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o aggi m o ia in ale Cop mozion pro CRONACA - INFORMAZIONE - CULTURA - SPETTACOLO NOTIZIE - FATTI - COMMENTI - RUBRICHE - DI TUTTO O QUASI... TESTI IN

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Quindicinale - esce il venerdì (prima e terza settimana del mese) - € 1,50 -

POLITICA:

EINIGE TEXTE

anno 5 n. 26 - dicembre 2011

LE PISTE DEL TRENTINO V I AT T E N D O N O

I n t e r v i s ta a l p e r s i d e n t e d e l l a G i u n ta P r o v i n c i a A u t o n o m a d i Tr e n t o Lorenzo Dellai a pag. 7

ECONOMIA Incontriamo per voi il direttore g e n e r a l e d i Tr e n t o e B o l z a n o dell’Agenzia dell’Entrate a pag. 10

I TE D S FE RI U E G N AU UO B

SOCIETA’ Fenomeno di massa Gli imprenditori morali a pag. 13

PSICOLOGIA La scuola e la famiglia

ARRIVEDERCI NEL 2012

a pag. 25

LEGALE Genitori e la loro responsabiltà sui minori

a pag. 27

FUORI PORTA - DAL TRENTINO A 360° SANITÀ Sclerosi multilpla c u r e , s a l u t e , e s p e r a n z e a pag. 19

Verona - La vie en rose - sogni e ricordi a pag. 59 Verona - Raphael Gualazzi, Marco Anzovino e Rocco Papaleo a pag. 62

RAI - DI TUTTO DI PIÙ IN VAL DEL CHIESE - ANZI DI MENO E MA IL CANONE È DOVUTO nostra inchiesta a pag. 30


APPUNTAMENTO AL PROSSIMO ANNO 2012 Direttore responsabile: Eugenio Valentini E-mail: redazione@infoinrete.com Editore: AB SERVICE COMUNCAZIONI SRL REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE: Via Cesare Battisti, 26 - 30 - 38089 Storo (TN) TEL. 348 39 59 355 - fax 02 700 506 159 segreteria@infoinrete.com REDATTORI e COLLABORATORI: Le firme poste sotto gli articoli. FOTOGRAFIE: I Professionisti e hoobisti non citati nei loro scatti che ne hanno concesso la pubblicazione Impaginato: AB SERVICE COMUNICAZIONI S.R.L. Stampatrice: CENTRO STAMPA EDITORIALE S.R.L Via Del Lavoro, 18 - Grisignano di Zocco - 36040 - VI ISCRITTO AL TRIBUNALE DI TRENTO: n. rep. 1271 Iscritta R.O.C. (Registro Operatori della Comunic.)n. 13967 Spedizione: Poste Italiane S.p.a. - D.L. 535/03 Conv. L. 46/04 art. 1 comma 1DBCA Trento (in corso di perfezionamento) PUBBLICITA’ raccolta in proprio con la nostra struttura: e-mail: pubblicità@infoinrete.com RESPONSABILE TRATTAMENTO DATI D.L.G.S. 196/2003: il direttore responsabile: Eugenio Valentini


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RICOMINCIAMO DA Q U I E sì, ricominciamo da qui. Parafrasando una frase di un illustre presentatore, Enzo Tortora: “dove eravamo rimasti?”. Un uomo che ha subito pagando un duro prezzo di tanta calunnia, miopia giudiziaria e tanti altre situazioni che lo hanno distrutto dentro, ma che non si è mai arreso. Infatti nella vita non bisogna mai farsi da parte, pensare di capitolare, abbassare le armi, desistere. Vivere la vita quotidiana per quello che ti da anche negli insegnamenti attraverso i sacrifici, i problemi e i fatti anche negativi. Ricominciamo da qui! Perché ora sono ancora con voi per voi per dare un modesto contributo nelle prossime giornate. Innanzitutto un ringraziamento ai medici e paramedici che hanno dato un apporto

essenziale alla risoluzione degli eventi negativi trascorsi negli ultimi oltre mille giorni. Giorni lunghi, a volte bui, ma sempre alla ricerca di quell’arcobaleno che non tutti possono vedere, anche se lo auspicano avanti a loro quale segno di serenità. In questo lungo periodo molte cose ho vissuto e che desidero condividere con voi, non nei fatti, ma nelle più mere riflessioni e nell’auspicio che non dobbiate mai e poi mai vivere. Sì, dico riflettere perchè è molto importante in quanto ci fa evitare errori che spesso valutiamo solo dopo, tardivamente, e quindi già dopo aver agito. Troppo spesso agiamo senza valutarne le giuste conseguenze. Trovi vite coopera-

tive, dove tu sei socio, e quindi come dice in sostanza il codice civile datore di lavoro di quel dipendente, il quale dice che prima di tutto deve tutelare l’azienda e non ti dà una mano. Parlano solo i numeri! E solo i numeri hanno una ragione d’essere. La persona non conta ed allora, quel grande don Guetti padre della cooperazione, ai quali tutti si riferiscono coi grandi pregi, non si ritrova nel dire di certi attuali cooperatori o uffici cooperatori. Sì perché nell’oltre centenario principio, la cooperativa serviva per aiutare chi era tra i meno fortunati, unendosi e per avere maggior forza verso i più fortunati. Allora quel principio era un valore. Ora, nel bisogno, rischi l’appellativo di

inaffidabile in quella cooperativa. Trovare che un presidente di una cooperativa che nulla può fare verso il responsabile direttore societario che tristezza. Una situazione che porta quasi alla mutilazione del presidente e del consiglio di amministrazione, non vi pare di poter dire: che delusione! Poi si sa: ci sono i furbetti e non perchè ne parliamo esprimiamo a loro comprensione. Anzi lo deploriamo! Certo una distinzione va fatta ed è quantomeno auspicabile da parte di un dirigente che non miopicamente lo pone in un unico fatto indivisibile. Ma andiamo oltre. Nella società trovi legali che sanno rinunciare ad una loro parcella per non aggravare la tua posizione magari precaria


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o perché non potresti far valere quelle che tu pensi siano giuste ragioni. Altri legali che, ottenendo egualmente la parcella, non valutano che magari l’azione può non avere seguito od esito positivo. Senza pietà, magari per nascondere la loro grettezza, trovi chi con la scusa di salvaguardare i figli, ti fa dei torti sapendo di farteli e agisce solo per vile denaro. Poi di contrasto ti trovi persone sconosciute che ti aiutano senza un loro fine economico, ma solo per dare: il volontariato. Una grande bella nostra espressione sociale. E i giovani oggi ci danno maggior fiducia. Faccio un riferimento ultimo più evidente: il grande popolo dei volontari con le mani sporche di fango che hanno operato a Genova ed in altre zone alluvionate. Ma senza andare a Genova ricordiamoci del più vicino mondo del volontariato che lo troviamo anche qui, sotto casa nostra. Ti trovi in quel sottopiano dell’ospedale Santa Chiara dove medici oncologi e quanti altri camici bianchi nelle varie specializza-

zioni mediche aiutano chi ne è stato colpito dal tumore. Scopri che il tuo compagno di sventura viene da Napoli per farsi curare nel nosocomio trentino perché quì c’è l’eccellenza in quella specifica cura del cancro. Annoti positivamente che quell’amicizia rimane perché uniti nella sventura ti senti spesso telefonicamente o con gli sms con lui e gli chiedi: e tu come stai. Poche ore sono bastate per cementare se non un’amicizia un dialogo assai difficile col tuo vicino di sventura. Ma ahimè, nell’escursus dei fatti trovi, anzi vedi, una bella ragazza alta oltre un metro e ottantacinque magrissima. Un vestito bianco con gonna lunga che ne traccia quelle che erano le sue belle forme. Un berretto bianco fatto ad uncinetto per coprire quella calvizia che indirettamente mette in evidenza quei bei tratti del viso, ma che segnala il dolore che sta vivendo quella giovane donna. Eppure in lei un sorriso quasi disarmante. A detta del medico poi interpellato, quelle persone non si sa se potranno vivere giorni,

settimane o solo un mese. Raramente mesi. Allora capisci te, che risolvi per tua fortuna la brutta avventura. Magari, tu che ne esci, sei di umore nero, tutto pare buio, tutto non ti fa vedere la luce che hai intorno e neppure quell’arcobaleno della vita della speranza. Scopri che a chi avevi chiesto una preghiera per te non si sono chiesti che fine hai fatto perché ti vedono, ma non sanno o non vogliono capire cosa e come soffri o hai sofferto. Non una parola. Anzi, eventuali tue impossibilità vengono prese come scortesie imperdonabili. Pochi o nessuno avevano inteso che stavi interpretando il clown perché altri non capissero cosa stavi soffrendo, specie i tuoi cari. O altri perché non immaginassero quel tuo problema, valutandoti più facile a colpirti e non se ne approfittassero. Allora capisci che tutto ti fa crescere. Che l’odio uccide più della malattia. Che la calunnia è il veleno (più o meno lento) della nostra società che ti fa morire lentamente rimanendo in vita: respirando. Che la vita è tua

e nessuno te la può ed ha diritto di condizionartela. Che solo tu, con la tua caparbietà puoi emergere con una tua luce. Sì. Perche tu sei il lampione che fa luce e quell’altra illuminazione è fatta solo da tanti moccoli che illuminano molto poco o nulla e si spengono presto. Quanto vi ho detto non è per una pietas, una commiserazione, ma per una riflessione che io ho fatto e che trasmetto come un modesto testimone. Che potete prendere, capire, migliorare come fosse un vostro “vestito” di vita quotidiana. Perché tanto abbiamo e tanto abbiamo da dare. Io, anzi, noi continueremo a scrivere per voi. Voi leggendoci, riconfermandoci quelle preferenze che ci avete accordato nei precedenti numeri pubblicati e magari scriverci. Perché no. La vita deve essere il massimo dell’espressione più bella: il dialogo. Ed allora: ricominciamo da qui. E aggiungo insieme. Eugenio Valentini (redazione@infoinrete.com)


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Un nuovo punto d'incontro? Sì. Questo settimanale vuole essere un punto di incontro, di confronto tra i lettori impegnati nella loro vita quotidiana famigliare e/o lavorativa - per valutare e analizzare gli aspetti sociali che unisono o che dividono la nostra realtà al fine di migliorare il futuro avanti a noi. Vuol essere un motivo di riflessione per stimolare progetti nuovi, prospettivamente e propositivamente verso i ruoli sociali delle varie età. Valorizzare con motivazioni sociali e personali i valori della nostra vita - dalla nascita all'estremo addio terreno - cercando di offrire spunti ed analisi della stessa vita sulle esigenze della gente. Cercare di incentivare una maggior riflessione di quanto avviene sul territorio. Valutando impatti, esigenze, interessi comunitari e non speculativi, cercando gli sviluppi più opportuni finalizzati a migliorare la propria comunità e il territorio. Il tutto senza estremalizzazioni o strumentalizzazioni, ma valutando gli eventi man mano questi si evidenziano. Magari, se potessimo, anche prevenirli. Per i motivi accennati chi vi scrive in questo piano di lavoro e i collaboratori che mi agevoleranno nel lavoro - certamente impegnativo - potremmo essere anche scomodi. Potremmo essere anche provocatori. Ma in entrambi i casi non faremo e non saremo la voce o il coro di "palazzo" del potere.Evidenzieremo il loro meglio espresso alla comunità, ma pronti ad essere critici (sempre sul prepositivo e non sul finalizzato) degli eventi che scandi-

scono i vari momenti della comunità. Recupereremo quel giornalismo d'inchiesta teso alla discussione dando alle parti paritarie possibilità di esprimere le loro ragioni, fatti, iniziative, azioni ecc..Saranno proposte rubriche che avvantaggino la vita quotidiana della famiglia e del lavoro con opinioni di esperti, che potrete anche interpellare personalmente con i vostri quesiti saranno pubblicati solo con la vostra autorizzazione (se per vostra richiesta omettendo il nome) ed a patto che possano essere

anche di interesse plurimo. Potremmo essere i vostri difensori. Se ci segnalerete fatti, eventi che determinano problemi che possono ripercuotersi sulla comunità, faremo nostre le vostre preoccupazioni. Interpelleremo chi potrà dare una risposta e analizzeremo i fatti e gli eventi sino a giungere alla verità ed alla giusta dimensione degli stessi fatti ed eventi segnalati. Insomma cercheremo di giungere dove voi magari non ci riuscite o non vorrete esporvi per timori vari. Ma

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certamente da parte nostra sempre con azioni che siano aspetti non solo personali, ma di valenza plurima e sociale. Daremo spazio in particolare ai giovani ed ai meno giovani, quelli una volta indicati come terza età che ora sono posti anche alla quarta primavera di vita. Ai giovani, con apposite pagine in questa rivista - magari con l'aiuto della scuole - e denominate "penne in erba" daremo a loro lo spazio di farsi capire, chiedere, valutare, esprimere, unirsi, acculturarsi, confrontarsi e così via dicendo, ma dare a loro voce e spazio per capirli meglio. Ai meno giovani andremo da loro per conoscere i loro sforzi di vita, il loro passato, l'io che hanno vissuto nella comunità per capire "ieri" come vivevamo nei pregi e difetti.Al mondo del lavoro daremo la possibilità di offrire spunti per una crescita economica sempre maggiore tra chi è azienda (dalla piccola alla grande) ed il mondo del lavoro, in particolare femminile, dei giovani e degli over 50enni. I più attenti diranno che non abbiamo toccato il mondo politico. Per questo già posto in evidenza, a volte sfacciatamente, daremo gli spazi necessari per determinare il così dello "sale" quotidiano. Cioè ne parleremo di certo. Ma saremo aperti a tutti i politici, non per qualunquismo, ma per dare voce a tutti, proprio a tutti nei giusti spazi. Sono certo che i lettori, voi che ci date la preferenza di leggerci senza imporci perentoriamente nelle vostre case, sapete trovare i più giusti equilibrati comuni denominatore di vita quotidiana e di futuro che i politici, locali, provinciali, regionali e nazionali vogliono far trasparire dalla loro voce. Quindi saremo la voce di tutti, purché utili per la crescita della comunità e non solo a vantaggio di pochi. IL DIRETTORE RESPONSABILE


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La redazione di Trentino 7 Giorni ha ritenuto di proporre su questo settimanale una grafica chiara ed intuitiva. Almeno così ritiene di aver fatto, ma è pronta a valutare i suggerimenti che ci proporrete. Ne terremo presente e se in linea con le nostre esigenze tecniche eseguiremo gli accorgimenti. La chiave di lettura proposta è ovviamente con testi accompagnati da fotografie illustrative che diano peso e supporto allo scritto ed alla esigenza dell’argomento che andiamo a proporre. Negli argomenti che andiamo sottolineare in ogni numero, inseriremo una quantità di fotografie che non ha un numero preciso. A seconda dell’importanza, certamente di nostra scelta, anteponiamo all’argomento, oggetto di pubblicazione, una fotografia a tutta pagina o più fotografie, ma che prendono tutta la pagina. Segnaliamo così l’attenzione visiva. I titoli non li vogliamo “gridare”, ma solo proporre in punta di piedi per quanto andiamo trattare nell’articolo. Non vogliamo usare il titolo per far leggere. Pensiamo che il lettore non abbia bisogno di questo tipo di titolo “strillato” per leggere. Ma leggere il contenuto convinto di informarsi per quanto gli interessa. Forse è una scelta non commerciale, peccando di argomentazioni

controcorrente. Ma riteniamo il nostro lettore, ma anche quello in generale, attento e che sa leggere quello che vuole. Spesso il titolo ad effetto lo si legge solo per poi leggere poche righe successive. Mentre il lettore premia le sue scelte che vanno a ricercare più gli aggrada. La nostra intenzione è di pro-

La copertina del primo numero di luglio 2007

porre scritti che dialoghino con voi. Non cerchiamo forme scritte forbite, ricercate per far vedere che siamo bravi. Preferiamo essere meno bravi, ma farci capire da tutti e non da pochi. Ovvio che le nostre scelte sono state oggetto di riflessione e di indagine di possibili lettori di vario ceto, età, cultura. Come tutte le statistiche, se non appoggiate numericamente da dati definitivi, il campione è pur sempre criticato e criticabile e spesso inesatto per ognuno di noi.

La sentenza la darete voi se ci premierete nella lettura di Trentino 7 Giorni, ma anche – perché no – nel proporlo ad altri. Quindi siamo al vostro modesto servizio, per meglio offrire quanto preferite. La redazione coglie l’occasione per salutare i nuovi lettori con l’impegno di essere il più possibile vicino a loro, almeno ai più. A tutti è impossibile. Ė doveroso ringraziare le collaborazioni esterne per la documentazione che ci hanno consegnato “al buio” ad un giornale che ancora non conoscevano se non per il dire. Facciamo nostra la gratitudine dell’Editore verso gli inserzionisti, spina dorsale per la continuità della pubblicazione assieme agli abbonamenti ed alle vendite di copie, nell’avere dato la loro adesione con contratti anche questi “al buio” senza vedere il settimanale, o a volte solo in bozza. Non per ultimo la riconoscenza ai collaborati esterni che hanno creduto nella pubblicazione ed hanno cercato i clienti presentando al meglio Trentino 7 Giorni. Un sincero ringraziamento anticipato a tutti coloro che ci seguiranno nella nostra “avventura” che intrappendiamo da “ricominciamo da quì” e che, magari, ci poporranno con loro indicazioni. e.v.


L’INTERVISTA

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Lorenzo Dellai Presidente della giunta provinciale

Un incontro col presidente della Provincia Autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, ci ha permesso di porgergli alcune domande. Eccole. • Presidente prima di entrare in argomenti di "casa nostra" come vede la politica di Roma? I rapporti tra la Provincia autonoma di Trento e il governo centrale, seppur basati su atti costituzionali, sullo Statuto d’Autonomia, sulle norme di attuazione per l’applicazione delle competenze “vecchie” e di quelle “nuove”, su patti e accordi sottofirmati da Trento e da Roma, seguono sempre ahimé il venticello delle sensibilità diverse e delle opportunità incidentali. Gran parte dei conflitti di competenza sono nati proprio dalle diverse ottiche con cui, da Roma, vengono vissute le autonomie locali: non come opportunità e come laboratori di buone pratiche, bensì come privilegi da contrastare. Ho quindi molto apprezzato, nel discorso di insediamento del nuovo premier Mario Monti, non solo l’evidenziazione dei punti critici del sistema italiano e il richiamo forte a tutti gli italiani perché possano riconoscersi in alcuni elementi comuni e condivisi, ma anche e soprattutto lo specifico riferimento al valore costituzionale delle Autonomie speciali, testimoniando così la piena consapevolezza, da parte del governo, del valore nazionale che queste Autonomie possiedono. Il Trentino ha fatto, sta facendo e farà la sua parte per contribuire a far uscire il paese dalla crisi econo-

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Lorenzo Dellai

mica in cui si sta dibattendo, ma lo farà certo di veder rispettate e valorizzate le proprie competenze. • Lei ha detto a suo tempo che non vuol andare a Roma perchè pensa di poter far più politica da Trento? e come trova la politica a Trento? Accettabile, migliorabile? Ho solo detto che non è “necessario” essere membri del Parlamento per poter avere un ruolo politico. Non voglio sottovalutare l’importanza della dimensione nazionale anche per le stesse questioni legate alla nostra autonomia. Solo che, rispetto al passato, il quadro oggi è molto più articolato: territori e dimensione nazionale rappresentano due dimensioni ugualmente dotate di “carica politica”. Per il resto, nessuno oggi è in grado di pianificare il futuro. • La progettualità politica di un territorio (intesa per lunghi periodi di progettualità) è ancora possibile con la politica attuale? Sono orgoglioso di aver dato il mio contributo, in questi ultimi anni, ad una fase politica che ha visto il Trentino, per sua fortuna, anomalo e in controtendenza rispetto alla deriva inconsistente che ha


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caratterizzato le vicende nazionali. Abbiamo attraversato un quindicennio di transizione, nel quale abbiamo saputo conservare valori importanti. Non abbiamo ceduto alle lusinghe del pensiero unico che da metà anni ’90 fino a poche settimane fa aveva rappresentato un “sogno” diventato poi incubo. Certo dobbiamo anche noi migliorare, soprattutto favorire la partecipazione politica, ma partiamo da una situazione di gran lunga migliore rispetto a tanti altri territori del nostro Paese • Troppe idee frammentate sia nella politica sia da parte della popolazione è democrazia, ma a volte un ostacolo? Le idee, se civilmente espresse, non sono mai un ostacolo alla democrazia, anzi: ne arricchiscono l’humus e sono il fertilizzante più idoneo per la crescita armonica di una comunità. Compito degli amministratori pubblici, quindi, dev’essere quello di “ascolLorenzo tare” queste idee, di mettersi in una disposizione di inclusione delle varie istanze favorendone l’elaborazione in termini costruttivi, razionali e compatibili. Certo: dopo l’ascolto, al politico, all’amministratore pubblico spetta anche il compito della decisione, che comunque deve tener conto degli elementi emersi in fase di discussione e deve saper sempre giustificare le scelte fatte. • A volte la politica propone e parte della popolazione (una minoranza) si oppone oggi è difficile la mediazione politica? La difficoltà nel mediare politicamente le diverse posizioni è, oggi, direttamente proporzionale ad un modo “urlato” di fare politica e soprattutto di fare opposizione. Lo spettacolo caciarone e litigioso offerto molto spesso anche dalla politica locale dipende insomma da una serie di pregiudizi e di preconcetti sempre più inveterati, da una difficoltà a capire le ragioni degli altri, da un calcolo spesso elettoralistico che sono molto lontani dall’idea di democrazia nella quale siamo nati e cresciuti. Quando recupereremo tutti la disponibilità ad ascoltare l’avversario, a valutarne le ragioni, a valorizzarne gli elementi che ci avvicinano rispetto a quelli che ci dividono, senz’altro vorrà dire che saremo rientrati in una politica migliore.

