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TERRE DI

PERIODICO DI CULTURA POLITICA IMPRENDITORIALITÀ - ANNO 4 n.9 NOVEMBRE 2011

LOMBARDIA

ON. GIUSEPPE ROMELE La confermata validità delle Province

Magico

Natale www.terredilombardia.net

ANNA RIVADOSSI Forza e Determinazione PREMIO PASTORI Medaglie d'oro nell'Agricoltura Bresciana


SOMMARIO GIUSEPPE ROMELE La confermata validità delle Province

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LA PRESIDENTE Forza e determinazione

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SILVIO BERLUSCONI Grazie Presidente, siamo con te

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ADRIANO PAROLI Brescia città europea

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IN MEMORIA AL CAV. FEDERICO VIGANI "Premio Pastori"

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STEFANO SAGLIA Governo Monti: Unicum storico VIVIANA BECCALOSSI Credere al Popolo della Libertà

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AMANDA E FRANCO I giovani e il mondo del lavoro

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FRANCESCO LUCCHESE Disegnare l'eccelenza

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MARGHERITA PERONI Anno del volontariato

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ETTORE ISACCHINI Aler di Brescia: tempo di bilancio

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TERRE DI LOMBARDIA Dalla Lombardia alla Calabria

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TAMPALINI E "BRESCIA ORCHESTRA" Suona bresciano il CD di Amadeus

Editore Nuova Associazione Culturale TERRE DI LOMBARDIA Via Volturno, 78-25126 Brescia www.terredilombardia.com www.terredilombardia.net info@terredilombardia.net redazione@terredilombardia.net presidente@terredilombardia.net tel. 3339403023 fax. 1786083594

Anno 4 n.9 - Dicembre 2011 Pubblicazione periodica distribuzione gratuita

LUCA DALLA PALMA Un viaggio straordinario chiamato vita TERRE DI PIZZA 8 nuove tipicità per Terre di Lombardia

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MAURO MAFFIOLI Simposio Internazionale di scultura

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CHIARA PILITTERI Bilancio di previsione

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FRANCESCO BETTONI La terra al centro dell'economia

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ELENA BROGGI La Calchera

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GUIDO SANTI Mediazione Civile

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STEFANO BELOTTI Terre di Urago d'Oglio

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IVAN CALVETTI La competenza per superare la crisi

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GIANLUIGI RAINERI Proposta per un rilancio dell'economia

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I CEREALI MINORI La valorizzazione in Provincia di Brescia

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MAURO PAROLINI Il comitato per la montagna

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ERMANNO PASINI Continuità del suo impegno

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ACCADEMIA SANTA GIULIA Inaugurazione Anno Accademico

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RAFFAELE GARERI Social network

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EMILIA PENNACCHIO Terre di Borno

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MARCO MARCHI La fiera del casoncello di Barbariga

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MARIKA LEGATI Servizio refezione scolastica

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DELIA ORSIGNOLA La settimana della castagna

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MARIA GRAZIA TORTELLI Un grande impegno

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ALESSANDRO MATTINZOLI Tassa di soggiorno: pro e contro

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MARCO ROSSI Una presenza costante sul territorio

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FRANCESCO BASILE PTCP - Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale

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MARIACHIARA FORNASARI Giovani si: ma meritevoli

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GIANFRANCO TOMASONI Centro Vitivinicolo della Provincia di Brescia

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PRESEGLIE: SAPORI E MELODIE

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COMUNE DI MONNO

Direttore Responsabile Eugenio Feroldi Comitato di Redazione Anna Rivadossi Claudia Medini Marco Rossi Maria Mastinu Franco Rigali

Segreteria Claudia Medini Simone Busi Redazione Claudia Medini Simone Busi

Progetto grafico Francesca Pistoni Martina Sandro Scuola di Grafica e Comunicazione Coordinatore: Prof. Claudio Gobbi

Stampa Euroteam Via Verdi, 10 Nuvolera (BS)

Finito di stampare nel mese di Novembre 2011 Autorizzazione Tribunale di Crema n. 145 del 26 aprile 2007


LA CONFERMATA VALIDITÀ DELLE PROVINCE

D On. Giuseppe Romele

Vicepresidente Provincia di Brescia

a più parti e da molto tempo, ormai, sentiamo pronunciamenti, più o meno qualificati, sulla volontà di liquidare le Province: per la inutilità del loro operato per la riduzione dei costi della politica. Le loro funzioni dovrebbero essere trasferite ai comuni di capoluogo di Provincia, oppure alle Regioni Personalmente, ritengo sia un grande errore perseguire indiscriminatamente questo progetto. Perché? Innanzitutto bisognerebbe conoscere le Province italiane a fondo: tramite la loro storia, la loro dimensione e le loro competenze. ­Se è vero che alcune Province sono di piccola dimensione e di recente costituzione: Lodi, Lecco, Valle D’Ossola, Barletta ecc.ecc.e che bene potrebbero essere accorpate ad altre Province confinanti. Se è vero che, altre Province sono la quasi ripetizione del proprio capoluogo comunale,con aggiunta di pochi comuni di periferia: Milano, Roma, Napoli. È altrettanto vero, però, che la stragrande maggioranza della Province Italiane hanno una loro significativa dimensione Brescia: (206 Comuni), Bergamo (212 Comuni) - Verona - Padova - Varese - Como - Vicenza, ecc., hanno una loro storia secolare, risalente al 1.800, con la Fondazione del Regno d’ Italia, sulla scorta della esperienza amministrativa napoleonica. Le loro competenze e funzioni, peraltro, non sono facilmente trasferibili ai Comuni capoluogo, salvo stravolgere il significato degli stessi Comuni. Valga come esempio, Brescia il nostro capoluogo di Provincia, che invece di amministrare 200.000 abitanti, ne dovrebbe amministrare 1.250.000 dovendosi raccordare anche 206 amministratori comunali. Tantomeno le competenze e le funzioni delle nostre Province sono trasferibili alle regioni di riferimento perché significherebbe remare al contrario del federalismo. Vorrei capire, entrando nel particolare, come potrebbe la Regione Lombardia, gestire anche la viabilità bresciana e di tutte le altre Province, salvo inventandosi una nuova fallimentare ANAS. Come potrebbe la Regione ritornare alla approvazione diretta dei PGT (Piani Regolatori) comunali, gestire gli immobili scolastici, il settore del mondo agricolo, il coordinamento della sicurezza, il sostegno alle aree industriali e turistiche, la tutela delle aree agricole di pregio e le aree di alto valore ambientale ecc. ecc. Da questa mia veloce analisi, ribadisco che il legislatore se volesse veramente mettere mano al tema delle Province dovrà, prima di tutto fare uno studio accurato e non frettoloso, immaginando pure che per alcuni aspetti, sia anche possibile una loro riorganizzazione, non sarà sicuramente proponibile la loro sommaria estinzione .

Come Deputato e come Vicepresidente della Provincia di Brescia, mi impegnerò a fondo, affinché venga condotto un percorso normativo ragionato e prudente.

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EDITORIALE

AUGURI DALLA PRESIDENTE ANNA RIVADOSSI Forza, determinazione, coerenza e tanta semplicità.

F Anna Rivadossi

Presidente Nuova Associazione Culturale Terre di Lombardia

orza, determinazione, coerenza e tanta semplicità sono gli ingredienti indispensabili per garantire un bilancio positivo che vogliamo condividere con voi fedeli lettori. Magico Natale 2011. Magico quel giorno in cui ho condiviso con i miei più stretti collaboratori la voglia di dare vita all’Associazione Terre di Lombardia, magiche le idee che ci hanno permesso di vivere il territorio e di comunicare con la gente, magici quei momenti di tristezza che ci hanno fatto capire quanto sia importante la vita, magica la voglia di fare che non manca mai. La nostra Associazione Terre di Lombardia, giunta al nono numero del periodico, ha messo in campo molte iniziative e tante altre aspettano di essere sviluppate. L’anno 2011 ci ha permesso di esprimere, apprendere e crescere sempre di più, anche attraverso le sedi che

abbiamo aperto, creando una rete comunicativa e diretta con la nostra gente, rendendo questa realtà che progredisce ogni giorno sempre più concreta. Sono stati realizzati convegni ed eventi che hanno saputo suscitare interesse prefigurando possibili prospettive, molte delle quali raggiunte con notevole successo. Un anno di massime attenzioni, volte a quelle risorse che spesso dimentichiamo: il territorio e il percorso sociale che incentiveremo sempre più. Non saranno mai abbastanza le persone che conosceremo e le mani che stringeremo in segno di rispetto e di collaborazione, perchè siamo convinti che se la Provincia di Brescia continua a crescere e svilupparsi, sarà sempre più necessario che tutti credano nel futuro di questo territorio.

Solo nella solidarietà, possiamo dare il vero contributo per la nascita di una società con i valori che Dio ci ha donato. Sinceri auguri di Buon Natale e Felice Anno nuovo.

Terre di Lombardia

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A cura della redazione Terre di Lombardia

Preso spunto da Il Mattinale

GRAZIE PRESIDENTE, SIAMO CON TE Sono molti i modi scelti per sostenere ed esprimere stima e affetto a Silvio Berlusconi: www.grazieberlusconi.eu è uno dei tanti. • Grazie a te il programma elettorale e gli impegni presi con gli elettori hanno smesso di essere solo parole e sono diventati la bussola dell’azione di Governo; • Grazie a te l’Italia ha recuperato un ruolo protagonista in Europa e nel mondo.

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On. Silvio Berlusconi

opo le vicende dei giorni scorsi, e dopo i tantissimi commenti e sollecitazioni sui social network, le telefonate, le mail ed gli sms il sito è stato rilanciato per dare la possibilità a tutti gli italiani che lo vogliono di ringraziare il Presidente Berlusconi e di mettersi in contatto con lui. Ed è davvero lungo l’elenco dei motivi per cui questo popolo del web abbia sentito l’esigenza di ringraziare Berlusconi: • Grazie a te l’Italia, negli ultimi 17 anni, è stata davvero un’altra; • Grazie a te l’Italia si è salvata dalla “gioiosa macchina da guerra” di Occhetto, che avrebbe portato i comunisti al governo in una delle maggiori democrazie d’Occidente; • Grazie a te le tradizioni politiche liberali, riformiste, cattoliche, massacrate dal ciclone tangentopoli, hanno potuto continuare a dare il loro indispensabile contributo al Paese; • Grazie a te milioni di italiani moderati hanno potuto trovare un leader e un partito che rispondesse ai loro bisogni e ai loro desideri; • Grazie a te si è finalmente realizzato il bipolarismo dell’alternanza e della responsabilità, mettendo fine a una politica intessuta di inciuci e ribaltoni; • Grazie a te l’Italia ha avviato un vero programma di riforme, che molti ora hanno interesse a far passare sotto silenzio, come mai se ne erano visti nella nostra storia dal dopoguerra in avanti;

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Sei stato abbattuto, certo, ma non dal voto popolare (unico vero arbitro), bensì da un colpo di stato perpetrato con l’aiuto di tanti traditori, dei poteri forti, con la complicità degli utili idioti purtroppo presenti anche all’interno della maggioranza, che dopo aver cercato invano di espellerti dalla politica, hanno trasformato quelle che al massimo erano venialità private in una gigantesca colpa pubblica, mettendo te e l’Italia alla berlina del mondo per i loro interessi di parte. Grazie Berlusconi. Perché sappiamo che riuscirai a superare questi giorni di amarezza e di delusione e troverai la forza per riprendere in mano il partito e per essere nuovamente il punto di riferimento di tutti quegli italiani che vogliono tornare a vivere in un paese normale e libero, non commissariato dall’esterno e non succube degli interessi dei poteri forti.

Alla faccia dei soliti sinistri, a nome dei milioni di cittadini che hanno immutato affetto, stima e fiducia nei tuoi confronti, ti diciamo Grazie!”.


BRESCIA, CITTÀ EUROPEA L’intervista al Sindaco di Brescia, On. Adriano Paroli.

B On. Adriano Paroli

Sindaco del Comune di Brescia

rescia è una città in continua evoluzione, una città che si evolve per quanto riguarda strutture, servizi e cultura. Secondo il Sindaco di Brescia, On. Adriano Paroli, il nostro territorio, secondo in Lombardia, è fondamentale per una Regione che ha bisogno di punti di forza. “Anche la nostra economia, la nostra capacità produttiva, che anche nell’ultimo anno, nonostante la crisi, ha avuto un PIL da record a livello nazionale, sono la chiara conferma della necessità di continuare a migliorarci per divenire città europea.” Sono queste le parole del primo cittadino che continua “Per diventare città europea però bisogna affrontare i temi delle città europee. Mi riferisco, ad esempio, ai servizi ai cittadini, che devono essere snelli, di alto livello. Paroli punta l’accento anche sull’enorme carenza di impianti sportivi registrata sul territorio. “L’acquisto dell’ex palazzetto dello sport, EIB, vuole diventare un parco dedicato alle attività sportive, con oltre 5000 mila posti a sedere. E in questo settore, va sottolineato che la città ha anche bisogno di uno stadio all’altezza delle aspettative.”

Una città capace, insomma che funzioni, che sappia rispondere alle varie esigenze. Il Sindaco ha ricordato che Brescia è sede del TAR, della Corte d’Appello, del Tribunale dei minori, ai quali si rivolgono diverse Province lombarde. Per questo ha bisogno di rinnovarsi sotto ogni aspetto. Il centro storico sarà rinnovato e con esso l’offerta culturale. “Da pochi mesi l’Unesco ha riconosciuto il Capitolium patrimonio dell’umanità. Le iniziative culturali devono quindi adeguarsi:eventi, mostre, valorizzazione dell’offerta museale. E nello stesso tempo conclude Paroli - bisogna guardare all’offerta universitaria. Occorre coltivare la vocazione universitaria della città, con risposte che si adeguino a quelle europee.” Brescia ha infatti adottato il modello York, che sta assumendo contorni sempre più netti. Il progetto del Campus all’ex caserma Randaccio, nel cuore della città che, una volta ristrutturata, non solo potrà offrire agli studenti la storica tradizione universitaria inglese, ma recuperare un centro storico degradato, bisognoso di interventi significativi.

Palazzo Broletto, Brescia

Terre di Lombardia

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A cura della redazione di Terre di Lombardia

É

molto difficile riportare per iscritto i molti sentimenti che la memoria di Federico suscita in noi e non solo perché pensiamo a tutte le persone che lo conoscevano, lo frequentavano e collaboravano con lui. Resta in tutti noi un vuoto difficilmente colmabile e un senso di impotenza che ci atterisce e ci fa riflettere. Dai primi Club del ’93 all’impegno politico come delegato di collegio e organizzatore di presenza del partito negli Enti Locali. In tutti questi anni Federico ha sempre dedicato tutto se stesso al lavoro alla famiglia

IN RICORDO DI FEDERICO VIGANI e alla sua grande passione politica, mettendo a disposizione di tutti le sue grandi doti organizzative. Ci piace ricordare a tutti i successi di Arte Strasse in Via C. Cattaneo, la Fondazione della Associazione di Commercianti di Via S.M.Crocifissa di Rosa. Come dirigente provinciale di Forza Italia, dalla primissima ora, si è occupato con successo di dare ai comuni di Flero e San Zeno e Borgosatollo un’amministrazione di centro destra fortemente caratterizzata dalla presenza di Forza Italia. Gli va anche riconosciuto il grande merito di esservi riuscito con tenacia e perseveranza dando a queste comunità un impronta seria e speriamo duratura di politica di Buon Governo. Negli ultimi anni ha coronato parte dei suoi sogni mettendo a frutto le sue capacità con l’organizzazione dei Mercatini di Natale a San Zeno Naviglio che sono oggi un appuntamento fisso per migliaia di bresciani e non solo , con un successo sempre crescente. Si confrontava quotidianamente su idee e progetti per lo

sviluppo e il conseguimento degli obbiettivi prefissati. Vogliamo chiudere questo breve ma intenso ricordo con una sottolineatura sul tratto umano dell’uomo Federico. Da militante e dirigente ha sempre dato tutto se stesso al servizio di tutti, spesso senza riavere nulla in cambio, forse a volte delle immeritate frustrazioni , ma lui c’era sempre pronto a dare il meglio per il successo del suo partito nel quale credeva oltre ogni limite. Vogliamo che tutti ricordino Federico come uomo leale e onesto che ci mancherà per sempre.

