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Direttore Editoriale

Gennaro Montuori Direttore Responsabile

Antonio Corrado

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Hanno collaborato:

M. Carratelli M. Cucco R. Tagliamonte In redazione:

Cinzia Montuori

I servizi fotografici sono di:

EDITORIALE

26 NAPOLI INTER

6 LA SFIDA AGLI INGLESI 30 GENOA NAPOLI 8 UN MERCATO ANONIMO 32 NAPOLI

CESENA

Raffaele Esposito

12 LA VOCE DEL CAMPO 36 MILAN NAPOLI

Copertina e poster di:

Gennaro Uccello

Impaginazione e ideazione grafica:

Gennaro Uccello tel. 328.3359262 Per la pubblicità su questo mensile rivolgersi alla redazione di:

Tifosi Napoletani MUGNANO (NA) Via Cesare Pavese, III trav. 2/A tel/fax 081 745 14 33 Gli articolisti forniscono la propria prestazione a titolo spontaneo, gratuito e assumendos la responsabilità.

RE È MORTO, 14 IL VIVA IL RE

40 SIENA NAPOLI

18 L’ANGOLO DELL’INSOLENTE

44 NAPOLI CHIEVO

GIOCATORE DEL MESE 48 FIORENTINA 20 IL WALTER NAPOLI GARGANO DOC 22 GLI ERRORI ARBITRALI 52 TIFOSE MARTA KREVSUN

24 LA FOTO DEL MESE

Autorizzazione del Tribunale di Napoli n. 4267/92 del 28/3/92.

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Per ricevere a casa UltrAzzurro basta pagare le spese di spedizione inviando un vaglia postale di € 40,00 intestato a: GENNARO MONTUORI Via Cesare Pavese, III Trav. n° 2/A - 80018 Mugnano (NA). Riceverai il mensile periodicamente a casa tua per un anno (con probabile esclusione di Luglio ed Agosto). la spedizione in 24/48h lavorative è a cura del corriere espresso:

Stampa di:

SPAZIO 56 LODEI TIFOSI

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C

arissimi lettori ci ritroviamo in un momento cruciale della stagione del Napoli. Alla vigilia dell’impegno di Champions con il Chelsea, nel quale Mazzarri e la sua banda cercano il visto d’accesso nella storia del Club azzurro entrando tra le prime otto squadre d’Europa, è arrivato il netto successo di Firenze che rilancia il Napoli nella corsa al terzo posto. L’attuale posizione in classifica, una finale di Coppa Italia ancora ampiamente alla portata dei partenopei e la possibilità di accedere ai quarti di finale di Champions dovrebbero spegnere sul nascere qualsiasi polemica e farci stringere, compatti, intorno ai nostri beniamini. In questo numero Mimmo Carratelli ripercorre la storia delle sfide con le squadre inglesi. Antonio Corrado, nel consueto appuntamento con l’angolo dell’insolente, stigmatizza l’atteggiamento spesso avverso che le maggiori emittenti nazionali hanno nei confronti del Napoli. Tre illustri ex azzurri come Savoldi, Giordano e Filardi esprimeranno il loro parere sul momento della compagine di Mazzarri. Analizzeremo l’immobilismo del Club azzurro sul mercato di gennaio e con Raffaele Tagliamonte daremo vita ad un’altra simpatica e dissacrante rubrica “E’ morto il Re, viva il Re”. Abbiamo, inoltre, voluto analizzare i numerosi errori arbitrali che hanno danneggiato gli azzurri, con un un ampio e dettagliato resoconto. Mauro Cucco ci parlerà di Walter Gargano il giocatore del mese e, nel sempre più gettanato ed atteso appuntamento con le belle tifose doc vi presenteremo la modella ucraina Marta Krevsun. Vi rinnovo il consueto appuntamento televisivo con “Tifosi Napoletani” tutti i giovedì, sulle frequenze di Canale 34, una delle televisioni più di qualità dell’emittenza campana, con un parterre ed una veste rinnovata. La trasmissione sarà visibile anche in streaming live sul nostro sito www.tifosinapoletani.it, attraverso il quale potrete anche interagire con la trasmissione e con il nostro giornale e godere di una sezione riservata alle News sempre ricca ed aggiornata. Un abbraccio a tutti voi e come sempre, dal profondo del cuore, forza Napoli.

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L A SFIDA A G B

urnley, nel nord-ovest dell’Inghilterra, uno dei 14 distretti del Lancashire, è stata la mia prima trasferta all’estero col Napoli. Era il 18 gennaio 1967, ottavi di Coppa delle fiere. Primo avversario inglese nella storia azzurra. Ed era il Napoli del “petisso” Pesaola con Bandoni in porta, terzini Nardin il rosso e il gentile Miceli, in mediana Stenti, Panzanato la roccia che cammina e l’ex juventino Emoli, all’attacco Canè e Bean sulle ali, in mezzo Montefusco, Orlando e Altafini. Una compagnia allegra. Juliano (Toni Juliano come lo chiamavano gli inglesi) era rimasto a casa e così Sivori. Volo da Roma per Manchester e da Manchester a Burnley. Una piccola città fra due fiumi, l’umidità di gennaio subito nelle ossa. Qualche ciminiera, cimelio del passato tessile. Un po’ di relax al Cabaret Club. La sera vedemmo una luce rossa su una porta. All’interno giocavano al Bingo in netto anticipo sul gioco che oggi dilaga in Italia. Andammo a conoscere da vicino la perfida Albione. Fu molto perfido il Burnely che ci rifilò tre pappine (3-0). Venne al San Paolo e fece 0-0. Il portiere Harry Thomson parò tutto e il “Daily Express” lo definì “un Dio in maglia verde sotto il cielo nuvoloso mediterraneo”. In campo volarono botte. Sivori contro il difensore Merrington che si prese un paio di gomitate. Altafini e lo stopper Latcham testa a testa. Orlando mandò a quel paese Thomson che voleva stringergli la mano. Il Napoli fu eliminato. Due anni dopo, sempre in Coppa delle Fiere, ci toccò un’altra squadra inglese, il Leeds, nei sedicesimi di finale. Altra caratura. Stella della formazione era il centromediano Jack Charlton, un rude colosso di 1,91, fratello del più mite e tecnico Bobby Charlton di due anni più giovane, uno dei più grandi campioni d’Inghilterra. All’andata il Leeds si avventò alla maniera inglese: corsa, tra-

