria Balandin, un tracciato suggestivo che permette di sovrastare l’imponente forra del Limarò e di bypassare un pericoloso tratto di strada. Nelle Giudicarie sarà poi terminata la pista tra gli abitati di Bondo, Roncone e Lardaro. Lungo l’asta dell’Adige, infine, è stato recentemente inaugurato il nuovo ponte di San Michele, mentre a Nomi sarà a breve ultimato un altro ponte sull’Adige. Tanti servizi studiati per i cicloturisti Per qualificare le infrastrutture di servizio ed in particolare gli esercizi di ristoro che hanno accesso diretto dalle piste ciclabili, è stato istituito il marchio «Bicigrill», regolato da uno specifico disciplinare. Cinque esercizi dislocati a Nomi, Vigo Rendena, Levico Terme, Tezze di Grigno e Pellizzano sono a disposizione per ristorare, informare e assistere gli appassionati delle due ruote e non solo, rendendo disponibili i servizi igienici e una serie di attrezzature per la piccola manutenzione della bicicletta. Il sistema Trentino della mobilità offre poi un servizio per il trasporto della bicicletta sui mezzi pubblici, autobus o treno, al costo di 1 euro su qualsiasi tratta. A partire da questa stagione estiva, inoltre, sulla tratta Bassano - Trento verrà istituito un servizio di bus da 50 posti con carrello attrezzato per il trasporto di 35 biciclette, una nuova corsa che integra il servizio di trasporto già attivo in Valsugana sui treni Minuetto. Consultando il sito www. ciclabili.provincia.tn.it, si può pianificare il proprio itinerario, ottenendo informazioni sulla percorribilità dei singoli tratti e scaricare le mappe. Sul sito è inoltre disponibile un applicativo che consente la percorrenza virtuale delle piste ciclabili e un sistema Gps per la messa in linea ■ dei tracciati. Fototeca Trentino Marketing Spa

Nel 2012 è prevista l’inaugurazione di un nuovo anello in Alta Val di Non. Si tratta di un sistema che permette di conoscere il territorio rimanendo a stretto contatto con la natura


I ciclisti di tutta Italia si incontrano in Valsugana per l’assegnazione dei titoli italiani 2012

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trentinoattualità 15-24 giugno 2012, Settimana Tricolore

L’ITALIA DELLA BICI SI RIUNISCE IN TRENTINO

In Valsugana la sfida dei professionisti più appassionante dell’ultimo decennio

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Moser; Alessandro Bertolini, Walter Proch, Cesare Benedetti, Thomas Bertolini, Andrea Piechele, o gli atleti valsuganotti Matteo Trentin e Daniel Oss sono le speranze locali su cui puntare e fare il tifo durante la manifestazione che oltre ad un grande evento sportivo deve diventare anche un momento di festa per tutta la valle. Molte sono le attività di contorno messe in programma per allietare le giornate del pubblico. Iniziative ed eventi consultabili sul sito della settimana www. settimanatricolore2012.it tutte organizzate con il supporto di organizzazioni e gruppi di volontariato locale che hanno dato la loro adesione al progetto per fare in modo di presentare una Valsugana unita e accogliente. L’organizzazione ringrazia anche le forze dell’ordine che a vario titolo collaborano per la buona riuscita dell’evento i cui numeri non lasciano dubbi sulle sue dimensioni: nell’arco di dieci giorni porterà in Valsugana oltre 1200 atleti, oltre a migliaia di sportivi che potranno contare sull’ospitalità delle strutture delle valle. RaiSport ha garantito un’adeguata copertura giornaliera dell’evento per un totale di circa 12 ore oltre a due ore di diretta TV per la gara dei professionisti: sono dunque importanti i ritorni mediatici attesi da una manifestazione che va ad arricchire l’ampia offerta di ciclismo,

sia nel settore strada che fuoristrada, confermando questa regione come un territorio eletto per le due ruote. La macchina organizzativa della Settimana Tricolore vanta la stretta collaborazione con il Veloce Club Borgo e il GS Lagorai Bike Valsugana per arrivare ad una squadra organizzativa che conta un’ottantina di elementi oltre ad un vero esercito di volontari che daranno il loro fondamentale aiuto per presidiare i percorsi e garantire alla manifestazione le massime condizioni di regolarità e sicurezza. Relativamente all’evento ecco le dichiarazioni del direttore dell’Apt Valsugana Lagorai Luca Dangelo: “si tratta di un ottimo risultato il fatto di poter ospitare un evento di queste dimensione che ci permetterà di illustrare alla stampa presente per tutti i 10 giorni di gare e al pubblico che ci seguirà da casa le risorse del territorio: dai laghi alla montagna dalle terme alla cultura. Per questo ci siamo attivati per poter offrire un territorio in grado di ospiatr4e al meglio gli amanti delle due ruote: dalla famiglia che ama spostarsi sugli 80 chilometri della ciclabile, all’amatore che si potrà impegnare sulle salite che comodamente lo portano dai laghi agli oltre 2000 metri del Lagorai, sino all’appassionato di mountain bike che con i percorsi mappati con GPS avrà la certezza di non perdersi mai”. ■

Foto Mosna

a Settimana Tricolore di ciclismo va in scena per la tredicesima volta e tocca al Trentino e alla Valsugana il compito di organizzare dal 15 al 24 giugno questa grande manifestazione. Forte di una sua radicata cultura e tradizione ciclistica – che una straordinaria manifestazione giovanile come la Coppa d’Oro rinnova annualmente, insieme a numerosi e importanti eventi di MTB come nel caso delle 3tBike - la Valsugana è stata scelta come terreno di gara per assegnare le maglie di campione nazionale su strada (in linea ed a cronometro) di tutte le categorie. Fortemente sostenuta da Tiziano Mellarini, Assessore al Turismo della Provincia Autonoma di Trento questa manifestazione va ad arricchire un programma estivo di assoluto rilievo per gli appassionati delle due ruote in Trentino. Collocata a cavallo tra il Giro d’Italia e il Tour de France, la Settimana Tricolore 2012 sarà – quest’anno più che mai – un banco di prova importantissimo. La rassegna che riunisce le prove su strada valide per l’assegnazione del titolo italiano di tutte le categorie maschili e femminili culmina nella prova in linea dei professionisti che proporrà una sfida appassionante e per certi versi inedita potendo “recuperare”, vista la decisone della Corte federale della FCI, alcuni atleti tra cui Ivan Basso, Michele Scarponi, Danilo Di Luca, Franco Pellizotti, Stefano Garzelli, Davide Rebellin, tutti in grado di recitare un ruolo importante sull’impegnativo circuito che ha nella salita di Telve il suo momento cruciale. Questi campioni vanno ad aggiungersi ad una schiera di protagonisti già indicati nel pronostico: Vincenzo Nibali (a parere di tutti, il grande favorito), Giovanni Visconti (campione uscente e già tre volte tricolore), Damiano Cunego, Domenico Pozzovivo, Enrico Gasparotto, Alessandro Ballan, Diego Ulissi, , Rinaldo Nocentini, Luca Paolini, Paolo Tiralongo, solo per citare i principali. Palesata più volte la speranza degli organizzatori che sia un ciclista trentino a portarsi a casa il titolo iridato. Moreno


trentinoattualità 15-24 giugno 2012, Settimana Tricolore

SETTIMANA TRICOLORE 2012: IL PROGRAMMA

A

pertura a Caldonazzo, il 15 e 16 giugno si disputeranno nei primi due giorni tutte le gare (in linea ed a cronometro) per hand-bike e le prove contro il tempo per allievi e juniores. Prima di ospitare l’attesissima prova dei professionisti, Borgo Valsugana sarà an-

giorno

Foto Mosna

Foto Mosna

che festosamente invasa dagli amatori che gareggeranno domenica 17 giugno. Levico Terme il 24 sarà invece teatro delle altre prove contro il tempo (compresa quella della categoria open) nella giornata conclusiva. A Sant’Orsola Terme andrà invece in scena martedì 19 giugno la prova in linea degli juniores

che quest’anno è già stata sede d’arrivo di una bellissima tappa del Giro del Trentino. A Pergine Valsugana l’onore di assegnare le maglie tricolori delle donne (elite e juniores) con un programma che si estenderà nella fascia oraria tardo-pomeridiana, per favorire anche l’afflusso di pubblico, visto il crescente

Località

interesse che questo settore del ciclismo (sempre più praticato e sempre più vincente) riesce a suscitare. Per la categoria Elite senza contratto, la gara avrà luogo a Castel Tesino il 22, mentre Roncegno Terme (il 23) sarà il campo di gara di un’altra delle prove più attese, ■ quella degli under 23.

Gara

Venerdì 15

Caldonazzo

Handbike linea (vv. categorie)

Sabato 16

Caldonazzo

Crono Handbike (vv. categorie) Crono allievi/e Crono juniores M.

Domenica 17

Borgo Valsugana

Amatori (vv. categorie)

Km Circuito km 11,5

(numero giri variabile per categorie)

Circuito km 11,5

(numero giri variabile per categorie)

Circuito km 13,8

(numero giri variabile per categorie)

Lunedì 18

RIPOSO

Martedì 19

S. Orsola Terme

Juniores

Km 138,3

Mercoledì 20

Pergine Valsugana

Elite donne Juniores donne

Km 121,3 Km 78,7

Giovedì 21

Castel Tesino

Elite Senza Contratto

Km 164,2

Venerdì 22

Roncegno

Under 23

Km 156,1

Sabato 23

Pergine/Borgo

Professionisti

Km 254,7

Levico Terme

Crono Amatori Crono donne Elite Crono under 23 M. Crono open (Professionisti/Elite)

Km 16,0 Km 22,8 Km 22,8 Km 37,0

Domenica 24

-

-

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trentinoincontri di Francesca Negri e Paolo Curcu

un caffè a casa di...

L’UOMO CHE SUSSURRA AI CAVALLI E AI REPERTI A tu per tu con Franco Marzatico, Trentino dell’anno, direttore del Castello del Buonconsiglio e vicepresidente dell’Istituto italiano di Preistoria e Protostoria. Un archeologo che tra le pareti del suo museo sogna la “trincea” degli scavi subacquei e che, ogni tanto, mollerebbe tutto per allevare cavalli

«N

on chiedetemi l’età, per me c’è solo avanti e dopo Cristo, il resto è un dettaglio». Se la leggeste così, su un foglio bianco, sicuramente pensereste che questa frase sia una delle tante perle di saggezza di Coco Chanel o di Marylin Monroe. A dirla, invece, è Franco Marzatico, direttore archeologo del Castello del Buonconsiglio, che sovrintende as28

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sieme ai manieri di Stenico, Beseno e Thun. «Sono una frana con le età e le date», si giustifica mentre cerca di ricordare gli anni di nascita dei suoi tre figli. Per fortuna gli viene in aiuto la moglie Paola, che appollaiata sul bel soppalco di casa, davanti al computer, gli ricorda che Alice ha 23 anni e studia Medicina, Filippo ne ha 19 e frequenta la Facoltà di Lettere, mentre Giulio ha 11 anni ed

è appassionatissimo di cavalli. Proprio come il padre. «Abbiamo tre capre nane e un cavallo, li teniamo nella casa dei miei genitori, in montagna, dove andiamo a stare sempre d’estate - racconta Marzatico -. Adoro andare da solo a fare passeggiate a cavallo nel bosco, ma ormai da tempo Giulio vuole sempre venire con me. Non fa altro che disegnare cavalli, e cavalli, e cavalli». Poi c’è


trentinoincontri

Il libro che sta leggendo in questo momento? Ne leggo contemporaneamente una caterva. L’ultimo è di Alan Bennet, Gli studenti di storia. Film preferito? Il settimo sigillo di Ingmar Bergman. Piatto preferito? La pizza. Quella di mia moglie in particolare. Se non avesse fatto quello che ha fatto… L’allevatore di cavalli. Paura più grande. Tradire la fiducia delle persone care e di quelli che credono in te. Sogno ricorrente Dedicarmi a tempo pieno all’archeologia. Miu, «che significa gatto in egiziano» precisa Marzatico: e Miu è proprio un felino, un micione bianco, dagli occhioni azzurro acquamarina, dal portamento più che aristocratico. Quasi faraonico. Il direttore del Castello del Buonconsiglio svela che i cavalli sono stati spesso galeotti per lui: «Così ho conosciuto Rocca, appassionato di razze equine e di pastorizia». Gianluigi Rocca, classe 1957, prima di consacrarsi alla pittura (è anche docente della cattedra di Disegno all’Accademia di Belle Arti di Brera), è stato pastore e malgaro negli alpeggi

delle montagne del Brenta e dell’Adamello: avere un suo quadro è una rarità e quello che è riuscito ad accaparrarsi Marzatico campeggia lì, a due passi dal tavolo del soggiorno. La sua casa, al quinto e ultimo piano senza ascensore di un palazzo anni Venti di via Zanella a Trento, è un tripudio di legno e sassi, montagne di libri, qualche foto e poche ma significative opere d’arte alle pareti: un ambiente caldo, un’atmosfera accogliente, dominata da un grande camino protagonista della zona giorno. Grazie a Indiana Jones, gli archeologi sono entrati prepotentemente nell’immaginario collettivo come uomini avventurosi, pieni di fascino e sempre in giro per il mondo. «In effetti – ammette Marzatico – quando con Paola abbiamo considerato l’idea di mettere su famiglia, è stato evidente che non potessi più stare continuamente così in giro, come è normale che sia per chi fa l’archeologo». Dimentichiamo per un attimo che le date non sono il suo forte e chiediamo al direttore da quanti anni sono sposati, lui e Paola, la quale interviene subito rammentando che era il lontano 1986. «Sì, ma in verità stiamo per fare le nozze di platino», scherza Marzatico. Non saranno proprio di platino (che celebrerebbero 75 anni di unione), ma di rubino (40 anni) sì, visto che il primo incontro con Paola fu subito dopo le scuole medie: da alcuni anni a Fiavè si scavava per riportare alla luce le palafitte e Marzatico, ragazzotto (classe 1959), aveva chiesto il permesso di potervi lavorare durante le vacanze estive. Fu lì che conobbe Paola, figlia di quel Renato Perini a cui si devono – tra le tante altre cose - gli inizi degli scavi di Fiavè e che ha cresciuto Marzatico un po’ come un

figlio, dicendo di lui, orgoglioso – negli ultimi anni – che «l’allievo ha superato il maestro». I recenti riconoscimenti suggellano questa affermazione e una carriera iniziata al Liceo Prati di Trento, proseguita con la laurea in Lettere classiche a Bologna, con una specializzazione a Magonza e con qualche esperienza all’estero, soprattutto per approfondire la tecnica degli scavi subacquei. Marzatico, lei è stato premiato come Trentino dell’anno; al contempo, eletto vicepresidente dell’Istituto italiano di Preistoria e Protostoria, il più importante organismo che si occupa di archeologia in Italia, che ha sede a Firenze. Lo avrebbe mai detto? Sono davvero molto contento, ma tutto questo non è frutto solo del mio lavoro, ma di una squadra fatta di persone davvero tutte molto competenti, con cui mi sento di condividere questi ultimi riconoscimenti. Del premio Trentino dell’anno, però, c’è anche qualcosa che mi spaventa… Ovvero? Mi spaventa l’idea di poter tradire in qualche modo la fiducia delle persone, la credibilità che si costruisce con il lavoro di tutti. Il rischio e l’errore sono sempre lì in agguato, anche per questo 29

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amo scomparire nel bosco col cavallo: ho bisogno di staccare da tutto, perché il peso più grande del mio lavoro è mantenere sempre alto lo standard del museo e stare dietro a tutte le questioni burocratiche. E poi abbiamo da allestire mostre che, in qualche modo, devono sempre avere un vincolo con il territorio trentino. Non è così facile… Mi considero, comunque, un privilegiato, sia per il luogo in cui opero, sia per quello che faccio, sia per i miei validissimi collaboratori. Noi abbiamo un budget interessante per il castello, i miei colleghi di molti altri musei d’Italia se lo sognano. Quanto costa, in media, una mostra? Da 600mila al milione di euro. Quanti soldi raccogliamo? Con tutta la macchina dei quattro castelli che sovraintendo (Thun, Beseno, Stenico e Buonconsiglio), copriamo 1/3 dei costi totali annuali con i biglietti, 2/3 li copre la Provincia. Gli sponsor, con cui il rapporto è virtuoso, si impegnano in tutto per circa

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80mila euro. Investiamo ogni anno circa un milione di euro in manutenzione dei quattro castelli e il nostro bilancio è di 6 milioni di euro ogni anno. Non capita di frequente, in Trentino, di sentirsi snocciolare numeri e bilanci con questa facilità. La trasparenza è un principio fondamentale per me. Io sento in maniera molto forte la responsabilità di gestire dei soldi pubblici di tutti i cittadini. Non voglio sprecarli e voglio che si sappia sempre come vengono impiegati. Ma lei cosa sognava di fare da grande? Non ci crederà, ma già nei temi delle elementari scrivevo che volevo fare l’archeologo. Indiana Jones non c’era ancora. Chi è stato, allora, a influenzare così significativamente la fantasia di Marzatico bambino? Un po’ mio padre, che viaggiava tanto e mi portava souvenir soprattutto di archi e frecce, ma soprattutto il maestro Giuseppe Decarli: è stato lui a instillarmi questa passione. E poi è anche tanto questione di fortuna, occasioni… Io penso ai ragazzi di oggi, che vedo in università di Trento e Padova dove insegno, e mi chiedo sempre che chance possano avere per il futuro. Ogni giorno leggo curriculum di ragazzi con grandi potenzialità e studi di altissimo livello, che poi trovano da fare solo i baristi o i babysitter. Ma quella di archeologo che vita è? Quando Paola ed io abbiamo iniziato a pensare di impiantare una famiglia, ho subito ammesso che la vita da archeologo era incompatibile. A quei tempi mi

ero buttato sull’archeologia subacquea, avevo fondato una cooperativa con Michele Lanzingher (direttore del MUSE, ndr) e avevamo tanti lavori tra Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Molise. La mia ambizione, però, non era solo di trovare gli oggetti, ma anche di studiarli, classificarli. Del resto, ritengo che l’archeologia sia piacevole soprattutto se tu la racconti semplificandola: ci sono sempre due livelli di comunicazione, quello iper specialistico e quello che invece mira a condividere le cose con il grande pubblico, con un linguaggio alla portata di tutti. Non le mancano gli scavi? Moltissimo. C’è ancora qualcosa da scoprire? Di fatto è dall’uomo di Neanderthal che seppelliamo i morti e la prima forma di museo viene considerata la tomba, per questo credo che chissà quanto ancora ci sia da scoprire. E comunque, anche il più piccolo ritrovamento, se si sa collegare con intelligenza, può portare a grandi scoperte. La realtà è fatta a cerchi concentrici… Quanto tempo impiega a preparare una mostra? Circa due anni e mezzo. La macchina è molto complessa, richiede tempo. Il 23 giugno apre i battenti la nuova mostra, “I Cavalieri dell’imperatore. Guerre e tornei nei castelli in arme”. Un tema affascinante che potrebbe richiamare molte persone, non trova? Speriamo! Il Castello del Buonconsiglio registra 150mila visitatori all’anno e il tetto massimo raggiunto è stato con la mostra sull’Egitto, che ha richiamato 180mila persone. Tutti e quattro i castelli che seguo, in un anno, totalizzano circa 280mila visitatori. Certamente questa sui cavalieri è una mostra davvero curiosa. Partiamo dal fatto che in Torre Aquila c’è un affresco raffigurante un torneo, nel mese di febbraio, e da lì iniziamo a parlare di amor cortese, di cavalieri e duelli, di giostre ed armature, attraverso materiali di vario tipo, come stampe, documenti e anche un quadro di Rubens. La mostra si dividerà in due location, al Buonconsiglio e a Beseno, dove abbiamo installato scenografie interessanti e alcuni giochi per i ragazzi: un itinerario nel mondo cavalleresco credo assai suggestivo. Due location dettate anche dal fatto che ogni tanto gli spazi del Buonconsiglio le stanno stretti? Beh, talvolta servirebbe più spazio. L’ex questura, di fronte al castello, potrebbe


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diventare a pieno titolo uno spazio per mostre temporanee: basterebbe un sottopasso fra piazza e castello. Ma credo che se mai si riuscirà a realizzare questo progetto, io certo sarò in pensione. Poi c’è la questione dell’accessibilità ai disabili. Per questa stiamo già portando avanti un progetto per un ascensore. Ormai non ci possiamo più permettere di non averlo. Il Castello del Buonconsiglio, nel corso dell’anno, ospita moltissimi appuntamenti e anche eventi non prettamente artistici, come la Mostra dei vini. Non temete per l’incolumità delle opere? Ovviamente discutiamo parecchio su queste cose, per valutare fino a che punto spingerci. Abbiamo ormai oltre 220 appuntamenti fuori orario, fatti da noi od ospitati. Tutto questo serve per radicare il castello sul territorio. Nel caso della Mostra dei vini, di solito la facciamo nei piani bassi, ma quest’anno purtroppo avevamo già dato la concessione d’uso a un’associazione culturale e non potevamo tirarci indietro, per cui abbiamo dovuto usare anche la Sala Grande, dedicata alle cerimonie, che però è la meno vulnerabile. In Sala Grande, i visitatori della Mostra dei Vini 2012, conclusasi

da poco, si sono comportati abbastanza bene, mentre nei giardini della Loggia del Romanino è stato fatto un bel disastro. Abbiamo trovato qualcuno che faceva i bisogni, o addirittura due ragazzi che usavano un totem come un ariete per cercare di aprire un portone chiuso. La sensazione è che non ci sia più rispetto per niente o per nessuno, non trova? Non so. Certo è che tutte le volte ci interroghiamo fino a che punto possiamo spingerci. Del resto, sento il dovere di essere interprete di sensibilità diverse: c’è chi vuole un Buonconsiglio luogo che condivide varie forme di culture, dal vino all’economia, e chi lo considera anche un luogo di uccisioni e martiri. Lo spazio della fossa per me è sacro. Mai vi faremo qualcosa, è successo una volta sola, ma era una lettura di lettere di soldati. Chi sono i vostri visitatori? Abbiamo una fidelizzazione di oltre il 54%, questo significa che più della metà dei nostri visitatori ritorna a tutte le nostre mostre: per questo, se ne sbagliamo una, è un guaio. Il caffè è bandito da casa Marzatico. Si va di tè, alla menta e al gelsomino. Il profumo invade la stanza, le miscele hanno un sapore intenso, buonissimo,

e i biscotti appena sfornati di Paola sono la ciliegina sulla torta. Mentre sorseggio il mio tè, Marzatico e la moglie si fanno fotografare insieme per il nostro reportage, scherzando tra di loro. «Lo sa come diceva Agatha Christie? », mi chiede. Scartabello tra tutti i libri che ho letto della famosa scrittrice britannica di romanzi gialli, tradotta in tutto il mondo anche più di Shakespeare. Cosa avranno mai a che fare Miss Marple ed Hercule Poirot con Franco Marzatico? Poi mi viene i mente che durante un viaggio in treno verso Bagdad, nel quale trova l’ispirazione per Assassinio sull’Orient Express, Agatha aveva fatto la conoscenza dell’archeologo Max Mallowan, di molti anni più giovane di lei, che poi divenne il suo secondo marito. «Agatha Christie – dice Marzatico facendo l’occhiolino alla moglie – diceva: “Sono fortunata ad avere sposato un archeologo, è l’unico genere di uomo che più invecchi e più ti trova interessante”». Paola sorride, io prendo nota per tutte le ragazze in ascolto. Da domani le quotazioni degli archeologi, sono certa, avranno un’impennata. Le quotazioni di Franco Marzatico, invece, sono già alle stelle, anche se lui proprio non ne vuole sapere di ■ sentirselo dire. 31

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Il “collezionista”

di Carlo Martinelli

QUEL SORRISO NEL GARAGE le auto d’epoca che Bruno Tait ha raccolto per anni, prima che un tragico destino se lo portasse via, sei mesi fa. È come fosse ancora tra le “so pope”, racconta la moglie Livia

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ica è facile, garantito. Perché questa puntata dedicata ai collezionisti non assomiglia certo a quelle che l’hanno preceduta. Il cronista è infatti alle prese con una contingenza a suo modo assai particolare. Il collezionista non c’è più. Un tragico destino se l’è portato via, il 24 di novembre dell’anno scorso. Con la sua macchina è finito sui binari della Trento – Malè, a San Michele all’Adige, ha rotto la barra che scende quando il treno è in arrivo, è sceso dall’auto e ha cercato di spostarla. Un gesto istintivo, dettato certamente dalla preoccupazione che 32

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quel pezzo di legno potesse creare problemi, intralcio. In quel momento è sopraggiunto il convoglio della Trento – Malè e per Bruno Tait, 73 anni, non c’è stato nulla da fare. Eppure siamo qui a raccontarlo, perché altrimenti non è possibile fare dal momento in cui la moglie Livia ci apre le porte dell’azienda – le Costruzioni meccaniche Bruno Tait di Mezzolombardo – dove insieme hanno condiviso una vita di lavoro e dove, da una decina d’anni, il vulcanico Bruno, per tutti “el Zili” (soprannome della sua famiglia) stava raccogliendo i pezzi della stra-

ordinaria collezione che ora andiamo a raccontare. Già. Parte dell’azienda metalmeccanica – una realtà di qualità nella produzione di macchine complete su progettazione – è da tempo una


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sorta di museo (e se lo diventasse per davvero i visitatori non mancherebbero certo…) delle auto d’epoca. È qui che ci accoglie Livia Tava, la moglie, attiva e combattiva più che mai, a dispetto del grande dolore che l’ha colpita. “Lui avrebbe voluto così, perché Bruno era ottimismo, voglia di fare, entusiasmo. E allora mi sono detta: vado avanti come lui fosse ancora qui, con noi”. Quel “noi” comprende l’intera famiglia Tait, perché i tre figli – Gianluca, Nicola ed Elisabetta – lavorano tutti in azienda, con ruoli diversi ma con la stessa tenacia che papà ha saputo trasmettere loro. E ci lavora ancora la signora Livia: “Sì, la nostra vita è stata tutta casa e lavoro, io stessa per anni e anni sono stata addetta alla verniciatura. Una volta capitò qui un giornalista di un importante settimanale. Era impegnato in una inchiesta sulle donne che svolgevano mansioni particolari. Ma verniciare i manufatti metallici prodotti da noi non mi sembrava poi così strano”. Stop. È necessario alzare lo sguardo, adesso. Perché nel grande garage che ospita le trenta auto d’epoca – e altro materiale da collezione, sempre i motori come protagonisti - che Bruno Tait possedeva, adesso… c’è ancora lui. La signora Livia ha voluto che una enorme, sorridente gigantografia del marito accogliesse tutti quelli che si trovano a passare da quelle parti. Non è una foto qualsiasi, peraltro. Di immagini che raccontano la vita piena di Bruno Tait se ne trovano molte, in azienda. Con piloti famosi, lungo i tracciati di gara

della Formula 1 – era un ferrarista accanito -, con personaggi della politica nazionale. La gigantografia di Aldo Moro testimonia della sua fede e del suo credo politico: democristiano, quando c’era la Democrazia cristiana. Ma quella immagine gigante, che Livia Tava saluta ogni mattina, quando arriva in azienda, ha una storia tutta particolare. Perché se è vero che ufficialmente l’a-

zienda metalmeccanica è operativa dal 1962, è anche vero che il primo giorno di lavoro vero e proprio porta una data precisa: 22 novembre 1961. Bruno Tait - autodidatta, corsi serali, dieci anni come apprendista meccanico, una fresa la prima macchina brevettata, pezzi di recupero, cambi e ferro assemblati con passione e maestria - inizia quel giorno il cammino professionale che l’avreb33

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C’È ANCHE IL RITORNO AL FUTURO

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una trilogia che ha fatto epoca, nella storia del cinema, quella di “Ritorno al futuro”. Ed impossibile dimenticare la mitica macchina DeLorean, il veicolo per viaggiare nel tempo usato da "Doc" Emmett Brown (Christopher Lloyd) e Marty McFly (Michael J. Fox), partendo dalla cittadina di Hill Valley, luogo immaginario situato nella California settentrionale. Nella trilogia, la macchina del tempo è stata costruita da Doc con una normale DeLorean DMC-12 che per viaggiare nel tempo necessita di una scarica di 1,21 gigawatt. E allora? Direte voi. Semplice: una DeLorean la si trova anche nella collezione di auto d’epoca che Bruno Tait aveva allestito con passione. E quando nell’officina-museo arrivano in visita gruppi di appassionati del settore, siatene certi: una delle macchine più fotografate è proprio lei, la DeLorean del 1981. In tutto e per tutto sorella di quella che è ritornata nel futuro.

be portato, con a fianco la moglie, con l’apporto dei figli, con i molti operai cui avrebbe dato un posto di lavoro, a creare una importante realtà metalmeccanica, non solo del Trentino. E se il 22 novembre era stato il “vero” inizio, allora il 22 novembre del 2011 è stato il giorno della festa, a cinquant’anni esatti di distanza, per ricordare una avventura umana ed imprenditoriale. “Era un martedì - ri-

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corda Livia Tava - ma lui ha voluto a tutti i costi che la festa fosse proprio quel giorno. Perché, mi disse, non si sa mai cosa può accadere. Quel giorno fu scattata la foto che oggi

domina, con il suo sorriso, il garage. Due giorni dopo c’è stato l’incidente”. E le targhe d’oro dell’associazione che raccoglie i collezionisti delle auto d’epoca - dopo attenta valutazione vengono concesse da apposita commissione che oggi fregiano tutti i veicoli in quel di Mezzolombardo, raccontano di anni di ricerca, di presenze alle manifestazioni dove le auto storiche sono protagoniste, di feste e matrimoni nei quali proprio le affascinanti protagoniste a quattro ruote che Bruno Tait metteva a disposizione per l’occasione, hanno assicurato un tocco in più. Perché quelle lucide carrozzerie, quei dettagli curatissimi, quei sedili in cuoio, quelle forme capaci di dirci che il design era avanguardia già negli anni Venti del secolo scorso, sono davvero parte della nostra storia oltre che della vita quotidiana, così come è andata a dispiegarsi con l’avvento del motore a scoppio. Eccole, le protago-


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IL CERTIFICATO È STORICO

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niste. Sotto lo sguardo di Bruno Tait, che tutte insieme, lì, nel garage della sua azienda, le ha fortemente volute, coccolate, accudite. La Wolseley Saloon nine hp del1934, e ti aspetti di vedere Rodolfo Valentino alla guida. La DeLorean del 1981, che ritorna al futuro e della quale raccontiamo a parte. La Ferrari Testarossa, e basta la parola. La Lamborghini Countach 500 s, realizzata in 326 esemplari. Una Rolls Royce 20/25 del 1934. La Mercedes nera 220 se cabrio del 1961. La Ferrari Dino 246 GT del 1971. La Chevrolet Corvette C1 del 1961. Un’altra Mercedes, la 190 SL Roadster del 1960. E la Mercedes 300 nera che potrebbe esse-

utti veicoli d’epoca che Bruno Tait aveva acquisito con passione - ed oggi materiale di un potenziale museo dal sicuro richiamo - possiedono l’omologazione ASI (Automotoclub Storico Italiano), costituito nel 1966 e riconosciuto Ente morale di diritto privato. Si tratta di una Federazione composta da 250 club federati e 29 club aderenti, che riunisce oltre 140 mila appassionati di veicoli storici e rappresenta istituzionalmente il motorismo storico italiano. Promuove così la conservazione ed il recupero di qualsiasi veicolo a motore che abbia compiuto vent’anni (autoveicoli, motoveicoli, ciclomotori, veicoli militari, macchine agricole e industriali, veicoli commerciali, natanti e aeroplani), valorizzandone l’aspetto culturale, che deriva dal fatto che questi mezzi sono stati “protagonisti attivi e insostituibili della storia del Ventesimo secolo, esprimendone l’evoluzione tecnica, di costume e sociale”. Oggi, i veicoli certificati dall’ASI, in possesso del certificato di identità sono oltre 45 mila. La qualità dei veicoli certificati è molto alta, perché il Regolamento Tecnico dell’Ente Federale viene applicato in modo assai rigoroso: l’autenticità e l’originalità dei veicoli diventano elementi essenziali per ottenere il Certificato di identità che l’ASI rilascia quale corredo storico dei veicoli esaminati dalla propria Commissione Tecnica. Inutile dirlo: tutti i veicoli di “casa Tait” hanno superato tutte le verifiche. E si fregiano, tutti, della targa ASI. re quella usata a suo tempo dall’allora cardinale Montini (poi papa Paolo VI) a Milano. Potrebbe, perché - i casi della vita - a pochi chilometri di distanza, a Mezzocorona, c’è chi ne possiede una uguale e dunque inutile cercare di stabilire verità storiche automobilistiche su questo. E c’è la Rolls Royce gialla

che - si dice - è stata usata in un film con Adriano Celentano ed Ornella Muti. Ma questo importava poco a Bruno Tait. Era la passione per le auto, per quelle che sanno trasmettere, a muoverlo. “Le chiamava le me pope” ricorda la moglie. È con una Ferrari, nel 1991, che è iniziata la “raccolta”. Ed è una Ferrari “irraggiungibile”, la GTO, il suo sogno mai realizzato. Una passione recente, a ben guardare, una sorta di evoluzione di quello stare in mezzo a tutto ciò che avesse a che fare con la meccanica. Bruno Tait fu capace, per dirne una, di costruirsi una gru in officina, pezzo su pezzo e poi smontarla. Parte della storia di un uomo che, infaticabile, mai fermo, era davvero - per dirla come si usava - tutto casa, chiesa e lavoro. Sì: la famiglia, la fede (con uno spazio particolare per padre Pio) e la sua azienda. Dove, oltre alle auto d’epoca, aveva voluto tante piante, tanto verde. La Ferrari Testarossa e il faggio rosso, i carpini e una vettura del 1920, di quelle delle comiche di Ollio e Stanlio, i fiori e il volante. Questo era Bruno Tait. Il collezionista che non c’è più e che nella sua azienda, a casa sua e in quel garage stipato di auto storiche, c‘è ancora, eccome. ■ 35

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VEDERE IL MONDO trentinoattualità

di Tiziana Tomasini

VEDERE IL MONDO (A MODO NOSTRO)

Non vedenti o ciechi, ipovedenti. Due sfumature di un universo che abbiamo voluto esplorare, raccogliendo alcune significative esperienze, sentendo il racconto delle loro giornate, provando e condividendo qualche sensazione… ed abbiamo visto finalmente la luce in questa, per noi, ignota dimensione

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roviamo a pensare a quante volte in un giorno pronunciamo il verbo “vedere” …Fateci caso. “A che ora ci vediamo?” “Ti ho visto da lontano”, “Che film hai visto ieri?” “Ti rivedo volentieri!” E così via. Sono frasi che fanno parte del nostro linguaggio quotidiano. Proviamo adesso ad azzerare il concetto, a fare a meno di quel verbo e del suo significato ed a chiudere gli occhi. Proviamo a NON VEDERE. Quando, da bambini, ci si metteva la benda sugli occhi e si giocava a moscacieca, il mondo diventava buio all’improvviso. C’è chi vive sempre 36

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in quel buio, come con la benda sugli occhi, o comunque vive vedendo solo qualcosa, come nella penombra. Sono i ciechi o non vedenti, sono gli ipovedenti, sono coloro che non vedono o percepiscono solo ombre. Ma come vive un cieco oggi? Quanto e in che modo la tecnologia viene in suo aiuto? Che vita vive un non vedente? Qual è il posto dei ciechi nella nostra società? A rispondere a questi interrogativi, le parole precise e definite, quanto mai chiare, di Ferdinando Ceccato, di Francesca Fugatti, di Walter Faes. Ferdinando Ceccato,

presidente della Cooperativa Sociale IRIFOR del Trentino Nella nuova sede di via Malvasia a Trento le porte si aprono automaticamente al segnale acustico, gli spazi sono ampi e di largo respiro, i punti luce sono frequenti e posizionati secondo un ritmo ed un ordine rigorosamente studiato. I colori sono generalmente neutri, eccetto pareti e banconi dai colori primari, quali rosso e blu. Ogni scritta – dalle targhe affisse sugli uffici alle informazioni di carattere generale sulle pareti – è affiancata dal cor-

rispondente carattere braille. Per raggiungere l’ufficio nel quale si terrà il colloquio, fatichiamo paradossalmente ad orientarci, lasciandoci guidare dal presidente. Nel moderno openspace, tra telefoni che squillano e che prontamente vengono messi a tacere, Ferdinando Ceccato esordisce subito con i numeri: in Trentino ci sono poco più di 1000 tra non vedenti e ipovedenti. La realtà associativa si articola in una molteplicità di servizi, tra i Ferdinando Ceccato, attivissimo presidente IRIFOR Trentino


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quali spiccano la stamperia braille di Borgo Valsugana, il camper per l’oculistica mobile, l’attività di prevenzione e quella ambulatoriale, l’assistenza scolastica. Da queste premesse, la certezza che il Trentino è un’isola felice. Per quali aspetti? Partiamo dalla scuola. La nostra – quella trentina – è l’unica realtà che garantisce al non vedente la presenza in aula del facilitatore delle comunicazioni: conosce la pedagogia, conosce le tecniche didattiche, comunica con l’alunno, con gli insegnanti e le famiglie; e poi ci sono altri progetti ad hoc, dal lettore a domicilio al corso di informatica. Dalla scuola allarghiamo alla cultura. Esiste una vastissimo catalogo di “libri parlati”, con i testi registrati loc almente. At traverso lettori con tasti anche grandi si può stoppare, tornare indietro, ascoltare capitolo per capitolo, sottolineare le parti che interessano e riascoltare solo quanto evidenziato. Parliamo di dodicimila volumi, disponibili su cd, girabili a richiesta su chiavetta o, “… per i più aggiornati …”, rintracciabili sul sito internet attraverso la specifica password. La tecnologia apre tante porte e tanti portali, offre concrete opportunità, consente di accedere in maniera allargata al mondo e alle conoscenze; certo ci vuole un minimo di predisposizione … In ogni caso, esistono strumenti semplici anche per chi non ha avanzate conoscenze informatiche. Qualche esempio? Il telefonino con la sintesi vo-

cale per chiamate e messaggi [ce lo fa sentire, le parole sono velocizzate e impossibili da interpretare per i non addetti ai lavori] e l’orologio con la vibrazione differenziata per ore e minuti [proviamo anche noi, Ceccato ci fa sentire e riconoscere ora e minuti e rivela che questo tipo di orologio è utilissimo anche in riunione, specialmente se noiosa ... ] Di grande rilievo il discorso relativo alla mobilità dei non vedenti e degli ipovedenti. Per chi vuole essere autonomo, sono sempre attivi corsi per l’uso del bastone bianco, per prendere i mezzi pubblici, per attivare il semaforo sonoro che consente di attraversare la strada, per sapersi orientare. Per chi vuole imparare, vengono messi a disposizione istruttori con progetto sul singolo, da un minimo di dieci ad un massimo di quaranta ore, a seconda dei tempi soggettivi di apprendimento. La nostra provincia offre ai disabili la possibilità di muoversi al 100%: ogni persona ha a disposizione un budget chilometrico annuale. E la mobilità è importante, anzi fondamentale per chi non ci vede: dà indipendenza ed autonomia, oltre ad accrescere la propria accettazione verso la disabilità. Questo tipo di autonomia cresce parallelamente all’autosufficienza domestica: ci sono corsi di cucina, di cucito, di piccola manualità. Come non imparare ad usare il conta tempo, la bilancia parlante, il guantone per non scottarsi, il termometro per misurare la temperatura e la pressione, l’indicatore dell’indice glicemico? Ogni conquista


trentinoattualità noscere attraverso l’udito, il tatto, l’olfatto. Un’occasione per conoscere se stessi e riconoscere chi ci sta vicino.

