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Bricconello, il vino cattivo, nasce in un supermercato dalla mente disegnativa di Maurizio Fei e dalla matita pensante di Lamberto Tomassini. ____ Così un testimone oculare ricorda il giorno in cui incontrò per la prima volta il nostro personaggio: Ero al supermercato per la spesa settimanale. Un centinaio di piccoli parallelepipedi di cartone erano allineati su uno degli scaffali del settore "bibite, bevande, vini, liquori". In quello spazio convivevano, misteriosamente in armonia, aranciate e nobili di Montepulciano, gazose e grappe, cocacole e champagne (un raro esempio di coesistenza multietnica). I parallelepipedi contenevano "vino da tavola", circa un euro a confezione, bianco, rosso o rosé. Io passeggiavo tranquillamente col mio carrello sovraccarico proprio dalle parti del settore "bibite, bevande, ecc..." quando ad un tratto uno di quei cartoni di vino si mosse dal gruppo e si diresse a grandi passi verso gli scaffali accanto, dove facevano sfoggio di sé i Brunelli di Montalcino, trentadue euro a bottiglia. Il cartone senza alcun motivo apparente, cominciò a tirar calci nel culo (di bottiglia) a quei fighetti imbottigliati, che in un primo momento non trovarono neanche la forza di reagire tanta era l’indignazione. Poi, come se avessero improvvisamente preso d'aceto, cominciarono a lagnarsi e a protestare, fin quando alcune bottiglie di Morellino (notoriamente più sboccate e volgari dei Brunelli) corsero in loro aiuto, snocciolando maremme maiale ed altre colorite espressioni in toscano stretto. Fu allora che il bricco di cartone se la filò, sparendo alla vista di tutti. Ma l'intero settore era già precipitato nel caos: le fanta se la svignarono in gran fretta; le lattine di Seven Up dalla paura esplosero una dopo l'altra creando un suggestivo effetto Trocadero; i Grand Marnier si allontanarono sculettando (ma furono ripresi dal personale di servizio). Un vecchio Nobile di Montepulciano, punto 2


nell’orgoglio, sguainò il cavatappi e a gran voce sfidò a duello il fellone cartonato, urlando: "Domattina all'alba, sotto il banco del pesce...". Io ero lì, impietrito, ad osservare tutto quel putiferio quando con la coda dell'occhio vidi, fra la merce nel mio carrello, sbucare un paio di occhi ben disegnati su una piccola scatola di cartone su cui era scritto a grosse lettere BRICCONELLO. Il fellone mi guardava minaccioso. Non feci neanche in tempo ad esclamare il mio stupore che quel piccolo bastardo mi disse con tono arrogante: "Procedi lentamente verso la cassa e non dire una parola se non vuoi che ti infili questi spiedini di pollo e tacchino nel naso". Obbedii prontamente e mi allontanai dagli scaffali proprio mentre i nani ghiacciati, incazzosi per natura, avevano cominciato a prendere a bastonate i chinotti. Arrivato alla cassa saltò sul tappetino trasportatore infilandosi un cespo d’insalata in testa per non farsi riconoscere. Si aggrappò ad un carrello che passava proprio di lì in quel momento e uscì dal supermercato.

____ Oggi Bricconello vive in un frigorifero abbandonato a quattro piani, con alcuni inseparabili amici: la Mortadellona, avvenente insaccato pieno di polifosfati, un Uovo di tredici anni detto Marcio Aurelio, un vecchio e malandato pezzo di Groviera detto Grovy, un attempato Tramezzino prosciutto e carciofini detto il Triangolo della Morte, e tanti altri personaggi che, volenti o - più spesso - nolenti, finiscono per intrecciare i loro destini con quello di Bricconello, il vino cattivo. 3


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Bricco a5 demo  
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