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versoni, superiorità fisica. Proprio Charlton segnò in due minuti i gol del 2-0 (23’ e 25’). Era il Napoli di Chiappella con Zoff, Nardin, Panzanato, Stenti, Guarneri, Zurlini, Altafini, Juliano, Nielsen, Sivori, Barison. Una formazione un po’ rattoppata. Nel “ritorno” a Napoli si inserirono Pogliana, Bianchi e Claudio Sala. Gli azzurri pareggiarono il conto dell’andata (2-0: Sala 14’, Juliano su rigore 84’). Il punteggio rimase invariato nei supplementari e il Leeds passò per sorteggio. Maledetti inglesi! Il Torneo anglo-italiano del 1970 vide il Napoli in lizza con lo Sheffield, una delle più antiche squadre britanniche (sorto nel 1889) e con lo Swindon Town, fondato da un prete nel 1879, squadra di una cittadina nel sud-ovest dell’Inghilterra. Al torneo partecipò anche la Juventus che finì ultima, devastata dallo Swindon (4-0 in Inghilterra, 1-0 a Torino). Il Napoli se la batté meglio. Nella prima partita cedette di misura sul campo dello Sheffield (3-4) e si rifece al ritorno stracciandolo (5-1). Vinse sul campo dello Swindon Town (2-1) e sembrò avviato a vincere il Torneo. Al San Paolo, Napoli e Swindon Town giocarono la finale per conquistare il trofeo. Fu un giorno maledetto. L’ingegnere Carlo Di Nanni, notissimo giornalista, ex arbitro e dirigente federale, famoso per le sue “scomuniche”, ebbe delle difficoltà all’ingresso dello stadio e allora lanciò uno dei suoi anatemi: “Il Napoli perderà la partita, i tifosi scasseranno lo stadio e l’ingegnere Ferlaino cadrà col suo aereo”. Ritirò l’ultima “maledizione”, ma tenne ferme le prime due. Il Napoli perse sul campo e i tifosi devastarono lo stadio, 3-0 a tavolino per lo Swindon. Con Chiappella in panchina giocarono Trevisan, Floris, Monticolo, Zurlini, Panzanato, Bianchi, Hamrin, Montefusco, Altafini, Improta, Barison. Ci fu poi una Coppa di Lega italo-inglese nel 1976 fra le vincitrici delle coppe nazionali dei due Paesi, il Napoli e il Southampton. Fu verso la fine di settembre che il Napoli andò nella cittadina balneare sulla costa meridionale inglese di fronte all’Isola di Wight. Un mito l’isola dei concerti rock che nel 1970 aveva radunato 600mila persone per l’ultima esibizione di Jimi Hendrix e dei Doors, erba e corpi nudi su tutta l’isola. Da Southampton era salpato il Titanic prima di infrangersi contro un iceberg una notte di aprile del 1912. Il Napoli non fece la fine del Titanic. Perse 1-0, rimediabile al ritorno. Al San Paolo gli azzurri dilagarono (4-0) con i gol di Chiarugi, Bruscolotti e una “doppietta” di Speggiorin. Nella partita a Fuorigrotta giocarono Carmignani, Bruscolotti, La Palma, Burgnich, Vavassori, Orlandini, Chiarugi, Juliano (55’ Vinazzani), Massa, Esposito, Speggiorin. Il trofeo fu un altro trionfo di Pesaola. Poi il balzo in questi ultimi anni per incontrare un altro avversario inglese. Nell’Europa League del 2010-2011, il Napoli andò al doppio confronto con il Liverpool nel girone di qualificazione che poi vide proprio gli inglesi e la squadra di Mazzarri passare il turno. Al San Paolo, una serata indimenticabile fruttò l’incasso di 1.903.700 euro con 52.910 paganti. Il Liverpool, privo di Kuyt, Torres e Gerrard, si chiuse con una doppia linea di difesa portando via lo 0-0 cui mirava. Konchensky salvò sulla linea una conclusione


LI INGLESI

Mimmo Carratelli

di Hamisk, Cavani mancò il bersaglio in un’azione favorevole, poi De Sanctis compì la prodezza di negare a Babel il gol di rapina. Andammo all’Anfield Road con speranze ridotte al lumicino. Ma il Napoli fu magnifico per 70 minuti, addirittura in vantaggio con un gol di Lavezzi. Poi Gerrard, entrato in campo nella ripresa, risultò devastante nell’ultimo quarto d’ora andando a segno tre volte, una su rigore, favorito dagli errori degli azzurri. L’avventura europea del Napoli finì poi in Spagna, nei sedicesimi, contro il Villarreal. Quest’anno la grande impresa in Champions col Napoli che supera un girone di ferro e si qualifica per gli ottavi di finale proprio grazie alla vittoria sul Manchester City degli sceicchi e di Roberto Mancini: 2-1 al San Paolo dopo l’esaltante 1-1 in Inghilterra. Gli azzurri si scoprono improvvisamente protagonisti in Europa. A Manchester, proprio al debutto nel “girone della morte”, il Napoli sorprende tutti e ancora di più il City. Va in vantaggio con Cavani (68’) e gioca una super-partita di controllo schizzando in contropiede. Hamsik sfiorava il gol due volte e, in una terza occasione, Kompany gli ribatteva il tiro sulla linea di porta. Lavezzi in grandissima forma, ma fuori dopo un’ora di gioco per infortunio (entrava Dzemaili). Una punizione tagliente di Kolarov, sorprendendo la barriera azzurra e De Sanctis, assicurava al Ciy un miracoloso pareggio (1-1). Il “ritorno” al San Paolo aveva la crudeltà della partita decisiva, ma incoraggiava il risultato conseguito in Inghilterra. Serata ultramilionaria (2.479.399 euro di incasso, 57.575 spettatori). Va in gol Cavani, pareggia Balotelli, Cavani raddoppia. Hamsik colpisce un palo, De Sanctis protegge la vittoria con una paratona su Balotelli. E’ 2-1. La qualificazione degli azzurri agli ottavi sarà poi

