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Editoriale

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Liebe Leserin und lieber Leser

Cara lettrice, caro lettore,

Wohl wie ein Fisch im Wasser... So möchten doch auch wir uns fühlen. Nur, woher wissen wir eigentlich, wie wohl sich dieser fühlt? Effektiv kann ich es mir gar nicht so richtig vorstellen. Aber gefangen werden und dann noch verspiesen... Na ja, das gehört wohl zum Leben, zumindest zu dem eines Fisches. Je nach dem: Glück für uns, Pech für ihn! Geht er nicht an die Angel, ist es umgekehrt. Seit 10 Jahren nun nehmen ich und mein Team Sie mit auf Reisen durchs Tessin. Sie halten die neuste Ausgabe des emoTIon TOP TICINO in den Händen. Es ist Ihr Exemplar. Und wieder erfahren Sie auf diesen Seiten Wissenswertes über die Italienische Schweiz: aus den “ersten Tagen” eines Senkrechtstarters, dem berühmten Innenarchitekten Carlo Rampazzi, über die Walser und den unvergessenen Fotografen Roberto Donetta, das weltweit berühmte JazzAscona mit seinen Highlights. Besinnlicheres bieten die philosophischen Gedanken über Kunst und Künstler von Hans Saner, des wohl bekanntesten Schweizer Philosophen. Dazu stellen wir Ihnen die einzigartigen Werke von Tessiner Künstlerinnen vor, spannende Bücher aus dem Tessin und die Kochgeheimnisse von vier Meisterköchen. Aus nächster Nähe berichten wir über Cardada, den Hausberg von Locarno, und von ferneren Traditionen erzählt Ihnen der Beitrag über die Kunst der Bonsai. Mit Oldies but Goodies geht’s dem Ende zu, und dort finden sich wie immer Informationen zu den Veranstaltungen im Tessin und in den CH-Museen. Spass muss sein: darum dürfen Sie zum guten Schluss beim unserem Sudoku rätseln und gewinnen. Aber als Gewinn gilt mir sowieso jeder Tag. Darf es ein bisschen mehr sein? Klar – immer - auch für Sie: in den Ferien bei uns!

È con rinnovato piacere che vi saluto su questa pagina. Oh! faceva la bocca sulla copertina dell’ultima edizione, mentre su questa troviamo l’orecchio pronto a lasciarsi sedurre dai suoni dei più noti solisti e band della scena jazzistica internazionale; ad ascoltare storie di tempi passati o sentire cosa c’è di nuovo in Ticino… Ma con le straordinarie fotografie di Roberto Donetta, le delicate fragranze di un giardino un po’ speciale, la morbidezza di stoffe tessute con raggi di luna o il sottile craquelé delle ceramiche raku e con le prelibatezze proposte da grandi chef, la vista, l’olfatto, il tatto e il gusto vengono altrettanto viziati in questo numero. Sì, un viaggio sensoriale alla scoperta o riscoperta del meglio che il Ticino ha da offrire. Stimolo anche per la mente grazie alle riflessioni del filosofo e la scelta di libri che vi proponiamo per approfondire temi sviluppati nelle nostre rubriche. E tanti soggetti ancora, per incuriosirvi, dilettarvi e divertirvi. Non esitate poi a riempire la griglia del sudoku: con un po’ di fortuna vincerete uno dei due weekend da sogno per due persone al Hotel Esplanade di Minusio! Vi auguro una buona lettura e tanto piacere mentre sfogliate le prossime pagine. Con un cordialissimo saluto!

Catherine Wolfsperger

Herzlich Ihre

Renata Dupont

Copertina / Titelbild: Luca Pennella lucapennella@yahoo.it


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H A N D M A D E I N I TA LY S I N C E 1 9 2 4

DAMIANISSIMA

Via Nassa, 1 - LUGANO


Sommario Inhalt

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Editoriale / Editorial

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All that Jazz JazzAscona

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I Walser Die Walser

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Professione pescatore Berufsfischer

26 30

Principe Carlo Prinz Carlo

34 36

Chiar di luna filato Antonietta Airoldi Gewebtes Mondlicht Antonietta Airoldi

40 42

Roberto Donetta - Pioniere della Fotografia Roberto Donetta - Pionier der Fotografie

45

Lacrima by Bucherer

46 47

Nero su/auf Weiss Philocolonna

48 50

Giardino incantato Zaubergarten

54

À la carte (IT/D)

64

Ristoranti/Restaurants GaultMillau

66 68

Un maestro di Raku Renato Domiczek Ein Raku-Meister Renato Domiczek

72 74

Un’artista consapevole Marisa Casellini Eine bewusst lebende Künstlerin Marisa Casellini

76 78

La Terracotta del Ticino Terracotta im Tessin

82 84

Cardada La montagna dei Locarnesi Cardada Der Hausberg von Locarno

86 88

Club Ticino Autostoriche Oldtimer Club Ticino

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New (IT/D)

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Impressum

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Agenda Eventi/Veranstaltungen

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Agenda musei/Museumskalender

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Concorso Sudoku/Wettbewerb

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Abbonamenti/Abonnement


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Ritmo

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ALL THAT JAZZ! JAZZASCONA, UN FESTIVAL UNICO AL MONDO

di Michele De Bernardi foto: Klaus Sommer

Una parata nel pomeriggio con la Hurricane Brass Band

È vero che da alcuni anni JazzAscona è divenuto un evento di rilievo internazionale, un must per gli intenditori, che attira sempre un foltissimo pubblico. Ma di momenti difficili il festival ne ha passati non pochi nei suoi primi 24 anni di esistenza… Acqua passata. La sua bella cera odierna, JazzAscona la deve innanzitutto a Nicolas Gilliet e Luca Martinelli, da ormai quattro anni i padri adottivi di un festival che continua a credere nelle magie di una musica, il jazz, che sa ancora emozionare e parlare all’uomo di oggi.

«Il successo di JazzAscona si spiega con l’atmosfera speciale e così rilassata del festival», ci dice il direttore esecutivo, Luca Martinelli. «Non credo che esistano al mondo posti molto più belli del lungolago di Ascona per organizzare un grande festival. La suggestione del luogo fa tanto. E poi c’è la ricchissima programmazione musicale – oltre 200 concerti e 400 ore di musica – che ci distingue nel panorama dei grandi festival europei. Gli appassionati di jazz sanno che ad 6

Ascona esiste un progetto culturale forte e coerente legato a un certo tipo di musica. Per questo abbiamo un pubblico proveniente da tutta Europa. Negli ultimi anni il direttore artistico ha poi accentuato ancora di più il nostro legame storico con New Orleans e i suoi musicisti. Non a caso abbiamo anche lanciato una raccolta di fondi dopo l’uragano Katrina, che ha permesso di raccogliere 260'000 franchi, in gran parte già distribuiti in loco».


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Jan Jankeye’s Mobil Band.

Mark Brooks (basso) e Steve Blailock (chitarra).

Il gruppo di Dr. Michael White

Ovunque ci sia musica, Uncle Lionel conduce la danza!

«Il festival asconese si è però ulteriormente consolidato – prosegue Martinelli – grazie anche all’apporto di un nuovo sponsor principale, il Casinò di Locarno, venuto ad affiancare partner di lunga data come Dannemann, Coop e BancaStato, la Società albergatori e gli enti pubblici (Comune, Cantone ed Ente turistico Lago Maggiore in prima fila) che da sempre fanno la loro parte». «Siamo un festival un po’ folle e fuori dagli schemi», spiega dal canto suo il direttore artistico Nicolas Gilliet. «Proponiamo musica diversa da tutti gli altri festival e siamo orgogliosi di poterlo fare con rigore e coerenza. La forza di Ascona è quella di essere un grande jazz club all’aperto, dove per 10 giorni è possibile ascoltare il meglio del jazz classico a livello mondiale e dove ognuno può veramente avere un contatto ravvicinato con gli artisti, se lo desidera. Per dire: l’anno scorso ho visto un ragazzino con le bacchette in mano, che si faceva spiegare i segreti dell’arte della batteria da un artista. Una cosa fantastica, non prevista da nessun contratto, che non può certo succedere in altri festival in cui il business è predominante. Naturalmente è fondamentale potersi proiettare nel presente e nel futuro in maniera dinamica, tenendo sempre conto di

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Tanya Boutté, cantante di New Orleans

Il sassofonista Red Holloway, vincitore dell’Ascona Jazz Award 2007 con Leroy Jones

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quelle che sono anche le nuove esigenze del pubblico. Noi lo facciamo, e il successo, ad esempio della nuova tenda “jazz club” – diventata l’anno scorso un punto di ritrovo per molti giovani fino a tarda ora – è davvero significativo in questo senso. È importante mantenersi propositivi e cercare di migliorare su ogni livello». «Anche in quello delle strutture. Il festival ha proposto al comune la realizzazione di un progetto molto ambizioso, che prevede la fabbricazione di nuovi palchi design, a forma di vela.

Palchi che di notte diventano lanterne, pensati per dare un immagine forte al lungolago asconese e per i quali si deve però ancora completare il finanziamento. Altri sogni nel cassetto? «Quello più grande, sarebbe di poter creare un Jazz Club ad Ascona», conclude Nicolas Gilliet. «Sarrebbe bello poter dare una certa continuità alla musica jazz anche al di fuori dei 10 giorni del festival. Non è detto che qualcosa non nasca prossimamente, un’associazione, un club, vedremo»…

Nell’attesa, circondati da alcuni preziosi collaboratori, i due direttori di JazzAscona non si risparmiano per portare avanti i loro progetti. Nicolas Gilliet e Luca Martinelli vedono lontano! www.jazzascona.com

26 GIUGNO – 6 LUGLIO 2008

Lionel Hampton e gli Indiani del Mardi Gras

Il trombettista Gregg Stafford

Un’attenzione speciale sarà riservata a Lionel Hampton e al vibrafono con una serie di concerti che andranno a coprire i vari aspetti della musica di questo grande jazzman. Molti, gli eventi speciali previsti, fra i quali spiccano (a grande richiesta!) ben due Messe Gospel celebrate dal carismatico parroco di New Orleans Father LeDoux e la consegna dell’Ascona Jazz Award 2008 al sassofonista Donald Harrison, anche conosciuto come “Big Chief ” dei “Mardi Gras Indians”. Il cartellone 2008 proporrà solisti e band del jazz classico fra i più affermati: Dan Barrett, Evan Christopher, la Barrelhouse JazzBand, Warren Vaché, Harry Allen, Bob Wilber, Duffy Jackson, Scott Hamilton, le fantastiche Pfister Sisters, Eddie Bo e tanti altri. 8


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Es ist offensichtlich: JazzAscona entwickelte sich in den letzten Jahren zum Ereignis von internationaler Bedeutung, ein must für Kenner, das immer mehr in- und ausländisches Publikum anzieht. Die Schwierigkeiten, die das Festival in den ersten 24 Jahren seiner Existenz durchlaufen hat, sind heute Schnee von gestern! Seit vier Jahren haben Nicolas Gilliet und Luca Martinelli das Ruder fest in der Hand. Ein Team, das an die Magie des New Orleans Jazz glaubt und eine Musik zu vermitteln weiss, die uns bewegt und berührt. von Michele De Bernardi Fotos: Klaus Sommer

Roderick Paulin (sax) con/mit Charlie Miller

Moon over Ascona…

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ALL THAT JAZZ! JAZZASCONA EIN WELTWEIT AUSSERGEWÖHNLICHES FESTIVAL

John Cocuzzi (piano) con/mit Andy Cleynder (basso)

Le italiane/die Italienischen Boop Sisters, festival 2007

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Rhythmus

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die Veranstaltung schon seit Jahren mittragen und uns tatkräftig zur Seite stehen.» «Unser Festival ist vielleicht ein bisschen verrückt und ausserhalb des üblichen Rahmens», erklärt der künstlerische Direktor Nicolas Gilliet. «Wir bieten Musik, die es an keinem anderen Festival zu hören gibt und sind stolz darauf, dieser Linie treu bleiben zu können. Das Besondere daran ist auch, dass sich die Veranstaltung wie ein grosser Freiluft-Jazzclub präsentiert, wo während zehn Tagen das weltweit Beste des klassischen Jazz zur Aufführung kommt und sich Publikum und Musiker so nahe

La cantante siciliana Marilia Vesco/aus Sizilien

die historische Verbindung mit New Orleans und seinen Musikern gefestigt. Es ist deshalb kein Zufall, dass wir nach dem Hurrikan Katrina mit einer Spendeaktion stolze 260'000 Franken sammeln und grösstenteils bereits vor Ort verteilen konnten. Das Asconeser Festival hat sich darüber hinaus auch Dank des Beitrags eines neuen Hauptsponsors, dem Casino Locarno, gefestigt,» so Martinelli weiter, «aber auch Kraft der altbewährten Partner wie Dannemann, Coop und BancaStato und den langjährigen Unterstützern wie Kanton, Stadt, Verkehrsverein Lago Maggiore und Hotelierverein, die

Mark Brooks, controbassista di New Orleans

«Die spezielle und entspannte Atmosphäre des Festivals machen einen grossen Teil des Erfolges von JazzAscona aus», meint der heutige Direktor Luca Martinelli. «Ich glaube, es gibt weltweit nicht viele solch charmante Orte wie Ascona, mit seiner berühmten Seepromenade und den lauschigen Ecken. Dies, und das reiche Programm unseres Festivals – über 200 Konzerte und 400 Stunden Musik – wissen das Publikum zu verzaubern und weisen die Veranstaltung als Perle unter den europäischen Festivals aus. Bewusst hat der künstlerische Leiter Nicolas Gilliet das musikalische Angebot ausgebaut und

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Un musicista della/ein Musiker der Sott Burg JB

jungen Menschen vielbesuchter Treffpunkt, ist ein voller Erfolg und zeigt uns, dass wir auf dem richtigen Weg sind. Wichtig ist, für Neues offen zu bleiben und Verbesserungen auf allen Ebenen anzustreben. Auch strukturenmässig.» «So hat das Festival der Gemeinde ein ehrgeiziges Projekt vorgeschlagen: ein neues Design der Bühnen mit segelartiger Überdachung, die nachts wie Laternen leuchten. Es würde an Asconas Seepromenade neue Zeichen setzen. Ein weiterer Traum ist die Realisierung eines Jazz Clubs in Ascona, denn es wäre wichtig, dieser Musik auch ausserhalb der zehn Tage, Raum und Kontinuität zu geben. Möglich, dass sich schon bald etwas in dieser Richtung tut, ein Verein ein Club, mal sehen…», schliesst Nicolas Gilliet unser Gespräch. Bis es so weit ist, arbeiten die Direktoren und ihre wertvollen Mitarbeiter mit grossem Eifer an ihren Projekten. Nicolas Gilliet und Luca Martinelli blicken zuversichtlich in die Zukunft!

sind, wie nirgends sonst. Zum Beispiel wurde ich letztes Jahr Zeuge einer rührenden Szene: ein kleiner Junge liess sich von einem der Musiker in die Geheimnisse der Schlagzeugkunst einweihen. Ein herrliches Bild, in keinem Vertrag vorgesehen und unvorstellbar an ande-

ren Festivals bei denen heute das Geschäft im Vordergrund steht. Es ist natürlich grundlegend, sich mit der Gegenwart und der Zukunft dynamisch auseinanderzusetzen und die heutigen Bedürfnisse des Publikums nicht aus den Augen zu verlieren. Das neue Zelt “JazzClub”, ein von

www.jazzascona.com

26. JUNI – 6. JULI 2008

Lionel Hampton und die Mardi Gras Indians

Andy Cleynder

Hommage an Lionel Hampton mit einer Reihe von Konzerten, die den verschiedenen musikalischen Aspekten dieses grossen Vibraphon-Jazzers gewidmet sind. Spezielle Events sind vorgesehen, u.a. zwei GospelMessen, zelebriert vom charismatischen Pfarrer “Father LeDoux” aus New Orleans. Verleihung des Ascona Jazz Award 2008 an den Saxophonisten Donald Harrison, besser bekannt als “Big Chief ” der “Mardi Gras Indians”. Auf dem Plakat 2008 stehen Solisten und Bands des klassischen Jazz, die weltweit zu den anerkanntesten zählen: Dan Barrett, Evan Christopher, die Barrelhouse JazzBand, Warren Vaché, Harry Allen, Bob Wilber, Duffy Jackson, Scott Hamilton, die phantastischen Pfister Sisters, Eddie Bo und viele andere. 12


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Storia

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Partiti dal Vallese per emigrare nei Grigioni, i Walser hanno lasciato per strada un pezzo visibile della loro storia: l’antico insediamento di Bosco Gurin. di Maya Höneisen Foto: Casa Walser di Bosco Gurin Associazione Walser dei Grigioni Maya Höneisen, Helen Sprecher

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I WALSER TRACCE DELLA STORIA Tempo addietro, i Walser s’incamminarono su stretti sentieri di montagna, varcarono passi alpini ed approdarono in questo nucleo montano del Ticino, a 1500m d’altitudine. Ogni anno, migliaia di turisti visitano Bosco Gurin senza turbare la tranquillità e la pace che regnano nel pittoresco paese situato lassù, al limitare della Val Rovana. Le piccole case e le stalle di pietra e legno arso dal sole splendono nella luce e rispecchiano la straordinaria forza di volontà richiesta per sopravvivere, resistere ad interminabili inverni e conservare lingua e tradizioni proprie.

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Per vecchi sentieri verso la Val Rovana Oltre mille anni fa, un gruppo di Alemanni si stabilì nel Goms. Non si sa perché una parte di questi contadini montanari lasciò presto il Vallese superiore, e da Walliser che erano divennero, nel corso delle loro peregrinazioni, i “Walser”. Forse a causa di catastrofi naturali, malattie o sovrappopolazione. Chi non riusciva a guadagnare il pane quotidiano nel Vallese valicava il passo Saflisch per emigrare nella Valle di Binn, oppure a Formazza, attraversando la Bocchetta d’Arbola o il passo del Gries venendo dal Goms.


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Bosco Gurin diviene autonomo Nell’anno 1244 il comune di Losone diede in affitto le Alpi Gurine a gente proveniente dalla Formazza. Erano senz’altro numerosi i Walser intenzionati a stabilirsi a Gurin, poiché una chiesa vi fu consacrata già nove anni più tardi. Con ciò Gurin divenne un comune indipendente con un proprio sindaco. I Walser immigrati a Formazza ricevettero le alpi di Losone in eredità perpetua 29 anni dopo e si stabilirono definitivamente nella Val Rovana. Che le alpi fossero sovente, e restassero di proprietà privata era, in quell’epoca, peculiare dei Walser. Non fu però il caso a Bosco Gurin. Nel 1672 il Consiglio comunale decise di inserire i terreni nella proprietà comunale, fissando i diritti di pascolo a quattro lire per mucca, il che, per 250 mucche, a quei tempi non era proprio economico. 15


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La dura vita nel villaggio montano Passeggiando nel villaggio, s’incontrano testimonianze del passato ad ogni passo. La buona conservazione dell’insediamento costituito da rustici raccolti ai due lati di stretti vicoli pedonali, il medievale tedesco gurinese, ancora sporadicamente parlato, e l’aura che circonda il pittoresco villaggio, narrano d’inverni rigidi e nevosi, di discordie con altre comunità, dell’invasione militare dei francesi nel 1799, di miseria e privazioni. Ma narrano anche di una comunità autonoma, volitiva e determinata, che estirpava l’alimento vitale dalla natura. Le proficue incursioni oltre il confine della Formazza contribuivano a migliorare le finanze di tanto in tanto. Il brigantaggio era un’attività redditizia. Primo museo etno-storico in Ticino, la casa Walser rende partecipi della storia di questa gente. L’edificio, che risale presumibilmente al 1386 e conserva l’interno tipico di un abitato gurinese, si trova nella parte inferiore del villaggio dove ai tempi la piccola comunità dei Walser si riuniva in consiglio e per prendere decisioni comunali.


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Varcando le Alpi Non si sa quali motivi spinsero una parte dei Walser di Bosco Gurin ad abbandonare il villaggio. La scarsità di terre legata all’aumento del gruppo è una delle cause possibili. Se oggi, in un villaggio grigionese qualcuno vi saluta con un caloroso Guotta Tagg, sarà di certo un discendente di quei Walser provenienti dal Vallese e poi dal Ticino che tempo addietro approdarono nei Grigioni. L’immigrazione di germanofoni giunti dalla Formazza, Brig e Gurin è consegnata in un documento del 1286. Attratti dai generosi diritti di libertà loro accordati soprattutto dai Signori di Vaz, si stabilirono nelle Rezie, nelle regioni meno ospitali delle Alpi. Garantivano ai loro Signori il controllo sui passi alpini nelle valli di Hinterrhein, Avers,Vals, Safien, Mutten, Obersaxen, Davos, Prättigau e Schanfigg, mentre assicuravano l’aumento delle superfici coltivabili e la crescita demografica. E tuttora sono lÏ, distribuiti sull’intero arco alpino, un po’ rudi e testardi forse, ma di certo determinati e perseveranti. Hanno saputo tutelare e conservare la loro identità e la loro cultura attraverso i secoli. www.bosco-gurin.ch www.wir-walser.ch www.walserhaus.ch Walserhaus Bosco Gurin Raffaele Sarto CH 6685 Bosco Gurin Tel. +41(0)91 760 90 08 raffaele.sartori@gecos.ch

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Geschichte

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Gekommen sind sie aus dem Wallis, weitergezogen sind sie in den Kanton Graubünden. Hinterlassen haben sie ein Stück sichtbare Geschichte: Die alte Walsersiedlung Bosco Gurin. von Maya Höneisen Fotos: Walserhaus Bosco Gurin, Helen Sprecher, Walservereinigung Graubünden, Maya Höneisen

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DIE WALSER SPUREN DER GESCHICHTE

Wenn jährlich Tausende von Touristen das malerische Dorf Bosco Gurin besuchen, so tut dies der Ruhe und Stille, die hoch oben am Ende des Rovanatales herrschen, keinen Abbruch. Kleine Häuser und Ställe aus Stein und sonnenverbranntem Holz leuchten im Licht und widerspiegeln den starken Überlebenswillen, der notwendig war, um hier auszuharren, Sprache und Traditionen zu bewahren und langen Wintern zu trotzen. Auf schmalen Pfaden und über Passübergänge kamen die Walser einst in das auf 1'500 m.ü.M. gelegene Bergdorf im Tessin. 18

Auf alten Pfaden ins Rovanatal Über tausend Jahre ist es her, als eine Gruppe von Alemannen sich im Goms ansiedelte.Warum ein Teil dieser Bergbauern das obere Wallis bald wieder verliess und auf seinen Wanderungen im Laufe der Jahre von “Wallisern” zu “Walsern” wurde, ist nicht bekannt. Möglicherweise waren es Naturkatastrophen, Krankheiten oder Über bevölkerung. Wer sein Auskommen im Wallis nicht fand, zog weiter: Über den Saflischpass ins Binntal und den Albrunpass, oder vom Goms über den Griespass, ins Pomatt.


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Bosco Gurin wird eigenständig Im Jahre 1244 verpachtete die Gemeinde Losone Leuten aus dem Pomatt die Guriner Alpen. Es muss sich um eine grössere Anzahl Siedlungswilliger gehandelt haben, die nach Gurin kamen, denn schon nach neun Jahren wurde eine eigene Kirche geweiht. Gurin war damit eine selbständige Gemeinde mit einem eigenen Ammann. 29 Jahre später erhielten die eingewanderten Pomatter die Alpen von Losone für immer in Erbleihe und liessen sich endgültig im Rovanatal nieder. Es war damals eine Besonderheit der Walser, dass die Alpen häufig in Privatbesitz waren und auch blieben. Nicht so in Bosco Gurin. 1672 beschloss die Gemeindeversammlung, die Weiderechte von Losone zu kaufen und sie für den Preis von vier Pfund pro Kuh in Gemeindebesitz zu überführen.Was für damalige Zeiten und bei 250 Kühen nicht gerade billig war.

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Das harte Leben im Bergdorf Ein Spaziergang durch das Dorf führt auf Schritt und Tritt vorbei an Zeugen der Vergangenheit. Die gut erhaltene, aus Blockbauten und Steinhäusern bestehende Siedlung mit ihren schmalen Fusswegen, das vereinzelt noch gesprochene, mittelalterliche Gurinerdeutsch und die Aura, welche dem pittoresken Dorf anhaftet, erzählen von harten, schneereichen Wintern, von Zwistigkeiten mit anderen Gemeinden, von einer militärischen Invasion durch die Franzosen im Jahre 1799, von Not und Entbehrung. Sie erzählen aber auch von eigenständigen, beharrlichen, willens- und durchsetzungsstarken

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Menschen, welche der Natur das zum Leben Notwendige abtrotzten.Wobei gewinnbringende Ausflüge über die grüne Grenze ins Pomatt gelegentlich zur Auffrischung der Finanzen beitrugen. Der Schmuggel war ein einträgliches Geschäft. Das Walserhaus, als erstes ethnohistorisches Museum im Tessin, macht die Geschichte dieser Menschen erlebbar. Es stammt vermutlich aus dem Jahre 1386, zeigt die typische Innenarchitektur eines Guriner Wohnhauses und liegt im unteren Dorfteil, wo sich einst die kleine Gemeinschaft der Walser zu Beratungen und Gemeindebeschlüssen versammelte.

