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Anno I • Numero 11 •Venerdì 26 Agosto 2011

TortoheliePress

il settimanale gratuito di Tortolì

Nuovo Porticciolo. Ancora cemento

Tomà

Cocktails - Panineria - Bisteccheria Aperto dalle 19.30 Santa Maria Navarrese Presso strada d'accesso porto turistico

Cronaca

L’inchiesta. Sfruttamento nel lavoro foto: Federica Melis

ss re eP eli oh rt To

Il nostro articolo sullo stato di abbandono del primo tratto della spiaggia della Capannina e sull’ipotesi della costruzione di un porto turistico non ha fatto sì che il litorale venisse pulito e sistemato, ma ha disorientato un po’ i nostri amministratori locali che, dichiarando di non conoscere il progetto. Spaccatura netta nel Pd, Selenu contro i cementificatori. (pagina 2)

Editoriale

Politica

Nuova Orientale Sarda: una strada nata vecchia

ss re eP eli oh rt To

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ss re eP eli oh rt To

Ci siamo occupati più volte della nuova 125, ma sempre per rimarcarne i ritardi nella costruzione, indecenti per un paese civile. Oggi parliamo invece della parte gia costruita che, via via che si completano i vari lotti, mostra la sua vera fisionomia evidenziando che, se la vecchia strada era ottocentesca e totalmente inadeguata al traffico del novecento, la nuova lo è indubbiamente rispetto alle necessità del nuovo millennio. Non per nulla è stata concepita trent’anni fa. L’Ogliastra è una terra che ha sofferto del suo isolamento che ne ha mantenuto intatta la bellezza ma ne ha strozzato ogni prospettiva di sviluppo. La nuova Orientale doveva essere lo strumento di riscatto, che, collegandoci all’area urbana e industriale più importante della Sardegna, avrebbe dovuto esaltarne le potenzialità e moltiplicarne le occasioni di investimento, sia nel settore turistico che in quello produttivo. E invece? Ci ritroviamo una strada nella quale ogni camion o pullman genera una coda infinita, un susseguirsi di curve con rarissimi rettilinei dove il sorpasso è quasi impossibile e che, quindi, pur risolvendo il problema dell’attraversamento dei centri abitati, ha aumentato di poco la velocità media di percorrenza. (pagina 2)

OCCASIONE TRIVANO

Zona industriale trascurata

La zona industriale Baccasara è sempre più trafficata e frequentata dai cittadini, adesso ha bisogno di una ripulita e di un controllo.(pagina 5)

Provincia. Politici arroccati sul No

Amministratori quasi tutti arroccati nella difesa della Neo-Provincia Ogliastra della quale è stata prevista l’abolizione dalla manovra del Governo. (pagina 4)

Eventi

Ballaime Teatro: Bacco, Tabacco e Venere

Storie di bicchieri mezzi pieni e mezzi vuoti, di posacenere puzzolenti e fidanzati senza cuore. (pagina 7)

TORTOLÌ - SAN MICHELE

€ 140.000

ALBATROS IMMOBILIARE

Prosegue la nostra indagine sul mondo del lavoro nel capoluogo ogliastrino, questa volta diamo la parola ai tanti, che pur coperti dall’anonimato, ci hanno segnalato abusi e sperequazioni. (pagina 3)

Presentazione de “La stregoneria in Sardegna”

Appuntamento Domenica 4 Settembre per la presentazione del libro che già ha destato curiosità e interesse da parte del pubblico. (pagina 7)

Per i cittadini meglio abolire la Provincia

I cittadini ogliastrini in gran parte sono per l’abolizione della Provincia. Emerge con forza un sentimento di contrarietà verso la politica e i politici. (pagina 5)

Sport

Girasole: Angioi vuole la promozione

Il presidente Angioi presenta squadra e tecnico ed annuncia a dirigenti ed amici: “ Voglio la promozione!”. (pagina 6)

Il Tortolì calcio trova un’identità

Il Tortolì calcio 1953 ha sciolto finalmente il nodo riguardante la panchina. Arriva Michele Tamponi. (pagina 6)


TortoheliePress CRONACA

dalla prima

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Editoriale

E dove i rettilinei c’erano, come nei

pressi di Tertenia, la presenza di numerosi accessi alle abitazioni rurali rendono la percorrenza molto pericolosa. E l’Anas? Invece di prevedere svincoli o sottopassi mette la striscia continua, per liberarsi di ogni responsabilità. Risultato? Nel periodo estivo ci immettono nella bolgia del traffico verso Villasimius e Costa Rei per cui i tempi di percorrenza addiritura aumentano. Ricordiamo che nel progetto originario era previsto che fino a Costa Rei le corsie sarebbero state 4, ma anche questo è finito nel dimenticatoio, come se qualcuno avesse deciso che noi, comunque, dovevamo soffrire. Un discorso a parte lo merita la qualità dell’infrastruttura. Con i cedimenti e gli avvallamenti che si susseguono, la deformazione della sagoma stradale è la regola pittosto che l’eccezione e numerosi sono stati gli interventi eseguiti per ripristinarne le condizioni minime di percorrenza. Forse anche la magistratura dovrebbe iniziare a metterci il naso.

