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Il primo free-press della provincia di Frosinone, fondato nel 1994 da Filippo Strambi Distribuzione gratuita - Tiratura 20.000 copie

Anno XX n° 4 - Luglio 2013

PRIMO PIANO

FIUGGI

VARIE

REGIONE 230 milioni di tagli dalla Pisana. La Regione Lazio inverte la rotta

MISTERI IRRISOLTI Il caso dell’omicidio - suicidio che sconvolse la città termale negli anni ‘40

Boom di presenze alla “via dell’Insognata”

Strambi a pag. 6

Sbaraglia a pag. 25

Tagliaferri a pag. 16

Tagliaferri a pag. 24

Solidarietà e sport al Matusa di Frosinone

Il silenzio uccide la dignità Non si fa altro che parlare di “femminicidio” ma si fa abbastanza per contrastare questo e altre forme di violenza di genere?

Intervista esclusiva a Vanessa Villani, 31enne di Ferentino ridotta in fin di vita

Speciale alle pagg. 2 e 4


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Speciale violenza sulle donne

“La violenza subita va denunciata senza alcun tentennamento o senso di colpa” Esclusiva intervista a Vanessa Villani, la 31enne di Ferentino ridotta in fin di vita da un uomo Non indugiate a denunciare, non aspettate che succeda il peggio. La violenza da me subita non è dipesa da un raptus, ma è stata conseguenza di tanti episodi brutali”. Queste sono le parole pronunciate da Vanessa Villani, la trentunenne di Ferentino ridotta in fin di vita dopo essere stata presa a bastonate nella sua abitazione. Parole che, tramite Gente comune, vuole rivolgere a tutte le donne, con una voce flebile ma speranzosa. Sul suo corpo ci sono ancora i segni della violenza subita quella fatidica mattina del 17 marzo, quando è stata colpita alla testa mentre ancora dormiva. A trovarla in un lago di sangue è stata sua madre e, una volta giunti i soccorsi, Vanessa era in fin di vita, rimanendo per ben quaranta giorni in coma farmacologico. Giorni pieni di dolore, durante i quali si è temuto davvero

il peggio date le gravissime condizioni in cui versava. Quando si è risvegliata, nel letto del Policlinico Umberto I di Roma, il primo pensiero è stato per il suo bimbo, Tommaso, di appena tre anni. Subito dopo ha denunciato il suo compagno che è tuttora indagato. Ora racconta la sua storia e lo fa con una forza incredibile: “Voglio mandare un messaggio a tutte le donne che si trovano nella mia condizione perché, paradossalmente, io mi ritengo fortunata. Sono stata miracolata - ha spiegato Vanessa -, sono qui e posso parlarne, ed userò questa mia bruttissima esperienza per fornire un esempio a tutte coloro che vivono nel terrore la quotidianità del loro ruolo di mamme, mogli, fidanzate”. Con un filo di voce, ci “urla” tutta la sua sofferenza. “Solo ora sono consapevole di aver messo a repentaglio la vita

Gente Comune a casa di Vanessa Villani

mia e quella del mio bambino, ma non potevo immaginare che sarebbe finita così, speravo di riuscire ad affrontare e, soprattutto, cambiare la persona che avevo al mio fianco. Il mio unico sogno, specie dopo l’arrivo del bambino, era quello di formare una famiglia serena per il nostro Tommaso”. Tommaso, il bellissimo bambino di tre anni e mezzo, è la sua più grande gioia ma al contempo i fatti accaduti preoccupano Va-

nessa per le ripercussioni su di lui. “Spero che dimentichi questo trauma, ancora oggi lo trovo che senza motivo piange e posso provare a comprendere. Lui comunque è la mia forza, la mia ‘riabilitazione’ continua”. Appunto. Perché i danni fisici subiti, Vanessa auspica si possano superare con il tempo. “Sto andando sempre a Roma, bisogna stare sempre sotto controllo. Ho quasi perduto l’uso di un orecchio e continuo a

prendere pastiglie per gli attacchi epilettici. Mi hanno spiegato i medici che ci vorrà almeno un anno prima di riprendermi completamente”. Pur nella tragedia sfiorata, Vanessa ha raccontato “di aver trovato persone eccezionali, partendo da una mobilitazione specie sui social network che mi ha commossa, sino alle forze dell’ordine”, per le quali ha un pensiero speciale: “Sono stati per me come una seconda famiglia, ho avuto a che fare con persone stupende, come se conoscessi tutti da una vita e non posso far altro che ringraziarli”. Infine una domanda. Qual è il sogno della ‘nuova’ Vanessa? “Essere la Vanessa di una volta, quella prima del fidanzamento. Sempre sorridente, sempre tranquilla, con tanta voglia di vivere”. In bocca al lupo. Riccardo Strambi Daniela Caliciotti

“Vademecum” sulla violenza. Informazioni utili a violenza nei confronti delle donne può essere considerata un fenomeno strutturale, profondamente radicato nella nostra società purtroppo anche nella sua forma più estrema ovvero l’omicidio. Cosa si “nasconda” esattamente dietro il concetto di “violenza contro le donne” non è qualcosa di universalmente definito, ma è piuttosto un insieme di azioni, comportamenti, atteggiamenti che insieme definiscono un modo distorto di concepire il ruolo della donna, assumendo forme diverse nel tempo e nello spazio, modificandosi secondo la cultura e le regole sociali e religiose e trovando diversa rappresentazione sia nella sfera giuridica sia nelle norme sociali. Proprio le differenze di percezione del fe-

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nomeno rendono spesso difficile definire quella linea netta di confine superata la quale si sfocia in una violenza che le stesse vittime a volte non riescono a riconoscere come tale. Una violenza, purtroppo, largamente diffusa e dolorosamente taciuta e nascosta, che non può più essere considerata come relegata solo all’interno di fasce sociali emarginate o culturalmente ed economicamente disagiate, ma rappresenta un fenomeno che attraversa tutta la società. Fare chiarezza sui diversi aspetti che la violenza assume è il punto di partenza per avviare un cambiamento radicale che parta dalle famiglie e per interrompere quel meccanismo perverso per cui la donna oggetto di violenza all’interno delle mura domesti-

che tende a proporre ai figli un modello relazionale che rischia di essere replicato e generare nuova violenza. Per tentare di darne una definizione, si può ricondurre il concetto di violenza sulle donne all’esercizio di una forma di potere e controllo espresso attraverso atti o minacce di sopruso fisico, psicologico, sessuale, economico o persecutorio (stalking) allo scopo di imporre alle donne una condizione di inferiorità nei rapporti privati (la coppia, la famiglia) e pubblici (il lavoro, la scuola, la collettività). Il danno o la sofferenza generati da queste forme di abuso costituiscono un atto di violenza contro la donna anche qualora non vengano puniti dalla legge come reato e/o siano accettati e considerati “normale” nella società di appartenenza. Schematizzando, a scopo esemplificativo, la violenza può manifestarsi come violenza fisica, psicologica, sessuale, economica e può generare a sua volta forme di violenza assistita quando viene esercitata in presenza di bambini nei confronti di persone con cui sussista un legame affettivo o che rappresentino un punto di riferimento. Per essere chiari, violenza è ogni atto che comporti aggressione, ma anche l’isolamento in casa, il ricatto, gli insulti, urla nei confronti della persona o di suoi cari, i comportamenti dispregiativi e denigratori, rimproveri continui, critiche avvilenti, controllo sulle azioni e sui pensieri, la limitazione della libertà personale, imporre

ostacoli al perseguimento di obiettivi come il lavoro e desideri, il tradimento e l’inganno, la gelosia patologica, il controllo dell’abbigliamento e dei comportamenti, l’indifferenza alle richieste affettive, la mancanza di comunicazione, il rifiuto sistematico di occuparsi del lavoro domestico o educativo, sottrazione o danneggiamento di oggetti, sottrazione di documenti necessari come il passaporto, controllo o privazione del denaro nonché uso improprio e sperpero del denaro familiare, minaccia di suicidio, imposizione di scelte forzate rispetto alla gravidanza e un lungo elenco di comportamenti sessuali non rispettosi della dignità e della libertà della donna. Al lungo, forse noioso ma sicuramente non esaustivo elenco restano da aggiungere ancora lo stalking, ovvero i comportamenti/molestia che siano percepiti dalla donna come fonte di preoccupazione, timore, ansia e minaccia e gli atti di violenza commessi da donne sulle donne come le mutilazioni genitali femminili. Una volta riconosciuta la violenza, il primo, delicato e necessario passo da compiere è chiedere aiuto e per questo sicuramente una possibilità è quella di rivolgersi alle istituzioni e, in particolare, ai servizi sociali comunali sempre disponibili ad ascoltare ed offrire sostegno con personale qualificato. Paola Manchi - Teresa Bracaglia


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Speciale violenza sulle donne

“Rosso come ... violenza” Interessante iniziativa contro gli abusi di genere a Cassino Il racconto di una delle relatrici, D.ssa Camperi mozionale del Dipartimento delle Pari Opportunità), sottolineando l’importanza della formazioneprevenzione (Università, interventi nelle scuole). La pragmaticità degli interventi da parte di tutti i relatori ha dato modo di vedere quali sono i punti forza della rete socio-sanitaria e quali quelli carenti, come la difficoltà di accesso alla denuncia, la formazione delle Forze dell’Ordine in materia di ascolto protetto, etc... Da qui sono nate proposte concrete da sviluppare in altre occasioni di incontro, come quella del comitato pari opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Cassino, di offrire un servizio H-24 in collaborazione con i Pronto Soccorso del territorio, per una consulenza legale immediata e gratuita alle donne che accedono alle cure mediche per percosse e maltrattamenti e spesso non trovano coraggio e strumenti per denunciare. Oltre alla tavola rotonda di confronto sull’argomento e sullo stato dei lavori, la giornata ha previSulla violenza delle donne pare essersi rotto quel silenzio che ha permesso finora di sto l’istallazione far sì che, anche in Italia, accadesse che una donna ogni tre giorni venisse uccisa da presso piazza Laun marito, un compagno, un fidanzato. briola della moSul tema si sta generando un grande movimento: la conferma di ciò, giunge anche stra “Scarpette dalla ratifica avvenuta il 28 maggio scorso, da parte del nostro Paese, della ConvenRosse”. zione d’Europa sulla prevenzione e la lotta nei confronti delle donne e la violenza doRosso. Come il mestica, siglata ad Instabul nel 2011 e che, potrebbe segnare l’inizio di un cambiasangue che ogni mento d’epoca. giorno le donne

l 30 maggio si è tenuto a Cassino un’interessantissimo convegno sulla violenza di genere, a cui ho avuto il piacere di partecipare come relatrice di un progetto attuato presso i Servizi Sociali di Alatri circa due anni fa, con l’istituzione di uno “Sportello antiviolenza” (Finanziato dalla Legge Regionale 15/2001), del quale in più di un’occasione abbiamo parlato su questo giornale. L’evento, organizzato dall’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, dal titolo “Rosso come... Violenza di Genere, Femminicidio, Mezza Luna Upsidedown (E.L.)”, è stato moderato dalla Prof.ssa Fiorenza Taricone, Referente Rettorale per le Pari Opportunità. La Professoressa ha coordinato prima gli interventi dei rappresentati istituzionali (Avv. Giuseppe Golini Petrarcone Sindaco di Cassino, Prof. Ciro Attaianese Rettore dell’Università di Cassino, On. Livia Turco, On. An-

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na Teresa Formisano, Dott.ssa Elena Luviso e Prof.ssa Fiorenza Taricone per l’Università di Cassino) poi di alcuni operatori del territorio che in questi anni hanno lavorato contro la violenza di genere, sia in ambito preventivo, che legale, che sanitario (dott.ssa Maria D’Alessandro, ginecologa dell’ospedale Santa Scolastica di Cassino, Nadia Gabriele operatrice presso Pronto Soccorso di Sora, Dott.ssa Chiara Camperi psicologa presso Sportello Antiviolenza, Avv. Ornella La Tegola assegnista presso Università di Cassino). Il convegno ha avuto la forza di affrontare l’argomento violenza di genere in modo poliedrico, cogliendone aspetti socio-culturali, analizzando le proposte di legge già attuate, quelle migliorabili (stalking), le azioni politiche che hanno permesso l’istituzione di servizi di sostegno e protezione (es. il numero verde 1522 - “è l’ora di reagire” campagna pro-

ANCHE L’ITALIA SI ADEGUA ALL’UE

Un’immagine dell’evento a Cassino

versano per mano dei propri padri, mariti, ex compagni. Rosso. Il simbolo dell’energia vitale, della forza fisica e mentale, della volontà di opporsi ai maltrattamenti. Rosso. Il colore scelto dell’artista messicana Elina Chauvet per la sua installazione: “Zapatos rojos”, ossia “Scarpette rosse”. Scarpe da donna di colore rosso o dipinte di rosso, sistemate per le vie, nelle piazze, vicino ai monumenti delle città per dire stop alla violenza di genere. Decolletes, ballerine, sandali, zeppe. Reperite in ogni città attraverso l’attivazione di una rete di associazioni. Ma anche grazie al contributo delle persone che portano le loro scarpe prima dell’installazione. Ogni paio rappresenta una donna e la traccia della violenza subita. L’effetto finale è quello di un corteo di donne assenti perché cancellate dalla violenza. Donne di cui rimangono solo le scarpe. Il progetto di arte pubblica rimanda alla situazione di Ciudad Juárez, città del Nord del Messico, al confine con gli Stati Uniti. Qui, a partire dal 1993, gli atti di violenza sulle donne si sono mol-

tiplicati. Le vittime da subito sono centinaia: rapite, stuprate, uccise. A poco a poco il fenomeno si allarga, ma è sempre tenuto in scarsa considerazione dalle autorità e dai media internazionali. E’ a Juarez che per la prima volta viene usato il termine “femminicidio“. Ed è qui che, nel 2009, Elina Chauvet ha dato vita a “Zapatos rojos”. Da allora l’installazione ha fatto il giro del mondo. In Italia è stata esposta a Milano, Genova, Lecce, Torino e in chiave rivisitata (forma geografica dell’Italia) a Cassino. Mi auguro che sempre di più il Rosso abbia una connotazione positiva, di forza, di denuncia, di voglia di cambiamento e per questo mi preme ricordare anche in questa sede, come nel convegno, l’operato di una grande donna recentemente scomparsa, Franca Rame, che ha speso tutta la sua vita per i diritti delle donne e l’impegno civile in generale, “Al mio funerale ci saranno le donne, tantissime donne, perché io ho dato loro voce. E mi raccomando: non tristi, ma tutte vestite di rosso”. Chiara Camperi

Speciale sicurezza stradale

Incidenti stradali, buone nuove Nel decennio 2002 - 2012 ridotti del 50% i morti su strada n attesa dell’annuale bilancio ACI ISTAT con il quale potremo analizzare anche la situazione provinciale, una stima preliminare degli incidenti stradali fatta dai due Istituti per l’anno 2012 porta buone notizie a livello nazionale ed europeo. Lo scorso anno, infatti, si sono verificati in Italia 184.500 incidenti stradali con lesioni a persone con un numero dei morti, entro il trentesimo giorno, pari a 3.650 e 260.500 feriti.sebbene sembrino ancora cifre da “guerra”, rispetto al 2011 si riscontra una diminuzione del numero degli incidenti con lesioni a persone (10,3%) e del numero dei morti (-5,4%); in calo anche i feriti (-10,8%) La diminuzione, in percentuale, del numero di morti, rispetto al 2001, è stata nel 2012 pari a 48,6%, mentre nel 2011 tale variazione si

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attestava sul valore -46,4 (grafico 1). Il maggior contributo alla diminuzione del totale delle vittime in incidente stradale è dato, nel 2012, dalla flessione del numero dei morti su strade urbane (-8%), mentre la diminuzione è più contenuta sulle strade extraurbane (-4%). Il valore è stabile, invece, sulle autostrade, per le quali, però, era già stato registrato un forte calo negli anni precedenti grazie all’impegno dei gestori e alle nuove tecnologie come il Tutor. Il programma Europeo di azione per la sicurezza stradale 2011-2020 prevede il dimezzamento del numero dei morti sulle strade Europee entro il 2020 e una consistente riduzione dei feriti gravi. Con riferimento al contesto internazionale, le stime preliminari dei tassi di mortalità, calcolati come rapporto tra il numero dei

La variazione percentuale del numero di mortinnegli anni 2002-2012 rispetto all’anno 2001

morti in incidente stradale e la popolazione residente (tassi per 1.000.000 di abitanti), registrati nel 2012 tra i Paesi dell’UE27, variano tra 26 per Malta e 100 per la Lituania. Il valore per l’Italia e pari a 61, a fronte di una media Europea di 55 morti per milione di abitanti. La variazione percentuale media in Europa (UE27) del numero dei morti in incidenti stradali, tra il 2011 e il 2012, è pari a circa

il 9%. Tale risultato, secondo la Commissione Europea, confrontato con la più contenuta riduzione registrata nel 2011, è indice di un rinnovato impegno da parte degli Stati membri a conseguire l’obiettivo di dimezzare le vittime della strada tra il 2011 e il 2020. Per conseguire tale obiettivo, sarebbe necessaria una riduzione media annua di circa il 7%. Andrea Tagliaferri


Primo Piano 6 Alla Regione Lazio si risparmiano 230 milioni di euro La soddisfazione di Buschini: “Qui non si spreca più” Alla Regione Lazio non si spreca più”. Gongola Mauro Buschini, presidente della Commissione Bilancio alla Pisana, dopo aver fatto approvare una legge che fa tagliare diversi sprechi a partire dalle auto blu, passando per l’indennità degli amministratori e la chiusura dell’Asp e terminando con la razionalizzazione della macchina amministrativa. “La spending review alla Regione Lazio è legge. La proposta è stata approvata all’unanimità dopo un lungo ma proficuo lavoro – ha spiegato proprio Mauro Buschini, relatore della proposta di legge. Buschini, che non nasconde orgoglio e soddisfazione, ha continuato: “Alle parole abbiamo fatto seguire i fatti, agli impegni le norme. Il pacchetto approvato dal consiglio regionale comporterà un risparmio di 230 milioni di euro in tre anni, più altri effetti indotti di indubbio valore. Il duro

lavoro fatto in commissione è servito per preparare il terreno in aula e voglio ribadire che le grandi scelte devono essere affrontate con quello spirito costruttivo tra maggioranza e opposizione venuto fuori in questi mesi sul tema. La maratona consiliare, anche notturna, è stata foriera di risultati. Abbiamo dato forma di legge e sostanza di contenuti ad un principio molto importante che il presidente Nicola Zingaretti ha lanciato da subito: ”Basta sperperi”. Ecco davvero qui non si spreca più. Quello che si è detto per anni noi lo abbiamo fatto. Quello che tutti hanno auspicato a parole noi lo abbiamo tradotto in normativa.