PREMIO PASTORI Oscar all'agricoltura bresciana

"A

nche quest’anno il Premio Pastori, giunto alla sua settima edizione, segna un momento importante per la nostra agricoltura e per il nostro territorio. Un riconoscimento che sempre più, negli anni, ha acquisito spessore e consenso, come testimoniano le numerose candidature pervenute per la valutazione”. Con queste parole il dott. Angelo Balsamo, Vicepresidente della Fondazione Istituzioni Agrarie Raggruppate Onlus (IAR), interviene durante la cerimonia di conferimento del “Premio Pastori”, giunto alla sua settima edizione, tenutasi sabato 12 novembre presso l’Istituto ‘G. Pastori’ di Brescia. “Il Consiglio, quest’anno, celebra il Premio con una nota di malinconia per la prematura scomparsa del Presidente Federico Vigani-continua Balsamo -. Vogliamo ricordarlo, in questa occasione speciale, con affetto e stima, sia

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per quanto ha saputo fare negli anni per valorizzare la Fondazione IAR e l’agricoltura bresciana, sia per il suo entusiasmo contagioso che ci trasferiva ad ogni incontro. Il Consiglio, pertanto, ha deciso all’unanimità di conferire all’amico Vigani una Medaglia d’Oro alla Memoria”. Il Premio consiste di tre medaglie d’oro riconosciute a tre categorie differenti: «Formazione in agricoltura», assegnata ad un docente-formatoreprofessionista del comparto agroalimentare che abbia prodotto studi o ricerche di particolare rilievo in materia, o abbia dimostrato particolare attenzione ai temi della formazione; «Produzione, trasformazione, valorizzazione in agricoltura» assegnata ad un imprenditore agricolo o a un trasformatore, intraprendente ed innovativo, che abbia saputo portare attraverso il proprio operato, ricadute positive in ambito agricolo; «Percorsi didattici in agricoltura», categoria junior, dedicata ad uno studente del settore agro-forestale che si sia distinto per condotta e merito scolastico e che continui il suo percorso di studi in tale ambito con profitto. MEDAGLIE D’ORO: • La medaglia d’oro per la categoria “Formazione in Agricoltura” è stata assegnata a Carlo Cossandi per la passione e la competenza dimostrate fin da giovane in materia agraria, trasferite poi in modo concreto nella professione e nella formazione dei giovani. Dopo aver frequentato l’Istituto l’Agrario Bonsignori di Remedello e aver conseguito la laurea in Scienze Agrarie all’Università Statale di Milano, nel ruolo di Direttore della Coldiretti ha sempre avuto un occhio di riguardo per la formazione delle future classi dirigenti, creando il coordinamento dei movimenti giovanili. È stato, inoltre, Presidente dell’Istituto Zooprofilattico di Brescia e componente della commissione per gli esami di Stato della Facoltà di Agraria. Nel 1993 è tra i fondatori di Aipol (Associazione Italiana Produttori Olio), associazione riconosciuta dalla Cee. • La medaglia d’oro per la categoria “Produzione, trasformazione, valorizzazione in agricoltura” è stata assegnata all’Azienda F.lli Rigali, per l’intensa attività di valorizzazione dei cereali minori di montagna, operata in particolare nella zona della Valle Camonica, che ha meritato l’attenzione della Regione Lombardia, Provincia di Brescia, Comunità Montana Valle Camonica e Centro Studi della Montagna in un progetto esteso sulla filiera di tali prodotti con l’obiettivo di arricchire l’offerta agro – alimentare e l’utilizzo degli stessi nella ristorazione e nella panificazione con il fine di riproporre piatti tipici della tradizione locale. • La medaglia d’oro per la categoria “Percorsi didattici in agricoltura” è stata assegnata a Damiano Zamboni, diplomatosi presso l’Istituto Agrario Bonsignori di Remedello e iscritto alla Facoltà di Agraria dell’Università di Parma, ha profuso un impegno costante nello studio e dimostrato vera passione nel campo della ricerca agroalimentare.

Nella pagina a fianco, in alto, il Cav. Federico Vigani in basso, consegna della medaglia alla famiglia Vigani. In questa pagina premiati e Consiglio IAR.

MENZIONE PREMIO PASTORI Dario Bonfanti In assoluta controtendenza, ha coraggiosamente reintrodotto, insieme ad altri produttori, la coltivazione dei cereali minori in Valle Camonica, ottenendo plauso e consenso sia dalla comunità locale, sia dalle Istituzioni, per l’innovazione produttiva operata attraverso il recupero della tradizione, dei suoi prodotti, dei suoi sapori.

Terre di Lombardia

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GOVERNO MONTI: UNICUM STORICO

On. Stefano Saglia

L'

incarico al neo senatore a vita Mario Monti rappresenta un’eccezione istituzionale, un unicum storico. Non possono richiamarsi come precedenti, infatti, né i governi Amato e  Ciampi al tempo di Tangentopoli perché il Parlamento era condizionato da una pioggia di avvisi di garanzia destinati a gran parte dei suoi membri. Diverso dal governo Monti è stato anche il governo Dini del 1995 che nasceva in assenza di una chiara maggioranza parlamentare. Ci troviamo di fronte alla sconfitta della democrazia laddove il Parlamento si è arreso alla Borsa e alla Finanza internazionale e ha abdicato alla

On. Viviana Beccalossi

C

ari amici, il momento che stiamo vivendo è molto complesso e delicato. Abbiamo i riflettori puntati a livello internazionale e un assegno in bianco offerto a Monti, il più veloce senatore a vita che ricordi nella storia politica recente, per salvare la nostra credibilità, puntigliosamente e metodicamente minata dal circuito mediatico, a tambur battente, per abbattere il mal oscuro del secolo: Silvio Berlusconi. A lui tutte le colpe. Lo spread che sale, l’euro che scende, il rating dell’Italia paragonato a quello della Grecia o della Spagna, e molto altro. Insomma, Berlusconi è stato il bersaglio di tutto e tutti per ritrovare una sperata serenità socio –economico –poltica . Questo, per sommi capi e molto semplificato, è lo scenario con cui dobbiamo confrontarci ora, e con cui si è dovuto confrontare Silvio Berlusconi. Beh, scusate, ma la politica forse ha perso un tantino il suo senso e l’opinione pubblica il suo buon senso, se imputa a Berlusconi tali e tante responsabilità. E ora, dopo che molti hanno usato il ‘treno’ di Berlusconi per farsi un viaggetto in prima classe, senza scrupoli ne motivazioni signi-

sovranità politica in favore di quella tecnico economica. Democrazia e mercato sono sempre stati un binomio inscindibile: adesso il secondo prevale sul primo e la democrazia viene commissariata con un golpe finanziario. Quello di Monti è il Governo dei pochi nell’interesse dei pochi. I governi non democratici si affermano laddove si verifica una debolezza politica. Si è affermato, dunque, il partito dei banchieri che non condividono la nostra linea economica e la nostra politica estera. E hanno utilizzato lo spread per metterci in difficoltà. Monti non è stato scelto democraticamente interpellando gli italiani proprio perché non dovrà rispondere agli italiani del proprio operato. Quello che Monti si appresta a varare è un vero e proprio consiglio di facoltà, più che un governo, poiché è chiaramente l’espressione di una forzatura operata dai circoli finanziari e politici europei sulla Presidenza della Repubblica. Monti è voluto dalla Banca Centrale Europea, dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Commissione europea di cui ha fatto parte. Non a un caso che la scelta dei circoli internazionali che hanno premiato Draghi con la presidenza della BCE, sia ricaduta su Monti che ne fa parte integrante. Con Monti è arrivata la Bocconi, la Trilateral, Cernobbio. Questo Governo potrà godere anche del favore dei media: accusa che è sempre stata rivolta contro Berlusconi. Infatti i grandi opinion maker economici, i cui commenti o editoriali vengono collocati in posizione di particolare evidenza sulle pagine di alcune delle maggiori testate italiane, o hanno una cattedra nell’ateneo di Monti, o l’hanno avuta o sono suoi allievi. La crisi, infatti, non nasce oggi ma nel 2008, pochi mesi dopo l'insediamento del governo che l’ha affrontata con tempestività e rigore. Abbiamo blindato il bilancio dello Stato per tre anni e impedito l’assalto alla diligenza delle Finanziarie precedenti. I conti pubblici sono stati messi in sicurezza e il sistema bancario, per garantire prima di tutto i risparmi degli Italiani, è stato ampiamente tutelato. In questi tre anni e mezzo abbiamo innanzi tutto messo in ordine i conti dell’Italia: che oggi, a parte il debito ereditato dai decenni passati, sono tutti positivi rispetto ai partner europei. Questi riconoscimenti sono venuti da tutte le organizzazioni internazionali e con la manovra approvata eravamo perfettamente in linea con il percorso stabilito insieme all’Unione europea per rispettare gli obiettivi del piano di riduzione dell’indebitamento negli anni 2011-2014.

CREDERE AL POPOLO DELLA LIBERTÀ ficative se non di mero interesse personale, tanti saluti e nemmeno un grazie. Anzi, dare addosso all’ex Presidente del Consiglio è diventato il passatempo preferito dei voltagabbana. Che vergogna! Tutti antifascisti dopo piazzale Loreto, tutti antisocialisti dopo le monetine dell'hotel Raphael a Craxi e oggi tutti antiberlusconiani dopo le dimissioni di Berlusconi. Quello che stiamo vivendo oggi dentro e fuori dai Palazzi romani è uno spettacolo penoso e vergognoso, e per questo riconfermo a gran voce tutta la mia solidarietà all’ex Premier. Chi mi conosce lo sa, non ho mai fatto anticamera ad Arcore o a Palazzo Grazioli e ho sempre espresso le mie idee, a volte anche scomode, cercando di lavorare sempre per il bene del Paese e in linea con il mandato affidatoci dagli elettori. Anche per questo motivo, questo mio impulso di solidarietà nasce spontaneo dal fastidio provato nei confronti di una modalità becera, che si ripete, e che colpisce vigliaccamente chi propone qualcosa di nuovo. Questo ha fatto Berlusconi. Ha proposto un cambiamento che fin da subito è stato bocciato da chi ha voluto mantenere lo status quo politico, per conservare, insieme ad esso, privilegi e potere. Non è questo che io intendo come servizio alla collettività e come fedeltà verso il nostro Paese. La scelta che io faccio, con serietà e determinazione, è di credere in questa nuova stagione politica. Di credere, oggi come allora, al Popolo della Libertà. Abbiamo, in Angelino Alfano, un leader giovane ricco di entusiasmo e di idee per portare avanti un progetto vero e concreto, dove l’obiettivo primario e prioritario è quello di dare risposte alle reali necessità del Paese. Magari a piccoli passi, uno per uno, ma con la voglia di fare, e fare bene. On. Angelino Alfano On. Viviana Beccalossi

Terre di Lombardia


Amanda Massa Franco Rigali

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I GIOVANI E IL MONDO DEL LAVORO Ai giorni d’oggi, il problema della disoccupazione, si verifica soprattutto tra i giovani.

oi giovani abbiamo la speranza che si tratti di un periodo di transizione e non duraturo, perché bisogna dare a tutti la possibilità di lavorare soprattutto alle nuove generazioni che hanno minori possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro, ma nello stesso tempo rappresentano il futuro della nostra società. Tra gli obiettivi che i giovani si propongono, vi è quello di lavorare ed essere produttivi per creare un valore aggiunto alla nostra società : noi giovani siamo consapevoli che la scelta da compiere necessita di un bagaglio culturale, grazie al quale possiamo orientarci e nel limite del possibile effettuare delle scelte. In questo ambito interviene la scuola tramite la quale il corpo docente pianifica e programma gli stage ( breve periodo nel quale i ragazzi entrano a contatto con le aziende ), e da questo momento si conoscono le difficoltà e le opportunità che offre il mondo del lavoro con la sua organizzazione. Le cause della disoccupazione giovanile sono molteplici : sociali, economiche, sociologiche, ma gli imprenditori dovrebbero avere il coraggio di investire sui giovani con adeguati corsi di formazione per dare la possibilità di effettuare assunzioni con personale già qualificato e dotato di una buona capacità professionale: solo così possiamo motivare le giovani generazioni ed elevare la professionalità e la competitività delle nostre aziende. DISOCCUPAZIONE GIOVANILE Cresce sempre di più il tasso dei giovani disoccupati ( 15 – 24 ) in Italia, che si attesta, nel primo trimestre del 2011 al 29.6 % , contro il 28,8 % dello stesso periodo del 2010. Altissima è poi, la percentuale delle donne disoccupate del Mezzogiorno, pari al 46,1 %. A riportare questi tristi dati è, come sempre l’Istat, sottolineando che quello raggiunto è il più alto tasso di disoccupazione giovanile dal 2004, ovvero dall’inizio delle serie storiche omogenee, ovvero dal 2004, in base a confronti annui.

Secondo una statistica i giovani italiani hanno un salario inferiore a quello dei loro coetanei europei.

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QUALCHE NUMERO A maggio il tasso di disoccupazione è salito all’8,1%, con un aumento di 0,1 punti percentuali rispetto ad aprile ( quando era pari all’ 8,0 % ), ma in calo su base annua di 0,5 punti ( a maggio 2010 era pari a 8,6 % ). Tale aumento, però, concerne solo l’occupazione femminile. E intanto la quota dei disoccupati ha oltrepassato tranquillamente il limite dei due milioni .


DISEGNARE L’ECCELLENZA Il territorio della Provincia di Brescia è sicuramente un contesto connotato da solide caratterizzazioni produttive che hanno garantito al comprensorio negli ultimi anni un ruolo da protagonista rispetto a fenomeni di crescita e innovazione.

M Francesco Lucchese

Architeetto

armi e pietre, rubinetteria e oggettistica per la cucina e la tavola sono solo alcuni dei settori produttivi di riferimento con aziende che vantano delle vere e proprie eccellenze produttive con valore di unicità e qualità. Molto spesso la parola design viene erroneamente utilizzata per identificare un processo di “modernizazione” di prodotto che niente ha a che vedere con un vero e proprio protocollo di creazione / produzione / commercializzazione. Il prodotto di design che deve essere immesso sul mercato ha bisogno inoltre di un grande investimento in termini di tempo e strategia commerciale nonché di un’attenta comunicazione. Il design con una buona forma o con un buon prezzo non è spesso sufficiente per far fronte alla crisi e alla concorrenza sempre più aggressiva da parte dei paesi emergenti: è necessario lavorare sul sistema prodotto nella sua totalità considerando tutto ciò che coinvolge il processo e la molteplicità di attori del sistema. Assistiamo oggi ad un progressivo sovraffollamento di prodotti che nasce dalla globalizzazione del mercato che introduce simultaneamente, da est a ovest e viceversa, gli stessi prodotti che nascono in territori diversi ma hanno lo stesso fine

Il prodotto di design che deve essere immesso sul mercato ha bisogno inoltre di un grande investimento in termini di tempo e strategia commerciale nonché di un’attenta comunicazione.

e lo stesso consumatore finale. Le differenze date dalla qualità e dall’innovazione sono i primi passi per poter riferire il prodotto al design pertanto il processo produttivo passa da innovazione, ricerca e, nel caso Italia, dalla trasformazione di piccole realtà artigianali in medio e grandi nuovi produttori La produzione seriale provoca un aumento di offerta che deve essere assistita dalle necessarie spiegazioni ( comunicazione) tecniche ed estetiche per sottolineare la presenza di qualità e di specialità pur nei grandi numeri. L’azienda si ritrova in un territorio con un pubblico che ha delle nuove aspettative che bisogna saper interpretare e a cui bisogna dare una risposta con un rinnovato linguaggio. Questo percorso complesso, articolato e non gratuito impone quindi oltre agli investimenti una attenzione che sposta il focus aziendale non sulla quantità del venduto per un solo pubblico ma sulle possibilità di vendita per differenti tipi di pubblico in differenti paesi con risposte per il futuro. Se il passaggio verso il territorio del design è graduale, equilibrato e continuo si ottengono duplici risultati : dal punto di vista delle vendite è possibile “almeno” mantenere un posizionamento saldo nonostante la crisi. Dal punto di vista di affermazione del prodotto e quindi del brand si conquista una posizione di riferimento per i valori del design che da sempre come obbiettivo si propone di migliorare la nostra qualità della vita. Terre di Lombardia

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L'ANNO DEL VOLONTARIATO

S Margherita Peroni

Consigliere Regionale

ta per chiudersi l’anno europeo del volontariato. Il 2011 è l’anno europeo dedicato alle attività di volontariato: un’occasione per far conoscere e per avvicinare quante più persone possibili ad una realtà estesa e variegata, la cui ricchezza sta nelle relazioni tra persone o gruppi di persone che si scambiano un servizio, e il cui futuro è affidato anche al ricambio generazionale dei volontari. Un mondo che vive della disponibilità di alcune persone a spendersi per gli altri e che spesso si fonda sulla collaborazione tra realtà simili o complementari, che agiscono su uno stesso territorio integrandosi. Nei prossimi anni il volontariato sarà sempre più legato a questa capacità di lavorare insieme, di mettere in Comune competenze e tempo in vista di progetti comuni: elaborarli insieme evita infatti di disperdere energie e consente di ottenere più facilmente quei contributi che, seppur limitati, le istituzioni erogano alle associazioni. Importante dunque la partecipazione del volontariato e terzo anche nella fase di indirizzo e programmazione, per elaborare strategie che integrino sempre meglio le risorse del volontariato con quelle pubbliche, purché vengano garantiti elevati standard qualitativi e la piena soddisfazione sia dei soggetti assistiti sia dei volontari. Il volontariato e le istituzioni quindi ora più che mai devono impegnarsi a guardare al futuro in termini di responsabilità e partecipazione, convinti che solo insieme lo si potrà costruire migliore.

NEL BILANCIO DI UN ANNO TANTI IMPEGNI E MOTIVI DI SPERANZA Attenzione e sensibilità verso i più disagiati. Non si può operare oggi senza avere lo sguardo attento al domani.