Francesca Fugatti, tante passioni tutte realizzate

ha il sapore di una vittoria, racchiude risvolti pratici e positive conseguenze di ordine psicologico. Sapersela cavare sempre e ovunque apre anche alle possibilità lavorative: le classiche attività dei non vedenti sono il/la centralinista e il/la fisioterapista; esistono comunque anche non vedenti che svolgono la professione di insegnanti, avvocati, liberi professionisti, giornalisti. Ed anche se le innovazioni tecnologiche riducono per certa parte le assunzioni – basti pensare ai centri con risposte automatiche – è pur vero che per i non vedenti esistono opportunità di impiego e di inserimento sociale. In questi anni è stata promossa e realizzata una grande opera di sensibilizzazione sul territorio nei confronti dei non vedenti. Da citare l’eccellente iniziativa del primo “dialogo al buio” tenutosi al Mart nell’inverno 2003/2004, sulle cui basi sono poi nati i “concerti al buio” ed l’ormai famoso e frequentatissimo “bar al buio”, che si apre alla cittadinanza nel periodo delle Feste Vigiliane. Un modo per i vedenti “ammalati” di inquinamento luminoso di calarsi in una dimensione diversa, di affidarsi a persone che non vedi, a co-

Francesca Fugatti: centralista, cantante, sportiva L’incontro con Francesca è da raccontare, perché della sua storia ci hanno colpito il coraggio, la tenacia, la voglia di fare e di conoscere. Nell’affollato ufficio pubblico di centro città, nel quale svolge la funzione di centralinista, ci viene incontro con il bastone bianco. Impossibile non considerare, da subito, il suo aspetto fisico: un bel sorriso, abiti eleganti, in perfetta forma. In una parola, bella. Decisamente bella. Così, improvvisamente, quel bastone perde importanza e lascia spazio – al fluire delle sue parole. Francesca ha 34 anni. Ipovedente dalla nascita per una malattia degli occhi scientificamente definita come retinite pigmentosa, perde la vista all’età di 22/23 anni. Un processo lento, graduale, impossibile da fissare in maniera precisa. Fondamentale in questo difficile periodo la determinante figura materna, che l’ha spronata a raggiungere l’autonomia delle piccole cose. E che si traduce anche in forza di carattere, in sicurezza. Afferma con maturata tranquillità che l’ipovedente fatica più del non vedente ad accettare la propria situazione di disabilità. Il cieco totale è aiutato da subito, il suo status è palese per tutti; l’ipovedente da un lato cerca di nascondere, fin quando è possibile, la sua difficoltà visiva; dall’altro, nel momento in cui cerca aiuto, viene a volte sottovalutato, poco compreso perché non facilmente identificabile. Il meccanismo – dice Francesca – è molto simile a quello del lutto o della separazione da una persona cara; mentre nel primo caso

devi accettare che quella persona comunque non la vedrai più, nel secondo caso sai che quella persona ancora esiste ma non più nella tua vita. L’importante è riuscire ad accettare, anche nel tempo, la propria situazione, sia per se stessi, sia per gli altri. Una limitazione che non si riesce a interiorizzare diventa un ostacolo anche nei rapporti con il prossimo. Chi non vede, ascolta, sente, tocca, annusa un po’ di più degli altri. E col tempo affina delle tecniche che gli consentono di vivere serenamente. Ci facciamo raccontare come si può vivere. Francesca ama lo sport, che pratica regolarmente. Lo ritiene fondamentale per mente e corpo: essere elastici e dotati di riflessi pronti in condizione di cecità migliora decisamente la qualità della vita e limita i fattori di rischio,

quali ad esempio le cadute. Ha tessere sportive di ogni genere, ma per alcune attività di movimento (come lo sci) è necessaria una guida che non sempre si ha la fortuna di trovare. O si partecipa alle uscite collettive che l’associazione sportiva dei non vedenti organizza o … si trova un moroso sportivo! In virtù del suo spirito libero ed indipendente, gira tanto da sola per la città; considera Trento un’isola felice per la disabilità: esiste la possibilità di muoversi gratuitamente (con un massimo di 13.000 chilometri all’anno), anche se ci tiene a considerare che queste attenzioni particolari non devono essere interpretate come “dovute” , bensì vissute sempre come un privilegio. Da assaporare. D’altronde lei, che viaggia molto anche all’estero, lo sa bene cosa c’è fuori. È stata

La squadra locale di torball - presente anche l’atleta Walter Faes - fermata dall’obiettivo in due momenti: la conquista dello scudetto e l’allenamento settimanale in palestra 39

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trentinoattualità in Brasile ed stata anche in Colombia; nel paese sudamericano le hanno addirittura smontato il bastone bianco per verificare se contenesse droga! Certo anche la città rivela situazioni insidiose e possibili pericoli per i non vedenti, come le biciclette parcheggiate sui marciapiedi – chi scrive si scusa “in diretta” - ed i voluminosi sacchi azzurri della differenziata; il contatto con una lattina fuoriuscita dal sottile involucro nel giorno di raccolta le ha procurato una ferita al piede. Dai suoi viaggi ama portare a casa i sapori del mondo: conserva le spezie in vasetti etichettati in braille, anche se l’olfatto è di grande aiuto, e permette di riconoscere al volo ogni aroma. Le piace cucinare (il padre era un cuoco), utilizza una bilancia parlante ed elettrodomestici con tasti e rotelle particolari per un uso sicuro e immediato. Come tutte le donne, adora fare shopping, “sente” il modo in cui i tessuti le stanno addosso, si lascia consigliare nei negozi di fiducia. Cura molto il suo aspetto, sia per se stessa sia per l’altra importante attività che svolge al di fuori dell’orario d’ufficio e delle sedute in palestra: il canto. Francesca canta ai matrimoni e nei pianobar: ci mostra la copertina di un cd sul quale è

incisa la sua voce. Possiamo immaginare l’impegno delle prove, lo studio dei testi, l’emozione di esibirsi davanti al pubblico. D’altronde l’avevamo annunciato: una vita intensa, una voce da ascoltare, una storia da raccontare. Walter Faes, presidente del “Gruppo Sportivo Dilettantistico non vedenti Trento onlus” Voce forte, stretta di mano vigorosa, senso dell’umorismo. Una bella tripletta, per usare la terminologia sportiva. Walter Faes – non vedente, campione di sci alpino, presidente e molto altro – parla del significato dello sport : a fianco di una prima finalità ludico – ricreativa, di socializzazione e di risvolti anche terapeutici, un cieco può intraprendere un’attività agonistica. Tolta qualche rara eccezione, “il cieco fa veramente di tutto”. Snocciola una serie di esempi del settore dell’atletica: corsa, salto in alto, maratona, mezzo fondo; il tutto è reso possibile grazie a corde che tracciano il percorso ed a segnali acustici specifici, quali ad esempio ticchettii ritmici e campanellini. Oltre all’atletica cita il nuoto (si impara a SENTIRE la corsia ) ed il ciclismo. Quest’ultimo sport prevede l’utilizzo del tandem e … “

E a cuneo il neosindaco dice “Quello che conta è ascoltare”

C

ome slogan per la campgana elettorale ha usato un “Cuneo guarda avanti” dai forti accenti autoironici. Lui è Federico Borgna, ha 38 anni, ed è il primo Sindaco d’Italia non vedente. Non ha nessun problema a parlare del suo handicap. “Un sindaco –dice Borgna – deve saper ascoltare: è solo con l’ascolto e il confronto che si possono conoscere i bisogni delle persone”. Nel ballottaggio del 20 maggio scorso, il candidato centrista ha sconfitto l’avversario sostenuto dal Pd, Gigi Garelli. Borgna è stato eletto con 59,88% dei suffragi. naturalmente guida il vedente!” Per gli sport di squadra ci spiega le varianti di due attività similari, il torball ed il goalball, che prevedono l’utilizzo di un pallone sonoro da far rotolare. Vanto tutto nostrano, la vittoria del campionato di serie A. Niente male! Gli sport invernali parlano invece indiscutibilmente di sci: per chi dispone di un residuo di vista, cioè l’ipovedente, è sufficiente che chi conduce indossi colori forti, facilmente distinguibili; il cieco totale deve invece essere preceduto dalla guida che dà la direzione con indicazioni vocali. “Eh sì – sorride – il cieco deve fidarsi ciecamente!”

Anche nell’ambito sportivo emergono tuttavia delle problematiche: c’è il reale bisogno di gente giovane, di nuove linfe, di chi ha voglia di sudare … i non vedenti che fanno sport sono più o meno sempre gli stessi; collegato a questo concetto, il fatto che le risorse, più che verso lo sport, sono indirizzate ad altre priorità nel mondo della disabilità. Pur ribadendo che la situazione del Trentino in questo senso è ottimale, il discorso economico in questi periodi di crisi ha effettivamente il suo peso. Per diffondere e promuovere l’attività sportiva dei non vedenti, Walter tiene anche pe-

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A Pergine il judo è anche per i non vedenti: eccoli in piena attività

riodici incontri nelle scuole; è un modo per far conoscere in senso più ampio la situazione generale di chi convive quotidianamente con una disabilità. E conclude con una esilarante battuta: “… e poi ricordo sempre ai bambini (anche se gli insegnanti mi guardano male, lo so) che se mi vedono alla fermata dell’autobus mi devono dire se vicino c’è una bella ragazza … se invece c’è una vecchietta non devono assolutamente segnalarmela!” E una volta in settimana… botte da orbi! Si trovano per fare judo ogni mercoledì sul far della sera, con costanza e determinazione. Sono sei, arrivano a Pergine Valsugana con il pullmino da Tione, Fai della Paganella, Trento. Hanno contagiato perfino l’autista, Maurizio, che sceso dal mezzo non si limita ad accompagnarli in spogliatoio: si allena anche lui insieme a loro. Annalisa, Edoardo, Cinzia, Alessia e Giuseppe indossano il classico completo - il “judogi” – e stringono bene la cintura. Bianca, per il momento. Sì, perché il 23 maggio saranno infatti impegnati a sostenere l’esame di passaggio di grado insieme a tutti gli altri atleti della palestra. Medesimo allenamento, stesse opportunità, con pochissime limitazioni. Anche gli ipovedenti e i non vedenti possono praticare quest’arte marziale, ve lo as-

sicuriamo. Siamo andati ad assistere ad un allenamento in palestra, li abbiamo visti in azione, li abbiamo fotografati. E ce lo conferma convinto anche il maestro del sodalizio perginese “Judo Tarabelli Pergine”. Mentre i ragazzi eseguono gli esercizi di riscaldamento guidati dalla voce del tecnico Andrea, l’allenatore racconta con soddisfazione la nascita del progetto – partito nel 2011, unico in regione e riconosciuto dal CSI - , il percorso atletico, i risultati ottenuti. Ma evidenzia soprattutto la loro capacità sensoriale, decisamente superiore al normale. In questo sport che è essenzialmente di contatto e che mette al primo posto il senso del tatto, i non vedenti hanno dimostrato capacità di apprendimento superiori al normale. In dieci/dodici lezioni hanno raggiunto un livello ottimale di judo, sia a livello teorico, sia a livello pratico. A dimostrazione che la disabilità non è un fattore limitante, su tanti fronti. Uno tra tutti, lo sport. Anche i timori iniziali dei tecnici qualificati sulle modalità di relazione si sono istantaneamente dissolti e risolti alla prima lezione. Tra un piegamento e una caduta, tra una mossa e una tecnica da provare, non mancano le risate e il senso dell’umorismo: la battuta delle “botte da orbi” arriva proprio da loro. E ci sembra il miglior modo per affrontare le difficoltà della vita, a prescindere da quello che ci manca, da quello che cerchiamo o da quello che ancora non abbiamo. ■

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Patrizia mirigliani: il valore delle donne Nata a Trento, la figlia dello storico patron di miss italia, enzo, ricorda la sua infanzia trentina e spiega perché il suo concorso non ha niente a che fare con certi stereotipi legati alla “donna oggetto”

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atrizia Eugenia Mirigliani è nata a Trento il 27 ottobre del 1957 ed è la figlia del compianto Enzo, il patron storico di Miss Italia. Il suo sogno era quello di fare la regista o la giornalista di spettacolo, ma il papà l’ha voluta a Roma, nell’ufficio della Mirem, a due passi da piazza del Popolo e da qualche anno Patrizia ha preso in mano le redini del concorso di bellezza più importante d’Italia, occupandosi personalmente dell’organizzazione. Una curiosità: nell’estate del 2008, a Montecarlo, Fernanda Casiraghi, presidente dell’AIIM, l’associazione degli Imprenditori Italiani nel Principato di Monaco, ha consegnato a Patrizia Mirigliani un riconoscimento attribuito alle “professionalità italiane che si distinguono a livello mondiale”. Mi parla dei suoi ricordi trentini? Le radici trentine ricorrono in tutte le interviste che rilascio, pur essendo figlia di meridionali: mio padre era calabrese e mia madre pugliese. Il Trentino è la storia della mia infanzia, della mia giovinezza e qui ho i ricordi più belli. In quale zona abitava? Da bambina, in piazza Cantore, quindi zona Cristo Re e poi più avanti sono andata ad abitare in via Rosmini. Ho tanti amici a Trento, amicizie non legate alla professione, ma autentiche, in tutti i sensi. La domenica dove andavate, montagna o lago? Sono sempre stata una fan del Bondone: andavo spesso a Vaneze a prendere il sole. Ma ho sempre apprezzato anche i laghi. Andavo a Caldonazzo, San Cristoforo e Levico. Anche la parte trentina del Garda l’ho frequentata molto. Ricordo 44

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che a volte si sconfinava e si andava in Alto Adige, con la famiglia, a fare delle meravigliose merende al lago di Caldaro, percorrendo la strada del vino. Ogni tanto ci torno con la mente perché sono stati momenti stupendi. Allora eravamo molto spensierati... Quanto hanno contato le radici trentine nella sua vita? L’ordine e il rispetto delle regole, tipico del Trentino, che ho sperimentato durante i miei anni di gioventù evidenziano in negativo quanto avviene nelle altre regioni. A Roma, ad esempio, la città in cui vivo, per andare in Comune a chiedere un documento bisogna prepararsi ad un’attesa lunghissima. Su da noi era tutto più semplice. Insomma, un rigore, quello trentino, che ho applicato alla mia vita di tutti i giorni. Quali sono stati gli insegnamenti che le ha dato suo padre Enzo? Sono stati tanti, certo. Uno fondamentale è quello legato all’indipendenza. Mi diceva: ”Le donne si devono realizzare, perché devono essere indipendenti: ne hanno le capacità”. Una donna deve prima realizzarsi professionalmente, poi giustamente pensare anche ad una famiglia. Mio padre guardava a me come ad una donna che soprattutto avesse le idee chiare sul suo futuro. Altra sua preoccupazione nei miei con-

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fronti era che imparassi ad affrontare la vita con semplicità, con amicizie vere. Mi diceva spesso: ”Non credere al divismo del mondo dello spettacolo, ma ai valori della vita”. Ha sempre aiutato la famiglia a crederci in queste parole e soprattutto ad avere un comportamento corretto, perché la correttezza alla fine, viene apprezzata. Veniamo a Miss Italia. Come si vivevano i preparativi di questa grande manifestazione in casa Mirigliani? Ricordo che mia madre, quando avevo 11 anni, mi ha fatto fare un vestitino giallo da una sarta di Trento, con delle

Certi modelli di donna oggetto il mio concorso non li condivide. Pur trattandosi di un concorso di bellezza Miss Italia ha mantenuto un appeal molto familiare e semplice, che è stato anche la forza di questo concorso.


trentinoincontri piccole pietrine. Fu il mio primo abito da sera, da mettere al mio debutto a Salsomaggiore. Avevo anche le scarpette con un po’ di tacchetto, che mi facevano sembrare già una signorina. Poi crescendo sono entrata sempre di più nel meccanismo organizzativo; così Miss Italia divenne pian piano anche un’occasione per uscire da Trento e andare a conoscere il mondo. Ogni anno, al concorso da lei diretto, salta fuori una polemica? È una tattica per fare audience? Non mi scandalizza ammettere che è semplicemente di moda. Oggi non si fa la televisione per piacere, ma si fa la televisione per gli scoop. Gli attuali palinsesti dimostrano che il pubblico è cambiato clamorosamente. Una volta guardavi le prime serate, con le trasmissione storiche, dirette dai grandi come Antonello Falqui, e non ti rendevi conto che si trattava di piccoli capolavori. Oggi i programmi si basano sul gossip, sulla trasgressione, sul proibito e da questo capisci che è cambiato il mondo, è cambiata la gente. Ricordo con amarezza la lite di Mike Bongiorno con Loretta Goggi a Miss Italia 2007. Come ha vissuto quell’episodio? Mike Bongiorno, amico da sempre di mio padre, era una persona di grande temperamento e personalità; di contro, la Goggi è un animale da palcoscenico. Mettere insieme due personaggi dalla personalità così forte era già difficile di per sé, poi c’è stato questo problema di non aprire subito il sipario alla Goggi e poi tutto il resto... Mi è dispiaciuto

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Oggi non si fa la televisione per piacere, ma si fa la televisione per gli scoop. Gli attuali palinsesti dimostrano che il pubblico è cambiato clamorosamente. Una volta guardavi le trasmissione storiche, dirette dai grandi come Antonello Falqui, e non ti rendevi conto che si trattava di piccoli capolavori.

molto, anche se all’inizio pensavo che facesse parte del copione o fosse una gag, perché mi pareva inverosimile. Una cosa piacevole è che abbiamo avuto una Miss Italia trentina... È stato un episodio significativo. Tutte le regioni hanno le loro bellezze e ce ne sono veramente tante, ma trovare una bella ragazza del nord, con magnifici occhi azzurri, una ragazza alla mano, non è passato sotto silenzio. Devo dire che Claudia (Andreatti, Miss Italia nel 2006 ndr) continua a rappresentare l’idea della ragazza della porta accanto, con le caratteristiche che abbiamo detto prima, legate proprio alla terra trentina e quindi serietà e voglia di crescere, di realizzarsi. Come si concilia un concorso di bellezza con l’immagine di una donna oggetto che la società pare voler divulgare in ogni campo? Questa è una bella domanda e per me è un piacere parlarne. Io non vedo il mondo delle donne diviso fra le belle che fanno i concorsi e le altre. Miss Italia è riuscita a far capire che questi mondi – apparentemente separati – in realtà sono uno solo: quello delle don-

ne belle dentro e belle fuori. E questo è quello che conta. Diciamo che certi modelli di donna oggetto il mio concorso non li condivide. Pur trattandosi di un concorso di bellezza Miss Italia ha mantenuto un appeal molto familiare e semplice, che è stato anche la forza di questo concorso. Le donne di Miss Italia sono le donne che studiano, che lavorano, che fanno quello che vogliono e che hanno anche la componente della bellezza, che non è solo quella delle misure canoniche 9060-90, ma anche un contesto di armonia della persona. Tutto ciò è molto lontano dallo standard di “donna oggetto”. So che lei è molto sensibile al grande tema della solidarietà. Quali sono i motivi che determinano il suo amore verso il prossimo? Questo sentimento nasce in maniera naturale, anche in seguito all’esempio che ho ricevuto dalla mia famiglia. La solidarietà è un moto dell’anima che dobbiamo sempre tener presente perché in molti casi basta poco per aiutare una persona, non solo materialmente ma anche sotto forma di incoraggiamento. Il fatto di essere attorniata da migliaia di ragazze, che di esempi hanno bisogno, mi spinge a comportamenti etici che possano essere seguiti e virtuosamente imitati. ■ 45

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ei giorni di festa destinati, ancora una volta, a riversare un fiume di persone lungo le vie cittadine e ad offrire a residenti e turisti un fitto calendario di spettacoli, concerti, disfide in costume, eventi espositivi, golose proposte per il palato. Ecco le “Feste Vigiliane” di Trento che andranno in scena quest’anno – e sarà l’edizione numero 29 dell’era moderna – da giovedì 21 a martedì 26, giorno della Festa patronale di San Vigilio. Per l’allestimento della manifestazione, l’Amministrazione comunale di Trento – che da sempre promuove l’iniziativa – ha confermato il rapporto diretto con il Centro Servizi Culturali “Santa Chiara” che, dopo averne concordato il programma, ha trovato anche quest’anno la disponibilità del collaudato Comitato presieduto da Guido Malossini di assumersi gli oneri organizzativi. La contrazione delle disponibilità finanziarie che, in questo periodo di crisi, sta mettendo a dura prova gli organizzatori di molte iniziative nel campo della cultura

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“Feste Vigiliane” il fascino antico della tradizione Da giovedì 21 a martedì 26 giugno, sei giorni densi di eventi con spettacoli, rievocazioni storiche, iniziative espositive, gastronomia tipica nelle strade del centro storico di Trento

e dello spettacolo, non ha intaccato lo spirito che da sempre caratterizza questa festa popolare. E così i trentini e quanti nei giorni delle Feste soggiorneranno in città, potranno scendere in strada e immergersi in un’atmosfera genuina e gioiosa, condividere la magia di una serata di musica o di teatro, il piacere della buona tavola, l’emozione di un salto a ritroso nel tempo per rivivere storie e tradizioni antiche. Il programma, che intende come sempre stimolare anche momenti spontanei di comunicazione affidati al contatto diretto fra le persone e

che sarà anticipato, nella giornata di sabato 16 giugno, dall’ormai tradizionale Cena Benedettina sul Doss Trento, prenderà ufficialmente il via giovedì 21 con il corteo inaugurale e l’alzabandiera, preceduti dal suono della “Renga”, la storica campa-

na della Torre Civica. Sabato 16 giugno inizierà anche il servizio degli stand gastronomici. Già la prima sera, sul grande palcoscenico allestito in piazza Fiera, andrà in scena uno degli eventi spettacolari più attesi: il Tribunale di Penitenza che, quest’anno, sarà animato dall’attore – cabarettista Mario Cagol “SuperMario”. Venerdì 22 giugno sarà la volta del Corteo Storico, che sarà presentato quest’anno in una formula rinnovata, mentre la “Magica Notte”, che animerà le strade del centro storico cittadino fino all’alba, è in calendario per


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la serata di sabato 23 giugno. Il programma di quello che ormai da 5 anni costituisce l’evento clou delle Feste Vigiliane si preannuncia, ancora una volta, in grado di accontentare ogni fascia di pubblico con una proposta di “spettacolo diffuso” che comprende esibizioni live e dj set destinati ad accontentare il pubblico giovane, ma che non mancherà di coinvolgere i “ragazzi di ieri” con il revival offerto dai gruppi trentini degli anni sessanta – settanta – ottanta e con il concerto de “Le Orme” in piazza Duomo. Il giorno seguente, domenica 24, si svolgerà invece il Palio dell’Oca, la disfida sul fiume Adige fra le zattere che rappresentano i rioni cittadini che, come sempre, sarà seguita dalla “Tonca” animata quest’anno dalle gag comiche di Mario Cagol. Lunedì 25 giugno si concluderà in Piazza Fiera la 14ª edizione del Festival Acustico mentre la giornata delle Festa Patronale di San Vigilio, martedì 26 giugno, sarà caratterizzata, oltre che

dalle celebrazioni liturgiche in Cattedrale, dalla tradizionale disfida dei “Ciusi e Gobj” e dallo spettacolo pirotecnico conclusivo. Accanto agli appuntamenti della tradizione e a un ricco programma di eventi culturali e spettacoli, le “Feste” non mancheranno di proporre la consueta animazione del centro storico cittadino con la rassegna “Pittori in strada”, il “Parco delle Meraviglie”, il “Borgo di San Vigilio”, lo “Spazio al Gusto” e numerose altre proposte espositive. Sarà un programma ricco e intenso che, ancora una volta, ci guiderà alla scoperta non solo dei luoghi, ma anche dei tempi di un passato cittadino che, nei giorni della festa, potrà rivivere anche e soprattutto nel gusto dell’incontrarsi, dello stare insieme, nel piacere di stringere nuove amicizie. Una festa tutta trentina, ma che la città sarà lieta di poter condividere con quanti la vorranno frequentare con l’intenzione di scoprirne l’anima più autentica. ■

Nel periodo estivo siamo lieti di accogliervi in un contesto armonioso, lontano dal caos cittadino, con l’apertura delle nostre terrazze immerse nel verde.

Ringraziamo tutti i clienti che ci hanno riservato la loro preferenza in questi mesi. Saremo chiusi per ferie nei primi 16 giorni di luglio. Quindi, da martedì 17 saremo di nuovo a vostra completa disposizione. Vi aspettiamo! MASO FINISTERRE TRENTO - Via SS Cosma e Damiano, 6 Tel. 0461 825752 www.masofinisterre.it È gradita la prenotazione.

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Foto: Saverio Sartori

trentinoattualità

di Valeria Gasperi

“C” come crisi, come cura, come… cultura ...E come Caldonazzo, dove dal 15 al 17 giugno torna il Trentino Book Festival. grandi nomi della letteratura e del giornalismo, spettacoli e sorprese per i più piccoli

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n forma non solo di consolazione effimera, ma di progetto a lunga gittata, la prima edizione del Trentino Book Festival fu dedicata ai malati di lettura. Accorsero, in numero tanto corposo da superare anche le più rosee aspettative, regalando tanta passione, tanto interesse, tanta vivace presenza da fare di quell’evento il presuppo-

sto fondante di un percorso sempre più ricco senza abbandonare la sua originaria coerenza. È l’incipit di una bella storia, con tutti i crismi, non fosse che per il particolare tipo di “malattia” preso in carico dall’Associazione Balene di Montagna molte complicazioni si profilavano all’orizzonte. La scomoda parola “taglio”, Erri de Luca

Dacia Maraini

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preferita nella versione plurale se a usarla sono le Istituzioni e gli Enti che a vario titolo erogano servizi, ricorre da molti mesi nei discorsi fatti e ascoltati: è, in qualche modo, entrata dentro a tutte le coscienze, instillando quel senso di instabilità che solo la mancanza di disponibilità di risorse può generare, trasmettendo in alcuni un’involontaria

www.trentinobookfestival.it

disposizione alla rinuncia, a dire: non esistono fondi (altro sostantivo che ricorre piuttosto ossessivamente nei conversari moderni, a definire qualcosa di cui dev’essere negata immediatamente la consistenza), come possono esistere dei progetti. Ci si accorge, contro ogni ragionevolezza, che restar “malati” vale la pena, se non altro per non spegnere l’urgenza che la patologia porta con sé. Lo citiamo, per comodità, oltre che per pregnanza espressiva, il “furore d’aver libri (e d’ammucchiarli)” di settecentesca memoAntonia Arslan


trentinoattualità Massimo Carlotto

ria: ne teniamo buona la forza e la luce che non tradisce la matrice illuminista. Non si spegne quindi la luce accesa un anno fa, puntata con decisione sulla vittima preferita dei tagli, sull’eterna deprivata di fondi, su una Cenerentola che, a lasciarla fare, diventa la meritata protagonista di danze dalle quali non dovrebbe restare escluso nessuno. C’è crisi (tanto per chiudere la trita terna in cui figurano i sopracitati tagli e fondi) ma possiamo curarci, e senza troppa tema di costi incontrollabili. C’è la Cultura, la quale, ricorda Pino Loperfido, scrittore e giornalista, ideatore a anima del Festival, “fa bene alla società”. Provare per credere la semplice ricetta che nel giugno 2011 ha convinto moltissime persone. Via dunque a ciclismo, libri, musica, teatro nel centro storico, ma

anche nelle recondite “periferie” (Torre dei Sicconi inclusa) del piccolo ma vivace centro di Caldonazzo, dove si comincia venerdì 15 giugno alle 17, con lo spettacolo multimediale “Voci della città” di Walter Vettori e Marco Latino. All’ex Caseificio, ora battezzato Casa della Cultura, alle 18.30 Antonia Arslan con Pierangelo Giovanetti parla del suo “Libro di Mush”. Alle 19 alla Fioreria Incanto Clara Kaisermann legge le sue “Voci d’amore da una locanda”. Sempre venerdì, dalle 19.45 al Blue Coffee con Massimo Carlotto ed il suo “Respiro corto” e Tersite Rossi con “Sinistri”. Alle 20.30 al Teatro dell’Oratorio “Pippi Calzelunghe”. Alle 21 alla Casa della Cultura il “Collettivo em bycicleta” con “Io sto qui e aspetto Bartali”, ospiti Francesco Moser e Gilberto Simoni. Alle 21.30 Riccardo Gadotti con il Corpo bandistico di Caldonazzo propone “Viva Rota Viva Fellini”, viaggio letterario, ma non troppo. In tarda serata (dalle 22.30) il “dopofestival”, novità per l’edizione 2012, con la proposta per l’intera durata della rassegna di accompagnamenti musicali e vini come ingredienti (in particolare, venerdì “Bar Fly, vino e letteratura americana”, sabato “Santi bevitori. Vino e letteratura italiana ed europea”, e domenica “Della terra e del vino. Vino e lette-

Merano 2000: Sempre emozione è. ZONA ESCURSIONISTICA MERANO 2000 Merano 2000 è il luogo ideale in cui passare una giornata all’insegna del movimento e della buona cucina. Conosciuta per il panorama spettacolare, l’area propone una delle offerte più ricche in termini di tempo libero e infrastrutture. Vanta una fitta rete di impianti di risalita, facili sentieri perfettamente contrassegnati e ottimi rifugi in cui fare sosta.

LA NUOVA FUNIVIA La nuova funivia, considerata uno degli impianti a fune più spettacolari dell’Arco Alpino, porta in soli sette minuti ben 120 persone a cabina a 2.000 m d’altezza direttamente nel cuore dell’area escursionistica. La stazione intermedia rappresenta una vera attrazione per gli ospiti che possono salire e scendere tramite una spettacolare rampa.

PER LA FAMIGLIA Sono due gli spettacoli per famiglie a Merano 2000: l’Alpin Bob, con la sua pista di 1,1 km è la pista da slittino su rotaie più lunga d’Italia. E Luckis Kinderland, un grandissimo parco giochi all’aperto con uno zoo alpino, un castello gonfiabile, un angolo per arrampicare e numerosi giochi realizzati esclusivamente in materiali naturali.

The Bastard Sons of Dioniso

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trentinoattualità

Un 5 per mille al TBF

L Si parlerà del caso di Chico Forti nell’incontro con la criminologa Roberta Bruzzone

Si intitola “Il poeta delle Ceneri” la mostra fotografica dedicata a Pier Paolo Pasolini

ratura trentina”). Nella mattinata di sabato 16, alle ore 11, all’ex Caseificio Roberta Bruzzone e Sergio Damiani analizzano la vicenda giudiziaria di Chico Forti, mentre Susanne Scholl, (Blue Coffee, ore 12.30) interviene con “Da Anna Politkowskaja in poi: Russia senz’anima?”. Grande ospite della seconda edizione del Tbf, Dacia Maraini (Palazzetto, ore 15.30) con “Nel giardino dei pensieri lontani”. Al parco di Caldonazzo, verso le 16.30, un momento tutto dedicato ai bambini, con “I tre porcellini”. In teatro, sempre alle 16.30, “Booktrailer!”, esperienze di vita adolescente. Al Bar Centrale alle 17 Davide Carlucci presenta con Carlo Martinelli “Eventocrazia – come i partiti politici hanno saccheggiato l’Italia”. Alle 18.30 alla

Casa della Cultura, Claudio Sabelli Fioretti parlerà del suo “Stelle bastarde – perché gli oroscopi sono stupendi ma la vita fa schifo?”. In piazza Municipio alle ora 19 “La millesima lingua”, musica dei Kalevala. Alle 20 alla Fioreria Incanto “Ti scrivo da Sella...”. Alle 21 suoni, immagini e parole, con Lughenè – Macchie Bizzarre. Teatro alle 21.30 con Maura Pettoruso che propone “La stanza di Orlando – Viaggio nella testa di Virginia Woolf”. Domenica si comincia alle 11 al Blue Coffee con Mariapia Veladiano e “Chi legge salverà il mondo”. All’ex Caseificio alle 11 “Il misterioso mondo delle storie” con Luigi Dal Cin. Più o meno a quel’ora partirà una passeggiata letteraria fino alla Torre dei Sicconi, dove alle 14 Andrea Castelli con il Coro La Tor ricorderanno la Grande Guerra in “Venti giorni sull’Ortigara”. Tornando in piazza, al Bar Centrale alle 12.30 David Fauquemberg con Tiziana

la presentazione e lo speciale della rai

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a presentazione ufficiale del Trentino Book festival è prevista per mercoledì 6 giugno, alle 11, nella Sala Fedrizzi della Provincia autonama di Trento (Piazza Dante). La Struttura Programmi della sede Rai di Trento, invece, propone per domenica 10 giugno lo speciale dedicato all’evento, con interviste a Pino Loperfido, all’Assessore alla Cultura della Provincia di Trento Franco Panizza, al Sindaco di Caldonazzo Giorgio Schmidt e alla Vice-presidente della Cassa Rurale di Caldonazzo, Patrizia Montermini. Il servizio è di Giorgio Balducci.

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a cultura è sempre un’occasione di crescita: fa bene alla società perché insegna a vivere meglio, contribuisce ad aumentare la consapevolezza di essere cittadini, cioè parte di una comunità. Questo nel breve periodo. Nel lungo, la cultura è decisiva nella formazione di persone migliori e quindi di una comunità virtuosa e piena di attrattive. Nella dichiarazione dei redditi è possibile firmare per il sostegno all’Associazione di Promozione Sociale “Balene di Montagna”, organizzatrice del primo Festival Letterario del Trentino, indicando il codice fiscale: 02179770223. Tomasini presenta “Al mal tiempo, buena cara”. Alle 16.30 momento per i bambini al parco con “5 minuti sul lettone”. Alle 17 Luisa Gretter Adamoli presenta con Luciana Grillo il suo libro su Alfonsina Gonzaga Madruzzo. Dietro al Municipio alle 17.30 i bibliotecari della Valsugana offriranno al pubblico “La strana guerra del tenente Musil”, alla stessa ora all’ex Caseificio, lo spettacolo originale di Marzia Todero “Concerto per variazioni d’amore”. Luca Doninelli alle 18.30 al Blue Coffee parla de “La fortuna della scrittura”, alle 19 alla Fioreria Incanto Chiara Turrini e Stefania Scartezzini leggono “Antologia della malata felice” di Angela Bonanno. Erri de Luca, che ripassa in Trentino dopo il TrentoFilmfestival e prima del Trekking con l’autore estivo, presenta alle 20 al Palazzetto di Caldonazzo (assieme ad Alberto Faustini) “Il torto del soldato”. Alle 21.30 di domenica in piazza Municipio sarà la volta dell’omaggio a Giovanni Pascoli con The Bastard Sons of Dioniso e Denis Fontanari in “D’un pianto di stelle”. Molto interessanti le mostre, dall’omaggio a Pier Paolo Pasolini, in un percorso articolato in due sezioni che – attraverso percorsi diversi – esplorano l’universo cinematografico del Poeta delle Ceneri. Imperdibili, d’altra

Andrea Castelli, accompagnato dal Coro la Tor, proporrà uno struggente spettacolo sulla Grande Guerra

parte, anche le “Storie di terracotta” di Bruno Lucchi e le opere di Alessandro Fontanari Nerofonte. Insomma, il “Borgo delle Storie” – con i suoi splendidi paesaggi, le eccellenze enogastronomiche, il buon livello della ricezione turistica – offrirà ai visitatori un’accoglienza all’insegna della piacevolezza: impossibile perdersi, tra l’altro, con le nuove app studiate ad hoc da Pensareit per seguire tutto in diretta sul proprio smartphone, ma impossibile anche non entrare nel vivo della manifestazione con lo scambio di libri usati, attivato dalla Banca del Tempo dei Laghi. Un particolare, quest’ultimo, che ci riconduce alla valenza culturale e e quindi sociale – come sottolinea Loperfido – di questo festival indipendente, che – ne siamo certi – anche quest’anno lascerà un ricordo indele■ bile.


