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lifestyle private banking Sicurezza e riservatezza

italia Inverno 2010 - 11

arte e design Villa Panza di Biumo Illuminati "con i piedi per terra" Gianni Piacentino Febbre da alta tecnologia viaggiare con stile Range Rover Evoque Magnum Marine CR&S moto society Quando l’amore finisce Non chiamatele diavolerie

Vivere la propria passione La passione permette agli uomini di raggiungere vette inaspettate nei settori prescelti e diventa una forza motrice che li spinge in territori inesplorati. I frutti della passione sono l'eccellenza e l'unicitĂ , e diventano ispirazioni per il mondo, stelle luminose e punti di riferimento


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sulle ali del profumo


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DANNATAMENTE PURA. GRANTURISMO S AUTOMATICA.

NASCE LA FORMA PIÙ PURA DI GRANTURISMO: 440 CV GUIDATI DAL COMFORT DEL CAMBIO AUTOMATICO. La nuova GranTurismo S Automatica con motore V8 da 4,7 litri e trasmissione automatica a sei rapporti, conduce nuovo standard nella ricerca del perfetto equilibrio tra potenza e affidabilità, all’interno si è circondati delle robotizzato e dal 4,2 litri da 405 CV con cambio automatico. Puro granturismo, per un piacere di guida che

ai massimi livelli di comfort e affidabilità lo spirito più puro del granturismo. Segnando il raggiungimento di un più pregiate rifiniture dei dettagli. La gamma è completata dalla GranTurismo S 4,7 litri con cambio sequenziale poteva nascere solo dalla passione del Tridente.

C O N S U M O C I C L O C O M B I N AT O : 1 4 , 3 L / 1 0 0 K M ( 4 . 2 ) - 1 5 , 2 L / 1 0 0 K M ( 4 . 7 c a m b i o A u t o m a t i c o ) - 1 6 , 4 L / 1 0 0 K M ( 4 . 7 c a m b i o s e q u e n z i a l e r o b o t i z z a t o )

EMISSIONI DI CO 2 : 330 G/KM (4.2) - 354 G/KM (4.7 cambio Automatico) - 385 G/KM (4.7 cambio sequenziale robotizzato)

MASERATI CONTACT CENTER: 800 008 008


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LETTER FROM THE PUBLISHER

Vivere la propria passione Sicuramente avere una passione rende la vita piena e appagante, ancor di più se abbiamo la fortuna di avere passione per il nostro lavoro. Inoltre, le passioni condizionano le nostre amicizie, letture e il modo in cui passiamo il tempo libero: ci guidano come una stella polare. In questo numero parleremo di diverse passioni, come quella per le moto o i cavalli, la moda o le barche, l'arte o la cucina, e delle persone che ne sono state contagiate e ne hanno fatto una parte importante della propria esistenza. Quando si vive assecondando la propria passione le giornate sono troppo corte, e le ore non bastano per tutto ciò che si vorrebbe fare per progredire nel proprio campo d'interesse. Ci si alza la mattina con la voglia di lavorare, allenarsi, studiare o leggere. Ci si sente liberi e autonomi,  perché vivere una vera passione genera un appagamento personale tale da colmare l'umana necessità di approvazione che in genere si ricerca attraverso il confronto con le opinioni e i giudizi altrui. La passione che nasce dal cuore ci permette di superare le paure, che nascono dalla mente. I risultati sono secondari, perché è l'attività stessa a contare. È per questo motivo che una persona che vive la propria passione sarà sempre soddisfatta della propria vita, sia che raggiunga il successo, sia che rimanga un "gregario". Può succedere che accadano cose inaspettate quando si conduce un’esistenza all'insegna della passione; capitano talvolta delle coincidenze che sembrano indicarci, in modo karmico, che siamo sulla strada giusta. In questa situazione ci sentiamo in sincronia con la vita perché vediamo segnali dappertutto, come pezzi di un puzzle che ci servono per completare l'insieme. È probabile che, quando arriveremo verso la fine della nostra strada terrena, non saremo del tutto soddisfatti di quello che abbiamo compiuto, ma avremo comunque la sensazione di aver vissuto, di aver detto quello che avevamo da dire, di aver cantato la nostra canzone.

Vincent K Murphy Managing Director & Publisher ˜ 10 ˜

ESPERIENZA N°6: Il suono di un’emozione

TECNOLOGIA DEL MOTORE V8 E SCARICO SPORTIVO Scopri il suono d’un motore con superbe prestazioni che si combina armonicamente al fruscio dell’aria e agli elementi naturali che ti circondano. Un V8 da 4,7 litri e 440 CV, vigorosi, ma tranquillizzanti nel percorso casa-ufficio. Uno scarico sportivo comandato da valvole pneumatiche che oltre i 3000 giri/min entusiasma per la sua profonda sonorità. Guidare Maserati GranCabrio significa vivere, ogni giorno, un’esperienza a cielo aperto inaspettata, la soddisfazione incondizionata per ognuno dei tuoi sensi. Consumo ciclo combinato: 15,4 l/100 km - Emissioni di CO2: 358 g/km

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LETTER FROM THE PUBLISHER

Vivere la propria passione Sicuramente avere una passione rende la vita piena e appagante, ancor di più se abbiamo la fortuna di avere passione per il nostro lavoro. Inoltre, le passioni condizionano le nostre amicizie, letture e il modo in cui passiamo il tempo libero: ci guidano come una stella polare. In questo numero parleremo di diverse passioni, come quella per le moto o i cavalli, la moda o le barche, l'arte o la cucina, e delle persone che ne sono state contagiate e ne hanno fatto una parte importante della propria esistenza. Quando si vive assecondando la propria passione le giornate sono troppo corte, e le ore non bastano per tutto ciò che si vorrebbe fare per progredire nel proprio campo d'interesse. Ci si alza la mattina con la voglia di lavorare, allenarsi, studiare o leggere. Ci si sente liberi e autonomi,  perché vivere una vera passione genera un appagamento personale tale da colmare l'umana necessità di approvazione che in genere si ricerca attraverso il confronto con le opinioni e i giudizi altrui. La passione che nasce dal cuore ci permette di superare le paure, che nascono dalla mente. I risultati sono secondari, perché è l'attività stessa a contare. È per questo motivo che una persona che vive la propria passione sarà sempre soddisfatta della propria vita, sia che raggiunga il successo, sia che rimanga un "gregario". Può succedere che accadano cose inaspettate quando si conduce un’esistenza all'insegna della passione; capitano talvolta delle coincidenze che sembrano indicarci, in modo karmico, che siamo sulla strada giusta. In questa situazione ci sentiamo in sincronia con la vita perché vediamo segnali dappertutto, come pezzi di un puzzle che ci servono per completare l'insieme. È probabile che, quando arriveremo verso la fine della nostra strada terrena, non saremo del tutto soddisfatti di quello che abbiamo compiuto, ma avremo comunque la sensazione di aver vissuto, di aver detto quello che avevamo da dire, di aver cantato la nostra canzone.

Vincent K Murphy Managing Director & Publisher ˜ 10 ˜

ESPERIENZA N°6: Il suono di un’emozione

TECNOLOGIA DEL MOTORE V8 E SCARICO SPORTIVO Scopri il suono d’un motore con superbe prestazioni che si combina armonicamente al fruscio dell’aria e agli elementi naturali che ti circondano. Un V8 da 4,7 litri e 440 CV, vigorosi, ma tranquillizzanti nel percorso casa-ufficio. Uno scarico sportivo comandato da valvole pneumatiche che oltre i 3000 giri/min entusiasma per la sua profonda sonorità. Guidare Maserati GranCabrio significa vivere, ogni giorno, un’esperienza a cielo aperto inaspettata, la soddisfazione incondizionata per ognuno dei tuoi sensi. Consumo ciclo combinato: 15,4 l/100 km - Emissioni di CO2: 358 g/km

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LETTER FROM THE EDITOR

L'aspirazione al meglio Leggendo questo numero di Kudos vi accorgerete di un tema comune che attraversa molti articoli: stiamo parlando del modo in cui la passione per un settore specializzato può portare a risultati superlativi. A volte si tratta di una singola persona, come nel caso di Gianni Piacentino, un artista che ha combinato la passione per i veicoli veloci con l'arte, la sua professione; o di Paolo Santambrogio, per il quale lo sport del polo è diventato un mestiere. A volte la passione è condivisa da molti, come nel caso della famiglia Trussardi che è riuscita a creare un impero nel campo della moda, partendo un secolo fa da un laboratorio di guanti a Bergamo; e come nel caso di Roberto Crepaldi della CR&S, azienda milanese che costruisce moto personalizzate, e che esprime i valori di una squadra di individui che condividono la stessa passione. E' interessante osservare come il lavoro di una pluralità di persone dedicate a un prodotto o ad un servizio generi gradualmente valore aggiunto e un prestigio invidiato dai concorrenti. Nomi quali "Brioni" nel settore dell'abbigliamento, "Magnum Marine" nella nautica, o "Land Rover" per i SUV, acquisiscono delle associazioni quasi subliminali nella coscienza collettiva. Il marketing contemporaneo fa di tutto per accorciare i tempi, cercando di costruire, per un brand nuovo, un racconto virtuale attraverso copywriter, grafici, e strumenti di comunicazione quali siti internet, blog e pubblicità; tuttavia si realizza difficilmente quell'autorevolezza che contraddistingue un nome creato giorno dopo giorno, anno dopo anno. Viene in mente il turista americano che chiede al giardiniere di Cambridge il segreto del prato inglese perfetto nel cortile del college. "Semplice – risponde il giardiniere – basta tagliare l'erba e poi passare il rullo, ogni giorno... per quattro secoli." Le passioni descritte in questo numero sono tutte affascinanti e hanno tutte qualcosa da offrire ad un lettore interessato a scoprire il meglio del nostro mondo - un interesse che può diventare, ancora, una passione. Buona lettura!

Henry Neuteboom Editor in Chief ˜ 12 ˜


LETTER FROM THE EDITOR

L'aspirazione al meglio Leggendo questo numero di Kudos vi accorgerete di un tema comune che attraversa molti articoli: stiamo parlando del modo in cui la passione per un settore specializzato può portare a risultati superlativi. A volte si tratta di una singola persona, come nel caso di Gianni Piacentino, un artista che ha combinato la passione per i veicoli veloci con l'arte, la sua professione; o di Paolo Santambrogio, per il quale lo sport del polo è diventato un mestiere. A volte la passione è condivisa da molti, come nel caso della famiglia Trussardi che è riuscita a creare un impero nel campo della moda, partendo un secolo fa da un laboratorio di guanti a Bergamo; e come nel caso di Roberto Crepaldi della CR&S, azienda milanese che costruisce moto personalizzate, e che esprime i valori di una squadra di individui che condividono la stessa passione. E' interessante osservare come il lavoro di una pluralità di persone dedicate a un prodotto o ad un servizio generi gradualmente valore aggiunto e un prestigio invidiato dai concorrenti. Nomi quali "Brioni" nel settore dell'abbigliamento, "Magnum Marine" nella nautica, o "Land Rover" per i SUV, acquisiscono delle associazioni quasi subliminali nella coscienza collettiva. Il marketing contemporaneo fa di tutto per accorciare i tempi, cercando di costruire, per un brand nuovo, un racconto virtuale attraverso copywriter, grafici, e strumenti di comunicazione quali siti internet, blog e pubblicità; tuttavia si realizza difficilmente quell'autorevolezza che contraddistingue un nome creato giorno dopo giorno, anno dopo anno. Viene in mente il turista americano che chiede al giardiniere di Cambridge il segreto del prato inglese perfetto nel cortile del college. "Semplice – risponde il giardiniere – basta tagliare l'erba e poi passare il rullo, ogni giorno... per quattro secoli." Le passioni descritte in questo numero sono tutte affascinanti e hanno tutte qualcosa da offrire ad un lettore interessato a scoprire il meglio del nostro mondo - un interesse che può diventare, ancora, una passione. Buona lettura!

Henry Neuteboom Editor in Chief ˜ 12 ˜


Contents

28 22

Sicurezza e riservatezza

I servizi personalizzati offerti da Sirefid, la fiduciaria del Gruppo Intesa Sanpaolo

28

Una vita per l'arte

La straordinaria collezione a Villa Panza di Biumo, Varese

38

Riflesso e Reazione

Sobrie tendenze moda si sovrappongono ad ardite scelte di colore per la prossima primavera

42 42

Consistently ahead

48 56

Quando l’amore finisce

Alla scoperta di Trussardi, autentica icona del Made in Italy nel settore moda e non solo

E’ possibile imparare “un’arte del distacco” che preveda la capacità di soffrire e di far soffrire meno?

48

60

Illuminati "con i piedi per terra"

Il calore della luce interpretato dalla creatività del design produce molteplici soluzioni che rivoluzionano l'arredamento

Polo, una passione con radici antiche

I segreti di uno sport amato da tanti, ma nel quale soltanto i migliori possono raggiungere il successo

SERVIZIO CLIENTI CORUM ITALIA: 02 86984188 www.corum.ch

˜ 14 ˜


Contents

28 22

Sicurezza e riservatezza

I servizi personalizzati offerti da Sirefid, la fiduciaria del Gruppo Intesa Sanpaolo

28

Una vita per l'arte

La straordinaria collezione a Villa Panza di Biumo, Varese

38

Riflesso e Reazione

Sobrie tendenze moda si sovrappongono ad ardite scelte di colore per la prossima primavera

42 42

Consistently ahead

48 56

Quando l’amore finisce

Alla scoperta di Trussardi, autentica icona del Made in Italy nel settore moda e non solo

E’ possibile imparare “un’arte del distacco” che preveda la capacità di soffrire e di far soffrire meno?

48

60

Illuminati "con i piedi per terra"

Il calore della luce interpretato dalla creatività del design produce molteplici soluzioni che rivoluzionano l'arredamento

Polo, una passione con radici antiche

I segreti di uno sport amato da tanti, ma nel quale soltanto i migliori possono raggiungere il successo

SERVIZIO CLIENTI CORUM ITALIA: 02 86984188 www.corum.ch

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Contents

66 66

I nuovi ibridi

Kudos incontra a Milano alcuni piccoli imprenditori che hanno combinato la passione per il cibo con un appetito per qualcosa di completamente diverso

74

Il rinascimento di corpo e spirito

Il Salviatino, per vivere l'ospitalità circondati da arte, storia e cure thailandesi

78

Ufficiale e gentiluomo

Qualsiasi sia la tua passione, c'è un orologio che corrisponde alle tue necessità e aspirazioni

78

84

84

100

Kudos scopre in Italia e dintorni le destinazioni di viaggio più affascinanti con lo stesso attributo in comune: design straordinario

L'appassionante ricerca per prestazioni superiori sulle onde

Bellezza come sostanza

92

Range Rover Evoque, arriva l'emozione

La nuova Range Rover: leggera, eco-compatibile, accattivante

Veloci e indistruttibili

106

Febbre da alta tecnologia

Quando la realtà tecnologica raggiunge delle prestazioni superiori all'immaginazione, la distinzione tra presente e futuro svanisce

96

Gianni Piacentino e l'estetica della velocità

L'artista che esplora le forme tecnologiche scolpite dal vento WWW.PALZILERI.COM

MILANO VIA MANZONI 20 - TEL. +39 02 7639468 / VIA SPADARI - TEL. +39 02 89011899

˜ 16 ˜


Contents

66 66

I nuovi ibridi

Kudos incontra a Milano alcuni piccoli imprenditori che hanno combinato la passione per il cibo con un appetito per qualcosa di completamente diverso

74

Il rinascimento di corpo e spirito

Il Salviatino, per vivere l'ospitalità circondati da arte, storia e cure thailandesi

78

Ufficiale e gentiluomo

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78

84

84

100

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L'appassionante ricerca per prestazioni superiori sulle onde

Bellezza come sostanza

92

Range Rover Evoque, arriva l'emozione

La nuova Range Rover: leggera, eco-compatibile, accattivante

Veloci e indistruttibili

106

Febbre da alta tecnologia

Quando la realtà tecnologica raggiunge delle prestazioni superiori all'immaginazione, la distinzione tra presente e futuro svanisce

96

Gianni Piacentino e l'estetica della velocità

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Timeless quality. Enduring value.

Contents

118 112

Non solo bisturi

Lifting e bellezza: scopriamo assieme al dottor Armando De Angelis, chirurgo plastico a Milano, i trattamenti miniinvasivi più gettonati per il ringiovanimento del corpo

118

Number two

La nuova moto naked personalizzata, firmata dalla milanese CR&S

124

Non chiamatele diavolerie

Quando il cattolicesimo insegue i nuovi media e si fa believer-friendly. Supporti, riti e prospettive della misticità al tempo degli smartphone

124

130

130

144

Lasciamoci alle spalle il freddo dell'inverno e scopriamo il fascino dei Tropici, alloggiando in resort lussuosi e perfettamente attrezzati

Il Cayukeda Point, al Grand Visconti Palace di Milano: una meta per il nostro benessere globale

Una brezza caraibica

Il dono del benessere

148

136

Hästens, il benessere che dura una vita

I letti Hästens sono costruiti per durare una vita, utilizzando materiali naturali e certificati

Le nostre rubriche

Style advice Cultural adjustment Valori artistici vini divini p.r., lettere iniziali nobilissime

140

Quel che luccica...

