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CINECORRIERE - ISSN 1827-195 00003

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Anno 62 n. 5/6 settembre-ottobre 2010 2,00 â‚Ź

cinema & fiction


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Rivista illustrata di Cinema e Fiction fondata e diretta da Alberto Crucillà dal 1948

editoriale entre tra qualche giorno si accenderanno i riflettori sul Festival di Venezia con il film di Ascanio Celestini, preferito a quello di Pupi Avati, che sarà il primo tra gli italiani ad essere proiettato (il 2 settembre), alla Mostra che si terrà in laguna dal primo all’undici, Roma è aperta a molti set come non accadeva da anni. Nonostante la crisi e i tagli statali produttori e attori tornano ad occupare le strade della capitale dal centro alla periferia. Ultimi giorni di lavorazione per Il sesso aggiunto scritto e diretto da Francesco Antonio Castaldo e interpretato da Miriam Catania Argentero nei panni di una ragazza coraggiosa che aiuterà il suo fidanzato, con l’amore, a uscire dalla droga. Esordio da regista per lo sceneggiatore Massimiliano Bruno con Quella che non sei con Paola Cortellesi, Raoul Bova prodotto da Paola, Fulvio e Federico Lucisano.

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sommario

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Ritorno sul set, invece, per l’attore cubano Tomas Milian con il film Roma nuda diretto da Giuseppe Ferrara che dopo le ultime scene dovrebbe essere passato alla post-produzione. Non molte riprese nella capitale per Missione di pace, diretto da Francesco Lago con Silvio Orlando, essendo il film ambientato a Udine. E perché no, anche Hollywood è sbarcata sulle rive del Tevere con Elagnan del regista Krishnan Suresa, una storia ambientata negli anni quaranta su un gruppo di lavoratori sfruttati. E’ ripartita da qualche giorno, invece, la produzione americana de Il rito condotta dal regista svedese Mikael Haestrom con Antony Hopkins come protagonista e la partecipazione della nostra Maria Grazia Cucinotta. Questi ed altri che hanno animato le strade della capitale come non accadeva da anni. Buon segno, vuol dire che Roma si riavvia ad essere città aperta ai set. n

Il critico

I film che vedremo

Il Cinema Italiano verso il web

La stagione si apre con una pletora d’uscite

di Giandomenico Celata

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di D.C.

Speciale Venezia 2010

Le fiction che vedremo

Italiani alla riscossa, senza Avati

In programma un nutrito Gruppo di miniserie

di Marcella Peruggini

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di Simon Pietro Giudice

Medusa 2010-11

Novità

Ottimismo e internazionalità

E’ nata l’ISAN italiana

di M.P.

Book

La misura dello spazio

Il film del mese

Eat, Pray, Love di Daria Ciotti

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di L.M.

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TelefilmCult

Festival

Una riflessione

Giffoni Extra Large

di Luca Marengo

di Daria Ciotti

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di S.P.G.

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In videoteca

L’intervista

Blu-ray Disc e Dvd

Produttori indipendenti quasi... eroici

di Flavio Della Rocca

di Francesco Cerqua

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Il critico

Il Cinema Italiano verso il web l cinema italiano sta conoscendo in questi ultimi anni una straordinaria performance. Nel 2010, nonostante la presenza sugli schermi di alcuni blockbuster americani eccezionali, Avatar su tutti, consoliderà la propria quota di mercato oltre il 30% del boxoffice. Merito di alcuni capitani coraggiosi che sono riusciti a coniugare le loro produzioni cinematografiche con la qualità ed il mercato. Il cinema italiano minoritario, solipsista, assistito dallo Stato e con poco pubblico è ormai un ricordo di stagioni fortunatamente passate. Se così stanno le cose, questo nuovo cinema italiano, deve pensare a come rivitalizzare il circuito delle sale di città, di profondità e le sale scomparse per effetto della crisi degli anni ’80 e ’90, che sono il cuore del suo mercato. Con lo stesso spirito deve affrontare il problema del finanziamento: la situazione della finanza pubblica è tale da rendere sempre più problematico il sostegno del Ministero attraverso il FUS (Fondo Unico dello Spettacolo), comunque sceso a livelli molto bassi già negli ultimi anni e comunque drenato inesorabilmente dai finanziamenti all’Opera che costituiscono una montagna, in confronto a quelli per il cinema, e di difficile scalfibilità. In ogni caso, dopo decenni di pressioni, finalmente, il Governo ha introdotto il tax credit che inesorabilmente, logicamente e giustamente è lo strumento destinato a sostituire il Fus. Ma non basta. C’è bisogno di un volano finanziario capace di porsi come finanziatore di supporto al fund raising delle società di produzione sia sotto forma di credito per le produzioni filmiche che per la partecipazione al rischio delle stesse.

I di Giandomenico Celata Docente di Economia dei Media e dell’ICT Sapienza Università di Roma

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Come costruire questo volano? Le risorse vanno cercate all’interno del sistema cinema e non fuori. Qualcuno ha parlato in passato di chiedere un contributo alle telefoniche e agli Internet provider sulla falsariga di quelle vere e proprie gabelle che sono i contributi per il cosiddetto equo compenso che fanno capo alla SIAE e che gravano sui supporti e l’hardware elettronico. In proposito viene agitato lo spettro della pirateria tramite Internet che riempie il vuoto di investimenti e perfino di idee sul versante di questo nuovo canale distributivo. Ma anche qui fortunatamente qualcosa si sta muovendo: dietro le pistolettate contro il file sharing, c’è chi sta prendendo le misure ai nuovi media. Cosa che hanno fatto gli americani: prima hanno sparato alzo zero, hanno pianto la caduta in battaglia dei DVD, hanno lamentato i diritti dispersi e poi si sono attrezzati. Sul Red Carpet di Cannes, forse il più prestigioso dei festival del Cinema, assieme alle grandi star, ha sfilato quest’anno anche la Game Console della Sony per presentare un nuovo servizio di noleggio e acquisto di film via internet. Alcune straordinarie web company, tra cui Google, Hulu, Netflix e Vudu, hanno già creato per il mercato americano la distribuzione online di prodotti audiovisivi long-form. Sul mercato web dei movies i due casi più evoluti, a livello di offerta, piattaforma tecnologica e possibilità commerciali, sono sicuramente Netflix e Vudu. Quest’ultimo, che punta molto sull’Alta Definizione, è stato recentemente acquistato da WalMart. Il protagonismo di grandi reti della distribuzione commerciale nella distribuzione on-line di audiovisivi è una variabile da considerare. E’ di questi giorni la notizia che Best Buy (il più grande rivenditore al dettaglio di elettronica di consumo negli Stati Uniti) ha acquistato CinemaNow, una piattaforma tecnologica molto simile al servizio offerto da Netflix e Hulu che istallerà sugli schermi televisivi, grazie ad un accordo con LG, con un lettore BluRay internet enabled.

L’esperienza più avanzata è comunque quella delle serie televisive sul web che potrebbe dare indicazioni anche al cinema. Hulu che è una Joint venture che aggrega i contenuti premium di 3 dei 4 grandi network americani in chiaro, ognuno dei quali è parte di una delle grandi conglomerate media Usa: FOX (News Corporation), NBC (prima General Electric ora Comcast), ABC (Disney). Tre grandi network e produttori operanti sul mercato audiovideo più grande del mondo, con una smisurata massa critica di prodotto, si sono aggregati per presentare la loro offerta web, piuttosto che operare ciascuno per conto proprio. Hulu si posiziona ormai alle spalle del gigante Googletube con oltre un miliardo di stream al mese. Come YouTube, Hulu si è presentato immediatamente come un videoportale sociale fin dalla nascita: gli oltre 6 milioni di players brandizzati Hulu sono stati embeddati dai navigatori del web su oltre 200 mila siti con una crescita percentuale di oltre il 200% rispetto all’anno precedente. E, sempre come YouTube, i video sono offerti in modalità streaming gratuitamente (lo si potrebbe chiamare un free VOD), nonostante sia una offerta premium pagata dalla pubblicità su cui è applicato un CPM (Costo Per Mille impressions) maggiore di Youtube come conseguenza proprio dell’offerta pregiata. Attualmente è in corso di valutazione, da parte del management di Hulu, la possibilità di applicare un costo anche per gli utenti. L’ipotesi al vaglio è quella di uno sdoppiamento del brand con la nascita di un Hulu plus che offra non solo gli episodi dell’ultima serie, ma ad esempio il catalogo totale, extra e dietro le quinte proponendosi come l’erede dei canali via cavo che sono di proprietà delle stesse conglomerate. A differenza di YouTube il servizio del video portale è indirizzato esclusivamente a utenti che si trovano all’interno del territorio americano. A queste sono le best practice a cui deve guardare il cinema italiano. nnn

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Italiani alla riscossa, senza Avati di Marcella Peruggini

Da sinistra. La solitudine dei numeri primi; Maya Sansa e Ascanio Celestini

Quattro italiani in concorso e un solo esordio: Ascanio Celestini Foto Fondazione La Biennale di Venezia - ASAC

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uattro gli italiani in Concorso alla 67a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia (1-11 settembre) tra cui un solo esordio: è il film di Ascanio Celestini che con il lungometraggio La pecora nera giunge a chiudere la quartina di titoli italiani in concorso subentrando al film di Pupi Avati Una sconfinata giovinezza. Gli altri tre titoli italiani in gara sono: La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo, interpretato dalla brava Alba Rohrwacher insieme a Luca Marinelli, dall’omonimo romanzo Premio Strega; Noi credevamo, il film storico di Mario Martone ispirato a fatti realmente accaduti e al romanzo di Anna Banti

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con Toni Servillo nei panni di Giuseppe Mazzini; infine La Passione di Carlo Mazzacurati. Tra i fuori concorso titoli interessanti come GORBACIOf di Stefano Incerti e interpretato da Toni Servillo, su un contabile napoletano avvezzo al gioco d’azzardo, e Vallanzasca Gli Angeli del Male di Michele Placido, il film sul bel René (interpretato da Kim Rossi Stuart) che promette di fare polemica. Tanti i nomi italiani alla 67a Mostra, molti sono registi di documentari come Niente paura - Come siamo come eravamo e le canzoni di Luciano Ligabue di Piergiorgio Gay e, sempre in tema musicale, ma questa volta di matrice parte5-6 ago.set. 2010


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nopea, Passione di John Turturro; sui nomi legati al cinema, due documentari: Dante Ferretti - Production Designer (Orizzonti) e L’ultimo Gattopardo: Ritratto di Goffredo Lombardo di Giuseppe Tornatore. E ancora, El Sicario Rom 164 e Ward 54 della giornalista Monica Maggioni, che è Fuori Concorso in Controcampo Italiano insieme a Steve Della Casa e Gianfranco Rolandi con Flaiano: il meglio è passato. Ad aprire la sezione Controcampo italiano è il film di Roberta Torre I baci mai dati, nella quale concorre anche Aureliano Amadei con 20 sigarette, sulla strage di Nassirya. In Orizzonti, aperto da La Belle Endormie di Catherine Breillat, c’è Pasquale Scimeca, con I Malavoglia. Altri due nomi importanti della cinematografia italiana alla Mostra di quest’anno sono Marco Bellocchio, con Sorelle Mai, e Gabriele Salvatores con 1960, entrambe nel fuori concorso. In totale, i lungometraggi italiani selezionati dalla Mostra sono 29, ai quali si aggiungono altri 16 tra cortometraggi e mediometraggi. Una Mostra con un “concorso giovane”, fa sapere il direttore Marco Müller alla conferenza di presentazione. La media dell’età dei registi in competizione, infatti, è di 46 anni. Tra questi, la trentenne Sofia Coppola, che parte-

