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Anno I • Numero 27 •Venerdì 16 Dicembre 2011

TortoheliePress

il settimanale gratuito di Tortolì

Sciopero anche a Tortolì

foto: Federica Melis Manifestazioni e cortei si sono svolti in tutta Italia contro la manovra economica e finanziaria del Governo Monti. E’ gelo tra sindacati e Premier. L’atteso incontro di domenica a Palazzo Chigi, infatti, non ha avuto alcun esito positivo. Anche Tortolì e l’intera Ogliastra si ribellano ad una misura considerata iniqua. (pagina 2)

ss re eP eli oh rt To

Editoriale

Politica

Cronaca

Risiko sulle aree ex cartiera

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ss re eP eli oh rt To

L’ultima battaglia è quella del bando su misura per la Saipem, ex Intermare, per l’acquisizione di 5 ettari nella zona dello stacker che avrebbero consentito un arretramento del cantiere liberando aree fronte porto, vitali per il decollo turistico di Arbatax e quindi di Tortolì. In teoria una bella idea, ma non si capisce se per l’incuria di qualche ben pagato funzionario regionale - come ci ha fatto intendere il Consigliere Regionale Angelo Stochino (Pdl), anche se su questo non si è levata altrettanto alta la voce dell’altro consigliere regionale Pd - oppure per qualche altro giochino politico, l’ultimo fra i tanti di una lunghissima serie. Siamo stati facili profeti, due settimane fa, quando denunciammo l’incongruenza di quel bando mentre nessuno sembrava volerne parlare, sindacati, partiti e istituzioni in prima fila. La torta, sembra evidente, è quella delle decine di milioni per l’infrastrutturazione del aree ex cartiera, risorse ferme da troppi anni, che evidentemente fanno gola a tanti. Su quell’altare è stato fatto naufragare il polo nautico e su quelli scogli naufraga oggi ogni altra ipotesi che possa avere anche una sola possibilità di attuazione. Si parlava anni fa della lobby immobiliarista che avrebbe messo gli occhi sull’area e che si muoverebbe remando contro tutti e solo in favore di se stessa. (pagina 2)

Bocciata la manovra del Professore Aumenta la tassazione diretta e indiretta, non contiene misure che favoriscono la ripresa economica, colpisce le fasce deboli della società. Ecco la manovra Monti. (pagina 7)

Tortolì località S. Michele, bivano di mq 55 circa, 1° piano complesso residenziale “Il Borgo Bianco”. L’appartamento composto da: zona giorno con angolo cottura, camera matrimoniale, un bagno e due verande panoramiche coperte. Posto auto.

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Scaduto la scorsa settimana il bando per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto all’interno del territorio ogliastrino. (pagina 2)

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Cultura Castor, tocca a te! E’ arrivata la delusione della sconfitta. I granata scoprono quanto sia amaro e duro il risveglio da un sogno lungo quasi tre mesi. (pagina 9)

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TortoheliePress CRONACA

2 dalla prima

Venerdì 16 Dicembre 2011 • tortoheliepress@gmail.com

Manovra economica. Sciopero anche a Tortolì foto: Federica Melis Manifestazioni e cortei si sono svolti in tutta Italia contro la manovra economica e finanziaria del Governo Monti. E’ gelo tra sindacati e Premier. L’atteso incontro di domenica a Palazzo Chigi, infatti, non ha avuto alcun esito positivo. Lo scorso lunedì si è tenuto un sit in di protesta dei sindacati anche a Tortolì, in piazza Fra Locci. Erano una cinquantina i manifestanti, esponenti di CGIl, CISL, UIl riuniti nella piazza fronte la chiesa, pochi giovani, la maggior parte pensionati. Per i sindacati, questa è una manovra priva di equità sociale: nei tagli alla spesa pubblica, carente nelle politiche di crescita, “socialmente insopportabile”. Una manovra che colpisce i redditi più bassi, contrae

Amianto: bomba ecologica sotto casa

Editoriale

O ppure degli appetiti regionali che sarebbero rivolti su quelle

risorse per utilizzarle in altri lidi sulla falsariga di ciò che è stato fatto sul polo nautico che ha visto l’Ogliastra prima in Sardegna nella programmazione e nei primi interventi strutturali per poi vedere tutte, dicansi tutte, le risorse veleggiare verso Olbia e Cagliari. L’ennesima battaglia, dicevamo, di cui non si coglie appieno il fine, l’oggetto della guerra, del Risiko che si gioca sulla nostra pelle, e lo strano sentore, palpabile a Tortolì,di esserne comunque la vittima designata.

i consumi, accentua la recessione e crea nuova disoccupazione. “Una manovra che punta a fare cassa” -spiega il Segretario Provinciale CGIL Luigi Vacca - “Con un pesante intervento sulle pensioni, aumentando l’iva, le accise sui carburanti, la tassazione sulla prima casa. Non si parla invece delle tassazioni ai grandi patrimoni immobiliari e finanziari, della riforma fiscale a favore dei lavoratori e pensionati, della famiglia. E’ necessario - rimarca il Segretario- - riequilibrare una situazione completamente a sfavore dei lavoratori e dei pensionati mentre si continuano a proteggere i soliti privilegiati, è inaccettabile.” Efisio Piras, Segretario Provinciale della Uil

Pensionati dichiara: “In seguito all’incontro della scorsa domenica con il Prof. Monti , siamo rimasti molto delusi. Abbiamo la percezione che ci sia un conflitto di interessi nel governo, chiediamo equità mentre ancora una volta pagano i pensionati, mancano interventi contro l’evasione fiscale, contro gli sprechi istituzionali e i costi della politica”. Antonella Carracoi esponente Feneal ribadisce: “Se questa manovra andrà avanti in questo modo noi proseguiremo le nostre battaglie e continueremo scioperare”. Anche l’Assessore ai Lavori Pubblici, Paolo Stochino, esprimere il proprio parere sulla manovra: “Non mi sembra che questo governo di tecnici stia facendo un grande operato, anzi. Non si sta intervenendo sulle cose realmente importanti, è necessaria una modifica drastica, per esempio, con un taglio netto ai finanziamenti pubblici dei partiti, i quali devono reggersi esclusivamente con le quote d’iscrizione e con finanziamenti privati; deve essere ridotto il numero dei parlamentari, la diaria, e tutte le agevolazioni dei parlamentari. Queste sono le azioni concrete da realizzare.” I tre sindacati confederali hanno manifestato uniti contro la manovra del governo, uno sciopero di sole tre ore, che a detta loro, sarà solo il principio di una lunga serie di manifestazioni, se le parti sociali non verranno ascoltate da questo Governo. (F. M.)

