Trame News n°0

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TRAME NEWS DICEMBRE 2017

PERIODICO MENSILE

Lamezia muore? Viva Lamezia! Gaetano Savatteri

Ci vuole un posto dove discutere, incontrarsi, litigare o amarsi. Un giornale è un posto così: un luogo dove si confrontano idee, si lanciano proposte, si denunciano fatti. E ci vuole un posto dove fisicamente le vite possono incrociarsi. Civico Trame è un luogo così: uno spazio recuperato e restituito alla città perché le idee e i progetti trovino una casa. Non è un caso che questi due luoghi, uno di carta e l’altro di mattoni, nascano proprio in questo momento a Lamezia Terme. Nei giorni in cui l’amministrazione della città viene sottoposta al suo terzo scioglimento per mafia in ventisei anni, l’Associazione Antiracket Lamezia ONLUS e la Fondazione Trame varano due navi in un mare in tempesta. Per ricordare che una città continua ad esistere anche dopo un provvedimento di scioglimento che colpisce l’amministrazione e il consiglio comunale. La città, infatti, continua ad esistere. Si potrebbe pensare che Lamezia Terme muore. E forse, per certi versi, questi provvedimenti sanciscono una morte temporanea della democrazia

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elettiva, una sospensione traumatica dei diritti elementari dei cittadini. Eppure Lamezia Terme è viva e tale resterà, con i suoi mali e le sue virtù, con i suoi talenti e le sue meschinerie. Una città non può essere sciolta: può essere conquistata, annientata, rasa al suolo, ma non può essere mai sciolta per decreto. Ecco, con queste sue iniziative Ala, Trame e tutti i suoi sostenitori, ossessionati da un inguaribile ottimismo anche di fronte al pessimismo della realtà, vogliono ritrovare luoghi e spazi dove ricominciare a discutere adesso che si è usciti dalla lunga ansia dell’attesa, adesso che si rischia di entrare nella fase cupa del silenzio rassegnato o della reazione esclusivamente polemica. Luoghi per parlare del presente e del futuro di Lamezia Terme, per parlare con i giovani lametini, con le ragazze e i ragazzi che in questa città sono cresciuti e che vorrebbero continuare a viverci. In questi anni, con la sua attività, l’Associazione Antiracket Lamezia e la Fondazione Trame hanno mostrato che c’è un volto positivo, sorridente e virtuoso di Lamezia. Ora, più che mai, è opportuno che questi volti abbiano possibilità di esprimere la propria voce in nuovi spazi di democrazia effettiva e di dibattito concreto. Per ricordare il passato, certo, ma soprattutto per sognare il futuro che è già quasi arrivato.


È nato un nuovo spazio di libertà Claudia Caruso

Cos’è

Civico Trame è un ex centro anziani, mai entrato in funzione, affidato dal Comune di Lamezia Terme all’Associazione Antiracket Lamezia - Onlus (ALA) che, insieme ai giovani volontari di Trame.Festival dei libri sulle mafie, ha avviato un percorso di riqualificazione della struttura duramente vandalizzata. È qui che, in un quartiere periferico ancora privo di identità, si lavora quotidianamente per costruire un presidio di legalità forte per l’intera comunità, ma allo stesso tempo per rispondere a un’esigenza comune di un luogo fisico dove giovani, adulti, enti, professionisti manifestino liberamente potenzialità inespresse e possano aggregarsi, confrontarsi e crescere attorno ai temi che sentono necessari.

Prima e dopo

La messa in sesto è stata lunga e faticosa in quanto lo scenario iniziale era desolante e devastato: muri imbrattati e lesionati, riscaldamenti e caldaia scomparsi, porte assenti, vetri frantumati, vegetazione incolta da impedire l’accesso, residui di serate smoderate ed evidenti segni della permanenza di vari animali. Malgrado ciò, avendo il gruppo di lavoro portato a compimento molteplici operazioni di recupero, dall’imbiancatura delle pareti al ripristino degli impianti idrico ed elettrico, nonché l’installazione di un sistema di allarme e la realizzazione di una biblioteca con tutti i testi di Trame e non solo, il Civico, oggi, risulta fruibile dalla collettività e pronto per dare operatività alle tante idee in cantiere.