Venerdì 26 Agosto 2011 • tortoheliepress@gmail.com

Porticciolo. Ancora cemento Pd spaccato, il Comune che fa? foto: Federica Melis Il nostro articolo sullo stato di abbandono del primo tratto della spiaggia della Capannina e sull’ipotesi della costruzione di un porto turistico non ha fatto sì che il litorale venisse pulito e sistemato, ma ha disorientato un po’ i nostri amministratori locali che, dichiarando di non conoscere il progetto, evitano di prendere chiare posizioni personali sul tema porticciolo. Il progetto ideato dalla Compagnia Portuale che ha chiesto al Presidente del Consiglio Fausto Mascia di inserire l’illustrazione dell’idea all’ordine del giorno del Consiglio Comunale di giovedì 25 agosto, non si sa in base a quale procedura ed a quali atti amministrativi questa cosa sia avvenuta. L’Assessore ai Lavori Pubblici Stochino ha dichiarato: «Non conosco il progetto, che ci verrà illustrato e solo allora potrò esprimere un pensiero compiuto. Oggi posso solo dire che non esiste un piano regolatore portuale e parlare di nuovo porticciolo mi sembra prematuro. Valuterò le proposte della Compagnia con attenzione». Il Partito Democratico attende di discutere in riunione il progetto e di studiarlo, ma già è possibile intravedere le prime “divergenze” al suo interno. La spaccatura all’interno dei democratici sembra netta e sostanziale e potrà avere ripercussioni

Tortolì, città solidale Se si contano le Associazioni di volontariato di Tortolì non si può evitare di stupirsi per come essa si mostri una cittadina estremamente generosa. Esse sono talmente numerose che se non si citeranno tutte non è per mancanza d’importanza ma solo per carenza di spazio. Oltre che vasta, la rete del volontariato è molto varia, e ogni associazione porta dietro di sé la sua storia, che può essere più o meno lunga, ma dove risalta la stessa passione, la stessa di tenacia e testardaggine di che vuol creare davvero qualcosa per gli altri. Tra queste tante realtà svolge un lavoro importantissimo e delicatissimo la Pubblica Assistenza “Croce Verde”, che si occupa di principalmente di emergenza-urgenza sanitaria. Fu costituita il 5 novembre del 1985 da 11 cittadini tortoliesi ed entrò in servizio per la prima volta il 16 febbraio 1986. Nome storico della Croce Verde è Pinuccio Pusceddu, il cui nome è inciso sulla targa di marmo della sede di via Temo. Sono circa 70 i volontari cha fanno sì che il servizio ambulanze sia attivo 24 ore su 24 ogni giorno dell’anno, divisi tra soccorritori, autisti soccorritori, segretarie e coordinatori. Il servizio del 118 è convenzionato con la Asl 4 di Lanusei, e così da qualche anno c’è sempre un infermiere professionale a bordo. Nello stesso

serie sul già debole circolo cittadino. Tra i fautori dell’impresa porto turistico, il presidente della Compagnia Portuale Michele Fara, notoriamente vicino al Consigliere Regionale Franco Sabatini. Assolutamente contrario Fabrizio Selenu, presidente della Cooperativa Pescatori Tortolì nonché componente della segreteria provinciale del Pd, politicamente vicino all’Assessore provinciale al Lavoro Mimmo Lai. Quest’ultimo, da Assessore comunale, si oppose al progetto porticciolo la prima volta che fu presentato. Ora aspetta di studiare il progetto coi colleghi del partito e riservarsi la decisione dopo aver compreso bene di che cosa si tratta, anche se ammette che avrebbe preferito «si parlasse in Consiglio del milione e mezzo di euro che ci hanno portato via per la banchina di Ponente». Da ammirare quindi, in questo continuo sfuggire alla fatidica domanda favorevole o contrario?, il coraggio di chi difende le proprie posizioni. Michele Fara vede nel nuovo porto una grande opportunità. Il progetto fu elaborato da lui una decina d’anni fa e presentato la prima volta nel 2008: «Attendo che venga presentato in Comune, anche perché le posizioni dei partiti son diverse». Per lui il porticciolo non servirebbe solo ad palazzo in cui si trova la sede della Croce Verde si trova anche la Sezione Comunale di Tortolì - Arbatax dell’AVIS, l’Associazione Volontari Italiani del sangue. È nata il 10 giugno del 1995 da un gruppo di donatori che hanno preso a cuore uno dei grandi problemi che affligge la Sardegna, dove si registra un impressionante numero di malati di talassemia con la conseguente carenza di sangue. Nella Regione circa 1200 persone colpite sono altrettanti soggetti trasfusione - dipendenti e se si raccolgono 70.000 unità trasfusionali di globuli rossi concentrati, ne servirebbero 110.000. L’Ogliastra è un’isola felice ed è completamente autosufficiente. Il presidente della sezione AVIS di Tortolì è Giovanni Serra, eletto per la prima volta nell’ottobre ’95. Se nell’anno della sua nascita l’Associazione contava 44 soci iscritti, già dieci anni dopo superavano i 200, a dimostrazione del grande spirito di generosità dei cittadini tortoliesi. Oltre alla Croce Verde e all’Avis, nel palazzo che si affaccia su Piazza Rinascita si trova un’altra associazione di volontariato, Mano Tesa Ogliastra, fondata nel 2004 e presieduta dal Prof. Tonino Loi. Essa ha la sede principale a Tortolì ma ha soci volontari praticamente in tutti i comuni ogliastrini: come afferma