Quer durch die Alpen Welche Gründe einen Teil der Walser-Guriner dazu bewog, ihr Dorf zu verlassen, weiss man nicht. Bodenknappheit, hervorgerufen durch die wachsende Gemeinschaft, kann einer davon gewesen sein. Hört man heute in Bündner Dörfern ein herzhaftes “Guotta Tagg” dann sind es wohl Walser, die einst vom Wallis über den Kanton Tessin nach Graubünden gekommen sind. Eine Urkunde aus dem Jahre 1286 belegt, dass deutschsprachige Siedler aus dem Pomatt, aus Brig und Gurin einwanderten. Angezogen von grosszügigen Freiheitsrechten, die ihnen insbesondere die Freiherren von Vaz gewährten, siedelten sie sich in Rätien in den unwirtlichsten Gegenden der Alpen an: In den Tälern Hinterrhein, Avers, Vals, Safiental, Mutten, Obersaxen, Davos, Prättigau und Schanfigg sicherten sie ihren Herren somit die Kontrolle über die Alpenpässe, Vergrösserungen der Anbauflächen und Bevölkerungszuwachs zugleich. Und sie sind noch immer da, verteilt über den ganzen Alpenraum, etwas knorrig und eigensinnig vielleicht, sicher aber beharrlich und beständig. Über Jahrhunderte hinweg haben sie ihre Kultur und Identität behütet und bewahrt.

www.bosco-gurin.ch www.wir-walser.ch www.walserhaus.ch Walserhaus Bosco Gurin Raffaele Sarto CH 6685 Bosco Gurin Tel. +41 (0)91 760 90 08 raffaele.sartori@gecos.ch www.walserverein-gr.ch wvg@walserverein-gr.ch Walservereinigung Graubünden Thomas Gadmer Reichsgasse 10 CH 7000 Chur Tel. +41 (0)81 644 14 42

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FALCONERIA LOCARNO

R A PAC I IN VOLO Lasciatevi trasportare nel fantastico mondo dei rapaci. All’interno del nostro parco vi aspettano aquile, falchi, gufi e avvoltoi in volo, accompagnati da un cavallo andaluso che rappresenta la scuola d’equitazione spagnola. La rappresentazione è moderata in italiano e tedesco.

Lassen Sie sich in die spannende Welt der Greifvögel entführen. Erleben Sie in unserer Parkanlage das berauschende Gefühl Adlern, Falken, Eulen und Geiern im freien Flug ganz nahe zu sein. Die Vorstellung (ca. 45 Min.) begleitet ein andalusischer Vollblüter der spanischen Hofreitschule. Die Flugvorführungen werden in italienischer und deutscher Sprache erläutert.

Via delle Scuole 14 CH 6600 Locarno Tel. +41 (0)91 751 95 86 info.falconeria@gmail.com www.falconeria.ch

Stagione/Saison 2008: 15.03 - 02.11 Rappresentazioni volo rapaci/Flugvorführungen: 11.00 e/und 15.00 Apertura parco/Öffnungszeiten Park 10.00 - 12.00 / 13.30 - 16.30 su prenotazione/Auf Voranmeldung (min. 30 Pers.) Dal/von 01.07 al/bis 31.08 rappresentazioni/Flugvorführungen alle/um 17.30 Lunedì chiuso (salvo giorni festivi) Montags geschlossen (ausser Feiertage)


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Nella rete

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PROFESSIONE PESCATORE SUI LAGHI MAGGIORE E DI LUGANO

Una trentina di specie di pesci, oltre a gamberi, vivono nelle acque del lago di Lugano e del Lago Maggiore. La gran maggioranza delle prese dei pescatori professionisti riguarda una decina fra queste specie. di Wolfgang Puissant foto: Wolfgang Puissant, foto private dei pescatori Agone, coregone, trota di lago, luccio, leucisco rosso, tinca, bottatrice, pesce persico, carpa e luccioperca sono i pesci pescati in prevalenza dalla dozzina di professionisti attivi sui laghi. A causa dell'inquinamento dovuto all’abuso di fertilizzanti nell’agricoltura e dell'aumento della temperatura

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delle acque il loro bottino è diminuito costantemente. Ma nonostante la situazione sfavorevole, il lavoro duro e poco redditizio, e le restrizioni dettate dalle leggi, tutti i pescatori che ho incontrato emanavano serenità e contentezza. Rete di leggi La legge cantonale sulla pesca e gli accordi con l’Italia regolano l’attività sui due laghi. Non si pesca in tutta libertà, no. L'esercizio della pesca presuppone un esame e l'ottenimento della patente professionale. Tra articoli di legge e disposizioni varie i pescatori si dimenano spesso come pesci presi nelle loro reti: gli orari per gettare e ritirare reti, nasse, ami e filze, i periodi di divieto di pesca per le diverse specie, la lunghezza minima dei pesci, il tipo e le dimensioni delle reti, le loro segnalazioni, l’ampiezza delle maglie, lo spessore della filza e del filo, le zone di pesca autorizzata vengono fissati nuovamente ogni stagione. Quali sono i pesci da ributtare in acqua, per quali vige l'obbligo di notifica, come trattare le catture accessorie, conteggiare la pesca? Tutto


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ciò amareggia più che l’ondeggiamento della barca quando il lago è mosso! Sui laghi, i pescatori sono vigilati da tre punti di sorveglianza che controllano l’osservanza delle leggi, sull’acqua come a riva. Ivo Mattai del Moro Ci ritroviamo con Giordano Bertolina nel suo ristorante “Ticino”, sito a Bissone nella casa natale di Francesco Borromini (1599-1667). Giordano mi traduce le parole dell’amico Ivo Mattai del Moro: «Sono uno dei due ultimi pescatori professionisti attivi sulla sponda svizzera del Ceresio». Ha una faccia simpatica e gli luccicano gli occhi quando racconta con la sua solita calma: «Trent’anni fa, Bissone era ancora davvero un paese di pescatori. La maggior parte degli abitanti viveva di pesca. Ho iniziato a pescare da giovanotto, è diventata la mia passione e, malgrado le condizioni avverse, non ho mai smesso». Giordano Bertolina gli compera i pesci, anche quelli meno richiesti. «In Svizzera si mangiano soprattutto coregoni, trote e lucciperca, ma Giordano sa creare piatti stuzzicanti con tanti altri pesci». È vero che ogni pesce è diverso dall’altro, di consistenza, di sapore e nel modo di cucinarlo. Mi piacerebbe… “tornare al Ticino” altre volte per gustare le tante specialità di Giordano Bertolina. E sono dispiaciuto quando mi dice che lascerà il posto all’inizio del 2008. Ma, mi rassicura, porterà con sé le sue ricette. È ora all’“Emporio Arcadia” – il ristorante aperto l’anno scorso a Chiasso, che pratica la sua arte culinaria.

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Elda e Giovanni Palmieri Elda Palmieri è una leggenda: per quasi 60 anni ha esercitato la pesca professionistica sul Lago Maggiore; e ha cresciuto sei figli! Vado a trovarla in negozio. Le sue braccia sono chiazzate di squame di pesce che scintillano sotto la luce bianca dei neon. «Ieri ho squamato e sfilettato un quintale e mezzo di pesce. Dalle sei e mezza del mattino alle sei di sera… Ora mi fanno male le braccia». E ride. «Abbiamo una squamatrice automatica, ma a me non piace. Faccio come ho imparato da mio padre e sono davvero felice così». Osservo le sue mani sciupate dal lavoro sfilettare salmoni con gesti veloci e precisi. Il tempo non ha avuto presa sulla sua abilità. «Una volta si pescava tra cinque e settecento chili di pesce ogni notte; adesso talvolta solo una dozzina… Ho già dato via il mio peschereccio». Ma il figlio Giovanni, dopo l’apprendistato di fornaio e anni di successo come motociclista professionista (sponsorizzato solo dalla famiglia) è stato preso a sua volta dalla passione e si è dato alla pesca con entusiasmo… anche se d’inverno l’attività si concentra di più sull’importazione di pesce di mare.

Ivano Conti L’allegria e il ridere sono comuni a tutti i pescatori che ho incontrato. Ivano Conti è appena tornato dalla pesca. Non è andata troppo bene, ma lo stesso pulisce la barca ridendo. Accatasta le cassette piene di pesce viscido sul pontile. Per terra, agoni (alosa agone) e alcune bottatrici. Nel suo laboratorio commenta un po’ più tardi: «Beh, ci sono state delle pesche migliori, ma solo per questi filetti di bottatrice – guarda un po’ che carne soda! – ne valeva la pena!» Quel che conta, per Ivano, è poter lavorare in proprio, a contatto con la natura. Anche lui esercita la pesca con passione. È contento quando i suoi clienti apprezzano la freschezza e la diversità dei suoi pesci. Dice che la loro soddisfazione conferma il valore del suo lavoro e gli dà la voglia e l’energia per gettare le sue reti ogni giorno nuovamente.

Ivo Mattai del Moro, CH 6816 Bissone Tel. +41 (0)91 649 97 82 Giordano Bertolina, Via E. Dunant, CH 6830 Chiasso Tel. +41 (0)91 682 32 32 Pescheria Palmieri Via della chiesa, CH 6614 Brissago Tel. +41 (0)91 793 25 13 Ivano Conti, Pesci di lago e di mare CH 6613 Porto Ronco Tel. +41 (0)91 792 19 79 mobile +41 (0)79 223 95 23

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Angel & Netz

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BERUFSFISCHER LAGO MAGGIORE UND LUGANERSEE Hauptsächlich sind es Agone, Felchen, Seeforelle, Hecht, Rotauge, Schleie,Trüsche, Barsch, Karpfen und Zander. Ein knappes Dutzend Fischerinnen und Fischer haben im Laufe der Jahre immer kleinere Fänge, was durch Wasserverschmutzung, Überdüngung und gestiegene Wassertemperaturen zu erklären ist. Trotz dieser schlechten Lage und der harten und wenig ertragreichen Arbeit, als auch unter den Beschränkungen durch Gesetze, strahlen alle Fischer, denen ich begegnet bin, Ruhe und Zufriedenheit aus. Ein Netz von Gesetzen Für beide Seen gibt es ein kantonales Fischfangreglement und entsprechende Abkommen mit Italien. Fischerei, das ist nicht die grosse Freiheit auf dem Wasser. Erst muss man über ein entsprechendes Patent verfügen, um die Berufsfischerei auszuüben. Dann zappeln die Fischer in den Paragraphen der Gesetze und Verordnungen, wie die Fische in ihren Netzen. Abhängig von der Saison sind die Zeiten für das Auslegen und Einholen der Netze, Reusen und Köderschnüre, die Schonzeiten für die verschiedenen

Es gibt bis zu dreissig verschiedene Fischarten in den beiden Seen und dazu noch Edelkrebse. Etwa zehn Arten machen den Hauptanteil bei der Berufsfischerei aus. von Wolfgang Puissant Fotos: Wolfgang Puissant, private Fotos Fischer

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Fischarten, die Mindestlänge der Fische, Netzarten in Längen und Maschenweiten, Schnur- und Fadendicken, die Orte, wo das Fischen erlaubt ist und die Signalisation der Netze festgelegt. Welche Fische zurückgesetzt werden müssen, wie der Beifang behandelt wird, für welche Fische es Meldepflichten gibt, wie Buch zu führen ist über den Fang usw. bringen den Kopf mehr durcheinander, als das Auf und Ab des Bootes bei rauem Wellengang. Die Fischer werden von drei Aufsichtsstellen kontrolliert, die selbst auf dem See und nicht nur am Ufer die Einhaltung der Vorschriften scharf beäugen. Ivo Mattai del Moro Ich bin mit Giordano Bertolina, dem Besitzer des “Ristorante Ticino” (im Geburtshaus von Francesco Borromini (1599-1667)) in Bissone verabredet. Er übersetzt, was mir sein befreundeter Berufsfischer Ivo Mattai del Moro, erzählt. «Ich bin einer von zwei Berufsfischern, die auf der schweizerischen Seite des Lago di Lugano (Ceresio) noch fischen.» Ivo Mattai del Moro in seiner ruhigen Gelassenheit, ein freundlicher


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Charakterkopf mit blitzenden Augen berichtet: «Vor 30-40 Jahren war Bissone noch ein wirkliches Fischerdorf. Der grösste Teil der Bewohner lebte vom Fischfang. Ich selbst habe als Junge begonnen zu fischen. Es wurde zu meiner Leidenschaft und trotz erschwerter Bedingungen, lasse ich nicht vom Fischen ab.» Sein Freund Giordano nimmt ihm auch die Fische ab, für die keine Nachfrage besteht. «Die Schweizer essen vornehmlich nur drei Fischsorten: Felchen, Forellen und Zander, Giordano Bertolina jedoch versteht es, aus allen Fischen die hinreissendsten Gerichte zu kreieren.» Wahrlich, Fisch ist nicht gleich Fisch, weder von der Konsistenz, noch vom Geschmack noch von der Zubereitung her. Hier möchte ich noch öfter speisen, jedoch Signor Bertolina bedauert. Im “Ticino” ist das seit Beginn des Jahres nicht mehr möglich. Zu meiner grossen Freude erfahre ich, dass er seine Kochkünste und sämtliche Fischspezialitäten in Chiasso, im letzten Jahr neu eröffneten “Emporio Arcadia” weiterführen wird.

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Elda und Giovanni Palmieri Elda Palmieri ist fast eine Legende. Während etwa 60 Jahren befischte sie den Lago Maggiore und hat dabei sechs Kinder grossgezogen. Ich treffe sie im Geschäft. Ihre Arme sind mit Fischschuppen gesprenkelt, sie glitzern im hellen Licht der Leuchtstofflampe. «Gestern habe ich hundertfünfzig Kilo Fisch geschuppt und filetiert. Von morgens halb sechs bis abends sechs Uhr, jetzt schmerzen die Arme.» Sie lacht. «Wir haben eine elektrische Schuppmaschine, aber die mag ich nicht. Ich mache es so, wie von meinem Vater gelernt, das macht mich richtig glücklich.» Ich sehe zu, wie ihre verarbeiteten Hände in grosser Geschwindigkeit präzise Lachse filetieren. Nein, das Alter hat sie nicht langsamer gemacht. «Früher haben wir in der Nacht fünfbis siebenhundert Kilo Fisch gefangen, heute manchmal nur ein Dutzend. Ich habe mein Fischerboot bereits verschenkt.» Joe, einer ihrer Söhne, hat nach Bäckerlehre und Jahren als erfolgreicher Profi-Motorradfahrer, gesponsort nur von der Familie, auch Freude und Leidenschaft an der Fischerei gefunden. Jetzt im Winter allerdings lebt das Geschäft von importiertem Meeresfisch. 25

Ivano Conti Allen hier begegneten Fischern ist eines gemeinsam: sie lachen und wirken fröhlich. Ivano Conti kommt gerade vom Fang zurück, der recht mittelmässig war, doch beim Aufklaren des Bootes lacht er. Er stemmt die Kisten mit den glitschigen Fischleibern auf den Steg. Einige Trüschen und Agoni (Alosa agone) bedecken den Boden. «Na ja», resümiert er später in seinem Arbeitsraum, «es gab schon bessere Fänge, aber die Trüschenfilets, hier schau mal was für ein festes Fleisch, machen, dass sich der Aufwand gelohnt hat.» Für ihn ist es wichtig, selbständig in der Natur zu arbeiten. Er ist glücklich, wenn seine Kunden die einmalige Frische und die Vielzahl an Geschmäckern seiner Fische würdigen. Diese Kundenzufriedenheit, die Bestätigung seiner Arbeit, die auch er leidenschaftlich ausübt, gäben ihm jeden Tag Kraft und Lust, seine Netze immer wieder auszulegen

Ivo Mattai del Moro, CH 6816 Bissone Tel. +41 (0)91 649 97 82 Giordano Bertolina, Via E. Dunant, CH 6830 Chiasso Tel. +41 (0)91 682 32 32 Pescheria Palmieri Via della chiesa, CH 6614 Brissago Tel. +41 (0)91 793 25 13 Ivano Conti CH 6613 Porto Ronco Tel. +41 (0)91 792 19 79 mobile +41 (0)79 223 95 23


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Ritratto

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Siamo ad Ascona, il borgo più famoso di tutta la Svizzera: il Borgo tout court! Una cittadina fiorente, con i suoi pittoreschi vicoli, le sue chiese, le terrazze della celebre Piazza sdraiata al sole lungo il lago, come una lucertola del paese delle meraviglie… È il più pimpante comune della repubblica e del canton Ticino. Ma se Ascona fosse un principato, Carlo ne sarebbe il principe. di Catherine Wolfsperger foto: archivio Carlo Rampazzi, Catherine Wolfsperger

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PRINCIPE CARLO

Presentarvi qui il creativo, inventivo, brioso designer e arredatore Carlo Rampazzi, una delle più luminose star del firmamento interior design, sarebbe un po’ come presentare Cristoforo Colombo ai Genovesi: la sua fama ormai si estende a vari continenti e ai mari che li circondano. Dubito che non conosciate le sue tante creazioni e i suoi favolosi décor. Almeno dai reportage pubblicati in tutte le lingue sugli arredamenti firmati da lui in Europa, in America o in Asia, dalla mansione da sogno all’elegante piedà-terre, dal jet privato allo yacht, dal negozio di lusso all’albergo cinque stelle nel quale forse state leggendo questa edizione di emoTIon… Piuttosto vi racconterò un po’ di lui, Carlo, l’uomo che conosco. 26

È in vicolo Ghiriglioni, a due passi dalla Piazza, che Carlo nasce un bel giorno del secolo scorso. Credo che alcune fatine si siano chinate sopra la sua culla, sfiorandolo con la bacchetta magica per dotarlo con le virtù indispensabili ad un futuro Grand Seigneur: determinazione, talento, perseveranza, ingegnosità, forza di carattere e splendore, di certo non gli mancano! E sono sicura che le buone madrine abbiano anche lasciato cadere qualche scintilla di magia sulla fronte del piccolo. Da grande, ha fatto della casa natale la sua cittadella che racchiude negozio, show-room, uffici, giardini e appartamenti privati. È al contempo il centro nevralgico, gli head-quarter e il family home da dove il principe Carlo regna sul fanta-


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stico reame che fondò ed estese nel corso degli anni ben oltre i confini del territorio asconese. Fu mia mamma a presentarmi Carlo, una volta che visitavo i miei nei pressi di Ascona. Lui aveva appena aperto il suo primo negozio al numero 36 di via Borgo, con ironia battezzato Selvaggio. Lei ne era entusiasta. Non solo perché vi trovava mobili, oggetti, curiosità mai viste nei paraggi, ma proprio perché Carlo le piaceva. Le piacevano il suo garbo, la sua eleganza anticonformista, il suo humour. Parigina fino alla punta dei capelli, aveva subito riconosciuto nel giovane architetto d’interni, colto e cosmopolita, l’alleato ideale per rimodellare il suo intérieur. La stessa gioia di vive-

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re animava entrambi, amavano le stesse cose, quelle al contempo raffinate e disinvolte, sofisticate e ludiche, chic ed un po’ folli… Insomma, parlavano la stessa lingua e si capirono perfettamente sin dal primo incontro. Era il 1974. L’anno seguente, in effetti, trovai grandi cambiamenti in casa dei miei genitori: l’intero arredamento, o quasi, era opera di Carlo. Quando dico opera, è anche nel senso del lavoro operaio perché, allora, il principato Selvaggio contava solo pochi soggetti ed è Carlo in persona che saliva sulla scala, fissava le tappezzerie, appendeva i tendaggi, avvitava un’applique… A volte con l’aiuto della sorella, della futura moglie, di un amico, o

addiritura della mia mamma. Ricordo averlo assistito brevemente anch’io per le rifiniture del soffitto di vetro blu notte nell’atrio: raffigurava un cielo stellato, le stelle fungendo da illuminazione. Uno sballo!


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Da molti anni non si vede più mia mamma scendere via Borgo, eppure tanti asconesi ricordano ancora il suo passo, il suo sorriso, la sua inconfondibile allure. Carlo la ricorda sempre in modo particolare e mi piace sentirlo parlare di lei con affetto. Solo di recente, appresi da lui certi dettagli che dimostrano la gran mutua fiducia e la vera complicità nate fra di loro. Carlo, lui, c’è, ed è più magnifico che mai! Un creatore di genio, un imprenditore riconosciuto e rispettato, un capo di famiglia regale, un uomo ricco di tante esperienze, pieno di progetti e dalla personalità traboccante. Definirlo in poche parole è una sfida… Carlo è unico, ecco! Veste gli interiors della high-society come veste se stesso, con una ricerca tutta personale, un gusto squisito e totalmente slegato dal tempo e dalla moda. Abbina con maestria gli elementi più eterocliti, i colori più diversi, le materie più disparate, e crea sorprendenti armonie, in apparenza casuali e improvvisate, che sono il riflesso della propria visione del bello e dell’utile. Carlo mette di se stesso in tutte le sue creazioni, con passione, esuberanza, lusso, voluttà, libertà, originalità, arditezza… E con quel tocco di magia che solo lui ricevette dalle fatine. Se dovessi scegliere un’unica qualità per parlare di Carlo, questa sarebbe la generosità. Quella che emana dal creatore e quella del gentiluomo. Una generosità manifesta in tutte le sue creazioni e realizzazioni, nell’esecuzione curata con estrema minuziosità e gran riguardo per la materia, l’artigiano, e il cliente. E vedere la magnificenza dei suoi ricevimenti, come il tradizionale cocktail natalizio, dove offre ai suoi ospiti il meglio del meglio, in un’incantevole atmosfera di mille e una notte, con la larghezza e la cortesia di un principe!

