Calendario Foce Isonzo 2018

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Riserva Naturale

Il fascino dei canneti C A L E N D A R I O In sincronia con il vento e le onde, il canneto rende evidente il movimento delle zone umide, quasi un brivido che scuote questa terra di frontiera e commistione. Phragmites e Scirpus celano, nutrono, proteggono e cullano innumerevoli forme di vita. Dalle canne si dispiegano ali, vibrano canti e si schiudono uova. La stessa protezione è ricercata anche dall’uomo che utilizzava il canneto per costruire casoni e ricavare strame per le stalle. Il canneto filtra, sopisce, custodisce emozioni e suggestioni. Non grida e esibisce, ma suggerisce e accenna. Un fiume e una laguna senza canneto sono come un’emozione senza vibrazioni. Umberto Sarcinelli

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C A L E N D A R

In synchrony with the wind and the waves, the reedbed makes the movement of the wetlands clear, almost a shiver that shakes this land of frontier and transition. Phragmites and Scirpus conceive, nourish, protect and endow innumerable forms of life. From the reeds spread wings, songs vibrate, and eggs hatch. The same protection is also sought by humankind who used to use the reeds to build casoni, the local wetand dwellings and to obtain litter for cow-barns. The reeds filter, soothe and care for emotions and suggestions. It does not shout or show off but suggests at and hints. A river and a lagoon without a reedbed are like a emotion without vibrations.

Il comune di Staranzano è capofila referente dell’organo gestore della riserva naturale Foce dell’Isonzo, con i comuni di: Fiumicello, Grado, San Canzian d’Isonzo.


ph. Elena Perco

Fabio Perco Naturalista, direttore della Sbic (Stazione Biologica Isola della Cona - RNFI); zoologo di fama internazionale, ha ideato e avviato importanti piani faunistico-ambientali (comprese varie “reintroduzioni”: cicogna bianca, grifone, oca grigia ecc.) l’isitituzione di aree protette ed il restauro naturlaistico di zone degradate, in Italia e all’estero. è autore di diversi libri e pubblicazioni di argomento scientifico e di divulgazione.

Naturalist , director of the SBIC (the Isola della Cona Biological Station) and an zoologist of international renown, he has conceived and initiated important fauna and environmental projects (including various “reintroduction” schemes including white stork, griffon vulture, greylag goose etc.), the creation of protected sites and the restoration to nature of degraded areas both in Italy and abroad . He is also the author of several educational and scientific books.

Fabio Perco fabio.perco@gmail.com Stazione Biologica Isola Cona (RNFI) Staranzano (GO)

Referenze fotografiche: Silvano Candotto Bruno Dentesani Fabio Perco Umberto Sarcinelli Margitta Shuff Thomann Foto di copertina di Bruno Dentesani

Pensare ai “canneti”, in termini generici, equivale spesso ad avere in mente le aree palustri nel loro complesso, ormai popolarmente denominate, con un neologismo “riparatore”: zone umide. Ma esistono in realtà vari tipi diversi di canneto, a seconda delle specie vegetali che lo compongono. In generale tutti sono caratterizzati dal fatto di prosperare su suoli da costantemente allagati da acque basse, a fradici, anche con brevi periodi di prosciugamento estivo. Ed anche le zone prive di vegetazione, oggi dominanti per superficie, come le distese d’acqua poco profonda, così caratteristiche delle aree costiere e lagunari, contribuiscono, tra un canneto e l’altro, ad aumentare la biodiversità e la ricchezza specifica complessiva di queste affascinanti territori, traboccanti di vita. Se ci si limita tuttavia alle aree dominate dalla Cannuccia palustre o di palude (Phragmites australis), che prospera dove abbonda l’acqua dolce o debolmente salmastra ( come avviene alle foci dei corsi d’acqua), i principali canneti del FVG sono, da est verso ovest: quello del Lisert, presso la foce del Timavo, la Cona (nei ripristini arginati, specialmente quello visibile dalla Marinetta), l’area di foce dell’Isonzo, piccole aree residue in qualche “valle” lagunare o allo sbocco in laguna