incrementare il turismo in Ogliastra: «Il progetto non parla solo di turismo ma anche di dar spazio alle navi da pesca. Inoltre, creerebbe la possibilità per i cantieri della nautica che fanno rimessaggio, di poter arrivare in banchina e trovare i servizi. Si tratta anche di andare ad intercettare grossi yacht per fare rimessaggio qui nei cantieri di Arbatax, che al momento devono andare in Spagna o in altre nazioni». Cosa deciderà il Consiglio? «Non lo so. Quella che devono fare è una scelta politica». Selenu, da sempre contrario al progetto, non ha nessuna intenzione di cambiare parere: «Non è un problema politico. Un problema ambientale di una tale portata va oltre qualsiasi interesse di carattere politico. La spaccatura che ci può essere all’interno dei partiti è anche normale, perché davanti a progetti di questo peso, che mettono a rischio l’integrità del territorio ci può stare anche questo. A me interessa difendere il bene ambientale e difendere lo stagno. Il problema è questo: il porto non ha traffico. Dire “aggiungiamo un nuovo molo così creiamo posti di lavoro” è una grande falsità». Il progetto prevede un’area destinata alle imbarcazioni da pesca: «Che non utilizzino gli interessi degli operatori della pesca per fare leva su questo progetto, perché i loro interessi possono essere difesi solo dagli operatori della pesca e non da persone esterne che vogliono solo sfruttarli». Si parla di un investimento di 110 milioni di euro. Selenu si chiede: «Chi mette questi soldi? Chi va ad investire ad Arbatax, in un molo che non si è capito se sia industriale, turistico o da pesca? Chi è interessato ad in investimento di tale portata? Qual è il tornaconto per il settore pubblico e per il privato?». Ad oggi pare sia in arrivo una nuova imponente colata di cemento, bisogna capire chi ci mette la faccia. (Laura Meloni)

l’art. 3 del suo Statuto ha lo scopo principale di donare “aiuto e sostegno morale, psicologico, giuridico e sociale ai malati oncologici affetti da patologie tumorali o per infermità croniche invalidanti ed alle loro famiglie, residenti o domiciliati anche temporaneamente nel territorio Ogliastrino”. L’associazione pubblica anche trimestralmente una rivista gratuita, distribuita in tutti i paesi d’Ogliastra, dal titolo Ogliastra Sanità, col fine di dare informazioni riguardo la salute e la prevenzione di certe malattie. Svolgono ancora un grandissimo lavoro di aiuto ai bisognosi anche l’associazione vicina alla Chiesa UNITALSI, l’Associazione Nazionale Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali, che vuole essere uno strumento di “carità operativa” e di “carità creativa” nelle mani del Signore; e l’Associazione Volontariato Vicenziano che si occupa di far visite domiciliari ad anziani, malate e persone sole, di fornire buoni viveri e abbigliamento ai più bisognosi, e addirittura paga una parte o interamente affitto e bollette di gas e luce alle famiglie più in difficoltà. Insomma, anche se non si son potute ricordare tutte, il numero di associazioni e di volontari che spendono il proprio tempo per gli altri presenti a Tortolì fa guardare la città sotto una diversa luce. In tanti si tengono lontani dal comodo egoismo quotidiano. (L. M.)


Sfruttamento nel lavoro Diamo voce a chi non può averla

Prosegue la nostra indagine sul mondo del lavoro nel capoluogo ogliastrino, questa volta diamo la parola ai tanti, che pur coperti dall’anonimato, ci hanno segnalato abusi e sperequazioni. Anche questa ci sembra una battaglia di civiltà. Una piaga profonda e ormai radicata nel territorio. È quella dello sfruttamento nel mondo del lavoro, che si manifesta in proporzioni maggiori soprattutto nel periodo estivo. Come molte altre località turistiche, Tortolì non è esente da questa problematica. Sono numerosissimi i casi in cui anche nel capoluogo ogliastrino si assiste ad una grave assenza di tutela nei confronti del lavoratore. Ciò si manifesta nei modi più svariati, dal sovraccarico di ore lavorative giornaliere agli straordinari non pagati, passando per il più classico fenomeno della “mancanza di un regolare contratto”. La situazione descritta varia inoltre da un settore all’altro dell’economia con

spaventosa naturalezza. Poco importa che il lavoratore sia un manovale o un cameriere, il metodo è stato oramai pienamente assimilato dai datori di lavoro, indipendentemente dal settore in cui si operi. “Sono alla mia prima stagione presso un villaggio turistico e mai mi sarei aspettato un trattamento simile. Ho un contratto, ma questo prevede in teoria soltanto sei ore lavorative quotidiane, mentre io vado a lavorare come minimo otto ore ogni giorno. Senza contare il periodo di piena, come il ferragosto appena trascorso, nel quale sono stato costretto a lavorare anche 14 ore senza sosta”. L’ulteriore problematica ci giunge proprio da testimonianze come quella appena riportata di un ragazzo ogliastrino, alle prese con la prima esperienza in un’occupazione stagionale. Il giovane lavoratore non ha voluto rilasciare il proprio nome in quanto ancora sotto contrat-

