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Anno I • Numero 23 •Venerdì 18 Novembre 2011

TortoheliePress

il settimanale gratuito di Tortolì

Il mare non è una fogna Tortolì si ribella! foto: Federica Melis

1500 firme in due giorni. E’ il grande risultato raggiunto tra l’11 e il 12 novembre dalla campagna organizzata dal nostro giornale: “Sveglia! Il mare non è una fogna”. Armati di due banchetti - uno in via monsignor Virgilio e uno in piazzetta Roma - in due giorni abbiamo dato vita alla nostra “battaglia”. (pagina 3)

ss re eP eli oh rt To

Editoriale

Politica

Cronaca

Se 1500 firme vi sembran poche...

ss re eP eli oh rt To

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ss re eP eli oh rt To

Venerdì e sabato scorsi, con due banchetti improvvisati e tanta passione, ci siamo confrontati con tantissimi cittadini, tortoliesi e non, che hanno messo il loro nome e la loro faccia per dire che la situazione del depuratore non è più tollerabile. In poche ore abbiamo raccolto 1500 firme che ci raccontano di cittadini, sopratutto giovani, mossi da motivazioni spesso diverse ma uniti da una spinta fortissima a dire la loro, a partecipare in modo diretto alla discussione e alla proposta su temi che possono riguardare il lavoro, la tutela dell’ambiente o la qualità della vita. Perchè, chiedetelo ai pescatori e agli operatori turistici, di mare pulito si può vivere e di mare sporco si può morire. Il senso di vergogna e l’indignazione che abbiamo provato noi scoprendo via via quanto accadeva nel depuratore non erano sentimenti a noi riservati ma condivisi dai nostri lettori, cioè la maggioranza dei tortoliesi. Avremmo potuto andare avanti con la raccolta delle firme per una settimana e avere quelle di tutti gli interessati, ma non era questo il nostro obiettivo. Volevamo capire anche noi, oltre a far capire voi, e dimostrare che così non si può andare avanti. (pagina 3)

Un pensiero per Rossella Urru Rossella Urru, giovane cooperante del CISP è stata rapita in Algeria la notte fra il 22 e il 23 ottobre assieme ad altri due volontari spagnoli, Ainhoa Fernandez de Rincon e Enric Gonyalons. (pagina 5)

Cultura

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Una storia lunga quella della riqualificazione del piazzale degli Scogli Rossi di Arbatax. Parte dagli anni ’90, quando vennero effettuati i primi lavori nell’area. (pagina 5)

Sport Calcio. Straordinario 6 a 3 per il Girasole Da qualche domenica a questa parte il Girasole torna alla ribalta facendosi spazio nella classifica e guadagnando un bel quinto posto con 16 punti. (pagina 6)

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La lunga storia di Rocce Rosse

Eventi. Il coraggio delle donne Ci sono donne con una marcia in più, che di fronte alle difficoltà si rimboccano le maniche e danno battaglia alla vita. Vincendola. A tutte queste donne è dedicato un evento che tra musica e parole ci terrà compagnia e ci farà riflettere domenica 20 novembre alle ore 17 al Teatro San Francesco di Tortolì.(pagina 7)


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Il mare non è una fogna Tortolì si ribella! foto: Federica Melis

to il nostro obbiettivo: sensibilizzare le coscienze far sentire la nostra voce. Abbiamo inviato le 1500 firme raccolte al Sindaco Lerede, al Commissario del Consorzio Industriale e al Presidente di Abbanoa. Le istituzioni, ora, non possono continuare ad ignorare il problema. In questo modo, oltre che violare il mandato dei cittadini e il ruolo di amministratori pubblici, compiono un vero e proprio atto immorale abbandonando la città e il suo mare. (F.M.)

foto: Federica Melis 1500 firme in due giorni. E’ il grande risultato raggiunto tra l’11 e il 12 novembre dalla campagna organizzata dal nostro giornale: “Sveglia! Il mare non è una fogna”. Armati di due banchetti - uno in via monsignor Virgilio e uno in piazzetta Roma - in due giorni abbiamo dato vita alla nostra “battaglia”. Grande la partecipazione da parte dei Tortoliesi e non solo. Sono state molte, infatti, le firme dei cittadini provenienti dai paesi limitrofi e dei passanti che, pur non essendo sardi (alcuni neanche italiani), hanno aderito alla nostra campagna. Perché il mare è di tutti. Nessuno vuole un mare inquinato, nel quale i pesci muoiono, a causa di un depuratore non funzionante che scarica reflui nel mare. Le reazioni sono state diverse, alcuni sono rimasti sorpresi dalla nostra campagna oramai talmente abituati a convivere con i disastri da risultare anestetizzati. Per loro quest’iniziativa non serve a nulla, si sentono abbandonati dalle istituzioni e si sono arresi senza nemmeno combattere. Per fortuna sono stati solo rarissimi casi, nella quasi totalità la cittadinanza ha reagito con entusiasmo e partecipazione. La solidarietà