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di Fiorenzo Degasperi

Il museo etnografico di Teodone A pochi chilometri da Brunico, Val Pusteria, sull’antica via del sale e delle spezie, sorge il più grande museo degli usi e costumi del Tirolo

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ietenheim, ovvero il medioevale possedimento di Diet, chiamato altresì abitazione di Theodo – l’italiano Teodone – è un piccolo villaggio/frazione di Brunico, adagiato sulle propaggini della Tauerntal. Le sue origini si perdono nella notte dei tempi. Di sicuro qui

transitava l’antica via per Santiago di Compostela e non è un caso che la splendida chiesa sia dedicata a san Giacomo Maggiore. Il territorio di Teodone è cosparso di dimore gentilizie o nobiliari (Ansitz) e di Maierhöfen, fattorie signorili. In una di queste dimore, la Mai ram Hof (o


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Mai ram Anger), testimoniata sin dal 1365, trasformata nel 1690 in un maso padronale con residenza, fabbricato rurale e fabbricato per la servitù, nel 1976 è stato allestito il Museo provinciale degli usi e costumi. La villa, assieme a quattro ettari dove sono collocati 20 masi originali, trasferiti dalle varie valli e ricostruiti con il loro arredo, è considerata uno dei musei all’aperto più belli d’Europa.

All’interno della villa, passeggiando tra le innumerevoli sale e saloni, sprofondando nelle cantine dove un vecchio pozzo medioevale ci accoglie, inoltrandoci nell’enorme fienile, inginocchiandoci nella piccola (ma preziosa come uno scrigno) cappella barocca dedicata a Sant’Antonio da Padova, entriamo in contatto con ciò che la vita rurale ha prodotto nel corso dei secoli e che ancor oggi possiamo

incontrare entrando in qualsiasi maso del Sudtirolo. Quasi 20.000 oggetti ci introducono nel mondo della luce, del fuoco, dell’acqua, dell’aria e della terra. Facendoci capire che le cose, gli oggetti, di legno, ferro e pietra, costruiti nelle lunghi notte invernali, non hanno solo una mera funzione utilitaristica ma hanno anche un’anima. L’anima di chi li ha costruiti, decorati, usati. Il museo quest’anima

info museo

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l Museo degli usi e costumi di Teodone/Das Südtiroler Landesmuseum für Volkskunde in Dietenheim, piccolo centro a monte di Brunico dal quale dista due chilometri, è raggiungibile dal centro pusterese con il citybus: partenza ogni 30 minuti dalla stazione ferroviaria con tappa alla stazione delle corriere ed in Via Bastioni. Oppure per chi proviene dalla strada provinciale si consiglia l’uscita a Brunico est e poi seguire le indicazioni. Il museo è aperto dal lunedì di Pasqua al 31 ottobre con i seguenti orari: martedì/sabato ore 10-17 (ultimo ingresso ore 16, nei mesi di luglio e agosto la chiusura avviene alle ore 18), domenica e giorni festivi ore 14-18 (ultimo ingresso ore 17). Chiuso il lunedì a parte il mese di agosto, mese in cui il museo rimane sempre aperto. Entrata: adulti euro 6, scolari in gruppi scolastici euro 1, biglietto famiglia euro 12. Per ogni altra informazioni tel. 0474 552087, e-mail: museoetnografico@museiprovinciali.it o www.volkskundemuseum. it oppure www.musei-altoadige.it. Il museo è dotato di un negozio ove è possibile acquistare libri per bambini e di cultura regionale, e prodotti selezionati dell’artigianato artistico, ceramiche, dolci, tisane e merci di produzione sudtirolese. Inoltre, all’interno, è aperta una locanda con possibilità di ristoro. 53

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la direttrice

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lla direttrice del Museo Provinciale usi e costumi di Dietenheim/Teodone, solerte e creativa organizzatrice della struttura etnografica, abbiamo posto le domande di rito. Qual è al giorno d’oggi la “missione” di un museo etnografico? Conservare soltanto o diventare motore di ricerca? Il ciclo dell’anno e della vita con usanze e festività religiose dominava per più secoli la vita quotidiana della gente alpina. Al giorno d’oggi dove tutto cambia velocemente l’uomo sente il desiderio verso un sostegno e le proprie radici. Nel Museo etnografico il visitatore si immerge in un mondo di vita quotidiana di un tempo e si confronta con il proprio passato. Soprattutto famiglie visitano il museo. Attraverso i nonni, i quali conoscono i masi, gli attrezzi e gli oggetti dalla propria esperienza apprendono il passato e lo tramandano alla prossima generazione. La collezione del museo comprende circa 60.000 oggetti, i quali non vengono solo conservati ma anche catalogati. Solo con la sua storia un oggetto diventa vivo e interessante anche per i giovani. Un grembiule blu, per esempio, può raccontare una storia personale: da chi è stato cucito, per quale occasione è stato regalato, quante volte è stato indossato, lavato e ricucito e a chi è stato tramandato. Museo e territorio: oltre ai visitatori come avviene il dialogo con il mondo “esterno”? È importante mantenere contatti non solo con i visitatori ma è altrettanto il nostro compito collegarci in rete e collaborare con altre istituzioni. Rispondiamo a richieste su diversi temi etnografici, diamo in prestito oggetti della nostra collezione ad altri musei e organizziamo feste, relazioni ed eventi assieme ad altri. Museo e scuola: affezionare ed educare. Quali sono le strade seguite per mantenere vivo il rapporto? Il nostro museo vive: le stuben dei masi vengono adoperate per i laboratori didattici o come luogo di soggiorno riscaldato durante le giornate fredde, diversi artigiani come la filatrice, il tessitore, la lavoratrice al tombolo e lo scultore vi lavorano. Sul focolare aperto della cucina brucia il fuoco, il mulino macina il grano. Chi volesse feltrare la lana delle pecore, provare un pane appena cotto, annusare le erbe aromatiche del giardino contadino, sentire i campanacci del bestiame dal Museo etnografico di Teodone può portare a casa un ricordo vivo. la raccoglie, la preserva, la valorizza e la rende al visitatore in tutto il suo fascino arcaico, magico, sacro e profano. Per non dimenticare che questi oggetti racchiudono in sé anche i valori della cultura

alpina, aiutandoci a capire che la vita non è nel museo, essa è al di fuori. Ma questi oggetti possono aiutarci ed educarci ad uno “sguardo” diverso sulla realtà che ci circonda e che, purtroppo,

Un museo da usare

I

l Museo etnografico rivolge particolare attenzione alle scuole, nella consapevolezza che soltanto attraverso l’informazione e la presentazione pratica gli studenti possono appassionarsi ad un mondo che non fa parte soltanto del passato ma che si ritrova anche a poche centinaia di metri da lì. Perché la cultura sudtirolese è rimasta ancora prevalentemente una cultura “alpina”, legata alla terra e ai suoi prodotti. Lo staff predispone ogni anno, a partire da aprile, un ricco calendario di attività per bambini e ragazze/i di tutte le età. Ad esempio quest’anno è stato attivato il corso Dal grano al pane, con la possibilità di preparare il pane tradizionale, e l’Artigianato d’altri tempi, dove è possibile osservare alcuni artigiani al lavoro: filatrice, tessitore, cordaio, lavoratrice al tombolo, mugnaio, segantino, fabbricatore di scope, ecc. C’è poi la storia della lana e della tosatura delle pecore: si effettua due volte all’anno e ciò avviene anche qui con dimostrazioni pratiche, con la possibilità di seguire tutto il ciclo produttivo. Ci sono inoltre i corsi di cucina e storia del cibo nella vita rurale e tante altre attività predisposte appositamente e che variano di anno in anno. Un’offerta stimolante e molto partecipata, affinché ciò che si vede non rimanga soltanto un’esperienza visiva.

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è quotidianamente messa in pericolo da un distorto senso del progresso. Girovagando nel museo si toccano temi come l’alimentazione, l’abbigliamento (notevole il corpus di stoffe di lino, di lana e di pelle prodotti nei masi), la religione e la medicina popolare, l’arte e l’artigianato – confine assai labile –, i mestieri agricoli e quelli artigianali, i mezzi di trasporto, la coltivazione. Inoltre, per non dimenticare che anche nella vita passata

c’era il divertimento, è stata allestita una grande pista di birilli, traslocata dal villaggio di Verdines nella Valle d’Isarco. Il gioco dei birilli era il divertimento prediletto della gioventù maschile e si effettuava rigorosamente nei giorni festivi. Tra carrozze e attrezzi della vita quotidiana, ricostruzioni e filmati, la nostra mente divaga inseguendo una cultura che, come un albero, ha molteplici rami. In uno di questi, forse quello maggiormente


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Un museo a cielo aperto

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scendo dal portale regale del palazzo “Mair am Hof” ci lasciamo alle spalle la variegata raccolta di oggetti. Ma il museo non termina qui. Anzi. Di fronte a noi, dopo aver superato il giardino rinascimentale, si apre un grande prato cosparso di arcaici “hof”. I “masi”, provenienti da diverse vallate sudtirolesi, sono stati smontati e ricostruiti integralmente permettendoci di intraprendere un vero e proprio percorso nella storia architettonica e antropologica alpina. Un viaggio che ci proietta in un passato dove ogni elemento era il frutto dell’esperienza di secoli. Dalla grande arfa pusterese, la ladina favà, sorta di gigante rastrelliera innalzata per asciugare il fieno o per far completare la maturazione dei cereali prima della trebbiatura, fino ai lignei masi seicenteschi e settecenteschi, disseminati in modo che si possano gustare appieno nelle loro tipologie architettoniche, queste presenze ancora “calde e vive” ci invitano ad essere ammirate e a frequentarle all’interno. Un interno arredato “com’era un tempo”. Girovagando tra apiari, fienili, baite alpestri, hof, tutti i nostri sensi sono chiamati per conoscerne l’ambiente: dall’odore del legno al far scorrere le dita sulle antiche date e sigle incise sugli architravi e nelle pareti, al gusto delle erbe coltivate, all’udito che coglie i lontani rumori di fondovalle. Un vero museo a cielo aperto, quindi, che ci fa apprezzare l’intelligenza degli abitanti di montagna che, nel corso dei secoli, hanno saputo coniugare funzionalità con decoro.

a rischio, troviamo l’anima collettiva degli abitanti del Sudtirolo: la religiosità popolare. Oggi che la solitudine degli abitanti dei masi si va stemprando, apprezziamo ancora di più l’austero ambiente montano, il senso di impotenza e di fragilità di fronte alle forze della natura, la paura delle malattie, della morte, della natura. Giorni festivi e giorni feriali erano ambedue alla mercé della volontà divina. La ricostruzione dell’anno religioso ci invita ad un viaggio dentro l’anima e il cuore stesso di questa cultura, nei suoi rituali collettivi e individuali. Sembra quasi di sentire il profumo d’incenso che regna nelle notti da Natale all’Epifania, le frittelle per la festa del Santo patrono del paese, le decorazioni per le processioni del Corpus Domini, i Krampus e San Nicolò, gli ex voto, i Santi e le Sante che sono invocati e implorati ogni minuto affinché la prote-

zione stenda il suo abbraccio su tutti noi. Bellissime le bottiglie e semisfere pie, i libri di preghiera, le candele e le torce decorate. Vagabondare per il Museo degli usi e costumi di Teodone ha lo stesso senso di compiere un viaggio nello spazio e nel tempo, facendoci rivivere storie, leggende e personaggi che trasmettono al visitatore, istantaneamente, un germe benefico: la curiosità per un paesaggio naturale e umano rimasto quasi incorrotto per secoli. ■

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trentinoattualità trentinofuoriporta

Sulle tracce di pellizza A volpedo, nei luoghi natali dell’autore del celebre “Quarto Stato”. A pochi chilometri, c’è tortona che rende omaggio ai maestri del divisionismo

C

ome tutte le regioni italiane, il Piemonte ha una forma strana. In basso a sinistra ha questa strana gambetta che accoglie nel suo limitato chilometraggio piccoli gioielli come Tortona e Volpedo. Negli spazi espositivi della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, nel Palazzetto Medievale, è stata inaugurata da poco la Pinacoteca dedicata al Divisionismo. Un’eccezionale collezione che racchiude un numero consistente di opere di Pellizza da Volpedo e dei pittori con cui intrecciò rapporti umani

ed artistici, da Plinio Nomellini ad Angelo Morbelli a Giovanni Segantini, pilastri della corrente divisionista che ebbe il suo fulcro nell’Italia settentrionale. Non mancano le testimonianze dei profeti ed epigoni del divisionismo, Daniele Ranzoni, Paolo Troubetzkoy, Giacomo Balla e Umberto Boccioni A breve distanza dalla cittadina di Tortona, raccolta e circondata da una magnifica campagna, che da sola merita una visita, si trova Volpedo, paese natale di Pellizza, che ha conservato intatto l’Atelier dell’artista. Completano il quadro

un centro storico perfettamente restaurato, la notevole Pieve Romanica e le mura del Castrum medievale. Ma partiamo da Tortona. La Pinacoteca, aperta ufficialmente nel 2001, ha raccolto negli anni un’interessante collezione che, formatasi inizialmente con l’obiettivo di valorizzare un importante primo nucleo di dipinti di Pellizza da Volpedo, espone ora, grazie a mirate acquisizioni e significativi comodati, altre rappresentative opere dei celebri arti-

Emilio Longoni, Ona staderada (La venditrice di frutta) (1891)

INFO Il Divisionismo Palazzetto medievale - Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona Orari: sabato e domenica, 15.30/19. Ingresso: gratuito Info: tel. 0131.822965

Gaetano Previati, Adorazione dei Magi (1890-1894) 56

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Associazione Pellizza Onlus Tel. e fax 0131 80318 info@pellizza.it www.pellizza.it


trentinoattualità Giovanni Segantini, La raccolta del fieno, (1891)

il navigatore Distanza: 300 km Tempo: 2 ore e 45 minuti ca.

ss

Menù di giugno:

sti italiani che, tra Otto e Novecento, hanno aderito al Divisionismo. La Pinacoteca espone oggi oltre ottanta opere e rappresenta un unicum nel panorama museale italiano presentandosi nella sua completezza al pubblico con opere di Carlo Fornara, Emilio Longoni, Angelo Morbelli, Plinio Nomellini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati, Giovanni Segantini, e molti altri, proponendo una grande varietà di linguaggi pittorici legati alla teoria divisionista della miscela ottica dei colori complementari per ricreare l’effetto della luce. Pochi chilometri ed eccoci nella graziosa Volpedo, in cui la fisionomia ottocentesca è ben riconoscibile e permette di tracciare un itinerario tra arte e paesaggio sulle tracce di Pellizza da Volpedo (1868-1907). I luoghi del pittore rivivono attraverso le riproduzioni in grande for-

mato di diciotto opere disseminate nel borgo e collocate a diretto confronto con gli scorci dei paesaggi che le hanno ispirate: una sorta di museo all'aria aperta, che confonde il piano dell'oggi con quello del tempo passato, grazie ad accurati lavori di ripristino e mantenimento di tutto l'abitato. Lo studio del pittore è in via Rosano 1/A; fu fatto costruire dal pittore a partire dal 1888 e successivamente ampliato fino ad assumere, nel 1896, l’attuale veste con l’ampio lucernario zenitale. Ma c’è anche il Museo didattico “Pellizza”, che si trova al piano terra del palazzo del Torraglio, edificio che insiste su uno dei luoghi di più antico insediamento del paese; la sua realizzazione è stata ideata e curata da Aurora Scotti, direttore scientifico dei Musei di Pellizza. Quindi, una visita meritano anche la Casa Natale di Giuseppe Pellizza, in via Garibaldi e Piazza Quarto Stato e Palazzo Guidobono Cavalchini Malaspina Penati (Sec. XVIII - XIX), luogo in cui Pellizza realizzò, dal 1892 al 1901, le sue grandi opere sociali utilizzando i contadini come modelli dal vero. Infine, a Volpedo è imperdibile una capatina per ammirare la Pieve Romanica di San Pietro (Sec. X-XV), citata per la prima volta in una pergamena del 965 e conservata presso l’archivio Capitolare ■ di Tortona.

Salmone marinato con insalata di rapanelli e patate *** Orzo affumicato mantecato al mascarpone con ciliegie, quaglia glassata e pepe nero

Dove mangiare La palmana via della Clementina, 11 Volpedo (Al) Tel. 0131.806204 www.lacappelletta.com

Professionalità, pregiata cucina e una romantica veranda lo hanno reso celebre. Il locale è di grande fascino, ideale sia per una romantica cenetta a lume di candela, sia per l’organizzazione di pranzi di lavoro, banchetti e cerimonie in genere.

Coniglio disossato ripieno con salsiccia trentina, spinacini e nocciole e millefoglie di patate *** Aspic di fiori di sambuco con frutta fresca e spuma alle foglie di menta Prezzo del menù con i vini esclusi: Euro 34,00 Euro 45,00 con i vini abbinati

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di Renzo Francescotti

La Portela, 2009

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he l’abilità tecnica e il mestiere non manchino a Lorenza Buccella, pittrice nata a Trento dove risiede (in Via delle Robinie, bel nome per una strada abitata da una pittrice), chiunque mastichi un po’ d’arte figurativa è in grado di accertarlo. Lorenza si è diplomata Maestra d’Arte all’Istituto d’Arte “Milani Depero” di Rovereto. Ma più di tutto ha imparato da Bruno Carlon, un pittore di origine veneta, vissuto a lungo nel Trentino dove è ultimamente scomparso, ottimo paesaggista e ritrattista. Da lui, oltre che l’amore e il rigore con cui va

Autunno a Castel Toblino, 2008

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segni nitidi e leggeri LORENZA BUCCELLA, che ha accumulato in questi anni un apprezzabile curriculum con esposizioni in Italia e all’estero, rimane fedele alla più classica delle tecniche pittoriche, la pittura a olio trattata l’arte, la Buccella ha appreso le tecniche della pittura ad olio, soprattutto i segreti delle velature. È così che, non matura di età, si dimostra quanto meno matura professionalmente, avendo accumulato in questi anni un apprezzabile curriculum con esposizioni in Italia e all’estero (Tokio, Dublino, Berlino, Stoccarda, Barcellona). L’ultima sua esposizione, nella Torre Mirana del Palazzo del Municipio di Trento, si è svolta dall’11 al 26 maggio scorsi, con grande partecipazione di pubblico. Nello scenario dell’arte contemporanea, che utilizza buli-

Chiesetta di Oltrecastello, 2009

micamente tutti materiali e le tecniche concepibili, la nostra Lorenza rimane fedele alla più classica delle tecniche pittoriche, la pittura a olio. Dopo che, ormai un secolo fa, le avanguardie artistiche alla ricerca di nuove strade, di nuove tecniche e materiali, di nuovi linguaggi, avevano scardinato ogni certezza su cui si era edificata l’arte dei secoli precedenti, l’ismo più eversivo di tutti, ovvero il dadaismo, con la sua affermazione nichilista che “tutto è arte”, ha anticipato l’attuale panorama in cui ha diritto di cittadinanza tutto e il contrario di tutto. Ma artisti “tradizionalisti” come la Buccella non ne sono convinti: rifiuta-

no questo panorama per loro mortifero, questo cimitero dell’arte: perseguono un loro percorso che non presume di rompere col passato, ma nel passato cercano le loro rassicurazioni. Lorenza aveva cominciato utilizzando i colori acrilici ma sono quelli ad olio – più difficili e faticosi da usare – che lei sente più congeniali. Un elemento si impone sin dall’inizio a chi osserva le sue tele: la precisione del segno. Un segno che non appare mai pesante, ma nitido leggero. Come nelle tele che raffigurano composizioni vegetali o anche paesaggi: ad esempio quello di Castel Toblino, dipinto innumerevoli volte da


trentinobottegad’artista

Casa Ranzi, 2011

artisti di vari paesi e quindi un soggetto “logoro”. Ma Lorenza riesce a rinnovarlo alleggerendo al massimo segni e cromie. Tra i suoi temi preferiti le guglie dolomitiche, dipinte impressionisticamente nella limpidezza delle luci contrastate dalle ombre. Ma le sue tele più suggetive sono forse quelle in cui, nel nitore delle immagini, fa filtrare le velature misteriose delle nebbie. Così ci raffigura il Campanil Basso all’alba, il Cimon della Pala separato dal bosco sottostante da una fascia di nebbia in movimento. Infine il sottile gioco dei riflessi sulle acque e delle velature di nebbia. Come in “Riflessi”, una tela a mio avviso sin troppo

“accattivante”, dove mi sembra che la nostra Lorenza si sia lasciata troppo travolgere dalle proprie suggestioni. A fare da contrappunto alle immagini di guglie dolomitiche sono gli scorci della sua città: qui non c’è da giocare con nebbie e riflessi sulle rocce: qui sono le antiche pietre, le forme degli edifici, le masse architettoniche, a essere protagonisti, a balzare in primo piano. Così, ad esempio, nell’ampia tela che raffigura il Castello del Buonconsiglio in un’insolita visione scorciata, che coglie da sotto la Torre d’Augusto: una prospettiva tecnicamente perfetta, otticamente potente. La Buccella è una pittrice che vuole credere nei valori e nelle tecniche della tradizione: una tradizione che lei rinfresca con la sua sincera passione, molto apprezzata dal pubblico. Ed è un’artista “in ascolto” che ritrae i suoi soggetti con leggerezza, levità, luminosità, cifre della sua pittura che, pur così “naturalistica”, vive in effetti in un mondo ideale, distaccato, non profanato dagli uomini, di norma fuori dal suo obbiettivo. Semmai ritrae l’animale. Come nella tela “In ascolto”, larga oltre un metro, in cui sulla sinistra si focalizza una cerbiatta che sbuca dalle nebbie invernali. Chissà che in quella solitaria cerbiatta Lorenza non abbia, anche inconsciamente, voluto raffigurare se stessa, “in ascolto”. ■ In ascolto, 2012

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unghe o corte, rilassanti o divertenti, calde o fresche, in famiglia o tra amici, in Italia o all’estero. Non importa come, dove e con chi. L’essenziale è farle, a tutti i costi. Sì, perché le vacanze estive ce le siamo meritate, senza alcun dubbio. Staccare la spina e spezzare i ritmi frenetici della vita cittadina che ci hanno stressato per tutto un anno di lavoro sono sacrosanti diritti, diciamoci la verità.

Certo, in periodi di crisi siamo tutti un po’ costretti a cercare degli escamotage per non spendere troppo … ma a ben guardare le soluzioni si trovano, giocando soprattutto sulle lunghezze: accorciando la permanenza o allungando un weekend si riesce in qualche modo a ritagliare quell’angolo

di relax per scrollarci di dosso il lungo inverno. E se è vero che il concetto di vacanza ha subito - per i suddetti motivi di forza maggiore - delle variazioni in merito alla tipologia e alla modalità di svolgimento, siamo tutti d’accordo nell’affermare che il fascino dei soggiorni estivi (anche nei luoghi

più vicini e conosciuti) non ci ha mai abbandonato. Ecco allora un allegro vademecum, un simpatico prontuario, una snocciolata di consigli scanzonati per non dimenticare niente e nessuno, per portare al mare o in montagna proprio tutto quello che serve senza far scoppiare le valigie, per non tralasciare nulla di indispensabile. Con l’unico obiettivo di rendere indimenticabile anche questa vacanza del terribile

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anno 2012, in barba ad ogni catastrofica profezia e senza pensare troppo agli spread, alle nuove tasse e agli adeguamenti fiscali. Ci penseremo dopo, al ritorno. Ora lasciateci partire. Numero uno: stabilire una mèta Stabilito il tanto/poco tempo a disposizione e naturalmente definito anche nei minimi particolari il budget a vostra disposizione, recatevi sicuri in agenzia viaggio. Non sono i tempi adatti per improvvisare e partire senza riflettere su come, dove, cosa e perché. Che sia il Cremlino o la riviera romagnola, che sia Finlandia o Sardegna, conviene sempre programmare nel dettaglio spostamenti, soggiorni ed eventuali variazioni in loco, per non incorrere in spiacevoli

sorprese. Ponderate bene la convenienza dei mezzi di trasporto, per rendere agevoli e all’insegna del risparmio i viaggi di andata e ritorno; abbiate cura di scegliere gli orari più consoni per muoversi, tenendo conto di variabili importanti quali il traffico ed il caldo. E controllate bene carta d’identità e passaporto: trovarsi alla frontiera con i documenti scaduti non è la migliore delle esperienze … Numero due: in viaggio con i bambini Faticoso? Certo. Difficoltoso? Assolutamente sì. Tuttavia possibile e realizzabile anche con i più piccoli. Non resta che pianificare e ripensare la vacanza dal loro punto di vista, in modo che tutto (o quasi) possa filare liscio.

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Numero tre: organizzare i bagagli Alzi la mano chi non ha mai dimenticato lo spazzolino da denti o il pigiama … Impossibile ricordare tutto senza un elenco dettagliato dell’indispensabile e del superfluo (se ci sta). L’organizzazione ottimale del bagaglio ha inizio proprio da quest’ultimo: una valigia ben strutturata, con tasche per ogni uso e settori morbidi e rigidi per tutte le tipologie di indumenti. Possibilmente dotata di rotelle o direttamente in versione trolley, per trasporti rapidi e agevoli. Non dimenticate di etichettare tutto il bagaglio, per non rischiare sorprese … come il famosissimo attore George, nello spot in cui apre

la valigia e trova una camicia da notte! Se ci sono bambini al seguito, il bagaglio aumenta vistosamente; tanti cambi sono peraltro indispensabili: vanno considerati, ancor prima del caldo che appiccica le cose addosso, i gelati che gocciolano sulle magliette … Impossibile non portare il bambolotto o il peluche preferito, ma concordate che sia UNO! Sarà più bello, al ritorno, ri – scoprire tutti i giochi di casa! Numero quattro: gli acquisti indispensabili Si fa presto a dire “indispensabile” … un concetto con molte sfumature, decisamente variabile da persona a persona. Ci sono gli “essenziali” (soprattutto uomini), con il minimo vitale per la decente sopravvivenza in fatto di vestiario ma con magari cacciavite e trapano perché non si sa mai che serva, ci sono gli “esagerati” (specialmente donne) con doppi cambi giornalieri, scarpe per ogni giorno di permanenza e accessori inservibili. I “moderati” della valigia sono pochi ma ci sono. Hanno steso quella famigerata lista prima della partenza, hanno preso qualcosa in più dell’indispensabile tenendo conto di cambi di clima e, consapevoli di essere una specie rara,

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Non mancate di verificare se la struttura da voi scelta per le vacanze è veramente a misura di bambino: spazi adatti, lettini, menù, intrattenimenti … Per il viaggio non possono mancare giochi e passatempi, quelli divenuti ormai tradizionali (come i videogiochi) e quelli classici, rispolverati dalle memorie infantili. Una volta giunti a destinazione, fateli contenti e dedicate una giornata alla visita di uno di quei tanti parchi divertimenti o a qualche fattoria didattica … un’esperienza, almeno per loro, indimenticabile.

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trentinomese quasi in via di estinzione, si sono ricordati del carica batterie del cellulare. Incredibile ma vero.

Numero sei: parola d’ordine “divertirsi”, ma non dimenticate di …

Numero cinque: non dimenticarsi di loro

Tutto è ormai pronto. Svuotate il frigo, spegnete il gas, chiudete le finestre, gettate le immondizie, abbassate le tapparelle, inserite l’allarme, staccate gli elettrodomestici in stand – by, chiudete l’acqua … ci siamo? Ok. Ricordate di lasciare in cucina qualche alimento a lunga conservazione per il ritorno; spesso si rientra quando i negozi sono chiusi e con una fame incontrollabile … Controllate soldi, carte di credito (con relativi PIN e – facendo gli scongiuri – i numeri di telefono per bloccarle), documenti, chiavi, telefono … a posto? Lasciate i vostri recapiti – per eventuali emergenze - ai vicini di casa, quelli più disponibili e simpatici (se ci sono!) E non scordate la fondamentale delle azioni da compiere prima di partire, l’immancabile rituale soprattutto femminile senza il quale la vacanza potrebbe essere irrimediabil-

Se avete optato per destinazioni lontane, non scordatevi di chi non può seguirvi nella vacanza; al giorno d’oggi le soluzioni ci sono: basta organizzarsi . E allora per il nonno, la nonna o l’anziana parente che mai vi potrebbero seguire nelle maratone lungo le città d’arte o su e giù dagli aerei, pensate a qualcosa di alternativo, come ad esempio un tranquillo soggiorno lungo le rive dei nostri laghi o, nel caso estremo, un buon condizionatore casalingo, per rendere più fresca la permanenza in città. Se non è possibile portarli con voi, per i migliori amici dell’uomo Fido e Fuffi contattate i centri di accoglienza specializzati in servizi di dog e cat sitter: saranno nutriti, accuditi e coccolati. Una sorta di vacanza anche per loro…

mente guastata o quantomeno seriamente compromessa: la depilazione. E le piante? Se non avete qualcuno che può provvedere a dare l’acqua al vostro amato angolo verde (come ad esempio i simpaticissimi vicini di casa), esistono sistemi di innaffiatura automatica, efficaci e facilmente reperibili; in ogni caso, abbiate cura di posizionarle in zona anche parzialmente illuminata, per non trovare solo dei bellissimi ricordi …

Fatevi svuotare periodicamente la cassetta della posta, magari sempre dal solito vicino : oltre a consentire l’introduzione di altra corrispondenza pare sia un validissimo sistema anti ladro. Ricordate di portare un souvenir del vostro viaggio proprio a quel vicino di casa: ve ne ha fatti di piaceri! Bene, adesso non pensate più a niente che non sia divertimento, relax e spensieratezza. Prendete la valigia. E che la vacanza abbia inizio. ■

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Credito Valtellinese, una banca al servizio del territorio

C Fondato a Sondrio nel 1908, nel solco della tradizione culturale del cattolicesimo popolare, il Credito Valtellinese è una banca cooperativa, fortemente radicata sul territorio 66

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ome istituto cooperativo opera da sempre sulla base di principi di solidarietà ed è orientato a garantire il miglioramento del benessere socio-economico, culturale ed ambientale del territorio in cui opera, con costante attenzione alle famiglie e agli operatori economici. Nel luglio 2008, ha deciso di valicare il passo del Tonale per aprire le sue filiali anche in Trentino, territorio vicino e ricco di affinità con la Valtellina; inizialmente con una Sede a Trento e, via via, con altre 10 filiali distribuite in tutta la regione per essere, anche qui, vera banca del territorio. Ma chiediamo al Direttore

della Sede di Trento e Capozona delle province di Trento e Bolzano, Roberto Tarricone una testimonianza diretta di chi è e come opera il Credito Valtellinese. Com’è stato accolto in Trentino il Credito Valtellinese? Il Trentino è zona di montagna, affine per tempra e carattere alla Valtellina e, per sua natura, prudente nei confronti del nuovo. La conoscenza reciproca è stata dunque graduale, come avviene tra gente di montagna, e poco a poco si è creato con il tessuto economico-sociale, le istituzioni e la popolazione un rapporto di fiducia e rispetto. Nel 2011, a febbraio, abbia-


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Il Direttore della Sede di Trento e Capozona delle province di Trento e Bolzano, Roberto Tarricone

mo voluto esprimere la nostra riconoscenza per la positiva accoglienza anche con una festa presso la nostra Sede di Trento in Piazza Pasi e, nonostante il tempo inclemente, la popolazione ha partecipato con calore ed entusiasmo, manifestando tangibilmente la sua vicinanza. Quali obiettivi vi eravate posti al vostro arrivo e quali traguardi nuovi volete raggiungere? L’obiettivo del progetto di insediamento in Trentino era e rimane quello di diventare concretamente una banca di riferimento per questo territorio. Un obiettivo conseguibile solo nel tempo e solo guadagnando, giorno dopo giorno, la fiducia della gente trentina. Un obiettivo quindi che non può essere il frutto di politiche commerciali aggressive (e di breve durata), ma che

richiede il lavoro quotidiano e competente di tutti i validi collaboratori presenti nelle nostre filiali, un’attività di relazione, continua e paziente, con le persone del nostro territorio e ancora il rispetto degli impegni assunti con la clientela via via acquisita. Senza retorica, chi entra nelle filiali del Credito Valtellinese può sentirsi come a casa. In questo momento di mercato quali sono le richieste della clientela? L’epoca che stiamo vivendo è un’epoca che genera incertezza e per certi versi anche smarrimento. Le persone vogliono essere ascoltate, rassicurate e poi accompagnate verso scelte consapevoli. Gli interventi di finanziamento devono essere quindi attentamente valutati ed effettivamente adeguati rispetto alla capacità di chi li richiede, siano essi famiglie o imprese. Nella gestione del risparmio, al di là della individuale propensione al rischio, vanno privilegiati strumenti semplici, chiari e trasparenti. Per fare un esempio (e qui consentitemi un po’ di pubblicità), le nostre filiali sul territorio, al fine di soddisfare il bisogno attuale delle famiglie di disporre di un conto corrente a basso costo accompagnato anche da una buona remune-

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CONTO INVITO “Conto Invito” si caratterizza per condizioni estremamente favorevoli: • tasso annuo d’interesse creditore, che resterà fisso al 2% fino al 31 dicembre 2012; • canone e spese annui a costo zero; • diritti di custodia titoli gratuiti; • bancomat internazionale VPay e Cart@perta gold con commissione di emissione e rinnovo annuo gratuite; • commissione di prelievo presso ATM di altre banche pari a 1,00 euro. Dal 1 gennaio 2013 al cliente sarà automaticamente riconosciuto un tasso d’interesse annuo creditore sempre in linea con i livelli di mercato, pari al tasso BCE su tutta la giacenza, oltre alle altre agevolazioni sopra citate. Offerta dedicata ai clienti privati – famiglie – di nuova acquisizione.

