TrentinoMese giugno 2019

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appuntamenti, incontri e attualità trentina

ANNO XXVII N. 328

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GIUGNO 2019

MA CHE TEMPO FA? Siamo a giugno, ma l’estate tarda ad arrivare. Siamo andati a chiedere “chiarimenti” a Meteotrentino

PREMIATA DITTA BONTADI, IL CAFFÈ “SI FA” A ROVERETO DAL 1790 LA “BATTAGLIA” DI EMMA LA MALATTIA NON FERMA GLI STUDI DI BIOTECNOLOGIA

Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (conv. in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, NE/TN. Contiene i.p. In caso di mancato recapito inviare al CDM di TRENTO per la restituzione al mittente previo pagamento resi.

I SIGHEL UNA FAMIGLIA DI CAMPIONI

Festa del Latte Tutti gli appuntamenti

IL MATRIMONIO DEL MESE

SPLENDIDA VAL VENEGIA CON LE STORICHE MALGHE DI JURIBRUTTO E JURIBELLO.

EMANUELE LAPIANA “LA MUSICA? È UN LUOGO MAGICO”

ANITA ANIBALDI NELLA TANA DEL LUPO (E DELL’ORSO) TRENTINO BOOK FESTIVAL EDIZIONE N.9, TRA MEMORIA E NOSTALGIA

L’INFANTA E IL TRENTINO 1666: ARRIVA MARGHERITA TERESA D’AUSTRIA GIULIANO ORSINGHER LA NATURA, A VOLTE, AMA NASCONDERSI

L’IMPERATRICE VITTORIA A SPASSO PER IL TRENTINO DELL’800



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ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE “BALENE DI MONTAGNA”

13 | 14 | 15 | 16 GIUGNO 2019 CALDONAZZO

VALSUGANA, TRENTINO, ITALIA LE NOSTRE VITE SONO FATTE DI STORIE (UN PECCATO NON RACCONTARLE...)

Antonia Arslan - Vito Mancuso Piergiorgio Odifreddi Valerio Massimo Manfredi Antonio Manzini Francesco Filippi - Karim Franceschi Roberto Battiston - Roberto Cotroneo Matteo Righetto - Gek Tessaro Simona Baldelli - Giuseppe Festa Ben Pastor - Antonella Boralevi “Omaggio a Walter Bonatti” Franco Stelzer - Mario Cagol Angelo Ponta - Giorgio Salomon Stefano Bordiglioni

mostre e installazioni: Giorgio Salomon Pietro Verdini

e con Gabriele Buselli Tiziana Tomasini Federico Premi Mauro Cappelletti Francesco Miorelli Coro La Tor di Caldonazzo Marilena Guerra - Luciana Grillo Stefania Scartezzini Chiara Turrini Corpo Bandistico di Caldonazzo Carlo Martinelli Layla Betti Alberto Faustini Fausta Slanzi Giuseppe Ferrandi Renzo Maria Grosselli Paolo Chiesa - Linda Stroppa Sat Caldonazzo Amnesty International Banca del Tempo dei Laghi Fondazione Dolomiti “Unesco” Fondazione Trentina A. De Gasperi Biblioteche comunali della Valsugana Istituto d’Istruzione “Marie Curie” Soroptimist International club di Trento Centro d’Arte “La Fonte” Associazione Editori Trentini

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Alessio Zeni - Fernando Orlandi Stefano Borile - Fiorenzo Degasperi Ilaria Senter - Nadia Martinelli Giulio Corradi - Bisca Bis Massimo Libardi - Fabuline Filo ViVa - Musicarte

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IX EDIZIONE

Biblioteche della Valsugana Leonardo Lebenicnik

INCONTRI CON L’AUTORE, MUSICA E TEATRO E V E N TO R E A L I Z Z ATO C O N I L C O N T R I B U TO D I

REGIONE TRENTINO ALTO ADIGE

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

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RING di Silvia Tarter

verde ostinato STOP AI MOZZICONI BUTTATI A TERRA E IN SPIAGGIA: UN NUOVO TRAGUARDO DELLA CIVILTÀ

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uante volte vi è capitato di affondare le dita nella sabbia della spiaggia e sentire il contatto con uno o più mozziconi di sigaretta? Un incontro non proprio piacevole, non certo come imbattersi invece in una bella conchiglia! Forse non lo si sa, oppure, più probabilmente lo si sottovaluta, ma i mozziconi di sigaretta inquinano, esattamente come qualsiasi altro oggetto che non sia naturale, che viene gettato a terra. Eppure con tanta non chalance si vedono ancora persone – giovani, vecchi, ragazzini – gettare a terra il mozzicone e calpestarlo con la scarpa, in un rituale consolidato. Magari, tra quelle persone, ci sono anche quelli che non butterebbero a terra invece una cartaccia, una bottiglia di plastica... perché invece il mozzicone sì? Le tanto amate “bionde” sono infatti piuttosto inquinanti, anche più di una cartaccia, e persino più dei sacchetti e della plastica che inquinano i mari! Contengono sostanze tossiche come la nota nicotina, ma anche ammoniaca e benzene che oltre a inquinare l’aria inquinano l’acqua, finendo spesso e volentieri nelle fognature, e di lì nei nostri fiumi e mari. Inoltre, dei 5500 miliardi di sigarette prodotti ogni anno nel mondo, la maggior parte, circa 4950 miliardi, vengono realizzate con dei filtri in acetato di cellulosa, un tipo di plastica che impiega molto tempo ad essere smaltito. Se per una sigaretta senza filtro bastano quindi dai 6 ai 12 mesi per biodegradarsi, essendo composte prevalentemente da carta e fibre naturali del tabacco, ci vogliono dai 5 ad addirittura 12 anni per smaltire un mozzicone di sigaretta con filtro, la tipologia purtroppo più consumata. Un tempo davvero lungo, se pensiamo che per fumare

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una “cicca”, come si dice, bastano invece pochi minuti... Il Cigarette Butt Pollution Poject stima che due terzi dei filtri delle sigarette vengano buttati nell’ambiente senza essere correttamente smaltiti. E infatti a volte i mozziconi finiscono per essere ingeriti da pesci, animali marini, come le tartarughe, e uccelli. Secondo una recente ricerca apparsa sul sito online di NBC News infatti, le sostanze dei filtri sono state riscontrate nei corpi del 30% delle tartarughe e del 70% degli uccelli marini. In realtà, dal 2015 in Italia esiste una legge, la 221/2015, che tra le altre cose sanziona chi getta le sigarette a terra con una multa che può arrivare fino ai 300 euro! Purtroppo non è sempre così facile applicarla e beccare i numerosi zozzoni: è difficile per strada, figurarsi in spiaggia! C’è da dire, però, che dopo tanti anni la sensibilità sta aumentando anche su questo fronte e sono sempre più le iniziative di pulizia, anche delle spiagge, a opera dei volontari. A metà maggio, ad esempio, a Genova Sturla, in appena un paio d’ore di pulizia della spiaggia sono stati raccolti ben 6327 mozziconi! Incoraggianti anche le iniziative di tanti altri comuni costieri di tutta la penisola che hanno bandito il fumo in spiaggia: da Bibione a Stintino, a Sanremo, sono sempre di più quelle che seguono l’esempio virtuoso. Certo, ci è voluto un po’ di tempo per raggiungere questi traguardi di civiltà: come per tutte le cose scardinare la peggior amica dell’ambiente, l’abitudine, non è facile. Ma se proviamo a fare un piccolo sforzo per modificarla, agendo, con un’operazione di sensibilizzazione culturale, e anche e soprattutto toccando il portafoglio, eliminarla e migliorare la situazione è assolutamente possibile. Pensiamo al fumo nei locali pubblici, proibito ormai dal 2003, (da 16 anni!) Adesso sarebbe impensabile fumare in un locale, ci scandalizzeremmo solo all’idea! Oppure alla raccolta differenziata: a parte qualche incivile, ormai quasi nessuno si azzarderebbe a buttare che so la carta insieme a tutto il resto! Ci vuole quindi un processo culturale che porti al cambiamento reale e diffuso. Forse non è rapido come a volte auspichiamo, ma è davvero necessario. Anche perchè, come diceva Einstein: “Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose”.


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RING di Fiorenzo Degasperi

scempi ed esempi LE STRADE: EFFICIENTI VIE DI ACCESSO ESTRANEE ALLA VITA DELLA “SOCIALITÀ DI STRADA”

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amminando per le città e i paesi rimango sempre più affascinato dalle vie “storte”, ondeggianti come un mare mosso, delle quali l’occhio non può cogliere la fine. Ad esempio, a Trento, disdegno la clesiana e rinascimentale via Belenzani: troppo diritta, perfetta, astratta, priva di anima. Prediligo la gotica via Suffragio, coperta, protettiva e inclinata verso il basso: impossibile scorgerne il termine. A Bolzano la scelta del cuore è per via Portici, via dei Carrettai e via Vintler, solo per citarne alcune, e non per le follie urbanistiche razionalizzanti di stampo fascista, recuperate dagli architetti degli anni Sessanta nella costruzione dei nuovi rioni. È risaputo che prima della pazzia rinascimentale le città e i paesi venivano costruiti seguendo la conformazione del terreno e, soprattutto, cercando di non trasformare le vie in perfette canne fumarie, diritte e aspiranti. Un tempo, quando il legno prevaleva sulla pietra, il grande pericolo erano gli incendi: costruire una strada diritta voleva dire creare una corrente d’aria aspirante che, in caso di incendio, ne avrebbe agevolato il propagarsi. Le vie contorte e serpentiformi ostacolavano questo esito. Inoltre impedivano ai freddi venti invernali di penetrare nel cuore della città, rompendoli di volta in volta su di una facciata. Simmetria o asimmetria. Non c’è dubbio che l’animo umano sia portato a vivere qualitativamente meglio all’interno di un sistema asimmetrico: le case vecchie, con i muri storti e con i piani spaiati su livelli diversi, ricordano l’utero materno, elemento caldo. Le case simmetriche, perfettamente equilibrate, schematiche e rigorosamente matematiche, sono fredde, impersonali e ripetitive. Bisognerebbe fare uno studio sociologico parametrando disagio, delinquenza,

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RING teppismo e stile costruttivo. Le famose Vele di Scampia, a Napoli, costruite tra il 1962 e il 1975, in piena pazzia ingegneristica, al di là della loro “bruttezza” estetica e della loro architettura banale, sono il simbolo del degrado e della malavita della città. L’anima ha bisogno di vie indirette. Sembra strano dirlo oggi: ci arrabbiamo se troviamo sulla nostra strada un lavoro in corso che, magari per pochi metri, ci fa deviare il percorso e ci fa sentire improvvisamente bloccati. Eppure ogni deviazione è una forma di apprendimento, ci conduce in luoghi e in conoscenze altrimenti esclusi. Forse perché oggi, quando andiamo a piedi, camminiamo più che altro con gli occhi. La nostra anima scolarizzata teme – bisognerebbe dire che ha dimenticato e scordato – l’amore per i labirinti e gli intrighi. Spesso un tempo le città crescevano intorno alle orme dei piedi: sentieri, angoli, confini, crocevia, intersezioni, case sporgenti e case rientranti; questo era un tracciato percorso dai piedi e non dalle mappe disegnate dall’occhio. Prendete un atlante geografico e guardate le cartine del Medio Oriente e dell’Africa: vedrete linee dritte, creatrici di perfetti angoli retti. Linee che dividono popolazioni, etnie, oggi fattori di crisi, di ribellioni, di sterminio, di separazione. Pensate soltanto a quello che è successo negli ultimi dieci anni in Sudan, con la lotta per l’autonomia tra cristiani e musulmani, tra etnie Zagawa, Mazalit, Tama e Fur nel Darfur. E poi ci sono i Baggara, i Beja, i Fellata, i Nuba, i Nubiani, gli Shaigiya … Il tutto retaggio dei confini tracciati dai colonialisti nell’Ottocento e di cui ancora oggi la popolazione sconta gli attriti e gli odi. Da anni si costruiscono le strade per le auto e non per le persone e oggi queste stesse strade si rivelano inumane, egoistiche, preda del caotico traffico e dell’inquinamento. Basta scorrere le lettere sul giornale per vedere le continue polemiche tra automobilisti, ciclisti e pedoni. Ritornando a quanto detto prima sull’urbanistica simmetrica, le auto-strade cittadine sono fautrici di solitudine, litigi e contrasti. Se fate caso, a livello psicologico, la criminalità nelle strade comincia in un mondo dove non si cammina: comincia sul tavolo da disegno dell’urbanista che vede le città come un susseguirsi di palazzoni e centri commerciali, dove le strade sono solo efficienti vie di accesso ma estranee alla vita della “socialità di strada”. In realtà poi, quando andiamo a visitare altre città e altri paesi, rimaniamo ammirati e attirati dai centri storici medioevali: lì dove la vita nasce e si sviluppa sulla strada e questa diventa terra dove ci si accalca, ci si spinge, ci si pesta i piedi, dove avvengono incontri inaspettati, ricchi di potenziali avventure, dove vige la sorpresa, dove la vita umana è nel mezzo della mischia, non al di sopra. Dal camminarvi dipende la vitalità di una città … Quanto fascino promanano i Quartieri Spagnoli a Napoli piuttosto che la sciccosa via Toledo (rivitalizzata dopo che hanno vietato il traffico). È possibile costruire case, rioni e città praticabili con i piedi? Dove il piacere si ricavi dall’esplorazione, dai livelli differenti, dai bruschi cambiamenti di prospettiva?


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RING di Tiziana Tomasini

di Fabio Peterlongo

a mali estremi FINE SETTIMANA ”TRAVOLTI” DALLA FEBBRE DEL SABATO SERA. QUELLA DEI FIGLI (CHE DIVENTA LA MIA…)

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ltimamente, soprattutto nei weekend, mi sembra di vivere in un film. Non come protagonista, ma come comparsa. Sì, quelle figure che sfilano in sottofondo e che fanno sempre qualcosa di pratico per rendere il contesto più credibile e verosimile. La scena in questione è quella in cui Tony Manero – personaggio cult di “Saturday Night Fever”, interpretato dal mitico John Travolta – si veste per la serata in discoteca. Davanti allo specchio della sua stanza, in quella casa popolare di Brooklyn, ha luogo il rituale di preparazione: rigorosamente in mutande, si asciuga e si pettina i capelli tirandoli all’indietro, indossa le collane d’oro, sceglie la camicia ed abbina i pantaloni, indossandoli a ritmo di musica. Più o meno ci siamo, il set è il medesimo. Solo che ora entro in scena io, la comparsa. Certo, perché nella vita mica è tutto così semplice come nei film! La camicia, quella che il grande vuole indossare – proprio quella lì – è stata lavata ieri. È asciutta, ma va stirata. Allora via, in un lampo tiro fuori l’asse da stiro, attacco il ferro e con quattro colpi la sistemo. Voilà. Penso di aver finito, invece no. La maglietta sotto deve essere bianca, senza scritte. Andiamo a vedere nel cassetto; tutte colorate. Mettiamo in atto il piano B. Camera del fratello, eccola. È un prestito senza consenso, ma vedrò di mediare per evitare l’incidente [poco] diplomatico. Finalmente è pronto, lo intuisco dalla corposa scia di profumo che serpeggia tra gli armadi, lasciati naturalmente aperti. Penso di aver finito di girare la scena e di guadagnarmi il divano, invece no. Poco dopo arriva l’altro. Questa volta la caccia è al jeans strappato, che è sparito, proprio non si trova. Mentre sto cercando quella specie di brandello di pantalone – spero di non averlo gettato, dandolo per inservibile – sento un urlo agghiacciante. Corro verso il bagno a vedere cosa succede. È il ciuffo, che dopo la doccia ha preso una piega inguardabile. Sospendo la ricerca e via con il phon a rimediare. Con un tocco di gel, la comparsa risolve il dramma e poi ritrova pure i jeans. Ultima scena, ultimo protagonista. Mancano i pantaloni neri. “Metti quelli blu!” suggerisco decisa, in attesa della risposta lapidaria che non tarda ad arrivare. “Non vorrai che mi rovini l’outfit, vedi che sono tutto vestito di nero?” Vorrei fare la seria, ma non riesco a non ridere. Intanto la febbre del sabato sera sta salendo. A me. 12

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blues di provincia TRENTINO SEMPRE PIÙ “ANZIANO“, SERVE LA RIVOLUZIONE DELLA GENTILEZZA

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empre meno giovani e sempre più anziani: questo in sintesi è il quadro demografico del Trentino emerso dal Rapporto biennale della Provincia. Se sorvolassimo a volo d'uccello il Trentino vedremmo sempre più "teste canute" e sempre meno bambini nei cortili delle scuole. Il motivo è presto detto: il crollo della natalità e il miglioramento delle condizioni di salute fino in tarda età hanno portato rispettivamente a meno nascite e a meno morti. Ad oggi in Trentino ci sono 150 anziani ogni 100 giovani, quando nel 1990 erano 107 e nel 1986 appena 86. Un quadro incoraggiante sul versante della qualità della vita degli anziani, ma deprimente se consideriamo che tanti giovani vorrebbero mettere al mondo uno o più figli, ma molto semplicemente non possono permetterselo. Molti giovani adulti, anche oltre i trent'anni, vivono una situazione di povertà cronica che permette appena di pensare a se stessi. Dobbiamo dunque abituarci a vivere in un territorio dove la prevalenza numerica degli anziani si fa strutturale. C'è chi fiuta il business: si parla di "silver economy" ("economia d'argento") come il settore capace di regalare le maggiori soddisfazioni agli investitori nei prossimi decenni. Aumenterà a dismisura la richiesta degli ausili di cui gli anziani hanno bisogno: protesistica, servizi, cura, cultura e intrattenimento. Andiamo verso una società a "misura di anziano", se è vero come dicono gli studi più autorevoli che entro il 2030 la metà della popolazione occidentale avrà più di cinquant'anni. Ma per rendere questa traiettoria sostenibile occorrerà una trasformazione nei rapporti sociali, passando da un approccio iper-competitivo ad uno più paziente ed incline all'ascolto. Ma non sarà facile, come dimostra la vicenda di una signora di Trento che ha deciso di portare in tribunale il "vecchietto" vicino di casa a cui aveva offerto nel corso degli anni dei favori in nome delle regole del buon vicinato. Scrive il quotidiano Trentino: «Piccoli scambi di favori tra vicini, pane e latte da ritirare all’alimentari sotto casa in cambio di un caffè offerto». Ma ora la signora chiede 5800 euro per le ore "lavorate" in quanto si sarebbe trasformata, a sua dire, in una vera e propria badante. Sarà il giudice a stabilire se questa richiesta abbia o meno ragion d'essere e se l'anziano abbia effettivamente esagerato nelle richieste. Ma è una vicenda che lascia l'amaro in bocca: è urgente ripensare la natura dei nostri rapporti interpersonali, renderci più tolleranti e disponibili, perché diventare anziani è una sfida che quasi tutti sperano di affrontare e che chiama ad una responsabilità collettiva.


La Leggendaria Charly Gaul 12-14.07.2019 La Leggendaria Charly Gaul 12-14.07.2019 la Moserissima 13.07.2019 la Moserissima 13.07.2019

Partecipa a La Leggendaria Charly Gaul UCI Gran Fondo World Series, tappa dell’UCI Partecipa a La Tour Leggendaria Charly Gaul alla UCIFinale Gran del Fondo World Series, tappaper dell’UCI World Cycling per la qualificazione Campionato Mondiale cicloaWorld Tour per la qualificazione alla Finale del Campionato Mondiale matori!Cycling La Leggendaria Charly Gaul, intitolata all’Angelo della Montagna e allaper suacicloamitica matori! intitolata della Montagna alla sua mitica impresaLa alLeggendaria Giro d’ItaliaCharly dell’8 Gaul, giugno 1956, vi all’Angelo aspetta dal 12 al 14 luglio enell’affascinante impresa d’Italia dell’8 giugno e1956, aspetta 12 al 14 territorioaldiGiro Trento, Monte Bondone Vallevidei Laghi.dal Venerdì 12 luglio si terrànell’affascinante la gara a cronoterritorio di Trento, Monte Bondone e Valle Laghi. 12 si terrà 14 la la gara a crono-e metro attraverso i caratteristici borghi delladei Valle dei Venerdì Laghi e domenica granfondo attraverso i caratteristici della Valle deifraLaghi e domenica 14 la granfondo e mediofondo conmetro partenza dalla bellissima Piazzaborghi Duomo, passaggio incantevoli specchi d’acqua, vigneti mediofondo partenza dalla bellissima Piazza Duomo, passaggio incantevoli specchi d’acqua, e borghi dellacon Valle dei Laghi e Valle di Cembra fino alla scalata degli fra avvincenti e decisivi tornanti delvigneti Monte eBondone. borghi della Valle dei Laghi e Valle di Cembra fino alla scalata degli avvincenti e decisivi tornanti del Monte Bondone. www.laleggendariacharlygaul.it LaleggendariaCharlyGaul www.laleggendariacharlygaul.it LaleggendariaCharlyGaul In onore di Francesco Moser e della sua famiglia, che ha scritto la storia del ciclismo dagli In onore Moser e della sua famiglia, che ha scritto la storia del ciclismo dagli13 anni ‘50 di ai Francesco giorni nostri, La Moserissima - La Ciclostorica di Trento festeggia il prossimo anni giorni nostri, La Moserissima - La Ciclostorica di Alto Trento festeggia il prossimo 13 luglio‘50 la ai sua quinta edizione ed è unica tappa del Trentino Adige del Giro d’Italia d’Eluglio lafascino sua quinta edizione ed ciclopedalata è unica tappa internazionale del Trentino Alto del Giro d’Italia d’Epoca. Il vintage per una conAdige biciclette da corsa d’epoca poca.attraverso Il fascino vintage internazionale con si biciclette corsa d’epoca costruite prima del 1987 Trento eper la una Valleciclopedalata dell’Adige lungo le cui sponde snodanodauna fitta rete di costruite prima del 1987 strade attraverso Trento e la Valle lungo le cuidisponde si snodano fitta rete di piste ciclabili, suggestive bianche immerse nelladell’Adige natura alla scoperta caratteristici borghiuna e passaggi nella piste strade bianche nella natura alla scoperta di caratteristici borghi e passaggi nella storiaciclabili, della Viasuggestive Claudia Augusta, l’anticaimmerse strada romana. storia della Via Claudia Augusta, l’antica strada romana. www.lamoserissima.it LaMoserissimaCiclostoricaTrento www.lamoserissima.it LaMoserissimaCiclostoricaTrento

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Foto Archivio APT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi (Newspower, A. Grassini, A. Russolo) Foto Archivio APT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi (Newspower, A. Grassini, A. Russolo)


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RING di Stefano Margheri

caninamente DIFENDERE IL PROPRIO CIBO È UN COMPORTAMENTO ABBASTANZA NORMALE. MA VA CONTROLLATO E GESTITO

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on è raro sentirsi raccontare del cane di famiglia che, in procinto di dedicarsi al pasto quotidiano, manifesta una certa resistenza nel far avvicinare proprietario ed amici. Addirittura, all’appropinquarsi di qualcuno nelle vicinanze, egli potrà irrigidirsi, aumentare l’intensità dell’ingestione e, in taluni casi, ringhiare sommesso. Purtroppo, dinanzi a questi atteggiamenti di possessività sul cibo, vigono ancora le vecchie e tramandate regole, secondo le quali il “padrone”, quale “leader” del branco, dovrebbe redarguire il cane, addirittura sottomettendolo per poi sottrarre la ciotola in segno di “dominanza”. In altre parole, il messaggio che dovrebbe passare consterebbe nell’affermare di essere noi al vertice della scala gerarchica e quindi, da una tale posizione sopraelevata, spetterebbe sempre a noi decidere se e quando il nostro amico potrà dedicarsi al pasto. Non solo, noi stessi saremmo legittimati a sottrarglielo da sotto il naso in qualsiasi momento, magari mettendo le mani nella ciotola e pretendendo che egli stesso rimanga a guardare senza nulla profferire. Ebbene, per quanto queste idee siano a tutt’oggi radicate, sarà importante fare un po’ di chiarezza. In primo luogo, proveremo a richiamare i concetti di etologia comparata, riferendoci in particolar modo agli studi effettuati sui lupi selvatici, progenitori a tutti gli effetti del cane domestico. Per quanto tra essi esista un ordine di consumazione della preda, con addirittura una spartizione delle parti in relazione alla maggiore efficacia nutritiva di alcune rispetto ad altre, mai accadrà che un soggetto gregario, ormai nell’atto di divorare la propria porzione, sia sottoposto ad un meccanismo di sottrazione da parte di un compagno sovra ordinato. Ciò significa che, individuata la zona alimentare spettante, egli potrà dedicarsi in santa pace al pasto del momento, non preoccupandosi per nulla di eventuali perdite di tanto piacere gustativo. Allo stesso modo, dinanzi ai componenti di grado più elevato, non vi saranno tentativi di sottrazione, e ciò a prescindere dalla scala gerarchica vigente. Se provassimo a trasporre questo stato dei fatti alle realtà famigliari dei giorni nostri, potremmo affermare che il togliere la ciotola in segno di supremazia al nostro cucciolo, o al cane adulto di casa, diventerà, a tutti gli effetti, un non senso etologico. Premessa questa precisazione “selvatica”, non 14

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RING potremo negare che vi potranno essere individui che, per razza o predisposizione soggettiva, saranno più inclini a difendere il proprio cibo rispetto ad altri. La cosiddetta “possessività”, infatti, è da annoverarsi tra le “doti caratteriali del cane” e vi saranno casi in cui essa verrà manifestata in modo evidente. Se ciò accadesse, l’obiettivo sarà spiegare al nostro amico che la vicinanza di chi vive con lui, in particolare durante la consumazione del pasto, non dovrà essere intesa come preludio di possibile perdita del cibo stesso. Al contrario, il muoverci verso di esso potrà voler dire di ottenerne ancora di più o, addirittura, di ricevere ulteriori leccornie di maggiore soddisfazione gustativa. Il primo passo, perché ciò accada, sarà metterci dinanzi al cane al momento del pasto, posizionando a terra la ciotola vuota. Appena ci guarderà implorante rilasceremo un po’ di cibo all’interno di essa, aggiungendone dell’altro mentre egli starà ancora masticando. Subito di seguito, ripeteremo l’operazione, allontanandoci di pochi passi per poi arrivare appresso e dispensare ancora, andando così a modificare un’idea di perdita e sostituendo la stessa con la convinzione di un maggior ricevere. Per i soggetti più inclini al concetto di possesso, l’avvicinamento potrà produrre l’introduzione di bocconi più gustosi del pasto ordinario, quasi a dire che sentire i nostri passi sarà il preludio di un meraviglioso comparire di leccornie non sempre a disposizione. Se saremo stati costanti, in alcuni casi seguiti e consigliati da personale del mestiere, nel giro di poco tempo assisteremo ad un cambiamento emozionale di indubbio valore; il cane, sentendoci arrivare muoverà la coda in segno di benvenuto, quasi a confermare la sua intenzione di accoglierci prima possibile. Giunti a ciò, potremo passare alla fase più critica, ossia quella del togliere la ciotola durante il pasto. Ciò potrà essere necessario nel caso ci fossimo dimenticati di introdurre nella pappa qualcosa di importante, come un medicinale o un integratore. Per fare ciò, inizieremo con il sollevare l’oggetto solamente a pasto consumato, quando il recipiente sarò divenuto vuoto; aggiungendo il solito gustoso boccone, assoceremo la temporanea sottrazione all’innegabile vantaggio di avere qualcosa in più. Solo dopo diverse ripetizioni, ci permetteremo di ripetere l’operazione nel corso dell’ingestione, aggiungendo come da prassi precedente il “premio” di alto valore gustativo. Certamente, perché un tale processo di “contro condizionamento” abbia piena efficacia, dovremo osservare le regole della costanza, della progressione e del coinvolgimento dell’intera famiglia; non dovrà, infatti, accadere che il nostro amico colleghi il meccanismo del beneficio aggiunto solamente ad un solo componente, dovendo egli capire che la nuova regola varrà per tutti i membri del gruppo sociale. Così facendo, avremo rispettato la c.d. “legge del vincente/vincente”, sostituendo la credenza della perdita di un beneficio con la convinzione dell’addizione di ulteriori vantaggi. lamiaellie@gmail.com


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RING di Pino Loperfido

di Denise Fasanelli

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LENZUOLA APPESE ALLE FINESTRE, COME ALLO STADIO. E SE CI RIPRENDESSIMO LA NOSTRA LIBERTÀ?

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curioso che in un’epoca in cui, grazie ai prodigi del web, formulare un pensiero e divulgarlo al mondo intero è oramai un tutt’uno, si ricorra a distici di dubbia rima spennellati su lenzuola. Animale strano l’uomo. Ora che con le mail ed un po’ di intuito possiamo scrivere praticamente a chiunque – il premier del Canada, il patron di Luxottica, Richard Branson, il Papa – quasi sicuri di essere letti, quanto meno da una segreteria, ci accaniamo ad esporre lenzuola per manifestare il dissenso al povero Ministro dell’Interno. È anacronistico, nostalgico, calcistico o quel che volete, ma mi pare efficace. Dannatamente efficace. Perché colpisce. Più del più aspro e cafone dei commenti social. Ho cercato di pensare a quale può essere il motivo di tanta efficacia. Come è possibile che un gesto “tribale” – esporre un lenzuolo con un messaggio – colpisca più delle migliaia di improperi che ogni giorno piovono su Facebook o su Twitter? Ebbene, sono arrivato alla conclusione che questo gesto funziona semplicemente perché è “reale”. Accade per davvero. Non è il frutto di un algoritmo che elabora una serie di 0 e 1 e lo traduce in scrittura. La sbornia virtuale ci ha portati a sdoppiare le nostre esistenze sui pianeti social, a cambiare la stessa percezione della realtà, del significato che diamo alle nostre azioni e alle nostre parole. Una sbornia durante la quale l’intero vocabolario dell’esistenza ha mutato le proprie definizioni, al punto che alcune parole come “condivisione”, “libertà”, “impegno” o locuzioni come “mi piace” sono diventate altro. Altro da noi. Adesso, forse per la prima volta da quando è accaduto tutto ciò proviamo a ribellarci alla dittatura dei pixel. Improvvisamente, esporre la propria opinione alla finestra di casa ci fa provare una sensazione nuova. Una libertà di cui serbavamo segretamente un vaghissimo ricordo. La libertà del reale e del tangibile. Un gesto che ci dice chi siamo stati prima che arrivassero Jobs, Zuckerberg e soci a metterci in catene. E Salvini – badate – tutto sommato, c’entra ben poco, lui, in questo frangente. Lui è solo il pretesto per ricominciare a respirare. Per capire che si può essere uomini e donne anche senza uno smartphone e un social network. Si chiama ”libertà“. Dobbiamo solo reimparare ad usarla. I suoi effetti, a lungo andare, non potranno che giovarci. 16

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lost in glocal LE COLONIE-CASERME ESTIVE

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lla fine della scuola, in passato, corrispondeva un periodo che era un misto di vacanza e prigionia: tutto iniziava alla partenza della corriera con gli struggenti saluti ai genitori. Centinaia di bambini a cui mamma aveva preparato valigia e etichette sui vestiti, mandati a rafforzare le vie respiratorie, vedere il mare o fare una vacanza. Pullman che, per noi trentini, solitamente sbarcavano alle colonie estive marittime di Cesenatico, Cervia, Calambrone. Edifici imponenti dallo stile geometrico e rigoroso, spazi vasti e cementificati, corridoi enormi che di notte mettevano soggezione anche ai più grandicelli. La mattina ci si svegliava e via, tutti di corsa nei bagni a lavarsi per poi andare a colazione in fila per due. Sempre in fila per due, ovunque si andasse, per qualunque motivo, allegri e indisciplinati, magliette e cappellini tutti uguali, mano nella mano anche se sudate e guai se ti lasciavi un attimo, anche se dovevi grattarti. Per fortuna si era sempre solidali tra bambini quando si aveva a che fare con gli assistenti, un cameratismo innato, la voglia di salvarci a vicenda anche quando non si era veri e propri amici. Ricordo che il bagno in mare durava sempre troppo poco per tutti, ed era motivo di continuo e costante ricatto: “Se non mangiate tutto, se non state in fila ordinati, se non fate i bravi ...niente bagno!” Ricordo i costumi blu, rigorosamente interi per le femmine, mai della taglia giusta; le infinite ore di relax pomeridiane prima di poter andare in spiaggia e le merende di cotognate o panini con la marmellata di mele cotogne. Ricordo lunghi serpenti che attraversavano le spiagge alle 17.30 quando tutti i bambini rientravano nei loro casermoni; le docce collettive, le passeggiate lunghissime in posti assolati, le serate spese a cantare tutti insieme e le festicciole per i compleanni. Ricordo la noia dei giochi nei vasti saloni interni nei giorni di pioggia, le partite dei mondiali ascoltati alla radio e il film proiettato una volta a settimana nel salone su di un improvvisato telone bianco mai perfettamente in tensione. Ricordo la fila per imbucare le cartoline su cui alcuni tentavano di scrivere “Mamma vienimi a prendere”, senza che queste giungessero mai a destinazione o passassero la censura, evidentemente. Oppure l’ansia con cui molti aspettavano le visite domenicali dei genitori, mentre le assistenti dicevano “Dai, su, ancora una settimana e torni a casa”. Ricordo – con una certa malinconia – la sera quando, dopo cruente immancabili battaglie di cuscini e romanzina di chi ci aveva in carico, il ronzìo delle enormi camerate in cui dormivamo si faceva silenzio, e la nostalgia di casa ci prendeva, anche a noi, quelli che sembravano immuni. Così come nessuno era immune ai saluti finali, anche se tanto ci si rivedeva l’anno dopo.


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trentinoildialettoinforma di RENZO FRANCESCOTTI

il dialetto in-forma ZUCHI, ZUCONI E MAMALUCHI

“L

e zucche, così come le zucchine, sono al femminile in lingua, al maschile in dialetto. La pianta delle zucche è stata importata in Europa dagli spagnoli (come il mais, la patata, i pomodori, i peperoni, e quasi tutti i fagioli). Le zucche sono impiegate nell’alimentazione animale ma ancora di più in quella umana: cotte al forno, a vapore, fritte, messe nei ripieni (famosi i tortelli mantovani), nelle zuppe, nei minestroni, nei risotti, negli gnocchi di zucca. I semi di zucca salati erano una ghiottoneria per i bambini e anche gli adulti di un tempo; tuttora nel meridione sono un cibo da strada e potrebbero essere utilizzati al meglio al posto del popcorn. Di zucche ce ne sono innumerevoli varietà: c’è la zucca Padana, la zucca Marina di Chioggia, la Moscata, la Turbante, la Spaghetti… Quest’ultima è una varietà molto ricca di magnesio e potassio…” “Magnéla! ...con la polpa composta da tanti filamenti che sembrano spaghetti…” “Sì, brào: i spagheti de zuch adess, anca, gavén… Quei ve i i magné voi: mi no son miga en mamalùch”. “Mica sei obbligato a mangiarli: io ho mangiato la zucca Spaghetti, cotta al forno e ti assicuro che è saporita e ed è divertente da consumare. Quanto alla Zucca di Chioggia, in dialetto veneto si dice suca baruca e in trentino zuch marin. Veniva cotta al forno e venduta calda nelle calli e nei campielli di Venezia. Compare, da protagonista, in uno dei capolavori di Goldoni, Le baruffe Chiozzotte. Appare già nel primo atto quando Toffolo ne offre una fetta a Lucietta, fidanzata a Titta-Nane, e si scatena una baruffa che coinvolge tutto il paese e che va avanti per tutta la commedia. “Varda ti se val la pena de begar, tut el paes, per na feta

de zuch: bisogn esser propi en zuch: en zuch mamaluch!” “E dagli con questo mamaluch! Lo sai almeno chi erano i mamelucchi?”. “Mi no so na bela eva: so che no son en mamalùch!”. ”Allora te lo spiego io così ti sai regolare: i Mamelucchi erano soldati di origine servile, al servizio dei califfi. Avevano una disciplina ferrea, erano combattenti eccezionali e finirono col prendere il potere in Egitto e Siria. E sai perché in dialetto trentino mamaluch significa tonto?” “No ‘l so: me basta de saver che no son en mamalùch!” “Sì, l’abbiamo capito. Se mamaluch significa tonto in trentino, evidentemente ci si riferisce ai primi tempi quando i Mamelucchi erano soldatacci rozzi e ignoranti… che i magnava zuchi come i ruganti!” “No, perché le zucche non erano state portate ancora dall’America…” “Va ben, sior professor. Mi so l’inglese tipo io Tarzan tu Jane. Bon: (perché mi digo ’va ben’, o ’bon’ e nò ‘occhèi’: a sentir tuti che i sèita ‘occhèi! occhèi! ’Me va zo i calzoti!). Ensoma ho trovà, dit en inglese. ’ack-o’- lantern. Jack, va ben, vol dir Giacomo e lantern, la lanterna (gavén ensegnà noi ai inglesi en mucio de parole!). Però no capisso… ’sa vol dir”. “È un’espressione con cui viene chiamata la zucca svuotata, con la bocca sdentata intagliata e illuminata dal di dentro: quella della notte di Halloween… I popoli anglosassoni credevano che i demoni vagassero per la terra e possedessero uomini e animali. Se però essi si avvicinavano al Jack-o’-lantern, questo emetteva una fiamma azzurra, che attirava il demonio nella zucca sdentata e lo eliminava.” “Brào el Jack: l’era ‘n zuch ma nò en zucon!” renzofrancescotti@libero.it

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trentinoarte di ROBERTO PANCHERI

taccuino d’arte IL SAN ROMEDIO DI LUIGI DEGASPERI A MALGOLO Nel 1966 la statua giunse in paese sul tetto di un furgone bardato a festa

L

a figura di San Romedio, l’eremita medievale che si ritirò in preghiera in una gola rocciosa della Val di Non, ha goduto di una plurisecolare fortuna iconografica, che vede il santo costantemente accompagnato da un orso: è la belva che, dopo avergli sbranato il cavallo, per miracolo divenne docile e lo portò in groppa fino a Trento. La leggenda fu fonte d’ispirazione anche per molti artisti trentini del Novecento, da Camillo Rasmo a Dario Wolf, da Ermete Bonapace a Fortunato Depero. Nel campo della scultura, il più riuscito tentativo di rinnovamento dell’iconografia romediana in chiave moderna si deve a Luigi Degasperi (1907-1985), scultore trentino di formazione torinese, specializzatosi a Milano sotto la guida del grande Arturo Martini: una personalità di notevole spessore, oggi completamente dimenticata dalla critica. Nel 1965, l’artista creò per il paese di Malgolo un gruppo in bronzo destinato a fare da coronamento alla

fontana della pubblica piazza: benché menzionata nella guida del Trentino di Aldo Gorfer del 1975, la storia dell’opera non è mai stata finora ricostruita. Il trasporto della scultura da Trento al paese della Val di Non avvenne il 15 gennaio 1966, festa liturgica di San Romedio, con una tappa intermedia al santuario per la benedizione del manufatto. Il 20 gennaio, il settimanale diocesano “Vita Trentina” pubblicò una foto che mostra il decano di Sanzeno don Luigi Rosat mentre benedice il gruppo bronzeo “issato sopra un camioncino infiorato”, come si legge nella didascalia. L’operazione, organizzata con un furgone Volkswagen Westfalia bardato con rami di abete, come d’uso nelle sagre patronali, è documentata da un servizio fotografico di Flavio Faganello, che ne restituisce il tono festoso e quasi epico. Anche il quotidiano “L’Adige” diede ampio risalto all’evento, pubblicando in anteprima la statua e dedicando poi un vivace articolo alla festa svoltasi Luigi Degasperi, San Romedio, bronzo, 1965-66. Malgolo, piazza de Betta

L’arrivo della statua a Malgolo il 15 gennaio 1966. Foto di Flavio Faganello

al santuario, dove la scultura giunse scortata dai vigili del fuoco e dagli alpini in congedo, dopo aver attraversato la valle innevata. Dalle cronache si apprende che l’opera d’arte era stata commissionata a Degasperi da un imprenditore del posto, il cavalier Alfredo Sarcletti, titolare di una nota fabbrica di souvenir con sede a Malgolo: fu questi a donarla al paese. La statua è ancora oggi al suo posto, issata sopra la colonna della fontana dalla quale fuoriesce il cannello dell’acqua. Romedio ha l’aspetto di uno smunto pellegrino, dallo sguardo assorto, con la fluente barba schiacciata sul petto, il bastone ricurvo nella destra e la borraccia al fianco: è un mistico di poche parole, che ha trovato in un orso il suo più convinto compagno di viaggio. 19

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Diretto da: Paolo Curcu [ paolo@trentinomese.it ] In redazione: Pino Loperfido, Cristina Pocher [ info@trentinomese.it ] Hanno collaborato a questo numero: Susanna Caldonazzi, Paolo Chiesa, Lara Deflorian, Fabio De Santi, Fiorenzo Degasperi, Denise Fasanelli, Renzo Francescotti, Claudio Marchesoni, Stefano Margheri, Sandra Matuella, Francesca Mazzalai, Roberto Pancheri, Fabio Peterlongo, Silvia Tarter, Nicola Tomasi, Tiziana Tomasini, Daniele Valersi Progetto grafico: Fabio Monauni

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Redazione: Trentino Mese Via Missioni Africane 17 38121 Trento Tel.  0461.1924988 Editrice: Curcu Genovese S.r.l. Via Missioni Africane 17 38121 Trento Tel.  0461.1924988 Concessionaria Pubblicità: S.E.T.A. Società Editrice Tipografica Atesina S.p.A. Via Sanseverino, 29 - 38122 Trento Tel. 0461.934494 Stampa: Litotipografia Alcione Lavis (TN) Registrazione Tribunale di Trento n. 536 - 21 dicembre 1991

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SOMMARIO GIUGNO 2019 Ring

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6 COMMENTI 16 IL DIALETTO INFORMA 17 TACCUINO D’ARTE

Attualità 20

MA CHE TEMPO FA?

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LA "BATTAGLIA" DI EMMA

28 36 42 44 48 52 56 62 65 70 72 76

BONTÀ-DI CAFFÈ SIGHEL: UN AFAMIGLIA I CAMPIONI ORSINGHER AL CASTELLO UN'IMPERATRICE A SPASSO SPLENDIDA VAL VENEGIA LA TANA DEL LUPO (E DELL'ORSO) TRENTINO BOOK FESTIVAL L'INFANTA PASSÒ DI QUI LATTE IN FESTA EMANUELE LAPIANA BALLIAMO SUL MONDO PENNELLI INCANTATI

Panorama 80 81 82 84 85 86 88 90 92

PINÈ MUSICA LOREDANA BERTÈ UNA CITTÀ TANTI MUSEI MUSICA PER ARTE SELLA FESTE VIGILIANE FESTIVAL JAZZ PERGINE FESTIVAL - PREDAIR SUONI DELLE DOLOMITI SOLSTIZIO D'ESTATE - LUCA BARBAROSSA

Giorno per giorno

94 MOSTRE 100 APPUNTAMENTI DEL MESE

Scoop&news

110 IL MATRIMONIO DEL MESE 112 GRAN BALLO A CASA RAPHAEL 116 RICORDANDO GIOVANNA MENEGARI

Rubriche 124 126 127 128 129

LIBRI E LIBRERIE IL TRENTINO DALL’ALTO SAPEVATE CHE? LA RICETTA #TRENTINOMESE CONTEST info@trentinomese.it www.trentinomese.it 21

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trentinoattualità

MA CHE TEM SIAMO A GIUGNO, MA L'ESTATE TARDA AD ARRIVARE. PIOGGIA E BASSE TEMPERATURA STANNO METTENDO A DURA PROVA IL NOSTRO UMORE... E ALLORA CHE SI FA? SI VA A TROVARE QUELLI DI METEOTRENTINO. TUTTI I TRENTINI, ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA, SI SONO COLLEGATI A QUESTO SITO WEB CHE È DIVENTATO UN RIFERIMENTO INSOSTITUIBILE PER CAPIRE CHE COLORE AVRANNO LE NOSTRE GIORNATE. SIAMO ANDATI A TROVARLI PER CAPIRE COME LAVORANO, CON QUALI MEZZI, QUALI PERSONE: INSOMMA, PER SAPERNE DI PIÙ

di Tiziana Tomasini

È

argomento di discussione al bar, sul posto di lavoro, in palestra e in ascensore. Insomma ovunque e dovunque si richieda una conversazione informale. È oggetto di curiosità personale abitudinaria e molti non riescono a farne a meno. In veste sociologica – come approccio mentale, nonché come dipendenza virale – è molto simile all’oroscopo. Ma non sottovalutiamo le previsioni del tempo, perché lo spessore fisico e scientifico è considerevole. Ci siamo fatti spiegare tutto sul meteo e sulle previsioni nella sede di Meteotrentino – tra scrivanie, computer e sala operativa – da Alberto Trenti, direttore di Meteotrentino. Sul suo desktop una sezione del pianeta Terra, la foto di Bernacca e una cipolla. Sulla scrivania grafici ovunque e un telefono che squilla spesso. Ah, dimenticavamo un particolare: lui non usa l’ombrello! Come si fanno (oggi) le previsioni meteo? Quello che oggi fa la differenza rispetto

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al passato – come in tanti settori del resto – è l’informatica, il computer, l’informatizzazione. Per conoscere come sarà il tempo di domani devi conoscere come funziona l’atmosfera: come fa il vapore a condensarsi, che rapporto c’è tra il terreno, la superficie e le piante, le zone d’acqua, l’atmosfera, gli scambi di energia e di materia, che continuano a cambiare; l’atmosfera è un flusso di materia ed energia enorme che avvolge l’intero pianeta e che cambia a seconda delle radiazioni solari nelle diverse ore del giorno; c’è in ballo un gioco di fattori molto complesso ed è difficile sapere come evolverà, a livello di mente umana. Quando uno si mette lì e prova a fare delle ipotesi su carta, le speranze di azzeccare una probabilità erano e sono molto basse. Prima dell’avvento dei computer fare una previsione meteorologica era uno sforzo enorme, con possibilità di risultato praticamente nulle; era come lanciare la monetina. La prima previsione analitica – al di là del guardare le cipolle e delle suggestioni astrologiche


trentinoattualitĂ

MPO FA?

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SIAMO TUTTI METEREOPATICI? di Pino Loperfido

L’

estate tarda ad arrivare. Siamo a giugno e piove, fa freddino, specie alla sera, e non si può uscire a mangiare il gelato. Figuriamoci andare al lago. Gli operatori turistici sono sull’orlo di una crisi di nervi. Non aprono più le mail per paura di leggere disdette. Poco importa se il ritardo sia dovuto all’inquinamento o ai mutamenti climatici. L’interesse popolare per le previsioni del tempo è al suo massimo storico. D’altra parte se Fabio Fazio ci ha intitolato una sua trasmissione di successo, se i nostri nonni, i nostri genitori scrutano continuamente il cielo in cerca di segnali o aspettano impazientemente il finale dei telegiornali, quello dove ci dicono che tempo farà, se accade tutto ciò vuol dire che il tempo atmosferico ha la sua dannata importanza. Un tempo, quando i satelliti artificiali non esistevano, si usavano metodi un po’ più empirici (e fantasiosi), tipo la Barca di San Pietro, l'usanza di porre, nella notte fra il 28 e il 29 giugno (festività dei santi Pietro e Paolo), un contenitore di vetro riempito d'acqua su di un prato, un giardino o un davanzale esterno della finestra di casa, e nel far colare nell'acqua un albume d’uovo. Poi sono arrivati gli anni dell’Aeronautica e del mitico colonnello Bernacca, che ogni santo giorno, con il suo rassicurante sorriso, ci erudiva su temperature, pressione e venti. Chi non ricorda la mappa dell’Italia, con evidenziate le città principali, la temperatura massima e quella minima. E quelle carognette di Aosta e Bolzano che quasi sempre le temperature di lassù risultavano “non pervenute”. Già, erano troppo lontane, nonostante ferrovia e autostrade. O forse i mezzi della Rai non erano poi così potenti. Oggi ci sono gli smartphone, applicazioni che ci descrivono e prevedono la situazione ora per ora. E quasi sempre ci azzeccano. Una comodità, specie se organizzi qualcosa all’aperto, o stai decidendo se andare a fare una gita fuori porta, se sei un commerciante ambulante, un contadino, ecc. Ma le previsioni del tempo possono diventare una vera ossessione se le guardi tanto per guardarle. È possibile sviluppare una vera dipendenza da Meteo. I motivi? Beh, intanto, le trasmissioni dedicate sono diventate dei piccoli show. Siamo passati dai colonnelli in uniforme alle donnine in minigonna che, con sexy eloquenza, parlano di isobare, neve e nebbia con l'enfasi di chi sta annunciando l’invasione degli extraterrestri. Ci sono personaggi – tipo Luca Mercalli – che sono diventati delle vere star. In Trentino poi è nato da poco un vero e proprio Festival della Metereologia. E Meteotrentino è uno dei siti web più consultati dai nostri computer. Ma forse il vero motivo di tanto attaccamento è che il tempo atmosferico influenza il nostro umore. Sì, chi più chi meno siamo tutti metereopatici. Se c’è brutto tempo siamo di malumore, se c’è il sole ci coglie un’immotivata euforia. Se la giornata è plumbea ci coglie la pigrizia. Se è inondata di luce non riusciamo a stare fermi e chiusi in casa. Ne va di mezzo la nostra voglia di fare, insomma, potrebbe risentirne il nostro reddito, l’intero sistema economico. Brutto tempo prolungato potrebbe significare mangiare di più, mettere su chili, andare di più al cinema, piombare in sindromi depressive, andare dallo psicologo (in tal caso, ad essere precisi, girerebbero solo mercato alimentare, industria cinema e gli studi professionali). Ma stiamo tranquilli. Niente panico. L’estate sta arrivando. Forse. Pino Loperfido

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– è stata provata negli anni Venti. Con un po’ di dati alla mano (pressione, umidità ecc..), si è cercato di proiettarli avanti e per ventiquattro ore. Dopo un anno di calcoli, si è riusciti a sapere la previsione per il giorno dopo, ed era sbagliata. Dagli anni Settanta è cominciata ad inserirsi l’informatizzazione nei processi, oltre ad un incremento nelle informazioni; eh sì, perché se tu vuoi sapere come sarà il tempo, l’approccio logico è quello di prendere una fotografia dello stato attuale e farti una domanda: “com’è adesso il tempo?” E da lì partire e fare una simulazione e vedere come evolverà, come sarà domani. Fare un lavoro così, a mano, è un lavoro immane perché devi risolvere delle equazioni, fare dei calcoli astronomici, di una complessità enorme. Cosa è cambiato oggi? Primo, abbiamo molte più informazioni sullo stato iniziale, su com’è adesso il tempo, perché abbiamo molti più sensori, ci sono i satelliti, ci sono i palloni areostatici e molte altre cose. Se tu vuoi sapere un dato fisico del pianeta, oggi ce l’hai. Quindi questa è già una marcia in più rispetto al passato: conosci meglio lo stato iniziale. Da quel momento lì tu parti e cosa fai? Elabori. Elaborare in scienza significa applicare delle formule, fare dei conti. Questi conti sono molto complicati e li fanno i computer. Per ogni punto di cui si ha l’informazione, si va a vedere schematicamente; è come se ci fosse una griglia intorno al pianeta e in ogni nodo di questa griglia tu vai a rilevare temperatura, pressione, velocità e direzione del vento, umidità,


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radiazione solare, cioè tutti i parametri fisici di ogni punto. Poi esistono delle equazioni che collegano tutti i punti tra di loro e vanno a vedere come in ogni punto cambieranno queste cose. Sono miliardi di punti e non esiste solo uno strato: ci sono novanta strati ad altezze diverse da quota terra, dai due metri dal suolo in su. Quindi tu hai novanta griglie che avvolgono il pianeta. Con quelli che vengono chiamati modelli meteorologici fanno questo. Un modello, perché funzioni, ha bisogno che ci lavorino decine di scienziati per almeno 10/15 anni. In Europa abbiamo il modello europeo, finanziato da tutti gli stati europei; da 40 anni ci lavorano 100 ricercatori, tutti i giorni. Lo hanno creato ed affinato e ogni giorno fanno dei miglioramenti perché in base alla previsione che c’è stata, il modello va a controllare come è andata quindi vedono cosa è andato storto e cosa è andato dritto. Questo modello meteorologico cosa fa? Ha bisogno di risorse e di calcoli potentissimi. Come si misura lo stato iniziale? La parte del leone la fanno i satelliti. Le informazioni arrivano dalle rotte aeree perché gli aerei montano dei sensori a bordo e

già che fanno il viaggio fanno anche le misure in quota, lo stesso vale per le navi, le boe marine, le stazioni a terra ecc… Insomma l’umanità si è organizzata per misurare. Tutto viene utilizzato e dato in pasto a quei modelli. Per fare le previsioni meteorologiche vengono utilizzati i computer più potenti del mondo. Dobbiamo immaginare un’enorme palestra piena di armadi: ogni armadio è un computer a prestazioni altissime, che lavorano in contemporanea. Quando il modello ha completato la fotografia del suo stato iniziale, comincia l’elaborazione per vedere come questo cambierà tra 3 ore, 6 ore 12 ore, un giorno due giorni, dieci giorni e così via… ci mette circa sei ore a fare i conti. Quindi ogni giorno, più volte al giorno (almeno due volte) abbiamo prodotti nuovi di modello. Quindi noi andiamo ad attingere – sia a livello italiano, sia locale – ai risultati di questi modelli… Certo. Questi modelli, quando hanno fatto il loro conto, sparano fuori diecimila prodotti: mappe, carte, tabelle, grafici. Tu devi essere in grado di interpretarli, leggerli, calarli nel tuo contesto – se sei un meteorologo – perché il modello vede tante cose ma tantissime altre, a livello locale, non le vede, quindi ad esempio conoscere come si comporta vicino alle montagne ecc.. esistono malizie e co-

Alberto Trenti, Direttore di Meteotrentino

noscenze che, come in tutti i mestieri, con l’esperienza affini per migliorare i risultati. Comunque, anche il semplice modello, senza che nessun meteorologo lo guardi, fornisce informazioni molto buone, tant’è che tutte le applicazioni meteo.it, 3B meteo, ecc… sparano fuori i dati come vengono dal computer, non sono filtrati. Quindi oggi fanno tutto i computer, è tutto informatizzato. Noi, di meteotrentino, non buttiamo quasi fuori niente di automatico; tutte le informazioni chi diamo sono vagliate dall’interno, dal meteorologo. Per noi è una scelta di fondo, di stile, di correttezza, alla quale teniamo molto, per distinguerci dai siti commerciali che invece sparano fuori numeri e simboletti tutti in automatico, nessuno li guarda prima che escano. Quel modo di fare previsioni e bollettini meteo è una metodologia per la quale basta avere dei buoni informatici che preparano procedure e grafiche e non c’è bisogno di un meteorologo; alcuni prodotti arrivano gratuitamente, altri li compri. In virtù di tutta questa scienza, capita ancora di sbagliare? Sì, ma non tanto. I modelli si perfezionano sempre di più quindi oggi la previsione a tre giorni è un 20/30% migliore di quella di dieci anni fa. Perché è così? Perché negli ultimi dieci anni questi studiosi hanno continuato a lavorare, a migliorare le cose. Il modello, quando è allo stato iniziale, non si limita a fare solo una simulazione per miliardi di punti. No. Ne fa 50 diverse di simulazioni. Si cambia qualcosa ogni volta e invece di uno scenario ne fai 50, così da vedere i margini di incertezza. Questi scenari ti 25

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trentinoattualità

COS'È LA METEOROPATIA?

