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Periodico di informazione politico-sociale e culturale Chiuso in tipografia il 25/05/2009 di Alatri e della provincia di Frosinone Anno XVII n° 5 - Maggio 2009 Distribuzione gratuita - Tiratura 12.000 copie

POLITICA

NEWS

SPORT

ELEZIONI Tutto pronto per le provinciali e comunali Referendum all'orizzonte

GRAFFITI DELL’ANIMA Aci e Provincia di Frosinone unite contro le stragi su strada

SPORT Frosinone Calcio Stagione altalenante. Intanto è ancora Serie B

pagg. 5 e 9

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Papa Ratzinger a Cassino Il 24 maggio scorso Papa Benedetto XVI si è recato a Cassino e a Montecassino in visita pastorale. Dopo 29 anni un Papa è tornato nella città martire. Nel giorno dell'Ascensione, per la prima volta nella storia, gli abati e le abbadesse di tutto il mondo hanno pregato le spoglie mortali del Patrono d'Europa con il Papa. pagina 2 Tipolitografia di Davide Strambi

depliants - brochure - libri cataloghi - riviste - manifesti ALATRI - Via Mediana Chiappitto, 5 Tel. 0775 441344 - 0775 442588 e-mail: tipografiaacropoli@email.it


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L’Apertura

Il Papa a Cassino sulle orme di S. Benedetto CASSINO - Risaliva ad otto anni fa l'ultima visita di un Pontefice in terra ciociara, prima dell'arrivo di Benedetto XVI a Cassino. Il 16 settembre 2001, infatti, Giovanni Paolo II fu presente a Frosinone per l'inaugurazione della nuova chiesa parrocchiale di San Paolo nel quartiere Cavoni. Il papa polacco si mostrò già molto malato e sofferente, ma quella visita è rimasta scolpita negli annali della storia frusinate. A distanza, appunto, di 8 anni, il successore di Wojtyla ha messo piede in Ciociaria per una visita ricca di tanti significati.

Intenso, infatti, è il rapporto che lega Papa Joseph Ratzinger agli ambienti cassinati o, meglio, all'abbazia di Montecassino. Non è un caso che il papa tedesco abbia scelto il nome di Benedetto quando è stato eletto al soglio pontificio. La celebre abbazia cassinate è stata fondata intorno al 530 d. C. proprio da San Benedetto, il santo pa-

Ratzinger saluta la folla a piazza Miranda

trono dell'Europa a cui papa Ratzinger è fortemente legato. Alla vigilia della morte di Giovanni Paolo II e del conclave che lo avrebbe eletto papa, nel 2005, l'allora cardinale Ratzinger dedicò proprio a San Benedetto e al declino della presenza di Dio in Europa un importante discorso "programmatico" del suo futuro pontificato. Così, il 27 aprile

2005, in occasione della prima udienza generale in Piazza San Pietro a Roma, Benedetto XVI esaltò la figura del Santo di Norcia, dicendo che egli costituisce un fondamentale punto di riferimento per l'unità dell'Europa e un richiamo alle irrinunciabili radici cristiane della sua cultura e della sua civiltà, radici che in un periodo storico complesso come il VI secolo vennero salvaguardate proprio dall'abbazia di Montecassino, un vero "faro" di luce. Come dire: Benedetto XVI sulle orme di San Benedetto...

L’omelia: uno “slancio morale” per l’occupazione Un forte appello ai responsabili della cosa pubblica così come agli imprenditori è stato rivolto domenica scorsa da Benedetto

disoccupazione che affligge questo territorio induca i responsabili della cosa pubblica, gli imprenditori e quanti ne hanno la possibilità a ricercare, con il contributo di tutti, valide soluzioni alla crisi occupazionale, creando nuovi posti di lavoro a salvaguardia delle famiglie". Benedetto XVI ha anche richiamato nuovamente l'urgenza di tutelare la famiglia oggi fortemente insidiata. Ricordando la gravità della crisi economica che ha colpito tanti Il Papa mentre legge l'omelia lavoratori e famiglie, il XVI durante l'omelia, affinché s'impegnino Pontefice ha aggiunto: "A questo proposia trovare una soluzione alla crisi occupa- to come non ricordare che la famiglia ha zionale che colpisce il tessuto industriale oggi urgente bisogno di essere meglio dell'area di Cassino. Il Papa ha celebrato la tutelata, poiché è fortemente insidiata messa nella Piazza della Miranda e nel po- nelle radici stesse della sua istituzione?". meriggio ha visitato l'abbazia di Monte- Quindi ha affermato: "Penso poi ai giovacassino. ni che fanno fatica a Proprio ricortrovare una degna dando i cardini attività lavorativa della spirituache permetta loro di lità benedetticostruirsi una famina, il Papa ha glia. Ad essi vorrei affermato che dire: non scoraggiateuno di essi è vi, cari amici, la Chie"il lavoro". sa non vi abbandona! "Umanizzare il So che ben 25 giovamondo lavorani della vostra Diocesi tivo - ha detto hanno partecipato alRatzinger - è la scorsa Giornata tipico dell'aniMondiale della Gioma del monaventù a Sydney: faIl Papa sulla Papamobile chesimo e cendo tesoro di quella questo è anche lo sforzo della vostra co- straordinaria esperienza spirituale, siate munità che cerca di stare a fianco dei nu- lievito evangelico tra i vostri amici e coemerosi lavoratori della grande industria tanei; con la forza dello Spirito Santo, siapresente a Cassino e delle imprese ad essa te i nuovi missionari in questa terra di san collegate. So quanto sia critica la situazio- Benedetto! Nell'odierno sforzo culturale ne di tanti operai" ha aggiunto il Pontefice teso a creare un nuovo umanesimo, fedeli che poi ha detto "Esprimo la mia solidarie- alla tradizione benedettina voi intendete tà a quanti vivono in una precarietà preoc- giustamente sottolineare anche l'attenziocupante, ai lavoratori in cassa-integrazio- ne all'uomo fragile, debole, alle persone ne o addirittura licenziati. La ferita della disabili e agli immigrati. E vi sono grato -

ha aggiunto il Pontefice - che mi diate la come migliorare la vita spirituale e matepossibilità di inaugurare quest'oggi la 'Ca- riale dell'uomo. sa della Carità', dove si costruisce con i Nella vostra Abbazia - ha aggiunto - si fatti una cultura attenta alla vita". Quindi tocca con mano il 'quaerere Deum', il fatto il Pontefice ha rinnovato il suo appello in cioè che la cultura europea è stata la ricerfavore dei più deboli: "Cari fratelli e sorel- ca di Dio e la disponibilità al suo ascolto. le! Non è difficile percepire che la vostra E questo vale anche nel nostro tempo". Comunità, questa porzione di Chiesa che "So che voi - ha detto il Papa - state opevive attorno a Montecassino, è erede e de- rando con questo stesso spirito nell'Unipositaria della missione, impregnata dello versità e nelle scuole, perché diventino laspirito di san Benedetto, di proclamare boratori di conoscenza, di ricerca, di pasche nella nostra vita nessuno e nulla devo- sione per il futuro delle nuove generazioni. no togliere a Gesù il primo posto; la mis- So pure che, in preparazione a questa mia sione di costruire, nel nome di Cristo, una nuova umanità all'insegna dell'accoglienza e dell'aiuto ai più deboli. Vi aiuti e vi accompagni il vostro santo Patriarca, con santa Scolastica sua sorella; vi proteggano i santi Patroni e soprattutto Maria, Madre della Chiesa e Stella della nostra speranza". L'arrivo a Cassino e il saluto ai fedeli La cultura europea è stata orientata e si è sviluppata intorno visita, avete tenuto un recente convegno alla ricerca di Dio, e questo deve accadere sul tema dell' educazione per sollecitare in anche nel nostro tempo, ha poi detto il tutti la viva determinazione a trasmettere Papa che, toccando alcuni degli aspetti ai giovani i valori irrinunciabili del nostro fondamentali della spiritualità benedetti- patrimonio umano e cristiano". na, si è rivolto alla comunità: "Appartiene infine alla vostra tradizione anche l'attenzione al mondo della cul- Conclusa la messa in piazza Miranda a Cassino, il Papa è partito in tura e dell' edu- auto per l'abbazia di Montecassino e lungo il tragitto, si è fermato alla 'Casa della Carità' in via Casilina, voluta dalla stessa abbacazione. Il celebre Archi- zia e creata con l'aiuto della Regione Lazio, per accogliere persone bisognose di aiuto, poveri e immigrati. vio e la BiblioQui è stato salutato da Pietro Marrazzo, presidente della Regione teca di MonteLazio e da Bruno Scittarelli, sindaco di Cassino. Benedetto XVI ha cassino raccolgoscoperto la targa a ricordo dell'evento, e, con una preghiera, ha no innumerevoli benedetto e inaugurato la struttura. t e s t i mo n ia n z e dell'impegno di Pagina a cura di: uomini e donne Pietro Antonucci - Bruno Sbaraglia - Carlo Capone che hanno medie Andrea Tagliaferri tato e ricercato

Il Papa a Cassino visita il centro per immigrati, poveri e bisognosi


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Primo Piano L’editoriale

La riflessione

E SE IL "VECCHIO" FOSSE IL "NUOVO"? La triste realtà politico-amministrativa locale è innegabile se si pensa che a "governare" i nostri enti sono sempre i soliti noti, che cambiano poltrona e incarico ma sempre lì stanno. Non voglio scendere nel dettaglio dei singoli nomi ma voglio soffermarmi sulla necessità che un territorio come il nostro ha di cambiare ed evolversi. Niente da dire sull'eccellenza dei candidati alla Presidenza della Provincia, tutti politici di lunga esperienza e provata forza elettorale, ma non mi si venga a dire che rappresenteranno il nuovo perché sono i protagonisti della politica locale da minimo un ventennio. Largo ai giovani! Si grida da anni. Peccato che in Italia anche nel mondo del lavoro si considerino giovani fino alle soglie dei 50 anni… Un qualcosa di nuovo, comunque, questa campagna elettorale l'ha presentato, ovvero la collaborazione fuori dai poli di Domenico Marzi, dell'UDC e dei dissidenti di AN che hanno creato un terzo fronte, raccogliendo, a quanto pare, gradimento a destra e in particolare a sinistra. Scendendo al locale, ad Alatri in particolare, siamo ormai abituati ad assistere al teatrino delle candidature, che poi alla fine provocano incomprensioni e spaccature, specialmente per le esclusioni eccellenti, ma sappiamo anche che il motivetto è sempre quello e cioè se non si è "fedeli" al "Capo", non ci sono speranze. E invece questa volta, almeno per una candidatura, non è stato così. Il Collegio ALATRI 2, infatti, da sempre "blindato", abitualmente veniva riconfermato il consigliere uscente; comprendo l'esclusione di Stefano Scerrato, con il quale ci sono stati dei problemi di carattere politico con il vertice azzurro e che sembra non aver opposto una grande opposizione a questa estromissione, ma per prassi ci si aspettava che fosse il coordinatore comunale Avv. Pongelli (che pare averne fatto espressa richiesta) a dover concorrere in quel collegio. Così non è stato. Ecco spuntare il nome di Silvio Tagliaferri, personaggio politico di lunga esperienza, l'unico che è stato capace di dire no al "Capo" più volte quando in disaccordo. Ma questa scelta, che potrebbe sembrare un premio, a guardarla bene somiglia ad una trappola visto che l'assessore si troverà in concorrenza diretta con un nome della lista Rialzati Ciociaria particolarmente vicino al candidato Presidente. Qualcuno, però, non ha fatto i conti con la forza elettorale di Tagliaferri che rappresenta, lui si, coerentemente, il PDL e non una semplice lista collegata. L’Editore

di Paolo Fiorenza

Tv, arriva la rivoluzione ma non sarà gratuita 2ª parte

Nella prima parte sul digitale terrestre - pubblicata nel numero di aprile - ci siamo tenuti un poco sulle linee generali del problema. Andiamo ora di più nello specifico per offrire una guida in questa grande novità tecnologica che ci interesserà tutti a breve termine. Cominciamo con i prezzi dei decoder, ricordando che per ogni apparecchio televisivo ci vuole un decoder. Per ottenere un decoder si va da 28 euro per il modello meno costoso a oltre 300 e più per i set top box, che offrono altre funzioni, dai canali interattivi a quelli in alta definizione, dalla visione dei canali satellitari (con l'aggiunta di una parabola), fino alla possibilità di registrare i programmi su hard disk. I decoder a basso costo si limitano a captare i canali del digitale terrestre gratuiti, le vecchie reti analogiche nazionali e locali, e non hanno l'ingresso per le schede dei programmi a pagamento. Sono previsti dei contributi statali o regionali per incentivare il passaggio al digitale. Ad esempio il sindaco Alemanno a Roma ha annunciato che il 10% dei cittadini lo avrà gratuitamente. L'alternativa principale all'acquisto del decoder da collegare alla tv è comprare un televisore che abbia il ricevitore digitale terrestre integrato. Ma questo significa, ovviamente, cambiare televisore, con costi sicuramente più elevati. Altra alternativa è quella dell'Iptv, ovvero la tv via Internet offerta da alcuni dei principali operatori telefonici. Con Alice Home Tv il decoder arriva gratis, ma bisogna fare l'abbonamento con Telecom per il collegamento Internet Adsl. Simili offerte le fanno anche Fastweb e Wind.

Con questo decoder si ricevono i canali del digitale terrestre, la tv via Internet (con molti canali gratuiti), i film on demand e anche i canali di Sky, senza dover montare nessuna parabola. Ma ci sono i costi di attivazione, che variano a seconda dell'abbonamento telefonico. Ricordiamo che non bisogna cambiare televisore. Infatti i decoder a basso e a medio costo funzionano con i vecchi televisori senza problema. Quelli tecnologicamente più avanzati hanno bisogno dei televisori più moderni. L'antenna per la ricezione è la stessa. Naturalmente se l'antenna riceveva male i canali analogici riceverà male quelli digitali. Cosa deve avere un buon decoder digitale terrestre?. E' importante che abbia la compatibilità MHP (Multimedia Home Platform, lo si legge sul decoder) per ricevere i servizi interattivi. Bisogna fare attenzione alla quantità di memoria del decoder, almeno 64Mb di Ram, e almeno 8 Mb di memoria Flash, utili per rendere più veloce il cambio dei canali e la ricezione dei segnali (tutti dati da chiedere al negoziante o da trovare sul libretto delle istruzioni). Se si deve collegare solo il televisore può avere una sola presa Scart, se c'è la necessità di collegare un videoregistratore le Scart devono essere almeno due. Bisogna controllare bene i decoder a basso costo, perché alcuni modelli non sono in grado di ricevere i segnali di alcuni canali che trasmettono utilizzando la banda III. E non supportano il Televideo. La Rai, oltre ai canali già presenti in analogico, offre anche Rai4, RaiGulp, RaiNews24, RaiSportPiù, RaiEdu1, e alcuni servizi inte-

rattivi, tutti gratuiti. Mediaset offre i suoi canali analogici e in più, gratuitamente, Iris. A pagamento c'è Premium Calcio, Premium Gallery (film e serie tv, ma anche il Grande Fratello interattivo) e Premium Fantasy, con i canali per bambini) La7 ha una carta prepagata, La 7 Cartapiù, per vedere il calcio, senza abbonamento Ricordiamo che la transizione alla televisione digitale terrestre avverrà in maniera graduale: la prima fase denominata switch over vedrà lo spegnimento del segnale analogico di Rai 2 e Retequattro che risulteranno così visibili esclusivamente in tecnica digitale, quindi attraverso l'uso del decoder o dei televisori con i decoder integrati. Successivamente si procederà allo spegnimento integrale di tutti gli altri canali il cosiddetto switch off. Per il Lazio le due operazioni avverranno secondo il seguente calendario: Switch over il 16 giugno switch off dal 16 al 30 novembre Per ogni altra informazione relativa alle prossime scadenze e per tutti i dettagli inerenti all'avvio della digitalizzazione consigliamo di consultare il sito del Ministero dello Sviluppo Economico, dipartimento delle comunicazioni, il cui indirizzo internet e': www.decoder.comunicazioni.it. E' inoltre attivo il numero verde 800 022 000 da lunedì al sabato escluso i giorni festivi, dalle ore 8.00 alle ore 20.00 in grado di fornire tutte le indicazioni necessarie ad orientare i consumatori, gli installatori, i rivenditori, i produttori di elettronica di consumo.