di corsi d’acqua secondari ed infine la grande estensione, misurabile in centinaia di ettari, alla foce del fiume di risorgiva Stella, presso Marano lagunare. Canneti composti e talora dominati da altre specie vegetali, alcune delle quali anche tolleranti un certo limitato grado di salinità si trovano spesso ai margini delle formazioni citate o altrove, in formazioni più o meno dense ed estese a seconda dei parametri fisico – chimici del sito. Diverse sono quindi le specie vegetali che compongono i canneti in senso generale e tra queste ricordiamo in particolare, oltre alla citata Cannuccia (largamente utilizzata, specie in passato, anche per numerosi manufatti tipici dell’ambiente lagunare), le due tife (Typha latifolia e T. angustifolia) e il caratteristico Bolboschoenus (un tempo meglio noto col nome di Scirpus) maritimus. Una pianta quest’ultima di cui si faceva largo uso per varie forme di impagliatura in passato (citata come tale già in epoche remote) che colonizza le aree ripariali salmastre e che, grazie alle infiorescenze ed ai ben sviluppati apparati radicali, rappresenta una notevole risorsa per vari anatidi, specialmente in migrazione o in transito. Altre specie che alla Foce dell’Isonzo costituiscono varie forme di “canneto” sono: Schoenoplectus tabernaemontani, Sparganium erectum e Cladium

mariscus. Parecchie specie animali sono strettamente adattate ai canneti e, a seconda dei casi, da questi (o in questi), trovano rifugio, cibo e opportunità di riproduzione. Tra le tante specie, molte ed anche notevoli per dimensioni, varietà del piumaggio o rarità sono comprese nella classe degli uccelli. Un caso particolare e di speciale interesse naturalistico è tuttavia rappresentato da una rarissima specie di cavalletta (o grillo, a seconda dei punti di vista): la Zeuneriana marmorata. Un Ortottero inizialmente ritenuto estinto, poi esclusivo di poche aree assai circoscritte dell’alto Adriatico o adiacenti dove era stato riscoperto, tra le quali spiccano la grande torbiera di Lubiana e ciò che rimane dei canneti del Lisert. Di recente, grazie allo sforzo di un gruppo internazionale di esperti, questa specie rarissima e minacciata è stata tuttavia localizzata con successo anche in vari siti della laguna del FVG: in particolare alla foce dell’Isonzo - nella zona di Punta Spigolo e nella vasta area, detta appunto, del “Canèo” -, a Marano ed altrove.

Thinking of “reedbeds” in generic terms one often thinks of areas more commonly called “marshlands” and now bearing the “reparatory” neologism of “wetlands”. But there are actually many different varieties of “reedbed”, depending on the plant species that go to make it up and even areas without vegetation, now dominant in terms of the surface areas they occupy, such as expanses of shallow water, so characteristic of the coastal and lagoon areas and that contribute to increasing the biodiversity and overall total specific wealth of these fascinating areas, overflowing with life. If, however, we limit ourselves to areas dominated by the Common Reed (Phragmites australis), which thrives where fresh water abounds (and all the better if not conditioned by tides, as is the case at river-mouths), the main reedbeds in the Region Friuli Venezia Giulia are, from east to west: Lisert, at the mouth of the Timavo, Isola della Cona (in the flooded and embanked areas, especially the one visible from the Marinetta hide), the mouth of the River Isonzo, small residual areas in some lagoon fishponds or at the mouths of the main rivers entering the lagoon, and, finally, the great extension, covering hundreds of hectares, at the mouth

of the spring-fed River Stella, at Marano Lagunare. Reedbed consisting of and sometimes dominated by other plant species, some of which are also tolerant to varying degrees of salinity, are often found at the edges of the above-mentioned formations or elsewhere, in more or less dense and extensive beds and depending on the physical and chemical parameters present at the site. Some of the species present in particular, in addition to the mentioned Common Reed (and also widely used, especially in years gone by in many constructions typical of the lagoon environment) are the two reedmaces (Typha latifolia and T. angustifolia) and the characteristic Sea Clubrush (Bolboschoenus (formerly Scirpus) maritimus) which was widely used for various types of basketry (and already mentioned as such in the distant past) that colonizes brackish riverside areas and which, with its inflorescences and well-developed root-system, represents an important resource for a range of water-birds especially on migration or in transit. A rapid list for the Isonzo rivermouth, in addition to the aforementioned species and to limit ourselves to the most notable plants includes the following: Branched Bur-reed Sparganium erectum, Sawsedge Cladium mariscus, Common Spike-rush Eleocharis palustris and