CIVICO TRAME Via degli Oleandri, 5 88046 Lamezia Terme www.civicotrame.it info@civicotrame.it @CivicoTrame @CivicoTrame Civico Trame


Partecipa anche tu! Francesca Tropea

Costruendo Trame… Il venerdi h 18:30

Laboratorio colloquiale aperto che permette di approfondire le dinamiche organizzative di Trame.Festival e di formulare collettivamente, dopo un percorso di ricerca, analisi critica e dialogo, una proposta esterna sulle tematiche e sulle iniziative future del festival.

Storie di ‘ndrangheta

Rassegna di incontri narrativi che ripercorrono le vicende ‘ndranghetiste che hanno riguardato il nostro territorio negli ultimi 50anni a cura dello storico lametino Fabio 22gen 19feb 19mar Truzzolillo. 16apr 21mag h 18:00

TrameVisioni Dal 28 dicembre Il giovedì h 18:00

La poesia e il potere visionario dei film di Miyazaki ci trasportano nel regno dell’animazione che si presenta spesso come specchio dei tempi, quelli andati e quelli che ci attendono. Ci fanno riflettere su temi difficili, complicati, mentre siamo rapiti dai colori, dalle ambientazioni e dai sogni che lo studio Ghibli ci aiuta a sviluppare. Rassegna cinematografica a cura di Domenico Isabella.

TRAme (e) Thè Ami leggere? “TRAme (e) Thè” è il gruppo di lettura che vi aiuterà a superare il pre20dic 17gen giudizio superficiale che definisce la lettura noiosa ed inutile. Avvicina tra loro i let14feb 14mar tori, permette di andare al cuore delle pagine, dei racconti e dei romanzi, agevolando 11apr 16mag la riflessione sui personaggi, le situazioni, le sfumature morali. Un libro al mese ed h 18:00 un incontro al mese per condividere le emozioni provate durante la lettura. Letture Animate

Il giovedì dalle 17.30 alle 18.30

Il gioco, i ritmi, la voce ed i libri saranno gli ingredienti fondamentali per far avvicinare i bambini alla lettura e ai messaggi educativi che comporta mediante il divertimento, le filastrocche e le storie raccontate, che entreranno nei cuori dei più piccini, lasciando crescere magnifiche emozioni.

Doposcuola Civico <13

I compiti a casa sono un problema!? Il “Doposcuola al Civico” offrirà un ambiente familiare e sereno per guidare i bambini e i ragazzi nello studio, incoraggiandoli nello svolgimento dei compiti, preparandoli alle lezioni, donando loro supporto e I martedì e giovedì dalle 15:30 alle 17:30 preziosi consigli. TRAme(ga) Giochi e Creatività

Il martedì dalle 17:30 alle 19:30

Il riciclo creativo, la pittura, la lavorazione della pasta di mais e il karaoke saranno alcune delle attività previste per accompagnare i bambini nel loro percorso di crescita. Mediante attività ludico-ricreative si valorizzeranno i talenti dei bambini, stimolando la creatività e la socializzazione.

Studio libero

Studio matto e disperato? Vieni al Civico! Ti aspetteranno grandi sale adibite ad aule

studio completamente rinnovate e una fornita biblioteca con tutti i titoli presentati Da lunedì a venerdì dalle 15:00 alle 20:00 al festival Trame. Ti terranno compagnia molte tazzine di caffè e di thè. E ricorda, c’è anche il WI-FI Free!

Civica al Civico E se per attivare la coscienza civica di ognuno di noi, partecipassimo a incontri informali con personalità autorevoli che hanno voglia di raccontarsi? Magari con dibattiti stimolanti, con visioni che si intrecciano o si distaccano, ma con spirito critico e curioso? E se magari tutto questo!?...

E non solo...

Per info, per partecipare alle attività o per organizzare un’iniziativa al civico scrivi a: info@civicotrame.it


Buon Compleanno Lamezia! TRAME NEWS

DICEMBRE 2017

Fabio Truzzolillo

Tre volte in ventisei anni. Il fluire del tempo non sempre è progressivo, come l’esperienza e la speranza ci suggeriscono, ma a volte disintegra il presente nel passato e scorre a ritroso. Sembra di essere nella metafisica dell’eternità di Borges e invece siamo nella più prosaica Lamezia Terme, segnata da inquietanti ritorni.

