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TIVOLI city Anno II n. 6 - Aprile 2013 - Copia Omaggio

Periodico di informazione, attualità, cultura e tempo libero

La città dell’acqua Festa dello Sport, che successo! Turismo, voglia di crescita


E’ solo colpa della mentalità? di Alessandro Cerreoni

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ei giorni di sport. Sei giorni di festa. Sei giorni di divertimento per grandi e, soprattutto, piccoli. Sei giorni di divertimento. Eppure c'è a chi non sta bene tutto ciò. Tivoli, purtroppo, è anche questa. Una città bella, ricca di storia, ricca di cultura ma anche con qualche tarlo di invidia e di negatività. Se non è diventata una città ricca e sviluppata anche economicamente, forse è perché nella testa di alcuni c'è una mediocrità culturale e mentale assai preoccupante. Succede che la seconda edizione della Festa dello Sport susciti anche qualche disappunto. Sembra strano, assurdo, ma è così. Ho visto con i miei occhi un esposto che un cittadino ha avuto il coraggio di presentare al Comune di Tivoli chiedendo lumi se questa meravigliosa festa, che ha coinvolto migliaia e migliaia di persone, si sia potuta svolgere con i crismi della regolarità, nel rispetto dei livelli acustici e dell'occupazione del suolo pubblico. (?!) Vogliono tutti una Tivoli aperta al mondo, una Tivoli che vuole crescere, una Tivoli come flussi turistici seconda solo a Roma. A chiacchiere sono bravi tutti. Ma nei fatti c'è una mentalità che ha ancora bisogno di uscire dall'era preistorica per quanto è ristretta. Invece di applaudire gli organizzatori, per aver messo in piedi sei giorni di manifestazione senza chiedere alcun contributo finanziario pubblico, c'è chi insinua dei dubbi. Evidentemente a questa gente non sta a cuore la crescita di Tivoli. Questa gente vorrebbe una città amorfa e apatica, una Tivoli che sia la proiezione del proprio stato d'animo grigio e della propria povertà di iniziativa. Molti si chiedono come faccia una città che può vantare due siti patrimonio dell'Unesco e tante altre ricchezze storico-culturali ad avere una disoccupazione galoppante e risentire ancora di più della crisi economica. La risposta è scritta in queste righe. Tivoli c'è. Manca la testa. Ma non a tutti, fortunatamente. Se volete contattare la redazione di Tivoli City, dare suggerimenti, proporre idee, inviare lettere e comunicati, chiedere informazioni pubblicitarie, chiamate i numeri: 327.1756829 327.1757148 - E-mail: tivolicity@puntoacapo.org

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Emergenza rifiuti Mai più così! Per diversi giorni, qualche settimana fa,i cassonetti dei rifiuti non sono stati svuotati a causa di un contenzioso tra il Comune ed Ecoitalia 87. E Tivoli ne ha risentito

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anti anni fa, Tivoli, o meglio alcuni vicoli del centro storico tiburtino, furono scelti per girare le scene di un film ambientato nei quartieri spagnoli di Napoli. Anziché andare direttamente nel capoluogo campano, la produzione cinematografica decise di spostarsi pochi chilometri, da Roma a Tivoli appunto, per girare le scene in questione, con un risparmio notevole di denaro. Tanto più o meno l'architettura e l'urbanistica poteva sembrare la stessa, pensarono i “location manager”. Quella cosa scatenò l'orgoglio dei tiburtini e anche un certo risentimento, del tutto comprensibile. Eppure, qualche settimana fa, la stragrande maggioranza dei tiburtini, girando per le vie della città, si è sentita per un attimo a Napoli in quei giorni caldi dell'emergenza rifiuti. Per le vie di Tivoli non si vedevano altro che cassonetti strapieni e immondizia ovunque. Tutta colpa di un contenzioso tra Comune ed Ecoitalia 87 per un debito di 9 milioni di euro che Palazzo San Bernardino ha nei confronti della società che gestisce la discarica dell'Inviolata. Motivo per il quale ai mezzi dell'Asa è stato interdetto l'ingresso nella discarica per scaricare i rifiuti raccolti. Una situazione paradossale dal momento che l'Asa vanta un credito

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di 18 milioni di euro di tasse sui rifiuti non ancora pagati dai contribuenti. Non volendo gettare la croce addosso a nessuno, questa situazione non ha giovato all'immagine di Tivoli. Molti turisti hanno potuto “ammirare” questo spettacolo indecente in una città che ha il privilegio di ospitare due siti mondiali

colpe, in quanto queste situazioni di degrado e sporcizia andrebbero evitate con una politica di informazione e di prevenzione. Un problema questo atavico che appartiene agli ultimi trent'anni di amministrazione. La cultura dell'ecologia non si fa oggi ma andava impostata già in passato, a partire da una corretta in-

patrimonio dell'Unesco. Servirebbe una presa di coscienza da parte di tutti. Non pagare la tassa sui rifiuti rischia di creare un danno all'intera collettività. E quello che si è visto intorno alla metà di marzo – ma anche in altre circostanze in passato – ne è la testimonianza più lampante. E anche il Comune ha le sue

formazione sull'importanza della raccolta differenziata, che a Tivoli è sempre stata una chimera pur essendoci dei contenitori che vengono svuotati però solo dopo che sono strapieni e traboccanti. Fatto sta che non ci abbiamo fatto una bella figura con i turisti. E quindi, lo gridiamo ad alta voce: mai più!


La scuola dell’infanzia adotta un albero L’assessore all’Ambiente Lazzaro: “L’educazione alla tutela dell’ambiente inizia dai più piccoli”

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bambini della scuola dell'infanzia di Villa Braschi adottano un albero di olivo. L'iniziativa, promossa dall'assessorato all'Ambiente del Comune di Tivoli, rientra nei progetti di tutela e valorizzazione dell'arredo urbano avviati dall'amministrazione. "E' davvero importante portare avanti discorsi legati all'educazione ambientale partendo dai più piccoli - ha commentato l'assessore Federico Lazzaro -. L'esempio della scuola dell'infanzia

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diretta da Loretta Macrì è motivo di soddisfazione per chi crede nella partecipazione delle varie realtà cittadine a lavorare per migliorare, anche con piccoli interventi, la nostra Tivoli. A tal proposito ricordo che è attivo un indirizzo e-mail, aiutaciapuliretivoli@gmailcom, ideato sia per raccogliere segnalazioni sia per ricevere proposte di collaborazione per adottare strade, vicoli, giardini o anche aiuole e vasi". "La nostra scuola - ha commentato

la direttrice Macrì - già da alcuni anni è impegnata in iniziative di solidarietà e di educazione ambientale rivolte alla sensibilizzazione dell'individuo sin della prima infanzia. Partendo dalla propria realtà locale per acquisire nel tempo la consapevolezza di vivere in un mondo più vasto e del ruolo d'ogni individuo come cittadino del mondo. L'iniziativa di richiesta di adozione dell'albero di olivo "dalla strada alla scuola" è uno dei tasselli del nostro percorso".


Territorio, modifiche e cambiamenti Il 5 aprile a Tivoli Terme si è svolto un interessante incontro dedicato all’Urbanistica nel settore ad est di Roma, ovvero Tivoli, Guidonia e Fonte Nuova

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uesto convegno, promosso dalle zone 5 e 6 della Consulta del Decentramento dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia con la Città di Guidonia Montecelio, è stato dedicato all’Urbanistica nel settore ad est di Roma e ha visto la partecipazione della Regione Lazio, del Dipartimento delle Periferie di Roma Capitale, della Città di Guidonia Montecelio e dei Comuni di Fonte Nuova e Tivoli. L’incontro ha voluto indagare su come si sta modificando il nostro territorio e confrontare le scelte delle amministrazioni per la sua riqualificazione mettendo in mostra le scelte di pianificazione di aree fortemente urbanizzate. La giornata è stata strutturata in due parti, nella mattinata è stata aperta la mostra dei progetti pervenuti dalle ammini-

strazioni coinvolte nell’evento, ed è stato presentato il Bando del Concorso di idee per la realizzazione di una struttura temporanea ad utilizzo della Consulta del Decentramento dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia. Sempre nella mattinata verranno presentati dalla rivista CityVision Magazine i risultati del concorso internazionale “PFFF…. an inflatable architecture” riguardante la progettazione e la realizzazione di un padiglione gonfiabile. Nel pomeriggio amministratori locali e Dirigenti della Regione Lazio, del Dipartimento Periferie del Comune di Roma, della Città di Guidonia Montecelio, dei Comuni di Tivoli e Fonte Nuova hanno presentato gli strumenti urbanistici più significativi in corso nei territori da loro amministrati.

