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Anno I • Numero 34 •Venerdì 3 Febbraio 2012

TortoheliePress

il settimanale gratuito di Tortolì

Concorso LETTERe in ARIA, aspiranti scrittori al via!

La redazione di Tortohelie e Arkadia Editore hanno promosso il Premio “LETTERe in Aria”, una competizione a suon di racconti inediti a tema libero, dedicata a tutti coloro che amano scrivere, purché ogliastrini o di origine ogliastrina. Non resta che accendere il pc e dare spazio alla fantasia e alla creatività. Che vinca il migliore. (pagina 3)

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Editoriale

A pensar male si fa peccato ma ci si azzecca!

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Più che maretta è un vero e proprio tsunami quello che in questo inizio 2012 ha travolto la maggioranza comunale guidata dal sindaco Lerede. Se tutto il 2012 sarà come gennaio, forse i Maya ci hanno azzeccato in pieno. All’inizio del mese il sindaco revoca le deleghe all’assessore all’Ambiente e alle Attività Produttive Pierpaolo Cau. La scorsa settimana si dimette il Presidente del Consiglio Comunale Fausto Mascia, che va a formare un nuovo gruppo, “Indipendenti per Tortolì – Arbatax “, insieme al consigliere di maggioranza Laura Pinna, in fuga dal Pdl. Certo è strana la coincidenza di queste dimissioni e queste migrazioni proprio mentre c’è un assessorato libero da occupare. Nessuno ovviamente lo ammetterà mai. Ma a voler pensar male si fa peccato, anche se spesso ci si azzecca (copyright Giulio Andreotti). I maligni infatti, parlano di un assessorato alle Attività Produttive agognato da tanti, il consigliere Pinna e il consigliere Giuseppe Meloni, in quota Udc, tra i vari. Sempre i maligni affermano che il sindaco Lerede stesse optando per la nomina di Meloni, fatto che avrebbe urtato non poco la compagna di partito del primo cittadino, che ha lanciato il suo segnale lasciando il Pdl e costituendo un nuovo gruppo con l’ormai ex Presidente del consiglio Mascia. (pagina 3)

Economia

Cronaca Depuratore allo sfascio

Il depuratore è allo sfascio, il rischio del danno ambientale è imminente e i dubbi sulla correttezza delle analisi di laboratorio, per le quali è sempre tutto troppo in ordine, iniziano a serpeggiare. Le istituzioni continuano a rimbalzare le proprie responsabilità e ad aggiungersi al balletto adesso c’è anche la Provincia..(pagina 4)

Crisi dell’edilizia

Il settore dell’edilizia, in crisi oramai da qualche anno, ha registrato un costante indebolimento del comparto della produzione e vendita dei materiali da costruzione. Ad aggravare l’alta percentuale di licenziamenti in Ogliastra, l’assenza di manodopera specializzata che possa reinserirsi nel mercato del lavoro.(pagina 5)

Cultura

Sport

Amarezza e delusione di Mirela Sesti Nunes

Mirela sesti lascia l’Airone. Una scelta difficile per la Sesti che da anni vive a Tortoli, una scelta forzata da meccanismi instauratisi all’interno della stessa Società. Duro lo sfogo dell’ex attaccante che racconta in esclusiva su Tortohelie il motivo dell’abbandono della squadra in cui ha giocato per tanti anni. (pagina 6)

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Concorso “LETTERe in ARIA”

Pare che l’Ogliastra stia conoscendo in questi ultimi tempi una rinascita culturale. E che vi siano in circolazione molti estimatori delle buone letture e della scrittura, sia in versi che in prosa. Giovani (e meno giovani) stanno dimostrando talento espressivo ed originalità narrativa, ritagliandosi uno spazio nelle sempre più numerose associazioni culturali e nei Caffè Letterari nostrani. Dalle pagine del nostro giornale spesso si è levata la loro voce in materia di cultura e letteratura: da Claudio Piras a Simonetta Delussu, da Seconda Carta a Margherita Musella. Un vero fermento. Partendo da questa considerazione la redazione di Tortohelie - sempre attenta ai nuovi linguaggi e alle nuove dinamiche letterarie - ha promosso un’iniziativa finalizzata ad aiutare i talenti nostrani ad emergere attraverso la cre-