La storia di due gioiellieri artigianali e dei loro prodotti preziosissimi

www.hastens.com Welcome to discover the world of Hästens. Order your free copy of Hästens catalog and DVD at www.hastens.com. STOCKHOLM

˜ 18 ˜

NEW YORK

LONDON

The world’s most luxurious bed is made by hand using only the finest all-natural materials. LOS ANGELES

HONG KONG

MILAN

PARIS


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Contents

118 112

Non solo bisturi

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118

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La nuova moto naked personalizzata, firmata dalla milanese CR&S

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Non chiamatele diavolerie

Quando il cattolicesimo insegue i nuovi media e si fa believer-friendly. Supporti, riti e prospettive della misticità al tempo degli smartphone

124

130

130

144

Lasciamoci alle spalle il freddo dell'inverno e scopriamo il fascino dei Tropici, alloggiando in resort lussuosi e perfettamente attrezzati

Il Cayukeda Point, al Grand Visconti Palace di Milano: una meta per il nostro benessere globale

Una brezza caraibica

Il dono del benessere

148

136

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Luxos Italia S.r.l. Via Pietrasanta 12, 20141 Milano, Italy Tel. +39 02 873 874 00, Fax +39 02 873 877 19 info@luxos.com, www.luxos.com MANAGING DIRECTOR & PUBLISHER Vincent K. Murphy GLOBAL PUBLISHING DIRECTOR James Garth Hill EDITOR IN CHIEF Henry Neuteboom GLOBAL EDITORIAL COORDINATOR Cheryl Chu editorial COORDINATOR Jodie Adam ART DIRECTOR Thomas Cannings GRAPHIC DESIGNER Davide Strusani OPERATIONS MANAGER Manuela D’Adda Distribution Manager Maddalena Tufarulo Sales & Advertising sales@luxos.com EDITORIAL CONTRIBUTORS: Alessia Vignali, Giulia Dotti, Eileen Bernardi, Antonello Di Mascio, Rino Noce, Thomas Cannings, Conrad Fleet, Giorgia Silvestri, Nina Modigliani, Diamante Nigro, Jade Ling, Marina Baumgartner, Linda Noris, Daniele Dodaro, Davide Strusani, Vanessa Viara, Stefano Zaini, Alfredo Gosio, Federica Pascale, Salvatore Ferrara, Luciano Broglia, Luca Bassi e Giulia Remorino. OUR SPECIAL THANKS TO: Intesa Sanpaolo Private Banking, Corum, Maserati, Land Rover, Hermès, La Martina, Church's, Pal Zileri, Piaget, Escada, Hästens, Netjets and all Kudos Staff and friends. KUDOS is published quarterly by Luxos Italia S.r.l. All Rights reserved. Reproduction in whole or part is strictly prohibited. While every care is made to ensure all the information is correct, Luxos Italia Srl. is not responsible or liable for any changes that may occur after printing. Printed by Grafiche Omnia Registrazione Tribunale di Milano n. 157/2005. ROC: 15258 - ISSN 1826-9974 The Editor is not responsible for the texts, photos, illustrations and drawings published herein, which are the sole responsibility of the authors.

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Luxos Italia S.r.l. Via Pietrasanta 12, 20141 Milano, Italy Tel. +39 02 873 874 00, Fax +39 02 873 877 19 info@luxos.com, www.luxos.com MANAGING DIRECTOR & PUBLISHER Vincent K. Murphy GLOBAL PUBLISHING DIRECTOR James Garth Hill EDITOR IN CHIEF Henry Neuteboom GLOBAL EDITORIAL COORDINATOR Cheryl Chu editorial COORDINATOR Jodie Adam ART DIRECTOR Thomas Cannings GRAPHIC DESIGNER Davide Strusani OPERATIONS MANAGER Manuela D’Adda Distribution Manager Maddalena Tufarulo Sales & Advertising sales@luxos.com EDITORIAL CONTRIBUTORS: Alessia Vignali, Giulia Dotti, Eileen Bernardi, Antonello Di Mascio, Rino Noce, Thomas Cannings, Conrad Fleet, Giorgia Silvestri, Nina Modigliani, Diamante Nigro, Jade Ling, Marina Baumgartner, Linda Noris, Daniele Dodaro, Davide Strusani, Vanessa Viara, Stefano Zaini, Alfredo Gosio, Federica Pascale, Salvatore Ferrara, Luciano Broglia, Luca Bassi e Giulia Remorino. OUR SPECIAL THANKS TO: Intesa Sanpaolo Private Banking, Corum, Maserati, Land Rover, Hermès, La Martina, Church's, Pal Zileri, Piaget, Escada, Hästens, Netjets and all Kudos Staff and friends. KUDOS is published quarterly by Luxos Italia S.r.l. All Rights reserved. Reproduction in whole or part is strictly prohibited. While every care is made to ensure all the information is correct, Luxos Italia Srl. is not responsible or liable for any changes that may occur after printing. Printed by Grafiche Omnia Registrazione Tribunale di Milano n. 157/2005. ROC: 15258 - ISSN 1826-9974 The Editor is not responsible for the texts, photos, illustrations and drawings published herein, which are the sole responsibility of the authors.

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Sicurezza e riservatezza I servizi personalizzati offerti da Sirefid, la fiduciaria del Gruppo Intesa Sanpaolo di Stefania Pedroni Responsabile Commerciale Sirefid

Sirefid è la Fiduciaria statica del Gruppo Intesa Sanpaolo, nella quale sono racchiuse tutte le attività classiche del servizio fiduciario. A Sirefid si affianca, nell’ambito del Gruppo, Intesa Sanpaolo Trust Company, la cui mission è specificatamente dedicata al trust. Grazie anche a questa sinergia con Intesa Sanpaolo Trust Company, Sirefid permette di fornire un supporto ed un servizio completo alla propria clientela nell’ambito degli aspetti imprenditoriali, privati, famigliari e di programmazione successoria, proponendosi quale protagonista nel wealth management.

©iStockphoto.com/pearleye

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Sicurezza e riservatezza I servizi personalizzati offerti da Sirefid, la fiduciaria del Gruppo Intesa Sanpaolo di Stefania Pedroni Responsabile Commerciale Sirefid

Sirefid è la Fiduciaria statica del Gruppo Intesa Sanpaolo, nella quale sono racchiuse tutte le attività classiche del servizio fiduciario. A Sirefid si affianca, nell’ambito del Gruppo, Intesa Sanpaolo Trust Company, la cui mission è specificatamente dedicata al trust. Grazie anche a questa sinergia con Intesa Sanpaolo Trust Company, Sirefid permette di fornire un supporto ed un servizio completo alla propria clientela nell’ambito degli aspetti imprenditoriali, privati, famigliari e di programmazione successoria, proponendosi quale protagonista nel wealth management.

©iStockphoto.com/pearleye

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La riservatezza, in particolare, è il principale “servizio” offerto da Sirefid. Una riservatezza, ovviamente, sottoposta ai limiti di legge e inerente tutte le operazioni svolte dalla fiduciaria in nome proprio, ma per conto del proprio fiduciante, quali, ad esempio, le iniziative commerciali, le compravendite aziendali, la costituzione in pegno di titoli e l’intestazione di patrimoni. Sono infatti numerose le situazioni in cui Sirefid può offrire soluzioni importanti e significative: l’ambito famigliare, ad esempio, con la possibilità di attestare alla fiduciaria beni personali, per una risposta utile ed efficace in un campo così delicato quale quello dei rapporti famigliari, con le eventuali problematiche connesse a matrimoni, figli e divorzi. Prezioso il ruolo di Sirefid anche nelle attività imprenditoriali, con l’intervento nella costituzione di società, nella compravendita delle stesse, nelle acquisizioni e nei finanziamenti.In tale ambito, Sirefid consente la riservatezza verso il mercato, la concorrenza e l’ambiente.

Questo strumento della “intestazione alla fiduciaria” offerto da Sirefid è anche utilizzabile in tutti i casi in cui il cliente voglia celare, anche per la sicurezza sua e della famiglia, le dimensioni del proprio patrimonio

Servizi modellati in modo sartoriale Non vanno, inoltre, dimenticate le situazioni in cui – per evidenti ragioni di riservatezza – si desideri evitare di apparire come sottoscrittori di pegni o garanzie. Anche in questi casi, Sirefid può intervenire costituendo in pegno i titoli conferitole dal fiduciante, ovvero gli stessi titoli intestati alla fiduciaria. Questo strumento della “intestazione alla fiduciaria” offerto da Sirefid è anche utilizzabile in tutti i casi in cui il cliente voglia celare, anche per la sicurezza sua e della famiglia, le dimensioni del proprio patrimonio. ˜ 24 ˜

©iStockphoto.com/swilmor

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La riservatezza, in particolare, è il principale “servizio” offerto da Sirefid. Una riservatezza, ovviamente, sottoposta ai limiti di legge e inerente tutte le operazioni svolte dalla fiduciaria in nome proprio, ma per conto del proprio fiduciante, quali, ad esempio, le iniziative commerciali, le compravendite aziendali, la costituzione in pegno di titoli e l’intestazione di patrimoni. Sono infatti numerose le situazioni in cui Sirefid può offrire soluzioni importanti e significative: l’ambito famigliare, ad esempio, con la possibilità di attestare alla fiduciaria beni personali, per una risposta utile ed efficace in un campo così delicato quale quello dei rapporti famigliari, con le eventuali problematiche connesse a matrimoni, figli e divorzi. Prezioso il ruolo di Sirefid anche nelle attività imprenditoriali, con l’intervento nella costituzione di società, nella compravendita delle stesse, nelle acquisizioni e nei finanziamenti.In tale ambito, Sirefid consente la riservatezza verso il mercato, la concorrenza e l’ambiente.

Questo strumento della “intestazione alla fiduciaria” offerto da Sirefid è anche utilizzabile in tutti i casi in cui il cliente voglia celare, anche per la sicurezza sua e della famiglia, le dimensioni del proprio patrimonio

Servizi modellati in modo sartoriale Non vanno, inoltre, dimenticate le situazioni in cui – per evidenti ragioni di riservatezza – si desideri evitare di apparire come sottoscrittori di pegni o garanzie. Anche in questi casi, Sirefid può intervenire costituendo in pegno i titoli conferitole dal fiduciante, ovvero gli stessi titoli intestati alla fiduciaria. Questo strumento della “intestazione alla fiduciaria” offerto da Sirefid è anche utilizzabile in tutti i casi in cui il cliente voglia celare, anche per la sicurezza sua e della famiglia, le dimensioni del proprio patrimonio. ˜ 24 ˜

©iStockphoto.com/swilmor

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Una capacità “sartoriale” di fornire un servizio anche in presenza di accordi parasociali, contratti di “escrow” o nella realizzazione di clausole di “way-out”

©iStockphoto.com/SusanneB

Sempre nell’ambito della sicurezza e della riservatezza, un’opportunità sempre più sentita dalla clientela è quella della separazione di una parte del proprio patrimonio con specifiche e lecite finalità. Anche in questo caso, Sirefid fornisce valide soluzioni, attraverso una ricca serie di strumenti, alcuni dei quali – polizze e trust – particolarmente efficaci ed innovativi. Queste e molte altre le situazioni in cui l’intervento della fiduciaria può rappresentare un’efficace soluzione. Una panoramica che non può essere esaustiva ma che esemplifica il ventaglio delle opportunità offerte da Sirefid, impegnata quotidianamente nel formulare risposte modellate sulle esigenze individuali. Una capacità “sartoriale” di fornire un servizio anche in presenza di accordi parasociali, contratti di “escrow” o nella realizzazione di clausole di “way-out”. Sirefid è, inoltre, in grado anche di consentire una migliore e più efficace costruzione del contratto di Patto di Famiglia, un istituto giuridico di fondamentale importanza per la proficua realizzazione del “passaggio generazionale” in ambito imprenditoriale, la cui importanza è oggetto di crescente attenzione da parte della clientela.

©iStockphoto.com/bluestocking

Grazie alla sua esperienza di quasi 40 anni, Sirefid rappresenta un riferimento sicuro, di elevata professionalità e sinergicamente legato ad un Gruppo Bancario di assoluta preminenza nello scenario nazionale ed estero. ˜ 26 ˜

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Una capacità “sartoriale” di fornire un servizio anche in presenza di accordi parasociali, contratti di “escrow” o nella realizzazione di clausole di “way-out”

©iStockphoto.com/SusanneB

Sempre nell’ambito della sicurezza e della riservatezza, un’opportunità sempre più sentita dalla clientela è quella della separazione di una parte del proprio patrimonio con specifiche e lecite finalità. Anche in questo caso, Sirefid fornisce valide soluzioni, attraverso una ricca serie di strumenti, alcuni dei quali – polizze e trust – particolarmente efficaci ed innovativi. Queste e molte altre le situazioni in cui l’intervento della fiduciaria può rappresentare un’efficace soluzione. Una panoramica che non può essere esaustiva ma che esemplifica il ventaglio delle opportunità offerte da Sirefid, impegnata quotidianamente nel formulare risposte modellate sulle esigenze individuali. Una capacità “sartoriale” di fornire un servizio anche in presenza di accordi parasociali, contratti di “escrow” o nella realizzazione di clausole di “way-out”. Sirefid è, inoltre, in grado anche di consentire una migliore e più efficace costruzione del contratto di Patto di Famiglia, un istituto giuridico di fondamentale importanza per la proficua realizzazione del “passaggio generazionale” in ambito imprenditoriale, la cui importanza è oggetto di crescente attenzione da parte della clientela.

©iStockphoto.com/bluestocking

Grazie alla sua esperienza di quasi 40 anni, Sirefid rappresenta un riferimento sicuro, di elevata professionalità e sinergicamente legato ad un Gruppo Bancario di assoluta preminenza nello scenario nazionale ed estero. ˜ 26 ˜

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Una vita per l'arte La straordinaria collezione a Villa Panza di Biumo, Varese di Henry Neuteboom Foto di Henry Neuteboom e Sonia Di Bari Il Salone Impero, progettato in stile neoclassico da Luigi Canonica, nella Villa Menafoglio Litta Panza

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Una vita per l'arte La straordinaria collezione a Villa Panza di Biumo, Varese di Henry Neuteboom Foto di Henry Neuteboom e Sonia Di Bari Il Salone Impero, progettato in stile neoclassico da Luigi Canonica, nella Villa Menafoglio Litta Panza

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La sala Spalletti, con opere di Ettore Spalletti

La collezione offre contrasti interessanti tra mobili classici e dipinti contemporanei

La passione per l'arte contemporanea ha contraddistinto la vita del Conte Giuseppe Panza di Biumo, come è testimoniato dalla prestigiosa collezione d’arte ospitata nella sua casa, Villa Menafoglio Litta Panza di Biumo: sono più di cento le opere di artisti contemporanei esposte al suo interno. Questa bellissima villa è oggi gestita dal FAI, che l'ha ricevuta in donazione dal Conte.

Esperto conoscitore d’arte, Giuseppe Panza avrebbe preferito collezionare dipinti del Rinascimento italiano, ma gli evidenti problemi di disponibilità di opere e il loro alto prezzo lo hanno indotto a sviluppare una collezione di lavori contemporanei.

Una sala al pianterreno, con un'opera di Max Cole

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Veduta del parco formale

L'interesse del Conte per l'arte contemporanea nacque nel corso di un viaggio per affari negli Stati Uniti nel 1954; in quell’occasione visitò qualche galleria, rimanendo affascinato dall'assenza di peso del passato nella nuova arte contemporanea americana. Si rese conto che gli artisti stavano costruendo nuovi modi di espressione, non sulla base della storia precedente, ma su fondamenta del tutto autonome. La sua avventura da collezionista iniziò nel 1956 con l’acquisto di alcune opere di Antoni Tàpies e di Franz Kline. In seguito, acquistò opere appartenenti ai movimenti dell’Informale, dell'Espressionismo astratto, della Pop Art, del Minimalismo e dell'Arte Concettuale; lavori, tra gli altri, di Jean Fautrier, Mark Rothko, James Rosenquist, Claes Oldenburg e Dan Flavin. ˜ 31 ˜


La sala Spalletti, con opere di Ettore Spalletti

La collezione offre contrasti interessanti tra mobili classici e dipinti contemporanei

La passione per l'arte contemporanea ha contraddistinto la vita del Conte Giuseppe Panza di Biumo, come è testimoniato dalla prestigiosa collezione d’arte ospitata nella sua casa, Villa Menafoglio Litta Panza di Biumo: sono più di cento le opere di artisti contemporanei esposte al suo interno. Questa bellissima villa è oggi gestita dal FAI, che l'ha ricevuta in donazione dal Conte.

Esperto conoscitore d’arte, Giuseppe Panza avrebbe preferito collezionare dipinti del Rinascimento italiano, ma gli evidenti problemi di disponibilità di opere e il loro alto prezzo lo hanno indotto a sviluppare una collezione di lavori contemporanei.