Energia e sinergia sul territorio: una particolare benedizione Sua Eccellenza il Prefetto Piero Cesari in visita alla Technical Partners di Frosinone Il 7 maggio scorso Sua Eccellenza il Prefetto Piero Cesari si è recato lizzo di tecnologie pulite. Tra i collaboratori della struttura erano prein visita presso i locali della Technical Partners srl a Frosinone, racco- senti Alessandro Bisci (37 anni, da Frosinone) Dott. Ing. Ambiente e gliendo l'invito pervenutogli dall'amministratore della Technical Par- Territorio, Pietro Santangelo (27 anni, da Sant'Angelo in Thoedice, tners, Dott. Ing. Federico Tunzio, atCassino), Ing. Meccanico, Tiziana Protano (37 anni, da Frosinone) traverso una lettera inviata neanche un mese prima. Il Prefetto si è moDott.ssa in Scienze Politiche e Diplostrato contento di aver trovato una matiche, Marco Vannacci (28 anni, da Frosinone) Ing. Ambiente e Territorio, realtà imprenditoriale giovane, attiva e piena di coscienza sociale. Si è inAntonio Natalizia (37 anni, da Isola del Liri) TSFR, Emilio Di Ionna (27 trattenuto più di un ora per conoscere ogni componente (erano presenti anni, da Badia di Esperia) TSFR, Roquasi 20 persone), chiedendo ad berta Antonetti (27 anni, da Vallecorsa) Ing. Meccanico, Salvatore ognuno da dove venisse, quale fosse D'Emilio (37 anni, da Ceccano) Dott. stato il percorso formativo ed infine Ing. Elettrotecnico, Francesco Scaccia quale motivazione lo tenesse vicino ad un gruppo così innovativo. (23 anni, da Castelmassimo di Veroli), Diego Capoccitti (36 anni, da Il Prefetto si è soffermato molto sulIl folto gruppo della Technical Partners l'aspetto didattico, sul ruolo della Alatri) Ing. Petrolchimico e Ing. Ampresenza dello Stato, a tutti i livelli, con toni a tratti lirici e a tratti biente e Territorio, Daniele Di Bona (29 anni, da Alvito) Ing. Mecsolenni. Il punto fermo rimane l'impegno verso se stessi, verso la canico, Loredana Protano (35 anni, da Frosinone) Architetto, Stefano coscienza sociale ed ambientale, in un settore che nasce proprio dal- Alonzi (32 anni, da Sora) e Flavio Montini (da Frosinone) questi ultil'esigenza di includere una società che si occupi in maniera concreta mi esponenti del settore commerciale della società. del rispetto dell'ambiente e del risparmio energetico attraverso l'uti-


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Elezioni provinciali

Elezioni provinciali: 8 in corsa per la presidenza, sfida a 3 I numeri: sono ben 8 i candidati alla presidenza della Provincia di Frosinone; 31 le liste e 930 gli aspiranti consiglieri per 31 posti in Consiglio. 11 liste per Antonello Iannarilli (Pdl), 9 a sostegno di Gianfranco Schietroma (PD+PS), 4 liste pro Domenico Marzi (Terzo Polo). Una lista per Ornella Carnevale (Rifondazione Comunista), 2 liste per Paolo De Simone (Rosso di Sera), 2 liste anche per Aldo Carbone (Forza Roma e Viva L'Italia), una per Luigi Sorge (Partito dei comunisti dei lavoratori) e una per Antonio Pelagalli (I Cittadini delle Culture e Colture d'Italia con la Ciociaria). La nota - Il 6 e 7 giugno gli elettori ciociari avranno davanti una scelta molto difficile, e più che mai in queste elezioni non conterà tanto lo schieramento politico di appartenenza quanto l'affidabilità dei nomi proposti e la fitta

rete di relazioni che ognuno dei contendenti alla carica di Presidente è riuscito a tessere intorno alla propria candidatura. Antonello Iannarilli può contare su un "appeal" nei confronti degli elettori di centro destra ormai provato nelle svaria-

mentale nella competizione. Non trascurabile, poi, il traino che il Presidente Berlusconi offre ai propri candidati, visto l'alto gradimento che i sondaggi riferiscono in merito all'operato del governo. Gianfranco Schietroma dall'altra parte, conta su una forza elettorale notevole in particolare

lunga carriera politica anche a livello nazionale che lo contraddistingue. Il Terzo Polo irrompe sulla scena politica provinciale quando la sfida sembrava dovesse essere a due, scompaginando il panorama elettorale. Domenico Marzi appoggiato dall'UDC della Formisano e dai dissidenti di AN riferibili ad Alessandro Foglietta, ha lasciato un ottimo ricordo di se stesso tra gli abitanti di Frosinone, in particolare tra gli imprendi-

Antonello Iannarilli (Pdl) Gianfranco Schietroma (PD+PS)

te competizioni elettorali che lo hanno visto protagonista. La sua decisione e la sua forza dirompente giocheranno un ruolo fonda-

nel capoluogo frusinate; sostenuto dalla stima che la città ha del professionista e, soprattutto, della

Domenico Marzi (Terzo Polo)

tori ciociari, e la città lo ha stimato per essere riuscito ad operare per il bene comune, nonostante una situazione altamente precaria all'interno della propria compagine politica. Non si può negare che a questo punto il Terzo Polo potrebbe giocare un ruolo chiave nelle alleanze, soprattutto in vista di un ballottaggio sempre più probabile. Sul fronte della sinistra andrà valutato il risultato della Carnevale di Rifondazione Comunista, che a quanto pare ha dichiarato di non volersi apparentare con Schietroma neanche ad un eventuale secondo turno; vedremo se le necessità muteranno. Gli altri candidati, da De Simone della civica Rosso di Sera, a Sorge dei comunisti lavoratori, passando per Pelagalli e Carbone (rispettivamente Cittadini delle Culture e Colture d'Italia e Forza Roma), potranno tendere a raccogliere risultati personali soddisfacenti o poco più. Attì

SPECIALE REFERENDUM

Presentazione dei quesiti del 21 giugno 2009 Il 21 giugno prossimo, nonostante se ne parli davvero poco a causa delle elezioni europee e amministrative, si voterà per un importante referendum. Tentiamo di spiegare i quesiti in maniera semplice e diretta. Il 1° e il 2° quesito: premio di maggioranza alla lista più votata e innalzamento della soglia di sbarramento Le attuali leggi elettorali di Camera e Senato prevedono un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Tale premio è

attribuito su base nazionale alla Camera dei Deputati e su base regionale al Senato. Esso è attribuito alla "singola lista" o alla "coalizione di liste" che ottiene il maggior numero di voti. Il fatto che sia consentito alle liste di coalizzarsi per ottenere il premio ha fatto sì che, alle ultime elezioni, si siano formate due grandi coalizioni composte di numerosi partiti al proprio interno. E la frammentazione è notevolmente aumentata. Il 1° ed il 2° quesito (valevoli rispettivamente per la Camera dei Deputati e per il Senato) si propongono l'abrogazione del collegamento tra liste e della possibilità di attribuire il premio di maggioranza alle coalizioni di liste. In caso di esito positivo del referendum, la conseguenza è che il premio di maggioranza viene attribuito alla lista singola (e non più alla coalizione di liste) che

abbia ottenuto il maggior numero di seggi. Un secondo effetto del referendum è il seguente: abrogando la norma sulle coalizioni verrebbero anche innalzate le soglie di sbarramento. Per ottenere rappresentanza parlamentare, cioé, le liste debbono comunque raggiungere un consenso del 4% alla Camera e 8% al Senato. In sintesi: la lista più votata ottiene il premio che le assicura la maggioranza dei seggi in palio, le liste minori ottengono comunque una rappresentanza adeguata, purché superino lo sbarramento. All'esito dell'abrogazione, resteranno comunque in vigore le norme vigenti relative all'indicazione del "capo della forza politica" (il candidato premier) ed al programma elettorale. Il 3° quesito: abrogazione delle candidature multiple. Un terzo quesito referendario colpisce un altro aspetto. Oggi la possibilità di candidature in più circoscrizioni (anche tutte!) dà un enorme potere al candidato eletto in più luoghi (il "plurieletto"). Questi, optando per uno dei vari seggi ottenuti, permette che i primi dei candidati "non eletti" della propria lista in quella circoscrizione gli subentrino nel seggio al quale rinunzia. Egli così, di fatto, dispone del destino de-

gli altri candidati la cui elezione dipende dalla propria scelta. Se sceglie per sé il seggio "A" favorisce l'elezione del primo dei non eletti nella circoscrizione "B"; se sceglie il seggio "B" favorisce il primo dei non eletti nella circoscrizione "A". Nell'attuale legislatura, questo fenomeno, di dimensioni veramente patologiche, coinvolge circa 1/3 dei parlamentari. In altri termini: 1/3 dei parlamentari sono scelti dopo le elezioni da chi già è stato eletto e diventano parlamentari in pratica per cooptazione! Con l'approvazione del 3° quesito la facoltà di candidature multiple verrà abrogata sia alla Camera che al Senato. A cura di: Paolo Fiorenza

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Messaggio elettorale - Comm. Resp. il candidato setsso

LA TUA CARTA PER L’EUROPA www.clementecarta.it

ELEZIONI EUROPEE 6 - 7 GIUGNO 2009 CIRCOSCRIZIONE ITALIA CENTRALE:

LAZIO - TOSCANA - UMBRIA - MARCHE

 barra il simbolo e scrivi

CARTA CIOCCHETTI è possibile esprimere da 1 fino a 3 preferenze


Messaggio elettorale - Comm. Resp. il candidato setsso

ELEZIONI PROVINCIALI 6 - 7 GIUGNO 2009

Domenico Marzi CANDIDATO PRESIDENTE

(barrare solo il simbolo, il nome c’è già scritto)

Santoro Paolo COLLEGIO ALATRI 1

ELEZIONI PROVINCIALI 6 - 7 GIUGNO 2009

Domenico Marzi CANDIDATO PRESIDENTE

(barrare solo il simbolo, il nome c’è già scritto)

Piccirilli Antonio COLLEGIO ALATRI 2


Fabio Di Fabio 42 anni, sposato con due figli, bancario, Laureato in scienze politiche.

Messaggio elettorale - Comm. Resp. il candidato setsso

Consigliere comunale dal 1998, Vice sindaco della Città ed Assessore ai servizi sociali dal 2002 al 2005. E’ stato Segretario del Movimento Givanile della DC di Alatri, Segretario cittadino e del Collegio Nord del Partito Popolare Italiano, Socio fondatore della Margherita e del Partito Democratico. Attualmente è Capogruppo Consiliare del PD di Alatri.

Essere eletto per aiutare le persone e le famiglie del nostro territorio a vivere più serenamente, grazie ad un nuovo sviluppo economico che garantisca maggiori posti di lavoro, soprattutto per i giovani: questo è il mio sogno ed il mio impegno! Sono tra quelli che credono che, per raggiungere tali obiettivi, la Provincia mantenga un ruolo fondamentale, quale istituzione preposta alla promozione e al coordinamento delle attività dei singoli comuni e degli enti chiamati ad individuare le linee della crescita economica e le opportunità di formazione professionale. L'esperienza pubblica, fin qui condotta, mi porta ad affermare con forza che la politica resta, essenzialmente, una "nobile arte", malgrado i tanti esempi contrari: la politica ha ancora bisogno di persone motivate, moderate, con vocazione democratica e disponibilità ad un impegno costante nell'attività pubblica. L'ho fatto scrivere sui miei manifesti: disponibilità e buona amministrazione. Sembrano parole di altri tempi! Eppure, è quanto cercherò di fare per la nostra terra! Con il Partito Democratico lavorerò per la realizzazione di un programma politico-amministrativo che promuova l'economia della nostra provincia puntando sul turismo, la logistica e l'energia da fonti rinnovabili. In tal senso sarà un volano eccezionale la realizzazione dell'aeroporto regionale di Frosinone, perché, oltre a creare molti posti di lavoro, contribuirà, insieme al casello autostradale Ferentino-Alatri e alla superstrada Sora-Frosinone, a trasformare il nostro territorio in luogo di arrivo e non di passaggio. Questo significherà sviluppo del turismo e valorizzazione dei nostri beni archeologici e monumentali. In particolare penso alla mia città. Alatri, con i bellissimi monumenti del centro storico e le fiorenti attività produttive delle zone di Tecchiena e Chiappitto, potrà molto beneficiare da tali investimenti, perché tornerà centrale nel panorama provinciale. Mi piacerebbe impegnarmi a promuovere attività ed iniziative che assicurino alla mia città vitalità per tutto l'anno; ma mi adopererò anche per favorire la costruzione di una rete di accoglienza dei turisti più efficiente. Vedo, oggi, realizzabili piani di sviluppo che possono integrare le sinergie di tutte le zone di Alatri. Lo dico come cittadino di Alatri che tiene alla crescita di tutto il suo territorio. I giovani di Tecchiena e del Centro hanno bisogno di trovare una solida base di iniziativa politica sulla quale poter costruire nuovi progetti. Ritengo, avendoli ascoltati, che sono molto interessati a partecipare attivamente alla definizione di una nuova immagine della città, più moderna, accogliente, aperta alle relazioni con l'esterno. So anche che dovrò continuare a contrastare l'immobilismo dell'attuale amministrazione cittadina che spesso risulta insensibile ai tanti problemi che affliggono il territorio comunale. E mi chiedo se gli alatrensi abbiano meritato ciò. Chi, nello schieramento avversario, oggi si candida a governare la provincia è proprio quello stesso Iannarilli che sta governando la città e lo sta facendo nel peggiore dei modi: viabilità a pezzi, opere bloccate, finanziamenti perduti, servizi ridotti, mancanza totale di progettualità. Credo che gli alatrensi, oggi scontenti ed arrabbiati, si ricorderanno di come Iannarilli ha ridotto la città ed impediranno, con il loro voto, che possa rovinare anche la provincia. Chiedo, invece, ai lettori di Gente Comune un voto per me, per il PD e per Gian Franco Schietroma presidente: perché insieme possiamo lavorare per la nostra gente e per il nostro territorio. Fabio Di Fabio


Elezioni comunali

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Trentanove Comuni Ciociari al voto Veroli e Anagni le due principali città che vedranno la sfida elettorale per l'elezione del Sindaco

FROSINONE - Sono 39 i centri ciociari chiamati a rinnovare il consiglio comunale. Oltre ad Anagni, Veroli (uniche due città dov'è possibile il ricorso al ballottaggio) e Vico nel Lazio, saranno chiamati ad esprimere il loro voto anche gli abitanti di Acuto, Arce, Arnara, Ausonia, Broccostella, Casalvieri, Castelliri, Colfelice, Colle San Magno, Coreno Ausonio, Falvaterra, Fontechiari, Gallinaro, Giu-

liano di Roma, Morolo, Paliano, Pescosolido, Piedimonte San Germano, Piglio, Posta Fibreno, Ripi, Rocca d'Arce, San Donato Val di Comino, San Giorgio a Liri, Sant'Ambrogio sul Garigliano, Sant'Andrea del Garigliano, Sant'Apollinare, Sant'Elia Fiumerapido, Santopadre, San Vittore del Lazio, Settefrati, Strangolagalli, Vallemaio, Vallerotonda, Villa Latina e Villa Santo Stefano. Qualche curiosità: gli elettori che

voteranno per le amministrative sono in totale 121.272. A Strangolagalli e a Posta Fibreno c'è un solo candidato a sindaco, rispettivamente Antonio De Vellis e Sante Mele: per essere eletti occorre che alle urne vada il 50% più uno degli aventi diritto al voto. Gli aspiranti alla carica di sindaco sono, nel complesso, 97 e di questi solo 6 sono donne (Maria Palleschi a Castelliri, Sara Pe-

trucci ad Arce, Anna Maria Girolami a Morolo, Simona Mastroianni a Pescosolido, Margherita Di Siena a Coreno Ausonio, Enrica Iorio a Villa Santo Stefano). Infine, qualche nome curioso tra le 128 liste in lizza: Identità Anagnina, Forza Veroli, Progetto Chiarezza a Paliano, Cambia San Giorgio, Per il cambiamento con il cuore (Giuliano di Roma), Disponibilità per Sant'Apollinare, Tutt'insieme per

Santopadre, Fai rinascere Piedimonte, Ausonia Legalità e Sviluppo, Colfelice di tutti, Gallinaro sarà..., La svolta nel cuore (Vallerotonda), Nuove prospettive per Villa Latina, Energia nuova per Vico nel Lazio, La Rocca - ieri oggi e domani (Rocca d'Arce), Giustizia e democrazia (San Vittore del Lazio), Democrazia e Progresso per Sant'Andrea del Garigliano. Pie. Ant.