azione di un importante concorso letterario che potrebbe cambiare le prospettive di tutti gli aspiranti scrittori o semplicemente di quelle persone che reputano di avere qualcosa di importante da dire. E che per dirlo abbiano voglia di seguire la strada meno battuta della parola scritta. Il nostro giornale, in collaborazione con la nota casa editrice Arkadia, ha infatti ideato una competizione a suon di racconti inediti battezzata come LETTERe in ARIA ( no, la vista non vi inganna: se leggete le maiuscole ottenete LETTERARIA) e dedicata a tutti coloro che amano scrivere, purché ogliastrini o di origine ogliastrina. Il tema del racconto è a discrezione degli scrittori, la lunghezza è fissata in un massimo di 15 cartelle (da 2000 battute spazi inclusi ciascuna) mentre la data di scadenza per l’invio dei racconti (da inviare alla casa editrice Arkadia- viale Bonaria 98 -09125 Cagliari) è già stata da noi fissata per il 1 maggio 2012. Troverete il regolamento completo sul sito di Tortohelie (www.tortohelie.it). La giuria sarà composta da esperti del settore: un giornalista, un editore e uno scrittore di spicco valuteranno infatti i vostri racconti. Per il primo classificato è prevista la pubblicazione del racconto vincitore in un’importante antologia targata Arkadia Editore, che nelle passate edizioni ha dato spazio ad autori sardi di rilievo come Michela Murgia, Marcello Fois, Errico Buonanno e Sandrone Atzeni. Quindi una vetrina di qualità per i vostri racconti e per le vostre idee, nonché un’imperdibile occasione per entrare in contatto con il pubblico e la critica. Il secondo classificato avrà invece in premio dieci romanzi tra i più significativi editi da Arkadia. Non resta che accendere il pc e dare spazio alla fantasia e alla creatività. Che vinca il migliore. (M.G.)

FUORI DAI DENTI Lezioni di civiltà Non soddisfatti della raccolta porta a porta e ignari (forse) delle molteplici alternative che il Comune ha messo a disposizione per smaltire i propri rifiuti casalinghi, sono ancora tanti i tortoliesi che si divertono a incorniciare le sponde del Rio Foddeddu con calcinacci, piastrelle in frantumi, eternit, vecchi elettrodomestici e buste di plastica piene di rifiuti. E’ uno spettacolo raccapricciante quello che ci accoglie arrivando al fiume, un’ulteriore prova del fatto che molti dei nostri concittadini non hanno ancora ben chiaro il significato di parole molto semplici come civiltà e rispetto. Siamo certi che i ciclisti che durante la stagione estiva e primaverile percorrono le piste ciclabili che costeggiano il fiume preferirebbero di gran lunga pedalare circondati da vegetazione e natura incontaminata, piuttosto che essere costretti a vedere cumuli di oggetti arrugginiti e immondizia e siamo ancora più sicuri del fatto che la presenza di quintali di immondizia sul letto di un fiume rappresenta un grande pericolo per noi e per le nostre case. Per chi ancora non l’avesse capito, il fiume non è una discarica. Invitiamo gli autori di questo scempio a farsi un bell’esamino di coscienza.

Scuola. Tempo di decisioni importanti

Tra meno di un mese, gli studenti delle Scuole secondarie di Primo Grado di Tortolì dovranno prendere una decisione molto importante per il proprio futuro e scegliere l’Istituto Superiore più adatto alle proprie capacità e aspirazioni. Abbiamo deciso di intervistare alcuni studenti già iscritti per far sì che i futuri liceali abbiano un’idea di cosa li aspetta una volta varcata la soglia delle superiori. Elia(16) frequenta l’Istituto Agrario. Si è iscritto in questa scuola spinto dalla grande passione per l’ecologia e la geologia.“ Se affrontata con serietà, questa scuola può dare tanto ai propri studenti. L’atmosfera è serena, tra professori e alunni c’è un grande dialogo. L’Agrario ti consente di passare molte ore all’aria aperta -dichiara Elia- lo consiglierei soprattutto alle persone che, come me, amano la natura.”. Elia è consapevole del fatto che con il passare degli anni le aspirazioni potrebbero cambiare, ma consiglia ai futuri liceali di prendere una decisione in base alle passioni e aspirazioni del momento. Romano(16)frequenta l’Istituto Alberghiero. Ha scelto questa scuola perché gli piacerebbe imparare un mestiere. “Tra le mie aspirazioni per il futuro c’è quella di lavorare nel settore alberghiero. Vorrei fare il Barman e sono sicuro che questa scuola mi preparerà al meglio. Noi lavoriamo nel ristorante della scuola, svol-

giamo tantissime attività pratiche”. Romano consiglierebbe a chiunque questa scuola, ma vuole sottolineare che, al di là della pratica, la teoria non passa mai in secondo piano “In questa scuola si studia tanto. Il fatto di svolgere molte attività pratiche non toglie tempo allo studio teorico”. Beatrice(16) inizialmente non aveva le idee molto chiare. L’unica certezza era il suo amore per le materie letterarie e così, dopo aver visitato il liceo Scientifico e il Liceo Classico, ha optato per il secondo istituto. “ Sono felice della mia scelta, so bene che il liceo Classico mi darà una preparazione completa permettendomi di frequentare qualsiasi facoltà. Il Classico si basa sullo studio approfondito di discipline principalmente umanistiche che garantiscono agli studenti un bagaglio culturale e un metodo di studio capaci di aprire le porte per qualsiasi tipo di percorso universitario. Credo sia davvero una buona scuola, non mi sono pentita della mia scelta”. Chiara(16), frequenta l’Istituto Tecnico Industriale. Nonostante la sua giovane età, anche Chiara ha pensato al proprio futuro scegliendo di iscriversi all’ I.T.I. “Dopo il diploma di perito chimico o elettrotecnico è semplice trovare lavoro o accedere all’Università. L’I.T.I offre agli studenti l’opportunità di partecipare a diversi progetti scolastici ed extrascolastici. Nel triennio si ha la possibilità di approfondire i concetti teorici tramite esperienze in laboratorio”. Chiara consiglia l’ I.T.I agli amanti delle materie scientifiche e lancia un appello alle future liceali del gentil sesso “Purtroppo all’ I.T.I siamo in minoranza. Perciò, se amate le materie scientifiche fatevi avanti!” Sono stati il grande amore per il mare e la ‘certezza’ di uno sbocco lavorativo dopo il diploma a spingere Agostino, Gian Mario e Matteo a iscriversi all’Istituto Nautico, una scuola che, secondo i tre, “offre la possibilità di imparare un mestiere e apprendere competenze che