Upright Sedge Carex elata. Several animal species are strictly associated with reedbeds and, as depending on which one, from these (or in these) find shelter, food and breeding opportunities and include many species of birds with a great variety of sizes and plumages , some of them rare. However, one special case of great natural history interest is represented by a rare species of grasshopper (or bush-cricket, depending on the point of view), the Adriatic Marbled Cricket Zeuneriana marmorata. This Orthopteran was initially considered to be exclusive to a few narrowly defined areas of the upper Adriatic or adjoining ones, including the great peatland close to Ljubljana in Slovenia, Ljubljansko Barje and what remains of the Lisert reedbeds. Recently, as a result of the efforts of an international group experts, this very rare and threatened species has also been found in various locations around the lagoon of Grado and Marano, particularly at the mouth of the Isonzo in the vast area called “Canèo”, at Marano and elsewhere.

Comune di Staranzano Servizio Gestione Riserva Piazza Dante Alighieri 26 34079 Staranzano www.riservafoceisonzo.it

Il comune di Staranzano è capofila referente dell’organo gestore della riserva naturale Foce dell’Isonzo, insieme ai comuni di: Fiumicello, Grado, San Canzian d’Isonzo.

Imposta di pubblicità a carico di chi lo espone al pubblico (D.P.R. n. 639 del 26/10/1972)

un mondo da scoprire

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Airone bianco - ph. Bruno Dentesani

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Numerose osservazioni di aironi bianchi (Casmerodius albus) dotati di anelli recanti un codice di identificazione confermano la provenienza dai vasti canneti dell’Europa centrale, dove questi voluminosi ed appariscenti uccelli, un tempo alquanto rari in Italia, si riproducono numerosi.

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The many observations of Great White Egrets (Casmerodius albus) with rings bearing an identification code confirm their origins in the large reedbeds of central Europe, where these sizeable and striking birds, still quite rare in Italy, breed in large numbers.

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febbraio february

Il Tarabuso (Botaurus stellaris) è tra le specie più caratteristiche dei canneti, all’interno dei quali si mimetizza perfettamente grazie alle particolari tinte del piumaggio. Quando il becco è proteso verso l’alto l’uccello in realtà osserva ciò che avviene di fronte o addirittura in basso, grazie alla peculiare posizione degli occhi.

The Great Bittern (Botaurus stellaris) is one of the most characteristic species of reedbeds, within which, with its unusually-coloured plumage, it is perfectly camouflaged. Even when its beak is pointed skywards, the bird can actually observe what is happening in front of or below it because of the peculiar position of its eyes.

Tarabusto - ph. Bruno Dentesani

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Solo da pochi anni l’Italia, ma specialmente le zone umide del nord-Adriatico, sono state colonizzate e letteralmente “invase” dal Marangone minore (Phalacrocorax pygmeus), con soggetti provenienti in prevalenza dai Balcani. Si tratta di una specie simile al Cormorano, ma di dimensioni assai più ridotte e, a quanto pare, assai adattabile a diversi ambienti, canneti inclusi.

It is only over the last few years that Italy, but especially the wetlands of the Northern Adriatic, have been colonized and literally “ invaded” by the Pygmy Cormorant (Phalacrocorax pygmeus), with birds coming mainly from the Balkans. This is a species similar to the Great Cormorant, but much smaller in size and seemingly highly adaptable to a wide range of environments, including reedbeds.

Marangone minore - ph. Margitta Shuff Thomann

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aprile april

L’airone rosso (Ardea purpurea), presente in Italia solo nella bella stagione, si riproduce tipicamente nei fitti canneti, spesso dominati dalla Cannuccia palustre (Phragmites australis), dove costruisce nidi precari e talora voluminosi, spesso posti a poca distanza l’uno dall’altro. Circostanza che può favorire le interazioni e le scaramucce tra inquilini di territori tra loro confinanti.

