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cinema&fiction

SPECIALE

Anno 69 - numero 5 ottobre 2016 - 2,00 € 05

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SELEZIONE UFFICIALE Discontinuità e varietà qualità e internazionalità AMERICA PASTORAL Ewan McGregor si confronta col genio di Philip Roth INCONTRO CON TOM HANKS Tra premi alla carriera, retrospettive e anteprime ALICE NELLA CITTÀ Lo schermo racconta le nuove generazioni

Il film di Pif con Miriam Leone è uno degli eventi di preapertura dell’XI Festa del Cinema di Roma

L’amore sconfigge la guerra


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La Gioconda

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presenze al giorno

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La Gioconda è uno dei capolavori più famosi al mondo. Vera e propria icona della pittura, è vista da migliaia di persone al giorno, tanto che un cordone deve tenere a distanza i visitatori: nella lunga storia del dipinto non sono mancati i tentativi di vandalismo, nonché un furto rocambolesco che in un certo senso ne ha alimentato la leggenda. Il nostro capolavoro è quello di aver creato un Network, unico al mondo, all’interno delle Scuole Italiane, dove negli impianti installati è esposta la comunicazione dei nostri Clienti. A salvaguardia degli impianti non esistono protezioni, gli studenti non osano impossessarsi furtivamente dei manifesti, li prenotano e per averli attendono il cambio della campagna successiva. I numeri parlano chiaro: 450 Impianti, 78.568 Studenti, 8.345 Docenti e personale Ata. ALTISSIMA AL LTISSIMA L TISSIMA V À VISIBILITÀ

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Rivista illustrata di Cinema e Fiction fondata da Alberto Crucillà nel 1948 Autorizzazione del registro n. 473 del 31 ottobre 1948 Direttore Responsabile Renato MARENGO renatomarengo43@gmail.com Direttore Editoriale Andrea SPLENDORE and.splendore@gmail.com Vicedirettore Luigi AVERSA aversaluigi@gmail.com Art Director Stefano SALVATORI grafico.salvatori@gmail.com Realizzazione Das Designer Agenzia Giornalistica P.zza Augusto Imperatore, 32 00186 Roma dasdesigner@gmail.com Hanno collaborato Barbara Bianchi Andrea Carli Rodolfo Masi Irene Sofi Editore MEMA SLRS Viale Parioli, 63 00197 Roma tel. 06 85353394 Pubblicità settoriale A.P.S. Advertising s.r.l. Via Tor De Schiavi, 355 00171 Roma tel. 06 89015166 fax 06 89015167 info@apsadvertising.it www.apsadvertising.it Stampa Arti Grafiche Celori www.grafichecelori.com

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editoriale IL CINEMA È UN SOGNO ome hanno detto in tanti: “Il cinema è un sogno”, ma una specie di “sogno premeditato”, perché c’è uno sceneggiatore che il sogno lo scrive. Ma quale è il sogno di chi lavora con il cinema: registi, scrittori, produttori, attori, operatori, tecnici, critici, giornalisti, esercenti? Il sogno più grande è quello di poterlo fare. Quanti talenti di grande esperienza o giovani pieni di entusiasmo e idee, se ne avessero la possibilità, potrebbero fare del buon cinema. Continuare una tradizione che in Italia viene da lontano. Che per decenni ha sostenuto il confronto col resto del mondo, che ha fatto scuola, che continua, nonostante la disparità incolmabile negli investimenti con Usa, India e altre ricche fabbriche della Settima Arte nel mondo, a fare film di qualità, a prendere Oscar per le immagini o per i suoni, per la regia o la recitazione. Negli ultimi anni, con una diminuzione sempre più tragica di contributi e finanziamenti da parte dello Stato, siamo arrivati allo

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stremo. Fare un film è quasi un miracolo e, se non ci sono Rai, Mediaset o Sky alle spalle, è addirittura impossibile. Ed ecco che arriva una specie di sogno, apparso nei giorni scorsi: Renzi e Franceschini che dichiarano, imprevedibilmente, che i finanziamenti al cinema italiano aumenteranno del 60%. Beh, se se non si tratta di fantascienza o di pura propaganda politica, lasciateci dire che questo sogno si trasforma addirittura in “miracolo”. Qualcuno mormora che ci sia di mezzo la coda del Diavolo, anzi di un Piccolo Diavolo, che

avrebbe esternato le sue preferenze al referendum, non certo, come qualcun altro ha biecamente commentato, per trenta denari. Duecentomila euro per un artista come Benigni sono addirittura al di sotto della sua valutazione di mercato, perché non dimentichiamoci che nel bene e nel male esiste un mercato e un grande attore, premio Oscar, famoso e apprezzato in tutto il mondo, ha una valutazione di mercato certamente adeguata alla sua popolarità. Ecco, se il sogno si avverasse proprio perché Benigni, prima di prendere posizione avesse detto in toscano “Presidente, ma la vuoi fare una cosa di sinistra? Rimetti in moto il genio italiano nel cinema!”, nessuno di noi, credo, chiamerebbe questo sogno, perché anche questa mia fantasiosa ricostruzione è al momento un sogno, un compromesso, ma amore smodato per il cinema, quell’amore che ti fa superare, remore e riserve anche a costo di qualche sacrificio di immagine. Renato Marengo

sommario Roma 2016 Che la Festa cominci! di Luigi Aversa In guerra per amore Fra storia e commedia di L.A. Tutti ne parlano Sorprese dal mondo di Irene Sofi Schermi e stelle Sono sempre Vacanze romane di Stefano Salvatori American Pastoral La fine del Sogno americano di Luigi Aversa

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Alice nella Città Il racconto delle nuove generazioni di Rodolfo Masi 16

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Riflessi Il documentario è da premio Oscar di I.S. 17

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Cronaca di una passione Una tragedia dei nostri tempi di Barbara Bianchi

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Parole di Lucio L’unica intervista a Battisti è un libro di L.A. 20

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Musica e Visual Media La colonna sonora nell’era digitale di L.A. 21

Tom Hanks Roma celebra il volto pulito di Hollywood col Premio alla carriera di Andrea Carli 15

Biella Music e Video Canzoni e clip Il Festival si sdoppia di B.B.

