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Speciale Spring/Summer 2011

Editoriale Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta. O s’è pesta? O s’arresta? Eh sì, cari lettori, questa edizione speciale Spring/Summer 2011 di Top Class Italia Style Magazine cade proprio in corrispondenza dei fastigi per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Detto questo, urge che qualcuno ci ragguagli in merito all’oggetto della medesima. A giudicare dallo stato dello Stato, dove mai come oggi nulla sembra più stabile dell’emergenza e l’unica certezza che accomuna lo Stivale è la mancanza di certezze, parlare di unità – anche con la sola minuscola – pare più un'esercitazione retorica, che la rievocazione di un’antica ed ormai consolidata conquista. Le ultime fibrillazioni istituzionali di un Parlamento vocato alla rissa permanente effettiva ed una politica che sembra davvero, per dirla con Paul Valery, “l’arte di impedire ai cittadini di occuparsi delle cose che li riguardano”, certificano, di là da ogni ragionevole dubbio, come le uniche vittime del Bunga Bunga e passatempi assimilati finiscano col divenire i cittadini dello Stivale. E poi, affiorante, la sgradevole impressione che troppi facciano mostra di voler cambiare tutto affinché non cambi nulla, per cristallizzare rendite di posizione chissà come acquisite. Non è il nostro mestiere. Al contrario, crediamo che essere imprenditori, oggi, significhi soprattutto avere coraggio, assumersi responsabilità e cimentarsi nell’ardua pugna di scagliare il cuore oltre l’ostacolo. Magari facendo appello a un altro irrinunciabile must, ovvero l’attitudine a destreggiarsi sui terreni indocili, ancorché privilegiati, di innovazione, sperimentazione, cultura, ricerca. Compito difficile ieri, proibitivo oggi, data l’ostica congiuntura che delinea uno scenario dove i consumi in picchiata e la perdita di competitività del sistema-Paese rischiano di precludere all’imprenditore Italian Style ogni possibilità di riproporre l’innata vocazione ad innovare, rinnovandosi. Ma essendo l’unica via transitabile per l’agognato rilancio verso la conquista di nuove quote commerciali sia nostrane che in Paesi a crescita esponenziale come Cina, India, Turchia, ecc... è imperativo provarci. Del resto, la capacità di adeguare la produzione secondo le mutevoli esigenze anche dei mercati “customized”, ovvero personalizzando il bene a discrezione del consumatore locale, è da sempre uno degli elettivi atout dell’imprenditoria tricolore. Svecchiare come sinonimo di velocizzare, quindi, attivando-

si per essere sempre più competitivi e distinguibili, sensibilizzando le nuove leve, la “meglio gioventù” imprenditoriale della Penisola sull’importanza rivestita dalla produzione di beni high level che valorizzino l’eccellenza Made in Italy. Il lusso, la qualità apicale come un brand di successo da diffondere ed esportare al pari di un format. Nella speranza che dagli emicicli capitolini, traducendo finalmente in azione la ricorrente quanto sterile professione d’intenti, una fattiva mano ci affranchi da lacci e lacciuoli, sbrogliando le pastoie burocratiche e aumentando la flessibilità del sistema. Condizione, se non sufficiente, almeno necessaria per liberare quelli che l’economista britannico Keynes, richiamando le diverse e imprevedibili motivazioni che spingono gli imprenditori a investire, definì “animal spirits”. Ovvero quei genialoidi empiti, incomprimibili da condizioni esterne, che (per fortuna) non entrano nell'indice Dow Jones. Servizio sul 150° anniversario dell’Unità d’Italia doveroso dunque, ma in questa edizione Speciale Spring/Summer 2011 c’è spazio anche per l’Expo 2015 a Milano, per una singolare esercitazione stilistica sulla Suzuki “Vitara” targata Peter Pan e sulle molteplici novità che il mondo del fashion ci ha preparato per l’estate prossima. A differenza dei numeri precedenti, in questa edizione primaverile abbiamo riservato ampio spazio allo sport e, in particolare, agli sport primaverili, praticati all’aria aperta. Parleremo, inoltre, di attrezzature per l’home fitness, per allenarsi e tenersi in forma comodamente anche a casa. Non mancheranno, poi, le interviste ai big dell’imprenditoria contemporanea e, per la prima volta, anche a un particolare big del mondo della politica, l’On. Sergio Pizzolante. Ma non voglio svelarvi tutto subito, rischiando magari di tediarvi, quindi lascio a voi tutto il piacere di scoprire e leggere, pagina dopo pagina, le numerose novità di questa edizione del magazine poiché sono convinto che, anche se non vi conosco tutti personalmente, per ognuno di voi esista una particolare modalità di lettura dei nostri periodici, riconoscendo in primis che una parte del loro fascino sta proprio nell'attesa di poterli leggere, sfogliare e toccare con mano. I migliori auspici di buona lettura cari amici e che la stagione dei fiori vi sia lieve, naturalmente in compagnia di Top Class Italia Style Magazine.

Enea Casadei Presidente e Direttore Editoriale Top Class Italia Style Magazine


Sommario Speciale Spring/Summer 2011

54 Lamborghini Sesto Elemento

74 Grand Hotel Quisisana Capri

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FASHION Con la primavera arriva anche la nuova collezione 9.2 by CARLO CHIONNA 14 SPORTSWEAR GIORDANA lo stile italiano conquista gli USA

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INTERVIEW A tu per tu con l'Onorevole SERGIO PIZZOLANTE 18 DIPLOMATIC WORLD MILANO ospita il corpo consolare più ampio del mondo

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ANNIVERSARY Centocinquant’anni e sentirli tutti 1861-2011: ET VOILÀ L’UNITÀ (D’ITALIA)

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L'UNITÀ di moda

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BEVERAGE CHAMPAGNE POMMERY SPRINGTIME brindare in eleganza alla primavera

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MOTORBIKE CABERG comfort e sicurezza sempre in testa

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FASHION CARS Una favola di SUV PETER PAN CLUB, JAPANCAR e LGR firmano una Suzuki Grand Vitara da sogno

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COMPANIES STUDIO T: un perfetto connubio tra innovazione e benessere al servizio dell’eccellenza

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INTERWIEW SANREMO 2011 MARCO SABIU al timone dell’orchestra tra colonne sonore, stacchetti, siparietti e tanta notorietà

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COMPANIES ONE54" le Officine Navali Emiliane danno il benvenuto al nuovo, lussuoso e rivoluzionario yacht in alluminio

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HI-TECH Proel M8 un mixer rivoluzionario

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LUXURY CARS Lamborghini Sesto Elemento Il futuro è già qui

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EVENTS Mille Miglia il fascino senza tempo della corsa piu’ bella del Mondo

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WELLNESS Run Personal by TECHNOGYM il tapis roulant che allena corpo e mente

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EVENTS Fano Yacht Festival Il Salone Nautico dell’Adriatico

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WELLNESS Intersport il prestigioso network di negozi di articoli sportivi multimarca

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FASHION SCENT BAR degustazione di fragranze

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EVENTS Premio cinque stelle al giornalismo 2011 70

Argentario Polo club 10

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HOTELS & RESTAURANTS Grand Hotel Villa Medici l’accoglienza è arte

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Grand Hotel Quisisana lusso e natura all’insegna del relax

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Sommario (segue)

Top Class Italia Style Magazine è una pubblicazione edita e realizzata da Top Class Magazine Editore

SPORT Una partita mozzafiato all’Argentario Polo Club

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SPORTSWEAR Dainese vince il Beta International Innovation Award 2011

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SPORT Per il Dottor Rossi inizia l'avventura Ducati

Direttore Responsabile: MICHELE VIRGILI (direzione@topclassmagazine.com)

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EVENTS Vinitaly 2011 benvenuti nel must delle bollicine e del Made in Italy

Responsabile Advertising & Marketing: PAMELA DE VITIS (marketing@topclassmagazine.com)

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Presidente e Direttore Editoriale: ENEA CASADEI (ecasadei@topclassmagazine.com) (direzione@topclassmagazine.com)

Segreteria di redazione: ALICE BOLLATI (redazione@topclassmagazine.com)

INTERVIEW Orologi ZZERO inizia una nuova era per la qualità e la creatività dell’imprenditore Doriano Forza

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MUSIC Ligabue il Rock va a teatro

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Direttore artistico e progetto grafico: MONIA SGARAVIZZI (redazione@topclassmagazine.com)

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Coordinamento Redazionale: ENEA CASADEI (direzione@topclassmagazine.com)

FASHION Luxury frame un occhiale da portare come un gioiello

Prezzo al pubblico per copia: € 15,00

Consulente progettuale: STEFANO MERCURIALI (smercuriali@topclassmagazine.com)

Consulente Editoriale: CARLO SEMPRINI (info@topclassmagazine.com)

SPORT Quando lo sport è emozione evergreen Il Circolo Golf Torino La Mandria

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HI-TECH Motorola tablet Xoom presentato il rivale dell’ iPad

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HI-TECH MOTOROLA Milestone 2 una pietra miliare della tecnologia

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HOTELS & RESTAURANTS Palazzo Arzaga il più importante Golf Resort d’Italia

Preventivazione spazi pubblicitari e redazionali: redazione@topclassmagazine.com +39 335 1325899 - +39 0543 090657

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Web-magazines: www.topclassmagazine.it - www.topclassmagazine.com

Terme di Saturnia una SPA degna di un Dio

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GOURMETS DA VITTORIO Una cucina di prima classe nel cuore di Bergamo

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Redazione: TOP CLASS MAGAZINE Via Mons. Costante Maltoni, 98 - 47034 Forlimpopoli (FC) TEL. +39 0543 090657 Fax (Internazionale) +39 06 233203742 redazione@topclassmagazine.com

Hanno collaborato a questo numero: Ilaria Ferri, Michela Pagliarone, Valentina Guzzardo, Jennifer Veronica Marfia, Sonia Cosco, Monica Rio, Jimmy Morrone, Anna d'Agostino, Elena Casi, Ivica Graziani, Gianfranco Leonardi, Roberto Bertellino, Beatrice Bossi, Giorgio Colomba, Federica Pagliarone, David Borisier (FR), John Grewland (AUS), Walther Scott (ENG), Simone Balestri, Eleonora Cortese, Giulio Farris, Giusva Morris, Barbara Robecchi, Roberto Chiodi, Lidia Agnelli, Vittorio Nava, Gianluca Poerio, Guiscardo Lorito, Francesco Fravolini.

CARS Peugeot 508 l’esigenza al servizio dell’emozione

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Foto di copertina fornite da: Ufficio Stampa - Ferrari S.p.A. Ufficio Stampa - Luigi Lavazza S.p.A.

EVENTS Milano 2015 sei mesi da record Extraordinaria EXPO

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Stampa: Tipografia Pontefelcino - Perugia - (Copertina cartonata - Lavorazioni speciali: stampa UV quadricomia, effetto embossing e stampa argento a caldo)

CARS DR1 Ambassador il lusso di muoversi liberamente in auto anche in città

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MEDICAL RESEARCH Microdentistry il polo medico fiorentino per la formazione, l’innovazione e la ricerca a favore dell’odontoiatria microinvasiva

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HOTELS & RESTAURANTS SANTA CATERINA Un paradiso a picco sulla Costiera Amalfitana

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TOP CLASS ITALIA Style Magazine

TOP CLASS ITALIA Style Magazine è una pubblicazione trimestrale di lifestyle imprenditoriale e di luxury locations italiane ed estere, con diffusione nazionale e internazionale. Autorizzazione e Reg. Tribunale di Forlì n.10/2007 del 23 Luglio 2007 Edizione: Speciale Spring/Summer 2011 N. Iscrizione R.O.C. (REGISTRO degli OPERATORI di COMUNICAZIONE): n. 17669 2000-2011. © Top Class Italia Style Magazine - Tutti i diritti riservati. E’ vietata qualsiasi riproduzione anche se parziale di immagini e contenuti. Per il materiale tratto da fonte web, se esiste qualche abuso in proposito, siete pregati di avvisare e per qualsiasi delucidazione potete scrivere a: redazione@topclassmagazine.com Spediz. Abb. Post. Sped. A.p. 45% filiale di Forlì art.2 comma 20/b - legge 662/96


gianfrancoferre.com

Milano, via S. Andrea 15


Sportswear di Jimmy Morrone

GIORDANA

lo stile italiano conquista gli USA Giordana è il brand ufficiale della Gran Fondo di New York Riconoscimento di prestigio per l’abbigliamento da ciclismo più apprezzato nel mondo

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Abbigliamento e bicicletta da competizione in fibra di carbonio - Mario Cipollini TOPGiordana CLASS ITALIA Style Magazine


Completo da competizione Giordana

Le prestigiose calzature da competizione DIAMANT in partnership con Giordana

Un milione di capi annui prodotti per un design 100% Made in Italy

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a 25 anni il marchio Giordana è sinonimo di abbigliamento tecnico da ciclismo. Design italiano, styling originale e tessuti di pregio rifiniti in ogni dettaglio. Un binomio indissolubile con il mondo delle due ruote, che riscuote consensi anche oltre Oceano. La conferma arriva dalla Gran Fondo di New York che si correrà il prossimo 8 maggio sulle strade della metropoli americana: la tecnologia, la qualità e lo stile Made in Italy di Giordana sono stati scelti dagli organizzatori come abbigliamento ufficiale della prima edizione di una competizione contornata dall’elettrico sfondo da sogno americano di Manhattan. «La Gran Fondo di New York – afferma Lidia Fluhme, ideatrice della manifestazione – è orgogliosa di collaborare con un marchio così apprezzato come Giordana. Un brand che ha una lunga e riconosciuta tradizione nella produzione di abbigliamento di alto livello. Abbiamo scelto di partire proprio da questa qualità per realizzare un evento ciclistico degno di quelli che da anni, ormai, si svolgono in altre importanti città del mondo». La storia del gruppo nasce nel 1986, anno in cui Federico Zacchetto fonda l’Apg. L’azienda s’incarica di produrre vestiario sportivo a firma Giordana, specializzandosi nella confezione di abbigliamento tecnico da ciclismo. Da allora l’intera produzione si è sempre concentrata all’interno dei 3800 mq del moderno stabilimento veronese di Bonferraro di Sorgà, un complesso che dà lavoro a 122 appassionati dipendenti. Un orgoglio tutto italico. Giordana pone la massima attenzione al processo di confezionamento, alla progettazione dei propri capi, alla continua ricerca di tessuti e finiture tecnologicamente all’avanguardia. Studio, ricerca e controllo si fondono con la lunga e consolidata esperienza in campo ciclistico, tant'è che il gruppo è oggi in grado di dar vita a prodotti di ottima qualità che rispondono ai più elevati standard di vestibilità, avvolgendo gli atleti come una seconda pelle, per assecondarne alla perfezione ogni singolo movimento. Un vantaggio non da poco per le pedalate dei ciclisti, in uno sport in cui ogni secondo è prezioso. La missione di Giordana è quella di mantenere inal-

terato nel tempo uno standard qualitativo elevato. Del resto lo slogan coniato da Federico Zacchetto parla chiaro: «Non si tratta solo di abbigliamento, ma della qualità amorevole con cui vengono realizzati i capi, dalla progettazione alla realizzazione sartoriale». Un livello che ha convinto numerose società professionistiche e amatoriali di tutto il mondo, tanto che oggi Giordana collabora con atleti di grande prestigio. Segno che i capi garantiscono comfort e prestazioni eccellenti, soddisfacendo in pieno le aspettative dei ciclisti. E oggi, a distanza di 25 anni da quel 1986 in cui venne collocata la prima pietra dell’azienda (il team dirigente è rimasto invariato nel tempo), Giordana può essere considerato come il marchio leader del settore. Nel 2005 ha prodotto oltre un milioni di capi, confermandosi azienda che sa cogliere, interpretare e anticipare le esigenze dei ciclisti. Inoltre la produzione Apg è supportata dall’attività di Seristip, una vicina serigrafia che impiega sofisticate tecniche di stampa sui capi già tagliati, oltre a disporre di un ufficio design avanzato per lo sviluppo di nuovi progetti e modelli. Mentre la partnership con Diamant, calzaturificio che produce scarpe sportive per professionisti e amatori, incrementa la collaborazione con esperti di abbigliamento sportivo. Niente è lasciato al caso e l’esperienza di tanti anni di ciclismo ha fatto confluire in azienda preziosi consigli di corridori professionisti. E’ nata così un’ampia gamma di modelli che svettano per comfort, stabilità e design moderno e innovativo. Giordana entra di diritto nell’elite e consolida la tradizione del Made in Italy all’estero, fatto di qualità, stile e successo.

www.giordana.com TOP CLASS ITALIA Style Magazine

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Interview di Enea Casadei

A tu per tu con l'Onorevole

Sergio Pizzolante Dal Salento a Riccione passando per Roma, un piacevole viaggio alla scoperta di un parlamentare eclettico e dall'intelligenza vivace

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ato a Castrignano del Capo (LE) cinquant'anni fa, l'Onorevole Sergio Pizzolante vive a Riccione da trent'anni. Deputato dal 2006, con Forza Italia prima e con il Pdl ora, è stato nominato Segretario della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera ed è stato membro della Commissione Trasporti e Telecomunicazioni della Camera nella XV Legislatura. Attualmente è membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione “Riformismo e Libertà” di cui coordina la Consulta per l'Economia e vicepresidente vicario della Consulta Nazionale per l'Agricoltura del Pdl. Sposato e padre di due figli, professionalmente si occupa di marketing e comunicazione. La redazione di Top Class Italia Style Magazine lo ha incontrato e intervistato per voi. Siamo in compagnia dell’On. Sergio Pizzolante, attuale parlamentare della Camera dei Deputati. Da quando esercita la professione di parlamentare? "Dal 2006, quindi sono alla seconda legislatura."

che, poi, ho abbandonato per andare a lavorare in un'azienda privata in qualità di direttore commerciale. Successivamente sono ritornato in politica in veste di Segretario provinciale del Partito Socialista di Rimini, per poi interrompere nuovamente la mia carriera politica a causa di Tangentopoli. Ho quindi creato delle mie società nel settore della comunicazione, società che ho mantenuto fino a pochissimi anni fa, quando sono stato eletto parlamentare. In questi anni, inoltre, ho collaborato con la Fondazione Craxi. Attualmente sono coordinatore della Fondazione Riformismo e Libertà presieduta da Fabrizio Cicchitto; diciamo, quindi, che mi divido tra l'attività parlamentare pura e quella di coordinatore di una fondazione culturale." La passione per il mondo della politica quando gli è nata? "Diciamo che in primis è nata la passione per la politica, poi la consapevolezza che non si può far politica a tempo pieno: è

Quali sono state le principali tappe della vita che ricorda con piacere e che le hanno permesso di diventare deputato? "La mia esperienza politica prende il via negli anni '80 quando, a soli 20 anni, iniziai a lavorare nella Uil con diversi livelli di responsabilità sia territoriali che nazionali; incarico //////////////////////////////////////////////////////////////////

“Riportare a casa i sette Comuni dell’Alta Val Marecchia che, da troppo tempo, vivevano fuori casa, è stato un grande risultato: è la prima volta che nella storia di questa Repubblica avviene un passaggio di Comuni da una Regione all’altra, è la prima volta che si attua l’art. 132 della Costituzione”

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On. Sergio Pizzolante


proprio per questo motivo che ho cercato di costruire un mio profilo professionale nel settore commerciale e della comunicazione, un'attività che vive parallelamente alla mia passione politica. Passione che provo da quando ero bambino, in particolare da quando mia madre mi accompagnava ad ascoltare i comizi che si svolgevano nella piazza del mio paese d'origine." Politici si nasce o si diventa? "Secondo me la passione politica ti deve nascere dentro, poi si può anche diventare politico nel corso della vita, ma questo non è certamente il mio caso." Si è trasferito dalla Puglia alla Romagna per pura casualità o per un progetto di vita ben preciso? "A 19 anni, finito il Liceo a Lecce, ho deciso di iscrivermi all'Università; dovevo procurarmi un reddito per poter vivere l'esperienza universitaria, così ho pensato di coniugare un lavoro nel campo assicurativo a Riccione con l'impegno universitario ad Urbino. Sostanzialmente lavoravo a Riccione per mantenermi agli studi. Dopo un anno, a soli 20 anni, mi sono sposato e ho avuto il primo figlio per poi arrivare ad essere padre per la seconda volta a 22 anni. Da qui la scelta di rimanere a Riccione, dove ho avviato un percorso politicoprofessionale e di vita, sebbene sia ancora legatissimo alla mie origini, tanto da trascorrere le ferie nel mese di agosto proprio nel Salento, dove ho una casa e i miei affetti più cari." Se dovesse fare una classifica della qualità della vita italiana, quale regione metterebbe al primo posto e quale in ultimo posto? "Sicuramente è difficile fare una graduatoria di regioni, nel senso che all'interno delle stesse regioni spesso ci sono realtà molto differenti, se però dovessi ragionare in base alla mia esperienza personale e politica, metterei al primo posto il Salento e la Romagna. All'ultimo posto, invece, non metterei una regione, bensì alcuni territori di alcune regioni, come ad esempio quelli della Sicilia centrale o della locride in Calabria: territori in cui ci sono gravissimi limiti di legalità e in cui la malavita organizzata occupa il territorio e sostituisce lo Stato. Territori nei quali i disagi sociali e le prospettive di vita e di lavoro rendono molto difficile la vita, soprattutto alle nuove generazioni. Le differenze tra Nord e Sud, purtroppo, sono ancora molto evidenti; se infatti la Lombardia ed il Veneto sono regioni al top in Europa, ancora oggi alcune regioni del Sud rappresentano il fanalino di coda a livello europeo, tanto da costringere molti giovani a cercare opportunità professionali al Nord. Ciò rappresenta un grave problema poichè il Sud ha come suo capitale principale proprio quello umano, un capitale che andrebbe preservato: trasferire i cervelli del Sud al Nord o comunque fuori dall'Italia è, infatti, uno dei grandi problemi del nostro Paese." Forza Italia prima e PDL ora: cosa significa per lei far parte di un partito politico oggi? "Ritengo che i partiti politici siano l'ossatura della vera democrazia, che per vivere e per crescere ha bisogno senza dubbio di movimenti politici partecipati. Pensare che la democrazia possa fare a meno dei partiti è un gravissimo errore: è impensabile tornare all'800, alla società oligarchica dei Notabili, in cui solo i ricchi potevano fare politica e decidere le sorti dello Stato. In questi anni, in Italia, si è passati dalla Prima Repubblica con partiti troppo

numerosi e “pesanti”, alla fase attuale in cui i partiti sono troppo “leggeri”; a mio avviso ci vorrebbe una via di mezzo, una società nella quale i cittadini si possano riconoscere in un leader dotato di un partito capace di interloquire con i corpi intermedi che sono l'ossatura della società. Mentre nella Prima Repubblica i cittadini votavano i partiti che a loro volta decidevano le coalizioni e i governi, oggi i cittadini votano le coalizioni e i governi: in teoria, dunque, lo scenario politico dovrebbe essere più semplice, ma in realtà non è affatto così in quanto continuano a nascere partiti come funghi, partiti che mettono in discussione ciò che i cittadini hanno scelto. Personalmente ho sempre immaginato un sistema politico molto più semplice: l'ideale sarebbe avere due coalizioni che si confrontano e nello stesso tempo accettare in Parlamento solo partiti di una certa dimensione, un po' come avviene in Germania grazie allo sbarramento al 5%. Solo in questo modo i cittadini possono decidere chi governa e quanti partiti mandare in parlamento. Questa sarebbe la soluzione ideale, sia per superare il caos della Prima Repubblica che le turbolenze della Seconda Repubblica. Se poi il sistema dovesse saltare in aria, sarebbe giusto tornare al voto restituendo la parola agli elettori, ma sempre all'interno del medesimo schema con lo sbarramento al 5%." La prima volta che è arrivato a Roma alla Camera dei Deputati, qual è stato l’impatto personale con gli altri parlamentari? "Per uno come me che ha vissuto questa passione fin da bambino è stata un'esperienza davvero straordinaria, un'emozione unica. Come in tutti gli ambienti di lavoro, all'inizio i rapporti con gli altri colleghi non sono mai semplici, naturalmente si inizia a stringere rapporti con quelli che si sentono più vicini sia per ragioni territoriali che politico-culturali, poi con il tempo che passa, anche grazie alle iniziative che si mettono in campo, si costruiscono relazioni utili affinchè le battaglie vadano a buon fine e, quindi, inevitabilmente migliorano anche i rapporti." Che rapporto ha oggi con l’On. Gianfranco Fini? "In passato con Fini ho avuto buoni rapporti. Oggi, a dire il vero, i rapporti non esistono più, anche perchè considero la sua scelta un errore. Mi auguro soltanto che si possa recuperare un livello di responsabilità facendo in modo che le questioni e le ambizioni personali non vadano a discapito del Governo e del nostro Paese." //////////////////////////////////////////////////////////////////