Emidio Ettore Isacchini

L

Presidente di Aler Brescia e Vicepresidente di Federcasa

a fine anno è prossima ed è tempo di bilanci. “Traccio volentieri quello dell’attività 2011, sia pure in modo sintetico – dice il Presidente di Aler Brescia, Emidio Ettore Isacchini per dare una volta di più una interpretazione etica delle norme di trasparenza, che sentiamo giuste e necessarie”. Come sempre, i dodici mesi passati sono stati particolarmente impegnativi per l’Azienda bresciana, che ha portato avanti la realizzazione di nuove abitazioni in tutta la Provincia, gestendo anche situazioni non facili. “Nel contempo – continua il Presidente - abbiamo affrontato problematiche di lungo respiro: non si può, infatti, costruire oggi senza avere lo sguardo rivolto al futuro”. E il futuro

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impone di essere parte attiva già da ora (“e Aler Brescia lo sta facendo da tempo”) nelle seguenti tematiche: rilancio dell’edilizia, risparmio energetico, sostenibilità ambientale e recupero del patrimonio edilizio esistente. Le crescenti difficoltà (leggasi impoverimento) di tanti nuclei familiari, spiega Isacchini: “È stato drammaticamente evidenziato dall’aumento, nel triennio 2008/2010, degli sfratti per morosità, passati da 280 a 564, causati dalla mancanza di risorse da parte di fasce economiche diverse. Tale situazione è continuata nei primi quattro mesi del 2011, nei quali sono state rilevate altre 200 procedure”. Così Aler e Comune, insieme alle Associazioni della proprietà edilizia ed ai Sindacati degli inquilini, hanno condotto e concluso un intenso lavoro che ha portato all’accordo per contenere le procedure di sfratto e il rilancio delle locazioni a canone concordato. Il Contratto di Quartiere prevede l’abbattimento di due Torri (Tintoretto e Cimabue), rispettivamente di proprietà Aler e Comune di Brescia, realizzate negli anni Settanta, entrambe di diciotto piani, con circa 200 appartamenti ciascuna. Nel tempo questa tipologia ha creato una serie di problemi che si sono andati sempre più aggravando e che non possono essere risolti diversamente. “Infatti, solo con il CdQ si otterrà una soluzione adeguata ai tempi ed alla società attuale, attraverso un progetto che, comunque, riguarda solo apparentemente un quartiere: in realtà l’area d’intervento è ben più ampia”. “Si tratta – precisa il Presidente Isacchini – di un progetto ampio e articolato, che nel volgere dei prossimi 5-7 anni permetterà alla città di Brescia di incrementare il patrimonio di edilizia sociale esistente e di soddisfare le esigenze abitative delle fasce più deboli della popolazione. “Vorrei citare, in conclusione, una iniziativa aziendale – fra le molte altre - solo apparentemente minore: la Festa dei vicini, nell’ambito del Neighbour’s day europeo, che quest’anno è giunta alla settima edizione. Ciò perché esprime bene lo spirito di fondo che anima l’attività della nostra Aler: contribuire alla costruzione di una città sempre più a misura d’uomo”. Auguri.


Simona Pilato

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TERRE DI LOMBARDIA: DALLA LOMBARDIA ALLA CALABRIA Terre di Lombardia accompagna il diario da Borno (BS) a Guardavalle (CZ) per una vita migliore.

l nostro viaggio ha inizio a Borno. È qui che in una bellissima serata di fine estate ha fatto il suo clamoroso ingresso “il Diario”. All’evento,tenutosi all’interno della Sala Congressi del Comune di Borno, hanno partecipato molte persone, circa 200,catturate dai relatori della serata, moderati dalla Presidente di Terre di Borno – Sezione di Terre di Lombardia – Emilia Pennacchio. All’incontro sono intervenuti: il Vice Presidente della Provincia di Brescia On.le Giuseppe Romele, la Presidente dell’ Associazione Culturale Terre di Lombardia Anna Rivadossi, il Comandante del Distaccamento Polstrada di Darfo Boario, il Comandante della Stazione dei Carabinieri di Borno e l’autore del Diario Domenico Geracitano. L’intervento di apertura dell’On. le Giuseppe Romele ha evidenziato come questo progetto educativo possa essere un valido strumento di prevenzione costruito dagli stessi ragazzi attraverso un percorso formativo che coinvolge tutto il sistema educativo dalla scuola alle forze dell’ordine, dalla famiglia alla Chiesa. Anna Rivadossi ha sottolineato quanto sia fondamentale la comunicazione nel trasmettere sempre di più il concetto dell’educazione giovanile. Noi attraverso la nostra Associazione seguiremo da vicino questo progetto su tutto il territorio nazionale, perché crediamo fortemente in questi valori. I cittadini di Borno con molta attenzione hanno ascoltato le forze dell’ordine sulle tematiche educative espresse dal percorso intrapreso dal diario; la sicurezza stradale è fondamentale per la costruzione formativa del nuovo automobilista e soprattutto costruisce insieme a noi un percorso di prevenzione, infatti spesso sono i bambini ad incitare i genitori ad un corretto uso del codice della strada. Trovo interessante ed innovativo il progetto che il nostro Comune adotterà per i futuri cittadini di Borno, ha ribadito il Sindaco Antonella Rivadossi. La cosa più bella e apprezzabile che abbiamo riscontrato da questo incontro è stato il grande coinvolgimento da parte dei giovani nella costruzione di questo importante strumento educativo,che è appunto il diario. Abbiamo notato,soprattutto,nei volti di questi ragazzi la stessa passione vista tra i giovani calabresi,i quali insieme a quelli bresciani hanno aperto l’incontro guardavallese. Sono molte le scuole che, sparse in tutto il Paese, lo hanno già adottato seguendo così l’edificante esempio di Brescia, primo laboratorio sperimentale del progetto maturato da Domenico Geracitano, Collaborato-

re Tecnico Capo nonché Presidente dell’associazione omonima del diario. “I giovani, anche se vivono in situazioni diverse, hanno in Comune la sensibilità ai grandi valori della vita, dell’amore, della legalità e della libertà”,questo è il messaggio che emerge al termine del percorso educativo.. A caldeggiarne la causa, la Presidente dell’ Associazione Terre di Lombardia Anna Rivadossi ed il Vicepresidente della Provincia di Brescia On. Giuseppe Romele hanno evidenziato il profilo istituzionale sottolineando il valore educativo che il diario riesce a trasmettere ai futuri cittadini, nel loro intervento hanno ribadito la volontà di promuovere l’iniziativa attraverso un alto coinvolgimento delle Province italiane: “La legalità è l’elemento fondamentale per una sana convivenza e un miglior rapporto con le istituzioni pubbliche” Gratteri e Nicaso hanno monopolizzato l’attenzione della folta platea, mobilitata alla consapevolezza della mafia quale continua minaccia alla vita di ognuno e della democrazia ed ammonita dalla pericolosità del “compromesso”, atto ad ampliare una spinosa rete relazionale. Tetragona la condanna alla criminalità in merito alla quale si sono succeduti i commenti del Prefetto di Catanzaro, Antonio Reppucci, e del membro della commissione bicamerale antimafia On. Mario Tassone. «È necessario operare soprattutto nella scuola per affermare la cultura della legalità – ha dichiarato il Prefetto Antonio Reppucci - le istituzioni devono indirizzare per migliorare la qualità della vita dei cittadini».

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REDAZIONALE

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ontadi Castaldi riceve il massimo riconoscimento dei “Tre B i c - chieri” dalla guida Gambero Rosso 2012 aggiudicandosi questo premio con il vino Franciacorta Soul Satèn, vendemmia 2005. Prodotto da uve Chardonnay in purezza (100%), questo Franciacorta è la sintesi del percorso aziendale che ricerca nelle bollicine Franciacorta freschezza, finezza e bevibilità. Primo “Tre Bicchieri” nella storia aziendale, il Premio giunge a conferma di un percorso che ha individuato nella tipologia Satèn il vino che più di tutti i Franciacorta è capace di esprimere l’essenza del territorio. Il Satèn è infatti caratterizzato dall’utilizzo di sole uve a bacca bianca e da una minore pressione atmosferica delle sue bollicine (5 atm), con un risultato gustativo che è massima espressione di alcuni tratti di natura tipici delle colline moreniche che hanno formato il carattere del territorio di Franciacorta. Il Soul Satèn porta agli estremi il concetto di Satèn diventando un vero e proprio “laboratorio enologico” sul quale l’azienda genera ricerca ed innovazione per una costante crescita della qualità globale del “sistema Satèn”. Il nome “soul” indica l’essenza del vino, quale anima del Satèn e anima del territorio. In particolare, la vendemmia 2005 del Soul Satèn segna un punto di rottu-

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I “TRE BICCHIERI” DELLA GUIDA GAMBERO ROSSO 2012 AL FRANCIACORTA SOUL SATÈN DELL’AZIENDA CONTADI CASTALDI Nel nome del vino, Soul, la sua essenza: anima del Satèn e della Franciacorta. Un Satèn affinato sino a 60 mesi per portare all’estremo il concetto di finezza di una tipologia “morbida”, il Satèn, la cui pressione non supera le 5 atmosfere. Risultato: un concetto estremo di Satèn che coniuga struttura e finezza, energia e souplesse. ra con le 4 precedenti annate (’99, ’00, ’01, ’03) perché è “vino ponte” e “vino sintesi” verso una struttura sostenuta se pur elegante, verso una complessità che tuttavia mantiene la beva attraente e sinuosa tipica del Satèn. Quasi a raggiungere la tipologia del Dosaggio Zero attraverso l’estremizzazione di un lunghissimo affinamento (53 mesi per la bottiglia | 60 mesi per i Magnum) per un vino, il Satèn, la cui tipologia non supera le 5 atmosfere di pressione. La produzione di Contadi Castaldi si attesta oggi sulle 800.000 bottiglie, con un primato territoriale sul Franciacorta Satèn, prodotto in 150.000 bottiglie. Il Soul Satèn, che è una selezione del Satèn, è prodotto in piccoli numeri e la riserva di vendemmia premiata dal Gambero Rosso è stato affinata in 20.000 bottiglie. Enologo responsabile di produzione è il giovane Gian Luca Uccelli la cui esperienza maturata sul territorio lo ha portato alla convinzione che

in una piccola nicchia tipologica di Franciacorta si nascondesse la vera essenza della Franciacorta con il suo paesaggio dai colori e dalla linee morbide. Contadi Castaldi fa parte del gruppo Terra Moretti, attivo nel settore del vino con le cantine Bellavista e Contadi Castaldi in Franciacorta, Petra e Tenuta La Badiola in Toscana. Francesca Moretti, figlia del fondatore del gruppo Vittorio Moretti, è responsabile dello sviluppo di questa area di attività che ha visto crescere negli anni il proprio primato nella definizione di un particolare stile che ricerca nei vini la manifestazione più autentica del territorio espressa in uno stile di “bella eleganza italiana”.

FRANCIACORTA SOUL SATÈN 2005 Volume della bottiglia: Annate prodotte: Vendemmia Uve Stabilizzazione Imbottigliamento Affinamento sui lieviti

750 ml, 1500 ml 1999, 2000, 2000 S.R., 2001, 2003 2005 Chardonnay 100% Statica a freddo Maggio 53 mesi


MUSICA

Luigi Fertonani

TAMPALINI E “BRESCIA ORCHESTRA”: SUONA BRESCIANO IL CD DI AMADEUS Proposti tre concerti di Carulli e riscoperto il compositore di Lugo Giuseppe Malerbi, uno dei primi maestri di Gioacchino Rossini.

Il Maestro Giulio Tampalini.

S

uona bresciano, il CD del mese di novembre di Amadeus, la rivista della grande musica: il cd allegato infatti vede protagonisti il chitarrista Giulio Tampalini, e la Brescia Orchestra diretta da Ezio Rojatti. Sotto il titolo «La Chitarra nell´Ottocento: Concerti per chitarra e orchestra» il disco presenta anzitutto i tre Concerti di Ferdinando Carulli e precisamente il Concerto in mi minore «Petite Concerto de Société» per chitarra e orchestra op. 140, il «Concerto per flauto, chitarra e orchestra in sol maggiore» e infine il «Concerto in la maggiore per chitarra e orchestra op. 8/a»; ma a queste composizioni di Carulli che gli appassionati della chitarra ben conoscono il cd presenta una vera e propria novità, o meglio una riscoperta, quella del «Concerto in re maggiore per chitarra e orchestra» di Giuseppe Malerbi, un compositore originario di Lugo di Romagna, vissuto tra Settecento e Ottocento che gli studiosi conoscono e citano principalmente perché fu uno dei primi maestri di Gioacchino Rossini, fra il 1802 e il 1804 e sicuramente lasciò più di un segno nello stile successivo del Pesarese. E di questa «riscoperta» Giulio Tampalini, chitarra solista di questo cd Amadeus. è molto fiero «Sì, è un disco molto interessante sia perché riporta tutti insieme i tre Concerti di Ferdinando Carulli, cosa davvero molto rara in campo discografico, ma soprattutto perché Giuseppe Malerbi è un autore che proprio in questi anni si sta studiando e riproponendo: il Concerto che abbiamo inciso è stato ritrovato a questo proposito soltanto una decina d´anni fa».

Quali sono le caratteristiche principali di questo Concerto? «Malerbi usa un´orchestrazione che oltre alla chitarra solista comprende non soltanto gli archi ma anche due coppie di fiati, due oboi e due corni; inoltre la chitarra è usata in forma concertante ed è uno strumento già moderno rispetto a quella guitarra española a cinque cori, a corde doppie per intenderci: è una chitarra che all´epoca chiamavano “francese” e ha le corde singole, come quella attuale». E dal punto di vista dello stile? «Ci sono episodi in cui si può individuare quello stile che poi Rossini avrebbe usato in tutte le sue opere, quei “crescendo” nei quali si aggiungono strumenti a strumenti, fino a raggiungere quella pienezza che ben conosciamo appunto nell´opera rossiniana».Vedo la collaborazione della Brescia Orchestra per quest´ originale incisione…«La Provincia di Brescia ha offerto la sua collaborazione per l´edizione del disco. Ci siamo trovati molto bene nello studiare e proporre questo repertorio». Progetti all´orizzonte? «Sono reduce da una serie di concerti a Bolzano, con l´Orchestra «Haydn» dove abbiamo realizzato musiche di Mario Castelnuovo Tedesco, dal Concerto n. 1 al «Romancero gitano» e al Quintetto, musiche che appariranno in un disco l´etichetta Suonare e con la direzione di Luigi Azzolini».

Terre di Lombardia

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RECENSIONE

UN VIAGGIO STRAORDINARIO CHIAMATO VITA

L Luca Dalla Palma

uca Dalla Palma è nato a Breno l’11 maggio 1982. Affetto da “Tetraparesispatica” dalla nascita, vive da più di 25 anni a Borno un piccolo paese di montagna in Provincia di Brescia. Ha conseguito la maturità classica e poi presso l’Università Cattolica di Brescia si è laureato in Scienze Religiose per la Pastorale degli Oratori. Dopo un anno di Servizio Civile Volontario si

è dedicato alla scrittura. Questo è il suo primo libro autobiografico. Nel suo primo libro autobiografico “Un viaggio straordinario chiamato vita” l’autore Luca Dalla Palma ripercorre le tappe fondamentali della sua vita. Sentiva il bisogno di fermarsi un attimo come fanno i viaggiatori, analizzare mentalmente con calma e pazienza tutta la strada percorsa sino a quel momento e capire da che parte stava andando, dove era arrivato, e come proseguire. Luca conduce il lettore alla scoperta delle gioie e delle difficoltà, delle sorprese e delle attese, delle certezze e dei dubbi che ognuno sperimenta. Affrontare la vita ‘a quattro ruote’ può sembrare un bel macigno, eppure Luca racconta con entusiasmo e vivacità la sua esperienza tra carrozzine sciagurate e pullman selvaggi, “donne angelicate”, perfide megere e incidenti di percorso non sempre facili da digerire. Mai senza un briciolo di autoironia e sana introspezione. E mai senza un Amico d’eccezione... Se si dovesse riassumere con una sola parola il “viaggio straordinario” di Luca non ci sarebbe alcun dubbio: positività, è ciò che chi legge percepisce dalla prima all’ultima pagina. “La Vita è una sfida… affrontala! (con il sorriso)”

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TERRE DI PIZZA Mara Verardi

Dietista

Otto nuove tipicità per Terre di Lombardia.

L'

iniziativa è promossa dall’Associazione Culturale Terre di Lombardia e ha come obiettivo la valorizzazione dei prodotti tradizionali delle diverse zone della provincia di Brescia, le quali, come è noto, si differenziano le une dalle altre per specifiche caratteristiche territoriali, culturali e anche culinarie. L’idea è quella di utilizzare i prodotti delle diverse realtà locali bresciane per farcire la pizza, un piatto emblema del gusto italiano che ben si presta a questa “battaglia di sapori”. Dal punto di vista nutrizionale, la pizza può essere definita “piatto unico”, nel senso che, a seconda degli ingredienti, apporta carboidrati, proteine e grassi. Ovviamente, i prodotti scelti per la farcitura devono essere di qualità e devono essere rispettate le proporzioni senza eccedere con le dosi; per di più, se accompagnata ad un piatto di verdura di stagione può sostituire in maniera equilibrata il pasto, in un’epoca caratterizzata da fast food. La pizza è, infatti, un piatto di facile realizzazione, che viene preparato, cucinato e consumato subito, e quindi esente dai processi di trasformazione e conservazione che caratterizzano gran parte del cibo che oggi consumiamo. Possiamo dire che l’iniziativa promossa dall’ Associazione Culturale Terre di Lombardia non solo permette di valorizzare i sapori della tradizione locale ma promuove anche un ritorno al buon cibo e al mangiare genuino.