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Un bacillo fa chiudere una piscina dell’Arci Chiusa per un bacillo una delle piscine comunali del centro sportivo Arci a Tivoli. Tutta colpa di “Pseudonomas A”, questo il nome del bacillo riscontrato a seguito delle analisi effettuate lo scorso 13 marzo dall'Arpa Lazio, che immediatamente ha informato gli organi preposti circa il risultato degli esami sui campioni di acqua prelevati. Sicuramente verranno fatte nuove analisi ma intanto il Comune ha emanato l'ordinanza di chiusura, sospendendo l'attività sportiva nel polo natatorio dell'Arci. Anche se gli interventi di sanificazione sono stati fatti immediatamente. Inoltre, il 28 marzo è stata presentata anche un'interrogazione al consiglio comunale da parte del Pd, che a tutela della salute pubblica ha chiesto di conoscere gli interventi predisposti dall'amministrazione comunale riguardo a questa problematica, soprattutto legati all'informazione nei confronti degli utenti e della cittadinanza.

L’Acinetobacter mette Salvare il Consultorio ko il reparto rianimazione di Villa Adriana! Problemi di infezioni anche all'ospedale S. Giovanni Evangelista. Un'infezione da “Acinetobacter” ha portato alla chiusura, intorno alla metà di marzo, alla chiusura del reparto di rianimazione. Chiusura necessaria per poter provvedere immediatamente alla disinfestazione dei locali e delle attrezzature. Nel contempo ri è reso indispensabile, da parte della Asl, curare tutti i pazienti coinvolti e “indagare” su come questo batterio abbia potuto manifestarsi in un reparto, come quello della rianimazione, sottoposto sempre ad elevate misure di igiene e di prevenzione. Sembrerebbe che la “causa” sia stata determinata da un paziente trasferito da un'altra azienda sanitaria. Il reparto è stato riaperto dopo Pasqua. Nessuna conseguenza per i pazienti colpiti dal batterio, che sono stati tutti dimessi.

Un incontro con la Asl Rm/G per esprimere legittima preoccupazione per la smobilitazione del consultorio di Villa Adriana. Nella giornata del 28 marzo una delegazione del Comitato Pro-Consultorio di Villa Adriana ha incontrato il Direttore Generale Nazareno Renzo Brizioli per fare il punto su una situazione, quella della struttura, particolarmente deprimente per gli abitanti della zona. Parliamo di un punto di riferimento, per tutti. Cosa che non potrà più essere, vista la riduzione dei giorni di apertura e visto lo smembramento a causa dello spostamento e della privazione di alcuni operatori. “La dottoressa Lukic è stata già spostata da Villa Adriana – spiegano i membri del Comitato – a Tivoli rendendo la struttura completamente orfana del settore pediatrico, la ginecologa in malattia non viene sostituita e l’ostetrica indirizzata in altra sede”. Duemila sono state le firme che il Comitato ha raccolto, per la salvaguardia del Consultorio e il ritorno alla sua piena funzionalità. (fonte: Romaest.it)

Tivoli City N.6 Supplemento al n.4/2013 di GP Magazine (Reg.Trib. 421/2000)

Editore: Punto a Capo Srl Direttore: Alessandro Cerreoni Responsabile Commerciale: Claudio Testi Hanno collaborato: Marina Marini, Paolo Paolacci Redazione: Via V. Pacifici, 20 - 00019 Tivoli (RM) E-mail: tivolicity@puntoacapo.org Stampa: Fotolito Moggio - Strada Galli 5 - Villa Adriana (RM) Chiuso in redazione: Il 3/04/13 - Copie distribuite: 10.000

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Tivoli città turistica voglia di crescita Il cuore dell’economia è il turismo ma va salvaguardato nella sua complessità. E' inutile far venire gente da “guarda e fuggi” se non si offre una degna ricettività di Paolo Paolacci

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onostante la crisi, nonostante la non perfetta tenuta, Tivoli rimane una delle mete più visitate in Italia e nel mondo. La storia è storia e Tivoli l’ha vissuta, l’ha attraversata come testimoniano le sue bellezze. Il fatto è che di questa beatitudine ci si è circondati come se bastasse per rimanere quello che si era. Come se un giocatore dopo una partita pensasse che non occorra più allenarsi o mantenere uno stile di vita da atleta. Tivoli deve sviluppare la sua crescita verso una città d’arte proprio nella cultura e nelle scelte quotidiane, mettendola al primo posto come esigenza obbligata. E’ ancora l’esempio della Ferrari in garage che dobbiamo decidere cosa farci prima che magari cada a pezzi. Ma il fervore individuale va coadiuvato verso una migliore organizzazione operativa e corale: insomma buona volontà e determinazione verso obiettivi comuni e dichiarati apertamente. Non ci sono altri spazi, altre soluzioni o altre possibilità. Il cuore dell’economia è il turismo ma va salvaguardato nella sua complessità. E' inutile far venire gente da “guarda e fuggi”, se non diamo una ricettività, un’accoglienza turistica superba, se alziamo i prezzi senza motivo, se non abbiamo cura del luogo. Restare attenti all’economia del luogo è anche gestire un patrimonio umano di gente che lavora e produce senza avere in cambio qualcosa. Tiriamo fuori il nostro altruismo e sdoganiamo una mentalità attiva e rispettosa, gentile e fattiva. Ma pensare che da oltre cinquant'anni non siamo riusciti a fare qualcosa per la strada degli Arci, mi lascia davvero sconfortato. Vedere cadere gli entusiasmi in-

vece di farli volare è molto negativo soprattutto perché è una continua distruzione della speranza dei cittadini tutti. Pensare che ancora si discute se è opportuno fare, e intanto si blocca il progetto, la galleria che da Regressi porterà davanti al cimitero evitando di entrare a Tivoli mi sembra troppo se dettato dai soliti egoismi politici. Rischiamo di bloccare una crescita generale riducendo tutto all’ottica individuale ed egoistica per vantaggi personali. Cominciamo a fare bene e provocherà altro bene. Lo stallo politico inoltre non aiuta. Il sesto rimpasto sinceramente sembra troppo, inutile e devastante. Si rimpasta per fare cosa? Non cadere? E’ questo l’obiettivo per cui ci si candida? Cerchiamo di fare con serietà e soprattutto con volontà qualcosa di positivo. Dopo le elezioni nazionali sono stati eletti i due presidenti di Camera e Senato. Forse si riuscirà a fare un governo ma l’obiettivo alla fine è sempre la stabilità per produrre leggi e interventi utili alla collettività. Manteniamo la costanza e la lungimiranza con pazienza e umiltà, non facciamoci condizionare o addirittura travolgere dagli eventi. Andrea Ferro è stato eletto alla Camera e Marco Vincenzi è riuscito alla Regione. Facciamo gli auguri di buon lavoro in attesa di verificare le azioni compiute. Tivoli è un luogo, è una parte di tempo e di storia che dobbiamo curare, crescere e migliorare. Perché il Teatro Italia è un rudere? Perché a piazza Santa Croce c’è un palazzo “sgarrupato”? Perché il Teatro di Piazza San Vincenzo è chiuso? Sereni, se non cambiamo noi non cambierà niente.

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Tivoli nel mondo Promuoviamo Tivoli aprendole le ali, le idee e la volontà individuale di voler crescere tutti di Paolo Paolacci

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orremmo presentare una nuova rubrica “Tivoli nel mondo”, dove per mondo intendiamo tutto: persone che lavorano o studiano, società che che si sono affermate, aziende che hanno fornito il travertino in famosissimi edifici oppure una qualsiasi omonimia di Tivoli. Insomma tutto ciò che è riconducibile a Tivoli e che sappiamo (e sapete) essere fuori da Tivoli. E questo per aprire alla conoscenza e all'importanza e alla bellezza di una città come Tivoli nel mondo. E' un modo per coinvolgerci a trovare gli spunti e le persone e le conoscenze che rischiamo di non disperdere o non sottolineare in momenti come questo, dove l'appartenenza e la familiarità delle conoscenze è una forza corale e sociale per la comunità. E' dimostrare che se ci indicano la luna, guardiamo la luna e non il dito, che se dobbiamo crescere dobbiamo necessariamente metterci in gioco, che se vogliamo mostrare le nostre bellezze le dobbiamo pur farle vedere, che se ci sentiamo i migliori dobbiamo pur accettare i confronti apertamente. Tutto questo muove, scioglie, verifica, ricerca una parte di noi verso noi stessi e verso gli altri e inevitabilmente verso il luogo dove abitiamo e viviamo. Avere due patrimoni dell'Unesco e poi vederli in degrado non è bene; parlare di bellezza e poi sporcare la città non è educativo, trovare solo egoismi partitici e nessuno slancio d'orgoglio collettivo non è bene comune e non è Comune. Tivoli nel mondo invece esiste, c'è, è distante è vicina è dappertutto. Promuoviamo Tivoli aprendole le ali, le idee e la volontà individuale di voler crescere tutti. Possiamo fare qualcosa. Facciamola.

