Aquae

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I luoghi dell’acqua

Places by the water

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acqua si muove. Ma qual è il suo motore? Che cosa la fa spostare dai mari alle nuvole, da queste alla terra e XWQ QV \]\\M TM LQZMbQWVQ ÅVW I ZQ\WZVIZM IT mare? E spostandosi come fa a trascinare tutte le altre cose? E come riesce a forare le rocce, sbriciolare le montagne, conservare e disgregare la materia? Tutto il nostro pianeta è stato plasmato, in buona sostanza, dall’acqua e con l’acqua. L’acqua ha proprietà incredibili. È l’unico elemento presente sulla nostra Terra nello [\I\W TQY]QLW [WTQLW M OI[[W[W# VWV PI ]VI sua forma (almeno alla scala umana) e è incomprimibile. Non sollecita i nostri sensi, ma è indispensabile alla vita. La sua struttura molecolare è semplice, ma le sue particolarità sono molto complesse e non ancora del tutto capite. 1T VW[\ZW XQIVM\I [Q KPQIUI <MZZI UI I ZQOWZM dovrebbe chiamarsi Acqua: questa molecola, infatti, è quella maggiormente presente. Un pianeta d’acqua, circondato da un’atmosfera piena d’acqua, immerso in un universo dove il ghiaccio è comunissimo. Che cosa muove, dunque, l’acqua sulla terra, qual è il suo motore segreto? È la gravità, oltre a alcune []M KIZI\\MZQ[\QKPM Å[QKPM M KPQUQKPM

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ater moves. But what is its engine? ?PI\ UW^M[ NZWU \PM [MI[ \W \PM clouds and from there to the Earth and then in all directions, until it returns to the sea? And as it moves how does it drag everything else with it? How is it able to carve holes in \PM ZWKS[ JZMIS LW_V UW]V\IQV[ WZ XZM[MZ^M IVL JZMIS LW_V UI\\MZ' 1V M[[MVKM W]Z MV\QZM planet has been shaped, by water and with water. ?I\MZ PI[ IUIbQVO XZWXMZ\QM[ 1\ Q[ \PM WVTa substance present on our Earth in its liquid, [WTQL IVL OI[MW][ [\I\M[ 1\ PI[ VW [PIXM I\ TMI[\ on the human scale) and is uncompressible. 1\ LWM[ VW\ QUXQVOM ]XWV W]Z [MV[M[ J]\ Q[ QVLQ[XMV[IJTM \W TQNM 1\[ UWTMK]TIZ [\Z]K\]ZM is simple, but its properties are very complex and not yet fully understood. Our planet is called Earth, but it should be KITTML ?I\MZ NWZ \PQ[ Q[ \PM UW[\ IJ]VLIV\ molecule on the surface. A planet of water, surrounded by an atmosphere filled with water and immersed in a universe where ice is abundant. ?PI\ \PMZMNWZM UW^M[ _I\MZ WV -IZ\P' ?PI\ Q[ Q\[ [MKZM\ MVOQVM' 1\ Q[ OZI^Q\a QV addition to some of its physical and chemical characteristics.


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È la gravità che ha portato l’acqua a modellare il Friuli Venezia Giulia, questo “piccolo compendio dell’universo” che offre, come scrisse Ippolito Nievo, un esempio, distribuito in pochi chilometri quadrati, delle maggiori trasformazioni della crosta terrestre, quindi del paesaggio terrestre. Eyvind Johnson nel capolavoro che gli valse il Nobel per la letteratura nel 1974 (Hans nådes tid, traduzione italiana di Andreas Sanesi: Il tempo di sua grazia, Iperborea) ha immaginato il Friuli come la grande impronta di un gigante o un dio pagano con più di dieci dita che avesse “modellato il paesaggio premendo con tanta forza la mano, in un attimo di giocosità, di collera o di distrazione, nell’argilla tenera o nella sabbia bagnata, da spingere il fondo di roccia sottostante verso il cielo. L’impronta del suo palmo divenne una piana con bassi colli, circondata da un semicerchio, una corona di monti” e poi gli artigli o le unghie del gigante “avevano lacerato il suolo come un rozzo respiro, un erpice LQ LQ\I IXZMVLW^Q OTQ IT^MQ XMZ QT TIZOW M ZIUQÅKI\W Å]UM <IOTQIUMV\W KPM XMZ Y]M[\W [Q OM\\I QV UIZM in numerosi solchi”. Il potente paragone dello scrittore svedese riporta alle suggestioni della poesia longobarda e a quella mitica e tremenda tempesta del 775, che da origine allo splendido libro e che ebbe grandi effetti