Alla vigilia del suo cinquantesimo anniversario, la città ha subìto il terzo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, un dato che bisogna leggere in una prospettiva storica per comprenderne davvero la portata. Nel 1991 le ‘ndrine erano ben rappresentate nell’amministrazione a guida DC-PSI. A soli due mesi dall’approvazione della legge sugli scioglimenti, Lamezia Terme è stato il primo grande comune a vedersi applicare il provvedimento. Ben sette consiglieri avevano chiari legami con la ‘ndrangheta. Tra questi, l’autista di Francesco Giampà “u prufissuri”, eletto con 1416 voti rastrellati nelle zone di influenza della cosca, il fratello del boss “tranganiellu”, un assessore molto vicino a Giovanni Torcasio “u longu”, visto a presidiare i seggi del proprio quartiere, e un uomo di Ciccio Iannazzo. Non mancavano i Muraca, il cui capo, ucciso nel 1989, aveva presieduto il battesimo di ‘ndrangheta di Raffaele Cutolo. C’era poi la faccenda dello smaltimento dei rifiuti. Nonostante mezzi e risorse proprie, il comune aveva appaltato il servizio ad una società esterna con una procedura di dubbia regolarità e un’ingiustificata e sproporzionata distrazione di denaro pubblico, favorendo sfacciatamente la ditta appaltatrice non immune da sospetti di contiguità con la mafia. Sulla vicenda pesa come un macigno l’omicidio di Pasquale Cristiano e Francesco Tramonte. Come già ha fatto l’Assise di Catanzaro, infatti, è impossibile non collegare i lucrosi interessi sulla spazzatura alla morte dei due innocenti netturbini, uccisi poco dopo le elezioni del maggio 1991. In quello stesso contesto, segnato anche dall’omicidio Aversa, con la città soggiogata e impreparata a contrastare la spirale criminale, avveniva l’incredibile: il tribunale non riteneva sufficiente, per dimostrare l’esistenza di un sodalizio di ‘ndrangheta, il rinvenimento di uno statuto della criminalità in casa del nipote del vecchio boss

Un’ occasione per ripartire Giovanni Nicolazzo

Le trame che compongono la tela dello scioglimento del consiglio comunale lametino, sono trame note, che non hanno mai nascosto la loro presenza o agìto nell’anonimato. Il loro operare comporta il loro manifestarsi, il dichiararsi presenti e vigili. Non a caso le intimidazioni sono in grado di squarciare il silenzio che avvolge una tarda sera o l’alba di un nuovo giorno. Se tutto può dirsi, sicuramente non ci si può dichiarare sorpresi: non è un fulmine a ciel sereno. I ranghi della vita imprenditoriale, politica - e dunque della vita democratica del territorio - hanno sempre dimostrato di essere penetrabili dalle cellule di ‘ndrangheta, senza che sorgesse a contrasto un’adeguata defezione pubblica. Ciascuno è consapevole - o per esperienza diretta, o per notizia di cronacadelle larghe maglie che il tessuto sociale lametino offre alla criminalità. Il negazionismo è stroncato sin dal nascere da quando ogni semestre una relazione della Dia delinea i profili dell’attività criminale, da quando periodicamente le Procure intervengono con nuove inchieste ad arresti. Sebbene nessuno possa dirsi contrario ad un dibattito che intenda affinare uno strumento giuridico per migliorarne le capacità di amministrazione dei fenomeni su cui agisce, offuscare con una simile discussione il dibattito circa le ragioni per cui la delega della rappresentanza collettiva sia ancóra ancorata a logiche di scambio, senza che vi sia alcun contrasto, rischia di diventare intollerabile. Anche per ragionare su una normativa che ha dimostrato di non esser determinante per risolvere la questione, per coerenza di fondo, bisognerebbe ammettere un problema molto più grave: la persistenza del fenomeno incriminato, che ha responsabili e nasce da specifiche condotte. Queste condotte richiedono di essere messe sotto inchiesta, e non unicamente uno strumento normativo che al momento della sua adozione veniva considerato l’atto dovuto con cui lo Stato, finora debole nella sua azione di contrasto, segnalava la volontà di rivendicare finalmente la sua autorità. Lo strumento normativo non è causa di mali, ma ne è conseguenza. Non è un automatismo casuale, ma sorge da presupposti tanto gravi da non potere essere privati dell’attenzione che meritoriamente reclamano. Non si può sorvolare le ragioni di fondo che hanno portato all’applicazione dell’istituto. Non si può pensare che sia un problema di normativa. Come se le gravi cause che deterioravano già ventisei anni fa la rappresentanza locale, conducendo al primo scioglimento, non si fossero più ripresentate e fosse stato ripristinato il principio democratico che dovrebbe essere proprio di ogni territorio. Come se non vi fossero ancóra contrade dove i clan, grazie alla loro capacità di influenza, spostano a proprio van-