Arbatax, l’eterna indecisa Quest’anno Arbatax è stata defraudata della sua manifestazione più prestigiosa: Rocce rosse & blues. In più è stata esclusa anche dal cartellone delle iniziative estive. La frazione, trascurata ormai da tempo, è stata condannata a un’estate vuota e priva di attrazioni. Non è certo il suo unico problema: Arbatax convive con una serie di questioni che non hanno mai trovato soluzione. Le sue potenzialità sono state soffocate da un porto non più vivibile, da un cantiere metalmeccanico invasivo, da un porticciolo appartato e non turistico. La mancanza di una pianificazione adatta alle sue caratteristiche ha compromesso l’identità stessa dell’(ex) borgo di pescatori. Arbatax, l’eterna indecisa: industriale o turistica? In estate, uno splendido non – luogo di passaggio. I residenti ricordano gli impegni mancati: “In campagna elettorale ci è stato promesso di tutto. Dicevano che l’avrebbero trasformata in un giardino.” Un tempo il porto era vivibile, le famiglie andavano lì a passeggiare. Ora le grate lo rendono simile a una prigione a cielo aperto. Le recinzioni sono uno strascico del clima post 11 settembre, quando anche Arbatax venne considerato un potenziale obbiettivo sensibile a rischio attentati. Nel frattempo Bin Laden è persino morto, ma le reti metalliche sono ancora lì.

Anche il porticciolo da adito a sentiti dibattiti: “E’ chiuso, arrivarci è scomodo e i turisti spesso non sanno nemmeno come accedervi. Nei posti turistici il movimento comincia proprio dal porticciolo, dove si possono trovare servizi e attività commerciali. Bisognerebbe farne un altro, inserito nel contesto del paese”. Vogliamo parlare di Intermare? Il fatto che dia posti di lavoro, di cui molti a gente non del posto, non è considerato un motivo sufficiente dagli arbatassini per tenere sotto scacco l’intero borgo. “E’ assurdo che l’Intermare non faccia niente per Arbatax – dicono – dovrebbe pagare qualcosa. Non parliamo necessariamente di soldi, ma di opere che risarciscano il danno paesaggistico. Il fatto è che il comune non chiede, non sa chiedere.” Risulta piuttosto disturbante il fatto che Arbatax sia ricca di barriere architettoniche; una di queste è la ferrovia che, durante la stagione estiva permette il passaggio del caratteristico trenino verde, ma che per il resto del tempo è completamente inutilizzata. La frazione ha bisogno urgente di essere riqualificata e valorizzata. Solo recuperandola Tortolì può pensare di competere con le altre zone turistiche isolane. (Ilaria Orrù)

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to e timoroso di eventuali ritorsioni o problemi da parte del suo datore. Una situazione che si protrae nella maggior parte dei casi anche al di fuori dei termini lavorativi stabiliti dal contratto, sia per paura di una preclusione futura a poter lavorare nuovamente, sia tante altre volte per negligenza dello stesso lavoratore che, una volta terminato il contratto, non si interessa più del problema e non denuncia ad alcun sindacato la sua situazione. Un’altra testimonianza è quella di una studentessa universitaria, che preferisce ugualmente restare nell’anonimato: “Ho fatto per ben sei anni le stagioni estive, quando tornavo per guadagnare qualche soldo in più sacrificando tempo agli impegni scolastici. Tuttavia soltanto una volta sono stata assicurata regolarmente con tanto di straordinari pagati. In tutte le altre occasioni, oltre ad essere priva di un contratto, lavoravo più del dovuto e mi sono occupata anche di mansioni che non rientravano in quello che doveva essere il mio compito”. Lungi dall’essere risolto, il problema dello sfruttamento del lavoro, sembra essere invece piuttosto in ascesa nella realtà tortoliese. Un problema che aldilà di tutte le problematiche interne lascia strascichi anche al di fuori della semplice esperienza lavorativa della persona, creando spesse false aspettative di guadagno tra i più giovani, che potrebbero e dovrebbero dedicare il loro tempo ad attività più utili e costruttive per il proprio futuro professionale. (Andrea De Murtas)

