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"I vecchi dovrebbero essere esploratori" T.S. Eliot

Route 2014 Aperte al nostro futuro con le tracce del nostro passato

Sardegna Uno dei pi첫 grandi musei a cielo aperto del mondo, terra di pietre, di nuraghi, di menhir, di fate e di streghe, di leggende e di misteri, di miti e di tradizioni millenarie.

1-6 giugno 2014


TERRA LONTANA Terra lontana terre bruciate e canto del vento in vallate inattese Terra scordata oleandri di sole tra anfratti d’argento Terra nascosta coste di zaffiro nelle rose del morbido tufo Terra dolente stelle aspre di luce sui nuraghi d’antico pianto Terra silente maschera di servitù mai concessa dietro sonagli di tuono Terra profumata magiche macchie di mirto nei giardini di sale Terra danzante balli rotondi su pietre asciutte do secoli fieri Terra amara come l’implacabile urlo del sole e Tenera come la culla del mare Roberta Mancini Bernhard (poetessa sarda)

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La leggenda della nascita della Sardegna Al tempo dei tempi, dopo aver dato vita alle varie parti del mondo, il Signore si accinse a creare un'ultima terra: la Sardegna. Guardò nella sua grande sporta celeste, ma si accorse che a sua disposizione era rimasto solo un cumulo di grossi sassi. Ben poco per formare un'isola! - Che posso fare con quest'arida materia? - si chiese il Signore perplesso. Ma fu l'incertezza di un attimo. Tosto, radunate le pietre, Egli le sparse nel mare, e quando vide emergere le ultime le calcò col suo piede, calzato di un sandalo di fuoco. Si delineò così tra le acque la prima forma di Iknùsa, modellata in eterno dall'impronta divina. L'opera di Dio, però, non era terminata: occorreva ancora qualcosa perché potesse germogliare la vita tra quegli aridi massi. Si rivolse allora alle altre terre già adorne di ogni meraviglia e, tolto qua e là da esse quanto mancava ad Iknùsa, lo sparse sulla base pietrosa dell'isola. Così, Iknùsa si ammantò di aspetti talmente vari da non assomigliare a nessun'altra terra e, nello stesso tempo, da assomigliare a ciascuna di esse: rocciose barriere di monti arsi e dirupati, simili ad uno squallido paesaggio lunare, morbide ondulazioni di colli coronati di vigne e di agrumeti; vaste pianure fitte di impenetrabili foreste; luminose baie ospitali e ridenti; selvagge coste sferzate dall'assalto dei marosi; solitari altipiani e dolci conche ondeggianti di messi; ariosi pascoli e fresche oasi di palme... Mancavano, ancora, le creature che la popolassero: animali ed uomini. Con un soffio Iddio li creò e già stava per riprendere il viaggio verso il cielo, quando lo trattenne un pensiero. - Questa terra - Egli si disse - è troppo sola nello sconfinato silenzio delle acque. Come si comporteranno gli uomini? Si tramutò, allora, in un vecchio mandriano e, sceso sull'isola, si avvicinò ad un gruppo di pastori, che stavano mungendo le capre sulla soglia di una capanna. Appena lo videro, pur senza riconoscerlo, lo fecero entrare nella capanna e spartirono con lui il loro pane ed il loro formaggio, offrendogli così caldissima ospitalità. Tieni - gli dissero, - su ogni boccone spartito sta seduto un angelo! Il Signore fu, naturalmente, assai commosso dalla semplice bontà di quegli uomini. Rimase a vegliare con loro e, per tutta la notte, raccontò fiabe e storie bellissime. Quando, infine, spuntò l'alba, Egli si accomiatò. Avviandosi, però, verso il cielo sapeva di aver lasciato loro un dono meraviglioso: quelle fiabe. Tramandate di padre in figlio, infatti, esse sarebbero state di conforto, nella solitudine, per gli abitanti dell'isola.