• Un tempo c'era la "preparazione" alla politica e si partiva dal basso, oggi tutti si "illuminano" a politici. Di quanto questo ne paga la pololazione? È vero, oggi non esistono più le “scuole di partito”, oppure se esistono sono in crisi di “vocazioni”. Non è comunque vero – almeno per quel che riguarda il nostro Trentino – che oggi si arrivi alla politica calati dall’alto oppure per caso o per errore: se guardiamo con attenzione ai vissuti politici degli attuali consiglieri provinciali, di maggioranza e anche di minoranza, ci accorgiamo che molti, moltissimi di loro hanno accumulato alle spalle un curriculum che è partito proprio “dal basso”: dalle Circoscrizioni, dai Comuni, dalle Associazioni, da quella parte viva della società che esprime idee e persone di grande livello e spessore. Sono quindi ottimista, a questo riguardo, e mi piacerebbe che Dellai tale “scuola politica aperta e concreta” diventasse laboratorio e punto di riferimento per altre realtà regionali italiane. • Nella sua agenda una coso o qualcosa che meglio ricorda di aver scritto e che cosa invece vorrebbe scrivere prima della fine mandato? Tra le cose che ho “fatto” – che secondo me hanno molto più valore di quelle che ho scritto oppure detto in questi anni vissuti da amministratore pubblico – figura innanzitutto l’aver messo un lungo periodo della mia vita a disposizione della mia comunità per aiutarla a crescere, ispirandomi a quei grandi “maestri” trentini che furono Alcide de Gasperi, Bruno Kessler e Beniamino Andreatta. Tra le cose ancora da “fare”, metto invece un impegno forte e convinto a proseguire in questa esperienza di servizio al Trentino magari sotto altre vesti e in ruoli diversi. • Ma dopo la fine mandato Lorenzo Dellai che farà? Appunto, cercherò il modo per continuare il mio contributo alla nostra Terra, alla politica, al mio partito, nei ruoli e con gli strumenti che la realtà delle cose e non certo le mie congetture odierne offrirà. Eugenio Valentini redazione@infoinrete.com


I N T E RV I S TA

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A colloquio col direttore dell’Agenzia delle Entrate

Trento - La Manovra del Governo Monti annuncia novità e cambiamenti sul fronte della lotta all’evasione fiscale e dei servizi offerti dall’Agenzia delle Entrate ai contribuenti. “Un fisco tutor'', soprattutto delle '' imprese più piccole'', che possa fornire '' assistenza anche nella dichiarazione dei redditi'': è questo uno degli obiettivi di alcune misure varate dal governo, secondo quanto ha spiegato lo scorso 5 dicembre il viceministro dell' Economia Vittorio Grilli. Si tratta di un progetto '' sperimentale e volontario'' che in parte esiste già ma che può essere potenziato e migliorato. E allora diventa importante capire quale è la situazione del Fisco in Trentino e quali sono i rapporti dell’Agenzia delle Entrate con i cittadini, ma anche se le nuove normative della tracciabilità, lo spesometro e il redditometro offrono vere possibilità di controllo. Lo abbiamo chiesto al Direttore dell’Agenzia delle Entrate di Trento e Bolzano, Vincenzo Giunta. Ecco cosa ci ha risposto. Il trend positivo trend positivo gia' iniitaliano di introiti del- ziato nel 2009. Ad oggi l'Agenzia delle En- siamo sopra i 10 mitrate è anche in liardi di euro e chiudeTrentino? E su quali remo attorno agli 11 miliardi effettivamente basi? Negli ultimi tre anni, a incassati. A livello nalivello nazionale l’ zionale, il numero dei Agenzia delle Entrate controlli e' in crescita, ha recuperato 35 mi- almeno sulle medie e grandi imprese, mentre liardi di euro. Continua, quindi, il stiamo cercando di mi-

Vincenzo Giunta (nella foto sopra) è nato a Modica nel 1951, è coniugato e ha due figli. Laureato in Scienze Politiche nel 1975, vince il concorso per Vice Direttore dell’Amministrazione Finanziaria nel 1977. Prima di assumere l’attuale incarico al Vertice come Direttore Provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Bolzano e di Trento (ad interim), è stato Direttore Provinciale a Pavia (20102011), Direttore Ufficio Locale di Bergamo (2009-2010), dell’Ufficio Locale di Romano di Lombardia (2008-2009), dell’Ufficio Locale di Milano 4 (2002-2009) e Capo Area Servizi all’Ufficio Locale di Bergamo (2001-2002). E’ stato docente della Scuola Superiore dell’Economia e delle Finanze per l’IVA. Ha progettato e realizzato corsi di formazione manageriali per Direttori di Ufficio presso la Direzione Centrale del Personale. gliorare la qualita' e quindi abbiamo diminuito lievemente il numero di controlli sulle persone fisiche. Anche la Direzione Provinciale di Trento partecipa a questo trend positivo. Per dare un’idea, al 31 dicembre 2010 in Trentino il contrasto all’evasione aveva fruttato 75 milioni di euro. Non è an-

cora tempo di bilanci definitivi, ma quello che stiamo realizzando per il 2011 è in linea con gli obbiettivi che ad inizio anno erano stabiliti a livello provinciale. Queste entrate sono dovute da accertamenti specifici o da presa coscienza dei contribuenti che stanno esaurendo i


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“giochetti” nell'evasione? L’uno e l’altro: la lotta all’evasione fiscale non si fa soltanto con i controlli, ma anche con l’educazione a una cittadinanza responsabile. I nostri risultati li abbiamo raggiunti e li raggiungiamo combinando gli strumenti finalizzati al recupero dell’evasione (accertamenti ordinari e sintetici, controlli formali sulle dichiarazioni, controlli sui rimborsi Iva, ecc.) con gli interventi di comunicazione e formazione nelle scuole e in occasione di convegni e conferenze. La tendenza a evadere tende a diminuire nel momento in cui i cittadini sanno che, anche grazie alle nuove tecnologie, i controlli ci sono e sono puntuali, precisi e a vasto raggio. Ma si smette di “giocare” con il Fisco anche quando i cittadini acquisiscono la consapevolezza civica che versare spontaneamente imposte e tasse significa contribuire in modo responsabile al buon funzionamento dei servizi pubblici. Quale sono le maggiori categorie di contribuenti più

"cattive"? L’evasione riguarda l’intera collettività e non solo determinate categorie. Noi preferiamo parlare di profili di contribuenti con un più o meno elevato rischio di evasione. Vi sono evidenze che i controlli sono troppo spesso usati verso i noti contribuenti e non verso i totali evasori. Trova verità? No, l’Agenzia delle Entrate controlla ad

ampio raggio. La nostra attenzione non è concentrata su un solo settore economico. Per evitare sovrapposizioni sugli stessi contribuenti, coordiniamo l’attività investigativa con la Guardia di Finanza e, in particolare per l’Iva negli scambi intracomunitari, con l’Agenzia delle Dogane. E nell’ambito di questo lavoro di indagine, emergono anche casi di evasori totali. Per i totali evasori

Un funzionario dell’Agenzia delle Entrate designata ai controlli grandi imprese.

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forse le indagini sono più complesse o vi sono altri motivi che se ne evidenziano poche emersioni? Se vogliamo, la difficoltà in questi casi sta più che altro nella fase di indagine che precede la stesura dell’atto di accertamento vero e proprio. Tuttavia, a scopi investigativi utilizziamo di frequente informazioni che provengono da differenti banche dati. Se in una banca dati un soggetto risulta “non presente”, può accadere che sia invece “presente” in un’altra banca dati. L’incrocio dei dati è fondamentale per i nostri controlli. Lo spesometro, il redditometro e la tracciabilità sono i nuovi strumenti di lavoro dei vostri uffici pensate, con questi


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metodi, un lavoro per voi più facile nella lotta dell’evasione? Credo che lo scenario all'orizzonte sia quello di una maggior efficacia nell'accertamento dell'evasione fiscale tramite strumenti come il “redditometro”. Proprio il 16 novembre scorso, è stato messo on line il “ ReddiTest”, il software dell' Agenzia delle Entrate per sperimentare concretamente, in maniera dialogata con le associazioni di categoria, gli ordini professionali e le organizzazioni sindacali, il funzionamento del nuovo redditometro e la sua capacità di fotografare le incongruenze tra le spese sostenute e il reddito dichiarato dalle famiglie italiane. Di più, misure come il limite ai pagamenti in contanti, l'abbassamento delle soglie d'evasione superate le quali scatta il reato tributario e quindi la denuncia penale dell'evasore, la velocizzazione della riscossione degli accertamenti non impugnati e non pagati, vanno tutte nella direzione di una sempre maggiore “tax compliance”. Eugenio Valentini

SCUOLA & FISCO Crescere consapevolmente insieme Il Fisco non è una roba da grandi!!!! L' Agenzia delle Entrate lo pensa da sempre, ecco perchè il 19 luglio 2010 ha rinnovato, a livello nazionale, l'Accordo con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, sottoscritto già dal 2002. Ed ecco perché il 05 dicembre 2011 la Direzione Provinciale di Trento, a livello locale, ha firmato il Protocollo 20112013 con il Dipartimento Istruzione della Provincia Autonoma di Trento, un

accordo grazie al quale il Fisco... entra in classe. E nelle aule scolastiche il Fisco parla alle nuove generazioni. Di cosa? Di tasse? No! In realtà, non è così importante parlare di "tasse". Prima di tutto è fondamentale parlare di principi: legalità, equità, giustizia sociale. Principi sanciti dalla Costituzione Italiana. E’ fondamentale parlare di diritti. Del diritto all’istruzione pubblica, ad esempio.

La firma del protocollo tra l’assessore Marta Dalmaso e il direttore Vincenzo Giunta


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Avere una scuola statale o comunale che nella scuola l’educazione alla legalità sia "aperta a tutti" è un diritto. Chi lo sostiene il entrata ormai a pieno titolo nei contenuti dei costo di questo diritto? In che misura cia- percorsi di formazione. Il messaggio che con scuno di noi deve sostenerlo? Sulla base di questa iniziativa pensiamo di dare è che quale criterio? Quello, forse, della "capacità ognuno ha la propria responsabilità nel rencontributiva" come dice l'art 53 della Costituzione? Ecco, è con domande del genere, adottando cioè una metodologia di confronto, di dialogo chiaro e aperto, che l'Agenzia delle Entrate si relaziona agli studenti delle scuole medie, inferiori e superiori, nel momento in cui entra in punta di piedi nel loro mondo. Il 5 dicembre scorso è stato firmato il protocollo d’intesa “Fisco e Scuola 2011/2013 – educare i giovani alla legalità” tra Agenzia delle Entrate e Pro- Un funzionario dell’Agenzia dell’Entrate in una scuola. vincia Autonoma di Trento: nel 2012 saranno dere più bello e più giusto il mondo in cui vipiù di 500 gli studenti delle scuole secondarie viamo. trentine che potranno incontrare e dialogare Non è solo dovere, ma anche necessità con i funzionari del fisco sul tema “meno eva- quella di formare nei nostri studenti dei futuri sione fiscale, più servizi per tutti”. cittadini consapevoli, che è, poi, ciò che dà “Già nel 2010 abbiamo coinvolto nelle no- succo a tutto ciò che si apprende a scuola. stre attività formative in collaborazione con la Viviamo in tempi particolari in cui c’è bisoProvincia 352 studenti, e nel 2011 ben 487. gno di dare fiducia e speranza in un mondo Contiamo di migliorare i nostri obiettivi in ma- che assieme possiamo rendere migliore. teria per il 2012 e per questo abbiamo proCon questo Protocollo andiamo nella giugrammato 21 iniziative che presumibilmente sta direzione e mi auguro che dalle scuole ci ci permetteranno di incontrare tra i 500 e i sia una risposta significativa.” 600 ragazzi e ragazze delle Scuole secondarie”, è quanto ha dichiarato il Direttore Provinciale dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Giunta. Da parte sua, l’assessore provinciale all’istruzione e allo sport, Marta Dalmaso ha affermato: “Con la firma di questo Protocollo abbiamo voluto affermare la prosecuzione di un impegno che c’è sempre stato negli ultimi anni. Non pensiamo ad un semplice rinnovo, ma vogliamo anche rilanciare, pensando


SOCIETÀ

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FENOMENO DI MASSA del prof. Saverio Fortunato

GLI IMPRENDITORI MORALI Ho partecipato a convegni sullo Stalking, sulle Sette, sull’Omicidio stradale, sulla Mafia, ecc., dove ho trovato puntualmente come “esperti” della singola materia: o la vittima o un suo parente, quale presidente di questa o quell’associazione anti qualcosa (antistalking, antimafia, ecc.). Ho trovato come esperto docente universitario un professore di ‘ndrangheta (sic!), ovvero, il politico attrezzato, che avendo svolto un incarico in una Commissione politica e dovendo per questo leggere gli atti e i rapporti d’indagine svolte delle Forze dell’Ordine (DIA, ecc.) sulla mafia, li ha fatti suoi come pensiero e come strategia di azione e, quindi,

et voilà! è diventato “professore” di ‘Ndrangheta o di Cosa Nostra o della Camorra o delle mafie internazionali (cinese, rumena e così via). Che sia un’associazione anti-qualcosa o sia il parente della vittima o sia il professore di ‘ndrangheta ecc., il verbo è univoco: inasprire le pene, istituire una nuova legge penale. A dare supporto a questi crociati ci pensa puntualmente la psichiatria e la psicologia, discipline sempre più invasive della vita quotidiana e professionale, senza sosta e limiti, che, interpretando ogni devianza come patologia, ne fanno conseguire che ogni patologia sia tradotta in una norma penale. I crociati quindi aumen-

prof. Saverio Fortunato (Specialista in Criminologia Clinica, Docente Università Ludes di Lugano) Nasce a Vibo Valentia (VV), ha conseguito il titolo triennale post-lauream di Specialista in Criminologia Clinica alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Modena e Reggio Emilia, con una tesi in Neuropsichiatria forense, sul tema: “Scienze criminali e scienze dello spirito, per una critica epistemologica alla perizia neuropsichiatrica forense, in tema di sospetto nell’abuso all’infanzia, come tentativo di ricondurla a criteri di scientificità con ragionamento d’indagine a base logica”, voto 108/110, relatore Prof. Ivan Galliani, docente Ordinario di Neurologia e di Psichiatria forense. Ha superato i seguenti esami: Criminologia Generale I, Elementi di Biologia, Elementi di Diritto, Elementi di Psicologia, Elementi di Sociologia, Psicologia e Psicopatologia dell’Età Evolutiva; Criminologia Generale II, Elementi di Psicopatologia Generale, Elementi di Psichiatria Clinica e Forense, Tecniche del Servizio Sociale, Antropologia Culturale, Elementi di Medicina Legale, Criminologia Minorile, Psicoterapia, Psicologia Sociale, Tecniche Psico-Pedagogiche, Sociologia della Devianza, Metodi di Prevenzione, Trattamento Criminologico, Neuropsichiatria Forense, Politica Criminale e Diritto Penitenziario, Legislazione Sanitaria. E molto altro come dal sito www.saveriofortunato.it, nonchè autore di molti libri.


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tano. Loro pensano, nel anticancro per trasfor- leggi e crociate, ma per Il primo, spetta a chi nome della vittima o di mare il suo dolore in aiutare gli addetti ai la- conosce la vittima, inun principio che auto- una crociata, contrap- vori (criminologi, forze sieme al pudore che i giustificano come Ra- ponendosi ai dottori o dell'ordine, giudici) per mass-media dovrebgione Superiore, di alla medicina, al fine di migliorare lo studio, la bero avere (ma che dover intraprendere una chiedere una legge e ricerca e i mezzi, al fine ormai hanno perso) evicrociata, distinguendo dettare il verbo! Tut- di evitare altre vittime e tando di spettacolarizcosì il mondo in: O con t’altro, cercherebbe ai familiari la beffa zare la morte e di noi o contro di noi! Ascreare, a pesumendo il punto di riodi ciclici, vista di chi, avendo allarme soavuto una perdita, un ciale puntorto, un danno, intende tando il dito battersi per impedire su singoli che anche altri subifenomeni scano la stessa sorte. devianti: Siamo, dunque, alora sugli l’ideologizzazione del stupri, genecrimine, da parte di rando la persone a vario titolo crociata divenuti imprenditori d e g l i della morale ed a tali “esperti” imprese guardano semanti-strupro; pre con simpatia taluni ora sulle depolitici (uno, tra tanti, nunce per si trova), sempre pronti stalking a raccogliere voti, met(dico detendo il cappello sulle nunce perassociazioni (raccolte ché i media Nella storia del crimine abbiamo avuto famiglie di vittime per di firme, ecc.) soprat- omicidio o strage, per esempio, dal comportamento inappunta- non deditutto se numerose. lo bile. Si sono chiusi nel silenzio del rispetto della memoria della cano Questi imprenditori stesso rivittima, senza intraprendere alcuna crociata. della morale li abbiamo E' il caso della famiglia di Aldo Moro e della scorta (foto),del salto tanto prevalentemente nel generale Carlo Alberto della Chiesa, dei familiari della scorta di alla denuncoraggiosi magistrati, ecc mondo del crimine. cia quanto Ora, a ben vedere, la come alleato prima an- oltre il danno, ma col alla sentenza), geneparola crimine rimanda cora che il politico, carattere provvisorio, il rando i crociati antia criminologo, non a l’oncologo, il ricerca- dono del dubbio e stalking; ora sul lancio parente della vittima, tore scientifico, per senza verbo! dei sassi dai cavalcavia ancor meno a psicologo poter capire, tramite Ora bisogna dire due ecc. ecc. o psichiatra. In medi- questi studiosi, cosa si cose: il rispetto per la La giustizia, per la vitcina, per esempio, il pa- può fare per migliorare vittima è soggettivo, tima, spetta ai giudici ma forse dovrebbe sca- assicurarla, decidendo rente del paziente la ricerca. imprenditori turire dal religioso si- sulla base del libero morto per cancro, diffi- Questi cilmente si sognerebbe morali dovrebbero ado- lenzio da una parte e convincimento, del di fare l’associazione perarsi non per fare dalla giustizia dall'altra. ragionevole dubbio e


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secondo le leggi del nostro ordinamento. Le leggi però, non possono essere scritte sotto dettatura della pressione mediatica e dal clamore popolare, ancor meno dal desiderio di “giustizia” dei parenti delle vittime perché si rischia di condizionarle con il sentimento della vendetta più che della giustizia. La norma deve essere percepita dal cittadino comune, come anche dal criminale non di carriera, come equa, proporzionata al danno infranto alla società, giusta. Può capitare che una crociata raggiunga il suo scopo con successo oppure che fallisca (come è avvenuto per la crociata contro la soppressione del fumo; o quella sulla liberalizzazione delle cosiddette “droghe leggere”). Nel caso della vittoria però, i crociati possono vedere delle trasformazioni tra i loro principi ispiratori e la prassi, ossia l’applicazione concreta nella pratica della nuova legge o norma penale. Quando una persona ha iniziato la crociata per far promulgare una nuova legge e ha raggiunto il suo scopo, questo crociato si trova

Il successo di una crociata lascia il crociato senza missione

nella situazione di non avere più la crociata. Magari nell’iter è maturato, divenuto un crociato dotto, esperto del come e del fare. Cosa fa? Kermeth Burke in una ricerca criminologica ha osservato che in tale circostanza, una volta che l’occupazione di un uomo può diventare la sua preoccupazione, allora l’equazione è valida anche nell’altro senso. La preoccupazione di un uomo può diventare la sua occupazione. Quello che è cominciato come l’interesse di un dilettante per una questione morale può diventare un’occupazione quasi a tempo pieno. Ciò perché il successo di una crociata, lascia il crociato

senza missione. Se, paradossalmente, dovesse scomparire la mafia, i vari professori di ‘ndrangheta, le associazioni anti-mafia (così come l'associazione anti-questo o anti-quello), sarebbero tutti senza missione, crociati senza crociata

e, allora, intraprenderebbero una nuova missione, una nuova impresa morale, una nuova occupazione col solito verbo di dettare agli addetti ai lavori il da farsi e dividendo il mondo in “o con noi o contro di noi!”

