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Il mito 

e i suoi fotografi  Le origini del mito Leica dipendono  dal sorprendente apparecchio fotografico costruito da   Oskar   Barnack,   nel   1913;   Furono,   però,   i   grandi     fotografi,   con   le   loro   ansie   visive,   a  rendere   stupefacente   tale   strumento.  Pertanto, in questo contesto, tenteremo di dare le ragioni sia dell'uno che degli altri; il  gioco vale senz'altro la candela. Buona lettura.el reportage fotografico  Verso   il   1880   la   scoperta   della   "halftone   reproduction"   aveva   condotto   al   primo  procedimento fotomeccanico della storia: riproduzione di fotografie con i relativi testi. La prima rivista che utilizzò tale procedimento fu il "Weltspiegel", nel 1912,  supplemento illustrato della rivista tedesca "Berliner Tagblatts", stampata  in 240.000 esemplari. Ma   perché   il   reportage   fotografico   potesse   trovare   la   sua   reale   espansione,   occorse  attendere   ancora   una   decina   d’anni;   il   "Berliner   Illustrirte   Zeitung"   e   il   "Münchener  Illustrierte Presse", giunsero infatti a stampare, agli inizi degli anni ’30, ben 30 milioni di  copie.

Parallelamente in Francia, la rivista "VU" iniziava la sua pubblicazione. La fotografia degli  anni ’20 dava vita così a quell’importante rinnovamento estetico che, ancor oggi, influenza  la nostra visione del mondo: un certo disinteresse per la fotografia cosiddetta "d’arte", e  un’attrazione vivace per un altro modo di vedere che fu chiamato, come per la pittura,  "nuova oggettività". Il   1925  costituisce   una   data   importante.   Un   piccolo   gruppo   d’intellettuali   autodidatti  rivoluzionò   la   fotografia   giornalistica,   fino   ad   allora   realizzata   in   modo   eccessivamente  artigianale.Essa  si era impaludata entro  una duplice  richiesta: una concessione  statica  dell’immagine dovuta anche al fatto di utilizzare apparecchi fotografici da studio, di grande  formato,   pesanti   ed   ingombranti,   superati   ormai   dalle   moderne   esigenze   di   verità   e 


dinamismo. La nuova schiera di reporter includeva nomi destinati a divenire celebri: Erich Salomon,  Alfred Eisenstaedt, Wolfgang Weber, Otto Umbehr, Felix Man, Robrt Capa ecc. Con le loro idee, la loro ansia di verità, la loro rapidità nel cogliere l’attimo fuggente,  hanno stravolto la pratica della fotografia giornalistica: fino ad allora la foto serviva  solamente   ad   illustrare   un   testo;   con   loro,   essa   era   destinata   a  diventare il cuore del reportage. La "picture story" era nata come  nesso   stilistico   efficace   del   giornalismo   moderno.Questo   nuovo  modo di vedere rispondeva ai bisogni visivi della gente.La facilità  con  cui  la nuova fotografia si innestò nella vita di  questa  nostra  epoca,   spiega   l’enorme   successo   che   conobbero   e   tuttora  conoscono le riviste illustrate.  Nel 1938 si andava ancora in giro a fotografare con apparecchi di  grande   formato,  pesanti  e  ingombranti.Tutto   questo   non   sarebbe  neppure   lontanamente   immaginabile   senza   un   costante   sviluppo  della tecnica fotografica. Cronologicamente è necessario citare per  prima,   la   piccola   macchina   fotografica   Ermanox,   dotata   di   ottica  luminosa; oggetto che, tuttavia, evidenziava tutti gli inconvenienti di una camera a  lastre.

          Modelli di fotocamere Ermanox. Notate il grande diametro della lente frontale, indice di  un'ottica estremamente luminosa: fuoco/3). Fu la LEICA, apparecchio di piccolo formato, costruito in serie, maneggevole e dotato di  una   pellicola   perforata   da   35   mm,   che   instaurò   il   nuovo   modo   di   realizzare   reportage  fotografici.

    Modelli di fotocamere Leica a telemetro

 

 

 

Con   essa   era   possibile   scattare   numerose   pose   senza   dovere   sostituire   la   lastra   ogni  volta.I fotografi potevano agire con più rapidità ed efficacia.


Arthur Goldsmith, famoso editore americano, così descrisse  l’importanza della LEICA: E’ giustamente negli anni ’20 di  questo secolo, in un’epoca di talenti creativi, di pubblicazioni  illustrate appassionanti che la tecnologia fotografica conobbe  uno sviluppo che rivoluzionò il reportage fotografico: l’uscita  in serie del primo apparecchio 24 X 36 con messa a fuoco e  telemetro, la LEICA. Essa fu uno dei più eleganti apparecchi  meccanici di questo secolo".  Peter Pollak, storico della fotografia, ha descritto questo  avvenimento in modo analogo: "La LEICA 35 mm, rendeva  la fotografia più mobile[…], capace di riprendere le cose  comuni della vita sotto nuove prospettive, più audaci; [I  fotografi] impararono che si poteva coltivare, grazie  all’apparecchio fotografico, una più alta percezione delle  forme e della bellezza".  Sorsero in seguito numerose agenzie fotografiche, tra le quali  ricordiamo la celebre "Magnum", fondata nel 1947, con sede a  New York, Parigi e Londra. Accanto alle riviste tedesche e alla  rivista francese "VU", che già esistevano, il reportage  fotografico riportò un grande successo in Inghilterra con  "Picture Post", fondata da Stefan Lorant e, negli Stati Uniti, con  "Life". Quindi si diffuse nel mondo intero. Numerosi fotografi che lavoravano per le nuove riviste utilizzarono ben presto la LEICA,  attratti dall’esempio dei loro numerosi colleghi immigrati dalla Germania nazista. La LEICA giocò dunque un ruolo storico nella nascita del moderno reportage fotografico.  Senza di essa, l’immagine che ci siamo fatti del mondo a partire dagli anni ’30, sarebbe  sicuramente meno dinamica e meno realistica.


Leica  

storia della leica

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