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Roma 2016 Che la Festa cominci! L’undicesima edizione del (non)Festival cinematografico della Capitale al via giovedì 13 ottobre. Nel segno della varietà e dell’internazionalità di Luigi Aversa iscontinuità, varietà, qualità e internazionalità: sono queste le parole chiave della Festa del Cinema di Roma 2016», ha annunciato Antonio Monda in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’undicesima edizione della manifestazione, che si tiene presso l’Auditorium Parco della Musica e in altre sedi in città da giovedì 13 a domenica 23 ottobre. «Discontinuità perché non si tratta di un festival tradizionale, con tanto di madrine, cerimonie e premi, eccetto quello del pubblico indetto da Bnl», ha spiegato il Direttore Artistico della Festa. Per quanto riguarda la varietà, «si

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In apertura: Francesco Montanari e Isabella Ragonese in Sole cuore amore. Più sotto, da sinistra: Ambra Angiolini, Cristiana Capotondi, Fiorella Mannoia e Ottavia Piccolo (7 minuti). Qui sopra: Ben Affleck in The Accountant

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va dal cinema d’autore agli zombie», ha aggiunto ancora Monda, dai documentari alle commedie, aggiungiamo noi, come sono per esempio rispettivamente due dei film italiani presenti nella selezione ufficiale: Napoli ‘44 di Francesco Patierno, potente denuncia degli orrori delle guerre; e Maria per Roma, primo lungometraggio di Karen Di Porto sulle peripezie quotidiane di un’attrice costretta a sbarcare il lunario con lavoretti vari da un capo all’altro della città, dal giorno alla notte. Un film, quest’ultimo, che potrebbe proporsi come nuovo caso cinematografico di stagione, al pari di Lo chiamavano Jeeg Robot, presentato in anteprima lo scorso anno proprio qui all’Auditorium. n. 5 - ottobre 2016


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Sopra: The Last Laugh. A destra: Meryl Streep e Hugh Grant in Florence. Qui sotto: Kyle Chandler (a sinistra) e Casey Affleck in Manchester by the Sea

Due pellicole di qualità, come lo sono del resto tutte le altre in rassegna, da Florence di Stephen Frears con Meryl Streep e Hugh Grant a Into the Inferno di Werner Herzog, da Afterimage di Andrzej Wajda, regista scomparso solo qualche giorno fa, a Snowden di Oliver Stone, e senza dimenticare le altre due produzioni made in Italy della selezione ufficiale, 7 minuti e Sole cuore amore.

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7 minuti di Michele Placido, con un cast tutto al femminile (Ambra Angiolini, Cristiana Capotondi, Fiorella Mannoia, Ottavia Piccolo, ecc.), è ispirato a una storia vera. Racconta la drammatica trattativa fra le operaie di un’azienda tessile e i proprietari della fabbrica, con incursioni nelle vite private delle lavoratrici, tutte madri, mogli o figlie con i loro problemi, i loro sogni e le loro aspirazioni. Anche in Sole cuore amore di Daniele Vicari, che torna a dirigere un film di fiction a quattro anni dal controverso Diaz, le protagoniste sono due donne. Diverse tra loro, ma in realtà due facce della stessa medaglia. L’amicizia che le unisce è quasi una sorellanza, si va a scontrare però con le difficoltà materiali che la vita pone loro davanti. Nel cast del tredicesimo film diretto da Vicari figurano, tra gli altri, Isabella Ragonese, Francesco Montanari, Eva Grieco e Giulia Anchisi. Quarto elemento portante di questa edizione della Festa è l’internazionalità. Provengono da ben ventisei differenti nazioni le quarantacinque opere presentate nella Se-

lezione ufficiale, nello spazio Tutti ne parlano e quelle in collaborazione con la sezione autonoma e parallela Alice nella Città. Tra film e documentari sono praticamente il doppio dei lavori selezionati per l’edizione 2015. Alle quattro parole d’ordine, se ne potrebbe aggiungere un’altra: diversità. È questo, infatti, uno dei temi ricorrenti in questa edizione. «La diversità in tutte le sue sfaccettature», ha sottolineato il direttore, che con questo suo secondo anno di mandato è già al giro di boa (l’incarico dura tre anni). Tra i film più attesi sul tema diversità c’è Moonlight di Barry Jenkins, evento d’apertura dell’undicesima edizione della Festa. Una storia di difficili relazioni umane fra le strade malfamate di Miami, dove un giovane afroamericano scopre la propria identità sessuale, con tutto ciò che ne può conseguire in un mondo chiuso e machista come quello dei marciapiedi di periferia. C’è poi Manchester by the Sea di Kenneth Lonergan, altro film statunitense che potrebbe correre

Qui sopra: una scena di Moonlight. In basso, a sinistra: una scena di The Birth of a Nation

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Qui sopra: Afterimage. A destra: Noces. Sotto: The Rolling Stones Olé Olé Olé!: a Trip Across Latin America

In basso a destra: un’immagine di The Eagle Huntress

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agli Oscar, incentrato sui dolorosi ricordi di un passato fatto di rinunce e allontanamenti. Nel cast Casey Affleck, Michelle Williams e Kyle Chandler. C’è anche l’altro Affleck tra gli attori dei film in rassegna. Il maggiore dei due fratelli, Ben, è il protagonista di The Accountant, altra storia di diversità (e genialità) che parla di un matematico autistico che lavora sotto copertura come contabile per alcune delle organizzazioni criminali più pericolose del mondo. Il lavoro (il già citato 7 minuti), la politica (Snowden e l’ampia retrospettiva su quella americana) e la Shoah sono alcuni degli altri grandi temi che saltano agli occhi scorrendo i tanti titoli della selezione. In quest’ultimo caso, Denial di Mick Jackson con Rachel Weisz, Tom Wilkinson e Timothy Spall, ci porta al cospetto della discussa (e discutibile) figura di David Irving, storico militare che finisce al centro delle polemiche internazionali quando inizia a citare lo pseu-

doscientifico rapporto Leuchter come prova della falsità dell’Olocausto. Tacciato di negazionismo dalla storica Deborah Lipstadt nel suo libro Denying the Holocaust, Irving cita in giudizio la studiosa per diffamazione e poiché l’onere della prova secondo la legge britannica spetta all’accusato, la Lipstadt è costretta a dimostrare con il supporto dei suoi avvocati che uno

degli eventi più tragici della storia dell’umanità non è un’invenzione. Un film che farà discutere e che riporta all’attenzione di tutti una pagina dolorissima della storia. La stessa pagina viene posta sotto la lente dell’ironia nel documentario The Last Laugh dell’americano Ferne Perlstein. Il film nasce dalla premessa che la tragedia della Shoah non debba essere assolutamente rac-

