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Federico Klausner direttore responsabile Federica Giuliani direttore editoriale Devis Bellucci redattore Silvana Benedetti redattore Francesca Spanò redattore Paolo Renato Sacchi photo editor Isabella Conticello grafica Willy Nicolazzo grafico Paola Congia fotografa Antonio e Giuliana Corradetti fotografi Vittorio Giannella fotografo Fabiola Giuliani fotografa Monica Mietitore fotografa Graziano Perotti fotografo Emanuela Ricci fotografa Giovanni Tagini fotografo Bruno Zanzottera fotografo Progetto grafico Emanuela Ricci e Daniela Rosato Indirizzo: redazione@travelglobe.it Foto di copertina: Federico Klausner | Chicago, The Cloud Gate Tutti i testi e foto di questa pubblicazione sono di proprietà di TravelGlobe.it® Riproduzione riservata TravelGlobe è una testata giornalistica Reg. Trib. Milano 284 del 9/9/2014 2


EDITORIALE

ALLERTA METEO CICLONE TRUMP È arrivato il ciclone Trump. E mai termine fu più appropriato. Anche non volendo entrare nelle dinamiche che hanno portato alla sua nomina, alcuni punti del suo programma impensieriscono molto e se attuati possono coinvolgere il mondo in disastri assai peggiori della sua elezione. Mi riferisco in particolare alla volontà di cancellare l’accordo sul clima faticosamente raggiunto e ratificato dal suo predecessore Obama il 4 ottobre scorso a Parigi, che è entrato in vigore il 4/11, salutato come la migliore opportunità per salvare il pianeta. In esso 72 Paesi, dalla UE alla Nuova Zelanda, che rappresentano il 57% delle emissioni nocive su scala globale – numeri maggiori della fatidica soglia del 55 Paesi e 55% delle emissioni, che erano le quote da superare perché l’accordo entrasse in vigore – avevano preso impegni per diminuire il riscaldamento globale. Per la prima volta perfino la Cina, il più grande inquinatore del pianeta, aveva partecipato. L’America si era impegnata di ridurre le emissioni serra del 26-28% sotto i livelli del 2005 entro l’anno 2025. Ora Myron Ebell, nominato capo della transizione dell’EPA (Enviromental Protection Agency) ha già cancellato i fondi Onu per i programmi contro il riscaldamento globale e revocato le restrizioni per l’estrazione di idrocarburi imposti dall’EPA sotto Obama e giudicati “una disgrazia” dal nuovo inquilino della Casa Bianca. Per capirci, Ebell, dirige le politiche “ambientali” di una lobby finanziata dall’industria del carbone ed è in palese conflitto di 3

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interessi. Dall’inizio della rivoluzione industriale 150 anni fa, la temperatura media globale è salita di 0,8°C con enormi conseguenze: dalla riduzione delle calotte glaciali alle situazioni climatiche estreme; i cicloni sono in aumento e la desertificazione procede senza tregua, impattando drammaticamente sulla vita di milioni di uomini. Occorre diminuire le emissioni di anidride carbonica (CO2) del 50% entro il 2050 - di 80% i paesi più industrializzati per contenere l’aumento della temperatura globale sotto i 2°C, oltre cui il clima rischia di andare fuori controllo. Secondo molti scienziati, senza interventi, nel corso di questo secolo la temperatura globale si alzerà fino a un massimo di 5° C portando con sé disastri ambientali inimmaginabili e irreversibili: inondazioni a causa dell’abbondanza delle piogge in alcune zone e siccità in altre, scioglimento dei ghiacciai, prosciugamento dei fiumi e delle risorse idriche, innalzamento del mare con rischio per nazioni come Maldive e Bangladesh e per città come Londra, Shanghai, New York, Tokyo, Hong Kong e Venezia e più rapida estinzione delle specie (fino a un terzo) tra animali, piante ed ecosistemi che non saranno in grado di adattarsi. Occorre opporsi al nuovo corso USA, la cui irresponsabilità rischia di devastare il pianeta, con azioni di sensibilizzazione e isolamento. Ma anche continuare la ricerca di produzione di energia pulita e perseguire gli obbiettivi di programma fissati nel Cop22 resistendo a tentazioni sfasciste.


Tanti auguri di Buone Feste da TRAVELGLOBE!

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S O M M A R I O

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EDITORIALE di Federico Klausner

olanda Il Paese dei balocchi

Foto e testi di Giovanni Tagini usa Bella con anima

Foto e testi di Federico Klausner ITALIA

NEWS

turchia Il lungo cammino degli dei

Foto e testi di Bruno Zanzottera FRANCIA Una cittĂ da mangiare

Foto e testi di Giovanni Tagini

Pompei nel cassetto

Foto e testi di Graziano Perotti

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LEGENDA

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M E N T E C UO R E NA T U R A G U S TO CORPO


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IN VOLO

DIARIO

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MOSTRA MILANO

MOSTRA NAPOLI

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DAY HOTEL


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| Il Paese dei balocchi

Quando si avvicina il Natale l’Olanda si trasforma. Tutto il Paese si addobba come un unico immenso albero di Natale. Dove le bicilette lasciano il posto ai cavalli bianchi di Sinterklaas.

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Nella pagina d’apertura: una simpatica e colorata banda di Babbi Natale si esibisce tra le bancarelle del mercato natalizio di Dordrecht che quest’anno si animerà dal 16 al 18 dicembre. Nella pagina precedente: la coloratissima vetrina del “Russian Treasures” di Inna Kaufman Collection, ubicata in una nicchia della Nieuwe Kert, la chiesa di Amsterdam che si affaccia in piazza Dam. Un negozio dove trovare decori natalizi molto particolari e unici.

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Nella foto a sinistra: lungo il canale Singel di Amsterdam compare un’ironica e divertente pubblicità della rivista olandese VN (Vrij Nederland) che augura buone feste ai lettori con l’immagine di un Babbo Natale nudo e decisamente “brillo”. Nella foto sotto: dopo ore passate nel caos festoso e colorato del mercatino natalizio di Dordrecht, se il meteo è clemente, una passeggiata lungo i canali di Wolwevershaven sono un toccasana per riacquistare le forze e affrontare la lunga notte di festeggiamenti.

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Nella pagina precedente: una vista panoramica di Piazza Vrijthof. Maastricht si prepara al Natale trasformandosi in un luogo magico; si allestiscono un grande mercatino, una pista di pattinaggio, ristoranti e pub e naturalmente la grande ruota panoramica. Sopra: la centralissima Piazza Dam. I palazzi sono avvolti da luci calde e un grande albero di Natale al calar del sole illumina a festa i passanti. La magia di Amsterdam.

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Sotto: a Delft le illuminazioni natalizie sono cosa molto sentita e amata, migliaia di lucine led riscaldano l’ambiente illuminando i canali e le case di tutta la città , creando un’atmosfera molto chic.

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Lungo le strade di Dordrecht si possono fare strani e piacevoli incontri. Vestirsi con i costumi tradizionali è usanza molto comune in Olanda ed è consuetudine trovarsi in situazioni che ti riportano per pochi istanti a un piacevole passato.