Trame News

Luciano Mercuri. C’era ancora molta strada da fare. Cambiato lo scacchiere dei partiti italiani dopo Tangentopoli, le pratiche politico-mafiose si sono ripresentate invariate nello scenario lametino. Dopo dieci anni di continuità amministrativa, nel 2002, mentre imperversava un’aspra guerra di mafia, mentre inchieste giudiziarie più efficaci muovevano timidamente i “Primi passi” e i lavori infrastrutturali sulla Salerno-Reggio Calabria suscitavano apprensioni per le infiltrazioni mafiose, nel palazzo di città guidato dal centrodestra alcuni consiglieri riannodavano le fila con la giunta sciolta undici anni prima. Sotto la lente della commissione d’accesso cadevano le società partecipate, tra cui quella per la gestione dell’aeroporto, così come la concessione di appalti, contributi straordinari e disinvolte sanatorie. I casi più evidenti, i lavori di valorizzazione turistica assegnati ad una ditta riconducibile alla criminalità e lo sfruttamento della grande cava di S. Sidero, riaffidata contro ogni logica e opportunità, dopo il sequestro preventivo, ad un noto imprenditore già proposto per la sorveglianza speciale, additato successivamente dagli inquirenti come “il rappresentante” delle ‘ndrine lametine e vibonesi “nei lavori di ammodernamento dell’autostrada”.Un duro colpo, quello del 2002, da cui la città ha faticosamente cercato di riprendersi. Quindici anni dopo, il terzo scioglimento del novembre 2017, basato sulle emergenze processuali dell’operazione Crisalide,

Illustrazione di Pierdomenico Sirianni

Non c’è due senza tre

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si profila forse come quello in cui la frantumazione del presente nel passato squarcia il velo in maniera più dolorosa. È giunto, infatti, dopo un periodo in cui si era respirata l’illusione di un cambiamento possibile, dopo ingenti operazioni antimafia e altrettanti processi, che più che in altre zone hanno sottoposto le cosche alla pressione giudiziaria, e in un contesto dove finalmente da qualche anno, rivolto alla società civile, risuonava l’invito a nominare ad alta voce la ‘ndrangheta.

La prima volta dei giovani lametini Alessandro Filardo

taggio borsini di consensi elettorali determinanti ai fini della composizione del consiglio. Le movimentazioni elettorali distorte in alcuni seggi, su cui relazionò il Ministro Scotti nel ’91, non furono un unicum esclusivo di quegli anni. E se tra coloro che sono in grado di emendare su questioni di profonda delicatezza - quali le pianificazioni urbanistiche, le pianificazione di opere pubbliche, l’organizzazione e la concessione di pubblici servizi – risultano presenti consiglieri, seppur minoritari, contigui alle logiche di criminalità organizzata, una dialettica arroccata sull’inadeguatezza della normativa vigente annichilisce ogni possibilità di fare ammenda sulle larghe maglie che la rappresentanza politica locale conserva al fenomeno mafioso, rendendo così vano ogni percorso di commissariamento.

Perché laddove non vi è dibattito non c’è speranza di cambiamento. Perché laddove non vuole il collettivo, non può lo Stato. E nella sua azione solitaria di contrasto alla radice del fenomeno lo Stato non riesce se non è accompagnato dal collettivo.

