Calendario Riserva Foce Isonzo 2019

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una riserva naturale

di meraviglie

www.riservafoceisonzo.it Il comune di Staranzano è capofila referente dell’organo gestore della riserva naturale Foce dell’Isonzo, con i comuni di Fiumicello Villa Vicentina, Grado, San Canzian d’Isonzo.

calendario 2019


Vivere la The original “biodiversity restoration” project, formerly cultivated land and close to the Visitor Centre, was created within the embanked area and covers about 50 ha (125 acres).

Fabio Perco Naturalista, direttore della Sbic (Stazione Biologica Isola della Cona - RNFI); zoologo di fama internazionale, ha ideato e avviato importanti piani faunistico-ambientali (comprese varie “reintroduzioni”: cicogna bianca, grifone, oca grigia ecc.) l’isitituzione di aree protette ed il restauro naturalistico di zone degradate, in Italia e all’estero. È autore di diversi libri e pubblicazioni di argomento scientifico e di divulgazione.

Naturalist , director of the SBIC (the Isola della Cona Biological Station) and an zoologist of international renown, he has conceived and initiated important fauna and environmental projects (including various “reintroduction” schemes including white stork, griffon vulture, greylag goose etc.), the creation of protected sites and the restoration to nature of degraded areas both in Italy and abroad . He is also the author of several educational and scientific books.

Fabio Perco fabio.perco@gmail.com Stazione Biologica Isola Cona (RNFI) Staranzano (GO)

Riserva è una delle tante parole italiane che assumono diversi significati in relazione al contesto in cui vengono adoperate. Riserva vuol dire principalmente accantonare, tenere da parte per un futuro o in caso di necessità. Quando si “manifesta” ha un’accezione di prudenza (mi riservo di accettare). In ogni caso è una preservazione, una conservazione. Un’assicurazione per il futuro. Per questo è stata scelta per designare le aree naturali protette. E la riserva naturale regionale della foce dell’Isonzo, è proprio una “riserva”. Magnifica. Un luogo in cui conservare la biodiversità, preservare ambienti e biotopi, accantonare un mondo per il futuro. Le sue piante, i suoi animali, le sue acque, le sue terre sono un bene assoluto, un’assicurazione per il nostro benessere, un tesoro da custodire e possibilmente incrementare, a favore di tutti: di noi che ne usufruiamo ora e delle generazioni che verranno. È anche un serbatoio di bellezza e di emozioni, di silenzio e contemplazione. Una riserva dello spirito. Impariamo a conoscere questo luogo e agiamo concretamente per preservarlo. Giorno per giorno, mese per mese, questa natura ci accompagna e ci conforta.

A natural reserve of wonders, the word “Riserva” - “Reserve” in English- is one of many Italian words that take on a range of meanings in relation to the context in which they are used. “Reserve” mainly means to place aside, to set aside for a future or in case of need. When used it communicates a sense of prudence (which I reserve the right to accept). In any case it represents a preservation, a conservation. An insurance for the future and for this reason it has been chosen to designate protected natural areas. And the Regional Nature Reserve of the Isonzo River Mouth is really a “reserve”. Magnificent. A place to conserve biodiversity, preserve environments and biotopes, setting aside a world for the future. Its plants, its animals, its waters and its land are an absolute treasure, an insurance for our well-being, a resource to be maintained and, where possible, improved, for the benefit of all, both those of us who use it now and generations to come. It is also a store of beauty and emotions, of silence and contemplation. A “reserve of the spirit”. We should learn to understand this place and act concretely to preserve it. Day by day, month by month, nature accompanies and comforts us.

