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Anno XIV n° 3 - Marzo 2012

APERTURA

PRIMO PIANO

ELEZIONI COMUNALI Frosinone al voto, le interviste ai candidati Strambi a pag. 2

Eccellenze Ciociare: uno speciale su prodotti, sagre, specialità nostrane Antonucci a pag. 3

VARIE CINEMA - L'esclusivo incontro con Denny De Vito Salomone a pag. 17 SPORT - Frosinone Calcio: intervista al portiere Massimo Zappino Strambi a pag. 18

...Tra i dieci posti peggiori al mondo... Un'impietosa classifica posiziona il capoluogo ciociaro tra i posti più brutti al mondo dove essere trasferiti per lavoro. Anche se pare un pò forzata, questa notizia potrebbe dare spunto ai candidati a sindaco per spiegare come tenteranno di rilanciare la città qualora eletti. Antonucci a pag. 5

Frosinone


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Apertura SPECIALE ELEZIONI COMUNALI A cura di: Riccardo Strambi

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n uno spirito di mero servizio pubblico, abbiamo contattato i candidati “forti” alle prossime elezioni comunali del capoluogo ciociaro, ponendo a tutti le stesse quattro semplici domande: dai motivi per la nuova candidatura ai punti salienti del programma elettorale, passando per le sensazioni personali sino a dei giudizi sui diretti avversari. Il sindaco uscente Marini, seppur contattato nelle stesse modalità degli altri candidati, non è riuscito a rendersi disponibile per via dei “numerosi impegni elettorali e di fine mandato”. Nel numero di aprile, per dar vita ad una corretta informazione, elaboreremo un’uscita “maggiormente politica”, concedendo lo stesso spazio a tutti i diretti interessati. Come è noto, almeno per quel che concerne i nomi dei candidati, non si respira alcuna aria nuova a Frosinone. Cambiano però le strategie: quelli che un tempo viaggiavano a braccetto, leggasi Marzi-Marini, oggi corrono autonomamente andando a spaccare il centro-sinistra. Sarà un assist decisivo alla corsa dell’avvocato Ottaviani? In tempi in cui “ballano” ancora numerose alleanze, è presto per darsi una risposta.

Domenico Marzi: “Dall’amministrazione uscente risultati penosi. Ho i numeri giusti”

Quali motivi l'hanno spinta a candidarsi nuovamente? "Tanti cittadini di Frosinone, persone provenienti da percorsi diversi, differenti per sensibilità e impegno politico, mi hanno sollecitato a prendere, di nuovo, questo impegno con la città. A ciò si aggiunga la presa di coscienza derivante dalla penuria di risultati raggiunti dall'attuale giunta. Che, soprattutto in materia di concertazione urbanistica, ha mostrato tutta la propria debolezza amministrativa". I punti di forza del suo programma? "La portata civica del mio impegno e l'idea di città che intendo realizzare, concretamente, sono state immediatamente condivise dall'Italia dei Valori: da questo terreno comune si è generata la convergenza che ha portato alla nascita della coalizione, formata dall'Idv, appunto, e da due liste civiche dall'orientamento trasversale. Abbiamo trovato forte coesione sul programma. Non ci interessava corredarlo di sogni che difficilmente diventeranno realtà (come aeroporto e interporto). Né era nostra intenzione fare promesse: le promesse non mantenute e il prevalere di logiche particolaristiche hanno provocato, sul nostro territorio, ferite ancora non sanate. Il nostro programma, in poche pagine, condensa una serie di progetti che

riteniamo improrogabilmente da attuare. Ogni voce indica quali provvedimenti riteniamo opportuno adottare nei vari settori - dalle politiche sociali all'urbanistica, dai lavori pubblici all'ambiente - allo scopo di ricostruire un tessuto urbano, sociale, economico, che appare oggi disgregato. Per immettere di nuovo linfa in questo organismo allo stremo servono concretezza e trasparenza. Serve il coraggio di dire ai propri concittadini che lo stato finanziario dell'ente è disastroso (benché avessi chiuso il mio ultimo mandato, nel 2007, in condizione di avanzo di bilancio). Serve il coraggio di dire che porre un freno all'esternalizzazione degli incarichi permetterebbe un risparmio, per le casse comunali, maggiore di quello prospettato dagli annunci - ispirati alla migliore tradizione populista - di decurtazione dello stipendio dei politici eletti. Il nostro obiettivo è condurre l'ente verso il ripristino delle regole, certe e uguali per tutti, in ogni ambito amministrativo". Viste le precedenti esperienze, si sente più pronto ad affrontare questo impegno in un periodo importante per la politica in generale? "Certamente. Ho tutti i numeri per poterlo fare, quanto a esperienza ed età. Trovo stimolante, inoltre, il fatto di essere un candidato che, sostenuto dall'Idv e da due civiche, si pone, di fatto, fuori dagli schieramenti tradizionali, traendo la propria forza da un consenso proveniente dall'opinione pubblica che ormai, come dicono i dati, non si riconosce nei partiti se non nel misero numero del 4%". Crede di poter puntare alla vittoria diretta? Nel caso si andasse al ballottaggio, chi crede sia l'avversario più credibile? "Spetterà ai cittadini deciderlo. Nel caso si andasse al ballottaggio, credo che l'avversario più credibile sia Nicola Ottaviani".

Ceccano: cinque candidati in sfida Centro destra e centro sinistra spaccati. Il quinto candidato viene dai "movimenti"civici aranno 5 i candidati a contendersi la poltrona di primo cittadino nella città fabraterna, in una tornata elettorale in cui centrosinistra e centrodestra si presentano divisi al loro interno. L'attuale maggioranza cittadina, infatti, presenterà 2 candidati, ovvero Manuela Maliziola e Maurizio Cerroni. La prima, già presidente provinciale della Lega Consumatori, avrà l'appoggio, tra gli altri, del PSI, del PdCI, di Sel e di diverse liste civiche, guardando con particolare attenzione agli input dalla società civile. L'ex primo cittadino Maurizio Cerroni, invece, è stato scelto dal suo partito dopo un lungo tira e molla a livello provinciale proprio tra il Pd e il Psi. Un confronto che non è riuscito ad avere come sintesi una candidatura unitaria. Dall'altra parte l'assessore provinciale Massimo Ruspandini potrà contare sull'appoggio di una parte del Pdl, nelle cui fila è entrata anche l'ex assessore socialista Fiorella Tiberia, de "La Destra" e di un movimento di liste civiche. L'area degli ex Forza Italia guidata da Marco Corsi, invece, sosterrà la candidatura di Angelino Stella, che guida un gruppo di liste civiche a suo sostegno. Il quinto candidato è Salvatore Proto, rappresentante del movimento "Ceccano 2012 idee in movimento", che si è aggiudicato le primarie indette nelle scorse settimane dal gruppo nato spontaneamente nella città fabraterna. Marco Pirri

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Nicola Ottaviani: “Il mio programma con i cittadini. Siamo fiduciosi per la vittoria” Quali sono i motivi che l'hanno spinta a candidarsi? La politica per me è da sempre passione e impegno civico, e non una professione come, invece, ad altri, soprattutto nel centrosinistra frusinate, piace intenderla. Sul finire dello scorso anno, mi era stata proposta la candidatura a sindaco al Comune di Frosinone. Di buon grado diedi la mia disponibilità a patto, però, che si fosse passati attraverso il vaglio delle Primarie non solo di partito, ma di tutta l'area di riferimento. C'era la necessità che il nome del candidato a sindaco non fosse imposto dalle segreterie di partito, bensì venisse indicato dalla base, dalla gente. L'esigenza si prospettava ancora più impellente in un momento storico in cui iniziava a palesarsi una certa disaffezione verso certi schemi della vecchia politica, di una politica vista in un'ottica di carrierismo personale e come strumento di conquista di privilegi. Il risultato, poi, è stato straordinario visto che alle urne si sono, infatti, recate oltre 2.700 persone. Di queste l'80% non erano iscritte al partito. Alla città avevamo lanciato un segnale di apertura che è stato recepito in pieno, se è vero, come è vero, che tanti, che in passato hanno votato a sinistra, hanno voluto partecipare alla nostra competizione e hanno mostrato simpatia e interesse per le nostre iniziative e proposte. Evidentemente hanno colto quel segnale di cambiamento che abbiamo lanciato e quella speranza di recupero del rapporto tra cittadini e istituzioni. Quali sono i punti di forza del suo programma? Innanzitutto non sarà il mio programma, ma sarà il programma della città. Abbiamo, infatti, chiesto e stiamo chiedendo ai cittadini di aiutarci a scrivere, con le loro proposte, il programma elettorale. Frosinone non deve avere un solo sindaco, bensì 50.000 sindaci virtuali-cittadini. Ognuno può e deve contribuire al cambiamento di una città umiliata da cinque anni di malgoverno di una certa sinistra. Per questo, non più di quindici giorni fa, con la manifestazione "Se Cambi Frosinone Cambia", abbiamo distribuito oltre 5.000 questionari con i quali i cittadini hanno indicato le loro priorità e il loro problemi. Punteremo, innanzitutto, sul sociale: grande attenzione verso gli anziani e verso le problematiche del mondo giovanile, concentrandoci, soprattutto, sul dramma della disoccupazione; poi la qualità della vita: Frosinone è in fondo a tutte le classifiche e con un inquinamento alle stelle; le grandi opere; la finanza di progetto; la rivoluzione del trasporto pubblico urbano con formule integrate; il recupero e la riqualificazione di due quartieri come lo Scalo e il centro storico, che stanno pa-

gando quindici anni di politiche fallimentari e di ingiustificata indifferenza da parte del centrosinistra. Viste le precedenti esperienze, si sente più pronto ad affrontare questo importante impegno, specie in un periodo così delicato per la politica in generale? Anche dieci anni fa, quando mi candidai a sindaco, ero pronto. Poi per un pugno di voti non riuscimmo a conquistare la vittoria al primo turno. Adesso c'è sicuramente una visione diversa delle cose, dovuta anche a una diversa maturità, frutto di esperienze di vita e professionali che inevitabilmente portano a vedere la realtà in maniera differente. Su una cosa, però, non sono cambiato. Le motivazioni che mi spingono ad impegnarmi politicamente sono sempre le stesse. La politica non deve e non può essere una fonte di reddito primaria per chi la pratica, soprattutto in realtà amministrative medio-piccole come la nostra. Chi fa la politica di professione e smette di lavorare, o peggio ancora non ha mai lavorato in vita sua per fare il consigliere comunale, l'assessore o altro, rende alla comunità un servizio pessimo, avendo perso il senso della realtà e dei problemi vissuti quotidianamente dalla gente. Per questo, con il progetto "SoliDiamo" abbiamo proposto il taglio del 50% delle indennità di sindaco e assessori. Era giusto dare un segnale concreto, e i soldi risparmiati saranno reimpiegati in progetti a favore dei giovani e degli anziani. E infine, crede di poter puntare alla vittoria diretta? Nel caso si andasse al ballottaggio, chi crede sia l'avversario più credibile? Se si partecipa a una competizione è ovvio che si punti a vincere. Primo o secondo turno non fa nessuna differenza. Siamo fiduciosi, perché riteniamo di avere un progetto di rinascita e di sviluppo della città valido, concreto, realizzabile che già ha incontrato il favore di tanti cittadini. Sui possibili avversari in un eventuale secondo turno non mi pronuncio. Non amo guardare nel giardino degli altri.


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Primo piano

Alla ricerca del mangiare bene e sano Un breve viaggio tra le eccellenze ciociare, fra qualità e riscoperte

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on fatevi ingannare dai numeri della crisi e dalla riduzione dei consumi: coloro che cercano i prodotti agro-alimentari di qualità non sono diminuiti. Lo dice Loris Benacquista, presidente della Coldiretti provinciale, ente impegnato nella difesa e nella promozione del territorio e delle sue eccellenze. La ragione sta in una diversa consapevolezza del consumatore unita al

piacere della (ri)scoperta di gusti legati alla tradizione. Ed è anche per questo che le sagre di un tempo, pur mantenendo i classici caratteri della convivialità, stanno assumendo nuovi significati, diventando occasioni per dibattiti sulla salute connessi ai pregi dei prodotti locali, pur se l'agricoltura frusinate soffre il frazionamento dei terreni avvenuto in passato. "Pescare" nel mare delle tante iniziative in giro, è

Prodotti tipici e tradizionali, tutto il gusto in tavola

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i si rivolge a quel pastore che vediamo pascolare nei campi i propri animali, a quel fattore che ci ha indicato l'amico o il parente, a quel produttore che abita e lavora vicino casa. È il modo più diretto e sicuro per acquistare i prodotti tipici e tradizionali del nostro territorio, prodotti genuini che non dovrebbero mancare sulla nostra tavola. Solo nella provincia di Frosinone ne esistono 106 (ma il numero è in aumento) e sono censiti dall'Arsial (reperibili sul sito www.arsial.it). Elencarli tutti è impossibile, ci limitiamo ad un

cosa difficile, ma abbiamo selezionato 3 fra itinerari e appuntamenti, assolutamente da non perdere. Nel Nord della Ciociaria, 32 aziende si sono consorziate per promuovere la "Strada del vino cesanese": visite guidate, passeggiate a piedi o in mountain bike per valorizzare le peculiarità enologiche, gastronomiche, storiche ed ambientali presenti nel territorio tra Serrone, Paliano e Piglio, dove ogni anno - ad inizio ottobre - si celebra la festa della vendemmia, un momento popolare per celebrare questo Docg che sta conoscendo una nuova stagione di successo. Spostandosi a Campoli Appennino, la fa da padrone sua maestà il tartufo, del quale non si apprezzano solo sapore e odore ma anche le sue caratteristiche organolettiche, al

centro ogni anno (primavera e autunno) di un convegno che "monitora" le condizioni del territorio dal punto di vista ambientale (il tartufo ci dice infatti qual è il grado di inquinamento). E sempre a Campoli, da qualche anno ha ripreso vigore la "Sagra della miseria": piatti "poveri" fatti con prodotti semplici ma genuini. Infine, la "Sagra del gambero di fiume", tenutasi di recente ad Isola del Liri: una manifestazione voluta per gustare una tipicità della città della cascata. Ricette di una volta per un prodotto che sta timidamente riapparendo sulle nostre tavole, dopo un lungo periodo nel dimenticatoio.

Speciale a cura di

Pietro Antonucci

Formaggio, mozzarella, tartufo locali... attenti all'inganno!