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Sotto: ad Amsterdam, nell’elegante quartiere Spiegelkwartier, quello delle gallerie d’arte e antichità, si corre freneticamente per terminare gli ultimi allestimenti. In qualche galleria tra poco ci sarà una festa.

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Sotto: con due chilometri e mezzo di lunghezza e trecento bancarelle, Dordrecht ha il mercatino natalizio più grande d’Olanda. Si snoda attraverso il centro città per arrivare fino al porto. Un fitto programma di canti natalizi e spettacoli accompagna l’evento.

A destra: divertimento assicurato per tutti i ragazzini di Delft. La grande pista di pattinaggio su ghiaccio dove sfrecciare all’impazzata è considerata tra le cinque piste cittadine più belle d’Olanda. E fare slalom tra gli alberi la rende probabilmente anche la più divertente.

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In queste pagine: la cura nei dettagli nell’allestimento natalizio si percepisce ovunque. Ogni negozio, dal semplice barbiere all’elegante store di souvenir, cura ogni aspetto per migliorare e rendere indimenticabile l’atmosfera natalizia della città. E per i più piccini nelle varie piazze ci sono giostre a tema, dove il divertimento è assicurato.

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A sinistra: al grande magazzino De Bijenkorf di Maastricht non si bada a spese, luminarie e festoni natalizi ricoprono ogni angolo dell’edificio. L’importante è stupire il visitatore. A destra: anche il Magna Palace, uno dei piÚ eleganti centri commerciali affacciato su piazza Dam di Amsterdam, ogni Natale incanta i propri clienti con un gigantesco albero che dalla hall svetta fino al secondo piano.

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Nella pagina precedente: a Maastricht quest’anno ci sono due grandi novità: la grotta di Babbo Natale e la spettacolare ‘Magical Light Route’ che ogni sera mette in mostra l’estro degli artisti delle luci e guida i visitatori alla scoperta del centro storico. Sotto: la vetrina di De Kaaskamer, il negozio di formaggi più famoso di Amsterdam, compone forme di cheddar in addobbi natalizi, un’idea decisamente divertente.

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Sopra: la casa di Babbo Natale a Maastricht è pronta per accogliere i piÚ piccini, tutto è in ordine, la tavola perfettamente imbandita presenta vassoi pieni di dolci e bonbon. Non resta che accendere le candele e aprire le porte a centinaia di bambini desiderosi di entrare.

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A Sinistra: ad accogliere i bambini c’è il padrone di casa, Babbo Natale in persona, e dopo aver distribuito dolcetti e regalini, si siede sulla sua poltrona preferita e a turno li prende in braccio per una foto ricordo.

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In Olanda le feste natalizie sono un divertimento assicurato. Piste di pattinaggio, luci colorate, giostre, bancarelle con dolci e giocattoli regalano a ogni bambino momenti unici e indimenticabili, questa è la magia del Natale.

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A sinistra: l’Amsterdam Light Festival è un evento dedicato all’arte della luce, si svolge dal 1 dicembre al 22 gennaio. Artisti, architetti e light designers, trasformano la città addobbandone i canali. A destra: piccole candele a forma di deliziosi cioccolatini, pupazzi di neve con il cappotto e il berretto rosso, portacandele e addobbi per l’albero, sono solo una piccolissima parte di tutto quello che le bancarelle natalizie possono offrirvi.

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Sopra: a Delft risiede la sede della famosissima azienda di ceramiche blue, la Royal Delft che, dal 1653, oltre a creare pregiati oggetti per la casa, tutti rigorosamente dipinti a mano, ogni anno per le festività Natalizie crea nuove linee con oggetti di decoro unici. Nella foto una figura tradizionale olandese da appendere sull’albero.

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Sotto: al calar del sole, nella centralissima Piazza Markt di Gouda, un gruppo di anziani uomini suona il midwinterhorn, uno strumento a fiato risalente ai primi del ‘900. La tradizione vuole che sia suonato solo tra la prima domenica di Avvento e l’Epifania. Il suono cupo e maestoso si sente in tutta la città ed è un modo per richiamare i cittadini a festeggiare la notte delle candele.

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Nella pagina precedente: il famoso quartiere degli specchi illuminato a festa. In quest’angolo di Amsterdam ci sono piÚ di settanta negozi tra antiquari e gallerie d’arte. Il posto giusto per acquistare gli ultimi regali di Natale. Sotto: anche i Vigili del Fuoco festeggiano il Natale. Antichi mezzi stradali ricoperti di lucine colorate si spostano per le strade di Gouda e dei simpatici pompieri travestiti da Babbo Natale regalano dolcetti ai piÚ piccoli.

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INFO UTILI Foto e testi di Giovanni Tagini Principali eventi invernali Amsterdam: dal 1 dicembre al 22 gennaio si volge L’Amsterdam Light Festival dedicato all’arte della luce. Artisti, architetti e light designers trasformano la città, addobbandone i canali. Dal 10 dicembre al 5 febbraio si svolge il festival delle sculture di ghiaccio con il tema “It’s all about music” quarantadue tra i migliori artisti del ghiaccio da tutto il mondo creeranno spettacolari sculture.

Utrecht: dal 7 novembre al 10 gennaio La città di Utrecht ospiterà la quinta edizione del Winter Utrechtcon più di cento attività legate all’inverno. L’evento più atteso è il festival “Knuss Winterfest’” durante il quale molte piazze saranno animate da mercatini natalizi e piste di pattinaggio. Groningen: dal 10 al 28 dicembre va in scena il Winter Wel Vart è un evento invernale dove si potrà salire a bordo delle caratteristiche navi storiche illuminate a festa ormeggiate nei luoghi più suggestivi del centro e lungo le rive del fiume A.

Dordrecht: dal 16 al 18 dicembre si svolge il mercatino di Natale più grande d’Olanda, 2 chilometri e mezzo di lunghezza e 300 bancarelle.

Bourtange: dal 3 al 18 dicembre la piccola città fortificata di Bourtange diventa meta di uno dei più romantici e visitati mercatini nell’Olanda del nord.

Maastricht: dal 2 dicembre al 1 gennaio sulla piazza Vrijthof, vengono allestiti un grande mercatino natalizio, una pista da pattinaggio e una ruota panoramica. Le novità di quest’anno sono la grotta di Babbo Natale e la Magical Light Route.

Gouda: il 16 dicembre va in scena la notte delle candele, tutte le illuminazioni artificiali si spengono e la città è illuminata solo da candele. Molto suggestivo. Info utili Sito ufficiale dell’Ente Nazionale Olandese del Turismo Easyjet


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| Il lungo cammino degli dei

540 km di sentieri lungo la costa sud della Turchia, tra le città di Fethiye e Antalya, nel territorio occupato dall’antica Licia. Uno dei piÚ bei trekking al mondo, stretto tra montagne e mare, ricco di boschi e cultura.

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Apertura: la baia di Kelebek lungo la Via Licia. Doppia pagina precedente: le colonne della via principale dell’antica città Licia di Patara. Gli scavi archeologici mostrano che la città fu costruita nel III millennio a.C. durante l’Età del Bronzo. Le leggende raccontano che venne fondata da Pataro, figlio di Apollo, e nell’antichità divenne famosa proprio per la presenza di un oracolo di Apollo. Fu il più importante porto della Licia e i suoi primi coloni furono Dori provenienti da Creta. Dopo aver fatto parte dell’impero Persiano, Patara fu conquistata da Alessandro Magno nel 334 a.C. e successivamente divenne la capitale della lega Licia fondata nel 168 a.C. Foto sopra: un segnavia della Via Licia che indica la tappa verso Faralya.