all’iniziativa, infatti, ha superato le nostre aspettative. Ringraziamo chi ha collaborato con noi allestendo i propri banchetti per la raccolta firme: i commercianti di Tortolì e tanti arbataxini che sono toccati direttamente da questa emergenza. In tantissimi ci hanno ringraziato per la nostra campagna, una mobilitazione dal basso che ha portato migliaia di cittadini a firmare in soli due giorni. Grazie anche al nostro sito internet e la condivisione su facebook abbiamo potuto coinvolgere anche i tortoliesi emigrati dandogli l’opportunità di firmare. Aderendo alla nostra campagna i cittadini hanno fornito una risposta chiara: le autorità devono porre fine a questa gravissima situazione, prima che il danno ambientale sia irreparabile. Un segnale forte: i tortoliesi sono stanchi di subire questa condizione, vogliono un depuratore nuovo o l’adeguamento di quello attuale. Viviamo in un paradiso che rischia di essere contaminato irrimediabilmente. Non c’è più tempo da perdere. Attraverso la nostra campagna: “Sveglia! Il mare non è una fogna”, abbiamo raggiun-

Depuratore: il parere dei bambini

pubblicazione autorizzata Troppo piccoli per firmare ma abbastanza grandi da capire che Tortolì ha bisogno di un depuratore nuovo. Anche i bambini della scuola dell’infanzia di Arbatax, particolarmente interessati all’argomento vista la vicinanza al depuratore, hanno appoggiato la nostra iniziativa con canzoncine e lavoretti incentrati sul tema dell’inquinamento ambientale ed hanno voluto mandarci una foto con i loro coloratissimi disegni e alcune co-

pie del Tortohelie in mano. Disegni che rispecchiano la realtà dei fatti: un mare non più azzurro e tanti pesci che galleggiano a pelo d’acqua. Un’immagine molto diversa da quella dipinta nel murales che compare dietro di loro nella foto, con tanti pesci sorridenti e colorati che nuotano senza preoccupazioni. Grazie di cuore a questi piccoli sostenitori per la loro collaborazione! (C.P.)

Una vita normale grazie all’Artoplastica

TortoheliePress

Venerdì 18 Novembre 2011 • tortoheliepress@gmail.com

CRONACA Un’alternativa alla protesi dell’anca con una serie di vantaggi. Non è solo questo ma è molto di più la tecnica dell’artoplastica di rivestimento: una rivoluzione. Il professor Antonio Moroni, associato presso la Clinica Ortopedica dell’Università di Bologna, l’ha fatta sua durante uno stage a Birmingham presso il dottor Derek McMinn e da allora ha eseguito oltre mille interventi con delle percentuali di riuscita straordinari. Un intervento mini-invasivo che si basa sulla conservazione della testa femorale e sull’uso di materiali metallici praticamente privi di usura. I vantaggi, spiega il dottor Moroni, sono diversi: tempi di recupero molto brevi rispetto all’intervento di protesi, già solo dopo un mese dall’intervento il paziente è in grado di camminare senza supporti, ma è soprattutto il risultato funzionale a sorprendere, tale da consentire il ritorno ad attività sportive anche intense o addirittura di tipo agonistico. E poi, grazie alla mini-invasività della metodica, si riduce al minimo anche il rischio di quelle complicazioni tipiche delle protesi d’anca come infezioni, differente lunghezza delle gambe dopo l’intervento, lussazioni. Chi, per qualche motivo, ha dovuto fare i conti con problemi di questo genere, legati all’anca, al femore o anche alle ginocchia (l’artoplastica di rivestimento si può applicare anche al ginocchio), capirà che lo sviluppo di questa nuova tecnica è in grado di cambiare la vita dei pazienti. E’ ovviamente indispensabile che ci si affidi ad una persona che abbia alle spalle una grossa esperienza con questo tipo di tecnica. Sul sito del Dottor Moroni (www.profantoniomoroni.com) si possono trovare tutte le informazioni relative all’intervento e i suoi contatti. Non è tutto, il dottor Moroni ha una qualità che non è facile trovare tra tutti i suoi autorevoli colleghi, l’umanità. Scusate se è poco. (Luca Schirru)

dalla prima

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Editoriale

N on stiamo cercando un colpe-

vole perchè in queste situazioni le responsabilità sono sempre diffuse, ma vogliamo che tutti sappiano e che chi può, e deve, si rimbocchi le maniche per risolvere il problema. Chi? Il Consorzio Industriale, oggi diretto da un Commissario nominato dalla Regione, che ne ha la responsabilità gestionale? Abbanoa che non paga il Consorzio per la depurazione, 3 milioni il suo debito, perchè dice che l’impianto non è a norma, ma che per quella depurazione, da anni, si prende regolarmente i nostri soldi in bolletta? Vergognoso oltre che truffaldino. La Regione che, nel quadro delle opere di bonifica delle aree ex cartiera, ha fatto demolire come prima cosa il depuratore, l’unico manufatto nell’area che era suscettibile di riutilizzo? La Provincia, che è responsabile di tutte le autorizzazioni allo scarico? Il Comune che per la tutela dell’ambiente e della salute dei suoi cittadini dovrebbe vigilare su tutti e prodigarsi per far finanziare un’opera indispensabile? Sono tanti i responsabili, e certamente non tutti allo stesso modo, ma nessuno si illuda che valga l’equazione “tutti colpevoli nessun colpevole”. I cittadini, al momento giusto, ricorderanno e noi saremo qui a ricordarlo.