L

a meteoropatia indica un insieme di disturbi a livello fisico e psichico di tipo neurovegetativo che si manifestano in certe condizioni meteorologiche. Si tratta di un disturbo caratterizzato da una serie di sintomi e di reazioni patologiche che si manifestano in seguito ad un graduale o improvviso cambiamento climatico in una specifica area geografica. Con fattori meteorologici si intendono la temperatura, l’umidità relativa, la velocità del vento, la pressione atmosferica, la pioggia e le tempeste con i tipici effetti da esse prodotti : ionizzazione, stato elettrico e turbolenza. Gli effetti prodotti da tali agenti atmosferici sono maggiormente evidenti quando più fenomeni (pioggia, umidità, freddo o caldo improvvisi) sono coinvolti e si manifestano nello stesso momento. I principali sintomi della meteoropatia sono mal di testa, deflessione del tono dell’umore (depressione), ipotensione, affaticabilità, difficoltà di concentrazione e di memorizzazione, insonnia.

consentono di capire da che ipotesi minima a che ipotesi massima può evolvere il tempo. Quindi puoi fare una media dei vari scenari, capire qual è quello più probabile; questo perché vengono fatte tante simulazioni. Osservando i grafici, si nota che i vari scenari prendono strade diverse; fino a un giorno o due, tutte le simulazioni sono abbastanza vicine tra di loro, quindi la previsione è abbastanza buona, difficile che sbagli. Già sul decimo giorno dire qual è quella giusta, è un altro discorso. Perché? Lo scenario anche di sole tre ore in avanti non è più 26

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un dato certo come quello di partenza ma è un calcolo. L’eventuale errore si amplifica. E la cosiddetta affidabilità? Osserviamo il grafico dei trend sull’affidabilità delle previsioni: nel 1980 la previsione sui 3 giorni aveva un’affidabilità dell’85%; cioè sbagliavi una volta su quindici. Ottantacinque volte su cento ci beccavi, 15 volte su cento il modello sbagliava. Oggi questo 85% è diventato 97%. Caspita! Beh, sono 40 anni di lavoro! Con miglioramenti delle tecnologie, dei sensori. Il salto enorme c’è stato alla fine degli anni novanta, perché sono entrati in gioco i satelliti. Ogni giorno cambia qualcosa nelle nostre vite, anche se non ce ne rendiamo conto. Anche in questo settore cambia qualcosa. E oltre i tre giorni? Già sulla previsione dei 5 giorni negli anni 70 avevamo il 75% di affidabilità, oggi siamo sopra il 90, 92%. Questo è il senso del progresso scientifico e tecnologico. Il previsore operativo è uno che conosce la fisica, come funzionano i modelli, come si comporta l’atmosfera; quindi il meteorologo deve essere preparato. Però un meteorologo oggi, senza i progressi di cui abbiamo parlato, farebbe le stesse previsioni di Bernacca. Cioè senza modello, si tornerebbe alla monetina. Quanti lavorano nel team di meteotrentino? La nostra ragion d’essere è quella finalizzata alla protezione civile. Meteotrentino

nasce nel 1997 per supportare la Protezione Civile nella previsione di eventuali situazioni critiche e anche nella gestione delle emergenze; nasce con questo spirito di supporto. Per fare questo, abbiamo bisogno di coprire le 24 ore e i 365 giorni all’anno. Quindi meteo trentino, in qualsiasi momento (giorno lavorativo/festivo, Natale/Pasqua, mezzanotte o le due del pomeriggio) deve essere pronto a fornire supporto. Quindi, per realizzare questo, noi abbiamo organizzato un lavoro su turni con 5 meteorologi. Per organizzare il presidio h 24, per garantire copertura sempre. Una volta assunta questa funzione per la Protezione Civile, facciamo tutta una serie di attività ordinarie, di previsione. Facciamo i cosiddetti bollettini; quelli generali, quelli per l’agricoltura, per la viabilità, elaborazione e raccolta dati ecc…, quella per la protezione civile è diventata quasi piccola rispetto al resto; per fortuna le emergenze e le situazioni gravi non sono tante, ne abbiamo 3 o 4 all’anno. E poi? Come siete organizzati? Ci sono 130 stazioni meteorologiche su tutto il territorio, 1 radar meteorologico insieme alla Provincia di Bolzano che fa il controllo elettronico di tutto il cielo di tutta la regione; poi abbiamo un altro radar nella zona del Garda (alto Garda) e un profilatore di vento. Tutto questo, per funzionare, ha bisogno di tecnici; c’è quindi un gruppo di 5 tecnici che si occupano del funzionamento di queste strumentazioni e della raccolta dati, dell’elaborazione e della pubblicazione di questi dati. Con questi dati noi fac-


trentinoattualità ciamo regolarmente relazioni. Sul sito di meteotrentino si trovano sia tutti i dati raccolti che tutte le relazioni di analisi e di sintesi che vengono fatte. Oltre a questi tecnici, abbiamo come attività specifiche e specialistiche quelle del settore neve, valanghe e ghiacciai. Perché ogni giorno d’inverno facciamo il bollettino valanghe. Si tratta di un prodotto molto specialistico, che non ha niente a che vedere con la meteorologia, nel senso che si fa in modo completamente diverso: esaminare l’analisi del manto nevoso, fare dei profili, vedere i cristalli e le trasformazioni; è una scienza molto specifica, che richiede attività diverse. Per questo ci sono 4 tecnici che anche loro a turno

coprono h 24 tutto l’anno, con i quali facciamo valutazioni di tipo nivologico, bollettino valanghe e la gestione di tutte le emergenze. A queste persone si aggiungono due informatici, perché tutte

queste attività hanno una dipendenza dall’informatica fondamentale. Supportano, creano processi, procedure, riparano quello che non funziona, intervengono anche di notte se qualcosa si blocca. Dal punto di vista sociale, quale importanza ha oggi il meteo? Per sua oggettiva definizione, la società di oggi ha perso il contatto con la natura e con il territorio. Noi viviamo in ambienti sempre più artificiali; quando le società erano povere e senza tecnologia si era esposti alla natura, alle sue intemperie, alle sue bizze. Si era più temprati. Oggi molto meno, perché oggi si gira nei centri commerciali, si cammina su strade asfaltate, si abita in case riscal-

«SI DOVEVANO SPOSARE IN SETTEMBRE E HANNO INIZIATO A CHIAMARE IN GIUGNO...»

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ella seconda parte della nostra intervista, siamo nella sala operativa di meteotrentino, dove troviamo Erica Cova, il meteorologo di turno, oggi a spiegarci il funzionamento di tutta questa tecnologia ed a svelarci qualche curiosità… Eccoci. Video e schermate della situazione meteo, in continua evoluzione. Dottoressa Cova, che lettura diamo di quello che succede sul monitor? Stiamo osservando il satellite con la moviola delle ultime ore, le nubi di questa mattina si stanno spostando lasciando spazio al sereno da Ovest. Oggi sarà una buona giornata, qualche rovescio nel corso del pomeriggio o qualche piccolo temporale ma più in montagna. Il periodo è piuttosto piovoso comunque… È instabile. Domani sarà una buona giornata, ma è in arrivo una nuova perturbazione. Vediamo l’evoluzione sulla mappa: ecco, sta transitando sull’Europa del Nord e, probabilmente, si trascinerà verso di noi. Cosa fa di sicuro non lo sappiamo: sembrerebbe muoversi verso est, ma siamo già nella prossima settimana, difficile dirlo con certezza. Si sposterà, ma non si sa dove. L’idea più attendibile riguarda le temperature (sopra o sotto la media). Ma per precipitazioni non possiamo essere così lungimiranti. Siamo anche in una posizione, geograficamente parlando, sfortunata: abbiamo le Alpi sopra. Quindi finché la perturbazione non transita qua, potrebbe scorrere sopra o passare sotto. Quindi neanche chiedere come sarà l’estate… Stanno investendo tantissimo e si fa tanta ricerca sulle previsioni stagionali per l’agricoltura, i mercati finanziari ed il settore energetico, che dal tempo dipendono fortemente. Ci si lavora, ma i risultati ancora non ci sono. Ci sono sviluppi, con l’integrazione dei modelli che rappresentano il mare, con gli scambi di calore che rappresentano l’atmosfera ecc… Non siamo ancora in grado di vedere lontano nel tempo quelle grandi anomalie, come le grandi piovute del 2014. Quando hai deciso di fare la meteorologa? Io ho studiato fisica e mi è sempre piaciuta l’astrofisica; ma studiando all’università, ho capito che per l’astrofisica devi

prevedere una carriera molto teorica – calcoli, computer, simulazioni – e poco pratica. Il bello di questo lavoro è che applichi la scienza a qualcosa di molto pratico. Ne parlano tutti, ti senti utile. Ci chiamano un sacco di persone! Ah sì? Chi chiama? E perché? Mi hanno chiamata per il censimento degli animali, per la fienagione o per l’organizzazione di eventi. Le domande classiche, poste con mesi di anticipo, riguardano Pasqua e Natale. E poi gli sposini. Il caso emblematico risale a qualche anno fa: si dovevano sposare a settembre e hanno iniziato a chiamare a giugno perché volevano fare il ricevimento all’aperto, ma senza telone. Gli abbiamo spiegato in tutti i modi che era inutile chiamare con tanto anticipo, al massimo qualche giorno prima! E gli abbiamo consigliato di prendere quel telone, perché comunque a settembre il rischio di qualche acquazzone c’è… Poi ci sono quelli terrorizzati dal vento, come la signora che chiama ogni volta che mettiamo vento. Anche i turisti chiamano per il vento, memori dei disastri visti in televisione.

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DA BERNACCA A SOTTOCORONA. I CONDUTTORI STORICI EDMONDO BERNACCA (1914-1993) inquadrato nell'allora Regia Aeronautica si occupò di meteorologia e del suo insegnamento fin da prima della seconda guerra mondiale. Come meteorologo prestò servizio alla Scuola di Applicazione dell'Aeronautica Militare di Firenze, all'Istituto Idrografico della Marina di Taranto e a Roma. Nel 1968 gli fu affidata dalla RAI la realizzazione e la conduzione di un programma autonomo dedicato alle previsioni meteorologiche Il tempo in Italia, da lui stesso ideato. ANDREA BARONI (1917-2014) si diplomò perito industriale radiotecnico ed entrò successivamente nella Regia Aeronautica nel novembre 1939. Il 7 agosto 1973, pur essendo ancora ufficiale dell'Aeronautica, entrò alla RAI per condurre, in alternanza con il suo pari grado Edmondo Bernacca, la rubrica meteorologica della Rete 1 Che tempo fa. MARIO GIULIACCI (1940) dopo aver conseguito la maturità classica e aver lavorato per breve tempo come barbiere nel negozio paterno, si laurea in Fisica presso l'Università degli Studi La Sapienza a Roma ed entra nel Servizio meteorologico dell'Aeronautica Militare. Nel 2011 firma un contratto televisivo in esclusiva con LA7 e dal 9 aprile 2011 conduce ogni weekend il meteo alle 7:30 e alle 9:30. Attualmente è docente di meteorologia presso l'Istituto Aeronautico Antonio Locatelli di Bergamo. PAOLO SOTTOCORONA (1947) dopo gli studi classici,frequenta quattro anni di Ingegneria. Nel 1972 entra come ufficiale nel Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare e fino al 1986 è attivo all'Aeroporto di Guidonia. Qui diventa anche Capo dell'Ufficio Meteorologico. Con la rete La7 collabora dal 2002 per le previsioni del tempo, in onda ogni mattina dopo la rassegna stampa delle 7:20, e dopo il TG alle 7:55. date; il nostro rapporto con la natura si è molto alleggerito. Questo da un lato è un fatto positivo, perché sono meno frequenti i danni e gli incidenti dovuti ai drammi naturali. Ci sono ancora, come abbiamo visto, ma sono minori. Pensiamo all’andare per mare: una volta era una roulette russa in fatto di rischio. Del resto, la meteorologia è nata per i grandi 28

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esploratori che avevano bisogno di sapere come era il tempo. Oggi abbiamo anche troppo, ma mentalmente siamo più esposti, meno preparati. Quella volta che vediamo due gocce, ci sembra l’inferno ma non lo è! La gente non è più abituata a convivere con gli elementi meteorologici negativi definibili come “ordinari”. Le persone hanno spesso

un approccio sproporzionato rispetto all’effettiva problematicità. Spesso il meteo è il protagonista delle prime pagine dei giornali… Con dati che possiamo definire piccoli, si riescono a fare titoli sensazionalistici. E funziona. Perché le persone sono mentalmente indebolite rispetto agli effetti della natura e quindi sono molto ricettive. E le cipolle? Quella è goliardia. Come fa ad esserci dentro una cipolla la situazione che ci sarà nell’aria tra sei mesi? Facciamo molta fatica. Magari è possibile. Magari un giorno scopriremo che dentro la cipolla esistevano informazioni. Noi abbiamo seguito il fenomeno e abbiamo rilevato che ci azzeccano al 50%. Che corrisponde al lancio della monetina o al meteorologo senza modello. Sono il primo ad essere felice di queste tradizioni: sono occasioni di socialità. Bellissima attività umana, soprattutto nei contesti di paese, ma siamo lontani dalla scienza. Poi ci sono le consuetudini: ad esempio a Gardolo il pomeriggio è sempre ventoso, segnale di bel tempo, si dice. È l’ora del Garda. In situazione di alta pressione e tempo buono, a Trento non c’è un filo d’aria, a Gardolo c’era vento forte. È normale, è l’ora del Garda, particolarmente intensa quando il tempo è bello. Il nome Gardolo significa infatti Garda Eolo, vento del Garda. Questo del resto è uno dei tanti esempi di informazione che il modello non sa; però il meteorologo che si specializza in un certo territorio, di queste notizie ne conosce tante e quindi legge il modello e sa anche cambiare qualcosina e quindi la previsione diventa filtrata dalla persona umana, esperta. E questa è la filosofia con la quale vogliamo operare, perché noi siamo parte della Provincia, siamo pagati con denaro pubblico e quindi vogliamo lavorare con serietà e nel rispetto delle leggi scientifiche senza fare i venditori di fumo come fanno molti siti commerciali per vendere le pubblicità. Un esempio. Sito meteo: estate da record con caldo fino a 45°, afa ovunque; Hannibal e Caronte non perdoneranno. A lato, pubblicità: vendita di condizionatori. Come si diventa meteorologo? Ci si laurea in fisica; in Italia non è ancora riconosciuto ufficialmente il titolo di meteorologo. Nel senso che non c’è un ordine professionale con tanto di esame di stato e di timbro. È una professione tecnica, che si fa anche senza avere un titolo di studio particolare – e ci sono


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PREVISIONE SEXY

UOVA, SALE E CIPOLLE: I METODI EMPIRICI

Lanina Vremenska è la conduttrice delle previsioni del tempo sull’emittente privata bosniaca Televizija OBN. Si presenta al suo pubblico più o meno vestita, a seconda del tempo che farà. Paese che vai...

Un antico rito nella notte tra il 28 e il 29 giugno ancora affascina per la sua spettacolarità. Si chiama Barca di San Pietro e aveva lo scopo di «decifrare» il futuro, soprattutto meteorologico, impiegando l'acqua e un uovo... molte persone che fanno previsioni meteo anche per enti/istituzioni che hanno solo il diploma ma che hanno studiato l’argomento. Certo, la condizione ideale è laurearsi in fisica, perché la meteorologia è la fisica dell’atmosfera. Ci sono facoltà di fisica (tra cui Trento) che attualmente hanno un indirizzo meteorologico. Ma come ci possiamo orientare tra le tantissime previsioni che troviamo sul web? Come distinguere il dilettante dall’esperto? Sul web troviamo tre famiglie di distributori di informazioni sul meteo. La prima è quella delle istituzioni, come siamo noi di meteotrentino. Gli enti pubblici, che per finalità istituzionali svolgono attività seria e rigorosa, responsabili anche negli ambiti di protezione Civile. La seconda famiglia è quella delle società private che fanno business (come 3B meteo), che forniscono cioè previsioni meteo regolarmente associate a forme di pubblicità. Fanno quindi attività d’impresa sul web. Ma sono affidabili? Meno di noi sicuramente! [Risata generale] Certo va chiarito un concetto. I siti commerciali di meteo tendono a dare un tono più clamoroso, eclatante, per attrarre l’utente. È un approccio più

giornalistico, con l’uso di parole roboanti e un allarmismo di fondo per attirare l’attenzione e quindi possibili clienti. Questo non accade per i siti istituzionali, che sono più sobri e più prudenti. Il loro tratto distintivo è quello di non esasperare. La terza categoria? È quella dei meteo appassionati; sono privati che non lo fanno per fini di lucro ma per passione. Ci sono singoli cittadini ma anche associazioni che gestiscono siti generalmente locali (per aree geografiche circoscritte) e lo fanno a livello amatoriale. È un approccio quasi volontaristico, quasi da associazionismo. Anche in Trentino ce ne sono molti. E in tv? Come funziona? Per la RAI, è l’aeronautica che fa le previsioni; per le tv private ci sono i soggetti della seconda categoria di cui abbiamo parlato (il meteo, 3B meteo ecc…). Le radio e le tv locali attingono dai nostri dati. Con un lavoro così, amici e conoscenti vi tempesteranno di domande… La gente chiede, ma non in maniera esagerata. Gli amici fanno la battuta, ti chiedono, ma nessuna esasperazione. Ci sono categorie inserite nel territorio – agricoltura, trasporti, edilizia - che telefonano regolarmente al meteorologo

La lettura delle cipolle è una tradizione contadina che ha radici antiche. Si narra che sin dal Medioevo i contadini usassero questa pianta da orto per prevedere il meteo, "leggendo" il sale di cui venivano cosparse.. e chiedono dettagli per giornate in cui hanno esigenze particolari. Ma tutto in termini accettabili. Andando un attimo sul concreto, è normale una primavera come quella di quest’anno? Non è normale, ma non è nemmeno eccezionale. Nel senso che in primavera non è poi così strano che si alternino fasi più fresche o umide con fasi più asciutte. Certo ha piovuto molto, ma le temperature sono rimaste nella media. È una situazione non straordinaria, che si verifica ogni 5/10 anni. Purtroppo oggi le persone hanno la tendenza a drammatizzare; appena si esce dalla situazione standard, si percepisce l’emergenza. Che ruolo ha in tutto questo il riscaldamento globale? Un aspetto da tener ben presente è che non c’è una giornata o un mese uguale all’altro; la meteorologia è sempre altalenante, cambia sempre. Perché l’atmosfera è un miscuglio caotico di gas che risponde alle leggi della fisica e si comporta in maniera sempre diversa. È quindi è un continuo variare di situazioni. Il clima – e quindi il riscaldamento globale – lo puoi valutare solo su periodi molto lunghi, almeno una trentina d’anni. Per poter dire oggi che esiste il riscaldamento globale è perché vediamo 100 anni di dati. Se noi avessimo iniziato a misurare le temperature 10 anni fa o vent’anni fa, non potremo dire che c’è il riscaldamento globale. Quindi possiamo parlare di cambiamenti climatici solo su tempi molto lunghi, perché devi fare la media tra tantissime oscillazioni. È questa la differenza tra meteo e clima; il meteo è quello di oggi, il clima è quello di anni e ■ anni di eventi e situazioni. 29

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CAFFÈ

trentinoattualità

PREMIATA DITTA

di Denise Fasanelli

BONTÀ-DI

LA TORREFAZIONE ROVERETANA PIÙ ANTICA D’ITALIA, UN’AZIENDA FONDATA NEL 1790, OGGI È AFFIANCATA DA MUSEO E ACCADEMIA DEL CAFFÈ. GRAZIE ALL’ELEVATA QUALITÀ DEL PRODOTTO E AL CONNUBIO TRA CULTURA, TURISMO E COMMERCIO, BONTADI È DIVENUTA UNA REALTÀ CHE NON HA BISOGNO DI PRESENTAZIONI ED ESPORTA IN TUTTO IL MONDO. UNA LUNGA STORIA AFFASCINANTE E SUGGESTIVA CHE MERITA DI ESSERE CONOSCIUTA. VE LA RACCONTIAMO...

C

on la sola parola “caffè” possiamo indicare la materia prima, la bevanda, il locale, la pianta, un momento di incontro, di pausa o un rituale. Ma a Rovereto, se dici caffè, intendi Bontadi. Perchè qui, quell’inconfondibile aroma seducente e suntuoso di caffè appena tostato che il martedì mattina, giornata scelta per la presenza del mercato e di conseguenza delle signore addette agli acquisti, si diffondeva nel cuore del centro storico di Rovereto, è stato il primo biglietto da visita dell’azienda fino a pochi anni fa. Oggi la torrefazione, con le innovazioni apportate, lavora quasi tutti i giorni, e l’applicazione di un postcombustore termico non permette più di sentire queste fragranze con la stessa intensità. Ma nell’immaginario collettivo nulla è cambiato, perchè basta avvicinarsi a Piazza Nettuno, dove c’è la Caffetteria o

risalire vicolo Messaggero sede dell’azienda, per ritrovarci immersi in quella scia odorosa calda ed avvolgente e trovare una buona ragione per consumare un caffè. D’altronde “ogni momento è quello giusto”. Ed è qui, tra cortili, ballatoi, palazzi e portici di antichi edifici del 1700, che si trovano gli eleganti locali dell’azienda, proprio accanto al parcheggio interrato che Remo Bontadi aveva fortemente voluto quasi a ribadire il proprio legame con la città. Legame che non sempre è stato compreso da amministratori locali e provinciali che più volte hanno suggerito di spostarsi in zona industriale. Ma l’azienda, nata in questo luogo, ha qui le sue radici ed ha sempre rifiutato, anche quando è cresciuta nei numeri. Bontadi non sarebbe la stessa in un altro luogo, il suo posto è nel mezzo della città, dove ci sono turisti e semplici Remo Bontadi con il padre e il nonno

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trentinoattualità appassionati o clienti fidelizzati; dove, se puntiamo un compasso in piazza Rosmini e lo apriamo di 500 metri di raggio, troviamo una concentrazione di offerta culturale che poche città possono vantare: il Mart, dove i visitatori ricevono un coupon per una degustazione di caffè, la Casa Depero, la Filarmonica, il Museo della guerra, il Museo civico, il Teatro Zandonai. Perchè il caffè è anche storia, cultura e, a Rovereto, si è fatto Accademia, con un’area di formazione in cui apprendere tutti i segreti del mestiere, e Museo CoBo, acronimo di Collezione Bontadi. Due realtà complementari e fortemente volute da Stefano Andreis, attuale proprietario dell’azienda. Questo mese vogliamo raccontarvi questa avventura che ha visto una piccola torrefazione artigianale diventare un’azienda moderna, forte delle sue radici nel centro cittadino e della cultura centenaria che la caratterizza, i cui prodotti sono degustati e apprezzati in diverse parti del mondo. E allora partiamo dal principio, quando, nel 1790, Carlo Bontadi, proveniente da una ricca famiglia di proprietari terrieri nella Pianura Padana, si trasferì a Rovereto e fondò un’azienda che commerciava, fra le altre cose, anche in caffè crudo, un bene di lusso da tostare sul focolare domestico come il caffè d’orzo. Non sappiamo se decise di fermarsi seguendo il suo fiuto per gli affari trovandosi in una città di passaggio, aperta sul middle europeo o se, più semplicemente, si innamorò di un borgo nel periodo di massimo splendore, sia in campo economico grazie all’attività legata alla seta, sia in campo artistico ed intellettuale con figure quali Tartarotti, Vannetti, Rosmini, Gasparantonio Baroni, e molti altri. Ci vollero cento anni prima che, tra i suc-

cessori, Iperide Bontadi decidesse di investire tutto sul caffè. Fu una scelta coraggiosa, considerato che la macchina del caffè era nata da appena 6 anni: nel 1884. Fu Enrico Maggioni, curatore del Museo Lavazza, a scoprire un brevetto depositato da Angelo Moriondo di una macchina del caffè replicata in tre esemplari, di cui uno è conservato proprio qui, a Rovereto. Dopo Leo Bontadi che nel 1930 utilizzò la prima macchina con motori elettrici, Remo Bontadi, un personaggio assai particolare, ricordato da tutti in città a causa del suo debole per donne e moto, dal 1954 continuò a sviluppare la torrefazione. Fu l’ultimo dei Bontadi. Nel 2004, l’imprenditore Stefano Andreis divenne l’attuale proprietario e di come tutto successe “per strada” ce lo racconta proprio lui: “Remo era un uomo particolare e non aveva eredi, con lui ho avuto un rapporto stupendo. Un giorno mi ha chiesto se potevo fargli arrivare un fax nel mio ufficio, a cento metri dalla caffetteria, per risparmiargli la strada fin dal commercialista. Arrivati lì, non c’era un solo foglio come mi aspettavo ma un intero pacco.

Stefano Andreis

Caffè Accademia in Corso Rosmini a Rovereto

Museo collezione Bontadi

Si trattava di un preliminare da firmare il lunedì: stava trattando la vendita a un’azienda di San Marino. Era un giovedì, ho detto “scusa ma parlar di Bontadi a Rovereto è come parlare di Ferrari a Maranello, vendi!?”, “Sì – rispose – a me non interessa più, ho trovato la donna della mia vita”. Una tedesca che poi ha sposato. Era il 2004, tempo di verificare che l’azienda fosse sana e non ci fossero problemi e nel giro di qualche giorno abbiamo concretizzato. Io sono un uomo di numeri mentre Remo, anche se non riusciva ad esprimere il meglio nell’aspetto commerciale dell’azienda, era un intenditore, il migliore al mondo per la ricerca di caffè crudi e nell’assaggio degli espressi.” È un’azienda presa in mano in un momento di declino, Andreis e il suo staff l’hanno riportata allo splendore che meritava il nome Bontadi, rimanendo ancorati all’altissima qualità che aveva lasciato Remo e potendo vantare il massimo della tecnologia disponibile sul mercato, per quello che concerne l’impianto di confezionamento e di lavorazione. Addirittura l’azoto, usato per espellere l’ossigeno,

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trentinoattualità gas dannoso per qualsiasi alimento perchè innesca subito l’ossidazione, viene prodotto in loco. È l’inizio di una seconda vita, che permette alla torrefazione roveretana di ricollocarsi sul mercato locale regionale, essere presente nel nord Italia (Lombardia, Veneto, Emilia e Toscana) e, con il lancio del prodotto nel mercato internazionale, in tutto il globo: esporta in Sud America, Canada, Europa e Russia, ed ha trattative molto avanzate anche con la Cina. Diamo alcuni numeri per capire come Bontadi, tornata ad essere uno degli orgogli roveretani sotto la guida di Andreis: i dipendenti da uno sono diventati 12, il fatturato è più che raddoppiato passando da 400mila euro a oltre un un milione e mezzo di euro. È l’unica azienda in Trentino con un impianto di confezionamento a cialde. Ha visibilità sul mercato internazionale, è ricercata per il brand e la qualità, mentre la storia è un richiamo che coniuga cultura, commercio e turismo. Ed è nella cultura del caffè che Andreis, grazie ad una visione di insieme sulla città, alla forte volontà di continuare nel solco delle generazioni precedenti, decide di investire risorse ed energie dando vita al Museo del caffè di cui abbiamo accennato, situato a fianco del laboratorio e a disposizione gratuita di chiunque voglia visitarlo. Un luogo studiato nei minimi dettagli: dall’esposizione delle collezioni al design del museo stesso, dove il pavimento fatto di un minerale cementizio naturale ha lo stesso colore del caffè crudo. Nulla qui è lasciato al caso, con oltre 300 strumenti per la produzione e lavorazione del caffè che racconta due storie, una collaterale all’altra: quella dal

Un’automobile “aziendale” Bontadi in Corso Rosmini

1790 ad oggi dei Bontadi e tutta l’evoluzione della lavorazione del caffè che c’è stata, sia nel mondo casalingo sia in quello industriale. Lo stesso Maggioni ha rilasciato una documentazione attestante che questa è la terza collezione per importanza al mondo. Ed entrando nel museo è difficile rimanere indifferenti alle macchine luccicanti esposte, soprattutto a quelle a colonna, usate nell’estrazione del caffè dal 1884 fino 1948, anno in cui Achille Gaggia brevetta la Gaggia idrocompressa a leva, la famosa macchina “a scappamento” come la chiamavano volgarmente, perchè questa leva ogni tanto scappava all’operatore spaccandogli il mento. Ed è così che, nel 1948, nasce il vero espresso italiano, poichè con le altre macchine non si riuscivano a metabolizzare ed emulsionare gli olii in pressione. “Il museo è una cosa che ho fortemente voluto io, – ci racconta Stefano Andreis – fin dalla prima volta che ci siamo trovati con Remo e vedevo quella bella macchina, l’unica che aveva esposto, la più vecchia. La teneva un pò qua, un po’ in caffetteria. Ho subito chiesto se ne In un angolo del museo, la prima macchina da caffè espresso

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avesse delle altre. “Ma sì, c’è qualcosa in garage” mi aveva risposto. Ci abbiamo messo 15 anni per recuperare, ricomporre e ristrutturare il materiale che si presentava come un mucchio di vecchia ferraglia dismessa e scomposta. Dopo una decina di anni, è saltata fuori una moto dotata di baule che oggi è esposta e attira molta curiosità. Un mezzo usato negli anni 40 per andare nelle piazze dei paesi limitrofi, la domenica a vendere il caffè fuori dalla messa”. Andreis, non si ferma al Museo, per lui il caffè non è solo rito di condivisione e storia, ma anche arte e cultura da tramandare e condividere attraverso l’Accademia del Caffè, un’intuizione per dare continuità qualitativa alla realizzazione di un espresso senza vanificare le laboriose fasi di lavorazione precedenti. “C’è una cosa stupenda in questo mondo: se nel vino hai modo di moderare le lacune del prodotto (aggiungendo dei lieviti, mettendolo in botte etc.) nel mondo del caffè, da quando nasce a quando arriva in tazza, nessuno può migliorarlo ma solo peggiorarlo. Era necessario formare i nostri clienti sul come trattare al meglio, riducendo i costi di manutenzione, un prodotto di qualità per il massimo della sua espressione. È nata così questa sala permanente: l’Accademia, un salto di qualità notevole per noi e per i nostri clienti. Abbiamo ideato anche corsi per fare il caffè in moka, dove spesso dobbiamo spiegare che il caffè va tenuto al freddo e non su di una mensola sopra il forno o che, quando la moka inizia a fare il suo bel gargarismo, non va alzato il gas altrimenti si bruciano i preziosi polifenoli. Insomma, vogliamo insegnare che bisogna ricercare qualcosa di straordinario all’interno di quei pochi sorsi perché il mondo del caffè è ancora caratterizzato da una conoscenza lacunosa. Un’altra


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Motocicletta con baule per la vendita del caffè

cosa importante è che gli operatori del settore, in questo modo, possano raccontare il prodotto, proprio come già è prassi nel mondo del vino, per non ridurre tutto al prezzo ma sottolineare la congiunzione tra la nascita del chicco di caffè e la sua morte in tazzina”. Un caffè è qualcosa che misuriamo in millilitri, un rito che diamo per scontato: è solo una bevanda nera, eppure si stima che ogni giorno al mondo si consumino quasi 1,6 miliardi di tazze di caffè. Non tutte le qualità sono uguali e non tutti i consumatori apprezzano le stesse particolarità: c’è chi ama la cremina e chi lo prende rigorosamente amaro, chi lo beve solo bollente e chi eccede nei quantitativi, chi si sofferma sul gusto vellutato e chi sull’aroma inebriante. Oggi sappiamo anche che il caffè monorigine può avere molti difetti, e che arabica e robusta hanno entrambi peculiarità ottime e diverse, quindi il comporre, blendizzare è sempre la miglior cosa in assoluto. Insomma, pur rappresentando uno tra i gesti più comuni e quotidiani che si possano compiere, sembra tutt’altro che facile trovare un caffè perfetto per gusto, corpo, colore e aroma.

unico e speciale: il Luwak, uno zibetto indonesiano goloso di queste bacche, in grado di scovare istintivamente i chicchi maturi al punto giusto sulle piante selvatiche ed autoctone, che mangia e defeca, dopodichè i locos vanno a ricercarle, per regalarci un prodotto al massimo del suo potenziale. Parliamo del Kopi Luwak, un caffè da oltre 1500 euro al kg. “Non dobbiamo stupirci, il caffè - ci spiega Andreis - oggi è la seconda materia prima più scambiata al mondo dopo il petrolio, ma diventerà la prima. E questo la dice lunga sugli investimenti che stanno facendo i cinesi in Africa. Il Brasile è ancora il maggior produttore ma è insidiato dal Vietnam che sta convertendo le risaie in caffeti. Il sud-est asiatico ha attuato dei protocolli di coltivazione ristretti che hanno permesso di arrivare ai giorni nostri con dei raccolti straordinari: tra i caffè più eccelsi ci sono dei Papua Nuova Guinea e dei Java”. È nel chicco di caffè che se ne sta racchiusa la gocciolina dell’olio essenziale, merce preziosissima, messa da parte dalla pianta per la generazione della vita di cui il germoglio, una volta caduta la bacca e non avendo radici nei primi sette giorni, si dovrà nutrire. Un chicco che, durante il processo di tostatura, oltre ad aumentare del 60% il suo volume e calare del 20% il suo peso perdendo umidità, vede i propri composti volatili passare da 250/300 ad oltre mille. Un esplosione sensoriale straordinaria

Rovereto. Un carretto con sacchi di caffè Bontadi in piazza San Carlo

considerato che il nostro naso inizia a percepire questi odori attorno ad un parametro variabile da 150 a 200, non a caso nei magazzini dei crudi non si sente assolutamente nulla, e che il vino arriva tra i 600/650. E se è pur vero che il caffè crudo teme soltanto l’umidità, motivo per cui è ancora consentito l’uso della juta, misurato in sacchi convenzionali da 60 kg, una volta tostato bisogna essere bravi a gestire tutti quei polifen oli che si vanno a liberare durante il processo quando vengono tolte le due pellicole esterne e rotta quella che contiene l’olio essenziale; in quel momento lì, va protetto immediatamente. Quella gocciolina è il vero tesoro. E ora scusate ma mi è venuta voglia di un ■ buon caffè.

L’origine della qualità di un buon caffè parte dalla pianta, una pianta strana, dove ogni frutto è autonomo e possiamo trovare fiori e frutti maturi contemporaneamente. Per questo un raccolto a mano, si tratti di spilling (chicco per chicco) o di stripping (dove la mano chiusa sul grappolo lo tira interamente) entrambi molto dispendiose a livello di energie, fanno la differenza, anche di prezzo sullo scaffale, rispetto ad un raccolto a macchine che ci obbliga a fare di tutta un’erba un fascio. Ma in natura esiste un selezionatore Un impiegato e Iperide Bontadi in ufficio (fine ‘800) 33

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trentinoincontri di Fabio Peterlongo

Emma Della Libera nel laboratorio di Genomica del Cibio, Povo

LA “BATTAGLIA“ DI EMMA «SE NON SONO IO A IMPEGNARMI PER QUESTO OBIETTIVO, CHI LO FARÀ?». CON QUESTO INTERROGATIVO SI PRESENTA EMMA DELLA LIBERA, STUDENTESSA DI BIOTECNOLOGIE CHE INTENDE DIVENTARE RICERCATRICE AL CIBIO. PER FARE RICERCA SULLA PATOLOGIA GENETICA CHE L’HA COLPITA: L’ATASSIA DI FRIEDREICH. L’ABBIAMO INCONTRATA PRESSO I LABORATORI DI POVO. INSIEME A LEI LA RICERCATRICE FRANCESCA GARILLI

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a vicenda di Emma Della Libera, studentessa ventunenne di Biotecnologie a Trento, aspirante ricercatrice, affetta da atassia di Friedreich, rappresenta una di quelle storie che dovrebbero essere la “normalità”, ma che troppo spesso non lo sono e diventano un eccezionale tributo all’intelligenza umana, nelle sue diverse declinazioni, e alle possibilità che si schiudono quando la società si impegna per includere tutti. È anche la storia dell’impegno di una famiglia e della sua lotta per far valere, attraverso l’Associazione “Ogni Giorno Per Emma”, le ragioni dell’inclusione, della valorizzazione di ciascuna persona, che ha il diritto di cercare la sua realizza34

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zione, senza riguardi per i limiti imposti dalle disabilità. EMMA E L’ATASSIA DI FRIEDREICH Emma Della Libera, nata nel 1998 a Treviso, è una studentessa universitaria, iscritta al corso di Biotecnologie a Povo. Emma ha un’intelligenza fuori del comune, come certifica il suo spiccato senso dell’umorismo. Ha una passione radicata verso la scienza e la ricerca, che si traduce in una grande dedizione allo studio. Emma ha, in più, un altro elemento che la caratterizza rispetto alla maggioranza delle persone: soffre di una patologia chiamata atassia di Friedreich, una malattia genetica fortemente invalidante,

che va a colpire in maniera progressiva il sistema nervoso. Con il tempo, la persona colpita inizia a perdere le capacità di controllo motorio e di coordinamento, finendo spesso per doversi muovere in sedia a rotelle e trovandosi esposta a disturbi cardiovascolari. Solitamente la patologia inizia a manifestarsi nella prima adolescenza, quando il corpo si sviluppa nella sua forma adulta. È quello che è successo ad Emma: aveva 12 anni, quando sono emersi i primi problemi. Al momento, l’atassia di Friedreich, pur essendo la forma più comune di malattia neurodegenerativa di origine genetica, non ha una cura, ma la scienza medica ha fatto dei passi avanti per consentire


trentinoincontri

L’ASSOCIAZIONE

L’

Annalisa Bertazzon e Italo Della Libera, mamma e papà di Emma, al Teatro Comunale di Treviso durante un concerto lirico per raccolta fondi nel 2017

un rallentamento della progressione, facendo ricorso a farmaci della famiglia degli interferoni, simili a quelli usati per trattare le malattie autoimmuni, come le sclerosi. LA LOTTA DI EMMA Emma era giovanissima quando la vita le ha posto davanti questo ostacolo, che a molti sarebbe parso insuperabile. Eppure, grazie alla sua forza di volontà, ha accettato la sfida e ha deciso di perseguire il suo obiettivo. Non solo per se stessa, ma per ciascuno dei malati di atassia. Ha deciso di diventare ricercatrice e di occuparsi specificamente della sua patologia, dando il suo contributo all’avanzamento della comprensione di questa malattia. Dopo che due atenei avevano sollevato delle obiezioni al suo accesso ai corsi, di fronte alle difficoltà nello svolgere attività di laboratorio, che richiedono capacità manuali sottili e complesse, ha deciso che il posto giusto per lei era l’Università di Trento, in virtù delle politiche per l’inclusione attivate. Si è quindi iscritta al corso di Biotecnologie, per poter nel giro di pochi anni arrivare a compiere attività di ricerca presso il Cibio. Oggi Emma è una studentessa vincente e determinata. «A TRENTO POSSO STUDIARE E FARE RICERCA» Abbiamo incontrato Emma presso i laboratori del Cibio e le abbiamo chiesto cosa significhi “limite” per lei. La sua risposta ci ha spiazzato: «Non saprei ri-

spondere, se non facendo riferimento al concetto matematico di “limite”. La mia paura è che la mia condizione peggiori al punto da impedirmi di studiare e nel futuro fare ricerca. Ma la speranza è confortata dal fatto che qui a Trento ho trovato un sistema che mi consente di proseguire al meglio». Emma ha spiegato cosa ha trovato a Trento che altrove le era stato negato: «Altre due università avevano espresso perplessità soprattutto in vista dell’attività di laboratorio, che richiede manualità fine. Ma a Trento viene promossa la ricerca anche attraverso modelli informatici, che riducono la necessità di lavorare con le mani. Inoltre si lavora a gruppi, dove ci si dividono le mansioni secondo le predisposizioni di ciascuno». Emma sottolinea come anche dal punto di vista della logistica è riuscita a compiere delle conquiste significative: «Litigo spesso con l’autista dell’autobus, ma qui a Trento per la prima volta ho potuto usare il trasporto pubblico. Per me ha significato conquistare un’autonomia grandissima». Emma ha evidenziato come il limite più grande alla ri-

Associazione “Ogni giorno” per Emma Onlus è stata fondata da Italo Della Libera e Annalisa Bertazzon, mamma e papà di Emma, nel 2010 dopo circa un anno dalla scoperta della sua patologia. Nel corso degli anni, “Ogni giorno” per Emma ha sostenuto raccolte fondi e iniziative di sensibilizzazione per favorire le pratiche mediche e la qualità di vita delle persone colpite da atassia di Friedreich. Particolare importanza ha la comunicazione mediatica: l’associazione si è attivata ripetutamente per far conoscere ad un pubblico vasto questa patologia, in modo da catalizzare l’attenzione attraverso spettacoli teatrali, pubblicazioni di libri, video, riviste e presenze in televisione e sul web. Si può donare all’Associazione “Ogni giorno” per Emma tramite bonifico bancario (info sul sito www.per-emma.it) oppure destinando il proprio 5 per mille della dichiarazione dei redditi.

cerca sia rappresentato dalla scarsità di investimenti pubblici: «Il contributo delle associazioni, come quella dei miei genitori, è ancora essenziale per portare avanti i programmi, e il settore pubblico dipende fortemente da queste donazioni. Ma il sistema dovrebbe essere rovesciato: forti investimenti pubblici che

Ancora una bella immagine di Emma con la sua mamma

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IL CENTRO

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Cibio - Centro di Biologia integrata si trova a Povo e rappresenta uno dei principali centri di ricerca dell’Università di Trento. Nel gennaio 2018 ha ottenuto l’attenzione dei media internazionali grazie al perfezionamento del “genome editing”, la riparazione del genoma, che ha consentito ai ricercatori di sviluppare la cosiddetta “molecola bisturi”, in grado di riparare un dna malato. Il direttore del Cibio, Alessandro Quattrone, definì l’editing genomico come “la vera scoperta del secolo in medicina”. Non a caso fu presentata su una delle riviste scientifiche internazionali più prestigiose, “Nature”. A luglio 2018, il Cibio ha prodotto una ricerca che ha portato alla scoperta di una proteina in grado di contrastare la degenerazione dei neuroni del movimento nei casi di malattie neurodegenerative. Di recente, ad aprile 2019, i ricercatori del Cibio hanno scoperto la correlazione tra cancro al retto e batteri intestinali.

hanno come elemento aggiuntivo le donazioni dei privati». Insomma, non è accettabile che un diritto essenziale della persona non sia garantito e che si debba ricorrere alla buona volontà e alla generosità dei volenterosi. IL PROGETTO DI RICERCA Qui la storia di Emma si incrocia con quella di Francesca Garilli, ricercatrice presso il Cibio, che ha vinto l’assegno di ricerca reso possibile dalla donazione dell’Associazione “Ogni Giorno Per Emma”, fondata dai genitori di Emma e che raccoglie il contributo di chi vuole sostenere la ricerca contro l’atassia di Friedreich, si tratti di aziende o di privati. Francesca delinea lo stato della ricerca: «Di questa patologia si sa ancora poco, ma ogni giorno aggiungiamo un tassello alla sua comprensione. È questo il senso del lavoro di ricerca: un passo alla volta, nella giusta direzione». Emma e Francesca dimostrano di parlare la stessa lingua, quasi incomprensibile a chi scrive, con riferimenti a provette, microgrammi e centrifughe, e qua e là qualche bat36

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Emma Della Libera con Francesca Garilli

tuta umoristica che solo i “nerd” della fisica possono comprendere. Ma parlano anche la stessa lingua quando si commenta la condizione della ricerca in Italia. Francesca riflette: «Fa rabbia il sapere che tante risorse pubbliche e private vengono destinate a cose che non servono, mentre le università e i centri di ricerca lavorano tanto cercando di guardare al futuro». L’ASSOCIAZIONE “OGNI GIORNO PER EMMA” Annalisa Bertazzon è la mamma di Emma, da diversi anni attiva con il marito Italo Della Libera nella promozione dell’Associazione “Ogni Giorno Per Emma”. Annalisa ha spiegato su cosa si concentra l’azione di volontariato: «Raccogliamo i fondi, da aziende e da privati, per far avanzare i programmi di ricerca sull’atassia e soprattutto per migliorare la qualità della vita delle persone colpite, nei centri di assistenza sui territori». Anche il riconoscimento della patologia è complesso, spiega Annalisa: «La patologia emerge in genere in preadolescenza, quando la muscolatura si sviluppa ed allora il problema si fa chiaro. Fin quando sono bambini i segnali possono essere sottovalutati o scambiati per semplice “goffaggine”. È complesso stimare il numero dei malati di atassia perché in tante aree del mondo manca la diagnostica: in Europa possiamo ipotizzare 1 caso ogni 20mila persone, mentre in Italia si possono contare circa 2mila malati». Annalisa riflette sulle conquiste di Emma: «È tutto merito suo, della sua tenacia.

Ha un senso dell’umorismo straordinario, che la aiuta tanto. Ma è tutta farina del suo sacco». LA DISABILITÀ A UNITRENTO Paolo Macchi è il delegato dell’Università di Trento per il supporto e disabilità e disturbi dell’apprendimento, oltre ad essere professore ordinario al Dipartimento di Biologia del Cibio. Il professor Macchi conosce bene la vicenda di Emma: «Lei è arrivata a Trento anche grazie al nostro supporto e questo ci rende orgogliosi». Nel delineare gli strumenti offerti da UniTrento, in merito all’inclusione delle disabilità e delle neurodiversità, Macchi ha spiegato: «Sono circa 260 gli studenti con delle problematiche, di cui circa 80 hanno disturbi dell’apprendimento, come dislessia e discalculia. Abbiamo attivato uno sportello autismo, unico in Italia». Per quanto riguarda le problematiche di natura motoria e sensoriale, l’Università di Trento cerca di garantire l’accessibilità a tutti i locali di studio, lavoro e ricerca, sottolinea Macchi: «Sono servizi diretti alla persona e cerchiamo di attuare un continuo confronto sulla base delle esigenze. Scopriamo i problemi mano a mano e insieme cerchiamo di risolverli». Macchi ha messo in evidenza come il tema delle disabilità riguardi tutti e non solo i pochi che ne sono colpiti: «L’80% dei disabili non sono nati con queste problematiche, ma sono state acquisite nel corso della vita, può accadere a tutti. Noi crediamo che la disabilità sia creata dalla società quando manca inclusione». ■


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Sighel

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UNA FAMIGLIA DI CAMPIONI di Paolo Chiesa

Pietro, Roberto e Arianna Sighel

HA MESSO PER LA PRIMA VOLTA I PATTINI A TRE ANNI, SUL GHIACCIO DEI LAGHI DEL PINETANO, SOTTO GLI OCCHI ATTENTI DEL PADRE MARIO, PATTINATORE A LIVELLO NAZIONALE E POI PRESIDENTE DEL CIRCOLO PATTINATORI PINÈ. E DOPO UNA CARRIERA PIENA DI SUCCESSI E MEDAGLIE, ROBERTO SIGHEL HA A SUA VOLTA TENUTO A BATTESIMO I FIGLI ARIANNA E CESARE, SUL GHIACCIO NATURALE DEL LAGO DI SERRAIA E POI SU QUELLO ARTIFICIALE DI MIOLA DI PINÈ. UNA TRADIZIONE FAMIGLIARE CHE HA PORTATO IN PINÈ MEDAGLIE E LA CERTEZZA DI UN FUTURO LUMINOSO PER IL PATTINAGGIO NAZIONALE

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primi passi con i pattini Roberto Sighel li ha fatti a tre anni, sul ghiaccio del lago di Serraia e su quello del Laghestel, nella piccola riserva naturalistica in mezzo al bosco. Ad accompagnarlo il padre Mario, pattinatore a livello nazionale che è stato poi dirigente e presidente del Circolo Pattinatori Pinè. “Negli anni ’70”, ci racconta Roberto, “sul ghiaccio del lago di Serraia si facevano anche le gare. Poi, solo all’inizio degli anni ’80 si è iniziato a

pattinare sull’anello realizzato dove ora c’è lo stadio, per ritornare sul lago mentre veniva costruita la struttura. Dal 1985 si è potuto utilizzare la piastra dello stadio e l’anello grande all’esterno”. E Roberto, dopo le prime pattinate sotto l’occhio attento del papà, ha subito dimostrato che ci sapeva fare vincendo le prime gare in ambito locale per poi diventare sempre più bravo arrivando secondo e terzo alle fasi nazionali dei Giochi della Gioventù. Fino Roberto in gara, qualche anno fa...

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texelbahn

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ia di Meran

lta V diretto all’A ... accesso Pietro, Roberto e Arianna in allenamento

ai 18 anni nella categoria Junior, Roberto, per sua stessa ammissione, è stato un buon pattinatore come altri. È stato con il passaggio alla categoria Senior, a 19 anni di età e con un sistema di allenamento più completo, che c’è stata la svolta. “Un tempo”, racconta Roberto, “ci si allenava soprattutto d’inverno quando c’erano le gare. Poi abbiamo cominciato ad allenarci anche d’estate e la cosa ha naturalmente portato a una preparazione e a delle prestazioni migliori”. LE VITTORIE E I PIAZZAMENTI E Roberto, già il primo anno, nel 1986 ha conquistato, contro ogni pronostico, il Campionato Italiano, diventando il più giovane vincitore assoluto nel pattinaggio di velocità. E va detto che di campionati italiani ne ha poi vinti altri 15 di fila fino al 2002, con la sola eccezione del 1996, quando è arrivato secondo. Sempre a livello nazionale sono 7 le medaglie vinte ai Campionati italiani di pattinaggio di velocità-Sprint: 6 ori (nel 1989 e dal 1992 al 1997) e un argento nel 2001. Anche la lista delle sue vittorie e dei suoi piazzamenti internazionali è lunga, ma

noi proviamo a riportarla. Ha partecipato a 23 Campionati Mondiali fra Sprinter Junior ed All-Round, 15 Campionati Europei e 5 Olimpiadi. Sono 4 le medaglie conquistate ai Campionati mondiali completi di pattinaggio di velocità: 1 oro a Calgary nel 1992, 1 argento ad Heerenveen nel 1991 e 2 bronzi a Baselga di Pinè nel 1995 ed Heerenveen nel 1998. Ai Campionati mondiali di pattinaggio di velocità-distanza singola ha invece vinto un bronzo a Calgary nel 1998. Sono 3 le medaglie conquistate ai Campionati Europei di pattinaggio di velocità: 2 argenti ad Helsinki nel 1998 ed Heerenveen nel 1999 e un bronzo ad Heerenveen nel 1995. Ai Giochi Olimpici, Roberto è arrivato settimo nel 1988 a Calgary e nel 2002 a Salt Lake City, nono nel 1992 ad Albertville e nel 1998 a Nagano e dodicesimo nel 1994 a Lillehammer. A questo elenco vanno aggiunti la vittoria ai Mondiali Militari nel 1989, quelle a 3 Mondiali nella categoria Master, un record mondiale nel punteggio nel 1992 durante i Mondiali di Calgary e un record mondiale dell’ora nel 1999 sempre a Calgary. Una bella collezione di allori, non c’è che dire.

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Ad oltre 1.500m di quota nel cuore del parco naturale Gruppo di Tessa accesso diretto all’Alta Via di Merano discesa a Valle passando per la cascata di Parcines escursioni nella Val di Tel alla “Zielalm” ed al Rifugio Cima Fiammante ascensione alla vetta della Cima di Tel (Zielspitze - 3.006 m)

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trentinoincontri DOPO LA CARRIERA SPORTIVA Oggi Roberto è Maresciallo Maggiore della Sezione Forestale dei Carabinieri di Verona e si tiene ancora in forma anche se non più con il programma di allenamento che seguiva quando gareggiava e che prevedeva 310 giorni di allenamento annuali nei quali faceva 3200 km con i pattini su ghiaccio, 1200 km con i pattini a rotelle, 6000 km in bicicletta, sollevava 8000 quintali di pesi in palestra e compiva 12000 balzi. E poi c’è un’altra bella storia da raccontare perché la tradizione di famiglia continua. Infatti Roberto, come il padre Mario ha fatto con lui, ha tenuto a battesimo fin dall’età di tre anni i figli Arianna e Pietro, prima sul ghiaccio del lago della Serraia e poi sul quello della pista dello stadio di Miola. E non poteva essere diversamente che Roberto, con la sua esperienza diventasse allenatore e lui lo fa preparando una squadra di 15 atleti dello Sporting Club Pergine che hanno dai 12 anni in su e anche i pattinato-

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ri del Comitato trentino Short Track. E quindi allena anche la figlia Arianna che ora ha 22 anni ed il figlio Pietro che ne ha 18. ARIANNA, GRANDI RISULTATI E LO SPORT NEI SUOI DESIDERI La figlia di Roberto, Arianna,

dopo le prime gare regionali nelle quali ha dimostrato di avere la stoffa della pattinatrice, ha iniziato già dai 12 anni a partecipare alle competizioni della Star Class, la competizione che vede gareggiare i più forti atleti giovanili in un circuito europeo molto impegnativo. Nel

2012 Arianna è poi arrivata quinta alle Olimpiadi giovanili di Innsbruck sui 1000 metri. Nel 2015 e nel 2016 ha vinto la medaglia d’oro ai campionati europei Junior e sempre nel 2016 è arrivata terza ai campionati italiani assoluti. Per quanto riguarda il 2019, Arianna può vantare una medaglia di bronzo ai campionati italiani assoluti, un secondo e un quarto posto in staffetta in Coppa del Mondo, un sesto posto nei 1500 metri e un undicesimo posto nella classifica generale agli Europei, un ottavo posto nei 1500 in Coppa del Mondo ed un altro ottavo posto nella staffetta ai Mondiali. Ed ora? “Dalla fine di maggio siamo a Piombino dove abbiamo iniziato gli allenamenti”, dice Arianna, “e poi in autunno ricominceranno le gare vere e proprie. Non vedo l’ora di riprendere anche perché, da quando qualche anno fa sono passata allo Short Track, mi diverto molto perché la velocità della pista corta è adrenalinica e mi dà più emozione”. Ma Arianna non è impegnata solo nello sport perché dopo aver terminato gli studi superiori è iscritta alla facoltà di


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Scienze Motorie Sportive a Milano dimostrando che lo sport è proprio quello che più desidera nella sua vita. PIETRO, UN FUTURO PIENO DI ASPETTATIVE Anche Pietro, l’altro figlio di Roberto, ha iniziato presto a gareggiare in ambito regionale con la Trentino Cup e poi anche a livello nazionale vincendo a 10 anni gli italiani di categoria. “Con l’inizio dell’adolescenza ho fatto più fatica”, racconta Pietro, “perché ho avuto uno sviluppo fisico più lento ma poi mi sono ripreso e con la maturazione muscolare e sportiva ho iniziato a vincere più spesso”. Come ad esempio nel 2017 quando ai Campionati Italiani Assoluti Pietro si è classificato nono vincendo il titolo di Campione Italiano di categoria Junior B. Poi, nel 2018, la sfortuna ci ha messo lo zampino e Pietro in gara si è rotto la tibia ed il perone. Ma lui, più forte del dolore e dello sconforto ha aspettato di guarire e si è messo sotto con tenacia ed applicazione e quest’anno ai Mondiali Junior che si sono disputati a Montreal, ha vinto la medaglia di bronzo nei 500 e nei 1500 metri. La stessa tenacia che aveva dimostrato

il padre Roberto quando negli anni ’90 si era rotto la caviglia per poi riprendere più forte di prima. Un futuro pieno di aspettative quindi quello di Pietro. Un futuro di gioie e speranze che condivide con un altro giovane atleta, Paolo Battaiola, suo grande amico anche nella vita e che con lui ha corso la staffetta sui 3 mila metri ai Montreal. ROBERTO, ARIANNA E PIETRO, UNA FAMIGLIA DI CAMPIONI Nel 2005 Elio Trifari, sulla Gazzetta dello Sport, scriveva: “Roberto Sighel è stato il primo pattinatore « globale » italiano: dallo sprint ai 10.000 il ghiaccio era suo. Per vent’anni è stato, praticamente da solo, il pattinaggio di velocità italiano, quello classico, su pista lunga di 400 metri, meno spettacolare e più faticoso dello Short Track, che affascina il pubblico e richiama più gente”. Ed ora Roberto, come padre e come allenatore, si gode la crescita e i piazzamenti di Arianna e Pietro, con la soddisfazione e la certezza che la sua famiglia ha portato sull’Altopiano di Pinè medaglie in quantità e un futuro luminoso per il pattinaggio nazionale. ■

PRO LOCO di Roverè della Luna (TN) E-mail: prolocordl@gmail.com

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A spasso tra i sentieri Questa guida presenta alcuni tour in Alto Adige e nelle regioni limitrofe, ciascuno dei quali è corredato da una storia locale. Gran parte delle escursioni sono facili e adatte anche ai meno esperti; alcune, però, richiedono condizioni fisiche e tecnica eccellenti. Il maltempo o la neve possono rendere improvvisamente molto difficile un’impresa semplice. “Dimostrare coraggio significa fare dietrofront, se sopraggiunge la paura!”, poiché la maggior parte degli infortuni in montagna si verifica quando si sopravvaluta-

no le proprie capacità! Tutti i sentieri sono perfettamente contrassegnati oppure dotati di segnali, che evitano problemi d’orientamento. Numerosi punti di partenza e arrivo sono raggiungibili anche con i mezzi pubblici. Inoltre, quasi tutte le escursioni offrono il tempo necessario per godersi piaceri sensoriali, spirituali e gastronomici. Vi auguro momenti d’immensa gioia durante i tour, raccontandone le leggende!


TOUR DELL'ALPE DI VILLANDRO

20 Tempo di percorrenza Ca. 4 ore 1⁄2 Dislivello 490 m in salita e discesa Periodo migliore Dalla piena estate al tardo autunno Materiale cartografico Tappeiner 153, Tour Ferro di Cavallo in Val Sarentino, 1:30.000 Punto di partenza Parcheggio a pagamento/fermata dell’autobus Baita Gasser Accesso stradale In auto o autobus da Chiusa alla Baita Gasser, passando per Villandro.

Il Seaba

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Dal parcheggio (gratuito, ca. 15 min. a piedi sotto la Baita Gasser) si segue la marcatura 6/15 in parte attraverso il rado patrimonio arboreo, ma per lo più lungo aperti alpeggi verso nord-ovest in direzione della baita Mair in Plun. Poco dopo si raggiunge una diramazione del sentiero, presso cui ci si tiene a sinistra (marcatura 6). Sempre con moderata pendenza, si prosegue sul Sentiero dei morti e si raggiunge la Malga Pfroder. Da qui, un’ultima ascensione un po’ più ripida conduce alla chiesetta dei Morti sul passaggio da Villandro alla Val Sarentino. La chiesetta nella sua forma attuale venne edificata nel 1899; la scienza riconduce il suo nome, come quello dei dintorni (detti “al morto”), al terreno magro, “morto” (poco fertile). Ma gli anziani locali ne sanno di più...