Scaduto la scorsa settimana il bando per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto all’interno del territorio ogliastrino. Anche quest’anno infatti, la Provincia Ogliastra ha indetto un bando per l’eliminazione della pericolosa sostanza dagli edifici della zona. Le richieste, secondo una stima non ufficiale, sarebbero circa trentuno, tut-

te provenienti da enti privati. A causa della forte crisi economica, infatti, le aziende pubbliche non avrebbero avuto la possibilità di affrontare la seconda fase, quella della ricostruzione che segue lo smantellamento delle strutture contaminate. Il documento prevedeva che il contributo (di circa cinquemila euro) fosse destinato alla “bonifica di edifici o strutture residenziali e loro pertinenza, a negozi e piccole attività commerciali e artigianali”, mentre gli interventi di ripristino e ricostruzione, all’interno del documento non erano affatto contemplati. La situazione è molto preoccupante e la rimozione totale di questo veleno dalle nostre città dovrebbe essere posta tra le priorità più urgenti. La presenza dell’amianto, dichiarato fuori legge già negli anni ‘90 a causa della sua elevata nocività, pone un gravissimo problema ambientale e di salute pubblica e desta non poche preoccupazioni all’interno del territorio ogliastrino. Ogni anno infatti, l’amianto uccide più di mille persone in tutta Italia. Secondo alcuni

studi entro venticinque anni, venti o addirittura trentamila persone potrebbero perdere la vita a causa di contatti con il “cementoamianto”, materiale altamente friabile che se inalato può portare a gravissime malattie ai polmoni come tumori alla pleura, carcinomi e mesotelioma. Nella nostra provincia sarebbero tantissimi gli edifici pubblici e privati realizzati con diversi elementi contenenti amianto. Nella città di Tortolì fin dagli anni ‘50, la sostanza-killer è stata impiegata in modo massiccio in abitazioni, capannoni e cantieri, per grondaie, cisterne, coperture e addirittura tubature, ma nonostante precise normative e direttive ne vietino l’uso sono ancora decine le strutture che ancora necessitano di una bonifica. Vista l’altissima incidenza in Ogliastra, di tumori e malattie talvolta molto gravi con probabili cause ambientali qualsiasi elemento potenzialmente latore di problemi per la salute pubblica dovrebbe essere eliminato. Ci auguriamo che la situazione venga risolta al più presto. (ClPi)


Capobellavista. Facciamo chiarezza sui radar

Indagine ambientale sui radar del P.I.S.Q Rilevamento di campi elettromagnetici di alta frequenza finalizzato alla tutela della salute

Sabato si è tenuto, alla Rosa dei Venti ad Arbatax, un incontro informativo su: Nuove installazioni radar a Capo Bellavista; rischi per la salute e l’ambiente, a cura di Atobiu Sardegna, un gruppo autogestito per lo smantellamento del Pisq (Poligono Interforze Quirra). All’incontro è intervenuto anche Graziano Bullegas segretario di Italia Viva che da tempo si batte contro l’installazione dei radar in Sardegna. Il nostro giornale si è già occupato di questo argomento, sollevando domande sull’effettiva utilità e pericolosità di questi radar e sulla poca informazione che esiste in merito. Nel febbraio 2011 si diffuse la notizia circa un progetto che prevedeva la realizzazione di cinque radar militari di fabbricazione israeliana per la sorveglianza costiera. L’iniziativa, giustificata dalla necessità di monitorare gli arrivi di immigrati, ha individuato per le installazioni siti di grandissimo valore naturalistico ed elevato grado di protezione (Capo Sperone, Isola dell’Asinara, Santa Vittoria a Tresnuraghes, Capo Pecora e l’Argentiera) In seguito si è venuti a conoscenza del fatto che queste installazioni erano parte di un più ampio progetto di monitoraggio delle coste, che prevede la realizzazione di altri 11 radar di questo genere, in Sardegna. Tra questi, fa parte anche Capo Bellavista ad Arbatax. Da questo incontro, però, nasce un’altra preoccupazione non soltanto per l’installazione di un nuovo radar ma per quelli già esistenti. A Capo bellavista si trova, infatti, un’installazione radar che è parte di un complesso molto più grande: il poligono di Quirra. Non tutti sanno che in questa zona sono presenti due radar estremamente potenti. Non vogliamo

creare allarmismi, ma in tutta Italia e nel resto dell’isola sono innumerevoli i gruppi No Radar nati contro l’installazione di radar molto meno potenti, forse sarebbe il caso di soffermarsi un po’ più a pensare a ciò con cui noi conviviamo da trent’anni. Anche perché questi sono posizionati nel centro dell’abitato di Arbatax. Uno dei due radar il RIS-3C (a parabola) è usato nelle esercitazioni militari, è chiamato di “inseguimento” e usato per seguire l’andamento di un oggetto che viene lanciato e di cui si vuole catturare la traiettoria. Esso viene utilizzato solamente durante le esercitazioni militari, e si suppone non dovrebbe mai essere puntato verso l’abitato. Il secondo, invece, è un radar di scoperta, serve per scrutare l’orizzonte, il classico radar girevole, ed è sempre attivo. Il primo ha una potenza di 250 kw, il secondo più debole 10 kw. A questi bisogna sommare il guadagno di antenna (letteralmente è un amplificatore) significa che questi numeri si moltiplicano. L’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici sono state classificate dallo IARC ((International agency for research on cancer) “possibilmente cancerogeni per l’uomo”. In Italia esiste una legislazione che limita le emissioni di onde elettromagnetiche: 40 V/m è la soglia per gli effetti acuti, 6 V/m la soglia per gli effetti deboli. Gli effetti acuti possono avere ripercussioni sul sistema nervoso, quali necrosi o disturbi permanenti. Mentre gli effetti dati a chi è esposto costantemente e per lungo tempo a un campo magnetico debole, sono causa di fenomeni di malattie ad alterazioni del sangue. E’ stata fatta un’indagine ambientale sui radar Pisq (Poligono Interforze Salto di Quirra) nella stazione di Capo Bellavista per il rilevamento dei campi elettromagnetici. L’immagine, riporta i limiti per gli effetti acuti (40 V/m) e per la distanza di sicurezza (6 V/m) per l’intensità del campo elettrico. Nell’immagine di Arbatax sono evidenziati i due limiti delle emissioni del radar RIS 3-c per gli effetti acuti. I limiti larghi, invece, sono i limiti per gli effetti deboli. E’ evidente che l’abitato è più che compreso dentro questi limiti, addirittura all’interno dei limiti acuti. Due anni fa, l’Università di Pisa fece uno studio sull’esposizione ai campi elettromagnetici nella postazione del poligono di Quirra e nelle zone limitrofe, nel quale chiariva l’eventuale presenza di problemi di esposizione a radiazioni elettromagnetiche. Proprio in questo studio manca la zona di Capo Bellavista. Sappiamo, però,

che a Torremurtas, esiste un’installazione simile, con gli stessi due tipi di radar. E dalle analisi svolte sul luogo dall’Università di Pisa, il risultato è che nei dintorni della postazione le rilevazioni erano completamente fuori dai parametri ammissibili. A fronte di questa situazione preesistente che pare preoccupante, oggi, si parla di installare un nuovo radar, parte di un progetto della rete radar più grande del mondo (VTMIS). Un investimento da 5 milioni di euro a radar, alla faccia della manovra Monti lacrime e sangue. La domanda finale è questa: i radar sono o non sono fonti di rischio? E’ vero che questi sono e saranno installati in zone militari, ma le onde elettromagnetiche escono fuori dai loro recinti, interessando chi ci vive attorno. Servono risposte chiare, e le istituzioni devono darcele, abbiamo due radar nel mezzo di un centro abitato da 30 anni. Purtroppo a noi non resta che fare congetture, ma vorremmo saperne di più. Per chiunque fosse interessato, a breve verrà organizzato un nuovo incontro informativo nel locale Arbataxino. (Federica Melis)

Zona industriale foto: Melis foto:Federica Laura Meloni

La zona industriale di Tortolì non brilla per pulizia. Gli angoli delle strade sono da tempo in balia dell’incuria. Sembrava che qualcosa avesse iniziato a muoversi: dalle cunette sono state rimosse le erbacce, ma la rasatura ha portato a galla la spazzatura prima celata dall’erba alta. Tortolì non è una città clamorosamente sporca, nonostante in alcuni luoghi del paese si possa notare un affiorare di rifiuti quasi discreto, che non da particolarmente nell’occhio. Ma intanto la sensazione di trascuratezza aumenta, e la percezione del disordine si fa via via sempre più evidente. La zona industriale è uno di questi spazi, ma qui la spazzatura in certi angoli è molto evidente. Viene da chiedersi perché chi di dovere non riesca a debellare del tutto la sporcizia, ma anche quanto sia diffuso il malcostume di insudiciare le pubbliche strade di una cittadina che, oggi più che mai, avrebbe bisogno di collaborazione. (I.O.)

