Page 1


Direttore Editoriale e Responsabile: Gennaro Montuori Vice Direttore: Carmine Montuori Hanno collaborato: M. Carratelli S. Caiazza A. Petrella M. Barbaro R. Sambuca S. Napolitano S. Nicolò M. Giordano In redazione: Carmine Montuori Cinzia Montuori I servizi fotografici sono di: Agenzia Mosca Italo Cuomo Enzo Calone Foto Esposito Aurelio Talpa Archivio Enzo Festa Copertina e poster di: Pietro Mosca Redazione e Amministrazione: Via Cesare Pavese III Trav. 2/A int. 14 MUGNANO (NA) Tel. 081.7451433 Impaginazione e ideazione grafica: Michele Montuori Stampa: Grafiche San Benedetto Via Vicinale Latina Località Case Diana 03030 Castrocielo (FR) tel 0776 3741 fax 0776 374500

EDITORIALE 5 IL MATCH 8 DI GENNARO MONTUORI

PRESENTAZIONE DI NAPOLI-INTER

10 14 17 18 20 22

Autorizzazione del Tribunale di Napoli n. 4267/92 del 28/3/92.

NAPOLI-INTER VISTA DAI DOPPI EX

24

INTERVISTA A RICCARDO BIGON

26

LA FOTO DEL MESE

NAPOLI PALERMO

LIVORNO NAPOLI

NAPOLI GENOA

Per la pubblicità su questo mensile rivolgersi in redazione

Event’s Agency s.a.s. MUGNANO (NA) • Via Cesare Pavese, III trav. 2/A tel/fax 081 745 14 33 Gli articolisti forniscono la propria prestazione a titolo spontaneo,gratuito e assumendosi la responsabilità.

TUFFO NEL PASSATO CON DINO CELENTANO

28

I CENTRAVANTI NAPOLETANI

32

INTERVISTA A GIUSEPPE SANTORO

36 40

Distribuzione EVENT’S AGENCY

14

UDINESE NAPOLI

22

SETTORE GIOVANILE VIAREGGIO CUP

RESPIRO AZZURRO CLUB SANTA MARIA A VICO

26

Per ricevere a casa UltrAzzurro basta pagare le spese di spedizione inviando un vaglia postale di € 30,00 intestato a: EVENT’S AGENCY s.a.s. Via Cesare Pavese, III Trav. n° 2/A - 80018 Mugnano (NA). Riceverai il mensile periodicamente a casa tua per un anno (escluso Luglio e Agosto). la spedizione in 24/48h lavorative è a cura del corriere espresso:

36


C

arissimi amici, solo un arbitro incompetente o in malafede come Damato poteva interrompere l’imbattibilità del Napoli di Mazzarri e di De Sanctis. I due primati, ottenuti dal tecnico e dal portiere, comunque sono già entrati a far parte degli almanacchi e delle statistiche. A parte l’amarezza della sconfitta e dell’ennesimo torto arbitrale, per quest’ultimo i 6 milioni di tifosi sono veramente sconfortati, la cosa che alla fine ci interessa è che il Napoli sia una squadra che continua a dire la sua in questo campionato. Stasera contro l’Inter sono convinto che avremo una conferma in tal senso. Anche in questo numero troverete articoli di due firme importanti come Mimmo Carratelli che racconta la storia dei centravanti napoletani in forza alla squadra del cuore; e Salvatore Caiazza, che presenta la sfida di stasera contro i meneghini. Non perdete le interviste al ds partenopeo Riccardo Bigon, al Consigliere regionale campano, Giuseppe Sarnataro, tifosissimo del Napoli, e un’esclusiva all’ex dirigente degli anni d’oro, Dino Celentano. Ampio spazio, come al solito, alla cronaca delle partite e al settore giovanile: ci dispiace per l’eliminazione della Primavera al “Viareggio”, ma sono sicuro che gli azzurrini sapranno rifarsi in campionato. Nel salutarvi, vi ricordo l’appuntamento con “Tifosi Napoletani”, in onda il giovedì (ore 20.50) su Napoli Canale 21. Per interagire da casa e partecipare al quiz è possibile scrivere a: info@tifosinapoletani.it. Per tutti gli aggiornamenti potete sfogliare il nostro sito www.tifosinapoletani.it. A tutti gli innamorati auguro uno splendido San Valentino. Buona lettura e dal profondo del cuore Forza Napoli.


RIVENDITORI AUTORIZZATI

'A PUTECA 'E SPACCANAPOLI C.C. Iamm Via Napoli, 270 Arzano (NA) 19 STORE C.so Garibaldi, 3 Monte di Procida (NA) CANDY HOUSE C. C. Auchan Giugliano (NA) CANDY HOUSE C. C. Auchan Mugnano (NA) CANDY HOUSE C. C. Campania Marcianise (CE) CART. & GADGET PROCACCINO C.C. Meridiana Casalnuovo (NA) CARTOLERIA Brescia Via Nuova Macello, 48 (zona Poggioreale) NA CENTURY Via Epomeo, 159 Napoli CENTURY Via S. Felice, 40 Aversa (CE) CRYPTON Via Napoli, 202 Arzano (NA) CUORE AZZURRO C.so Garibaldi, 48 Afragola (NA) CUORE AZZURRO C.so Vittorio Emanuele II, 98 Acerra (NA) DRIBBLING SPORT P.zza Cota, 16/18 Piano di Sorrento (NA) EL NUEVO 10 Via Ugo Nutta, 35/37 Napoli FANTA FORTUNA C. C. Auchan Le Ginestre Volla (NA) G.T. SPORT WEAR di Giaccio Teresa Via E. Fermi, 13 Villaricca (NA) GIOIEL. & OROLOG. AVITABILE Piazza Roma, 31 Pimonte (NA) GLAMOUR Via Nicola Nicolini, 60 A/B Napoli HAPPY DAYS Via Epomeo, 143 Napoli HOLLYWOOD Via Marconi, 127/129 Mariglianella (NA) IDEA NUEVA Via Napoli, 105 Castellammare di Stabia (NA) IL PAIO DISPARI C.so della repubblica, 124/B Pozzuoli (NA) IL PAIO DISPARI Via Gemito, 22/24 Napoli JAMPA C/C "Al Centro" Via Taverna Rossa, 157 Casavatore (NA) L'ANGOLO DEGLI ANGELI Via Salvator Rosa, 359 Napoli M.A.V. P.za Francese, 31 Napoli (nei pressi di P.za Municipio) MINA SPORT C. C. Jambo Trentola Ducenta (CE) NAPOLI STORE C.C. Il golfo dei desideri MANDI (piano superiore) Afragola (NA) NON SOLO POMPEA Via Lepanto, 205 Pompei (NA) OROLOGERIA ESPOSITO Via Nazionale n째1 Napoli PISANO Viale Kennedy, 14 San Marcellino (CE) SCEGLIERE... C.so Umberto I, 247 Marigliano (NA) SFIZIOMANIA Viale D'Amore, 15 Portici (NA) SPORT POINT Via A. Moro,1 e Via Roma, 5 Sant'Antimo (NA) SWEET DREAMS Via Trieste, 32 Palma Campania (NA) TABACCHI IAFORTE Via Mazzocchi, 119 Santa Maria Capua Vetere (CE) VERTOLOMO SPORT Via Casa D'Antuono, 37 S.Antonio Abate (NA)