Era importante e doveroso dare un segnale preciso e concreto ai cittadini alle prese con la drammaticità di una crisi terribile. La politica deve fare sacrifici insieme alla gente, la politica ha l’obbligo morale di dare l’esem-

pio. La Regione Lazio lo ha fatto grazie al contributo di tutti. Ma c’è un altro messaggio che emerge: da quasi un anno l’ente della Pisana guadagna le cronache nazionali per scandali, sperperi e fatti che hanno offeso ed umiliato un’istituzione ’sacra’ perché eletta dai cittadini. Oggi possiamo con soddisfazione dire che

abbiamo restituito orgoglio e dignità all’istituzione Regione. Non era facile far approvare all’unanimità una legge che segna un momento di forte discontinuità e a ’firmarla’ sono stati i consiglieri regionali del Lazio. Qui davvero non si spreca più”. Ma le buone notizie, dalla Pisana, continuano. La commissione bilancio della Regione Lazio ha infatti espresso, inoltre, parere favorevole all’approvazione della delibera di Giunta riguardante il ’Patto di stabilità regionale verticale incentivato 2013’. Nella sostanza si concede una finestra finanziaria ai Comuni del Lazio per allentare la morsa del Patto di stabilità. In totale, per i Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti la somma a

disposizione è pari a 57.433.000 euro. Per i Comuni con popolazione compresa tra i 1.000 e i 5.000 abitanti lo stanziamento è pari ugualmente a 57.433.000 euro. Un capitolo a parte riguarda le Province del Lazio, per le quali la somma è di 38.288.000 euro. “Non stiamo parlando di finanziamenti, ma di incentivi messi a disposizione dei Comuni per poter allentare i vincoli del Patto di stabilità – ha spiegato ancora Mauro Buschini del Partito Democratico -. Penso, per esempio, ai pagamenti pregressi che gli enti locali non possono effettuare per via dei vincoli imposti dal Patto. Si tratta di una boccata di ossigeno e di un primo passo importante e significativo, che dimostra l’attenzione della Regione Lazio nei confronti degli enti locali. Penso in particolare al sistema dei piccoli comuni, messi in difficoltà proprio dall'introduzione del Patto”. Riccardo Strambi

Focus sulla Rete indipendente “La Fenice” con Giuseppina Bonaviri “Daremo un segnale forte ai partiti contro la deriva della politica”

Smarcati dai partiti”. Un vero e proprio mantra per la rete indipendente “La Fenice” con Bonaviri. Dopo anni di militanza civile e politica, attraverso l’istituzione de “La Fenice”, Giuseppina Bonaviri ha deciso la scorsa primavera di dare “un segnale forte ai partiti, remando contro lo status quo regnante, contro la deriva politica di un centro sinistra in auto dissoluzione, criptico, garante solo in conservatorismo e rendite di posizione”. Dottoressa Bonaviri, da cosa è nata l’e-

sperienza della Rete “La Fenice”? “Impossibilitati a riconoscersi in spazi di malcostume, al contrario, certamente protesi all’interno di un pensiero unitario a tutela dell’eguaglianza chiedevamo, con i tanti compagni di viaggio che mi hanno incoraggiato e sostenuto, percorsi di riflessione aperti e criteri chiari per rilanciare una politica visionaria, alternativa e vincente. Ci domandavamo come rivitalizzare una sinistra che stava morendo. Non potevamo accettare la subalternità all’involuzione democratica determinata e imposta coscientemente da costoro, non si poteva ammettere che un partito pensato per chiudere la transizione italiana stava invece fallendo. Non si poteva permettere che le debolezze delle classi meno agiate che la sinistra avrebbe dovuto rappresentare - continuassero a subire insulti per diventare merce di scambio. Andava, come del resto va, riaffermato il primato dei beni comuni. La partecipazione democratica, non ci potevamo permettere di ridurla solamente a macchina di consenso per i notabili territoriali. Anche le primarie andavano e vanno ripensate fuori “dall’auto-

Hai fatti, disservizi, iniziative, foto notizie, eventi da segnalare? Scrivi a Gente Comune: gente.comune@email.it Oppure chiama o invia un fax allo: 0775 441344

conservazione della specie” di leader mediatici. Da qui nasce l’esperienza della Rete “La Fenice con Bonaviri” che, in questi anni, è diventata attrattiva di molte realtà territoriali e di molti progetti innovativi”. Allora come si presenta, ai cittadini, la vostra “rete”? “La Rete si presenta come un incubatore, un contenitore aperto. Uno start up aperto all’esterno dove il dovere della proposta spetta a chi sa, senza rimanerne attonito, che non esistono fallimenti di lotta se non ipotecati all’interno di un fuorviante nucleo di potere: quello delle classi politiche e amministrative corrotte, autoreplicate, clonate per egoismo tattico e per derive individualistiche che mollemente dilaniano la nostra Nazione. La civiltà del dialogo, la capacità di ascolto, il rigore intellettuale fanno la differenza per noi nell’attuale processo di decomposizione in atto che invece vuole tutti sudditi. Essere coscienza critica è, per la Rete, obbligo morale nel rispetto di quello Stato che attualmente, delegittimato e umiliato perfino nella sua laicità, diventa una centrale di controllo. Mentre la politica si traduce in investimento-consenso-profitto-nuovo investimento, l’uomo involve”. La Fenice, cosa sta mettendo in campo a livello pratico per sovvertire lo stato di cose che denunciate? “Abbiamo costituito comitati cittadini su molti comuni ciociari che si stanno occu-

pando delle criticità del territorio. Da incubatore e contaminatore la rete sta lavorando alla costruzione di un’unione di comuni e realtà associative interessate alle problematiche della Valle del Sacco. Ci siamo occupati della frana del Viadotto Biondi; abbiamo istituito uno sportello gratuito con esperti del forum sull’acqua per informare ed aiutare chi lo richiedesse mentre, entro l’anno, è prevista l’apertura di un ambulatorio popolare gratuito per le minoranze e le diagnosi precoci. A settembre decolla un grande evento sull’universo donna (femminicidio) in collaborazione con artisti e collettivi di donne. Abbiamo, ancora, aderito alla proposta popolare sul reddito minimo garantito portando nelle piazze ciociare la discussione e con un’enorme raccolta di firme in tal senso; assieme ad Innovatori Europei presso il parlamento europeo a Roma, si è aperto un dibattito con imprenditori italo americani per le imprese italiane all’estero; abbiamo appoggiato con l’alternativa per la sinistra la manifestazione unitaria dei sindacati sul lavoro; abbiamo fatto un appello a Zingaretti e agli eletti della nostra provincia per aprire un tavolo di lavoro sulla chiusura della provincia e tante altre iniziative. Tutto questo attraverso solo quelle che sono le nostre idee. Perché noi, non avendo “sponsor”, ci autotassiamo. Del resto, la politica vera, si può fare anche così”. Riccardo Strambi


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Ambiente

“War on Dump”, prosegue la mappatura delle criticità ambientali ar on dump in inglese vuol dire “guerra alle discariche” ed è una vera e propria battaglia per l'ambiente quella che è stata intrapresa da un gruppo di ciociari con il fine di monitorare e segnalare tutte le criticità ambientali presenti sul nostro territorio, con

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La mappa dei siti interessati

particolare attenzione ai rifiuti abbandonati. Ne è nata così una mappatura elettronica di tali criticità, visibile su Google Maps ed in continuo aggior-

namento, che testimonia da un lato il malcostume di molte persone, dall'altro l'inerzia di tanti amministratori. Se si pensa che in poco tempo le visualizzazioni sono state quasi 13mila, ci si rende conto di quanto sia sentito l'argomento. L'azione di “War on Dump” non vuole essere, però, un momento di sola denuncia, ma anche un'occasione per proporre soluzioni, come la realizzazione di isole ecologiche, la pubblicizzazione dei servizi per la raccolta dei rifiuti ingombranti, un nuovo modo di riflettere sullo smaltimento dei rifiuti per incrementare la raccolta differenziata, il recupero delle materie prime, il riutilizzo di quanto è possibile. Si cerca, insomma, di salvaguardare la salute pubblica, attraverso le migliori azioni sul campo, e, allo stesso tempo, di far crescere una nuova cultura ambientale che veda nei rifiuti delle risorse e non la sola ragione dell'ennesima “tassa” che grava sulle tasche dei contribuenti. Un esempio da seguire, una lezione da apprendere. Pietro Antonucci

FOTONOTIZIA

Alatri “Comune riciclone 2013”

Lo scorso 8 luglio, il Comune di Alatri è stato premiato a Roma come Ente tra i migliori d’Italia per la raccolta differenziata, alla presenza del sindaco Giuseppe Morini e del consigliere Alessia Santoro in foto con il Ministro all’Ambiente Andrea Orlando (Foto Riccardo Strambi)

C’è crisi: boom dell’agricoltura urbana Secondo l’Istat sono 21 milioni gli italiani che curano il proprio orto e giardino n ritorno al passato, ma con il pensiero rivolto a un futuro sostenibile: in Italia è boom degli orti urbani, fenomeno nato dall’impegno e dalle necessità concrete di molti. Stando ai dati della Coldiretti, emersi da un’analisi sulla base del rapporto Istat sul verde urbano, sono circa 21 milioni gli italiani che curano orto e giardino. Le motivazioni? I concittadini che decidono di imbracciare la vanga spesso lo fanno per aiutarsi a fronteggiare una crisi di così ampia portata, per risparmiare sul costo di

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verdure e ortaggi, per avere maggiori garanzie sulla genuinità dei prodotti e, diciamola tutta, anche per trovare un hobby faticoso, ma dalle strane proprietà rilassanti. E allora, dalla campagna alla città, gli spazi incolti si trasformano: dagli appezzamenti più grandi, fino a soluzioni indoor più alternative co-me quelle degli orti verticali, gli italiani si fanno promotori di un tipo di sostenibilità che rimanda la memoria a tanti anni fa: «La crisi economica - afferma la Coldiretti - fa ri-

Periodico di informazione politico-sociale e culturale

Fondatore Filippo Strambi Direttore Responsabile Riccardo Strambi Editore Davide Strambi Stampa Tipolitografia ACROPOLI ALATRI - Via Mediana Chiappitto, 5 - Tel. 0775 442588 Segretaria redazione Elisabetta Ciancone Responsabile di redazione Andrea Tagliaferri Coordinamento Pietro Antonucci Impaginazione e grafica Elisabetta Ciancone Redazione: Pietro Antonucci, Paolo Fiorenza, Bruno Sbaraglia, Andrea Tagliaferri, Riccardo Strambi, Daniela Caliciotti, Serena Sperduti, Patrizio Minnucci, Miriam Minnucci, Angela Rossi, Chiara Camperi, Massimo Papitto Giuseppe Gatta, Alessandro Arcese, Erika Rossi, Alfredo Salomone, Stefano Vari, Francesca Vari, Francesca Ludovici, Ilaria Fontana, Mauro Macciocca Numero chiuso in tipografia il 09/07/2013 Autorizzazione Tribunale Frosinone n°232 del 4/10/1994

cordare i tempi di guerra: sono famosi i “victory gardens” degli Stati Uniti e del Regno Unito in cui nel 1945 venivano coltivati 1,5 milioni di allotments sopperendo al 10 % della richiesta di cibo. Ma sono celebri anche gli orti di guerra nati al centro delle grandi città italiane». Alcune amministrazioni comunali (soprattutto quelle del nord) facilitano l’impresa utilizzando gli orti urbani fra le modalità

di gestione delle aree del verde: in Italia si è raggiunto il record di 1,1 milioni di metri quadri di terreno di proprietà comunale riservati alla coltivazione. Insomma, siamo davvero davanti a un fenomeno sociale e culturale di grande interesse, perché prima d’ora nelle nostre città, non sono mai state così tante le aree verdi destinate a orti pubblici. Miriam Minnucci

Le diverse tipologie di orto

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’orto a porter ovvero l’orto da passeggio è forse quello più bizzarro ed è scelto da coloro i quali vogliono essere veramente alla moda. Si tratta di piccoli vasi o bicchieri meglio se in bioplastica con pianticelle da portare in giro e una volta a casa adagiare su un substrato più “comodo”. L’orto verticale invece è da preferire quando lo spazio scarseggia. Una delle tante soluzioni può essere quella di creare dei pannelli di legno in varie dimensioni con un substrato fertile e tante tasche, che possono essere anche di stoffa, dentro alle quali piantare e coltivare verdure o fiori con radici poco profonde. L’orto riciclato è l’ideale per coloro che non vogliono sprecare plastica o vetro. Basta inventare un piccolo vaso utilizzando vecchie bottiglie in plastica tagliate, tetrapak, scatole di alluminio, contenitori in polistirolo ecc per piantare simpatiche piantine da orto da far crescere rispettando l’ambiente. L’orto in terrazzo è sicuramente il più diffuso in Italia. Anche in poco spazio in terrazzo un bel vaso può ospitare piante officinali, spezie e qualche piccolo ortaggio stando ben attenti all’esposizione solare e alla quantità di acqua da somministrare alle piante. L’orto rialzato viene scelto da chi non dispone di un giardino o un lembo di terra, ma ha ampio spazio in cemento da poter sfruttare oppure non è nelle condizioni di potersi chinare per lavorare la terra. Allora si utilizzando dei vasconi, meglio se in legno di cedro in cui poter piantare ortaggi, frutta e fiori. Attraverso l’orto didattico, diffuso nelle scuole e nelle aziende agrituristiche di Campagna Amica - Terranostra aperte ai bambini, si apprendono la stagionalità, la cultura della campagna e i suoi valori storici, economici e sociali. M.M. Fonte: www.coldiretti.it

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Fiuggi - Acuto

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Terme, rottura vicina tra Comune e società di gestione Scambio “al vetriolo” tra il Sindaco Martini e il Presidente della Terme di Fiuggi SPA & Golf Natale FIUGGI - Tra il comune di Fiuggi proprietario del comparto terme e golf, e la società di gestione dello stesso i rapporti sempre più tesi, si avviano ad un punto di rottura definitivo. Tutto è iniziato con una relazione stilata dall’ATF alcune mesi fa, su richiesta dell’ente di piazza Trento e Trieste, nella quale venivano evidenziate alcune lacune nella gestio-

ne da parte della terme di Fiuggi spa e golf srl, soprattutto sul tema degli investimenti. Alla relazione è seguita la convocazione di un consiglio comunale ad hoc sul caso terme, svoltosi alla fine di aprile, alla presenza di tre consiglieri regionali neo eletti, in cui il presidente della commissione turismo e bilancio oltre a riportare le conclusioni delle relazione

di ATF aggiungeva ulteriori considerazione maturate nel frattempo. Così arriviamo allo scambio “verbale” delle ultime settimane, tra il primo cittadino Fabrizio Martini e il presidente della terme di Fiuggi spa e golf, l’avvocato Claudio Natale. “Nell'ultimo incontro con il gestore termalescrive il sindaco Martini - si è accentuata maggiormente una forte

L’acqua Fiuggi rinnova il “look” Presentata la nuova bottiglia da 75 cl che punta al mercato USA e Australiano FIUGGI - Dopo la campagna pubblicitaria dell’acqua Fiuggi, apparsa su principali quotidiani nazionali a partire dalla fine del mese di aprile, l’acqua e terme Fiuggi la società che è tornata alla gestione dell’imbottigliamento, dopo aver vinto i ricorsi ex art 700 cpc contro Sangemini, dalla fine di settembre del 2012, punta ad acquisire un ruolo importante nel mercato italiano ed estero della ristorazione. Per farlo, dopo un’attenta analisi di mercato, i vertici di acqua e terme hanno ideato il nuovo formato della bottiglia da 75cl, che tanto è apprezzato soprattutto dal mercato americano e australiano. La nuova bottiglia con tanto di etichetta bilingue, inglese ed italiano, (vedi foto) è stata presentata nel corso di una conferenza stampa svoltasi alcune settimane fa presso l’istituto alberghiero della cittadina termale. Alla conferenza era presente anche il noto chef Niko Romito, due stelle Michelin, con il quale la società di gestione dello stabilimento di via Spelagato, ha recentemente instaurato un rapporto di proficua collaborazione. Nel piano marketing ideato dall’Acqua e terme Fiuggi e da un pool di esperti, presentato alla cittadinanza alcuni mesi fa, infatti, oltre alla nuova campagna pubblicitaria, fu illustrata anche l’iniziativa di riportare l’acqua Fiuggi sui tavoli dei principali ristoranti italiani ed esteri. Per farlo è stato istaurato un accordo con il noto chef, Nico Romito, due stelle Michelin, che ha recentemente avviato una scuola per la ristorazione di alto livello. Inizialmente delle bottiglie da 75cl verranno prodotti circa 2 milioni di pezzi, che verranno distribuiti a partire da settembre sui tavoli dei principali ristoratori del Lazio. Successivamente, ma forse è meglio dire contemporaneamente, l’acqua e terme Fiuggi, sempre con il nuovo formato da 75cl, punterà al passaggio d’oltralpe, cercando di inserirsi nel mercato americano e australiano delle acque oligominerali. Dalla nostra redazione i complimenti per la lodevole iniziativa e i migliori auguri per la buona riuscita della stessa. Francesca Ludovici

divergenza di intenti. Mentre l'Amministrazione si sta impegnando per migliorare e rifinanziare l'Accordo di Programma, facendo comprendere alla Regione Lazio quanto sia strategico il rilancio di Fiuggi per un comprensorio molto vasto, l'azienda continua a non dotarsi di una adeguata strategia, non fornendo ne contributi di idee, ne adeguato sostegno economico alle attività termali. Per noi questa è una situazione insostenibile. A questo punto, è d'obbligo chiedersi se sia utile per l'economia locale una partnership che crea problemi - concludeva Martini - piuttosto che vantaggi”. Puntualmente è arrivata la replica del presidente della società, l’avvocato Claudio Natale che invece sottolinea: “In questi ultimi giorni veniva pubblicato un comunicato da parte del Sindaco di Fiuggi in cui, per l’ennesima volta, l’ammini-

strazione comunale rappresentava falsamente circostanze e fatti. Venendo a quanto comunicato vi sono da fare alcune precisazioni. Per quanto concerne il ventilato impegno del Sindaco per rivedere presso la Regione l’Accordo di Programma del 2005, la società Terme di Fiuggi SPA & Golf chiedeva più e più volte al Comune di fissare un appuntamento alla Regione per aprire un tavolo in tal senso, ciò in quanto i funzionari regionali sollecitati nel medesimo senso dalla società, rappresentavano che vi era la necessità di una volontà politica. Il Sindaco Martini non ha mai dato seguito alle richieste inoltrate. Il Sindaco, la Giunta Comunale ed i Consiglieri di maggioranza dovrebbero pensare all’amministrazione - conclude Natale - della Città di Fiuggi e non a fare impresa”. Fra. Lud.