TortoheliePress CRONACA

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Porto Frailis: strade come fiumi

Venerdì 18 Novembre 2011 • tortoheliepress@gmail.com

La lunga storia di Rocce Rosse

Una storia lunga quella della riqualificazione del piazzale degli Scogli Rossi di Arbatax. Parte dagli anni ’90, quando vennero effettuati i primi lavori nell’area. Quei lavori i cui risultati si possono ancora vedere oggi nel piazzale, ovvero la costruzione dei muretti che separano il piazzale, praticamente ora un mega parcheggio, dagli scogli che si affacciano immediatamente sul mare. Un secondo progetto era stato assegnato dall’allora amministrazione comunale di Tortolì all’architetto, Cinzia Prestifilippo, nel 2002. Questo sarebbe dovuto servire come progetto preliminare per poter accedere ai P.R.U.S.S.T., i Programmi di Riqualificazione Urbana e di Sviluppo Sostenibile del Territorio promossi dal Ministero dei lavori pubblici, che avevano l’obiettivo di realizzare degli interventi orientati all’ampliamento e alla riqualificazione dell’ambiente, dei tessuti urbani e sociali degli ambiti territoriali interessati. In Sardegna al progetto, denominato “La via del mare”, parteciparono nove comuni, tra i quali quello di Tortolì, e il qualità di capofila il Comune di Santa Teresa di Gallura. Santa Teresa selezionò un team

Per non dimenticare i nostri caduti

foto: Federica Melis Le strade mulattiera non sono una novità per Tortolì. Purtroppo, molti nostri concittadini fanno i conti ogni giorno con strade senza marciapiedi, non asfaltate, che quando piove diventano intransitabili. Questa volta siamo nella splendida Porto Frailis. Se abbandoniamo una delle strade principali, viale Europa o via Porto Frailis, e ci addentriamo nelle stradine interne, ecco che scopriamo i disagi quotidiani con cui convivono gli abitanti del quartiere tra via Madrid ( qui la strada è asfaltata solo per metà della carreggiata!) e via Vienna, ribattezzata anche “Rio Vienna”. Difatti, questa strada, quando piove, si allaga a tal punto da diventare appunto, un rio. Inoltre, da una sorgente naturale che si trova sula lato della strada, si forma una vena d’acqua e non essendoci la raccolta delle acque bianche, queste si riversano sulla via formando un corso d’acqua perenne. “Rio Vienna” è difficilmente percorribile a piedi, o in bicicletta, a causa delle buche ed del fango onnipresenti. Gli abitanti della zona si sentono totalmente abbandonati. Da anni lottano contro i mulini a vento: chiedono che le loro strade vengano asfaltate. Ma nulla di fatto. Fin’ora nessuna amministrazione comunale ha dato loro ascolto. Quanto ancora dovranno aspettare? (F.M.)

di professionisti che lavorarono a vari progetti, tra cui quello presentato per Tortolì dell’architetto Prestifilippo inerente all’area degli Scogli Rossi. In realtà per il Comune erano previsti anche altri tre interventi, uno riguardante la zona di San Gemiliano, e altri due entrambi previsti per Porto Frailis. Questi ultimi tre vennero terminati ma poi non videro la luce per via dell’insussistenza dei finanziamenti loro destinati. Il quarto, quello delle Rocce Rosse, venne consegnato oltre la scadenza del bando, e così trovò la morte prima del completamento del progetto da parte del team. In compenso, il Comune ha utilizzato parte di quel progetto per fare richiesta all’assessorato all’Industria e acquisire i finanziamenti per la messa in sicurezza delle cave dismesse, quale appunto quella degli Scogli Rossi. Il finanziamento ottenuto ammonta a 250 mila euro, utilizzati per interventi sul costone roccioso che si affaccia sul piazzale. Una parte di questi soldi son già stati spesi, circa 50 mila, per i primi lavori sulla parete di porfido. Il denaro rimanente verrà speso per completare la messa in sicurezza dell’area quando partiranno i lavori per realizzare il progetto vincente della gara di idee promossa nei mesi scorsi dal Comune di Tortolì, che per essa ha stanziato un totale di circa 22 mila euro. I 12 mila euro di primo premio (il secondo e il terzo classificato si son guadagnati rispettivamente 7 e 3 mila euro) sono stati vinti dal gruppo capeggiato dall’ingegnere Luca Peralta. Adesso quindi si attende l’arrivo delle tante agognate risorse, affinché le Rocce Rosse di Arbatax possano davvero essere valorizzate nella loro naturale bellezza, e possano tornare a rappresentare uno dei luoghi più affascinanti dell’Ogliastra. E magari accogliere nuovamente la famosa manifestazione musicale Rocce Rosse & Blues. (Laura Meloni)

foto: Claudia Pilia Così abituati come siamo a vedere la guerra da lontano, sembra quasi che questa non ci abbia mai toccati. Sembra quasi che questa piccola isola nell’isola che è l’Ogliastra non abbia mai dovuto patire nessuna disgrazia e che il nostro paradiso sia sempre stato privo di minacce o nemici. Eppure una guerra c’è stata. Anzi ci sono state tante guerre come quelle che i nostri bambini vedono in documentari o reportage, come quelle che noi e i nostri genitori abbiamo studiato su freddissimi libri di storia pur avendo qualcuno accanto in grado di raccontarci cosa accadde in quei lontanissimi anni ‘40, quando anche l’Ogliastra combatteva una guerra lunga e sanguinosa e la gente moriva sotto bombe che ancora l’uomo aveva il buongusto di non chiamare intelligenti. Qualcuno che la morte l’ha vista. Qualcuno che ha sentito gli aerei e il fischio delle bombe che cadevano giù spazzando via come foglie edifici e persone e lasciando nello sconforto e nella disperazione, tra i tanti, anche il piccolo villaggio di Arbatax, che ancora mostrava la sua facciata originaria, fatta di spiagge incontaminate, pini e