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I luoghi di Roma 2016

La Festa si apre a tutta la città

Sopra: Snowden. A destra: Rooney Mara in Una. Sotto, a sinistra: Al final del tunel. Più a destra: Goldstone

ome accade da undici anni a questa parte, è l’Auditorium Parco della Musica il cuore della Festa del Cinema di Roma. Con le sue sale di proiezione e tutti gli spazi accessibili ai disabili: Sala Sinopoli, Petrassi, Teatro Studio Gianni Borgna, Studio Tre e la Tensostruttura esterna Mazda Cinema Hall. In città, però, quest’anno sono diverse le location in cui si snoda la Festa. Oltre al MAXXI di via Guido Reni (foto sotto) e alla Casa del Cinema di Largo Marcello Mastroianni, ci sono il cinema The Space Moderno (Piazza della Repubblica 45), il cinema Farnese Persol (Piazza Campo de Fiori 56), la Sala Trevi (Vicolo del Puttarello 25), il Cineland Multiplex di Ostia (Viale dei Romagnoli 515) e il cinema Broadway (Via dei Narcisi 36). Ma la più grande novità si chiama Mazda Mx5 Drive-In, spazio allestito nell’area antistante il Palazzo dei Congressi dell’Eur con tanto di hamburger e patatine serviti in macchina. Ci sono poi il Carcere di Rebibbia (Via Raffaele Mainetti 70), che ospita quattro appuntamenti internazionali, aperti a liberi e detenuti: un esperimento di integrazione attraverso il Cinema e il Video-Teatro; e la scuola Di Donato di Via Nino Bixio 85 per il progetto MigrArti. Cinema senza frontiere. (A.C.)

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contata con i toni della commedia. Ma a parte illustri esempi di pellicole come La vita è bella di Roberto Benigni e Train de vie di Radu Mihahileanu, senza dimenticare la commedia satirica antinazista degli anni ‘40 Vogliamo vivere! di Ernst Lubitsch, il film di Perlstein ricorda che persino le vittime dei campi di concentramento usavano l’umorismo per resistere. Quindi perché non lasciarsi andare all’ultima risata? Fra le tante cinematografie presenti alla Festa di Roma di quest’anno, meritano particolare attenzione quella messicana, con tre titoli nella selezione ufficiale, e quella peruviana-colombiana, che in rassegna ne ha due. «Assieme al cinema rumeno - a detta di Monda questi sono tra i più vitali dell’intero pianeta». Dal Messico arrivano 7.19AM di Jorge Michael Grau, su un terribile terremoto che ha colpito Città del Messico il 19 settembre 1985; La caja vacia di Claudia Sainte-Luce sul rapporto difficile e ritrovato tra n. 5 - ottobre 2016

un padre e una figlia; e Todo lo demas di Natalia Almada, singolare eplorazione della vita interiore di un’anziana dipendente statale. La mujer del animal di Victor Gaviria è un film colombiano sulla drammatica parabola di una diciottenne di Medellin costretta a sposare un uomo adulto, noto a tutti come “l’animale”. La ultima tarde di Joel Calero, coprodotto da Perù e Colombia, riflette sul tramonto degli ideali rivoluzionari, attraverso l’incontro pre-separazione fra due coniugi ex militanti della sinistra radicale. Infine, la musica, un po’ ovunque fra le pieghe dell’undicesima edizione della Festa. Nella selezione ufficiale un titolo spicca su tutti: The Rolling Stones Olé Olé Olé!: a Trip Across Latin America, un documentario imperdibile di Paul Dugdale sul tour degli infaticabili Mick Jagger e compagni attraverso dieci città latino americane nel 2016. Che la festa cominci! nnn

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In guerra per amore

Fra storia e commedia Nel suo secondo film da regista, Pif racconta lo sbarco americano, l’evento che ha cambiato per sempre la storia della Sicilia, dell’Italia e della mafia. In anteprima alla Festa il 12 ottobre di Luigi Aversa

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entre in tv sta per debuttare la serie ispirata al suo primo film da regista, La mafia uccide solo d’estate, Pierfrancesco Diliberto, meglio noto come Pif, fa il bis dietro alla macchina da presa con In guerra per amore. L’opera seconda dell’ex Iena, una produzione Wildside con Rai Cinema, la cui sceneggiatura è firmata, come per il film d’esordio, da Michele Astori, Marco Martani e dallo stesso Pif, è uno degli eventi di preapertura della Festa del Cinema di Roma che viene proiettata in anteprima mercoledì 12 ottobre alla Sala Petrassi. Girato per nove settimane complessive tra la Sicilia e Roma, In guerra per amore è una commedia romantica che racconta, alla maniera di Pif, l’origine dell’ascesa della mafia. È

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ambientato all’epoca dello sbarco degli americani in Sicilia durante la Seconda guerra mondiale. Arturo, interpretato dallo stesso Pif, è il protagonista della vicenda, che per riuscire a ottenere la mano della sua amata Flora, impersonata da Miriam Leone, deve arruolarsi nell’esercito americano. Nel cast figurano anche Andrea Di Stefano e Stella Egitto. Da grande comunicatore quale è, Pif, qualche mese fa, ha sperimentato quella che è un’assoluta novità per un set cinematografico italiano: il racconto in tempo reale e in modo innovativo su Twitter, dal suo profilo ufficiale, dell’ultima giornata di riprese del film. Foto e video, collegamenti e interviste esclusive hanno permesso ai follower di respirare l’atmosfera unica del set.