Una sala al pianterreno, con un'opera di Max Cole

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Veduta del parco formale

L'interesse del Conte per l'arte contemporanea nacque nel corso di un viaggio per affari negli Stati Uniti nel 1954; in quell’occasione visitò qualche galleria, rimanendo affascinato dall'assenza di peso del passato nella nuova arte contemporanea americana. Si rese conto che gli artisti stavano costruendo nuovi modi di espressione, non sulla base della storia precedente, ma su fondamenta del tutto autonome. La sua avventura da collezionista iniziò nel 1956 con l’acquisto di alcune opere di Antoni Tàpies e di Franz Kline. In seguito, acquistò opere appartenenti ai movimenti dell’Informale, dell'Espressionismo astratto, della Pop Art, del Minimalismo e dell'Arte Concettuale; lavori, tra gli altri, di Jean Fautrier, Mark Rothko, James Rosenquist, Claes Oldenburg e Dan Flavin. ˜ 31 ˜


La bellissima villa settecentesca

Come collezionista riuscì a stabilire buoni rapporti con le gallerie che trattavano artisti in quel momento emergenti, ed ebbe il privilegio e il piacere di vedere gli autori delle opere da lui acquistate diventare, con il passare degli anni, famosi e quotati. Nel corso del tempo arrivò a possedere 2.500 opere, divenendo il più grande collezionista al mondo d’arte contemporanea. Nel 1984 Panza di Biumo ha venduto 80 opere di artisti espressionisti e della Pop Art al Museum of Contemporary Art di Los Angeles per 11 milioni di dollari, opere che sono servite al museo per creare il cuore della collezione permanente. In alcuni casi la collaborazione con gli artisti è diventata particolarmente stretta, come in occasione della richiesta da parte del Conte di opere inedite progettate appositamente per gli interni della villa. In particolare, nei locali della Scuderia grande, Panza di Biumo invitò gli artisti a collocare grandi installazioni e opere ambientali. Le opere al neon di Dan Flavin sono collocate in stanze interamente vuote, nelle quali la luce colorata diventa un mezzo di espressione particolarmente intenso, ed è forse questa la parte più bella della collezione. Il rapporto tra Flavin e Panza di Biumo è l'esempio perfetto di un collezionismo "illuminato" in ogni senso. Per gran parte della sua carriera, Dan Flavin non ha raggiunto il successo sperato, e, a tal proposito, Giuseppe Panza di Biumo stesso ha rivelato: "Nel 1966, quando incominciai ad acquistare opere di Dan Flavin, la gente rideva." I prezzi dei suoi lavori sono rimasti bassi per anni, fino a quando, nel 1996, anno della morte dell'artista, le quotazioni sono salite fino a dieci volte i prezzi d'origine. In realtà l'opera, come oggetto fisico, consiste in null'altro che in un pezzo di carta con istruzioni per installare le lampade. ˜ 32 ˜

Oggi le sale delle Scuderie, distribuite lungo un corridoio, sono caratterizzate da un effetto ottico particolarmente originale, generato dai tubi fluorescenti colorati: sono gli unici oggetti nella stanza, ma creano una presenza di energia luminosa e di puro colore. Mentre nell'arte antica la luce viene messa in relazione con la divinità e in particolare con il racconto della Genesi, Dan Flavin, a giudicare dai titoli, cerca una meditazione a livello più umano, come nel caso dell'opera "Monumento ai morti in un'imboscata”, ispirata alla morte del fratello in Vietnam e alla sua riflessione sulla guerra. L'artista stesso ha detto: "Con la luce (dei tubi al neon), i muri svaniscono e la percezione dello spazio si altera. Nelle mie opere non vi è alcuna spiritualità opprimente con la quale si è tenuti ad entrare in contatto". Un'opera di Dan Flavin

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La bellissima villa settecentesca

Come collezionista riuscì a stabilire buoni rapporti con le gallerie che trattavano artisti in quel momento emergenti, ed ebbe il privilegio e il piacere di vedere gli autori delle opere da lui acquistate diventare, con il passare degli anni, famosi e quotati. Nel corso del tempo arrivò a possedere 2.500 opere, divenendo il più grande collezionista al mondo d’arte contemporanea. Nel 1984 Panza di Biumo ha venduto 80 opere di artisti espressionisti e della Pop Art al Museum of Contemporary Art di Los Angeles per 11 milioni di dollari, opere che sono servite al museo per creare il cuore della collezione permanente. In alcuni casi la collaborazione con gli artisti è diventata particolarmente stretta, come in occasione della richiesta da parte del Conte di opere inedite progettate appositamente per gli interni della villa. In particolare, nei locali della Scuderia grande, Panza di Biumo invitò gli artisti a collocare grandi installazioni e opere ambientali. Le opere al neon di Dan Flavin sono collocate in stanze interamente vuote, nelle quali la luce colorata diventa un mezzo di espressione particolarmente intenso, ed è forse questa la parte più bella della collezione. Il rapporto tra Flavin e Panza di Biumo è l'esempio perfetto di un collezionismo "illuminato" in ogni senso. Per gran parte della sua carriera, Dan Flavin non ha raggiunto il successo sperato, e, a tal proposito, Giuseppe Panza di Biumo stesso ha rivelato: "Nel 1966, quando incominciai ad acquistare opere di Dan Flavin, la gente rideva." I prezzi dei suoi lavori sono rimasti bassi per anni, fino a quando, nel 1996, anno della morte dell'artista, le quotazioni sono salite fino a dieci volte i prezzi d'origine. In realtà l'opera, come oggetto fisico, consiste in null'altro che in un pezzo di carta con istruzioni per installare le lampade. ˜ 32 ˜

Oggi le sale delle Scuderie, distribuite lungo un corridoio, sono caratterizzate da un effetto ottico particolarmente originale, generato dai tubi fluorescenti colorati: sono gli unici oggetti nella stanza, ma creano una presenza di energia luminosa e di puro colore. Mentre nell'arte antica la luce viene messa in relazione con la divinità e in particolare con il racconto della Genesi, Dan Flavin, a giudicare dai titoli, cerca una meditazione a livello più umano, come nel caso dell'opera "Monumento ai morti in un'imboscata”, ispirata alla morte del fratello in Vietnam e alla sua riflessione sulla guerra. L'artista stesso ha detto: "Con la luce (dei tubi al neon), i muri svaniscono e la percezione dello spazio si altera. Nelle mie opere non vi è alcuna spiritualità opprimente con la quale si è tenuti ad entrare in contatto". Un'opera di Dan Flavin

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Nello stesso corridoio troviamo i lavori di James Turrell, artista di Los Angeles, che, al contrario di Flavin, non utilizza l’illuminazione artificiale, ma la luce naturale. Panza di Biumo, a tal proposito, ha detto: “La luce non si può dipingere su una tela, dev'essere dentro uno spazio. È necessario modificare un ambiente che dev'essere vuoto e soprattutto grande". In una sala, con muri e pavimento completamente bianchi, troviamo nel soffitto un’apertura che mostra, a seconda del tempo meteorologico, un bellissimo quadrato di cielo azzurro, con il bianco delle nuvole, o grigio. Sempre citando il Conte: "il cielo s'inquadra nei soffitti, l'arte si pone in relazione con l'ambiente che ingloba il corpo dell'osservatore e sollecita, attraverso una serie di esperienze percettive, la concentrazione e la meditazione".

Lo studio di Giuseppe Panza

Robert Irwin, come Turrell, amplia gli spazi delle stanze attraverso aperture dalle quali si possono ammirare, all’esterno, la natura, gli alberi e la vegetazione. Di Irwin vi è un altro lavoro che tende ad alterare la percezione della realtà: un lungo corridoio diviso da un telo di stoffa liscia, bianca e leggermente trasparente, che a prima vista sembra un muro. Vedere le ombre penetrare questo apparente muro crea una forte sensazione di spaesamento, fino a quando se ne intuisce la presenza fisica..

Un'opera monocromatica di Ruth Ann Fredenthal

˜ 34 ˜

La villa stessa è straordinariamente bella, situata sull’alto del colle di Biumo Superiore, una località che fa parte della città di Varese, circondata da un giardino di 33.000 metri quadrati ben curato, dal quale si può ammirare una bellissima vista sulla città e sulle Prealpi. Il giardino rispecchia in parte lo stile settecentesco, con un parterre geometrico di fronte alla villa e due fontane centrali; i lavori eseguiti nel primo Ottocento hanno poi creato estese zone verdi e scorci romantici come il laghetto, la grotta e la collina del tempietto, in base ai principi del paesaggismo inglese. Gli splendidi interni risalgono al '700 e al secolo successivo, quando la villa è stata ristrutturata e ampliata. In particolare, il salone Impero è stato progettato integralmente dall'architetto neoclassico Luigi Canonica, insieme alla stufa, al pavimento, alle consolle e agli elementi architettonici di raccordo; i dipinti contemporanei sono esclusivamente di David Simpson, in base alla volontà del Conte di dedicare ogni stanza della villa ai lavori di un solo artista. Il contrasto fra i decori originali e le opere d'arte è interessante, perché le opere minimaliste creano un'atmosfera di pace e tranquillità perfetta per il contorno. ˜ 35 ˜


Nello stesso corridoio troviamo i lavori di James Turrell, artista di Los Angeles, che, al contrario di Flavin, non utilizza l’illuminazione artificiale, ma la luce naturale. Panza di Biumo, a tal proposito, ha detto: “La luce non si può dipingere su una tela, dev'essere dentro uno spazio. È necessario modificare un ambiente che dev'essere vuoto e soprattutto grande". In una sala, con muri e pavimento completamente bianchi, troviamo nel soffitto un’apertura che mostra, a seconda del tempo meteorologico, un bellissimo quadrato di cielo azzurro, con il bianco delle nuvole, o grigio. Sempre citando il Conte: "il cielo s'inquadra nei soffitti, l'arte si pone in relazione con l'ambiente che ingloba il corpo dell'osservatore e sollecita, attraverso una serie di esperienze percettive, la concentrazione e la meditazione".

Lo studio di Giuseppe Panza

Robert Irwin, come Turrell, amplia gli spazi delle stanze attraverso aperture dalle quali si possono ammirare, all’esterno, la natura, gli alberi e la vegetazione. Di Irwin vi è un altro lavoro che tende ad alterare la percezione della realtà: un lungo corridoio diviso da un telo di stoffa liscia, bianca e leggermente trasparente, che a prima vista sembra un muro. Vedere le ombre penetrare questo apparente muro crea una forte sensazione di spaesamento, fino a quando se ne intuisce la presenza fisica..

Un'opera monocromatica di Ruth Ann Fredenthal

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La villa stessa è straordinariamente bella, situata sull’alto del colle di Biumo Superiore, una località che fa parte della città di Varese, circondata da un giardino di 33.000 metri quadrati ben curato, dal quale si può ammirare una bellissima vista sulla città e sulle Prealpi. Il giardino rispecchia in parte lo stile settecentesco, con un parterre geometrico di fronte alla villa e due fontane centrali; i lavori eseguiti nel primo Ottocento hanno poi creato estese zone verdi e scorci romantici come il laghetto, la grotta e la collina del tempietto, in base ai principi del paesaggismo inglese. Gli splendidi interni risalgono al '700 e al secolo successivo, quando la villa è stata ristrutturata e ampliata. In particolare, il salone Impero è stato progettato integralmente dall'architetto neoclassico Luigi Canonica, insieme alla stufa, al pavimento, alle consolle e agli elementi architettonici di raccordo; i dipinti contemporanei sono esclusivamente di David Simpson, in base alla volontà del Conte di dedicare ogni stanza della villa ai lavori di un solo artista. Il contrasto fra i decori originali e le opere d'arte è interessante, perché le opere minimaliste creano un'atmosfera di pace e tranquillità perfetta per il contorno. ˜ 35 ˜


La stanza del biliardo, con un dipinto di Phil Sims

Non è stato facile il rapporto fra Giuseppe Panza di Biumo e le autorità statali e locali, con le quali ha tentato di trovare una soluzione per poter donare le opere e creare il museo. A causa delle difficoltà burocratiche molte opere fanno parte di altri musei, in particolare del Museo Cantonale di Lugano, dove sono esposte un gruppo di opere americane degli anni '80, e della Guggenheim Foundation, alla quale sono state cedute opere minimaliste e concettuali. La donazione della villa al FAI nel 1996 è seguita a molti tentativi di trovare un accordo con il Comune di Varese e la Regione Lombardia. Sicuramente la villa rappresenta una testimonianza perenne della straordinaria passione per l'arte contemporanea del Conte. Giuseppe Panza di Biumo è mancato nell'aprile 2010 all'età di ottantasette anni. La villa e Collezione Panza si trova in Piazza Litta, 1 – Varese, tel. 0332 283960. È aperta tutti i giorni, tranne i lunedì non festivi, orario 10-18, ultimo ingresso 45 minuti prima della chiusura. Adulti € 8. È a disposizione un'audioguida in italiano e inglese. Nella villa si trova anche un raffinato bar ristorante, "Luce", tel. 0332 242199. ˜ 36 ˜


La stanza del biliardo, con un dipinto di Phil Sims

Non è stato facile il rapporto fra Giuseppe Panza di Biumo e le autorità statali e locali, con le quali ha tentato di trovare una soluzione per poter donare le opere e creare il museo. A causa delle difficoltà burocratiche molte opere fanno parte di altri musei, in particolare del Museo Cantonale di Lugano, dove sono esposte un gruppo di opere americane degli anni '80, e della Guggenheim Foundation, alla quale sono state cedute opere minimaliste e concettuali. La donazione della villa al FAI nel 1996 è seguita a molti tentativi di trovare un accordo con il Comune di Varese e la Regione Lombardia. Sicuramente la villa rappresenta una testimonianza perenne della straordinaria passione per l'arte contemporanea del Conte. Giuseppe Panza di Biumo è mancato nell'aprile 2010 all'età di ottantasette anni. La villa e Collezione Panza si trova in Piazza Litta, 1 – Varese, tel. 0332 283960. È aperta tutti i giorni, tranne i lunedì non festivi, orario 10-18, ultimo ingresso 45 minuti prima della chiusura. Adulti € 8. È a disposizione un'audioguida in italiano e inglese. Nella villa si trova anche un raffinato bar ristorante, "Luce", tel. 0332 242199. ˜ 36 ˜


Riflesso e reazione Sobrie tendenze moda si sovrappongono ad ardite scelte di colore per la prossima primavera By Eileen Bernardi

Vestiti vaporosi di Jil Sander stampati con motivi decorativi

Un maxi vestito di Marc Jacobs che richiama gli anni '70

Secondo un vecchio adagio, quando i mercati finanziari crollano lo fanno anche gli orli delle gonne. Beh, forse c’è del vero in quel detto. Diffusa dall’economista George Taylor e nota come “l’indice dell’orlo”, la teoria suggerisce che ci sia una correlazione fra la lunghezza delle gonne e la crescita economica. Se è innegabile che, con l’economia in ripresa, i nostri siano tempi di sobrietà, è anche vero che si è notato qualcosa di diverso nella lunghezza delle gonne durante le sfilate delle collezioni primavera/estate 2011. Gli orli della gonne in discesa, in alcuni casi fino a toccare il pavimento, e scollature in salita lasciano praticamente tutto all’immaginazione. E anche se è vero che nel mondo della moda di oggi non ci sono più regole e che quasi tutto ciò che si cerca lo si può trovare (le collezioni di Valentino e di Christian Dior hanno proposto gonne corte, molto corte e cortissime), c’è sicuramente una tendenza verso un modo di vestire più sobrio, ma non per questo meno sexy. In questi casi il sex appeal è sottile, meno sfrontato e con un carattere in un certo senso più intellettuale. È interessante notare, comunque, che la sobrietà dei tagli di questa stagione è compensata da colori audaci e da fantasie stravaganti, a dimostrazione del fatto che la moda può essere sia un riflesso che una reazione allo spirito della società dei nostri giorni. L’interessante collezione di Jil Sander comprende gonne dai toni gioiello, come il mandarino, insieme all’onnipresente blu reale e abiti rasoterra con aree geometriche di colore, alcuni aderenti, altri ampi e vaporosi. I pantaloni a vita alta sono comodi, mentre i pantaloni in stile odalisca sono larghi sulle gambe e stretti alle caviglie. Anche Marc Jacobs propone gonne lunghe e maxi vestiti, attingendo alla moda degli anni settanta, che è ispirazione di questa stagione. La collezione, dal carattere chic e bohémien, propone gonne alla contadina ampie e di media lunghezza, pantaloni larghi in colori come l’arancio elettrico e il rosso sangue. Tuttavia, affermare che sia una collezione sobria sarebbe un po’ ardito, in quanto le forme voluminose sono spesso accompagnate a tessuti trasparenti.