Dieci anni fa la canonizzazione di Maria De Mattias ACUTO - Ricorre quest’anno il decimo anniversario della canonizzazione di Maria De Mattias (1805–1866), la religiosa ciociara fondatrice della congregazione delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo. Per celebrare l’anniversario domenica 16 giugno 2013, presso la casa madre di Acuto, si è svolto un pellegrinaggio nazionale degli associati alle ASC a cui hanno dato il loro prezioso contributo anche Suor Rosa Goglia, coordinatrice dell’Istituto “S. Maria De Mattias” e la professoressa Maria Luisa Costantopulos. Proclamata santa nel 2003 da papa Giovanni Paolo II, Maria De Mattias sin da giovane si dedicò alla catechesi e all’istruzione dei poveri, soprattutto giovani e madri. Operò ad Acuto in mezzo ai pastori dove fondò la congregazione sotto la guida del padre spirituale don Giovanni Merlini, compagno di San Gaspare del Bufalo. Oggi sono circa 2.000 le Adoratrici che proseguono la sua opera di evangelizzazione in tutto il mondo attraverso l'adorazione e l’esempio di Cristo crocifisso e risorto. Serena Sperduti

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Veroli - Ceccano 10 I giovani alla riscoperta degli antichi mestieri VEROLI – Alcune forme di artigianato ormai in disuso, sono comunque rappresentative dello straordinario patrimonio storico, culturale e sociale della nostra terra. Nel passato ogni artigiano aveva un laboratorio, in cui esercitava la propria attività e tramandava la propria esperienza ai giovani apprendisti. Fabbri, falegnami, calzolai, realizzavano quanto necessario alle esigenze della collettività. Non sono così lontani i tempi in cui alcuni artigiani contribuivano a salvaguardare l’economia delle famiglie,

provvedendo spesso alla riparazione di ombrelli, piatti, bicchie-

che con maestria ed abilità affila la lama di coltelli e forbici. Pro-

ri e tutto ciò che era recuperabile. Oggi purtroppo è quasi impossibile trovare ancora un arrotino,

prio per questo la Pro Loco di Veroli attraverso il suo instancabile presidente Luciano Trulli, coadiu-

Monumento per la pace, arriva anche il consenso dell'Unesco VEROLI – Crescono i consensi, anche autorevoli, attorno al progetto per la realizzazione del monumento per la pace. È di qualche settimana fa, infatti, la notizia che anche la Commissione Italiana dell'Unesco ha dato il patrocinio all'idea. A darne comunicazione è stato Pietro Spagnoli, artista e promotore del monumento. “Il patrocinio alla città di Veroli – si legge nella lettera ricevuta da Spagnoli – giunge in considerazione dell'alto valore dell'iniziativa, volta ad esaltare i valori della pace e della fratellanza tra i popoli”. Intanto l'artista ha già ricevuto quasi cento pietre, provenienti da varie parti del

mondo e che costituiranno il monumento: ci sono state delegazioni che sono giunte direttamente a Veroli per la consegna, altre che hanno utilizzato mezzi differenti per recapitarle. Spagnoli sta iniziando l'opera di assemblaggio, anche se sono attesi prossimamente nuovi “arrivi”: presto inoltre si dovrebbe conoscere, con maggior dettaglio, anche la forma del monumento. Resta però ancora da individuare il luogo dove innalzare il monumento e più di qualcuno ha indicato il punto più alto nei pressi del centro storico. Pietro Antonucci

Grande successo per il Festival Francesco Alviti Undici serate di musica e divertimento per ricordare il giovane percussionista ceccanese CECCANO - La città frabaterna è stata animata per undici sere dal Festival dedicato alla memoria di Francesco Alviti, il giovane scomparso prematuramente nel 2009 a causa di un brutto male contro il quale ha combattuto strenuamente. Il Coro del Club Alpino Italiano, diretto da Giuseppina Antonucci, ha dato il via martedì 25 giugno in Piazza S. Giovanni dove si sono susseguiti oltre 500 artisti nel totale della kermesse. Tra questi i componenti della Banda Giovanile di Ceccano, diretta da Adamo Bartolini che è andata in scena la sera dopo, mercoledì 26 giugno. Il giorno successivo, il 27, il Festival ha ospitato l‘Orchestra di fiati Città di Ferentino, uno dei complessi più autorevoli del territorio, diretta da Alessandro Celardi. Venerdì 28 giugno è stata la volta dell’Ensemble di percussioni del Conservatorio Licinio Refice, diretto da Antonio Caggiano con l’opera Drumming diSteve Reich, in prima esecuzione in Italia in questo secolo. Nella stessa serata sono stati premiati i vincitori del III concorso per percussionisti, intitolato a Francesco Alviti. Un giorno di pausa e poi, il 30 giugno, spazio all’opera lirica: l’Orchestra Sinfonica Francesco Alviti, e il Coro Josquin Des Pres, diretti da Mauro Gizzi. Il Festival è proseguito quindi con il rock classico degli Ika brothers, di scena il 1° Luglio, seguiti poi, il 2 luglio, da un’altra serata dedicata alle percussioni con The Cescko’s drum circle, un quartetto di percussioni, insieme alla classe del Conservatorio del m° Carlo Di Blasi. Il 3 luglio la Banda Giovanile di Ferentino, diretta da Luigi Bartolini e il 4 luglio la Amaseno harmony Show Band, diretta da Natalino Como. Quindi le due ultime serate dedicate alle bande: il 5 quella di Ceccano, diretta da Adamo Bartolini e il 7 quella di Villa Santo Stefano, sotto la guida di Luigi Bartolini. Un evento che deve diventare, a detta di tutti, un punto focale dell’estate ceccanese neLocalità Le Lame Strada Asi, 4 gli anni a venire.

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vato dal segretario Enzo Del Nero e l’addetta alle pubbliche relazioni Valentina Magnante ha indetto dei corsi a tema al fine di riscoprire le antiche tradizioni locali, come avevamo già detto nel numero scorso. Dal 4 giugno si è così svolto il primo corso dedicato alla realizzazione di cesti di vimini con un’affluenza di circa 30 allievi. Il corso tenuto dal maestro cestaio Nunzio Colonna, è stato articolato in 6 lezioni da 2 ore ciascuna con cadenza settimanale. Durante le lezioni gli allievi hanno imparato a riconoscere i rami flessibili che intrecciati opportunamente davano vita a oggetti che potevano contenere e trasportare materiali di uso comune. Una volta questi cesti ve-

nivano utilizzati nelle campagne per i lavori di tutti i giorni. Oggi invece possiamo adibirli per confezionare pacchi regalo oppure per depositare fiori o come contenitori di giornali. Ogni cesto una forma particolare e quindi una funzione, mentre per i materiali si varia in base alla disponibilità, si va dalle canne di bambù ai salici, dai rami di ulivo o al nocciolo purché siano flessibili. Gli allievi hanno imparato come e quando raccogliere i vari materiali, come intrecciarli per mantenere viva questa tradizione che ci tiene uniti al nostro passato, che è la nostra storia, le nostre radici e anche per poter dire un giorno “questo l’ho fatto io”. Bruno Sbaraglia

Si va tutti di corsa verso... Prato di Campoli VEROLI – Il recente successo della “Straverolana”, svoltasi domenica 2 giugno scorsa, ha riempito di entusiasmo gli amanti del podismo e delle attività all'aria aperta. Così, dopo un'intensa giornata che ha portato nel centro storico verolano ben 285 partecipanti con le loro famiglie, gli appassionati della corsa campestre stanno studiando la possibilità di realizzare per quest'estate una gara in montagna, “trail running” come viene definita ora, di una lunghezza di dieci chilometri a Prato di Campoli che parta dalla Madonnina e torni lì con una sorta di “anello” che passi per la zona della “Femmina morta”. Secondo il parere di molti, questa sarebbe “Un'occasione importante per rivitalizzare il pianoro, che ha bisogno di eventi che richiamino turisti e che possano costituire una boccata d'ossigeno per quei commercianti che, nel periodo estivo, aprono in quella zona i loro chioschi”. Non sfugge, infine, a nessuno l'importanza che simili appuntamenti hanno per la città di Veroli, per chi ama fare sport in generale e per tutti i giovani, spesso senza alternative e senza veri punti o momenti di incontro. Per tale ragioni, quanti hanno partecipato alla “Straverolana” hanno ringraziato la società sportiva “Running” di Veroli e Boville Ernica, recentemente costituita e che conta 28 iscritti, per l'iniziativa intrapresa. Adesso, la prossima meta è... Prato di Campoli. P. A.

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Ferentino

“Innovare nella continuità”, il motto del neo consigliere con delega al patrimonio culturale Rinaldi Gente Comune ha intervistato uno dei migliori “performer” delle scorse amministrative

FERENTINO – Dopo la grande vittoria del candidato del centrosinistra Antonio Pompeo, la giunta si è subita messa al lavoro per la consegna delle deleghe al neo sindaco. Gente Comune ha avuto il piacere d’ incontrare ed intervistare il consigliere con delega al patrimonio storico e culturale della città Avv. Rinaldi Simone e avere così delucidazioni su quello che sarà il suo lavoro in merito al suo assessorato. Salve Consigliere, nel rivolgerci ad una persona che ha deciso di spendere parte della propria vita per il bene della propria città e, data la grande sfiducia nei confronti delle Istituzioni in genere, che significato hanno per Lei i concetti di politica e bene comune? Buonasera e grazie per l’opportunità che mi concedete. Io credo che il problema della sfiducia nei

confronti delle Istituzioni dipenda dal grande distacco creatosi tra “politici” e cittadini. Per attenuare tale distacco c’è bisogno che gli amministratori pubblici, a tutti i livelli, tornino a fare “Politica” nella sua accezione più classica e per me corretta, ossia ad amministrare per il bene di tutti. A livello comunale, quindi, intendo la Politica ed il bene comune come impiego delle risorse economiche, strutturali, culturali ed umane della città funzionale ad una crescita collettiva che consenta a noi ed alle generazioni future di godere appieno dei nostri diritti, grazie ad un’amministrazione dei beni comuni che muova dal principio di solidarietà. Cosa l’ha spinta alla candidatura? E si aspettava così tanti consensi? La mia candidatura è nata in realtà da un dialogo/confronto interno ad un gruppo di amici animati da forte senso civico e che hanno individuato nella mia persona la persona giusta per dare ulteriore attenzione ad alcune tematiche come la tutela dell’ambiente ed il “sociale”. Ringrazio

anche il Sindaco Antonio Pompeo per aver pensato a me come Consigliere delegato alla valorizzazione del nostro prezioso patrimonio storico e culturale. Riguardo al risultato elettorale, speravamo in un buon risultato, siamo andati oltre. Parlo al plurale perché, come detto, è stato il frutto di un grande lavoro di una grandissima squadra che non smetterò mai di elogiare. In virtù della delega ricevuta, quando, secondo lei, un’azione culturale può ritenersi efficace e perché? Restando in ambito comunale, sicuramente quando attraverso la stessa si riesce a far conoscere o approfondire la conoscenza, a valorizzare ed a proteggere quanto nel campo storico, archeologico, artistico, dell’ambiente naturale ed umano, degli usi e costumi, costituisce il patrimonio identitario della nostra Ferentino. Passando all’aspetto “pratico”: quali sono gli obiettivi principali e, soprattutto, dato il patrimonio storico di cui gode la città, quale sarà il suo punto di partenza?

Senza dubbio credo che il punto di partenza, specificando ulteriormente la mia risposta precedente, sia quello di promuovere la conoscenza del patrimonio storico/archeologico/culturale della nostra città iniziando proprio dai residenti a Ferentino, che come spesso accade non tengono nella giusta considerazione il proprio prato. C’è un’immagine ben prefigurata nella mia mente, spero possiate vederla anche voi tra qualche tempo. Una delle più importanti testimonianze archeologiche di Ferentino è il possente circuito murario che si snoda per un percorso di circa 2,5 km., le famose Mura Ciclopiche. Da anni si parla di un’ipotetica creazione di una rete unificata tra le varie città fortificate ciociare e pontine, realizzando quindi un programma turistico comune. Cosa ne pensa? Senza invadere il campo dell’Assessore competente, la mia opinione è che Ferentino ha un patrimonio storico, culturale ed anche naturalistico di primo piano e talmente ricco che può tranquil-

lamente impegnare i turisti per intere giornate. Bisognerebbe intercettare le grandi masse di turisti che si recano a Roma, a Napoli e sul litorale pontino durante l’estate ed offrire loro un diverso e più caratteristico punto di vista sulla Storia. Continuerà, come finora svolto dalla precedente amministrazione, nella promozione degli eventi estivi rinforzando, nel contempo, quelli invernali sperando di rendere più partecipe la cittadinanza? Credo che in tale ambito l’Amministrazione Pompeo cercherà di migliorare quanto di buono già fatto negli anni precedenti dall’Amministrazione Fiorletta, quindi ci aspetta un compito arduo. Qual è l’augurio che Lei vuole dare al neo Sindaco e a tutta l’amministrazione? L’augurio è quello di trovarci di nuovo qui tra 5 anni perché la gente avrà apprezzato il nostro impegno e toccato con mano le nostre idee. Daniela Caliciotti


Ferentino 13 RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Via ai lavori di illuminazione, Elezione RSU alla Nestlè di Ferentino si inizia dalla periferia

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ono iniziati i lavori di realizzazione di nuovi tratti di rete di pubblica illuminazione sul territorio, a cominciare dalle periferie. Il sindaco Antonio Pompeo ha dichiarato in merito: “L’obiettivo di questo importante progetto è contribuire a una mobilità più sicura e aumentare il grado di sicurezza soprattutto con un sistematico miglioramento della sicurezza stradale. Ancor prima della campagna elettorale, era stato dato il via all’iter, dopo che per tanti anni la giunta Fiorletta aveva raccolto le molte domande delle zone periferiche per avere questo importante servizio. In Via Stella Ponte Sant'Antoni abbiamo visto gli operai all’opera per la predisposizione degli impianti, in seguito saranno in località La Villetta e a seguire le zone dove erano più alte la richiesta e la necessità di tali lavori”. L’estensione della pubblica illuminazione e la predisposizione di nuovi impianti favorisce le zone periferiche più densamente popolate: Via Stufa Pigna Castello, Sterpara, Via Cartiera Quarto, Via Tofe Vado del Cerro, Contrada Fresine, Via Stazione, Granillo, Via Cercete, Via Bagni Roana, Via la Bufala, Via San Rocco Montecchie, Via Costantino Caminada. “Aggiungo infine – ha sempre affermato il primo cittadino – che anche Piazza Mazzini e il monumento ai Caduti, in Piazza Matteotti, avranno nuove luci idonee agli spazi e rispondenti alle esigenze tecnico-estetiche”. Alcuni nuovi punti luci saranno messi anche a Porciano e in Via Aruccia. Per questi interventi, il Comune ha fatto ricorso a un mutuo per 450mila euro presso la Cassa Depositi e Prestiti. I cittadini chiedono le luci per questioni di viabilità ma anche di sicurezza, però Ferentino ha assi viari molto lunghi e nuclei di case molto distanti e per questo sono stati scelti gli incroci che possono comportare maggiori rischi, rendendoli maggiormente visibili. Pietro Antonucci

“Grande risultato al rinnovo RSU della Nestlè di Ferentino (FR) per la FAI-CISL! Il giorno 24 Maggio i Lavoratori dell’azienda alimentare più grande della provincia sono stati chiamati a scegliere per i prossimi 3 anni la loro rappresentanza interna. Su 205 votanti la FAI-CISL ha ottenuto 104 preferenze attribuendosi MAGGIORANZA ASSOLUTA; confermati i Rappresentanti uscenti Riggi Italo e Picchi Dante. Il rinnovo delle Rappresentanze è un momento fondamentale per una realtà come Nestlè che, nonostante la crisi, la grande e spietata concorrenza, continua ad essere il Quanto Polo Mondiale per la produzione del gelato; gestire un sito di questa portata è complicato tanto sul piano prettamente industriale quanto su quello sindacale – questo il pensiero di Marco Vaccaro, Segretario della FAI-CISL di Frosinone che continua – ed avere dei Rappresentanti validi, preparati e seri è importantissimo sia per la tutela e la difesa del Lavoratore, sia per la salvaguardia del sito. Senza alcun indugio, prosegue il Segretario, le maestranze hanno espresso la loro massiccia preferenza ignorando i comunicati anonimi diffamatori ed infondati fatti circolare in azienda, ignorando campagne elettorali senza regole e senza alcun rispetto verso gli altri. Ancora una volta sono stati eletti Rappresentanti diligenti e scrupolosi che hanno a cuore il bene dei Lavoratori, che sapranno affrontare a testa alta i cambiamenti e le difficoltà aziendali. Sono soddisfatto, conclude Vaccaro, del risultato ottenuto dalla mia lista formata da 5 candidati i quali, grazie ad un perfetto gioco di squadra, hanno reso la FAI-CISL vincente e rappresentativa; sono soddisfatto del risultato ottenuto da Italo e Dante, due sindacalisti che in un mondo nel quale è semplice trasmettere informazioni, messaggi, notizie grazie alla TV, internet, giornali, sanno bene quant’è complicato trasmettere dei sentimenti!!! Bravo Italo e bravo Dante!” Marco Vaccaro, Segretario della FAI-CISL di Frosinone

Testamento di Aulo Quintilio, salvo per miracolo

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n masso si è staccato dalla roccia sovrastante, probabilmente per le abbondanti piogge di fine maggio, ed è rotolato fino all'interno del parco dedicato al monumento in questione. Fortunatamente al momento dell'impatto, non c'era nessuno. Per alcuni giorni, l'area interessata è stata chiusa ai cittadini e ai turisti per effettuare degli accertamenti da parte dei tecnici dell’ufficio competente per la messa in sicurezza. Il monumento in questione, situato nei pressi di Porta Casamari è intitolato ad un magistrato che, ricoprì varie cariche pubbliche e fu patrono della città fino al I sec. d.C. Si tratta di un’opera eclatante e rara, scolpita nella roccia, sulla cui facciata è incisa un’iscrizione testamentaria che dà informazioni sulla vita e sui lasciti del personaggio di Aulo Quintilio. Dall’episodio, si sono riaccesi i toni riguardanti la rivalutazione di una delle tante opere monumentali presenti nella città che non gode della necessaria attenzione che meriterebbe. Daniela Caliciotti