“A Rimini è nata la soluzione che ha salvato le spiagge italiane. Lavorando insieme abbiamo raggiunto questo importante risultato del quale l'Italia ha beneficiato e, per questo, desidero ringraziare il Ministro Brambilla e il Ministro Fitto che hanno, assieme a me, lavorato molto per arrivare alla soluzione”

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Interview Ambiente, territorio e lavori pubblici: in che modo il lavoro della pubblica amministrazione può influire oggi sull’ambiente e sul territorio rispetto al passato? "Se parliamo della pubblica amministrazione locale diciamo che può influire moltissimo, basti vedere cosa succede nelle realtà territoriali dove la pubblica amministrazione non funziona. Pensiamo ad esempio a Napoli e ai disastri dell'emergenza rifiuti, lì le responsabilità sono soprattutto locali: non si fa la raccolta differenziata, non si attivano i termovalorizzatori, per cui non si fa né prevenzione né cultura di smaltimento adeguata, per cui è inevitabile che ci siano i disastri ambientali che vediamo. Diciamo, quindi, che le pubbliche amministrazioni locali possono fare molto per la conservazione dell'ambiente e non solo nel settore rifiuti, ma in ogni ambito: verde pubblico, insediamenti produttivi che spesso sono troppo a ridosso della città, politica delle infrastrutture, insediamenti commerciali. In sintesi, le cattive scelte delle pubbliche amministrazioni non possono che produrre notevoli disastri sul piano ambientale." Proposte di legge presentate come primo firmatario e anche come cofirmatario: quali di queste proposte sono poi diventate leggi? E che tipo di benefici hanno realmente portato? "Vado molto orgoglioso della mia attività legislativa; una mia proposta di legge, ad esempio, ha prodotto il passaggio di sette comuni dell'Alta Val Marecchia dalla regione Marche alla regione Emilia-Romagna, ciò ha avuto un risultato molto importante non solo per quei sette comuni, ma per il fatto che ha raddoppiato il territorio della provincia di Rimini, trasformandola da piccola provincia di mare ad una media provincia italiana nella quale convivono mare, fiumi, laghi e montagna. Passaggio di comuni da una regione ad un’altra, mai successo prima. Allo stesso tempo, poi, sono orgoglioso di altre iniziative da me prodotte, come quelle che hanno cambiato le forme di lavoro per l'economia dei servizi, quali il ripristino del lavoro a chiamata e quello dell'apprendistato stagionale. Un altro importante risultato, inoltre, è stato quello della salvaguardia della nostra offerta turistica balneare in quanto, con la proroga delle concessioni demaniali a tutto il 2015, siamo riusciti a salvare le nostre spiagge, salvaguardando, così, un'offerta turistica eccellente che tutto il mondo ci invidia." Cosa è significato per lei essere stato Membro della Commissione Trasporti e Telecomunicazioni della Camera nella XV Legislatura? Pro e contro? "Fu senz'altro un'esperienza molto interessante. In particolare, ricordo che la battaglia politica più importante di quel periodo fu quella di contrastare l'aggressione della Sinistra nei confronti dell'attuale Presidente del Consiglio, allora leader del Centro-Destra, quando era in commissione in Parlamento la legge Gentiloni, con la quale si pensava di metterlo fuori gioco, costringendolo a vendere gran parte della sua azienda. Un'operazione politico-dirigista, lontana dalle dinamiche di mercato che noi abbiamo contrastato giorno e notte." Professionalmente si occupa di marketing e comunicazione. Come è cambiato il modo di fare marketing secondo lei negli anni? "Le operazioni di marketing e comunicazione nel corso degli

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anni sono cambiate moltissimo, così come è cambiato molto il mercato: esistono sempre meno un mercato e un pubblico generalista, mentre si va delineando sempre di più un pubblico diversificato e segmentato; da ciò ne deriva che tutte le iniziative di marketing devono per forza di cose essere molto diversificate e capaci di mirare ai diversi segmenti di domande. Concludendo direi che quello di oggi è sostanzialmente un altro mestiere." Quanto tempo riesce a dedicare alla sua vita privata e alla famiglia? "Faccio di tutto perchè almeno la domenica sia dedicata fisicamente alla famiglia, in quanto per me il pranzo della domenica è sacro. Oggi, per fortuna, con i mezzi tecnologici che abbiamo a disposizione, se si ha la volontà di dedicare tempo e attenzioni alla propria famiglia si riescono a trovare le forme e i modi più consoni. Attualmente mi divido tra Roma e Riccione, mia moglie abita a Riccione, mio figlio vive a Roma, mia figlia in Cina per cui, purtroppo, è diventato complicato riunirci anche per il pranzo della domenica. Nonostante ciò cerco di dedicare molto tempo alla mia famiglia con tutti i mezzi possibili che la tecnologia mi offre anche perchè sono molto legato sia alla mia famiglia acquisita, mia moglie e i miei figli, che a quella d'origine, cioè ai miei genitori e alle mie sorelle." Alla luce della sua esperienza, che tipo di lavoro consiglierebbe ad un ragazzo giovane appassionato di politica? "E' il consiglio che ho dato a mio figlio: certamente è importante coltivare la propria passione politica, ma lo è altrettanto anteporre alla politica la costruzione di una propria struttura professionale. Questo ti permette di essere autonomo e di vivere la politica per la sua dimensione passionale e non per quella materiale." Che rapporto ha con la stampa e che tipo di giornalismo preferisce? "Leggo almeno dieci giornali al giorno, diciamo che il mio rapporto con la stampa è malato e salutare al tempo stesso. Non mi piace il giornalismo di destra o di sinistra troppo urlato, non mi piacciono le fazioni giornaliste, non mi piace il giornalista ipocrita, mi piace il giornalismo alla Giuliano Ferrara." Ogni anno a Ravenna si svolge il premio Guidarello, storico premio ravennate di una città candidata a diventare nel 2019 Capitale Europea per la cultura…cosa ne pensa e cosa pensa sarà Rimini e provincia nel 2019? "Rimini sta vivendo un momento di grande crisi d'identità; poco tempo fa, nel giorno del patrono di San Gaudenzio, il Vescovo durante il consueto discorso rivolto alle autorità civili e militari, ha confermato che Rimini è una città dal grande passato e ciò non fa che testimoniare un’ entità che si è andata smarrendo. Soltanto venti anni fa un altro cardinale, Ersilio Tonini, quando fu per un breve periodo vescovo di Rimini, della città disse una cosa molto diversa: “Ciò che accade nel mondo, a Rimini succede prima”, quindi la sua idea della città era quella di una realtà con forti caratteri identitari, capace di innovare, di anticipare le tendenze turistiche, giovanili, cultu-


rali, sociali. Purtroppo in questi vent'anni questo patrimonio si è disperso. Mi adopererò affinchè Rimini possa tornare ad essere la città dell'innovazione e a chiudere una pagina negativa del suo passato."

cui, tra 10 anni, mi auguro che sapremo far crescere questi due valori, in modo tale che, come successe negli anni '80, l'Italia possa riposizionarsi fra le prime quattro o cinque nazioni al mondo."

Situazione politica attuale e crisi finanziaria, dal suo punto di vista quali potrebbero essere le forze che potrebbero risolvere parzialmente o totalmente questa situazione di stallo italiana? "Non c'è alternativa a Berlusconi, l'Italia non può permettersi di andare nelle mani di Bersani o di Vendola: è questo l'elemento che rende forte Berlusconi e deboli i ribaltonisti. Comunque sia, penso che si otterrà la fiducia e auspico che la legislatura continuerà fino alla fine."

www.sergiopizzolante.it

Un possibile ritorno alle elezioni cosa potrebbe significare per l’economia italiana? "C’è una maggioranza, un governo senza alternative e una crisi economica, il voto sarebbe senz’altro un danno." Come vede l’Italia fra 10 anni? Cosa sarà rimasto e cosa, invece, crede che non ci sarà più? "La tanto bistrattata Italia detiene due record: da un lato il più grande patrimonio naturale, culturale, architettonico del mondo, dall'altro la seconda manifattura d'Europa che, per un Paese che non ha materie prime, vuol dire che le materie che possiede sono i cervelli e le intelligenze dei suoi cittadini. Per

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“Il turismo è software e hardware. Noi abbiamo l’hardware più importante del mondo, come i beni ambientali, artistici e architettonici e, nonostante questo, il turismo arranca e perde posizioni importanti sui mercati internazionali. Ciò significa che non c’è un software adeguato. Noi sentiamo l'esigenza di far crescere il software del turismo, soprattutto in territori che hanno l’hardware migliore come il sud d’Italia”.

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On. Sergio Pizzolante - Convegno famiglia

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Diplomatic World di Elena Casi

Milano ospita il corpo consolare piu’ ampio del Mondo È

Con oltre 100 mila miliardi di importazioni e circa 60 mila miliardi di esportazioni si conferma uno dei principali snodi di interscambio commerciale a livello internazionale

l'Italia con la sua Milano ad ospitare il gruppo consolare più ampio tra tutte le città del pianeta. La notizia è stata riportata dal magazine World & Pleausure, dedicato al mondo del lusso, che nella sua edizione di marzo ha inaugurato la nuova rubrica “Diplomatic World” dedicata al mondo diplomatico e consolare, pubblicando uno speciale sul Premio del Corpo Consolare di Milano che si è tenuto nella splendida cornice dell’hotel Seven Stars Galleria alla presenza del Sindaco Letizia Moratti e di molti altri consoli e autorità. Milano, dunque, oltre che capitale della moda italiana, con i suoi 100 mila miliardi di importazioni e circa 60 mila miliardi di esportazioni, si conferma uno dei principali snodi di interscambio commerciale a livello internazionale, testimoniando così la vocazione cosmopolita di una città in cui convivono diverse identità culturali e in cui sono in costante crescita le relazioni e gli scambi tra le nazioni. A Milano sono attualmente presenti centosei consolati. Un numero importante che supera anche New York, portandosi dunque in testa alla classifica mondiale in termini di delegazioni internazionali presenti su un territorio. Ideatrice del Premio del Corpo Consolare, l’onorificenza conferita alle Autorità Civili, Militari ed Istituzionali è Patrizia Signori, Vice decano del Corpo Consolare che, intervistata dal magazine World & Pleasure ha dichiarato: “È lavoro interessante, ma al tempo stesso complesso perché bisogna prestare assistenza ai cittadini, organizzare workshop economici, occuparsi di cultura e creare relazioni economiche tra le varie nazioni, soprattutto in vista dell’Expo”. Il Vice decano si è detta, inoltre, molto orgogliosa del suo incarico che la vede rappresentare un Paese ricco di donne che riescono ad emergere. Una realtà importante, quella delle donne ministri, che finalmente sta trovando lo spazio che si merita. Una donna infatti, Patrizia Signorini, a farsi carico delle attività del Corpo Consolare di Milano. Dopo aver lavorato per 24 anni nell'impresa di famiglia, attiva nella produzione di oli lubrificanti per primarie compagnie petrolifere quali Agip, Tamoil e Total, assumendo incarichi dirigenziali nell'ambito del marketing e delle pubbliche relazioni, Patrizia Signorini ha sviluppato grandi competenze nelle relazioni pubbliche e nelle relazioni

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internazionali che l'hanno, poi, portata ad assumere nel 2004 l'incarico di Console Generale Onorario della Repubblica di Lettonia per la Lombardia e nel 2006 di Segretario Generale del Corpo Consolare di Milano. Proprio durante il suo incarico, quale console Generale Onorario della Repubblica di Lettonia, ha potuto lavorare fianco a fianco con altre donne dal carisma e competenza straordinarie. Al governo della Repubblica di Lettonia ci sono, infatti, tre ministri donne: Linda Murniece agli Interni, Ilona Jursevska al Wellfare e Sarmite Elerte alla Cultura. Caratterizzata da un’elevatissima percentuale di donne, la Repubblica di Lettonia è considerata il miracolo economico del Baltico, con un vertiginoso ritmo di crescita da quando, nel 2004, tredici anni dopo la sua indipendenza, ha aderito all’Unione Europea. //////////////////////////////////////////////////////////////////

Battuta perfino New York 106 consolati complessivi

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www.ajcomunicazione.it


Anniversary di Giorgio Colomba

Centocinquant’anni e sentirli tutti

1861-2011: ET VOILÀ L’UNITÀ (D’ITALIA) D

a pochi giorni il Bel Paese ha un secolo e mezzo. E si vede. Del resto è pur sempre il doppio della vita media di un essere umano. Ben quindici decenni trascorsi da quell’ormai remoto 17 marzo 1861 in cui la proclamazione a re di Vittorio Emanuele II sanciva di fatto la cosiddetta Unità d’Italia. Tempus fugit. Non resta che provare a nobilitarne il rapido scorrere cercando di riempirlo con qualche contenuto che si spinga un po’ oltre l’aver goduto una Notte Bianca, Rossa e Verde con l'apertura straordinaria di tutti i musei e la dibattuta querelle sul giorno festivo una tantum in più. Il logo è accattivante, non c’è che dire: tre bandiere tricolori che rappresentano i giubilei del 1911, 1961 e 2011, in una ideale continuità tra le generazioni. Peccato che proprio quella odierna appaia scollegata soprattutto da se stessa… Non abbiamo certezze su come starebbero oggi gli italiani se non fosse avvenuta l’Unità. Gli epocali eventi bellici e geopolitici che hanno contrassegnato il ventesimo secolo depongono per configurare un contesto probabilmente peggiore di quello, peraltro non felicissimo, in cui ci dibattiamo attualmente. All’epoca l’Italia era un paese di 22 milioni di abitanti, molto arretrato in termini sia economici che sociali, con circa l’80% della popolazione analfabeta, un’ economia fondata sull’agricoltura ed una questione meridionale ante litteram derivante dalla già allora pronunciata forbice tra Nord e Sud. Con una divagazione di storia “controfattuale” che ipotizzi il contesto in cui ci troveremmo, se non fosse avvenuto il processo di unificazione nazionale, è plausibile affermare che l’Italia sarebbe rimasta divisa in una miriade di staterelli sotto l’influenza più o meno diretta di Papato, Spagna e Austria-Ungheria (almeno


Ben quindici decenni trascorsi da quell’ormai remoto 17 marzo 1861 in cui la proclamazione a re di Vittorio Emanuele II sanciva di fatto la cosiddetta Unità d’Italia. fino al 1919) mentre, dopo i due conflitti mondiali, alcuni territori sarebbero stati probabilmente annessi ai vicini (in primis Jugoslavia titina ed Austria). Confronto alle possibili vessazioni del regime jugoslavo, le terminologie verbali pseudo secessioniste di oggi tipo “Roma Ladrona” paiono facezie. Analogamente è verosimile che il Sud d’Italia sarebbe divenuto una specie di stato-mafia simil-kosovaro, mentre l’area produttiva del NordOvest, priva di manodopera meridionale e senza un mercato nazionale, avrebbe conosciuto lo sviluppo industriale in tempi decisamente più lunghi e con portata minore rispetto a quella di cui oggi, bene o male, può menare vanto. Chapeau, dunque, al generale e condottiero Giuseppe Garibaldi, uno dei quattro “Padri della Patria” insieme a Giuseppe Mazzini, Camillo Benso conte di Cavour e Vittorio Emanuele II che, dallo scoglio di Quarto alla rada di Marsala, dal colle di Calatafimi alla Casina dei Mille in Calabria e poi a Napoli, il

Camillo Benso conte di Cavour

26 ottobre 1860 approda finalmente a Teano per consegnare a Vittorio Emanuele II (“Vi saluto, caro Garibaldi, come state?”... “Bene Maestà e Lei?”...”Benone”….Garibaldi alzò la voce… ”Ecco il Re d’Italia”) i territori meridionali liberati e plebiscitariamente annessi al regno sabaudo. Che di lì a poco, sempre per volontà popolare, incorporerà anche Umbria e Marche. Avviato il volano dell’unificazione, malgrado Lazio e Veneto restino al momento territori rispettivamente papale ed austriaco, ecco che il 17 marzo 1861 Vittorio Emanuele II viene proclamato re d’Italia. Conquista finale dell’agognata meta? Macché: semplice punto di partenza di un improbo percorso. Parola dello scrittore e senatore del Regno Ferdinando Martini, che nel 1896 sintetizza mirabilmente un concetto di Massimo D’Azeglio con l’arcinota locuzione “Fatta l’Italia, ora bisogna fare gli italiani”. Impresa ad oggi non pervenuta. Trascorsi (quasi) invano i primi centocinquant’anni, non ci resta che confidare nei secondi...

Giuseppe Garibaldi

Vittorio Emanuele II

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Anniversary di Valentina Guzzardo

L’Unità di Moda La Reggia d’Italia diventa palcoscenico delle eccellenze italiane nel mondo: in mostra alla Venaria Reale di Torino 150 anni di eleganza Made in Italy

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a storia d’Italia è storia d’eccellenza e di stile. In un percorso lungo 150 anni gli italiani sono diventati tali, affermandosi nel mondo, grazie a marchi simbolo del gusto ‘Made in Italy’. Tutti presenti all’appello del 17 marzo a Torino, per l'anniversario della proclamazione del Regno d’Italia, con un vestito patriottico d’eccezione. Dalla nuova Rossa "Ferrari 150° Italia", battezzata così in onore delle celebrazioni, al Barolo in edizione limitata che sfoggia un’etichetta da collezione. Dalla tazzina Lavazza in cui viene servito il caffè nei chioschi degli eventi ai prodotti in livrea di Ferrero: Tic Tac dal sapore più italico che mai (in confetti bianchi, verdi e rossi), merendine con ‘bigini’ della storia nazionale e Nutella

Tazzina Lavazza tricolore

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in quattro edizioni speciali. Così come l’Italia unita coniò la sua moneta, Intesa Sanpaolo ha creato una carta prepagata oggetto da collezione - che apre una corsia preferenziale per Esperienza Italia, l’insieme di eventi promossi a Torino fino a novembre 2011. All’appuntamento non poteva mancare il mondo della moda, fiore all’occhiello del Bel Paese nel mondo: per quasi due anni sartorie, maglifici e tessiture si sono preparati all’evento con collezioni a tema. Abiti che riproducono i volti dei grandi personaggi da Garibaldi a Cavour, gioielli in argento e pietre dure dedicati alla bandiera italiana e borse di fine artigianato: Federmoda Piemonte ha riunito sotto il marchio registrato Slow Fashion oltre venti azien-


Aziende, marchi e sponsor sposano la causa dell’Unità nazionale vestendo di colori patriottici i simboli dell’identità italiana

Borsa Italia Tapissé - Federmoda Piemonte

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Poltrona by MODENESE GASTONE realizzata in serie limitata

Cravatta a maglia tricolore

Per celebrare l’importante anniversario del Paese è gadget mania: prodotti in serie limitata che diventeranno oggetti da collezione

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de, perle della provincia di Torino. Non mancano capi unici provenienti da altre regioni, come la lombarda cravatta a maglia tricolore di Arte del Tricot, che da oltre cinquant'anni trasforma in arte i tessuti più pregiati con le sue macchine circolari. Impresa radicata nella tradizione e nonostante questo flessibile, pronta a trasformarsi aderendo con entusiasmo ad ogni nuovo progetto come fosse il primo. Aziende come queste rappresentano centinaia di piccoli imprenditori che realizzano ancora con cura artigianale, passione e attenzione al dettaglio abiti di sartoria, prodotti e accessori che niente hanno a che fare con la moda ‘usa e getta’ d’importazione che ha invaso il mercato privandolo dell’orgoglio italiano del ‘saper vestire’ con classe e con materie prime di classe: un valore che - come sottolinea il manifesto di Federmoda Piemonte – “appartiene alla cultura italiana non meno della letteratura e dell’enogastronomia”. E’ infatti uno stile esclusivo in ogni particolare, che ha consapevolezza del proprio valore distintivo, a farci parlare oggi di ‘Moda in Italia. 150 anni di eleganza’. Questo il titolo della mostra che aprirà i battenti nelle sale delle Arti della Reggia piemontese di Venaria Reale, capolavoro dell’architettura, un tempo residenza dei Savoia ed ora palcoscenico delle eccellenze italiane nel mondo. Il nucleo principale dell’esposizione sarà costituito dagli TOP CLASS ITALIA Style Magazine

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Anniversary abiti della prestigiosa collezione della Sartoria teatrale Tirelli. Un viaggio nello stile italiano dal 1861 a oggi, dal gusto della regina Margherita e di Gabriele d’Annunzio agli esperimenti del futurismo, dalle dive del cinema ai grandi stilisti contemporanei, con uno sguardo finale rivolto al futuro. Una mostra che ricorda le tappe grazie alle quali il genio italiano è diventato mito universale. Tappe in salita fino all’avvento della Repubblica, quando la moda italiana si affermò grazie alla scelta consapevole di usarla come elemento di rilancio e riscatto del Paese dopo la sconfitta nella seconda guerra mondiale. Il risultato fu l’esplosione, negli anni Ottanta, del fenomeno dell’Italian style e del cosiddetto ‘Made in Italy’, che ancora oggi dà linfa all’immagine nazionale all’estero e rende la moda uno dei principali comparti dell’economia tricolore.

www.italia150.it www.italiaunita150.it

Casco Fashion Helmets con fantasia tricolore

INTESA SANPAOLO SpA Carta 150 versione Mole Antonelliana Carta 150 versione penisola

MANLIO PARADISI - modello Bandiera Italiana

Ferrari 150° Italia

BAROLO 2006 - 150° Unità d'Italia

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Beverage

di Roberto Bertellino

Champagne Pommery Springtime brindare in eleganza alla primavera

“Pommery è la prima Maison ad aver declinato lo Champagne in  quattro diverse versioni stagionali”

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n brindisi richiama, naturalmente, qualcosa da festeggiare. Aiuta a rendere il momento elettrizzante e particolare, a maggior ragione se effettuato con uno degli Champagne più nobili ed antichi del panorama di settore. Pommery Springtime celebra la primavera e racchiude tra le sue bollicine tutta l’allegria e i profumi delicati della bella stagione. Grazie alla sua perfetta adattabilità, al consumo a tutto pasto e all’ideale abbinamento con dessert a base di frutti rossi e con i dolci della festa, è un must per brindare alla Pasqua 2011. Springtime Brut Rosè di Pommery racchiude tutta la freschezza, la frivolezza e la leggerezza della primavera in un calice. E' un blend di Pinot Meunier, Chardonnay e Pinot Noir, caratterizzato da un colore rosa che prelude ad un vino fresco ed intrigante. Pommery è la prima Maison ad aver declinato lo Champagne in quattro diverse versioni stagionali. Dal 1838 rappresenta un universo di raffinatezza, eleganza e tradizione, ma anche quel singolare tocco che ha fatto del suo Champagne un’opera dell’Arte di Vivere. Tutti gli Champagne della Maison Pommery di Reims sono il risultato di una perfetta armonia fra sapori ed emozioni. Ricordiamo che questa casa francese, anche grazie all’ardita scelta di aprire in Italia una filiale diretta, la Vranken Pommery Italia con quartier generale a Rivergaro, in provincia di Piacenza, ha registrato una crescita importante, in assoluta controtendenza con la sensibile frenata dello Champagne sul mercato nostrano. Ancora una volta la Pommery ha dunque precorso i tempi, riscrivendo la storia. L’esordio, in tal senso, lo si deve a Madame Louise, la fondatrice, che nel 1874 inventò il metodo brut. Fu lei, imprenditrice illuminata di metà Ottocento, ad accorgersi che il gusto dei consumatori stava orientandosi verso un prodotto meno dolce, com'era allora lo Champagne, preferendo un gusto più secco, ma non troppo aggressivo. Così, Madame Louise Pommery chiese al suo allora Chef de Cave Victor Lambert di realizzare uno champagne secco, leggero ed elegante: nacque Pommery Nature, il primo “brut” millesimato della storia, che diventerà un successo senza precedenti e trasformerà lo champagne nel prodotto

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che ancora oggi tutti consumiamo e preferiamo. Torniamo allo Springtime Brut Rosè con il quale il palato ritrova le sensazioni percepite al naso accentuandone freschezza, fruttuosità e delicatezza. Nota, quest’ultima, che ritroviamo nel colore, scaturente da un Pinot Noir di Bouzy scelto per la sua maturità nei migliori vigneti Pommery. Proviene da una selezione di 30 Cru delle zone più vocate della Cote des Blancs e della Montagne de Reims. Anche le caratteristiche olfattive di questo vino, che richiede una temperatura di servizio compresa tra gli otto e i 10 gradi, sono uniche. E’ infatti molto espressivo con note di frutti rossi, ribes, melograna e kiwi. Un’autentica melodia di primavera che merita di essere gustata ed “ascoltata” tuffandosi idealmente nelle atmosfere che le hanno dato vita. L’attenzione al dettaglio è dunque massima, nel rispetto di una filosofia che ha sempre considerato la produzione del vino una vera forma d’arte. Non è un caso che ogni anno si svolga, nel quartier generale della maison, l’Expériences Pommery, iniziativa promossa da Paul-François Vranken e dalla moglie Natalie, che permette ad artisti provenienti da tutto il mondo di esporre le loro opere. Proprio Madame Pommery aprì questa danza d’opere commissionandole agli artisti dell’epoca e riempiendo Champagne Pommery Springtime Brut Rosé le cantine dell’illustre sede.