IL GRUPPO Il Credito Valtellinese, nato nel 1908, è la Capogruppo dell’omonimo Gruppo bancario, costituito nel 1992. È presente in undici regioni italiane con un network di 544 filiali, più di 4.400 Collaboratori e oltre 120.000 tra Soci e Azionisti. Valori quali cooperazione, indipendenza e senso di appartenenza, orientamento al cambiamento, integrità e senso di responsabilità, competenza e solidarietà costantemente ispirano l’operatività del Gruppo Credito Valtellinese, anche dopo la significativa crescita dimensionale realizzata negli ultimi decenni, che ha trasformato una piccola banca locale in un gruppo bancario di dimensione nazionale. Le filiali presenti nelle province di Trento e Bolzano: TRENTO Piazza Pasi, 21 Via dei Solteri, 8 Via Fratelli Perini, 26 BORGO VALSUGANA Corso Ausugum, 5 Cavalese Piazza Cesare Battisti, 4 Cles - Via Trento, 14

razione del denaro depositato, offrono ai nuovi correntisti “Conto Invito”, che, con il 2% di tasso di interesse annuo lordo fino al 31 dicembre 2012, canone e spese annue a costo zero, bancomat e carta ricaricabile gratuite, rappresenta,

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Mezzolombardo Via De Gasperi, 34 Riva del Garda Viale Canella, 14 Rovereto Corso Rosmini, 36 Tione di Trento Via 3 Novembre, 29/A BOLZANO Via Alto Adige, 43 credo, il giusto benvenuto ai nostri nuovi clienti. Tra i vostri valori di banca popolare, citate spesso la solidarietà. Come si traduce in concreto questo valore? Coerentemente con le finalità tipiche di banca popolare sosteniamo molteplici attività a carattere benefico, sociale, culturale e sportivo volte alla valorizzazione del territorio. Oltre a questi interventi diretti di sostegno, abbiamo pensato anche ad un prodotto bancario riservato a tutte quelle organizzazioni che, nelle realtà locali, si dedicano agli altri tramite il volontariato. Si tratta di ContoNonProfit: un conto corrente a canone zero, agevolazioni per i bonifici e un tasso d’interesse vantaggioso per rispondere ai bisogni che tali associazioni hanno nell’operatività quotidiana. Come amiamo dire noi: “un aiuto per chi aiuta”. ■ 67

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www.caffepiazzalodron.it www.alvecchiomulinovezzano.it

in tavola, il meglio I groff, una famiglia con il gusto dell’accoglienza: dal CAFFE’ LODRON al VECCHIO MULINO di vezzano

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na famiglia, quella dei Groff, con il gusto dell’accoglienza; un gruppo affiatato, con lo slancio verso nuove esperienze nel campo della ristorazione, che spaziano dal moderno bar-ristorante cittadino al tipico e più rustico locale dalla buona cucina. Già lanciatissimi e navigati nel settore della grande pizzeria (il celebre Pizzorante di via Fermi) e nella conduzione di un’ampia e panoramica struttura dalla quale si può scorgere il lago di Garda (il ristorante di Passo San Giovanni, entrambi guidati da mamma Alida ed il figlio Peter), i Groff – nello specifico il figlio Yuri e la moglie Maja – stanno felicemente vivendo l’avventura del Caffè Lodron e del rinomato quanto romantico “Al Vecchio Mulino” di Vezzano,

fiore all’occhiello e punto indimenticabile della dolce strada che conduce alle rive lacustri. E se il vivace caffè che si trova nel cuore di Trento, proprio in virtù della location e delle naturali esigenze delle attività commerciali che popolano il centro storico, non necessita di grandi presentazioni salvo sottolineare l’accoppiata barristorante con l’attenzione ai primi piatti, alle insalatone, ai buffet per cresime e feste di laurea, il ristorante “Al Vecchio Mulino” merita un capitolo a parte. Sì, perché la recente ristrutturazione ha consentito di ripensare a questa storica costruzione, esaltandone valenza intrinseche e tipicità. Inserito in un contesto ambientale da sogno, il ristorante è immerso in un giardino che in realtà è un parco, tutto da scoprire per

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info

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l “Caffè Ristorante Lodron” di Trento è aperto dal lunedì al sabato (giorno di chiusura: domenica) con orario 7.00 – 22.00 per quanto riguarda il servizio bar; dalle 12.00 alle 15.00 e dalle 18.00 alle 22.00 per il servizio cucina. Il ristorante “Al Vecchio Mulino” di Vezzano offre un servizio bar attivo dalle 7.00 alle 24.00; la cucina è aperta dalle 12.00 alle 15.00 e dalle 18.00 alle 24.00. Per info: www.caffepiazzalodron.it (tel. 0461.1740500) e www.alvecchiomulinovezzano.it (tel. 0461.864277).

chi ama le passeggiate nel verde. Ma non basta: è fornito di un’area giochi per i più piccoli, esiste la possibilità di praticare la pesca sportiva (ultimamente richiestissima soprattutto dai giovani) e, per gli appassionati del cavallo, nelle immediate vicinanze si trova un maneggio. E poi, manco a dirlo, il parcheggio non è assolutamente un problema. Se questo è solo l’esterno, preparatevi a scoprire cosa c’è dentro. Dodici stanze tutte matrimoniali, stupendamente arredate nel caldo ed accogliente stile Country House, per soggiorni indimenticabili, anche nel prezzo. Pernottamento e prima colazione sono offerti alla cifra di 40 euro… Con la possibilità di accedere al servizio ristorante. Veramente belle e caratteristiche le sale dedicate a pranzi e cene: due sono di più ampio respiro, con capienze importanti (40/50 posti a sedere), pensate e dedicate alle cerimonie; l’altra è una tipica stube, più rustica e raccolta (20/25 coperti), dai caratteristici volti a botte, in grado di infondere atmosfere vere, semplici e genuine. Le delizie della tavola si materializzano nei menù a prezzo fisso, rapide e curate

opportunità della ristorazione moderna, che richiede ogni tipo di variazione alimentare; si realizzano nei menù alla carta, che soddisfano tutti i gusti e che puntano soprattutto sui primi e sulla cucina locale; si presentano nella fresca tipicità dei piatti più celebri della tradizione trentina, quali strangolapreti e carne salada, tanto per citare i più famosi e sempre richiesti. Ottima ed apprezzabile inoltre l’idea di pensare e proporre i “menù della tradizione”, nei quali accanto alle attenzioni culinarie dettate dal territorio

si associano i vini da abbinare. Un’attenzione speciale – da intenditori – rivolta soprattutto ai turisti e ai meno esperti, ma molto apprezzata anche dall’amante nostrano della buona cucina e del buon vino. Quest’ampio panorama gastronomico sarà a breve arricchito dalla pizzeria con forno a legna, a dimostrazione che tradizione e modernità, nel ristorante “Al Vecchio Mulino” convivono in modo armonico, per soddisfare tutti i gusti e le esigenze in fatto di buon cibo. A garanzia della genuinità in un luogo antico e nuovo, tutto da esplorare. ■ 69

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di Fabio De Santi

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Nina Zilli era bastato un album, “Sempre lontano”, per diventare un vero e proprio fenomeno della canzone italiana. Per lei le definizioni di cantante appassionata, autoironica, glamour ed un successo che viene ora confermato anche dal secondo disco “L’amore è femmina”, trascinato dal singolo “Per sempre”, la canzone presentata all’ultimo Festival di Sanremo. E proprio Nina Zilli sarà in concerto il 9 giugno al Palalevico per quello che è il suo debutto nella nostra provincia. La Zilli viene da un paesino della Val Trebbia che ha lasciato presto per l’Irlanda, gli Stati Uniti, laddove cioè la spingevano i sogni e le fantasie. Come narrano le sue note biografiche, è partita dalla musica anni 70 “per arrivare piano piano alla mia musica perfetta: la Motown, l’R&B

DalLa val trebbia agli states in concerto il 9 giugno al Palalevico di levico terme, Nina zilli: una delle voci più interessanti del momento. È lei che ha fatto sognare sanremo con “L’Uomo che Amava le Donne” della Stax, il soul, il pop rock dei primi 60”, incrociato con amori italiani di Mina e Celentano giovani e con la Giamaica, che le fa battere forte il cuore. Reggae, rocksteady, ska. Ma non è tutto perché Nina ha anche studiato da soprano (“ma preferivo di gran lunga il rock”), ha diviso il tempo fra l’università e piccoli gruppi live, ha fatto la vee-jay, è entrata

e uscita da una porticina laterale della discografia con un 45 giri che ha rimosso (“non ne ho neanche una copia d’archivio, giuro che l’ho rotto”). Insomma, una tipina davvero tosta che è stata capace di conquistare sia il pubblico più giovane che i tanti appassionati di una musica leggera che sa essere di ricerca e raffinata insieme. Di lei ci si accorge

con il suo primo EP con alcuni brani orginali a cui aggiunge una cover storica come “You Can’t Hurry Love” delle Supremes, che nella versione italiana diventa “L’amore verrà”. Poi la si vede, nel 2010, sul palco dell’Ariston con il brano “L’Uomo che Amava le Donne” e riceve premi a gogo. Da allora, per Nina Zilli non c’è stata più zavorra. Ed ora eccola qui. ■

SUMMER SESSIONS 2012

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onda elettronica della “Summer Sessions” torna anche quest’anno ad animare le serate roveretane dal 7 al 9 giugno. A segnare questa edizione, l’undicesima, della “Summer Sessions” , organizzata dal CDM di Rovereto, è il termine “roots” parola che avvicina la natura alla musica, che ne esprime la necessità e lo sviluppo. Roots è la traduzione di radici, le origini e la diversità dei percorsi che si sono fatti in questi anni dal CDM e da questo Festival. “Questa undicesima edizione – hanno spiegato gli organizzatori – vuole recuperare alcune delle esperienze e legarle alla storia di dieci anni di Summer Sessions provando a mostrane alcuni aspetti e coinvolgendo sempre più la città e il territorio, nell’obbiettivo che le stesse radici portino nuovi frutti interessanti e innovativi, con la musica elettronica, con tutti i suoi colori, come fiore all’occhiello”. Si inizia, come lo scorso anno, in Piazza Malfatti, giovedì 7, dalle 20 alle 23.30, con Enzo Polaroid dj Set, la street art di Giovanni Zuanelli e live targato Tempelhof. Venerdì 8, la Summer Sessions si trasferisce in Piazzale De Gasperi dove dalle 20 a far girare i dischi penserà “5Th Suite”, al secolo Luca Fronza, dj proprio della città della Quercia che si è fatto conoscere a livello internazionale con i suoi remix.

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Gran finale, sabato 9, con Warm Up dj set, Peak Nick e senza dubbio con quello che è il big di questa edizione: “Radio Slave”. Quello di Radio Slave è lo pseudonimo che il geniale artista britannico Matt Edwars utilizza per firmare brani originali e remixes in bilico tra electro pop, italo-disco ed house. E non è un caso che la magica alchimia dei suoi re-edit abbia contagiato produzioni di Carl Craig, Tiga, Fischerspooner, Justin Timberlake, The White Stripes, Trentemoller, Pet Shop Boys, Paul McCartney e perfino Elton John.


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di Fabio De Santi

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onostante i tempi di crisi e di recessione il “Rafanass” prova a resistere e a dimostrare di essere pur sempre il più importante festival musicale dell’estate trentina. Nonostante la riduzione del calendario, da quattro a due serate, quelle del 29 e del 30 giugno, è rimasto immutato l’entusiasmo dei ragazzi dell’associazione culturale Sarasound che per mesi lavorano a questo evento. Ad ospitare il “Rafanass” targato 2012, che festeggia la sua diciassettesima edizione,

il richiamo del rafanass Ad ospitare la kermesse roveretana, che festeggia la sua 17a edizione, anche quest’anno Piazzale Degasperi. Tra gli ospiti, train to roots, frankie Hi Nrg e un rinato er piotta di sabato 30 sarà il chitarrista reggae Dennis Bovell (noto anche semplicemente come Blackbeard). A sorpresa è tornato in azione anche il romanissimo Er Piotta, che alla fine degli anni novanta con il brano tormentone “Supercafone” era diventato un vero fenomeno di costume. Da allora Tommaso Zanello ha continuato a macinare di-

schi a fasi alterne, azzeccando comunque singoli come “La mossa del giaguaro”, “Troppo avanti” e “Ti amo, ti odio”. In questa occasione proporrà anche il suo nuovo brano dal titolo decisamente scaramantico come “Piotta è morto” e quelli dell’album “Odio gli indifferenti”, tra rap, rock, reggae ed impegno: gli ingredienti che contraddistinguono il suo attuale percorso.

Gran finale affidato ad un altro punto di riferimento del rap tricolore come Frankie Hi Nrg, visto a maggio come guest del concerto di Fiorella Mannoia all’Auditorium di Trento. Con lui una miscela di suoni contaminati e di rime a raffica nello stile di questo musicista sempre alla ricerca di nuove strade per esprimere la propria sensibilità artistica. ■

NiCcolò fabi il 25 giugno a trento

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anche quest’anno Piazzale Degasperi, nella zona industriale di Rovereto, e resta una grande occasione per ascoltare dal vivo artisti già apprezzati ai quali faranno da contraltare proposte nuove e curiose. Si inizia, venerdì 29 giugno, all’insegna del reggae con i “Babamandub”, i “Mellow Moods”, seguiti dai sardi “Train To Roots”, considerati una delle realtà più interessanti del panorama reggae nazionale. Senza dubbio il punto di forza dei Train to Roots è la capacità di identificarsi in tutte le molteplici sfaccettature della musica jamaicana. Ospite straniero della serata 72

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n attesa dal tris spettacolare proposto in luglio dalla prima edizione del “Trento Summer Festival”, con Joan Baez, Noemi e il duo di comici Ale & Franz, l’evento musicale principale di giugno nel capoluogo sarà quello con Niccolò Fabi il 25 giugno. Il cantautore romano concluderà con il suo live la finalissima della quattordicesima edizione del “Festival Acustico” dedicato alla musica unplugged organizzato dal Centro Musica del Comune di Trento in collaborazione con il Centro di Aggregazione Giovanile L’Area APPM-onlus. La speranza è che Niccolò Fabi regali al pubblico trentino qualche anticipazione, in questa occasione del cd che sta nascendo e che sarebbe il settimo di questo cantautore, figlio d’arte visto che il padre, Claudio, è stato uno dei più importanti produttori discografici dei Settanta (PFM, Alberto Fortis…), e non solo. La sua esperienza parte da Roma, la città dove è nato nel 1968 ed è inserito nel suo fervido ambiente musicale di inizio Novanta, assieme a nomi come Daniele Silvestri, Max Gazzè, Federico Zampaglione, Riccardo Sinigallia. È passato ormai del tempo, era il ’97, quando con il brano “Capelli” vinse il Premio della Critica nelle Nuove Proposte al Festival di Sanremo. Nel 2007 ha prodotto il documentario “Live in Sudan”, racconto di un viaggio e di un concerto di beneficenza effettuato nel paese africano e soprattutto del progetto Violenza 124: sette variazioni sul tema della violenza, condotte da un’idea musicale dell’artista assieme Mokadelic, Boosta e gli Gnu Quartet.


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STUDIO BI QUATTRO

I lavori, la cultura, le tradizioni che hanno segnato il nostro passato


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di Fabio De Santi

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arà la voce di Malika Ayane ad aprire, sabato 30 giugno al Rifugio Micheluzzi sulle Dolomiti di Fassa alle 14, la nuova edizione dei “Suoni delle Dolomiti”, mentre domenica 1 luglio, i rifugi di tutto il Trentino ospiteranno l’evento “Dolomiti d’Incanto”. Si tratta di un progetto speciale, che aveva già ottenuto grande successo nelle ultime edizione del festival, in cui molte corali del Trentino rendono omaggio alle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità Unesco. Anche quest’anno i “Suoni delle Dolomiti” propongono una lunga serie di eventi, tutti gratuiti, che attraverseranno l’estate in alta quota ospitando musicisti di tutto il mondo

Giuseppe Cederna

insieme a personaggi famosi del mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport. Nel cartellone di luglio così troviamo i nomi dello scrittore Erri De Luca, dell’esperto di scienze Mario Tozzi, dell’ex campione di ciclismo Francesco Moser, dei musicisti Cristina Donà, Mario Brunello, Gilberto Gil, Gianmaria Testa e Paolo Fresu. A chiudere il mese l’evento del 27 luglio con Giuseppe Cederna e Mirko Guerrini nell’omaggio a “Dino Buzzati”, mentre il 28 Syusy Blady e Patrizio Roversi saranno protagonisti,

Dolomiti d’estate Arriva la bella stagione e le cime patrimonio dell’umanità unesco si animano. Attori, scrittori e cantanti di fama per suoni delle dolomiti. Primo appuntamento con malika ayane alle 6 del mattino, dell’unica “Alba” di questa edizione del Suoni. In agosto le note saranno anche quelle del duo formato da Enrico Rava & Gianluca Petrella, Samuele Bersani, del grande chitarrista spagnolo Al Di Meola e poi di Richard Galliano, Simone Cristicchi, Enrico Ruggeri, Banda Osiris, mentre per il gran finale del 31 agosto, della strana coppia Stefano Bollani e Irene Grandi. Il primo grande evento verrà segnato da una delle voci più intense emerse nel panorama italiano degli ultimi anni: quella della cantante milanese (di padre maghrebino) Malika Ayane. A scoprirla e a credere in lei un personeggio come Caterina Caselli che nel 2007 vede in questa giovane cantante una personalità artistica con un stile originale, fresco e “speziato”. Nel 2009 per lei si aprono le porte del Festival di Sanremo dove partecipa con “Come foglie” (testo e musica di

Syusy Blady e Patrizio Roversi

Giuliano Sangiorgi), prodotto e arrangiato da Ferdinando Arnò; la canzone è contenuta nella riedizione dell’album omonimo, pubblicato su etichetta Sugar. Il 2009 è anche l’anno di un lungo tour che porta Malika Ayane in tutta Italia con uno show che alterna momenti di eleganza artistica d’altri tempi e momenti sofisticatamente rock, in un’alternanza felice di brani inediti dell’Artista a cover di classe dei più importanti artisti internazionali. L’anno successivo torna a Sanremo con il brano “Ricomincio da qui”, e vince il Premio della critica “Mia Martini” e il premio della critica della sala stampa radio tv. Per lei è la consacrazione definitiva seguita al successo del suo secondo album “Grovigli”, mentre in questo momento sta lavorando al suo nuovo, attesissimo disco che, nelle sue intenzioni, dovrebbe uscire entro la fine dell’anno. ■

Malika Ayane


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di Silvia Acampora

Critici in Erba Il 5 giugno al Teatro Valle dei Laghi di Vezzano circa 1.000 giovani critici letterari assegneranno il Premio a una delle opere di letteratura per ragazzi da loro valutate e recensite

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iventare critici letterari già a 10 anni? Perché no! Questa è la sfida per i quasi 1000 ragazzi trentini che hanno aderito al progetto “Critici in erba 2012” (ottobre 2011 - giugno 2012). Il 5 giugno al Teatro Valle dei Laghi a Vezzano si terrà la premiazione della seconda edizione trentina del progetto di promozione della letteratura per ragazzi. Durante la cerimonia di premiazione i protagonisti sa-

ranno i ragazzi, gli autori e i personaggi dei 5 libri (pubblicati nel 2010) scelti da un comitato di esperti, formato dai rappresentati delle biblioteche comunali aderenti all’iniziativa da Fondazione Aida e da un referente del Sistema Bibliotecario della Provincia Autonoma di Trento, e annunciati ai ragazzi già a fine 2011. Infatti, durante lo scorso novembre un’operatrice teatrale è intervenuta nelle

biblioteche e nelle scuole coinvolte per presentare agli studenti i libri selezionati, con l’obiettivo di stimolare e facilitare la curiosità e la lettura autonoma. A seguire, per affinare le tecniche di critica delle opere, i ragazzi, oltre a leggere i testi in maniera autonoma, tra gennaio e metà aprile 2012, parteciperanno in classe ad attività ludico-interattive, condividendo commenti e opinioni per poi arrivare alla

“IL SIPARIO SI ALZI!”: al via le iscrizioni

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e scuole stanno per chiudere e, in collaborazione con il Piano giovani Valle dei Laghi e con il sostegno della Provincia di Trento - Assessorato alle Politiche giovanili, Fondazione Aida/Teatro Valle dei Laghi ha elaborato una proposta estiva per intrattenere e far divertire i ragazzi dai 10 ai 14 anni, che desiderano avvicinarsi, coltivare e crescere la passione per il teatro, offrendo loro un’ulteriore occasione di incontro. Una settimana di teatro per scoprire come una semplice storia può trasformarsi in uno spettacolo teatrale, dove ognuno sarà invitato a partecipare provandosi come attore, scenografo, costumista, regista, scegliendo le musiche ed imparando a conoscere il teatro come luogo fisico da scoprire: platea, palcoscenico, quinte. L’obiettivo della proposta è quindi avvicinare i partecipanti al “mondo del teatro” fondato su relazioni, regole e piccole magie.

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E alla fine della settimana... il sipario si alzerà e gli attori potranno condividere scoperte, emozioni e creazioni del loro percorso in uno spettacolo conclusivo per familiari e amici. Il periodo individuato è luglio e agosto 2012. Il percorso si svilupperà dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 16 e il venerdì dalle 9 alle 18, orario d’inizio dello spettacolo conclusivo. Due le settimane di attività: dal 2 al 6 luglio (termine iscrizioni 23 giugno), dal 30 luglio al 3 agosto (termine iscrizioni 21 luglio). ll campo estivo teatrale sarà condotto da Antonella Carli e Anna Benico, attrici di Fondazione Aida, ente accredito dal Ministero per le attività culturali e dalla Regione per la formazione degli insegnanti.

compilazione in autonomia di una scheda di valutazione al fine di stilare una graduatoria e decretare i libri e gli autori vincitori. Quest’ultime saranno inoltre valutate dalla Fondazione Aida e dalla redazione di LiBeR, che assegnerà un “Premio speciale” alla migliore recensione, offrendo l’opportunità di essere pubblicata sul prossimo numero del periodico. Ai nostri Critici in erba STABILO offrirà invece come “premio” un colorato tesoro per coltivare la propria fantasia: una dotazione di penne, evidenziatori e matite STABILO per tutte le 15 recensioni e una ancora più ricca per la migliore recensione, oltre a un fineliner STABILO point 88 per tutti i partecipanti. Ogni classe realizzerà inoltre un book trailer. Come un trailer promuove un film, i ragazzi realizzeranno un breve video di promozione dei libri in concorso, attraverso il racconto del percorso realizzato a scuola che li ha condotti a diventare dei “critici in erba”. Rappresentazioni, canzoni, interviste, e molto altro ancora che verranno presentati in un unico video-racconto durante la festa finale in programma il 5 giugno al Teatro Valle dei Laghi di Vezzano. ■


Arco | Drena | Nago Torbole sul Garda | Riva del Garda | Tenno

GARDA JAZZFESTIVAL

DAL 27 GIUGNO AL 15 LUGLIO 2012

Provincia Autonoma di Trento - assessorato alla cultura, rapporti europei e cooperazione, comuni di Arco, Drena, Nago Torbole sul Garda, Riva del Garda, Tenno

MAIN PROGRAMME Giovedì 28 giugno Riva del Garda, Bastione - ore 21.30 (in caso di pioggia: Auditorium del Conservatorio) LUCIANO BIONDINI SOLO (ITA)

Venerdì 13 luglio Torbole, Area S . Maria - ore 21.30 (in caso di pioggia: teatro casa della comunità di Nago) TUBOLIBRE - PETRELLA &MARSHALL (ITA - GB)

Venerdì 29 giugno Torbole, Area S. Maria - ore 21.30 (in caso di pioggia: teatro casa della comunità di Nago) FARE JAZZ BIG BAND (ITA)

Sabato 14 luglio* Nago, Chiesa SS.Trinità - ore 21.30 LIVIO MINAFRA PIANO SOLO (ITA)

Sabato 30 giugno* Arco, Parco Arciducale - ore 21.30 (in caso di pioggia: Palazzo Panni) UNIVERSITY BIG BAND (ITA)

Domenica 15 luglio* Riva del Garda, Palazzo dei Congressi - ore 21.30

Domenica 1 luglio* Drena, Castello - ore 18.00 OTTOLINI-D’AGARO-ZANCHINI TRIO (ITA) Mercoledì 4 luglio Riva del Garda, Hotel Du Lac et Du Park - ore 21.30 ADA MONTELLANICO TRIO (ITA) Giovedì 5 luglio* Riva del Garda, Rocca - ore 21.30 (In caso di pioggia: Auditorium del Conservatorio) GIORDANO GROSSI QUARTET - Old Stories ( ITA) Venerdì 6 luglio Canale di Tenno – ore 21.30 BONACCORSO & CAFISO DUO (ITA) Sabato 7 luglio* Arco, Castello – ore 21.30 (In caso di pioggia: casinò Municipale) Alrededores de la ausencia JAVIER GIROTTO QUARTET (ARG – ITA) Domenica 8 luglio* Nago, Chiesa SS. Trinità – ore 21.30 JAVIER GIROTTO SOLO (ARG) Giovedì 12 luglio* Riva del Garda, Rocca - ore 21.30 (In caso di pioggia: Auditorium del Conservatorio) BOLTON SCHOOL BIG BAND (GB)

Prism - DAVE HOLLAND, KEVIN EUBANKS, CRAIG TABORN, ERIC HARLAND (GB–USA) * Concerti a pagamento Prevendita dei biglietti tramite Primi alla Prima Casse Rurali Trentine / Unicredit Banca

JAZZ CAFÈ Mercoledì 27 giugno Riva del Garda, Corte del Tipico - ore 18.00 MEDITATION TRIO Lunedì 2 Luglio Riva del Garda, Spiaggia degli olivi - ore 21.30 FLOWER POWER Martedì 3 Luglio Limone sul Garda, Bar Limone - ore 21.30 BESTOFF Lunedì 9 Luglio Torbole sul Garda, Villa Cian - ore 21.30 CHET BAKER TRIBUTE Martedì 10 Luglio Nago, L'usignolo - ore 21.30 OUTRO LADO Brasil Project Mercoledì 11 Luglio Riva del Garda, Villetta Annessa - ore 21.30 DANIELA FIRPO 5th

INFO Servizi Musicali Alto Garda Scuola Musicale Alto Garda SMAG società cooperativa Via Federico Guella 38066 Riva del Garda (Tn) Tel 0464 556774 Fax 0464 560660 gardajazz@smag.coop

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al 9 giugno la card che mette in rete l’offerta turistica delle città di Trento e Rovereto sarà a disposizione di tutti gli ospiti. Una data storica, sotto molti aspetti, poiché segna l’avvio di una collaborazione, molto stretta, fra due diversi ambiti territoriali che in passato si sono percepiti spesso come distinti e concorrenti. Il progetto “TrentoRovereto. Città di Culture”, coordinato da Trentino Marketing, per vedere la luce ha avuto bisogno della collaborazione di amministrazioni comunali, Apt locali, istituzioni culturali e ha coinvolto ben 200 diversi soggetti, suddivisi in musei, festival, luoghi di documentazione, edifici sacri, castelli, negozi, ristoranti e cantine Trentodoc. Un grande sforzo, premiato però da un risultato molto significativo, una tessera dotata di chip elettronico che rappresenta la chiave di accesso ad un numero elevatissimo di servizi. «Il turista non percepisce le barriere geografiche e amministrative - sottolinea Paolo Manfrini, direttore generale di Trentino Marketing, - ma si muove liberamente in tempi

la card che unisce trento e rovereto La grande novità del turismo trentino è la tessera per accedere a luoghi di cultura. e per fruire di tanti altri servizi... stretti, per questo è importante fornire ad esso servizi integrati». Poi ha elencato le motivazioni che stanno alla base del progetto: «Le ultime analisi ci dicono che negli ultimi anni i turisti mossi da interessi culturali ed enogastronomici sono passati dal 7% al 10%, un target dunque al quale occorre dare risposte convincenti». “TrentoRovereto. Città di Culture” è frutto della collaborazione fra gli Assessorati provinciali al turismo e alla cultura, i Comuni di Trento e Rovereto, le Aziende per il Turismo di Rovereto e Vallagarina e di Trento, Monte Bondone e Valle dei Laghi, Trentino Marketing, operatori

Trento, il Duomo e la fontana del Nettuno (Alessandro Gardin)

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turistici, culturali, commerciali e della ristorazione, oltre che realtà vitivinicole. Il sistema tecnologico sul quale si basa è versatile e studiato per essere facilmente integrabile in futuro con altri servizi visto che prevede, in un unico badge, la presenza di un microchip assieme al codice QR che permette di essere letto con grande facilità anche da un semplice smartphone. La card si può acquistare, dal 9 giugno, al costo di 20 euro in tutti i musei, nelle Apt e in numerosi negozi, e per 48 ore il territorio sarà a completa disposizione del suo possessore. Comprende un ingresso in tutte le realtà culturali, accanto all’uso illimitato di autobus urbani ed extraurbani, del treno e della funivia. In occasione del primo ingresso ai festival o ad uno dei tanti eventi culturali, verrà applicata una speciale riduzione che renderà ancora più piacevole e vantaggioso il soggiorno nelle due città. Ad arricchire la proposta c’è la degustazione di un calice di Trentodoc, lo spumante metodo classico di montagna, nei migliori wine bar ed enoteche dei centri storici, a palazzo Roccabruna a Trento, sede dell’Enoteca Provinciale del Trentino, oltre che in numerose cantine che pro-

MART, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto

pongono anche una visita guidata. La card, nella formula tradizionale, prevede una durata di 48 ore ed è al portatore. Basta compilare l’apposito modulo al momento dell’acquisto o sul web e senza nessun costo aggiuntivo la tessera diventa nominativa, estendendo la sua durata a tre mesi. Inoltre, se si è in vacanza con la famiglia, con le stesse modalità la card si trasforma in Family, aprendo così le proposte culturali e quelle relative alla mobilità anche ai figli minorenni. Una soluzione per assaporare con tranquillità, magari in periodi diversi, i tanti vantaggi del progetto. ■


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di Jenny Zenoni

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omenica 17 giugno, sfilerà per le vie di Levico Terme e Caldonazzo una vastissima gamma di auto d’epoca appartenenti alle più prestigiose marche del mondo oltre a moto, quad, gip, campagnole, le mitiche Vespa, maggioloni e maggiolini. Tutti in Valsugana e oltre, conoscono El Barber, la sua irrefrenabile passione per la auto americane ed il suo salone nel centro di Levico Terme dove da ben 42 anni il mitico Paolo taglia, accorcia, sistema ed acconcia i capelli ad adulti e piccini. Tuttavia non tutti sono a conoscenza che già a 8 anni l’allora “Baby Barber” era in grado di rassettare barba e baffi, mentre a 11 si apprestava ad effettuare i primi tagli di capelli. Quest‘anno, per festeggiare il suo compleanno, avvenuto l‘11 maggio, invita tutta la popolazione a prendere parte ad un evento eccezionale: l’ottavo “Barber Day”, giornata di grande divertimento composta dalla sfilata delle mitiche auto, un lauto pranzo e dell’ottima musica. Per non far mancar nulla, ci sarà addirittura un mago: il grande Ruby di Comano Terme che intratterrà ospiti ed amici con

ottavo “Barber Day” a Levico Terme Il vulcanico Paolo Andreozzi in arte “El Barber” festeggia il “mezzo secolo” al ritmo dei motori delle amatissime auto storiche con un grande raduno, da lui interamente organizzato il 17 giugno stupefacenti giochi di prestigio. Il ritrovo è previsto alle 8.30 davanti al ristorante Bandus Camping due Laghi, fino alle 9.30 verrà offerta un‘ottima ed abbondante colazione per dare a tutti la giusta carica. Per giungere al luogo del ritrovo, lo stesso Barber si preoccuperà di far posizionare i dovuti cartelli sulla SS 47 strada statale della Valsugana, in corrispondenza delle uscite di Levico Terme. Venendo da Trento verso Bassano, occorrerà imboccare la prima uscita, mentre chi dovesse giungere dalla direzione opposta dovrà prendere il quarto svincolo. Alla colazione seguirà un corposo brindisi di benvenuto che precederà l‘inizio della suggestiva sfilata, prevista verso le 11. Dopo aver

percorso i pittoreschi centri storici e le bellezze naturali della zona, la carovana farà tappa al Bicigrill di Levico dall‘amico Maurone per gustare un frizzante aperitivo. Il tour terminerà alle 13 presso l‘impianto sportivo in viale Lido nella splendida cornice del lago di Levico, dove, in collaborazione con U.S. Levico (società calcistica dell‘omonima cittadina), verrà offerto il pranzo agli iscritti della manifestazione. Ad intrattenere gli ospiti ci saranno giochi a sorpresa, tanta musica e sfide di calcio! Mentre i commensali saranno impegnati in queste attività, una giuria assolutamente esterna ed imparziale valuterà attentamente le auto per poi proclamare le cinque più belle ed assegnare loro le degne

coppe. Ospite d’eccezione e partecipante al raduno il noto ciclista Gilberto Simoni che premierà le 5 auto giudicate più belle. Alle 16.30 seguirà il brindisi di saluto, rinnovando l’invito all’appuntamento del prossimo anno. Info: Barber Paolo cell. 348.7926817. ■ L’iscrizione di 30 € COMPRENDE: Omaggio floreale a tutte le donne Brindisi di arrivo al ristorante Bandus Camping due Laghi Gadget fornito dalla Cassa Rurale di Levico Aperitivo al Bicigrill di Levico dall’amico Maurone Pranzo presso l’impianto sportivo di Levico in viale Lido Giochi a sorpresa Sfide calcistiche Brindisi di saluto

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di Tina Ziglio

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edicato a chi continua fermamente a credere che le parole scritte non abbiano perso la loro valenza, nonostante le avanguardie digitali e le versioni virtuali dei modi di comunicare; rivolto e indirizzato a quanti non hanno smesso di subire il fascino indiscusso del fumetto, a dispetto dei tanti modi attuali per nutrire mente e spirito (inteso come senso dell’umorismo); riservato a coloro che coltivano un raffinato senso della grafica e svelano una sanissima passione per il collezionismo, nella fattispecie quella tutta nuova di decorare il frigo casalingo con coloratissime calamite. A noi piace da matti il risultato ottenuto: un biglietto di auguri (prodotto e distribuito da Akena) formato 11,5 X 17 cm, con i protagonisti di una vignetta assai nota agli appassionati del genere; tanto colore, frasi dirette, piacevolmente spassose e brillanti, per cogliere e fermare l’essenza dei momenti significativi della nostra vita; una calamita (misura 7x7 cm) che è un abile inserto dello stesso pieghevole per lasciare che quel ricordo non finisca in un cassetto ma diventi un post ben visibile, indimenticabile. L’autrice – Flora Graiff - è un’artista poliedrica, con tanti articolati interessi sfociati nelle diverse sfaccettature di quella che si può definire complessivamente, con un unico termine, “creatività”; in questo specifico contesto è al-

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Flora Graiff

Quando il fumetto fa gli auguri flora graiff è l’autrice di kako, impertinente personaggio della striscia di “Linus”. Che adesso si propone in biglietti “speciali”

lora disegnatrice e creatrice di quel personaggio che ha raccolto consensi, mietuto successi nazionali ed internazionali, affascinato grandi e piccini. Se la presentazione non dovesse bastare, all’albo d’oro il debutto nel 1988 su “Linus”; ovvero come entrare nella storia della striscia, nel mito del cartoon, nell’olimpo dell’umorismo

satirico. Lui, il protagonista della strip, presenta tutta una serie di carat teristi che di immediata familiarità, comprensibili e apprezzabili perché captabili al volo, sintesi ironica delle nostra battaglie quotidiane. È chiaro che il bambino Kako fa presto a lasciare il segno.

Oltre all’accattivante tratto che lo rappresenta graficamente, ha un caratterino niente male… dice la sua (eccome se la dice!) in famiglia, non le manda a dire all’amica del cuore Milla (che pure sa rispondere a tono) ed è in perenne conflitto con il mondo di adulti e coetanei. Impossibile non riconoscersi – anche da adulti e vaccinati – in quel piccoletto terribile dal caschetto di capelli rossi, che affronta le difficoltà della vita abbracciando l’inseparabile cagnolino Dado. E poi Kako assomiglia così tanto ai nostri figli di oggi ribelli per natura, con la lingua lunga, sempre con la risposta pronta, velocissimi a sentenziare ed a sparare sul mondo regalandoci anche perle di inaspettata saggezza, lasciando spesso attoniti noi “grandi”, che ci spacciamo “esperti di vita”. Una visuale dal basso (di statura) con effetti esilaranti e sottofondi di riflessione, con frecce umoristiche e lance spezzate anche a favore di grandi tematiche, quali inquinamento e nucleare. Per volere di Flora Graiff, Kako ha riposato per un po’. Ora è tornato con le sue inconfondibili caratteristiche per animare i nostri augurali messaggi scritti. Ci lascia anche una sua calamita, per un’incisiva comunicazione… “d’attacco”. ■


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www.solstiziodestate.it

U

na rassegna, giunta alla sua ventiduesima edizione, che coinvolgerà anche quest’anno Mezzocorona, Mezzolombardo, San Michele All’Adige e Lavis. Ad aprire “Solstizio d’Estate”, sabato 2 al Prato Museo di San Michele, lo spettacolo teatrale “Vecchia sarai tu” con Antonella Questa. Tre ritratti, tre storie, tre donne e il loro rapporto col tempo che, inesorabile, passa.