Umberto Sarcinelli

Umberto Sarcinelli

Breve guida interpretativa per il visitatore. La Riserva Naturale della Foce Isonzo è una delle 5 riserve naturali costiere, istituite dalla Regione FVG nel 1996 con la legge n.42 di quell’anno. Da est ad ovest: Falesie di Duino, Foce Isonzo, Valle Cavanata, Valle Canalnovo e Foce dello Stella. È dunque parte di un insieme di ambienti diversi, con caratteristiche geografiche e di “habitat” che si completano a vicenda. Si tratta di una rete ecologica complessa, le cui sfumature possono facilmente sfuggire al visitatore disattento o impreparato, che magari si aspetterebbe una ripetizione, più o meno riuscita, di un medesimo schema. La Foce Isonzo si caratterizza per due fondamentali aspetti: la grande estensione e l’assenza di aree confinate (circondate da argini, tipo “valle lagunare”) allagate con acqua salmastra, tipiche invece delle valli Cavanata e Canalnovo, e l’intervento di restauro ambientale in zone precedentemente coltivate, periodicamente allagate con un sottile strato di acqua dolce. Si tratta dell’area denominata “Isola della Cona” che, nella sua porzione soggetta a interventi di “rinaturazione”, si estende su una superficie di appena 50 ha, rispetto ai 2350 circa della RN nel suo complesso. L’dea progettuale, completata con gli interventi iniziati nel 2000 e finanziata con un consistente contributo della Unione Europea, era quella di destinare una ridotta porzione di territorio, artificialmente modificata, alla fruizione più intensa da parte dei visitatori umani, svolgendo funzioni didattiche e di impiego del tempo libero, in modo da favorire uno spontaneo processo di riduzione del “disturbo umano” nelle zone meno accessibili. Ha avuto successo. Con il completamento di strutture dedicate all’accoglienza di un pubblico numeroso e in prevalenza poco specializzato, come il Centro Visite, il punto di ristoro, il “museo della papera” ed il percorso anulare schermato, con relativi punti di osservazione, tra i quali il grande “Osservatorio della Marinetta”. È stato così possibile realizzare un traguardo ambizioso, peraltro basato sulla esperienza pluridecennale di altre riserve naturali analoghe esistenti all’estero: consentire a molti di apprezzare un esempio notevole di “biodiversità” e ricchezza di specie senza arrecare un disturbo insostenibile per la fauna selvatica. La richiesta ai visitatori di un piccolo obolo per poter accedere ha poi garantito ai gestori un incasso che, allo stato attuale, è pari ad almeno 4 volte la rendita media di terreni intensivamente coltivati di pari estensione, contributi del Piano di Sviluppo Rurale UE inclusi. In altri termini, un pubblico umano variegato e spesso numericamente dominato da persone non già specializzate nel settore scientifico delle scienze naturali può oggi godere delle notevoli opportunità che l’area attrezzata della Cona offre, acquisendo informazioni ed assistendo a spettacoli (prevalentemente forniti da fauna selvatica) ed a paesaggi altrove rari o comunque riservati a una “èlite” numericamente assai ridotta. Uno schema organizzativo analogo, ma con caratteristiche geografiche ed ecologiche assai diverse esiste anche in Valle Cavanata (dove tuttavia il Centro Visite è limitato a zone periferiche) ma specialmente in Valle Canalnovo, presso Marano lagunare, dove un’intera zona valliva salmastra, adiacente all’abitato, svolge la funzione di “area di decelerazione del disturbo antropico” rispetto all’ampia zona protetta della Foce del fiume Stella, situata in laguna a qualche chilometro di distanza ed accessibile solo con imbarcazioni. Sebbene il successo del progetto nel suo complesso sia innegabile sono parecchi i critici, a volte spietati, che tuttavia giudicano sulla base di conoscenze solo parziali e di ampia sottovalutazione della rilevanza, come “riserva di biodiversità” dell’area protetta nella sua interezza. Tra i fruitori della Riserva spiccano, sotto questo profilo, alcuni tra i più accaniti “fotografi di natura” (che ignorano o sono poco interessanti alla fauna numerosa ma “distante”) e non pochi “generici”. Questi ultimi tendono infatti a scambiare la parte (Cona) per il tutto (Foce Isonzo, “marine” e zona fluviale nel suo complesso), dove non mettono praticamente piede perché “scomodo” e “troppo difficile da capire”. Ma la conoscenza della Riserva per costoro, anche se benintenzionati ed in perfetta buona fede, può essere paragonata alla differenza esistente tra la musica pop e quella classica. Difficile capire ed apprezzare veramente quest’ultima senza un minimo di apprendistato, studio e preparazione!