L’ultimo libro a firma del prof. Saverio Fortunato

Prefazione di PIERO LUIGI VIGNA (già Procuratore Nazionale Antimafia) Post-fazione di FERRANDO MANTOVANI (Professore Emerito Diritto Penale, Università Firenze)


AMBIENTE

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LA NATURA INSORGE La Liguria ci impone riflessioni. Il Trentino è in pericolo?

In questi ultimi anni chi ha avuto la fortuna di poter visitare diverse volte le Cinque Terre, in Liguria? Era davvero complesso, ma affascinante, raggiungerle senza usare il treno che le collega con La Spezia. Che ricordi la bellissima piazzetta centrale di Vernazza in riva al mare, un vero gioiello! Ora è stato tutto spazzato via. Vederla oggi, per chi la conosceva, è davvero di una tristezza indicibile.. Uno dei principali difetti dell’uomo è la sua memoria, spesso troppo corta e labile per poter fare tesoro degli accadi-

menti del passato. Tornare indietro di alcuni anni diventa spesso già uno sforzo improbo. Eppure la storia insegna, “Studia il passato se vuoi prevedere il futuro” (cfr. Confucio). Se torniamo con la memoria alla storia studiata sui banchi di scuola, tutti ricordiamo certamente che abbiamo sentiamo parlare di alluvioni studiando gli antichi Egizi. Essi, infatti, attendevano le alluvioni del Fiume Nilo per avere nuova terra fertile da coltivare. Il limo depositato dalle alluvioni del Nilo era per loro una fonte di sostentamento, perché questo terreno, morbido da lavorare, era ricco di

sostanze che servivano alle piante per crescere rigogliose. Quindi, la loro ricchezza era dovuta proprio a questi eventi, che scandivano il passaggio delle stagioni. Mai come di questi tempi, però, alluvione è sinonimo di eventi tutt’altro che positivi, ma di distruzione e morte. L’Italia nel dopoguerra, sulla scia del boom economico, ha iniziato a crescere velocemente ma la mancanza nelle città sia di spazi adeguati per costruire che di politiche organiche e rispettose dell’ambiente in materia di sviluppo ur-

bano, ha portato all’utilizzo troppo spesso anche di aree purtroppo non idonee. Dimentichiamo, infatti, mentre siamo ancora con lo sguardo alle terribili immagini della tragedia ligure, che la pioggia da sola non fa danni. Le cause principali che provocano un'alluvione sono due: la pioggia e l'incuria del territorio. Se non è possibile controllare l'elemento naturale, in quanto nessuno di noi è capace di decidere quanto e dove deve piovere, è però possibile per l'uomo fare qualcosa per limitare gli effetti di una pioggia


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molto intensa e prolungata. La speranza è che, quando i fari mediatici si abbasseranno e passerà la stagione delle alluvioni, non venga di nuovo dimenticato quanto è accaduto. Dopo i tanti morti, dopo le devastazioni, forse è davvero il momento di fermarsi e di riflettere su un concetto semplice, ma fondamentale, denominato Prevenzione. Prevenzione che non deve rimanere solo una parola vuota fatta di buone intenzioni. Non dobbiamo permettere che la storia si ripeta per l’ennesima volta e ritrovarci, tra qualche anno, ancora qui a piangere altre vite spezzate. A questo proposito l’ultimo caso clamoroso è proprio quello di Genova, dove l’alluvione ha colpito le stesse identiche aree invase dall’alluvione del 1970. Ma il Trentino è in pericolo? È possibile che si ripeta ciò che è già accaduto in Liguria? Nella

nostra provincia autonoma da diversi anni lo studio di questi fenomeni è già stato ampiamente affrontato. Molti studi sono stati compiuti e molte opere sono state eseguite, ma tanto è ancora da fare. La prevenzione è sempre troppo poca e bisogna tenere alta la guardia. Prossimamente andremo a conoscere lo stato dell’arte nella prevenzione dalle alluvioni e, in senso più largo, del dissesto idrogeologico in Trentino.

Angeli con le mani nel fango

Angeli con le mani nel fango

Germano Lorenzi Geologo Per scriveci per questa rubrica: ambiente@infoinrete.com © riproduzione riservata

Tempo di una sigaretta e poi...... avanti.....

“catena” di volontari

Gruppo di volontari con pale e tanta volontà

immagine di un salvataggio - foto 1

salvataggio avvenuto - foto 2


SA N ITÁ

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SCLEROSI MULTIPLA CURE SALUTE E SPERANZE

TRE N TO - PO VO Per i non addetti ai lavori, o meglio per chi ha avuto la fortuna di non scontrarsi direttamente o per altri legami, con la sclerosi multipla potrebbe essere necessario presentare il dott. Paolo Zamboni, angiochirurgo e direttore del Centro malattie vascolari dell’Università di Ferrara. Ma a noi piace ricordarlo soprattutto come il marito di una donna che un giorno si ammala di sclerosi multipla e che sarà il motivo degli studi appassionati di questo medico. Malattia affrontata con approccio interdisciplinare il 25 ottobre scorso a Trento, in un Seminario organizzato dalla Facoltà di Ingegneria e dal Dipartimento di Matematica.

Dove s'indagherà l’ipotesi del dott. Zamboni “Fisiopatologia del ritorno venoso cerebrospinale”. In quest'ambito la sclerosi multipla è stata esaminata come un serial killer che colpisce oltre tre milioni di ammalati nel mondo, una diagnosi ogni quattro ore. È la più comune causa di disabilità che colpisce i giovani tra i 20 e i 40 anni, cioè in una fase della vita dove si sta creando qualcosa. Il delitto lascia una prova (danno) che si chiama demielinizzazione, quando cioè si danneggia la guaina (mielina) che riveste i nervi, lasciando una cicatrice (placca) che disperde l’impulso elettrico. Le placche avvengono in diversi punti e colpiscono varie parti del corpo, inibendo quindi diverse funzioni. Con

grande capricciosità dei sintomi, che si combinano variamente tra di loro, possono essere colpiti la sensibilità, il movimento, dare molta stanchezza, problemi di equilibrio, colpire la vista, l’udito, il gusto. Non sappiamo niente dell’origine di questa malattia perché non ci sono tracce di cosa l’ha causata. La più accreditata sembra l’ipotesi autoimmunitaria cioè una guerra civile che si scatena nel proprio corpo: un fratello che

uccide l’altro fratello. Il sistema che ti protegge improvvisamente attacca la mielina, senza un apparente mo-

tivo. Alcuni indiziati sono il fumo, il virus Epstein barr (mononucleosi o malattia del bacio), la scarsa esposizione solare. Tutti fattori lesivi anche del sistema vascolare e che indirizzeranno gli studi del dott. Zamboni verso questa strada: le placche sono aree bianche che si vedono nella risonanza magnetica e al centro di ognuna scorre una vena. Il dott. Paolo Zamboni, ha ricostruito la scena del crimine e ha citato testimoni, come Augusto d’Este ( 1 7 9 4 1848): discendente dei Signori di Ferrara, nato in Inghilterra e destinato a diventarne re. Il giovane Augusto si ammalò di sclerosi multipla, e scrisse un'autopatografia, dove raccontò nei Diari, dal 1822 al 1846,


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i sintomi e l’evoluzione, progressiva e a picchi, della propria malattia. La più antica descrizione mai registrata dagli storici, dei sintomi della sclerosi multipla e, sovrapponendo i grafici del-

Tracy Putnam legò le vene del cervello di cani e dopo alcuni mesi si svilupparono le placche. Torben Fog facendo autopsie di persone decedute con la sclerosi multipla, notò che le lesioni si

nano con gran difficoltà il sangue non ossigenato e le tossine. Difficoltà dovuta appunto a restringimenti delle vene cerebrali che complicano il normale deflusso di sangue al cervello. Con conse-

l’avanzamento dei sintomi descritti da Augusto e l’andamento evolutivo attuale della sclerosi multipla, Paolo Zamboni ne ha evidenziato la sovrapponibilità.

diffondevano controcorrente rispetto al normale senso della circolazione venosa. Avendo ricevuto da un collega il libro del dottor Torben Fog, Paolo Zamboni cominciò a occuparsi, da chirurgo vascolare, della sclerosi multipla, arrivando alla definizione della Sindrome da Insufficienza venosa cronica cerebrale, (CCSVI) e alla proposta di un metodo neuroradiologico per correggere l’anomalia venosa, dopo averla documentata.

guente accumulo di elementi tossici proprio nell’area cerebrale e quindi gravi processi infiammatori.

Ha infine riferito la storia di un nuovo complice della sclerosi multipla, l’alterazione della circolazione venosa, citando Tracy Putnam (1930), e il danese Torben Fog (1960). Evidenziarono entrambi le lesioni a placche della sclerosi, prevalentemente intorno alle piccole vene, dilatate o occluse da fenomeni trombotici.

Dai suoi studi ha dimostrato che il cervello e il midollo spinale dre-

Anomalia riscontrata in oltre il 95% dei malati di sclerosi multipla e che è facilmente diagnosticabile con un esame non invasivo, l’ecocolordoppler. Liberare le vene otturate e quindi migliorare la circolazione venosa cerebrale, riduce il numero di ricadute, le lesioni attive e migliora la qualità di vita. Nei pazienti con malattia progressiva quest'andamento si blocca o rallenta.

Una volta diagnosticata l’occlusione, senza ricovero, bisturi e anestesia, attraverso una puntura endovenosa viene fatto navigare un catetere, guidato da un radiologo, nelle vene

del paziente. Raggiunto il blocco, il catetere gonfiando un palloncino permette di dilatare i restringimenti. E’ la stessa tecnica usata da anni anche per le arterie, non ha effetti collaterali ed è poco costosa. Sta per iniziare una sperimentazione nazionale del metodo Zamboni e, nonostante le avversità dei neurologi, gli ammalati hanno adesso una speranza che rischiara il tunnel nero dove si precipita dopo una diagnosi di sclerosi multipla. Nadia Ioriatti


SALUTE

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Modelli assistenziali.

ALZHEIMER

A l l a R .S.A . d i P in z ol o nu ove sette sta n z e e z on e s e r v i z i r e l at ive

PINZOLO - GIUSTINO - Giovedì 3 novembre, si è tenuta presso il Teatro comunale di Giustino una serata informativa, o r g a n i z z a t a dall’A.P.S.P. “A. Collini”, dal titolo: “Alzheimer e modelli assistenziali possibili” . Dopo i saluti del Presidente dell’A.P.S.P. A. Collini” Marchiori Cuccati Giorgio, del sindaco di Giustino Tisi Luigi e dell’Assessore alla salute e politiche sociali della Comunità delle Giudicarie Olivieri Luigi, si sono alternati sul palco Letizia Espanoli, formatrice senior nonchè presidente dell’Associazione “Tocco di vita”, Stefani Silvano direttore dell’A.P.S.P. Centro Residenziale “A. Collini” e Federica Audi Grivetta, presidente della neonata Associazione “Accogliamo l’Alzheimer” La serata, moderata dal direttore dell’U.P.I.P.A. Mas-

simo Giordani, ha fatto registrare, con viva soddisfazione degli organizzatori, una grande partecipazione che è andata oltre ogni più rosea aspettativa. La serata è stata introdotta dalla proiezione di un breve filmato dal titolo “Cos’è quello” scaricabile da YouTube che ha creato in sala la giusta atmosfera ed ha

concorso ad attribuire maggiore e più ampio significato alla serata. Appassionante l’intervento di Letizia Espanoli che con grande maestria ha saputo dare evidenza della necessita di adottare per i residenti con demenza modelli assistenziali a misura d’uomo dove poter garantire le necessarie condizioni di protezione e sicurezza ed allo stesso tempo ritmi di vita e stimoli riabilitativi adeguati alle ridotte capacità cognitive e funzionali. Da parte del direttore Stefani Silvano è stato poi illustrato il progetto

a sinistra Letizia Espanoli- a destra Massimo Giordani

il pubblico - in primo piano a sinistra Luigi Olivieri

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dott. Giorgio Marchiori Cuccati

e gli obiettivi relativi all’apertura del nucleo Alzheimer al secondo piano della R.S.A di Pinzolo. Nucleo costituito da n. 7 stanze a due letti con relativi servizi, una zona giorno con cucina, zona pranzo e zone soggiorno, una “stanza bianca” per la gestione dei disturbi comportamentali e una terrazza coperta con funzioni di giardino e per attività quali l’ortoterapia. La serata si è poi conclusa con l’intervento di presentazione della neonata Associazione “Accogliamo l’Alzheimer” da parte della Presidente Fedrica Audi Grivetta a cui ha fatto seguito la raccolta delle adesioni all’associazione che ha superato quota 100. s. s. Per scriverci per questi argomenti: salute@infoinrete.com


INIZIATIVE

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MISSIONE: rallegrare i meno giovani!

CONDINO - (TN) - Qualche volta si svolgono belle e significative iniziative che spesso l’informazione ignorano od offrono piccoli spazi. E’ il caso specifico della Casa di soggiorno per anziano “ Rosa dei Venti” di Condino. Una giornata di festa? Ebbene sì. Sono bastate un pò di luci di effetto, una pedana per la sfilata, delle belle modelle che sfilano con alcune peculiarità dell’ ultima moda e non poteva mancare la musica interpretata dalla brava promessa locale che si è esibita con brani impegnativi. Non sono mancati gli applausi per l’alto gradimento degli ospiti e delle persone intervenute. Il tutto con non troppa pubblicità ma con una intensa e grande volontà da parte di un gruppo di giovani volonterosi. Il volontariato ancora una volta la fa da padrona sulle realtà che in Trentino vivono una sorta di carta di identità del nostro territorio. Dovunque ti muovi trovi associazioni più o meno spontanee, più o meno giustamente aiutate, più o meno gratificate. Sì, perchè a volte sono le ultime due compenentistiche a mancare:

denaro e gratificazione. Infatti ecco un grande esempio di straordinaria volontà del fare con molta gratificazione se

entusiasti nel vedere così tanti giovani che ballavano, sfilavano e cantavano come professionisti. Durante la sfilata ci

Ni co l Ber tan z etti non altro da parte dei presenti. Infatti si è tenuta sabato 22 ottobre, presso la Casa di Soggiorno per Anziani “Rosa dei Venti” di Condino, una kermesse di moda, musica, canti e balli egregiamente organizzata dal Gruppo Thinking di Roncone. Il gruppo è ormai da diversi anni che permette ai ragazzi di cimentarsi in nuove coreografie per accompagnare i meravigliosi abiti creati da Christian Bazzoli (giovane stilista di Roncone che studia all’Università della Moda a Milano) e dalle sue collaboratrici e sarte. Gli ospiti della Rosa dei Venti e il numeroso pubblico che ha riempito l’Auditorium sono rimasti

sono stati due momenti musicali che hanno allietato ulteriormente gli spettatori: due canzoni di Laura Pausini e Giorgia interpretate magistralmente dalla bella Nicol Bertanzetti di Baitoni di Bondone. Un grande successo complessivo, da ripetere in altre strutture. Dobbiamo tenere presente che gli ospiti della Case di riposo, ed in Trentino ve ne sono molte anche se non bastano mai, non sono persone parcheggiate. Anche loro debbono vivere non abbandonate da tutto ciò che è vita quotidiana fuori. Moda, musica, ballo, giochi di società ed altro sono quel sale sulla pietanza che non fa conoscere la du-

rezza di una struttura per anziani. In fondo gli anziani vivono una loro gioventù dove spesso il ricordo di periodi dello ieri sono presenti nel loro spazio di tempo che riempie una giornata a volte vuota. É vero che spesso le direzioni delle Case di riposo cercano sempre di dare il massimo, nelle loro possibilità e soprattutto nei loro bilanci. E di questo va dato merito a che con abnegazione e non solo per puro e mero lavoro sono occupati per vari servizi essenziale. Da quelli per la salute, per la cura della persona, e a tanti altri aspetti contingenti obblighi che ogni anziano ospite può avere. Da qui la necessità di poter ampliare le possibilità delle strutture, che come detto già fanno molto, con altri contributi di idee e realizzazioni per dar modo di ampliare le possibilità di evasioni di queste Case di riposo ed altri luoghi di aggregazione. Ci auguriamo che Amministrazioni locali e gruppi di volontariato trovino i gusti appoggi, anche col denaro, per le realizzazioni. A. G.