piccole casette di pescatori. Abbiamo avuto incursioni e dittatori. Abbiamo avuto un Gheddafi anche noi e non abbiamo sofferto per la sua fine atroce. In tanti anche qui hanno patito la fame e la sete e molte mogli e madri tortoliesi hanno pianto i propri mariti e figli caduti in una guerra terribile. Quella guerra ha colpito anche noi, ma sono pochi i nostri compaesani che ne sono al corrente. Eppure basta guardare in alto, verso la collina di Batteria, per intravedere tra cespugli e alberi, alcune croci e diverse casematte. E basta scendere quei pochi gradini che portano al piccolo porticciolo di Arbatax per trovare una lapide in pietra con su scritta una lista agghiacciante: 13 nomi e delle date che parlano di uomini, donne e bambini nati in anni diversi ma morti tutti lo stesso terribile giorno:il 23 aprile 1943. E non bastano le commemorazioni, non bastano le corone e le messe una volta all’anno. I nostri bambini devono sapere che Antonio Aversano (61), Giovanni Ferrone (59), Silverio Calisi (58), Salvatore Pani (57), Francesco Serra (40) e Romualdo Vigna (40) quel giorno hanno perso la vita a causa di un’incursione aerea che li ha colti di sorpresa e che probabilmente, prima che i tre aerei rompessero il silenzio, Domenica Sassu (28), Maria Pani (26), Graziano Calisi (19) e Maria Pusceddu (19), stavano sognando un futuro splendido in un Paese libero e pacifico. Un futuro che i piccoli angeli Piero Mulas (13), Maria Fara (13)e Luigi Genovese (9), non hanno neanche avuto il tempo di immaginare. Sono loro i nostri morti ed è doveroso ricordarli ogni giorno. Perché la storia non è solo nei libri,ce n’è un pezzetto importante anche su quella lapide con quei 13 nomi purtroppo a noi così poco familiari scolpiti sopra, simboli di una tragedia che non ha risparmiato nessuno, ma che qualcuno troppo spesso si dimentica. (C. P.)

Le nuove frontiere delle Adozioni foto: Ilaria Orrù

Crescita e apertura delle frontiere. Si conferma anche in Ogliastra il positivo trend nazionale, in materia di adozioni, che nell’ultimo anno ha visto un notevole aumento rispetto ai numeri del 2010. Il dato ancor più interessante riguarda però la provenienza dei minori. Se fino a qualche tempo fa i bambini adottati provenivano per la maggior parte dai confini nazionali e dai paesi dell’Est europeo, possiamo notare dal 2009 un’inversione di tendenza. Le richieste di scelta dei minori interessano ormai anche i paesi più lontani, dall’Asia al Sud America, in proporzioni finora mai riscontrate. Il 60% delle richieste ogliastrine provengono proprio da Tortolì, dove alcune famiglie residenti nel centro costiero hanno aperto le loro porte a bambini nati in Brasile, Messico, India e perfino Malesia. Nel 2011 sono arrivati in Ogliastra ben 16 bambini, divisi in maniera perfettamente identica tra adozioni nazionali ed internazionali e altrettanto numerose sono anche le richieste ancora in corso di valutazione per far si che altre famiglie ottengano l’idoneità a poter adottare. A facilitare ed incrementare questo fenomeno sono state indubbiamente le modifiche apportate alla legge 184 del 1983, che regolamentava le stesse pratiche adottive. Gli ultimi cambiamenti, risalenti al 2001, hanno fatto si che i pur lunghi iter burocratici, purtroppo consueti nel nostro Paese, subissero un notevole snellimento, grazie al lavoro sul campo delle Aziende Sanitarie Locali, volto ad attestare sia in fase pre-adottiva che in seguito se le famiglie possiedano le necessarie caratteristiche e motivazioni per poter affidare loro la tutela dei minori. Le équipes specializzate, composte da psicologi ed assistenti sociali, valutano, attraverso ricerche ed incontri con i futuri genitori, la possibilità di procedere agli affidamenti, relazionando il tutto agli organi giudiziari preposti ad emettere la sentenza definitiva. Dati alla mano, i risultati ottenuti in Ogliastra riflettono perfettamente la situazione nazionale e vanno interpretati come un grande successo per tutta la comunità locale. Nell’era della globalizzazione, con tutti i pro e i contro che ne conseguono, uno degli effetti più positivi è sicuramente nel campo delle adozioni, sintomo di una maggiore apertura alle altre culture, ma soprattutto una nuova opportunità a dei ragazzi più sfortunati e alle stesse famiglie che li accolgono, per far si che entrambi abbiano la possibilità di intraprendere una nuova esistenza insieme. (Andrea De Murtas)

FUORI DAI DENTI Rocce rosse Ora ci hanno messo le mani proprio tutti, se le Rocce rosse non hanno contratto malattie veneree, passiamo dal progettare al fare, così magari, regaliamo al “piazzale” bagni decenti.


