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La collaborazione a TOTEM è aperta a tutti, ed è sempre da intendersi a titolo gratuito. I lavori pubblicati, alla pari delle foto, riflettono il pensiero dei singoli autori, i quali se ne assumono le responsabilità di fronte alla legge. E’ vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti, se non autorizzata. Organo Ufficiale Cooperativa Soc. Onlus Agorà - Squinzano

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Totem Giornale

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Anno II - N. 8 Ottobre 2013 Iscritto al numero 22/2012 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce Direttore Responsabile: Vincenzo Paticchio Direttore Editoriale: Eleanna Bello

/ EDITORIALE /

Eleanna Bello

O

SQUINZANO E LA SINISTRA CHE NON C’è

ggi a Squinzano non esiste un’alternativa politica alla maggioranza di centro-destra che governa la città. Non c’è un centro-sinistra in grado di proporsi all’elettorato in maniera forte, unita, propositiva e credibile. Le recenti amministrative hanno confermato che un posto (e non un ruolo significativo ed efficace) in Consiglio comunale qualcuno è riuscito a garantirselo soltanto grazie ad un accordo sterile, insensato, incoerente (e sonoramente bocciato dagli elettori) con lo stesso Marra, che la sinistra squinzanese per nove anni ha criticato, osteggiato e combattuto. Cos’altro aggiungere davanti a un così clamoroso fallimento? A sinistra si perde tempo: tra proclami irrealizzabili, zuffe tra galli e galline, dichiarazioni sterili, scomuniche moralistiche e ridicole, si stanno consumando i residui di quel sentire che nella nostra storia, nella vicenda di Squinzano non può più continuare a rinnegare quel dna sociale, che da solo può stanare i benpensanti dai salotti di lusso e dalle cene di congrega e farli tornare a parlare con la gente, della gente. Il segreto del successo di Miccoli, ma anche di quello di Marra e di tanti altri prima di loro, non è nascosto sotto i divani di serate borghesi passate a far calcoli o sotto le tovaglie di succulenti tavole imbandite di vacua saggezza. L’affermazione e la credibilità della politica abitano dietro gli usci delle case delle persone. Dimorano nelle piccole e grandi condivisioni delle gioie e delle pene delle famiglie. Risiedono nell’ascolto e nella comprensione dei problemi degli amici-cittadini. Soggiornano nelle piazze, dove tanto assenteismo fa più rumore di un applauso, tanta aria di sufficienza fa più baccano di un coro da stadio e dove le feste, le iniziative popolari alimentano il senso profondo dell’essere comunità civile. Tutte cose di sinistra che il centrodestra di Squinzano ha “rubato” approfittando della frammentazione, dell’arroganza di alcuni, del distacco di tanti che, nostalgici erano e tali sono rimasti. Il centro-sinistra a Squinzano serve. E molto, pure. L’attesa è stata troppo lunga e i tentativi tutti disastrosi. Non basta la rifondazione.La rinascita non è sufficiente. Occorre il nuovo. Il nuovo pensare. Il nuovo progettare. Il nuovo agire. Che per noi di Totem - giornale libero e indipendente, “organo” ufficiale solo della gente della strada e della piazza (e non della maggioranza del Marra o del Miccoli di turno) - è alternativo al presente.

IL GIOVANE TENORE SARà GASTONE IN TRAVIATA, L’OPERA VERDIANA CHE INAUGURA LA STAGIONE OPERISTICA DEL TEATRO DI MILANO

ANTONIO CORIANò

DA SQUINZANO ALLA SCALA INTERVISTA DOPPIA / TIZIANA FAGGIANO E MINO ROLLO

DIRIGENTI A SQUINZANO, COLLABORATORI IN EDUCAZIONE paGG. 6-7

Il Grillo Parlante La mensa scolastica è un grande privilegio. E i comuni che riescono a garantirla ai bambini, compiono una scelta saggia e socialmente molto utile. Perché la mensa, oltre ad essere un momento di ristoro, ha anche una formidabile valenza educativa. Per almeno tre motivi. Il primo. Consente di imparare le regole del galateo della tavola. Secondo. Agevola la relazione

SBUCCIA LA PRIMA MELA. AH! tra i bambini in un momento diverso dal gioco e dalla didattica tradizionale. Terzo. Favorisce i primi rudimenti di educazione alimentare. Educazione alimentare, per l’appunto. Ma la mela chi gliela sbuccia ai bambini? A scuola nessuno, nel proprio ordine di servizio, ha il ruolo della “sbucciatrice/tagliatrice” di mele. E allora, più volte a settimana 4-500 mele prendono la

via di casa negli zaini. Qualcuno dirà: ma i bambini la frutta non la mangiano, non la vogliono... Ma se nessuno gliela pela, se nessuno li aiuta... Se nessuno pensa che oltre alle mele esistono tanti altri frutti, anche più facile da mondare... Alla faccia di chi, per una corretta alimentazione, raccomanda di abituare i bambini, fin dalla più tenera età, a mangiare frutta e verdura.


PRIMO PIANO

Anno II - N.8 - Settembre 2013

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il progetto per squinzano, questo sconosciuto

in giunta

Anno II - N.8 - Ottobre 2013

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vespucci: “basta con gli interventi a pioggia”

miccoli deve far capire qual è il nuovo thriller di Squinzano. a cominciare dal palazzetto

“impiegheremo la somma per creare nuovi posti di lavoro occasionali a 10 euro l’ora”

“N

Daniela D’Anna

Beppe Longo

on esiste vento a favore per chi non conosce il porto dove andare”. Questo aforisma di Seneca può ben riferirsi all’Amministrazione del sindaco di Squinzano Mino Miccoli. Ha ragione Gianni Marra quando accusa, fino a scrivere al Prefetto, che il nuovo Sindaco di Squinzano doveva presentarsi nella prima riunione del Consiglio comunale con le sue linee programmatiche, sulle quali doveva esprimersi l’intero Consiglio comunale. Miccoli, invece, si è limitato a portare il suo programma elettorale, dicendo che su quello c’era stato il consenso dei suoi 5.458 elettori e che quello sarebbe stato il canovaccio da seguire per l’azione amministrativa. La prima obiezione ad una tale affermazione è che, ad elezione avvenuta, Miccoli è diventato il Sindaco di tutti gli squinzanesi, anche dei 4.334

che hanno votato per Sandro Pezzuto, dei 109 che hanno votato per Andrea Andresani e dei ben 3.620 elettori iscritti che non hanno votato. E’ bene, allora, che il sindaco Miccoli, se lo ha definito, presenti il suo progetto per Squinzano alla cittadinanza, senza dover chiedere un nuovo consenso, ma solo per far capire qual è il nuovo thriller di Squinzano, dove la suspence non deve essere la caratteristica principale. Perché poi bisogna sfatare

quel sussurro che dice che tutto quello che l’amministrazione di centrodestra sta realizzando, lo sta facendo solo per differenziarsi dalla precedente amministrazione, quando si sa che “non c’è nulla di peggio di un cattivo governo che cerca di correggersi”. E l’attuale amministrazione coincide per undici sedicesimi con la precedente di Marra. A questo punto si avverte la necessità di chiarire che ciò che deve legare un giornale ai lettori non è la “linea politica”, bensì l’identità. Chi ha accettato di collaborare con Totem, lo fa per la sua identità di periodico non “engagé”, non impegnato e che non parteggia per la maggioranza di Miccoli né per l’opposizione di Marra. Almeno questa è la posizione del cronista scrivente. Il quale continua a tenere un piede nel passato, che non può essere rinnegato, e l’altro ben piantato nel presente senza vagheggiare un new deal civico o l’attesa di nuovi eroi, invocando solo un sussulto della politica, perché Squinzano ne ha

estremo bisogno. Ritornano così piccoli grandi briciole di memoria personale e c’è la curiosità eccitante di vedere come andrà a finire. E’ come la storia del palazzetto per lo sport e lo spettacolo di via dei Muratori: una vicenda tutta da ricordare, che si perde nel groviglio delle carte, alcune delle quali finite anche in Procura. Quel progetto è nato con il finanziamento ottenuto dallo Stato con la legge 30 dicembre 2004 (la legge finanziaria), un fatto mai av-

A

bbiamo incontrato Vincenzo Vespucci, l’assessore ai Servizi Sociali della Giunta Miccoli. Assessore, fresco di nomina ma con tanta esperienza nel sociale, che cosa dice di se stesso? Fresco di nomina per quanto riguarda l’assessorato ai servizi sociali e alla cultura , ma ho rivestito già la carica di assessore anche nella precedente consiliatura con la Giunta Marra alle Politiche Giovanili e allo Sport. I servizi sociali mi appartengono in maniera molto personale perché anche prima di fare politica mi sono sempre occupato

venuto prima e che non è mai avvenuto neanche dopo, che assegnò al Comune di Squinzano la somma di 510.000 euro (in tre rate: di 200.000 euro nel 2005, 50.000 euro nel 2006 e 260.000 euro nel 2007) per “acquisto tenda struttura”. Quel finanziamento si ottenne per l’efficace intervento dell’on. Simonetta Licastro Scardino. Su quell’importo si lavorò al Comune e si preparò un progetto per acquistare una tenda struttura in grado di ospitare gare ufficiali di

pallavolo ed altri spettacoli: si coniò il nome di “Palaquinzio”, un palazzetto che aveva una capienza di 2200 spettatori per le gare sportive e di 2700 per gli spettacoli teatrali o musicali. Fu allora che l’assessore Mino Miccoli e il sindaco Gianni Marra ritennero che un’opera così importante, la più grande struttura dell’Italia meridionale, non poteva non recare in calce la firma di progettisti locali. Fu modificato l’oggetto del finanziamento da “acquisto tenda struttura” a “costruzione di un centro per lo sport e lo spettacolo” e furono incaricati della redazione gli ingg. Massimo Orgiato, Guglielmo Fazzi e Claudio Del Brio. Il progetto originario ebbe un importo di 700.000 euro, il 1° progetto di completamento di altri 500.000 euro, il progetto di recinzione di 95.000 euro, il 2° progetto di completamento di altri 110.000 euro ed infine un ulteriore progetto di completamento di altri 60.000 euro: per un totale complessivo di 1.720.000 euro. Una lievitazione incredibile, con il risultato che il palazzetto è chiuso perché manca ancora un qualcosa di indefinito per destinarlo all’uso per cui è stato costruito.