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Carlotta Paolacci tiburtina in “esilio” E’ nata e cresciuta a Tivoli ma per avere un futuro da due anni vive a Strasburgo, in Francia. Da lì parla della sua città e la mette a confronto con la realtà francese di Pino Pollini

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arlotta Paolacci è una giovane tiburtina che, per costruirsi il futuro, si è trasferita all'estero, a Strasburgo in Francia. Aver lasciato Tivoli e l'Italia è per lei un motivo di rabbia. Avrebbe voluto affermarsi qui e avere qui le speranze per un futuro roseo e ricco di prospettive. Cose normali che in Italia e nella città tiburtina sono diventate merce rara. Carlotta, da quanto tempo vivi in Francia? “Vivo in Francia da due anni. Ormai ma mi sento un’italiana all’estero, anche un po’ arrabbiata. Sono arrabbiata perché preferirei vivere nel mio paese, parlare la mia lingua e trovarmi bene 'a casa'. A volte però, come nel mio caso, questo non è possibile. La Francia offre opportunità e possibilità di vita che nel nostro paese sono a volte un’utopia, purtroppo. Eppure non siamo noi il Bel Paese? Quello di Dante, Leonardo, Verdi, Petrarca, Michelangelo, Berio, Bernini, Galileo? Sì, siamo proprio noi quelli: tutto parte da lì in effetti. Cos’è che possiamo fare allora per questa nostra Italia? Forse potremmo unire le forze e provare un po’ a copiare dagli altri, perché non siamo mica a scuola e si può fare”. Cosa non ti manca di Tivoli e dell'Italia? “Avete mai provato ad andare a Roma con l’autobus? E con il treno? Parlando in cifre, Tivoli ha all’incirca 56.000 abitanti e Roma 2.800.000. Mio padre, come molti tiburtini e non solo, è un pendolare. Si sveglia quasi tre ore prima per arrivare nella Capitale di mattina presto, percorrendo solamente

40 chilometri. I treni sono sempre pieni, specialmente all’inizio della giornata, perché tutti o la maggior parte vanno al lavoro. Forse gli autobus sono anche in condizioni peggiori, per non parlare poi del traffico per le strade. Da tre anni vivo a Strasburgo, un’importante città francese, sede del Parlamento europeo: 277.000 abitanti all’incirca. Mi capita a volte di dover andare a Parigi, ma la prima volta che l’ho fatto mi sono molto preoccupata: la Capitale francese, infatti, si trova a più di 480 chilometri dalla mia partenza ed ho subito ragionato rispetto alle mie abitudini. Con sorpresa, mi sono resa conto che non solo il viaggio dura solo due ore e venti minuti, ma anche che i prezzi sono davvero abbordabili, soprattutto rispetto alla comodità, alla rapidità e alla pulizia del treno. Non è certo questo però che mi ha più impressionato”. Cosa ti ha impressionato positivamente? “Strasburgo è una città popolosa ma soprattutto piena di giovani studenti e giovani stranieri, quindi si penserebbe quantomeno un po’ caotica, sporca e dispersiva. Per andare da una parte all’altra della città basta spostarsi in tram. In Italia sono davvero poco in voga, eppure sono un mezzo di trasporto efficace, rapido, economico ed anche abbastanza ecologico. Qui d’inverno la temperatura scende fino a 15 gradi sotto lo zero, ma anche se il solo pensiero di uscire di casa fa venir freddo, non ci sarà bisogno di aspettare più di due minuti. Per muoversi all’interno della città, ci sono 4 linee di tram e tutte

sullo stesso livello della strada ma viaggiano su corsie preferenziali. Non si rischia mai di arrivare in ritardo e tutta Strasburgo è perfettamente collegata. Certo, ci sono anche gli autobus e ce ne sono parecchi per collegare le zone del centro con la periferia. Tutti i mezzi pubblici sono puntuali, puliti e poco affollati: la frequenza di passaggio è così elevata che non si forma mai una grande fila di attesa, quindi tutti viaggiano comodi e liberi”. E poi? “Quando arriva la primavera c’è chi smette di prendere i mezzi, me compresa, allora tutta la città è invasa dalle biciclette. Ovviamente dovunque ci si voglia muovere c’è una pista ciclabile con semafori e segnaletiche da rispettare. Insomma, non credo sia una questione d’intelligenza questa, piuttosto di lungimiranza e responsabilità. Quello che vedo intorno a me non è altro che un 'costruire per il futuro': la cura con cui qui trattano ciò che hanno esiste perché queste persone vogliono mantenere bene quello che possiedono. Non è una cattiva idea tutto sommato no? Come dicevo prima, Strasburgo è piena di ragazzi, studenti e giovani stranieri, allora mi chiedo: come mai non ci sono scritte che imbrattano i mezzi pubblici? Perché tutti pagano il biglietto per salirci (beh, certo non la totalità)? Gli studenti universitari hanno sconti e gratuità davvero dappertutto e credo sia un diritto di ogni giovane che come me decide di costruire il suo futuro. Non mi sembra un’utopia raggiungere qualcosa di simile anche in Italia, allora, perché non cominciare?”.

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Augusto Masotti: “Basta la normalità” “Vogliamo una città decorosa, pulita, dove la differenziata sia la normalità e non l’eccezione. C’è bisogno di fare pulizia in tutti i sensi”, afferma l’imprenditore tiburtino di Paolo Paolacci

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ugusto Masotti mostra la sua verve convinto che qualcosa non va e invece potrebbe andare alla grande proprio come in un altro Paese. Augusto ho sentito parlare molto di te in questi ultimi tempi... “Spero bene. Anzi, ne sono quasi convinto”. Cosa pensi di questa situazione attuale? “Che è una colossale situazione del kazoo, lo strumento musicale. Concedimi qualche francesismo musicale da Parigi, dove sono stato e dove la nostra reputazione di italiani è davvero bassa, molto bassa. Parlando poi nello specifico della nostra città grigia, buia, dissestata e sporca, cosa dire? Hai la domanda di riserva?”. No purtroppo. Masotti: questo cognome ricorda a molte persone largo San Giovanni, tuo padre e tua madre. Tu che idea ti sei fatta di quei tempi se paragonati a quelli attuali? “Non sono abituato a fare paragoni con il passato, però in questo caso, dato che sei un carissimo personaggio con il quale ho sempre condiviso una sana ironia di pensiero, ti dico che ho avuto la grande fortuna di avere dei genitori che mi hanno inserito nel mondo dell’imprenditoria consentendomi di poter sbagliare ed ho appreso molto. Per esempio, che bisogna guardare avanti, credere nei cambiamenti ed essere anche un poco utopisti, sognatori e creativi. Aver avuto la possibilità sbagliare da giovane, grazie a mio padre, vuol dire avere oggi un bagaglio di buona e sana esperienza”. Ho letto il manifesto con le parole di Einstein circa la crisi del 1931. E' applicabile anche a questa attuale e

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cosa si dovrebbe fare? A volte sembra che certi meccanismi sociali restino in piedi a prescindere dalle scelte. “Forse mi hai letto nel pensiero. Quell’insegnamento non è altro che il proseguimento della filosofia della nostra famiglia: i miei genitori avevano investito sul cambiamento. Su noi giovani! E questo già agli inizi degli anni’70. Tornando appunto al grande Albert, è un qualcosa che devi avere nel tuo DNA, come mi spiegò il mio prof di economia nel ’68, e potrà fare la differenza come in questi particolarissimi momenti di depressione per avere il coraggio di cambiare, guardare avanti per investire sul merito, le idee, la qualità, la cultura e sui giovani. 'Non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose', proprio come diceva Einstein nel 1931”. Ho scritto nel numero di febbraio che Tivoli sembra una Ferrari tenuta in garage. Come facciamo a tirarla fuori? “Il problema non è solo tirar fuori la Ferrari ma è farle in primis un buon restyling, lucidarla, renderla attraente, metterla a punto ed allora possiamo tirarla fuori. Ma occorre la benzina! E inoltre, l’uscita del garage ha una rampa con una pendenza che ti fa paura. Ecco, la pendenza è l’attuale momento storico che stiamo attraversando e che si supera solo se si ha la famosa benzina. Come diceva anni orsono un collega: 'ce vonno li pauli pe j a pijà lu caffè la sera a Napoli'. Storica frase degli anni ’70 dove la sera andavamo veramente a prendere il caffè in Riviera di Chiaia sul bellissimo lungomare di Na-