di SALVATORE CAIAZZA

N

on c'è due senza tre. L'adagio in questione è quanto mai d'obbligo visto che i tifosi azzurri sperano di battere anche stavolta l'Inter. Sia nel primo che nel secondo anno di A, infatti, i campioni nerazzurri sono usciti dal San Paolo sempre a capo chino. A griffare entrambi i successi quel Zalayeta che oggi è in forza al Bologna. L'uruguagio fece godere i tantissimi tifosi sugli spalti con due colpi di classe che misero al tappeto il malcapitato Julio Cesar. Mazzarri ha lavorato una settimana intera per preparare questa sfida tanto attesa dai napoletani. In sessantamila, infatti, riempiranno gli spalti dello stadio di Fuorigrotta. Un numero enorme che non si vede neanche nelle sfide di Champions League. In quanto a stimoli, ha campato di lusso il tecnico toscano poiché match del genere non hanno bisogno di cariche esterne, per quanto riguarda l'aspetto tecnico è stato molto meticoloso. Sì perché di fronte il Napoli avrà fior fior di campioni che al minimo errore ne potranno approfittare. Ecco, quindi, che nel corso dell'intera settimana Quagliarella e compagni sono stati impartiti a dovere. La formazione base dovrebbe essere la stessa di Udine fatta eccezione, naturalmente, dello squalificato Maggio e dell'uscente Denis. Sì perché pare che Lavezzi dovrebbe

tornare finalmente a disposizione proprio contro i fenomeni di Mou. Il portoghese lo conosce bene il Pocho poiché sia lo scorso torneo che in questo ha sempre segnato a San Siro. L'argentino si schiererà al fianco di Quagliarella con, alle spalle, il solito Hamsik. Lo slovacco dovrà cercare di svegliarsi perché a questo Napoli manca proprio il suo apporto. Le giocate di fino vanno anche bene ma sarebbe il caso che diventasse fondamentale come nel girone d'andata. Sulla fascia destra ci sarà Zuniga, a sinistra c'è da sciogliere il dubbio: confermare Dossena o riutilizzare il rientrante Aronica. Al centro non mancheranno Pazienza e Gargano. Per quanto riguarda la difesa nessuna rivoluzione in vista nonostante le dormite su Di Natale. Mazzarri potrebbe pensare di far riposare Grava optando proprio per Aronica al fianco di Cannavaro e Campagnaro. In porta il pararigori De Sanctis che avrà un bel da fare con i puntero avversari. Il personaggio della serata sarà come sempre lo "Special One". Il vulcanico Mourinho si ritroverà in un ambiente caldo che sicuramente rispetterà. Avrà pure carisma da vendere ma non sbaglia mai al cospetto di un popolo come quello partenopeo. I campioni d'Italia dovrebbero essere gli stessi che hanno battuto il Cagliari con l'inserimento di Sneijder.


L

a sfida tra partenopei e meneghini vista dai doppi ex. Rino Marchesi, Luis Vinicio e Peppe Massa presentano, in esclusiva per Tifosi Napoletani, il match di San Valentino che vede opposto il Napoli all'Inter. Sarà ricordato sempre come il primo allenatore di Diego Armando Maradona. Ma anche come il tecnico che arrivò ad un passo dallo scudetto nel 1981. Rino Marchesi è stato un allenatore serio e professionale nella sua lunga carriera. Il Napoli fu la prima vera squadra che guidò agli inizi degli anni Ottanta. Dopo aver trascorso due stagioni in riva al Golfo, andò all'Inter per un anno e poi ritornò in azzurro dove trovò il Pibe de Oro. Ebbe la possibilità di averlo a disposizione solo per un torneo poiché si avvicinò al suo paese, San Giuliano Milanese, per allenare il Como. Nel suo pedigree c'è anche la Juventus dove ci restò per due anni. Sicuramente Napoli è stato il massimo per il trainer lombardo. La piazza partenopea gli diede la possibilità di diventare famoso al punto di essere scelto addirittura dall'Inter, come detto. Visto il suo passato da doppio ex non si è potuto esimere da un pronostico per la sfida del San Paolo. “Se dovessi pensare alla classifica e al momento attuale dell'Inter - ha affermato - allora dovrei dire 2. Sì perché oggi i nerazzurri sembrano imbattibili. Ma siccome nel calcio contano soprattutto gli stimoli, allora dico che questo match è da tripla e ci può scappare addirittura l'1. Perché? Naturalmente per i sessantamila spettatori presenti sugli spalti. Saranno loro la forza in più di un gruppo che ha saputo conquistare meritatamente quindici risultati utili consecutivi. Avevano inanellato pure il sedicesimo ma a quanto pare a Damato non faceva piacere. Sono contento che la piazza partenopea possa vivere momenti magici come in passato. Non posso mai dimenticare la carica che dava il pubblico quando io ero allenatore. Eravamo ad un passo dallo scudetto e ogni domenica era una festa al San Paolo. Rivedo lo stesso entusiasmo di allora e spero tantissimo che il Napoli possa conquistare la Champions League”.


S

e un brasiliano che arrivò in Italia nel '55 decise di vivere tutta la sua vita a Napoli un motivo ci sarà. Luis Vinicio de Menezes, nonostante abbia giocato pure in altre squadre, è rimasto una icona del tifo partenopeo. Sia da calciatore che da allenatore è stato veramente bravo e proprio in panchina è arrivato ad un passo dallo scudetto. Nella sua esperienza da bomber ha avuto anche l'opportunità di indossare la storica camiseta dell'Internazionale. Dal Lanerossi Vicenza, infatti, passò sotto la Madunina nel campionato '66/'67. Lo volle a tutti i costi Helenio Herrera per evitare che 'O Lione potesse andare a rinforzare qualche altra formazione che lottava per vincere il tricolore. Per il sudamericano, però, le cose non andarono troppo bene: collezionò solo otto presenze e realizzò una sola rete. A Napoli, invece, griffò la bellezza di 69 reti che fecero impazzire la torcida partenopea. “Avrò anche giocato nell'Inter - ha ammesso Vinicio - ma il Napoli è tutta un'altra cosa. Non potrei mai avere il cuore diviso a metà e lo dimostra il fatto che sono rimasto a vivere in questa splendida città. Mi sarebbe piaciuto da allenatore di vincere lo scudetto ma non ci riuscimmo per poco. Fu un vero peccato”. 'O Lione ha sempre avuto belle parole per la squadra allenata da Mazzarri. Da uomo di calcio sa bene che non si conquistano quindici risultati utili consecutivi per caso. Ma adesso ci vuole la prova del nove contro la squadra più forte del campionato. “Non sarà facile affrontare questa Inter - ha evidenziato Vinicio - ma con sessantamila spettatori sugli spalti tutto è possibile. Lo dimostra il fatto che nelle ultime due stagioni si è sempre vinto. Mi auguro di cuore che si possano incassare i tre punti per dimenticare una sconfitta che proprio non era in programma, soprattutto per ciò che hanno dato gli azzurri a Udine. Ma il calcio è anche questo, la cosa importante è non deprimersi”.

U

no che ha mosso i primi passi calcistici nell'Internapoli non poteva augurarsi di meglio per il suo futuro nel mondo della “pedata”. Peppe Massa è uno dei pochi che si è tolto lo sfizio di giocare prima nel Napoli e poi nell'Inter. È stata una carriera importante quella del giocatore partenopeo. Dal '72 al '74 vestì la maglia nerazzurra, dal '74 al '78 quella della sua squadra del cuore dove in 150 gare segnò la bellezza di 36 reti. Pure con i meneghini riuscì a sfruttare il suo istinto da goleador: dieci realizzazioni tra campionato e Coppa Uefa. Il meglio di sé, però, lo diede all'ombra del suo Vesuvio dove vinse la Coppa Italia nel '75/'76 e giunse in semifinale di Coppa delle Coppe la stagione successiva. Inutile dire che nella sfida tra Napoli e Inter allo stadio San Paolo, Peppiniello farà il tifo per la squadra azzurra. Un partenopeo doc, anche se va a giocare altrove, non può mai tradire la sua terra natìa. “Avrei voluto giocare sempre nel Napoli - ha ammesso Massa - e non avrei mai voluto vestire la maglia della Lazio. Ma allora c'erano certe situazioni alle quali dovevi sottostare. Il ricordo più bello del mio passato azzurro è quando sfiorammo lo scudetto con gente come Clerici e Juliano”. Il Napoli attuale, al di là della sconfitta di Udine immeritata, ha buone chance per poter dare tante soddisfazioni ai tifosi. “È vero - ha proseguito l'ex di lusso poiché fare quindici risultati utili consecutivi non è da tutti. Contro l'Inter sicuramente non sarà una gara facile ma con Quagliarella e l'eventuale rientro di Lavezzi, si può vincere nuovamente così come è capitato nelle ultime due stagioni. Forza Napoli sempre e comunque...”.