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ipotetico "menù" a base di alcuni di essi: si inizia con un antipasto di salumi, verdure e formaggi (lonza di Paliano, salsiccia di Castro dei Volsci, peperone di Pontecorvo, rapa catalogna di Roccasecca, conciato di San Vittore e mozzarella di bufala di Amaseno) accompagnato dal pane di Fumone; come primo un classico piatto di fettuccine con il ragù di frattaglie oppure una pasta con i fagioli "ciavattoni" di Filettino, condita con l'olio extravergine di Veroli; di seondo un po' di abbacchio delle colline ciociare e un contorno con i broccoletti di Alatri; come dolce, qualche fetta di "ciammellone" di Morolo e qualche torroncino di Alvito; il tutto innaffiato da un Cabernet di Atina; per digerire, un goccio di ratafia dei Monti Ernici.

on è tutto oro quel che luce. Se il "made in Italy", da un lato, resta un marchio che può fornire opportunità economiche ed occupazionali, dall'altro occorre prestare attenzione perché sul mercato si trovano prodotti abilmente contraffatti che danneggiano il settore. Di solito si pensa alle imitazioni del parmigiano-reggiano, ma non solo. Esiste infatti tutta una gamma di prodotti che ha una sua incidenza anche nel comparto locale, proteso tra mille difficoltà a ricavarsi nicchie di consumatori sempre maggiori. Gli ultimi casi sono stati segnalati dalla Coldiretti di Frosinone: si parte dal pecorino di Picinisco, che ha un suo "concorrente" in un formaggio prodotto interamente in Romania grazie anche a finanziamenti statali; da qualche mese è presente da noi la terfezia, un fungo che assomiglia molto al tartufo bianco di Campoli Appenino (ma dal prezzo più basso), importato da Albania e Marocco; più datata ma sempre attuale l'imitazione della mozzarella di bufala, prodotto principe di Amaseno e Vallecorsa. Contro le speculazioni, la Coldiretti invita i consumatori a prendere sempre informazioni dettagliate e si sta battendo per far applicare con rigidità le leggi sull'etichettatura.

Come controllare l'extravergine: ecco il sistema "Rintraccia l'olio del Lazio". Via web

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'olio sulla nostra tavola? È possibile controllarne tutti i passaggi, a partire dal frutto colto sulla pianta. Il tutto grazie al portale informatico regionale (indirizzo: www.rintraccia-olio-lazio.it) per la tracciabilità del prodotto, realizzato con l'obiettivo di monitorare la filiera olivoleica territoriale. Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione tra Arsial e le più rappresentative associazioni di pro-

duttori. Concretamente, con il portale si intende offrire uno spazio di visibilità alle aziende, che nella nostra provincia sono numerose, e al tempo stesso rispondere alla giusta domanda di trasparenza proveniente dal mondo dei consumatori, che potranno ricostruire la storia dell'olio. Allo stesso tempo, con la realizzazione di un sistema informatico flessibile ed applicabile ad una realtà pro-

"Stranezze...Ciociare" "Stranezze..Ciociare" è una nuova rubrica che proponiamo ai nostri lettori con l'intento di condividere alcune notizie, tra il buffo e il verosimile, su fatti che giornalmente accadono nella nostra provincia e vengono riportati sui mezzi di comunicazione. Delle stranezze, appunto, che in qualche modo attirano l'attenzione dei lettori per la 'simpatia' che i fatti stessi evocano. Ecco le prime quattro scelte per voi: Domenica ecologica a Frosinone, mul-

tato anche il sacerdote Nella domenica ecologica del 14 marzo nel capoluogo ciociaro, tra i tanti multati, c'è stata anche una vittima 'illustre': don Pasqualino Fabrizi, infatti, è stato sanzionato mentre andava a dir messa alla Chiesa della stazione. Dovendo poi raggiungere la cattedrale per un battesimo in programma, laconico è stato il commento del sacerdote: "Per arrivare nell'altra Chiesa, basta questa di multa o dovrò prenderne un'altra?". Misure sbagliate per i nuovi loculi a Fumone, le bare non c'entrano Ebbene sì, nelle nuove costruzioni al ci-

duttiva articolata come quella locale, si vuole offrire ai produttori uno strumento agile che consenta di rispondere alle normative relative alla tracciabilità di prodotto e all'etichettatura obbligatoria, ma anche di ottimizzare la gestione del processo produttivo a livello aziendale. Una maggiore sicurezza per il consumatore, una "vetrina" per il produttore.

mitero del paesino di Fumone, gli operatori compiono veri e propri 'miracoli' per le nuove tumultazioni. I lavori di rifinitura pare che abbiano ridimensionato gli spazi. Errori progettuali o anche i poveri defunti sono obbligati a pagare la crisi? La figlia va a Roma per l'università. I genitori posizionano un webcam per controllarla Preoccupati per quello che potrebbero 'combinare' i vostri figli lontano da casa? Tranquilli, c'è già chi ha studiato un rimedio alquanto bizzarro. Una coppia di 'apprensivi' genitori di Atina, infatti, ha dato vita ad una sorta di 'Grande Fratello' domestico per controllare i comportamenti della figlia nella nuova abi-

tazione. E - ci chiediamo noi - per quando la povera ragazza usciva di casa, cosa avranno escogitato mai? Giovane, carino e (finto) finanziere: prometteva matrimoni e scappava con il malloppo Pare che arrivasse anche a frequentare corsi prematrimoniali in modo da poter convincere la vittima di turno a consegnare i soldi per l'anticipo del pranzo nuziale e per la caparra del mobilio nel futuro nido d'amore. Il finto finanziere è stato arrestato a Caserta. Adescava donne, prometteva amore eterno e poi spariva dopo aver preso denaro. Tra le vittime anche alcune ciociare. Chi era il complice del furbetto di turno? Sua madre.. Riccardo Strambi


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Ambiente

Biodegradabile e compostabile: dov'è l'inganno?

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on l'arrivo della raccolta differenziata sono molti i nuovi vocaboli che abbiamo iniziato ad utilizzare, spesso però rimanendo vittime di equivoci e malintesi. Un esempio è proprio quello dei termini "biodegradabile" e "com-

postabile": forse non è noto a tutti, ma la differenza tra i due termini e la relativa differenza in chiave ambientale è ampia e non sottovalutabile. Se un materiale è biodegradabile significa che alcuni organismi sono in grado di decomporlo in

composti più semplici, permettendo ai suoi componenti di "sciogliersi" in natura, seguendo un processo che potrebbe durare anche centinaia di anni. Ciò che può essere tranquillamente gettato nell'umido, insieme alla frazione organica, invece,

Pm10, in Ciociaria il 2012 è già inquinato

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iorni, mesi, anni. Nulla cambia: sono numerose le città in provincia ad aver già superato abbondantemente i limiti di tolleranza delle polveri sottili. Maglie nere della Ciociaria sono Ceccano, Frosinone e Alatri: già a febbraio i livelli di inquinamento (pm10, per l'esattezza) avevano superato i 50 microgrammi per metro cubo per più di 35 giorni. E pensare che il 2012 è appena iniziato. Nella prima metà di marzo è Ceccano a guadagnare il record negativo, oltrepassando i limiti consentiti per ben 62 giorni dall'inizio dell'anno; a seguire Frosinone con 53 e Alatri con 43. Ma anche in altre città della provincia, come Ferentino e Cassino, l'aria è irrespirabile. Il reiterato allarme smog non fa che confermare un problema grave, in grado di mettere seriamente a repentaglio la salute di ognuno di noi. Le misure di contrasto che alcuni comuni hanno adottato, come targhe alterne e blocchi sono im-

è compostabile: si tratta di un materiale biodegradabile e disintegrabile, che ha bassi livelli di metalli pesanti e, soprattutto, si decompone in appena tre mesi. In altre parole, ciò che è compostabile è sicuramente biodegradabile, ma non è detto il contrario. L'inganno, per quanto riguarda i sacchetti di plastica, fa riferimento proprio alla loro biodegradabilità: sono in circolazione tante buste su cui spiccano scrit-

te come "biodegradabile", "ecocompatibile", "riciclabile", ma non quella più importante: "compostabile". Queste buste, infatti, non devono essere utilizzate per la raccolta dell'organico: pur essendo biodegradabili, sono composti da una "bio-plastica" ricca di additivi e metalli pesanti in grado di disperdersi e danneggiare l'ambiente. Miriam Minnucci

Shopper di plastica in commercio per tutto il 2012 Prorogati i termini per la messa al bando, per i trasgressori niente multe fino al 2013

L prescindibili, ma non sono abbastanza: la speranza è che dall'azione unanime di tutte le amministrazioni ciociare nascano nuove politiche in grado di delineare efficaci contromisure. Miriam Minnucci

a Commissione Ambiente della Camera ha concesso una proroga alla distribuzione delle buste inquinanti, rimandando di sei mesi la data entro cui il Governo dovrà finalmente emanare un decreto per definire le caratteristiche tecniche degli shopper monouso ecologici. Risultato? Fino al 31 dicembre 2012 i vecchi sacchetti di plastica potranno ancora essere commercializzati. Il divieto per le buste non biodegradabili, entrato in vigore il primo gennaio del 2011, rimane ugualmente attivo, ma alla proroga iniziale se ne aggiunge un'altra relativa alle sanzioni: i trasgressori non verranno multati fino al 31 dicembre del 2013. Una notizia che segna un passo indietro rispetto agli sforzi fatti, allontanandoci ancora da una decisione importante per la salvaguardia dell'ambiente. Miriam Minnucci


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News dal Capoluogo

Anche il capoluogo ciociaro tra i posti peggiori dove essere trasferiti

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a lettura lascia poco o nulla all'interpretazione: tra i dieci peggiori posti al mondo (!) nei quali poter esser trasferiti per ragioni di lavoro, c'è Frosinone. Eh, sì, anche il capoluogo ciociaro figura in una "lista nera" che raggruppa località dove, per condizioni sociali, culturali, economiche, andare ad abitare rappresenta una sventura più che una fortuna. È pure vero che spesso non bisogna fare troppo affidamento a ogni classifica che viene stilata, ma, se si vanno a considerare le motivazioni che hanno spinto l'estensore a collocare Frosinone in

questa brutta graduatoria, non si percepiscono molti torti: "Traffico e smog come in una città grande e dinamica. Poco e nien-

te da fare come in un paesino. La natura intorno non è male ma il traffico congestionato impedisce di raggiungerla proprio facilmen-

Frosinone

te. Eh sì, Frosinone è proprio uno dei peggiori posti in Italia in cui esser trasferiti. Meglio stare alla larga e optare nel caso per una casetta tra gli ulivi in un paese limitrofo". In questa classifica, che appare sul sito www.zingarate.com, Frosinone viene accomunata a Buford nel Wyoming, centro americano (se così si può dire...) con due soli abitanti, alla cinese Linfen, la città più inquinata del pianeta, a Foggia, per la sua periferia degradata. Qualche dubbio, scorrendo altri nomi, viene comunque: possibile che a Frosinone si stia come a Yakutsk, in Siberia, dove la temperatura

arriva anche a -68°, oppure come a Fukushima, dove c'è stato l'incidente nucleare? I commenti sulla validità o meno della lista si sprecheranno, specie di fronte a quelle che potremmo definire provocazioni o esagerazioni. Ad ogni modo, come abbiamo detto, esistono delle ragioni che giustificano tale scelta. E la risposta alla questione è una sola: lavorare per migliorare oggettivamente le condizioni di vivibilità di Frosinone. Facilissimo da dire, molto difficile da attuare. E giriamo l'argomento ai candidati a sindaco del capoluogo. Pietro Antonucci

Insieme per sconfiggere il cancro: l'importanza dello screening

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Dott.ssa Teresa Gamucci

l 24 febbraio scorso, presso il multisala Sisto, il Rotary Club di Frosinone e l'associazione L'Impegno hanno promosso un convegno sulla prevenzione oncologica. Il programma e i relatori sono riportati nella locandina sottostante. Tutti i medici intervenuti hanno posto l'accento sull'importanza della volontà individuale a seguire i programmi di screening che hanno inizio con l'invito al controllo. La prevenzione può ridurre del 30% il tasso di mortalità nella malattia oncologica, è perciò importante evitare il fai-da-te affi-

dandosi con fiducia alla struttura pubblica che, per esperienza e casistica, è in grado di riconoscere e curare la malattia nel miglior modo possibile. Il polo oncologico di Frosinone rappresenta un'eccellenza di cui la provincia va fiera. I presidii ospedalieri di Frosinone, Alatri, Sora e Cassino operano in maniera coordinata ed efficiente sotto la guida della dott.ssa Teresa Gamucci, Direttore dell'Oncologia Medica della ASL di Frosinone. Se attraverso lo screening viene individuata la malattia, il paziente viene immedia-

tamente preso in carico dalla struttura, non esistono file per la prima visita. Le cure, aderenti ai protocolli internazionali, sono garantite, gratuite e all'avanguardia. Garantito è anche il percorso post-evento oncologico, con controlli assidui e mirati alle esigenze di ogni singolo paziente. L'ultima parola del convegno spetta alla dott.ssa Gamucci che ribadisce l'importanza della prevenzione lanciando un monito: "Non lasciamoci sfuggire un'occasione". Serena Sperduti

“Combatti come una ragazza” Recensione sulla “potenza dell’essere donna” dal libro di Lisa Bevere

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e attuali immagini distorte concernenti i ruoli di genere, creano confusione riguardo a come una donna dovrebbe definire se stessa. Come può una donna sentirsi a suo agio con la propria femminilità, quando è la società che costantemente stabilisce cosa e come dovrebbe essere? Come puoi distinguere tra l'autentica idea di femminilità di Dio e le idee dell'uomo al riguardo? Viviamo in una cultura in cui donne e uomini sono incoraggiati a spostarsi verso il centro e ad allontanarsi dalle caratteristiche che distinguono il sesso femminile da quello maschile. Lisa sfida invece le donne ad accettare e celebrare se stesse come Dio le ha create. La loro femminilità è, infatti, la loro forza più grande. Le donne non sono state concepite per la battaglia, ma per la vita, il nutrimento e le relazioni. Forse è per questo che non reggiamo bene il conflitto. Ma allora è sbagliato per le donne battersi? No. Non più di quanto lo sia per gli uomini. Non siamo stati creati per distruggere, ma per la crescita, l'ordine e la coltivazione. E verrà un giorno in cui le armi saranno deposte. La Bibbia afferma che le spade saranno trasformate in vomeri d'aratro (Isaia 2/4). Poi uomini e donne ritorneranno alle loro dinamiche relazionali originarie. Ma in questo momento, c'è un problema: esiste una battaglia in corso e generazione dopo generazione l'ostilità cresce. "Allora il dragone s'infuriò contro la donna e andò a far guerra a quelli che restano della discendenza di lei che osservano i comandamenti di Dio e custodiscono la testimonianza di Gesù (Apocalisse 12-17)”. Chi conduce questa guerra senza fine contro Eva, le sue figlie, e ogni vita umana passata attraverso il suo ventre? Un serpente. La guerra iniziata da un serpente astuto adesso coinvolge il grande dragone e tutti i suoi seguaci. Nel giardino brandì abilmente la sua arma dell'inganno e riuscì a rubare il dominio della terra ai due che erano uno. Questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno (Genesi 3_15). Dov'è allora questo ribaltamento? Dov'è la prova della sconfitta del nemico? Credo che cominceremo ad assistere ad una svolta, quando smetteremo di fare un cattivo uso delle nostre potenzialità e della nostra autorità. Che cosa accadrebbe se le donne usassero il loro discernimento e la loro influenza per guarire e nutrire? Che cosa accadrebbe se gli uomini usassero la loro forza per perseguire la verità e la giustizia? Che cosa accadrebbe se gli uomini lottassero da uomini e le donne riuscissero davvero a battersi come ragazze. Vinceremmo tutti. Gli uomini otterrebbero il rispetto che hanno perduto e le donne recupererebbero la potenza dell'amore. Se desideri approfondire l'argomento trattato, puoi trovare disponibile nella biblioteca del Centro Evangelistico “Sua Gloria” una copia del libro (Combatti come una ragazza di Lisa Bevere) da cui sono stati tratti questi spunti.