©iStockphoto.com/HultonArchive

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Riflesso e reazione Sobrie tendenze moda si sovrappongono ad ardite scelte di colore per la prossima primavera By Eileen Bernardi

Vestiti vaporosi di Jil Sander stampati con motivi decorativi

Un maxi vestito di Marc Jacobs che richiama gli anni '70

Secondo un vecchio adagio, quando i mercati finanziari crollano lo fanno anche gli orli delle gonne. Beh, forse c’è del vero in quel detto. Diffusa dall’economista George Taylor e nota come “l’indice dell’orlo”, la teoria suggerisce che ci sia una correlazione fra la lunghezza delle gonne e la crescita economica. Se è innegabile che, con l’economia in ripresa, i nostri siano tempi di sobrietà, è anche vero che si è notato qualcosa di diverso nella lunghezza delle gonne durante le sfilate delle collezioni primavera/estate 2011. Gli orli della gonne in discesa, in alcuni casi fino a toccare il pavimento, e scollature in salita lasciano praticamente tutto all’immaginazione. E anche se è vero che nel mondo della moda di oggi non ci sono più regole e che quasi tutto ciò che si cerca lo si può trovare (le collezioni di Valentino e di Christian Dior hanno proposto gonne corte, molto corte e cortissime), c’è sicuramente una tendenza verso un modo di vestire più sobrio, ma non per questo meno sexy. In questi casi il sex appeal è sottile, meno sfrontato e con un carattere in un certo senso più intellettuale. È interessante notare, comunque, che la sobrietà dei tagli di questa stagione è compensata da colori audaci e da fantasie stravaganti, a dimostrazione del fatto che la moda può essere sia un riflesso che una reazione allo spirito della società dei nostri giorni. L’interessante collezione di Jil Sander comprende gonne dai toni gioiello, come il mandarino, insieme all’onnipresente blu reale e abiti rasoterra con aree geometriche di colore, alcuni aderenti, altri ampi e vaporosi. I pantaloni a vita alta sono comodi, mentre i pantaloni in stile odalisca sono larghi sulle gambe e stretti alle caviglie. Anche Marc Jacobs propone gonne lunghe e maxi vestiti, attingendo alla moda degli anni settanta, che è ispirazione di questa stagione. La collezione, dal carattere chic e bohémien, propone gonne alla contadina ampie e di media lunghezza, pantaloni larghi in colori come l’arancio elettrico e il rosso sangue. Tuttavia, affermare che sia una collezione sobria sarebbe un po’ ardito, in quanto le forme voluminose sono spesso accompagnate a tessuti trasparenti.

©iStockphoto.com/HultonArchive

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Brioni presenta un contrasto interessante fra un glamour non esibizionista e merletti trasparenti

Da Prabal Gurung, colori e proporzioni perfetti

Lo stesso si può dire per Brioni, che alle forme delicate e femminili degli abiti lunghi fino al polpaccio, ha associato del pizzo trasparente. La collezione perfettamente disegnata da Alessandro dell’Acqua propone cappotti oversize, abiti fluidi e lunghissime gonne aderenti, che acquisiscono un’aria magnificamente casual, accompagnati ai sandali rasoterra di pelle. La collezione di Narciso Rodríguez è una vetrina di perfezione minimalista con gonne di seta nera lunghe fino al ginocchio, reminiscenza dei “tempi più semplici” dei primi anni novanta. Un vestitino arioso e dai motivi floreali ci riporta con forza ai tempi del grunge, mentre la semplice gonna midi nera, che ha aperto la sfilata è un must per ogni donna che ami l’eleganza dal tono minimalista e sobrio. La nuovissima collezione dello stilista nepalese Prabal Gurung è stata una delle più pregevoli di questa stagione e ha proposto il meglio delle tendenze di questa primavera: color block vivaci, bianchi shock, gradevoli tinte neutre e abiti al polpaccio aderenti in tessuti trasparenti dai toni metallici e seta fluida. L’ex direttore stilistico di Bill Blass ha una propria linea di abbigliamento da soli quattro anni, ma è sicuramente meritevole di grande attenzione per la sua elegante comprensione della moda donna. ˜ 40 ˜

Si sono visti stampati shocking su diverse passerelle, come quest'esempio di Prada

˜ 41 ˜

Questa stagione di moda è stata essenzialmente una stagione di contrasti. Come abbiamo visto, i colori chiari hanno dominato molte collezioni, così come le tinte neutre. E mentre molti stilisti hanno prodotto collezioni più sobrie, altri hanno scelto di accorciare le gonne e di alzare i tacchi il più possibile. Immagino che, come accade per i mercati finanziari, anche gli stilisti di moda prosperano durante le fluttuazioni economiche; tuttavia, avendo raggiunto la maggiore età nei primi anni novanta, sono felice di vedere il ritorno di scelte stilistiche più sobrie e non vedo l’ora che arrivi la primavera per poter indossare il mio vestito dall’eleganza razionale di Narciso Rodríguez.


Brioni presenta un contrasto interessante fra un glamour non esibizionista e merletti trasparenti

Da Prabal Gurung, colori e proporzioni perfetti

Lo stesso si può dire per Brioni, che alle forme delicate e femminili degli abiti lunghi fino al polpaccio, ha associato del pizzo trasparente. La collezione perfettamente disegnata da Alessandro dell’Acqua propone cappotti oversize, abiti fluidi e lunghissime gonne aderenti, che acquisiscono un’aria magnificamente casual, accompagnati ai sandali rasoterra di pelle. La collezione di Narciso Rodríguez è una vetrina di perfezione minimalista con gonne di seta nera lunghe fino al ginocchio, reminiscenza dei “tempi più semplici” dei primi anni novanta. Un vestitino arioso e dai motivi floreali ci riporta con forza ai tempi del grunge, mentre la semplice gonna midi nera, che ha aperto la sfilata è un must per ogni donna che ami l’eleganza dal tono minimalista e sobrio. La nuovissima collezione dello stilista nepalese Prabal Gurung è stata una delle più pregevoli di questa stagione e ha proposto il meglio delle tendenze di questa primavera: color block vivaci, bianchi shock, gradevoli tinte neutre e abiti al polpaccio aderenti in tessuti trasparenti dai toni metallici e seta fluida. L’ex direttore stilistico di Bill Blass ha una propria linea di abbigliamento da soli quattro anni, ma è sicuramente meritevole di grande attenzione per la sua elegante comprensione della moda donna. ˜ 40 ˜

Si sono visti stampati shocking su diverse passerelle, come quest'esempio di Prada

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Questa stagione di moda è stata essenzialmente una stagione di contrasti. Come abbiamo visto, i colori chiari hanno dominato molte collezioni, così come le tinte neutre. E mentre molti stilisti hanno prodotto collezioni più sobrie, altri hanno scelto di accorciare le gonne e di alzare i tacchi il più possibile. Immagino che, come accade per i mercati finanziari, anche gli stilisti di moda prosperano durante le fluttuazioni economiche; tuttavia, avendo raggiunto la maggiore età nei primi anni novanta, sono felice di vedere il ritorno di scelte stilistiche più sobrie e non vedo l’ora che arrivi la primavera per poter indossare il mio vestito dall’eleganza razionale di Narciso Rodríguez.


Consistently ahead Alla scoperta di Trussardi, autentica icona del Made in Italy nel settore moda e non solo by Rino Noce foto: La bicicletta Trussardi, 1981

La storia di Trussardi è diversa da quella di altri marchi. È la storia di una famiglia con una grande visione: in primis di riuscire a stare al passo coi tempi; in secundis di intuire con largo anticipo – talvolta di gran lunga superiore a quello dei competitor – le nuove tendenze. I Trussardi hanno tracciato nel corso dei decenni la storia del settore grazie a concetti chiave quali il logo unico, il flagship store, le sfilate aperte al pubblico, la diversificazione in altri settori quali il design, l’arte e lo spettacolo, per arrivare al tema dell’ecosostenibilità. Innumerevoli sono stati quindi i successi che hanno accompagnato questa famiglia-prodigio, da sempre determinata a perseguire l’eccellenza in tutte le forme.

ALLE ORIGINI Le origini del Gruppo Trussardi risalgono al 1911. Dante Trussardi, artigiano bergamasco, realizzava guanti di pelle di alta qualità. Nel giro di pochi decenni riesce a portare l'azienda a una posizione di prestigio nel mercato internazionale, grazie soprattutto ai moderni metodi di lavorazione da lui stesso concepiti. A dimostrazione di tale successo, la Trussardi diventa fornitore ufficiale della famiglia reale britannica.

L’ARRIVO DEL LEVRIERO Verso la fine degli anni ’60 la direzione passa a Nicola, nipote di Dante, che trasforma l’azienda in un gruppo industriale, diversificando le produzioni ed entrando a pieno titolo nei settori dell'abbigliamento e degli accessori di lusso. La visione di Nicola Trussardi è di creare un marchio di lifestyle capace di abbracciare ogni aspetto della vita, puntando sempre all'eccellenza: nel 1973 Trussardi è la prima maison ad adottare un simbolo che identifica tutti i suoi prodotti, il Levriero. Icona di agilità e dinamismo, il Levriero rivoluziona il sistema della moda internazionale lasciando un'impronta indelebile nell'immaginario di quegli anni con la sua eleganza, accompagnata come sempre dalla cura del dettaglio e dall’utilizzo di materiali di qualità. Forte di una tradizione artigiana tutta italiana, trasmessa di generazione in generazione, Nicola inaugura la prima boutique a Milano: siamo nel 1976, in Via Sant'Andrea, ancora oggi sede del flagship store del marchio. Nel frattempo il Gruppo si espande in tutti i mercati europei e americani, fino a debuttare negli anni ’80 nel settore dell’abbigliamento uomo e donna. Trussardi si rende riconoscibile al grande pubblico con le prime sfilate aperte a tutti. Le memorabili furono quelle al Teatro Alla Scala nel 1983 e in Piazza del Duomo nel 1984. Altre collezioni furono presentate lo stesso anno al PAC galleria d'arte e alla Triennale. ˜ 42 ˜

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Consistently ahead Alla scoperta di Trussardi, autentica icona del Made in Italy nel settore moda e non solo by Rino Noce foto: La bicicletta Trussardi, 1981

La storia di Trussardi è diversa da quella di altri marchi. È la storia di una famiglia con una grande visione: in primis di riuscire a stare al passo coi tempi; in secundis di intuire con largo anticipo – talvolta di gran lunga superiore a quello dei competitor – le nuove tendenze. I Trussardi hanno tracciato nel corso dei decenni la storia del settore grazie a concetti chiave quali il logo unico, il flagship store, le sfilate aperte al pubblico, la diversificazione in altri settori quali il design, l’arte e lo spettacolo, per arrivare al tema dell’ecosostenibilità. Innumerevoli sono stati quindi i successi che hanno accompagnato questa famiglia-prodigio, da sempre determinata a perseguire l’eccellenza in tutte le forme.

ALLE ORIGINI Le origini del Gruppo Trussardi risalgono al 1911. Dante Trussardi, artigiano bergamasco, realizzava guanti di pelle di alta qualità. Nel giro di pochi decenni riesce a portare l'azienda a una posizione di prestigio nel mercato internazionale, grazie soprattutto ai moderni metodi di lavorazione da lui stesso concepiti. A dimostrazione di tale successo, la Trussardi diventa fornitore ufficiale della famiglia reale britannica.

L’ARRIVO DEL LEVRIERO Verso la fine degli anni ’60 la direzione passa a Nicola, nipote di Dante, che trasforma l’azienda in un gruppo industriale, diversificando le produzioni ed entrando a pieno titolo nei settori dell'abbigliamento e degli accessori di lusso. La visione di Nicola Trussardi è di creare un marchio di lifestyle capace di abbracciare ogni aspetto della vita, puntando sempre all'eccellenza: nel 1973 Trussardi è la prima maison ad adottare un simbolo che identifica tutti i suoi prodotti, il Levriero. Icona di agilità e dinamismo, il Levriero rivoluziona il sistema della moda internazionale lasciando un'impronta indelebile nell'immaginario di quegli anni con la sua eleganza, accompagnata come sempre dalla cura del dettaglio e dall’utilizzo di materiali di qualità. Forte di una tradizione artigiana tutta italiana, trasmessa di generazione in generazione, Nicola inaugura la prima boutique a Milano: siamo nel 1976, in Via Sant'Andrea, ancora oggi sede del flagship store del marchio. Nel frattempo il Gruppo si espande in tutti i mercati europei e americani, fino a debuttare negli anni ’80 nel settore dell’abbigliamento uomo e donna. Trussardi si rende riconoscibile al grande pubblico con le prime sfilate aperte a tutti. Le memorabili furono quelle al Teatro Alla Scala nel 1983 e in Piazza del Duomo nel 1984. Altre collezioni furono presentate lo stesso anno al PAC galleria d'arte e alla Triennale. ˜ 42 ˜

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Verso la fine degli anni ’60, Nicola Trussardi, nipote del fondatore Dante, lancia l’azienda nei settori dell'abbigliamento e degli accessori di lusso

UN’ICONA DI STILE Sempre in quegli anni, la Trussardi collabora con importanti aziende italiane alla ridefinizione del Made in Italy: da Alitalia (per la quale riprogetta gli interni degli aeromobili) a Garelli, da Agusta ad Alfa Romeo. è ormai diventato un marchio in grado di miscelare con gusto la moda al teatro, in grado di allestire, ad esempio, una sfilata al Castello Sforzesco. Nel 1986 inaugura il Palatrussardi, innovativa piattaforma per eventi di grande affluenza, tra cui l'ultimo concerto di Frank Sinatra in Italia. Negli anni '90 l’azienda persegue la strategia della diversificazione con jeans, prodotti per la casa, linee kids, occhiali e profumi. E la distribuzione diventa sempre più internazionale, arrivando ad abbracciare i nuovi mercati emergenti dell’Europa dell'Est, dell’Asia, del Medio Oriente. Nuove boutique monomarca vengono aperte a Hong Kong, Mosca, Taiwan e Taipei. Nel 1996 il Gruppo inaugura Palazzo Marino alla Scala, primo flasghip building del mondo. Al suo interno ospita non solo showroom e boutique, ma anche uno spazio espositivo, una libreria, una caffetteria e un ristorante, oltre alla splendida location di sei piani. Il marchio distribuisce ormai i suoi prodotti in tutto il mondo, grazie a una rete di quattrocento punti vendita al dettaglio presente in Italia, Europa, Asia, Medio Oriente e Stati Uniti. ˜ 44 ˜

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Verso la fine degli anni ’60, Nicola Trussardi, nipote del fondatore Dante, lancia l’azienda nei settori dell'abbigliamento e degli accessori di lusso

UN’ICONA DI STILE Sempre in quegli anni, la Trussardi collabora con importanti aziende italiane alla ridefinizione del Made in Italy: da Alitalia (per la quale riprogetta gli interni degli aeromobili) a Garelli, da Agusta ad Alfa Romeo. è ormai diventato un marchio in grado di miscelare con gusto la moda al teatro, in grado di allestire, ad esempio, una sfilata al Castello Sforzesco. Nel 1986 inaugura il Palatrussardi, innovativa piattaforma per eventi di grande affluenza, tra cui l'ultimo concerto di Frank Sinatra in Italia. Negli anni '90 l’azienda persegue la strategia della diversificazione con jeans, prodotti per la casa, linee kids, occhiali e profumi. E la distribuzione diventa sempre più internazionale, arrivando ad abbracciare i nuovi mercati emergenti dell’Europa dell'Est, dell’Asia, del Medio Oriente. Nuove boutique monomarca vengono aperte a Hong Kong, Mosca, Taiwan e Taipei. Nel 1996 il Gruppo inaugura Palazzo Marino alla Scala, primo flasghip building del mondo. Al suo interno ospita non solo showroom e boutique, ma anche uno spazio espositivo, una libreria, una caffetteria e un ristorante, oltre alla splendida location di sei piani. Il marchio distribuisce ormai i suoi prodotti in tutto il mondo, grazie a una rete di quattrocento punti vendita al dettaglio presente in Italia, Europa, Asia, Medio Oriente e Stati Uniti. ˜ 44 ˜

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Trussardi 1911 è il brand che meglio esprime lo stile della maison, mix di eleganza e di contemporaneità. Il risultato è uno stile glamour ma discreto e decisamente indossabile La Trussardi 1911 City Bike

Il Gruppo Trussardi conserva i valori di un'impresa familiare, estesa però ai ritmi e alle modalità del vivere contemporaneo. Per questo l’azienda – a partire dalla stessa Beatrice – adotta una politica finalizzata al risparmio energetico: dall’uso delle auto ibride alle video-conferenze per evitare i viaggi in aereo, dal risparmio di carta negli uffici ai criteri di riciclo energetico con cui vengono costruiti gli edifici.

Beatrice Trussardi

IL PRESENTE

Sempre grazie all'iniziativa di Beatrice, inoltre, il Gruppo ha intensificato il suo impegno a favore dell’arte contemporanea con la Fondazione Nicola Trussardi, il cui direttore artistico è Massimiliano Gioni. Eventi memorabili sono stati l’installazione di Michael Elmgreen e Ingar Dragset alla Galleria Vittorio Emanuele dove, come per incanto o per errore, un’automobile con tanto di roulotte emerge da sottoterra distruggendo parte del mosaico storico della galleria.

Beatrice Trussardi, amministratore delegato dal 2002, segna la quarta generazione. L’obiettivo è ora nel segno della semplificazione del marchio, che si compone di tre collezioni: Trussardi 1911 per i prodotti di lusso, Tru Trussardi per l’abbigliamento sportivo e TJ Trussardi Jeans, ognuno dotato dei propri accessori e capi di pelle, occhiali, profumi e accessori per la casa.

Nel campo della gastronomia un posto privilegiato è riservato al Ristorante Trussardi alla Scala e all’annesso Café Trussardi; nel design, dalla bicicletta Trussardi – lanciata nell’aprile 2010 – interpretazione ironica di un’icona di lifestyle, in stile military e impreziosita da borse in tela camouflage applicate sia sulla parte anteriore, sia posteriore.

Trussardi 1911 – il cui direttore creativo è Milan Vukmirovic – è il brand che meglio esprime lo stile della maison, mix di eleganza e di contemporaneità. Il risultato è uno stile glamour ma discreto e decisamente indossabile, capace di rendere la vita delle persone più piacevole ed emozionante.