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Terre di Lombardia

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PROPOSTA PER UN RILANCIO DELL’ECONOMIA

I Gianluigi Raineri

Consigliere Provinciale, Presidente Commissione Cultura Provincia di Brescia

n questo momento di difficoltà serve un concreto ed efficace piano di rilancio dell’economia: le Province accanto a regioni e comuni sono i principali protagonisti dei progetti e delle realizzazioni di infrastrutture dei territori. Le regole del patto di stabilità hanno in questi ultimi anni ridotto questa vocazione comprimendo la possibilità di effettuare i pagamenti per le opere realizzate, limitando l’afflusso di risorse finanziarie certe verso le imprese e il tessuto imprenditoriale che opera per le pubbliche amministrazioni. Per sopperire a questo serve: • Un piano triennale per lo sblocco dei residui in conto capitale pari ad almeno il 10 per cento, escludendoli dal patto di stabilità interno che permetterebbe a alle imprese di ricevere in tempi congrui e rapidi il corrispettivo per il lavoro svolto, con immediati riflessi positivi sul versante occupazionale, sul pagamento delle imposte e sulla ripresa della domanda interna; • Un piano triennale per le infrastrutture che permetterebbe alle Province, per quanto di loro com-

WI - FI pubblico e gratuito per favorire la nascita di nuove reti e diffondere la cultura digitale a vantaggio di tutti i cittadini.

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petenza, di intervenire sulla ristrutturazione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici che servono una platea di 2,5 milioni di studenti, sull’ ammodernamento e messa in sicurezza del sistema viario stradale, sulla diminuzione dei rischi di dissesto idrogeologico. Con queste risorse le Province interverrebbero per ridurre l’incidentalità, ma anche per creare condizioni migliori allo sviluppo del territorio garantendone una migliore fruibilità e mobilità, attiverebbero investimenti dedicati alla banda larga con accrescimento del processo di innovazione e la diffusione del WI - FI. Fondamentale è inoltre procedere ad una pianificazione territoriale che tenga conto dell’organizzazione e dell’assetto sociale, economico e territoriale di aree di estensione sovra comunale. Per uscire da questa situazione di crisi serve anche un cambiamento di mentalità e un forte intervento per la tutela e la valorizzazione dei patrimoni artistici delle nostre realtà che abbinato alla cultura del territorio può e deve diventare fonte di occupazione nel settore turistico.


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VALORIZZAZIONE DEI CEREALI MINORI DI MONTAGNA IN PROVINCIA DI BRESCIA Sintesi del progetto sperimentale

P

La coltivazione di cereali minori nelle zone di montagna ha avuto nel passato un ruolo fondamentale sia per la produzione di farine per l’autoconsumo, che per una corretta impostazione della rotazione colturale.

urtroppo, dopo gli anni ’50 e forse anche prima, la coltivazione dei cereali minori di montagna quali orzo, segale, grano saraceno sono stati progressivamente abbandonati lasciando spazio ad altre colture più remunerative. Anche se oggi tali cereali non sono quasi più coltivati è auspicabile la reintroduzione di tali colture per il conseguimento dei seguenti obiettivi: • Recupero delle aree agrarie abbandonate; • Aumento della biodiversità ambientale; • Organizzare una microfiliera locale; • Produrre materie prime di elevata qualità e i taluni casi con assenza di glutine, quindi con un possibile sbocco di mercato per i celiaci; • Diversificazione delle produzioni agroalimentari; • Salvaguardia delle tradizioni rurali. La produzione di tali farine, inoltre, arricchirebbe l’offerta agroalimentare e l’utilizzo delle stesse nella ristorazione e nella panificazione consentirebbe di riproporre piatti tipici della tradizione montana che non si richiamano ad essa solo per il metodo di ottenimento ma, soprattutto, per l’utilizzo di materie prime prodotte in loco.

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IL PROGETTO Le azioni che si intendono attuate nel corso del triennio 2008 - 2010, sono essenzialmente: • Breve indagine storico-colturale della coltivazione e utilizzo dei cereali minori da attuarsi nelle aree che si sono rese disponibili e individuazione specie ad eventuali ecotipi da coltivare; • Individuazione siti pilota dimostrativi, tre in Valle Camonica a quote diversificate e uno in ogni territorio montano della provincia di Brescia che partecipa all’iniziativa; • Esecuzione lavorazioni idonee alla messa in coltura; • Monitoraggio sull’andamento vegeto-produttivo; • Raccolte con valutazione delle metodologie più adeguate e monitoraggio dei costi (possibilità di utilizzo di prototipi); • Essiccazione utilizzando gli impianti esistenti (aria calda e deumidificatore); • Molitura utilizzando le tipologie di impianti esistenti; • Prove di utilizzo in cucina e panificio per la preparazione di piatti tradizionali; • Analisi economica; • Divulgazione risultati.

Lo scopo del progetto quindi è di riproporre la messa in coltura di tali cereali in area montana e di costituire la “filiera corta” legata a tali produzioni, coinvolgendo quindi tutti i soggetti interessati quali: agricoltori, associazioni di produttori, ristorazione, trasformatori, università. La filiera produttiva rispetto alle colture “ maggiori “, assume caratteristiche particolari in funzione delle dimensioni del mercato e della destinazione del prodotto finale, proprio perché si tratta di occupare nicchie di mercato. Un ulteriore aspetto da mettere in evidenza è il forte legame fra le colture minori ed i sistemi agricoli low input e biologici. Questi sono caratterizzati da alcuni elementi peculiari, quali la diversificazione colturale, le piccoli dimensioni, la più diffusa presenza in territori con particolari caratteristiche agronomiche, paesaggistiche o in aree naturali protette. Questi elementi depongono certamente a favore di un approccio a basso input energetico della coltivazione, verso produzioni di piccole

dimensioni e tipicizzabili sul mercato, quindi verso colture di nicchia. Lo scopo, in sintesi, del progetto è la messa a coltura di tali cereali con la realizzazione di una filiera “ corta “, legata alla produzione, tradizione e al valore aggiunto locale mettendo in “ rete “ tutti i soggetti interessati alla promozione del territorio: agricoltori, associazione di agricoltori, ristoratori, trasformatori e l’università operante sul territorio .

Dall’alto, grano saraceno, segale, orzo.

Terre di Lombardia

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IL COMITATO PER LA MONTAGNA L’intervista al Consigliere Mauro Parolini.

C Mauro Parolini

Consigliere Regionale

onsigliere Mauro Parolini, lei è diventato recentemente Presidente del Comitato per la montagna. Sì. E ringrazio il Presidente Formigoni per la fiducia che mi ha dimostrato. Il comitato comprende alcuni consiglieri regionali, i rappresentanti delle Province, dei comuni delle comunità montane e del CAI e coloro che si occupano di tutte le questioni che riguardano la montagna. Ben il 40% del territorio lombardo è occupato dalla montagna. Certo. Non solo è un territorio molto esteso ma anche articolato e con una popolazione molto numerosa. È interessato da attività economiche molto diversificate, dall’agricoltura al turismo fino all’industria. L’impegno della Regione è di mantenere questa ricchezza che si fonda sul lavoro di generazioni e sull’impegno creativo di molti. Dare opportunità anche a chi vive nelle zone più alte e meno facilmente raggiungibili evita l’abbandono della montagna con i rischi e i costi che ne deriverebbero. E questa vivacità chiede di usare nel modo più efficiente possibile le poche risorse che oggi ci sono a disposizione. In questo momento di difficoltà in cui si cercano le modalità per un nuovo sviluppo, la montagna lombarda darà il suo contributo senza rinunciare alle proprie caratteristiche e alla sua storia.

IL MIO IMPEGNO IN VALLE SABBIA

I Ermanno Pasini

Presidente Comunità Montana Valle Sabbia

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n questi ultimi anni ho profuso un forte impegno affinché l’Ente da me presieduto assumesse un nuovo ruolo di parte attiva e concreta nello sviluppo del territorio, superando i limiti che spesso incontrano le piccole realtà montane, garantendo al cittadino l’agevole accesso ai servizi pubblici essenziali e sviluppando una vasta gamma di servizi altamente innovativi, dando così la possibilità anche alle realtà montane più disagiate di poter superare i limiti che tale marginalità presenta e contrastare in tale modo i fenomeni di spopolamento e abbandono dei territori stessi. È quindi per me d’obbligo ringraziare innanzitutto il mio gruppo politico, ma anche i tanti elettori valsabbini che mi hanno sino ad oggi sostenuto e che ogni giorno mi spronano ad impegnarmi affinché il mio operato, assieme a quello degli amministratori che con me collaborano, porti risposte concrete alle istanze ed ai bisogni del territorio e dei cittadini. Un sentito ringraziamento è inoltre rivolto ai Sindaci Valsabbini con i quali in questi anni ho condiviso un percorso di sviluppo e di crescita del territorio attraverso la Politica del Fare. L’attività amministrativa della Comunità Montana della Valle Sabbia ha portato in questi ultimi anni, grazie alla forte e coesa collaborazione di tutta la Giunta Esecutiva da me presieduta, oltre che all’altrettanto fondamentale collaborazione dei Sindaci Valsabbini, risultati importanti per il territorio. La Valle Sabbia – così è stata definita dal Corriere della Sera – rappresenta un “fiore all’occhiello” nel panorama italiano, un “modello da seguire”, un esempio di “buona gestione” soprattutto per la capacità dimostrata nell’intraprendere l’innovativo percorso di sviluppo delle gestioni associate.


ACCADEMIA

Prof. Arch. Romagnoli Riccardo

Direttore Accademia di Belle Arti di Brescia Santagiulia

E

rano presenti autorità civili e militari, studenti, docenti, fra le autorità era presente il dottor Marco Rossi Presidente della Circoscrizione Nord - Comune di Brescia. che ringrazio per avermi dato l’opportunità di pubblicare un brevissimo estratto del discorso inaugurale sulla prestigiosa rivista Terre di Lombardia. L’Accademia Santa Giulia è chiamata, insieme al territorio, a preparare persone che sappiano riflettere sul lavoro di oggi ma anche di domani. Ma questo non ci impedisce di immaginare un futuro e di contribuire a costruire il domani, con passione ed entusiasmo. Dobbiamo essere il più intraprendenti possibile: questo non significa solo voglia di fare impresa, ma di

INAUGURAZIONE ANNO ACCADEMICO 2011/2012 Mercoledì 26 Ottobre 2011, presso l’Aula Magna dell’Accademia SantaGiulia si è tenuta l’inaugurazione dell’Anno Accademico alla presenza dell’ artista internazionale Aliza Olmert.

essere in qualche modo imprenditori di se stessi. Notiamo a volte un eccessivo tutoraggio verso i giovani. A fronte di nuove possibilità che si profilano, al momento opportuno sembra poi mancare quell’iniziativa che fa scattare l’inizio di una nuova attività. Perché quello che vi piace non lo scoprite seduti ad una scrivania pensando, ma implicandovi quo-

Dobbiamo essere il più intraprendenti possibile: questo non significa solo voglia di fare impresa, ma di essere in qualche modo imprenditori di se stessi.

tidianamente con la realtà di tutti i giorni, a partire dal periodo fatto qui, senza aspettare di esservi diplomati.  Se fate questo non sarete solo degli spettatori passivi, ma vi sorprenderete soggetti attivi, sin da ora, nella costruzione del vostro futuro professionale e personale. Sono le competenze che fanno o meno il successo di una persona dal punto di vista professionale; ebbene, se voi non vi ponete in quest’ottica verso voi stessi e verso la realtà, rischiate di non essere contenti e contemporaneamente di non attrarre le aziende, perché le aziende hanno bisogno di persone che siano protagoniste nelle loro realtà. In basso, inaugurazione Anno Accademico 2011/2012

Terre di Lombardia

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dove si respira l’arte

Realizzazione grafica: Francesca Merlino - Scuola di Grafica e Comunicazione

DIPLOMI ACCADEMICI DI I LIVELLO Grafica Decorazione corso di Interior Design Pittura Restauro Scultura Nuove Tecnologie dell’Arte Progettazione Artistica per l’Impresa Scenografia Didattica dell’Arte per i Musei

DIPLOMI ACCADEMICI DI II LIVELLO Grafica e Comunicazione Interior & Urban Design Arti Visive Contemporanee Decorazione Artistica Scultura Pubblica Monumentale Scenografia e Tecnologie dello Spettacolo www.accademiasantagiulia.it


I SOCIAL NETWORK: DIVERTIMENTO O ANCHE STRUMENTO DI UTILITÀ? Il fenomeno dei social network in Italia.

Ing. Raffaele Gareri

N

egli ultimi anni anche in Italia è esploso il fenomeno dei social network. Da un rapporto Censis di questa estate emerge che il 67% degli italiani conosce almeno un social network e tale valore sale al 92% tra i giovani. Ma cosa fanno gli italiani su Facebook, YouTube Messenger, Skype e Twitter ? E le imprese come sfruttano queste nuove opportunità ? E le istituzioni stanno utilizzando questi strumenti per migliorare il dialogo con i cittadini ? Facebook è stato fondato da Mark Zuckerberg nel 2004 e da allora il modo di coltivare le relazioni sociali nel mondo è cambiato. Oggi milioni di persone mantengono relazioni con amici, familiari e contatti attraverso i social network e così le conoscenze, le opinioni, le abitudini si trasmettono con incredibile velocità senza ostacoli dovuti alla lingua, alla distanza, agli impegni lavorativi.

Le persone dunque usano questi strumenti per scambiarsi fotografie ed impressioni delle vacanze, per ritrovare amici degli anni passati, per fare ‘community’ con persone con analoghi interessi, ma anche per discutere di argomenti d’attualità e per conoscere le opinioni di altri consumatori su beni e servizi. Ecco perché le imprese hanno iniziato ad interessarsi sempre più di queste nuove reti sociali. Dapprima in maniera passiva per conoscere il successo o le critiche sui propri prodotti, poi in maniera proattiva come strumento di miglioramento dei propri servizi di assistenza o di revisione dei difetti dei prodotti. Capita così che un utente vip si lamenti su un blog di un mancato accredito su una tessera fedeltà di una compagnia aerea…e immediatamente la compagnia risolve il disservizio procedurale. Capita che il malumore degli utenti su ricorrenti difetti di un pezzo meccanico di un’automobile sia diffuso nelle rete…e magicamente partono lettere di revisione gratuita del veicolo. Insomma un potente canale di comunicazione, diretto e drammaticamente efficace. E le istituzioni cosa fanno ?

I Comuni, le Province, le Regioni, le Asl ascoltano i cittadini su questi canali ? Comunicano i loro risultati su queste reti ? Alcuni ci stanno provando ed hanno compreso che le opinioni si formano sempre più nella Rete e che forse rende di più un investimento su questo canale che sui media tradizionali. Certo, le regole di gestione dell’informazione sono differenti, ma l’efficacia e la velocità sono garantite. Ma l’utilizzo dei social network per la pubblica amministrazione non è limitato alla sola comunicazione sia essa politica che relativa all’utilizzo di pubblici servizi. Iniziano ad emergere sperimentazioni di utilizzo delle tecnologie del web 2.0 finalizzate a migliorare le procedure tra cittadino e istituzione o anche tra istituzioni. E cosi strumenti quali YouTube possono servire per erogare ‘pillole’ di video corsi per i dipendenti, un uso di Messenger può servire per informazioni di servizio tra personale in mobilità, Facebook può servire per condividere pregi e difetti nell’erogazione di un servizio e promuoverne diffusione e miglioramento.

Last but not least, come si dice comunemente in Inglese che è il linguaggio della Rete, perché non esplorare queste tecnologie per incentivare la partecipazione degli aderenti ad una associazione ? E se già qualcuno lo facesse ? Forse conviene andare su Facebook a scoprirlo…

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BARBARIGA Marco Marchi

Sindaco del Comune di Barbariga

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LA FIERA DEL CASONCELLO DI BARBARIGA La forza delle idee e del volontariato come motore di crescita, promozione del territorio e aumento dell’occupazione. Un case history di successo, un circolo virtuoso che ha creato decine di posti di lavoro nonché un sostegno concreto alla parrocchia, alle associazioni e alle onlus locali.

a fiera del casoncello di Barbariga si tiene ogni anno a Barbariga presso l’oratorio, il campo sportivo e alcuni spazi comuni, solitamente nella terza settimana del mese di settembre. Giunta alla ottava edizione è ormai uno degli appuntamenti più importanti delle numerose sagre e feste di paese del periodo estivo e autunnale nella Provincia di Brescia. L’idea risale ad alcuni anni fa, precisamente nel 2004 ed è stata la prima iniziativa della neo-eletta amministrazione comunale quando il Sindaco di Barbariga Marco Marchi condivise l’idea con l’amico giornalista e creativo Alberto Albertini: l’intento fu fin da subito la valorizzazione di una risorsa locale poco conosciuta. Infatti, fino a quel momento, si identificavano i casoncelli con un’area dai confini indefiniti nella Bassa Bresciana, in realtà, l’unico vero laboratorio artigianale, con una produzione continuativa, era situato a Barbariga. Ogni anno l’incasso, al netto delle spese, viene poi distribuito alla parrocchia, alle associazioni e onlus locali. Nel tempo la fiera ha permesso di finanziare i progetti dell’ associazionismo e volontariato, tra cui anche l’acquisto di vetture e mezzi speciali per il trasporto di chi ha bisogno (in ospedale, in città, verso varie destinazioni per visite, esami medici, servizi di varia natura). Nel 2005 è stata costituita la Pro Loco per la gestione degli eventi, tra cui appunto la Fiera del Casoncello, nonché delle attività culturali, come il premio letterario nazionale di scrittura essenziale “Brevis”, e la promozione del territorio. Il casoncello ha ottenuto, grazie alla collaborazione con l’Assessorato alla agricoltura della Provincia di Brescia, il riconoscimento De.c.o, la Denominazione Comunale d’Origine, un marchio di garanzia nato in seguito alla Legge n° 142 del 1990 che consente ai Comuni italiani di riconoscere e valorizzare le attività agroalimentari tradizionali. È inoltre stata inserita a pieno titolo nel calendario ufficiale delle fiere e sagre della Lombardia fin dalla seconda edizione del 2005. Il 31 dicembre 2010 il TG1 della RAI ha intervistato il sindaco Marco Marchi dedicando un lungo servizio al “caso” Barbariga: la fiera, il casoncello Deco e la produzione dei casoncelli nei la-

boratori artigianali, rigorosamente e interamente fatti a mano. Nell’ultima edizione della fiera sono state cucinate circa 10.000 porzioni di casoncelli (una dozzina e mezzo è considerata la porzione canonica), e 18.700 dozzine sono state vendute presso gli stand della fiera. Ma l’impatto più significativo della fiera è stata la creazione di posti di lavoro, grazie alla nascita, dal 2004 - anno della prima edizione - ad oggi, di altri tre laboratori che impiegano a tempo pieno decine di donne riqualificatesi dopo il progressivo ridimensionamento del mini distretto della maglieria che a Barbariga contava su alcune piccole unità produttive. Un’altra richiesta per un nuovo laboratorio è già stata depositata presso il Comune ed il procedimento di autorizzazione è in corso. I laboratori di casoncelli riforniscono oggi centinaia di famiglie, sagre, ristoranti e gastronomie, con un giro d’affari considerevole e continuativo. Un piatto di casoncelli è anche il pasto ideale contemporaneo: prodotto artigianalmente, con ingredienti genuini, a km zero, nonchè un piatto rapidissimo da cucinare.