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di tematiche relative ai diversamente abili, avendo un ragazzo in famiglia che ha queste problematiche. Insieme all’amico Enzo Bandello e a tutti i meravigliosi volontari abbiamo lottato per la creazione dell’Associazione di genitori di ragazzi diversamente abili, “Il Sogno di Geppetto”, che svolge sul territorio un’attività costante da 7 anni circa. Se dovesse spiegare strictu sensu in che cosa consiste la sua opera all’uomo della strada che cosa direbbe? In poche parole è difficile spiegarlo. Sinceramente non pensavo che a Squinzano la situazione fosse così drammatica come mi è apparsa in que-

SI RINGRAZIA NEW HAIR PARRUCCHIERA ANTONELLA PER AVER CONTRIBUITO ALLA REALIZZAZIONE DELL’EVENTO MISS MONDO A SQUINZANO

sti primi mesi di assessorato. E avendo una sensibilità particolare mi risulta frustrante non poter sempre dare risposte immediate, sicuramente in futuro bisognerà sviluppare un nuovo modo di fare welfare. C’è stato un evento recente, me ne vuole parlare? Sì, gliene parlo volentieri perché questa è una piccola goccia ma significativa nel mare di interventi che bisogna fare su Squinzano. Si tratta dell’adozione di un pulmino per ragazzi diversamente abili. Tramite la Mobility life che è un’azienda che si occupa di pubblicità coniugata al sociale, abbiamo aderito a questa iniziativa come ambito di zona. Praticamente la socie-

tà si è occupata di fare dei contratti pubblicitari con imprenditori locali di vari paesi che aderiscono al piano di zona. Una volta completato l’iter ci è stato dato in comodato d’uso per 5 anni, il pulmino che verrà gestito dal piano di zona. Per altri due pulmini ci si sta attrezzando. Uno rimarrà fisso a Squinzano. Un esempio molto bello: finalmente il pubblico e il privato fanno qualcosa di utile insieme. E i ragazzi come hanno accolto questa novità? Hanno chiesto di provarlo subito. Contestualmente al pulmino abbiamo dotato il parco giochi di piazza Vittoria di un’altalena per i diversamente abili.

Il suo è forse l’assessorato più importante specie in questo momento storico… Mi piacerebbe coinvolgere tutte le associazioni no profit del territorio per creare una rete e dare spazio e risposte concrete ai problemi che alla base sono di carattere culturale oltre che socio-economico. Se ripartiamo tutti dal basso, dalle piccole cose, alla base di tutto c’è la dignità delle persone in ogni senso. Io ho eliminato quasi del tutto il contributo a pioggia, esistente solo per le necessità estreme del momento, impiegando la somma restante per creare posti di lavoro occasionali che si svolgeranno in un certo numero di ore per 10 euro l’ora; una persona potrà fare un massimo di 50 ore. Per chi no ha una casa, c’è già un progetto in itinere di cui per scaramanzia non vi racconto. Ma appena lo avrò formalizzato lo renderò pubblico. In sostanza posso anticipare che si tratta della gestione

di alcune serre in cui far lavorare disoccupati che godranno dei frutti del proprio lavoro. Quali sono le difficoltà dell’assessore? Bisogna cambiare la mentalità di chi opera nel sociale. Le parole d’ordine sono cooperare e progettare. Oggi, a mio parere c’è necessità di progetti che riescano ad intercettare fondi extracomunali europei o regionali. Non possiamo lasciarci sfuggire niente altrimenti non potremo fornire alcun tipo di risposta. Prendendo per un attimo in prestito lo slogan della lista “Squinzano viva” come immagina il futuro dei servizi sociali squinzanesi? Me lo immagino più snello a livello burocraticoMi piacerebbe affrontare le varie problematiche con la necessaria calma e non solo lavorare costantemente in emergenza.


cittadinanza

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citybus. e la città sarà più vicina per tutti

CINQUE CORSE GIORNALIERE AL COSTO DI 50 CENT. ABBONAMENTI E AGEVOLAZIONI PER GLI UNDER Rita Cretì

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on un tragitto di circa 22 km attraverso 52 fermate, il 1° di dicembre, sarà attivato il servizio SQUINZANO CITYBUS che darà a tutti i cittadini del nostro Comune la possibilità di spostarsi in autonomia con un autobus da 24 posti a sedere e 26 in piedi. Le fermate dislocate lungo il percorso saranno ad una distanza media, fra loro, di 200/300 metri e il mezzo impiegherà circa un minuto per spostarsi da una all’altra. Questo consentirà di raggiungere qualsiasi punto della città e di compiere l’intero giro nel tempo massimo di un’ora e trenta minuti. Una prestazione offerta alla cittadinanza dall’Amministrazione che, per poterla rendere attiva, sta cercando finanziamenti da parte di sponsor (come Istituti di Credito e Imprenditoria locale) che troveranno spazio per i loro loghi sia sul bus sia sulle tabelle delle singole fermate. D’altra parte il costo dei biglietti non potrebbe coprire da solo la spesa – ci dice Anna Rita Taurino, Consigliere delegato ai trasporti, promotrice dell’iniziativa –

Anna Rita Taurino

poiché i prezzi sono molto popolari e diretti solo a responsabilizzare gli utenti. Tutte le sponsorizzazioni saranno fatturate come per legge, continua la signora Taurino, e questo sarà certamente a vantaggio degli imprenditori. Nello specifico: la singola corsa € 0,50, tutte le corse giornaliere € 1,00, abbonamento mensile al portatore (per le famiglie) € 10,00, abbonamenti mensili under 18 e over 60 € 5,00; mentre sarà gratuito per i portatori di handicap e per gli over 80. I biglietti saranno disponibili presso gli esercizi commerciali che daranno la loro disponibilità e saranno contraddistinti da un apposito marchio.

È prevista una corsa settimanale per Campi Sal.na per agevolare le persone che devono effettuare prelievi e visite mediche (il capolinea sarà posto presso il Centro Medex di via Campi). Sarà inoltre attivo un collegamento giornaliero con Casalabate con partenza dalla marina alle ore 7:00 e rientro alle ore 13:30 (capolinea sarà Piazza Lecce a Casalabate e Piazza Stazione a Squinzano). Il CITYBUS eseguirà in tutto cinque corse giornaliere, tre il mattino e due a pomeriggio. Insomma, un servizio pensato per finalità sociali, per far sentire più indipendenti quelle persone, come gli anziani, che non hanno un proprio

mezzo per muoversi, per mettere in comunicazione il centro con la periferia e incoraggiare l’uso del mezzo pubblico così da diminuire il traffico e la spesa del carburante delle famiglie, e garantire un più facile accesso ad Uffici Pubblici, chiese, mercati, biblioteca, cimitero, farmacie, ecc. In via sperimentale, il bus sarà attivo per sette mesi, cioè dal 1° dicembre 2013 al 30 giugno 2014. Se dovesse avere il successo sperato, il servizio potrebbe essere non solo confermato, ma ulteriormente potenziato, magari andando ad integrare gli scuolabus negli orari ad hoc e il sabato sera con una corsa per Lecce (favorendo gli spostamenti dei giovani verso i locali del capoluogo e soprattutto disincentivando l’uso dei mezzi privati per i ritorni notturni). Per la fase sperimentale, il Comune si accollerà il costo del servizio al netto di eventuali guadagni. Noi non possiamo fare altro che augurare “in bocca al lupo” a questa nuova iniziativa che si aggiunge all’elenco degli interventi già in atto e che speriamo aumentino di numero nell’interesse di tutta la nostra comunità.

FATTI NOSTRI

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INTERVISTA DOPPIA

Pagine a cura di Chiara Greco e Alessandra Lia

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DIRIGENTI A SQUINZANO. COLLABORATORI IN EDUCAZIONE

ALLO SPECCHIO / PARLANO LA PROF. TIZIANA FAGGIANO DEl POLO 2 E IL PROF. MINO ROLLO DEL POLO ii. UN NUOVO ANNO SCOLASTICO INSiEME TRA CRITICITà E SPERANZE

A

ll’inizio del nuovo Anno Scolastico, abbiamo avuto il piacere di scambiare qualche parola con i Dirigenti Scolastici di Squinzano. La prof.ssa Tiziana Faggiano dell’Istituto Comprensivo Polo 2 e il prof. Mino Rollo dell’Istituto Comprensivo Polo 1 di Squinzano. Ne abbiamo scoperto qualità, indubbia professionalità e senso del dovere, ma soprattutto disponibilità, gentilezza e correttezza. Insieme andiamo a curiosare tra progetti ed iniziative per il nuovo anno scolastico, tra problemi risolti e problemi ancora da affrontare.