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domenica 1 giugno Soltanto per gli sciocchi la vecchiaia è l'inverno. Per i saggi è il tempo del raccolto. (massima chassidica)

Ore 15.30

Ritrovo all’aeroporto di Bologna – Operazioni di imbarco

Ore 17.35

Partenza con volo di linea Meridiana per Cagliari

Ore 18.55

Arrivo a Cagliari. Trasferimento in pullman riservato per Teulada Cena e pernottamento presso l'Hotel Baia delle Ginestre

Ore 21.30

"Suoni e canti" a cura di Vera Una leggenda sarda, molto suggestiva, attribuisce a Dio lo strano nome di Eu-su-primu-cantende. Io il primo che canta, stabilendo esplicitamente un legame diretto tra il canto e l'atto divino della creazione. (da: Viaggio in Sardegna, Michela Murgia) "Sardegna: Regione autonoma" a cura di Lucia

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La leggenda del golfo degli Angeli Gli Angeli, nei tempi lontani, chiesero a Dio un dono. Dio rispose che avrebbe dato loro in dono una terra dove gli uomini si amavano, si rispettavano, vivevano felici. "So che esiste questa terra, cercatela, trovatela e sarà vostra" aveva detto loro. Gli Angeli obbedirono; scesero dal cielo e si sparsero sulla Terra. Ma ovunque trovarono cattiverie, guerre, odi. Stavano per ritornare, tristi, da Dio Padre, quando il loro sguardo cadde su una grande isola circondata da un mare tranquillo. Gli Angeli si avvicinarono rapidamente: non rumore di guerre e di distruzioni, non colonne di fumo si alzavano dalle colline fonte ove brucavano grandi greggi. E gli uomini aravano i campi non chiusi da segni di proprietà. Quei primi abitatori della Sardegna, ignari delle ricchezze della loro terra, discendenti da eroi che avevano fuggito la tirannide e l'ingiustizia, trascorrevano la loro vita in semplicità, contenti della pace e della bellezza dei luoghi. Gli Angeli salirono felici in Cielo. Riferirono al Signore ciò che avevano visto e Iddio mantenne la promessa. Gli Angeli, quindi, ridiscesero ancora sull'isola e rimasero specialmente incantati davanti al grande golfo che si apriva, come un immenso fiore turchese, all'estremo limite meridionale della loro terra. Decisero, dunque, di stabilirsi lì: in quell'arco di mare così azzurro e bello che ricordava il Paradiso. Presto, però Lucifero, invidioso di quegli Angeli felici, cercò di seminare, fra di essi, lotte e discordie, e siccome non vi riuscì tentò di scacciare gli Angeli da quel loro secondo Paradiso. Lottarono a lungo le forze del Bene e quelle del Male sulle scatenate acque del golfo. Ed ecco che alla fine, tra il lampeggiare delle folgori del demonio si levò in alto la spade scintillante dell'Arcangelo Gabriele. Fu il segno decisivo della vittoria. Lucifero steso fu sbalzato dal suo cavallo nero, dalle narici di fuoco. Allora prese la sella e, in un impeto di collera violenta, la lanciò nel Golfo, formando un promontorio che poi venne chiamato "La Sella del Diavolo".

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La sella del Diavolo ‐ Golfo degli Angeli

Sotto di esso, trovarono dapprima rifugio le pacifiche navi fenicie, poi quelle di guerra dei Cartaginesi. Poi quelle dei Romani, dei Vandali e dei Bizantini. In seguito quelle dei Pisani, dei Genovesi e degli Spagnoli. Ed infine, quelle degli Inglesi, dei Francesi e degli Americani. Così oggi gli Angeli se ne sono andati dal loro golfo incantato e lo guardano dall'alto, discendendovi, talvolta, lievi e silenziosi, all'ora del tramonto, quando il cielo si colora d'oro e di porpora.

