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Direttore Editoriale e Responsabile: Gennaro Montuori

EDITORIALE 5 IL MATCH 8 DI GENNARO MONTUORI

Vice Direttore: Carmine Montuori Hanno collaborato:

PRESENTAZIONE DI NAPOLI - MILAN

M. Carratelli S. Caiazza A. Petrella R. Sambuca

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M. Barbaro S. Nicolò In redazione: Carmine Montuori

NAPOLI - MILAN VISTA DAI DOPPI EX

Cinzia Montuori I servizi fotografici sono di: Agenzia Mosca Renato Olimpio

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IL TRIO DELLE MERAVIGLIE

Copertina e poster di: Pietro Mosca Redazione e Amministrazione: Via Cesare Pavese

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LA FOTO DEL MESE

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ROBERTO FIORE

I RACCONTI DEL PETISSO DI MIMMO CARRATELLI

III Trav. 2/A int. 14 MUGNANO (NA)

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Tel. 081.7451433 Impaginazione e ideazione grafica:

NAPOLI ROMA

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DA NAPOLI-REAL... A NAPOLI-LIVERPOOL

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RESPIRO AZZURRO

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IL PUNTO SUL SETTORE GIOVANILE

Michele Montuori Stampa: Grafiche San Benedetto Via Vicinale Latina Località Case Diana

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CATANIA NAPOLI

03030 Castrocielo (FR) tel 0776 3741 fax 0776 374500

Autorizzazione del Tribunale

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NAPOLI LIVERPOOL

di Napoli n. 4267/92 del 28/3/92.

10 Per la pubblicità su questo mensile rivolgersi in redazione

Event’s Agency s.a.s. MUGNANO (NA) • Via Cesare Pavese, III trav. 2/A tel/fax 081 745 14 33 Gli articolisti forniscono la propria prestazione a titolo spontaneo, gratuito e assumendosi la responsabilità.

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Per ricevere a casa UltrAzzurro basta pagare le spese di spedizione inviando un vaglia postale di € 30,00 intestato a: EVENT’S AGENCY s.a.s. Via Cesare Pavese, III Trav. n° 2/A - 80018 Mugnano (NA). Riceverai il mensile periodicamente a casa tua per un anno (escluso Luglio e Agosto). la spedizione in 24/48h lavorative è a cura del corriere espresso:

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C

ari amici, nella storia del nostro giornale, non eravamo mai usciti per due volte nel giro di un mese. Lo abbiamo fatto adesso, perché il richiamo del big-match Napoli-Milan era troppo forte. Quasi a tempo di record, ecco un nuovo numero per celebrare quello che, a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, era il match per eccellenza, tra due squadre che si contendevano lo scudetto e che potrebbero tornare a recitare un ruolo di primo piano in questa stagione. Prima di passare all’attualità e presentarvi questo numero, vorrei ricordare un caro amico come Guido Palliggiano, venuto a mancare nei giorni scorsi. Una persona perbene, poliedrico personaggio del cinema, del teatro e della televisione, nonché tifoso del Napoli, al quale, d’accordo con Andrea Petrella e la redazione, abbiamo deciso di dedicare tutto il giornale. Tornando ai fatti di casa nostra, dopo il terzo pareggio di fila in Europa League (secondo 0-0), stasera c’è un’ulteriore grande vetrina per il Napoli del trio delle meraviglie Cavani-LavezziHamsik, con la speranza di ripetere un’altra grande prestazione dopo quella con la Roma. A Catania, invece, è emersa ancora una volta la mancanza di cambi veri. Mi rammarico ancora per le cessioni dei vari Cigarini, Denis e Quagliarella: con loro la rosa sarebbe stata veramente di qualità. Comunque, il Napoli ha dimostrato che quando è in forma, non ce n’è per nessuno. In questo numero, oltre alla presentazione della sfida odierna a cura di Salvatore Caiazza, vi proponiamo i racconti del Petisso Pesaola, affidati allo storico del calcio azzurro, Mimmo Carratelli e la nuova rubrica “Fiore all’occhiello”, firmata dal presidentissimo Roberto Fiore. Inoltre, spazio alla fotocronaca delle gare finora disputate e al settore giovanile. Infine, non può passare inosservato il 50esimo compleanno di Diego Armando Maradona, il prossimo 30 ottobre, che celebriamo con un fotoservizio, all’interno. Nel salutarvi, vi ricordo, infine, l’appuntamento con “Tifosi Napoletani”, in onda il giovedì (ore 20.45) sulle frequenze di Tele A e Sky 868, con replica il venerdì (ore 22.30) su Tele A+ e Sky 929 e il sabato (ore 10) su Sky 868 e Tv Capital. Per tutti gli aggiornamenti potete sfogliare il nostro sito www.tifosinapoletani.it. Un bacio alle persone che soffrono. Buona lettura e Forza Napoli.


IL MATCH

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iecco il Diavolo. Dopo l’entusiasmante gara col Liverpool di giovedì, il San Paolo si riveste nuovamente a festa per “accogliere” il Milan. Inutile dire che il folto pubblico di Fuorigrotta ci tiene a festeggiare una vittoria in questo big-match di serie A. Al cospetto dei “mostri” Ibrahimovic, Pato, Ronaldinho e Robinho il Napoli vorrebbe inanellare il secondo successo consecutivo casalingo dando così continuità ad una serie di risultati che sta facendo sorridere la classifica. Mazzarri ha ancora negli occhi il pari conquistato la stagione scorsa all’ultimo respiro. Dopo essere passati sotto con Inzaghi e Pato nell’abbrivio di gara, gli azzurri riuscirono a recuperare nei minuti di recupero grazie ad un gran gol di Cigarini dalla distanza e un colpo di testa di Denis su assist di Maggio. Stavolta il tecnico partenopeo vuole la massima attenzione in modo tale da potersi giocare la partita alla pari con i rossoneri. Sicuramente una differenza di qualità c’è ma il San Paolo pieno potrà sopperire a questo gap. Il popolo napoletano non si tira mai indietro quando c’è da essere l’undicesimo uomo in campo. Non smette mai di sostenere i propri beniamini e li carica così tanto al punto di rendere inermi i campioni. Mazzarri ha avuto pochi giorni a disposizione per

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preparare questo match. Dal punto di vista psicologico non si è dovuto dannare più di tanto perché è l’avversario blasonato a stimolare Lavezzi e compagni. Tecnicamente, però, non si è potuto lasciare niente al caso. Andare in campo con le idee confuse favorirebbe solo i tanti talenti a disposizione di Allegri. Ecco, quindi, che, soprattutto in difesa, è stato studiato tutto alla perfezione. Senza Cannavaro squalificato, c’è il dubbio per il centrale. Se sui lati vanno bene Campagnaro ed Aronica, davanti a De Sanctis c’è da capire se ci sarà o meno Cribari. L’ex laziale non è stato più impiegato dopo gli errori di Bucarest ma allo stato attuale è lui il sostituto del capitano vero e proprio. A centrocampo non ci dovrebbero essere grosse rivoluzioni come pure in attacco. Lavezzi, Hamsik e Cavani ci tengono ad essere presenti per potersi giocare alla pari il duello con il trio delle meraviglie rossonero. El Matador non vede l’ora di punire pure il Milan in modo tale da proseguire la sua scalata alla classifica cannonieri e a quei venti gol tanto attesi dal presidente De Laurentiis.