Il Sindaco di Barbariga e altri sindaci della Provincia

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PASPARDO

LA SETTIMANA DELLA CASTAGNA 9-16 OTTOBRE 2011 Dal 9 al 16 ottobre si è svolta a Paspardo la quarta edizione della “Settimana della Castagna”. Numerosi sono stati i turisti che hanno approfittato dell’iniziativa per visitare questo piccolo paese di montagna e riscoprire un prodotto tradizionale oggi rivalutato. per le sue molteplici possibilità di impiego.

Delia Orsignola

Sindaco del Comune di Paspardo

L’

amministrazione comunale di Paspardo in questi anni si è fatta promotrice di numerose iniziative volte a migliorare le produzioni locali attraverso: • Organizzazione sistematica della raccolta delle castagne (oggi attività abbandonata) in tutti i castagneti della Vallecamonica; • Lavorazione della castagna e produzione dei prodotti derivati in Vallecamonica; • Promozione, commercializzazione e estensione della rete di vendita. A Paspardo ha sede il polo produttivo gestito dal Consorzio della Castagna di Vallecamonica dove vengono effettuate alcune attività di lavorazione: cernita, essiccazione e macinatura per la produzione della farina, commercializzazione e distribuzione dei prodotti derivati (biscotti, torte, confetture, distillato, birra). L’iniziativa si inserisce in un vasto programma di attività finalizzate alla valorizzazione e promozione del territorio di Paspardo e dintorni. Nei secoli scorsi, la castagna era un prodotto base nella povera dieta alimentare degli abitanti di Paspardo e mezzo di sostentamento per le numerose famiglie che nel mese di ottobre si dedicavano alla raccolta di questo prezioso frutto della terra: in parte conservato quale provvista

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per l’inverno e in parte portato nella bassa bresciana per essere barattato con altri generi alimentari. Durante il raccolto, i paspardesi si trasferivano in località Deria, al confine con il comune di Capodiponte, dove si estende una vasta zona coltivata a castagneto. Nel 1853 venne qui costruita una Chiesa, intitolata alla Maternità di Maria, per la celebrazione delle funzioni religiose. La piccola chiesa, affiancata da una torre campanaria e da locali di servizio, è a navata unica con presbiterio quadrangolare. Tradizionalmente, in Deria, si svolgeva la Festa del Ringraziamento, la prima domenica di ottobre a seconda dello stato di maturazione delle castagne. Da alcuni anni la manifestazione è divenuta sagra popolare: la festa della castagna. Dal 2008 la sagra dà il via alla “settimana della castagna” che ha come protagonista proprio la castagna per diffonderne la conoscenza e l’impiego in cucina per le sue proprietà anche curative. Recenti studi dimostrano infatti che la castagna è fondamentale per la prevenzione del tumore alla prostata ed è ormai noto il suo impiego nelle diete per i celiaci, essendo priva di glutine. Quest’ultimo filone è oggetto di ricerca e investimento futuro per il Consorzio della Castagna di Vallecamonica (che collabora nell’organizzazione della settimana). Durante la settimana sono state intraprese apposite iniziative sull’argomento, per diffondere tra i consu-

matori la conoscenza della celiachia, patologia oggi molto diffusa e ancora poco conosciuta (molte persone scoprono di essere celiache solo in età avanzata, dopo aver provato molteplici cure al proprio malessere). Su questo argomento sono stati allestiti punti di informazione (anche nelle scuole) con disponibilità di materiale informativo e nel servizio di ristorazione è inserito un menù apposito per celiaci E’ stato organizzato un corso di cucina per celiaci con degustazione di piatti “glutin free”. Il tutto è inserito nel magico contesto del centro storico di Paspardo che nei giorni 15 e 16 ottobre ha aperto le porte ad una ricca rassegna che spazia dall’artigianato locale, alla cucina, all’arte e alla pittura: con allestimento di stand di prodotti tipici locali, moto d’epoca, sculture in legno, piccolo museo etnografico con esposizione di attrezzi per la lavorazione delle castagne e del latte, museo di falegnameria, laboratori di pittura e cucina.

“Pult e lat” è un piatto antico tipico di Paspardo, interamente privo di glutine, in quanto a base di farina di castagne.


SIRMIONE

Alessandro Mattinzoli

Sindaco del Comune di Sirmione

T

alvolta capita di pagare un prezzo troppo alto per un linguaggio scadente od una comunicazione sbagliata. Penso che ciò sia proprio accaduto nel caso della tassa di soggiorno, che per rispetto alla nostra filosofia di tradizionale ospitalità andava quantomeno nominata diversamente. La nostra è la storia di Paese che conserva nel proprio dna l’ospitalità e non può punire con un’imposta

SIRMIONE E TASSA DI SOGGIORNO: PRO E CONTRO persone, famiglie e gruppi che scelgono di trascorrere sul Lago di Garda momenti di benessere, di relax e di svago culturale. Pertanto come operatore turistico non posso che essere contrario all’applicazione di tale dazio, ma come Sindaco ho dovuto analizzare il problema da diverse angolazioni; non ho potuto fare a meno di considerare il momento difficile in cui versano i Comuni Lacustri, la necessità di avere a disposizione continue risorse da investire nella promozione turistica, nelle manifestazioni. Non ho potuto infine non valutare che tali problemi si presentano addirittura amplificati nei piccoli Comuni che passano dai loro 2/3 mila abitanti a picchi estivi di 10/15 mila visitatori. Per tutti questi motivi non sarà facile scegliere se applicarla o meno; ma c’è un elemento imprescindibile per poterla applicare, che è quello dell’essere uniti nel fare una scelta non simpatica, ma uniforme. Il nostro territorio è in grado di offrire molteplici attrattive; dal patrimonio culturale a quello enogastronomico, passando attraverso quello sportivo e del wellness, il tutto contornato da un paesaggio naturale di variopinta bellezza anche grazie e soprattutto alla diversità tra la sponda Bresciana a quella Veronese. Per tale motivo non può esserci tra di noi una speculazione sull’applicazione dell’imposta, soprattutto come messaggio mediatico, dato che la tariffa è piuttosto esigua. L’unità e la coesione ci devono guidare nella valorizzazione di alcuni temi per tutti noi strategici come la promozione, la mobilità, la tutela dell’ambiente e delle acque. Potrebbe pertanto essere un messaggio positivo, nel caso in cui decidessimo di applicare la tassa di soggiorno, quello di destinarne una parte dei proventi per raggiungere questi scopi, consapevoli che risultati importanti si possono raggiungere solamente attraverso l’impegno e la volontà uniforme di tutti i paesi del Lago.

Uno scorcio della punta di Sirmione

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UN NUOVO AVVIO PER IL PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO DELLA PROVINCIA DI BRESCIA Francesco Basile

Avvocato amministrativista Ricercatore confermato in diritto pubblico. Docente di diritto urbanistico presso il Politecnico di Milano. Architetto.

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l 7 novembre 2011, il Consiglio provinciale di Brescia ha approvato con una votazione bipartisan una delibera di grande rilievo poiché rappresenta il primo atto di un procedimento volto all’approvazione del Piano Territoriale di Coordinamento passando attraverso la revisione dello strumento adottato nel marzo 2009 e mai approvato in via definitiva. La Provincia di Brescia è dotata del Piano territoriale di coordinamento dal dicembre del 2004 quando venne pubblicata e resa così esecutiva la delibera consiliare di approvazione del piano in data 21 aprile 2004, n. 22. Dopo pochi mesi, l’entrata in vigore della legge regionale della Lombardia 11 marzo 2005, n. 12, contenente la nuova disciplina del governo del territorio, ha imposto a tutte le province lombarde di avviare l’iter del procedimento di revisione del loro strumento di pianificazione territoriale per adeguarlo ai dettami della nuova legge. Dopo l’avvio del procedimento, avvenuto con la delibera di Consiglio Provinciale n. 23 del 29 giugno 2006, il PTCP veniva adottato, in scadenza di legislatura, il 31 marzo del 2009 (delibera n. 14) rinviando così alla nuova Amministrazione il compito di approvare definitivamente il Piano, dopo l’esame delle osservazioni.

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In realtà, dopo le elezioni e la ripresa dell’attività di studio sul PTCP da parte dei nuovi organi di governo dell’Ente, è emersa la stringete necessità politica ed amministrativa di modificare il Piano adottato nel marzo 2009 principalmente per recepire la sopravvenuta disciplina imperativa del Piano territoriale regionale e procedere all’adeguamento delle infrastrutture sovracomunali conseguenti alla definitiva localizzazione della Bre.Be.Mi. ma anche per aggiornare il quadro conoscitivo del territorio ed individuare le possibili soluzioni per fronteggiare le ricadute negative sull’attività urbanistica (sia per gli operatori che per i Comuni) causate dal peggioramento delle condizioni socio-economiche conseguenti alla crisi iniziata nel 2008. Pertanto, su specifica iniziativa dell’Assessore al Territorio condivisa dalla Giunta, il Consiglio Provinciale, dopo attenta discussione, ha ritenuto utile e necessario avviare il procedimento per la revisione del PTCP adottato nel marzo 2009 e giungere così in tempi contenuti a dotare la Provincia di uno strumento finalmente moderno ed in grado di rispondere efficacemente alle necessità di Comuni e operatori economici sul territorio. Passando ora all’esame della natura di tale strumento, è necessario premettere che Il Piano territoriale di coordinamento provinciale è uno strumento di pianificazione fondamentale nel nostro ordinamento in quanto consente di gestire lo sviluppo del territorio coniugando il rispetto e la valorizzazione del paesaggio ed operando nel contempo una sintesi tra gli interessi di scala regionale e quelli di livello comunale. Il compito di predisporre e approvare il PTCP è stato per la prima volta attribuito alla Provincia dagli articoli 14 e 15 della legge n. 142/1990, ora integralmente sostituiti dagli articoli 19 e 20 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali) che dettano la disciplina di principio della materia cui la legislazione regionale, in sede operativa, deve attenersi. La legge statale delinea un nuovo ritratto del PTCP affidato alla competenza della Provincia al quale i comuni devono conformarsi nell’esercizio delle rispettive competenze di pianificazione ma caratterizzato, in ragione della particolare collocazione intermedia, a fungere da momento di incontro e sviluppo delle aspirazioni dei Comune e delle previsioni vincolanti provenienti dalla pianificazione di livello regionale attraverso un’opera di coordinamento tra gli interessi di diversa scala presenti sul territorio. I contenuti del PTCP, come delineati dall’art. 20, comma 2, del d.lgs n. 267 del 2000, riguardano la predisposizione degli indirizzi generali di assetto del territorio, prevedendo in particolare, ancorché in modo non tassativo, le diverse destinazioni del territorio in relazione alla prevalente vocazione delle sue parti, la localizzazione di massima delle maggiori infrastrutture e delle principali linee di comunicazione, le linee di intervento per la sistemazione idrica, idrogeologica ed idraulico-forestale ed in genere per il consolidamento del suolo e la regimazione delle acque e, infine, individuando le aree nelle quali sia opportuno istituire parchi o riserve naturali. In attuazione dei principi statali, la legge 11 marzo 2005, n. 12, della Regione Lombardia prevede due livelli di pianificazione di area vasta: sono disciplinati, infatti, e con ricchezza di dettagli, da un lato il piano territoriale


di coordinamento provinciale (artt. 15 s.), dall’altro il piano territoriale regionale (artt. 19 s.) da attuare tramite un terzo piano, il cosiddetto piano territoriale regionale d’area (PTRA). Il PTR viene definito «atto fondamentale di indirizzo, agli effetti territoriali, della programmazione di settore della Regione, nonché di orientamento della programmazione e pianificazione territoriale dei comuni e delle province» e ha natura ed effetti di piano territoriale paesaggistico. Esso deve indicare gli obiettivi principali di sviluppo socioeconomico del territorio regionale, il quadro delle iniziative relative ad infrastrutture e opere pubbliche, i criteri operativi per la salvaguardia dell’ambiente, anche prevedendo modalità di compensazione. Il piano contiene, in via principale, «prescrizioni di carattere orientativo» ma, se espressamente previsto, può prevalere su ogni altra disposizione

getti (pubblici e privati) interessati e «può chiedere alla regione apposita consultazione diretta». L’adozione e l’approvazione del PTCP spettano al Consiglio provinciale, previo parere obbligatorio della Conferenza dei Comuni, delle Comunità montane e degli enti gestori delle aree regionali protette. Il PTCP é uno strumento di pianificazione sovraordinato rispetto al PGT il quale deve rispettarne i contenuti prescrittivi e prevalenti indicati di seguito dando nel contempo attuazione, sulla base di scelte comunque basate su una certa discrezionalità, ai contenuti aventi valore di indirizzo e programmazione. Il rispetto del PTCP é garantito dalla valutazione di compatibilità che l’art. 18, comma 1, della legge n. 12 del 2005 definisce come l’accertamento dell’idoneità del PGT ad assicurare il conseguimento degli obiettivi fissati nel piano territoriale sia rispetto ai contenuti prevalenti che

Il PTCP, invece, deve definire «gli obiettivi generali» relativi all’assetto e alla tutela del territorio provinciale ed è «atto di indirizzo della programmazione socio-economica»; difforme del PTCP o del PGT per le parti riguardanti, tra l’altro, le infrastrutture per la mobilità. Il PTCP inoltre, ha efficacia paesaggistico ambientale in quanto deve, da un lato, provvedere mediante previsioni di maggior dettaglio all’attuazione del PTR e, dall’altro, alla definizione alla scala provinciale delle previsioni conformative che si rendano utili al conseguimento degli obiettivi di tutela e valorizzazione paesaggistica indicati dallo strumento regionale. Infine, il PTCP può individuare gli ambiti in cui sia opportuna l’istituzione di parchi locali. In fase di predisposizione del PTCP, la Provincia deve garantire la «partecipazione attiva» degli altri sog-

rispetto agli obiettivi ed alle finalità di indirizzo. Secondo la disposizione di carattere generale contenuta nell’art. 2, comma 3, della L.R. n. 12/2005, il Piano territoriale regionale ed il Piano territoriale di coordinamento provinciale hanno efficacia di orientamento ed indirizzo, fatte salve le previsioni che in base alla legge abbiano efficacia prevalente e vincolante. Per il PTCP, in particolare, il citato art. 18 della legge n. 12/2005 individua alcuni contenuti specifici aventi natura prescrittiva e prevalente rispetto alla pianificazione comunale. Ciò avviene in relazione alla definizione degli ambiti territoriali con vocazione agricola, alle

previsioni di tutela ambientale e paesaggistica, alla localizzazione delle infrastrutture relative al sistema della mobilità espressamente individuate dal Piano. In quest’ultimo caso la previsione di localizzazione ha immediato effetto conformativo del regime proprietario dei suoli interessati. Nel PTCP vengono ulteriormente specificati gli indirizzi per la pianificazione comunale il cui coordinamento dovrà essere favorito sia attraverso l’incentivazione di forme associazionistiche tra i comuni sia mediante la previsione di forme compensative e perequative sovracomunali. Quest’ultima previsione deve essere valutata positivamente in quanto strumento utile a superare, in particolare nei procedimenti di localizzazione di infrastrutture per la mobilità di rilevante interesse, le contrapposizioni tra gli enti locali interessati dal tracciato consentendo la più agevole definizione dei relativi procedimenti. La breve disamina compiuta consente di evidenziare la straordinaria importanza del PTCP e con esso la rilevanza dell’attività di gestione delle politiche territoriali anche attraverso l’attività di verifica della compatibilità dei PGT con il PTCP medesimo. Si puó cosí affermare senza timore di smentita che la gestione del territorio costituisca la funzione più importante tra quelle di competenza della Provincia per cui il PTCP puó essere definito come l’atto fondamentale di indirizzo politico amministrativo dell’ente. Da qui l’enorme rilievo che assume il recente avvio del nuovo procedimento di revisione del PTCP finalizzato a dotare la Provincia di uno strumento adeguato e moderno in grado di garantire, una volta approvato, l’equilibrio degli interessi pubblici e privati coinvolti per uno sviluppo sostenibile del territorio bresciano.

