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BIOTECNOLOGIE: DALLA PREISTORIA ALLA FANTASCIENZA La definizione di biotecnologia è applicabile a pratiche vecchie quanto la civiltà umana. Tuttavia il termine biotecnologia venne usato per la prima volta all‟inizio del „900, quando, con la biologia molecolare, si cominciò ad individuare tecniche adeguate a quella che venne definita ingegneria genetica. Con il passar degli anni, vennero create tecniche di manipolazione del Dna, e gli anni Ottanta videro la nascita dei cromosomi artificiali, della PCR, dell‟impronta genetica e dei primi OGM


OGM o ORGANISMI TRANSGENICI: Organismi (piante e/o animali), che hanno un patrimonio genetico artificiale, ottenuto in laboratorio. Ciò che è artificiale è infatti la ricombinazione che, attraverso la tecnica del Dna ricombinante, mescola due patrimoni genetici molto distinti tra loro ( esempio: trasferimento di uno o più geni da una cellula batterica ad una cellula animale). L‟elemento predominante di questa tecnica è il GENE.

I geni sono le unità di materiale ereditario che determina ciascuna delle caratteristiche di un organismo. Forniscono alla cellula le istruzioni per sintetizzare le proteine che, a loro volta, permettono la sintesi di migliaia di molecole organiche. La gamma di proteine segue uno schema prefissato, che è caratteristico per ogni specie. “La situazione è dunque paragonabile a quella di un‟orchestra.”


Gli OGM sono oggi adottati in diversi settori: alimentazione,

agricoltura, medicina, ricerca e industria. L‟ambito in cui l‟utilizzo degli OGM si è maggiormente sviluppato, destando grandi preoccupazioni, è quello

dell‟agricoltura. In Europa è autorizzata la coltivazione e il commercio di 18 tipologie di prodotti transgenici: 

Il pomodoro, le cui caratteristiche principali sono: dimensioni maggiori e conservazione più lunga;

Il riso transgenico è privo di allergeni e fabbrica vitamine, antivirali e vaccini;

Il mais, nella variante mais bt, è il più noto alimento transgenico, molto più produttivo rispetto al fratello “naturale”, grazie alla capacità di resistere agli erbicidi;

soia viene arricchita di acidi grassi per risolvere molte patologie cardiovascolari.


OGM: PRO E CONTRO! Si ottengono piante che crescono più in fretta, più resistenti ai pesticidi, al freddo, agli insetti.

I prodotti alimentari modificati geneticamente possono essere tossici per l'uomo.

Si potranno nutrire le popolazioni affamate della terra.

Si rischia la creazione di piante resistenti a qualunque erbicida o insetti resistenti alle tossine.

Le paure non sono giustificate perché le modificazioni apportate ai cibi con le tecniche attuali non sono diverse da quelle effettuate all'inizio del '900 con altre procedure. Dal punto di vista economico le colture, essendo più resistenti ai parassiti o alla siccità, richiedono minor manodopera e producono di più.

Il suolo e l'acqua possono essere inquinati. Possono svilupparsi allergie agli alimenti a base di OGM. La biodiversità potrebbe scomparire se all'evoluzione naturale venisse sostituita una procreazione programmata.


ETICA & OGM.. L‟utilizzazione delle biotecnologie in campo agroalimentare rappresenta una rivoluzione così rilevante da poter essere paragonata all‟invenzione del fuoco alle origini dell‟umanità, alla scoperta dell‟energia elettrica in epoca moderna o dell‟energia atomica in età contemporanea; come tale, essa porta con sé una grande quantità di questioni etiche sulle quali tutti, credenti o non credenti, siamo chiamati ad interrogarci. E‟ in gioco infatti il futuro stesso della comunità umana e del suo habitat. Tuttavia: 1. Si devono evitare, in questo campo, due opposte posizioni, egualmente inaccettabili: l‟oscurantismo e il determinismo. Né l‟uno né l‟altro sarebbero giustificabili: il primo, perché bloccherebbe il giusto avanzamento della ricerca scientifica e del progresso tecnologico, e ciò non sarebbe né opportuno né vantaggioso per il camino dell‟umanità e il suo futuro; il secondo non è valido ed eticamente legittimo. L‟atteggiamento da ricercare, almeno dal punto di vista del cattolico, è quello di una razionalità illuminata e di un saggio realismo, non pregiudiziale o aprioristico, ma consapevole e responsabile dei rischi.


… 2.

E‟ necessario muovere dal principio di una precisa distinzione tra l'indagine scientifica e la sua applicazione:

L'indagine

scientifica è fondamentale, a condizione che si attui con mezzi leciti e sia indirizzata a fini umanistici, e sia quindi a servizio della vita e di una sua migliore qualità, e mai contro. L’applicazione dei risultati esige invece di essere sottoposta al vaglio critico delle scienze dello spirito, dalla filosofia della scienza all' etica e al diritto e alla stessa politica, evitando ogni forma di fondamentalismo scientifico che obbedisca a criteri di solo profitto, e prescinda quindi dal primato della persona, dal rispetto dell'ambiente e dall‟attuazione di una effettiva democrazia economica . E' sulle applicazioni che si gioca la questione decisiva. Non è corretto, sotto il profilo etico, passare direttamente dalle scoperte scientifiche alle loro applicazioni immediate, senza un' accertata verifica delle implicazioni che esse possono avere e senza regole precise che ne garantiscano un uso corretto. Le applicazioni devono sempre essere sottoposte al criterio più alto del bene comune, e non derivare da ragioni legate unicamente ad interessi economici, a gruppi di potere o a ragioni di mercato.