Un pensiero per Rossella Urru

Rossella Urru, giovane cooperante del CISP (Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli, ong attiva nei campi profughi algerini dal 1985) è stata rapita in Algeria la notte fra il 22 e il 23 ottobre assieme ad altri due volontari spagnoli, Ainhoa Fernandez de Rincon e Enric Gonyalons. I rapitori, militanti di Al Qaida Maghreb, erano circa una decina, e armati. Alcuni di loro sono già stati arrestati ma, sebbene siano giunte notizie rassicuranti sullo stato di salute della Urru e dei suoi compagni, la liberazione ancora non è avvenuta. La ventinovenne sarda svolge la sua attività di cooperante da due anni, ha compiuto un percorso di studi specifico per dedicarsi alle attività umanitarie: è laureata a pieni voti in Cooperazione Internazionale, con una tesi sul popolo Saharawi. Sono passate circa tre settimane dal suo rapimento. L'opinione pubblica si è mobilitata, anche se in ritardo, ma le leggi dei media sono impietose. L'attenzione rischia di scemare, ed è soprat-

tutto per questo che i familiari hanno aperto un blog, www.rossellaurru.it: per lottare, per ricordare che la liberazione e l'incolumità di una giovane devono essere priorità assoluta per il governo di un paese. Tesi sostenuta anche dalla scrittrice Susanna Tamaro, che ha inviato una sentita lettera pubblicata dal Corriere della sera. Come sempre in Italia, le polemiche non potevano certo mancare. E' di pochi giorni fa l'articolo del Giornale intitolato “Quei cooperanti in cerca di guai”, in cui ci si chiede se un eventuale riscatto “Devono pagarlo solo i cittadini o anche chi, nel nome della solidarietà internazionale, calpesta tutte le regole del buonsenso e della sicurezza?”. E' curioso che, con l'enorme mole di denaro pubblico sperperato dalla classe politica italiana, ci si preoccupi per le ipotetiche somme di denaro che potrebbero salvare la vita di una ragazza. Si è anche detto che Rossella Urru è stata rapita perché è “un simbolo”. Anche a noi piace pensare che lo sia. Rossella Urru, e le persone come lei, sono la dimostrazione di come il mondo non sia irrimediabilmente cinico come qualcuno vorrebbe farci credere. Esistono ancora esseri umani che non fanno del denaro il centro della loro vita, che sono disposti a rinunciare agli agi e alle comodità per andare ad aiutare popoli meno fortunati, che non hanno paura delle culture diverse. Tu chiamala, se vuoi, “retorica”. Ma è la semplice (e per qualcuno disturbante) verità: il mondo sarà anche sporco e cattivo, ma non sta scritto da nessuna parte che i singoli debbano miseramente piegarsi alle sue leggi. Rossella ce l'ha ricordato. (Ilaria Orrù)

Murgioni dal Psd’az a segretario del Pd Sabato 12 novembre, i membri dell’Assemblea Provinciale del Partito Democratico hanno eletto all’unanimità il nuovo segretario provinciale. Domenico Antonio Murgioni va così a sostituire alla guida del partito in Ogliastra l’ormai ex segretario Franco Sanna. Murgioni è stato eletto all’unanimità dall’assemblea, essendo l’unico candidato presentatosi alle elezioni. Nato a Villagrande il 17 settembre 1964, attualmente Assessore tecnico al Bilancio, Affari Generali e Programmazione nella giunta comunale guidata da Giuseppe Loi, si è presentato con un programma che nella premessa citava Giovanni Sartori: “Nessuno in Italia vuole correre rischi. È un paese conformista. Che si è seduto sulle poltrone che occupa. Non ha grandi visioni né del futuro né del presente. Diciamo che sostanzialmente è un paese che tenta di non perdere il posto e tira a campare”. Per Murgioni un partito che non ha curiosità e voglia di provare non ha futuro. Si richiama ai valori e ai principi della Resistenza e della Costituzione della Repubblica Italiana. Fa un po’ sorridere quando afferma che il Pd a livello nazionale sia impegnato in una seria opposizione contro il governo Berlusconi, ora che, se Berlusconi se n’è andato, lo dobbiamo più che altro a forze che di italiano non hanno nulla. Ma, opposizione seria o meno, la sua ricetta per affrontare la povertà in Sardegna non vuole essere economica ma si basa su una “proposta civile, politica e culturale, per la quale occorre una società coesa, forte e solidale”. Quattro punti da presentare all’Assemblea del Pd Ogliastra: confermare e implementare l’importante esperienza e funzionalità dei Forum; attivare la Conferenza dei Sindaci del P.D; organizzare una segreteria snella ed operativa; costruire un Direttivo composto da massimo 15 persone, dove possano trovare rappresentanza tutte le anime del partito. Ora bisogna solo aspettare e vedere se i buoni propositi e le belle parole si trasformeranno in azioni serie e in atti concreti. (Laura Meloni)

TortoheliePress

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POLITICA

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TortoheliePress SPORT

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Venerdì 18 Novembre 2011 • tortoheliepress@gmail.com