SALVATORE CAIAZZA


di GENNARO MONTUORI

U

n'intervista a metà tra le confessioni ad un amico e la voglia di farsi conoscere dai napoletani. Così si racconta Riccardo Bigon, così mi parla della sua voglia di farsi conoscere dal pubblico azzurro, della sua voglia di lasciare un segno negli annali del Napoli, con la sua solita classe, con il suo stile che ti lascia un sorriso largo così quando finisce la chiacchierata e ci si stringe la mano per salutarsi. Riccardo, tante volte vieni ancora accostato alla figura di tuo padre. “Si, Gennaro, mi pesa anche un po' questo accostamento. Mio padre per me è un punto di riferimento e lo sarà sempre. Ma, tutti devono capire che io sono il direttore sportivo di uno dei club più importanti d'Europa. Non un novizio che sta entrando in questo mondo. Quando parla Mourinho in tanti pendono dalle sue labbra, altri lo definiscono una stratega: io non ho nulla contro José, ovviamente. Vorrei solo che non si pensasse più a Riccardo Bigon come un ragazzo che sta entrando nel mondo del calcio che conta”. Anche perché hai progetti ambiziosi... “Certo. Ne parlammo la prima volta che varcai i cancelli di Castelvolturno. Per me il Napoli è la tappa fondamentale di una carriera. Vorrei entrare nella storia di questo club, conseguire dei risultati che non potranno esser dimenticati”. Ad Udine il primo traguardo storico è stato cancellato dall'arbitraggio. Ed ha anche salvato il record di tuo padre.


“Non la prenda male mio padre, ma mi dispiace tantissimo che non siamo riusciti ad eguagliare il suo primato. Quel Napoli l'ho vissuto da ragazzino, questo me lo sento cucito addosso: desideravamo fortemente proseguire in quella striscia di risultati utili. Peccato anche per la mia espulsione: non mi era mai accaduto di ricevere un rosso. Ed anche con Damato sono stato educato, mi sono rivolto con la sensibilità che tutti mi riconoscono. Forse non ci siamo capiti, avrà percepito come un insulto quando gli ho detto che in certi episodi è stata un po' presuntuosa la sua direzione. Ma voglio ribadire che per me gli arbitri non sono né incapaci né in cattiva fede: è solo un periodo sfortunato con i direttori di gara, non esistono complotti”. Per molti il ko di Udine è stato anche percepito come la prima dimostrazione che questa squadra aveva bisogno di altri rinforzi. “Gennaro, lo sai bene che abbiamo provato a prendere altri giocatori. Ma, dovevano arrivare giocatori del calibro di Dossena, ragazzi che possano darci un contributo importante. Se potevamo prendere altri giocatori con queste caratteristiche li avremmo presi. Ma non è stato possibile arrivare ad altri calciatori così e continuiamo con i nostri, con Dossena e con i nostri giovani del settore”. A proposito del vivaio, la Primavera ha già lasciato Viareggio. “Ci vuole tempo per costruire un settore di livello, ma stiamo procedendo con un programma di integrazione. Lorenzo Insigne ha già esordito, qualche altro ragazzo lo stiamo portando in panchina. Crediamo tantissimo nel vivaio, sono convinto che ci porterà grandi risultati”.


Orsato di Schio 4 De Sanctis 8 Grava 7 Cannavaro 6.5 Rinaudo 6 Maggio 6.5 Gargano 6.5 Pazienza 7 39'st Cigarini sv Aronica 6 16'st Dossena 6 Hamsik 6.5 Quagliarella 6.5 Denis 6.5 33'st Hoffer sv A disp.: Iezzo, Zuniga, Contini e Bogliacino All.: Mazzarri 6.5

Sirigu 6 Cassani 6 Goian 6.5 Bovo 6.5 Balzaretti 6 Bresciano 6 Migliaccio 6.5 Nocerino 6 Simplicio 6.5 Cavani 6.5 32'st Budan sv Miccoli 6 12'st Pastore 6 A disp.: Brichetto, Melinte, Bertolo Blasi e Hernandez All.: Rossi 6

Spettatori 55mila circa. Angoli 3-3. Recupero: pt 1'; st 4. Al 20' De Sanctis para un penalty a Miccoli. Osservato 1' di silenzio per le vittime del terremoto di Haiti.

di ROSA SAMBUCA

C

i si attendeva il riscatto dopo la debacle di Torino, ma il Napoli non è riuscito ad andare oltre lo 0-0 contro il Palermo nel posticipo serale della prima di ritorno. Di azioni gol vere e proprie gli azzurri non ne hanno mai create, più pericoloso è stato il Palermo che si è fatto parare da De Sanctis un calcio di rigore battuto da Miccoli nella prima frazione. Napoli con Quagliarella e Hamsik dietro a Denis. Palermo con Nocerino in regìa tra Migliaccio e Bresciano. Sugli spalti grande entusiasmo, in particolare con la coreografia del Respiro Azzurro in Tribuna Posillipo, apprezzata da tutto il San Paolo. Napoli che parte subito bene, schiacciando il Palermo nella propria metà campo. Al 7' Hamsik conclude fuori di un soffio alla destra di Sirigu. Al 14' un errore favorisce Cavani, ma il giocatore non ne approfitta e tira fuori. Passano pochi minuti e Orsato vede un fallo di mano in area da parte di Rinaudo, decretando la massima punizione ai siciliani. Dal dischetto De Sanctis ipnotizza Miccoli. Al 26' Denis mette in rete da centro area, l'arbitro annulla perché il traversone rasoterra di Hamisk era partito oltre la linea di fondo. Il Palermo guadagna campo, al 31' ci prova Cassani con un tiro che finisce fuori. Al 33' scambio Hamsik-Denis in area, diagonale secco, respinge Sirigu. Al 40' ancora De Sanctis protagonista negando il gol a Cavani, poi sulla respinta Simplicio spedisce fuori di poco. Il primo tempo è emozionante ma termina sullo 0-0. Napoli grintoso in avvio di ripresa: spunto in area di Quagliarella, interviene Bovo che devia in corner. Il Palermo risponde con Miccoli che si libera bene, ma il tiro è impreciso. All'11' bella azione di Hamsik sulla destra, servizio per Quagliarella che viene ribattuto dalla retroguardia rosanero. Al 27' errore difensivo di Rinaudo che consegna la palla direttamente agli avversari, ma De Sanctis ci mette una pezza. Il forcing finale degli azzurri non produce effetti positivi. Alla fine è 0-0 con un po' di delusione del pubblico sugli spalti.