3. Il campo delle applicazioni biomediche e farmaceutiche è infatti circoscritto alla cura di determinate situazioni di malattia e può avere riscontri molto positivi; il discorso delle agro biotecnologie innovative è invece indirizzato, di fatto, ad intervenire sull‟ordine della natura, modificandola, e a cambiare in radice il modo di produrre gli alimenti e la relazione tra le specie. Non si devono confondere i due ambiti né dal punto di vista dell‟area di intervento né dal punto di vista degli effetti previsti o prevedibili. Circoscritta entro questi confini, le domande di fondo sono le seguenti : che cosa dire delle applicazioni agro biotecnologiche avanzate sotto il profilo etico? Gli OGM sono accettabili? Quali interrogativi pongono? Quali gli eventuali vantaggi e/o i costi di un loro eventuale utilizzo sempre più esteso? Nessuno di noi, al momento, è in grado di dare delle risposte assolutamente certe. I dubbi etici sembrano tuttavia maggiori rispetto alle certezze e si tratta di dubbi gravi, tanto da far avvertire come inderogabile l‟esigenza di una carta etica che fornisca norme puntuali e vincolanti per tutti, se non si vuole che l‟uso delle nuove tecniche non si trasformi in scelte pericolose per l‟oggi della terra e le generazioni che verranno dopo di noi.


COSA DICE LA LEGGE?! “In merito all‟utilizzo degli OGM nell‟agricoltura I‟Italia ha scelto la via della cautela. La legge consente la sperimentazione solo su terreni previamente autorizzati dal Ministero della Sanità. Ogni progetto deve indicare lo scopo i tempi i modi le precauzioni adottate e le interazioni con l‟ambiente. E‟ obbligatorio inoltre che vi sia una barriera tra il terreno sperimentale e quelli tradizionali oltre a lasciare un certo spazio di rispetto tra la coltura transgenica e le altre. E‟ vietato lasciare infiorescenze nelle piante OGM e occorre polverizzarle dopo ogni raccolto e interrarle in un campo che va lasciato appositamente incolto per circa due anni. E‟ da osservare come l‟Italia, in applicazione delle normative europee che hanno scelto la strada della tracciabilità a differenza degli Stati Uniti deve applicare I‟etichettatura sui prodotti OGM In Italia prosegue il programma di monitoraggio e di controllo sul mais e sulla soia indispensabile per garantire agli agricoltori sementi sicure e ai consumatori cibi genuini. Non ci sono invece certezze sulle farine di soia importate dall‟Italia per uso zoo tecnico sono più di 3 milioni le tonnellate all‟anno”.


CATTOLICESIMO "Io sono il Signore Dio tuo: non introdurrai nella natura situazioni di morte, tanto pi첫 se esse possono diventare irreversibili, permanenti e incontrollabili."


Giovanni Paolo II ripeteva , in modo instancabile, che non si può fare della vita umana un oggetto di sperimentazioni, tanto più pericolose in quanto minacciano il valore stesso della vita e la sopravvivenza dell‟umanità. La vita non è un oggetto in nostro possesso, e ogni applicazione delle tecniche agrobiotecnologiche non è mai una questione unicamente scientifica; è sempre una questione etica. Perfino negli USA ci si sta interrogando in maniera sempre più critica, Barbara Boxer ha dichiarato di recente al Congresso degli Stati Uniti: "Non sappiamo se gli alimenti a base di OGM sono pericolosi o sicuri. Tuttavia, un numero sufficiente di scienziati ha sollevato dubbi, quali il rischio di allergie, il calo dei valori nutritivi, l’aumento della tossicità e della resistenza agli antibiotici. Inoltre, alcuni dei potenziali rischi ambientali includono la distruzione delle specie, l’impollinazione incrociata ed un aumento nell’uso dei pesticidi".


Anche in ambito cattolico la questione degli OGM, che è una questione bioetica, fa molto discutere. Le questioni sollevate sono sostanzialmente le seguenti: Gli OGM sono davvero utili per risolvere la fame nel mondo? È giusto brevettarli? Sono dannosi per la specie umana? L‟atteggiamento che prevale fra i cattolici è di preoccupazione e diffidenza nei confronti di pratiche che sembrano più motivate dagli interessi economici che da quelli umani e sociali. La fame nel mondo, ad esempio, non viene risolta da un diverso utilizzo delle tecnologie poiché il vero problema è la cattiva distribuzione delle risorse di cibo sulla Terra. Inoltre la questione dei brevetti accresce questa posizione di scetticismo, poiché essi costano e i poveri del Terzo Mondo non hanno i soldi per acquistare le „nuove sementi‟ di cui le ricche multinaziona-li, attraverso i brevetti, si assicurano il possesso. Sui brevetti, inoltre, la coscienza cristiana solleva parecchie riserve perché gli esseri viventi non possono essere brevettati: la natura infatti è un do-no fatto da Dio a tutta l‟umanità in modo assolutamente gratuito, affinché tutti ne possano godere.