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Pagina accanto, in apertura: Miriam Leone in una scena. In basso: la Leone con Pif. Qui sopra: una scena di In guerra per amore. A destra: Pif

Prima dell’estate, poi, a riprese finite, il regista ha continuato nel lavoro di promozione della pellicola presentando in anteprima nazionale il trailer di In guerra per amore, in occasione della sesta edizione di Trame, Festival dei libri sulle mafie che si svolge a Lamezia Terme. «Lo sbarco degli americani in Sicilia del 1943, evento di cui non si sa molto, è avvenuto un anno prima dello sbarco in Normandia - ha raccontato Pif a Lamezia -. Io stesso non conoscevo questa storia, ho iniziato a studiarla due anni fa, mentre preparavo uno speciale Rai per i 70 anni della Festa della Liberazione, condotto da Fabio Fazio. In quell’occasione ho fatto un collegamento proprio dalla spiaggia dove avvenne lo sbarco, nella zona tra Gela, Licata e Scoglitti, nel sud della Sicilia. Lo sbarco degli americani nel ‘43 è un episodio storico trascurato che ha segnato la storia del nostro Paese». Per realizzare il film, l’attore e regista siciliano ha raccolto diverse testimonianze: «Ho incontrato un n.5 - ottobre 2016

uomo che era bambino quando è avvenuto lo sbarco e abitava in una casa a cinquanta metri da dove sono sbarcati gli americani. Immaginate cosa significa...». Non solo testimonianze e sopralluoghi, ma anche ricerche storiche sono alla base del film: «Dai documenti dei servizi segreti Usa risulta che la mafia è stata un loro interlocutore, ma la storia ci insegna, anche politicamente, che stare con il male per fare del bene non funziona. Ci si unisce col bene per fare del bene, oppure si va da soli». «Ricreare i luoghi è stato difficile continua Pif - non volevo un paese dove altri registi siciliani avessero già girato i loro film, ho deciso quindi di inventare una cittadina che non esiste e ho scelto Erice, un paesino sopra Trapani, a 700 metri sopra il mare. Sono felice di aver girato lì il film anche se è stato faticoso perché la mattina c’è nebbia e fa freddo, sembra di stare in Trentino Alto Adige, ma per fortuna alle 10.30 la nebbia se ne va. È stato faticoso ma ho avuto delle grandi soddisfazioni, è bellissimo la-

vorare con gli abitanti di un paese dove non è stato mai girato un film. L’unico problema di Erice è che lì fanno dei dolci buonissimi, deliziosi, le genovesi. Bisognerebbe andarci anche solo per questo!». nnn

Sopra, da sinistra: Pif con Andrea Di Stefano, ancora Pif con Miriam Leone. Qui accanto: un posato del regista siciliano

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Tutti ne parlano

Sorprese dal mondo

Quattro titoli, inediti in Italia, che hanno fatto notizia a livello internazionale: Hell or High Water, La tortue rouge, Train to Busan e Genius di Irene Sofi

Dal’alto, in senso orario: Colin Firth e Jude Law in Genius, La tortue rouge, Train to Busan e Ben Foster con Chris Pine in Hell or High Water

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egli anni passati, una delle critiche che veniva mossa alla Festa del Cinema era la scarsità di anteprime mondiali. Stretta tra Venezia (settembre) e Torino (novembre) e successiva anche alla grande vetrina di Toronto (settembre), la manifestazione romana ha sempre sofferto di questa mancanza. La scelta della direzione artistica quest’anno è stata proprio quella di esaltare questa peculiarità. Perché rinunciare alla visione di un bel film solo perché questo non è in esclusiva, si sono detti gli organizzatori? Ecco così che tra le novità di questa edizione c’è una fascia denominata Tutti ne parlano, nella quale vengono proiettati alcuni tra i migliori film presentati in altri Festival che non sono stati ancora distribuiti dalle nostre parti. Così nello spazio dedicato ai film che arrivano alla Festa dopo un sorprendente esordio internazionale tro-

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viamo il sudcoreano Train to Busan di Yeon Sang-ho, nel quale una misterioso virus si diffonde nel Paese. Le persone che si trovano su un treno per Busan, città che è riuscita ad arginare l’epidemia, devono combattere per la propria sopravvivenza: l’unico modo per rimanere vivi è salire su quel treno. Genius di Michael Grandage è ambientato nella New York degli anni ‘20. Racconta la storia della profonda amicizia tra l’editore Max Perkins e lo scrittore Thomas Wolfe. In Hell or High Water di David Mackenzie i fratelli texani Toby e Tanner rapinano la banca che vuole portargli via i terreni di famiglia. Ma sulla loro strada si mette il ranger Marcus. La tortue rouge di Michael Dudok de Wit, attraverso la storia di un naufrago su un’isola deserta, racconta le tappe della vita di un essere umano. nnn

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Schermi e stelle

Per il grande cinema sono sempre Vacanze romane Da Gregory Peck a Michael Bublé, passando per Il paziente inglese e L’armata Brancaleone: una Festa sempre più ricca di eventi speciali e importanti omaggi di Stefano Salvatori

Qui sopra: Gregory Peck e Audrey Hepburn in sella alla leggendaria vespa di Vacanze romane. Più a destra: Michael Bublé. Sotto, da sinistra: Vittorio Gassman ne L’armata Brancaleone, Elio e le Storie tese, Ralph Fiennes e Kristin Scott Thomas ne Il paziente inglese