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CRONACA

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Monte Attu: via Flaiani senza luce Si fanno sentire gli abitanti di Via Flaiani strada di MonteAttu più precisamente una traversa di Viale Pirastu. Pare che a causa del loro essere fuori mano il comune si sia dimenticato che quasi dieci anni fa gli abitanti della zona hanno pagato gli oneri di urbanizzazione. La strada gode di un buon manto stradale ma purtroppo non c'è illuminazione e cosa ancor più grave non ci sono le fognature. Ogni casa ha un pozzo che depura e scarica la propria fogna in un fiumiciattolo situato davanti alla via che a sua volta scarica nel rio Foddeddu. Questa situazione sta creando parecchi disagi a lungo andare ma soprattutto è impensabile che in una cittadina come Tortolì ci sia una zona “senza fognature” e gli abitanti debbano pensare anche a quello. Stanno reclamando un loro diritto! Hanno pagato e gli spetta una zona ben servita e illuminata. (Federica Pilia)


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Che belle le nostre radio

Comunicare è un imperativo dell’era contemporanea, e recentemente sono venuti alla luce media nuovi di zecca. Nonostante l’avvento delle nuove tecnologie, il più antico dei mezzi di comunicazione di massa, ovvero la radio, resiste e può contare su un compatto pubblico di aficionados. Questo affetto ha i suoi riscontri anche nei piccoli centri e nelle piccole (per ora) province; ne è un esempio l’Ogliastra, che conta tre radio in piena attività e una tradizione radiofonica che è andata un po’ a perdersi dopo l’applicazione, tanti anni fa, della legge Mammì a causa della quale chiusero molte radio libere che trasmettevano da altrettanti paesi ogliastrini. La radio consente un rapporto intimo con l’ascoltatore. La chiave è l’interazione, oggi resa ancora più agevole dai social networks attraverso i quali qualche radio permette agli ascoltatori di esplicitare le proprie osservazioni. E’ il caso di Radio Rama sound, la prima radio libera fondata in Sardegna (per la precisione nel 1968). Oggi la sua programmazione copre tutta l’ogliastra, il nuorese e parte del cagliaritano. “Radio Rama incentra la tipologia di programmazione sulla diretta. – dice Francesco Muntoni, direttore dell’emittente – E’ importante abbracciare il pubblico, far sì che non si senta escluso. Negli ultimi anni abbiamo raggiunto ottimi risultati grazie alla qualità dei ragazzi che lavorano alla radio e grazie ai live; inoltre radio Rama è ormai

radicata nel territorio. Ci sono alcuni appuntamenti fissi che vantano degli ascoltatori particolarmente fedeli. Se per qualche ragione non vanno in onda, capita che questi ci chiamino per avere notizie sui loro programmi preferiti.” La radio può essere un mezzo utile per diffondere una buona cultura musicale, nonostante non sia facile sottrarsi alle leggi del mercato. Ma, secondo il dj di punta di radio Rama, Stefano “Smilzo” Scudu, niente impedisce di conciliare qualità musicale e esigenze di mercato. “Cerchiamo di selezionare il meglio delle ultime novità e dei grandi successi. Bisogna tener conto del pubblico: ogni programma si rivolge principalmente a una tipologia di spettatore; le scelte musicali avvengono anche in base a questo parametro.” Altra radio storica di Tortolì (ma ha le sue frequenze coprono tutta l’Ogliastra) è Radio Stella, nata nel 1983. A dimostrazione di come la radio sia un mezzo che permetta una forte vicinanza col pubblico, la programmazione di radio Stella permette anche la diffusione di richieste di lavoro, vendite e comunicazioni di vario tipo. “La nostra emittente è diventata un punto di riferimento per chi cerca un impiego. – dice Gianni Careddu, direttore di radio Stella – Inoltre ci siamo sempre occupati di politica, e anche di politica economica. Abbiamo organizzato e trasmesso dibattiti elettorali atti a informare gli spettatori, e abbiamo anche appoggiato qualche causa. Per esempio, è grazie al nostro sostegno e alla mobilitazione che abbiamo saputo creare che è nata l’associazione diabetici in Ogliastra.” Impossibile non citare radio studio 101, emittente molto seguita a Tortolì soprattutto dai più giovani. Nel quotidiano programma di dediche e richieste musicali, la radio esprime tutto il proprio potere comunicativo, dimostrando come nell’era dei nuovi media gli adolescenti non disdegnino affatto uno strumento tecnologicamente datato ma, a livello di contenuti, ricco di umanità e di potenzialità sociali. (I.O.)

Tortoliesi a Londra: per molti un bel sogno Mentre decine di persone provenienti da tutto il mondo scelgono di vivere nella nostra piccola città, sono tantissimi i giovani tortoliesi che decidono di cercare fortuna altrove, di scappare da un posto che reputano troppo limitato e incapace di offrire ai propri giovani una vita all’altezza delle loro capacità e dei loro sogni. Eppure Tortolì sembrerebbe il posto ideale in cui costruire qualcosa e formare una famiglia. Chi non vorrebbe far crescere i propri figli nel nostro paese? Il cibo è genuino, il mare è meraviglioso, non mancano le scuole e le attività per il tempo libero. Per gli sportivi e gli amanti delle attività all’aria aperta c’è solo l’imbarazzo della scelta: si può fare nuoto, giocare a calcio, a pallavolo, a tennis e fare bellissime passeggiate ed escursioni al mare, in montagna o in campagna. Abbiamo un cinema e un teatro, alcune Radio e perfino un giornale! Se la vita fosse una vacanza, probabilmente la nostra città sarebbe il posto ideale in cui vivere. Ma la realtà è un’altra. Non si vive di solo mare e sport. La verità è che per usufruire di tutte le cose che Tortolì ha da offrire, bisognerebbe avere un lavoro e una sicurezza economica. E purtroppo è proprio questo che manca alle nuove generazioni di tortoliesi. Superate le paure iniziali e l’ansia che normalmente colpisce chiunque decida di stravolgere completamente la propria vita, decine di ragazze e ragazzi pieni di sogni e aspettative si trovano a vivere nuove esperienze in luoghi molto lontani da casa, lontani dagli amici, dagli affetti e dal proprio rassicurante pezzetto di terra natia. Tra le mete predilette dei nostri compaesani gli Stati Uniti, l’Australia, la Germania e l’Inghilterra. Ed è proprio nel Regno Unito che hanno scelto di vivere Claudio, Mauro, Marcello, Daniela, Marianna e tanti altri nostri compaesani. Claudio S. e Marianna C. hanno accettato di raccontarci la propria esperienza, le proprie sensazioni. Due persone molto diverse, con quasi niente in comune, accomunate però dallo stesso punto di vista sulla situazione della nostra piccola città. Una città che tanto amano, ma nella quale non tornerebbero a cuor leggero, soprattutto dopo aver visto con i propri occhi cosa il resto del mondo può offrire. Marianna, laureata in lingue all’Università di Firenze, probabilmente ha scelto un periodo un po’ difficile per cercare un lavoro nel suo campo in Gran Bretagna. Una “brutta sorpresa” per la ragazza che non si aspettava di trovare tante difficoltà a trovare un’occupazione. Tutto il mondo è paese e la crisi non guarda in faccia a nessuno. <<Anche l'Inghilterra è vittima della crisi e trovare un lavoro è veramente difficile-dichiara Marianna- La vita è davvero carissima>>. Londra in questo momento offre solo lavori diversi da quelli per i quali lei ha studiato, ma la ragazza

