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LE MANIPOLAZIONI GENETICHE

ANNALISA PAPARELLA III A


IL PROGRESSIVO SVILUPPO DELLA RICERCA NEL CAMPO DELLA BIOLOGIA MOLECOLARE HA PERMESSO DI APPRONTARE NUMEROSI PROTOCOLLI PER LA MANIPOLAZIONE GENETICA SIA DI PIANTE, SIA DI ANIMALI, SIA IN CAMPO UMANO, PONENDO LE BASI PER LA NASCITA DELLE BIOTECNOLOGIE, GRAZIE AI QUALI È POSSIBILE ISOLARE, MODIFICARE O TRASFERIRE DA UN ORGANISMO ALL'ALTRO DETERMINATE UNITÀ DI INFORMAZIONE CHIAMATE GENI. LE POTENZIALITÀ DELLE BIOTECNOLOGIE SONO NUMEROSE: È PREVISTO CHE SARANNO APPLICATE IN MOLTI CAMPI, DALLA

MEDICINA ALLA PRODUZIONE ALIMENTARE. L'APPLICAZIONE DELLE BIOTECNOLOGIE ALLA SFERA UMANA È ARGOMENTO DI FORTE ATTUALITÀ ED È FONTE DI NUMEROSE POLEMICHE, DIBATTITI E RIFLESSIONI DI CARATTERE SIA TECNICOSCIENTIFICO SIA FILOSOFICO, MORALE E RELIGIOSO.


Alcune biotecnologie hanno raggiunto negli ultimi dieci anni risultati straordinari per la possibile cura, in futuro, di un numero pressoché illimitato di malattie e disabilità , attraverso :  1- la selezione, duplicazione controllata e successivo utilizzo di cellule staminali per sostituire cellule danneggiate;  2 -la clonazione;  3 - approcci volti a selezionare combinazioni genetiche più favorevoli o a modificare in modo specifico cromosomi e geni responsabili di caratteristiche indesiderate. 


Ma da un punto di vista etico fino a che limite è accettabile o addirittura desiderabile spingersi nella loro sperimentazione e applicazione, e su quali considerazioni si basa tale giudizio? A quali criteri ci si dovrà ispirare nell'esercizio di questa nuova e terribile libertà, per agire in modo responsabile? In questo contesto, l'accusa di voler "fare la parte di Dio" può significare che, quando "creano nuove forme di vita", gli scienziati abusano del loro sapere interferendo con la natura.


BIOCONSERVATORI E BIOLIBERALI 

Il termine manipolazione riferito all'uomo ha destato quasi sempre sospetto, rinviando al significato negativo di indebita ed arbitraria manomissione di qualche livello della sfera personale. Ancora oggi è un termine fondamentalmente ambiguo, come tutte le denominazioni concernenti l'uso di strumenti la cui valutazione morale dipende dall’intenzione degli effetti. Per questi motivi, lo sviluppo della biologia molecolare e delle biotecnologie è accompagnato, simultaneamente, da una grande fiducia e da preoccupanti timori. Se da una parte vengono coltivate grandi speranze in rapporto alla salute, con particolare riferimento alle possibilità terapeutiche di superare gravi patologie ereditarie, d'altra parte non si possono sottovalutare i timori di un uso distorto ed inaccettabile delle conquiste scientifiche della bioingegneria.


La problematica sollevata dalle applicazioni della genetica in ambito umano ha contribuito alla creazione della cosiddetta bioetica, una disciplina che si occupa della correttezza etica di qualsiasi attività che interferisca con il valore della vita, dell'integrità psicofisica, della salute e della qualità di vita della persona. Il problema non è quello di opporsi a priori al progresso scientifico, ma quello di capire quale siano i limiti ed il comportamento eticamente corretto circa l'uso delle manipolazioni genetiche in ambito umano. le manipolazioni devono quindi essere guidate, giustificate o vietate a seconda delle conseguenze che ne derivano per il benessere globale della persona .