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ome ogni anno la Festa del Cinema è un caleidoscopio di eventi che travalicano lo specifico cinematografico. La musica, ad esempio, presenza che percorre trasversalmente tutta la programmazione, è protagonista di due appuntamenti speciali. Uno con Michael Bublé - Tour Stop 148, filmato per il grande schermo che racconta la tappa più esaltante, quella di Birmingham, dei live del cantante canadese. L’altro con Ritmo sbilenco - Un filmino su Elio e le Storie tese, che svela il lato nascosto della storica band. Altro grande evento da non perdere è la reunion romana dei tre protagonisti de Il paziente inglese, Ralph Fien-

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nes, Kristin Scott Thomas e Juliette Binoche, a vent’anni dall’uscita del film premiato con nove Oscar. Ma a proposito di anniversari va segnalato quello per il cinquantennale de L’armata Brancaleone, commedia riproposta nella versione restaurata della Cineteca Nazionale. Gli omaggi non finiscono qui. La Festa spegne idealmente cento candeline sulla torta di Gregory Peck e lo festeggia con la commedia romantica per eccellenza, Vacanze Romane, proiettata in Piazza di Spagna martedì 18 ottobre alle 20,30, alla presenza dei figli dell’attore, Cecilia e Anthony. La love story tra la principessa e il giornalista americano rimanda a

una novità nel panorama delle testate presenti alla Festa: quest’anno, per la prima volta, fra gli accreditati ci sono i critici di New York Times e Los Angeles Times. E parlando di critici il pensiero non può non andare a Gian Luigi Rondi, che della Festa del Cinema è stato presidente. La proiezione di 60 - Ieri oggi domani di Giorgio Treves, sui sessant’anni di vita del David di Donatello, vuole essere un omaggio al grande giornalista recentemente scomparso. A Michael Cimino, Luigi Comencini, Gillo Pontecorvo, Alberto Sordi, Fritz Lang, Citto Maselli e Dino Risi sono dedicati gli altri omaggi della Festa. nnn

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American Pastoral

La fine del Sogno americano Il neoregista Ewan McGregor parla della sua prima esperienza dietro alla macchina da presa: la trasposizione cinematografica di un capolavoro della letteratura americana firmato di Luigi Aversa dal Premio Pulitzer Philip Roth In alto: Jennifer Connelly, Ewan McGregor e Hannah Nordberg, che interpreta Merry Levov a dodici anni

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er il suo debutto dietro alla macchina da presa, Ewan McGregor non poteva scegliere prova più difficile. Il libro American Pastoral di Philip Roth da cui è tratto il suo film omonimo, uno degli eventi di preapertura dell’undicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, è uno dei romanzi più importanti e profondi della letteratura americana contemporanea, con il quale lo scrittore di Newark ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa del 1998. «Il libro non lo avevo letto, ma la sceneggiatura mi ha fatto piangere. Sono padre di quattro figlie e questa

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storia mi ha sopraffatto», ha affermato l’attore scozzese alla conferenza stampa italiana di presentazione della pellicola, dove era accompagnato anche da Jennifer Connelly, protagonista con lui del film assieme a Dakota Fanning. «Girare questo film stando dietro alla macchina da presa è un’esperienza che mi ha cambiato la vita - ha detto McGregor -. Mi ha entusiasmato lavorare con gli attori e avere conversazioni creative con lo sceneggiatore. Ho scoperto il dietro le quinte, avuto contatti con figure che già conoscevo - scenografo, direttore della fotografia, costumista - vedendole però in

altro modo, mediando e risolvendo i problemi. Ho capito così che buona parte del lavoro del regista è gestionale: gestire le paure degli altri. Come essere umano è stata un’esperienza che mi ha fatto crescere e sentire più adulto, più maturo». American Pastoral è ambientato negli anni Sessanta e racconta la storia di Seymour Levov, per tutti “lo Svedese”, un ragazzo ebreo del New Jersey con un’esistenza apparentemente perfetta. Seymour, infatti, può dire che dalla vita ha avuto tutto: bellezza, successo nello sport (baseball, basket e football) e professionale (con la fabbrica di guanti Newark n.5 - ottobre 2016


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Le altre preaperture

L’Inferno di Tom

resentato in anteprima mondiale la scorsa settimana a Firenze, l’11 ottobre Inferno, terzo film tratto dai romanzi di Dan Brown con protagonista il professor Robert Langdon, approda al Mazda Cinema Hall, la tensostruttura esterna dell’Auditorium. La pellicola di Ron Howard, con American Pastoral, In guerra per amore e gli altri due titoli menzionati qui sotto, è una delle preaperture della Festa del Cinema. Il famoso simbolista interpretato da Tom Hanks (nella foto sopra con Felicity Jones) stavolta è sulle tracce di alcuni indizi legati alla poesia di Dante. Risvegliatosi in un ospedale italiano in preda a un’amnesia, affronta una corsa contro il tempo per sventare un pericoloso complotto, affidandosi alla dottoressa Sienna Brooks per recuperare la memoria. Il giorno prima, 10 ottobre, la Casa del Cinema ospita Un giorno a New York, omaggio a Gene Kelly, a vent’anni dalla morte, volto (con Cyd Charisse) della campagna di comunicazione della Festa 2016. Il 9, sempre alla Casa del Cinema, c’è invece La guerra dei cafoni (foto sotto) di Davide Barletti e Lorenzo Conte. Una favola sociale ambientata in un villaggio salentino dove ogni estate scoppia la guerra tra i figli dei ricchi e i cafoni, guidati rispettivamente da Francisco Marinho e Scaleno. Sarà l’arrivo di Cugginu, espressione di una nuova classe, a trasformare lo scontro in una guerra di conquista.