poli”. E secondo te siamo tutti d'accordo ad abbandonare egoismi e a guardare il bene di tutta la città? “Continuando il discorso di 'auto e benzina', 40 imprenditori coinvolti dal nostro gruppo di formichine operose, cioè le mie impagabili colleghe e colleghi organizzatori di 'Benvenuta Estate' hanno deciso di mettere un po' di benzina nella macchina fuoriserie di Tivoli per ricondurla in carreggiata anche se la strada è piena di buche. Questi imprenditori hanno dato vita al 'Progetto Salvadanaio per Tivoli', mettendo insieme risorse umane e risorse finanziare per programmare, progettare, gestire e comunicare le loro operatività”. Quali sono le linee guida di questo progetto? “Innanzitutto coinvolgere con il passaparola altri imprenditori accantonando egoismi, gelosie, vecchie ruggini e rivalità commerciali: così si rischia una lotta fra poveri per dividersi il famoso 'osso già spolpato' per dividersi quella pochissima utenza che passa per caso. E se ce la portassimo? Come? Marketing e comunicazione extra territorio, coinvolgendo nel progetto menti fresche proiettate verso il futuro. Giovani capaci ed esperti in 'Social' da inserire dentro il nostro gruppo che vanta esperienze importanti per andare uniti verso un obiettivo comune di cambiamento con idee di qualità. Per questo i 40 imprenditori e professionisti si sono autotassati per investire in comunicazione a livello Rìregionale per ora. A tal proposito abbiamo ipotizzato un piano di investimenti triennale 2013-2015”. Avete già previsto eventi? “La programmazione prevista, ancora in cantiere, è la seguente: 5 giornate ecologiche da aprile a settembre; 'Fiori in Piazza' che coinvolgerà alcune piazze della città a fine maggio; 'Benvenuta estate' con musica, eventi e un raduno eclatante di Ferrari; Percorsi enogastronomici e visite guidate gratuite nel nostro centro storico. Per questo ultimo punto cercheremo ovviamente la partecipazione di ristoratori, guide turistiche, bed&breakfast ed albergatori”. Mi sembra, per proseguire la metafora, che per uscire dalla rampa del garage bisogna accelerare e bruciare benzina... “Con la benzina dobbiamo comunicare che esistiamo. Vogliamo investire sulla città, bene e patrimonio di tutti noi, per renderla più decorosa ed attraente proprio per riportare

quell'utenza perduta del fuori porta e della valle dell’Aniene, e non solo. Consideriamo che a due ore di automobile da Tivoli abbiamo 9.500.000 abitanti. Ne vogliamo parlare? Andare a Spello, Gubbio, Perugia e tutta l'Umbria è bello perché sono posti mantenuti e curati con attenzione, ma direi di più, con amore! E noi vogliamo proseguire a riempiendoci la bocca col dire che abbiamo 'due patrimoni dell'Unesco' invece di curare la nostra città e il nostro affascinante centro storico? C'è bisogno di fare davvero 'pulizia' in tutti i sensi”. Tira fuori la tua proiezione verso il futuro: come dovrebbe essere Tivoli tra qualche anno e tra dieci anni? “Confido in un un buon 'Capitano' per questa nave o un gran pilota per questa Ferrari che abbia tanta umiltà e capacita di autocritica per crescere e migliorare. A medio lungo termine, una città decorosa, pulita, dove la differenziata sia la normalità e non l’eccezione. E poi piazze e vicoli pieni di fiori ben gestiti e innaffiati così da avere un centro storico da fotografare. E quindi, attività floride e vive anche nelle notti d’estate, un'educazione civica da impartire anche con piani di comunicazione dedicata, un ospedale che funzioni e che non dia appuntamenti a 180 giorni. Basterebbe la normalità di un paese civile e con il mio grande gruppo di formichine, che ringrazio, sono certo che si potrà fare”. IDove è possibile contattarti e seguire le vostre iniziative? “Indico il nostro sito www.tivolinet.it ancora sotto controllo ed implementazione ma comunque non mancheremo di comunicare le nostre iniziative per la città”. L'impressione è aver ascoltato con energia la voglia di cambiamento e pulizia. Una sensazione di partecipazione fattiva e contagiosa per arrivare a far ammirare finalmente la Ferrari.

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Tivoli, città d’acqua e di storia Non solo Villa D’Este. Viaggio tra le fontane tiburtine più belle e suggestive di Marina Marini

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osì scrisse Plinio il Vecchio: "Chi vorrà considerare con attenzione la quantità delle acque di uso pubblico per le terme, le piscine, le fontane, le case, i giardini suburbani, le ville; la distanza da cui l'acqua viene, i condotti che sono stati costruiti, i monti che sono stati perforati, le valli che sono state superate, dovrà riconoscere che nulla in tutto il mondo è mai esistito di più meraviglioso". Tivoli città d’acqua, fontane, cascate e giardini rigogliosi. Non solo per le celeberrime fontane di Villa d’Este ma anche per le fontane monumento che fanno bella mostra di sé nelle strade della nostra città. In marmo o travertino, bianche o di pietra, queste fontane, le quali risalgono all’incirca all’inizio del secolo scorso, rappresentano uno stile architettonico che vede nell’aquila imperiale in cima alla polla il suo topos per eccellenza. Le due maggiori tendenze sono il razionalismo funzionalista e il classicismo neo-romano che trovano nella collocazione di statue di abbellimento il loro punto di forza. L’acquila imperiale, che costituisce il

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simbolo della città, rievoca la con- zionamento dell’impianto. In particessione della stessa sullo stemma da colare sono stati ricostruiti il busto, parte di Federico Barbarossa. la testa e le ali dell’acquila scolpita Nella fontana in via dei Sosii o nella nella parte superiore della fontana, è fontana dei leoni ritroviamo invece stasta risistemata la piccola vasca di esempi di architettura neoclassica, raccoglimento dell’acqua e sono con statue di corpi discinti e Uno scorcio della fontana dei leoni vasi. Dall’estate scorsa, grazie agli interventi di restaurazione di Gianfranco Osimani e Carlo Napoleoni, è tornata a splendere la fontana in piazza delle Nazioni Unite distrutta dai vandali. Degli ignoti avevano staccato parte della statua che sovrasta l’impianto idrico, la vaschetta sottostante comprom e t t e n d o seriamente il fun-


state ripulite le pareti decorative dalle scritte e dagli adesivi con cui, persone di scarso senso civico, avevano deturpato il monumento. Da quali acquedotti sono alimentate le nostre fontane? In ordine di costruzione ricordiamo in primis l’Anio Vetus. L’acquedotto risale al 272 a.C. e fu costruito dai censori Manio Curio Dentato e Flavio Flacco, due magistrati appositamente nominati dal Senato. Il nome di Anio Vetus, ossia Aniene Vecchio, evidenzia la sua origine dall'Aniene nella località di San Cosimato, tra Vicovaro e Mandela. Il nome di Vetus lo ebbe soltanto tre secoli dopo, quando fu costruito il secondo acquedotto dell'Aniene, l'Avio Novus. Dopo aver percorso i territori di Tivoli e Gallicano il condotto, lungo circa 63 chilometri, fiancheggiava la via Praenestina, raggiungeva la via Latina tra Casal Morena e IV Miglio, superava la via Tuscolana e lungo la via Labicana entrava in Roma nella località detta ad Spem Veterem (nella zona di Porta Maggiore), traversava l'Esquilino in condotto sotterraneo e finiva con il castello terminale all'altezza della porta Esqulina (l'odierno Arco di Gallieno). “Aqua Marcia” L'Aqua Marcia fu condotta a Roma dal pretore Quinto Marcio Re nel 144 a.C. e proviene dall'alta valle dell'Aniene, ma, diversamente dall'Anio Vetus, non attingeva dal fiume ma da sorgenti abbondanti e di ottima qualità situate nei pressi di Marano Equo, tra Àrsoli ed Agosta, dove ancora oggi attinge l'odierno Acquedotto della Marcia. Per consentire una migliore nonché maggiore distribuzione dell'acqua, questa aveva bisogno di arrivare in città ad una quota più elevata: fu così che per la prima volta si ricorse alla costruzione di archi che, con una fila ininterrotta di circa 9 chilometri, fiancheggiando la via Latina, giungevano fino alla località della Spem Veterem (nella zona di Porta Maggiore). Seguendo il percorso successivamente utilizzato dalle Mura Aureliane (nelle quali fu poi incluso), l'acquedotto arrivava alla porta Tiburtina e poi, con un percorso corrispondente all'attuale via Marsala, raggiungeva il castello terminale che si trovava nelle immediate vicinanze della porta Collina, dove oggi si trova il Ministero del Tesoro in via Venti Settembre. L'Aqua Marcia subì consistenti opere di restauro da parte di Agrippa nel 33 a.C. e di Augusto tra l'11 ed il 4 a.C.: quest'ultimo, come per l'Acqua Appia, potenziò la portata del condotto con la captazione di una nuova sorgente detta Augusta, opera ricordata in un'iscri-

La fontana di via dei Sosii. Sotto, la fontana di piazzale Nazioni Unite

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zione incisa sull'arco della porta Tiburtina, dove sono menzionati anche le importanti opere di restauro eseguite da Tito nel 79 d.C. e da Caracalla nel 212-13. “Anio Novus” L'Anio Novus o Aniene Nuovo fu iniziato nel 38 d.C. da Caligola e terminato nel 52 d.C. da Claudio, il quale, avendo già legato il suo nome all'Aqua Claudia, decise di dedicare quest'acquedotto all'Aniene, con l'appellativo novus per distinguerlo da quello già in funzione che divenne Vetus (ossia vecchio). L'acquedotto, costruito insieme all'Aqua Claudia e del quale ne seguiva in gran parte lo stesso percorso, è lungo circa 87 chilometri e aveva le sorgenti presso l'alta valle dell'Aniene, all'altezza del XLII miglio

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della via Sublacensis, poco prima di Subiaco. L'acqua era prelevata direttamente dal fiume cosicché, nono-

stante una piscina limaria costruita in corrispondenza dell'incile, spesso giungeva a Roma piuttosto torbida, soprattutto in corrispondenza di lunghe piogge. Dopo un lungo percorso che lo portava presso Vicovaro, Castel Madama, Tivoli, il massiccio dei monti Tiburtini e dei Colli Albani, giungeva alla piscina limaria situata in località Capannelle: da qui l'Anio Novus continuava fino al castello terminale, situato poco oltre porta Maggiore, appoggiandosi alle arcuazioni dell'Aqua Claudia. Al fine di eliminare l'inconveniente succitato, l'imperatore Traiano fece spostare la captazione, traendo l'acqua non più dal fiume ma da un limpido laghetto che si trovava presso Treba Augusta (l'odierna Trevi nel Lazio).