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cipa alla kermesse con Somewhere, Saverio Costanzo, Ascanio Celestini e Aranosky che, da quarantenne, apre il festival con Black Swan. L’eccezione è presentata dallo storico regista Monte Hellman, che dopo dodici anni, realizza Road to Nowhere e, come sottolinea Müller, «non poteva non essere in concorso». Tra i grandi maestri, anche Manoel de Olivera, che all’età di 101 anni viene scelto per rappresentare il cinema d’avanguardia della sezione Orizzonti, e poi Francois Ozon con Potiche. Restando sui nomi celebri del cinema mondiale, due gli omaggi da citare: a Vittorio Gassman, che viene ricordato con il documentario Fuori Concorso Vittorio Racconta Gassman - Una vita da Mattatore di Giancarlo Scarchilli e la proiezione di Profumo di donna, film del 1974 di Dino Risi che valse a ‘il tigre’ del cinema italiano il premio migliore attore al Festival di Cannes. Omaggio anche a Dennis Hopper, recentemente scomparso, con la proiezione di un film del 1971, che porta il titolo di The Last Movie, totalmente sconosciuto e recentemente restaurato, presentato alla Mostra Fuori Concorso. L’apertura della sezione fuori competizione prevede la proiezione del film cino-giapponese di Andrew Lau Legend of Quentin Tarantino, Presidente della Giuria Sotto. Vallanzasca Gli angeli del male

Una selezione coerente e diversa di Giorgia Lo Iacono La Selezione Ufficiale della VII edizione delle Giornate degli Autori, organizzate con il sostegno di Anac e Cento Autori, è composta da 12 film di diverse nazionalità, tra cui tre italiani: L’amore buio di Antonio Capuano, Et in terra pax degli esordienti Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, Cielo senza terra di Giovanni Davide Maderna e Sara Pozzoli. Quattro sono le opere prime, che affiancano le opere di maestri già conosciuti quali il premio Oscar Danis Tanovic con Cirkus Columbia, Bertrand Blier con il film d’apertura Le bruit des glacons e Marion Hänsel con Noir Ocean, selezionati perché capaci comunque di sorprendere. «Coerenza e diversità sono le prime parole che mi vengono in mente per definire questa selezione», dichiara il Delegato Generale Giorgio Gosetti. Anche quest’anno viene dato spazio a Cinema e Storia/100 + 1. Cento film e un paese, l’Italia, portata avanti grazie al sostegno della Provincia di Roma e di Cinecittà - Luce porta i classici italiani nelle scuole superiori di Roma e provincia. «Gli studenti coinvolti sono stati circa 2000 e sette sono i film che ogni anno portiamo nelle scuole - racconta Fabio Ferzetti, responsabile del progetto. Abbiamo inoltre organizzato corsi di formazione per i docenti. Quest’iniziativa è importante perché i ragazzi si confrontano con la storia del cinema e con la storia d’Italia». n

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SIC: settimana da paura di Sara Palieri «25 è una bella cifra. In generale è un’età in cui si è ancora giovani, ma si entra nella maturità, c’è un passato alle spalle, ma si è proiettati nel futuro. Festeggeremo questo traguardo» - dichiara il Presidente del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Bruno Torri. Il film d’apertura della XXV edizione della Settimana della Critica riprende un passaggio della storia della kermesse: verrà infatti proiettata una copia ristampata di Notte Italiana di Carlo Mazzacurati, che fu presentato alla IV Edizione della SIC nel 1987. «Abbiamo scelto questo film perché Mazzacurati è probabilmente l’autore più rappresentativo per ricordare quello che è stato il nostro Dall’alto. Black Swan apporto al cinema italiano; (foto Niko Tavernise); inoltre lo trovo estremamen- Paolo Baratta e Marco te moderno» - osserva Müller; The tempest; Francesco Di Pace, dele- I baci mai dati; La passione gato generale della Commissione di Selezione. I sette film in gara sono: l’italiano Hai paura del buio dell’esordiente Massimo Coppola (prodotto dalla Indigo Film e distribuito dalla BIM) che, a detta di Francesco Di Pace, non sembra italiano per il particolare e rigoroso stile che adotta; il francese Angèle et Tony di Alex Delaporte, già premiato con il Leone d’Oro per un cortometraggio; lo sloveno Papà di Vlado Škafar; la co-produzione Israele - Francia Naomi di Eitan Zur; lo svedese Beyond, opera prima dell’attrice Pernilla August, che vede protagonista Noomi Rapace, interprete della saga Millennium; Martha, del messicano Marcelino Islas Hernandez; Hora Proelefsis di Syllas Tzumerkas, che racconta da vicino la Grecia attuale. Infine, Il film di chiusura sarà il filippino Limbunan del regista Gutierrez Mangansakan. Come da tradizione sono due i premi: il Premio 25. Settimana Internazionale della Critica “Regione Veneto per il Cinema di qualità” di 5.000 euro e il Leone del Futuro - Premio Venezia Opera prima “Luigi De Laurentiis”, per il quale i film della SIC concorrono insieme a tutti i lungometraggi di esordio dell’intera Mostra. n

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the first: The Return of Chen Zhen, in occasione del 70° anniversario della nascita di Bruce Lee il festival, mentre a omaggiare Shakespeare nel 400° anniversario de La tempesta è il film The Tempest di Julie Taymor. E il premio alla carriera quest’anno va a John Woo.

man per Barney’s Version di Richard J. Lewis e Vincent Gallo con Promises written on water potrebbe portare alla Mostra Sage Stallone, il figlio del ben più celebre e amato Sly. Accanto a tanto star system americano, anche attori molto noti della cinematografia europea come i protagonisti del film di Ozon, Catherine Deneuve e Gerard Depardieu, e Carmen Maura, protagonista di Balada Triste de Trompeta di Alex de la Iglesia.

Assente Clooney, ma le star ci sono Anche se l’affezionato George Clooney ha dato forfait (il film The American girato in Abruzzo poteva essere in lizza solo se avesse aperto il festival) e sono ancora in forse la coppia superstar Brad e Angelina - il primo è in Tree of Life di Terence Malick, il film che probabilmente sarà annunciato a sorpresa il 6 settembre - i frequentatori del Lido settembrino si ‘accontenteranno’ di vedere sul red carpet Natalie Portman, Winona Ryder e Vincent Cassell, interpreti del film di Aronofsky; Jessica Alba, Robert De Niro, Steven Seagal e Don Johnson per affiancare Robert Rodriguez alla presentazione di Machete, il film di mezzanotte sempre in programma il primo giorno. Insieme a Sofia Coppola si attendono anche Benicio Del Toro, le italiane Simona Ventura e Laura Chiatti e per Miral di Julian Schnabel arriveranno in Laguna Freida Pinto, William Dafoe e Vanessa Redgrave. E ancora: Ci sarà Dustin Hoff-

La Mostra è di destra o di sinistra? La mancata presenza dell’ultimo film di Pupi Avati alla kermesse, dato quasi per certo fino agli ultimissimi giorni di selezione, ha scatenato una querelle tra il regista e il direttore del festival, sino a far insorgere il Pdl che parla di “scelta politica” della commissione selezionatrice nella preferenza data al film di Celestini. Müller ha liquidato le domande dei giornalisti, affermando che l’Alzheimer non è di destra né di sinistra, e sostenendo che per Una sconfinata giovinezza, anche insieme a Rai Cinema, aveva proposto al regista «una serata fuori gara, vale a dire una delle posizioni più ambite della Mostra». Ma Avati ha fatto sapere che vuole lasciare il Fuori Concorso “a chi ha vinto altre volte”. E al festival di Giffoni, dove il regista ha tenuto una Masterclass, chiarisce: «mi sono sentito tradito e da persone amiche». Il film sarà nelle sale italiane l’8 ottobre distribuito dalla 01 nnn Distribution. 5-6 ago.set. 2010


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MEDUSA 2010-11

Ottimismo e internazionalità

Foto Giambalvo & Napolitano

di M.P

Un listino eterogeneo da tradizione con titoli nazionali e internazionali 10

a nostra è una strategia basata sull’ottimismo, anche alla luce dei risultati economici dello scorso anno. Il nostro impegno è credere nel cinema italiano. E Mediaset punta su Medusa, perché crede nel cinema italiano». Così apre la presentazione del listino 2010 -2011 il presidente della Medusa Film, Carlo Rossella, sottolineando l‘importanza del lavoro portato avanti negli anni dal Vice Presidente e AD, Giampaolo Letta, alla presenza di molti registi e attori protagonisti dei film che saranno in sala tra la seconda parte del 2010 e i primi mesi del 2011 (vedi foto di gruppo insieme a Rossella, Letta e Mario Spedaletti). «Un listino eterogeneo da tradizione», come lo definisce Letta, in cui sono presenti titoli nazionali e internazionali, europei e americani: da Somewhere di Sofia Coppola, alle parentesi registiche di Tom Hanks con Larry Crowne, e Jodie

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Foster con The Beaver, passando per la geniale comicità di Woody Allen (Conoscerai uno sconosciuto altro e bruno). Il cinema italiano d’autore è rappresentato da Saverio Costanzo che, con La solitudine dei numeri primi, porta sul grande schermo l’omonimo ‘Premio Strega’ di Paolo Giordano. Dopo i successi della scorsa stagione, tornano Gennaro Nunziante, che realizza il secondo film interpretato da Checco Zalone (in uscita il 5 gennaio) e poi i consolidatissimi Ficarra e Picone, Aldo, Giovanni e Giacomo che arrivano a fine anno con La Banda dei Babbi Natale. Tra le new entry, l’esordio della showgirl Belen Rodriguez accanto ad Emilio Solfrizzi, nel film di Eugenio Cappuccio, Se sei così, ti dico di sì. Nel nuovo listino della casa di distribuzione che fa capo a Mediaset si contano 17 film italiani e 12/13 stranieri, per un totale di circa 30 titoli. «Stiamo 5-6 ago.set. 2010