www.pommery.com


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Motorbike di Ilaria Ferri

CABERG

comfort e sicurezza sempre in testa Due novità assolute per l’azienda bergamasca: i caschi Hyperx ed Ego, quest’ultimo dotato di un rivoluzionario sistema di ventilazione

Hyperx by Caberg con sistema "EASY FIT"

Design e tecnologia si incontrano in due prodotti 100% Made in Italy realizzati per soddisfare anche i motociclisti più esigenti 32

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I

mportanti novità in casa Caberg, azienda di Azzano San Paolo, in provincia di Bergamo, specializzata nella produzione di caschi. Design, funzionalità, tecnologia e sicurezza: queste le caratteristiche dei prodotti Caberg, declinate anche nel caso degli ultimi due arrivati della “famiglia”: Hyperx ed Ego. Hyperx è pensato per il mercato Touring. Peculiarità di questo casco modulare omologato P/J è la mentoniera anteriore protettiva estraibile che lo rende estremamente versatile, in grado di soddisfare le esigenze del motociclista durante ogni tipo di percorso e stagione. Grazie al sistema “Easy fit”, che permette di allontanare la mentoniera dalla calotta prima di indossare il casco, la calzata diventa semplice anche per le taglie più grandi. L’ampio campo visivo è garantito da una lunga visiera trasparente antigraffio, dalla particolare sagoma inferiore per permettere la massima protezione dall’aria. Hyperx è, inoltre, dotato di visiera parasole integrata, facilmente manovrabile, che permette di guidare sempre con la luce ideale. La ventilazione è assicurata da una grande presa d’aria superiore e da due estrattori d’aria posteriori. Inoltre, sulla mentoniera sono presenti due prese d’aria per convogliare l’aria sulla visiera ed evitarne l’appannamento. L’interno è completamente lavabile ed estraibile, realizzato con tessuti ipoallergenici. La fibbia del sistema di ritenzione è dotata di regolazione micrometrica. Hyperx è, inoltre, predisposto per il sistema di comunicazione wireless “Just speak” che, grazie alla tecnologia bluetooth, permette di comunicare non solo con il proprio telefono cellulare e con il proprio passeggero, ma anche di collegarsi ad un Gps ed ascoltare la musica attraverso un lettore mp3 o attraverso la radio Rds integrata. Hyperx è disponibile dalla taglia XS alla XL nelle colorazioni nero opaco, nero metallizzato, antracite, argento e bianco, oltre alla versione grafica con base bianca o nera. L’altra novità Caberg di cui vogliamo parlare è Ego, casco integrale da strada dal design aggressivo e dal sistema di ventilazione inedito: testato in galleria del vento, il prodotto ha mostrato una superiore capacità di ventilazione, ottenendo una riduzione fino a 4 gradi in pochi secondi. CASC (Caberg Air Safety Concept) è un progetto che nasce dalla volontà di creare un casco integrale dotato di una completa ventilazione, garantendo la massima sicurezza ai motociclisti: la parte superiore della calotta del casco, infatti, possiede una grande apertura che, attraverso i canali presenti nella calotta interna, assicura una totale ventilazione, oltre ad avere due estrattori posteriori che permettono un’ottimale dissipazione del calore. Sia la presa d’aria superiore che quella inferiore garantiscono la massima sicurezza, grazie alle due placche integrate in acciaio inossidabile completamente forate per permettere il passaggio dell’aria. Entrambe le aereazioni sono facilmente regolabili per consentire la totale chiusura delle stesse durante le giornate piovose o durante i mesi invernali. Ego è dotato di visiera parasole integrata all’interno del casco, facilmente manovrabile attraverso una leva laterale, mentre la visiera trasparente è antigraffio con dotazione di serie di “pin lock” per evitare l’appannamento; le operazioni di smontaggio del meccanismo delle visiere non richiedono attrezzi. L’interno è completamente estraibile e lavabile; la fibbia di chiusura è dotata di regolazione micrometrica. Ego è disponibile dalla taglia XS alla XXL in quattro versioni: monocolore, nero opaco, nero lucido, antracite, perla e in quattro versioni grafica sottovernice.

Integrale Ego by Caberg

Sistema di ventilazione CASC

Sottocasco Ego by Caberg

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Sul modello pensato per il mercato Touring, predisposto anche il sistema di comunicazione wireless “Just speak” ///////////////////////////////////////////////////////////////////

www.caberg-helm.com TOP CLASS ITALIA Style Magazine

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Fashion Cars di Giorgio Colomba

Una favola di SUV

Peter Pan Club, Japancar e LGR firmano una Suzuki Grand Vitara da sogno C

i hanno sempre raccontato che non voleva crescere, invece ha pure preso la patente e si è posto alla guida di una tra le auto più esclusive sul mercato. E sono affiatati, ma così affiatati che Peter Pan e Suzuki Grand Vitara 1.9 DDiS 5 P Limited Edition formano ormai la coppia del momento. Lui, in realtà, non è il suggestivo personaggio inventato nel 1902 dallo scrittore scoz-

zese James Barrie, ma il Peter Pan Club di Misano Monte, colli riccionesi, club di tendenza e locale fashion dal magnifico giardino: per la movida notturna rivierasca, una leggenda sin dagli anni Ottanta forse più del personaggio fiabesco da cui prende il nome. Lei, invece, è la nuova Peter Pan Car, ultima soluzione Sport Utility di Suzuki, frutto di una sinergia di elevato profilo tra il locale

Suzuki Grand Vitara - allestimento Peter Pan Club

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splendidamente rivisitato dai fratelli Buffagni, la concessionaria Suzuki riminese JapanCar e lo sponsor tecnico Made in San Marino LGR srl. Dal giorno del vernissage – allestito, va da sé, al Peter Pan Club il 26 novembre scorso sotto la sapiente regia del direttore artistico Alain Rosetti - i 15 esemplari, in cui è stata per ora “tirata” l’esclusivissima vettura, volgono ormai al termine. Succede, quando la qualità s’impenna e le sfumature mutano da orpelli a vera sostanza. E qui, in tema di nuances tecnico-stilistiche, siamo veramente over the top. Equipaggiata con un propulsore turbodiesel da 129 cavalli (95 kw), la SUV giapponese si disimpegna agilmente e con massimo comfort sui fondi più sconnessi grazie alle quattro ruote indipendenti con sospensioni multilink, alla trazione integrale permanente con bloccaggio del differenziale e riduttore che consentono una motricità ottimale ed un’estrema silenziosità in ogni condizione di marcia. Resi innocui sterrato, neve e ghiaccio, alla canicola estiva pensa il climatizzatore automatico, per godervi in pieno relax gli interni in pelle con logo dedicato, le pedane esclusive, il lettore dvd e cd, il sistema audio multimediale dotato di schermo 7’’ touch screen con navigatore e il ricevitore tv digitale terrestre. Non basta? E allora cerchi in lega personalizzati, bluetooth, presa usb, adattatore iPod, lettore micro sd, park assist con retrocamera night view. Con una vettura del genere nessuna meta è preclusa, ma a togliervi l’imbarazzo della scelta per le vostre serate charmant provvede il value pack Peter Pan di serie, comprensivo di due tessere ingresso VIP pass, playlist su chiavetta usb ed inserimento nella mailing list vip del Peter Pan. Una vettura, insomma, che attesta come l’unione faccia sì la forza, ma anche la bellezza, la funzionalità, il comfort. Complimenti alla concessionaria, assistenza e ricambi Suzuki JapanCar di Cerasolo Ausa, quindi, che tra un rally Tout Terrain ed un International Cup Cross Country ha maturato un background d’eccellenza in materia di trasformazioni, sfornando versioni uniche come questa Grand Vitara da sogno. Ad una guida esclusiva, però, serve una tutela esclusiva. Il profilo aziendale dell’infortunistica LGR srl, sponsor tecnico del progetto, con sede a Dogana di San Marino, è quello di un partner la cui “ragione sociale” è quantificare e risarcire in modo rapido ed efficace il Danno alla Persona (da sinistro stradale, da infortunio sul lavoro e persino da errori medici in ambito ospedaliero). Riparazione auto, consulenza medica, assistenza legale e alle aziende, risarcimento infortuni gravi mortali,

ricostruzione cinematica e perizie medico legali sono solo alcuni tra i servizi offerti con scrupolo e competenza dalla LGR in caso (non auspicabile) di necessità. Un giro di chiave e via, dunque, ma siate indulgenti verso chi guarda con occhio lubrico la vostra Peter Pan Car: del resto, come affermò il compianto designer Bruno Munari, "L'automobile è una bella da viaggio…” SCHEDA TECNICA VETTURA Peter Pan Club in collaborazione con Japancar ha realizzato, sulla base di quest'auto, un'esclusiva versione personalizzata, in edizione limitata di soli 15 esemplari con contenuti stilistici e tecnici all’avanguardia che la rendono unica nel panorama automobilistico. • • • • • • • • •

Suzuki Grand Vitara 1.9 DDiS (turbodiesel) 5 porte Quattro ruote indipedenti con sospensioni multilink Climatizzatore automatico Grande silenziosità di marcia Trazione integrale permanente con bloccaggio del differenziale e riduttore per una motricità ottimale in ogni condizione Interni in pelle dedicati con logo Cerchi in lega personalizzati Protezioni laterali e pedane esclusive Sistema audio multimediale che include schermo da 7 pollici touch screen con navigatore, ricevitore tv digitale terrestre, bluetooth, lettore dvd e cd, presa usb, adattatore iPod, lettore microSD, park assist con retrocamera night view Value pack Peter Pan con due tessere ingresso vip pass, playlist su chiavetta usb, inserimento nella mailing list Vip del Peter Pan

www.peterpanclub.net www.lgr-srl.com www.japancarrimini.com TOP CLASS ITALIA Style Magazine

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Companies di Ilaria Ferri

Studio T

un perfetto connubio tra innovazione e benessere al servizio dell’eccellenza L

a parola “crisi”, tanto popolare di questi tempi, non ha saputo scoraggiare o annientare quelle realtà imprenditoriali da sempre indirizzate sulla via della qualità e dell’eccellenza, dell’innovazione e della ricerca costante, proprio come Studio T. L’azienda, infatti, si è specializzata nella comunicazione visiva, vantando molta esperienza nella produzione di sistemi per il Visual Display destinati a clienti di importanza nazionale. Incontriamo Sonia Tasselli, attuale Marketing Manager dell’azienda, nonché figlia del fondatore della stessa, proprio negli uffici di Studio T chiedendole di raccontarci un po’ di storia e di novità riguardo l’innovativa società. Sonia, quando è iniziata l’avventura imprenditoriale che ha portato alla fondazione di Studio T? “L’azienda è stata costituita nel 1977 grazie a un’idea di mio padre. In un primo momento la produzione si è incentrata sul territorio regionale (l’Emilia-Romagna) nell’ambito dell’arredo per uffici e spazi commerciali per poi specializzarsi nell’offrire soluzioni su misura, per ogni esigenza comunicativa, a enti di valenza nazionale, sia pubblici che privati. Fuori dall’Italia, infatti, vendiamo mediante i nostri partners in Germania e nella Repubblica Ceca; entro il 2011, vorremmo riuscire a farlo anche in Francia”. Dal 1992 l'azienda ha creato al proprio interno una nuova divisione riguardante il settore “segnaletica e comunicazione visiva” che ha percorso con successo un cammino

di forte crescita, completandosi nel 1997 con una propria produzione: stiamo parlando del marchio Teknoline System. Che cosa rappresenta esattamente il marchio? “Il marchio racchiude visual display e segnaletica, nato quando, da un progetto, abbiamo deciso di realizzare un’intera gamma di prodotti per i sistemi espositivi. Teknoline System è oggi un catalogo completo di prodotti, atto a risolvere qualsiasi esigenza di comunicazione visiva nell'ambito di ogni tipo di attività, privata o pubblica, per musei e allestimenti, banche, assicurazioni, agenzie di viaggi e immobiliari, hotel e SPA, strutture sanitarie, università e istituti. Le nostre soluzioni interpretano, in maniera funzionale e creativa, le esigenze di comunicazione visiva dei vari settori: con Teknoline System vogliamo fare “vivere la comunicazione” dei nostri clienti”. Cosa produce Studio T? “Realizziamo soluzioni per esporre comunicazioni e informare il pubblico, layout per vetrine, sistemi espositivi autoportanti per spazi commerciali con una gamma seriale (1700 gli articoli in catalogo in pronta consegna) e su disegno del cliente, che può dare forma e sostanza al proprio progetto di comunicazione facilmente, grazie al team di progettisti, designers e architetti messo a disposizione da Studio T”. Che tipo di lavoro svolge questo team di professionisti? “Il team è deputato a seguire, passo dopo passo, ogni sviluppo

Grazie al marchio Teknoline System, l'azienda riesce a far “vivere la comunicazione” dei propri clienti 36

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"L’azienda ravennate a conduzione familiare, fondata nel 1977, è specializzata nella produzione di sistemi per il Visual Display" del progetto, dall’idea originaria fino al lavoro di montaggio, per arrivare alla realizzazione “chiavi in mano”. Il progetto per il cliente viene costruito ad hoc. In pratica trasformiamo in realtà i suoi sogni cercando di soddisfare le sue esigenze apprese mediante un briefing.

Tra i progetti innovativi realizzati dall’azienda, c’è “Settimo senso”. Di che tipo di progetto si tratta? “Siamo convinti che sia possibile rendere la permanenza nei luoghi di lavoro più piacevole e più produttiva. E “Settimo senso” va in questa direzione. Partendo della considerazione

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(corroborata da ricerche scientifiche) secondo la quale alcuni tipi di essenze favoriscono concentrazione e creatività, risvegliando l’attività cerebrale e diminuendo la percentuale di errore, Studio T ha iniziato la produzione di sistemi per la diffusione di olii essenziali. Attraverso l’aromaterapia, dunque, Studio T vuole promuovere un nuovo modo di vivere l’ambiente di lavoro, perché non sia più un ricettacolo di stress, tensioni, negatività, ma uno spazio che esalti le individualità permettendo loro di esprimersi al meglio, incentivando così la produttività”. Un altro progetto importante che l’azienda sta portando avanti è inerente al visual display. Pensa di presentarlo al prossimo Salone Internazionale del Mobile di Milano? “Sì, questa novità sarà presentata ad aprile al prossimo Salone Internazionale del Mobile di Milano”. Non possiamo saperne di più al momento, ma ci aspettiamo un progetto in linea con i principi di Studio T, da sempre votato alla qualità e all’eccellenza, all’innovazione e alla ricerca costante.

www.teknolinesystem.com //////////////////////////////////////////////////////////////////

Nel catalogo anche un’importante novità legata alla diffusione di olii essenziali per promuovere benessere e produttività negli ambienti di lavoro

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Interview di Enea Casadei

Sanremo 2011

Marco Sabiu al timone dell’orchestra tra colonne sonore, stacchetti, siparietti e tanta notorietà

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nche quest’anno Marco Sabiu, il piccolo Beethoven forlivese, ha portato dinamismo e originalità alla tradizionale kermesse canora. Il maestro dalla capigliatura ribelle, compositore, direttore d’orchestra e arrangiatore, che ha trascorsi musicali di ogni genere, ci ha regalato momenti esilaranti accanto a Morandi, Belen, Canalis e alle Iene Luca e Paolo. Marco Sabiu, classe ’63, è lo stesso che ha diretto l’orchestra dell’Arena per i concerti di Ligabue, lo stesso che vanta collaborazioni con artisti internazionali del calibro di Kylie Minogue e Take That, lo stesso che ha lavorato alla realizzazione dell’album Charlemagne, una grande opera sinfonico-metal su Carlo Magno con l’attore britannico Christopher Lee, ma è anche l’istrionico direttore che ci ha regalato la scenetta finale degli spartiti strappati dall’orchestra dell’Ariston. Un motivo in più per congratu-

larsi con lui anche relativamente all'uscita del suo ultimo disco "Sabiu N.7", pubblicato nel periodo sanremese proprio durante i giorni del Festival al quale si è dedicato con passione per portare l’energia del rock e rendere più freschi arrangiamenti obsoleti. E di energia ne ha da vendere quest’uomo carismatico, musicista attivissimo che ama Wagner e i Metallica, dal cui incontro abbiamo scoperto una persona capace di raccontarsi con umiltà, con tanta voglia di comporre e di dirigere divertendosi. Quali sono stati i maggiori successi della tua vita a cominciare dal diploma in pianoforte conseguito al conservatorio Rossini di Pesaro? "I primi successi sono stati quelli fatti con Cecchetto, dai Via

Il maestro dalla capigliatura ribelle, compositore, direttore d’orchestra e arrangiatore... Maestro Marco Sabiu

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Verdi a Sandy Marton, Tracy Spencer e tutte quelle produzioni in cui collaboravo arraggiando, suonando alle tastiere e mixando. Erano gli anni ’80, ricordo che mi sono diplomato nell’86, ho fatto il militare e ho collaborato con artisti italiani del calibro di Tullio De Piscopo con il quale realizzai il pezzo che portò poi a Sanremo nell’89 e poco dopo, con il mio amico Charlie Rapino, sono letteralmente fuggito a Londra." Prima di diventare un professionista nel mondo della musica, come passavi il tuo tempo libero? "Sono un appassionato di cinema, quindi da ragazzino ascoltavo tanta musica, ma andavo anche molto al cinema, adesso la passione ce l’ho ancora ma ho molto meno tempo." Hobby del cinema quindi, ma studiavi anche composizione? "Sì, composizione, per capire i meccanismi. Ho sempre avuto il pallino, oltre che suonare volevo scrivere delle cose, quindi ho studiato composizione al conservatorio." Parlami del tuo primo lavoro come arrangiatore, che cosa ricordi? "Il mio primo lavoro come arrangiatore è stato Taffy e il pezzo si chiamava "I Love My Radio"; è stato il primo lavoro che ho fatto per Cecchetto e la cosa nacque per caso." Invece la collaborazione a Londra con Charlie Rapino? "Beh, ci siamo incontrati nell’88 a Bologna in uno studio musicale. Lui all'epoca produceva diversi gruppi di thrash metal, musica pesante, mentre io stavo lavorando su un pezzo sinfonico, un po’ classico. Ci siamo subito trovati bene e abbiamo fatto molte cose in Italia. Dopo due anni siamo scappati a Londra." Com’era la vita a Londra rispetto a quella della Romagna? "Per noi essere a Londra era come essere in un film, ci siamo catapultati in mezzo al baraccone londinese. Il primo anno abbiamo fatto più che altro delle pr, frequentavamo i posti giusti per conoscere le persone giuste e per entrare nel giro, quindi delle gran feste e molto alcool." Quando sei tornato in Italia ? "Sono tornato esattamente in Italia nel 2001, sono stato a Londra dai primi del ‘90 fino al 2001." Quindi hai riportato qui tutto il tuo know-how? "Sì, mi sono portato dietro un modo di lavorare un po’ diverso e poi, ovviamente, tutti i miei contatti, il mio giro di lavoro ancora oggi si svolge principalmente in Inghilterra. Quindi è stata una mossa strategica andarsene, avevo capito che qui le cose si sarebbero messe molto male, prima che la nave affondasse ho buttato la scialuppa e mi sono allontanato." Con quanti artisti hai collaborato finora? "Caspita con tanti…dai Take That a Kylie Minogue, Kym Mazelle, Corona, Tanita Tikaram, Francoise Hardy, Filippa Giordano, Luciano Pavarotti, Ennio Morricone, con diversi insomma, ma anche con artisti che qui non sono conosciuti. Ho fatto, ad esempio, cinque album con un artista irlandese che si chiama Perry Blake che in Francia e in Germania ha funzionato parecchio, ma che in Italia non è neanche uscito."

Di tutti gli artisti che hai incontrato nella tua vità c’è qualcuno che ti è rimasto particolarmente nel cuore? "Sì, Ligabue. Ligabue è un grande, abbiamo lavorato insieme due anni all’Arena di Verona con l’orchestra e lui è una persona stupenda. Se sono arrivato al Festival di Sanremo lo devo in particolar modo a lui." Che cosa ha lui più degli altri? "E’ una persona con i piedi per terra, è una persona che ti guarda direttamente negli occhi quando ti parla e ha un grande rispetto per chi lavora, al contrario di molti artisti che invece non hanno. Capita spesso che gli artisti italiani fanno qualcosa che funziona un po’ e diventano subito arroganti, invece Luciano è una persona veramente speciale con cui quando lavori vuoi fare di più, vuoi dare il massimo perché lui ti porta a fare questo in modo molto naturale." Potrebbe essere identificato anche come artista internazionale? "Se lui volesse sì, ma non gli interessa ancora uscire dall’Italia. Se lui facesse delle canzoni in spagnolo avrebbe un grande successo, ma credo che lui stia bene così, si è creato un suo mondo e si merita tutto il successo che sta avendo." Tra Vasco Rossi e Ligabue, musicalmente parlando, che differenza c'è? "E’ difficile risponderti, sono due mondi diversi. Vasco è più istintivo, più animalesco, più diretto, anche Luciano lo è, ma lo fa con un linguaggio diverso." Sono tutti e due però amanti del rock? "Assolutamente, però hanno un modo di esprimersi nei testi che li distingue, sono due mondi diversi. Quindi Luciano è più poeta, mentre Vasco è più…non lo so, Vasco potrebbe essere paragonato a Keith Richards e Ligabue a John Lennon." Quando lavori con personaggi internazionali come arrangiatore è un momento di crescita personale, riesci ad imparare anche da loro? "Ah sì, s’impara sempre, ci vuole molta umiltà in questo lavoro. Puoi veramente imparare da tutti anche dall’assistente di sedici anni che lavora in studio, ha appena iniziato e fa una cosa fantastica e pensi "caspita... non ci avevo pensato", quindi bisogna tenere sempre aperta la possibilità di apprendere da chiunque." Il contatto con Ligabue come l’hai avuto? "Ci siamo incrociati nel 2005 quando ho fatto RockPolitick, il programma di Adriano Celentano, dove suonavo le tastiere e lui venne come ospite. Dopo qualche anno ci siamo visti qualche volta, poi è arrivata l’occasione dell’Arena di Verona con l’orchestra e lui mi ha chiesto se mi interessava farlo, dissi caspita subito! Quindi mi sono buttato a capofitto in questa cosa ed è andata benissimo. Abbiamo fatto otto concerti in un posto fantastico. Insomma è nata un po’ per caso, ma c’era un bel feeling, lui è //////////////////////////////////////////////////////////////////

"Marco Sabiu, scritturato per svecchiare la kermesse."

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Il Maestro Marco Sabiu durante il Golden Gods di Londra nel 2010

"Di energia ne ha da vendere quest’uomo carismatico, musicista attivissimo che ama Wagner e i Metallica" uno che parla poco però va bene così, ti dice due cose ma sono le cose giuste, lui dice quelle cose che devono arrivare, è limpido, è schietto."

guardi l’altro e loro già sanno di cosa hai bisogno e come intervenire. E’ una cosa a cui arrivi per gradi, ma una volta che l’hai raggiunta ti riempie di felicità."

I rapporti nati con Rai invece come sono arrivati? "E’ successo per caso, grazie a Gian Marco Mazzi, il direttore artistico e musicale di Sanremo che ringrazio tantissimo. Lui è di Verona e, dopo essere venuto a vedere l’ultimo concerto che ho fatto con Ligabue, è rimasto colpito dal mix di rock e sinfonica che ho creato per l’evento e mi ha voluto a tutti i costi, dicendo che sarei stato perfetto per Sanremo. A novembre 2009 ho cominciato a lavorare sulle partiture del Festival e sono partito per quest’avventura che è andata benissimo."

C'è un direttore d’orchestra che prendi come punto di riferimento? In questa fase matura della mia vita mi piace molto Claudio Abbado.