Estate, cultura latitante

A Tortolì la cultura è latitante. Ogni tanto si fa vedere (Cal’a cinema, qualche spettacolo teatrale, concertini), ma poi scompare nell’indifferenza generale, soprattutto politica. Si possono passare estati intere fra balli di gruppo, sagre alimentari, esibizioni di cavalli? Secondo qualcuno, sì. Chiariamoci: ben vengano anche le manifestazioni di questo tipo, che talvolta sono anche godibili. Dateci anche la discoteca, il trenino, le vasche al corso. Il problema sorge quando non esiste un’alternativa a tutto ciò, quando gli spettacoli turistici di massa prendono il sopravvento, quando la gaiezza da villaggio turistico la fa da padrona. A qualcuno potrà sembrare paradossale, ma tutto ciò diventa alla lunga terribilmente noioso. Uno sbadiglio continuo. La potenza della cultura viene quotidianamente sottovalutata, ma non c’è niente di più sbagliato. Le manifestazioni dotate di un qualche spessore sono un grande richiamo anche turistico, possono dare una scossa a un’estate altrimenti apatica e portare interessanti riscontri economici. Inoltre, possono essere molto divertenti. Ci sono paesini che hanno imparato a investire sulla cultura, e ne hanno guadagnato in prestigio e in presenze (un esempio fra tutti è Berchidda, un altro Gavoi). Insomma, il cartellone dell’estate tortoliese merita comunque rispetto, ma sono state trascurate alcune importanti esigenze. Tortolì è una città di mare, con chilometri di coste in cui la sera non succede assolutamente niente. Non si passeggia sulla spiaggia, la notte, non si ascolta la musica guardando le onde. Perché? Misteri della fede. Insomma, un modo per uscire da questo apatico pantano potrebbe essere investire su eventi più succulenti, più spessi. E concepire un adeguato assetto urbanistico. La cultura paga: quando impareremo? (I. O.)

TortoheliePress

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CRONACA

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Tortohelie Press è un settimanale gratuito. Registrazione Aut. Tribunale di Cagliari n°13/ 11 del 19/05/2011. Direttore Raimondo Schiavone Responsabile pubbliche relazioni e pubblicita Patrizia Salis In Redazione Federica Melis Grafico Francesca Zicca Collaboratori Ilaria Orrù, Federica Pilia Riccardo Melis, Patrizia Salis, Michela Girardi Claudio Mascia, Thomas Melis, Laura Meloni, Andrea De Murtas Sede Legale Viale Bonaria 98 09125 Cagliari Sede Amministrativa Via Barracelli snc 08048 Tortolì Editore Primaidea Srl


TortoheliePress POLITICA

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Abolizione della Provincia Ogliastra. Amministratori arroccati sul No

La manovra bis del 13 agosto quantifica in 300.000 abitanti la soglia entro la quale sarà effettuata la soppressione delle Province, al fine di effettuare tagli incisivi sulla spesa pubblica. Con un ulteriore precisazione: le Province devono avere un’estensione superiore ai 3.000 chilometri quadrati. Il preannunciato taglio trova d’accordo il governatore Cappellacci, ma non di certo gli amministratori locali. La posizione di Franco Tegas, Sindaco di Talana e Consigliere Provinciale (Pdl), è molto chiara: “sono assolutamente contrario all’abolizione delle Provincie, è necessaria sicuramente una loro revisione strutturale, servono più competenze, senza dubbio. Ma questa manovra non darà la risposte giuste per risolvere il problema del debito pubblico. Se la Provincia Ogliastra dovesse essere eliminata passeremo sotto la giurisdizione di Nuoro e così torneremo ad essere i fratelli poveri, e le guerre di campanile saranno ancora più esasperate.” Stesso discorso vale per Beniamino Lai, Assessore Provinciale al lavoro e Politiche Sociali (Pd): “questa manovra è inutile, si tagliano solo servizi diretti ai cittadini, per risparmiare che cosa? Per poi dipendere da Nuoro! Abbiamo fatto mille battaglie per ottenere l’autonomia dell’Ogliastra, e ora si corre il rischio che vengano chiusi dei servizi (come per esempio l’Aci) che siamo riusciti a spostare a

Tortolì, e che esistono solo perché esiste la Provincia.” Per il Sindaco di Ussassai,Giannino Deplano (Pd): “la caduta della Provincia Ogliastra, dopo un così breve cammino, è un colpo mortale per gli ogliastrini. Ritengo che i signori che sono ai piani alti della politica si debbano rendere conto che bisogna fare una cernita. Gli sprechi sono altrove, con il taglio si raggiungeranno piccolissimi numeri di fronte all’oceano di debiti che attanaglia lo Stato.” Totalmente favorevole all’abolizione delle Province è, invece, Paolo Stochino Assessore Comunuale ai lavori Pubblici (Pdl) : “dal mio punto di vista - afferma- non servono a nulla, non ci danno servizi in più. Ho un concetto diverso sugli enti locali: sono favorevole ad un’Unione di Comuni. Con questo sistema si possono svolgere al meglio le funzioni che oggi svolge la provincia con un grosso risparmio per i cittadini. Per me la riforma dello Stato dovrebbe abolirle tutte. I Comuni devono essere i soli protagonisti della programmazione del territorio.” Il caso più eclatante risulta sicuramente quello già riportato dai giornali locali di questi giorni. Il Segretario Provinciale Daniele Murru (Idv) è assolutamente favorevole al taglio delle province tanto che è persino promotore di una raccolta di firme per la sua abrogazione, nonostante ben tre esponenti del suo stesso partito facciano parte della Provincia. Durissima anche la posizione del Consigliere Provinciale, Gianbattista Mulas (Pd), che ammonisce: “non è questa la soluzione, sia per quanto riguarda l’abolizione delle Province che dei Comuni minori. Ci sono degli sprechi nella politica a tutti livelli, e su questi bisogna intervenire. Un consigliere provinciale ogliastrino non può guadagnare più di millecento euro lorde al mese, tre consiglieri regionali costano quanto la nostra Provincia Ogliastra. Se anche venisse abolita, i dipendenti non verranno licenziati. Non ci sarà alcun risparmio, se non politico. Si tratta