completata dal successo in trasferta sul Villarreal. Adesso c’è il Chelsea del magnate russo del gas e del disperato Villas-Boas, disperato perché ha una squadra che non funziona e il primo anno londinese dell’allenatore portoghese è una maledizione. Il Chelsea deve difendere a denti stretti il quarto posto in Premier League per giocare in Champions anche l’anno prossimo. Ma lo pressa l’Arsenal e sono in agguato Newcastle e Liverpool. Col Chelsea abbiamo avuto un “contatto” diciotto anni fa in un torneo estivo a Londra, la Makita Cup. Napoli-Chelsea si giocò allo stadio di Highbury, famoso per un Inghilterra-Italia del 1934 in cui gli azzurri furono definiti “leoni” dalla stampa britannica cedendo per 2-3. Il Napoli andò a Highbury con la squadra in cui Vincenzo Guerini aveva preso il posto di Marcello Lippi. Era il 6 agosto 1994. In maglia azzurra arrivarono André Cruz, difensore brasiliano esperto sui calci piazzati, il Condor Agostini, Benny Carbone, il francese Boghossian e Freddy Rincon, il colombiano senza un ruolo fisso, dalle lente mosse feline, pigro, dormiglione, all’apparenza più vecchio dei suoi 28 anni. Il Napoli batté quel Chelsea 2-0 (9’ Rincon, 86’ Agostini). Guerini schierò Taglialatela (il nostro Batman), Matrecano, Fabio Cannavaro, Cruz, Policano, Bordin, Boghossian, Pecchia, Rincon, Agostini, Carbone. Lo scontro si rinnova, ma all’altissimo livello della Champions. Napoli e Chelsea giocano per superare gli ottavi di finale. Un traguardo storico fa l’occhiolino agli azzurri: entrare nelle prime otto squadre d’Europa. Mai successo sino a oggi. Il Chelsea è la squadra di Cech, il portiere mascherato, di Ashley Cole, John Terry, Essien, Lampard, Torres che però non segna da una vita, del “motorino” spagnolo Mata e di Didier Drogba, il “monumento ivoriano” che ha appena fallito un calcio di rigore nella finale di Coppa d’Africa. E’ una sfida incertissima.

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UN MERCATO È

vero che i conti si fanno alla fine e che la stagione del Napoli può ancora assume contorni esaltanti ma, non per questo, bisogna ignorare alcuni errori che sono stati commessi, forse per eccessiva superficialità oppure per incompetenza. Alla chiusura del mercato estivo il “Patron” azzurro dichiarò che se a gennaio il Napoli fosse stato ancora impegnato in Champions e vi fosse stata la necessità di sistemare la rosa allora sarebbe intervenuto nella finestra invernale del calcio mercato. All’apertura del mercato cosiddetto di riparazione, il Napoli ci è arrivato dopo una prima parte di stagione altalenante che ha messo in evidenza l’inadeguatezza dei nuovi acquisti e problemi di qualità in difesa e di quantità a metà campo. Un cammino esaltante in Champions, ancora apertissimo in Coppa Italia ma di certo compromesso in campionato dove gli uomini di Mazzarri non sono riusciti ad inanellare una striscia di risultati positivi che superasse le cinque gare: cinque le partite senza subire sconfitte (una sola volta in stagione con un successo, quattro pareggi e la miseria di sette punti); le cose vanno ancora peggio se si vanno a guardare le vittorie consecutive centrate dagli azzurri: appena due volte in stagione! Segnali evidenti che ne De Laurentiis ne Bigon hanno preso nella giusta considerazione. Difesa spesso imbarazzante con un Cannavaro che è il lon-

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tano parente del giocatore ammirato nella scorsa stagione ed un Aronica spesso protagonista in negativo con errori fatali. Alternative praticamente inesistenti con un Fidelef improponibile, il 36enne Grava ormai


ANONIMO

Antonio Corrado

al capolinea, Britos che non si è ancora visto ed un Fernandez puntualmente ignorato da Mazzarri. A centrocampo Inler, Gargano e Dzemaili costretti, dalla mancanza di alternative, a fare gli straordinari con inevitabili cali dovuti al logorio fisico. Anche per la linea mediana cambi inesistenti con il solo Donadel centrocampista di ruolo ma ospite fisso in infermeria. L’unico intervento, invece, è stato fatto per il l’attacco che, a dire il vero, con il pieno recupero di Pandev appariva il reparto più affidabile. In questo scenario, intervenire sul mercato di gennaio doveva essere un obbligo, invece così non è stato. La Società avrà fatto le sue opportune valutazioni decidendo per il “non intervento”: un rischio, forse un azzardo che, solo a fine maggio, si saprà se è stato tale. Nel calcio, si sa, non si può mai dare nulla per scontato e l’augurio è che De Laurentiis e Bigon abbiano preso la scelta giusta e che a fine sta-

gione i tifosi possano finalmente tornare a gioire. Conquistare la Coppa Italia e, magari, superare il turno di Champions darebbero alla stagione una valenza altamente positiva a prescindere dal piazzamento in campionato e dalle critiche spesso prevenute dei soliti “sapientoni”.

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LA VOCE DEL A

rrivato nel momento-cruciale della sua stagione, il Napoli è chiamato a recitare la parte del leone sia in campionato, sia in Champions che in Coppa Italia nonostante la semifinale d’andata persa per 2-1 sul campo del Siena. Tutto è ancora possibile per quanto concerne la coppa nazionale (la cui finale regalerebbe il biglietto d’accesso per la partecipazione all’Europa League), mentre in campionato la strada per il terzo posto, valido per il preliminare di Champions, è ancora in salita. Poi ci sono gli ottavi di Coppa Campioni con il Chelsea che rappresentano un vanto sportivo per una città che ha tanta voglia di vincere e sognare in grande. Dove arriverà questo Napoli? Basterà il solo Edu Vargas, unico acquisto del mercato di gennaio, a sostenere l’arduo impegno su tutti e tre i fronti? E chi tra gli azzurri è stato il migliore finora o chi ha deluso le attese? Lo abbiamo chiesto a tre ex-azzurri come Beppe Savoldi, Bruno Giordano e Massimo Filardi. Chi meglio di loro può fornirci delle utili risposte.