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i boschi verdi s’inaridisotto la al contempo, Oggi, tutt’intorno ai laghi arono, seppelpia rono e le rocce si spacc un’am nde s’este i Mort dei chiesetta ere. Non rimase alcuna severamen- lendo le mini po bioto (un osa ne palud area dell’antico sfarzo: la regio nti chiamano traccia te protetto), che gli abita , morta! detta male era . lago) (See, semplicemente “Seaba” notti di luna piena, quel Un tem- Solo in alcune Ma non è sempre stato così… ne in modo luogo ritorna in vita, sebbe cui i o, alpin paese un po, qui sorgeva e figure emergono dal urata- lugubre… Pallid smis no chiro arric si ua residenti ano sullo specchio d’acq ia mineraria. lago e danz mente, grazie all’industr musica. All’imbocco viziosi e al suono della tori mina L’agiatezza li rese altezzosi, ere si scorgono iavano, fre- delle mini dissoluti: bevevano, mang lampade e dai pozzi pronaturalmen- muniti di quentavano prostitute e, elli. Inoltre, viene il suono dei mart . puro oro in i birill te, giocavano con boccia che riprende il gioco con una orra. Gom e ma Sodo a e Era come viver nove birilli in oro puro. dall’ori- rotola verso i voce rra bizza una o, Un giorn ino quando la campana ma il triplice Poi, al matt gine ignota li ammonì, Villandro invita alla predi detta bene rae e venn avvertimento fu inutile arizione svanisce: con un l’app a, ghier aovvis Impr pidamente dimenticato. e le anime perse fanno a sprofon- grido di dolor mente, il paese cominciò del lago, le ritorno nelle profondità dalle no, terre nel più dare sempre la riva, nuovamente nera cui onde sfiorano cqua dell’a uscì fuori profondità pacifiche. in paludi e, leggere e che trasformò i dintorni

AL VALLE ISARCO | WIPPT

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trentinoarte di Fiorenzo Degasperi

LA NATURA AMA NASCONDERSI GIULIANO ORSINGHER, ARTISTA DEL VANOI, RIESCE A MATERIALIZZARE I FILI INVISIBILI, TALVOLTA DIMENTICATI, CHE LEGANO L’UOMO AL MONDO. “EVENTO” È ANCHE IL TITOLO DELLA MOSTRA, ALLESTITA NEGLI SPAZI DI CASTEL PERGINE, A CURA DI CRISTINA PAGLIARO PER LA NEOCOSTITUITA FONDAZIONE CASTEL PERGINE ONLUS

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vento, fatto o avvenimento che già si è verificato, di solito determinante nei confronti di una situazione oggettiva, fatto degno di essere ricordato, memorabile. È la definizione della parola evento che troviamo normalmente nei dizionari. Ed è anche il titolo della mostra allestita dall’artista Giuliano Orsingher negli spazi, esterni ed interni, di Castel Pergine, a Pergine Valsugana, a cura di Cristina Pagliaro per la Fondazione Castel Pergine onlus. Esposizione accompagnata da uno splendido catalogo bilingue, con testi di Alessandro Fontanari Nerofonte e Fiorenzo Degasperi, impreziosito da centinaia di fotografie riguardanti il percorso artistico dell’artista camminatore e soprattutto l’allestimento effettuato con una serie di opere studiate appositamente per questa mostra. E-vento ha un duplice significato: l’evento che ha visto la distruzione dei boschi durante l’uragano scatenatosi sulle terre alte trentine, sudtirolesi e bellunesi, metten44

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do in ginocchio un patrimonio forestale incredibile – quindi evento straordinario che rimarrà nella storia – e, dall’altra, il lavoro dell’artista nei boschi della sua valle recuperando e lavorando alcuni alberi abbattuti affinché non ci si dimentichi.

Infatti, Giuliano Orsingher, è un artista che opera con e dentro la natura, in un rapporto armonico, equilibrato, significativo, cercando di portare in superficie i fili invisibili che legano la natura con l’uomo e che noi, molte volte, abbiamo interrotto o dimenticato. La stessa forza del maltempo che ha distrutto, soltanto in Trentino, più di 7000 ettari di bosco, è frutto dell’alterazione del clima per mano di un’industrializzazione, anche agricola, portata agli estremi, autodistruttiva, e tale evento violento può essere anche letto come la vendetta della natura verso l’uomo, urlo disperato verso la supponenza e l’arroganza di una modernità che ha come solo obiettivo il profitto fine a se stesso. Giuliano Orsingher cammina, scruta, guarda, sceglie, progetta, sogna. Da tutto questo, dal voler capire ed essere natura, nasce la sua costante, tenace, volontà artistica di utilizzare ciò che questa gli offre, nel bene e nel male. E ogni volta che alza un albero verso il cielo,


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per quanto spoglio possa essere, nudo, scorticato, gettato a terra dalla rabbia degli dèi o abbandonato per dimenticanza da un san Cristoforo traghettatore dopo che ha attraversato il torrente Vanoi, l’artista ripete l’antico gesto di chi alzava verso il cielo scale, pertiche, assi, stanghe, totem, nel tentativo di spezzare il tetto della casa e arrivare lì dove soltanto l’etere accoglie i suoni dei sospiri degli uomini, quasi a voler offrire, libera dal peso della materia, l’anima al proprio destino. Dal momento che nessun luogo è senza Genio (il romano Genius, nume tutelare

della famiglia e dei luoghi), lui, Giuliano Orsingher, è il genius loci del Vanoi. E ci piace pensare che lui, come ciascuno di noi, sia venuto al mondo perché chiamato. Ce lo insegna Platone scrivendolo ne La Repubblica. E l’arte dell’artista è chiamata a narrare visivamente ciò che il luogo esprime, o nasconde, o con timido ritegno trattiene, perché la natura ama nascondersi ma l’uomo percorre inediti sentieri per conoscerla e carpirne i segreti. Ciò funziona, a patto che l’arte tenda a materializzare questi segreti senza stravolgerli: essere nel mondo per raccontarne gli accadimenti. Perché l’anima del luogo deve essere scoperta allo stesso modo dell’anima di una persona, ci ricorda James Hillman ne L’anima dei luoghi. Una mostra questa allestita a Castel Pergine che raccoglie un po’ tutta la storia artistica dell’artista, dalla magica scala che s’innalza verso l’alto agli inserti di rame nel bianco legno del torrente Vanoi, oro splendente incastonato nelle ossa lignee della Madre Terra. E poi i “ragni” totemici, le coppelle di preistorica memoria, le radici bruciate, gli alberi rizzati, scuoiati, lavorati, depositati nell’aria per toccare e unire terra e cielo. Senza dimenticare le pietre, le innumerevoli pietre, preferibilmente di porfido, materia di cui è fatto il “suo” Lagorai, accatastate, assemblate, incastrate, lavorate, scavate. La sua terra è tutta in queste

sale arcaiche e antiche, i suoi “cornipalchi” fanno concorrenza a quelli che l’imperatore Massimiliano I voleva vedere appesi nella grande sala gotica che accoglie l’ospite prima di condurlo, per scale, stanze, saloni, prigioni, fantasie e leggende, al cospetto delle altre opere del nostro artista. Mai scelta fu più azzeccata di chiamare qui, al castello, il cantore della Natura, il genius loci della terra del Vanoi. La mostra, visitabile tutti i giorni a partire dalle ore 8.30, chiude lunedì 4 novembre 2019, info tel. 0461.531158, www. ■ fondazionecastelpergine.eu

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C’ERA UNA VOLTA IN TRENTINO

di Claudio Marchesoni

Nel 1899 i conti Wolkenstein ospitarono Kaiserin Friedrich nel castello d’Ivano

UN’IMPERATRICE A SPASSO PARLIAMO DI VITTORIA DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA (1840-1901), FIGLIA PRIMOGENITA E OMONIMA DELLA REGINA VITTORIA. NEL 1858 AVEVA SPOSATO FEDERICO GUGLIELMO DI PRUSSIA, DIVENUTO NEL 1888 IMPERATORE COL NOME DI FEDERICO III; DOPO LA MORTE DEL MARITO SI FECE CHIAMARE – IN SUO ONORE – KAISERIN FRIEDRICH. FREQUENTÒ IL TRENTINO NEGLI ULTIMI DUE DECENNI DELL’OTTOCENTO

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ra i turisti che frequentarono il Trentino negli ultimi due decenni dell’Ottocento ci fu un’illustre signora, un vero e proprio pezzo da novanta tra le teste coronate d’Europa. Parliamo di Vittoria (Victoria Adelaide Mary Louisa il nome completo) di Gran Bretagna e Irlanda (1840-1901), figlia primogenita e omonima della grande regina Vittoria. Nel 1858 aveva sposato Federico Guglielmo di Prussia, divenuto nel 1888 imperatore col nome di Federico III; il 46

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Kaiser Guglielmo II di Germania e la regina Sofia di Grecia erano suoi figli. Specialmente dopo la morte del marito,

in ricordo del quale si fece chiamare Kaiserin Friedrich, Vittoria soggiornò spesso in Trentino, terra per la quale

Annuncio pubblicitario apparso sulle guide Murray di fine Ottocento nel quale Franz Joseph Österreicher evidenziava come l’Imperial Hotel Trento fosse abitualmente frequentato da Kaiserin Friedrich

nutriva una particolare predilezione. Di solito alloggiava, con il seguito e la servitù, presso il Grand Hotel Trento (poi Imperial Hotel Trento), un albergo lussuoso che sorgeva nei pressi della stazione ferroviaria e che dal 1923 divenne sede della provincia di Trento. Apparteneva all’imprenditore-albergatore Franz Josef Österreicher, dal 1885 anche gestore del Grand Hotel des Alpes di Madonna di Campiglio. La località della Val Rendena aveva mosso i primi passi nel turismo con


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Volt

locale tipico

al

bar - ristorante

L’ Imperial Hotel Trento agli inizi del Novecento

la costruzione, da parte di Giovanni Battista Righi, dello Stabilimento Alpino, ma deve all’iniziativa e all’intraprendenza dell’ Österreicher, il lancio come elegante stazione di fama internazionale. Qualche volta di passaggio, più spesso durante soggiorni di parecchie settimane, Vittoria percorse in lungo e in largo le vallate della nostra provincia, allora Tirolo di lingua italiana.

Nella tarda estate del 1886 la troviamo a Campiglio con le figlie Viktoria, Sofia e Margarethe. Si rilassa facendo passeggiate, si dedica al disegno di cui è appassionata e per assecondare il suo hobby fa arrivare da Berlino il pittore professor Albert Hertel. A ricordo della permanenza a Campiglio le venne dedicata una radura, il Kaiserin Friedrich Platz nei pressi di Malga Frate, dalla quale si godeva e si gode una splendida vista sullo scenario del Brenta. La presenza di Vittoria a Trento è di nuovo documentata nel 1891 e nel 1895. Non si rinchiude nelle stanze principesche del Grand Hotel Trento, ma si muove in continuazione: a piedi visita vie ed edifici storici della città come il castello del Buonconsiglio, il Duomo e le altre chiese, in carrozza esplora i pittoreschi dintorni di Civezzano e Cognola, si reca a villa Margon e a Terlago. Si spinge anche più lontano. A San Michele incontra Edmund Mach, direttore dell’Istituto Agrario; raggiunge quindi Mezzocorona e la Val di Non per dare un’occhiata ai castelli di quella zona. Nel corso di altre escursioni gira per la Vallagarina arrivando fino ad Ala e fermandosi a Calliano per fissare sulla carta uno scor-

tortel di patate con affettati risotti • lumache alla trentina selvaggina • cucina espressa carne di allevamento locale entrecote e tagliata di angus argentino

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Vittoria nel 1871 in un ritratto di Heinrich von Angeli 47

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IL LIBRO

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uesto articolo è tratto dal libro “Cronache dalla Valsugana dell’Ottocento” di Claudio Marchesoni (Curcu Genovese). Attingendo soprattutto alle cronache dei giornali questo libretto lancia sguardi curiosi dentro la Valsugana del XIX secolo. Riporta in vita incontri-scontri con aquile e orsi, stragi di uccelli, donne in marcia su sentieri malagevoli, andirivieni di carrozze, bei paesaggi e abitati trasandati, annegamenti, matrimoni, finte apparizioni di madonne. I grandi temi ottocenteschi (prosciugamento delle paludi, spedizione del generale Medici, alluvione dell’82, crisi economica, ferrovia) sono evocati di sfuggita. Le vicende qui proposte, marginali rispetto alla grande storia, sono state scelte tra le molte perché adatte a restituire atmosfere, luoghi e situazioni ed a recuperare lo spirito del tempo. Pag. 108 - Euro 14,00 www.curcugenovese.it

cio di Castel Pietra. Fa anche una puntata fino a Riva del Garda dove era già passata nel 1886. Nel più stretto incognito (in quell’occasione si faceva chiamare contessa von Kronberg) arrivò nel giugno del 1896 a San Martino di Castrozza dove sostò presso l’albergo di Hermann Panzer. Salì quindi sul Passo Rolle, scese per la Valle di Fiemme e si presentò a sorpresa alla stazione di Ora per prendere il treno. Nell’autunno del 1897 è di nuovo a Trento. Ammira il monumento a Dante Alighieri inaugurato l’anno precedente e lo ritrae in un disegno. Con la ferrovia torna in Vallagarina dove, assieme a varie altre località, visita Castel Noarna e Castellano. Arriva a Trento per l’ultima volta nel 1899 fermandosi in città per più di un mese. Anche stavolta compie vari giri in carrozza per il Trentino. Finora non abbiamo mai nominato la Valsugana, non perché Kaiserin Friedrich l’avesse trascurata, ma perché sui 48

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suoi vagabondaggi nella valle Vittoria ci ha lasciato alcune impressioni che meritano di essere recuperate. Percorse la valle della Brenta in varie occasioni: fu qui nel 1883, nel 1891, nel 1895, nel 1897 e nel 1899. I giornali dell’epoca ci informano con dovizia di particolari sui suoi spostamenti, ma molte altre notizie ci vengono fornite dalle lettere che scriveva alla madre e agli altri parenti. Veniamo così a sapere che

Una scena di vita contadina dipinta da Kaiserin Friedrich durante uno dei soggiorni nella nostra regione (luogo imprecisato)

Vittoria aveva visto, per la prima volta, la Valsugana il 26 aprile del 1883 allorché era transitata provenendo da Trento assieme al marito. I due viaggiavano in incognito a bordo di tre carrozze che trasportavano anche il seguito e la servitù, facendosi passare per il conte e la contessa von Lingen. A mezzogiorno sostarono a Borgo all’albergo Alla croce bianca da dove, nel pomeriggio, ripartirono verso Bassano e Venezia. Pochi

“Non ho mai visto un luogo più bello di quello che si ammira lungo il lago di Caldonazzo” (Kaiserin Friedrich, 1891). Immagine di Robert Ruß, 1893

mesi prima, nell’autunno del 1882, la Valsugana era stata devastata da una disastrosa alluvione e Vittoria in una lettera alla madre descriveva con queste parole la vallata sconvolta: “È uno spettacolo doloroso, ancora peggiore nella bella e selvaggia valle tra Trento e Bassano, nella quale passammo in carrozza: in certi villaggi gli edifici erano stati letteralmente tagliati in due dalla forza della piena e dai massi trasportati. Un luogo che ha subìto bombardamenti o è stato distrutto dall’eruzione di un vulcano o da un terremoto non può essere più desolato. Tuttavia la Valsugana, attraverso la quale siamo transitati è bella, stupenda e selvaggia. Vorrei tu potessi vederla.” Già le righe appena riportate lasciano intravedere il fascino e le emozioni che la nostra zona era in grado di suscitare in lei. Data invece all’autunno del 1891 un’incantata descrizione del paesaggio attorno al lago di Caldonazzo, contenuta in una lettera alla figlia


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La radura denominata Kaiserin Friedrich Platz (Malga Frate) nei pressi di Madonna di Campiglio in una fotografia di fine Ottocento

Sofia: “Siamo confortevolmente sistemati qui all’Hotel Trento, pulito e tranquillo, e il panorama è stupendo. Ieri abbiamo fatto una bella gita in carrozza ed è stata una giornata bellissima. Non ho mai visto un luogo più bello di quello che si ammira lungo il lago di Caldonazzo. Macchie di grossi castagni coprono gli alti colli arrivando fino all’acqua e spumeggianti cascate spruzzano piccoli sassi coperti di muschio, il tutto coperto da piante rampicanti. Sullo sfondo le Alpi frastagliate e in lontananza le cime coperte di neve; e il piccolo lago limpido come il cristallo, la campagna fertile e i villaggi pittoreschi, l’erba di un verde smeraldo. Il contrasto tra le aspre e gigantesche cime e il giardino sottostante coperto di viti, di fiori in ogni angolo, di meli, peri, susini, è sorprendente e incantevole.” Nel novembre del 1895 con il suo seguito compì nuovamente un’escursione attorno ai laghi di Levico e Caldonazzo, visitando lo stabilimento bagni della borgata termale e allietando con un picnic il giro che per la via di Caldonazzo la riportò infine a Trento. Nello stesso anno, sempre alla ricerca di spettacoli suggestivi, Vittoria non poteva lasciarsi sfuggire la romantica, spaventevole e

temeraria strada Caldonazzo-Lavarone, la cosiddetta strada della Stanga, ora abbandonata: una mattina di novembre raggiunse Caldonazzo, attraversò in carrozza le ghiaie della Centa e imboccò la strada arrivando a Lavarone e proseguendo da lì verso Folgaria e Calliano. Negli anni successivi fu ancora in Valsugana, al castello di Pergine (1897) e a Levico (1899). In una lettera si sofferma a lodare le proprietà curative dell’acqua della cittadina termale, ma trova le sistemazioni alberghiere e il vecchio stabilimento bagni poco signorili e poco confortevoli. Sempre nel 1899 fu ospite dei conti Wolkenstein nel castello d’Ivano e nell’occasione usò queste parole per esprimere il proprio soddisfatto stupore: “Non ho mai visto un paesaggio così bello….” Rimase colpita dalle pareti delle montagne, dai colli coperti di viti, castagni, granoturco e prati, dai villaggi pittoreschi e dalla gentilezza delle persone. Ancora una volta Kaiserin Friedrich, che, come già accennato, si dilettava di pittura ed era solita fissare sulla tela scorci pittoreschi, aveva occhi allenati a cogliere e apprezzare le suggestioni dei nostri luoghi, gli stessi ai quali gli “indigeni” ■ non badavano.

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SPLENDIDA VAL VENEGIA

di Fiorenzo Degasperi

DA TEMPI IMMEMORABILI APPARTENENTI ALLA COMUNITÀ DEL PRIMIERO SONO LE STORICHE MALGHE DI JURIBRUTTO E JURIBELLO. TRONCHI RICAVATI DALL’ESBOSCO FURONO ANTICAMENTE VENDUTI E FLUITATI FINO A VENEZIA DOVE FINIRONO PER FARE DA FONDAMENTA DI MOLTI PALAZZI. DA QUI, FORSE LA DENOMINAZIONE DI VAL VENEGIA

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alghe antiche quelle di Juribrutto e Juribello (volgarmente chiamata un tempo anche Giusibelo), da tempi immemorabili appartenenti alla comunità del Primiero alla quale è spettata la faticosa creazione

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del pascolo in sostituzione del bosco e degli arbusti originari, e gravata nel tempo dagli oneri del Vescovo di Feltre, oneri gravosi nonostante che la valle, per molti secoli, sia stata considerata abitata da uomini generalmente poveri et non racogliono biave per uso suo. I tronchi ricavati dall’esbosco furono venduti alla Serenissima e fluitati fino a Venezia dove finirono per formare le fondamenta di molti palazzi. Alcuni ipotizzano che da questo commercio nasca la parola Venegia, Venezia. Il prefisso jura vale per diritto, possesso, bene, quindi le due malghe significano il Bel Possesso e il Brutto Possesso. Non sappiamo quali fossero gli elementi che facevano propendere per un “bello” ed un “brutto” – qualità del pascolo? facilità di accesso? –, indubbiamente era più faticoso raggiungere Malga Juribrutto

e i suoi pascoli, immersa com’è nella folta e disagevole foresta che si dilunga orizzontalmente lungo le pendici di Cima Bocche fino al Passo Valles. Di sicuro sappiamo che questi eccellenti pascoli erano un tempo di proprietà del Castel dela Preda dela Val de Premer, ovvero di Castel Pietra. Come dire della potente famiglia Welsperg, la cui

ACCESSO STRADALE

La Val Venegia è raggiungibile dalla val di Fiemme con deviazione a destra presso l’abitato di Predazzo (indicazioni Passo Rolle) oppure dal Primiero, seguendo la segnaletica per il Passo Rolle e oltrepassandolo, scendendo quindi fino al Centro Visitatori.


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PERCORSO Punto di partenza e arrivo: Parco di Paneveggio, parcheggio Centro Visitatori (m 1540) Dal Centro Visitatori della foresta di Paneveggio (m 1540), si prosegue a piedi lungo il sentiero adiacente la strada provinciale per il Passo Rolle: all’altezza del 4° tornante si imbocca a sinistra la strada sterrata che, dapprima nel bosco, poi nel vasto pascolo, ci conduce alla malga (m 1867). La scenografia è delle più avvincenti: davanti a chi cammina si dispiegano il Mulaz e la catena settentrionale delle Pale di S. Martino, con il mitico Cimon della Pala che s’incunea nel cielo.

signoria, ottenuta in feudo dal conte del Tirolo il 22 settembre 1401, possedeva ogni angolo del Primiero, sia sopra la terra – le acque, i pascoli, il bosco, il coltivato, ecc. – sia sotto, ovvero le innumerevoli miniere della valle. Il bestiame dei Welsperg, come ribadito nell’urbario, redatto tra il 1564 e il 1565, poteva pascolare ovunque: et nota che il bestiame di castello può pascolar et drizarsi a paschol nella Vale di Premer dove gli piace et andar ancho in malga et montagna con l’altri vicini dove gli piace per esser vicino in ogni luogo. Per i “privati” il pascolo sottostava al

pagamento di formaio, poina et smalzo per uso del castello et ancho che può in qualche parte vendere. Ovviamente il signore cercava di non mandare le proprie bestie in val Canali et Fauroni, montagne de Tonadig, perché pascoli poveri di biada, lasciandoli ai contadini del posto. A fianco degli oneri riscossi dal Vescovo di Feltre c’erano quelli introiettati per la colta dai Welsperg tramite i suoi capitani. Colta ripartita tra le quattro regole di Primiero che la versavano in due rate annuali: a san Giorgio (23 aprile) e a san Michele (29 settembre), date che

Rientro: dalla stessa. Tempi: 30 minuti l’andata, altrettanto il ritorno Dislivello: 330 m circa

corrispondevano grosso modo all’inizio dei lavori estivi, del portar fuori il bestiame dalle stalle, della monticazione degli ovini e caprini, e al loro termine. I pascoli alla fine del 1500 rendevano ai Welsperg ben 812 libbre e un quarto di formaggio pecorino semplice, suto, buono et sufficiente e quattro ricotte, pagamento che doveva essere effettuato attorno al giorno di san Lorenzo, il 10 agosto. Allora erano le feste dei santi e dei patroni che cadenzavano la vita quotidiana della gente. Anche i conduttori delle malghe di Rolle, compresa la nostra malga Juribello, di proprietà dell’ospizio di San Martino di Castrozza, assieme a quelle di Calaita, di Fossernica – posseduta fin dall’inizio del ‘300 dalla potente famiglia trevigiana degli Onigo –, del monte Vederna nei pressi di Imer e di Neva nella regola di Mezzano a ridosso delle Vette Feltrine, erano tenuti a versare ogni anno a san Lorenzo quantità di formaggio che andavano dalle 20 alle 200 libbre. Si sottolinea il fatto che non era accettato, come pagamento, il vil denaro, ma le caciotte, ben più commerciabili e remunerative. Antiche leggende narrano che fu un essere leggendario ad insegnare ai casari a fare il formaggio: el Mazarol, un ometto tutto rosso che compare quando meno te lo aspetti, le cui origini si perdono tra le storie legate all’omo selvadego, figura 51

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trentinoitinerari INFO Proprietaria della malga è la Provincia Autonoma di Trento, la quale l’ha affidata in gestione alla Federazione Provinciale Allevatori che gestisce l’alpeggio. La malga accoglie gruppi di visitatori per compiere escursioni nel pascolo di Juribello (180 ettari) e in quelli delle malghe limitrofe – malga Costoncella, malga Venegia –, per entrare in contatto con la mandria e per conoscere il complesso mondo della caseificazione. Infatti tutti i martedì mattina e tutti i pomeriggi della settimana si può assistere all’attività di mungitura. È attiva anche una fattoria didattica. Il casaro, Giuseppe Bordiga, prepara degli ottimi formaggi che si possono acquistare in loco e che si affiancano ai prodotti realizzati dal Caseificio di Primiero e ai salumi provenienti dalla Federazione Allevatori. Presso la malga, monticata in media dal 15 giugno al 15 settembre con mucche, maiali, cavalli, capre e pecore, è possibile la ristorazione e il pernottamento (25/30 posti letto). Info: tel. 348.8925841 333 6240289. archetipa delle montagne del mondo, fautore dell’invenzione della lavorazione del latte. LA PRODUZIONE CASEARIA, UN FIORE ALL’OCCHIELLO I pascoli di Passo Rolle e la Val Venegia con i suoi alpeggi di alta quota sono località di grande importanza per la produzione casearia, vero e proprio fiore

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all’occhiello quando si parla di gastronomia legata al territorio. I formaggi e i latticini prodotti qui fanno parte de “La Strada dei Formaggi delle Dolomiti”, realtà che raccoglie i migliori prodotti caseari del Trentino orientale, seguendo una filosofia che intende mantenere inalterati i ritmi di vita, l’amore per il suolo natio e il rispetto per il patrimonio naturale. L’estate ai piedi delle Pale di San Martino offre tante possibilità per entrare in contatto diretto con il mondo dell’alpeggio, grazie ai numerosi appuntamenti con “Albe in Malga”, quando alcune strutture apriranno le porte agli ospiti facendo conoscere il lavoro che sta dietro alla realizzazione di formaggi e di altri prodotti caseari. Sarà possibile accompagnare i malgari nelle fasi di mungitura, ascoltare le loro storie, assaggiare il latte fresco appena munto, assistere alla produzione del formaggio, vedere la trasformazione della panna in burro e accompagnare le mandrie al pascolo. Tra questi appuntamenti vale la pena segnalare le date del 21 e 22 giugno, che

CONSIGLIO DELL’ESCURSIONISTA Proseguendo verso oriente, aggirando il Monte Castellazzo e attraversando la Busa di San Giovanni, per strada forestale, si possono visitare la malga Venegia (348.0627886) o la soprastante Malga Venegiota (0462.576044), lambita dalle acque del torrente Travignolo (un’ora di cammino andata e altrettanto il ritorno).

vedranno protagonista Malga Juribello nell'apertura della quarta edizione di Latte in Festa in Val Venegia. Sempre nel corso dell’estate “Albe in Malga” darà modo di vedere da vicino anche altre splendide malghe del comprensorio di Primiero-San Martino di Castrozza come Malga Fossernica (19-20 luglio e 11-12 agosto), Malga Lozen (26-27 luglio) e Malga Fossetta (2-3 agosto). ■


PRIMIERO dal 21 al 23 giugno

Dall’alpeggio delle Dolomiti UNESCO al fondovalle di uno dei Borghi piÚ Belli d’Italia, dalle stelle di Passo Rolle alle stalle di Mezzano, passando per la splendida Val Venegia e la piazza di San Martino di Castrozza. Protagonisti latte e formaggi con percorsi tematici, ricette, laboratori e tanto altro. Info e prenotazioni:

ApT San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi Tel. 0439 768867 segreteria@sanmartino.com

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Passo Rolle Malga Juribello

21 -22 giugno Albeinmalga aspettando Latte in Festa

San Martino di Castrozza

22 giugno 16.00 / 21.00

Le malghe scendono in piazza con i loro sapori

Val Venegia

Mezzano

10.00 / 16.00

10.00 / 17.00

22 giugno Festa in alpeggio Malga Venegia e Malga Venegiota

23 giugno Tour tra stalle e volti con colazione, pranzo itinerante e tanto divertimento


trentinolibri UN AVVINCENTE VIAGGIO ATTRAVERSO LE SFIDE QUOTIDIANE DI MADRE NATURA: ECCO COME SI POTREBBE DEFINIRE QUESTO NUOVO LIBRO ILLUSTRATO DI ANITA ANIBALDI, DEDICATO AL PIÙ TEMUTO, MA FORSE PIÙ AMATO TRA I FELINI...

NELLA TANA DEL LUPO (E DELL’ORSO) di Nicola Tomasi

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l nuovo libro illustrato di Anita Anibaldi, edito da Curcu Genovese, è dedicato al più temuto, ma più amato tra i felini... L’abbiamo incontrata per saperne di più. Vuoi presentarti ai nostri lettori? Se non sbaglio tu sei una nota pittrice, prima che scrittrice, giusto? Sono un’insegnante elementare in pensione e un’artista attiva, perché le passioni non vanno in pensione. Iniziai a 16 anni a dipingere e scrivere poesie su quaderni che conservo gelosamente, ma accanto ad ogni poesia facevo un disegno che la rappresentasse. Fin da allora il critico d’arte Francescotti ha seguito la mia attività, presentando le mie prime mostre. La pittura e la scrittura sono per me due facce della stessa medaglia, come per un linguista sapere molte lingue. Le arti e le loro espressioni si completano a vicenda. 54

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La mia esperienza di pittrice non ha saputo fare a meno della parola scritta. Non a caso l’arte che produco può chiamarsi” figurativo concettuale” dal momento che in essa rappresento sempre un concerto filosofico - esistenziale, trasfigurato da simbolismi. Esprimere il pensiero con il “segno” dell’arte è sempre stata la mia prerogativa. A seconda dell’ispirazione uso varie tecniche pittoriche. Nello scritto mi esprimo con poesie, racconti per ragazzi e per adulti. Nella pittura non mi sono mai cristallizzata in uno stile, per avere la possibilità di cambiare, rinnovare, ricreare il mio punto di vista artistico. Quando ho bisogno di colore uso la tecnica dell’olio, se di leggerezza d’animo l’acquerello, se di pensieri profondi l’incisione e il bianco e nero. Del lupo e della sua presenza sulle nostre montagne si parla molto. L’opinione

pubblica ha pareri discordanti. Ripopolamento? Abbattimento? Qual è la tua posizione? Questo racconto è nato nel 2008, in occasione di un Concorso didattico che chiedeva di rappresentare, con un racconto per ragazzi, le difficili relazioni parentali. Da lì partì tutto. A quel tempo di lupi non si parlava affatto, per cui credetti di scegliere un protagonista originale e sconosciuto ai più, che avendo le caratteristiche primitive dei popoli più semplici – istinto, riproduzione, guida e collaborazione nella caccia – poteva essere il personaggio che mi avrebbe permesso di scoprire e risolvere alcune difficili relazioni familiari. Oggi mi rendo conto che il mio Lupo Perla è arrivato sotto casa in forma concreta e non più simbolica. Ho iniziato le prime illustrazioni in bianco e nero, mentre portavo a termine l’altro libro illustrato,

La fuga delle Alpi, uscito nel 2016. Non trovo corretto abbattere i lupi a meno che non siano ammalati. Se vengono ritenuti molto pericolosi andrebbero prelevati e portati in zone recintate, come i parchi naturali, dove la Natura provvederà a trovare anche per loro un certo tipo di equilibrio. Il nostro compito è vigilare, attrezzarsi adeguatamente per la sicurezza dei pastori, dei turisti e degli allevamenti di montagna. Trovare soluzioni non è facile e non è lo sco-


trentinolibri

IL LIBRO

pag. 80 - Euro 15,00

www.curcugenovese.it

po del mio racconto, rivolto a ragazzi che dovrebbero avvicinarsi al mondo della natura piuttosto che attaccarsi ai cellulari, disegnare e creare piuttosto che giocare con video game. Andranno studiate al più presto nuove misure per la sicurezza di tutti, uomini e animali. Una volta per scoraggiare i ladri bastava una tapparella abbassata. Oggi, nonostante sofisticati sistemi di allarme e porte blindate, i furfanti entrano nelle nostre case. Si potrebbe monitorare il numero dei lupi e là dove si ritenga che vi siano elementi in eccesso e dunque pericolosi per la comunità, prevedere un loro spostamento indolore verso altre regioni che abbiano spazi territoriali più ampi e lontani dal lavoro agricolo dell’uomo. Nel tuo racconto dell’uomo non vi è traccia. Una scelta che denota finalità simboliche, ma che ha quali motivazioni? La posizione dell’uomo, in quanto antagonista dei grandi predatori, non mi avrebbe permesso di osservare la difficile vita di queste “creature libere e intelligenti, premurose con i cuccioli e diffidenti con gli umani”. Mi sono volutamente isolata, per mettermi dalla loro parte, affiancandoli con la fantasia per entrare in empatia con loro. Troppi umani si uccidono tra loro, nelle

relazioni parentali, nelle lotte di mafia, non certo per procurarsi il pane quotidiano, né per difendere i cuccioli, anzi spesso, per sbaglio o ancor peggio volutamente, uccidono cuccioli umani innocenti e soltanto dopo i loro efferati delitti vengono rinchiusi in un “recinto”, ma non certo abbattuti, tanto che dopo aver scontato la pena, circolano ancora liberamente. Questo racconto esiste in una realtà parallela dove le regole le fa la natura e non l’uomo. Come ogni storia per ragazzi vuol far riflettere e indurre a considerazioni del tutto personali, nonché provocare un dibattito produttivo. Ad un certo punto tu scrivi che “anche la natura si ammala e muore”. È un ammonimento? La natura è come tutti noi, subisce mutazioni e distruzioni in seguito ad eventi a volte naturali, ma in altri casi provocati ancora una volta da noi umani, convinti che essa sia indifferente e si rigeneri da sola. Invece quel che viene distrutto non esiste più. Quel che è inquinato sarà nocivo a tutti gli esseri viventi, non escluso il terreno e l’aria. I pesticidi, tanto dannosi alla nostra salute alimentare, vanno a colpire piante e animali cioè esseri incapaci di difendersi, di prendere provvedimenti, di considerare le percentuali velenose, di cambiare habitat consapevoli dei pericoli provocati dalle attività umane. La natura tutta recita il suo unico ruolo possibile di vittima dei nostri giochi di potere e consumismo. Per secoli non abbiamo guardato al di là del nostro naso ed ora le conseguenze appaiono fatali. Lupo Perla, il protagonista de “La tana del lupo” compie un viaggio. Ce lo puoi brevemente descrivere? Lupo Perla intraprende un viaggio metaforico dal Sud al Nord, assimilabile alla realtà di chi dal Sud cerca nel Nord opportunità di lavoro e di

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trentinolibri benessere che nella sua terra non trova, assimilabile a chi, come i nostri giovani, parte verso luoghi lontani alla ricerca del lavoro che corrisponda alle loro aspettative, assimilabile a tutti quelli che partono, sognano e sperano in tempi e luoghi migliori. Nel viaggio Lupo Perla affronta rischi e pericoli, perché è responsabile di un piccolo branco che via via aumenterà i suoi elementi attraversando la penisola italiana, la cui descrizione è un’occasione per il lettore di amare la propria terra da Sud a Nord. Con il viaggio il capo branco combatte il serio rischio di estinzione della propria specie e solo alla fine del suo arduo compito, quando scopre il territorio adatto al suo gruppo, formerà la coppia Alfa. Questo viaggio avventuroso è necessario al lupo, per poter raggiungere l’importante scopo della riproduzione. Si sa che più un viaggio è difficile, più lo scopo raggiunto procurerà felicità. Nel libro non mancano però anche gli orsi… Non potevo lasciare fuori dal racconto un animale così importante, quasi preistorico, che evoca in noi tempi primitivi sconosciuti, un animale così radicato nelle montagne che fa parte della nostra storia. Il suo ritorno ha creato reazioni contrastanti, ma nel mio racconto l’ho amato molto, ho seguito il suo vivere come se fosse una creatura vicina alla nostra comprensione. Le sue reazioni aggressive dovute alla difesa personale e dei cuccioli, ispirano in me solidarietà e tenerezza. Basti osservare l’atteggiamento affettivo che un’orsa concede al suo cucciolo, per capire come siamo simili tra creature. Anche nell’orso la natura ha distribuito bellezza e perfezione. Ci dici qualcosa sulla tecnica pittorica usata per le tue bellissime illustrazioni? Mi lusinga questo complimento. L’uso della matita e della 56

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china rappresentano per me una tecnica abituale, quando eseguo schizzi improvvisi. Ho scoperto che, per certi disegni, la penna biro nera ha delle caratteristiche di leggerezza che la china non si può permettere e dunque riesco ad ottenere delle preziose velature che arricchiscono il lavoro monocromatico del bianco e nero. La biro nera, a seconda della pressione che esercito su di essa, produce vari livelli di grigio che mi servono per dare profondità e luce al disegno. Disegno con la facilità di chi parla. Il segno mi ha sempre attratta, mi circondano i suoi intrecci accattivanti, mi insegue e mi conquista mentre con le sgorbie eseguo incisioni su zinco che diventeranno acqueforti contrastate. Quando ho compreso che per me il segno non aveva più segreti, ho seguito un breve corso a Venezia per la tecnica dell’incisione. La copertina del libro è realizzata con tecnica mista, china e acquerello, altra tecnica un po’ dimenticata, messa all’angolo come la poesia, in questi tempi di cultura digitale. L’ultima di copertina ho voluto realizzarla, unico esperimento, con la tavoletta grafica per verificare se quel mezzo così freddo e sconosciuto riusci-

va a catturare il mio segno veloce: forse ci è riuscito. Il segno mi rende libera, perché la mano ritrova la sua autonomia perduta. Il gesto grafico si sta atrofizzando in noi a causa del “clik” sul cellulare e sul computer, per ottenere il quale basta l’azione di un solo polpastrello. Al giorno d’oggi i nostri polpastrelli sono la parte più sensibile di tutta la mano! Non ho perso l’abitudine di scrivere a mano su quaderni invitanti profumati di carta, con biro odorose di inchiostro, matite profumate di grafite e così “vedo” il mio futuro disegno, vedo le scene del racconto, le immagini che esso mi ispira, non posso non vederle, per questo illustro i miei libri. Nel tuo animo di artista la scrittura e la pittura occupano lo stesso posto o una delle due prevale sull’altra? Per capire la mia indole basti pensare che ci sono giorni in cui ho nostalgia del segno e del colore, come se fossero presenze vive, quasi terapeutiche per l’anima sempre più distratta. Di loro non posso fare a meno per rigenerare fantasia e vita. Altri giorni scaturisce dalla mia mente un’idea che devo assolutamente fissare su un foglio, perché potrebbe diventare l’idea per

un libro. Anche adesso, che il mio lupo ha terminato il suo viaggio, sto pensando ad una nuova avventura, in altri luoghi naturali, altri paesi, per scoprire nuovi aspetti della natura. Una parola sul tuo libro precedente, dedicato alla tragedia del Cermis, riletta per i più piccoli. Anche lì l’impegno civile e ambientale appare la tua cifra… Credi che i libri abbiano una funzione anche in questo senso? Sentivo il bisogno di trovare per i più piccoli una piccola grande storia nuova che interpretasse quel tragico evento con un filo di speranza, la speranza che siano i nostri figli a capire come tutelare il territorio prima che sia tardi e “passare a loro il testimone della tutela assoluta del nostro pianeta che ci è stato regalato integro”. Ho fatto passare il messaggio che la natura non è indifferente e, come chiunque venga tormentato si ribella, al punto che le Alpi fuggono dalla nostra Terra e ci lasciano soli. Solo il bimbo protagonista prometterà alla Terra che sarà lui a proteggerla in futuro. Il titolo “La fuga delle Alpi” la dice lunga. Ho creato con china e pastelli disegni accattivanti, a volte con richiami surreali, per indurre i piccoli lettori alla ricerca di queste forme nascoste nelle immagini. Per avvicinare i piccoli lettori all’arte del colorare, ho affiancato a disegni a colori, le tavole in bianco e nero per il lavoro di coloritura. Le immagini fantasiose, dove le emozioni sono interpretate con colori caldi o freddi, colpiscono la mente dei fanciulli che a quell’età è fervida di idee ed entusiasmi. È risaputo che ogni libro insegue un obiettivo. Io, con i piedi per terra e la testa nelle nuvole della fantasia, desidero riportare la mente e il cuore di noi tutti, verso la realtà ambientale che ci richiede impegno costante e attenzione. Troppo è stata ignorata. ■



trentinoattualità trentinoeventi

TRENTINO BOOK FESTIVAL. di Silvia Tarter

TRA MEMORIA E NOSTALGIA TORNA, PER LA IX EDIZIONE, DAL 13 AL 16 GIUGNO, IL FESTIVAL LETTERARIO, CON TANTI OSPITI ILLUSTRI: PIERGIORGIO ODIFREDDI, ANTONIA ARSLAN, VITO MANCUSO, VALERIO MASSIMO MANFREDI, ANTONELLA BORALEVI E TANTI ALTRI ANCORA. PER RIFLETTERE SUL VALORE DELLA NOSTALGIA, IN UN MONDO SENZA PIÙ MEMORIA...

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he valore può avere oggi la nostalgia? In un presente sempre più dominato dall’innovazione tecnologica, frastornato da miriadi di applicazioni e software che sorgono come funghi, sul quale incombe lo spauracchio, eccitante e temuto allo stesso tempo, dell’intelligenza artificiale, tendiamo sempre più spesso a rifugiarci nel passato recente, in cerca di conforto. Un passato dove certo non esistevano

zati cializ e p s o ia, siam terap tici e o t i f in sme ia, co io. t a p o r o-b natu tti ec to prodo amen t n u p Su ap ulenze cons ate alizz n o s r pe

parecchie delle comodità di cui godiamo oggi, ma che indubbiamente appariva molto più autentico, genuino, e persino romantico del funzionalissimo tempo in cui viviamo ora. Un’era a cui guardiamo con nostalgia e sentimentalismo come a un’età dell’oro, di cui ricordiamo con tenerezza alcuni elementi in un fortunato revival del vintage: dagli oggetti cult, alle canzoni, ai modi di vivere. Ma si sa, non è tutto oro quel che luccica... Il nostro

passato è fatto anche di eventi tragici, di enormi drammi umani e sociali, di cui cerchiamo di scongiurare il ritorno eleggendo continuamente giornate dedicate al ricordo, alla memoria di genocidi, olocausti, stragi e violenze, quando in realtà alcuni sentimenti diffusi, di paura e rancore, non sono troppo lontani da quelli che serpeggiavano in alcuni momenti drammatici dei decenni precedenti. Nostalgia e nostalgismo da un lato, e

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Valerio Massimo Manfredi

Piergiorgio Odifreddi

Antonia Arslan

dall’altro perdita della capacità di esercitare la nostra memoria, che scegliamo di delegare sempre più ai contenitori digitali di cui ormai non possiamo fare a meno. È su questo delicato e contraddittorio rapporto che vuole riflettere e interrogarsi quest’anno il Trentino Book Festival di Caldonazzo, la manifestazione dedicata alla letteratura, alla cultura e alla riflessione critica sull’attualità, che arriva a spegnere 9 candeline. Quali saranno gli appuntamenti di questa nona edizione? Si partirà il 13 giugno, con un consueto antipasto di festival. Dopo l’inaugurazione delle mostre al pomeriggio, al via con il primo incontro letterario insieme all’affezionato scrittore trentino Fiorenzo Degasperi, che presenterà il suo nuovo libro sulla Valsugana. Si continua con la presentazione dell’ultimo lavoro del fotografo trentino Giorgio Salomon, una meravigliosa raccolta di fotografie dedicata ai laghi; sarà inaugurata anche un’installazione con la raccolta dei suoi scatti, visitabile per tutta la durata dell’evento. Chiusura in bellezza di questa serata d’anticipo, in onore dell’indimenticato

e indimenticabile Fabrizio De Andrè a 20 anni dalla scomparsa, insieme al gruppo Parole & Musica con la performance “Canzoni e Radici”. Il festival aprirà ufficialmente il sipario venerdì 14 giugno, al pomeriggio, con l’inaugurazione e un esordio in musica, insieme al gruppo Bisca Bis che vuole riproporre lo storico gruppo “la Bisca”, per poi proseguire con lo scrittore Giuseppe Festa e il suo “I figli del bosco”, un avvincente racconto sul fascino della natura e il millenario rapporto di attrazione e paura tra uomini e lupi. Grande ritorno al Trentino Book Festival per Antonia Arslan. La nota scrittrice de “La Masseria delle allodole”, porterà il romanzo “La bellezza sia con te”, un viaggio in mondi lontani alla scoperta dell’altro e della sua bellezza, unica fonte di salvezza contro le tenebre dell’intolleranza. Altro grande ospite della serata sarà Piergiorgio Odifreddi, famoso matematico, che insieme al direttore dell’Adige Alberto Faustini, dialogherà sulla democrazia, i suoi limiti e le sue contraddizioni, in una lucida analisi che rivela i meccanismi dell’uso e soprattutto

l’abuso di potere nel nostro paese. La prima giornata si chiuderà infine con la rappresentazione “Emigrante... pensieri in valigia” in compagnia del Coro la Tor di Caldonazzo, Nadia Martinelli e Stefano Borile. Sabato 15 giugno il festival si aprirà con Francesco Filippi, scrittore levicense, che con il volume “Mussolini ha fatto anche cose buone” rifletterà sul nostalgismo che circola tuttora intorno al fascismo, e su alcune frasi spesso ripetute, che ancora, a settant’anni di distanza dalla caduta del suo regime, elogiano l’operato di Mussolini. Si prosegue con Matteo Righetto e l’ultimo volume della sua trilogia della memoria: “La terra promessa”, la storia di emigrazione verso il Nuovo Mondo di due giovani fratelli, tra paure, speranze, solitudini, e l’accoglienza in quella che sarà la loro nuova casa: l’America. Altro nome di spicco è poi Valerio Massimo Manfredi, professore, storico, e conduttore tv, che con il suo ultimo libro “Quinto comandamento”, ci condurrà in un Congo in preda al caos e alla violenza, nel bel mezzo di una guerra civile: una recente pagina di storia non troppo

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Vito Mancuso

Antonio Manzini

Antonella Boralevi

conosciuta. In tema di memoria alpina è invece il volume “Walter Bonatti: il sogno verticale”, scritto da Angelo Ponta, che ha raccolto una serie di cronache e inediti sul grandissimo alpinista, che sarà ricordato e omaggiato anche dalla presidenza della SAT. Grande ritorno sarà anche quello di Antonella Boralevi, amata scrittrice che porterà la sua ultima fatica, attesissimo seguito de “La bambina nel buio”: “Chiedi alla notte”, un sottile thriller al femminile, dove l’omicidio di una talentuosa attrice a Venezia rivela un’inquietante catena di segreti. Con “Cosa diremo agli angeli” il trentino Franco Stelzer, divenuto autore di culto per il suo tono poetico, si addentra invece in una riflessione filosofica, un’esplorazione romanzesca della miseria e delle imperfezioni umane. Si gioca ancora in casa con Ilaria Senter e il suo “Forèst”, delizioso racconto che apre un ricordo sul nostro recente passato, quello dei nostri nonni, che hanno vissuto gli anni della guerra e della Resistenza. Un passato lontano, ma in fondo neanche troppo, che presenta dei

punti in comune con il nostro tempo, in un vivace e affettuoso confronto generazionale. Alla sera, ci sarà poi un momento molto intenso dedicato alla strage del Cermis, tristissima pagina per la storia trentina, che verrà ricordata con lo spettacolo “Ciò che non si può dire”, con Mario Cagol e Alessio Zeni. Domenica 16 giugno, la giornata conclusiva del festival, sarà densa di appuntamenti sin dal mattino. Si comincia con l’ironia di Antonio Manzini, autore di gialli e ideatore delle avventure del noto vicequestore Rocco Schiavone. A Caldonazzo porterà “Ogni riferimento è puramente casuale”, un volume che racchiude sette racconti che ritraggono, in modo critico e sarcastico, il mondo del libro e dell’industria culturale. A seguire l’incontro con Massimo Libardi e Fernardo Orlandi che presenteranno "L'ultimo giornale dell'Imperatore". Si parlerà poi di memoria, dello sport, con Giulio Corradi, il famoso campione di sci della nazionale italiana negli anni ’70. Con il suo “Ma come avente fato?” si ripercorrerà la storia di un’avventura

con gli sci ai piedi, dai primi passi fino ai trofei conquistati, raccontando, allo stesso tempo, i cambiamenti del territorio trentino. Assieme al noto scrittore Roberto Cotroneo, che presenterà il suo “Niente di personale”, faremo invece un’incursione romanzesca nel recente passato italiano, che diviene il modo per fotografare il declino culturale di oggi. Dall’Italia ci spostiamo nella Siria devastata dalla guerra, con Karim Franceschi. “Non morirò stanotte” è la storia, realmente vissuta, di un giovane di neanche trent’anni partito a combattere contro le milizie dell’Isis, mosso dalla volontà di rifiutare l’indifferenza, e contribuire ad aiutare le popolazioni vittime della violenza sanguinaria del califfato islamico. Si vola poi, letteralmente, ancora più in alto insieme a Roberto Battiston e il suo libro “Fare spazio: i miei anni all’agenzia spaziale italiana”, dove il fisico racconta la sua incredibile avventura presso l’Agenzia Spaziale Italiana. Altro incontro molto atteso quello con Ben Pastor, italiana naturalizzata sta-

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l Festival pensa naturalmente anche ai più piccoli, con tante simpatiche attività tutte dedicate a loro! Oltre alla mostra e alle letture in Sala Capricci, le tre giornate saranno costellate di innumerevoli appuntamenti divertenti. Anche quest’anno torneranno infatti le Fabuline, le bravissime Alice e Manuela che con i loro spettacoli incanteranno i bambini, avvicinandoli a differenti tecniche narrative e creative come il teatro delle ombre e il teatro dei burattini. Tutti a teatro invece, a conoscere l’indimenticabile storia di Don Chisciotte, classico sempre attuale, insieme alla compagnia Filo ViVa di Vigolo Vattaro. Grande ritorno sarà poi Stefano Bordiglioni, scrittore, insegnante e pedagogo, che proporrà due incontri di letture sabato 15 e domenica 16. Sabato sera al Book Garden, torna invece Gek Tessaro, autore e illustratore, che porterà la magia del suo teatro disegnato con Libero Zoo. Infine, domenica 16 giugno la giornata inizia con Astrid Mazzola, narratrice trentina, che presenterà lo spettacolo “La danza della luna”.

Ben Pastor

Roberto Cotroneo

tunitense, autrice delle avventure di Martin Bora, ufficiale dell’esercito tedesco e collaboratore dei servizi segreti, protagonista di una serie di romanzi ambientati nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, che presenterà il suo “La notte delle stelle cadenti”. Un’altra signora del festival sarà poi Simona Baldelli, con “Vicolo dell’immaginario”. Un romanzo che riprende le atmosfere del realismo magico, calate nell’Italia degli anni ’60 e nella Lisbona degli anni ’70, raccontando lo scontro tra la paura e la passione, i desideri e lo smarrimento per la fine di un’epoca, e sancisce il primato della letteratura come materia e fondamento di ogni gesto quotidiano. In serata, presso lo splendido cortile di Corte Trapp, l’appun-

tamento è con il teologo Vito Mancuso, che con “La via della bellezza”, ci condurrà in un’avventura alla ricerca delle sorgenti della bellezza, quale misteriosa forza in grado di attrarre l’uomo, che va oltre l’esteriorità fino a raggiungere le corde dell’anima. Una via da proteggere, e perseguire, per raggiungere la salvezza e la verità. Dopo una riflessione tanto profonda, il festival ci lascia con un sorriso sulle labbra e un finale in allegria. A calare il sipario su questa nona edizione sarà infatti l’ironia del simpatico Mario Cagol che, accompagnato dal Corpo Bandistico di Caldonazzo, divertirà con lo spettacolo “Diario di una schiappa”, divenuto un classico della letteratura per ragazzi. ■

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GUSTOSE RICETTE ARTIGIANALI Quando il profumo del pane appena sfornato invade la cucina, viene subito a tutti l’acquolina in bocca. E non è un caso che il pane sia sempre in tavola e con qualsiasi pasto, perché il pane è e rimane - anche secondo i moderni dettami della scienza dell’alimentazione un’importante alimento base. Il pane non è però tutto uguale! Per questo desideriamo mostrarvi con questo libro come poter preparare e cuocere il pane in casa, senza usare conservanti o aromi artificiali.

Per farlo avete bisogno soltanto di farina, acqua, lievito o pasta acida e sale. Vi diamo molti suggerimenti sugli ingredienti di base, sulla preparazione dell’impasto e sulla cottura del pane. Serve davvero poco per trasformare la vostra cucina in un piccolo panificio! Parlare soltanto del pane non ci pareva tuttavia abbastanza. Così abbiamo provato anche una serie di creme da spalmare che si abbinano particolarmente bene alle nostre ricette di pane.


Il forno

Se il forno non è dotato dello specifico programma per la cottura del pane, bisognerebbe cuocerlo con calore statico. In questo modo non si secca troppo velocemente come nella cottura ventilata.

Il vapore

Perché si formi sul pane una bella crosta, lo si dovrebbe cuocere preferibilmente in un forno a vapore. Se non lo si ha, basta sistemare sul fondo del forno una ciotola pirofila con dell’acqua o spruzzare il pane durante la cottura con dell’acqua.

Buono a sapersi Chi comincia a fare il pane in casa dovrà affrontare anche l’insuccesso, pur attenendosi precisamente alla ricetta, perché la panificazione dipende da molti fattori. Importante è controllare continuamente il processo di cottura. Inoltre bisognerebbe provare a vedere se il pane è cotto a puntino picchiettandone la superficie o servendosi di uno spiedino d’acciaio o di uno stuzzicadenti di legno.

Dopo la cottura

A cottura ultimata, si estrae il pane dal forno e lo si pone a raffreddare su una grata. Per fare in modo che il raffreddamento avvenga in modo corretto e il liquido superfluo evapori veramente, non bisognerebbe mai adagiare il pane appena sfornato su un tagliere o un altro piano!

La crosta è dura o il fondo del pane è troppo scuro

Se la crosta è dura, significa che la temperatura del forno era troppo alta. Se il fondo è troppo scuro, si è cotto il pane con cottura statica troppo alta, oppure la placca del forno era posizionata troppo in basso.

Il cosiddetto pseudo-cereale, l’amaranto.