Straordinario 6 a 3 per il Girasole

Da qualche domenica a questa parte il Girasole torna alla ribalta facendosi spazio nella classifica e guadagnando un bel quinto posto con 16 punti. Mister Murino è soddisfatto dell’andamento del campionato e dell’impegno che stanno dimostrando i suoi ragazzi. “il campionato sta andando abbastanza bene, certo, potevamo fare meglio- sostiene Murino -ma a parte qualche punto perso per strada stiamo recuperando alla grande!” La classifica rispecchia ciò che tutti ci aspettavamo anche se come ogni anno ci sono le sorprese, come ad esempio la Castor. “Volevo inoltre ringraziare i giocatori e la società per tutti i sacrifici che stanno facendo- continua Murino- un ringraziamento in particolare va alle altre società che

si stanno rendendo disponibili ad ospitarci nei loro campi per svolgere gli allenamenti, visto che il nostro terreno di gioco non è ancora agibile.” Domenica scorsa il Girasole ha vinto per 6 a 3 contro il Villasimius, partita molto entusiasmante soprattutto nella seconda frazione di gioco. Infatti solo nel secondo tempo si sono realizzate sette reti, un grande spettacolo per pubblico e dirigenti. Al 11’ Mameli ha messo a segno una bella rete grazie a un lancio in verticale di Mascia che ha trovato impreparata la difesa. Dopo appena 5 minuti è arrivato il pareggio ospite con Cireddu e così è terminato il primo tempo senza grande emozioni. Tutt’altra musica nella ripresa dopo appena un minuto Muggianu ha portato nuovamente in vantaggio il Girasole capitalizzando al meglio il passaggio di Tegas, dopo soli due minuti, e il Girasole ha portato a tre le marcature grazie a un rigore prima subito e poi trasformato dallo stesso Mameli. Quando la partita sembrava essere conclusa Cabras che ha accorciato le distanze con un gran gol da fuori area. Le occasioni sono fioccate per entrambe le squadre. Prima Tegas, poi Giolitti sono andati a segno per il Girasole, mentre Mura ha segnato un nuovo punto per la squadra avversaria, ma al 90’ Mameli ha firmato la sua tripletta personale chiudendo definitivamente sul 6 a 3 la partita. Domenica prossima il Girasole giocherà fuori casa, lo scontro diretto contro il Decimo 07, squadra che occupa la quarta posizione avendo un solo punto in più rispetto al Girasole. Forza ragazzi!! (Federica Pilia)

Airone. Il riscatto Tortohelie Press è un settimanale gratuito. Registrazione Aut. Tribunale di Cagliari n°13/ 11 del 19/05/2011. Direttore Raimondo Schiavone Responsabile pubbliche relazioni e pubblicita Patrizia Salis In Redazione Federica Melis Grafico Francesca Zicca Collaboratori Ilaria Orrù, Federica Pilia Riccardo Melis, Patrizia Salis, Michela Girardi Claudio Mascia, Thomas Melis, Claudia Pilia, Laura Meloni, Andrea De Murtas Sede Legale Viale Bonaria 98 09125 Cagliari Sede Amministrativa Via Barracelli snc 08048 Tortolì Editore Primaidea Srl

Pronto riscatto delle ragazze dell’airone quello di sabato ad Iglesias, che con un secco 3 a 0 si è assistito al pronto ritorno alla vittoria della squadra Tortoliese. Altri tre preziosi punti incamerati che se pur con una squadra di livello inferiore, ci consentono di restare a ridosso della vetta e ci fanno ben sperare perché ottenuti riducendo gli errori commessi nella gara precedente e mettendo a frutto il lavoro svolto duran-

te la settimana. Su questo dovremo continuare a credere, la seriata e la concentrazione durante tutta la settimana, pur con un numero limitato di allenamenti perché alcune ragazze studiano a Cagliari, ci consentono di gara in gara di ottenere dei miglioramenti che tutti dovremo avere la pazienza di aspettare. Di squadre come quella di sabato, ne troveremo altre, ma non sono mai da sottovalutare e servono sempre in preparazione di gare come quella che andremo ad affrontare a Sassari fra 7 giorni, dove incontreremo forse la squadra candidata alla vittoria finale. Ancora un doveroso ringraziamento ai “Pirati” che ci hanno seguito fino ad Iglesias, che non hanno fatto mancare mai il loro incitamento. Sabato alle 17.30 al palazzetto di via Santa Chiara, ci aspettiamo il solito numeroso pubblico che quest’anno ci sta regalando delle grandi soddisfazioni. L’incontro con una delle tre squadre di Sassari sarà un altro passo nel cammino di crescita delle ragazze dell’Airone.

TURISMAR S.r.l. Tortolì / Arbatax (OG) • Tel. 0782.667405 - Fax. 0782.664359 e-mail: info@marinadiarbatax.it - http://www.marinadiarbatax.it

Castor, che media inglese!