Un anno a Squinzano presso l’Istituto Comprensivo Polo 2, come si è trovata? E come si trova ancora adesso? Faggiano - La mia esperienza a Squinzano può dirsi finora decisamente positiva. Docenti, personale Ata, segretaria, direttore amministrativo, genitori ed alunni, mi sostengono nelle pesanti responsabilità connesse al mio ruolo. Con i commissari prima e con l’attuale Amministrazione Comunale poi, si è instaurato un rapporto di fiducia per cercare di garantire le migliori condizioni di sicurezza possibili per i tutti. Tanti interventi sono ancora necessari, ma molti sono stati effettuati con l’immediata presa in carico da parte del Sindaco, della Presidente del Consiglio Comunale e da parte del personale dell’Ufficio Tecnico. Ormai da diversi anni dirigente scolastico del Polo 1 di Squinzano com’ è iniziato questo nuovo anno scolastico? Quali sono le maggiori necessità delle scuole del nostro paese? Rollo - Le emergente e le difficoltà nelle nostre scuole sono numerose, ho riscontrato una diversa attenzione e sensibilità da parte della nuova Amministrazione Comunale, con la quale si sta avendo la possibilità di interloquire in modo diretto. Ci tengo a sottolineare che è la prima volta che un’amministrazione contatta la sua scuola per chiedere il tempo pieno. Vi è un miglioramento della mobilità per quanto riguarda lo scuolabus, servizio partito fin dalla prima settimana di lezioni e del servizio mensa. Sono soddisfatto di come siano iniziate le cose, e sono fiducioso su questa collaborazione scuola-Amministrazione Comuna-

Tiziana Faggiano Istituto Comprensivo Polo 2

Mino Rollo Istituto Comprensivo Polo 1

le, nonostante le ristrettezze che presentano entrambe. Quest’ anno stiamo puntando sull’eco-sostenibilità e sull’ambiente. Cerano ci sta facendo morire, l’Ilva, la Colacem, e poi a tutto questo ci aggiungiamo del nostro con l’inquinamento delle auto. Io lancerò all’amministrazione comunale l’idea del pedibus, che anni fa ci fu bloccata, contando sulla collaborazione dei genitori. Questa è una necessità importante, e poi naturalmente aggiungiamo tutto ciò che può giovare sull’edificio De Amicis ad esempio, sono almeno 20 anni che la pitturazione non viene effettuata. Il Comune ha presentato un progetto importante per le terrazze e per le pavimentazioni. Recentemente sono stati risolti problemi in tempo rapido con grandi disagi ma con grande buona volontà, e a settembre abbiamo trasferito con l’aiuto del Comune, i ragazzi nell’edificio della scuola media “G. Carducci”.

ziative per l’anno scolastico appena iniziato?

Quali sono i progetti e le ini-

Faggiano - Siamo ripartiti con entusiasmo, rileggendo le pagine del Diario scolastico “Agenda per il Futuro” (visibile sul sito www.polo-

diario per il prossimo settembre. In quest’anno scolastico, l’attenzione sarà puntata sull’educazione alla cittadinanza attiva e responsabile e all’inclusione scolastica e sociale. Protagonisti particolari saranno gli alunni membri del Consiglio Comunale dei Ragazzi. L’istituto ha ottenuto il finanziamento PONFSE, verranno organizzati corsi di teatro, informatica, scienze, matematica e inglese; è Test Center per la Certificazione Trinity e sta per diventare Test Center AICA per la certificazione ECDL. Ci sarà spazio anche per i genitori: il corso “Insegnami a crescere” è destinato a 20 genitori selezionati in base alla Certificazione ISEE, con precedenza alle quote più basse, per la frequenza riceveranno un contributo economico. Tante altre iniziative bollono in pentola e saranno socializzate appena saremo pronti.

Rollo - Innanzitutto l’ambiente, come dicevo. Faremo diversi progetti e continueremo a collaborare

TIZIANA FAGGIANO In quest’anno scolastico, l’attenzione sarà puntata sull’educazione alla cittadinanza attiva e responsabile e all’inclusione scolastica e sociale. 2squinzano.it) distribuito agli alunni di scuola secondaria di I grado, per alleviare minimamente le spese scolastiche che i genitori affrontano. È uno strumento di pubblicizzazione degli interventi attuati con i Fondi Europei PON e comunicazione istituzionale. La redazione continua ad allargarsi per costruire il

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con le associazioni del territorio per la salvaguardia ambientale. Le nostre due direttrici sono ambiente e legalità che vanno di pari passo, infatti chi rispetta l’ambiente sta rispettando la legge. Inoltre avremo progetti finanziati dai fondi europei, i cosiddetti PON, che saranno dedicati all’italiano, alla matematica, alle lingue. Come mai quest’anno i bambini delle elementari, per ben tre giorni a settimana, anticipano di un’ora l’uscita dalla scuola? Faggiano - Le uscite anticipate sono dovute alla legge che prevede 30 ore settimanali, possibili solo con la disponibilità in organico; il numero di docenti assegnati all’istituto non garantisce queste ore. L’istituto ha organizzato un servizio di post-scuola, i cui costi sono a carico delle famiglie e si cercherà di completare l’orario scolastico con progetti che possano essere collocati nei giorni di uscita anticipata.

Rollo - Con la Riforma Gelmini le ore settimanali scolastiche sono state ridotte e quindi sono passate dalle 40 alle 27 ore, quindi siamo stati costretti ad anticipare l’uscita scolastica nei giorni di giovedì, venerdì e sabato alle 12:15; questa decisione è scaturita anche per evitare i rientri pomeridiani perché comporterebbero un grande disagio per le famiglie le quali programmano per il pomeriggio altre attività extrascolastiche come catechismo, palestre, danza ecc. Acqua, tovaglioli, testi scolastici, cancelleria, tutto a spese delle famiglie, anche nelle scuola materne. A chi spetterebbe l’acquisto del materiale didattico visto che si tratta di scuola pubblica? Faggiano - La scuola pubblica è obbligatoria e gratuita, quindi l’istituto fornisce, con le esigue risorse finanziari, il servizio fotocopie, materiali di pulizia e cancelleria ad ogni plesso in rapporto al numero delle classi. Fazzoletti di carta, acqua, per chi non gradisce bere quella del rubinetto, astucci, sono gestiti liberamente dai genitori, senza alcuna prescrizione da parte della scuola. Per quanto riguarda i libri nella scuola dell’infanzia, si tratta di proposte avanzate dai docenti ma assolutamente non obbligatorie per i genitori. La scuola deve quotidianamente farsi carico anche di spese aggiuntive dovute ad un uso improprio di materiali, impianti e strumentazioni messe a disposizione degli alunni. Riguardo a questo, i docenti, ispirandosi alla “Philosophy for Children” di M. Lipman, cercheranno di insegnare

ai ragazzi che l’arredo scolastico, il personale, le lezioni, sono “cosa pubblica”. . Rollo - Noi diamo un piccolo budget per ogni classe per le diverse spese di cancelleria. Ma è ovvio che altro non possiamo fare perché non abbiamo fondi per il materiale necessario che comunque non gestiamo noi, ma il Comune che gli assegna in base al reddito. Abbiamo creato con l’aiuto dei genitori, un piccolo fondo di solidarietà per aiutare diversi bambini appartenenti a famiglie disagiate. Purtroppo non abbiamo fondi ad hoc, le pubbliche amministrazioni ci assegnano delle voci sul nostro bilancio che noi dobbiamo rispettare. Se io andassi a prendere mille euro da una voce, compirei un illecito. Purtroppo questi meccanismi non sono a volte compresi dalla maggior parte delle persone, perché le somme assegnateci sono vincolate. La scuola è grande, ci sono 675 alunni, vanno in bagno e c’è bisogno di pulire, ma quando il materiale di pulizia fini-

sce come fa la scuola? In situazioni disperate abbiamo chiesto un contributo ai genitori per questo materiale. Dobbiamo essere rigorosi, rispettosi di quelle che sono le voci alle quali dobbiamo dare retta, anche se le revisioni di conto non hanno mai sollevato nei confronti della

Faggiano - Senza tanti preamboli, la risposta è decisamente sì! Saranno considerati lezioni alternative, soprattutto se le iniziative riguardano la prevenzione. Operatori qualificati possano offrire testimonianze di ciò che

MINO ROLLO Le nostre due direttrici saranno ambiente e legalità che vanno di pari passo, infatti chi rispetta l’ambiente sta rispettando la legge e se stesso. nostra scuola nessuna obiezione e di questo devo dare atto anche al direttore dei servizi generali. Sarebbe disponibile a far organizzare nelle scuole incontri con operatori specializzati sul tema della violenza sulle donne e sui minori?

accade nel mondo e guidare i nostri ragazzi nel poterlo migliorare. La scuola non è solo insegnamento, ma anche realizzazione di un progetto di vita. Non solo istruzione, quindi, ma anche educazione. Rollo - Assolutamente si. Noi abbiamo anche fatto recentemente dei cortometraggi sulla legalità, sulla non violenza, sui diritti dei minori, ai quali seguiva anche il dibatto con i genitori. Siamo stati una delle prime scuole, prima che uscisse la legge del 2010, a trattare il tema dei disturbi psichici come la dislessia attraverso corsi di formazione con genitori di bambini con sospetta dislessia. Per quanto riguarda la violenza sulle donne si tratta di un fattore culturale, e su questa tematica bisogna lavorarci tantissimo. Ci sono genitori che ancora fanno della ragione della forza un punto di riferimento per l’educazione dei propri figli.


formazione

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salviamo il mondo a partire dai bambini

manovre salvavita con la croce rossa. una lezione promossa dalla coop. “abitare la città” Paola De vitis

“C

hi salva un bambino salva il mondo intero”, é questo lo slogan che la Croce Rossa Italiana utilizza nelle sue campagne di in-formazione sulle manovre salvavita in età pediatrica. In data 8 ottobre 2013 si è svolta, presso l’Auditorium Giovanni Paolo II in via Brindisi 28, a Squinzano, una lezione interattiva, promossa dalla Cooperativa Sociale “Abitare la Città -Onlus” e tenuta dagli Istruttori della CRI di Lecce: Maggio Giampaolo, Greco Salvatore, Fabrizio Maria Antonietta, Maggio Beatrice, Saponaro Maurizio e i volontari Danese Antonella e Scarascia