SALVATORE CAIAZZA


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IL MATCH

di SALVATORE CAIAZZA

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lbertino Bigon avrà giocato anche nove anni nel Milan ma lo scudetto conquistato da allenatore col Napoli vale più di tutto. Senza dimenticare che con la maglia azzurra è rimasto un anno da calciatore nella stagione ’66/’67. Se poi si aggiunge che oggi nel club partenopeo c’è suo figlio Riccardo, allora non può che fare il tifo per Lavezzi e compagni nella sfida con il Diavolo. D’accordo che il passato non va dimenticato, ma il sangue è sempre sangue. “Non potrei mai stare dall’altra parte -ammette l’ex tecnico del secondo tricolore vinto dal Napoli-. Se prima ci tenevo a questi colori adesso li sento miei poiché nel quadro dirigenziale c’è un Bigon. Sono contento per come stanno andando le cose in riva al Golfo. Sapevo che con il lavoro di mio figlio e di mister Mazzarri si sarebbero potuti conquistare degli obiettivi importanti. Personalmente, per come si erano messe le cose, la conquista dell’Europa League dell’anno scorso è come se fosse uno scudetto”. Da una parte ci sarà il tridente delle meraviglie formato da Lavezzi, Hamsik e Cavani e dall’altra i mostri sacri Ibrahimovic, Pato, Ronaldinho e Robinho. Ci sarà da divertirsi al San Paolo. “Si assisterà sicuramente ad una bella sfida, a prescindere da tutti questi attaccanti. Sì perché sia nel Milan che nel Napoli ci sono tanti altri calciatori che possono fare la differenza. Sicuramente il San Paolo farà la sua parte”.

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nche Angelo Benedicto Sormani ha vissuto l’emozione di vestire entrambe le casacche. Dopo cinque stagioni col Diavolo, passò al Napoli dove ci restò due anni. Da buon attaccante brasiliano è desideroso di vedere come andrà a finire il duello a distanza tra i due reparti offensivi. “E’ naturale racconta- che guardando i nomi il Milan sembra favorito. Ma nel calcio nulla è scritto. Certo i difensori azzurri dovranno fare molta attenzione ad Ibra e soci ma pure Nesta e gli altri non potranno vivere sonni tranquilli. Se Cavani continua a toccare un solo pallone e a segnare vuole dire che è in un’annata di grazia e che sarà difficile tenergli testa. Senza dimenticare che oggi Hamsik vale bene un Ronaldinho e Lavezzi non è così inferiore a Pato. Sicuramente il brasiliano segna di più rispetto al Pocho ma non ha le stesse qualità tecniche. L’argentino si può trascinare a presso un intero reparto. Visto anche lo spettacolo sugli spalti, mi auguro di assistere ad un bellissimo incontro”.

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a un brasiliano degli anni Settanta ad uno dei Novanta. L´Italia calcistica Andrè Cruz l’ha conosciuta grazie al Napoli. Dopo quattro anni d’esperienza in Germania con lo Standard Liegi si trasferì in riva al Golfo nel 1994. Ci rimase fino al ’97 dopodiché venne ingaggiato dal Milan. Il miglior periodo, però, l’ha vissuto in azzurro dove in 83 presenze segnò tredici reti, soprattutto su calcio di punizione. Infatti, ogni qualvolta che c’era da batterne una si gridava dagli spalti “Cruz, Cruz, Cruz”. E lui sistematicamente accontentava i suoi tifosi. “Con i rossoneri ho giocato poco - racconta il sudamericano- mentre nel Napoli mi sono sentito subito protagonista. C’era una voglia di calcio da parte dei napoletani unica. Al San Paolo ti senti un calciatore al 100% e vi assicuro che è bello. Sono contento per dove sia arrivato il Napoli dopo gli anni bui. Poter adesso giocarsela alla pari con il Milan è importante per un club che sta crescendo di anno in anno. SInceramente non so come finirà ma spero che gli azzurri possano disputare una buona prova”.

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LA CERTEZZA di MARIA BARBARO

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anno paura a tutti. In campionato o in Europa League, tranne poche eccezioni (Utrecht, Chievo e Liverpool), non c’è squadra che non abbia subito un gol da uno dei tre. Cavani, Lavezzi e Hamsik, nelle dodici gare ufficiali sin qui disputate dagli azzurri dall’inizio della stagione, a turno hanno lasciato il segno. I difensori di Fiorentina, Bari, Sampdoria, Cesena, Roma, Catania, Elfsborg e Steaua Bucarest faticano a dimenticare i grattacapi creati loro dal nuovo tridente d’attacco del Napoli. C’è chi lo ha ribattezzato “Calaham”, dalle iniziali dei cognomi (per la verità, appellattivo usato anche in un titolo del precedente numero del nostro giornale), chi come la nuova Magica, ma, senza sperticarsi nella ricerca di acronimi più o meno eufonici, questo è da ribattezzare semplicemente “Il trio delle meraviglie”. L’argentino, l’uruguaiano e lo slovacco, tra campionato e coppa, hanno messo a segno la bellezza di 15 reti. Un bottino straordinario, grazie al quale il Matador, con 6 centri in serie A, contende il primato dei bomber al nerazzurro Eto’o. Può sembrare strano, ma i tre, che giocano insieme da pochi mesi appena, si intendono a meraviglia. Dopo lunghi periodi di tribolazioni per i tifosi e veri e propri bidoni in mezzo al campo travestiti da attaccanti che hanno indossato la maglia azzurra, questo pare essere l’anno giusto per puntare in alto. Si può aprire un nuovo ciclo? Ora, forse, è prematuro parlarne. Anche per la scaramanzia, tanto cara ai napoletani. Al termine del girone di andata la situazione apparirà più chiara. Comunque, per adesso, le magìe dei tre fanno tornare alla mente le gesta dei signori degli scudetti, Maradona, Giordano, Carnevale, Careca, Zola e Fonseca che il tricolore non lo vinse ma seppe comunque deliziare la platea di Fuorigrotta con oltre 30 reti e innumerevoli giocate. La torcida azzurra sognava e sogna un’epoca come quella di 20 anni fa. Del resto, con i sudamericani, che a Napoli si ambientano presto e bene, c’è sempre stato un feeling particolare. Cavani è solo l’ultima conferma. Dal campo alla scrivania il passo è breve. Alla società il compito di vigilare che le emozioni domenicali che stanno vivendo i tifosi non vengano a mancare in un solo colpo, anzi aumentino magari inserendo nel mosaico-Napoli qualche ulteriore pedina in grado di dare seriamente fastidio alle grandi, che finora hanno dimostrato di avere solo il nome.