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Il sentiero lungo la Via Licia che scende verso la spiaggia di Kabak. La Licia è il nome storico della penisola di Teke, caratterizzata in buona parte da un territorio montuoso, particolarmente impervio. La Via Licia percorre 540 km di sentieri che costeggiano le montagne a picco sul mare di questa regione. Il percorso inizia dalla città di Fethiye ed è costituito da 29 tappe, che terminano ad Antalya. Il suo punto più alto è rappresentato dai 1811 m del Monte Thartali, che svetta sopra una grande foresta di cedri.

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La 2ª tappa scende dal villaggio di Faralya verso la magnifica spiaggia di Kabak. X Si tratta di circa 3 ore di cammino all’interno di una foresta di pini, contornando le pendici sudoccidentali del Monte Baba. La spiaggia di Kabak è una delle molte possibilità date dal percorso di una nuotata in tutta tranquillità. Il percorso lungo tutte le tappe è indacato dai segnavia biancorossi della convenzione internazionale dei Grandes Randonnées ed è stato segnalato dal Sunday Times come uno tra i 10 trekking più belli al mondo per i suoi paesaggi spettacolari, alternati da importanti siti archeologici.

I monti lungo cui si snodano i sentieri della Via Licia hanno una struttura geologica formata da uno strato di calcare simile alle Alpi. I ghiacciai, che anticamente occupavano le zone più alte, e i torrenti hanno eroso la pietra creando gole profonde all’interno delle montagne, con falesie strapiombanti sul mare. Le coste sono spesso battute dal Lobos, un vento proveniente da sud-ovest che permette di sopportare più facilmente le temperature estive, che raggiungono facilmente i 35°.

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La 4ª tappa raggiunge il villaggio di Bel. Si svolge lungo un altopiano caratterizzato da campagne con terrazzamenti e muretti a secco. Le precipitazioni in questa regione hanno permesso la crescita di boschi e foreste, oggi presenti esclusivamente nelle valli piÚ impervie e lungo le pendici dei monti. Sugli altopiani centrali queste sono state sacrificate per creare terreni agricoli. La vegetazione odierna è composta da querce e aceri solitari, oltre a piantagioni di ulivi, tra cui si distinguono esemplari plurisecolari.

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Nei villaggi di montagna percorsi dalla Via Licia la vita è rimasta praticamente immutata da secoli. La pastorizia si affianca all’agricoltura come fonte di sostentamento. Ma anche in questi luoghi la migrazione verso i centri lungo la costa, come Antalya o Fethiye, e verso le grandi metropoli di Istanbul e Ankara, sta lentamente spopolando le zone rurali. Chi riesce a fare fortuna ritorna nei luoghi d’origine per costruirsi una seconda casa, che spesso cozza con l’armonia delle architetture tradizionali.

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Buona parte del percorso lungo la Via Licia si svolge in quota, con discese verso spiagge e baie per permettere agli escursionisti momenti di relax al mare. Nelle parti alte il percorso rimane spesso in vista del mare, con bellissime panoramiche sulla costa, che si presenta sempre molto frastagliata. La vegetazione dominante è costituita da pini neri e pini rossi, che sopra i 1.000 m d’altitudine lasciano il posto a cedri e ginepri. Lungo i corsi d’acqua si trovano grandi platani dalle caratteristiche foglie a cinque dita.


Affreschi della chiesa di San Nicola a Demre (Myra). La chiesa, che oggi si trova circondata dalla città moderna di Demre, fu attiva tra il V ed il XII secolo. La sua importanza è data dal fatto di essere stata il luogo di sepoltura di San Nicola, vescovo ortodosso dell’antica città di Myra nel IV secolo. Alla sua morte il suo culto si diffuse dall’Asia Minore a Costantinopoli per raggiungere, in seguito a scritti greci e latini, l’Occidente e il mondo cattolico. Quando nell’XI secolo Myra venne conquistata dai Turchi, una spedizione di marinai baresi raggiunse la chiesa dove si trovavano le sue spoglie e riuscì ad impadronirsi di una parte dello scheletro del santo, trasportandolo a Bari dove giunse il 9 maggio 1087.

L’arco d’ingresso all’antica città Licia di Patara. Questo monumentale arco a tripla volta è tra i monumenti meglio preservati della città. Un’iscrizione, che risale all’imperatore romano Traiano, ricorda che l’opera fu realizzata intorno al 100 d.C., in onore del primo governatore della Licia romana Trebonius Proculus Mettius Modestus. Sull’arco si trovano 12 piedistalli su cui erano sistemate le statue di Modestus e della sua famiglia.

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Le rovine dell’anfiteatro di Patara. Dopo la conquista da parte di Alessandro Magno, nel 334 a.C., Patara continuò a essere uno tra i principali centri della Licia e un’importante base navale. La città mantenne il suo ruolo predominante nella regione anche quando entrò a far parte dell’impero Romano, ricevendo le visite degli imperatori Vespasiano e Adriano. Il suo declino


iniziò nel VII secolo, a causa della crescita della potenza navale araba. Il successivo insabbiamento del porto segnò la fine della città, trasformandola in una sorta di palude malarica. Oggi l’area è diventata un parco nazionale con le rovine situate proprio alle spalle di una magnifica spiaggia lunga 12 km.


La necropoli della città sommersa di Simena nella 16° tappa della Via Licia, si trova di fronte al mare che circonda il promontorio di Üçağiz ed è sovrastata dalle rovine di un antico castello costruito dai Cavalieri di Rodi, nel XIV secolo. È composta da tombe a sarcofago disseminate tra ulivi secolari. Vari terremoti tra il II e il VI secolo d.C. causarono l’affondamento del porto e di parte della città, che si trovavano sull’adiacente isola di Kekova, con il conseguente abbandono del territorio.

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Tombe a sarcofago nella necropoli di Simena, che domina il villaggio di ĂœĂ§aÄ&#x;iz di fronte all’isola di Kekova. Le tombe a sarcofago sono un tipo di sepoltura comune in tutto il mondo. La maggior parte dei sarcofaghi lici risalgono al periodo romano e si distinguono per le loro grandi dimensioni, insolite per questo tipo di inumazione. In genere sono costituiti da tre parti distinte: la base, la camera mortuaria ed un coperchio triangolare. Nei sarcofaghi di personaggi particolarmente importanti, sotto la camera mortuaria vi era una seconda camera contenente le spoglie di schiavi e servi.

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Queste pagine e precedente: le rovine di Myra, al termine della 18ª tappa della Via Licia, sono uno dei luoghi più spettacolari dell’intero percorso. Le origini della città sono sconosciute. Le prime menzioni letterarie datano intorno al I secolo a.C. e la citano come uno dei sei principali centri della Licia. I resti più significativi della città sono il grande anfiteatro, riconosciuto come il più imponente di tutta la regione, e la pletora di tombe scavate nella roccia che lo sovrastano. Queste sepolture sono le più ricche ed elaborate di tutta la Licia. Le tombe tendono a riprodurre le facciate delle abitazioni e gli esempi più elaborati sono scolpiti in forma di templi ionici.