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LunedĂŹ 2 giugno "In su bucconi pretziu s'angelu si dui sezzit" (Tra due che condividono anche solo un boccone sta seduto un angelo) proverbio sardo

Cerchio in preghiera Ore 7.30

Colazione in hotel

Ore 8.30

Partenza per Nora e visita guidata del sito archeologico

ore 10.30

Partenza per Monte Sirai e pranzo libero

ore 13.30

Visita guidata del sito archeologico

ore 16.30

Sistemazione presso l'Hotel Le Dune sulla spiaggia di Piscinas

Pomeriggio "godereccio" sulla splendida spiaggia della Costa Verde e conversazione con Pina e Chiara: "Flora e fauna della regione sarda"

ore 19.30

Cena

ore 21

Veglia: "Feminas" a cura di Sandra Bertocchi e Patrizia

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Mentre prepari la tua colazione,pensa agli altri non dimenticare il cibo delle colombe. Mentre fai le tue guerre pensa agli altri non dimenticare coloro che chiedono la pace. Mentre paghi la bolletta dell'acqua, pensa agli altri, coloro che mungono le nuvole. Mentre stai per tornare a casa, casa tua, pensa agli altri, non dimenticare i popoli delle tende. Mentre dormi contando i pianeti, pensa agli altri, coloro che non trovano un posto dove dormire. Mentre liberi te stesso con le metafore, pensa agli altri coloro che hanno perso il diritto di esprimersi. Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso, e dĂŹ: magari fossi una candela in mezzo al buio. Mahmud Darwish (poeta palestinese)

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MartedĂŹ 3 giugno Sentite la brezza che carezza il vostro corpo. Percepite il calore del sole a contatto con la vostra pelle....Se esteriormente siete davvero consapevoli, si risveglierĂ  in voi ben presto l'inizio di una consapevolezza interiore e allora diventerete sempre piĂš consci delle vostre reazioni Krishnamurti Cerchio in preghiera Ore 8

Colazione in hotel

Ore 9

Partenza per Barumini. Visita guidata al sito archeologico

ore 12.30 Pranzo libero ore 13.30 Passeggiata guidata nel parco della Giara di Gesturi. (Lettura del salmo 104)

Ore 16

Partenza per Oristano. Visita della Basilica di Santa Giusta

Ore 19

Sistemazione presso l'agriturismo Sa Roia a Cabras. Cena e pernottamento

ore 21

Veglia: "Consapevolezza per vivere nella gioia" a cura di Sofia, Luciana e Nice

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DEUS TI SALVET, MARIA Deus ti salvet, Maria chi ses de gratzias piena, de gratzias ses sa vena e-i sa currente. Su Deus onnipotente cun tegus est istadu pro chi t'hat preservadu immaculada. Beneitta e laudada subra tottu gloriosa: mama, fiza e isposa de su Segnore. Beneittu su fiore ch'est fruttu de su sinu, Gesus, fiore divinu, Segnore nostru. Pregade a Fizu 'ostru pro nois peccadores: chi tottu sos errores nos perdonet. E-i sa gratzia nos donet in vida e in sa morte e-i sa diciosa sorte in Paradisu. Amen. Canto dedicato alla Madonna che da piÚ di tre secoli i sardi continuano a cantare da soli o comunitariamente nella loro lingua. E la cantano, oltre che in chiesa, anche per strada e nelle piazze, durante le feste popolari. La cantano persone semplici, giovani e vecchi, cantanti, cori e gruppi musicali. L'hanno cantata anche Maria Carta e Fabrizio De Andrè. 11


Mercoledì 4 giugno « Questa terra non assomiglia ad alcun altro luogo. La Sardegna è un'altra cosa: incantevole spazio intorno e distanza da viaggiare, nulla di finito, nulla di definitivo. È come la libertà stessa » (David Herbert Lawrence,da Mare e Sardegna, 1921)

Siamo spagnoli, africani, fenici, cartaginesi, romani, arabi, pisani, bizantini, piemontesi. Siamo le ginestre d’oro giallo che spiovono sui sentieri rocciosi come grandi lampade accese. Siamo la solitudine selvaggia, il silenzio immenso e profondo, lo splendore del cielo, il bianco fiore del cisto. Siamo il regno ininterrotto del lentisco, delle onde che ruscellano i graniti antichi, della rosa canina, del vento, dell’immensità del mare. Siamo una terra antica di lunghi silenzi, di orizzonti ampi e puri, di piante fosche, di montagne bruciate dal sole e dalla vendetta. Noi siamo sardi”. Grazia Deledda

Cerchio in preghiera Ore 8

Colazione in agriturismo

Ore

Con un trenino turistico appositamente prenotato per noi raggiungeremo il sito archeologico di Tharros. Dopo la visita il trenino ci condurrà lungo la costa del Sinis sino a capo San Marco