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“ FA’ LA COSA GIUSTA!” TRENTO - Sono stati 192 gli espositori che dal 28 al 30 ottobre hanno riempito i padiglioni di Trento Fiere per la settima edizione della fiera “Fa' la Cosa Giusta! Trento” e quanti hanno partecipato erano concordi nel dire che si è trattato di una vera e propria festa, fatta di stand, prodotti, seminari, convegni, laboratori, spettacoli e tanto altro. Raramente i saloni e i piazzali della struttura espositiva di via Briamasco sono stati tanto pieni di colori e allegria, ma anche di cultura e spunti di riflessione, e mai come questa volta i 6000 metri quadrati disponibili sono sembrati troppo stretti. I numeri ufficiali parlano di 12.770 visitatori, poco meno di 500 in meno dello scorso anno, quando però la fiera era du-

rata tre giorni pieni invece dei classici due giorni e mezzo. Nella sola giornata di domenica le persone che hanno scelto di dedicare al-

aiutare a capire altro: se si considera che la prima edizione era stata visitata complessivamente da

meno una parte della loro giornata al consumo critico e agli stili di vita sostenibili sono state 7336, no-

7475 persone, si capisce quanto in soli 6 anni sia cresciuta la sensibilità rispetto a queste tematiche. In-

nostante la giornata di sole e temperatura mite offrisse mille altre scelte possibili. I numeri non sono di per sé molto importanti, ma possono

teressante anche notare come nel fiume di gente che affluiva alle casse, ben sopportato da una distribuzione degli spazi che ha permesso

una visita abbastanza scorrevole anche nelle ore di punta, le tipologie di visitatori fossero le più diverse: dagli studenti universitari ai pensionati, dai cittadini ai valligiani, dalle famiglie con bambini ai single con amici. Ad essere sinceri gli unici quasi assenti sono stati proprio quei “fricchettoni” che fino a qualche anno fa erano i veri protagonisti degli eventi legati a questo mondo un tempo etichettato come “no global”: di giovani con i capelli rasta, la felpa con il cappuccio, l'eskimo, o l'abbigliamento colorato e sgargiante se ne sono visti davvero pochi. Stando alle parole degli espositori, l'aumento dei visitatori non è andato a scapito della “qualità”, dato che i visitatori si sono dimostrati per lo


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più molto informati e molto interessati ad approfondire ulteriormente le loro conoscenze. Sempre stando alle parole degli altri espositori, ha tenuto anche il volume delle vendite, e non era per nulla scontato. Se anche in un periodo di crisi questo tipo di prodotti (qualitativamente, ambientalmente e “socialmente” migliori ma indubbiamente più cari) continuano ad essere acquistati, forse si sta chiudendo la fase in cui comperare “eco” era una moda, e si sta aprendo quella in cui uno stile di consumo più attento alle persone e all'ambiente diventa una abitudine. E quindi l'acquisto di un prodotto più caro non è uno sfizio che ci si può togliere perchè

c'è abbondanza di risorse, ma una scelta consapevole fatta anche rinunciando a qualcos'altro. Se gli stand hanno funzionato molto bene, altrettanto si può dire per il ricco programma culturale, che nonostante la vastità della proposta ha registrato spesso il tutto esaurito. I più gettonati sono stati anche quest'anno i laboratori della “Fucina delle buone pratiche”, piccoli assaggi di spe-

rimentazione concreta di “fare” e “farsi” le cose, riscoprendo un gusto che si era andato perdendo, ma che pare ora tornare protagonista in tante case. Grande interesse soprattutto per i laboratori di l'autoproduzione del pane e dei detersivi casalinghi, che hanno visto esaurirsi i posti a disposizione già varie settimane prima della fiera. Altrettanto interesse ha suscitato la proposta di Altroconsumo, associazione indipendente di consumatori, che ha scelto di affidare il proprio messaggio ad uno spettacolo teatrale “Check-up diritti – storia di una consumatrice disinformata e del Dottor Up”, realizzato dalla Compagnia Genovese Beltramo.

per testimoniare che la dimensione di consumatore è un’esperienza di vita molto complessa, a volte semplice a volte grottesca. Lo spettacolo, il cui progetto è stato finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con ACU, Casa del consumatore e Codici, ha messo in scena la metafora del viaggio di apprendimento compiuto dalla protagonista, che, da una situazione di totale inconsapevolezza dei propri diritti di consumatrice, arrivava alla piena conoscenza grazie alle “cure istruttive” del Dottor Up. Nella tensostruttura che ha vestito quest'anno anche i panni del teatro tenda sono stati più di un centinaio gli spettatori che nel corso delle due repliche hanno ricevuto brevi ma importanti indicazioni su come auto-tutelarsi e compiere scelte consapevoli. p.d. Per scriverci per questa rubrica: cronaca@infoinrete.com


PSI CO LO G I A

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SCUOLA E FAMIGLIA Quale incontro possibile

TRENTO - Anche quest'anno, come ogni anno del resto, ci si ritrova di fronte a una sorta di scontro tra genitori e scuola. Chi ha il compito di fornire ai nostri giovani le competenze necessarie per stare bene? Chi ha la responsabilità di aiutare i ragazzi ad apprendere quelle abilità relazionali, emotive e comportamentali che permetteranno loro di fare delle scelte positive per la loro vita? Sicuramente molti aspetti della nostra società sono cambiati in questi anni: basti pensare semplicemente alle diverse modalità di comunicazione che oggi utilizziamo e ai tanti stimoli che ci circondano. Inevitabilmente chi è a contatto quotidiano con i giovani, deve far fronte a queste diversità. Se pensiamo al mondo scolastico e all'inevitabile cambiamento che anche questo ha avuto, una cosa mi colpisce più di tutto. Provate a parlare con i nonni e sentirete loro dire “una volta il maestro aveva sempre

ragione”; se invece vi confrontate con i genitori di un giovane, sentirete qualcosa del tipo “questa scuola non segue abbastanza i ragazzi, non fornisce loro un'adeguata educazione”. Insomma due estremi … e dove sta l’ago della bilancia? Chi ha effettivamente il compito di prendersi cura dei nostri ragazzi? Chi ha la responsabilità della loro crescita? Risulta effettivamente difficile pensare che la risposta stia da una parte o dall’altra. A fronte della complessità che ci troviamo quotidianamente a vivere, sarebbe estremamente riduttivo dire che la scuola deve insegnare e la famiglia educare. Credo sia più importante e funzionale al benessere dei nostri figli, pensare a una strategia di collaborazione, non sempre facile, ma sicuramente auspicabile. È importante che la scuola si faccia carico anche degli aspetti educativi, ma allo stesso tempo la famiglia

Dott.ssa Elisabetta Cloch. Psicologa psicoterapeuta a indirizzo cognitivo-comportamentale. Iscritta alla Società Italiana di Psicoterapia Cognitiva (sede di Roma). Dal 2006 svolge attività clinica in libera professione, collabora con l'APSS per progetti di prevenzione sul territorio inerenti ai comportamenti a rischio (alcol e fumo); formatrice in ambito sanitario (OSS, assistenza domiciliare).


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non può pensare di delegare ciò alle istituzioni scolastiche. I nostri ragazzi trascorrono molto tempo a scuola, ma altrettanto ne passano nel contesto familiare, ambiente nel quale osservano e dal quale apprendono comportamenti e messaggi più o meno diretti che derivano dalle loro figure di riferimento. A riguardo penso a un incontro avvenuto qualche anno fa tra adolescenti e adulti rispetto al tema dell'educazione. In una lettera scritta da questi ragazzi ho ritrovato tale pensiero: “Non va bene neanche che nell’educazione ci sia una contraddizione tra il dire e il fare. A che scopo darci tanti divieti, tante regole se poi proprio gli adulti sono i primi a infrangere queste regole? Che senso ha dire “non fumate, non fumate”, se poi sono i genitori o gli educatori a tenere le sigarette in mano. Verba ducunt, exampla trahunt, se non c’è coerenza tra le parole e i comportamenti, il messaggio non passa”. I ragazzi stessi indicano che sia gli educatori sia i genitori fungono da figure di riferimento importanti: entrambe le parti possiamo quindi dire essere chiamate in causa nella loro educazione.

È quindi importante chiedere alla scuola che proponga percorsi con lo scopo di fornire ai nostri ragazzi informazioni e capacità utili per il raggiungimento dei loro obiettivi, ma allo stesso tempo dobbiamo essere consapevoli, che il loro percorso non si ferma a qualche ora con l'esperto di turno. Non dobbiamo credere che un cambiamento o che le capacità di scelta funzionali al nostro benessere, derivino da un incontro di qualche ora. Questo è un percorso lungo il quale i giovani vanno accompagnati nei vari momenti della loro vita: dentro e fuori la scuola. Non possiamo pensare che se di affettività e sessualità ne ha parlato l'esperto a scuola, mio figlio avrà tutti gli elementi per poter gestire tali aspetti della propria vita. Ne tanto meno posso pensare di non doverne discutere io con mio figlio. È evidente che in questo momento ci sarà chi pensa “ecco nuovamente qualcuno che mi dice che è colpa mia” oppure “ma la scuola fa già tante cose, non può pure accollarsi la responsabilità dell'educazione”. L'intento di questo articolo non è quello di giudicare, accusare o trovare un “responsabile”, ma piuttosto quello

di stimolare una riflessione personale rispetto a quanto ogni singolo adulto può fare per i giovani che gli stanno accanto, lavorando in termini di collaborazione. Non sempre questo risulta possibile (la classica espressione “con quell’insegnante/genitore non è possibile parlare”, starà vagando nella testa del lettore), è reale, ma stiamo attenti a non trincerarci dietro questa frase, perdendo in questo modo di vista quello che effettivamente è l’obiettivo di noi adulti: la promozione del benessere, nel senso ampio del termine, dei nostri giovani. Credo che ognuno di noi abbia la responsabilità di assumersi la propria parte di lavoro, senza “perdere tempo” a valutare l’operato dell’altro. Piuttosto proviamo a trovare insieme all'altro il percorso che meglio favorisce la crescita dei giovani. Siamo noi adulti il primo strumento di prevenzione e promozione del benessere delle nuove generazioni. dott. Elisabetta Cloch Per le vostre lettere per questa rubrica o contatti con la dottoressa: psicologia@infoinrete.com


L E G A L E

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I GENITORI e la responsabilità sul minore

Qualche anno fa il timore dei genitori era quello di essere chiamati a risarcire i danni che i figli avrebbero potuto causare tirando un calcio non mirato e troppo energico ad un pallone, oppure andando a sbattere con la bicicletta contro una persona. Ora la situazione è decisamente cambiata. Quasi quotidianamente abbiamo notizie dai media e direttamente da amici o conoscenti di ragazzini, talvolta addirittura bambini, coinvolti in episodi di bullismo.

Spesso si concretizzano in comportamenti prepotenti nei confronti dei compagni ma talvolta si ha notizia di atteggiamenti arroganti anche rivolti nei confronti di insegnanti o altri che un tempo venivano percepiti come soggetti istituzionali dotati di autorevolezza e destinatari di rispetto reverenziale. Il fenomeno è avvertito come l’allarme di un più ampio disagio giovanile e ci si interroga sulla responsabilità da imputare anche alla cosiddetta società civile, oltre che alle famiglie. Mettendo da parte gli approfondimenti psico-sociologici rimane da affrontare la

Avvocato Lara Marcabruni (nella foto) è dall’anno 2000 è iscritta all’albo avvocati di Rovereto, tra le specializzazioni è particolarmente impegnata in diritto civile, famiglia, successioni, risarcimento del danno, contrattualistica, infortunistica. Svolge la sua attività in Riva del Garda responsabilità diretta dei genitori per i danni derivanti dai comportamenti dei figli. Innanzi tutto limitiamo il campo dei comportamenti da cui deriva una responsabilità giuridica; si fa riferimento alla

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commissione di un atto illecito, sia civile che penale che provoca un danno a terzi. Tale illecito può concretizzarsi anche in un atteggiamento prevaricatore e vessatorio nei confronti di coetanei dal quale derivi una sofferenza fisica o psichica del destinatario del comportamento. È necessario operare un distinguo tra le due ipotesi del figlio minore ma capace di intendere e volere e del figlio minore privo della capacità di intendere e volere. La capacità di intendere e volere è la capacità di comprendere il valore e le conseguenze delle proprie azioni e di compiere le scelte in maniera consapevole e responsabile e si ha come riconosciuta ex lege dal legislatore con il compimento del 18° anno di età tranne alcune eccezioni, quali il minore emancipato o i casi di maggiorenne sottoposto a tutela o curatela. Due sono i piani della responsabilità, quello penale (personale) e quello civile (da risarcimento del danno) Sotto l’aspetto penalistico, per espressa previsione di legge, non è imputabile penalmente chi al momento in cui ha commesso il reato non aveva compiuto i 14 anni, seppur nel caso il giudice ravvisi la pericolosità sociale del sog-

getto minore di anni 14 può prevedere il ricovero in un riformatorio giudiziario o la misura della libertà vigilata. Nel caso di minori di età ricompresa tra i 14 e i 18 anni l’imputabilità penale va giudicata caso per caso, in concreto e in relazione al fatto commesso. Sotto l’aspetto civilistico il figlio minore che abbia commesso un fatto illecito e sia dotato di capacità di intendere e volere è responsabile del danno causato ad altri con tale

fatto. Il danneggiato chiamerà nel giudizio civile i genitori del minore, in quanto suoi rappresentanti legali, i quali sono responsabili indirettamente. Si tratta di una responsabilità concorrente tra il minore e i genitori. I genitori potrebbero essere esonerati dalla responsabilità qualora dimostrino di non avere potuto impedire il fatto, ma anzi di aver adeguatamente educato e controllato il figlio, la cui condotta si pone quindi totalmente al di fuori dell’educazione impartitagli. La responsabilità rimane allora in capo al figlio.

Nel caso del figlio minore che abbia commesso un fatto illecito e NON sia dotato di capacità di intendere e volere risponderanno, in vece sua, del danno causato alla vittima della condotta illecita i genitori e i soggetti tenuti a sorvegliarlo. Nel caso il minore danneggi ad esempio materiale o beni appartenenti all’istituto scolastico frequentato si aprirà un doppio binario: quello dell’azione penale nei confronti del minore per la “quota” di responsabilità che il magistrato inquirente riconoscerà per aver commesso il reato di danneggiamento e quello civile che vedrà la parte offesa dal reato (nel caso la scuola) citare in giudizio i genitori del minore, quali suoi rappresentanti legali, per ottenere il risarcimento dei danni subiti. Riporto un caso recente, ripreso da una sentenza della Corte di Cassazione del 6 dicembre 2011, caso che può essere considerato esemplificativo. I grandi telecronisti sportivi lo definirebbero «un gesto folle». A maggior ragione se compiuto in una partita di calcio tra ragazzi, e, per giunta, a gioco fermo – sempre in gergo –, non in occasione di una rissa o in seguito ad una provocazione.


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Del ‘gesto folle’, ovvero una testata rifilata all’avversario, deve rispondere, però, secondo la Suprema Corte non solo l’autore, ma anche i suoi genitori. Per questi ultimi la responsabilità – che può condurre alla condanna a risarcire i danni alla vittima – è legata alla carenza loro addebitabile come educatori. Ciò che conta, comunque, non è, per i genitori ‘sotto accusa’, la prova di «non aver potuto impedire il fatto», bensì la dimostrazione di «aver impartito al figlio una buona educazione e di avere esercitato su di lui una vigilanza adeguata». E, chiariscono i giudici, per pesare «l’inadeguatezza dell’educazione» è utile anche tenere presente il fatto: esso, difatti, può «rivelare il grado di maturità e di educazione del minore, conseguenti al mancato adempimento dei doveri

incombenti sui genitori» secondo i giudici della Suprema Corte, valutare se «un comportamento anomalo di tal genere,

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anche solo consentito – nell’ambito di un evento sportivo ed in assenza di una qualche giustificazione anche solo presunta – un comportamento così violento, impulsivo ed ingiustificato in danno di un altro minore, giocatore anch’egli» Stessa ratio ha applicato la Corte di Cassazione in un’altra sentenza del mese scorso ove ha stabilito che la mancata vigilanza sul minore che resta coinvolto in un incidente trasportando un altro passeggero sul ciclomotore può comportare la partecipazione dei genitori al risarcimento del danno. Di grande rilevanza appare pertanto, anche per il potere giurisdizionale, il peso attribuito dalle carenze educative addebitabili ai genitori.

volontario e violento, in alcun modo giustificabile» potesse essere letto come «indice di una educazione inadeguata rispetto ai dettami civili della vita di relazione e sportivi, la cui responsabilità non poteva che ricadere, presuntivamente, sui genitori». Difatti, in questa visione, ciò che conta davvero è «il difetto avv. Lara Marcabruni di un adeguato insegnamento educativo, che ha permesso al Per questa rubrica scrivere a legale@infoinrete.com minore di ritenere lecito, od

Torbole sul Garda di notte - foto di Paola Malcotti


N OV I T À

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RAI DI TUTTO DI PIÙ! Anzi, per taluni di meno

VALLE DEL CHIESE – Se una pubblicità aggressiva con tali toni e con tali contenuti lo avesse fatta un’azienda qualsiasi poteva incorrere in una pubblicità ingannevole. Invece la fa la RAI e tutto è nell’alveo del regolare. A cosa ci riferiamo? Agli spot tra i quali ci parlano di una quindicina di canali RAI digitali tutti gratuiti col passaggio dalla rice-

zione del segnale televisivo del tipo analogico, quello vecchio per intenderci, con il passaggio del segnale televisivo digitale, quello che riceviamo ora. Basta collegare il vostro vecchio televisore ad un decoder, il cui costo è dai circa 30 €uro in su. Vero che per le persone pensionate e con certi bassi redditi vi erano sostanziali agevolazioni.

Ma quanti, e diciamolo fuori dai denti: molto pochi in considerazione del grande mercato dei decoder che hanno arricchito certi bilanci aziendali. Altra verità per chi possedeva un televisore nuova generazione ecco – si fa per dire – il risparmio del costo del decoder. Ma, ovviamente non del televisore. Non abbiamo il polso diretto, ma alcuni rivenditori di elettrodomestici, molti utenti hanno preferito con l’affermazione – già che ci siamo lo cambiamo – rottamare il vecchio televisore funzionate. I tempi non segnavano ancora i passi

di dichiarazione istituzionale di problemi ed evidenti segnali di crisi economiche. Forse ricordate la frase: “bisogna far circolare il denaro e spendere” una delle prerogative che sembrava tanto da ricetta che ci avrebbe salvato dalla crisi economica. Sostanzialmente, il denaro è stato speso e tanto, nella crisi ci siamo e per il tema che stiamo affrontando alcune zone non vedono quei dichiarati canali televisivi gratuiti. A volte ricevono il segnale non bene neppure i primi tre canali RAI, perché il segnale a volte si blocca, diciamo – non tecnica-

VERDURA il ripetitore

MELINO il ripetitore

Zona di Storo con la zona di Darzo e Lodrone che ricevano dalle postazioni del Verdura e del Melino

Zona di Storo buia dal Verdura e dal Melino


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mente giusto – si sgrana la figura ecc.. E quindi altri denari per il tecnico perché pensi che il problema è solo tuo. Mentre il tecnico chiamato dice che non siamo noi ad avere i problemi. D’altro canto con molto garbo parlando coi tecnici RAI di Trento, nel loro possibile dire tra i denti e per fortuna con tanta cortesia, indorano la pillola amara che non potrai mai vedere tutti quei canali perché nella zona di ricezione da te dichiarata il segnale non è emesso dal rispettivo ponte di pertinenza. Così abbiamo,

in Val del Chiese, alcuni comuni (si parla di circa il 15% dei comuni) non ricevono il segnale. Per esempio il più grande comune della Valle del Chiese e delle Valli Giudicarie coi suoi oltre 4 mila e 700 abitanti, circa la metà di questi non ricevono quel segnale così tanto reclamizzato. Un comune, quello di Storo, spaccato in due: chi riceve e chi non riceve perché un segnale giunge dalla postazione del Melino (sopra Pieve di Bono), un altro dal Verdura (sopra Storo) e un altro da Monte Suello (sopra

Ponte Caffaro) ma gli utenti del centro paese e sotto la massicciata su cui poggia e si erge il Verdura non prendono tutti quei canali. Di contro potresti, come vien detto, se hai una tessere “Tivù sat” allora li vedi tutti. Cominciamo dire che la tessera non è gratuita ma costa poco meno di una ventina di €uro. Ma non finisce qui. Dovete predisporre che il segnale vi giunga attraverso ad una parabola: quindi installare la stessa. Costo che vanno dai cento €uro in su. Se pensate ora di vedere tutti quei canali

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allora vi sbagliate ci vuole un ricevitore satellitare dal costo che va dai 100 €uro in su. Totale delle spese di circa ed oltre 250 €uro. Ma non dovevamo ricevere i canali gratuitamente? Allora ci sono, anche nello stesso comune, cittadini di serie A ed altri di serie B. Non trascuriamo che tutti i cittadini di serie A e B debbono pagare il canone ed intero. Ad onor del vero vi è anche un segnale che arriva dal CEdIS che però bisogna pagare circa 6,00 €uro mese e devi avere l’aggancio