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News dal Capoluogo

Solidarietà e sport al Matusa di Frosinone Nella stessa giornata è stata intitolata una strada a Nino Manfredi

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uccesso senza precedenti per il quadriangolare che ha visto scendere in campo anche la nazionale ItalianAttori, la Croce Rossa, la rappresentativa Medici-Avvocati e vinto, infine, dalle Vecchie Glorie del Frosinone Calcio. E’ stato un tripudio di emozioni, una grande serata di sport che ha visto il “Matusa” di Frosinone gremito di gente. Un successo senza precedenti per “Un Cuore di Solidarietà”, la partita benefica organizzata dalla Fondazione Boccadamo e dall’Associazione Società del Cinema “Nino Manfredi” con il patrocinio del Comune e della Provincia di Frosinone, ed il contributo

Erminia Manfredi con Gianluca Volpari, Achille Pagliuca, Tony De Bonis e altre autorità foto di Romina Vinci

della Banca Popolare del Frusinate e Cialone Tour, i cui proventi sono stati destinati all’acquisto di due macchinari per gli ambulatori di Dermatologia dell’ospedale “Fabrizio Spaziani” di Frosinone. Presentatrice della serata la bravissima Paola Delli Colli, madrina la bellissima Cosi

ma Coppola, popolarissima attrice e tra i protagonisti de “L’Onore e il Rispetto”. “Volevamo che fosse una festa per le famiglie, e tale si è rivelata, siamo molto contenti”, questo il commento degli organizzatori al termine dei giochi. E non è un caso che l’apertura della serata è stata affidata ai ragazzi dell’Oratorio Ballerino di Anagni diretti da Silvia Tagliaboschi, che hanno proposto delle performance sulle note di WMSE e GanGnamStyle. Ma la giornata ha visto salire sul palco anche una delle grandi icone del cinema italiano, Nino Manfredi, al quale è stata dedicata una strada adiacente al complesso “Le Fornaci Village”. La via è stata inaugurata alle 19:00 alla presenza anche della famiglia dell’attore che ha presenziato con gioia, ed emozione, al taglio del nastro da parte della moglie Erminia Manfredi accanto all’amico di sempre Achille Pagliuca, Presidente dell’ACI di Frosinone. Andrea Tagliaferri

“SE DOMANI SI VIVE O SI MUORE”

La nazionale italiana ItalianAttori

CSM: stati generali della salute mentale della provincia di Frosinone slittati a settembre li stati generali della salute mentale, per motivi logistico – organizzativi, si terranno nella seconda metà di settembre. Erano previsti per giugno. Tale slittamento tuttavia permetterà al Csm di Alatri, come agli altri centri del nostro territorio, di preparare ad opera d’arte le proposte da sottoporre alla prestigiosa Assemblea. L’appuntamento è ghiotto: le persone con problemi psichiatrici sono una categoria per nulla riconosciuta e pochissimo tutelata. L’associazione dei familiari ad esempio, ancora oggi dopo anni di impegno, trova molti ostacoli sul piano istituzionale nel far riconoscere diritti fondamentali ai propri parenti/assistiti. Non a caso parliamo di Categoria poco riconosciuta. Una delle proposte di alcuni rappresentanti degli utenti di Alatri, verte proprio sulla realizzazione di tale intento: riconoscere formalmente i malati psichici come “categoria a sé stante” nell’ambito delle disabilità. In pratica si dovrà giungere al riconoscimento per i diversamente abili psichiatrici di diritti che già tutelano altre categorie, come i non vedenti e i paraplegici. Le difficoltà di reinserimento lavorativo, poi, che incontrano i nostri assistiti – rileva un operatore del Csm alatrense – è senz’altro da ascrivere alla crisi sociale ed economica globali, ma andando indietro nel tempo non troviamo spiragli positivi. Nessuno dei nostri utenti – continua l’operatore – è riuscito mai ad ottenere un lavoro stabile. Questo dato ci riporta alla proposta iniziale: l’inserimento dei malati psichici in una categoria protetta è il primo passo verso il diritto al lavoro. Continueremo a seguire l’iter preparativo agli stati generali nei prossimi mesi. Per ora ringraziamo il Csm di Alatri con particolare affetto. Patrizio Minnucci

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Interessante evento per l’emergente autore ciociaro Giuseppe Truini

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n giovane e promettente scrittore ciociaro ha pubblicato di recente una bella storia ambientata in posti in cui lui stesso ha vissuto tra i quali, quindi, anche Frosinone. Il libro si intitola Se domani si vive o si muore e l’autore è Giuseppe Truini, 34 anni di Amaseno. Laureato in Lettere, il suo vero lavoro sarebbe quello di insegnante precario ma lui sostiene che anche la cultura permette di mangiare, perché dove c’è cultura il PIL cresce. Con questa coraggiosa affermazione inizia la presentazione del suo libro da Ubik, il 31 maggio scorso. Intervistato tra schermaglie Da dx: Giuseppe Truini con Laura Collinoli scherzose dalla giornalista Laura Collie Martina Pansini noli, più che una presentazione è stata una chiacchierata tra amici. Parlando del libro ci svela che dietro c’è un lavoro lungo e accurato grazie anche alla sua editor Martina Pansini, che gli siede accanto durante la presentazione. Il protagonista, Lino, è un giovane universitario che da anni non dà esami e vegeta a Roma finanziato dai genitori finché all’improvviso è costretto a prendere in mano le redini dell'azienda di famiglia. Questo sconvolgimento porterà Lino a maturare fino a compiere un gesto eclatante che ovviamente non vi anticipo. Del libro lui stesso dice che “non è una storia politica ma il percorso di un individuo che crescendo si rende conto di quanto poco spazio la realtà riservi alle illusioni. Lino, infatti, a poco a poco comincia a vivere, sentendosi per la prima volta utile prima agli altri che a sé. E questo a lui dà una soddisfazione incredibile. Che però dura poco. Ci sono dei passaggi nel romanzo, circa tre, che testimoniano questa evoluzione. In essi Lino si rende conto che vivere vuol dire fare cose più grandi di sé, quindi superare se stessi e i propri egoismi. Aveva sempre sentito questa tensione, ma non era mai riuscito a verbalizzarla perché in realtà viveva in una continua parentesi irresponsabile. Purtuttavia, però, continua a conservare il suo incanto fin quasi alla fine. La distruzione di un'illusione è la peggior delusione che si possa provare e le conseguenze che ciò può causare in un individuo sono imprevedibili. Ad un lettore ciociaro il libro regala un’emozione aggiunta: quella di citare luoghi noti di Frosinone come ad esempio via Aldo Moro. A proposito della città non si fa tentare dai soliti cliché denigratori, è un professionista colto e profondo che non lascia spazio a banalità e luoghi comuni. Durante la stesura del libro, per darsi il ritmo come con un metronomo, ha messo in sottofondo il brano I like the night. L’ha ascoltato 35.000 volte. Mi viene spontaneo pensare che Silvia, la sua compagna (e autrice della foto) deve amarlo molto per aver sopportato una cosa del genere. Finita una sessione di lavoro esce in balcone e si fuma una sigaretta mentre rilegge ciò che ha scritto. Alla domanda che sempre si rivolge a uno scrittore su quale sia il segreto per scrivere lui risponde “Leggere, leggere, leggere”. Serena Sperduti


News dal Capoluogo A settembre tutto pronto per la festa della Sacra Famiglia con le band rock

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Parrocchia della stazione in festa per il centenario Un concorso fotografico e un annullo speciale per l’importante occasione

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o scorso 19 giugno la Parrocchia Sacra Famiglia nel quartiere scalo di Frosinone, ha concluso con una solenne Celebrazione Eucaristica l'anno dei festeggiamenti di Fondazione del Centenario.

pere vincenti durante una mostra allestita sul sagrato della stessa parrocchia. Sul sito internet www.asfotofr.it è possibile visionare le opere premiate. Significativa è stata anche la realizzazione del Bollo Speciale (un timbro postale particolare che ha voluto riprodurre con scritte e immagini il

tutta concentrata sulla Festa Patronale che si terrà dal 27/8 al 1/9. Sullo stesso orizzonte dei festeggiamenti dello scorso anno, il comitato organizzatore ha deciso di valorizzare le tante band di giovani attive nel comprensorio che difficilmente troverebbero occasione di far conoscere il loro

Bollo Postale Speciale

Tra le Logo "Heart Music Contest"

numerose iniziative proposte in questo periodo ricordiamo il Primo Concorso Fotografico Nazionale organizzato in collaborazione con l'Associazione Fotografica Onlus BFI-SMF e con il Patrocinio del Comune di Frosinone e della Banca Popolare del Frusinate. Il Concorso, articolato in due sezioni "La famiglia" e "Centenario di immagini da ricordare e momenti di vita di quartiere", ha visto la premiazione delle o-

Una delle cartoline emesse con annullo

tema del centenario) ottenuto in collaborazione con Poste Italiane per pubblicizzare e storicizzare lo stesso evento. Concluso il Centenario ora l'attenzione è

talento e la loro passione per la musica. Per questo è stata promossa la Prima Edizione dell'HEART MUSIC CONTEST, ovvero un concorso musicale per Cover-Tribute-

Original Band che vedrà esibirsi nelle serate del 31/8 e 1/9 le Bands finaliste delle selezioni che si sono svolte nei mesi precedenti in collaborazione con l'Off Side Pub e Radio Ferentino. Le Bands finaliste nella sezione Cover sono: MyAmy/Amy Winehouse, yoU2two/U2, Le Origini/Modá, King of the Queen/Queen. Le Bands finaliste nella sezione Original sono: Curtain Call, Quelli di Annares, Le Origini. Alla Band prima classificata verrà riconosciuto un premio del valore di € 1.000,00 in buoni acquisto per Materiale Musicale. Andrea Tagliaferri

“Drumming” in prima nazionale al festival Francesco Alviti

SPAZIO AVIS FROSINONE - DONATORI EMERGENZA SANGUE

Il “Refice” rende omaggio al suo allievo scomparso con l’opera di Steve Reich

Appello del Dr. Fabrizio Cristofari, presidente dell’ordine a tutti i medici chirurghi ed odontoiatri della provincia

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enerdì 28 giugno in Piazza San Giovanni a Ceccano, in occasione della quinta edizione del Festival Francesco Alviti, manifestazione musicale dedicata al giovane percussionista di Ceccano, allievo del Conservatorio di Frosinone, scomparso nel 2009 a soli 21 anni, il Percussion Ensemble del Conservatorio ha essguito in anteprima nazionale “Drumming”, opera per percussioni dell’americano Steve Reich, compositore poliedrico e innovatore tra i massimi esponenti della musica contemporanea e, nello specifico, del minimalismo. Progetto ambizioso e difficile, Drumming è un’opera che raramente viene eseguita dal vivo proprio per la complessità intrinseca della composizione, caratteristica che rende l’evento pressoché unico. Numerose le manifestazioni di rilievo nazionale ed internazionale cui il Percussion Ensemble ha preso parte (Kenya, Algeria, Pakistan) ed importanti le collaborazioni artistiche sia con orchestre prestigiose, come quelle del Teatro dell’Opera di Roma e dell’Accademia di Santa Cecilia, sia con enti istituzionali ed ensemble di assoluta fama, come il PMCE dell’Auditorium di Roma, sia con direttori come Ennio Morricone e Antonio Pappano. L’ensemble è formato dagli allievi del Conservatorio amici di Francesco Alviti: Fabrizio Bartolini, Claudio Brandileone, Simone Buttà, Alessandro Di Giulio, Fabiana Giangregorio, Fabio Macchia, Luca Paolucci, Giuseppe Saggiomo, Andrea Sorrenti, Claudio Palazzi e Gianmarco De Angelis. L’opera sarà eseguita con il contributo delle voci femminili di Bora Han e di Luna Imperatore della classe della prof.ssa Silvia Ranalli. La direzione è affidata ad Antonio Caggiano, docente presso l’Istituto Refice, percussionista esperto di musica contemporanea. Andrea Tagliaferri Fonte Uff. stampa Conservatorio - Dr. Luca Fontana

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“Cari/e Colleghi/e Vi rivolgo un pressante appello affinché sensibilizziate i Cittadini sulla grave carenza di sangue ed emoderivati, in cronica insufficienza nelle strutture ospedaliere della nostra Provincia. Dai dati regionali si evince una persistente situazione di grave deficit nelle disponibilità, particolarmente grave sul nostro territorio, non rilevabile nelle altre Province, non metropolitane del Lazio. E’ necessario collaborare con l’AVIS, che è diffusamente presente sul nostro territorio, al fine di svolgere più eventi e giornate dedicate alla “raccolta ordinaria e straordinaria di sangue”. Certo della Vostra sensibilità verso il problema che riguarda tutta la Cittadinanza, Vi esorto a profondere il massimo impegno e a dare ampia disponibilità di collaborazione alle iniziative che saranno programmate d'intesa con le Associazioni dei Donatori di Sangue”

MARIO ROSSI "PRESIDENTE AVIS COMUNALE DI FROSINONE" sede AVIS Frosinone: tel/fax - 0775873524 - 3289597767 e-mail: AVIS Frosinone - info@avisfrosinone.it sito internet - www.avisfrosinone.it

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Alatri

Ponte Adriano: il cantiere non si ferma Giovanni Melone: ”Tour de force per riaprire entro fine luglio” avoro anche di sabato e doppi turni per la consegna del nuovo ponte Adriano sul fiume Cosa sulla Provinciale Verolana. In questi 50 giorni dall’inizio dei lavori è stato un vero incubo sia per gli abitanti che per i commercianti della zona. La notizia farà sicuramente piacere alle centinaia di automobilisti che quotidianamente percorrono la Verolana e che si sono visti costretti a fare un lungo giro alternativo per raggiungere i posti di lavoro. “Speriamo che i termini per la consegna dei lavori vengano rispettati – ci dicono alcuni commercianti della zona – non possiamo sopportare a lungo le ripercussioni economiche che ne sono derivate. Tutte le attività commerciali esistenti nella zona sono state in fibbrillazione per i

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mancati introiti dovuti alla chiusura della strada e per la sensibile riduzione del flusso della clientela. In due mesi senza lavoro, in tempi difficili come questi, significa subire danni economici gravissimi. Non possiamo permetterci di andare avanti per molto in queste condizioni, siamo in forte difficoltà e speriamo che le date preventivate vengano rispettate e ci venga data l’opportunità di recuperare i mancati guadagni. L’ex consigliere provinciale Melone, uno dei politici più coinvolti nella realizzazione dell’opera, da noi intervistato si è sbilanciato: “La ditta sta lavorando benissimo e senza sosta. E i tecnici in provincia già preparano i documenti per il collaudo statico. Entro fine luglio potrebbe riaprire il ponte”. Bruno Sbaraglia e Andrea Tagliaferri

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ALATRI DA (RI)SCOPRIRE Il gruppo folk a Roma, era il maggio del '38...

La foto che vi proponiamo in questo numero risale al maggio 1938, in occasione della visita ufficiale di Hitler a Roma. Nella Capitale vi era anche il gruppo folk di Alatri: sapete riconoscere chi c'era? La soluzione la potete leggere a pagina 31 di questo numero di “Gente Comune”. Inoltre, se volete ricevere la foto via e-mail per ingrandirla e vederla meglio sul vostro computer, potete contattare la redazione di "Gente Comune" (0775-442588, e-mail: gente-comune@email.it). Pietro Antonucci

PICCOLI ARTISTI a novembre dello scorso anno è nato e si è svolto un progetto di collaborazione tra la sez. Artisti dell’A. C. T. A e le classi quinte della scuola elementare Luigi Ceci. Il Progetto dal titolo “Laboratorio di pittura e non solo” ha coinvolto Giorgio Tolomei, Sabrina Faustini, Roberta Fanfarillo, Luigi Miele e Franco Mastracco in qualità di “maestri d’arte”. Il programma è stato articolato in due fasi, una prima in cui sono stati realizzati i personaggi del presepe, dalle materie prime fino alla realizzazione della struttura, del rivestimento e delle rifiniture finali. La seconda fase invece ha colpito la pittura. Ogni artista infatti ha scelto un pittore, protagonista assoluto della storia dell’arte e ha fatto, mostrando le relative opere, esprimere agli alunni le sensazioni e le emozioni che nascevano dalla visione. Ogni alunno ha espresso su tavolta ciò che per loro è stata questa esperienza. Il singolare dipinto è stato consegnato alle famiglie, come ricordo di una esperienza di vita all’insegna dell’arte, perché in realtà, come diceva Picasso, “Tutti i bambini sono degli artisti, il problema è rimanere artisti da grandi”. Giuseppe Gatta

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Alatri

“Natale di Alatri”, appuntamento d’eccellenza Ottimi riscontri per le manifestazioni organizzate dal Comune per l’ormai tradizionale evento storico-culturale i è conclusa con un pressoché unanime successo di pubblico e di critica la kermesse sul Natale di Alatri edizione 2013, una quattro giorni preparata dall’amministrazione Morini con il supporto di Mediatica e riuscita perfettamente grazie alle associazioni alatrensi, vere protagoniste del successo di questa manifestazione. Si è, finalmente, riusciti a creare un evento nell’evento, grazie alle numerose intuizioni avute e che hanno allietato un flusso continuo di pubblico, specie sulla splendida location dell’Acropoli, giunto in massa superando anche le più rosee aspettative. Qualche numero? Nei registri del museo civico, si sono iscritte, in questi quattro giorni, oltre 250 persone che hanno partecipato alle visite guidate effettuate da Pietro Antonucci ed Elisabetta Sabellico alla

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luce degli statuti comunali, con l’esposizione proprio per l’occasione presso il Gottifredo, di una copia degli statuti di Alatri risalente alla seconda metà del ‘500. Grande partecipazione anche durante la presentazione dei due libri: “Lo Stemma della città di Alatri” di Mario Ritarossi e la rassegna sugli studi di Don Giuseppe Capone del professor Gianni Boezi dal titolo “In Caput Angvli”. Come detto inizialmente, fondamentale è stato il contributo delle Associazioni locali: sempre apprezzate le performance della Legio Alatrensis, gruppo storico che ha accompagnato la kermesse per tutti i quattro giorni dell’evento; ottimo il lavoro del “Gruppo Echi” specie per le iniziative svolte con i più giovani come la simpaticissima caccia al tesoro; sempre particolarmente interessante l’impegno dell’associazione

Acta che, con “Le vie dell’arte”, ha arricchito ulteriormente il pa-

l’immancabile gastronomia. In occasione dei festeggiamenti Foto Americo Brocco

trimonio artistico della rassegna; brillanti, infine, le delucidazioni sui misteri di Alatri di Gianni Boezi e Paolo Tofani che hanno incuriosito i tanti giunti dalla provincia e non solo. Sono stati quattro giorni, dunque, ricchi di cultura ma anche di storia, intrattenimento con musica e spettacoli, molti spunti artistici e

era stato indetto anche il concorso fotografico “Aspettando il primo raggio di sole”. Nella serata conclusiva della quattro giorni del Natale di Alatri sono stati premiati i vincitori: il primo premio è andato allo scatto di Marco Vicari, Amerigo Brocco si è aggiudicato il secondo premio e, infine, il terzo è andato a Rober-

ta Maura. Menzione speciale ha ricevuto la più giovane partecipante, Marta Bricca, soltanto 13 anni, per l’impegno dimostrato nei confronti della manifestazione che ha coinvolto, come dimostrato, tutti i target di pubblico. Il Natale di Alatri, è stata la festa di tutti. “Grandissima soddisfazione per essere riusciti a raggiungere l’obiettivo di questa amministrazione, cioè quello di rendere il Natale di Alatri un evento importante specie per l’immagine della città stessa – ha spiegato il delegato alla Cultura Carlo Fantini -. Tengo molto a ringraziare le associazioni locali e tutti i volontari, anime di questo evento, che con il loro sostegno hanno permesso la realizzazione e la riuscita del Natale di Alatri in questa edizione del tutto speciale e innovativa”. Riccardo Strambi

ARCOBALENO

Laboratorio di Ceramica: Il Centro Diurno E. Fanella inizia una nuova attività! bbiamo cominciato una nuova attività che si chiama laboratorio di ceramica e a noi piace molto. Abbiamo fatto la tartaruga, la ghirlanda, il cactus. Il laboratorio si fa marte-

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dì e venerdì; ad aiutarci viene Cristina e Mariarosaria e sono tutte e due brave ed esperte. Anche la comunità viene ad aiutarci. Si fa come la pasta fatta in casa, si maneggia con le mani e ci aiutano anche

Antico documento esclusivo tradotto per Gente Comune Riceviamo e pubblichiamo dal Prof. Gianni Boezi la trascrizione e traduzione di un documento del 1877, relativo alla Chiesa di Portadini; si tratta di un Indulto, cioè di un privilegio accordato alla Chiesa di Alatri dalla Santa Sede, in questo caso in materia di feste di precetto.