In tre per la Sala della Ragione Una poltrona per... quattro La sfida elettorale oppone Baldassarre Sansoni, Carlo Noto e Aldo Carbone

ANAGNI - Dopo un commissariamento durato un anno, la città dei Papi torna alle urne per trovare una nuova amministrazione comunale in grado di garantire quello sviluppo di cui Anagni ha bisogno. Tre i candidati alla poltrona più importante di Palazzo da Iseo con ben 20 liste presen-

Il Municipio di Anagni

tate e circa 400 candidati alla carica di consigliere. Il centrodestra ripropone il dottor Carlo Noto che, dopo lo scollamento costato la sua caduta nell'aprile 2008, è riuscito nell'impresa di ricompattare tutta la sua area di

riferimento. Noto, legatissimo al consigliere regionale Franco Fiorito, sarà sostenuto da ben 11 liste: PdL, Alleanza di centro, Popolari liberali, Movimento sociale italico, Uniti per Anagni, Anagni Fiorita, Anagni Giovane, La Destra, Identità Anagnina, Patto per il territorio, Per Anagni. Nel suo programma la sicurezza pubblica, lo sviluppo del commercio e del turismo, la difesa dell'ambiente, la salvaguardia dell'occupazione e della sanità. Il suo principale avversario sarà Baldassarre Sansoni, primario di chirurgia agli ospedali di Frosinone ed Anagni. È appoggiato dal centro-sinistra e può contare sul supporto di 8 liste: Pd, Partito Socialista, Prc-Pdci, Sinistra Unita, Italia dei Valori, UdC, Alleanza per Anagni, Sansoni sindaco. I temi della sua campagna elettorale: la valorizzazione di turismo e cultura, la salvaguardia delle

realtà industriali presenti (ad iniziare da Videocon e Marangoni), la difesa del territorio, la sicurezza e la sanità. Con un attacco alla precedente amministrazione, che ah avuto il torto a suo dire di "Non aver avuto un progetto per Anagni". Terzo incomodo (ma fino ad un certo punto) sarà Aldo Carbone, in corsa anche per Palazzo Gramsci a Frosinone, che correrà con l'aiuto di una sola lista: Forza Roma. Non si sono concretizzate, alla fine, le candidature di Manlio Felici e Danilo Cipriani che, in più di un'occasione, avevano annunciato la loro discesa sul terreno della battaglia elettorale, ritirata proprio in extremis. Da notare il caso dell'UdC, la cui collocazione nell'area che appoggia Sansoni è stata criticata da alcuni dirigenti locali del partito, in primis dal segretario Guglielmo Vecchi dimessosi pur di restare vicino alla coalizione di centro-destra. Gli elettori saranno 17.673, divisi in 8.614 uomini e 9.059 donne. Pietro Antonucci

Ciullo contro Guerriero la sfida è lanciata Anche nel centro ernico di Vico nel Lazio, partita aperta per lo scranno del sindaco Tra i 39 comuni della provincia di Frosinone, anche il piccolo comune ernico, Vico nel Lazio, il prossimo 6 e 7 giugno, sarà chiamato alle urne per il rinnovo dell'Amministrazione comunale. E' bene precisare che Vico nel Lazio, come molti altri comuni della Provincia, conta un numero di abitanti inferiore ai 15.000, dunque i cittadini eleggeranno il "Primo Cittadino" con un turno unico di votazione. Sono due le liste presentate lo scorso 10 maggio: UNITI PER VICO che candida a Sindaco Claudio Guerriero e al Consiglio comunale: Rondinara Giovanni, Sabellico Franco, Graziani Dario, Tuni

Fabio, Pelloni Mauro Benedetto, Terpino Andrea, Costantini Pietro, Fanti Antonio, Zenobio Rocco Franco, Di Lelio Corinna, Alviti Paolo e Tosti Giorgio. La seconda lista, ENERGIA NUOVA PER VICO, una lista civica, presenta come candidato sindaco, Massimo Ciullo, e candidati a consiglieri comunali: Cianfrocca Adriano. Di Lelio Vittorio, Frioni Paolo, Giacomini Domenico, Giacomini Francesco, Iacobelli Salvatore, Mattei Salvatore, Pelone Giovanna, Pica Maria Paola, Santoro Miriam, Tuni Nicoletta e Valeri Pietro. L. A.

Prevista la grande sfida centrosinistra-centrodestra tra l'uscente Giuseppe D'Onorio e la new entry Adriano Magliocchetti VEROLI - Numeri da capogiro

mocratico, Partito Socialista, Imquelli delle prossime elezioni pegno Giovani, Futuro Verolano e comunali del 6 e 7 giugno a Ve- Con G. D'Onorio cresce la città, in roli, per un paesino che conta un progetto abbastanza eterogepoco più di 18000 votanti, ma neo che vede fianco a fianco l'ache per candidati a sindaco, liste nima storica del centrosinistra presentate e aspiranti consiglieri verolano con fuorusciti degli altri sembrerebbe quasi un capoluogo schieramenti. Di quelle importanti è la scelta del giovane Adriano di provincia. Magliocc he t t i , Ben quattro inc h e sembrava fatti i candidati dovesse correre a sindaco, disoltanto in rapciotto le liste presentanza presentate, 19 i della Destra Soseggi e 345 i ciale Fiamma candidati. A Tricolore, ma contendersi la ha poi ceduto poltrona di sinalle lusinghe daco, sarà il del Segretario primo cittadino Provinciale del uscente, il proPdl Franco fessor Giuseppe Fiorito, raccoD'Onorio, che gliendo tutto rappresenterà la l'elettorato del coalizione di centro destra, centrosinistra e con altri sei sarà appoggiaIl Municipio di Veroli gruppi, Lega to da ben sette liste, il candidato del centro de- Lazio, Alleanza Verolana, Popolo s t ra Adr ia no Magliocchetti, della Liberta, Forza Veroli, Lista anch'esso con sette liste che lo per Veroli, e Il popolo di Veroli La spalleggeranno, e altri due espo- Destra. nenti dell'ala di sinistra dell'elet- A rendere la situazione ancor più torato cittadino, Arcangelo Piz- ingarbugliata, anche in vista dezo, appoggiato da una unica li- gli equilibri che verrebbero a sta, e il dottor Claudio Nobili, crearsi in un eventuale ballottagche sarà rappresentato da tre li- gio tra i due candidati più forti, ste. A giocarsi la vittoria saran- le due candidature di Arcangelo no l'attuale primo cittadino Pizzo, allineato a Rifondazione e D'Onorio e la new entry Maglioc- Comunisti Italiani, con venti nochetti, con una vera e propria mi provenienti da tutta la provinbagarre che sta animando la sce- cia, e Claudio Nobili, che ha invena politica verolana, anche in ri- ce sposato il progetto politico ferimento al significato che que- dell'avvocato Paolo De Simone, sta sfida ricopre in ottica provin- candidato alla Presidenza della ciale. Queste le sette liste che Provincia di Frosinone, con le tre stanno accompagnando la cam- liste legate all'area della sinistra pagna elettorale del professor radicale, Rosso di Sera, Rosa di Giuseppe D'Onorio, Uniti per Vin- Sera e Verde di Sera. cere, Progetto Veroli, Partito DeCarlo Capone


Messaggio elettorale - Comm. Resp. il candidato setsso


Provincia

Il Vescovo Spreafico per festeggiare San Cataldo SUPINO - Migliaia di pellegrini hanno partecipato ai festeggiamenti in onore di San Cataldo Vescovo, che ogni anno si svolgono in paese il 10 maggio. I riti e le celebrazioni che si ripetono da circa 400 anni, a continuità di tradizioni più antiche, sono particolarmente sentite dalla comunità supinese, mossa dalla grande devozione che coltiva per l'amato taumaturgo. Il Santo irlandese richiama nel centro lepino migliaia di persone che partecipano sin dalle prime ore del mattino alla ricorrenza in onore del Santo protettore di Supino. Tantissimi i fedeli che hanno, sin dalle prime luci dell'alba, raggiunto il centro del paese di Supino, con mezzi propri o pullman organizzati per partecipare alle Sante messe ed alla solenne processione della Statua che è stata portata a spalla, per le strade del paese da circa 60 incollatori. Un evento che ha impegnato molto il comitato organizzatore presieduto da Marco Boni, che ha lavorato duramente per la riuscita della festa in onore di San Cataldo. Un programma ricco di eventi, che ha visto il clou proprio nella giornata del 10 maggio con la processione della statua del Santo, ma che allo stesso tempo ha ricevuto un notevole successo di

pubblico anche nelle serate dell'otto e 9 maggio con i concerti degli Apple Pies, e di Povia. La cover band dei Beatles, formata

Processione San Cataldo

da ragazzi romani, ha riscosso notevole successo nel pubblico presente, facendo rivivere il successo dei brani del famoso gruppo inglese. Nella nottata fra venerdì e sabato, dopo il concerto della band a tributo dei Beatles, tanti fedeli e devoti si sono ritrovati nelle piazze principali del paese lepino per raggiungere il Santuario di San Pietro dove c'è stata la tradizionale "cacciata" di San Cataldo. Da sempre infatti il Santo irlandese viene esposto ai fedeli, dopo essere stato tirato fuori dalla sacra nicchia, prima di essere collocato sulla macchina processionale. Nella notte durante la "cacciata" sono arrivate in paese anche le bancarelle degli ambulanti che hanno dato inizio

alle prime luci dell'alba alla consueta Fiera di San Cataldo. In serata, alle 21.30 è iniziato il concerto spettacolo del cantautore italiano, Povia, che ha divertito il numeroso ed attento pubblico presente in piazza Kennedy. Il giorno 10 maggio i supinesi si sono svegliati con il brusio dei tanti fedeli accorsi in paese per partecipare alla grandiosa processione. Oltre alle tante persone presenti, ha intonato le note musicali di marce e componimenti anche la Banda Città di Conversano del maestro Garofalo che ha raggiunto il Santuario per poi accompagnare la processione. Proprio nella solenne processione del Santo ha partecipato il Vescovo di Frosinone, Monsignor Ambrogio Spreafico, che dopo la Santa Messa ha rivolto il saluto e la benedizione per intercessione di San Cataldo, a tutti i fedeli ed alle numerose autorità presenti all'evento nella centralissima piazza Kennedy. In serata si sono conclusi i festeggiamenti con il concerto della Banda Città di Conversano, diretta dal maestro Garolfalo, seguiti dai grandiosi fuochi d'artificio e dall'estrazione della ricca lotteria con in palio una Ford ka. Davide Mancini

11 Il mese mariano e la Madonna del Campo VICO NEL LAZIO - Come ogni anno, maggio è particolarmente intenso e ricco di appuntamenti per la comunità cristiana, il mese mariano offre, infatti, a tutti i fedeli la possibilità di accostarsi alla preghiera del Rosario che esprime la profonda devozione per la Madonna. Il Comitato della Madonna del Campo, ha organizzato, per l'apertura del mese mariano, anche quest'anno, la 6^ Festa della Montagna presso il Santuario della Madonna del Campo. La piccola chiesa, esterna al paese, con volta a botte, ha al suo interno un prezioso affresco della Trinità raffigurante un raro Gesù crocefisso, essa fu costruita probabilmente intorno al sec. XV-XVI, consacrata il 2 Luglio (si La chiesetta della Madonna del Campo ignora l'anno esatto), su un altare pagano in una splendida posizione paesaggistica, e base di partenza per numerosissime escursioni soprattutto verso i monti: La Monna, la Forchetta e Rotonaria, oppure verso le numerose sorgenti e fontanili. L'evento svoltosi il 1^ maggio ha accolto numerosi cittadini e turisti attratti dalla popolare sagra degli gnocchi al sugo di pecora, pecora alla brace, frittata con asparagi, dolci e vino locale e la tradizionale sagra di fave e pecorino. La giornata allietata da canti e musiche popolari ha aperto così il mese mariano che rinnova ogni anno il culto del piccolo Santuario che resterà aperto l'intero mese di Maggio consentendo ai devoti di recitare il Santo Rosario ogni giorno, alle sette della mattina. Una " tradizione" religiosa e popolare che si protrae ormai da tantissimi anni, ci raccontano le nonne del paese " durante il mese mariano prima di andare a scuola, dovevamo andare ad assistere alla Santa Messa e a recitare il Rosario nel piccolo santuario fuori dalle mura del paese, ci si alzava all'alba per raggiungere la chiesetta ." Oggi, visti i ritmi di vita diversi rispetto al passato, non sono molte le persone, perlopiù anziane, che si recano al mattino presto nel santuario per recitare il santo rosario, ma nonostante ciò la tradizione religiosa continua. Laura Ascani

Solenni festeggiamenti per San Michele Arcangelo "la Tua presenza imponente e una dolce Preghiera di pace d'amore di luce s'innalza timidamente nel cielo…alla sera" VALLECORSA - Una Sacra e dolce Presenza dagli echi lontani che riecheggiano da cuore a cuore, da generazione a generazione, partendo dal lontano 1709 fino ad arrivare al 2009: trecentesimo anno dal giorno in cui, la Statua di San Michele, venne per la pri-

ma volta offerta alla venerazione del popolo di Vallecorsa. Una Statua imponente di legno di lucino, su cui, le sapienti mani di un artista, hanno saputo ben amalgamare l'arte, la tecnica, e l'armonia per dar vita ad un'immagine in cui i colori, le forme, la cura dei particolari, la luce che Essa diffonde la rendono un'opera unica e proiettata verso le più alte e celestiali vette. Essa, come un faro nella notte, osserva, vigila e protegge il popolo tutto, il quale, per ricordare in modo solenne i trecento anni

trascorsi insieme, ha organizzato una Festa dal sapore antico, che ne ricorda altre avvenute in passato in onore dell'Arcangelo Michele, cercando di mantenerne intatto sia l'aspetto religioso che quello folcloristico. Già dagli ultimi giorni di aprile, decine e decine di donne, si sono riunite per preparare le "sciambelle", caratteristici dolci vallecorsani simbolo di allegria e felicità; con questi sentimenti nel cuore e con le "sciambelle" nelle mani, "Le Signore della Festa" hanno bussato ad ogni casa di Vallecorsa dicendo: "San Michele ti invita alla Festa", rendendo così partecipi di questo evento particolare e fortemente voluto, tutti gli abitanti del paese. Il 2 maggio 2009 si è dato il via ai festeggiamenti: rievocazione storica con costumi d'epoca, con relativa sfilata per le strade del paese; giochi popolari a cui hanno partecipato i concorrenti appartenenti alle Quattro Porte di Vallecorsa che, qualche secolo fa, proteggevano il paese dagli attacchi dei nemici; preparazione e degustazione di piatti e prodotti

tipici… Naturalmente tutto ciò, ha fatto da cornice all'aspetto più importante dell'evento, cioè a quello religioso, che ha visto i cittadini di Vallecorsa riuniti alla sera, per partecipare a S. Messe,

giunto la sua massima espressione l'8 di maggio, giorno in cui è stata celebrata la Messa Solenne, alla presenza delle più alte cariche civili e religiose. A seguire la Processione, che si è

La statua di S. Michele Arcangelo

Sacre Funzioni e a momenti di raccoglimento davanti alla Solennità della Statua, ognuno immerso nei propri pensieri, ognuno con nel cuore una propria Preghiera di Pace… di Amore… di Serenità… da donare all'Angelo Michele… Grande e intenso momento di religiosità, che ha rag-

snodata attraverso le vie del Paese, Processione in cui si ergeva maestosa come non mai la stupenda Statua che, con i suoi dolci profondi e lucenti occhi neri, sembrava volesse ringraziare e rassicurare il popolo che La guardava estasiato… Lorena Mirabella