VERDURA il ripetitore VERDURA il ripetitore Zona di Storo buia sia dal Verdura e dal Melino ma riceve da sud Monte Suello

D ar zo e più a s ud Lodr one Zona c he pos sono r ic ever e s ia dalla post a zione M e lino e Ve r d u ra


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alle fibre ottiche che è a pagamento almeno per l’installazione se non per altri servizi. Torniamo al senso del denaro che pare la RAI non disponga per tutte le installazioni sui vari ponti di trasmissione. Tralasciamo che alcuni programmi prediletti non li vediamo più per scelte aziendali “licenziando” chi aveva ascolto tra l’altro chi portava introiti non indifferenti e superiore ai costi dei programmi stessi. Ma questo è un altro argomento. Solo c’è da chiedersi se nel nostro giardino abbiamo un albero da frutti generoso così masochisticamente lo tagliamo! Stiamo sul tema. Non vi pare che ci sia da chiedersi perché allora tutti debbano pa-

gare il canone intero se non ricevono tutti i segnali reclamizzati? C’è da chiedersi, come sommessamente hanno detto i tecnici, i costi sono tali e tanti che la RAI, la grande mamma, non ha la possibilità finanziaria per tutte le installazioni necessarie. Ci viene in mente anche la zona di Rovereto che ora, pare, stiano proponendo una class action perché pare che il segnale c’era – in questo caso – ma sembra, che gli utenti dovevano cambiare le antenne. Allora c’è da chiedersi perché non valutare meglio i vari problemi prima della decisione di passare da canali analogici (quelli vecchi) per i digitali (quelli nuovi) con po’

più attenzione. Intanto, visto che c’è prevalentemente una popolazione sempre più anziana, e la televisione è anche compagnia e poi non sono diritti per l’uno di serie A e l’altro di serie B. Sorge anche una piccola grande considerazione. Come mai le televisioni private (così dette minori o regionali) che notoriamente hanno meno risorse di una RAI o di MEDIASET (si perché anche alcuni canali MEDIASET non si ricevono, ma almeno qui il canone non si paga), dicevamo quelle private del tipo RTTR e TCA ed altre da Brescia giungono bene? Ed anche qui non si paga il canone ed è vero che hanno meno possibilità economiche, ma spe-

rano nella pubblicità e nella loro dinamicità di politica aziendale. Una altra sommessa e modesta considerazione. Politici locali dai sindaci dei territori interessati a quelli della Valle, a quelli di Trento in piazza Dante, - di tutti i colori – questo non è un problema sociale, perché giustamente di piccolo cabotaggio, ma nella sostanza un diritto del cittadino che gli viene tolto. E quel gruppo che pensava di non voler pagare il canone ora si trova a dover dialogare, pardon pagare, ad Equitalia la somma dovuta. Sì perché quella, la cartella di Equitalia, è certa ed è da pagare! Eugenio Valentini © riproduzione riservata. per scrivere sull’argomento: cronaca@infoinrete.com


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DIBATTITO

nente del- del “Progetto BioDiritto”, si è ocl'istituzione cupato della parte giuridica della del Registro questione e ha rilevato l’incostitucomunale per zionalità del disegno di legge Cale DAT Di- labrò e il suo contrasto con la chiarazioni normativa europea. Anticipate di Il professor Lucio Pinkus, psicoQ u a n t o s i a m o p r o n t i ? trattamento logo e psicoterapeuta e docente di s a n i t a r i o ) Psicologia della religione all’Unihanno introdotto il tema della se- versità di Urbino, ha soprattutto rata: il testamento biologico. evidenziato la prospettiva psicoloSono intervenuti sull’argomento gica della scelta anticipata. relatori di alto profilo che hanno A sua volta, don Paul Renner, affrontato con molta competenza teologo - professore allo Studio e accortezza il tema così delicato Teologico di Bressanone e all’Istie complicato della persona, della tuto superiore di Scienze religiose vita, della dignità, dell’autodeter- di Trento e Direttore di quello di minazione, dell'importanza di Bolzano, ne ha sottolineato poter esprimere la propria volontà l’aspetto antropologico. in materia di fine vita. Ottimo il Dopo i primi tre relatori, la parola coordinamento e la moderazione è stata data a Beppino Englaro che dell’incontro che la dottoressa ha narrato la sua personale e diretta Silvana Selmi (psicologa) ha pro- esperienza, umana, intensa, dramposto. matica, davanti a una sala dove il A dar lustro alla serata anche un calore non era solo quello climaeccezionale collegamento telefo- tico. nico con Margherita Hack che, Il pubblico attento ha appassiocon le sue dichiarazioni incisive e natamente seguito il lungo, ma ARCO (TN) - Tre ore d’intensa partecipazione del folto pubblico chiare, ha sviscerato le problema- molto esaustivo, percorso di una che venerdì 16 settembre è affluito tiche ma anche il suo proprio pen- serata ad alto livello di contenuto all’incontro di Arco sul tema “La siero. Un intervento, seppure a e di coinvolgimento, alla ricerca di distanza, molto apprezzato e ap- risposte o di conferme. Le persone scelta”: dibattito sul fine vita. sono arrivate in sala con un proUna sala così gremita di gente plaudito dai presenti. E dato il personaggio, l’89enne prio convincimento ma una magche gli organizzatori hanno dovuto conoscenza delle prendere una spiacevole decisione, astrofisica e scrittrice italiana di di- gior quella di appendere un cartello sul vulgazione scientifica conosciuta problematiche discusse ha dato portone di Palazzo dei Panni per in tutto il mondo, informare che i posti, anche quelli non poteva essere diversamente. in piedi, erano esauriti. Dal canto suo, il In un'atmosfera dove attenzione prof. Carlo Casosi è intrecciata con emozione, Patrizia Soprano (vicepresidente del nato, ordinario di DiPubblico Comitato di Partecipazione di Ro- ritto marzollo) e Tommaso Ulivieri (vi- Comparato dell’Unicepresidente e consigliere versità degli Studi di Beppino Englaro in primo piano comunale ad Arco, nonché propo- Trento e responsabile

SCELTE DIFFICILI


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modo a chiunque di soffermarsi, integrare o magari cambiare la propria persuasione. E infatti, tanto erano approfonditi gli interventi, che questi erano accompagnati da un lungo applauso convinto e accorato. A seguire il dibattito, durato fino alle 23.30, con le persone ancora in piedi ad ascoltare, un’occasione, in questo momento di difficoltà sociale, ma certamente anche politica, di intenso e ulteriore scambio partecipato di informazioni, considerazioni e riflessioni. Quasi che il pubblico non fosse pago. O forse per meglio chiarire quanto la serata aveva suggerito, come un ulteriore tassello a quel convincimento o quel dissenso che era maturato e che aveva necessità di ulteriori approfondimenti o chiarezze. L’iniziativa sul tema sarà replicata, vista la grande partecipazione di pubblico. Gli organizzatori lo pensano anche per consentire alle numerose persone che non sono riuscite a entrare nella sala di essere altrettanto par-

tecipi per un confronto, ma soprattutto per avere informazioni dirette da un dibattito di così elevato spessore culturale, ideologico, medico e certamente anche di valenza sociale.

pubblico in sala

La chiarezza della serata ha posto l’evidenza sui cosiddetti dati tecnici della materia. Per testamento biologico s’intende un documento legale che permette di indicare in anticipo i trattamenti medici che ciascuno intende ricevere o rifiutare in caso d’incapacità mentale, di incoscienza o di altre cause che impediscano di comunicare direttamente e in modo consapevole con il proprio medico. Detto testamento è conosciuto anche come “Dichiarazione di volontà anticipata per i trattamenti sanitari”. La persona che redige un testamento biologico nomina un fiduciario per le cure sanitarie che diviene, nel caso

in cui la persona diventi incapace, il soggetto chiamato ad intervenire sulle decisioni riguardanti i trattamenti sanitari stessi. Ad Arco, secondo Comune in Regione, dal 1 novembre è possibile usufruire del Registro DAT: a Mezzolombardo le persone residenti lo stanno facendo già dal 1 settembre scorso. Tra le annotazioni. Il 1 novembre è un giorno scelto non a caso: è una data che affonda le sue origini nel passaggio tra l’estate e il periodo freddo ed è quindi metafora di una trasformazione. Inoltre il 1 novembre 1998 gli organismi della Convenzione Europea dei Diritti Umani sono stati unificati nell’attuale struttura della Corte Europea dei diritti dell’uomo. E proprio di diritti delle persone si è parlato in questa serata, siano esse persuase favorevolmente o contrarie in base alle proprie coscienze e convinzioni. D’altro canto, per poter meglio decidere, bisogna conoscere e il merito degli organizzatori è di essere riusciti, proponendo temi sociali elevati, a far riflettere su basi conoscitive e non per scelte imposte o non ragionate. Roberta Corradini © riproduzione riservata Per scriverci per questa rubrica: dibattiti@infoinrete.com


STORIA

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TUTTA UNA VITA PER GLI ALTRI

Il 7 novembre di 10 anni fa venne assegnata la Croce di Comandante con Stella dell’Ordine della Polonia Restituta – una delle più alte onorificenze della Polonia - a Irena Sendler. Irena Sendler, cattolica nata a Varsavia nel 1910, si era sempre opposta alla discriminazione degli ebrei e per questo fu anche espulsa per tre anni dall’Università di Varsavia. Nella Polonia occupata dai nazisti fornì documenti falsi a quasi 1500 bambini ebrei che furono poi ospitati da famiglie e istituti. Dopo la costruzione del Ghetto di Varsavia, collaborò con la Resistenza polacca e, sfruttando la sua posizione di assistente sociale e infermiera per l’amministrazione comunale, riuscì a far evadere e salvare quasi altri 1000 bambini.

restata e tortuIrena Sendler rata ma non rivelò il nascondiglio di dati così tori, però, era morta a Treblinka preziosi, né il nome delle per- e negli altri campi di sterminio. Nel 1965 lo Yad Vashem di sone con cui aveva operato. Fu condannata a morte ma l’orga- Gerusalemme la riconosce nizzazione segreta “Consiglio come una dei “Giusti fra le Naper l’aiuto agli ebrei” (Zegota) zioni”. Nel 2003 ricevette il più di cui Jolanta faceva parte riuscì alto riconoscimento civile della a corrompere un generale fasci- Polonia, l’Ordine dell’Aquila sta e a salvarla. Fu registrata fra Bianca. Nel 2007 il Governo i giustiziati e visse fino alla fine polacco raccomandò il suo della guerra in clandestinità, nome per il premio Nobel per la continuando però a collaborare pace. con Zegota e a organizzare il Irena Sendler muore nel magsalvataggio di bambini ebrei. gio 2008. Al termine del conflitto, i baOggi io voglio ricordare querattoli di nomi ed esistenze furono consegnati a un Comitato sta donna che modestamente e Ebraico e si riuscirono a rintrac- silenziosamente ha reso miciare quasi 2000 bambini che gliore il mondo con la sua Resipoterono scoprire le proprie ori- stenza. Una donna che si unisce gini. La maggior parte dei geni- alle altre luci che illuminano il cammino della democrazia, della libertà, dell’uguaglianza.

Irena Sendler, nome di battaglia “Jolanta”, annotava i nomi falsi assieme a quelli originali e dei genitori dei bambini e nascondeva le liste in vasetti di vetro che poi interrava in giardino, ai piedi di un albero. Nell’ottobre del 1943 fu ar-

Irena Sendler

Un altro lume, come le fiammelle nello Yad Layeled, il memoriale dei bambini, che ricordano il milione e mezzo di piccoli ebrei sterminati dai nazisti che altre eroine e altri eroi non sono riusciti a salvare. Roberta Corradini


TECNOLOGIA

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PROGETTO TECNOLOGICO ENERGIA ED AMBIENTE Il punto sul quinquennio chiuso per un futuro pieno di ottime prospettive

ROVERETO - Approvato lo scorso 16 dicembre a Rovereto il Piano di Attività e il Budget 2012 nel corso dell'Assemblea Ordinaria dei Soci di Habitech Distretto Tecnologico Trentino. Raggiunti i primi importanti traguardi, la società guarda ai prossimi anni con ottimi-

smo. «Con il 2011 si chiude un quinquennio nel quale con il supporto finanziario della Provincia autonoma di Trento abbiamo realizzato il Progetto distretto Tecnologico Energia ed ambiente. Dal 2012 dovremo

Il presidente Sergio Bortolotti e Gianni Lazzari a destra

completamente auto sostenerci e saremo quindi un’impresa a tutti gli effetti. È una grande sfida, visto il quadro economico incerto con cui dobbiamo quotidianamente confrontarci, ma le premesse per un buon esito ci sono tutte». Con queste parole il Presidente di Habitech Sergio Bortolotti ha aperto l’Assemblea ordinaria dei Soci, che si è svolta ieri sera a Rovereto Durante l’incontro è stato approvato

all’unanimità il Piano di Attività e il Budget 2012 che prevede entrate per 1.900.000 euro da servizi di mercato e da servizi per i soci ed un utile atteso di 40.000 euro dopo le tasse. Sono 19 le persone che operano nello staff del distretto. Bortolotti ha evidenziato alla platea gli importanti traguardi raggiunti dalla società nel corso dei primi cinque anni di attività: «Il marchio “Habitech” è oggi riconosciuto a livello nazionale principal-


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mente per l’introduzione di LEED in Italia e per la qualità dei nostri servizi. Tra i nostri clienti figurano realtà nazionali ed internazionali dell’immobiliare, del retail, del mondo bancario, dei prodotti e dei servizi. Inoltre, siamo stati riconosciuti come una delle poche realtà innovative nate negli ultimi anni in Italia nel settore della sostenibilità. Le innovazioni che abbiamo prodotto nascono tutte da una matrice culturale comune che ha la sostenibilità al centro di una serie di azioni di trasformazione del mercato». Diverse queste azioni, dal lancio insieme a Trentino Sviluppo della certificazione

per gli edifici in legno ARCA, alla nascita di Odatech, l’Organismo di abilitazione e certificazione di Habitech, passando per la creazione di greenmap, il primo database italiano di prodotti per le costruzioni conformi ai requisiti dei crediti LEED. E ancora: la creazione e la messa a punto di strumenti tecnico-finanziari per la riqualificazione energetica del patrimonio PAT e dei Comuni e l’avvio di alcune filiere, come Crisalide, Made in Italy e Manuale dell’Opera. Adesso però i riflettori sono puntati sul 2012. Habitech prevede come principali obiettivi un ampliamento dei servizi

LEED e di efficienza energetica, servizi distrettuali e di sistema in collaborazione con Progetto Manifattura e Trentino Sviluppo, il consolidamento delle attività di Odatech, l’avvio della gestione e della certificazione ARCA e la messa regime dei processi gestionali e organizzativi avviati negli ultimi due anni. Ma è soprattutto suoi nuovi servizi ai soci che sarà caratterizzato il nuovo anno. L’Amministratore delegato di Habitech Gianni Lazzari ha affermato: «Finora siamo riusciti a far convivere nella nostra struttura attività e servizi al mercato con attività dedicate ai soci. Da un lato siamo costretti ad innovare for-

Soci all’assemblea

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temente per mantenere la reputazione ed i servizi che eroghiamo come “apripista”. Dall’altro riteniamo sempre più necessario coinvolgere i nostri soci nelle attività di servizio e nel nostro network di relazioni nazionali ed internazionali, cercando di far sviluppare queste due direttrici in modo armonico ed integrato. Credo che ci siano le condizioni per iniziare a farlo in modo sistematico a partire da gennaio 2012». Lazzari ha infine concluso: «La nostra forza è stata la partnership pubblico privato. Come la faremo evolvere nei prossimi anni? Ci siamo dati l’obiettivo nel 2012 di avviare una nuova fase di collaborazione stretta con Progetto Manifattura e Trentino Sviluppo. Solo così riusciremo ad avere quella massa critica per mantenere e sviluppare nuovo know-how e continuare a dare una grande riconoscibilità a questa esperienza e al marchio Habitech.


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È su questa riconoscibilità, di cui parte importante è la qualità dei servizi offerti, che è stata costruita la “reputazione” che i nostri soci possono spendere». Habitech è il Distretto Tecnologico Trentino per l’energia e l’ambiente riconosciuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca: una realtà composta da oltre 300 soggetti fra imprese, enti di ricerca e agenzie pubbliche, per un totale di 8.000 addetti e un volume

d’affari generato di circa un miliardo di euro. Habitech ha introdotto la certificazione LEDD® in Italia, lo strumento di misura della sostenibilità in edilizia più riconosciuto a livello internazionale. La società è un punto di riferimento nazionale per l’edilizia sostenibile, l’energia e la mobilità alternativa. In queste aree Habitech eroga servizi, crea progetti e supporta l’innovazione. Inoltre sviluppa soluzioni prototipali inno-

vative in Trentino con lo scopo di diffonderle a livello nazionale e internazionale. Nel 2010 viene fondato Odatech, l’Organismo di abilitazione e certificazione di Habitech. Nasce come primo Organismo di Abilitazione dei certificatori energetici in Provincia di Trento e nel 2011 diventa tra i primi organismi in Italia che certificano le competenze nell’edilizia sostenibile. A ottobre 2011 Trentino Sviluppo, in qua-

lità di proprietario del know how e del marchio ARCA, ha affidato ad Habitech l’incarico di gestire il processo di certificazione, accreditamento e formazione di aziende e progettisti che aderiscono al sistema ARCA per l’edilizia in legno. Odatech diviene il gestore e l’organizzatore della Certificazione e della Formazione del Progetto ARCA. Alessandra Amoroso Per scrivere su questo argomento: redazione@infoinrete.com


MUSICA

settimana 50 - dicembre 2011

In memoria di Luigi Zobele

STRAORDINARIE INTREPRETAZIONI

in Casa Mozart

ROVERETO - Un matinèe di grande successo in casa Mozzar a Palazzo Diamanti di Rovereto lo scorso ottobre. Gli applausi maggiori per la grande pianista macedone Biliana Mitrovska col suo personale modo di interpretazione nel mondo del suono con le sue sintonie di musica classica e non solo. Infatti le interpretazioni della musicista hanno calamitato la platea di ottimo livello conoscitivo musicale che l’hanno apprezzata in un Wolfgang Amadeus Mozart in stile classico. E sino quì nulla di speciale se non l’incantevole esibizione della pianista nella più stretta interpretazione. Ma il sorprendente è quando le interpretazioni si sono sviluppate tra personel’armonia ed il gioco di note nella chiave jazz. Interessanti i virtuosismi che fanno dello spartito un dinamica musicale diversa, ma di

particolare interesse sia per il concetto acustico recepito sia per la sorprendente - per taluni un pò ardua - azione della musicista. Ma è risaputo che la musica viene dall’anima della persona che con propria virtù interpretativa riesce ad incantare di certo prima se stessa ma sor-

donare quanto i suoi sentimenti in quel momento riesce ad esprimere nei vari concerti. Non lo si poteva constatare in questo matinèe in modo specifico, ma si può tranquillamente affermare che la grande sensibilità della pianista fa vibrare quei sentimenti musicali che ti lasciano incantati. Per non dire piacevolmente sorpresi. La musica, un arte antica, ma sempre in evoluzione tra quanto è stato scritto ed interpretato e quanto le nuove sonorità, performance che riescono a dare

BILJANA MITROVSKA prendente è come riesce coinvolgere il proprio pubblico, che, se dapprima poteva essere un po’ quasi scettico poi man mano più vicino alla strabiliante rappresentazione musicale. Una musicista dal sorriso contagioso e dal suo più aperto voler

anche ad un pubblico sofisticato nel senso più vero e cioè nella valutazione molto critica nel pieno contesto musicale. A volte il nuovo lascia molto dubbiose le persone legate alle interpretazioni più classiche. Ma a volte, se dapprima dubbiosi dal

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passaggio del legame più classico del musicista più strettamente interpretativo dello spartito, poi quella musica che riesce a sciogliere anche coloro che non credono a queste modifiche che taluni definiscono moderne. E qui la verve di Bibliana Mitrovska riesce nel suo intento musicale nello scavare nel cuore del pubblico che lo raggiunge con una sicurezza, ma anche nella sua più dolce sensazione disponibile dentro di lei. Un animo dove l’espressione più intima la cela certamente, ma il suo stato d’animo nel momento dell’interpretazione lo denoti per la freschezza di espressione tra quel suo viso serioso dal sorriso contagioso. Una sorpresa che dona alla musica la gioia del sentire e di cercare di non essere solo fermo alle performance più classiche. Ma nel lasciarsi cullare sule note che interagiscono in un coinvolgimento della propria persona viaggiando sulla culla delle note che ti trasportano nei sentimenti che neppure pensavi esistessero. (ediva)


PERSONAGGIO

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Conosciamo BILJANA MITROVSKA?