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Navigazione in caicco nella baia di Olympos. Come Patara e Myra, Olympos fu una delle città facenti parte della confederazione Licia. Venne fondata in periodo ellenico ai piedi dell’omonimo monte, che oggi prende il nome di Thartali. Le leggende greche raccontano che da questi monti il dio Poseidone osservava le gesta di Ulisse quando lasciò la dea Calypso e approdò sull’isola di Nausicaa in seguito ad una tempesta. Come altre città licee, Olympos fu visitata dall’imperatore romano Adriano, che ne cambiò il nome in Adrianopoli.

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A destra: un sarcofago dell’antica città sommersa di Dolchiste, conosciuta anche con il nome di Apollonia, nei pressi dell’isola di Kekova. La città venne distrutta da un terremoto nel II secolo d.C. Successivamente venne ricostruita e tornò a essere un fiorente centro durante l’Impero Bizantino, ma venne definitivamente abbandonata dopo una serie di scorrerie da parte dei pirati arabi. Il modo migliore per visitare Kekova e le rovine del suo porto sommerso, è quello di affittare un kayak per costeggiare l’isola.

L’antica città Licia di Olympos era dedicata al dio del fuoco Efesto. Sulla montagna che sovrasta la città, infatti, ardono tuttora fiamme eterne. Il fenomeno è provocato dalla fuoriuscita di gas metano, che filtra tra le rocce della collina. Il luogo venne chiamato Chimaera, dal nome di un animale mitologico che sputava fuoco, con la testa di leone, il corpo di capra e la coda di serpente. La leggenda vuole che il mostro venne sconfitto proprio qui da Bellerofonte, che si avvalse dell’aiuto di Pegaso, il suo cavallo alato. Chimaera è diventata meta di escursioni ed è raggiunta dalla 23 ªtappa della Via Licia.

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Pagina precedente: la bellissima spiaggia di Kaputas nei pressi della cittadina di Kas. Sebbene sia sovrastata dalla strada la spiaggia rimane un luogo particolarmente suggestivo di fronte ad un mare color turchese. Pomodori, formaggio, yogurt, miele, cetrioli e uova sode sono la base delle prime colazioni turche.


INFO UTILI Foto e testi di Bruno Zanzottera Come Arrivare Turkish Airlines, ha più voli giornalieri da Milano e Roma per Istanbul. Da qui si prende un volo interni per Dalaman o Antalya a seconda che si voglia seguire il percorso da Fethiye ad Antalya o viceversa. La Via Licia La Via Licia è stata segnalata come uno tra i percorsi di trekking di lunga distanza tra i più belli al mondo per le sue caratteristiche paesaggistiche, naturalistiche, storiche ed archeologiche. Si tratta di 540 km di sentieri e mulattiere, che si sviluppano lungo la costa meridionale della Turchia, nel territorio occupato dall’antica confederazione Licia, tra le città di Fethiye e Antalya. Il percorso è stato recentemente ridisegnato e diviso in 29 tappe, completamente segnalate con i segnavia biancorossi della Federazione Internazionale di Grande Randonnée. Ad ogni punto tappa sono previste possibilità di alloggio, che va-

riano da piccoli hotel a case private, in villaggi o campeggi. Il percorso è classificato tra medio e difficile, soprattutto per la lunghezza e per una serie di salite e discese piuttosto ripide, anche se non si raggiungono mai altitudini significative. Il punto più alto è situato a 1811 sul Monte Thartali. I periodi migliori per affrontare il percorso sono quelli compresi tra febbraio e maggio e tra settembre e novembre, sebbene anche in inverno le temperature, soprattutto nella parte costiera, non sono mai troppo rigide. L’estate può essere molto calda, ma questo è il periodo migliore per fare un bagno in mare nei luoghi dove il percorso scende sulle spiagge. Non è obbligatorio percorrere l’intero itinerario, c’è la possibilità di realizzarne esclusivamente dei tratti anche di pochi giorni. In molte tappe vi è la possibilità di raggiungere la strada o un villaggio. Per maggiore informazioni sul percorso, per acquistare on line mappe e la guida in inglese di Kate Clow potete andare sul sito.

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| BELLA CON ANIMA

Affacciata sullo sterminato lago Michigan, Chicago è una città multietnica votata alla cultura. Le piazze che si aprono tra la selva di grattacieli ospitano opere di grandi artisti: da Picasso a Calder, da Dubuffet a Mirò.

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In apertura: la decorazione di una fermata della subway riproduce lo skyline della città . In questa pagina: panorama di Chicago dall’Osservatorio 360, che si trova in cima alla Torre John Hancock, in North Michigan Avenue. Progettata per essere il secondo edificio piÚ alto al mondo del tempo (457 m.), la sua costruzione venne interrotta nel 1967, per problemi tecnici dovuti a


un innovativo sistema di iniezione del cemento, e completata nel 1969. Con 2,8 milioni di abitanti (che diventano quasi 10 considerando l’area metropolitana, la cosiddetta chicagoland), Chicago è la terza città degli USA dopo New York e Los Angeles. Una città multietnica, centro finanziario e industriale, e capitale del blues, che si stende per 50 km lungo le rive dell’immenso lago Michigan.


South La Salle Street è uno dei palcoscenici più gettonati per le foto di matrimonio, perché pare che la Camera di Commercio (sullo sfondo) porti fortuna agli sposi, che celebrano in diverse chiese, palazzi e librerie nella stessa via. E anche se si tratta di una leggenda metropolitana, nessuno vuole lasciare la fortuna intentata. Il Chicago Board of Trade (CBOT), fondato nel 1848, è il più vecchio luogo di scambio di future e di opzioni al mondo: più di 50 differenti tipi vengono trattati da 3600 membri della compagnia.

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Agli americani piace esagerare, anche nelle moto. Due sono le marche piÚ celebri che si contendono il mercato motociclistico delle grosse cilindrate: la Harley Davidson di Milwaukee (Wisconsin) e l’Indian di Springsfield (Massachusetts, la prima fabbrica di moto USA), ciascuna con i propri irriducibili fan. Autentici monumenti su ruote, con motorizzazioni da oltre 1800 cc e pesi che superano spesso i 400 kg, vengono ulteriormente customizzate dagli appassionati per avere un gioiello unico. Il prezzo finale è anche di diverse decine di migliaia di dollari.

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Pagina precedente a sinistra: una scala antincendio sulla facciata di un edificio. Costruite a partire dalla fine del 1800 contro il pericolo degli incendi, sono cadute in disuso alla fine degli anni 60. A destra: la Torre dell’Acqua, Uno degli edifici più antichi di Chicago. Costruita intorno al 1860 per sopperire ai bisogni della città, fu l’unico edificio pubblico a sopravvivere al terremoto del 1871 insieme alla stazione di pompaggio. In questa pagina: In senso orario: una via di Chicago all’ombra dei grattacieli, l’ingresso a Chicago della Interstate 90, la metropolitana corre sopra le strade della città.