Un direttore d’orchestra che cosa deve avere in più rispetto ad un musicista tradizionale? "Deve avere un’infarinatura di tutti gli strumenti dell’orchestra, non deve saperli suonare tutti, ma deve sapere tecnicamente ogni strumento quali caratteristiche ha, deve conoscere le estensioni che funzionano, per quali fraseggi è meglio uno strumento invece di un altro e poi devi metterli tutti assieme. Ci vuole tanta passione, pazienza e capacità di mettersi in gioco con umiltà." Cosa ti diverte di più fare: arrangiare, dirigere un’orchestra o creare nuove colonne sonore? "Eh…mi piace fare tutte e tre le cose insieme, quindi scrivere per un film e poi dirigere l’orchestra, anche perchè dirigere è una cosa molto divertente." Dov’è il divertimento? "Il divertimento è che ti trovi davanti 70-80 persone che suonano e tu sei lì davanti e gli devi trasmettere la passione, gli devi far capire che cosa vuoi ottenere. E’ una scarica di adrenalina pazzesca, poi ci sono le varie fasi, perché all’inizio arrivi con un’orchestra che non conosci quindi devi rompere il ghiaccio, devi entrare in sintonia con loro e alla fine, il grande segreto per farla funzionare è quello di raggiungere l’intimità nel senso che tu guardi uno,

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E invece Muti come lo consideri? "Muti non so, è bravissimo per carità, però ci sono delle cose che è difficile spiegare, che ti arrivano a livello epidermico e Abbado è uno di quelli che, anche se non vedo dirigere, mi emoziona. Invece Muti è bravissimo, tecnicamente perfetto, ma non mi dà le stesse emozioni." Alla luce della tua esperienza, cosa consiglieresti oggi a chi volesse iniziare un percorso musicale analogo al tuo? "Consiglierei di fare la valigia e di andarsene, di fare un’esperienza all’estero perché è fondamentale, ti apre la mente e ti fa capire cosa succede fuori dall’Italia. Se uno rimane solo in Italia è come prendere un libro e leggere il retro copertina dove c’è il riassunto del racconto. Quindi il mio consiglio è di uscire da qua, andare fuori, buttarsi all’avventura e poi eventualmente tornare." //////////////////////////////////////////////////////////////////

Una vita di sacrifici, ma anche di tanti successi

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www.marcosabiu.worldconcertartists.org


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Companies di Enea Casadei

ONE54"

le Officine Navali Emiliane danno il benvenuto al nuovo, lussuoso e rivoluzionario yacht in alluminio Trionfa il lusso delle “Officine Navali Emiliane�

Simulazione grafica (rendering) Yacht - ONE 54"

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on è necessaria solo la passione per il mare, occorre una profonda conoscenza del mercato nautico nonché del marketing, senza dimenticare l’andamento del mercato industriale, strumenti indispensabili per realizzare un prodotto innovativo nel suo genere. E’ questa la filosofia economica delle “Officine Navali Emiliane”, nuovo polo nautico nella Motor Valley, tra Bologna e Modena, località conosciuta per le famose aziende motoristiche. I protagonisti dell’iniziativa, tutti amanti del mare, vantano una profonda conoscenza sia del settore nautico che una grande esperienza nella lavorazione di lamiere e strutture in alluminio, senza tralasciare la presenza di una figura proveniente dal settore automotive rancing, che porterà quel know how di tecnologia da applicare alle imbarcazioni. La filosofia di costruzione deriva dalle vecchie officine meccaniche della zona, dove i particolari sono seguiti scrupolosamente, ogni barca viene curata sin nei minimi dettagli. Altro fattore rilevante è il territorio: il pensiero delle persone aiuta a ricercare il meglio da offrire al cliente soltanto con prodotti Made in Italy. A comporre il team tecnico sono tre persone: Fabio Graziosi, amministratore, impegnato nella parte costruttiva della ricerca e dello sviluppo di ogni progetto; Giulia Guermandi, responsabile dell’ufficio acquisti, organizzazione interna e merchandising; Luciano Calà, marketing manager, riferimento commerciale di tutti i clienti e dei collaboratori, ha partecipato alla progettazione e alla creazione dello stile One, insieme agli architetti. Il nuovo gruppo si diversifica dagli altri cantieri poiché lancia una nuova filosofia economica nel settore della nautica, un rivoluzionario modo di vivere il mare. Tutto il progetto è impostato in funzione dell’armatore, sull’unicità del prodotto, poiché non esiste uno yacht One uguale all’altro, giacché tutti gli armatori sono diversi. L’iniziativa economica prende forma durante la visita dei tre soci al Salone Nautico di Genova del 2009. E’ proprio in questo contesto che riscontrano una totale assenza di novità, il mercato non offre nulla, scarse idee, con i sintomi di una forte crisi. Semplice e intuitiva la conseguenza: proporre una seria novità al mercato per ridare fiducia ed ecco concretizzarsi il progetto “ONE”, l’elegantissima linea di yachts in alluminio, innovativi e potenti che si potranno ordinare su misura nelle dimensioni di 54’, 74’ fino ai 100’ ft, l’ammiraglia di casa ONE. Del resto parlano chiaro i numeri del progetto: 3.000 ore per l’organizzazione e la creazione della struttura, 3 soci fondatori, 30 persone tra uffici e area produzione tecnica, 2 ingegneri, un concept designer, 2 architetti sviluppo interni, 800 ore per lo sviluppo dell’immagine (creazione del marchio, ufficio stampa, informazione carta stampata, sito web), 1.500 ore per lo

I tre soci ONE Da sinistra: Fabio Graziosi, Giulia Guermandi e Luciano Calà

Simulazione grafica (rendering) Yacht - ONE 54" vista posteriore

sviluppo del progetto da parte degli ingegneri e architetti, un evento di presentazione del cantiere e del primo entry level One 54’ (visibile anche sul web all’indirizzo www.officinenavaliemiliane.it). Tutto ciò, ovviamente, è stato possibile grazie alla tenacia e alla determinazione dei soci che hanno creduto nel progetto investendo, fin dalla sua nascita, tempo, energie, nonché una grossa somma di denaro. Le novità ONE continuano a suscitare molto interesse nel mondo, specie per gli appassionati e intenditori di yachts, tanto da vantare già oggi moltissimi punti di riferimento per la visibilità del progetto e soprattutto per la vendita. Chi avrà la fortuna di navigare a bordo del proprio “One”, si renderà ben presto conto di non aver comprato solo una semplice barca, ma di possedere un vero e proprio yacht magnificamente unico nel suo genere. Tutti gli yachts One, infatti, seguono un filone progettuale unico, con la consegna nelle mani del cliente di un’imbarcazione studiata per dare sicurezza, affidabilità e sportività, messa a punto insieme agli architetti, tenendo conto che la figura più importante è l’armatrice, poiché decide spazi, accessori e comfort. Sono yacht plananti veloci, potenti, realizzati in alluminio, molto sportivi, con il massimo del comfort a bordo, per navigare su tutti i mari del pianeta. L’Italia è leader nella cantieristica navale. One nasce senza precisi mercati di riferimento e si rivolge a un pubblico di fascia molto alta. Il cliente “ONE” è un grande cultore del lusso, del Made in Italy e della vita di mare in generale. Queste particolari caratteristiche gli permettono, di conseguenza, di apprezzare tutti gli yachts realizzati dalle Officine Navali Emiliane sia per la qualità dei materiali utilizzati che per l’affidabilità delle imbarcazioni in movimento. Trattandosi di imbarcazioni non di serie, i tempi di realizzazione sono variabili, da 8 a 11 mesi per il varo; ciò identifica una forte attenzione nella cura dei particolari, sapendo che la forza lavoro del cantiere non permette la produzione di più di quattro yachts all’anno, mantenendo questi standard costruttivi. Tenendo conto delle potenziali richieste giunte al cantiere, il primo yacht targato "One 54" sarà obiettivo dei soci consegnarlo entro la fine del 2011, non dimenticando che il principale obiettivo del prestigioso polo nautico emiliano è quello di sentire, un giorno, un armatore affermare: "Non sono un semplice armatore, ma un armatore One".

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Hi-Tech

di Anna d'Agostino

Proel M8 un mixer rivoluzionario

Interfaccia USB per ottenere con la massima semplicità registrazioni emozionanti Dotato del nuovissimo processore di effetti digitale PROFEX - manopole dal design esclusivo -

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na buona sonorità unita alla qualità musicale sono elementi essenziali per la riuscita di eventi come spettacoli teatrali e televisivi, serate in discoteca; per questo la scelta del mixer va fatta con cura. La tecnologia ci aiuta con prodotti sempre più funzionali e di alto livello. Uno di questi è senz’altro il Mixer M8, prodotto e distribuito da Proel Group ed è davvero uno strumento innovativo. Basti pensare che in esso sono concentrate molte funzioni, tra cui il maggior numero di ingressi microfonici della categoria, rispetto alle dimensioni del mixer. Tra l’altro anche i canali stereo possono essere usati come ingressi microfonici, possibilità molto utile per chi non dispone di nessun apparecchio stereo. Per l’equalizzazione di canale, costituente principale in ogni mixer, sono state utilizzate frequenze di intervento centrate su zone molto musicali e circuitazioni che fanno sì che l’ interazione tra le bande si riduca sensibilmente. La sezione di controllo dei canali risulta essere completa, includendo anche le funzioni SOLO AFL e PFL, il tasto MUTE, gli indicatori di picco, mentre la dotazione di uscite molto ampia consente di inviare segnali uguali o diversi verso le più disparate destinazioni. Tutti i potenziometri, compresi i cursori dotati di protezione parapolvere, i connettori ed i componenti elettronici utilizzati, rispondono a standard di alta qualità e garantiscono la più totale affidabilità. Tutti i modelli della serie M sono dotati del processore, di ultima generazione, di effetti digitale PROFEX, un progetto dei laboratori PROEL basato su DSP e convertitori a 24-bit. Questo potente multi-effetto è in grado di fornire algoritmi di riverbero, delay ed effetti modulati studio-grade estremamente realistici e naturali. Sono disponibili 16 tipologie di effetto con 16 variazioni e ciascuna delle 256 combinazioni può essere selezionata attraverso le due manopole rotative. E’ possibile utilizzare interruttori a pedale per attivare o disattivare l’effetto e per selezionare il tempo di ritardo per l’algoritmo TAP DELAY. I modelli dotati

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di interfaccia USB possono essere collegati direttamente ad un personal computer per la registrazione del programma principale o la riproduzione di tracce musicali direttamente dall’hard-disk. I mixer M, amplificati, sono disponibili in tre modelli con potenze da 250, 500 e 750 watts per canale. M1000 e M1500 utilizzano amplificatori digitali estremamente sofisticati, basati su una versione avanzata della tecnologia PWM. Questa tecnologia, insieme all’utilizzo di stadi di alimentazione switching, consente di ottenere rendimenti elevati ed una qualità eccellente su tutta la gamma audio, con pesi e dimensioni molto ridotti. Il design delle manopole, oltre a permettere un tocco piacevole, fa sì che gli interventi siano molto precisi. I fianchi in ABS ne facilitano la presa, migliorandone nel contempo l’estetica. La borsa per il trasporto, fornita di serie con tutti i modelli, costituisce un’ottima protezione. I modelli da 6, 8 e 16 ingressi sono dotati anche di flange in metallo per il montaggio in rack standard da 19”. Con il modello M8, si possono collegare fino a 6 microfoni. Questo speciale modello ha una dotazione di funzioni veramente completa. Con esso si è in grado di portare a termine performers individuali o applicazioni multimediali e di home recording, perfino di far fronte alle richieste di una piccola band. Il filtro LO-CUT sui canali MONO, le due mandate AUX, la funzione SOLO e MUTE su ogni canale (con assegnazione alle uscite supplementari ALT 3-4) insieme ai fader da 45 mm per il controllo di tutti i livelli principali e all’effetto PROFEX con 256 presets, rendono questo mixer molto versatile e adatto a un’ampia gamma di applicazioni. La versione con interfaccia USB consente di ottenere con la massima semplicità registrazioni emozionanti e di riprodurre qualunque tipo di traccia audio direttamente dal PC.

www.proel.com


Luxury Cars di Jimmy Morrone

Lamborghini Sesto Elemento

Il futuro è già QUI Meno di mille chili per il concept totalmente realizzato in fibra di carbonio. Un’accelerazione da zero a cento in soli 2,5 secondi

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eno di mille chili. Il futuro è già qui e si chiama Sesto Elemento. Lamborghini si affida a un'efficace cura dimagrante e ne guadagna in prestazioni, piacere di guida, stabilità e consumi. La Casa di Sant’Agata Bolognese toglie il velo alle novità e scopre due sportive alleggerite grazie all’innovativa tecnologia Forged Composite con cui si ottiene la fibra di carbonio: insieme ai 999 kg del Sesto Elemento, il cui nome deriva dalla tavola periodica degli elementi nella quale il carbonio è classificato al sesto posto, brilla la Gallardo Lp 570-4 Spyder Performante, 65 kg più leggera rispetto alla Lp 560-4 Spyder. Sesto Elemento è la supersportiva del futuro, a cui saranno ispirate tutte le prossime Lamborghini, così come dichiarato dall’amministratore delegato del gruppo, Stephan Winkelmann. Frutto di un’ingegneria leggera, il concept Lambo è già un punto di riferimento per vetture basate sulla fibra di carbonio. Solida, rigida, sicura ma lieve, sintesi perfetta fra un peso estremamente easy (meno di una Punto Evo), e la potenza di un motore V10 da 570 CV dalla reattività immediata e dal rombo inconfondibile. Senza

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Lamborghini Sesto Elemento

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tralasciare la stabilità di guida, garantita dalle quattro ruote motrici. Uno straordinario rapporto peso/potenza di soli 1,75 Kg per CV, per un’accelerazione da zero a cento in appena 2,5 secondi. Con un peso ridotto, anche le emissioni di Co2 e il consumo di carburante diminuiscono sensibilmente. Imperversa ovunque la fibra di carbonio. Dalla sofisticata monoscocca alla cella dell’abitacolo. Sono in forged composite anche i principali componenti delle sospensioni, l’albero della trasmissione e i cerchi, mentre per i terminali di scarico gli ingegneri della Casa del Toro hanno utilizzato il Pyrosic, un nuovo materiale composito di vetro a matrice ceramica in grado di tollerare temperature fino a 900 gradi. Salite a bordo, spingete il pedale dell’acceleratore. Sembrerà di volare. Il Sesto Elemento tocca una velocità superiore ai 300 km/h, ma l’ottimo handling, la dinamica di guida e la sensazionale frenata, oltre al rapido inserimento in curva dovuto alla trazione integrale permanente, ne garantiscono la stabilità. I puristi dello stile non resteranno insoddisfatti: sensualità ed eleganza. Linee precise, bordi affilati, forme d’ispira-


Lamborghini Lp 570-4 Spyder Performante

E in attesa della V12, brilla la versione Performante della Gallardo Superleggera zione aereonautica. Al rivestimento lucido opaco, brevetto esclusivo Lambo, sono stati aggiunti tramite nanotecnologia microcristalli riflettenti di colore rosso, un’aureola protettiva e accattivante. Approccio minimalista negli interni rivestiti da materie plastiche rinforzate con la onnipresente fibra di carbonio. Trasmissione e.gear dei rapidissimi tempi di cambiata, azionabile da leve dietro al volante. La parte anteriore e posteriore della scocca è realizzata ciascuna in un unico pezzo: di qui il nome «cofango» (cofano + parafango). Se non siete sazi di novità, ecco la Gallardo Lp 570-4 Spyder Performante, sorella «hot» (versione scoperta) della Gallardo Superleggera, più aggressiva e sofisticata nel design. E’ una supersportiva open air spinta da un esuberante propulsore dieci cilindri (lo stesso della Sesto Elemento) in posizione longitudinale posteriore. Il restyling dei tecnici ha tolto 65 kg per un peso a secco di 1485 kg, nonostante 10 CV in più. Fuoriclasse nelle prestazioni, divertente nella guida: brucia lo 0-100 km/h, in soli 3.9 secondi fino a raggiungere una velocità massima di 324 km/h. Gli accattivanti cerchi da 19 pollici con gomme Pirelli P Zero Corsa la rendono ancor più affascinante. La capote di tessuto imbottito è a comando elettrico. Colpiscono le dimensioni: 4.39 m in lunghezza, 1.90 m in larghezza e solo 1.18 m in altezza. La fibra di carbonio è utilizzata per cofano, alettone e specchietti retrovisori. Gli eleganti interni rivestiti in Alcantara contribuiscono a rendere l’immagine di sportiva leggera. Chiudono il cerchio il cambio robotizzato a sei marce e.gear e la trazione integrale. Volete ancora di più dalla Lamborghini? Per gli incontentabili, al Salone di Ginevra, è stata appena presentata la V12, discendente diretta della mitica Murciélago.

Interno Lamborghini Sesto Elemento

Lamborghini Lp 570-4 Spyder Performante Specchietto in carbonio

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Events

di Roberto Bertellino

Mille Miglia

il fascino senza tempo della corsa piu’ bella del Mondo

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aranno tre giorni di grande spettacolo e suggestioni quelli che vedranno andare in scena, dal 12 al 14 maggio prossimi, la Mille Miglia 2011. Una corsa che profuma di storia, evoca ricordi indelebili dell’affascinante mondo dei motori e ha saputo riadattarsi ai tempi presentando accanto alla classica kermesse automobilistica molti, imperdibili, momenti collaterali. Scatterà da viale Venezia a Brescia il 12 maggio e farà ritorno nella stessa sede il 14, dopo la tappa intermedia di Roma. Le grandi novità dell’edizione in arrivo hanno avuto la prima esternazione l’11 febbraio a Monte Carlo in occasione dell’apertura del Roadshow internazionale 2011, che in passato ha toccato grandi metropoli vedi New York e Shanghai. “Monte Carlo è per noi una meta imprescindibile – ha dichiarato Alessandro Casali, Presidente del Comitato Organizzatore della Mille Miglia - capitale di motori e patria di collezionisti. E’ per questo che abbiamo pre-

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sentato nel Principato la prima Asta della Mille Miglia. Si terrà l’11 maggio a Brescia, dove metteremo all’incanto straordinari gioielli del passato il cui valore oscilla tra i 120.000 e i 3 milioni di euro”. Un Roadshow proseguito il 7 marzo a Los Angeles, presso gli studi della 20th Century Fox. In materia di passato ricordiamo che la mitica Freccia Rossa è nata alla fine del 1926 per volontà di quattro giovani appassionati di auto e gare, i “quattro moschettieri”, ovvero il Conte Aymo Maggi di Gratella, il suo amico e primo finanziatore Conte Franco Mazzotti, Renzo Castagneto, ex pilota ed ottimo organizzatore e Giovanni Canestrini, giornalista della “Gazzetta dello Sport”. Il poker di menti ideò la Corsa per rispondere alla mancata assegnazione a Brescia, città natale dei quattro, del Gran Premio d’Italia. Fu scelto un percorso a forma di “otto” da Brescia a Roma e ritorno su una distanza di 1600 km, equivalenti a circa mille miglia, da cui il nome. La “prima” andò in scena il 26 marzo 1927,

con 77 equipaggi di cui 2 soli stranieri. Vi parteciparono negli anni i migliori piloti italiani e molti personaggi pubblici. La sua popolarità crebbe a dismisura. Dopo una sospensione nel 1939 a causa di un incidente e un’edizione ridotta nel 1940, la Mille Miglia riprese vigore nel 1947. Risale al 1955 il record assoluto in termini di tempo. Il nobile vincitore, l’inglese Stirling Moss, la terminò in 10 ore e 8 minuti. Nel 1957 la tragedia della morte di 9 persone investite dallo spagnolo De Portago, che morì con il copilota, cambiò la storia della Mille Miglia. Tre edizioni (’58, 59’ e 61’) si svolsero in modo anomalo e solo nel 1982 la Corsa si rianimò nella veste di riedizione storica, dapprima biennale poi annuale, dal 1987, in ragione del numero sempre crescente di iscritti. Ne rimangono il fascino, gli antichi simboli e le tappe più radicate del percorso, come Bologna, San Marino e Modena, con le soste pranzo a Sansepolcro e Buonconvento e il passaggio all’autodromo di Vallelunga. Tornerà nel 2011, dopo

Brescia-Roma toccando sette regioni italiane: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Toscana

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il successo della scorsa edizione, lo spettacolare Ferrari Tribute alla Mille Miglia, con 130 splendide Ferrari costruite dal 1958 ad oggi in testa alle vetture di gara. Non manca il Tributo negli Stati Uniti, che porterà le protagoniste della Mille Miglia nella West Coast. Oggi le vetture ammesse alla Mille Miglia sono 375, selezionate in modo certosino tra quelle pre-iscritte. Priorità viene data a quelle di modelli che hanno partecipato almeno ad una delle 24 precedenti edizioni di gara di velocità. Gli ulteriori criteri sono legati allo stato attuale della vettura, la sua conformità al modello originale e agli eventuali documenti che ne attestino la continuità storica e la possibile storia sportiva. Qualità rimane la parola chiave dell’evento.

www.1000miglia.eu

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Prende il via dal Principato di Monaco il Roadshow Internazionale della Mille Miglia 2011

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Wellness di Sonia Cosco

Run Personal by Technogym

il tapis roulant che allena corpo e mente

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"Non ci sono scuse per i pigri cronici: con il sistema Visioweb si può continuare a cinguettare su Twitter, a postare su Facebook, a spedire e-mail e sfogliare quotidiani on-line"

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llenare corpo e mente contemporaneamente si può. Facendo jogging per la città con la Settimana Enigmistica in mano, rischiando di essere investiti? Giocando a calcio con l'Mp3 mentre ascoltate lezioni di lingua russa, perdendo la partita? Acqua, acqua, siete lontani. Lo strumento che scolpirà i vostri muscoli e vivacizzerà le vostre sinapsi è il tapis roulant dei sogni: Run Personal, il nuovo gioiello fitness creato dal marchio Techogym - ditta leader del settore delle attrezzature sportive - che porta la firma di Antonio Citterio e l'assistente Toan Nguyen. Fare sport diventerà un'esperienza coinvolgente e multisensoriale, grazie al mega schermo in vetro temprato da 19'' e alla nuova piattaforma digitale interattiva, dotata di connessione a Internet per correre anche via web, esplorare i siti, guardare foto, mettervi alla prova con test di logica, salvare programmi personalizzati e i risultati. Visio, l'interfaccia multimediale di Run Personal è dotata di numerose funzionalità, messe per la prima volta su un tapis roulant: connessione iPod/iPhone per fruire dallo schermo 19'' dei contenuti audio e video del proprio iPod, porta USB per visualizzare/ascoltare qualsiasi contenuto multimediale: film, mp3, foto, video, giochi, per allenare la mente, IPTV, la prima interfaccia in grado di ricevere il segnale TV anche via rete PC, una guida interattiva all’allenamento, Plug&Train: la possibilità di salvare su una chiave il proprio allenamento preferito ed attivare automaticamente la macchina. Mente da personal trainer dunque, ma anima da architetto di interni, Run Personal unisce funzionalità e design raffinato ed è la sintesi delle più innovative tecnologie sviluppate dal centro ricerca Technogym. Il vetro, l'alluminio e le plastiche soft-touch si sposano per trasformarlo in uno oggetto di lusso, chic e robusto, perfetto per la casa, l'hotel, la SPA. Linee avvolgenti, prestazioni e aspetti funzionali sono frutto di oltre 25 anni di esperienza della Technogym, che allena più di 20 milioni di persone nel mondo, atleti olimpionici compresi. Sofisticato sì, ma non complesso: tutte le funzionalità sono state progettate per rivolgersi a utenti anche poco esperti, per chi voglia fare attività aerobica, riabilitare le articolazioni, allenarsi a livello agonistico, scaricare lo stress, migliorare la muscolatura. Insomma non ci sono scuse per i pigri cronici: con il siste-

ma Visioweb si può continuare a cinguettare su Twitter, a postare su Facebook, a spedire e-mail e sfogliare quotidiani on-line. Run Personal è facile e interattivo anche grazie all’integrazione con Wellness System, il software Technogym che, grazie a una chiavetta portatile, permette all’utente di attivare l’attrezzo direttamente sul proprio programma di allenamento e di salvare le informazioni su un database centrale consultabile dal personal trainer anche a distanza, ovunque ci si trovi nel mondo.

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Events

di Enea Casadei

Fano Yacht Festival

il Salone Nautico dell’Adriatico 7° edizione, 12 - 15 maggio 2011

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al 12 al 15 maggio prossimi il Fano Yacht Festival torna protagonista sul panorama italiano della Nautica e, alla settima edizione, consolida la sua posizione di riferimento per il settore in tutto l’Adriatico. Un evento voluto e sostenuto fortemente da parte delle istituzioni locali e dagli enti promotori come la Camera di Commercio di Pesaro e Urbino, il Comune di Fano, la Provincia di Pesaro e Urbino, la Regione Marche, il CNM - Consorzio Navale Marchigiano, Marina dei Cesari e Marina Group. Una nuova compagine societaria alla sua guida e nuove forze

nel direttivo come Gianluca Fenucci che da qualche mese ricopre la carica di Presidente del Consorzio Navale Marchigiano che, tra le sue attività, ha fatto del FYF una missione in nome dello sviluppo territoriale. Il suo nome è un riferimento per il settore della nautica nelle Marche da oltre 25 anni. Nei suoi anni di impegno nel territorio - Gianluca Fenucci è l’ideatore e il fondatore di ISA Yachts - ha assistito alla trasformazione di quello che era un settore dalle caratteristiche artigianali a una vera e propria industria.