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Vita alatrense

Un ricordo particolare di Gianni Astrei, medico e uomo di grandi valori

Dott. Gianni Astrei

Gianni Astrei era un uomo generoso, leale, dedito al proprio lavoro di medico. Anche se ci sembra riduttivo definire con il termine "lavoro", l'impegno che Astrei portava avanti, con tutto l'entusiasmo di chi si lascia trasportare da una vera e propria vocazione. Per tanti anni, fino a qualche settimana fa, in barba al cambiamento dei tempi, lui ha continuato a rivestire i panni di un personaggio che non esiste quasi più: quello del medico di famiglia. Astrei era così: disponibile, attento, vicino ai propri pazienti, quasi si trattasse di una grande famiglia a cui lui non faceva mai mancare, oltre al consiglio di carattere medico, quello

più paterno di natura psicologica. Insomma un uomo che fungeva da punto di riferimento per tante persone, quelle stesse persone che, incredule, al suo funerale, il 3 maggio scorso, non hanno nascosto la propria commozione mescolata a un profondo senso di smarrimento. Lui, il "Dottore" se ne è andato all'improvviso, vittima di un brutto incidente, avvenuto sulla Rotonaria, nel giorno di festa dedicato a tutti i lavoratori. Astrei fu Sindaco di Alatri dall'agosto al novembre 1993, ma la gente lo ricorda soprattutto per l'impegno nella difesa dei valori della vita, come strenuo difensore del valore della famiglia, cofondatore del Movimento nazionale per la vita di cui era appena stato rieletto consigliere nazionale nell'assemblea di Chianciano; appassionato socio Associazione Nazionale Famiglie Numerose di cui faceva parte di diritto avendo quattro figli che ora lo piangono assieme alla moglie Antonella Bevere. Astrei era anche consigliere del Forum delle Associazioni Familiari e fondatore-presidente del Family Fiuggi Festival, la rassegna cinematografica rivolta alle famiglie che proprio in questi giorni stava organizzando in vista dell'edizione 2009 prevista

per luglio prossimo. Di lui ho un ricordo particolare: il suo lato creativo. Quello stesso che gli permise di scrivere un testo particolare, dedicato a tutte le neomamme, una sorta di agenda con vignette e consigli utili che s'intitolava "La mamma e il suo bambino" e che ebbe l'onore

di esser tradotta in varie lingue straniere. Un vero e proprio successo. La vena creativa di Astrei continuò con "Gli errori di mamma e papà" il suo ultimo libro scritto a quattro mani con la moglie Antonella. Perché Gianni e Antonella facevano quasi tutto insieme. Una bella

coppia di professionisti impegnati, molto attenti alla propria prole, ma sempre pronti a condividere con gli altri le proprie esperienze. Ad Antonella Bevere e ai suoi figli vanno oggi le più sentite condoglianze dell’editore e di tutta la redazione di Gente Comune. Mariella Minnucci

Premio Felice Cataldi in onore dell’Arma Tanti ragazzi e ragazze hanno ricevuto riconoscimenti dalle istituzioni per le idee e i lavori svolti Lo scorso sabato 16 maggio, presso il piazzale della Scuola elementare "Felice Cataldi" di Tecchiena, si è svolta la giornata conclusiva del Premio Letterario "I carabinieri nella società di oggi", inti-

d'Arma del territorio. La cerimonia è stata illustrata nei minimi dettagli da numerosi interventi da parte delle Autorità intervenute, che hanno messo in risalto i compiti istituzionali dell'Arma al servizio del cittadino e della società tutta. Una giornata che ha fatto registrare una grande partecipazione di giovani, ragazzi, insegnanti, genitori e cittadini, che hanno fatto da cornice a questa splendida iniziativa dell'ANC di Alatri presieduta dal S. Ten. Nello Stirpe. Sono stati premiati da una apposita commissione esterna di professori, sette ragazzi, che hanno svolto i temi più significativi, mentre a tutti gli altri è stato consegnato un attestato di partecipa-

In alto: Il Colonnello Luigi Sparagna e il Sindaco Magliocca con la premiata A dx: I ragazzi premiati con i rappresentanti delle istituzioni locali e forze dell'ordine

Periodico di informazione politico-sociale e culturale Direttore Responsabile Massimo Panico Editore Filippo Strambi Stampa Tipolitografia ACROPOLI ALATRI - Via Mediana Chiappitto, 5 - Tel. 0775 442588 Segretaria redazione Elisabetta Ciancone Responsabile di redazione Andrea Tagliaferri Impaginazione e grafica Elisabetta Ciancone - Gianni Marconcini Redazione: Pietro Antonucci - Carlo Capone - Mariella Minnucci Paolo Fiorenza - Bruno Sbaraglia - Simona Leonetti Riccardo Strambi Hanno collaborato Angela Rossi - Fabrizio Papitto - Arnaldo Capone Remo Costantini - Marzia Ceccacci - Fabio Padovani Alberto Cianfrocca - Patrizio Minnucci - Lorena Mirabella Laura Ascani - Franco Malandruccolo - Alberto La Prova Numero chiuso in tipografia il 25/05/2009 Autorizzazione Tribunale Frosinone n°232 del 4/10/1994

tolato all'eroe locale Felice Cataldi, sottufficiale dell'Arma dei Carabinieri decorato con medaglia d'Argento al valor militare. Il premio organizzato dall'ANC sez. di Alatri e patrocinato dal Comune, è stato reso possibile dalla fattiva collaborazione dal Dirigente Scolastico delle Scuole medie di Alatri e Tecchiena, Dott. Maria Grazia Martina e prevedeva una composizione tematica sulla "figura del Carabiniere". All'iniziativa hanno aderito con entusiasmo tutti i ragazzi delle terze medie, che hanno elaborato dei componimenti sul tema del concorso. Alla cerimonia, sono intervenuti oltre alla Dott.ssa Maria G. Martina, il Sindaco di Alatri Dott. Costantino Magliocca, il Colonnello Luigi Sparagna Comandante Provinciale dei Carabinieri di Frosinone e il Generale di Divisione Luigi Magliuolo Ispettore Regionale dell'Associazione Nazionale Carabinieri, oltre a numerose Associazioni combattentistiche e

zione. Questi i nomi dei vincitori: Latini Valeria, sez. 3/D Istituto Dante Alighieri, 1 classificata; Di Micco Giorgia, sez. 3/D Istituto Dante Alighieri, 2 classificata; Rossi Giorgia, sez. 3/G Istituto Dante Alighieri, 3 classificata; De Sanctis Stefano, sez. 3/B Istituto Dante Alighieri, 4 classificato; Tartarone Beatrice, sez. 3/B, Istituto Egnazio Danti, 5 classificata exaequo; Rolletta Federica, sez. 3/B, istituto Egnazio Danti, 5 Classificata exaequo; Dell'Uomo Enrico, sez. 3/G, Istituto Dante Alighieri, 5 classificato exaequo. Da parte degli organizzatori, infine, un sentito ringraziamento per gli sponsor che hanno contribuito per lo svolgimento della manifestazione, Gioielleria Frioni e Ristorante Fiorina.


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Vita alatrense

Alatri e Clisson, ancora insieme

Da venerdì ventinove maggio a martedì tre giugno il nuovo scambio culturale italo-francese tigné e Gorges), gemellati dal 2000: sarà l'occasione per rinsaldare un rapporto che, di anno in anno, cresce sempre di più sotto ogni profilo - sociale, culturale e finanche commerciale - dando senso compiuto a quel legame che ha avvicinato e continua ad avvicinare persone di paesi diversi, realizzando nel concreto l'unione tra gli stati europei. Gli ospiti che L'inaugurazione della "Place d'Alatri" a Saint Lumine arriveranno dalde Clisson, ci sono Sbaraglia, Magliocchetti (in la Vallée de rappresentanza di Alatri) e il sindaco del centro francese, Clisson sono 57 Christian Hervouet e saranno ospicittà ernica e gli amici transalpi- tati presso le famiglie italiane. ni della Vallée de Clisson (Clis- Partecipano a questa espierienza son, Saint Lumine de Clisson, Gé- il presidente del comitato di geALATRI - Vallée de Clisson: si rinnova l'amicizia. A partire da venerdì 29 maggio e fino al 3 giugno prossimo si volgerà l'ennesimo scambio tra gli abitanti della

mellaggio François Jacq, il sindaco di Clisson Jean Pierre Coudrais e sua moglie Jocelyne, il sindaco di Gorges Claude Cesbron e sua moglie Marie-Claire, l'assessore di Gorges Eliane Petitjean, il consigliere comunale di Gorges Gilles Bourry e sua moglie Françoise, il sindaco di Saint Lumine de Clisson Christian Hervouet e la sua signora Solange, il sindaco di Gétigné François Guillot, i signori Joseph e Lucette Beneteau, Louis e Anne Merlaud, Chrystelle Rineau, Michel e Chantal Piret, Joseph e Marie-Pierre Rochais, Nathalie e Etienne Martin, Michel, Brigitte e Fabien Duvauchelle, Michel Merlet e Denise Michel, Franck e Dalmasia Bernard, Pascal e Graziella Marchand, Annick Bretin, Benoit e Hélène Eveille, Georgette Jeoffré, Henri Drouet, Michel e Monique Grollier, Jacques e Yvette Gandon, Pierre e Marie-Jo Berce, Pierre e Marie-

Il programma dello scambio L'arrivo del gruppo francese è previsto per venerdì 29. Gli amici della Vallée de Clisson atterreranno attorno alle 13.30 all'aeroporto di Ciampino con un volo proveniente da Parigi Orly; dopo una breve sosta per il pranzo, giungeranno ad Alatri intorno alle ore 17, dove ad attenderli ci sarà un brindisi di benvenuto. Sistemazione in famiglia e cena. Sabato 30, alle ore 10, è prevista l'inaugurazione del Largo Vallée de Clisson nell'area prospiciente la nuova scuola elementare di Tecchiena; seguirà un aperitivo nei locali messi a disposizione dalla scuola. Alle ore 11.30 riunione dei comitati di gemellaggio presso la scuola elementare di Tecchiena. Pranzo in famiglia. Nel pomeriggio, visita guidata del centro storico di Alatri (facoltativa e in lingua francese). Cena in famiglia. Domenica 31, l'intera giornata sarà dedicata ad un'escursione in Campania, rientro e cena in famiglia.

Apertura invernale

Garbielle Robineau, Maguy Gendre, Marie-Hélène Fleuriel, Ghislaine Combriat, Nelly Minardi, Jean-Claude e Josiane Rabin, Alain Poireault e Béatrice Carcail-

Il Castello che domina il centro storico di Clisson

lon, Yannick e Monique Viavant, Bénédicte Gobron, Jacques Souchu, Manuela Tallet.

festeggiare il decimo anniversario di una amicizia duratura e solida.

Bienvenue aux amis français

Lunedì 1° giugno, alle ore 10, conferen- Au nom du comité de jumelage et de la za-dibattito sul tema "L'energia: quali Mairie d'Alatri, notre ville a le plaisir de scelte per l'oggi e per il domani?" (sala souhaiter la bienvenue chez nous à tous principale della biblioteca comunale, Via les participants à cette rencontre entre les Roma 12). Seguirà la premiazione dei si- citoyens de la Vallée de Clisson et les gnori Antonio Rossi e Yannick Viavant, familles italiennes. Tout au long des six vincitori di derniers mois, due distinti le comité et concorsi di les élus de poesia; aperiAlatri ont trativo offerto ai vaillé avec enpartecipanti thousiasme à alla conferenla préparation za. Pranzo in de cette occafamiglia e posion exaltante, meriggio libeafin de proporo. In serata, ser aux clissocena di gala nais des actipresso il ristovités sociales rante "Sisto" et culturelles Un momento di convivialità vissuto in occasione dello scambio 2008 in località Baoriginales et sciano. diversifiées. Martedì 2, gior- Nous souhaitons que cette rencontre 2009 nata libera con- constitue l'occasion de renforcer notre sacrata alle rela- amitié parce que le jumelage est un orgazioni tra famiglie italiane e francesi e lasciata all'iniziativa delle famiglie alatrensi. Mercoledì 3, partenza della comitiva francese alla volta di Roma per la visita della città e, nel primo pomeriggio, trasferimento all'aeroporto di Ciampino per il rientro in Francia.

Dessert mono porzione

Durante la permanenza della delegazione francese si discuterà anche delle iniziative per concretizzare lo scambio che avverrà in Francia nel 2010, l'occasione per

nisme vivant qui se nourrit de sensations, d'émotions, d'échanges d'expériences, de débats, de mots. C'est vrai que l'amitié entre la Vallée de Clisson et Alatri est déjà très solide mais, dès le vendredi 29 mai, le séjour nous offrira une très importante occasion d'améliorer nos rapports. La voie, donc, est bien tracée, même si elle nécessitera de franchir de nouvelles étapes et de conduire d'autres actions mutuelles, mais ce rythme de progression par étapes a toujours été au cœur du projet: c'est ce qui assure à notre lien une stabilité et une prospérité rarement vérifiées dans le passé sur une durée aussi longue. La ville de Alatri a tout naturellement vocation à prendre part à un tel projet e nous sommes sûrs, à cet égard, que la coopération engagée entre nos institutions et nos familles à l'occasion de ce jumelage continuera dans les meilleures conditions. Bienvenue, chers amis!

Pagina a cura di:

Pietro Antonucci


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Vita alatrense

Alatri… dietro le mura ciclopiche

I segreti di costruzioni antichissime rivelati dalla vegetazione che le abita e le colora Le mura archeologiche di Alatri "viste" e "lette" attraverso la vegetazione che le "popolano". È questa la bella opportunità che domenica 10 maggio è stata offerta a quanti hanno partecipato all'escursione storico-artistico-naturalistica inserita tra gli appuntamenti della manifestazione "Alatri dietro le mura", organizzata dal liceo statale "Luigi Pietrobono" di Alatri. A fare da "ciceroni" per questa inusuale passeggiata che accomunava aspetti diversi sono stati Bruno Petriglia e Matteo Marcoccia per la parte botanica, Pietro Antonucci per la parte storico-artistica ed Amilcare Culicelli per quella archeologica. Tralasciamo, per una volta, le bellezze storico-archeologiche della cittadina ernica e concentriamoci sul lato botanico: quali piante crescono attorno e sulle mura ciclo-

Ceterach officinarum, della famiglia delle felci; quindi la borragine, Borago officinalis; la Parietaria diffusa, della famiglia delle Urticacee, tipica delle aree calcaree; l'ortica, l'Urtica dioica; alcune piante di Linaria purpurea, dai bei colori rosa e fucsia, rinvenuta nei pressi di Por-tadini: si tratta di una specie minacciata; l'edera, ossia la Cimbalaria muralis; l'ombelico di Venere, l'Umbilicus rupestris; l'orobanche crenata, una pianta Un gruppo di ospiti che ascolta le spiegazioni dei tecnici parassita, dannosa per le coltivazioni di fave. Le coinvolgenti piche? Si inizia con l'Asplenium tricomanes, detta comunemente asplenio o erba ed attente spiegazioni di Bruno Petriglia e rugginina, capace di vivere nelle fenditure Matteo Marcoccia hanno stimolato l'intedelle rocce; ecco poi la cedracca, in latino resse dei presenti, i quali hanno posto ai

due esperti botanici molte domande sulle origini delle piante e dei fiori che man mano si incontravano. Matteo Marcoccia, tra l'altro, è da tempo impegnato come tecnico per la tutela ambientale per la valorizzazione e la corretta gestione del verde pubblico nelle aree urbane, al fine di migliorare la qualità della vita: il suo apporto scientifico, dunque, è stato ben apprezzato accanto a quello di Bruno Petriglia. Ricordiamo infine che l'iniziativa faceva parte di un vasto programma di manifestazioni nato come progetto didattico per coinvolgere le scuole e le istituzioni alatrensi in un percorso di sensibilizzazione ed educazione delle nuove generazioni al valore del patrimonio storico-artistico della città ernica.

