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La grammatica ha tradizionalmente riconosciuto al verbo un ruolo fondamentale nel meccanismo della frase. Nel Discorso o dialogo intorno alla nostra lingua, attribuito a Niccolò Machiavelli, il verbo è definito «catena e nervo della lingua». anfatti il"vcr5o t i l centro sintatuco-detla _ ^ a n o i diversi elementi che la compongoncx Questa caratteristica deriva da alcune proprietà del verbo, quali: • il modo, che indica l'atteggiamento del parlante nei confronti dell'enunciato che proferisce: certezza (viene, modo indicativo); possibilità («credo che venga-, modo congiuntivo); desiderio {verrei, modo concìizionale); comando (vieni!, modo imperativo); • il tempo, che precisa la relazione cronologica tra il momento in cui si parla e il momento i n cui si verifica il fatto del quale si paria; tale relazione p u ò essere d i : contemporaneità {viene, tempo presente); anteriorità {venne, tempo passato); posteriorità {verrà, tempo futuro); • la pe r s o n a , che specifica a quale individuo, tra quelli coinvolti direttamente o indirettamente nel discorso, il verbo fa riferimento:

^ =

la prima persona designa il parlante {io)\ la seconda persona designa l'ascoltatore la terza persona designa qualsiasi altro individuo, presente o assente {egli/esso, o anche qualcuno, qualcosa. Luigi, il cane, la strada ^cc);

itti)]

• la transitività o intransitività, secondo che il veri:)o possa avere o no u n complemento oggetto; spesso i m medesimo verbo p u ò essere usato 305

— lE


IL V E R B O

intransitivamente (vivere con ifamiliari) o transitivamente (vivere lo sport o. con r'"oggetto interno", vivere la vita):

^ =

• la f o r m a attiva o passiva, secondo che r"agente' del \'erbo sia o non ^ sia il soggetto della frase: /•/ hamhiììo lancia un sasso (forma attiva, perché T'agente" del \-erbo è // _ _ bambino, soggetto della frase); = un sasso è lanciato dal bambino (forma passiva, perché reagente" del verbo non è il soggetto un sasso, ma il complemento dal bambino). • Un'altra caratteristica del \erbo è l'aspetto, che fornisce indicazioni sulla durata, sul tipo di svcjlgimento. sul grado di compiutezza del processo espresso dal verbo (v. 8.7).

^ = =

È una tipica differenza di aspetto quella tra azione durativa, che p u ò essere rappresentata, per il pa.ssato. con l'imperfetto (leggevo), e azione momentanea, che p u ò essere rappresentata con il presente, con il passato prossimo o remoto, con il futuro (leggo, bo letto, lessi, leggero). L'azione durativa si p u ò inoltre esprimere con una perifrasi verbale (sto uscendo, stavo uscendo); e con una perifrasi verbale si p u ò esprimere l'azione i n gressiva (sto per uscire, sono sul punto di uscire). Segnalano un aspetto dell'azione anche certi suffissi, come -iccbiare o -erellare, con i quali si indica l'intermittenza, l'assenza di continuità: cantare - canticchiare,

canterellare:

dormire

-

dormiccbiare. ESERCIZI a p a g . 3 6 6

VERBI PREDICATIVI E COPULATIVI! Secondo il loro significato e la loro funzione nella frase, i verbi vengono solitamente suddivisi in due grandi categorie: i verbi predicativi e i verbi copulativi. -I v e r b i predicativi hanno un significato compiuto e possono essere usi anche da soli: _piove:

Remo corre: lo studente legge (un

libro).

r i v e r b i copulativi servono a collegare i l soggetto a tm nome o a un agr^ettivo e hanno quindi una fimzione analoga a quella del verbo essere^ che, come sappiamo, si chiama copula. Verbi copulativi sono sembrare, divenire, riuscire, risultare, stare, rimanere, parire, crescere, nascere, vivere, morire i^cc: la situazione sembra traìiquillcv. Mario non riesce simpatico (ma nella frase Mario copulativo).

il cielo diveiita

H ^ ap-

nuvoloso:

non nesce nello studio il verbo riuscire è predicativo, non ESERCIZI a p a g . 3 6 7

306

J


VERBI TRANSITIVI E INTRANSITIVI

8.2 —

VERBI TRANSITIVI E INTRANSITIVI

JI^^^^^^^^^H

Si chiamano transitivi (dal latino TRANSIRE 'passarel^i verbi avere un complemento oggetto. -

possono —

In una frase come Marco legge un libro l'oggetto del leggere è esplicitamente indicato: si tratta di //// libro. Non sempre però i verbi transitivi, per avere senso compiuto, devono essere seguiti da un complemento oggetto: spesso questo risulta, per così dire, •"cancellato": Marco legge. In tal ca.so il \erbo transitivo viene usato in forma assoluta, senza complementcì oggetto, ma continua a rimanere transitivo. Nella nuova frase (Marco legge) viene messa in evidenza l'azione in sé e per sé che il soggetto compie, mentre manca l'oggetto determinato; è implicito, tuttavia, che un oggetto esiste anche se non espresso, in quanto l'azione di leggere non si può concepire se non in rapporto a qualcosa che sia oggetto della lettura.

^

Sono definiti intransitivi ì verbi che non possono a\'ere i m complemento oggettO:_ --l'uomo impallidì; siamo finalmente

i campi biondeggiano; Giovanni arrivati; io esco; Teresa dorme.