Esposto nella Cancelleria episcopale di Alatri Il giorno 18 settembre 1877 Ignazio Martini Notaio Cancelliere Vescovile Decreto relativo alla Chiesa di Alatri L’attuale cappellano della “Congregazione della Madre di Dio” denominata Della Resurrezione, nella Città e nella Diocesi di Alatri, desiderando che nella Festa (che in onore della stessa Beata Maria Vergine, Patrona della medesima Congregazione, è consuetudine farsi l’ultima domenica di Settembre) si possa celebrare anche la Messa della Beata Maria Vergine, votiva del tempo col canto nella Chiesa, dove la predetta Congregazione si raduna, supplice implorò il santissimo signore nostro Papa Pio IX per ottenere simile privilegio. Quindi, la Sacra Congregazione dei Riti, con le facoltà ad essa in modo speciale attribuite dal medesimo santissimo signore nostro (Papa), benignamente ha espresso favore alla richiesta: purché non si presenti o altra Festa della Madre di Dio o la (Messa) doppia di prima classe e purché non si ometta la messa conventuale o parrocchiale, finché si abbia obbligo di celebrarla e purché le rubriche (del Rituale romano) siano osservate; si aggiunge l’onere di esporre il presente Indulto nella cancelleria della Curia della Chiesa di Alatri, prima della sua esecuzione. Non ostanti elementi contrari di qualsiasi tipo. Il giorno 7 settembre 1877 Luigi Cardinale Bilio, Vescovo di Sabinia, Prefetto della Sacra Congregazione dei Riti Placido Ralli Segretario della Sacra Congregazione dei Riti

gli operatori. (ENZO) Con noi è venuta Cristina, altre ragazze e la comunità per aiutarci a fare dei lavoretti. Cristina ci ha dato la pasta di mais e i colori. Li abbiamo mescolati, poi l'abbiamo schiacciata con il mattarello, poi abbiamo tagliato un pezzo di pasta per fare un'acquilone e poi ci abbiamo attaccato sopra dei pezzi colorati. Abbiamo fatto anche la coccinella, la lumaca, le piante grasse e la rana per venderli al negozio. (MATTEO D.) Nel mese di aprile abbiamo cominciato a fare la nuova attività: il laboratorio di ceramica. Ci ha insegnato Cristina insieme con i ragazzi della comunità, con l'aiuto degli operatori e dei ragazzi del servizio civile. Impariamo così a usare la pasta di mais con le mani. A me piace tanto fare questo laboratorio e fare tanti oggetti colorati come l'orsetto, la rana, la coccinella, il pagliaccio e faremo anche tanti animaletti. Questa esperienza è molto bella e divertente e alla fine faremo il mercatino dove venderemo i nostri oggetti. (SIMONA) A metà aprile abbiamo iniziato a fare questa nuova attività e sono venuti degli insegnanti. É un laboratorio nuovo per il centro; manipoliamo la pasta di mais con i colori a tempera e facciamo dei pezzettini per formare la tartaruga: il corpo è marrone, la testa e la coda sono verdi. Alla coccinella invece abbiamo fatto il corpo

rosso, la testa e i puntini neri. Alla fine di questa attività apriremo un negozio dove venderemo i nostri lavori. (GIULIA) Anche a me piace molto questo laboratorio ma purtroppo ho incontrato qualche difficoltà con la mano sinistra in quanto ho una neoparesi. Nonostante le difficoltà però mi diverto e sono riuscito a fare una tartaruga e una coccinella. Partecipiamo in tanti insieme agli insegnanti e agli operatori e ci impegniamo tantissimo. Non vedo l'ora di esserci quando verrà aperto il negozio nel centro storico di Alatri e vi terremo informati con foto e tante altre notizie! (MATTEO) Rubrica a cura dei ragazzi del Centro Diurno


Alatri

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La storia della “Madonnina del Carrettiere” “Sisticchia” racconta il “miracolo” datato 15 agosto 1895, data in cui fu deposta la sacra struttura nei pressi di Fumone l’e-commerce, il commercio on line, prende sempre più piede, lui difende alla grande la tradizione e sembra non abbia proprio intenzione di smettere. Ci teneva tanto a raccontare un aneddoto che cammina sul filo sottile della leggenda. Tra il sacro e il profano. Eccola: “Mi piacerebbe raccontare la storia della Madonna del Carrettiere - ha spiegato “Sisticchia” – quella statua sacra, “Sisticchia” nei pressi della statua. Nel tondino la targa con la data per intenderci, situata ancora oggi in località Acquaviva sulla strada statale che collega Fumone a Ferentino. Parliamo dell’agosto del 1895: un gruppo di carrettieri, tra i quali era presente il mio trisnonno Paolo Bologna ospite ad Alatri in memoria Ciangola, prima di recarsi a Roma per il

’è una famiglia, ad Alatri, che da secoli e quindi da diverse generazioni, si occupa di trasporto e di commercio per vivere. Un documento rilasciato dall’ufficio anagrafe, ne attesta la longevità: “Paolo Ciangola – si legge nel certificato – nato ad Alatri il 24-01-1865, risultava svolgere l’attività di carrettiere \vetturino”. C’è una storia, invece, collegata sempre alla famiglia Ciangola e datata 15 agosto 1895: tramandata fino ai giorni nostri da padre in figlio, ci viene raccontata dall’ultimo “carrettiere” dei Ciangola, l’ultimo, ci tiene a specificare, “vetturino del centro storico di Alatri, meglio noto in paese come Sisticchia” che, sulla scia della lunga tradizione famigliare, continua implacabile nonostante congiunture che abbatterebbe-

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ro chiunque, a far del trasportatore un mestiere mantenendo una “sede” da sempre collegata alla sua famiglia e quindi storica allo stesso tempo: Via del Cavaliere. In tempi in cui

Un concerto per il “presidente” Il prestigioso coro S. Egidio di dell’amico e collega Filippo Strambi

abato 15 giugno, alle ore 19, nella Cattedrale di San Paolo di Alatri, si è tenuto un concerto polifonico da parte del prestigioso coro S. Egidio di Bologna, organizzato dall’Associazione Culturale “Coro Ernico” di Alatri in collaborazione con il Comune di Alatri. La particolarità dell’evento è dovuta al fatto che il concerto è stato eseguito in memoria di Filippo Strambi, indimenticato presidente del Coro Ernico e fondatore della nostra rivista. Filippo è scomparso prematuramente quasi due anni fa, ma il suo ricordo è ancora vivo in mezzo a tutti quelli che lo hanno conosciuto ed apprezzato. Per l’occasione Angelo Della Morte - attuale presidente del Coro Ernico – nel suo breve ma intenso intervento ha tenuto a sottolineare che Filippo avrebbe gradito molto questo tipo di omaggio, perché era innamorato della musica. Significativo anche quanto affermato dal consigliere delegato alla Cultura Carlo Fantini: “Si è trattato di una occasione particolare che attraverso un importante scambio culturale e musicale tra il Coro di Bologna ed il Coro Ernico di Alatri, ci ha consentito di vivere un momento di buona musica, ma soprattutto di ricordare un amico, Filippo, che ha lasciato un segno nell’Associazione, nella Città di Alatri e, sicuramente, nel cuore di molti di noi”. Il coro S. Egidio, proveniente dalla città capoluogo dell’Emilia Romagna e composto dall’organista Marco Bennardello, dal mezzo soprano Marisa Marinucci e dai due contralti Donatella Vitali e Antonella Rosso, è stato diretto dal Maestro Filippo Cevenini e si è inserito pienamente nell’atmosfera del ricordo grazie ad una esecuzione all’altezza della sua fama e delle attese degli organizzatori e dei presenti. Pregevole, per l’occasione, anche la qualità dei brani inseriti nel concerto visto che sono stati eseguiti brani di Mozart con Crucifixus e Lacrimosa, passando per il “Vieni o Spirito Santo”, il “Salve Mater” e il “Grazie Signore” del Cevenini, terminando con altri importanti testi sacri come il “Tantum Ergo” (Widor), “Tollite Hostias” (Saint Saens), “Ave Maria” (Caccini), Agnus Dei (Haydn), Pater dimitte illis (Franck) e il “Verbo Eterno” di Fauré. A significare l’importanza dell’appuntamento è stata la presenza dei familiari di Filippo (che molto hanno apprezzato questo momento), del Sindaco di Alatri ing. Morini, del citato delegato alla cultura e di un folto pubblico. Al termine si è avuta la consegna di alcuni omaggi agli ospiti e l’offerta di un rinfresco che ha cementato ancora di più il legame tra il Coro di Bologna e quello di Alatri, concludendo così in modo degno dell’ospitalità alatrese questa giornata vissuta nel segno della musica e degli affetti. Paolo Fiorenza

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trasporto del carbone, si fermò alla “Locanda del Carrettiere” situata poco sopra la statua della Madonnina e frequentata dai trasportatori che vi si ristoravano prima di effettuare quello che all’epoca era il lungo viaggio per la capitale. Naturalmente, c’era uno spazio dove “parcheggiare” i cavalli e quella notte accadde qualcosa di sensazionale: proprio uno degli animali, che capirete allora che valore potesse avere specie per chi faceva quel tipo di mestiere, cadde lungo il burrone sottostante e il dramma fu totale. Peraltro, la mancanza di luce, non permise agli uomini di ricercare lo stallone e lo sconforto per la perdita fu straziante. Appena fece giorno, però, ecco il “miracoloso” evento: tra le frasche, gli uomini udirono rumori pesanti e poco dopo, tra lo stupore generale, ecco riemergere, completamente illeso, il prezioso destriero. Si gridò al miracolo: la devozione dei carrettieri fu così immane, che deposero la madonnina, che diventò da alora il simbolo dei trasportatori del luogo”. Riccardo Strambi

COOPERATIVA ALLEVATORI CIOCIARI DI COLLELAVENA

La qualità è la forza della nostra vendita ALATRI - La macelleria “Cooperativa Allevatori Ciociari” sita in Via Collelavena n. 22, a ridosso della S. S. 155 per Fiuggi, svolge da più di venti anni una accurata selezione di carni locali, che propone con notevole successo ai suoi affezionati clienti. La forza del successo nel campo della vendita deriva dalla qualità delle materie prime e dall’accurata selezione dei prodotti proposti al pubblico, provenienti da allevatori locali e certificati. Qualità, cortesia e prezzo bloccato da anni, questi, i punti di forza dell’azienda. Oltre a selezionare e proporre le più autentiche carni, la Cooperativa offre ai clienti anche una vasta gamma di confetture, marmellate, patè, spezie, dolci e prodotti agricoli di aziende della zona. Inoltre troverete anche prosciutti, salsicce secche, guanciali e pancette, già preparati e confezionati. Tutte le carni vengono preparate e affettate al momento, a richiesta del cliente. L’azienda rappresenta la soluzione per ogni vostra esigenza; per organizzare cene con parenti e amici, per organizzare - con l’arrivo della bella stagione - grigliate e feste all’aperto. Viene, inoltre offerto un ulteriore servizio che permette di ritirare il proprio ordine ad un orario pre-stabilito: basta infatti contattare il numero telefonico 0775.480936 e ordinare il proprio pranzo o la propria cena pronti già a cuocere. Chiamate anche per semplici informazioni, curiosità e consigli, troverete serietà e professionalità sempre a vostra disposizione. La Cooperativa augura una buona estate a tutti. Giusepe Gatta


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Arte e Cultura

Gli artisti “dell’Insognata” ravvivano il centro storico Interessante iniziativa per il rilancio culturale della città capoluogo FROSINONE - Sabato 11 maggio 2013 sarà ricordato, si spera, come l’inizio della rinascita culturale della città e non come una

delle tante date di manifestazioni più o meno riuscite che poi, però, muoiono senza lasciare tracce. “La via dell’Insognata” è

un’iniziativa di una piccola “combriccola” di artisti e appassionati di arte che amano la propria terra e non ci stanno a vederla

Da sinistra Via dell'insognata - Un'opera di Giuseppe Morano - l'arch. Tatiana Tagliaferri con le sue opere e due "giovani artiste"

ELENCO ARTISTI PARTECIPANTI SEZIONE PITTURA-SCULTURA: Agnes Preszler, Francesco Ratto, Rocco Lancia, Renato Reali, Mariangela Calabrese, Giancarlo Pero, Antonio Padovani, Rocco Alonzi, Marco Rivera, Milton, Achille Quadrini, Umberto Cufrini, Alberto Spaziani, Sara Antonini, Livio Antonucci, Gianluigi Baldassarra, Catia De Vincentis, Giordano Colafrancesco, Giuseppe Morano, Antonio Piacentini, Mauro Bruni, Rita Rossi, Riccardo Spaziani, Fabiana Fattori, Tatiana Tagliaferri, Valeria Molon, Deborah, Anna Maria Corsi, Umberto Segneri, Antonio di Lorenzo, Gerardina Morelli, Benedetta Rossi, Alessandro Minotti, Liceo artistico di Frosinone, Davide Noro, Tito (Paola) Care’, Tamara Graziani, Cristina Carlini, Anna Maria Tanzi, Marinella Luongo, D’Amata, Damiano Sinibaldi, Messia SEZIONE FOTOGRAFIA: Lino Palmesi, Marco Bracaglia, Gerardo Forte, Sergio Panella, Antonio Castelluzzo, Nunzia Turriziani Colonna, Luna Coppotelli, Salvatore Perrone, Associazione Fotografi Frosinone, Associazione Bella e Brutta, Angelo Sasso, Romina Coppola, Marco Mattozzi, Mauro D’Angeli, Diego Graziani PERFORMANCE ARTISTICHE/MUSICALI/LETTERARIE: Fausta Dumano,Tiziana Archilletti, Sara Paone, Marco Pesoli, Romina Coppola, Domenico Mariani, Rocco Lancia, Agnes Preszler, Valeria Molon, Antonio Piacentini.