P Sopra: McGregor e Dakota Fanning (Merry adulta). Qui sotto: David Whalen e Jennifer Connelly. Più a sinistra: McGregor in un’altra scena del film da lui diretto e interpretato

Maid), una moglie bellissima (Jennifer Connelly), ex Miss New Jersey, e una bambina a lungo desiderata, Merry (interpretata a sedici anni da Dakota Fanning). L’unica crepa nel mondo armonioso dello Svedese è la pesante balbuzie di cui soffre la sua bambina, sintomo di un malessere che va ben oltre la difficoltà nel parlare. Mentre infuria la guerra del Vietnam e i disordini razziali mettono Newark a ferro e fuoco, Merry, ormai adolescente, diventa sempre più ribelle e si radicalizza abbracciando un’organizzazione politica di estrema sinistra. La lineare esistenza di Levov subisce poi un colpo irren.5 - ottobre 2016

versibile il giorno in cui Merry mette una bomba nell’ufficio postale locale, uccidendo una persona e svanendo nel nulla. Come è possibile che una tragedia simile sia accaduta proprio a lui, rappresentazione vivente del Sogno americano, si chiede lo Svedese? Tormentandosi con le domande su dove ha sbagliato, Seymour per cinque anni non smette di cercare la figlia per riportarla a casa e prova comunque a tenere unita la famiglia, nonostante i tradimenti e la depressione della moglie. Finché la sua vita e quella delle persone a lui care non vanno completamente in pezzi. nnn

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All’attore due volte premio Oscar la Festa dedica il riconoscimento alla carriera, un’anteprima, la retrospettiva dei suoi film e un tête-à-tête col pubblico. Ma Roma incontra anche altri personaggi e ripropone il cinema di A.C. di Valerio Zurlini

Gli ultimi giorni di Pier Paolo Pasolini

Tom Hanks: il volto

pulito di Hollywood n film in promozione (Inferno), altri sedici riproposti nell’ampia retrospettiva (da Big a Il ponte delle spie, passando per Cast Away, Apollo 13 e Salvate il soldato Ryan), un incontro ravvicinato con il pubblico e, dulcis in fundo, il Premio alla carriera: il due volte Oscar Tom Hanks (Philadelphia, Forrest Gump) è senz’altro il protagonista assoluto di questa XI edizione della Festa del Cinema di Roma. In occasione della cerimonia di premiazione, Hanks incontrerà il pubblico dell’Auditorium. Nel corso dell’incontro verranno mostrate alcune sequenze dei film preferiti del moderno James Stewart, incarnazione del volto pulito di Hollywood.

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In alto: Tom Hanks in Cast Away. Qui sopra: Claudia Cardinale (La ragazza con la valigia). Sotto, da sinistra: Meryl Streep, Roberto Benigni, Renzo Arbore, Jovanotti e Viggo Mortensen

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Ma quella su Tom Hanks non è l’unica retrospettiva in programma. Ce ne sono altre due, anche queste a cura di Mario Sesti. A ridosso delle elezioni presidenziali statunitensi, una ha per tema la politica americana. Sedici i film in programma, da David Wark Griffith a Steven Spielberg, da John Ford a Frank Capra. L’altra, come già avvenuto lo scorso anno con Antonio Pietrangeli, è dedicata a un regista italiano sottovalutato in vita e quasi dimenticato dopo la sua scomparsa: Valerio Zurlini. Il suo cinema - che annovera titoli come Cronaca familiare (1962), Il deserto dei Tartari (1976), Estate violenta (1959), La prima notte di quiete (1972) e La

ragazza con la valigia (1961), tutti in rassegna assieme ad altri cinque, a sette corti e a un documentario biografico di Adolfo Conti - contiene una forte personalità e uno stile inconfondibile. La retrospettiva si svolge presso la Sala Trevi. Infine, anche quest’anno la Festa ospita una serie di Incontri ravvicinati con registi, attori e grandi nomi della cultura. Oltre a Tom Hanks, saliranno sul palco dell’Auditorium per conversare con il pubblico: Renzo Arbore, Bernardo Bertolucci, Jovanotti, Paolo Conte, Don DeLillo, Gilbert & George, Daniel Libeskind, David Mamet, Viggo Mortensen, Oliver Stone, Meryl Streep e, ultimo a unirsi al gruppo, Roberto Benigni. nnn

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Alice racconta le nuove generazioni Un calendario fittissimo di appuntamenti nella sezione autonoma e parallela della Festa, che quest’anno taglia il traguardo della quattordicesima edizione di Rodolfo Masi

In alto: Viggo Mortensen in Captain Fantastic. Più sotto: una scena di Sing Street. Qui sopra, da sinistra: Elle Fanning, Naomi Watts e Susan Sarandon in 3 Generations

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i tre anni più “anziana”, è giunta infatti alla XIV edizione, Alice nella Città si svolge come sempre a Roma nelle stesse date della Festa delle Cinema, dal 13 al 23 ottobre. Sezione autonoma diretta da Gianluca Giannelli e Fabia Bettini, si concentra sui temi legati alle giovani generazioni, presentando un programma di anteprime e vari esordi. In rassegna 12 lavori nel concorso Young/Adult, 3 film fuori concorso, 2 eventi e 3 titoli in collaborazione con la Festa del Cinema: Captain Fantastic di Matt Ross, Louise en hiver di Jean-François Laguionie e Sing Street di John Carney.

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Al di fuori dell’Auditorium, al Cinema Admiral di Piazza Verbano, si svolge il programma di Panorama, con dieci film che raccontano il mondo delle nuove generazioni, a cui si affianca la selezione del Kino Panorama Italia, che pone l’accento sul cinema italiano con proiezioni di film, documentari e corti. Infine è previsto l’omaggio ad Abbas Kiarostami e alla sua visione dell’infanzia, con una retrospettiva dei film del regista iraniano. Si rinnova anche quest’anno, poi, la collaborazione con Taodue per il premio Camera d’Oro, assegnato alla migliore opera prima e seconda. La giuria che assegna il riconoscimento è presieduta dall’attore Matt n.5 - ottobre 2016