è partito:

Nel primo e nel secondo esempio i \i {wipaitidire. bi(»ideggiare) indicano uno stato: negli altri quattro i verbi (panire. anivare. uscire, dormire) indicano un'azione. Si tratta comimqiie di uno stato e di un'azione che si esauriscono nel soggetto, tant'è vero che i verbi non sono nemmeno seguiti da im complemento. Anche se il complemento ci fosse. ser\"irebbe solo a precisare alcime circostanze ciello stato o dell'azione ma non potrebbe mai essere un complemento oggetto: l'ìiomo impallidì per lo spareuto: i campi hioìideggicuìo di spighe-. CJiovamìi è paiiito iìi tutta fretta: siamo fiìialmeiite arrivati a casa; io esco con i miei amici: Teresa dorme tutto il pomeriggio. Si noti la differenza tra Teresa dorme tutto il pomeriggio e Teresa mangia tutto il panino: in quest'ultima frase si Ira un \'erbo transiti\-o (mangia) seguito da un complemento oggetto (tutto il panino), mentre nella frase precedente si ha un \'erbo ÌntransÌii\-o {dorme) seguito da un complemento di tempo senza preposizione (tutto ilpomeiiggio).

Sono intransiti\ anche i \erbi come aderire, giovare, riìuiuciare un "Oggetto", espresso però da tm complemento indiretto: aderisco all'iniziativa; ti spetta.

la ginnastica

giova al fisico;

ecc.. che hanno

non rinunciare

a ciò che

\'erbi normalmente intransitivi diventano transitivi quando sono seguiti dal cosiddetto "complemento oggetto interno", che è rappresentato da un sostanti\ che ha la stessa base del \erbo: morire una molte gloriosa,

vivere una vita felice, parlare parole

chiare;

si considerano casi di complemento oggetto interno anche: piangere lacrime amare, dormire soiiui tranquilli e simili, dove tra verbo e oggetto intercorre un rapporto semantico particc^larmente stretto. 307


IL

VERBO

Alcuni verbi possono essere transitivi oppure intransitivi, cambiando di significato: aspirare il fumo attendere un amico

e e

aspirare a una attendere a un

carica; lavoro.

La partiziorìe dei verbi in transitivi e intransitivi è stata sottoposta a critica dai moderni indirizzi di ricerca linguistica: ima diversa possibilità di classificazione della reggenza \'erbale è. per esempio, affidata alla nozione di valenza W. 3-1). ISERCIZI a p a g . 3 6 7

FORMA ATTIVA E PASSIVA

• • • • • ^ ^ ^ • • i

Il verbo, secondo la relazione che stabilisce con il soggetto, p u ò essere attivo o passivo. ^ = N e t l a f o r m a a t t i v a i l suggello ùki\o è T'agenie" della trjBti: / turisti ammiravano la bambina arrossì;

il paesaggio; Luigi studia; mio padre il gatto miagola; iprati verdeggiano.

è andato

a

Roma;

Come si vede, tutti i verbi, transitivi e intransitivi, hanno la forma attiva. Nella f o r m a p a s s i v a , =invefe, il :ì;£EQr"agente " della frase è non il soggetTo, m a ^ c o m p l e m e n t c y è h e MI rhi?mia infatti c o m p l e m e n t o d ' a g e n t e

:

forma attiva

la polizia (soggetto)

forma passiva ^

/ ladri (soggetto)

~ insegue (voce verbale attiva)

i ìadn (compi, oggetto)

sono iìisegu^ dalia polizia (voce verbale^ passiva?:::— (compi, d'agente)

^

^

In italiano la vcìce passi\ è caratterizzata dall'ausiliare essere, seguito dal participio passato del verbo. Quest'ultimo dev'essere necessariamente transitivo: infatti possono trasformarsi in passivi solo i verbi transitivi con il complemento oggetto espresso, perché è proprio questo che nella forma passiva diventa soggetto. Il soggetto della frase attiva diventa invece nella frase passiva un complemento introdotto dalla preposizione da: il complemento d'agente (quando T'agente" è inanimato, pi"ende il nome di c a u s a e f f i c i e n t e ) . Si p u ò avere la forma passiva anche senza che il complemento d'agente (o di causa efficiente) sia specificato: l'orologio è stato riparato: i tuoi consigli il vincitore sarà premiato.

non furoiio

seguiti;

Il significato di una frase di forma attiva è .sostanzialmente icientico a Cjueilo della corrispondente frase di forma passiva. Per esempio, le due frasi la polizia iìisegue i lacln e / latin sono iìise^uiti dalla polizia vogliono dire la stessa cosa: in entrambe ce sempre im solo inseguitore ila polizia) e un solo inseguito (/ ladn); non cambiano i ruoli svolti dai protagonisti dell'azione, ma solo i rapporti grammaticali con cui vengono espressi. La moderna scienza linguistica ci dice che tale cambiamento investe la stnittiira SHpeìficiale <i non la struttura profonda di^M fra.se. Ragionando in termini di pura

308


F O R M A RIFLESSIVA ( P R O P R I A , APPARENTE, RECIPROCA)

grammatica, le cose stanno senz'altro in (jiiesto modo; tuttavia osseiveremo che la variazione ci porta a considerare lo .slesso fatto .sotto un diverso punto di vista: il pimto di vista dei poliziotti e tinello dei ladri, il punto di vista di chi "insegue* donna attiva) e quello di chi invece "è in.seguito (forma passiva). ^ E S E R C I Z I a pag. 3 6 8


Verbo