Lungo le sponde del Chicago River, durante la bella stagione, bar e ristoranti portano all’aperto sedie e tavoli e spalancano gli ombrelloni, creando l’atmosfera variopinta e festosa di una rive gauche made in USA.

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I grattacieli affacciati sul Millenium Park osservati dalla Cindy’s rooftop terrace del Chicago Athletic Association Private Club, uno storico edificio del 1890 riconvertito in hotel, ristorante, bar e sala giochi. Sullo sfondo il lago Michigan.

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Gli straordinari giochi di specchi della Cloud Gate, opera del grande artista Anish Kapoor, familiarmente soprannominata The Bean (il fagiolo) per la sua forma che ricorda il popolare legume. Costruita tra il 2004 e il 2006, al centro della AT&T Plaza nel Millennium Park, è composta da 68 lastre di acciaio inossidabile saldate insieme invisibilmente. Le sue dimensioni sono 10 m × 20 m × 13 m., pesa circa 100 tonnellate e il prezzo finale 26 milioni di dollari.

A destra: l’imponente Flamingo, una scultura in ferro, rosso vermiglio, dell’artista Alexander Calder. Alta 16 metri e pesante 50 tonnellate, è collocata in Federal Plaza, di fronte al Kluczynski Federal Building. L’opera è stata commissionata dalla United States General Services Administration ed è stata inaugurata nel 1974, anche se la firma di Calder sulla scultura indica che è stata finita nel 1973. Nelle piazze della metropoli sono distribuite numerose installazioni di celebri artisti, che fanno di Chicago una galleria d’arte a cielo aperto: oltre ad Anish Kapoore Calder, Picasso, Dubuffet, Mirò, Chagall e molti altri.

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Pagina precedente: dall’Osservatorio 360, in cima alla Torre John Hancock, si può ammirare il litorale di Chicago sul lago Michigan. Lungo 500 km, e largo al massimo 190, ha una superficie di 57.760 kmq, che lo colloca al 5° posto tra i laghi più vasti al mondo. Qui sopra: lo swing dello stesso osservatorio: una vetrata reclinabile che regala ai turisti una dose extra di adrenalina. A fianco: la ruota panoramica cuore del Navy Pier, ricostruzione storica della prima ruota realizzata a Chicago nel 1893. Il molo risale al 1916, quando veniva utilizzato come attracco per le navi passeggeri e cargo. Era occupato in prevalenza da magazzini, sebbene fossero già presenti un teatro, una pista da ballo e alcuni ristoranti. Chiuso al pubblico durante la Seconda Guerra Mondiale, fu riaperto nel 1995, ristrutturato come quartiere di divertimenti e vita notturna, ed è visitato annualmente da 8,6 milioni di visitatori.

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La porta di ingresso della Chinatown di Chicago, un microcosmo a sÊ, in cui molti abitanti parlano solo cinese. Dal 1905, anno della fondazione, Chinatown è centrata sulle vie Cermak e Wentworh, nella zona sud della città . Al suo interno si trovano tutti i servizi e i 86


negozi riforniti di prodotti cinesi. La mattina presto si tengono mercati asiatici su semplici stoffe appoggiate a terra. La maggior parte dei ristoranti è semplice e spartana, ma vi si può assaporare l’autentico cibo cinese, quando non è preparato per i palati occidentali. 87


A sinistra: l’imponente e bianchissimo AON Center al 200 di East Randolph Street. Progettato dall’architetto Edward Durell Stone, fu completato nel 1973 per la Standard Oil. Con 83 piani e un’altezza di 346 m. è il terzo edificio più alto di Chicago. Possiede una struttura tubolare in acciaio progettata per resistere ai terremoti e per smorzare l’oscillazione causata dal vento. L’iniziale rivestimento di marmo si dimostrò inadatto per il rigido inverno di Chicago e tra il 1990 e il 1992 fu sostituito con pannelli in granito bianco di Mount Airy. Il giardino ai suoi piedi è stato scelto come rifugio da numerosi conigli. A destra: il Chicago river solcato da battelli turistici si snoda tra i grattacieli. Nel 1900, per risolvere i problemi di inquinamento del Lago Michigan, il suo il corso fu invertito con la costruzione di un canale, che lo collegò al fiume Illinois. Lungo 251 chilometri, viene colorato di verde nel giorno di san Patrizio.

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Interno di un caffè. Nel centro di Chicago, accanto ai caffè della catena Starbucks, ci sono moltissimi bar di ottimo livello, che servono cibi preparati al momento. Insieme ai piatti ipercalorici, tipici della tradizione USA, si sta facendo strada una tendenza se non proprio vegetariana, molto più salutista.

A destra: i food trucks, ormai una istituzione nel panorama cittadino. Ce ne sono una ventina sparpagliati per la città ed esiste un sito che permette di localizzarli. Non si devono ritenere fast food di emergenza alla buona. L’igiene è molto curata e ciascuno è specializzato in un tipo di cucina diversa: messicana, indiana, francese, vietnamita, italiana, ecc. Sono proposti piatti gourmet molto raffinati, che ogni anno competono per il titolo di miglior food truck.

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Per oltre 150 anni il quartiere sud occidentale di Pilsen è stato il punto di arrivo degli immigranti. A una prima ondata proveniente dall’est Europa (Pilsen prende il nome dalla città ceca) ne sono seguite successive a predominanza centro-sud americana. L’intervento di studenti e creativi ha portato alla apertura di ritrovi originali, bar bizzarri, ristoranti eccentrici di cucina messicana e alla fioritura dell’arte di strada. A ogni angolo si scoprono bellissimi murales, che ornano muri, facciate di case e stazioni ferroviarie, alcuni a carattere di denuncia sociale, la maggioranza a soli fini artistici. È facile imbattersi in scolaresche che gli insegnanti d’arte conducono qui per una lezione sul campo.


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La metropolitana di Chicago, (“L” train), che con le sue 8 linee serve la città di Chicago e alcuni sobborghi circostanti, è seconda per estensione negli USA solo alla metropolitana di New York. Ha iniziato ad operare nel 1892. La maggior parte delle linee corre in superficie e viaggia sopraelevata. La più famosa è quella del Loop, un cerchio che unisce le stazioni del centro di Chicago. A destra: un’insegna proibisce l’introduzione di armi nella metropolitana. Sotto: Una pensilina a forma di Lego.

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Pagina precedente: linee moderne, classiche, rettilinee e poligonali si incrociano nello skyline di Chicago, conferendo alla città una originalità unica. A destra: il Millennium Park, il più grande giardino del mondo con i suoi 24,5 ettari di superficie, che coprono una ferrovia e grandi parcheggi. Progettato in ottobre 1997 per un costo di 150 milioni di dollari, è stato completato nel luglio 2004 a un costo triplo. Uno dei suoi elementi è la Crown Fountain di Jaume Plensa, che si compone di due torri di vetro alte 15 metri alle estremità di una vasca di circa 70 m, piena d’acqua. Le torri sono


degli schermi sui quali compaiono delle immagini video: volti che cambiano espressione, dalle cui bocche sgorga l’acqua. Quando i volti scompaiono, le torri si trasformano in muri di vetro dall’alto dei quali l’acqua cade a cascata. In questa pagina: la grande cupola in vetro colorato e piombato di Healy and Millet nella rotonda della Grand Army of the Republic, presso il Chicago Cultural Center.