The Purple Heron (Ardea purpurea), only present in Italy in the summer months, typically breeds in dense reedbeds, often dominated by the Common Reed (Phragmites australis), where it builds its precarious and sometimes voluminous nests, often in close proximity to others of the same species, a situation that favours interactions and quarrels with the tenants of neighbouring territories.

Airone rosso - ph. Margitta Shuff Thomann

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Totano Moro - ph. Umberto Sarcinelli

Il caratteristico Totano moro (Tringa erythropus), che nel periodo riproduttivo assume l’inconfondibile piumaggio scuro, transita numeroso nelle zone umide mediterranee, dove frequenta le aree palustri poco profonde, talora frastagliate da radi canneti. Sebbene non si riproduca in Italia non sono rare le osservazioni di soggetti in abito nuziale.

The highly-recognizable Spotted Redshank (Tringa erythropus), which, during the breeding season assumes its unmistakable dark plumage, passes through Mediterranean wetlands in large numbers where it frequents shallow wetland sites sometimes including sparse reedbeds. Although it does not breed in Italy, observations of birds in breeding plumage are not unusual.

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Sgarza del ciuffo - ph. Fabio Perco

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Una bella, ma non frequentissima, specie di airone, presente nelle nostre zone umide da primavera a fine estate, è la Sgarza, detta anche Sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides). Come parecchie altre specie di piante ed animali tipici delle nostre zone anche questa è stata descritta ed identificata per la scienza, per primo, dal famoso naturalista trentino G.A. Scopoli, in un suo articolo datato 1769.

The Squacco Heron (Ardeola ralloides) is a beautiful but not very frequent species of heron, present in our wetlands from spring to late summer. Like many other species of plants and animals typical of our area, this was also first described and identified for science by the famous naturalist G.A. Scopoli from Trentino, in his article dated 1769.

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Bassettino - ph. Bruno Dentesani

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Il “minuscolo e sfuggente” Basettino (Panurus biarmicus) era stato a suo tempo scelto quale simbolo dell’Oasi avifaunistica (oggi Riserva Naturale) di Marano lagunare, alla foce del fiume Stella, proprio in considerazione dello strettissimo legame tra questa specie e i vasti canneti che là si trovano, e dove anche nidifica relativamente numeroso.

The “tiny and elusive” Bearded Tit (Panurus biarmicus) was chosen at its founding as a symbol of the bird refuge (and today Natural Reserve) at the mouth of the river Stella near Marano Lagunare, given the very close connection between this species and the vast reedbeds that are found there and where it nests quite commonly.

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Voltolino - ph. Silvano Condotto

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Tra le specie di piccole dimensioni tipiche dei canneti e di cui, di conseguenza, è più difficile avvertire la presenza, molto tipico è il Voltolino (Porzana porzana). Si tratta infatti di un migratore la cui abbondanza, a causa della elusività, rimane assai difficile da valutare: è presente nelle nostre aree prevalentemente nei periodi tra marzo e aprile (o maggio) e agosto - ottobre.

One small species typical of reedbeds and which, therefore, it is rather difficult observe, is the Spotted Crake (Porzana porzana). It is in fact a migrant whose abundance remains very difficult to evaluate due to elusiveness and is present in our area mainly in March and April (or May) and again in August through to October.

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settembre september Falco di palude - ph. Bruno Dentesani

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Il Falco di palude (Circus aeruginosus) è così popolarmente chiamato, sebbene a rigore sia assai diverso dai “falchi” veri e propri (fam. Falconidae), essendo piuttosto simile alle cosiddette albanelle. Il suo habitat elettivo di caccia e riproduzione (in quest’ultimo caso a terra e nel folto della vegetazione palustre circondata da acqua) è rappresentato proprio dal canneto e perciò la distribuzione e l’abbondanza della specie, eccezion fatta per i periodi di migrazione o svernamento, è in genere limitata, anche in rapporto alla disponibilità di possibili prede.