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ore 11.30

Visita Chiesa di S. Giovanni

ore 12.30

Pranzo libero

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ore

13.30

Partenza in pullman per il sito di S. Cristina e Nuraghe di Losa.

ore 17

Passeggiata lungo la spiaggia di quarzo di IsArutas

ore 19

rientro in agriturismo

ore 20

cena

ore 21 -

Incontro con Michela Murgia: "Vi racconto la mia terra"

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Terra amara di Sardegna Terra amara, cielo nero, pane nero, miele amaro.! Ahi! pane del Campidano, bianco per chi lo mangia nero per il mietitore. Ahi! vino dell'Ogliastra, dolce per chi lo beve fiele per lo zappatore. Ahi! carbone del Sulcis, fuoco per chi si scalda gelo per il minatore. Ahi! Sardegna, Sardegna, nuraghe di silenzio nuraghe di dolore. Terra amara, cielo nero, pane nero, miele amaro. Francesco Masala

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Giovedì 5 giugno “.............lasciarci coinvolgere senza riserve negli eventi dell’invecchiare. E questo richiede oltre che curiosità anche coraggio. Per coraggio intendo la forza di abbandonare le vecchie idee....".Hillman, da La forza del carattere

Per vivere ci vuole coraggio, non perché la vita spaventi, ma perché così la vita è più vera. Don Ciotti.

Cerchio in preghiera Ore 7

Colazione

Ore 8

Partenza per Macomer

Ore 9.15

Partenza del trenino verde per Bosa

Ore 12

Pranzo libero

Ore 13

Risalita in battello del Fiume Temo.

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Nel pomeriggio, mare permettendo, escursione in battello sino a capo Marrangiu casa dei grifoni.

In alternativa escursione nei paesini circostanti ricchi di tradizioni. ore 18

Sistemazione presso l'Hotel Sa Lumenera a Bosa

Ore 20

cena

Ore 21

veglia: "Per essere felici ci vuole coraggio" a cura di Lucia, Sandra, Valeria, Giuseppina

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venerdì 6 giugno

La vecchiaia è la sede della sapienza della vita. I vecchi hanno la sapienza di avere camminato nella vita,come il vecchio Simeone, la vecchia Anna al Tempio. E proprio nella sapienza ha fatto loro riconoscere Gesù. Doniamo questa sapienza ai giovani: come il buon vino,che con gli anni diventa più buono, doniamo ai giovani la sapienza della vita. (Papa Francesco) Cerchio in preghiera Ore 8

Prima colazione

Ore 9

Partenza per Alghero.

Ore 10.30 Escursione in battello (mare permettendo) nella grotta del Nettuno Pranzo libero

Ore 15

Visita guidata della città di Alghero

Ore 17.30 Partenza per Bonorva. Ore 20

Sistemazione nella casa Vacanze di San Salvatore da Horta. Cena e pernottamento

Ore 21

Veglia: "Insegnaci a contare i nostri giorni e acquisteremo un cuore saggio" Salmo 90 a cura di Anna e Lua

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Sabato 7 giugno I vecchi sono così pericolosi perché non hanno più paura. Mark Twain Cerchio in preghiera

ore 8

colazione

ore 9

Partenza per il nuraghe di Santu Antine. Visita del sito.

ore 11

Partenza per la visita guidata della basilica di San Pietro in Sorres

Ore 12

Pranzo Libero

Ore 13

Partenza per la visita alle Basiliche romaniche-pisane di Santissima Trinità di Saccargia, Santa Maria del Regno e Sant'Antioco di Bisarcio

ore 17

partenza per Olbia

ore 20.15

imbarco per Bologna

ore 21.15

arrivo e tanti saluti

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dedicata a noi tutte Le tue rughe Quanto mi sono care le tue rughe, quella a lato degli occhi ad addolcire il tuo sguardo, e quella che ti segna aggrottando la fronte, quella della preoccupazione del tempo che scorre e lascia il segno sul tuo fragile corpo, ma la ruga che amo di piÚ è quella a lato della bocca che delinea il tuo dolcissimo sorriso Paola Pittalis (poetessa sarda)

