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ITINERARI MTB TREMILA

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Il giro è lungo 29,2 km con un dislivello di circa 1.000 metri. Gli sterrati sono il 45% del percorso ed è quasi tutto pedalabile, in 3~4 ore, eccetto la salita dalla Bocchetta di Calla alla Craguenza. E’ un percorso che richiede allenamento e tecnica perché la discesa sui prati non è sempre banale. Lo si può percorrere durante tutto l’anno (anche con la neve, se non è troppo alta) anche se il periodo migliore è durante l’estate o l’autunno. La salita è in gran parte all’ombra degli alberi per cui la su può fare anche durante il periodo più caldo. Punti di appoggio non ce ne sono perché i paesi non praticamente disabitati e anche l’agriturismo di Montefosca è chiuso. Bisogna essere quindi autonomi in tutto ed essere attrezzati per fronteggiare eventuali inconvenienti, oltre che ad avere scorta d’acqua e di viveri. Durante l’estate è possibile, all’arrivo, rinfrescarsi nelle acque del Natisone sfruttando le spiaggette vicino al ponte. Lunghezza: 29,2 km Dislivello: 1.000 m Sterrato: 45 % Pedalabilità: 99 % Tempo: circa 3~4 ore Difficoltà: S2/OC+ A CURA DI STEFANO OSSO

L

e Valli del Natisone sono una delle zone più disabitate della regione, con la gente che ha preferito cercare fortuna altrove per fuggire alla miseria dovuta a un territorio aspro e difficile da coltivare. Ma non è sempre stato così: fino alla guerra in queste vallate abitavano centinaia di persone, i monti erano brulli, senza alberi, destinati a pascoli o utilizzati per la fienagione, e le latterie producevano formaggi morbidi e profumati. Montefosca è uno dei simboli di questo abbandono. Una volta c’era la scuola, la latteria, due bar e tutte le case erano abitate, ora invece è un paese dove vivono poche famiglie e il senso di desolazione pervade l’aria. I posti però sono meravigliosi, con una natura rigogliosa, panorami da cartolina e silenzi d’alta quota. In questo giro andremo a scoprire la dorsale della Craguenza salendo dalla valle del Natisone, prima affacciandoci sulla sua parte alta, poi sulla valle del Chiarò e sulla pianura friulana.La prima parte del percorso prevede la salita a Montefosca prima su strada asfaltata e poi su una pista forestale, quindi si scende verso le Fracadizze per prendere un’altra forestale

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che, tagliando il versante orientale dello Joanaz, raggiunge il Uorsic e la Bocchetta di Calla. Da qui ci sono 300 metri di impegnativa salita su sentiero nel bosco, faticosi, e fare con la bici a mano, prima della Craguenza, ma poi una bellissima discesa sui prati compensa la fatica fatta. Un’altra pista forestale, parzialmente asfaltata, sfiora Puller e quindi, su asfalto, scende velocissima fino al punto di partenza.Il giro vale la pena se non altro per la discesa dai prati sommitali della Craguenza, che sfiora i 1.000 metri di quota, fino ai 700 della sella sopra Spignon, e soddisferà pienamente anche gli appassionati di down–hill.

Curiosità A poco più di un chilometro dall’inizio della forestale dopo Cocianzi, sulla sinistra c’è un sentiero segnalato che in circa 200 metri arriva al Castagno Monumentale. Si tratta di un esemplare, tuttora produttivo, alto 24 metri, con una circonferenza di 9 e vecchio di più di 300 anni. La pianta, una Castanea Sativa Miller, è un bene tutelato da Legge Regionale, e, sebbene sia il più grande di tutti, non è l’unico di dimensioni ragguardevoli che si possono trovare in questi boschi.

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n. 12 TremilaSport 18-07-2019  

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