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Il trio delle meraviglie 15


LA FOTO DEL MESE foto di: Pietro Mosca Cavani festeggia il gol al Catania portandosi le mani sotto la maglia, per dedicare il gol alla sua compagna MariaSol che tra qualche mese gli regalera‘ un figlio.


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Tagliavento di Terni 6 De Sanctis 6.5 Campagnaro 6.5 47’ st Sosa sv Cannavaro 6.5 Aronica 6,5 Maggio 6 Pazienza 6.5 Gargano 5 25’ st Yebda sv Dossena 6.5 34’ st Zuniga sv 71’’ Hamsik 7.5 Lavezzi 7 Cavani 6 A disp.: Iezzo, Grava, Santacroce e Dumitru All.: Mazzarri 7

Lobont 5.5 Cassetti 5 A 82’ Juan 5 N. Burdisso 5 Riise 5 Cicinho 6 27’ st Rosi sv Pizarro 6 De Rossi 5.5 Menez 5 1’ st Brighi 5.5 Totti, 5.5 Borriello 6 21’ st Vucinic 5.5 A disp.: Doni, G. Burdisso, Castellini e Baptista All.: Ranieri 5.5

NOTE: Spettatori: 50 mila circa. Angoli: 7-5. Recupero: pt 1’; st 3’.

di ROSA SAMBUCA

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l Napoli batte la Roma per 2-0 e sfata un tabù che durava da 13 anni. Dopo un primo tempo equilibrato, con occasioni da una parte e dall’altra, nella ripresa gli azzurri vengono fuori e stendono la squadra dell’ex Ranieri, con Hamsik e un’autorete di Juan. Nel Napoli difesa rivoluzionata rispetto al 3-3 di Bucarest contro la Steaua: Aronica vince il ballottaggio con Grava, Hamsik e Lavezzi alle spalle di Cavani. Nella formazione giallorossa, Ranieri opta per il 44-2 con Riise leggermente avanzato sul versante sinistro di centrocampo. Primo tempo sostanzialmente alla pari. Comincia meglio il Napoli, ma con il passare dei minuti la squadra di Ranieri guadagna metri e possesso palla fino al termine della prima frazione, con gli azzurri che si affidano al contropiede e alle giocate individuali di Lavezzi e Hamsik. Al 27’ Riise spreca l’occasione per sbloccare il punteggio, sparando alto dopo un cross di Cicinho. Il Napoli risponde con Hamsik, che controlla benissimo su splendida apertura di Lavezzi ma poi calcia su Lobont. Agguerrito il confronto tra gli amici Cannavaro e Borriello: nell’unica occasione in cui riesce a liberarsi del controllo del capitano azzurro, l’attaccante giallorosso conclude malissimo. E prima della chiusura del tempo, doppio intervento di De Sanctis, prima su colpo di testa di Borriello, e poi in uscita su Menez lanciato a rete. La seconda frazione regala più emozioni: la Roma ci prova con Totti che calcia una punizione sul fondo. Cavani risponde per gli azzurri: l’uruguaiano vola via in contropiede ma Lobont è attento e respingere. Ranieri manda in campo Vucinic per Borriello ma al 26’ arriva il vantaggio azzurro: Lavezzi serve Dossena che crossa a centro area dove Hamsik mette dentro. La Roma, alla ricerca del pareggio, si scopre inevitabilmente al contropiede micidiale dei padroni di casa, tant’è che al 38’ arriva il bis del Napoli su autorete di Juan (ma il gol di fatto appartiene a Cavani) che chiude la sfida.

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Valeri di Roma 6 Andujar 6 Potenza 6 Silvestre 6 Spolli 6 Capuano 5.5 Delvecchio 5 11’ st Ricchiuti 6 Gomez 6.5 69’ 32’ st Llama sv Izco 5 Biagianti 6 Mascara 6 Maxi Lopez 6 A disp.: Campagnolo, Antenucci, Alvarez, Terlizzi e Pesce All. Giampaolo 6

De Sanctis 8 Grava 5.5 8’ st Aronica 6 Cannavaro 6 Campagnaro 6 Maggio 6 Gargano 5.5 Pazienza 6 Dossena 5.5 22’ st Zuniga 5 Lavezzi 5.5 Hamsik 5.5 Cavani 6.5 39’ A disp.: Iezzo, Dumitru, Santacroce, Yebda e Sosa. All. Mazzarri 6

NOTE: Spettatori 12mila circa. Espulso al 92’ Cannavaro per scorrettezze. Al 79’ allontanato dal campo il presidente del Catania, Pulvirenti, per proteste. Angoli: 13-5. Recupero: pt 1’; st 3’.