Patrocinato da: Camera di Commercio di Pesaro e Urbino, il Comune di Fano, la Provincia di Pesaro e Urbino, la Regione Marche, il CNM - Consorzio Navale Marchigiano, Marina dei Cesari e Marina Group

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Tra le novità 2011, uno spazio pensato per le imbarcazioni da pesca, sportiva, d'altura o di carattere commerciale, ampliamento dello spazio dedicato alle imbarcazioni a vela e una nuova area dedicata alla Green Economy della nautica “un esempio vincente di marketing territoriale per valorizzare la nautica e le eccellenze del territorio” Rientrato nelle Marche dopo importanti esperienze all’estero, riparte oggi dalla direzione del Consorzio Navale Marchigiano, realtà costituita da soci pubblici e privati che ha come finalità la promozione della cantieristica e della nautica da diporto sia a livello nazionale che internazionale ed impegnata nell’organizzazione del Fano Yacht Festival dal 2006. “Una responsabilità che mi piace” dichiara Fenucci “un’ occasione irrinunciabile per chi, come me, da oltre 25 anni, convive con il virus della nautica. Un legame che deriva anche dalle mie esperienze personali vissute in giro per il mondo che mi hanno poi riportato nelle Marche con la voglia di rilanciare il mio territorio” continua Fenucci disegnando i tratti di quello che oggi è detto imprenditore sociale, il professionista che investe competenze ed esperienze nel proprio ambiente di origine in modo da poter garantire una base per crescere anche alle future generazioni. “Il Consorzio Navale Marchigiano è strumento fondamentale per uscire dalla crisi, perché necessario ad aggregare le imprese e a rendere competitivo il territorio. Un’ idea che si concretizza nel progetto Distretto nel Mare volto a integrare asse industriale (industrie del settore) ed asse della filiera (artigianale) con il sistema turistico ricettivo e gli elementi culturali della regione. “Proprio ciò che avviene nell’ambito del Fano Yacht Festival, manifestazione che ha dimostrato forza crescendo nel tempo ed arrivando al traguardo della settima edizione” continua Fenucci. “La manifestazione è l’esempio vincente di un progetto di marketing territoriale che unisce le potenzialità di attrazione nel territorio e la nautica - settori integrati ma indipendenti - due comparti economici uniti in un progetto di valorizzazione delle eccellenze del nostro territorio”.

Un evento all’insegna di interessanti novità come l’ampliamento dello spazio dedicato alle imbarcazioni a vela; una nuova area dedicata alla Green Economy della nautica, focalizzando l’attenzione sui mezzi a basso impatto ambientale e su tutte quelle innovazioni in senso ecologico che progettano e producono imbarcazioni con materiali più leggeri, con l’installazione di motori a propulsione ibrida o con motori meno inquinanti che utilizzano carburanti ecologici; e, ancora, uno spazio pensato per le imbarcazioni da pesca, sportiva, d'altura o di carattere commerciale. Tra le novità del 2011, il FYF propone l’ingresso gratuito al pubblico a favore dell’afflusso turistico e sta studiando un programma di appuntamenti ricco di attività collaterali, convegni, appuntamenti sportivi, intrattenimento musicale e spettacoli.

www.fanoyachtfestival.it

Gianluca Fenucci, Presidente del Consorzio Navale Marchigiano

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Wellness di Enea Casadei

Intersport

il prestigioso network di negozi di articoli sportivi multimarca

INTERSPORT INTERNATIONAL CORPORATION conta pi첫 di 5.200 negozi di articoli sportivi in 39 differenti paesi nel mondo 64

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na filosofia semplice, “portare lo sport alle persone” e grandi numeri: cinquecento negozi affiliati sul territorio nazionale capaci di soddisfare più di 22 milioni di clienti per un fatturato di 900 milioni di euro. E' il ritratto vincente di Intersport Italia Spa, il più grande network di negozi sportivi multimarca, arrivato a coprire quest'anno una quota da leadership, pari al 22% del mercato. Legata, con una partecipazione azionaria e un accordo di licenza, all' Intersport International Corporation, società per azioni nata nel 1968 con l'obiettivo di creare una rete internazionale di vendita di prodotti sportivi, Intersport Italia fa parte di un gruppo che conta oltre 5mila punti vendita in 39 paesi del Mondo, compresa la Corea del Sud dove lo scorso anno è stato inaugurato il primo store dell'Asia. Sono proprio l'internazionalità e la forza di questo network a garantire al gruppo partnership solide con i principali marchi sportivi che si traducono in assortimenti sempre aggiornati e competitivi, in grado di soddisfare ogni esigenza. L'alleanza con brand internazionali di alto livello è affiancata dalla commercializzazione di marchi esclusivi come Energetics, McKinley, Tecnopro, Pro Touch, Firefly, Etirel. Tra queste Energetics è quello dedicato all'home fitness vale a dire a tutte quelle attrezzature di qualità professionale che consentono di realizzare una palestra su misura anche nella propria abitazione, avvalendosi di un imbattibile rapporto qualità-prezzo. Si tratta, infatti, di un marchio di riferimento del mondo-fitness, con proposte ad elevato contenuto tecnologico, dedicate a chi cerca le massime prestazioni. Nel catalogo Energetics le voci vanno dalle attrezzature agli accessori wellness. A spiccare tra le tante proposte è l'ellittica, evoluzione della cyclette che riunisce in sé tutti i vantaggi di attrezzi tradizionali come i tapis roulant, le cyclettes e lo stepper, consentendo due diversi tipi di movimento: circolare, tipo pedalata, e di spostamento, tipico dello sci di fondo.

Freno magnetico, regolazione manuale a 8 livelli in grado di garantire un rapporto di trasmissione 1/8 ed un peso volano di 5 kg - per una massa oscillante percepita di 14 kg - : sono solo alcune delle caratteristiche che ne fanno uno strumento di qualità. “Ellittico” sfoggia un computer di bordo a 7 funzioni con schermo Lcd che misura il tempo di allenamento, la distanza percorsa, le calorie consumate, la velocità di esecuzione, le pulsazioni cardiache con hand pulse. Sull'interfaccia è anche inserito un odometro che misura il cammino percorso durante l'allenamento. C'è poi una palestra concentrata in un unico attrezzo, una “Stazione pesi multifunzione”, dotata di torre per dorsali, pressa per i pettorali, attrezzo per le gambe, vogatore, cuscino per i bicipiti e accessori per esercizi complementari. Ma le attività di Intersport, tradizionalmente legate alla selezione di fornitori e linee di prodotto, oltre che alla centralizzazione di acquisti e logistica, si sono via via arricchite. Oggi si estendono anche a servizi di consulenza gestionale, formazione e marketing integrato. Ecco perché Intersport Italia Spa, rafforzata da una politica commerciale selettiva e dalla consapevolezza di una crescente fidelizzazione del consumatore, continua ad acquisire quote di mercato e a diversificare il business. Con ottimi risultati. I ricavi, in crescita dal 2006, hanno, infatti, raggiunto i 217 milioni di euro nell’anno corrente, segnando un +47% negli ultimi 4 anni. //////////////////////////////////////////////////////////////////

servizi di consulenza gestionale, formazione e marketing intergrato

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www.intersport.it

garantisce assistenza a livello internazionale

Tapis Roulant

Stazione pesi multifunzione

Ellittica

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Fashion

di Enea Casadei

Scent bar

degustazione di fragranze calici di vetro per la degustazione dei profumi

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hiudere gli occhi e lasciarsi guidare dall'olfatto significa esplorare nuove dimensioni. Lo sa bene la famiglia Pompili di Cesena che nel 2009 ha lanciato Scent Bar. Un originale progetto di profumeria che ha unito uno spazio di vendita non convenzionale, nel cuore della città - tra Duomo e Biblioteca Malatestiana- ad una linea esclusiva di dodici fragranze realizzate in un piccolo laboratorio da un maestro della profumeria artistica. Varcare la soglia di Scent Bar è un'esperienza unica. Perché i mondi dischiusi dalle essenze che vi sono raccolte raccontano d'arte e di mistero, di oriente e di deserto. A stupire non è solo l'essenzialità del packaging con cui vengono confezionati i profumi, che vuol lasciare spazio al pro-

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dotto, ma i numeri stampati sulle confezioni, unici elementi identificativi delle fragranze. Non si tratta di una bizzarria bensì di un'intuizione. L'idea è quella di lasciar sgombra da qualsiasi suggestione la mente dell'”assaggiatore” in modo che sia libero di annusare ed emozionarsi, ricordare e immaginare. Le fragranze sono realizzate utilizzando ingredienti prevalentemente naturali, di altissima qualità. La concentrazione del profumo è del 30% in modo da garantire il massimo fissaggio e la migliore diffusione che, in questo modo, non rischia mai di diventare aggressiva. Scent Bar, però, non racconta solo di aromi, ma anche di un ambiente e di atmosfere. Lo shop di Cesena si presenta, infatti, come uno spazio ibrido, via di mezzo tra profumeria e design-cafè. Ambien-


ti a vista, luci cangianti che riflettono le note soft di una musica d'ambiente: per immaginarlo bisogna visualizzare un bancone, sgabelli e tazzine di caffè fumanti accompagnate da invitanti cioccolatini. Non basta. Mancano ancora e soprattutto i calici di vetro, strumento essenziale per la degustazione dei profumi. Un modo originale di offrire le fragranze agli ospiti, pensato e sviluppato grazie alla pluridecennale esperienza nel settore, dalla famiglia Pompili. Un escamotage intrigante, che consente di assaggiare l'intera collezione senza confondere o affaticare l'olfatto.I primi riconoscimenti alla qualità dell'intera linea sono arrivati già nel 2010, con l'invito a partecipare a “Fragranze”, la sezione del Pitti dedicata alla profumeria artistica. Un appuntamento che è riuscito a destare fin da subito l'interesse degli appassionati e degli addetti ai lavori. Il marchio ha così iniziato una distribuzione selettiva presso prestigiosi concept-store e importanti profumerie di nicchia nelle principali città italiane. Altro fiore all'occhiello, la presenza quest'anno all' Esxence - The Scent of Excellence, vetrina internazionale che promuove la cultura del profumo come espressione d'arte e di eccellenza. Se la collezione Scent Bar sta conquistando i gusti più sofisticati, val la pena ricordare che la profumeria commercializza anche il meglio dei marchi di qualità a livello internazionale. Si va dai profumi artigianali dello svizzero Andy Tauer a quelli avanguardistici di Geza Schoen per Escentric Molecules e The Beautiful Mind; dal lusso tutto italiano (a dispetto del nome) di The Party in Manhattan agli schock olfattivi degli Etat Libre d'Orange. L'Inghilterra è rappresentata dalle fragranze

neoclassiche di James Heeley, allievo di Annick Goutal, altro marchio in primo piano. Non manca nessuno, insomma, di quei profumieri che all'interno della profumeria di nicchia sono considerati dei Maestri, come il nostro Lorenzo Villoresi o Serge Lutens. //////////////////////////////////////////////////////////////////

distribuzione selettiva presso prestigiosi concept-store

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www.scentbar.it

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Marco Simoncelli Pilota MotoGP Team San Carlo Honda Gresini.


THE LOOK OF SPORT

Plasma Special Edition RH 653 www.zerorh.com


Events

di Enea Casadei

Premio cinque stelle al giornalismo 2011

Giletti consegna la targa per i 125 anni del Carlino all'editore Andrea Riffeser Monti

"Nel corso della serata di gala anche una sfilata fashion targata Bartorelli Gioiellerie" 70

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nche quest’anno torna, puntuale come un orologio svizzero, il prestigioso premio “Cinque stelle al giornalismo” firmato Antonio Batani – Palace Hotel - Milano Marittima. Nell’attesa di rivivere l’atmosfera delle premiazioni 2011, ricordiamo la passata edizione nella quale, per una volta, i grandi giornalisti non hanno raccontato, ma si sono lasciati raccontare da un evento che premia cultura e professionalità, nella splendida cornice glamour del Palace Hotel di Milano Marittima (cinque stelle della catena Select Hotels Collection di Antonio Batani), in cui si è svolta la V° edizione del Premio Cinque stelle al giornalismo. La rosa dei premiati - scelti da una commissione guidata da Lorenzo Del Boca, presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti che ha patrocinato la manifestazione - ha visto protagonisti Gabriele Canè, vice direttore del “QN”, Marco Franzelli, caporedattore Rai e giornalista sportivo, Giorgio Mulè, direttore del settimanale “Panorama”, Ilaria D’Amico, nota giornalista di Sky. Oltre 400 gli ospiti, tra illustri firme del giornalismo nazionale e internazionale (tra cui Giorgio Gori e Cristina Parodi) per la manifestazione presentata e condotta da Massimo Giletti. Una spilla in oro bianco con cinque diamanti della Bartorelli Maison - che insieme ad Apt Emilia Romagna, Banca Popolare di Ravenna, BMW Italia, Almaverde Bio ha sostenuto la manifestazione - è stato il prezioso riconoscimento ritirato dai premiati, e la maison nel corso della serata ha mostrato preziose creazioni di alta gioielleria indossate da nove splendide modelle, il meglio della sua collezione primavera estate, oltre alla nuova collezione di alta orologeria della griffe internazionale “Audemars Piguet”. Andrea Riffeser Monti, editore del “QN” che raggruppa i quotidiani “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino” che, proprio quest’anno festeggia i 125 anni di nascita, è stato omaggiato con una targa artistica a Lucrezia Agnes, figlia di Biagio Agnes direttore della Scuola di Giornalismo di Salerno, è stato consegnato il premio che andrà alla scuola per i progetti, i laboratori, per gli insegnamenti.

Infine un lungo e commosso applauso ha accolto con calore il poeta, scrittore e sceneggiatore Tonino Guerra, che quest’anno ha festeggiato i 90 anni e che con Fellini ha lasciato opere di grande valore cinematografico. A Guerra, la “Bartorelli Maison” ha voluto consegnare una penna Cartier. La serata di gala è stata inoltre occasione per discutere i temi dell’editoria, le difficoltà del comparto e della carta stampata, le prospettive e i percorsi che è necessario imboccare nel futuro. Tra aneddoti, un pizzico di gossip e riflessioni sul mondo dell’informazione nell’era della tecnologia e della globalizzazione, non è un caso che un incontro di menti brillanti sia avvenuto in uno dei luoghi più rappresentativi del turismo italiano: la Riviera Romagnola e in particolare l’ameno Palace Hotel di Milano Marittima, che insieme al Grand Hotel di Rimini è uno dei gioielli della catena alberghiera Select Hotels Collection, di Antonio Batani. L’esclusiva catena alberghiera che sposa da sempre la filosofia della qualità dei servizi e dell’offerta, propone la ricetta della “Dolce Vita”: enogastronomia d’eccellenza da vivere e assaporare in luoghi da favola. Il Grand Hotel di Rimini, infatti, amatissimo dal regista Federico Fellini e sorto nei primi anni del ‘900, ha attraversato incendi, guerre mondiali, fino ad essere rilevato da Antonio Batani, il cui impegno imprenditoriale ha dato nuova vita allo splendido immobile. Lusso, benessere, cucina sana e raffinata, il tutto condito da eventi culturali e mondani: è questo il turismo che vuole valorizzare il territorio locale, esaltandone la raffinatezza superba di spazi che non sono solo alberghi, ma luoghi in cui il passato e il presente s’incontrano, icone di turismo di pregio, riconosciute a livello nazionale e internazionale.

www.cinquestellealgiornalismo.it

Giletti, Belpietro e Ferrario durante la serata di gala

Giornalisti di fama nazionale TOP CLASS ITALIA Style Magazine

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Hotels & Restaurants di Valentina Guzzardo

Grand Hotel Villa Medici,

l’accoglienza è arte S

e fosse una donna potrebbe essere la Regina Rania di Giordania per raffinatezza ed eleganza, Barbara Streisand per il fascino d’altri tempi e Tina Turner per lo stile deciso e moderno. Se fosse un uomo sarebbe uno stilista essenziale e ricercato come Armani. Avrebbe la classe di George Clooney, le tonalità calde di Luciano Pavarotti, la personalità di Giorgio Albertazzi. E’ per questo che tali personaggi famosi, e molti altri, sono stati suoi ospiti. Non ultimo Gianni Morandi, arrivato quest’anno alla conduzione del Festival di Sanremo. Grand Hotel Villa Medici è un albergo a cinque stelle nel cuore pulsante di Firenze, annoverato tra i 500 World's Best Hotels dalla prestigiosa rivista ‘Travel & Leisure’, perché interpreta le esigenze e il carattere degli ospiti più eccellenti, che la considerano la propria dimora quando sono lontani da casa. Palazzo d’epoca della fine del 1700 è ‘figlio d’arte’ di un

conte, Ernesto Bocca, che nel 1958, colpito dalla sua bellezza, lo acquistò facendone il primo gioiello del gruppo Sina Fine Italian Hotels, che oggi conta altri nove alberghi di lusso incastonati come diamanti nelle principali città italiane. L’esclusiva del Grand Hotel Villa Medici è poter vivere una storia antica nell’armonia equilibrata tra stile classico e contemporaneo. Un sogno? Piuttosto una promessa mantenuta: 53 camere conservano arredi e dettagli d’epoca, 30 sono state reinterpretate in stile moderno dal recente restauro che ha riletto in chiave attuale l’intera struttura, senza tradire la tradizione. Indimenticabili, inoltre, le 17 suites che si affacciano su una grande terrazza che abbraccia la città e le colline circostanti. Fiore all’occhiello, la storica "Royal Suite" il cui salone è vincolato dalle Belle Arti per il valore storico: 100 metri quadri di salone, 3 camere da letto, 3 bagni. Non sorprende

Lo storico albergo membro di "The Small Leading Hotels of The World" è uno dei gioielli dell’ospitalità fiorentina

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"Ambienti d’epoca si sposano al minimal design per fare da cornice a meeting di prestigio o a soggiorni di rigenerante evasione" che lo Shah di Persia e sua moglie Farah Diba avessero scelto questo hotel per il loro soggiorno in Italia. Nato sulle ceneri di un ex monastero, ne conserva la pace con equilibrio ed eleganza, infondendo un benessere profondo. L’armonia regna sovrana: nella hall dai colori chiari dove la luce cade a pioggia dalla cupola centrale sulla moquette; tra le piastrelle verde acqua di sauna e bagno turco del Sina Fitness Club; nell’ala “Conservatory” in stile inglese affacciata sul giardino, ai bordi della piscina; nel salone di minimal design che degrada nel moderno Jockey bar dove una lista selezionata di etichette invita ai piaceri di una pausa con drink e musica dal vivo; nel ristorante Lorenzo de’ Medici dove i piatti parlano toscano con fantasia e le tovaglie dei tavoli apparecchiati sembrano ballerine svolazzanti sui legni pregiati, dalle tonalità calde, della sala; nelle camere da fiaba dove, tra imponenti specchi, la città irrompe col suo fascino attraverso le ampie finestre. L’Hotel Villa Medici è perfetto anche per riposare la mente dopo meeting di lavoro: all’ultimo piano 5 sale business con capienza variabile fino a 100 persone offrono connessione internet WiFi per incontri di prestigio al termine dei quali si può sciogliere la tensione sfogandosi sulle moderne macchine Technogym del Sina Fitness Club, per poi cenare con piatti della tradizione come la tagliata alla Lucchese con patate sautè o con pietanze a basso contenuto calorico, senza rinunciare al gusto, come il risotto con lime mantecato all'olio aromatico. L’anima settecentesca della villa - espressa da fregi, broccati e marmi – incontra la necessità moderna di rimanere connessi al mondo: ciascuna camera è dotata delle migliori tecnologie tv e internet e, se la sistemazione è d’eccellenza, si può chiudere la serata facendo l’idromassaggio in terrazza, nella jacuzzi che vanta la Penthouse suite.

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L'eleganza e la tradizione settecentesca, rilette in chiave moderna grazie al recente restauro, si fondono con arte e tecnologie contemporanee in un equilibrio perfetto

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www.villamedicihotel.com TOP CLASS ITALIA Style Magazine

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Hotels & Restaurants di Enea Casadei

Grand Hotel Quisisana

lusso e natura all’insegna del relax A Capri un albergo di lusso la cui concezione di ospitalità ha fatto tendenza nel mondo

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Dal 1845 il Grand Hotel Quisisana accoglie tutti i suoi ospiti in un'atmosfera di esclusiva eleganza e di grande tradizione alberghiera

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Capri, pochi passi più in là dalla Piazzetta, il famoso “salotto del mondo”, si innalza maestoso il Grand Hotel Quisisana della famiglia Morgano. Un resort cinque stelle dai colori sobri e luminosi che dimostra come, persino in paradiso, tra l’azzurro del mare e il verde dei faraglioni, a far la differenza sia indiscutibilmente il lusso. Al Quisisana, fondato nel 1845 dal medico britannico George Sidney Clark che volle costruire una clinica nella zona più riparata e soleggiata dell’isola, il passato sembra aver dato appuntamento al presente. Della storia restano tracce preziose nei mobili d’epoca che arredano gli ambienti solari, nelle pendole e nei dipinti d’autore che macchiano d’arte le pareti immacolate. Fu lo stesso fondatore, accortosi delle potenzialità turistiche, a trasformare la clinica in albergo. E nel 1868 “si tolse il camice per indossare il rendigote”. Gli attuali proprietari, i Morgano, appartengono ad una storica famiglia caprese. Dopo aver acquistato l’hotel nel 1982, con accurati restauri hanno saputo portarlo ai vertici della Leading Hotels of The World, organizzazione internazionale che riunisce le migliori proposte alberghiere del mondo. Sono tanti i personaggi di spicco ad aver scelto il Quisisana per i propri soggiorni capresi. Sovrani come i Savoia e gli TOP CLASS ITALIA Style Magazine

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Terrazza vista mare

Hohenzollern. Scrittori come Ernest Hemingway e Jean Paul Sartre. E ancora politici, da Ted Kennedy ad Andreotti, industriali e attori, da Alberto Sordi a Tom Cruise. Ampi spazi e fini arredi rendono le 148 camere -standard, superior, deluxe e special- un ambiente esclusivo, di raffinato relax. E, grazie ai luminosi affacci sul parco che circonda l’hotel, lo scenario regala intense emozioni. A disposizione degli ospiti sono stati realizzati anche 6 appartamenti -con balcone ed accesso diretto al parco- e 9 suite speciali che uniscono ai comfort più moderni il fascino senza tempo di una terrazza vista mare. Sei sale riunioni con luce naturale capaci di accogliere dalle 300 alle 500 persone. Un gazebo di 288 metri quadrati. Persino un teatro liberty disegnato nel 1929 da Gio Ponti, unico a Capri. E ancora l’ampia terrazza vicino alla piscina fanno di questo Grand Hotel il set ideale per rappresentazioni, esposizioni e cene di gala. L’antica vocazione al benessere non è stata tradita. All’interno del Quisisana, infatti, si apre un ampia SPA, il Quisi Beauty, dedicata al riequilibrio psico-fisico. Trattamenti di bellezza con prodotti all’avanguardia, sauna, bagno turco, due piscine riscaldate -una coperta e l’altra all’aperto- con percorsi benessere creati ad hoc, una palestra fitness Tecnhnogym e due campi da tennis garantiscono una completa remise en forme. I piatti del Quisi Restaurant, curatissimi, mostrano un’attenzione particolare ai colori. Composizioni bijou da gustare accompagnate da una prestigiosa selezione di vini. All’interno del bar, la Krug Room offre la possibilità di degustare l’illustre champagne accompagnato da particolari tartine. Per un pasto più informale c’è invece il ristorante La Colombaia a bordo piscina con servizio à la carte. Infine, l’ultimo nato, il RendezVous, affacciato su via Caramelle, offre un’ampia scelta di pietanze tradizionali italiane ed internazionali. Per

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gli amanti della cucina giapponese, da maggio a settembre il Quisi&Sushi propone anche un menù a base di pesce crudo. Al Quisisana nulla è lasciato al caso. Gli ospiti più esigenti sono accolti fin dall’aeroporto con un servizio di trasporto in elicottero e limousine. //////////////////////////////////////////////////////////////////

Quisi&Sushi, Rendez-Vous, Ristorante Quisi, La Colombaia: all’interno quattro ristoranti per soddisfare l’eccellenza del gusto

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Sport

di Jimmy Morrone

Una partita mozzafiato all’Argentario Polo Club Parte una nuova stagione al circolo più internazionale d’Italia La partnership con «Il Pellicano» nobilita questo naturale anfiteatro maremmano

Due campi da polo e lo splendore della rinomata Club House 78 TOP CLASS ITALIA Style Magazine