Come giudica questa prima parte della stagione tra campionato e coppe e dove potrà arrivare il Napoli? Beppe SAVOLDI: “Non è che si possa esprimere un giudizio completo adesso visto che ci sono ancora tre competizioni da giocare. Il campionato credo che ormai sia difficile riprenderlo, ma la Coppa Italia e la Champions sono ancora da giocare. Fino adesso non si possono dare giudizi estremamente positivi”. Massimo FILARDI: “Secondo me negativa perché l’obiettivo principale era il campionato. Rischiando di non qualificarsi neanche per la Champions diventa un’annata senz’altro negativa. Abbiamo visto sì un Napoli brillante in Champions ma assolutamente negativo in campionato. Gli azzurri hanno giocato da “provinciale” anche in Serie A ed è stato disastroso. Matematicamente è difficile rientrare in corsa per il terzo posto: l’anno scorso ci vollero 70 punti per andare in Champions e perciò, dovendo fare altri 39 punti, gli azzurri dovrebbero tenere un passo da Scudetto. Ma visto il Napoli degli ultimi tempi…”. Bruno GIORDANO: “Non è soddisfacente se guardiamo soprattutto al campionato. Mi aspettavo un Napoli nelle prime tre posizioni. Chiaramente ci si aspetta un miglioramento, cioè che il Napoli possa recuperare qualche posizione. Ma ad oggi me l’aspettavo molto più in alto, diciamo tra le prime tre”.

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L CAMPO

Mauro Cucco

Chi è stato il migliore ed il peggiore fino ad oggi? Beppe SAVOLDI: “Dal mio punto di vista Pandev secondo me è l’uomo che è stato più determinante, perché si è messo di più in luce tra i nuovi arrivati. Anche se in difesa quest’anno mi è piaciuto Campagnaro, nonostante l’ultimo periodo no mentre sugli esterni Zuniga è stato senza dubbio il più vivace. Tra i peggiori inutile dire che ci si aspettava molto di più da Inler”. Massimo FILARDI: “Dei calciatori del Napoli ho sempre avuto una grande considerazione. Quindi dò un voto alto a tutti. Il gruppo degli azzurri continua a dare sempre il massimo, poi è chiaro che emerge la forza dei singoli come la gran dote realizzativa di Cavani e l’impegno di Lavezzi. Il voto basso lo do invece a Mazzarri perché non è riuscito a dare una mentalità da grande ad una squadra che il suo, al pari dell’anno scorso, lo ha sempre fatto”. Bruno GIORDANO: “Forse il più continuo è stato Gargano, giocatore che ha giocato quasi tutte le partite e sempre ad un certo livello. Ma è anche vero che in alcuni momenti qualcuno ha giocato meglio di altri e viceversa, alternando momenti buoni ad altri meno buoni. Chiaramente ci si aspettava di più da un giocatore importante come Inler. Ci si aspettava qualcosa in più da lui che fino a questo momento non ha fatto grandi cose e non è ancora esploso”.

Come giudica il mercato di gennaio del Napoli? Beppe SAVOLDI: “Praticamente non s’è fatto niente. Non è che sia stato positivo, perché a parte Vargas, che è ancora tutto da scoprire, non è arrivato più nessuno. E tutto ancora da verificare”. Massimo FILARDI: “Il Napoli non lo ha fatto alla stregua di come si era comportato negli anni precedenti. E’ stato solo anticipato l’arrivo di Vargas che è un giovane talento ma che in quanto tale va fatto maturare . E’ stato un mercato sterile a differenza di quanto fatto dalla Juve che s’è rinforzata in tutti e tre i settori. Le squadre che puntano in grande cercano sempre di modellare i propri organici per vincere nell’immediato. Questo il Napoli non lo farà mai perché guarda sempre in chiave prospettica”. Bruno GIORDANO: “In prospettiva può essere considerato un mercato da dieci così come un mercato da zero. E’ stato preso un giocatore come Vargas ma sono scelte fatte sempre in prospettiva. Si poteva anche operare subito su alcuni giocatori pronti per fare qualcosa nell’immediato, ma speriamo che nel giro di poco tempo l’acquisto di Vargas possa permetterci di dire che è stato un mercato importante”.

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IL RE E’ MORTO,, “I

l Re è morto, viva il Re” erano le parole di rito con le quali l’araldo della vecchia monarchia francese annunciava per tre volte al popolo la morte del sovrano e l’avvento al trono del successore a garanzia, mai interrotta, della casa reale. Con il tempo questa formula nobiliare a Napoli e’ diventata un proverbio,un modus dicendi per indicare come il popolo passasse velocemente da due stati d’animo opposti,dalla depressione per il decesso del re all’esaltazione per l’immediata conseguente investitura del nuovo sovrano. Mi sono lasciato con voi lettori di “Tifosi Napoletani” qualche anno fa,quando con la stessa rubrica evidenziavo come questo trend popolare di passare da un estremo all’altro fosse equiparabile ai goffi e repentini cambi di opinione di molti pseudo giornalisti e commentatori sulle prestazioni del Napoli calcio,ma da allora nulla è cambiato.

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, VIVA IL RE Raffaele Tagliamonte

Sono sempre loro,i soliti noti, pronti a cantare peana dopo momenti esaltanti e suonare de profundis dopo qualche partita o prestazione un po’ meno buona.Evviva il re è morto il re E sempre loro sono lì, alle conferenze di presentazione in prima fila, pronti ad applaudire compiacenti i dirigenti dopo acquisti potenzialmente o presumibilmente validi, salvo poi tirargli di tutto quando quegli stessi giocatori disattendono le aspettative. Evviva il re è morto il re. Mazzarri una sorta di eroe dopo la qualificazione agli ottavi di champions,un invasato dopo la deludente prestazione di Chievo,tutto questo in pochi giorni. Evviva il re è morto il re. Il presidente? Un grande, il salvatore? NO,Aurelio! Il salvatore? Nooooo,Aurelioooo! Ma no il salvatore del Napoli dalle stagioni fallimentari,quello che tutti osannavano e che dopo qualche piccola incertezza sono pronti a criticare,a definire un istrione,un incompetente,un affarista,salvo tra qualche ora ricorreggere il tiro. Evviva il re è morto il re.