Progetto Cona di FP

Prima del ripristino

A brief interpretive guide for the visitor. The Isonzo Rivermouth Nature Reserve is one of the 5 coastal nature reserves established by the Region Friuli Venezia Giulia in 1996 via the law n. 42/1996. From east to west we encounter the Duino Cliffs, Isonzo Rivermouth, Valle Cavanata, Valle Canalnovo and the Mouth of the River Stella. It is therefore part of a group of different environments, with geographical features and “habitats” that complement each other. It is a complex ecological network, whose nuances can easily escape the inattentive or unprepared visitor, who might expect a more or less successful repetition of the same kind of site. The Isonzo Rivermouth is characterized by two fundamental aspects: its great size and an absence of confined areas (surrounded by embankments like those of a “lagoon” valle or fishpond system) flooded with brackish water, typical however of the Cavanata and Canalnovo valli and the intervention of environmental restoration in previously cultivated areas, periodically flooded with a shallow layer of fresh water. This is the area called “Isola della Cona” which, in the part of it subject to “renaturalization”, covers just ​​ 50 ha (about 125 acres), compared to about 2350 ha (5,800 acres) of the nature reserve as a whole. The project plan, completed with the works undertaken in 2000 and financed with a substantial contribution from the European Union, was to allocate a limited part of the area, artificially modified, to more intense use by human visitors engaged in educational activities or leisure so as to encourage a spontaneous process of reducing the “human disturbance” in the less accessible areas. The idea was successful. With the completion of facilities dedicated to the reception of a large and mostly inexperienced public, such as the Visitor Centre, the refreshment point, the “duck museum” and the screened circular path with various observation points that include the large “Marinetta Observatory”, it was thus possible to achieve an ambitious goal, moreover based on decades of experience of other similar nature reserves abroad, in allowing many people to appreciate a notable example of “biodiversity” and species richness without causing unsustainable disturbance to the wildlife . Asking the visitors for a small fee to be able to access the site then guaranteed a level of finance that, at present, is at least 4 times the average rent for an intensively cultivated area of land of similar size, contributions from the EU Rural Development Plan included. In other words, a varied human “audience”, often largely made up of people not already specialized in the scientific field of the natural sciences, can now enjoy the considerable opportunities that the Cona area offers, acquiring information and watching spectacles (mainly provided by the wildlife) and landscapes that are rare elsewhere or otherwise reserved for a numerically very small “elite”. A similar organizational scheme, but with very different geographical and ecological characteristics, also exists at Valle Cavanata (where, however, the Visitor Centre is limited to outlying areas) but especially in Valle Canalnovo, near the Marano lagoon, where an entire brackish valley area, adjacent to inhabited area acts as an “human disturbance deceleration area” for the large protected area at the ​​ mouth of the River Stella, located in the lagoon a few kilometres away and accessible only by boat. Although the success of the project as a whole is undeniable, there are several critics, sometimes ruthless, but they make their judgements on the basis of only partial knowledge and a great underestimation of its relevance, as a “biodiversity reserve” of the protected area in its entirety. Of note among the users of the Reserve in this regard are some of the most avid “nature photographers” (who ignore or are not very interested in numerous but “distant” fauna) as well as a few “generic” visitors. In fact, the latter tend to confuse the part (Cona) for the whole (the Isonzo rivermouth together with the “marine” and river areas), where they barely set foot because it is “inconvenient” and “too difficult to understand”. But the knowledge of the Reserve for them, even if well-intentioned and in perfectly good faith, can be compared to the difference between pop and classical music, it being difficult to understand and really appreciate the latter without a minimum of apprenticeship, study and preparation! Fabio Perco

Fabio Perco

Referenze fotografiche:

Foto di copertina Marco Gon Claudia Bazzeo Mario Buda Silvano Candotto Ranieri Cleri Marco Gon Paolo Pagarin Mauro Valeri

NOTA: Una sesta Riserva Naturale in zona lagunare è stata da poco istituita: Valle Grottari e Vulcan, approvata dalla Regione FVG con la LR 12/2018. Alcune decine di ettari occupate prevalentemente da canneto in zona arginata, che ospita un importante sito di nidificazione per molte specie avifaunistiche anche di rilevanza comunitaria.