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News dal Capoluogo

"MENO BEVO PIU' VIVO" Partita la seconda campagna contro l'abuso di alcol e droghe tra i giovani alla guida

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naugurata la seconda annualità della campagna di sensibilizzazione promossa dalla Presidenza e dall'assessorato alle Politiche giovanili della Provincia di Frosinone "MENO BEVO PIù VIVO". Il progetto nasce allo scopo di ridurre gli incidenti stradali causati dall'alcol e si rivolge, pertanto, alle giovani generazioni che sempre più frequentemente si mettono alla guida in stato di ebbrezza distruggendo non soltanto la propria vita, ma anche quella degli altri. Il progetto "BEVO +VIVO 2" è realizzato e coordinato dal team creativo della Gm Group di Greta Mariani e con la stretta collaborazione dell'ACAT Ciociaria (associazione che raduna i

club di alcolisti in trattamento), in particolare della presidentessa, la psicologa Deborah Catallo. Il tutto è stato presentato ufficialmente nel salone di rapp re s e nt a n z a dell'Amministrazione provinciale di Fro-

Da sinistra: I protagonisti dello spot, Tagliaferri dell'ACI, Catallo dell'ACAT, il consigliere provinciale Amata, Greta Mariani GMGroup, i curatori del cortometraggio

sinone lo scorso 2 marzo alla presenza del Presidente della Provincia On.le Antonello Iannarilli, dell' Assessore Massimo Ruspandini, del Consigliere con Delega alle politiche giovanili Andrea Amata, del Professore

Incontro col procuratore capo di Frosinone De Falco

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bbiamo incontrato il procuratore capo di Frosinone Giuseppe De Falco, impegnato in un ciclo di conferenze nelle scuole medie superiori della provincia atte alla sensibilizzazione e all'educazione alla legalità dei ragazzi. Dottor De Falco, lei è un esperto giudice antimafia, dove e come ha acquisito tale bagaglio di conoscenze? "Vengo dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma - risponde il procuratore con gentilezza - dove io e il mio gruppo ci siamo occupati di criminalità organizzata, di ecomafia e traffico di rifiuti tra il Lazio e la Campania con risultati soddisfacenti, ma c'è ancora molto da fare anche e soprattutto qui in Ciociaria per l'ovvia posizione geografica". Prima di questi incarichi nell'antimafia di cosa si occupava? "Nell'antimafia vi lavoro da molti anni - continua De Falco - posso ricordare tra i casi più eclatanti quelli della scom-

parsa di Emanuela Orlandi e l'inchiesta sulla scalata a Rcs". Com'è la situazione delle infiltrazioni mafiose in Ciociaria e quali contromisure state attuando? "Abbiamo ottenuto dal ministero risorse tecnologiche ed umane di primissimo piano: uomini e mezzi schierati in un vero e proprio pool per contrastare le infiltrazioni di camorra e 'ndrangheta, che stanno cercando di dividersi il territorio ciociaro, collocando propri uomini nell'ambito degli appalti edilizi, del traffico di stupefacenti, dell'usura, delle estorsioni, fino a sfiorare le pubbliche istituzioni e gli enti locali. Lo stretto rapporto di intenti - conclude il procuratore - tra questura e prefettura, in collaborazione con la società civile, daranno una spallata decisiva al potere mostruoso delle mafie". Patrizio Minnucci

dell'università di Cassino Formisano, del consigliere regionale Annalisa D'Aguanno e del Presidente di Unindustria Pigliacelli. Nella stessa mattinata sono stati proiettati per la prima volta lo spot televisivo, le interviste doppie stile "Iene" e il cortometraggio creati appositamente per questa campagna di comunicazione. L'AC Frosinone ha partecipato attivamente fornendo ai creativi lo spunto per l'avvio della storia narrata nel cortometraggio. Tutto, infatti, si ispira si ad una storia vera, tant'è che l'attore protagonista nel corto, EnzoMoretti, racconta la sua vera storia personale, ma prende spunto dal libro fotografico Graffiti dell'Anima, della d.ssa Angela Giò Ferrari, un' infermiera professionale degli Ospedali Civili di Brescia che ha fotografato tutte le scritte di speranza lasciate da parenti e amici di persone ricoverate nel reparto rianimazione dello stesso nosocomio, nella tromba delle scale di emergenza prima che tutto venisse ricoperto dall'imbiancatura predisposta dalla direzione sanitaria. Gli scatti sono stati radunati in un toccante libro che viene presentato da anni in giro per l'Italia per conto dell'ACI in apposite conferenze già messe in campo a Frosinone dall'Automobile Club con le scuole del territorio e in programma anche a primavera proprio nell'ambito della campagna Meno Bevo più Vivo. Andrea Tagliaferri


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Provincia

La parcella della discordia L'amministrazione comunale prosegue l'iter di opposizione alle richieste del professor Pinto sull'omonimo "Piano" di rilancio. Sotto accusa la mancata rivalutazione ISTAT piazza Trento e Trieste, l'ultimo in ordine cronologico, ad avere avuto un responso da parte della magistratura, è stato quello riguardante la causa avviata con il professor Eugenio Pinto, consulente dell'amministrazione Bonanni nonché artefice dell'arcinoto piano Pinto del 2009 di rimodulazione dei contratti allora vigenti con Sangemini. Al piano ideato Il consigliere comunale Mauro Coletta dal professor non è stato FIUGGI - L'Istat della discordia dato seguito dall'amministraziotorna dirompente nelle faccende ne Martini, che anzi ha avviato del comune termale. Tra i vari un contenzioso con lo stesso sulcontenziosi intrapresi dall'ente di la parcella vantata. Una sezione

del Tribunale civile di Roma si è pronunciata in primo grado, sul suddetto contenzioso stabilendo che la prestazione professionale del professor Pinto deve essere regolarmente remunerata, ed evidenziando inoltre che l'adeguamento Istat era presente nei contratti che il professor Pinto aveva ideato. L'amministrazione Martini ha invece sempre negato che tale adeguamento fosse stato inserito nelle articolazioni contrattuali. Il sindaco Fabrizio Martini è pronto ad appellare la sentenza di primo grado, resta il fatto però che la decisione della magistratura, è destinata a creare nuove polemi-

Unindustria: "No alla tassa di soggiorno, meglio quella di scopo" FIUGGI - L'amministrazione comunale della cittadina termale, seguendo le fila di altri comuni italiani, è intenzionata ad applicare quanto prima la tassa di

soggiorno. La tassa potrebbe diventare operativa già a partire dal mese di aprile dopo aver ricevuto l'approvazione consiliare nel corso dell'assise civica di imminente convocazione. Gli operatori economici di Fiuggi, però confermano il loro disappunto. "La tassa di soggiorno penalizza il turista - ha sottolineato Antonio Russo - proponiamo una tassa di

scopo con obiettivo condiviso" La Sezione Turismo di Confindustria Frosinone chiarisce la posizione degli albergatori. Gli albergatori di Fiuggi non sono contrari a sostenere il turismo, piuttosto ritengono che questi contributi vadano regolamentati nel dettaglio e non possono essere calati dall'alto senza un minimo di condivisione. Sulla tassa di soggiorno che il Comune di Fiuggi intende introdurre, interviene quindi la sezione Industria del Turismo e del tempo libero di Unindustria Confindustria Frosinone, specificando che si è perfettamente a conoscenza che la tassa di soggiorno incide sul turista e non sull'albergatore ed è proprio per questo motivo che non si condivide questa scelta, perché non si ritiene opportuno penalizzare ulteriormente il turista in un periodo di crisi come quello attuale. "Riteniamo opportuno - continua infati Antonio Russo, Vice Presidente della Sezione Turismo di Unindustria - che al posto della tassa di soggiorno venga introdotta piuttosto una tassa di scopo, i cui fondi vadano indirizzati alla realizzazione di una struttura che possa ampliare l'offerta turistica. Ovviamente l'obiettivo da raggiungere dovrebbe essere anche in questo caso condiviso tra l'Amministrazione comunale, con la quale di fatto è già aperto un tavolo di confronto per definire congiuntamente quale deve essere il percorso da seguire, e gli operatori del settore". F. Lud.

che tra maggioranza e opposizione. Il primo ad intervenire sull'argomento è il consigliere di minoranza Mauro Coletta di Fiuggi zero dieci. << Da alcuni mesi, con l'obiettivo di tutelare i superiori interessi del Comune, Fiuggi Zero Dieci ha scelto di astenersi dal polemizzare in merito alle vertenze che vedono coinvolta l'amministrazione. I pronunciamenti dei tribunali di Roma e Frosinone pubblicati la scorsa settimana sottolinea Coletta - impongono però una repentina assunzione di responsabilità da parte di tutti i rappresentanti della comunità. Con le dichiarazioni apparse lunedì sugli organi di stampa, invece, il sindaco Martini sembra voler continuare a nascondere la testa sotto la sabbia con un atteggiamento che, a questo punto, non può essere più tollerato. Come forza di opposizione abbiamo da sempre fermamente criticato la gestione del rapporto con Sangemini tenuto dalla maggioranza. Nessuno in città avrà di-

menticato i feroci scontri avvenuti nell'aula consiliare sulla questione della clausola ISTAT. Nell'ordinanza emessa il 7 marzo a favore delle richieste del Prof. Pinto, il Tribunale di Roma osserva come la clausola di rivalutazione ISTAT fosse sempre stata in vigore fino a quando, proprio con la scrittura privata firmata dallo stesso Fabrizio Martini il 6 dicembre 2010, ATF e il Comune di Fiuggi vi hanno rinunciato a favore della Sangemini. Il Sindaco e la maggioranza sono stati ripetutamente messi in guardia da questo macroscopico "errore" di valutazione ma, nonostante ciò, hanno proseguito per la propria strada in modo autoritario e nella totale mancanza di trasparenza. Il Sindaco - conclude Coletta - farebbe bene a questo punto a venire al più presto in Consiglio comunale per rendere conto ai cittadini di Fiuggi del proprio operato e delle proprie di responsabilità>>. Francesca Ludovici

Dai diari dei ragazzi... mille lezioni di umanità TRIVIGLIANO - Nello smarrimento umano che oggi è corrente tra i giovani e i meno giovani, alle prese con tante difficoltà ed un senso diffuso di precarietà, può essere benefico e finanche salutare leggersi il piccolo testo che la comunità "In dialogo" ha dato alle stampe alcuni mesi fa. Si tratta delle voci dei ragazzi che, in 20 anni, sono passati attraverso la struttura di Padre Matteo, liberandosi dalle catene di quella costrizione che si chiama droga o alcool. Sono piccole ma grandi lezioni di vita, basate sul concetto che è a fondamento dell'attività comunitaria: l'amore. I pensieri spaziano dall'amicizia al senso della comunità, dal dialogo alla fiducia, dalla responsabilità alla conoscenza di sé, dal cambiamento alla libertà e all'interiorità. Immediatamente si nota come non ci sia banalità, ma una profondità intima che nasce dalle sofferenze e che si trasforma in una straordinaria testimonianza di vita. Scegliere una frase rappresentativa di questa pubblicazione è un esercizio difficile, ma, ricollegandoci a quanto scritto in apertura, ci ha colpito un'affermazione di Padre Matteo, che dice: "La vita può darci ancora molto, più di quello che immaginiamo: e voi, ciascuno di voi, lo merita! Con fiducia, crediamoci insieme". È una lettura agile ma densa, veloce ma carica di pensieri, che farà bene allo spirito. Pietro Antonucci

Il Principato si è insediato Il referendum votato da 711 cittadini passa con 710 Sì. Subito un anello d'oro a tutti i nuovi ministri FILETTINO - "Lo stemma del Principato di Filettino, racchiude in sé gli elementi primari che caratterizzano il paese: straordinarie bellezze naturali, ricchezza e purezza della neve. Questi elementi sono strettamente legati alla storia e alle radici culturali di Filettino, rappresentate dal campanile e dalla riproduzione dello stemma comunale, simboli che vogliono ribadire il legame del popolo filettinese con le proprie origini, ma soprattutto l'autonomia e l'indipendenza di Filettino". Poche righe, ben impresse sulla home del sito web del nuovo principato, ma essenziali a descrivere la determinazione di chi

sembrava, appena sette mesi fa, aver esposto una semplice provocazione per contestare la manovra governativa 'tagliacomuni'. Luca Sellari, sindaco di Filettino, non si è limitato agli slogan. Il Principato è nato e si è insediato ufficialmente, grazie ad un referendum dove i votanti sono stati 711 e 710 i 'sì' alla nascita del Principato. Il principe reggente Carlo Taormina poi, in seconda fase, ha firmato i decreti di nomina dei membri dell'esecutivo che guiderà il primo Principato italiano. Oltre al premier Pasquale Squitieri, hanno giurato davanti al principe reggente Carlo Taormina (che conserva l'interim il Lavoro e l'Interno) no-

ve ministri: tra i nomi più conosciuti ci sono il segretario generale del Consiglio regionale del Lazio, Nazzareno Cecinelli, che va agli Esteri. Il ministro della Salute è il prof. Augusto Mosca, Consultore del Pontificio. L'imprenditore Guglielmo Cialone diventa titolare dello Sviluppo economico con delega ai trasporti, mentre Laura Iona (moglie dell'ex sindaco di lungo corso di Trevi nel Lazio, Paolo D'Ottavi) va alla Cultura. Inoltre ci sono Maria Rosaria Galella (Giustizia), Francesca Pontesilli (Pari Opportunità), Vincenzo Giannotti (Finanze), Roberto Cocco (Lavori pubblici) e il medicochirurgo Davide Della Morte (Ambiente).

La prima "battaglia" del Principato riguarderà lo sfruttamento delle risorse idriche a Filettino, che ha il più grande bacino idrico d'Europa. Il Principato punta a ottenere quindici litri d'acqua al secondo per costruire un imbottigliamento, la realizzazione di una rete idrica nella stazione sciistica di Campo Staffi e il riconoscimento di un canone annuo da reinvestire nello sviluppo del territorio. Altri particolari? A ogni ministro sarà consegnato un anello d'oro preparato dalla gioielleria di uno dei 30 deputati appena eletti... Riccardo Strambi


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Provincia

Atti vandalici, ancora uno scempio in pieno centro Un impegno in "Prima Persona" FERENTINO - Vandali ancora in azione, scoperto pochi giorni fa, lo spostamento della "pietra della penitenza" posta in Piazza Mazzini (foto in basso). Dopo la vernice, fatta colare sulle colonne di Traia-

no, i vandali questa volta hanno preso di mira il grosso masso poggiato su un basamento che, fortunatamente, pur essendo stato sollevato e spostato dalla sua sede naturale, non è caduto. Torniamo ancora una volta a ribadire, dunque, la scarsa illuminazione di alcuni importanti siti storici della città che, continuano, ad essere protagonisti dei malintenzionati. La pietra ha una storia molto curiosa: in tempi lontani, chi in città contraeva debiti, veniva poi condannato a spogliarsi in pubblico e a sbattere con forza le natiche sopra il masso, di fronte al pubblico e ai magistrati, sdebitandosi. Anche questa volta, ci auguriamo che il Comune intervenga al più presto per sistemare il monumento danneggiato e, fornendo l'area interessata di adeguata illuminazione. Dan. Cal.