Anna (esecutori di MDPed). La lezione è stata aperta a insegnanti, educatori di asilo nido, genitori, baby-sitter, nonni, cioè a tutti coloro che, in varia misura hanno a che fare con i bambini. La serata è iniziata con la proiezione di alcune slide sul tema della ostruzione pediatrica: solo in Italia muore circa un bambino alla settimana a causa della ostruzione delle vie aeree. I corpi estranei che i bambini possono inalare o ingerire sono le più svariate:

dalle monetine ai chiodini, dai tappini delle penne alle biglie. Tutto ciò che a noi può non preoccupare i bambini lo mettono in bocca, dice l’istruttore Maggio; questa espressione ha fatto scattare maggiormente l’attenzione dei presenti. Per evitare even-

ti funesti é importante non solo diffondere il più possibile le tecniche di disostruzione oppure la RCP (rianimazione

prima nel lattante, poi nel bambino (in caso di coscienza e in caso di perdita di conoscenza). Nella terza parte della serata, dopo le dimostrazioni, i partecipanti hanno avuto modo di intervenire con le proprie esperienze oppure per porre delle domande: è stata cardiopolmonare) ma soprattutto prevenire le situazioni che potrebbero portare a tali eventi. L’istruttore Maggio ha anche fatto vedere come è possibile realizzare in casa uno strumento per valutare se un oggetto può rappresentare un pericolo per il nostro bambino. Successivamente gli istruttori Fabrizio e Maggio hanno dimostrato, attraverso l’utilizzo dei manichini, le manovre oggetto del corso:

interessante la testimonianza di una mamma che ha dovuto effettuare una manovra disostruttiva al suo bambino che

non riusciva a respirare. Ha ringraziato i volontari CRI perché grazie ad una precedente lezione, tenutasi in altra sede, era riuscita a mantenere la calma e a salvare la vita del proprio bambino. Il non sapere genera gravi errori : è questa una delle tante mission di Croce Rossa Italiana. Prima del termine della serata, della foto di rito e della consegna dell’attestato di partecipazione, i presenti

hanno potuto esercitarsi sui manichini messi a loro disposizione. Alla fine dell’incontro, un partecipante ha voluto ringraziare noi soci della Cooperativa Sociale “Abitare la Città-onlus” ma soprattutto la CRI per la possibilità ricevuta di avvicinarsi ad una realtà fino ad allora sottovalutata. Un nostro grazie rivolto a tutti all’Ispettorato CRI di Lecce, agli Istruttori CRI, ai volontari CRI e ai partecipanti per la bellissima esperienza.

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esperienze

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faccia a faccia con papa francesco. emozioni uniche

“ma quanta strada avete fatto? pregate per me”. poche parole e tanta semplicità nell’incontro con maria luisa e renzo Mercoledì 25 Settembre io e Renzo, mio marito, abbiamo ricevuto il dono unico e indimenticabile di incontrare Papa Francesco, vestiti da sposi, e di ricevere la sua Benedizione nel nuovo cammino che abbiamo intrapreso, sigillato dal sacramento matrimoniale lo scorso 11 Luglio. Avevamo inoltrato la richiesta subito dopo il matrimonio, ma non pensavamo di essere convocati. Quando abbiamo aperto la lettera di convocazione non credevamo ai nostri occhi. Siamo partiti di notte per essere in tempo a Roma, abbiamo fatto una lunga fila per ritirare i pass e, vedendo migliaia di fedeli, non pensavamo di riuscire ad incontrarlo personalmente. Dapprima abbiamo assistito all’ udienza generale, sedendo in un posto privilegiato molto vicino al Papa, insieme a diverse altre coppie di sposi novelli provenienti da tutte le parti del mondo. Al termine

della sua catechesi, il Papa ha rivolto un pensiero affettuoso a noi sposi, esortandoci all’ unità e alla pace. Quindi ci siamo disposti in fila e, mentre l’emozione saliva, attendevamo il nostro turno per stringergli la mano; lui ci aspettava con il suo sorriso dolcissimo. Avevamo in mente tante cose da dirgli, fino ad un attimo prima dell’ incontro... ma, quando le nostre mani hanno stretto la

sua, l’ emozione ha preso il sopravvento, il nostro cuore esplodeva di gioia, le gambe tremavano come foglie, ci mancava il respiro, la testa era vuota... ed a me scendevano le lacrime senza controllo. Appena ci siamo avvicinati, gli abbiamo baciato la mano e lui, con lo sguardo profondo, ci ha chiesto: “Da dove venite?” E quando Renzo gli ha risposto, lui ha esclamato:” Ma quanta

riceviamo e gentilmente pubblichiamo

strada avete fatto!”. Quindi gli abbiamo chiesto di pregare per noi e per le nostre famiglie e, come nel suo primo discorso, ci ha invitati a pregare per lui, confermando ancora una volta la sua umiltà e semplicità. E’ stata un’ esperienza che ci ha segnati profondamente sia come cristiani che come coppia ed ha rafforzato la nostra nuova famiglia. Maria Luisa Vecchio

Lettere alla redazione

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una soluzione? l’isola ecologica recintata e sorvegliata, attrezzata per la raccolta dei rifiuti

campagne come discariche. per colpa di chi?

Serena Sticchi

B

asta fare un giro nelle nostre belle campagne per rendersi conto che il problema dei rifiuti è un biglietto da visita che scredita noi stessi e il nostro territorio. Ma cosa spinge la gente a gettare un rifiuto ingombrante nelle campagne con il rischio di seri guai, quando c’è un servizio gratuito e porta a porta che si occupa di questo? Io me lo sono chiesto molte volte e nonostante abbia riflettuto, non mi è venuta in mente nessuna risposta che giustifichi, almeno in parte, questo gesto. In fondo basta poco: una telefonata al numero verde affisso sui bidoni, anche se una difficoltà c’è. Bisogna attendere. Io personalmente ho chiamato il 29 settembre per prenotarmi e con molta gentilezza mi sono sentita rispondere che sarebbero passati il 29 novembre. Due mesi? Troppo tempo! Forse non tutti hanno voglia di aspettare tanto, o non hanno lo spazio necessario per tenere un rifiuto ingombrante per un periodo cosi lungo. Nonostante ciò non

giustifichi minimamente il gesto di coloro che riducono ad una discarica il nostro Salento, credo che comunque, un’ attesa così lunga sia veramente esagerata. Fortunatamente nel mio caso si tratta di un vecchio divano che nel frattempo ho accantonato in un angolo. Altre persone hanno avuto il mio stesso

problema e addirittura ci sono tipologie di rifiuti, come i lavabo in ceramica, che non sanno se si possono ritirare.. Un’isola ecologica, o eco piazzola, recintata e sorvegliata, attrezzata per la raccolta differenziata dei rifiuti, disponibile in molti comuni italiani non potrebbe essere la soluzione? Così noi cittadini

potremmo portare anche rifiuti non smaltibili, ingombranti o pericolosi. L’utilità principale sarebbe quella di evitare lo smaltimento nelle campagne. Oltre ai vantaggi ambientali, il conferimento dei rifiuti nelle eco piazzole abbinato alla tecnologia, permetterebbe di premiare l’utente virtuoso con un risparmio economico. Dopo essere pesato il rifiuto, a seconda del materiale conferito, verrebbe trasformato in punti che i cittadini potrebbero accumulare su una scheda magnetica. Raggiunto un determinato punteggio si potrebbe ottenere un buono detraibile dall’importo della tassa sui rifiuti. Alcune amministrazioni utilizzano il tesserino sanitario con riferimento al codice fiscale, invece di una tessera apposita. Inoltre ciò potrebbe dare qualche posto di lavoro ai numerosi squinzanesi disoccupati. E’ così difficile realizzare tutto ciò? Aspetto una replica che faccia capire a noi cittadini che puntualmente paghiamo le tasse, i motivi di questi disagi, ma soprattutto se la mia proposta si può realizzare sul nostro territorio.

il racconto di una mamma “costretta” ad iscrivere il proprio figliolo alla privata

il pannolino? fuori dalla scuola

Buscicchio Tamara

S

ono molto delusa e arrabbiata. Premetto che io sono per la scuola pubblica e nel passato della mia carriera scolastica ho lottato con i miei coetanei affinché essa potesse radicarsi in maniera fissa e indissolubile. Il diritto allo studio è uno dei diritti fondamentali ed inalienabili della persona, sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dell’ONU. Ma dove sono finiti questi diritti? Ho iscritto il mio bambino, nello scorso mese di giugno, all’asilo Montessori, scuola materna nella quale accettano le iscrizioni anche per i bimbi che non hanno compiuto i tre anni. Nel gergo vulgaris detti “anticipatari”. Dopo mesi di attesa, a cinque giorni dall’inizio di questo percorso, è stata fissata una riunione rivelatrice. L’unica cosa che è venuta a galla, dopo un bla bla bla psico-pedagogico di circostanza, è che i bambini col “pannetto non sono ammessi”, secondo il Ministero della Pubblica Istruzione. Tutto ciò potrebbe andare bene, ma trovo ineccepibile il fatto che la “scuola d’infanzia” accetti le iscrizioni di bambini anticipatari, quando non possiede personale adeguato al fine di accogliere e risolvere i bisogni psico-fisici, come