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uscendo da un periodo non facile, ciò nonostante, da parte di Medusa c’è stata sempre una costanza di investimenti sul cinema italiano. Otto anni di attività caratterizzati da una grande voglia di lavorare da parte di una squadra compatta e unita dalla grande passione per il cinema», afferma Letta. «Anche questa volta il nostro investimento totale è di 90 milioni di euro, di cui 70 sono destinati alla produzione, co-produzione e distribuzione dei film italiani - continua l’AD di Medusa - A questi 70 se ne aggiungono 20 di pubblicità, mentre 7/8milioni di euro è la cifra necessaria per la stampa delle copie. Quasi cento milioni di euro sui prodotti italiani, a conferma dell’investimento fatto lo scorso anno, che sarà anche quello dell’anno prossimo. Questo ci pone in una posizione di rilievo tra gli investitori più importanti dell’industria cinematografica. La continuità di investimento è resa possibile grazie alla strategia e l’impegno del gruppo Mediaset soprattutto sul cinema italiano». Il cinema italiano di grande qualità anche quest’anno approda sulle rive d’Oltreoceano, gettando le basi dell’internazionalizzazione del nostro mercato con grandi co-produzioni e co-finanziamenti: «Dopo Gabriele Muccino con La ricerca della felicità, con Paolo Sorrentino continuiamo a fare investimenti internazionali, confezionando opere di matrice nazionale realizzati da registi di grande consenso, anche a livello europeo, e rivolti ad un pubblico molto più ampio. Medusa Film ha anche co-finanziato Somewhere e ha instaurato, già con il

film La Papessa uscito in sala lo scorso aprile, una collaborazione produttiva con la Germania». Restando in tema di giovani italiani in Usa, anche per quanto riguarda Gabriele Muccino c’è un nuovo titolo americano ed è The Passengers previsto per il 2011. E in un certo senso anche il progetto di Benvenuti al Sud, in sala il prossimo 7 ottobre, va letto nell’ottica dell’internazionalizzazione del nostro cinema. Il film, prodotto con la Cattleya di Riccardo Tozzi, e girato in Italia, è la versione nostrana del francese Giù al Nord, commedia campione di incassi in Francia, che ha fruttato grandi risultati anche in Italia. La Francia ha voluto partecipare al progetto di Luca Miniero sia dal punto di vista produttivo, acquistando i diritti per la distribuzione, sia nella realizzazione, proponendo l’attore e regista Dany Boon per un piccolo cameo. La quota di mercato del 2009 e il cinema in 3D L’ottimismo di Rossella e Letta è supportato dai numeri, che l’anno scorso hanno portato risultati soddisfacenti a Medusa: «La quota di mercato 2009 - spiega Letta - si attesta sul 14%, con incassi al box office di 90 milioni di euro. I risultati raggiunti nell’ultima stagione (dal primo dicembre ai primi di luglio) ci pongono al secondo posto dopo la 20th Century Fox, per un incasso totale di 72 milioni di euro, ma al primo posto per presenze, con 11 milioni e mezzo di biglietti strappati, contro i 9,5 di Fox, che hanno fatto un incasso

maggiore grazie al 3D che ha un costo del biglietto d’ingresso più alto». Dopo un primo esperimento distributivo con Sam Valentino di Sangue in versione tridimensionale nel 2009, anche Medusa produrrà direttamente facendo uso di questa nuova tecnologia in due titoli italiani: Winx Club 2-3D, altro episodio cinematografico della saga di Igino Straffi, e Sex 3D del prolifico Fausto Brizzi - che comincerà a girare a metà 2011 - del quale l’11 febbraio vedremo Femmine contro maschi, il secondo capitolo della sua opera filmica sulla ‘guerra dei sessi’. This must be the place di Sorrentino e il futuro del cinema italiano Punta di diamante del listino Medusa quest’anno è il nuovo film dell’affermato giovane regista Paolo Sorrentino, che porta il titolo di This must be the place e ha per protagonista l’americano Sean Penn. «E’ un progetto con radice italiana, ma la storia è americana - chiarisce Letta. Si tratta di un film con un budget di investimento molto elevato e che pre-

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vede la partecipazione di coproduttori come Indigo Film, Lucky Red e dell’istituto bancario Intesa San Paolo». This must be the place racconta la storia di Cheyenne, una rock star che, ritiratasi dalle scene, conduce la vita monotona di un pensionato benestante, fino a quando decide di partire alla ricerca di quello che fu il persecutore del padre, un ex criminale nazista che si nasconde negli Stati Uniti. Solo dopo la morte del padre, Cheyenne viene a conoscenza della dura verità circa l’internamento ad Auschwitz. Questo viaggio gli cambierà la vita e solo percorrendo l’iter designato, capirà se andrà incontro a redenzione o vendetta. Sorrentino definisce il suo film «una storia europea che si muove su tre binari: il rapporto tra Sean Penn e sua moglie (interpretata dall’attrice di Fargo, Frances Mc Dormand), il mancato rapporto tra padre e figlio, e la Shoah. Una vicenda semplice, ma che ha sullo sfondo qualcosa di enorme». Il budget dell’opera, girata tra gli Stati Uniti e l’Irlanda, è di 28 milioni di dollari ed è prodotta insieme alla Indigo Film di Nicola Giuliano e Francesca Cima e la Lucky Red di Andrea Occhipinti con co-produttori francesi e irlandesi. Di grande peso il contributo economico di Intesa Sanpaolo, che copre il 10% dell’investimento produttivo pari a 2,5 milioni di euro, attraverso i meccanismi del Tax Shelter. «Voglio spezzare una lancia a favore del cinema italiano, e distaccarmi dal coro generale di questi ultimi tempi che grida alla crisi» è la dichiarazione spontanea di Letta. «Il nostro cinema non è in decadenza e neppure è morto. Certo, la crisi economica in Italia c’è stata e l’abbiamo sentita, ma il cinema italiano è in buona

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forma e in alcuni casi va ottimamente. Inutile autoflaggellarsi; bisogna continuare a credere e investire nella nostra industria cinematografica». Il finanziamento da parte di un grande istituto bancario sul film di Sorrentino potrebbe costituire un inizio concreto per una nuova industria cinematografica italiana. Nuova perché caratterizzata non più dall’attesa del sovvenzionamento statale attraverso la distribuzione del FUS, ma finalmente da una visione assolutamente imprenditoriale. E’ lo stesso Letta che, a conclusione, afferma quanto il cinema italiano possa ancora proiettarsi avanti, partendo da una base solida, che è il successo che i film italiani hanno ottenuto nel periodo di crisi economica. «Alla luce delle difficoltà finanziarie che hanno messo a dura prova l’economia mondiale - conclude Letta - credo che sia vitale che il Governo rinnovi le misure di incentivazione fiscale. Le norme ci sono e sono il Tax Credit per la produzione e la distribuzione e il Tax Shelter per l’afflusso di finanziamenti da settori esterni a quello cinematografico. Si tratta di provvedimenti approvati tre anni fa e resi finalmente esecutivi con i recenti decreti di attuazione. Resta poco tempo alla fine dell’anno per andare incontro a banche, imprese e privati, che hanno tutto l’interesse insieme, alle case di produzione, affinché avvenga un cambiamento ormai necessario, considerato l’incerto futuro del FUS». Ne è convinto anche Corrado Passera, AD di Intesa SanPaolo, primo istituto bancario coinvolto nella produzione di un film italiano e di respiro internazionale, che in occasione della presentazione milanese del film di Sorrentino afferma: «è un’opera che ha tutti i numeri per essere una storia di successo. Potrebbe essere il primo di una serie di interventi da parte di banche e imprese, sicuramente è un esempio per altri possibili investitori esterni al cinema affinché possano decidere di sostenere questa industria». La kermesse veneziana Due film del nuovo listino Somewhere di Sofia Coppola e La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo sono presentati in anteprima mondiale alla 67a Mostra internazionale del Cinema di Venezia e arrivano nelle sale italiane a ridosso della presentazione festivaliera, rispettivamente il 3 e 10 settembre. nnn 5-6 ago.set. 2010


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Il film del mese

di Daria Ciotti

Eat, Pray, Love Dopo due anni di assenza, il ritorno sulle scene di Julia Roberts opo due anni di assenza dalle scene, Julia Roberts torna al cinema con Eat, Pray, Love, il film diretto da Ryan Murphy e tratto dal libro di memorie intitolato Mangia, prega, ama. Una donna cerca la felicità, di Elizabeth Gilbert. Prodotto, tra gli altri, da Brad Pitt per la Plan B Entertainment il film, di cui la Roberts è anche produttore esecutivo, racconta la storia di Elizabeth, una donna che ad un certo punto della sua vita (felicemente sposata, desiderosa di rimanere incinta) decide di partire, per un anno, per ritrovare se stessa, perché convinta che la sua esistenza debba prendere una nuova direzione. Nel suo “pellegrinaggio”, Elizabeth si ferma in Italia, per ritrovare il gusto del mangiare. In India, per abbandonarsi alla preghiera. E a Bali, per cercare il senso del vero amore. Fino a che, tornando a casa, non capisce che per ritrovare se stessi non è necessario spostarsi e andare in capo al mondo, ma è possibile farlo anche restando comodamente seduti a casa propria. Con un cast composto da due Premi Oscar come la Roberts e Javier Bardem, e del quale fanno parte anche James Franco e Billy Crudup il film, che

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uscirà nelle sale italiane il prossimo 17 settembre, promette di bissare il grandissimo successo del libro di Elizabeth Gilbert, che è stato incoronato come “caso editoriale” degli ultimi anni negli Stati Uniti. Questa storia “a cuore aperto” di una donna che trova il coraggio di abbandonare la famiglia, gli agi, la tranquillità, per ritrovare se stessa in giro per il mondo, ha infatti conquistato i lettori americani al punto da essere stato per 155 settimane il best seller del New York Times. Promette dunque di non essere da meno il film, che sarà distribuito in Italia dalla Sony Pictures Releasing Italia, diretto dallo stesso regista divenuto popolare con le serie Tv Glee e Nip/Tuck. A guidare il cast Julia Roberts, premio Oscar per Erin Brockovich, ultimamente “scomparsa” dalle scene per la nascita dei suoi figli, che ha deciso di tornare a lavorare in questa pellicola per la quale si è trasferita nel nostro Paese per il periodo necessario a girare le scene italiane del film. Una piccola curiosità: durante il suo soggiorno in Italia, la Roberts ha preso la bellezza di 5 chilogrammi. Nelle scene che la ritraggono infatti alle prese con cibo tricolore, la Roberts era costretta molto spesso a man-

giare pizza già alle 8 di mattina, e anche se per esigenze di scena doveva magari assaggiarne solamente una fetta, finiva sempre per fare colazione con almeno metà della pizza. Risultato: una linea decisamente più arrotondata rispetto a quella di inizio riprese, che fortunatamente l’attrice ha già recuperato. Nei panni di Felipe, il ragazzo di cui Elizabeth/Julia si innamora inaspettatamente durante il suo soggiorno nell’esotica isola di Bali, c’è Javier Bardem. L’attore spagnolo, fresco di matrimonio con la fidanzata Penelope Cruz, è un attore così camaleontico da essere capace di passare con estrema leggiadria e nonchalance da un ruolo come quello interpretato in Non è un paese per vecchi, dei Fratelli Coen, per il quale ha anche vinto l’Oscar nel 2009, a quelli più romantici come appunto quello ricoperto nel film con la Roberts. Insieme ai due attori, fanno parte del cast artistico del film Billy Crudup, esploso con la pellicola Almost Famous (che fece diventare famosa, nel 2000, anche Kate Hudson), e James Franco, noto al grande pubblico per la sua interpretazione di Hary Osborne nella saga cinematografica di Spider-Man. nnn