"Tesori ritrovati"... recuperati 700 libri buttati via FERENTINO - È stata ribattezzata come l'operazione "Tesori ritrovati" ed è stato un "recupero" che

cassonetto dell'immondizia. Subito dopo il casuale ritrovamento, si sono attivati i respon-

ha avuto dell'eccezionale, almeno nelle modalità. Parliamo di quanto avvenuto a fine febbraio, quando - nella centralissima Piazza Mazzini - sono stati rinvenuti qualcosa come 700 libri, abbandonati dentro e attorno ad un

sabili della Pro Loco, della biblioteca comunale e del centro studio "Ermini", che hanno raccolto il voluminoso (è il caso di dirlo!) patrimonio librario e provveduto, dopo un'attenta pulizia, a sistemarlo nella biblioteca ferentina-

te. L'intera operazione è stata illustrata nel corso di una rapida conferenza tenutasi presso lo storico Palazzo Roffi Isabelli, dove è stata sottolineata l'importanza della cultura e deprecato il gesto di chi voleva gettar via tanti libri. A proposito, si tratta di volumi, in gran parte romanzi e testi scolastici, risalenti agli anni '60. Chiaramente, la curiosità ha fatto il resto: chi è stato? Sono circolate varie ipotesi, ma senza certezze. Mistero, dunque. Probabilmente, qualcuno desideroso di svuotare la propria cantina. D'accordo: capita, nel corso degli anni, di volersi disfare di tante cose, ma era quello il mezzo più adeguato? Magari bastava una semplice telefonata alla biblioteca per donare quei volumi, anche se polverosi: un atto che avrebbe fatto onore al signore in questione.

FUMONE - Il 2 Marzo scorso alle ore 17,30 a Roma, presso l'Auditorium, si è svolto l'evento di presentazione della sede regionale di Prima Persona. Prima Persona è una associazione politica e culturale che crede e promuove una democrazia fondata sulla partecipazione popolare. Numerosi sono stati gli interventi di persone importanti. Ha partecipato e ricevuto molti consensi anche Lisa Eagles, consigliere del Comune di Fumone. Nel suo intervento, Lisa Eagles ha sintetizzato il problema principale del centro storico del borgo, uno dei più belli della provincia: l'antenna della Rai, che deturpa indubbiamente il paese. L'intervento del consigliere era riferito proprio a uno dei punti in programma dell'associazione, ovvero la promozione della bellezza nei piccoli centri storici dotati di fascino. Speriamo che questo intervento possa contribuire alla rimozione dell'antenna, o almeno possa portare ad una trattativa. Vi aggiorneremo delle prossime iniziative sui prossimi numeri di Gente Comune. Gius. Gatta

Corso gratuito di Marketing Territoriale FUMONE - L'amministrazione comunale di Morolo in partenariato con le amministrazioni comunali di Supino, Patrica e Fumone organizza il corso di formazione in Marketing Territoriale. Il corso è riservato a n. 30 partecipanti e n. 5 uditori di età compresa tra i 16 e 1 28 anni in cerca di nuova occupazione. Requisito minimo di ammissione al corso è l'iscrizione nelle liste di collocamento. In caso di un elevato numero di domande sarà effettuata una selezione in base all'età. Per i candidati al corso di età compresa tra i 16 e i 20 anni sarà requisito preferenziale l'iscrizione ad una scuola me-dia superiore. Per i candidati di età compresa tra anni 21 e 28 ci sarà una selezione basata sul possesso di diploma di scuola media superiore; iscrizione all'università o possesso di Laurea. Il corso è completamente gratuito e prevede 50 ore di formazione. Gli orari del cor-so saranno dalle 14.00 alle 19.00 in base ad un calendario prestabilito, nelle sedi che saranno comunicate successivamente. Ulteriori informazioni, il bando completo e la scheda per la partecipazione possono essere reperiti sui siti istituzionali dei comuni di Patrica, Fumone, Supino e Morolo. Il modulo di iscrizione è prelevabile sia presso le segreterie comunali che sui siti internet dei quattro enti locali, entro la data di scadenza fissata al prossimo 2 aprile. GG


Provincia

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Castello dei Conti, Cercasi "isola ecologica" per la raccolta dei rifiuti è arrivato il sito internet VEROLI - Anche a Veroli si intende avviare, come già avvenuto nella vicina Alatri, una zona da adibire ad "isola ecologica", cioè un'area dove i cittadini possono depositare quei rifiuti, specialmente quelli

pericolosi e ingombranti, che non vanno smaltiti secondo le normali procedure di consegna dell'immondizia e che, spesso, alimentano il triste ed incivile fenomeno delle discariche abusive. Per tale ragione l'Amministrazione comunale ha diramato nelle scorse settimane un avviso rivolto ai privati che rende noto come l'ente pubbli-

co sia alla ricerca di un sito nel territorio comunale della superficie minima di 2500 mq, possibilmente in un posto centrale del territorio facilmente raggiungibile da strade comunali e/o provinciali e al di fuori dei centri abitati, da adibire ad "isola ecologica-eco piazzola" per la raccolta differenziata dei rifiuti. L'area offerta dovrà essere idonea a tale scopo secondo la normativa urbanistica. Inoltre, una volta individuata l'area verranno stabilite di comune accordo le condizioni per il contratto di affitto e la durata nel rispetto della normativa di legge. Tutti coloro interessati ad offrire un sito dalla citate caratteristiche sono stati invitati a far pervenire la propria offerta presso l'ufficio di segreteria del Comune di Veroli, sito in Piazza Mazzoli 2, allegando una planimetria del sito con i riferimenti catastali. L'invito stesso scadeva pochi giorni fa: prossimamente sapremo se sono giunte offerte e se l'idea dell'isola ecologica verolana si trasformerà in realtà. Pie. Ant.

540 nuovi loculi in "gara" CECCANO - L'amministrazione comunale ha pubblicato il bando di gara per l'affidamento della costruzione di cinquecentoquaranta nuovi loculi nel cimitero cittadino. L'opera costerà circa un mi-

lione di euro, fondi che saranno interamente messi a disposizione dalle casse comunali. Più in particolare i nuovi loculi verranno divisi in quattro batterie che si svilupperanno su due piani.

CECCANO - Da qualche settimana è attivo il sito internet del Castello dei Conti de Ceccano (accessibile all'indirizzo: www.castellodeicontidiceccano.it), un portale nato per mettere in rete tutta una serie di informazioni storiche sulla città e, soprattutto, sul castello. Il sito è il risultato del lungo e laborioso lavoro svolto dai ragazzi del progetto di servizio civile "Città Nuova", coordinati dal responsabile della biblioteca dottoressa Franca Di Mauro. Navigare in questo sito rappresenta un'autentica scoperta, grazie ai numerosi argomenti trattati e alla ricchezza di dati e foto inseriti: oltre ad una corposa sezione sul castello, con molte notizie, foto, disegni e planimetrie, vi sono aree dedicate ai luoghi della

città (con la descrizione dei principali monumenti), agli itinerari (per le visite nel centro storico), a "Ceccano nella storia" (con interessanti sotto sezioni che trattano delle chiese perdute, dei luoghi da recuperare, le testimonianze archeologiche, approfondimenti sulla biblioteca comunale e l'archivio storico comunale). Il sito presenta anche le versioni in inglese, francese e spagnolo; è inoltre attivo un blog interno come spazio per riflessioni e discussioni. La realizzazione di questo sito è un ulteriore passo per la valorizzazione del castello, riaperto alle visite del pubblico da un anno. Pietro Antonucci

Insieme alla costruzione dei nuovi loculi, inoltre, sono previste anche opere nell'area circostante e in quella interna al cimitero stesso. Verranno realizzate, infatti, una nuova porzione del muro delimitativo esterno e di un'area verde interna attrezzata, mentre per favorire l'accesso ai cittadini con difficoltà mo-

torie è previsto un piano di abbattimento delle barriere architettoniche. Il bando di gara per l'affidamento dei lavori scadrà il prossimo 5 aprile, mentre i tempi di realizzazione del nuovo lotto saranno di circa diciotto mesi dallo stesso affidamento. Ma. Pir.


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Vita alatrense

Si rinnova il gemellaggio tra Alatri e la Vallée de Clisson

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umerose sono le attività che impegneranno il comitato di gemellaggio per la preparazione del prossimo scambio con i francesi, gemellati dal 2000. Dal 12 al 17 luglio la città accoglierà circa 60 persone della Vallée de Clisson, ospitate da famiglie alatrensi. Chiunque voglia partecipare può comunicare la propria adesione al comitato entro il 30 aprile presso la casella di posta elettronica alatri.clisson@gmail.com. Si sigla così il 12° anniversario di gemellaggio tra le due realtà, contribuendo fattivamente a promuovere la pace e la comprensione tra i popoli, rafforzando l'amicizia, la cooperazione e gli scambi culturali. Il gemellaggio vuole essere un confronto a livello internazionale su un'ampia

varietà di tematiche, strumento incredibilmente flessibile, spaziando dall'arte alla cultura e si basa sull'espressione di unità europea e sulla gente comune. In una società che persiste nell'erigere la diversificazione socio-culturale e l'incomprensione del diverso, il gemellaggio continua ad essere uno strumento potente di comprensione, conoscenza e condivisione al fine di sostenere l'amicizia tra gli Stati e, soprattutto, tra i cittadini. Dopo la recente visita di una classe del liceo della Vallée de Clisson, accompagnati dagli insegnanti Geneviève Mercier e François Boudait, ricevuti presso il palazzo comunale dal sindaco Morini, il quale ha sempre sostenuto e condiviso gli scambi culturali tra diverse nazionalità e culture, gli insegnanti francesi

"Conti Gentili", a quando un'associazione degli ex convittori?

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l raduno regionale degli ex convittori del liceo classico "Conti Gentili", tenutosi nello scorso autunno, ed il prossimo incontro nazionale, in programma in estate, hanno ribadito la necessità di costituire un'associazione "ad hoc" che possa gestire al meglio appuntamenti come quelli descritti. Fin qui, infatti, ci si è affidati alla buona volontà e allo spontaneismo (oltre all'entusiasmo, va detto) di quanti si sono impegnati in prima persona per coinvolgere amici vecchi e lontani, riportandoli ad Alatri per ritrovare sensazioni sopite nel tempo e ripensare agli anni della gioventù. Gli aspetti positivi di una tale iniziativa non sfuggono a nessuno: un'associazione si accrediterebbe come unico interlocutore per chiunque voglia (ri)avvicinarsi alla storia e alla vita del convitto, rievocando una parte non secondaria della storia culturale di Alatri. In parallelo, la creazione di un'associazione, con tanto di (auspicata) sede nello storico edificio di Piazza Santa Maria Maggiore, potrebbe essere accompagnata dalla rea-

lizzazione di una sorta di raccolta museale con oggetti quali fotografie, pagelle, banchi, lavagne e quant'altro materiale utile a ricostruire i momenti del vecchio liceo, nonché dalla realizzazione di un sito internet sul convitto stesso, un portale che risulterebbe utilissimo per raggiungere e contattare anche chi, oggi, non ha modo di ritrovarsi con gli altri ex studenti. Va da sé che il conseguimento di tali obiettivi sarebbe, a suo modo, anche un piccolo volàno, non certamente disprezzabile, per veicolare all'esterno il nome del "Conti Gentili" e dell'intera città, con possibili ricadute anche nel turismo. E, allora, cosa si aspetta? Pietro Antonucci

hanno avuto parole positive per l'accoglienza ricevuta dall'Amministrazione comunale e sulla possibilità di ripetere in futuro tali esperienze. Al di là degli appuntamenti ufficiali, in questi anni tra le due comunità è intercorsa una comunicazione ed un rapporto costante che non coinvolge solo le componenti politico-amministrative, ma anche e soprattutto famiglie, insegnanti, educatori, ragazzi. Con questo nuovo viaggio si consolida la linea già prefigurata nelle precedenti esperienze, un'occasione di incontro tra cittadini europei che dà la possibilità alle persone di crescere con l'obiettivo di costruire un modello di cittadinanza europea attiva e consapevole. Bruno Sbaraglia

Il ricordo di Don Pietrino…

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a scomparsa di Don Pietro Di Fabio - per tutti affettuosamente Don Pietrino ha lasciato un vuoto nella nostra realtà diocesana e soprattutto nelle comunità di Guardino ed Alatri. Tutti ricordano con affetto e gratitudine i suoi 52 anni di attività sacerdotale durante i quali ha dispensato la grazia del suo ministero ed il calore della sua umanità. Anche quando il suo modo di essere poteva sembrare esigente, dietro l'apparente scorza di fermezza di quei momenti si celava sempre un profondo amore per l'uomo. Don Pietrino (1925 - 2012) è scomparso il 30 gennaio 2012 ed il giorno seguente, festa di San Giovanni Bosco, si sono svolte le esequie, prima ad Alatri nella Cattedrale San Paolo presiedute dal Vescovo Diocesano Mons. Lorenzo Loppa e successivamente nel suo Santuario Diocesano della Madonna della Neve, protettrice di Guarcino. La doppia celebrazione - nella stessa giornata - sta a significare il profondo legame che lo aveva unito ad entrambe le comunità e sono anche la dimostrazione dell'affetto che per lui tanti nutrivano. Fra le tante cose vogliamo citare l'episodio che il Sindaco di Guarcino, Giuseppe Di Vico, ha ricordato al termine della celebrazione e che forse molti non conoscevano: la circostanza del salvataggio del Vescovo di Alatri da parte di Don Pietro durante la seconda guerra mondiale. La non conoscenza da parte di molti di questo episodio dimostra la discrazione e l'umiltà che hanno caratterizzato l'attività di Don Pietrino. Chiudiamo l'articolo con le parole dell'ultimo messaggio che Don Pietrino ha voluto lasciarci poco prima di morire: "NON SIATE TRISTI, MA GIOITE CON ME CHE SONO FINALMENTE NELLA PACE ETERNA. QUANDO LA DIVINA MISERICORDIA MI CONCEDERA' LA VISTA DEL PADRE, A LUI PRESENTERO' LE VOSTRE NECESSITA' E LE VOSTRE PREGHIERE. SUPPLICHERO' CONSOLAZIONE PER I SOFFERENTI E BENEDIZIONE PER LE NUOVE GENERAZIONI. A LUI E A MARIA SANTISSIMA CHIEDERO' UMILMENTE PACE E SERENITA' PER TUTTE LE VOSTRE FAMIGLIE. IL VOSTRO DON PIETRO". Paolo Fiorenza

“Antistoria di Alatri”: nuovo successo editoriale per lo storico Minnucci

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opo “La storia senza censure” del 2006 e il recente successo del 2011 “L’Ostia Incarnata, un miracolo medievale. Storia vera o falsa che sia” che ha saputo unire pubblico e critica, Patrizio Minnucci propone “Antistoria di Alatri. Manuale minimo dello storico” dal 30 marzo in libreria e in edicola. Antistoria è da intendersi in senso gramsciano: liberare la storia dai luoghi comuni, dalle storture di certa storiografia “ufficiale”, dalle dimenticanze e dalla retorica. Non un denigrare il nostro popolo quindi, ma raccontarlo obbiettivamente e senza fronzoli ovvero senza forzature ipocrite: come inventarsi il bello e il bene dove non c’è mai stato. Così si rende giustizia vera al nostro passato, ai nostri avi, alla nostra vita. La seconda parte del testo è un vero e proprio manuale da consultare. Patrizio Minnucci ha raccolto centinaia di documenti storici vagliandoli e interpretandoli scrupolosamente con metodo scientifico non ortodosso ma “nuovo” ed originale. Nel manuale minimo si riscoprono le radici medievali dell’Europa in un racconto che riserva spazio anche a personaggi minori. Da non perdere Cristoforo Colombo geniale e mariuolo, Federico II di Svevia protettore degli stupratori, papi dissacratori, re e principi sfruttatori. Un viaggio nel tempo che ripercorre 2500 anni di storia in sintesi.


