Issuu on Google+

L''immagine sopra, cerca di sintetizzare gli ottanta anni di storia Leica e Lo sfondo è un documento pubblicitario, celebrativo di una spedizione antartica, in primo piano la prima Leica di serie, la mitica I del 1925, oggetto tutt'ora del desiderio dei collezionisti, in trasparenza la R9, iper tecnologica ultima creatura della casa di Wetzlar...ieri oggi e domani di un mito.


Era il 1869 quando Ernst Leitz fondò la LEITZ, producendo strumenti ottici e di precisione, fin da allora distinguendosi per la qualità e l'eccellenza delle sue creazioni. Alla sua morte Leitz figlio decise il gran salto nella fotografia, era il 1911 quando Oskar Barnack, ingegnere proveniente dalla Zeiss esperto in produzioni foto ottiche approdò alla LEITZ, la sfida fu quella di utilizzare la pellicola per riprese cinematografiche, modificandone il formato e inserendola in un caricatore, naque così la pellicola 24X36, il famoso "formato Leica" che ancora oggi troviamo sulle fotocamere.


Il frutto dei suoi studi, in particolare dell'otturatore che lo impegnò piÚ di dieci anni, fu la creazione del prototipo UR, una fotocamera 35 mm con otturatore sul piano focale, con obiettivo 50 mm, slitta porta accessori e peso di 350 g, pra ticamente la capostipite di tutte le future fotocamere.Il prototipo UR-LEICA è l'apparecchio nato dagli studi di Barnack, con pellicola 24X36, otturatore sul piano focale, obiettivo 50 mm fu l'archetipo di tutte le fotocamere 35 mm fino ai giorni nostri, era il 1914.


La crisi economica in Germania, convinse Leitz a giocare la carta della produzione fotografica, fu coniato il nome che ancora oggi ha la casa tedesca LEICA (da LEItz CAmera) e nel 1925, alla fiera di Lipsia fu presentata la LEICA I, prima Leica di serie, i concetti costruttivi erano quelli che ancora oggi, sono alla base delle moderne fotocamere 35 mm e fin da allora fu un grande successo, di critica e di vendite.Non è esagerato dire che la I fu un balzo epocale tecnologico e di costume, con i suoi 350 g di peso, l'avanzamento della pellicola accoppiato alla carica dell'otturatore, la possibilità di inserire un telemetro nella slitta e di fotografare a mano libera, con la Leica I la fotografia divenne finalmente un fenomeno di massa. Altre caratteristiche della Leica I: otturatore orizzontale in stoffa, sul piano focale, tempi da 1/20 a 1/500 sec. Obiettivo fisso 50 mm, in tre versioni successive: Anastigmat, Elmax, Elmar con apertura massima f 3,5 (retrattile). Accessori: cassetta per pellicola e telemetro inseribile su slitta porta accessori.


Negli anni a seguire partendo dal concetto tecnologico di cui la I fu ispiratrice, si susseguirono vari modelli, ciascuno dei quali aveva dei perfezionamenti più o meno significativi, ma in comune per tutte il dogma Leica della qualità ed eccellenza assolute, con una ricerca continua e ossessiva di ergonomia e bellezza delle forme. A partire dagli anni '30 fu introdotta la calotta superiore, contenente il telemetro per la messa a fuoco, tempi lenti fino a 1/40 su selettore anteriore e fino a 1/1000 sulla calotta superiore. Potete vederle cliccando sul pulsante sotto LEICA STORICHE. La LEICA M3 presentata nel 1954, segna il passaggio delle Leica alla filosofia attuale, otturatore a tendina in tela orizzontale, tempi da 1 a 1/1000 di sec, sincro flash 1/50 sec, la novità più eclatante per l'epoca fu il passaggio all'innesto delle ottiche a baionetta, al posto dello storico a vite 39.