Carlo Rampazzi e/und Gisela Fleischhauer (1974)

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Cocktail natalizio/Weihnachts-Cocktail

Carlo Rampazzi, Catherine Wolfsperger e/und Babbo Natale/Weihnachtsmann

www..selvaggio.ch Selvaggio Vicolo Ghiriglioni 3 CH 6612 Ascona Tel. +41 (0)91 785 19 10 Fax +41 (0)91 785 19 19

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PRINZ CARLO

Negozio Selvaggio/Geschäft

Porträt

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Wir sind in Ascona, einem der berühmtesten Orte der Schweiz. Ein blühender Flecken mit malerischen Gassen, schönen Kirchen und einladenden Terrassen auf der beliebten Piazza, die sich an der Sonne wie eine Rieseneidechse dem See entlang räkelt... Es ist die keckste Gemeinde der Republik und des Kantons Tessin. Und wäre Ascona ein Fürstentum, würde Carlo dessen Prinz sein. von Catherine Wolfsperger Fotos: Archiv Carlo Rampazzi, Catherine Wolfsperger

Den kreativen, erfinderischen, brillanten Designer Carlo Rampazzi hier vorzustellen – einer der leuchtendsten Stars am Firmament des Interior Design – ist etwa so, wie wenn man den Genuesern Christoph Columbus bekannt machen wollte: sein Ruf breitet sich längst über Kontinente und Meere aus. Ich zweifle nicht daran, dass Sie, liebe Leserin und lieber Leser, ihn zumindest aus Reportagen kennen, die in allen Sprachen über seine Kreationen, unwahrscheinlichen Dekorationen und Innenausstattungen in Europa, Amerika und im Orient berichten: von der Traumvilla und dem eleganten Pied-à-terre, von Privatjets und Yachten, vom Luxusgeschäft zum vielsternigen Hotel, in Wit &H umo r : Ba dem Sie vielleicht r Alt o Ap jetzt gerade diese Ausgabe von emoTIon erto 31

lesen. Doch lieber erzähle ich Ihnen etwas über jenen Carlo, den ich kenne. Carlo kam an einem schönen Tag im letzten Jahrhundert zur Welt, zwei Schritte von der Piazza entfernt, im Vicolo Ghiriglioni. Ich bin überzeugt, dass sich einige Feen über seine Wiege gebeugt und ihn mit dem Zauberstab berührt haben, um ihm die lebensnotwendigen Tugenden eines zukünftigen Edelmanns zu übergeben: denn an Entschlossenheit, Talent, Einfallsreichtum, Verstand, Charakterstärke und Leuchtkraft fehlt es ihm nicht. Und bestimmt liessen diese guten Patinnen auch einige Zauberfunken auf die Stirn des Kleinen fallen. Erwachsen geworden, hat er sein Geburtshaus zu einer Zitadelle ausgebaut, die sein Geschäft, den Showroom, die Büros, zwei Gärten und die Privatreviere umschliesst. Sie ist gleich-


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The Multiples: sedia/Stuhl Torchon The Multiples récuplexe: scrivania/Schreibtisch Caos Cama Cassetti Bar Aperto Divano/Sofa Vascello.

zeitig Schöpfungszentrale, Hauptquartier und Family Home, von wo aus Prinz Carlo über das Reich regiert, das er gegründet und im Laufe der Jahre weit über das Asconeser Territorium hinaus erweitert hat. Es war meine Mutter, die mir Carlo vorstellte, als ich wieder einmal die Meinen im Tessin besuchte.Damals hatte er sein erstes Geschäft, das er ironischerweise Selvaggio – wild – taufte, in der Via Borgo 36 eröffnet. Meine Mutter war begeistert. Nicht nur, weil sie dort Möbel und kuriose Gegenstände fand, sondern vor allem, weil sie Carlo mochte. Ihr gefielen seine Art, seine nonkonformistische Eleganz, sein Humor. Sie, Pariserin bis in die Haarspitzen, hatte in diesem jungen, kultivierten und kosmopolitischen Innenarchitekten sofort den idealen Verbündeten zur Erneuerung ihres Interieurs erkannt. Beide strahlten die gleiche Lebensfreude aus, sie liebten dieselben Dinge: raffiniert, ausgefallen und verspielt, chic und ein bisschen verrückt... Kurz, sie sprachen eine gemeinsame Sprache und bei ihrer ersten Begegnung verstanden sie sich auf Anhieb.Das war 1974. Ein Jahr später überraschten mich tatsächlich grosse Veränderungen im Hause meiner Eltern: fast die ganze Einrichtung war Carlos Werk. Und mit Werk meine ich auch Handwerk, denn damals zählte das Reich Selvaggio nur wenige “Untertanen”. Meist war es Carlo persönlich, der auf die Leiter

stieg, d i e Wände m i t Stoffen bespannte, Vorh ä n g e montier te, Leuchter anschraubte. Manchmal mit tatkräftiger Unterstützung seiner Schwester oder seiner zukünftigen Ehefrau, eines Freundes oder gar meiner Mutter. Ich erinnere mich, ihm selbst einmal bei der Feinarbeit an der nachtblauen Glasdecke des Einganges geholfen zu haben: ein Sternenhimmel, die Sterne als Lichtquelle. Sagenhaft! Seit vielen Jahren sieht man meine Mutter nicht mehr die Via Borgo hinunter gehen, aber viele Asconeser erinnern sich noch an ihren beschwingten Gang, ihr Lächeln, ihr unverkennbares Auftreten. Carlo erinnert sich g a n z

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besonders an sie, und ich liebe es, ihm zuzuhören, wenn er mit Zuneigung von ihr spricht. Erst vor kurzem erfuhr ich von ihm Einzelheiten, die das gegenseitige Ver trauen und ihre echte “Komplizität” bezeugen. Carlo hingegen ist zum Glück immer noch da, und herrlicher denn je. Ein genialer Erfinder, ein anerkannter und respektierter Unternehmer, ein würdevolles Familienoberhaupt, ein Mann reich an Erfahrungen, voller Projekte und von überströmender Persönlichkeit. Ihn in wenigen Worten zu beschreiben, ist eine Herausforder ung... Carlo ist einzigartig: das ist es! Er kleidet die Räumlichkeiten der High Society aus, wie er sich selbst einkleidet; nach seinen ganz persönlichen Kriterien und seinem fabelhaften Geschmack. Fern von Zeit- und Modeströmungen fügt er meisterhaft die vielfältigsten Elemente, die unterschiedlichsten Farben, die abartigsten Materialien zusammen und schafft damit überraschende Harmonien. Scheinbar zufällig und improvisiert widerspiegeln sie seine eigene Wahrnehmung von Schönheit und Nützlichkeit. In all seinen Kreationen bringt Carlo sich selbst ein, mit Leidenschaft, Übermut, Luxus, Wollust, Freiheit, Originalität, Kühnheit und mit diesem ihm eigenen Hauch von Zauber, den nur er von den Feen bekommen konnte! Sollte ich eine einzige Qualität auswählen müssen, um von Carlo zu sprechen, dann wäre es die


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Grosszügigkeit. Jene des Schöpfers und jene des Edelmannes. Eine Grosszügigkeit, die sich in all seinen Kreationen und Ausführungen offenbart, Arbeiten, die bis ins kleinste Detail durchdacht sind und sich durch grossen Respekt der Materie, dem Handwerker und dem Kunden gegenüber auszeichnen. Alleine die Einladung an die prachtvolle traditionelle Weihnachtscocktailparty, bei der er seinen Gästen das Beste vom Besten in einer Traumatmosphäre von Tausendundeiner Nacht anbietet, zeugen vom Grossmut und der Höflichkeit eines Prinzen. www.selvaggio.ch info@selvaggio.ch Selvaggio Vicolo Ghiriglioni 3 CH 6612 Ascona Tel. +41 (0)91 785 19 10 Fax +41 (0)91 785 19 19 Etruska: Lampada/Stehlampe RosaRosae Sedia/Stuhl Turan

Da sinistra seduti: Dana Franco, Patrizia Wiss, Luca Pennella, Angela Dillena In piedi da sinistra Kristina Mazzoletti, Maura Sartoris Team di/von Carlo Rampazzi

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Arte tessile

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CHIAR DI LUNA ANTONIETTA AIROLDI

Abiti per ondine? Per una sirenetta? Chiaramente per una ninfa avvolta in tessuto di lino, tanto fine e splendente che 5000 anni fa gli Egiziani lo chiamavano “chiar di luna filato”. Ninfa, acquatica femmina alla ricerca della propria anima, la quale soltanto troverà nell’unione con un maschio terrestre catturato dal suo canto di sirena. di Tina Stolz foto: Gianni Bardelli archivio Antonietta Airoldi

Antonietta Airoldi ha udito il canto ma non cattura le ondine, bensì il chiar di luna, trasformandolo sul telaio, fra trama e ordito, in quegli abiti da ninfa che sono le sue ultime creazioni sul tema della trasparenza. L’autunno scorso sono 34

stati presentati al pubblico, nella Galleria Jean Jacques Hofstetter a Friburgo, con il titolo “Ombre e Spiracoli”. La tessitrice ha tratto ispirazione dallo scintillio delle onde in movimento e dai giochi di luce della pietra carsica. Con lino,


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FILATO seta e canapa in toni naturali e anche con materiali disparati come filamenti di nylon o di metallo, paglia e carta, sa trasformare i tessuti in abiti, con pochi punti e senza l’utilizzo delle forbici. Lisci o strutturati, semplici o doppi, i materiali danno rilievo a luci ed ombre, trasparenze e movimenti. I capi della collezione TRASPARENZA hanno una femminile forma ad anfora, vicina però all’architettura e alla scultura, come tutte le creazioni di Antonietta Airoldi: forme che proteggono il corpo e gli danno riparo, favoriscono la coscienza di sé e si impongono nello spazio. La dinamica del contrasto tra interno ed esterno, chiaro e scuro, quiete e movimento, spirito e corpo è una delle fonti di ispirazione principali dell’artista tessitrice. Alla ricerca dell'essenziale Antonietta Airoldi si diploma in tessitura nel 1984 presso il Centro scolastico per le Industrie artistiche (CSIA) di Lugano e apre nello stesso anno un atelier personale a Pezzolo, il suo paese natìo nella Val Colla. Esprime la sua ricerca dell’essenziale e dell’essenza con forme, colori e strutture. È percepibile una vicinanza spirituale con gli esordi del Bauhaus, precursore del modernismo negli anni ’20 e promotore della fusione tra arti libere e applicate nelle officine, aprendo così nuove prospettive per “l’artigianato”. Non stupisce quindi la stretta collaborazione di Antonietta Airoldi con diversi architetti, per i quali crea sipari e pannelli. Per l’arredamento di uno yacht privato impiegò centinaia di metri di pregiatissime stoffe che le richiedevano un mese d’intenso lavoro al telaio per tesserne dieci metri. In altro modo insolito, l’incarico alla giovanne donna di tonache monastiche in lino e seta per il Convento del Bigorio. È il caso di dire: beati monaci! Le sue creazioni, che accludono anche installazioni e oggetti, hanno ricevuto numerosi premi. Le sue opere, regolarmente esposte in Svizzera e all’estero, sono presenti in collezioni pubbliche e private. Antonietta Airoldi procede per temi e spinge la sua ricerca nei campi di letteratura, arte, natura, struttura, colori, forme e materiali,

che pongono le basi per idee e schizzi. Una volta decise le linee guida, crea i primi campioni di tessuto, i modelli sui manichini ed esegue calcoli precisi per il telaio. Un tema affrontato a lungo ed approfonditamente è il quadrato, una delle forme geometriche primitive, simbolo della terra in contrapposizione al cerchio che rappresenta il cielo. Un esempio di concretismo al telaio, che ricorda le opere di Max Bill o Richard P. Lohse. Il telaio le permette di dar forma a idee e con-

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cetti, di dare alla luce le sue composizioni, come fa il musicista con il suo strumento. Le ore, i giorni, le settimane di lavoro tra ordito e trama, sono per la dinamica artista una sorta di meditazione che, a suo dire, la riporta dall’esplorare le sfere spirituali alla realtà materiale. www.tessuto.ch antonietta@bluewin.ch Antonietta Airoldi CH 6951 Pezzolo/Capriasca Tel. +41 (0)91 943 55 59


Textilkunst

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Gewänder für Undine? Für eine kleine Meerjungfrau? Für eine Nymphe ganz gewiss, die, in “gewebtes Mondlicht” gekleidet – so nannten die Ägypter bereits vor 5000 Jahren das verarbeitete Leinen wegen seinem Glanz und seiner Schönheit – ihre Seele sucht. Diese kann das weibliche Wasserwesen nur in der Verbindung mit einem Menschen finden, den es mit Sirenengesang in ihre Arme lockt. von Tina Stolz Fotos: Gianni Bardelli Archiv Antonietta Airoldi

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GEWEBTES MONDLICHT ANTONIETTA AIROLDI Antonietta Airoldi hat das Lied gehört und nicht Undine, sondern das Mondlicht eingefangen, um es, mit Schuss und Zettel, auf ihrem Webstuhl in Nymphengewänder zu verwandeln, die zu ihren neusten Kreationen und zum Thema TRASPARENZA gehören. Sie wurden im vergangenen Herbst in Freiburg, in der Galerie Jean Jacques Hofstetter, unter dem Titel “Ombre e Spiracoli” (Schatten und Schimmer) dem Publikum vorgestellt. Die Webkünstlerin inspirierte sich am tanzenden Glitzern der Wellen, am Lichtspiel im korrodierten Karstgestein. Mit Leinen, Seide und Hanf in Naturtönen, aber auch mit Fremdmaterialien wie Metall- oder Nylonfaden, Stroh und Papier, gelingt es ihr, Formen zu weben, die, mit wenigen Stichen und ohne Eingriff der Schere, zum Kleid gefügt werden. Der Stoff mag glatt oder strukturiert, einfach oder doppelt konzipiert sein, immer sind Licht und Schatten, Durchsichtigkeit und Bewegung spürbar. Die zum Thema Transparenz kreierten Stücke haben

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eine weibliche Amphorenform, sind jedoch - wie alle Gewänder von Antonietta Airoldi - immer auch der Architektur und der Skulptur verwandt: Formen, die den Körper schützen und ihm Geborgenheit vermitteln, gegen aussen das Selbstbewusstsein stärken und sich im Raum behaupten. Die Dynamik der Gegensätze wie Innen/Aussen, Hell/Dunkel, Ruhe/Bewegung, Geist/Körper, gehört zu den wichtigsten Inspirationsquellen der Webkünstlerin. Auf der Suche nach dem Wesentlichen Antonietta Airoldi diplomierte 1984 an der Kunstgewerbeschule Lugano im Fach Weberei und eröffnete noch im selben Jahr in Pezzolo, ihrem Heimatort im Val Capriasca, ein eigenes Atelier. Ihre Suche nach dem Wesentlichen, nach der Essenz, drückt sich in Form, Farbe und Struktur aus. Es ist eine geistige Verwandtschaft mit den Prämissen des Bauhauses spürbar, das in


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den 20er Jahren neue Wege ging und bestrebt war, in seinen Werkstätten die Trennung zwischen freier und angewandter Kunst aufzuheben. Damit eröffneten sich dem “Handwerk” neue Perspektiven. Es ist deshalb nicht verwunderlich, dass Antonietta Airoldi immer wieder mit Architekten zusammenarbeitet und für sie Stoffe für Vorhänge und Paneele kreiert. Sie stattete eine Privatyacht mit hunderten von Laufmetern kostbarsten Gewebes aus; dabei sei verraten, dass in zehn Metern Stofflänge ein Monat konzentrierte Arbeit auf ihrem Handwebstuhl steckt! Ihre Kreationen, die Installationen und Objekte umfassen und regelmässig im In- und Ausland gezeigt werden, befinden sich in öffentlichen und privaten Sammlungen und wurden mehrfach mit Preisen ausgezeichnet. Antonietta Airoldi geht thematisch vor und recherchiert in den Bereichen Literatur, Kunst, Natur, Struktur, Farbe, Materialien und Form. Dazu entstehen Notizen und Skizzen. Sind die 37


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Richtlinien geklärt, werden die ersten Webproben, Modelle an der Büste und genaue Berechnungen für den Webstuhl erstellt. Ein Thema, das sie lange und intensiv begleitete, ist das Quadrat, das zu den geometrischen Urformen gehört und im Gegensatz zum Kreis, der den Himmel versinnbildlicht, symbolisch der Erde zugeschrieben ist. Eine auf dem Webstuhl verwirklichte Konkrete Kunst, die an Werke von Max Bill oder Richard P. Lohse erinnert. Einen ungewöhnlichen Auftrag erhielt die junge Frau vom Kloster Bigorio: Mönchskutten in Leinen und Seide. Man möchte die Ordensbrüder dafür beneiden. Der Webstuhl gibt ihr – ähnlich dem Musiker sein Instrument – die Möglichkeit, ihre Ideen und Konzepte, ihre Kompositionen zu verwirklichen. Für die dynamische Künstlerin ist das stunden-, tage- oder wochenlange Sitzen über Schuss und Zettel eine Art Meditation, die sie – wie sie sagt – von den geistigen Höhenflügen wieder auf den Boden der Wirklichkeit bringt. www.tessuto.ch antonietta@bluewin.ch Antonietta Airoldi CH 6951 Pezzolo/Capriasca Tel. +41 (0)91 943 55 59

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CREDI NEI MIRACOLI? Se per miracoli si intendono quegli eventi unici che sembrano inspiegabili secondo le leggi della natura, certamente Crème de la Mer è un miracolo. Perché questa è la crema che assolutamente cambierà il tuo modo di vederti, la Crème de la Mer ha conquistato un’appassionata schiera di seguaci. Scopri il segreto della leggendaria MIRACLE BROTH™ di LA MER da Douglas.

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ROBERTO DONETTA PIONIERE DELLA FOTOGRAFIA

Una svolta a sinistra dalla strada principale, alcuni tornanti nel bosco di conifere e un altro mondo ci aspetta. Va indietro nel tempo di oltre cento anni e racconta, in immagini, la vita dei bleniesi e della loro valle.

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Roberto Donetta

di Cristina Foglia Foto: Copyright Fondazione Archivio Fotografico Roberto Donetta

con estrema cura, con l’occhio dell’artista sempre attento a cogliere il dettaglio. Donetta sapeva creare il lusso là dove non c’era. Gli bastava stendere una tovaglia ricamata contro il muro di una stalla, drappeggiare un lenzuolo o posare un fiore, e la scenografia per i suoi soggetti era fatta. La natura e la bellezza del paesaggio gli forniva-

Un mondo che abita in una casa a pianta rotonda. No, non l’ha costruita Mario Botta, ma un capomastro che nel 1855 consegnò la costruzione perché se ne facesse una scuola con abitazione per il maestro o la maestra. In questa casa, da tempo i bambini hanno smesso di seguire le lezioni. Eppure, quanto si può imparare dalle fotografie che la casa racchiude! Siamo a Casserio, frazione di Corzoneso; la Casa Rotonda è l’Archivio che custodisce l’opera del fotografo bleniese Roberto Donetta, nato nel 1865 e morto povero e solo nel 1932 proprio fra quelle stesse mura. La sua storia è bella e tragica come un romanzo: la passione per l’arte e la fotografia imparate da uno scultore, e una famiglia da sfamare, con ben sei figli. Una storia triste quella del pioniere della fotografia dellaValle di Blenio. La moglie e i figli lo lasceranno uno ad uno per andare a guadagnarsi da vivere in Francia. Colpa del suo pessimo carattere: ancora oggi ci sono persone che se ne ricordano. Eppure dalle sue fotografie trapela bellezza, sensibilità e una grande capacità di composizione. Un tronco, un fiore, le coppie appena sposate, la vecchia mamma sul letto di morte, il garzone di macelleria: tutte immagini scattate

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no il resto: prati assolati, candele di ghiaccio, passaggi impervi fra le rocce. Tutto questo sarebbe andato perduto e pochi saprebbero dell’esistenza e dell’opera di questo personaggio se una maestra del paese non avesse incominciato a chiedersi dove erano finite le foto scattate da quell’omone dagli occhi azzurri


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che andava in giro con la macchina fotografica e la cassetta delle sementi a tracolla perché - diceva – la fotografia non basta alla vita. Mariarosa Bozzini ricordava che le sue zie, proprietarie di una piccola pensione, spesso gli offrivano un pasto caldo. Lui in cambio scattava loro qualche fotografia. Cominciò così negli anni Settanta la ricerca delle lastre, ben 5000, che furono ritrovate intatte nei locali del municipio di Corzoneso. Con l’aiuto di Egidia Bozzini, Mariarosa Bozzini iniziò pazientemente a catalogare le lastre e fece stampare delle fotografie con cui allestire una piccola mostra per gli abitanti del paese. L’interesse fu subito grande e a poco a poco occhi esperti si posarono su quelle immagini: Il fotografo locarnese Alberto Flammer e il direttore del museo cantonale d’arte Marco Franciolli furono tra i primi estimatori dell’opera di Donetta; seguirono David Streiff, allora a capo della Fondazione svizzera per la fotografia, e Christophe Brandt dell’Associazione per la difesa del patrimonio audiovisivo svizzera Memoriav. Una grande mostra al museo canto-

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nale d’arte nel 1993 fece conoscere ai ticinesi l’opera di uno dei suoi più grandi fotografi e oggi la Fondazione Donetta, grazie allo sforzo del comune di Corzoneso, è una realtà. Dalla primavera del 2003 la Casa Rotonda ospita ogni estate una mostra di Roberto Donetta con una selezione di fotografie che vengono stampate con tecniche tradizionali da Alberto Flammer. In primavera e in autunno gli spazi si aprono anche ad artisti contemporanei in occasione di mostre che vengono visitate da estimatori e escursionisti di passaggio nelle terre di Corzoneso. Inoltre, grazie a Memoriav, tutta l’opera del fotografo bleniese è visibile in rete sul sito. Un piccolo paese, Casserio, che ha molto da raccontare!

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Casa rotonda/Das runde Haus

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www.archiviodonetta.ch Archivio Donetta CH 6722 Casserio-Corzoneso Tel. +41(0) 91 871 12 63


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ROBERTO DONETTA EIN PIONIER DER PHOTOGRAPHIE

Nach dem Abbiegen links von der Hauptstrasse und ein paar Kurven im Nadelwald, erwartet uns eine andere Welt. Sie liegt über hundert Jahre in der Zeit zurück und erzählt, in Bildern, vom Leben der Blenieser und ihrem Tal. von Cristina Foglia Foto: Copyright Fondazione Archivio Fotografico Roberto Donetta ©

Eine Welt, die in einem Rundbau Platz gefunden hat, der – nein – nicht von Mario Botta erdacht wurde, sondern von einem Baumeister Ende des 18. Jahrhunderts. Hier richtete man die Dorfschule und eine Wohnung für die Lehrerin 42

oder den Lehrer ein. Schon vor langer Zeit haben die Kinder aufgehört, in diesem Haus dem Unterricht zu folgen. Aber wie viel gibt es von den Photographien zu lernen, die hier untergebracht sind! Wir sind in Casserio, einer


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Fraktion von Corzoneso: Das Archiv in der Casa Rotonda (das Runde Haus) bewahrt das Werk des Blenieser Photographen Roberto Donetta auf. 1865 geboren, starb er 1932 völlig verarmt und vereinsamt zwischen eben diesen Mauern. Seine Geschichte ist wie ein Roman - schön und tragisch zugleich: Seine Leidenschaft für die Kunst, die bei einem Bildhauer erlernte Photographie und das Stillen des Hungers einer Familie mit sechs Kindern. Eine traurige Geschichte, die des Pioniers der Photographie aus dem Bleniotal. Seine Ehefrau und die Kinder verliessen ihn nach und nach, um ihren Lebensunterhalt in Frankreich zu verdienen. Schuld daran war sein schwieriger Charakter; noch heute gibt es Menschen, die sich daran erinnern. Und doch zeugen seine Bilder von Schönheit, Sensibilität und einer bemerkenswerten Begabung für die Komposition. Ein Baumstamm, eine Blume, frisch verheiratete

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La fabbrica di ghiaccio/die Eisfabrik

Paare, die alte Mutter auf dem Sterbebett, der Laufbursche des Metzgers: alle Aufnahmen sind mit grosser Sorgfalt ausgeführt und das wachsame Auge des Künstlers immer darauf aus, das Detail einzufangen. Donetta wusste auch dort Luxus zu suggerieren, wo keiner war. Ihm genügte es, ein besticktes Tuch an die Wand des Stalles zu hängen, ein Laken zu drapieren oder eine Blume zu platzieren, und schon war das Bühnenbild für sein Motiv perfekt. Die Natur, die Schönheit der Landschaft boten ihm weiteren Anreiz für seine Bilder: sonnendurchflutete

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Wiesen, Eiszapfen, unwegsame Passagen zwischen Felsen. Es wäre alles verloren gegangen und nur wenige würden heute von der Existenz und vom Werk dieser Persönlichkeit wissen, wenn nicht eine Lehrerin des Dorfes sich Gedanken gemacht hätte, wo die Bilder dieses “Riesen mit den blauen Augen” hingekommen sein mochten, der mit Kamera und umgehängter Samenkiste unterwegs war, weil – wie er sagte - «die Photographie allein zum Leben nicht ausreicht.» Mariarosa Bozzini erinnerte sich, dass

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ihre Tanten, Inhaberinnen einer kleinen Pension, ihm oft eine warme Mahlzeit angeboten hatten. Als Gegenleistung machte er für sie einige Aufnahmen. So begann in den Siebziger Jahren die Suche nach den Photoplatten; es waren an die 5000, die unversehrt in den Räumlichkeiten des Gemeindehauses von Corzonesco gefunden wurden. Mit viel Geduld und Hilfe von Egidia Bozzini begann Mariarosa Bozzini diese Platten zu katalogisieren. Sie liess davon Abzüge anfertigen und richtete für die Dorfbewohner eine kleine Ausstellung ein. Diese erweckte grosses Interesse, und bald entdeckten auch sachkundige Augen die Bilder: der Locarneser Photograph Alberto Flammer und der Direktor des Kantonalen Kunstmuseums, Marco Franciolli, waren unter den ersten, die das Werk von Donetta zu schätzen wussten; es folgten David Streiff, damals Verantwortlicher der Schweizerischen Stiftung für die Photographie und Christophe Brandt vom Verein zur Erhaltung des audiovisuellen Kulturgutes der Schweiz Memoriav. Eine umfassende Ausstellung im Kantonalen Kunstmuseum ermöglichte 1993 den Tessinerinnen und Tessinern, das Werk eines ihrer wichtigsten Photographen kennen zu lernen, und heute ist die Stiftung Donetta dank Bemühungen der Gemeinde Corzonesco eine Realität geworden. Seit 2003 zeigt die Casa Rotonda jeden Sommer eine Auswahl an Photographien von Roberto Donetta, die Alberto Flammer in traditioneller Technik reproduziert. Im Frühling und Herbst öffnen sich die Räumlichkeiten auch für Gegenwartskünstler, deren Ausstellungen von Bewunderern und Ausflüglern der Umgebung von Corzonesco besucht werden. Ein kleines Dorf, dieses Casserio, das viel zu erzählen hat!

www.archiviodonetta.ch Archivio Donetta Casserio CH 6722 Corzoneso Tel. +41 (0)91 871 12 63


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Lacrima – Invidiabile splendore

Espressione primigenia dell’universo emotivo dell’uomo, la lacrima incarna un’infinita gamma di emozioni. Lacrima, l’ultima collezione di gioielli con diamanti di casa Bucherer, dà forma con la sua rara bellezza a ciò che non può essere espresso a parole. E il suo raffinato design a goccia ripropone idealmente, con grande sensibilità e maestria, le innumerevoli sfaccettature dei sentimenti. Nata dal talento dei designer della Casa, questa elegante collezione comprende 25 gioielli di diamanti declinati nelle linee Basic, Premium e Deluxe e propone un’ampia scelta di collane, bracciali e orecchini in versioni più o meno sontuose. Ogni pezzo è un omaggio alla grazia e al fascino femminile e regala a ogni donna un invidiabile splendore.