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Vita alatrense

Viviamo insieme la Settimana Santa iniziata la Settimana Santa, periodo nel quale si celebrano gli ultimi giorni della vita di Gesù Cristo. Nel corso dei secoli il grande sentimento di fede ha fatto sì che nascessero vari rituali per celebrare il ricordo del sacrificio che Gesù ha compiuto sulla croce per l'umanità. Così, da sempre ogni credente cristiano in questo periodo dà vita alle varie celebrazioni: dalla Domenica delle Palme alla Via Crucis sino alla Pasqua, giorno delle Resurrezione di Cristo. La città di Alatri, nel periodo della Settimana Santa, vanta da sempre una tradizione ricca di fede. Questa si riflette specialmente nel dramma liturgico della Pas-

Gabriele Cataldi, che tutt'oggi cercano di perpetuare questo rituale adeguandolo ai tempi. Senza intaccare le usanze, il rituale vede la partecipazione di un gran numero di fedeli, che sfilano con grossi ceri talvolta a piedi nudi in segno di penitenza. Inoltre, la Confraternita, nel giorno di Giovedì Santo cura anche la deposizione dall'altare presso la

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sione di Cristo, rituale sentito dall'intera cittadinanza e conosciuto da tutta la popolazione ciociara, che si compie nella Processione Religiosa e in quella storica. La Processione Religiosa è antichissima e continua ad esistere grazie all'amore e alla devozione che per essa nutrono i suoi organizzatori ovvero i Confratelli della Confraternita della Passione e Morte di Nostro Signore Gesù Cristo guidati dal priore Arcangelo

Chiesa di San Matteo e la lavanda dei piedi che avviene nella Santa Messa Cena del Signore

La Confraternita della Passione e Morte di Nostro Signore Gesù Cristo custode della Passione Religiosa del Venerdì Santo

nella Concattedrale di San Paolo Apostolo. Riccardo Strambi

Rievocazione storica del Venerdì Santo FOTO NOTIZIA ALATRI - CENTRO STORICO - 6 aprile 2012 dalle ore 21,00

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a Rievocazione storica del Venerdì Santo è la tutti i figuranti sanno cosa devono fare e facendo più antica manifestazione religiosa della città leva al ricordo della loro infanzia creano le scene di di Alatri, la sua origine si perde nella notte un sapore particolare e di toccante bellezza, tradei tempi. Il Venerdì Santo acquista la sua smettendo poi alle successive generazioni i "segreformula attuale alla fine del 700 con le missioni di ti del mestiere". San Paolo della Croce in Ciociaria. Tra gli anni 1743- Dal rilancio della tradizione, avvenuto nel dopo1767 il Santo venne ad Alatri, e molto fedeli ven- guerra, ci sono stati vati tentativi di adeguare la nero affascirievocazione nati dalle sue a gusti e senomelie. Tre sibilità più anni dopo la attuali, pur sua morte mantenendo viene istituiintatto il suo ta la Confraprofondo siternita (220 gnificato. anni fa), preNe l t e m p o cisamente il vari quadri 5 aprile 1778 s o no s t a t i con l'autorità aggiunti o del Vescovo tolti, ma Ordinario, l'impianto di mons. Pietro base è rimaStefano Spesto lo stesso. ranza. In Da alcuni anquell'occani è stato agsione il vegiunto il scovo cedetquadro della te alla ConCrocifissione, Il percorso della processione storica nella citta di Alatri - 6 aprile 2012 che spettacofraternita la Chiesa di San Matteo, già luogo di riunioni degli larizza il tutto ed è quasi un evento a sé. aderenti ai Passionisti sin dai tempi di San Paolo Quest'anno vengono recuperati i quadri di Adamo ed della Croce. Eva - Caino ed Abele - Fuga in Egitto. Dopo l'ultima guerra si è cercato sempre di miglio- La partenza è da Porta San Francesco alle 21,00 rare il suo significato religioso con l'arricchimento arrivo all'Acropoli con Crocifissione alle ore 22,30. della ricostruzione storica del dramma del Golgota. La manifestazione è organizzata dalla Pro Loco e dal Tutti gli abitanti di Alatri si sentono coinvolti per- Comune di Alatri con la collaborazione della Regiosonalmente tanto è sentita questa antica tradizio- ne Lazio e della Provincia di Frosinone. ne. Non c'è bisogno di un regista, di coordinatori, Paolo Fiorenza

U

n cittadino residente nel quartiere Civette-Valle ci ha segnalato questo scempio che ormai da mesi devasta una parte di questa zona residenziale di Alatri. La segnalazione, giunta in redazione in forma anonima, chiede al Comune di intervenire per risolvere. Anche se - aggiungiamo noi - l'educazione degli abitanti sarebbe la prima soluzione al problema! Ma. Mi.

Congratulazioni di cuore al nostro amico e collaboratore GIUSEPPE GATTA per la sua Laurea in Giurisprudenza. La redazione e l'editore


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Vita alatrense Giovani Democratici, ALATRI DA (RI)SCOPRIRE Fantini è il nuovo presidente provinciale Passeggiando a Campocatino: chi si riconosce?

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artiamo come sempre dalla foto dello scorso numero di febbraio: la squadra della Stazione Stefer vincitrice della Coppa Alatri 1968. Ci sono Padre Flavio, Paolo Veglianti (Rivelino), Lucio Fiorletta, Guido Rossi, Pietro Martufi, Fabrizio Carobolo; in basso da sinistra Fabrizio Pica, Amedeo Simoncelli, Arcangelo Di Massimo, Luigi Cialone, Sistino Rossi. Questo mese, vi proponiamo uno scatto del 1956, ottenuto grazie alla collaborazione di Giulio Rossi: una passeggiata sulle vette di Campocatino. Chi si riconosce? Se volete ricevere la foto via e-mail per ingrandirla e vederla meglio sul vostro computer, potete contattare la redazione di "Gente Comune" (0775-442588, e-mail: gente.comune@email.it) oppure guardatela sul nostro profilo Facebook. Pie. Ant.

ella giornata di domenica 11marzo, ad Isola Liri, si è svolto il Primo Congresso di Federazione dei Giovani Democratici in provincia di Frosinone, appuntamento molto sentito che ha visto la partecipazione dei numerosi delegati provenienti da tutto il territorio. Un congresso molto appassionato, nel quale dopo un lungo dibattito sulle tesi congressuali, si è svolta l'elezione all'unanimità del nuovo segretario provinciale Martina Innocenzi e di tutta la direzione. Un appuntamento nel quale la città di Alatri come sempre ha avuto una parte da protagonista, considerato che nel corso dell'evento stesso, Luca Fantini è stato eletto a pieni voti presidente provinciale dei GD. "Ringrazio tutti coloro che mi hanno scelto e mi hanno dato fiducia, spero di poter ricopri-

re questo incarico nel migliore dei modi" - ha dichiarato a margine dell'evento Fantini. "Oltre che alla mia persona ha continuato il neo presidente -, questo è senz'altro un riconoscimento a tutto il circolo di Alatri e a tutti quei ragazzi che con me hanno collaborato in questi anni. Un segnale importante per dire a tutti che stiamo facendo un ottimo lavoro e che continueremo su questa strada". Luca Fantini si è poi rivolto, con tutti i complimenti del caso, all'altra protagonista della giornata, Martina Innocenzi, eletta neo segretario: "Voglio infine rinnovare il mio in bocca al lupo all'amica Martina Innocenzi, che è chiamata all'arduo compito, insieme a tutto il nostro gruppo dirigente, di indirizzare la nostra organizzazione nei prossimi anni e nelle sfide che ci attendono". Riccardo Strambi


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Arte e Cultura

Parigi, la Belle Époque e le accademie d'arte ciociare

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e la Parigi a cavallo tra il periodo della "Comune" e lo scoppio della II Guerra Mondiale fu il centro planetario della cultura e del buon vivere, la pittura ne fu il vessillo e le accademie d'arte che sorsero ne rappresentarono il movimento più vivace, formidabile in tanti suoi aspetti. Era la Parigi dei Manet, dei Degas, dei Cézanne, dei Van Gogh, dei Matisse e dei Picasso, ma anche di tante "scuole" nate per la crescita e la formazione di tanti giovani artisti, portatori di idee innovative. All'epoca, infatti, a Parigi vi era solo la antica Scuola di Belle Arti in cui vigevano regole e principi ben consolidati: le donne non erano ammesse alla frequenza e non potevano disegnare da modelli e modelle nudi, gli insegnanti potevano essere solo maschi, gli obiettivi didattici erano

quelli classici della tradizione. Ma l'umanità che si rovesciò nella capitale francese da ogni angolo della Terra, un cosmopolitismo senza precedenti, aveva con sé sentimenti e stimoli nuovi. Ed ecco la nascita di scuole private, a centinaia. Tra quelle maggiormente apprezzate e che si consolidarono ci furono l'Académie Julian e l'Académie Colarossi, senza dimenticare l'Académie Vitti, aperta per 25 anni, e l'Académie Carmen, che durò però solo quattro anni. La particolarità sta nel fatto che furono accademie inaugurate e gestite da ciociari emigrati. Come Filippo Colarossi, nato a Picinisco e trasferitosi a Parigi nel 1855 con il fratello Angelo: iniziarono come artisti di strada, suonando e ballando, rilevando poi una vecchia scuola, trasferita poi a Montparnasse, dove è tuttora attiva pur se con

nome e ragione sociale diversi. Presso l'Académie Colarossi, le donne potettero per la prima volta dipingere da modelli viventi

Amedeo Modigliani, come Gauguin insegnò nel 1887 - pur se per pochi mesi - presso l'Académie Vitti, come presso l'Académie

L'Académie Colarossi a Parigi

maschili, fu qui che cominciò la pratica delle classi miste e fu questa scuola che per la prima volta assunse una donna come docente nel 1910. Qui studiò

Carmen, in realtà di Carmela Caira, splendida modella di Matisse, insegnò Whistler. Colarossi, Vitti, Caira sono un biglietto da visita: sono ciociari di Picinisco, di Ca-

salvieri, di Gallinaro. Bella anche la storia dell'Académie Vitti, fondata da Cesare Vitti, un intraprendente casalvierano, modello e pittore, che portò a grande successo la sua scuola impiantata al 49 di Bd. Montparnasse grazie alla partecipazione di Maria Caira da Gallinaro divenuta sua moglie e che diresse la scuola con abilità. Maria era stata apprezzata modella e posò per la "Diana" dello scultore americano MacMonnies, che eterna il suo corpo elegante e flessuoso. Accademie che hanno fatto la storia dell'arte e che oggi rivivono nel libro "Modelle e modelli ciociari nell'arte europea a Roma, Parigi, Londra nel 1800-1900" di Michele Santulli, al quale va il grande merito di aver tolto la polvere da vicende così piene di interesse. Pietro Antonucci

Biennale, l'arte in concorso Un conservatorio degno della sua "fama"

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latri, Anagni e Frosinone aprono le porte alla creatività con la "Biennale d'Arte contemporanea". Si terrà dal 1° al 30 aprile l'esposizione collettiva, curata da Alfio Borghese, che coinvolge la Provincia di Frosinone e le amministrazioni di Alatri, Anagni e dello stesso capoluogo ciociaro. La giuria ha selezionato duecento opere d'arte tra tutte quelle iscritte al concorso e proprio il giorno dell'inaugurazione verranno proclamati i vincitori di ognuna delle categorie in gara: scultura e installazione; arte fotografica; video arte e animazione; arte virtuale. Le opere verranno allestite in diverse, suggestive location come il Chiostro di San Francesco ad Alatri, la Villa Comunale di Frosinone, l'atrio del Palazzo della Provincia e la Sala della Ragione del Comune di Anagni. Il concorso, inoltre, prevede l'assegnazione del "Premio Città di Alatri", pari a € 2000, assegnato al vincitore scelto tra le cinque sezioni del concorso. L'opera premiata rimarrà proprietà del Comune di Alatri. La Biennale torna nella Città dei ciclopi, dunque, seppur sotto nuove spoglie: non si tratta più di un evento esclusivo della nostra cittadina, ma diventa un concorso a tutti gli effetti, frutto della collaborazione tra più amministrazioni che vogliono promuovere e valorizzare artisti nazionali, internazionali e ciociari attraverso un concorso aperto a tutti. Miriam Minnucci

Due importanti progetti rilanciano l'attività dell'Istituto che rimane un vanto per la provincia di Frosinone

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on ha subito slittamenti l'agenda delle iniziative del Conservatorio "Refice", malgrado la chiusura di oltre un mese dovuta alle eccezionali nevicate che a febbraio hanno causato il crollo della copertura del chiostro. Due gli appuntamenti particolarmente significativi: Il 1° Meeting "Working With Music" (9-10 marzo, Golf Club, Fiuggi), convegno di valutazione del progetto omonimo coordinato al livello nazionale dal "Refice" e volto all'inserimento nel mondo del lavoro dei giovani musicisti diplomati attraverso stage professionali presso prestigiosi istituti europei; Oh mia Patria, evento spettacolo condotto da Giovanni Minoli tenutosi all'Auditorium Parco della Musica di Roma giovedì 15 marzo. Una serata, organizzata dalla CGIL a chiusura dell'anno dei festeggiamenti per i 150 dell'Unità d'Italia, in cui protagonista è stata l'Orchestra giovanile del Conservatorio, che ha curato le rielaborazioni musicali di alcuni tra i più noti canti sull'Italia unita. Tra gli ospiti Susanna Camusso, Giuliano Amato e Guglielmo Epifani. L'evento, che ha visto alternarsi anche letture a cura dei ragazzi dell'Accademia d'Arte drammatica "Silvio D'Amico" e documenti di "La Storia siamo noi", è stata oggetto di una puntata della stessa trasmissione RAI condotta da Giovanni Minoli; la puntata è stata trasmessa mercoledì 21 marzo alle ore 21.00 sul canale Rai Storia e in replica domenica 25 marzo alle ore 15.00 sulla stessa rete. Un'attività a 360 gradi, quella del Conservatorio di Frosinone, concentrata sia su attività didattiche e professionali sia su eventi culturali importanti che diano spazio a giovani musicisti di talento. Andrea Tagliaferri (fonte ufficio stampa Conservatorio di Frosinone Dr. Luca Fontana)