Credetemi tutto questo mi disgusta profondamente,non perché sia contro la critica,la libertà di espressione e di pensiero per tutti,ma un po’ di medietà,di coerenza,di senso della misura. Basta con i pagnottisti,i frustrati,quelli che non avendo potuto esprimere il loro valore a Napoli o nel Napoli,per demeriti o per occasioni mancate,sono pronti dietro l’angolo, nascosti vigliaccamente dietro vesti di critici e opinionisti,a lanciare strali per vendicarsi e appagare la loro insoddisfazione. Mi auguro che il popolo napoletano si sia svegliato e che sappia valutare i critici costruttivi,i competenti,gli adulatori e gli infami fondamentalmente tifosi di altre squadre o comunque tifosi solo di loro stessi . Nani,ballerine e musicanti che con la penna,con una telecamera o dietro un microfono sono pronti a colpire parlando troppo e male. Speriamo bene! Evviva il Napoli è morta l’incoerenza e la disonestà intellettuale.

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L’ANGOLO DELL’ I

l modo con il quale le maggiori emittenti nazionali, a pagamento e non, trattano il Napoli oltre che offensivo comincia a risultare oltremodo irritante. Finché gli azzurri non hanno dato fastidio cercando di interrompere l’egemonia delle solite note tutto tranquillo. Da quando, però, la banda di Mazzarri ha cominciato a bastonare le grandi allora la musica è cambiata. L’atteggiamento ostile nei confronti del Napoli si è palesato vistosamente nell’ultimo anno. A partire dalla cacccia a Lavezzi scatenata dalle reti Mediaset in occasione del presunto sputo che il Pocho avrebbe rifilato al romanista Rosi. Una caccia alle streghe che portò alla squalifica di Lavezzi per tre giornate in base alla prova tv sulla scorta di immagini che, seppure raffinate dai solerti tecnici di Mediaset, non dimostravano alcuno sputo. E così, per la prima volta nella storia, un giocatore è stato squalificato in base alla prova tv grazie ad immagini che non chiarivano un bel nulla e soprattutto non rispecchiavano i criteri richiesti dalla prova televisiva che espressamente pretendono immagini chiare ed inequivocabili! Il Napoli fu così costretto a giocare tre gare senza il suo giocatore migliore e, guarda caso, dovette saltare anche la sfida scudetto con i rossoneri al Meazza, ossia contro la squadra di proprietà di Berlusconi padrone anche di Mediaset! Nello scorso mese di ottobre tutte le moviole, dalla Rai a Sky a Mediaset iniziarono un vero e proprio linciaggio morale nei confronti della squadra azzurra colpevole di avere beneficiato di un errore dell’arbitro Rocchi in occasione del rigore concesso ai partenopei. I vari moviolisti non furono, però, altrettanto onesti nel documentare come, nella stessa gara, c’erano state altre decisioni dell’arbitro che avevano danneggiato gli azzurri. Un’altra manifestazione di un’informazione distorta e faziosa. La stessa “informazione” di regime che nell’immediato dopo partita di Napoli-Cesena ha minimizzato gli

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INSOLENTE

Antonio Corrado

errori di Banti incluso il gol ingiustamente annullato a Pandev nel finale. Addirittura peggio ha fatto la Rai che ha completamente oscurato l’episodio. Le proteste azzurre sui tanti torti arbitrali fin qui subiti ha visto prendere nettamente le distanze da parte dei giornalisti (?) di Sky: un mezzo busto di Sky Sport 24 tutto boccoli biondi ed accento toscano, sul presunto dossier del Napoli sui torti arbitrali ricevuti, non perse occasione di sottolineare, a più riprese, come questi errori fossero tali soltanto per il Napoli prendendo le distanze e sminuendo i danni ricevuti dalla compagine di De Laurentiis. Un atteggiamento irritante così come quello che si devono sorbire i supporters azzurri nelle telecronache di Sky nonostante i fior di euro che versano alla tv di Murdok. Nessun rispetto per il Napoli ed i suoi tifosi e neppure per i tanti soldi che versano nelle casse delle tv pagamento tanto da far venire la voglia di mettere in scena un boicottaggio nei confronti di questi signori che, forse, toccati nel portafoglio potrebbero mostrare una maggiore sensibilità  ed una maggiore professionalità  nel commentare le vicende degli azzurri. A tutela della dignità  del Napoli e dei suoi tifosi continueremo a monitorare il comportamento di questi “fenomeni” ed alla prossima occasione potremmo fornire ai tifosi azzurri i numeri di telefono e di fax delle redazioni interessate in modo tale ada potergli fare recapitare in diretta le proteste ed il risentimento del popolo napoletano.