E seppur si mantengano intatti i dubbi che accompagnano la normativa vigente, la bontà dell’azione amministrativa sciolta e il rammarico per la sospensione delle istituzioni politiche locali, appare non possibile voltare le spalle all’azione di contrasto che lo Stato intraprende. Tutt’altro, v’è profonda esigenza di accompagnarla con l’azione di un civismo responsabile che sia indagatore e per le sue possibilità risolutore delle radici contestate. Seppur l’azione con cui lo Stato interviene possa essere contestata nei modi con cui si articola, rimane pur sempre un’azione di contrasto alla criminalità

che inaugura un capitolo della vita della città nei confronti del quale l’interesse collettivo dovrebbe essere destinato a ché vengano scritte le migliori pagine per un proseguo autonomo della narrazione,

affinché non si ripresentino gli stessi errori; e non ché ad una compartecipazione collettiva di fondo si contrapponga una battaglia di circostanza contro chi è stato legittimato a scriverle. È necessario, ora più che mai, essere a fianco delle Istituzioni e collaborare con esse per garantire che quel capitolo possa lasciare, al suo concludersi, i frutti per cui è stato scritto e per i quali il prezzo richiesto è uno dei più alti prezzi possano esser mai chiesti ad una collettività.

Direttore responsabile: Tommaso De Pace - direttore@tramenews.it Redazione: Civico Trame Via degli Olenadri, 5 88046 Lamezia Terme Edito da: Fondazione Trame cod.fisc.: 92027960795 Registrato al Tribunale di Lamezia Terme N.5 del 2017

Tanti di quei giovani che affollano le strade e i locali del centro di Lamezia Terme il sabato sera non c’erano ancora in quel 1991, altri non ricordano nulla del novembre 2002. Per molti quindi il tema attualissimo del terzo scioglimento del Consiglio comunale della propria città appare un fatto inedito, molto più di quanto non sia per i genitori, tendenzialmente più avvezzi a certe dinamiche. Proprio incontrandoli oggi nei loro luoghi di ritrovo si respira un’aria particolare, per molti versi contrastante. In gran parte sono disinteressati all’argomento, molti non hanno la minima idea di cosa significhi il commissariamento dell’ente comunale, ancor meno di tutti i tecnicismi giuridici che hanno portato a questa infausta decisione da parte delle autorità statali.

Emerge un preoccupante gap di informazione sulla questione e più in generale sul tema criminalità a Lamezia; nelle stesse persone che sono ancora stupite di aver visto sbattute sulle prime pagine dei giornali le foto di tanti loro coetanei, ritenuti dalla magistratura le “nuove leve” del crimine organizzato in città.

Con alcuni di loro magari si usciva la sera ignari più o meno di cosa celassero, con altri si giocava insieme sin da piccolissimi per strada, sotto casa, facendo attenzione che il pallone non finisse sotto qualche auto in transito. Dunque stupore, questo il vero sentimento che attanaglia i giovani che forse sono molto restii a trattare il tema perché avvertono si tratti di un qualcosa molto più grande di loro. Le scuole ma soprattutto le università sono da sempre punto di incontro della gioventù dei vari territori. In Calabria i giovani lametini si confrontano con chi proviene dalle altre città e spesso sono incapaci di trovare una spiegazione a ciò che è avvenuto, sembra quasi che il tutto si consumi a distanza siderale da loro. Poi ci sono quelli che studiano o lavorano fuori, per loro probabilmente questa vicenda ha avuto un impatto ben più traumatico. Da Nord a Sud le ultime vicende di Lamezia hanno assunto rilievo nazionale e certamente non è una bella cosa sentirsi additare da chi è estraneo a questa realtà, come provenienti da una città “mafiosa”, avvalorando un pregiudizio già fin troppo diffuso nella società civile italiana. Quanti che oggi vivono a Milano, Roma o in altri posti hanno un’insita vergogna già a definirsi calabresi, figuriamoci lametini. La verità è che tutto questo è umiliante per questa terra, per tutte le persone ed i tanti giovani (che pure ci sono) che agiscono quotidianamente per riscattare questa città e questa regione. Parlando con loro si nota l’altra faccia della medaglia: quella di chi si documenta ed è consapevole di cosa è avvenuto ed avverrà e di quanto d’ora in poi sarà ancora più difficile lottare contro steccati culturali arcaici, storicamente il terreno antropologico su cui ha potuto proliferare la piaga mafiosa in tutto

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il Meridione. Lo Stato ma soprattutto gli adulti e gli educatori adesso hanno il dovere, in primis morale, di coinvolgere ed educare ai valori positivi i ragazzi e le ragazze per una società futura più giusta, più libera ed umana.

È impensabile che ancora oggi ci si debba vergognare di rivendicare le proprie origini a causa di una sparuta minoranza di delinquenti senza onore che minano il secolare orgoglio della gente di Calabria, ovvero delle sue future generazioni. Il riscatto di questa terra può e deve partire dai più giovani.