Lacrima – beneidenswert schön

Die Träne verkörpert als Urform der menschlichen Gefühlswelt unendliche Emotionen. Lacrima, die jüngste Diamantschmucklinie von Bucherer stellt in seltener Schönheit dar, was nicht in Worte gefasst werden kann. Die zarten Geschmeide im Tropfen-Design widerspiegeln die verschiedenen Facetten der Gefühle in ihrer wundervollsten Form. Die elegante Schmucklinie wurde von Bucherers hauseigenen Designern kreiert und umfasst 25 diamantbesetzte Kostbarkeiten. Jede einzelne Preziose der Lacrima-Linie ist eine Hommage an die feminine Anmut und Verführung und macht die Frau beneidenswert schön. BUCHERER SA • Piazza Grande/Via alla Ramogna • CH-6600 Locarno Tel. +41 (0)91 751 86 48 BUCHERER SA • Via Nassa 56 • CH-6900 Lugano • Tel. +41 (0)91 923 14 24 www.bucherer.com


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NERO WEISS su auf

La difficoltà di esprimere sentimenti ed emozioni, il silenzio che impedisce di aprirsi all’altro negandogli nel contempo l’accesso al proprio cuore… Sono i temi che occupano Fabio DeCarli. Sotto forma metaforica, l’autore trasmette una riflessione attorno a questi sintomi molto diffusi nella società moderna, in cui il contatto umano è sempre più virtuale, ritrattando le solitudini intrecciate dei personaggi. Anime introverse che vagano in un passato ancora presente sugli orli della realtà quotidiana, dell’immaginario e del mito, fra la terra del litorale, le insondabili acque del lago e le isole avvolte di mistero… Destini immaginari che s’incrociano in un microcosmo reale dove gli elementi naturali entrano in simbiosi mentre gli elementi psicologici di ognuno ostacolano la fusione delle anime. In un racconto che oscilla con destrezza e sensibilità tra realismo e allegoria, Fabio De-Carli invita il lettore a un viaggio intimista nei flussi e riflussi dell’animo umano. Die Schwierigkeit Empfindungen und Gefühle auszudrücken, das Schweigen, das verhindert sich dem Andern gegenüber zu öffnen und zugleich den Weg zum eigenen Herzen versperrt, dies sind Themen, die Fabio De-Carli beschäftigen. Auf metaphorische Weise übermittelt er seine Gedanken zu diesen verbreiteten Symptomen unserer modernen Gesellschaft und ihrer virtuellen Entwicklung zwischenmenschlichen Kontaktes. Dabei richtet er seine Achtsamkeit auf die verflochtenen Einsamkeiten der Figuren. Introvertierte Seelen, die in einer noch immer gegenwärtigen Vergangenheit an den Nahtstellen alltäglicher Gegebenheiten und imaginären Mythen herumirren, zwischen Uferstreifen, unauslotbaren Gewässern des Sees und geheimnisumwitterten Inseln.... Fiktive Schicksale in einer mikrokosmischen Wirklichkeit, in der die natürlichen Elemente sich symbiotisch verbinden, die der Psyche jedoch das Verschmelzen der Seelen verhindern. In der Erzählung, die geschickt und empfindsam zwischen Realität und Allegorie schwingt, lädt Fabio De-Carli die Leser zu einer intimistischen Reise durch die Gezeiten der menschlichen Seele ein.

Tradotto dal francese da Fabio Pusterla (come tutte le altre pubblicazioni di Philippe Jaccottet), questo sottile libro è un cauto avvicinarsi ad uno dei più notevoli e insoliti pittori del secolo scorso. Ciò che collega il grande poeta romando e il solitario pittore bolognese Giorgio Morandi è la capacità di rendere visibile il poco appariscente, il quotidiano.Ambedue procedono a passo sommesso. Jaccottet propone un avvicinamento all’opera del pittore tramite le letture che lo accompagnarono per tutta la vita – Pascal e Leopardi – mostrando anche i parallelismi con Alberto Giacometti e le variazioni Goldberg di Bach. Saggio piuttosto che testo critico, questo opuscolo infonde l’emozione che procura la scoperta di un isolotto pacifico in mezzo al febbrile oceano della nostra quotidianità.

Das schmale, von Elisabeth Edl und Wolfgang Matz aus dem Französischen übersetzte Buch, ist eine behutsame Annäherung an einen der eigenständigsten und grössten Maler des 20. Jahrhunderts. Was den Dichter Philippe Jaccottet mit dem einsamen Künstler aus Bologna, Giorgio Morandi, verbindet, ist das Sichtbarmachen des Unscheinbaren, des Alltäglichen. Beide treten sie leise auf. Jaccottet vermittelt Einblicke in das Werk des Italieners, dessen Lektüre ihn sein Leben lang begleitete Pascal und Leopardi - setzt aber auch Parallelen zu Alberto Giacometti und Bachs Goldberg Variationen. Dieses Büchlein, mehr Essay als Kunstbetrachtung, berührt uns wie das Entdecken einer stillen Insel im Meer der Hektik unseres Alltags.

Giorgio Morandi (1890-1964) Fiori/Blumen, 1916. Tempera su cartone/Karton Pinacoteca di Brera

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Il Sapore del Racconto (Geschichten mit Würze) di/von Alain Morgantini / Sergio Luban Salvioni Edizioni/Verlag Chi resiste a un buon piatto? Allora perché non gustare anche il “Sapore del racconto”? Un libro, un mosaico di 14 tasselli nei quali sono racchiusi altrettanti personaggi. 7 donne e 7 uomini della Svizzera italiana aprono la porta della loro cucina, vi propongono una ricetta e nel contempo i momenti salienti della loro vita. I racconti sono scritti con empatia e sensibilità da Alain Morgantini. L’abbinamento con gli espressivi ritratti fotografici di Sergio Luban crea una suggestiva atmosfera di complicità. Dice Eros Costantini nella prefazione del libro: «Quattordici racconti che riescono a far vibrare le corde dell’anima e accender emozioni». E Dimitri aggiunge: «Questo “albo di famiglia” ha un bel valore culturale e umano; lo si legge e lo si guarda con grande gioia». Klaus Sommer Foto Sergio Luban©

Anime di Lago di/von Fabio De-Carli Armando Dadò, editore/Verlag

La Ciotola del Pellegrino (Giorgio Morandi) Le Bol du Pelerin Der Pilger und seine Schale di/von Philippe Jaccottet, Editori/Verläger Casagrande/La Dogana/Hanser

Wer mag schon einer guten Speise widerstehen? Warum also nicht gleichzeitig “Geschichten mit Würze” geniessen? Das Buch besteht aus einem Mosaik von vierzehn Persönlichkeiten. Sieben Frauen und sieben Männer laden uns in ihre Küche ein, stellen uns ein Rezept vor und würzen es mit bedeutsamen Momenten ihres Lebens. Einfühlsam beschrieben von Alain Morgantini entsteht dabei, begleitet von Sergio Lubans kunstvollen Fotoporträts, eine bezaubernde Atmosphäre der Komplizität. ImVorwort schreibt Eros Costantini: «Vierzehn Erzählungen, die die Seele zum vibrieren bringen und Emotionen auslösen.» Und Dimitri fügt hinzu: «Dieses “Familienalbum” hat einen besonderen kulturellen und menschlichen Zauber; man liest und betrachtet es mit Vergnügen.»


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PHILOCOLONNA di/von Hans Saner

UNA SERATA CON UN MAGO E UN ARTISTA

EIN ABEND MIT EINEM ZAUBERER UND EINEM KÜNSTLER

- L’opera di magia punta ai limiti dei sensi, l’opera d’arte alla sua pienezza. - L’opera di magia provoca stupore, l’opera d’arte suscita intuizioni. - L’opera di magia è originale e riproducibile, l’opera d’arte è autentica e unica. - L’opera di magia è elaborata, l’opera d’arte è creata. - L’opera di magia è un gioco di virtuosità, l’opera d’arte un gioco di resistenza. - L’opera di magia ha una soluzione che non intravediamo, l’opera d’arte è una soluzione che non individuiamo. - L’opera di magia raggiunge una completezza finita, l’opera d’arte fallisce nell’ affrontare un’idea infinita. - L’opera di magia è un verso della matematica, che forse domina con maestria solo chi è resistente allo stupore, l’opera d’arte è il verso della sensualità, che forse può creare solo chi si lascia sempre stupire di nuovo.

- Das Kunststück setzt auf die Grenzen der Sinne, das Kunstwerk auf ihre Fülle. - Das Kunststück erzeugt Verblüffung, das Kunstwerk erweckt Ahnungen. - Das Kunststück ist originell und reproduzierbar, das Kunstwerk original und einmalig. - Das Kunststück ist erarbeitet, das Kunstwerk erschaffen. - Das Kunststück ist ein Spiel der Virtuosität, das Kunstwerk ein Spiel der Sperrigkeit. - Das Kunststück hat eine Lösung , die wir nicht durchschauen, das Kunstwerk ist eine Lösung, die wir nicht erkennen. - Das Kunststück erreicht eine endliche Vollkommenheit, das Kunstwerk scheitert an einer unendlichen Idee. - Das Kunststück ist eine Kehrseite der Mathematik, das vielleicht nur Menschen meisterhaft beherrschen, die selber ganz verblüffungsresistent sind; das Kunstwerk ist die Kehrseite der Sinnlichkeit, zu dem vielleicht nur Menschen fähig sind, die sich immer neu verblüffen lassen.

Hans Saner, nato nel 1934. 1954-59 insegnante elementare. Poi studia filosofia, psicologia, germanistica e romanistica alle Università di Lausanna e Basilea. 1962-69 assistente personale di Karl Jaspers, il quale lascito pubblicò su incarico della fondazione-Karl-Jaspers negli anni 1973-90 (7 vol.). 1966 promozione con la dissertazione sulla filosofia politica di Kant. 1976-81 coredattore di STUDIA PHILOSOPHICA; coeditore dell’edizione tascabile PHILOSOPHIE AKTUELL e consigliere aggiunto di FOLIA HUMANISTICA (Madrid); incarico d’insegnamento alle Università di Berna, Zurigo, Salisburgo e all’Accademia musicale di Lucerna; dal 1979 insegna filosofia culturale all’Accademia musicale di Basilea. Lavora però prevalentemente come libero professionista.

Hans Saner, geb. 1934. 1954-59 Volksschullehrer. Danach Studium der Philosophie, der Psychologie, Germanistik und Romanistik an den Universitäten Lausanne und Basel. 1962-69 persönlicher Assistent von Karl Jaspers, dessen Nachlass er in den Jahren 1973-90 im Auftrag der Karl-Jaspers-Stiftung herausgab (7 Bde); 1966 Promotion mit einer Dissertation über Kants politische Philosophie; 1976-81 Mitredaktor der STUDIA PHILOSOPHICA; Mitherausgeber der Taschenbuchreihe PHILOSOPHIE AKTUELL und Beirat der FOLIA HUMANISTICA (Madrid); Lehraufträge an den Universitäten Bern, Zürich, Salzburg und an der Hochschule für Musik in Luzern; lehrt seit 1979 Kulturphilosophie an der Hochschule für Musik in Basel, arbeitet aber überwiegend freischaffend.

Distinzioni: Premio internazionale Hermann Hesse dalla Città di Karlsruhe, 1968 Premio per filosofia e letteratura del Canton Soletta, 1995 Premio Fondazione Egnér, Zurigo 2000 Grande premio dell’arte Canton Soletta, 2004 Dottor honoris causa Università di San Gallo, 2006

Auszeichnungen: Internationaler Hermann-Hesse-Preis der Stadt Karlsruhe, 1968 Preis für Philosophie und Literatur des Kantons Solothurn, 1995 Preis der Egnér-Stiftung, Zürich 2000 Grosser Kunstpreis des Kantons Solothurn, 2004 Verleihung der Ehrendoktorwürde der Universität St. Gallen, 2006

Pubblicazioni /Schriften (selezione/Auswahl) Kants Weg vom Krieg zum Frieden. München 1967 (Inglese/Englisch, Chicago 1973) Karl Jaspers, mit Selbstzeugnissen und Bilddokumenten, Reinbek 1970, 12. Aufl. 2005 Die Anarchie der Stille, Basel 1990, 3. Aufl. 1996 (Francese/Französisch, Genève1990) Macht und Ohnmacht der Symbole, Basel 1993, 2. Aufl. 1999 Einsamkeit und Kommunikation, Essays zur Geschichte des Denkens, Basel 1994 Der Schatten des Orpheus, Basel 2000 Nicht-optimale Strategien, Essays zur Politik. Basel 2002 Erinnern und Vergessen, Essays zur Geschichte des Denkens. Basel 2004

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Da oltre venti anni il “Giardino” fa parte degli alberghi di lusso asconesi. Dopo tutte le stelle e i riconoscimenti, era ancora possibile migliorare l’offerta? La risposta è sì, e la ricetta è tanto semplice quanto spettacolare: un passo avanti sulla via dell’innovazione e nel contempo un passo indietro verso le radici e i veri valori del terroir. di Helena Zaugg Foto: Albergo Giardino

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GIARDINO INCANTATO

Già in passato Philippe e Daniela Frutiger facevano parte del team di gestione dell’albergo. Nel 2006 queste due forti personalità ne hanno ripreso la direzione. Per loro, il lavoro è una vocazione e l’hotel una passione. Al Giardino, sono responsabili per l’innovazione orientata al futuro e tuttavia ancorata alla tradizione. “dipiù” ovvero il “più” decisivo Daniela Frutiger è l’ideatrice del nuovo concetto “Giardino di Bellezza”. Assistente farmaceutica laureata, estetista e terapeuta, è stata eletta nel 2007 migliore esperta di wellness dalla Bilanz– Hotelrating. Il nome “dipiù” che ha scelto di dare alla lussuosa linea cosmetica creata da lei in esclusiva per i suoi ospiti, sottolinea un’efficienza superiore a quella dei cosmetici convenzionali. Una promessa che i pregiati preparati deliziosamente profumati mantengono completamente. «Il benessere interiore è la via per la bellezza esteriore»: Daniela Frutiger ne è convinta. La sua dedizione alla cura del viso e del corpo l’ha portata a lavorare con i prodotti naturali che crescono nel microclima ticinese. La conseguenza logica della sua visione d’insieme è stata lo sviluppo di una propria linea cosmetica. Ha per48

sonalmente definito la composizione dei preparati e ne segue la fabbricazione. «Questi prodotti nascono dalla passione di trasformare essenze ed elementi attivi pregiati in qualcosa di eccezionale per i nostri ospiti: qualità senza compromessi, con lo scopo di raggiungere non solo il meglio, ma l’incomparabile». I prodotti naturali provengono perlopiù dalla rinomata tenuta ticinese “Tenimento de Ör” ad Arzo, un luogo di magica bellezza ai piedi del monte San Giorgio, che lavora in armonia con la natura e fornisce all’hotel Giardino anche eccellenti vini. Oltre a vini, l’azienda produce anche miele, olio di mandorle e d’oliva. Nel viticoltore Peter Meinrad Perler, Daniela Frutiger ha trovato il partner con cui condividere la passione per i prodotti del terroir e la loro conversione in una straordinaria linea per la cura della cute. Che il vino rosso giovi alla salute e al benessere, è noto da secoli e confermato dalle più recenti ricerche. Il “Merlot Riserva della Prella”, vinificato in botti di quercia, è uno degli elementi basilari dei cosmetici “dipiù”. I prodotti del terroir non si incontrano solo nel “Giardino di Bellezza”, ma anche sotto forma di essenze, sostanze aromatiche ed esplosioni


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profumate nella fantasiosa cucina sperimentale dello chef Rolf Fliegauf. Il giovanissimo cuoco entusiasma gli ospiti e convince gli esperti al punto di essersi guadagnato la prima stella Michelin dopo solo cinque mesi di attività al ristorante “Ecco” dell’albergo Giardino, dove l’accenno a tradizione e innovazione è perfettamente giustificato.

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Passeggiata nel Giardino di Bellezza Il concetto olistico del “Giardino di Bellezza” esaudisce ogni desiderio riguardo l’offerta, il lusso e la varietà. I trattamenti creati per lo spa con essenze vegetali invitano l’ospite ad una passeggiata sensoriale in un giardino fiorito dove rosmarino, merlot, limone, lavanda o gelsomino dispiegano la loro azione benefica. Ovviamente non mancano i cosmetici classici di rinomate marche come Sisley, Ligne StBarth e Cellex-C. Il ventaglio delle offerte comprende bagni di ogni genere, peeling, impacchi per il corpo, vari tipi di massaggi, cure per il viso, trattamenti per giovani o per coppie. Il fior fiore del “Giardino di Bellezza” è naturalmente la linea cosmetica “dipiù” e gli omonimi Signature Treatments che si trovano esclusivamente al Giardino. Nel “Giardino di Bellezza” la cura del viso ha qualcosa in più: comincia dai piedi! Petali di fiori galleggiano sull’acqua calda del pediluvio, mentre si sceglie tra le fragranze di limone, rosmarino o merlot, il trattamento che verrà delicatamente applicato su viso, collo e braccia. E già ci si trova in un altro mondo, nel proprio profumato regno dei sensi, dove ogni disagio sparisce e i pensieri fluiscono liberamente.

Tonificati e rilassati, con una bella cera e avvolti nella discreta e pregiata fragranza prescelta, si lascia questa oasi, pronti per ulteriori gioie sensoriali. La nazionale tedesca, che risiederà al Giardino durante i campionati europei di calcio, si rallegra sin d’ora di trovarci questo stimolante ambiente. Anche gli ospiti esterni sono i benvenuti e possono prenotare telefonicamente il loro trattamento.

www.giardino.ch Hotel Giardino Via Segnale 10 CH-6612 Ascona tel. +41 (0)91 785 88 88 fax +41 (0)91 785 88 99 welcome@giardino.ch Aperto da marzo a novembre

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ZAUBERGARTEN Mit Philippe und Daniela Frutiger, die bereits früher zum Führungsteam gehörten, haben im vorletzten Jahr zwei Persönlichkeiten die Leitung des Hotels übernommen, für die ihr Beruf Berufung bedeutet und das Hotel Passion. Sie stehen für die neue Kreativität im Giardino, ganz auf die Zukunft gerichtet und doch fest im einheimischen Boden verankert. “dipiù” oder das entscheidende Mehr Das neue Konzept des “Gartens der Schönheit”

Seit zwanzig Jahren an der Spitze der Asconeser Hotellerie, konnte es nach all den Sternen und Auszeichnungen für das “Giardino” noch eine Steigerung geben? Es gibt sie. Und das Rezept ist ebenso einfach wie spektakulär. Ein Schritt weiter auf dem Weg stetiger Innovation und gleichzeitig ein Schritt zurück zu den Wurzeln, zum Terroir, aus dem wahre Werte wachsen. von Helena Zaugg Fotos: Hotel Giardino

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stammt von Daniela Frutiger. Die diplomierte Pharma-Assistentin, Kosmetikerin und WellnessTherapeutin ist eine versierte und kreative Fachfrau, die im Bilanz-Hotelrating zur besten Wellnessexpertin des Jahres 2007 gekürt wurde. “dipiù” – der Name der luxuriösen Pflegelinie, die sie exklusiv für ihre Gäste entwickelt hat, heisst ganz einfach “mehr”. Mehr sein als scheinen, mehr bewirken als konventionelle Kosmetika. Ein Versprechen, das die reichhaltigen, herrlich duftenden Präparate vollauf einlösen.


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«Inneres Wohlbefinden ist der Weg zu äusserer Schönheit», ist Daniela Frutiger überzeugt. Ihre intensive Beschäftigung mit Gesichts- und Körperpflege führte sie zu den Naturprodukten, die im Tessiner Mikroklima gedeihen. Die logische Folge dieser ganzheitlichen Sicht war die Entwicklung der eigenen Pflegelinie, deren Zusammensetzung und Herstellung sie von Anfang an bestimmte und begleitete. «Diese Produkte entstehen aus der Leidenschaft heraus, wertvolle Wirkstoffe und Essenzen in etwas Besonderes für unsere Gäste umzusetzen. Kompromisslose Qualität mit dem Anspruch, nicht nur das Beste zu erreichen, sondern das Unvergleichliche.» Die naturreinen Schönheitsprodukte stammen mehrheitlich aus einem Tessiner Betrieb, der dem Hotel Giardino auch herausragende Weine liefert. Das renommierte Landgut “Tenimento del Ör” in Arzo, ein Ort von magischer Schönheit am Fusse des Monte San Giorgio, wirtschaftet im Einklang mit der Natur. Im engagierten Winzer Peter Meinrad Perler fand Daniela Frutiger den Partner, der ihren Anspruch und ihre Begeisterung für native Erzeugnisse und deren Umsetzung in eine aussergewöhnliche Pflegelinie teilte. Der in Eichenfässern vinifizierte “Merlot Riserva della Prella” ist eine der Grundlagen der Pflegelinie “dipiù”. Dass Rotwein der Gesundheit und dem Wohlbefinden zuträglich ist, ist von alters her bekannt und durch heutige Forschungen bestätigt. Doch nicht nur eine Vielzahl von Rebsorten gedeiht hier, das Gut liefert auch Mandelöl, Olivenöl und Honig. Den traditionellen Terroir-Produkten begegnet man nicht nur im “Garten der Schönheit”, sondern gleichzeitig als Essenzen, Aromastoffe und Duftexplosionen in der fulminanten Experi-

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mentierküche des erst 26-jährigen Chefs Rolf Fliegauf, welcher die Fachwelt überzeugt und die Gäste begeistert. Nach nur fünf Monaten hat er sich im Giardino Restaurant Ecco bereits

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den ersten Michelinstern erkocht.Wenn der oft verwendete Begriff von Tradition und Innovation für einmal seine volle Berechtigung hat, dann hier.


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Lustwandeln im Garten der Schönheit Das ganzheitliche Konzept des “Giardino di Bellezza” lässt in Bezug auf Angebot, Luxus und Vielseitigkeit keine Wünsche offen. Die speziell für das Hotel kreierten Behandlungen mit Pflanzenessenzen entführen den Gast auf einen Spaziergang durch einen blühenden Garten, wo Rosmarin, Merlot, Zitrone, Lavendel oder Jasmin ihre wohltuende Wirkung entfalten. Selbstverständlich fehlt auch die klassische Kosmetik renommierter Marken wie Sisley, Ligne St-Barth und Cellex-C nicht. Die vielfältige Palette reicht von allerlei Bädern über Peelings, Körperpackungen bis zu den verschiedensten Massagen, Gesichtsbehandlungen, Paar-Behandlungen und Treatments für Jugendliche. Die schönste Blume in diesem Garten ist jedoch die exklusive “dipiù” Pflegelinie und die “dipiu” Signature Treatments, die es ausschliesslich im Giardino gibt. Dem Leitmotiv entsprechend ist auch eine Gesichtsbehandlung im “Giardino di Bellezza” etwas mehr und beginnt - an den Füssen! Auf dem warmen Wasser im Fussbad schwimmen Blütenblätter, während man sich für die Pflege zwischen den Duftnoten Limone, Rosmarin oder Merlot entscheidet, die sanft auf Gesicht, Hals und Arme einmassiert wird. Und schon befindet man sich in einer anderen Welt, im eigenen duftenden Reich der Sinne, wo alles Belastende weggewischt wird und die Gedanken frei fliessen. Herrlich erfrischt und entspannt, mit rosigem, deutlich erholtemTeint und eingehüllt in den dezenten, luxuriösen Duft der gewählten Note, entschwebt man dieser Oase, frisch gestärkt für weitere Sinnesfreuden. Die deutsche Fussball-Nationalmannschaft, die hier während der Europa-Meisterschaft residiert, darf sich auf ein wirklich stimulierendes Umfeld freuen. Auch auswärtige Gäste sind herzlich willkommen. Reservieren Sie sich Ihren Termin!