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Riflessi

Il documentario è da premio Oscar Qui sopra: Louise en hiver. Qui sotto: Goodbye Berlin. Sotto, a sinistra: Jonathan Rhys Meyers in London Town. Più a destra: Rock Dog

ocumentario, un genere che negli ultimi anni ha regalato tante soddisfazioni al nostro cinema. Basti pensare a Fuocoammare di Gianfranco Rosi, scelto per rappresentare l’Italia agli Oscar. Lo spazio Riflessi è una vetrina delle ultime novità nel sempre più prolifico panorama del cinema dal vero. Su 11 lavori di questa sezione, 9 sono targati Italia. Tranne Who Am I? di Nick Reding (Kenya), Shelter di Brent e Craig Renaud (Usa) e Haiku on a Plum Tree di Mujah Maraini Melehi, coproduzione ItaliaGiappone, i restanti 8 sono interamente prodotti nel nostro Paese. L’arma più forte - L’uomo che inventò Cinecittà di Vanni Gandolfo ripercorre la storia di Luigi Freddi, funzionario fascista appassionato di cinema. Matti per il calcio (foto in alto) di Volfango De Biasi si svolge durante il primo mondiale di pallone per pazienti psichiatrici. Lascia stare i santi di Gianfranco Pannone è un viaggio nella devozione religiosa popolare. Le romane - Storie di donne e di quartieri di Giovanna Gagliardo ci porta nella Roma dei vicoli, segnati dall’impronta indelebile delle donne. Ne Le scandalose (foto sotto) di Gianfranco Giagni le assassine più famose, da Leonarda Cianciulli, a Rina Fort, a Pupetta Maresca, si confessano. La notte non fa più paura di Marco Cassini “mette in scena” il terremoto dell’Emilia. William Kentridge, Triumph and Laments di Giovanni Troilo racconta uno dei più grandi artisti contemporanei. Cinque mondi di Giancarlo Soldi, infine, presenta cinque modi di raccontare il cinema, quelli dei nostri cinque premi Oscar: Benigni, Bertolucci, Salvatores, Sorrentino e Tornatore. (I.S.)

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Dillon e composta dalla produttrice Camilla Nesbitt, dall’attrice Anna Foglietta, dai registi Gabriele Mainetti e Claudio Giovannesi e dagli sceneggiatori Giordano Meacci e Francesca Serafini. Scorrendo i titoli presenti, a parte i tre coprodotti con la Festa - la singolare storia della famiglia di Captain Fantastic, cresciuta nella foresta nordamericana, lontano dalla società; l’animazione franco-canadese di Louise en hiver; l’irlandese Sing Street, ambientato nella Dublino anni ‘80 - uno dei film più attesi è sicuramente London Town di Derrick Borte, con Jonathan Rhys Meyers nei panni del leggendario n.5 - ottobre 2016

Joe Strummer, leader dei Clash. Da non perdere, poi, l’evento speciale, made in Italy, Ho amici in Paradiso di Fabrizio Maria Cortese, storia del cambiamento di un uomo coinvolto in loschi affari, condannato allo svolgimento di servizi sociali in un Centro di Riabilitazione. Inoltre Alice propone il progetto La Scuola per la Scuola, idea nata dopo il terremoto del 4 agosto. Per aiutare la ricostruzione della scuola di Amatrice, dal 17 al 21 ottobre, le scuole del II Municipio parteciperanno alle matinée dell’Admiral. Il ricavato delle proiezioni verrà devoluto alla raccolta fondi della Regione Lazio. nnn

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Cronaca di una passione

La denuncia su grande schermo

di una tragedia dei nostri tempi

di Barbara Bianchi

Dal regista di Maternity Blues, la drammatica storia di una coppia di coniugi vittima della crisi economica. Un film d’impegno civile in tour in tutta Italia dal prossimo 7 novembre Dall’alto, in senso orario: scene di Cronaca di una passione, il film di Fabrizio Cattani con protagonisti Vittorio Viviani e Valeria Ciangottini

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on il suo secondo film, Maternity Blues, successivo di cinque anni al suo esordio con Il rabdomante (2006), Fabrizio Cattani ha raccontato la depressione post partum, sindrome che colpisce molte donne dopo la fine della gravidanza e la nascita di un figlio e può assumere anche forme di violenza estrema. Oggi, a distanza di altri cinque anni, il regista di Colonnata ci porta dentro a un’altra problematica, questa volta a sfondo sociale. Con Cronaca di una passione traduce infatti in immagini le tragiche conseguenze della crisi attraverso la storia dei coniugi Giovanni e Anna, sessantenni che per una vita hanno gestito con passione una trattoria nella cittadina di provincia in cui vivono. Ora, però, la grave difficoltà economica in cui versa tutto il Paese, li ha portati ad accumulare debiti con lo Stato e a causa di una cartella esat-

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toriale che non sanno come saldare, finiscono in mezzo a una strada. Per Giovanni e Anna inizia un calvario che li porta alla perdita di tutto. Finiti in una casa famiglia, sono costretti a vivere in camere separate in condizioni di degrado. Abbandonati al loro destino e ignorati dalla società, i due, con la morte nel cuore, tentano di ricominciare a vivere. Fino a quando la posta in gioco non sarà la loro dignità. È allora che Giovanni e Anna pensano a una soluzione estrema... Ispirandosi a veri fatti di cronaca, Cattani entra nel vivo di un dramma quanto mai attuale: la tragedia di chi perde tutto strozzato dallo Stato sordo e indifferente, ormai privo di ogni senso di umanità. Il film sarà in tour in tutta Italia, a partire dal 7 novembre in Veneto, la regione più toccata dai suicidi per la crisi economica. nnn

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Parole di Lucio L’unica intervista a Battisti è un libro

In libreria il volume di Renato Marengo che racconta i retroscena del suo incontro con il leggendario cantante di Poggio Bustone. di L.A. Cinque giorni, in esclusiva e a tu per tu In alto: Lucio Battisti. Qui sopra: Renato Marengo (a sinistra) ospite di Radio2 Social Club, programma di Radio2 (la radio ufficiale della Festa del Cinema di Roma) condotto da Luca Barbarossa. A destra: la copertina del libro Parole di Lucio

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retroscena dell’unica intervista rilasciata da Lucio Battisti in tutta la sua vita, uscita a firma Renato Marengo nel 1974 per Ciao 2001, sono raccontati nel libro Parole di Lucio dello stesso Marengo, in libreria per Chinaski Edizioni. Quello del direttore di Cinecorriere fu un vero e proprio scoop che ebbe sensazionali conseguenze nel mondo musicale, perché fece riscoprire ai rigorosi cultori del rock, che non lo amavano, un Battisti inedito, nella sua completezza di musicista, come Anima Latina avrebbe di lì a poco rivelato. L’intervista viene riproposta nel libro con una nuova chiave di let-