Imposta di pubblicità a carico di chi lo espone al pubblico (D.P.R. n. 639 del 26/10/1972)

Progetto originale di "ripristino della biodiversità", poi realizzato nelle aree arginate, coltivate in precedenza, prossime al Centro Visite, per una superficie totale di circa 50 ha.

Dopo il ripristino

Note: A sixt Nature Reserve has been recently approvedwithin the lagoon by the Region FVG: Valle Grot\tari e Vulcan, with the r.l. n. 12/2018. It consists of a few tens hectars of embanked area, for the majority covered by a reedbed. The area holds a relevant breeding site for many bird species, including some of communitarian relevance.

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Comune di Staranzano Piazza Dante Alighieri, 26 34079 Staranzano Comune di Fiumicello Villa Vicentina

Città di GRADO

Comune di San Canzian d’Isonzo

Il comune di Staranzano è capofila referente dell’Organo Gestore della Riserva Naturale Foce dell’Isonzo, insieme ai comuni di Fiumicello Villa Vicentina, Grado, San Canzian d’Isonzo.

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© 2019 Tiglio Edizioni Riproduzione vietata senza il consenso degli autori e dell’editore


gennaio

Le Oche Grigie (Anser anser), impropriamente da molti definite “selvatiche” in lingua italiana”, con lo sfondo delle Alpi giulie innevate. Un insolito ed affascinante panorama che tuttavia in inverno non è raro osservare visitando la Riserva naturale. Greylag Geese (Anser anser), often erroneously called “wild geese” by many in Italian, set against the background of a snowy Julian Alps. An unusual and fascinating panorama which, however, is not a rare sight when visiting the reserve during the winter months.

January

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febbraio

Il ritorno delle Gru dalle zone di svernamento da pochi anni interessa, con numeri ogni anno in aumento, anche l’Italia. Alla Foce Isonzo e più in generale nel FVG il periodo privilegiato per assistere a questa notevole migrazione pre-riproduttiva è quello attorno all’otto marzo… quasi un segno augurale per meglio celebrare la festa della Donna!

February

The return of Common Cranes from their wintering areas has become a regular feature in recent years, with numbers increasing annually in Italy as well. At the Foce Isonzo and more generally in the Region Friuli Venezia Giulia, the best time to witness this remarkable pre-breeding migration is around 8th March... an auspicious coincidence to better celebrate International Women’s Day!

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marzo

Il sorprendente piumaggio della Marzaiola, l’unica anatra di superficie relativamente numerosa che, di norma, non trascorre l’inverno in Italia, per raggiungere piuttosto le zone palustri sub-sahariane.

The amazing plumage of the Garganey, the only relatively common surface duck that does not usually spend the winter in Italy, preferring to pass the colder months in sub-Saharan wetlands.

March

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aprile

Festone del sud (Zerynthia polyxena) una rara e notevole farfalla presente nella Riserva naturale. Si osserva specialmente nel mese di aprile lungo alcuni tratti arginali dove i “bruchi” si sviluppano nutrendosi soprattutto della pianta nutrice più ricercata: Aristolochia rotunda.

The Southern Festoon (Zerynthia polyxena) is a rare and remarkable butterfly present on the Reserve and most easily seen in the month of April along some of the embankments where its caterpillars feed mainly on its most sought-after larval foodplant, Round-leaved Birthwort (Aristolochia rotunda).

April

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photo: Marco Gon DOM SUN

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maggio

Nel mese di maggio arrivano dall’Africa i variopinti e spettacolari Gruccioni, gran divoratori di fastidiose vespe, ma anche di api e libellule. Per i colori sgargianti del piumaggio si tratta degli uccelli più fotografati nell’ambito della Riserva! In May, the colourful and spectacular Bee-eaters return from Africa and are great devourers of pesky wasps together with bees and dragonflies. Given their bright plumage these are the most photographed birds on the reserve!