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ATTIVITÀ DEL CENTRO VITIVINICOLO PROVINCIALE DI BRESCIA Il Centro Vitivinicolo Provinciale di Brescia è un Ente aperto e dinamico che svolge attività di assistenza tecnica, ricerca e sperimentazione applicata.

Gian Franco Tomasoni

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Assessore Agricoltura Provincia di Brescia

a maggior parte delle azioni realizzate nel settore ha una ricaduta di utilità immediata sulle Aziende vitivinicole bresciane, mentre altre sono frutto di riflessioni legate alla lunga esperienza nel settore ed alla lungimiranza di chi sa anticipare le tendenze: si raccolgono dati e risultati sperimentali a beneficio di quelle Aziende e di quei Tecnici che desiderano ricevere informazioni in anticipo rispetto al manifestarsi delle esigenze e delle tendenze. Riassumiamo di seguito quanto si è realizzato nel corso del 2010-2011. Iscrizione di nuove varietà Come già negli ultimi anni, sono state iscritte al Registro Nazionale delle Varietà di vite da vino alcune varietà autoctone bresciane. Inoltre sono state fatte approvare alla coltivazione nel territorio delle Provincia tali varietà. Ciò permette alle Aziende di coltivare varietà, altrimenti dimenticate e destinate a estinguersi. Attività in collaborazione con il Consorzio Franciacorta Studio delle caratteristiche viticole ed enologiche della varietà Erbamat, progetto pluriennale finalizzato alla conoscenza delle caratteristiche di tale varietà. Programma di studio concordato con il Consorzio Franciacorta e dallo stesso cofinanziato. Attività in collaborazione con il Consorzio Garda Classico Dopo aver concluso l’approfondito studio della varietà Groppello, che è approdato alla pubblicazione a cura del CVP del libro “Groppello, l’autoc-

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tono della Valtènesi”, facente parte della collana dei “Quaderni della ricerca della Regione Lombardia”. Attività in collaborazione con il Consorzio Capriano Si collabora al Comitato Tecnico del Consorzio e ciò ha portato a fornire indicazioni utili alle modifiche del Disciplinare, con l’inserimento della nuova tipologia “Capriano del Colle DOC Marzemino”. Lugana, nuova selezione clonale L’obbiettivo del lavoro è di riuscire a selezionare ed omologare in un arco temporale massimo di 6-8 anni alcuni cloni di Trebbiano di Lugana che possano essere di interesse per la viticoltura bresciana e garantirne la rapida disponibilità sul mercato una volta concluso il processo di omologazione. Si ipotizza l’omologazione di 2-4 cloni. Valcamonica: Assistenza tecnica Dopo aver fatto nascere la Denominazione Valcamonica IGT , che sta salvando dall’estinzione una viticoltura storica e preziosa come quella della nostra Valle, stiamo sostenendo con informazioni tecniche ed assistenza continuativa la tenacia dei viticoltori valligiani, che dimostrano

di poter ormai competere ai massimi livelli enologici, anche ottenendo numerosi riconoscimenti per la qualità dei loro vini. Benefici economici Enorme l’insieme dei benefici per le Aziende e per la viticoltura bresciana è facile intuire quanto grande sia il vantaggio in termini informativi ed economici per la consulenza offerta: • le Aziende possono fruire costantemente di informazioni precise e puntuali, calate sulla situazione bresciana; • i Consorzi, possono realizzare attività di ricerca ed approfondimenti tecnici a costi di almeno tre volte inferiori rispetto a quelli che dovrebbero supportare se dovessero rivolgersi all’esterno; • l’ ambiente, grazie agli orientamenti del C.V.P. , gode della diminuzione dei trattamenti antiparassitari, con un significativo vantaggio anche in termini di risparmio economico; • le aree svantaggiate, grazie all’intervento del C.V.P., hanno potuto godere di un recupero socio economico prodotto dal ripristino di vecchie aree vitate abbandonate.


Le ricette di

VINI&CUCINABRESCIANA tratte dal n. 35 della rivista

Lepre o Coniglio in Salmì

Ingredienti per 4 persone Per la marinatura: 1 lt di buon vino rosso, 1 carota - 1 cipolla media, 1 gamba di sedano - 2 chiodi di garofano, 2 spicchi d’aglio - 1 foglia d’alloro, 2 rametti di rosmarino - 1 rametto di salvia - 5 bacche di ginepro, 10 grani di pepe nero - sale q.b. - 1 cucchiaino di zucchero

Per le carni: 1 lepre o coniglio da circa 1,2 Kg , ½ lt. di brodo di carne , 1 cucchiaio raso di concentrato di pomodoro, 1 bicchierino di brandy, 2 foglie di salvia, 1 ciuffo di rosmarino - sale q.b.

Preparazione: Tagliate la lepre o il coniglio in pezzi. Tenete da parte il fegato, il cuore e i rognoni. Lavate la carne con il vino e metteteli in una ciotola. Preparate le verdure per la marinata e mettete in una terrina: la cipolla, l’aglio, la carota, la costa di sedano, il rosmarino la salvia, i chiodi di garofano, i grani di pepe nero, il cucchiaino di zucchero e il sale. Aggiungete la lepre/coniglio e coprite il tutto con il vino rosso. Coprite con pellicola trasparente e riponete in frigorifero almeno per 12 ore.Trascorso il giusto tempo per la marinatura, togliete la carne, i rametti di rosmarino e la salvia, scolate le verdure dal vino di marinatura. Tritate tutte le altre verdure della marinata (carote, cipolla, sedano) che serviranno per preparare il soffritto. Prima però, in un capiente tegame fate rosolare da entrambe le parti la carne con 6 cucchiai di olio extravergine d’oliva mantenendo la fiamma non troppo alta. Quando i pezzi di lepre/coniglio saranno ben rosolati, aggiungete un bicchierino di brandy e fate sfumare. Di seguito aggiungete un bicchiere di vino della marinatura fatta in precedenza ed anche in questo caso lasciate sfumare. A questo punto dovrete togliere i pezzi di lepre/coniglio mettendoli da parte. Nello stesso tegame e nel fondo di cottura aggiungete le verdure tritate in precedenza e le interiora tagliate a tocchettini e procedete con il soffritto. Aggiungete anche 2 foglie di salvia e un ciuffetto di rosmarino e fate soffriggere a fiamma media per un paio di minuti. Ora adagiate nuovamente la carne nel tegame, aggiungete un paio di mestoli di vino della marinata e il brodo di carne sino a coprire la carne. Aggiungete anche un cucchiaio di concentrato di pomodoro. Aggiustate di sale coprite e portate a cottura a fuoco basso per circa 1 ora e mezza unendo altro brodo necessario per mantenere umido l’intingolo.Questo piatto si presta naturalmente ad essere accompagnato con fumante polenta e sfibrando le carni, adattissimo per realizzare dell’ottimo sugo per tagliatelle e pasta fresca.

VINI&CUCINA BRESCIANA

Ricette - Vini - Cantine - Prodotti tipici - Itinerari - Ristoranti - Fiere e Sagre

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SIMPOSIO Mauro Maffioli

Sindaco del comune di Comezzago Cizzago

L’

idea di portare a Comezzano Cizzago un Simposio di Scultura Internazionale, nacque dall’incontro tra i due giovani scultori Francesco Panceri, Destefani Marco e l’amministrazione comunale. Il progetto convinse il Sindaco Mauro Maffioli e l’intero gruppo di Assessori e in poco tempo furono recuperate le risorse finanziarie. Ben quarantasei aziende sparse nella Provincia Bresciana aderirono al progetto, tra le maggiori va ricordata la Cava F.lli Marangoni di Nuvolera per la fornitura del pregiato marmo

In alto, le opere realizzate, sotto, i partecipanti.

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COMEZZAGO CIZZANO, SIMPOSIO INTERNAZIONALE DI SCULTURA Mercoledì 26 ottobre 2011. Data storica per il Comune di Comezzano Cizzago che vede collocate le opere realizzate durante il Primo Simposio Internazionale di Scultura del mese di maggio. Via Zanardelli, non è più solo la via principale, ma diventa la testimonianza concreta delle volontà di valorizzare il territorio attraverso la realizzazione di progetti artistico culturali. di Botticino. Furono selezionati 6 tra i più importanti scultori internazionali, famosi per aver partecipato ai più prestigiosi Simposi di Scultura nel mondo: Aktham Abdulhamid dalla Siria, Miguel Isla dalla Spagna, Damjan Komel dalla Slovenia, Hwang Seung-Woo dalla Corea, Genti Tavanxhiu dall’Albania e Francesco Panceri come rappresentante dell’Italia. Un gruppo eterogeneo, in grado di portare lustro e notorietà all’evento voluto e sostenuto dall’entusiasmo di molti. Due settimane di lavoro (dal 9 al 21 maggio) durante le quali gli scultori diedero lentamente vita alle idee fissate nei bozzetti preparatori. Il tema era unico per tutti, IDENTITÀ e CONFRONTO: confronto inteso come strumento per rafforzare la propria identità. L’interpretazione, diversa per ognuno dei partecipanti, carica di rimandi iconografici in grado di ricollegare le opere e gli artisti ai rispettivi paesi d’origine. Per 15 giorni il comune di Comezzano Cizzago divenne luogo di incontro e confronto tra culture e generazioni diverse: gli scultori, i bambini delle scuole elementari che ogni giorno si recavano al cantiere per conoscere gli artisti e le opere che stavano realizzando, i giovani e gli anziani che incuriositi si avvicinavano alle sculture per carpire i segreti di un lavoro antico come il mondo… Una manifestazione voluta non solo per valorizzare le proprie risorse, ma nel contempo per crearne di nuove, per dar vita a quel patrimonio culturale da tramandare alle nuove generazioni. È stata particolarmente gradita ed apprezzata la presenza dell’On. Giuseppe Romele Vicepresidente della Provincia di Brescia, di Anna Rivadossi Presidente Associazione Culturale Terre di Lombardia e di una delegazione dei sindaci dei paesi limitrofi, i quali hanno rimarcao l’importanza culturale e territoriale del Simposio. Oggi rimangono le sei sculture a memoria. Francesco Panceri “PIETRA D’ANGOLO”, Miguel Isla “UNIONE IDENTITARIA”, Damjan Komel “CHIAVE DI VITA”, Genti Tavanxhiu “DIALOGO”, Hwang Seung-Woo “OBSERVER”, Aktham Abdulhamid “TWINS OF THE SOUL”.


BILANCIO DI PREVISIONE DEL COMUNE DI FIESSE

FIESSE

Chiara Pilitteri

Sindaco del Comune di Fiesse

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onostante le difficoltà economiche del nostro Comune, date le poche entrate, le innumerevoli uscite ed i servizi che garantiamo ai nostri cittadini, e soprattutto a causa dell’eredità che abbiamo acquisito dalla precedente amministrazione, ossia un patrimonio molto consistente (circa 70 alloggi comunali, centro sportivo, strade, sale civiche, ecc…) ma mal manutenuto, anche nel Bilancio di previsione 2011 siamo riusciti ad inserire diverse opere per la nostra comunità. Per l’anno in corso siamo riusciti anche a reperire contributi da vari

enti al fine di poter realizzare alcuni progetti senza incidere troppo sulle casse comunali. 1.Durante la campagna elettorale abbiamo insistito molto sulla nostra volontà di voler installare un impianto di video-sorveglianza nel nostro Comune, col fine di garantire una maggior sicurezza per i cittadini. Quest’anno quindi, grazie anche ad un finanziamento ottenuto dalla Regione Lombardia, abbiamo redatto un progetto per la collocazione, in alcune aree sensibili del territorio comunale, col fine di prevenire e/o rilevare situazioni di pericolo per la sicurezza pubblica. Inoltre abbiamo acquistato un misuratore di Velocità Autovelox Mobile, per la prevenzione e sicurezza della circolazione veicolare sull’ intero territorio comunale col fine di migliorare la percezione di sicurezza da parte dei nostri cittadini. Il costo di questo progetto è stato di circa euro 75.000,00 2. Abbiamo redatto un progetto per la riqualificazione e bonifica di alcune aree verdi comunali mediante la manutenzione straordinaria, sfalci e il più significativo è stato il ripristino dell’argine fiessese verso il Comune di Gambara ormai inagibile

da molti anni. Questo intervento è stato finanziato interamente grazie ad un contributo della Provincia di Brescia per un importo di circa euro 39.000,00 AMBIENTE È stata approvata la stipula di una convenzione con i Comuni di Gambara e Pralboino, al fine di poter predisporre un bando di gara unico e poter aggiudicare ad un’unica azienda il servizio di raccolta porta a porta, con l’obbiettivo di ottenere un contratto più vantaggioso per tutti, mettendo sul piatto tre enti e quindi un bacino d’utenza maggiore. Questo importante risultato è frutto sì del lavoro di informazione dell’amministrazione, ma soprattutto del costante e serio contributo dei fiessesi, che in questi anni hanno percepito sempre più l’importanza e la necessità di contribuire a tutelare l’ambiente in cui viviamo.

Il Comune di Fiesse ad oggi raccoglie il 58,65% dei rifiuti differenziati, mentre nel 2001 solo il 19,3%

A sinistra, uno scorcio di Fiesse.

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RIMETTERE LA TERRA AL CENTRO DELL’ECONOMIA Il governo del territorio è stato il tema dell’importante convegno organizzato dall’Unione Agricoltori. Bettoni: abbiamo bisogno di una nuova progettualità con una governance diversa.

Francesco Bettoni

Presidente dell’Unione Agricoltori

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l governo del territorio è stato il tema al centro del confronto dell’importante convegno organizzato lo scorso 22 settembre a Orzinuovi dall’Unione Agricoltori. Ne hanno parlato, insieme a Francesco Bettoni presidente dell’Unione Agricoltori, moderati dal giornalista Tonino Zana, l’avvocato Innocenzo Gorlani, il professore Maurizio Tira, l’assessore regionale al territorio Daniele Belotti, il vice presidente della Provincia Giuseppe Romele, l’assessore provinciale all’agricoltura Francesco Tomasoni e il sindaco di Orzinuovi Andrea Ratti. Il tema affrontato durante l’affollato convegno è di quelli di estrema attualità e la relazione centrale condotta dal professor Tira ha trattato proprio le “trasformazioni territoriali ed effetti ambientali e paesaggistici nella nuova gestione urbanistica lombarda”. Secondo Gorlani, profondo conoscitore della storia rurale bresciana, l’agricoltura “modella il paesaggio attraverso il lavoro antico dei campi.

Ed è per questo motivo che il paesaggio è un valore primario perché grazie al lavoro egli agricoltori produce cibo”. Ecco perché si può dire che il territorio naturale è diventato territorio agrario. Il professor Tira ha ricordato come ha ricordato : “tutta la materia riguardante i Pgt merita una riflessione sotto diversi punti di vista per individuare un maggiore equilibrio nelle decisioni. Il professor Tira ha proposto una serie di nuovi indicatori per le valutazioni ambientali e valutare in maniera differente il consumo di territorio visto che recenti indagini demoscopiche dimostrano che il tema dell’inquinamento associato a quello dell’uso di terra a fini urbanistici sono tra quelli che più preoccupano gli abitanti della Lombardia. Da qui le rassicurazioni da parte dell’onorevole Giuseppe Romele Vicepresidente della Provincia di Brescia e assessore al territorio e dall’assessore all’agricoltura Francesco Tomasoni che “il piano di coordinamento provinciale riserverà una particolare attenzione agli ambiti agricoli strategici”. In fin dei conti – come ha sottolineato il sindaco di Orzinuovi, Andrea ratti, “gli amministratori sono attenti alle nuove dinamiche e alle aspettative del cittadino. E proprio quest’ultimo tema ha dato la possibilità a Francesco Bettoni, presidente dell’Unione Agricoltori, di ribadire il ruolo eco-

Gran parte del confronto è ruotato attorno alla definizione di Gorlani: “la terra con la sua agricoltura è un tesoro da scoprire e valorizzare”.

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nomico dell’agricoltura bresciana che ha “nella difesa del suolo e del paesaggio una funzione intrinseca alla sua vocazione produttiva di beni di qualità e sicurezza apprezzati su tutti i mercati internazionali. Ma l’agricoltura ha bisogno di competere – ha continuato Bettoni - e va avanti grazie alla sua tradizione, alla sua cultura, ai suoi valori grazie ad imprenditori che coniugano e valorizzano il legame tra prodotto e territorio. Abbiamo quindi bisogno – ha concluso il presidente dell’Unione di un piano di governo del territorio con percorsi virtuosi per valorizzare la nostra terra con un progetto concreto basato su certezze e regole che la governante deve dare per il futuro dell’economia e della nostra società affinché l’agricoltura sia centrale allo sviluppo e al rilancio del nostro paese”. A tal proposito il presidente del Consorzio di tutela del Franciacorta, Maurizio Zanella, ha ricordato che “cinquant’anni fa nasceva il Franciacorta grazie alla sua terra territorio e alla capacità imprenditoriale delle aziende vitivinicole, ma il territorio deve essere progettato in maniera diversa. Ecco perché il Consorzio ha aderito al nuovo progetto unico tra tutti i 19 Comuni della Franciacorta e riscrivere le regole per valorizzare e ritornare alla ricchezza della nostra terra”.