IL FUTURO

Trussardi donna, autunno-inverno 2010-11

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“L’eccellenza del gruppo, con le sue collezioni Trussardi 1911, l’attività della Fondazione Nicola Trussardi, la ristorazione di Trussardi e Trussardi Design, saranno protagonisti”, afferma Beatrice, “di una nuova modalità di raccontare il Made in Italy”: e questo, nel 2011, anno del centesimo anniversario del marchio, è un risultato davvero straordinario. ˜ 47 ˜


Trussardi 1911 è il brand che meglio esprime lo stile della maison, mix di eleganza e di contemporaneità. Il risultato è uno stile glamour ma discreto e decisamente indossabile La Trussardi 1911 City Bike

Il Gruppo Trussardi conserva i valori di un'impresa familiare, estesa però ai ritmi e alle modalità del vivere contemporaneo. Per questo l’azienda – a partire dalla stessa Beatrice – adotta una politica finalizzata al risparmio energetico: dall’uso delle auto ibride alle video-conferenze per evitare i viaggi in aereo, dal risparmio di carta negli uffici ai criteri di riciclo energetico con cui vengono costruiti gli edifici.

Beatrice Trussardi

IL PRESENTE

Sempre grazie all'iniziativa di Beatrice, inoltre, il Gruppo ha intensificato il suo impegno a favore dell’arte contemporanea con la Fondazione Nicola Trussardi, il cui direttore artistico è Massimiliano Gioni. Eventi memorabili sono stati l’installazione di Michael Elmgreen e Ingar Dragset alla Galleria Vittorio Emanuele dove, come per incanto o per errore, un’automobile con tanto di roulotte emerge da sottoterra distruggendo parte del mosaico storico della galleria.

Beatrice Trussardi, amministratore delegato dal 2002, segna la quarta generazione. L’obiettivo è ora nel segno della semplificazione del marchio, che si compone di tre collezioni: Trussardi 1911 per i prodotti di lusso, Tru Trussardi per l’abbigliamento sportivo e TJ Trussardi Jeans, ognuno dotato dei propri accessori e capi di pelle, occhiali, profumi e accessori per la casa.

Nel campo della gastronomia un posto privilegiato è riservato al Ristorante Trussardi alla Scala e all’annesso Café Trussardi; nel design, dalla bicicletta Trussardi – lanciata nell’aprile 2010 – interpretazione ironica di un’icona di lifestyle, in stile military e impreziosita da borse in tela camouflage applicate sia sulla parte anteriore, sia posteriore.

Trussardi 1911 – il cui direttore creativo è Milan Vukmirovic – è il brand che meglio esprime lo stile della maison, mix di eleganza e di contemporaneità. Il risultato è uno stile glamour ma discreto e decisamente indossabile, capace di rendere la vita delle persone più piacevole ed emozionante.

IL FUTURO

Trussardi donna, autunno-inverno 2010-11

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“L’eccellenza del gruppo, con le sue collezioni Trussardi 1911, l’attività della Fondazione Nicola Trussardi, la ristorazione di Trussardi e Trussardi Design, saranno protagonisti”, afferma Beatrice, “di una nuova modalità di raccontare il Made in Italy”: e questo, nel 2011, anno del centesimo anniversario del marchio, è un risultato davvero straordinario. ˜ 47 ˜


Illuminati "con i piedi per terra" il calore della luce interpretato dalla creatività del design produce molteplici soluzioni che rivoluzionano l'arredamento di Davide Strusani foto: Doride, Karim Rashid per artemide Doride, Karim Rashid per artemide

"Solo la luce che uno accende a se stesso, risplende in seguito anche per gli altri". (Parerga e Paralipomena) Luce, semplici onde elettromagnetiche che vengono irradiate da una fonte e che interagiscono con la materia che incontrano. Una fonte preziosa, fondamentale per la sopravvivenza, un bisogno che l'uomo percepisce e di cui necessita ogni giorno. L'uomo ha bisogno della luce per orientarsi, per lavorare, per comunicare, per sentirsi a proprio agio in un ambiente o all'aperto. Tutti noi, esseri viventi, siamo alla costante ricerca di luce; essa ci influenza emotivamente, ci permette di essere creativi e interagire con chi ci circonda. Per questo motivo, quando si crea una luce, si crea una fonte di energia che ha la potenza e la capacità di modificare uno stato d'animo, la percezione di un ambiente, il suo comfort, i colori e i sentimenti. Negli ultimi anni, il settore del Light Design è cresciuto esponenzialmente e, ogni anno, fiere, congressi, eventi legati al design – tra cui quello più famoso, Euroluce – presentano soluzioni sempre più innovative e tecnologiche per trovare il giusto bilancio tra conoscenza, creatività e avanguardia, che renda una "lampada" di design un accessorio rivoluzionario.

ANDROCEO LUMINOSO Dalla forma futuristica, un po' aliena, Doride ricorda l'androceo di un fiore, che dalla base dei petali si erge per l'impollinazione. Ideata dal giovane designer canadese K. Rashid per Artemide, questa lampada ha la particolarità di possedere uno snodo sullo sviluppo verticale, che permette una rotazione quasi completa di 350°. Con un'altezza che può arrivare fino a 220 cm grazie alla flessibilità del tronco, Doride possiede una base in acciaio e struttura in metallo idroformato, che conferiscono una solida robustezza alla figura apparentemente esile. Disponibile solo in Black metallizzato, questo articolo trova sicuramente una collocazione raffinata ed elegante. www.artemide.com

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Illuminati "con i piedi per terra" il calore della luce interpretato dalla creatività del design produce molteplici soluzioni che rivoluzionano l'arredamento di Davide Strusani foto: Doride, Karim Rashid per artemide Doride, Karim Rashid per artemide

"Solo la luce che uno accende a se stesso, risplende in seguito anche per gli altri". (Parerga e Paralipomena) Luce, semplici onde elettromagnetiche che vengono irradiate da una fonte e che interagiscono con la materia che incontrano. Una fonte preziosa, fondamentale per la sopravvivenza, un bisogno che l'uomo percepisce e di cui necessita ogni giorno. L'uomo ha bisogno della luce per orientarsi, per lavorare, per comunicare, per sentirsi a proprio agio in un ambiente o all'aperto. Tutti noi, esseri viventi, siamo alla costante ricerca di luce; essa ci influenza emotivamente, ci permette di essere creativi e interagire con chi ci circonda. Per questo motivo, quando si crea una luce, si crea una fonte di energia che ha la potenza e la capacità di modificare uno stato d'animo, la percezione di un ambiente, il suo comfort, i colori e i sentimenti. Negli ultimi anni, il settore del Light Design è cresciuto esponenzialmente e, ogni anno, fiere, congressi, eventi legati al design – tra cui quello più famoso, Euroluce – presentano soluzioni sempre più innovative e tecnologiche per trovare il giusto bilancio tra conoscenza, creatività e avanguardia, che renda una "lampada" di design un accessorio rivoluzionario.

ANDROCEO LUMINOSO Dalla forma futuristica, un po' aliena, Doride ricorda l'androceo di un fiore, che dalla base dei petali si erge per l'impollinazione. Ideata dal giovane designer canadese K. Rashid per Artemide, questa lampada ha la particolarità di possedere uno snodo sullo sviluppo verticale, che permette una rotazione quasi completa di 350°. Con un'altezza che può arrivare fino a 220 cm grazie alla flessibilità del tronco, Doride possiede una base in acciaio e struttura in metallo idroformato, che conferiscono una solida robustezza alla figura apparentemente esile. Disponibile solo in Black metallizzato, questo articolo trova sicuramente una collocazione raffinata ed elegante. www.artemide.com

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SCULTURA DI LUCE Per la realizzazione di Dulcinea, Danese Milano si rivolge a una personalità altamente creativa, che sa sperimentare in campi diversi, dal cinema al design: Mimmo Paladino che, dopo la realizzazione del suo primo film "Quijote", decide di dare una forma tridimensionale alla donna protagonista, trasformandola in una scultura di luce. Alta più di 2 metri, con una struttura in metallo e un rivestimento verniciato, riesce, attraverso la luce che emana dal retro, a diventare quasi un sogno, un'immaginazione che prende vita; spenta appare invece più invasiva, una presenza tangibile che arricchisce un ambiente, come una statua arricchiva un giardino ottocentesco. www.danesemilano.com

Emperor, neri&hu per Moooi

Spun Light, Sebastian Wrong per Flos

CAPRICCIO DA IMPERATORE Si dice che un imperatore asiatico rimase così affascinato dal canto di un usignolo datogli in dono che, per poterlo ascoltare sempre, fece costruire una fantastica gabbia in bambù per averlo continuamente al suo fianco. Da questa ispirazione, lo studio Neri&Shu di Shanghai ha interpretato la nuova lampada Emperor per l'eclettico brand Moooi. Disponibile nelle versioni rossa e nera, è sorretta da una base con struttura in metallo alla quale è appesa una gabbia che, come vuole la tradizione asiatica, è interamente fatta in bambù lavorato a mano. Un accessorio etnico caratterizzato da quel tocco di magia orientale che tanto affascina l'Occidente. www.moooi.com

NERO E MORBIDO Mimmo Paladino che, dopo la realizzazione del suo primo film "Quijote", decide di dare una forma tridimensionale alla donna protagonista, trasformandola in una scultura di luce ˜ 50 ˜

Elegante, pulita, distinta e morbida. Spun Light di Flos, nonostante la sua giovane età (2003), è già diventata un must del design italiano e internazionale. Adatta sia per l'ufficio che per la casa, si impone per la sua modernità nella forma e nei materiali. Questo apparecchio di illuminazione da terra a luce diffusa nasce da un mix di lega d'alluminio ed elementi in policarbonato che la rendono molto resistente e leggera. Modellata dalla mente creativa di Sebastian Wrong, è disponibile in versione bianco, nero e marrone verniciate a liquido. www.flos.com

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SCULTURA DI LUCE Per la realizzazione di Dulcinea, Danese Milano si rivolge a una personalità altamente creativa, che sa sperimentare in campi diversi, dal cinema al design: Mimmo Paladino che, dopo la realizzazione del suo primo film "Quijote", decide di dare una forma tridimensionale alla donna protagonista, trasformandola in una scultura di luce. Alta più di 2 metri, con una struttura in metallo e un rivestimento verniciato, riesce, attraverso la luce che emana dal retro, a diventare quasi un sogno, un'immaginazione che prende vita; spenta appare invece più invasiva, una presenza tangibile che arricchisce un ambiente, come una statua arricchiva un giardino ottocentesco. www.danesemilano.com

Emperor, neri&hu per Moooi

Spun Light, Sebastian Wrong per Flos

CAPRICCIO DA IMPERATORE Si dice che un imperatore asiatico rimase così affascinato dal canto di un usignolo datogli in dono che, per poterlo ascoltare sempre, fece costruire una fantastica gabbia in bambù per averlo continuamente al suo fianco. Da questa ispirazione, lo studio Neri&Shu di Shanghai ha interpretato la nuova lampada Emperor per l'eclettico brand Moooi. Disponibile nelle versioni rossa e nera, è sorretta da una base con struttura in metallo alla quale è appesa una gabbia che, come vuole la tradizione asiatica, è interamente fatta in bambù lavorato a mano. Un accessorio etnico caratterizzato da quel tocco di magia orientale che tanto affascina l'Occidente. www.moooi.com

NERO E MORBIDO Mimmo Paladino che, dopo la realizzazione del suo primo film "Quijote", decide di dare una forma tridimensionale alla donna protagonista, trasformandola in una scultura di luce ˜ 50 ˜

Elegante, pulita, distinta e morbida. Spun Light di Flos, nonostante la sua giovane età (2003), è già diventata un must del design italiano e internazionale. Adatta sia per l'ufficio che per la casa, si impone per la sua modernità nella forma e nei materiali. Questo apparecchio di illuminazione da terra a luce diffusa nasce da un mix di lega d'alluminio ed elementi in policarbonato che la rendono molto resistente e leggera. Modellata dalla mente creativa di Sebastian Wrong, è disponibile in versione bianco, nero e marrone verniciate a liquido. www.flos.com

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Curve morbide, quasi da accarezzare, che ricordano un materiale fluido o l'effetto onde creato dalle dune del deserto

blob, Karim Rashid per foscarini

DUNE lighthouse, Fratelli Bouroullec per established&sons

SPOT LIGHT La bellezza del vetro soffiato a mano ha una storia lunga quanto la tradizione veneziana, ma questo oggetto di rara semplicità proviene dall'ingegno dei fratelli Bouroullec che, per la famosa azienda d'Oltremanica Established&Sons, hanno voluto sfidare l'equilibrio e il contrasto tra una esile bolla di vetro e il suo solido sostegno in marmo. Fondendo l'arte dei vetrai e la produzione industriale, Ronan e Erwan danno vita alla minimalista Lighthouse, che riesce quasi per magia a sorreggere tutto il "cappello" solo grazie a un sottile perno. I colori variano dal grigio all'ambra. www.establishedandsons.com

Karim Rashid decide di modellare la luce in modo tale da conferirle una forma versatile, che permette l'utilizzo in molteplici soluzioni innovative. Prodotto da Foscarini, Blob nasce in due diverse dimensioni, S e M, da utilizzare a terra, a muro e a soffitto, e una terza versione, XL, che combina la luce con una seduta ideale sia per interni, sia per esterni. Curve morbide, quasi da accarezzare, che ricordano un materiale fluido o l'effetto onde creato dalle dune del deserto. Semplice ed ironico, può dare un tocco innovativo a qualsiasi ambiente senza imporsi in modo invadente. www.foscarini.com

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Curve morbide, quasi da accarezzare, che ricordano un materiale fluido o l'effetto onde creato dalle dune del deserto

blob, Karim Rashid per foscarini

DUNE lighthouse, Fratelli Bouroullec per established&sons

SPOT LIGHT La bellezza del vetro soffiato a mano ha una storia lunga quanto la tradizione veneziana, ma questo oggetto di rara semplicità proviene dall'ingegno dei fratelli Bouroullec che, per la famosa azienda d'Oltremanica Established&Sons, hanno voluto sfidare l'equilibrio e il contrasto tra una esile bolla di vetro e il suo solido sostegno in marmo. Fondendo l'arte dei vetrai e la produzione industriale, Ronan e Erwan danno vita alla minimalista Lighthouse, che riesce quasi per magia a sorreggere tutto il "cappello" solo grazie a un sottile perno. I colori variano dal grigio all'ambra. www.establishedandsons.com

Karim Rashid decide di modellare la luce in modo tale da conferirle una forma versatile, che permette l'utilizzo in molteplici soluzioni innovative. Prodotto da Foscarini, Blob nasce in due diverse dimensioni, S e M, da utilizzare a terra, a muro e a soffitto, e una terza versione, XL, che combina la luce con una seduta ideale sia per interni, sia per esterni. Curve morbide, quasi da accarezzare, che ricordano un materiale fluido o l'effetto onde creato dalle dune del deserto. Semplice ed ironico, può dare un tocco innovativo a qualsiasi ambiente senza imporsi in modo invadente. www.foscarini.com

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La costellazione del lasciarsi è un momento di sofferenza ed intensità raramente ripetibile che rimane stranamente poco indagato nell’arte e nella cultura contemporanea. Secondo l’antropologo, architetto e scrittore Franco la Cecla (autore nel 2003 per Ponte alle Grazie di “Lasciami”), a complicare i distacchi, a rendere primitive e crudeli le persone nel momento dell’addio è proprio la mancanza di “regole” condivise che ci dicano cosa è giusto provare e cosa è giusto fare in questi casi. Anzichè guidarci, il “buon senso comune” (che tratta gli abbandoni come fossero un “grande rimosso”) non ci aiuta, anzi ci abbandona alla mera dimensione individuale (gli abbandoni sono “storie”, non fanno la storia). Ci lascia cioè soli lì dove le emozioni più forti, che non si sa più come controllare, gestire o esprimere, hanno la meglio. Ed è in quella “zona grigia”, che abita tutti e di cui pochi hanno ragione, che abbiamo voluto indagare, intervistando la psicologa Gianna Schelotto (autrice, tra gli altri, per Mondadori, del saggio “Distacchi e altri addii", 2003).

Quando l’amore finisce E’ possibile imparare “un’arte del distacco” che preveda la capacità di soffrire e far soffrire meno?

La sofferenza per l’abbandono d’amore oggi rispetto a ieri: è la stessa? Perché il come ci si lascia dipende da “come ci si è presi”, e l’idea contemporanea d’amore è sensibilmente diversa da quella del passato? L’abbandono è sempre una grandissima ferita narcisistica, la cui entità non è indipendente dal contesto in cui avviene. Se il contesto è complesso e gravato da tensioni, la ferita è più grande. Riguardo a tutti gli omicidi e ai gravi fenomeni di stalking riportati quotidianamente dalla cronaca, non posso infatti non pensare alla crisi sociale, alla crisi dei valori, alla crisi economica. Se l’abbandono cade in un momento come questo, l’effetto sarà moltiplicatorio. Gli uomini soffrono tanto quanto le donne in seguito a un abbandono? Un abbandono muove una dose enorme di sofferenza sia per l’uno, sia per l’altro. Di certo, oggi l’uomo accetta meglio, rispetto a quanto facesse nel passato, la sua fragilità: ho avuto pazienti uomini che mi hanno contattato in seguito a un abbandono. In questi casi, l’abbandono diventa un “punto di rottura” , grazie al quale la persona accede a una diversa consapevolezza di sé.