ha deciso di non arrendersi <<Non sono ancora disposta a rinunciare a tanti anni di studio, quindi ho deciso di tornare in Italia dove potrei continuare a studiare e cercare qualcosa di meglio. Ovviamente non potrò farlo a Tortolì che purtroppo "non è un paese per giovani". Nonostante io ami la mia terra incondizionatamente non sono pronta a tornare a viverci. Credo che nella vita servano più esperienze possibili per crescere. Se un giorno dovessi farmi una famiglia, mi piacerebbe comunque far crescere i miei figli a Tortolì dove l'aria è ancora genuina e i bambini possono ancora giocare per strada>>. Diversa la situazione di Claudio S. 23 anni che vive a Londra da un anno. Anche lui, nonostante il grande amore per la sua terra, non pensa di tornare. O almeno non subito. Il ragazzo non ha avuto molte difficoltà a trovare lavoro nel campo della ristorazione ed è molto felice della sua nuova vita londinese. <<E’ passato un anno e non mi pento della scelta che ho fatto. Ho il mio bel lavoro, le mie amicizie e tutto il necessario per sfruttare ogni momento libero che mi offre il lavoro. Posso giocare a calcetto, andare in palestra, giocare a tennis e divertirmi con i miei amici. Qui non mancano i locali notturni e ci sono sempre decine di cose da fare.>> Uno scenario molto diverso da quello tortoliese, dove la notte a regnare sono solo noia e desolazione. A Claudio manca la sua famiglia, la ragazza, gli amici e la sua squadra di calcio. Gli mancano i suoi punti di riferimento, la sua casa, il suo mare. Ma nonostante la nostalgia di casa sia spesso molto forte, il ragazzo non tornerebbe subito a Tortolì, una città che “ costringe i giovani ad espatriare all’estero per costruire qualcosa”. <<Qui a Londra, come credo in tanti altri posti, il lavoro ti dà molte soddisfazioni, c’è molta meritocrazia. Per legge ogni lavoratore deve avere almeno 2 giorni liberi a settimana. Noi ragazzi ci sentiamo più tutelati rispetto al nostro paese, anche dal punto di vista organizzativo. Per qualsiasi dubbio o problema c’è sempre qualcuno in grado di risolverlo, senza il classico “scarica-barile” tipico del nostro Paese! Sono tantissime le cose che mancano alla nostra città, forse troppe…ed è un vero peccato>>. Un altro mondo insomma. L’entusiasmo di Claudio e il coraggio di Marianna sono quasi contagiosi. Entrambi sono convinti dell’importanza di vivere esperienze del genere e consigliano ai propri giovani compaesani di provarci. <<E’ un’esperienza unicaaggiunge Claudio- a volte le cose si vedono con più lucidità allontanandosi un po’. Consiglio non solo ai miei amici, ma a tutti i ragazzi che leggeranno l’articolo di provarci, di scoprire altre realtà. In ogni caso il bagaglio che si riporteranno a casa sarà enorme.>> (ClPi)

Il Buddismo in Ogliastra

Il buddismo arriva in Ogliastra nei primi anni ‘80 come nel resto della Sardegna, quello che si pratica qui come nella maggior parte dell’Europa è il buddismo di Nichiren Daishonin dal nome di un monaco giapponese del XIII secolo. Nel nostro paese un gruppo di persone si sono impegnate a tenere vivo questo insegnamento per loro e per gli altri facendo in modo che il buddismo si stabilizzasse anche qui. Il buddismo si basa principalmente sulla preghiera costante e sincera, i praticanti recitano davanti a un oggetto di culto chiamato gohonzon. Questo è una pergamena in cui sono trascritti diversi ideogrammi che raffigurano la vita interiore degli esseri umani, quest’oggetto per tanto non rappresenta un dio ma una condizione presente in tutte le persone: la forza interiore ossia la “buddità”. Il primo gohonzon venne scritto proprio da Nichiren Daishonin alla fine del 1200 e la sua funzione era proprio quella di far emergere la “buddità” che esiste dentro ogni essere umano. Risvegliarla permette di far emergere una saggezza superiore in grado di realizzare tutti i nostri sogni. Per far questo bisogna pregare costantemente giorno dopo giorno davanti al gohonzon recitando la frase:“Nammyoho-renge-kyo” in questo modo tutti gli elementi, i fatti, e i suoni prodotti dalla preghiera entrano in sintonia e recitandola si riporta l’armonia nel nostro ritmo vitale. “Il gruppo di praticanti che vive stabilmente nella nostra cittadina tiene vivo l’insegnamento buddista con incontri settimanali in case private” ci spiega Barbara Piras Buddista praticante da ormai vent’anni. “Ogni persona ha certamente aspetti della sua vita che vorrebbe cambiare, un problema da risolvere o un sogno da realizzare. Questa pratica serve per migliorare la propria vita: non è un esercizio intellettuale. Si pratica il buddismo per vincere, non importa quanti problemi o sofferenze si abbiano, la vita è sempre più forte. Per riuscire ad affrontarla al meglio dobbiamo sviluppare la nostra forza interiore recitando Nam-myoho-renge-kyo davanti al gohonzon.” Anche Gisella Arzu come Barbara ci ha raccontato le sue impressioni: “Io pratico il Buddismo da 11 anni l’esperienza più bella è stata scoprire il potenziale illimitato della mia vita e farlo scoprire anche alle altre persone. Non sto parlando di potere inteso come comando, ma parlo di potere interiore, mettermi in discussione con me stessa abbattere tutte le insicurezze le paure e le debolezze che mi facevano soffrire.” (Pilia Federica)

FUORI DAI DENTI Ancora sul tetto dell’Episcopio

Tempo fa abbiamo posto al sindaco una domanda riguardo ai lavori di rifacimento del tetto dell’episcopio per l’improprio utilizzo di tegole invecchiate artificialmente e di forma e dimensioni estranee alla tipologia del periodo. Nella risposta lui scaricò di fatto ogni responsabilità sulla Soprintendenza ai Beni Culturali che ne curava ogni aspetto assicurando comunque il suo interessamento. Da allora più nulla. Deve sapere, il Sindaco, che fra i suoi compiti vi è quello di tutelare la nostra città anche nei riguardi di terzi, fossero anche altre istituzioni, e nel farlo dovrebbe pensare di più alla sostanza di ciò che accade piuttosto che alla forma. Vedere stravolto uno degli edifici storicamente più importanti di Tortolì nell’indifferenza delle istituzioni è colpa politica grave.

