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L’occasione di questo doppio compleanno, che vede oggi riuniti i circoli fotografici La Lanterna e Il Soffietto, ci è parsa da subito un avvenimento da festeggiare. Innanzitutto perchè si tratta di un anniversario importante, cinquanta anni, ma anche perché l’iniziativa, attraverso la mostra allestita nelle sale di Palazzo Casotti e il bel catalogo che l’accompagna , diventa un modo per ripercorrere mezzo secolo della nostra fotografia, momento quindi di una riflessione più complessiva che coinvolgerà il pubblico della città. Non è un caso che quando, ormai sei anni fa, si è pensato a ideare per la città una manifestazione culturale che potesse coglierne al meglio l’identità e affermarla a livello internazionale si è pensato a una manifestazione dedicata alla fotografia. Senz’altro il primo motivo è stato l’ideale collegamento all’alta lezione di Luigi Ghirri ma subito dopo si è pensato a quanto la città fosse attiva nella pratica fotografica, a partire dai suoi circoli fotografici, luogo di formazione ma soprattutto di incontro e scambio, caratterizzati da una passione e vivacità culturale che altre città ci invidiano. E’ nata così Fotografia europea , la manifestazione culturale più importante della città, di cui abbiamo da poco concluso la quinta edizione con un crescente riscontro di pubblico, nazionale ed internazionale, e di partecipazione cittadina: ancora una volta Reggio Emilia si è lasciata coinvolgere in un’impresa collettiva e ha dato prova della sua autentica passione per la fotografia, vissuta come privilegiato mezzo di espressione artistica, in grado di intercettare l’attenzione e l’impegno di tutti. Tanta fervida e spontanea adesione è senz’altro anche frutto di chi da tanti anni si adopera per la diffusione della fotografia, l’approfondimento delle sue tecniche, la sperimentazione delle sue possibilità espressive, e in particolare dei circoli fotografici cittadini, che anche nell’ultima edizione di Fotografia europea si sono imposti per la ricchezza e qualità delle loro proposte espositive. Con particolare convinzione abbiamo quindi offerto la nostra collaborazione ai due circoli fotografici più “storici” della città, da cui sono passati fotografi importanti (mi piace ricordare almeno i nomi di Stanislao Farri e Vasco Ascolini) : un omaggio sincero alla serietà e all’impegno delle loro storie e soprattutto un incitamento a continuare nella promozione di un’arte che sempre più oggi mostra la sua capacità di dare risposte alla nostra esigenza di nuovi sguardi sulla realtà. Giovanni Catellani Assessore alla Cultura e all’Università del Comune di Reggio Emilia