Mazzoleni di Bergamo 5 De Lucia 5 Perticone 5.5 Rivas 6 Esposito 5 16' st Tavano 5 Raimondi 5 Pulzetti 6 32' st Marchini 4.5 Mozart 5 1' st Filippini 5 Moro 5 Bergvold 5 Bellucci 5 Lucarelli 4.5. A disp.: Benussi, Bernardini, Vitale e Danilevicius All.: Cosmi 5

De Sanctis 8 Campagnaro 7 Cannavaro 6.5 Grava 7 46’ pt Maggio 8 Gargano 6.5 90’ Cigarini 6.5 Pazienza 7 Aronica 6 24' st Dossena 6 Hamsik 5 36' st Zuniga Denis 6 48' st Insigne sv A disp.:Iezzo, Contini, Rullo e Maiello. All.: Mazzarri 7.5

NOTE: Spettatori 15mila circa. Angoli 5-3. Recupero pt 2'; st 4'. Espulso al 44'st De Lucia (L) per comportamento non regolamentare. All'8' st De Sanctis pararigore a Lucarelli.

di MARIA BARBARO

I

l Napoli passa a Livorno e conquista il 14esimo risultato utile consecutivo. Un gran gol di Maggio e una magistrale punizione di Cigarini condannano al ko la squadra amaranto. Ottima la prestazione di De Sanctis, che oltre a parare il secondo rigore di fila, nel finale salva la sua porta con una magnifica parata su colpo di testa di Perticone. Cosmi manda in campo i nuovi acquisti Esposito e Bellucci, mentre Mazzarri deve fare la conta degli infortunati. Napoli subito pericoloso con Hamsik in due occasioni: al 7' lo slovacco viene ben servito dalla sponda di Denis di testa, ma non è abbastanza lucido, consentendo a De Lucia di respingere. Poi all'11' con un tiro da fuori bloccato in due tempi dall'estremo difensore toscano. Il pressing del Napoli è molto efficace, il Livorno, invece, si affida ai lanci lunghi per Lucarelli che, al 29', prova a impensierire, senza successo, la difesa azzurra. Il Napoli trova il vantaggio allo scadere con Maggio, servito da un lancio lungo e preciso di Aronica, dalla sinistra. L'azione ricorda tanto quella che portò a un gol di Gaspare Umile, sempre con la maglia del Napoli, negli anni Settanta. All'8' della ripresa, il Livorno potrebbe pareggiare su rigore, ma De Sanctis respinge il tiro dagli undici metri di Lucarelli, che sbaglia a porta vuota anche sulla ribattuta del portiere. Il Napoli va in difficoltà e non riesce più a rendersi pericoloso. Cosmi inserisce la terza punta, Tavano, mentre Mazzarri fa entrare Dossena e Zuniga. Dopo un doppio miracolo di De Sanctis su Perticone e Tavano (42'), Cigarini con un pallonetto tenta di beffare De Lucia in uscita, il portiere para fuori area ed è espulso. Il Livorno, ultimati i cambi, mette in porta Marchini. Sulla susseguente punizione Cigarini raddoppia. Nel finale gloria anche per Insigne, al debutto in A. Il Napoli espugna con merito pure Livorno e si conferma quarta forza del torneo.


Morganti di Ascoli Piceno 4.5 De Sanctis 6.5 Campagnaro 7 Cannavaro 8 Grava 7 15' st Dossena 6.5 Maggio 6 5' st Zuniga 6 Gargano 6.5 Cigarini 6.5 Aronica 6 Hamsik 6.5 Quagliarella 6.5 Denis 5.5 35' st Bogliacino sv A disp.: Iezzo, Rinaudo, Rullo e Insigne All.: Mazzarri 6.5

Amelia 6 Biava 6 Dainelli 6 Moretti 6 Papastathopoulos 6.5 M. Rossi 6 Milanetto 6 Criscito 6 Mesto 6.5 29' st Juric 6 Suazo 6 11' st Sculli 6 Palacio 6 11' st Acquafresca 6 A disp.: Scarpi, Bocchetti, Zapater e Palladino All.: Gasperini 6

NOTE: Spettatori: 47mila circa. Angoli: 6-1. Recupero: 2' pt e 4' st.

di MARIA BARBARO

S

econdo 0-0 di fila casalingo per il Napoli. Dopo il Palermo, anche contro il Genoa gli azzurri non riescono a vincere. A condizionare enormemente la gara è stato l'arbitro Morganti per non aver concesso due rigori netti all'undici di Mazzarri. Il Napoli è stato un po' sprecone, dal canto suo il Genoa non l'ha mai impensierito seriamente. Padroni di casa con la formazione annunciata, mentre tra gli ospiti c'è Papastathopoulos al posto di Juric. La gara si mette subito su ritmi alti, con i partenopei subito pericolosi: cross basso di Maggio, Dainelli in scivolata devia sul palo, quasi quasi provocando una clamorosa autorete. Ottima la prestazione di Cannavaro (migliore in campo, ndr) che controlla due volte Suazo in 10'. La prima vera occasione per il Genoa arriva al 17' su una punizione bomba di Criscito da 30 metri, miracolo di De Sanctis che devia la palla scivolosa. La gara viene combattuta molto a centrocampo. Il Napoli meriterebbe il vantaggio per quanto prodotto, mentre il Genoa, tutto a protezione dell'area di rigore, chiude ogni spazio cercando il contropiede. Nella ripresa, gli azzurri premono il piede sull'acceleratore, a caccia del gol che mai arriverà: si segnalano Denis che cerca in due occasioni di superare Amelia e Hamsik che spedisce la palla di poco a lato. Al 28' Denis di testa manda la palla fuori. Nel finale, al 42', Campagnaro serve Quagliarella, gran colpo di testa che esce di poco. Il Napoli spera ancora di poter agganciare la vittoria nei 4' di recupero concessi dall'arbitro, ma la dea bendata volta le spalle a Cannavaro e compagni: finisce a reti bianche.


Damato di Barletta 4 Handanovic 6 Isla 6 Coda 6 Lukovic 6 Pasquale 5.5 Inler 6 D'Agostino 5.5 20' st Sammarco 6 Asamoah 6.5 37'st Lodi sv Pepe 6 30' st Geijo sv Floro Flores 6.5 93’ 7’ 91’ Di Natale 7 A disp: Belardi, Cuadrado, Siqueira e Zimling All.: De Biasi 6

De Sanctis 6.5 Campagnaro 6 Cannavaro 6 Grava 6 Maggio 6.5 20’ Gargano 6.5 Pazienza 6.5 Dossena 6 Hamsik 6.5 36'st Cigarini sv Denis 5.5 26'st Bogliacino 6 Quagliarella 6 A disp.: Iezzo, Rinaudo, Rullo, Zuniga e Maiello All.: Mazzarri 6.5

NOTE: Spettatori 15mila circa. Espulso al 43' pt Maggio per doppia ammonizione. Angoli 7-2. Recupero pt 1'; st 5'. Al 7' pt Di Natale si è fatto parare un rigore da De Sanctis.