Le mura patrimonio dell’umanità? Se i ciclopi chiudono un occhio… La proposta pubblicata sul blog http://ginocon- cuna traccia, sostituito poi dalla cattedrale di Alatro.blogspot.com/2008/10/le-mura-ciclopiche- tri. Il risultato di un lavoro cosi minuzioso e padi-alatri-patrimonio.html di chiedere il riconosci- ziente, costato una fatica sovrumana, è un gigantemento Unesco per le Mura Ciclopiche di Alatri e farle sco mosaico di figure geometriche, tutte diverse diventare così patrimonio Mondiale dell'Umanità ci l'una dall'altra, con il susseguirsi di forme triangopiace. È un'idea che già lari, quadrangolari, penFerentino sta tentando tagonali, trapezoidali, di portare avanti, anognuna perfettamente che se la cinta muraria inserita al posto giusto, ferenti nate non è concome le piccole tessere servata intatta come di un vero mosaico. nella "cugina" Alatri. Emozione ed ammirazioEcco un estratto dal ne sono i sentimenti blog: "Arrivando in che si provano di fronte macchina da Fiuggi, tra ad uno spettacolo unico Pitocco e Collepardo nel suo genere. puoi appena intuire l'eGli stessi sentimenti che sistenza dell'Acropoli nell'ottocento provò un dal profilo rettangolare grande storico tedesco, nella parte alta del cenGregorovius, studioso Via Gregoriana e le antiche mura tro storico di Alatri. attento dell'antica RoVenendo da Frosinone, ma, che davanti alle superata Tecchiena si offre superbo alla tua vista Mura Ciclopiche non poteva non esclamare che il l'angolo est-nord-est delle mura ciclopiche con la monumento, frutto di titanica fatica dell'uomo prisua altezza di 15-20 metri che ti fa subito capire la mitivo, suscitava in Lui "ammirazione assai maggiomaestosità del monumento. Da oltre 4000 anni le re che non la vista del Colosseo". mura ciclopiche sfidano il tempo, le sue inclemen- Eppure intorno al Colosseo vediamo tutti i giorni ze, la storia con le sue distruzioni, i movimenti si- file interminabili di visitatori, specialmente straniesmici del territorio, che è assai ballerino. Nessun ri, intorno all'Acropoli di Alatri il deserto […] collante unisce le pietre gigantesche, né cemento, Mi rivolgo al Sindaco di Alatri, alla Giunta, al Conné ferro, né calce. siglio Comunale, affinché con fiducia e convinzione E' una muraglia a secco, eretta 4-5000 anni fa da un assumano l'iniziativa per attivare tutti i canali nepopolo, di cui nulla sappiamo, i Pelasgi, che prece- cessari ed utili a richiamare l'attenzione internaziodettero su queste terre gli Etruschi ed i Romani […] nale ed, in particolare, dell'UNESCO, per un riconoNon dimentichiamo che al centro dell'Acropoli si scimento giusto di fronte al mondo del grande valoergeva un tempio, di cui oggi non conserviamo al- re archeologico, storico, artistico dell'Acropoli di Alatri. E' chiaro che occorre uno sforzo collettivo che coinvolga la Provincia, la Regione, lo Stato, la Sovrintendenza delle Belle Arti, nonché archeologi e critici d'arte che potrebbero convocare una conferenza internazionale sul tema". Pubblicato da Gino a 13.26 A. T.

La proposta: valorizzare la cinta muraria millenaria per incentivare turismo e ritorno economico

Forse l'epiteto "ciclopiche", con il quale siamo soliti chiamare le nostre mura, non indica solo l'ossequio al mito, che le vorrebbe erette da questi esseri leggendari, umanoidi vedovi d'un occhio; e neppure la dimensione, l'esuberanza delle rocce, l'eccedenza rispetto ai consueti canoni architettonici; magari invece, questa parola, ce la ritroviamo un po' a condanna, in senso figurato s'intende, della nostra miopia, del nostro esser poco lungimiranti; altrimenti, forse, le nostre mura ciclopiche potrebbero divenire un'attrattiva per centinaia di turisti, i quali oggi, passando per i comuni vicini, neppure vengono informati della loro esistenza. La Pro Loco, ad esempio, potrebbe organizzare visite collettive mettendosi d'accordo con gli albergatori di Fiuggi, cercare dei canali di promozione, creare delle guide turistiche che raccolgano e selezionino opportunamente tutto il materiale storico a disposizione (Gregorovius e quant'altri), coltivare l'indubbia fascinazione che esercita un cospicuo retroterra mitologico e leggendario (tale da riempire senza difficoltà una puntata di Voyager). Questo non lo si dice, si noti bene, con la rozza foga del patriottismo da salotto, e neppure con le velleità rivoluzionarie delle piccole realtà o con le intellettualistiche belle speranze degli ingenui; lo si dice, a ben vedere, perché portare Alatri sulla rotta del turismo significherebbe ovviamente un ritorno in termini economici, e sicuramente i commercianti ne trarrebbero vantaggi; sarebbe certo un turismo a corto raggio, che prenderebbe i comuni limitrofi e con un po' di fortuna le comitive in transito nel Lazio, ma si avrebbe pure l'inconfessata gioia di condividere la propria storia; inoltre si farebbe di necessità virtù: le immaginate voi, davanti alla nostra acropoli, le turbe di turisti che trasformano la storia in spettacolo, che con i loro obiettivi immortalano ciò a cui non hanno mai dato vita, che a colpi di fotocamere trasformano il silenzio in un'assenza? No, chi scrive ama la discrezione, e preferisce pensare queste mura come un paesaggio dell'anima, con l'angolo nord-est che venendo da Frosinone sembra un'enorme prora di nave, un luogo da letteratura, un relitto da romanticismo, qualcosa che incombe come una placida ma ineludibile solitudine. Dunque, con la speranza che qualcosa si faccia, aspetteremo fiduciosi questi passanti, e tutti quegli sparuti gruppi d'uomini che vorranno venire a confondere la propria voce con la nostra. Fabrizio Papitto

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News dal Capoluogo

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L'Automobile Club e l’Amministrazione provinciale di Frosinone entusiasti per il successo della grande manifestazione organizzata a bilancio dei quattro anni di iniziative

Graffiti dell’anima e guida sicura: commozione e prevenzione in strada Il 18 maggio presso l'ITC di Frosinone e in largo Salvo d'Acquisto tante emozioni contrastanti e… la cultura della vita Il 18 maggio scorso, nell'ambito delle iniziative della campagna "Ama la vita"contro le stragi del sabato sera promossa da

due fasi. Al mattino, infatti, le delegazioni di studenti degli istituti superiori della provincia hanno partecipato, presso l'Istituto Tecnico Commerciale di Frosinone, ad una tavola rotonda intitolata "Graffiti dell'Anima", curata dalla dottoressa Angela Giò Ferrari per conto di ACI, sulla base di un libro fotografico le cui intense pagi-

In alto: Del Prete (ACI) Cittadini (Provincia) Pietrobono (USP) Ferrari (Autrice libro) A lato: il libro fotografico Graffiti dell'Anima In basso: un momento dei test su pista

La campagna di comunicazione “Ama la vita”

anni dall'Amministrazione provinciale e dall'Automobile Club di Frosinone, si è tenuta un'interessante manifestazione in

ne sono nate dalle centinaia di dediche scritte sui muri fuori dai Centri di Rianimazione degli Spedali Civili di Brescia lasciate da parenti di vittime di incidenti stradali nell'attesa di un risveglio. Parole nate dal cuore di chi aspetta impotente di fronte alla

vulnerabilità della vita, frasi terribili e allo stesso tempo meravigliose che sono state immortalate su pellicola fotografica dagli autori. Sono seguiti gli interventi dei rappresentanti dell'Amministrazione provinciale, dell'Aci di Frosinone e delle due associazioni di familiari di vittime della strada, Associazione Ten. Tramat. Luca Fagiolo di Fiuggi in rappresentanza anche dell'Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza Stradale e l'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus con il presidente provinciale Franco Cocco, che ha commosso tutti i presenti non riuscendo a parlare per l'emozione/dolore. Nel pomeriggio, poi, i ragazzi sono stati protagonisti di dimostrazioni di Guida Sicura con i piloti-insegnanti del Centro di Guida Sicura ACI Vallelunga, che hanno organizzato una pista attrezzata presso Largo Salvo d'Acquisto a Frosinone, nella quale hanno insegnato ai giovani alcuni trucchi per la guida in situazioni di emergenza su auto e su moto.

Pagina a cura di: Andrea Tagliaferri

Presentati i dati sulle strade più pericolose La provincia di Frosinone ancora tra le peggiori d’Italia: Autostrada e Monti Lepini in testa alla triste classifica Ad analizzare bene i dati della presentazione del 2° Rapporto della Commissione per la Sicurezza stradale Globale, istituita dalla Fia Foundation (Federazione Internazionale dell'Automobile), esposti dall'ACI nella conferenza stampa di Roma del 5 maggio scorso, la provincia di Frosinone risulta ancora tra le più pericolose in quanto a viabilità e incidenti stradali. L'evento che si è svolto in contemporanea mondiale, anche tramite la fitta rete di Automobile club locali come quello di Frosinone, è un nuovo passaggio della campagna internazionale denominata "Make Roads Safe - Strade Sicure" che chiede l'investimento di 300 milioni di dollari da parte della comunità internazionale in un piano d'azione decennale oltre all'attribuzione alla sicurezza stradale del 10% del

budget della Banca Mondiale destinato allo sviluppo della rete infrastrutturale del pianeta. A margine di questa nuova iniziativa il dott. Achille Pagliuca, Presidente dell'AC Frosinone, ha voluto sottolineare la necessità di concentrare gli sforzi sulle strade più pericolose che nella nostra provincia sono risultate l' autostrada A 01 Milano-Roma-Napoli con 2,57 incidenti per chilometro considerando la tratta di competenza locale; la SS 156 dei Monti Lepini con 1,68 incidente/km e, subito dopo, la SS 630 di Ausonia e la SS. 155 per Fiuggi rispettivamente con 1,39 e 1,36 I/Km. "Anche sul fronte economico- ha aggiunto Pagliuca - ogni euro investito assicura un risparmio di 20 euro sui costi sociali dovuti agli incidenti". Guardando i dati delle strade provinciali in un'ottica

LA CLASSIFICA A1 Roma-Napoli (Autostrada del Sole) 2,57 incidenti per chilometro

SS 628 Leuciana 0,52 i/km

SS 156 dei Monti Lepini 1,68 i/km

SS 509 Forca d'Acero 0,37 i/km

SS 630 di Ausonia 1,39 i/km

SS 637 Frosinone e Gaeta 0,36 i/km

SS 155 di Fiuggi 1,36 i/km

SS 082 Valle del Liri 0,31i/km

SS 156 dir Monti Lepini 0,92 i/km

SS 627 della Vandra 0,19 i/km

SS 006 via Casilina 0,89 i/km

SS 666 di Sora 0,17 i/km

SS 214 Maria e Isola Casamari 0,63 i/km

SS 149 di Montecassino 0,11 i/km

SS 155 racc di Fiuggi 0,53 i/km

SS 411 Sublacense con 0,05 i/km

SS 637 dir Frosinone e Gaeta 0,48 i/km

nazionale, dobbiamo registrare che la situazione non appare migliorata negli anni. Le quattro strade provinciali più pericolose, infatti, si collocano nella parte alta della classifica stilata dall'ACI, che conta circa 1.400 strade di tutte le regioni d'Italia. La A1 (tratto Roma-Napoli), la SS156 per Latina, la SS630 per Ausonia e la SS155 per Fiuggi, ad esempio, sono posizionate entro i primi cinquecento, segno evidente

dell'alto tasso di incidentalità e mortalità delle stesse. Nel 2007 nella nostra provincia si sono verificati 1.371 incidenti con 46 morti e 2047 feriti. Frosinone, in particolare, è ancora stretta tra l'Autostrada, la Casilina e la Monti Lepini, condizione che crea perdite economiche per chi utilizza la rete stradale per lavoro e un'impennata ormai cronica dei valori delle Pm10 e degli altri agenti inquinanti.

ACI: parte “QUIZ & GO” la più grande caccia al tesoro in auto per l’Italia Si svolgerà dal 14 giugno al 5 luglio "Quiz & Go", la più grande caccia al tesoro in automobile che si sia mai svolta sulle strade italiane. L'evento, organizzato da "In Lucina Associati" ripropone in chiave moderna l'Autoradioraduno degli anni '60 e unisce alle emozioni di una gara di regolarità il fascino della riscoperta turistica del territorio ciociaro, all'insegna di una nuova cultura della mobilità più sicura e responsabile. "Quiz and Go" è una gara sportiva a punteggio; partecipare è facile. Tutti possono prendere parte all'evento a bordo della propria auto in qualità di piloti, copiloti o accompagnatori. E' sufficiente formare un equipaggio di almeno due persone dotate di un telefono cellulare. Il giorno della gara arriverà per sms un indovinello con gli indizi della prima delle quattro tappe da completare durante la giornata. Le iscrizioni dovranno avvenire entro il 13 giugno presso la sede dell'Automobile Club di Frosinone in via Armando Fabi, 339 (0775839081, ww.frosinone.aci.it, www.aci.it e info.frosinone@integra.aci.it) e nelle sue delegazioni, nelle agenzie della Sara Assicurazioni o direttamente sui siti www.aci.it e www.quizandgo.it. I primi classificati nelle selezioni provinciali, regionali e nazionali saranno premiati con pacchetti turistici, carnet di carburante e un buono acquisto di 1.000 euro spendibile in polizze assicurative, automobili a basso impatto ambientale, motocicli, viaggi all'estero, biglietti per il prossimo Gran Premio di Formula1 a Monza, buoni benzina e buoni acquisto di 2.000 euro spendibili in polizze assicurative.


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Arte, cultura e tradizioni

Chiostro, sulle orme dei templari Giancarlo Pavat: “Il labirinto lega Alatri a Chartres (Francia)”. Gianfranco Manchìa: “E’ la camera nuziale gnostica” L'attesa doppia conferenza sul dipinto del Chiostro di San Franceco alla fine non si è svolta. Il dottor Gianfranco Manchìa non ha potuto tener fede al suo impegni, per cui ad aprile il solo Giancarlo Pavat ha parlato al pubblico esponendo la sua teoria sulla pittura che sta infiammando il dibattito tra storici dell'arte, ricercatori e critici. Il mancato confronto, ad ogni modo, non ha impedito la diffusione di due volumi, l'uno di Pavat e l'altro di Manchìa, nei quali sono riportati gli esiti delle ricerche e degli studi che i due, indipendentemente, hanno portato avanti. E le conclusioni sono già oggetto di rinnovate ed accese discussioni.

Pavat, il labirinto come percorso di vita e salvezza Giancarlo Pavat ha ricostruito, fotogramma per fotogramma, il labirinto e dal disegno è emerso che esso è "unicursale", ossia esiste una sola entrata e c'è una sola uscita, per raggiungere la quale esiste una sola strada. Lo scopo? "Far percorrere una sola volta soltanto tutti i meandri". Il tracciato si avvicina e si allontana dal centro, come una danza sinuosa ed armonica, fino a condurre il viandante alla "soluzio-

ne", il Cristo. Un percorso che "potrebbe rappresentare l'allegoria del cammino della vita di tutti i giorni, ma pure dell'ardua ricerca della Verità". Pavat ha quindi sovrapposto l'immagine del labirinto di Alatri a quella del labirinto che sin trova nella Cattedrale di Chartres, notando che "corrispondono perfettamente", dimensioni a parte. Quale filo,

Il Cristo nel labirinto - Pavat

dunque, lega Alatri a Chartres? E chi realizzò tutto ciò? Pavat ricorda che sia la città ernica che il centro transalpino erano poste lungo le strade percorse da pellegrini - le vie francigene - e quindi connesse anche alla presenza di ordini monastico-cavallereschi, nella fattispecie i Templari. Furono loro, pertanto, a tracciare quei labirinti? Lo studioso triestino lascia la do-

La scoperta: il serpente sul lato sinistro

manda in sospeso, rinviando a studi ancor più approfonditi.

Manchìa, è l'ultima parte di un cammino gnostico Lo teoria di Manchìa scaturisce da un'ipotesi particolare. Si parte dall'attribuzione all'Ordine dei templari del dipinto del Chiostro "in qualità di copia di un originale gnostico del II secolo, riprodotto agli inizi del XIV secolo e salvato all'atto della confluenza nell'Ordine dei Frati Francescani Spirituali di alcuni templari". Il labirinto a 11 spire "viene inteso con il classico significato cristiano medievale di laborintus", ma è la figura del Cristo ad attrarre l'archeologo romano: "Rappresenta forse la misteriosa immagine segreta del Cristo, venerata dai templari, descritta durante gli interrogatori del processo all'Ordine" e universalmente nota come "Bafometto". Manchìa presta molta attenzione anche alle decorazioni presenti ed afferma che "Il sistema simbolico di segni affonda le sue radici nella gnosi valentiniana del II secolo: siamo probabilmente di fronte alla rappresentazione per immagini della camera nuziale gnostica", come descritta dai vangeli apocrifi e dai testi gno-

Il Cristo nel labirinto - Manchìa

stici (vedere i Vangeli di Tommaso, Filippo e la Natura degli Arconti). Tipico della letteratura giudeocristiana "E' il tema dell'invisibilità dell'attraversamento dei cieli, che si riceve nella camera nuziale riflessa": si tratta della camera nuziale terrena, legata a quella celeste. Ma cosa si intende per "camera nuziale"? "E' quel luogo nascosto ove si compie l'ultima parte del cammino gnostico, quello che porta alla ricongiunzione e auto-identificazione con il Padre, che porta alla conoscenza del mistero che consente a Dio di governare il mondo".