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IL GIOCATORE

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uanto è cambiato il rendimento di Walter Gargano rispetto al campionato scorso. Un anno fa il centrocampista uruguayano era solito ricevere diverse critiche da parte della tifoseria azzurra, ed anche da buona parte degli addetti ai lavori, per i tanti passaggi sbagliati, per il poco senso tattico e per la poca determinazione che mostrava nei momenti-clou della stagione. Ora è tutta un’altra storia, con El Mota che è tornato ad essere il vero cuore pulsante del centrocampo azzurro, un motorino che non si tira mai indietro, che è sempre l’ultimo a mollare e che non si ferma mai. Gargano è riuscito a farsi scivolare addosso tutte le problematiche vissute nelle annate precedenti risultando tutt’oggi l’unico elemento della rosa azzurra a cui Walter Mazzarri non potrebbe mai rinunciare. Troppo prezioso il tamburino di Paysandù per gli equilibri tattici del tecnico toscano: dall’inizio del 2012, ovvero dalla vittoria contro il Palermo dell’8 gennaio scorso, Gargano s’è fermato soltanto contro il Cesena nei quarti di Coppa Italia, poi sempre in campo senza essere neanche sostituito. E’ evidente che il tandem svizzero composto da Gokhan Inler e Blerim Dzemaili, ovvero quella che inizialmente avrebbe dovuto essere la coppia titolare di centrocampo, non ha fornito le dovute garanzie sia in fase (soprattutto) di copertura che nella fase di iniziazione della manovra d’attacco. Non c’è che dire, Gargano ha fatto ricredere tutti, men che meno proprio Mazzarri il quale, da quando s’è seduto sulla panchina del Napoli, ha sempre contato sulle qualità del suo centrocampista e lo ha sempre sostenuto a far meglio anche quando l’anno scorso gli preferiva l’algerino Hassan Yebda. Rendimento altissimo quello del Mota, una delle poche note positive in quest’ultimo mese in cui gli azzurri hanno sofferto tanto sia in difesa che in attacco. Gargano ha saputo recitare al massimo la sua parte sia contro le cosiddette “piccole”, contro le quali il Napoli non è riuscito quasi mai ad imporre il proprio gioco, sia al cospetto delle “Big” quali Inter e Milan. Sempre ad aggredire il portatore di palla avversario, sempre pronto a sradicare palloni dai piedi dei suoi dirimpettai, sempre generoso a dar manforte ai compagni in difficoltà dando il suo apporto (soprattutto quantitativo) dal primo all’ultimo minuto. Ma un ulteriore caratteristica che quest’anno premia il mediano sudamericano e che balza agli occhi della critica è una maggiore precisione nei passaggi, nei lanci filtranti verso gli esterni e più in generale nel dettare i tempi di gioco della squadra. Insomma, quest’anno in Gargano sta eccellendo anche una buona qualità tecnica oltre alla consueta quantità tattica di cui dispone già. Ecco perché l’uruguayano, campione del Sudamerica con la Celeste questa estate, è divenuto attualmente l’uomo irrinunciabile per Mazzarri. Indispensabile, immancabile. E poco c’entra con questa vistosa crescita dell’uruguagio il ruolo svolto da Inler, come magari si pensava ad inizio stagione. Il merito è tutto suo. Gargano ha saputo ritrovar se stesso con la propria forza, grazie al proprio talento ed al suo lavoro. E pensare che, non molti mesi fa, era dato in partenza…

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DEL MESE

Mauro Cucco

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GLI ERRORI A L

a pessima direzione di Banti nella gara interna con il Cesena dello scorso primo febbraio è solo la punta dell’iceberg di un campionato fin qui costellato da vistosi errori arbitrali ai danni degli azzurri, errori che, inevitabilmente, stanno incidendo sulla classifica. Per un mezzo rigore non concesso, il tecnico della Juventus Conte, ha pianto per due giorni, lacrime anche da Milano sponda nerazzurra dove Ranieri recrimina per presunti danni arbitrali subiti dalla sua squadra. Quando, però, a lamentarsi è il Napoli allora tutti a tacciare di vittimismo i soliti meridionali, a partire dalle pay tv a finire ai tanti pseudo addetti ai lavori. Ecco perché in queste pagine andiamo a ripercorrere la storia di questo campionato ed i danni subiti dagli azzurri a causa di evidenti errori arbitrali. 25/9/2011 Napoli-Fiorentina 0-0 arbitro Valeri di Roma: il fischietto romano, già tristemente noto ai tifosi azzurri per avere determinato con la sua direzione l’eliminazione del Napoli dalla scorsa edizione di Coppa Italia negli ottavi contro l’Inter, sorvola prima su una vistosa trattenuta in area piccola di Gamberini su Hamsik e poi su un netto fallo di mani di Pasqual, sempre in area viola, su traversone di Zuniga. 1/10/2011 Inter-Napoli 0-3 arbitro Rocchi di Firenze: polemiche a non finire dei nerazzurri per la direzione di Rocchi con moviole a senso unico ed un “killeraggio” mediatico ai danni degli azzurri. Le moviole sono molto brave ad evidenziare come, nell’occasione del penalty concesso al Napoli, il fallo di Obi su Maggio avvenga fuori area ma non sono altrettanto attente a fare luce su altri episodi a sfavore dei partenopei, anzi addirittura li oscurano: ignorato un fallo da rigore al 15’ per un atterramento di Zanetti ai danni di Pandev; un fallo di Obi da tergo ai danni di Maggio non sanzionato da un cartellino giallo sacrosanto; nessuna sanzione per un fallo di Zanetti al limite dell’area su Lavezzi lanciato a rete; nessun commento sulle violente e ripetute proteste di Julio Cesar nei confronti di Rocchi con tanto di mani addosso all’arbitro, atteggiamento che avrebbe comportato l’espulsione per qualsiasi altro giocatore non nerazzurro. 29/10/2011 Catania-Napoli 2-1 arbitro Celi di Campobasso: espulsione troppo affrettata di Santana per un doppio giallo a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro con il primo inesistente ed il secondo molto dubbio e con gli azzurri costretti a giocare in inferiorità numerica per circa un’ora. 19/11/2011 Napoli-Lazio 0-0 arbitro Rizzoli di Bologna: errore decisivo della terna arbitrale che annulla un gol di Cavani su assist di Maggio per un’inesistente fuorigioco del numero 11 azzurro. 29/11/2011 Napoli-Juventus 3-3 arbitro Tagliavento di Terni: il fischietto umbro è pignolo nel far ripetere il rigore trasformato da Hamsik perché alcuni giocatori erano entrati in area prima del tiro ma non si dimostra altrettanto pignolo nel farlo ripetere nuovamente a causa della presenza in area di due giocatori in occasione del secondo tiro calciato alto. Tagliavento, tra l’altro, non ha sfoderato la sua pignoleria nemmeno qualche settimana fa quando in Genoa-Lazio non fece ripetere un rigore, assegnato e realizzato dai rossoblù, nonostante la presenza in area di almeno sette giocatori. Durante la partita con la Juventus gestione dei cartellini abbastanza benevola nei confronti dei bianconeri con Vidal graziato del secondo giallo almeno in un paio di occasioni. 11/12/2011 Novara-Napoli 1-1 arbitro De Marco di Chiavari: Nel finale il fischietto ligure sorvola su un ingenuo quanto inutile fallo del portiere piemontese Ujkani ai danni di Pandev in piena area. 18/12/2011 Napoli-Roma 1-3 arbitro Celi di Campobasso: ancora una direzione sfortunata del fischietto di Campobasso che fa il paio con quella di Catania. Celi sul risultato di 0-1 annulla inspiegabilmente una rete a Cavani tra lo stupore generale. Sarebbe stato il gol del pareggio e la partita avrebbe potuto avere tutt’altra storia. 22/1/2012 Siena-Napoli 1-1 arbitro Damato di Barletta: ignorato un fallo di mano di Vitiello che devia, al limite dell’area piccola, con il gomito un colpo di testa di Campagnaro da distanza ravvicinata. 29/1/2012 Genoa-Napoli 3-2 arbitro Rocchi di Firenze: l’azione del terzo gol dei grifoni è viziata in partenza da un fallo di Moretti su Lavezzi. A Sculli viene consentito di tutto ed alla fine il Napoli perderà proprio con un gol di scarto. 1/2/2012 Napoli-Cesena 0-0 arbitro Banti di Livorno: il recidivo fischietto toscano già passato alle cronache per nefaste direzioni ai danni del Napoli, a coronamento dell’ennesimo arbitraggio sfavorevole agli azzurri, annulla, in pieno recupero, una rete regolarissima a Pandev per un’inesistente fuorigioco. Questo è l’ultimo episodio sfavorevole, in ordine di tempo, che ha visto gli azzurri uscire danneggiati dalle direzione arbitrali e ci auguriamo che possa essere l’ultimo della serie anche se alla fine del campionato mancano ancora quindici giornate.