di MARIA BARBARO

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l Napoli sciupa e recrimina al Massimino ma porta a casa un pareggio comunque importante per la classifica. Mazzarri non adotta il turnover e schiera l’undici titolare. El Matador sblocca il risultato nel primo tempo, nella ripresa il pareggio di Gomez, ma allo scadere ancora l’uruguaiano sciupa il colpo del ko. E gli azzurri chiudono in 10 per l’espulsione ai danni di Cannavaro. Protagonista assoluto è Morgan De Sanctis, autore di almeno quattro parate decisive. L’avvio di gara è di marca etnea con Mascara e Silvestre che impegnano il portiere napoletano, all’11’ con una conclusione da fuori, ed al 13’ con un colpo di testa sugli sviluppi di un angolo. Il Napoli si fa vivo con un contropiede firmato Lavezzi-Cavani sul quale il Matador manca di un soffio l’aggancio. Sui calci piazzati gli azzurri soffrono, ma i padroni di casa non pungono e così al primo vero affondo il Napoli passa in vantaggio: è il 39’ quando Lavezzi crossa al centro per Cavani che con freddezza infila Andujar. Ancora grattacapi in difesa, ma Grava, allo scadere, salva mettendo in angolo dopo un’uscita non felice di De Sanctis. In apertura di ripresa, Lavezzi sciupa un buon contropiede sbagliando un appoggio semplice per Cavani, poi Aronica subentra a Grava e Campagnaro prende in consegna Mascara. Cannavaro fa buona guardia su Maxi Lopez, ma è Spolli ad andare vicino al pari con un colpo di testa respinto miracolosamente da De Sanctis. Entra Zuniga per Dossena ed il colombiano diventa protagonista nell’azione del pareggio etneo perdendosi Gomez che di piatto finalizza il cross dalla sinistra di Ricchiuti. Il Napoli si risveglia ma Campagnaro, sugli sviluppi di un corner al 78’, spreca la palla buona per il 2-1. Il finale è azzurro: Hamsik all’87’con un destro a giro impegna Andujar ma non serve Maggio, libero sull’altro versante. Gli azzurri si mangiano le mani allo scadere quando è Cavani a sbagliare un rigore in movimento su un assist di Hamsik. Pareggio giusto, alla fine, nel derby dei vulcani.

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Kinhofer (GER) 6.5 De Sanctis 7 Campagnaro 6 Cannavaro 6.5 Aronica 6 Maggio 5 30’ st Zuniga sv Pazienza 6 Gargano 5 38’ st Yebda sv Dossena 6 Hamsik 6 40’ st Sosa sv Lavezzi 6 Cavani 5.5 A disp.: Iezzo, Grava, Cribari e Dumitru All.: Mazzarri 6

Reina 6 Kelly 6 Carragher 6 1’ st Kyrgiakos 6 Skrtel 6 Konchesky 6.5 19’ st Fabio Aurelio 6 Spearing 6 Poulsen 6 Jovanovic 5.5 Shelvey 5.5 Babel 5.5 31’ st Cole sv Ngog 5 A disp.: Jones, Wilson, Maxi Rodriguez ed Eccleston All.: Hodgson 6

NOTE: Spettatori 60mila circa. Angoli: 6-2 per il Napoli. Recupero: pt 1’; st 2’.

di MARIA BARBARO

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erzo pareggio di fila in Europa League per il Napoli. Contro il nobile decaduto Liverpool, ultimo in Premier, gli azzurri non vanno oltre lo 0-0. Poco spettacolo in campo, molto sulle gradinate, tiri in porta col contagocce sono le immagini che sintetizzano al meglio la sfida del San Paolo. Formazione-tipo per il Napoli, squadra rimaneggiata per il Liverpool, a causa delle assenze di rilievo di Gerrard, Torres e Kuyt su tutti. Nel primo tempo accade poco o nulla. Gli azzurri non sfondano perché i Reds coprono bene il campo. Gente come Maggio e Gargano, che Mazzarri si ostina a schierare nonostante non siano in condizioni eccellenti, rallentano oltremodo la manovra, per cui il Napoli fatica ad avvicinarsi alla porta inglese. Da segnalare, al 45’, un tiro di Hamsik respinto sulla linea di porta. Nella seconda frazione di gioco, la cosiddetta musica non cambia anche se il Napoli sembra leggermente più incisivo. Gli inglesi si fanno vivi con una conclusione di Babel, che trova sulla propria strada un attento De Sanctis. Dopo 2’ di recupero, finisce 0-0. Le vere note di cronaca, più che dal campo, sono venute dagli spalti e dalla strada, dove purtroppo si sono registrati scontri tra tifoserie, in cui sono rimasti feriti alcuni agenti di polizia. Ecco, quindi, un’altra “bella” cartolina da esportare nel Regno Unito, dopo le numerose foto con i cumuli di rifiuti già scattate dai sostenitori dei Reds nell’immediata vigilia della gara. Un vero peccato: al di là dello 0-0 poteva essere veramente una serata di festa in campo e fuori in grado di far dimenticare, per una sera, i gravi problemi di cui soffre la città.

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IL RACCONTO Fiore all’occhiello

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di ROBERTO FIORE Il Milan ha perso con il Real Madrid nettamente 2-0. I soliti, superficiali competenti, stimano che la squadra milanese sia quest’anno solo discreta, e, ottimisticamente, prevedono che lunedì sarà facile per il Napoli superarla. Sento anch’io che possiamo prevalere, però, disputando una partita gagliarda. Il Napoli può uscire vittorioso solo se tutti, e dico tutti, nessuno escluso, daranno il massimo, soprattutto ognuno dovrà attenersi alle giuste disposizioni che Mazzarri avrà cura di impartire. Molti di quelli che hanno osservato il Milan sconfitto a Madrid sono pessimisti circa le sue possibilità di vittoria a Napoli. E’ un grosso errore, perché un giudizio sulle nostre squadre che disputano incontri all’estero non si può certamente dare. E’ da decenni che le nostre equipe fuori dall’Italia rendono meno del previsto, forse perché esse annoverano molti giocatori a cui manca l’esperienza internazionale. Ho davanti ai miei occhi la visione della gara del Milan contro il Chievo e mi sento di affermare che, quest’anno, i rossoneri si sono ritrovati. Essi, sotto la guida di Allegri, rappresenteranno un duro ostacolo per tutti. Mi auguro una nostra vittoria che potrà avversarsi se il nostro portiere si ricorderà di essere un santo (De Sanctis) e farà ulteriori miracoli. Sono fiducioso, perché credo nei corsi e ricorsi storici. A Napoli, durante la mia presidenza abbiamo quasi sempre vinto. Potrei raccontarvi

molti aneddoti sulle sfide Napoli-Milan. Mi limiterò ad illustrare una partita disputata al San Paolo nel campionato 1965-’66. Una mattina, Omar Sivori che, insieme a Maradona e Pelè ha fatto parte del trio più forte del secolo scorso, venne da me in ufficio, pregandomi di usare tutte le mie capacità per ottenere da Altafini la promessa del massimo impegno, contro l’avversario di turno, la Juve. Sivori stimava che Altafini era in grado di essere l’uomo determinante per battere la Juve, allenata da Heriberto Herrera, e che personalmente odiava. Lo rassicurai, ed egli, felice, mi salutò affettuosamente. Il lunedì invitai Sivori e Altafini ad una colazione di lavoro al ristorante “Galeone”. A tavola, Sivori voleva affrontare subito l’argomento a cui era interessato mentre Altafini (che era un vero furbacchione) tergiversava. Sivori cominciò a spazientirsi, iniziò a guardare il compagno con gli occhi pieni di rabbia e stava quasi per esplodere. A questo punto scoppiò in una sonora risata e subito replicò: “Omar, ho capito tutto. Non fiatare, stai tranquillo, domenica segnerò il gol della vittoria nei primi venti minuti”. Sivori lo baciò in fronte promettendogli che avrebbe segnato contro il Milan per sdebitarsi. E così accadde che il 6 febbraio 1966 in Napoli-Juventus 1-0 arrivò il goll di Altafini al 18’, mentre ventuno giorni dopo, il 27 febbraio, in Napoli-Milan andò a bersaglio Sivori al 20’ (si trattò dell’unica rete dell’argentino realizzata col piede destro). Sivori fu felice, Altafini altrettanto, ma i più felici di tutti fummo noi napoletani. Conclusione: i fuoriclasse sono tali perché sono sempre in grado di rispettare le promesse.