It is gravity that has led water to shape the Region of Friuli Venezia Giulia, this “small compendium of the Universe” which, as Ippolito Nievo wrote, provides an example of the major transformations of the Earth’s crust, distributed across just a few square kilometres, and thus of the landscape of the Earth itself. Eyvind Johnson, in his masterpiece Hans nådes tid, (“The Days of His Grace” in Elspeth Harley Schubert’s English Translation) that was decisive in winning him the Nobel Prize for Literature in 1974, imagined Friuli as the great footprint of a giant or pagan god with UWZM \PIV \MV ÅVOMZ[ _PW PIL “moulded the landscape by pressing his hand in soft clay or in wet sand with such force in a moment of playfulness, anger or distraction, pushing the underlying rock up into the sky. <PM XITU XZQV\ JMKIUM I XTIQV _Q\P TW_ PQTT[ surrounded by a semicircle, a crown of mountains”, and then the giant’s claws or nails “had lacerated the ground like a rough breath, a harrow WN ÅVOMZ[ WXMVQVO ]X \PM [\ZMIUJML[ WN \PM JZWIL JZIVKPML <IOTQIUMV\W ZQ^MZ _PQKP \P][ MV\MZ[ \PM [MI in a host of channels.” The powerful comparison of the Swedish writer draws on the suggestions of Longobard poetry and the tremendous, mythical storm of 775 A.D., that gave rise to the splendid book and which had great effects

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che l’origine del mondo fosse nella separazione delle “acque cosmiche” che alla ÅVM LMT TWZW ^IOIZM XWZ\I[[MZW []TTI \MZZI TI KWVW[KMVbI ]VQ^MZ[ITM M QT [WNÅW OMVMZI\WZM di vita. Nella loro lingua “jna” e “jan”. E la consonante “n”, “na”, simbolo del moto tortuoso diede vita alla radice della parola che significa acqua. Unendo a questa lo splendore, la brillantezza, espressa dalla radice “di“ si sviluppò “nadi”, il fiume... (come il Natisone). Il popolo indoeuropeo che abitò la terra che oggi chiamiamo Friuli Venezia Giulia era quello dei veneti, “venidha”, cioè coloro i quali sono posti (“dha”) in un intreccio (“Ve”) di acque correnti (“ni”). E il territorio tra le Alpi e la Laguna che poi sfumava nel UIZM ZQKKW LQ Å]UQ \WZZMV\Q [WZOMV\Q XWbbM laghi è proprio un intreccio di acque. Lo è, in effetti, come tutto il territorio considerato dagli storici e dagli archeologi abitato dai veneti (che i greci chiamavano Enetoi), dalla Pannonia alle coste istriane. E se così è, l’origine del nome Venezia si rivela molto affascinante...

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world was in the separation of “cosmic waters” that, at the end of their wanderings, brought universal knowledge and the life-generating breath to the Earth; in their language “ jna” and “ jan”. And the consonant “n”, “na”, a symbol for tortuous motion, gave rise to the root of the word meaning water. Combining this splendour, the brilliance, expressed by the root “di” we get “nadi”, the river ... (such as the Natisone). The Indo-European people who lived in the land today called Friuli Venezia Giulia were “Veneti”, “venidha”, that is, those who are placed (“dha”) in a lattice (“Ve”) of running waters (“ni”). And the area between the Alps and the Lagoon which then gradually gave way to the sea, rich in rivers, torrents, pools and lakes is just that, a lattice of waters. Indeed, it is like all the areas considered by historians and archaeologists as being inhabited by the Veneti (whom the Greeks called Enetoi), from Pannonia to the the coasts of Istria. And if so, the origin of the name Venice is, itself, absolutely fascinating... Waters coming from the sky, which gush from the earth, which are then swallowed into the darkness of the abyss (literally bottomless), which f low through the fractures in the mountains, digging out the plains before becoming blurred in the darkness of the abyss