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A sinistra: un altro capolavoro del Millenium Park è il l Jay Pritzker Pavillion, disegnato da Frank Gehry, un enorme padiglione dedicato alla musica, con 5000 posti a sedere fissi e un prato circostante in grado di accogliere fino a 15.000 persone. Il padiglione è composto da tubi e lastre di acciaio inossidabile e volute di titanio, disposte in modo da creare un effetto sonoro unico e da riflettere le luci e i colori del palco nell’oscurità della sera. Sopra: il celebre quadro “Gas 1940” olio su tela del pittore americano Edward Hopper, di proprietà del Museum of Modern Art di New York in prestito per una mostra sull’autore alla Chicago Art Gallery.

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A Chicago anche gli edifici privati fanno a gara per abbellire le loro hall con opere di grandi artisti. Qui l’installazione mobile in acciaio smaltato “L’Universo” di Alexander Calder orna l’ingresso della Willis Tower. Nota anche come Sears Tower, con i suoi 443 m. (527 incluse le antenne televisive) è stata l’edificio più alto del mondo dal 1973 al 1998. Commissionato dalla catena di grandi magazzini Sears Roebuck & Co, fu progettato da Bruce Graham, Fazlur Khan, Owings e Merrill. Conta 110 piani, 108 effettivi in quanto due sono piani di manovra dei 104 ascensori. Al 103° piano c’è l’osservatorio panoramico Skydeck, con le sue balconate completamente in vetro, sospese nel vuoto.

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Variopinti distributori di free press allineati lungo una strada della cittĂ . A Chicago si pubblicano una ventina di quotidiani e innumerevoli settimanali, molti dei quali dedicati alle diverse comunitĂ .

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Qui sopra: vertiginose architetture verticali del centro di città assediano vie sempre all’ombra. A fianco: un cartello segna l’inizio della U.S 66 la storica highway, che da Chicago raggiunge Santa Monica in California dopo 3755 km. Inaugurata nel 1926, venne rimossa dal sistema ufficiale delle highways con l’avvento dell’Interstate


Highway System nel 1985. Sopravvivendo a se stessa, la strada continua a esistere sulle mappe con il nome di Historic Route 66, legata al ricordo dello scrittore Steinbeck, che in Furore dedicò un capitolo alla Mother Road, del Dust Bowl (il trasferimento dei contadini dell’Oklahoma verso la California), dei musicisti Bobby Troup, nat King Cole, Chuck Berry, fino ai Rolling Stones e Depeche Mode. Sotto: un fiammante mezzo dei pompieri esce dalla stazione.


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Su un palo in centro alla città sono affissi diversi cartelli pubblicitari per ogni necessità. “Divorce 1 day $59” sembra portare sfortuna alle due spose omosessuali (a destra) che, al termine della cerimonia, si fanno ritrarre dal fotografo nei loro due abiti bianchi, ciascuna con il proprio bouquet, di fronte alla Camera di Commercio, uno degli sfondi prediletti per i matrimoni.

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Alla pagina precedente: la Buckingam Fountain nel centro del Grant Park. Per la sua posizione affacciata sul lago Michigan è considerata la porta di ingresso alla città. Costruita nel 1927 in stile rococò, ispirato alla fontana Latona dei giardini di Versailles, è una delle fontane più grandi del mondo e rappresenta in modo allegorico il grande lago e gli stati che vi si affacciano. Ogni giorno, tra metà aprile e metà ottobre, allo scoccare dell’ora, scaglia il suo getto centrale a 46 m. di altezza. Alla sera vi si tiene uno spettacolo di suoni e luci. Qui sotto: magneti che ricordano uno dei più celebri gangster USA del periodo del Protezionismo, Al Capone.

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INFO UTILI Foto e testi di Federico Klausner Chicago, in Illinois, è la più grande metropoli dell’entroterra statunitense e la terza per popolazione di tutti gli USA dopo New York e Los Angeles. Documenti Per recarsi negli USA i cittadini italiani hanno bisogno di un visto. Il modo più semplice per ottenerlo è mediante il Visa Waiver Program per stabilire la loro idoneità al programma stesso. Dopodiché occorre ottenere l’autorizzazione all’ingresso negli USA servendosi del Sistema Elettronico per l’Autorizzazione al Viaggio (ESTA). Informazioni più dettagliate si trovano qui. Attenzione: per l’ESTA è indispensabile un passaporto a lettura ottica. Se non lo si possiede occorre fare ricorso alle normali procedure consolari. Quando andare In estate fa molto caldo, con temperature comprese tra i 27°C e i 32°C e un elevato tasso di umidità, ma è la stagione culminante per i festival. La tarda primavera e l’inizio dell’autunno sono stagioni gradevoli, generalmente tiepide e asciutte, probabilmente le migliori per un

viaggio sotto il profilo climatico. Da gennaio a marzo è spesso ventoso e freddo, con temperature tra -11°C e -2°C - e a volte neve per giorni. Come arrivare Chicago è servita da due aeroporti principali. L’O’Hare International, a 27 km dal centro, il più trafficato snodo aeroportuale del mondo, con 65 milioni di passeggeri, e il Midway, a 19 km, dove atterrano principalmente le compagnie low cost. i voli dall’Italia costano indicativamente 400 €. Dove dormire Majestic Hotel, 3*, vicino alla spiaggia, ottimo rapporto qualità / prezzo. Dove mangiare Vastissima scelta di ristoranti di ogni tipo di cucina americana, internazionale, europea o etnica, per ogni fascia di prezzo. Per qualcosa di eccezionale (anche come prezzo) Alinea Link utili Sito ufficiale della città di Chicago Cosa fare a Chicago Chicago visitor information Visit 111 Usa Italia - Info turismo Stati Uniti


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| Una città da mangiare

Strasburgo è una città deliziosa in tutti i sensi. Dalle sue antiche case a graticcio ai suoi canali, dai fiori che la ornano alla cucina, che risente della sua posizione di confine tra Francia e Germania.

FRANCIA

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In apertura: le Goût du Terroir, in rue Des Serruriers 3, nel centro storico di Strasburgo è un piccolo e delizioso negozio specializzato in prodotti caseari, sicuramente il più fornito e famoso della città. Willy Leproust, proprietario e noto affinatore, serve formaggi e salumi provenienti dall’Alsazia, Savoia e Auvergne ed è specializzato in prodotti caseari di capra e mucca. Nella pagina precedente: il centro storico visto dalla terrazza panoramica della Cathédrale Notre Dame de Strasbourg. 332 gradini conducono al punto d’osservazione più alto della città. Oltre al centro storico nei giorni di sole si possono vedere i Vosgi e la foresta Nera.

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In queste pagine: le Coeur d’Alsace è un negozio storico specializzato in prodotti artigianali e biologici, si trova in rue Des Serruriers 8. Nel periodo natalizio, oltre alle ricette tradizionali, vengono proposte numerose varietà del famoso “pain d’épices” (pan di spezie). Tra le combinazioni più apprezzate troverete quella al rum e uva passa, all’arancia e Cointreau e la più famosa con noci e fichi secchi.