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CRONACA

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Riciklando il Natale: consigli per gli acquisti in tempo di crisi Qualche anno fa il Natale aveva provato a rovinarcelo il mensile Focus Storia. I supporter del presepe non saranno ancora riusciti a dimenticare l’articolo in cui Mauro Pesce e Franscesco Scorza Barcellona accusarono i Re Magi niente meno che di non essere mai esistiti. Una batosta da cui fu difficile riprendersi. Quest’anno tra Spread, Eurobond, Eba, Default, Fed, Fitch, Esfs, Pil non ci abbiamo capito un cazzo però, frugandoci le tasche, ci siamo resi conto che non ci era rimasto un soldo. Ma se avevate pensato di dover rinunciare agli irrinunciabili regali non temete usuifritori di crisi non temete, c’è riciklo.com, il sito con cui si possono rimettere in circolo gli oggetti che, per qualche motivo, non servono più, scambiandoli, vendendoli, barattandoli oppure regalandoli. Rispetto ai vari siti di scambio o di e-commerce esistenti, Riciklo è una vera e propria piattaforma interattiva tra utenti che massimizza le probabilità di raggiungere un accordo. Infatti, creando una semplice vetrina con quello che vogliamo riciclare, si gestiscono, anche simultaneamente, molteplici proposte di scambio con più oggetti che ci interessano, oppure di compensazione (proposta di scambio con aggiunta del denaro), o anche di vendita, se si preferisce guadagnarci qualcosa. La sezione più appetibile in questo momento è certamente quella dei regali, sia per la possibilità di liberarci di ciò che non ci serve più facendo un favore a noi stessi e a chi lo riceverà, sia per l’occasione di poter fare un regalo a qualche amico o parente senza spendere assolutamente niente. Se neanche questo dovesse bastare non ci resta che affidarci alla storia dell’ex pugile italo-americano Jake La Motta: “Eravamo così poveri che a Natale il mio vecchio usciva di casa, sparava un colpo di pistola in aria, poi rientrava in casa e diceva: spiacente ma Babbo Natale si è suicidato”. (Luca Schirru)


La manovra del Professore? Bocciata senza appello

La manovra Monti è stata accompagnata da un battage pubblicitario di dimensioni talmente imponenti da creare più confusione che chiarezza sulle misure introdotte. Ma quale sarà il suo reale effetto sulla vita degli italiani? Partiamo dal presupposto che all’approvazione finale della legge mancano circa 80 decreti attuativi di varia natura, ai quali si potrebbero aggiungere oltre 200 emendamenti parlamentari. Insomma, esistono diverse possibilità che la versione finale della manovra sia molto diversa da quella predisposta inizialmente. Allo stato attuale, comunque, il documento prevede grandi sacrifici da parte della popolazione comune, poche misure rivolte a far pagare chi ha di più e pochissime misure dirette allo sviluppo. La gran parte della popolazione sarà colpita principalmente in due modi: l’aumento della tassazione diretta e indiretta, e le modifiche sulla legislazione pensionistica. Per quanto concerne il primo punto, già da alcuni giorni, l’aumento della tassazione sulla benzi-

na, ha portato i benzinai ad alzare i prezzi dei carburanti, giunti ormai a livelli insostenibili. Nel secondo semestre del 2012 anche l’I.V.A. salirà del 2%, decretando un aumento generalizzato dei prezzi al consumo. A tale tipo di pressione indiretta sui cittadini, si aggiungerà la reintroduzione dell’I.C.I. sulla prima casa (ora I.M.U.) che risparmierà solo i nuclei familiari di ampio numero a basso reddito. Infine il capitolo pensioni, che di fatto vede l’abolizione delle cosiddette pensioni d’anzianità, ottenute in base agli anni di contributi versati. Sopravvivono solo le pensioni di vecchiaia, quantificate con il sistema contributivo. Il decreto prevede un aumento generale e progressivo dell’età pensionabile, che culminerà nel 2018 con il raggiungimento del limite di 66 anni per entrambi i sessi. Particolarmente significativo è l’effetto della riforma sui nati dopo il 1952, i quali rischiano di vedere l’imminente entrata in pensione, rimandata di 5 anni. A fronte dei sacrifici descritti, ci si sarebbe aspettati un azione rigorosa che limitasse le disuguaglianze presenti in Italia colpendo i redditi più alti, gli evasori e i privilegi della politica. Ciò non accadrà. La manovra prevede l’aumento della tassazione sui prodotti di lusso e sui posti barca, misure insufficienti che colpiscono un numero ristretto di persone. In un Paese dove il 10% delle famiglie, possiede il 44,5% della ricchezza complessiva si sarebbe forse potuto agire in modi più efficaci. Una patrimoniale? Forse, ma non solo quella. Il problema principale è che la lotta all’evasione fiscale avrebbe dovuto essere il

fulcro della manovra. Anche una patrimoniale può essere insufficiente quando il 42,4% delle barche di lusso e il 31,7% delle automobili oltre i 185 cavalli presenti sul territorio nazionale risultano intestate a contribuenti che dichiarano meno di 20 mila euro l’anno. Non si capisce, inoltre, perché i miliardi di euro di proprietà immobiliari della Chiesa debbano essere esentate dal pagamento della nuova I.C.I. Come non si capisce perché il governo stia rinunciando all’asta sulle frequenze televisive per fare un favore all’ex Premier Berlusconi. Si arriva infine alla più macroscopica delle carenze di questa manovra: i tagli ai costi della politica. Quelle che avrebbero dovuto essere le prime misure adottate dal decreto stanno sparendo vergognosamente grazie al colpo di coda della Casta. Parzialmente positiva è invece l’azione sul mercato del lavoro. La manovra prevede un taglio del costo del lavoro attraverso la deduzione dell’I.R.A.P. sulle assunzioni di donne e giovani under 35. Tale misura difficilmente sarà sufficiente a rilanciare la crescita economica, che avrebbe invece avuto bisogno di un poderoso piano di investimenti. Pertanto - benché la nascita dell’esecutivo Monti avesse creato grosse aspettative di rilancio economico e di correzione delle macroscopiche sperequazioni presenti nella società italiana - per quanto concerne la valutazione dell’opera svolta finora, possiamo senz’altro dire che il governo dei professori risulta bocciato senza appello. (Thomas Melis)

Il “migrante” Cucca torna nel Pdl. Ma non lo vogliono

A volte ritornano. Dopo qualche mese passato in Alleanza per l’Italia, Angelo Cucca ha ripreso la tessera del Pdl. In Italia non stupiscono molto queste strane migrazioni, visto che la sindrome ormai famosa come “mastellite” colpisce tantissimi politici. Stupisce magari che una persona faccia ritorno in un partito che non apprezza troppo: “A me piace molto il movimento Unidos, il partito di per sé, il Pdl, non è che mi sia così congeniale”. Cucca si è tolto qualche sassolino dalla scarpa con qualche suo compagno di partito, arrivando a usare parole molto pesanti contro coloro che hanno mostrato scontento per il suo ritorno nel Pdl. Comunque, nonostante sia stato più volte il candidato del centrodestra alle elezioni lui non è “uno di centro destra. Sono un socialista, fin da ragazzino. Sono stato nel Partito Socialista per quasi trent’anni, poi in Forza Italia, una parentesi di otto mesi nell’Api e ora di nuovo nel Pdl con Unidos”. A cosa è dovuto il suo rientro nel Pdl? È una cosa avvenuta mesi fa. L’abbandono dell’Api da parte del mio gruppo si è verificato perché la nuova organizzazione del partito aveva un progetto che non corrispondeva più alle nostre idee. Ovvero? Pensavamo che questo partito all’interno del gruppo regionale avesse la possibilità di avere una certa libertà di azione. Con l’avvento di Ro-