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li), con figure che nel loro movimento si dissolvono quasi nelle forme dell’ambiente circostante, spersonalizzandosi (Cocchi, Fieni, Vaiani). Altri, inseriscono la figura umana, o anche la sua silhouette, in uno spazio che è costruito di linee, una sorta di cornice per una presenza vivente che si colloca come eccezione in quelle geometrie, eppure senza scombinarle (Baldi, Brini, Cocco, Manzotti, Nicoli, Palazzo, Vaiani) anzi creandone di nuove (G. Menozzi). Ancora, la relazione fra spazio e figure può farsi più diretta, più immediata, come città che accolgono visitatori (Cantarelli) o momenti di vita quotidiana (Fieni); oppure, tale rapporto diventa più intenso, intimo: l’uomo interagisce con lo spazio diventandone parte integrante, assumendone l’atmosfera, i colori, i contorni, che si tratti di un ambiente naturale, (Farri, Ferrari, Tagliavini) o urbano (Farri, Palazzo). Nella fotografia di Ascolini, invece, l’elemento umano sembra emergere dallo spazio circostante come se si trattasse di un’apparizione: anche l’imponenza del marmo bianco di una statua diventa una visione incerta, confusa agli occhi e alla mente, indecifrabile. Geometria, forme e linee, si diceva, in cui organizzare e rappresentare lo spazio: stanze e edifici (Baldi, Cantarelli, Cocchi, Nicoli, Vaiani), le cui linee a volte sembrano muoversi e prendere vita (Golia) e anche paesaggi (Brini, Fieni, Filippin). Come vi è una complessa interazione tra paesaggio e figura umana, estremamente varie sono le raffigurazioni di architetture, oggetti, città nel paesaggio; la varietà delle possibili relazioni è esemplificata dalle fotografie di Fieni, Filippin, Olivi, Nicoli, Rosati, Soncini. Riguardo al paesaggio, a modi di rappresentazione più tradizionali, come quelli sopra citati, si affiancano anche immagini più innovative, che alterano la natura rendendola qualcosa di immaginifico, a volte fantascientifico (Imovilli, Soncini). Una scelta tematica e tecnica ben precisa, che, per soggetti diversi, si può riscontrare anche nel caso dei murales di Montanari, o nei giochi di colori e linee curve cui prendono parte le farfalle di Montecchi. Tanti autori, quindi, per tanti temi, che dimostrano come negli anni l’attività dei due circoli e del Fotogruppo 60 sia proseguita accogliendo voci diverse, rinnovandosi, e puntando sulla qualità delle produzioni degli autori più affermati e formatisi negli anni, ma anche di chi sta ancora affinando il proprio occhio. In un momento quindi di massificazione della fotografia e dell’immagine, il percorso intrapreso da associazioni come il Fotogruppo 60 è particolarmente importante, perché offre occasioni e momenti di confronto per chi intende la fotografia non solo come uno scatto-ricordo o un documento istantaneo, ma anche e soprattutto come uno straordinario mezzo di interpretazione della realtà, secondo le proprie emozioni, idee e esperienze.

Ventotto autori danno vita a questa mostra, che celebra i cinquant’anni della fondazione di due circoli fotografici, Il soffietto e La lanterna, da circa un decennio uniti in una collaborazione che prende il nome di Fotogruppo 60. Mezzo secolo in cui la fotografia, come del resto tutte le arti visive e non solo – si pensi alla musica – ha conosciuto un mutamento epocale con l’avvento del digitale. La nuova tecnologia ha da un lato trasformato e allargato le possibilità di chi già praticava, per professione o passione, la fotografia; dall’altro, ha reso il «fare una foto» qualcosa di quotidiano e accessibile a chiunque, data la grande semplificazione degli strumenti e addirittura lo ‘svincolo’ della produzione di una foto dai suoi oggetti, modi e luoghi tradizionali: la macchina fotografica, il ritocco manuale, la camera oscura. Quando i due circoli sono nati, nel 1960, nessuno avrebbe mai pensato che si potessero fare foto persino con un telefono - e per di più inviarle ad un altro telefono, a mo’ di cartolina – o che per un ritocco - e per di più per correggere contrasto, esposizione, messa a fuoco - ci si potesse o dovesse mettere davanti a uno schermo con una tastiera. Le fotografie esposte scorrono dunque lungo questi anni di cambiamento progressivamente sempre più rapido: giovani autori, come Brini, Cantarelli e Menozzi, trovano spazio accanto ad altri di grande spessore ed esperienza, come Ascolini e Farri, e ad altri ancora non più viventi, Manzotti, Prati, Rosati. E la vitalità della collaborazione fra i due circoli è data proprio dalla convivenza e dal confronto di esperienze diverse, che fanno capo sia ai metodi tradizionali sia a quelli più innovativi, e che derivano da una scelta professionale o da un interesse amatoriale. Di ciascuno degli autori sono esposte quattro-cinque foto, ritenute particolarmente rappresentative della loro fotografia e delle diverse fasi della loro attività: tale scelta porta a un’ esposizione di circa 110 fotografie. Questa importante rassegna si caratterizza soprattutto per una notevole vivacità e varietà di temi e di tecniche, che derivano, come si è detto, sia dal lungo periodo cronologico che si celebra e dall’eterogeneità degli autori, sia dalla libertà di espressione che i circoli hanno sempre garantito e incoraggiato. Molti sono i temi del catalogo quindi: si va da veri e propri ritratti, come le donne di Aponte, che sembrano fermarsi dalle loro attività quotidiane per mettersi in posa, accendendo di colori l’intera immagine, ad un’analisi di dettagli della figura umana (Cocchi, C. Menozzi), o, con l’obiettivo più lontano, di espressioni, gesti, movimenti, per i quali il colore resta una costante (Brini, Pioli, Prati), che prevale sul bianco e nero (ancora Prati e Rosati). Molte immagini confermano inoltre che lo studio di come la figura umana possa essere rappresentata nelle sue molteplici relazioni con lo spazio circostante, che sia una stanza, una città o un paesaggio, resta uno dei temi maggiormente stimolanti per le arti visive in generale e la fotografia in particolare. Alcuni autori privilegiano la dinamicità di tale relazioni (Ferrari, Nico-