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Storie e personaggi

Tradizioni perdute: Alatri, a carnevale, bruciava la pupazza di Bebè

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ccadeva ad Alatri alla fine degli anni 40. Una pupazza di carta alta tre metri veniva bruciata in piazza, tra le risate della gente, in occasione della fine del Carnevale. Era la famosa "Pupazza di Bebè" che in pochi ricordano, perché la tradizione non attecchì: durò circa tre anni e poi, misteriosamente, svanì nel nulla. Eppure "Pupazza di Bebè" è un'espressione entrata a pieno titolo nel gergo locale. La si usa per indicare, di solito, una donna "civettuola" o prosperosa. Sì, perché la bambolona di cartone che veniva realizzata dal pittore Giuseppe Carinci, raffigurava una bella ragazza, truccata nei minimi particolari, con labbra carnose, lunghe ciglia e una scollatura vertiginosa. Amilcare Culicelli, conoscitore rinomato delle tradizioni alatrensi, ne ha un vago ricordo. "Fu una cosa particolare - ci

ha raccontato- durò pochi anni, ma quando venne realizzata ebbe un discreto successo, la gente l'aspettava. Io ricordo una pupazza enorme. Un uomo con il volto

coperto, che non so' chi fosse, la trasportava attraverso il centro storico della città, inseguito da un codazzo di ragazzi che fischiavano e ridevano. Poi in piazza la bambola veniva bruciata. E la gente intorno ballava: il segnale che il Carnevale era terminato. So' che a sovvenzionare e a organizzare la cosa era il Conte Bebè". A realizzarla, invece, ogni anno, era Giuseppe Carinci, altro personaggio leggendario locale: introdusse ad Alatri il Cinema (muto), era pittore, "imbianchino" di chiese, preparava i fuochi d'artificio, suonava

nella banda. Una figura particolare insomma, un uomo, come si dice, d'altri tempi. Ora, l'immagine di questo artista che realizza un'imponente figura di cartone da ardere durante il carnevale, con la sovvenzione del Conte Bebè, bè, una certa nostalgia la suscita! Insomma una vecchia storia avvolta dal fascino dei ricordi sbiaditi, una di quelle che, ad evocarla, fa' sicuramente bene al cuore. Grazie alla signora (e amica) Carla Pulcinelli per lo spunto davvero molto apprezzato. Mariella Minnucci

IMPORTANTE!! chiunque possa aiutarci a recuperare una foto della “Pupazza di Bebè” ci contatti gente.comune@email.it o 0775442588

Dall'ultima lettera di Vittorino Caponera: "Amo la mia Patria"

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e pagine d'oro della storia dei nostri giovani soldati brillano sempre di nuova luce. La morte sul fronte greco del diciottenne Caporal Maggiore Vittorino Caponera, volontario di leva nella II guerra mondiale, ha reso più bello l'albo di gloria dei nostri caduti. Passato alla storia degli eroi, è stato un

magnifico esempio della nostra gioventù in armi. Infatti Vittorino, educato con i più alti sentimenti di religione, amava Dio e la Patria. Di natura patriottica non si vergognava affatto della sua pietà religiosa, imparata da bambino dai suoi genitori. Per parecchio tempo era stato catechista delle scuole di dottrina cristiana e dell'Azione Cattolica, amava entusiasticamente i poveri che riteneva i suoi primi amici. Della nobiltà del suo grande animo, sono anche prova le bellissime lettere scritte alla mamma pochi giorni prima di cadere sotto il fuoco nemico ad appena 18 anni e riportate sulle pagine del giornale cattolico "L'Avvenire" del 26 febbraio 1941. In una lettera aveva scritto: "Ho preso questo momento per scriverti, mentre in lontananza si sente il rombo possente di un forte cannoneggiamento;

sono le armi italiane che sotto le insegne littoriali e sotto la protezione della nostra grande ed audacissima ala, riportano in terra ove già fu la grande civiltà dei Romani a sventolare il nostro grande Vessillo, il nostro tricolore. Il mio cuore di Italiano, si deve elevare sopra le sfere dei mortai e fare il mio dovere fino in fondo e fare la Patria ancora più grande. Carissima mamma, non pensare che io ho la febbre, ma è solo la mia anima che parla: parla l'anima di figlio, di cristiano e di soldato. Speriamo che Iddio ci protegga e ci guidi per la diritta via. Spero che non ti impressionerai per questo, ma spera solo in Dio. Infine rassicura il Padre, farò sempre e comunque il mio dovere e forse un giorno potrete andare fieri di vostro figlio". Così finisce la lettera di Vittorino Caponera, quasi conscio del suo destino eroico. Bruno Sbaraglia

La vicenda di Padre Silvestro De Nardis, missionario in Cina

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pochi è nota la vicenda di alcuni sacerdoti missionari ciociari che, nel periodo intercorso tra le due guerre del '900, partirono per la Cina con l'intento di convertire tante anime: un impegno svolto in una terra distante ed ostile, dato che è nota la complessità - anche attuale - dei rapporti tra quel lontano Paese asiatico e il Cristianesimo. Curiosamente, molti di questi missionari erano originari di Pofi. Uno dei più noti, che concluse in modo prematuro la propria esistenza fu Padre Silvestro De Nardis, nato nel piccolo centro pofano il 3 luglio 1909. Nel '24 vestì l'abito francescano, emettendo la professione solenne nel 1931, anno in cui partì missionario per la Cina dove, completati gli studi nel seminario di Taiyuan, fu ordinato sacerdote il 3 febbraio 1935. Conoscendo già bene la lingua cinese fu nominato

parroco in Hoshang-tzuei e quindi ricoprì l'incarico di vice-rettore e professore nel seminario regionale. Dotato di versatile ed acuta intelligenza, di ferrea memoria, di non comune spirito di sacrificio, fu molto stimato dai seminaristi anche per i suoi scritti. Successivamente fu guardiano del convento del Sacro Cuore, maestro dei chierici ed infine prima vicario delegato e poi vicario generale. Morì il 21 gennaio 1948 per una non identificata malattia nell'ospedale della missione. La comunità di Pofi nel 1993 ha intitolato in sua memoria una strada. Pietro Antonucci


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Cinema & Attualità

Gente Comune incontra… Denny De Vito L'attore italo-americano a Roma per presentare il cartoon per il quale ha doppiato il protagonista

"Abbiamo poco tempo: prima dell'arrivo degli alieni, prendiamo i politici e li lanciamo nello spazio usando qualcosa di simile alle catapulte romane. Così gli extraterrestri, quando arrivano per invadere la Terra, li trovano e se la prendono con loro. C'è un solo problema: quando verranno colpiti, i politici cadranno di uovo sulla Terra e ce li ritroveremo tra i piedi."

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ssale così l'interlocutore Danny DeVito, il famoso attore, regista, produttore americano ma di chiare origini italiane, a Roma per la presentazione del cartone "Lorax", tratto dal libro del Premio Pulitzer Dr. Seuss, edito nel 1971, ed ora portato sul grande schermo dalla Illumination Entertaiment, casa di produzione di cartoni nata dalla Universal, che dopo il successo di Cattivissimo Me, batte molti record nel week end di uscita di questo nuovo film negli Stati Uniti: l'incasso di 70,2 milioni di dollari in 3 giorni copre quasi per intero l'investimento nella realizzazione di 72 milioni di dollari. L'attore oltre a dare la voce al personaggio di Lorax in originale si è impegnato a doppiarlo, oltre che in tedesco (e ne maledice ancora alcuni suoni particolarmente difficili d quella lingua), in russo, in spagnolo, anche in italiano. Per lui che non parla nessun altra lingua all'infuori dell'inglese è stata una vera e propria impresa, riuscita grazie all'aiuto anche di una cantante lirica, anche se è partito come uno scherzo, DeVito ha voluto farlo per bene, non gli interessava rendere il suo italiano caricaturale. Ad esempio anche con lo

L’autografo di Denny De Vito per Gente Comune

spagnolo ha dovuto metabolizzare le differenze tra lo spagnolo "internazionale" e il castigliano. Passiamo agli Oscar. E qui ci vorrebbe il video per rendere la smorfia di risposta. Si è bella la festa, gli abiti stupendi, tutti uguali, che le donne aspettano un anno intero per indossarli, ma che senso possono avere ben 9

nominations? Sui film non si pronuncia però ci tiene a sottolineare che ha apprezzato il film iraniano la separazione, vincitore della statuetta per il miglior film straniero, mentre L'Artista non gli è sembrato molto originale. Che differenza con il cinema italiano che tanto gli piaceva. Stiamo parlando dei Maestri: De Sica,

Rossellini, Visconti. Da giovane si era innamorato di Sofia Loren vedendola in un film n cui lei prima resisteva, finendo per concedersi ad un ufficiale nazista pur di salvare il suo amante. E De Vito rievoca la scena in cui lei prima dice No, Giovanni, no Giovanni, no no, passando poi a Si, Si, Si una volta caduta dietro il divano. Quando, anni dopo, viene scritturato da Monicelli per interpretare un politico di New York che interviene a difesa di Sofia Loren, fermata dalla dogana all'aeroporto JFK perché cerca di portare una mortadella in regalo al fidanzato. In attesa di girare, ripassa le battute con la Loren. Lui le dava del lei, invece lei gli disse: Chiamami Sofia. Il giovane attore ricorda le immagini del film visto anni prima e, al momento di girare, si blocca per l'emozione di essere vicino all'attrice che aveva tanto ammirato. Lei, pensando di aiutarlo, lo incita: Daniele, dai Daniele, forza! Ma Danny si blocca definitivamente, sudando. Monicelli dà lo stop. De Vito, dopo una breve pausa, si riprende e poi va tutto liscio. Oggi apprezza la possibilità di fare le cose che gli piacciono, praticando una diversità di impegni: attore (spaziando dal cinema al teatro alla tele-

visione), produttore, regista, doppiatore come in questo caso. In tutte le sue esperienze cerca sempre di avere vicino dei giovani, ai quali poter trasmettere la propria professionalità. Quando è a casa gli fa piacere dedicarsi ai suoi cani, poi dice che da qualche anno guida una macchina elettrica: in tal modo se ne frega degli aumenti della benzina, può ricaricare le batterie della sua macchina direttamente alla presa di casa. Sui prossimi progetti dice che, appena terminato il tour promozionale di Lorax, sarà a Londra in teatro per mettere in scena una commedia di Neil Simon. Infine, lasciandoci, confessa che vorrebbe interpretare Fiorello La Guardia, famoso sindaco di New York, che oltre alle radici italiane, era figlio di una nativa americana e ci rassicura che non interpreterà Silvio Berlusconi, anche perché, strizzando l'occhio, dovrebbe essere appena iniziato il casting di ragazze 14nni, in modo che possano essere quasi maggiorenni per le riprese. L'ultima battuta è per la sua industria di limoncello che va per la maggiore negli States e nella foto ricordo invece di cheese, urliamo: limoncello. Alfredo Salomone

(lode a Lucio Dalla) ''Pe' l'anno che verrà'' "Caro Lucio te scrivo così me distraggo un po' e siccome sei ìto lontano più forte ti scriverò. Da quando sei partito nun ce sò gran novità, l'anno nòvo già puzza de vecchio e più de qualche cosa qui non va. È ritornata l'ici la paga pure er clero e sulle prime sò stato contento, a essere sincero... Ma cià pensato già er papa co' 'n antro cardinale hanno trovato er sistema mijore pe' fa scudo fiscale... Chiaro er principio che er monno è casa der Signore quindi da che lo occupamo ce stanno dumil'anni de more... Pur' Equitalia ha capito e zitta ha fatto pippa... E intanto sur crocifisso è comparsa la scritta che ''S'AFFITTA"

Perchè la tassa rimane pe' tutti i pòri cristi che pe' ogni croce che ciànno infelici, da oggi pagheranno l'ici. Dell'Utri è stato prosciolto ...la mafia è 'n preconcetto contro Falcone mò hanno invocato er legittimo sospetto... Silvio era tanto contento pe' come è ito er verdetto che appena uscito Marcello je ha chiuso... la bocca co' n bacetto. La mafia è 'n' invenzione è tutta 'na bucìa... Le stragi, i morti ammazzati un copione, de pura fantasia... Pure l'agenda rossa de Paolo Borsellino l'hanno trovata, c'è scritto che er capo dei capi è TOPOLINO. Caro Lucio te scrivo che questo posso fa, ciò 'n testa er verso de quella canzone ...che forse è da aggiornà. L'impresa eccezionale de la normalità

s'è complicata de brutto capisci, co' sta precarietà... Chi ce poteva pensà che sti gran governanti ner fa i programmi hanno preso lo spunto dai motti de 'n cantante... Seguono tutti Adriano pe' l'ansia de fallire e co' la chiave de la recessione... Ce chiudono l'avvenire... E vedi caro Lucio come te scrivo e me scucio de dosso cert'imbarazzo de nun capicce più 'n cazzo, quela 'questione morale' capì la fine ch' ha fatto si ar letto cor Cavaliere o co' li zeri sur conto de 'n antro Lusi corotto... E vedi vedi vedi vedi vedi caro Lucio, nun serve differenzialla questa monnezza nostrana che se ricicla la fama ...se confeziona Ecoballa pe' risalì sempre a galla... la grande farsa italiana

la grande farsa italiana... Caro Lucio t'ho scritto, me devi perdonà si nell'inchiostro ciò messo er veleno e forse troppa libertà, ma tu capisci che strillo pe' via de quest'età nè ancora vecchio e nemmanco pischello sulla carta d'ingenuità. Da poco sei partito e ...questa è la realtà Che morto 'n Lucio nun se ne fa 'n antro e certo nun se pò negà, Sta filastrocca t'arivi nun te faccia scojonà, te venga voja de prenne la penna e mettete a sonà confido che me riscrivi e se prima nun pòi fa conserverò 'sta speranza nascosta pe' l' anno che verrà. Alessandro Cola * Da un’idea della prof. Gatta


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Sport

INTERVISTA ESCLUSIVA di Riccardo Strambi

Zappino: “Concentrati per la salvezza. Poi torneremo grandi”

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l Frosinone rimane incagliato in un momento davvero delicato. Terza sconfitta consecutiva e lo spettro dei play out preoccupa oltremodo una formazione che in estate faceva prevedere ben altri scenari. Massimo Zappino, portiere acquistato nel mercato riparazione e a Cremona fermo per un dolore alla schiena, è una delle poche note positive del momento. Con lui abbiamo provato a fare il punto della situazione sulla formazione ciociara. Massimo, per te si è trattato di un ritorno a Frosinone. Quali sono state le sensazioni e quali le differenze rispetto alla tua prima esperienza con la maglia canarina. Per me il fatto di poter tornare a Frosinone è stato un motivo di soddisfazione. La ritengo la mia seconda casa anche perchè qui sono riuscito ad affermarmi nel mondo del calcio, togliendomi grandi soddisfazioni. In ciociaria avevo lasciato un pezzo di cuore e appena si è profilata la possibilità,

con il presidente Stirpe l’abbiamo portata avanti e sono riuscito a vestire nuovamente questa maglia così importante. Lo ringrazio per questa opportunità che mi ha concesso. Cinque – sei anni fa ero molto più giovane e qui a Frosinone sbagliai soprattutto fuori dal campo. Adesso però sono un’altra persona, e la mia famiglia in questo mi ha aiutato molto. Mi sento molto maturato. Con il tuo ritorno tra i pali è cominciato un periodo di successi per i canarini. La

sconfitta nel derby, poi, sembra che abbia rotto l’incanto. Il derby è stata una vera e propria mazzata, per noi e per i nostri tifosi che tengono come non mai a quel tipo di partita. E’ stata una sconfitta difficile da digerire, venivamo da un momento molto positivo ma rispecchia quella che è la nostra stagione attuale, fatta di alti e bassi. Manca la giusta continuità di prestazione e di risultati. Dobbiamo rialzarci per evitare

guai peggiori. Sicuramente il pensiero attuale è quello di allontanare l’incubo play out, ma al momento della chiamata con il Presidente Stirpe, una breve discorso su un ritorno in Serie B del Frosinone c’è stato oppure no? Certamente. Oggi come oggi però, sia chiaro, i pensieri sono tutti rivolti alla stagione in corso come hai detto bene tu. Sarà necessario uscire da questo momento, visto che lo spauracchio play out non è ancora stato evitato ed è meglio allontanare qualsiasi tipo di problema. Una volta raggiunta la salvezza si penserà al futuro e per il prossimo anno, il presidente Stirpe, vorrà sicuramente costruire una grande squadra per tentare la scalata verso la Serie B e ripercorrere quei fantastici anni che la Ciociaria ha vissuto molto intensamente. Ma visto il momento, non è tempo per sognare. Bisogna rimboccarsi le maniche e basta.