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SORELLE In un giorno molto caldo una giovane donna sposata andò in visita a casa di sua madre e, insieme,si sedettero su un sofà a bere the ghiacciato. Mentre parlavano della vita, del matrimonio,delle responsabilità e degli obblighi dell'età adulta la madre pensosa fece tintinnare i suoi cubetti di ghiaccio nel bicchiere e lanciò un'occhiata serena e intensa alla figlia: "Non dimenticare le tue Sorelle!" raccomandò, facendo turbinare le sue foglie di the sul fondo di vetro: "Esse saranno sempre più importanti man mano che invecchierai". Non importa quanto amerai tuo marito,né quanto amerai i bambini che potrai avere: avrai sempre bisogno di Sorelle. Ricordati di viaggiare con loro ogni tanto: ricordati di fare delle cose con loro...ricordati che 'Sorelle' significa TUTTE le donne... le tue amiche, le tue figlie, e tutte le altre donne che ti saranno vicine. Tu avrai bisogno di altre donne, le donne ne hanno sempre bisogno." "Ma che strano consiglio!" pensò la giovane donna "Non mi sono appena sposata? Non sono appena entrata nel mondo del matrimonio? Adesso sono una donna sposata, per fortuna! Sono adulta! Sicuramente mio marito e la famiglia cui stiamo dando inizio saranno tutto ciò di cui ho bisogno per realizzarmi!". Ma la giovane donna ascoltò sua madre e mantenne contatti con altre donne ed ebbe sempre più 'sorelle' ogni anno che passava. Un anno dopo l'altro venne gradualmente a capire che sua madre sapeva molto bene di cosa stava parlando: stava parlando di come, mentre il tempo e la natura operano i loro cambiamenti e i loro misteri sulla vita di una donna, le sorelle sono il suo sostegno. Dopo più di cinquanta anni vissuti in questo mondo, questo è tutto ciò che ha imparato, È TUTTO QUI: Il tempo passa. La vita avviene. Le distanze separano. I bambini crescono. I lavori vanno e vengono. L'amore scolorisce o svanisce. Gli uomini non fanno ciò che speriamo. I cuori si spezzano. I genitori muoiono. I colleghi dimenticano i favori. Le carriere finiscono. MA... le Sorelle sono là! Non importa quanto tempo e quante miglia ci siano fra voi. Un'amica non è mai così lontana da non poter essere raggiunta Quando dovrai camminare per quella valle solitaria - e dovrai camminare da sola -le donne della tua vita saranno sull'orlo della valle, incoraggiandoti,

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pregando per te, tenendo per te, intervenendo a tuo favore ed attendendoti con le braccia aperte all'estremitĂ  della valle. A volte, infrangeranno persino le regole e cammineranno al tuo fianco. O entreranno e ti strapperanno da lĂŹ. Amiche, figlie, nuore, sorelle, cognate, madri, nonne, zie, nipoti, cugine e famiglia estesa,tutte benedicono la tua vita! Il mondo non sarebbe lo stesso senza donne. Quando abbiamo cominciato questa avventura denominata femminilitĂ  non avevamo idea delle gioie o dei dispiaceri incredibili che avremmo avuto davanti. NĂŠ sapevamo quanto avremmo avuto bisogno le une delle altre. Ogni giorno, ne abbiamo ancora bisogno. autore sconosciuto

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Hanno partecipato 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. 19. 20. 21. 22. 23. 24. 25. 26. 27.

Angelici Giuseppina Baietti Laura Bastia Bernardetta Bertocchi Alessandra Bianconi Paola Bondioli Maria Luisa Cammelli Lucia Cevenini Giuseppina Fabbri Alba Fabbri Maria Annunziata Jaffei Valeria Maliszewska Halina Marino Patrizia Matarese Luciana Mileant Sandra Mileant Vera Pirazzoli Francesca Romana Sabbadini Anna Scandellari Virginia Senni Sofia Sibona Chiara Torresani claudia Tubertini Giuliana Ugolotti Nice Vanzini Jolanda Visani Claudia Vittori Claudia

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Bozza libretto sardegna n 3