una puericultrice, né tantomeno ha le strutture adatte per il cambio dei nostri figli, e soprattutto non fornisce generi di prima e inviolabile necessità, quali l’acqua e la carta igienica. E’ un crimine che una scuola d’infanzia richieda le casse d’acqua ai genitori, e soprattutto il rifornimento di carta igienica. Stiamo scherzando? Mi chiedo, come mai fino all’anno passato, i bambini col pannetto erano accettati e le maestre chiamavano i genitori per cambiarli? La preside ha negato categoricamente tali episodi, di cui dice di non essere a conoscenza, e ha ribadito disgustata che chi lo ha fatto, non aveva nessuna autorizzazione. E se davvero è accaduto, come raccontano le mamme squinzanesi, dov’erano gli occhi vigili della presidenza? Erano aperti, o ne chiudeva uno ogni tanto? L’ingresso nella scuola dell’infanzia e quello successivo nella scuola primaria sono momenti importanti nella vita scolastica e sociale di ogni bambino. Sono stati momenti significativi per ognuna delle nostre personali storie di crescita. Queste belle parole si “soffriggono” quando vengono a mancare dei parametri universali e metodologici da applicare: possibilità di formare sezioni omogenee tra i due anni e mezzo e i tre anni e mezzo, con un rapporto numerico bambini/insegnanti, rispettoso della

legislazione regionale per la prima infanzia; presenza di locali, servizi ausiliari e servizi igienici idonei. Mio malgrado, nessuno di questi parametri è vigente. Di chi è la colpa, dunque? Ce la prendiamo con le insegnanti, con la Pubblica Istruzione? Ma prendiamocela con noi genitori. Invece di soccombere, parliamo, impegnamoci,“sputtamiamo” pure quello che sta accadendo, piuttosto

di vociferare tra di noi, senza muovere un dito. Così con mio rammarico, ho iscritto il mio bambino ad una scuola privata, dato che mio figlio ha ancora il pannetto. Come mio figlio tanti altri..... Perché in Italia, per poter ottenere i propri diritti si deve pagare... e a caro prezzo? Questa è l’Italia, e queste sono tuttora le scuole del Sud.


IL PAGINONE

Pagine a cura di Vincenzo Paticchio

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ESCLUSIVA / ABBIAMO INCONTRATO IL GIOVANE TENORE ANTONIO CORIANò CHE SARà SUL PALCOSCENICO CON TRAVIATA NELLE VESTI DI GASTONE NELLA SERATA INAUGURALE DELLA NUOVA STAGIONE OPERISTICA

alla scala di milano

canta squinzano

“I

l giorno della mia audizione alla Scala avrei voluto telefonare alla mia mamma, che già non c’era più, per condividere le mie emozioni. Finché è stata in vita mi ha sempre spinto ad andare avanti e in quel momento avrei voluto dirle che ero arrivato alla Scala”. è tutto per la sua mamma il primo ricordo alla vigilia dell’inizio delle prove per la nuova Stagione operistica del tempio mondiale della musica. Il 7 dicembre, Antonio Corianò debutterà in Traviata nelle vesti di Gastone per poi ripetersi nelle sette repliche in cartellone. In febbraio e marzo sarà Ruiz, nell’altro capolavoro verdiano, Il Trovatore. Alla vigilia di questi due grandi appuntamenti ha trovato il tempo per rispondere alle domande di Totem che gli ha strappato una gran bella promessa.

Antonio, quando è nata la tua passione per la musica e il canto? Credo che in ogni italiano ci sia la passione per la musica e per il canto che fanno parte della nostra cultura, altrimenti il nostro non sarebbe il Paese dell’opera, di Verdi, Puccini, Rossini, Bellini o Donizzetti e solo per citare i più famosi. Io mi sono avvicinato alla loro musica quando avevo sette anni e la mia mamma mi portò a casa una musicassetta con le romanze più popolari. Fu amore a prima vista anzi, a primo ascolto. Il tuo successo nel canto lirico in che misura è un dono della natura e poi anche frutto del tuo impegno e della tua applicazione? Per carità non parliamo ancora di successo, preferisco dire che sto percorrendo la mia strada… il successo arriverà se lo meriterò. Per ora c’è an-

cora tanto studio davanti a me e tanto impegno e l’applauso del pubblico alla fine della recita mi conferma che la strada che ho scelto è quella giusta e mi stimola ad andare avanti. Tu mi chiedi quanta natura e quanto impegno? La natura mi ha dato la qualità, il colore, le caratteristiche della voce, ma la voce da sola, seppur bella, non basta e senza una buona tecnica di emissione si rovinerebbe in pochi mesi.

Chi è stato il tuo primo maestro e cosa ti ha insegnato? Vorrei parlarti di Raul Gimenez, il mio maestro, il tenore spagnolo che ha capito la mia voce e che mi ha insegnato le tecniche che lui stesso apprese da quello che fu il suo maestro, il grande Alfredo Kraus, da tutti definito “il principe dei tenori”. è lui che mi ha insegnato a “cantare sul fiato” e non con il fiato, a immascherare i suoni, cioè a usare i risuonatori per dare omogeneità e volume alla voce. Ma mi piace ricordare anche Roberta Scardia, all’epoca violinista nell’orchestra del teatro Politeama di Lecce, che per prima mi diede i primi rudimenti della musica e mi fece prendere dimestichezza con il pianoforte. E poi Rosaria Scalcione che insegnava canto e dirigeva il coro polifonico della nostra chiesa madre dove io cominciai a confrontarmi con la mia voce, e poi il maestro Cananà che dopo avermi ascoltato disse a mio padre, che mi aveva accompagnato da lui per un’audizione :” questo ragazzo ha la voce bella come un diamante, ma è un diamante grezzo che bisogna lavorare per farlo brillare”. Riesci a fissare il giorno e un’ora della tua vita nei quali hai pensato “la mia vita sarà il canto lirico”? Mi vien da sorridere a questa do-

manda perché mi verrebbe da risponderti che l’ho pensato ogniqualvolta mi capitava di sentire un tenore cantare, salvo poi pensare esattamente il contrario quando non mi veniva un acuto.

Come si sta evolvendo la tua carriera di tenore? Quali sono state le tappe più importanti di quest’avventura? Alla seconda domanda ti potrò rispondere forse fra qualche anno, quando la mia carriera si sarà ben delineata, per ora ti posso dire che, consigliato dal mio maestro, anzicché affrontare fin da oggi ruoli importanti in teatri di provincia, ho rifiutato queste offerte e ho preferito scegliere ruoli meno impegnativi ma in teatri importanti, collaborando con grandi direttori e grandi registi, facendo tesoro di ciò che da loro potrò imparare. Che cosa ricordi del tuo debutto alla Scala di Milano e come stai vivendo la vigilia di queste nuove recite? A dirti il vero ancor più emozionante del debutto sul più grande palcoscenico del mondo, fu l’audizione che mi portò ad essere scelto dal direttore artistico. Come tu sai il teatro alla Scala è considerato il tempio assoluto della lirica e fino a quel momento io, di quel teatro, conoscevo solo la facciata. Invece quel giorno ero li perché il direttore artistico mi aveva convocato per ascoltarmi, non riuscivo a crederci: io, Antonio Corianò da Squinzano convocato dal teatro alla Scala di Milano. Mi sembrava un sogno dal quale avevo quasi paura di svegliarmi. Per non fare ritardo ero arrivato con due ore di anticipo e me ne stavo li davanti ad ammirare quella facciata senza quasi vederla perché mille pensieri si inseguivano nella mia mente. Fi-

Con il baritono Nucci

nalmente decisi di entrare. Mi presentai all’ingresso artisti, dissi sottovoce il mio nome al portiere, pensando che in tempi passati proprio a lui si fossero rivolti Domingo, Carreras o la Ricciarelli. Gentilissimo mi diede le indicazioni per raggiungere un camerino al primo piano dove mi disse che avrei trovato un pianoforte per poter studiare e scaldarmi la voce prima dell’audizione. Salii le scale e mi trovai in un corridoio sulle cui pareti erano ancora appese le locandine di spettacoli del passato. Mi fermai a guardarne alcune e mi prese un nodo alla gola leggendo i nomi degli interpreti: Maria Meneghini Callas, Giuseppe di Stefano, Renata Tebaldi, Mario del Monaco. Mostri sacri della lirica che oggi non ci sono più, come oggi non c’è più la mia mamma, ma proprio a lei avrei voluto telefonare per condividere la mia emozione. Finché è stata in vita mi ha sempre spinto ad andare avanti e in quel momento avrei voluto dirle che ero arrivato alla Scala. E come andò la prova? Arrivai in camerino, scaldai la voce e incontrai il maestro che mi avrebbe accompagnato al pianoforte. Ancora oggi ho la sensazione di uno Con il nonno

Con mamma e papà

spazio enorme nel quale mi rivedo, appoggiato al pianoforte e rivolto verso la grande sala del teatro che non era illuminata. Credo che in quel silenzio si potessero sentire le pulsazioni del mio cuore che si era messo a battere come un tamburo. E dalla sala buia una voce mi disse ” cosa vuol farci sentire?” Ecco, quello fu il momento in cui il mio cuore si fermò. Avevo solo un gran desiderio: quello di scappare, di diventare invisibile e andarmene via. Poi venni come assalito da una grande calma, mi ritrovai padrone delle mie emozioni e risposi con voce ferma: “ io canterei l’aria …Ah la paterna mano.”Feci un cenno al pianista e attaccai la mia romanza: ero entrato nel mio mondo, mi sentivo trasportare dalla musica, ero sicuro e non avevo più alcun pensiero. L’audizione andò bene e dopo un anno ritornai su quel palcoscenico e così debuttai alla Scala. Ora mi aspettano quaranta giorni di prove e poi il 7 dicembre si alzerà il sipario della grande serata inaugurale… già mi tremano le gambe, ma adesso è meglio che non ci pensi. Se potessi paragonarti ad un personaggio dell’opera a quale pensi Con il suo primo maestro Mario Cananà

possa assomigliarti di più? Credo che in ogni personaggio dell’opera ci sia un po’ di ciascuno di noi, io credo di assomigliare di più ai personaggi più vicini ai forti entusiasmi propri della mia età come potrebbero essere Alfredo della Traviata o Manrico del Trovatore. Squinzano ha una tradizione bandistica e musicale riconosciuta in tutta Italia e all’estero. Quanta Squinzano c’è nella tua più grande passione ? La musica della banda di Squinzano mi scorre nelle vene, ho vividi ricordi di quando, nei giorni delle feste patronali, io bambino sulle spalle del mio papà, guardavo e ascoltavo affascinato la banda che suonava le sinfonie delle opere più conosciute. Totem ti vuole strappare una promessa. Vuoi impegnarti a portare nella tua città un’opera lirica da grande palcoscenico? Non è un’impresa da poco allestire un’opera completa, solo a pensarci mi vengono i brividi, ma se tutti ci diamo una mano… vuoi vedere che ce la facciamo?


