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ITINERARI MTB TREMILA

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INFORMAZIONI

UTILI AUSTRIA

SLOVENIA

UDINE PORDENONE

AQUILEIA

GORIZIA

TRIESTE

Il giro è lungo 35,5 km, tutti facilmente pedalabili in un paio d’ore o poco più anche con una city–bike o una bici da cicloturismo. Gli sterrati sono solo il 15% del percorso e non c’è praticamente dislivello. Come indicato nel corpo dell’articolo il periodo migliore è la fine dell’inverno ma l’itinerario è percorribile durante tutto l’anno. In estate i tratti della FVG–1 e FVG–2 sono molto affollati e si rischia di dover stare in scia, per lunghi tratti, ai cicloturisti più lenti vista l’impossibilità di sorpassare. Punti di appoggio si trovano un po’ ovunque così come non è difficile approvigionarsi d’acqua. Vale la pena prendersi un po’ di tempo per visitare l’area protetta della Valle Cavanata lasciando la bici nelle rastrelliere del Centro Visite e addentrandosi lungo i senteri. Lunghezza: 35,5 km Dislivello: 5 m Sterrato: 15 % Pedalabilità: 100 % Tempo: circa 2:30 ore Difficoltà: S0/MC

A CURA DI STEFANO OSSO

L

a fine dell’inverno è senz’altro il periodo più interessante per i giri in bicicletta nella fascia costiera. La temperatura generalmente più mite rispetto alla pianura o alle colline, la brezza marina che apre gli alveoli polmonari e la scarsissima presenza di altri ciclisti rendono godibili i percorsi che durante l’estate sarebbero decisamente più affollati e caldi. Anche la scarsa presenza di vegetazione fa sì che ci possano scorgere scorci altrimenti nascosti dalla barriera degli alberi coperti di foglie. Per contro i numerosi corsi d’acqua che solcano la “bassa” impongono agli itinerari passaggi obbligati sui rari ponti che li attraversano. Sfruttando la rete cicloviaria che si sta lentamente espandendo — molto interessanti i nuovi percorsi in comune di Aquileia e Fiumicello, con standard nordeuropei — in questo numero proponiamo una piacevole escursione lungo i canali che dalla zona delle risorgive scendono placidi fino alla laguna di Grado. Partendo da Aquileia, con il suo maestoso campanile sempre visibile, una bella rete di ciclovie raggiunge Palazzatto. Poi, per strade secondarie, si raggiunge il Centro Nautico sul canale Tiel, quindi il ponte “dei 40 | 20 03 2019 | TremilaSport+

Feudi” sul canale Cucchini a Fossa Vecchia e infine lungo il canale Averto si giunge al centro visite della Valle Cavanata. Da qui si prende la ciclovia FVG–2 per Grado per ultima la famosissima FVG–1 “Alpe–Adria” che torna ad Aquileia.Interessantissimo il centro visite della Valle Cavanata con i suoi osservatori — uno raggiungibile anche in bici con una brevissima deviazione — sulla riserva naturale che conta una varietà di specie avicole tra le più numerose d’Europa. Chi volesse allungare ancora un po’ il giro, partendo dal Centro Visite, può raggiungere Punta Sdobba e la Foce dell’Isonzo con l’itinerario “Tra paludi e canneti alla scoperta della foce dell’Isonzo” presentato nel numero 8|17 di TremilaSport.

Curiosità L’area protetta della Valle Cavanata è un ex valle di pesca, non più sfruttata da decenni, e che quindi ha ripreso l’aspetto tipico delle zone lagunari. Durante tutto il corso dell’anno sono state osservate oltre 260 specie diverse di uccelli, tra cui moltissimo migratori, che svernano e nidificano durante le loro traversate. Poco oltre il centro visite, a pochi metri dalla ciclovia, c’è un osservatorio avifaunistico che offre una visuale inconsueta e affascinante su un angolo di laguna incontaminato e selvaggio.

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n. 06 TremilaSport 20-03-2019  

n. 06 TremilaSport 20-03-2019  

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