berto Capelli come coordinatore regionale, che ha azzerato i vertici regionali e ha sistemato tutti i suoi amici, stile vecchia Democrazia Cristiana, abbiamo capito che non c’era più spazio per fare politica. Siccome sono sempre stato un amico ed estimatore di Mauro Pili, una volta usciti dall’Api abbiamo deciso di entrare nel movimento Unidos, una costola del Pdl. A noi interessa fare politica vera, come fa Mauro. Dentro il Pdl sono stato sempre uno che ha avuto i suoi spazi, il suo seguito e i suoi voti, quindi ho voluto provare a tornare nel mio vecchio partito, anche se ho più voglia di lavorare con Unidos che di seguire la politica provinciale del Pdl. Sabato ci sarà una grande manifestazione a Tortolì, saranno presenti Mauro Pili e Settimo Nizzi, e si parlerà di tre obiettivi per lo sviluppo dell’Ogliastra: metanodotto, tariffa unica ed Equitalia. Come mai era andato via dal Pdl? Quando sono andato via dal Pdl, coraggiosamente, era un momento in cui il partito era all’apice. Avendo il Pdl perso le elezioni regionali, e successivamente il ballottaggio delle provinciali, nonostante io avessi raccolto moltissimi voti, sono andato via perché avevo scoperto che alcuni esponenti del mio partito avevano remato contro per non vincere quel ballottaggio. Di conseguenza, io il più votato, Rubiu non ha vinto, e io son rimasto a terra. La cosa mi ha fatto girare le scatole e ho sbattuto la porta. Perché proprio all’Api? Vedevo un partito che si muoveva col Terzo Polo, di centro, e ambiziosamente, diventandone un esponente regionale, pensavo di poter costruire qualcosa per la Sardegna. Amo la politica, non sono andato là perché mi hanno promesso qualcosa o comprato, ma perché conscio di lavorare molto, e ci stavo riuscendo sino a che non son cambiati i vertici. Visto che mi piace la politica ho deciso di tornare a lavo-

rare con l’amico Mauro Pili. A me piace molto il movimento Unidos, il partito di per sé, il Pdl, non è che mi sia così congeniale. Quindi la tessera Pdl? Come minimo per diventare coordinatore di un movimento del Pdl, il coordinatore deve essere tesserato. Pare ci sia qualche scontento del suo ritorno. Il partito, da quando sono andato via, ha visto la nomina di due commissari. Uno, quello provinciale, Armando Loi, totalmente inefficace per quel che riguarda la politica del territorio, mai fatta una riunione degli iscritti del partito. Non si riesce neanche a capire chi abbia nominato questo Sergio Deidda coordinatore tortoliese, che si è permesso di fare una riunione per vedere se io potessi tornare o meno nel Pdl, senza sapere che la mia tessera era stata già vistata da Angelino Alfano e dagli amici a Roma, mentre lui, quando da Tortolì arriva a Bari Sardo, già non conosce nessuno. Non mi interessa polemizzare, risponderò col mio gruppo sabato, facendo politica al Teatro San Francesco. Pare strano che lei torni in un partito di cui non condivide le istanze... Se mi sta chiedendo se condivido gli organismi, glielo sto dicendo, non li condivido. Perché lei condivide che ci sia in un partito uno senza arte né parte che hanno messo lì come fantoccio a fare il segretario e poi questo si alza e dice “secondo me lui non deve rientrare”? A me cosa me ne frega di Sergio Deidda, o di Armando Loi? Io mi metto a lavorare per il partito e per quello che sta facendo un uomo del partito che si chiama Mauro Pili. Non pensa che anche i suoi elettori possano essere un po’ spiazzati da questi suoi spostamenti? Vedremo sabato, se il teatro si riempie o se ci lasciano soli. Comunque nel centrodestra sono stato sempre l’uomo che ha raccolto più voti. E in politica contano i numeri. (Laura Meloni)

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POLITICA

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Raccolta firme IDV Sono solo cinque i cittadini tortoliesi che si son recati all’Ufficio anagrafe del Comune per firmare a favore delle leggi di iniziativa popolare “taglia-casta” promosse dall’Italia dei Valori. Un numero talmente esiguo che desta stupore, dovuto probabilmente alla poca pubblicizzazione dell’iniziativa. La raccolta firme prevede due proposte di legge per il taglio dei costi della politica, soprattutto dopo il rinvio della riduzione del numero dei Consiglieri Regionali, che in Sardegna sono tantissimi, se rapportati al numero degli abitanti, e percepiscono una delle indennità più alte. La prima delle due proposte prevede infatti il dimezzamento dei Consiglieri da 80 a 40, e, affinché sia assicurata la rappresentatività dei territori, la nuova legge elettorale dovrebbe assicurare l’elezione di almeno un consigliere per ciascun collegio. La seconda iniziativa, invece, vorrebbe che venisse effettuato il taglio degli emolumenti dei consiglieri, con l’eliminazione dei contributi economici ai gruppi, la soppressione di vitalizio, buonuscita, benefici, nonché delle retribuzioni aggiuntive per gli incarichi nel consiglio e nei gruppi consiliari. In secondo luogo, è previsto il divieto assoluto di consulenze esterne, a parte certi casi in cui sarà possibile ricorrere alla collaborazione delle Università. Le consulenze esterne in Italia sono ormai simbolo dello spreco e dei costi esorbitanti della politica, e rappresentano il terreno fertile in cui prospera la corruzione nella pubblica amministrazione. Una corruzione che, secondo la Corte dei Conti, costa al Paese 60 miliardi di euro l’anno e fa guadagnare all’Italia, nel 2011, il 69° posto nella classifica mondiale dell’organizzazione Trasparency International, che misura l’Indice di percezione della corruzione di 183 Paesi del mondo (nel 2010 eravamo al 67° posto). Le due proposte dell’Idv prevedono un risparmio di 80 milioni di euro, ma per fare in modo che le firme siano valide si deve raggiungere il numero di 20.000 per la prima iniziativa e di 10.000 per la seconda. A Tortolì i cittadini non stanno firmando numerosi, ma pare che nel resto dell’isola i dati siano promettenti e che forse già prima di Natale i numeri di cui si ha bisogno saranno raggiunti. (L.M.)