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Acque che arrivano dal cielo, che scaturiscono dalla terra, che da questa vengono inghiottite nel buio degli abissi (etimologicamente senza fondo), che scorrono nelle fratture delle montagne, che si scavano le pianure che si confondono nel pelago (le lagune con sacche) e poi si mescolano nel mare (da amara: non dolce). Fiumi che trasportano cose e uomini, torrenti, ruscelli, rii che indicano percorsi e delimitano territori, che irrigano e dissetano, che forniscono cibo, ma portano anche morte e distruzione. Fonti e sorgenti che mettono in comunicazione con il sacro, acque che riportano all’origine... Dall’acqua nascono i miti e le leggende fondanti della nostra antica cultura che anch’essi si trasformano e si adeguano ai tempi e alle sensibilità subentranti. La parola [WZOMV\M PI QT [QOVQÅKI\W [QI LQ WZQOQVM KPM di rinnovamento, apparizione benefica. Sorge il sole dalle tenebre della notte, come l’acqua scaturisce dal profondo della terra. 4I [WZOMV\M X]ZQÅKI M JI\\MbbI KQWv [MOVI (preenta in friulano), fa vivere e rivivere. Come la fonte di Trava, casa delle aguane che faceva resuscitare i bimbi nati morti per il tempo sufficiente affinché ricevessero il battesimo cristiano, la croce d’acqua. Torniamo in questo “piccolo compendio

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(the pélagos in Greek - the lagoons with deeper spots) and then blend into marine waters (from “mare”, the Latin for “sea”, from which amare, Italian for “bitter”: not sweet). Rivers that carry things and people, torrents, streams, brooks that indicate routes and delimit territories, they irrigate and refresh; that provide food but also bring about death and destruction. Springs and sources that communicate with the sacred, waters that lead to the origin... From the water are born the myths and founding legends of our ancient culture, which also transform and adapt to the times and latest sensibilities. The word spring contains the meaning of both “origin” and “renewal” as _MTT I[ ¹JMVMÅKQIT IXXIZQ\QWVº <PM []V ZQ[M[ or springs from the darkness of the night, as the water springs from the depths of the Earth. <PM [W]ZKM X]ZQÅM[ IVL JIX\QbM[ \PI\ Q[ \W [Ia marks, makes live and revives. Like the Trava spring, home of the aguane, proto-friulan female spirits who resuscitated stillborn children for just enough time for them to receive a Christian baptism, the crucifix of water. Let’s go back to this “little compendium of the Universe”, Friuli Venezia Giulia. In this area, all things considered a tiny place, there is an amazing variety of environments. Especially water. Lots of water. Each year


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L’anima del Tagliamento The soul of the Tagliamento

L’anima del Tagliamento

The soul of the Tagliamento

rendete un tiglio, piantatelo nell’Adriatico, poi adagiate il suo tronco nella pianura, appoggiate la sua chioma sui monti. Ora premete forte aff inché imprima la sua impronta sulla terra. Aspettate che acque cristalline riempiano i solchi: ecco il <IOTQIUMV\W QT Å]UM KPM UIZKI QT ¹XQKKWTW KWUXMVLQW LMTT¼]VQ^MZ[Wº Ð ]V KI[W KPM il suo nome prenda forma da una radice indoeuropea “tiliaº KPM QVLQKI QT \QOTQW l’albero sacro agli antichi popoli aquileiensi? Il Tagliamento attraversa e segna il Friuli, cuore e arterie che non dividono, ma uniscono facendo scorrere lo stesso sangue che contiene Alpe e Adria, che bagna est e ovest, nord e []L .Q]UM IZ\MZQI KQWv [\ZILI )V\QKPQ[[QUI per i popoli, via delle migrazioni per animali e piante. Acqua che scorre tumultuosa e potente quando le piogge imperversano nel bacino montano. Acqua che bagna a malapena i sassi nella stagione asciutta e fa del Tagliamento ¹]V Å]UM NIV\I[UI º Di ca e di là dall’aga /aghe: TI TQVO]I v TI [\M[[I anche se mostra le trasformazioni dei secoli e delle vicissitudini storiche. Echi concentrici di LM[QVMVbM NMUUQVQTQ KWV TI ¹7º LMTTI +IZVQI esterna e della Valcellina (Cjaso, ago) che