Elena Vaiani Ricercatrice Scuola Normale Superiore - Pisa 3


Il circolo Fotografico Reggiano il Soffietto è nato nella primavera del 1960 come Club Fotografico e da subito si iscrive alla F.I.A.F. ( Federazione Italiana Associazioni Fotografiche ). Tra i numerosi fondatori, molti dei quali medici o dipendenti dell’Arcispedale S. Maria Nuova, annovera Farri Stanislao, Menozzi Giuliano, Rosati Vittorino,Tagliavini Tullio. Nel 1965, agli inizi della sua carriera fotografica, ha fatto parte del Circolo anche Vasco Ascolini, che vi resterà attivamente fino al 1986. Fin dall’inizio diversi Soci cominciano ad affermarsi partecipando a manifestazioni nazionali ed internazionali. Nel 1974 il Soffietto è invitato ad esporre alla rassegna fotografica di Zara (Jugoslavia), riscuotendo un ottimo successo di critica. Da allora si susseguono proiezioni e mostre collettive a carattere nazionale ed internazionale. L’Italia, rappresentata dalla FIAF ha vinto per tre volte la Coppa del Mondo per nazioni, concorso biennale organizzato della FIAP (Federation International de l’Art Photographique). Facevano parte del gruppo vincitore in tutte e tre le occasioni Stanislao Farri e Vittorino Rosati, e nell’ultima Coppa conquistata si è aggiunto a loro Eugenio Fieni. Molti soci hanno ottenuto onorificenze a carattere nazionale ed internazionale quali AFI, AFIAP, EFIAP, MFI, Seminatore FIAF, ed il circolo nel 2000 è stato insignito dalla FIAF del titolo Benemerito della Fotografia Italiana “per l’alto contributo apportato allo sviluppo e divulgazione dell’arte fotografica”. All’interno del circolo i Soci possono sviluppare ogni genere e forma di fotografia. La maggior parte ha preferito dedicarsi al Bianco e Nero seguendo l’intero percorso dallo scatto alla stampa in camera oscura. Attualmente si sta perfezionando la stampa in Bianco e Nero in camera chiara (stampe digitali Fine Art). Ottimi risultati sono stati raggiunti anche nella macrofotografia, grazie alla nuova interpretazione che ne hanno dato Giulio Montecchi e Pietro Soncini. Nel 1998 la FIAF nomina Stanislao Farri Autore dell’Anno dedicandogli una mostra antologica corredata da un catalogo e gli conferisce il titolo di Maestro della Fotografia Italiana nella splendida cornice della Reggia di Venaria. Sempre in quell’occasione la FIAF allestisce una mostra antologica dei suoi primi 50 anni, a cui partecipano diversi soci del Soffietto. Molti soci hanno fotografie conservate in fototeche e musei nazionali e internazionali.