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Castor, tocca a te!

foto: Giovanni Cabras E’ arrivata la delusione della sconfitta. I granata scoprono quanto sia amaro e duro il risveglio da un sogno lungo quasi tre mesi. L’urto è di quelli che si fa sentire. I granata incassano la prima sconfitta in campionato giovedì scorso, e nello scontro al vertice di domenica, subiscono il secondo arresto consecutivo. Analizzando le due partite, emergono almeno due punti chiave di lettura, utili a comprendere le varie sfaccettature dei due incontri, e per certi versi, anche del resto del campionato. Il primo punto, riguarda la sfida persa nel turno infrasettimanale di giovedì scorso, dove è arrivata la prima sconfitta stagionale dei tortoliesi, che ovviamente fa parte del gioco, dove non sempre possono arri-

vare dei risultati positivi, ma purtroppo in questo caso è emerso un particolare da non sottovalutare, perché, complice una serie di ragioni, la Castor si è ritrovata in inferiorità numerica, per colpa di tre espulsioni. Il problema sta nel fatto che, non è la prima volta che accade in questo campionato, e ciò comporta affrontare le partite successive, spesso importanti, decimati dalle squalifiche, com’è avvenuto nello scontro con la prima in classifica nell’ultimo turno di campionato. Il secondo punto chiave, è emerso paradossalmente contro il Pirri, dove una Castor in emergenza, è andata nel cagliaritano, ed è purtroppo stata beffata al novantesimo dalla capolista, in una partita che ha dato delle risposte molto positive, nonostante la bruciante sconfitta in zona cesarini. I tortoliesi, infatti, hanno affrontato la partita a viso aperto, ed hanno ricevuto i complimenti, fatto sicuramente molto raro in un campo di calcio, direttamente dalla squadra avversaria, a dimostrare che l’ossatura e la mentalità della squadra prendono sempre più dimensione e spessore. La prossima partita vedrà i granata impegnati in un altro scontro al vertice contro il CUS Cagliari, ed è l’ennesima prova del nove di queste positivo campionato, la Castor lo sa, ora tocca solo a lei recitare il ruolo da protagonista. (Riccardo Melis)

Girasole: ora ci vuole una vittoria Domenica scorsa i gialloverdi di Mister Murino hanno giocato una sfida importante nel campo del Cus Cagliari squadra che occupa la posizione precedente a loro in classifica. I ragazzi Si fanno sfuggire i tre punti della vittoria. Il primo tempo passa senza troppi colpi di scena a parte il gol realizzato da Medda per il cus cagliari su calcio di rigore. I girasolini appaiono spenti e privi di idee non gratificando il pubblico che li segue in tutte le trasferte spronandoli in continuazione. All’ottantesimo dopo il 2a0 dei padroni di casa la partita sembra ormai destinata a finire con questo risultato ma al novantesimo quando scoccano i cinque minuti di recupero succede dell’incredibile. Prima il Girasole accorcia le distanze con Pusceddu e subito dopo Comida porta sul 2 a 2 il risultato. Partita finita? No, il cus Cagliari al 94’ si riporta in vantaggio sempre con Medda ma dopo appena sessanta secondi Mameli prima si procura poi trasforma il calcio di rigore chiudendo la partita definitivamente sul tre a tre. Domenica prossima i ragazzi di Mister Murino affronteranno la Frassinetti squadra di mezza classifica. La squadra cercherà di portare a casa una vittoria per trascorrere una pausa natalizia serena! (F.P.)

STEAK HOUSE

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SPORT

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CARNI E CONTORNI Servizio d’asporto

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Tortolì calcio, segnali di risveglio

SPORT

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Che sarebbe stata dura questa nuova avventura nel campionato di promozione, era sotto gli occhi di tutti. Tuttavia, neanche il più incorreggibile dei pessimisti avrebbe avuto la forza di pronosticare un avvio di stagione così sottotono,

dato che, la situazione in classifica del Tortolì, ad un passo dal termine del girone d’andata, non è certamente, tra le più rosee. In ogni caso, forse qualcosa sta cambiando, poiché il lungo week end scorso, ha regalato quattro punti ai tortoliesi, grazie al vittorioso turno infrasettimanale, che ha visto tra l’altro l’esordio con goal di Daniele Salerno, e successivamente il pareggio domenicale nel derby contro il Cardedu. Partecipe, di questo risveglio, è senza dubbio il calciomercato, che mai come quest’anno, è una boccata di aria pura. Il cosiddetto mercato di riparazione, ha portato nelle file dei rossoblù, degli innesti importanti: Enrico Pani, tortoliese di ritorno dal Muravera; Alberto Deiana, che vestiva la maglia del Barisardo; e il già citato Daniele Salerno, che probabilmente dei tre, sarà quello che potrà dare veramente valore a una stagione che finora ha regalato molte delusioni. Questa domenica ci sarà una sfida molto importante in chiave salvezza, infatti, i ragazzi di mister Tamponi, saranno impegnati nella delicatissima trasferta contro il Sant’Elena, squadra che precede i tortoliesi di un solo punto in classifica. Il periodo di adattamento è ormai raggiunto, e bisogna rimboccarsi le maniche, ora è arrivato il momento di invertire il senso di marcia, e di risalire verso zone molto più tranquille, e sicuramente più consone a una piazza conosciuta come quella di Tortolì. (R.M.)

Arbatax: arriva il giro di boa

Quella di domenica prossima contro la Baunese, in programma al Fra Locci alle ore 15, sarà l’ultima gara del girone di andata per la compagine arbataxina. I ragazzi di Mister Cantelmi sono reduci dalla sconfitta beffarda subita domenica scorsa sul campo della Gesturese al 96esimo. Oltre il danno, la beffa: infatti Mister Cantelmi dovrà fare a meno del fantasista Mario Di Santo, espulso per doppia ammonizione, che non potrà giocare contro quella che per anni è stata la sua squadra. Un assenza di rilievo che scombussola i piani dell’allenatore arbataxino che comunque spera di recuperare il capitano Giovanni Devigus. Si preannuncia una gara assai impegnativa soprattutto se si pensa che la Baunese attualmente occupa la seconda posizione in classifica ed è reduce dal pareggio per due a due contro la capolista Seui Arcuerì. Dal canto suo l’Arbatax non può permettersi un altro passo falso, soprattutto tra le mura amiche dove non vince da due domeniche subendo altrettante sconfitte. In settimana il Direttore Sportivo Cuccu ha affermato: “La gara di domenica ha dimostrato che la nostra squadra ha carattere. Non era facile rimontare in dieci uomini in un campo ostico come quello di Gestori. Peccato per come sia finita ma dobbiamo continuare su questo passo”. (Claudio Mascia)

L’Airone cerca nuova grinta

I NOSTRI CONTATTI

Non ci si aspettava proprio la sonora batosta dell’Airone volley contro l’Ariete Oristano. La compagine tortoliese vinceva per due set a zero, aveva la vittoria in mano anche nel terzo set che portava avanti per 23 a 20, quando non si sa per quale motivo, le ragazze, forse per poca concentrazione, hanno smesso di combattere, regalando alle avversarie dell’Ariete il set. Da qui la disfatta: l’Airone ha smesso di crederci, perdendo la partita per 3 set a 2. Sabato 17 dicembre l’Airone sfiderà la Tespiense a Quartu Sant’Elena. Il Presidente Demurtas: Dobbiamo recuperare questa sconfitta e spero che le ragazze riacquistino la grinta per questa sfida”. Nonostante gli ultimi insuccessi, le Tortoliesi rimangono comunque al terzo podio della classifica. Forza Airone!