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onte Argentario è uno splendido promontorio caratterizzato da una linea costiera frastagliata, le cui spiagge rocciose nobilitano il tratto litoraneo della Maremma in prossimità del Lazio. Bisogna solo vederlo, per crederci. Qui, in un’ eccezionale posizione panoramica, sorge l’Argentario Polo Club. I campi da polo e le scuderie sono incastonati al centro di un moderno campo da golf da 18 buche, nel classico paesaggio della bassa Toscana impreziosito da una vista mare mozzafiato. Fin dalla sua nascita datata 1987 (per volere di un gruppo di entusiasti giocatori provenienti da diverse realtà, tutti innamorati delle bellezze naturali del luogo), all’Argentario Polo Club si sono visti fra i migliori episodi del polo italiano, avvenimenti che in poco tempo hanno innalzato il circolo nei piani alti dell’eccezionalità sportiva e del lusso ricettivo. Molti grandi nomi del polo internazionale, negli anni, sono passati dal club. Solo per citarne alcuni, è d’obbligo ricordare Gonzalo e Horacito Heguy, Eduardo Heguy, Alejandro (Piki) Diaz Alberdi, Santiago Araya, David Stirling, Juan Martin Nero, Juan Josè Branè, Agustin Garcia Grossi, Lolo Castagnola e Alfio Marchini. Il top di uno sport di altissimo prestigio, in un club sontuoso situato nell’unica piana del promontorio, immerso nella macchia mediterranea fra coltivazioni di uliveti, circondato da colline che modellano un magnifico anfiteatro naturale antistante la baia. Un angolo di Eden protetto dall’indulgenza di un clima dolce quasi tutto l’anno. L’Argentario Polo Club comprende due campi da polo, una pista in sabbia, le scuderie e la rinomata Club House inaugurata il 26 luglio 2007, la cui elegante terrazza, rivolta verso il golfo di Talamone, regala scorci di paradiso unici. La passione per questo sport ed il lavoro di manutenzione del campo da gioco, uno dei migliori d’Europa, hanno fatto sì che l’Argentario Polo Club divenisse in breve uno dei punti di riferimento del polo italiano. L’organizzazione sportiva si può fregiare di vari primati italiani ed europei. Memorabile è stata l’edizione numero uno della «Ladies Polo Cup», il primo torneo di polo femminile disputato in Italia, (la terza edizione del 2010 ha avuto come sponsor «Il Pellicano», uno dei migliori Relais&Chateaux del globo). Punta

di diamante della programmazione, appunto, è il «Ladies tournament», ammesso nell’ambito della Wtc (Women’s championship tournament), il circuito «rosa» più importante al mondo. Facile intuire l’entusiasmo del proprietario de «Il Pellicano», Roberto Sciò: «E’ un onore per Il Pellicano sostenere l'Argentario Polo Club e il polo, sport di grande tradizione che attira nel nostro territorio un pubblico amante del bien vivre in grado di apprezzare la bellezza e la natura». L’Argentario Polo Club è stato anche il primo in Italia ad organizzare tornei Junior oltre che il pioniere in Europa nell’allestimento di un torneo a 18 handicap in notturna. Ogni anno poi, per la Coppa Italia Fise e la Summer Cup, si registra il record italiano di squadre iscritte e in tal caso la struttura è seconda solo alla spagnola Sotogrande. E gli atleti fremono perché la stagione sportiva 2011 è pronta a partire e a regalare nuove emozioni. La sfera bianca del polo inizierà a correre sui campi del Club in primavera con la Silver Cup, manifestazione che ogni anno dà il via ai tornei italiani di più alto livello agonistico (hp 10-15). Ma è fra luglio e agosto che l’Argentario diventa la patria del polo con un susseguirsi di eventi di grande rilevanza sportiva e mondana, fra cui il Torneo Internazionale di Polo. Chiusura ufficiale dal 16 al 25 settembre affidata alla Monte Argentario Gold Cup.

www.argentariopoloclub.com

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Il Ladies tournament punta di diamante di un’attività sportiva di alto livello

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La Club House

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Sportswear di Enea Casadei

Dainese vince il Beta International Innovation Award 2011 Gilet e pantalone ambientato

L'

esordio di Dainese nel mondo equestre continua a collezionare importanti traguardi. Dopo la fortunata partecipazione come Safety Partner di Fieracavalli Verona, una delle fiere leader del settore che ha visto l’azienda vicentina tra gli sponsor dell’unica tappa italiana della Coppa del Mondo del Salto Ostacoli, Dainese raccoglie il suo primo premio fuori dal territorio nazionale. La 32° edizione di Beta International, evento leader internazionale per il trade equestre, ha premiato - per la categoria Safety & Security - la linea EQUESTRIAN by Dainese. Il bisogno di proteggersi nelle varie discipline equestri è il motore di questa nuova collezione. Tessuti innovativi, leggeri, traspiranti ed ergonomici a memoria di forma, inserti in silicone per aumentare il grip, cuciture in nylon ad altissima resistenza, sono solo una piccola parte delle novità realizzate dall’azienda vicentina. Il premio, assegnato da una giuria di esperti e dall’importante rivista inglese Equestrian Trade News, dimostra ancora una volta come il know-how e l’expertise derivati dalla protezione nel mondo moto siano in grado di ottenere risultati altamente premianti anche in altri settori. “Il mondo dell’equitazione è stato per noi come la scoperta dell’America. Affrontare un territorio nuovo e spesso chiuso a nuovi interlocutori è stata la sfida del 2010. Il successo ottenuto a Verona e il Beta International Innovation Award 2011 ci confermano l’apprezzamento dei nostri sforzi anche in un mercato di nicchia come questo” commenta Alberto Bardin, product manager di Equestrian by Dainese.

www.dainese.com

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2011 TOURNAMENT SCHEDULE ON THE WEBSITE

w w w. a r g e n ta r i o p o lo c lu b. co m

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Loc. Le Piane 路 58019 Monte Argentario GR 路 Tuscany 路 italy路 info: 00 39 331 7910101

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Sport

di Enea Casadei

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Per il Dottor Rossi inizia l'avventura Ducati

ombano i motori, la stagione 2011 della MotoGp è ai nastri di partenza. Nella gara inaugurale del 20 marzo, in notturna, a Losail (Qatar) respireremo aria di storia, con il debutto di Valentino Rossi in sella alla Ducati Desmosedici Gp11. Questo matrimonio tutto italiano s’aveva da fare. Da tempo. Trattative, rotture, poi l’accordo. E, infine, unione fu. Insieme a lui il compagno di scuderia Nicky Hayden (già collega di box agli esordi), da due anni alfiere della rossa e campione del mondo 2006 alla guida di una Honda. Una stagione memorabile quella, che lo vide rivaleggiare fino all’ultima curva proprio con Valentino. Un binomio ben assortito, pronto a regalare emozioni. Del resto la casa di Borgo Panigale ha le strategie ben chiare per il futuro prossimo: «Con il 2011 – spie-

ga Gabriele Del Torchio, presidente Ducati Motor Holding - è iniziato un triennio che ci vedrà concentrati sulla crescita sia nei mercati tradizionali che in quelli emergenti e sul rafforzamento della struttura economico-finanziaria. Il nuovo piano industriale 2011-2013 vedrà target molto ambiziosi in tutte le aree aziendali. Con l’obiettivo di garantire ai ducatisti prodotti sempre più innovativi». Sul piano agonistico, Del Torchio offre garanzie: «Le competizioni sportive continueranno a rappresentare un laboratorio di ricerca avanzata e il mezzo più efficace per alimentare la passione e la simpatia dei tifosi Ducati in tutto il mondo. Un benvenuto a Valentino Rossi che ha subito creato un clima positivo e un ben ritrovato a Nicky Hayden: il 2011 sarà un anno di sfide per Ducati, per

Valentino Rossi in sella alla Ducati Desmosedici Gp11

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Parte il 20 marzo in Qatar la stagione 2011 della Moto Gp Grande attesa per Valentino: il «dottore» farà coppia con Hayden il suo ruolo di ambasciatore del Made in Italy nei mercati globali. Inoltre questo è l’anniversario dei 150 anni del’Unità d’Italia e Ducati con orgoglio ha raccolto l’invito del Presidente della Repubblica, accettando di apporre sulle moto di Valentino e di Nicky il logo tricolore».The Doctor è carico e il 26 gennaio scorso, a settantatre giorni dall’operazione alla spalla destra, è tornato in pista sul circuito di Misano Adriatico in sella a una Ducati 1198 Superbike. «La spalla fa soffrire, soprattutto in frenata», si è lamentato il pilota numero 46 pluricampione del mondo. Significativi miglioramenti sono stati riscontrati la settimana successiva in Malesia: nei test invernali con la Desmosedici Gp11, Rossi, nonostante una condizione non ancora al top, ha completato 52 giri, iniziando il lavoro di messa a punto della moto. «Stavolta è andata meglio, perché prima di arrivare in Malesia avrei messo la firma per fare venti, trenta giri al giorno. Invece nei primi due ne ho fatti una quarantina e poi cinquantadue. Abbiamo molto lavoro da fare, tanti altri fattori li stiamo assestando, come la posizione di guida. Inoltre stiamo cercando di capire quali dettagli poter regolare sulla moto. Sono

felice perché la spalla migliora giorno per giorno e anche dopo lo stress per aver guidato una MotoGp al limite, non ho avuto nessun problema». Circola fiducia: «Ormai è solo una questione di forza, dato che perdo in frenata e in entrata di curva. Proseguiremo con massaggi rilassanti e ghiaccio, ma sono comunque soddisfatto dei progressi fatti. Sento la Ducati molto più mia». Il tempo però stringe. Rossi e Hayden dopo il Qatar correranno sul circuito di Jerez de la Frontera in Spagna (3 aprile), in una stagione lunga 18 corse che passerà in Italia dal Mugello (3 luglio, giornata in cui si attende un delirio nazional popolare), per finire a Valencia il 6 novembre. Obiettivo: bissare l’unico successo iridato piloti della MotoGp (giunto 33 anni dopo l’ultimo di una casa italiana, la Mv Augusta) dell’australiano Casey Stoner nel 2007, affiancato in quella stagione da un altro mito nostrano come Loris Capirossi.

www.ducati.it www.motogp.com Valentino Rossi prova la Ducati Desmosedici Gp11 e saluta il pubblico

La spalla fa ancora male, ma sto recuperando in fretta, pronto a regalare emozioni TOP CLASS ITALIA Style Magazine

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Events

di Enea Casadei

Vinitaly 2011

benvenuti nel must delle bollicine e del Made in Italy

Un poker di rassegne con Vinitaly, Sol, Agrifood Club ed Enolitech La “Bottiglia dell’Unità d’Italia” sarà realizzata con la partecipazione di Vinitaly 84

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utto pronto per la 45esima edizione di Vinitaly. Un successo che si rinnova di anno in anno e che quest’anno, nonostante la crisi, ha visto coperti tutti gli spazi espositivi disponibili. L’appuntamento è dal 7 all’11 aprile, presso lo spazio di Veronafiere. Ma Veronafiere, che rimane per le imprese il più importante polo di promozione commerciale del Made in Italy nel mondo, non è solo vino. Infatti, in contemporanea con Vinitaly, ci sarà anche l’esposizione di Sol (Salone internazionale dell’olio extravergine di oliva di qualità), Agrifood Club (Rassegna dell’agroalimentare di qualità) e Enolitech (Salone internazionale delle Tecniche per la viticoltura, L’enologia e delle Tecnologie olivicole ed Olearie). Un poker di manifestazioni dedicate al vino, all’olio extravergine, al food di qualità e alle tecnologie vitivinicole e olearie rappresentando così, in un unico evento, il panorama fieristico mondiale. Vinitaly, la rassegna più grande al mondo dedicata al vino e ai distillati, punta su strumenti nuovi e innovativi come, ad esempio, il matching online preventivo all’inizio della fiera su piattaforma web riservata a operatori ed espositori. Formula fieristica che piace anche all’estero e che sta attirando anche molti espositori, provenienti da altri paesi, come ad esempio la Francia. Tante le novità per l’edizione 2011 come, ad esempio, il concorso Vinitaly: il Concorso Enologico Internazionale, in programma dal 28 marzo al 1 aprile 2011 e il Concorso Internazionale Packaging, in calendario il 15 marzo. In più, per ricordare i 150 anni dell’Unità d’Italia, il salone festeggerà l’evento con “La Bottiglia dell’Unità d’Italia”, progetto lanciato da Veronafiere nel corso dell’ultima edizione, in occasione della storica visita del Presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano e l’unica ad avere ottenuto, nel settore di riferimento, il logo ufficiale delle celebrazioni proprio in accordo con la Presidenza della Repubblica. Scelti quaranta vitigni autoctoni per realizzare un vino rosso e un vino bianco che siano la summa delle 20 regioni del Bel Paese e che sappiano rappresentare ufficialmente la ricorrenza della fondazione dello Stato italiano anche all’estero. Un vino che verrà poi utilizzato per essere donato alle massime autorità internazionali. Strumento per promuovere nel mondo le peculiarità della viniticultura italiana. Ha preso parte al progetto

anche Assoenologi, che si è occupata della selezione dei 20 vitigni a bacca rossa e 20 a bacca bianca, uno per ogni regione, che sono stati scelti in base alla rappresentatività degli assessorati regionali all’agricoltura. Per mesi una commissione di enologi, presieduta da Giancarlo Prevarin, ha lavorato per creare i blend, fissando la percentuale di ognuno dei vini prescelti. Ma Vinitaly 2011 è pieno di sorprese e quest’anno il salone ospiterà le “Bollicine d’Italia”. Un’area dove saranno presenti tutte le tipologie del Made in Italy, dal metodo classico allo charmat, riservata agli operatori professionisti che potranno degustare i prodotti e conoscere i territori maggiormente vocati. Le selezioni dei vini italiani saranno ospitate nei padiglioni 10 e 11, dove ci sarà una presentazione dei vini, delle cantine e dei territori. Ad arricchire questa rassegna di vino arriva anche Vinitaly for you: un appuntamento serale con il buon cibo e il buon vino, il tutto accompagnato da buona musica dal vivo. Il palazzo della Gran guardia, nella splendida cornice di piazza Bra, di fronte all’Arena, fa da ambientazione a questo evento speciale. Dalle 18 alle 24, per i wine lover, degustazioni, a pagamento, di una selezione dei migliori vini italiani, in abbinamento quest’anno con Sol for you, che proporrà, in degustazione, i migliori oli extravergine di oliva vincitori del Concorso internazionale Sol d’Oro. Per chi desidera anche assaggiare i prodotti offerti da Agrifood Club, a Vinitaly for you è possibile cenare con un piatto preparato nella cucina allestita per l’occasione. //////////////////////////////////////////////////////////////////

Al Vinitaly 2011 uno spazio tutto dedicato alle “Bollicine d’Italia”

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www.vinitaly.it

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in visita al Vinitaly 2010

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Interview

di Roberto Bertellino

Orologi ZZERO P

inizia una nuova era per la qualità e la creatività dell’imprenditore Doriano Forza

enta s.r.l., società leader nell’area della produzione e distribuzione di orologi dall’eccezionale rapporto qualità-prezzo e dalla chiara vocazione verso il mondo giovanile, compie un quarto di secolo e questo ci induce a rivisitarne la storia con il suo fondatore e A.D., Doriano Forza. Facciamo un passo indietro. Come nasce, 25 anni fa, l’azienda?: “ Prende vita – risponde il dott. Forza – l’11 novembre del 1986 con l’idea di sfruttare un mercato all’epoca molto fiorente, ovvero la distribuzione parallela di marchi di orologeria giapponese. La sua collocazione a Monfalcone deriva sia dalla posizione geografica di privilegio nei confronti dei mercati dell’Est Europa sia dalla sua vicinanza a Trieste, città considerata in quel momento l’emporio commerciale di quelle nazioni”.

menta in maniera stabile i mercati internazionali. Ci siamo sviluppati, in quasi tutta Europa, con degli ottimi risultati e abbiamo “investito” anche il mercato americano, in particolar modo quello del Messico e degli USA. Nei nostri piani per il 2011 è previsto un forte impegno per distribuire i nostri marchi nei paesi dell’Est Europa, con un occhio di riguardo alla Russia dove abbiamo iniziato un’importante collaborazione da gennaio di quest’anno. Questi mercati rappresentano un ottimo potenziale per affermare un marchio come il nostro, confortati dagli ottimi risultati ottenuti negli anni precedenti in paesi come Slovenia, Croazia, Bosnia e Repubblica Ceca”.

Come si forgia, invece, il Doriano Forza imprenditore? “ Tutto ha inizio nel 1981 quando, appena 21enne, decido di aprire una società a Vicenza, la GDM Sas, per produrre e distribuire prodotti di orologeria italiana, svizzera e francese. Dopo circa un anno, a Conegliano, nasce una nuova avventura con la Prisma sas, sempre nel settore dell’orologeria; qui, per cinque anni, ho l’opportunità di maturare un’importante esperienza sia nell’importazione, sia nella vendita diretta al dettaglio. Esperienza che continua e che oggi mi è utile per mantenere aggiornato e costante un flusso di informazioni reperibili solo con il contatto diretto con il mercato”. La sua azienda spicca in Italia e nel mondo per la versatilità e la capacità di proporre, ogni anno, oltre 100 nuovi modelli. Quanto costa tutto ciò in ricerca? “Non parlerei di costo ma di opportunità. La costante ricerca di nuovi modelli rende viva e continuamente aggiornata la collezione poiché il mercato va seguito, interpretato, stimolato. La ricerca e le informazioni sono la base indispensabile per mantenere il marchio e le sue proposte all’interno di quel flusso che viene chiamato “tendenza”. Quali mercati cercherete di “aggredire” nel prossimo futuro con una sempre maggior presenza e perché? “Da diversi anni ho deciso di dedicare ampie risorse allo sviluppo internazionale della nostra attività. Lo scorso anno ho infatti inserito nella struttura una persona che segue e imple-

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Orologi Hollywood collection by Zzero


Orologi Hollywood collection by Zzero

L'imprenditore Doriano Forza, manager ad appena 21 anni Il sogno nel cassetto di Doriano Forza? “Esporre a Baselworld (uno dei più rinomati saloni del settore) con uno stand di alto livello, portando Zzero, marchio italiano nato in un piccolo paese come Monfalcone (GO), nelle vetrine di tutto il mondo. Una sfida che rappresenta la volontà di rompere schemi consolidati, consapevole che nell’era di internet molte cose sono cambiate e grandi opportunità sono disponibili”. A proposito….perché Zzero? “Tutto iniziò un giorno di aprile del 1989 quando, dopo dieci anni di affermazioni in campo imprenditoriale, ebbi l’idea di realizzare un nuovo marchio di orologi. Ogni qualvolta si da avvio a un’iniziativa, infatti, qualsiasi sia il settore, lavoro, sport o amore, lo si fa in un preciso istante e partendo da (Z)zero. E quale miglior supporto a tutto questo se non un orologio, Zzero per l'appunto?”.

www.zzero.com //////////////////////////////////////////////////////////////////

Venticinque anni di costante crescita e professionalità

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Doriano Forza, AD Penta Srl - orologi ZZERO

Un’azienda capace di proporre ogni anno oltre 100 nuovi modelli TOP CLASS ITALIA Style Magazine

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Music

di Ilaria Ferri

Ligabue

il Rock va a teatro L’artista di Correggio ha scelto una chiave più intimista per portare in scena i suoi più grandi successi

Secondo i dati diffusi dalla FIMI, “Arrivederci, mostro!” è stato il disco più venduto del 2010 Foto © Jarno Iotti


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mmaginate il sospirare delle assi di legno a ogni passo sul palco, affacciato su un ambiente austero popolato da poltroncine; a corredo del tutto, una scenografia minimale. Pensate che quella appena descritta sia una location poco adatta alla performance di un artista che ha fatto dell’energia senza compromessi dei propri live un vero e proprio marchio di fabbrica? Coloro che hanno affollato i teatri italiani per assistere all’ultimo tour di Luciano Ligabue (che ha preso, non a caso, il nome di “Quasi acustico” per indicare la predominanza, in scaletta, di atmosfere più intimiste e “unplugged”, appunto) sono pronti a smentire tale opinione. L’anno passato è stato particolarmente fortunato per l’autore di “Certe notti”: “Arrivederci, mostro!”, uscito lo scorso maggio su etichetta Warner, ha dominato le classifiche musicali, attestandosi come il lavoro più venduto del 2010 (a confermarlo i dati ufficiali della Federazione Industria Musicale Italiana), mentre i 28 concerti, che hanno visto protagonisti il Liga e la sua band in stadi e palasport, sono stati accolti dal pubblico con una serie di sold out. Non contento di ciò, il rocker ha deciso, per la gioia dei propri fan e sulla scia del successo di “Arrivederci, mostro! (tutte le facce del mostro)”, il cofanetto contenente, oltre alla versione originale dell’album, anche un’edizione acustica degli stessi brani e un DVD live, di inaugurare il 2011 mettendosi nuovamente in viaggio, esibendosi nei teatri di 20 città italiane. Ad accompagnare l’artista emiliano (addetto a chitarre, armoniche, dobro e bouzouki), c’erano Michael Urbano (batteria), Kaveh Rastegar (contrabbasso e basso acustico), Luciano Luisi (piano e tastiere) e Mel Previte (chitarre e mandolino), lungo un tour di 28 date, partito il 22 gennaio dal Teatro degli Arcimboldi di Milano e conclusosi al Teatro Regio di Parma lo scorso 2 marzo, prodotto e organizzato da Riservarossa e F&P Group. Con una particolarità: a Milano, Roma, Firenze, Torino e Napoli si sono svolti più live set ma in teatri diversi della stessa città. Ovviamente, tutti sold out da subito e senza possibilità di repliche, nonostante la notevole richiesta di biglietti. Liga e i suoi hanno fatto tappa anche a Varese, Pavia, Lugano, Ce-

sena, Ferrara, Cremona, Mantova, Bergamo, Padova, Venezia, Reggio Calabria, Catania, Bari e Ascoli Piceno. Lo stesso Ligabue, prima di intraprendere il tour, ha spiegato: «L’abbiamo chiamato “Quasi acustico” perché non ci saranno solo strumenti acustici, ma anche una minima strumentazione “elettrico/elettronica”. Abbiamo deciso che lo spettacolo sarà molto semplice, essenziale e senza uso di schermi. Vorremmo tutta l’attenzione sulla musica. Suoneremo, come abbiamo sempre fatto a teatro, “da seduti”. Il che vorrà dire che le emozioni che speriamo di produrre saranno diverse da quelle che si provano in uno stadio o in un palazzetto. Saranno interpretazioni meno “fisiche”, ma probabilmente più ricche di sfumature». E così è stato: l’intensità dei brani del rocker di Correggio non è collegata, evidentemente, al volume degli amplificatori o alla presenza di ruvidi riff di chitarra eseguiti in chiave rigorosamente elettrica. La scaletta delle esibizioni ha attinto sia ad “Arrivederci, mostro!”, sia ai grandi classici del repertorio, proposti con arrangiamenti inediti che non hanno mancato di scatenare l’entusiasmo dei fan presenti, dimostrando come l’ambientazione teatrale sottolineasse la carica emozionale presente nelle composizioni firmate Ligabue.

www.ligabue.com //////////////////////////////////////////////////////////////////

“Debutto agli Arcimboldi di Milano, ultima data al Regio di Parma per il tour dei record. Date sold out e fan entusiasti” ///////////////////////////////////////////////////////////////////

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Foto © Alessio Pizzicannella

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Fashion di Elena Casi

Luxury frame

un occhiale da portare come un gioiello Occhiale-non occhiale, gioiello-non gioiello Si trasforma in prezioso collier quando viene sfilato e posto dietro la nuca alla base del collo

16 esemplari unici, numerati a laser, realizzati a mano interamente in Italia

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uando la moda incontra il design possono venire alla luce creazioni spettacolari come gli occhiali Luxury Frame di Raffaella di Montalban. Una delle idee più originali che il mondo delle tendenze attuali potesse offrire. L'occhiale, realizzato a mano e proposto in sedici diversi esemplari unici numerati a laser, è un vero è proprio gioiello da indossare per rendere il viso ancora più luminoso. L’ occhiale Luxury Frame si indossa, infatti, come l’ occhiale tradizionale, ma incornicia il viso in modo totalmente inusuale valorizzando l’insieme grazie alla luce e al colore di diamanti, giade, zaffiri, topazi, madreperle e altre pietre naturali usate nei pendenti. Un occhiale caratterizzato dall'assenza di stanghette rigide: esse spariscono e compaiono fili di pietre preziose che pendono con pesi ingegneristicamente calibrati dietro le orecchie a mo' di orecchini per diventare in un attimo, una volta sfilato l'occhiale, un prezioso collier. Delle vere e proprie opere d’arte dunque da indossare per una serata mondana o per un appuntamento speciale. I modelli Luxury Frame sono stati lanciati nel 2010 a Vicenza durante una fiera di settore e hanno da subito catturato l’attenzione del pubblico e della stampa per l’alto valore estetico e la sorprendente indossabilità. Davvero originale l'idea di Raffaella di Montalban, architetto e designer, appassionata di viaggi, arte e pietre preziose, che è riuscita a convogliare interessi personali e background tecnico per comporre una creazione dall’alto valore aggiunto dato dal connubio tra la profonda conoscenza delle pietre dure e la consolidata leadership dell’azienda familiare nel settore della componentistica per occhiale.