DAL NOSTRO INVIATO Alfredo Salomone

Coach Nando Gentile: “Pronti RUGBY ITALIA per un finale da protagonisti” Italia - Scozia spettacolo di sportività

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omento finalmente positivo per la Prima Veroli di coach Nando Gentile che finalmente sembra aver imboccato la strada giusta per disputare un’ultima parte di stagione da protagonista. Dando un’occhiata alle restanti gare del campionato in corso, per la Prima Veroli ora il calendario prevede il doppio turno di riposo, la trasferta di Pistoia dopo le festività pasquali, poi Barcellona in casa, Tezenis Verona fuori e chiusura al palasport di Frosinone con Jesi. E’ lo sprint finale del campionato della Prima, quattro tap-pe per cercare di tagliare il traguardo dei playoff, obiettivo minimo stagionale. Ragionando soltanto sui numeri, il traguardo è tutt'altro che impossibile da raggiungere. La Prima Veroli battendo nell’ultimo turno in modo netto la capolista Givova Scafati per 85-70, ha fatto un passo importantissimo verso il raggiungimento della postseason. I verolani con la vittoria sulla formazione campana sono giunti alla quinta vittoria interna consecutiva e continuano la loro rincorsa al post-season. Inoltre la squadra di coach Gentile, dopo aver superato quindici giorni fa la capolista Reggio Emilia, si toglie la soddisfazione di mettere nella propria casella delle vittorie anche la prestigiosa capolista Scafati. La situazione della classifica attuale della Eurobet Legadue prevede la quota minima per i playoff su 24-26 punti, quelli necessari per strappare almeno l’ultimo posto utile, il nono. Avendone Veroli oggi 22, significa che la squadra di Nando Gentile deve portare ancora a casa 3- 4 vittorie nelle restanti sfide di campionato. Lo stesso coach Gentile sembra essere fiducioso: “Ora siamo rientrati lì nel gruppone con le altre e ce la giocheremo. Questo campionato ha dimostrato poi che si può vincere con chiunque e noi siamo in risalita, abbiamo acquistato fiducia nei nostri mezzi e siamo pronti ad un finale di stagione da protagonisti assoluti”. Massimo Papitto

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nche per quest’anno il 6 nazioni di Rugby, il più importante e vecchio Torneo per nazionali di questo sport, è giunto all’epilogo. Disputato per la prima volta nel 1883 con il nome di International Championship, all’inizio vi potevano partecipare solo le squadre nazionali dei paesi britannici: Inghilterra Irlanda, Scozia, Galles. Nel 1910 venne consentita la partecipazione alla nazionale d’ Oltre Manica, alla quale ci vollero ben 49 anni per vincere il primo titolo. L’Italia è arrivata molto dopo, nel 2000 con un esordio vincente contro la Scozia battuta 34 a 20. Sabato la nostra nazionale è riuscita a ripetere quella partita, almeno nel risultato finale ed ha evitato di vedersi assegnati il cucchiaio di legno, l’irridente trofeo che viene assegnato all’ultimo classificato. In una cornice di pubblico degna di un derby Roma Lazio, 72357 spettatori hanno accolto i propri beniamini, questi energumeni di un quintale si sono affrontati a viso aperto, pronti a dimenticare tutte le botte prese al fischio finale dell’arbitro. Lo stesso fanno gli spettatori che tifano per la loro squadra non contro gli avversari. Sport strano per chi lo segue saltuariamente, ma fondato sul grande rispetto reciproco e sulla correttezza. Il comportamento leale è alla base e anche l’osservanza de ruoli assegnati: l’arbitro conferisce solo con i capitani e loro rapportano le indicazioni ricevute alla propria squadra. I una partita di rugby non avverrà mai che i giocatori assedino l’arbitro per contestare una decisione. E in questo sport da anni c’è un arbitro aggiunto che collabora seguendo la partita su un monitor, pronto a fornire ogni chiarimento utilizzando il supporto tecnologico. Nel calcio si sta ancora discutendo se e quando usare la tecnologia. “Vorrei sottolineare il cambiamento di mentalità della squadra – ha detto in sala stampa il C. T. azzurro Jacques Brunel alla presenza del nostro inviato -, costruito partita dopo partita, nell’arco di questo lungo anno di attività, partito subito dopo il Mondiale dell’anno scorso, e che, secondo le mie aspettative, dovrebbe portarci ai vertici di questo sport nel giro di pochi anni”. Augurio che condividiamo tutti ma per il momento via alla festa nel catino dello Stadio dei Marmi dove la birra che scorre a fiumi prende indifferentemente sia la strada azzurra che quella scozzese.


Dalla parte della...

La rottura della promessa di matrimonio

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a giurisprudenza identifica la promessa di matrimonio con il cd. "fidanzamento ufficiale" sancito da una "dichiarazione espressa o tacita, normalmente resa pubblica nell'ambito della parentela, delle amicizie e delle conoscenze, di volersi frequentare con il serio proposito di sposarsi, affinchè ciascuno dei promessi possa acquisire la maturazione necessaria per celebrare responsabilmente il matrimonio". La promessa non obbliga a contrarre matrimonio né a compiere nei confronti del promissario o di terzi quanto fosse stato pattuito tuttavia la legge tutela il promittente in caso di scioglimento della promessa garantendogli un "rimedio per togliere via tutti i segni di un rapporto che non ha avuto il suo seguito". Il semplice fatto oggettivo della mancata celebrazione del matrimonio attribuisce al promittente il diritto di domandare la restituzione dei doni (in natura e non nel loro controvalore) fatti a causa della promessa di matrimonio, entro il termine di decadenza di un anno dal rifiuto di celebrarlo. Il fine, dunque, è quello di eliminare le tracce tangibili di un impegno che non è stato onorato (per es. l'anello di fidanzamento, un gioiello o un altro oggetto che doveva essere tramandato all'interno della famiglia). Non possono, pertanto, essere richiesti i doni che hanno una causa diversa dal fidanzamento, come particolari riconoscenze o motivi di gratitudine. A differenza del diritto alla restituzione dei doni

che ha una valenza generale, l'obbligazione risarcitoria sorge in presenza di determinati presupposti oggettivi (promessa "solenne" sancita tramite un atto pubblico o scrittura privata o dalla richiesta delle pubblicazioni matrimoniali) e soggettivi ed unicamente in due ipotesi: a carico di chi rifiuti di contrarre matrimonio senza addurre alcun giustificato motivo e di chi, per propria colpa, abbia fornito, all'altro, un giusto motivo di rifiuto. L'adeguatezza e la serietà del motivo devono essere valutate alla luce della singola vicenda ed in base ai principi morali ed ai costumi del luogo (si pensi, ad es., alla scoperta di una grave malattia celata all'altro). Ebbene, l'ingiustificata rottura della promessa di matrimonio determina il risarcimento dei danni materiali: può trattarsi unicamente del rimborso delle spese fatte (ad es. l'acquisto dell'abito nuziale) e delle obbligazioni contratte (ad es. un contratto di catering per il buffet), entro i limiti in cui non esorbitino dalle condizioni economiche delle parti. Non sono, invece, risarcibili gli eventuali danni non patrimoniali. È indubbio che la solennità della promessa non genera l'obbligo di contrarre matrimonio, ma il recesso senza giustificato motivo configura pur sempre il venir meno della parola data e della serietà dell'intento, rendendo degne di riparazione le conseguenze economiche della mancata celebrazione qualora sia ascrivibile ad una condotta colposa o contraria a buona fede. Avv. Angela Rossi - Mediatrice familiare studio@avv-angelarossi.it

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SOS CONSUMATORI

Acquisti a rate: occhio alle sorprese

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oprattutto oggi, in tempo di crisi, si ricorre sempre più spesso all'acquisto a rate di prodotti che una volta venivano comprati magari in un'unica soluzione. E' perciò molto importante sapere come comportarsi per evitare gli inconvenienti ai quali si può andare incontro seguendo questa modalità di pagamento. Ecco cosa è bene verificare prima di firmare un finanziamento per un acquisto con pagamento a rate. - Prima di sottoscrivere il finanziamento in negozio, chiedete il contratto e il modulo "Informazioni europee per il credito ai consumatori" (Ebic), che contiene Taeg e informazioni sui diritti del cliente. - Attenzione a non fare il passo più lungo della gamba: una buona regola è quella di non indebitarsi oltre il 33% delle proprie entrate mensili. Anche perché se non si riesce a pagare una rata o si paga in ritardo, si rischia di essere segnalati come cattivi pagatori nelle cosiddette Centrali Rischi. - Se avete un problema con la banca o la finanziaria che ha erogato il prestito e dopo 30 giorni dall'aver inviato un reclamo scritto (anche via email) non ottenete risposta o ne avete una che non vi soddisfa, potete fare ricorso all'Arbitro bancario e finanziario (www.arbitrobancariofinanziario.it). - Se cambiate idea dopo aver firmato il contratto di finanziamento, avete 14 giorni per recedere. Basta comunicarlo al finanzia tore per iscritto e nei successivi 30 giorni restituire il capitale e gli interessi maturati fino alla restituzione senza pagare alcuna spesa, se non l'imposta di bollo. Paolo Fiorenza

Le priorità rovesciate del Governo V

olendo fare un ra p ido esame delle bugie che ci vengono continuamente e impunemente propinate dai nostri governanti potremmo riassumere la situazione corrente dicendo che siamo passati da un governo che faceva votare alla maggioranza del Parlamento che Ruby è la nipote di Mubarak ad un altro (Monti-Fornero) che sostiene che licenziare più facilmente fa crescere l'occupazione (dov'è il nesso causa-effetto?), che togliere le tutele a chi perde il posto di lavoro (Cigs e mobilità) "è si una scossa… ma positiva" (Fornero). La domanda immediata è: aldilà di tutto, fa più danni all'Italia la finta nipote di Mubarak o la vera

Fornero, il Ministro che con disarmante disinvoltura in un colpo ha allungato di 6 anni l'età pensionabile (già incrementata pochi anni prima dal duo BerlusconiMaroni), e che ora vorrebbe introdurre licenziamenti facili per tutti ("per far crescere l'occupazione...") e infine (per ora) tagliare drasticamente gli ammortizzatori sociali. A questo punto un po' di chiarezza si impone: Cassa integrazione ordinaria e Cig straordinaria sono pagati dal settore che ne usufruisce, cioè da imprese private e lavoratori privati, fatta eccezione per la Cigs in deroga, finanziata dalle Regioni e applicata alle imprese con meno di 15 dipendenti. Non si capisce perché si dovrebbero ridurre le tutele di chi perde il lavoro da 5 anni a massimo 1,5

anni, soprattutto in una situazione come questa, con l'economia in declino per ragioni strutturali e alle quali la UE non reagisce minimamente se non imponendo ulteriori tagli, che in Italia si ribaltano immancabilmente sul solo settore privato. Allargando un po' gli orizzonti Monti non ha minimamente intaccato il vero e unico male dell'Italia: il settore pubblico, al 141° posto su 147 nel mondo per efficienza, con sperperi, corruzione e alti stipendi senza pari nel globo. Qualche esempio: il nostro capo della Polizia guadagna oltre 600mila euro lordi mentre negli Usa il massimo è 150mila dollari; il Presidente della Provincia di Bolzano guadagna più di Obama. Possibile che Monti non abbia pensato di cominciare da qui, a tagliare un

10% di spesa pubblica che significa risparmi per circa 80 miliardi di Euro, o ad una seria lotta all'evasione (altri 160 miliardi da cui attingere), a parte le carnevalate di Cortina e San Remo, che lasciano il tempo che trovano? La priorità dell'Italia è veramente licenziare più facilmente i dipendenti privati, gli unici che producono, che esportano, che pagano tutte le tasse possibili, che come dicevamo, di fatto mantengono dirigenti statali e politicanti (e spesso le 2 categorie convivono con doppi e tripli stipendi per doppi e tripli incarichi) e che ora una "professoressa" qualsiasi con alta propensione alla gaffe ("paccata di miliardi...", ma che modo di esprimersi è?) vorrebbe lasciare allegramente a spasso dopo 18 mesi di sussidi ridotti e tempi di

pensione allungati? E' evidente che questo Governo è più pericoloso del precedente perché ha una dose di arroganza, di pressappochismo, di superficialità e non curanza nei confronti delle reali condizioni economiche e sociali del Paese dal farci sperare che cada al più presto, con buona pace dell'attempato Napolitano, ex comunista che sponsorizza "a prescindere" l'estremismo liberista del Governo. Un minimo di insegnamento Keynes lo ha dato: tra comunismo e liberismo esiste una terza via, quella dell'intervento ragionato dello Stato in una economia di mercato che supplisca alle carenze di regole e di corretta allocazione delle risorse che da solo il mercato libero non garantisce. Alessandro Arcese


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Almanacco

Emozioni al buio IL DIALOGO TRA FEDE E RAGIONE - 3

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on piacere continuo il viaggio nel mondo delle emozioni approfittando di cornici insolite, come l'eccezionale nevicata di febbraio, per sondare una parte del funzionamento umano molto affascinante e così dal gelo provo ad accompagnare anche voi lettori in uno straordinario percorso nel buio, a cui ho recentemente partecipato. Venerdì 2 marzo e sabato 3 a Veroli, per la prima volta in provincia di Frosinone, si è tenuta una singolare iniziativa, la cena nel buio, patrocinata dalla sezione locale dell'Unione Italiana dei Ciechi (www.uicfrosinone.it) e organizzata dallo staff che da anni si occupa di questi eventi soprattutto a Roma (www.cenanelbuio.com) Premessa importante prima di iniziare a camminare con voi tra rumori, odori, sapori nel buio totale è che le sensazioni provate da un non vedente (sia dalla nascita, sia con patologia acquisita) non sono assolutamente sovrapponibili a quelle provate per due-tre ore in una bella e divertente serata; purtroppo non vedere non vuol dire vedere il buio o decidere se tornare alla luce quando si vuole. La serata inizia nell'ingresso della Domus Hernica, la cui sala interna è stata completamente oscurata e adeguata nei giorni precedenti, il vociare allegro e festoso si mescola a qualche dubbio e ad un po' di ansia: "davvero non si vedrà nulla? Come faremo ad andare in bagno o ad uscire? Chissà se riuscirò a restare per tutta la cena?". Da subito lo staff rassicura la platea dando tutte le istruzioni: non si usano cellulari, si tolgono gli orologi dal quadrante luminoso, si potrà uscire in qualsiasi momento, anche se per godere appieno l'esperienza è preferibile farlo solo a fine serata. Inizialmente si viene accompagnati mano nella mano da Gerry Longo, ex concorrente non vedente di una passata edizione del Grande Fratello, esperto di cene nel buio e voce guidaanimazione di tutta la serata, poi ogni gruppo-tavolo viene affidato ad un cameriere di riferimento… e qui c'è il vero salto nel buio, si piomba nel totale disorientamento spaziale, la guida non vedente diventa bussola, rassicurazione e riferimento, le gambe tremano, l'adrenalina sale. Una volta seduti ci si accorge subito di come i suoni diventino fondamentali, si cambia presto postura e piatti, posate, bicchieri diventano oggetti rassicuranti con cui cominciare a giocherellare e prendere confidenza col tavo-

lo prima di provare a versarsi le bibite da soli o a riconoscere le pietanze che verranno servite a sorpresa. Uno degli ingredienti più piacevoli della cena deriva proprio dal fatto che non se ne conosce il menù e i camerieri posizionando i piatti davanti i commensali informano solo se si tratti di antipasto o primi piatti. Che emozione riscoprire sapori e odori cercando di indovinare di che cibo si tratti, trovare il modo di mangiare e usare le posate, condividere le scoperte, le risate e i timori coi compagni di tavolo, perdere anche la percezione temporale. La voce sapiente di Gerry Longo da suggerimenti e offre esperimenti per cogliere più stimoli possibili e vivere appieno quest'avventura, che rappresenta davvero un turbinio di vissuti diversi: affidamento completo ad un'altra persona, sorpresa, paura, divertimento, scoperta, disorientamento sia quando si entra sia a fine serata, quando con un pò di nostalgia si lascia quella stanza, forse metafora della vita intera. A distanza di qualche giorno, infatti, mi viene da pensare a tutte le similitudini possibili con l'esperienza della vita umana, un "salto nel buio", dove si prova ad affidarsi a qualcuno, si conoscono un po' di informazioni di base per muoversi, ma per il resto è scoperta, paura, conoscenza, adattamento, a volte tristezza per le difficoltà, frustrazione per gli ostacoli imprevisti, ma insieme brivido per la possibilità di superarli, gioia quando ci si riesce e quando non è possibile farlo, condivisione e appoggio con dei buoni compagni di "viaggio". Buon viaggio anche a voi cari lettori!