E’ la solita implacabile Castor. Sono cinque le partite giocate fuori da Zinnias, e sono cinque le vittorie dell’undici granata. Domenica scorsa, in quel di Sarroch, i tortoliesi vincono ancora una volta in trasferta, e si piazzano al secondo posto in classifica, a un solo punto dalla capolista, grazie ad un goal di Giovanni Vargiu, che si esibisce nel pezzo migliore del suo repertorio tecnico, un imperioso colpo di testa, che determina l’uno a zero per la Castor. Analizzando l’andamento dei granata in queste prime nove partite di campionato, si può costatare una media inglese veramente elevata, un +6, frutto di sette vittorie, e di due soli pareggi. La media inglese in pratica, è un indicatore utile per valutare realmente il comportamento di una squadra fra casa e trasferta; un punteggio positivo significa che la squadra ha un buon comportamento casalingo e vince anche fuori casa. Nel caso della Castor, il ruolino di marcia è impressionante, poiché esternamente sa “solo” vincere, e di questo passo, potrà togliersi tante soddisfazioni. Questa domenica, si presenta già una ghiotta occasione, dato che è in programma lo scontro diretto tra Gemini Pirri e San Vito, rispettivamente prima e seconda, che in tutti i casi si faranno lo sgambetto a vicenda, ed una vittoria della Castor, impegnata in casa contro il Su Planu, potrebbe significare, nel caso che il Pirri non vinca, il primo posto in classifica. Dopo tanti anni, la Castor naviga nelle zone alte della classifica costantemente. Non male per una squadra che, è bene tenerlo sempre a mente, a primi di settembre correva il rischio di scomparire del tutto dai campi calcistici della Sardegna. (Riccardo Melis)

L’Arbatax in cerca della rinascita Dopo l’amara sconfitta di domenica scorsa subita per mano dell’Osini, l’Arbatax si prepara all’importante sfida che la vedrà affrontare un’altra squadra appartenente geograficamente ai “tacchi d’Ogliastra”. Infatti, domenica prossima 20 novembre alle ore 15 sarà di scena sul Campo di Fra Locci l’incontro contro l’Ulassai, compagine ambiziosa del Girone B di Seconda Categoria. Mister Cantelmi dovrà fare i conti con alcune squalifiche seguite ad alcune situazioni che hanno condizionato la gara di domenica. Infatti sarà assente l’attaccante Salvatore Scorcu ed il difensore Efisio Corgiolu, entrambi espulsi nella “battaglia di Osini”. Anche lo stesso Mister sarà assente in seguito all’allontanamento subito da parte dell’arbitro domenica scorsa. In panchina sederà quindi il Direttore Sportivo, nonché allenatore in seconda Enrico Cuccu, come già avvenuto due domeniche fa nella gara vinta contro il Nuragus tra le mura amiche. Sicuro il rientro in difesa del poderoso Gianluca Pili che ha scontato il turno di squalifica. In attacco si spera di sfruttare il buon momento di Giovanni Pani che domenica scorsa si è finalmente sbloccato dal lungo digiuno. “Dobbiamo stare uniti e compatti per uscire da questa situazione. Domenica abbiamo avuto tanti episodi contro e non meritavamo quel risultato pesante. Contro l’Ulassai sarà un'altra partita e non dobbiamo tirarci indietro in questo momento perché il campionato è ancora lungo” ha commentato Enrico Cuccu. (C.M.)


Virginio Nonnis si racconta

Virgilio Nonnis: non esiste tortoliese che almeno una volta non abbia sentito parlare di lui. C’è chi lo ricorda come sindaco, come direttore scolastico, come professore. C’è chi invece lo conosce quale apprezzato scrittore, considerati i sette libri che vanta al suo attivo. O chi semplicemente, avendolo incontrato, lo richiama alla memoria per una delle sue tante qualità: la disponibilità, l’invidiabile preparazione, il garbo e l’eleganza d’altri tempi, l’onestà intellettuale, la schiettezza. Alla soglia dei novant’anni, questo incredibile conoscitore della città di Tortolì ci regala un libro profondo e rivelatore intitolato “Tra sogno e realtà”, testo che Monsignor Antioco Piseddu ha definito

“adatto a chi è in cerca di luce”. Ci racconti del suo ultimo libro. “Questo libro ha carattere filosofico, quasi scientifico. Io sono un solitario, un riflessivo, un libero pensatore. E questo testo riflette proprio questo mio temperamento. È una ricerca della verità che passa attraverso memorie, riflessioni, insegnamenti ed esortazioni. Ho voluto dare voce al mio spirito inquieto, interpretare i suoi pensieri. In questa sede cerco di mettere con le spalle al muro ogni essere umano, di obbligarlo alla riflessione. Abbiamo violentato tutte le leggi della Natura, abbiamo consumato più di ciò che era giusto e possibile, con la violenza stiamo distruggendo il mondo…. cosa stiamo lasciando alle generazioni future? A mio parere un vuoto. Questo è ciò su cui dobbiamo meditare.” Cosa pensa della tortoli’ di oggi? “La condanno nel modo più assoluto. È oramai solo una città consumistica. Un tempo invece era realmente produttiva, i veri signori erano gli ortolani. Nelle campagne, nei giardini e negli orti si produceva davvero. Con l’arrivo della Cartiera tutto questo è scomparso. L’agricoltura ha fatto spazio ad un’industria che ha rovinato il paese, cha ha annullato tutte le alternative di guadagno. Tra ieri e oggi non vedo continuità, vedo solo una profonda rottura, anche e soprattutto dal punto di vista morale.” Deduco quindi che il fatto di essere sovente definito il simbolo di tortoli’ non le faccia piacere. Esatto, non amo essere definito in questo