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Festival

Giffoni Extra Large di Daria Ciotti

iffoni Experience edizione quaranta. In numeri romani: XL. E a chi fa notare a Claudio Gubitosi che quelle due lettere romane danno più l’impressione di voler significare “Extra Large”, lui risponde candidamente che il “gioco di parole” è stato voluto, ma che non è lui a poter dire se sia stato un festival extra large perché “non bisogna chiederlo a chi ha costruito il programma, ma a chi lo ha vissuto. Perché nelle intenzioni 14 giorni sono già XXL, con tutto quello di cui ci siamo occupati, dalle grandi star internazionali all’ecosostenibilità, per arrivare ai nostri giurati che, fin dai 3 anni di età, sono stati chiamati al contatto e all’esperienza con i film che abbiamo loro proposto, a votare e scegliere fra questi i loro preferiti. Se la mettiamo in termini di entusiasmo e gioia, allora sì, è stata un’edizione XL, senza dubbio”. Il tema di quest’anno, l’Amore. Espresso in tutte le sue accezioni e sfaccettature, per la famiglia, gli amici, verso il prossimo: un amore a 360 gradi. Che pervade la cittadina di Giffoni, e il suo festival, da ben 40 anni. «Il tema dell’amore ha segnato fin dal primo momento la nascita di questo festival - ammette Gubitosi - Cos’è, se non un atto d’amore, rimanere fortemente radicati al territorio, amare il tuo paese e la tua idea? Abbiamo girato il mondo con Giffoni, senza tuttavia turbare la sua identità territoriale, che da oltre 40 anni si svolge qui, nella città dove è nato». Un festival per i giovani, fatto dai giovani. Un assunto antico quanto l’età del Giffoni Experience, che tuttavia per Gubi-

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Un Festival per i giovani fatto da giovani che hanno trattato il tema dell’amore tosi è sempre attuale. «E’ la nostra vocazione, da sempre. I film che vengono presentati qui al Festival, sono tutte opere prime. Esageriamo: opere seconde. Perché è questa la nostra missione: presentare film che nessuno conosce, far conoscere autori che non sono ancora “nati” per il sistema cinematografico italiano. Puntiamo sui giovani, li scegliamo: sarebbe stato facile per me prendere il meglio del cinema italiano, volti noti, e portarli qui. Invece la genetica dell’esperienza di Giffoni è proprio questa: presentare il regista sconosciuto, danese o norvegese, per dargli modo di farsi conoscere al mondo in un ambiente “incontaminato», dove la giuria è veramente giuria, che esprime i suoi giudizi sia negativi che positivi in totale serenità. In perfetta letizia con eventi come le anteprime mondiali, come quella di Harry Potter, a dimostrare che le due realtà possono coesistere”. Una coesistenza più che pacifica, a giudicare dai risultati ottenuti anche quest’anno. Centinaia di migliaia le presenze al Festival di giurati, curiosi, spettatori, che han5-6 ago.set. 2010


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I vincitori della 40a edizione del Giffoni Film Festival

n Elements +3: Precise Peter, di Martin Schmidt n Elements +6: Here Comes Lola, di Franziska Buch n Elements +10: The Crocodiles Strike Back, di Christian Ditter n Lungometraggi Generator +13: Oscar and the Lady in Pink, di Eric-Emmanuel Schmitt n Cortometraggi Generator +13: The Game, di Adriano Giannini n Lungometraggi Generator +16: Blessed, di Ana Kokkinos n Cortometraggi Generator +16: Habibi, di Davide Del Degan n Sguardi Inquieti: Transit, di Chris Roche

PREMI DEL PUBBLICO n Generator +13: The Round Up, di Roselyne Bosch n Generator +16: Udaan, di Vikramaditya Motwane no assistito alle proiezioni non soltanto dei film in concorso, ma alle anteprime di film come Sansone, L’Apprendista Stregone e Cattivissimo Me, che hanno partecipato alle Master Class di regia tenute da autori come Pupi Avati, Davide Marengo, Luciano Ligabue, Giovanni Veronesi. Un programma ricco di eventi, di attività, che non ha lasciato spazio alla noia in nessun momento della giornata, né della serata. Come sempre infatti, il parterre degli ospiti musicali ha eguagliato per bellezza e importanza quello degli ospiti “cinematografici”: Carmen Consoli, Baustelle, Elio e le Storie Tese, Neffa, sono solo alcuni degli artisti che si sono alternati sul palco dell’Arena Alberto Sordi, che hanno suonato nonostante la stanchezza, il vento, e anche la pioggia torrenziale! E che dire degli ospiti nazionali ed internazionali che hanno elettrizzato le giurie del festival giffonese? Tra i personaggi di spicco del mondo cinematografico italiano, hanno preso parte alla kermesse Luca 5-6 ago.set. 2010

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA n GENERATOR +16: Cracks, di Jordan Scott

Ward, attore teatrale e televisivo e doppiatore di attori internazionali di gran fama come il Gladiatore Russell Crowe, Samuel L. Jackson (Pulp Fiction), Brandon Lee (Il Corvo) e tantissimi altri. Insieme a lui sono intervenuti Isabella Ragonese, prossima madrina del Festival di Venezia, il cantante e showman Pupo, che ha dato la voce a Sansone, il cagnone protagonista dell’omonimo film della Fox, Luciano Ligabue, il famosissimo cantautore italiano che, parallelamente alla sua attività musicale, ha sfornato già due film e qualche libro, a dimostrazione della sua versatilità artistica. Tra gli ospiti internazionali, l’attrice Premio Oscar Susan Sarandon, arrivata in Italia alla ricerca delle sue origini (la nonna era italiana) e appassionata di ping pong,

una nuova passione nella sua vita. Samuel L. Jackson, oceanografo mancato, che ha iniziato a recitare all’università proprio durante gli studi e che da allora non ha mai più smesso. Chloe Bridges e Jesse McCartney, due promesse dello star system hollywoodiano. Ma chi ha mandato veramente in visibilio giurie e semplici spettatori è stato Sam Worthington, protagonista di Avatar (il kolossal 3D di James Cameron), divenuto noto con Terminator: Salvation, che presto vedremo nel seguito di Scontro fra Titani, le cui riprese inizieranno a novembre. Con la solita punta di amarezza, per la fine di un’esperienza così bella come il Festival di Giffoni, ma con la consapevolezza che dopo i primi quarant’anni, ne seguiranno almeno altrettanti, ci si da appuntamento all’anno prossimo, con l’edizione 2011: «Si svolgerà dal 20 al 30 luglio - ha annunciato Claudio Gubitosi - e il tema sarà il Link”. nnn

Pagina precedente. Luciano Ligabue. Sopra. Alessandro Preziosi e Marina Rocco al Giffoni Experience

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L’intervista

Produttori indipendenti quasi...

eroici di Francesco Cerqua

Ars Millennia è una società di produzione indipendente rs Millennia è una della società di produzione indipendenti, tra le più attive e interessanti, fondata nel 1998 da Rodolfo Martinelli e Isabella Russinova, spazia dal teatro al cinema alla Tv, all’editoria, proponendo prodotti di qualità capaci di coinvolgere il pubblico. Ha all’attivo tre film, diversi documentari, molti cortometraggi, e più di 20 produzioni teatrali, tutte di successo e libri in coedizione con Rai Eri. Per quanto riguarda il cinema (con il teatro è in scena con La governante di Vitaliano Brancati) stà per uscire nelle sale con il film L’Ultimo re firmato dal regista Aurelio Grimaldi e stà organizzando la preparazione di altri due progetti, uno dei quali in 3D.

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E’ molto coraggioso, di questi tempi: tagli al Fus, niente soldi, poco sostegno e crisi generale... «I produttori indipendenti in genere sono molto coraggiosi, quelli italiani poi, quasi eroici... come il nostro ultimo film in uscita L’ultimo re di Aurelio Grimaldi è una

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metafora contro la guerra, lo sterminio degli innocenti e per raccontarlo si è preso spunto da uno dei grandi genocidi della storia, quello di Troia e dall’eliminazione del suo ultimo re bambino. Un progetto a low budget molto amato e molto sofferto, totalmente indipendente, senza Rai, senza Ministero, solo contributi esterni, FilmCommission Banche, privati e investimenti personali». Mi parli dei prossimi progetti cinematografici. «I prossimi progetti cinematografici sono una commedia con sfondo sociale, diretta da un giovane regista molto giovane e molto talentoso, e un film per ragazzi, tratto da uno dei libri che abbiamo editato con Rai Eri, per la collana 100 minuti Junior Antonio, l’isola e la balena, un neorealismo magico, affidato nelle mani di uno dei maestri nel nostro cinema, considerato un po’ l’erede del grande Rossellini, di cui è stato anche aiuto, entusiasta di sperimentare il 3D. Tutti e due i progetti sono partiti dal territorio e proposti alle “Film Com-

mission”. Le Film Commission sono senz’altro basilari per il nostro cinema, come sono state basilari le nuove opportunità - Tax Credit, Tax Schelter, Product Placement, il digitale... Diciamo i primi passi per una riforma del nostro cinema in mezzo alla burrasca, come del resto nella burrasca ci stiamo tutti, la crisi, questa che stiamo vivendo è davvero difficile...». Allora Stiamo vivendo oramai l’agonia del cinema’? «Il cinema in agonia? In trasformazione e in cammino verso le regole internazionali». Ma si continua sempre a dire: “il cinema che passione”, “vorrei la vita come un film”, “belli come al cinema”, “andiamo al cinema!”. Ma se il cinema morisse davvero? «Non è possibile. Come non può morire la musica, il teatro, come non moriranno mai gli scrittori, i musicisti, gli attori... Il cinema fa parte dell’uomo, noi pensiamo e i nostri pensieri sembrano immagini da film, 5-6 ago.set. 2010