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IL RACCONTO DEL PETISSO “Anch'io ho segnato mille gol come Pelè!”

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I

racconti di Pesaola nel fumo di cento sigarette, il bicchiere di whisky in mano, la parlantina sciolta, il gusto di raccontare. Eravamo i suoi alunni della luna. Perché i racconti avvenivano a tarda notte, alla vigilia delle partite. La squadra a nanna e il petisso tirava fino alle quattro del mattino a raccontare. “Sono un grande intimo della notte - diceva. - La notte è bella e porta le idee. Le persone più interessanti escono dalla notte”. Sveglio come un grillo, non prendeva mai sonno. “La volta che sono andato a letto presto, mi sono svegliato nel cuore della notte e non ho più richiuso occhio”. Una vita nel calcio, tutta una vita, da saperne più di tutti. E la sua lunga, appassionata storia nel Napoli. Il record dei gol di Pesaola col Napoli fu di 9 reti nel campionato 1957-’58. Due gol restano indimenticabili: uno lo segnò a San Siro contro l’Inter e l’altro al Vomero contro il Milan. Furono due vittorie per uno a zero. “Ma lo sapete che anch’io come Pelè ho segnato mille gol?” diceva il petisso nelle infinite sere dei racconti di calcio. E raccontava della strepitosa rete segnata a San Siro. “Rubai la palla al terzino Fongaro e, dalla distanza, la scaraventai nell’angolino alto alla destra del portiere Matteucci. Quel gol è diventato mille gol perché per molti anni divenne la sigla della Domenica Sportiva. E allora?”. L’interrogativo col leggero accento castigliano, dimezzando le consonanti, chiudeva il furbo racconto accompagnato dalla celebre risata a salvadanaio. Si avvicinava il cameriere: “Ancora un po’ di whisky, signor Pesaola?”. E lui, pronto: “E chi ha detto un po’?”. “A San Siro giocammo una grande partita nel 1956 contro il Milan di Schiaffino. Io e Schiaffino siamo nati nello stesso giorno, il 28 luglio 1925. Ci andava tutto bene, quel giorno. Primo tempo, 5-0 per noi, due reti al grande Buffon li feci io, due Vinicio e una Posio. Il Napoli sembrava il miglior Brasile. Quando la radio dette il risultato del primo tempo, a Napoli non ci credette nessuno. Cinque a zero il Napoli? Magari era cinque a zero per il Milan. Invece eravamo proprio noi a dilagare contro i rossoneri che avrebbero poi stravinto il campionato. Eravamo su di giri e a un certo punto Beltrandi fece un tunnel a Schiaffino. Capito? Al Pepe, al grande Schiaffino! Mi sembrò un oltraggio. Rincorsi Beltrandi e gli mollai


uno schiaffo. Proprio così. Schiaffino giocava libro alla mano applicando la scienza del calcio che soltanto lui conosceva. Il Milan fece tre gol nella ripresa. Schiaffino segnò una rete e un rigore. In porta avevamo Bugatti, per me il più grande portiere che abbia avuto il Napoli. Fu un 5-3 memorabile”. Negli otto anni da giocatore di Pesaola, l’attacco del Napoli non ebbe molte varianti. Il primo quintetto era formato da Vitali, Formentin, Jeppson, Amadei, Pesaola. L’anno dopo, Ciccarelli sostituì Formentin. Nel ’54-’55: Vitali, Beltrandi, Jeppson, Posio, Pesaola. Con l’arrivo di Vinicio, l’attacco fu: Vitali, Beltrandi, Jeppson, Vinicio, Pesaola. Il tandem composto dallo svedese e dal brasiliano, definito la V2 del Napoli, dal nome del celebre missile balistico tedesco, non funzionò per la rivalità fra i due giocatori. Esplose una sola volta fragorosamente: contro la Pro Patria (8-1) al Vomero, tre gol di Vinicio e due di Jeppson. L’anno successivo, senza più Jeppson ceduto da Lauro al Torino e con Pesaola spostato a mezzala, l’attacco azzurro schierò: Vitali, Beltrandi, Vinicio, Pesaola, Brugola. Quindi, nel campionato 1957-’58: Brugola, Beltrandi, Vinicio, Pesaola, Di Giacomo. Nelle due ultime stagioni di Pesaola, la novità fu Manuel Del Vecchio, centravanti brasiliano di classe pura che aveva giocato nel Santos accanto a un ragazzino di sedici anni di nome Pelè. Dal Santos, Del Vecchio era giunto al Verona e il Napoli lo prese dalla squadra veneta per 90 milioni. Aveva 24 anni, due anni più giovane di Vinicio. Introverso, timido, suscettibile non legò col “leone”, suo connazionale. Del Vecchio voleva il numero 9 di Luis. Non gradì l’11 che gli assegnò Amadei. Alla fine ebbe il numero 10. Il tandem Vinicio-Del Vecchio fallì così come non aveva funzionato l’accoppiata Vinicio-Jeppson. “Manuel era un grandissimo giocatore” racconta Pesaola. “Però troppo individualista e con un carattere difficile. Amadei non lo sopportava. Una sera andò a controllare che fosse in casa e non lo trovò. Immaginò chissà che cosa. Aspettò che tornasse. Del Vecchio rincasò tardi con la moglie. Amadei lo aggredì in malo modo e il giorno dopo gli fece avere dalla società una lettera di richiamo per vita notturna. Del Vecchio arrivò nello spogliatoio come un pazzo. Affrontò Amadei e gli sferrò un pugno da kappaò. I rapporti tra i due peggiorarono. Quella sera Del Vecchio era andato in ospedale con la moglie perché la loro bambina s´era sentita male”. “Nella stagione 1959-’60 lasciammo il Vomero. Il trasferimento fu uno choc. Il Vomero era piccolo, col pubblico addosso che era veramente il tredicesimo giocatore per la pressione che metteva alle squadre avversarie. Il Vomero era uno stadio familiare e si può dire che conoscevamo tutti i tifosi. Il San Paolo era immenso. E ci toccò inaugurarlo, alla decima giornata, contro la Juventus di Sivori, Charles e Boniperti. Ma vincemmo 2-1 con i gol di Vitali e Vinicio”. Il Vomero fu per qualche tempo una struggente nostalgia. Era l’autentica tana del Napoli. Allo stadio sulla collina erano legate memorabili imprese. Il 4-3 alla Juventus (20 aprile 1958) fu un match epico. La folla straripò ai bordi del campo. Concetto Lo Bello, l’arbitro di Siracusa, un duce in campo, come lo canzonarono una volta a Firenze, consentì l’invasione minacciando di interrompere la partita al primo movimento degli spettatori assiepati attorno al terreno di gioco. Filò tutto liscio e la gara fu