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Il trionfo dello sport Riuscitissima la seconda edizione della Festa dello Sport. Si pensa già alla prossima di Marina Marini

L’

importanza dello sport nella vita quotidiana dell’uomo moderno è sotto gli occhi di tutti. Basti pensare a quanti sono coloro che lo praticano, lo organizzano, lo dirigono e lo seguono. Lo sport moderno è sempre più orientato al risultato e allo spettacolo, raccoglie milioni di praticanti e folle innumerevoli di appassionati, ma è altrettanto importante parlare di educazione fisica e di sport di massa, concetti che meglio ci riportano allo sport nel “quotidiano”. Queste due interpretazioni dello sport (competitivo e di massa) dovrebbero essere complementari ed armoniosamente coordinate tra loro attraverso un momento di incontro e di scoperta delle varie discipline dimostrate da veri campioni e non solo, disposti a guidare bambini, giovani e adulti in un percorso sportivo e salutare. Tutto questo non è utopia ma è ciò che è riuscito a realizzare l’evento della “Festa dello sport” di Tivoli, giunto alla sua seconda edizione. Dopo il grandissimo successo dello scorso anno, questa edizione si è estesa per due fine settimana, proponendo numerose competizioni sportive e molte conferenze relative a sport, salute, benessere, alimentazione e disabilità tenutesi presso le Scuderie Estensi adiacenti a Piazza Garibaldi, location della festa. Se la precedente edizione era stata caratterizzata dalla presenza dei ragazzi e bambini provenienti dalle scuole tiburtine, questa si è arricchita anche di altre scuole della provincia di Roma e un prestigioso parterre di ospiti, i quali hanno aderito alla manifestazione con gioia ed entusiasmo. La realizzazione dell’evento è stata possibile grazie all’organizzazione dell’associazione culturale Fenix Tibur di Gabriella Musizza con il patrocinio dell’assessorato allo

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sport del comune di Tivoli nella persona dell’assessore e vicesindaco Giorgio Tommasi, il quale, abbracciando con sentita partecipazione l’evento ha dichiarato: “Sono certo che l’attività sportiva possa assumere un ruolo di primaria importanza nell’educazione e nella formazione dei futuri cittadini e, per intraprendere questo percorso, è doveroso da parte delle istituzioni sostenere una politica dello sport che insegni il rispetto per il prossimo, il senso di responsabilità, la lealtà come elementi fondamentali della vita sociale”. Mattatori della festa e coinvolgenti presentatori, hanno portato avanti la conduzione degli eventi dei due fine settimana 15-15-17 e 22-23-24 marzo, gli instancabili Claudio Testi, Maria Grazia Moriconi e Cinzia Leopardi. Sotto gli occhi di una piazza gremita e festante, il 15 marzo, giorno di apertura della festa, si è tenuta la cerimonia di accensione del braciere olimpico con la sua fiaccola. I tedofori d’eccezione sono stati Alessandro Mangoni, cadetto delle Fiamme Gialle G. Simoni; Andrea Barberi, primatista italiano dei 400 metri piani e Fabrizio Mineo, tra i tedofori italiani delle Olimpiadi di Londra 2012. La cerimonia d’apertura dei giochi è stata accompagnata dalle coreografie delle scuole di danza Fenice Academy of art e A.S.D. Skating club Tivoli ed è stata presenziata da illustri ospiti provenienti dal mondo dello sport e del giornalismo italiano a partire da Filippo Simeoni, ex ciclista italiano; Oxana Corso, doppia medaglia d’argento ai giochi paraolimpici di Roma; Maria Di Bello, atleta nonché autrice del libro “Tibur sport superbum”; Andrea Giocondi, ex atleta e allenatore della medaglia di bronzo alle Paralimpiadi di Londra 2012 Annalisa Minetti; Danilo Decembrini e Sara Venerucci, campioni del mondo di pattinaggio e finalisti dell’edizione 2013 di “Italia’s got ta-


lent”; Giovanni Scaramuzzino, giornalista radio e telecronista Rai; in collegamento diretto al momento dell’accensione della fiaccola olimpica, la madrina Doriana Laraia, ex atleta e giornalista Rai; Antonello Orlando, inviato e voce di Rai Sport; Nicholas Presciutti, campione di pallanuoto con la S.S. Lazio Nuoto; Stefano Pesapane, direttore della S.S. Lazio Nuoto; Italo Cucci, giornalista ed opinionista Rai ed infine, ma non meno importante Antonio Doddi, colonna portante di “Tutto il calcio minuto per minuto” ed organizzatore sportivo. Ospite della seconda giornata, ricca anch’essa di dimostrazioni sportive di tennis, nuoto, zumba, pallavolo, danza e scherma, è stato Italo Cucci. Domenica 17 marzo grande emozione in occasione della prima festa della bandiera italiana: si è trattato di un vero momento di aggregazione per tutte le scuole e le associazioni sportive. Colori distinti sono partiti da punti diversi della città e, passati attraverso piazza Matteotti, piazza Rivarola, piazza Plebiscito, piazza Trento e i giardini Garibaldi, si sono uniti in un unico tricolore in piazza Garibaldi. Un quid istituzionale è stato aggiunto dal discorso dell’assessore allo sport e vicesindaco Giorgio Tommasi per sottolineare i valori intrinseci dello sport unitamente al sentimento di amore nazionale. Anche nel secondo week-end non sono mancati gli ospiti d’eccezione che sono intervenuti tra le varie manifestazioni delle discipline aperte a tutti i partecipanti. Menzioniamo Emanuele Dotto, giornalista sportivo che nella giornata di venerdì 22 ha condotto i momenti principali della festa; il celeberrimo Riccardo Cucchi, capo redattore Rai e prima voce di “Tutto il calcio minuto per minuto”; Giancarlo De Sisti, campione del mondo con l’Italia nel 1970 e colonna portante della semifinale con la

Italo Cucci

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Germania vinta per 4-3; Massimo Barchiesi, prima voce Rai di “Tutto Basket”; Marco Calvani, coach dell'Acea Basket Roma; ed infine Ezio Luzzi, giornalista e commentatore radiofonico che ha animato la giornata della domenica. Simpatico ed accattivante il sipario condotto da Claudio Testi tra Picchio De Sisti, che ormai è un fedelissimo della festa dello sport tiburtina, infatti ha partecipato con entusiasmo per il secondo anno consecutivo, e il capo redattore Rai Riccardo Cucchi, in un’intervista a cuore aperto tra la piazza Garibaldi gremita e festante, in cui l'ex giocatore della Roma scioglieva le curiosità del cronista sportivo sulle sue esperienze di gioco a Roma e a Firenze. Sport sul campo, anzi, in piazza, ma non solo. Numerose conferenze hanno popolato di curiosi e appassionati le scuderie Estensi per approfondire tematiche di interesse sportivo ma anche sociale e culturale a partire dal seminario “6 più ‘il meglio che 6’” a cura di Andrea Giocondi; dalla conferenza sul “Benessere del cammino” di Pietro Spano a quella sul “Benessere alcalino” per passare poi a quella organizzata dalla Tivoli Marathon sullo “Sport over 60”. Un grande orgoglio per Tivoli essere stata lo scenario di una sì grande manifestazione di sport e socializzazione. GABRIELLA MUSIZZA: “E’ STATA UNA GRANDISSIMA FESTA!” Per approfondire le curiosità legate alla festa abbiamo incontrato la presidente dell’associazione culturale “Fenix Tibur”, Gabriella Musizza. Gabriella, raccontaci come è nata l’idea di questa “Festa dello sport”. “La realizzazione di questo evento è legata ai miei sogni