ONO SAN PIETRO

ONO SAN PIETRO E LA CALCHERA Nella media Valle Camonica, passando per la Strada Statale 42, può capitare di essere attratti dalla bellezza e dalla maestosità di un gigante quale è il gruppo della Concarena, una fra le più belle ed affascinanti montagne che nasconde dentro ed attorno a se, preziosi aspetti naturalistici in una natura incontaminata.

Elena Broggi

Sindaco di Ono S. Pietro

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lle pendici della Concarena sorge il piccolo borgo di Ono S. Pietro anticamente denominato Do. Gli abitanti sono detti in forma dialettale i “Calcherocc da Do” che con ingegno, sapienza, sudore e tanta fatica per molto tempo all’interno di grandi e curiose fornaci dette Calchere, hanno trasformato la pietra della Concarena, attraverso un lavoro di cottura ininterrotto che durava dai sei agli otto giorni, in purissima calce Per questo tipo di lavoro e per produrre circa 250 quintali di calce viva servivano circa 3.000 fascine di legna e 1.000 quintali di pietra. Con l’avvento dei materiali da costruzione moderni, le calchere sono state abbandonate ed insieme ad esse anche il sapere e il sapore legato all’arte della produzione e dell’impiego della calce. Il Comune di Ono S. Pietro, dopo aver recuperato e ristrutturato una fornace, nell’ambito di un progetto culturale volto alla promozione del territorio, rivalutando e riscoprendo vecchie tradizioni ed antichi mestieri ha deciso di far rivivere questa tradizione e di donare alla propria popolazione un momento rievocativo del suo passato economico e sociale. Dal 2008, anche a seguito dell’istituzione dell’ Ecomuseo Concarena Montagna di

Luce è riconosciuto dalla Regione Lombardia, è stata così organizzata la manifestazione “Calchera e dintorni” giunta alla quarta edizione, nata proprio con l’intento di radunare la gente attorno ad una importante porzione di storia e di trasmettere ai più giovani un patrimonio immateriale che stava per disperdersi. Quest’anno in occasione della manifestazione che si è svolta dal 3 al 9 ottobre con il patrocinio della Provincia di Brescia è stato presentato il progetto: “I Comuni della Calce”. L’iniziativa, che ha visto la partecipazione di numerosi Amministratori provenienti da diverse regioni italiane, da quei luoghi ove ancora esistono tracce visibili e materiali circa la produzione e l’uso della calce, anche in occasione dei 150 anni dell’ Unità d’ Italia nasce con l’intento di promuovere il recupero della cultura e della salvaguardia dell’identità storica della calce, la valorizzazione di un patrimonio diffuso, ricco di un alto valore testimoniale quale espressione storico-culturale, economico-sociale di un territorio. Dando il giusto risalto alla differente biodiversità di questi luoghi per contesto geomorfologico, ambientale, paesaggistico ed architettonico; il progetto vuole essere per queste realtà una guida nella riscoperta delle radici culturali del proprio territorio , in particolare di una tradizione locale peculiare come quella legata alla produzione e all’uso della calce. Vuole diventare quel circuito e quella rete che coinvolge quei territori in cui si trova il patrimonio prezioso della cultura materiale e del saper fare, legato ad uno dei materiali più antichi e impiegati nella storia dell’uomo: la calce.

A fianco il depliant dell’evento.

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MEDIAZIONE CIVILE

L Dott. Guido Santi

Dottore, Commercialista ed esperto contabile

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a mediazione civile (oppure mediazione civile e commerciale, secondo la definizione della Unione europea che ne ha richiesto l’adozione con la Raccomandazione 98/257) è un istituto giuridico italiano introdotto con il Decreto Legislativo n. 28 del 4 marzo 2010, per la composizione dei conflitti tra soggetti privati relativi a diritti disponibili. Il concetto di mediazione può essere sintetizzato quale “l’attività professionale svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa”. L’organo della mediazione è l’organismo di mediazione: l’ente pubblico o privato presso il quale può svolgersi il procedimento di mediazione. L’organismo di mediazione designa il mediatore, la persona che, individualmente o collegialmente, svolge la mediazione rimanendo priva, in ogni caso, del potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti per i destinatari del servizio medesimo. La mediazione può essere: facoltativa, e cioè scelta dalle parti; deman-

data, quando il giudice, cui le parti si siano già rivolte, invita le stesse a tentare la mediazione; obbligatoria, quando per poter procedere davanti al giudice, le parti debbono aver tentato senza successo la mediazione. La mediazione è obbligatoria nei casi di una controversia in materia di: condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari. La mediazione si introduce con una semplice domanda all’organismo, contenente l’indicazione dell’organismo investito, delle parti, dell’oggetto della pretesa e delle relative ragioni. Le parti possono scegliere liberamente l’organismo. In caso di più domande, la mediazione si svolgerà davanti all’organismo presso cui è stata presentata e comunicata alla controparte la prima domanda. Una volta avviata la mediazione, il mediatore organizza uno o più incontri mirati alla composizione ami-


Fino a € 1.000: € 65; da € 1.001 a € 5.000: € 130; da € 5.001 a € 10.000: € 240; da € 10.001 a € 25.000: € 360; da € 25.001 a € 50.000: € 600; da € 50.001 a € 250.000: € 1.000; da € 250.001 a € 500.000: € 2.000; da € 500.001 a € 2.500.000: € 3.800; da € 2.500.001 a € 5.000.000: € 5.200; oltre € 5.000.000: € 9.200.

chevole della controversia. L’accordo raggiunto con la collaborazione del mediatore è omologato dal giudice e diventa esecutivo. Nel caso di mancato accordo il mediatore può fare una proposta di risoluzione della lite che le parti restano libere di accettare o meno. In caso di insuccesso della mediazione, nel successivo processo il giudice potrà verificare che la scelta dell’organismo non sia stata irragionevole, ad esempio per mancanza di qualsiasi collegamento tra la sede dell’organismo e i fatti della lite ovvero la residenza o il domicilio della controparte. Se la proposta non viene accettata e il processo davanti al giudice viene iniziato, qualora la sentenza corrisponda alla proposta, le spese del processo saranno a carico della parte che ha rifiutato ingiustificatamente la soluzione conciliativa. Il principio della riservatezza regola la procedura della mediazione: nessuna dichiarazione o informazione data da una parte solo al mediatore può essere rivelata alla controparte senza il consenso espresso della parte; ogni violazione viene sanzionata. Tutte le informazioni riservate sono in ogni caso inutilizzabili in ogni successivo ed eventuale processo. Il procedimento di mediazione ha una durata massima di 4 mesi. Le indennità dovute sono stabilite dal decreto del Ministro della Giustizia. Le parti devono anticipare le spese di avvio del procedimento, pari ad € 40, e pagare le spese di mediazione. Successivamente ciascuna parte sarà tenuta alla corresponsione delle seguenti somme commisurate al valore della mediazione. La mediazione è gratuita per i soggetti che nel processo beneficiano del gratuito patrocinio: in tal caso all’organismo non è dovuta alcuna indennità. Alle parti che corrispondono l’indennità ai soggetti abilitati a svolgere il procedimento di mediazione presso gli organismi è riconosciuto, in caso di successo della mediazione, un credito d’imposta fino a concorrenza di 500 euro. In caso di insuccesso della mediazione, il credito d’imposta è ridotto della metà. Il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro sino alla concorrenza del valore di 50.000 euro.

La mediazione civile è quell’ attività professionale svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa”.

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TERRE DI URAGO D’OGLIO

C Stefano Belotti

Responsabile Filiale Terre di Lombardia di Urago D’Oglio

Ivan Calvetti

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Family Banker di Banca Mediolanum

giorni che stiamo vivendo dal punto di vista economico e politico sono di grande confusione e generano nella società a vari livelli un senso d’impotenza e di paura collettiva. Per fronteggiare questo annebbiarsi di sensazioni poco positive e dare una luce diversa al negativismo persistente generato anche dai media, sul territorio della Provincia di Brescia, si stanno svolgendo una serie di convegni info-formativi tenuti da manager e formatori della MCU (Mediolanum Corporate University). Negli incontri si è ragionato su dati storici relativi alle varie crisi economiche partendo da quella del ’29 ad oggi, facendo emergere come, seppur tutte con sottostanti differenti in relazione anche alle posizioni so-

ari Lettori, in un momento dove la situazione di crisi mondiale si fa sentire anche nel nostro territorio, non possiamo non porre l’attenzione a questa realtà. La domanda che ci poniamo è: Cosa possiamo fare?. Prendiamo spunto, facendo memoria al passato, il quale ci insegna che: tutto è possibile basta volerlo con responsabilità e impegno. E’ di grande attualità allora dire oggi, che le difficoltà si superano con la volontà del fare, anche iniziando dalle piccole cose. Quando un anno fa precisamente il 26 novembre 2010 è divenuta operativa la “Filiale di Terre di Lombardia” nel Comune di Urago D’oglio (Bs), abbiamo dimostrato

la nostra disponibilità nel cercare di capire le esigenze e i bisogni quotidiani locali, per tutelare e migliorare il nostro territorio. Questo è stato il punto di partenza. Strada facendo, il 12 marzo 2011 abbiamo organizzato a Urago D’Oglio il convegno con il tema: BRE-BE-MI Autostrada per il lavoro-Expo 2015, quali opportunità sul territorio della Franciacorta e dell’Ovest Bresciano, dando un segnale forte di interesse e presenza sul territorio. Vogliamo continuare con entusiasmo il lavoro intrapreso, creando idee per produrre nuove iniziative a Chilometro zero. Ringraziamo gli Associati e tutti coloro che lavorano per il miglioramento e la riuscita del bene comune.

ESSERE COMPETENTI PER SUPERARE LA CRISI cio-economiche delle varie epoche, i periodi di difficoltà sono correlati dal fatto che l’essere umano li affronta sempre nello stesso identico modo, vivendo l’evento negativo di pancia facendosi trasportare dall’emotività e quasi mai di testa e con razionalità. Questo genere di comportamento viene poi accentuato in modo esponenziale dagli organi di comunicazione che avvalorano sempre più i fatti negativi attraverso titoli allarmistici in primo piano con notevoli evidenziature disfattiste, rispetto agli avvenimenti positivi poco citati o addirittura omessi. Il tutto causa un condizionamento implicito pessimista che modifica le scelte dei consumatori e risparmiatori che rispettivamente riducono i consumi e realizzano perdite patrimoniali con disinvestimenti e scelte irrazionali e non consone. Chi ne trae beneficio sono invece gli

speculatori che cavalcano in modo antitetico le scelte dei primi, movimentano grosse masse di denaro e lo investono dove il mercato è a loro più favorevole. L’obiettivo dei vari incontri è quello di aiutare a dare una giusta lettura, avvalendosi di dati reali, di come questa situazione di depressione sia uguale a quelle passate, rendere più consapevoli del fatto che anche questa crisi passerà e che soprattutto i momenti come questo celano delle grosse opportunità. Come citava J. Templeton, “La gente chiede sempre deve lo scenario è migliore ma, la domanda giusta è: Dov’è il contesto più depresso?” Si ringrazia l’Associazione Terre di Lombardia per la partecipazione agli eventi e per come fa da eco ai messaggi di positività da essi espressi.

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TERRE DI BORNO

TERRE DI BORNO Il mondo globalizzato ci ha messo davanti due aspetti della vita sociale visti da tanti, se non proprio da tutti, come una amara medicina, dalla quale bisogna rifarsi la bocca con un confetto di rosolio (ricordate Pinocchio?).

U Emilia Pennacchio

Presidente Terre di Borno

La globalizzazione qualcosa di buono ha portato: ha rinsaldato il legame con la nostra identità locale e ci costringe a fare rete per poterla sostenere.

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n primo aspetto è che se vogliamo essere attivi, presenti, utili alla società, la globalizzazione ci “obbliga” - in qualche modo - a fare sistema: questo è quanto di più difficile c’è nel nostro Paese dei mille campanili, dove ognuno tiene alla propria unicità, alla propria idea e dove l’autoreferenza è il metodo d’approccio ai problemi. Per questo dico che fare sistema è come prendere una amara medicina: scardinare un modus operandi vecchio di decenni non è cosa ne facile ne immediata. Ma necessaria, appunto. L’altro aspetto è il timore di perdere la propria identità culturale a favore di “azioni globalizzanti”, che ci chiedono di operare non sul singolo territorio ma su ampie, se non ampissime, macro-aree secondo la visione - spesso abusata e banalizzata - di “villaggio globale”. E’ utile quindi riflettere, soprattutto pensando alla nostra realtà montana e pedemontana, a questi due aspetti, poiché l’essere uniti nel “fare” è sicuramente incisivo, coinvolgente e porta risultati più apprezzabili, mentre “valorizzare” l’identità culturale è altrettanto utile per mantenere vive le nostre tradizioni, le nostre radici, la nostra storia e, dunque, il nostro territorio. Alla base dell’attività che muove Terre di Lombardia, questa consapevolezza è ben radicata, tant’è che sotto il suo stimolo sono nate numerose sedi. Anche Terre di Borno, nel suo piccolo, ha iniziato a costruire la sua mission su questi due pilastri: identità locale e rete. Come è facile immaginare, l’identità culturale è talmente radicata che non ha bisogno di leve persuasive anzi, è essa stessa leva per creare sistema, almeno in linea teorica. Al contrario, la nostra realtà ci insegna che la collaborazione locale incontra qualche resistenza, pur essendo indispensabile: gli equivoci, i particolarismi e le interpretazioni perniciose sono sempre dietro l’angolo! Così come è indispensabile la collaborazione tra pubblico (Amministrazioni Comunali, Provincia, Regione) e privato (imprese e associazioni culturali, per esempio); e chi si scandalizza di questo rapporto biunivoco, vedendolo come il male assoluto o come giustificazione a non lavorare insieme, commette un grosso errore. In effetti, Terre di Borno, grazie alla collaborazione con la Parrocchia di Borno, ha presentato la raccolta di testi di Papa Giovanni Paolo II” Il sale della terra”. Alla presenza di S. E. Cardinale Giovanni Battista Re. Grazie alla collaborazione con la Polizia di Stato, ha presentato agli studenti bornesi il Diario per una vita migliore. Grazie alla collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Borno, l’Istituto Comprensivo di Borno e la sezione locale del CAI, ha inaugurato il primo dei sentieri a tema: Il Percorso della memoria. Grazie al sostegno di alcuni imprenditori, ha pubblicato il suo primo notiziario. Scriveva Benedetto Croce: “Il politico davvero onesto? Quello che risolve i problemi”. Per farlo ha bisogno di cittadini operosi, collaborativi e innamorati della propria terra. Niente di cui scandalizzarsi.


CALCINATO

Marika Legati

Sindaco del Comune di Calcinato

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nche nella gestione di un servizio a domanda individuale consolidato, come quello delle mense, è possibile applicare connotati e sensibilità nuove che guardano all’erogazione di un servizio come ad una opportunità per l’Ente Locale di educare ad una sostenibilità ambientale e ad una responsabilità sociale rilanciando nel contempo il tessuto produttivo territoriale. Ogni anno il centro cottura ubicato in loco prepara e distribuisce circa 70.000 pasti comprensivi di diete speciali per patologie e differenziate per motivazioni religiose. Di primaria importanza è la qualità delle materie prime che devono rispettare alcuni criteri di certificazione ed etici: • Attestazione biologica, DOP, IGP • Utilizzo di carni, uova, latte, yogurt e verdure di aziende site in un raggio di massimo 25 Km da Calcinato (stimolo dell’economia locale

COMUNE DI CALCINATO Servizio di refezione scolastica

e riduzione dei costi ambientali per il trasporto) • Utilizzo di frutta, cereali e derivati, formaggi, salumi ed olio d’oliva prodotti in un raggio di 100 Km dal comune. • Utilizzo di materie prime provenienti dal commercio equo e solidale • Utilizzo di prodotti “Libera Terra” provenienti dalla coltivazione di terre confiscate alla mafia Le eccedenze alimentari non distribuite agli utenti del servizio vengono portate ad un banco alimentare per persone bisognose mentre gli avanzi sono destinati al consumo da parte di animali d’affezione. La verifica sulla continuità di questo servizio d’eccellenza viene svolta attraverso tutto il sistema analitico ed il supporto di tecnici alimentaristi, ma fondamentale è la percezione di chi usufruisce del servizio: è stata istituita una apposita commissione mensa composta da rappresentanti dei genitori e del corpo docente che valutano il servizio ed eseguono i controlli desiderati. Consumare consapevolmente significa anche imparare a “mangiare bene” e per questo motivo ogni anno sono calendarizzati, da professionisti esperti, incontri con gli studenti, riunioni con le famiglie ed un corso di cucina aperto a tutti gli interessati. Grande attenzione è riservata alla compatibilità ambientale anche di tutta la gestione del servizio di refezione scolastica: • Ogni tipo di carta utilizzata è certificata FSC (Forest Stewardship

Council) per garantirne la provenienza da foreste rinnovabili • Le nuove attrezzature acquistate sono tutte a basso consumo energetico • L’eventuale utilizzo di stoviglie monouso prevede solo la tipologia biodegradabile • I prodotti chimici per le pulizie sono certificati “Ecolabel” • Tutte le lampadine ad incandescenza del centro cottura e delle sale mensa sono sostituite con lampadine a basso consumo • Al fine del contenimento del consumo d’acqua, sono applicati dei frangi- flusso a tutti i rubinetti presenti nei locali interessati al servizio. L’attivazione di questo servizio in tempi non economicamente facili per i Comuni ha comportato una attenta analisi dei costi che, ottimizzando i processi produttivi e gli sprechi di gestione, ha permesso di contenere la tariffazione e di continuare ad agevolare le famiglie con più figli iscritti.