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Ă la carte

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Ristorante Ascolago Osteria Enoteca Osteria al Giardinetto Ristorante da Candida

von/di Helena Zaugg

Tavoli gastronomici Indirizzi gastronomici Top Adressen Chefs Ricette esclusive Exclusive Rezepte


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Osteria al Giardinetto Muro degli Ottevi 10, 6614 Brissago - Tel. +41 (0)91 793 31 21 - osteria@al-giardinetto.ch - www.al-giardinetto.ch Aperto tutto l’anno dalle 17:00 - Chiuso il mercoledì - A pranzo su richiesta Mittwoch geschlossen. Ganzes Jahr offen ab 17 Uhr. Mittags Bankette auf Anfrage Nel cuore del paese, una doppia scalinata di granito porta ad una casa impregnata di storia: la casa natale del leggendario Angelo Conti Rossini, dove si trova L‘Osteria al Giardinetto. Per alcuni anni, Rolf Heiniger è stato chef all’ Albergo Losone e aVilla Caesar a Brissago. Quando Petra e lui si sposarono, fu proprio il grande maestro Angelo a viziarli durante il banchetto nuziale, ma non immaginavano allora che sarebbe stato Rolf a ritrovarsi ai fornelli del Giardinetto dieci anni più tardi. Che meravigliosa ironia del destino! Da otto anni la coppia gestisce da sola l’osteria, senza aiuto, e sempre con passione ed entusiasmo. Ammirevole e indiscutibile prova del loro impegno, il locale rimane aperto tutto l’anno. La clientela se ne rallegra. Petra Heiniger si prende cura degli ospiti e del servizio, mentre nella piccola cucina lo chef crea le sue prelibatezze. Nella rustica ed elegante sala col camino o, in estate,

nell’incantevole patio piacevolmente fresco, si gusta una cucina mediterranea e regionale, fresca di mercato, che rivela anche influenze asiatiche e creole. La carta che cambia due volte al mese è contenuta ma le proposte squisite. Poiché molti ospiti vengono proprio per loro, Rolf Heiniger non tralascia i suoi ormai famosi classici, il brasato (Kalbsbäggli) e l‘entrecôte Black Angus, variando però ogni volta i contorni. Al Giardinetto si assapora con tutti i sensi.Trovare i migliori prodotti fa parte del credo dello chef. Conosce di persona l’azienda di famiglia argentina da dove proviene la carne bovina Angus, e i pescatori locali gli portano il luccioperca dal lago. I vini, perlopiù ticinesi e italiani, sono abilmente scelti per armonizzarsi con i piatti e i gusti della clientela. Una bella selezione è anche disponibile in mezze bottiglie. Prenotazione consigliata!

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Zwei uralte Steintreppen mitten im Dorfkern führen zu einem geschichtsträchtigen Haus. Die “Osteria al Giardinetto” ist das Geburtshaus des legendären Angelo Conti Rossini. Als Rolf Heiniger, einige Jahre Chefkoch im Albergo Losone und in der Villa Caesar in Brissago, seine Petra heiratete und sich die beiden von Meisterkoch Angelo beim Hochzeitsessen verwöhnen liessen, konnte er nicht ahnen, dass er zehn Jahre später selbst am Herd des Giardinetto stehen würde. Welch wunderbare Ironie des Schicksals!. Seit acht Jahren führt das Ehepaar die Osteria ganz alleine, ohne Hilfe, aber mit Herzblut und nie nachlassender Begeisterung. Sehr zur Freude auch der einheimischen Gäste ist das Lokal das ganze Jahr offen. Eine beeindruckende Leistung und fragloser Beweis ihres Engagements. Während Petra Heiniger sich liebenswürdig um Gäste und Service kümmert, kreiert “le Chef ” in seiner kleinen Küche Delikatessen. Im Kaminzimmer, dem rustikal-eleganten Raum und während des

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Sommers im bezaubernden und angenehm kühlen Patio, werden die Gäste mit einer marktfrischen, mediterran-regionalen Küche verwöhnt, die oft auch asiatische und kreolische Einflüsse verrät. Die Karte ist klein, aber exquisit und wechselt zwei Mal im Monat. Auf die inzwischen weitherum bekannten und begehrten Klassiker, Kalbsbäggli und Black Angus Entrecôte, kann Rolf Heiniger allerdings nicht verzichten, denn viele Gäste reisen genau deswegen an. Sie werden jedoch mit stets wechselnden Beilagen überrascht. Im Giardinetto geniesst der Gast mit allen Sinnen. Die besten Produkte zu finden, gehört zum Credo des Chefs. Das Fleisch der Angusrinder stammt von einem Familienbetrieb aus Argentinien, den er persönlich kennt. Die Fischer vom See liefern den frischen Zander. Die Weine, hauptsächlich aus dem Tessin und Italien, sind klug auf die Speisen und Wünsche der Gäste abgestimmt; eine schöne Auswahl davon gibt es auch in kleinen Flaschen. Es empfiehlt sich zu reservieren!

Taglierini freschi con gamberetti selvatici, pomodori Cherry e zucchine Frische Taglierini-Teigwaren mit WildfangKrevetten, Cherrytomaten und Zucchini Ricetta originale di / Originalrezept von Rolf Heiniger per 4 persone / für 4 Personen 16 gamberetti selvatici (ca. 800 g) / WildfangKrevetten 400 g zucchine / Zucchini 2 spicchi d’aglio / Knoblauchzehen 2 pezzi di peperoncino / Chilischoten 12 pomodori Cherry, pochi pinoli / Cherrytomaten, wenig Pinienkerne un po’ di prezzemolo liscio, trittato / etwas Blattpeterli gehackt 60 g parmigiano grattugiato / Parmesan gerieben 320 g taglierini freschi / frische TaglieriniTeigwaren 3 cuchiai d’olio d’oliva / El Olivenöl 2 cuchiai di burro / El Butter sale di mare / Meersalz Preparazione / Zubereitung Sbucciare i gamberetti fino alla coda; per riuscire a togliere l’intestino scuro, fare un taglio sul dorso. Lavare le zucchine, asciugarle e tagliarle in sottili strisce, eliminando i semi. Tagliare l’aglio in fette fini e anche il peperoncino pulito dai suoi semi. Rosolare i gamberetti fin che prendono un color rosa dalle due parti, condirli e metterli da parte al caldo. Rosolare velocemente anche l’aglio, le zucchine, il peperoncino, i pomodorini e mescolare ai taglierini cotti al dente in acqua salata. Krevetten bis auf das Schwanzende schälen, am Rücken einschneiden und vom dunkeln Darm befreien. Die Zucchini waschen, trocknen und in feine Streifen schneiden. Das Kerngehäuse nicht verwenden. Knoblauch und Chili in dünne Scheiben schneiden, dabei die Kerne entfernen. Die Krevetten im Olivenöl kurz beidseitig anbraten, herausnehmen, würzen und warm stellen. Knoblauch, Zucchini, Chili und Tomaten beigeben und kurz anbraten. Die Taglierini in kochendem Salzwasser bissfest garen, abgiessen und alles zusammen vermischen. Presentazione / Anrichten Disporre la pasta in piatti profondi, decorare con i gamberetti e cospargere sul tutto il prezzemolo, i pinoli e il parmigiano. Die Pasta in Suppenteller anrichten, rundherum die Krevetten, mit Peterli, Pinienkernen und Parmesan bestreuen.

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Osteria dell’Enoteca Contrada Maggiore 24, 6616 Losone - Tel. +41 (0)91 791 78 17 - enoteca@nikko.ch - www.osteriaenoteca.ch Chiuso lunedi, martedi/Geschlossen Montag, Dienstag Il cancello di ferro battuto si apre sul piccolo paradiso culinario dell’Osteria dell’Enoteca nel cuore del nucleo storico di Losone. Una vecchia casa ticinese, un romantico giardino, la sala al contempo rustica ed elegante, con l’alto camino e le meravigliose composizioni floreali, formano lo scenario dove da 20 anni si celebra l’alta cucina su base di prodotti del giorno. La costanza qualitativa è garantita da un team di tre persone: lo chef Daniel Zürcher trae ispirazione dalle stagioni e dai prodotti del mercato per comporre sempre nuove, sorprendenti e squisite ricette. Hermann Greissinger è responsabile dei dolci, della pasticceria, della pasta e del pane, ovviamente fatti in casa. L’ex professore liceale e storico dell’arte ha rilevato l’Osteria vent‘anni fa con Hansueli Kellenberger, il quale riceve gli ospiti e cura il loro benessere a tavola. A mezzogiorno vi consiglierà a voce un

menù leggero di 3 o 4 portate; di sera, la carta propone anche un menù ticinese di 4 portate e il grande menù di 5, rinnovati di settimana in

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settimana. Nomen est omen, curatissimo anche l’assortimento dei vini, il cui fulcro sono i nettari dei più noti produttori ticinesi.


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Mitten im verwinkelten Herzen von Losone öffnet sich das schmiedeeiserne Tor zum kleinen kulinarischen Paradies der Osteria dell’Enoteca. Ein altes Tessinerhaus mit lauschigem Garten, der rustikal-elegante Saal mit hohem Kamin und wunderschönen Blumenarrangements bilden den stimmungsvollen Rahmen, in dem seit zwanzig Jahren die hohe Schule der marktfrischen Gourmetküche zelebriert wird. Ein Dreierteam steht für diese Konstanz auf hohem Niveau. Koch Daniel Zürcher lässt sich von den Jahreszeiten und dem frischen Angebot zu immer wieder neuen, überraschenden und auserlesenen Gerichten inspirieren. Für Desserts, Gebäck, Pasta und Brot, die hier selbstverständlich auch selbst gemacht werden,

ist Hermann Greissinger verantwortlich. Der ehemalige Studienrat und Kunsthistoriker hat die Osteria vor zwanzig Jahren zusammen mit Hansueli Kellenberger übernommen, der sich als perfekter Gastgeber umsichtig um das Wohl der Gäste kümmert. Mittags darf man sich auf seine mündlichen Empfehlungen verlassen und geniesst ein leichtes 3- oder 4-gängiges Menu. Ein 4-gängies Tessiner Menu und das grosse Menu mit 5 Gängen stehen abends auf der Karte und wechseln im Wochenrhythmus. Nomen est omen, in der Enoteca ist die Weinauswahl ebenso gepflegt, wie das gesamte Ambiente. Der Schwerpunkt liegt auf einheimischen Gewächsen, alle bekannten Tessiner Produzenten sind hier vertreten.

Lasagne con melanzane e funghi porcini Aubergine-Steinpilz-Lasagne

Preparazione / Zubereitung Versare farina, uova, sale, olio d’oliva in una terrina, mescolare, impastare bene, avvolgere in pellicola trasparente e lasciar riposare in frigorifero per almeno un’ora. Con la macchina per la pasta stendere una sfoglia sottile e ritagliare 16 pezzi tondi (diametro delle formine). Cuocerli “al dente“ in acqua salata e raffreddarli in acqua ghiacciata. Scolare, disporre su un piatto, irrorare con olio d’oliva e coprire con pellicola trasparente. Tagliare la melanzana a fette spesse 5 mm, salare, pepare e friggere in padella da entrambi i lati nell’olio d’oliva. Attenzione: devono essere perfettamente cotte. Asciugare con carta da cucina e deporre su un piatto. Tagliare il pomodoro a fette (2-3mm). Pulire i funghi, tagliarli a metà, poi a fette; lavare gli spinaci. Riservare metà dei funghi e parte degli spinaci per la salsa; mescolare il resto in una terrina, condire con sale, pepe e un pò d’olio. Ungere le formine cilindriche con olio d’oliva e metterle su una teglia coperta da carta da forno. Iniziare con una fetta di melanzana, poi un pò di composta di funghi e spinaci, una fetta di pomo-

Ingredienti per quattro formine cilindriche, diametro 5-6 cm, altezza ca. 7 cm Zutaten für 4 Zylinderformen mit 5-6cm Durchmesser, ca. 7 cm hoch

250 g farina / Mehl 125 g (2-3) uova / Eier 1 presa sale / Prise Salz 1 cucchiaino olio d’ oliva / Tl Olivenöl Ripieno e sugo / Füllung und Sauce 1 pomodoro / Tomate 1 melanzana / Aubergine 200 g funghi porcini / Steinpilze 50 g spinaci / Spinat 50 g Taleggio (in 4 fette) / Taleggio, in 4 Scheiben 1 scalogno / Schalotte olio d‘oliva / Olivenöl sale, pepe / Salz, Pfeffer 2 dl brodo / dl Bouillon 1-2 cucchiaio Sherry / Tl Sherry

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doro, taleggio, una sfoglia composta di funghi e spinaci, pomodoro, taleggio e poi chiudere con melanzana. Cuocere le lasagne in forno per 8 minuti a 200°C. Per la salsa: tagliare i funghi e gli spinaci rimanenti a pezzettini. Tritare lo scalogno e rosolarlo con burro in una teglia; unire funghi e spinaci e diluire con brodo.Togliere le lasagne dal forno, coprire e lasciar riposare per 2 minuti. Distribuire la salsa nei piatti, preriscaldati e adagiarvi sopra le lasagne. NB: se le formine non sono cilindriche,adattare sfoglia e melanzane. Zutaten für den Teig in eine Schüssel geben, vermengen, gut durchkneten, in Klarsichtfolie packen und für mindestens eine Stunde im Kühlschrank ruhen lassen. Den Teig mit der Nudelmaschine dünn auswallen und 16 Rondellen (Durchmesser wie Zylinderformen) ausstechen. Diese in Salzwasser “al dente” kochen und im Eiswasser abschrecken. Herausnehmen, abtropfen, auf einen Teller legen, mit Olivenöl beträufeln und mit Klarsichtfolie abdecken. Aubergine in 5mm dicke Scheiben schneiden, salzen, pfeffern und in der Bratpfanne in Olivenöl beidseitig braten bis sie gar sind. Die Scheiben mit Küchenpapier abtupfen und auf einen Teller legen. Die Tomate in 2-3mm dicke Scheiben schneiden. Pilze putzen, halbieren und in Scheiben schneiden. Den Spinat waschen, etwas Spinat und Pilze für die Sauce zurückbehalten, den Rest in eine Schüssel geben mit Salz, Pfeffer und etwas Olivenöl würzen, mischen. Die Formen mit Olivenöl ausstreichen, auf ein Blech mit Backpapier stellen. Das Einschichten mit Aubergine beginnen, darauf etwas von der SpinatPilzmischung, ein Teigblatt, Pilzmischung, ein Teigblatt, eine Scheibe Tomate, eine Scheibe Taleggio, ein Teigblatt, Pilzmischung, ein Teigblatt, Pilzmischung, mit Aubergine abschliessen. Die Lasagne für 8 Minuten in den 200°C heissen Ofen geben. Für die Sauce die restlichen Pilze und den Spinat kleiner schneiden. Die Schalotte hacken und mit der Butter in einer Pfanne andünsten, Pilze und Spinat mitdünsten, mit Bouillon ablöschen. Die Lasagne aus dem Ofen nehmen und zwei Minuten zugedeckt stehen lassen. Die Sauce auf vorgewärmte Teller verteilen und die Lasagne darauf anrichten. Tipp: Sind keine Zylinderformen zur Hand, können andere Formen verwendet werden, Teig und Auberginen an deren Masse anpassen.


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Ristorante da Candida Viale Marco da Campione 4, 6911 Campione - Tel. +41 (0)91 649 75 52/41 - dacandida@bluewin.ch - www.dacandida.ch Chiuso: lunedi, martedi mezzogiorno, 4 settimane in luglio Geschlossen: Montag, Dienstagmittag und im Juli 4 Wochen Campione d’Italia di solito si collega a casinò. Ma un altro allettante motivo per visitare l’animata enclave italiana è lo storico ristorante “Da Candida”. Aperto sin dal 1886, è una vera bombonnière. Nelle due salette, si possono accomodare appena una trentina di ospiti. Sulla piccola, nuova terrazza, d’estate si respira una suggestiva atmosfera parigina. Dopo la seconda guerra mondiale, il locale era in mano alla leggendaria Candida. Numerose personalità del mondo del Cinema, della Radio e della Televisione banchettarono in questo luogo che sprofondò poi in un lungo sonno di bella addormentata nel bosco. Quindici anni or sono, Bernard e Adriana Fournier non solo lo risvegliarono ma lo portarono alle stelle del cielo Gourmet. Ai fornelli il maestro è affiancato da una brigata giovane e motivata. Bernard, unico discendente di una famiglia di macellai francesi ad aver scelto il

mestiere di cuoco, mette in pratica le sue spiccate conoscenze delle materie prime e il suo fervore per la qualità. Da poco tempo si possono

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anche acquistare prodotti confezionati del label Royal Fournier elaborati da lui. La Candida è considerata un tempio del Foie Gras.


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Sotto gli affreschi dei soffitti a volta del ristorante elegantemente arredato in stile barocco, si celebra una squisita cucina francese che non rinnega la vicinanza all’Italia. Sulla carta, carni e pesci sono parimenti messi alla ribalta. Prodotti di primissima freschezza compongono piatti di inconsueta originalità, come la bouillabaisse ai pistilli di zafferano con salsa “rouille”, o i filetti di branzino dal delicato aroma vanigliato. In estate, una crema di pomodoro rinfresca il palato, prima di gustare, per esempio, i medaglioni d’agnello profumati al rosmarino. I conoscitori si lasciano sedurre dal “menu surprise” nel quale Bernard Fournier esprime con virtuosità l’arte di maritare la cucina francese con quella italiana. Va senza dire che la carta dei vini soddisfa i più esigenti desideri enologici. Per coronare un eccellente pasto, si consiglia vivamente di cedere alla dolce tentazione dei dessert, tutti fatti in casa! Come resistere ad una “tarte tatin di mele golden con gelato alla cannella”. Mit Campione verbinden die meisten wohl eines: das Casinò. Doch es gibt einen noch viel besseren Grund, in die italienische Enklave zu fahren: Das Ristorante “Da Candida” gehört zu den sicheren Werten im schnelllebigen Glücksspielstädtchen. Das kleine Lokal existiert seit 1886 und gibt in zwei Räumen knapp dreissig Gästen Platz. Auf der lauschigen Terrasse fühlt man sich im Sommer wie in Paris. Nach dem Zweiten Weltkrieg wirtete hier die legendäre Candida, bei der zahlreiche Grössen

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aus Film, Funk und Fernsehen tafelten, bevor es in einen Dornröschenschlaf versank. Aufgeweckt und in den Gourmet-Sternenhimmel geführt haben es vor fünfzehn Jahren Bernard und Adriana Fournier, die heute am Herd von einer jungen und motivierten Brigade unterstützt werden. Bernard entstammt einer französischen Metzgerfamilie und entschied sich als Einziger für die Kochlaufbahn. Seine profunden Produktekenntnisse und die Liebe zu bester Qualität bringt der Chef nicht nur in der Restaurantküche ein. Seit kurzem gibt es ausgesuchte und erstklassige Produkte unter dem Label Royal Fournier zu kaufen, man spricht gar von einem Foie Gras-Tempel. Über dem in barocker Eleganz eingerichteten Restaurant wölbt sich eine freskengeschmückte Decke. Hier zelebriert Monsieur Fournier seine stilvolle, exquisit französische Küche, die ihre Nähe zu Italien keineswegs verleugnet. Fisch und Fleisch kommen gleichermassen zu Ehren. Alles ist marktfrisch und augenfällig der Hang zu Gerichten, die man nicht an jeder Ecke findet. Eine Safran-Bouillabaisse mit Rouille etwa, oder das Wolfsbarsch-Filet, dem ein zartes VanilleAroma entströmt. Im Sommer erfrischt eine kalte Tomatensuppe den Gaumen, bevor man sich beispielsweise den delikaten, von Rosmarinduft umwehten Lamm-Medaillons zuwendet. Kenner verlassen sich auf das “Menu surprise”, bei dem die Kunst von Bernard Fournier, französische und italienische Küche zu verheiraten, vortrefflich zum Ausdruck kommt.

Dass die Weinkarte keine Wünsche offen lässt, versteht sich an diesem Ort von selbst. Den krönenden Abschluss bilden die allesamt hausgemachten Desserts, eine süsse Versuchung, der man unbedingt nachgeben sollte. Wer könnte schon einer “tarte tatin di mele golden con gelato alla cannella” widerstehen?

“Petite Bouillabaisse” con crostini di pane “Petite Bouillabaisse” mit geröstetem Brot per 4 persone / für 4 Personen 1 litro di zuppa di pesce / Liter Fischsuppe 100 g di rombo / Steinbutt 100 g di branzino / Seebarsch 100 g di coda di rospo / Seeteufel 1/2 astice / Hummer 4 gamberi / Garnelen sale, pepe / Salz, Pfeffer Guarnizione / Dekoration 4 fette di pane da toast, pistilli di zafferano, 4 gamberi, erbe aromatiche. 4 Toastschnitten, Safranfäden, 4 Garnelen, Küchenkräuter Preparazione / Zubereitung Tagliare il pesce a pezzettini dopo averlo pulito e deliscato. Fare rosolare per alcuni minuti, dopodiché bagnare con la zuppa di pesce preparata facendo bollire a lungo gli scarti di pesce, poi filtrati. Far bollire per 3 minuti fino a raggiungere una giusta consistenza. Tagliare il pane da toast in triangoli e farli tostare. Infine comporre il piatto andando a guarnire la zuppa con un gambero, i pistilli di zafferano e un piccolo bouquet di erbe aromatiche. Die Fische schuppen, häuten, entgräten und in kleine Stücke zerlegen. In einer Pfanne einige Minuten anbraten, dann mit der Fischsuppe, die man aus den lange ausgekochten Abfallstücken hergestellt und gefiltert hat, ablöschen. Zirka 3 Minuten - bis zur gewünschten Konsistenz kochen lassen. Die Toastschnitten in Dreiecke schneiden und toasten. Anrichten und den Teller mit einer Garnele, den Safranfäden und den Küchenkräutern dekorieren.

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Ristorante Ascolago Hotel Ascolago, Via Albarelle 6, 6612 Ascona - Tel. +41 (0)91 785 82 00 - hotel@ascolago.ch - www.ascolago.ch Marzo-Maggio: chiuso i lunedì / März-Mai: Montag Ruhetag Dove gustare uno squisito e leggero pasto senza rinunciare al magnifico panorama del golfo di Ascona? Da ormai trenta anni, la risposta è “dal Fuchs”, ossia all’Albergo**** Ascolago, da Daniel e Heidy Fuchs. A piedi, sono pochi passi dalla piazza, e con la barca si approda direttamente al pontile davanti alla fiorita terrazza. Heidy Fuchs si occupa soprattutto dell’albergo. Da parte sua, cordiale come sempre, Daniel Fuchs accoglie gli ospiti e cura il loro benessere a tavola, mentre lo chef, Mike Thomi, li vizia con una cucina stagionale mediterranea fresca e di primissima qualità. Il giovane e ambizioso cuoco si ispira anche alla gastronomia alsaziana o dell’ Emmental e gioca ad arte con i sapori asiatici. Vista la posizione, il pesce recita qui il ruolo principale: il luccioperca dal Lago Maggiore su un audace letto di crauti allo champagne, la pescatrice col contorno asiatico, o la più classica orata

al forno sono valsi al ristorante Ascolago il premio assegnato dalla associazione gastronomica “Zum goldenen Fisch” (al pesce d’oro).

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Gli amatori della carne non rimarranno pertanto delusi: la bistecca di vitello dall’Emmental ai datteri e noci è un vero poema, e il galletto croc-


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Tzaziki di cetrioli Gurken Tzaziki 500 g cetrioli, togliere i semi, grattugiarli in sottili striscie e spremere Gurken entkernen, in feine Streifen raffeln und ausdrücken 2 spicchi d’aglio tritati Knoblauchzehen, fein gehackt 2 cucchiai di aceto balsamico bianco Tl Weisser Balsamico Essig 3 cucchiai di olio d’oliva extra vergine Tl Olivenöl 300 g di Joghurt greco, condire, a chi piace anche in modo piccante Mit griechischem Joghurt abschmecken, je nach Wunsch scharf würzen Mescolare il tutto in una ciotola Alles in einer Schüssel vermischen.

Presentazione Anrichten Servire lo tzaziki in piccoli bicchieri e decorare il piatto con fette abbrustolite di baguette, olive, aceto balsamico e alcuni cubetti di pomodoro. Zum Anrichten das Tzaziki in kleine Gläschen abfüllen und den Teller mit Oliven, Cherrytomaten und gerösteten Baguettescheiben garnieren.

cante allevato ai Terreni alla Maggia è un autentico spettacolo. Alla sera, si gode la vista sul mitico scenario lacustre attraverso le vetrate dell’elegante ristorante gourmet o – stagione permettendo – dalla terrazza rialzata, e si prolunga la permanenza con un ultimo nobile goccio, accompagnati dai dolci suoni del pianoforte. La convincente carta del vino propone vitigni ticinesi, italiani, francesi e anche della Svizzera romanda, l’altra terra d’adozione di Daniel Fuchs. Wohin in Ascona, wenn man Lust auf exquisite, leichte Küche verspürt und seine Augen nicht vom herrlichen Seepanorama losreissen kann? “Zum Fuchs” heisst seit nunmehr dreissig Jahren die Antwort oder besser zu Daniel und Heidy Fuchs ins Viersternehaus Ascolago. Zu Fuss sind es nur wenige Schritte von der Piazza und mit dem Boot legt man direkt am Steg vor der blumengeschmückten Restaurant-Terrasse an. Während sich Heidy

Fuchs vor allem um den Hotelbetrieb kümmert, empfängt und betreut der charmante Daniel Fuchs seine Gäste. Diese geniessen die marktfrischen, saisonal und mediterran inspirierten Gerichte des jungen, ambitionierten Chefs Mike

Thomi, der sich auch einmal einen Abstecher ins Elsass oder Emmental gestattet und gekonnt mit asiatischen Kreationen spielt. Fisch – die einzigartige Lage verpflichtet – spielt im Ascolago eine 62

Hauptrolle und hat dem Restaurant eine Auszeichnung derTafelgesellschaft “Zum Goldenen Fisch” eingebracht. Zander aus dem Lago Maggiore etwa, kühn auf Champagnersauerkraut gebettet, ein asiatisch garnierter Seeteufel oder die klassische, im Ofen gebratene Goldbrasse. Selbstverständlich kommen auch Fleischliebhaber auf ihre Kosten. Das Emmentaler Kalbssteak auf Datteln und Baumnüssen ist ein Gedicht und das knusprige Hähnchen vom Mustergut Terreni alla Maggia steht ihm in nichts nach. Abends geniesst der Gast die kaum noch zu überbietende romantische Seeszenerie durch die hohen Panoramafenster des eleganten Gourmetrestaurants oder von dessen erhöhter Terrasse aus und lässt den Abend bei leiser Pianomusik und einem edlen Tropfen ausklingen. Die Weinkarte überzeugt mit Gewächsen aus dem Tessin, Italien, Frankreich und erfreulicherweise auch aus der Westschweiz, der zweiten Wahlheimat von Daniel Fuchs.