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A RBITRALI

Antonio Corrado

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foto di Raffaele Esposito

LA FOTO DEL MESE

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Quarti di finale 25/01/2012

2

Celi di Campobasso 4,5

De Sanctis 6,5 Campagnaro 6 Cannavaro 5,5 Aronica 5,5 Maggio 5,5 Gargano 7,5 Inler 6 (82’ Dzemaili s.v.) Zuniga 6,5 Hamsik 6,5 (87’ Dossena s.v.) Lavezzi 6,5 (65’ Pandev 6) 90’ Cavani 7 50’ rig. A disp.: Rosati, Fernandez, Britos, Vargas. All.: Mazzarri 6

0

Castellazzi 6,5 Maicon 5 Ranocchia 6 Samuel 6 Chivu 5,5 Zanetti 6 Thiago Motta 5 (77’ Zarate 5,5) Cambiasso 6,5 Obi 5 (46’ Alvarez 6) Sneijder 6 Milito 5,5 A disp.: Julio Cesar, Faraoni, Cordoba, Poli, Castaignos. All.: Ranieri 5,5

NOTE: Spettatori 27.265. Angoli 4-3 per il Napoli. Recupero p.t. 1’, s.t. 3’.

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20a Giornata 29/01/2012

3

Rocchi di Firenze 5

Frey 7 Mesto 6,5 Granqvist 5,5 Kaladze 6 Moretti 6 Kucka 5,5 Sculli 6 (78’ Birsa s.v.) Biondini 6 (88’ Sampirisi s.v.) Jankovic 6 (73’ Seymour s.v.) 31’ 70’ Palacio 7 Gilardino 6,5 36’ A disp.: Lupatelli, Jorquera, Pratto, Zè Eduardo. All.: Marino 6,5

2

De Sanctis 5,5 Campagnaro 5,5 Cannavaro 5 (46’ Maggio 6) Britos 5 Zuniga 5 (56’ Cavani 6) Dzemaili 6 Gargano 6 Dossena 5 Hamsik 5,5 Lavezzi 6 Pandev 5,5 (73’ Vargas s.v.) A disp.: Rosati, Fideleff, Fernandez, Inler. All.: Mazzarri 5,5

NOTE: Spettatori 4.953. Angoli 7-5 per il Napoli. Recupero p.t. 1’, s.t. 5’.

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32


21a Giornata 01/02/2012

0

Banti di Livorno 4,5

De Sanctis 6 Campagnaro 6 Aronica 5,5 Britos 6 (62’ Zuniga 5,5) Maggio 5,5 Gargano 5,5 Inler 5 (46’ Hamsik 6,5) Dossena 6 (71’ Vargas 6) Pandev 6 Dzemaili 5,5 Cavani 5,5 A disp.: Rosati, Grava, Fernandez, Donadel. All.: Mazzarri 5

0

Antonioli 7 Moras 6 (61’ Rossi 6) Von Bergen 6,5 Rodriguez 6 Comotto 6,5 Colucci 6 Parolo 6 Martinho 5 (56’ Guana 6) Pudil 5,5 Rennella 6,5 Malonga 5 (78’ Martinez s.v.) A disp.: Ravaglia, T. Arrigoni, Ceccarelli, Lolli. All.: Arrigoni 5,5

NOTE: Spettatori 25.297. Angoli 9-2 per il Napoli. Recupero p.t. 0’, s.t. 4’.

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22a Giornata 05/02/2012

0

Rizzoli di Bologna 5,5

Abbiati 6 (46’ Amelia s.v.) Abate 6 Mexes 5,5 Thiago Silva 6 Antonini 5,5 Emanuelson 6,5 Van Bommel 5,5 Nocerino 6,5 Seedorf 6 (76’ Ambrosini s.v.) Robinho 5 (86’ Maxi Lopez s.v.) Ibrahimovic 5,5 A disp.: Mesbah, Bonera, Zambrotta, El Shaaarawy. All.: Allegri 5,5

0

De Sanctis 6,5 Campagnaro 6 Cannavaro 4,5 Aronica 5 (81’ Pandev s.v.) Maggio 6 Gargano 5,5 Dzemaili 5,5 (75’ Inler 5,5) Zuniga 5,5 Hamsik 6 Lavezzi 5,5 Cavani 5,5 A disp.: Rosati, Fernandez, Britos, Dossena, Vargas. All.: Mazzarri 5,5

NOTE: Spettatori 12.830. Angoli 12-8 per il Milan. Recupero p.t. 1’, s.t. 3’.

