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PENA di MORTE ?


Violazione dei diritti umani • La pena di morte o pena capitale è l’esecuzione di un uomo ordinata da un tribunale in seguito ad una condanna per gravi reati, come l’omicidio o l’alto tradimento. • Essa rappresenta una violazione dei diritti umani : già nel 1764 Cesare Beccaria nell’opera “ Dei delitti e delle pene” si schierò contro la pena capitale, mettendone in evidenza assurdità ed inutilità. • Nel 2005 le Nazioni Unite hanno approvato una Risoluzione, che afferma il diritto alla vita e la necessità di abolizione della pena di morte, considerata come violazione dei diritti umani.


La situazione odierna

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Secondo i dati aggiornati al 2005 da Amnesty International,122 paesi sono abolizionisti per legge o in pratica, di cui: 86 paesi per tutti i reati; 12 paesi per tutti i reati tranne i crimini di guerra; 10 paesi l’hanno abolita de facto, perché da almeno 10 anni non si hanno condanne . 76 paesi mantengono invece in vigore la pena di morte: ricordiamo tra gli altri l’Arabia Saudita, la Cina, l’Iran e anche alcuni stati degli Stati Uniti d’America.


La legislazione italiana • In Italia la pena di morte è stata abolita dall’art. 27 della Costituzione, che l’ammetteva solo nei casi previsti dalle leggi militari di guerra. • La legge n. 588/1994 ha poi abolito la pena capitale anche dal codice penale militare di guerra e dalle leggi militari di guerra.


Il dibattito sulla liceità • Il dibattito sulla liceità della pena di morte vede contrapposte tesi favorevoli e tesi contrarie. • I sostenitori della pena capitale ritengono che essa sia utile per ridurre i reati e che conseguentemente sia giusta. • I contrari affermano che essa viola due diritti fondamentali, cioè il diritto alla vita e il diritto a non essere torturati e che pertanto essa sarebbe comunque ingiusta anche se fosse utile.


La pena di morte è un deterrente? • Una delle argomentazioni più frequenti a favore della pena di morte è il suo presunto potere deterrente. • Tuttavia, varie analisi sembrano dimostrare che nei paesi mantenitori il tasso dei crimini sia più alto che nei paesi abolizionisti: in particolare negli Stati Uniti il numero di omicidi negli Stati in cui è prevista è più alto di quelli in cui è stata abolita. • La pena di morte è comunque inutile per i reati commessi sotto l’effetto di alcool o droghe o nei momenti da rabbia, paura o raptus. • Inoltre non è certamente un deterrente contro gli attentati terroristici, determinati da forti convinzioni ideologiche.


La pena di morte è un deterrente? • E’ sinonimo di discriminazione e repressione, perché colpisce soprattutto i neri, le persone affette da disturbi mentali e gli oppositori politici nel caso delle dittature. • Non dà conforto ai familiari della vittima, per i quali non costituisce risarcimento, perché non la riporta in vita, avvicinandosi quindi più a una vendetta legalizzata. • Rende irrimediabili le conseguenze di possibili errori giudiziari.


La pena di morte e le religioni • Le religioni in linea di massima non si pronunciano espressamente e formalmente contro la pena di morte. In particolare: • Il buddismo non impone nessuna regola formale, ma tra i principali precetti di Buddha vi è quello di astenersi dal togliere la vita ad un essere umano; • Nella religione islamica, il Corano prevede la pena di morte solo per casi gravissimi e vieta di eccedere nella vendetta; • L’ebraismo prevede nella Torah la pena di morte, ma la sottopone a condizioni applicative così restrittive, da renderla praticamente inapplicabile.


La pena di morte e le religioni Per quanto attiene le religioni cristiane: • Il cristianesimo ortodosso la ammette solo come legittima difesa dello Stato; • Il cristianesimo protestante è diviso tra le varie Chiese; • Il cattolicesimo ammetteva la pena di morte nell’Antico Testamento con le leggi mosaiche, ma poi ne prese le distanze sulla base degli insegnamenti di Gesù, che era contro la violenza e a favore del perdono dei peccatori: pur non condannandola apertamente per evitare ingerenze nelle legislazioni , la Chiesa cattolica invita gli Stati ad utilizzare misure alternative quali il carcere e l’ergastolo per punire chi commette gravi reati.


Fine Presentazione a cura di: ANTONIO PROCACCI III C

Pena di morte antonio procacci 3c  
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