BILJANA MITROVSKA della Macedonia. Biljana ha creato il suo mondo del suono – una simbiosi di musica classica, pop, rock, jazz e etnica – che riflette la sua eredità Balcanica. Questi stili musicali sono intrecciati insieme in modo magistrale, producendo uno stile che è nuovo, fresco e originale. Le sue composizioni sono piene d’energia, con melodie oniriche e sensibili che alternano ai passaggi brillanti i ritmi forti, selvatici dei Balcani. La musica di Biljana non lascia indifferenti. Questa compositrice affascinante, che ha creato uno stile nuovo, riflette la filosofia del suonare il piano

nel 21° secolo. È nata in Veles, Macedonia, e viene da una famiglia che ha sempre apprezzato l'educazione musicale. Quando aveva solo cinque anni, prendeva lezioni di piano dalla madre. Oltre alla sua formazione a scuola, frequentava anche la scuola elementare di

ad alto livello di 6 anni. Biljana è laureata con il titolo ''Master del piano classico''. Ha ricevuto anche una borsa di studio dal Ministero della Cultura Macedone per perfezionarsi in Germania. Ha studiato con il Prof.

musica e il Conservatorio a Skopje. All'età di sedici anni, ha ricevuto due borse di studio: una per L'Olanda, e l'altra per la Francia. Tuttavia decise di rimanere in Macedonia, perché il Professor Boris Romanov dal Conservatorio di Mosca le offrì la possibilità di fare una laurea

Thomas Böckheler e piano Jazz con Tizian Jost alla “Hochschule für Musik und Theater” di Monaco. Dopo il completamento del suo Diploma d' Arte, ha continuato con un corso di specializzazione con Olaf Dressler nel ’Piano Duo’. Ha meritato inoltre: un premio d'onore dal-

l’Università ’S. Cirillo e Metodio’, il premio ’10 cum Laude’ per la migliore rappresentazione all’ultimo esame e anche un premio di merito dell’Università. Biljana ha suonato con L’Orchestra Filarmonica Macedone e con varie orchestre da camera; ha registrato per la Radio Televisione Macedone e tenuto numerosi spettacoli in Germania; ha partecipato a vari festival e a progetti di beneficenza; infine è stata protagonista di concerti con la Chrysler Orchestra e L’Orchestra del Conservatorio Richard Strauss. Tutta questa intensa attività l’ha fatta apprezzare e l’ha resa popolare in tutta la Germania. Nel suo primo album ‘THE WAY’, Biljana fonde la sua eredità Macedone con le influenze della sua form a z i o n e internazionale.


VAL DI SOLE

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Volontariato d’eccellenza

COL CUORE, CON LE MANI Documenti, immagini del volontariato anaune in mostra.

VAL DI NON - Il Trentino si è sempre distinto, specie in occasioni di emergenza, come il terremoto de L’Aquila, per la forza del suo volontariato. Per celebrare questo suo tratto distintivo anche in occasione dell’Anno europeo del volontariato, la Comunità della val di Non, in particolare l’assessorato al Distretto famiglia, associazionismo e volontariato rappresentato da Carmen Noldin, promuove l’evento “Con il cuore, con le mani”, che coinvolge oltre 20 paesi e circa 200 associazioni di volontariato. Si tratta di iniziative, mostre, incontri con protagonisti coloro che durante tutto l’arco dell’anno, in modi diversi, si occupano di volontariato, mettendo a disposizione il proprio tempo, gratuitamente, a favore della comunità. Iniziato a novembre, l’evento vede in primis una mostra allestita al

Palazzo assessorile di Cles, aperta fino al prossimo 8 dicembre, un viaggio per conoscere per intero il volontariato della valle (da martedì a domenica, ore 15-18, apertura serale dalle 20 alle 22.30 martedì, giovedì e sabato) attraverso docum e n t i , immagini e i traguardi che si spera di raggiungere in futuro. Ma l’evento è strutturato per coinvolgere la valle grazie a iniziative promosse a novembre e dicembre. Per fare un esempio, le domeniche di novembre sono state dedicate alle famiglie, optando ogni volta per un tema diverso e coinvolgendo diversi gruppi di volontariato, dai Gruppi alpini della valle ai Gruppi rionali clesiani, ai cori, alle bande, dalla

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Croce Rossa ai Vigili del fuoco per parlare di sicurezza, fino ad una giornata di rievocazione storica a castel Thun domenica 27 novembre. In comuni diversi sono stati finora organizzati incontri e conferenze dedicati a temi come la solidarietà, il soccorso pediatrico, la sensibilizzazione sulla tematica legata al consumo di al-

guirà a dicembre, fino all’8, con alcuni appuntamenti da non perdere. In particolare, la conferenza “Altri mondi” in calendario per il primo dicembre ad ore 20.30 al Palazzo assessorile di Cles, curata dalle associazioni Una speranza per il Burundi, Perché, Amici di Matteo, AltreMenti e Amici del Madagascar: un’occasione per riflet-

colici, alle persone con disabilità. L’iniziativa è rivolta a tutta la popolazione, infatti nel mese di novembre sono stati organizzati concerti per giovani e meno giovani, laboratori per i bambini, spettacoli teatrali per tutti, incontri con il mondo dello sport. Insomma una grande iniziativa che prose-

tere sui mondi lontani dal nostro e sui bisogni e le necessità di popolazioni a volte private di tutto. Sabato 3 invece la sala polifunzionale della Cassa rurale di Tuenno a Cles ospita alle 17 la Festa dell’atletica con la presenza di atleti azzurri con l’associazione sportiva Atletica Valli di Non e Sole, infine


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domenica 4 al convento dei padri francescani a Cles (inizio ore 8.30) apertura della mostra “Icone” curata dall’associazione culturale Ars ’95-Gruppo artisti valle del Noce. Un evento unico per conoscere, attraverso la mostra e gli eventi programmati nei vari paesi, il cuore delle comunità nonese, rappresentato appunto dal volontariato. Per saperne di più e restare sempre informati è possibile scaricare il programma degli eventi sul sito della Comunità nonesa all’indirizzo http://www.comunitavaldinon.tn.it e sul social network Facebook cercando “Volontariato val di Non”. È inoltre stato creato e si svilupperà con il tempo il portale delle associazioni nonese all ’ i n d i r i z z o http://www.volontariatovaldinon.it/ Lara Zavatteri Per scriverci per questa rubrica: solidarietà@infoinrete.com © ogni riproduzione è vietata anche se parziale.

VAL DI SOLE

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Per restare sempre aggiornati, come ogni buon sito che si rispetti è possibile iscriversi gratuitamente alla newsletter e ricevere via mail le novità messe in campo dalle biblioteche. Sono anche disponibili e scaricabili in formato pdf una serie di bibliografie dove trovare spunti di lettura. Inoltre, il sito è disponibile anche in lingua inglese, ad esempio per gli utenti stranieri che frequentano la valle nei periodi di afflusso turistico e che possono agevolmente trovare tutte le informazioni e i libri che desiderano. Anche gli eventi proposti a chi frequenta la biblioteca vengono presentati in maniera unitaria come Gestione Associata, ad esempio per quanto concerne le iniziative legate alla Giornata mondiale del libro, o in occasione della Giornata della memoria che ricorda l’Olocausto ogni 27 gennaio, data dell’apertura dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz nel 1945, senza dimenticare un capitolo della storia troppo spesso taciuto e in larga parte poco conosciuto tutt’oggi, quello delle foibe. Sul sito si possono trovare anche gli appuntamenti recenti, ad esempio a Dimaro, Peio e Ossana fino al 3 dicembre è presente l’esposizione “Biblioteche e centri culturali. Nuove piazze urbane” con 21 pannelli che propongono progetti ed una riflessione su com’è oggi e come potrà diventare la biblioteca pubblica in futuro. Lara Zavatteri

Biblioteche solandre

GESTIONE ASSOCIATA

VALDI SOLE - È online già da alcuni mesi, ma può darsi che ancora molti non ne conoscano l’esistenza. Si tratta del sito della Gestione Associata Biblioteche solandre, una realtà nata nel 2009 che raggruppa le sei biblioteche presenti sul territorio. Scopo della Gestione Associata è, in estrema sintesi, quello di lavorare come un’unica grande biblioteca, in sinergia, pur mantenendo ogni struttura le proprie peculiarità. Per questo motivo, è stato creato un sito su Internet, raggiungibile all’indirizzo http://www.bibliotechevaldisole.it/ che permette di avere una visione d’insieme della Gestione ma anche di conoscere singolarmente le biblioteche, raffigurate nella home page del sito come petali di un fiore colorato. Ovviamente il sito ha come primo scopo quello di essere utile, fornendo indirizzi, orari e contatti per raggiungere o contattare la biblioteca, ma ogni struttura può inserire nella propria pagina gli eventi che intende promuovere e altro materiale utile. Nella parte dedicata alla “vetrina” ogni biblioteca propone libri per adulti (narrativa e saggistica) bambini e ragazzi e film, con una scheda per ogni proposta e la possibilità per l’utente che si trova sul sito di lasciare i propri commenti in merito.


TEATRO

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Invito dal palcoscenico

LO SPETTACOLO INCOMINCIA

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della Compagnia La Piccionaia - I Carrara, Teatro Stabile di Innovazione, attiva in Veneto e già presente varie volte con i propri spettacoli sia in val di Non sia in val di Sole.

Nel corso della rassegna sono stati pensati anche Sar nonico, Romeno, Fondo spettacoli pomeridiani per i più piccoli che riprenla stagione in prosa in Val di Non dono alcune tra le favole più conosciute, adattandole al palcoscenico. VAL DI NON - Si è aperta lo scorso 19 novembre la stagione di prosa nei teatri di Sarnonico, Gli appuntamenti in calendario per dicembre sono Romeno e Fondo, con lo spettacolo “È così anche il 10 “Don Chisciotte” con la Compagnia Teatri tua suocera?” con la Compagnia dell’Attimo al Possibili e il 17 con “Trentini Trentoni” con Deda/L’Uovo Teatro Stabile di Innovazione enteatro Livio Covi di Sarnonico. trambi al teatro di Sarnonico alle 21. L’anno nuovo vedrà come primo spettacolo “L’avaro in blues” de La Piccionaia - I Carrara al teatro parrocchiale di Romeno il 13 gennaio, mentre da non perdere la chiusura della rassegna con “Cabaret di Super Mario” con Mario Cagol il 10 marzo a Sarnonico. Lara Zavatteri © ogni riproduzione è vietata anche se parziale.

UN IMMAGINE DA LA COMPAGNIA LA PICCIONAIA Curata dai tre comuni e dal Coordinamento teatrale trentino, la stagione chiuderà i battenti a marzo, nel frattempo sarà possibile per tutti gli appassionati vedere in scena numerosi spettacoli che arricchiranno l’offerta culturale presente in valle di Non, tra l’altro con la presenza di un’altra rassegna, quella di Taio che prenderà il via il 2 dicembre, con anche alcuni spettacoli per ragazzi. Tornando alla stagione dei tre comuni nonesi, tra i protagonisti si troveranno più volte gli attori


BELLEZZA

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I nemici dei capelli:

UMIDITA’ INVERNO C o n s i gl i e r i m e d i .

Arriva la stagione che oltre che fredda ha la prerogativa delle giornate piovose, a volte nebbiose e quindi l’umidità la fa da padrone sui tuoi capelli. Ed allora che fare se questi ti si arricciano, diventano crespi e ti si ribellano a quanto tu vorresti. Quali accorgimenti sono opportuni? Bene qui i consigli sono tanti. Ognuno i suoi, ognuno migliore degli altri. Anche i metodi sono svariati al punto tale che prova e riprova sino a trovare quello che meglio ti si addice. Va premesso che per il capello di ognuno di noi, di noi donne in particolare, hanno una propria qualità tra pregi e difetti che ogni persona si porta con se come un proprio identikit. Dare consigli che vadano bene per tutti è assai difficile. Senza dubbio il vostro parrucchiere di fiducia vi può consigliare al meglio perché conosce il vo-

stro capello. Ma tentiamo egualmente di dare alcuni elementi per cui farvi una vostra opinione. Premesso che il capello crespo generalmente originano da quelli aridi e secchi e che l’umidità si annida tra loro e lasciando penetrare indisturbata l’umidità, i vostri capelli si gonfiano deformandosi. Ed allora viene subito da chiedersi, quale strategia adottare? Ebbene alcuni consigli ti obbligano a non cercare di usare phon o lavaggi troppo aggressivi al fine di non renderli ancora più secchi. Quindi il meglio è di usare prodotti che siano molto professionali e il più possibile per capelli crespi. Questi shampoo sono particolarmente meno aggressivi. Un altro consiglio è quello di sciacquare molto bene dopo i lavaggi e di usare subito dopo sempre balsami

ristrutturanti al fine di renderli morbidi attraverso la loro reidratazione. Un'altra attenzione è quella di non usare pettini, così detti aggressivi perché hanno denti stretti, ma quelli con larghi denti ed usarli con delicatezza e se usi spazzole prevalentemente usare quelle di setola naturale. Tra gli accorgimenti d’obbligo è di non usare l’asciugatura dei vostri capelli molto in fretta, ma ciocca dopo

ciocca con un calore debole e non aggressivo. Se lo si dispone usare in primis un diffusore del calore del phon, è già un buon inizio dell’asciugatura. Quel consiglio in più potrebbe essere quello di usare olio d’Argan, o Argane come meglio preferite dire, che è molto idratante, nutriente, protettivo, ricco di vitamina E e di acidi insaturi. Questi sono degli elementi che la-

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sciano il capello ben idratato e soprattutto molto luminoso. Di certo lo avete percepito. Questo ultimo consiglio è una versione di oggi che si confronta specularmente a quello della nonna che usava due goccie d’olio d’oliva sulle punte. Ma ricordatevi che in primo luogo il capello segue anche il vostro umore, che ha bisogno di cure e di particolare attenzione come la vostra persona. E come voi avete di tanto in tanto bisogno di rinnovamenti per sentirvi diverse, anche il capello ogni tanto ha bisogno di tagli più o meno radicali per cambiare il vostro look. Ed intanto, col taglio, si rinnova e si rinforza. Un ultimo intervento è quello di lasciare riposare, se tingete i capelli, magari con coprenti naturali. Magari durano meno ma sono pur sempre meno aggressivi di una tinta vera e propia. Ricordatevi che i capelli danno una prima visione del vostro viso per la cui ragione curateli bene per essere al centro dell’attenzione. Nuccia Per scrivermi: bellezzza@infoinrete.com


LIBRI

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CUCINA RICETTE SOLIDARIETÁ

Nella meravigliosa cornice del Castello del Buonconsiglio di Trento, è stato presentato il libro di ricette “La prova del Cuore”, un libro creato in collaborazione con il famoso chef trentino Cristian Bertol (che si cimenta nelle gare alla “Prova del Cuoco” su Rai Uno) e la Fondazione Trentina per l’Autismo Onlus. I relatori di questo evento sono stati il Cav. Coletti Giovanni (Presidente della Fondazione), l’Assessore Franco Panizza (Ass. Cultura Prov. di Trento), l’Assessore Tiziano Mellarini (Ass. Agricoltura Prov. di Trento) e la Signora Katia Ricciarelli, madrina della Fondazione. Si tratta di un libro che presenta, sia in italiano che in inglese, delle ricette della tradizione trentina interpretate meravigliosamente dallo chef del Ristorante Villa Orso Grigio di Ronzone in Val di Non. Gli ingredienti utilizzati

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per la realizzazione di queste buonissime ricette sono facilmente reperibili in tutte le cooperative e si è cercato di utilizzare per la maggior parte prodotti Trentini. Le fotografie dei piatti preparati da Bertol fanno pregustare le prelibatezze che si andranno a preparare, sono 60 ricette e 60 foto incredibilmente realistiche. Il libro contiene, inoltre, una rassegna fotografica di splendidi paesaggi e luoghi del Trentino. La Fondazione Trentina per l’Autismo è nata con lo scopo di realizzare progetti per migliorare la qualità della vita di bambini affetti da Autismo e sostenere le famiglie, visto che non ci sono cure specifiche che portino alla guarigione. Ricordiamo, per chi non ne fosse a conoscenza, che l’Autismo è un disturbo che si manifesta con una difficoltà di linguaggio simile al mutismo, con la difficoltà nei processi di interazione e scambio e nella presenza di comportamenti inadeguati. É presente nella popolazione nella misura media di un caso ogni mille. É la patologia meno studiata in assoluto nel mondo scientifico per via della grande complessità di numerosi fattori presenti nei soggetti autistici. Tutti i ricavati della vendita del libro (che costa 19,90 Euro ed è acquistabile presso il Negozio Capelli Videotecnica a Condino) Il ricavato servirà ad aiutare la Fondazione Trentina per l’Autismo per realizzare un grande progetto per i bambini autistici di Trento e Provincia.