solo poche scuole sono in grado di garantire”. Mentre i primi due hanno scelto l’indirizzo “Marittimi” e in futuro vorrebbero entrare in Accademia, il terzo ha optato per l’indirizzo “Meccanici” che, oltre a garantire la qualifica di “tecnico meccanico” dopo il triennio, permette ai ragazzi di affrontare corsi di laurea come Ingegneria meccanica o Ingegneria navale.“Studiamo italiano, storia e geografia come gli altri liceali, questa scuola garantisce una buona preparazione” dichiarano. Pierandrea(17)e Sara (16)hanno optato per il Liceo Scientifico e non rimpiangono la decisione presa. “E’ una scuola che apre le porte a tutti gli studi universitari e consente uno studio approfondito di tutte le materie, da quelle scientifiche a quelle umanistiche-dichiara Pierandrea-L’atmosfera è tranquilla e i professori molto disponibili”. Come in tutte le scuole del mondo per avere buoni voti bisogna impegnarsi e studiare tanto. “Sono felice della mia scelta-aggiunge Sara-Mi piacciono molto le materie umanistiche come l’italiano e la filosofia. La scuola offre ai propri studenti la possibilità di studiare due lingue, nel mio caso inglese e francese. Lo scientifico offre una preparazione molto completa” Claudia(18), frequenta l’Istituto Tecnico Commerciale. “Ho sempre avuto una passione per i numeri e per la contabilità, sapevo che avrei frequentato la ragioneria già dalla prima media” dichiara la ragazza “Un anno dopo il diploma, viene rilasciato l’attestato di ragioneria. Io ho scelto l’indirizzo ‘programmatori’, quindi mi verrà rilasciato anche il titolo di programmatore, molto importante per chi non volesse continuare gli studi dopo il diploma”. Claudia è molto felice della sua scelta, ma vuole dare un consiglio ai futuri iscritti “Io consiglio vivamente di non scegliere una scuola solo perché uno dei propri amici ha deciso di iscriversi. E’ una scelta estremamente personale.”(Cl.Pi)

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Venerdì 3 Febbraio 2012 • tortoheliepress@gmail.com

CRONACA

dalla prima

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Editoriale

Per quel che riguarda le dimissioni di

Fausto Mascia, le nostre fonti maligne pensano invece siano dovute ad una probabile aspirazione ad un assessorato “tutto suo” ed a non troppo nascosti attriti con l’assessore ai Lavori Pubblici Stochino (soprattutto perché sono parecchie le voci che vedono Paolo Stochino come il vero Sindaco di Tortolì). Un assessorato così importante nelle mani di un arzanese in effetti può dare parecchi fastidi. I due “indipendenti” affermano di non avere nessun problema con il sindaco, ma parlano anche di “situazioni di disagio” e di desiderio di “un clima più sereno”, cosa che evidentemente fino a oggi mancava. Si sa che di tutte queste manfrine politiche non si conoscerà mai la verità né si appureranno tutti gli interessi personali che ci sono dietro, anche se, come detto, a voler pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. Dati quindi tutti i problemi che stanno sommergendo il palazzo di via Garibaldi 1, non si può non consigliare al sindaco Lerede di pensare più ad uscire da questa situazione tragicomica che riguarda la sua maggioranza, piuttosto che preoccuparsi di diramare ogni settimana un comunicato stampa per chiedere improbabili rettifiche di notizie vere, anche se, ahi lui, poco gradite. Laura Meloni

Eppur si muove... E così le nostre denunce, a volte, non passano inosservate. L’ex tabaccheria, l’edificio abbandonato di via Monsignor Virgilio situato nella cosiddetta lottizzazione dei preti è stato finalmente “messo in sicurezza”. Non ci sarà più pericolo per i bambini che fino a poco tempo fa si avventuravano a giocare in quel pericolosissimo capannone. Non potrà neanche più essere l’impensabile riparo per senza tetto. Da qualche giorno, una recinzione delimita il suo perimetro e le entrate sono state murate. Adesso a questo edificio fatiscente con il tetto di amianto, manca “solo” la bonifica. Si spera al più presto. Chissà magari ristrutturandolo, sarebbe bello farne qualcosa di utile per la comunità Tortoliese.