un thriller. Gol di Vinicio, autorete di Greco che deviò in porta un colpo di testa di Charles, vantaggio azzurro con Brugola. Nella ripresa, pareggio juventino con Stacchini, gol del sorpasso di Vinicio e, a quattro minuti dalla fine, ancora pari bianconero con Montico. Sembrava finita, ma al 90’ Bertucco segnò il 4-3. “Fu un pomeriggio memorabile” racconta Pesaola. “Col pubblico ai bordi del campo, cinquemila persone, Lo Bello convocò me e Boniperti, i capitani, per chiederci se volevamo giocare in quelle condizioni. La grande sportività di Boniperti consentì che la partita si giocasse. Il finale fu uno spasimo lunghissimo. Io avevo favorito il 3-3 di Montico perché il pallone mi picchiò su una gamba e andò in porta. La partita stava per finire. Calciai un corner cercando la testa di Vinicio in area. Uno juventino respinse corto e Bertucco, appostato nei sedici metri, raccolse la respinta e mollò una legnata di sinistro che batté imparabilmente Mattrel. I due erano amici, facevano insieme le vacanze a Sanremo. Nel trambusto, dopo il fischio finale, Lauro fu portato in trionfo e gli rubarono l’orologio. Di quella partita il Comandante conservò a lungo una gigantografia nel suo studio alla Flotta. Ci dette un premio di centomila lire a testa, quarantamila più di quanto ci spettasse per la vittoria. Anticipammo di trentadue anni il 4-3 dell’Italia alla Germania nel Mondiale messicano. Quell’anno, alla Juve prendemmo tutti e quattro i punti. Avevamo vinto anche a Torino, 3-1, in una giornata fantastica di Bugatti, febbricitante e migliore in campo”. Fior di campioni giocarono al Vomero. L’Inter con Lorenzi, Skoglund, Nyers e Angelillo. Il Milan con Gren, Nordahl e Liedholm, poi Altafini nel 1958. La Roma con Ghiggia e Da Costa. La Fiorentina con Julinho. Il Bologna con Pilmark, Jensen e Pascutti. “Alla Juve avevamo assestato un’altra sconfitta all’ultimissimo minuto” racconta Pesaola. “Successe nel campionato 1952-53, al Vomero, il mio primo anno in maglia azzurra. Due papere di Casari ci misero in ginocchio. Segnarono Hansen e Praest. Ma giocammo tutta la ripresa nella metà campo bianconera. Fu una rimonta fantastica. Segnai un gol, pareggiò Jeppson e allo scadere Amadei infilò il 3-2. Parola rimase abbracciato al palo e scoppiò a piangere”. “Col Napoli ho segnato 27 gol” continua il petisso. “Quindici li feci al Vomero, dodici in trasferta. Sono rimasto all’asciutto nelle nove partite al San Paolo. Nessun gol nello stadio nuovo e ci stavo per rimettere un occhio nella partita col Bari. Presi un calcio al viso e rimasi cieco per 48 ore alla Clinica Mediterranea”. Rigorista d’emergenza, Bruno Pesaola. “Successe a metà del campionato 1956-’57. Giocavamo contro il Torino al Vomero ed eravamo sull’1-1. Avevo segnato il primo gol e aveva pareggiato Tacchi che, quattro anni dopo, sarebbe venuto a giocare nel Napoli al mio posto. Nel Torino giocava Jeppson. Avemmo un rigore al 90’ e nessuno voleva tirarlo. Non c’era più Amadei che era il nostro rigorista. L’arbitro ci disse di sbrigarci a tirare il penalty altrimenti avrebbe fischiato la fine. Poiché io ero il capitano, mi invitò risolutamente a calciare dal dischetto. Feci gol e da allora diventai il rigorista del Napoli. Ne segnai tre di fila. Quando sbagliai il quarto, dissi che non ne avrei tirati più”.

MIMMO CARRATELLI

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19 STORE Cuore Azzurro Dribling Sport El Diez G.T. Sport Wear Idea Nueva Il Paio Dispari Il Paio Dispari Mina Sport Non solo Pompea Sport Point Sport Point Vertolomo

C.so Garibaldi, 3 - Monte di Procida NA C.so Garibaldi, 48 - Afragola NA P.zza Cota, 16/18 - Piano di Sorrento NA Via Circumvallazione Esterna, 43 - Melito NA Via E. Fermi, 13 - Villaricca Via Napoli, 105 - Castellammare di Stabia NA C.so della repubblica, 124/B - Pozzuoli NA Via Gemito, 22/24 - Napoli C.C. Jambo - Trentola Ducenta CE Via Lepanto, 205 - Pompei NA Via A. Moro,1 - Sant'Antimo NA Via Roma, 5 - Sant'Antimo NA Via Casa D'Antuono, 37 - S. Antonio Abate NA


L’EMOZIONE da Napoli-Real Madrid... a Napoli-Liverpool

I

l 30 settembre del 1987, il San Paolo ospitò per la prima volta una gara del Napoli impegnato nella Coppa dei Campioni, contro la corazzata di allora, il Real Madrid di Butragueno e Hugo Sanchez. Per la squadra, i tifosi e la città tutta, fu il giusto premio. Giusto qualche mese prima di quel 30 settembre, il Napoli aveva conquistato il suo primo storico scudetto. L’urna dei sorteggi non fu particolarmente benevola con il Napoli. Le Meregues erano uno degli avversari più difficili che potessero capitare per il “debuttante” Napoli nella massima competizione continentale. La gara d’andata, giocata a Madrid a porte chiuse, vide gli azzurri soccombere per due reti a zero. Il 30 Settembre, il Napoli di Maradona e Careca, era chiamato ad un’impresa storica: ribaltare il risultato. Ma la città tutta sembrava crederci. L’attesa fu spasmodica. Furono staccati 82.827 biglietti. Il San Paolo presentò un colpo d’occhio eccezionale. Mille fumogeni in Curva