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Ristorante OSTERIA DEL CENTRO

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Via Tesserete 10 CH-6900 Lugano Direktor: Nicholas Labhart Küchenchef: Mauro Grandi Tel. +41 (0)91 911 41 11 Fax +41 (0)91 922 05 45 info@villasassa.ch www.villasassa.ch Aperto tutto l’anno Ganzes Jahr offen.

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Piazza Emilio Bossi 7 CH-6906 Lugano Dir.: Ivan Zorloni Chef: Frank Oerthle Tel. +41 (0)91 973 48 00 Fax +41 (0)91 973 25 50 info@villacastagnola.com www.villacastagnola.com Chiuso/Geschlossen: Domenica, lunedi/Sonntag, Montag Ferie/Ferien: 03.-20.08.

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Ristorante SAN PIETRO DA GINO

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Hotel VILLA CASTAGNOLA Ristorante LE RELAIS

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Viale Castagnola 31 CH-6906 Lugano Dir.: Ivan Zorloni Chef: René Nagy Tel. +41 (0)91 973 25 55 Fax +41 (0)91 973 25 50 info@villacastagnola.com www.villacastagnola.com Aperto tutto l’anno. Ganzes Jahr offen.

Via Delta 137 - 141 CH-6612 Ascona Dir.: Thomas Steiner Chef: Stefan Nowaczyk Tel. +41 (0)91 785 77 85 Fax +41 (0)91 785 77 35 info@parkhoteldelta.ch www.parkhoteldelta.ch Ferie/Ferien: 02.11 – inizioAnfang 03. 2009

Passaggio San Pietro CH-6612 Ascona Reginaldo Di Rosa, Sven Nindel Tel. +41 (0)91 791 39 76 Fax +41 (0)91 792 21 05 Chiuso: lunedì e gennaio. Geschlossen: Montag und Januar.

CH-6652 Ponte Brolla Josy & Enzo Andreatta, Andrea Cingali Tel. +41 (0)91 796 14 75 Fax +41 (0)91 796 13 92 Chiuso: mercoledì, giovedì fino alle 17 Geschlossen: Mittwoch, Donnerstag bis 17 Uhr Ferie/Ferien: 10.01-28.02.09 64


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Hotel GIARDINO Ristorante ECCO

Hotel GIARDINO Ristorante APHRODITE

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Via Segnale 10 CH-6612 Ascona Dir.: Philippe Frutiger Chef: Urs Gschwend Tel. +41 (0)91 785 88 88 & 0800 333 313 Fax +41 (0)91 785 88 99 welcome@giardino.ch www.giardino.ch Ferie/Ferien: 09.11 - 15.03.09

Hotel EDEN ROC Ristorante LA BREZZA, BAR & LOUNGE

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Hotel VILLA PRINCIPE LEOPOLDO & Residence Relais & Châteaux Ristorante PRINCIPE LEOPOLDO Via Montalbano 5 CH-6900 Lugano Direktor: Reto Stöckenius Küchenchef: Dario Ranza Tel. +41 (0)91 985 88 55 Fax +41 (0)91 985 88 25 info@leopoldohotel.com www.leopoldohotel.com Aperto tutto l’anno Ganzes Jahr offen

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Ristorante LOCANDA ORICO Via Orico 13 CH-6500 Bellinzona Lorenzo Albrici Tel. +41(0)91 825 15 18 Fax +41(0)91 825 15 19 info@locandaorico.ch www.locandaorico.ch Chiuso: domenica-lunedì Geschlossen: Sonntag, Montag, Ferie/Ferien: 13.07.-12.08.08

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Ceramica

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UN MAESTRO DI RAKU RENATO DOMICZEK Gli elementi fuoco e terra affascinano Renato sin da quando era ragazzo. Nell’ambiente rustico di Rasa, questo fascino ha guadagnato intensità. Sotto l’influsso artistico del Monte Verità e a stretto contatto con i pittori del gruppo “amici delle belle arti” ha potuto tastare il terreno e mettere radici. «L’incontro con Werner Müller, il padre del clown Dimitri, è stato di

Renato Domiczek è nato nel 1948 a Wangen an der Aare da madre svizzera e padre polacco. «Non da alternativo, ma quale neofita», come egli stesso sottolinea, imboccò la strada verso il Ticino trentaquattro anni fa e approdò insieme alla sua famiglia nella riservatezza di Rasa nelle Centovalli. In questo paesino situato a una notevole altitudine e raggiungibile solo a piedi o con la funivia, rimanevano allora soltanto sei abitanti. Benché i mezzi per arrivarci non siano cambiati, Rasa conta oggi 28 residenti fissi, ma nei mesi estivi i vacanzieri e i partecipanti ai corsi del ceramista raku aumentano la popolazione del pittoresco nucleo. di Evelyne Moreau foto: studio fotografico Garbani, Locarno

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grande importanza per la mia formazione», ricorda. Renato ha imparato l’artigianato, fin dalle basi, da Elisabetta Hugentobler, in quello che al tempo era il suo laboratorio di ceramica. A quel periodo sono seguiti 10 anni di “operosità silenziosa”, fino al momento in cui l’artista si è sentito pronto per fare dell’arte ceramica giapponese la sua professione. Ma sono


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passati ancora alcuni anni prima che potesse aprire il suo centro di formazione in un antico palazzo di Rasa. In parallelo a questi anni di lavoro intensivo ha sviluppato i contatti con ceramisti europei e giapponesi. I soggiorni di studio presso di loro e presso un maestro del tè – cui lo lega ancora oggi una stretta amicizia – permeano l’arte di Renato, che egli trasmette con grande entusiasmo e perizia nei suoi corsi. Raku... Non è solo tecnica e atto! Sorta dal Cha-Do, la via del tè che noi occidentali chiamiamo cerimonia del tè, quest’arte ceramica deriva da una tradizione secolare coreana all’origine e sviluppatasi più tardi in Giappone. Legata al nome di una dinastia di ceramisti, la parola raku significa gioia, serenità, quiete. In Europa si usa come termine solo dalla seconda metà del XX secolo. Argilla e fuoco; terra e inferno? Certamente è così per chi ha ceduto a questa “arte della creta”. Il tipico craquelé, ottenuto tramite un metodo di cottura specifico, è una tecnica complessa.Tolti dal forno con lunghe pinze di ferro, gli oggetti roventi sono immersi in materiali organici, come paglia, fieno o segatura, e sottoposti a suffumicazione. Da questa delicata operazione, il principiante rischia di ricavare tanto scarto, ma l’esperto otterrà oggetti unici, vere “fenici nate dalle ceneri”. Raku… Un happening, in un certo senso, ma con qualcosa in più; molto di più. Renato Domeniczek è indubbiamente un maestro di raku. Una sobrietà raffinata e armoniosa caratterizza la sua opera. Il suo rapporto con l’argilla, il fuoco e la natura si rispecchia in tutte le sue creazioni tinte di forti contrasti e di evidente simbologia che suscitano emozioni. ZEN. Le opere di Domiczek si trovano oggi in musei, gallerie e a Rasa. Come motto, egli ha scelto il detto del compianto grande organizzatore di mostre Harald Szeeman, secondo cui «l’arte è sempre opera d’arte nel suo insieme, cioè arte di vivere». www.raku-rasa.ch Renato Domiczek Atelier di ceramica CH-6655 Rasa Te. +41 (0)91 798 14 04 atelierceramica@nikko.ch

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Keramik

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EIN RAKUMEISTER RENATO DOMICZEK

Geboren 1948 in Wangen an der Aare als Sohn einer Schweizerin und eines Polen, fand Renato seinen Weg ins Tessin «nicht als Aussteiger, sondern als QuerEinsteiger», wie er betont. Vor 34 Jahren führte ihn dieser, zusammen mit seiner Familie, in die Abgeschiedenheit des hoch gelegenen Ortes Rasa im Centovalli. Das Dorf zählte damals gerade noch sechs ständige Einwohner und war nur zu Fuss oder mit der Seilbahn erreichbar. Heute wohnen 28 Personen in Rasa. An der Verkehrssituation hat sich nichts geändert, eine Strassenverbindung fehlt noch immer. Dessen ungeachtet wird das pittoreske Dorf in den Sommermonaten von Touristen und Kursteilnehmern des RakuKeramikers bevölkert. von Evelyne Moreau Fotos: Fotostudio Garbani, Locarno

Schon als Junge faszinierten ihn die Elemente Feuer und Erde. Im rustikalen Umfeld von Rasa vertiefte sich dieses Bedürfnis. Unter dem künstlerischen Einfluss des Monte Verità und im engen Kontakt mit den Malern der Gruppe “amici delle belle arti” konnte er seine Fühler ausstrecken und Wurzeln fassen. «Für meinen Werdegang war die Begegnung mit Werner 68

Müller, dem Vater des Clowns Dimitri, von grosser Wichtigkeit.» In dessen damaliger Töpferwerkstatt erlernte er bei Elisabetta Hugentobler das Handwerk von Grund auf. Es folgten zehn Jahre “stilles Schaffen“, bis er sich reif genug fühlte, die japanische Keramikkunst zu seinem Beruf zu machen. Und noch ein paar Jahre mehr sollte es dauern, bis er 1997 in


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einem alten Palazzo in Rasa sein eigenes Kurszentrum eröffnete. Parallel zu diesen arbeitsintensiven Jahren wuchsen die Kontakte mit Keramikern aus Europa und Japan. Studienaufenthalte bei Töpfern und einem Teemeister in Japan, mit dem er heute eng befreundet ist, prägen das Schaffen von Renato, das er in seinen Kursen mit viel Enthusiasmus und Können weitervermittelt. Raku... das ist mehr als nur Technik und Aktion. Entstanden aus dem Cha-do, dem Teeweg, den

wir Europäer als Teezeremonie bezeichnen, beruht diese Keramikkunst auf einer jahrhundertealten Tradition, deren Ursprung in Korea, später in Japan liegt. Übertragen heisst das Wort, mit dem auch der Familienname einer Töpferdynastie verbunden ist: Freude, Gelassenheit, Musse. Erst in der zweiten Hälfte des 20. Jahrhunderts wurde Raku in Europa zu einem Begriff - Ton und Feuer; Himmel und Hölle? Wahrhaftig für den, der dieser “Tonkunst” verfallen ist. Das auf Grund des

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speziellen Brandes basierende, typische Krakelee (Craquelé) ist eine der anspruchvollsten Techniken. Die glühenden Objekte werden mit langen Eisenzangen aus dem Ofen geholt und in organischen Stoffen wie Stroh, Heu oder Sägespäne einer rauchenden Reduktion unterworfen. Dem Anfänger kann dies Ausschussware bescheren, dem Könner aber Unikate, die sich als “Phönix aus der Asche” erweisen. Raku = Happening - es hat etwas, ist aber mehr, viel mehr! Renato ist fraglos ein Raku-Meister. Eine stilvolle “Wenigkeit” beherrscht sein Schaffen, bringt ihm Gleichgewicht. Die starken Kontraste sind geprägt von seinem Verhältnis zu Ton, Feuer und Natur, das sich in all seinen Werken widerspiegelt. Seine übersetzte Symbolik springt dem Betrachter ins Auge, erzeugt Emotionen. ZEN. Domiczeks Werke finden sich heute in Schlössern, Museen, Galerien und in RASA. Zum Credo seines Wirkens und Seins erkor er sich einen Ausspruch von Harald Szeeman, dem verstorbenen, grossen Ausstellungsmacher: «Kunst ist für mich immer Gesamtkunstwerk, das heisst – Lebenskunst.»

www.raku-rasa.ch Renato Domiczek Atelier ceramica Ch-6655 Rasa Tel. +41 (0)91 798 14 04 atelierceramica@nikko.ch

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Arte

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UN’ARTISTA CONSAPEVOLE MARISA CASELLINI

È una donna versatile, poliedrica e complessa che mira alla semplicità. Così lei è nell’uso dei materiali, come nei concetti: minimalista, riduzionista; per semplificare la percezione, per toccare l’essenza delle cose. di Wolfgang Puissant foto: Harald Mol © archivio Marisa Casellini

Uno spazio nell’antica “Filanda” – ai tempi la fabbrica di ricami di Melano – ospita l’atelier di Marisa Casellini. Dalla conversazione emerge chiaramente che lei trae motivazione ed energia dal proprio vissuto di figlia, moglie e madre, in contrapposizione al mondo maschile. L’accorata umanità che emana da ogni suo gesto mira a modificare la realtà umana in maniera evolutiva. Le sue opere provocano forza immaginativa e riflessione, rendendoci consapevoli della nostra responsabilità verso l’aspetto e la protezione dell’ambiente e della natura, la quale ci insegna tutto. La ricerca di una relazione umana con e tra arte e vita, scienza, tecnica e cultura vi è integrata. Per Marisa Casellini creazione artistica ed impegno socio-culturale sono le reciproche condizioni di una stessa entità. Alcune opere vanno intese come manifestazioni emancipatrici; l’emancipazione delle donne attraverso la Storia e nel presente; e quella materiale, delle piccole cose della vita quotidiana che racchiudono una memoria. Per raggiungere e modificare la consapevolezza, Marisa Casellini sfrutta tutti i mezzi creativi, sia quelli delle tecniche artistiche tradizionali, sia quelli del computer e della fotografia. Dire, disdire, ridire; fare, disfare, rifare Questo motto potrebbe definire la metodologia del costante tentare, del modificare, del ricominciare sempre, con nuovi progetti. Particolarmente significativi quelli dove utilizza ricami fatti dalla nonna e dalla madre, simboli di generazioni di donne sfruttate nelle fabbriche per confezionare prodotti di mercato che Marisa Casellini trasmuta in un’opera d’arte in cui il lavoro delle donne viene conservato e sublimato. Riscatto Il pezzo più emblematico è una Renault Clio electro integralmente rivestita di merletto e perfettamente guidabile. Tappezzare e poi impermeabilizzare ogni singola parte della macchina con l’aiuto della classe di sartoria della “Scuola di Arti e Mestieri Sartoria” di Lugano è stato un lavoro di ampio respiro. Il titolo “Riscatto – Effetti Collaterali” rimanda alla possibilità di produrre auto ecologiche. Nel caso, si tratta prima di etica e poi di estetica. “Ho qualcosa da dirti” Nei dipinti e disegni della serie “Ho qualcosa da dirti” le linee sono irregolari, retiformi, confuse, a volte sembrano ramina, fanno pensare a stra72


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ne ragnatele; si intrecciano, si infittiscono, formano centri schiusi, vortici, per poi snodarsi e lasciare spazio a zone poco reticolate. Accanto all’illusione della libertà, ai vincoli individuali e sociali, alle concatenazioni a filigrana di tutte le cose tra loro – soprattutto tra uomo e natura – questi lavori tematizzano anche i complessi rapporti umani. Nata a Mendrisio, Maria Casellini ha studiato con Luciano Fabro e si è laureata in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera. Oggi vive e lavora a Melano, in Ticino. È membro di “Visarte”, co-fondatrice del gruppo artistico “ugualeuno”, e collabora con Officinaarte (Magliaso). Espone dal 1988 in Svizzera e all’estero. Le sue opere si trovano in musei, biblioteche, centri culturali e collezioni private.

Marisa Casellini CH 6818 Melano Tel. +41 (0)91 648 22 57 marisa.casellini@gmail.com

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Kunst

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Sie ist vielseitig, vielschichtig, komplex und strebt Einfachheit an. So ist sie in der Handhabung der Materialien als auch in ihren Konzepten minimalistisch, reduktionistisch, um die Wahrnehmung zu vereinfachen, die Essenz der Dinge zu berühren. von Wolfgang Puissant Fotos: Harald Mol © Archiv Marisa Casellini

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EINE BEWUSST MARISA CASELLINI

Marisa Casellini’s Atelier befindet sich in einem Teil der ehemaligen “Filanda”, der Stickerei von Melano. Im Gespräch wird schnell deutlich, dass sie ihre Motivation und Energie aus ihrer Existenz als Tochter, Frau und Mutter bezieht, kontrapunktisch zur Männerwelt. Ihre warmherzige Menschlichkeit, die sie als Person und in all ihrem Tun ausdrückt, zielt darauf ab, die menschliche Realität evolutionär zu verändern. Die Vorstellungskraft und die Reflexion auslösenden Werke machen bewusst, dass wir verantwortlich sind für die Gestaltung und den Schutz unserer Umwelt, der Natur, die unsere grösste Lehrmeisterin ist. Eingeschlossen ist die Suche nach einem humanen Verhältnis von Kunst und Leben, Wissenschaft, Technik und Kultur.

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Kunstschaffen und sozial-kulturelles Engagement bilden bei Marisa Casellini eine sich gegenseitig bedingende Einheit. Teile ihrer Werke sind als emanzipatorische Manifestationen zu begreifen, einerseits der Frauen in der Geschichte und im Hier und Heute, andererseits des Materials, der kleinen Dinge des alltäglichen Lebens, denen ein Gedächtnis innewohnt. Um das Bewusstsein zu erreichen und zu verändern setzt Marisa Casellini alle traditionellen künstlerischen Mittel und Techniken ein, nutzt den Computer und die Fotografie mit ihren gestalterischen Möglichkeiten. Dire, disdire, ridire; fare, disfare, rifare Die obigen Worte beschreiben ihren methodischen Ansatz. Es geht um den ständigen Versuch,


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LEBENDE KÜNSTLERIN

die Veränderung, den Wiederbeginn mit immer neuen Projekten. Besonders bedeutungsvoll scheinen mir jene, in denen sie die von Grossmutter und Mutter gearbeiteten Sticke reien verwendet. Die eigenen weiblichen Vorfahren sind dabei nur Stellvertreterinnen ganzer Generationen von Frauen, die in der Fabrik ausgebeutet wurden, um ein Produkt mit Gebrauchswert für den Markt zu schaffen. Unter Marisa Casellini’s Händen erfährt es eine Wandlung, wird zum Kunstwerk, in dem die Arbeit der Frauen in doppeltem Sinne “aufgehoben” ist. Riscatto Das bedeutendste Objekt, ganz in Stickereien gekleidet und fahrtüchtig, ist ein Renault Clio Elektro. In einem langwierigen Akt hat sie mit der Schneiderklasse der “Scuola di Arti e Mestieri Sartoria, Lugano” alle Teile des Autos überzogen und mit einem umweltfreundlichen, nicht giftigen Mittel der Jotun Colorsud SA aus Lamone wetterfest gemacht. Der Titel “Riscatto – Effetti Collaterali” verweist auf die Möglichkeit, Autos zu produzieren, die umweltverträglich sind. Dabei geht es zuerst um die Ethik und danach um die Ästhetik. 75


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“Ho qualcosa da dirti” In der Serie der Malereien und Zeichnungen “Ho qualcosa da dirti” finden sich unregelmässige, netzartige Linien, verzerrt, manchmal gitterartig, nur entfernt an Spinnennetze erinnernd. Sie ziehen sich zusammen, verdichten sich, bilden offene Zentren, Strudel um sich dann weitläufig aufzufächern und relativ unvernetzte, freie Stellen zu lassen. Diese Arbeiten thematisieren die Illusion der Freiheit, die individuellen und gesellschaftlichen Zwänge, die filigrane Vernetzung aller Dinge untereinander, speziell von Mensch und Natur, als auch die komplizierten zwischenmenschlichen Beziehungen. Geboren in Mendrisio, lebt und arbeitet sie in Melano(TI). Diplom in Malerei der Accademia di Belli Arti di Brera. Studium bei Luciano Fabro. Mitglied bei “Visarte”. Mitbegründerin der Künstlergruppe “ugualeuno”, Mitarbeit bei Officinaarte Magliaso. Sie stellt seit 1988 in der Schweiz und im Ausland aus. Ihre Werke befinden sich in Museen, Bibliotheken, Kulturzentren und privaten Sammlungen.

Marisa Casellini CH 6818 Melano Tel. +41 (0)91 648 22 57 marisa.casellini@gmail.com

Marisa Casellini realizza anche libri e album personalizzati da fotografie di famiglia o altre, disegni (anche di bambini) o testi forniti dal cliente. L’artista crea un libro/album (A4-A5) ed interviene con olio, cere varie e proprie idee faccendone un oggetto d’arte rifinito a mano, firmato e munito da un certificato di garanzia.

S v C d p

H l ( M u A N

Für das personifizierte Buch, das die Künstlerin anbietet, gibt ihr der Kunde seine eigenen Materialien/Unterlagen wie Fami lien- und andere Fotos, Zeichnungen (auch von Kindern) und Texte. Marisa erstellt daraus ein geheftetes Buch (A4-A5) und verwandelt dieses mit Ölfarben, Pastell kreiden und eigenen Kreationen in ein handgebundenes, signiertes mit Garantie versehenes Kunstobjekt. 76

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Hätten Sie gedacht, dass oberhalb von Orselina ein bequem erreichbarer Aussichtspunkt liegt, von dem der tiefste Punkt (Delta Flussebene bei Ascona) und der höchste Punkt (Monte Rosa) der Schweiz zu sehen ist? Mit der modernen Luftseilbahn in wenigen Minuten von Orselina nach Cardada auf 1340 m und weiter mit dem Sessellift nach Cimetta auf 1670m. Spielspazieweg, Indianerdorf, Aussichtssteg, geologische Beobachtungsstation, Spaziergänge und Wanderungen. Nordic Walking, Orientierungslauf, Mountain Bike, Gleitschirmfliegen.


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LA TERRACOTTA DEL TICINO

Tradizione

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Parlare di terracotta significa evocare la terra, il sole, il calore. Forse è la sua storia che parte dalla Mesopotamia, forse la tradizione che la lega alle grandi civiltà del Mediterraneo e non solo. O forse è il suo colore, la sua capacità plastica di realizzare i progetti dell'uomo, la sua essenzialità e nello stesso tempo la sua permanenza nel tempo a renderla così vicino alla natura, all'ambiente, e nello stesso tempo all'arte. di Claudio Gianettoni foto: Caroline Siekmann

Convento Benedettini/Benediktinerkloster Fischingen (Mantegazzi)

Pavimento variegato-legno/Meliert-Holz Boden (Mantegazzi)

Il Ticino porta in sè molti segni dell’utilizzo della terracotta, dai ritrovamenti nelle necropoli romane con oggetti e suppellettili in cotto, all'arte sacra, alla costruzione di campanili, chiese e palazzi, da Airolo a tutta l'Insubria e la pianura Padana; un utilizzo che caratterizza il territorio e le sue costruzioni dove il materiale è stato usato con dovizia per rendere l'ambiente armonioso e funzionale. Come sarebbe il nostro paesaggio senza i tetti in coppi dai colori variegati, le verande ed i balconi aperti al sole, le aie per i lavori agricoli, certe cucine e soggiorni di color rosso marrone che scaldano anche gli ambienti più in ombra dando al tutto un calore antico ed accogliente? Un ambiente, il nostro, in cui il rispetto per il lavoro fatto nei secoli ha ancora un senso, in cui si sta riscoprendo il valore delle cose semplici ed autentiche che parlano del territorio e dell'uomo, della sua capacità di plasmare la materia, di renderla utile ma anche piacevole all'occhio ed

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al nostro bisogno di essere parte di quella identità. Per questo, è importante conservare il filo conduttore delle competenze ed esperienze del mestiere del fornaciaio, di mantenere in vita l’unica fornace ancora attiva in Ticino, a Riva San Vitale; di recuperare i depositi di argilla locale, studiarne le specificità, capirne il valore ed utilizzarle secondo le nuove conoscenze e competenze per rendere sempre più vero il rapporto tra natura e produzione. La produzione in Ticino è molto varia, dai vasi di diverse dimensioni e decorazioni, ai pavimenti in cotto rustico o variegato, ai mattoni, ai coppi e alle tavelle per i tetti. Oltre al settore dei restauri, molti sono gli usi dei prodotti in cotto nei giardini, negli spazi aperti, o ancora per caratterizzare ed impreziosire le nuove costruzioni. Ora si tratta di dare nuovo impulso e sostegno a questa attività. E questo sostegno si concre-


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Municipio di Lugano/Gemeindehaus

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tizza con la propria scelta, con la propria decisione di usare materiale locale, competenze locali per avere un prodotto genuino che corrisponde alla propria identità, ai propri desideri, al proprio bisogno di estetica e familiarità. L’Associazione del cotto ticinese si impegna per far conoscere questo settore produttivo, promuovere i singoli prodotti e sostenerne la presenza sul mercato in più punti del Cantone, e in Svizzera, per renderli accessibili a tutti ed offrire la possibilità di scegliere ed acquistare prodotti del territorio. Grazie alla collaborazione di molte associazioni professionali, ora i prodotti della Fornace di Riva san Vitale sono disponibili dai migliori maestri giardinieri e nelle sedi dell'Edilcentro Wullschleger (www.edilcentro.ch), i materiali utili alla pavimentazione invece dai piastrellisti in Ticino. www.cottoticinese.ch Associazione Cotto ticinese Casella postale 4053 CH 6904 Lugano Tel. +41 (0)76 389 91 00 info@cottoticinese.ch

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TERRAKOTTA IM TESSIN

Tradition

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von Claudio Gianettoni Fotos: Caroline Siekmann

Municipio Riva San Vitale/Gemeindehaus

Spricht man von Terrakotta, beschwört man Assoziationen wie Erde, Sonne, Wärme herauf. Vielleicht weil ihre Geschichte in Mesopotamien beginnt oder ihre Tradition mit den grossen Zivilisationen des Mittelmeerraumes verbunden ist, und nicht nur. Es mag auch an ihrer Farbe liegen, an der Formbarkeit, die dem Menschen ermöglicht, sie nach seinen Vorstellungen zu gestalten. Dank ihrer Eigenart und Zeitlosigkeit evoziert sie Nähe zur Natur, zur Umwelt und nicht zuletzt zur Kunst.