VITA DI CITTà Veronica Notaro

IL PERSONAGGIO EVY ARNESANO

METTERMI IN GIOCO è LA COSA CHE MI RIESCE MEGLIO DI OGNI ALTRA

I

n questa intervista conosciamo meglio Evy Arnesano, cantautrice e produttrice squinzanese, in procinto di pubblicare il secondo cd auto prodotto, Piccoli frutti. Di certo non sta con le mani in mano Evy, dal momento che scrive, arrangia, produce e promuove interamente da sola la sua musica. Il primo album Tipa ideale l’ha fatta conoscere al grande pubblico grazie soprattutto alla partecipazione alla trasmissione televisiva Parla con me di Serena Dandini, che l’ha voluta anche nel suo recital Ferite a morte il 3 ottobre al teatro Petruzzelli di Bari. Nel 2011 ha avuto inizio la sua collaborazione con Paolo Belli, con il quale è stata anche ospite di Giancarlo Magalli a I fatti vostri. Dallo stesso anno è blogger per Il Fatto Quotidiano. Ha partecipato al video spot Stiamo sicuri per la prevenzione dell’Hiv insieme a 15

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artisti tra cui Piero Pelù, Caparezza e Omar Pedrini. A breve uscirà Piccoli frutti, il tuo secondo album, grazie a un progetto “solidale” molto particolare. Ce ne parli? Avevo già prodotto a mie spese 6 degli 11 brani che faranno parte di Piccoli frutti, ma non riuscivo a investire altre risorse per la stampa del cd, e così, informandomi, sono venuta a conoscenza della piattaforma italiana Musicraiser che mi ha fornito il supporto necessario per realizzare il progetto, durato due mesi, durante il quale ho raccolto circa 4000 euro netti, grazie a 211 donatori che, in cambio di una “ricompensa” scelta da loro (per esempio il cd con dedica, il nome tra i ringraziamenti, la foto all’interno del la copertina e così via), hanno corrisposto una certa cifra. Il successo di questa iniziativa mi ha reso consapevole di quanta fiducia e stima verso di me abbiano coloro che, pur in tempi di austerità come questi, non hanno esitato a dare una mano concreta affinché il mio sogno si realizzi senza alcun vincolo commerciale e garantendo la sopravvivenza del cd fisico. Cosa caratterizza la tua musica e appunto il tuo ultimo lavoro? Questi nuovi brani sono un ritratto spontaneo della mia ispirazione e creatività del momento. Mi piace l’idea che la musica possa essere intrattenimento, evasione e leggerezza per chi la ascolta. Non amo molto la-

mentarmi attraverso le canzoni, penso che la vita sia già molto difficile di per sé. Piccoli frutti non è altro che un inno di rinascita alla vita e di gioia per le piccole grandi cose. Che ruolo ha il Salento nella tua attività musicale? Sicuramente devo al Salento l’ironia e la solarità che pervadono le mie note. Dal punto di vista musicale riconosco la statura di Nicola Arigliano. Orgogliosa di avere i suoi stessi natali renderò omaggio al suo ricordo proprio nel cd Piccoli frutti. A quale tua canzone sei più affezionata e perché?

Mi lego ogni volta all’ultima canzone durante la fase della scrittura e dell’arrangiamento. Quando poi arrivo al punto di considerarla finita, diventa canzone di tutti e dunque smetto di ascoltarla per un po’ di tempo. Quali consigli daresti ai giovani che desiderano farsi spazio nello scenario musicale? Non sento di poter dare consigli perché lo scenario è molto diverso da quando ero io agli inizi. Ritengo comunque che valga la regola universale di mettersi in gioco se si ha qualcosa di spontaneo da dire e da esprimere. Non amo i personaggi costruiti.

CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE PER L’AVVIAMENTO AL LAVORO E ALL’ARTIGIANATO

KANTEA, UN OCCHIO AL TERRITORIO, L’ALTRO AI GIOVANI

“L

’istruzione e la formazione solo le armi più potenti che si possono utilizzare per cambiare il mondo”. L’Ente di formazione Kantea ha fatto proprio il pensiero di Nelson Mandela all’interno della sua missione formativa. Kantea, operante da oltre venticinque anni sul territorio nazionale, si sta ben muovendo anche a livello locale, grazie alla sede operativa squinzanese, ubicata in via Matteotti presso l’ex mercato coperto, e alla collaborazione con l’Associazione degli artigiani di Squinzano. La sede conta sul lavoro e l’impegno di Sergio Tolomeo, che si occupa della coordinazione e delle relazioni col territorio, e Francesco Negro, anch’egli coordinatore. Con l’obiettivo costante di offrire ai giovani del territorio corsi utili ad avere maggiori opportunità nonché visibilità nel mondo del lavoro, e agli artigiani percorsi formativi gratuiti, mirati all’attività d’impresa, Kantea spera di attuare un cambio di rotta nella mentalità

comune, al fine di generare un proficuo sistema di utilità pubblica. Al momento è attivo il corso “Restauratrice d’arte – Mosaico e Pietra leccese”, che ha avuto inizio lo scorso 30 settembre e si sviluppa, complessivamente, in 400 ore, prevedendo lezioni in aula, che spaziano dall’orientamento all’informatica, passando per il disegno e la progettazione, e ore pratiche che culmineranno nella creazione di lavori. Indubbiamente, tale corso permetterà alle allieve di raggiungere un buon livello di conoscenza del comparto Mosaico e Pietra leccese, e avere delle

chance in più in campo lavorativo. Le stesse, tredici più due uditrici (le prime percepiscono un’indennità oraria di frequenza) si dicono entusiaste di questa esperienza di arricchimento professionale e umano. Come ha sottolineato il

coordinatore Negro, questo è solo l’inizio. Ben presto prenderanno forma altri corsi, rivolti nello specifico agli artigiani del territorio, allo scopo di coniugare formazione professionale, sviluppo locale e innovazione. (V.N.)


TALENTI NOSTRANI

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PAOLO BRACCIALE A ITALIA’S GOT TALENT

La sua esibizione, un successo. un mix di colonne sonore e voci, come quella di Walter Chiari Ilaria Bracciale

È

andata in onda il 28 Settembre scorso, su Canale 5, la puntata di “Italia’s Got Talent”, il programma televisivo alla ricerca di talenti, durante la quale si è esibito il nostro compaesano Paolo Bracciale, operaio 39enne, approdato sul palco degli studi Mediaset quasi per caso, per gioco. Paolo è un musicofilo collezionista di dischi in vinile e ne possiede circa 30.000. Si avvicina alla carriera del djing agli inizi degli anni ’90, quando inizia a comprare i primi giradischi con le paghette settimanali, ma la passione per la musica lo accompagna sin da ragazzino; comincia, infatti, molto presto a seguire la radio, quotidianamente, perché aveva già capito che è importante ascoltare tanto per crearsi un ricco background, una considerevole preparazione e per avere una propria selettività. Si dedica da decenni alla ricerca musicale in supporto vinile e non nasconde un debole per il jazz e tutte le sue varianti; fa entusiasmare e scaldare le platee con i suoi pezzi mixati, la musica da lui selezionata, le sue

contaminazioni, i generi mischiati, suoni e voci che si intersecano e si mescolano, creando vere e proprie

storie musicali. La sua carriera come dj è brillante, assolutamente promettente e invidiabile; ha avuto l’onore di aprire il concerto della nota cantante internazionale Sarah Jane Morris, ha aperto il concerto dei Calibro 35 tenutosi alle Officine Cantelmo a Lecce, ha musicato ad una festa di fine riprese di un film, dove ha conosciuto la figlia del celebre cantante Adriano Celentano, Rosalinda; ha lavorato nel locale leccese Personè e ha organizzato non poche serate nella bellissima location di Masseria Provenzani a Casalabate e questa è solo una parte della ricca e fortunata carriera di Paolo Bracciale. La sua partecipazione al talent show, come già accennato, è stata del tutto casuale; una sera, circa un anno e mezzo fa, navigando su Internet e sulla pagina del programma, decise di inviare la sua candidatura e quest’estate è stato contattato per potersi esibire. All’inizio era un po’ titubante, ma spronato dalla moglie, si è convinto a partecipare; adesso, dopo aver ricevuto due sì dalla giuria, composta da Maria De Filippi, Rudy Zerbi e Gerry Scotti, è impaziente di ripetere l’esperienza e dimostrare ancora una volta la sua bravura e la sua arte e sta già pensando a qualcosa

di nuovo. La sua esibizione è stata un successo, uno splendido connubio e un mix di colonne sonore e voci, come quella di Walter Chiari, con il suo suggestivo discorso del sadico e del masochista, e quella di Gerry Scotti stesso, che circa 26 anni fa, aveva reinterpretato, attraverso una canzone, Aiè (Oi Iuai), il sogno di Martin Luther King. È stata una bella soddisfazione far commuovere il coconduttore del programma, Simone Annichiarico, figlio di Walter Chiari, e il gigante buono Gerry, piacevolmente sorpreso per l’omaggio alla sua opera; Paolo è molto felice per il riscontro e l’appoggio di tutti i suoi concittadini, che lo fermano per strada, complimentandosi con lui per la sua arte e per il suo talento nel dare lustro e luce a grandi artisti del passato e sente come se tutti avessero vissuto con lui questa grande esperienza. La musica per lui è tutto, è emozione, è passione, è proposta di qualcosa che viene dal passato ma è presente nel futuro. Speriamo di vederlo in semifinale, perché lo merita davvero per la sua bravura, la determinazione, la passione che mi ha trasmesso parlandomi di lui e della musica e per il talento indiscutibile. Per noi è sicuramente un SI’!