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trentinostoria M. Moro, “Ingresso in Rovereto dalla parte di S. Maria”, Sec. XVIII-XIX

di Francesca Mazzalai

L’INFANTA PASSÒ DI QUI

1666. È UNA DATA CHE L’INGHILTERRA RICORDERÀ A LUNGO, A CAUSA DI UN DEVASTANTE INCENDIO CHE RADE AL SUOLO LA CITTÀ DI LONDRA. ISAAC NEWTON SCRIVE IN QUEI MESI UN CELEBRE TRATTATO. IN FRANCIA INVECE, DOVE REGNA LUIGI XIV, MOLIERE SCRIVE ”IL MISANTROPO”. MA IL 1666 È ANCHE L’ANNO IN CUI IL TRENTINO REGISTRA IL PASSAGGIO DI SUA MAESTÀ L’INFANTA DI SPAGNA MARGHERITA TERESA D’AUSTRIA, MOGLIE DELL’IMPERATORE LEOPOLDO I D’ASBURGO

R

overeto, 1666. È una cupa mattina di metà ottobre, l’aria è particolarmente frizzante e volgendo gli occhi all’insù si notano nuvoloni neri carichi di pioggia. “Un peccato” pensa tra sé e sé il cardinale d’Harrach, mentre una smorfia di fastidio attraversa il suo volto rugoso. Il sessantottenne cardinale e arcivescovo di Praga Ernesto Adalberto d’Harrach, proprio come tutta la città di Rovereto, è infatti in attesa del “grande evento”. Quel giorno le persone ferme ai lati delle vie sono parecchie. Proprio come era accaduto qualche settimana prima. D’Harrach per un momento torna indietro con la mente a quel momento, quando la popolazione si era riversata in strada, sì, ma per vedere lui, d’Harrach – nominato nuovo Principe Vescovo di Trento – mettere per la prima volta piede nella diocesi. In suo onore la città si era vestita a festa. Il clero, la nobiltà e tutto il popolo si erano preparati ad accoglierlo e, lungo la via che 64

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Ernesto doveva attraversare per giungere a Trento, erano stati innalzati archi trionfali dal sapore barocco, ideati dall’architetto Ludovico Sardagna. Come le cronache dell’epoca ci raccontano, l’arco posto all’altezza della porta di San Martino (il primo che d’Harrach aveva incontrato

Ritratto del cardinale d’Harrach, opera di Frans Luycx del 1635

entrando in città) era adornato con figure della mitologia classica e della religione cristiana insieme; il tutto condito con allegorie e motti in latino volti a esaltare le virtù del cardinale e (con l’occasione) a ribadire le speranze riposte in lui per la protezione e la sicurezza del territorio. Fino a quel momento – come dicevamo – il cardinale d’Harrach non aveva mai potuto soggiornare nel Principato. Gli impegni internazionali lo hanno tenuto sempre lontano. Ma ora le cose stanno diversamente. È stato l’Imperatore Leopoldo I in persona a inviarlo a recarsi a sud delle Alpi, e non solo per prendere finalmente possesso della diocesi. L’Imperatore gli ha affidato un incarico molto personale e delicato: attendere a Rovereto l’arrivo della giovane sposa di Leopoldo, Margherita Teresa, e diventarne la guida spirituale. Leopoldo e Margherita Teresa non si sono mai visti: sono nati ai due capi dell’Impero, lei in Spagna, lui in Austria. I due si so-


trentinostoria

Juan Bautista Martínez del Mazo, Ritratto di doña Margherita d’Austria, 1666

no sposati “a distanza”, per procura, e solo ora, da donna maritata, la giovane (accompagnata da una scorta faraonica) ha potuto mettersi in viaggio da Madrid alla volta di Vienna. La collocazione geografica della città di Trento, lungo l’asse che dalla penisola italica porta a nord delle Alpi, garantisce al Principato un passaggio frequente di personaggi di rilievo. E questa volta nessuno vuole lasciarsi scappare l’occasione di vedere il volto della giovane Imperatrice. Margherita ha da poco compiuto 15 anni e si sussurra che sia una fanciulla incantevole. La ragazza è in viaggio già da mesi. Il 27 aprile del 1666, due giorni dopo le nozze per procura celebrate nel palazzo reale di Madrid tra lei e Leopoldo, l’Infanta è infatti partita con il suo immenso seguito alla volta di Vienna dove la attende il novello sposo (che ha avuto modo di conoscerla solamente attraverso i dipinti del grande pittore di corte Diego Velasquez, il quale l’ha ritratta più volte, fin da bambina). Un dolce volto pallido, incorniciato da lunghi e setosi capelli color miele. Questo è tutto ciò che Leopoldo ha potuto vedere di sua moglie. Intanto, durante gli otto mesi del lungo e faticoso viaggio necessario a Margherita Teresa per arrivare a Vienna, è stato predisposto un nutrito seguito a comando del quale si trova il duca di Alburquerque, già viceré del Messico e di Milano. Come

guida spirituale (nell’attesa di raggiungere il principe vescoco d’Harrach) è stato scelto il cardinale Colonna. La scorta personale di Margherita è composta invece da sole donne, fra cui la dama di camera, la contessa di Benevento e la nutrice. Oltre a loro (e intorno a loro) si conta una moltitudine di dame (in carrozza) e cavalieri (a cavallo), trombettieri e soprattutto soldati armati. A questi uomini è affidata la difesa di un patrimonio immenso – composto

soprattutto da gioielli e denaro – che dalla Spagna deve arrivare (possibilmente intatto) a Vienna e che rappresenta una ghiottissima preda per i briganti che popolano non solo strade e boschi, ma anche i mari. Una volta attraversata la Spagna e arrivati sulla costa che si affaccia sul Mediterraneo, è infatti necessario imbarcare tutto e tutti sulle galee che li porteranno fino alle coste liguri. Da lì il cammino verso nord riprenderà via terra. Nel frattempo, dalle varie corti europee è un continuo via vai di messi, inviati a raggiungere i luoghi dove transita l’Imperatrice per riportare le ultime notizie. Persino le gazzette locali aggiornano la popolazione sullo stato del viaggio. In Europa sembra che non si parli d’altro. Non stupisce che l’Infanta e Leopoldo suscitino tanta curiosità: l’unione fra i due rampolli della dinastia d’Asburgo rappresenta un evento dall’impatto politico e strategico enorme, destinato a cambiare per sempre l’equilibrio esistente. Il più sollecito nel chiedere di continuo notizie sembra essere proprio l’Imperatore Leopoldo, che da Vienna ha istituito addirittura un servizio di posta settimanale per mantenere le comunicazioni costanti, senza immaginare di essere diventato lui stesso oggetto di interesse e pettegolezzo. Le cronache dell’epoca descrivono Leopoldo come piccolo (addirittura “minuscolo”), quasi sepolto dalla sua lunga parrucca nera, “di costituzione debole e malaticcia, d’indole malinconica e d’aspetto comune, il labbro austriaco d’insolite proporzioni”. Si dice che nonostante la sua giovane età (26 anni compiuti a giugno) il suo incedere sia “maestoso, lento e studiato; l’aria pensosa, il modo di rivolgersi impacciato, le maniere rozze, l’atteggiamento freddo e flemmatico”. Eppure nei confronti di Margherita Leopoldo dimostra (e dimostrerà sempre) grande sollecitudine e attenzione. A conferma della sua premura, l’Imperatore ha già previsto che ad attendere Margherita a Milano siano inviate cento carrozze, milleduecento cavalli e altre mille persone. Nulla viene lasciato al caso. Anche Rovereto vuole rendere omaggio al passaggio dell’Infanta e, il 2 luglio del 1666, le autorità comunali, riunitesi in consiglio, decidono che Francesco Scutellari, Ferdinando Panzoldi, insieme a Giorgio Betta dal Toldo, Giulio Pizzini, Giovanni Orefici, Nicolò Rosmini (ovvero i membri della delegazione costituita per

Leopoldo I. Ritratto di Guido Cagnacci, (1657-1658) 65

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trentinostoria la speciale occasione) “debbino pensare alle dovute demostrazioni da farsi al passaggio di detta Augustissima sposa e poi riferire la loro determinazione”. Ancora una volta l’imperatore, per dare segno tangibile della sua presenza, all’approssimarsi della data prevista fa arrivare a Rovereto altri 5000 uomini che scorteranno la moglie fino a Vienna. La data in questione è il 17 ottobre 1666. Quel giorno esatto la giovane Margherita Teresa mette piede nella città della Quercia e il suo arrivo viene sonoramente annunciato alla cittadinanza grazie a “tre salve” sparate dal castello. È proprio vicino al maniero che l’Infanta è diretta, e per la precisione al piano nobile di Palazzo Pretorio dove è stato predisposto il suo alloggio. In onore dell’Infanta, di fronte al palazzo è stata eretta un’imponente porta trionfale di addirittura 75 metri d’altezza, progettata in stile ionico. E questo pare essere solo l’inizio. L’accoglienza imperiale prevede l’allestimento di un reggimento di millecinquecento uomini e soprattutto un ricevimento degno delle più illustri famiglie nobili (giunte appositamente da Vienna), comprensivo di “soprabondanza di salvatico, d’uccelli domestici, de’carnagi d’ogno qualità, e de frutti d’ogni genere, con quantità immensa d’ogni sorte d’eccellenti vini”. La festa in onore di Margherita Teresa si dimostra un autentico successo. Le ore trascorrono liete in allegria fino a tarda notte, nonostante gli impegni del giorno seguente (tra cui la messa solenne officiata nella chiesa di San Marco dal cardinale d’Harrach). Per la celebrazione giungono dame e cavalieri dalle città di Verona, Venezia,

Velazquez, “Infanta vestita di rosa”

Mantova, Padova, Vicenza. La chiesa però non può contenere tutti, ad alcuni di loro toccherà aspettare fuori. Alla notizia, tra i nobili si scatena il caos e a rimettere calma non contribuisce l’inspiegabile assenza dell’Infanta. Alle undici, orario dell’inizio della messa, di lei non c’è ancora traccia. Bisognerà attendere almeno due ore, sino all’una, per vederla finalmente comparire, agghindata “alla moda spagnola”, fasciata da un abito con “molto grande guardinfante (la famosa struttura composta da cerchi di legno degradanti utilizzata sotto le vesti per dare all’abito la nota forma “a campana”) e un gran numero di diamanti in forma di nastro sopra il petto”. Tra la popolazione accorsa nei pressi di San Marco si diffonde lo stupore. I gioielli dell’Imperatrice suscitano non poca invidia fra le dame presenti, costrette a celare il fastidio con un mezzo sorriso di circostanza. Anche la carrozza imperiale non è da meno, “tutta dorata e tutto fornita di

Rovereto, Corso Bettini a metà ‘800. Incisione di Basilio Armani 66

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ricco broccato d’oro cremisino, con grandissimi pizzi d’oro pendenti, con sei cavalli castagni generosissimi tutti con li fornimenti d’oro”. Dopo la messa, per la cattolicissima Margherita Teresa si susseguono le visite: prima fra tutte quella al monastero delle clarisse in San Carlo. Dopodiché riparte la sequela di ricevimenti. I nobili roveretani sembrano voler fare a gara nell’esibire la propria ospitalità alla sovrana, consapevoli che a brevissimo le impressioni di Margherita Teresa avranno modo di essere condivise con l’Imperatore, ma anche (e soprattutto) con la lontana (e avidissima di novità) corte imperiale. È ora infatti per l’Infanta di lasciare il principato vescovile, salutare la città della Quercia e rimettersi in viaggio verso Trento. C’è solo il tempo di sostare brevemente a Castel Pietra, dove il barone Giovanni Andrea Giovannelli (proprietario nel maniero e illustre personaggio noto anche presso la corte di Vienna), ha fatto preparare una porta trionfale talmente spettacolare da lasciare la popolazione letteralmente a bocca aperta. Dalla porta in questione partono due fontane distinte, nelle quali si può ammirare lo scorrere incessante di vino rosso e bianco e - come racconta Liliana De Venuto ne Il passaggio dell’Infanta di Spagna nel Principato vescovile di Trento - “una galleria di tele dipinte fiancheggiata da altre gallerie, sotto le quali erano stati disposti lunghissimi tavoli ricoperti di rare confetture appositamente fatte venire da Venezia e da Genova”. Assaggiate quelle delizie, la carovana si rimette in moto per giungere a Trento dove Margherita Teresa arriva (quando ormai si è fatta notte) sotto una pioggia scrosciante. Inutilmente in Contrada Larga si attenderà l’arrivo di Sua Maestà per poter esibire il mirabile risultato di due mesi di incessante lavoro da parte delle maestranze locali (“cinquanta uomini fra pittori e manovali”): un arco trionfale di oltre trenta metri d’altezza, le cui decorazioni riproducono sia l’amore tra i due novelli sposi sia il dominio degli Asburgo, esteso, grazie a quell’unione, sui quattro continenti di Europa, Asia, Africa e America. Margherita Teresa non avrà modo di vederlo, nemmeno da lontano. All’alba del giorno successivo l’Infanta è già in viaggio con il suo seguito per raggiungere Leopoldo I e la sua nuova vita. A Vienna. ■ Ma questa è un’altra storia.


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IL FESTIVAL DEL LATTE TRENTINO DI QUALITÀ

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DA GIUGNO FINO A SETTEMBRE UNA SERIE DI APPUNTAMENTI IMPERDIBILI IN DIVERSE LOCALITÀ DELLE VALLATE TRENTINE, CHE AVRANNO PER PROTAGONISTA LA GUSTOSISSIMA E SALUTARE BEVANDA... Archivio Trentino Marketing. Romano Magrone

n un sorso di latte di montagna è racchiuso un mondo intero. Un mondo fatto di ingredienti autentici e genuini, come l’erba fresca dei pascoli in alta quota, l’aria tersa e l’acqua limpida delle sorgenti. Come il lavoro, paziente e scrupoloso, di allevatori e malgari. Il latte alpino è frutto di un territorio dall’elevato grado di biodiversità e testimone di una storia antica, di tradizioni e saperi consolidati che si tramandano nel tempo da generazioni. Conoscere questa storia è fondamentale per comprendere il valore che sta dietro alla produzione di questo straordinario prodotto della dieta quotidiana, che figura tra le eccellenze della filiera agroalimentare trentina e rappresenta anche un importante elemento della sua economia agricola. Proprio

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trentinoeventi Archivio Trentino Marketing

per questo è nata l’iniziativa Latte in Festa, che vuole omaggiare l’oro bianco del Trentino in tutte le sue forme e i suoi derivati, incoraggiandone il consumo. L’evento, giunto alla sua IV edizione, è promosso e coordinato da Trentino Marketing, con la collaborazione delle APT locali e dei Consorzi di Promozione turistica, di Concast, il Consorzio dei Caseifici Sociali Trentini, Latte Trento, Federazione Provinciale Allevatori Trento, Strada dei Formaggi delle Dolomiti, Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole, Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, oltre alle Pro Loco, comitati ed enti culturali locali. Quest’anno il programma vanta un calendario davvero nutrito: saranno nientemeno che 87 gli appuntamenti legati al mondo del latte, ad animare l’estate da giugno a settembre con momenti di degustazione, escursioni, ruspanti competizioni e intrattenimento per bambini. Tra i numerosi incontri proposti nell’ambito della rassegna non potevano mancare le feste legate all’alpeggio e alla transumanza, per celebrare la salita al pascolo dei capi di bestiame con l’inizio della stagione: dall’1 al 2 giugno 68

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Archivio Trentino Marketing - Gloria Ramirez

si terrà dunque la manifestazione Verso l’alpeggio, nella valle del Vanoi e a Canal San Bovo. A partire dal 21 giugno tornano anche le amatissime Albe in malga, 39 in tutto, le escursioni di buon mattino accompagnati da una guida verso una malga. Qui si potrà assistere da vicino alla pratica della mungitura del latte e alla sua trasformazione in burro, yogurt e formaggi da parte del malgaro. Il tutto ammirando il sorgere del sole sulle vette e gustando una nutriente colazione. Alle famiglie in particolare saranno poi dedicate le Albe in Malga for Family, speciali appuntamenti che si terranno nei week end. Tra le altre iniziative della manifestazione, ci sarà modo di riscoprire anche l’antica arte della fienagione, grazie ai divertenti appuntamenti dove cimentarsi in una sfida di falciatura a mano, che si terranno alle Viote del Bondone, così come a Cogolo e Roncone. E poi ancora, in Val di Fiemme, Fassa, San Martino di Castrozza, Primiero e Vanoi troveremo la simpatica tradizione del pic nic riproposta in una versione “lattiero casearia”, ovvero il Cheesenic, un pranzo al sacco con un

cestino colmo di deliziosi formaggi da gustare seduti sull’erba. In Val di Sole, a Malé, dal 31 agosto al 2 settembre si svolgerà invece il Cheese Festival, un evento nell’evento interamente dedicato al formaggio, che avrà come protagonista principale il Casolét, presidio Slow Food. Il 2 settembre inoltre a Castel Caldes si terrà l’asta del formaggi della Val di Sole, primo di una serie di 4 appuntamenti dell’iniziativa Malghe a Castello, volti a valorizzare le eccellenze casearie locali. A segnare il tramontare dell’estate saranno infine le Desmontegade, ovvero la discesa dai pascoli a valle dei capi di bestiame, dove in un allegro scampanellare gli

animali saranno accolti in un clima festoso, a congedo dalla stagione estiva. Saranno una decina gli appuntamenti di questo tipo discolocati in diverse zone: dalla Valle di Fiemme alla Val di Fassa, l'Altopiano di Pinè, la Valsugana e l’Altopiano del Tesino, il Primiero, la Val Rendena e la Val di Sole. Ma veniamo ora al programma nelle singole tappe della festa. Si comincia il 7 giugno a Favrio di Fiavé, un piccolo borgo rurale vicino alle Terme di Comano, che ospiterà la prima edizione di “FestiVALatte, racconti di latte e di fieno”: una tre giorni all’insegna della scoperta di questa bevanda dalle


trentinoeventi Daniele Lira - Desmontegada di Predazzo

mille virtù. Venerdì 7 giugno si potrà conoscere la storia dei caseifici turnari dell’ecomuseo della Judicaria, mentre il giorno seguente, l’8 giugno, al mattino presto si partirà con l’Enmalgada: dalla piazza di Favrio si raggiungerà Malga Misone, dove si potrà assistere alla caserada, la preparazione dei derivati del latte da parte del malgaro (su prenotazione). La festa proseguirà poi in paese per tutta la serata con convegni, giochi, buona cucina e musica. Domenica 9 giugno, dopo una ruspante colazione a base di pan e lat l’inaugurazione del nuovo sentiero del latte, insieme ad un accompagnatore di territorio. Seguiranno l’apertura

del mercato dei produttori, il pranzo con menù degustazione di prodotti trentini, e al pomeriggio il gioco a squadre Fen su l’era, dove i 6 comuni dell’Ecomuseo Judicaria si sfideranno... all’ultimo sacco di fieno! Dal 14 al 16 giugno ci si sposta a Vigo Rendena per una dolcissima festa in onore del più goloso dei derivati del latte: naturalmente parliamo del gelato! Apertura venerdì 14 con la cena di gala (prenotazione obbligatoria), per proseguire al sabato pomeriggio con una serie di attività tra cui l’inaugurazione del Museo del gelato, che ospiterà delle gigantesche installazioni a forma di gelato. Per la gioia dei più piccoli ci saranno poi

tanta animazione, letture, e lo spettacolo “Il pifferaio magico”, con il corpo musicale di Vigo Darè. E poi ancora, la serata prosegue all’insegna di gusto e divertimento con il pic-nic gourmet (prenotazione consigliata) e musica dal vivo fino alla chiusura. La festa continua la domenica 16 con intrattenimento, degustazioni, e il laboratorio per bambini “il piccolo gelataio”, dove imparare come si prepara il gelato. A seguire, la premiazione del concorso “Vota il gelato che preferisci” , dove si potrà decretare il più buono di tutti. Appuntamento in Val Venegia, a San Martino di Castrozza e Mezzano, dal 21 al 23 giugno, ad inaugurare l’inizio della stagione dell’alpeggio, ai piedi delle meravigliose Pale di San Martino. Venerdì 21, partenza quindi con le Albeinmalga for family a Malga Juribello, nel parco naturale di Paneveggio e delle Pale di San Martino. Sabato invece, tutti a scoprire i pascoli della Val Venegia, con passeggiate guidate, Milk Orienteering, gimkane, laboratori e golosità, per poi concludere la serata a San Martino di Castrozza con Malghe in piazza, dove degustare i piatti della tradizione. Domenica 23 giugno, infine, gran finale della manifestazione tra i carat-

teristici portici di Mezzano: una giornata dove scoprire antiche ricette, rispolverare i giochi di una volta ed assistere ad un’autentica gara di mungitura. Sarà la montagna di Trento, il Bondone, con i suoi vasti spazi, ad ospitare la festa il 27 e 28 luglio. Sabato 27 luglio, un’Alba in malga ci condurrà dal Malgone di Candriai a Malga Brigolina. Alle Viote, sarà invece inaugurato il villaggio del Latte in Festa, che rimarrà aperto per tutto il fine settimana. Qui si potranno degustare prodotti lattiero caseari e prendere parte a laboratori e attività a tema. Alle 14 si partirà invece da Vason per un’escursione guidata in e-bike, la bicicletta a pedalata assistita. E poi ancora, il pomeriggio prosegue con intrattenimenti per bambini, visite guidate al giardino botanico delle Viote ed escursioni a cavallo; musica in serata. La domenica si aprirà invece con la tradizionale gara amatoriale Fen Fen, l’allegra competizione in costume tipico per ricordare l’antica pratica della fienagione a mano. Al pomeriggio seguiranno giochi, visite guidate alla scoperta delle erbe officinali, fattorie didattiche, gare campestri, insomma, una serie di attività per un fine settimana 69

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davvero stimolante, e naturalmente gustosissimo! In Val di Fassa, al latte sarà dedicata l’intera settimana che va dal 28 luglio al 4 agosto, durante cui sarà possibile usufruire della Milk Card, una tessera che consentirà di partecipare a diverse iniziative per conoscere le qualità del latte delle Dolomiti di Fassa. Si parte con la festa il 28 luglio, con un Open Day alla Mélga de Fascia. Dopodiché l’intera settimana sarà animata da visite guidate, percorsi in agritur, dimostrazioni di mungitura, momenti di benessere e persino una cena sotto le stelle in un maso, lungo la Strada dei Formaggi delle Dolomiti. Il 3 e 4 agosto, si sale in quota per la festa Ta Mont, dove nell’incantato scenario della Valle San Nicolò si terranno giochi, spettacoli, momenti di degustazione e laboratori, dedicati al latte e ai formaggi locali come il famoso Cher de Fascia. Dal 31 agosto al 1 settem70

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bre la festa del latte farà poi tappa in Val di Fiemme. Sabato 31 in programma una bella escusione da malga Sadole, nell’omonima valle, fino allo splendido Pian delle Maddalena, dove ristorarsi con un cheese-nic, pic nic a base di formaggi, allietato da una colonna sonora di campanacci di mucche e caprette. In serata, i più romantici potranno assistere al tramonto in malga, e all’osservazione delle stelle in compagnia di un esperto astrofilo. Il 1 settembre si scende a Predazzo, dove la piazza principale ospiterà il mercato del latte, laboratori e un evento di show cooking. Da qui partiranno inoltre dei tour a tema come il Treno del latte e il Cheese Bike Tour, un tour in bicicletta dedicato al formaggio. Il 21 e 22 settembre si festeggia nelle Giudicarie, al lago di Roncone, con una mostra di capi bovini e l’apertura del Villaggio Mostra mercato latte in festa. Per

tutta la giornata ci sarà un angolo dedicato ai bambini, dove giocare a riconoscere i prodotti Marchio Qualità Trentino e magari portarsi a casa qualche bel ricordo. Al pomeriggio, i bambini, di nuovo protagonisti, potranno cimentarsi invece nell’arte di far sfilare i vitellini nel ring, come dei veri e propri conduttori di bestiame. Si prosegue con la merenda e la caserada; dopo la cena invece un concorso decreterà le mucche campionesse delle sfilata. Il 22 settembre durante l’incontro Latte, pensieri e parole #MilkLife, si approfondiranno le proprietà nutritive del latte insieme a un dietologo e specialista alimentare, con un focus speciale dedicato alla Spressa delle Giudicarie, eccellenza DOP della valle. A seguire, il concorso rassegna mucche in latte, la caserada e un momento di show cooking con il noto pasticcere Manuel Ferrari di Villa Serbelloni, per conce-

dersi un tripudio di dolcezze, (su prenotazione). Parallelamente, il 21 e 22 settembre Latte in festa animerà anche la Val di Rabbi, per due giornate ricche di appuntamenti, con escursioni, degustazioni, visite ai pascoli, mercatini e laboratori. Al mattino del 21, ci sveglia presto per una camminata guidata fino a malga Fratte, insieme alle guide del parco nazionale dello Stelvio (prenotazione obbligatoria). Dopo l’inaugurazione della festa, con l’apertura del Mercato in bianco, del Ristolatte e l’esibizione del gruppo folk “I Quater sauti rabiesi”, il pomeriggio si presenta davvero denso di attività, una più golosa dell’altra: concorsi, laboratori, e alle 15.30 Dalle stelle... alle stalle, lo spettacolo di show cooking con lo chef Davide Zambelli (prenotazione obbligatoria). Infine, aperitivo e chiusura in bellezza con la cena a 4 mani preparata nientemento che da un duo di chef stellati (prenotazione obbligatoria). Il 22 settembre sarà la volta dell’attesissima Desmalghjada, la discesa degli animali dall’alpeggio fino a valle. Insieme alla guide del parco dello Stelvio si scenderà quindi dalla località Fontanon verso il Pian delle Maddalene, dove, dopo una ricca colazione a Malga Stableti, si attenderanno le mucche da accompagnare in paese. La Grande Sfilata dei capi inizierà alle 11.30, con l’arrivo delle prime mandrie in Località Pian delle Maddalene. La festa continuerà fino alla sera, all’insegna del gusto, della musica e del divertimento, con la riscoperta di giochi antichi, ma sempre affascinanti, come il salto nel fieno. Tra le tante attività di questa due giorni, sarà possibile anche visitare una segheria veneziana, che verrà messa in funzione per i bambini, insieme alle guardie del Parco Nazionale dello Stelvio. ■


UN SORRISO IN 24H Caredent Dental Experts, gruppo di oltre 60 centri dentistici. Fiore all’occhiello della clinica, orientata soprattutto alla chirurgia e implantologia orale, è l’intervento a carico immediato realizzato dal Dott. Matteo Giorgi, che permette a pazienti con completa o parziale edentulia, la riabilitazione del sorriso in poche ore con una soluzione minimamente invasiva dal punto di vista chirurgico. “Quando viene perso un dente afferma il Dott. Giorgi - oppure quando è irrecuperabile o assente, è possibile inserire subito un impianto, cioè una vite endo-ossea che funge da radice artificiale. Su questa nuova radice viene costruito nell’arco di poche ore il nuovo dente, restituendo al paziente estetica e funzione in tempi rapidi e con un post operatorio poco doloroso”. Questo tipo di intervento è indicato sia nei casi di mancanza di singoli denti sia nel caso in cui vi sia necessità di riabilitare un’arcata completa: un’alternativa ideale alla protesi mobile che non comporta particolari controindicazioni di salute generale e permette di migliorare la qualità di vita dei pazienti risolvendo problemi estetici e masticatori. In ogni caso, il primo step è che il paziente venga visitato da un implantologo e che vengano fatti tutti gli accertamenti diagnostici che il medico reputerà necessari: panoramica e all’occorrenza un esame radiografico

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COL CARICO IMMEDIATO più approfondito ovvero la Tac 3D Cone Beam. Professionalità ed alta qualità delle tecniche adottate sono dunque i punti cardine dell’operato della clinica Caredent di Rovereto; il Dott. Giorgi ancora sottolinea come l’intervento a carico immediato consenta di ottenere un risultato più che soddisfacente sia dal punto di vista estetico che funzionale. La clinica Caredent di Rovereto, infine, è convenzionata con società finanziarie grazie alle quali i pazienti possono beneficiare di finanziamenti e di piani di pagamento personalizzati, con l’obiettivo di rendere le cure maggiormente accessibili.


trentinoincontri

«LA MUSICA?

È UN LUOGO MAGICO »

di Fabio De Santi

EMANUELE LAPIANA È UNO DEI MUSICISTI TRENTINI PIÙ IMPORTANTI DI SEMPRE. NON SOLO PER AVER PORTATO NEGLI ANNI NOVANTA LA SUA BAND, I C.O.D. ALLA RIBALTA NAZIONALE CON TANTO DI CONTRATTO IN CASA VIRGIN, MA ANCHE PER LA SUA VOGLIA DI ESPLORARE NUOVI ORIZZONTI E DI METTERSI SEMPRE IN GIOCO

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a le forme sonore di “Bionda e disperata” il nuovo capitolo discografico di Emanuele Lapiana che da anni si muove sotto la sigla di N.A.N.O. Per chi non conosce lo stato delle cose della scena rock della nostra terra, Emanuele è uno dei musicisti più importanti di sempre, non solo per aver portato negli anni ’90 la sua band, i C.O.D. alla ribalta nazionale con tanto di contratto in casa Virgin, ma anche per la sua voglia di esplorare nuovi orizzonti e di mettersi sempre in gioco. Lapiana ne ha messe in fila tante di note e canzoni negli anni, era il 1994 il debutto dei C.O.D., passando per il duo Lovecoma fino alll’ultimo aka targato N.A.N.O. Ora è il tempo di 72

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"Bionda e Disperata" un lavoro che si presenta senza la pretesa di essere applaudito: puro, crudo, così come lo stato d’animo che lo accompagna. Una scelta, un’intenzione precisa, il rifiuto della musica come accessorio, come sottofondo: una scelta che, insieme a tante altre cose, ci racconta Emanuele Lapiana in questa intervista. Emanuele, cosa racchiude il tuo ritorno discografico? Questo disco è una bella tappa del mio percorso musicale ed umano. Negli ultimi anni ho potuto sperimentare molto con sonorità e linguaggi nuovi; dalle colonne sonore al videomapping, fino al podcast e la Radio. Ho ascoltato e scoperto molta musica e persone nuove. Principal-

mente è una serie di canzoni scritte per elaborare cose che mi sono successe, un po’ come mi accade sempre. Io scrivo tanto e spesso, e ad un certo punto arriva l’esigenza di mettere un po’ il punto sulle cose. Perché “Bionda e disperata”? Perché credo che ognuno di noi abbia una parte maschile ed una femminile che si alternano nel prevalere, a seconda dei momenti e delle situazioni. Questo è un disco in cui, credo, sia uscita molto la mia parte femminile. Bionda è la parte leggera, scherzosa e solare, (auto)ironica; disperata ha meno bisogno di spiegazioni. Mi piaceva l’accostamento di queste due cose perché riassume per-

fettamente il mood del disco. Dal punto di vista dei suoni che disco ne è uscito? È un lavoro molto elettronico, senza dubbio, ma ricco di elementi umani; gli interventi vocali sono tutti curatissimi ed inseriti in un contesto sonoro chiaro e scarno. Ne emerge una certa complessità se vogliamo… complessità intesa come Natura, intendiamoci. La bellezza della Natura sta nella sua complessità secondo me. Ecco, ho cercato di fotografare un momento senza semplificarlo. A forza di semplificare le cose stiamo diventando degli analfabeti sentimentali. Tempi di musica digitale ma tu hai puntato anche sulla forma fisica, quale e perché?


trentinoincontri Proprio per “forzare” un po’ la mano a chi ascolta solo la musica digitale. Costringerlo bonariamente a fare un rito, riappropriandosi anche del tempo dedicato alla musica. Mettere sul piatto un vinile è un’esperienza, un rito appunto… ti costringe a sederti ed ascoltare, anziché parlare e parlare… Mi piace l’idea di un ritorno, seppur momentaneo, all’ascolto dell’altro piuttosto che di se stesso. I miei dischi preferiti li ho tutti scoperti dopo avere dato loro attenzione, approfondimento. Se mi fossi fermato alla prima impressione mi sarei perso moltissimo… È un po’ come andare in montagna; la fatica ti fa apprezzare molto di più i particolari, gli istanti i panorami, la compagnia. A proposito di vinile quali sono i primi dischi che hai comperato da ragazzo? Il primo disco che ho comprato era degli Ultravox “The Collection”, poi un 45 giri dei Bronski Beat e Chronic Town dei R.E.M.. E quelli imprescindibili che ti porteresti sulla classica isola deserta? The Cure “Disintegration”, Talk Talk “The Colour of Spring”, Gorillaz “Plastic Beach”, “New Order “Get Ready” e Dalla / Morandi. Cosa ti ha spinto a fare musica? La sensazione che mi accompagna da sempre è quella che la musica sia una lingua franca, un luogo magico, a sè stante; la Musica è lo scrigno che custodisce il meglio delle emozioni delle persone. Credo ancora sia così. E quanto è difficile farla a Trento? Come in molti altri luoghi di provincia. Forse nelle metropoli ci sono più possibilità, ma la provincia ti consente anche di non essere troppo alla moda e fuori tempo. Trovo che dalla provincia escano spesso le proposte musicali più interessanti ed intriganti. Con i C.o.d. avete puntato

in alto, fra Virgin Records e concerti al fianco degli Skunk Anansie: cosa ti manca di più di quegli anni? Nulla. Davvero nulla. Sono stati anni bellissimi, ma anche questi anni non scherzano, e me li sto godendo con la consapevolezza del tempo che è passato. Nel 2008 il primo bagliore del tuo nuovo progetto sotto la sigla di N.A.N.O.: da quali esigenze aveva preso forma? Per me la musica è sempre stato un rifugio, un luogo dove mettere le cose che non vanno ed elaborarle, analizzarle, trovare soluzioni e strategie per la vita. Parto pressappoco sempre da lì. Cosa fai quando non suoni? Lavoro per la mia agenzia di comunicazione sonora che si chiama oSuonoMio e che è specializzata nell’utilizzo di suono e musica per comunicare l’identità dei Brand. Abbiamo lavorato per molti marchi importanti, costruendo campagne, eventi, webradio, sonorizzazioni e podcast. Siamo una delle agenzie più attive in Italia. È un lavoro che mi piace molto, e che ci sta dando grandi soddisfazioni. Tuo figlio Tommaso sta seguendo i tuoi passi con una delle realtà più creative della scena trentina, gli INA INA, anche se la band ha ora la sua tana a Londra: che effetto ti fa? Mi piace quello che fa e sono molto contento per lui. Sono orgoglioso del percorso che ha scelto, non perché è musicale, ma perché lui ed il suo gruppo di amici hanno avuto il coraggio di uscire dalla propria comfort zone e mettersi in discussione lontano da Trento. Hanno scelto il posto più difficile e competitivo del mondo probabilmente, ma credo che questo farà bene a tutti loro per il futuro. Sono bravi e spero riescano ad ottenere quello che meritano. 73

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trentinodanza trentinoattualità

BALLIAMO SUL MONDO

di Sandra Matuella

COMPIE 30 ANNI LA SCUOLA DI BALLO E RELATIVA COMPAGNIA DI DANZA “DES ETOILES”, OSSIA "LE STELLE" IN FRANCESE, FONDATA NEL 1989 DA MAURO D’ALESSIO, UNA STAR DEL BALLO ITALIANO: CAMPIONE NAZIONALE DI DANZA SPORTIVA

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uando ballano brillano di luce propria grazie al giusto mix di impegno, cuore e passione: sono i danzatori che fanno parte della scuola di ballo e relativa compagnia di danza “Des Etoiles”, ossia le stelle in francese, fondata nel 1989 da Mauro D’Alessio, una star del ballo italiano: campione nazionale di danza sportiva, D’Alessio diventa un virtuoso dei balli standard dopo essere stato un enfant prodige del rock’n’roll acrobatico, poiché in questa disciplina conquista il titolo italiano a soli 13 anni. Mauro è stato il primo a portare in Trentino la cultura delle gare di ballo e dalla sua scuola di campioni di ballo ne sono usciti davvero tanti: è del 13 marzo 1991 il primo campionato regionale che si è svolto a Trento, al Palaz-

zetto dello sport del Santa Chiara. Quest’anno, quindi i “Des Etoiles” festeggiano i loro primi 30 anni di ballo che, grazie alla loro filosofia di arte e di vita, sono 30 anni di dedizione, disciplina, ma anche di divertimento e di educazione “perché si impara a rapportarsi con gli altri, in modo da diventare persone migliori – osserva Mauro D’Alessio – il ballo inoltre è sacrificio, perché si sa, non si raggiunge

nessun obiettivo, se non ci si rimbocca le maniche. E poi il ballo è emozione, esattamente come nella vita, dove i momenti più importanti sono quelli che ci suscitano emozioni, e il ballo ne è pieno”. E, cosa più importante, il ballo è per tutti: “ci sarà sempre chi è più portato degli altri, ma chiunque può scatenarsi e divertirsi ballando, e più si è meglio è”. La sede dei Des Etoiles è da sempre a Villazzano Tre,

Mauro D’Alessio 74

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in una sala da ballo davvero suggestiva, con gli specchi alle pareti, le sedie ai lati della pista, i faretti di luci colorate, le tende drappeggiate e una ricca galleria fotografica. La scuola propone corsi, stage e lezioni individuali di ballo standard, liscio, latino americani, balli caraibici, tango argentino, hip hop, danza moderna, reggaeton e mucca dance: iscritta alla Federazione italiana danze sportive, affiliata Coni, la scuola Des Etoiles collabora con la prestigiosa Accademia di Bologna “Team Diablo” per preparare gli allievi alle competizioni. Da una decina di anni, des Etoiles è sinonimo anche di musical, con laboratori di canto e coreografie per spettacoli. La scuola Des Etoiles è frequentata da duecento stelle di tutte le età, dagli junior ai senior, ossia dai 5 agli over


trentinodanza 60, e Mauro D’Alessio, maestro noto a tutti per il rigore ma anche per la sua generosità osserva: “sia a livello di tecnica che di espressione, insegno al principiante le stesse cose e che insegno al campione, solo in misura diversa”. Si tratta di una forma di rispetto verso gli allievi di tutti i livelli, infatti Mauro trasmette anche ai corsi base i preziosi insegnamenti ricevuti in Inghilterra da Bill Irvine, il maestro dei maestri, 16 volte campione del mondo, nonché collaboratore di Fred Astaire, che teorizzò le 7P del ballo: “la pratica e la perseveranza dei principi posturali promettono una perfezione psico-fisica”. Così, a Villazzano Tre si va a scuola di ballo, ma anche di carattere e buone maniere: “I risultati si ottengono grazie alla disciplina e all’impegno: essere belli e di talento non serve a niente se poi si arriva a scuola in ritardo, si è incostanti, non si ha rispetto delle regole del gruppo e nemmeno l’umiltà di accettare le critiche: chi è permaloso di solito non va molto lontano”.

Dopo di che, con i Des Etoiles si balla per competere, per esibirsi in pubblico o per puro divertimento: “le gare di ballo, però, esattamente come quelle sportive, forniscono al ballerino una motivazione in più per migliorarsi e per dare il massimo di sé”. I Des Etoiles sono campioni in pista, ma anche nella vita perché le loro iniziative sono sempre andate a sostegno di associazioni e attività benefiche, tra cui il Telefono Azzurro, Admo, l’Arca, Lilt, Croce Rossa, Adozione a distanza e Lifeline Dolomites: “Per noi la solidarietà non deve avere confini, né età. Ci piace pensare che siano proprio il voler aiutare gli altri e l’impegno umanitario che, nel corso di questi anni, ci hanno permesso di arrivare dove siamo arrivati, di sostenere progetti molto importanti regalando al pubblico sorrisi e divertimento”. Nel 2008, per festeggiare i vent’anni di attività, arriva la svolta dei Des Etoiles legata al musical: per trasformare una disciplina sportiva in una artistica e idonea per

il teatro, D’Alessio ha adattato i suoi passi di danza ai pezzi più celebri dei musical internazionali: così da dieci anni i Des Etoiles portano in scena, con successo e teatri sempre esauriti, una sorta di “musical dei musical”, con balli e arie tratte dai titoli più amati di sempre: “Tutti insieme appassionatamente”, “Mary Poppins”, “Il fantasma dell’Opera”, “Moulin Rouge”, “Bella e la Bestia”, “Notre Dame de Paris”, “Aladin”, “Anastasia”, “Re Leone”, “Mamma mia”

e ancora, “Sette spose per sette fratelli”, “Fame”, “Grease”, “Flashdance”, “Sister Act”, “Notre Dame” e “Blues Brothers”. Sono nati così “Tutti a bordo. Destinazione Musical”, ispirato a “Novecento”, il monologo teatrale di Alessandro Baricco, “Però”, e adesso lo spettacolare “Dreaming of Musical”, presentato in prima esclusiva lo scorso marzo in un Teatro Sociale di Trento esauritissimo per la bella festa dei 30 anni di ballo e di amicizia dei Des Etoiles. ■

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Union Alto Adige Südtirol, l’equipe sanitaria e gli chef vuole mettere in risalto come una persona con diabete possa approcciarsi a una cucina gustosa ed elaborata, conoscendo le proprietà nutrizionali degli alimenti.

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Bevete, quando vi alzate il mattino, a digiuno un bicchiere di acqua tiepida che stimola la peristalsi dell’intestino. Non dimenticate di bere anche durante il giorno a sufficienza. Portate con voi sempre una bottiglia d’acqua o sistematela, ben visibile. Mangiate tre volte al giorno verdura o insalata, di cui almeno una volta al giorno cruda. Le carote tagliate a pezzetti, il cavolo rapa e i finocchi crudi sono un sano spuntino tra i pasti o per la pausa pranzo. La frutta è ideale da portare con sé e per spezzare la fame. Utilizzate frutta e verdura di stagione e della regione. Mangiate più spesso pane o riso integrale e usate farina integrale per cuocere e preparare piatti al forno.

Mangiate soltanto raramente pietanze molto grasse e cibi fritti. I dolci fatti in casa contengono meno zucchero e grasso. Bevete meno alcolici e se li bevete, durante i pasti. Consumate raramente prodotti confezionati pronti ed evitate il fastfood. Cercate di muovervi di più durante la giornata, perché il movimento migliora i valori glicemici. Scegliete uno sport che vi piace e fate più spesso le scale o dei brevi tratti di strada a piedi. Anche saltare la corda o ballare sono attività ideali.

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Amici Artisti di Renzo Francescotti

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a Trento è venuta ad abitare 17 anni fa, con la sua con la famiglia, nel paese di Nogaré (684 m.), sulla strada per Piné, Michela Molinari. Lei e suo marito hanno impiegato anni a restaurare una vecchia casa; accanto alla quale ce n’è un’altra ristrutturata, dove sono arrivati i suoi genitori. Il paesino, che ha evidentemente preso il nome dagli alberi di noce, come ci informa Agostino Perini, alla metà dell’800 contava 399 abitanti e 42 case. 170 anni dopo di case ce ne sono di più ma di abitanti un quarto di meno: 295. Michela è nata a Trento nel 1970; si è diplomata nel Liceo Artistico “A. Vittoria” che tanti artisti anche molto noti ha sfornato. Ha poi proseguito per cinque anni gli studi a Milano, all’Istituto Europeo di Design, settore illustrazione. Tornata nella sua città natale ha cominciato a lavorare collaborando col Museo Tridentino di Scienze Naturali (non ancora divenuto MUSE, ancora nella sede di Palazzo Sardagna), realizzando illustrazioni per manifesti, pieghevoli, cartoline, magliette e per il suo primo libro illustrato, sulle palafitte di Ledro. In quegli anni, in Italia, le illustrazioni di libri per ragazzi e non solo erano molto modeste: solo in questi ultimi anni c’è stata un’autentica esplosione e il settore si è affermato quasi come un genere a sé. A questo punto, Michela comincia a collaborare con Art Media, che produce per il Comune di Trento materiale pubblicitario. Nel suo percorso scolastico ha studiato, ovviamente, la storia dell’arte, ha conosciuto tanti pittori: ma è agli illustratori che lei guarda, soprattutto a quelli francesi, (che continuano una prestigiosa tradizione); prediligendo Rebecca Dautremer 78

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PENNELLI INCANTATI ILLUSTRATRICE E PITTRICE, MICHELA MOLINARI È UN’ARTISTA ABBASTANZA ATIPICA. NON HA MAI FATTO MOSTRE PERSONALI: DIPINGE SOLO SU COMMISSIONE, E SE QUALCHE VOLTA LO FA PER PURO PIACERE e Benjamin Lacombe. Ammira Rebecca per la perizia con cui tratta le ombre, sa creare atmosfere, impagina le figure, le fa muovere in inquadrature cinematografiche.

Adora Benjamin, raffinatissimo come la Dautremer, per il trattamento del colore e la sicurezza del disegno, un disegno “gotico” che respira suggestioni dai pittori fiamminghi

e guarda anche a Leonardo. Di questo famoso illustratore, sul banco di lavoro della nostra artista è appoggiato un elegante volume con protagonista Biancaneve, pubblicato da Rizzoli nel 2012. Vi compare una piccola Biancaneve, di una vivacità mai vista, un capolavoro di vitalità… Scorriamo i libri illustrati di Michela Molinari: Le palafitte di Ledro (1996), La storia di Marilù e i cinque sensi (Erickson, 2010), Il gigante bianco (2011, Ed. Idesia), commissionato dal Muse, Una capra per amica (BQE, 2015). Quest’ultimo è un libro ideato da Lorenza Biasetto, brillante direttrice dell’APT di Piné e Cembra, sulla capra mochena, minacciata di estinzione; il testo è di Ierma Sega. Le due autrici sono andate assieme a conoscere le quattro pastore che ancora allevano questa capra: in Val di Cembra, in Val di Gresta, in Val dei Mocheni e sull’altopiano di Piné. Con la Sega, Michela ha poi pubblicato nel 2018, in mi-


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gliaia di copie, anche il suo libro più recente, La pazienza dei sassi (Il Prato), edizione in crowdfunding. Questa loro opera, in veste più raffinata, è stata ristampata, oltre che in italiano, in ladino e tedesco. La storia è quella di una giovane famiglia felice in cui esplode il dramma della mamma che si ammala di tumore. Una storia tutt’altro che facile da raccontare. L’artista riesce a farlo con eccezionali abilità e sensibilità, dipingendo ad acquerello, ambientando tutta la storia (tranne che in alcune tavole) su un grande divano rosso, che si popola di esseri umani, animali e oggetti, con uno stile molto personale che si esprime nelle linee curve, serpeggianti, ellittiche (vi filtra il Liberty); nelle teste dai grandi occhi a mandorla (suggestioni dai manga?) e dai colli lunghi. A questo punto rivelo a Michela quelli che, a mio avviso, possono essere considerati

i suoi “antenati”: Correggio, Bronzino, El Greco, Modigliani, nei quali le figure appaiono stirate in verticale, e coi lunghi colli, appunto. Li andiamo a visionare in Internet: splendidi, unici. Michela vi si riconosce e appare sorpresa, emozionata come una ragazzina. Anche perché, tranne l’ultimo artista, gli altri li conosceva o li aveva osservati ben poco. Ma la Molinari, oltre che un’illustratrice professionista, è un’artista che dipinge. Nel 2011, nelle Gallerie di Piedicastello, nell’ambito di un’esposizione sul tema del riciclo, assieme al marito Franz, arti-

sta di ready made, ha tenuta una mostra dal titolo “Piccoli incidenti domestici”. Perché questo titolo? Perché i due espositori si sono chiusi in casa per due mesi, realizzando le loro opere solo col materiale raccolto nell’edificio: Franz assemblando sculture interattive coi visitatori, fatte di materiali di recupero; e Michela dipingendo ad acrilico 10 grandi pannelli di eccezionale eleganza compositiva, con l’inserimento di oggetti trouvé. Un successo. La Molinari non ha mai fatto mostre personali: dipinge solo su commissione, e se qualche volta lo fa per puro

piacere, spunta quasi sempre qualcuno che le vuole comprare il pezzo. Sino ad oggi nessun critico aveva scritto di lei; che si è dedicata molto alle due figlie, Sofia di 18 anni e Emma di 15. Guarda caso entrambe frequentano a Bolzano la W.O.B., una scuola steineriana in cui la creatività (come nelle altre scuole di questo tipo) è valorizzata al massimo. E, dall’anno scorso, c’è anche Michela, che vi insegna materie artistiche. Insomma, tutti assieme appassionatamente, in scuola e famiglia, abitato e arte: padre e madre, marito e figlie. Cosa volere di più dalla vita? ■

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ano, ma anche bello e luminoso: ecco le caratteristiche di un sorriso perfetto. Che si tratti di macchie e discromie o di un impianto dentale, lo studio Socialdent di Mezzolombardo garantisce un approccio professionale e risultati eccellenti e duraturi: tutto questo, in un’unica seduta, per sfoggiare da subito un sorriso nuovo e irresistibile! MACCHIE E DISCROMIE Per avere denti più bianchi e luminosi, sempre più persone ricorrono a prodotti e trattamenti sbiancanti. Ma attenzione, il fai da te è rischioso e può causare danni seri alla dentina e rovinare la salute e la bellezza dei denti. Il consiglio è quello di rivolgersi a uno studio dentistico, in grado di effettuare i trattamenti più adatti in totale sicurezza: come Socialdent di Mezzolombardo, che effettua trattamenti professionali di sbiancamento dentale con prodotti di ultima generazione in maniera rapida, non invasiva e soprattutto rispettosa dei denti. Con un risultato che, oltretutto, risulta essere anche molto più efficace e duraturo nel tempo. Discromie e macchie causate dal fumo o dall’assunzione di bevande come tè e caffè, o di alcuni farmaci hanno

REGALATI UN SORRISO NUOVO! VERI SPECIALISTI DEL SORRISO, I PROFESSIONISTI DI SOCIALDENT SONO IN GRADO DI AFFRONTARE CON RAPIDITÀ ED EFFICACIA OGNI ESIGENZA: TRATTAMENTI DI SBIANCAMENTO PROFESSIONALE ASSICURANO UN SORRISO LUMINOSO, MENTRE LA CHIRURGIA GUIDATA DONA DENTI NUOVI IN 24 ORE vita breve e possono essere eliminate in una seduta! Ma non si tratta solo di una questione estetica, a volte le macchie dentali possono anche essere la spia di una lesione cariosa allo stadio iniziale (white spots e brown spots). Lo studio Socialdent di Mezzolombardo è attrezzato per affrontare anche questo problema con la massima professionalità e con l’impiego di prodotti di ultima gene-

LE CONVENZIONI DI SOCIALDENT

Socialdent opera in rapporto continuo con l’Arma dei Carabinieri, le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, l’associazione Acli e quella dei Mutilati e invalidi civili, offrendo tutta una serie di prestazioni agevolate, con sconti rispetto al listino base su molti tipi di intervento (impianti, estrazioni dentarie, ecc.). Le convenzioni sono state recentemente estese anche ad assicurazioni e mutue, fra cui UniSalute, Mutua Mba e molte altre di sanità integrativa.

razione: la speciale resina Icon ® consente, infatti, di eliminare le macchie di origine cariosa senza trapanare, senza sentire dolore e senza danneggiare il tessuto sano del dente. NUOVI DENTI SUBITO CON LA CHIRURGIA GUIDATA Da Socialdent è possibile avere denti nuovi in sole 24 ore grazie alla chirurgia guidata, evitando i traumi della chirurgia tradizionale. Una tecnica rivoluzionaria, che sfrutta le nuove tecnologie digitali e permette al chirurgo di pianificare nel dettaglio l’intervento, realizzandolo in una sola seduta, e al paziente di tornare a casa con una dentatura perfetta. Tra i vantaggi della chirurgia guidata c’è la sicurezza, perché permette

di evitare zone a rischio chirurgico; la rapidità, perché permette di pianificare prima tutto l’intervento; il tutto con poco dolore e con una riabilitazione molto più veloce. Qualunque sia il disturbo o la necessità, lo studio Socialdent è attrezzato per affrontarlo con successo. La prima visita, completa e senza impegno, permette di valutare assieme i vari tipi di intervento con un preventivo affidabile. Sorridere non sarà più un problema, ma una bellissima abitudine. ■

SOCIALDENT Mezzolombardo (TN) Loc. La Rupe via Trento, 115-117 Tel: 0461.600461

Dir. sanitario dott. Domenico Alati

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di Nicola Tomasi

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ai come quest’anno la bella immagine di Paolo Dal Ponte, che accompagna da tanti anni il Festival, risulta appropriata per illustrare lo spirito della proposta musicale: un abete che si fa violino. Gli strumenti ad arco saranno protagonisti della stagione, dando simbolicamente nuova vita e risonanza agli abeti, che l’Altopiano di Pinè ha perduto nella tempesta dell’ottobre scorso. Il Legno diviene tema musicale attraverso il focus sul Quartetto d’archi, massima espressione del repertorio per archi. Quindi inaugurazione il 6 luglio con il francese Fenris Quartet, recente vincitore dell’International Chamber Competition di Montecassiano e chiusura con l’insolita formazione del Duo Alambic violoncello e fisarmonica; mentre dal 19 al 24 agosto prima edizione della Pinè Strings, Officina del quartetto Incontri musicali di mezza estate. Una settimana di wokshops e concerti dedicati al quartetto d’archi; docenti Margherita Franceschini, Saverio Gabrielli, Andrea Harabagiu e la Master Class tenuta da Alina Commpany. Sempre facendo dialogare Musica e Natura, secondo tema del Festival sarà la luna, per ricordare l’allunaggio avvenuto 50 anni fa, in piena estate: era il 20 luglio 1969. Nella storia della musica, quasi ogni compositore ha trovato ispirazione nella enigmatica presenza notturna, che accompagna le nostre notti, quindi in ogni concerto un brano ”lunare“ omaggerà la luna silenziosa. Terzo focus Clara Schumann e il suo tempo nel 200mo anniversario della nascita della eccellente pianista e compositrice nonchè musa 82

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PINÉ MUSICA UN LUNGO ED ARTICOLATO CALENDARIO CHE DAL 6 LUGLIO RIPORTA LA MUSICA NELLA BELLISSIMA SALA DEL CENTRO CONGRESSI DI BASELGA ispiratrice di Robert Schumann e Brahms. Al romanticismo tedesco è dedicato il programma di Jonas Aumiller (21/7) gradito ritorno dopo la vittoria al Premio Melini 2016, dei Gruppi da camera

del Bonporti (13/7), del Trio Frühling (17/8). Infine due appuntamenti nell’Antica Pieve di Baselga: I Fiati solisti dell’Orchestra Haydn (28/7) e il Bonporti Antiqua Ensemble (10/8)

Il Festival è organizzato dalla Associazione Distratta Musa, Comune di Baselga di Pinè e APT Pinè Cembra. Info: info@distrattamusa.it info@visitpinecembra.it tel. 0461.557028. ■

“OLTRE LA LUNA”: CANTO, MUSICA, STORIA E...

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Associazione Musicale Calicantus, gli Astrofili di Caldonazzo e l’Associazione Amici della Storia (di Pergine) presentano il progetto OLTRE LA LUNA: quattro serate in cui si fondono musica, canto, scienza, storia, osservazione, temi scientifici, di divulgazione e didattici. Il titolo del progetto è stato pensato per dare spazio a diversi aspetti; “Oltre la Luna” non tratta solo di Luna, ma anche di astri e pianeti; si parlerà di storia dell’uomo e delle sue conquiste, si parlerà di scienza e astronomia, e le atmosfere sonore daranno forma alle emozioni. Quattro gli appuntamenti: il Coro Calicantus con il canto di brani polifonici sia a cappella che con accompagnamento strumentale selezionati dal maestro Eduardo Bochicchio, sarà il filo conduttore che accompagnerà il pubblico verso i contenuti scientifici; L’esperto aerospaziale Bruno Strim (Ass. Amici della Storia, Pergine) - che offre la propria esperienza diretta in quanto è stato Direttore dei programmi scientifici (satelliti e carichi utili per la stazione spaziale) di Alenia Spazio Torino - tratterà del macro-tema: “Lo spazio e storia della conquista”. L’Associazione Astrofili proporrà una descrizione della Luna, la sua morfologia e illustrerà i luoghi dove sono avvenuti gli allunaggi delle missioni Apollo; inoltre, in ogni serata e in ogni luogo, fornirà spiegazioni di ciò che sarà possibile vedere concretamente con i telescopi. L’occasione è ovviamente il 50esimo anniversario dell’allunaggio, avvenimento che ha stuzzicato l’ingegno creativo delle Associazioni che si sono impegnate nell’organizzazione di un evento originale e legato alla ricorrenza. Il progetto si sviluppa nel corso di quattro serate (8/6 Vigolana; 15/6 Sant’Orsola; 13/7 Bedollo; 19/7 Forte Benne), perché quattro sono le fasi lunari, e culmina in coincidenza dell’anniversario dell’allunaggio (19/7).