Di Alessia Vignali foto: dizzy girl flickr

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La costellazione del lasciarsi è un momento di sofferenza ed intensità raramente ripetibile che rimane stranamente poco indagato nell’arte e nella cultura contemporanea. Secondo l’antropologo, architetto e scrittore Franco la Cecla (autore nel 2003 per Ponte alle Grazie di “Lasciami”), a complicare i distacchi, a rendere primitive e crudeli le persone nel momento dell’addio è proprio la mancanza di “regole” condivise che ci dicano cosa è giusto provare e cosa è giusto fare in questi casi. Anzichè guidarci, il “buon senso comune” (che tratta gli abbandoni come fossero un “grande rimosso”) non ci aiuta, anzi ci abbandona alla mera dimensione individuale (gli abbandoni sono “storie”, non fanno la storia). Ci lascia cioè soli lì dove le emozioni più forti, che non si sa più come controllare, gestire o esprimere, hanno la meglio. Ed è in quella “zona grigia”, che abita tutti e di cui pochi hanno ragione, che abbiamo voluto indagare, intervistando la psicologa Gianna Schelotto (autrice, tra gli altri, per Mondadori, del saggio “Distacchi e altri addii", 2003).

Quando l’amore finisce E’ possibile imparare “un’arte del distacco” che preveda la capacità di soffrire e far soffrire meno?

La sofferenza per l’abbandono d’amore oggi rispetto a ieri: è la stessa? Perché il come ci si lascia dipende da “come ci si è presi”, e l’idea contemporanea d’amore è sensibilmente diversa da quella del passato? L’abbandono è sempre una grandissima ferita narcisistica, la cui entità non è indipendente dal contesto in cui avviene. Se il contesto è complesso e gravato da tensioni, la ferita è più grande. Riguardo a tutti gli omicidi e ai gravi fenomeni di stalking riportati quotidianamente dalla cronaca, non posso infatti non pensare alla crisi sociale, alla crisi dei valori, alla crisi economica. Se l’abbandono cade in un momento come questo, l’effetto sarà moltiplicatorio. Gli uomini soffrono tanto quanto le donne in seguito a un abbandono? Un abbandono muove una dose enorme di sofferenza sia per l’uno, sia per l’altro. Di certo, oggi l’uomo accetta meglio, rispetto a quanto facesse nel passato, la sua fragilità: ho avuto pazienti uomini che mi hanno contattato in seguito a un abbandono. In questi casi, l’abbandono diventa un “punto di rottura” , grazie al quale la persona accede a una diversa consapevolezza di sé.

Di Alessia Vignali foto: dizzy girl flickr

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Renè Magritte, Les amants, 1928

E’ giusto soffrire, e quanto, alla fine di un amore? Se una fase di elaborazione di quanto è successo è auspicabile, certo ognuno cerca di soffrire il meno possibile, adottando a volte strategie non proprio d’aiuto. Una di queste è il “chiodo scaccia chiodo”, in cui non credo, perché la relazione che si interrompe non è facilmente sostituibile. Quello che si perde con la persona è, infatti, quella parte di sé che era contenuta nella relazione con lei. Anche i casi in cui si sia innamorati, ma la relazione sia stata breve e la conoscenza superficiale, possono essere dolorosi. In questi casi, anche se la passione aveva alterato la conoscenza, vedendo nell’altro quello che non c’era, la parte “allucinata” viene vissuta come reale, per cui c’è grande sofferenza comunque. Cosa complica il distacco? La scelta più dolorosa che si possa fare è quella di reilludersi, cioè il concedersi intermedi ritorni all’amato. Non accettandone la fine, si prolunga così all’infinito l’agonia di un amore. C’è chi dice che ci siano due tempi per superare il dolore: il tempo esterno, kronos, che è stato scientificamente misurato in almeno sei mesi; ed il tempo interiore, kairòs, esclusivamente soggettivo, nel quale occorre superare diverse fasi per uscire a vedere di nuovo la luce. In quanto tempo si comincia a “vedere la luce”? Non ci sono tempi standard, ognuno del suo lutto fa una “cuccia”, anche se alcune persone vi si adagiano con una sorta di autocompiacimento. ˜ 56 ˜

JADE HEWITT flickr

Quello che si perde con la persona è infatti quella parte di sé che era contenuta nella relazione con lei. Anche i casi in cui si sia innamorati ma la relazione sia stata breve e la conoscenza superficiale possono essere dolorosi ˜ 57 ˜


Renè Magritte, Les amants, 1928

E’ giusto soffrire, e quanto, alla fine di un amore? Se una fase di elaborazione di quanto è successo è auspicabile, certo ognuno cerca di soffrire il meno possibile, adottando a volte strategie non proprio d’aiuto. Una di queste è il “chiodo scaccia chiodo”, in cui non credo, perché la relazione che si interrompe non è facilmente sostituibile. Quello che si perde con la persona è, infatti, quella parte di sé che era contenuta nella relazione con lei. Anche i casi in cui si sia innamorati, ma la relazione sia stata breve e la conoscenza superficiale, possono essere dolorosi. In questi casi, anche se la passione aveva alterato la conoscenza, vedendo nell’altro quello che non c’era, la parte “allucinata” viene vissuta come reale, per cui c’è grande sofferenza comunque. Cosa complica il distacco? La scelta più dolorosa che si possa fare è quella di reilludersi, cioè il concedersi intermedi ritorni all’amato. Non accettandone la fine, si prolunga così all’infinito l’agonia di un amore. C’è chi dice che ci siano due tempi per superare il dolore: il tempo esterno, kronos, che è stato scientificamente misurato in almeno sei mesi; ed il tempo interiore, kairòs, esclusivamente soggettivo, nel quale occorre superare diverse fasi per uscire a vedere di nuovo la luce. In quanto tempo si comincia a “vedere la luce”? Non ci sono tempi standard, ognuno del suo lutto fa una “cuccia”, anche se alcune persone vi si adagiano con una sorta di autocompiacimento. ˜ 56 ˜

JADE HEWITT flickr

Quello che si perde con la persona è infatti quella parte di sé che era contenuta nella relazione con lei. Anche i casi in cui si sia innamorati ma la relazione sia stata breve e la conoscenza superficiale possono essere dolorosi ˜ 57 ˜


Edward Hopper, Morning Sun, 1952

Dopo la fine di un amore si esce sempre cambiati? Cresciuti? Qualche volta se ne esce più maturi perché l’esperienza dolorosa fa crescere, altre volte più “rivendicativi”, cioè con il desiderio che la vita “ci risarcisca”, altre volte ancora più “aggressivi”. Il cambiamento è cioè legato al tipo di persona che si è. Alcuni si abbandonano a vendette tremende come gli “stalker.” Cosa fa sì che due persone tra le quali sino a ieri eran gioie di sussurri e condivisioni di carezze si trasformino in acerrimi nemici l’uno dell’altra? L’abbandono muove la rabbia, perché è sempre una grande ferita narcisistica e può far uscire allo scoperto quella componente sotterranea, l’odio, che è sempre presente negli amori. Essere lasciati per qualcun altro aumenta la sofferenza? Quando si è lasciati per un altro, la ferita peggiora, il confronto con l’altro è come se ci confermasse nella nostra momentanea crisi di autostima e mette in gioco emozioni nate nel corso di competizioni antiche (con i fratelli, con le sorelle, con la madre), cioè emozioni infantili, che rendono tanto più doloroso il distacco quanto più sono state dolorose in origine. Quello che oramai dovrebbe essere considerato una norma, cioè uno dei momenti che si “devono” giocoforza attraversare in una vita in cui ci saranno diversi amori, è invece, sempre, visto come “l’eccezione” che non si sa come affrontare. Perché? E’ difficile vivere un distacco come una norma, “è stato bello, ce ne andiamo” prevede sempre un “Io non voglio stare con te”: quello è un distacco e non ci sono santi. ˜ 58 ˜

L’abbandono muove la rabbia perché è sempre una grande ferita narcisistica e può far uscire allo scoperto quella componente sotterranea, l’odio, che è sempre presente negli amori

Mauro Massaro, TRISTEZZA, 2003

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Edward Hopper, Morning Sun, 1952

Dopo la fine di un amore si esce sempre cambiati? Cresciuti? Qualche volta se ne esce più maturi perché l’esperienza dolorosa fa crescere, altre volte più “rivendicativi”, cioè con il desiderio che la vita “ci risarcisca”, altre volte ancora più “aggressivi”. Il cambiamento è cioè legato al tipo di persona che si è. Alcuni si abbandonano a vendette tremende come gli “stalker.” Cosa fa sì che due persone tra le quali sino a ieri eran gioie di sussurri e condivisioni di carezze si trasformino in acerrimi nemici l’uno dell’altra? L’abbandono muove la rabbia, perché è sempre una grande ferita narcisistica e può far uscire allo scoperto quella componente sotterranea, l’odio, che è sempre presente negli amori. Essere lasciati per qualcun altro aumenta la sofferenza? Quando si è lasciati per un altro, la ferita peggiora, il confronto con l’altro è come se ci confermasse nella nostra momentanea crisi di autostima e mette in gioco emozioni nate nel corso di competizioni antiche (con i fratelli, con le sorelle, con la madre), cioè emozioni infantili, che rendono tanto più doloroso il distacco quanto più sono state dolorose in origine. Quello che oramai dovrebbe essere considerato una norma, cioè uno dei momenti che si “devono” giocoforza attraversare in una vita in cui ci saranno diversi amori, è invece, sempre, visto come “l’eccezione” che non si sa come affrontare. Perché? E’ difficile vivere un distacco come una norma, “è stato bello, ce ne andiamo” prevede sempre un “Io non voglio stare con te”: quello è un distacco e non ci sono santi. ˜ 58 ˜

L’abbandono muove la rabbia perché è sempre una grande ferita narcisistica e può far uscire allo scoperto quella componente sotterranea, l’odio, che è sempre presente negli amori

Mauro Massaro, TRISTEZZA, 2003

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Polo, una passione con radici antiche I segreti di uno sport amato da tanti, ma nel quale soltanto i migliori possono raggiungere il successo di Vanessa Viara foto: Marcos Heguy, Piaget Gold Cup

Getty Images

Due squadre, ciascuna formata da quattro giocatori in sella a cavalli, ciascun giocatore di fronte alla controparte della squadra avversaria. I giocatori sono numerati in base al loro ruolo: il numero 1 indica il primo attaccante, il numero 2 il secondo attaccante, il numero 3 il regista, il numero 4 il "back", il difensore. L'arbitro lancia la palla verso il centro del campo gara, grande all’incirca come quattro campi di calcio, e con questo "throw-in" la partita ha inizio. Seguono sette minuti giocati a un'intensità incredibile: alla squadra è necessaria la massima coordinazione per colpire e passarsi la palla, con l'obiettivo di segnare nella porta avversaria. In Italia la partita dura quattro tempi (chukka) di sette minuti ciascuno, con la possibilità per i giocatori di cambiare cavallo dopo ogni tempo, mentre il regolamento internazionale prevede che la durata di una partita sia da quattro a sei chukka. Le più importanti partite disputate in Argentina – dove il polo è sport nazionale – sono di otto chukka. La palla è di legno, con un diametro di circa 9 cm e un peso di circa 130 grammi; nel colpirla con la stecca per passarla o per mandarla in rete, i giocatori sui cavalli possono raggiungere i 70 chilometri all'ora, e sono quindi impegnati in uno sport che ha una certa pericolosità intrinseca. Il primo incidente documentato è capitato a Cantacuzenus, imperatore bizantino dal 1341 al 1347, e da allora i rischi dovuti a cadute da cavallo sono sempre in agguato. I giocatori sono equipaggiati con caschi con visiera protettiva, ginocchiere, stivali e guanti. Gli incidenti più gravi capitano quando due cavalli si scontrano o urtano uno le zampe dell’altro, cadendo di peso sul cavaliere. Le regole del gioco sono state redatte per limitare la possibilità di collisioni e cadute; tra di esse vi è la cosiddetta "Linea della palla", secondo la quale il giocatore che è sulla traiettoria esatta della palla ha la precedenza sugli avversari, che non possono tagliare questa traiettoria. Il gioco viene controllato da due arbitri a cavallo e da un giudice arbitro, che osserva la partita da una torretta al lato del campo e interviene quando gli arbitri in campo sono in disaccordo. ˜ 60 ˜

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Polo, una passione con radici antiche I segreti di uno sport amato da tanti, ma nel quale soltanto i migliori possono raggiungere il successo di Vanessa Viara foto: Marcos Heguy, Piaget Gold Cup

Getty Images

Due squadre, ciascuna formata da quattro giocatori in sella a cavalli, ciascun giocatore di fronte alla controparte della squadra avversaria. I giocatori sono numerati in base al loro ruolo: il numero 1 indica il primo attaccante, il numero 2 il secondo attaccante, il numero 3 il regista, il numero 4 il "back", il difensore. L'arbitro lancia la palla verso il centro del campo gara, grande all’incirca come quattro campi di calcio, e con questo "throw-in" la partita ha inizio. Seguono sette minuti giocati a un'intensità incredibile: alla squadra è necessaria la massima coordinazione per colpire e passarsi la palla, con l'obiettivo di segnare nella porta avversaria. In Italia la partita dura quattro tempi (chukka) di sette minuti ciascuno, con la possibilità per i giocatori di cambiare cavallo dopo ogni tempo, mentre il regolamento internazionale prevede che la durata di una partita sia da quattro a sei chukka. Le più importanti partite disputate in Argentina – dove il polo è sport nazionale – sono di otto chukka. La palla è di legno, con un diametro di circa 9 cm e un peso di circa 130 grammi; nel colpirla con la stecca per passarla o per mandarla in rete, i giocatori sui cavalli possono raggiungere i 70 chilometri all'ora, e sono quindi impegnati in uno sport che ha una certa pericolosità intrinseca. Il primo incidente documentato è capitato a Cantacuzenus, imperatore bizantino dal 1341 al 1347, e da allora i rischi dovuti a cadute da cavallo sono sempre in agguato. I giocatori sono equipaggiati con caschi con visiera protettiva, ginocchiere, stivali e guanti. Gli incidenti più gravi capitano quando due cavalli si scontrano o urtano uno le zampe dell’altro, cadendo di peso sul cavaliere. Le regole del gioco sono state redatte per limitare la possibilità di collisioni e cadute; tra di esse vi è la cosiddetta "Linea della palla", secondo la quale il giocatore che è sulla traiettoria esatta della palla ha la precedenza sugli avversari, che non possono tagliare questa traiettoria. Il gioco viene controllato da due arbitri a cavallo e da un giudice arbitro, che osserva la partita da una torretta al lato del campo e interviene quando gli arbitri in campo sono in disaccordo. ˜ 60 ˜

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È uno sport che richiede un notevole sforzo fisicomentale e un fortissimo legame tra giocatore e cavallo. i due creano un binomio inscindibile, in un rapporto uomo-animale che si sviluppa nel tempo e che si manifesta sul campo in un miracolo di coordinazione

Marcos Heguy, Piaget Gold Cup Cartier International Dubai Polo Challenge

Il polo ha una lunga storia. Secondo alcuni storici è in assoluto il gioco di squadra più antico, con origini nella Persia di più di 2000 anni fa. Il nome deriva dalla parola tibetana “pulu”, palla. Gli inglesi sono venuti a conoscenza del polo in India, in particolare tramite i Manipuri. Il club più antico è il Calcutta Club, fondato nel 1862 e situato in India. Oggi, anche se vi sono molti tornei dedicati, per esempio, alla Regina Madre o allo Sceicco, è giocato in oltre 77 paesi, in particolare in Argentina, Brasile, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti e Regno Unito. Il polo non è uno sport per tutti: necessita di grandi risorse, in particolare di un certo numero di cavalli per giocare una partita e di un groom (l'assistente che allena e cura i cavalli) per ogni giocatore; viene spesso chiamato "lo sport dei re", anche perché è generalmente uno sport aristocratico. Oggi il gioco del polo, non più riservato a un pubblico esclusivo, è uno spettacolo che ha cominciato a ricevere visibilità mediatica, e diversi brand hanno utilizzato la sua immagine di dinamismo e esclusività per le loro comunicazioni. È uno sport che richiede un notevole sforzo fisico-mentale e un fortissimo legame tra giocatore e cavallo. Il carisma del polo è infatti dovuto al fatto che cavallo e cavaliere devono diventare tutt'uno in modo da poter ottenere i risultati desiderati: insieme creano un binomio inscindibile, un rapporto uomo-animale che si sviluppa nel tempo e che si manifesta sul campo in un miracolo di coordinazione. Il gesto sportivo è particolarmente emozionante e rivela la grande passione necessaria per competere in questa disciplina. Il polo è spesso una vocazione tramandata da una generazione all’altra, e la sua aura esclusiva gli dà un valore aggiunto che lo rende un'esperienza unica, sia per il giocatore che per lo spettatore. ˜ 62 ˜

foto di Starwood Asset Library

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È uno sport che richiede un notevole sforzo fisicomentale e un fortissimo legame tra giocatore e cavallo. i due creano un binomio inscindibile, in un rapporto uomo-animale che si sviluppa nel tempo e che si manifesta sul campo in un miracolo di coordinazione

Marcos Heguy, Piaget Gold Cup Cartier International Dubai Polo Challenge

Il polo ha una lunga storia. Secondo alcuni storici è in assoluto il gioco di squadra più antico, con origini nella Persia di più di 2000 anni fa. Il nome deriva dalla parola tibetana “pulu”, palla. Gli inglesi sono venuti a conoscenza del polo in India, in particolare tramite i Manipuri. Il club più antico è il Calcutta Club, fondato nel 1862 e situato in India. Oggi, anche se vi sono molti tornei dedicati, per esempio, alla Regina Madre o allo Sceicco, è giocato in oltre 77 paesi, in particolare in Argentina, Brasile, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti e Regno Unito. Il polo non è uno sport per tutti: necessita di grandi risorse, in particolare di un certo numero di cavalli per giocare una partita e di un groom (l'assistente che allena e cura i cavalli) per ogni giocatore; viene spesso chiamato "lo sport dei re", anche perché è generalmente uno sport aristocratico. Oggi il gioco del polo, non più riservato a un pubblico esclusivo, è uno spettacolo che ha cominciato a ricevere visibilità mediatica, e diversi brand hanno utilizzato la sua immagine di dinamismo e esclusività per le loro comunicazioni. È uno sport che richiede un notevole sforzo fisico-mentale e un fortissimo legame tra giocatore e cavallo. Il carisma del polo è infatti dovuto al fatto che cavallo e cavaliere devono diventare tutt'uno in modo da poter ottenere i risultati desiderati: insieme creano un binomio inscindibile, un rapporto uomo-animale che si sviluppa nel tempo e che si manifesta sul campo in un miracolo di coordinazione. Il gesto sportivo è particolarmente emozionante e rivela la grande passione necessaria per competere in questa disciplina. Il polo è spesso una vocazione tramandata da una generazione all’altra, e la sua aura esclusiva gli dà un valore aggiunto che lo rende un'esperienza unica, sia per il giocatore che per lo spettatore. ˜ 62 ˜

foto di Starwood Asset Library

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Com'è il confronto fra l'Italia e l'Argentina in questo sport? Questo sport viene giocato a livelli più alti in Argentina e in Inghilterra. In Argentina, c'è tanto spazio a disposizione e tanti cavalli, mentre in Inghilterra c'è un certo atteggiamento che porta a vivere la campagna con il cuore, oltre all'amore per i cavalli. In Italia si nota comunque una certa espansione, anche a livello numerico, e questa tendenza la si può vedere a livello mondiale, pur nella complessità e nell'articolazione del settore.