E, qualche giorno fa, Ornello Paolo Tofani rende noto di aver scoperto una nuova presenza disegnata nel labirinto: si tratta della raffigurazione di un serpente, visibile a sinistra della figura centrale, di fronte alla mano destra. Il parere di Manchìa in proposito: "La nuova scoperta fotografica sul labirinto conferma in pieno quanto ho ulteriormente scritto nel mio libro: i templari avevano acquisito una conoscenza esoterica di tipo gnostico derivante dalla setta degli Ofiti, adoratori del Serpente. Forse per questo sono stati perseguitati". Mistero chiarito o ancor più fitto? Ed

Cristo con serpente

un'altra domanda: il dipinto di Alatri induce a rivedere la storia dei templari?

Spuntano legami con l’antica Mesopotamia Recentissima scoperta sulle mura ciclopiche, un graffito rappresentante il "Tempo ciclico" visibile solo all'alba Il professor Gianni Boezi e l'editore Ornello Paolo Tofani hanno reso noto al pubblico e al mondo accademico una scoperta effettuata nell'agosto 2008 e che sarà divulgata con esattezza nei prossimi giorni. La scoperta consiste nel rinvenimento di una pietra, nei pressi del Pizzale, dove è posto "Un graffito, del quale mai fino ad ora si era avuta notizia". Il disegno che l'incisione fa trasparire non è visibile pienamente alla luce: sembra cancellato dal trascorrere dei secoli, reso quasi tutt'uno con la roc-

cia dalla quale pur riesce ancora ad emergere. Boezi e Tofani hanno dichiarato che la scoperta è avvenuta di notte "mentre stavamo cercando il punto più adatto per effettuare le riprese di un documentario sulle relazioni archeo-astronomiche della pianta di Alatri. Lo abbiamo individuato mentre il testo sul quale stavamo lavorando centrava l'attenzione sul concetto di "tempo ciclico", in riferimento ai modelli cronologici dell'antica Mesopotamia". La notizia è stata data, in anteprima, a don

Giuseppe Capone, al professor Giulio Magli del Politecnico di Milano e al professor Antony Aveny, docente di astronomia alla Colgate University di New York. Secondo Tofanu e Boezi, il simbolo inciso sulla pietra esprime una vitale relazione con il moto del sole: verosimilmente come cronografo solare di un tempo "ciclico", incardinato sul flusso temporale degli equinozi e dei solstizi. Servizio a cura di:

Pietro Antonucci

Il graffito dell'Acropoli


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Storie e personaggi

Luigi De Persiis: l’alatrense vescovo di Assisi Luigi De Persiis nacque ad Alatri il 9 maggio 1935 da Arduino De Persiis, farmacista e da Lucia Colazingari. Dopo aver concluso i propri studi umanistici nel Seminario di Alatri, si recò a Roma, ove, dopo essere entrato nel Collegio Piano, venne ordinato sacerdote. Tornato ad Alatri iniziò ad insegnare le Sacre Scritture presso il locale Seminario ricevendo poi la nomina di canonico teologo e successivamente quella di archivista della Cattedrale. Era stato appena nominato Vicario della città e della diocesi quando Papa Leone XII, nel concistoro segreto del 21 giugno 1896 lo nominò Vescovo di Assisi. Non possiamo però ancora una volta non riportare, sul punto, le trionfanti parole del Sacchetti Sassetti: "…La sera del 16 luglio fece ritorno ad Alatri, salutato e festeggiato all'arrivo a Porta San Pietro dai più notabili cittadini e da una grande folla. Nella seduta consiliare del 20 luglio il sindaco Paolo Di Fabio …ringraziò gli adunati e i cittadini tutti della di-

mostrazione di benevolenza per la sua nomina… I monaci di Casamari donarono al Vescovo l'anello pastorale, il Capitolo e il Se-

Lo stemma Luigi De Persiis

minario gli offrirono il piatto ed il boccale d'argento, il pastorale ed la mitra. Giunto il 30 agosto e, non avendo fatto la Giunta, nulla per lui, Il Vapore, giornaletto locale, apri una sottoscrizione popolare a dieci centesimi per offrirgli una pastorale ma De Persiis che, non voleva essere causa di nuove lotte cittadine, la fece sospendere. Ottenuto il regio exequatur, il fiore della cittadinanza gli offrì una pergamena che recava, senza

distinzione di partito, moltissime firme. Acclamato come all'arrivo, partì alla volta di Roma, donde, ottenuta udienza dal papa, proseguì per la sua sede. La sera del 21 arrivò alla chiesa di Santa Maria degli Angeli e la mattina seguente fece il suo solenne ingresso ad Assisi…". Qui in tale sua veste, determinante fu il suo contributo per la risoluzione della controversia tra i Conventuali, che sostenevano di possedere l'intero corpo di San Francesco ed i Minori di Santa Maria degli Angeli che rivendicavano di possederne almeno il cuore e le viscere: egli nel 1900, incaricò il canonico Andrea Tini di decidere sulla questione che, ovviamente, fu risolta in favore della Basilica Francescana. Nella città del patrono d'Italia egli morì il 31 ottobre 1904 e fu sepolto in quel cimitero. La sua grande notorietà è dovuta non solo alla nomina del Vescovado di Assisi, quanto anche per la sua abile capacità di scrivere libelli su fatti e storia attinenti la città di Alatri: "La Badia o Trappa di

Gens Ciociara

Dal numero di Gennaio 2009, abbiamo inaugurato una gustosa rubrica che ci guiderà in un viaggio affascinante nella storia della terra ciociara, dalle sue origini ad oggi, alla ricerca di personaggi, dati, fonti e notizie su chi siamo e da dove veniamo…

Le richiestissime Balie nostrane... La nostra terra, la Ciociaria, è stata culla di tantissime balie; ognuna con la propria storia, con i propri sacrifici, la propria sofferenza, la propria gioia. Forse immaginarle oggi ci risulta difficile, soprattutto per le nuove generazioni perché lontane dalla cultura dei nostri nonni. Sono state delle storie che hanno caratterizzato un'epoca fondamentale per la nascita dei valori della nostra terra; il sacrificio e il rispetto verso gli altri - elementi sempre fondamentali per lo sviluppo economico e sociale. Le balie Ciociare, rinomate in tutta Italia, furono particolarmente ricercate dalle più conosciute e stimate famiglie Italiane. Il loro latte era molto apprezzato perché frutto di una sana e semplice alimentazione contadina oltre all'aria pura che si respirava nelle nostre campagne. Il fisico robusto e resistente delle nostre nonne, temprato dai duri lavori nei campi faceva il resto, producendo un'ottimo latte molto ricco di anticorpi e di sostanze nutritive. Negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, da tutta la Ciociaria, iniziò un flusso migratorio che interessò moltissime donne di bassa estrazione sociale, verso le grandi città italiane per intraprendere il mestiere di balia, spesso contravvenendo alle rigide regole della vita di cam-

pagna, alla ricerca di un futuro migliore. Il sistema di contatto delle famiglie ospitanti con la Balia era piuttosto ramificato, ma il più diffuso cominciava con la "Levatrice" o Mammana le quali stabilivano l'incontro tra la domanda e l'offerta e le donne giudicate idonee venivano arruolate con un regolare contratto pagando una percentuale del loro guadagno alle mammane. Il loro stipendio era considerato altissimo, imparagonabile con quello che si riusciva a guadagnare con la vita dei campi, inoltre avevano dei trattamenti speciali come regali e vestiti per ogni cerimonia. Questo mestiere, contestato e criticato aspramente da molti, perché le nostre donne lasciavano i loro figli in campagna, facendoli nutrire da altre donne pagate a minor prezzo, ma spinte dalla miseria e attratte dal guadagno, partivano a migliaia verso le grandi città per allattare i figli dei Signori, riuscendo a portare a casa un piccolo patrimonio. Il più grosso sacrificio era quello di stare un anno lontano dalla famiglia e dal marito, onde evitare di rimanere incinte e rovinare il latte. Del resto oltre ad allattare i piccoli, si era sempre in giro - una volta al mare, un'altra in montagna - sempre a fare e disfare valige. Numerose sono le famiglie di alto rango che hanno avuto come balia una Ciociara, dalla famiglia Agnelli, alla Lollobrigida, dal Conte Rattazzi, a casa Savoia ecc. ecc. portando così nel loro dna un pizzico della nostra terra. La storia delle Balie Ciociare ha ispirato numerosi scrittori dell'epoca come Angelo Marameo, autore del libro "Terra di Balie" e Luigi Pirandello autore della novella omonima. Bruno Sbaraglia

Casamari nel suo doppio aspetto monumentale e storico" (1878); "Memorie del Pontificato di San Sisto I Papa e Martire, della traslazione delle sue reliquie da Roma in Alatri del culto che vi ricevettero dal secolo XII sino ai giorni nostri" (1884); "Tecchiena e il suo statuto" (1895) "Pio IX in Alatri"; "Lo stemma di Alatri", nonché "I confini del territorio di comunale di Alatri" ove dimostrò anche la sua abilità di agiografo. Piace, tuttavia, ricordare più specificatamente un'opera, di più ampio respiro, ove lo vediamo impegnato in una ricerca storica di un personaggio non appartenente alla realtà locale: "Della vita del Generale Carlo Vittorio Oudinot Duca di Reggio e principalmente delle sue imprese romane nel 1849". Nel proemio di quest'opera, dopo aver ricordato la celebre frase detta dal Papa Pio IX in Gaeta al Generale Oudinot: "Il Vostro nome Generale, sarà, da oggi innanzi, legato strettamente col mio", possiamo individuare la rettitudine ed i no-

bili e, più che mai attuali, insegnamenti del nostro, sulla libertà di pensiero e di parola: "Né da ciò alcuno prenda sospetto di questo lavoro, rappresentandosi come dettato in servigio di una parte, a cieco strazio di un'altra. Non ebbi, per certo, la mira così volta in basso. Volli, con la mia fatica, contare, nella più fedel guisa che mi venisse fatto, vicende memorabilissime, pel solo fine di ammaestrare cogli esempi; volli mettere in istima le virtù di un personaggio le quali, imitate da molti, non potrebbero non partorire, massime alla nostra patria e a giorni nostri, larghi frutti di splendide e profittevoli azioni; volli mettere in orrore quella politica di uomini sinistri contro della quale, sebbene lottasse gagliardamente il Duca di Reggio, pure non valse a contenerla, si che indi a poco, non rialzasse il capo e menasse trionfo..". Un grande manifesto di intenti per chiunque, ancora oggi, voglia scrivere della cosa pubblica. Fabio Padovani

Il ritratto Marco La Magra, detto De Magris o Il Maestro, non è propriamente un personaggio. E' un amico, un concittadino particolarmente noto per il suo talento musicale e per la sua simpatia. Marco è un bravo cantante, lo è stato sempre e, come tutte le persone dotate di genialità, non si è sicuramente lasciato catturare da facili schemi esistenziali, anzi ha vissuto e continua a vivere la propria vita con una rara capacità di indipendenza e libertà. Laureato in Giurisprudenza, brillante, eloquente, conoscitore di letteratura e filosofia, De Magris, ha preferiAcquerello di Arnaldo Capone to dedicarsi all'arte, spendendo tutto se stesso nella musica. Il suo spirito libero lo fa apparire ancora come un ragazzo. Probabilmente è per questo motivo che lo si vede quasi sempre circondato da giovani i quali lo stanno ad ascoltare con divertimento, ma anche con ammirazione. Del resto lo chiamano "IL MAESTRO".

Mariella Minnucci


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Sport

FROSINONE CALCIO

SARA' ANCORA SERIE B!

Finalmente la salvezza. Il conforto della matematica è giunto nella partita casalinga con il Cittadella, dove i canarini non han-

Nicholas Guidi

no fallito il match ball che ha significato permanenza nella serie cadetta. Quattro anni consecutivi di serie B. Niente male per una città che ci abituati a scalare le peggiori classifiche di negatività. Lo sport a quanto pare continua ad essere l'altra faccia della medaglia per questo territorio. Eppure il Frosinone la vita se l'era complicata e non poco. In un campionato strano, forse mai co-

sì competitivo, ci sono volute 41 giornate per tirare il celebre sospiro di sollievo. Ed il gol salvezza è giunto da uno dei giocatori più criticati. Un gregario di nome Guidi, che di mestiere fa il difensore, ha risposto a tutti i diffidenti siglando una rete fondamentale per il Frosinone. Il caldo, il Cittadella arrivato in ciociaria con l'aria di chi aveva bisogno semplicemente di un punto e qualche timore per una classifica non proprio idilliaca avevano bloccato i canarini sullo 0 a 0 per gran parte della gara. E quando tutti erano impegnati in calcoli e congetture, il difensore viareggino ha fatto esplodere il Matusa. Quel difensore che la gavetta l'ha fatta per i campi di serie C e che, vista l'infinità di infortuni nel reparto arretrato, si è spesso trovato con una maglia da titolare addosso senza un normale periodo di ambientamento. Lui che sicuramente una prima scelta non era. Lui che invece rimarrà nella storia calcistica di questa città grazie ad una "zampata" fondamentale per il calcio nostrano. I cinque mila sostenitori, rinfrancati e non poco per questo suc-

cesso, hanno dato il via a caroselli per le strade della città. Piero Braglia ha potuto ritrovare il sorriso dei giorni migliori, con quello che è sicuramente uno dei risultati più importanti della sua carriera. La permanenza nella serie cadetta appunto. Il presiden-

te Stirpe, che ha glissato sulla permanenza del tecnico, ha avuto parole di elogio per tutti. Lui che per primo ha sempre creduto in questa salvezza, anche quando i risultati venivano meno, e al comunale l'aria non era delle migliori. Ora si che può ini-

ziare la programmazione per la stagione 2009/2010. Una stagione che possa regalare (altre) soddisfazioni ad una città scoraggiata da tanti punti di vista. Il calcio in fondo serve anche a questo. Pagina a cura di:

Riccardo Strambi

Presentata la terza edizione del Torneo giovanile Alatri città dei Ciclopi E'giunto alla terza edizione il torneo calcistico, categoria Allievi, che si terrà ad Alatri con inizio il 25 Maggio e con la partita di chiusura il 31 dello stesso mese. L'importantissima e prestigiosa kermesse, comprende come di consuetudine la consegna del Premio Internazionale "Alatri, città dei Ciclopi 2009" dove, il 25 maggio nella brillante atmosfera di Piazza Santa Maria Maggiore sono stati premiati illustri personaggi dello sport italiano ed europeo. La serata, condotta da Jacopo Volpi vicedirettore di Rai Sport, ha visto sfilare tra gli altri il capocannoniere di Serie A, Marco Di Vaio, Franco Baldini, team manager dell'Inghilterra e Hector Cuper, ct della Georgia. Tra i vincitori, ci sono anche Alessio Secco (ds Juventus), Luca Pancalli (vicepresidente Coni), Salvatore Bocchetti (giocatore Genoa), Pasquale Marino (allenatore Udinese), Lillo Foti (presidente Reggina), Eder (giocatore Frosinone), Danilo Di Tommaso (direttore comunicazione Coni), Davide Torchia (agente Fifa), Leonardo Zeppieri (presidente Veroli basket), Fabrizio Donato (campione europeo indoor salto triplo). Tutto ciò a fare da sfondo alla manifestazione giovanile che vedrà impegnate squadre del calibro della nazionale del Camerun, di quella della Georgia, di quella iraniana tanto per menzionarne alcune e squadre di club come il Partizan Belgrado, lo Sparta Praga ed altre importanti pretendenti straniere. Tra le italiane spiccano, oltre agli allievi dell'Aletrium, il blasonato Napoli, il Cagliari, il Bologna, la Sampdoria e il Frosinone, oltre ad altre squadre locali. La finale, che si terrà allo stadio Chiappitto domenica 31 maggio, verrà trasmessa da Rai Sport Satellite a partire dalle ore 11. Il Presidente dell'ASD Aletrium Marco Tagliaferri, ed il presidente del torneo Tebi Enzo, invitano tutti gli sportivi a seguire gli interessanti eventi. Il torneo, ottima vetrina per le giovani promesse del calcio, rappresenta sicuramente una importante iniziativa per la città e per lo sport alatrense. Che vinca il migliore.