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B illuminarono a giorno una fresca serata di fine estate e l’incitamento della folla, che, coinvolta da Palummella a sventolare sciarpe e bandiere a più non posso, spinsero il Napoli a trovare il gol con Francini già nelle prime battute di gara. Poi, sul finire del primo tempo, l’imprendibile Butragueno spense i sogni di gloria di un’intera città. In vent'anni, per il Calcio Napoli, tante altre serate emozionanti, ma anche l’onta della serie B e del fallimento. Poi, gradualmente, grazie all’impegno del presidente De Laurentiis, il club è tornato ai livelli di un tempo fino a giungere all’appuntamento con una partita di cotanto fascino e importanza. In questi giorni, la città tutta si è ritrovata a vivere, con spasmodica attesa, un altro incontro di grande attrazione: la gara d’andata dell'Europa Leaugue contro una delle formazioni inglesi più blasonate, il Liverpool. Purtroppo, spiace dirlo, la società ha ancora tanto da fare e, per taluni aspetti, deve crescere


La splendida scairpata della curva B durante la gara Napoli-Real Madrid del 30 Settembre 1987 e la coreografia della tribuna all’ingresso in campo dei giocatori nel match contro il Liverpool.

ancora, e non poco. Nota dolente per questa partita -come anche per quella che si disputerà a Liverpool il 4 novembre -è stata certamente la gran confusione che si è generata per la vendita dei biglietti. Si è, come al solito, partiti in ritardo. Neanche una settimana prima per quella che si sapeva da tempo, che sarebbe stata una partita da tutto esaurito. Eppure, complice la sosta per la nazionale, si sarebbe potuta anticipare la vendita dei preziosi tagliandi. A ciò si è aggiunto il caos creato dalla storia che gli abbonati avrebbero avuto il diritto di prelazione. Nulla da eccepire. Peccato che tale disposizione sia giunta quando la vendita era già iniziata e la gente era già in coda. Immaginatevi la confusione che si è creata. Ma il tifoso napoletano, è risaputo, è follemente innamorato della propria squadra e, il giorno dell’apertura dei botteghini, di buon mattino, si è rimesso nuovamente in fila per entrare in possesso del prezioso biglietto. Il 21 ottobre, a poco più

di 23 anni da quella storica gara contro il Real Madrid, il S. Paolo ha avuto l'onore di ospitare anche il blasonato Liverpool. Il colpo d’occhio è stato eccezionale. Stadio gremito in ogni ordine di posto: 60mila sostenitori presenti. Tifo incessante e grande coreografia, soprattutto del “Respiro Azzurro” all’ingresso delle squadre in campo. Facce stralunate per i giocatori dei Reds, malgrado siano anch’essi abituati ad un gran tifo dalle loro parti. Purtroppo la serata di festa è stata rovinata dagli incidenti verificatisi alla vigilia e poco prima del fischio d'inizio. Ma alla fine, oggi come 23 anni fa, ne è scaturito un pareggio. Allora fu spettacolare ma significò eliminazione dalla competizione, adesso uno 0-0 incolore e senza emozioni che serve, però, a muovere la classifica del girone K e sperare ancora nel passaggio alla fase successiva dell’Europa League.

STEFANO NAPOLITANO

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AZZU I CLUB NAPOLI PARTECIPANTI AL PROGETTO “RESPIRO AZZURRO” ANNO 2010 DENOMINAZIONE

CITTA’

RESPONSABILE

INCARICO

BATTITO AZZURRO

NAPOLI

SANDRO SANGES ANTONIO PAPA

PRESIDENTE V. PRESIDENTE

CLUB NAPOLI LIBANO

SUD LIBANO

GIUSEPPE BARBATO

FONDATORE PRESIDENTE

NAPOLI CLUB MALTA

MALTA

FRANCESCO DEBONO

PRESIDENTE V. PRESIDENTE

NAPOLI CLUB KENIA

KENIA (AFRICA)

NAPOLI CLUB BOLZANO

Antione Mifsud e Isabella Oliviero

LUIGI TUCCILLO

PRESIDENTE V. PRESIDENTE

BOLZANO

MUSTO MARIA ROSARIA CRISTINA MACCANI

PRESIDENTE V. PRESIDENTE

NAPOLI CLUB GALLUCCIO

GALLUCCIO (CE)

ANDREA MIELE ENRICO SIMONE

PRESIDENTE V. PRESIDENTE

NAPOLI CLUB SANTA MARIA A VICO

S. MARIA A VICO (CE)

MANNA ANTONIO GIUSEPPE AFFINITA

PRESIDENTE V. PRESIDENTE

TRENTO PARTENOPEA

TRENTO

ALFONSO FUSCO CLAUDIO MINATTI

PRESIDENTE V. PRESIDENTE

NAPOLI CLUB MONGUELFO

MONGUELFO (BZ)

THOMASER WERNER MITTERMAIR INGO

PRESIDENTE V. PRESIDENTE

NAPOLI CLUB LA SPEZIA

LA SPEZIA

BRANCATO GENNARO CODELUPPI PRIMO

PRESIDENTE V. PRESIDENTE

NAPOLI CLUB POMPEI

POMPEI (NA)

IZZO CATELLO GIUSEPPE FANTASI

PRESIDENTE V. PRESIDENTE

NAPOLI CLUB CASTELLAMMARE

NAPOLI

FRANCESCO PETTINATO FRANCESCO SCARPATO

PRESIDENTE V. PRESIDENTE

NAPOLI CLUB BAIA - BACOLI

BAIA - BACOLI (NA)

ISAIA DELLA RAGIONE MICHELE RUSSO

PRESIDENTE PRESIDENTE

NAPOLI CLUB LAGO MAGGIORE

LAGO MAGGIORE (CO)

TARALLO FRANCESCO SALVATORE FRANCESCO

PRESIDENTE V. PRESIDENTE

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FRANCESCO MARIA TUCCILLO


URRO NAPOLI CLUB PAGANI

PAGANI (SA)