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di bambina. Da piccola ho praticato molte discipline e ho voluto creare una manifestazione che dimostrasse i punti di forza, sia dal punto di vista fisico che spirituale, di tutti gli sport. Lo sport secondo me è un connubio di benefici fisici e mentali, fondamentale nella formazione del carattere, ma non tutti gli sport sono apprezzati nella stessa maniera. La televisione enfatizza soprattutto il calcio e le altre discipline, sebbene richiedano un impegno forse maggiore ed un rendiconto senza dubbio inferiore di quello di un calciatore, vengono per lo più trascurate. l’amore per lo sport, tuttavia, spinge gli atleti a continuare questo percorso fatto di soddisfazioni ma in gran parte di sacrifici, rinunce e sudore. Conosco gli istruttori che erano in piazza Garibaldi insieme ai bambini, come Guglielmo Pistocchi da quando ero bambina anch’io, ed ormai siamo cari amici. Gli stimoli sportivi nel mio caso sono stati peculiari nello spronarmi ad affrontare la vita. Grazie a quello che mi ha dato lo sport riesco ad avere una forza di carattere incredibile. All’interno della Festa dello sport io sono solo un collante che ha riunito i grandi insegnanti che dedicano intere giornate, anzi, la vita, allo sport e ai ragazzi di Tivoli. Il merito è tutto loro se il progetto è stato concretizzato”. Un momento della manifestazione che ricordi con affetto? “Senza dubbio lo scambio delle targhe. Ho visto scene bellissime dove diverse associazioni sportive di Tivoli si sono rese conto di volersi veramente bene. Hanno capito ciò che forse avevano dimenticato. il momento in cui le associazioni hanno premiato altre associazioni è stato una dimostrazione di questo concetto. Ad esempio, Andrea Barberi ha premiato l’associazione di Judo, così come il Judo ha premiato la Pallacanestro per dimostrare che lo sport unisce e non divide. In queste giornate ci siamo ritrovati tutti


Rugby, l’associazione Arcobaleno per la pallapugno, Pinocchio in bicicletta, Pietro Spano per il Nordic Walking, Guglielmo Pistocchi e Paola Feliziani insieme a tutto lo staff dello Skating club Tivoli, Pietro Andreoli e Roberto Pomponi per il Judo Csen e ancora La Tivoli Bike Gentlemen per aver supportato i bambini in bicicletta, Fabrizio Magini dell’associazione “Beati gli ultimi” per la gestione e il coordinamento delle varie attività, Roberto Ferdinandi organizzatore della maratonina delle Segré, la Tivoli Marathon che ha partecipato alle attività con la staffetta genitori-figli e con la conferenza sullo sport over 60 a cura di Francesca Testi e la Podistica Solidarietà con l’americana maschile e femminile, emozionante oltre che scenica. Tutti costoro hanno reso possibile il mio progetto di mettere a disposizione dei bambini e dei ragazzi, ma, anche degli adulti, un vasto panorama di tutte le discipline sportive attivandosi in prima persona con entusiasmo e pazienza”. Sono in programma altri eventi? “Stiamo già lavorando all’edizione 2014 della Festa dello sport che si terrà dal 9 al 13 aprile e a fine settembre, inoltre, ci sarà un’altra manifestazione relativa allo sport in cui vogliamo inserire le attività sportive meno conosciute per poter evidenziare il loro valore e le loro potenzialità”. --------------------------------------------------------------------Come tutte le iniziative che riescono bene, anche questa non poteva rimanere immune da invidie e “piccolezze” da paese. Nei giorni successivi qualcuno ha messo in giro la voce che il Comune di Tivoli abbia stanziato soldi a favore degli organizzatori. “Niente di più falso!”, hanno precisato gli organizzatori stessi. L’unica cosa che il Comune ha dato è stato il Patrocinio e non ha posto alcuna difficoltà nel rilascio delle autorizzazioni necessarie.

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© Il servizio fotografico dell’intero evento è stato realizzato da Daniela Ferro

insieme come una grande famiglia durante il pranzo di Natale ed il mio regalo più grande sono stati i sorrisi dei bambini che hanno partecipato. I momenti con le scuole che hanno aderito a la cerimonia della bandiera restano i momenti più belli”. Qual è la finalità della festa? “Riscoprire il valore dello sport, dell’amicizia, della socializzazione e della solidarietà”. E’stato difficile reperire e coordinare i numerosi e celeberrimi ospiti dell’evento? “Tutta la fatica è toccata ad Antonio Doddi, il nostro referente per i giornalisti e ospiti d’onore. E’ stato lui a coordinare le loro presenze. Gli ospiti hanno intervistato i gruppi sportivi e hanno deciso di iniziare l’opera di sensibilizzazione verso gli sport meno spettacolarizzati. Un pensiero particolare, in tal senso, va ai ragazzi della S.S. Lazio Basket in carrozzina. Sono questi i momenti in cui ci si rende conto di quanto l’attività sportiva sia peculiare nella formazione dello spirito di una persona disabile”. Tra i vari maestri e insegnanti c’è qualcuno in particolare che vuoi ringraziare? “Ovviamente tutte le palestre e le associazioni sportive che hanno partecipato con le esibizioni pomeridiane, tutti i maestri delle varie discipline presenti con le scuole tutti i giorni per seguire con pazienza e costanza i ragazzi. In particolare ringrazio Andrea Giocondi, Annamaria Pisani, Alighieri Tarquini, Maurizio Carosi e Orazio Romanzi per l’atletica, Antonella Favale, Giulia Giardini e cristina Sasso per l’hip hop, Corrado Coccia per il Basket, Fabrizio Moriconi per la pallavolo, Gianluca Lillo per il calcio, l’Empolum Sporting Club per il tennis e il nuoto, la S.S. Lazio Nuoto che insieme all’Empolum ha messo a disposizione le piscine per le scuole e le famiglie, la Tivoli


Integrazione chiama cultura Sono stati gli ingredienti del progetto organizzato dalla Focus e dal Comune di Tivoli. Seguiranno altre iniziative simili di Claudia Crocchianti

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rande successo per l'evento finale del progetto messo in atto dalla Focus e dal Comune di Tivoli che si è svolto il 26 marzo al teatrino comunale. Con questo progetto si è voluto far capire l'importanza dell'integrazione fra varie culture in quanto la scuola è punto di riferimento per varie famiglie straniere. Si è trattato di interventi laboratoriali di educazione all’interculturalità attraverso lo strumento dell’arte, curati da Emilia Tafaro e Manuela Trinboli. Tre i laboratori che sono stati portati avanti dove vi è stata una risposta positiva da parte dei ragazzini coinvolti.L’albero dei diritti rappresenta un percorso di educazione ai Diritti Umani in cui i bambini hanno potuto confrontarsi e mettere in gioco paure e pregiudizi che appartengono ad ognuno di noi e che accompagnano, anche inconsapevolmente, il nostro agire quotidiano e, quindi, la nostra relazione con gli altri. Per memorizzare ed acquisire le basi generali sulle normative internazionali sui diritti dell’infanzia ogni bambino ha costruito il personale “albero dei diritti”. Le stelle sono per tutti è un laboratorio ispirato alla fiaba de “Il piccolo principe” di Antoine

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de Saint-Exupéry, il suo percorso si è sviluppato sulla base della fiaba usata nella sua struttura di base e i suoi temi fondamentali, ma rimodulata in chiave educativa interculturale. Nel percorso del laboratorio, i bambini che compongono il gruppo classe, raccontano il loro personale incontro col Piccolo Principe che rappresenta l’altro e, attraverso un dialogo con lui e le sue avventure, ci parleranno di loro. Nella seconda fase, quella dell’illustrazione del testo, che porterà alla realizzazione di un libro pieghevole, si effettueranno esercizi pratico illustrativi dei personaggi con caratterizzazione afico-cromatica degli stessi. “Non si rubabandiera” è un laboratorio che ha come testo di riferimento “I ragazzi della Via Pal” di Ferenc Molnár, in cui si racconta di una guerriglia tra ragazzini di bande diverse. Il gioco, i vessilli, le strategie militari, il codice d'onore e i tradimenti, le marachelle, l'oppressione dei più deboli, il coraggio e l'orgoglio sono gli elementi che hanno animato questo romanzo e l’intento del percorso del laboratorio attraverso l’arte teatrale è stata proprio quella di poter raccontare la diversità, la rivalità, la difficoltà di relazionarsi. I laboratori diventeranno dei documentari a cura di Riccardo Russo.

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“Noi, voi, loro, learn to live!” Sabato 13 e domenica 14 aprile ancora due appuntamenti interculturali a cura della Focus di Claudia Crocchianti

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uovo appuntamento finale dei laboratori interculturali, progetto realizzato dalla Focus e con il patrocinio del Comune di Tivoli. Sabato 13 aprile alle ore 18.00 presso il Teatro Comunale di Tivoli in via del Collegio 6 e domenica 14 aprile, sempre alle ore 18.00 presso l’Auditorium ITIS “A. Volta” di Guidonia M., in viale Roma 296b, si esibiranno i ragazzi dell’Istituto Volta che sono stati diretti da Fabrizio Romagnoli e Riccardo Russo nello spettacolo intitolato “Noi, voi, loro, learn to live!”. Si tratta di piccoli copioni scritti dagli stessi ragazzi su tematiche riguardanti l’integrazione, tema molto caro alla Focus, che ha creduto molto in questo progetto, portandolo in varie scuole della Valle dell’Aniene. I ragazzi che reciteranno sono Andrea Fabiani, Dragos Mocanu, Edoardo Di Marino, Emanuele Di Blasio, Emma Manzo,Gabriele Paolacci, Gianluigi Santese, Giuseppe Pantera, Martina Corcione, Michele Acununei, Nada Ramadam, Stefano Barba e Valeria Quaresima.