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GIOVANI AMBIZIOSI ALLA PROVA DELL’ARTE TEATRALE

MAKARIA, COMPAGNIA MADE IN NORD SALENTO Daniela D’Anna

M

akaria, un nome proprio, una storia, una compagnia-teatrale nata ufficialmente nel 2012. Un significato psicologico profondo, pare prestato alla psicoanalisi visto che per spiegare le sue origini Agnese Perrone, la presidente leccese della Compagnia, ricor-

re ad una precisa metafora. “Makarìa parla dell’alchimia che ha trasformato gli esercizi, gli sforzi, la cura di quattro anni di laboratori teatrali nel Desiderio concreto di unirci in Compagnia. Dalla magìa che avviene quando, pur prestando la pelle e le sembianze di un altro personaggio, ci acquattiamo vicinissimi alla parte più segreta, preziosa e misteriosa di noi e ce la scambiamo. Del nostro pubblico di ciò che condividiamo con chi sceglie di starci di fronte: verità per verità, mistero per mistero”. 18 Personaggi autori di se stessi, classi dai 50 solo 1 per il resto anni 60/90 e tante realtà da raccontare, specialisti in tema di teatro nella commedia “La lettera di mammà” di Peppino De Filippo e “Le pillole d’ercole di Charles Hennequin che propongono con la sicurezza, l’entusiasmo, il talento che solo dei giovani attori possono profondere. Sono tutti nostrani, vengono dal nord di Lecce dal triangolo Trepuzzi, Campi, Squinzano. Capeggiati da Agnese Perrone, esperta di comunicazione e marketing, un CV di tutto rispetto per Marco Antonio Romano, il regista e il direttore artistico della

Compagnia. Il vice-presidente Antonio Marti è di Squinzano. Anche per i costumi la squinzanese Francesca Palma e il compaesano Francesco Palma si occupa dell’aspetto tecnologico. Insieme alla collega consigliera e attrice , la leccese Paola Garofalo, la squinzanese Valentina Piccolo. Del luogo Luigi Rucco e Mattia Palma, quest’ultimo responsabile della scenografia. E poi per il segretariato Chiara Morciano

con un futuro di avvocato e Nicola Maci , il più anziano, l’artigiano autoctono. A Campi Salentina abbiamo i seguenti attori: Gabriele Montinaro, anch’egli artigiano, Sabrina Agrimi, la veterana in arte Nadia Tulipano, Fabiana Francioso e il giovanissimo Daniele Maci. Ha visto la luce da poco Makarìa ma ha già dato piéces lungo gran parte del territorio salentino: Maglie, Novoli, Brindisi, Ostuni, S.ta Cesarea, e con tutti gli onori approdata a Squinzano. Di Trepuzzi è Aurora Agrimi che chiude il cerchio della Compagnia che mi pregio di aver apprezzato grandemente dal vivo nel giardino ridente di Villa Cleopazzo qualche tempo fa. Con tutti i sacri crismi dell’arte teatrale questi attori sono il simbolo del Salento giovane che cresce professionalmente e che si impone all’attenzione degli amanti del genere e della critica in particolare. Evviva, il teatro torna di moda in tempi di secolarizzazione. Avanti apriamo il sipario su Makarìa dall’altra parte noi applaudiamo … Da parte nostra vanno i più sinceri auguri di Totem e dell’autrice del presente articolo.

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ULISSE COCCIOLO

PITTORE PER PASSIONE CUORE, EMOZIONE, PALPITO Monica Petrucci

U

n pennello, una tela , tanti colori e... molto talento. Questi sono i pochi ma fondamentali strumenti dai quali prendono vita i dipinti del nostro concittadino Ulisse Cocciolo. Diplomatosi al Liceo Artistico e successivamente laureatosi presso l’ Accademia di Belle Arti – Corso Scultura - ha insegnato, sino a qualche mese fa, per quasi trentacinque anni, Arte ed Immagine nelle Scuole Medie, Disegno e Storia dell’Arte presso diverse Scuole Superiori. Esperienza che, nel corso degli anni, ha contribuito ad arricchirlo interiormente, spiega Ulisse: il contatto con i ragazzi è meraviglioso, ci aiuta a vedere la realtà con occhi diversi, più’ spensierati e gioiosi, ma anche, a capire meglio noi stessi . Nel dipingere e realizzare i disegni, gli adolescenti non hanno quei limiti che noi adulti molto spesso ci autoimponiamo a causa dell’ età, del nostro modo di vivere e della stessa società. La pittura è una passione che ha coltivato sin dalla giovane età e portata avanti grazie ai suoi studi ed il suo lavoro. Ulisse si descrive un pittore “sui generis” nel senso che la sua attività artistica non è stata costante nel tempo . Vi sono stati periodi pieni , intensi ricchi di opere e periodi, come lui li definisce, di “pigrizia”, di abbandono della pittura. Nel realizzare i suoi quadri, egli si ispira a momenti di vita quotidiana, attimi ricchi di emozioni che vengono impressi su

tela. Ritrae paesaggi, nature morte, figure umane, ma anche semplici oggetti , tutto ciò che suscita e rievoca nella mente ricordi e stati d’animo appartenuti ad un passato nostalgico. Ciò traspare anche dai colori impiegati; in alcuni suoi quadri ha utilizzato tonalità fredde come l’ azzurro, il viola, il verde, in altri ha prediletto colori caldi, dall’arancione al giallo, alle diverse sfumature del marrone. I suoi dipinti presentano una particolarità. La tela è come se contenesse, al suo interno, più dipinti ma che nell’ insieme danno unità, armonia ed unicità all’intera opera. Ha partecipato a numerose mostre e prestigiosi concorsi aggiudicandosi, talvolta, insigni premi e riconoscimenti. Ulisse tiene a sottolineare soprattutto che la sua produzione artistica non è effettuata su commissione, e di conseguenza non è commerciabile. In ogni suo quadro c’è cuore, emozione, palpito.


orizzonti

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DONNE PER IL TURISMO DI MARCA SALENTINA

“Salento Promoters”, associazione tutta al femminile PER valorizzare tradizioni, luoghi, BELLEZZE Bracciale Ilaria

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rmai è un concetto ribadito e tristemente noto che siamo in un periodo di crisi e che, soprattutto i giovani, faticano a trovare un lavoro. Ma sarebbe la fine se ci arrendessimo di fronte a questa dura realtà e potremmo prendere esempio dalla determinazione e la forza di volontà che ha spinto un gruppo di ragazze, residenti a Lecce o paesi limitrofi, a crearselo un lavoro. Hanno unito le loro idee e le loro competenze e hanno creato un’associazione di promozione turistica, nota come “Salento Promo-

ters”, un’associazione tutta al femminile che si propone l’obiettivo di valorizzare le tradizioni, i luoghi e gli aspetti più autentici del territorio salentino. Il turismo, infatti, sembra essere una delle poche attività che resiste alla crisi e registra tuttora la maggiore crescita a livello mondiale; proprio su questo, quindi, hanno puntato le corsiste di “Salento Promoters”, che partono dalla convinzione che il vero Salento sia ancora tutto da scoprire e che la sua ricchezza risieda nelle tradizioni più antiche, nell’entroterra, nei borghi meno conosciuti, nei centri storici, musei, monumenti, parchi e aree naturalistiche. Per visitare tutto questo,

in modo esaustivo e non superficiale, possiamo chiedere l’aiuto e la guida di questi nuovi Promoters, ai quali ci si può rivolgere per l’organizzazione di eventi turistici e culturali. È molto importante, per incrementare un turismo rispettoso e consapevole, comprendere i bisogni latenti dei turisti e della gente locale, quello che più piace, i maggiori interessi e questa neonata associazione è pronta e attiva per operare in questo senso. Cerchiamo “Salento Promoters” sulla pagina Facebook per conoscerla meglio e scoprire come richiedere la loro guida e i consigli più giusti. Il Salento che vorrei? È questo!