LIBRI

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LA STORIA DI UN SOGNO E

magari si avvera

Il romanzo “After the Sun” di Angela Grillo è la storia di un sogno che si avvera dopo un percorso di crescita. Stella è la protagonista del romanzo ed è una ragazza piena di energia che gestisce un locale insieme alla zia Lizzy. Dopo essere rimasta orfana di entrambi i genitori la protagonista di “After the Sun” ha dovuto lavorare parecchio, andare a scuola, poi all’Università contando solo sulle sue forze e quelle della zia, sua unica parente. E’ una persona solare che ama stare con i suoi amici e far bene il suo lavoro. Nel locale da lei gestito si diletta anche a cantare, facendo da apripista per il karaoke. Durante una di queste esibizioni

la protagonista del romanzo di Angela Grillo viene notata da Robert, talent scout della casa discografica Sun. Robert le propone di entrare a far parte della casa discografica e di lavorare con lui e i suoi collaboratori. Il sogno di una vita sembra a portata di mano: Stella diventerà una vera cantante. Il romanzo prosegue in un caleidoscopio di emozioni, attraverso le quali la protagonista di “After the sun” scopre l’importanza dell’amore. Infatti, durante il suo percorso artistico, due ragazzi ugualmente affascinanti la attraggono e la confondono. A chi consegnerà il suo cuore? “After the Sun” di Angela Grillo è una fiaba moderna, una sorta di diario collettivo di una generazione che spera di riuscire a realizzare i propri sogni. L’importanza dei sentimenti e degli affetti, però, dimostra che non sempre le nostre priorità sono fissate nel modo migliore. Si tratta di un libro davvero frizzante e divertente ma che fa anche riflettere. Chi lo ha letto dice che è "veramente da leggere tutto d'un fiato" ed è "coinvolgente come un film". Amore, avventura, musica e canto in una storia tenera ed appassionante. segue


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Angela Grillo è nata a Milano il 19 agosto 1969. Ha vissuto a Cinisello Balsamo (Milano) fino al 1995. In quell’anno si è sposata e si è trasferita a Condino dove lavora nel negozio di telefonia/elettronica del marito. La passione per la scrittura è cominciata verso i 21 anni quando iniziò a lavorare come Segretaria di Redazione di alcune riviste a Milano. I genitori l’hanno sempre incoraggiata a scrivere ma a quell’età erano altre le priorità della sua vita. Quando qualche anno fa suo padre è mancato, Angela ha sentito che glielo doveva e ha pensato di accontentarlo ritagliandosi degli spazi nella sua frenetica attività lavorativa ed è riuscita a portare a termine il suo primo lavoro letterario “After the Sun” (casa editrice Lampi di Stampa) uscito a fine giugno 2011. La Grillo usa un linguaggio semplice, fresco e scorrevole. Lei scrive per trasmettere emozioni ed affascinare, con i suoi romanzi, schiere di giovani, adolescenti alle prese con amori e sogni. E’ solita dire che non importa quante siano le copie vendute, l’importante è far

emozionare il pubblico e noi crediamo che, con il suo romanzo, ci sia proprio riuscita, Infatti il lettore ride e si emoziona allo stesso tempo, dalla prima all’ultima pagina, e questa è la più grande soddisfazione per uno scrittore. Alla domanda “Perché un titolo in inglese?” ci risponde che ha scelto di scrivere il titolo in inglese perché per i giovani, ormai, è una lingua universale ed è entrata a far parte della vita di tutti i giorni. Le è sembrato giusto ed originale scegliere questo titolo visto che il libro è dedicato soprattutto a loro. Non si tratta di un libro autobiografico, è una storia inventata. La protagonista e l’autrice hanno solo due cose in comune: la prima è l’amore per il mondo della musica, per il mondo della canzone, la seconda è caratteriale, sono entrambe tenaci, caparbie e entrambe hanno ogni giorno la forza per andare avanti anche se, a volte, trovano degli ostacoli sulla loro strada. Come Stella, la protagonista, l’autrice crede che bisogna avere il coraggio di sognare e lottare per i propri desideri, sempre! C’è una bellissima frase di Goethe che cita spesso Angela Grillo nelle sue interviste: “Qualunque cosa tu voglia fare, qualunque cosa tu possa sognare, comincia!”

Il libro è in vendita su tutte le librerie online (ibs.it, amazon.it, lafeltrinelli.it, bol.it, ecc.). Oppure presso la libreria Cazzaniga di Arco, in alcune librerie di Milano e presso il negozio Capelli Videotecnica di Condino. After the Sun ISBN 978-88-488-1262-7 LAMPI DI STAMPA Prezzo di copertina € 18,00 (in promozione lancio a 15,00 €) Pagine 208


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MERCATINO di NATALE di CIMEGO CIMEGO - Si parla di qualche migliaio di persone che visitano il Mercatino di Natale di Cimego. Le attarzione che coinvolgono tutti, dai bambini agli adulti con i relativi spazi di attrazzione. Nelle cantine del luogo le esposizioni di produttori e di hobbisti che hanno fanno bella mostra dal particolare interesse. Dalla gastronomia col Bagoss, salmierino, miele, Spressa

Foto GM De Muzio

Foto GM De Muzio

Foto GM De Muzio

Foto GM De Muzio

Foto GM De Muzio

di Roncone, marmellate, sciroppi e l’oro di Storo: la Farina Gialla. E tra i volti e gli androni anche l’arte arricchisce il mercatino dalla pittura alla scultura, ai ricami, ai cesti in vimini vero artigianato locale e fatti sul posto. Ma anche spazi per il divertimento per piccini e per i grandi con taverne e punti di assaggi dei prodotti locali e anche musica nataliza itinerante.

Foto GM De Muzio

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MERCATINO di NATALE di RANGO RANGO - La moltitudine di persone accorse per l’occasione hanno dato lustro ad un mercatino di Natale promosso dal Gruppo Valorizzazione di Rango col presidente Adriano Riccadonna che ha unito molti volontari. Questa è la nona edizione che pone la località tra un dei Borghi più belli d’Italia decretato qualche anno fa. Il taglio del nastro ha visto protagonista

il Gruppo Storico “Antico Rango” col Re Marcello con la consorte e Portaplasone. Un successo di pubblico. Tra le note da contare quasi un centinaio di pulman per la visita del luogo e per conoscere le proposte dei 68 espositori dai vari generi: dall’artigianato all’alimentare e agli oggetti vari, alcuni davvero particolari. Quindi, migliaia di persone le presenze.

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MODA

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L A M O DA E IL SUO CAMMINO

È nata u n a nuova rubrica per il nostro giornale: uno spazio dedicato alla moda intesa nel suo significato più profondo, come frutto di una sintesi tra cultura arte e società. Si parlerà delle nuove tendenze della moda di oggi, si analizzerà in modo curioso e interessante anche il perché di queste e vedremo come i grandi stilisti le impongono sul mercato internazionale. Per capire i motivi delle nuove mode, quando sarà opportuno parleremo anche dello sviluppo della moda e delle silhouette nel corso dei secoli. A svelarci queste pillole di moda, arte e quindi cultura, sarà Christian Bazzoli (nella foto in alto). Christian è nato a Rovereto il 28 marzo 1991, risiede a Roncone e frequenta l’ ”Istituto Marangoni” di Milano (l’accademia leader in Europa e oltre per il settore moda). La passione che lega solidamente Christian al mondo della moda nasce quasi per caso mentre frequenta il terzo anno dell’istituto

tecnico per geometri: “Stavo realizzando u n anello in cristalli Swarovski per il compleanno di mia sorella Erika (nella foto in cetro pagina a destra) e nella lucentezza sfrenata di quei cristalli, ho intravisto un mondo tutto mio, un mondo di abiti”. Così racconta il giovane talento ronconese che è già attivo sul territorio nella promozione delle sue prime collezioni. Nel 2008 propone la prima personale di gioielli Swarovski a Roncone, nel 2009 la seconda, e nel 2010 propone “Aurore” ovvero una mostra dei migliori pezzi delle collezioni precedenti, con qualche novità. In queste occasioni Christian inizia già a presentare qualche modello di abito che gli permette di crearsi un’identità stilistica. “Lavoro e creo con la mia massima abilità per la donna e per le baby miss, ma anche l’uomo è affascinante da riscoprire, soprattutto per sperimentare interessanti novità. Per ora la linea uomo ancora non l’ho approfondita, ho prodotto solo qualche capo per me e i miei più stretti amici”.

Il 2011 è un anno di svolta: presenta la prima vera e propria collezione di abiti intitolata “Future Light People” e apre l’official web site christianbazzoli.com, un canale per connettere la sua attività al mondo intero. Ha già collaborato con personalità come Cheryl Porter, Roberta Gangeri, Barbara Pedrotti ed altre ancora. “Il mio sogno di moda è l’haute couture: trovo sia il modo migliore per esprimere la propria creatività, in un elevatissimo livello di qualità nella confezione e nei materiali impiegati”. Christian si augura di potervi essere utile per poter perfezionare la vostra cultura del vestire quotidiano, anche con delle piccole accortezze che possono completare il proprio stile, l’avventura sta per iniziare. In questo numero, i trend AUTUNNO INVERNO 2011 - 12, ovvero le tendenze maggiormente in voga, quindi dei consigli pratici su cosa ricercare nelle botique per il proprio look. Per comunicare con questa rubrica: moda@infoinrete.com


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Must have: gilet smanicato aperto sul davanti in pelliccia ecologica possibilmente di colori neutri e naturali cappotti e giacche “plus-size” in materiali lanosi e infeltriti, dalla mano morbida calda e accogliente per i pantaloni, la linea è ancora quella scampanata anni ‘70 che abbiamo già notato nella scorsa stagione estiva. Colori: a dominare la stagione invernale saranno i nudi, i neutri, un grande ritorno del nero rivisto con dettagli techno, ma soprattutto, sulla linea d’onda della scorsa estate puramente pop, troviamo il verde smeraldo e il bordeaux violaceo che hanno predominato le passerelle di tutto il mondo con qualche sfumatura di giallo ocra. Lo stile: continua l’influenza anni ‘70 sulla moda femminile, ma notiamo anche un revival degli anni ‘60,

Must have: capispalla avvolgenti, morbidi e caldi; cardigan che si allacciano sul davanti, possibilmente con doppiopetto che torna alla ribalta anche nei cappotti; non far mancare nel tuo look anche una giacca very slim magari con un tono acceso. Colori: come per la donna, non mancano i nudi e i neutri, toni naturali. Per le tonalità più accese parliamo di verde bottiglia, rosso smeraldo, giallo ocra e il blu intenso. Lo stile: l’uomo dell’inverno 2011 - 12 è un uomo che vuol essere al passo con i tempi, perde la timidità conferitagli dagli schemi del vestire classico e indossa capi che azzardano soprattutto nelle tonalità accese. È anche un po’ rock il look dell’uomo della nuova stagione, quindi non dimentica qualche

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con le note forme a trapezio. Grandissimo ritorno anche del neo grunge, una sorta di revival anni ‘90, gli anni del “non stile”: combinazioni di capi che creano un look trasandato e un po’ rock. Ci viene proposta anche una vasta gamma di stampe per il prossimo inverno, soprattutto nei contrasti bianco-nero e sullo stile animalier. Come perdersi un dettaglio zebrato per il proprio look?

accessorio metallico, o rifiniture con zip metalliche a vista e qualche borchia per i più trendy. Non posso dimenticare di ricordarvi di giocare anche con qualche sciarpa, accessorio che io amo molto e che può donare un tocco in più al proprio outfit: deve essere comoda e avvolgente, che permetta un effetto svolazzante e un po’ casual.

da moda Ferragamo

da moda Dolce Gabbana


SPORT

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IL PUNTO SUL CALCIO eccellenza - promozione prima e seconda categoria

ECCELLENZA Nel massimo campionato regionale calcistico il colore predominante è quello giallo nero, quello della Fersina. La formazione perginese ha battuto tutti i record possibili con un girone d’andata stratosferico: 14 vittorie (di cui 13 consecutive) e un pareggio. La classifica parla chiaro con undici punti di vantaggio sull’immediata inseguitrice, il Mori Santo Stefano. La Fersina, guidata da Roberto Cortese, può contare su una rosa di giocatori di qualità e tutti regionali, a testimonianza della loro superiorità anche il tabellino delle reti, 37, di cui trenta divise equamente fra gli attaccanti già denominati «Tre Tenori» come quelli del Napoli: per Fabio Bertoldi, Nicola Donati e Davide Panizza dieci gol a testa, tanto da far capire che anche se mancasse uno dei tre gli altri due non avrebbero problemi ad andare a segno. Molto forte anche la difesa imperniata su Thomas Frendo, cresciuto nel Südtirol ma in passato appetito anche da formazioni estere, prima che un infortunio gli facesse perdere una stagione intera. Per concludere il 2011 la Fersina si è regalata anche la seconda edizione di fila della Coppa Italia regionale superando il Neugries (team della

Promozione altoatesina) con un netto 4-0 nel match disputato a Mezzocorona. Il Mori S.Stefano è la formazione, come anticipato, più Fersina, festeggiamenti della vittoria di coppa «vicina» alla dominatrice della Valsugana. La Veniamo al Trento, retrocesso per squadra guidata da Manfioletti è la seconda volta in tre anni dalla stata quella più continua a cercare serie D al massimo campionato di rimanere nella scia della com- regionale. Gli aquilotti riaffidati a pagine leader. Specialmente nelle Marco Melone cercheranno di inultime giornate i «tricolori» laga- seguire almeno il secondo posto rini hanno trovato una striscia im- per poi provare a giocarsi il riportante con quattro vittorie di fila torno in alta quota negli spareggi che le hanno permesso, a sua interregionali. volta, di allungare il passo sulle Un avvio ad handicap per i gialloformazioni dietro. Anche il Mori blù con tre sconfitte nei primi inS.Stefano ha un tridente impor- contri, addirittura all’esordio sul tante con Garniga e Tranqullini a campo della neopromossa Plose. quota otto reti e Bortoli con sei. La rincorsa alla poltrona magGradino più basso del podio per giore si è poi interrotta in seguito altri due team trentini: il Porfido con altre sconfitte in terra altoateAlbiano e il glorioso Trento. Per i sina, Bressanone e Maia Alta. Il rossoneri di Ciresa andata un po’ bomber è Mastrojanni che però altalenante tanto da non riuscire sembra già destinato a lasciare il mai a mettere assieme più di due Trento. vittorie di fila. Daniele Conci con In questi giorni proseguono febsette gol è il tiratore scelto dei cem- brili le trattative per cedere la brani che hanno una rosa comun- società a una cordata mantovanaque piuttosto giovane con qualche trentina altrimenti per la squadra elemento importante d’esperienza storica del capoluogo il futuro dia guidare i più giovani. verrebbe molto oscuro.


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Dopo quattro trentine ecco il come per le zebrette (affidate a attese alla vigilia come Dro e gruppo delle altoatesine con il Na- Renzo Merlino) che hanno però Arco. Levico e Comano Fiavé turno (trascinato dal sempreverde cambiato radicalmente la squadra hanno guidato a turno la classifica bomber Francesco Cosa, 12 gol fi- puntando su una rosa parecchio per quasi tutto il girone, ma poi nora e unica formazione a non giovane che dopo un avvio pro- non sono riuscite a tenere a freno perdere contro la Fersina) a gui- mettente (due vittorie nelle prime l’esuberanza dell’attuale capolista. dare il gruppetto da cinque con tre giornate) ha messo assieme Le due rose garantiscono che per il Valle Aurina, Maia Alta, Brixen e solo un pareggio nelle rimanenti. ritorno le speranze rimangono imSalorno. mutate, magari con qualche innePROMOZIONE Si scende fino al decimo posto per sto dal mercato invernale per trovare un’altra trentina, ovvero Tutti attendevano Levico o Co- sopperire a qualche mancanza l’Alense. Il team del presidente mano Fiavé, le due formazioni re- mostrata nell’andata, peraltro miCandio era partita anche bene, ma trocesse dall’Eccellenza, e invece nima. Il Dro, dopo la beffa dello poi ha segnato il passo tanto che il è spuntato il Calciochiese. Per il spareggio perso ai rigori lo scorso vulcanico tecnico Luciano Ga- team dell’accoppiata Sansoni-Be- giugno contro il Termeno, ha rinbrielli è stato avvicendato da Paolo rardi un girone d’andata favoloso forzato la squadra, ma l’avvio di Fiorini . Polveri un po’ bagnate per con una formazione ricca di gio- stagione non è stato certo conil bomber Luca Bonazza arrivato vani di belle speranze e un gioco forme alle attese. Con l’arrivo in quest’anno, dopo parecchie sta- espresso sicuramente divertente panchina di Mauro Bandera al gioni al Mori, in maglia biancoce- oltre che proficuo. Otto vittorie su posto di Matteo Dallapé i droati si leste. La zona tranquilla è per ora otto al «Grilli» di Storo per Foued sono risvegliati mettendo assieme a distanza di sicurezza e il terzo e compagni e solo una sconfitta sei vittorie consecutive che posto non è nemmeno tanto lon- nel girone ascendente. La vittoria l’hanno spinta fino alla seconda tano. A fianco dell’Alense c’è contro il Levico nell’ultima gior- posizione in condominio. Anche anche l’Appiano che non sta ripe- nata d’andata ha permesso ai chie- l’Arco galleggia nella zona mitendo la stagione precedente. sani di allungare il passo e gliore, per il team Pallanch era Nella zona più calda le due neo- conquistare il titolo di «Campione utile partire meglio dello scorso promosse dall’Alto Adige (Plose d’inverno». Alle spalle, nel ritorno, anno e l’obiettivo è stato ampiae Termeno) stanno appena sopra a dovrà guardarsi da ben quattro se- mente raggiunto, se poi eguaglierà tre formazioni trentine che vorreb- gugi, per ora staccati di tre lun- il ritorno dell’ultimo campionato bero evitare di retrocedere as- ghezze. Assieme alle succitate allora i gialloblù del presidente De sieme, anche per non mettere in Levico Terme e Comano Fiavé ci Laurentis potranno ambire al risubbuglio più squadre della Pro- sono anche altre due formazioni torno in Eccellenza. mozione trentina. Il Vallagarina ha avvicendato il tecnico (Giorgio Manica per Battisti) e nel finale ha rosicchiato qualche punto a chi sta sopra. Difficile la strada per Rotaliana e Rovereto. La formazione di Mezzolombardo, guidata da Franco Pistolato, non riesce ad emergere dopo un girone d’andata decisamente sotto le attese, così Calcio Chiese con la maglia nera e Levico con maglia bianca


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Fra l’Olimpo e la zona pericolosa galleggiano per ora Azzurra e Pinzolo Campiglio, il team del capoluogo nonostante infortuni importanti (Mazzola, Bailoni e Rigotti) ha sicuramente disputato una metà stagione sopra le attese con solo una frenata finale a ad allontanarla da una posizione anche migliore. Pure i rendenesi di Walter Salvadori hanno dovuto fare buon viso a cattivo gioco, sottoforma di assenze importanti. L’innesto di Pontalti a centrocampo non è ancora bastato, pur se il giocatore ha avuto un buon rendimento, per proiettare gli stessi in posizioni come quelle dello scorso anno. Un po’ affollata la zona pericolosa perché, alla luce attuale di quello che succede in Eccellenza, rischierebbero addirittura cinque squadre in Promozione di scendere in Prima Categoria. Condinese e Borgo guidano il gruppo ed entrambe hanno già cambiato il mister, così come il Villazzano che assieme alla Bassa Anaunia fa parte di questo gruppetto nel limbo della classifica. Sotto Garibaldina, Calcio Bleggio, Isera, Ravinense e, in fondo, il Fiemme. Due formazioni, la prima e l’ultima nomnata, sono anche esperte della categoria, ma per motivi diversi non riescono ancora a dare il loro segno positivo al campionato. Le altre sono tutte neopromosse e l’ambientamento si è rivelato molto complicato. Dopo la pausa invernale vedremo chi riuscirà a mettersi sulla strada giusta al più presto.