Fumone in fiore fa il bis rriva alla seconda edizione quest’anno l’evento “Fumone in fiore”, organizzato dalla Pro Loco. La manifestazione avrà luogo nei giorni 19, 20, e 21 Luglio 2013 a partire da piazzale Volubro e si estenderà a tutto il centro storico del paese, ricoprendo tutta la mappa urbana di Fumone. Il fine è quello di valorizzare la creatività e il buon gusto dei cittadini e di rendere più bello e attraente il borgo. E così balconi, terrazze, verande, davanzali e vetrine di esercizi commerciali prenderanno vita e si trasformeranno in un universo di sfumature e colori. Per informazioni, curiosità, o semplicemente per essere aggiornati su eventi, manifestazioni, mostre e spettacoli basta contattare Flavia Di Fede (Presidente Pro Loco) tramite il profilo facebook Pro Loco Fumone. Giuseppe Gatta

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morire nell’oblio e che sta crescendo di giorno in giorno. Questa, almeno, è l’impressione di un osservatore esterno come può essere chi scrive. Un osservatore, però, che non è insensibile alle iniziative che puntano a ridare vitalità socio culturale al capoluogo ciociaro prima, e al resto della provincia poi. Questi “sognatori” hanno in quattro e quattr’otto organizzato una mostra di varie arti all’aperto, in un vicoletto quasi dimenticato di Frosinone alta accanto a corso della Repubblica (di fronte alle Terrazze per capirci) e l’hanno voluta semi permanente, per dare un senso di continuità al loro stimolo, al loro pungolo che parte dall’Arte ma che non se ne accontenta, visto che punta alto… è che così che bambini, adulti, anziani, si trovano a chiacchierare di arte, a guardare le opere di artisti famosi o sconosciuti, a scambiare opinioni sulla vita nel capoluogo, a mangiare e sorridere insieme. Questo il primo risultato raggiunto. Qualcuno nell’Amministrazione comunale l’ha notato, il Sindaco è stato ospite e si è detto pronto a concedere un aiuto, dei locali, anche se ad oggi di concreto pare non sia ancora arrivato nulla. Ma non disperiamo. Il movimento che gli “insognati” stanno creando farà rumore, un rumore educato e soffuso ma radicato e crescente. Con l’aiuto di tutti. Andrea Tagliaferri

Due importanti scoperte archeologiche in pochi mesi FIUGGI - In meno di un anno due importanti ritrovamenti archeologici hanno gettato nuova luce ed aperto un nuovo “filone” di studi sulla storia di Fiuggi, che oggi sta riscoprendo la sua anima ebraica. Si tratta del rinvenimento, dapprima (luglio 2012), di una pietra incisa raffigurante una menorah (foto in basso) e, successivamente (maggio 2013), di una seconda pietra con sopra scolpita una mezuzah, visibili rispettivamente in Via del Macello e in Via del Murello, in pieno centro storico. La menorah è la lampada a sette bracci, uno dei simboli più antichi della religione ebraica; la mezuzah è un astuccio che si pone sullo stupite destro delle porte e che contiene alcuni passi della Torah. Le due pietre sono state ritrovate da Pietro Benezzi e Pino Pelloni, quest'ultimo direttore della locale biblioteca della Shoah, i quali da tempo sono sulle tracce della comunità ebraica anticolana (Anticoli, come è noto, era l'antico nome di Fiuggi) anche in base a quanto scritto da don Celestino Ludovici, autore di una “Storia di Anticoli”, dove si parla diffusamente della comunità israelita. Una comunità che doveva essere ampia e occupare una buona porzione del centro fiuggino: oltre alle due strade citate, vi erano il portico e la corte ebraica in Via della Portella; un forno era in Via del Macello dove sono stati rinvenuti attrezzi in ferro per la lavorazione del vetro; nel sottoportico della parte bassa di Via della Portella è stata invece ipotizzata la presenza di una sinagoga (con il ritrovamento di due vasche rituali) e di una sala adibita a scrittura e probabilmente a banco di prestito. I primi documenti storici che parlano di un insediamento ebraico in Anticoli risalgono al 1183 e tracce della presenza degli ebrei in città si ritrovano anche nei secoli successivi. Poi, nel 1555, l'istituzione del ghetto di Roma costrinse molti ebrei a lasciare Anticoli, ma l'esodo fu lento: ancora nel XVII secolo la comunità ebraica locale manifestò sentimenti di solidarietà e sostegno verso gli altri abitanti, tutti colpiti da violenti terremoti. Ma, oltre ai documenti, ecco appunto le due importanti testimonianze in pietra, che confermano dal punto di vista storico la presenza in loco di una fiorente realtà. L’incisione della menorah è di fattura catalana, il che fa ipotizzare la sua datazione alla fine del XV secolo, ma lo studio è solo ai suoi primi passi. Pietro Antonucci


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Storie e Personaggi

Il caso di Arnaldo Graziosi, un mistero che divise l’Italia A Fiuggi un suicidio (?) datato 21 ottobre 1945 che sconvolse la città termale

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ogliamo ricordare in questo numero un fatto di cronaca che sconvolse la Ciociaria e l’Italia intera, dividendo la popolazione tra colpevolisti e innocentisti. La vicenda vide protagonista l’albergo di Fiuggi Fonte, dove Arnaldo Graziosi, affermato musicista del conservatorio S. Cecilia, lavorava per la radio. Una famiglia felice, così sembrava quella del musicista e della moglie Maria Cappa, 35 anni lui e 29 lei con una bambina di 2 anni. Uniti nel matrimonio e dalla musica. Nell’ottobre del 1945, la famiglia si concesse una breve vacanza a Fiuggi ma il 21 ottobre il dramma. È l’alba di quel giorno, quando si ode un colpo di pistola secco. Il proprietario dell’albergo si fermò chiedendosi cosa fosse accaduto. Forse, era solo un botto. O forse no. Qualcosa era successo: alle 7 si spalancò una finestra e una voce chiese aiuto. Era il signore della stanza 22: ben vestito e pettinato, era Graziosi. L'uomo mostrò al proprietario dell’albergo il letto dove giaceva la moglie. La signora sembrava addormentata ma... la donna si era sparata alla testa. Il giovane uomo, spiegò, non si era accorto di nulla. La moglie si era sparata

durante la notte, con la pistola di lui: ignaro di tutto, solo al risveglio aveva scoperto la tragica realtà. Aveva subito tolto dal letto la bambina che dormiva con loro, si era vestito ed aveva chiamato aiuto. Suicidio, sì. Non c’è alcun dubbio. La povera Maria aveva pure lasciato un biglietto. Senza firma ma l’aveva scritto lei. C’era scritto che la vita era ormai insopportabile, che aveva pagato per una leggerezza commessa un prezzo troppo alto. Ma quale leggerezza? Qual era il peso che si portava dentro? Ad ascoltare il racconto del giovane musicista arrivarono i Carabinieri di Alatri. Arnaldo raccontò che prima del matrimonio la moglie aveva avuto una storia con un altro: si erano sposati ugualmente ma non per questo la loro esistenza era stata tranquilla. Maria aveva contratto la sifilide dal suo amante e, disgraziatamente, l’aveva trasmessa pure alla bambina. Ecco perché sua moglie si era uccisa. Il brigadiere dei Carabinieri non rimase convinto del racconto. La donna si era sparata, ma non aveva la pistola in mano. Il biglietto d’addio era commovente e straziante ma privo di firma. Ancor più strano che il giovane musicista, nonostante la

scoperta scioccante, si fosse pettinato e vestito di tutto punto, quantomeno curioso. Come se non bastasse, il Graziosi recatosi nella caserma di Alatri per le formalità di rito, chiese di telefonare. Il brigadiere accordò il permesso ma “spiò” la telefonata: Graziosi chiamò certamente una donna per dirle che la moglie si era suicidata. A chi aveva telefonato il maestro? A una collega, che in precedenza era stata sua allieva, spiegò Graziosi. La chiamò perché avrebbero dovuto suonare insieme alla radio, ma non sarebbe stato possibile, dato l’accaduto. Il brigadiere volle vederci chiaro. La casa della collega venne perquisita. La ragazza, Annamaria, aveva l’abitudine di tenere dei diari. E quei diari furono interessanti per gli inquirenti. Palpitavano d’amore per Graziosi. Sembrava che i due si amassero molto, che progettassero una vita insieme. Se il Graziosi avesse inscenato il suicidio, per liberarsi della moglie dato che nell’Italia del ’45 il divorzio non esisteva? Dopo ben due anni di indagini, si arrivò al processo. Graziosi fu accusato di uxoricidio e rischiava una pena molto dura. Era il ’47. L’Italia, ancora povera e ancora scossa dalla brutalità della guerra,

Quando Laszlo Kubala venne a giocare ad Alatri... ubala è il nome di un talentuoso giocatore ungherese che negli anni '50 fece le fortune del Barcellona; “Kubala” è anche il titolo di un film-documentario che Tibor Kocsis, regista magiaro, sta realizzando sulla vita dell'atleta, passando per storie, incontri, documenti, fotografie. Una ricerca che ha condotto la troupe ungherese fino ad Alatri. Sì, perché Laszlo Kubala giocò nel 1949, sul mitico campo della Sanità, una partita passata agli annali. Ma chi era Kubala? Nato a Budapest nel '27, a poco più di 20 anni lasciò l'Ungheria, fuggendo dal regime comunista. Vestì la maglia di tre nazionali (Cecoslovacchia, Ungheria e Spagna) e, da talentuoso giocatore qual era, per dieci anni (dal '51 al '61) fece le fortune del Barcellona: con la maglia azul-grana vinse 4 campionati spagnoli, 5 Coppe di Spagna e 2 Coppe delle Fiere (l'antenata dell'attuale Uefa League). La sua presenza ad Alatri si deve all'ingegno e alle capacità di Flavio Fiorletta, che riuscì ad organizzare un'amichevole tra la squadra locale ed una serie di campioni d'oltre cortina ma a quel tempo in Italia come esuli e profughi. Tibor Kocsis ed il suo aiutante Andras Horvath, con la collaborazione dell'operatore Francesco, hanno così ricostruito la gara, intervistando quei

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ragazzi del '49 e raccogliendo aneddoti e particolari inediti, il tutto grazie anche al lavoro svolto dietro le quinte dal giornalista Rolando Mignini e da Marilinda Figliozzi. Tanti gli episodi emersi nel corso delle interviste e che hanno visto protagonisti Raniero Rossi, Valerio Del Greco, Guido Pietrobono “Pandora”, Tommaso Minnucci, Remo Fiorletta, Peppe Evangelisti, Vincenzo Papitto, Pasqualino il barbiere e Sistino “Ciccio” Macciocca. Qualche esempio? “Kubala era un giocatore molto elegante, sempre disponibile ed educato. Un signore”, “Non voleva che si sapesse la sua vera identità, poiché non aveva documenti con sé”. Tibor Kocsis si è detto soddisfatto e sorpreso dalla quantità e dalla qualità del materiale raccolto: “Alatri è stata una vera scoperta, in ogni senso. Abbiamo trovato un paese bellissimo e delle persone molto disponibili, che ci hanno aiutato tantissimo. Abbiamo raccolto molte storie per il film, molto più di quanto ci aspettavamo”. Il documentario su Kubala dovrebbe veder la luce entro il 2015. Ma, a proposito, come finì quell'incontro di calcio? “Vinsero “loro” per 2-0, ma solo perché decisero di non giocare...”. Capito... Pietro Antonucci

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s’appassionò molto alla storia, tanto più che lui era una persona elegante, dall’aria perbene, dotato di grande fascino. Le donne lo adoravano e moltissimi credevano alla sua innocenza. L’altra donna, la presunta amante del musicista era a sua volta bella. Chiese di essere sottoposta ad un esame ginecologico, tanto grande era la sua buona fede: il suo era amore platonico, nient’altro. L’esame dimostrò che la ventiduenne Annamaria era ancora vergine. Ma se questo segnò un innegabile punto a favore della difesa, d’altro canto la famiglia di Maria difese con forza la sua immagine. Maria non arrivò illibata alle nozze… ma era innamorata del marito e gli era fedele. Soffriva di sifilide ma da chi l’aveva contratta veramente? E poi non solo la povera Maria era contenta, eccitata per quella vacanza a Fiuggi ma quel bigliettino l’aveva scritto per il marito: non era un annuncio di morte ma un messaggio cifrato, scritto per aiutare il marito ad abbandonare un’associazione politica segreta di cui faceva parte. Insomma, in questa storia d’amore e morte s’intrecciano molti elementi di mistero. Graziosi fu difeso da un ottimo team di avvocati che smontò, pezzo per pezzo, le accuse. L’opinione pubblica si schierò per l'innocenza dell'uomo. Ma non bastò: la giuria emise un verdetto di colpevolezza. Il Graziosi fu condannato per uxoricidio a 22 anni. Un duro colpo. L’appello confermò la condanna ma il maestro non si arrese: pur di rivedere la bambina nel ’48 evase dal carcere di Frosinone e si rifugiò sulle Coste di Basciano, ad Alatri. La fuga durò poco, l’opinione pubblica ancora una volta provò simpatia per quell’uomo che non dimenticava la figlia. E neanche la piccola lo dimenticò. Cresciuta, chiese per lui la grazia al Presidente della Repubblica. Era il 1957. La grazia fu concessa. Lontano dai fotografi, Graziosi riprese in mano le fila del suo destino. Ricominciò a suonare, con successo. Nel 1997 però, il nome di Graziosi tornò sui giornali. I riflettori si riaccesero ma senza chiarire l’antico mistero, anzi…ne aggiunsero un altro. Il maestro infatti si suicidò buttandosi dal balcone della sua casa di Grottaferrata: perché? Nessuna risposta a questa domanda e con lui si richiuse, per sempre, quella porta della stanza 22 dell’albergo di Fiuggi. Bruno Sbaraglia

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Sport

Ad Anagni il primo campionato di 10 Km su strada per diabetici “Sport e diabete è un binomio possibile e realizzabile” tleti diabetici, medici e personale sanitario provenienti da tutta Italia sono giunti ad Anagni il 23 giugno per partecipare al I° campionato nazionale ANIAD (Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici) di 10 Km su strada. La gara sportiva si è svolta nell’ambito del IV° Trofeo Hernica Saxa organizzato dalla società Runners Club Anagni ed ha avuto luogo sul nostro territorio grazie a Mauro Menenti che con passione ed impegno si è dedicato all’organizzazione dell’evento. Alla gara podistica hanno partecipato pazienti affetti da diabete mellito dando prova del fatto che tale malattia, se ben curata, consente di praticare un’attività sportiva anche a livello agonistico. Per raggiungere questo obiettivo è indispensabile creare una solida alleanza terapeutica tra

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il team diabetologico e la persona con diabete al fine di arrivare all’autogestione guidata della malattia. L’evento, di rilevanza nazionale, ha avuto un alto profilo scientifico per questo si è svolto un convegno su diabete e sport a latere della gara podistica che ha visto la partecipazione del Prof. Gerardo Corigliano Presidente Nazionale dell’ANIAD. In Italia, quasi 3 milioni di persone soffrono di diabete mellito e nell’arco di soli 10 anni, dal 2000 al 2010, la prevalenza di questa malattia è cresciuta dal 3,7% al 4,9%; in altre parole, rispetto a 10 anni fa ci sono oggi nel nostro paese quasi un milione di persone in più con diabete, ai quali va aggiunta una quota stimabile di circa 1,5 milioni di persone che, pur avendo la malattia, non ne

Raduno di auto d’epoca a Cassino CASSINO - Per due giorni una trentina di auto d’epoca hanno attirato l’attenzione degli appassionati di questi modelli tenuti meccanicamente in regola e dalla carrozzeria sempre fiammante. Sono le vetture iscritte al R.I.T.S. (registro italiano Triumph spitfire) attraverso i soci De Rosa Marcello e Tortolano Francesco che hanno organizzato un raduno nazionale "nella terra del lavoro" di Cassino. I partecipanti sono arrivati da tutta Italia con le loro auto sfilando per le vie di Cassino e dei comuni del territorio. Non è mancato l’interesse turistico con le visite al museo dell’Historiale e all’Abbazia di Montecassino e al cimitero polacco. A Cassino anche la visita al cimitero militare britannico. Nella seconda giornata le auto d’epoca hanno attraversato i comuni di Sant’Elia, Vallerotonda, Acquafondata, Viticuso, Cervaro, san Vittore del Lazio per terminare il raduno a San Pietro Infine. Qui gli automobilisti accolti dal sindaco Vecchiarino si sono interessati alla parte antica del paese distrutto dalla guerra e al museo della memoria.

Nella foto un momento del campionato nazionale ad Anagni

è ancora a conoscenza. Diagnosticata la malattia, la sfida del diabetologo è accompagnare il paziente a diventare protagonista della sua nuova condizione, che non significa correre dietro alla glicemia, ma vuol dire riprogrammare il proprio quotidiano investendo su un corretto stile di vita. In questo l’attività fisica è uno degli strumenti principali che consente di raggiungere e mantenere un buon controllo metabolico. In questo scenario, la gara podistica che si è svolta ad Anagni rappresenta un momento di particolare valore educativo per tutti i pazienti diabetici, infatti, essi hanno avuto modo di riscoprirsi alteti… ancor prima che diabetici rendendo reale il concetto che sport e diabete è un binomio possibile e realizzabile, ora sappiamo che l’alleanza terapeutica medico-paziente ci fa correre più veloci del diabete! Ilaria Malandrucco


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Sport BASKET

Fmc Ferentino: “Soddisfatti dei risultati ottenuti” B ilancio finale della prima storica stagione in LegaDue EuroBet: ci hanno pensato a farlo il presidente Vittorio Ficchi, il General Manager Pier Francesco Betti e il coach Franco Gramenzi. Per

coach Gramenzi e il suo vice Origlio è stato rinnovato il contratto fino a giugno 2015 (triennale). Rinnovo del contratto anche per il ds Paolo Moretti che sarà alla sua prima esperienza assolutain LegaDue; contratto biennale

per il neo general manager Pierfrancesco Betti. Proprio Betti rappresenta la prima novità di rilievo della LegaDue per la FMC Ferentino... L’incontro a evidenziato i punti cardine della stagione appena conclusasi e quelle

BASKET

Veroli salva il titolo di Legadue. Ora si può programmare la stagione l titolo del Basket Veroli è definitivamente salvo. Nel giorni scorsi erano circolate alcune voci che davano per spacciata oramai la compagine verolana, vicina alla cancellazione per quanto riguarda il titolo della Legadue ma i fatti hanno svelato il bluff. L’incontro tra il sindaco Giuseppe D'Onorio e il presidente Leonardo Zeppieri ha gettato delle basi importanti su cui lavorare in vista della prossima stagione agonistica. Le due parti torneranno a vedersi in questi giorni per definire gli ultimi dettagli dopo la riunione fiume di alcuni giorni fa in cui il primo cittadino di Veroli si sarebbe presentato all'incontro con alcune garanzie ben precise e corrispondenti a circa 200 mila euro da mettere sul piatto della bilancia in vista della prossima stagione sportiva. Stando così le cose, il progetto del presidente Leonardo Zeppieri volto ad ag-gregare nuove forze imprenditoriali attorno al Ba-sket Veroli starebbe andando nella direzione voluta, con i giallorossi che a questo punto sarebbero pronti per disputare la prossima LegaDue Gold. Questa è stata comunque una notizia importante,

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attesa con ansia per almeno un mese e mezzo da tutta la tifoseria giallorossa che negli ultimi giorni aveva abbandonato l'idea di disputare il secondo campionato italiano dopo gli anni d'oro culminati con tre coppe Italia e tre finali promozione. Niente cessione del titolo cosa di cui si era parlato insistentemente nelle ultime ore. L'intervento del Sindaco che ha messo in campo garanzie ben precise che avrebbero convinto Leonardo Zeppieri a non desistere, l'attaccamento dello stesso Zeppieri alla città di Veroli e l'opera di diversi soci che si sono adoperati in prima persona per giungere alla soluzione del caso ha scongiurato il pericolo di una clamorosa scomparsa della pallacanestro a Veroli. Ora si comincerà a pianificare la prossima stagione buttando i primi tasselli su quella che sarà la nuova squadra. La notizia più importante al di là del mercato o della possibile struttura che potrebbe ospitare Veroli nelle gare casalinghe della prossima stagione è quella che il piccolo centro ernico continuerà a respirare ancora aria di grande basket. Massimo Papitto

che saranno le premesse per il nuovissimo campionato di LegaDue Gold. Il primo a prendere la parola è stato il presidente Ficchi. “Questo primo anno in LegaDue è stato un banco di prova per la società tutta, sotto ogni aspetto. In generale possiamo ritenerci soddisfatti dei risultati ottenuti; ed è proprio da qui che ripartiremo per affrontare il prossimo anno, in cui si punterà più in alto. Come sempre lo staff si è rivelato solido, collaborativo e compatto sia nelle decisioni positive che negative: un campionato caratterizzato da alti e bassi ha dimostrato che si può perdere con tutti, ma anche vincere con tutti. Siamo stati e continuiamo ad essere attivi in diverse iniziative per i giovani, più o meno abili. Abbiamo apportato miglioramenti anche a livello logistico e strutturale del Palazzetto, di esclusivo utilizzo della società Basket Ferentino fino al 2021. Faremo di tutto per giocare la prima di campionato nel nostro palazzetto”. Questione mercato ancora top secret: “Vedremo se riusciremo a confermare i prestiti di Caserta e Siena per Parrillo e Iannuzzi – ha detto coach Gramenzi, intervenuto dopo il GM Betti, che si era soffermato su quello che è il più

grande risultato della FMC Fermentino e cioè essere una società seria – ma dovremo avere anche la giusta collaborazione con i club di partenza. Poi valuteremo da chi ripartire con le dovute conferme. Chi è sotto contratto con noi, e cioè Pongetti, ha ottime possibilità di restare. Stiamo discutendo per gli altri”. La scelta di concludere con solo due americani - dal momento che non vi era retrocessione - è stata possibile, anche per testare il campo per la prossima stagione che prevederà l’utilizzo di due visti americani e un passaporto italiano. Si ripartirà dunque da capitan Guarino - che ha già confermato la sua presenza - e si sta tentando di tenere Ekperigin (migliore lungo della stagione): a questi si affiancheranno italiani di peso per il quintetto d’attacco – si aggredirà, dunque, il mercato innanzi tutto per gli italiani, mentre l’altro americano potrebbe giungere anche a ridosso dell’inizio del nuovo campionato LegaDue Golde un tris di under, si stanno ancora valutando. In attesa di aggiornamenti, Betti e Gramenzi voleranno in America per farsi un’idea su chi potrebbe “servire al meglio la causa della squadra amaranto”. Massimo Papitto