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Il primo nome fu “Il Mirino “ mantenuto solo per i primi due anni, poi nel 1963 essendo già un gruppo consolidato si decise di iscriverlo alla F.I.A.F. ( Federazione Italiana Associazioni Fotografiche ) e in quel momento, consigliati dalla federazione stessa si pensò di cambiarlo con l’attuale “ LA LANTERNA “ e contestualmente fu nominato anche il primo Presidente del Gruppo nella persona di Roberto Iori. I fondatori Ermanno Castagnetti, William Ferrari e Renzo Manzotti, non accettarono mai nessun incarico di rilievo. Hanno frequentato il gruppo fotografi di spessore che nel tempo si sono affermati con riconoscimenti a livello sia nazionale che internazionale. In tutti questi anni “ La Lanterna” ha dato vita ad innumerevoli iniziative, divulgando la fotografia sotto l’aspetto artistico, tecnico e socio-culturale. Tra le più importanti manifestazioni organizzate, trovano riscontro già nel 1966 il concorso fotografico Nazionale intitolato “ Biennale Fotografica Città del Tricolore”, che si è svolta per otto edizioni tutte con relativo catalogo, nel 1970 in collaborazione con altri gruppi emerge la rassegna fotografica Nazionale “Invito ai Giovani” che ottiene anch’essa un lusinghiero successo, dando la possibilità a giovani fotografi di potersi esprimere con un tema scelto liberamente da loro. A seguire nel 1987 essendo in Italia ancora vivo il problema dell’emigrazione, come ora lo è quello dell’immigrazione, in collaborazione con la F.I.L.E.F ( Federazione Italiana Lavoratori Emigrati e Famiglie ), si dà inizio al concorso Nazionale intitolato a Carlo Levi, estremo difensore delle condizioni dei ceti meno abbienti, con cinque edizioni e relativo catalogo mostra, abbinando alle manifestazioni dibattiti inerenti il tema. Innumerevoli sono stati i corsi rivolti ai cittadini che volevano avvicinarsi alla fotografia : da diversi anni si organizzano mostre fotografiche, proponendo fotografi più o meno affermati, ma meritevoli di potersi esprimere con i loro lavori. Molteplici sono state anche le collaborazioni con enti pubblici, aventi come scopo la documentazione del territorio, e manifestazioni legate alla fotografia. Le opere di William Ferrari sono custodite presso gli archivi fotografici del comune di Reggio, mentre le opere di Medardo Prati sono conservate presso la fototeca Panizzi. “La Lanterna” ha aderito alla manifestazione della Fotografia Europea sin dalla prima edizione. La sede del Gruppo è dotata di alcuni Personal Computer con programmi di fotoritocco e le serate d’incontro sono rivolte al dialogo e al confronto con tutti i partecipanti.

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Indice Autori Silvia Aponte

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Vasco Ascolini

8-9

Andrea Baldi

10 - 11

Nachia Brini

12 - 13

Davide Cantarelli

14 - 15

Rodolfo Cantarelli

16 - 17

Mario Cocchi

18 - 19

Roberto Cocco

20 - 21

Stanislao Farri

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William Ferrari

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Eugenio Fieni

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Stefano Filippin

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Domenico Golia

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Ormes Imovilli

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Renzo Manzotti

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Claudio Menozzi

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Giuliano Menozzi

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Primo Montanari

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Giulio Montecchi

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Adriana Nicoli

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Marco Olivi

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Clemente Palazzo

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Mauro Pioli

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Medardo Prati

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Vittorino Rosati

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Pietro Soncini

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Tullio Tagliavini

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Sergio Vaiani

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in collaborazione con:

un ringraziamento speciale a:

Patrocinio H182010

Finito di stampare nel mese di giugno 2010 presso Tipografia La Reggiana (RE)


50 anni di Fotografia a Reggio Emilia  

Mostra Antologica fotografica del Fotogruppo60 dei 2 circoli storici di Reggio EmiliaLa Lanterna e Il Soffietto

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