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40


Semifinale andata 09/02/2012

2

De Marco di Chiavari 6

Farelli 6,5 Pesoli 5,5 86’ aut. Contini 6 Belmonte 6 Angelo 5,5 D’Agostino 6,5 66’ Gazzi 6 Rossi 6 Reginaldo 6,5 42’ (70’ Giorgi s.v.) Mannini 6 (62’ Brienza 5,5) Bogdani 6 (51’ Larrondo 5,5) A disp.: Pegolo, Terzi, Vergassola, Gonzalez. All.: Sannino 6,5

1

De Sanctis 5,5 Campagnaro 5 Cannavaro 4 Aronica 4 (57’ Lavezzi 6,5) Maggio 5,5 Gargano 5 Dzemaili 4,5 (74’ Inler 6,5) Zuniga 4 Hamsik 5,5 Pandev 5 (71’ Vargas 5,5) Cavani 5 A disp.: Rosati, Fernandez, Britos, Dossena. All.: Mazzarri 5

NOTE: Spettatori 3000 circa. Angoli: 3-3. Recupero: 1’ p.t., 5’ s.t.

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23a Giornata 13/02/2012

2

Gava di Conegliano 6

De Sanctis 6,5 Grava 5,5 Aronica 6 Britos 5,5 15’ Zuniga 4,5 Inler 6,5 Gargano 6 Dossena 5,5 Hamsik 6 (68’ Maggio 6) Lavezzi 6 (77’ Pandev s.v.) Cavani 6 38’ rig. (89’ Vargas s.v.) A disp.: Rosati, Fernandez, Fideleff, Dzemaili. All.: Mazzarri 6

0

Sorrentino 5,5 Sardo 5,5 Andreolli 6 Acerbi 6 Dramè 5,5 Bradley 5,5 (75’ Vacek s.v.) Luciano 5,5 (75’ Rigoni s.v.) Hetemaj 5,5 Thereau 5,5 Pellissier 5,5 Paloschi 5,5 (61’ Moscardelli 5,5) A disp.: Puggioni, Frey, Cesar, Cruzado. All.: Di Carlo 5,5

NOTE: Spettatori 22.397. Angoli 9-4 per il Napoli. Recupero p.t. 2’, s.t. 4’.

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24a Giornata 17/02/2012

0

Orsato di Schio 6

Boruc 6,5 Gamberini 5,5 Natali 5 Nastasic 6,5 Cassani 6 Behrami 6 (46’ Salifu 5,5) Montolivo 6,5 Olivera 6 (64’ Marchionni 5) Vargas 6 (75’ Cerci s.v.) Jovetic 6 Amauri 6,5 A disp.: Neto, Felipe, Romulo, Ljajic. All.: Rossi 5

3

Rosati 6 Campagnaro s.v. (12’ Grava 5) Cannavaro 6,5 Britos 6,5 Maggio 7 Inler 6,5 Dzemaili 6 Dossena 5,5 Hamsik 6,5 (70’ Gargano 6) 90’ Lavezzi 7,5 3’ 55’ Cavani 7,5 (74’ Pandev 6) A disp.: De Sanctis, Fernandez, Dezi, Zuniga. All.: Mazzarri 7

NOTE: Spettatori 20.000 circa. Angoli 5-4 per la Fiorentina. Recupero p.t. 5’, s.t. 3’.

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TIFOSE DOC

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M

Marta Krevsun

odella, show girl e presentatrice televisiva, Marta Krevsun è la classica bellezza dell’est europeo, una ragazza che difficilmente passa inosservata con il suo fascino statuario e sensuale. Nata in Ucraina. a sedici anni giunge a Napoli, consegue la maturità liceale e la frequentazione degli studi televisivi e delle passerelle delle sfilate non gli fanno perdere l’interesse per lo studio che la porta alla facoltà di ingegneria. Della sua nuova città viene colpita subito dai paesaggi mozzafiato che solo Napoli sa regalare e, poi, la cucina classica partenopea con la pizza margherita ed i classici babbà con la panna. Ma dei napoletani la bella Marta apprezza particolarmente l’ospitalità e la solarità. Molte le apparizioni nei salotti televisivi locali in note trasmissioni sportive che ne hanno evidenziato la simpatia per la maglia del Napoli il tutto abbinato ad una bellezza mozzafiato. Il battesimo nella mitica trasmissione del lunedì “Number Two” che l’ha vista affiancarsi a Massimo Caputi ed Ivan Zazzaroni, poi una coconduzione in un talk show con Raffaele Auriemma e successivamente ancora una conduzione, in condominio con Marika Giannini e Silver Mele, il giovedì sera su Caprievent e su Telecapri Sport. Non solo tivvù, però, per la bella Marta che ha vinto il concorso Miss Ragazza Fashion nel 2008 ed è protagonista sulle immancabili sfilate in passerella con grandi stilisti come Balestra, Ferrante e Cannella. Tra un impegno e l’altro Marta non disdegna di curare i suoi hobby: lo sport innanzitutto, con pattinaggio tra i suoi favoriti e, poi, la passione per i viaggi e l’amore per le opere d’arte.

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Il piccolo Mattia

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Il piccolo Raffaele grande tifoso del Napoli

Mariarosaria Buonomo

Lorenzo Giordano innamorato della maglia azzurra

Le gemelline Emily e Marika con al centro il fratello Simone Pezzuto tutti tifosi DOC del Napoli


TIFOSI

Il papà Manuele e la mamma Ilaria dopo poche ore dalla nascita di Antonio lo hanno già battezzato tifoso del Napoli

I fratelli Alessandro e Genny Troiano supertifosi del Napoli

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