Cosa dice la legge Annalisa Gigliotti

L’iter di natura amministrativa previsto ai fini dello scioglimento delle amministrazioni locali, in relazione al fenomeno delle infiltrazioni mafiose, è compiutamente disciplinato dagli artt. 143 e 146 del Testo Unico degli Enti Locali di cui al d.lgs. n. 267 del 2000. L’art. 143 co. 2, prevede, anzitutto, un potere d’iniziativa in capo al Prefetto del territorio interessato che, informato dalla magistratura o dalle Forze di Polizia del probabile rischio di infiltrazioni mafiose in un determinato ente, dà avvio alla cd. Procedura di accesso agli atti. La commissione d’accesso di nomina prefettizia, composta dai vice prefetti, funzionari di prefettura e funzionari delle Forze dell’Ordine, porta avanti un’attività d’indagine sull’operato dell’amministrazione locale, valutando la rilevanza degli elementi sui quali fondare la proposta di scioglimento, rappresentati dai vizi e dalle anomalie dell’azione amministrativa dell’ente. Una volta terminato il lavoro d’indagine, la Commissione stila una relazione indirizzata al Prefetto il quale, a sua volta, trasmette un rendiconto al Ministro dell’Interno, affinché quest’ultimo possa valutare la possibilità di pervenire, o meno, ad uno scioglimento. Laddove gli elementi ottenuti a seguito di attività d’indagine risultino essere idonei ad integrare gli estremi dello scioglimento, il Presidente della Repubblica, su proposta del Ministero dell’interno e previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, procede all’emanazione del decreto che dispone lo scioglimento dell’Ente. In seguito, viene nominata, ex art. 144 TUEL, una commissione straordinaria per la gestione dell’ente, per un periodo che va dai 12 ai 18 mesi, prorogabili fino ai 24. A Lamezia Terme sono stati nominati tre commissari: il Prefetto Francesco Alecci, siciliano, già prefetto all’Aquila fino al 2016, il viceprefetto Mariagrazia Colosimo, calabrese, attualmente all’ufficio centrale ufficio affari legislativi e relazioni parlamentari e la dirigente di quarta fascia Desireè D’Ovidio, napoletana dirigente presso la Prefettura di Salerno, a loro sono conferiti i poteri di sindaco, giunta e consiglio. Tale commissione permane in carica fino allo svolgimento del primo turno elettorale utile. Contro il decreto di scioglimento, l’Ente ha la possibilità di rivolgersi, in prima battuta, al TAR per chiedere l’annullamento del decreto stesso, oppure, eventualmente, proporre appello dinanzi al CdS.


Un sogno da sostenere Vincenzo Morello

Civico Trame è un sogno, un desiderio, una scommessa fatta da “volontari sognatori” che hanno deciso di rimboccarsi le maniche, aprire quel cassetto e dare vita ad un’idea unica, difficile ed impegnativa, ma estremamente bella: fornire alla città un luogo di aggregazione, vissuto dai giovani e dalle associazioni e da quella cittadinanza attiva tanto presente a Lamezia. Un sogno cosi ambizioso che è riuscito a coinvolgere tanti giovani volontari, che hanno messo a disposizione il loro tempo, i loro talenti, la loro voglia di fare con la passione di chi tenacemente insegue un’idea ed ha deciso di realizzarla. I sognatori amano le sfide, Civico Trame, insieme a Fondazione Trame e l’Associazione Lametina Antiracket, hanno deciso di partecipare alla campagna crowdfunding lanciata sulla piattaforma Produzioni Dal Basso, entro il 24 dicembre provare a trovare i fondi che servono per ultimare i lavori di ristrutturazione ed acquistare un po’ di attrezzature. Un’impresa impegnativa, l’obbiettivo fissato è di 30.000 Euro, tutto questo può diventare realizzabile con l’aiuto di tutti, si può contribuire anche con delle piccole donazioni, un piccolo sforzo collettivo per dar vita ad un grande sogno. Clicca sul qr-code e visita il sito www.produzionidalbasso.com/project/civico-trame e sostieni anche tu il progetto.

Trame News è uno spazio libero ed aperto! Se vuoi collaborare scrivi a: direttore@tramenews.it


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