foto: Ilaria Orrù di rappresentanza di un’identità, l’Ogliastra è già il fanalino di coda, figuriamoci se dovesse sparire anche il presidio politico provinciale. Ci accorgeremo dell’assenza della politica quando le province verranno abolite, allora forse saremmo in grado di capire che ci sbagliavamo: la Provincia Ogliastra non è un’istituzione inutile.” Staremo a vedere se la Provincia Ogliastra verrà definitivamente abolita, o se troverà salvezza nell’art. 3 dello Statuto Speciale Sardo che attribuisce alla Regione potestà legislativa in materia di ordinamento degli enti locali. (Federica Melis)

FUORI DAI DENTI Porticciolo

È curiosa la polemica che infuria relativamente alla cortuzione del nuovo porticciolo turistico. Se non altro perchè i contendenti, se qualcuno non se ne fosse accorto, sono tutti annidati nel PD. Al Presidente della Cooperativa dei pescatori, che anche in questo giornale ha manifestato le proprie ragioni contro la nuova infrastruttura, si contrappone infatti un gruppo, cementificatori di sinistra, che è politicamente collocabile nell’area del PD di provenienza Margherita. Sarebbe opportuno che un partito che si candida ad essere guida del territorio non palesasse posizioni così stridenti.

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Per i cittadini meglio abolire la Provincia

Nel 2009 il sole 24 ore eleggeva l’Ogliastra come “La Provincia più bella d’Italia”, un paradiso tutto da scoprire. Nel 2011, ad appena sei anni di età, rischia invece di essere abolita. Abbiamo fatto un’indagine chiedendo ai cittadini, e così anche ai nostri lettori, la propria opinione in merito alla manovra del Governo. I pareri più feroci giudicano la Provincia Ogliastra come inutile, parassita, disinteressata, per la maggior parte degli intervistati non serve a nulla. Spesso alcuni di loro non sanno cosa rispondere, non si sentono in grado, anche per la mancanza di interesse verso la politica che viene ormai vista in maniera negativa. I politici sono, infatti, percepiti come dei ladri, spreconi. Il malcontento è evidente, e si evince da alcuni commenti: “la gente non vuole più pagare le tasse

per mantenere questo inutile poltronificio!”E ancora, scrivono: “perché tante province in un territorio con una densità di popolazione tanto bassa? Perché non “potenziare” quelle esistenti così da renderle più efficienti?” Queste, sono le domande che affliggono gli ogliastrini. C’è, però, anche chi la difende a spada tratta: “con la sua abolizione per noi operatori della cultura le cose andranno sempre peggio, almeno adesso possiamo dialogare con i nostri politici, mentre senza la Provincia Ogliastra, Nuoro ci negherà qualsiasi aiuto. Se il palazzo non funziona forse è più giusto cambiare (e ridurre) i funzionari, non abbattere il palazzo!” A parte queste rare eccezioni il taglio della Provincia risulta ai più una soluzione corretta. Sin dal momento della sua istituzione la Provincia Ogliastra ha offerto uno spettacolo assolutamente deleterio, configurandosi come un covo di interessi poco legittimi, agli occhi di una grande fetta di popolazione. In primo luogo la Provincia avrebbe dovuto avere come unico capoluogo Tortolì, che ne è il cuore economico e demografico. In questo modo si sarebbero evitati numerosi sprechi e decentramenti inutili, contribuendo ad incentivare un immagine positiva di questa istituzione presso i cittadini. In secondo luogo, la Provincia soffre di un pesante deficit di comunicazione: la Provincia cosa fa? A cosa serve? Molti ogliastrini se lo chiedono senza trovare risposta, e chiaramente ciò non giova alla popolarità dell’ente. In conclusione, il clima sociale e politico attuale difficilmente può tollerare un’istituzione che fondamentalmente appare ai cittadini inutile - nei migliori casi - e parassitaria negli altri: la maggioranza. (F.M.)