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sogniamo e i nostri sogni sono sequenze cinematografiche: ppp piano, carrellata, piano sequenza, zummata... E poi si sa dell’urgenza vitale che ha il popolo degli artisti di esprimere la propria arte e il cinema è uno degli strumenti. Il futuro dell’uomo è nelle mani di chi è capace di raccontare, di salvaguardare la memoria, l’immaginazione, la fantasia, senza questo tutto finirebbe. Ars Millennia si batte, infatti, per far diventare prodotti progetti in cui crede che parlano del sociale, “al femminile,” alla storia, alla memoria». Torniamo al cinema italiano, quale è la formula per rilanciarlo? «C’è da dire che il cinema italiano è sempre stato in crisi, l’abbiamo sempre sentito dire, leggendo le biografie, i racconti di che è stato prima di noi a combattere per il cinema (Visconti, Pasolini, Fellini), continuavano a dire che il cinema italiano è in crisi. E’ sempre stato difficile fare cinema in Italia (mi viene in mente la frase che dice che in Italia si diventa grandi quando si torna grandi da fuori). In Italia si continuano sentire una serie di regole (non dagli artisti): bisogna fare il cinema commerciale, no il cinema sexy, la commedia musicale, bisogna fare come gli americani, i francesi, i tedeschi, bisogna fare come gli indiani, vanno solo cose per ragazzi, ora ci vogliono le “tettone”, “brunone”, non solo le biondine, senza la donna della porta accanto un film non può andare bene, bisogna raccontare le storie di sfigati, senza le star della televisione non si può fare cinema e così via. Naturalmente tutte queste regole catastroficamente decadono più o meno rovinosamente con l’angoscia dei poveri produttori che le hanno seguite, perché il cinema si sa è solo: mistero, passione, onestà, il cinema non vuole regole, sarà banale ma quello che ci vuole è cuore, anima, spessore e tanta, tanta fortuna. Ora sento che qualcuno si alza e dice e i soldi?». Ecco appunto e i soldi? «In Italia si dovrebbe cominciare da ora che il cinema ha finalmente il l Tax Credit e Tax Schelter, Spero che queste due leggi vengano riconfermate nel 2011. Con queste opportunità e il Product Plalcement nelle mani del produttore-imprenditore può gestire le risorse trovate per il suo progetto, quello in cui crede e vuole proporre al pubblico, che ritorna ad essere di nuovo vera5-6 ago.set. 2010

mente decisivo, è vero che il cinema e il pubblico nel frattempo è cambiato, come è cambiata la società, ma piano piano sarà proprio il cinema a trovare la strada per se stesso... produzione e distribuzione devono camminare a braccetto, importante la creazione delle sale per digitale per ottimizzare i costi e facilitare la distribuzione abbattendo le spese, pensare al pubblico, a spazi alternativi, a proposte alternative, Multiplex per i prodotti commerciali, per lo più americani, là dove il cinema è davvero industria e sale o spazi o luoghi, anche “lunghe programmazioni” (incentivate dallo stato) per il pubblico dell’“altro cinema”». Bisogna anche pensare che il cinema deve costare meno per essere più competitivo? «Bisognerebbe, come dire fare delle regole in tal senso, anche perché non avendo un vero e proprio mercato da”cinema industria” anche le paghe devono essere quelle di “star artigiane” non “star industriali”. E poi nel cinema italiano bisognerebbe cancellare un po di burocrazia». Cosa ne pensa dello Mibac che vuole sovvenzionare corti, e opere prime e seconde? «E’ giusto pensare che lo Stato sostenga solo le “opere prime e seconde”, e questa di fatto si rivela l’unica chance per dare opportunità a giovani registi, attori, direttori di fotografia, scenografi, costumisti e sceneggiatori, perché l’Italia è piena di talenti che hanno difficoltà a esprimersi e con questo nuovo metodo di fare cinema sarebbero tagliati fuori automaticamente dal mercato. Mentre le produzioni con Grandi

Registi grandi attori... che possono competere con il mercato, e chiudono i budget autonomamente, lo Stato oltre alle prime opere potrebbe ripensare al “Premio di qualità” per tutte quelle opere cinematografiche così dette “difficili”, che sono proprio quelle destinate a rimanere nel tempo per il loro messaggio e qualità. Il cinema deve essere del pubblico, lo deve coinvolgere, come la canzone che si ascolta, la commedia che si guarda, il quadro che si ammira... il pubblico vuole vedere qualcosa capace di appassionarlo, lo deve far ridere, ma ridere davvero, piangere, ma piangere davvero, sognare ma sognare davvero... indipendentemente dal genere, dalla star, dal budget, deve essere sempre vero e onesto. Insomma “corsi e ricorsi”... partire dal prodotto, pensare al pubblico per il quale è pensato e fare di tutto per riportarlo al cinema, tenere poi le dita incrociate e pensare sempre positivo. nnn

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I film che vedremo

La stagione si apre con una pletora d’uscite di D.C.

Molte le pellicole da non perdere. Torna anche Karate Kid

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a nuova stagione cinematografica si apre con una pletora di uscite che, a partire dai primi giorni di settembre, non lasceranno altra scelta agli spettatori che andare al cinema almeno una volta la settimana, per non perdere nemmeno una delle nuove pellicole che ci aspettano al varco. La prima settimana di settembre si apre con l’uscita di una serie di film che comprende Street Fighter: The Legend of Chun Li, di Andrzej Bartkowiak, nel cui cast figura Kristin Kreuk, una delle protagoniste della fortunata serie Tv Smallville. Distribuito dalla

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C.D.I., il film racconta le avventure di una guerriera, la Chun Li del titolo, che combatte le forze del male per le strade di Bangkok. Tornano al cinema anche le avventure di The Karate Kid, con il nuovo episodio della serie intitolato La leggenda continua, con Jaden Smith (figlio del più famoso Will) nei panni di Dre Parker, un dodicenne di Detroit, costretto a trasferirsi in Cina a causa del lavoro della madre. Le differenze culturali tra il ragazzino e i suoi compagni di scuola lo porteranno allo scontro con Cheng, il bullo della classe, ma per fortuna troverà un vero amico in Mr. Han (Jackie Chan), che gli insegnerà le arti marziali, in particolar modo il kung fu. In sala dal 3 settembre. Tornano in 3D le avventure di Alice, la protagonista della saga dei videogiochi Resident Evil (trasformata, come per Tomb Raider, in una serie cinematografica. Milla Jovovich torna a vestire i panni dell’eroina in cerca di sopravvissuti all’epidemia che ha trasformato l’umanità in zombie in Resident Evil: Afterlife 3D, ma stavolta nella sua battaglia è aiutata da un vecchi amico. Diretto da Paul W.S. Anderson, il film vanta un cast in cui, oltre a Milla Jovovich, recita anche Kim Coates (C.S.I. Miami) e Ali Larter (Heroes). Sempre per settembre, il 10 per l’esattezza, è prevista l’uscita dell’attesissimo La solitudine dei numeri primi. Tratto dal best seller di Paolo Giordano, il film racconta del complicato rapporto fra Alice e Mattia, entrambi “ragazzi difficili”, con storie pesanti alle spalle, che si incontrano e si avvicinano nelle rispettive vite, ma restano comunque in5-6 ago.set. 2010


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dissolubilmente divisi. Il film è diretto da Saverio Costanzo ed è presente nel Concorso della 67ª Mostra del Cinema di Venezia, interpretato da Alba Rohrwacher, Isabella Rossellini e Filippo Timi. La distribuzione del film sarà a cura di Medusa Film. Tornano in sala anche George Clooney con The American e Julia Roberts con Mangia, Prega, Ama, insieme a Luciano Ligabue che prende parte al documentario Niente paura - Come eravamo, come siamo e le canzoni di Ligabue, diretto da Piergiorgio Gay: un docufilm sull’identità nazionale che ha come filo conduttore le canzoni del cantautore di Correggio, che fa da voce narrante alla pellicola, presentata Fuori Concorso a Venezia. Attesissimo per fine settembre il ritorno in sala di Leonardo Di Caprio, che dopo il successo di Shutter Island si trova catapultato nel mondo onirico dei sogni nei panni di una spia internazionale, costretta suo malgrado a lavorare per il governo per ottenere la tanto agognata libertà. Ma il confine fra realtà e sogno è molto, molto sottile, e tutta l’esperienza accumulata nel tempo non lo aiuterà ad affrontare un terribile nemico che sembra prevedere tutte le sue mosse. Il film è diretto da Christopher Nolan e nel cast, oltre a Di Caprio, vede anche Marion Cotillard, Elle Page, Cillian Murphy, Michael Caine, Joseph GordonLewitt e Tom Berenger. In sala dal 24 settembre. Le prime uscite autunnali del mese di ottobre comprendono i film Miss Adele e l’enigma del faraone e The Joneses, in sala il primo del mese, mentre è prevista per la settimana successiva l’uscita di Benvenuti al Sud, l’ultimo film di Luca Miniero, interpretato da Claudio Bisio, Alessandro Siani, Angela Finocchia5-6 ago.set. 2010

ro, Valentina Lodovini, e distribuito da Medusa. Stessa data di uscita per Step Up 3D, Knight and Day con Cameron Diaz e Tom Cruise, e The Town, nuova fatica da regista di Ben Affleck, che dirige e interpreta un triangolo amoroso tra una banchiera, un ladro professionista che le svaligia la banca e un agente dell’FBI che indaga sul caso. Ma il vero protagonista delle uscite di ottobre è Cattivissimo Me, il nuovo film animato della Universal Pictures che vede protagonista Gru, un malvagio criminale, che sta progettando il furto della Luna. Armato di un arsenale di razzi superpotenti, Gru travolge e conquista tutto ciò che trova sulla sua strada, fino a quando non incontra tre gemelline orfane (Margo, Edith e Agnes), che vedranno in lui qualcosa che nessun altro ha visto prima: un papà. Dopo anni di attesa, torna al cinema anche il finanziere senza scrupoli Gor-

don Gekko, interpretato in Wall Street da Michael Douglas, il quale torna a vestire i panni del personaggio che gli ha dato fama e un Oscar nel sequel Wall Street: il denaro non dorme mai. Uscito di prigione, Gekko rientra nel mondo della finanza. Ma lo scenario è cambiato e, per affrontare i molti nemici, si allea con Jacob Moore (Shia LaBeouf), fidanzato della figlia Zinnie (Carey Mulligan), per cercare di riallacciare anche i rapporti con la figlia. Nel cast anche Josh Brolin e Susan Sarandon, oltre a Charlie Sheen. Chiudono la serie dei film in uscita a ottobre Salt, con Angelina Jolie nei panni dell’agente CIA Evelyn Salt, accusata dui essere una spia russa sotto mentite spoglie, e Maschi contro Femmine, di Fausto Brizzi, primo titolo della “miniserie” che si concluderà a febbraio con nnn Femmine contro maschi.

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Le fiction che vedremo

di Simon Pietro Giudice

In programma un nutrito gruppo di miniserie Da settembre inizierà la partita tra Rai e Mediaset che si sfideranno a colpi di audience l mondo delle fiction è sempre in fermento, e sono in partenza o in preparazione i set di alcune nuove e recenti produzioni. Inoltre la vetrina del Roma Fiction Fest ha mostrato molte sorprese seriali per il prossimo palinsesto tv. In programma un nutrito gruppo di miniserie, sit-com, film per la tv e serie a puntate. L’impresa dell’intrattenimento italiana, nonostante la crisi di budget, porta avanti vecchi successi, e propone storie che si spera diventino tali. Già da settembre inizierà la partita tra Rai e Mediaset, che si sfideranno a colpi di audience. Mediaset ripropone I liceali, arrivati alla terza stagione, che però riparte con nuovi alunni e con nuovi professori, tra i quali Massimo Poggio e Christiane Fi-

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langeri, nei ruoli che prima erano di Giorgio Tirabassi e Claudia Pandolfi. Torna Alessia Marcuzzi, che continua a fare dell’ironia sul genere femminile con il discusso Così fan tutte, dove aumenteranno le nevrosi, le paure e le manie delle donne. E poi vedremo Fratelli detective, in cui il divertentissimo Enrico Brignano, ispettore capo della Polizia, si farà aiutare nelle indagini dal fratello minore Lorenzo. Torna anche Sabrina Ferilli, nei panni della governante passata al ruolo di moglie nella seconda stagione di Anna e i cinque. Tutta la famiglia Ferrari ha deciso di trasferirsi a Roma perché Anna sta per essere scritturata per una soap, ma in realtà la donna torna nella Capitale per cercare sua madre, senza ovviamente dirlo a nessuno. 5-6 ago.set. 2010


