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UN DIARIO … perché? I ragazzi LE(g)ALI AL SUD (e non solo) hanno deciso di produrre un diario. La scelta, condivisa da esperti e tutor, è fortemente significativa. Al diario vengono affidati segreti, ricordi, emozioni, impressioni personali: può essere considerato, tra i luoghi della scrittura, una sorta di scrigno utilizzato per lasciare segni densi di significato. Nel tempo, e nella scuola, il diario è anche diventato strumento di lavoro, compagno degli anni tra i più importanti per ciascuno, perché arricchiti dalla complessità dell’incontro con i saperi e con gli altri. Il diario, luogo privato e pubblico, si può dire. E allora quale scelta migliore per trasmettere messaggi per l’esercizio della cittadinanza? Doveri di tutti. Diritti per tutti. Su questo hanno lavorato i nostri ragazzi e le nostre ragazze. Risulta evidente che si sono misurati su un tema molto impegnativo. L’impresa ha richiesto rigore e attenzione ed ha assunto, incontro dopo incontro, una dimensione densa di curiosità e scoperte. Gioco e allegria sono diventati, in questo modo, compagni di strada dello studio e della scrittura, individuali e collettivi. Sentiamo di aver costruito un gruppo di cittadini, forniti della cassetta degli attrezzi che deve accompagnare l’esercizio dei diritti e il rispetto dei doveri. Ai ragazzi e alle ragazze che incontriamo per la prima volta in questo nuovo anno scolastico doniamo questo prodotto perché si sentano subito a casa, nella casa in cui saperi e relazioni, rispetto e reciproco ascolto cercano di incontrarsi in ognuno dei giorni scanditi dal diario. Sappiamo che non è semplice e per questo ci piace dire, insieme a Gianni Rodari, ad alunne ed alunni, genitori, docenti, personale tutto: “Imparate a fare le cose difficili”. Il Dirigente Scolastico Prof.ssa Felicia Positò


Doveri di tutti – Diritti per tutti Il PON ci ha visti protagonisti nell’anno scolastico 2010/11 e ci ha impegnato nel mettere LE ALI al SUD attraverso: Giustizia, Giudizio, Generosità, Gioia, Gentilezza, Gioco, Genuinità, Gioventù, Grandezza, Gratitudine, Governo… Abbiamo scelto alcune delle G che permettono di mettere le ali al sud. Il nostro “alfabeto” però non si è limitato alla lettera G. Anzi, a dire la verità, è partito dalla lettera I. Perché? Ve lo spieghiamo subito. Abbiamo conosciuto, nei nostri incontri pomeridiani del lunedì, le parole e la personalità di un uomo che aveva fatto di una frase che comincia con questa lettera il motto suo e della sua scuola. Si tratta di Lorenzo Milani e la frase che ci ha affascinato è la seguente: I CARE! In inglese, sì! Significa “Io ci tengo! – Mi sta a cuore! - Io me ne prendo cura! “. Lorenzo Milani cominciò ad utilizzarla quando il regime fascista decise di scegliere come proprio motto “I don’t care!” (in italiano, ovviamente, “Me ne frego!”).

Anzi, poiché dobbiamo passare, nelle nostre scelte e nelle nostre azioni, dal singolare al plurale, diciamo:

Anche noi non vogliamo “far finta di niente” (per essere più gentili nell’espressione): vogliamo prendere a cuore le situazioni, il nostro presente, la storia che ci accade intorno. “La Storia Siamo Noi”, canta Francesco De Gregari. La storia non ammette assenze. Il presente non ammette assenze. È un dono. Non a caso si chiama “presente”. Noi abbiamo deciso di essere ben presenti e di aprire gli occhi sulla nostra storia, sul mondo, su quello che accade, di non lasciarci sfuggire nulla, perché altrimenti saranno gli altri a scegliere per noi. E questo non è Giusto. Noi vogliamo le nostre Ali per volare Liberi.