Rubrica di psicologia e benessere personale a cura della

D.ssa Chiara Camperi - Psicologa

GENESI - Creazione dell'uomo

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iamo giunti - con l'articolo di oggi - al cuore della Genesi, a quel punto qualificante dell'opera di Dio che è la creazione dell'umanità. Punto qualificante ma anche il più irriso dagli scettici, con Dio che crea l'uomo dall'argilla e la donna da una costola dell'uomo. Irrisione che nasce da una profonda ignoranza del testo da parte dei critici e diciamolo pure da una scarsa attenzione che vi è stata data nella catechesi all'interno della Chiesa (ma questo vale un po' per tutte le problematiche interpretative sollevate dalla Genesi). Intanto i termini: il fatto che l'uomo sia tratto dall'argilla, indica la sua materialità, l'essere cioè legato alla terra. Il termine "adamah" indica l'argilla, la terra e dunque "adam" è l'uomo nella sua carnalità e fisicità ed essendo un termine generico indica l'umanità nel suo insieme. Dunque Dio crea l'uomo-umanità, l'umanità delle origini personificata in Adamo. La creazione dall'argilla - elemento usato dai vasai ed adatto alla lavorazione manuale - indica anche l'attenzione e la cura con cui Dio crea. Ma il punto più alto è toccato dall'atto creativo vero e proprio che è quello spirituale, perché è quello che fa la differenza tra l'uomo e gli altri esseri viventi. A questo "adam" fatto di argilla Dio dona lo spirito di vita "nishmah" (soffiare - respirare) o "ruah" (vento) che indica lo Spirito di Dio nel suo agire: questo termine non indica l'anima (concetto greco - dunque posteriore - e non ebraico) ma la coscienza, che indica la spiritualità dell'uomo che gli permette di entrare in relazione con Dio e con gli altri. Per questo motivo - con forte simbolismo - lo spirito di Dio viene donato prima della creazione della donna, altrimenti la relazione non sarebbe stata possibile. L'uomo è dunque legato a Dio ed alla terra, e questo elemento fondamentale caratterizza la sua grandezza ma anche il rischio insito nelle sue scelte. La creazione della donna dalla costola di Adamo indica la completezza dell'umanità nel suo essere maschile e femminile, tanto che con espressione forse poco sottolineata la Bibbia dice che Dio crea l'uomo (l'umanità) a sua immagine, maschio e femmina "la" creò (riferito all'umanità). Più precisamente "Dio creò l'umanità ('Elohim bara ha 'adam) a sua immagine (selem), a immagine di Dio la creò ('oto bara); maschio e femmina li creò ('otam bara). Già il termine "costola" indica - in alcune lingue semite - la "vita" e la "femminilità", e questo starebbe ancora di più a confermare che la completezza della creazione è nella unità-dualità uomo-donna non nel senso dunque di dipendenza ma di completamento. Non esiste dunque l'uomo se non in astratto: nel concreto esistono l'uomo e la donna uniti in "una sola carne" (Gn 2,24). Nel prossimo articolo parleremo del concetto suggestivo di paradiso terrestre con tutte le implicazioni storiche e simboliche in esso presenti.

chiaracamperi@libero.it

Paolo Fiorenza

Periodico di informazione politico-sociale e culturale

Fondatore Filippo Strambi Direttore Responsabile Riccardo Strambi Editore Davide Strambi Stampa Tipolitografia ACROPOLI ALATRI - Via Mediana Chiappitto, 5 - Tel. 0775 442588 Segretaria redazione Elisabetta Ciancone Responsabile di redazione Andrea Tagliaferri Coordinamento Pietro Antonucci Impaginazione e grafica Elisabetta Ciancone Redazione: Pietro Antonucci, Mariella Minnucci, Paolo Fiorenza, Bruno Sbaraglia, Andrea Tagliaferri, Riccardo Strambi, Daniela Caliciotti, Serena Sperduti, Patrizio Minnucci, Miriam Minnucci, Angela Rossi, Chiara Camperi, Giuseppe Gatta, Alessandro Arcese, Fabio Padovani, Erika Rossi, Franco Malandruccolo, Stefania Del Monte, Alfredo Salomone, Francesca Ludovici, Serena Proietti Numero chiuso in tipografia il 27/03/2012 Autorizzazione Tribunale Frosinone n°232 del 4/10/1994

I

l 16 gennaio 2012 è nato a Frosinone ubikua mente, circolo cittadino di lettura di gruppo. Ospiti della locale libreria Ubik, i membri del circolo si riuniscono una volta al mese per scambiarsi le impressioni su libri scelti e letti insieme. Primo Presidente del Circolo è Emilio Silvestri. Il circolo si propone principalmente la promozione della lettura e, più in generale, della cultura. Per ogni libro letto verrà redatta una scheda riportante i commenti e i giudizi dei soci. Le schede, raccolte in un quaderno, saranno liberamente consultabili in libreria e sul gruppo Facebook "ubikua mente". Per ragioni di spazio e di qualità nel confronto, il circolo ha scelto di avere un numero limitato di soci. L'unico requisito richiesto per iscriversi è un impegno serio e costante nella partecipazione agli incontri. Auguri al circolo di buone letture. Serena Sperduti

ALATRI - Via Basciano, 44 Tel. 0775 407680 - Fax 0775 403021


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Extras - Di tutto di più

Intervallo Le montagne della ciociaria sono ricche di posti suggestivi e poco conosciuti. Vi suggeriamo qualche località da visitare per praticare un po' di turismo nostrano.

Cascata di Trevi nel Lazio

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a cascata di Trevi è un salto tra le rocce del fiume Aniene poco prima della sua confluenza con il Simbrivio. Per raggiungerla si prende un sentiero che si trova lungo la strada che da Trevi nel Lazio porta a Vallepietra. Dal paese di Trevi, superata la centrale idroelettrica, si prosegue per 500 m circa fino a passare il ponte sul fiume Simbrivio subito dopo il quale, sulla destra, inizia il sentiero. Questo consiste in una facile passeggiata di 15 minuti molto suggestiva poiché interamente nel bosco e lungo le sponde del fiume Aniene. Vi si trovano anche una piccola area pic-nic e resti di epoca romana. Per le sue caratteristiche il percorso è indicato in tutte le stagioni, sia d'estate come rifugio alla calura ma anche d'inverno per ammirare i ghiaccioli che si formano ai lati della cascata. Se. Sp.

Pillole di storia

Pasolini e il Venerdì Santo ad Alatri

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ier Paolo Pasolini durante la lavorazione al film del 1964 "Il Vangelo secondo Matteo" ha soggiornato ad Alatri. La sua intenzione principale era di "visionare" la nostra tradizionale processione "storica" del Venerdì Santo. La vide e se ne innamorò. Il Vangelo era un momento della produzione pasoliniana nazional - popolare, in quanto non rientrava in una fedeltà storica e filologica secondo il metodo della ricostruzione (il mondo ebraico), ma secondo quello della sostituzione: così il mondo ebraico di duemila anni fa diventava la nostra Alatri e tutto il meridione italiano degli anni '60 con la sua vita ancora arcaica, pastorale, pre - industriale, preistorica. Quindi il Vangelo, sulla falsa riga della processione di Alatri, è solo esternamente un film che ha una fisionomia tipica di un'opera cattolica, in realtà non è il lavoro di un cattolico praticante. Nella rappresentazione del Venerdì Santo alatrense Pasolini ritrovò anche quel Cristo essenziale che Matteo aveva presentato nel suo Vangelo. In quel Cristo il poeta riversava il massimo della sua tendenza sacrale, mitica ed epica, nonostante che la sua visione religiosa del mondo lo portasse a non credere nella divinità del Cristo. Realizzava così un film per analogia, e dovendo scegliere tra un'esatta riproduzione della Palestina o l'essere vicino alla realtà attuale, scelse quest'ultima, compresa Alatri. Patrizio Minnucci, storico

Avvenne... ad aprile opo venti anni di fascismo, venti mesi di guerra civile e altrettanti di guerra grossa, combattuta nelle città, nelle campagne, con lenta macinazione di case e di fabbriche, di ferrovie e di ponti, avvenne la liberazione dell'Italia nell'aprile 1945.Nei giorni che seguono il 25 aprile e la liberazione tutte le false effimere unità dei tempi di guerra si spezzano, anche quella partigiana. Ognuno riprende la sua libertà d'azione, monarchici da una parte, comunisti dall'altra, i democristiani con un occhio rivolto al Vaticano, la minoranza risorgimentale, laica dietro le sue illusioni di una "rivoluzione democratica" in un'Italia che va già dividendosi fra le Chiese opposte e complementari. E come non bastasse, divisioni all'interno di ogni grande partito, ambiguità che nascono dalla sovrapposizione della ragion di stato e di quella ideologica, della politica interna e di quella estera. Pochissimi, forse solo i grandi capi dei partiti di massa conoscitori dei poteri imperiali, si rendono conto di vivere, di muoversi in una nazione subalterna, dove ogni cosa, ogni decisione è condizionata dall'esterno, dal rapporto fra i grandi vincitori. Patrizio Minnucci, storico

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PAROLE NEL TEMPO... Rubrica di curiosità linguistiche e sull'origine delle parole a cura del prof. Claudio Pasotti

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ari lettori, questo mese non parleremo di politica, ma di un altro ambito che comunque ci interessa molto da vicino: la salute. Infatti, il lessico (cioè l'insieme di parole) della medicina è perlopiù di derivazione greca. Vi è mai capitato per esempio di fare delle "analisi ematiche"? No?! E invece sì: avete fatto delle comunissime analisi del sangue, perché nel greco antico àima significa appunto "sangue" (e ancor prima analyo, da cui "analisi", significa "sciogliere qualcosa nei suoi vari elementi"). E se vi avessero riscontrato un livello troppo alto di "glicemia"? Sappiate che alla lettera avete il "sangue dolce", poiché in greco glykys è aggettivo che vale "dolce". Non sia mai poi di dover ricorrere al chirurgo: vi dovreste affidare cioè a "colui che opera con le mani", se è vero che chèir vuol dire "mano" e èrgon "opera, azione". Meglio comunque affidarsi al chirurgo che a una poco scientifica chiromante, cioè "colei che predice il futuro attraverso la mano" (in greco mantèuo significa appunto "divinare, predire il futuro"). Sempre il chirurgo non è che comunque uno dei tanti tipi di medico con cui si rischia di dover avere a che fare: tra pediatri, otorinolaringoiatri, geriatri, fisiatri c'è da perdere il conto e la testa! Ma perché, se la specializzazione è diversa, il loro nome termina allo stesso modo? Perché nell'antica Grecia lo iatròs era proprio il "medico", che poteva curare (therapeuèin, da cui "terapia") i bambini (pàides), i vecchi (gèrontes), orecchie naso e gola (rispettivamente otòs, rinòs e làringos), ecc. E allora, il nostro povero "medico"? Deriva dal più recente (solo 2000 anni, invece di 2500…) latino medicus, alla lettera "colui che si preoccupa"; e speriamo di trovarne sempre, di medici che trasformino il valore etimologico del loro nome in valore quotidiano! Ad maiora…

CARTA CANTA

consigli per le letture di Serena Sperduti

LORENZO LATINI

Call to Arms Genere: Narrativa Formato: e-book Voto dei lettori su aNobii:

M

i hanno sorpreso la maturità e la cura nella scrittura di questo giovanissimo scrittore di Alatri. Il suo è un linguaggio snello e chiaro; i luoghi e le azioni vengono descritti con flash da sceneggiatura teatrale che facilitano l'immaginazione. C'è anche la colonna sonora: ogni momento del racconto, infatti, ha una sua canzone sparata a palla o sottovoce a seconda dell'emozione. Una storia multidimensionale quindi che si svolge in una casa della campagna ciociara dove cinque amici d'infanzia si ritrovano a passare un intero fine-settimana dopo essersi persi di vista per anni. La scuola, il calcetto, i primi amori riaffiorano dai ricordi insieme a vecchi rancori che si risolvono tra risate, litigi, abbracci rappacificatori e pure qualche lacrima. Il tutto costantemente condito dall'ironia, sottile di alcuni e goliardica di altri, e dal grande affetto che li lega sin dai tempi della scuola media. Mi sono sentita trascinare nel passato, è stato facile riconoscermi nelle loro esperienze e nel loro linguaggio. Ed è strano perché Lorenzo ha la metà dei miei anni, quel che racconta io l'ho vissuto prima che lui nascesse, eppure l'emozione è la stessa, forse solo la musica di sottofondo ai miei ricordi è un po' più datata della sua. Qualcosa di più sull'autore: nato ad Alatri 24 anni fa, Lorenzo Latini ha già alle spalle una lunga carriera avendo cominciato a scrivere a 6 anni. Attualmente studia Lingue e Letterature Straniere all'Università di Cassino ed ha intrapreso la strada del giornalismo sportivo collaborando come inviato per il sito www.asroma24.com. Inizia a farsi notare con alcuni racconti poi, nel 2011, pubblica il suo primo romanzo, "Nonno Gè". Divoratore di libri di ogni genere, si definisce "malato" di musica rock e della Roma tanto che, alla domanda "quali sono i più grandi doni che l'umanità abbia mai ricevuto" risponde: la pasta, Francesco Totti e i Rolling Stones. Scrivere per lui è un'esigenza, tutto ciò che gli gira intorno finisce inevitabilmente sulla carta e il suo più grande sogno, ovviamente, è quello di guadagnarsi da vivere scrivendo.

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Gente Comune Marzo 2012  

Marzo 2012

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