TortoheliePress CRONACA

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Rubinetto, chi l’ha visto?

Continua la saga delle misteriose sparizioni tortoliesi. Stavolta non si tratta di una fontana d'epoca, ma anche l'oggetto in questione ha qualcosa a che vedere con l'acqua. Circa tre anni fa, alcuni operai di Abbanoa portarono via l'utilissimo rubinetto collocato sulla parete in pietra all'ingresso del Piazzale degli Scogli Rossi, dando una spiegazione che continua a non convincere coloro che utilizzavano quotidianamente quell'acqua per mantenere pulito il piazzale. Gli operai spiegarono che, a causa del mancato pagamento da parte del Comune, erano stati costretti a intervenire. Giustificazione immediatamente smentita dal Sindaco che negò tutto. “Quel rubinetto era molto utile” dichiara la titolare di un esercizio commerciale della zona “Io, i benzinai e gli impiegati dell' Infopoint utilizzavamo l'acqua per tenere pulito il piazzale davanti ai nostri negozi. Quell'acqua era utilissima anche per i turisti che andavano via dalla spiaggia. Vogliamo sapere perché ci hanno privato di quel preziosissimo rubinetto pubblico, saremmo felici di averne un altro a disposizione al più presto”.

Venerdì 3 Febbraio 2012 • tortoheliepress@gmail.com

Depuratore allo sfascio. Tutti lo sanno e nessuno fa nulla

Tutti lo sanno, ma molti fanno finta di non vedere: il depuratore gestito dal Consorzio industriale, che dovrebbe smaltire i liquami di Tortolì, Santa Maria Navarrese, Lotzorai e Girasole, è in pessime condizioni e rischia di andare fuori uso da un momento all’altro. Il nostro giornale aveva denunciato la situazione già mesi fa, organizzando una raccolta di firme (ben 1500 in due giorni) ignorata sia dal Comune che da Abbanoa. Il Circolo 2 giugno ha ripreso il tema, e ha organizzato un incontro con il presidente della provincia Bruno Pilia e l’assessore provinciale all’ambiente Roberto Cabiddu, che hanno definito il funzionamento del depuratore “assolutamente insufficiente”. Cabiddu ha sottolineato la gravità della situazione, certificata anche da vari controlli tecnici. “L’impianto ha due linee di trattamento. – dice Cabiddu - Allo stato attuale sono entrambe attive, ma con gravi carenze strutturali e quindi depurative. Il depuratore è in pessime condizioni: la grigliatura fine in ingresso è stata sostituita con una grossolana, parti importanti del sistema non funzionano per mancata manutenzione, e d’estate l’aumento dei carichi rende più difficile lo smaltimento”.

Mancano le risorse? Sì, ma chi si dovrebbe occupare di risolvere la situazione? Difficile a dirsi, dato il continuo rimbalzo di responsabilità fra Abbanoa e il Consorzio industriale. Abbanoa non vuole farsi carico della struttura così com’è, ma la prenderebbe in gestione solo dopo una drastica (e costosa) rimessa a nuovo. Nonostante questo, nelle bollette che i consumatori pagano regolarmente, è inclusa anche una percentuale per la depurazione fognaria, spesa che Abbanoa in realtà non sostiene. D’altra parte, il Consorzio è notoriamente in dissesto finanziario, e secondo Pilia “in queste condizioni non è in grado di gestire il depuratore.” Una soluzione potrebbe arrivare dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica). “La regione ha deliberato una richiesta per un finanziamento di 4 milioni di euro da utilizzare interamente per la rimessa a nuovo dell’impianto. – dice Pilia - Ancora non si sa se il ministero concederà questi soldi, ma con una cifra del genere si potrebbero attuare interventi fondamentali.” Nonostante la situazione del depuratore sia ben nota, le analisi dell’ARPAS non lasciano trasparire nulla di particolarmente anomalo. Cominciano a diffondersi voci per cui i prelievi non sarebbero effettuati nelle zone giuste, ma in aree più pulite. Ma il rimbalzo di competenze tra le istituzioni non sembra essere terminato, il presidente delle Provincia ha denunciato anche il disinteresse del Comune di Tortolì, al quale ha rimproverato la mancata nomina del suo rappresentante nel Consorzio industriale (causa della proroga del commissariamento) e la mancata partecipazione a