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Su Canale 5 ricompariranno prossimamente anche Lunetta Savino e Angela Finocchiaro, per bissare il successo del film per la tv Due mamme di troppo, diventato per la seconda stagione una miniserie. Tra le novità figurano Il peccato e la vergogna, con Gabriel Garko e Manuela Arcuri, che sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale intrecciano una storia d’amore e ossessione. Inoltre finalmente su Italia Uno approderà la sit-com All Stars, protagonisti un gruppo di amici un po’ attempati, capitanati da Diego Abatantuono che metterà in piedi una squadra di calcio per scacciare ed esorcizzare responsabilità e problemi della vita adulta. Tre donne detective, ovvero Martina Stella, Camilla Ferranti e Vittoria Belvedere saranno le protagoniste di Angeli e Diamanti, una sorta di Charlie’s Angels all’italiana, all’inseguimento di un ladro di diamanti, interpretato da Michael Reale. Una storia di amore e malavita è invece Le due facce dell’amore, in cui un boss della periferia romana, Daniele Liotti, s’innamora di una studentessa universitaria di buona famiglia che studia giurisprudenza. Due personalità agli opposti che si attraggono e si desiderano, ma ben presto dovranno fare i conti con le loro scelte di vita. Giampaolo Morelli, invece, vestirà i panni di Carlo, padre single di ben cinque figli in Una bella famiglia, serie tv nella quale dopo aver incontrato una bella biologa interpretata da Gaia Bermani Amaral, finirà per essere scam5-6 ago.set. 2010

biato dal padre di questa, scorbutico magistrato, per un terribilissimo boss mafioso e arrestato. In L’ombra del destino invece Romina Mondello e Adriano Giannini interpretano due poliziotti che dovranno scoprire quali segreti nasconde l’isola di San Giorgio, sconvolta da avvenimenti spaventosi, legati a una tradizione macabra che lega più generazioni. La provincia farà da sfondo alla serie I cerchi nell’acqua, dove Alessio Boni interpreta Davide un quarantenne che dopo 20 anni e a causa della morte del padre, decide di vivere nuovamente nel paese natale e ricostruire il suo passato e i suoi drammi attraverso un presente completamente nuovo. Andrà in onda presto anche Sei passi nel giallo, ciclo di sei film per la tv di genere thriller con la regia di Lamberto Bava. Non mancherà neanche Raoul Bova, che sarà il protagonista di Come un Delfino, titolo ispirato alla storia del nuotatore Domenico Fioravanti. Ritmo, diretta da Rossella Izzo e in onda su Canale 5 in autunno, è una fiction che ruota intorno al mondo della danza e ad una scuola di ballo. Nel cast Corinne Cléry (direttrice della scuola di ballo). Alessio Di Clemente, Andrea Montovoli e Alice Bellagamba.

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In Agata e Ulisse, film per la Tv di Maurizio Nichetti, vedremo Elena Sofia Ricci nei panni di una medium ciarlatana che sbarca il lunario con trucchi da venditrice di fumo, almeno finché uno strano incidente non le donerà quei poteri che ha sempre millantato. Davvero tante novità per le reti Mediaset, che conferma la sua attenzione per la fiction in tutti i suoi generi e sottogeneri per cercare sempre più di incontrare i gusti del suo pubblico e tenerlo alla larga dallo zapping. La Rai risponde con una nutrita alternativa di fiction e serie, anche su questo versante vecchie e nuove conoscenze terranno compagnia agli spettatori. A settembre si girerà la terza stagione di Tutti pazzi per amore e forse anche la settima di Un medico in famiglia; ritorneremo a seguire le storie di Provaci ancora prof. 4, di Capri 4, de L’ispettore Coliandro 3, di Crimini 3 e probabilmente anche de La Squadra 11. Tornerà anche Luca Zingaretti con Il commissario Montalbano, cui forse farà

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seguito Il giovane Montalbano. Ritorna sugli schermi anche Il capitano, arrivato alla terza stagione. Bianca Guaccero sarà la protagonista di Una madre, miniserie su una giovane mamma pugliese che si trasferisce nella Torino degli anni ’60-’70 e si trova ad affrontare i pregiudizi verso gli immigrati. Rivedremo in tv anche Lando Buzzanca, interprete protagonista de Il restauratore, dove vestirà i panni di Basilio, un uomo che vede cose che altri non vedono e con i suoi poteri aiuta le persone. Tra le novità delle miniserie e serie ci sarà la fiction con Terence Hill, che smessi per un po’ i panni di Don Matteo interpreterà L’uomo dei boschi, per la regia di Enrico Oldoini. Approderà in tv Notte prima degli esami, per Raiuno, serie tratta dal fortunato film di Fausto Brizzi. Rimane l’ambientazione anni ’80 di sfondo per raccontare la storia d’amore tra Luca Molinari e Alice, figlia del suo professore, il Carogna Martinelli, i due ragazzi saranno adesso rispettivamente interpretati da Francesco Mistichelli e Giulia Lippi. Riccardo Scamarcio sarà il protagonista de Il segreto dell’acqua, serie per Raiuno in cui interpreterà il ruolo di un promettente agente della Direzione Investigativa Antimafia, che viene trasferito da Roma a Palermo, dove ritroverà il padre, capomafia locale, e dovrà gestire gli equilibri della sua famiglia di origine, divisa proprio a causa delle scelte del padre. Seguiremo anche le avventure de La strana coppia, ovvero Giulio Scarpati e Nino Frassica, dove i due saranno Filippo, affascinante cinquantenne corteggiato da una vicina di casa con la passione della pasticceria e Carmelo, cuoco siciliano cugino di Filippo, piombato a sorpresa in casa del parente. Tante sono insomma le alternative offerte da Rai e Mediaset ai telespettatori. La domanda finale però è se la crisi si sentirà anche nella qualità dei prodotti e nnn nell’innovazione delle fiction. 5-6 ago.set. 2010


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Novità

E’ nata l’ISAN italiana

di S.P.G.

alla sinergia tra la SIAE, l’APT, e l’ANICA nasce l’ISAN ITALIA, la sezione italiana dell’Agenzia Internazionale per lo Standard Audiovisual Number, che al pari di altre società europee per la gestione dei diritti d’autore promuove il processo di codifica delle opere audiovisive, assegnandogli un codice internazionale di registrazione. L’ISAN (International Standard Audiovisual Number) è un sistema di identificazione univoco composto da un numero di 26 caratteri, basato sul sistema numerico esadecimale, ordinato in 3 segmenti: la radice, l’episodio (se presente), la versione e due caratteri di controllo, similmente all’identificazione eseguita dall’ISBN per i libri. I primi 12 caratteri del codice (la radice) identificano l’opera in quanto tale, i successivi quattro caratteri (l’episodio) identificano i diversi episodi dell’opera stessa. Infine gli ultimi 8 caratteri sono relativi alle versioni (legate alle diverse edizioni dell’opera, al doppiaggio in lingue diverse dall’opera originale, al sottotitolaggio, al formato). I dati descrittivi registrati

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dell’opera (titolo, lingua, durata, cast, tipo di opera, ecc.) vengono immessi in un database centrale che li elabora, fino a finire in un sistema accessibile attraverso internet in ogni momento dagli utenti. Questo codice identificativo non è riutilizzabile né può essere cambiato, e la sua forza risiede nella sua durevole stabilità, e così ogni versione di un’opera audiovisiva può avere un unico codice identificativo. ISAN assiste i registranti e gli altri utenti tramite un efficiente gestione dell’inventario. Il sistema, elaborato per il recupero dei dati, soddisfa e supera le migliori procedure adottate dall’industria ai fini della sicurezza e dell’affidabilità, si facilita così in questo modo il processo per rintracciarne il prodotto. Nella distribuzione digitale, questo codice è integrato all’opera stessa, nel file o nel flusso. Tutti i potenziali richiedenti di un ISAN devono richiedere un login presso una delle agenzie territoriali di registrazione al fine di essere riconosciuti dal sistema. La persona giuridica o fisica alla quale è attribuito il codice dovrebbe avere la capacità di legare in modo permanente questo codice alla specifica opera audiovisiva che il codice identifica. Il motivo di questo processo di preregistrazione è di ridurre le possibilità che persone non autorizzate possano riuscire ad ottenere un codice per scopi fraudolenti. Questa cifra inoltre, può essere usato nell’ambito dell’e-commerce per promuovere e permettere, anche indirettamente, il merchandising digitale nonché il relativo marketing e commercio audiovisivo. I maggiori studios in Usa (Hollywood), in Europa e in Asia si stanno già organizzando per la codifica degli ISAN. Lo scopo è di funzionare come un codice identificativo unico a livello internazionale di ogni opera audiovisiva, cui sono le-

gate le informazioni descrittive (metadati) della relativa opera, registrate in un database centralizzato, gestito da ISAN-IA. Le Agenzie di Registrazione autorizzate e ISAN-IA lavorano insieme per evitare assegnazioni di codici doppioni. ISAN-IA (ISAN International Agency), con sede a Ginevra, è un’associazione fondata nel 2003 da AGICOA, CISAC, and FIAPF per gestire lo standard ISAN. ISAN-IA è incaricata di mantenere il database centrale, di implementarlo, e di gestirne e dirigerne il sistema, oltre ad accreditare ed autorizzare le agenzie di registrazione ISAN in tutto il mondo, promuovendone lo standard nell’industria audiovisiva. Sviluppato nell’ambito dell’ISO (Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione), questo standard è raccomandato e richiesto come sistema d’identificazione per eccellenza per i produttori, gli studios, i broadcasters, per l’internet media providers e i publishers di video giochi, che necessitano di codificare, rintracciare, e distribuire i video in una varietà di formati. Questi codici numerici possono essere incorporati sia nei media digitali e sia in quelli fisici, stampati sui poster cinematografici del film, sui DVD, nelle pubblicazioni, sul merchandising e sui packaging, così come sui contratti di licenza per identificare l’opera in modo univoco. E’ stato inoltre inaugurato da poco il nuovo sito ISAN italiano, dove è possibile reperire tutte le informazioni utili in merito alla questione, e dove si possono trovare notizie sempre aggiornate sull’argomento sotto il link nella sezione News. Inoltre il Roma Fiction Fest di quest’anno si è fatto promotore di questo servizio di registrazione. ISAN Italia ritiene che festival e mostre internazionali possano posizionarsi come importanti protagonisti e promotori per la diffusione di questo metodo, utile all’intera industria dell’audiovisivo internazionale. nnn

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Book

La misura de di L.M.

a ricerca, l’ossessione per la rappresentazione dello spazio attraverso le immagini, per la cattura delle forme attraverso l’occhio di un obiettivo, non appartiene solo alla cinematografia. Ci sono arti più antiche - di pochi decenni una, di millenni l’altra che spesso si sono confrontate su questo argomento, a volte scontrandosi, altre volte seguendo lo stesso percorso. Proprio sul rapporto tra fotografia e architettura indaga, attraverso ventisei interessanti interviste, il libro La Misura Dello Spazio di Maria Letizia Gagliardi, edito dalla casa editrice Contrasto. Ventisei testimonianze, istantanee d’inchiostro di chi ha provato e prova ancora a coniugare luce e forma.