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di Fabio De Santi

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a regina del rock italiano: è questo uno dei tanti appellativi che hanno segnato la carriera di Loredana Bertè, una delle star al femminini le della musica tricolore capace con la sua grinta di superare anche tanti momenti difficili e di farsi amare dal pubblico anche in questo terzo millennio. Per tutto questo il concerto di Loredana Bertè del 2 giugno, alle 21, al Gran Teatro Palasport di Rovereto ha davvero i contorni dell’evento, sia perché in questa occasione la cantante chiude il suo trionfale Tour Teatrale 2018/2019, sia perché si tratta di una prima volta di un suo live in Trentino. Ad organizzare questo appuntamento sono la Fb Agency di Fausto Bonfanti, con Intersuoni Bmu Music Live in collaborazione con il Comune di Rovereto che per l’occasione vogliono trasformare il Palasport della Città della Quercia in un vero e proprio teatro per accogliere 1800 spettatori. Dopo l’uscita dell’album #LiBertè, l’artista pugliese ha iniziato un lungo tour con uno show durante il quale presenta le nuove canzoni insieme al repertorio composto dai suoi più grandi successi, con l’aggiunta della canzone “C’è qualcosa che non va”, presentata al Festival di Sanremo, con la quale ha ottenuto diverse standing ovations sul palco dal pubblico dell’Ariston. Loredana Bertè è stata assoluta protagonista dell’estate 2018 grazie a “Non ti dico no”, (il brano con i Boomdabash), per settimane al vertice della classifica dei brani più trasmessi in radio e della classifica di vendita, conquistando premi come tormentone estivo (Premio Power Hits Rtl

ETERNA, TRAVOLGENTE LOREDANA BERTÈ IL CONCERTO DELLA STORICA CANTANTE DEL 2 GIUGNO, AL GRAN TEATRO PALASPORT DI ROVERETO HA DAVVERO I CONTORNI DELL’EVENTO... 102.5, Premio Earone per il brano più trasmesso dalle radio) e certificazioni Oro e Platino. “Non ti dico no” è stato anche il primo estratto del nuovo attesissimo album di inediti, uscito lo scorso 28 settembre per la label Warner Music. LiBertè, prodotto da Luca Chiaravalli, esce dopo 13 anni dall’ultimo lavoro in studio. La scrittura dei brani vede la conferma come autrice della stessa artista e

la partecipazione di autori che avevano già collaborato con lei (come Ivano Fossati e Maurizio Piccoli), di autori della nuova generazione come Fabio Ilacqua e Gerardo Pulli e, per la prima volta, la collaborazione con un grande artista come Gaetano Curreri, voce storica degli Stadio. Nella scaletta del concerto non mancherà di certo: “Non sono una signora”, il suo più grande successo, scritto da

Ivano Fossati uscì nell’estate del 1982 vendendo oltre mezzo milione di copie e restando in classifica per 22 settimane. Ma il pubblico trentino ascolterà anche le sue canzoni del passato come “E la luna bussò”, con i suoi ritmi reggae style, “Sei bellissima” e “Dedicato“, insieme a diversi brani nuovi da “Anima Carbone”, “Maledetto Luna Park” e “Non ti dico” a “Cosa ti aspetti da me”. Riguardo alle forme del suo show, la Bertè ha raccontato: “In questo tour abbiamo messo in fila una lunga serie di sold out: tutti i concerti, fino ad oggi sono andati alla grande, ho un pubblico fantastico e anche a Rovereto, ne sono sicura, troverò lo stesso calore e lo stesso affetto che mi ha accolto in tutta Italia. Con la mia squadra abbiamo studiato per questo show una produzione importante riservando anche una grande attenzione alla parte inerente alle luci e ai videoclip che sottolineando diversi momenti del live. Al mio fianco on stage ci sono grandi musicisti e la mia amica vocalist Aida Cooper, per uno spettacolo autentico, come lo sono io, fatto di grandi emozioni”. ■ 83

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di Nicola Tomasi

Archivio fotografico Visitrovereto – foto di Elisa Vettori

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onosciuta da artisti famosi in tutto il mondo, Rovereto è una città che racconta il susseguirsi di diverse epoche storiche, dai torrioni del castello medievale all’avveniristica cupola in vetro e acciaio del Mart. Nel centro storico le atmosfere veneziane si mescolano agli echi della Prima guerra mondiale a cui fanno da contraltare i cento rintocchi della grande Campana della Pace. L’iniziativa di cui vi vogliamo raccontare oggi sono le attività per famiglie proposte ogni weekend dalla rete dei musei di Rovereto e Vallagarina. Tutte le informazioni su visitrovereto.it. Ma accenniamo ad alcuni esempi... I laboratori Little Mart sono occasioni di svago e apprendimento per sperimentare in modo giocoso i linguaggi dell’arte. Il tema degli incontri? Le mostre e le collezioni del museo o, più in generale, i temi e le tecniche dell’arte contemporanea. Vere e proprie palestre della creatività, i laboratori che si tengono al Mart coinvolgono bambini e adulti proponendo una partecipazione attiva. L’appuntamento è ogni domenica. Il Museo Storico Italiano della Guerra propone “Storie al Castello“, un’attività che si svolge negli spazi segreti del Castello di Rovereto, dove le

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UNA CITTÀ, TANTI MUSEI A ROVERETO E IN VALLAGARINA, OGNI WEEKEND PERCORSI DI SCOPERTA DEL TERRITORIO, LABORATORI E VISITE GUIDATE PER FAMIGLIE CON BAMBINI voci di personaggi vissuti nel passato raccontano a grandi e piccini un pezzetto di storia. Il loro racconto si anima nelle sale della rocca dei Castelbarco e narra di cavalieri e di soldati, di bambini e di dame, di castelli e di battaglie. Un viaggio sempre diverso alla scoperta del Medioevo e della Prima guerra mondiale. Alla Prima guerra mondiale è dedicata l’attività “I ricordi di nonno Giovanni“, soldato della Grande Guerra: un vecchio baule con all’interno oggetti, fotografie, lettere è lo spunto per raccontare le vicende di nonno Giovanni che cent’anni fa si è trovato a combattere una guerra che ha cambiato per sempre la storia. Le attività per famiglie della Fondazione Museo Civico ri-

velano le diverse anime di un museo che racconta le scienze naturali ma anche l’archeologia e l’arte, fino alle nuove tecnologie. In occasione della mostra temporanea “La Luna. E poi?”, nei weekend sarà possibile partecipare a diverse attività a tema. Ogni domenica il percorso guidato “Missioni spaziali sotto le stelle” accompagnerà i visitatori di tutte le età attraverso la storia dell’esplorazione spaziale per arrivare al Planetario del museo e scoprire le meraviglie del cielo in una stanza. Tutto l’anno il Castello di Avio accoglie i propri visitatori con un ricco programma di eventi ed attività dedicate ai più piccoli. Giochi, visite guidate, caccia al tesoro per scoprire gli angoli più nascosti di

questo affascinante maniero. Il Museo Diocesano apre le sue porte a grandi e piccini per scoprire insieme il tesoro della nobile famiglia Lodron nelle sale di Palazzo Libera con tre diversi tipi di attività: “Narrazioni per giocare con l’arte “(5-11 anni), “Il mistero dei Lodron. Caccia al tesoro per famiglie curiose“ (7-11 anni) e “Mettingiocoleparole… fra arte e poesia“ (6-11 anni). Forse non tutti sanno che il Trentino è uno dei maggiori produttori di energia pulita d’Italia. Hydrotour Dolomiti è l’affascinante viaggio promosso dal Gruppo Dolomiti Energia attraverso questo straordinario territorio e le sue centrali idroelettriche per scoprire come l’acqua diventa energia. ■


Al museo ci vado ogni weekend gioco, imparo, esploro

visitrovereto.it

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di Nicola Tomasi

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Suoni delle Dolomiti ed Arte Sella da sempre raccontano un Trentino in cui è possibile emozionarsi e vivere esperienze irripetibili immersi nell’arte e nella natura. Nel corso degli anni artisti internazionali hanno saputo dialogare con le montagne e la natura, attraverso la musica e le installazioni soggette alla trasformazione nel tempo, donando un volto nuovo e nuove possibilità di stupirsi di fronte ai luoghi che hanno interpretato. L’11 giugno alle 18 nell’area di Malga Costa in Val di Sella I Suoni delle Dolomiti propongono una “anteprima del festival”, che nell’estate 2019 celebrerà 25 edizioni, con un evento speciale denominato Musica per Arte Sella, una testimonianza di vicinanza a questa eccellenza culturale del Trentino che è stata duramente colpita lo scorso ottobre dalla tempesta Vaia. Il concerto organizzato insieme ad Arte Sella, dedicato alla rinascita e alla bellezza, vedrà protagonisti

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MUSICA PER ARTE SELLA A MALGA COSTA, I SOLISTI AQUILANI CON MARIO BRUNELLO E DUE OSPITI, VINICIO CAPOSSELA E STEFANO NANNI. APPUNTAMENTO L’11 GIUGNO I Solisti Aquilani, una delle più prestigiose formazioni cameristiche internazionali, in dialogo con il violoncello di Mario Brunello e con due ospiti d’eccezione come Vinicio Capossela e Stefano Nanni. Insieme per un concerto che vuole segnare un nuovo inizio per un paesaggio ferito da eventi naturali eccezionali La natura e la bellezza saranno il filo conduttore del programma musicale di questo appuntamento. I Solisti

Aquilani con il primo violino solista Daniele Orlando, simbolo della rinascita della città dell’Aquila, suoneranno un Concerto tratto dalle celeberrime Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi, un inno ai ritmi atavici della natura, già oggetto di un progetto discografico attento alle tematiche ambientaliste. Mario Brunello interpreterà la Pavane pour une infante défunte di Maurice Ravel trascritta da Stefano Nanni, curatore degli arrangiamenti e chiamato per l’occasione a dirigere l’orchestra. Vinicio Capossela presenterà infine una carrellata dal suo repertorio di canzoni con l’orchestra di archi e con Mario Brunello alcuni sonetti di Michelangelo musicati da Capossela e dedicati

alla bellezza. Tutti i proventi dell’evento saranno destinati alla ricostruzione degli spazi espositivi di Arte Sella danneggiati a fine ottobre dalla tempesta Vaia. L’ingresso al concerto è a pagamento fino a esaurimento dei posti disponibili (600); ingresso euro 30. In caso di maltempo il concerto verrà spostato al Teatro Sociale di Trento alla stessa ora. Si ringrazia per la collaborazione il Centro Servizi Culturali Santa Chiara. Il biglietto del concerto vale anche per la visita all’itinerario espositivo che anticiperà l’evento e per l’eventuale recupero che verrà comunicato entro le 17 del giorno precedente. Prenotazione obbligatoria tel. 0461.751251, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 12. ■


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iunte alla loro trentaseiesima edizione, le FESTE VIGILIANE tornano a raccontare la Trento di ieri, di oggi e di domani: sei giorni - da venerdì 21 a mercoledì 26 giugno 2019 - dedicati alla celebrazione del patrono cittadino, con un ricco programma spettacolare che abbraccerà, come consuetudine, le irrinunciabili manifestazioni tradizionali. Un’occasione di festa, ma anche di riflessione sulla storia della città, sulla sua attualità e sul suo possibile futuro: un’impostazione già sperimentata con l’edizione dedicata a “La città sul fiume” nel 2017, e nel 2018 con il tema “Oltre le mura”. La 36a edizione delle Feste Vigiliane avrà quindi un nuovo tema: “TRENTO NEL CUORE – conoscere, amare, vivere la città” che pone al centro la città con il vissuto di chi la vive giornalmente. La programmazione richiama il tema dell’edizione coinvolgendo molte realtà che in città si occupano di cultura e spettacolo, alcune delle quali festeggeranno in quest’occasione importanti traguardi della loro attività. Allo stesso tempo, alcune delle piazze cittadine saranno affidate alla cura di associazioni e consorzi locali, con una proposta di intrattenimento rivolta a diverse tipologie di pubblico. Parte del programma saranno anche visite guidate volte a valorizzare le zone meno conosciute della nostra Trento (in collaborazione con Galleria Civica e Museo Diocesano Tridenti-

“TRENTO NEL CUORE”: CONOSCERE, AMARE, VIVERE LA CITTÀ

Foto Romano Magrone

FESTE VIGILIANE 2019, 36ESIMA EDIZIONE LA TERZA AFFIDATA ALL’ORGANIZZAZIONE DEL CENTRO SERVIZI CULTURALI SANTA CHIARA

Foto Alessio Coser

no), tenuto anche conto che il 2019 è stato dedicato dal Ministero dei Beni culturali e del turismo alla lentezza e alla riscoperta dei tesori storici e ambientali meno battuti dal turismo di massa. Da venerdì 21 a mercoledì 26 giugno, ogni cittadina e cittadino potrà riconoscersi nella “propria” Trento e nelle “proprie” Feste Vigiliane, mentre gli occasionali visitatori riceveranno un’immagine vivace e partecipata della nostra città, in costante evolu-

Foto Romano Magrone

zione e in equilibrio dinamico tra passato e futuro. Cardine di questa 36a edizione saranno le immancabili manifestazioni tradizionali. Le feste patronali avranno formalmente inizio venerdì 21 giugno con il “Trionfo Tridentino” dentro le mura del Castello del Buonconsiglio, e il CORTEO STORICO per le vie della città. Inoltre, lo stesso giorno, si svolgerà in Piazza Fiera l’atteso TRIBUNALE DI PENITENZA, quest’anno affidato a LOREDANA CONT, che lo ha pensato in chiave femminile, e sarà affiancata sul palco da Doria Mariotti (avvocato) e Giovanna Tomasi (pubblico ministero). Sabato 22 si svolgerà la dodicesima edizione della

MAGICA NOTTE, che vedrà quest’anno un più ampio coinvolgimento di commercianti ed esercizi pubblici. Spostando l’attenzione a domenica 23, dalle sponde del fiume Adige si vedranno sfilare i 54 equipaggi che prenderanno parte al PALIO DELL’OCA (più le due zattere apripista dell’Esercito e del Corpo Permanente Vigili del Fuoco Trento), la cui premiazione dei vincitori avverrà, dopo l’abituale TONCA, nella rinnovata Piazza di Piedicastello, nel corso di una cena aperta al pubblico curata dai Polenter di Storo. La 36a edizione delle feste patronali si chiuderà mercoledì 26 giugno con la PROCESSIONE DI S. VIGILIO, la MESSA SOLENNE, e l’entusiasmante DISFIDA DEI CIUSI E DEI GOBJ in Piazza Fiera. L’agguerrita contesa tra Trento e Feltre per “la polenta” avrà infine la sua coreografica cornice conclusiva con i FUOCHI DI S. VIGILIO. Per maggiori informazioni sul programma visitare il sito www.festevigiliane.it ■ 87

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di Fabio De Santi

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aolo Fresu, Nicola Conte e Ares Tavolazzi: sono questi i tre assi della musica italiana calati dalla prima edizione di Rovereto Jazz, che si svolgerà in diversi spazi della Città della Quercia, dal 14 al 16 giugno. Una nuova iniziativa sonora che si apre, venerdì 14 alle 17, con il live dei Don Karate in Piazza Loreto mentre alle 19. 30 alla Libreria Arcadia in via Fratelli Fontana 16 Stefano Zenni presenta “Louis Armstrong. Satchmo: oltre il mito del jazz”. Sarà la piazza del Mart, alle 21, ad ospitare Nicola Conte e Spiritual Galaxy il nuovo “cosmico” progetto del noto chitarrista, dj e produttore. Un universo di suoni in espansione. Spiritual Galaxy nasce in occasione di Medi-

ARRIVA “ROVERETO JAZZ” LA PRIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL SI SVOLGERÀ A ROVERETO DAL 14 AL 16 GIUGNO. TRA GLI OSPITI, PAOLO FRESU E NICOLA CONTE mex 2017 da un’idea di Nicola Conte, il quale ha voluto coinvolgere da subito uno dei maggiori talenti del jazz italiano come Gianluca Petrella per creare una fertile occasione di rinnovamento musicale e artistico. Il progetto si

pone inizialmente l’obiettivo di condividere una visione musicale profonda con artisti proveniente anche da altri paesi, altre culture, e lo raggiunge pienamente. Il risultato è infatti potentissimo: pianeti di un’unica galassia

animati da un unico grande respiro, globale e profondo, un open group che ruota attorno all’incontro fortunato tra i musicisti. Un repertorio autentico che scava in profondità le diverse personalità musicali alla base del pro-

QUI ALTO ADIGE: “WORLD MUSIC FESTIVAL”

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ono nel segno del rock, con Welshly Arms e Tom Walker, i primi due appuntamenti della rassegna World Music Festival, organizzata dalla Showtime nella splendida cornice dei I Giardini di Castel Trauttmansdorff a Merano. I Welshly Arms, on stage il 13 giugno alle 21, arrivano dagli Stati Uniti e nel 2017 hanno scalato le classifiche internazionali grazie al successo ottenuto grazie al singolo “Legendary”: un brano dal ritmo davvero irresistibile per gli appassionati di rock a stelle e strisce trascinato anche da un videoclip capace di totalizzare oltre 17 milioni di clic su Youtube. Con una raffinata sensibilità per la tradizione americana del blues e del rock, ma anche con un ottimo orecchio per tutto ciò che è moderno e senza tempo, il sestetto di Cleveland (Ohio) ha conquistato, nel giro di poco, il cuore di una folta schiera di fan in tutto il mondo. Nel secondo album della band, “No Place is Home”, il rock alternativo si unisce a sonorità più vicine al blues e al gospel. Il 25 sul palco del World Music Festival ci sarà il musicista britannico Tom Walker il breakout artist che ha avuto più successo nel mondo nel 2018 con la bellissima ballad “Leave A Light On”, doppio disco di platino. Con oltre 300 milioni di stream e visualizzazioni a livello globale Tom Wlaker arriva in Italia con “What A Time To Be Alive” il suo album di debutto uscito lo scorso marzo con Sony Music. Ad anticiparlo le bellissime “Angels”, “My Way” e “Just You and I” senza dimenticare che recentemente, il cantautore ha collabora-

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to all’emozionante singolo di Marco Mengoni, certificato oro, “Hola (I Say)”, ai vertici dell’airplay radiofonico e della classifica italiana dei singoli. Il titolo dell’album è tratto da una delle più belle canzoni d’amore di Walker, “Blessings”, “Modo Antiquo” ed è indicativo dell’ottimismo di fondo che permea questa raccolta di 12 tracce scritte da Tom, da solo o in collaborazione, e cantate con il suo inconfondibile timbro vocale. Welshly Arms


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getto, menti creative diverse con un distinto approccio alla contemporaneità riuscendo a unire la “galassia Sun Ra” – con riletture originali – a una dimensione Afro 70’s e al sound di Detroit, costruendo un ponte ideale fra la cultura africana, lo spiritual jazz e l’elettronica nel senso più pop del termine. L’atmosfera che si viene a creare è dinamica, di grande trasporto, satura di un’energia positiva e in grado di abbracciare una platea eterogenea, sia per età che per formazione, e altamente ricettiva. Spiritual Galaxy è una dimensione in divenire, in formazione continua, immagine dell’entropia del mondo contemporaneo che è disordine e improvvisazione. Sabato 15 alle 11 Simone Graziano, piano solo, propone il concerto “Nocturnal Fly” all’associazione Mozart Italia in Via della Terra, 48 mentre alle 17 in Piazza Martiri delle Foibe il live degli Snailspace. In serata, alle 21, sotto la cupolona del Mart spazio al Devils Quartet, il nuovo progetto di Paolo Fresu: il nostro musicista jazz più acclamato all’estero ha pensato ad una nuova strada per sviluppare in modo diverso e dialettico quell’idea di quartetto concretizzata nell’Angel Quartet, formazione molto celebrata dalla critica jazz europea. Dove l’Angel era il quartetto elettrico più avan-

zato in Italia, il Devil Quartet ne rappresenta l’alter ego del tutto acustico. La line-up del Devil Quartet (Bebo Ferra alla chitarra, Paolino Della Porta al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria) mette insieme quattro veri specialisti dei rispettivi strumenti ma il risultato finale, come sempre nel jazz ben suonato, supera la semplice somma dei singoli. La regia sapiente di Fresu governa una musica che lui stesso definisce “melangé”, o “meticciata”, cioè frutto di incroci di stili e linguaggi diversi, aperta e curiosa. L’ultimo disco del quartetto, Carpe Diem, è ricco di umori diversi, eterogeneo ma coerente nella sua calda atmosfera completamente acustica, magnificamente suonato. Un disco tutta sostanza e zero effetti speciali. La musica del Devil Quartet, ricettiva di stimoli e suggestioni, si pone in continuo divenire nonostante l’olimpica serenità. Un gioco di equilibri e di reale sinergia cui tutti contribuiscono, ognuno con la propria personalità. Ad aprire la giornate del 16 giugno, alle 11 al Bar Circolo Santa Maria, il matinee con il duo formato da Ares Tavolazzi, storico musicista degli Area, ed Elias Nardi con il progetto Nadir. Una formazione che porta avanti una personale ricerca musicale, creando un ponte sonoro tra il mondo della musica Araba e quello del Jazz. Originale impasto sonoro che scaturisce dalle avvolgenti melodie e dalle ritmiche trascinanti tipiche del repertorio AraboOttomano classico, lasciando ampio spazio alle improvvisazioni, elemento presente in entrambe le culture musicali. Il tutto è arricchito dalle composizioni originali dei musicisti: profonde ed avvolgenti melodie, lunghi respiri ed atmosfere dilatate e rarefatte, alternate a ritmi incalzanti e trascinanti. In un’altalena di suoni, colori, passioni, ed emozioni. ■ 89

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di Lara Deflorian

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ispetto alla tematica affrontata se lo scorso anno si era partiti dal senso di appartenenza ad una comunità – spiega la direttrice artistica del Festival Carla Esperanza Tommasini – quest’anno lo sguardo si apre totalmente verso l’esterno e affronta, in senso relazionale, le interconnessioni per capire cosa significa essere cittadini del mondo e ritrovarsi in una comunicazione globale.” Pergine Festival si propone di valorizzare i talenti italiani e stranieri che operano utilizzando nuovi linguaggi multidisciplinari, con un’attenzione speciale a progetti che esplorano la contemporaneità attraverso drammaturgie originali, forme e linguaggi innovativi, creazioni che nascono per il Festival. Dopo anni di lavoro sulla memoria storica di Pergine torna così il Circolo Bergman (30 giugno, ex Rimessa Carrozze) con uno spettacolo sul potere delle immagini e la condivisioni online a livello globale, mentre il collettivo Effetto Larsen a Palazzo Crivelli esplora spazi altri, lavorando su una dimensione urbana con una creazione partecipativa e site specific sulla fugacità della vita. Dalla Spagna, in prima nazionale, Azkona & Toloza (4 luglio, Teatro Comunale) con il teatro documentaristico di figura e il linguaggio video raccontano un pezzo di storia contemporanea argentina, sui legami tra le grandi ricchezze straniere e le atrocità che i popoli nativi hanno dovuto subire. Dante Antonelli (5 luglio, ex Rimessa Carrozze) presenta il primo capitolo di un lavoro ispirato a Mishima, mentre l’incontro tra Elio Germano e Teho Teardo (6 luglio, Tea90

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PERGINE FESTIVAL GIUNTO ALLA SUA 44ESIMA EDIZIONE, IL FESTIVAL DI ARTI PERFORMATIVE DAL 28 GIUGNO AL 13 LUGLIO METTERÀ IN CAMPO 102 ARTISTI, 11 SPETTACOLI, 9 CONCERTI, 7 “DERIVE URBANE” E 3 PROGETTI... tro Comunale) vedrà in scena Viaggio al termine della notte di Louis-Ferdinand Céline, nell’intreccio tra testo e musica. Muovendosi su una dimensione personale, la nuova creazione di Giuliana Musso (12 luglio, Teatro Comunale) riscrive Kafka e affronta strategia di soprav-

vivenza. E ancora attraverso una sorta di musical, in un atipico luna park contemporaneo, lo spettacolo di Babilonia Teatri (13 luglio, Teatro Comunale) racconta l’incapacità di guardare oltre i propri confini. Un progetto partecipativo di sviluppo del pubblico è la pro-

posta del collettivo romano Dynamis che vedrà il coinvolgimento di filodrammatiche locali e attori amatoriali, alla ricerca di un pensiero condiviso attorno alla passione condivisa per il teatro. “Con questi progetti – sottolinea la direttrice Tommasini – abbiamo iniziato a connet-

TORNA “PREDAIR”: OUTDOOR FESTIVAL

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opo il successo dell’edizione numero zero torna il festival dell’outdoor della Val di Non. Dal 7 al 9 giugno, l’altopiano di Predaia si animerà di sport e attività all’aperto, approfondimenti, test di materiali innovativi e benessere… La macchina organizzativa è già in piena produzione con alcune importanti novità ed ospiti d’eccezione, tra tutti “Manolo” vincitore del premio ITAS 2019 al Trento Film Festival della Montagna. Organizzato dall’associazione Smarano Climbing in stretta collaborazione con il comune della Predaia e l’Azienda per il Turismo Val di Non, PredAir Outdoor Festival, nasce allo scopo di ospitare tutte le attività outdoor “classiche” presenti sul territorio e far conoscere quelle “alternative” al fine di dare l’opportunità alla valle di emergere nel panorama turistico del Trentino, ampliare la sua stagionalità turistica ed aggiornare la sua offerta. Tra le novità più importanti dell’edizione 2019 figurano senza dubbio le SERATE OUTDO-

OR. Incontri con special guest provenienti dal mondo dello sport di diversa estrazione. Attesissimo il celebre “mago” dell’arrampicata Manolo (Maurizio Zanolla) che presenterà sabato 8 giugno, alle 21, il suo libro “Eravamo immortali” premiato come migliore opera non narrativa ITAS 2019 durante il Trento Film Festival. Non meno avvincenti si preannun-


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terci con la comunità locale.” Il Festival ha attivato alcune sezioni con obiettivi specifici. “In generale la nostra proposta si sviluppa in due direzioni – spiega ancora Carla Tommasini – la prima prevede iniziative di livello nazionale e internazionale, mentre la seconda è centrata sul lavoro con la comunità per soddisfare un pubblico più ampio.” E così la sezione Creatività emergente vede rappresentate tre creazioni sostenute attraverso una rete di produzione. Parliamo dei

Elio Germano e Teho Teardo

lavori di Elisabetta Consonni, un gioco urbano che riflette su infrastrutture di divisione come cancelli, muri, recinti, della performance delle inglesi Berlin, Nevada in cui luoghi reali si mescolano con prospettive immaginarie e il progetto di Yao Liao, artista taiwanese che esplora la relazione tra chi guarda e chi viene guardato, attraverso un curioso copricapo a forma di fungo porcino. È stata inoltre attivata la sezione Supernova che esplora drammaturgie contemporanee e originali come il lavoro teatrale di Giovanni Ortoleva, la coreografia di Giselda Ranieri e il progetto che esplora il rapporto tra gesto e suono, che vede la collaborazione tra la compositrice e coreografa polacca Anna Sowa, la musicista perginese Margherita Berlanda e la violinista Dorota Jasinska. “Per intercettare quel pubblico che non viene a teatro – aggiunge la direttrice del Festival – abbiamo il progetto Derive Urbane, un calendario per lo più dedicato alla

ciano gli appuntamenti con Alessandro De Bertolini e la sua ”IT’S MY HOME FOR TRHEE MONTHS: 10.500 km in bicicletta. La traversata del nordamerica in bicicletta con la tenda e il sacco a pelo” (venerdì 7 giugno, alle 21) ed infine con Lorenza Menapace, campionessa di MTB Marathon/ Endurance, ed il giovane alpinista Tomas Franchini che parlerà di Alpinismo dalle Dolomiti di Brenta alla Himalaya Cinese (domenica 9 giugno, alle 21), insieme racconteranno, attraverso storie e immagini delle loro imprese sportive, come la passione per l’outdoor li abbia spinti oltre i confini del Trentino a girare il mondo. Venendo alle attività proposte: arrampicata sportiva, orienteering & nordic walking, mountain biking, equitazione, canoa e pesca sportiva ma non solo. Accanto a queste verranno presentate anche tutta una serie di attività che oggi si affacciano soprattutto nel contesto urbano, ma che bene si potrebbero presentare anche nelle piazze dei caratteristici borghi di montagna della Val di Non: slacklines, monociclo, parkour, bike trial. Il festival ospiterà inoltre tre mani-

musica con molte band del ricco panorama musicale trentino, dj set e altri eventi come incontri, proiezioni ed incursioni urbane, realizzati grazie alla rete di collaborazioni attivate con le associazioni del territorio. Il tutto viene proposto in piazza Fruet a Pergine, arredata per l’occasione dai giovani ingegneri e architetti dell’associazione Acropoli.” Nella piazza del Municipio, per la comunità, viene organizzato un Torneo di dama vivente, con costumi a tema caratterizzanti, realizzato in collaborazione con la Pro Loco. “Le proposte su livelli diversi è ciò a cui tengo di più – prosegue infine Tommasini – perché il Festival è per la gente e non per gli operatori di settore. La perdita del Teatro-tenda, che ha ospitato per 40 anni il Festival, ha destabilizzato il pubblico, che ha faticato a comprendere il cambiamento. Io sono di Pergine, vivo il paese e ho la fortuna di ascoltare e parlare con la gente. Parlo con tutti e quindi indago per capire cosa piace e non piace di quanto propo-

Giuliana Musso

niamo alla comunità. Anche per questo, e per riuscire a coinvolgere un pubblico diversificato, gli spazi e i luoghi in cui proponiamo il Festival sono molteplici e differenziati. Spazi solitamente chiusi rappresentano un’attrattiva maggiore che incuriosisce il pubblico locale a intervenire.” Da alcuni anni prosegue infine il progetto No limits per un festival senza barriere, per garantire accessibilità alla cultura e inclusione a persone con disabilità sia fisica che sensoriale. ■

festazioni sportive già affermate sul territorio e conosciute: l’undicesima edizione del raduno amatoriale di MTB Predaia Super Bike (domenica 9 giugno, alle 9.30), la quarta edizione del trail running Predaia Social Walk (sabato 8 giugno, alle 14) e la sesta edizione del contest di arrampicata Patablock, quest’anno dedicato alla scalata del campanile di Tres (sabato 8 giugno, alle 18). Punto nevralgico del festival sarà l’Outdoor Village, un’area di 5.000 metri quadrati allestita nell’area sportiva di TRES dove sarà allestito il centro organizzativo di PredAir. Si troveranno qui: il punto informazioni e iscrizioni per le diverse attività proposte ed il punto di partenza e arrivo delle manifestazioni sportive, gli stand degli sponsor per i test dei materiali con un’area espositiva a loro dedicata. Sarà inoltre ospitata qui la mostra fotografica a cura di Maria Stancher: “Paesaggi Anauni: sentimento noneso... sui sentieri del Cammino Jacopeo” (inaugurazione venerdì 7 giugno, alle 18). Per visionare il programma completo, avere informazioni e contatti: www.predair.it.

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Giovanni Sollima

di Fabio De Santi

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i apre dal 28 al 30 giugno, giorno del primo evento live del Festival, nel segno del trekking la venticinquesima edizione de “I Suoni delle Dolomiti” una manifestazione che ha raggiunto il traguardo del quarto di secolo di musica in alta quota. Nella venticinquesima edizione si ritrova tutto quanto conquistato in questi anni: musiche da tutto il mondo, grandi artisti, sentieri e natura. Ma trova spazio anche il ricordo: è infatti dedicata alla figura di Paolo Manfrini che ha reso possibile tutto questo con la sua visione, con la squadra che ha creato, con le sinergie che ha saputo far crescere e le collaborazioni, gli apporti di professionisti,

SUONI DELLE DOLOMITI AL VIA IL 30 GIUGNO LA 25A EDIZIONE IN CUI SI RITROVA TUTTO QUANTO CONQUISTATO IN QUESTI ANNI: MUSICHE DA TUTTO IL MONDO, GRANDI ARTISTI E... musicisti e artisti che ha sollecitato negli anni. Il Festival inoltre si allunga e propone appuntamenti fino al 15 settembre, un’occasione per scoprire un mese parti-

colarmente affascinante in montagna. Come ogni anno torna il trekking di più giorni nel cuore delle Dolomiti ed il primo vedrà la presenza del noto violoncellista Giovanni

Sollima e del famoso mandolinista Avi Avital, lungo i sentieri dei gruppi del Catinaccio e del Sassolungo e lungo i sentieri della Val di Fassa. Il giovane musicista israeliano

SI “RECUPERA” LA PREMIATA FORNERIA MARCONI

F

inalmente Premiata Forneria Marconi! La storica formazione milanese sarà a Trento per due concerti, domenica 30 giugno e lunedì 1 luglio, dopo il rinvio delle date previste lo scorso aprile e annullate dagli organizzatori. Alla base del doppio rinvio era stata la febbre che aveva colpito il cantante della Pfm, Franz Di Cioccio, tornato poi in azione per continuare il trionfale tour “Pfm canta De Andrè Anniversary” diventato uno dei live più importanti di questo 2019. Un tour a colpi di sold out, come quello che accoglierà la Pfm anche nello spazio dell’Auditorium S.Chiara visto che i biglietti per i due concerti erano già esauriti dalla fine del marzo scorso. In occasione del qua-

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rantennale dei live “Fabrizio De André e Pfm in concerto” e a vent’anni dalla scomparsa del poeta, la Premiata Forneria Marconi è tornata sui palchi di tutta Italia con un tour per celebrare la storica collaborazione con il cantautore genovese e riproporre una serie di concerti dedicati a quell’evento. Per rinnovare l’abbraccio fra il rock e la poesia, alla scaletta originale saranno aggiunti anche brani tratti da “La buona Novella”, completamente rivisitati dalla formazione milanese. “Pfm canta De André - Anniversary” vedrà on stage una formazione spettacolare, con due ospiti d’eccezione: Flavio Premoli (fondatore della Pfm) con l’inconfondibile magia delle sue tastiere e Michele Ascolese, chitarrista storico di Faber. Proprio il cantautore genovese sul rapporto speciale che ebbe con la Pfm ebbe modo di dire: «La nostra tournée è stata il primo esempio di collaborazione tra due modi completamente diversi di concepire e eseguire le canzoni. Un’esperienza irripetibile perché la Pfm non era un’accolita di ottimi musicisti riuniti per l’occasione, ma un gruppo con una storia importante, che ha modificato il corso della musica italiana». Il 13 settembre Pfm è stata premiata a Londra come “Band internazionale dell’anno” ai Prog Music Awards Uk 2018 senza dimenticare che il gruppo è reduce dalla “Cruise To The Edge”, dove è stata invitata per la terza volta e dove è stata l’unico artista italiano che ha partecipato all’evento insieme alle più grandi prog band del mondo, capitanate dai leggendari Yes.


Avi Avital è riuscito nell’impossibile, portare al centro dell’attenzione mondiale uno strumento quasi dimenticato dal grande pubblico come il mandolino. Non solo, ha spinto anche numerosi compositori a tornare a scrivere musica e arrangiamenti per quello strumento “fuori dal tempo”. Tutto questo grazie alla straordinaria abilità con cui lo suona e che gli è valsa anche una nomination ai Grammy Awards. Nato a Be’er Sheva, nel sud di Israele, Avital ha studiato il mandolino sin dall’età di otto anni, si è diplomato alla Jerusalem Music Academy e al conservatorio Cesare Pollini di Padova per poi approfondire lo studio del repertorio originale per mandolino sotto la guida di Ugo Orlandi. Vincitore dell’edizione 2007 della prestigiosa Aviv Competition, Avital è stato il primo mandolinista a essere premiato nella storia del concorso. Negli anni ha collezionato numerose collaborazioni con artisti e orchestre importanti e partecipazioni ai più prestigiosi festival. Con lui un musicista e interprete d’eccezione come Giovanni Sollima, violoncellista di fama internazionale e compositore tra i più eseguiti al mondo. Sollima si è diplomato in violoncello con Giovanni Perriera e in composizione con il padre Avi Avital

Eliodoro Sollima, perfezionandosi successivamente al Mozarteum di Salisburgo e alla Musikhochschule di Stoccarda con Antonio Janigro e Milko Kelemen. Quindi ha iniziato una folgorante carriera internazionale, sviluppando una grande passione per ogni forma di esplorazione sonora e ha collaborato con musicisti come Gidon Kremer e Viktoria Mullova. Si è esibito in orchestre come quella del Teatro della Scala, quella di Santa Cecilia o la Chicago Symphony Orhestra ma con la sua grande creatività non ha mancato di mettersi in gioco nei più diversi ambiti creativi incrociando rock, pop e jazz come quello di Patti Smith, di Stefano Bollani, di Paolo Fresu, Peter Greenaway, John Turturro, solo per citarne alcuni. I due artisti saranno anche i protagonisti del primo concerto aperto al pubblico in programma il 30 giugno al Rifugio Micheluzzi in Val di Fassa. Il secondo appuntamento sarà invece quello del 7 luglio al Rifugio Rosetta Giovanni Pedrotti, Pale di San Martino, con la formazione dei Corni della Scala. Il grande compositore romantico Robert Schumann pensava i corni e il loro suono al centro di quell’universo in miniatura che è un’orchestra sinfonica. E proprio da una delle più prestigiose – quella del Teatro alla Scala di Milano – è nata la straordinaria esperienza di questo ensemble. Era il 2008 e da allora questi undici musicisti diretti da Angelo Sormani si dedicano a far conoscere la bellezza timbrica e la versatilità di questo strumento al grande pubblico con una intensa attività concertistica – in parte in favore di associazioni umanitarie ed enti no profit – e un repertorio che va dalla classica alla musica popolare passando per ritmi sudamericani e colonne sonore per film. ■

TRES - VAL DI NON - TN

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trentinopanorama Ascanio Celestini

di Sandra Matuella

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iunto alla vigilia dei suoi trent’anni, “Solstizio d’estate” è il festival di teatro, musica, ed arti performative che dal 5 al 21 giugno animerà la Rotaliana, con una ricca proposta di spettacoli ed eventi vari, tutti dedicati al tema del cibo: “cibo, come motore di coesione e condivisione, cibo inteso anche come cibo per l’anima, come gioia e spensieratezza, come riflessione e ispirazione – spiega la direttrice artistica del festival Alessia Gabrielli. Perché, anche se “con la cultura non si mangia”, come dicono un po’ tutti, con il teatro, la danza, la musica e la performance speriamo di nutrire la voglia di stare insieme e conoscere il mondo, di indagare le storie di vite, anche

SOLSTIZIO D’ESTATE TORNA IL FESTIVAL DI TEATRO, MUSICA, ED ARTI PERFORMATIVE CHE DAL 5 AL 21 GIUGNO ANIMERÀ LA ROTALIANA, CON UNA RICCA PROPOSTA DI SPETTACOLI quelle degli ultimi della Terra, di saziare la fame di civiltà, di bellezza, di umanità”. E il tema del cibo, a “Solstizio d’estate” va di pari passo con quello della fame: “Fame, all’italiana, non fame, la fama

all’inglese. Fame, di cibo, di conoscenza, di libertà, di giustizia, di spensieratezza” specifica Gabrielli. Alla fame, “compagna atavica dell’umanità dalla sua alba, nemica da sconfiggere in ogni battaglia

di civiltà. Perché parlare di fame è parlare del mondo: di quei due terzi dei terrestri che patiscono la fame mentre il terzo restante fa la dieta, di quella fame di progresso e crescita che sta mettendo in

23 GIUGNO: A MALGA CAMBRONCOI C’È LUCA BARBAROSSA

È

affidata a Luca Barbarossa l’apertura della terza edizione di Lagorai d’Incanto, la rassegna musicale in acustico, con lo scopo di far vivere il Lagorai dalla valle in quota, in ambienti che raccontano ciò che lo caratterizzano, natura, verde, acqua, tracce a memoria della Grande Guerra. L’appuntamento è quello del 23 giugno, alle 12, a Malga Cambroncoi Altopiano di Piné, Valle dei Mòcheni. Il cantautore romano proporrà un set acustico da ascoltare e vivere nella suggestiva cornice del Lagorai, immersi nella pace della natura, per un evento in cui la musica incontra il paesaggio. Gli esordi di Luca Barbarossa sono stati quelli del musicista di strada a metà degli anni Settanta, ma già la vittoria al Festival delle Voci Nuove di Castrocaro nel 1980 ha portato Luca Barbarossa a partecipare al Festival di Sanremo 1981 con Roma Spogliata, lasciando un segno nella storia del festival e inaugurando un nuovo percorso di vita. Gli anni Ottanta e Novanta saranno segnati per lui da un grande successo popolare, grazie anche a canzoni come Roma Spogliata, Via Margutta, L’amore rubato e Portami a ballare. Luca ha già tantissimi estimatori, non soltanto tra il pubblico, ma anche tra gli addetti ai lavori: nel 1988, sul palco dell’Ariston, quando con L’amore rubato viene proclamato terzo classificato, gli vien consegnato un telegramma di Franca Rame e Dario Fo che lo ringraziamo per avere portato un tema così delicato (la violenza contro una donna) davanti a un pubblico così vasto. Ma anche la partecipazione di quattro

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anni più tardi al festival con Portami a ballare – una lettera scritta alla madre – nasce dalle esortazioni di due grandi amici: Lucio Dalla e Gianni Morandi (in quegli anni Luca viveva a Bologna). Un mondo particolare è quello ritratto nel suo più recente progetto musicale (un album, un tour teatrale e una partecipazione al Festival di Sanremo, che gli è valso il settimo posto in classifica): Roma è de tutti, un lavoro artigianale, in romano, nella lingua che si parla e si ascolta per le strade della Capitale, una parlata e un orizzonte sociale e umano che ritraggono una città che è soprattutto uno stato d’animo. Un disco che racconta storie quotidiane e universali, storie durate una vita, storie di vite da fame vissute alla periferia del mondo, storie di vite di diete e inappetenze vissute in casa propria.


trentinopanorama “Fame mia, quasi una biografia”

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NUOVA APERTURA ANCHE A MERANO

ginocchio l’ambiente, di quella fame di vita e di esperienze che si trasforma in fame di cibo”. Ebbene, a fame e cibo in senso stretto e in senso lato, è dedicata quindi la edizione numero 29 del “Solstizio d’estate”, curata come di consueto dal Gruppo Arte Mezzocorona, capitanato da Federico Dorigati, che si aprirà a Roverè della Luna il 5 giugno, con “Fame mia, quasi una biografia” di Annagaia Marchioro, per la regia di Serena Sinigaglia: si tratta di un lavoro liberamente ispirato al romanzo di Amèlie Nothomb. Dopo Roverè, proseguirà con un fitto programma fra teatro, cinema, circo e balletto: Il 7 giugno andrà in scena a Mezzocorona il cinema di “Cinema Amore”, selezione di pellicole provenienti da tre importanti festival cinematografici trentini, come la Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico, il Trento Film Festival e Religion Today. Spazio alla grande danza, il 9 giugno, sul palco delle Cantine Rotari a Mezzocorona, con la compagnia Aterballetto che proporrà “Golden Days” per la regia di Johan Inger che definisce così questo spettacolo: “Un’opera pervasa da un sentore di storia e da una fame nostalgica di un luogo del passato che sembrava essere semplice e libero”. Suggestiva la colonna sonora formata da musiche di Tom Waits, Patti Smith e Keith

NEUJarrett. ERÖFFNUNG L’11 giugno al teatro di MezSERVIZI AMBIENTALI AUCH UMWELTDIENSTE zocorona, va in scena “Il IN MERAN problema”, spettacolo corale dedicato al delicato tema Rottamazione veicoli Fahrzeugverschrottung SERVIZI AMBIENTALI della sindrome di Alzheimer. Smaltimento rifiuti Müllentsorgung Ancora teatro dedicato al ciUMWELTDIENSTE Valorizzazione Wertstoffsammlung bo e alla fame, in cui sedersi e recupero rifiuti und 4/A Wertstofftrennung F.lli Santini Srl/GmbH a socio unico, Via Giotto Giottostrasse, Bolzano 39100 Bozen, Italy Numero verde 800-726-116 Grüne Nummer, T +39 0471 195195 • F +39 0471 201792 attorno ad un tavolo, con lo Consulenza ambientale Umweltberatung www.fllisantini.it • info@fllisantini.it spettacolo “da mangiare” Rottamazione Corsiveicoli Sicurezza Kurse für Sicherheit Fahrzeugverschrottung Santini Servizi Srl/GmbH a socio und unico, Via Giotto 4/A Giottostrasse, Bolzano 39100 Bozen, Italy del Teatro delle Ariette, a San e Ambiente Umwelt Numero verde 800-726-116 Grüne Nummer, T +39 0471 195195 • F +39 0471 201792 www.santiniservizi.it • info@santiniservizi.it Michele all’Adige il 13 e 14 Smaltimento rifiuti Müllentsorgung Gruppo Santini Spa, Giottostr. 4/a 39100 Bozen Tel. +39 0471 195195 • Fax. +39 0471 201792 giugno, prima della giornata Valorizzazione • info@grupposantini.com Wertstoffsammlung www.grupposantini.com di “Sol in Festa” che il 15 Reseco Srl/GmbH, Via Giotto 4/A Giottostrasse, Bolzano 39100 Bozen, Italy e recupero rifiuti und Wertstofftrennung Numero verde 800-726-116 Grüne Nummer, T +39 0471 661200 • F +39 0471 674931 giugno animerà la piazza della www.resecorecycling.it • info@resecorecycling.it Chiesa di Mezzocorona, con Consulenza ambientale Umweltberatung Gestione Ambiente Srl/GmbH a socio unico, Via Giotto 4/A Giottostrasse, Bolzano 39100 Bozen, Italy un ricco programma di teatro Corsi Sicurezza Kurse für Sicherheit Numero verde 800-726-116 Grüne Nummer, T +39 0471 195195 • F +39 0471 201792 di strada, clownerie acrobawww.grupposantini.com • consulting@grupposantini.com e Ambiente und Umwelt tica e laboratori di circo, e Eco Eduction Srl/GmbH a socio unico, Via Giotto 4/A Giottostrasse, Bolzano 39100 Bozen, Italy si concluderà con la musica verde 800-726-116 Grüne Nummer, T 4/a +39 0471 195195 • F +39 0471 201792 GruppoNumero Santini Spa, Giottostr. 39100 Bozen www.grupposantini.com • info@ecoeducation.it irish degli Alban Fùam in Tel. +39 0471 195195 • Fax. +39 0471 201792 concerto e il teatro scientifiwww.grupposantini.com • info@grupposantini.com co del giocoliere della scienza Federico Benuzzi. E ancora, in scena a Faedo il 19 giugno, “Mi abbatto e sono felice”, il monologo “ecoESEGUIAMO I SEGUENTI SERVIZI: sostenibile” di Daniele RonRottamazione Veicoli co, per concludere proprio il Emissione pratica PRA con cancellazione veicolo 21 giugno, giorno del solstizio Ritiro del mezzo presso il cliente d’estate, con un grande protaWIR BIETEN FOLGENDE DIENSTE AN: gonista del teatro di narrazioVerschrottung des Fahrzeuges ne come Ascanio Celestini, Abmeldung beim Kraftfahrzeugamt che porterà sul palco di Casa Abholung des Fahrzeuges direkt beim Kunden Menestrina, la sua “Ballata dei Senzatetto”. Si tratta di “un viaggio improvvisato fra storie di vita, di fame, di ricerca, di rinascita – spiega CeleSocieta’ soggetta di all’attivita’ di edirezione e coordinamento di Gruppo SpaGiotto via Giotto – 39100 Bolzano.Das DasUnternehmen Unternehmen unterSocieta’ soggetta all’attivita’ direzione coordinamento da partedadiparte Gruppo SantiniSantini Spa via 4/a 4/a – 39100 Bolzano. untersteht und der Leitung und Koordination derSantini GruppeAG Santini • CF &02754960215 P.IVA 02754960215 & MwSt.Nr. 500.000i.vi.v v.e.Gesellschaftskapital Gesellschaftskapital steht der Leitung Koordination der Gruppe • CFAG & P.IVA St.Nr.St.Nr. & MwSt.Nr. Cap.Cap. soc.soc. 500.000 - -v.e. Registro imprese: CCIAA BZ,diNumero di iscrizione 02754960215 • Eintragung die Handelskammer Bozen, Eintragungsnummer 02754960215 02754960215 stini – Il barbone di Laika o Ufficio laimprese: Ufficio Registro CCIAA BZ, Numero iscrizione 02754960215 • Eintragung in dieinHandelskammer Bozen, Eintragungsnummer CF & P.IVA 01535160210 St.Nr. & MwSt.Nr. Banca Cassa di Risparmio di Bolzano barbona di Pueblo, la cassiera CF &Cap. P.IVA 01133050219 St.Nr. & MwSt.Nr. personalizzata: Banca Cassa Rurale di Bolzano Ag.3 Per un’offerta soc. 100.000 € Ges. Kap. Bank Sparkasse Bozen Cap.Ufficio soc. 500.000 i.v. - v.e.CCIAA Ges. Kap. Raiffeisenkasse 3 Registro €imprese: BZ, Nr. d. iscr. 01535160210 BankIBAN IT 39 T 06045Bozen 11616Ag. 000000021000 del supermercato e la Vecchia Uff. reg. impr. C.C.I.A.A. BZ 01133050219 Eintr. HK BZ IBAN: IT 86 Y 08081 11603 000303000702 Für ein persönliches Angebot: che va a fare la spesa insieme alla prostituta: una ballata in continuo movimento di personaggi in cerca d’attore”. ■

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Societa’ soggetta all’attivita’ direzione e BZ, coordinamento da parte di Gruppo•Santini Spainvia 4/a – 39100 Bolzano. Das Unternehmen unterUfficio Registro di imprese: CCIAA Numero di iscrizione 02754960215 Eintragung dieGiotto Handelskammer Bozen, Eintragungsnummer 02754960215 steht der Leitung und Koordination der Gruppe Santini AG • CF & P.IVA 02754960215 St.Nr. & MwSt.Nr. Cap. soc. 500.000 i.v - v.e. Gesellschaftskapital Ufficio Registro imprese: CCIAA BZ, Numero diCFiscrizione 02754960215 • Eintragung in die Handelskammer Bozen, Eintragungsnummer 02754960215 & P.IVA 01713030219 St.Nr. & MwSt.Nr. Banca Cassa Rurale di Bolzano


trentinomostre

I SEGNI E LE FUNZIONI DELLA DEVOZIONE

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l 31 maggio 1796, nella cattedrale di Bolzano, i principi vescovi di Trento e di Bressanone, i rappresentanti di tutti gli stati sociali, i capitoli delle cattedrali di Bressanone,

Trento, Rovereto ed Arco, tutta la nobiltà, il clero ed i dicasteri e un’immensa folla proveniente da tutto il Tirolo, fecero un voto solenne. I francesi e i bavaresi erano alle porte e i tirolesi chiesero aiuto al Sacro Cuore di Gesù, che da quel giorno divenne il Patrono del Tirolo Storico. Un’iniziativa del prelato cistercense Sebastian Stockl dell’abbazia di Stams, a pochi chilometri da Innsbruck. Da allora in poi, la Festa del Sacro Cuore di Gesù sarebbe stata celebrata nelle forme più solenni. Una devozione che trovò un terreno fertile: fin dal 1543, il gesuita olandese Petrus Canisius,

“ARTISTI A STATUTO SPECIALE”

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a Mostra d’Arte “ARTISTI a STATUTO SPECIALE”, è un’iniziativa culturale ideata ed organizzata da Antonello Serra con la partecipazione della Provincia autonoma di Trento, a cadenza biennale. Allestita al secondo piano del Palazzo delle Albere a Trento, la mostra sarà visitabile a partire da sabato 1 giugno fino a domenica 30 giugno, e ospiterà le opere di 20 artisti provenienti dalle cinque Regioni italiane a Statuto Speciale: Trentino Alto-Adige, Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia. Si tratta di uno stimolante confronto, scambio d’esperienza e verifica dello stato dell’Arte, oltre che un’occasione di una diretta conoscenza di particolari entità territoriali in una prospettiva europea. Nato nel 2015 in collaborazione con Paolo Sirena (direttore dei musei ad Alghero), il progetto «Artisti a statuto speciale» ha inteso fin dall’inizio creare una rete di dialogo tra artisti provenienti da territori geograficamente distanti. Come avvenuto anche nelle due precedenti edizioni, la mostra è curata dal critico e storico dell’arte Maurizio Scudiero.

rappresentante dell’Imperatore Asburgico al Consiglio di Trento, diffuse la devozione al Sacro Cuore di Gesù in tutto il Tirolo, camminando di villaggio in villaggio. In Sudtirolo, per non dimenticare, ogni domenica che segue alla festa del Corpus Domini, si festeggia la festa del Sacro Cuore. In quest’occasione, sulle montagne, sulle colline o sulle piccole alture, si accendono i fuochi che illuminano il cielo, per ricordare la promessa solenne. In Trentino invece si svolgevano processioni che toccavano tutti i paesi e, all’interno di questi, ci si dilungava per vie, piazze, toccando capitelli, come fossero le Rogazioni. A differenza dei vicini

sudtirolesi, i fedeli trentini innalzavano, lungo il percorso, degli altari, mentre la popolazione esponeva alle finestre, sui balconi, alle porte, le lenzuola bianche. Le lenzuola esposte erano quelle utilizzate per dormire: spesso erano anche le uniche e si cercava di non mostrare tasselli e rammendi. Sulla strada apparivano anche i ricchi tessuti ricamati e broccati delle famiglie benestanti, affiancati a coperte e lenzuola logorate dal tempo e dall’uso. Prevaleva il colore bianco: simbolo di purezza (come il fuoco che brucia il cui centro è bianco) e colore di chi sta per mutare condizione, perché la processione e l’adorazione del Corpus Domini modifica l’animo di ogni persona, volgendolo dal male al bene. Particolari erano le tovaglie stese all’esterno dei masi in val dei Mòcheni: De auspficketa vlècler, le tovaglie ricamate a carattere sacro, che il tempo spietato ha fatto quasi del tutto sparire, sostituite da capi già confezionati. Erano stese sui capitelli dei masi oppure utilizzate sopra dei tavoli per allestire anche qui degli altarini. L’esposizione della tovaglia è prolungamento sacro dello spazio della casa e, viceversa, della Chiesa che entra nella casa. Uno scambio

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trentinomostre sacro-profano. Un tempo si sparavano anche i mortaretti, in segno di festa. Nelle comunità tedescofone, trentine e tirolesi, l’uso dei mortaretti durante le processioni non è testimoniato mentre lo è per le comunità trentine. Lo sparo dei mortaretti era uno dei momenti salienti delle feste e la sua origine risale almeno al XVI secolo. Tutto il paese era comunque coinvolto, in un forte spirito comunitario. I fedeli trentini di estrazione popolare erano attratti da questa festa perché vi vedevano l’infinita Bontà e l’ineffabile misericordia del Cuore trafitto, per cui la pietà si arricchiva di una dimensione inedita, di quella che è stata chiamata la femminilità della nuova devozione, originata dalle apparizioni ad una suora di Paray-le-Monial, Margherita M. Alacoque. Il cuore di Gesù dipinto su gonfaloni e l’iconografia dei tanti cuori che ci hanno accompagnato nel passaggio dall’infanzia all’età adulta simboleggiano quindi il Cristo-principio, il Verbo manifestato nel punto centrale dell’Universo. Ogni fedele che sfilava dietro il gonfalone trovava in questo atto collettivo la sicurezza nella propria vita, la certezza dei valori ma anche una porta aperta sulla ricerca di una dimensione spirituale che riusciva ancora a legare la terra con il cielo. Per l’occasione viene esposto materiale iconografico – santini, stampe, disegni, pitture, gonfaloni, statue, ecc. – riguardanti il Corpo di Gesù. Inoltre sono stati allestiti alcuni altari che riproducono le modalità di un tempo, riccamente decorati con tovaglie ricamate e fiori freschi. Per ricordare tutto questo la Presidenza del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento organizza un’importante mostra dedicata al Sacro Cuore dal titolo

“Il Cuore Divino di Gesù – Storia e tradizione. Das Göttliche Herz Jesu - Geschichte und Verehrung”, con inaugurazione giovedì 20 giugno alle 18. Accompagna il tutto un catalogo a cura di Rosanna Cavallini – introduzione e schede delle opere esposte – con un intervento storico di Lorenzo Baratter che ripercorre le tappe di questo importante voto tra la popolazione e il Sacro, uno scritto di Fiorenzo Degasperi riguardante “Il Trentino e la devozione per il Sacro Cuore. Riti, processioni, funzioni” e due schede di Vittorio Fabris riguardanti due sculture raffiguranti il Corpus Christi provenienti dalle chiese di Torcegno e di Grigno. La mostra chiude il 30 luglio.

ARCO Mostre NUOVI OSPITI IN GALLERIA Apertura: fino a domenica 15 settembre. Galleria Civica G. Segantini, Via Segantini 9, Arco (Tn). Le opere di Segantini della Cassa Rurale Alto Garda ospiti d’eccellenza negli spazi dedicati all’artista arcense. Accanto alle sale con gli originali di Segantini e le postazioni interattive, rimane visitabile il percorso espositivo Segantini e i suoi contemporane i. Temi e figure dell’Ottocento, di cui sarà disponibile a partire dal 5 aprile il relativo catalogo. Apertura: ore 10.00-18.00 (lunedì chiuso). Informazioni: http://www.museoaltogarda.it. Mostre ALBRECHT DÜRER E IL CASTELLO DI ARCO Apertura: da mercoledì 26 giugno a domenica 28 luglio. Castello di Arco / Spazio Slosseraria. Albrecht Dürer torna al castello di Arco, dove è allestita, nell’ambito dell’ordinario percorso di visita, la mostra «AD 2019: Albrecht Dürer e il castello di Arco», aperta al pubblico tutti i giorni a partire dalle ore 10 con ultimo ingresso alle ore 18 (fino alle 19 per completare la visita). www.facebook.com/comune.arco.tn.it.

CADINE Mostre FORTE CADINE - BUS DE VELA Apertura: fino a sabato 30 novembre. Il Forte Cadine-Bus de Vela, recentemente insignito del Marchio per il patrimonio europeo, sarà aperto al pubblico da aprile a novembre. Dal 20 aprile al 3 novembre aperto tutti i giorni (ore 10.00-18.00) tranne il lunedì. Informazioni: http://fondazione. museostorico.it.

CANALE DI TENNO Mostre ARTE DONNA. L’ALTRA METÀ DEL NOVECENTO IN TRENTINO Apertura: fino a domenica 16 giugno. Casa degli Artisti «Giacomo Vittone», Canale di Tenno (Tn). Per la prima volta in Trentino una mostra esplora il contributo delle donne all’evoluzione delle arti figurative del Novecento. Un’ampia selezione di opere -57, tra pittura, scultura e incisione- create da dodici artiste durante l’intero arco del secolo scorso consente di fare luce su un capitolo finora trascurato della storia dell’arte moderna, non solo a livello locale. Orario: aperta al pubblico dal 3 marzo al 16 giugno tutti i giorni escluso il lunedì dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18 / Inaugurazione sabato 2 marzo con inizio alle ore 18. Ingresso libero. Informazioni: www.casartisti.it.

Mostre OMAGGIO AL PREMIO SEGANTINI Apertura: da sabato 18 maggio a domenica 16 giugno. Casa degli Artisti. Esposizione a cura de gli Amici dell’Arte. Ingresso gratuito. Informazioni: Tel: 0464 502022, www.casartisti.it.

CANDRIAI Mostre LACRIME DI RESINA (C) | FORESTE FERITE IN TRENTINO Apertura: da mercoledì 26 giugno a domenica 1 settembre. Presso il Malgone di Candriai, Strada di Candriai 101, Candriai, Monte Bondone. MOSTRA FOTOGRAFICA E POETICA DI ALBERTO PATTINI. 55 scatti fotografici che raccontano la desolazione provocata in Trentino dalla tempesta Vaia nella notte del 29 ottobre 2018 e le emozioni struggenti suscitate da questo evento. Info: APT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi, tel. 0461 216055-216000..

CLES Mostre LA MONTAGNA DI EUGENIO DALLA FIOR Apertura: fino a domenica 16 giugno. Palazzo Assessorile. Un percorso espositivo dedicato a chi ama la montagna proprio nell’anno del turismo sostenibile, rivolto a tutti i viaggiatori che si spostano a ritmi slow e a stretto contatto con la natura, lontano dalla frenesia di tutti i giorni. Piccoli passi, lenti e corti, che chi ama la montagna ne conosce la bellezza. Informazioni: 0463 662091 cultura@comune. cles.tn.it, www.comune.cles.tn.it.

CONDINO Mostre ECLETTICA Apertura: da sabato 8 a domenica 9 giugno. Sala delle Colonne, piazza San Rocco, 20. Personale di pittura di Efrem Bertini.

LEVICO TERME Mostre LA LOGISTICA IN VALSUGANA Apertura: fino a domenica 13 ottobre. Forte delle Benne. Mostra storico-documentaria frutto di un lavoro d’archivio alla scoperta della preparazione logistica operata dall’Austria-ungheria nei decenni che precedettero la grande guerra. Orario: da martedì a domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 14 alle 18. E’ possibile visitare l’esposizione con normale pagamento dell’entrata al Forte. Informazioni: www. visitvalsugana.it.

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trentinomostre Mostre METALOGO. DIALOGHI ASTRATTI Apertura: fino a domenica 30 giugno. Forte delle Benne. Esposizione di Arte Contemporanea a cura dell’Associazione Alchemica sul tema del dualismo fisico e metafisico. Una mostra in mutamento. E’ possibile visitare l’esposizione con normale pagamento dell’entrata al Forte. Informazioni: www.visitvalsugana.it.

LUSERNA Mostre FRATELLO LUPO Apertura: fino a domenica 3 novembre. Museo Centro Documentazione Luserna. L’alleanza uomo/ cane per la vita. La mostra è stata pensata con una particolare attenzione ai bambini e ai ragazzi, per sensibilizzarli su questa tematica e orientarli a un corretto e rispettoso rapporto con il mondo animale. Informazioni: 0464 789638, info@ lusern.it, www.lusern.it. Mostre 1919. IL RITORNO DEI PROFUGHI Apertura: fino a domenica 3 novembre. Centro documentazione Luserna. La mostra è dedicata al ricordo dei profughi trentini, in particolare dei profughi di Luserna, che proprio un secolo fa, al principio del 1919, fecero ritorno nei paesi dai quali erano stati allontanati anni prima a causa del conflitto tra Austria e Italia. Attraverso suggestive immagini d’archivio, diverse delle quali inedite, si racconta così un capitolo importante, per quanto doloroso, della storia locale trentina. 0464 789638, info@lusern.it, www.lusern.it.

NAGO Mostre ARS FOEMINA: DENSITÀ DEI SEGNI, PROFONDITÀ DEI SENSI Apertura: da venerdì 12 aprile a mercoledì 31 luglio. Forte Supe-

riore, Nago (Tn). Inaugurazione venerdì 12 aprile alle ore 19.30. Esposizione delle opere di 11 artiste: Gabriella Bais, Ines Fedrizzi, Elena Fia Fozzel, Rosanna Job, Francesca Lorenzi, Claudia Mageli, Laura Marcolini, Daria Santoni, Virginia Sartori, Rosanna Zen, Annamaria Rossi Zen. A cura di Paola Cassinelli.Informazioni: www.associazioneandromeda.com.