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ake a linden tree, plant it in the Adriatic, then lay down its trunk across the plain, with its canopy on the mountains. Now press down on it hard to to leave its imprint in the ground. Wait for crystalline waters \W ÅTT \PM OZWW^M[ IVL voilà, you have the Tagliamento, the river that marks the “small KWUXMVLQ]U WN \PM ]VQ^MZ[Mº 1[ Q\ UMZMTa I coincindence that its name is derived from an indoeuropean root, “tiliaº _PQKP QVLQKI\M[ the linden or lime tree, the tree sacred to the ancient peoples of Aquileia? The Tagliamento crosses and marks Friuli, a heart and arteries that do not divide but unite by transporting the same blood that links the Alps and Adriatic, that bathes east and west, north and south. An arterial river, that is to say a route and a very ancient one at that for peoples as well as animal and plant UQOZI\QWV[ ?I\MZ[ \PI\ ÆW_ \]U]T\]W][ and powerful, when rains lash down on its mountain catchment. Waters that barely wet the rocks in the dry season and render \PM <IOTQIUMV\W ¹I OPW[\ ZQ^MZ º Di ca e di là dall’aga/aghe (“This side or that side of the water” in Friulano) the language is the same, even if it exhibits the transformations of centuries and historical vicissitudes. Concentric echoes

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I colori dell’acqua The colour of water

I colori dell’acqua

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a bambina è seduta sulla riva del Tagliamento. Immerge una mano, la solleva sopra la testa e la lascia gocciolare. Poi con le mani forma una coppa e raccoglie T¼IKY]I W[[MZ^IVLWTI UMV\ZM \WZVI IT Å]UM tra le sue dita. Vede i sassi che si bagnano, TM V]^WTM KPM [Q ZQÆM\\WVW Q OQWKPQ LMQ ZQÆM[[Q LMT [WTM []TTI KWZZMV\M /]IZLI M XMV[I 8WQ KPQMLM" ¹XIXo LQ KPM KWTWZM v T¼IKY]I'º 1T XILZM PI ]V¼M[Q\IbQWVM ¹Ð LMT KWTWZM LMQ \]WQ WKKPQº ZQ[XWVLM ITTI ÅVM [WZZQLMVLW soddisfatto della battuta. La bambina annuisce perplessa, ma non è convinta. “Non scherzare, papà, di che colore è T¼IKY]I'º ¹4¼IKY]I v \ZI[XIZMV\M VWV PI KWTWZM ;Q vede attraverso” “Ma allora, papà, perché non vedo quello KPM K¼v [W\\W LW^M T¼IKY]I v XQ IT\I' - perché il mare non fa vedere il fondo?” Il padre si fa serio, cerca nelle sue reminescenze scolastiche una risposta convincente. ¹8MZKPu QV ZMIT\o T¼IKY]I VWV v [WTI XWZ\I tante piccole particelle che la fanno sembrare colorata, che la rendono più densa e più ce ne sono meno lascia passare la luce, quindi

The colour of water

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he little girl is sitting on the shore of the river Tagliamento. She dips a hand in and raises it over her head, letting it drip. Then with her hands she forms a cup and collects the water, looking at it as it returns \W \PM ZQ^MZ JM\_MMV PMZ ÅVOMZ[ ;PM [MM[ \PM pebbles as they are wetted, the clouds as they IZM ZMN TMK\ML IVL \PM XI\\MZV[ WN \PM ;]V¼[ ref lections on the current. She looks and ZMÆMK\[ <PMV [PM I[S[" ¹,IL' ¹?PI\ KWTW]Z Q[ _I\MZ'º 0MZ NI\PMZ PM[Q\I\M[ ¹1\¼[ \PM KWTW]Z WN aW]Z MaM[ º PM ZMXTQM[ ÅVITTa [UQTQVO _Q\P satisfaction at the quip. The little girl nods, perplexed, but she is not convinced. ¹,WV¼\ RWSM LIL _PI\ KWTW]Z Q[ _I\MZ'º “Water is transparent, it has no colour. You can see through it”. ¹?MTT \PMV LIL _Pa KIV¼\ [MM _PI\¼[ \PMZM ]VLMZ _I\MZ _PMZM Q\[ LMMXMZ' )VL _Pa KIV¼\ aW] [MM _PI\¼[ I\ \PM JW\\WU WN \PM [MI'º Her father looks serious, seeking a convincing answer from his school memories. “Because water is not really that alone, it carries so many small particles that make it seem colourful, making it denser and the more of this there is, the less light it lets pass IVL [W \PMZMNWZM aW] KIV¼\ [MM \PZW]OP Q\

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