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La misura dello spazio di Maria Letizia Gagliardi Contrasto editore

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Quando penso ad architettura e fotografia, mi viene in mente la conversazione tra Jeff Wall e Jacques Herzog. Le rivolgo la domanda attorno alla quale si svolgeva quel confronto: in che modo e in che misura fotografia e architettura si assomigliano? «Cristina Bechtler nella prefazione del suo libro diceva che l’arte e l’architettura si ritrovano in un dialogo reciprocamente fruttifero. Io penso che la fotografia e l’architettura, e parlo di arte sia per l’una che per l’altra, non si somiglino affatto. E’ vero però che c’è un profondo legame tra queste due entità, assolutamente indipendenti l’una dall’altra, ma anche profondamente complici. L’architettura non può fare a meno dell’occhio del fotografo per essere conosciuta e la fotografia utilizza l’architettura come strumento per comunicare un messaggio, che è sempre assolutamente soggettivo. Come dico nell’introduzione al libro “l’arte incontra l’arte, in un percorso che si snoda tra consapevolezza e atmosfera, dove il soggetto e l’oggetto invertono i ruoli senza perdere la propria identità”».

La scelta degli artisti, le interviste, la raccolta dei materiali? Come è arrivata all’idea del libro? Ci ha lavorato a lungo? «Il libro nasce dalla volontà di comprendere il filo sottile che unisce l’architettura alla fotografia, la realtà alla percezione. Mi sono sempre interessata alla comunicazione dell’architettura, in particolare ho avviato la ricerca scientifica sulla fotografia durante gli anni del dottorato. Ho cercato libri che parlassero di fotografia di architettura, ma ho trovato solo libri di fotografia bellissimi, di autori famosi, e libri di storia della fotografia che però non davano le risposte che cercavo. Nessuno dei libri che ho analizzato affrontava le tematiche della fotografia di architettura ed è per questo che ho voluto attuare una sorta di “tavola rotonda virtuale” in cui i fotografi di architettura italiani si confrontassero sui temi della tecnica, della veridicità, della soggettività e oggettività, della critica e della divulgazione della fotografia di architettura contemporanea. E’ stato un lavoro abbastanza lungo, circa tre anni, ma non direi difficile. Ho trovato una grande disponibilità nei fotografi, certamente per la loro voglia di raccontarsi in un libro che non fosse un libro di immagini, ma credo anche per la curiosità di confrontarsi. Sarebbe interessante, prendendo spunto da La misura dello spazio, organizzare un grande convegno dove i fotografi che si occupano di architettura, l’etichetta “fotografo di architettura” non è gradita a molti, potessero chiarire i temi che non sono stati ancora esaurientemente affrontati». Li è capitato di seguire o di essere presente sia a corsi di architettura che di fotografia, in sedi separate. Pensa che indirizzare l’interesse per la fotografia in campo architet5-6 ago.set. 2010


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dello spazio tonico, e ovviamente viceversa, possa essere d’aiuto allo studio e alla comprensione di entrambe le discipline? «Rendere più chiaro il rapporto tra il fotografo e l’oggetto architettonico può senza dubbio accompagnare l’architetto verso la comprensione di quanto la fotografia non sia solo uno strumento, un utensile, ma un altro modo di vedere il progetto realizzato. Spesso gli architetti pretendono che il fotografo sia solo un ponte tra l’immagine mentale del progettista e la gente, impongono i loro punti di vista, ma è una forzatura che non corrisponde comunque alla realtà del progetto e non è eticamente giustificabile. L’architettura vive di punti di vista sempre nuovi e cambia come cambia la per-

cezione che ognuno di noi ha delle cose, il lavoro del fotografo può dare degli importanti suggerimenti. C’è poi un altro discorso da fare, l’importanza dei corsi di fotografia nelle scuole di architettura. E’ prassi comune, soprattutto nei primi anni dell’università, chiedere agli studenti di cercare dei riferimenti ai loro progetti; solitamente lo studente consulta le riviste di architettura. Questo procedimento, senza la consa5-6 ago.set. 2010

pevolezza che la fotografia non è la realtà costruita, ma un’interpretazione che dipende dal vissuto del fotografo, dalla linea redazionale, dalla “moda”, è fuorviante e può dar luogo a progetti inconsapevoli. Come dice Duccio Malagamba: una volta cosciente del fatto che ciò che lo ispira non è necessariamente qualcosa che già esiste, starà allo studente trovare il modo di realizzarlo davvero. Dovremmo favorire il cammino verso questa coscienza». La presenza di opere fotografiche nei principali luoghi d’esposizione mondiali è stato, già qualche decennio fa, il riconoscimento ufficiale della fotografia come arte. E l’architettura? «La fotografia e senza dubbio un’arte, come lo è l’architettura, la pittura, la scultura. L’architettura ha conquistato il suo posto tra le arti da molto tempo, ancor prima che la fotografia conquistasse una sua autonomia rispetto al soggetto. C’è una realtà che pone l’architettura un gradino più in alto della fotografia: ancora oggi chiunque, anche se non particolarmente interessato, di fronte ad una nuova architettura chiede chi l’ha progettata, anche solo per abitudine; purtroppo questo ancora non accade davanti ad una fotografia, che rimane un’arte compresa da pochi». Che consiglio può dare a un giovane che vuole avvicinarsi all’architettura attraverso la lente della macchina fotografica? «Non credo di essere la persona giusta per dare consigli sulla tecnica fotografica, risponderò da architetto che ama la fotografia. L’architettura nella fotografia può essere protagonista o semplicemen-

te quinta, fondale; in questo rapporto s’intrecciano esperienze, percezioni, memorie, individualità, oggettività e soggettività del mezzo e del soggetto. La fotografia può rendere un’opera di architettura piacevole, familiare, oppure spregevole, lontana da quello che la società attende. Risponderò alla domanda con le parole di Gabriele Basilico: “Da Gianni Berengo Gardin ho imparto ad avere un atteggiamento attento nei confronti della realtà, ma soprattutto un atteggiamento di comprensione e di rispetto per quello che sta al di là dell’obiettivo”. Credo che il vero miracolo della fotografia di architettura sia nella capacità del fotografo di rispettare il soggetto, di darne una lettura soggettiva ma coerente, che non permetta alla moda o alla committenza di scegliennn re i punti di vista».

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Una rifle 6 di Luca Marengo

telefilmcult numero

on si capisce se a noi spettatori piace essere presi in giro, o se semplicemente spostiamo tutto in secondo piano quando ci troviamo di fronte a un sedicente e (apparentemente) nuovo “mistero”. Ora, evitiamo di addentrarci nei meandri della questione Lost, ma non ci è bastato stare appesi allo schermo settimana dopo settimana in attesa di una qualche illuminante, sconvolgente, catartica, se non spiegazione, almeno rivelazione per sei lunghi anni? Sì, lo so, qui a Numero6 siamo stati i primi a dire che Lost avrebbe cambiato tutto, che sarebbe diventato lo spartiacque tra la vecchia concezione di telefilm e quella nuova, quindi non storcete il naso, non ne stiamo parlando male: lunga vita a J.J. Abrams, a Carlton Cuse, a Damon Lindelof e a tutte le altre menti (brillanti o meno...) che hanno dato vita e nutrito per sei anni il progetto Lost. Il fatto è che, come ogni mito che si rispetti, Lost ha dato vita a due tendenze: e qui, solitamente, ci si aspetterebbe la frase “una positiva e una negativa”... E in-

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vece no, ed è proprio su questo che verte questa riflessione. Due tendenze, dicevamo, e la prima è abbastanza chiara: sceneggiatori, produttori e direttori di network televisivi si sono accorti ormai da tempo che il mistero, anzi, il Mistero - come spesso cercano di farcelo apparire, con quella M maiuscola a indicare la gravità e l’ineluttabilità della faccenda vende. Conquista le menti degli spettatori, si insidia nei meandri più lontani del nostro cervello, fino a contagiarci il cuore ogni volta che un twist inaspettato, un minimo sconvolgimento della trama o una frase interrotta a metà lo fanno sobbalzare. Non è colpa nostra, non siamo ingenui, è che loro sono molto furbi: sanno che inquadratura usare, sanno che parola scegliere, sanno perfettamente che elementi inserire. Ad esempio:

recitato altrettanto bene, con dei tempi e dei ritmi registici piacevolmente lenti e riflessivi e una trama intricata ma mai eccessivamente sopra le righe. Il fatto è che molti di voi lettori, così come molti spettatori (Rubicon sta avendo ottimi ascolti negli States, aspettiamo impazienti che lo show arrivi anche in Italia), si saranno già lasciati abbindolare dopo le parole “codice”, “criptato” e “strano”: e il cervello di noi reduci di Lost già vola con la fantasia, in cerca di una nuova isola Misteriosa. Per quanto il prodotto sia qualitativamente molto alto, la furbizia dei producers dello show si vede in ogni

RUBICON Un agente governativo scopre un codice criptato mettendo a confronto cruciverba presi da vari giornali. Ne parla con il suo capo che il giorno dopo viene coinvolto in uno strano incidente. Allora? Che ne pensate? Ora, lasciate stare che Rubicon, serie iniziata ad Agosto negli Stati Uniti e già entrata nel vivo, sia un ottimo prodotto, scritto con maestria e

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flessione momento, in ogni inserimento di un nuovo indizio, in ogni cosa detta a metà. Un altro esempio: THE EVENT Un ragazzo, Sean Walker, indaga sulla misteriosa scomparsa della sua fidanzata, imbattendosi per caso nel più grande insabbiamento della storia degli Stati Uniti. “Misteriosa”, “scomparsa”, “insabbiamento”, e oramai la seria vi ha rapito. Considerate poi che nel trailer - sì, il classico trailer composto da flash ipercinetici alternati con profondi sguardi carichi di tensione, dall’unione dei qua-

li non si capisce nulla, ma proprio nulla, della trama - compaiono uomini armati e una strana e Misteriosa base governativa top secret. Et voilà, il gioco è fatto. Un trucco di magia, neanche dei più difficili. Così The Event è diventato, per i soliti giochetti virali, il vero evento della stagione televisiva 2010/2011 ancor prima della sua messa in onda. Pensare che Mediaset Premium ne ha addirittura comprato i diritti in esclusiva ricalcando, per quanto riguarda le modalità di programmazione, le orme dell’ultima stagione di Lost: The Event va in onda dal 20 settembre negli Stati Uniti, e dal 21 settembre sul canale satellitare Joi, in lingua originale con i sottotitoli in italiano. Aspettando solo una settimana, si potranno ascoltarle doppiate con l’audio in italiano, sempre sulla stessa rete. Se quindi la prima tendenza post-Lost riguarda maggiormente la sfera creativa dei nuovi prodotti seriali “Mistery” e il loro impatto sugli spettatori, la seconda tendenza si concentra sul modo in cui noi spettatori riceviamo e interpretiamo questi nuovi dati. E, nuovamente, ricorriamo a un esempio. FLASH FORWARD La popolazione mondiale ha un blackout della durata di 2 minuti e 17 secondi durante i quali vedranno se stessi in un futuro prossimo (il 29 aprile 2010). L’agente federale Mark Benford vede se stesso indagare sul proprio flashforward, dando così inizio alle indagini ufficiali sull’accaduto. Certo, gli elementi ci sono. Anche noi di Numero6, durante il conto alla rovescia verso la fine di Lost, avevamo gridato al miracolo dopo aver visto il pilot. Il problema è che, per quanto da una parte alcuni elementi si possano sistemare a tavolino, spostando oggetti, persone e trame a proprio piacimento, mirando comunque alla suspence, dall’altra parte