Zona Industriale trascurata

La zona industriale Baccasara è sempre più trafficata e frequentata dai cittadini, adesso ha bisogno di una ripulita e di un controllo. Inizialmente solo l'attività della “edilPiras” aveva occupato questa parte di paese ancora in crescita. Da qualche anno a questa parte però le attività si trasferiscono come funghi e lentamente la zona industriale sta diventando anche una zona commerciale. A partire dal rinomato Porrà (già trasferitosi da molti anni) fino alle ultime aperture della Pn auto e del Oviesse, sembra si voglia trasformare in una zona di grandi magazzini, ma non solo. Molti tortoliesi attraversano la zona industriale per evitare il traffico delle vie principali, ovviamente per chi conosce la strada non si presenta alcun problema. I turisti probabilmente sono meno fortunati nell'impresa in quanto la zona industriale è quasi priva di segnaletica, forse se si imbocca la rotonda per andare sul viale Mons. Virgilio si finisce alla capannina. La segnaletica è necessaria. Nei pressi della rotonda principale vi è un camion che vende della frutta, accanto alle angurie e alle pesche adesso compare un cartello “noi non diamo informazioni”. I turisti sperduti si fermano in continuazione a chiedere le indicazioni verso le svariate direzioni. Oltre alla segnaletica c'è bisogno di una ripulita nelle cunette e nei marciapiedi. Vi sono le panchine quasi sommerse dalle sterpaglie. Potrebbe essere una zona verde pulita e accogliente, oltre che più sicura. Noi confidiamo in dei miglioramenti...e in qualche cartello! (Federica Pilia)

TortoheliePress

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Il Tortolì Calcio trova un’identità

Il Tortolì calcio 1953 ha sciolto finalmente il nodo riguardante la panchina. In settimana, infatti, è stato ufficializzato il nome del tecnico che per la stagione 2011 – 2012 siederà sulla panchina della gloriosa società rossoblù. Si tratta di Michele Tamponi, ex tecnico tra le altre di Dorgalese, San Teodoro e Tavolara. Trovato il tecnico, la società ha subito iniziato a muoversi con prepotenza sul mercato. Il direttore sportivo Carlo Arrais è andato alla ricerca di giocatori in grado di dare il salto di qualità alla squadra. Ecco che nel carrello della spesa è comparso il nome di Alberto “Billo” Aramu (nella foto). L’attaccante cagliaritano, nell’ultima stagione in promozione al capoterra, vanta un passato di tutto rispetto nelle giovanili del cagliari calcio, facendone uno dei nomi più blasonati del calcio isolano. Altri giocatori destinati a mantenere alto il nome della compagine rossoblù rispondono

al nome di Ferraro, ex castiadas, conteso anche dalla Nuorese, del centrocampista Serra, ex Sant’Elena che già vesti la maglia del Tortolì sotto la guida di mister Zottoli. Infine rientrerà alla base Fabio Cocco dopo la mini parentesi alla Nuorese nel dicembre scorso e il centrocampista Zara, proveniente anche lui dalla squadra del capoluogo barbaricino. Dal 22 agosto squadra al lavoro per preparare la prima uscita ufficiale della stagione in programma domenica 28 agosto prossimo a Cardedu contro la squadra locale, valida per i sedicesimi di coppa italia regionale di promozione. (Claudio Mascia)

Angioi: Voglio la promozione

Venerdi scorso il Presidente del Girasole Calcio Antonio Angioi ha convocato squadra, dirigenti e staff tecnico per presentare la nuova stagione agli sponsor ed agli amici della società. Prima riunione a porte chiuse con i giocatori e Mariano Murino, nella triplice veste di allenatore, fisioterapista e giocatore. Murino non ha infattio escluso che se dovesse essere necessario non avrà alcun problema a indossare calzoncini e scarpette per dare una mano dal campo ai suoi ragazzi. La festa si è poi spostata al ristorante l’Ulivo, dove il Presidente non ha nascosto le sue ambizioni: “vogliamo la promozione, e quest’anno la otterremo”, “questi ragazzi sono un bel gruppo e daranno tante soddisfazioni ai tifosi”. Capitanata dall’attaccante Alessio Canu la rosa del Girasole per la stagione 2011/2012 sarà la seguente: Portieri, Mereu Gianluca, Bonicelli Federico; Difensori, Farci Nicola, Nieddu Marco, Errico Carmine, Matta Andrea, Bonicelli Fabiano, Murino Federico; Centrocampisti, Mascia Carlo, Mereu Salvatore, Pusceddu Matteo, Rubiu Matteo, Giolitti Roberto, Murredda Andrea; Attaccanti, Mameli Stefano, Tegas Giovanni, Muggianu Federico, Comida Matteo.


Ballaime Teatro: Anche io leggo Bacco, Tabacco e Venere Tortohelie

Un uomo e due donne seduti su una panchina. Storie di bicchieri mezzi pieni e mezzi vuoti, di posacenere puzzolenti e fidanzati senza cuore. “Bacco, Tabacco e Venere”, targato Bailamme Teatro, è uno spettacolo che coinvolge, diverte e fa riflettere. La dimostrazione del fatto che a volte, quando ci sono la passione e il talento, si può fare del buon teatro pur senza grandi mezzi. Alice Fadda, Marianna Fanelli e Giovanni Caredda, i protagonisti di questa riuscitissima piece, rispondono alle nostre domande, augurandosi di poter presto portare lo spettacolo sul palco del San Francesco di Tortolì. Come nasce la Compagnia Bailamme Teatro? La compagnia BailàmmeTeatro nasce dalla necessità di trovare uno spazio solo per noi, dove poter raccontare le vite degli altri e un po’ anche le nostre. Dopo anni di laboratori teatrali nel 2007 abbiamo deciso di fare il grande