Alessandro Bergonzoni

Martedì 5, al Teatro di Mezzolombardo, la Compagnia Santasangre metterà in scena lo spettacolo “Sei gradi”, un concerto per voce e musiche sintetiche. Più di uno spettacolo di danza, più di un concerto, più di

solstizio d’estate Si ripropone dal 2 al 21 giugno l’atteso appuntamento con la rassegna di musica, teatro e danza della piana rotaliana una performance: Sei gradi è un’esperienza multisensoriale, emotiva, un monito, un avviso all’umanità che brucia e consuma senza sosta al di là e oltre ogni ragionevole principio di precauzione. Appuntamento in musica, sabato 9 alle Cantina Martinelli di Mezzocorona, con il concerto di Emanuele Lapiana, aka N.A.N.O. che presenterà il live set del suo ultimo disco “I racconti dell’amore malvagio”. Per l’occasione saranno presenti molti ospiti e verrà proposto anche un omaggio a sorpresa ad un grande compositore trentino del passato. Ancora musica, martedì 12 al Chiostro del Museo di San Michele, con “Boite a musique Bungaro & Co”. Ovvero musica da vedere e luce da ascoltare per un concertoinstallazione, che prende il la

da canti e danze ucraine, che si contorcono, si reinventano, rinascono nell’interpretazione originale dei quattro musicisti, trasformate in atti di questo spettacolo di “teatro dell’udito”. Sabato 16, alle Cantine di Mezzocorona, il Collettivo 320 Chili proporrà la performance fra teatro e danza acrobatica “Ai migranti”. Un titolo che è anche una dedica di questo spettacolo, esempio poetico ed inebriante di coesione creativa fra arti ed esperienze differenti. Danza, acrobazie e teatro per raccontare quella pagina della nostra storia in continua stesura che sono le migrazioni: sarà la Piazzetta Auditorium di Lavis, domenica 17, ad ospitare lo show “Ribolle di sapone. Un delirio di felicità e incanto”. Tre gli attori pro-

tagonisti di uno spettacolo a metà strada fra la pantomima e la danza circense, che per grandi e piccoli domano e si contendono le fragilissime bolle dando vita ad un mondo imprevedibile, dove amicizia, amore, contesa e conflitto si confrontano sulla superficie effimera ed instabile delle bolle di sapone. A chiudere questa edizione di “Solstizio d’Estate”, giovedì 21 a Casa Menestrina di Mezzocorona, lo spettacolo “Urge” di Alessandro Bergonzoni. Un monologo battuto con un ritmo magistrale, un tutto composto da fiumi di parole, visioni dell’invisibile, racconti dell’impossibile, viaggi sciamanici, voli onirici: L’Urge di Bergonzoni non lascia all’attenzione dello spettatore nemmeno un minuto di tregua. ■

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www.fondazioneaida.it

L’

appuntamento, ad ingresso libero e gratuito (per cui si consiglia comunque la prenotazione), s’inserisce all’interno del progetto LINK - percorsi di educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva in Valle dei Laghi. “Ho vissuto negli ultimi trent’anni una striscia di tempo che mi sembra ancora appartenere alla cronaca. Alludo ai giorni in cui gli eventi della politica si intrecciarono con quelli criminali, sino al punto da marchiare la gran parte dei percorsi che hanno segnato il destino del paese”. Fu solo di Cosa Nostra la responsabilità delle stragi del 1992 e del 1993? Perché la mafia decise di rinunciare all’attacco allo Stato? Per rispondere a questi interrogativi, Giuseppe Ayala dà quindi appuntamento al Teatro Valle dei Laghi lunedì 11 giugno (ore 21) per presentare il suo ultimo libro “Trop-

Legalità, giustizia e Costituzione a Vezzano appuntamento con Giuseppe Ayala. Lunedì 11 giugno, la testimonianza del magistrato e uomo politico, componente del pool antimafia di Falcone e Borsellino pe coincidenze”(Mondadori, 2012). In un dialogo aperto con il pubblico, il magistrato ripercorrerà i suoi anni in Parlamento a partire dal 1992, ricostruendo le troppe coincidenze che hanno caratterizzato le relazioni tra mafia, “poteri occulti” e politica, andando a delineare un quadro opaco che coinvolge criminalità mafiosa e pezzi deviati dello Stato. Da Capaci

a via Palestro, da Tangentopoli alla Seconda Repubblica, dalla cattura di Bernardo Provenzano alle infiltrazioni della mafia al Nord, passando per le mancate riforme della giustizia, Ayala riflette su una stagione che si estende sino agli anni più recenti e ci svela che Cosa Nostra, anche se ha rinunciato al tritolo, non è morta. L’incontro è un’anteprima del

percorso formativo in programma per l’autunno 2012, che, attraverso il linguaggio teatrale, mira a proporre una rilettura della Costituzione Italiana dal punto di vista dei giovani, dando spazio alle loro opinioni. Il laboratorio si proporrà come un luogo dove esercitare una partecipazione attiva: saranno infatti i partecipanti a dover leggere e commentare la Costituzione. ■

Forum dell’Informazione Cattolica

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a nona edizione del Forum dell’Informazione Cattolica per la Salvaguardia del Creato quest’anno si terrà a Trento dal 14 al 17 giugno, con il sostegno della Provincia Autonoma e della Diocesi di Trento. Tema del Forum sarà: “Salì sul monte. Mons sanus pro corpore sano”. Tale percorso formativo intende affrontare il tema della montagna sotto varie angolature: luogo di incontro con Dio, luogo per ritemprare il corpo e lo spirito, luogo di lavoro, luogo di residenza. Infine, verrà discusso il delicato rapporto tra montagna e comunicazione e saranno presentate una serie di testimonianze che possano arricchire di “storie” quanto viene presentato in termini di contenuti. Il Forum è realizzato con la Federazione Italiana dei Settimanali Cattolici (FISC) e con l’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI). All’interno del Forum è inserita la cerimonia del premio giornalistico “Senti-

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nella del Creato” che sarà conferito a tre giornalisti scelti da FISC, UCSI e Greenaccord, nonché ad alcuni personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo (gli scorsi anni sono stati premiati il Maestro Angelo Branduardi, la scrittrice Susanna Tamaro, la giornalista Tiziana Ferrario, l’attrice Claudia Koll, l’economista Stefano Zamagni, il conduttore Rai Massimiliano Ossini e la cantante Saba Anglana). Al Forum parteciperanno un centinaio di giornalisti di testate nazionali, regionali e locali. Il Forum avrà il patrocinio del Ministero della Tutela dell’Ambiente e del Territorio e del Mare, della Regione Trentino Alto Adige, della Diocesi, Provincia e Comune di Trento, della Federazione Italiana Settimanali Cattolici, del Consiglio Nazionale e Regionale dell’Ordine dei Giornalisti, dell’Unione Cattolica Stampa Italiana, del Segratariato Sociale RAI, della Federazione Nazionale Stampa Italiana.


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catta il conto alla rovescia per uno degli eventi più attesi dell’anno in Val di Non. Giovedì 21 giugno infatti, in concomitanza con il solstizio d’estate sarà inaugurato ufficialmente il “Giardino della Rosa” di Ronzone. Il “Giardino della Rosa” sorge subito a valle del centro abitato di Ronzone, in Alta Val di Non e si estende su un’area di ben 8.500 metri quadrati. Un luogo meraviglioso da cui lasciar scorrere lo sguardo su scenari incomparabili. Uno spettacolo unico dove la natura si sposa con l’ambiente e il paesaggio agrario primitivo, uno scenario meraviglioso, un anfiteatro naturale circondato da prati verdi, boschi di conifere e catene montuose. Il giardino proporrà al visitatore un percorso didattico alla scoperta di tutte le specie e le varietà di rosa del mondo: oltre 400 varietà floreali per un totale di ben 12.000 roseti presenti. Rose botaniche, rose antiche, oltre 40 varietà di rose autoctone dell’arco alpino si accompagneranno a bulbose, prati fioriti e perenni dai mille colori che uniti alla bellezza e alla posizione scenografica del parco (una bellissima terrazza affacciata su tutta l’Alta Val di Non) renderanno il “Giardino della Rosa” uno spettacolo unico. Una passeggiata sotto la pergola di 400 metri permetterà

NASCE IL GIARDINO DELLA ROSA Oltre 400 varietà floreali per un totale di ben 12.000 roseti in esposizione. InauguraZIONE il 21 giugno in occasione del solstizio d’estate

di ammirare le rose rampicanti e compiere l’intero perimetro del “Giardino della Rosa” che nel suo complesso appare piuttosto geometrico. Al centro del parco una grande area verde a prato sarà il nucleo pulsante del giardino: il luogo deputato per ospitare eventi, manifestazioni artistiche e culturali, conferenze all’aperto, appuntamenti didattici ecc. Il “Giardino della Rosa” infatti non sarà solo esposizione statica ma vivrà del dinamismo delle stagioni, degli eventi e dei suoi tanti appuntamenti. PERCHé LE ROSE IN VAL DI NON Le tradizioni devono naturalmente nascere ed è proprio questo ciò che l’iniziativa intende perseguire: una piccola diversificazione, un sogno per questi territori che sono, e si spera rimangano, intatti.

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Non è un caso però: le rose sono strette parenti del melo, noto ed incontrastato re della Val di Non. Ambedue appartengono alla famiglia delle Rosaceae e, come il secondo costituisce l’ossatura economica, il benessere della valle, il “Giardino della Rosa” vuole esserne il sogno, l’anima, l’essenza. Come intatto è l’ambiente circostante, il “Giardino della Rosa” vuole essere un luogo integrato ed ecologicamente corretto: i materiali utilizzati, gli steccati, le essenze autoctone che ne delimitano i confini, la metodologia di conduzione biologica, sono stati scelti come segni di benessere per gli abitanti e i graditi ospiti. Il “Giardino della Rosa” rappresenterà insomma un sogno e una grande opportunità per tutta la Val di Non all’insegna del nuovo turi-

smo eco-sostenibile. Tutto il progetto è stato ideato con l’intento di integrarlo il più possibile con l’ambiente circostante. Per questo tutto il materiale utilizzato per la costruzione del parco è assolutamente biodegradabile. Il confine-recinzione che deve dialogare con il paesaggio circostante sarà accompagnato da un impianto di cespugli e piccoli alberi autoctoni che ricostruiranno, almeno in questo luogo, quello che era il paesaggio agrario primitivo. Le varie aiuole avranno, inoltre, ognuna al centro un esemplare di melo e pero antico della Val di Non per riallacciarsi anche in questo senso alla tradizione agricola locale. ■

info GIARDINO DELLA ROSA 38010 RONZONE Val di Non (TN) Via Recla Apertura: Da giugno a ottobre, tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00 Per maggiori info: www.giardinodellarosa.it info@giardinodellarosa.it Apt Val di Non Tel. 0463 830133 info@visitvaldinon.it


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Visioni del corpo

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itorna dal 15 al 17 giugno Futuro Presente, il Laboratorio permanente sui linguaggi contemporanei che giunge quest’anno alla sua ottava edizione riproponendo la formula della divisione nelle sezioni primaverile e autunnale, organizzate da Incontri Internazionali di Rovereto, Nuovo Cineforum Rovereto e Dissonanze Armoniche. Tema attorno al quale ruoteranno tutti gli appuntamenti del 2012 sarà il corpo nelle sue molteplici declinazioni. A illuminare percorsi, alimentare dibattiti, fornire occasioni di riflessione e spettacolo sarà l’opera di Pippo Delbono,

Pippo Delbono

Pippo Delbono tra cinema, teatro e danza. A Rovereto dal 15 al 17 giugno artista, performer, regista, attore e molto altro ancora che è entrato a pieno diritto a far parte del “canone” artistico contemporaneo. Tre giorni di kermesse che si riempiono di appuntamenti, spettacoli, concerti, proiezioni, dibattiti in grado di indagare il rapporto tra corpo e linguaggi artistici, tra corpo e uomo con sguardi rivolti sì all’arte – cinema, teatro, danza – ma anche alla politica, alla società, alla filosofia. Il tutto assieme a protagonisti di assoluto rilievo. Ci sarà lo

ARENA DI VERONA 90° Festival 2012 CARMEN

30 giugno/5-10-13-17-20-27 luglio 3-7-10-24-28-31 agosto

stesso Pippo Delbono, a Rovereto già il 13 e il 14 giugno per un seminario sull’espressività organizzato dal CID; Umberto Galimberti, filosofo tra i più interessanti e inquietanti del panorama europeo; Marie-Agnès Gillot, l’étoile dell’Opéra di Parigi che ha danzato con i maestri della danza classica e contemporanea; Marco Müller, già direttore della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia per ben otto anni e dallo scorso marzo alla guida artistica del festival romano;

Emanuele Trevi, uno dei dodici finalisti del Premio Strega 2012 con «Qualcosa di scritto». E ancora il pensatore José Gil, le giornaliste Concita De Gregorio e Leonetta Bentivoglio, il violinista rumeno Alexander Balanescu e molti altri ancora. Come scrive Leonetta Bentivoglio nella presentazione dell’edizione 2012 “il corpo è un perno sapienziale”, è cioè un elemento determinante della conoscenza, della comprensione e dell’esperienza del mondo e dell’uomo. L’intero cartellone si sviluppa in tre principali sezioni: proiezioni, incontri e spettacoli tutti proposti al polo museale del Mart di Rovereto. ■

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no dice “mostra” e nella mente gli si proietta subito una situazione abbastanza semplice: delle grandi sale collegate tra loro da corridoi altrettanto ampi e al muro, o su appositi piedistalli, esposte opere d’arte, o presunte tali. Un tempio della fruizione artistica che però, a ben guardare, presenta alcune piccole crepe. Non tanto per la sua natura, quanto per le potenzialità che un siffatto percorso museale cela. O meglio, per le numerose esperienze sensoriali che il visitatore, suo malgrado, è costretto a perdersi. È nel solco di questa “privazione” che si inserisce il progetto di Micol Cossali e Valentina Miorandi, giovani direttrici artistiche di allestimenti che sotto le insegna del Collettivo Azioni Multimediali (più familiarmente chiamato CAM) propongono una nuova idea dell’esporre. “Una ricerca artistica e tecnica – leggiamo nel loro booklet di presentazione – che si fonda sull’esplorazione delle potenzialità espressive del linguaggio delle immagini”. In pratica il loro compito è rendere la mostra di inizio articolo qualcosa di meno barboso e statico. Nell’epoca del web e del bombardamento multimediale, era ora e tempo che qualcuno comin-

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nel cuore della mostra Una regista e un’artista – micol cossali e valentina miorandi – concepiscono una ricerca espressiva e artistica tutta nuova per gli allestimenti di mostre e musei. in val dei mocheni, ad esempio, per “musil...”

ciasse a progettare situazioni espositive che partissero dal presupposto di costruire contesti comunicativi e percorsi narrativi più coinvolgenti. Non si pensi, tuttavia, a sconvolgenti effetti speciali legati alle nuove tecnologie, con fumi e raggi laser. Cossali e Miorandi puntano anche e soprattutto ad un recupero filologico dei temi affrontati, valorizzandone la fisicità. Come nel caso di uno dei loro lavori più apprezzati: “Vuoto di memoria” (visitabile fino al 28 ottobre presso lo spazio archeologico sotterraneo del SASS), in cui accompagnano il visitatore tra le strade della vecchia città; grazie ad una lente si scopre l’antica fisionomia del Sas, maneggiando la riproduzione di alcuni negativi si possono esplorare

fotografie d’epoca. Un’esperienza quasi tattile, un toccare letteralmente con mano il passato, dacché oramai troppi sono gli anni trascorsi perché basti osservare sgualcite fotografie per afferrare quello che è stato. Il tutto molto liberamente, senza percorsi obbligati. Perché un’altra prerogativa delle creazioni targate CAM è la libertà di chi si approccia all’esposizione. È proprio il caso di dire che ognuno si “fa” il suo percorso. Sono molto giovani, Micol e Valentina, ma hanno accumulato già esperienza e una serie di riconoscimenti. Nel 2010 CAM firma la regia del film documentario La fabbrica del freddo, prodotto dalla Fondazione Museo storico del Trentino e del cortometraggio

Chiafura, prodotto dal Fondo Ambiente Italiano, vincitore del primo premio al Milano Film Festival. Proprio in queste settimane, e fino al 30 settembre, CAM propone un’installazione immersiva di suoni e immagini, dal titolo ANDERS, in cui si esplorano le tematiche dello spaesamento e della dissoluzione dell’io come emergono nella novella GRIGIA ambientata dallo scrittore Musil nella Val dei Mòcheni. al Filzerhof di Fierozzo, in Val dei Mocheni. A settant’anni dalla morte, viene ricordato lo scrittore Robert Musil che arrivò in Valle dei Mòcheni nel corso del 1915, in qualità di sottotenente dell’esercito austroungarico. Nella mostra sarà possibile approfondire il rapporto creativo che si instaurò fra Musil e la Valle, documentando con i suoi appunti e le immagini il suo periodo di permanenza. Una bella opportunità, dunque, per apprezzare non solo l’opera di Musil, ma anche le nuove prospettive museografiche che il lavoro di Micol Cossali e di Valentina Miorandi sembrano poter aprire. ■


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a Val dei Mocheni è un’oasi di pace che merita di essere visitata anche per lo straordinario scenario dell’alternarsi di colori della natura: dal giallo lucente dei maggiociondoli alle nuvole bianche e profumate dei ciliegi selvatici, dalle distese fiammeggianti di rododendri in alta quota a tutte le tonalità del verde. Ogni paese è dotato di splendidi itinerari da percorrere a piedi. Percorsi poco impegnativi consentono di raggiungere baite caratteristiche, malghe e rifugi, immersi in un ambiente suggestivo che esercita da sempre un certo fascino… Non per niente il lo scrittore austriaco Robert Musil la chiamò “la valle incantata”. Potrà capitare di intravedere qualche animale della ricca fauna locale: caprioli, camosci, marmotte, scoiattoli, le-

la valle incantata Il SIMPOSIO degli artisti del legno e la notte bianca, in cui si potrà vivere l’atmosfera vagamente da fiaba della Valle dei Mòcheni pri, falchi, galli cedroni, forcelli ed anche la rara aquila reale che nidifica su queste cime. Moltissimi sono gli itinerari ciclistici, amatoriali e tecnici, adatti soprattutto alla mountain bike. La cucina tradizionale, poi, ripropone i cibi semplici del suo passato legato alla vita contadina. In questo idilliaco contesto si svolgono in giugno due eventi molto importanti per la Valle. Anzitutto dal 28 al 30 giugno, a Sant’Orsola Terme, talentuosi artigiani

del legno impegnati nella 2a edizione di Crea l’Albio, Simposio degli artisti del legno. L’evento, inaugurato con successo nel 2011 all’interno del progetto europeo Listen to the Voice of Villages, coinvolge numerosi artisti locali e di fama internazionale. E proprio l’ultimo giorno del mese arriva la Notte bianca, in cui si potrà vivere l’atmosfera incantata e sperimentare l’accoglienza genuina della Valle dei Mòcheni. Dal pomeriggio a tarda notte la Valle si apre ai visitatori con

gli artigiani all’opera nel Simposio degli Artisti del Legno e il lancio delle Microesperienze 2012, attività per grandi e piccoli per conoscere e sperimentare i saperi e la manualità di un tempo. E poi musica e cori di montagna nei luoghi più suggestivi della Valle, musei aperti fino a tarda notte, trekking notturni, i sapori della cucina locale, giochi di luce sull’acqua, naso all’insù con gli esperti delle stelle e, infine, lo splendore del crepuscolo del Lagorai fino all’alba. ■

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raccontare l’esperienza della natura

A

rte Sella anche quest’estate ci presenta due artisti che sicuramente potranno interessare il grande pubblico. Infatti Klaus Illi e Bettina Bürkle

presenteranno, fino al 14 ottobre, le loro opere legate all’”Aria”. L’aria è uno spazio intangibile che avvolge e permea l’intero universo, elemento purificatore, punto di demarcazione tra la terra e il cielo, ovvero tra la materia e lo spirito. Per questa sua funzione, a metà strada tra il fuoco e l’acqua, l’aria rientra di diritto, da tempi immemorabili, nei quattro fondamentali elementi che formano il nostro mondo: acqua, aria, terra e fuoco. Oltre ad indicare la primavera e il punto cardinale est. I due artisti tedeschi hanno creato le loro installazioni fantastiche nello spazio dedicato alle mostre temporanee,

a cles: “Immagini al presente” Silvano Nebl e i suoi amici de La Cerchia: ovvero un doveroso omaggio e riconoscimento degli artisti dell’associazione trentina a uno dei più qualificati esponenti della pittura nonesa, appunto Silvano Nebl. Prolifico l’artista di Cles che lasciò una produzione notevole di opere di pittura e di grafica, immagini magiche, irreali caratterizzate da una romatica suggestiva e carica di luminosità. Gli amici de La Cerchia lo vogliono ricordare con una collettiva presso la Galleria d’Arte Fedrizzi di Cles, che rimarrà in esposizione fino al 9 giugno e che rappresenta un’opportunità per il capoluogo anaune, ma anche per tutti gli appassionati dell’arte, di poter godere della presenza di artisti di notevole interesse, in grado di rappresentare la complessità culturale ed espressiva delle nostre terre. Espongono con opere di Silvano Nebl (nella foto, il torrente Tresenga, emissario del Lago di Tovel), Carla Caldonazzi, Livio Cont, Paolo Dalponte, Bruno Degasperi, Domenico Ferrari, Adriano Fracalossi, Tullio Gasperi, Carlo Girardi, Pierluigi Negriolli, Giorgio Tomasi, Ilario Tomasi, Elisa Zeni, Teresa Razeto e Jaime Cruz.

un continuum organico, in cui ognuno di noi in modo del tutto involontario è incluso. I loro lavori consistono in una serie di piccole opere “scultoree” – se così si possono chiamare – sospese nell’aria e da questa mossi in modo che ciclicamente cambiano forma, si espandono, si negli spazi di Malga Costa, a pochi passi dalla Cattedrale

contraggono, si affievoliscono. Lo stesso movimento

Vegetale. Da tempo la loro pratica artistica cerca di

pneumatico si sviluppa partendo da terra, da cui si alzano

raccontare l’esperienza nella natura utilizzando, in modo

per poi sfiorire, impalpabili nuvole bianche e gialle che

poetico e delicato, degli artifici tecnici. L’oggetto del loro

richiamano alla meraviglia e al silenzio, allo stupore e alla

lavoro predisposto appositamente per Arte Sella è stata la

meditazione. La delicatezza e la presenza soft di questi

costruzione di un contenitore di respiri a cui hanno dato il

oggetti quasi fantascientifici nella loro asettica presenza

nome di “Hortus aeris”.

ci aiutano a capire la millenaria storia dell’aria e di culture

Il respiro unisce tutte le creature hanno detto i due

che di questo elemento ne hanno fatto il centro del proprio

artisti. Le piante ci forniscono l’aria che ci riempie i

interesse, come quelle orientali: pensiamo soltanto al mito

polmoni: fuori e dentro, contenitore e contenuto creano

degli aquiloni o alle lampade di carta lasciate andare in

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trentinomostre cielo in certi villaggi della Cina.

Arco

La mostra rimarrà tutti i giorni dalle 10 alle 18 (giugno, luglio, agosto, settembre e ottobre fino alle 19). Ingresso euro 5. Assolutamente da non perdere la mostra che il Mart dedica alla body artista concettuale Gina Pane (19391990), presentata da Sophie Duplaix fino all’8 luglio in una splendida antologica che finalmente mette in luce il valore di questo personaggio che ha attraversato la cronaca e la storia dell’arte mondiale negli anni Settanta, a partire dai dipinti geometrici e le Structures affirmées, alle azioni degli anni Sessanta e Settanta, fino alle Partitions e Icones, compute dal 1980 fino alla sua morte. Sono oltre 160 le opere in mostra provenienti dai maggiori musei d’arte contemporanea internazionali e da importanti collezioni private tra installazioni, dipinti, disegni, video, fotografie, sculture, oggetti utilizzati nelle sue più note “azioni” e l’unica opera cinematografica mai realizzata dall’artista. L’artista ha segnato l’arte degli anni Settanta con una serie di “azioni” dalla forte carica simbolica. Le emozioni e le reazioni di rifiuto suscitate dalle ferite che si infliggeva con una lama di rasoio, in cui il corpo era offerto come specchio allo spettatore “anestetizzato”, e il sangue come dono vitale, hanno contribuito, suo malgrado, a identificare l’artista con la sola esperienza di Body Art. L’esposizione propone, invece, un percorso che svela progressivamente il vocabolario simbolico di Gina Pane, composto nelle varie fasi della sua produzione. Per la prima volta viene tratteggiata la complessa rete di relazioni che uniscono, in un unico approccio concettuale, pratiche spesso lontane sul piano formale. Il tema del sacro, per esempio, lungi dall’appartenere solo all’ultimo periodo, è una delle questioni portanti della sua opera. L’onnipresenza del motivo della croce, il dono di sé, il corpo sofferente del martirio, formano un insieme di riferimenti e di segni, attraverso un linguaggio preciso costruito nel tempo, le cui tracce si ritrovano in tutto il lavoro dell’artista.

Mostre ROBERTO FLOREANI COMPOSIZIONI ASTRATTE Apertura: da venerdì 3 febbraio a domenica 10 giugno. Palazzo dei Panni - Via Segantini, 9. Mostra a cura di Giovanna Nicoletti. Orario: 10-18. Lunedì chiuso. Info: www. museoaltogarda.it.

Borgo Valsugana Mostre LUCI ED OMBRE DEL LEGNO... UNA MOSTRA CHE VIAGGIA Apertura: da venerdì 25 maggio a sabato 9 giugno. Spazio Erika Klien, Piazza Degasperi, 20. Simone Turra, Isabella Corni, Paolo Moro, Fulvio Borgogno, quattro artisti che, pure diversi nelle origini e nella crescita, raccontano di un’arte antica che non si è mai perduta, che, nella tipicità delle vallate alpine, vive ancora con grande forza e vivacità, in un rapporto intenso e vissuto con il proprio territorio. In tutto 20 opere. Originali e suggestive, per alimentare il desiderio di scoperta e soddisfare la curiosità di ricerca. La mostra vuole rappresentare l’espressione artistica legata ad uno dei prodotti che più squisitamente caratterizzano la regione, quale è appunto il legno. Vuole essere un invito a scoprire un territorio attraverso le suggestioni e gli odori rimasti impressi nell’opera d’arte, resa contemplabile, densa di significati ed emozioni. Info: APT Valsugana tel. 0461.727740; borgovalsugana@ valsugana.info.

Caldonazzo Mostre Pasolini. Il poeta delle ceneri Apertura: da sabato 9 a domenica 17 giugno. Sala Consiliare, Piazza Municipio. Il Trentino Book Festival rende omaggio a uno dei geni del Novecento con una mostra che si compone di due sezioni che - attraverso percorsi diversi - esplorano l’universo del Pasolini cinematografico. Info e programma completo su www.trentinobookfestival.it. Info: tel. 328.2160471. Mostre Bruno Lucchi, storie di terracotta Apertura: da venerdì 15 a domenica 17 giugno. Atrio del Caseificio. I suoi sono libri di terracotta che fanno parte di un’idea, di un messaggio, come tassello dell’infinito mosaico del sapere umano. Nei dorsi curvi e incisi, nelle impressioni accuratamente lavorate delle sovracoperte è evocato il silenzio delle biblioteche, luoghi privilegiati per la cura e per la trasmissione della parola. Info e programma completo su www.

trentinobookfestival.it. Info: tel. 328.2160471. Mostre Alessandro Fontanari Nerofonte Apertura: da venerdì 15 a domenica 17 giugno. Centro d’Arte La Fonte. È figlio di un provetto ebanista dal quale ha appreso le tecniche tradizionali dell’intarsio del legno cercando di trasferirle in composizioni d’invenzione con riferimenti araldici, ai bestiari allegorici, al fantastico surrealista e metafisico. Info e programma completo su www.trentinobookfestival.it. Info: tel. 328.2160471. Mostre La strana guerra del tenente Musil Apertura: da venerdì 15 a domenica 17 giugno. Centro d’Arte La Fonte. Esposizione di libri riguardanti lo scrittore austriaco. Info e programma completo su www. trentinobookfestival.it. Info: tel. 328.2160471.

Cles Mostre IMMAGINI AL PRESENTE Apertura: da sabato 12 maggio a sabato 9 giugno. Galleria d’Arte “Fedrizzi” - Piazza Granda, 39. Verranno esposte opere realizzate dagli artisti: Silvano Nebl, Carla Caldonazzi, Livio Conta, Paolo Dalponte, Bruno Degasperi, Domenico Ferrari, Adriano Fracalossi, Tullio Gasperi, Carlo Girardi, Pierluigi Negriolli, Giorgio Tomasi, Ilario Tomasi, Elisa Zeni, Teresa Razeto, Jaime Cruz. Tutti i giorni ore 9-12 / 15-19. Chiuso domenica e lunedì. Info: Galleria Fedrizzi Tel. 0463.422121; camillo.fedrizzi@ virgilio.it; www.galleriafedrizzi.it.

Drena Mostre futuro incerto Apertura: da domenica 6 maggio a domenica 17 giugno. Mostra personale di Franco Chiarani. Info: Tel. 0464 554444 - info@gardatrentino. it - www.gardatrentino.it.

FONDO E ROMALLO Mostre “CANYON INARTE 2012” DIALOGHI SILENTI Apertura: da venerdì 1 giugno a domenica 30 settembre. L’arte di Pietro Weber e David Aaron Angeli nel Canyon Rio Sass e nel Parco Fluviale Novella. Presenze scultoree che dialogano tra loro, la natura, la storia e i simboli. La leggenda delle Donne Anguane, donne delle Acque, antiche figure della mitologia celtica simbolo di positività che si rifugiano presso selvagge sorgenti e corsi d’acqua. I materiali naturali plasmati dall’uomo in figura di Cono vengono inseriti nella natura selvaggia dei Canyon: un ritorno ad un

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trentinomostre dialogo sincero. Info: APT Val di Non tel. 0463.830133; info@visitvaldinon.it.

Luserna Mostre GALIZIA 1914 - I SOLDATI TIROLESI TRENTINI NELLA GRANDE GUERRA Apertura: fino a domenica 4 novembre. Centro Documentazione. Orario: 10-12.30 / 14-18. Info: Tel. 0464.789638; info@lusern.it; www.lusern.it.

Malga Costa - sella Mostre Hortus Aeris di Klaus Illi e Bettina Bürkle Apertura: fino a domenica 14 ottobre. La coppia di artisti tedeschi ha voluto ricreare un’esperienza di grande suggestione, immaginando di condurre i visitatori in un “contenitore di respiri” a cui hanno dato il nome di “Hortus aeris”. Orario: giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre: tutti i giorni ore 10-19. Ingresso euro 5,00.

Nago Torbole Mostre Approdi incerti Apertura: da domenica 20 maggio a domenica 17 giugno. Mostra collettiva con giovani artisti trentini. Info: Tel. 0464 554444 info@gardatrentino.it - www.gardatrentino.it.

Palù del Fersina Mostre Musil en Bersntol, la grande esperienza della guerra in Valle dei Mòcheni Apertura: da domenica 13 maggio a domenica 30 settembre. Istituto Culturale Mòcheno. Mostra dedicata a Robert Musil, uno dei più grandi scrittori del Novecento, autore del romanzo l’Uomo senza qualità”. L’iniziativa è diretta da Claudia Marchesoni con la consulenza scientifica di Massimo Libardi e Alessandro Fontanari. L’installazione artistica è curata da Micol Cossali e da Valentina Miorandi. Info: www.bersntol. it; kultur@kib.it; tel 0461.550073.

Pergine Valsugana Mostre RICCARDO CORDERO Macromondi spezzati Apertura: da sabato 21 aprile a domenica 4 novembre. Castello. Mostra in ricordo di Franco Batacchi e verrà allestita negli spazi aperti tra le due cinta murarie e nei saloni del Castello. Info: www. castelpergine.it.

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Povo Mostre NATURALMENTE NATURA Apertura: da venerdì 18 maggio a sabato 9 giugno. Sala incontri del Centro Polifunzionale - via della Resistenza, 61. Mostra fotografica su paesaggi e animali delle alpi. Orari: tutti i giorni 15-19. Chiuso la domenica. Info: www.mattiadori.com.

Riva del Garda Fiere expo riva schuh 2012 Apertura: da sabato 16 a martedì 19 giugno. Quartiere Fieristico. Si conferma il più importante salone internazionale dedicato al settore delle calzature di volume. Oltre 1.200 aziende, circa 11.000 operatori, 32.000 mq. Orario: 9-18; martedì 9-16. Info: www.exporivaschuh.it. Mostre Pinacoteca: Testimonianze figurative tra il XIV e il XIX secolo Apertura: da venerdì 23 marzo a giovedì 1 novembre. Museo “La Rocca” - Archeologia dell’Alto Garda. Storia: il lago, gli uomini, i tempi. Mostre VIAGGIO AL LAGO DI GARDA - LE VEDUTE FOTOGRAFICHE DEI LOTZE 1860-1880 Apertura: da venerdì 30 marzo a domenica 10 giugno. Museo. Info: www.museoaltogarda.it. Mostre STUDIO D’ARTE ANDROMEDA Apertura: da sabato 19 maggio a domenica 3 giugno. Mostra collettiva. Info: Ingarda Trentino 0464.554444. Mostre Azzurro Apertura: da sabato 19 maggio a sabato 2 giugno. Galleria Il Transito. Sculture in pietra di Claudia Endres. Info: Tel. 0464 554444 info@gardatrentino.it - www.gardatrentino.it. Mostre attimi in jazz... Apertura: da domenica 27 maggio a venerdì 27 luglio. Mostra personale dell’artista Vigilio Forelli. Info: Ingarda Trentino 0464.554444. Mostre Anna Scalfi Eghenter. Tennis Apertura: da venerdì 1 giugno a domenica 30 settembre. Circolo del Tennis. Riferimento autobiografico ed emozionale legato al passato agonistico della madre dell’artista, è un lavoro dove le regole dello sport sono tradotte nel linguaggio dell’arte. Restringendo la larghezza della rete divisoria centrale di un campo da tennis in terra battuta

NADIA CULTRERA

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n questi giorni, gli appassionati d’arte possono visitare, presso il Centro Culturale Le Mura di Trento, un’interessante mostra di pittura, “Riflessi di luce”. L’artista, Nadia Cultrera, non è alle prime armi in campo artistico, anche se di giovane età. Autodidatta, fin dagli esordi si dedica alla pittura ad olio, frequentando, dal 2007 il gruppo Arti Visive di Trento. Anche l’Associazione Amici dell’Arte di Riva del Garda l’accoglie nelle sue fila e la vede partecipe di mostre personali e collettive in varie località del Trentino. Sperimenta diverse tecniche pittoriche, preferendo sempre, però, la pittura ad olio e dipingendo in maniera materica e monocromatica. Trarrei lo spunto da quest’ultimo termine per definire i lavori esposti nella rassegna: I tanti colori del grigio. I soggetti rappresentati, deliziosi personaggi femminili in atteggiamento pensoso, statuario, danzante, misterioso, con il volto sovente nascosto da velette e bautte veneziane hanno, infatti, un loro calore che nasce dalle mille sfumature grigie della tavolozza, che la Cultrera predilige, ravvivate da decise macchie di colore che sconfinano nell’espressionismo astratto. Una manifestazione artistica da non perdere. Si può visitare, l’ingresso è libero, fino al 15 giugno p.v. presso il Centro Culturale Le Mura di Trento, nel Salone Patton e Pedron, in via Dietro Le Mura B , al n. 4. Chiuso nei giorni festivi ed il lunedì. (Fabio Oss)

e mantenendo le consuete tradizionali regole del gioco si viene a modificare una variabile strutturale del perimetro di gioco, condizionando e ridisegnando una nuova pianta: una nuova ambientazione dove ricostruire l’azione relazionale. Info: www.museoaltogarda.it.

Riva e Arco Mostre Umberto Maganzini e il movimento futurista Apertura: da venerdì 22 giugno a domenica 4 novembre. In occasione del ritrovamento di più di 1000

disegni inediti dell’artista Umberto Maganzini, il MAG, nelle sedi di Palazzo dei Panni ad Arco e della Rocca a Riva del Garda, propone una rivisitazione dell’opera del maestro con una particolare attenzione alla scomposizione futurista e alla successiva rappresentazione figurativa del reale, grazie alla selezione di opere dei maestri futuristi, provenienti da collezioni pubbliche e private, che con lui hanno condiviso la ricerca plastico-dinamica degli elementi compositivi. Info: www.museoaltogarda.it.


trentinomostre Rovereto Mostre la guerra dI Libia 1911-1930 Apertura: fino a sabato 30 giugno 2012. Castello. Il museo storico Italiano della guerra, ricorda i cento anni dall’inizio della guerra italoturca (1911-12) per il controllo della Libia con una mostra di fotografie, materiali e cartoline di propaganda. La mostra ripercorre le vicende del conflitto e illustra l’immaginario coloniale popolare attraverso l’iconografia riprodotta nelle cartoline illustrate e con altri materiali. Orari: tutto l’anno da martedì a domenica 10-18. Info: Museo Sorico Italiano della Guerra; Tel. 0464 438100; www.museodellaguerra.it. Mostre ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE Apertura: da sabato 25 febbraio a domenica 3 giugno. Mart. Progetto di: Christoph Benjamin Schulz e Peter Gorschlüter. A cura di: Christoph Benjamin Schulz e Gavin Delahunty, con la collaborazione di Eleanor Clayton. Mostra realizzata da Tate Liverpool in collaborazione con Mart di Rovereto e Kunsthalle Hamburg. Una mostra racconta la piccola Alice e le sue avventure nel leggendario Paese delle Meraviglie. Questo affascinante percorso espositivo prende avvio dal manoscritto originale di Lewis Carroll, composto nel 1864 come regalo per una bambina di dieci anni, Alice Liddell. Attraverso disegni, dipinti, fotografie, poster e oggetti della quotidianità, la mostra racconta un’epoca, una società e il lungo lavoro di Carroll dedicato ad Alice, ma soprattutto le numerose influenze che questa celebre opera e le sue immagini hanno avuto nella cultura artistica moderna e contemporanea, dai dipinti dei surrealisti, agli artisti della pop fino ai protagonisti dell’arte contemporanea da Sigmar Polke a Kiki Smith. Info: n.verde 800 397 760; info@mart.trento.it. Mostre POSTMODERNISMO. STILE E SOVVERSIONE 1970-1990 Apertura: da sabato 25 febbraio a domenica 3 giugno. Mart. Dopo il successo della grande mostra realizzata nel 2009 Cold War- La Guerra Fredda 1945-1970, continua la prestigiosa collaborazione tra il Mart e il Victoria and Albert Museum di Londra, con un nuovo progetto espositivo. In continuità con l’evento precedente, la mostra intende esplorare il concetto di Postmodernismo, emerso prepotentemente in un primo momento nella cultura architettonica internazionale, e poi diffuso ai più vasti ambiti culturali, a partire dagli anni Settanta. L’esposizione è così l’occasione per ricostruire la cultura di quegli anni attraverso le trasformazioni avvenute nell’architettura e nel design,

ma anche con le suggestioni delle immagini cinematografiche, le testimonianze nel mondo della moda e le grandi rivoluzioni che coinvolsero la musica e la cultura giovanile. Info: n. verde 800 397 760; info@mart.trento.it. Mostre GINA PANE (1939 - 1990) “È per amore vostro: l’altro” Apertura: da sabato 17 marzo a domenica 8 luglio. Mart. Prima mostra antologica dedicata a Gina Pane (1939-1990), una delle figure più importanti e significative della Body Art internazionale. Info: www.mart.trento.it. Mostre AFRO IL PERIODO AMERICANO Apertura: da sabato 17 marzo a domenica 8 luglio. Mart. Mostra a cura di Gabriella Belli con Margherita de Pilati e la Fondazione Archivio Afro. Comprende 39 opere provenienti da collezioni pubbliche americane, canadesi e brasiliane. Nel catalogo, edito da Electa, sono presenti i saggi di Raffaele Bedarida, Gabriella Belli, Adrian R. Duran e Rosemary Stewart Ramsey le schede a cura di Davide Colombo e Ana Gonçalves Magalhães, e apparati a cura dell’Archivio Afro di Roma. Info: www.mart.trento.it. Mostre DEPERO 1912. Il Touring Club Italiano tra futurismo e irredentismo Apertura: fino a domenica 2 settembre. Mart, Casa D’Arte Futurista Depero. A cura di Nicoletta Boschiero. Un album con fotografie della Val di Fiemme, decorate da Depero nel 1912 ritrovato per caso e finora inedito, è il punto di partenza per un’affascinante viaggio alla scoperta di un giovanissimo Fortunato Depero non ancora futurista. Orario: martedì - domenica 10-18. Lunedì chiuso. Info: Tel. 0464.431813; n.verde 800.397760; www.mart.trento.it.

