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ITINERARI MTB TREMILA

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Il giro è lungo 43,3 km, per il 60% su sterrati e strade bianche, con un dislivello trascurabile. E’ percorribile in 3 ore o poco più e, se prima del ponte di Salt si prosegue sulla strada dell’argine del Torre anziché sul sentiero, la si può fare anche con una bici da turismo. Il periodo migliore va dalla fine dell’estate alla tarda primavera evitando l’estate e le sue arsure. Svolgendosi in una zona fortemente urbanizzata non mancano i punti d’appoggio mentre sono scarse le fontane d’acqua. A San Gottardo, al km 26,7, il giro può essere interrotto rientrando facilmente a Udine eventualmente anche in treno.

Lunghezza: 43,3 km Dislivello: 120 m. Sterrato: 60% Tempo: circa 3 ore Difficoltà: S0/TC

A TRA E IL

A CURA DI STEFANO OSSO

L

e città di solito sorgono sulle sponde di qualche fiume, perché l’acqua è fondamentale per lo sviluppo urbano e per la vita stessa dei cittadini, e anche Udine non fa eccezione. Il problema è che per Udine non passa alcun fiume in quanto il torrente Torre, che la lambisce ad est, è appunto, un torrente e quindi molto spesso asciutto. Siccome però il Torre fino a Savorgnano è un vero e proprio fiume, gli ingegnosi abitanti hanno pensato bene di deviare la sua acqua, prima che scompaia sotto ai sassi, per portarla in città — e oltre — costruendo diverse rogge. Lungo queste rogge, oltre a una rigogliosa vegetazione, sono sorti anche diversi mulini dove ottenere farina dai prodotti della fertile campagna circostante. In questo giro, partendo dalla stazione di Udine, risaliremo fino a Zompitta seguendo alcune rogge, valorizzate da un percorso ciclopedonale, per poi ridiscendere il Torre lungo l’argine fino a Pradamano e quindi tornare al punto di partenza seguendo la ferrovia. A Pradamano incontreremo il “roiello” un’altra roggia che serviva questo paese, che poi sfocia nella roggia Milleacque, che a sua volta raggiunge Strassoldo prima di confluire nel fiume Taglio. È

42 | 21 08 2019 | TremilaSport+

inoltre sorprendente come, partendo dal centro di Udine, in brevissimo tempo si raggiunga la campagna, e di quanti sterrati la attraversino.Il percorso prevede un tratto di sentiero per mountain–bike, dal ponte di Salt a San Gottardo, ma può essere facilmente evitato percorrendo la parallela strada bianca sull’argine del Torre all’interno dell’omonimo parco. Inoltre il giro può essere accorciato, percorrendo solo la metà superiore, interrompendolo a San Gottardo e rientrando al punto di partenza o in bici lungo via Cividale, oppure in treno, sfruttando il trasporto bici offerto su ogni corsa della “littorina” Udine–Cividale.

Curiosità Udine, pur essendo posta al centro della pianura friulana e all’incrocio di importanti vie di comunicazione, fino al medioevo era poco più di un villaggio specialmente se confrontata con le “metropoli” dell’epoca quali Aquileia o Cividale. Solo a partire dall’undicesimo secolo, con la creazione della Roggia di Udine, la città cominciò a svilupparsi e nell’800 venne affiancata dal canale Ledra. Dalla Roggia di Udine, che ha prende le acque del Torre a Zompitta si stacca la roggia di Palma che porta l’acqua alla città stellata.

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n. 15 TremilaSport 09-10-2019  

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