La serie M dagli anni cinquanta ai giorni nostri, è il fulcro su cui si è creata la leggenda Leica, sono fotocamere costruite con cura maniacale e artigianale, con un integralismo tecnologico, che ne hanno fatto la prima scelta per i professionisti prima e i collezionisti oggi, per prezzo e caratteristiche costruttive, sono sempre state prodotti d'elite. Oggi la filosofia Leica delle telemetro, meccaniche e manuali, con la M7 è stata in parte abbandonata, con l'otturatore elettronico (non più meccanico), l'automatismo a priorità diaframma e il controllo flash TTL. C'è chi come Gianni Berengo Gardin ha accolto molto bene queste novità, ma anche chi, legato alle tradizioni e alla meccanica, ha storto il naso sulla nuova M7, ma parliamo pur sempre di una Leica, filosofie fotografiche a parte. Questa è l'attuale LEICA M7, fotocamera a telemetro, con esposizione manuale e automatica a priorità diaframmi, controllo flash TTL con syncro flash a 1/50 (standard), strobo flash su tempi da 1/250 a 1/1000 sec, otturatore elettronico con tempi di otturazione da 1 a 1/1000 sec e posa B.


La LEICAFLEX, presentata nel 1968, è stata la prima reflex Leica, fedele fino a quel momento al sistema a telemetro M, fu un trauma per gli appassionati (e integralisti) della casa tedesca, ma poi fu adottata dai professionisti per le sue caratteristiche e prestazioni superiori. Meccanica e manuale, otturatore a tendina orizzontale, tempi da 1 a 1/2000 sec e posa B, esposimetro incorporato e syncro lampo a 1/100 (un record per l'epoca). L'uscita della LEICAFLEX, prima reflex della casa tedesca, nel 1968 fece scalpore, fra i professionisti che si leccarono i baffi, al pensiero di poterla usare sul campo, e fra gli integralisti della tradizione, lo zoccolo duro dei fotograficollezionisti, inclini alle Leica a telemetro, aristocratiche e immutabili. La LEICAFLEX è una fotocamera tutt'ora contesa, nel mercato dell'usato da collezionisti e appassionati.


La storia delle reflex LEICA prosegue negli anni '70 con la R3, è il 1976 e a sorpresa debutta la prima fotocamera della casa tedesca, con otturatore a controllo elettronico. La LEICA R3 del 1976, fu caratterizzata dall'otturatore a controllo elettronico COPAL, derivato dal Minolta XE-7, tempi da 1 a 1/1000 sec con syncro flash a 1/90 sec, grazie alle lamelle a scorrimento verticale, il sistema esposimetrico al CDS, operava in manuale e automatico a priorità diaframma, in modalità media o spot. La collaborazione con la giapponese Minolta, portò alla realizzazione nella R4 nel 1980, prima Leica manuale, automatica a priorità sia di tempi che di diaframmi e programmata.


La LEICA R4 con esposizione manuale, automatica su tempi e diaframmi e programmata, tempi da 1 a 1/1000 sec e syncro flash a 1/100 sec ed esposimetro al silicio, fu la capostipite delle attuali reflex Leica, le R6.2 ed R7 la ricalcano nelle impostazioni di base.


LEICA DI OGGI, TECNOLOGIA E TRADIZIONE L'attuale produzione Leica, a causa delle implacabili leggi del mercato, ha sconfinato dallo storico alveo delle fotocamere serie M a telemetro e delle reflex, piÚ o meno tradizionali. Ora sono sul mercato anche fotocamere compatte, con tutti i crismi costruttivi e qualitativi Leica e digitali, la LEICA DIGILUX ha il merito non comune di continuare a essere una LEICA, pur essendo una digitale (i leicisti mi capiranno). A sinistra la LEICA DIGILUX, digitale 4 Mpixel con ottica VARIOSUMMICROM zoom 7-21 mm f 2-2,5 equivalente a 33-100 mm su 35 mm, esposizione program, automatica su tempi e diaframmi, manuale con flash incorporato NG 10, display da 205.000 pixel, memorizza in JPG su memory card (standard 64 MB), la struttura è in lega di magnesio. A destra la LEICA DLUX, compatta 3,2 Mpixel con ottica VARIO-ELMARIT zoom 5,8-1


Varatteristiche delle prime leica