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tura, con tutti i suoi risvolti, le testimonianze, le trame collegate alla sua pubblicazione. Lucio, in quei cinque giorni passati con l’autore, si liberò dell’immagine che il sistema discografico aveva commercializzato. Si espresse da musicista, parlando di ciò che ascoltava, dei suoi gusti, dei suoi viaggi, dei concerti che vedeva, degli artisti internazionali che amava e delle sue fonti di ispirazione, ma pure della sua stanchezza e del suo non sopportare più il ruolo di divo con “un bel faccino”. E non piuttosto, come era sua aspirazione, di essere considerato un valido compositore. Un grande compositore di musica rock. nnn

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Gli ultimi giorni di Pier Paolo Pasolini

Musica e visual media L’evoluzione della colonna sonora nell’era del digitale Un viaggio nelle nuove professioni della musica da film firmato dal compositore, music supervisor e consulente per il cinema Marco Testoni di L.A. In alto: Marco Testoni e la copertina del suo libro, Musical e visual media. Qui sopra: Claudio Santamaria in Lo chiamavano Jeeg Robot. Più a destra: una scena di Perfetti sconosciuti. In entrambi i film Testoni ha lavorato in veste di music supervisor

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onsulente nel settore della musica per il cinema - tra le sue ultime collaborazioni anche quelle per i due “casi” della scorsa stagione, Perfetti sconosciuti e Lo chiamavano Jeeg Robot - Marco Testoni ha deciso di mettere su carta la sua lunga esperienza con il libro Musica e visual media, un viaggio nel mondo delle colonne sonore e fra i suoi protagonisti: dal compositore al music supervisor, dal sound designer al consulente musicale. Studiando il percorso storico della musica per immagini, il libro offre gli strumenti per affrontare le diverse fasi della produzione di una odierna colonna sonora nei suoi aspetti arti-

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stici, tecnici e gestionali: dalla composizione alla post-produzione, dallo screening musicale della sceneggiatura alla scelta dei brani di repertorio, dalle sessioni in studio di registrazione al music licensing. Col digitale, oltre alla figura del compositore, ci sono oggi altri ruoli essenziali: il music supervisor, il consulente musicale e il sound designer. Professionisti sempre più indispensabili nelle produzioni cinematografiche e audiovisive, con un ruolo di raccordo nei vari momenti della realizzazione di una colonna sonora: dalla selezione di un brano adatto al montaggio di una scena alla corretta interazione con le altre figure professionali, dalla defini-

zione del sound design di un film o di uno spot pubblicitario alla richiesta di una licenza di sincronizzazione. Il volumetto di Testoni, 103 pagine per la collana Taccuini di Dino Audino, va così a riempire un vuoto editoriale. In un’epoca in cui l’avvento del digitale ha cambiato le tecniche e la fruizione dei prodotti sonori e visuali, creando nuovi mestieri, si rendeva necessario affrontare il sistema musica visto nella globalità dei suoi diversi rapporti col mondo dell’audiovisivo. Quello di Testoni è un testo imprescindibile per chi si avvicina a questa professione, ma anche per chi vuol conoscere più da vicino l’evoluzione tecnologica del settore. nnn 21


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Il 21 e il 22 ottobre in programma una due giorni di musica e immagini dal Borgo Storico del Piazzo, cuore della città piemontese. Un contest finale per conoscere la migliore canzone e la più bella clip dell’anno

Biella 2016

Canzoni e video

Il Festival si sdoppia L In alto: Emanuela Tamietti sul palco del Biella festival dello scorso anno. Più sotto: il centro storico della città piemontese. A destra e qua sotto: immagini dai videoclip in gara

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a storica manifestazione dedicata alla canzone d’autore, il Biella Festival, esprime la sua chiara apertura all’universo dell’audiovisivo ospitando al suo interno i videoclip. Il 21 ottobre, infatti, sul palco del Biella Jazz Club va in scena la prima edizione del Biella Festival Music Video. Il giorno dopo tocca alla XVIII edizione del tradizionale Biella Festival Autori e Cantautori. I finalisti di quest’ultimo sono 12, provenienti da tutta Italia: Stefania Baraldi con il brano Avanti; Marnit

Calvi con Dispersa libertà; Henry Carvalho con Fotografia; Daniele De Bellis con Lei; Claudio Ferrigato con Non ti devi preoccupare; InAcustico con Libero come; Elena Mammone con Nabè; Chiara Grilli con Garner; Piano che Piove con Acqua; Silver String Band con Your Music; Cristiana Verardo con Nanneri; Mizio Vilardi con Lé nòtta pòrta sèm. I video in finale sono dieci: Resonance Hybrid degli Airplane Rock Band, regia di Giovanni Ariosto; The Heist degli Slick Steve & Gangster,

di Barbara Bianchi

prodotto dalla Jump Cut; In solitudine dei Broken Frames; Da qui di Elisa Rossi, regia di Claudio Pellizzer; Batterista dentro dei Diana Logics, regia di Luca Fabbri e Gabriele Al Khrisha; Out of Shotdi dei Dagger Moth, regia di Edo Tagliavini; Spread dei Ferrari & The Cluster, regia di Cristiano Di Nicola; Desiderio di Patrizia Cirulli e Sergio Muniz, regia di Lorenzo Vignolo; Danza di corteggiamento di Virgo, regia di Gianluca Torre Zenone e Indescrivibile di Davide Berardi, regia di Vito Marinelli. nnn n.5 - ottobre 2016


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Next d Fun Film tion ca appli line: dead ry ua Febr 2017 





 



  




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Cinecorriere 2016 n5 Speciale Festival di Roma  

Come hanno detto in tanti: “Il cinema è un sogno”, ma una specie di “sogno premeditato”, perché c’è uno sceneggiatore che il sogno lo scrive...

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