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Donna Più per tutte le donne di moda La signora Maria Adelaide ci presenta la sua attività dedicata alle donne formose e tondeggianti

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hi ha detto che la taglia perfetta è la 42? E chi sostiene che le donne dotate di un corpo morbido e dalle forme tondeggianti non possano permettersi di sfoggiare abiti ed altri capi alla moda in un colore che non sia il nero? Di tutto questo ci parla la signora Maria Adelaide, titolare del negozio “Donna più” in via Colsereno a Tivoli e stilista di grido nel suo settore. Signora Maria Adelaide, ci parli degli inizi della sua attività e da dove nasce l’esigenza di una linea moda per donne sinuose.

“La mia avventura è iniziata nel 1992 con un’attività specializzata in taglie forti. Tutto ciò si è sviluppato a partire da una ricerca di marketing. Vi era infatti l’esigenza di un negozio di questo tipo nel nostro territorio per soddisfare le richieste di abbigliamento delle donne più in carne. Vi racconto un aneddoto. Il nome 'Donna più' è stato inventato e disegnato da me ma ho fatto, purtroppo, l’errore di non registrarlo, ragion per cui, successivamente, grandi marche hanno creato linee con questo stesso e questo stesso logo, finché qualcun

Autofficina Dielle di Bernardini Lorenzo e Crocchianti Dante snc !

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altro lo ha registrato nel 1999. Ad ogni modo, nel 2008 ho spostato il mio negozio da piazza Rivarola in via Colsereno. Sembra che la zona più commerciale di Tivoli si sia racchiusa solo nel centro purtroppo. Vorrei aggiungere anche che il commercio, per quanto mi riguarda, è sempre andato molto bene fino al 2001 e quindi fino all'attentato delle Torri Gemelle. Secondo me da quel momento le persone hanno iniziato a bloccare i consumi e questa svolta epocale si è ripercossa su tutti”. I suoi abiti sono sempre molto gra-


ziosi, alla moda, colorati, diremmo giovanili. Tutto ciò si discosta dalla tradizionale immagine della donna in carne vestita di informi abiti rigorosamente neri. E’ questo il suo punto di forza? “Il mio principio guida è quello di prediligere uno stile giovanile e colorato, perché a nessuna donna piace 'incupirsi' solo con colori scuri. Inizialmente ho iniziato a collaborare con una ditta di Firenze in tutto il Lazio e poi in tutta l’Italia centrale. C’era un qualcosa che però non mi convinceva... aveva uno stile troppo antico! Ho deciso di prendere la situazione in mano e ho iniziato a lavorare per loro come stilista, disegnando modelli e scegliendo stoffe e colori per una taglia grande giovane. La mia linea si chiama 'Bianna' e ho sempre preferito lavorare con marche italiane. Un piccolo gossip: ho abbandonato altre marche famose perché lavorate in Cina”. Inoltre lei ha l’esclusiva per alcune importanti firme.

“Sì io ho l’esclusiva per i capi Pierre Cardin, un pret a porter medio-fine e la linea Lady XL, una marca italiana molto apprezzata”. Ci può dare un’anticipazione sulla nuova collezione? “Continuano a imperare il rosa e il verde. Da quest’anno va di moda l’oversize anche per le magre con camicie comode dalla linea larga. Stanno pian piano scomparendo i leggins e presto torneranno i pantaloni a palazzo. Da quando ho ristrutturato il negozio ho deciso di occuparmi anche di accessori, gioielli e borse da abbinare agli abiti. La moda mare che propongo è firmata Pierre Cardin”. Qual è lo spirito che guida la sua passione e, dunque, il messaggio che vuole lasciare ai nostri lettori? “ Noi ci rivolgiamo alle persone giovani, tra l’altro ho scoperto che anche le anziani vogliono vestirsi come le giovani. Soprattutto vorrei sottolineare questo messaggio: se hai più morbidezza non significa che non puoi vestirti in modo carino e sen-

suale come una taglia piccola. E’ questo che ho fatto capire alla mia ditta ed è questo che vorrei capissero tutti. Noi vogliamo proporre una moda che esalti la sensualità e la femminilità della donna oversize”. (ma.mar.) Via Colsereno, 27 - Tivoli (Roma)

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Il socio che percepisce sempre gli utili Lo Stato e la fiscalità d’impresa: l’Iva A cura del dott. Livio Anastasi

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o hanno chiamato il "socio occulto" e ci hanno insegnato che, in Italia, le attività produttive lavorano fino a luglio soltanto per “lui”. Ci segue, ci analizza, ci stana, ci interroga e ci sanziona. Non c'è modo per evitare di pagare la sua parte di utili. Vista sotto questo aspetto, l’amministrazione dello Stato sembrerebbe un mostro che riduce alla fame i poveri contribuenti. Forse, per alcuni potrebbe essere così, ma, nella stragrande maggioranza dei casi, cerca soltanto di coprire l’ingente spesa pubblica creata dalla politica. La spesa deve essere coperta dalle entrate che, per la quasi totalità, sono di natura fiscale. L’imposizione fiscale colpisce il reddito in tutte le sua manifestazioni, dirette ed indirette. Le imposte dirette (IRPEF, IRES) colpiscono le manifestazioni dirette, ad esempio, la somma dei nostri redditi sulla dichiarazione annuale (UNICO o 730). Le imposte indirette (Imposta di registro, Bollo, IVA), invece, colpiranno le manifestazioni indirette, che derivano dall’utilizzo del reddito nella nostra vita quotidiana. Un esempio di queste ultime imposte lo avremo già all’inizio della nostra attività imprenditoriale, quando sui primi adempimenti graveranno imposta di bollo, di registro, le concessioni governative, relative, appunto, alla costituzione della società, al rilascio delle autorizzazioni amministrative, alle vidimazioni dei libri obbligatori, ecc.. Ma l’imposta che rappresenta poco più del 20% delle entrate tributarie dello Stato, l’imposta indiretta più odiata e meno compresa del panorama tributario italiano è l’IVA. Sembra inutile, a parere di chi scrive, perdersi in una lunga spiegazione sulle origini, sulle modifiche ed sui futuri risvolti europei di un’imposta molto complicata come l’IVA. Ci basti sapere che è un’imposta proporzionale sugli scambi e sui consumi effettuati nell’esercizio di imprese, arti e professioni; utilizza aliquote differenziate (4%, 10% e 21%) a seconda dei beni e servizi che colpisce. Quello che invece potrebbe interessarci sono i risvolti pratici. Più precisamente, per ogni operazione imponibile l’imprenditore dovrà emettere fattura e avrà l’obbligo di registrarla sul registro delle fatture emesse. E specularmente avrà l’obbligo di registrare sul registro degli acquisti tutte le fatture relative ai beni acquistati

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nell’esercizio dell’attività. Per alcune categorie di contribuenti, che compiono numerose operazioni imponibili durante il giorno, il legislatore ha sostituito l’obbligo di fatturazione con l’annotazione in apposito registro (registro dei corrispettivi) dell’ammontare complessivo degli incassi e, al fine di evitare una facile evasione, ha imposto l’obbligo di rilascio della ricevuta e/o dello scontrino fiscale. L’importo dell’IVA, evidenziato in fattura, serve mensilmente (trimestralmente per chi, avendone le condizioni, avrà optato per la maggiore periodicità) per la liquidazione dell’imposta. La somma dell’IVA sulle fatture emesse (o scorporata dai corrispettivi e/o le ricevute fiscali) rileva un debito nei confronti dell’Erario, mentre la somma dell’imposta sulle fatture di acquisto rappresenta un credito nei confronti dello stesso. Dalla somma algebrica dei due totali scaturirà il debito nei confronti dell’Erario che sarà versato, per i contribuenti mensili entro il 16 del mese successivo al mese di riferimento, per i trimestrali entro il secondo mese successivo alla scadenza del trimestre di riferimento. Se dalla liquidazione scaturirà un credito, tale credito potrà essere in ogni momento scomputato nella liquidazione successiva. Mentre, il credito di fine anno, potrà anche essere compensato, tramite la delega mod. F24, con tutti gli altri tributi che possono essere inseriti nella stessa delega. Potrà essere compensato un importo annuo non superiore ad € 15.000, diminuito ad € 5.000 fino alla presentazione telematica della Dichiarazione IVA annuale. Non potrà procedere alla compensazione chi ha debiti nei confronti dell’Erario, iscritti a ruolo, per un importo superiore ad € 1.500. Un ultimo cenno va riservato ad un regime particolare, adesso accessibile a molti contribuenti, è il regime “IVA per cassa”. Con l’opzione a tale regime, l’IVA sulle fatture emesse diventa un debito verso l’Erario nel momento dell’incasso della fattura emessa e, specularmente, quella sulle fatture di acquisto diventa credito nel momento di pagamento della fattura acquisti. Sembrerebbe tutto estremamente facile, ma non è così. Tra deroghe, eccezioni, esenzioni, esclusioni, inversioni, territorialità, indetraibilità e regimi particolari, l’IVA rimane l’imposta più ostica, anche per un commercialista. E per fortuna che è un’imposta … “neutra”.