una riunione indetta dalla Provincia proprio sulle tematiche del depuratore. A quest’incontro era assente anche il commissario del Consorzio, Marco Atzei. Ad aggiungere problema a problema, c’è stata anche la richiesta del Consorzio industriale di poter continuare a smaltire rifiuti provenienti da fosse settiche, richiesta respinta dalla Provincia che ha anzi sollecitato lo smaltimento dei fanghi residuati della depurazione, che hanno ormai raggiunto notevoli quantità. Una delle preoccupazioni più diffuse è che il malfunzionamento del depuratore vada a incidere, oltre che sulla qualità del servizio (non) offerto ai cittadini, anche sulla stagione turistica. “In estate i volumi da smaltire crescono in maniera esponenziale – dice Cabiddu - e il depuratore potrebbe creare i maggiori problemi proprio durante la bella stagione”. Il turismo ogliastrino è già in crisi per vari motivi (la telenovela dell’aeroporto, i trasporti inefficienti, la crisi della Tirrenia), e per quest’estate si prevede un forte calo di presenze. Se il depuratore dovesse andare fuori uso, non sarebbe certo una bella pubblicità per la provincia, il cui asso nella manica sono proprio le bellezze naturali. Se questa bomba ecologica esplodesse, i danni all’economia ogliastrina sarebbero ingenti, e toccherebbero soprattutto quei settori che hanno le maggiori fonti di guadagno nel turismo stagionale: commercianti, albergatori, ristoratori. Inutile ricordare che i danni ambientali sarebbero incalcolabili. Insomma, l’economia ogliastrina dipende anche dal corretto funzionamento del depuratore. (Ilaria Orrù)

Abbandonare le illusioni e risollevare la città Diciamolo chiaramente: Tortolì è in ginocchio. Se in un primo momento, la crisi sembrava aver parzialmente risparmiato il nostro territorio, economicamente depresso da oltre un decennio, nell’ultimo anno, si sono infine palesati i più nefasti effetti della congiuntura economica globale. Basta fare un semplice giro della cittadina per imbattersi in negozi e bar vuoti, strade deserte la sera, e una generale sensazione di stasi. A precipitare la situazione hanno contribuito due elementi chiave: in primo luogo, le famiglie tortoliesi hanno ormai esaurito i pochi risparmi che avevano sostenuto i consumi negli ultimi tre anni; in secondo luogo, la condizione caotica dei collegamenti navali con il continente, ha compromesso l’esito della stagione turistica del 2011, facendo registrare consistenti cali dell’attività economica indotta dal settore. A partire dall’edilizia, tutti i comparti produttivi della città sono in crisi. Non è raro sentire parlare di padri e madri di famiglia costretti a lavorare in nero per sbarcare il lunario. La disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli drammatici, con una buona fetta della popolazione sotto i 30 anni che d’inverno

sopravvive grazie all’accesso agli ammortizzatori sociali ottenuto con il lavoro dei mesi estivi. In tale contesto i consumi hanno subito una contrazione devastante che mette a rischio la sopravvivenza stessa di numerose attività commerciali. Storicamente, inotre, i tortoliesi hanno dovuto abituarsi ad ascoltare periodici altisonanti proclami su grandiosi progetti che si sono sempre rivelati delle dolorose illusioni. E’ inutile enumerare tutti questi episodi, ma dalla vicenda della chiusura della Cartiera fino ad oggi, puntualmente sono comparsi all’orizzonte eroi pronti a regalare un ingannevole salvezza alla città. Vogliamo continuare ad illuderci o preferiamo trovare autonomamente una soluzione ai nostri problemi? Partendo dal presupposto che solo il duro lavoro e i sacrifici dei tortoliesi, invertiranno la deriva intrapresa nell’ultimo periodo, è necessario individuare una strategia di sviluppo adatta al nostro territorio. Tortolì deve uscire dalla logica della stagionalità, e dell’occupazione riservata esclusivamente ai mesi estivi, attraverso il potenziamento del tessuto produttivo della città. Innanzitutto è neces-

sario prendere una decisione definitiva sul futuro del Porto di Arbatax e delle attività legate al suo indotto. Poi, il sistema delle piccole e medie imprese, quello dell’artigianato e del settore enogastronomico, devono essere sostenuti attraverso l’individuazione di mercati esterni all’Ogliastra che aumentino la quota di produzione annua, favorendo l’occupazione. Infine, l’agricoltura deve essere inserita in un sistema di filiera corta, strettamente connesso alle produzioni gastronomiche di qualità e al settore turistico. Sarebbe inoltre utile un piano “keynesiano” di interventi, finanziato con fondi FESR, che rafforzino la dotazione infrastrutturale della città sostenendo il settore dell’edilizia. Non è più possibile abbandonarsi alle grandi illusioni di sviluppo industriale che hanno caratterizzato l’ultimo ventennio. Bisogna ripartire da quello che la città possiede e ricostruire lentamente un circuito economico efficiente e sostenibile: solo l’aumento degli occupati e il rilancio dei consumi possono risolvere la grave crisi nella quale Tortolì è sprofondata. (T.M.)