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Sport PRIMA VEROLI BASKET

SERIE A1 PERSA PER UN SOFFIO

Trinchieri: "Sono molto amareggiato e sono costretto a fare un bilancio con un peso sul cuore" VEROLI - E' finito tutto! Purtroppo questa è la dura realtà, ma proprio da una stagione straordinaria si deve ripartire per progettare un futuro ancor più pieno di soddisfazioni. Deve essere questo l'imperativo in casa di una Prima che dopo una stagione trionfale, ha trovato delle inattese difficoltà proprio nello sprint finale, ed è stata costretta ad alzare bandiera bianca. Certo, dopo uno splendido secondo posto in regular season e la vittoria di una Coppa Italia, ci si sarebbe potuti attendere qualcosa in più dagli uomini di Andrea Trinchieri. Peccato, ma alla squadra non può che andare un plauso interminabile. Mai si era riusciti ad arrivare così in alto, e soprattutto mai il pensiero di poter arrivare in serie A1 aveva occupato i pensieri della dirigenza giallorossa. Da questo si deve ripartire, facendo tesoro degli errori di inesperienza compiuti in una stagione che comunque rimarrà indimenticabile. A tornare sulla sfida si quarti con Scafati, coach Andrea Trinchieri, un fiume di emozioni contrastanti che passano dalla normale amarezza agli occhi lucidi, testimonianza di chi nel progetto della Prima di questa stagione ci ha creduto veramente, e non è riuscito a raccogliere nel finale di stagione quanto di buono seminato durante tutto l'anno: "Siamo usciti contro una squadra che per l'ennesima occasione ci ha messo in difficoltà. Le abbiamo provate tutte, ma l'Harem nel computo delle

4 partite ha meritato il passaggio. Anche oggi siamo andati oltre le nostre reali possibilità. Ci abbiamo provato con la voglia, ma poi alla fine siamo arrivati corti di lucidità". Una calma solo apparente quella di

talento con lavoro, sacrificio, altruismo, ma purtroppo nei play off questo non basta". E proprio a tal proposito, il riferimento non può che andare all'infortunio di Robinson e alla scelta affrettata di Roberts Stelmahers: "Quante volte non abbiamo avuto fortuna quest'anno, troppe. Sarebbero bastati due giorni in più per ottenere un visto e puntare ad un giocatore diverso da Stelmahers. Riguardo questa scelta comunque, mi assumo tutte le mie responsabilità, non mi sono mai nascosto dietro un dito. Andrea TrinIl coach Andrea Trinchieri chieri ha parole di Trinchieri: "Sono molto amareggiato e sono ringraziamento per tutti: "Ringrazio in ordicostretto a fare un bilancio con un peso sul ne sparso tutti i giocatori, per la dedizione cuore. Volevo portare questa squadra più in e per il fatto più importante, quello cioè di la del possibile, ma purtroppo non ci siamo essere andati oltre i loro limiti. Il mio staff, riusciti. Vorrei però che tutti ricordassero che mi ha sopportato e supportato in modo che abbiamo fatto una stagione straordina- eccezionale. ria dalla quale si deve ripartire in vista del Una società, quella guidata dalla famiglia prossimo anno. Non ho nulla da imputare ai Zeppieri, e dei dirigenti che mi hanno fatto miei giocatori. Non sono sereno ma vorrei sentire come se fossi in famiglia, e questo esserlo, perché so che i ragazzi hanno fatto è stato impagabile, perché forse proprio da più di quello che potevano per il talento che li nascono i nostri successi. aveva questa squadra. Ha limato il gap di Un pensiero anche per il calore della gente

Stagione soddisfacente. Si lavorerà con ottimismo Vittorio Ficchi: "Siamo giunti al termine del campionato e sento il dovere di ringraziare tutti coloro che con me hanno condiviso questa avventura" FERENTINO - Anche per il Basket Ferentino, dopo un campionato da assoluto protagonista, la stagione è terminata nella serie di semifinale contro la Consum.it Siena. Fatale una gara cinque nella quale gli amaranto allenati da coach Massimo Friso hanno per l'ennesima occasione dimostrato tutto il loro valore, alimentando i rimpianti per la grande occasione sciupata in gara quattro, quando c'era stato modo di giocarsi l'accesso in finale proprio di fronte al pubblico del Palazzetto di Ponte Grande. La stagione è comunque positiva, e dai buoni risultati di quest'anno si deve ripartire per essere protagonisti anche il prossimo anno. A suggellare la cavalcata amaranto, le parole del presidente Vittorio Ficchi: "Siamo giunti al termine

Il Presidente Vittorio Ficchi

del campionato e sento il dovere di ringraziare tutti coloro che con me hanno condiviso questa avventura, quest'anno veramente esaltante ed emozionante. Innanzitutto vorrei ringraziare Voi tifosi che ci avete seguito in ogni parte d'Italia con passione, calore

e che negli ultimi incontri dei play off, poi, siete stati impagabili. Non dimenticherò quanto avete fatto per noi in questa stagione, ciò per me costituisce uno degli stimoli più importanti per il futuro e mi gratifica di quanto quotidianamente mi impegno a fare per amore di questo sport e della nostra città. Il mio ringraziamento va a tutti i giocatori, lo staff tecnico, i dirigenti e tutti coloro che hanno collaborato con me con tanta passione ma anche con altrettanta professionalità. Ringrazio, inoltre, tutti i nostri numerosi sponsor, molti dei quali sono diventati anche nostri affezionati tifosi, che ci consentono di portare sempre più in alto il nome di Ferentino. Il mio impegno rimane quello di continuare a migliorarci e proiettare il Basket Ferentino tra le protagoniste anche del prossimo campionato. Con convinzione ed orgoglio posso dire che in tutte le sue componenti la nostra sia oggi una società organizzata e professionale, ma nello stesso tempo soprattutto una grande famiglia, cosa questa che forse costituisce il nostro valore aggiunto. Forza Ferentino". Anche con la Fmc Ferentino l'appuntamento è per il prossimo anno. Car. Cap.

di Veroli e di tutti coloro che hanno vissuto intorno alla squadra. Non ho visto gente delusa, ma gente che è venuta a ringraziarci e questo mi ha profondamente toccato. Da questo si deve ripartire". Il Trinka si sofferma poi in particolare su qualche atleta: "Sono stati bravi tutti allo stesso modo, ma una menzione speciale è per Michele Mian, un giocatore e una persona straordinaria, che a 36 anni ha dato l'ennesima dimostrazione di come si affronta un play off, Ivan Gatto, che con le sue grandi qualità tecniche, ha saputo finalmente diventare un giocatore franchigia, e il nostro grandissimo capitano Pietro Bianchi, che ha fatto un lavoro oscuro, e che non smetterò mai di ringraziare. Per ultimo Kyle Hines, un ragazzone di 22 anni che si è presentato come un rookie, ma che sembrava avesse la maglia di Veroli tatuata. Ha giocato con una energia, un trasporto e una dedizione incredibili che non mi sarei mai aspettato. Ricordo a tutti che le stagioni del college durano soltanto 4 mesi e mezzo: è dal 16 agosto che Hines è qua a Veroli ed è più verolano di tutti noi". Un pensiero, infine, per gli splendidi tifosi verolani, che a Scafati, applauditi a fine partita da tutto il pubblico campano, hanno dato l'ennesima dimostrazione di grande sportività e di attaccamento ai colori giallorossi. Carlo Capone

CICLISMO: Giro d'Italia, la Ciociaria si tinge di Rosa Tra la Ciociaria ed il grande ciclismo il matrimonio prosegue più felice che mai, in cinque anni ha avuto un arrivo di tappa del giro a Frosinone, un passaggio spettacolare lo scorso anno oltre ad un arrivo di tappa della Tirreno adriatico a Fiuggi ed a Frosinone. Ora, nell'edizione del centenario del Giro, un'edizione storica anche per il tracciato, il giorno prima del gran finale con una cronometro nel centro storico della capitale che molto probabilmente deciderà la vittoria finale. Altimetria praticamente piatta della corsa che passando per Pozzuoli entra in provincia di Caserta, toccando Castel Volturno, Mondragone - zona di squisite mozzarelle - per entrare definitivamente nella nostra Provincia. Si attraversa Cassino con la sua storia e l'imponente Abbazia Benedettina che la domina dall'alto, fondata da S. Benedetto da Norcia nel 529 e ricostruita a seguito dei bombardamenti Americani nel corso del Il percorso ciclistico Napoli- Anagni secondo conflitto mondiale, quindi Ceprano, Frosinone, sono i centri principali che scandiscono l'avvicinamento ad Anagni dopo 203 Km di corsa. Anagni ospita per la prima volta la corsa rosa e per gli ultimi chilometri ci sarà un circuito finale da percorrere due volte con una leggera ascesa che conduce in via Regina Margherita dove è posto lo striscione d'arrivo. Il Presidente della Federciclismo provinciale Mario Guerrieri, ha sottolineato l'importanza dell'evento, per un giorno Anagni e la Ciociaria tutta sarà sotto i riflettori con attenzioni mediatiche che vanno oltre i confini nazionali e che sicuramente, attraverso lo sport, sarà una grande occasione di promozione turistica per la nostra terra. I tanti appassionati di ciclismo, numerosi in tutta la Ciociaria, potranno godere di un grande spettacolo e non mancheranno di affollare le strade attraversate dalla imponente carovana. Bruno Sbaraglia


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Moda

MODA

Quando “trucco e parrucco” ti aiutano ad essere glamour Per essere alla moda non basta indossare un abito firmato, abbinato alla scarpa giusta e magari a quegli accessori che sembrano essere stati creati appositamente per noi; bisogna saperli portare, sentirsi a proprio agio dentro ciò che si indossa e… magari abbinarli anche a un trucco di tendenza e a una capigliatura da favola.

Perché quando si parla di moda non si fa riferimento solo alle ultime tendenze nel campo dell'abbigliamento o dei calzaturifi-

ci ma anche a tutte quelle novità che riguardano il settore del make-up e a quello dei parrucchieri. È facile, infatti, trasformare il trucco o la propria chioma in un accessorio moda. Per quanto riguarda il makeup basta stare attenti ai colori di tendenza, naturalmente prestando attenzione a quella che è la nostra fisionomia e a quelli che sono i nostri colori e soprattutto senza eccedere mai. Un trucco non deve essere una maschera. Deve essere un gesto discreto ed elegante, come quello di una donna che si mette il rossetto. Presente ma quasi impercettibile. Perché la moda è prima di tutto buongusto. E le tendenze modaiole del campo dell'abbigliamento si riflettono anche nel trucco e nelle acconciature. Ecco allora che i mitici anni '80 rivivono

sui nostri volti: occhi e labbra in primo piano, senza che l'uno escluda l'altro. Vivono tonalità di rossetto piene e coprenti, dal rosso al fucsia e all'arancione da abbinare alle nuances di fard e terre. Indispensabile, infine, il contorno a matita. Mentre lo stile anni '40 si fa vivo sulle nostre teste. Tornano le onde alla Coco Chanel ma con un tocco in più: l ' e f f e t t o "sparkling" che si ottiene applicando sui capelli una cera luccicante. Di tendenza è anche lo stile "neohippy" che, oltre all'abbigliamento, riguarda entrambi i settori di cui stiamo parlando e che è facilissimo da realizzare soprattutto su chi ha la chioma molto lunga. Lo stile flower power prevede treccie, grandi fermagli a forma di fiori e un maquillage artistico ad alto contenuto co-

smetico, dove vanno a prevalere colori studiati appositamente per valorizzare gli occhi, sia chiari che scuri, come il turchese, il marrone e il viola addirittura. Perché il nostro corpo è il veicolo trasmettitore delle emozioni, dei sentimenti e di tutto quello che vogliamo nella vita… non vi sembra questo un buon motivo per seguirlo e prendervene cura?!

A cura di:

Simona Leonetti


Dalla parte della...

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Assegno di divorzio e convivenza more uxorio dell’avente diritto "In assenza di un nuovo matrimonio il diritto all'assegno di divorzio, in linea di principio, permane anche se il richiedente abbia instaurato una convivenza more uxorio, salvo che sia data la prova che tale convivenza ha determinato un mutamento in melius delle condizioni economiche dell'avente diritto". La Corte di Cassazione affronta la questione della rilevanza della convivenza more uxorio nella regolamentazione dei rapporti economici tra ex coniugi. Se da un lato, la separazione ha effetti conservativi dello status coniugale, dall'altro, le nuove relazioni sentimentali iniziano e, spesso, si consolidano prima della sentenza di scioglimento del matrimonio. La dottrina e la giurisprudenza hanno così dovuto operare una distinzione tra i rapporti di fatto effettivamente irrilevanti per il diritto (come le relazioni occasionali) ed i rapporti di fatto che, connotandosi per la stabilità e la condivisione degli stessi valori su cui si fonda la famiglia legittima,

anche a prescindere dalla procreazione, pur non ricevendo un esplicito riconoscimento, rilevano, tuttavia, nella pratica del diritto. Ebbene, v'è la necessità di valutare la circostanza secondo cui, in conseguenza di una convivenza stabile, l'avente diritto all'assegno non si trovi più in stato di bisogno - inteso come inadeguatezza dei mezzi - poiché beneficia di assistenza morale e materiale da parte del nuovo compagno. La dottrina tradizionale considera le prestazioni assistenziali tra conviventi come adempimento di obbligazione naturale per la ricorrenza di doveri morali e sociali e, di conseguenza, prestazioni incoercibili. Già nel 1977 la Cassazione osservava che, se il coniuge separato convive more uxorio con altra persona ed è da questa mantenuto durevolemente ed ade-

INFO UTILI Attenzione, nella nostra zona cresce la Cicuta (Cicuta Maculatum), una pianta della famiglia delle Ombrellifere, nota per il suo potente veleno. Nell'antichità la Cicuta era usata per giustiziare i condannati. Socrate e Seneca, travarono la morte proprio con questa pianta. Successivamente, nel Medioevo, venne chiamata l'erba del demonio, per via delle macchie rosso fuoco che ne caratterizzano il fusto. Oggi la Cicuta è oggetto di numerosi studi scientifici, essendo il suo veleno anche un potente Analgesico. E' riconoscibile facilmente, oltre che per le macchie rosse del fusto, anche dal suo sgradevole odore; ha dei fiori bianchi ed è alta un metro circa. Vive nei luoghi umidi e boscosi, ma non di rado la si trova anche sui margini delle strade. Alberto La Prova

guatamente, configurandosi tra essi un'obbligazione naturale di assistenza reciproca e di contribuzione ai bisogni comuni, cessa temporaneamente l'eventuale obbligo alimentare dell'altro coniuge. La giurisprudenza della Corte, pertanto, distingue tra rapporti occasionali e convivenza stabile e considera gli effetti della convivenza sul tenore di vita, segnatamente quando determinino un mutamento in melius. Il tutto diviene così una questione di prova, sia sull'effettiva circostanza che le persone in questione vivano secondo il principio della reciproca assistenza morale e materiale, sia sul quantum: ad esempio, facendo riferimento ai redditi ed al tenore di vita della persona con la quale il titolare dell'assegno convive, si può presumere che, dalla convivenza more uxorio, quest'ultimo trag-

ga benefici economici idonei a giustificare la revisione dell'assegno. In definitiva, dunque, la convivenza more uxorio non comporta, automaticamente, il venir meno dell'assegno di divorzio: in assenza di un nuovo matrimonio, il diritto all'assegno, in linea di principio, permane, anche se il richiedente conviva con altra persona, salvo che sia data la prova che tale convivenza abbia determinato un mutamento in melius delle condizioni economiche dell'avente diritto. Secondo la giurisprudenza, pertanto, la diffusione del fenomento della famiglia di fatto pone l'esigenza di rivalutare "il matrimonio rapporto - da tenere ben distinto dal matrimonio atto - in funzione della rilevanza di un'autonoma formazione sociale, caratterizzata da un insieme di valori di stretta solidarietà. Ciò che le conferisce carattere di affidabilità e stabilità è la sussistenza di un rapporto di coppia fondato su un consenso che si rinnova continuamente e rappresenta il fulcro ed il limite del rapporto stesso". Avv. Angela Rossi Mediatrice familiare studio@avv-angelarossi.it

SOS CONSUMATORI

Scattano gli incentivi per Ciclomotori e Biciclette A partire dal mese di maggio comprare una bicicletta, un ciclomotore oppure un veicolo elettrico costerà meno. Sono infatti entrati a regime gli incentivi messi a disposizione dal ministero dell’Ambiente, in accordo con l’associazione nazionale del ciclo e motociclo aderente a Confindustria. Sono stati stanziati dei fondi pari a 8.750.000 euro da erogare fino ad esaurimento, nel corso di tutto il 2009 a tutti coloro che decideranno di acquistare una nuova bicicletta (comprese le bici elettriche a pedalata assistita), senza l’obbligo di rottamazione, oppure un ciclomotore Euro 2 termico o elettrico (in questo caso con obbligo di rottamazione di un ciclomotore omologato Euro zero o Euro 1). L’entità degli incentivi varia dall’8% del costo del veicolo - fino ad un massimo di 180 euro - per l’acquisto di un ciclomotore Euro 2 a due tempi, con contestuale rottamazione e il 30% (fino ad un massimo di 1300 euro) per l’acquisto di un motociclo elettrico sempre con rottamazione. Per l’acquisto di una bicicletta invece, anche se a pedalata assistita, l’incentivo copre il 30% del costo fino ad un massimo di 700 euro. Per ottenere gli incentivi è sufficiente fare una scelta all’interno del sito del Ministero dell’Ambiente, dove si trovano i listini e un elenco di più di tremila mezzi che beneficiano del contributo per tipologia e marca oltre a prevedere il prezzo e l’entità del contributo. Fatta la scelta è sufficiente presentarsi presso un rivenditore autorizzato. Ogni persona potrà acquistare un massimo di tre biciclette, presentando il codice fiscale o la partita iva. Bruno Sbaraglia


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Almanacco VOGLIA DI ESTATE

... e finalmente il caldo e' alle porte e con esso la voglia di piatti freschi, gustosi e dai sapori mediterranei...