SALVATORE SALZANO GIANNI DE MARIA

PRESIDENTE V. PRESIDENTE

NAPOLI CLUB BOLOGNA

BOLOGNA

MAURIZIO CRISCITELLI MAURIZIO GRILLI

FONDATORE PRESIDENTE

NAPOLI CLUB VILLA LITERNO

VILLA LITERNO

PAGANO UMBERTO DIANA ANTONIO

PRESIDENTE V. PRESIDENTE

NAPOLI CLUB TERZIGNO

TERZIGNO

GIOVANNI GIAROLANZA

PRESIDENTE

NAPOLI CLUB CASTIGLIONE DELLE STIVIERE

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE

BARLETTA ANTONIO CEFARIELLO LUIGI

PRESIDENTE V. PRESIDENTE

NAPOLI CLUB CASTELVOLTURNO

CASTEL VOLTURNO (CE)

LELLO CAPUANO ANTONIO CAPUANO

PRESIDENTE V. PRESIDENTE

NAPOLI CLUB POSITANO AZZURRA

POSITANO (SA)

ARIANNA ANTONIO MICHELE DE LUCIA

PRESIDENTE V. PRESIDENTE

NAPOLI CLUB MILANO

MILANO

LUCA TRANQUILLO PASSARELLI ANTONIO

PRESIDENTE V. PRESIDENTE

NAPOLI CLUB LAURIA

LAURIA (PZ)

FLORIS PIETRO PIERLUIGI IELPO

PRESIDENTE V. PRESIDENTE

NAPOLI CLUB MONFALCONE

MONFALCONE TRIESTE

SALVATORE PAFUNDI PIETRO SALATINO

PRESIDENTE V. PRESIDENTE

NAPOLI CLUB BARI

BARI

LUCA LAVERMICOCCA BIALLO ALESSANDRO

PRESIDENTE V. PRESIDENTE

NAPOLI CLUB ASCEA (SA)

ASCEA (SA)

ALFONSO SAGARIA ANTONIO VASILE

PRESIDENTE V. PRESIDENTE

NAPOLI CLUB NOLA

NOLA (NA)

SILVESTRI LUIGI STEFANO ERCOLE

PRESIDENTE V. PRESIDENTE

NAPOLI CLUB TORINO CASELLE

TORINO

GERARDO MOSCA RENATO BORNESCO

PRESIDENTE V. PRESIDENTE

L

'associazione onlus "Respiro Azzurro" è formata da: Presidente onorario, il supertifoso e insigne avvocato Enrico Tuccillo (anche presidente dell'associazione avvocati europei); il Presidente Gennaro Montuori, già leader storico dei tifosi napoletani; il responsabile organizzativo Salvatore Nicolò (già tra i componenti del club omonimo di Bolzano); gli avv. Francesco Gala

Trinchera, Domenico Fontanella e Daniela Giordano, l'artista napoletano Armando Vano; Vice Presidente nonchè appassionato sostenitore Maurizio Ercolano. Tra i componenti dell'associazione figurano: Gennaro Brancato (già Presidente del Napoli Club La Spezia), la Dott.ssa Errica Di Petrillo, notaio che ha costituito l'atto; il prof. Eugenio Chartier, autore dell'inno ufficiale del "Respiro Azzurro".

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SETTORE GIOVA

C

ontinua il cammino del settore giovanile azzurro tra vittorie, qualche pareggio e tante soddisfazioni per un lavoro che sta portando i suoi frutti. Due pareggi per la Primavera che Miggiano a cui va comunque il merito di aver forgiato una squadra a sua immagine e somiglianza, per il gioco espresso. Contro Catania (in casa) e Ascoli (fuori), è finita con lo stesso risultato, 1-1. Il Napoli più bello degli ultimi anni, però, non riesce a fare bottino pieno. E’ pur vero che la sfortuna è sempre dietro l’angolo, ma va detto che con un po’ di mestiere in più, l’undici partenopeo avrebbe potuto incamerare sei punti. La Berretti di mister Mollo, invece, colleziona il suo terzo successo consecutivo contro il Barletta, ma subisce una battuta d’arresto dall’Andria che si impone per 2-1. Una sconfitta che, però, non preoccupa questa squadra che sta dimostrando quel giusto carattere da far presagire una stagione piena di soddisfazioni. E’ una macchina da gol la compagine degli Allievi. I boys di Ciro Muro prima demoliscono il Benevento con un 8-0 che la dice

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tutta sulla forza della squadra (Amico protagonista di un fantastico poker), poi rifilano quattro sberle al Frosinone (finale 4-0) e una cinquina al Latina (5-0). Uno score di diciotto reti realizzate in quattro partite. Ma il tecnico non si accontenta e rimane con i piedi per terra. Il primo bilancio verrà fatto solo a dicembre, per il momento l’obiettivo è migliorarsi sempre più, sia sul piano tecnico che su quello caratteriale. Analogo discorso per i Giovanissimi di mister Liguori che conquistano due vittorie esterne importanti, 4-1 al Latina, 3-0 alla Nocerina. L’ottimo lavoro svolto dalla squadra sta producendo i suoi effetti, i baby di Liguori stanno ingranando anche in trasferta e la classifica torna a sorridere. Gli ingredienti ci sono tutti: tecnica, forza e bravura. Bisogna solo saperli mescolare nel modo giusto per ottenere dei risultati eccellenti. E questa è sicuramente la strada giusta.

di ROSA SAMBUCA


ANILE

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Antigua Argenti Aurea Gioielli e Arte Euro D Fashion Jewels Capretti G.M. Oro G.T. SPORT WEAR Gioielli Esposito L'oasi d'oro Meridiana Oro Navy Time Oro Fantasy Oro Fascino srl Oro Pi첫 Orologeria Esposito Oropi첫 srl Pezzuto Ciro Pianeta Oro Platino Raiola Gioielli Russo Preziosi Sara Gioielli

Corso Meridionale, 27/28 - Napoli Via Roma , 101 - Sant'Antimo NA Via G. Leopardi, 94 - Napoli Via S. Quasimodo, 15 - Mugnano di Napoli NA Via B. Cellini, 5/7 - Portici NA Via E. Fermi, 13 - Villaricca Via Roma, 271 - Melito NA Corso Durante, 128 - Frattamaggiore NA Corso Regina, 208 - Ercolano NA P.za Francese, 31 - Napoli Vai A. Pecchia, 171 - Arzano NA Piazza Cirillo, 15 - Casoria NA Via Nazionale delle Puglie, 193 - Casalnuovo NA Via Nazionale, 1 - Napoli Corso Umberto, 181 - Caivano NA Piazza Kennedy, 5/6 - Qualiano NA Via Amendola, 102/104 - Afragola NA Corso Campano, 357 - Giugliano NA Via Tenente A. Cirillo, 68/70 - Boscoreale (NA) Via S. Rosa, 1 - Casavatore NA Via Annunziata, 19 - Acerra NA



UltrAzzurro Ottobre 2010