Crisi dell’edilizia. In Ogliastra manca la manodopera specializzata

Il settore dell’edilizia, in crisi oramai da qualche anno, ha registrato un costante indebolimento del comparto della produzione e vendita dei materiali da costruzione. Molte aziende hanno chiuso. In quelle fortunatamente ancora aperte il 38,51 % dei lavoratori sono attualmente in CIG in deroga (sospesi dal lavoro per crisi aziendale). Nel 2010 la percentuale di licenziamenti di lavoratori dipendenti è stata del 9,45%, nel 2011 questa cifra è quasi raddoppiata 16,89%. Come se non bastasse, secondo i dati di Filca Cisl Ogliastra anche “con un’eventuale riavvio degli investimenti e del mercato del lavoro, le imprese ogliastrine non avrebbero un sufficiente numero di unità lavorative specializzate e un’adeguata formazione professionale”. E sempre secondo la ricerca del sindacato “sia le grandi imprese che le società artigiane locali non saranno in grado di affrontare né le piccole né le grosse commesse di appalto”. Perché? A

causa di “un evidente calo delle capacità tecniche professionali e per problematiche logistico organizzative”. Secondo i dati relativi all’anno 2010 della cassa edile Ogliastra, su un totale di 1957 operai il 58% sono operai comuni, il 24% operai qualificati e solo il 14% operai specializzati. Dati che dovrebbero farci riflettere. Se solamente il 58% dei lavoratori sono operai comuni, sembra necessario che la formazione in edilizia diventi una priorità. Secondo la ricerca Filca CISL Ogliastra, attualmente, si contano nel settore edile e costruzioni circa 300 lavoratori in CIG in deroga e circa 200 lavoratori in mobilità in deroga. Stiamo parlando di disoccupati edili, i quali secondo le normative europee in questo periodo di fermo lavorativo dovrebbero essere indirizzati verso percorsi formativi, ovvero “riqualificati” per un possibile riavvio nel mondo del lavoro. Ma se andiamo a dare uno sguardo ai corsi formazione orga-

nizzati dalla provincia Ogliastra troviamo: corso di lingua inglese, di informatica, corso di somministrazione di bevande e per finire di recente attivazione il corso di giardinaggio. Materie sicuramente utili a livello di cultura generale ma che difficilmente possono creare nuovo prospettive di lavoro. “Ci pare un vero controsenso - spiega il responsabile territoriale Filca Cisl Ogliastra Maurizio Piras – che le poche risorse che l’Assessorato al Lavoro della Regione Sardegna mette a disposizione della provincia Ogliastra, per riqualificare i lavoratori non siano utilizzate per un’eventuale inserimento nei settori che potranno dare effettiva occupazione. Piras ricorda – “Tortolì fino a due anni fa aveva una scuole edile riconosciuta a livello regionale come centro di formazione professionale di eccellenza per le maestranze edili. E’ stata chiusa due anni fa. E’ necessario che venga riaperta al fine di offrire una valida alternativa di formazione e riqualificazione professionale di tante maestranze edili, in previsione di una riapertura di cantieri dell’edilizia turistico alberghiera, dei cantieri nautici e metalmeccanici. Se vogliamo qualificare i lavoratori ed evitare le tante morti o invalidità sul lavoro, se vogliamo diminuire il lavoro nero, se vogliamo realmente evitarlo, è necessario attivare questi corsi”, conclude Piras. Le numerose iniziative edili all’orizzonte e i grandi progetti infrastrutturali (ss 125 , Saipem, Janas) richiederanno personale specializzato ma le imprese appaltatrici locali saranno costrette oggi come ieri a cercare manodopera qualificata altrove. (F.M)

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Amarezza e delusione di Mirela Sesti Nunes

Mirela sesti lascia l’Airone. La giocatrice brasiliana, ma italiana d’adozione, è stata ingaggiata dalla Sartel Hermae Olbia. Classe 1966, 26 anni di attività di cui 18 giocati tra serie A e serie B, ha difeso i colori dell’Airone fino all’ultimo, da sabato scorso, però, è passata alla compagine olbiese. Una scelta difficile per la Sesti che da anni vive a Tortoli, una scelta forzata da meccanismi instauratisi all’interno della stessa Società. Duro lo sfogo dell’ex attaccante che racconta in esclusiva su Tortohelie il motivo dell’abbandono della squadra in cui ha giocato per tanti anni. Mirela Sesti:”Tutto ebbe inizio a settembre 2011 quando ancora mi trovavo in Brasile. Mi chiamò il capitano, Maria Rosa Mulas, per informarmi che la Società, le aveva comunicato l’esonero dell’ex allenatore e che avrei dovuto prendere io, affianco a Fabrizio D’Elia, le redini della squadra per la nuova stagione. Appena arrivata, la dirigenza mi chiese la disponibilità di allenare ed allo stesso tempo giocare. Ero molto titubante poiché, nonostante la mia età (46 anni ndr), ancora avevo e ho voglia di giocare, ed ero consapevole che coprire due ruoli contemporaneamente non sarebbe stata un’impresa facile. Mi è stato chiesto, inoltre, di andare incontro alla società anche per quanto riguarda il mio ingaggio