Un pellegrinaggio in mountain bike manuela Bellissimi, Alessandro Tagliaferri, Venanzio Tagliaferri, Gabriele Cicuzza, Emiliano Coccia, Daniele Brocchetti, Franco Fiorini,

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Giovanni Rotondo, utilizzando le mountain bike come mezzo di spostamento. Oltre trecento chilometri e quasi venti ore di viaggio per un pellegrinaggio che

La partenza in pellegrinaggio da Piazza Santa Maria Maggiore

Stefano Fiorini, Sisto Passeri, Vincenzo Farina, Stefano Parretta, Luca Ceci, Fabio Ceci, Adriano Macciocca, Alberto Cianfrocca, Massimo Dell’Uomo, Vincenzo Bellanti, Christian Rossi, Daniele Morini ed Enzo Gatta. Queste le persone che hanno formato il gruppo di atleti, partito lo scorso 7 giugno da Piazza Santa Maria Maggiore di Alatri alla volta di San

ha suscitato la curiosità di molti. Una delegazione della truppa, peraltro, aveva ricevuto il giorno prima gli auguri di buon viaggio da parte del Sindaco di Alatri Giuseppe Morini e del consigliere di maggioranza Maurizio Maggi. Il primo cittadino ha anche voluto personalmente consegnare agli atleti un dono da parte dell’Ente da far recapitare diretta-

mente al Padre Guardiano del Santuario dove riposa San Pio. “Il sindaco – ha raccontato uno dei protagonisti – ha voluto mandare, tramite il nostro gruppo in pellegrinaggio, una bellissima immagine della ‘Madonna della Libera’, compatrono della Città di Alatri. Siamo partiti da Alatri alle 2 del sabato e siamo giunti a San Giovanni

Rotondo alle 19,00 sostando solamente a Roccasecca, Venafro, Santuario dell’Addolorata, Campobasso e Foggia. E’ stata un’esperienza indimenticabile e un ringraziamento particolare va a Bruno Dell’Uomo ed Enzo Palmisani, i due autisti che hanno accompagnato il gruppo”. Riccardo Strambi


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SPAZIO PUBBLICITARIO AUTOGESTITO

Dalla parte della...

NOVITÀ EDITORIALE

SOS CONSUMATORI Ristrutturazioni: Un successo il libro sulla storia della confraternita di “San Matteo” conferme e novità ue studiosi alatrensi, Enzo Rossi e Lucio Lucchetti, hanno scritto un libro dall’emblematico titolo: “Storia della Confraternita Passione e Morte di Nostro Signore Gesù Cristo”, uscito per i tipi della Davide Strambi Editore di Alatri. Il libro, che si articola in una settantina di pagine, ha destato notevole curiosità sia negli ambiti religiosi che culturali, è il frutto dello studio e delle ricerche fatte dai due volenterosi ed appassionati ricercatori di storia locale, non nuovi a simili esperienze. Essi hanno visitato biblioteche pubbliche e private, ma soprattutto l’archivio, i depositi e i magazzini della chiesa di San Matteo, scovando e riportando alla luce un’ampia documentazione inedita, ma bisognevole di riordino, di interpretazioni e traduzioni dal latino e dal volgare. In questo i due studiosi hanno beneficiato dell’apporto determinante ed amichevole del Priore in carica della Confraternita medesima, Arcangelo Gabriele Cataldi nonchè dell’intero Direttivo in quanto tutti fortemente hanno cercato e voluto la realizzazione dell’opera. Determinante è stata la collaborazione di Paride Quadrozzi, che ha curato la minuziosa introduzione storica, la cui insopprimibile opera di consulenza è stata ricercata con passione e con altrettanta passione preziosamente offerta. Disponibile anche la Curia ed al Seminario Vescovile nelle persone di don Antonio Castagnacci e don Claudio Pietrobono, nonché del dr. Luciano Rossi che hanno consentito l’accesso e la visione di pergamene custodite gelosamente nell’archivio capitolare. Una menzione a parte, spetta al fotografo Enzo Sarandrea, che si è fatto carico del bagaglio iconografico per mezzo della sua collaudata esperienza e all’artista Corrado Galuppi con la sua opera di consulenza. Il libro narra la nascita e la costituzione della Confraternita, avvenuta il 5 aprile 1778, come risulta dal Libro delle Congregazioni di quell’anno. Essa ebbe l’imprimatur del Vescovo della Diocesi, mons. Pietro Stefano Speranza, ed in seguito in data 13 febbraio 1808 venne aggregata alla Congregazione dei RR. PP. Passionisti con rescritto di Papa Pio VII, perdurando ed operando proficuamente ancor oggi. Ma non viene trascurato il racconto delle vicissitudini della chiesa suburbana di San Matteo in Alatri, legate a filo doppio alla Confraternita. Interessante e suggestiva è la parte relativa alla processione del Venerdì Santo. Riccardo Strambi

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AGENZIA DELLE ENTRATE (SETTORE EX AGENZIA DEL TERRITORIO)

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partire dal 1 luglio 2013 la detrazione dall’Irpef del 55% per le spese di riqualificazione energetica passano al 65%. In pratica in 10 anni si recupera più della metà di quanto si è speso. Questi sconti dovevano terminare il 30 giugno di quest’anno, invece sono stati prorogati (con in aggiunta un notevole vantaggio) fino alla fine dell’anno. Attenzione però, le spese agevolate non sono tutte quelle attualmente previste, infatti, dal 1 luglio rientreranno nelle ristrutturazioni edilizie agevolate solo al 50% la sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza, gli impianti geotermici a bassa entalpia e le spese per la sostituzione di scaldacqua tradizionali con quelli a pompa di calore.

PER I CONDOMINII SCADE NEL 2014 Se i lavori di ristrutturazione con finalità di risparmio energetico riguardano interi condomini, la detrazione del 65% è concessa a condizione che i lavori riguardino più del 25% della superficie dell’involucro dell’intero edificio, comprensivo di tutte le unità immobiliari che lo costituiscono. In questi casi c’è anche più tempo perché gli incentivi scadranno alla fine del 2014.

MODALITÀ Per ottenere le agevolazioni rimangono in vigore le regole previste finora. Ricorda però che vale il principio di cassa, cioè rientrano nel 65% di detrazione esclusivamente le spese per le quali il bonifico di pagamento ha data successiva al 1 luglio. Infine, dobbiamo ricordare che si sono modificati i limiti di spesa: per il solare termico, per i muri esterni e le finestre la spesa massima detraibile ora è di 92.307,69, per le caldaie a condensazione di 46.153,84 mentre per la riqualificazione energetica generale è di 153.846,15 euro.

RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA GENERICA Il Governo ha prorogato anche le detrazioni al 50% per le spese di ristrutturazione edilizia generica fino al 31 dicembre del 2013; ma a partire dal 2014 tutto tornerà alla situazione normale, ovvero il 36% di detrazione per una spesa massima di 48.000 euro, ora aumentata a 96.000 per immobile ristrutturato. Gli adempimenti per ottenere queste agevolazioni non sono cambiati.

AGEVOLAZIONI PER L’ACQUISTO DI MOBILI

NUOVA LINEA TELEFONICA ome ormai noto, dal 1 dicembre 2012 l’Agenzia del Territorio è stata incorporata nell’Agenzia delle Entrate. Nell’ambito della fusione è rimasta comunque distinta la gestione delle competenze (e per ora anche la collocazione fisica dei due uffici). L’ex Agenzia del Territorio (con competenze nel campo del catasto, servizi tecnici estimativi, servizi di pubblicità immobiliare e Osservatorio del mercato immobiliare) rimane dunque ubicata in Piazza VI dicembre 3 a Frosinone con la denominazione di Ufficio Provinciale di Frosinone – Territorio. Dal mese di giugno è stata attivata una nuova linea telefonica che coesisterà con quella attualmente in uso (0775250158 – 0775250396) fino a soppressione di quest’ultima. La nuova linea telefonica è la seguente: 0775-1709799 e prevede la possibilità di selezioni in entrata per contattare reparti e servizi nonché quella di contattare direttamente i singoli dipendenti acquisendo gli interni da operatore.

Una nuova detrazione per l’acquisto di arredi rivede la luce dopo 4 anni. L’agevolazione prevede il recupero in 10 anni del 50% della cifra spesa, entro un massimo di 10.000 euro, per l’acquisto di mobili destinati ad arredare la casa oggetto di ristrutturazione. I requisiti per ottenere la detrazione sono identici a quelli previsti per la ristrutturazione edilizia, quindi pagamento con bonifico e fattura dettagliata. La spesa massima di 10.000 euro è da ripartire tra chi realmente sostiene la spesa e vale per ogni singolo immobile ristrutturato. Questa agevolazione scadrà il prossimo 31 dicembre e non riguarda, come in passato era accaduto, l’acquisto di elettrodomestici o computer.

Paolo Fiorenza

Paolo Fiorenza Fonte: Altroconsumo

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Rubriche

Il testamento olografo: “E” come Emergenza… il negozio testamentario “più semplice”

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l testamento olografo costituisce la forma più semplice e, al tempo stesso, più riservata dell’espressione della volontà del testatore. Esso deve essere redatto di pugno dal testatore, datato e sottoscritto. I requisiti di forma, pertanto, sono tre: autografia, data e sottoscrizione. Anche una lettera, che contenga i requisiti indicati, può valere come testamento; occorre, tuttavia, dimostrare che l’autore aveva l’effettiva intenzione di disporre dei propri beni, così escludendo che si tratti di semplice promessa di testare a favore del destinatario. L’autografia prevede che il complesso delle disposizioni debba essere scritto interamente dal testatore, senza alcun ausilio nell’attività di redazione (come ad es., la guida della mano). La legge richiede che la sottoscrizione debba essere collocata alla fine del testo, in quanto ne costituisce l’approvazione riassuntiva. Non è necessario che essa contenga il nome ed il cognome del testatore: è possibile, infatti, l’indicazione del solo nome, cognome o pseudonimo, purchè sia ido-

nea ad indentificarlo con certezza. La data deve contenere l’indicazione del giorno, mese ed anno: essa può essere sostituita anche da equipollenti che consentano, con l’aiuto del calendario, di ricostruire il giorno in cui la redazione del testamento avvenne (ad. es. Pasqua 1991). Contrariamente a quanto si rinviene nella manualistica tradizionale, non può essere posta successivamente alla sottoscrizione. La data ha lo scopo di stabilire, in primo luogo, quale sia il testamento efficace (ossia l’ultimo) in presenza di più testamenti non complementari tra loro; in secondo luogo, di valutare, in caso di contestazioni, se il testatore fosse in grado di intendere e di volere al momento di stesura dello stesso. Il testamento olografo può essere conservato dal testatore, da un terzo o depositato fiduciariamente presso un notaio e, in seguito alla morte del de cuius, è eseguibile solamente con la sua pubblicazione. Tale forma testamentaria consente, dunque, a ciascun individuo capace di agire, di dare attuazione ad una libertà connaturata ad ogni soggetto di diritto, senza dover sopportare i costi derivanti dalla redazione a cura del pubblico ufficiale. Avv. Angela Rossi – Mediatrice familiare studio@avv-angelarossi.it

Cibo&Salute Rubrica di informazione alimentare e benessere a cura della d.ssa Francesca Vari, Biologa Nutrizionista*

Acqua e alimentazione, perchè è importante bere

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on sarà l’estate più calda degli ultimi 20 anni ma di sicuro con l’arrivo del caldo sentiamo in maniera maggiore la necessità di dissetarci. E allora cosa bere? Le bibite zuccherate vanno limitate o evitate poiché innalzano bruscamente la glicemia, determinano una riduzione del senso di fame (solo momentanea), e ciò, soprattutto nei bambini, favorisce una cattiva alimentazione. Il bambino che consuma bibite zuccherate durante il pasto (o immediatamente prima), subirà un rapido innalzamento della glicemia che causa sensazione di sazietà. Il bambino smette di mangiare ma la sensazione di fame ritorna entro poche ore (prima di tre ore dalla fine del pasto). Ed ecco che spesso la sensazione di fame viene saziata da "cibi spazzatura" (es. merendine, biscotti) che favoriscono sovrappeso ed obesità. Al contrario l’acqua ha zero calorie, quindi non fa ingrassare. Anzi se utilizzata in modo corretto può addirittura far dimagrire. Un paio di bicchieri sorseggiati prima di pranzo favoriscono, per esempio, la sensazione di pienezza gastrica, riducendo l’appetito. L’azione depurativa di questo alimento è inoltre utile per eliminare le scorie metaboliche indotte dallo stress, dall’inquinamento e da una dieta troppo ricca di tossine (cibi fritti, bruciacchiati, grigliate, alcol, grassi saturi, additivi ecc.). Dal momento che molte di queste tossine sono liposolubili, se non vengono adeguatamente eliminate a causa di una sovrassunzione o per insufficiente attività epatica o renale, vengono immagazzinate - a mo di discarica – nel tessuto adiposo. Durante i pasti è buona regola non bere troppo, per evitare di diluire i succhi gastrici e rallentare la digestione. D'altronde, quando si consuma un pasto equilibrato, l'apporto idrico è garantito dalla frutta e dalla verdura (che sono costituite per l'80-90% da acqua).L'acqua è fondamentale per l'organismo: è infatti il mezzo attraverso il quale si svolgono tutte le reazioni metaboliche. Bere abbondantemente aiuta a mantenere la pelle ben idratata, giovane ed elastica, soprattutto nei mesi estivi, quando l'esposizione prolungata ai raggi del sole comporta una maggior perdita d'acqua, rendendola più secca. La giusta quantità d'acqua permette al cervello di controllare correttamente i meccanismi di termoregolazione del nostro corpo. La mancanza d’acqua da origine a scompensi come: crampi, sensazione di spossatezza e mancamenti nei casi di disidratazione più gravi. La presenza dell'acqua è fondamentale nel sangue, non solo perché è il principale elemento del plasma (la componente liquida del sangue), ma anche perché assolve all'importantissima funzione di regolare il volume del sangue e la sua fluidità. L'acqua è determinante anche per il controllo del peso corporeo; persone che bevono poco sono maggiormente esposte al ristagno di tossine oltre ad incentivare la ritenzione idrica. Questa situazione gioca nettamente a sfavore della perdita di peso e del rassodamento dei tessuti. In media comunque si consigliano due litri di liquidi al giorno, sotto forma di varie bevande, ad esclusione dell'alcool che anzi richiede un'ulteriore quantità di acqua per essere metabolizzato. Le persone anziane, infine, dovrebbero imporsi di bere con regolarità, sia perché sono predisposte ad avvertire poco la sete, sia perché i loro reni hanno, solitamente, difficoltà a produrre urina molto concentrata. Quindi bambini, adulti anziani, sportivi, insomma tutti ricordiamoci di idratarci a sufficienza durante la giornata… e buona estate a tutti.

*Per consigli, informazioni e domande scrivete alla nostra consulente che vi risponderà su Gente Comune o privatamente f.vari1978@libero.it

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mergenza clima, emergenza lavoro, emergenza violenza, emergenza economica… viviamo tra continui S.O.S. mediatici, che molte volte alimentano sensazioni di ansia e inadeguatezza, piuttosto che offrire strategie per affrontarle al meglio. Come orientarsi in una giungla di stimoli che spesso fungono da stressor eccessivi e aggiuntivi alle difficoltà reali (lavorative, relazionali, etc.)? Nella situazione economica attuale diventa sempre più complicato decidere di rivolgersi ad una figura professionale che si occupi di sostegno psicologico (psicoterapeuta, psichiatra), proprio quando paradossalmente se ne avrebbe più bisogno. Per questo motivo stanno nascendo diverse iniziative di auto-aiuto, soprattutto on-line, che provano a dare delle prime indicazioni per un “pronto-soccorso” psicologico, inviando ad una consultazione ulteriore nei casi più gravi. Tra queste possibilità vi segnalo il sito www.curarsidasoli.it, come un’ottima possibilità di orientamento per il benessere mentale. Proviamo ad accennare come si affrontano i contenuti del disagio in questo tipo di sito, prendendo anche spunto da rubriche passate, e spiegando ad esempio cosa vuol dire stress. Ogni stimolo diretto all’essere umano è definito stressor; esso modifica l’equilibrio dell'organismo che risponde con reazioni emotive, comportamentali, ormonali, etc. e il risultato di questo processo è lo stress. Lo stress dunque è la risposta dell'organismo ad ogni richiesta di cambiamento, può essere fisiologico e positivo, eustress o patologico e negativo, distress. L'eustress, o stress buono, è indispensabile alla vita di tutti i giorni e si manifesta sotto forma di stimoli ambientali costruttivi, ci danno vitalità, energia e attività. Non si può vivere senza stress. Il distress è invece lo stress cattivo che causa un forte stato di tensione all'organismo, obbligandolo a mobilitare le proprie difese per far fronte ad uno stimolo nocivo. Il distress nasce nel momento in cui l'individuo entra in tensione oltre il livello personale di sopportazione. Proviamo ad individuare dei consigli pratici per affrontare in maniera più efficace ed efficiente lo stress di tutti i giorni: • ammetti di essere stressato; • fai attenzione ai pensieri: sostituisci affermazioni negative come “non posso farcela” con affermazioni incoraggianti come “posso riuscirci e ci riuscirò“; • impara tecniche di gestione del tempo; • evita di esser troppo perfezionista e di voler fare tutto da sola, impara a delegare; • impara a dire “Si” quando vuoi dire “Si” e dire “No” quando vuoi dire “No”: allena l’assertività; • segui un’alimentazione adeguata; • pratica sport regolarmente per aumentare la produzione di sostanze positive come le endorfine; • utilizza la tecnica Star Trekking, ovvero “teletrasportati” per 10 minuti al giorno in un ambiente tranquillo, provando a visualizzare immagini rilassanti; • pratica la meditazione. Per ulteriori informazioni e chiarimenti su come usare gli strumenti dell’autoaiuto (es. la biblioterapia) vi invito a scrivermi all’indirizzo di posta elettronica qui segnalato.