Trento Mostre VUOTO DI MEMORIA - La riscoperta del quartiere del Sas di Trento. Apertura: da martedì 24 aprile a domenica 28 ottobre. Spazio archeologico sotterraneo del Sas. Fonti e documenti d’archivio vengono esplorati dallo spettatore attraverso un percorso immersivo. Le installazioni multimediali rivelano immagini, intrecciano voci e documenti d’archivio che raccontano il quartiere perduto. Orario: 9-13/14-17.30. Ingresso libero. Mostre L’ODORE DELLA GUERRA Apertura: da martedì 24 aprile a domenica 10 giugno. Gallerie di Piedi-

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trentinomostre castello. Mostra fotografica di Fabio Bucciarelli che racconta la guerra in Libia, dall’inizio delle ostilità alla morte di Muammar Gheddafi, approda alle Gallerie di Piedicastello dove sarà disponibile dal 24 aprile al 10 maggio. Info: www.legallerie. tn.it La mostra è organizzata dall’Associazione geografica 46° Parallelo, dall’Associazione ZonaF. 33 fotografie in bianco e nero per raccontare gli otto mesi che hanno cambiato la storia della Libia attraverso l’obiettivo di Fabio Bucciarelli, l’unico fotografo ad aver immortalato il cadavere di Muammar Gheddafi nella casa di un ribelle a Misurata. Mostre La montagna. Terra, luce, vita - Opere dalle collezioni Mart a Cappella Vantini Apertura: da mercoledì 25 aprile a sabato 30 giugno. Cappella Vantini di Palazzo Thun, via delle Orne 1. Bartolomeo Bezzi, Eugenio Prati, Umberto Moggioli, Luigi Bonazza e Paolo Vallorz: cinque opere per cinque artisti trentini tra fine Ottocento e i giorni nostri, per dare valore e far conoscere, attraverso l’arte, l’identità del nostro territorio. Orario: martedì - domenica 10-12 / 15-19. Ingresso libero. Info: www.trentocultura.it; n. verde 800017615. Mostre La legna e i falò Apertura: da giovedì 26 aprile a domenica 10 giugno. Cortile del Museo delle Scienze, via Calepina 14 - Trento. Un percorso didattico sulla deforestazione e le sue conseguenze composto da quindici tele realizzate con tecnica Tingatinga. La mostra è stata ideata e curata dall’associazione Nadir Onlus e realizzata con il Museo delle Scienze diTrento nell’ambito del progetto cofinanziato dalla Provincia Autonoma di Trento, Assessorato alla Solidarietà Internazionale e alla Convivenza: “Realizzazione di un centro sociale multifunzionale e di un programma per l’introduzione di tecnologie alternative per la produzione di legno combustibile ed il risparmio energetico nella città di Ifakara - Tanzania”. Mostre Geological Landscape. Paesaggio geologico trentino Apertura: da venerdì 27 aprile a domenica 10 giugno. Museo delle Scienze, Via Calepina 14. Orario: 10-18. Chiuso lunedì. Durante la settimana del TrentoFilmfestival l’ingresso è gratuito previa presentazione di coupon disponibile nei punti info del festival. Mostre RIFLESSI DI LUCE Apertura: da venerdì 1 a venerdì 15 giugno. Centro Culturale Le Mura di Trento, nel Salone Patton e Pedron, in via Dietro Le Mura B, n. 4. Mostra di pittura di Nadia Cultrera. Ingresso libero. Chiuso nei giorni festivi ed il lunedì.

Mostre FRANCESCO CLEMENTE Apertura: da giovedì 7 giugno a domenica 30 settembre. Palazzo Wolkenstein - Via Marchetti, 17. Studio d’Arte Raffaelli. Emblems and Mountains: Recent Watercolors and works on paper. Info: www.studioraffaelli.com. Mostre “parole, parole, parole...” Apertura: da venerdì 8 a sabato 30 giugno. Bookique Caffè Letterario - Via Torre d’Augusto 29 - Parco della Predara. Mostra di arte e poesia visiva. Partecipano: Stefano Benedetti, Matteo Boato, Barbara Cappello, Alessia Carli, Silvio Cattani, Claudio Cavalieri, Roberto Codroico, Doris Cologna, Sergio Dangelo, Sergio De Carli, Alessandro Goio, Rudolf Haas, Annalisa Lenzi, Lome, Anna Lorenzetti, Aldo Pancheri, Marco Rosi, Paul Sark, Renato Sclaunich, Paolo Tomio, Giulia Trettel. Apertura: tutti i giorni 17-22. Mostre Sguardi praghesi Apertura: da venerdì 22 a martedì 26 giugno. Sala della Tromba - Via Cavour, 27. Questa mostra è l’occasione per un tributo alla splendida città di Praga, legata alla nostra città da un gemellaggio che suggella quest’amicizia dal 23 febbraio 2002, attraverso gli occhi di un gruppo di appassionati fotoamatori, guidati dal fotografo e docente Adriano Frisanco, che nell’estate del 2011 hanno condiviso un’esperienza di viaggio a Praga e nella Repubblica Ceca. La mostra propone di offrire agli occhi dei visitatori le impressioni e le suggestioni più vivide provate nel corso dell’esplorazione della città. Gli autori delle immagini sono Fulvio Medeot, Giada De Riz, Manuela Boschetti, Marco Dell’Orfano, Marco Rocca, Nicola Pedot, Rosanna Pedrotti. Coordinatore della mostra Adriano Frisanco. Orari: 10-12 / 15-19. Mostre Luna Park - Coney Island 1903 Apertura: da venerdì 29 giugno a sabato 1 settembre. Galleria Arte Boccanera. Mostra collettiva a cura di Fabio Bartolini. Orario: dal martedì al venerdì 10-13 / 17-21 sab. dom. e lun. su appuntamento. Info: www.arteboccanera.com.

Villa Lagarina Mostre Capre & Co Apertura: da sabato 12 maggio a domenica 3 giugno. Palazzo “Adalberto Libera” - via Garibaldi, 10. Mostra a cura di Karin Cavalieri. Orario: merc. giov. ven.: 14-18; sab. e dom.: 10-12.30/14-18; lun.mart.: chiuso. Ingresso libero. Info: www.comune.villalagarina.tn.it.

SpazioEventArt

Stazione Centro: I Segni della Contemporaneità

S

pazioEventArt, Centro per la promozione e la divulgazione delle Arti, ha dato il benvenuto agli artisti del Gruppo SEDNA, a cui ha dedicato una mostra nel proprio spazio espositivo in via Petrarca 36, Pergine Valsugana, dal 11 al 26 maggio. La mostra è stata aperta e presentata in occasione del vernissage venerdì 11 maggio alle ore 18 da Giuliana Donzello, esperta di Storia e Critica dell’Arte Contemporanea, e si è conclusa con il finissage “Delicatesse de Moules”, performance

di Barbara Capello e Milena Pedrollo sabato 26 maggio. Il Gruppo SEDNA, fondato nel 2010 e qui rappresentato dagli artisti Paride Bianco, Gabrio Ciampalini, Sylvia Cossich Goodman, Stelvio Erbisti, Manrico Dell’Agnola, Christian Fermo, Milena Pedrollo, Maurizio Piccirillo, Ivano Emilio Zanetti, intende promuovere nell’ambito dell’arte contemporanea una comune ricerca linguistica, all’interno della quale la parola e il linguaggio sono affidati all’uso del colore e dell’immagine. Il Gruppo SEDNA intende così allargare la sfera dell’indagine artistica al rapporto arte-società, alla funzione dell’arte pura, alla ricerca della valenza comunicativa del colore, degli assembramenti materici e scenici e del linguaggio del corpo, alla ricerca del significato del senso di fare arte. Spazio EventArt via Petrarca 36 38057 Pergine Valsugana mail: claudiotn50@gmail.com

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trentinoappuntamenti

Il caldo sole della cultura e della festa

I

primi giorni di giugno sono arancioni, come ogni anno, per via del Festival

dell’Economia

che spara le sue cartucce ospitando a Trento grandi

pensatori e premi Nobel che parlano di crisi e di come è possibile uscirne. Quindi il colore cambia. Dal 15 al 17, a Caldonazzo, è il blu a farla da padrone con il

Trentino Book Festival. Alcuni grandi nomi della letteratura e del giornalismo saranno ospiti della seconda edizione della fortunata kermesse letteraria:

Dacia Maraini, Erri de Luca, Antonia Arslan e

molti altri.

Quindi ci sono tonalità di verse in “Solstizio

d’Estate”, la rassegna di musica e teatro che si tiene nella Piana Rtaliana. Tra gli eventi proposti, l’appuntamento con Alessandro Bergonzoni e il

Giuseppe Ayala

D

opo la laurea in giurisprudenza, conseguita all’Università degli studi di Palermo, Giuseppe Ayala esercitò la professione di sostituto procuratore della Repubblica, e fu pubblico ministero al primo maxiprocesso, diventando, poi, Consigliere di Cassazione. Venne eletto alla Camera dei Deputati nel 1992, poco prima dell’omicidio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, diventando deputato nelle file del Partito Repubblicano Italiano. In seguito a Tangentopoli, che lo vide partecipare attivamente, ed alla crisi del PRI, Ayala passò ad Alleanza Democratica, confermando il seggio alla Camera dei deputati nel 1994. Dopo la scomparsa di AD aderì al progetto dell’Unione Democratica di Antonio Maccanico con la quale fu eletto al senato nel 1996 ma poi in corso di legislatura passò tra i Democratici di Sinistra, partito con il quale venne eletto senatore nel 2001 fino al 2006. Sottosegretario al Ministero di Grazia e Giustizia durante il governo Prodi I, l’incarico gli fu riconfermato anche nei successivi governi D’Alema I e II. Conclusa l’esperienza politica, rientra in magistratura, pur dopo aver criticato chi, dopo il Parlamento, ritorna a vestire la toga [1]. Attualmente Ayala è consigliere presso la Corte di Appello dell’Aquila. Ha pubblicato: La guerra dei giusti, con Felice Cavallaro, Arnoldo Mondadori editore, 1993. Chi ha paura muore ogni giorno. I miei anni con Falcone e Borsellino, Mondadori, 2009 e Troppe coincidenze. Mafia, politica, apparati deviati, giustizia: relazioni pericolose e occasioni perdute’, Mondadori, collana Frecce,2012.

suo “Urge”. Ma le tinte si moltiplicano e assumono forme imprevedibili con le rutilanti

Feste Vigiliane, a

arte “El Barber” che festeggia il “mezzo secolo” al

Trento, dal 21 al 26 giugno.

ritmo dei motori delle amatissime auto storiche con

Le piazze della città e il suo

un grande raduno, da lui interamente organizzato il 17

fiume offriranno ai visitatori un’occasione di svago unica e irripetibile.

Ritorna, inoltre, dal 15 al 17 giugno Futuro

Presente, il Laboratorio permanente sui linguaggi

contemporanei che giunge quest’anno alla sua ottava

giugno a Levico Terme. Per i più piccoli, il 5 giugno al Teatro Valle dei Laghi di Vezzano circa 1.000 giovani critici letterari assegneranno il Premio “Critici

in erba”

a una delle opere di letteratura per ragazzi da loro

edizione.

valutate e recensite.

Per il teatro civile, a Vezzano appuntamento con

Ma, soprattutto, arriva la bella stagione e le cime

Giuseppe Ayala. Lunedì 11 giugno, la testimonianza del magistrato e uomo politico,

componente del pool antimafia di Falcone e Borsellino Estrosità e originalità per il vulcanico Paolo Andreozzi in 96

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patrimonio dell’umanità Unesco si animano. Attori,

scrittori e cantanti di fama per I suoni delle Dolomiti. Primo appuntamento con Malika Ayane.


trentinoappuntamenti 1 venerdì Cultura Hdemia 2012 Valsugana. Ore 20.30. Da definire. “Bioritmi universali” evento aperto a tutti con Massimo Zaninelli. Info: tel. 348.5226209. Cultura Festival dell’Economia 2012 Trento. Economisti, giuristi, imprenditori, politici, sociologi, filosofi si confrontano su un tema cruciale per le scelte di politica economica: “Cicli di vita e rapporti tra generazioni”. La Grande Recessione e la crisi del debito hanno aperto, non solo in Italia, una grande questione giovanile e una grande questione degli anziani. Info: www.festivaleconomia.it www.apt.trento.it - informazioni@ apt.trento.it. Musica «Orchestra Haydn» Rovereto. Ore 21. Chiesa S. Marco. Luigi Azzolini, direttore; Clara Sattler, soprano; Mirko Guadagnini, tenore; Coro Polifonico Castelbarco. Info: www.haydn.it, info@ haydn.it; n. verde 800-086890.

2 sabato Cultura Hdemia 2012 Valsugana. Ore 9. Da definire. “Preparazioni fito-flori gemmoterapiche (teoria)” con Antonella Tomasi e Massimo Zaninelli. Info: tel. 348.5226209. Cultura Festival dell’Economia 2012 Trento. Economisti, giuristi, imprenditori, politici, sociologi, filosofi si confrontano su un tema cruciale per le scelte di politica economica: “Cicli di vita e rapporti tra generazioni”. La Grande Recessione e la crisi del debito hanno aperto, non solo in Italia, una grande questione giovanile e

una grande questione degli anziani. Info: www.festivaleconomia.it www.apt.trento.it - informazioni@ apt.trento.it. Folklore locus locorum - i racconti delle pro loco Ponte Arche. Parco Termale. Ore 16.30: apertura e inaugurazione di Locus Locorum. Storie di sapori, arti e culture del volontariato turistico. Ore 17.30-24: apertura degli stand delle Pro Loco (prodotti, eventi, territori e proposte enogastronomiche). Info: proloco.pontearche@gmail.com; tel. 345.6032100. Musica MASI IN ATTESA Segonzano. Ore 21. Castello. Concerto/spettacolo di e con Pierluigi Colantoni. Ingresso Euro 10,00: Info e prenotazioni: www.sorgente90.org. In caso di maltempo c/o Palazzo a Prato di Spiazzo di Segonzano. Musica Rising power in concerto Palaghiaccio di Pergine. Ore 21.30. Appuntamento da non perdere Sabato 2 giugno a Pergine, ore 21, in occasione del motoraduno All Bikes Horus in Wonderland, una serata rigorosamente dal vivo con i Rising Power, la band più famosa e duratura del Trentino. La collaudata formazione vede Mauro Borgogno, fondatore e leader del gruppo, nel doppio ruolo di chitarrista/cantante, Marco Gadotti al basso e voce, Luca Ruffini alle tastiere e voce, Bruno Holzer alla batteria.

19 giugno

Valle dei Mòcheni

Settimana Tricolore Campionato italiano categoria Juniores Partenza e arrivo a Sant’Orsola Terme

28-30 giugno

Teatro vecchia sarai tu San Michele All’Adige. Ore 21.30. Museo. Spettacolo con Antonella Questa. Per “Solstizio d’Estate”.

Sant’Orsola Terme

Simposio degli Artisti del Legno

3 domenica Cultura Festival dell’Economia 2012 Trento. Economisti, giuristi, imprenditori, politici, sociologi, filosofi si confrontano su un tema cruciale per le scelte di politica economica: “Cicli di vita e rapporti tra generazioni”. La Grande Recessione e la crisi del debito hanno aperto, non solo in Italia, una grande questione giovanile e una grande questione degli anziani. Info: www.festivaleconomia.it www.apt.trento.it - informazioni@ apt.trento.it. Danza IL SOGNO DI CLARA Levico Terme. Ore 17. Palalevico. Spettacolo di balletto. Saggio di fine anno degli allievi dell’associazione Sincronia. Ingresso intero Euro 8,50 - bambini dai 4 ai 10 anni Euro 6,00.

Crea l’Albio 2° edizione

30 giugno

Sant’Orsola Terme

Notte Bianca II edizione

PER INFO: UFFICIO TURISTICO Valle dei Mòcheni - Bersntol Loc. Pintarei, 75 - Sant’Orsola Terme (TN) Tel. 0461 551440 - Fax 0461 551030 info@valledeimocheni.it www.valledeimocheni.it eventivalledeimocheni.blogspot.com

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trentinoappuntamenti

Cultura San Vigilio tra storia e leggenda - percorso tematico guidato Trento. Museo Diocesano Tridentino. Partecipazione libera e gratuita. Per info: 0461.234419 o www.museodiocesanotridentino.it. Danza ARTE SELLA Valle di Sella. Ore 18. Malga Costa. Genesis + Requiem Kirchen oper - Opera Ballet. Musica di Heinrich J. Unterhofer, testi di Giuseppe G. Battaglia. Folklore locus locorum - i racconti delle pro loco Ponte Arche. Sala Congressi stabilimento Terme di Comano. Ore 9.30: assemblea annuale della Federazione Trentina delle Pro Loco e dei loro Consorzi. Ore 11.30-21 Ponte Arche - Parco Termale. Ore 17.30-24: apertura degli standedelle Pro Loco (prodotti, eventi, territori e proposte enogastronomiche). Info: proloco.pontearche@ gmail.com; tel. 345.6032100.

5 martedì Cultura Premio Critici in Erba 2012 Vezzano. Teatro Valle dei Laghi. Premiazione della seconda edizione trentina del progetto di promozione della letteratura per ragazzi. Info: www.fondazioneaida.it. Teatro sei gradi Mezzolombardo. Ore 21.30. teatro San Pietro. Spettacolo con la Compagna Santasangre. Per “Solstizio d’Estate”.

6 mercoledì Folklore FESTE VIGILIANE Trento. Ore 10.30. Palazzo Geremia. Presentazione delle Feste Vigiliane e consegna della chiave della città al Comitato Organiz-

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zatore. Programma completo su www.festevigiliane.it. Info: tel. 0461.917111. Musica MASI IN ATTESA Civezzano. Ore 21. Mulino Dorigoni. Incontro con l’autore Luigi Sardi “La grande guerra e il Trentino fra neutralismo ed interventismo”. Ingresso libero. Info: www. sorgente90.org.

7 giovedì Cultura Voci dalla Rovereto dell’età della seta (sec. XVII-XVIII-XIX) Trento. Ore 20.30. Museo Diocesano Tridentino. Serata di poesia e musica curata da Antonella Bragagna, autrice del libro “La morte ci colse vivi. Antologia del Leno” (Curcu&Genovese 2011) e con Roberto Antolini. Intervento musicale del duo di flauti Giovanna Gasperotti e Robin Fox. Partecipazione libera e gratuita. Per info: 0461.234419 o www.museodiocesanotridentino.it. Cultura APERITIVI COOPERATIVI Trento. Ore 18.30. Barycentro. Piazza Venezia, 38. Una formazione seria ma leggera. La privacy non è...un modulo da compilare. Con Corrado Dallabernardina. A cura di Consolida. Info: Tel. 0461.262802; www.barycentro.coop. Cultura Sette giorni di libri - il libro protagonista al museo Trento. Museo Diocesano Tridentino. Fino al 14 giugno il Museo Diocesano Tridentino promuove una serie di iniziative dedicate ai libri, ai loro autori e a tutti gli amanti della lettura e dell’arte. Per l’intera durata dell’iniziativa sarà possibile acquistare le pubblicazioni del Museo al 50% di sconto: tra cataloghi di mostre, monografie e cd rom la scelta è tra più di quaranta titoli. I libri si possono


trentinoappuntamenti acquistare presso il bookshop della biglietteria, secondo i consueti giorni e orari di apertura del Museo (9.30-12.30 / 14.30-18.00; chiuso il martedì). È anche possibile farne richiesta tramite internet seguendo le indicazioni riportate alla pagina www.museodiocesanotridentino.it/pubblicazioni, dove è consultabile l’elenco dei titoli disponibili. Inoltre, chi entra in Museo dal 7 al 14 giugno può portare a casa un libro a sorpresa: impacchettato e nascosto dietro la carta, quale titolo si celerà? Per info: 0461.234419 o www.museodiocesanotridentino.it. Musica SUMMER SESSIONS 2012 Rovereto. Ore 20. Piazza Malfatti. Enzo Polaroid dj Set, la street art di Giovanni Zuanelli e live targato Tempelhof.

8 venerdì Cultura ARMONIA NELLE RELAZIONI Trento. Ore 19.15. Barycentro. Piazza Venezia, 38. Incontri sugli insegnamenti della tradizione vedica indiana. Relatore: Pino Betti e dott.ssa Anna Rizzoli. Buffet vegetariano: prenotazione al 0461.234373 entro mer 6 giugno. Info: Tel. 0461.262802; www.barycentro.coop. Musica SUMMER SESSIONS 2012 Rovereto. Ore 20. Piazzale Degasperi. 5Th Suite, Dj Set, Daniel Haaksman, Dj Set, Shadow Dancer Dj Set.

9 sabato Musica NINA ZILLI in concerto Levico Terme. Palalevico. Musica SUMMER SESSIONS 2012 Rovereto. Ore 20. Piazzale Degasperi. Warm Up, Dj Set, Peak Nick, Dj Set, Radioslave Dj Set.

Musica N.a.n.o. Mezzocorona. Ore 21.30. Casa Martinelli. Concerto con Emanuele lapiana e band: “I racconti dell’amore malvagio”. Per “Solstizio d’Estate”.

Babla Casa

Viale Dante, 9 LEVICO TERME

11 lunedì Cultura Conferenza Vezzano. Ore 21. Teatro Valle dei Laghi. Prosegue il percorso del progetto LINK promosso dalla Comunità Valle dei Laghi.Legalità, giustizia e Costituzione con Giuseppe Ayala. Appuntamento da non perdere con la testimonianza del magistrato e uomo politico, componente del pool antimafia di Falcone e Borsellino. Info: www. fondazioneaida.it.

12 martedì Musica Boite a Musique San Michele all’Adige. Ore 21.30. Chiostro Museo. Musica da vedere e da ascoltare”. Per “Solstizio d’Estate”.

15 venerdì Cultura FUTURO PRESENTE Rovereto. Fino al 17 giugno. “Visioni del corpo. Pippo Delbono tra cinema, teatro e danza”. La manifestazione vuol essere non solo un percorso “sul” peculiare mondo di Delbono, ma anche “attorno” alle problematiche che il suo lavoro interesca, assumendone le coordinate come un punto di avvio per un catalogo di riflessioni sul corpo, che sia “politico” o che sia “al femminile”, che sia guardato dentro gli schermi del cinema o all’interno delle arti della performance, che sia musicale oppure ripensato come quel “corpo in cerca di verità” che caratterizzò Pasolini soprattutto nel suo ultimo periodo, quello di Petrolio e di Salò, particolarmente caro a

Delbono. Accanto agli incontri, le proiezioni dei film di Delbono, il spettacolo Il tempo degli assassini e Dopo la battaglia e un concerto del Balanescu Quartet. Info: info@ festivalfuturopresente.it; www.festivalfuturopresente.it. Cultura SEMILLAS, CANTO Y AMOR “el gusto de la comida” Trento. Ore 19.30. Barycentro. Piazza Venezia, 38. Una cena a base di piatti e letture di brani del Centro America, a conclusione del corso di spagnolo tenuto dall’insegnante Elgin Moya. A cura dell’Associazione Chiamaleparole. Prenotazione al 0461.234373 entro mer 13 giugno. Info: Tel. 0461.262802; www.barycentro.coop. Cultura Trentino Book Festival Caldonazzo. Ore 17. Alcuni tra i più grandi nomi della letteratura e del giornalismo arrivano in riva al Lago di Caldonazzo per la seconda edizione del festival letterario del Trentino. Info e programma completo su www.trentinobookfestival.it. Info: tel. 328.2160471. Cultura Antonia Arslan Caldonazzo. Ore 18.30. Caseificio. Alcuni tra i più grandi nomi della letteratura e del giornalismo arrivano in riva al Lago di Caldonazzo per la seconda edizione del festival letterario del Trentino. Info e programma completo su www. trentinobookfestival.it. Info: tel. 328.2160471. Teatro Viva Rota Viva Fellini Caldonazzo. Ore 21.30. Piazza Municipio. Spettacolo di Pino Loperfido, con Riccardo Gadotti e il Corpo Bandistico di Caldonazzo. Alcuni tra i più grandi nomi della letteratura e del giornalismo arrivano in riva al Lago di Caldonazzo per la seconda edizione del festival letterario del Trentino. Info e programma completo su www. trentinobookfestival.it. Info: tel. 328.2160471.

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16 sabato Cultura FUTURO PRESENTE Rovereto. Fino al 17 giugno. “Visioni del corpo. Pippo Delbono tra cinema, teatro e danza”. Accanto agli incontri, le proiezioni dei film di Delbono, il spettacolo Il tempo degli assassini e Dopo la battaglia e un concerto del Balanescu Quartet. Teatro ai migranti Mezzocorona. Ore 21.30. Cantine Rotari. Spettacolo con il Collettivo 320 chili. Una dedica a tutti coloro che affrontano il difficile e doloroso spostamento verso rotte geografiche precise ma dense di incognite esteriori e interiori. Per “Solstizio d’Estate”. Cultura Trentino Book Festival Caldonazzo. Ore 17. Alcuni tra i più grandi nomi della letteratura e del giornalismo arrivano in riva al Lago di Caldonazzo per la seconda edizione del festival letterario del Trentino. Info e programma completo su www.trentinobookfestival.it. Info: tel. 328.2160471. Cultura Roberta Bruzzone “Chico Forti” Caldonazzo. Ore 11. Caseificio. La criminologa dialoga con Sergio Damiani sul caso di Chico Forti. Alcuni tra i più grandi nomi della letteratura e del giornalismo arrivano in riva al Lago di Caldonazzo per la seconda edizione del festival letterario del Trentino. Info e programma completo su www. trentinobookfestival.it. Info: tel. 328.2160471.

Teatro ragazzi Pippi Calzelunghe Caldonazzo. Ore 20.30. Teatro. Ingresso gratuito. Info e programma completo su www.trentinobookfestival.it. Info: tel. 328.2160471.

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trentinoappuntamenti cinema, teatro e danza”. Accanto agli incontri, le proiezioni dei film di Delbono, il spettacolo Il tempo degli assassini e Dopo la battaglia e un concerto del Balanescu Quartet. Cultura Trentino Book Festival Caldonazzo. Ore 17. Alcuni tra i più grandi nomi della letteratura e del giornalismo arrivano in riva al Lago di Caldonazzo per la seconda edizione del festival letterario del Trentino. Info e programma completo su www.trentinobookfestival.it. Info: tel. 328.2160471.

La stanza di Orlando Caldonazzo. Ore 21.30 Cultura Dacia Maraini Caldonazzo. Ore 15.30. Palazzetto. La grande scrittrice presentata da Luciana Grillo. Info e programma completo su www.trentinobookfestival.it. Info: tel. 328.2160471. Folklore FESTE VIGILIANE Trento. Ore 21. Doss Trento. Cena Benedettina de Sancto Apolenario. A cura del Comitato “In Dextera Athesis”. I biglietti sono disponibili a partire da giovedì 7 giugno, fino ad esaurimento, presso il punto info al Torrione di Piazza Fiera, con orario 14-20. Programma completo su www.festevigiliane.it. Info: tel. 0461.917111. Teatro La stanza di Orlando Caldonazzo. Ore 21.30. Teatro. Spettacolo con Maura Pettorru-

so. Info e programma completo su www.trentinobookfestival.it. Info: tel. 328.2160471. Teatro ragazzi I tre porcellini Caldonazzo. Ore 16.30. Parco centrale. Ingresso gratuito. Info e programma completo su www.trentinobookfestival.it. Info: tel. 328.2160471. Teatro ragazzi Macchie Bizzarre Caldonazzo. Ore 21. Piazza Municipio. Ingresso gratuito. Info e programma completo su www. trentinobookfestival.it. Info: tel. 328.2160471.

17 domenica Cultura FUTURO PRESENTE Rovereto. Fino al 17 giugno. “Visioni del corpo. Pippo Delbono tra

Cultura Erri de Luca Caldonazzo. Ore 20. Palazzetto. Alberto Faustini dialoga con l’autore de “Il torto del soldato”. Info e programma completo su www. trentinobookfestival.it. Info: tel. 328.2160471. Cultura Mariapia Veladiano Caldonazzo. Ore 11. Blue Coffee. L’autrice del fortunato romanzo “La vita accanto” incontra i lettori, con Antonella Bragagna. Info e programma completo su www. trentinobookfestival.it. Info: tel. 328.2160471. Teatro ribolle di sapone in su Lavis. Ore 21.30. Piazzetta Auditorium. Un viaggio fra migliaia di bolle di sapone, un gioco visivo e musicale, fra microscopiche sfere e gigantesche membrane iridescenti. Per “Solstizio d’Estate”.

Cultura David Fauquemberg Caldonazzo. Ore 12.30. Bar Centrale. Lo scrittore francese, autore di “Mal Tiempo”, al Trentino Book Festival. Info e programma completo su www.trentinobookfestival.it. Info: tel. 328.2160471. Cultura Luca Doninelli Caldonazzo. Ore 18.30. Blue Coffee. Lo scrittore lombardo, autore di “Cattedrali”, al Trentino Book Festival. Info e programma completo su www.trentinobookfestival.it. Info: tel. 328.2160471. Musica The Bastard Sons of Dioniso Caldonazzo. Ore 21.30. Piazza Municipio. Il trio assieme alla voce di Denis Fontanari omaggia il grande Giovanni Pascoli in “D’un pianto di stelle”. Info e programma completo su www.trentinobookfestival.it. Info: tel. 328.2160471. Teatro ragazzi 5 minuti sul lettone Caldonazzo. Ore 16.30. Parco centrale. Ingresso gratuito. Info e programma completo su www. trentinobookfestival.it. Info: tel. 328.2160471. Cultura Luisa Gretter Adamoli Caldonazzo. Ore 17. Bar Centrale. Al Trentino Book Festival l’ultimo romanzo della scrittrice trentina: “Tre punti di rosso”. Info e programma completo su www. trentinobookfestival.it. Info: tel. 328.2160471.

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IL GIRO DELLA FARFALLA

ALESSANDRO de BERTOLINI con ROBERTO DELLA MARIA TAPPE

I CIRCUITI

1. Trento-Lavarone 1. Il giro degli altipiani 2. Lavarone-Imer 2. Il giro del Civetta 3. Imer-Rigugio Castiglioni 3. Il giro della Grande Guerra 4. Rigugio Castiglioni-Pozza di Fassa 4. Il giro dei sudtirolesi 5. Pozza di Fassa-Sarnonico 5. Il giro del Brenta 6. Sarnonico-Prato allo Stelvio 6. Il giro delle tre bandiere 7. Prato allo Stelvio-Santa Cetrina Valfurva 7. El giro de to zio 8. Santa Cetrina Valfurva-Anfo 8. Il giro dei corpi franchi 9. Anfo-Trento 9. L’otto volante

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trentinoappuntamenti

Folklore FESTE VIGILIANE Trento. Ore 21. Piazza Fiera. Elezione di Miss Trento e della Castellana delle Feste Vigiliane. Programma completo su www.festevigiliane.it. Info: tel. 0461.917111.

21 giovedì

sibile, viaggi sciamanici, voli onirici. Per “Solstizio d’Estate”. Musica Poesie zodiacali Trento. Ore 21. Piazza Fiera. Intrattenimento a cura del poeta-cantastorie Antonio Paonessa. Programma completo su www.festevigiliane.it. Info: tel. 0461.917111.

22 venerdì

Cultura Il Giardino delle Meraviglie Trento. Parco Vescovile, Via S. Giovanni Bosco, 3. Ore 16-20. Animazione per bambini (laboratori creativi, spettacoli di burattini e altro ancora). Programma completo su www.festevigiliane.it. Info: tel. 0461.917111.

Cultura Il Giardino delle Meraviglie Trento. Parco Vescovile, Via S. Giovanni Bosco, 3. Ore 16-20. Animazione per bambini (laboratori creativi, spettacoli di burattini e altro ancora). Programma completo su www.festevigiliane.it. Info: tel. 0461.917111.

Cultura Rassegna del pane tradizionale Trento. Palazzo Thun e Via Belenzani. Ore 16-24. Animazione per bambini (laboratori creativi, spettacoli di burattini e altro ancora). Programma completo su www.festevigiliane.it. Info: tel. 0461.917111.

Cultura Rassegna del pane tradizionale Trento. Palazzo Thun e Via Belenzani. Ore 16-24. Animazione per bambini (laboratori creativi, spettacoli di burattini e altro ancora). Programma completo su www.festevigiliane.it. Info: tel. 0461.917111.

Cultura LA MEMORIA DI UNA PIAZZA Trento. Ore 17. Barycentro. Piazza Venezia, 38. Visita guidata ai monumenti pubblici di Piazza Dante. Alla lettura storica a cura del Museo storico del Trentino, si affianca una riflessione sulle opere d’arte pubblica recenti curata dal Barycentro Costo 2 euro. Penotazione al 0461.262802 entro mer 20 giugno. Info: Tel. 0461.262802; www.barycentro.coop.

Cultura Spettacolo del Corteo Storico Trento. Ore 21.30. Piazza Fiera. Programma completo su www.festevigiliane.it. Info: tel. 0461.917111.

Musica Concerto di Alberto Bertoli Trento. Ore 21.30. Piazza C. Battisti. Programma completo su www.festevigiliane.it. Info: tel. 0461.917111. Teatro alessandro bergonzoni Mezzocorona. Ore 21.30. Casa Menestrina. Ingresso Euro 10. “Urge”: un monologo battuto con un ritmo magistrale, un tutto composto da fiumi di parole, visioni dell’invisibile, racconti dell’impos-

Curcu & Genovese Associati S.r.l. - Südtiroler Studio S.r.l. - riproduzione vietata

20 mercoledì

La soluzione per i Vostri rifiuti di cantiere!

23 sabato Cultura Il Giardino delle Meraviglie Trento. Parco Vescovile, Via S. Giovanni Bosco, 3. Ore 16-20. Animazione per bambini (laboratori creativi, spettacoli di burattini e altro ancora). Programma completo su www.festevigiliane.it. Info: tel. 0461.917111. Cultura Rassegna del pane tradizionale Trento. Palazzo Thun e Via Belenzani. Ore 16-24. Animazione per bambini (laboratori creativi, spettacoli di burattini e altro ancora). Programma completo su www.festevigiliane.it. Info: tel. 0461.917111.

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trentinoappuntamenti Cultura SUONI ARMONICI CON CRISTALLI PER LA RICONNESSIONE DELL’ANIMA Zambana vecchia. Ore 15. Associazione “Mana”. Con Loredana Cassan. Info e iscrizioni: Sonia Lievore 349.6849004; geronimo_ ds@libero.it. Scopri i migliori vini del Trentino ogni giovedì e sabato dalle 17.00 alle 21.00

CALENDARIO DEGLI APPUNTAMENTI

I GIOVEDÌ DELL’ ENOTECA

Folklore FESTE VIGILIANE - la magica notte città di Trento Trento. Parco Vescovile, Via S. Giovanni Bosco, 3. Ore 21.15 - 01.00 “La magica notte dei Bambini”. Ore 19-01.00 Via Garibaldi, portici di Piazza Duomo “Fiera di S. Vigilio”. Ore 04.00 Piazza Duomo: “Colazione dei più... aspettando l’alba”. Programma completo su www.festevigiliane.it. Info: tel. 0461.917111.

Ogni giovedì alle 18.30 un incontro dedicato ai prodotti trentini. Consumazione: 5,00 €

Giovedì 7 giugno “ARRIVA L’ESTATE: I FORMAGGI FRESCHI E LE PASTE FILATE” A cura di Onaf Trentino-A.A.

Giovedì 14 giugno “I PICCOLI FRUTTI”

IL SABATO CON IL PRODUTTORE Ogni sabato alle 18.30 un appuntamento con i produttori trentini.