La storia siamo noi, nessuno si senta offeso, siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo. 
 La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso. La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare, 
 questo rumore che rompe il silenzio, 
 questo silenzio così duro da masticare.
 E poi ti dicono "Tutti sono uguali, 
 tutti rubano alla stessa maniera".
 Ma è solo un modo per convincerti
 a restare chiuso dentro casa quando viene la sera. Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone,
 la storia entra dentro le stanze, le brucia,
 la storia dà torto e dà ragione. La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere,
 siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere.
 E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia)
 quando si tratta di scegliere e di andare,
 te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,
 che sanno benissimo cosa fare.
 Quelli che hanno letto milioni di libri
 e quelli che non sanno nemmeno parlare,
 ed è per questo che la storia dà i brividi,
 perchè nessuno la può fermare. La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,
 siamo noi, bella ciao, che partiamo.
 La storia non ha nascondigli,
 la storia non passa la mano. La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano.

Francesco De Gregori, dall'album Scacchi e Tarocchi - 1985


Vogliamo disseminare i chicchi che abbiamo raccolto nella nostra esperienza: usate questo nostro lavoro per la vostra riflessione individuale e collettiva.

Laboriosi E Giusti Andiamo Legati Insieme Alla Libera Solidale Umanità Democratica

A base della nostra LIBERTÀ c’è l’autonomia, il rinnovarsi dal basso, lo sviluppo dell’individuo come coscienza universale del bene, la possibilità per ogni parte dell’edificio, città, provincia, regione, stato, di collegarsi ad altri simili nel proprio interesse, senza impaccio alcuno. (…) Si deve educare alla LIBERTÀ senza parlare mai della libertà: basta educare i sensi fondamentali dell’anima umana, come il senso della dignità, il senso dell’iniziativa individuale, il senso di responsabilità. Tommaso Fiore

Troverete all’inizio di ogni mese dei testi ispirati a lettere dell’alfabeto. Altri sono in ogni pagina dedicata ai giorni di scuola.


Perché è importante lavorare in gruppo? 1. perché si mettono in comune le idee di varie persone di diversa estrazione sociale e generazionale e ciò consente una riflessione più ricca … 2. perché i partecipanti imparano gli uni dagli altri … 3. perché si arriva ad un’idea di gruppo che è molto più completa delle singole idee separate … 4. perché si sviluppano i valori della solidarietà, della cooperazione, della interdipendenza … 5. perché formando l’identità collettiva del gruppo si forma anche l’identità personale… 6. perché ogni persona si sente importante per ciò che è, in quanto nel gruppo acquista sicurezza delle proprie idee esprimendole, ridimensiona se stesso ascoltando e imparando dagli altri, capisce il proprio ruolo nel gruppo e nella società… 7. perché si perde la violenza nei confronti dell’altro, in quanto ci si “riconosce” nell’altro…

Qualità e difetti dei membri del gruppo qualità - saper sdrammatizzare - invitare alla concretezza - indicare sbocchi e alternative - essere amichevole, affettuoso (e accettare le idee di tutti - richiamare gli obiettivi del gruppo

difetti - scherzare su tutto - puntualizzare eccessivamente - non assumere mai posizioni - essere aggressivo - parlare sempre - soddisfare i bisogni (personali da Facciamo Pace? di Giuliana Martirani)


E tu ???? Sei un campione o un fuoriclasse?

Il campione vuole "fare quello che vuole" - vuole che la squadra giochi per lui. Al contrario il fuoriclasse è l'individualità che "sa fare gruppo". Una squadra che vuole vincere qualcosa “HA BISOGNO DELL'EQUILIBRIO TRA TOTALITÀ E SINGOLARITÀ”. da Marcello Lippi, IL GIOCO DELLE IDEE

Questa lettura ci ha fatto comprendere che cosa vuole dire lavorare in gruppo non solo a scuola, ma anche nella società, sul lavoro, e più in generale nella polis, in cui si fa il BENE PER TUTTI E QUINDI ANCHE PER SÉ.

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