(cosa che ho fatto) e nonostante il doppio incarico ho accettato un compenso minore”. La Sesti è un fiume in piena e continua: “Per aiutare la Società a cui ero legata sin dai tempi della seria A e poi B ho rinunciato ad altre offerte tra cui quella dell’Olbia, squadra che milita in una categoria superiore, e dove mi sono trasferita la settimana scorsa. Ho chiesto la rescissione del contratto con l’Airone per il mancato rispetto degli accordi contrattuali presi a inizio stagione. Inoltre, non vi erano più i presupposti e le condizioni per far sì che si potesse lavorare in tranquillità. Ho dato la massima disponibilità e il massimo impegno, ma non è stato riconosciuto, anzi è stato interpretato come motivo di scontro. Paradossalmente, la mia ricerca di serietà, è stata percepita come volontà di creare problemi. Ho cercato in tutti i modi e fino alla fine di trovare degli accordi che permettessero di portare a termine il mio lavoro (perché di questo si tratta, per me la pallavolo è una professione che svolgo da anni con estrema passione e serietà e non soltanto un passatempo), ma dall’altra parte c’è sempre stata poca volontà e continui rinvii e prese in giro. Dalle mie parti si dice: “ Quem nào reconhece nào merece” che tradotto in italiano significa: “chi non apprezza non merita” per cui ho deciso di andar via. Ma vorrei precisare che la mia decisione non è stata facile, anzi, direi molto sofferta perché io a differenza di qualcun altro in questo progetto ci credevo. Ringrazio comunque la Società che nonostante vari compromessi mi ha rilasciato il nullaosta, le ragazze per i bei giorni vincenti trascorsi insieme, il pubblico e i Pirati per il loro supporto nelle vittorie e nelle sconfitte, grazie.” Con queste amare e sofferte parole Mirela Sesti lascia a malincuore l’Airone. Le auguriamo buona fortuna per la sua nuova avventura nella squadra Olbiese. (F.M)

STEAK HOUSE

Calcio. Castor: Valanga Granata Il Girasole perde tre punti importantissimi La Castor non delude. Ci si attendevano tre punti, e la vittoria è arrivata. I tortoliesi tornano dalla trasferta di Capoterra con il bottino pieno, e uno score che fa rumore. I granata schiantano gli avversari per 4 a 1, trascinati da un ritrovato Paolo Nieddu, che mancava da tantissimo tempo nel tabellino dei marcatori. Le altre reti sono state siglate da Nicola Devigus, e da Mirko Marongiu, due tra i più rappresentavi giocatori della squadra castoriana. Era da tanto tempo che i tortoliesi non offrivano una vittoria così importante nei numeri. La vittoria è arrivata si contro il fanalino di coda, ma la prestazione è stata concreta e determinata per tutta la durata dell’incontro, segno soprattutto di una condizione ritrovata, e il ritorno in auge di alcuni dei suoi giocatori chiave, che erano mancati nell’ultimo periodo. Il 2012 è iniziato nel migliore dei modi per i tortoliesi, che hanno trovato quella continuità di risultati che ne hanno contraddistinto il brillante inizio di campionato. Le prime quattro partite del girone di ritorno, hanno fruttato la bellezza di nove punti su dodici a disposizione, per l’effetto di tre vittorie e una sola sconfitta, avvenuta nella sfortunata trasferta di Arzana. Questa domenica i granata, giocheranno a Zinnias contro il Quartu S.E., in una partita nella quale serviranno i tre punti, per continuare la striscia positiva, e per tenere il fiato sul collo al gruppetto di squadre davanti, aspettando qualche passo falso delle concorrenti, perché ora il campionato, si fa sempre più interessante. (Riccardo Melis)

CARNI E CONTORNI Servizio d’asporto

Da Steak House si possono gustare diversi tipi di carne, tra le quali, l'argentina, l'irlandese, il manzo sardo, il cavallo, altre ancora, e diversi tipi di contorno. Ma Steak House non è solo carne; si possono ordinare anche panini, tra i quali il famoso Hot Dog, Cheeseburger e le mitiche patatine fritte. DAL LUNEDI AL VENERDI PRANZO COMPOSTO DA PRIMO, SECONDO, CONTORNO, ACQUA O 1/4 VINO IL TUTTO A SOLE 9,00 EURO.

L'ultima novità di Steak House è la serata argentina che si propone per il sabato sera con un menù a base di carne appunto argentina. Si consiglia la prenotazione

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Il cuore dei briganti: tra storia, amore e avventura