Velox: veloce, efficiente e puntuale

Riccardo Giovannangeli

Un’agenzia di servizi amministrativi al servizio di tutti

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uante volte ci siamo lamentati del tedio nello sbrigare delle pratiche amministrative o burocratiche? Da anni a Tivoli l’agenzia “Velox” di Riccardo Giovannangeli opera nel settore dell’amministrazione in stretta collaborazione con la camera di commercio per offrire un servizio di espletamento pratiche. Lo abbiamo incontrato per saperne di più! Dottor Giovannangeli ci spieghi di cosa si occupa nello specifico la sua agenzia. “Mettiamo a disposizione dei clienti, dei professionisti e delle aziende la nostra esperienza nella lavorazione di pratiche commerciali e nel depositi di atti e bilanci presso tutte le Camere di Commercio italiane e grazie al collegamento telematico il rilascio di certificati e visure camerali di ogni genere e su ogni provincia d'Italia. La nostra agenzia esiste dal 1978 ed è un’attività iniziata da mio padre e svolge i seguenti servizi: agenzie certificati; certificati delle camere di commercio; disbrigo di pratiche comunali; pratiche registro delle imprese; recupero piantine planimetriche; visure ipotecarie; certificati anagrafici; commissioni

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presso tutti gli uffici pubblici; documenti universitari; pratiche tribunale; servizi di pratiche e certificati; certificati del catasto. Cosa cerca chi si rivolge a voi? “Chi si rivolge a noi cerca aiuto nella gestione e nello svolgimento delle pratiche amministrative dei pubblici uffici per risparmiare tempo ed energie. L’agenzia si sobbarca di tutto il lavoro amministrativo al fine di rendere agevole il lavoro per i privati o le società. Con l’entrata delle nuove tecnologie possiamo rilasciare inoltre delle strumentazioni per la firma digitale così, anche interagendo a distanza, possiamo rendere più veloce l’iter amministrativo”. Quanto tempo ci vuole per sbrigare una pratica? “ Per quanto riguarda il nostro lavoro una pratica si sistema nel giro di un paio di giorni mentre per quanto riguarda il tempo che impiega la camera di commercio non posso dare un’indicazione certa poiché varia a seconda dei singoli casi”. Via del Trevio, 46 - Tivoli (Roma) Tel. / Fax 0774.312248


I turni Novembre

diurno e festivo aperte intera giornata APRILE 2013

06 sab

Pallante Pallante-Caricari-Sulsenti

07 dom

Pallante

08 lun

Minelli

Tutte

09 mar

Poggi

Tutte

10 mer

Riccardi

Tutte

11 giov

Caricari

Tutte

12 ven

Pangia

13 sab

Conti

Conti-Riccardi

14 dom

Conti

Conti

15 lun

Pallante

Tutte

16 mar

Minelli

Tutte

17 mer

Poggi

Tutte

18 giov

Riccardi

Tutte

19 ven

Caricari

Tutte

20 sab

Pangia

Pangia-Poggi

21 dom

Pangia

Pangia

22 lun

Conti

Tutte

23 mar

Pallante

Tutte

24 mer

Minelli

Tutte

25 giov

Poggi

Poggi

26 ven

Riccardi

Tutte

27 sab

Caricari

Caricari-Minelli

28 dom

Caricari

Caricari

29 lun

Pangia

Tutte

30 mar

Conti

Tutte

Pallante-Sulsenti

Tutte

MAGGIO 2013 01 mer

Pallante

Pallante

02 giov

Minelli

Tutte

03 ven

Poggi

Tutte

04 sab

Riccardi Riccardi-Pallante-Sulsenti

05 dom

Riccardi

Riccardi-Sulsenti

06 lun

Caricari

Tutte

07 mar

Pangia

Tutte


COMUNE piazza del Governo, 1 URP, via Galli Comando dei vigili urbani str. M.te Vescovo, 2 Ufficio Tributi p.zza Governo, 1

ENEL SERV. ELETTRICO 0774.4531 0774.3164669

800.900.800

ACI pratiche automobilistiche viale Tomei 41 0774.334553

0774.334119 0774.318061

Cotral Capolinea P.zzale del Cimitero 0774.335096

POLIZIA STRADALE Via Tiburtina Valeria 7

113 0774.31921

CAT via del Trevio 9

GUARDIA DI FINANZA Via Naz. Tiburtina 40

117 0774.311330

CARABINIERI Via Aldo Moro 1

112 0774.319760

OSPEDALE S. GIOVANNI EVANGELISTA centralino 800668812 0774.3161 Cassa e cup 0774.3164245 Uff. accettazione 0774.3164220

COMMISSARIATO P.S. L.go Salvo D’Acquisto 20

113 0774.31941

ASL RM/G Piazza Massimo 1 Consultorio familiare

0774.3161 0774.3164686

ACEA ato2 S.p.a. Km 33600 v. Valeria

0774.313664

VIGILI DEL FUOCO Via Paterno 2 (V.Adriana)

115 0774.534343

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0774.334229


Cafè Rouge

In un ambiente accogliente e confortevole, troviamo il Café Rouge, un tipico locale in voga nella movida tiburtina. Cafè Rouge è enoteca, caffetteria, winebar, cocktailbar e tante prelibatezze enogastronomiche. Si organizzano catering per un massimo di 60 persone, per cresime, comunioni, feste di laurea, eventi privati e compleanni.

Vicolo di Prassede, 17 - Tivoli - Te. 0774.331515

Bar Pisanelli

E’ uno dei bar storici di Tivoli. Si trova in una via di elevato flusso ma la sua particolarità sta nell’ottimo servizio, nel buonissimo caffè, nell’ottima pasticceria da colazione, tra cornetti, bombe, cannoli e maritozzi con la panna. A tutto ciò va aggiunta la cordialità e l’esperienza nel settore. Viale Tomei 10 - Tivoli - Tel. 0774.335749

Caffè della Vite

E’ difficile trovare un locale dove fare colazione, un aperitivo, bere un thè, fare quattro chiacchiere tra amici, darsi un appuntamento di lavoro, pranzare scegliendo tra un’ampia scelta di primi, secondi e contorni. Uno di questi è senz’altro il Caffè della Vite, situato nel centro della città tiburtina. Vicolo Inversata 33 - Tivoli - Tel. 0774.311079

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La Tenuta di Rocca Bruna

E’ uno dei locali più eleganti dell’hinterland tiburtino. Offre una cucina di alta qualità e un menù che sa soddisfare i palati più esigenti, rispettando la tradizionale cucina locale. E’ l’ideale per cerimonie e per una serata diversa. Altri servizi: enoteca, laboratorio pasticceria, winebar, catering e serate a tema. Strada Rocca Bruna 30 - V. Adriana - Tel. 0774.535985

Agriturismo La Rosolina

Il menù del ristorante è concepito generalmente in base ai prodotti tipici a disposizione. Ciò rende l’agriturismo La Rosolina uno dei luoghi più ricercati del panorama della ristorazione locale. Il cliente sa di trovare sempre piatti all’altezza della situazione e preparati nel rispetto della tradizione. Via Rosolina 11 - Villa Adriana - Tel. 0774.500515

Pizzeria La Stazione

E’ una delle pizzerie più amate dalla clientela tiburtina e non. La qualità delle sue pizze è ormai risaputa, frutto anche della lievitazione naturale di 48 ore. Gli altri punti di forza sono rappresentati dagli stuzzichini, dall’ampia scelta di pizze e dagli ottimi dolci provenienti direttamente dalla Pasticceria Di Riso, famosa nella Costiera Amalfitana. Viale Mazzini 18 - Tivoli - 0774.330622

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La competenza alla base di tutto Interpretare le aspettative del cliente La persona al centro dell’attenzione Il rispetto della natura La scelta del consiglio I NOSTRI SERVIZI NOSTRI SE RVIZI AUTOANALISI DEL SANGUE t GLICEMIA COLESTEROLO t TRIGLICERIDI t HDL t LDL t INR EMOGLOBINA GLICOSILATA t ESAME URINE FORNITURE A.S.L. E I.N.A.I.L MISURAZIONE DELLA PRESSIONE MISURAZIONE GRATUITA DELL’UDITO

OMEOPATIA t FITOTERAPIA DERMOCOSMESI t VETERINARIA ELETTROMEDICALI t SANITARI PUERICULTURA PREPARAZIONI GALENICHE TRATTAMENTI TRATT TTAM AMENTI ESTETICI ESTETICI E MAKE MAKE UP

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5&45(3"56*50%&--"1&--&    P.zza del Plebiscito, 17 - 00019 Tivoli (Rm) Tel. 0774.312183 Fax 0774.331310


Tivoli City aprile 2013