Sabato 2 giugno “BOLLICINE LAGARINE.... CLASSICHE” Azienda: Cristoforetti Giambattista (Avio – TN)

Sabato 9 giugno “CEMBRA, CANTINA DI MONTAGNA” Azienda: Cantina di Cembra (Cembra – TN)

MOSTRE 17 maggio - 1 luglio

UOMINI E PIETRA - II edizione Un viaggio alla scoperta del mondo lapideo trentino in collaborazione con il Distretto del porfido e delle pietre trentine

UOMINI E PIETRA

TRENTO. PALAZZO ROCCABRUNA

Per scoprire le altre iniziative dell’Enoteca: www.enotecadeltrentino.it Palazzo Roccabruna: Via SS. Trinità, 24 - 38100 Trento - tel. 0461/887101

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Folklore FESTE VIGILIANE Trento. Piazzale Sanseverino. Ore 17-20. Costruzione delle zattere del Palio dell’Oca. Programma completo su www.festevigiliane. it. Info: tel. 0461.917111.

24 domenica Cultura Il Giardino delle Meraviglie Trento. Parco Vescovile, Via S. Giovanni Bosco, 3. Ore 16-20. Animazione per bambini (laboratori creativi, spettacoli di burattini e altro ancora). Programma completo su www.festevigiliane.it. Info: tel. 0461.917111. Folklore feste vigiliane - Palio dell’Oca Trento. Fiume Adige - Loc. Roncafort. Ore 19. Partenza della prima coppia di zattere in gara. In caso di maltempo la gara sarà spostata, con gli stessi orari e modalità, a mercoledì 27 giugno. Programma completo su www.festevigiliane. it. Info: tel. 0461.917111. Folklore FESTE VIGILIANE - La Tonca Trento. Ore 21. Fiume Adige Ponte S. Lorenzo. In caso di maltempo la manifestazione verrà trasferita al teatro dell’Auditorium S. Chiara. Programma completo su www.festevigiliane.it. Info: tel. 0461.917111. Musica FESTE VIGILIANE Serenate trentine Trento. Ore 21.30. Cortile di Torre Mirana. Nel corso della serata si esibiranno il coro da camera di Kempten, il coro Croz a la Stria di Spiazzo Rendena e il coro Voci del Bondone di Sopramonte. In caso di pioggia il concerto si terrà presso la sala della Filarmonica in Via Verdi, 30. Programma completo

21/05/12 15:58

su www.festevigiliane.it. Info: tel. 0461.917111.

25 lunedì Cabaret La provola che ci provava Trento. Ore 21.30. Piazza Duomo. Spettacolo di cabaret di Lucio Gardin. In caso di maltempo la manifestazione verrà trasferita al teatro dell’Auditorium S. Chiara. Programma completo su www.festevigiliane.it. Info: tel. 0461.917111. Cultura Il Giardino delle Meraviglie Trento. Parco Vescovile, Via S. Giovanni Bosco, 3. Ore 16-20. Animazione per bambini (laboratori creativi, spettacoli di burattini e altro ancora). Programma completo su www.festevigiliane.it. Info: tel. 0461.917111. Musica FESTE VIGILIANE Serenate trentine Trento. Ore 21.30. Cortile di Torre Mirana. Nel corso della serata si esibiranno il Coro Dolomiti di Trento, il Coro S. Isidoro di Martignano e il Coro Filarmonico Trentino - sezione giovanile. In caso di pioggia il concerto si terrà presso la sala della Filarmonica in Via Verdi, 30. Programma completo su www.festevigiliane.it. Info: tel. 0461.917111. Musica Niccolo Fabi in concerto Trento. Ore 21. Piazza Fiera.

26 martedì Cultura Il Giardino delle Meraviglie Trento. Parco Vescovile, Via S. Giovanni Bosco, 3. Ore 16-20. Animazione per bambini (laboratori creativi, spettacoli di burattini e altro ancora). Programma completo su www.festevigiliane.it. Info: tel. 0461.917111. Folklore FESTE VIGILIANE Mascherada dei Ciusi e dei Gobj Trento. Ore 21. Piazza Fiera. A cura della Confraternita dei Ciusi e dei Gobj. Programma completo su www.festevigiliane.it. Info: tel. 0461.917111.


trentinoappuntamenti Folklore FESTE VIGILIANE - Fuochi artificiali di S. Vigilio Trento. Ore 23. Maso Mirabel - ex cava Italcementi. A cura della Confraternita dei Ciusi e dei Gobj. Programma completo su www.festevigiliane.it. Info: tel. 0461.917111.

28 giovedì Folklore SIMPOSIO DEGLI ARTISTI DEL LEGNO Sant’OrsolaTerme. Crea l’Albio II edizione. Fino al 30 giugno. Info: www.valledeimocheni.it. Musica GARDA JAZZ FESTIVAL 2012 Riva del Garda. Ore 21.30. Bastione. Luciano Biondini solo. Info: www.gardajazz.com.

30 sabato Folklore rafanass 2012 Rovereto. Piazzale De Gasperi 17° edizione - Musica, rispetto, comunicazione in con concerti all’aperto dalle 20:00 alle 2:00 del mattino! Come ogni estate Rovereto ospita il festival Rafanass, evento clou nel panorama trentino della musica pop-rock. Ci saranno artisti affermati e nuovi talenti emergenti. Non solo musica: spazio anche alla riflessione sui temi proposti negli stand di associazioni di volontariato e solidarietà. Info: www.rafanass.it Tel. 0464.430363.

Folklore NOTTE BIANCA 2012 2a edizione Sant’Orsola Terme. Info: www. valledeimocheni.it. Musica GARDA JAZZ FESTIVAL 2012 Arco. Ore 21.30. Piazzale Segantini. University Bigband. Info: www. gardajazz.com. Musica Suoni delle dolomiti Dolomiti di Fassa. Ore 14. Rifugio Micheluzzi. Sarà la voce di Malika Ayane ad aprire la nuova edizione dei “Suoni delle Dolomiti”.Info:Tel. 0462.609620; www.fassa.com.

29 venerdì Folklore rafanass 2012 Rovereto. Piazzale De Gasperi 17° edizione - Musica, rispetto, comunicazione in con concerti all’aperto dalle 20:00 alle 2:00 del mattino! Come ogni estate Rovereto ospita il festival Rafanass, evento clou nel panorama trentino della musica pop-rock. Ci saranno artisti affermati e nuovi talenti emergenti. Non solo musica: spazio anche alla riflessione sui temi proposti negli stand di associazioni di volontariato e solidarietà. Info: www.rafanass.it - Tel. 0464.430363. Musica GARDA JAZZ FESTIVAL 2012 Torbole. Ore 21.30. Area S. Maria. FaRe Jazz BigBand. Info: www. gardajazz.com. Musica 7 CHIAVI ART MUSIC FESTIVAL - L’ULTIMO GIORNO DEL MONDO Coredo. c/o Loc. Due Laghi. Ritorna “Le 7 Chiavi”,il festival di musica alternativa e arte contemporanea ad ingresso gratuito che si svolge nella splendida cornice naturale del parco “Due Laghi” di Coredo (Val di Non - Trentino). “L’ultimo giorno del Mondo”, il terzo capitolo della saga de “Le 7 Chiavi”, propone un lungo weekend di concerti, esposizioni e performance artistiche, installazioni e videoproiezioni, con ospiti illustri e il meglio del panorama underground. La manifestazione valorizza artisti e musicisti emergenti del panorama trentino, promuove progetti culturali e ospita innovative sperimentazioni artistiche. Anche nei giorni 30 giugno e 1° luglio. Info: Ass. cult. “La Chiave” - cell. 328.7377560; www.le7chiavi.it.

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trentinomatrimoni questo mese il matrimonio di nadia e daniele sulla rubrica dedicata ai fiori d’arancio

il matrimonio del mese

il matrimonio di NADIA e DANIELE

Lei Nome: Nadia Anni: 26 Nata a: Trento Residente a: Gazzadina Occupazione: Parrucchiera Vestito di: Fashion Gallery - Trento Scarpe di: Fashion Gallery - Trento Parrucchiere: Salone Marta – Vigo Meano Estetista: Estetica Laura - Meano

Lui Nome: Daniele Anni: 30 Nato a: Trento Residente a: Albiano Occupazione: Perito meccanico Vestito di: Baratto - Lavis Scarpe di: Baratto - Lavis Barbiere: Ritocchi d’Immagine - Albiano 106

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Matrimonio: Religioso Data: 21 aprile 2012 Luogo: Gazzadina Fiori e bouquet: L’Angolo del Fiore - Albiano Lista di nozze: No Anello per lei/lui: Gioielleria Obrelli - Lavis Invitati: 130 Ricevimento: Maso Villa Warth - Gardolo di Mezzo Bomboniere: Müller cantina Moser Torta: Pasticceria Bologna - Mori Intrattenimenti per gli invitati: Umberto & Elodea Viaggio: Roma e crociera Mediterraneo e Canarie Durata: 2 settimane Vivranno a: Albiano

Errata corrige. Su uno dei “Matrimoni” del mese scorso, è stato indicato un servizio di catering che in realtà non ha avuto luogo, in quanto il Grand Hotel Imperial di Levico Terme ha provveduto a tutto. Ci scusiamo per il refuso.


trentinomatrimoni

Servizio fotografico a cura di: Lucio Tonina, Trento 107

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PREMIO EUROPEO ALLE PASSIONI Un concorso pensato per scovare le persone straordinarie, e le loro passioni, e che quest’anno assume una dimensione europea

C’

è la passione di Alois per le navi da guerra, ma solo per quelle affondate tragicamente: ripercorrerne la storia e i tempi della loro costruzione attraverso il modellismo, condividere il momento del varo in acqua con la comunità. C’è la passione di Andrea, che da quando ha tredici anni ricerca e archivia immagini di graffiti e attraverso di essi prova a disegnare una nuova storia della città. Queste sono le storie di alcuni dei vincitori della prima edizione del Premio la Seconda Luna. Come reso evidente da questi esempi, il Premio La Seconda Luna è un contenitore che raccoglie e valorizza tutte le passioni umane: esperienze divergenti, esperimenti e intuizioni vissuti lontano dalla ribalta, percorsi che hanno generato risultati culturali, artistici, storici, creativi o scientifici meritevoli di attenzione. Nella 2009 oltre mille appassionati hanno risposto alla domanda lanciata dal Premio. La seconda edizione si apre ufficialmente, forte degli ottimi risultati della prima. Numerose le novità, a partire dalla scelta di stimolare un confronto a livello internazionale, chiamando a raccolta tutti gli appassionati d’Europa. Il Premio diventa europeo e si pone l’obiettivo di fare da catalizzatore di tutte le esperienze di singoli o gruppi residenti nei paesi dell’Unione europea che - in qualsiasi settore di interesse coltivano, condividono o promuovo una passione, sia essa un hobby o un mestiere. Ai vincitori andrà un significativo premio in denaro: 8.000 euro al primo classificato, 4.000 euro al secondo e 2.000 al terzo. Oltre al premio principale sono stati introdotti dei riconoscimenti particolari come il “Premio alla passione per 108

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Le bollicine Ferrari Trentodoc nell’ultimo film di Woody Allen

L’

ultimo film di Woody Allen è, fin dal titolo, “To Rome with love”, un omaggio all’Italia e a quel fascino tipicamente italiano che non ha mai smesso di fare innamorare di sé il mondo. Un fascino fatto di arte, luci e atmosfere, ma anche di prodotti simbolo del made in Italy. Ecco quindi che Ferrari, che da 110 anni è il brindisi degli italiani per eccellenza, è la bollicina che appare in alcune scene particolarmente significative del film, fra cui il brindisi di Jerry interpretato dallo stesso Woody Allen, produttore musicale in pensione, al successo della sua scoperta di un nuovo talento. E con Ferrari Trentodoc si è brindato in occasione della première del film, n a t u r a l m e nte a Roma, il 13 aprile, all’Auditorium Parco della Musica e poi nell’esclusiva cena all’Hotel MaCamilla Lunelli con Woody Allen jestic. Per le cantine trentine si tratta della prima operazione di product placement di livello internazionale, con un cast d’eccezione. Il film è infatti interpretato da Woody Allen, Alec Baldwin, Roberto Benigni, Penelope Cruz, Judy Davis, Jesse Eisenberg, Greta Garwig ed Ellen Page. “Woody Allen è un artista straordinario” – ha commentato Camilla Lunelli, responsabile della comunicazione delle Cantine Ferrari – “ed è stato per noi un grande piacere essere coinvolti in un’operazione che porterà sugli schermi di tutto il mondo la bellezza ed il gusto per la vita del nostro paese”. l’innovazione scientifica e tecnologica” (3.000 euro al primo classificato, 2.000 al secondo e 1.000 al terzo) e quello alla “passione divenuta professione” (3.000 euro al primo classificato, 2.000 al secondo e 1.000 al terzo). Inedita anche la menzione speciale alla passione per la normalità che vuole dare spazio alle “cose comuni”. Anche gli abitanti della provincia di Bolzano potranno concorrere: alle tre migliori passioni andranno un weekend a Marsiglia, Capitale europea della Cultura 2013, un abbonamento alla stagione sinfonica dell’Orchestra Haydn 2013/2014, un buono di 200 euro per l’acquisto di libri. Le candidature dovranno pervenire entro il 31 ottobre 2012 in una delle cinque lingue ufficiali del concorso: italiano, tedesco, inglese, francese, spagnolo. L’iscrizione è gratuita. Il bando e tutte le altre informazioni relative a La Seconda Luna sono disponibili e scaricabili sul sito www.lifelongpassionsaward. eu a all’indirizzo di posta info@lifelongpassionsaward.eu.


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GIOVANNI DI BENEDETTO PRESIDENTE itas mutua ed Ermanno Grassi è il nuovo direttore generale di ITAS

una festa per ricordare come eravamo Da castel korb a villa madruzzo

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vvenimento molto accogliente è stato quello della Festa della Famiglia svoltasi a Castel Korb in località Misiano di Appiano (BZ). È stata l’occasione per mettere sul piatto l’educazione ricevuta in gioventù, da genitori più o meno severi (a Giuseppina, ad esempio, era vietato leggere “Grand Hotel” perchè ritenuto privo di valori). Si è parlato anche del compianto Papa Giovanni Paolo II che, alcuni anni fa, raccomandava di non far vedere le soap opera ai ragazzi in quanto di cattivo insegnamento. Entusiasmante poi la cena per un incontro trentinibolzanini presso Villa Madruzzo di Trento, ove si è parlato di radiosità nei cuori e dell’amicizia (S.Paolo diceva appunto che nell’amicizia bisogna saper gioire nella gioia, piangere con chi piange e donare serenità).

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Da sinistra: Lorenz, Conci, Di Benedetto, Borrelli, Gostner, Grassi

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l Consiglio di amministrazione di ITAS Mutua, nominato dall’assemblea dei delegati lo scorso 28 aprile a Trento, ha deliberato, fra l’altro, la nomina delle cariche sociali e il conferimento delle deleghe ai consiglieri. Il nuovo presidente di ITAS Mutua è Giovanni Di Benedetto, vicepresidente vicario uscente, che assume anche il ruolo di amministratore unico della Holding. Il Consiglio ha inoltre provveduto alla nomina di tre nuovi vicepresidenti: Guido Borrelli è il nuovo vicepresidente vicario della Mutua e sarà affiancato da Gerhart Gostner e da Guido Conci, vice-presidenti. Fabrizio Lorenz lascia il mandato di direttore generale per ricoprire l’incarico di amministratore, con specifica delega nella supervisione dell’area Finanza. Ermanno Grassi è il nuovo direttore generale di ITAS. Forte dell’esperienza maturata nell’ultimo triennio in qualità di condirettore generale della Mutua Capogruppo, Grassi diventa così l’unico vertice di ITAS Mutua, Vita Spa e Assicurazioni Spa nell’ambito del Gruppo.

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1. Giorgio, Alm, Giuseppina e, seduta, Joy. 2. Lorenzo Andreatta, Giuseppina, Anna e Battista Polonioli. 3. La signora Dallago, titolare di Castel Korb, con Giuseppina. 4. Lotte, Maria e Kate. 5. Peter, Alexandra, Barbara, Haidi e Giuseppina 6. Seduti: Filippo, Cristian, Marica, Luisa, Jessica, Giampaolo. In piedi: Martina, Nadia Astrid, Giuseppina, Silvia e Andrea. 109

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COME salvare IL MADE IN ITALY? GUIDANDO ITALIANO! Ecco l’idea: reclamizzare l’auto di casa nostra con gli adesivi tricolore, per incentivare l’acquisto tutto italiano

Da sx, Alessandro Raffaelli, Luca Dallapè, Iva Berasi, Alessandro Benedetti

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n adesivo che raffigura un simpatico cuore tricolore, un messaggio importante e tanto ottimismo sono gli ingredienti per sostenere l’economia e contribuire alla ripresa: parola di trentini. Non siamo neanche a metà dell’annus horribilis e la situazione generale dell’Italia non lascia intravedere miglioramenti sostanziali. Nonostante le ottimistiche rassicurazioni degli alti vertici, gli economisti rilevano che fattori quali pressione fiscale e prezzi elevati non fanno che accelerare la recessione, diffondendo un clima di sfiducia ed insicurezza. Come se non bastasse, tra spread, punteggi e quotazioni, le spinose argomentazioni intorno all’articolo 18 – oggetto di modifiche e ritocchi – non riescono a sciogliere i nodi assai intricati del settore lavoro. Ma il bello è, – se così l’argomento ci consente di dire – che per alcuni di noi italiani, funziona la regola degli opposti, la vecchia buona regola dei contrari. Più siamo impantanati nelle avversità, più ci vengono le idee, specialmente quelle brillanti. Pare quasi che la condizione negativa produca l’effetto di uno scrollone o di un colpo di vento, destandoci dalla placida comodità dei tempi d’oro e facendo emergere il lato geniale che l’animo italico custodisce geneticamente. E se allora per risparmiare energia stiamo tappezzando i tetti delle nostre case di pannelli solari, se per favorire la 110

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produzione trentina acquistiamo prodotti ai mercati contadini e quelli definiti a “km 0” con le nostre sportine di stoffa, per risollevare - anche di qualche grammo – l’economia italiana, a tre trentini è venuta un’idea. Si tratta di un progetto ben delineato, che si propone di reclamizzare l’auto di casa nostra con gli adesivi tricolore, per incentivare l’acquisto tutto italiano. Prendiamo un’ex assessore provinciale, Iva Berasi, impegnata nel sociale, affianchiamoci il titolare di una tipografia con il pallino della grafica d’effetto (Alessandro Benedetti) ed il titolare di un’agenzia di pubblicità (Luca Dallapé) pronto a diffondere il messaggio: il gioco è fatto. Se poi ci aggiungiamo il sostegno di una voce nota della radio (Alessandro Raffaelli) e di un direttore di testata online (Domenico Calabria, ItalPlanet.it ), il risultato è garantito. Ci piace immaginare che l’idea sia nata da un consueto dialogo di ordinaria follia sulla situazione italiana, come in questo periodo ne avvengono tanti. Magari davanti a un caffè, così, tra amici. E che poi quell’ipotesi abbia preso via via sempre più corpo, forma e sostanza. Fino a diventare “IO GUIDO ITALIANO”. La recente presentazione dell’evento, non a caso ai piedi della statua di Dante Alighieri nell’omonima piazza, davanti a una Giulietta fiammante e con il logo dell’iniziativa (un cuore tricolore) ha avuto come finalità la valorizzazione del marchio automobilistico italiano; Alla base di questa iniziativa la constatazione, con tanto di numeri e statistiche ma dal gusto decisamente amaro, che le famose auto blu dei politici sono quasi esclusivamente straniere; proprio loro, che rappresentano il Paese, optano per macchine estere, insomma … non danno il buon esempio! Ma anche molti di noi, comuni italiani, possiamo fare tranquillamente il mea culpa: spesso scegliamo di guidare veicoli stranieri, allettati dalle tante offerte del momento, dalle mode, dal bombardamento pubblicitario o solo dal semplice “sentito dire”, dal passaparola. Si può parlare forse di fattore socio – culturale, che ci porta a guardare l’erba del vicino (in questo caso l’auto) che, nonostante tutto, appare sempre più verde (e più potente). Un atteggiamento che ha ricadute negative sull’andamento del mercato italiano: si stima che ogni otto auto importate si perde un posto di lavoro. E poi non siamo così scarsi, ammettiamolo. Possiamo e dobbiamo competere anche in questo ambito economico, specie in questa fase di mutazione, di cambiamento, di ripensamento ecologico – che sta avvenendo a livello mondiale - dei mezzi trasporto. Possiamo dire la nostra anche proiettati al futuro che pare si slanci verso le emissioni zero, gli ibridi, gli elettrici. Dobbiamo crederci noi per primi. Come ci hanno creduto i sostenitori di questa iniziativa, convinti che un acquisto ragionato e nazionale possa contribuire a destare l’Italia. Partendo dal Trentino, all’ombra di Dante. Gli adesivi con il logo “IO GUIDO ITALIANO” - per evidenziare con tricolore l’acquisto made in Italy e quindi diffondere il messaggio patriottico - si trovano nei negozi di accessori per auto, sulle autostrade o sul sito www.grafichestile.com , nell’area riservata all’iniziativa. A sostegno del progetto, è possibile richiedere anche allestimenti di vetrine. Una parte del ricavato della vendita di tali decorazioni adesive sarà devoluto all’Associazione “Speranzaallavoro” che sostiene i familiari degli imprenditori suicidi.


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Marianna Carazzai, penna premiata Le mele trentine “vincono” a londra

al premio internazionale della 10A Biennale “Humor & Vigne”

Alessandro Zanon, fotoreporter freelance di Cunevo, al Pink Lady Food Photographer of the year

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l 24 aprile scorso presso le Mall Galleries vicino a Trafalgar Square si è svolta la cerimonia di premiazione del concorso internazionale di fotografia Pink Lady Food Photographer of the year 2012, alla sua prima edizione. Più di 3.000 i concorrenti che hanno partecipato a questo nuovo Premio, in rappresentanza di 60 Paesi. Una giuria composta da fotografi di fama internazionale specializzati in food, giornalisti di settore e chef ha selezionato una sessantina di immagini finaliste suddivise in nove categorie. In un frizzante party di respiro internazionale alla presenza di 200 persone, Alessandro Zanon, fotoreporter freelance di Cunevo in Val di Non, è stato proclamato vincitore della categoria “An apple a day” con la fotografia dal titolo “Apples in the clouds (Mele nelle nuvole)”. Il regolamento di questa categoria, una tra le nove previste dal concorso, ricercava lo scatto più coinvolgente, creativo e fantasioso della mela attraverso la rappresentazione più ispirata. Alessandro Zanon ha convinto la giuria con un’immagine che rappresenta, attraverso la poesia del bianco e nero, un albero di mele della Val di Non che si staglia su un cielo dipinto di nuvole. La categoria “An apple a day” aveva tra l’altro la particolarità di raccogliere fondi per l’ospedale pediatrico di Londra Great Ormond Street Hospital for Children. La fotografia di Zanon assieme alle altre vincitrici del concorso londinese verranno pubblicate sulla stampa internazionale di settore. Info: www.alessandrozanon. com.

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giovani Andromedari si fanno strada. Marianna Carazzai, una giovane disegnatrice dello Studio d’Arte Andromeda, ha vinto il premio internazionale della 10^ Biennale “Humor & Vigne”. Tra le motivazioni: originalità, umorismo e qualità tecnica del lavoro. La giovane artista è invitata in Francia a Jonzac il prossimo 29 giugno per la cerimonia di premiazione. La sua opera, oltre a essere inclusa nel catalogo ufficiale, sarà esposta nella collezione permanente del premio. Marianna da alcuni anni frequenta il laboratorio di creatività giovanile dello Studio d’Arte Andromeda e assieme ad altri giovani si è fatta conoscere sia in ambito nazionale sia internazionale vincendo premi e menzioni. I ragazzi del laboratorio partecipano attivamente a molte iniziative artistiche nella città, collaborano con le Politiche giovanili del Comune, organizzano il salotto del Festival dell’Economia in Piazza Duomo, costruiscono durante tutta la durata dell’anno scolastico un progetto che vede sempre la stampa di una pubblicazione e, ognuno di loro segue un personale percorso artistico nell’ambito della satira, illustrazione, animazione e regia di corti. Il laboratorio artistico dello Studio d’Arte Andromeda è libero e aperto a tutti, sostenuto dalle Politiche giovanili del Comune di Trento: si tiene per la durata dell’anno scolastico il lunedì e il mercoledì in via Malpaga, 17. www.studioandromeda.net

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La prima Karma fisker d’italia è “trentina” marcello lunelli di cantine ferrari al volante di una Gran Turismo dall’anima 100% green

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a prima, in Italia, è andata a Marcello Lunelli, enologo di Cantine Ferrari. Che qualche anno fa, assieme al padre Franco, aveva creduto nella Fisker investendovi con un po’ di azioni. È tutto qui il coinvolgimento della famiglia Lunelli nella multinazionale che ha dato alla luce Karma, la prima Gran Turismo dall’anima 100% green. Per farla, ci sono voluti tre anni: un “time to market” impressionante, come tutto ciò che riguarda questa incredibile vettura che arriva dalla California con il suo carico di innovazione e fascino che la impongono come una delle principali novità nel panorama delle auto elettriche. I principi alla base della Fisker Karma (a Lagundo c’è il distributore italiano, GP Supercars & More) sono nel maggior rendimento che il motore elettrico vanta rispetto ai tradizionali motori endotermici da un lato: da qui l’idea di una vettura spinta da motori elettrici, ma dotata di un motore a benzina che consente di ricaricare la vettura e aumentare così il raggio di azione del veicolo. È possibile così muoversi in città a emissioni zero, ma anche affrontare 112

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lunghi trasferimenti extraurbani consumando circa 3,5 litri per 100 km e con un’autonomia di 480 chilometri. Anche il tetto con pannelli fotovoltaici fa la sua parte, contribuendo alla ricarica della batteria da 12 volt necessaria per luci, radio e tutti gli altri accessori. Gli interni, poi, sono in ecopelle e il legno utilizzato per gli interni è riciclato. Per questo, la Fisker Karma è una Gran Turismo dal lusso contemporaneo, che ormai non può prescindere dall’essere eco. Quattro porte, quattro posti, prestazioni di tutto rispetto: in modalità Stealth la velocità è autolimitata a 153 km/h, accelera da 0 a 100 in 7,9 secondi e ha un’autonomia di 80 chilometri. In modalità Sport, quindi con il motore 2.0 turbo benzina che ricarica la batteria, la Karma è autolimitata a 200 km/h, passa da 0 a 100 in 5,8 secondi e l’autonomia sale a circa 500 km. Il design è un mix tra Viper, Corvette e Maserati e provarla su strada – grazie all’invito di Marcello Lunelli – è un divertimento che invoglia a mettere mano al portafogli per realizzare un sogno. Peccato che anche il prezzo rispecchi la fascia alta delle vetture da sogno: si va dai 102 ai 118mila euro, full optional.


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Le sculture di lucchi sulla costa fascinosa Quando le banche aiutano la cultura

sulla nave, sei “Perle” in bronzo dello scultore trentino

Banca Popolare – Volksbank è sponsor principale della Società Filarmonica di Trento

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ramai non è più pensabile organizzare un evento come un concerto di musica classica senza l’intervento di sponsor privati. Banca Popolare · Volksbank è costantemente impegnata nella sponsorizzazione di eventi culturali tramite contributi finanziari. L’accordo di sponsorizzazione con la Società Filarmonica di Trento risale al 2008; ma da quest’anno la Banca è lo sponsor principale della società concertistica. La Società Filarmonica di Trento (anno di fondazione 1795) ha allestito per il 2012 un programma musicale di alto livello. Tra gli altri concertisti, il 12 aprile si esibirà la virtuosa pianista Anna Gourari, interpretando opere di Bach, Chopin e Skrjabin. “Sono molto lieto della sponsorizzazione di Banca Popolare · Volksbank”, ha sottolineato Marco de Battaglia, presidente della Società Filarmonica. “Si tratta di un contributo che ci permette di lasciare un segno nel panorama della musica classica in Trentino”. “Con la sponsorizzazione della Società Filarmonica diamo la possibilità a clienti e collaboratori, e soprattutto al pubblico che ama frequentare i concerti, di assistere ad eventi musicali di grande richiamo ”, queste le parole di Alessandro Toldo, direttore della sede di Trento. “Alcuni eventi introduttivi alle serate concertanti si svolgeranno nell’area archeologica di Palazzo Lodron, in pieno centro di Trento. Con il nostro sostegno finanziario contribuiamo a diffondere ulteriormente la già ottima fama della Società Filarmonica di Trento.” Volksbank, con sede a Bolzano, è presente come banca regionale oltre che sul mercato d’origine dell’Alto Adige anche nel Nord-Est d’Italia nelle province di Trento, Belluno, Treviso, Pordenone e Venezia, forte del sostegno dei suoi oltre 23.000 soci. Il personale in forza alla Banca (fondata nel 1886) ha oltrepassato la soglia dei 1.100 collaboratori, mentre sono 133 le filiali complessivamente operative sul territorio. Nella foto: il presidente della Società Filarmonica di Trento, Marco de Battaglia, accanto al formidabile organo del 1907, in compagnia del direttore della sede di Trento, Alessandro Toldo.

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abato 5 maggio, a Venezia, c’è stata la consegna e la benedizione del nuovo gioiello della marineria e orgoglio del made in Italy, “Costa Fascinosa” a Costa Crociere da parte di Fincantieri, con a bordo piscina sei Perle in bronzo dello scultore trentino Bruno Lucchi, il gruppo di opere dal titolo “ la piscina delle Perle”. Sono quattro le navi della compagnia crocieristica italiana numero uno in Europa, con le opere dello scultore trentino. Bruno Lucchi è nato a Levico Terme nel 1951, dove tuttora vive e lavora. Ha studiato all’Istituto d’Arte di Trento completando gli studi al Magistero delle Belle Arti di Urbino. La terra è da sempre la sua materia, da cui nascono le sue figure, che con il rito del fuoco trasforma in terracotta nel suo atelier, diventando poi bronzi e p o rc e ll a ne. Recentemente la sua ricerca ha anche abbracciato nuovi materiali. Infatti, con l’acciaio Corten, da solo o abbinato al semirefrattario, Lucchi si cimenta nella costruzione di installazioni enormi che trasmettono la rinnovata passione con il nuovo materiale e che, con il mosaico in tecnica moderna, rinnova l’antichissima tradizione portandola al contemporaneo. Lo scultore è autore di numerose opere pubbliche. Fra le altre: la “Mater Salutis” (2001) grande scultura in bronzo (h 320 cm) per l’ospedale di Legnago Verona.

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Alta formazione: da sogno a realtà il Premio “Da Canal”: per chi ama il trentino Un’idea della giornalista francesca negri. Il vincitore verrà proClamato ad “autunno trentino”

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l Premio “Luciano Da Canal” è stato presentato lunedì 7 maggio, all’interno dell’assemblea della Strada del vino e dei sapori Trento e Valsugana. Si tratta di un riconoscimento che ogni anno verrà assegnato all’interno di Autunno Trentino, kermesse ormai tradizionale e di forte richiamo, punto di riferimento per tutto ciò che è turismo ed enogastronomia locale, che si svolge per due fine settimana a Trento, nel mese di settembre. Il premio ha due categorie. La prima assegnerà un riconoscimento a un personaggio trentino che si è distinto particolarmente nell’ultimo anno come promotore/ testimonial del Trentino a livello locale e/o extraregionale. La seconda categoria sarà dedicata a un personaggio nazionale “amico del Trentino”. Il premio sarà presieduto dalla sua ideatrice, la giornalista e scrittrice Francesca Negri, e avrà una giuria di alta rappresentanza in via di definizione. I primi nomi diffusi sono quelli di Enrico Franco (direttore Corriere del Trentino), Giuseppe Casagrande (l’Adige e Papageno), Nereo Pederzolli (Rai), Marco Masè (presidente Apt Madonna di Campiglio), Paolo Curcu (Curcu&Genovese), Paolo Manfrini (direttore Trentino Marketing), Corrado Tononi (Radio Dolomiti), Massimo Taccori (Tandem), Enzo Merz (Gran Maestro Confraternita della vite e del vino). La giuria sarà chiamata a presentare una rosa di 5 candidati per ognuna delle categorie, che saranno poi votate dal grande pubblico tramite questo sito web e tramite coupon che saranno presenti su alcuni giornali locali. Luciano Da Canal è stato un personaggio storico dello spettacolo e dell’intrattenimento nel Trentino Alto Adige. Ha iniziato negli anni ’60 come “cantante confidenziale” grazie alla sua voce calda e suadente, per poi affermarsi come presentatore nelle più importanti

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Fondazione Cassa Rurale di Trento: tre borse di studio

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cade il 30 giugno il termine per presentare domanda alla Fondazione Cassa Rurale di Trento per ottenere una delle tre borse di studio per l’alta formazione da 12.000 euro ciascuna. Esse sono destinate a giovani laureati che intendano iniziare o proseguire un progetto di studio o di perfezionamento di alto livello, presso Università o Istituzioni italiane o estere, pubbliche o private in tre aree tematiche: economico-giuridica, tecnicoscientifica, umanistico-artistica. In un mondo che richiede ai giovani sempre maggiori competenze e capacità, la Fondazione Cassa Rurale di Trento ha come obiettivo principale proprio quello di aiutare chi decide di costruire il proprio futuro puntando su studio e formazione, costruendo il proprio percorso attraverso il confronto con contesti differenti o perfezionando la propria preparazione scolastica in particolari ambiti, nazionali e internazionali. I requisiti per concorrere all’assegnazione sono cinque. Il primo: aver conseguito nei limiti temporali regolari un diploma di laurea con votazione non inferiore a 105/110. Il secondo: non aver compiuto 23 anni, se in possesso di diploma di laurea triennale, o 26, se in possesso di diploma di laurea secondo il vecchio ordinamento o laurea specialistica equivalente o laurea magistrale. Il terzo: essere residenti nel comune di Trento o comuni limitrofi. Il quarto: presentare un progetto di studio di particolare interesse. Il quinto: i giovani non devono usufruire di altre forme di finanziamento o sostegno per lo stesso progetto. L’assegnazione delle borse di studio avverrà entro il 31 agosto. Il bando completo e le modalità di partecipazione sono disponibili sul sito www.fondazionecrtrento.it. Ulteriori informazioni anche presso la sede della Cassa Rurale in Via Belenzani 6, Ufficio Soci tel. 0461 206257. emittenti regionali. Dopo aver condotto per 25 anni con grande successo il programma televisivo Girovagando In Trentino, è mancato il 7 giugno 2010. Quello che più di tutto ha contraddistinto Luciano Da Canal per tutta la sua vita è stato il suo grande amore per il Trentino Alto Adige e il suo instancabile lavoro, con ogni mezzo a sua disposizione, per promuovere questa terra e farla apprezzare anche al di fuori dei confini regionali. Chiunque può inviare la propria candidatura o segnalarci il suo candidato preferito, in attesa che venga pubblicata la rosa dei 5+5, scrivendo a negri@ commfabrik.com


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rigotti confermato presidente fimaa Agraria inaugura la nuova Corte del Tipico

La Federazione italiana degli agenti immobiliari

i produttori agricoli trentini in 700 mq di raffinato store rurale

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abato 12 maggio è stata inaugurata la rinnovata ed ampliata area commerciale di Agraria Riva del Garda, pensata per mettere direttamente in collegamento il meglio dell’agricoltura locale con i consumatori. Una cornice di eccellenza dove incontrarsi, degustare, conoscere ed acquistare il meglio delle produzioni trentine: vino e olio extravergine di oliva, prodotti tipici, frutta e verdura, salumi e formaggi di malga, carni selezionate. Un luogo di proprietà degli agricoltori soci della cooperativa, un concept coerente con il paesaggio mozzafiato del Lago di Garda e delle Dolomiti, un mix fra ruralità e raffinatezza per proporre e valorizzare la professionalità degli agricoltori in modo semplice e professionalmente evoluto. “Vogliamo consolidare quel contatto diretto necessario fra agricoltura e clientela, siano essi residenti o turisti. Abbiamo creato questo luogo aperto al dialogo, moderno, innovativo, bello, dove presentare la qualità dei nostri prodotti: con questa operazione desideriamo rendere accessibile ciò che ad oggi è considerato un lusso, ovvero il mangiar sano, premiando chi opera sul territorio. Essere imprenditori agricoli e al tempo stesso distributori dei nostri prodotti è una competenza indispensabile per stare sul mercato, oggi, e soprattutto, in futuro” afferma il Presidente di Agraria, Giorgio Planchenstainer. Dopo oltre un anno di studio e messa a punto, Agraria Riva del Garda ha sentito l’esigenza di rinnovarsi e di qualificare ulteriormente il proprio rapporto col territorio, cercando alleanze e convergenze strategiche con le altre cooperative locali per dare, insieme, una risposta forte al mercato che sta cambiando.

i è svolta il 18 maggio scorso l’assemblea annuale elettiva di FIMAA Trentino, la federazione che riunisce gli agenti immobiliari della provincia di Trento. La categoria, molto attiva nei servizi resi agli associati e nelle iniziative a tutela del settore, ha eletto il nuovo consiglio direttivo, il collegio dei revisori e dei probiviri. Primo provvedimento del nuovo Consiglio, la conferma alla presidenza di Severino Rigotti. Nella relazione allegata al bilancio del quadriennio, il presidente Severino Rigotti ha posto l’accento sulla particolare difficoltà che il settore immobiliare sta vivendo in questi anni: «Questo quadriennio - ha detto Rigotti - per noi agenti si è rivelato come un periodo di crisi che via via si è andata consolidando. Molti fattori sono intervenuti a nostro danno, in primis il credito che, di punto in bianco, ha abbandonato il nostro settore, ingessando, di fatto, il mercato immobiliare». «In questo momento – prosegue il riconfermato Presidente – è importante per noi crescere nei numeri per far pesare la nostra presenza e soprattutto per ricavarci il giusto riconoscimento professionale che ci compete. La figura del mediatore nel contesto sociale ricopre un ruolo importantissimo e di tutela delle parti coinvolte nelle compravendite e locazioni e la sua professionalità assicura la trasparenza ed il buon esito dei negozi giuridici». Nonostante la crisi, il numero degli iscritti è cresciuto: l’aumento del 10% degli associati è il riconoscimento che in momenti di difficoltà l’adesione alla federazione diventa sempre più indispensabile. FIMAA è il sindacato degli agenti immobiliari più rappresentativo in provincia di Trento, con oltre duecento iscritti. «Grazie alle associazioni come FIMAA - ha ricordato Rigotti - con i suoi numeri, siamo ad esempio riusciti a porre un freno alla direttiva europea Bolkestein che rischiava di spazzare via il nostro settore». All’assemblea hanno partecipato anche il presidente dell’Unione, Giovanni Bort, e l’amministratore delegato di FIMAA Servizi, Gianni Acampora.

