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Produzione e design dei televisori

Il contributo del design alla produzione di televisori

Pier Luigi Spadolini, Radiomarelli Movision RV 126, televisore a carrozzeria metallica e gambe avvitabili, 1954-55.

96 Per approfondimenti si veda Jens Bang, Bang & Olufsen: From Spark to Icon, Denmark 2005; Jens Bang, Palshoj Jorgen, Bang & Olufsen: vision and legend, Copenhagen 2000.

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to nel 1965 (primo modello di una lunga serie ininterrotta fino ad oggi) e disegnato da David Lewis, era un televisore in bianco e nero da 17 pollici con una qualità sonora altissima per gli standard del tempo, equipaggiato con una maniglia recessibile per il trasporto e di antenne incorporate. Fra le varie peculiarità, molto interessanti il peso, contenuto in soli tredici chilogrammi, ottenuto grazie all’uso intensivo di transistor nonché al cabinet di plastica. L’elettronica innovativa, inoltre, permetteva di avere accesso istantaneo al suono e all’immagine e di avere sei canali presintonizzati richiamabili direttamente da pulsanti96. Tuttavia l’esempio europeo di maggior rilievo di ‘progettazione totale’ si ebbe nel dopoguerra, in Germania, quando la Braun, produttrice di piccoli apparecchi elettrici tra cui radio e fonografi, intrecciò una forma di collaborazione con la Hochschule fur Gestaltum di Ulm, al fine di creare una linea di progettazione unitaria che si dimostrerà capace di condizionare fortemente il linguaggio del design tedesco concependo prodotti simboli del Good Design. Il

concetto di funzionalismo, contenuto espresso dai nuovi canoni di design provenienti da Ulm, trovò immediatamente riscontro nella progettazione di forme semplici e razionali per la Braun, caratterizzandone le linee e, quindi, l’immagine percepita all’esterno. La produzione Braun di televisori iniziata verso la fine degli anni cinquanta e proseguita fino alla metà degli ottanta, consta più di ventiquattro modelli. Il primo esemplare fu il modello HF1 del 1958 disegnato da Herbert Hirche. Esso fu il primo apparecchio realizzato senza nessuna evidente superficie in legno, dove invece la cornice frontale era in materiale plastico. La forma cubica divenne uno standard anche per i successivi apparecchi. Un altro modello fu il TV 3 Atelier, un sistema integrato disegnato da Peter Hartwein. Qui le componenti video e audio sono state progettate facendo uso degli stessi principi. Per evitare di confondere l’utilizzatore con una griglia infinita di manopole, interruttori e bottoni, solo i principali controlli sono visibili. L’intero sistema può essere controllato con un singolo telecomando97.

Il design dei televisori Seleco 1960-2000  

Alberto Tonini Master's Thesis Title: "Seleco tv set design 1960-2000", 2007 Author: Alberto Tonini Supervisor: Alberto Bassi Assistant Supe...