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non si può contare solo su twist ed effetti sorpresa, tralasciando tutto il resto e dando così vita a un prodotto scadente. Flash Forward ci ha deluso, e non è piaciuto al pubblico internazionale. È questo il secondo effetto derivante dalle sei stagioni di Lost: gli spettatori si sono già sbalorditi, si sono già stupiti, hanno già visto quell’effetto. Hanno capito lo schema, arrivando in alcuni casi addirittura a intravedere il filo, lo specchietto, la botola, insomma, il trucco dietro la magia. Quindi, da una parte si continua a produrre e a creare Mistero, seguendo la scia di Lost. Dall’altra, gli spettatori iniziano a storcere il naso sempre più spesso, capendo che a volte sotto ciò che gli viene spacciato per Mistero, non c’è nulla che necessiti la maiuscola. Un circolo vizioso, sembrerebbe. Un circolo che, spezzandosi, potrebbe però portare a novità interessanti. Intanto godetevi l’ottimo Rubicon e il tanto atteso The Event, storcendo il naso quando è necessario, e apprezzandone, quando la trovate, la novità e la creatività. Alla ricerca, come sempre, di un’altra isola Misteriosa. Quindi, non resta che augurarvi, e non ci stancheremo mai di ripeterlo, buona visione. nnn

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In videoteca

di Flavio Della Rocca

Blu-ray Disc e dvd

Le nuove tecnologie incontrano i grandi classici

Happy family (Dvd e Bd) Dopo il ritratto a tinte forti di Come Dio comanda, il genio di Salvatores torna nella sua dimensione più onirica per raccontare una storia leggera e divertente, interpretata coralmente da un cast di superstar italiane, capitanate da Fabio De Luigi, che sta attraversando una stagione particolarmente felice sul grande schermo. Accanto a lui, Diego Abatantuono, Fabrizio Bentivoglio, Margherita Buy, Carla Signoris, Valeria Bilello, i giovani Gianmaria Biancuzzi e Alice Croci, insieme a Corinna Agustoni, Sandra Milo. Passando da Niccolò Ammaniti ad Alessandro Genovesi, autore della sceneggiatura finalista al Premio Franco Solinas nel 2008, il regista milanese ne adatta per il Cinema l’omonima commedia, prodotta dal Teatro dell’Elfo di Milano. E’ la storia di due famiglie i cui destini si incrociano a causa dei figli sedicenni, caparbiamente decisi a sposarsi. Il protagonista-narratore, Ezio, viene coinvolto in una cena familiare a causa di un incidente in bicicletta. Si troverà al 11 Emmy Award e 2 Golden Globe accompagnano l’adrenalinica serie centro di questo microcosmo, nel quale i TV creata nel 2001 da Robert Cogenitori possono essere saggi, ma anchran e Joel Surnow, interpretata che più sballati dei figli, le madri nevrotida Kifier Sutherland che e coraggiose, le nonne inevitabile giunta da noi alla sua mente svampite, le figlie bellissime e i settima stagione, mencani cocciuti e innamorati. In poche patre negli Stati Uniti si è role, due famiglie di oggi, che sfuggoda poco conclusa l’otno alle etichette, in evoluzione contitava. nua, in equilibrio precario, vive, felici e Sono passati quattro confuse. Disponibile sia in dvd, sia in anni, la CTU è stata Blu-ray, il film in versione HD è impresmantellata e il suo operato è al vaglio di un’apziosito da colonna sonora codificata in posita commissione del DTS HD-Master Audio e dagli inserti Senato degli Stati Uniti. ‘Personaggi in cerca d’autore’ e “Dentro Improvvisamente Jack, al film con Gabriele Salvatores e durante il processo, vieAlessandro Genovesi” fruibile in ne chiamato per affrontare il più perimodalità picture-in-picture, dal Dietro le coloso complotto terroristico d’Ameriquinte e dal trailer Dynamic HD con Short ca, nel quale è coinvolto una sua vecSpot dei personaggi. n

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chia conoscenza. Ancora 24 episodi che narrano, in tempo reale (un’ora ciascuno), le movimentate avventure del moderno supereroe Jack Bauer, un uomo solo contro un mondo ostile, corrotto e violento, sempre pronto a mettersi in gioco pur di servire la sua patria, anche a danno della sua personale esistenza… Contenuti extra Ricchissima la sezione ‘special’ di questo cofanetto a sei dischi, disponibile dal 22 settembre. Si parte con l’immancabile commenti audio dei realizzatori ai vari episodi, per poi addentrarsi tra le scene tagliate e altre sequenze inedite. Non manca un nutrito dietro le quinte, un documentario sulle musiche del serial e un’ulteriore feature filmata dal titolo ‘Ore 9: l’imboscata’. n

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Moana (Dvd) Controversa, discussa, sognata, condannata e poi beatificata. Rivive la leggenda di Moana Pozzi, pornostar scomparsa in seguito ad una brutta malattia nel settembre del 1994. Una star nata da famiglia cattolica ed estremamente osservante, divenuta in poco tempo qualcosa di più di un’icona dell’erotismo, una donna in grado di lasciare il segno dovunque e con chiunque. Prodotta da Sky Cinema e distribuita in dvd da 20th Century Fox HE, l’omonima miniserie-evento del piccolo schermo è diretta da Alfredo Peyretti e vede come protagonista Violante Placido, al cui fianco ritroviamo un convincente Fausto Paravidino (nel ruolo di Riccardo Schicchi) e Giorgia Wurth (Cicciolina). Quella di Moana è una storia coraggiosa ed emozionante, di un personaggio misterioso e contraddittorio. E’ stata una donna che ha combattuto l’ipocrisia, riuscendo ad essere estrema ed intelligente, ambiziosa e umana, grazie al suo un fascino senza pari. Nel dvd, disponibile a partire dal 25 agosto, è presente l’inserto extra ‘Moana’, un documentario di un quarto d’ora con interviste riprese dal set. n

La città verrà distrutta all’alba (Dvd+BD) Remake dell’omonimo capolavoro horror firmato dal Maestro George A. Romero (che qui figura in veste di produttore esecutivo), ecco un ‘film di genere’ ben costruito e all’altezza del suo predecessore, che catturerà anche gli spettatori meno avvezzi ad un Cinema sopra le righe. Una coppia di coniugi di una cittadina del Mid West si trova a lottare per la sopravvivenza mentre amici e parenti sprofondano nella follia. L’acqua della città è stata contaminata da una misteriosa tossina il cui effetto è quello di trasformare chiunque la beva in un folle assassino. Per quei pochi che riescono a scampare al contagio inizia una durissima lotta per la sopravvivenza… Contenuti extra Degna di nota la sezione extra, che si muove all’interno del mito, svelandone non pochi segreti. Al commento del regista, che dirige anche le operazioni del dietro le quinte, si affiancano speciali a tema che scandagliano gli effetti speciali, il rapporto con il modello originale, passando per gli storyboard e i due capitoli della Motion Comic The Crazies. In aggiunta: teaser, trailer, filmati celebrativi e molto altro ancora. n

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Robin Hood (Bd+Dvd)

The Karate Kid Collection (BD) In concomitanza con l’arrivo sul grande schermo del ‘newquel’ prodotto da Will Smith, che lancia definitivamente il suo figlioletto Jaden dopo La ricerca della felicità, ecco tornare, per la prima volta in Alta Definizione dall’8 settembre, due pietre miliari del cinema di arti marziali. Karate Kid - Per vincere domani (1984) e Karate Kid 2 (1986), film che hanno segnato più di una generazione, contribuendo a diffondere il messaggio che il karate non è solo una forma di combattimento, ma uno stile di vita che la permea in ogni sua manifestazione. Questa è la lezione che Daniel, un adolescente della San Fernando Valley, apprende da un tutore alquanto insolito: Mr Miyagi, anziano tuttofare che ha dalle incredibili doti nascoste… Contenuti extra Come la maggior parte dei Blu-ray targati Sony Pictures HE, ci troviamo dinanzi ad un prodotto dove non mancano gli approfondimenti. Al running commentary da parte del regista, dello sceneggiatore e degli attori, si affianca un articolato dietro le quinte diviso in due parti e tre altri speciali fra i quali L’Oriente incontra l'Occidente: Gli appunti di un compositore. n

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La meravigliosa e prolifica accoppiata Ridley ScottRussel Crowe torna sui passi de Il gladiatore per rinverdire la leggenda di Robin Hood con un film decisamente diverso da tutti quelli sin qui visti su questo controverso personaggio letterario. La pellicola, che ha aperto l’ultima rassegna cannense, narra delle vicende dell’uomo prima che diventasse il mito che tutti conoscono: un valoroso guerriero diventato fuorilegge per combattere le ingiustizie di un’Inghilterra debole e corrotta... A noleggio dall’8 settembre in dvd e Bluray Universal Pictures e in vendita dal 13 ottobre in versione Director’s Cut, contenente 16 minuti aggiuntivi rispetto al montaggio cinematografico. Contenuti extra Scene eliminate con introduzione e commento del montatore Pietro Scalia. Presenti tutte le nuove funzionalità interattive come l’U-Control con Picture-in-picture per guardare i contenuti senza interrompere la visione del film. Attraverso la connessione internet di BD-Live Center si può chattare con altri fan, condividere clip e scaricare ulteriori contenuti aggiuntivi. Con l’esclusiva applicazione Pocket Blu, è possibile trasformare l’I-Phone o l’I-Pod Touch in un telecomando virtuale per guardare in ogni momento i propri extra preferiti. n

La vita è una cosa meravigliosa (Dvd) Giocando con il titolo dell’indimenticabile commedia di Frank Capra, i fratelli Vanzina proseguono, con la loro solita sagacia priva di volgarità, a stuzzicare gli italiani cantandone limiti, vizi e virtù in una pellicola un po’ ‘old stile’ ad episodi incrociati, affidandosi ad un coro di protagonisti fra i quali spiccano Luigi Proietti, Vincenzo Salemme, Nancy Brilli, Enrico Brignano e Luisa Ranieri. Mentre Cesare, un poliziotto che si occupa di intercettazioni, si innamora della massaggiatrice del faccendiere napoletano sul quale sta indagando, questi, colpito da improvviso malore, chiede aiuto al suo amico chirurgo Claudio, il quale finirà anche lui indirettamente travolto dalle operazioni istruttorie! Contenuti extra Commento al film di Carlo Vanzina, backstage, scene tagliate, trailer. n 5-6 ago.set. 2010


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Cinecorriere - Settembre 2010  

Cinecorriere - Settembre 2010

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