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Il centro storico della città è circondato da due rami del fiume Ill e prende il nome di Grande Île. Qui non possono circolare auto e ci si muove a piedi o in bicicletta. Questo permette ai numerosi bar e ristoranti di utilizzare la sede stradale adiacente favorendo una vita sociale molto intensa.

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La Maison Georges Bruck è uno dei piÚ grandi e apprezzati produttori di Foie Gras di Francia. La famiglia Bruck possiede una ricetta segreta custodita e tramandata da padre in figlio da ben 160 anni: Una miscela di spezie e l’utilizzo di materia prima selezionata e allevata con criteri rigidi e naturali.

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A sinistra in alto: la Maison Kammerzell, nel periodo natalizio allestisce un banco di degustazione direttamente sulla Piazza della Cattedrale. È proprio a Strasburgo che, nel 1780 durante il regno di Luigi XVI, viene prodotto il primo patè di fegato d’oca. In basso: l’ingresso del bistrot Pur Etc. Il punto di forza del locale è caratterizzato da una cucina semplice e casalinga, che utilizza prodotti biologici e stagionali a km 0. Rapporto qualità prezzo senza rivali.

Sopra: un bar propone vino caldo e la Bière de Noël, la bevanda più attesa e consumata durante il periodo natalizio. A novembre i produttori locali preparano una birra per le festività: utilizzano tutte le scorte di orzo e luppolo, aggiungendo cannella, zenzero e miele. Il risultato? Una birra morbida, dal colore ambrato scuro e molto speziata. In città per tutto il mese di dicembre non si beve altro.

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Nella pagina precedente: affacciate sulle sponde del fiume Ill si trovano le tipiche case a graticcio dal caratteristico telaio di legno a vista con tetti spioventi, risalgono al XVI secolo e costituiscono il quartiere storico della Petite France, dal 1988 patrimonio dell’umanità UNESCO. È tra i luoghi più suggestivi della città con la maggior concentrazione di laboratori artigianali, ristorantini romantici e botteghe storiche.

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In queste pagine: a circa 30 km da Strasburgo, immerso in una natura incontaminata a 500 m sul livello del mare, si trova il piccolo villaggio di Colroy La Roche, dove risiede uno dei Relais & Châteaux piÚ belli della regione, La Hostellerie Cheneaudiere & Spa. Trentotto deliziose camere, un ristorante raffinato e una Nature-SPA da sogno (2000 mq dedicati al benessere con 3 piscine, 4 saune, hammam, sale massaggi e aree relax nella natura), se amate il benessere fisico ne vale la pena!

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In queste pagine: tra i migliori ristoranti della città c’è il Buerehiesel Restaurant che da qualche anno può vantare una stella Michelin. Si trova nel parco Orangerie in una deliziosa cascina a graticcio del XVII secolo. L’interno è raffinato, elegante e senza eccessi. Una delle 4 sale da pranzo si trova nell’ex giardino d’inverno caratterizzato da ampie vetrate che si affacciano sul parco, regalando una vista spettacolare.

La cucina è raffinata e propone piatti regionali. Tra le specialità che hanno reso famoso questo ristorante si trovano: foie gras d’oca in crosta con gelatina di porto e marmellata di prugne; capesante di Morlaix con granny smith e crescione su crema al profumo di iodio; Anatra selvatica brasata con funghi, zucca e bietole in crosta di sale e la Quetsche d’Alsace (torta di prugne). Il tutto accompagnato da un’attenta selezione di vini alsaziani.

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Altro ristorante stellato, probabilmente il più famoso di Strasburgo, è il 1741. Lo chef Olivier Nasti e il suo vice Guillaume Scheer propongono una cucina creativa e innovativa. Le sale da pranzo si sviluppano su due livelli, al primo piano uno stile classico e raffinato con piccoli e discreti tavoli rotondi, mentre al secondo piano il tocco è moderno e giovanile caratterizzato da due grossi tavoli rettangolari con dieci coperti ognuno.

La grande cucina è a vista, si può ammirare lo staff mentre prepara con grande attenzione piatti curati nell’aspetto e dal sapore ricercato. Da provare ci sono: il filetto d’anguilla con crema di porri (nella foto); aragosta bleu al naturale con Makis (foto nella pagina precedente); Filetto di cervo in salsa di barbabietola; cosce di rana con purea di prezzemolo e burro provenzale. Tra i dessert più ricercati ci sono una deliziosa meringa croccante al pepe di Tasmania o una sublime crema di cioccolato al caramello.

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Nei sotterranei medioevali dell’antico ospedale civile della città, si trova una delle cantine più antiche di Francia. Dal 1994 è possibile visitare le vecchie grotte che ospitano 40 antiche botti, un torchio del XVII secolo e una barrique risalente al 1472 contenente ancora quello che probabilmente è il vino più vecchio del mondo. Questo nettare è stato servito solo 3 volte, nel 1576 per la delegazione Svizzera, nel 1716 per la festa di ristrutturazione dell’ospedale e nel 1944 per il generale Lecrerc che ha liberato la città.

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Una gustosa entrÊe offerta agli ospiti del ristorante 1741. Si tratta di un macaron salato ripieno di crema di formaggio fresco di capra speziato e un’emulsione di foie gras racchiuso in una cialda croccante con scaglie di formaggio stagionato

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Nel cuore del quartiere storico di Strasburgo, sulle sponde del fiume nel 1998 è stato inaugurato il MAMCS Museo d’Arte Moderna e Contemporanea. Oltre alla biblioteca della città e l’auditorium, questo moderno edificio ospita interessanti mostre temporanee, collezioni permanenti e una selezione di arti grafiche e di fotografia. In cima all’edificio si trova un ristorante-caffetteria dotato di una terrazza con vista panoramica sul quartiere Petite France.

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La moderna e luminosa sala de la Brasserie Les Haras è stata creata dal designer di fama internazionale Jouin Manku. La cucina capitanata da François Baur è stata studiata con la supervisione dello chef tre stelle Michelin Marc Haeberlin e propone piatti classici della cucina francese, specialità dell’Alsazia e alcune portate di cucina internazionale. Nel 2015 ha vinto come miglior Brasserie di Francia secondo la guida Pudlo.

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Decisamente piĂš tradizionale e pittoresco, il ristorante Fink Stuebel offre piatti tipicamente alsaziani come la Choucroute, un piatto tipico a base di crauti con salsicce e carne di maiale, il pollo al riesling con patate al forno, lo stinco di maiale su crema di cipolle e gli gnocchi di formaggio con pancetta croccante; come dessert un baba alsaziano al Kirsch o un crumble ai frutti di bosco con salsa al pinot noir.

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Il palazzo sede del consiglio d’Europa, organizzazione intergovernativa con 47 stati membri, nasce nel 1949 con lo scopo di promuovere la democrazia e i diritti umani. A complemento di questi principi, il Consiglio d’Europa si è impegnato nella valorizzazione dell’identità culturale europea, attraverso la lotta contro ogni forma d’intolleranza, nella soluzione di problemi sociali e nella salvaguardia della qualità della vita dei popoli dell’Europa.