LE FINALITA’… 

Tali manipolazioni si caratterizzano e si differenziano per le specifiche finalità cui esse mirano e non possono quindi essere dichiarate indiscriminatamente illecite per principio, per il solo fatto che tutte modificano ad un livello molto profondo la struttura biologica umana


LA MANIPOLAZIONE TERAPEUTICA 

La manipolazione genetica terapeutica mira ad eliminare e a prevenire le malattie causate da un disordine genetico. L'intervento manipolativo è effettuato sostituendo il gene o il gruppo di geni che danno origine alla manifestazione patologica. La terapia genica offre anche altre nuove prospettive per potenziare le difese dell'organismo contro cancro e altri tumori maligni, AIDS, malattie autoimmuni ed infettive. la manipolazione genetica terapeutica non suscita problemi di ordine etico, proprio perché strettamente curativa, a patto che ci sia una ragionevole proporzione tra i benefici che si spera di conseguire e i danni eventuali che l'intervento potrebbe provocare.


MANIPOLAZIONE ALTERNATIVA 

In questo caso si presentano difficoltà ed ostacoli insormontabili dal punto di vista etico, perché il mutamento indotto nel genoma mira ad alterare l'identità specifica della persona umana, esprimendo così un atteggiamento immorale di arbitrario dominio dell'uomo sull'uomo. Tali interventi sono eticamente inaccettabili soprattutto perché contrari al diritto fondamentale di ogni essere umano alla propria identità, cioè ad essere se stesso, ma anche perché le immotivate modificazioni genetiche sarebbero trasmesse alle future generazioni, che resterebbero condizionate per scelta arbitraria di altri uomini. Questo tipo di manipolazioni porterebbe l'uomo a trovarsi nella riduttiva condizione di oggetto progettato e prodotto da altri uomini per obiettivi che nulla avrebbero a che fare con la promozione individuale o sociale della persona.


MANIPOLAZIONE MIGLIORATIVA 

Questa mira a migliorare le condizioni biologiche dell'essere umano, eliminando i difetti genetici accumulatisi nel corso del tempo e potenziando il patrimonio di cui la persona è attualmente dotata. In linea di principio questo tipo di interventi manipolativi sembrerebbe eticamente ineccepibile proprio perché teso a portare un miglioramento di qualche tipo nel genoma umano. In realtà pone problemi di non facile soluzione: verso quale progetto di un uomo occorre sollecitare l'evoluzione? un’operazione del genere non comporterebbe seri rischi di discriminazioni sociali? L’eugenetica è una tentazione pericolosa che nasconde una volontà di dominio sulla base della discriminazione razziale.


ALCUNI ASPETTI NEGATIVI …


DISCRIMINAZIONE 

comporterà vari gradi di discriminazione, anzitutto nei confronti di chi non potrà avere accesso alla modificazione stessa per esempio per motivi economici, ma anche nei confronti di chi dovrà subirla senza aver avuto possibilità di scelta, come nel caso dei bambini o delle generazioni future che erediteranno un DNA manipolato.


LA QUESTIONE DEGLI EMBRIONI 

La maggior parte dei bioconservatori si oppone sia all’utilizzo di cellule staminali ottenute da embrioni, sia alle tecniche di selezione embrionale. Si tratta di tecniche applicabili a embrioni, il cui DNA e i cui cromosomi vengono analizzati per individuare eventuali mutazioni responsabili di malattie. In questo modo, si possono selezionare e impiantare in utero solo gli embrioni privi di queste mutazioni, e quindi non soggetti a sviluppare quelle particolari malattie. Per molti esponenti bioliberali la selezione embrionale dal punto di vista etico non sarebbe molto dissimile da quanto avviene già in natura in tutte le specie. Potrebbe tuttavia essere più efficace e mirata, evitando sofferenze inutili. Resta comunque il problema di definire in base a quali principi possa essere effettuata la selezione e a chi spetti la responsabilità della scelta.