PERGINE VALSUGANA Mostre E-VENTO DI GIULIANO ORSINGHER Apertura: fino a lunedì 4 novembre. Castel Pergine, Via al Castello 10. Mostra delle opere di Giuliano Orsingher a cura di Cristina Pagliaro. Informazioni: www.fondazionecastelpergine.eu, www. castelpergine.it. Mostre ACROPOLI TRENTO / WONDER Apertura: da venerdì 28 giugno a sabato 13 luglio. Centro storico. Un progetto di Associazione Acropoli Trento (Davide Bertoluzza, Simone Caliari, Marco Canale, Federico Casagrande, Elisa Celli, Alice De Martini, Sara Di Valerio, Matteo Omilli, Erica Poli, Marabel Rossi, Giacomo Sarti). Informazioni: www.perginefestival.it. Mostre SUPEREROI/ESERCIZI ICONOGRAFICI Apertura: fino a sabato 8 giugno. Contempo Project Room della galleria Contempo, Via Tommaso Maier 48/A. Saranno esposte oltre trenta opere - pitture, oggetti e magneti. Una collezione straordinaria dei Supereroi del nostro tempo i personaggi più celebri, i ritrattiicona delle star pop moderne e dei fumetti. Con uno stile pittorico molto particolare e pop-ironico, basato sulla semplificazione lineare dei personaggi, Berti li trasforma in simboli ed icone subculturali e li rende riconoscibili attraverso una

meticolosa riproduzione dei dettagli identificativi. Ingresso libero.

PREDAZZO Mostre LA NATURA IN MOVIMENTO Apertura: fino a domenica 2 giugno. Museo Geologico delle Dolomiti, Piazza SS. Filippo e Giacomo 1, Predazzo (Tn). Orario: ore 10.00-12.30 e 16.00-19.00 / lunedì chiuso. Frane, valanghe e alluvioni: conoscere per prevenire” organizzata nell’ambito del progetto europeo LIFE FRANCA che si occupa di promuovere l’anticipazione e la

comunicazione del rischio alluvionale nelle Alpi. informazioni: museo.predazzo@muse.it .

RIVA DEL GARDA Mostre LA FORMA DELLO SPORT Apertura: fino a domenica 3 novembre. Museo Riva del Garda, piazza Cesare Battisti 3/a, Riva del Garda (Tn). Architetture e imprese sportive a Riva del Garda nella prima metà del Novecento. A cura di Chiara Del Senno, Daniela Pera. Una nuova mostra dedicata alle architetture e attività sportive

Maurizio Panizza

Contributi storici sulla Grande Guerra di Jeschkeit Volker

Diario familiare Dalle memorie di Luigi Sartori, storie di famiglia, di comunità, di amicizia e di guerra. VALSUGANA, SUD TIROLO, AUSTRIA 1883-1918

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CURCU GENOVESE

Euro 18.00 www.curcugenovese.it


trentinomostre che hanno caratterizzato la costruzione dell’identità della città di Riva del Garda fin dall’inizio del secolo scorso accoglierà i visitatori del MAG durante la stagione 2019 del Museo Alto Garda. Il progetto espositivo incrocia trasversalmente due dei principali fondi delle collezioni del MAG: quello dedicato all’architetto Giancarlo Maroni e quello dello scultore rivano Silvio Zaniboni, entrambi molto attivi tra gli anni Venti e Trenta del Novecento. Informazioni complete: www. museoaltogarda.it. Mostre 92° EXPO RIVA SCHUH Apertura: da sabato 15 a martedì 18 giugno. Zona Fiere Congressi. Expo Riva Schuh è il più importante Salone internazionale dedicato al settore delle calzature di volume, che riesce a fondere, a ogni edizione, business, relax e fashion. Due volte all’anno, a gennaio e giugno, il mercato calzaturiero internazionale si ritrova a Riva del Garda per presentare tutte le novità delle collezioni moda. Informazioni: Riva del Garda Fierecongressi 0464570153.

ROVERETO Mostre LA LUNA. E POI? Apertura: fino a domenica 21 luglio 2019. Palazzo Parolari, Borgo S. Caterina. 50 anni dall’allunaggio: storia e prospettive dell’esplorazione spaziale. A cura di Fondazione MCR in collaborazione con Eclipse Events con il patrocinio dell’Agenzia Spaziale Italiana con la partnership di SSERVI e NASA. Informazioni ed orari di visita in: www.fondazionemcr.it. Mostre PASSIONE. 12 PROGETTI PER L’ARTE ITALIANA Apertura: fino a domenica 8 settembre. Mart - Corso Bettini, 43. Mostra A cura di Daniela Ferrari e Denis Isaia, in collaborazione con Fondazione VAF. Per un intero semestre, la mostra occuperà entrambe le gallerie dedicate alle esposizioni temporanee, al primo e al secondo piano. www. mart.trento.it. Mostre VERSO IL FRONTE RUSSO Apertura: fino a domenica 16 giugno. Museo Storico Italiano della Guerra, via Castelbarco 7, Rovereto (Tn). Mostra fotografica / Immagini e impressioni di Aldo Salvadei (1941-42). La mostra resterà visitabile fino al 16 giugno 2019, dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18. Informazioni: tel 0464 438100, info@museodellaguerra.it. Mostre FOCUS - LA DONAZIONE PABLO ECHAURREN Apertura: fino a domenica 23 giugno. Mart, Corso Bettini, Rovereto (Tn). Artista indipendente,

militante politico e intellettuale, Pablo Echaurren (1951) ha esplorato nella sua lunga carriera la pittura, l’illustrazione, la ceramica, il graphic design, la scrittura, la performance. Nel corso degli anni Settanta e Ottanta è protagonista del movimento giovanile degli Indiani metropolitani, inizia a interessarsi all’editoria futurista, si afferma come fumettista. Alla sua poliedrica attività il Mart dedica un focus incentrato sui documenti e sulle opere donate al museo. www.mart.trento.it. Mostre COME UN FILM. IL CINEMA POST FUTURISTA DEGLI ANNI ‘30 Apertura: fino a domenica 20 ottobre. Casa D’Arte Futurista Depero, Via dei Portici 38. Mostra a cura di Nicoletta Boschiero e Federico Zanoner. Informazioni: www.mart. tn.it/comeunfilm. Mostre SGUARDI D’ARCHIVIO: FOTOGRAFIE E DOCUMENTI Apertura: da martedì 11 a domenica 30 giugno. Biblioteca civica “G. Tartarotti”. La viticoltura, la storia, i luoghi e l’Archivio della famiglia Bossi Fedrigotti. A cura del Circolo fotografico l’Immagine di Rovereto. Foto di F. Badocchi, S. Brun, R. Calgaro, S. Gentilini, S. Paglia, L. Pizzini e E. Prezzi. Ingresso libero. 0464 452500, 0464 452344, bibliotecacivica@comune.rovereto.tn.it.

SAN MARTINO DI CASTROZZA Mostre L’ALPINA DOLOMITI VINTAGE BIKE RACE Apertura: da giovedì 30 maggio a sabato 1 giugno. Due giorni di mostre e eventi dedicati al ciclismo d’epoca precedono l’11ma edizione della Alpina Dolomiti Vintage Bike Race, in programma sabato 1 giugno alle ore 9:00. La pedalata ciclistica a carattere non competitivo di circa 20 km, interamente su strade bianche, si svolgerà a Passo Rolle e porterà i partecipanti a scoprire paesaggi spettacolari, come la Val Venegia e Baita Segantini. Info: www.sanmartino.com .

SALOMON, VERDINI, LEBENICNICK E... TUTTE LE MOSTRE IN PROGRAMMA AL TRENTINO BOOK FESTIVAL

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on solo presentazioni di libri da parte dei grandi nomi della letteratra e el giornalismo italiano. A Caldonazzo, dal 13 al 16 giugno, sarà posibile visitare alcune pregevoli esposizioni e installazioni artistiche. Anzitutto, nella Libreria del Festival, Casa della Cultura, ci sarà un’installazione del noto fotografo trentino Giorgio Salomon, dal titolo “I Laghi hanno a che fare con il senso del tempo”. Come si legge nella presentazione, curata da A. Miorelli, “Forse dipende dal fatto che l’acqua rinvia all’inafferrabile, allo scorrere inesorabile, all’immobilità fluttuante e circolare. I laghi stanno tra il divenire e l’eterno”. Al Centro d’Arte La Fonte, Piazza Vecchia, Waimer Perinelli presenta un classico: Pietro Verdini. La mostra del grande pittore toscano, trenino d’adozione, si intitola: “La bontà, la rabbia e la nostalgia”. Il Book Festival offre anche un’installazione permanente, in Viale Trento (alla rotatoria all’ingresso del paese). Si intitola “Il Passaggio” ed è opera di Leonardo Lebenicnik. Sottotiolo: “Tutto passa nel tempo, soltanto il passare del tempo è eterno”. Per iu più piccoli, nel 50esimo dello sbarco sulla luna, una mostra a tema organizzata dalle Biblioteche comunali della Valsugana, intitolata “Voglio la luna”. Un’imperdibile mostra di libri e letture per bambini. C’è spazio anche per una retrospettiva fotografica del Festival. Le fotografie di Renzo Bortolini e Saverio Sartori racconteranno gli ultimi otto anni di questo straordinario evento che è diventato oramai un classico dell’estate culturale trentina. Il titolo: “2011-2018: il Festival in vetrina”. In Piazza Vecchia, per ricordare con gioia. E un pizzico di nostalgia.

TENNO Mostre VIANDANTI DELLE ALPI Apertura: da sabato 22 giugno a domenica 15 settembre. Casa degli Artisti, Canale di Tenno. Un viaggio tra le carte geografiche delle Grandi Alpi attraverso la preziosa collezione di Laura e Giorgio Aliprandi. Informazioni: Casa degli Artisti, 0464502022, www.casartisti.it.

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trentinomostre TORBOLE SUL GARDA

EUGENIA BASSO E LICIA BERTAGNOLLI UNA MOSTRA A BORGO VALSUGANA

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ello Spazio Klien di Borgo Valsugana si è aperta la mostra delle due pittrici Eugenia Basso e Licia Bertagnolli. Della prima, pittrice originaria di Asolo, trentina d’adozione, insegnante elementare in vari paesi della Valsugana, scomparsa nel 2014 , ha brevemente parlato il levicense Ferdy Lorenzi, che l’aveva bene conosciuta. La Basso, che aveva frequentato a Trento i corsi di ceramica di Elettra Baldo e quelli di pittura di Mariano Fracalossi, ha prodotto oli, tempere, acquerelli, guazzi di buona fattura. Era la zia materna di Licia Bertagnolli, artista di Barco di Levico, che l’ha voluta affettuosamente ricordare organizzando e condividendo con lei questa esposizione nel Palazzo Comunale di Borgo Valsugana. Di lei ha parlato nelle sue vesti di critico d’arte il prof. Renzo Francescotti, che l’aveva tenuta artisticamente a battesimo proprio a Borgo, una quindicina di anni, tracciandone poi un profilo critico su “Trentino Mese”, divenuto un capitolo del suo libro “Bottega d’artista”, pubblicato da Curcu Genovese. Francescotti ha messo in evidenza la sorprendente vitalità con cui Licia Bertagnolli ha saputo realizzare grandi tele espressionistiche, drammatiche e potenti, che hanno come tema i drammi individuali e collettivi degli uomini del nostro tempo. Ha concluso citando le vetrate realizzate nelle cappelle delle Case di Riposo di Borgo Valsugana e Levico Terme, e le tarsie di Licia di vetri colorati, di cui sono nella mostra alcuni esempi, in cui ritroviamo gli stessi stilemi delle sue grandi tele espressionistiche di memorabile impatto.

Mostre ARMATE IN MINIATURA Apertura: da sabato 20 aprile a mercoledì 30 ottobre. Ex Colonia Pavese. Collezioni del Museo della Guerra di Rovereto. Orario di apertura martedì-domenica ore 16-22. La mostra, ospitata negli spazi dell’ex colonia Pavese a Torbole sul Garda, racconta i diversi impieghi dei modelli nel settore militare, attraverso oggetti e documenti provenienti dalle collezioni del Museo della Guerra di Rovereto, con importanti prestiti da parte di associazioni e privati. In primo piano il rilievo culturale del modellare, che esce dal contesto tecnico ed entra in quello del gioco e del tempo libero. Informazioni: www.museodellaguerra.it.

TRENTO Mostre I TRENTINI NELLA GUERRA EUROPEA, 1914-1920 Apertura: fino a domenica 30 giugno 2019. Le Gallerie, Piedicastello. Orario: Da martedì a domenica, ore 9.00-18.00. Chiuso il lunedì. Ingresso libero. Info: www.fondazione.museostorico.it. Mostre GENOMA UMANO - QUELLO CHE CI RENDE UNICI Apertura: fino a domenica 9 giugno 2019. Muse - Museo delle Scienze. La mostra Genoma umano affronta interrogativi importanti per tutti e sui quali, oggi, si concentra un settore importante e promettente della ricerca in campo biologico. È un viaggio tra le nuove sfide offerte dalla genomica, sui rischi e le opportunità generati dall’applicazione delle nuove conoscenze ad ambiti sensibili come quello della salute. Grazie a un percorso interattivo e immersivo, attraverso video e multi-proiezioni e con l’aiuto di altri linguaggi come quello artistico, si affrontano tre questioni fondamentali: quanto conta il DNA, quali altri fattori intervengono nella sua definizione (ad esempio ambiente e stili di vita), come e quanto possiamo intervenire per modificarlo. Info: www.muse.it. Da martedì a venerdì: 10-18. Sabato e festivi: 10-19. Lunedì: chiuso. Mostre FERRO, FUOCO, SANGUE! Apertura: fino a domenica 30 giugno. Gallerie Piedicastello, piazza di Piedicastello. Dopo l’allestimento a Palazzo Chiericati di Vicenza, arriva ora alle Gallerie una mostra di emozioni, di verità, che fanno realmente “vivere la Grande Guerra”, trasformando una “epopea,” conosciuta dai più solo attraverso i libri di storia, in quello che la guerra in realtà fu: “Ferro, fuoco e sangue”. Attraverso le fotografie di Giuliano Francesconi la mostra ci parla di paura, di fango, di fame, di sete, di freddo, degli orrori vissuti da

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milioni di uomini scaraventati in prima linea a scoprire un mondo severo e ignoto. Orario: da martedì a domenica 9.00-18.00. Ingresso libero. Info: www.museostorico. it; Tel. 0461.230482; info@museostorico.it. Mostre SALVATORE CAPOSSELA Apertura: fino a martedì 31 dicembre. Centro Commerciale Bren Center di Trento, all’interno del Caffè Zurigo. La mostra permanente contiene opere raffiguranti alcuni Scorci di Trento riprodotti in atmosfere sognanti con giochi di luci ed ombre che aggiungono un tocco di romanticismo e calore alle piazze e le vie più belle di questa nostra città. Lo potete trovare presso il suo studio/atelier all’imbocco di Via S. Bernardino n. 30/1 a Trento. Per informazioni telefonare al numero 347 2413964 o andare sul sito www.salvatorecapossela.it oppure salvatorecapossela@live.com. Mostre THE FATE OF EMPIRES Apertura: da giovedì 4 aprile a mercoledì 31 luglio. Studio d’Arte Raffaelli, Via Livio Marchetti, 17 Studio d’arte Raffaelli Trento. Arrivano con la primavera trentina gli artisti Andrew Gilbert, Umar Rashid (Frohawk Two Feathers) e Jarmila Mitríková & Dávid Demjanovi - che lavorano in coppia - in “The Fate of Empires”, iconica mostra nelle due gallerie Studio d’Arte Raffaelli e Cellar Contemporary che affronta con libera nterpretazione i temi del colonialismo, del costume militare e del folklore. Informazioni: tel. 0461 982595, email info@studioraffaelli.com. Mostre NOT IN MY PLANET Apertura: fino a lunedì 3 giugno. MUSE, Corso del lavoro e della scienza, Trento. Fotografie di Mandy Barker. Una serie di opere fotografiche della pluripremiata fotografa Mandy Barker: immagini di grande impatto visivo composte da rifiuti - sfuggiti al riciclaggio - finiti nelle acque del mare e infine sulle coste. Obiettivo, catturare l’attenzione e far riflettere su uno tra i principali problemi che affliggono i nostri giorni: l’inquinamento e l’incredibile abbondanza di rifiuti. L’esposizione è frutto della collaborazione con il Servizio Gestione Rifiuti della PAT, per la lotta all’inquinamento da plastica. Informazioni: https://www.muse.it.

Mostre LA VOCE DELLE DOLOMITI Apertura: da venerdì 19 aprile a domenica 1 settembre. Palazzo


trentinomostre delle Albere. Mostra fotografica di Alessandro Gruzza. Informazioni sul sito http://trentofestival. it; Tel. 0461.986120; info@trentofestival.it. Mostre FABIO BUCCIARELLI: IMMAGINI DELLE GUERRE ATTUALI Apertura: fino a domenica 29 settembre. Le Gallerie Piedicastello. Mostra fotografica di Fabio Bucciarelli. Iran, Birmania, Sud Sudan Libia e Siria: 70 fotografie suddivise in 5 reportages, un excursus sui conflitti che hanno attanagliato il mondo durante gli ultimi anni. Da martedì a domenica, ore 9.00-18.00, ingresso libero. Informazioni: http://fondazione.museostorico.it.

Mostre INTRECCI DI SETA Apertura: fino a lunedì 1 luglio. Museo Diocesano Tridentino. Esposizione La Manifattura Viesi di Cles a cura di Domizio Cattoi, Domenica Digilio, Domenica Primerano. Informazioni: tel. 0461 234419; info@museodiocesanotridentino.it; www.museodiocesanotridentino.it. Mostre LE ANIME DEL FERRO Apertura: da venerdì 17 maggio a sabato 15 giugno. Centro Color, Via dei Paradisi, 7. Esposizione di Marco Merulla. Informazioni: www.centrocolortrento.it. Mostre “LE FACCE DELLA LUNA” DI ALESSANDRO BURELLI Apertura: da lunedì 20 maggio a venerdì 5 luglio. Impact Hub, Via Sanseverino 95. Dal 20 maggio al 5 luglio, 5 manifesti rappresentanti

una personale visione della luna e creati durante la quattro giorni di Nuvolette dagli artisti di Becoming X Art + Sound Collective saranno esposti negli spazi di Via Sanseverino 95 a Trento. Aperto dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18. L’entrata è libera. Informazioni: trento. impacthub.net. Mostre INCIDERE IL MONDO. DAL TORCHIO ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE Apertura: da venerdì 24 maggio a sabato 15 giugno. Associazione Hortus Artieri di Trento (vicolo dei Birri, a pochi metri da piazza del Duomo). Curatori ed organizzatori: Alda Failoni e Fiorenzo Degasperi. La mostra evento è tesa ad indagare il magico e misterioso mondo che va dall’incisione all’intelligenza artificiale. La mostra presenta il lavoro di quattordici artisti che hanno trasformato le loro opere incisorie in un vero e proprio libro d’artista. Si tratta quindi lavori che racchiudono, come uno scrigno, altrettante opere concettuali e materiali. Inaugurazione venerdì 24 maggio ad ore 18.00. www. hortusartieri.com. Mostre SIGNORA FOTOGRAF(I)A Apertura: fino a sabato 27 luglio. Palazzo Roccabruna. Esposizione donne fotografe e fotografate: una mostra in cinque città dell’Euregio. Contatti 0461 887101, info@ palazzoroccabruna.it, www.palazzoroccabruna.it. Mostre CAVE CANEM Apertura: fino a sabato 7 settembre. Boccanera Gallery, via Alto Adige, 176. Mostra dedicata alla figura del cane. La mostra raccoglie, infatti, le opere di trentasei artisti, che provengono dalla collezione privata Lucchi Boccanera, e di alcuni collezionisti e di alcune gallerie o di alcuni artisti ai quali è stato chiesto di un lavoro che raffiguri il proprio amato animale domestico come una estensione

del proprio se’, pronto a dialogare con le altre rappresentazioni e con la sorpresa del visitatore accolto in questa speciale “Esposizione Internazionale Canina”.0461 984206 / 340 5747013, info@arteboccanera.com.

Mostre EVERYDAY LIFE Apertura: da giovedì 30 maggio a domenica 1 settembre. Galleria civica. La mostra presenta parte di quella ricerca contemporanea che indaga fenomeni e mutamenti socioeconomici. Artisti vari. 0461 985511, 800 397760, civica@mart.tn.it. Mostre GIANCARLO CASAGRANDE Apertura: da sabato 15 a domenica 30 giugno. Sala Thun, Torre MIrana, via Belenzani, 3. Disegni a matita,

omaggio a Caravaggio. Inaugurazione sabato 15 giugno 2019 alle ore 18.00. Apertura mostra: 10/13 - 15/19. Informazioni: 331 6202771 - giankycasa@gmail.com.

VAL DI SELLA Mostre ARTE SELLA - PERCORSI ESPOSITIVI Apertura: fino a martedì 31 dicembre. L’Area di Malga Costa è visitabile dalle ore 10 alle ore 17. Ingresso all’area di Malga Costa: 8 euro / Il giardino di Villa Strobele ed il Percorso ArteNatura non sono visitabili / Nonostante la riapertura dell’Area di Malga Costa, il lavoro di ricostruzione di Arte Sella è ancora lungo ed impegnativo, in particolare per quanto riguarda il giardino di Villa Strobele e il Percorso ArteNatura. È possibile aiutare concretamente la ricostruzione di Arte Sella effettuando una donazione con bonifico bancario c/c bancario presso Cassa Rurale Valsugana e Tesino intestato ad Associazione Sostenitori di Arte Sella IBAN IT36W0810234401000041050846 Sito web: www.artesella.it.

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trentinoappuntamenti 1 SABATO

GIUGNO È IL MESE DEI GRANDI FESTIVAL

Benessere PARCO SAN MARCO: BENE COMUNE Trento. Ore 10. Parco San Marco. Yoga con Fazia e Tania. L’appuntamento fa parte delle iniziative contenute nel patto di collaborazione sottoscritto dall’associazione scuola dell’infanzia Tambosi, dall’associazione studio d’arte Andromeda, dalla libreria Due Punti, dall’associazione culturale LinguAttiva, dal ristorante Terramia e dal Comune di Trento. Informazioni: 0461 884106 Email: servizio.benicomuniegestioneacquisti@comune.trento.it.

G

Cultura FESTIVAL DELL’ECONOMIA Trento. Centro storico. Torna il grande dibattito sui temi dell’economia. Tito Boeri, direttore scientifico del Festival dell’Economia. IL TEMA 2019 - GLOBALIZZAZIONE, NAZIONALISMO E RAPPRESENTANZA. Potete trovare informazioni e il programma completo su: https://2019.festivaleconomia.eu.

iunto alla vigilia dei suoi trent’anni, Solstizio d’estate è il festival di teatro, musica, ed arti performative che dal 5 al 21 giugno animerà la

Rotaliana, con una ricca proposta di spettacoli ed eventi vari, tutti dedicati al tema del cibo. È affidata a Luca

Barbarossa l’apertura della

terza edizione di Lagorai d’Incanto, la rassegna musicale in acustico, con lo scopo di far vivere il Lagorai dalla valle in quota, in ambienti che raccontano ciò che lo caratterizzano, natura, verde, acqua, tracce a memoria della Grande Guerra. L’appuntamento è quello del 23 giugno, alle 12, a Malga Cambroncoi Altopiano di Piné, Valle dei Mòcheni. Si apre dal 28 al 30 giugno, giorno del primo evento live del Festival, nel segno del trekking la venticinquesima edizione de “I

Suoni delle Dolomiti” una

manifestazione che ha raggiunto il traguardo del quarto di secolo di musica in alta quota.

Giunto alla sua 44esima edizione, Pergine Festival, il festival di arti performative dal 28 giugno al 13 luglio metterà in campo 102 artisti, 11 spettacoli, 9 concerti, 7 “derive urbane” e 3 progetti...

Paolo Fresu, Nicola Conte e Ares Tavolazzi: sono questi i tre assi della musica italiana calati dalla prima edizione di

Rovereto Jazz, che si svolgerà in diversi spazi della Città della Quercia, dal 14 al 16 giugno. Infine, l’11 giugno, in Val di Sella, un evento speciale denominato

Musica per Arte Sella. 102

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Nicola Conte

Cultura LIBRINPARCO Arco. CENTRO STORICO E CASINÒ MUNICIPALE | ARCO. Una festa dedicata al libro nelle sue molteplici declinazioni, con incontri, dibattiti e laboratori. La cittadina, dominata dallo splendido castello ammirato e dipinto da Dürer e raccontata dal giovane Rilke, ospiterà case editrici indipendenti provenienti da tutt’Italia che proporranno le loro pubblicazioni e verrà animata da incontri, dibattiti, laboratori. Informazioni: LibrinpArco, Tel. 0461269623, www.librinparco.it. Cultura RICONOSCI IL SELVATICO Meano. ore 09-17. Parco Villa Salvadori-Zanatta. Riconoscimento delle piante selvatiche e produzione di un preparato derivato da una pianta presente nel nostro orto/giardino, con Stefano Delugan. Informazioni: www.ortoinvilla.com, 3203281114. Cultura LA NATURA DEL PENSIERO Val di Sella. ore 11. Malga Costa. Evento con Michele De Lucchi, Olivo Barbieri e Vittorio Gallese. Prenotazione obbligatoria per la partecipazione alla Lectio Magistralis, chiamando il numero 0461.751251. www.artesella.it. Cultura OLTRECONOMIA FESTIVAL 2019 Trento. Al Parco Santa Chiara per il 6° anno consecutivo si terrà l’OltrEconomia Festival. Terre di Disobbedienza il nome dato all’evento quest’anno, che si svolgerà in contemporanea al Festival Ufficiale dell’Economia di Trento. Info: https://oltreconomia.info.

Enogastronomia RASSEGNA DEL VINO PAESANO Sporminore. I caratteristici avvolti del piccolo borgo di Sporminore accolgono la manifestazione enogastronomica dedicata al vino paesano, legata alle tradizioni locali della Val di Non. Gli ospiti potranno degustare i vini del territorio abbinati ai prodotti gastronomici locali come il caratteristico tortel di patate accompagnato da formaggi e salumi. Info: www.tastetrentino. it/rassegnavinopaesano. Famiglia VISITA GUIDATA ALLA GROTTA DEL CALGERON Grigno Valsugana. Ritrovo presso la stazione Fs di Grigno alle ore 08:45 di ogni sabato. Si percorre un sentiero nel bosco con un dislivello di circa 200 metri e dopo 30 minuti si raggiunge l’ingresso. Dopo pochi metri a bordo di un canotto si supera un laghetto e si prosegue a piedi per circa 400 m. Durata della visita: circa 3 ore complessive. Costo 15,00€ a persona. Per visite fino a sei persone € 90,00. Il materiale tecnico (canotto e casco) viene fornito dall’organizzazione. Per informazioni e prenotazioni telefonare a Mirco 327.9184910. Folklore NOTTE ROSA Transacqua. Ore 19. Piazza San Marco. In occasione del Giro d’Italia 2019, il Comitato Iniziative di Transacqua organizza: dalle ore 19.00: apertura stand gastronomico abbinato alla migliore birra; dalle ore 21.00: concerto della band Pentagono Music Project, la migliore musica italiana. Info: www.sanmartino.com. Folklore VERSO L’ALPEGGIO Canal San Bovo. Dal mare al Vanoi per conoscere la vita dei pastori. “Verso l’alpeggio dal mare al Vanoi” è un evento dedicato alla pastorizia e alla transumanza che festeggia il passaggio delle greggi di pecore accompagnate dai pastori e guidate dai loro cani che dalle zone più calde della pianura, dove hanno trascorso l’inverno, risalgono per i pascoli estivi diretti verso la montagna. Percorrono il fondo Valle del Vanoi, sfilando in mezzo al paese di Canal San Bovo per raggiungere gli alpeggi estivi nelle malghe di alta quota presenti nei territori dei Comuni di Canal San Bovo, Mezzano e Siror. Informazioni: ApT San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi Canal San Bovo 0439 719041; www.sanmartino.com. Folklore FESTIVAL DEI FIORI Levico Terme. Lungo le vie del centro di Levico Terme. Il centro storico di Levico Terme si veste di fiori in tutte le loro forme e colori! Sbocciano tante attività lungo le


trentinoappuntamenti vie del centro storico: dimostrazioni e laboratori creativi gratuiti per grandi e bambini, scoprirete installazioni di giardini, vetrine e ospitalità in fiore... Bancarelle a tema, show cooking, degustazioni, spettacoli e tanto altro... informazioni: Azienda per il Turismo Valsugana; Tel. 0461 727700; info@visitvalsugana.it, Consorzio Levico Terme in Centro info@visitlevicoterme.it. Montagna PASSAGGIO DELLA 20^ TAPPA DEL GIRO D’ITALIA Passo Rolle, San Martino di Castrozza, Primiero. Le Pale di San Martino non sono mai state così rosa! Passo Rolle, San Martino di Castrozza e Primiero saranno sede del passaggio della 20^ tappa dell’edizione del Giro d’Italia numero 102. Tappone dolomitico di oltre 5.000 m di dislivello con le salite di Cima Campo, Passo Manghen, Passo Rolle e la salita finale di Croce d’Aune-Monte Avena. Info: www.sanmartino.com. Musica SALUTANDO IL GIRO Mezzano di Primiero. Ore 17. Piazza Fontana. Concerto Scuola Musicale di Primiero. Salutando il Giro con la musica Rock, Blues & Jazz della Scuola Musicale di Primiero in collaborazione con il Sabato del Mondo. Info: www. sanmartino.com. Musica RICCARDO ZANDONAI - 26° CONCORSO INTERNAZIONALE PER GIOVANI CANTANTI LIRICI Rovereto. Teatro Zandonai. Finale del Concorso, concerto lirico. Info: www.musicarivafestival.com. Musica LETTERE D’AMOR IN MUSICA Trento. Ore 18. Sala Sosat, Via Malpaga. Concerto con Juliane Wernicke, soprano, Atsutaka Manabe, pianoforte, Rosario Giorgianni, pianoforte e Rebecca Giorgianni, violino. Musiche di Beethoven, Brahms, Chopin, Schumann, Weber, Wagner. Presentazione a cura di Giuseppe Calliari. Ingresso gratuito, è gradita un’offerta libera non obbligatoria. Musica OTTODIX LevicoTerme. Ore 21. Forte delle Benne. “Micromega” Alessandro Ottodix Zannier e Ottodix Ensemble. Un concerto tra scienza e filosofia, che ci porterà alla scoperta del cosmo: dal micro al macro! Musica, testi e immagini proiettate su una suggestiva sfera ci porteranno nell’immensamente piccolo fino all’incredibilmente grande, per scoprire la materia di cui sono fatti i sogni, ma anche la realtà! Ingresso libero. Informazioni: fortedellebenne@gmail.com.

Tradizione ANDAR PER ERBE San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi . La rassegna Andar per Erbe torna con quattro imperdibili appuntamenti, per scoprire e gustare erbe e fiori di montagna attraverso risvegli fioriti, uscite guidate, aperitivi, piatti e merende a tema. www. sanmartino.com.

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WRITERS: chiunque può iscriversi gratuitamente per partecipare all’evento ed essere uno degli artisti in piazza della giornata; sarà una gara con premi in denaro dove i giudici saranno i passanti che valuteranno le varie opere. Alla sera fine manifestazione ci sarà la premiazione con esposizione delle opere vincitrici. Le opere verranno anche vendute. Informazioni: info@proriva.it, WhatsApp: 3472205523.

Cultura FESTIVAL DELL’ECONOMIA Trento. Centro storico. Torna il grande dibattito sui temi dell’economia. Tito Boeri, direttore scientifico del Festival dell’Economia. IL TEMA 2019 - GLOBALIZZAZIONE, NAZIONALISMO E RAPPRESENTANZA. Potete trovare informazioni e il programma completo su: https://2019.festivaleconomia.eu.

Cultura OLTRECONOMIA FESTIVAL 2019 Trento. Al Parco Santa Chiara per il 6° anno consecutivo si terrà l’OltrEconomia Festival. Terre di Disobbedienza il nome dato all’evento quest’anno, che si svolgerà in contemporanea al Festival Ufficiale dell’Economia di Trento. Info: https://oltreconomia.info.

Cultura LIBRINPARCO Arco. CENTRO STORICO E CASINÒ MUNICIPALE | ARCO. Una festa dedicata al libro nelle sue molteplici declinazioni, con incontri, dibattiti e laboratori. La cittadina, dominata dallo splendido castello ammirato e dipinto da Dürer e raccontata dal giovane Rilke, ospiterà case editrici indipendenti provenienti da tutt’Italia che proporranno le loro pubblicazioni e verrà animata da incontri, dibattiti, laboratori. Informazioni: LibrinpArco, Tel. 0461269623, www.librinparco.it.

Enogastronomia RASSEGNA DEL VINO PAESANO Sporminore. I caratteristici avvolti del piccolo borgo di Sporminore accolgono la manifestazione enogastronomica dedicata al vino paesano, legata alle tradizioni locali della Val di Non. Gli ospiti potranno degustare i vini del territorio abbinati ai prodotti gastronomici locali come il caratteristico tortel di patate accompagnato da formaggi e salumi. Info: www.tastetrentino. it/rassegnavinopaesano .

Cultura OFFICINADIDUE L’URLO DI VAIA Val di Sella. ore 15. Malga Costa. Incontro con gli artisti e presentazione dell’opera. L’Urlo di Vaia è un’opera sonora creata dagli artisti Vera Bonaventura e Roberto Mainardi di Officinadidue. Ingresso Giardino di Villa Strobele ed Area di Malga Costa e Cattedrale Vegetale: 8 euro a persona. www. artesella.it. Cultura ILLUSIONISMO SONORO: CRITERI BIOLOGICI DI ASCOLTO MUSICALE Tesero. ore 09.00. Conferenza-laboratorio a cura dell’Associazione Culturale “Vivere d’Arte”.Verranno affrontati fondamenti di fisica acustica, fondamenti di anatomia per musicisti, paradosso percettivo e illusioni sonore, aspetti terapeutici della musica. Iscrizioni entro il 23 maggio 2019 sul sito: bit.ly/illusionismosonoro2019. Cultura WRITERS IN THE SQUARE Riva del Garda. Ore 10. Manifestazione che si svolge nelle piazze di Riva del Garda (Tn) nella giornata del 02/06/2019 dalle 10.00 alle 20.00. Verranno eseguite delle opere con le bombolette spray colorate su quadri da 2mt x 3mt.

Folklore VERSO L’ALPEGGIO Canal San Bovo. Dal mare al Vanoi per conoscere la vita dei pastori. “Verso l’alpeggio dal mare al Vanoi” è un evento dedicato alla pastorizia e alla transumanza che festeggia il passaggio delle greggi di pecore accompagnate dai pastori e guidate dai loro cani che dalle zone più calde della pianura, dove hanno trascorso l’inverno, risalgono per i pascoli estivi diretti verso la montagna. Percorrono il fondo Valle del Vanoi, sfilando in mezzo al paese di Canal San Bovo per raggiungere gli alpeggi estivi nelle malghe di alta quota presenti nei territori dei Comuni di Canal San Bovo, Mezzano e Siror. Informazioni: ApT San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi Canal San Bovo 0439 719041; www.sanmartino.com. Folklore L’ALPINA DOLOMITI VINTAGE BIKE RACE Passo Rolle. 11^ edizione della ciclostorico Alpina Dolomiti Vintage da Passo Rolle (ritrovo presso il monumento a Gino Bartali), la pedalata ciclistica a carattere non competititvo di circa 20 km interamente su strade bianche. Il percorso: Passo Rolle ,val Venegia, malga Venegia, malga Venegiota, Baita Segantini e, infine, Passo Rolle. L’arrivo è previsto per le ore 12.00; inoltre, esposizione

bancarelle di materiali d’epoca. www.sanmartino.com. Musica SONATA ISLANDS: LETTER TO EVANS Rovereto. Ore 21.30. Circolo Operaio Santa Maria, Via Santa Maria 18. Concerto con: Emilio Galante, flauto / Giuliano Cramerotti, chitarra / Stefano Colpi, contrabbasso / Gianlorenzo Imbriaco, batteria. Ingresso gratuito. Informazioni: info@trentinojazz.com / Circolo Operaio Santa Maria n. 388.8125948 . Musica CONCERTO PER LA FESTA DELLA REPUBBLICA Riva del Garda. ore 11.00. In occasione della Festa della Repubblica il Comune di Riva del Garda propone il 2 giugno il tradizionale concerto con il Corpo bandistico cittadino nel cortile interno della Rocca. Informaizoni: Concerto Corpo Bandistico Riva del Garda, tel. 0464.556774. Musica LOREDANA BERTÈ Rovereto. Ore 21. Palazzetto dello Sport, Via Piomarta. Concerto. Info e prevendite su: www.loredanaberte.it. Musica COUNTDOWN CORALE Trento. ore 11.00. Muse. Rassegna di cori per il decennale delle Dolomiti Unesco. Concerto del coro Negritella di Predazzo. Ogni intervento canoro, della durata di circa 20 minuti, sarà anticipato da una breve introduzione sul tema Dolomiti Unesco da parte di un esperto del museo. Informazioni: www.muse.it. Musica PRIMAVERA MUSICALE A CAVALESE Cavalese. Ore 17.30. Palafiemme di Cavalese. Concerto dei Pentagramma Winds in occasione della Festa della Repubblica! www. visitfiemme.it. Musica CONCERTO OPERISTICO Riva del Garda. Ore 21. Sala Mille, Palazzo dei Congressi. Serata con i vincitori del Concorso Internazionale per giovani cantanti lirici “Riccardo Zandonai”. Info: www. musicarivafestival.com. Teatro I SOGNATORI DI SEDIE Rovereto. Ore 21. Teatro alla Cartiera, Via Cartiera 15. Testo e regia di Enrico Tavernini, con gli attori del laboratorio di teatro adulti del CDM Centro Didattico MusicaTeatroDanza. info e prenotazioni n. 0464.422655, www. cdmrovereto.it.

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trentinoappuntamenti Teatro SPETTACOLO TEATRO RAGAZZI: SAGGIO DEGLI ALLIEVI DEL CDM Rovereto. Ore 16.30. Teatro alla Cartiera, Via Cartiera 15. Saggi di fine anno degli allievi del CDM Centro Didattico usicaTeatroDanza. Info e prenotazioni n. 0464.422655, www.cdmrovereto.it. Tradizione FESTIVAL DEI FIORI Levico Terme. Lungo le vie del centro di Levico Terme. Il centro storico di Levico Terme si veste di fiori in tutte le loro forme e colori! Da giovedì 30 maggio a domenica 2 giugno sbocciano tante attività lungo le vie del centro storico: dimostrazioni e laboratori creativi gratuiti per grandi e bambini, scoprirete installazioni di giardini, vetrine e ospitalità in fiore... Bancarelle a tema, show cooking, degustazioni, spettacoli e tanto altro... Azienda per il Turismo Valsugana Tel. 0461.727700; info@visitvalsugana.it. Tradizione MARCIALONGA CRAFT Predazzo. ore 08.30. Due spettacolari itinerari di 135 ed 80 km con partenza da Predazzo, tre passi dolomitici da scalare - Lavazé, San Pellegrino e Valles, tre province da attraversare - Trento, Bolzano e Belluno, un’unica appassionante gara di ciclismo su strada. | La Marcialonga Craft di Fiemme e Fassa parte da Predazzo e misura 135 km, con 3.279 m di dislivello. La Mediofondo misura 80 km, con 1.894 m di dislivello. Informazioni: www.marcialonga.it. Tradizione ANDAR PER ERBE San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi . La rassegna Andar per Erbe torna con quattro imperdibili appuntamenti, per scoprire e gustare erbe e fiori di montagna attraverso risvegli fioriti, uscite guidate, aperitivi, piatti e merende a tema. www. sanmartino.com.

3 LUNEDÌ Danza GRAN BALLO DELLE ROSE Roncegno. ore 15.00. Casa Raphael. Evento organizzato da Società di Danza - Trento - Circolo Trentino. Per informazioni: Donatella 347 5470648, trento@societadidanza.it. Per i più piccoli PARCO SAN MARCO: BENE COMUNE Trento. ore 10.30. Parco San Marco. Giochi e attività con i bambini della scuola dell’infanzia Tambosi in collaborazione con le studentesse del liceo musicale coreutico Bonporti.Allestimento delle aiuole con la collaborazione dell’Ufficio parchi e giardini del Comune. Informazioni: 0461 884106, Email:

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servizio.benicomuniegestioneacquisti@comune.trento.it.

4 MARTEDÌ Cultura ALLE RADICI DELLA COOPERAZIONE A BESENELLO Besenello. Ore 17. Aula Magna Scuola Primaria. Laboratorio didattico e produzione audiovisiva. Presentazione docufilm + festa della cooperazione.Informazioni: www.portobeseno.it. Cultura DONI DEI NOSTRI PRATI: FIORI ED ERBE Trambileno. Ore 20. Fraz. Moscheri, Sala consiliare, casa sociale. Conferenza a cura di Luigina Marcella Speri, coltivatrice diretta a Trambileno. Ingresso Libero.. Musica PIERPAOLO LEVI: RECITAL PIANISTICO Roncegno. Ore 21. Salone delle Feste, Casa Raphael / Palace Hotel, P.zza de Giovanni 4. Concerto con Pierpaolo Levi, pianoforte. Musiche di Mozart, Reinecke, Bruch. Per info: Palace Hotel Casa Raphael, tel. 0461 772000, www.arsmodi.it/casa-raphael-2019. Musica GRUPPO VOCALE “L. K. J. FEININGER” Trento. Ore 20.30. Cripta della Cattedrale. La carta canta! Viaggio nella scrittura e nel libro musicale alla scoperta dei tesori musicali trentini. Concerto finale a conclusione del Corso promosso da: Biblioteca Diocesana Vigilianum, Archivio Diocesano Vigilianum, Museo Diocesano. Informazioni: www.festivalmusicasacra.eu. Musica PIERPAOLO LEVI: RECITAL PIANISTICO Roncegno. Ore 21. Salone delle Feste, Casa Raphael / Palace Hotel, P.zza de Giovanni 4. Musiche di Mozart, Reinecke, Bruch. Ingresso gratuito con offerta libera. Informazioni: www.arsmodi. it/casa-raphael-2019. Teatro LE DONNE BACIANO MEGLIO Pergine. Ore 21. Castel Pergine, Via al Castello 10. Spettacolo di e con Barbara Moselli / Regia Marco Taddei. Informazioni: www.fondazionecastelpergine.eu / www.castelpergine.it.

5 MERCOLEDÌ Cultura IL NUOVO MONDO Lavis. Ore 20.30. Biblioteca. Presentazione del libro di Marco Ianes (Albatros Il Filo, 2018) a cura dell’Associazione culturale Lavistaperta. Dialoga con l’autore Massimiliano Pilati. (In occasione della

“Giornata mondiale dell’ambiente”). Informazioni: 0461-246412, e-mail: zambana@biblio.infotn.it. Teatro FAME MIA - QUASI UNA BIOGRAFIA Roveré della Luna. ore 21.30. Casa Casatta (via Rosmini, 15). Una pièce liberamente ispirata al romanzo di Amèlie Nothomb, la storia di una ragazza affamata di cibo ed esistenza, una fame spietata di vita, anche quando quella vita appare odiosa, incompleta, insoddisfacente. Ingresso gratuito per i minori di 18 anni. www. solstiziodestate.it.

6 GIOVEDÌ Cultura FESTIVAL DELL’INFORMAZIONE INDIPENDENTE Arco. Ore 10. Conferenze, ted talks, workshops, spettacoli, benessere, attività e corsi, concerti e dj set, cucina e mercatino. L’obiettivo che il festival si propone è quello di approfondire fatti e tematiche che non trovano molto spazio nell’ambito dell’informazione e proporle in una cornice di festa, proprio per creare momenti di aggregazione per la nostra comunità. Bar, cucina e market sempre aperti per tutta la durata del festival. Associazione Culturale La Busa Consapevole +393488688463.

7 VENERDÌ Cultura FESTIVAL DELL’INFORMAZIONE INDIPENDENTE Arco. Ore 10. Conferenze, ted talks, workshops, spettacoli, benessere, attività e corsi, concerti e dj set, cucina e mercatino. L’obiettivo che il festival si propone è quello di approfondire fatti e tematiche che non trovano molto spazio nell’ambito dell’informazione e proporle in una cornice di festa, proprio per creare momenti di aggregazione per la nostra comunità. Bar, cucina e market sempre aperti per tutta la durata del festival. Associazione Culturale La Busa Consapevole +393488688463. Cultura TRENTO SMART CITY LABS IN BONDONE Sopramonte. Ore 17.30. Sala Polivalente Circoscrizionale - Via di Revolta 4. Il settimo appuntamento per far conoscere ai cittadini le app e i servizi smart disponibili a Trento. il team di Trento Smart City sarà a disposizione per fornire informazioni e supporto nell’installazione ed utilizzo delle app e dei servizi smart offerti. Informazioni: www.eventbrite.it.

Montagna PREDAIR OUTDOOR FESTIVAL Tres. Altopiano della Predaia. Tre giorni dedicati alle attività outdoor, dalle più classiche alle più alternative. Un’opportunità da non perdere per conoscere e provare nuovi sport all’aria aperta, sul magnifico territorio della Predaia (escursionismo, nordic walking, arrampicata, mountain biking, kayak, pesca sportiva), ma non solo! Accanto a queste attività ci saranno una serie di attività “alternative”: bouldering, slacklines, monociclo, parkour, danza aerea. Per visionare il programma completo, avere informazioni e contatti: www.predair.it. Musica I MARTEDÌ DEL CONSERVATORIO CONCERTO DI GALA Riva del Garda. Ore 20.30. CONSERVATORIO DI MUSICA “F.A.BONPORTI” | RIVA DEL GARDA. Concerto degli studenti del Conservatorio “F.A. Bonporti” di Trento e Riva del Garda. Conservatorio di Musica “F.A.Bonporti”Largo Marconi, 5Tel: +39 0464 551669. Tradizione UN BORGO E IL SUO FIUME Rovereto. Nel paese degli zattieri rivivono le tradizioni del fiume Adige. La ventunesima edizione dell’evento ti aspetta con mostre d’arte, laboratori per bambini, visite guidate, escursioni in rafting e coinvolgenti spettacoli. Informazioni: Apt Rovereto e Vallagarina 0464430363, 0464435528.

8 SABATO BLOCK AND WALL Trento. Centro storico. Ottava edizione della manifestazione sportiva di boulder urbano. La passione per il climbing e la voglia di vincere una scommessa, questi i 3 ingredienti che hanno trasformato Block and Wall nell’evento di street boulder più importante d’Italia. Tutti gli aggiornamenti su: www. blockandwall.com. Cultura FESTIVAL DELL’INFORMAZIONE INDIPENDENTE Arco. Ore 10. Conferenze, ted talks, workshops, spettacoli, benessere, attività e corsi, concerti e dj set, cucina e mercatino. L’obiettivo che il festival si propone è quello di approfondire fatti e tematiche che non trovano molto spazio nell’ambito dell’informazione e proporle in una cornice di festa, proprio per creare momenti di aggregazione per la nostra comunità. Bar, cucina e market sempre aperti per tutta la durata del festival. Associazione Culturale La Busa Consapevole 348.8688463.


trentinoappuntamenti Cultura OLTRE LA LUNA Altopiano della Vigolana. Palazzetto di Bosentino. Quattro serate per festeggiare i 50 anni dall’allunaggio in collaborazione con: l’ing. Bruno Strim e gli Astrofili di Caldonazzo. Informazioni e dettagli di ogni evento: www.calicantus.it. Famiglia VISITA GUIDATA ALLA GROTTA DEL CALGERON Grigno Valsugana. Ritrovo presso la stazione Fs di Grigno alle ore 08:45 di ogni sabato. Si percorre un sentiero nel bosco con un dislivello di circa 200 metri e dopo 30 minuti si raggiunge l’ingresso. Dopo pochi metri a bordo di un canotto si supera un laghetto e si prosegue a piedi per circa 400 m. Durata della visita: circa 3 ore complessive. Costo 15,00€ a persona. Per visite fino a sei persone € 90,00. Il materiale tecnico (canotto e casco) viene fornito dall’organizzazione. Per informazioni e prenotazioni telefonare a Mirco 327.9184910. Montagna PREDAIR OUTDOOR FESTIVAL Tres. Altopiano della Predaia. Tre giorni dedicati alle attività outdoor, dalle più classiche alle più alternative. Un’opportunità da non perdere per conoscere e provare nuovi sport all’aria aperta, sul magnifico territorio della Predaia (escursionismo, nordic walking, arrampicata, mountain biking, kayak, pesca sportiva), ma non solo! Accanto a queste attività ci saranno una serie di attività “alternative”: bouldering, slacklines, monociclo, parkour, danza aerea. Per visionare il programma completo, avere informazioni e contatti: www.predair.it. Musica NICOLÒ SARI, ORGANO / UBALDO ROSSO, FLAUTO Avio. Ore 21. Chiesa Parrocchiale. Con Nicolò Sari, organo e Ubaldo Rosso, flauto. Programma: A. Vivaldi: Sonata n. 6 in sol minore per flauto e organo, C.P.E. Bach: Sonata per flauto solo. C. Franck: Andantino in sol minore (organo solo), E. Gigout: Scherzo (organo solo), J.S. Bach: Sonata in sol minore, BWV 1020 per flauto e organo, G. Donizetti: Sonata per flauto e organo. Evento all’interno di Festival di Musica Sacra. Informazioni: www.festivalmusicasacra.eu. Musica ORCHESTRA SAN MARCO Trento. Ore 21. Chiesa San Francesco Saverio. Concerto con Orchestra San Marco, Pordenone / Coro da Camera del Conservatorio di Trento. Programma: J.S. Mayr: REQUIEM per soli, coro ed orchestra di istrumenti da fiato. Evento all’interno del Festival di Musica Sacra. Informazioni: www.festivalmusicasacra.eu.

Musica ROCKMANTICA MEZZANO Mezzano di Primiero. Ore 18. Centro storico. 5 Rock Band emergenti a livello Nazionale si esibiranno nel centro storico di uno de I Borghi più belli d’Italia. www.sanmartino.com. Musica GRAN FESTIVAL INTERCULTURALE Riva del Garda. Ore 14. PIAZZA GARIBALDI. Il Grand Festival Interculturale è nato nel 2015 grazie alla richiesta di alcuni giovani Trentini. Il suo obiettivo è la promozione dell’ integrazione europea mediante la presentazione della cultura di ogni paese che vi parteciperà e che è presente nella comunità Trentina. Quest’anno parteciperanno 14 gruppi e 8 cantanti provenienti da paesi diversi. Informazioni: www. riniaonlus.altervista.org. Per i più piccoli LEZIONE CONCERTO Trento. Ore 16. Centro genitori e bambini - via al Torrione 10. Incontro aperto per genitori e bambini da 0 a 3 anni a cura della scuola musicale “I Minipolifonici”.Evento gratuito. Telefono: 0461 261414, Email: asilonido.centrogenitori@ comune.trento.it. Tradizione UN BORGO E IL SUO FIUME Rovereto. Nel paese degli zattieri rivivono le tradizioni del fiume Adige. La ventunesima edizione dell’evento ti aspetta con mostre d’arte, laboratori per bambini, visite guidate, escursioni in rafting e coinvolgenti spettacoli. Informazioni: Apt Rovereto e Vallagarina 0464430363, 0464435528. Tradizione ANDAR PER ERBE San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi . La rassegna Andar per Erbe torna con quattro imperdibili appuntamenti, per scoprire e gustare erbe e fiori di montagna attraverso risvegli fioriti, uscite guidate, aperitivi, piatti e merende a tema. www. sanmartino.com.

9 DOMENICA Cultura FESTIVAL DELL’INFORMAZIONE INDIPENDENTE Arco. Ore 10. Conferenze, ted talks, workshops, spettacoli, benessere, attività e corsi, concerti e dj set, cucina e mercatino. L’obiettivo che il festival si propone è quello di approfondire fatti e tematiche che non trovano molto spazio nell’ambito dell’informazione e proporle in una cornice di festa, proprio per creare momenti di aggregazione per la nostra comunità. Bar, cucina e market sempre aperti per tutta la durata del festival. Associazione Culturale La Busa Consapevole 348.8688463.

Danza GOLDEN DAYS Mezzocorona. ore 21.30. Cantine Mezzacorona (via Tonale). Soettacolo ATERBALLETTO, COREOGRAFIA JHOAN INGER. Golden days è la creatura ibrida tra due opere di Johan Inger, Rain Dogs e Bliss, legate tra loro da un nuovo breve assolo: Birdland. www. solstiziodestate.it. Montagna PREDAIR OUTDOOR FESTIVAL Tres. Altopiano della Predaia. Tre giorni dedicati alle attività outdoor, dalle più classiche alle più alternative. Un’opportunità da non perdere per conoscere e provare nuovi sport all’aria aperta, sul magnifico territorio della Predaia (escursionismo, nordic walking, arrampicata, mountain biking, kayak, pesca sportiva), ma non solo! Accanto a queste attività ci saranno una serie di attività “alternative”: bouldering, slacklines, monociclo, parkour, danza aerea. Per visionare il programma completo, avere informazioni e contatti: www.predair.it. Musica ORCHESTRA SAN MARCO Avio. Ore 21. Chiesa San Francesco. Concerto con Orchestra San Marco, Pordenone / Coro da Camera del Conservatorio di Trento. Programma: J.S. Mayr: REQUIEM per soli, coro ed orchestra di istrumenti da fiato. Evento all’interno del Festival di Musica Sacra. Informazioni: www.festivalmusicasacra.eu. Musica TANGO TRES Rovereto. Ore 21. Circolo Operaio Santa Maria, Via Santa Maria 18. Concerto con: Silvio Zalambani, sax soprano e arrangiamenti / Donato D’Antonio, chitarra / Vittorio Veroli, violino. Ingresso gratuito / info@trentinojazz.com / Circolo Operaio Santa Maria n. 388.8125948. Musica COUNTDOWN CORALE Trento. ore 11.00. Muse. Rassegna di cori per il decennale delle Dolomiti Unesco. Concerto del coro Rigoverticale di Mezzocorona. Ogni intervento canoro, della durata di circa 20 minuti, sarà anticipato da una breve introduzione sul tema Dolomiti Unesco da parte di un esperto del museo. Informazioni: www.muse.it. Musica GRAN FESTIVAL INTERCULTURALE Riva del Garda. Ore 14. PIAZZA GARIBALDI. Il Grand Festival Interculturale è nato nel 2015 grazie alla richiesta di alcuni giovani Trentini. Il suo obiettivo è la promozione dell’ integrazione europea mediante la presentazione della cultura di ogni paese che vi parteciperà e che è

presente nella comunità Trentina. Quest’anno parteciperanno 14 gruppi e 8 cantanti provenienti da paesi diversi. Informazioni: www. riniaonlus.altervista.org. Tradizione UN BORGO E IL SUO FIUME Rovereto. Nel paese degli zattieri rivivono le tradizioni del fiume Adige. La ventunesima edizione dell’evento ti aspetta con mostre d’arte, laboratori per bambini, visite guidate, escursioni in rafting e coinvolgenti spettacoli. Informazioni: Apt Rovereto e Vallagarina 0464430363, 0464435528. Tradizione ANDAR PER ERBE San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi . La rassegna Andar per Erbe torna con quattro imperdibili appuntamenti, per scoprire e gustare erbe e fiori di montagna attraverso risvegli fioriti, uscite guidate, aperitivi, piatti e merende a tema. www. sanmartino.com.

10 LUNEDÌ Musica GRAN GALÀ DI J. STRAUSS Villazzano. Ore 20.30. Teatro. Spettacolo della scuola di danza Giovanna Menegari. Ospiti Caterina Bianchi e Endi Bahaj ballerini del Corpo di ballo del Teatro alla scala di Milano. www.teatrodivillazzano.it.

11 MARTEDÌ Cultura CASTANEA Pergine Valsugana. 7° Convegno Nazionale sul Castagno. Per maggiori informazioni: APT Valsugana ufficio di Pergine tel. 0461 727730. Musica QUARTETTO DI FISARMONICHE Roncegno. Ore 21. Salone delle Feste, Casa Raphael / Palace Hotel, P.zza de Giovanni 4. Concerto con: Omar Francescato / Gianfranco De Lazzari / Romano Benetello / Roberto Rusalen. Musiche di Fancelli, Piazzolla, Rota, Williams. Ingresso gratuito con offerta libera. Informazioni: www.arsmodi.it/ casa-raphael-2019. Musica MUSICA PER ARTE SELLA Val di Sella. Ore 18. Malga Costa. Anteprima del Festival musicale con un concerto per sostenere la rinascita del paesaggio e dei percorsi artistici feriti dall’eccezionale evento della tempesta Vaia. Si esibiranno I Solisti Aquilani insieme a Mario Brunello e due ospiti d’eccezione, Vinicio Capossela e Stefano Nanni. Il biglietto del concerto vale anche per la visita all’itinerario espositivo che anticiperà l’evento e per l’eventuale recupero che verrà comunicato entro le ore 17 del giorno precedente. Prenota-

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trentinoappuntamenti zione obbligatoria al numero 0461 751251, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 12. Teatro IL PROBLEMA Mezzocorona. ore 21.30. Teatro San Gottardo (via San Giovanni Bosco, 28). Spettacolo teatrale di Paola Fresa, con Franco Ferrante, Nunzia Antonino, Paola Fresa, Michele Cipriani. Ingresso gratuito. www.solstiziodestate.it. Teatro MASTER SHAKESPEARE Pergine. Ore 21. Castel Pergine, Via al Castello 10. Spettacolo di Giulio Federico Janni e Mario Giorgi / con Giulio Federico Janni. Monologo ironico, grottesco e commovente che attraversa l’opera di William Shakespeare grazie a un personaggio realmente esistito, Anew MacMaster (1894-1962), l’ultimo dei grandi capocomici britannici mai apparso al cinema o in televisione. Informazioni: www.fondazionecastelpergine.eu / www.castelpergine.it.

12 MERCOLEDÌ Cultura CASTANEA Pergine Valsugana. 7° Convegno Nazionale sul Castagno. Per maggiori informazioni: APT Valsugana ufficio di Pergine tel. 0461 727730. Cultura APERITIVI AL CASTELLO Rovereto. Ore 18. A Rovereto i mercoledì sera saranno infatti allietati da speciali aperitivi in uno scenario insolito. Visita il Castello in compagnia di un esperto storico, scopri le sbalorditive collezioni del Museo Storico Italiano della Guerra e, infine, gusta i prodotti tipici della valle godendoti un panorama mozzafiato da una splendida terrazza con vista! La prenotazione è obbligatoria al numero 0464 488041 o scrivendo didattica@ museodellaguerra.it.