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A Lanusei la personale di Francesco Spatara

Francesco Spatara: pittore di grande talento, originario di Catanzaro e tortoliese d’adozione. L’avevamo lasciato in Liguria, dove in primavera ha presentato la mostra “Quinte del corpo” ottenendo il favore di pubblico e critica. Lo ritroviamo oggi alla vigilia di un appuntamento per lui molto significativo: la prima mostra personale in terra ogliastrina. L’esposizione delle opere realizzate dall’artista negli ultimi dieci anni ( per un totale di circa settanta quadri) si terrà infatti nel Museo Civico di Lanusei e sarà aperta al pubblico per un discreto lasso di

tempo: dal vernissage previsto per il pomeriggio del 17 dicembre fino al 30 gennaio 2012. Il Comune di Lanusei ha sostenuto invero il progetto di B&BArt Museo di arte contemporanea ideato con lo scopo di far conoscere e celebrare “un’attività artistica importante che si è evoluta in modo riservato e senza clamori”. La mostra porta l’accattivante titolo di “Donne e lupi” ed è stata definita “un omaggio alla tenace resistenza di un uomo e di un artista che ha cercato, in un territorio isolato e aspro come quello della Barbagia Ogliastrina della Sardegna, di coltivare l’inclinazione creativa attraverso lo strumento pittorico e grafico”. Abbinato alla mostra sarà poi disponibile anche un prestigioso catalogo in grado di rappresentare in toto la fervida attività pittorica di Francesco Spatara. Nelle opere di questo pittore riscontriamo delle forme e dei colori graffianti al servizio di emozioni che hanno sapore di quotidianità. E facciamo la conoscenza di una singolare accoppiata: donne e lupi. Le prime portatrici di una sensualità sofferta. I secondi simbolo di mistero e coraggio. L’artista riesce a fissarli sulla tela in una sorta di trasfigurazione, di trasformazione, in un dialogo continuo tra il bestiale e l’umano. Curatrice e direttore artistico della mostra Bianca Laura Petretto, artista performer, giornalista ed esperta d’arte moderna e contemporanea. Indubbiamente questa esposizione rappresenta per tutti gli appassionati del genere un grande appuntamento artistico. Un appuntamento al quale sicuramente non mancheremo. Resta solo da chiedersi: come mai Tortolì si è lasciata sfuggire la grande opportunità di ospitare la mostra di un così talentuoso concittadino? (M. G.)

L’UTE si salva dal naufragio Negli ultimi tempi abbiamo ricevuto notizie (non senza una certa preoccupazione) inerenti alle precarie condizioni economiche dell’UTE, l’Università della Terza Età. Ne hanno parlato anche alcuni noti quotidiani, sostenendo che la chiusura della scuola fosse vicina, che il suo destino fosse quello di dover chiudere i battenti dopo tredici anni di apprezzata attività a causa dei mancati finanziamenti da parte degli enti preposti. Abbiamo così deciso di interpellare Roberto Uda, il presidente dell’UTE ogliastrina, per vederci più chiaro. E abbiamo ricevuto una sorpresa. Oltretutto piacevole. Pare infatti che siano arrivati i tanto agognati finanziamenti da parte della Provincia e che quindi i problemi dell’Università della Terza Età siano destinati a risolversi completamente e a breve. Ci dice Roberto Uda: “la situazione del mancato finanziamento è stata risolta positivamente in questi ultimi giorni attraverso lo sblocco del contributo provinciale dovuto dalla Provincia in seguito al trasferi-

mento delle competenze sulle UTE dalle regioni alle provincie. A questo punto possiamo finalmente riprendere l’attività dell’associazione, che grazie all’intervento del Comune di Tortolì ora ha una sede centrale ricca di spazi nei quali concentrare le molteplici attività”. Questo non può che farci piacere, principalmente per due motivi. Il primo: la cultura è stata una volta tanto tutelata dagli enti pubblici. L’UTE infatti offre opportunità formative e culturali variegate ( corsi, laboratori, incontri) e di qualità. Il secondo: è stato evitato a molte persone di trascorrere tristi serate in solitudine davanti alla rimbecillente televisione. Perché questa Università rappresenta per tante persone non più giovanissime non solo un momento di acculturazione e informazione ma anche e soprattutto un’occasione per fare amicizia, per socializzare e avere uno scambio costruttivo con l’esterno. E non ditemi che è poco. (Michela Girardi)

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Alla Banca del Tempo tortoliese una ne pensano e cento ne fanno. L’ultima idea proposta dal gruppo capitanato da Elvira Depau riguarda il Natale e nello specifico uno dei simboli principali di questa festività: il presepe. Verrà infatti installata lungo le vie centrali di Tortolì una serie di cinque presepi allestiti con il solo ausilio di creatività e materiali di riciclo. Come sappiamo il presepe è una rappresentazione della natività carica di simboli che si sono stereotipati nel tempo. Alcuni provengono direttamente dal racconto evangelico, altri dall’iconografia dell’arte sacra. Consapevole di tutto ciò e quindi per non peccare di banalità la Banca del Tempo ha ideato dei presepi “alternativi” sia nella scelta dei materiali che nello stile. Primo fra tutti, il singolare “presepe dei pescatori” sito in via Monsignor Virgilio. Al posto della stella cometa campeggia nell’esposizione un grande faro e tutti i personaggi ( la Sacra Famiglia in primis) sono vestiti alla marinara e sapientemente sistemati tra reti ed attrezzi per la pesca. Con questa idea la Banca del Tempo desidera partecipare al “Concorso Diocesano Presepi 2011” che quest’anno ha per tema proprio il lavoro. Un’ iniziativa che certamente sarà accolta dai tortoliesi con entusiasmo, visto che per le nostre vie di natalizio c’è per il momento ben poco. (M.G.)

Natale in musica(L) Qualche mese fa avevamo annunciato l’apertura a Tortolì dei corsi dell’Accademia del Musical George Gershwin. Ragazzi di tutte le età hanno partecipato alle audizioni e poi iniziato a studiare con impegno e dedizione. Canto, certo. Ma anche ballo e recitazione. Perché il musical, come molti di voi sapranno, è un genere estremamente completo dal punto di vista artistico. Il risultato di questi primi mesi di studio e applicazione verrà portato in scena mercoledì 21 dicembre alle ore 18.30 al Teatro San Francesco di Tortolì. Il direttore artistico Massimiliano Melis e gli insegnanti dell’Accademia hanno scelto per l’esibizione dei ragazzi sia dei brani pop in chiave Glee sia brani tratti da alcuni celebri musical. Un repertorio direi piuttosto invitante. Sul palco ascolteremo: Matteo Cucca, Andrea Melis, Alice Cucca, Ilaria Mulas, Giulia Lai, Carla Comida, Mara Murgia, Rebecca Lai, Emanuela Murru, Giulia Toxiri, Elena Scudu, Giulia Muggianu, Alice Pirisino, Stella Basoccu, Federica Serdino, Maribel Canu, Beatrice Morlè, Federica Praxiolu, Greta Muggianu, Ilaria Patteri, Sara Marini, Sara Gesualdi, Giorgia Gaias, Marzia Foddis, Elena Puccioni, Irene Pili e Lucrezia Pintus. Sosteniamo la musica e il talento partecipando a questa bella iniziativa. (M.G.)

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CULTURA

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Tortohelie Press è un settimanale gratuito. Registrazione Aut. Tribunale di Cagliari n°13/ 11 del 19/05/2011. Direttore Raimondo Schiavone Responsabile pubbliche relazioni e pubblicita Patrizia Salis In Redazione Federica Melis Grafico Francesca Zicca Collaboratori Ilaria Orrù, Federica Pilia Riccardo Melis, Patrizia Salis, Michela Girardi Claudio Mascia, Thomas Melis, Claudia Pilia, Laura Meloni, Andrea De Murtas Sede Legale Viale Bonaria 98 09125 Cagliari Sede Amministrativa Via Barracelli snc 08048 Tortolì Editore Primaidea Srl

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Tortohelie N27  

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