May

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giugno

Tra le tante specie numericamente aumentate negli anni recenti spicca l’Airone Guardabuoi, che eravamo forse più abituati ad osservare nei luoghi d’origine del continente africano. Sin dall’antichità noti per essere gran divoratori di insetti e serpi.

Among the many species that have increased in numbers in recent years, the Cattle Egret stands out, a species which we were perhaps more accustomed to seeing in its places of origin in Africa. Since ancient times it has been famed as a great eater of insects and snakes.

June

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photo: Ranieri Cleri VEN FRI

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luglio

La folta e scarmigliata criniera dei rustici cavalli Camargue che, alla Cona, godono della massima libertà possibile.

The thick and unkempt mane of the rugged Camargue horses which, at Isola della Cona, enjoy the greatest possible freedom.

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photo: Claudia Bazzeo DOM SUN

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agosto

Il ritualizzato “balletto” dei Cavalieri d’Italia nel periodo nuziale! Uno spettacolo relativamente comune nei “ripristini” della Cona, un tempo campi coltivati, ora appena coperti da un sottile velo d’acqua dolce a formare stagni ricchi degli invertebrati che ne rappresentano il cibo prediletto. Theritualized “ballet” of Black-winged Stilts during the breeding season is a relatively common sight in the restored wetlands at Isola della Cona. These once-cultivated fields are now by covered by shallow fresh water to form ponds rich in invertebrates that represent their favourite food.

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photo: Mauro Valeri MER WED

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settembre

Il Chiurlo – Numenius arquata: mimetico simbolo della Riserva Naturale. Solo a distanza ravvicinata o grazie a potenti strumenti ottici tradisce l’eleganza modesta e la finezza di un variegato piumaggio che, a distanza, ben si confonde con le vaste distese fangose dove più spesso questi uccelli si osservano in alimentazione.

September

The Curlew (Numenius arquata) is the well-camouflaged symbol of the reserve. Only at close range or through powerful binoculars or a telescope does its modest elegance and finesse of its variegated plumage become visible while, at a distance, it blends in well on the vast mudflats where these birds are most often seen feeding.

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ottobre

Il Mignattaio, a volte denominato anche “Falcinello” (per la forma del becco), è una delle poche specie di “ibis” propriamente detti (famiglia: Treschiornitidae) che regolarmente frequentano la Riserva Naturale, anche se per ora limitatamente al periodo delle migrazioni. The Glossy Ibis, sometimes also called the “Falcinello” (“little sickle”) for the shape of its bill, is one of the few true species of “ibis” (family: Threskiornithidae) regularly found on the reserve, although for now it only occurs on migration.

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novembre

Ospiti numerosi e quasi onnipresenti nelle aree palustri della Riserva le Gallinelle d’acqua sono numerose anche nei periodi più freddi dell’anno, non di rado impegnate in ritualizzati e spettacolari combattimenti intraspecifici. A numerous and almost omnipresent guest in the marshy areas of the reserve, Moorhens are numerous even in the colder periods of the year and often engage in ritualized and spectacular fighting with other members of its species.

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dicembre

Grazie anche allo sviluppo di un folto e denso mantello di color grigio chiaro sembra quasi che i cavalli allo stato brado tentino di mimetizzarsi sullo sfondo delle tenui tinte invernali. Come avviene anche per i domestici “Lipizzani” anche in questa razza, tuttavia, le tinte chiare del mantello sono riservate – salvo rare eccezioni – ai soggetti ormai adulti. With the development of a thick, dense coat, light grey in colour, it almost seems as if the wild horses are trying to blend in against the background of soft winter colours. As is also the case with the domestic “Lipizzaner” breed, in the case of Carmargues, the light colours of the coat are limited - with rare exceptions - to adult animals.

December

Il comune di Staranzano è capofila referente dell’Organo Gestore della Riserva Naturale Foce dell’Isonzo, insieme ai comuni di Fiumicello Villa Vicentina, Grado, San Canzian d’Isonzo.

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photo: Silvano Candotto SAB SAT

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