13 GIOVEDÌ Cultura ALLA SCOPERTA DEI TESORI DI BORGO VALSUGANA Borgo Valsugana. Ore 17. Passeggiata con Accompagnatore di Media Montagna alla scoperta del centro storico di Borgo Valsugana, con il suo Ponte Veneziano, il Museo della Grande Guerra, l’oratorio San Rocco e la Sala De Gasperi. Informazioni: Apt Valsugana 0461727700, +390461727799. Cultura CASTANEA Pergine Valsugana. 7° Convegno Nazionale sul Castagno. Per maggiori informazioni: APT Valsugana ufficio di Pergine tel. 0461 727730. Cultura TRENTINO BOOK FESTIVAL Caldonazzo. Alcuni tra i più grandi nomi della letteratura e del giorna-

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lismo arrivano in riva al Lago di Caldonazzo per la nona edizione del festival letterario del Trentino. Tanti gli incontri con l’autore, musica e teatro. Info e programma completo su www.trentinobookfestival.it, facebook @TrentinoBookFestival. Enogastronomia LATTE IN FESTA FESTA DEL GELATO Vigo Rendena. Ami il gelato, la tradizione ma anche l’originalità? Partecipa alla festa e trova il tuo gusto! Informazioni: Porte di Rendena-Vigo Rendena Località Parco al Sarca 0465 501007. Eventuali aggiornamenti al programma su www.campigliodolomiti.it/events. Musica CORO MONTE PELLER Andalo. ore 21.15. Palacongressi. Rassegna canti della montagna. Il repertorio spazia dai brani tradizionali di montagna ai canti popolari ricercati tra la gente locale. www. visitdolomitipaganella.it. Teatro ATTORNO A UN TAVOLO, PICCOLI FALLIMENTI SENZA IMPORTANZA San Michele all’Adige. Ore 20.30. Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina (via E. Mach, 2). Teatro delle Ariette, di Paola Berselli e Stefano Pasquini. Un palcoscenico che è una cucina, un grande tavolo condiviso. Attori che si fanno padroni di casa, spettatori che diventano ospiti tra pentole, fornelli, taglieri e mattarelli. www. solstiziodestate.it.

14 VENERDÌ Cultura CASTANEA Pergine Valsugana. 7° Convegno Nazionale sul Castagno. Per maggiori informazioni: APT Valsugana ufficio di Pergine tel. 0461 727730. Cultura ALZHEIMER FEST Levico Terme. L’Alzheimer Fest è una festa organizzata prima di tutto da e con persone che conoscono l’Alzheimer perché lo vivono sulla propria pelle o sulla pelle dei familiari. L’idea, semplice e dunque sovversiva al tempo stesso, è che il tempo della demenza è anche una stagione di vita. Nonostante le difficoltà, malgrado lo strazio etc. L’idea che chi ha l’Alzheimer non è un marziano. Per maggiori informazioni: www.alzheimerfest.it; info@alzheimerfest.it Tel. 347.5450755. Cultura TRENTINO BOOK FESTIVAL Caldonazzo. Alcuni tra i più grandi nomi della letteratura e del giornalismo arrivano in riva al Lago di Caldonazzo per la nona edizione del festival letterario del Trentino. Tanti gli incontri con l’autore, musica e teatro. Info e programma comple-

to su www.trentinobookfestival.it, facebook @TrentinoBookFestival.

te a volare via verso tutti i suoi cari affetti. www.solstiziodestate.it.

Enogastronomia LATTE IN FESTA FESTA DEL GELATO Vigo Rendena. Ami il gelato, la tradizione ma anche l’originalità? Partecipa alla festa e trova il tuo gusto! Informazioni: Porte di Rendena-Vigo Rendena Località Parco al Sarca 0465 501007. Eventuali aggiornamenti al programma su www.campigliodolomiti.it/events.

Cabaret LABORATORIO DI CLOWNERIE Mezzocorona. ore 16.30 e 18.30. Piazza della Chiesa. Laboratorio. Ingresso gratuito. Maki e Marcel mettono a disposizione il loro estro artistico e la loro vocazione circense in un laboratorio di clownerie per tutte età, per imparare a raccontare con l’ironia, a stare sul palco con leggerezza, e a scoprire il carrozzone che è la vita quotidiana. www.solstiziodestate.it.

Enogastronomia ARCO STREET FOOD FESTIVAL Arco. Food Trucks da tutta Italia propongono le loro specialità con prodotti tipici italiani. ARCO, la Capitale dell’arrampicata e dello sport all’aria aperta, ospiterà per la 2° volta un festival dello street food! 3 giorni con i migliori Food Truck d’Italia, fiumi di birra, laboratori e teatrino per bimbi, musica e spettacoli! Informazioni: Assocentro 3277162265. Folklore SUMMER MARATHON 2019 Commezzadura. Commezzadura, Malè, Pellizzano. 8^ gara internazionale auto storiche, regolarità classica e media, concorsi d’eleganza. Informazioni: TEAM OLDTIMER SPORT A.S.D. 0364900300. Musica ROVERETO JAZZ Rovereto. Atmosfere jazz e funk nel centro storico della città. Un festival che nasce dalla passione per la musica e dall’amore per il territorio e che porta a Rovereto il meglio degli artisti jazz italiani ed internazionali.Informazioni: Apt Rovereto e Vallagarina 0464430363, 0464435528. Teatro ATTORNO A UN TAVOLO, PICCOLI FALLIMENTI SENZA IMPORTANZA San Michele all’Adige. Ore 20.30. Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina (via E. Mach, 2). Teatro delle Ariette, di Paola Berselli e Stefano Pasquini. Un palcoscenico che è una cucina, un grande tavolo condiviso. Attori che si fanno padroni di casa, spettatori che diventano ospiti tra pentole, fornelli, taglieri e mattarelli. www. solstiziodestate.it.

15 SABATO Cabaret ALLA RICERCA DELLA VERA FAMIGLIA Mezzocorona. ore 16.30 e 18.30. Piazza della Chiesa. Clownerie acrobatica. Ingresso gratuito. Maki, si ritrova per strada con una missione: ritrovare la sua vera famiglia. Attraverso peripezie e acrobazie cercherà, con l’aiuto del pubblico, di districarsi da situazioni di fallimento per riuscire finalmen-

Cultura ALZHEIMER FEST Levico Terme. L’Alzheimer Fest è una festa organizzata prima di tutto da e con persone che conoscono l’Alzheimer perché lo vivono sulla propria pelle o sulla pelle dei familiari. L’idea, semplice e dunque sovversiva al tempo stesso, è che il tempo della demenza è anche una stagione di vita. Nonostante le difficoltà, malgrado lo strazio etc. L’idea che chi ha l’Alzheimer non è un marziano. Per maggiori informazioni: www.alzheimerfest.it; info@alzheimerfest.it Tel. 347.5450755. Cultura OLTRE LA LUNA Sant’OrsolaTerme. Quattro serate per festeggiare i 50 anni dall’allunaggio in collaborazione con: l’ing.Bruno Strim e gli Astrofili di Caldonazzo. Informazioni e dettagli di ogni evento: www.calicantus.it. Cultura TRENTINO BOOK FESTIVAL Caldonazzo. Alcuni tra i più grandi nomi della letteratura e del giornalismo arrivano in riva al Lago di Caldonazzo per la nona edizione del festival letterario del Trentino. Tanti gli incontri con l’autore, musica e teatro. Info e programma completo su www.trentinobookfestival.it, facebook @TrentinoBookFestival. Enogastronomia LATTE IN FESTA FESTA DEL GELATO Vigo Rendena. Ami il gelato, la tradizione ma anche l’originalità? Partecipa alla festa e trova il tuo gusto! Informazioni: Porte di Rendena-Vigo Rendena Località Parco al Sarca 0465 501007. Eventuali aggiornamenti al programma su www.campigliodolomiti.it/events. Enogastronomia ARCO STREET FOOD FESTIVAL Arco. Food Trucks da tutta Italia propongono le loro specialità con prodotti tipici italiani. ARCO, la Capitale dell’arrampicata e dello sport all’aria aperta, ospiterà per la 2° volta un festival dello street food! 3 giorni con i migliori Food Truck d’Italia, fiumi di birra, laboratori e teatrino per bimbi, musica e spettacoli! Informazioni: Assocentro 3277162265.


trentinoappuntamenti Famiglia VISITA GUIDATA ALLA GROTTA DEL CALGERON Grigno Valsugana. Ritrovo presso la stazione Fs di Grigno alle ore 08:45 di ogni sabato. Si percorre un sentiero nel bosco con un dislivello di circa 200 metri e dopo 30 minuti si raggiunge l’ingresso. Dopo pochi metri a bordo di un canotto si supera un laghetto e si prosegue a piedi per circa 400 m. Durata della visita: circa 3 ore complessive. Costo 15,00€ a persona. Per visite fino a sei persone € 90,00. Il materiale tecnico (canotto e casco) viene fornito dall’organizzazione. Per informazioni e prenotazioni telefonare a Mirco 327.9184910. Folklore SUMMER MARATHON 2019 Commezzadura. Commezzadura, Malè, Pellizzano. 8^ gara internazionale auto storiche, regolarità classica e media, concorsi d’eleganza. Informazioni: TEAM OLDTIMER SPORT A.S.D. 0364900300. Musica VOCI DI DONNE Dro. Ore 21. Marocche. Rievocazione del femminile nell’antica città di Kas con il Coro La Gagliarda. Informazioni: www.associazioneandromeda.com. Musica ENSEMBLE ARSTUDIUM Roncegno. Ore 21. Salone delle Feste, Casa Raphael / Palace Hotel, P.zza de Giovanni 4. Concerto con: Stefano Bellini, Victor Lozano, Piercarlo Torri e Elisabetta Wolf, violini / Emanuela Bungaro e Filippo Degasperi, viole / Dora Cainelli e Adele Pardi, violoncelli / Chiara Saiani, pianoforte. Musiche di Vivaldi e Bach. Ingresso gratuito con offerta libera. Informazioni: www. arsmodi.it/casa-raphael-2019.. Musica ROVERETO JAZZ Rovereto. Atmosfere jazz e funk nel centro storico della città. Un festival che nasce dalla passione per la musica e dall’amore per il territorio e che porta a Rovereto il meglio degli artisti jazz italiani ed internazionali.Informazioni: Apt Rovereto e Vallagarina 0464430363, 0464435528. Musica ALBAN FÙAM Mezzocorona. Ore 21.30. Piazza della Chiesa. Concerto. Gli Alban Fùam sono musicisti dalle sonorità Irish, capaci di fondere la musica tradizionale d’Irlanda con influenze del folk contemporaneo e del bluegrass. Ingresso gratuito/ spettacolo garantito anche in caso di pioggia. Informazioni: www. solstiziodestate.it. Teatro MEZZANO ROMANTICA: MASTER SHAKESPEARE Primiero - Mezzano. Ore 21. Mezzano, Tabià della Gemma. IX

Edizione. Spettacolo teatrale dal titolo “Master Shakespeare” di e con Giulio Federico Janni: si tratta di un monologo ironico, grottesco e commovente, che attraversa l’intera opera di William Shakespeare. Informazioni: ApT San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi tel. 0439 62 407. Teatro SERE YO MAESTRO Mezzocorona. ore 16.30. Piazza della Chiesa. Marcel Eso Teatro di strada. Ingresso gratuito. Acrobata al palo cinese, giocoliere, equilibrista e clown, Marcel nasce e cresce in Colombia ed arriva in Italia all’età di diciott’anni come artista di strada, fino a diventare un esponente di spicco del circo contemporaneo. www.solstiziodestate.it. Teatro IL GIOCOLIERE DELLA SCIENZA Mezzocorona. Ore 19. Piazza della Chiesa. Spettacolo di e con Federico Benuzzi. Ingresso gratuito. Continuamente in bilico tra lezione e spettacolo, il giocoliere della scienza sfrutta le leggi della fisica per portare in superficie quanto si celi dietro alle apparenze. www. solstiziodestate.it. Tradizione PORTOBESENO FESTIVAL Besenello. Ore 10. Castello Beseno. La fortezza che risuona simposio di ecologia acustica. Informazioni: www.portobeseno.it.

16 DOMENICA Cultura ANTIRUGGINE AD ARTE SELLA ore 14.00 e ore 17.00. Malga Costa. L’esperienza fatta nel luogo “dove una volta si lavorava il ferro, lavoro duro materia di fuoco e terra che la tenacia, la passione, l’intelligenza, arriva a piegare e dar forma”, si sposta ora in luoghi di grande significato e fascino, condividendo con il pubblico la bellezza e l’energia creativa che porta al risultato artistico finale. Arte Sella ospita Antiruggine per tre appuntamenti, mentre gli altri avranno luogo presso Lo Squero della Fondazione Cini all’isola di San Giorgio a Venezia, e presso il Salone da ballo di Villa Revedin Bolasco a Castelfranco Veneto. Informazioni: www.artesella.it. Cultura TRENTINO BOOK FESTIVAL Caldonazzo. Alcuni tra i più grandi nomi della letteratura e del giornalismo arrivano in riva al Lago di Caldonazzo per la nona edizione del festival letterario del Trentino. Tanti gli incontri con l’autore, musica e teatro. Info e programma completo su www.trentinobookfestival.it, facebook @TrentinoBookFestival.

Enogastronomia GOLOSABICI Polsa. Parco del baldo. Una giornata tra amici in mountain bike sul Sentiero della Pace con soste golose lungo il tragitto e pranzo in malga con musica e tanto divertimento! Scopri il Sentiero della Pace, con panorami da favola sul Monte Baldo. Telefona all’Ufficio Turistico di Brentonico 0464 395149 o scrivi a brentonico@visitrovereto.it per verificare la disponibilità. Enogastronomia LATTE IN FESTA FESTA DEL GELATO Vigo Rendena. Ami il gelato, la tradizione ma anche l’originalità? Partecipa alla festa e trova il tuo gusto! Informazioni: Porte di Rendena-Vigo Rendena Località Parco al Sarca 0465 501007. Eventuali aggiornamenti al programma su www.campigliodolomiti.it/events. Enogastronomia ARCO STREET FOOD FESTIVAL Arco. Food Trucks da tutta Italia propongono le loro specialità con prodotti tipici italiani. ARCO, la Capitale dell’arrampicata e dello sport all’aria aperta, ospiterà per la 2° volta un festival dello street food! 3 giorni con i migliori Food Truck d’Italia, fiumi di birra, laboratori e teatrino per bimbi, musica e spettacoli! Informazioni: Assocentro 3277162265. Folklore SUMMER MARATHON 2019 Commezzadura. Commezzadura, Malè, Pellizzano. 8^ gara internazionale auto storiche, regolarità classica e media, concorsi d’eleganza. Informazioni: TEAM OLDTIMER SPORT A.S.D. 0364900300. Musica COUNTDOWN CORALE Trento. ore 11.00. Muse. Rassegna di cori per il decennale delle Dolomiti Unesco. Concerto del coro Torre Franca di Mattarello. Ogni intervento canoro, della durata di circa 20 minuti, sarà anticipato da una breve introduzione sul tema Dolomiti Unesco da parte di un esperto del museo. Informazioni: www.muse.it. Musica ROVERETO JAZZ Rovereto. Atmosfere jazz e funk nel centro storico della città. Un festival che nasce dalla passione per la musica e dall’amore per il territorio e che porta a Rovereto il meglio degli artisti jazz italiani ed internazionali.Informazioni: Apt Rovereto e Vallagarina 0464430363, 0464435528. Musica JOLE BARBARINI AL PIANOFORTE Rovereto. Concerto nell’ambito delle Matinée in Casa Mozart. Contatti 0464 422719, infoami@ mozartitalia.org.

Musica ENTRE FLORES Y LUNARES Villazzano. Ore 20.30. Teatro di Villazzano. Spettacolo di flamenco, a cura dell’Associazione Flamenco Miel y Limon. Per informazioni e prenotazione biglietti basta scrivere all’indirizzo email info@flamencomielylimon.it oppure contattare il numero 3395267781. Per i più piccoli STORIE A MERENDA CON SIMONE DAVES Arco. Ore 17. “Se mi leggi una storia più felice sarò... se mi leggi una storia col pensiero volerò...”. Inizia così il viaggio di Simone Daves nel mondo delle storie: accompagnato dalla sua inseparabile chitarra prenderà per mano bambini e grandi per volare con il pensiero... Informazioni: Biblioteca Bruno Emmert 0464516115.

17 LUNEDÌ Per i più piccoli STORIE A MERENDA CON SIMONE DAVES Arco. Ore 17. “Se mi leggi una storia più felice sarò... se mi leggi una storia col pensiero volerò...”. Inizia così il viaggio di Simone Daves nel mondo delle storie: accompagnato dalla sua inseparabile chitarra prenderà per mano bambini e grandi per volare con il pensiero... Informazioni: Biblioteca Bruno Emmert 0464516115.

18 MARTEDÌ Musica GORAN BREGOVIC ore 21.00. Parco delle Leggende - Castellano. Il progetto “Stif Sound” è un’innovativa iniziativa creata dal comitato Castelfolk che offrirà per tutta l’estate 2019 a tutti gli appassionati di musica una serie di eventi-concerto di diverso genere musicale e con una line-up di artisti di fama nazionale ed internazionale. Informazioni: Associazione Castelfolk Castellano info@ castelfolk.it, www.castelfolk.it. Per i più piccoli STORIE A MERENDA CON SIMONE DAVES Arco. Ore 17. “Se mi leggi una storia più felice sarò... se mi leggi una storia col pensiero volerò...”. Inizia così il viaggio di Simone Daves nel mondo delle storie: accompagnato dalla sua inseparabile chitarra prenderà per mano bambini e grandi per volare con il pensiero... Informazioni: Biblioteca Bruno Emmert 0464.516115. Teatro JC LA STORIA DI JESSIE OWENS Pergine. Ore 21. Castel Pergine, Via al Castello 10. Spettacolo con Gianluca Gambino e Carlo Roncaglia, voce e pianoforte / Regia Carlo Roncaglia / Produzione Accademia dei Folli. Info: www.fon-

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trentinoappuntamenti dazionecastelpergine.eu; www. castelpergine.it.

19 MERCOLEDÌ Musica ENRICO PIERANUNZI Levico Terme. Ore 21. Concerti “Parco di note. Un itinerario musicale tra generi e stili diversi. Concerti pensati per portare i suoni fra gli alberi ed i fiori del parco, dove la musica viene proposta in piena sintonia con l’ambiente naturale circostante. Concerto Enrico Pieranunzi - Max de Aloe Duo. Info: Apt Valsugana - Tel. 0461.727700. Per i più piccoli STORIE A MERENDA CON SIMONE DAVES Arco. Ore 17. “Se mi leggi una storia più felice sarò... se mi leggi una storia col pensiero volerò...”. Inizia così il viaggio di Simone Daves nel mondo delle storie: accompagnato dalla sua inseparabile chitarra prenderà per mano bambini e grandi per volare con il pensiero... Informazioni: Biblioteca Bruno Emmert 0464516115. Teatro MI ABBATTO E SONO FELICE, IL MONOLOGO ECO-SOSTENIBILE Faedo. Ore 21.30. Azienda Agricola & Distilleria Pojer e Sandri (Località Molini, 4). Spettacolo di e con Daniele Ronco. Mi abbatto e sono felice è un monologo a impatto ambientale zero, autoironico e dissacrante, che vuole lanciare una provocazione importante: mira a far riflettere su come si possa essere felici abbattendo l’impatto che ognuno ha sul pianeta, sul suo ecosistema, sulla sua sopravvivenza. www.solstiziodestate.it.

20 GIOVEDÌ Cultura ALLA SCOPERTA DEI TESORI DI BORGO VALSUGANA Borgo Valsugana. Ore 17. Passeggiata con Accompagnatore di Media Montagna alla scoperta del centro storico di Borgo Valsugana, con il suo Ponte Veneziano, il Museo della Grande Guerra, l’oratorio San Rocco e la Sala De Gasperi. Informazioni: Apt Valsugana 0461.727700, 0461.727799. Musica CORO DOLOMITI DI TRENTO Andalo. ore 21.15. Palacongressi. Rassegna canti della montagna. Il repertorio spazia dai brani tradizionali di montagna ai canti popolari ricercati tra la gente locale. www. visitdolomitipaganella.it.

21 VENERDÌ Cabaret CIRCUS ART Andalo. ore 21.15. Palacongressi. Uno spettacolo davvero unico nel suo genere, in cui alcune delle discipline circensi fra le più 108

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strabilianti si fondono per dar vita a un corpo unico, uno spettacolo armonico e pieno di magia che dona allo spettatore emozione a tutto tondo. www.visitdolomitipaganella.it. Cultura TRENTO SMART CITY LABS A POVO Povo. Ore 17.30. Sala video Circoscrizionale - Via Don T. Dallafior 3. L’ottavo appuntamento per far conoscere ai cittadini le app e i servizi smart disponibili a Trento. il team di Trento Smart City sarà a disposizione per fornire informazioni e supporto nell’installazione ed utilizzo delle app e dei servizi smart offerti. Informazioni: www. eventbrite.it. Famiglia ALBEINMALGA Passo Rolle. Speciale Aspettando Latte in Festa. Un appuntamento pensato per le famiglie con bambini. Ci sarà da imparare, da fare e, soprattutto...da divertirsi! Pernottamento in malga obbligatorio. Info e prenotazioni ApT Fiera di Primiero Tel. 0439-62407 | 389-4885911 - segreteria@sanmartino.com. Folklore LATTE IN FESTA Val Venegia, San Martino di Castrozza, Mezzano . Dall’Alpeggio al fondovalle, dalla Val Venegia al borgo di Mezzano passando per San Martino di Castrozza. Tra passeggiate guidate e percorsi sensoriali, wellness naturali, gustosi laboratori, show cooking e antiche ricette, si dà il via alla stagione dell’alpeggio con una festa tutta dedicata al latte e ai suoi derivati, adatta a famiglie e bambini, che potranno scoprire il valore di questo semplice ma prezioso prodotto. www.sanmartino.com. Musica FESTA DELLA MUSICA Arco. Concerti ed esibizioni di artisti di strada. Più di centotrenta Paesi vengono coinvolti in questa sorta di concerto collettivo al quale partecipano ogni anno milioni di persone; evento che mescola tutti i generi musicali e si rivolge alla gente con l’obiettivo di diffondere la pratica musicale di familiarizzare giovani e meno giovani, di tutte le condizioni sociali, alle diverse espressioni musicali. Informazioni: Associazione italiana per la promozione della Festa della Musica 3343940091. Teatro LA BALLATA DEI SENZATETTO Mezzocorona. Ore 21.30. Casa Menestrina (via S. Antonio, 1). Spettacolo di e con Ascanio Celestini. Un viaggio improvvisato fra storie di vita, di fame, di ricerca, di rinascita. Il barbone di Laika o la barbona di Pueblo, la cassiera del supermercato e la Vecchia che va a fare la spesa insieme alla

prostituta: una ballata in continuo movimento di personaggi in cerca d’attore. www.solstiziodestate.it. Tradizione FESTE VIGILIANE Trento. Centro storico. Giorni di festa destinati, ancora una volta, a riversare un fiume di persone lungo le vie cittadine e a offrire a residenti e turisti un fitto calendario di spettacoli, disfide in costume, eventi espositivi, golose proposte per il palato e molto altro ancora... Il tema che legherà gli appuntamenti dell’edizione 2019 sarà: Trento nel cuore. Conoscere, amare, vivere la città. Per visione programma dettagliato e informazioni: Tel. 0461.329143; www.festevigiliane.it.

22 SABATO Famiglia VISITA GUIDATA ALLA GROTTA DEL CALGERON Grigno Valsugana. Ritrovo presso la stazione Fs di Grigno alle ore 08:45 di ogni sabato. Si percorre un sentiero nel bosco con un dislivello di circa 200 metri e dopo 30 minuti si raggiunge l’ingresso. Dopo pochi metri a bordo di un canotto si supera un laghetto e si prosegue a piedi per circa 400 m. Durata della visita: circa 3 ore complessive. Costo 15,00€ a persona. Per visite fino a sei persone € 90,00. Il materiale tecnico (canotto e casco) viene fornito dall’organizzazione. Per informazioni e prenotazioni telefonare a Mirco 327.9184910. Famiglia ALBEINMALGA Passo Rolle. Speciale Aspettando Latte in Festa. Un appuntamento pensato per le famiglie con bambini. Ci sarà da imparare, da fare e, soprattutto...da divertirsi! Pernottamento in malga obbligatorio. Info e prenotazioni ApT Fiera di Primiero Tel. 0439-62407 | 389-4885911 - segreteria@sanmartino.com. Folklore LATTE IN FESTA Val Venegia, San Martino di Castrozza, Mezzano . Dall’Alpeggio al fondovalle, dalla Val Venegia al borgo di Mezzano passando per San Martino di Castrozza. Tra passeggiate guidate e percorsi sensoriali, wellness naturali, gustosi laboratori, show cooking e antiche ricette, si dà il via alla stagione dell’alpeggio con una festa tutta dedicata al latte e ai suoi derivati, adatta a famiglie e bambini, che potranno scoprire il valore di questo semplice ma prezioso prodotto. www.sanmartino.com. Musica IL ROSSPACH CANTA Besenello. Ore 14. Dietrobeseno, loc. Mulino. Rassegna dedicata al canto libero e organizzato. Informazioni: www.portobeseno.it.

Tradizione FESTE VIGILIANE Trento. Centro storico. Giorni di festa destinati, ancora una volta, a riversare un fiume di persone lungo le vie cittadine e a offrire a residenti e turisti un fitto calendario di spettacoli, disfide in costume, eventi espositivi, golose proposte per il palato e molto altro ancora... Il tema che legherà gli appuntamenti dell’edizione 2019 sarà: Trento nel cuore. Conoscere, amare, vivere la città. Per visione programma dettagliato e informazioni: Tel. 0461.329143; www.festevigiliane.it.

23 DOMENICA Folklore LATTE IN FESTA Val Venegia, San Martino di Castrozza, Mezzano . Dall’Alpeggio al fondovalle, dalla Val Venegia al borgo di Mezzano passando per San Martino di Castrozza. Tra passeggiate guidate e percorsi sensoriali, wellness naturali, gustosi laboratori, show cooking e antiche ricette, si dà il via alla stagione dell’alpeggio con una festa tutta dedicata al latte e ai suoi derivati, adatta a famiglie e bambini, che potranno scoprire il valore di questo semplice ma prezioso prodotto. www.sanmartino.com. Musica COUNTDOWN CORALE Trento. ore 11.00. Muse. Rassegna di cori per il decennale delle Dolomiti Unesco. Concerto del coro Tre Cime di Cimone. Ogni intervento canoro, della durata di circa 20 minuti, sarà anticipato da una breve introduzione sul tema Dolomiti Unesco da parte di un esperto del museo. Informazioni: www.muse.it. Musica SARAH STRIDE TRIO Roncegno. Ore 20.30. Circolo Operaio Santa Maria, Via Santa Maria 18. Concerto con: Sarah Stride, voce / Kole Laca, live electronics / Frank Martino, chitarre. Ingresso gratuito / info@trentinojazz. com / Circolo Operaio Santa Maria n. 388.8125948 . Musica LUCA BARBAROSSA Valle dei Mocheni. Ore 12. Malga Cambroncoi. Concerto di apertura della terza edizione di Lagorai d’Incanto, rassegna musicale in acustico. Informazioni: 0461 557028, 0461 551440, info@valledeimocheni.it, www.valledeimocheni.it. Tradizione FESTE VIGILIANE Trento. Centro storico. Giorni di festa destinati, ancora una volta, a riversare un fiume di persone lungo le vie cittadine e a offrire a residenti e turisti un fitto calendario di spettacoli, disfide in costume, eventi espositivi, golose proposte per il palato e molto


trentinoappuntamenti altro ancora... Il tema che legherà gli appuntamenti dell’edizione 2019 sarà: Trento nel cuore. Conoscere, amare, vivere la città. Per visione programma dettagliato e informazioni: Tel. 0461.329143; www.festevigiliane.it.

24 LUNEDÌ Per i più piccoli UN BOSCO DI EMOZIONI Val di Fassa. ore 09.45. Cabinovia Buffaure. Conosciamo il bosco e i suoi abitanti, scoprendone abitudini e segreti. Escursione guidata lungo il percorso tematico “Un bosco di emozioni”,che inizia nelle vicinanze del Rifugio Buffaure. Attività per famiglie con bambini, a partire da 5 anni. Difficoltà facile, sì passeggino. Escursione gratuita. Biglietto di risalita ed eventuale pranzo in rifugio a carico dei partecipanti. www.fassa.com. Tradizione FESTE VIGILIANE Trento. Centro storico. Giorni di festa destinati, ancora una volta, a riversare un fiume di persone lungo le vie cittadine e a offrire a residenti e turisti un fitto calendario di spettacoli, disfide in costume, eventi espositivi, golose proposte per il palato e molto altro ancora... Il tema che legherà gli appuntamenti dell’edizione 2019 sarà: Trento nel cuore. Conoscere, amare, vivere la città. Per visione programma dettagliato e informazioni: Tel. 0461.329143; www.festevigiliane.it.

25 MARTEDÌ DALL’AMORE ALLA SOFFERENZA Roncegno. Ore 21. Salone delle Feste, Casa Raphael / Palace Hotel, P.zza de Giovanni 4. Concerto con: Juliane Wernicke, soprano / Rosario Giorgianni, pianoforte. Musiche di Schumann, Schubert, Beethoven, Brahms. Ingresso gratuito con offerta libera. Informazioni: www.arsmodi.it/casaraphael-2019. Musica MUSICA SACRA DAL BAROCCO AL POP Andalo. Ore 21. Chiesa Antica. Concerto Coralie Destrijker SOPRANO Luigi Signori PIANOFORTE e VOCE. Proposta all’interno dell’evento “Girovagando in Musica. Itinerari turistici e musicali in Trentino, 28ª edizione”. Info: gruppocaronte@libero.it , tel. 348 2257382. Per i più piccoli IL SENTIERO DIMENTICATO Val di Fassa. ore 09.45. Cabinovia Buffaure. Passeggiata per famiglie con bambini (a partire da 6 anni) lungo un semplice percorso in quota. Il sentiero ci riporterà attraverso i secoli, dagli antichi vulcani al giardino alpino per conoscere minerali, fossili, fiori e piante che

ricoprono i crinali del Buffaure, oltre agli animali che vivono in questi boschi. A cura di “Sentieri in Compagnia”. Difficoltà media, no passeggino. Escursione gratuita. Biglietto di risalita ed eventuale pranzo in rifugio a carico dei partecipanti. www.fassa.com. Teatro ARLECCHINO SI FA IN TRE Pergine. Ore 21. Castel Pergine, Via al Castello 10. Spettacolo tratto da Il servitore di due padroni di Carlo Goldoni, con Betty Andriolo, Vanni Carpenedo, Christian Renzicchi. Regia Alberta Toninato . Compagnia Bottegavaga. Informazioni: www.fondazionecastelpergine.eu / www.castelpergine.it. Tradizione FESTE VIGILIANE Trento. Centro storico. Giorni di festa destinati, ancora una volta, a riversare un fiume di persone lungo le vie cittadine e a offrire a residenti e turisti un fitto calendario di spettacoli, disfide in costume, eventi espositivi, golose proposte per il palato e molto altro ancora... Il tema che legherà gli appuntamenti dell’edizione 2019 sarà: Trento nel cuore. Conoscere, amare, vivere la città. Per visione programma dettagliato e informazioni: Tel. 0461.329143; www.festevigiliane.it.

26 MERCOLEDÌ Per i più piccoli VISITA TEATRALIZZATA: IL SENTIERO INCANTATO Val di Fassa. Cabinovia Buffaure. Passo dopo passo, sul Sentiero Incantato del Buffaure, scopriremo che le storie ci possono essere raccontate da rocce, alberi e radici. Sono storie antiche di personaggi misteriosi che da sempre abitano i pascoli e i boschi del Buffaure. Narratori in costume ci accompagneranno in questo viaggio fuori dal tempo. A cura dell’associazione “Sentieri in Compagnia”.Attività per famiglie con bambini di almeno 4 anni. Difficoltà facile, no passeggino. Il costo dell’escursione è gratuito. Il biglietto dell’impianto e l’eventuale pranzo in rifugio sono a carico dei partecipanti. www. fassa.com. Tradizione FESTE VIGILIANE Trento. Centro storico. Giorni di festa destinati, ancora una volta, a riversare un fiume di persone lungo le vie cittadine e a offrire a residenti e turisti un fitto calendario di spettacoli, disfide in costume, eventi espositivi, golose proposte per il palato e molto altro ancora... Il tema che legherà gli appuntamenti dell’edizione 2019 sarà: Trento nel cuore. Conoscere, amare, vivere la città. Per visione programma dettagliato e informazioni: Tel. 0461.329143; www.festevigiliane.it.

27 GIOVEDÌ Cultura ALLA SCOPERTA DEI TESORI DI BORGO VALSUGANA Borgo Valsugana. Ore 17. Passeggiata con Accompagnatore di Media Montagna alla scoperta del centro storico di Borgo Valsugana, con il suo Ponte Veneziano, il Museo della Grande Guerra, l’oratorio San Rocco e la Sala De Gasperi. Informazioni: Apt Valsugana 0461727700, +390461727799.

28 VENERDÌ Cultura LE FRONTIERE DELLA PSICOANALISI “LA NOIA” Lavarone. Centro congressi. Le cose umane per loro natura sono composite, ambivalenti, e la noia non fa eccezione. Può essere intesa come una sensazione spiacevole di vuoto, di insoddisfazione, di fastidio, di mancanza di attività, di tempo che non passa mai. In questa edizione del Convegno abbiamo invitato persone da mondi culturali e scientifici diversi - psicoanalisti, sociologi, etologi, attori, scrittori - per dirci la loro e confrontarsi con il pubblico su questo complesso sentimento e le sue tante sfumature. Informazioni: Azienda per il turismo Folgaria Lavarone Luserna 0464 724144, www.alpecimbra. it, info@alpecimbra.it. Cultura PERGINE SPETTACOLO APERTO Pergine Valsugana. Performing arts, dance, theatre, exhibitions, talks and much more... Per programma dettagliato info: www. perginefestival.it, Apt Valsugana - uff. di Pergine Tel. 0461.727760. Enogastronomia CASTELLI DIVINI Segonzano. Aperitivi al tramonto nei castelli del Trentino. Dame e cavalieri per una sera grazie agli aperitivi di Castelli diVini, rassegna curata dalla Strada del Vino e dei Sapori del Trentino. Ad ogni appuntamento, all’imbrunire, si respirerà una romantica atmosfera di altri tempi, protetti da antiche mura custodi di secoli di storia. Per info: Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, tel. 0461-921863, info@stradavinotrentino.com . Musica TREKKING CON AVI AVITAL, GIOVANNI SOLLIMA Val di Fassa. Rifugi del Catinaccio. Evento all’interno de I Suoni delle Dolomiti. Progetto speciale: trekking in compagnia di Avi Avital, Giovanni Sollima. Sui sentieri con il carisma e la passione di due fuoriclasse della musica. questa iniziativa è a pagamento e a numero chiuso (iscrizioni aperte dal 15 aprile; Ufficio Booking ApT Val di Fassa - Tel. 0462 609666).

Musica CORO LAGO ROSSO Andalo. ore 21.15. Palacongressi. Rassegna canti della montagna. Il repertorio spazia dai brani tradizionali di montagna ai canti popolari ricercati tra la gente locale. www. visitdolomitipaganella.it. Musica ANANSI & HOT MUSTACHE Pergine. ore 21.15. Piazza Fruet. Concerto all’interno dell’evento Pergine Festival. In caso di pioggia il concerto sarà annullato. Informazioni: www.perginefestival.it. Musica FLOWER POWER Bondone. Ore 19. Spiaggia Baitoni. 50 anni da Woodstock, brani di Hendrix,Santana,Creedence Clearwater,Janis Joplin ed altri violino,violoncello,arpa,pianoforte/ voce. Proposta all’interno dell’evento “Girovagando in Musica. Itinerari turistici e musicali in Trentino, 28ª edizione”. Info: gruppocaronte@libero.it , tel. 348 2257382. Musica CONCERTO ALLA VILLA Caldonazzo. Concerto Corpo Bandistico di Caldonazzo. Informazioni Azienda per il Turismo Tel. 0461.727752. Teatro GISELDA RANIERI: T.I.N.A. (THERE IS NO ALTERNATIVE) Pergine. Ore 20.30. Ex rimessa carrozze, Vicolo dei Campi 6. Spettacolo vincitore call SUPERNOVA. Informazioni: www.perginefestival.it. Teatro BERLIN, NEVADA: STILL NIGHT Pergine. Ore 20. Sala Comunità di Valle Alta Valsugana, piazza Gavazzi 4. Progetto vincitore BANDO OPEN /// CREAZIONE [URBANA] CONTEMPORANEA 2019 - ospitalità. Informazioni: www.perginefestival.it. Teatro ELISABETTA CONSONNI: TI VOGLIO UN BENE PUBBLICO Pergine. Ore 19.30. Itinerante. Partenza da Sala Maier. Progetto vincitore BANDO OPEN /// CREAZIONE [URBANA] CONTEMPORANEA 2019 - nuova produzione. Informazioni: www.perginefestival.it. Teatro ELISABETTA CONSONNI: TI VOGLIO UN BENE PUBBLICO Pergine. Ore 21.15. Itinerante. Partenza da Sala Maier. Progetto vincitore BANDO OPEN /// CREAZIONE [URBANA] CONTEMPORANEA 2019 - nuova produzione. Informazioni: www.perginefestival.it.

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trentinoappuntamenti Tradizione FESTA DELLE ERBE OFFICINALI RoncegnoTerme. Le erbe officinali protagoniste di questo week end nel Parco delleTerme di Roncegno. Una festa alla scoperta delle erbe naturali e i loro utilizzi: dai cosmetici agli infusi, un mercatino con tanta musica e animazione. Per ulteriori informazioni: APT Valsugana - Ufficio di Roncegno Terme | Tel +39 0461 727765 | roncegno@ visitvalsugana.it. Tradizione RIEVOCAZIONE DELLA STELLA ALPINA Una rievocazione mozzafiato di un evento che ha fatto la storia dell’automobilismo sulle strade delle Dolomiti. 28.06: Accredito e verifiche presso Cantine Ferrari di Trento e partenza dal centro storico. 30.06: Arrivo della terza tappa alle Cantine Ferrari. La sfilata di automobili d’epoca sulle strade più belle del Trentino. Programma sul sito: www.scuderiatrentina.it.

29 SABATO Cultura LE FRONTIERE DELLA PSICOANALISI “LA NOIA” Lavarone. Centro congressi. Le cose umane per loro natura sono composite, ambivalenti, e la noia non fa eccezione. Può essere intesa come una sensazione spiacevole di vuoto, di insoddisfazione, di fastidio, di mancanza di attività, di tempo che non passa mai. In questa edizione del Convegno abbiamo invitato persone da mondi culturali e scientifici diversi - psicoanalisti, sociologi, etologi, attori, scrittori - per dirci la loro e confrontarsi con il pubblico su questo complesso sentimento e le sue tante sfumature. Informazioni: Azienda per il turismo Folgaria Lavarone Luserna 0464 724144, www.alpecimbra. it, info@alpecimbra.it. Cultura PERGINE SPETTACOLO APERTO Pergine Valsugana. Performing arts, dance, theatre, exhibitions, talks and much more... Per programma dettagliato info: www. perginefestival.it, Apt Valsugana - uff. di Pergine Tel. 0461.727760. Famiglia VISITA GUIDATA ALLA GROTTA DEL CALGERON Grigno Valsugana. Ritrovo presso la stazione Fs di Grigno alle ore 08:45 di ogni sabato. Si percorre un sentiero nel bosco con un dislivello di circa 200 metri e dopo 30 minuti si raggiunge l’ingresso. Dopo pochi metri a bordo di un canotto si supera un laghetto e si prosegue a piedi per circa 400 m. Durata della visita: circa 3 ore complessive. Costo 15,00€ a persona. Per visite fino a sei persone

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€ 90,00. Il materiale tecnico (canotto e casco) viene fornito dall’organizzazione. Per informazioni e prenotazioni telefonare a Mirco 327.9184910. Musica TREKKING CON AVI AVITAL, GIOVANNI SOLLIMA Val di Fassa. Rifugi del Catinaccio. Evento all’interno de I Suoni delle Dolomiti. Progetto speciale: trekking in compagnia di Avi Avital, Giovanni Sollima. Sui sentieri con il carisma e la passione di due fuoriclasse della musica. questa iniziativa è a pagamento e a numero chiuso (iscrizioni aperte dal 15 aprile; Ufficio Booking ApT Val di Fassa - Tel. 0462 609666). Musica MAD MEDULLA Pergine. ore 21.15. Piazza Fruet. Concerto all’interno dell’evento Pergine Festival. Un repertorio che spazia da Jimi Hendrix agli Oasis, dai Rolling Stones ai Franz Ferd. In caso di pioggia il concerto sarà annullato. Informazioni: www. perginefestival.it. Teatro BERLIN, NEVADA: STILL NIGHT Pergine. Ore 20. Sala Comunità di Valle Alta Valsugana, piazza Gavazzi 4. Progetto vincitore BANDO OPEN /// CREAZIONE [URBANA] CONTEMPORANEA 2019 - ospitalità. Informazioni: www.perginefestival.it. Teatro ELISABETTA CONSONNI: TI VOGLIO UN BENE PUBBLICO Pergine. Ore 21.15. Itinerante. Partenza da Sala Maier. Progetto vincitore BANDO OPEN /// CREAZIONE [URBANA] CONTEMPORANEA 2019 - nuova produzione. Informazioni: www.perginefestival.it. Teatro BERLANDA, JASINSKA E SOWA: ÉTOUFFE Pergine. ore 20.30 e 21.45. Ex rimessa carrozze, Vicolo dei Campi 6. Spettacolo vincitore call SUPERNOVA. Informazioni: www. perginefestival.it. Tradizione FESTA DELLE ERBE OFFICINALI RoncegnoTerme. Le erbe officinali protagoniste di questo week end nel Parco delleTerme di Roncegno. Una festa alla scoperta delle erbe naturali e i loro utilizzi: dai cosmetici agli infusi, un mercatino con tanta musica e animazione. Per ulteriori informazioni: APT Valsugana - Ufficio di Roncegno Terme | Tel +39 0461 727765 | roncegno@ visitvalsugana.it.

Tradizione RIEVOCAZIONE DELLA STELLA ALPINA Una rievocazione mozzafiato di un evento che ha fatto la storia dell’automobilismo sulle strade delle Dolomiti. 28.06: Accredito e verifiche presso Cantine Ferrari di Trento e partenza dal centro storico. 30.06: Arrivo della terza tappa alle Cantine Ferrari. La sfilata di automobili d’epoca sulle strade più belle del Trentino. Programma sul sito: www.scuderiatrentina.it.

30 DOMENICA Cultura LE FRONTIERE DELLA PSICOANALISI “LA NOIA” Lavarone. Centro congressi. Le cose umane per loro natura sono composite, ambivalenti, e la noia non fa eccezione. Può essere intesa come una sensazione spiacevole di vuoto, di insoddisfazione, di fastidio, di mancanza di attività, di tempo che non passa mai. In questa edizione del Convegno abbiamo invitato persone da mondi culturali e scientifici diversi - psicoanalisti, sociologi, etologi, attori, scrittori - per dirci la loro e confrontarsi con il pubblico su questo complesso sentimento e le sue tante sfumature. Informazioni: Azienda per il turismo Folgaria Lavarone Luserna 0464 724144, www.alpecimbra. it, info@alpecimbra.it. Cultura PERGINE SPETTACOLO APERTO Pergine Valsugana. Performing arts, dance, theatre, exhibitions, talks and much more... Per programma dettagliato info: www. perginefestival.it, Apt Valsugana - uff. di Pergine Tel. 0461.727760. Enogastronomia PAM, BONDOLA E VIM Riva del Garda. Ore 10. Vie del centro storico. Distribuzione gratuita di panini imbottiti, vino e bevande ed al mattino concerto della Banda di Riva del Garda. Sospinto da decine di volenterosi in una sorta di semiseria processione, un gigantesco insaccato vaga per le vie cittadine, per giungere infine sotto i portici del municipio, dove mani esperte lo trasformano in qualcosa come 20 mila panini. www.gardatrentino.it. Musica PFM CANTA DE ANDRÈ ANNIVERSARY Trento. Ore 21. Teatro Auditorium, Via S. Croce. I concerti del 15 e 16 aprile sono stati annullati a causa della febbre che ha colpito il cantante Franz Di Cioccio. Gli organizzatori hanno già stabilito le due date del recupero fissate per le serate di domenica 30 giugno e lunedì 1 luglio. I biglietti acquistati rimangono validi per le nuove date (i biglietti del 15 aprile per la data

del 30 giugno, quelli del 16 aprile per la data del 1 luglio) senza necessità di sostituzione. . Musica AVI AVITAL E GIOVANNI SOLLIMA Val di Fassa. Ore 12. Val di Fassa, Gruppo del Sassolungo / Rifugio Micheluzzi. Grandi innovatori per esplorare con violoncello e mandolino i suoni del XXI secolo. Ingresso gratuito / In caso di maltempo: ore 17.30, Teatro Navalge, Moena / I biglietti per l’accesso in sala sono in distribuzione, fino ad esaurimento posti, dalle ore 15.30. Informazioni: www.isuonidelledolomiti.it. Musica TREKKING CON AVI AVITAL, GIOVANNI SOLLIMA Val di Fassa. Rifugi del Catinaccio. Evento all’interno de I Suoni delle Dolomiti. Progetto speciale: trekking in compagnia di Avi Avital, Giovanni Sollima. Sui sentieri con il carisma e la passione di due fuoriclasse della musica. questa iniziativa è a pagamento e a numero chiuso (iscrizioni aperte dal 15 aprile; Ufficio Booking ApT Val di Fassa - Tel. 0462.609666). Teatro CIRCOLO BERGMAN: BILDERATLAS Pergine. Ore 20.45. Ex rimessa carrozze, Vicolo dei Campi 6. Spettacolo all’interno dell’evento Pergine Festival. Informazioni: www. perginefestival.it. Tradizione FESTA DELLE ERBE OFFICINALI Roncegno Terme. Le erbe officinali protagoniste di questo week end nel Parco delle Terme di Roncegno. Una festa alla scoperta delle erbe naturali e i loro utilizzi: dai cosmetici agli infusi, un mercatino con tanta musica e animazione. Per ulteriori informazioni: APT Valsugana - Ufficio di Roncegno Terme; Tel. 0461.727765; roncegno@visitvalsugana.it. Tradizione FESTA DEL SORC Canal San Bovo. Passeggiate, gastronomia tipica e molto altro! ApT San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi 0439.719041. Tradizione RIEVOCAZIONE DELLA STELLA ALPINA Una rievocazione mozzafiato di un evento che ha fatto la storia dell’automobilismo sulle strade delle Dolomiti. 28.06: Accredito e verifiche presso Cantine Ferrari di Trento e partenza dal centro storico. 30.06: Arrivo della terza tappa alle Cantine Ferrari. La sfilata di automobili d’epoca sulle strade più belle del Trentino. Programma sul sito: www.scuderiatrentina.it.


trentinoappuntamenti GLI APPUNTAMENTI DI LUGLIO 1 LUNEDÌ Cultura LE FRONTIERE DELLA PSICOANALISI “LA NOIA” Lavarone. Centro congressi. Le cose umane per loro natura sono composite, ambivalenti, e la noia non fa eccezione. Può essere intesa come una sensazione spiacevole di vuoto, di insoddisfazione, di fastidio, di mancanza di attività, di tempo che non passa mai. In questa edizione del Convegno abbiamo invitato persone da mondi culturali e scientifici diversi - psicoanalisti, sociologi, etologi, attori, scrittori - per dirci la loro e confrontarsi con il pubblico su questo complesso sentimento e le sue tante sfumature. Informazioni: Azienda per il turismo Folgaria Lavarone Luserna 0464 724144, www.alpecimbra. it, info@alpecimbra.it. Cultura PERGINE SPETTACOLO APERTO Pergine Valsugana. Performing arts, dance, theatre, exhibitions, talks and much more... Per programma dettagliato info: www. perginefestival.it, Apt Valsugana - uff. di Pergine Tel. 0461.727760. Musica PFM CANTA DE ANDRÈ ANNIVERSARY Trento. Ore 21. Teatro Auditorium, Via S. Croce. I concerti del 15 e 16 aprile sono stati annullati a causa della febbre che ha colpito il cantante Franz Di Cioccio. Gli organizzatori hanno già stabilito le due date del recupero fissate per le serate di domenica 30 giugno e lunedì 1 luglio. I biglietti acquistati rimangono validi per le nuove date (i biglietti del 15 aprile per la data del 30 giugno, quelli del 16 aprile per la data del 1 luglio) senza necessità di sostituzione. .

2 MARTEDÌ Cultura PERGINE SPETTACOLO APERTO Pergine Valsugana. Performing arts, dance, theatre, exhibitions, talks and much more... Per programma dettagliato info: www. perginefestival.it, Apt Valsugana - uff. di Pergine Tel. 0461.727760. Musica DENIS LOMBARDI: RECITAL PIANISTICO Roncegno. Ore 21. Salone delle Feste, Casa Raphael / Palace Hotel, P.zza de Giovanni 4. Concerto con Denis Lombardi, pianoforte. Musiche di Mozart, Chopin, Liszt, Brahms, Lombardi. Ingresso gratuito con offerta libera. Informazioni: www.arsmodi.it/casaraphael-2019.

Teatro GROPPI D’AMORE NELLA SCURAGLIA Pergine. Ore 21. Castel Pergine, Via al Castello 10. Spettacolo Di Tiziano Scarpa. Produzione Carichi Sospesi. Monologo scritto in un idioma inventato da Tiziano Scarpa ma nostro, plasmato attingendo ai dialetti centro-meridionali, vibra come un diapason al quale bisogna accordarsi per riuscire ad entrare in contatto con la nostra parte più primitiva, più autentica, emotiva.Informazioni: www.fondazionecastelpergine.eu / www. castelpergine.it.

3 MERCOLEDÌ Cultura APERITIVI AL CASTELLO Rovereto. Ore 18. A Rovereto i mercoledì sera saranno infatti allietati da speciali aperitivi in uno scenario insolito. Visita il Castello in compagnia di un esperto storico, scopri le sbalorditive collezioni del Museo Storico Italiano della Guerra e, infine, gusta i prodotti tipici della valle godendoti un panorama mozzafiato da una splendida terrazza con vista! La prenotazione è obbligatoria al numero 0464 488041 o scrivendo didattica@ museodellaguerra.it . Cultura PERGINE SPETTACOLO APERTO Pergine Valsugana. Performing arts, dance, theatre, exhibitions, talks and much more... Per programma dettagliato info: www. perginefestival.it, Apt Valsugana - uff. di Pergine Tel. 0461.727760. Musica FARE JAZZ BIG BAND PROGETTO LATINO Pergine. ore 21.15. Piazza Fruet. Concerto all’interno dell’evento Pergine Festival. In caso di pioggia il concerto si terrà presso l’Ex Rimessa Carrozze. In Progetto Latino, FaRe Jazz Big Band ripropone alcuni dei più famosi brani della musica latina uniti all’aspetto più caratterizzante delle orchestre jazz: l’improvvisazione. Informazioni: www.perginefestival.it. Teatro EFFETTO LARSEN: AFTER/DOPO Pergine. Ore 19. Palazzo Gentili/ Crivelli, via Maier 1. GLi spettacoli saranno alle ore 19.00 / 20.00 / 21.00 / 22.00. Capacità ridotta: massimo 15 persone per performance. Informazioni: www.perginefestival.it.

4 GIOVEDÌ Cultura ALLA SCOPERTA DEI TESORI DI BORGO VALSUGANA Borgo Valsugana. Ore 17. Passeggiata con Accompagnatore di Media Montagna alla scoperta

del centro storico di Borgo Valsugana, con il suo Ponte Veneziano, il Museo della Grande Guerra, l’oratorio San Rocco e la Sala De Gasperi. Informazioni: Apt Valsugana 0461727700, +390461727799. Cultura PERGINE SPETTACOLO APERTO Pergine Valsugana. Performing arts, dance, theatre, exhibitions, talks and much more... Per programma dettagliato info: www. perginefestival.it, Apt Valsugana - uff. di Pergine Tel. 0461.727760. Teatro EFFETTO LARSEN: AFTER/DOPO Pergine. Ore 19. Palazzo Gentili/ Crivelli, via Maier 1. GLi spettacoli saranno alle ore 19.00 / 20.00 / 21.00 / 22.00. Capacità ridotta: massimo 15 persone per performance. Informazioni: www.perginefestival.it. Teatro AZKONA & TOLOZA: TIERRAS DEL SUR Pergine. Ore 21. Teatro Comunale, P.zza Garibaldi 5/g. Spettacolo all’interno di Pergine Festival. Informazioni: www.perginefestival.it.

5 VENERDÌ Cultura L’ORTO LETTERARIO Meano. Ore 18. Biblioteca di Meano. Incontro con l’autore Patrick Trentini che presenta il suo libro “A volte corro piano” accompagnato da degustazione di prodotti dell’orto con Ivana Saltori. Per i dettagli e altre iniziative: www.ortoinvilla. com; Tel. 320.3281114. Cultura PERGINE SPETTACOLO APERTO Pergine Valsugana. Performing arts, dance, theatre, exhibitions, talks and much more... Per programma dettagliato info: www. perginefestival.it, Apt Valsugana - uff. di Pergine Tel. 0461.727760. Musica ALTRE FREQUENZE / ALEKS BONELLI + BRAZZO Pergine. Ore 19. Piazza Fruet. Evento all’interno di Pergine Festival. Ore 19.30 | Aperitivo LIS - Lingua dei segni italiana / ore 20:10 | Interventi musicali con il batterista Aleks Bonelli e il rapper Brazzo. In caso di pioggia l’aperitivo LIS sarà spostato in Sala Maier. In collaborazione con ENS - Ente Nazionale Sordi. Informazioni: www.perginefestival.it.

6 SABATO Cultura PERGINE SPETTACOLO APERTO Pergine Valsugana. Performing arts, dance, theatre, exhibitions, talks and much more... Per pro-

gramma dettagliato info: www. perginefestival.it, Apt Valsugana - uff. di Pergine Tel. 0461.727760. Famiglia VISITA GUIDATA ALLA GROTTA DEL CALGERON Grigno Valsugana. Ritrovo presso la stazione Fs di Grigno alle ore 08:45 di ogni sabato. Si percorre un sentiero nel bosco con un dislivello di circa 200 metri e dopo 30 minuti si raggiunge l’ingresso. Dopo pochi metri a bordo di un canotto si supera un laghetto e si prosegue a piedi per circa 400 m. Durata della visita: circa 3 ore complessive. Costo 15,00€ a persona. Per visite fino a sei persone € 90,00. Il materiale tecnico (canotto e casco) viene fornito dall’organizzazione. Per informazioni e prenotazioni telefonare a Mirco 327.9184910. Musica CRISTIANO DE ANDRÈ ore 21.00. Parco delle Leggende - Castellano. Il progetto “Stif Sound” è un’innovativa iniziativa creata dal comitato Castelfolk che offrirà per tutta l’estate 2019 a tutti gli appassionati di musica una serie di eventi-concerto di diverso genere musicale e con una line-up di artisti di fama nazionale ed internazionale. Informazioni: Associazione Castelfolk Castellano info@ castelfolk.it, www.castelfolk.it/. Musica HI FI GLOOM Pergine. Ore 21.15. Piazza Fruet. Concerto all’interno dell’evento Pergine Festival. Musica elettronica, alternativa. In caso di pioggia l’evento sarà cancellato. Informazioni: www.perginefestival.it. Teatro ELIO GERMANO E TEHO TEARDO: VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE Pergine. Ore 20.45. Teatro Comunale, P.zza Garibaldi 5/g. Spettacolo all’interno di Pergine Festival. Informazioni: www.perginefestival.it.

7 DOMENICA Cultura PERGINE SPETTACOLO APERTO Pergine Valsugana. Performing arts, dance, theatre, exhibitions, talks and much more... Per programma dettagliato info: www. perginefestival.it, Apt Valsugana - uff. di Pergine Tel. 0461.727760. Musica I CORNI DELLA SCALA San Martino di Castrozza. Ore 12. Pale di San Martino / Rifugio Giovanni Pedrotti (Tn). Ingresso gratuito. Il concerto si svolge a 10 minuti di cammino dal rifugio. In caso di maltempo: ore 11.30, Sala Congressi, Sass Maor. I biglietti per l’accesso in sala sono in distribuzione, fino ad esaurimento posti, dalle ore 9.30. Informazioni: www.isuonidelledolomiti.it.