È opportuno sottolineare alcuni principi di bioetica: Il principio della benevolenza. Questo principio esige che un determinato intervento sulla natura o sull'essere umano si giustifichi per il bene che può fare o per il fatto di essere l'unica possibilità di salvare vite o di combattere problemi cronici. Il principio della giustizia sociale, nel caso di innovazioni tecnologiche di massa e di alto impatto sociale, ci porta a interrogarci su chi sarà beneficiato e su chi verrà danneggiato. Ora, nel caso concreto dei transgenici, è un piccolo gruppo di grandi imprese che sarà grandemente beneficiato, con grave danno per l'agricoltura familiare. Il principio della trasparenza esige il massimo di informazioni alla popolazione prima dell'introduzione di massa di tecnologie ad alto impatto e meccanismi di decisione democratica rispetto ad esse. Le grandi imprese usano un altro metodo: il fatto consumato. Oltre a ciò, il consumatore ha diritto di scelta, per ragioni religiose, filosofiche, culturali, etiche o per raccomandazione medica. Questo esige l'etichettatura totale di alimenti transgenici…


Il principio della precauzione, acquista speciale risalto e grande autonomia nella questione dei transgenici, essendo già incorporato alla legislazione di vari Paesi e nel diritto internazionale attraverso il Protocollo di Cartagena. Questo principio implica: l'onere della prova spetta al proponente dell'attività, cioè spetta all'impresa che propone la liberazione del transgenico nell'ambiente garantire sulla sicurezza alimentare ed ambientale del prodotto che sta collocando sul mercato; la non evidenza immediata di possibili danni non deve servire come motivo per rimandare o non realizzare ricerche e test rigorosi di biosicurezza …; nella valutazione di rischio, devono essere considerate e confrontate un numero ragionevole di alternative prima di optare per l'utilizzazione di massa di tecnologie a rischio; la decisione deve essere democratica, trasparente, informata e cosciente con la partecipazione di tutti gli interessati. Non può esserci imposizione totalitaria di una impresa o di un unico settore della società..


BUDDISMO Il buddhismo non si oppone alla ricerca scientifica, purchĂŠ abbia come scopo il raggiungimento di un valore positivo per gli esseri umani.


INDUISMO La riflessione dellâ€&#x;induismo sono lontane dal dibattito sulle moderne tecnologie. I contadini indiani, nei momenti di carestia o di guerra, sono capaci di farsi morire di fame ma non toccano mai la riserva delle sementi, custodita come un tesoro, una reliquia: la vita che si tramanda alle generazioni future. Un bell'insegnamento per le multinazionali che considerano la risorsa genetica come un bene da accaparrarsi, da cui trarre profitto...


ISLAMISMO Lâ€&#x;islam non mostra un atteggiamento di diffidenza nei confronti della ricerca scientifica, purchè non entri in contrasto con i principi etici del Corano. Nel caso de gli OGM non esistono particolari problema


EBRAISMO L‟approccio della tradizione ebraica alla ricerca scientifica è senz‟altro positivo e fin dall‟antichità numerosi rabbini si sono occupati di scienze naturali e di medicina. L‟Uomo è considerato un “partner” di Dio nella creazione del mondo, nel senso che egli ha il dovere di collaborare con Dio nella conservazione e nello sviluppo del mondo e della civiltà. La ricerca scientifica non è mai vista come qualcosa da contrastare, bensì da incoraggiare, soprattutto quando può portare dei benefici per l‟umanità, per la cura di malattie e in generale per la comprensione delle leggi che governano l‟universo e la vita. Il problema principale riguardo all‟utilizzazione degli Ogm non è una questione di principio, quanto piuttosto la valutazione di un‟eventuale pericolosità dei cibi transgenici. Secondo una precisa norma della Torà è vietato procurare un danno alla propria o altrui salute: se in base all‟opinione degli esperti alcuni Ogm fossero dannosi per la salute, allora tali cibi – a prescindere da qualsiasi considerazione sul loro essere specie ibride – sarebbero vietati proprio in quanto dannosi. In caso contrario, l‟ottimizzazione di colture e prodotti tramite le biotecnologie, al fine di apportare un maggiore livello di elementi nutritivi, minerali o vitamine, non solo sarebbe sicuramente un atto lecito ma verrebbe anche considerato come un adempimento a un precetto della Torà. Il fornire gli alimenti a chi è affamato, come è il caso degli abitanti dei paesi del terzo e quarto mondo che hanno problemi di sovrappopolazione e di carenza di cibo, è infatti considerato un dovere religioso e morale della massima importanza.


ANGELICA GIORGINO III C


Ogm angelica giorgino 3c  
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