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Nel 2008 è stato inaugurato l’edificio amministrativo del Consiglio d’Europa “Agora” che ha ricevuto il prestigioso BEX Award 2008 nella categoria degli edifici sostenibili. L’architetto e progettista Isidore Zielonka dice: “Nonostante l’importanza dei criteri ecologici, non dobbiamo dimenticare il fattore umano, che per me è il più importante di tutti. L’idea della sostenibilità dovrebbe essere basata innanzitutto su questo”.

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Una testa di gargoyle è collocata sullo stipite d’ingresso della Cathédrale de Notre-Dame de Strasbourg. Queste figure sono il frutto dell’immaginario gotico medievale, come principali elementi architettonici della cattedrale stessa.

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INFO UTILI Foto e testi di Giovanni Tagini DOVE MANGIARE Rrestaurant 1741 Quai des Bateliers, 22, Strasburgo Tel. 0033 3 88355050 Buerehiesel Restaurant Parc de l’Orangerie, 4, Strasburgo Tel. 0033 3 88455665 Restaurant Pur Etc. Presqu’ile Malraux, 11, Strasburgo Tel. 0033 9 83310862 Brasserie Les Haras Rue des Glacières, 23, Strasburgo Tel. 0033 3 88240000

DOVE DORMIRE Maison Rouge Hotel Rue des Francs Bourgeois, 4, Strasburgo tel. 0033 3 88320860 Hotel Les Haras Rue des Glacieres, 23,  Strasburgo tel. 0033 9 73729330 Sofitel Grand Ile Place Saint Pierre le Jeune, 4, Strasburgo Tel. 0033 9 70734442 Hostellerie La cheneaudiere & Spa Rue du Vieux Moulin, 3, Colroy La Roche Tel. 0033 3 88976164

Fink Stuebel Rue Finkwiller, 26, Strasburgo Tel. 0033 3 88250757

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| Pompei nel cassetto

Un giorno in una soffitta trovai un vecchio comodino. All’interno del cassetto tre vecchie cartoline di Pompei degli anni ’50. Erano graffiate e consumate dal tempo…

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Quella Pompei mi sembrava ancora più bella, arricchita da chi le aveva conservate e da quel cassetto, che le aveva custodite. Con questo lavoro ho voluto ricordare quella Pompei, ricordo di un viaggio degli anni ‘50. Nessun sito archeologico al mondo è così ricco di testimonianze del passato: si può camminare sulle stesse strade di chi vi ha trascorso la vita fino all’eruzione del Vesuvio, che ancora sovrasta il capolavoro archeologico, che ha custodito sotto le sue ceneri. In apertura: il famoso affresco con la statua di Marte nella Casa di Venere. Pagina precedente: una delle strade principali di Pompei con sulla destra la fontana pubblica. In questa pagina le colonne dell’anfiteatro e la splendida statua di bronzo del dio Apollo.

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Pagina precedente: il raffinato interno di una stanza con affreschi di vita quotidiana e un pregevole mosaico sul pavimento. In questa pagina: una delle porte di Pompei con il selciato stradale rimasto intatto. Qui a destra: un affresco giunto a noi quasi intatto in una casa da poco restaurata.

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Uno degli affreschi pompeiani piĂš famosi, situato nella casa di Venere sulla parete in fondo. Raffigura la nascita della dea da una conchiglia, accompagnata da amorini. 150


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Una tipica casa di Pompei con il fiorente giardino interno, spesso abbellito da fontane e la vigna di Pompei con sullo sfondo l’anfiteatro romano.

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Sui muri di Pompei si possono ancora vedere graffiti riguardanti le elezioni annuali dei magistrati, con i nomi dei partecipanti.

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L’anfiteatro di Pompei fu costruito nel 70 a. C. dai duoviri Gaio Quinzio e Marco Porcio ed era utilizzato per spettacoli circensi e combattimenti tra gladiatori, che avvenivano in forma grandiosa, come testimoniano ai graffiti sulle facciate di alcune case.

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In questa pagina: un bassorilievo con falli. Le pratiche sessuali a Pompei erano vissute e raccontate in affreschi e bassorilievi come poesie e non oscenità . Nella pagina a fianco: all’ingresso della famosa Casa dei Vetii colpisce il famoso affresco di un Priapo nell’atto di pesare il suo enorme fallo su una bilancia con a fianco delle monete, il prezzo della protezione contro il malocchio.

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Nella Villa dei Misteri è imperdibile il ciclo di affreschi giunti a noi quasi intatti, nella foto una figura femminile cerca consolazione dopo uno spavento e di fianco la raffigurazione di una scena di vita quotidiana al cospetto del dio Eros.

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Nella Casa del Fauno una pregevole statua di bronzo del Fauno in un passo di danza.

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In questa pagina ai lati: le due bellissime statue in marmo poste al Macellum, in un piccolo tempio dedicate ai membri della famiglia imperiale. Al centro: il Teatro Piccolo, dove si tenevano spettacoli musicali e recitazioni di poesie.

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Villa dei Misteri. Uno degli affreschi recentemente restaurati nella famosa villa portata alla luce tra il 1909-1910 grazie allo stesso proprietario del terreno nel quale si trovava, qui il rosso pompeiano assume la sua massima espressione.

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Il 24 agosto del 79 d.C. l’eruzione del Vesuvio consegnò Pompei alla storia. All’una del pomeriggio con un boato terribile eruttò. La maggior parte dei suoi abitanti rimase intrappolata avvolta nelle ceneri. Le testimonianze sono giunte a noi grazie anche a Plinio il Giovane, che descrisse il terribile evento all’amico Tacito.

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Quello che colpisce di Pompei è la sua conservazione nei secoli. Percorrere le sue strade è un autentico viaggio a ritroso nel tempo. Nella pagina a fianco: la casa con il famoso specchio e un Thermopollium. I termopoli erano edifici dove erano venduti cibi pronti per il consumo. Il Termopollium di Vetutius Placidus affacciava direttamente sulla strada principale ed è giunto a noi in uno stato di conservazione talmente buono che, con un po’ di fantasia, si può immaginare la vita in un fast food datato 79 d.C.

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Nella pagina precedente: una vista degli scavi di Pompei con sullo sfondo il Vesuvio che, con le sue ceneri, ha voluto fermare nel tempo restituendo la vita di una ricca cittadina di epoca romana. In questa pagina: particolare di una scena di vita in uno delle migliaia di affreschi, che si possono ammirare nel sito archeologico di Pompei

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INFO UTILI Foto e testi di Graziano Perotti

Come arrivare In aereo: Aeroporto di Capodichino Napoli. In auto: da nord Autostrada A3 Napoli - Salerno uscita Pompei/Ovest. Da sud: A3 Napoli - Salerno uscita Pompei/Est. In treno: vedi orario Trenitalia. Dove dormire Hotel Forum Pompei, vicino al Santuario della Madonna di Pompei e a 1km dagli scavi. Pulito, personale gentile e uno splendido giardino mediterraneo. Sui 130€/notte. Dove mangiare Add’u Mimi, in centro a Pompei, tipico ristorante di mare, ottima cucina campana, familiare ed economico (sui 30-35 €). Info Azienda Turismo Pompei Scavi di Pompei

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