SANDWICH TRICOLORE Ingredienti: pomodorini maturi - olio extravergine d'oliva - sale marino - pepe nero pestato - pane toscano - provolone piccante mortadella - rucola - aceto balsamico basilico in foglie Preparazione: sistemare i pomodorini in una placca antiaderente da forno, condire con sale, pepe, olio ed uno spicchio di aglio. Mettere in forno caldo (200°) per una decina di minuti, unire le foglie di basilico e infornare per altri 5 minuti. Tostare leggermente le fette di pane da entrambi i lati. Coprire con il provolone, la mortadella, la rucola, il basilico e i pomodori. Condire con olio extra-vergine ed aceto balsamico e servire subito. Questo piatto dalle note variopinte si accompagna bene con i vini bianchi ghiacciati, per esempio un calice di Pinot grigio. A cura di Marzia Ceccacci

Pillole di medicina Giornata Mondiale della sindrome da fatica cronica Il 12 MAGGIO 2009, come ogni anno, si è celebrata la "Giornata mondiale malati Sindrome Affaticamento Cronico" (Chronic Fatigue Syndrome-CFS/ Benign Myalgic Encephalomyelitis-ME) , grave ed invalidante sindrome multifattoriale, che colpisce milioni di persone nel mondo, ma a tutt'oggi ancora poco conosciuta. Abbiamo voluto dedicare lo spazio pillole di medicina a questa iniziativa per sensibilizzare la comunità su un tema poco noto. Le associazioni italiane e i numerosi volontari sparsi per tutta l'Italia hanno celebrato la ricorrenza organizzando eventi e provvedendo a diffondere materiale informativo presso studi medici, ASL, ospedali, farmacie e tanti altri luoghi pubblici, nella convinzione che una corretta informazione sia essenziale per sostenere i malati e le loro famiglie. La speranza è che l'attenzione e i provvedimenti da parte degli organi competenti crescano proporzionalmente all'aumento dei sofferenti di CFS e FMS. RIFERIMENTI: www.cfsmagazine.it/; www.cfsitalia.it; www.associazionecfs.it/ A cura di Attì

In ogni numero di Gente Comune proponiamo ai nostri lettori un indovinello, una frase da completare, una domanda che ha sempre e comunque a che fare con Alatri e la Ciociaria. Il vincitore come ogni mese potrà ritirare un simpatico omaggio presso la sede della nostra redazione in via Mediana Chiappitto ad Alatri. Nello scorso numero abbiamo chiesto ai lettori di indovinare quale fosse la terza città della provincia di Frosinone per numero di abitanti tra Anagni, Cassino e Alatri e: la risposta esatta Alatri, ad indovinare per prima è stata Di Mario Giulia (Collepardo) Questo mese, invece, poniamo ai nostri attenti lettori un quesito più difficile e curioso: Che cos'è, nella tradizione ciociara, la "pepatta" che si bruciava in una notte particolare? Chiunque pensi di avere la soluzione scriva a gente.comune@email.it o invii un sms al numero di cellulare 3803679601, il primo ad indovinare riceverà una gradita sorpresa.

Pillole di storia

1863 Pio IX in visita ad Alatri La nostra città ha avuto, nel corso dei secoli, l’onore di essere visitata da molti pontefici, ultimo dei quali Giovanni Paolo II. Nel lontano 1863 Pio IX giunse ad Alatri e questa visita, più di altre, ha segnato per sempre la storia della nostra città. Tutta la città fu addobbata a festa ed il tratto di strada dalla Magione a Porta San Pietro fu abbellito con archi trionfali: purtroppo, però, si decise anche di demolire la parte superiore di Porta San Pietro al fine di permettere un ingresso trionfale al Papa ed al Suo seguito. Ancor oggi, la mutilazione subita da Porta San Pietro testimonia, in negativo, il passaggio di Pio IX. La visita di Pio IX, però, portò anche un enorme beneficio per i nostri concittadini dell’epoca che erano costretti a recarsi fuori città per rifornirsi di acqua: si può solamente immaginare il disagio e la fatica che tutto ciò comportava. Sua Santità, mosso a compassione dalle richieste fatte da Mons. Rodilossi e da tanti cittadini, decise di sovvenzionare i lavori necessari a portare l’acqua sino dentro le mura. Il 27 dicembre 1866, alla presenza del Vescovo Rodilossi e di tutte le autorità civili, “...là fuori di Porta San Pietro, vedemmo la prima volta sgorgare le sospiraPio IX te acque in tanta copia e con tanta violenza, che i temporanei recipienti ne andarono in brev’ora sconnessi e infranti”, come racconta Mons. Luigi De Persis nella sua opera, “La fontana Alatrina e l’Ing. Cav. Giuseppe Olivieri”. A ricordo perenne del nobile gesto compiuto da Pio IX, la città di Alatri decise di intitolare “Pia” la fontana sita in Piazza Santa Maria Maggiore. Remo Costantini

VERSI inVERSI S.T. Ti ho chiesto il braccio per arrampicarmi, per salire nel giorno denso di paure Abbiamo lasciato l'uva a maturare, ho abbandonato i canti gonfiati di spasimo; tu mi chiedi la ragione, la ragione delle mie emozioni; gelate sono le tue invettive, freddo il tuo muro di rancore e di rifiuto, perché ancora ricordarti… perché considerarti grande, amico, se tu Pablo al debole vento hai ceduto Alberto La Prova

L'amicizia è il tema centrale di questa breve, ma intensa poesia di Alberto La Prova. Un sentimento che l'autore descrive, nei primi versi, come l'ancoraggio più resistente, il braccio formidabile, capace di rendere agevole il duro sentiero della vita. Eppure il robusto sentimento dell'amicizia può rivelarsi fragile: basta lo scatto di un'incomprensione (il debole vento di cui dice La Prova) perché si innalzi un muro difficile da superare: il rancore, il rifiuto di fronte al quale a nulla servono le spiegazioni della ragione. Mariella Minnucci


Extras - Di tutto di più Nuova Rubrica di letteratura

L’OTTOVOLANTE Rubrica "sui generis" di letteratura, a cura di Franco Malandruccolo

A dispetto di un titolo bizzarro e non proprio accattivante, Mia sorella è una foca monaca di Christian Frascella (Fazio Editore), è un romanzo promettente, dal taglio cinematografico e introspettivo, Brizzi, il registra di "Notte prima degli esami" ne ha già acquistato i diritti per farne un film! Il riferimento più immediato, per restare in ambito italiano, è con il romanzo Come Dio comanda di Ammanniti - racconta il tormentato passaggio di un ragazzo attraverso l'adolescenza. Un po' di tempo fa mi è capitato tra le mani questo libro. Con cosa avessi a che fare l'ho capito dopo un po', man mano che ogni pagina mi strappava il sorriso, e soprattutto alla fine quando mi sono scoperto commosso nonostante i dialoghi irresistibili e le risate. Il protagonista della storia è un buffo ragazzo, tenero e insopportabile insieme. Uno convinto di picchiare duro, ma che finisce steso in due secondi nel cortile della scuola; che straparla e non piange mai, nascondendo sogni e fragilità dietro un'irriducibile arroganza, pur continuando a buscarle ogni giorno dalla vita, e perfino da Chiara, la ragazza bella e inaccessibile di cui s'innamora. Uno così o lo ami o lo odi, e io l'ho amato, questo sedicenne protagonista di un romanzo in cui ho ritrovato tutta la gloriosa tradizione dei perdenti di talento, dal "Giovane Golden" ai personaggi di John Fante, col loro immancabile campionario di lividi. Ecco dunque che c'è un padre - "il Capo" - quasi alcolista; e c'è la "Foca Monaca", ubbidiente e grigiastra sorella timorata di Dio. Quanto alla madre, è scappata col tizio della stazione di servizio. La periferia torinese di fine anni Ottanta e il Muro di Berlino che crolla, insieme a un gioco di rimandi pop e cinematografici e a una scrittura esilarante quanto aggressiva nel suo realismo, fanno da sfondo a questo esordio. Scurrile certo, spassoso e a volte amaro. Estremamente efficace. L'evoluzione esistenziale del protagonista passa così attraverso un mondo fantasmatico, fatto di bugie raccontate a se stesso e agli altri, fatto di negazione e rimozioni. Alla fine approda a un bivio di fronte al quale pare intravedere una strada. Basta un evento inaspettato, uno scarto improvviso, un impulso, un'azione, e la vita appare finalmente come un insieme di possibilità. Il futuro, una nebulosa appena un po' meno fitta. "La giornata aveva un odore buonissimo. Mi tirai su e ripresi a correre in direzione del cancello."

LA MUSICA INTORNO Rubrica a cura del gruppo Facebook "Concerti in Ciociaria e dintorni" MAGGIO 31 - POVIA Boville Ernica Piazza 31 - SILVIA MEZZANOTTE Casalvieri GIUGNO 2 - GIANLUCA GRIGNANI Formia(Lt) Piazza 4 - NOMADI a Frosinone in Piazzale Europa 14 - MASSIMO DI CATALDO Fontana Liri Piazza 21 - MANUELA VILLA Bellegra (Rm) Piazza 28 - MANUELA VILLA Frosinone Piazza

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Giovanni Falcone: l'uomo, lo Stato Il 23 maggio 1992 alle 17.58 morivano sull'auto- "Ma chista, mafia iè?" in stretto accento siciliano. strada Palermo-Punta Raisi, all'altezza dello svinco- Ed anche nel caso della strage di Capaci, non poté lo per Capaci, Giovanni Falcone, sua moglie, "la essere solo mafia. Purtroppo, ben due inchieste sui dolce Francesca" e gli "angeli della scorta" come mandati occulti sono state aperte sia a Caltanissolo lui poteva chiamarli. Al passaggio delle tre setta sia a Firenze ma, in entrambi i casi, ne è stata Croma blindate, ben cinquecento chili di tritolo, disposta l'archiviazione per insufficienza del quadro piazzati in una conduttura sotto l'asfalto, erano sta- probatorio ed indiziario. In effetti, mentre a Capaci ti fatti saltare in aria: fu una catastrofe. Eppure, qualcuno si assumeva la responsabilità storica di come ben definito da Leporace nel suo recente libro uccidere il magistrato italiano più in vista del mo"Toghe rosso sangue" quello fu "l'attentato che cam- mento, contemporaneamente, a Roma i soliti insobiò una nazione". Tutti noi ricorderemo, per sempre, spettabili o meglio, quella che Ayala definisce dove e con chi eravamo quell'afoso sabato pomerig- "un'agenzia funebre parallela", fece la sua parte. gio di fine maggio: chi scrive, aveva da poco conse- Nella casa di Roma la Polizia, nel suo primo sopralguito la patente ed aveva pasluogo non riuscì a trovare il seggiato in lungo ed in largo databank Casio su cui Falcone ai "Giardinetti" lungo Viale soleva annotare le proprie Duca d'Aosta, dilettandosi a impressioni e le sue idee. Solo discutere ed organizzare la alcune settimane dopo, propropria "brava" serata. Fu, inprio fra quelle mura, riapparve vece, con il rientro a casa, il il computer ma i file erano cadere di una certezza: l'eroe stati tutti cancellati, mentre solitario, Giovanni Falcone, la memoria suppletiva era cui io ed una nazione intera, scomparsa. Anche a Palermo, avevamo delegato il compito dopo alcuni giorni riapparve di liberarci della mafia, senza, un computer portatile i cui tuttavia, dare troppo fastidio dati però erano stati letti ed, al potente di turno e senza addirittura, in parte modificaGiovanni Falcone troppo clamore, non c'era più. ti. Nell'ufficio del ministero a Fu quello un dolore fisico, lancinante, di impoten- Roma, infine, vi era un portatile i cui dati, pur proza, di rabbia e di rammarico: "Un attentato a nota tetti da una chiave elettronica, vennero letti da personalità" "Forse si tratta di un giudice" "Forse è ignoti e poi modificati nella loro datazione. L'Ing. Giovanni Falcone" "Giovanni Flacone è ferito" grac- Luciano Petrini che venne incaricato dalla Procura chiavano le radio e le edizioni straordinarie dei ca- di Caltanisetta per leggere i file di questi computer, nali televisivi, in un rincorrersi di notizie frammen- dopo aver subito il furto del proprio computer il tarie e sempre più terribili, fino all'ultima, senza giorno 09 maggio 1996 venne ucciso a Roma in cirsperanza: "Giovanni Falcone è morto". Quel giorno costanze rimaste sconosciute. Sul luogo dell'attenGiovanni Brusca insieme al Gotha di Cosa Nostra, tato, poi, fu trovato del materiale assai anomalo, in aveva pigiato il bottone di un telecomando di aero- particolare un biglietto che faceva riferimento ad modellismo, non per giocare, ma per seminare orro- una utenza telefonica intestata al SISDE e ad un suo re, panico e morte: aveva atteso, su di una collina, funzionario. E tutto ciò, se sol si considera che, da l'arrivo delle blindate, dopo aver potato i rami di alcuni mesi, la scorta di Giovanni Falcone era stata una pianta di ulivo che gli impediva la vista sul luo- notevolmente ridimensionata. Occorrerà, infine, rigo della strage. Fu, con ogni probabilità, lui stesso cordare come, nonostante una signora, nei giorni a vedere per l'ultima volta Giovanni Falcone ancora precedenti alla strage, aveva avvertito le forze delvivo e, forse, riuscì ad ascoltare quelle sue ultime, l'ordine del fatto che, mentre stava conversando al coraggiose, parole: "Se resto vivo, questa volta glie- telefono con un'amica, aveva ascoltato le seguenti la faccio pagare". Ma perché fu ucciso Giovanni Fal- parole: "Stavolta lo facciamo saltare sull'autostrada" cone e a chi giovò la sua morte ? le autorità, candidamente, nel processo, ebbero a Mentre tutto sappiamo dell'attentatuni (così lo giustificarsi, affermando che, nell'occasione, avevachiamano i mafiosi), senza nessuna certezza possia- no proceduto ad un controllo di un tratto autostramo rispondere a queste difficili domande. dale interno, senza pensare a quello, poi, ove, efCertamente, nell'occasione si realizzò, saldamente, fettivamente, la strage si verificò. quella "convergenza di interessi" che proprio Gio- Egli, profondo conoscitore dell'animo umano, aveva vanni Falcone da, tempo, aveva teorizzato a suo con sconforto, detto: "Che le cose siano così, non danno, sin dal fallito attentato alla villa dell'Ad- vuol dire che debbano andare così, solo che quando daura che aveva si tratta di rimboccarsi le maniche ed incominciare a preso in affitto cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che per le sue vacan- la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piutze al mare. Già tosto che fare…". allora, ha riferito, Dobbiamo smentirlo e dimostrargli, invece, che era recentemente, in vera l'altra: "Possono uccidere gli uomini ma non le una conferenza, loro idee: quelle continueranno a camminare sulle Giuseppe Ayala, gambe di chi verrà dopo di loro…". suo eterno amico, Prestare alle idee di Giovanni Falcone le proprie con una domanda gambe è il compito che ciascuno di noi non potrà retorica, egli eb- fare a meno di compiere. be a chiedersi: Avv. Fabio Padovani


Messaggio elettorale - Comm. Resp. il candidato setsso


Gente Comune Maggio 2009