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ITINERARI MTB TREMILA

www.natisoneinbici.it

INFORMAZIONI

UTILI AUSTRIA

SLOVENIA

CIVIDALE DEL FRIULI UDINE PORDENONE

GORIZIA

TRIESTE

Il giro è lungo quasi 34 km con un dislivello di 180 m, è tutto pedalabile senza difficoltà ed è su fondo sterrato o bianco per oltre metà della sua lunghezza. È consigliata la mountain bike per il single-track vicino a Oleis e per il tratto nella brughiera tra Leproso e San Giorgio in Vado. È anche consigliato un GPS per godersi al massimo questi due segmenti senza doversi preoccupare di guardare la cartina, o le indicazioni chilometriche, a ogni bivio. Punti di appoggio si incontrano ogni pochi chilometri così pure fontane o bar. Sebbene sia percorribile durante tutto il corso dell’anno il periodo migliore per questo itinerario va dall’autunno alla primavera, in quanto l’assenza di vegetazione consente di scorgere scorci altrimenti nascosti dal fitto fogliame degli alberi che crescono lungo gli argini. Lunghezza: 20,1 km Dislivello: 40 m Sterrato: 73 % Pedalabilità: 100 % Tempo: circa 2 ore/2 ore e mezza Difficoltà: S0/TC

A CURA DI STEFANO OSSO

L

e insolitamente belle e calde giornate di questo inizio di febbraio invitano a salire in sella e a pedalare senza doversi vestire come per una spedizione polare. Il sole comincia a scaldare, la natura lancia i primi segnali di risveglio dopo il riposo invernale, e allora cosa c’è di meglio di un facile e divertente giro per sgranchirsi le gambe lungo il basso corso del Natisone? In questo numero proponiamo un anello lungo il fiume sfruttando sia alcuni tratti della ciclovia FVG–3 che alcuni sterrati lungo gli argini, per cui i pezzi su viabilità ordinaria sono ridotti

40 | 20 02 2019 | TremilaSport+

al minimo. La partenza è dalla stazione di Cividale (vecchia o nuova fa poca differenza) da dove si inizia a scendere lungo la sponda destra del Natisone fino al ponte di Manzano. In questa prima metà di itinerario si passa per Grupignano, Premariacco, la passerella di Firmano, il ponte Romano, Orsaria e località Sdricca. Da Case di Manzano si torna al punto di partenza percorrendo sempre alcuni tratti della ciclovia FVG–3 ma con una deviazione su single–track e uno sterrato nella brughiera. Il rientro alla stazione di Cividale avviene via Oleis, Leproso, San Giorgio e il ponte del Diavolo. In tutto si attraversa il fiume quattro volte, su ponti completamente diversi tra loro, ma con il corso d’acqua che li unisce come il filo di una collana, prima di scomparire sotto le aride pietraie del torrente Torre.Interessanti sia località Sdricca — ne abbiamo parlato nel numero 13|15 con il percorso “Sulle orme degli arditi” — che il complesso di San Giorgio in Vado, alle porte di Cividale, sede di un antico convento e nei cui pressi c’erano sia un antico guado (da cui il toponimo “Vado”) che una più recente passerella per attraversare il Natisone durante l‘ultima guerra.

Curiosità Il tratto da Oleis a Cividale corre lungo quello che probabilmente era il tracciato di un’antica strada romana che, partendo da Aquileia e toccando Cividale, risaliva il corso del Natisone per raggiungere il Norico, l’odierna Austria. A San Giorgio in Vado c’era un antico monastero che oggi è stato recuperato ed adibito a fattoria didattica, con un interessantissimo “hortus conclusus” (un orto medievale) e alcune ambientazioni di quel periodo. Nella chiesa un insolito affresco dell’assassinio di San Tommaso Beckett, arcivescovo di Canterbury, opera unica in Friuli.

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n. 04 TremilaSport 20-02-2019  

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