PRIMA SECONDA C AT E G O R I A Nei tre gironi della Prima Categoria sono Baone, Castelsangiorgio e Lavis a guidare le classifiche. Per loro un cammino importante sin dalle prime giornate, mostrando alla concorrenza di non aver voglia di lasciare lo scettro in altre mani. Partiamo dal girone A dove la Baone di mister «Guinness» Calliari tiene il comando con Benacense, Calisio e Caffarese nelle immediate vicinanze. Dopo il girone d’andata sembra il campionato più equilibrato e spingersi in pronostici è quanto mai difficile anche se le prime tre della classifica sembrano le più attrezzate per lottare fino alla fine, ma ogni ipotesi è comunque accettabile. In coda Trilacum ed Alta Giudicarie hanno già perso un po’ di terreno e dovranno cambiare velocità per tentare la rimonta nel ritorno. Nel girone B il Castelsangiorgio ha iniziato con sette vittorie di fila e si è impadronito ben presto del primato, ma Piné e Civezzano Sport non mollano e fanno rimanere sempre sul «chi vive» la capolista guidata da Romano Romani. Telve e Aldeno non stanno nemmeno troppo distanti, in attesa che qualcuno demorda là davanti potrebbero anche rientrare in corsa. Origaralefre, Leno e Montevaccino le formazioni invece più staccate nel fondo della classifica, al ritorno affidano le loro speranze. Chiudiamo col girone C, C come Lavis. Non è un errore ortografico

ma proprio la conferma che la formazione rossoblù affidata a Max Ceraso è la più forte del lotto e vuole assolutamente tornare subito in Promozione dopo la drammatica retrocessione dello scorso anno. Il Fassa, già secondo nella scorsa stagione, è staccato cinque punti, più sotto ancora l’Aquila che spera nei gol di Diop per riemergere. Molta battaglia nel fondo classifica con sei squadre compresse negli ultimi posti con cinque punti di differenza fra chi ne ha di più (Mattarello, Mezzolombardo, Monte Ozolo e Cauriol) e chi meno (Dolomitica), in mezzo il Paganella. Sguardo veloce alla seconda categoria. Nel primo girone è la Stivo al comando davanti a Settaurense e Virtus Giudicariese. Lotta aperta anche perché quelle dietro non sono troppo distanti. Nel secondo girone è la Valsugana (intesa come valle) a gioire con Roncegno in prima posizione e proprio Valsugana (la squadra) in seconda posizione. Bolghera e Fornace guidano gli inseguitori. Passiamo al girone C dove il Volano ha fatto il bel tempo per se e quello cattivo per gli avversari. Dieci vittorie e due pareggi, ovvero 32 punti. Ben otto di vantaggio sul Castelmolina, la formazione lagarina ha già più di una mano sul ritorno in prima. Anche nel girone D viaggia a mille una formazione, l’Adige, ma il vantaggio è meno cospicuo; Spormaggiore, Valpejo e Robur sperano in qualche frenata per provare l’assalto futuro. Cristiano Caracristi calcio@infoinrete.com


. . . A T R O P O I N I R T O N E FU R T L A 째 D 0 . 6 .. 3 A Foto di Luca Dellantonio Val Veneggia - le Pale di San Martin o


GASTRONOMIA

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sco” sotto i denti. Il trucco, aggiungiamo noi, è perché abbiamo saputo da una confessione che il signor Mauro si è lasciato sfuggire è che i prodotti sono usati freschi e non hanno avuto trattamenti di salamoia per un periodo di conservazione prima del confezionamento. Avvicinandoci a Mauro sei prelibatezze. Melanzane Mastrototaro (presidente e zucchine pronti a farsi assaporare in cinque proposte. della Pugliese sc.r.l.) un po’ E che dire delle cipol- sorpreso, ma gratificato dal line sapientemente grigliate. lavoro dei loro prodotti ci ha Se andiamo per gradi pos- confessato che i prodotti lasiamo innanzi tutto dire vorati arrivano direttamente senza timore di smentita che dalla loro terra coltivata diretquanto assaporato aveva un tamente. I prodotti una volta gusto davvero sublime. A par- raccolti vengono inviati alle tire dell’olio dal sapore cor- due linee di lavorazione del capannone di circa tremila metri quadrati e trattati ed invasati all’istante in poco meno di poco meno di otto ore. Già questa M. Mastrotodaro - Pres. Confalonieri - l’0n. Di Gerolamo è una prerogativa di poso ma non invadente e dalla giusta acidità e legge- freschezza del prodotto che rezza. Dai singoli prodotti grandi gastronomi definiusati, peperoni, pomodori, scono: come la ricetta della carciofi e le altre varie ver- nonna, sono dettami che condure usate per le varie com- trassegnano la flagranza del posizioni solo al palato prodotto finito. Se la prova del gusto è deliziosi anche perché il prodotto, come lo si dice in cosa certa è che dopo avere gergo casareccio e gastrono- assaporato i prodotti a dimico, che scrocchia di “fre- stanza di qualche ora senti ancora il sapore in bocca e

Dal “Caos” di Vedrò ALLE DELIZIE DEL GUSTO DELLA PUGLIA

DRO’ (TN) - Nell’angolo del parco della ex-centrale Enel al break della colazione per gli intervenuti all’8° incontro di Vedrò potevano rifocillarsi per intraprendere la seconda parte della giornata di lavori. Ed è proprio in un angolo un lungo tavolo che erano proposte vere e proprie perle di gastronomia della terra pugliese. Dietro questo tavolo la figura gentile di Martina sotto gli occhi vigili del padre Mauro la preparazione di bruschette con pane pugliese DOC. con un misto di peperoni ben aromatizzati (denominati pricco pracc con aromi la cui ricetta è ovviamente segreta) e altre 6 proposte dai grigliati agli agrodolci ecc.. Di carciofi con 11 tipi di ricette e non potevano mancare i pomodori secchi sottolio, ma anche con altre 12 ricette. Si poteva pensare all’assenza della lavorazione delle olive? No di certo e peraltro comun denominatore delle varie confezioni col loro olio. Inoltre, le olive sono in catalogo con 4 prodotti. Ifunghi che vengono proposti con


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non hai la pesantezza di sapori di olio o altro che pesano sullo stomaco e rendono la preziosità della degustazione. Quello ci ha convinto mag-

non poteva mancare la saggezza della tradizione e il vero creatore e custode delle ricette il padre di Mauro: Giacomo che seppure dai suoi 80anni è sempre pronto alla

L’essicatura

I pomodorini vengo girati

La salatura

Sul nastro trasportatore

Messi nel vaso

Pronti per l’etichettarura

giormente è che girando tra i supervisione dai campi che tavoli dei commensali l’ap- ha lavorato per oltre 50 anni provazione del buongusto direttamente. Controlla diretdelle prelibatezze era con tamente i campi che sono concorde. Tanto da creare le corse a fare il bis, tris, quarter ecc… per riassaggiare quanto gustato o perché appagato provare altri gusti e prodotti. Un dato di fatto che oltre ai prodotti azzeccati nelle riMauro Mastrotodaro cette il maggior pregio sia il ed il Sindaco di Bari Michele Emiliano prodotto che dal campo giunge alle linee di lavora- all’aperto, senza coperture zione senza essere parcheg- tipo serra o similari. Infatti il giato o lasciato in prodotto lo si sente pieno di magazzino. polpa e non “acquoso”, perCon Mauro Mastrototaro, ché la fibra è forte e prende 45enne, al fianco suo un tutto il sole della Puglia. socio, Giovanni Pugliese, Oltre, naturalmente, alla 60enne, che ha lavorato da sempre il prodotto fresco e che con maestria trentennale nel campo delle conserve dalle ricette segretissime. Ma

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scelta dei singoli prodotti nelle semenze selezionate. Nei pomodorini sia esso ciliegino o datterino coltivato nella terra pugliese e non di importazione. Inoltre papà

Giacomo, con gli altri due figli - Giulio 47enne, Roberto 39enne - coordina dalla sua sapienza contadina la lavorazione con esigenze di un giovanotto 40enne in carriera. Un’azienda che opera nei predetti tremila metri quadrati con l’ausilio tra i venti e i cinquanta dipendenti a secondo dei periodi e di lavorazione. Un prodotto non abbiamo assaggiato ma ci è stato presentato facendoci venire l’acquolina in bocca ed è la marmellata di uva bianca (anche questa dai loro campi) con il peperoncino. Se da un lato le lusinghe e le enunciazioni sin qui valutate de visu abbiamo visto quanto le proposte gastronomiche siano state gradite dalle varie personalità, giornalisti, imprenditori presenti come accenniamo con le fo-


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scritto le peculiarità della produzione della ditta Pugliese. Ulteriore prova ne è che la produzione aziendale ha superato il severo test dello staff gastronomico dell’Esselunga del cav. Bernardo Caprotti. Di fronte all’analisi del suo organico sulla qualità del prodotto e non ultima quella gustativa il patron del supermercato Esselunga ha posto i proUn gruppo di imprenditori, politici, giornalisti dotti della ditta Pugliese sc. protagonisti de il CAOS omaggiano Mauro Mastratodaro r.l. di Bisceglie nei suoi sutografie incastonate in que- gustatore ha raccolto i plausi permercati riservandogli uno spazio di nicchia denominato della terra di Puglia. sto articolo. Il nostro giudizio gastrono- “Top Quality”. Tra questi anche il primo cittadino di Bari, il dottor Mi- mico non è il solo, ma uno Eugenio Valentini chele Emiliano, il quale oltre dei tanti e tanti sono i nomi di Per scrivere per questa rubrica: gastronomia@infoinrete.com a ottimo assaggiatore e de- eccellenza che ne hanno de-

DUE VINI TRENTINI “BAGNANO” L’ O R O D I PA O L O P I Z Z I M O N D I A L E D I S C H E R M A CATANIA - Enoteca Italiana - Ente Vini con il Mipaaf ha fatto conoscere le migliori eccellenze Made in Italy a Casa Scherma, lo stand italiano presente alla grande manifestazione sportiva. Per otto giorni dall’8 al 16 ottobre a Catania una serie di degustazioni con un wine bar aperto dalle fino a tarda notte. Vigneti delle Dolomiti Igt bianco ‘Masetto bianco’ (Endrizzi Masetto – Trento) e Trento Doc Brut Millesimato ‘Altemasi’ (Cavit- Trento) sono state protagoniste dell’Happy Wine visitato e apprezzato da tanti atleti, appassionati di sport e giornalisti sportivi. Due vini trentini hanno brindato presso Il Wine Bar dell’Enoteca Italiana con Paolo Pizzi, medaglia d’Oro nella spada ai mondiali di scherma. L’ente vini su incarico del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, ha avuto il ruolo fondamentale di far conoscere le migliori eccellenze enologiche del Made in Italy a Casa Scherma, lo stand italiano presente alla grande manifestazione sportiva. Per otto giorni, dall’8 al 16 ottobre a Catania, Enoteca Italiana ha gestito una serie di degustazioni in abbinamento con i prodotti Food di tutto lo stivale con un wine bar aperto dalle 18 fino a tarda notte. Vigneti delle Dolomiti Igt bianco ‘Masetto bianco’ (Endrizzi

Masetto – Trento) e Trento Doc Brut Millesimato ‘Altemasi’ (Cavit- Trento) sono state protagoniste dell’Happy Wine visitato e apprezzato da tanti atleti, appassionati di sport e giornalisti sportivi. “Tanti sono stati i momenti di approfondimento enologico grazie all’alta professionalità dei nostri collaboratori e sommelier, Francesco Montalbano, Luciano Nocentini e Niccolò Petrilli. – spiega Salvatore de Lio, direttore di Enoteca Italiana - Serate all’insegna della giovialità e della conoscenza sull’uso corretto e moderato di uno dei prodotti più conosciuti e apprezzati, che come molte ricerche scientifiche dimostrano, è un prodotto che fa bene anche a chi pratica sport, sia a livello amatoriale che professionistico. Sono state più di 100 le aziende italiane del nostro stivale, che hanno aderito al progetto, espressione di tutto il territorio nazionale, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, passando per l’Umbria, la Puglia il Veneto e la Sardegna. Per tanti vini, quindi, c’è stata anche l’opportunità di una grande visibilità internazionale; in linea con i compiti istituzionali dell’Enoteca Italiana che vuole offrire nuove opportunità a tutte le aziende”. A Casa scherma ha voluto anche brindare il senese Matteo Betti medaglia di Bronzo nella spada maschile categoria A anche perché la sede di Enoteca Italiana si trova proprio a Siena.


SPETTACOLO

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Tr a f a n t a s i a e n o s t a l g i a ! QUELLA PARIGI SUL PALCOSCENICO nel balletto, nelle canzoni e nei sogni c h e non tr amontano mai.

VERONA – La cornice del teatro Romano già ti affascina appena entri. Atmosfera di un pubblico che prende posto dalle età più varie, dai giovanissimi ai meno giovani per non dire attempati. Tra i visi l’interrogazione di vedere un balletto che si congeda quale ultima rappresentazione della stagione. La domanda era ovvia, se non data per scontato perché vedendo il palcoscenico solo alcune sedie e qualche tavolino in fondo e sul lato destro. Unica certezza le note della grande Édith Piaf, per non tralasciare quelle altre grandi stars di Gilbert Bécaud e Jacques Brel. M a mancava il canotaggio, lo svolgimento, le performance cioè come ci avrebbero condotto con quelle melodie dal fascino di un tempo di ieri. Per i meno giovani nel sogno e per i più giovani nella nube di un periodo dove attrazione, seduzione,

charme, sex appeal si fondono e ti trovi a lasciarti andare nel sogno coinvolgente. E di un sogno de “La vie en rose” (La vita in rosa) in una evocazione nostalgica di una Parigi in bianco e nero nel fascino di quel mondo di celluloide. Ma nei giorni d’oggi una vita

canzoni dando vita a una vera e propria storia scandita a tratti dalla presenza toccante e divertente di un clochard. Non un barbone qualsiasi. Il clochard Jef, quello dell’omonima canzone di Brel, quello che “non sarà mai solo”. «Jef – spiega Van Cau-

si svolge per le strade di Parigi. Si vede un tipico caffè, un caratteristico caffè di Parigi. È l’ora di punta e Jef viene spinto di qua e di là dalla gente che ha fretta. Improvvisamente crede di vedere la Piaf. Spazio e tempo mutano all’istante e Jef si ritrova nel passato di

Zygmunt Apostol (in primo piano) - Adeline Pastor (dietro) che fa rivivere le profonde istanze esistenzialiste e culturali della rive gauche. Di John Adams gli interventi musicali che fanno da trait d’union alle varie

wenbergh – è interpretato dall’attore Zygmunt Apostol ed è un personaggio tipico francese. Si è perso con il bere e ora vive solo nel passato. La vicenda

lei. Rivede così, col passo a due Mon Dieu, la storia d’amore della Piaf con il pugile Marcel Cerdan che morì tragicamente in un incidente aereo.


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Seguono, a questo, altri quadri danzati con riferimenti alla travagliata vita della Piaf. La stessa cosa vale per Bécaud e Brel: le loro canzoni saranno il pretesto per una “full immersion” nella loro poetica, nella loro vita di uomini e di artisti. Nello spettacolo Jef suona la fisarmonica e il pianoforte dando così vita ad atmosfere magiche e coinvolgenti. Interpreta anche alcune canzoni, in gran parte in versione tedesca. A Verona abbiamo

ovviamente adattato lo spettacolo alle esigenze del pubblico italiano. Sempre per Verona abbiamo modificato la successione delle canzoni e la struttura drammaturgica dello spettacolo. Sono certo che abbiamo trovato la via giusta. La versione che presenteremo in prima italiana sarà più concentrata rispetto all’edizione allestita in Germania e quindi più veloce, più intensa. E questo – conclude Van Cauwenbergh – va be-

nissimo!». Questa ultima creazione del coreografo Ben Van Cauwenuna scena del balletto bergh che è riuscito dare e trasmet- tivamente impossibile tere suggestivi quadri proporsi nel romanticidi una vita di una smo di quell’epoca. Per dare realtà ai classe che oggi non c’è sogni di ieri ritorniamo più. E se la trovi ti chiedi alle performance che subito se magari ti trovi hanno realizzato lo su Marte, perché oggi è spettacolo. impensabile trovare. La prima parte della seRoba d’altri tempi, che rata sarà interamente i più romantici sognano dedicata alla Piaf. di trovare, ma è sogget-

Verona - Teatro Romano


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Della celeberrima cantante francese saranno proposte La vie en rose, Padam.. Padam..., Milord, Mon Dieu, Hymne a l’amour e Non, je ne regrette rien, una delle sue più famose canzoni il cui incipit è entrato nella storia della musica di tutti i tempi: “No, niente di niente / non rimpiango niente / né il bene che mi è stato fatto / né il male, non m’importa”. A interpretare la Piaf sarà la ballerina francese Adeline Pastor, étoile della compagnia. Oltre a danzare, la Pastor ha cantato l’inno all’incrollabile fede nell'amore che è La vie en rose. L’omaggio a Gilbert Bécaud (interpretato da Denis Untila) ha previsto Et maintenant, Quand il est mort le poète, Nathalie, Je reviens te chercher e L´important c´est la rose. Invece interamente dedicata a Jacques Brel (e ben interpretato da Breno Bittencourt) nella seconda parte. Del grande cantautore belga sono state proposte La valse à mille temps, Mathilde, Le plat pays, Les bourgeois, Rosa, Il y a, Quand on a que

l´amour, Jef, Amsterdam e, un finale emozionante dove tutta la compagnia era in scena, Ne me quitte pas, inno all’amore come l’iniziale La vie en rose.

Adeline Pastor primo ballerino presso il Aalto Ballett Theater Essen (Germania), francese – nata a Nizza ed ha iniziato a 8 anni presso la scuola di danza di Claudette Do-

Adeline Pastor Accanto ad Adeline Pastor, Denis Untila, Breno Bittencourt e Zygmunt Apostol, saranno in scena il pianista Boris Gurevich e i danzatori Alenka Gorelcikova, Paula Archangelo, Armen Hakobyan, Davit Jeyranyan, Ana Sanchez Portales, Igor Volkovskyy, Marat Ourtaev, Maria Lucia Segalin, Michelle Yamamoto, Nwarin Gad, Simon Schilgen, Wataru Shimizu e Yulia Tsoi.

uilon per poi approdare alla grande scuola Escuela Nazionale de Ballet della “Alicia Alonso”. Adeline grandiosa nella sua sensualità e nella grazia dei movimenti, con una grande facilità di interpretazione nei vari passi di danza che emozionano in ogni attimo. Ma che dire del giovanotto del 1931 Zygmunt Apostol, polacco, un attore che del palcoscenico ha fatto la sua vita, ma anche pianista

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e compositore ed è stato direttore musicale del Teatro di Varietà e satira nella storica regione della Slesia nella Polonia meridionale: Katowice. Zygmunt Apostol, il clochard un po’ brillo e un po’ sognatore, ha strappato applausi a scena aperta, spontanei e calorosi nei vari momenti di scena. Ma la sua ilarità, accenni di piccola satira, ha coinvolto il pubblico anche con dei suoi incitamenti e coinvolgimenti diretti al pubblico che lo ha applaudito senza riserva e col sorriso che meritatamente strappava con la sua interpretazione degna del grande artista quale è. In un batter baleno le due ore sono trascorse. Si sono spente le luci e tutto è rimasto nel sogno e nel ricordo di una serata di eccezionale realizzazione grazie all’Estate teatrale veronese organizzata dall’assessorato del comune di Verona. Un emozione da non dimenticare. Eugenio Valentini © riproduzione riservata. Per queste rubriche: spettacolo@infoinrete.com


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S P E T TAC O L I magici appuntamenti a Ve r o n a

23 gennaio - Teatro Filarmonico di Verona. R A P H A E L GUALAZZI eclettico compositore e pianista, reduce dai successi

del tour estivo che lo ha visto impegnato nelle più belle arene e anfiteatri d’Italia, torna a Verona per la terza volta dove presenterà il suo spettacolo “Reality and Fantasy” nella sua nuova concezione teatrale. Sul palcoscenico sarà accompagnato da Christian Chicco Marini, Alex Gorbi, Luigi Faggi Grigioni, Max Valentini, Enrico Benvenuti e Giuseppe Conte. Biglietti da 42.00 a 25.00 euro più diritti di prevendita.

23 gennaio - Teatro Camploy di Verona. ROCCO PAPALEO

27 gennaio - Teatro Camploy di Verona. REMO ANZOVINO è la nuova rivelazione della musica strumentale italiana. Propone uno spettacolo di

emozionante originalità, capace di parlare trasversalmente, universalmente e senza una sola parola, arrivando i suoi brani dritti al cuore di tutti. Impossibile stabilire se sia più o meno jazz, più o meno classico, quanto abbia del rock, quanto dell'etnico quanto della tradizione popolare. Una musica dal respiro fortemente internazionale ma al tempo stesso profondamente italiana. Biglietti 18.00 euro più diritti di prevendita

porta sul palcoscenico “Una Piccola Impresa Meridionale”, un esperimento di teatro-canzone dove la narrazione entra ed esce dal modulo canzone. Canzoni alternate da piccoli viaggi intorno alle persone e alle cose che le hanno ispirate. Storie buffe e romantiche che vogliono divertire ma non solo. “La verità è che io mi sento un cantautore; solo che con la musica non ci ho mai mangiato”. Rocco Papaleo confessa: “sono un musicista prestato alla recitazione”. Biglietti 22.00 euro più diritti di prevendita Ediva Per informare sulle manifestazioni, spettacoli, cultura e incontri vari scrivere spettacoli@infoinrete.com cultura@infoinrete.com incontri@infoinrete.com



Trentino 7 Giorni