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Un oggetto che poteva nascere solo nel nostro Paese: occhiale, orecchino, collana, per un’ idea tutta italiana in grado di stravolgere il mero concetto di occhiale e divenire ancora una volta simbolo della creatività femminile Made in Italy. La designer italiana ha avuto, inoltre, l'occasione di esporre i suoi modelli dal 25 al 27 febbraio a Cortina nel corso degli eventi per la chiusura della stagione del Winter Polo Audi Gold Cup. All'hotel Victoria, nel cuore del centro storico, i numerosi visitatori hanno potuto ammirare da vicino i Luxury Frame oltre ad un modello unico, realizzato anch'esso a mano e dedicato dalla contessa di Montalban, personaggio di spicco nella vita imprenditoriale e culturale veneta, al 150° anniversario dell’Unità Nazionale. Un occhiale dallo spiccato design tricolore che l’artista ha realizzato in memoria della storia nazionale e della sua stessa storia familiare che rimanda a quell’antenata Maddalena Montalban accusata e incarcerata nel 1863 perché simpatizzante garibaldina. Applausi per la collezione anche nel corso di Pitti immagine di Firenze 2011 dove giornalisti ed adetti ai lavori sono rimasti davvero entusiasti del lavoro di Raffaella di Montalban, una designer che ha saputo guardare oltre, concependo un nuovo modo di indossare gli occhiali, destrutturandoli e trasformandoli sino a farli diventare veri e propri gioielli. Da oggi le donne hanno a disposizione anche un nuovo tipo di gioiello, oltretutto anche utile, da indossare con stile come solo le italiane sanno fare.

www.raffaelladimontalban.com


Sport

di Sonia Cosco

Quando lo sport è emozione evergreen

Il Circolo Golf Torino La Mandria Cicogne nere, gru e aironi sono solo alcuni dei probabili spettatori di uno sport che cerca, ama e vive la natura in un rapporto simbiotico ed esclusivo

C'

era una volta l'antica tenuta di caccia reale dei Savoia.Oggi, nel parco naturale La Mandria, il re scende da cavallo, indossa la tenuta da golf, estrae dalla sacca la mazza e posiziona la pallina sul tee. Infatti, da oltre 50 anni, un'area definita dall'UNESCO Patrimonio Mondiale dell'Umanità, è sede del Circolo Golf Torino La Mandria, un percorso di 150 ettari perso in un paesaggio da fiaba, tra boschi e laghi naturali. Cicogne nere, gru e aironi sono solo alcuni dei probabili spettatori di uno sport che cerca, ama e vive la natura in un rapporto simbiotico ed esclusivo. Dominato dalla fastosa Reggia di Venaria Reale, il Circolo si trova a due passi da Torino, nel Comune di Fiano Torinese. All´interno delle mura del club si estendono due diversi percorsi

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ricavati nei boschi secolari del parco e solcati da torrenti naturali per un percorso ben disegnato, con ampi fairway e green ben protetti. Dal 1957 uno dei più celebrati campi italiani e sede dell´Open d´Italia nel 1999, il Circolo offre ai giocatori tra una partita e l'altra, la Club House, un elegante caseggiato immerso nel verde, il nostro sogno di villa di campagna, dove il calore del legno è stemperato dalla raffinatezza spensierata dell'arredo e dove riflettere sulla prossima strategia di gioco o semplicemente rilassarsi nella sala carte o nella sala Tv con maxischermo. Percorso Giallo e Percorso Blu diventano sentieri di sfida e concentrazione, tattica e mira, con 36 buche, tutte da campionato e progettate dall'inglese John Morrison, dallo Studio Harris e dagli architetti Croze e Cooke.


Foto Club House

L'idea prende forma in un ristorante di Via Nizza, in una sera del lontano 1920, ma la svolta arriva nel 1956 quando il campo viene trasferito presso La Mandria, con Morrison che si occupa delle creazione delle prime 18 buche e poi con Croze e Cooke fino alle attuali 36. Filippo di Sambuy, Edoardo Agnelli, Theo Rossi di Montelera, Napoleone Rossi di Montelera, Giovanni Nasi, Alberto Brignone, Sergio Pininfarina e l'attuale Lorenzo Silva sono i Presidenti che hanno contributo a trasformare il campo in teatro di grandi eventi e protagonista della storia del golf italiano. Qui ogni anno, infatti, si svolgono importanti manifestazioni, campionati e gare di alto livello, nazionali e internazionali. La varietà di lunghezza e difficoltà rende interessante e sempre nuovo il percorso: il Percorso Giallo prevede 18 buche, 6214 metri, par 72, SSS 72, il Percorso Blu: 18 buche, 6054 metri, par 72, SSS 72, il Campo Pratica postazioni coperte, pitch & putt da 6 buche, zona approcci e bunker, 3 putting green. Piccoli campioni crescono nel Club Giovani, così da rendere il Circolo Golf Torino vivaio di grandi talenti come i fratelli Edoardo e Francesco Molinari, campioni di casa. Francesco passa al professionismo nel 2004 ed è il primo italiano che, dopo 26 anni, vince l'Open d'Italia nel 2006. Nel 2010 partecipa alla Ryder Cup e, entrato nel Team Europeo, si aggiudica anche il WGC-HSB CHAMPIONS. Edoardo nel 2005 è il primo italiano e il primo golfista europeo a vincere il Campionato Us Amateur. Professionista dal 2006, vincitore dell'ordine di merito del Challenge tour e della World Cup con il fratello nel 2009, trionfa nel 2010 sull'European Tour vincendo il Johnnie Walker Championship a Gleneagles e il The Barclays Scot-

tish Open, successi che lo portano alla convocazione nel Team Europeo vincitore della Ryder Cup.

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“I Presidenti hanno contributo a trasformare il campo in teatro di grandi eventi e protagonista della storia del golf italiano”

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www.circologolftorino.it TOP CLASS ITALIA Style Magazine

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Hi-Tech di Elena Casi

Motorola tablet Xoom presentato il

rivale dell’ iPad

Progettato in collaborazione con Google

Primo tablet sul mercato con sistema operativo Android 3.0 Honeycomb Presto la versione con connettività 4G

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o aspettavano in tanti, non solo gli appassionati di high tech, il nuovo tablet di Motorola che potrebbe davvero essere il primo vero anti iPad, attualmente leader nel settore dei tablet. Si chiama Xoom ed è ufficialmente entrato nel mercato statunitense il 24 febbraio scorso. Il Motorola Xoom, a differenza dell' iPad di Apple, è un dispositivo open device, ossia un dispositivo sul cui sistema operativo Android 3.0 Honeycomb, nuova versione del popolare sistema operativo di Google pensata proprio per questo tipo di dispositivi, è possibile apportare modifiche e che, grazie al chip dual core Nvidia Tegra 2, permette una velocità di processore due volte più veloce. I modelli sui quali si è alzato il sipario, per adesso solo per il pubblico americano, sono tre. Si tratta del Motorola Xoom MZ600, MZ601 e MZ604, con i primi due che garantiranno il supporto alle reti GPRS/EDGE/ HSUPA/HSDPA, mentre quanti preferiranno il modello MZ604 potranno sfruttare le connessioni WiFi. Negli Stati Uniti si possono acquistare mediante la compagnia telefonica Verizon al prezzo di $799 per la versione con connettività 3G (con il prossimo update verrà garantita anche la rete 4G LTE di Verizon) e $600 per la versione base che prevede solo il collegamento mediante WiFi. Le differenze tra i tre modelli sono dunque sostanzialmente legate al tipo di connettività, mentre le caratteristiche tecniche sono più o meno identiche: schermo touchscreen da 10,1 pollici con una risoluzione di 1280×800 pixel, una fotocamera posteriore con un obiettivo da 5 megapixel con doppio led flash per catturare video in alta definizone, mentre quella frontale di 2 megapixel. 32 GB totali dedicati allo storage dei file ed una potente RAM da 1GB. Un tablet che, se da una parte pare essere

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maggiormente dedicato a un uso più “casalingo” per via del grande schermo, dall’altra parte ha una vocazione altamente mobile grazie ai moduli di connettività previsti. Il gruppo è intenzionato a offrire all’utenza un’esperienza d’uso particolarmente varia, con servizi come Gmail e Google Maps 5.0 e un hardware che permetterà al fruitore di intrattenersi, visualizzare video in streaming, videogiocare e videochiamare. E gli appassionati italiani, quanto dovranno aspettare ancora per poter mettere mano su questo splendido gioiello high tech? Motorola Italia ha risposto a questo nostro quesito nel corso del Mobile World Congress 2011: il tablet Xoom sarà disponibile anche nel nostro Paese a partire dal secondo trimestre del 2011. In pratica, se vi siete innamorati di questo tablet ultrasottile potrete acquistarlo prima dell'estate. Non sono stati, invece, comunicati i dettagli circa le configurazioni ed i canali di distribuzione per l'Italia. Possiamo però anticiparvi che in Germania Motorola Xoom sarà distribuito in partnership con Deutsche Telekom e in Inghilterra finirà sugli scaffali di Carphone Warehouse, Best Buy, Currys e PC World. Carphone e Best Buy avranno l'esclusiva per il modello equipaggiato con 3G mentre gli altri retailer proporranno la configurazione con la sola interfaccia WiFi. E il prezzo? Su questo ancora nessuna conferma, però, se saranno rispettati i cambi con il tasso attuale, in Europa dovremmo avere prezzi pari a 460 euro e 610 euro rispettivamente, anche se si attendono ancora riscontri ufficiali dalla compagnia per il costo nel nostro continente. L'attesa, comunque, non è lunghissima e siamo certi che già in molti si stanno prenotando all’acquisto di questo prestigioso tablet firmato Motorola per utilizzarlo quest'estate sotto l'ombrellone. //////////////////////////////////////////////////////////////////

display da 10 pollici, connettività 3G, doppia videocamera, LED flash posteriore, doppio speaker

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www.motorola.com


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Hi-Tech

di Enea Casadei

Motorola Milestone 2 una pietra miliare della tecnologia In 13mm, Milestone 2 racchiude tutta la potenza della tecnologia

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Elegante e raffinato, l’ultimo smartphone Motorola

legante e all’avanguardia, raffinato e moderno: è l’ultimo nato in casa Motorola, arrivato finalmente anche in Italia. Si chiama Milestone 2 e ha tutte le caratteristiche per diventare il nuovo re della telefonia mobile. Rispetto al fratello maggiore, presentato appena otto mesi fa, questo smartphone offre migliore design e maggiore dinamicità: elementi imprescindibili in un mondo in continua evoluzione, dove il gusto e lo stile regnano sovrani. Il sistema operativo Android nella versione 2.2 e il potente processore da 1 Ghz permettono di navigare in rete, con dinamismo e praticità: caratteristiche che permettono di essere sempre informati sugli aggiornamenti dell’attualità internazionale, della politica, dello sport o della Borsa. Milestone 2 garantisce anche una completa gestione multitasking, ossia la consultazione contemporanea di più contenuti o l’avvio di diverse applicazioni, senza momenti di attesa e perdite di tempo: una caratteristica che elegge Milestone 2 by Motorola, uno degli smartphone più all’avanguardia dell’anno. E ancora, per avere un’esperienza web più ricca, ecco l’integrazione dell’ultima versione di Adobe Flash Player: filmati di alta qualità, direttamente dalla rete al tuo telefonino. Inoltre, per quanto riguarda la connettività, in questa ultima versione Milestone sono stati integrati i moduli GPS, Bluetooth 2.1 e WiFi 802.11n: in particolare questa ultima caratteristica può essere sfruttata per trasformare lo smartphone in un access point wireless, in grado di condividere la connessione Internet con al massimo altri cinque client. Veloce ed efficiente, pratico ed innovativo, facile ed intuitivo. Un oggetto necessario per lavorare con flessibilità, ma anche per rimanere in contatto con i colleghi. L’ampia tastiera QWERTY, a scorrimento e con tasti più grandi, permette una digitazione più pratica ed agevole dei messaggi istantanei, inoltre la soluzione Motorblu permette una gestione centralizzata delle email. Nonostante la tastiera a scorrimento, lo spessore rimane comunque contenuto: solo 13,7 mm. Lo schermo è multitouch di 3,7 pollici, con una risoluzione di 480 x 854 pixel: numeri che portano le dimensioni dello smartphone a 116,3x60,5 millimetri, con un peso di 169 grammi. Pra-

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tico e leggero. La batteria ha la capacità di 1.400 Mah. Grazie alla maggiore efficienza energetica del processore e a una serie di ottimizzazioni, Milestone 2 ha un’autonomia superiore a quella della prima versione: in versione GSM, 460 minuti contro i 390 della prima versione; in stand-by, invece, passa da 350/380 ore a 400. “Oltre a offrire più potenza e velocità – ha affermato Paolo Prearo, Mobile Device Business Italy Country Lead , Motorola Mobility Italia – il nuovo smartphone consente di gestire al meglio e con maggiore rapidità, lavoro e vita privata”. Infatti, per non perdere neanche un momento di vita e immortalare i ricordi più belli, la casa statunitense ha dotato Milestone 2 anche di una fotocamera di ultima generazione: 5 megapixel con flash dual LED, stabilizzatore di immagine, messa a fuoco automatica, zoom digitale e strumenti per l’editing delle immagini. Inoltre la videocamera integrata può acquisire video in alta definizione a 720p. Ricordi nitidi, potranno essere custoditi nell’immenso spazio di archiviazione: 8 Gb di memoria interna, con la possibilità di estenderla fino a 32 Gb con una scheda micro SD. Frutto della tecnologia innovativa Motorola che lavora per arricchire la vita di ogni giorno con semplicità e funzionalità. Tutto al costo di 449 euro: meno di un gelato al giorno.

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Paolo Prearo: “potenza e velocità per gestire meglio vita privata e lavoro”

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www.motorola.com


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Hotels & Restaurants di Anna d'Agostino

Palazzo Arzaga il piÚ importante Golf Resort d’Italia

Un castello a cinque stelle in mezzo al verde delle colline del Garda

Vista aerea di Palazzo Arzaga

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Meta di golfisti e di tutti coloro che amano la bellezza, la buona cucina e i vini italiani

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el manto delle colline moreniche del Garda, nei pressi di Desenzano, sorge una residenza medievale, che unisce il castello di Drugolo e la piccola corte di Arzaga, unite un tempo da un feudo unico. Oggi trasformato in un hotel esclusivo a cinque stelle, con il nome di Palazzo Arzaga, rappresenta un angolo appartato, lontano dalla frenesia dei tempi moderni. La bellezza della natura, un territorio di 144 ettari di verde, si fonde con quella dell’opera umana, con opere d’arte e architetture cariche di storia che caratterizzano la struttura e l’interno delle camere dell’hotel (ottantaquattro più tre suite). La posizione elevata, in cima alle colline, è stata per secoli strategica ai fini della difesa militare dell’intero lago di Garda. Drugolo, probabilmente, deriva dalla parola greca che indica“quercia”, mentre Arzaga dal termine latino, che significa sia “borgo delle querce”, che “il colle degli eletti”, etimologia che rivela la presenza dei Celti in queste zone, seguiti dai Romani attorno al I secolo a.C. Dopo vicende di abbandono e numerosi passaggi di proprietà che portarono allo smembramento dei possedimenti, la famiglia Lanni della Quara riunì nuovamente Arzaga e Drugolo

solo nel 1963. Oggi Palazzo Arzaga è un vero e proprio hotel di lusso, che ha fatto della cortesia, dell’attenzione per i dettagli, dei modi di ricevere del personale, caratteristiche essenziali del suo stile. Un piccolo sogno a occhi aperti tra la pace dei boschi, luogo amato dai golfisti, dato che l’hotel, primo Golf Resort italiano, ha due campi da golf con uno standard a livello internazionale. Arzaga ha ben due fiori all’occhiello: un percorso di 18 buche Championship (6.410 m/7.010 yards), un tipico “Parkland Resort Corse” par 72, con caratteristiche dello stile di Jack Nicklaus II e il percorso a 9 buche un Inland Liks par 36, rappresentativo di Gary Player, uno dei migliori “Links Course” designer al mondo. Tra l’altro, l’Arzaga Golf Club dispone di diverse formule di associazione, mentre la Golf Academy, con lezioni individuali e di gruppo, permette a tutti di entrare nell’affascinante mondo del golf. Ad esempio, per iniziare a giocare viene proposto un weekend nel quale, seguiti da professionisti, si comincerà ad apprendere le prime tecniche di gioco e a mettere alla prova le proprie capacità di impegno, concentrazione, pazienza, qualità necessarie ad ogni provetto golfista. Si comincia con TOP CLASS ITALIA Style Magazine

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un’introduzione attraverso il gioco di una buca, poi si affrontano le nozioni base: come impugnare il bastone (grip), quale posizione assumere rispetto la pallina (address), il movimento corretto del corpo al momento del lancio (swing), i primi colpi di approccio al green (pitch shot e chip shot). Dopodiché, presa confidenza con bastoni, ferri, legni, sarà arrivato il momento di cimentarsi in una ‘garetta di putting green’. Palazzo Arzaga, però, non è solo meta di golfisti, ma di tutti coloro che amano la bellezza, la buona cucina e i vini italiani. È un luogo ideale per un incentive, un meeting di lavoro o per chi sia semplicemente alla ricerca di momenti di divertimento, di benessere e di relax. Palazzo Arzaga è anche dotato di una SPA, dove si può beneficiare di trattamenti speciali, del tutto manuali, per una pelle sana e vellutata del viso e del corpo, sviluppati dal leader europeo Clarins.

www.palazzoarzaga.com

due campi da golf con uno standard a livello internazionale La piscina di Palazzo Arzaga

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Hotels & Restaurants di Enea Casadei

Terme di Saturnia una SPA degna di un dio A

vvolti da una leggera nebbiolina che si leva dall’acqua, immersi in un umido tepore, rilassante e rassicurante come il ventre materno, con i colori della campagna toscana negli occhi, lasciarsi cullare dallo sciacquio delle cascatelle della grande vasca, come in un rito ancestrale di bagni sacri e lavacri. Considerato uno dei più prestigiosi e noti wellness resort del mondo, con le sue 4 piscine termali, gli idromassaggi e i percorsi di acqua fredda e calda, il suggestivo Parco delle Terme di Saturnia si presenta come un’oasi di vero relax. Ancora oggi, infatti, dopo 3000 anni, questo luogo viene vissuto e interpretato con la stessa filosofia degli antichi romani: un punto di incontro e di vita sociale, una fonte di piacere, di salute e di benessere psico-fisico.

Alle Terme di Saturnia SPA & Golf Resort tutto è pensato per creare una sensazione di benessere diffuso; le componenti architettoniche, gli arredi e i colori si fondono tra loro, favorendo un’atmosfera di piacere multisensoriale a 360 gradi. Nel centro benessere, dove le sfumature cromatiche, dal lilla al viola e al blu, conducono verso le aree dedicate ai trattamenti contraddistinte da specifici colori, il coinvolgimento emozionale diventa totale grazie al susseguirsi lungo il percorso delle geometriche opere dell’artista tedesco Herbert Hamak. Meritatamente, dunque, le Terme di Saturnia SPA & Golf Resort hanno da poco ricevuto l’esclusivo International Star Diamond Award, l’ambitissimo premio dell’American Aca-

In maremma, dal cuore di un antico vulcano, sgorga un’acqua che da secoli dona bellezza, forza e salute


L’acqua di Saturnia sgorga a 37 gradi 500 litri al secondo, è antisettica e, se bevuta a digiuno, depura il fegato, aiuta i processi digestivi e i problemi gastrointestinali demy of Hospitality Sciences, emblema di qualità superlativa a livello globale, di lusso, di eccellenza nel servizio, nella cucina e nell’ospitalità. Le 140 camere, curatissime in ogni dettaglio e dal design raffinato, coniugano la linearità dello stile contemporaneo con la tradizione toscana, in armonia con il contesto naturale e architettonico del luogo. La scelta delle pavimentazioni, dell'illuminazione e delle cromie dei tessuti sono state pensate per creare un'atmosfera ineguagliabile. Parquet di legni pregiati e marmi colorati si alternano al candore del travertino che adorna l’intero complesso caratterizzandone gli ambienti. Per appagare tutti i cinque sensi, inoltre, il Resort si avvale di grandi nomi della ristorazione italiana (i fratelli Cerea), blasonati tre stelle Michelin, che nei due ristoranti, l’Acqualuce, affacciato sulla piscina termale, e l’Aquacotta, utilizzando prodotti provenienti da culture biologiche e biodinamiche, rivisitano in chiave salutistica il meglio della tradizione gastronomica locale. Coccolare l’ospite in modo completo ed esclusivo. Questa è la parola d’ordine di Mario, Antonello e Sandro Manuli, proprietari dell’intero complesso dal 1996. E centrano perfettamente l’obiettivo reinterpretando in chiave moderna il fascino e l’accoglienza degli antichi bagni termali dedicati al dio Saturno, dove le virtù di questa fonte donavano forza e salute, Salus Per Aquam appunto (SPA ne è l’acronimo). Quella di Saturnia è, infatti, una vera e propria acqua minerale terapeutica, nella quale sono disciolti molti sali minerali, grandi quantità di idrogeno solforato e di anidride carbonica. Queste sue caratteristiche chimiche la rendono particolarmente indicata nelle terapie delle

vie respiratorie, dell’apparato cardio-circolatorio e della sintomatologia osteoarticolare. Una SPA innovativa e all’avanguardia, già parte del circuito Leading Spas of the World, che con i suoi 60 ambienti per trattamenti e un’equipe specializzata per consulenze personalizzate, offre trattamenti estetici, servizi specialistici, consulenze dietologiche, cure termali e terapie di riabilitazione innovative, come l’idrofisiochinesiterapia. Alle Terme di Saturnia il wellness è stato pensato a tutto campo e, oltre a ben sette aree differenziate dedicate al fitness, il Resort offre un prestigioso e suggestivo campo da golf, progettato dall’architetto Ronald Fream del noto studio Golfplan, che riesce a soddisfare i giocatori più esigenti e a ospitare gare ai massimi livelli dei circuiti internazionali, come il Mercedes Trophy. Il percorso da campionato di 18 buche, par 72, si estende per 70 ettari nella verde valle di Saturnia, incastonato in un paesaggio dal fascino selvaggio con viste spettacolari su oliveti secolari, borghi medievali, necropoli etrusche e antichi resti romani, tra piccoli torrenti, laghetti e una ricca vegetazione naturale che scenograficamente movimentano il gioco. In posizione strategica rispetto agli antichi abitati di Saturnia, Montemerano e Poggio Murella, le Terme di Saturnia SPA & Golf Resort coniugano salute e itinerari culturali, offrendo agli ospiti un lussuoso, esclusivo e rigenerante ristoro per il corpo e la mente.

www.termedisaturnia.it TOP CLASS ITALIA Style Magazine

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Avvolgiti d’Argento Benessere e Prestigio. Lanerossi ha pensato a LANARGENTO, una esclusiva linea di coperte e plaid antibatterici ed anallergici capaci di contrastare la proliferazione dei microrganismi grazie all’argento purissimo.