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trentinomatrimoni SOLO PER I NOSTRI LETTORI, IL REPORTAGE DI NOZZE DI ELEONORA CON FILIPPO

IL MATRIMONIO DEL MESE Lei Nome: Eleonora Età: 30 Nata a: Rovereto Residente a: Lizzana Parrucchiere: Salone Auro - Rovereto Truccatore: Salone Auro - Rovereto Testimone: Giovanni Occupazione: Insegnante

Lui Nome: Filippo Età: 32 Nato a: Rovereto Residente a: Lizzana Barbiere: Salone Mirto - Ala Testimone: Matteo Occupazione: Operaio tessile

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trentinomatrimoni Matrimonio: Data: Luogo: Numero invitati: Banchetto: Catering: Fiori e bouquet: Anelli: Torta: Damigelle: Viaggio di nozze: Lista di nozze:

Religioso 30 marzo 2019 Avio, Chiesa S. Maria Assunta 130 (e altri 50 alla torta) Castel Pietra - Calliano Livio Catering - Trento Vivaio Tomasi - Avio Gioielleria S. Marco - Rovereto Pasticceria Bologna - Mori Beatrice e Maddalena Sri Lanka e Maldive, 15 giorni Vallagarina Tour - Rovereto

Servizio fotografico: Trintinaglia Wedding Photo www.trintinaglia.com

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IL CIRCOLO TRENTINO TORNA A CASA RAPHAEL IL 19 MAGGIO SCORSO, IL GRAN BALLO “IL PROFUMO DEL GLICINE”

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a sala da ballo è allestita con delicata raffinatezza, fanno ingresso cavalieri e dame, fruscii di ampie gonne e gesti eleganti, iniziano le danze. Sembra di assistere a un viaggio temporale, le musiche di grandi compositori accompagnano i ballerini, ecco inizia un valzer, poi una quadriglia, siamo nell’800. Se un giorno vi capiterà di assistere a un Gran ballo, non avrete utilizzato una macchina del tempo, sarete entrati nella magia creata dai balli ottocenteschi, frutto di un lavoro e di un impegno costante reso possibile prima di tutto dalla Società di danza, la Federazione di associazioni culturali diretta e fondata da Fabio Mollica a Bologna nel 1991 e poi dalla grande passione trasmessa da ogni singolo gruppo. Il circolo Trentino da anni porta avanti con entusiasmo il manifesto e il materiale didattico proposto dalla Società di danza; gli insegnanti preparano con dedizione e accuratezza gli allievi che hanno l’occasione di partecipare a numerosi progetti dove protagonisti sono le danze e l’incontro con altre realtà culturali, si tratta di occasioni dal grande impatto emozionale che fanno rivivere un momento storico ed artistico in luoghi di una bellezza spettacolare: ville storiche, palazzi antichi, piazze e sale da ballo. L’obiettivo è quello di dare vita nuova nella contemporaneità ad un insieme di balli e offre la possibilità di far parte di un gruppo in connessione con altri per la condivisione di uno stile, o meglio di un sistema di danza, raffinato e fatto di gesti delicati nei quali la passione è romantica ma travolgente. Così rivive ad ogni incontro l’atmosfera ottocentesca, un’esperienza unica che porta in vita oggi, nella nostra contemporaneità, un momento di grande ricchezza stilistica e di grande valore artistico. Il Circolo Trentino inoltre aderisce a numerose iniziative presso il proprio territorio, anche di volontariato, esibendosi in case di riposo ad esempio, per allietare il pomeriggio in modo gioioso ed

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elegante. Partecipa ad attività culturali, come in particolare quella proposta dall’evento Tesori a Ravina presso la magnifica Villa Margon, una giornata che ha messo in risalto il valore storico del luogo e impreziosita dai balli ottocenteschi. Naturalmente non può mancare l’evento conclusivo della stagione di danze dell’associazione, il Gran Ballo “Il Profumo del glicine”, il nono organizzato appunto dal Circolo Trentino e che ha avuto luogo il 19 maggio nell’incantevole cornice di Casa Raphael, a Roncegno, centro di cura e di benessere caratterizzato da un’ospitalità e un’accoglienza di altissima qualità che si percepisce in ogni singolo ambiente, estremamente curato, a partire dal meraviglioso parco immerso nel verde e dall’eleganza raffinata dei servizi offerti in modo davvero superbo. Casa Raphael offre l’esperienza affascinante di godere di un pomeriggio danzante all’interno di uno spazio davvero speciale; all’interno di questo pregevole luogo di soggiorno vi è infatti una splendida sala da ballo riccamente decorata che attraverso l’esibizione di cavalieri e dame nel corso dell’evento “Il profumo del glicine” si è rivelata in tutta la sua preziosità e bellezza. Valeria Berto


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EZIO AMISTADI È IL NUOVO PRESIDENTE QUANDO LE ASSOCIAZIONI FEMMINILI FANNO “RETE”

AL MUSEO DEGLI USI E COSTUMI DELLA GENTE TRENTINA

NUMEROSE LE PARTECIPATE INIZIATIVE CHE HANNO VISTO INSIEME I CLUB

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a qualche tempo club service e associazioni femminili fanno “rete”, lavorano insieme sia per raggiungere risultati più significativi, sia perché fra donne è maturato il desiderio di collaborare lealmente, senza retropensieri e competizione. Negli scorsi mesi sono state numerose le iniziative che hanno visto insieme Club come Lions del Concilio, Soroptimist, Inner Wheel, Associazioni come Mafalda Donne e Federazioni come Fidapa. Si è parlato di medicina di genere e genetica, di diabete e di patologie cardiovascolari femminili, di violenza e di cultura. Recentemente, un grande successo è stato registrato dall’Inner Wheel Trento Castello e dalla presidente Ricciarda Laurenzi che ha invitato il generale Leonardo Tricarico, nato a Tione da padre pugliese, già Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare. A lui è stato chiesto perché in Italia non si siano verificati atti di terrorismo come in altri Paesi Europei. Il generale Tricarico ha risposto con semplicità, ricordando la scarsa immigrazione di I e II generazione e l’assenza di periferie-ghetto e sottolineando la professionalità degli investigatori, l’attività di controllo del web, il coordinamento fra le varie forze di polizia, la rivisitazione di norme contro il terrorismo 2015 e la collaborazione con le comunità islamiche che possono individuare, controllare e segnalare “teste calde”. Pubblico concentrato su temi di tanta gravità. Un altro incontro molto interessante, organizzato da Mafalda insieme con l’Associazione PRIMA, ha avuto come argomento il Mobbing e lo Straining e i danni che essi procurano, danni che oggi sono riconosciuti, valutati e adottati dai tribunali italiani. Ne ha parlato con abilità e competenza Harald Ege, psicologo molto noto, esperto di conflittualità lavorativa insieme con l’avvocato Domenico Tambasco, giurista impegnato nella tutela delle vittime

a Giunta provinciale ha provveduto a nominare il presidente del Museo degli usi e costumi della gente trentina, nella persona di Ezio Amistadi (Trento, 1950), laureato in Storia all’università Ca’ Foscari di Venezia e in Giurisprudenza alla Statale di Milano, consulente esperto in strategie e azioni per lo sviluppo dell’impresa e del territorio, con una vasta esperienza professionale sia in Trentino che a Milano e a Trieste. Nel consiglio di amministrazione del Museo sono stati anche nominati Iole Branz (Cles, 1962) e Mauro Cecco (Feltre, 1964). Il cda rimarrà in carica per la durata dell’attuale legislatura provinciale.

di tali fenomeni davanti a un pubblico oltremodo attento e coinvolto. Molto contente del risultato la presidente Carolina Bazerla e tutte le socie. Il Soroptimist, dopo aver trattato già da anni il problema della medicina di genere, facendo ricorso a specialisti qualificati come Giovanna Baggio, docente di Medicina di Genere all’Università di Padova, e Serena Belli, fondatrice del servizio di Genetica Medica a Trento, in marzo ha approfondito ancora il problema delle malattie cardiovascolari, ospitando Maurizio Del Greco, Direttore dell’Unità Operativa di cardiologia dell’ospedale di Rovereto. In tal modo il Soroptimist club di Trento, guidato dalla presidente Marilena Guerra, ha aderito al progetto nazionale “S.I. parla di cuore” e lo ha completato organizzando una “camminata per il Cuore” che ha coinvolto anche le Acli Coordinamento Donne, Fidapa, Mafalda, Sipaa, Donne in Cooperazione e Confartigianato Donne Impresa, ripetendo l’esperienza della “rete” che nello scorso ottobre aveva visto insieme con la Lilt le Associazioni presenti alla manifestazione “Castello in rosa”. Dunque, è proprio vero che l’unione fa la forza! La dimostrazione è data dall’affluenza del pubblico alle manifestazioni, dall’interesse con cui la stampa le segue, dallo spirito di amicizia che abbatte le difficoltà e favorisce la buona riuscita degli eventi. Luciana Grillo 115

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IL MUSEO “FUMANA” ACCOGLIE RIME TRENTINE

“PAR NO DESMENTEGIAR”, IL MUSEO DEI RICORDI SBIADITI A RONZONE, IN VALLE DI NON

DOPO L’OPERA D’ARTE DI MARISA BRUN, UNA POESIA DI RENZO FRANCESCOTTI

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n cinque sale del Castello di Santa Severina a Crotone, nei mesi scorsi è stato inaugurato un museo dedicato all’Opera Lirica, con materiali donati da Amedeo Fumana. Veneto di origine ma trentina d’adozione, appassionato di opera lirica sin da ragazzo, Fumana nel corso di un’intera vita aveva raccolto un enorme materiale: non trovando uno spazio adeguato in Trentina lo ha donato al Castello di Santa Severina, che ha aperto nelle proprie sale un museo intitolato ad “Amedeo Fumana”. Nelle settimane scorse il Museo dell’Opera Lirica si è arricchito di un’opera della pittrice trentina Marisa Brun, un grande quadro dal titolo “Medea”. Ora un’altra opera di una artista trentina si è aggiunta, questa volta di un poeta. Si tratta di una poesia di Renzo Francescotti dal titolo ”Ad Amedeo Fumana”, che ha trovato collocazione stabile in una vetrinetta del Museo, a assieme a una scheda del poeta e una sua foto. Questo il testo della lirica. “Alla tua culla di neonato / sedeva una fata, Amedeo, / che cantava con la voce della Callas. / Fu un imprinting che ti ha segnato / tu che udivi da una porta socchiusa, / (troppo costoso il biglietto) /”Casta Diva” cantata dalla Callas, / tu che tutta la vita hai cercato / le reliquie dell’opera lirica / per perpetuarne il fascino. / Nel Castello di Santa Severina / riprendono vita i costumi, / fremono di nuovo, indossati, / dai cantanti scomparsi giunti al mito. / Tu cosa attendi, Amedeo, scrutando / l’orizzonte del mare di Crotone? / l Un bel dì vedremo / levarsi un fil di fumo sull’estremo / confin del mare. / E poi la nave appare.” 116

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ccanto ai musei più blasonati che parlano di tradizioni valligiane troviamo a Ronzone il Museo “Par no desmentegiar” un percorso della memoria dell’Alta Anaunia dedicato alle passate tradizioni. Nato nel 1999 in occasione della prima edizione della mostra mercato “Profumi e sapori perduti” il museo, grazie alla collaborazione di alcuni appassionati, della Pro Loco e del Comune di Ronzone oggi è una vivace realtà culturale, conosciuta e apprezzata sia dai locali che dai turisti. Pur essendo di piccole dimensioni, offre una panoramica della civiltà contadina dell’Alta Anaunia esauriente e attenta. Vi sono ricreati interi ambienti rurali dalla cosina (la cucina), alla ciamera (la camera da letto), dalla stua con pizzi e corredi ricamati a mano in tempi che furono, dalle nostre nonne, alla cort (cortile e portico) e al vout (la cantina), alla lisciara (angolo per lavare i panni) il tutto con mobili e accessori di altri tempi. Angoli veramente suggestivi sono le botteghe dei piccoli artigiani locali: el tisler (il falegname), el moleta (l’arrotino), el cialiar (il calzolaio), el ferar (il fabbro). Per meglio illustrare l’uso degli attrezzi del passato sono stati poi ricostruiti ambienti agresti come il limitare del bosco per la raccolta dei tronchi, quelli della sort (porzione di legna assegnata ai residenti in seguito a estrazione), da tirare fino al paese. Nelle sale del Museo inoltre, sono esposte a rotazione collezioni di cartoline, santini e altro materiale cartaceo. A breve verrà inaugurata una sala dedicata ad Arturo Recla pioniere della radio nato a Ronzone, e saranno esposte decine di vecchi apparecchi radio. Il museo di Ronzone intende dar voce ad una realtà che va scomparendo ma che è giusto non dimenticare. Il museo è inserito nei percorsi turistico-culturali dell’Azienda di Promozione Turistica della Val di Non. (c.r.)


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PIC-NIC OTTOCENTESCO A RIVA DEL GARDA

IL NUOVO LOCALE FINALMENTE ANIMERÀ ANCHE LA PERIFERIA PROSSIMA APERTURA DI FREE MUSIC, PER I NOTTAMBULI DALLE 21 ALLE 3

CON LE DANZE ORIGINALI FEDELMENTE RICOSTRUITE DA HELMUT GRAF

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na sessantina di appassionati da tutto il nord Italia si è riunita domenica 12 maggio a Riva del Garda per un evento organizzato dall’Associazione Salotto Maffei, presso la Rocca della cittadina lacustre per la ricostruzione di un pic-nic d’epoca. La Rocca, sede del Museo alto Garda, è diventata per un giorno luogo ideale per accogliere persone che desiderano rievocare i tempi passati, per la precisione la metà del XIX secolo, epoca dei moti rivoluzionari risorgimentali. Il cortile interno ha visto l’allestimento di coperte e tovaglie imbandite come nei pic-nic raffigurati nei quadri impressionisti. Nonostante il meteo non dei più favorevoli, i partecipanti all’evento hanno potuto passeggiare per le vie del centro accompagnati dalla guida storica di Federica Fanizza, curatrice dell’archivio storico comunale nonché membro fondatore dell’associazione. La giornata si è conclusa

on l’apertura di un nuovo locale notturno in Via de Amicis, questa zona della città di Trento diventerà veramente il fulcro della vita serale e notturna dei giovani trentini. Infatti, aprirà a breve un nuovo bar che è dedicato ai nottambuli, visto che l’orario sarà tutti i giorni dalle 21 alle tre di notte. Si chiama Free Music e per esplicita volontà dei titolari Giuseppe e Andrea, sarà un posto dove "si beve bene in una atmosfera frizzante e brillante e, soprattutto, si ascolta e assapora ottima musica di tutti generi, con particolare attenzione al genere techno, heavy metal e funky. Non sarà facile il rapporto con il vicinato, ma cercheremo di non disturbare troppo”. Non sono nuovi del settore, i due titolari. Provengono da precedenti esperienze con gestione di locali a Rimini e Ibiza. Insomma ci sanno fare in quanto a movida notturna! "Stavamo cercando un posto dove aprire un locale di questo tipo, e quando abbiamo visto questo spazio in via De Amicis abbiamo pensato che fosse perfetto anche perché secondo noi era già pronto per ospitare il locale." Largo quindi ai nottambuli della città.

con un momento danzante nel cortile interno della Rocca, durante il quale tutti i partecipanti hanno preso parte a danze originali del ‘800 fedelmente ricostruite da Helmut Graf, noto maestro nel mondo della danza storica italiana. Fondamentale l’accompagnamento musicale di Antonio vicentini al pianoforte e Maya Parisi al violino. L’evento è stato organizzato in collaborazione con il gruppo di danza storica Circolo Tridentum (Trento) e sostenuto economicamente da Federcircoli e da Co.Ri.S.T (Coordinamento Rievocatori Storici Trentini). 117

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IL CARO RICORDO DI GIOVANNA MENEGARI IL 4 GIUGNO A TRENTO, UNA MATTINATA DI CONFRONTO SULLA DANZA. OSPITE D’ONORE SARÀ GARRISON ROCHELLE

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eno di un anno fa è venuta a mancare Giovanna Menegari, la prima seguace di Tersicore ad aver aperto in Trentino, 53 anni fa, una scuola di danza che prosegue nella sua attività e che per i prossimi giorni ha organizzato due significativi eventi per ricordare la sua amata e stimata fondatrice. Il 4 giugno – a Trento a Palazzo Geremia – a partire dalle ore 9 si svolgerà una mattinata di confronto sulla danza che toccherà diverse tematiche come l’avvicinamento e il coinvolgimento dei giovani verso questa disciplina, l’importanza di un’alimentazione corretta e il forte rischio di malattie quali l’anoressia per chi pratica la danza e non solo. Purtroppo Trento avverte questa problematica in modo rilevante. Ospite d’onore sarà Garrison Rochelle, danzatore e coreografo noto al grande pubblico soprattutto per il suo insegnare danza, a partire dal 2001, nel talent show televisivo della Scuola di Amici di Maria de Filippi. Alla presenza di rappresentanti istituzionali della città di Trento, la mattinata inizierà con un momento musicale ricordando Giovanna Menegari, per proseguire con l’intervento di Garrison il quale, attraverso il racconto del suo vissuto, porterà una forte testimonianza ai

Alcune piccole alunne del gioco danza 118

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Classico intermedio

giovani sulla pratica della danza, da considerarsi come un momento formativo di crescita che può aiutare a raggiungere importanti obiettivi e che contribuisce a rendere speciale la vita. Garrison è stato invitato in questo momento come testimonial di una collaborazione con Giovanna nel 2010, in uno stage internazionale da lei organizzato. La dottoressa Cristina Dolci si rivolgerà poi alle giovani ragazze presenti affrontando il tema dell’alimentazione e ai conseguenti problemi, se gestita nel modo sbagliato. Al termine ancora Garrison Rochelle consegnerà due borse di studio per premiare gli alunni delle scuole vincitori del bando per la creazione del nuovo logo per la danza moderna, disciplina che sarà introdotta per la prima volta, dal prossimo anno, nella scuola di danza. La mattinata terminerà così con un brindisi alla Fondazione Caritro per l’inaugurazione della mostra in onore di Giovanna Menegari. Il secondo evento, organizzato sempre dall’Associazione C.I.D.A.S. Centro Internazionale Danza Arte Spettacolo – Scuola di danza classica e moderna Giovanna Menegari, si svolgerà la sera del 10 giugno al teatro di Villazzano e vedrà in scena le allieve della scuola impegnate nello spettacolo di fine corso dal titolo Gran Galà di J, Strauss. In stile viennese saranno eseguiti walzer e polke in ricordo di Giovanna Menegari e a renderle omaggio interverrà come ospite anche il suo ex allievo, ora danzatore nel corpo di ballo del Teatro alla Scala di Milano, Endi Bahaj, accompagnato dalla collega Caterina Bianchi. Insieme eseguiranno un passo a due sulle note di Strauss. L’accompagnamento sarà seguito al pianoforte da Carlos Javier Concha Gil e al violino da Viviana Miorelli. Lara Deflorian

Garrison Rochelle con Barbara Dematte’ Scuola danza Giovanna Menegari


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“GIOTTO”, LA MATITA DELLE IDEE COSTRUIRE IL FUTURO… CON LA CONOSCENZA ANCHE PIERO ANGELA TRA I PROTAGONISTI DELLA RAI REGIONALE

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nche questo mese molto interessante la programmazione televisiva su Rai Trentino. “TAPIS ROULANT”, in onda domenica 9 giugno alle 9.45 circa su RAI3 (e in replica sul canale 103 del Digitale Terrestre alle ore 22.30) prevede: “COSTRUIRE IL FUTURO… CON LA CONOSCENZA”. “Costruire il futuro… con la conoscenza” giunge alla sua nona puntata e ospita Massimo Tononi, economista di chiara fama che ci racconta il non sempre facile rapporto fra stato ed economia di mercato. La sua pluridecennale esperienza, tanto nel settore pubblico quanto nel privato, ci aiuta a conoscere le complesse relazioni fra queste due realtà quando si parla di economia. Che tipo di sistema preferire? La risposta non è affatto semplice o scontata. “TRENTINO BOOK FESTIVAL 2019”. Programma dedicato alla manifestazione arrivata alla nona edizione, incontro a Caldonazzo dal 13 al 16 giugno, i protagonisti del panorama letterario e giornalistico italiano. Testimonianze, impressioni ed idee, come espressione della creatività e della inventiva letteraria. “TRENTINO A TEATRO”. Il Teatro Sociale di Trento celebra quest’anno i duecento anni dalla fondazione. Ma il Teatro più antico del Trentino è lo Zandonai di Rovereto, restaurato negli ultimi anni. La forza del teatro in Trentino è il felice risultato tra un pubblico appassionato, curioso e aperto alle novità, e un vero e proprio esercito di attori e registi amatoriali che popolano le rassegne teatrali di valli e città. “IL DISEGNO NEL PIATTO”, programma che esplora le recenti tendenze estetiche nel campo della cucina d’autore. Domenica 23 giugno, ancora una puntata di “COSTRUIRE IL FUTURO… CON LA CONOSCENZA”. Decimo ed ultimo appuntamento della serie di conferenze realizzate da FBK in collaborazione Piero Angela

UN PREMIO PER LA SCUOLA PRIMARIA GIOVANNI SEGANTINI DI ARCO

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olore, forma, spazio e luce: l’insieme che crea un’armonia”, questo il titolo che ha coinvolto più di mille scuole dell’infanzia e primarie di tutta Italia grazie a GIOTTO La Matita delle Idee, il concorso promosso da F.I.L.A. - Fabbrica Italiana Lapis ed affini. Un’edizione che ha portato i piccoli, insieme ai loro insegnanti, a sperimentare, interpretare e poi dare forma al concetto di armonia attraverso la realizzazione di un elaborato: migliaia i lavori portati al vaglio della giuria, proposte di ottima qualità che hanno reso dura la scelta finale. Quest’edizione del concorso ha visto una grande novità: i premi regionali. Tra tutti gli elaborati giunti dal Trentino–Alto Adige è così stato scelto il vincitore regionale: la Scuola Primaria Giovanni Segantini di Arco con “Evoluzione”. L’elaborato esprime un concetto importante: tutti gli elementi che costituiscono il nostro pianeta, dai più piccoli ai più grandi, si distinguono nella loro diversità ma, se uniti e considerati come parte di un tutto, generano equilibrio e armonia. Questo è testimoniato e rappresentato dall’armonia dei colori e delle tecniche dell’opera, in cui le forme, la musica e i colori sono legati e fusi dall’onda di un arcobaleno che parte dalla terra e si disperde nello spazio.

con l’Univesità di Trento. Interverrà per l’occasione come Relatore, Piero Angela che, coadiuvato da Piero Bianucci, affronterà il tema del ruolo delle tecnologie nella società moderna. È questa l’ideale conclusione del ciclo di incontri dedicato alla visione del Futuro. DOLOMITI, DIECI ANNI DI PATRIMONIO UNESCO. Dieci anni fa a Siviglia, le Dolomiti venivano proclamate Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco, l’organizzazione che si occupa di cultura e natura per le Nazioni Unite. Mercoledì 26 giugno sarà grande festa a Cortina per questo decennale. Un riconoscimento che ha consacrato le Dolomiti, articolate su tre regioni e cinque province nel nostro Arco Alpino, come montagne più belle del mondo. Originalità geologica, natura intatta, ecosistemi unici, sono il biglietto da visita di questo patrimonio, peraltro fragile ed esposto ai cambiamenti climatici. BRAND TERRITORIALE, MARCHI E BREVETTI. Il brand oggi non riguarda solo le multinazionali e le grandi aziende, ma anche le piccole realtà economiche e interi territori. Ma quali sono gli elementi che contribuiscono a creare un’identità territoriale? Se ne è parlato in un seminario organizzato dalla Camera di Commercio di Trento, che ha un apposito ufficio per registrare marchi e brevetti. Il Trentino, per proporsi sui mercati globali, punta soprattutto su ambiente e innovazione. 119

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CONCLUSO IN BELLEZZA IL 21° CORSO DI POESIA VITAMINA PROJECT: PER VIAGGIARE IN LIBERTÀ

IL TRADIZIONALE APPUNTAMENTO DI VILLA S. IGNAZIO

L’IDEA DI GIULIA E ROCCO

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a storia di una passione e di una sfida: la passione per l’America Latina e la sfida difficile, ma non impossibile, di contrastare il turismo di massa, proponendo un modo di viaggio più umano, perché più lento e più responsabile, sempre nell’ottica del rispetto della Natura e dei popoli. La storia è quella di Vitamina Project, un blog di viaggio ma anche una collana editoriale dedicata al “viaggiare indipendente” e a quello che oggi si definisce come “viaggio responsabile” ed ha come scopo quello di aprire le porte e facilitare la strada a tutti i viaggiatori che vogliono scoprire l’America Latina ma non solo. Dietro il progetto Vitamina Project ci sono Giulia Magnaguagno e Rocco D’Alessandro: lei fotografa e lui archeologo, entrambi classe 1984 e animo vagabondo. “Giriamo il mondo da sempre ma insieme dal 2011 – spiegano Giulia e Rocco – e dopo il primo viaggio in America Latina, che ci permette di iniziare a stilare le linee guida del Progetto Vitamina, decidiamo di partire di nuovo. Racimoliamo i risparmi che abbiamo e lasciamo lavoro, amici e famiglie, per poter concretizzare un grande sogno: attraversare l’intero continente Latino Americano, terra di esploratori, di lontane culture ancora esistenti e di Natura incontaminata. Sarà questo lungo viaggio il trampolino di lancio del progetto “Vitamina”. Da allora il viaggio e le guide targate Vitamina seguono 3 caratteristiche fondamentali che fanno da cardini del progetto: la sostenibilità, il rispetto per le culture e il viaggiare low budget. “Promuoviamo i mezzi di trasporto collettivi, comuni e popolari – raccontano le due anime di Vitamina – entriamo in contatto con realtà che si battono per il rispetto dell’ambiente e degli animali e, quando è possibile, conviviamo con le popolazioni autoctone locali condividendo e apprendendo un modo di vivere più originale”. Riguardo alla sigla di Vitamina, nata nel 2013, Giulia e Rocco raccontano: “Vitamina è un concetto che porta colore, allegria, energia e spensieratezza, tutte cose fondamentali a chi sta affrontando una cosa così importante come un viaggio”. Un concetto che si riflette anche sulle loro proposte estive come quelle legate al workshop fotografico che si terrà dal 7 al 14 luglio e che avrà come metà la Catalogna, alla scoperta di una delle regioni più belle, varie e spettacolari di tutto il Mediterraneo, a partire da Barcellona. Per info e iscrizioni: info@vitaminaproject.com.

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Villa S. Ignazio, sulla collina Est di Trento, si è concluso felicemente il 21° Corso di Poesia: quattro mesi di durata, dal febbraio al maggio, sedici incontri dedicati a “colloquiare” coi poeti, con gli ultimi quattro incontri impiegati in “esercizi di versificazione” questi corsi (oltre a tutto gratuiti) sono probabilmente un unicum in Italia, quanto meno con questa formula. Condotti sin dall’inizio da Renzo Francescotti, poeta che può vantare la pubblicazione di 23 libri di poesia, in italiano e dialetto, quattro dei quali tradotti all’estero, sono in tutti questi anni cresciuti in notorietà e partecipazione. A documentarlo il record assoluto dei partecipanti che hanno concluso il corso: quest’anno sono stati 23. Di più non sarebbe stato possibile, dato che esiste un numero chiuso, fissato 20 iscritti, sforato per soddisfare le richieste. Quest’anno sono stati “invitati” il poeta cinese Sou Che, vissuto mille anni fa; il francese Arthur Rimbaud; gli americani contemporanei Carl Sandburg e Raymond Carver; e gli italiani Margherita Guidacci e Mario dell’Arco (poeta romanesco). Ha concluso in bellezza un’affollata festa della poesia, condotta impeccabilmente da Renzo Francescotti, con Giuseppina di Villa S. Ignazio che ha letto la lettera giunta da Gallarate inviata ai corsisti da Padre Livio Passalacqua. La festa è stata impreziosita dalle impegnative musiche alle tastiere eseguite da Sebastiano Beozzo, studente di Conservatorio, il più giovane dei corsiti. La conclusione con il recital dei partecipanti al Corso, che hanno letto le loro poesie sul tema “Ritorni”, pubblicate in una plaquette tirata in ”35 copie numerate a mano”, curata da Diego Luchi, con le illustrazioni di Anita Anibaldi. Questi i loro nomi: Anita Anibaldi, Simona Antonazzo, Carmen Barbi, Giuliana Bazzanella, Fernanda Beozzo, Sebastiano Beozzo, Giorgio Brentari, Serena Casagranda, Roberto Clamer, Giovanna Corradi, Sergio Ferretti, Clara Kaisermann, Diego Luchi, Giuliana Manfioletti, Flavio Marchetti, Gianfranco Morelli, Laura Moser, Gian Carlo Piffer, Luigi Ramponi, Maria Santuari, Giovanni Battista Tomasi.

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Ph. Longo – Fototeca Strada del Vino e dei Sapori del Trentino

SE LA CANTINA ENDRIZZI SI FA PALCOSCENICO... IN SCENA LO SPETTACOLO “LA CONQUISTA DELLA FELICITÀ” CON STEFANO PIETRO DETASSIS

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nsolita cornice per uno spettacolo teatrale, quella della Cantina Endrizzi a San Michele all’Adige, dove domenica 5 maggio, è andato in scena “La conquista della felicità. Dialogo tra Bertrand Russell e Cassiopea” con Stefano Pietro Detassis per la regia di Maura Pettorruso. La Bottaia della Cantina Endrizzi si è così prodigiosamente trasformata in un teatro dove Bertrand Russell ha racconteto agli spettatori la sua vita, rivivendo le sue grandi passioni: la filosofia, l’uguaglianza, il pacifismo, la conoscenza, i diritti delle minoranze. A seguire, il ristorante Da Pino e il panificio Tecchiolli hanno curato un rinfresco nella magica atmosfera del Masetto, dove i vini Endrizzi sono stati gli attori principali. Bertrand Russell, filosofo, matematico, attivista, pacifista, giunge agli ultimi istanti della sua vita. Novantotto anni pieni di lotte, di fallimenti, di amori, coronati dal premio Nobel per Letteratura. In quel breve momento fra gli ultimi pensieri della vita e l’affacciarsi della morte, si appresta a percorrere il suo ultimo frammento di tempo; alcune leggende raccontano di come, in prossimità della morte, la vita ci scorra davanti

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per l’ultima volta. Russell, abito elegante, sguardo stupito, fragile e potente, sale su una zolla di terra e inizia il suo ultimo viaggio alla ricerca del mistero della vita. Seduto su un masso, Russell ci racconta la sua vita, rivivendo una a una le sue grandi passioni: le sue donne e le sue lotte, in un continuo equilibrio tra estasi e sconfitte. L’uguaglianza di genere, l’opposizione alla guerra, la prigione, i viaggi, l’educazione, l’incontro con Einstein, l’amore libero, i diritti delle minoranze. Russell è in prima linea ovunque scorga ignoranza, discriminazione e prepotenza, per lui i veri ostacoli verso la conquista della felicità. Lo spettacolo «La conquista della felicità» è con Stefano Pietro Detassis, scenografia e costumi di Maria Paola Di Francesco e disegno luci di Alice Colla, tecnica Claudio Zanna, organizzazione Daniele Filosi, testo e regia Maura Pettorruso.


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Evento Facebook “Obiettivo Casa Mia”

TUTTO CIÒ CHE DEVI SAPERE PRIMA DI ACQUISTARE/RISTRUTTURARE LA TUA PRIMA CASA

OBIETTIVO CASA MIA VOGLIA DI SOLIDE CERTEZZE CON “OBIETTIVO CASA MIA”

19 GIUGNO ALLE ORE 20.00

presso Auditorium Comunale di Lavis - piazzetta degli Alpini Serata informativa rivolta a tutti coloro che stanno pensando di acquistare o ristrutturare la loro prima casa o che semplicemente vogliono saperne di più! Per confrontarsi, con professionisti del settore, su tutti gli aspetti tecnici, finanziari ed assicurativi che è bene conoscere quando si compie questo importante passo. Per maggiori informazioni visitate l’evento Facebook “Obbiettivo Casa Mia - Giovani Soci CRT”

A cura ufficio P.R. SETA S.p.a. - Concessionaria di pubblicità

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a casa è un elemento portante delle nostre vite. È il contesto in cui crescono e maturano i nostri percorsi esistenziali, che mai come oggi – in un mondo sempre più complesso e caotico - vanno costruiti su realtà concrete e tangibili. E chi oggi vuole comprare, affittare o ristrutturare la prima casa, non può perdere un’occasione davvero speciale. Dopo la prima edizione tenutasi nel giugno 2017, che aveva registrato grande affluenza ed interesse di pubblico, l’evento ritorna alla grande. Un’occasione pensata per le giovani generazioni, pensata per chi ha il futuro davanti, tutto da progettare. E considerato che per pianificare il domani bisogna assolutamente essere informati, è stato formulato per i giovani un percorso ad hoc, ricco di elementi in grado di rispondere ai tanti interrogativi che possono emergere sull’argomento “casa”. Ma l’aspetto più motivante deriva dal fatto che i soggetti proponenti sono proprio loro: i giovani. Certo, perché l’Associazione Giovani Soci della Cassa Rurale di Trento ed il Club Giovani Soci Cassa Rurale Lavis – Mezzocorona – Valle di Cembra hanno messo in campo un format davvero vincente ed avvincente. Si tratta di una serata informativa ad ingresso libero - in calendario nella giornata di mercoledì 19 giugno 2019 ad ore 20.00 a Lavis, presso l’Auditorium Comunale in piazzetta degli Alpini – e rivolta a tutti gli interessati. L’aspetto interessante è che in sala saranno presenti i maggiori professionisti del settore,

Comune di Lavis

pronti a dispensare consigli e delucidare i presenti sugli aspetti tecnici, finanziari ed assicurativi che caratterizzano un primo acquisto/affitto. Il tutto trattato in taglio semplice, pratico e diretto, in modo da arrivare a tutti senza lasciare dubbi e perplessità. Tanto per fare qualche nome, citiamo la partecipazione dell’ing. Carlo Girardi, che tratterà i dati più tecnici come la classificazione sismica ed energetica, l’agibilità, la stima e la valutazione degli immobili, la sicurezza sui cantieri. E poi interverrà un esperto in ambito finanziario, per conoscere le modalità di mutui, prestiti e agevolazioni sulla prima casa. Verrà trattato anche l’ambito assicurativo, con la valutazione dei rischi, le polizze e le coperture assicurative. Non da ultime, saranno esaminate info e news in tema di detrazione fiscale per le ristrutturazioni. A coronare la serata seguirà un momento conviviale con brindisi, buffet ed accompagnamento musicale live. Insomma tanti esperti, tante tematiche e tanti approfondimenti per costruire bene il futuro su cui edificare uno dei beni più solidi e preziosi: la casa. Per informazioni: info@giovanisocicrt.it | cgsmezzocorona@gmail.com 123

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INTRECCI DI SETA AL MUSEO DIOCESANO A NOAH HARARI IL PREMIO GELMI DI CAPORIACCO L’OTTAVA EDIZIONE DEL PRESTIGIOSO RICONOSCIMENTO ASSEGNATO A ROVERETO, ALLA CAMPANA DEI CADUTI

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israeliano Yuval Noah Harari con il romanzo “Homo Deus. Breve storia del futuro” (edizioni Bompiani) e la terna composta dallo statunitense Brian Keller Vaughan e dagli spagnoli Marcos Martín e Muntsa Vicente con il fumetto “The private eye” (edizioni Bau Publishing) sono i vincitori dell’ottava edizione del Premio Francesco Gelmi di Caporiaccio. Due i segnalati per i premi speciali della giuria: Walter Tevis con “Solo il mimo canta al limitar del bosco” (edizioni Minimum Fax) e Bruno Latour con “Tracciare la rotta” (Raffaello Cortina editori). Tema dell’edizione 2018 del premio letterario “FuturoLogica: le traiettorie delle storie di domani fra progresso e regresso”. Si è conclusa anche l’ottava edizione del Premio letterario dedicato alla memoria di Francesco Gelmi di Caporiacco (1937-1996), editore e figura centrale del processo di rinnovamento e sviluppo della testata giornalistica l’Adige negli anni Ottanta/Novanta del secolo scorso. Come le precedenti anche quest’ultima edizione è stata promossa e sostenuta dall’Associazione culturale “Francesco Gelmi di Caporiacco”, dai giornali l’Adige, Corriere del Trentino, Corriere dell’Alto Adige e dalla rivista di studi storici Archivio trentino dell’Associazione Museo storico in Trento. La giuria del Premio - presieduta dall’insigne filologo, storico e saggista Luciano Canfora e composta da Edoardo Barbieri, ordinario di Storia del libro e dell’editoria

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LA MANIFATTURA VIESI DI CLES, FINO AL PRIMO LUGLIO

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opo il successo di presenze registrato al Palazzo Assessorile di Cles, la mostra Intrecci di seta. La manifattura Viesi di Cles ha aperto a Trento il 16 maggio, al Museo Diocesano Tridentino. Intrecci di seta. La manifattura Viesi di Cles è una mostra inedita e curiosa, che restituisce alla comunità trentina un brano significativo della propria storia recente. L’esposizione ripercorre la vicenda dell’impresa familiare Viesi di Cles, specializzata nella produzione di tessuti per la Chiesa e nella confezione di parati liturgici. Nell’arco della sua attività, che si colloca dalla metà dell’Ottocento fino agli anni Ottanta del Novecento, la ditta Viesi ha attraversato due guerre mondiali e vissuto numerose trasformazioni, sapendo di volta in volta ripartire e adattarsi al mercato. La mostra ricostruisce con precisione questa vicenda e avvalendosi di documenti d’epoca, fotografie, curiosi manufatti e stoffe variopinte porta all’attenzione del pubblico una storia affascinante e poco nota. La mostra sia apre con un approfondimento dedicato al fondatore dell’impresa, Domenico Viesi (1825-1892). Fu lui ad avviare a Cles, attorno alla metà del XIX secolo, un commercio all’ingrosso di bozzoli del baco da seta, attività che entro il 1870 l’imprenditore riuscì a trasformare in una moderna filanda, primo nucleo dell’azienda che prese il suo nome.

presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Gianmario Baldi, direttore della Biblioteca civica “G. Tartarotti” di Rovereto, Brunamaria Dal Lago Veneri, scrittrice e critica letteraria, Franca Eller, bibliotecaria e critica letteraria, Paola Maria Filippi, docente di letteratura tedesca presso l’Università di Bologna, Enrico Franco, giornalista, Pierangelo Giovanetti, giornalista, Rodolfo Taiani, direttore di “Archivio Trentino” e Danilo Curti, segretario dell’Associazione Gelmi – ha esaminato 55 opere di autori ed editori di rilievo nazionale, tutte dedicate al tema “FuturoLogica: le traiettorie delle storie di domani fra progresso e regresso”.


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SE IL TIGLIO “DIVENTA” UNA SCULTURA COME È BELLO IMPARARE LA MUSICA! I NUOVI CORSI DELLA SCUOLA MUSICALE DELLE GIUDICARIE

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i sono aperte le iscrizioni all’anno scolastico 2019 – 2020 della Scuola Musicale Giudicarie (Smg) con un offerta educativa articolata nelle due sedi di Tione e di Storo. La Smg aderisce agli orientamenti didattici provinciali previsti per le Scuole Musicali Trentine iscritte al registro della Provincia Autonoma di Trento, promuovendo i corsi-base collettivi di baby la la, musica giocando, avviamento alla musica, formazione musicale, educazione corale, cultura musicale, nonché i corsi strumentali individuali nelle diverse discipline ed i laboratori complementari. Obiettivi e metodologie sposano criteri pedagogici in cui la musica viene considerata quale indispensabile complemento alla crescita individuale e sociale della persona, in una prospettiva dunque non necessariamente professionalizzante, quanto piuttosto flessibile a bisogni, vocazioni, prerogative di ognuno. La Scuola Musicale Giudicarie è riconosciuta anche da Iprase quale soggetto accreditato alla formazione del personale docente della scuola. L’offerta della Smg parte dai corsi collettiviper i più piccini con “Baby La La” dedicato ai piccoli dai 0 ai 3 anni con un percorso favorisce lo svilupparsi della naturale attitudine alla musica proprio di ogni bambino in modo che la stessa possa accompagnarlo nella crescita come insostituibile strumento d’espressione. È rivolto ai bambini fra i 3 e 5 anni “Musica giocando” con il canto, il suono degli strumenti, l’ascolto e il movimento che s’intrecciano in coinvolgenti attività mentre ai bambini fra i 6 e 7 anni è dedicato il corso di “Avviamento alla musica”. Il corso “Voci e strumenti in giro”, 7 -8 anni, in un unico appuntamento settimanale il corso propone un’esperienza con la musica a tutto tondo, arricchita dalla scoperta e dalla prova di ciascun strumento di cui sia previsto l’insegnamento nell’offerta formativa della scuola musicale.Diversi anche i laboratori

A MALGA BRIGOLINA, CON L’ISTITUTO DELLE ARTI “VITTORIA”

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ll’ingresso della Malga Brigolina, sul Monte Bondone, fino all’anno scorso, faceva bella mostra un imponente tiglio di quasi venti metri che, in seguito ad un nubifragio e qualche ramo caduto, ha richiesto un intervento di taglio drastico essendo quasi in appoggio all’immobile. Dal taglio del tiglio era stato lasciato un tronco di tre metri di altezza perchè era nata l’idea di realizzare una scultura in legno, proponendo la realizzazione alla scuola d’Arte di Trento. Dopo una serie di contatti tra l’Azienda forestale e l’Istituto di Istruzione delle Arti A. Vittoria di Trento (Istituto delle Arti “Vittoria, Depero, Bonporti”) l’idea si è concretizzata nell’ambito di una convenzione per progetti di alternanza scuola lavoro. Con entusiasmo degli studenti e degli insegnanti sono stati realizzati cinque modelli in plastilina della possibile scultura da selezionare per la realizzazione, con soggetti rappresentanti la flora e gli animali del territorio. Si è scelto poi di realizzare un’opera che richiamasse l’ambiente della Malga e il lavoro svolto. Lunedì 13 maggio hanno preso inizio i lavori di realizzazione della scultura. Gli studenti sotto la direzione dei professori Gianluca Pasquali e Loris Angeli hanno lavorato per realizzare l’opera attraverso una delicato lavoro di trasformazione del legno in una opera d’arte. Il tempo di realizzazione è durato sei giornate.

proposti: Orchestra, Musica Leggera, Teatro Musicale, Ensemble strumentale e Musica e movimento.I corsi di “Educazione musicale speciale” sono tenuti da docenti specializzati nell’utilizzo di strumenti didattici innovativi come Figurenotes, guidano l’allieva/o con bisogni educativi speciali attraverso unmotivante percorso di apprendimento musicale.Aqueste proposte si aggiungono anche i corsi per adulti di strumento, coro, cultura musicale e laboratorio di musica leggera. Da sottolineare che alla Smg sono previsti sconti per più iscritti di uno stesso nucleo familiare senza dimenticare che frequentare la Scuola Musicale è più facile con le Borse di studio della Comunità di Valle delle Giudicarie. Per ulteriorio informazioni: tel. 0465 322921; info@scuolamusicalegiudicarie.it e www. scuolamusicalegiudicarie.it 125

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trentinolibreria

IL LIBRO DEL MESE

PREMIO PER “ALGANESH“ DI LIA BELTRAMI “BEST DIRECTOR”, AL 14° MONACO CHARITY FILM FESTIVAL

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l 14° Monaco Charity Film Festival Alganesh vince il premio principale, “Best Director”. Il film documentario girato nei campi profughi eritrei al confine etiope, ha colpito il pubblico monegasca con una proiezione sentita e partecipata. La cerimonia di premiazione si è tenuta a Montecarlo lunedì 13 maggio, lungo l’Avenue Princesse Grace. Sono stati consegnati 3 premi: miglior attore, miglior cortometraggio e miglior regia. Per Alganesh erano presenti la regista Lia Beltrami e il compositore della colonna sonora, Alberto Beltrami, che hanno ritirato il premio sulle note dei Gipsy King. La regista ha commentato così il premio: “Proiettare Alganesh in questa città e vincere il primo premio è stata una vera sfida. Il percorso di sensibilizzazione sulla vita nei campi profughi è lungo e in salita, e non è con il populismo che si affronta. Una seria informazione, è il primo passo. Da qui è facile che scatti l’empatia. Il film Alganesh è piaciuto molto, grazie anche alla fotografia di Ferran Paredes Rubio, speriamo che susciti concreti gesti di solidarietà.” Questo è il 12° riconoscimento internazionale per il film documentario Alganesh. Segue il Best Social Documentary ricevuto il 21 aprile al Master Doc Film Festival di Los Angeles, la Menzione Speciale al Trani Film Festival il 3 aprile. Prima è stato premiato in Cile, India, Italia, Cina e Stati Uniti.E proprio in questi giorni è iniziata la distribuzione in Cina, dopo il successo al Silk Road Film Festival di Xi’An, a cura di Wing Sight.

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TRENTASETTE RITRATTI D’AUTORE CHE, RIUNITI ASSIEME, RACCONTANO L’EPOPEA DELLA TRENTINO VOLLEY E DANNO VITA AL PRIMO ROMANZO DELLA PALLAVOLO, SCRITTO DA MAURILIO BAROZZI

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al 2007 ho avuto il privilegio di seguire da vicino e intervistare per il Quotidiano L’Adige i pallavolisti che hanno giocato nella Trentino Volley. Allenamenti, partite e trasferte sono state occasioni meravigliose per trovare e raccontare svariate storie. Storie di sport e di vita che spesso nel mondo professionistico si fondono assieme. Qualcuno di questi atleti mi ha permesso di superare la comprensibile diffidenza e di arrivargli al cuore. Con altri è stato più difficile, o forse – capita agli sportivi, capita agli scrittori – ero io a non essere in forma. E la brillantezza del momento emerge anche nella trasposizione stilistica, è inevitabile. Tutti i protagonisti però hanno dimostrato l’anima di uomini devoti alla propria missione: il volley. Come in un romanzo corale, ognuno di loro ha raccontato una tessera del grande mosaico che rappresenta la pallavolo


trentinolibreria Francesco Filippi Mussolini ha fatto anche cose buone. Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo Bollati Boringhieri Dopo oltre settant’anni dalla caduta del fascismo, mai come ora l’idra risolleva la testa, soprattutto su Internet, ma non solo. Frasi ripetute a mo’ di barzelletta per anni, che parevano innocue e risibili fino a non molto tempo fa, si stanno sempre più facendo largo in Italia con tutt’altro obiettivo. E fanno presa. La storiografia ha indagato il fascismo e la figura di Mussolini in tutti i suoi dettagli e continua a farlo. Il quadro che è stato tracciato dalla grande maggioranza degli studiosi è quello di un regime dispotico, violento, miope e perlopiù incapace. L’accordo tra gli studiosi, che conoscono bene la storia, è piuttosto solido e i dati non mancano. Ma chi la storia non la conosce bene – e magari ha un’agenda politica precisa in mente – ha buon gioco a riprendere quelle antiche storielle e spacciarle per verità...

Nadia Beber Vivere la parentesi Publistampa

Giovanni Kezich Carnevale. La festa del mondo Laterza

Il semplice rito della memoria autobiografica è accompagnato da un pensiero riflessivo sul vissuto. La sofferenza viene a essere il test per eccellenza, il banco di prova della vita dell’uomo. Lati positivi e negativi della vita quasi resi trasparenti dal dolore. È praticamente da sempre che amo scrivere ma negli ultimi anni è divenuta sempre di più la modalità che dà la parola alla mia esistenza. Scrivere è il mio culto, ciò che coltivo con religiosa dedizione, perché mi spinge a pormi in una relazione aperta, disponibile, percettiva, se pure talvolta impegnativa e faticosa, con me stessa e con le altre persone. Credo di avere davvero esperito prima in modo In questo libro/ inconsapevole con intervista, in cuie per l’andare tempo la prima del volta ricordi sempre più si lucidamente, quello che si biografici intrecciano con riflessioni dice “trasformare il dolore o ladel gioia sull’esistenza e sul presente moin espressione”, perché dolore, gioia e molto altro, li scrivo e dopo non sono uguale a prima. Sono convinta infatti che scrivere può essere un’esperienza intima oppure di coesione e di condivisione molto intensa con le altre e gli altri... (Nadia Beber)

L’origine dei riti mascherati si perde nella notte dei tempi. Corrisponde al ciclico ritorno degli antenati, che all’avvio del nuovo anno si manifestano ai vivi come figure bizzarre, inquietanti, sfarzose, esagerate per portare un augurio di prosperità e di fertilità. Cacciati dalla cittadella sacra di Natale ed epifania, questi personaggi ancestrali se ne sono andati a spasso per il calendario, trovando rifugio là dove non recavano disturbo. Così, in luoghi remoti del continente europeo e nelle date più impensate del semestre invernale, vediamo tornare alla ribalta gli scampanatori paurosi dei lupercali, i bianchi salterini degli ambarvali, i burleschi birboni dei saturnali… Da rito che era, nel regime religioso cristiano la mascherata si è trasformata in farsa, in un presunto tripudio di gola e licenziosità legittimato quale necessaria antifona della successiva espiazione quaresimale.

professionistica ma anche, più in generale, lo sport e la vita. E così sono venuti fuori la grinta, la risolutezza, la voglia di riscatto, di salvezza, la capacità di adattamento, la sofferenza, il dolore, il sacrificio, la prova, l’impegno, l’esempio, l’ambizione, la delusione, la tenacia, la formazione, la ricostruzione, la speranza, la serenità, la bandiera, il talento, la leadership, la ribellione, l’apprendimento, la tecnica e, talvolta, la sfortuna. Tante storie coagulate attorno al convitato di pietra, il cemento per le loro carriere: la Trentino Volley. Una fucina di lavoro che per qualcuno ha rappresentato un trampolino di lancio, per qualcun altro la consacrazione, per quasi tutti un’opportunità e c’è anche chi l’ha vissuta come una vera e propria seconda casa. Tra le storie dei protagonisti, la più pazzesca è quella di Giacomo Sintini: si ammala di cancro, interrompe la carriera, poi guarisce, viene a Trento per ricominciare a giocare e vince lo Scudetto. Ma c’è anche Osmany Juantorena che racconto appena arrivato da Cuba come reietto del volley e poi sappiamo diventare il numero uno al mondo. Donald Suxho, che emigra dall’Albania a Boston ed è costretto a fare il lavapiatti in una mensa d’ospedale prima di trovare una chance nel mondo della pallavolo. C’è il volto vincente di Jan Stokr, protagonista nel 2011 dello storico triplete (Campionato, Champions League, Mondiale), e quello sconsolato di Tine Urnaut, dopo la sconfitta. C’è la cattiveria agonistica di Radostin Stoytchev contrapposta alla placida serenità di Roberto Serniotti – che, dopo un refuso, al giornale avevamo ribattezzato Bruno – ed alla mitezza di

Angelo Lorenzetti, arrivato al volley grazie a una messa. C’è la capacità di soffrire mostrata da Mitar Djuric e la delusione del sacrificio sportivo cui è stato sottoposto Martin Nemec. Naturalmente ci sono anche i simboli. La trance agonistica in cui cade Matey Kaziyski nei momenti drammatici delle partite, diventando devastante. Il carisma, talvolta brutale, di Nikola Grbic. La perseveranza di Emanuele Birarelli. Il senso di responsabilità di Filippo Lanza. E la precoce maturità del bolzanino Simone Giannelli che, in pochi mesi, passa dalla condizione di aggregato dalle giovanili, a quella di imberbe panchinaro, fino a regista che conduce la squadra a vincere il campionato, assurgendo a protagonista assoluto, star della Nazionale e capitano di Trentino Volley. Insomma, ritratti e storie pubblicati sull’Adige nel corso di oltre dieci anni che ora, alcuni rivisitati, sono riuniti assieme. Come tanti puntini, stilizzano l’idea di pallavolo e l’immagine della Trentino Volley: dal 2008, con la conquista del primo Scudetto, fino al 2018, quando ha vinto il quinto Mondiale per club. Diciassette titoli in dieci anni. Niente male, eh? M.B.

Maurilio Barozzi

Muro dolomitico

Curcu Genovese (Euro 16,00)

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trentinofocuson

Trentino visto dall’alto Coordinate: 45.773°N 10.899°E Altitudine: 1050 m s.l.m.

IL “PESCE” DI LAGO DI PRA DA STUA

Lago di Pra da Stua Ha una forma di pesce, questo laghetto che si affaccia sul Garda. Bell’itinerario è quello che parte da Pra da Stua (casa Enel), e fiancheggia una comoda stradina sempre in vista del lago ed immersa nel verde. Giunti all’immissario si costeggia il torrente stesso fino ad arrivare al “cippo di Maria Teresa”. Quindi, guardando il torrente stesso, un sentiero in salita ci porta in pochi metri sulla comoda condotta dell’acqua (la canaletta in 128

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cemento), tramite la quale si ritorna allontanandosi dal lago e passando sotto Malga Trett. Riprendendo poi la strada sterrata, si ritorna sulla strada provinciale, dalla quale si raggiunge il punto di partenza, la casa ENEL. Il bacino di Prà da Stua, alle pendici del Monte Baldo è raggiungibile dall’altipiano di Brentonico o dal paese di Avio. Permette di pescare con facilità trote iridee, sospettose fario e nel periodo opportuno tinche e carpe di notevoli dimensioni.

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trentinolosapevate Hubert Jedin (1900-1980) è stato uno storico, religioso e scrittore tedesco. Concentrò i suoi studi sulla tematica conciliarista. Celebre la sua “Storia della Chiesa” in 10 volumi del 1975.

Strade di Trento Per saperne di più:

Mauro Lando Trento nuova Le sue strade, le sue storie Curcu Genovese pag. 392, Euro 25,00

VIA HUBERT JEDIN | RIONE ADIGE

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unga circa un chilometro, articolata su quattro corsie, caratterizzata da due rotatorie ed aperta al traffico nella primavera del 2003, via Hubert Jedin è la strada di collegamento tra via Degasperi con la Tangenziale e via Sanseverino nel rione Adige. Ha anche accessi da via al Desert e da via delle Ghiaie. La sua costruzione da parte del Comune, con progetto dell’ingegnere Orhan Cesare Kurdoglu, ha consentito un più agevole legame dell’area sud della città con la circonvallazione. Inevitabilmente però ha portato un traffico più intenso su via Degasperi e di questo a suo tempo se ne sono lamentati i residenti (Trentino, 23 aprile 2006). Una via che con l’apertura di via Jedin ha trovato giovamento quando a vivibilità è stata via delle Ghiaie non più frequentata da traffico da e per il rione Clarina. La strada, denominata nel 2005, attualmente ha un unico numero civico, ossia il 2, che corrisponde alla parte retrostante dell’hotel Sporting con fronte principale su via Sanseverino. Nel suo percorso attraversa l’area sportiva e verde delle Ghiaie dividendola in due parti; in questo

tratto vi è anche un sottopasso per raggiungere il campo da calcio Trentinello ed il campo di softball e cricket. Le sue due rotatorie, caratterizzate da un piccolo stagno nell’area più adiacente alla tangenziale e da spruzzi d’acqua in quella vicina a via Degasperi, sono la vera caratteristica della strada, ma per comprenderne il significato è opportuno partire dal giardino di duemila metri quadrati allo svincolo di via Pio X con

via Degasperi. È da qui infatti che parte un suggestivo e simbolico percorso che testimonia tre utilizzi dell’acqua. Nel giardino è presente una sorta di cerchio formato da lastre di pietra rossa di Trento all’interno del quale, distesa sul prato, si trova una traccia segnata da antiche tubazioni scavate nella pietra. Le pietre poste in verticale simbolizzano il percorso delle mura cittadine con al proprio interno, indicate dalle tubazioni, le rogge che percorrevano la città portando l’acqua indispensabile per la vita ed il lavoro. Appena superato il sottopasso ferroviario, nella rotatoria di via Jedin c’è un sistema di “lanci” d’acqua che ne simbolizzano l’uso nella città moderna: gli spruzzi intermittenti indicano il passaggio dall’uso necessario all’uso effimero dell’acqua. Infine all’interno della rotatoria più vicina alla Tangenziale è presente una sorta di piccolo stagno che rappresenta l’acqua che fuori dalla città, placandosi, riconquista una dimensione naturale. Va ricordato infine che via Jedin è alberata nell’aiuola centrale che divide i sensi di marcia dei veicoli. 129

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trentinocucina

IL FILETTO DI TROTA AL TEGAME con finferli alla crema e patate arrostite

in libreria o sul sito www.curcugenovese.it

Ingredienti per 4 persone Per il filetto di trota gr 600 filetto di trota olio di oliva sale e pepe Per i finferli alla crema gr 30 olio di oliva gr 2 aglio gr 300 finferli freschi gr 30 vino bianco secco gr 50 panna fresca gr 3 erba cipollina

Procedimento per il filetto di trota Parare i filetti di trota, tagliare a piccoli filetti ed arrostire in tegame con olio di oliva, salare e pepare. Per le patate arrostite gr 400 patate a cubettoni gr 20 burro 1 rametto di timo limonato 1 rametto di mirto

Procedimento per i finferli alla crema Pulire accuratamente i finferli, filettarli e rosolarli in olio di oliva profumato con aglio, bagnare con il vino bianco e la panna fresca, aromatizzare con l’erba cipollina. Procedimento per le patate arrostite Cuocere le patate al vapore e rosolarle in burro profumato con il timo limonato. Presentazione Sistemare i finferli in centro e sormontare con i filettini di trota. Decorare con le patate ed il ramettino di mirto.

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# trentinomese

#TRENTINOMESE CONTEST: SUL ROMANTICO LAGO DI TOBLINO OGNI MESE, LE TRE FOTOGRAFIE PIÙ VOTATE VERRANNO PUBBLICATE QUI. PARTECIPA ANCHE TU AL CHALLENGE DEL NOSTRO MAGAZINE!

@icaro1969 Al secondo posto: Rifugio Lobbia Ai Caduti dell’Adamello

@severinoriccadonna

@giacomo.peruffo

Al primo posto: Castel Toblino

Al terzo posto: Pale di San Martino

IL REGOLAMENTO DEL NOSTRO CONCORSO

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eguire la pagina @trentinomese su Instagram; la foto vincitrice sarà pubblicata sulla nostra rivista cartacea il mese seguente alla pubblicazione online; per decretare la foto vincitrice si terrà conto dei “mi piace” ricevuti, dal primo del mese al venti del mese (per esigenze di stampa); solo le foto che saranno selezionate da noi e

pubblicate sulla nostra pagina Instagram @trentinomese potranno partecipare al concorso; per esser selezionati vi ricordiamo di utilizzare il nostro hashtag; ricordatevi di segnalare il luogo o localizzare la foto, saranno valide solamente le foto scattate in Trentino Alto Adige. Grazie a tutti anticipatamente!

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