Tale progetto intersettoriale ha permesso al Comune di Calcinato di ottenere un importante riconoscimento a livello nazionale: il primo premio “Mensa Verde” d’Italia.

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VISANO A cura della redazione di Terre di Lombardia

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INTERVISTA AL SINDACO DEL COMUNE DI VISANO MARIAGRAZIA TORTELLI Una testimonianza che premia un grande impegno

: È circa a metà del Suo mandato. Come sono stati questi due anni? R: Sono subentrata in un momento di contingenza assai delicata,che mette i piccoli comuni in una situazione di difficoltà soprattutto rispetto al futuro che non ha un quadro certo e lineare. A livello personale è sicuramente un’esperienza che concorre alla modifica del proprio carattere tante sono le situazioni e i contesti che obbligatoriamente modificano il proprio modo di agire, anche a livello politico amministrativo molteplici sono i contesti in cui la mediazione e la tolleranza servono ma ciò consolida sempre più l’ideologia che mi appartiene e che caratterizza il modo di essere e di agire. D: Quali sono state le maggiori difficoltà incontrate finora nell’esercizio del mandato? R: Tante sono le necessità d’intervento: ristrutturazione del plesso scolastico “ scuole medie “, l’acquedotto, il traffico pesante che attraversa il paese, sto cercando di organizzarne la loro realizzazione. Il centro sportivo necessita di una sostanziale ristrutturazione ci stiamo impegnando per fare ciò anche se sono necessari interventi strutturali importanti. D: Qual è l’iniziativa/azione più importante che vuole realizzare? R: Come ho detto le necessità sono molte ognuna per propria caratteristica diventa prioritaria quella più importante è certamente l’acquedotto oltre all’impegno dell’opera spero che ne venga compresa l’indubbia necessità, contemporaneamente potrebbe partire il collettamento dei reflui civili al depuratore. L’identificazione di una nuova area migliorativa dell’isola ecologica ha comportato nel suo percorso una serie di intoppi burocratici indipendenti dalla nostra volontà ora comunque anche se con ritardo l’opera parte.

D: In che modo l’ente locale affronta la presenza dei tanti allevamenti sul territorio con i relativi problemi di smaltimento rifiuti, liquami ecc.? R: Il Comune vigila sul territorio continuativamente per evitare la presenza di scarichi non autorizzati o tracimazioni di reflui che possano inquinare i corsi idrici superficiali. Inoltre mediante il controllo dei piani aziendali si verifica che le aziende esistenti abbiano carichi di animali che siano proporzionati all’effettiva capacità di smaltimento dell’intera azienda,allo stesso modo vengono vagliate le eventuali nuove autorizzazioni . Rimane certamente molto rammarico nel vedere una struttura come quella del depuratore ferma da anni che se funzionante risolverebbe il problema dello smaltimento dei reflui . D: Quale sviluppo, dal punto di vista sia urbanistico che sociale, dovrà avere Visano nei prossimi anni? R: Siamo in via di approvazione del PGT strumento che sicuramente portera’ al paese la possibilita’ di ampliare il suo sviluppo sia artigianale che residenziale. D: Da qui alla fine del mandato, una realizzazione che si sente di promettere ai suoi cittadini? R: Certamente nella speranza di un contributo significativo la ristrutturazione delle scuole e l’attivazione dell’acquedotto.

A fianco,fotografia aerea del Comune di Visano.

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UN AMMINISTRATORE VICINO AL PROPRIO TERRITORIO Elemento di partecipazione e democrazia

É Marco Rossi

Presidente Circoscrizione Nord Comune di Brescia

motivo di grande soddisfazione per me trovare spazio sulle pagine della rivista Terre di Lombardia : voglio per questo rivolgere un ringraziamento alla Presidente Anna Rivadossi, persona molto attenta al dialogo e al confronto con le istituzioni pubbliche e private . L’obiettivo che mi sono posto fin dall’inizio del mio mandato è stato il dialogo costante con i cittadini , finalizzato alla comprensione dei bisogni dei singoli, delle associazioni, dei gruppi organizzati. Posso affermare che al di là della risoluzione di problemi prettamente operativi e tecnici la mia mission è quella di incrementare e valorizzare i rapporti umani all’interno del mio territorio di competenza , in modo da migliorare la qualità di vita dei cittadini. Quotidianamente numerosi utenti si rivolgono a me per risolvere problematiche di carattere socio – assistenziale, viabilità – mobilità traffico , edilizia , sicurezza , ambientale , organizzazione eventi per ragazzi adulti ed anziani , utilizzo sale pubbliche ed altro. La Circoscrizione Nord risulta densamente popolata e comprende i seguenti quartieri: • Borgo Trento • San Bartolomeo • Casazza • Sant’Eustacchio • Mompiano • Villaggio Prealpino • San Rocchino Costalunga E’ abitata da 41.770 residenti, con una leggera prevalenza delle donne oltre 22 mila sugli uomini, che ammontano a più di 19 mila. Ogni quartiere ha le proprie esigenze , i propri bisogni , la propria identità , ma un‘ istituzione come la Circoscrizione Nord riesce a fare sintesi : questo è il compito e l’obiettivo che mi prefiggo in qualità di Presidente della Circoscrizione Nord. Rimangono fondamentali pertanto i rapporti con le istituzioni pubbliche di ogni ordine e grado, con le Parrocchie, le associazioni per mantenere vivo il messaggio di partecipazione custodito nella storia democratica della città di Brescia

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GIOVANI SÌ, MA MERITEVOLI In tanti spesso si chiedono: ma dove sono i giovani eletti del PdL? E quanti sono? Beh, la risposta è presto data perché gli amministratori locali under 35 eletti tra le fila del PdL sono dappertutto: nei consigli di circoscrizione, in quelli comunali, spesso siedono in giunta e qualche volta sono anche sindaci dei loro piccoli e medi comuni. Mariachiara Fornasari

Consigliere Comunale, Gruppo PdL

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o sono una di loro ed oggi ho 29 anni, ma ne avevo appena compiuti 25 quando sono stata eletta in Consiglio Comunale a Brescia e dopo aver varcato per la prima volta la soglia di Palazzo Loggia non ho mai smesso di vestire il mio ruolo con continuità ed entusiasmo e, ogni tanto, anche con una sana dose di spirito critico. Lo slogan “i giovani a tutti i costi” non mi appartiene e per questo non sono una sostenitrice della proposta del Ministro per la Gioventù Giorgia Meloni di abbassare l’età per poter essere eletti alla Camera ed al Senato rispettivamente a 18 e 25 anni, poiché non la considero sufficiente a ripopolare di giovani leve il mondo della politica. Purtroppo il risultato di un sistema elettorale fatto quasi esclusivamente di liste bloccate e di nomine è sotto gli occhi di tutti: i partiti si indeboliscono, i militanti sono scontenti ed i cittadini elettori si allontanano sempre di più dalla politica; tanti di noi giovani non si sentono affatto rappresentati, ad esempio, da certi consiglieri regionali “tirati fuori dal cilindro e fatti accomodare in un listino bloccato” e che magari non hanno mai sentito parlare né di militanza né di impegno. Cambiare il

Credo nella necessità di elaborare un nuovo sistema elettorale che risponda alle esigenze ed alla volontà del territorio e non solo a quelle del partito o di chi lo comanda.

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meccanismo porterebbe a due effetti immediati: i partiti sceglierebbero di candidare soprattutto chi ha consenso e si è distinto per il suo impegno, oltre al fatto che i candidati eletti sarebbero naturalmente spronati a stare il più possibile in mezzo alla gente per mantenere un contatto collaborativo e reciproco; da ciò ne guadagnerebbero in credibilità e consenso tanto i partiti quanto le amministrazioni. Sarebbe giusto che chiunque venisse candidato fosse obbligato a raccogliere preferenze, come ad esempio i consiglieri di circoscrizione, comunali e regionali, invece di accontentarsi di essere piazzato in “un collegio sicuro o in una buona posizione in lista” .

Sopra, Mariachiara Fornasari


PRESEGLIE Aristo Pietro Andus

Dirigente Scolastico di Preseglie

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SAPORI E MELODIE DI UN TEMPO A PRESEGLIE A ben pensarci la festa, e “sapori e melodie di un tempo” ne è un esempio calzante, è un’avventura, è un intersecarsi di incontri, di relazioni. E vivere una relazione mette in gioco scelte e possibilità di azioni. E’ comunicazione di anime pulsanti.

otto il cielo stellato di Preseglie la festa diventa, per chi vi partecipa, trasformazione di sé, crescita e maturazione della bellezza, della tenerezza dei propri atti. La partecipazione alla festa innesta una circolazione di senso, diventa l’apertura di uno spazio più ampio di comprensione della realtà e quindi di noi stessi. La festa è gioia e mostra la necessità di commisurare il risultato di ogni atto, di ogni vissuto, al fatto dell’esistenza di altri, al fatto che ogni esperienza avviene in un mondo comune fondato sulla ricerca della risonanza interiore di ciò che si vive. Che cosa c’è di più bello e piacevole per lo spirito, di ritrovarsi insieme in una dimensione di festa? La festa è il risultato di una magica alchimia del lavoro fatto dal Comune, dalla sua gente e da tutte le Associazioni presegliesi, ai quali si riconosce il lodevole impegno e per il quale si fanno i migliori plausi. Pertanto, anche quest’anno Preseglie, sotto la guida dell’amministrazione comunale, ha voluto e saputo organizzare la 6^ edizione di Sapori e Melodie di un tempo, dove i profumi dei cibi della civiltà rurale di inizio secolo scorso si sono sposati con l’eterea magia che le case del borgo della piazza emanano dalla loro signorile bellezza. Suggestione dell’incontro, atmosfera dionisiaca portano alla completa catarsi dell’anima. A Preseglie, agli inizi di Settembre, sotto i porticati, le voci della musica e risate allegre delle centinaia di persone che partecipano alla festa sembrano ricomporre, attraverso l’immersione in una dimensione magica, le tensioni della vita di tutti i giorni per approdare ad una visione di onirica serenità.

La festa sembra quasi incoraggiare la ricerca della bellezza per fare uscire dall’apatia della quotidianità la creatività che ogni uomo possiede. E vi sembra poco?

In alto, depliant “Sapori e melodie di un tempo", a sinistra l’inaugurazione dell’evento

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COMUNE DI MONNO Il primo Comune dell’Alta Valcamonica che si incontra salendo da Brescia lungo la Strada Statale n. 42 del Tonale e della Mendola è Monno.

Ing. Luigi Montemezzo

Sindaco del Comune di Monno

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l Comune di Monno è situato in alta Valle Camonica ad un’altezza di 1.066 metri sul livello del mare e conta 570 abitanti. Si estende quasi completamente a Nord della “Linea del Tonale” o “Linea insubrica”, la lunga faglia che separa il sistema alpino vero e proprio da quello delle Alpi meridionali. E qui troviamo alcune montagne che fanno parte delle formazioni più antiche (oltre 170 milioni di anni), come il Monte Varàdega (m 2634), la Cima Cadì (m 2449), la Cima Verda (m 2409) e il Monte Pagano (m 2348) e altre appartenenti alla ben più recente era terziaria, coeve grosso modo del Gruppo dell’Adamello Presanella (26-54 milioni di anni), come la Cima di Grom (m 2773). I passi del-

la Foppa (m 1.852), del Mortirolo (m 1.892) e di Varàdega (m 2.296) mettono in comunicazione la Valcamonica con la Valtellina. Il territorio è solcato dal torrente Ogliolo che riceve le acque del torrente Re, che attraversa il paese, del torrente Mortirolo e di alcuni altri, fra cui l’emissario del laghetto morenico del Mortirolo. La vegetazione è diversificata: nella parte bassa crescono prevalentemente latifoglie con alcuni castagni; salendo si trovano gli ontani, le betulle, i frassini e i noccioli che cedono gradualmente il posto alle conifere (abeti e larici), che si spingono fino circa a quota 2000, con pochi esemplari di pino cembro e alcune macchie di pino mugo. Molto varia la flora alpina presente, dai vivaci colori e dai profumi intensi, per non dire degli eleganti pennacchi bianchi dell’erioforo che alligna nelle zone paludose, dove cresce la straordinaria Drosera rotundifolia, piccolissima pianta carnivora. Molto ricca e abbondante la fauna alpina: marmotte, aquile, galli forcelli, pernici, lepri, camosci e in particolare cervi e caprioli. Tutto ciò è dovuto anche alla vasta

zona dell’oasi protetta del Toricla ed al confinante Parco dello Stelvio. Il Comune di Monno si è formato in tempi molto antichi, lungo l’importante strada che da Edolo, passando dalla rupe di San Brizio, raggiungeva il passo del Mortirolo per scendere in Valtellina. La via Valeriana, costruita dopo il 16 a.C., era una delle più importanti strade di transito del periodo romano ed unica di collegamento fra la Valcamonica e la Valtellina. Vi sorgeva anche un antico ospizio per ospitare i mercanti e viandanti dove oggi vi è un moderno albergo denominato “Iscla”, accanto al quale i monaci di Cluny costruirono la chiesa di San Brizio. Al Mortirolo si svolse nel 773 la battaglia (ricordata nella tragedia manzoniana) tra i Longobardi, guidati da Adelchi, e i Franchi di Carlo Magno. Il ‘600 fu il periodo più florido per i grossi traffici e i commerci sulla via Valeriana, unica strada d’accesso alla Valtellina. Agli inizi del ‘700 la costruzione della strada del Passo Aprica tolse a Monno questa centralità. Nel 1737 un incendio distrusse il paese, che fu prontamente ricostruito. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale in Mortirolo si svolse una violenta battaglia contro le truppe nazi-fasciste, vinta dai partigiani ed ogni anno alla chiesetta di San Giacomo si celebra il ricordo dei caduti. Negli ultimi anni il comune è tornato agli onori della cronaca a livello internazionale per il passaggio del Giro d’Italia con la famosa salita del Mortirolo. Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo a Monno

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CENTRO TAO Susanna Merlini

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CENTRO TAO PARK HOTEL IMPERIAL Limone sul Garda (Brescia) Via Tamas, 10/B Tel. 0365 - 954591 Fax 0365 - 954382 www.centrotao.com E-mail info@centrotao.com

25 ANNI ALL’INSEGNA DEL TAO Gennaio è un appuntamento molto importante perché sarà possibile alla riapertura del Centro Tao (che chiude come ogni anno dal 20 novembre al 29 dicembre) provare da subito le tante novità del 2012 con anche la possibilità per tutti gli ospiti di partecipare al ricco concorso“I FEEL TAO “ che partirà proprio a Capodanno.

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l Centro Tao, dopo essersi concentrato nel 2008 sul riequilibrio nutrizionale, nel 2009 sul riequilibrio energetico e nel 2010 sul riequilibrio fisico, nel 2011 in occasione del suo 25° compleanno è intervenuto operando un ulteriore perfezionamento generale dei trattamenti ora unificati in un unico percorso che prevede 2 programmi che si differenziano solo per la durata (6 e 3 giorni di cure e terapie) in modo da garantire agli ospiti un riequilibrio globale a 360°. Questo continuo miglioramento proseguirà ulteriormente nel 2012 con l’introduzione dell’innovativo box di mantenimento Tao che consentirà a tutti gli ospiti di proseguire a casa il proprio percorso verso il benessere. Il TAO SALUTE da sempre il programma preferito è ora “IL PROGRAMMA SETTIMANALE” (da domenica a domenica) del Centro risultando il più completo programma di trattamenti e terapie, secondo la medicina cinese mai proposto in Italia, con la possibilità di essere ulteriormente arricchito e personalizzato scegliendo uno dei tre indirizzi: TAO ANTISTRESS, TAO SPORTIVO e TAO ESCLUSIVO. In quest’ottica di evidenziare i veri plus del Centro sono stati inseriti nel TAO MINICURA e nel TAO SALUTE il test energetico dei rimedi Tao, le terapie di riequilibrio nutrizionale e i massaggi Tao refitting. La sempre maggior attenzione alle pratiche manuali e alle antiche tecniche di digitopressione orientali conferma come per il Centro Tao sia sempre importante evolversi e progredire avanzando però lungo le tracce del passato. Arianna Risatti nel 1986 è stata la prima a credere nelle potenzialità dell’antica medicina naturale cinese, portando sulle rive del Garda un mondo tanto misterioso quanto affascinante. All’epoca, riuscire a coniugare la medicina moderna con la filosofia Tao sembrava una sfida avventata, il risultato invece è stato un successo, un successo forse perfino superiore alle aspettative, che ha premiato gli sforzi e l’impegno dello staff. A tutto il personale va riconosciuto il merito perché se in questi 25 anni il Centro Tao è cresciuto fino a diventare un punto di riferimento nel settore, è stato grazie alla grande dedizione e professionalità degli oltre 40 professionisti che ne compongono il team (5 dottori, 4 naturopati, 2 personal trainer e più di 30 terapisti, massaggiatori ed estetiste). Uomini e donne che fanno la differenza, rendendo i programmi TAO SALUTE e TAO MINICURA unici e il soggiorno al Centro Tao un vero e inimitabile cammino lungo la “Via del Benessere”.

“I medici saggi sono coloro che non si limitano a curare gli ammalati, ma insegnano ai sani come fare per non ammalarsi”. Dal Ti Nei Tching Ling Shou Sou Wen.

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