Rubrica di psicologia e benessere personale a cura della

D.ssa Chiara Camperi - Psicologa chiaracamperi@libero.it

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Almanacco CIOCIARIA PARANOICA Natural Soul

Rubrica di cosmesi naturale e benessere a cura di Giorgia Sammarco

di Antonio Coletta

SOSTANZE DANNOSE NEI COSMETICI l giorno d’oggi si tende molto a demonizzare petrolati, siliconi, parabeni e altre sostanze presenti nei cosmetici che acquistiamo; esistono però altre sostanze dannose meno conosciute. Gli EDTA e i Carbomer sono ad esempio due sostanze non biodegradabili che causano l’avvelenamento della fauna acquatica: oltre al danno ambientale, esse entrano nella catena alimentare. Ci sono poi sostanze che rendono la nostra pelle particolarmente permeabile, facilitando il passaggio di sostanze nocive presenti nel cosmetico (conservanti, fragranze e pesticidi). Esse sono i PEG, il Glicole Propilenico e il Sodium Lauryl Sulfate. Attenzione anche a MEA, DEA, TEA (che possono sprigionare nitrosammine) e a Diazolidinyl urea e Imidazolidinyl urea (che sono cessori di formaldeide), perché sprigionano sostanze classificate come cancerogene. Pericoloso anche il Triclosan, che rafforza i batteri patogeni rendendoli resistenti ai più comuni antibiotici e che sprigiona diossina, una sostanza notoriamente tossica. Un’ulteriore minaccia arriva dagli smalti per unghie con il Toluene e il Dibutilftalato: il primo, se ripetutamente inalato, può provocare danni al feto; il secondo colpisce il sistema ormonale responsabile dello sviluppo riproduttivo. Imparare a leggere l’INCI, cioè la lista degli ingredienti, è molto importante per fare acquisti consapevoli. E’ anche utile rivolgersi alle alternative naturali, oggi sempre più presenti sul mercato e a prezzi accessibili a tutti.

A

Facebook: S.O.S Minorenni acebook è il social network più “navigato” degli ultimi tempi e per quanto riguarda la sicurezza e la privacy dei minori, diventa per i genitori, un problema sempre più spinoso. Il dovere di ogni genitore è controllare e sorvegliare gli strumenti web utilizzati dai propri figli, al fine di evitare di aggiustare l’irreparabile, soprattutto se parliamo di tutela dei minori. Purtroppo non tutti i genitori hanno dimestichezza con il web, e tanti non sanno neanche che i loro figli sono iscritti a Facebook. Il limite di età per iscriversi è di tredici anni e i dirigenti del Social hanno avuto la brillante idea di mettere delle restrizioni a queste giovani età fino al raggiungimento dei diciotto anni; peccato che chiunque può iscriversi cambiando semplicemente la data di nascita, perciò, un bimbo di dieci anni può diventare maggiorenne con un clic! Facebook anche se apprezzato da tutti non è da sottovalutare! I rischi sono tanti tra cui la Pedopornografia e il cyberbullismo… ma niente paura con un po’ di attenzione e semplici regole i vostri bambini potranno usare Facebook con tranquillità e totale sicurezza. Da evitare assolutamente foto dei vostri figli in costume o nel momento del “primo bagnetto” (fantastico per voi, meno per un pedofilo) soprattutto se condividete o “Tag-gate” le foto ai vostri amici; Se non si usano le restrizioni giuste anche gli amici dei vostri amici posso vedere le vostre foto, e non sempre si conoscono tutti! All’interno di Facebook in alto a destra c è un simbolo a forma di lucchetto, cliccandoci sopra si apre il mondo della privacy. “Chi può vedere le mie cose” è il primo passo, si può scegliere “modifica” e personalizzare inserendo “amici” o usare la restrizione totale per una persona in particolare, indicandone nome e cognome non sarà in grado di vedere i vostri movimenti. L’importante è inserire ad ogni domanda solo “amici” e non “amici degli amici” in questo modo anche le persone sconosciute possono vedervi! Bisogna sapere, che Facebook, ha un centro assistenza anche per i genitori, con tutte le risposte, basta cliccare in alto a destra sul simbolo a forma d’ingranaggio e in basso troverete la scritta “centro assistenza”, basta inserire nel motore di ricerca “minorenni e privacy” e tutte le domande con le dovute risposte saranno a vostra completa disposizione. Secondo il rapporto della Federal Bureau of Investigation esistono almeno 7,5 milioni di bambini sotto i tredici anni che usano il sito! Come dice un vecchio detto “prevenire è meglio che curare”! Erika Rossi

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"Ciociaria Paranoica è un'operazione commerciale spregiudicata. Contiene tutto ciò che si dovrebbe assolutamente sapere della provincia di Frosinone. Una sorta di Lonely Planet che nessuno acquisterebbe mai"

"Disagio in salsa ernica" niziamo dal principio: se Giulio Andreotti non avesse avuto bisogno dei nostri voti, la Ciociaria non sarebbe quella che è oggi. Non avremmo goduto dei finanziamenti della Cassa del Mezzogiorno rimanendo così costretti, nell'immaginario collettivo, dentro il ruolo di popolo di contadini e pastori rozzi. Oggi, invece, grazie al benessere introdotto dalla Democrazia Cristiana, per l'Italia intera siamo quelli della Permaflex di Licio Gelli, quelli di Fiorito, quelli che siamo tutti costruttori. E quelli di Martufello. La Ciociaria: una terra fantasma, come il Molise e la Basilicata. Quando lo dici in giro, "sono ciociaro", ti crea un po’ di disagio. Nessuno che sappia dove si trovi. Nelle Marche? In Abruzzo? "No, è nel Lazio". “Ah, sei di Roma, allora”, ti dicono. “No, di vicino Frosinone”, ribatti tu. “Ah, dall’accento si sente che sei napoletano”, ti rispondono. Io sono nato ad Alatri, paese di circa trentamila anime, dove ancora formalmente risiedo. Mi piace tornare a casa, di tanto in tanto. Mi piace guardare dalla finestra di camera mia: un ospedale e un cimitero. Dalla finestra della cucina, invece: galline, pecore, maiali e un trattore. Mi piace il ronzio costante della sega circolare del mio vicino di casa. Da mattina a sera, da quando sono nato (te lo chiedo pubblicamente: ma che cazzo seghi da circa trent'anni?). Mi piace l'aria buona, ché a volte in città rischio di dimenticare l'odore dello stabbio e l'allergia a fieni e pollini. Mi piacciono i cibi genuini. Mi piacciono così tanto da rischiare, ogni volta, di tornare a casa con un fisico da modello e ripartire come Giuliano Ferrara. Mi piace riappropriarmi fieramente del dialetto [NdA: il dialetto in Ciociaria viene insegnato a scuola, roba che se non fossimo tanto terroni la Lega Nord ci indicherebbe come modello da imitare]. Mi piace passare le giornate a discutere di genealogie locali, malattie di parenti di persone che conosco a malapena e di quanto sia scandaloso che "in un paese così bello" i turisti siano sempre così pochi. E potrei andare avanti ore ad elencare le tante cose che mi piacciono della mia terra: ad esempio i ragazzi col bomberino e i capelli rasati sfumati sui lati e più lunghi sopra, i signori con i camperos e le giacche di pelle che sembrano Little Tony, le automobili più larghe delle strade, le cover band degli Europe, eccetera eccetera eccetera. Come avrete intuito, sì, questa terra, la Mia Terra, mi piace tanto tanto tanto. Mi piace quel suo sapore un po' retrò e spero davvero possa non cambiare mai.

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“Non Ci Resta che Ridere”, in scena la compagnia TeatrAmore Successo e risate il 28 giugno scorso presso la Biblioteca Comunale di Cassino CASSINO - Il 28 Giugno scorso, presso la Biblioteca ‘Pietro Malatesta’ di Cassino, è andato in scena “Non ci resta che ridere” della compagnia Teatramore, un omaggio ad autori ed attori napoletani amatissimi da De Filippo a Troisi, Arena, De Caro etc. Nonostante si tratti di una compagnia amatoriale, dobbiamo riconoscere loro di aver interpretato perfettamente lo spirito di questi pezzi teatrali (“San Gennaro” tratto da “La Smorfia” e “Don Raffaele o Trombone” di De Filippo) aggiungendo qualcosa di nuovo, di personale, di originale che è stato notato dal pubblico in sala. Le risate spontanee e gli applausi anche in momenti poco “adatti” della recitazione ne sono stati una prova tangibile. Chiara Gaudino (Regista e ottima nella parte di CAM ne “La Smorfia” ma soprattutto in quella di Nicola in “Don Raffaele o Trombone”), Salvatore Valentino (portentoso e spontaneo come un professionista sia nei panni di Troisi in “San Gennaro” tratto da “La Smorfia”, che in quelli del “pazzo” Nicola Belfiore in “Don Raffaele o Trombone” di De Filippo e, infine, strepitosa “Maria” nella “Natività” della Smorfia), Anna Di Fazio (strepitosa Amalia, moglie di Don Raffaele Chianese nel pezzo di De Filippo), Monica Todisco (simpatica e spontanea Lisa figlia di Raffaele il Trombone), Manuel Zaccaria (Don Raffaele, ironico e adattissimo anche alla parte di Lello Arena in “San Gennaro”), Mauro Paolini (voce fuori campo del compare Giovanni al telefono) e Guido Fortuna, l’ultimo arrivato, in Luigi di “Don Raffaele o Trobone”, hanno così regalato una serata piacevole alla folta platea intervenuta per sostenere la Compagnia Teatrale Amatoriale “TeatrAmore” che, nata a Cassino nel novembre del 2005 da un’idea di due studenti universitari Luigi Caminiti e Chiara Gaudino, oggi vanta la partecipazione amichevole di attori e collaboratori di ogni età e di varia esperienza. Andrea Tagliaferri


Extras - Di tutto di più

Avvenne... a luglio

Pillole di storia Egnazio Danti e “l’antirinascimento” ome si fa a sparire dalla storia pur essendo un genio assoluto? C’è un filone storiografico detto antirinascimento che risponde al quesito in modo “non conforme”. Negli ultimi anni per fortuna grandi ricercatori cattolici come Mariano da Alatri, Giuseppe Capone e Gianni Boezi, hanno ridato lustro e memoria al Danti con studi attenti e approfonditi. Il problema storico della secolare censura subita da Egnazio Danti si individua ricollocando il vescovo – scienziato nel contesto del tempo: nel clima controriformista il nostro era nato a Perugia nel 1536; inizia in casa a studiare pittura e architettura. Per terminare gli studi filosofici e teologici entra nell’ordine domenicano nel 1555, e passa un breve periodo contemplativo in chiostro. Evidentemente non era quella la sua missione né la sua passione: affascinato da sempre della scienza, si dedica in modo “sfrenato” alla matematica, l’astronomia e la geografia. Mette a frutto le conoscenze acquisite nel 1567 a Firenze, dove Cosimo de’ Medici lo nomina cartografo di corte. Infaticabile, intensifica vieppiù gli studi ideando strumenti scientifici, pubblicando testi di successo sulla fabbricazione dell’astrolabio. Alla morte di Cosimo, Danti viene espulso da Firenze: i malefici confratelli domenicani gli avevano aizzato contro il nuovo duca Francesco I con maldicenze d’ogni genere. Danti in realtà era convinto oppositore della scolastica ergo innovatore indigesto alla controriforma regnante. Tuttavia non si diede per vinto e si spostò all’università di Bologna ad insegnare matematica. Nello stesso tempo collaborò con Gregorio XIII alla riforma del calendario. Fornì i progetti all’architetto Fontana per la riparazione del porto di Claudio. Pubblicò la traduzione delle opere di Euclide. A 47 anni fu nominato vescovo di Alatri dove osò l’impossibile per quei tempi terribili: ritrovò i resti (reliquie) di papa Sisto I patrono della città. Dentro un’urna trovò le ossa e le esaminò da scienziato, ricostruendo financo una parte della calotta cranica del corpo santo (eresia da stregone!) che oggi – come ci ricorda Gianni Boezi – è inserita nella testa d’argento della statua del patrono. Indagare così approfonditamente e con zelo scientifico in piena controriforma, ripetiamo, era un atto da autolesionista pazzo. Ed ecco il prezzo pagato da Danti: furono bruciati praticamente tutti i suoi scritti con annessa “damnatio memoriae”. Patrizio Minnucci

C

Lavori dimenticati no studio della “Fondazione Consulenti del lavoro” ha definito i c. d. lavori dimenticati, ovvero i lavori che nessuno vuole più fare, nonostante la disoccupazione e la crisi imminente. E così falegnami, panettieri e sarti reclamano manodopera. Il falegname è uno dei lavori più snobbati. Basterebbe infatti “fare il giovane e imparare a lavorare il legno”; il lavoro può portare guadagni molto elevati se svolto con cura, pazienza e dedizione. Il panettiere, lavoro durissimo e con moltissimi posti vacanti a cui bisogna dedicare molte ore soprattutto di notte. E ancora: il sarto, lavoro per cui bisogna avere quasi una vocazione, è un mestiere totalmente in estinzione visti i tempi in cui il riciclo, il ri-utilizzo fanno quasi ridere. Altri

U

mestieri quasi rifiutati sono, nonostante ci sono elementi che fanno pensare il contrario, quelli del barista, del cameriere e del pasticcere. Le motivazioni sono quasi scontate: per fare il cameriere e il barista bisogna lavorare soprattutto di sera fino a tarda notte, nel week end e soprattutto durante le festività, per il pasticcere bisogna iniziare il turno intorno alle 5 del mattino. Ma non è finita qui: ci sono infatti altri posti vacanti che reclamano manodopera, questa volta però sono posti che prevedono una specifica formazione: infermieri, tecnici informatici e operai specializzati. Secondo la fondazione Consulenti del lavoro, in Italia ci sono 150.000 posti disponibili in questi lavori che nessuno cerca e che nessuno vuole. Voglia di lavorare… GG

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uel giorno di luglio. Il 10 luglio 1943 gli alleati anglo - americani occuparono Pantelleria, poi, nonostante i giuramenti di Mussolini, sbarcarono in Sicilia e avanzarono rapidamente. Fu soltanto allora che alcuni gerarchi, membri del Gran Consiglio, si risolsero ad agire. Chiesero ed ottennero da Mussolini di convocare il massimo organo consultivo del fascismo, mai riunito da prima della guerra. Il Gran consiglio si riunì nel pomeriggio del 24 luglio e nella notte del 25 approvò (19 voti a favore, 8 contrari e 1 astenuto) l’ordine del giorno presentato da Dino Grandi, che “sfiduciava” Mussolini appellandosi al re per una soluzione “politica e militare” della crisi. Il parere del Gran consiglio era appunto soltanto un parere, ma Vittorio Emanuele III colse l’occasione per esautorare il duce. Il 25 aprile 1943 viene considerato come l’ultimo atto del regime, una lotta di potere interna al fascismo. Questa interpretazione nasce dall’ovvia constatazione che tutti i rivoltosi del 25 luglio erano fascisti, ma soprattutto dalla necessità politica del dopoguerra di non mischiare le iniziative dei gerarchi o le decisioni del re con la lotta di chi si oppose, armi in pugno, al fascismo. È innegabile però che chi il 25 luglio si schierò contro Mussolini per restituire i poteri politici e militari al re aveva la piena coscienza – soprattutto Grandi e Bottai – che Mussolini era il regime, e che abbattere l’uno significava fare crollare l’altro. E che importa, dal punto di vista storiografico, che in quel regime avessero avuto enormi responsabilità e che si siano decisi solo all’ultimo momento. Patrizio Minnucci, storico

Q

CARTA CANTA consigli per le letture di Serena Sperduti

IAN MCEWAN

MIELE

Genere: spy story sentimentale Voto dei lettori su aNobii:

Curiosità: Il titolo originiario "Sweet Tooth" è stato reso in italiano con Miele, in realtà in inglese indica una predilezione o anche una forte attrazione per i dolci. Per tutto il libro pensi di leggere una cupa storia di spionaggio in cui a Serena Frome succedono un tot di cose spiacevoli che ruotano intorno all’MI5. L’odiosa e insincera agenzia d'intelligence britannica manipola scrittori utili alla causa anticomunista, da qui la narrazione si muove tra citazioni di letteratura ed eventi storici, da Solzenicyn a Churchil. Oltre a ricordarmi le ansie di un’infanzia vissuta durante la guerra fredda, ho provato un empatico senso di fastidio durante la lettura, sia perché la protagonista porta il mio stesso nome e sia per l’indubbia bravura dell’autore. Con un ingegnoso finale McEwan libera Serena da una situazione apparentemente senza più vie d’uscita trasformando la spy story in un’emozionante e originale storia d’amore. Seppure durante la lettura il ritmo sembra rallentare, vi assicuro che vale davvero la pena arrivare fino in fondo. Il libro o appassiona o si odia tant’è vero che ha diviso in due fronti nettamente opposti la critica britannica, lo stesso voto di anobii riflette questa tendenza, si tratta infatti di una media esatta di voti alti e voti bassi ugualmente distribuiti. Autori belli da leggere ma anche da incontrare, è un sollievo scoprirli solari e ironici riemergendo dal nero delle loro storie di morte.

La soluzione della foto Da pag. 21 - La foto pubblicata in questo numero (gruppo folk, 1938) ritrae, in piedi da sinistra, Elena Pirri, Emanuele Lisi, Armando Tagliaferri (medaglia d'oro al valor militare), Maria Teresa Del Vescovo, il futuro veterinario Fischiagrilli, Angelina Marani Cortese, Valentina Ferrazzoli, Rina Papitto, Sistino Celani, Carolina Del Vescovo, Giorgina Milani, Ubalda Bellincampi, Mario Bellincampi, Maria Lisi, Graziella d'Ambrogi. Seduti: Vincenzo Papitto, Agostino Biani, Tommasino Covino, Guido Sabellico e Lillino Martufi.

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Lug2013  

Gente Comune Luglio 2013

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