L’EFFETTO SULLE GENERAZIONI FUTURE 

Abbiamo il diritto di togliere alle generazioni future la possibilità di essere il frutto di una pura evoluzione darwiniana, come lo siamo stati noi? Non dovremmo limitarci a interventi genetici non trasmissibili? Ma, trasmettere modificazioni utili direttamente ai propri figli, per esempio modificando le cellule germinali in modo da eliminare difetti genetici associati a malattie, sarebbe una scelta efficiente, che consentirebbe di ridurre disabilità e sofferenze. Anche in questo caso resta il problema di determinare quali siano i rischi accettabili, che cosa sia giustificabile, e a chi spettino tali decisioni.


L’ASPETTO SPIRITUALE 

Un’obiezione comune a interventi deliberati per modificare il patrimonio genetico è l’idea che il genoma e l’evoluzione darwiniana siano elementi naturali, e che non sia competenza e diritto dell’uomo influenzarli. Questa posizione può essere abbracciata anche per motivi di spiritualità o convinzione religiosa: L’induismo in generale considera le biotecnologie positivamente, purché non infrangano i principi morali e spirituali alla base della vita umana. Il mondo buddhista non ha espresso un’opinione uniforme riguardo le biotecnologie, preferendo rimandare la decisione ai singoli casi e alle coscienze individuali. Il confucianesimo si astiene da giudizi diretti sulle biotecnologie Possiamo però osservare che il richiamo alla realizzazione di una vita armonica, personale e sociale, attraverso azioni giuste, rispettose e conformi all’ordine universale, valga come indicazione anche per le questioni relative alla scienza. L’atteggiamento dell’islam è generalmente positivo, se pur con qualche riserva. Le tecniche di manipolazione genetica sono considerate lecite, ma solo se non causano danni né di carattere fisico, né di carattere morale. Le comunità ebraica hanno posizioni discordanti. Alcuni affermano l’assoluta legittimità delle manipolazioni genetiche. Altri ritengono che vadano operate delle distinzioni fra le diverse tecniche e i diversi scopi, altri ancora le condannano tutte.


… E IL CRISTIANESIMO? 

La posizione delle chiese cristiane è tutt’altro che uniforme. Le Chiese protestanti hanno un atteggiamento di maggior apertura nei confronti delle biotecnologie. Il loro utilizzo è consentito a patto che non sia messa in pericolo la vita degli uomini. Mentre le riflessioni della Chiesa protestante sono fatte sulla base di considerazioni puramente umane, la Chiesa ortodossa, adottando una prospettiva religiosa, condanna le biotecnologie perché interferiscono con l’opera creatrice di Dio. Anche la Chiesa cattolica rivendica il primato dell’azione creatrice di Dio e afferma la sacralità della vita umana


CONCLUSIONI 

C’è un punto su cui tutti concordano, cioè che le nuove biotecnologie portano con loro seri rischi, non del tutto noti E ci sono altri aspetti, per esempio di ingiustizia economica o sociale, che meriterebbero maggiore priorità. In più, che garanzie abbiamo che gli esseri umani, intervenendo, non peggioreranno questo equilibrio anziché migliorarlo? Non esistono garanzie. Esistono solo rischi più o meno misurabili e controllabili. La posizione bioliberale sostiene invece che queste considerazioni non siano di per sé specifiche delle biotecnologie, ma valgano per ogni nuova scoperta scientifica, e che le biotecnologie contribuiranno a migliorare la qualità di vita della specie umana . potrebbero essere un modo per renderci più adattabili a un ambiente che cambia troppo velocemente rispetto alla nostra capacità di adattamento. Ovviamente, nell’ambito di uno stretto controllo su come verranno studiate e applicate, il che presuppone la necessità di continuare a investire nella ricerca.


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