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In Italian the common name of the Marsh Harrier (Circus aeruginosus) is the “Marsh Falcon” although it is very different from the Falconidae and quite similar to the so-called albanelle – the Italian generic name for harriers. Its chosen habitat for hunting and breeding (in the latter case on the ground in thick marshy vegetation surrounded by water) is best represented by reedbeds and thus, except for migration periods or during the winter, the distribution and abundance of the species is generally limited by the availability of this habitat as well as in relation to the availability of potential prey. Il comune di Staranzano è capofila referente dell’organo gestore della riser va naturale Foce dell’Isonzo, insieme ai comuni di: Fiumicello, Grado, San Canzian d’Isonzo.

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Il mimetico e minutissimo Usignolo di fiume (Cettia cetti) non ha in realtà un canto paragonabile per melodia e complessità a quello dell’Usignolo vero e proprio (Luscinia megarhynchos). Tuttavia i suoi gorgheggi sonori e improvvisi, spesso emessi al sopraggiungere di un proprio simile o altra fonte di “disturbo”, che può essere anche rappresentato da esseri umani in transito, sono tra i suoni più caratteristici e sorprendenti tra quelli che si possono udire visitando una zona umida alle nostre latitudini.

Usignolo di fiume - ph. Margitta Shuff Thomann

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The Italian name of the well-camouflaged and tiny Cetti’s Warbler (Cettia cetti) is the “River Nightingale” although does not really have a song comparable in melody and complexity to that of the true Nightingale (Luscinia megarhynchos). However, its sudden and unexpected bursts of song, often emitted following a snatch from another member of the same species or other source of “ disturbance” that may also include passing people, are amongst the most striking and characteristic sounds to be heard when visiting wetland areas around the Mediterranean. Il comune di Staranzano è capofila referente dell’organo gestore della riser va naturale Foce dell’Isonzo, insieme ai comuni di: Fiumicello, Grado, San Canzian d’Isonzo.

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novembre november Oche grigie- ph. Fabio Perco

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Il canneto del Ripristino dell’Isola Cona, qui rappresentato nel periodo invernale, quando gli stormi di oche grigie (Anser anser) ed altri uccelli acquatici sono particolarmente numerosi, possiede in realtà una estensione limitata. Ciononostante ha spesso ospitato varie specie di uccelli nidificanti di una certa rilevanza, tra i quali le stesse oche che, alimentandosi attivamente della cannuccia in crescita, contribuiscono in realtà (assieme ai cavalli) a limitarne la diffusione, mantenendo un paesaggio a “mosaico” vario ed estremamente composito.

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The reedbeds of Isola Cona, seen here in the winter when the flocks of Greylag Geese (Anser anser) and other aquatic birds are particularly numerous, are actually not very extensive. Nevertheless, they have often played an important role for several species of nesting birds of some relevance, including the geese themselves that, actively feeding on the growing reeds, (together with the horses), contribute to limiting the spread of the reeds, thus maintaining an extremely varied and complex landscape mosaic. Il comune di Staranzano è capofila referente dell’organo gestore della riser va naturale Foce dell’Isonzo, insieme ai comuni di: Fiumicello, Grado, San Canzian d’Isonzo.

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dicembre december

Il gelo intenso dei giorni invernali, verso la fine o nei primi mesi dell’anno, consente la formazione di fantastiche forme generate dal ghiaccio galleggiante, che si condensa attorno agli steli delle cannucce di palude (Phragmites australis) emergenti dall’acqua. Come spesso avviene in natura: un’opera d’arte effimera e perciò tanto più affascinante!

The intense freezing of winter days, towards the end of the year or the early months of the New Year see the formation of fantastic shapes generated by the floating ice that condenses around the reed stems emerging from the water. As is often the case in nature this represents an ephemeral artwork and is therefore all the more fascinating!

Ghiaccio nel canneto - ph. Silvano Candotto

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Il comune di Staranzano è capofila referente dell’organo gestore della riser va naturale Foce dell’Isonzo, insieme ai comuni di: Fiumicello, Grado, San Canzian d’Isonzo.

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