di ROSA SAMBUCA

U

n grande Napoli esce sconfitto dalla trasferta friulana e interrompe la lunghissima serie positiva in campionato. Gara pesantemente condizionata dall'espulsione di Maggio e dagli errori dell'arbitro Damato. Subito pericoloso il Napoli con una buona percussione di Hamsik che va via sulla destra e prova il tiro, ma Handanovic blocca a terra. Al 6' rigore per l'Udinese per trattenuta di Maggio su Asamoah. Dagli undici metri Di Natale si fa parare la conclusione da De Sanctis, ma sulla respinta l'attaccante dell'Udinese è più lesto di tutti a ribattere in rete per il gol del vantaggio. Gli azzurri reagiscono: ci provano, senza fortuna prima Dossena, poi Quagliarella. Al 21' Handanovic para su Denis, ma sulla ribattuta Maggio realizza l'1-1. L'Udinese risponde con una conclusione improvvisa di Inler che De Sanctis devia in angolo. Al 29' Asamoah mette al centro per Floro Flores che prova a girare a rete ma tocca male da distanza ravvicinata, Pepe conclude ma De Sanctis recupera. Gli azzurri collezionano errori su errori in fase difensiva, con Pepe e Di Natale che macinano liberamente chilometri sul terreno di gioco. Al 43' cross di Denis, Quagliarella di testa colpisce la traversa. Poi Maggio cade in area: ammonizione per simulazione e conseguente espulsione per somma di cartellini. Al 12' della ripresa, un sinistro dalla distanza di Quagliarella prova a impensierire Handanovic. L'Udinese attacca e si inserisce bene negli spazi, il Napoli soffre con in uomo in meno, ma ciononostante va vicinissimo al 2-1 al 43' con un destro dalla distanza di Pazienza che colpisce la base del palo. Gol mancato, gol subito. Al 46' Di Natale in mezza girata fa il 2-1, poi al 48' il bomber napoletano -mentre Grava è impegnato a soccorrere l'infortunato Floro Flores- galoppa verso l'area di rigore trafiggendo De Sanctis per la terza volta. Una sconfitta immeritata per il Napoli, macchiata da evidenti errori arbitrali.


di MARCO GIORDANO

“Q

uando ho visto la firma di Maradona su quel contratto, ho pianto: già c'era la consapevolezza di aver scritto la pagina più importante della storia del Napoli”. Sono passati tanti anni, quasi 26, eppure Dino Celentano, per 14 anni uno dei massimi dirigenti azzurri, ha ancora un po' la voce rotta dall'emozione, sfogliando nel cuore e nella mente, il libro dei ricordi. Portare Maradona a Napoli sembrava impossibile, tanti soldi, troppi interessi: “Ma volevamo fare grande la maglia azzurra, ecco perché col Presidente Ferlaino, con Juliano e Tagliamonte ci imbarcammo in questa avventura”. Un tuffo indietro nel tempo, in un passato che non ha reso la giusta gloria a chi ha avuto un ruolo determinante per far sbocciare l'età dell'oro nel calcio a Napoli. “Juliano mi volle a tutti costi con sè in Spagna: lui non era troppo simpatico a nessuno della cordata di soci che stava con Ferlaino, perché fu imposto da Brancaccio nel periodo in cui l'Ingegnere gli affidò la presidenza. Non lo avevamo eletto, ma nonostante questo, lavorammo assieme in maniera infaticabile. Anzi, quando sia il direttore che Ferlaino stavano per mollare la presa, io dissi loro di crederci, perché prima che dirigente ero, sono e sarò prima di tutto tifoso: Maradona voleva andar via da Barcellona, non potevo non fare l'impossibile per portarlo a Napoli”. Iniziano i minuti dei flashback che strappano un sorriso, quelli che in pochi conoscono, quelli che ti fanno capire che Diego arrivò a Napoli perché fu preso per il cuore, non per i denari. “Erano mesi che gli

facevamo la corte, lo volevamo a tutti i costi. Così decisi di ospitare nella mia casa di Ischia il suo procuratore, Jorge Cysterszpiller. Iniziammo a girare Napoli ed il golfo, a far vedere l'affetto della gente, la possibilità per Diego di sentire attorno a sè tutto l'amore di cui aveva bisogno. Cysterszpiller si convinse e convinse anche Maradona. Da lì iniziarono i telex, anche perché non c'erano mail e telefonini, con la Spagna. Il Barcellona ci chiese di sparare alto e noi lo facemmo: tredici miliardi e mezzo di lire, una cifra enorme per l'epoca. Il Napoli stava per stabilire un nuovo primato, dopo quelli per Savoldi e Jeppson. Le richieste catalane non ci fermarono, era tutto pronto, mancavano solo le firme, poi…”. La voce di Celentano rallenta, quasi a voler cancellare quello che è stato un momento nero, un colpo che rischiava di mandarti ko. “Arrivammo, come concordato, al Principessa Sophia, l'albergo di Gaspart, il vicepresidente catalano. Ci accolse più o meno così: «Siete venuti per portar via Diego da Barcellona? Bene, quella è la porta, siete pregati di accomodarvi fuori: Maradona da qui non si muove». Era cambiato tutto, erano saltati i piani. Ci fu un grande sconforto, Ferlaino ci disse di ritornare a Napoli, ma io volli restare, io volevo Diego: convinsi Juliano ed il presidente e di lì a qualche ora riuscii a versare lacrime bellissime. Era il 29 giugno del 1984, non lo dimenticherò mai”. Ma, Dino Celentano non fu solo uno degli artefici di un'epoca: è stato anche uno dei più grandi dirigenti del settore giovanile: “Con me hanno lavorato persone del calibro di Mario Corso, Angelo Benedicto Sormani, Sandro Abbondanza, Peppe Massa: avevamo un vivaio meraviglioso. Oggi, si sta iniziando a fare un lavoro importante. Gigi Caffarelli è bravissimo e poi c'è Ciro Muro, uno dei miei pupilli. Ciro è stato sfortunato, poteva essere un grandissimo calciatore, il destino non ha voluto così. Spero possa dare tanto al settore giovanile azzurro. C'è bisogno di grandi maestri di calcio e di vita in un vivaio: ecco perché penso che Ciro possa fare benissimo anche come allenatore della Primavera. Spero che presto anche Bruscolotti possa entrare nel settore giovanile, sarebbe anche lui una grande guida per questi ragazzi”. In conclusione, domenica c'è Napoli-Inter. “Spero che gli azzurri possano riprendere il loro cammino vincente come ai tempi del nostro grande Napoli”.


di MIMMO CARRATELLI Ventidue anni dopo Attila Sallustro spuntò nel Napoli un centravanti biondo come il “veltro” che è il goleador assoluto della storia azzurra (114 centri), cannoniere degli anni Trenta, primo asso del Napoli e napoletano pur essendo nato ad Asuncion, in Paraguay, ma di famiglia napoletana (il padre, farmacista, era emigrato). Il biondino era un ragazzo di Posillipo. A 14 anni, frequentando un collegio di Benevento, aveva scritto al Napoli: voleva giocare in maglia azzurra. Lo accolsero nelle giovanili Lambiase, appassionato talent scout, e De Manes, un maestro per i giovani giocatori. Il Napoli di quei tempi, diciamo il 1959, aveva fior di centravanti, Vinicio, Di Giacomo, Manuel Del Vecchio, ma la squadra funzionava poco. Veleni di spogliatoio. Un domenica, a Bari, 1 maggio 1960, il biondino di Posillipo apparve in prima squadra. Aveva ventidue anni. Il biondino era Guido Postiglione, il primo centravanti napoletano dopo Sallustro. Quel giorno Vinicio non giocò e a Guido toccò la maglia numero 9 in un attacco completato da Di Giacomo, Vitali, Pesaola e Gasparini. In porta giocava Bugatti, il gatto magico, e in squadra c´era un altro napoletano, il vomerese Dolo Mistone che anticipò Facchetti nel ruolo di terzino sinistro fluidificante. Fin 1-1, gol di Di Giacomo. La domenica successiva, Guido Postiglione esordì al “San Paolo” inaugurato sei mesi prima. Un altro pareggio, 1-1 con la Sampdoria, ancora a segno Di Giacomo. Postiglione giocò tutte le sei ultime partite di quel campionato. Segnò in due partite vittoriose. Contro il Bologna (2-0) siglando il primo gol e a Padova (2-1) segnando ancora per primo, raddoppio di Vinicio. Col brasiliano in squadra, Postiglione gli cedette la maglia numero