salto: creare uno spettacolo tutto nostro. È nato così Il Manicotenziario, tratto da alcuni racconti di Agota Kristof. Poi per un periodo ci siamo fermati: lavorare ed essere amici non sempre facilita le cose, anzi. Ma dentro di noi l’idea del teatro non andava via, restava lì, con salde radici, desiderosa di crescere. “Bacco Tabacco e Venere” è frutto di questo essersi ritrovati. Quali le ispirazioni alla base dello spettacolo? “Bacco Tabacco e Venere” è uno spettacolo che parla di dipendenze e vizi: il fumo, il bere e l’amore. Si ispira liberamente a testi di scrittori molto diversi tra loro: Tiziano Scarpa, Gianni Mura, Miranda July e David Sedaris. Le prime ide che hanno dato corpo allo spettacolo riguardavano l’amore: impalpabile, complicato e inspiegabile. Un sentimento che coinvolge tutti. Come si fa a non raccontarlo? Dall’amore il passo verso il vino è stato breve: un modo veloce per dimenticare il mal di cuore, ma anche un modo per scontornare la realtà dalla propria gabbia. E con tutto questo amare e bere, non poteva che venirci voglia di fumare. Chi ha visto lo spettacolo si è accorto della mancanza di giudizio. Questo perché nessuno di noi è astemio, disamorato o salutista. Anche noi come i personaggi che interpretiamo siamo dentro un turbinio di incertezze, alla ricerca disperata di risposte e consolazione immediata. Progetti per il futuro? Sicuramente rimettere in scena per questo Natale Il Manicotenziario e poi continuare a portare in giro BTV, anche se con tutti questi tagli alla cultura non sarà certo una cosa facile. Inoltre stiamo lavorando a un progetto teatrale, che preferiamo tenere per il momento nascosto: possiamo dire che avrà a che fare con i sensi e il riciclo. (Michela Girardi)

Presentazione del libro “La Stregoneria in Sardegna” Domenica 4 settembre la Piazzetta Roma di Tortolì ospiterà la presentazione di un libro che ha già destato molto interesse e curiosità anche a livello nazionale: “Stregoneria in Sardegna: processione dei morti e riti funebri”. Il testo, opera della scrittrice tertenese Simonetta Delussu, ci offre un viaggio nella nostra terra di maghe e giganti, alla scoperta della magia, della fascinazione, dei riti arcaici relativi alla morte. La stessa Delussu racconta: “ ho raccolto tante storie che sentivo e vivevo, scoprendo il lato più bello e misterioso della terra che calpestavo e dei cari che piangevo. Sono andata a cercare le mie radici. Dalla nostalgia per la mia infanzia, per le persone che non

ci sono più e dall’amore verso la Sardegna nasce questo libro”. Le pagine della professoressa Delussu gettano un fascio di luce sulle tradizioni relative alle figure della jana, della surbile e dell’accabbadora, sui riti funebri e propiziatori, su antichi giuramenti e strane fatture. La presentazione, sostenuta dalla Biblioteca Comunale e gestita dall’organizzatrice di eventi Elisabetta Usala, è prevista per le ore 20 e avrà come coordinatore Giangiacomo Pisu, presidente dell’Accademia dei Nuraghi. Le letture tratte dal libro saranno coadiuvate dagli interventi dell’autrice, dalle musiche di Andrea Contu e dal canto di Elena Usala. (M.G.)

La Bellezza in una tela

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Venerdì 26 Agosto 2011 • tortoheliepress@gmail.com

EVENTI

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ESTATE TORTOLIESE La bellezza si sa, è un termine che circoscrive tutto ciò che è bello. Tutto quello che agli occhi di chi osserva, suscita un fascino tale, da non poter fare a meno di contemplare con ammirazione. L’arte del dipingere, è indubbiamente, un’espressione interpretativa della bellezza, una rappresentazione che ogni artista, per mezzo di linee e colori, raffigura all’interno di un dipinto. Questo è tutto quello che si può trovare, fino a domenica 28 agosto, dalle 21 alle 24, nella Mostra Collettiva, all’ex mercato civico di Tortolì. Questa rappresentazione artistica, ottiene da molti anni, un’apprezzabile affluenza, confermata anche quest’anno (in pochi giorni oltre 400 visitatori), grazie ad oltre 150 dipinti creati da 18 artisti ogliastrini. La mostra, oltre a promuovere l’arte a 360 °, ha un genere di pittura, prettamente figurativo, dove i colori e le armonie dei paesaggi rappresentati, regalano veramente una percezione di bellezza naturalistica, che chiunque, a prescindere dalla passione per l’arte, non dovrebbe fare a meno di visitare. (Riccardo Melis)

26 - 27 28 AGOSTO SAN GEMILIANO Festa Campestre

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