In der Geschichte des Tessins stossen wir auf viele Spuren, die auf die Verwendung von gebranntem Ton hinweisen: von Airolo über Insubrien bis hin zur Poebene zeugen Objekte und Gebrauchsgegenstände aus Ausgrabungen römischer Nekropolen, religiöse Kunstwerke, Kirchen und Gebäude davon. Die Nutzung von Terrakotta prägt das Land und seine Bauten, gestaltet die Umwelt harmonisch und zweck80

mässig. Wie würde unsere Landschaft ohne die bunten Coppi-Dächer aussehen, ohne die der Sonne zugewandten Veranden und Balkone oder ohne die Scheunen? Auch in Küchen und Wohnräumen, wo die satt rotbraune Farbe ihre Wärme bis in die hintersten Winkel ausstrahlt, vermittelt sie dem Ambiente etwas Antikes und Behagliches. Sie erzählt von Sinn und Wert der einfachen und authentischen Dinge, von der


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Creta cruda/Roher Ton

Landschaft, ihren Bewohnern und deren Fähigkeit, die Materie zu formen – zum Nutzen und zur Augenweide. Damit erfüllt sie auch unser Bedürfnis, uns als Teil dieser Identität zu begreifen und unsere Bewunderung gilt dieser, während Jahrhunderten geleisteten Arbeit. Deshalb ist es wichtig, das Wissen dieses alten Handwerks zu bewahren und den einzigen, noch aktiven Brennofen im Tessin, in Riva S. Vitale, zu erhalten. Auch gilt es, die lokalen Lehmvorkommen sicher zu stellen, die Eigenheiten der Tonerde und deren Qualität zu ermitteln, damit sie nach heutigen Erkenntnissen kompetent weiter verwendet werden können. Das gesunde Verhältnis zwischen Natur und Produktion soll weiterhin Bestand haben. Die Verarbeitung von Ton im Tessin ist sehr variantenreich: Töpfe unterschiedlichster Grös sen und Formen, rustikale und gescheckte Tonböden, Backsteine, Hourdisteine und CoppiZiegel für Bauten und Dächer. Nebst dem Restaurierungssektor finden sich viele weitere Verwendungsmöglichkeiten für Objekte aus Terrakotta: in Gärten und Pärken, öffentlichen Plätzen, zum Schmuck und Zierde von Neubauten. Alle Bestrebungen zielen darauf hin, diesem alten Handwerk neue Impulse und Unterstützung zu geben. Wir alle können dazu beitragen, indem wir einheimisches Material wählen und auf Erfahrungen hiesiger Sachverständiger zurückgreifen, damit das Produkt unserer eigenen Identität, unseren Vorstellungen, den ästhetischen und familiären Bedürfnissen entspricht. Der Verein der Tessiner Terrakotta bemüht sich, diesem Produktionszweig neues Leben einzuhauchen und seine Erzeugnisse auf dem kantonalen und nationalen Markt zu fördern. Nur so kann der Zugang und damit die Möglichkeit gewährleistet werden, auf ein einheimisches Produkt zurückgreifen zu können. Dank der Zusammenarbeit unter den verschiedenen Berufsverbänden sind heute die Erzeugnisse des Brennofens von Riva S. Vitale in Gärtnereien und in allen Verkaufsstellen des Edilcentro Wullschleger (www.edilcentro.ch) im Verkauf. Angebote in Bodenbelägen sind bei den meisten Plattenlegern im Tessin zu finden. www.cottoticinese.ch Associazione Cotto ticinese Postfach 4053 CH 6904 Lugano Tel. +41 (0)76 389 91 00 info@cottoticinese.ch

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Gita

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CARDADA LA MONTAGNA DEI LOCARNESI

Una piantagione di giovani castagni voluta dal Patriziato di Muralto lungo la mulattiera per San Bernardo è situata all’altezza di una cappella votiva che osserva il Lago Maggiore. di Davide Martinoni foto: Studio Garbani, Locarno

Segna idealmente l’accesso – via aria, salendo con la moderna funivia firmata da Mario Botta – alla cosiddetta “montagna dei locarnesi”: quella Cardada tanto bistrattata da vicissitudini finanziarie che hanno segnato in negativo, negli ultimi 10 anni, il primo vero progetto di rilancio della stazione. Adesso, grazie all’appoggio cantonale e regionale, al mondo economico (banche creditrici) e alla base costituita dal privato (proprietari di casa di Cardada, e singoli azionisti), è finalmente possibile guardare ad un futuro commisurato alle reali potenzialità della stazione: un futuro fatto di piccoli ma significativi passi nella direzione dello sviluppo turistico. Un futuro in cui, soprattutto, sia ancora l’ente pubblico a reggere le sorti di quello che è considerato un simbolo del Locarnese. Elemento cardine del rilancio è Umberto Tresoldi, amministratore delegato della Cardada impianti turistici Sa e anima di tante iniziative che distinguono la “montagna dei locarnesi” per originalità e multidisciplinarietà. «Conferme e novità in vista della prossima stagione si sommano in un’offerta complessiva che vogliamo destinare ad una clientela varie-

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gata, curiosa e a suo modo esigente», spiega Tresoldi. «Inizierò ricordando la creazione del “percorso Plantare” all’arrivo della funivia a Cardada. Si tratta di un percorso di un centinaio di metri, da percorrere a piedi nudi, ideato per chi è reduce da una lunga passeggiata... che lo ha visto prigioniero degli scarponi da montagna. Il percorso “Plantare” è una sorta di tragitto ad ostacoli, in cui l’ospite è invitato a camminare su sassi di “grana” variabile e diversi altri materiali per riattivare la circolazione». E, a proposito di fare del bene a se stessi, Cardada è un toccasana sia per il corpo, sia per lo spirito. L’anima, in particolare, non può che trarre beneficio dalla vista assolutamente spettacolare offerta dal promontorio paesaggistico situato a 1340 metri d’altitudine, «che abbraccia – come sottolinea Tresoldi – non soltanto il delta della Maggia e tutto il Locarnese, ma spinge l’occhio fino in Vallemaggia, in Valle Onsernone e nelle Centovalli». Sulla stessa lunghezza d’onda si muove l’emozione suscitata dal colpo d’occhio a 360 gradi dall’osservatorio geologico realizzato a Cimetta (1671 metri d’altitudine) dal pluripremiato architetto paesaggista Paolo Bürgi. Solo ad un artista, nel


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suo genere, si poteva chiedere l’ideazione di uno spazio circolare inserito come piattaforma fra le rocce vive, per sviluppare in termini didattici, accessibili a tutti, il tema “l’orizzonte delle rocce, la collisione tra due continenti”. Curioso – e non certo casuale – il fatto che la piazza sia attraversata dalla retta della Linea Insubrica (osservabile dal satellite) che milioni di anni fa separò la placca europea da quella africana. Passato remoto e presente si rincorrono nel “puzzle” di attrattive che dà vita a Cardada. Molte sono quelle di cui Umberto Tresoldi va particolarmente fiero: «In primavera punteremo molto sui tre nuovi percorsi di Walking dell’Helsana, tutti in partenza dalle tre betulle di Colmanicchio. Un percorso prevede la salita fin sopra le case di Cardada (e discesa), un altro va a doppiare “Pian di Üsei”, e il terzo consentirà al viandante di scoprire la bellissima zona dell’Alpe Cardada». Non solo a piedi o con il parapendio, ma anche su pedali, perchè Cardada ha nel fascino della “mountain-bike” un vero e proprio cavallo di battaglia. «Il percorso principale, ideato, realizzato e finanziato nel 2000 dal Cantone in

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collaborazione con la Pro Minusio, prevede la partenza in sella da Cardada (fin dove le biciclette vengono trasportate con la funivia), via Pianosto, Alpe Cardada, Giorledo, Resa, Viona e Tendrasca, per terminare a Brione, dopo una “full immersion” nella natura e... tanto di guadagnato dal punto di vista del benessere», conclude Tresoldi. Intanto, la funivia si abbassa silenziosa sorvolando un giovane castagneto pronto a consegnarsi a rigogliose primavere.

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www.cardada.ch Cardada Impianti Turistici SA Funivia-seggiovia Via Santuario CH 6644 Orselina Tel. +41 (0)91 735 30 30 info@cardada.ch


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Ausflug

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Die Neupflanzung junger Kastanienbäume entlang des Saumpfades nach San Bernardo wurde vom Patriziat Muralto angelegt. von Davide Martinoni Fotos: Studio Garbani, Locarno

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CARDADA DER HAUSBERG VON LOCARNO Idealer Zugang zum “Hausberg” der Locarneser bietet die von Mario Botta entworfene Seilbahn: das erste überzeugende Projekt für eine Wiederbelebung der Cardada Impianti Turistici AG, die in den vergangenen zehn Jahren von negativen finanziellen Wechselfällen nicht verschont geblieben ist. Heute, dank der kantonalen und regionalen Unterstützung der Wirtschaft und auf einer von Privaten konstruierten Basis, ist es endlich möglich, in eine Zukunft zu blicken, die den reellen Möglichkeiten der Station angepasst ist. Eine von kleinen, aber wichtigen Schritten geprägte Ausrichtung, die die positive Entwicklung im Tourismus unterstützt. Einer Zukunft vor allem, in der die Öffentlichkeit über das Schicksal dieses Symbols der Region Locarno bestimmt.

Die Impulse dieser Wiederbelebung kommen von Umberto Tresoldi, Verwaltungsrats-Beauf tragter der Cardada Impianti Turistici SA. Er ist auch Initiator der vielen Neuheiten für den Locarneser “Hausberg”, die sich durch Originalität und Vielfalt auszeichnen. «Für die kommende Saison steht Bewährtes und Neues auf dem Programm, das auf eine vielseitige, neugierige und anspruchsvolle Kundschaft ausgerichtet ist», erklärt Tresoldi. «Dabei nimmt der kürzlich kreierte Reflexzonen-Pfad “Plantare” bei der Bergstation einen wichtigen Platz ein. Es handelt sich um einen Wegabschnitt von ungefähr 100 Metern, der mit blossen Füssen begangen werden will, ideal für die in Wanderschuhe eingezwängten Heimkehrer nach einer ausgedehnten Exkursion. Der Reflexzonen-Pfad, ähnlich einem


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Hindernislauf, lädt die Wanderer ein, ihre Füsse auf unterschiedlich körnigem Kies und anderen Bodenstrukturen zu beleben und so die Zirkulation anzuregen.» In jedem Falle ist Cardada ein “Heilmittel” für Körper und Geist. Vor allem das Auge und die Seele werden diese absolut spektakuläre Aussicht aus 1340 Metern auf die Voralpenlandschaft geniessen können. Wie Tresoldi betont, umfasst sie nicht nur das Maggiadelta und das ganze Locarnese, sondern öffnet den Blick ins Maggiatal, ins Onsernonetal und in die Centovalli. Ähnlich magisch und bewegend ist der Rundblick vom geologischen Observatorium aus. Die auf Cimetta (1671m) vom preisgekrönten Landschaftsarchitekten Paolo Bürghi gestaltete Plattform, eingebettet in die wilde Fels landschaft, konnte nur einem Künstler seines Ausmasses perfekt gelingen. Didaktisch und in einer Allen zugänglichen Form weist sie auf das Thema “Felsenhorizont, Zusammenprall zweier Kontinente” hin. Eigenartig – doch sicher nicht zufällig – berührt die Tatsache, dass die Plattform

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von der geraden “Insubrischen Linie” (vom Satelliten aus zu sehen) durchquert wird, welche vor Millionen Jahren die europäische von der afrikanischen Platte trennte. Vergangenheit und Gegenwart verbinden sich im “Puzzle” der Attraktionen, die Cardada beleben. Darunter gibt es einige, über die Umberto Tresoldi besonders stolz ist. «Ab Frühling 2008 bieten die drei neuen Walkingstrecken der Helsana, die alle bei den drei Birken von Colmanicchio beginnen, neue sportliche Möglichkeiten. Eine Strecke beinhaltet den Aufstieg bis über die Häuser von Cardada, eine weitere führt über “Pian di Üsei”, und die dritte lädt zur Entdeckungsreise des herrlichen Alp CardadaGebietes ein.» «Nicht nur, wie bisher, zu Fuss oder mit dem Gleitschirm, sondern auch auf zwei Rädern ist Cardada in Zukunft ein Ausflug wert. Das für das “Mountainbike” ideale Gelände bietet eine zusätzliche Attraktion. Die Hauptstrecke wurde im Jahr 2000 vom Kanton in Zusammenarbeit mit der Pro Minusio geplant, ausgeführt und finanziert. Vom Ausgangspunkt Cardada aus, 85

wohin die Fahrräder mit der Seilbahn gebracht werden, geht es über Pianosto, Alp Cardada, Giorledo, Resa, Viona und Tendrasca bis Brione. Eine “full immersion” (volles Eintauchen) in die Natur und ein echter Gewinn für das eigene Wohlbefinden», sagt Tresoldi. Unter der lautlos hinabschwebenden Seilbahn träumt ein junger Kastanienwald von den kommenden Blütezeiten.

www.cardada.ch Cardada Impianti Turistici SA Seilbahn-Sessellift Via Santuario CH 6644 Orselina Tel. +41 (0)91 735 30 30 info@cardada.ch


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Classic cars

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CLUB TICINO AUTOSTORICHE

Mentre gironzolavo per Locarno un bel giorno d’autunno, che sorpresa scoprire meravigliose auto d’epoca posteggiate in una Piazza Grande vietata alle auto! Aston Martin, MG del ‘36 e del ‘51, Jaguar E, Mercedes 190 SL, Sting Ray, Topolino, Mini, Simca, Alfa Romeo, Porsche e tanti altri testimoni del design automobilistico classico. E che stupore le motociclette “preistoriche” esposte sotto un tendone. Un vero spettacolo! di Renata Dupont foto: Club Ticino Autostoriche, Renata Dupont

Fu un gruppo di quindici entusiasti ad unirsi e a fondare il “Club Ticino Autostoriche” nel 2002. Il club, che annovera oggi sessanta membri attivi, è aperto a proprietari di modelli anteriori al 1986 di ogni marca, ma anche a semplici appassionati che non possiedono una classic car. Chi non si emoziona vedendo passare per strada una di queste curate auto d’epoca? Il motivo era innanzitutto permettere agli amanti delle auto classiche di riunirsi, scambiarsi esperienze e misurarsi in competizioni sportive. La prima manifestazione si è tenuta a Lodrino nel 2003: sotto il titolo “Autostoriche in pista” i piloti amateur hanno potuto sfogarsi in tutta sicurezza. Diventato un successo pubblico, l’incontro si ripeterà i prossimi 21 e 22 giugno ad Ambrì e ricorderà il compianto pilota ticinese di formula 1, Clay Regazzoni. 86

Il club tiene in serbo per l’occasione alcune sorprese… Diremo soltanto che ciascuno potrà provare sensazioni forti al volante di una Ferrari, senza spendere una fortuna! Con l’appoggio di Gianmaria Regazzoni e Jo Vonlanthen verranno raccolti fondi a favore dell’aiuto ai paraplegici ONUS fondato da Clay Regazzoni. Inoltre, i soci del Club sono consapevoli che in questo mondo non tutti sono baciati dalla fortuna. Sosteranno pertanto attivamente, anche questo anno, il Telethon a Lugano. Ogni anno Il Club organizza anche il rally “Giubiasco-Monte Ceneri”, evento commemorativo della famosa corsa degli Anni Venti. Il successo della manifestazione fra la popolazione incoraggia i responsabili a perseverare e ad allargare il giro di appassionati, organizzando incon-


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tri con altri club. In queste occasioni i piloti possono sfrecciare in slalom controllati sul circuito di Varano a Parma, o sfidare gli amici tedeschi a Baden Baden come è successo gli scorsi 25 e 26 aprile. Tutte queste entusiasmanti attività promosse dal “Club Ticino Autostoriche” non sarebbero possibili senza il sostegno di comuni e cantone e senza il generoso contributo dei volontari, confermato in occasione di ogni manifestazione.

www.clubticinoautostoriche.ch Club Ticino Autostoriche Dario Reiser CH-6964 Sala Capriasca Tel. +41 (0)78 897 15 50 dreiser@bluewin.ch Interessati/partecipanti di lingua tedesca: Monika Matter CH-6646 Contra Tel. +41 (0)79 608 27 08 dbb.carrozzeria@ticino.com

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Oldies

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OLDTIMER CLUB TICINO Es war eine Gruppe von fünfzehn Begeisterten, die sich im Jahre 2002 zusammen taten und den “Club Ticino Autostoriche” gründeten. Heute ist er auf sechzig aktive Mitglieder angewachsen, denn er akzeptiert Autos aller Marken bis zum Baujahr1986 und auch Personen, die zwar keinen “Oldtimer” besitzen, sondern einfach nur Freude an diesen Modellen haben. Wem schlägt beim Anblick der gepflegten Oldies auf unseren Strassen das Herz nicht höher?

An einem sonnigen Herbsttag schlenderte ich über die seit Juli 2007 autofreie Piazza und erlebte eine bellissima Überraschung: Lauter wunderschöne alte Autos, darunter ein Aston Martin, MG’s aus den Jahren 1936 und 195l, ein Jaguar E, ein Mercedes 190 SL, ein Sting Ray, piccolini Fiat’s, ein Topolino, Mini’s, Simca’s, ein Alfa Romeo, Porsche - kurz: alles Zeugen von hochgradigem Autodesign standen da. Unter einem Zelt gut “behütet” brachte mich auch die Ausstellung “vorzeitaltlicher” Motorräder zum Staunen. Augenweide pur. von Renata Dupont Fotos: Club Ticino Autostoriche, Renata Dupont

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Ziel und Grund des Clubs war primär, Liebhabern alter Autos die Möglichkeit zu schaffen zusammen zu sein, Erfahrungen auszutauschen und sich im sportlichen Wettkampf zu messen. Die erste Veranstaltung fand 2003 in Lodrino unter dem Motto “Autostoriche in pista” statt. Hier konnten sich die Fahrer in völliger Sicherheit austoben. Dieses Treffen mauserte sich zu einem absoluten Publikumserfolg und wird am 21./22. Juni 2008 in Ambri erneut stattfinden. Im


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Abenteuer pur: Via Schöllenen und Tremola in den Süden.

Damals war Reisen vielleicht etwas romantischer, aber auch abenteuerlicher als heute. So standen dem Automobilisten auch noch keine 80 AMAG RETAIL Filialen wie heute zur Verfügung, welche für rundum sichere und gute Fahrt einstehen. Fahren wir also wieder einmal via Schöllenen und Tremola in den Süden. www.retail.amag.ch

Qualität ist unser Antrieb


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Gedenken an den erfolgreichen Tessiner Formel 1-Piloten Clay Regazzoni wartet der Club mit einigen Überraschungen auf. So viel sei verraten: Kostengünstig darf sich jedermann im FerrariFahrgefühl erproben. Unterstützt von Gianmaria Regazzoni und Jo Vonlanthen sammeln sie an diesem Event uneigennützig Geld für den Paraplegiker-Verband, den Clay Regazzoni ins Leben rief. Ausserdem ist den Mitgliedern bewusst, dass es auf dieser Welt von “Glück und Reichtum” weniger Begünstigte gibt. Tatkräftig unterstützen sie, wie im bereits vergangenen Jahr, die Telethon-Sammelaktion in Lugano.

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Im weiteren wird das aus den 20iger Jahren bekannte Rennen “Giubiasco-Monte Ceneri” alljährlich als Gedächtnisrallye organisiert. Die grosse Beachtung in der Bevölkerung ermutigt die Verantwortlichen weiterzumachen, den Kreis der Begeisterten zu erweitern. So organisiert der Club Treffen mit anderen Clubs. Dabei flitzen die Fahrer in einem ausgeklügelten Slalom auf den Pisten in Varano (Parma/Italien) durch die Kurven und massen sich am 25./26. April 2008 in Baden Baden mit ihren deutschen Oldtimer-Freunden. All diese spannenden Aktivitäten wären jedoch nicht möglich, hätte der “Club Ticino Autostori-

che” nicht die grosszügige Unterstützung von Gemeinden und Kanton sowie die bei jeder Veranstaltung notwendige Equipe von freiwilligen Helfern. www.clubticinoautostoriche.ch Deutschsprachige Interessenten/Teilnehmer: Monika Matter CH 6646 Contra Tel. +41 (0)79 608 27 08 dbb.carrozzeria@ticino.com Club Ticino Autostoriche Dario Reiser CH 6964 Sala Capriasca Tel. +41 (0)78 897 15 50 dreiser@bluewin.ch

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Ins_SanSalvatore_225x300_di.qxd:Ins_SanSalvatore_225x300_di emoTIon 2008 - 5:emoTIon 2007 - 2 23.4.2008 8:20 Pagina 91 18.4.2008

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Redazione, inserzioni e abbonamenti/Redaktion, Inserate und Abonnemente: DupontMedia, Cp./Postfach 910, CH-6601 Locarno. Tel. +41 (0)91 751 80 77, Fax + Tel. +41 (0)91 751 80 66, Mobile: +41 (0)78 618 51 81 Redazione italiano: Catherine Wolfsperger cath.wolf@topticino.com Deutsche Redaktion: Renata Dupont renata.dupont@topticino.com emotion@topticino.com Autori di questa edizione nel ordine degli articoli / Autoren dieser Ausgabe in Reihenfolge der Beiträge: Michele di Bernardi, Maya Höneisen, Wolfgang Puissant, Catherine Wolfsperger, Tina Stolz, Cristina Foglia, Helena Zaugg, Evelyne Moreau, Wolfgang Puissant, Claudio Gianettoni, Davide Martinoni, Renata Dupont Fotografi e indicazioni di riferimenti fotografici nel ordine di apparizione/Fotografien und Fotobezugsquellen in Reihenfolge der Beiträge: Klaus Sommer, Helen Sprecher, Maya Höneisen, Walserhaus Bosco Gurin, Wolfgang Puissant e gli pescatori/und Fischer, archivio Carlo Rampazzi, Gianni Bardelli, archivio M.Airoldi, archivio R. Donetta, Hotel Giardino, Fotostudio Garbani, Locarno, Harald Mol, archivio M. Casellini, Caroline Siekmann, Fotostudio Garbani, Locarno, Oldtimer Club Ticino, F. Nessi, Lettorato/Lektoren: Davide Martinoni, Bernd Dupont, Tina Stolz, Catherine Wolfsperger, Milena Zamaretti Traduzioni/Übersetzungen: Blueworldtranslation, Federica Frattarola, Tina Stolz

Progetto grafico/Grafische Gestaltung: Catherine Wolfsperger, Franco Sangermano Tipografia Grafica Bellinzona SA, CH-6702 Claro www.grafica.ch Stampa/Druck: Ziegler Druck und Verlags AG, Postfach 778, CH-8401 Winterthur www.zieglerdruck.ch Copyright: ogni forma di riproduzione, anche parziale, del materiale giornalistico, pubblicitario e fotografico di questa edizione emoTIon TopTicino è coperta da copyright. Autorizzazione ottenibile presso DupontMedia / Jeglicher Nachdruck sowie die Verwendung von Bildmaterial und Werbung - auch auszugsweise - nur mit schriftlicher Genehmigung von DupontMedia. Un vivo ringraziamento va a tutti clienti per la loro fiducia e fedeltà. Per il loro prezioso sostegno nel corso degli anni, tante grazie alle care collaboratrici e ai cari collaboratori: Tina Stolz, Catherine Wolfsperger, Bernd Dupont, Davide Martinoni, Luca Pennella, Wolfgang Puissant, Carlo Rampazzi. Senza gli uni e gli altri, questa rivista non si pubblicherebbe. Spezieller Dank geht: an alle langjährigen und treuen Kunden, ohne die das Magazin nie zustande käme. Aber auch an die engagierten und hilfreichen Mitarbeiter: Tina Stolz, Catherine Wolfsperger, Bernd Dupont, Davide Martinoni, Luca Pennella, Wolfgang Puissant Carlo Rampazzi für ihr intensives und jahrelanges Engagement. Allen neuen Mitarbeitern ebenso ein herzliches Grazie Mille. Renata Dupont


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Agenda eventi Events

04.04. – 28.06. 01.05. – 31.05. 09.05. – 12.05. 09.05. – 11.05. 15.05. – 18.05. 16.05. – 19.05. 21,05. – 22.06. 22.05. – 24.05. 22.05. – 25.05. 29.05. – 31.05. 30.05. – 31.05.

