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Maurizio Ascari

alla fine della seconda guerra mondiale. Oggi non c’è più. Allora era l’unico ricordo rimasto, a parte le divise e le medaglie che si vendevano sul ponte Carlo. Da questo articolo di giornale ho scoperto che c’era una larga fetta di opinione pubblica che voleva togliere questo carro armato, ma dato che si riferiva al ruolo positivo dell’Unione Sovietica nella liberazione di Praga, l’amministrazione non si decideva mai. Allora qualcuno di notte verniciò il carro armato di rosa. Il giorno dopo, il carro armato venne ripulito, ma una settimana dopo era stato dipinto di verde a pallini rossi, finché le autorità si convinsero a togliere il carro armato, perché costava troppo ripulirlo. Io credo che questa cosa sia nel più puro spirito ceco, di Jaroslav Hašek, di Hrabal. Forse un giorno questo evento verrà riportato in un libro di storia, magari in una nota a piè di pagina, ma non credo di più, perché è più significativo per uno scrittore che per uno storico. Dunque la mia ricerca di documentazione è molto aperta, e a parte uno zoccolo duro che è necessario – fatto fondamentalmente di letteratura, cinema e storiografia – è legata molto al caso, al fatto che io sono andato in un certo luogo in un certo momento e per caso ho visto certe cose. Magari non rientreranno quelle stesse cose direttamente in quello che scriverò, però contribuiranno anche loro. Certo questa parte di documentazione è molto cospicua e anche difficile, e prende molto tempo, tanto che sogno di dedicarmi un po’ al contemporaneo locale, che sarebbe molto più facile per certi versi, ma mi trattiene in questo l’ambizione che ho sempre di fare qualcosa che possa interessare tutti. MA: Tu mi hai parlato molto finora della dimensione narrativa del tuo lavoro. Ti concepisci come un romanziere e quindi il problema di costruire storie è un aspetto centrale della tua ispirazione, al di là del fatto di “illustrarle”. La domanda che vorrei farti ora è relativa alla scelta della forma breve del racconto che caratterizza la raccolta Viaggi e miraggi. Inoltre, mi ha colpito il fatto che alcuni di questi racconti sono molto estetizzanti rispetto ad altri tuoi lavori perché trattano il tema dell’arte. Penso non solo a “Il ritrovamento di Paride”, ma anche a “Restauri”, incentrato sui restauri delle Storie della vera Croce di Piero della Francesca nella chiesa di San Francesco ad Arezzo. Affascina in questo racconto il fatto che tu utilizzi un mezzo grafico per restituire non solo la realtà, ma la rappresentazione pittorica della realtà, in particolare gli affreschi di Piero, che hanno un ruolo centrale nella vicenda.

Maurizio Ascari intervista Vittorio Giardino  

Vittorio Giardino è oggi uno dei più noti romanzieri a fumetti italiani, celebrato per il suo uso della “linea chiara”. Le sue numerose oper...

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