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Gourmets di Jennifer Marfia

"DA VITTORIO"

una cucina di prima classe nel cuore di Bergamo Un marchio inconfondibile di eccellenza e accoglienza della ristorazione nel mondo

Da oltre dieci anni il ristorante gode di tre Stelle Michelin

la cantina del ristorante Da Vittorio

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I coniugi e titolari Bruna e Vittorio

Il ristorante Da Vittorio

Uno stile culinario inconfondibile da oltre 40 anni

U

n nome una garanzia: Da Vittorio. Ristorante storico a Bergamo, aperto fin dal 1966. Bruna e Vittorio Cerea erano una giovane coppia innamorata con la passione della cucina quando decisero di aprire il ristorante. La loro fu una grande sfida: il pesce, fiore all’occhiello della loro cucina, faticava a trovare spazio all’interno del menù, oscurato dal primato delle carni. Ben presto il ristorante divenne una tappa imprescindibile per gli appassionati del buon cibo, grazie anche a elaborazioni squisite e ad approvvigionamenti quotidiani. Nel 1970 ecco arrivare la prima Stella Michelin, segno inconfondibile di buona cucina ed eleganza. Grazie a molteplici votazioni e giudizi dei più prestigiosi critici gastronomici italiani e stranieri nel 1996 arriva anche la seconda Stella Michelin. Tanti anche i riconoscimenti internazionali ricevuti al ristorante. Nel 2000, infatti, il ristorante viene inserito all’interno della superguida dei migliori locali del mondo, l’iscrizione ai “Relais Gourmand” (La selezione ristoranti) e l’anno scorso, dopo il trasferimento del ristorante nella prestigiosa villa immersa nel verde della Cantalupa, l’ingresso nei Relais&Chateaux. Da Vittorio è un marchio inconfondibile di eccellenza e accoglienza della ristorazione nel mondo. Un’eccellenza premiata dalle guide, a oggi, con ben tre Stelle Michelin da oltre dieci anni. Una passione e dedizione alla cucina premiata soprattutto dalla fedeltà dei clienti, in crescita costante. Vittorio ha saputo tramandare questa passione e cultura anche ai figli, che negli ultimi anni hanno integrato la tradizione con le tecniche più moderne, senza però cambiare lo stile culinario inconfondibile, vivo e vitale da oltre 40 anni. Un matrimonio che si traduce in massima valorizzazione delle materie prime di prima qualità, che arrivano dalle migliori aree di produzione. Enrico Cerea, primogenito della coppia, è executive chef e nutriva la passione per la cucina fin da bambino. Ad affiancare Enrico c’è Roberto Cerea, anche lui executive chef. Francesco Cerea è, invece, responsabile della prestigiosa cantina dei vini. A disposizione dei clienti più di 1500 etichette, in rappresentazione di tutti i continenti, anche se L’Italia e la Francia godono di uno spazio speciale. La cantina dove vengono conservate le bottiglie è attrezzata anche per delle visite e degustazioni. Rossella Cerea è la responsabile dell’accoglienza e della direzione della sala. A differenza dei fratelli lei ha deciso di dedicarsi al coordinamento del lavoro dei due staff. Barbara Cerea è responsabile della pasticceria Cavour, famosa per le performance gastronomiche dolci&salate della cucina di “Vittorio”. Il ristorante ha anche a disposizione una dimora con alcune camere, dove poter soggiornare. In linea con i criteri rigorosi che vincolano lo statuto

Rombo farcito con pollo e funghi porcini

dei Relais&Chateaux, la dimora dispone di 10 camere, ognuna diversa e completa di ogni comfort. Gli arredi sono curati nei minimi dettagli, trasportando il cliente in un’atmosfera di romantica eleganza. Dieci ettari raccolgono tutto questo, formando così il polmone verde della città. All’interno del giardino sono dislocati campo da tennis, campo per il calcetto e due laghetti naturali. Affiancata al Relais c’è anche a disposizione una struttura organizzata per ospitare banchetti ed eventi, con uno spazio che può contenere fino a trecento persone. Per i mesi più caldi a disposizione anche il grande patio a bordo piscina, attrezzato con barbecue e forno a legna. Ma la ristorazione “Da Vittorio” è ancora ricca di sorprese e novità, come la “Scuola di cucina Buongusto Da Vittorio”. I fratelli Cerea, fianco a fianco, da anni cercano di trasmettere passione, familiarità e qualche segreto culinario ai partecipanti degli eventi didattici. Ma da vittorio è anche ristorazione esterna. Fin dall’inizio dell’attività la ristorazione Da Vittorio si è sempre contraddistinta per le capacità di preparazione “dal vivo”. Grazie a una struttura, utilizzata per i trasporti, i piatti sono cucinati direttamente in loco. Il tutto contornato da ambientazioni e mise en place tutti di altissimo livello, rendendo l’evento indimenticabile.

www.davittorio.com Tutte le immagini sono © Simone Casetta

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Cars

di Jennifer Marfia

Peugeot 508 l’esigenza al servizio dell’emozione B

Il 14,3% dell’auto è realizzato con materiali riciclati o di origine naturale

ella, all’insegna della qualità, della purezza e dell’efficienza. Stiamo parlando della nuova Peugeot 508, in vendita nei concessionari a partire da fine marzo. La Peugeot, con questo nuovo modello, vuole sostituire le oramai stagionate 407 e 607. Mossa sicuramente riuscita con la 508 che incarna il modello di auto completa, curata e anche esteticamente bella. La Peugeot 508 viene proposta in due varianti: berlina e SW abbinata a una nuova tecnologia di nuova generazione, e-Hdi e HYbrid4. Uno stile puro, raffinato e dinamico quello della nuova 508. Un’elevata qualità percepita, piacere di vita a bordo e un’esperienza di guida unica, derivata dal know-how del marchio. Un’auto che prosegue la sua offensiva internazionale, perché verrà prodotta in Francia e costruita in Cina. La Peugeot vanta un 2.2 turbodiesel che offre 450 Nm di coppia già sui 2.000 giro. Da 0 a 100

km/h in 8.2 secondi, niente male per un diesel. La 508 ribadisce la robustezza delle auto Peugeot, la polivalenza e il comportamento su strada. Il cambio automatico a sei marce, dotato di ampi paddle al volante, invoglia il guidatore alla guida sportiva, grazie anche al tasto Sport, che migliora la rapidità del cambio. Si tratta, infatti, di un’offerta moderna e proiettata nel futuro. Il veicolo sembra quasi che sia stato scolpito nella massa, richiamando robustezza, eleganza e qualità di realizzazione. Il design di Peugeot 508 è stato orientato alla ricerca permanente di volumi perfettamente equilibrati e puri. Le linee della nuova auto si susseguono in modo armonioso, senza interruzioni dall’estremità del cofano fino al bagagliaio. Nella parte frontale della Peugeot 508 si scoprono subito le evoluzioni estetiche della nuova auto. Un frontale pulito e insieme grintoso sia per la nuova berlina Nuova Peugeot 508 modello SW

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Qualità, purezza, efficienza, Peugeot 508 incarna la nuova espressione del marchio nel segmento delle «grandi stradiste». che per la Station Wagon. Si nota anche il taglio affilato dei fari, dotati di tecnologia a led e della foggia filante del cofano. Gli interni sono molto raffinati ed eleganti. Lo stile della plancia è semplice e puro, realizzata con materiali di primo livello e tecnologie che contribuiscono a creare un ambiente di alta gamma. Il passeggero gode di un trattamento privilegiato, grazie soprattutto all’eccellente stabilità della vettura e al tetto “Ciel” panoramico in cristallo puro, montato sulla SW. La Peugeot 508 gode anche di un bagagliaio pratico e capiente, con ben 545 litri di acqua (515 dm3 secondo la norma VDA) per la berlina e di 660 litri d’acqua (560 dm3 VDA) per la SW. I sedili sono ribaltabili, con un’unica operazione, ottenendo così un vano di carico regolabile, che può arrivare fino a 1581 litri d’acqua (1381 dm3 norma VDA) per la berlina e 1865 l d’acqua (1598 dm3 norma VDA) per la SW. La Peugeot ha anche pensato all’efficienza ambientale, ottimizzando l’aerodinamicità e riducendo la massa, rispetto alla 407. Dal punto di vista meccanico, Peugeot 508 è dotata di motori con potenze comprese tra 82 e 150 kW (112 - 204 CV). Ognuno di essi ha un ottimo posizionamento nella propria categoria in termini non solo di consumo e di emissioni di CO2, ma anche di prestazioni e performance. Questa gamma, che grazie al nuovo sistema e-HDi avrà prossimamente emissioni di 109 g/km* di CO2 (attualmente 115 g/km), integrerà, a circa un anno dal lancio commerciale della vettura, la tecnologia HYbrid4, con il suo potenziale di 147 kW (200 CV) e le 4 ruote motrici, a partire da soli 99 g/km di CO2. Il nuovo 2.2 16V HDi FAP® da 150 kW (204 cv), attualmente al vertice dell’offerta 508, consente di raggiungere prestazioni superiori a quelle della 407 V6 Diesel, riducendo l’impatto ambientale di oltre il 30 per cento. Nella progettazione della Peugeot 508 sono state anche effettuate delle scelte ambientali. Infatti, circa il 14,3 per cento, sui 230 kilogrammi di polimeri, è rappresentato da materiali verdi, ovvero materiali a basso impatto ambientale, riciclati o di origine naturale. Per la Peugeot 407 i materiali verdi utilizzati erano solo il 6 per cento.

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La Peugeot vanta un motore 2.2 turbodiesel che offre 450 Nm di coppia già sui 2.000 giri. Da 0 a 100 Km/h in soli 8.2 secondi

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Events

di Enea Casadei

Milano 2015, sei mesi da record

Extraordinaria EXPO V

a a finire che il merito è tutto delle tricoteuses. Massì, quelle magliaie che durante la Rivoluzione Francese si dilettavano a sferruzzare assistendo all’orgia di esecuzioni capitali. Dato il surmenage cui fu sottoposta all’epoca la ghigliottina, chissà se la sovrapproduzione di capi in lana e cotone c’entrò col flash dei maschietti di istituire l’Exposition publique des produits de l’industrie Francaise, sorta di Expo avant de lettre che si tenne a Parigi nel 1798, appena nove anni dopo la Presa della Bastiglia. Leggenda metropolitana o meno che sia, le autentiche Esposizioni Universali decorrono però ufficialmente con la Great Exhibition of the Works of Industry of all Nation, allestita nel 1851 sui 10 ettari dell’Hyde Park di Londra e dedicata alle celebrazioni delle

Sala di ricerca Bovisa - Università Bocconi di Milano

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nuove tecniche industriali. Non per niente, per l’occasione, venne edificato il Crystal Palace. Fu la prima riconosciuta dal Bureau Internationals des Expositions (BIA), tra quelle avvenute nel periodo antecedente il protocollo stipulato nel 1928 ed anche l’occasione che segnò l’inizio di un ricorrente leit motiv, ovvero l’abbinamento tra l’esposizione in corso e un simultaneo evento di rilevanza mondiale. Come l’Expo di Philadelphia, che nel 1876 celebrò il Centenario della dichiarazione di indipendenza americana (4 luglio 1776); o quella di Parigi del 1889, dove si onorò il Centenario della Rivoluzione Francese edificando la Tour Eiffel. Nel 1893 a Chicago, invece, furono i quattrocento anni dalla scoperta dell’America; Milano (1906), la dedicò ai trasporti ed


Villaggio lago serre

all’inaugurazione del tunnel del Sempione che collegava il capoluogo a Parigi, mentre San Francisco nel 1915 celebrò l’inaugurazione del Canale di Panama. Per limitarci alle più significative. Passando, poi, per Bruxelles (’35), Parigi (’37), New York (’39), Port au Prince (’49), Bruxelles (’58), Seattle (’62), Montreal (’67), Osaka (’70), Siviglia (’92), Hannover (2000) e Shanghai (2010), eccoci finalmente a Milano 2015 “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. Ovvero come riproporre alla luce dei nuovi scenari globali il tema del diritto ad una alimentazione sana, sicura e sufficiente per l’intero globo. Partendo dal rafforzamento di qualità e sicurezza del cibo per ridurre fame, sete, mortalità infantile, malnutrizione, debellando carestie e pandemie che nel sud del mondo affliggono oggi quasi 900 milioni di persone. Obiettivo primario dell’emisfero nord, invece, sarà il freno alle grandi malattie sociali odierne, dall’obesità alle patologie cardiovascolari, dai tumori alle epidemie più diffuse. Ovunque, tuttavia, servirà ricerca ed innovazione tecnologica per migliorare le caratteristiche nutritive, di conservazione e distribuzione dei prodotti dell’intera filiera alimentare. Ma anche riscoprire i cibi tradizionali, promuovendo una corretta alimentazione e stili di vita più salubri per bambini, adolescenti ed anziani. Un programmino da niente, insomma. Infatti il profilo organizzativo è faraonico. Oltre 20 miliardi in euro di investimenti in infrastrutture, 70.000 nuovi posti di lavoro previsti nel 2010-2015, 175 paesi espositori, ed un numero di arrivi, durante i 6 mesi dell'Expo, stimato sui 29 milioni di turistivisitatori, per una media di oltre 150.000 al giorno, con un incremento del fatturato imprenditoriale milanese di circa il 10% (in soldoni, fanno 44 miliardi di euro). 7000 poi, pari ad oltre 890 milioni di euro, saranno gli eventi allestiti durante l’intero semestre dell’Expo, anche fruendo degli 11 km² in più di spazio verde realizzato all’uopo. E dopo l’annuncio che aderiranno alla partita Expo anche i redivivi Duran Duran, l’evento non può che profilarsi sotto i migliori auspici. Del resto, siamo pur sempre all’ombra della Madunina.

Bureau International des Expositions di Parigi

firma protocollo Ministero della Salute

www.expo2015.org TOP CLASS ITALIA Style Magazine

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Cars

di Enea Casadei

DR1 Ambassador L

il lusso di muoversi liberamente in auto anche in città

a DR approda al segmento A mettendo sul mercato la citycar DR1. La piccola di casa DR rappresenta una nuova grande sfida che il gruppo molisano affronta con entusiasmo, soprattutto dopo l’esperienza ed i successi ottenuti con la DR5, nel segmento dei Crossover/Suv. Una sfida particolarmente difficile in virtù dell’enorme competitività e dei volumi del segmento in questione. Lo stile della DR1 è frutto dello studio accurato di ogni particolare. Il suo aspetto estetico, made in DR, è senza dubbio molto trendy, comunica semplicità, praticità e unicità. DR1 si presenta come un’auto dalle linee moderne e accattivanti; nella parte anteriore spiccano decisamente i grandi fari. La calandra a trapezio rovesciato con il logo DR in posizione decentrata, in linea con il family feeling DR, caratterizza notevolmente la vettura. Nella vista di profilo si scorge una peculiarità della DR1: le maniglie posteriori quasi a scomparsa e incastonate nella carrozzeria seguono rigorosamente lo stile dell’auto. I cerchi, in lega da 15 pollici, ne accentuano ulteriormente l’estetica “accattivante” e rappresentano un plus rispetto alla concorrenza. Nella parte posteriore la DR1 si fa notare per la sua simpatia. Il portellone arrotondato, i gruppi ottici a goccia e il paraurti che incorpora il vano targa, segnano inconfondibilmente il design ricercato dell'auto. Il tutto in una carrozzeria compatta, lunga appena 3 metri e 62 centimetri, larga 1 e 63, ma con un passo lungo 2 metri e 34. Elemento quest’ultimo che in termini di comfort si traduce

in un abitacolo molto spazioso che trasmette senso di accoglienza, praticità e sicurezza. Gli interni sono caratterizzati da una linea estetica semplice, essenziale e da proporzioni equilibrate. Spicca, inoltre, la grande plancia con il cruscotto e la consolle centrale, dove oltre al tachimetro ed agli indicatori di guida, si trovano i comandi dell'impianto audio e della climatizzazione. Il tutto è ergonomico e di semplice utilizzo. DR1 combina un'estetica accattivante ad una spiccata propensione per la mobilità nei centri urbani. Monta un propulsore da 1.297 centimetri cubi benzina da 83CV, disponibile anche nelle versioni bi-fuel GPL o METANO. La DR1 coniuga un basso impatto ambientale al piacere di guida. L'ottimale equilibrio tra peso vettura e potenza erogata garantisce effetti benefici in termini di consumi, emissioni, rumorosità e soprattutto guidabilità. Ha una velocità massima di 156 km/h ed un’accelerazione da 0 a 100 di 12 secondi, non poco per una citycar. La trazione è anteriore e la sua ottima tenuta di strada nasce da un’equilibrata distribuzione dei volumi, realizzata in fase di progettazione. Ha un consumo medio di 5,8 litri/ 100km. Le emissioni pari a 138/112 grammi di CO2/km la collocano di diritto nel gotha delle vetture a basso impatto ambientale beneficiando anche di tutti gli ecoincentivi statali. La gamma colori della DR1 prevede 6 tonalità. PASSION RED e INK BLACK e 4 metalizzati: SILVER, GOLD, ELEGANT GREY e NOBLE RED. Per soddisfare al meglio le esigenze del mercato, DR1 si presenta con un unico allestimento e tre diverse alimentazioni. L’allestimento scelto, segue la filosofia di tutti i modelli DR: unico, ma full optional. Nella DR1 c’è praticamente tutto quello che serve e che si desidera, addirittura i sensori di parcheggio posteriori, l’autoradio Mp3 con ingresso USB nel portaoggetti e i cerchi in lega da 15”. L’iniziativa "DR1 Ambassador", in particolare, prevede su un quantitativo di 1000 DR1 brandizzate con una livrea “ad hoc” su fiancate e portellone con il marchio della Casa ed una decal tricolore, uno sconto di 2000 euro per la versione benzina e di 3000 euro per la versione GPL. La DR1 Ambassador può dunque essere acquistata ad un prezzo di 6.830 euro in cambio di un impegno: mantenere la grafica sulla propria DR1 per almeno 12 mesi.

www.drmotor.it

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www.chimento.it

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Collezione NOBLESSE TOP CLASS ITALIA Style Magazine


Medical Research di Enea Casadei

Microdentistry

il polo medico fiorentino per la formazione, l’innovazione e la ricerca a favore dell’odontoiatria microinvasiva Il microscopio diventa il principale strumento di laboratorio

M

icrodentistry è un centro dedicato alla formazione e alla ricerca clinica che riunisce le differenti discipline dell’odontostomatologia in un’unica filosofia di lavoro caratterizzata dall’utilizzo del Microscopio Operatorio (M.O.). L’Istituto sviluppa la sua attività in cooperazione con Società e Istituzioni Scientifiche nazionali e internazionali ed è grazie

all'esperienza internazionale del dottor Francesco Saverio Martelli che nel 2004 ha ottenuto la certificazione del Sistema di Gestione per la Qualità secondo la norma EN UNI ISO 9001:2000 per la progettazione e l’erogazione di prestazioni sanitarie di diagnosi e cura nella specialità di odontoiatria. Il metodo di lavoro è altamente innovativo, ogni laboratorio, in-

Centro medico Microdentistry fiorentino

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Ripresa di un intervento di odotoiatria microinvasiva

fatti, utilizza il microscopio anche per i più semplici interventi di routine (ad esempio anche per una semplice seduta di igiene orale) che, essendo dotato di laser sia per la chirurgia ossea che per quella delle mucose orali, in alcuni casi sostituisce il tradizionale trapano. Ogni postazione è, inoltre, dotata di telecamere e schermi LCD attraverso i quali i pazienti possono seguire il lavoro dell’odontoiatra. L’Istituto è infine dotato di un microscopio elettronico a scansione per lo studio delle molecole e dei batteri. Fiore all'occhiello di Microdentistry la sua attività di ricerca, in particolar modo sull'utilizzo del laser in odontoiatria e sullo studio della parodontite correlata ad altre patologie più invalidanti come il diabete e l'osteoporosi. Lo sviluppo di tecniche operatorie minimamente invasive in odontoiatria rappresenta da sempre la principale “mission” dell'Istituto di Ricerca fiorentino Microdentistry guidato dal dottor Francesco Martelli. Una delle aree cliniche su cui si sono maggiormente concentrati gli sforzi è quella della terapia della parodontite aggressiva e refrattaria. La parodontite è un'infezione batterica polimicrobica che interessa oltre il 60% degli italiani adulti (fonte: SIDP 2004) e colpisce i tessuti di supporto dei denti potendone provocare, nelle situazioni più avanzate, la perdita per mancanza di stabilità. I primi sintomi possono essere il sanguinamento delle gengive, l’alitosi, le recessioni gengivali, (scopertura delle radici) con ipersensibilità soprattutto termica e successivamente un aumento della mobilità dei denti che cambiano di posizione e non sono più in grado di assicurare una corretta funzione masticatoria. L'approccio terapeutico elaborato da Microdentistry punta innanzitutto ad uno studio approfondito delle cause microbiologiche, immunologiche e genetiche della malattia parodontale, basato su sofisticati metodi di analisi dei batteri coinvolti nell'infezione e dei fattori genetici. Tale comprensione consente di sviluppare una serie di strategie terapeutiche aventi come obiettivo primario il riequilibrio biologico dell'ecosistema orale. I tradizionali trattamenti meccanici e chimici delle radici vengono affiancati dall'uso del laser al Neodimio YAG che, me-

Dottor Francesco Saverio Martelli

diante l'emissione di onde elettromagnetiche con particolari caratteristiche, elimina i batteri in profondità senza rischio per i tessuti di supporto dei denti. L'uso del microscopio operatorio, inoltre, consente spesso di evitare gli interventi chirurgici, potendo l'operatore lavorare anche in lesioni profonde senza aprire le gengive. Il confronto fra i risultati microbiologici pre e post operatori ci consente di capire se la terapia ha avuto efficacia o necessita di un supplemento di trattamento. Dalla frapposizione dei report genetici con quelli microbiologici si definisce la percentuale massima di batteri sostenibile per un determinato ecosistema, al di sotto della quale la malattia parodontale non può recidivare. Il trattamento della parodontite aggressiva riduce i danni biologici ed economici mantenendo in funzione i denti di pazienti giovani, che evitano così costose riabilitazioni implanto-protesiche. Anche il rischio di pericolose interazioni con gravi patologie sistemiche quali il diabete o le malattie cardiovascolari (per citare solo le più importanti) si elimina grazie al meticoloso controllo dell'infezione. Infine, è interessante notare come una percentuale importantissima di specialisti che si reca abitualmente a Firenze presso il centro Microdentistry provenga dai paesi scandinavi, tradizionalmente più evoluti dell’Italia in questo settore e che da sempre hanno svolto un ruolo di leadership culturale a livello mondiale proprio nell'ambito della parodontologia. //////////////////////////////////////////////////////////////////

Ricerca e Sviluppo continuo per le principali tecniche operatorie minimamente invasive

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www.microdentistry.net TOP CLASS ITALIA Style Magazine

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Hotels & Restaurants di Jennifer Marfia

Santa Caterina

un paradiso a picco sulla Costiera Amalfitana Un sogno che diventa realtĂ  grazie al personale altamente professionale

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Ristorante hotel Santa Caterina

L’hotel si compone di una serie di terrazze naturali, che si tuffano nel mare, sempre rigorosamente azzurro

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e almeno una volta nella vita volete provare a vivere come vivevano i Re avete trovato il posto giusto. Un’antica villa realizzata in stile Liberty che si affaccia direttamente sulla Costiera Amalfitana. Una terrazza naturale tra cielo e mare, sempre rigorosamente azzurro. Circondato da lussureggianti giardini, adornati da bouganville e dagli orti, ancora coltivati da chi sa apprezzare i frutti che la terra ci sa regalare. Benvenuti all’Hotel Santa Caterina di Amalfi, benvenuti nel paradiso terrestre. L’Hotel Santa Caterina, 5 stelle lusso, gode di una storia speciale, come speciale è l’atmosfera che si respira all’interno dell’hotel. La costruzione risale al 1880, ad opera di Giuseppe Gambardella. Nel 1904 il figlio, Crescenzo Gambardella, ristrutturò la villa, realizzando anche le prime sei stanze per gli ospiti. Negi anni la struttura alberghiera fu rinnovata e ampliata, a cura delle due generazioni di Gambardella che riuscirono a realizzare le attuali 66 camere e suite. Ancora oggi la famiglia Crescenzo gestisce e dirige l'hotel Santa Caterina. Le figlie di Crescenzo, Giusi e Ninni Gambardella, dirigono le attività quotidiane e l’albergo aiutate dai figli, Crescenzo Gargano, Alessandro Camera e Beatrice Camera. Hotel Santa Caterina gode di una vista ineguagliabile, affacciata su una serie di terrazze naturali che si tuffano direttamente nella Costiera Amalfitana. Il lussuo-

sissimo immobile dispone di 36 camere di tipologia Standard, Superior e Deluxe e 13 prestigiose suite che si trovano nell’edificio principale. Per completare, tra le garden suite e le dépendance “Villa Santa Caterina” e la nuovissima acquisizione “Villa il Rosso”, si contano altre 17 camere e suite. Tutte le camere e le suite sono arredate con gusto e raffinatezza, composte da mobili dei primi novecento e variopinte maioliche di Vietri. Ogni stanza si differenzia da un'altra per fantasia e atmosfera e ogni ambiente si completa di un balcone che si affaccia direttamente sulla splendida Costa Amalfitana. Le camere più prestigiose godono anche di una ampia terrazza o di un giardino privato. Di prestigio anche le suite, //////////////////////////////////////////////////////////////////

“Tutte le camere e le suite sono arredate con gusto e raffinatezza, composte da mobili dei primi novecento e variopinte maioliche di Vietri ” ///////////////////////////////////////////////////////////////////

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come “Romeo e Giulietta”: un intimo chalet che si compone di due piani, posizionato su una rocca a picco sulla costiera, con piscina e solarium privati. Oppure “Follia amalfitana”, una suite immersa nel limoneto, o ancora “Casa dell’arancio”, “Vite”, “glicine”, “Campanule” e “limoni”. Tutti gli ambienti dell’Hotel Santa Caterina si compongono di aria condizionata, telefono diretto, WiFi, voice mail, Tv via satellite, minibar, cassaforte, vasca idromassaggio e servizio in camera 24 ore al giorno. Nell’hotel Santa Caterina nulla è lasciato al caso. A pochi minuti dall’Hotel Santa Caterina, infatti, la rinomata cittadina di Amalfi. All’interno dell’hotel Santa Caterina due i ristoranti: uno all’interno dell’edificio principale e l’altro a livello del mare. La cucina dell’hotel è rinomata in tutto il mondo e riconosciuta dalle più autorevoli guide gastronomiche internazionali. Il ristorante “Al mare” offre grigliate di pesce e pizze cotte come tradizione napoletana vuole: ovvero nel forno a legna. Il ristorante “Santa Caterina” offre agli ospiti panorami mozzafiato e un’ampia terrazza per la cena. La sala da pranzo è elegantemente arredata con pavimenti di marmo e lapislazzuli. Per godersi un drink e il meraviglioso panorama su Amalfi e il Golfo ci si può recare al bar o nella grande terrazza dove il barman dell’hotel Santa Caterina saprà esaudire ogni vostro desiderio. L’hotel Santa Caterina si compone anche di una serie d’impianti a livello del mare, come la piscina con acqua marina, solarium, centro fitness, cafè/bar e il ristorante all’aperto. Ma L’hotel Santa Caterina dispone anche di una boutique e di una SPA. Un paradiso terrestre che si snoda tra la strada costiera che arriva fino al mare, attraverso sentieri e terrazze naturali. Un sogno dove ogni vostro desiderio diventa realtà, esaudito da un personale altamente professionale.

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Top Class Italia Style Magazine (Ed. Spring/Summer 2011)