9 spostandosi a mezz'ala destra. Quel Napoli si salvò dalla retrocessione per due punti. Partì Vinicio. “Vendetevi l'anima, ma non Vinicio” fu lo striscione dei tifosi al “San Paolo”, ma la “guerra” di Amadei a Luis (e a Pesaola) ne provocò la cessione. Guido Postiglione rimase in una squadra confusa che doveva vincere lo scudetto (con Gratton e Pivatelli), ma retrocesse. Guido giocò undici partite segnando un gol a Torino contro la Juventus (2-2). Il Napoli in pieno caos non poteva coccolarsi un giovane centravanti di casa, accompagnarne i progressi, farlo maturare e ricavarne l'eccellente attaccante che Postiglione prometteva di essere. Fu ceduto al Verona, giocò nel Bari, giocò col Palermo. Nostalgia e rivincita lontano di Napoli. Alla “Favorita” gli azzurri ci lasciarono le penne (0-4) fallendo in serie B la stagione della promozione. A Pontel due gol li segnò Postiglione. Due anni dopo ('65-'66) fece ritorno a Napoli nella squadra di Altafini e Sivori, il petisso in panchina. Poco spazio, sei partite e nessun gol. Le vicende del calcio vanno così. Il Napoli perse l´occasione di lanciare un campione di casa. Troppo esile, si disse. In ogni modo, Guido Postiglione è stato il primo centravanti napoletano nel Napoli dopo Sallustro. Poteva essere una bella storia. Ma la confusione societaria di quei tempi non consentiva belle storie. Di classe infinita era Gaetano “Nino” Musella, nato nello stesso anno di Maradona. Abitava al quarto piano di un palazzo di fronte al “San Paolo”. In casa, con una palla di carta, dribblava sedie e tavolini. Papà Vitale lo portava a vedere il Napoli di Sivori e Altafini, in curva. Si inventò una squadra, la Real Cumana, regina dei tornei di strada, per esserne il giovanissimo asso a 12


anni. Un compagno lo spinse a fare un provino per il Napoli. Nino divenne un “pulcino” azzurro, 5mila lire al mese di rimborso spese. In un campionato provinciale fece 28 gol. Giovanni Lambiase, dall'intuito infallibile nello scovare e curare campioncini, lo costrinse a giocare terzino perché non facesse lo spavaldo in attacco e imparasse a soffrire marcando l'avversario. Di Marzio, nel 1977, lo fece debuttare in serie A, a 18 anni, una sola partita. Fu mandato a “farsi le ossa” a Padova in serie C. Tornò e giocò quattro campionati con la maglia azzurra (72 partite e 8 gol). Aveva un gran talento Nino Musella, ma era troppo un bel ragazzo per dedicarsi tutto al calcio. Nel 1980-'81, allenatore Marchesi, siglò il suo primo gol in maglia azzurra, su rigore contro il Catanzaro. Giocò l'intero torneo e andò altre quattro volte a segno, due volte decisivo. Firmò l'1-0 di Firenze dove il Napoli non vinceva da dieci anni. Ripeté l´impresa sul campo del Torino (1-0). C'era Krol. Il Napoli vinse a Brescia (2-1). Musella segnò il primo gol, l´olandese il secondo. I giornali dedicarono tutta l'attenzione alla prodezza di Krol. Nino ci rimase male. Stava giocando proprio bene, ma per i ragazzi di casa nostra era sempre difficile fare breccia. Il cannoniere di quegli anni era Claudio Pellegrini (33 gol in 117 partite). Partiva sui lanci di Krol e andava a segnare in contropiede. Attaccante essenziale. Il Napoli sfiorò lo scudetto. Musella aveva un tecnica ammirevole, ma era un discolo. “Se mi fossi sacrificato per il calcio sarei diventato un campione”. Era vero. Giocavano nel Napoli altri ragazzi di casa nostra. Peppeniello Massa era una piccola ala ficcante, soprannominato tric-trac per i suoi scatti. Pasqualino Casale, promettente mezz'ala di talento, esordì in serie A a 17 anni. Antonio Capone era di Salerno, attaccante di temperamento. Nel campionato ´81-´82, Musella fece un fantastico gol all´Inter

sotto le grinfie di Burgnich. Sembrò il momento della consacrazione. Invece, fu ceduto al Catanzaro e la favola di Musella nel Napoli finì, a 22 anni. Centravanti napoletani ebbero vita breve in maglia azzurra. Francesco "Ciccio" Baiano è stato un pupillo di Maradona. Figlio di un barbiere la cui bottega affacciava davanti allo stadio “San Paolo”, Bianchi lo fece esordire in Coppa Italia a 17 anni e poi in campionato al posto di Caffarelli che si infortunò a Genova (Sampdoria-Napoli 0-2). Quattro partite in campionato a miccia spenta. In prestito all'Empoli, Baiano rientrò nel Napoli campione d´Italia ('87-'88) e visse una notte indimenticabile a Madrid contro il Real in Coppa dei campioni giocando gli ultimi 12 minuti al posto di Giordano. Andò a giocare a Parma, Empoli, Avellino ed “esplose” a Foggia (38 gol) nel tridente di Zeman con Rambaudi e Signori. Giocò a lungo nella Fiorentina (29 gol) vincendo Coppa Italia e Supercoppa italiana. Nicola Caccia di Castello di Cisterna, gran cannoniere con Ancona e Piacenza, approdò al Napoli nel torneo '96-'97, sette gol in 33 partite. Ebbe migliore fortuna a Bergamo: 40 gol in 101 partite. Un campione sfuggito al Napoli è stato Antonio Floro Flores. Scoperto da Montefusco nel Posillipo, cresciuto nelle giovanili azzurre, a 18 anni debuttò in serie A. Chiuso via via da Amoruso, Dionigi, Stellone, trovò finalmente spazio nel campionato 2002'03 in serie B, ma segnò appena due reti in 32 partite. Il Napoli viveva stagioni convulse. Nessuno seppe aspettare che il ragazzo del Rione Traiano maturasse, una costante nel Napoli con i giovani di casa. L'Udinese ne ha fatto un magnifico attaccante. Ora è la volta di Fabio Quagliarella, il goleador stabiese di forza e di fantasia, cannoniere di stelle filanti, inventore di gol impossibili. Ha offerto il cuore e i gol al Napoli, la squadra che ha voluto fortemente perché al cuore non si comanda.


a cura della REDAZIONE

N

ell'ultima puntata di Tifosi Napoletani, andato in onda giovedì 11 febbraio, abbiamo ospitato il Consigliere Regionale Giuseppe Sarnataro. Lo abbiamo invitato come uomo politico che poteva darci qualche informazione e qualche risposta sulle problematiche della città nel settore sportivo. Alla fine, abbiamo scoperto che è tifosissimo del Napoli e che negli anni d'oro non mancava mai all'appuntamento con le partite della squadra di Maradona, sia in casa che in trasferta. Per la sua esperienza politica, e per i suoi incarichi precedenti anche di Consigliere comunale di Napoli, vogliamo fargli alcune domande su due questioni che ci stanno molto a cuore. Tanti trofei giacciono in uno scantinato della Provincia. Da tifoso, ancora prima che da uomo delle istituzioni, che effetto le fa? Prima di tutto voglio sottolineare che questo problema, nato con il fallimento della Società Sportiva Calcio Napoli, poteva non esserci se, per poche migliaia di euro, così come è stato per altri importanti trofei come gli Scudetti, la Coppa Uefa ed altre coppe,

la nuova società avesse provveduto al loro acquisto. L'effetto che questa situazione mi provoca è assai simile a quella che mi produce il dover prendere atto che questa città ripete imperterrita i suoi errori. Sempre gli stessi, sempre uguali. Con la stessa noncuranza con cui non si struttura un museo per i grandi simboli culturali ed artistici, la musica, il teatro, la maschera, il presepe, la pizza, così anche per il calcio si lascia la città senza un luogo di culto dove i tifosi possano ammirare e rivivere la storia della squadra, dei suoi campioni, dei suoi successi e delle sue sconfitte, per poter rivivere la propria storia individuale e collettiva. Quali passi possono fare le istituzioni per riportare alla luce questi traguardi azzurri? So che l'Amministrazione Provinciale sta pensando di trovare uno spazio espositivo per questo grande tesoro della società e delle centinaia di migliaia di tifosi. Ma questo non basta e forse non ha neanche molto senso slegato da un contesto logistico e sportivo.