Eventi. Il coraggio delle donne

Ci sono donne con una marcia in più, che di fronte alle difficoltà si rimboccano le maniche e danno battaglia alla vita. Vincendola. Donne che ogni giorno affrontano a testa alta la malattia, la violenza, la droga, l’indigenza, la separazione. Che si prendono cura con amore di figli, nipoti, genitori e amici. Senza risparmiarsi mai. A tutte queste donne è dedicato un evento che tra musica e parole ci terrà compagnia e ci farà riflettere domenica 20 novembre alle ore 17 al Teatro San Francesco di Tortolì. L’evento si

intitola appunto “Il coraggio delle donne” e sarà presentato da Claudia Fois. Non a caso nella locandina del medesimo campeggia una splendida protea, che nel linguaggio dei fiori significa “coraggio, capacità di cambiamento”. In questa occasione Antonio Ghironi e Tiziana Ghironi leggeranno tre brani tratti dai libri della scrittrice Margherita Musella, che come sappiamo sono una finestra aperta sul mondo femminile e sulla forza che le donne dimostrano anche nelle circostanze più drammatiche. A seguire, sempre in linea con l’argomento, ascolteremo i versi delle note poetesse Seconda Carta e Virginia Murru. A concludere la serata sarà invece Natalina Mulas, poetessa per passione, che ha composto un intenso carme appositamente per questa occasione. Inoltre, come speriamo tutti sappiano, il 25 novembre ricorre anche la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Un ulteriore motivo per celebrare e omaggiare (anche se qualche giorno prima) il coraggio femminile in tutte le sue sfaccettature. (M.G.)

modo. Mi infastidisce. Non credo nel campanilismo e nell’orgoglio di essere nato in un posto piuttosto che in un altro. Il campanilismo ridicolizza la persona, la sminuisce. È proprio un’idea che trasuda preconcetto. Ciò che conta è cosa hai fatto nella vita, non dove l’hai fatto! Ci parli dei suoi futuri progetti “Ho in cantiere un libro che probabilmente uscirà dopo Natale e che si intitolerà “Tortolì: romanzo storico di un paese promosso città”. Ho ripercorso qui la storia della nostra cittadina dall’anno 1000 in poi, seguendo in modo scrupoloso la cronologia dei fatti. Amo la storia e mi sono sempre occupato di scrivere di essa perché è una scienza esatta, l’unica verità che conosciamo realmente, considerato che ( a differenza ad esempio della natura) è stata “creata” in toto dall’uomo. Credo sia giusto riflettere sul passato per interpretare il presente e cercare di intervenire positivamente sul futuro. Inoltre, nonostante sia molto difficile, ho sempre scritto per mandare al prossimo un messaggio, per condividere i miei pensieri e le mie convinzioni, pur con la consapevolezza che non avrei trovato tutti d’accordo. Trovo importante che le persone facciano conoscere le proprie idee, senza trincerarsi dietro a ipocrisie ed interessi.” (Michela Girardi)

Letto per voi: Diario del Risorgimento Sardo «Diario del Risorgimento Sardo. Pietro Domenico e Gavino Scano: sangue diviso tra Chiesa e Stato», edito da Arkadia e scritto a quattro mani da Mario Fadda e Ilaria Muggianu Scano, provenienti da studi storico teologici, si propone di illustrare le vicende della Sardegna Risorgimentale attraverso due figure inedite del tutto inesplorate dalla storiografia sarda: il senatore Gavino Scano e il Domenicano Pietro Domenico. Punti d’unione e contrasti accesi tra Stato e Chiesa sono raccontati attraverso le vicende dei due protagonisti, provenienti curiosamente dalla stessa famiglia. Personalità ideologicamente opposte: se infatti Gavino non intenderà mai nascondere la sua linea anticlericale, ma mai an¬ticattolica, come è riscontrabile in quell’ampia fascia di intellettuali cattolico liberali che furono protagonisti dell’Età risorgimentale, Padre Pietro si distinguerà, invece, per la sua fede ferrea e le sue doti di guaritore per le quali è ancora noto in diverse parti dell’isola, non solo, ma anche per il suo impegno pro¬fuso nella cura delle anime e per le sue qualità di preparatore anatomico ed esperto di composti farmaceutici presso la facoltà di Medicina dell’Università di Cagliari. Anche se in questo contesto il religioso emerge come figura di guaritore rassicurante, al tempo stesso, è Gavino che da parlamentare e letterato manifesterà una personalità attenta e sensibile nel constata¬re come all’interno delle piccole comunità sarde non si consumino soltanto faide e vendette, ma si possa giungere anche tentativi di pacificazione, come accadde nel 1887 per le ville di Orune e Bitti, uno dei rari casi di collaborazione Risorgimentale tra Stato e Chiesa. Il volume coglie la complessità della realtà isolana dell’epoca anche attraverso la ricerca di testimonianze in lingua sarda. Il Diario del Risorgimento Sardo, attraverso la scelta di un linguaggio semplice, è pensato anche per gli studenti che iniziano ad avvicinarsi allo studio della storia della Sardegna.

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Venerdì 18 Novembre 2011 • tortoheliepress@gmail.com

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