Kudos incontra Paolo Santambrogio, giocatore e istruttore

Ci può dire qualcosa sui rischi del polo? Il polo è uno sport di contatto, e, considerando che si gioca su cavalli lanciati al galoppo con una pallina che, quando viene colpita, arriva a velocità notevoli, è evidente che ci sono possibilità di scontri violenti e di essere colpiti. E' importante "giocare con la testa" per ridurre i rischi.

Com'è diventato giocatore professionista di polo? E' stata una strada lunga e faticosa, ma la passione per questo sport è tale che ne è comunque valsa la pena. Gioco a polo da diciott'anni, da neofita iniziale ho accumulato esperienza negli anni, visitando spesso l'Argentina e confrontandomi con quella realtà sportiva. Gioco ancora per la squadra Blue Team di Milano, che mi ha dato delle belle soddisfazioni, quali aver giocato sulla neve a St. Moritz nel 2003, essere diventato campione italiano due volte e aver partecipato nei campionati europei nel 1999 a Parigi. Gioco ancora a buon livello, ma è subentrata la passione per l'insegnamento. Attualmente sono istruttore federale.

Il rapporto fra giocatore e cavallo è fondamentale come negli altri sport equestri? Ogni giocatore ha per forza un certo numero di cavalli per far sì che non si giochi con un destriero eccessivamente stanco. I cavalli appartengono al giocatore, e, quindi, si sviluppa con ognuno un rapporto di reciproca fiducia; e tuttavia c'è sempre un cavallo preferito. Qual è il fascino principale di questo sport? E' uno sport che attrae persone che hanno già avuto esperienze equestri. E' molto adrenalinico; lo si potrebbe confrontare con il calcio giocato con i cavalli, in quanto è proprio divertente! Altro fattore, non proprio secondario, è che lo si pratica in luoghi naturali molto belli, con un pubblico che condivide questa passione. Un consiglio per chi vorrebbe entrare in questo mondo? Rivolgersi alla Federazione Italiana Sport Equestri, FISE, che ha un sito, www.fise.it, con tutte le informazioni necessarie. ˜ 64 ˜

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Com'è il confronto fra l'Italia e l'Argentina in questo sport? Questo sport viene giocato a livelli più alti in Argentina e in Inghilterra. In Argentina, c'è tanto spazio a disposizione e tanti cavalli, mentre in Inghilterra c'è un certo atteggiamento che porta a vivere la campagna con il cuore, oltre all'amore per i cavalli. In Italia si nota comunque una certa espansione, anche a livello numerico, e questa tendenza la si può vedere a livello mondiale, pur nella complessità e nell'articolazione del settore.

Kudos incontra Paolo Santambrogio, giocatore e istruttore

Ci può dire qualcosa sui rischi del polo? Il polo è uno sport di contatto, e, considerando che si gioca su cavalli lanciati al galoppo con una pallina che, quando viene colpita, arriva a velocità notevoli, è evidente che ci sono possibilità di scontri violenti e di essere colpiti. E' importante "giocare con la testa" per ridurre i rischi.

Com'è diventato giocatore professionista di polo? E' stata una strada lunga e faticosa, ma la passione per questo sport è tale che ne è comunque valsa la pena. Gioco a polo da diciott'anni, da neofita iniziale ho accumulato esperienza negli anni, visitando spesso l'Argentina e confrontandomi con quella realtà sportiva. Gioco ancora per la squadra Blue Team di Milano, che mi ha dato delle belle soddisfazioni, quali aver giocato sulla neve a St. Moritz nel 2003, essere diventato campione italiano due volte e aver partecipato nei campionati europei nel 1999 a Parigi. Gioco ancora a buon livello, ma è subentrata la passione per l'insegnamento. Attualmente sono istruttore federale.

Il rapporto fra giocatore e cavallo è fondamentale come negli altri sport equestri? Ogni giocatore ha per forza un certo numero di cavalli per far sì che non si giochi con un destriero eccessivamente stanco. I cavalli appartengono al giocatore, e, quindi, si sviluppa con ognuno un rapporto di reciproca fiducia; e tuttavia c'è sempre un cavallo preferito. Qual è il fascino principale di questo sport? E' uno sport che attrae persone che hanno già avuto esperienze equestri. E' molto adrenalinico; lo si potrebbe confrontare con il calcio giocato con i cavalli, in quanto è proprio divertente! Altro fattore, non proprio secondario, è che lo si pratica in luoghi naturali molto belli, con un pubblico che condivide questa passione. Un consiglio per chi vorrebbe entrare in questo mondo? Rivolgersi alla Federazione Italiana Sport Equestri, FISE, che ha un sito, www.fise.it, con tutte le informazioni necessarie. ˜ 64 ˜

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I nuovi ibridi Kudos incontra a Milano alcuni piccoli imprenditori che hanno combinato la passione per il cibo con un appetito per qualcosa di completamente diverso di Eileen Bernardi Fotografia di Thomas cannings e davide strusani Foto sinistra: Gattò

In questo numero abbiamo parlato di persone con ogni sorta di passioni (amanti del design o dei cavalli, ad esempio) e parlato di altre che hanno dedicato tutta la loro vita a un mestiere. Ma spesso le passioni hanno più di un’inclinazione e alcuni di noi possono trovare ispirazione e soddisfazione in diversi campi. I proprietari delle piccole attività hanno una passione innata per ciò che fanno e non potrebbe essere diversamente: avere una piccola impresa significa dover affrontare mille sfide e richiede una devozione costante, nonché una considerevole quantità di tempo. Chi ha successo in questo campo si adatta ai cambiamenti, conosce sempre i desideri dei propri clienti, pone attenzione ossessiva ai dettagli ed è sempre aggiornato sulle tendenze del settore. Oggi esiste, e non cessa di crescere, un nuovo genere di piccole attività commerciali che ha portato il concetto di retail a un livello completamente diverso. In questi nuovi modelli di business, detti “ibridi”, coesistono sotto lo stesso tetto idee commerciali di diverso tipo. Da New York a Sydney, modelli di business ibridi stanno nascendo ovunque e rappresentano una delle tendenze più popolari del retail. Per il numero invernale, noi di Kudos abbiamo visitato, a Milano, tre attività commerciali “ibride”, per comprendere come siano riuscite a unire passioni diverse e perché hanno scelto questa particolare forma di business. I tre posti che abbiamo visitato hanno una passione in comune: la cucina. Quella del combinare ristorazione e vendita è una scelta popolare che crea spesso sorprendenti fusioni, come quella ad esempio tra un bistrot e un negozio di fiori. Siamo andati a trovare i proprietari di “Gattò”, connubio tra una boutique e un ristorante napoletano; abbiamo chiacchierato con il capo chef di “Pane e Acqua”, un luogo in cui si fondono arredamento di design e cucina creativa; abbiamo parlato a lungo con il fiorista del “Fioraio Bianchi Caffè”, il sopraccitato bistrot/negozio di fiori. Dopo aver parlato con le persone che sono dietro a ognuna di queste nuove idee commerciali, abbiamo capito chiaramente che si tratta di persone dedite al proprio lavoro, curiose, creative, che gestiscono le proprie attività con molta personalità. Tutte vantano una clientela che comprende sia stranieri che italiani, così come esponenti del settore creativo che apprezzano l’importanza data a qualità e autenticità. ˜ 66 ˜

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I nuovi ibridi Kudos incontra a Milano alcuni piccoli imprenditori che hanno combinato la passione per il cibo con un appetito per qualcosa di completamente diverso di Eileen Bernardi Fotografia di Thomas cannings e davide strusani Foto sinistra: Gattò

In questo numero abbiamo parlato di persone con ogni sorta di passioni (amanti del design o dei cavalli, ad esempio) e parlato di altre che hanno dedicato tutta la loro vita a un mestiere. Ma spesso le passioni hanno più di un’inclinazione e alcuni di noi possono trovare ispirazione e soddisfazione in diversi campi. I proprietari delle piccole attività hanno una passione innata per ciò che fanno e non potrebbe essere diversamente: avere una piccola impresa significa dover affrontare mille sfide e richiede una devozione costante, nonché una considerevole quantità di tempo. Chi ha successo in questo campo si adatta ai cambiamenti, conosce sempre i desideri dei propri clienti, pone attenzione ossessiva ai dettagli ed è sempre aggiornato sulle tendenze del settore. Oggi esiste, e non cessa di crescere, un nuovo genere di piccole attività commerciali che ha portato il concetto di retail a un livello completamente diverso. In questi nuovi modelli di business, detti “ibridi”, coesistono sotto lo stesso tetto idee commerciali di diverso tipo. Da New York a Sydney, modelli di business ibridi stanno nascendo ovunque e rappresentano una delle tendenze più popolari del retail. Per il numero invernale, noi di Kudos abbiamo visitato, a Milano, tre attività commerciali “ibride”, per comprendere come siano riuscite a unire passioni diverse e perché hanno scelto questa particolare forma di business. I tre posti che abbiamo visitato hanno una passione in comune: la cucina. Quella del combinare ristorazione e vendita è una scelta popolare che crea spesso sorprendenti fusioni, come quella ad esempio tra un bistrot e un negozio di fiori. Siamo andati a trovare i proprietari di “Gattò”, connubio tra una boutique e un ristorante napoletano; abbiamo chiacchierato con il capo chef di “Pane e Acqua”, un luogo in cui si fondono arredamento di design e cucina creativa; abbiamo parlato a lungo con il fiorista del “Fioraio Bianchi Caffè”, il sopraccitato bistrot/negozio di fiori. Dopo aver parlato con le persone che sono dietro a ognuna di queste nuove idee commerciali, abbiamo capito chiaramente che si tratta di persone dedite al proprio lavoro, curiose, creative, che gestiscono le proprie attività con molta personalità. Tutte vantano una clientela che comprende sia stranieri che italiani, così come esponenti del settore creativo che apprezzano l’importanza data a qualità e autenticità. ˜ 66 ˜

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Chef Francesco Passalacqua di Pane e Acqua

Per Passalacqua quello fra design e cucina è un legame naturale. “Pane e Acqua” è una finestra verso il punto vendita e tra i due luoghi, dove esiste un uguale scambio di clienti. Inoltre, la sua posizione in una zona lontana dai circuiti del turismo consueto (è vicina a Corso Magenta) fa sì che la clientela sia formata da persone alla ricerca della qualità e non solo di un locale alla moda. “Lo Spazio Orlandi è una finestra su un panorama internazionale. I nostri clienti non sono necessariamente turisti, appartengono piuttosto al mondo del design. Siamo felici anche che a venire a trovarci siano i giovani e che a spingerli sia una richiesta di qualità.

Pane e Acqua, Via Matteo Bandello 14, Milano

Il ristorante “Pane e Acqua” è frutto dell’ingegno di Rossana Orlandi, che lo ha aperto nel 2007 come estensione dello “Spazio Rossana Orlandi”, la sua bella ed eclettica galleria di design e punto vendita. Insieme all’architetto Paola Navone, Orlandi ha creato uno spazio dall’atmosfera onirica, dove si possono trovare stravaganti elementi di design (come gigantesche foglie di gommapiuma di colore verde) e inusuali arredamenti che, insieme a tutti i complementi scelti per il ristorante, sono acquistabili presso la galleria. Abbiamo avuto il piacere di parlare con Francesco Passalacqua, dal 2008 creativo capo chef di “Pane e Acqua”, che oggi gestisce il ristorante. Passalacqua pone l’accento sulla qualità prima di qualsiasi altra cosa, e la sua passione è quella di creare interpretazioni originali della cucina tradizionale. Una cucina che è in linea con il tema del fantastico che si avverte ovunque, sia nel ristorante che nella galleria accanto.

Il menù cambia ogni due mesi per riflettere il trascorrere delle stagioni: “I prodotti di stagione sono il motivo che ci spinge a cambiare sempre”, afferma Passalacqua, discutendo della relazione diretta tra cucina e natura e del suo amore per la scoperta di ingredienti primari sempre nuovi. ˜ 68 ˜

Non siamo necessariamente alla moda e attraiamo persone che credono seriamente nella cucina. C’è un mix, quindi, tra persone a cui piace l’ambiente e altre a cui piace la cucina”.

Maiale casentino con pistacchi Bronte, mele, carciofi, a Pane e Acqua

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Chef Francesco Passalacqua di Pane e Acqua

Per Passalacqua quello fra design e cucina è un legame naturale. “Pane e Acqua” è una finestra verso il punto vendita e tra i due luoghi, dove esiste un uguale scambio di clienti. Inoltre, la sua posizione in una zona lontana dai circuiti del turismo consueto (è vicina a Corso Magenta) fa sì che la clientela sia formata da persone alla ricerca della qualità e non solo di un locale alla moda. “Lo Spazio Orlandi è una finestra su un panorama internazionale. I nostri clienti non sono necessariamente turisti, appartengono piuttosto al mondo del design. Siamo felici anche che a venire a trovarci siano i giovani e che a spingerli sia una richiesta di qualità.

Pane e Acqua, Via Matteo Bandello 14, Milano

Il ristorante “Pane e Acqua” è frutto dell’ingegno di Rossana Orlandi, che lo ha aperto nel 2007 come estensione dello “Spazio Rossana Orlandi”, la sua bella ed eclettica galleria di design e punto vendita. Insieme all’architetto Paola Navone, Orlandi ha creato uno spazio dall’atmosfera onirica, dove si possono trovare stravaganti elementi di design (come gigantesche foglie di gommapiuma di colore verde) e inusuali arredamenti che, insieme a tutti i complementi scelti per il ristorante, sono acquistabili presso la galleria. Abbiamo avuto il piacere di parlare con Francesco Passalacqua, dal 2008 creativo capo chef di “Pane e Acqua”, che oggi gestisce il ristorante. Passalacqua pone l’accento sulla qualità prima di qualsiasi altra cosa, e la sua passione è quella di creare interpretazioni originali della cucina tradizionale. Una cucina che è in linea con il tema del fantastico che si avverte ovunque, sia nel ristorante che nella galleria accanto.

Il menù cambia ogni due mesi per riflettere il trascorrere delle stagioni: “I prodotti di stagione sono il motivo che ci spinge a cambiare sempre”, afferma Passalacqua, discutendo della relazione diretta tra cucina e natura e del suo amore per la scoperta di ingredienti primari sempre nuovi. ˜ 68 ˜

Non siamo necessariamente alla moda e attraiamo persone che credono seriamente nella cucina. C’è un mix, quindi, tra persone a cui piace l’ambiente e altre a cui piace la cucina”.

Maiale casentino con pistacchi Bronte, mele, carciofi, a Pane e Acqua

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Via Castel Morrone 10, Milano

Anche Mario e Lizzie Martinetti pensano lo stesso della clientela che frequenta il loro ristorante e negozio “Gattò”. Lontani dall’area dello shopping milanese, collocati in un quartiere principalmente residenziale dietro Porta Venezia, sia il negozio che il ristorante attraggono una folla eterogenea di intenditori che arrivano in zona appositamente. L’evoluzione dello spazio è iniziata nel 2004, quando Lizzie vi ha trasferito la sua agenzia di viaggi. Dopo alcune discussioni in famiglia per decidere cosa fare del grande spazio sul retro, la figlia Valeria ha proposto l’idea del ristorante. Valeria ha diretto la cucina per diversi anni prima di diventare madre e lasciare la gestione a sua sorella Angelica (Valeria oggi si occupa dei dolci del ristorante). Nel 2006, dal momento che il business ibrido agenzia/ristorante non dava le soddisfazioni sperate, Lizzie si è dedicata all’altra sua passione: l’abbigliamento.