Siamo nel 1974 e il mondo ribolle di passioni, lotte, battaglie, grandi ideali. Da Parigi fino al resto dell’Europa, i popoli chiedono libertà, uguaglianza e felicità. Molto sta cambiando, ma non sull’isola di Hermosa che, afflitta dai soliti mali, sembra non sentire neanche l’eco della rivoluzione. Almeno fino al ritorno del brigante Aurelio Cabrè di Rosacroce, nemico dell’arbitrio dei feudatari e delle loro tasse ingiuste, venuto a vendicare gli oppressi e punire l’arroganza degli ingiusti. Amante degli ideali di libertà illuministi, Aurelio non ama che Ana Sofia la Sivigliana, che è bella come la luna d’estate e maledetta, e perciò è necessario stare attenti ai suoi occhi, stare lontani da essi, o saranno soltanto dolore e tribolazioni. Soriga come aveva fatto con “Sardinia Blues” non scrive, compone melodie. Nel suo penultimo romanzo Il cuore dei briganti (perché l’ultimo “Nuraghe Beach” non mi riesce proprio di consigliarlo), le parole si incastrano perfettamente l’una con l’altra, sono una musica da cui non ti riesci a separare e cantano e incantano come sirene ai tempi di Ulisse. Il protagonista è un Robin Hood barbuto, incantato dagli ideali dell’Età dei Lumi, desideroso di cambiamento e giustizia e innamorato della sua Ana Sofia, Sivigliana, unica donna in grado di farlo gioire e penare. La scrittura del trentacinquenne di Uta non lascia il tempo di respirare. Veloce, ironica, agitata, coinvolgente. Chi lo ha incontrato almeno una volta, in qualche sua presentazione, ha certamente capito che non potrebbe essere altrimenti. Flavio, cosa invidia di Aurelio Cabrè di Rosacroce? Niente. Per quanto brutti ci sembrino, i nostri tempi sono comunque infinitamente migliori di quelli passati. Aurelio non avrebbe mai potuto visitare tante città quante ne ho visitate io, conoscere tanta gente, vivere tante esperienze. No, preferisco questi maledetti

anni 2000, comunque. Ci sono tanti giovani che cercano di farsi strada nel mondo della scrittura. Lei cosa ama e cosa odia del tuo mestiere? Non so se è un mestiere. Anzi, c’è chi dice che quando credi di avere imparato il mestiere dello scrittore, è ora che fai altro. Io lo amo, scrivere, banalmente mi piace alla follia, finché riesco a farlo, e a viverci, io mi ritengo un privilegiato assoluto. Anche in questo libro parla spesso di libertà, cosa significa per lei? Fare quel che si preferisce, senza subire la volontà altrui. E’ un’utopia, naturalmente, perché in una società ordinata la nostra libertà è sempre limitata. Ma d’altronde, senza la società c’è l’anarchia, che a me non piace affatto. Il punto è limitare i momenti di limitazione della libertà. In generale, direi che ha già detto tutto Gaber: libertà è partecipazione. (Luca Schirru)

Al San Francesco tra storia e memoria Dopo aver gettato un fascio di luce sulle terribili storie del popolo armeno e del popolo curdo attraverso seminari e convegni, venerdì scorso è giunto il momento per gli organizzatori del progetto “Storia e Memoria” di ricordare il terribile massacro inferto al popolo ebreo da parte dei nazisti. Sul palco del teatro San Francesco di Tortolì si sono schierati a questo proposito degli attori d’eccezione: gli alunni delle scuole medie dell’Istituto Comprensivo N.2, visibilmente emozionati ma preparatissimi. A turno hanno letto alcune delle più celebri testimonianze relative all’olocausto: dalle note pagine del diario della piccola Anna Frank alle profonde poesie di Primo Levi e Joyce Lussu. Non sono mancati poi riferimenti alle condizioni dei disabili nei campi di concentramento, agli atroci e disumani esperimenti “medici” del dottor J.Mengele sui prigionieri e a concludere anche delle toccanti letture estrapolate dal romanzo di Trudi Birger “Ho sognato la cioccolata per anni”. Ad accompagnare i ragazzi in questo piccolo viaggio virtuale nei campi di concentramento è stata la proiezione di immagini e di video davvero agghiaccianti nella loro cruda verità. Un pubblico eterogeneo ma estremamente interessato alla tematica ha applaudito calorosamente questi ragazzi così giovani alle prese con un argomento tanto delicato. Lucia Sanna, una delle prof responsabili del progetto, ha così commentato il lavoro svolto: “E’ stata una settimana intensa e produttiva, siamo contenti dei risultati ottenuti. Attraverso i convegni e questo spettacolo, i ragazzi si sono avvicinati con interesse a tematiche dure ma sempre attuali. Anche gli studenti solitamente poco studiosi hanno risposto con entusiasmo a questa piccola grande sfida. Chiudiamo questa esperienza assolutamente in positivo”. Anche i ragazzi ci hanno rilasciato dichiarazioni piene di slancio, dimostrando una maturità inusuale per dei tredicenni. Come quella di Fabio Macis, attore in erba della III B di Monte Attu: “ E’ stata un’esperienza bellissima, istruttiva e creativa. Quello di fare in modo che le testimonianze di tali orrori non vadano perdute nelle pieghe della storia è un dovere per noi giovani. Settimane come quella appena strascorsa sono importantissime per capire che si deve fare ogni sforzo affinché certe cose non capitino mai più”. Una settimana di full immersion nella storia e nella memoria che i ragazzi certamente serberanno nel cuore. Complimenti al Preside Scudu e alla Prof.ssa Bardeglinu per la lodevole iniziativa: meno playstation e più sensibilità e coscienza civile per le nuove generazioni. (M.G.)

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Venerdì 3 Febbraio 2012 • tortoheliepress@gmail.com

CULTURA

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