Così dovrebbe essere lo stadio San Paolo dopo la ristrutturazione.


Respiro Azzurro si propone come associazione che può ospitare questi trofei. E' possibile concertare un lavoro comune? Ecco è proprio a questo che penso. Occorre un luogo dove conservare ed esporre le tante coppe, targhe, trofei, e forse la sede sociale o lo stadio forse sono luoghi ideali, ma occorre che questi vivano circondati dall'affetto e dall'amore dei tifosi, unici garanti della loro integrità e della loro “vita”. Respiro Azzurro ha sicuramente le carte in regola, per attaccamento, passione e serietà, per dare una mano a realizzare un progetto importante e risolvere questo problema. Situazione San Paolo: per gli Europei del 2016 c'è bisogno di un restyling importante. Cosa si può fare per rendere nell'immediato lo stadio a misura di famiglia. E' ipotizzabile anche un intervento di tutte le istituzioni campane? Costruire un nuovo stadio a Napoli è impresa difficile ma non impossibile. Impresa che può essere anche avviata ma che rischierebbe di non concludersi alla data dell'appuntamento europeo. Un rischio che la città non può correre. Sarebbe pazzesco immaginare i campionati giocati in tutte le città, piccole e medie, e non a Napoli. Riammodernare il San Paolo è diventata una scelta obbligata anche se forse complicata per la sua realizzazione dovendo contemporaneamente svolgersi l'attività agonistica ed i lavori. Su questo serve una task force che veda protagonisti le istituzioni locali, Comune, Provincia,Regione, la società sportiva, i cittadini ed i tifosi. Di recente, su proposta del Consigliere comunale Emilio Di Marzio, la civica assise di Napoli ha votato all'unanimità una delibera per conferire la cittadinanza onoraria a Bruno Pesaola, mentre è dei gironi scorsi la notizia che a Sivori e Sallustro saranno presto intitolati due settori del San Paolo. Cosa ne pensa al riguardo? Fa piacere un riconoscimento del genere per il mitico Pesaola. E' una cosa molto bella anche per Sivori e Sallustro, anche se per quest'ultimo si era parlato di intitolare addirittura lo stadio (per il primo 76 gare e 17 gol in azzurro, per il secondo 269 presenze e 107 reti tutte su azione, ndr). Ci aspettiamo che, nel prossimo futuro, anche altri campioni possano beneficiare di siffatti riconoscimenti. Tra questi lo meriterebbero Sentimenti ed Egidio Di Costanzo, il più grande portiere della storia azzurra e il primo campione napoletano a vestire la maglia della squadra tanto amata. Tempo fa proposi di intestare il San Paolo a Diego Armando Maradona, ma si scatenò una guerra presso la curia di Pozzuoli, visto che il quartiere di Fuorigrotta fa parte della diocesi flegrea.


a cura di ROSA SAMBUCA

L

a Coppa Carnevale rimane ancora un sogno per il Napoli Primavera. L'avventura nella 62esima del Torneo di Viareggio, prestigiosa vetrina per i giovani talenti del calcio mondiale, termina agli ottavi di finale, dove il Sassuolo elimina gli azzurrini ai rigori. Un vero peccato per i ragazzi di Faustino che fino all'ultimo hanno accarezzato il sogno della qualificazione. Il vero problema è che, nonostante la qualità tecnica, questa Primavera non riesce a decollare. Il rammarico sta nel fatto di aver perso contro una squadra di serie B, il Sassuolo, contro la quale non ci sarebbe dovuta essere alcuna difficoltà. Ma si cerca di pensare in positivo: aver partecipato ad un torneo così importante, dopo due anni di assenza, è stata una prima grande vittoria per il vivaio, successo che è stato confermato dal passaggio del turno e dall'approdo agli ottavi. Le speranze di vincere una competizione così prestigiosa sono sfumate in poche ore, ma è tempo di guardare avanti, con la consapevolezza che l'uscita dal Torneo rappresenta solo l'inizio di un nuovo cammino, con la consapevolezza che bisogna fare bilanci importanti, capire cosa c'è che non va per tornare ad altissimi livelli.

Azzurrini ok all'esordio Napoli 3 FC Kallon 2 Napoli: Sepe, Diana, Bruno, Simonetti F., Petrarca, Monda, Maiello, Liccardo (33' st Donnarumma), Varriale (9' st Romano), Insigne (44' st Conte), Ciano. All.: Faustino FC Kallon: Salim, Themu, Gabrilla, Tunde S., Lanzana, Alusine, Tunde I., Lamir (15' st Alimany), Khalifa, Unifa (22' st Abubakkar K.), Momahed B. All.: Kallon Arbitro: Gosti di Perugia Reti: 10' pt Maiello, 21' pt Lamir, 26' pt (rig.) Insigne, 36' pt Alusine, 42' pt Ciano Inizia con una vittoria il cammino della Primavera azzurra a Viareggio. Conquistare i tre punti con il Kallon non è stato

Nel segno di Insigne, un gol e un assist per battere il Parma Napoli 2 Parma 0 Napoli: Sepe, Bruno, Monda, Petrarca, Diana (37' st Conte), Maiello, Liccardi, Simonetti, Insigne, Ciano, Varriale. All.: Faustino Parma: Russo, Palumbo, Vinicius, Gigli, Berselli (1' st Ogliari), Valerio, Uveges (24' st Bernasconi), Galassi, Lapadula, Pasi (8' st Finocchiaro), Amarà. All.: De Patre Arbitro: Chiffi di Padova Reti: 31' pt Insigne, 34' st Maiello Note: Ammonito Bruno. Una delizia per gli occhi, una speranza per il futuro, il torneo di Viareggio ai piedi di Lorenzo Insigne: un gol, un assist, tanta

semplice, ma i babies di Faustino riescono a risolvere la gara nei primi 45', nonostante le pessime condizioni del terreno di gioco. A sbloccare il risultato ci pensa Maiello che ha il tempo di stoppare il pallone di petto e indirizzarlo sul palo più lontano, dopo un lancio illuminante di Insigne. Napoli chiama, Kallon risponde con Lamir che approfitta di un errore di Monda per firmare il gol del pari. Agli azzurrini bastano pochi minuti per passare nuovamente in vantaggio e dimostrare che la classe appartiene solo a pochi eletti: Insigne viene atterrato in piena area e mette dentro il rigore del 2-1. Nel finale di tempo, dopo il pari degli africani firmato da Alusine, è il bomber Ciano (rientrato per l'occasione dal prestito al Lecco) a portare in vantaggio gli azzurrini dopo aver superato anche il portiere. Nella ripresa il Napoli si limita a controllare il risultato. Nell'altro match del girone il Parma vince 1-0 sul Chivas Guadalajara.

qualità difficilmente riscontrabile in giocatori delle sue caratteristiche. Il Napoli di Faustino batte il quotato Parma 2-0 e ipoteca il passaggio al prossimo turno. Partono meglio gli emiliani, al 4' Sepe è costretto agli straordinari su tocco ravvicinato di Amarà; il primo squillo di tromba dei partenopei è targato Insigne, destro al volo catturato da Russo. Gara equilibrata fino al 31', poi sale in cattedra Insigne che sblocca il risultato con un'azione personale da applausi, conclusa con un destro tra palo e portiere. Nella ripresa gli azzurrini si difendono bene e non patiscono eccessivamente gli attacchi parmensi. L'unico pericolo giunge a metà tempo sugli sviluppi di un calcio piazzato quando Vinicius, da due passi, trova l'opposizione di Sepe, che a mano aperta mette in angolo. Gli azzurrini tengono botta e in ripartenza affondano il colpo del ko con Maiello che, splendidamente assistito da Insigne, trafigge Russo con un beffardo diagonale, chiudendo di fatto la partita: Napoli 2, Parma 0.