IV esposizione cinofila

Squadra 1à ClassificatA Over 40 Torneo di Casalabate

Alcuni partecipanti dell’esposizione cinofila interprovinciale di Squinzano del 13 ottobre 2013

Saluti dal Super Presidente Massimo Mazzotta che è già pronto per la prossima avventura insieme

13/10/2013 - ai 2 VINCITORI ai due vincitori tanti auguri da Analia


SPORT & Altro

Anno II - N.8 - Ottobre 2013

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DA 30 ANNI L’ASSOCIAZIONE DEL MAESTRO FERNANDO MELENDUGNO PROMUOVE LA DISCIPLINA SUL NOSTRO TERRITORIO

SE IL Tae Kwon Do PARLA SQUINZANESE

Giuseppe Bello Roma

I

l Tae Kwon Do è un’antica arte marziale coreana nata intorno al 50 d.C. ed era praticata dai guerrieri sia per difendersi dai nemici che per ritualità sportiva. Con il passare del tempo questa disciplina iniziò a diffondersi tra la popolazione e dopo qualche secolo si diffuse anche al di fuori della Korea. Con la sua continua e rapida evoluzione iniziò a trasformarsi da arte marziale a sport da combattimento, infatti, a partire dalle Olimpiadi di Sidney 2000 entrò a far parte degli sport olimpici ufficiali. Quelle di Pechino 2008 furono molto importanti per il Tae Kwon Do italiano perché l’atleta azzurro, Mauro Sarmiento, riuscì a vincere la medaglia d’argento, invece le ultime Olimpiadi di Londra 2012 furono la consacrazione perché la Nazionale Italiana riuscì a vincere una medaglia d’oro grazie a Carlo Molfetta ed una di bronzo sempre grazie a Mauro Sarmiento. A Squinzano, questa disciplina, si può praticare presso l’ A.S.D. “ Tae Kwon Do Sport Center”. L’associazione sportiva nasce nel 1984 per iniziativa del Maestro Fernando Melendugno con lo scopo di diffondere la conoscenza del Tae Kwon Do. Nel corso degli anni sono stati tanti gli atleti allenati dal

Kwon Do amatoriale rivolto a persone di ogni età. I corsi sono tenuti dai Maestri Fernando Melendugno, cintura nera 7° Dan che dal 2005 al 2013, ha ricoperto la carica di Commissario Nazionale degli Ufficiali di Gara (settore combattimento) ed ora responsabile regionale degli ufficiali di gara e da Alessandro Melendugno, cintura nera 4° Dan, laureato in Scienze delle Attività Motorie e Sportive; da anni ormai grande il loro impegno, professionalità e amore per questa disciplina apprezzata e praticata da tanti giovani e bambini. I corsi si svolgono il Lunedì, Mercoledì e Venerdì a partire dalle ore 18,30 presso la palestra del Liceo Scientifico “ F. Redi” sito in via Marinelli.

Maestro,che si sono distinti nell’ambito dei Campionati Nazionali e Tornei Internazionali come: Alessandro Franco (campione italiano ed atleta della nazionale), Alessandro Melendugno (vice-campione italiano) , Andrea Palaia (2° classificato al torneo internazionale “Città di Varese”), Matteo Gerardi (3° classificato al torneo internazionale a Tubinger Pokal e 2°classificato al torneo internazionale ad Innsbruck), Alessandro Palmieri, Antonio Bagordo, Carmina Buta, Mattia Moriero e Giuseppe Pizzolante. Presso l’associazione si svolgono i corsi di attività ludico-sportiva per i bambini dai 4 ai 6 anni, di Tae Kwon Do di base; dai 7 agli 11 anni, di Tae Kwon Do agonistico; dai 12 anni in su e di Tae

la sua voce perfetto equilibrio tra il canto ritmico e quello melodico tipicamente italiano

PINO GIDIULI. DA TREPUZZI FINO A SANREMO

Giancarlo Sanò

N

on so quanti di voi  abbiano mai sentito parlare di Gidiuli, sicuramente saranno in molti tra gli ex-ragazzi degli anni Sessanta a ritornare indietro con la memoria al tempo di quei mitici anni quando un giovane conterraneo si impose alla ribalta del Festivalbar del 1966 con una frizzante canzone, “Grazie!”  Giuseppe Gidiuli nacque a Trepuzzi il 19 ottobre del 1944. Iniziò a cantare molto presto e nei primi anni Sessanta frequentò attivamente gli ambienti e le scene musicali della nostra provincia. Dopo le prime convincenti esibizioni pubbliche decise di trasferirsi al nord alla ricerca di una conferma delle sue aspirazioni artistiche. Si stabilì a Modena, ospite di una zia e quasi subito venne accolto nel gruppo beat modenese I Condors debuttando come cantante col nome d’arte di Pino di Lecce . L’esperienza con i Condors si esaurì presto e intraprese con successo la carriera da solista. Nel 1965, infatti, partecipò con il suo nome completo al Festival di Castrocaro presentando due canzoni  “Da

quando sei andata via”  e “La casa del sole”, giungendo alla fase finale del concorso. Non vinse, ma fu notato da Walter Gurtler, uno dei discografici più attivi del momento, uno svizzero che ha sempre lavorato a Milano, che

gli propose un contratto discografico con la Jolly , una delle sue etichette. Giuseppe accettò con entusiasmo e nel 1966 lo troviamo tra i partecipanti del Festivalbar  con la canzone “Grazie!”.  Interessante anche il brano presente sul lato B del disco, “Sei contenta”, cover di “I got you baby” che nella versione originale di Sonny & Cher raggiunse il 1° posto della classifica pop USA. L’anno successivo partecipò al Festival di Sanremo scelto da Domenico Modugno per presentare insieme a lui la canzone “Sopra i tetti azzurri del mio pazzo amore”, che in un primo momento era stata affidata al cantante francese Christophe. Il 1967 fu un anno di intensa attività. Partecipò al Disco per l’Estate  con la bella canzone “Tanto”, fu ospite in numerose trasmissioni televisive come la popolarissima Settevoci presentata da un giovane Pippo Baudo e poi tante esibizioni dal vivo in tutta Italia con il suo gruppo Gidiuli & the Douglas Group in cui militava anche il futuro disc-jockey Gianni Riso. Incise anche per la Roch Records continuando la sua attività di musicista fino al 1973. Ma la passione per la musica era talmente radicata in

lui che pur cambiando totalmente tipo di lavoro essa continuò ad occupare tutto il suo tempo libero. Una passione contagiosa facilmente trasmessa al giovane figlio Fabrizio al quale insegnò con successo i primi rudimenti della nobile arte e oggi ne godiamo i frutti. Fabrizio continua a produrre musica con un etichetta propria, la Proserpina Records. Ormai Giuseppe Gidiuli non è più tra noi da circa quattro anni ma ricordiamo il tenace ragazzo che è riuscito a ritagliarsi un proprio spazio nell’intricato e complesso panorama musicale italiano, dove ha potuto muoversi con i tempi e i modi che gli erano più congeniali. Gidiuli è riuscito a far convivere l’entusiasmo e l’enfasi della sua giovane età con la misura e il controllo proprio di chi calcava i palchi già da tempo. Ricordiamo soprattutto la sua voce che era la mediazione in perfetto equilibrio tra il canto ritmico e incisivo di quelli che erano considerati gli urlatori e quello melodico a volte sentimentale tipicamente italiano a cui imprimeva sempre raffinatezze e sfumature personali. Per tutto questo diciamo Grazie! ...Gidiuli.


Karol Vale 08/10/2 ntino ntino 013 Alessandra Co 15/10/2013

Per Kar o illumina l...la stella che la 4 anni... nostra vita da Sei la n Auguri amore.. ostra vit . a...Mam ma e papà

festa, Oggi è la tua stra no la e ch ma è an io ti vicino a te. D così pre m se vi er ns co tanti come sei per nti Ta . ra co anni an tuoi auguri per i ore 90 anni con am ella on nt A ni an ov Gi Lucia e Rita

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08/10/201

i non ielo, i sogn stanno in c pochi quelli che e ll e st e L “ lo che son mo di cuore che lo so, so so ”. Speria alizzare. Buon o n ra e si avv ossano rei tuoi amici p si i o i tu anno da le p m o C

Mauro Di Lau ro 22/10/2013

Romolo Longo 31/10/2013

ni Alice Antoli 3 1 0 /2 19/10

Tantissimi au moglie Maria guri dalla A figli Vincenz ssunta e dai o, Antonella e Giuseppina

Galasso Lorenzo

13

5/10/20 Giorgi 2 Enza De

auguri alla Un mondo di dra da Anan ss nostra Ale sco an drea e Fr ce

Cosimo Val zano 06/10/2013

Sei entrata Auguri Alice!ta regalandoci vi nella nostra isi. Ti vogliamo gioie e sorr un mondo di un mondo mpleanno da bene. Buon co a ed Eleanna ol Roberto, Nic

la vita, noi ti doTu ci hai donato ore. Per i tuoi am ro niamo il nost iamo i nostri cari 90 anni ti esprim tue figlie Enza, Le ri. gu au ri e since mina Mi e a nn sa Ro

Mimino Fantastico 28/10/2013

L’amicizia non è come il tempo perché quella vera non passa mai. Buon compleanno da Marco, Mino, Davide, Federico, Francesco S., Alessio, Lucy, Irene, Simona e Paolo

Francesca Mazzotta 26/10/2013

Un augurio speciale al nostro super nonno pieno di gioia e serenità dalle tue piccole Gaia e Greta

Raffaella Maiorano 28/10/2013 e Sara Maruccia 18/10/2013

Amleto Guido 14/10/2013

Tanti auguri di buon compleanno al Super Nonnino da Angelo e Monica

Delicata com e luminosa com un fiore, e una stella e bella come la luna. Buon compleanno da mamma Lo ry, papà Massim o e da Chiara

li

Fernando Gravi 14/10/2013

Tantissimi “scomodi” auguri dalla tua fami glia! Ti vogliamo bene!!!

ura Santo De Vent 13 20 0/ /1 24

nno Buon compleanno Nonsiero pe questo è un piccolovoliamo un x ricordarti che ti . grande bene Greta Auguri da Gaia e

rsario

21/09/2013 Annive

Augur

Cristian i amore mio dal tuo

A due persone per me molto speciali tantissimi auguri di buon compleanno. Vi voglio un mondo di bene. Roberta

Lina Contin 10/10/2013 o

Nonna, tantis di buon complsimi auguri eanno, dal tuo Luca



08 ottobre 2013