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Il bilancio in sintesi

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L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI MEDIOCREDITO conferma Senesi e il consiglio uscente Stabile la governance dell’istituto di via Paradisi. Fiducia rinnovata a Franco Senesi, al vice Michael Grüner e quasi totale conferma del cda e collegio sindacale. Bilancio approvato all’unanimità

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assemblea dei soci di Mediocredito del Trentino Alto Adige (la Regione e le due Province Autonome detengono il 52,4% delle azioni, il credito cooperativo il 36,6% e altre banche il 10,9%) hanno rinnovato l’11 maggio il consiglio che rimarrà in carica per tre anni. Confermati quasi interamente gli amministratori e i sindaci uscenti, a cominciare dal presidente Franco Senesi e dal vice Michael Grüner. Due le novità in cda: una riguarda la nomina provinciale di Stefano Mengoni in sostituzione di Fabio Ramus, l’altra concerne la rappresentanza dei soci veneti: Ruggero Agostini, presidente della Bcc Padovana, subentra a Luciano Zanaica, presidente della Bcc Colli Euganei. I consiglieri confermati sono Hansjörg Bergmeister, Rita Dallabona, Giovanni Dies, Zenone Giacomuzzi, Andrea Girardi, Ivano Morandini, Giorgio Pasolini, Franz Pircher, Mario Sartori. Il collegio sindacale è formato dal presidente Stefan Klotzner, sindaci Renato Beltrami e Hansjörg Verdorfer, supplenti Antonio Maffei e Claudia De Gasperi.

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el corso del 2011 sono state effettuate erogazioni per 203,8 milioni di euro. In Trentino-Alto Adige si registra solo un modesto calo delle erogazioni, mentre le altre aree di interesse hanno risentito maggiormente della crisi. L’utile al lordo di imposte ha raggiunto i 10,7 milioni di euro, mentre l’utile netto, per effetto di accresciuto carico fiscale, è stato di 6,549 milioni di euro, sostanzialmente stabile sui livelli del 2010. A livello settoriale le aziende operanti nei comparti estrattivo/manifatturiero e dell’energia hanno assorbito poco meno della metà delle concessioni di credito. L’unico settore con erogazioni in aumento è quello agricolo (+9,8 milioni), che ha beneficiato anche degli interventi per la produzione di energia rinnovabile. I crediti non performing al lordo delle svalutazioni sono in crescita del 2,7% rispetto ai valori rilevati a fine 2010. Lo stesso rapporto al netto delle rettifiche rimane sostanzialmente costante. Nel 2011 il flusso di nuova provvista si è incrementato in misura consistente rispetto al 2010 (434,5 milioni di euro contro a 120,3 milioni), distribuito su tutti i canali tradizionali di finanziamento ed in particolare con nuove emissioni obbligazionarie per 161,8 milioni di euro. “Stiamo lavorando ad una evoluzione strategica del ruolo di Mediocredito – ha affermato il presidente Franco Senesi – che sarà sempre più a supporto e sinergia con il credito cooperativo e le Casse Raiffeisen dell’Alto Adige. L’obiettivo è di integrare l’offerta di servizi in due direzioni: a supporto del territorio con particolare attenzione alle piccole e medie imprese, e a supporto delle Casse Rurali”. L’assemblea ha approvato all’unanimità il bilancio di esercizio, che si chiude con un utile netto di 6,5 milioni di euro, stabile sul 2010. “Nonostante il quadro congiunturale si sia pesantemente deteriorato nella seconda parte dell’anno – ha affermato il direttore generale Leopoldo Scarpa – la banca è comunque riuscita ad incrementare la provvista in tutti i canali di finanziamento, a rafforzare la liquidità e ad assicurare piena operatività nei confronti delle imprese clienti”.


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nuova direttrice al teatro “portland” Palazzo Balista torna a risplendere delLa storica costruzione di rovereto si parla a “terre di montagna”, su rai regione. Ma c’è spazio per molti altri servizi

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alazzo Rosmini, più noto come Palazzo Balista, uno degli edifici storici di Rovereto, dopo una lunga fase di declino e abbandono, sta per tornare alla dignità dei secoli scorsi, grazie ad un attento progetto di restauro. Un programma Rai Regione, il primo di 3 puntate, che racconterà la rinascita del Palazzo.

Qui si ripercorre la storia dell’edificio, progettato nel 1733 dal celebre architetto Bernardo Tacchi che, su richiesta della potente famiglia Rosmini, disegnò una dimora che rispecchiasse la solidità e la potenza dei suoi committenti. Sarà su questa storia uno dei servizi dello speciale “Terra di Montagna” di domenica 10 giugno (ore 9.45). Il programma è realizzato in convenzione con il Museo Civico di Rovereto. Un programma articolato in cinque puntate e intitolato “Giovani e lavoro” affronterà le tematiche riguardanti l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e sarà centrato su quattro “focus group” stabili: giovani, imprenditori, insegnanti e famiglie, con il susseguirsi di testimonianze dal mondo del lavoro e dai suoi attori. I temi affrontati vanno dall’assunzione e valorizzazione dei giovani talenti, alla promozione della neo imprenditorialità giovanile, alla rivalutazione ad ampio spettro della cultura del lavoro. È realizzato in convenzione con Confindustria Trento. Il secondo appuntamento di giugno con “Terre di Montagna”

È la giovane attrice catalana Sara Rosa Losilla

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opo otto anni di conduzione da parte di Andrea Brunello la scuola del Portland cambia direzione didattica. Con il nuovo anno scolastico 2012/13 l’attrice catalana Sara Rosa Losilla, giunta a Trento nel 2011, prenderà le redini della direzione della scuola di teatro, mentre Brunello continuerà a guidare la direzione artistica dello spazio. Il progetto di Sara Rosa Losilla prevede un’importante trasformazione che parte da una rivisitazione dei contenuti didattici legati all’esperienza stessa della nuova direttrice, collaboratrice della compagnia La Fura dels Baus con cui ha lavorato per anni conducendo numerose tournée internazionali. Il nuovo piano didattico prevede una grande attenzione al lavoro sul corpo e con il corpo, un’attenzione maggiore sugli aspetti tecnici della recitazione e un intreccio più sviluppato fra i diversi corsi della scuola per sfruttare le varie competenze degli insegnanti. Verranno mantenute la tradizionale cura ed attenzione alle esigenze e necessità di ogni singolo allievo. L’ambizione della scuola Portland è quella di crescere ulteriormente diventando un importante riferimento nella formazione teatrale a livello non solo locale. C’è il desiderio di creare un polo che attragga e formi talenti sia del territorio ma anche da fuori e che possa diventare un punto di riferimento per i pedagoghi professionisti riconosciuti a livello nazionale ed internazionale. Questo percorso avrà bisogno di un periodo di incubazione per essere definito e sviluppato, ma l’arrivo di Sara Rosa Losilla segna un importante inizio. è previsto per domenica 24. Si apre con un documentario che descrive la figura di Padre Eusebio Chini, il missionario gesuita nativo di Segno in Val di Non e partito, a cavallo tra il 1600 e il 1700, alla volta della Nuova Spagna. Il video cerca di presentare con obiettività le opere del missionario, abile sia nell’evangelizzazione che nei “mestieri” importanti d’un tempo come l’agricoltura, l’astronomia, la botanica, l’allevamento. Infine, spazio alle... palafitte. È stato inaugurato da qualche settimana il nuovo Museo delle Palafitte di Fiavè. Il percorso permette di conoscere a fondo questa testimonianza del nostro passato: come e dove erano costruite, che tipo di vita vi conducevano i nostri antenati, perché si sono conservate attraverso i millenni. Il linguaggio espositivo risulta particolarmente accattivante anche per i più piccoli e offre un’occasione di valorizzazione delle palafitte trentine a un anno dal loro ingresso nel Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. 117

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silenzio, si dibatte! (sul vino trentino) Interessante convegno al mas dela fam di ravina di trento

Bertagnolli e Endrici vincitori al Città d’Impresa 2012 Venticinque i “fabbricatori di idee” trentini premiati: due per il settore agricolo: i titolari della cantina Endrizzi e della distilleria Bertagnolli

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ono il ristoratore Luca Boscheri e il giornalista Diego Decarli i vincitori del Trentino Wine Award di maggio, il riconoscimento (simbolico) che il blog trentinowine.info assegna alle personalità e agli eventi che si distinguono nel campo della comunicazione del vino trentino. Luca Boscheri è il patron del ristorante Mas dela Fam di Ravina di Trento e dell’evento “BuonVino Trentino”, che si tenuto all’inizio di maggio. Diego Decarli, invece, è uno dei giornalisti più titolati del Trentino: è stato lui a moderare la tavola rotonda “Vizi e virtù del vino trentino”, giusto nell’ambito della rassegna ospitata al Mas dela Fam. Da molti anni in Trentino non andava in scena una cosa del genere: un dibattito così interessante fra voci così autorevoli. Un confronto schietto e franco, che ha fatto una radiografia precisa e senza veli del tribolato mondo del vino trentino; molto più di quanto abbiano fatto in questi anni tanti dossier, studi e commissioni istituzionali. Il mondo del vino trentino dovrebbe essere grato a Boscheri e a Decarli per questa operazione verità, di cui c’era bisogno come l’aria e che nessuno fino ad ora aveva ancora avuto il coraggio di mettere in scena. Tra i presenti, Giacinto Giacomini (ex direttore generale di Càvit), Paolo Manfrini (direttore generale di Trentino Marketing), Mario Pojer (Pojer e Sandri), Peter Dipoli (ex vicepresidente dei vignaioli dell’Alto Adige), Angelo Rossi (ex segretario del Comitato Vitivinicolo del Trentino). 118

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iunto ormai alla sua quarta edizione, il Festival Città d’Impresa è stato inaugurato nei giorni scorsi a Vicenza con un intervento del Ministro per lo Sviluppo Economico Corrado Passera che ha tenuto a battesimo il premio legato all’evento con un tema specifico: i fabbricatori di idee del Nordest, esempio virtuoso, vero motore portante del Paese proprio proprio in anni difficilissimi come l’ultimo. Il premio è stato dedicato a cittadini, imprese, enti ed associazioni che con il loro lavoro e con le loro idee contribuiscono ogni giorno a far crescere il territorio del Nordest. Il Festival ha selezionato 1000 fabbricatori di idee che sono riusciti a fare innovazione, sintetizzare nei propri prodotti tradizione e creatività o promuovere best practice nell’ambito del profit e del no profit. Paolo Endrici, titolare con la moglie Christine della storica Endrizzi di San Michele all’Adige e Livia Bertagnolli, che con il cugino Beppe amministra la Distilleria Bertagnolli, si sono aggiudicati il Premio 2012. L’importante riconoscimento va a due rappresentanti di quella parte del settore agricolo trentino privato in grado di dimostrare idee concrete e crescita nella qualità dell’immagine e della solidità e affidabilità del prodotto nel mondo. Entrambe le aziende sono impegnate attivamente da anni nella valorizzazione di una attività tradizionale per il Trentino, quella della viticoltura o della distillazione, promossa con un approccio al mercato e alla comunicazione del prodotto che adotta strumenti innovativi, capaci di raggiungere tutti i principali mercati del mondo. I primi 1000 fabbricatori di idee del Nordest sono stati premiati nella cerimonia alla Fiera di Vicenza mercoledì 2 maggio.


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A PIETRO VERDINI LA TARGA “PRO CULTURA” Danzare per crescere

Riconoscimento Consegnato durante una cerimonia a Trento

saggio di fine anno per l’Associazione Altradanza al teatro Concordia di Povo

Foto Marco Oss

Pietro Verdini (a destra) riceve la targa da Renzo Francescotti

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Foto Marco Oss

e allieve e gli allievi dei laboratori di danza educativa dell’Associazione Altradanza hanno presentato, presso il teatro Concordia di Povo, il saggio ispirato al capolavoro di Jean Giono “L’uomo che piantava gli alberi” con la regia e coreografia di Francesca Ulcigrai. Un’incantevole storia sul rapporto uomo-natura. Lo spettacolo, come momento conclusivo del percorso, ha messo in luce le potenzialità della danza che contribuisce a favorire la crescita personale. I laboratori sono rivolti a bambine e bambini dai 4 agli 11 anni. Il percorso si svolge in piccoli gruppi così da prestare attenzione al singolo e alle sue esigenze permettendo di esprimere la creatività presente in ognuno. Per informazioni: Associazione Altradanza 347.5056971

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a oltre vent’anni a oggi, quasi ogni anno, la storica “Pro Cultura di Trento giunta al suo 112° anno, ha insignito con una prestigiosa targa i maggiori artisti trentini: è così accaduto che siano stati via via premiati Eraldo Fozzer, Bruno Colorio, Othmar Winkler, Mariano Fracalossi, Remo Wolf, Renato Pancheri, Carlo Sartori, Marco Berlanda e due pittrici come Paola de Manincor ed Elena Fia Fozzer. Ultimo in ordine di tempo Pietro Verdini, artista di origini toscane ma trentino d’adozione (abita in Trentino da 45 anni). Renzo Francescotti, scrittore e critico d’arte che su Verdini ha scritto tante volte in cataloghi, saggi, recensioni, che a Verdini ha dedicato persino un romanzo (“Talambar”, pubblicato a Firenze, ispirato alle vicende di Pietro, in Toscana, Alto Adige e Trentino) ha tratteggiato l’itinerario pittorico di questo artista. Dalla natia Gragnola in Lunigiana – un paese di “primitivi”, che sono quelli dipinti negli oli su tavole, anche di grandi dimensioni, di questo pittore di “archetipi”. Se all’inizio si serviva di una modella come Elvira Baitella – un’anziana contadina di Casalino, frazione di Pergine Valsugana dove Pietro abita da 35 anni – in seguito ha rinunciato a modelli dal vero per elaborare la realtà con il suo inconfondibile stile epico, lirico, mitico, simbolico. E se all’inizio usava (se pur molto parcamente, i colori) in seguito la sua pittura si è fatta monocromatica, tutta impostata su un blu sempre più blu-notte. È in questo personalissimo stile – ha concluso Francescotti, prima di consegnare all’artista la Targa della Pro Cultura, questa volta nella sua veste di Presidente dell’Associazione – che Verdini dipinge i suoi plastici personaggi di “primitivi”, i quali sembrano essere compressi nella cornice, sembrano “spingere per uscire dal quadro”; oppure dipinge i suoi in apparenza pesantissimi angeli che solo lui riesce a far volare, angeli che giungono a recarci un messaggio che solo i puri di cuore riescono a comprendere.

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Il libro del mese luciana grillo in tour con la letteratura il mese scorso, nuove Tappe a vercelli e a rapallo

un’umanità eterogenea, proveniente spesso da territori europei lontanissimi, percorse un tempo la valsugana. lo studioso Claudio Marchesoni ne ha raccolto numerose testimonianze in un libro

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ostruire Letteratura con mani di donna”, il saggio di Luciana Grillo sulle scrittrici italiane del ‘900 e oltre, giunto felicemente alla seconda edizione, continua a macinare chilometri e presentazioni: da Milano a Napoli, da Innsbruck a Roma – passando per Verona, Piombino, Bolzano, Merano, Sapri, La Spezia, Salerno, Maratea, Prato ecc. – ha riscosso sempre successo e suscitato interesse e curiosità. Memorabile, in tal senso, la presentazione al Salone del Libro di Torino nel 2011. In questi primi mesi del 2012, è stato al centro di incontri al femminile sia a Trento (Società Dante Alighieri – Comitato di Trento) che a Cavalese per la Manifestazione NeveDonna, che a Calceranica, nell’ambito di una serata dedicata dai Comuni del Lago a scrittrici, poetesse, saggiste, pittrici. Ma ha continuato anche ad andare fuori regione: l’8 marzo l’autrice, invitata dalla Consulta femminile del Tigullio, ha presentato le “sue” scrittrici ad un pubblico folto ed attento, incuriosito da quel costruire un po’ maschile, dalla copertina accattivante, dalle 59 scrittrici – alcune notissime, altre del tutto sconosciute – elencate in quarta di copertina. Il 9 marzo, è stata la volta del Liceo Da Vigo di Rapallo: gli studenti avevano già letto il libro e ne hanno dunque discusso, guidati dagli insegnanti, rivelando notevole capacità critica, insieme ad apprezzabile vivacità intellettuale. Due mesi dopo, il 9 maggio, è stata la volta di Vercelli: anche qui Luciana Grillo, accolta con viva simpatia, ha parlato delle scrittrici che ama, ha spiegato i motivi delle sue scelte, si è confrontata con lettori e lettrici, che l’hanno ascoltata con partecipazione intensa, soprattutto quando il discorso è caduto sulle grandi piemontesi, come la Ginzburg, la Loy e la Romano. Un confronto costruttivo, reso più vitale dalla presenza della prof. Baldissone, docente di Letteratura Italiana presso l’Università del Piemonte Orientale. 120

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importanza attuale della Valsugana nelle comunicazioni tra il solco dell’Adige e la pianura veneta è sotto gli occhi di tutti. Meno conosciuto e studiato è il ruolo svolto nei secoli passati dalla valle nell’ambito dei transiti di merci e persone. Le ricerche locali si sono finora occupate prevalentemente dell’antica viaria romana o di movimenti di imperatori e soldatesche, riservando marginale attenzione ai traffici ordinari ma intensi che si svolsero sulla strada Trento-Bassano e nelle zone contigue nel tardo medioevo e in età moderna. Su scala regionale alcune indagini hanno posto invece nel giusto rilievo i temi legati alla mobilità, evidenziando l’importanza del Tirolo e del principato vescovile di Trento nelle comunicazioni tra il mondo oltralpino e l’Italia: per la mobilità delle persone rivestono una rilevanza particolare le ricerche e la bibliografia raccolte da Giuseppe Osti, nelle quali i riferimenti alla Valsugana non mancano, stemperati però in un quadro più ampio e generale. Anche certe zone circoscritte del Trentino, come l’Alto Garda, Trento e Rovereto, hanno visto un recupero approfondito di cronache di viaggiatori, spesso illustri come Montaigne, Goethe e Heine, nell’intento di ricostruire l’evoluzione del paesaggio sulla base di sguardi stranieri. Contrariamente a quanto accaduto per altre aree, non è invece tuttora rinvenibile uno studio specifico sulla mobilità della Valsugana del passato. Alla base della distrazione degli studiosi c’è stato forse l’errato convincimento che il nostro territorio fosse stato toccato solo marginalmente dalla letteratura di viaggio. Per raggiungere l’Italia dai paesi d’oltralpe le vie più battute attraversavano il passo di Resia o il valico del Brennero, proseguendo per la valle dell’Adige fino a


trentinolibreria Frans van der Hoff Manifesto dei poveri Il Margine

Autori Vari Ti scrivo da Sella Litodelta Edizioni

Renzo De Stefani Psichiatria mia bella Erickson

Sandali ai piedi e borsa di lana a tracolla, il missionario olandese Frans van der Hoff ha fondato nel 1989 il primo marchio equo e solidale, Max Havelaar. Nel suo Manifesto dei poveri, un testo conciso, appassionato e profetico, spiega che un altro mondo è davvero possibile e lui l’ha sperimentato e continua a viverlo tra i contadini coltivatori di caffè dello stato messicano di Oaxaca. L’idea è semplice e insieme rivoluzionaria: il lavoro umano ha una sua dignità e un suo prezzo. Se la logica delle multinazionali sfrutta la fatica dei produttori, bisogna metterli in contatto diretto con i consumatori, aggirando così l’idolo e il Moloch delle leggi del mercato. Con il commercio equo e solidale – spiega – si smonta la sacralità del mercato, oggi intoccabile e indiscutibile. E quando si rimette l’economia al suo posto, che non è il primo, che spetta invece alla vita delle donne e degli uomini, al loro lavoro, alla loro dignità, il mondo diventa davvero migliore.

Arte Sella, non solo un luogo unico per la sua natura, ma un concentrato di bellezza raccontata dalle opere di grandi artisti internazionali “lasciate” lungo i percorsi tra boschi e prati della valle. “Ti scrivo da Sella”, il viaggio delle parole attraverso la natura in una raccolta di racconti nata dall’incontro di Arte Sella con sette giovani scrittori della Scuola Holden creata da Alessandro Baricco, che nella scorsa estate hanno partecipato al progetto “quotascrittura”. Davide Longo e Antonella Lattanzi, scrittori affermati e insegnanti della scuola Holden saranno ad antiruggine assieme ai creatori di Artesella per un reading letterario e fotografico. Ha detto Longo: “...ci sono pochi luoghi al mondo dove poter scrivere con tanta naturalezza e ho immaginato che sarebbe stato un bel regalo far scoprire Arte Sella agli allievi usciti dalla Scuola Holden...”

A più di trent’anni dalla rivoluzione della Legge 180, il libro ci lascia assaporare, con leggerezza e semplicità, un’esperienza innovativa di psichiatria di comunità che, partita da Trento, ha conquistato risalto a livello nazionale e internazionale. Si raccontano storie di «matti» affatto speciali, persone capaci non solo di ritrovare la voglia di vivere grazie alla loro forza di volontà e all’aiuto di familiari, amici, operatori ma anche di cooperare con un Servizio di salute mentale, quello trentino, creativamente organizzato secondo l’approccio emergente del fareassieme. Il libro si rivolge quindi a tutti i lettori che vogliano conoscere l’altra faccia – colorata e sorridente – del mondo della salute mentale. In particolare le varie figure di operatori professionali sanitari e sociali, gli utenti e i familiari possono trovare spunti di vario genere per comprendere come tutti i «matti» possano avere un valore speciale.

Trento. Da qui taluni viandanti continuavano verso Verona. Altri, di solito quelli diretti a Venezia, imboccavano l’itinerario più breve, vale a dire la Valsugana. Gli stessi percorsi, in senso contrario, erano naturalmente preferiti da quelli che da Venezia si dirigevano verso i paesi tedeschi. Dal punto di vista commerciale la Valsugana svolse un ruolo che non si limitò a ridotti scambi tra le comunità locali. La posizione geografica e le caratteristiche fisiche del solco vallivo concorsero a farne un segmento non secondario della rete viaria internazionale. Spesso chi si metteva in viaggio stilava un resoconto con notizie sul percorso, sulle cose viste e sulle difficoltà incontrate. Naturalmente solo una minima parte dei moltissimi viaggiatori fissò sulla carta le proprie impressioni. Le testimonianze arrivate fino a noi, sovente limitate a poche righe, altre volte raccolte in numerose pagine, in qualche caso affidate a schizzi e disegni, sono tuttavia numerose e ci consentono un tuffo nel mondo perduto dei cavalli, della polvere e delle locande. Per raccogliere gli sguardi dei viaggiatori è stato prima di tutto necessario individuare chi fossero coloro che percorrevano la valle del Brenta. Mano a mano che la ricerca procedeva hanno preso forma una galleria di personaggi, sensibilità e sguardi e un’antologia di scritture in lingue diverse (latino, italiano, tedesco, francese, inglese, fiammingo). In generale le persone sospinte da fervore religioso che si recavano a Venezia per imbarcarsi alla volta della Terrasanta o gli artisti, gli uomini colti e i nobili che affrontavano il disagevole viaggio verso l’Italia per ammirare le vestigia della classicità o per immergersi

nelle atmosfere italiche, ebbero per la valle sguardi rapidi e poco profondi: i pellegrini pensavano ai benefici spirituali e al prestigio che sarebbero loro derivati dalla visita ai luoghi santi; i nobili o gli artisti erano ansiosi di ammirare le opere d’arte e di godere il fascino e il fermento culturale e mondano delle città. A molti di costoro poco comunicava un paesaggio per nulla cittadino, con ricorrenti paludi, verticali pareti di roccia e precipizi, arcigni castelli e villaggi di casupole privi di attrattiva in una valle che non poteva esibire fori imperiali, basiliche, palazzi armoniosi e collezioni di quadri. Nemmeno i mercanti prestavano molta attenzione al territorio, preoccupati soprattutto che le proprie mercanzie arrivassero a destinazione in Germania o a Venezia. Fino alla fine del Settecento la Valsugana rappresentò di rado lo scopo del viaggio: fu solo un veloce anello di congiunzione tra la pianura veneta e Trento. Con la fine del XVIII secolo le cose cambiarono: la natura e la varia umanità divennero per geologi, botanici, storici e alpinisti, un libro da sfogliare ed esplorare. Dalla prefazione dell’autore

Claudio Marchesoni La Valsugana dei viaggiatori

Curcu & Genovese (Euro 15, pagine 272)

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trentinoricette

NZA

LE BONTà IN TRASPARE

LA CONFETTURA DI CIPOLLE E ROSMARINO INGREDIENTI: gr. 1000 cipolle rosse gr. 500 zucchero semolato gr. 150 vino bianco n. 1 rametto di rosmarino PROCEDIMENTO: Lavare, sbucciare ed affettare le cipolle a julienne, metterle a bagno in acqua fredda per almeno 1 ora e poi scolarle. Posizionare le cipolle in una casseruola e aggiungervi lo zucchero semolato, lasciar macerare per almeno 8/10 ore prima di iniziare la cottura.

All’indomani posizionare la casseruola sulla fonte di calore, e portare a bollore il tutto, bagnare con il vino bianco e proseguire la cottura fino a raggiunta consistenza: questa si vedrà versando poche gocce del composto in preparazione su un piattino inumidito d’acqua e tenuto in verticale, se le gocce si rapprendono subito e non scivolano verso il basso, la preparazione sarà pronta. Togliere dalla fiamma, inserire il rosmarino tritato finemente ed invasare. Pastorizzare ed etichettare. Questa confettura è molto adatta all’accompagnamento di formaggi, ma ottima anche con arrosti o bolliti. Ricetta creata dalla Lady Chef Patrizia Pedrotti

LA MOSTARDA DI ZUCCA INGREDIENTI: gr. 1000 polpa di zucca gr. 350 zucchero semolato n. 1 limone (buccia e succo) n. 6/8 gocce essenza di senape PROCEDIMENTO: Togliete la scorza e i semi alla zucca, e tagliate la polpa a pezzetti, posizionarla in una pentola d’acciaio e aggiungete lo zucchero semolato, lasciatela macerare coperta con un coperchio per almeno 8/10 ore in un luogo fresco. Trascorso il tempo di macerazione, mettete la pentola sul fuoco e aggiungete il succo e la scorza grattugiata del limone, fate cuocere a fuoco dolce per circa un’ora, poi passate la metà degli ingredienti al setaccio, unite quindi l’altra metà creando un unica massa.

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Invasate immediatamente, aggiungete l’essenza (5 gocce per kg) chiudete con i coperchi e capovolgeteli, fate raffreddare i vasetti, poi metteteli in una pentola contenente acqua fredda che li ricopra completamente. Portate ad ebollizione e fateli bollire per 20-25 minuti, poi spegnete e fate raffreddare il tutto. Asciugate i vasetti di mostarda e poneteli in un luogo fresco, buio e asciutto, etichettate con data e descrizione del prodotto Questa mostarda è ottima per accompagnare formaggi sia morbidi che stagionati. N.B. si raccomanda di utilizzare con molta cura l’essenza di senape. L’essenza di senape si trova in farmacia, la cosa importantissima è di tenerla fuori

dalla portata dei bambini, è pericoloso inalarla e anche il contatto con la pelle. Ricetta creata dallo Chef Marco Pojer


trentinoenogastronomia

ristoranti

in ogni numero trentinomese vi propone due ristoranti provati per voi I ristoranti presentati in questa rubrica sono una libera scelta redazionale. Il nostro giudizio anche se critico, è espresso in “cuori” perchè, comunque, il difficile lavoro del ristoratore merita rispetto.

Segnalazioni e commenti: info@trentinomese.it

Al Vò

kÜRbishof

LA CUCINA E VINI DEL TRENTINO IN PALMO DI MANO

FUGA D’AMORE PER IL PALATO, MA NON SOLO

Nella carrellata dei ristoranti del centro storico di Trento, il ristorante Al Vò a mio avviso può essere considerato un posto dove la semplicità e la tradizione sono messe al primo posto. I risultati, nonostante l’impegno, talvolta possono non essere eccellenti, ma quel che è certo è che il tentativo del patron Francesco Antoniolli e della moglie Roberta è quello di crescere e migliorare, giorno dopo giorno. Ho notato, soprattutto, una grande ricerca verso la maggior parte della materia prima: gli eccellen ti salumi della macelleria Belli di Sopramonte, il rinomato olio dell’Agraria di Riva del Garda, i formaggi dei casari locali, e una carta dei vini che parla pratic amente solo trentino. Un po’ come il menu, che se ha un merito è certamente quello di essere orgoglioso della tradizione trentina, cercando di proporla e valorizzarla sempre al meglio. Niente male il trittico di trota (tutta fornita dal produttore artigianale Trota Oro di Preore) composto da caviale, tartare e tocchetti marinati. Gustosissimo il tortino di mais di Storo o Spin con il particolarissimo, quanto ricercato culatello Belli. Originali e dal sapore delicato ma intrigante, gli spaghetti al caviale di trota. Dulcisi in fundo, la fantasia di nove formaggi con mostarda e miele trentino e soprattutto la torta di pane e cioccolato, che Roberta fa seguendo un’antica ricetta trentina. Ma in carta ci sono anche tanti altri piatti spesso introvabili in molti locali tipici del Trentino: dalla trippa al baccalà, dallo smacafam allo sguazet, non c’è altro spazio per vezzi di cucina internazionale che qui non sono nelle corde né della famiglia Antoniolli, né dello chef Sergio, che così raccolgono il testimone dell’oste Enrico, che nel 1345, negli stessi locali dove oggi c’è Al Vò, apriva la più vecchia osteria di Trento col nome “ad Signum Rotae”. Prezzi dai 20 ai 30 euro a pasto.

Il Luster – sorta di lampadario portafortuna a forma di oste, dalla coda biforcuta, che regge in mano chiavi e lanterna - campeggia in mezzo alla sala principale del Kürbishof e ammicca tanto quanto Hartmann, il patron del locale. Cordialissimo e mai invadente, è lui che dirige l’orchestra di questo ristorantino di Anterivo, punto d’approdo sicuro per i gourmet più romantici a caccia di una fuga d’amore non solo gastronomica. Sì, perché il Kürbishof mette a disposizione anche tre camere, in stile rigorosamente altoatesino, per rifugiarsi dopo una serata di coccole culinarie di cui si deve ringraziare la moglie di Hartmann, Sara, ligure di nascita. E allora partiamo, scartabellando un menu talmente invitante che la scelta mette in difficoltà. Il benvenuto della cucina è un blocco di fegato ed erbe, accompagnato da una piccola fetta di pane: gustoso e sicuramente perfetto abbinato all’Haderburg Pas Dosè che Hartmann ci serve al bicchiere, come aperitivo della casa, cosa tanto inusuale (uno spumante di questa qualità raramente viene proposto così) quanto gradita. Come antipasti, scegliamo la crema di ortiche con crostini di pane al segale ( 6,50 euro), piatto stagionale che non delude, anzi, delizia; testina di vitello con cipolla rossa e vinaigrette (8 euro), gustosissimo e ben fatto; sformatino di bruscandoli su salsa di Fontal Fiemme al dragoncello (8 euro), che un po’ ci delude, perché forse il gusto intenso dei bruscandoli soccombe a quello della salsa di formaggio. Procediamo con dei tagliolini al papavero al ragù di cervo (9,50 euro): il sapore della pasta era talmente particolare che forse servita in bianco sarebbe già bastato. Non contenti, i miei amici ed io, decidiamo di tuffarci sul canederlo di grano saraceno su cappuccio rosso condito con Ziegerkas (8,50 euro), che risulta un connubio di gusti indimenticabile. Approdiamo ai secondi (22 euro), che sono stati certamente la cosa meno soddisfacente di tutta la nostra cena: discreto, ma forse non saporitissimo, il controfiletto di manzo in crosta di ortiche con shupfnudel (buonissimi) e mazzetto di asparagi verdi; troppo cotte le costolette di agnello ai ferri, accompagnate da delle meravigliose rape stufate. Il capitolo dolci ci suggella la serata con una ben fatta variazione di caffè di Anterivo e con un interessante parfait al tarassaco con tortino al farro e marmellata di lamponi (7,50 euro). Carta dei vini molto altoatesina, davvero esaustiva e con dei ricarichi moderati.

Ristorante al Vò Vicolo del Vò, 11 Trento tel. 0461.985374 Chiuso la domenica

Locanda Kürbishof Loc. Guggal, 23 39040 Anterivo (BZ) Tel. 0471.882140 Chiuso il martedì

cibo ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ambiente ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ prezzo ♥ ♥ ♥ ♥ ♥

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trentinofotoromanzo di Carlo Martinelli

IN PIAZZA CONTRO IL CONFINATO

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partire dagli anni 1970, e fino alla metà degli anni Ottanta, il Trentino è stata terra di confino alla pari di molte altre zone del Nord Italia. Si trattava dell’assegnazione di un domicilio coatto ad imputati di reati comuni che una volta ottenuta la scarcerazione per decorrenza dei termini, venivano mandati lontano dai luoghi di origine. Ce lo ricorda Mauro Lando nel suo “Dizionario dei fatti, dei personaggi, delle storie del Trentino”, enciclopedia documentata ed imprescindibile che in due volumi ha ricostruito mezzo secolo ed oltre di vicende. E sempre queste pagine documentate e a loro modo appassionanti ci permettono di raccontare le immagini che vedete in questa pagina. Siamo nel 1982. E a Sant’Orsola, in Val dei Mocheni – come era successo e succederà in altri centri del Trentino – scoppia una mezza rivoluzione. Arriva infatti in paese un confinato, Francesco Ventri, da Salerno, assegnato a Sant’Orsola per tre anni in stato di “sorveglianza speciale di pubblica sicurezza”. Dal paese mocheno (660 residenti con diritto di voto, all’epoca) se ne è appena andato un altro confina-

to, che aveva dato non pochi problemi. “Era un andare e venire di cattive compagnie” dice il sindaco, Beniamino Fontanari. Sta di fatto che in poche ore si raccolgono 600 firme in calce ad una protesta contro il nuovo confinato, che arriva in novembre, trova il paese bloccato con l’albergo e tutti gli esercizi pubblici chiusi. “Prendetevela con chi mi ha mandato qui, non con me” dice il Ventri ai giornalisti accorsi sul posto, tra manifesti affissi in piazza e persone che protestano a gran voce. Qualche giorno dopo – siamo al 26 novembre 1982 documentato dalle immagini in bianco e nero – un folto gruppo di abitanti di Sant’Orsola inscena una clamorosa manifestazione a Trento, mentre il sindaco Fontanari incontra il Commissario del Governo e il Procuratore della Repubblica. Qualcosa si muove. Il Ventri viene spostato a Pergine Valsugana – dove trova anche un albergo che lo ospita, a differenza di quel che era successo in Val dei Mocheni – e dopo qualche settimana viene autorizzato a spostarsi a Pagani, in provincia di Salerno. La vicenda di Sant’Orsola si somma a quelle di Baselga di Pinè, Borgo Valsugana, Vallarsa, Castel Condino, Rovereto, Tione, Lasino, Cavareno, Moena, Segonzano: spesso confinati da una parte e malumore dei residenti dall’altra. Dimenticavamo: che fine ha fatto Francesco Ventri? Una brutta fine. Viene ucciso a colpi di pistola proprio a Pagani, dove era stato rispedito dopo la “rivolta” di Sant’Orsola. È il gennaio del 1983.

La memoria restituisce persone e cose che pensavamo dimenticate per sempre o delle quali neppure sospettavamo l’esistenza. Questo è FOTOromanzo. Una immagine che ritorna. Dentro la memoria delle storie.

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TrentinoMese Giugno 2012  
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