Il Napoli vola agli ottavi Napoli 1 Chivas 1 Napoli: Sepe, Errico, Bruno, Simonetti, Petrarca, Monda, Maiello (25' st Romano), Liccardo, Varriale (10' st Conte), Insigne, Riccio (12'st Comentale). All.: Faustino Chivas: Sanchez, Alvarez, Moran, Ponce, Orozco, Navaro, Moran, Coronado, Sandoval, Davila, Vasquez. All.: Mercado Arbitro: Giovanni di Grosseto Reti: 44' pt Errico, 20' st Davila Note: Espulso Sepe al 12' st.

Azzurrini eliminati dal Sassuolo ai rigori Napoli 4 Sassuolo 5 (d.c.r.) NAPOLI: Comentale, Diana, Bruno, Simonetti, Petrarca, Liccardo, Varriale (36' st Riccio), Insigne, Romano, Ciano, Pontillo (21' st Donnarumma). All.: Faustino SASSUOLO: (4-4-2) : Gallinetta, Baldaccinini, Sghedoni, Magro, Albanese, Vaccari, Frell Filoho, Lodovisi, Lippi, Falcinelli, Thiam (25' st Bellani). All.: Mandelli ARBITRO: Mariani di Aprilia RETI: 37' pt Thiam, 40' pt Ciano NOTE: Sequenza rigori: Ciano (N) gol, Bellani (S) gol, Diana (N) gol, Falcinelli (S) gol, Riccio (N) parato, Lodovisi (S) gol, Insigne (N) gol, Frell Filoho (S) alto, Liccardo (N) fuori, Ferreira (S) gol. Finisce qui il cammino della Primavera azzurra al Torneo di Viareggio. I ragazzi di Faustino vengono eliminati dal Sassuolo ai calci di rigore, dopo aver disputato una gara equilibrata terminata sull'1-1. Al gol emiliano di Thiam, gli azzurrini rispondono con

Si vola agli ottavi. Alla Primavera del Napoli basta il pareggio per passare alla fase successiva del Torneo di Viareggio. Il sorteggio ha stabilito che il prossimo avversario sarà il Sassuolo, in una giornata caratterizzata da un rigore parato da Comentale ed una difesa che ha retto fino al termine gli assalti del Chivas. L'avvio è azzurro, con Varriale che colpisce in pieno la traversa e Maiello che non concretizza su un buon lancio di Insegne. Al 44' il Napoli passa in vantaggio con un tiro di Errico che spiazza Sanchez. Nella ripresa viene espulso Sepe, al suo posto subentra Comentale che para subito un tiro dal dischetto a Navaro prima del pareggio di Davila, che non compromette la qualificazione dei ragazzi di Faustino. Ciano sul finire della prima frazione di gioco. Napoli senza Sepe squalificato, al suo posto Comentale<Nessuno(a)>. Gara molto equilibrata nella prima frazione di gioco, il possesso di palla è azzurro ma gli emiliani in contropiede sono molto pericolosi. Varriale ed Insigne cercano la giocata illuminante per Ciano, la difesa neroverde si chiude molto bene. Al 37' il Sassuolo passa in vantaggio su un contropiede letale di Thiam che approfitta di un errore di Pontillo a centrocampo e trafigge l'incolpevole Comentale. Reazione immediata degli azzurrini che rimettono subito le cose a posto: straordinaria giocata di Insigne, che si beve due avversari in slalom, arriva sul fondo e di sinistro pennella un assist perfetto per Ciano che, di testa, insacca alle spalle di Gallinetta. In avvio di ripresa le due squadre rientrano in campo dimostrando grande agonismo e lottando su ogni pallone. Non mancano i sussulti: prima una prodezza di Comentale che salva in due tempi su Bellani e su Falcinelli, poi Insigne che, a botta sicura, si fa respingere il tiro da Gallinetta con la punta delle dita. Ma non basta e si va alla lotteria dei rigori dove risultano decisivi gli errori di Riccio e Liccardo che regalano al Sassuolo la qualificazione ai quarti.


di SALVATORE NICOLO’ Sono fratelli azzurri. Amano la propria terra, adorano Napoli ed i suoi colori. Lontano da Napoli è come essere lontano dal cuore. I loro ideali sono forti. E' qui che nasce il tifo azzurro è qui che vengono partoriti i valori umani del tifo in periferia. Loro amano Napoli e il Napoli (e non lo dico certamente per fare pubblicità alla loro organizzazione). Il concetto di amare i colori azzurri nasce dalla fede, dai sacrifici e dall'orgoglio. Tuttavia, nonostante la mia introduzione passionale, che potrebbe risultare quasi patetica

agli occhi dei lettori, in questa famiglia azzurra, l'odio calcistico si combatte con l'amore azzurro, con l'ospitalità. Quando hanno deciso di costruire questo club Napoli a Santa Maria a Vico - quasi sei anni fa, la società azzurra era stata appena rifondata da Aurelio De Laurentiis e si allenava tra mille difficoltà in varie strutture della regione - avevano in mente di fare informazione sulla Napoli calcistica e soprattutto di informare i giovani come si diventa veri tifosi napoletani, di spronarli a sostenere i colori azzurri in questa terra. Loro sono fedeli, sono innamorati dei colori azzurri, perchè le nuove generazioni del tifo locale li seguono con amore. Il Napoli club Santa Maria a Vico, colonna portante del Battito Azzurro, si rispecchia nei valori della neonata associazione del Respiro Azzurro grazie all'impegno del presidente Antonio Manna e dei suoi collaboratori che portano con onore in giro per l'Italia i sentimenti di solidarietà, amicizia e rispetto verso il prossimo. Il direttivo, inoltre, organizza eventi con amore, bontà, ospitalità, gentilezza e allegria, che danno lustro al tifo napoletano. Il gruppo svizzero, così definito dagli amici del nord Italia, per la sua precisione nell'organizzare eventi di varia natura, può vantare con orgoglio l'aver dato vita alla partita del cuore che ha portato tempo fa all'acquisto di un autoambulanza, una serata teatrale lo scorso 5 dicembre con Nino D'Angelo. In ultimo non dimentichiamo Massimo Manna che è riuscito a duettare con Francesco Merola, figlio


cina di Lello Capuano nell a sua Autoffi e Denis Castelvolturno con Lavezzi, Bogliacino

del grande Mario, a Casapesenna. Onore a questo gruppo che non lascia mai la squadra del cuore senza supporto negli stadi dove si esibiscono gli azzurri. ORGANIGRAMMA NAPOLI CLUB SANTA MARIA A VICO (CE) PRESIDENTE: ANTONIO MANNA VICE PRESIDENTE: GIUSEPPE AFFINITA TESORIERE: ALLESANDRO PISCITELLI

AIUTO TESORIERE: EDUARDO IAFORTE PUBBLICHE RELAZIONI: AVV. FELICE MEDICI CONSIGLIERE: MASSIMILIANO MORGILLO


Ultr'Azzurro Febbraio 2010  

Tifosi napoletani