Lugano Festival, musica classica/klassische Musik. www.luganofestival.ch Maggio Gastronomico, 3Valli e Bellizonese. www.maggiogstronomico.ch Artisti in strada/Strassenkünstler Festival, Ascona. www.strassen-kuenstlerfestival.ch La Spada nella Rocca, Bellinzona. www.laspadanellarocca.ch Autonassa, esposizione veicoli nuovi/Ausstellung neuer Automodelle Festa delle Fragole/Erdbeerfest Sant’Antonino. www.santantonino.ch und www.camorino.ch Cinema Open Air Castelgrande, Bellinzona. www.open-air-kino.ch Bailamos, Piazza del Sole, Bellinzona. www.bailamos.ch Ladies’Swiss Open 2008. www.deutschebank-ladies-swiss-open.ch Beatles-Day, Bellinzona. www.patriziato.ch Palio degli Asini/Eselrennen, Mendrisio. www.paliodimendrisio.ch

01.06. 05.06. – 23.06. 07.06. – 28.06. 14.06. – 22.06. 16.06. 19.06. 20.06. – 21.06. 22.06. – 23.06. 27.06. – 28.06 28.06. – 06.07.

Monte Generoso Bike Marathon, Mendrisio. www.montegenerosobikemarathon.ch Estatinsieme, Sportfestival, Bellinzona. www.festivalsport.ch/estatinsieme UBS Arena Uefa Euro 2008, Lugano, Locarno. www.lugano-tourism.ch Tenero Music Nights, Piazza Tenero. www.tenero-tourism.ch Festa Parco del Piano di Magadino, Azienda Melera, Giubiasco Tour de Suisse, partenza/Abfahrt, Ambri. www.leventinaturismo.ch World Music Festival, Chiasso. www.festate.ch Open Air Monte Carasso. www.montecarasso.ch Estival Jazz, Mendrisio. www.estivaljazz.ch Challenger Lugano, Tennis Club Lido. www.challengerlugano.ch

01.07. – 30.09. 01.07. – 30.09.

Settimane musicali-Lugano-Musikwochen. www.lugano-tourism.ch G’08. Scultura all’aperto/Skulpturen-Ausstellung. Vira Gambarogno. www.gambarognoturismo.ch Vallemaggia Magic Blues. www.magicblues.ch Estival Jazz Lugano. www.estivaljazz.ch Montebello Festival Bellinzona. www.montebello-festival.ch 46.Festival musica organistica/Orgelfestival Magadino/Gordola. www.organ-festival.ch Circo/Zirkus Starlight, Bellinzona. www.starlight.ch Moon & Stars, Locarno. www.moonandstarslocarno.ch Airolo/Gottardo Moto d’epoca/Motorradtreff. www.motoepocaticino.ch Ticino Musica, Ascona, Locarno, Lugano. www.ticinomusica.com Piazza Blues Bellinzona. www.piazzablues.ch Luci e ombre/Feuerwerk, Locarno-Muralto. www.maggiore..ch Cliff diving, Ponte Brolla. www.maggiore.ch CSI Ascona. www.csi-ascona.ch OpenArt 08, Roveredo, Ausstellung Skulpturen. www.openart.ch

02.07. – 14.08. 03.07. – 05.07. 04.07. – 12.07. 11.07. – 25.07. 12.07. – 13.07. 13.07. – 20.07. 19.07. – 20.07. 20.07. – 02.08. 21.07. – 26.07. 24.07. – 26.07. 25.07. – 26.07. 25.07. – 27.07. 26.07. – 05.10. 01.08. 06.08. – 16.08. 07.08. – 10.08. 17.08. 22.08. – 24.08. 23.08. – 31.08. 28.08. – 31.08. 29.08. – 17.10. 29.08. – 30.08.

11.07. – 25.07

(ma-ve-do/Mo-Di-So)

46°Festival internazionale di musica organistica Magadino, Gordola, www.organ-festival.ch

Festa Nazionale/Nationalfeiertag, fuochi e festività in tutto il cantone/Feuerwerk und Festivitäten im ganzen Kanton 60. Internat. Filmfestival, Locarno. www.pardo.ch Festival Latino Amerciano, Piazza Magorio, Lugano. www.bailamos.ch Traversata del Lago, nuotata popolare, SeeüberquerungSchwimmen Lugano Ti-Tattoo, Centro Esposizioni-Lugano-Messezentrum, Circo Nock/Zirkus Nock: 23.08-31.08 Stadio Lugano. 02.09.-03.09. Stadio Chiasso. 05.09-10.09. Locarno. 12.09.-14.09. Bellinzona. 16.09.-17.09. Biasca. www.nock.ch Blues to Bop Festival, Lugano. www.bluestobop.ch 63. Settimane Musicali /Ascona-Musikwochen. www.settimane-musicali.ch Sportfestival, Festival dello Sport, Bellinzona. www.festivalsport.ch 94


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05.09. – 07.09. 05.09. – 07.09. 05.09. – 06.09. 06.09. – 07.09. 07.09. 13.09. – 14.09. 18.09. – 21.09. 26 09. – 28.09. 27.09.

Rolls-Royce & Bentley raduno/Treffen, Ascona La Bacchica/Winzerfest, Bellinzona. www.commercianti-bellinzona.ch Rock Music Festival, Biasca. www.rockmusicfestival.com Triathlon Locarno. www.3locarno.ch Sportissima, in tutto il cantone/Im ganzen Kanton Festa dell’uva/Winzerfest Locarno-Monti. www.maggiore.ch Creativa e VelExpo, Centro Esposizioni Lugano Sagra dell’uva/Weinfest, Mendrisio. www.sagradelluva.ch Piotta tutto formaggio/alles Käse. www.leventinaturismo.ch

03.10. – 05.10. 04.10. – 11.10. 05.10. 10.10. – 19.10. 10.10. – 12.10. 12.10. 22.10. – 25.10. 31.10. – 01.11.

Festa d’autunno/Herbstfest, Lugano. www.lugano-tourism.ch Sagra delle castagne/Kastanienfest, Ascona. www.maggiore.ch Helsana-Walking, Locarno Fiera-Artecasa-Messe, Centro Esposizioni, Lugano Locarnorchidea 2008, Orchideenausstellung Locarno Ginaetti-Day, Lugano Ticino Informatica, Lugano Palazzo dei Congressi Salone delle vacanze/Ferienmesse, Palazzo dei Congressi, Lugano

01.11. 01.11. – 20.11. 08.11. – 11.11. 09.11. 15.11. – 22.11. 25.11. – 29.11.

Unesco-Day, Bellinzona. www.bellinzonaunesco.ch Concerti d’autunno/Herbstkonzerte, Palazzo dei Congressi, Lugano Fiera di San Martino-Markt, Mendrisio. www.mendrisiotourism.ch Maratona-Ticino-Marathon, Tenero. www.tenero-tourism.ch Castellinaria, Jugendfestival, Bellinzona. www.castellinaria.ch Edilespo/Baufachmesse, Palazzo dei Congressi, Lugano

05.12. – 07.12. 31.12.

Esposizione filatelica, Espocentro Bellinzona. www.bellinzonaturismo.ch Happy New Year Party, Lugano. www.lugano-tourism.ch

05-06-07. GIUGNO/JUNI GIORNI DI BELLEZZA/SCHÖNHEITSTAGE

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Agenda musei / Museumskalender

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TI Museo Comunale d’Arte Moderna Via Borgo 34 CH-6612 ASCONA Tel. +41 (0)91 759 81 40 www.museoascona.ch fino al/bis 07.09. Nuovo sguardo sulle collezioni 19.09. – 19.12. Marianne Werefkin 19.09. – 19.12. Ambiente culturale di Ascona Museo Epper Via Albarelle 14 CH-6612 ASCONA Tel. +41 (0)91 791 19 42 fino al/bis 31.05. Christian Rohls, con/mit Matasci Arte, Tenero 06. – 07. – 08. 2008 Mario Commensoli, con/mit Casa Rusca, Locarno 09. – 10. 2008 Ignaz und Mischa Epper, con/mit Museo Ascona Fondazione Rolf Gérard Carrà dei Nasi 1 CH-6612 ASCONA Tel. +41 (0)91 791 19 82 Maggio-Ott/Mai-Okt. Rolf Gérard, I dipinti neri/Die schwarzen Bilder Museo Villa dei Cedri Piazza San Biagio 9 CH-6500 BELLINZONA Tel. +41 (0)91 821 85 20 www.villacedri.ch fino al/bis 15.06. Cesare Tallone (1853-1919) Pinacoteca Casa Rusca Piazza S. Antonio CH-6600 LOCARNO Tel. +41 (0)91 756 31 85 www.locarno.ch/servizi.culturali fino al/bis 29.06. Rudolf Mumprecht fino al/bis 29.06. Foreste del mondo 26.07. – 14.09. Omaggio a Max Bill 27.07. – 14.09. Mario Comensoli e il Cinema 12.10. – 16.11. Visarte Museo cantonale d’Arte Via Canova 10 CH-6900 LUGANO Tel. +41 (0)91 910 47 80 www.museo-cantonale-arte.ch

27.04. – 17.08. ENIGMA HELVETIA, Fischli&Weiss, Hodler, Alfred Neweczeral, Franz Gertsch, Sophie Taeuber Arp 18.08. – 31.12. Chiuso per lavori/Umbauarbeiten Museo d’Arte Mendrisio Piazza San Giovanni CH-6850 MENDRISIO Tel. +41 (0)91 646 76 49 www.mendrisio.ch 17.05. – 22.07. Nizzola - Uehlinger 03.10. – 14.12. Lucio Fontana Pinacoteca Züst CH-6862 RANCATE Tel. +41 (0)91 646 45 65 www.ti.ch/zuest 16.03. – 17.08. Luigi Reali (1602-1660) nel Canton Ticino 16.03. – 17.08. Gioachimo Galbusera (1870-1944), Paesaggi luganesi 12.09. – 30.11. Natura e realtà quotidiana nella pittura milanese e ticinese (1870-1910) GR Bündner Kunstmuseum Postplatz CH-7000 CHUR Tel. +41 (0) 81 257 28 68 www.buendner-kunstmuseum.ch fino al/bis 25.05.08 Expressionismus aus den Bergen: Kirchner, Bauknecht, Wiegers und die Gruppe Rot-Blau 29.03. - 25.05.08 Ursula Palla, Strange Paradise (Video arbeiten u. Installationen 2001- 2008) 21.06. - 21.09.08 Am Nabel der Welt: Kunst aus Graubünden 10.10. - 23.11.08 Monica von Aarburg. Manor Kunstpreis 21.12.08 – 25.01.09 Jahresausstellung der Bündner KünstlerInnen

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LU Kunstmuseum Luzern Europaplatz 1 CH-6002 LUZERN Tel. +41 (0)41 226 78 00 www.kunstmuseum-luzern.ch fino al/bis 18.05. Feuerwerk über dem Alexanderplatz, Deutsche Malerei seit 1968 aus der Sammlung Berg 18.05. – 02.08. Blasted Allegories, Werke aus der Sammlung Ringier 31.05. – 05.10. Schweizer Meister (Sammlung Bernhard Eglin Stiftung) 16.08. – 23.11. Ann-Mie Van Kerckhoven, Zeichnungen und Filme 1975-2007 16.08. – 23.11. Leopold Häfliger neu besehen 25.10. – 25.01.09 Hiroshi Sugimoto, Retrospektive 06.12. – 15.02.09 Jahresausstellung zum Zentralschweizer Kunstschaffen BE Kunstmuseum Bern Hodlerstr. 8-12 CH-3000 BERN 7 Tel. +41 (0)31 328 09 44 www.kunstmuseumbern.ch 09.04. – 10.08.08 Ferdinand Hodler, Eine symbolistische Vision 11.06. – 28.09.08 Suzan Frecon, Form, color, illumination 10.09. – 01.02.09 James Lee Byars in Bern, eine Hommage Kunstmuseum Thun Hofstettenstr. 14 CH-3602 THUN Tel. +41 (0)33 225 84 20 www.kunstmuseumthun.ch 19.04. – 15.06. Simone Aaberg Kærn 05.07. – 07.09. In silent conversation with Ingmar Bergmann 27.09. – 23.11. Renée Levi 13.12. – 11.01.09 Jahresausstellung KünstlerInnen der Region TG Kunstmuseum Thurgau Kartause Ittigen CH-8532 WARTH Tel. +41 (0)52 748 41 80 www.kunstmuseum.tg.ch 07.06. – 26.11. Moralische Fantasien 07.09. – 14.12. Zilla Leutenegger ZH Kunsthalle Zürich Limmatstr. 270 CH-8005 ZÜRICH Tel. +41 (0)44 272 18 88 www.kunsthallezurich.ch 02.06. – 17.08. Seth Price, Parallel Kitty Kraus 30.08. – 02.11. Isaac Julien 15.11. – 11.01.09 Ian Wallace Kunsthaus Zürich Winkelweise 2 CH-8024 ZÜRICH Tel. +41 (0)44 253 84 84 www.kunsthaus.ch 06.06. – 31.08. Shifting Identities, Schweizer Kunst heute 20.06. – 03.08. Marc Rich Collection 22.08. – 02.11. Saul Steinberg 26.09. – 11.01.09 Rivoluzione! Italienische Moderne von Segantini bis Balla 17.10. – 04.01.09 Bilderwahl 2008 28.11. – 08.02.09 Runa Islam 12.12. – 01.03.09 Friedrich Kuhn Kunsthalle Winterthur Marktgasse 25 CH-8400 WINTERTHUR Tel. +41 (0)52 267 51 32 www.kunsthallewinterthur.ch fino al/bis 01.06. Begehren und Eroberung 15.06. – 27.07. Hito Steyerl 25.08. – 05.10. Aleksander Komarov 19.10. – 30.11. Tamy Ben Tor Kunstmuseum Winterthur Museumstr. 52 CH-8402 WINTERTHUR Tel. +41 (0)52 267 58 00 www.kmw.ch 11.04. – 13.07. David Chieppo - Manor Kunstpreis 24.05. – 03.08. Lisa Hoever, Zwischen den Dingen 23.08. – 22.11. Giorgio de Chirico in Schweizer Sammlungen 1909-1971 JU Musée jurassien d’Art et d’Histoire 52, rue du 23 juin CH-2800 DELÉMONT Tel. +41 (0)32 422 80 77 www.mjah.ch 15.03. – 18.01.09 Rappel a l’Ordre

FR Musée d’Art et d’Histoire Rue de Morat 12 CH-1700 FRIBOURG Tel. +41 (0)26 305 51 40 www.fr.ch/mahf 06.06. – 14.09. Jean Crotti 21.11. – 15.03.09 À LA TABLE DE DIEU ET DE LEURS EXCELLENCES/BEI GOTT UND DEN GNÄDIGEN HERREN ZU TISCH, orfèvrerie/Goldschmiedekunst 1550-1850 Espace Jean Tinguely-Niki de Saint Phalle Rue de Morat 2 CH-1700 FRIBOURG Tel. +41(0)26 305 51 40 www.fr.ch/mahf 13.03. – 10.08. Hommage aux nouveaux réalistes 18.09. – 25.01.09 Sabine Hofkunst, Rêves, trouvailles et jeux de mots VD Collection de l’Art Brut Av. des Bergières 11 CH-1004 LAUSANNE Tel. +41 (0)21 315 25 70 www.artbrut.ch fino al/bis 20.07. Crossing Spirit fino al/bis 28.09. L’Art Brut japonais 10.10. – 01.02.09 L’Art Brut fribourgeois

Musée des Beaux-Arts Place de la Riponne 6 CH-1014 LAUSANNE Tel. +41 (0)21 316 34 45 www.beaux-arts.vd.ch 28.03. – 22.06. Comme des bêtes 18.07. – 14.09.08 Eclairages 17.10. – 25.01.09 Théophile Alexandre Steinlen, L’oeil de la rue Musée de Design & d’Arts appliqués Place de la Cathédrale 6 CH-1005 LAUSANNE Tel. +41 (0)21 315 25 30 www.mudac.ch fino al/bis 08.06. Passions d’Oranges || Dysfashional fino al/bis 03.07. Jeudis Design 02.07. – 05.10. Les bagues de Dieter Roth 28.10. – 28.02.09 The Scottish Show Musée Jenisch Vevey Av. De la Gare 2 CH-1800 VEVEY Tel. + 41 (0)21 921 62 92 www.museejenisch.ch fino al/bis 17.08. I love Jenisch 12.09. – 11.01.09 Balthasar Burkhard 26.09. – 11.01.09 Sous les presses d’un taille-doucier GE MAMCO Musée d’art moderne 10, rue des Vieux Grenadiers CH-1205 GENÈVE Tel. +41 (0)22 320 61 22 www.mamco.ch 25.06. – 14.09. 5ème cycle Rolywholyover, Christian Marclay, Philippe Ramette 15.10. – 25.01.09 6ème cycle Rolywholyover, Sylvie Fleury Musée Ariana 10, avenue de la Paix CH-1202 GENÈVE Tel. +41 (0) 22 418 54 50 www.ville-ge.ch/mah/ 10.04. – 28.09. Fragiles beautés, Porcelaines et faïences du XVIIIe siècle 13.11. – 09.03.09 La porcelaine de Herend Musée d’Art et d’Histoire 2, rue Charles Galland CH-1206 GENÈVE Tel. +41 (0)22 418 26 00 www.mah.ville-ge.ch 14.03. – 26.10. Des Alpes au Léman, Images de la préhistoire 15.05. – 31.08. Le profane et le divin, Collection Barbier-Mueller 10.09. – 11.01.09 Chefs-d’oeuvre de savoir faire, Ecoles suisses d’horlogerie 17.10. – 01.02.09 Akhénaton 25.11. – 02.2009 Peintres et voyageurs russes du XIXe siècle 04.12. – 04.2009 Tissus islamiques

SG Kunstverein St.Gallen Museumstr. 32 CH-ST. GALLEN Tel. +41(0) 71/242 06 74 www.kunstmuseumsg.ch fino al/bis 15.06. Tàpies, Hartung, Uecker, Förg aus Schenkung der Stiftung F. Larese und J. Janett 24.05. – 31.08. David Claerbout 28.06. – 09.11. Ladies Only 20.09. – 08.02.09 Franz Ackermann 22.11. – 25.01.09 Christian Vetter, Manor Kunstpreis FL Kunstmuseum Lichtenstein Städtle 32 FL-9490 VADUZ Tel: +423 235 03 00 www.kunstmuseum.li 11.04. – 12.10. Der Traum vom Süden, Werke aus den Fürstlichen Sammlungen 16.05. – 07.09. Malewitsch und sein Einfluss 26.09. – 18.01.09 Knocking on Heavens Door BS/BL Kunstmuseum Basel St. Alban-Graben 16 CH-4010 BASEL Tel. +41 (0)61 206 62 62 www.kunstmuseumbasel.ch fino al/bis 13.07. Olafur Eliasson, Fokus 16.03. – 06.07. Soutine und die Moderne 22.04. – 13.07. Emil Michale Klein, Manor Kunstpreis 27.04. – 17.08. Robert Delaunay 01.06. – 07.09. Robert Therrien 01.06. – 12.10. Above-the-Fold 01.06. – 12.10. || Collection Selection 07.09. – 04.01.09 Die Magie der Dinge, Stillebenmalerei 1500-1800 27.09. – 04.01.09 Les yeux enchantés 01.11. – 01.02.09 Corsin Fontana Fondation Beyeler Baselstr. 77 CH-4125 RIEHEN/BASEL Tel. +41 (0)61 645 97 00 www.beyeler.com 01.06. – 07.09. Fernand Léger, Paris-New York || Sarah Morris 28.09. – 25.01.09 Mythos Venedig, Canaletto, Turner, Monet, Renoir... NE Musée d’art et d’histoire Neuchâtel Esplanade Léopold-Robert 1 CH-2001 NEUCHÂTEL Tel. +41 (0)32 717 79 20 -25 www.mahn.ch fino al/bis 03.06. Rodolphe, comte de Neuchâtel et poète fino al/bis 27.07. Christiane Dubois, Corps à Corps 29.04. – 23.09. L’art au creux de la main 20.05. – 30.09. Sortez couverts! 20 ans de lutte contre le sida en Suisse. SO Kunstmuseum Olten Kirchgasse 8 CH-4603 OLTEN Tel. +41 (0)62 212 86 76 www.kunstmuseum-olten.ch fino al/bis 18.06. Kunstsammeln als Stellungnahme 04.05. – 22.07. Fritz Pauli (1891-1968) 09.08. – 26.10. Lex Vögtli 08.11. – 11.01.09 In der Beiz / Au Bistro 09.11. – 11.01.09 Nachwuchsförderpreis fotografischer Gestalter Kunstmuseum Solothurn Werkhofstr. 30 CH-4500 SOLOTHURN Tel. +41 (0)32 624 40 00 www.kunstmuseum-so.ch fino al/bis 01.06. Real Estate || Von der Kunst Sträusse zu binden 21.06. – 17.08. Franticek Klossner, Victoria Müller 05.07. – 05.10. Marianne Grunder, Zeichnungen 14.08. – 23.11. Alexandre Perrier (1862-1936) 06.09. – 02.11. Speicher fast voll! Sammeln u. ordnen in Gegenwartkunst 22.11. – 04.01.09 24. Kantonale Jahresausstellung || Freispiel VS Fondation Pierre Gianadda Rue du Forum 59 CH-1920 MARTIGNY Tel. +41 (0)27 722 39 78 www.gianadda.ch fino al/bis 08.06. Offrandes aux dieux d’Egypte 13.06. – 23.11. Balthus, 100ème anniversaire 28.11. – 01.03.09 Hans Erni, 100ème anniversaire


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„Le Palme“ Day SPA • Libero accesso al centro benessere con piscina esterna riscaldata, centro fitness e sala relax • Sauna finlandese, caldarium, bagno turco e idromassaggio • Angolo bar con diversi tipi di tè, succo d’arancia e frutta fresca • Accappatoio, spugna e ciabatte a vostra disposizione durante la giornata • 1 massaggio classico 25 minuti • 1 bagno effervescente aromatico 20 minuti • 1 trattamento del viso rilassante 60 minuti • Pranzo leggero (piatto del giorno) con un’acqua minerale

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REGOLA Completare la griglia divisa in 9 regioni di 3x3 quadretti. In ogni colonna, in ogni riga e in ogni regione, ogni numero, da 1 a 9, deve comparire una volta sola. Le cifre dei quadrati colorati valgono come soluzione da riportare a pagina 98. PREMI Due week-end per due persone all’ESPLANADE****, HOTEL RESORT & SPA Locarno-Minusio.

Partecipazione indipendente dalla sottoscrizione dell’abbonamento alla rivista. I nomi dei vincitori saranno pubblicati nella prossima edizione. Si esclude ogni ricorso alle vie legali. Non è previsto scambio di corrispondenza. I vincitori verranno avvisati per iscritto. Spedire entro il 1° marzo 2009 (fa stato la data del timbro postale).

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SPIELREGELN Um das Zahlenrätsel zu lösen, muss das Spielfeld so ausgefüllt werden, dass in jedem Quadrat, in jeder Spalte und auf jeder Linie die Zahlen 1 bis 9 nur einmal vorkommen. Die Zahlen der getönten Felder ergeben die Lösung, einzutragen auf Seite 98. PREISE Zwei Wochenende für zwei Personen im ESPLANADE****, HOTEL RESORT & SPA Locarno-Minusio.

Teilnahme unabhängig von Abonnementbestellung. Die Namen der Gewinner werden in der nächsten Ausgabe veröffentlicht. Der Rechtsweg ist ausgeschlossen. Wir führen keine Korrespondenz. Die Gewinner werden schriftlich benachrichtigt. Einsendeschluss: 1. März 2009 (Datum des Poststempels).

Hanno vinto il precedente concorso: GewinnerIn des letzten Rätsels:

Via delle Vigne, 149 • CH-6648 Minusio Tel. +41 (0)91 735 85 85 • Fax +41 (0)91 735 85 86 reservation@esplanade.ch • www.esplanade.ch

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