Vestiti originalissimi per bambini e donne a Gattó

Traendo ispirazione dai loro viaggi, Mario e Lizzie hanno creato uno spazio retail particolare, che è allo stesso tempo accogliente e cool, arredato da un mix di mobili artigianali e pezzi di antiquariato provenienti dalla loro casa. Il negozio vende vestiti minimalisti, originali e sofisticati, un po’ come la stessa Lizzie, e presenta linee di abbigliamento che non si trovano da nessun’altra parte a Milano.

Il piatto principe a Gattó, sformato di patate e scamorza

Il fruttamisú a Gattó

˜ 70 ˜

Il concetto applicato ai vestiti, semplicità e qualità, si estende alla cucina. Il menù cambia ogni giorno e consiste solitamente solo di alcuni piatti selezionati. Come Passalacqua, anche Martinetti crede che la buona cucina si basi sui fondamentali e che la qualità degli ingredienti sia la cosa più importante. Come dice Mario: “Se si comprano le cose giuste, è difficile cucinare cose cattive”. Se vi interessa sapere da dove arrivino i loro prodotti selezionati attentamente, vi basterà guardare il retro del menù per l’elenco completo. La cucina è napoletana, in versione più leggera, e il cibo è quello che “si può mangiare tutti i giorni”. ˜ 71 ˜


Via Castel Morrone 10, Milano

Anche Mario e Lizzie Martinetti pensano lo stesso della clientela che frequenta il loro ristorante e negozio “Gattò”. Lontani dall’area dello shopping milanese, collocati in un quartiere principalmente residenziale dietro Porta Venezia, sia il negozio che il ristorante attraggono una folla eterogenea di intenditori che arrivano in zona appositamente. L’evoluzione dello spazio è iniziata nel 2004, quando Lizzie vi ha trasferito la sua agenzia di viaggi. Dopo alcune discussioni in famiglia per decidere cosa fare del grande spazio sul retro, la figlia Valeria ha proposto l’idea del ristorante. Valeria ha diretto la cucina per diversi anni prima di diventare madre e lasciare la gestione a sua sorella Angelica (Valeria oggi si occupa dei dolci del ristorante). Nel 2006, dal momento che il business ibrido agenzia/ristorante non dava le soddisfazioni sperate, Lizzie si è dedicata all’altra sua passione: l’abbigliamento.

Vestiti originalissimi per bambini e donne a Gattó

Traendo ispirazione dai loro viaggi, Mario e Lizzie hanno creato uno spazio retail particolare, che è allo stesso tempo accogliente e cool, arredato da un mix di mobili artigianali e pezzi di antiquariato provenienti dalla loro casa. Il negozio vende vestiti minimalisti, originali e sofisticati, un po’ come la stessa Lizzie, e presenta linee di abbigliamento che non si trovano da nessun’altra parte a Milano.

Il piatto principe a Gattó, sformato di patate e scamorza

Il fruttamisú a Gattó

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Il concetto applicato ai vestiti, semplicità e qualità, si estende alla cucina. Il menù cambia ogni giorno e consiste solitamente solo di alcuni piatti selezionati. Come Passalacqua, anche Martinetti crede che la buona cucina si basi sui fondamentali e che la qualità degli ingredienti sia la cosa più importante. Come dice Mario: “Se si comprano le cose giuste, è difficile cucinare cose cattive”. Se vi interessa sapere da dove arrivino i loro prodotti selezionati attentamente, vi basterà guardare il retro del menù per l’elenco completo. La cucina è napoletana, in versione più leggera, e il cibo è quello che “si può mangiare tutti i giorni”. ˜ 71 ˜


A Fioraio Bianchi, Chef Marco Valneri crea una cucina genuina con una presentazione raffinatissima

Vellutata di patate con pancetta e tartufo nero, Fioraio Bianchi

L’ultima fermata del nostro tour culinario a Milano è al “Fioraio Bianchi Caffè”, dove abbiamo chiacchierato con Raimondo Bianchi, leggendario fiorista milanese. Luogo molto popolare per l’aperitivo, con una clientela internazionale e creativa, “Fioraio Bianchi Caffè” è uno spazio deliziosamente elegante, dove i fiori e il cibo competono fra loro per la parte da protagonista. Nel cuore del bel quartiere di Brera, Bianchi ha trasferito le attività floreali nello scantinato dell’edificio, lasciando spazio per il ristorante dove “si può assaggiare dell’ottima cucina, comprare dei fiori o semplicemente guardarli e godere della loro bellezza”. Come dice Bianchi: “Quella del pranzo è un’occasione per passare del tempo seduti tra pareti di fiori”.

Secondo Bianchi il requisito principale per i fiori e per il cibo è lo stesso: entrambi devono essere di stagione. Per Bianchi, infatti, c’è bellezza nelle stagioni che cambiano e sarebbe un peccato non valorizzarla. È per questo motivo che ritiene che in ottobre, quando non ci sono più molti fiori, sia meglio mostrare dei fiori imperfetti, piuttosto che fiori perfetti ma importati. Lo stesso vale per il cibo, che è preparato in modo autentico e presentato magistralmente utilizzando solo ingredienti di stagione e di grande qualità. Quando abbiamo chiesto a Bianchi perché “Fioraio Bianchi Caffè” è così popolare fra gli stranieri, ci ha risposto che ciò dipende dalla personalità del locale. Afferma, inoltre, che spesso i posti che uniscono un negozio e un ristorante o un bar finiscono per essere standardizzati e senza emozione. A Milano sono pochi i locali artigianali rimasti e “Fioraio Bianchi Caffè” è uno di questi. Secondo Bianchi il concetto dei business ibridi si basa su un’idea molto tradizionale come, per esempio, quella che spinge il contadino che vende uova e galline a espandersi gradualmente vendendo altri prodotti di cui i suoi clienti hanno bisogno. Si tratta di un concetto imbevuto di storia, ma sorprendentemente moderno. ˜ 72 ˜

Quando abbiamo chiesto a Bianchi perché “Fioraio Bianchi Caffè” è così popolare fra gli stranieri, ci ha risposto che ciò dipende dalla personalità del locale ˜ 73 ˜


A Fioraio Bianchi, Chef Marco Valneri crea una cucina genuina con una presentazione raffinatissima

Vellutata di patate con pancetta e tartufo nero, Fioraio Bianchi

L’ultima fermata del nostro tour culinario a Milano è al “Fioraio Bianchi Caffè”, dove abbiamo chiacchierato con Raimondo Bianchi, leggendario fiorista milanese. Luogo molto popolare per l’aperitivo, con una clientela internazionale e creativa, “Fioraio Bianchi Caffè” è uno spazio deliziosamente elegante, dove i fiori e il cibo competono fra loro per la parte da protagonista. Nel cuore del bel quartiere di Brera, Bianchi ha trasferito le attività floreali nello scantinato dell’edificio, lasciando spazio per il ristorante dove “si può assaggiare dell’ottima cucina, comprare dei fiori o semplicemente guardarli e godere della loro bellezza”. Come dice Bianchi: “Quella del pranzo è un’occasione per passare del tempo seduti tra pareti di fiori”.

Secondo Bianchi il requisito principale per i fiori e per il cibo è lo stesso: entrambi devono essere di stagione. Per Bianchi, infatti, c’è bellezza nelle stagioni che cambiano e sarebbe un peccato non valorizzarla. È per questo motivo che ritiene che in ottobre, quando non ci sono più molti fiori, sia meglio mostrare dei fiori imperfetti, piuttosto che fiori perfetti ma importati. Lo stesso vale per il cibo, che è preparato in modo autentico e presentato magistralmente utilizzando solo ingredienti di stagione e di grande qualità. Quando abbiamo chiesto a Bianchi perché “Fioraio Bianchi Caffè” è così popolare fra gli stranieri, ci ha risposto che ciò dipende dalla personalità del locale. Afferma, inoltre, che spesso i posti che uniscono un negozio e un ristorante o un bar finiscono per essere standardizzati e senza emozione. A Milano sono pochi i locali artigianali rimasti e “Fioraio Bianchi Caffè” è uno di questi. Secondo Bianchi il concetto dei business ibridi si basa su un’idea molto tradizionale come, per esempio, quella che spinge il contadino che vende uova e galline a espandersi gradualmente vendendo altri prodotti di cui i suoi clienti hanno bisogno. Si tratta di un concetto imbevuto di storia, ma sorprendentemente moderno. ˜ 72 ˜

Quando abbiamo chiesto a Bianchi perché “Fioraio Bianchi Caffè” è così popolare fra gli stranieri, ci ha risposto che ciò dipende dalla personalità del locale ˜ 73 ˜


Il rinascimento di corpo e spirito Il Salviatino, per vivere l'ospitalità circondati da arte, storia e cure thailandesi di henry neuteboom

Abbiamo avuto il piacere di visitare questo delizioso albergo fiorentino per un weekend rinvigorente nella stagione autunnale, proprio quando i colori della natura creano un connubio stretto con le tonalità calde degli interni. In particolare, la nostra suite l'Affresco offre un'ambientazione fra il romantico e lo storico artistico, grazie alle decorazioni sul soffitto del pittore ottocentesco Bruschi, ai mobili antichi e alla bellissima vasca in pietra scolpita, posizionata in modo tale da poter ammirare i dipinti in tutta comodità. Il personale dell’hotel, che ci ha accolto con estrema gentilezza, ci ha spiegato le diverse funzioni high-tech a disposizione degli ospiti, quali doccia a pioggia, macchina Nespresso, controllo luci wi-fi e plasma TV. L’attenzione ai dettagli è percepita anche presso il ristorante dell'albergo, “Il Grappolo”, che offre tutta la genuinità dei sapori toscani. Alla guida il celebre chef fiorentino Saverio Sbaragli, che privilegia ingredienti locali e freschissimi, combinati in diverse interpretazioni. E, se la cucina tradizionale può essere gustata comodamente seduti nella “Terrazza” panoramica, nella zona più appartata e intima de “Le Serre” si può provare la sperimentazione della cucina rivisitata. Tra i piatti, che abbiamo particolarmente apprezzato durante il nostro breve soggiorno, sono da annoverare: le “verdure dell'orto di stagione”, come antipasto, il “risotto Acquerello alla cenere vegetale con formaggio fresco di capra e concentrato di carote aromatizzato all'anice” e, ancora, il “cosciotto cotto a bassa temperatura, aromatizzato al Vadouvan con sedano, rapa e mela caramellata”. ˜ 74 ˜

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Il rinascimento di corpo e spirito Il Salviatino, per vivere l'ospitalità circondati da arte, storia e cure thailandesi di henry neuteboom

Abbiamo avuto il piacere di visitare questo delizioso albergo fiorentino per un weekend rinvigorente nella stagione autunnale, proprio quando i colori della natura creano un connubio stretto con le tonalità calde degli interni. In particolare, la nostra suite l'Affresco offre un'ambientazione fra il romantico e lo storico artistico, grazie alle decorazioni sul soffitto del pittore ottocentesco Bruschi, ai mobili antichi e alla bellissima vasca in pietra scolpita, posizionata in modo tale da poter ammirare i dipinti in tutta comodità. Il personale dell’hotel, che ci ha accolto con estrema gentilezza, ci ha spiegato le diverse funzioni high-tech a disposizione degli ospiti, quali doccia a pioggia, macchina Nespresso, controllo luci wi-fi e plasma TV. L’attenzione ai dettagli è percepita anche presso il ristorante dell'albergo, “Il Grappolo”, che offre tutta la genuinità dei sapori toscani. Alla guida il celebre chef fiorentino Saverio Sbaragli, che privilegia ingredienti locali e freschissimi, combinati in diverse interpretazioni. E, se la cucina tradizionale può essere gustata comodamente seduti nella “Terrazza” panoramica, nella zona più appartata e intima de “Le Serre” si può provare la sperimentazione della cucina rivisitata. Tra i piatti, che abbiamo particolarmente apprezzato durante il nostro breve soggiorno, sono da annoverare: le “verdure dell'orto di stagione”, come antipasto, il “risotto Acquerello alla cenere vegetale con formaggio fresco di capra e concentrato di carote aromatizzato all'anice” e, ancora, il “cosciotto cotto a bassa temperatura, aromatizzato al Vadouvan con sedano, rapa e mela caramellata”. ˜ 74 ˜

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La fortuna ha voluto che il nostro weekend sia stato baciato dal bel tempo, il che ci ha consentito di vedere, dalla terrazza panoramica, la città di Firenze con la sua spettacolare cupola di Santa Maria del Fiore. E, nonostante la tentazione di andare alla scoperta della città sia stata forte, vista anche la distanza ravvicinata dell'albergo al centro - a soli 10 minuti di auto - abbiamo preferito rimanere in hotel per beneficiare dei trattamenti dello sua Spa thailandese Devarana, posta all'interno del parco del Salviatino. Nella Spa, a cui sono stati riconosciuti diversi premi quali Best Urban Spa (Anywhere Travel Awards), Best Spa e altri ancora, abbiamo sperimentato l’Idillio Fiorentino. Si tratta di un trattamento, che inizia con un sublime bagno al latte e alle rose, per poi continuare con un peeling ai petali di rosa fresca. Risultato: una pelle profumata e vellutata. Per concludere, un massaggio svedese rivitalizzante ha completato la nostra esperienza presso la struttura termale.

Caldamente consigliato in qualsiasi stagione, Il Salviatino offre inoltre un pacchetto natalizio particolarmente attraente. Per il Christmas Package non c’è la condizione di un minimo stay ed inoltre gode di un prezzo forfettario, per cui si ha il vantaggio di usufruire della migliore stanza a disposizione al momento della prenotazione (nella categoria scelta). Il Christmas Package, unico nel suo genere, con molteplici proposte, include: corsi di cucina, visite ai mercatini, visite ai musei, degustazioni, e molto altro. Disponibile dal 22 dicembre 2010 al 9 gennaio 2011, è perfetto per chi volesse godersi un po' di relax durante le feste... e in più, per i lettori di Kudos c'è uno sconto del 10% sulle tariffe! Per tutti i dettagli visita il sito: www.averyspecialholiday.com ˜ 76 ˜

Il personale dell’hotel, che ci ha accolto con estrema gentilezza, ci ha spiegato le diverse funzioni high-tech a disposizione degli ospiti, quali doccia a pioggia, macchina Nespresso, controllo luci wi - fi e plasma TV ˜ 77 ˜


La fortuna ha voluto che il nostro weekend sia stato baciato dal bel tempo, il che ci ha consentito di vedere, dalla terrazza panoramica, la città di Firenze con la sua spettacolare cupola di Santa Maria del Fiore. E, nonostante la tentazione di andare alla scoperta della città sia stata forte, vista anche la distanza ravvicinata dell'albergo al centro - a soli 10 minuti di auto - abbiamo preferito rimanere in hotel per beneficiare dei trattamenti dello sua Spa thailandese Devarana, posta all'interno del parco del Salviatino. Nella Spa, a cui sono stati riconosciuti diversi premi quali Best Urban Spa (Anywhere Travel Awards), Best Spa e altri ancora, abbiamo sperimentato l’Idillio Fiorentino. Si tratta di un trattamento, che inizia con un sublime bagno al latte e alle rose, per poi continuare con un peeling ai petali di rosa fresca. Risultato: una pelle profumata e vellutata. Per concludere, un massaggio svedese rivitalizzante ha completato la nostra esperienza presso la struttura termale.

Caldamente consigliato in qualsiasi stagione, Il Salviatino offre inoltre un pacchetto natalizio particolarmente attraente. Per il Christmas Package non c’è la condizione di un minimo stay ed inoltre gode di un prezzo forfettario, per cui si ha il vantaggio di usufruire della migliore stanza a disposizione al momento della prenotazione (nella categoria scelta). Il Christmas Package, unico nel suo genere, con molteplici proposte, include: corsi di cucina, visite ai mercatini, visite ai musei, degustazioni, e molto altro. Disponibile dal 22 dicembre 2010 al 9 gennaio 2011, è perfetto per chi volesse godersi un po' di relax durante le feste... e in più, per i lettori di Kudos c'è uno sconto del 10% sulle tariffe! Per tutti i dettagli visita il sito: www.averyspecialholiday.com ˜ 76 ˜

Il personale dell’hotel, che ci ha accolto con estrema gentilezza, ci ha spiegato le diverse funzioni high-tech a disposizione degli ospiti, quali doccia a pioggia, macchina Nespresso, controllo luci wi - fi e plasma TV ˜ 77 ˜


Ufficiale e gentiluomo Qualsiasi sia la tua passione, c'è un orologio che corrisponde alle tue necessità e aspirazioni di Cheryl Chu Foto: Un pilota indossa Bell & Ross Instrument BR01-92 Compass

Panerai Classic Yachts Challenge

Un orologio dice molto della persona che lo indossa, soprattutto se la persona in questione coltiva un interesse sportivo oppure ama il mondo dell'alta orologeria. Portare al polso un orologio meccanico è come avere una storia unica sempre con sé, pronta a stimolare l'immaginazione del proprietario e la curiosità dei suoi interlocutori. Ognuno ha una predilezione per un brand piuttosto che per un altro, oppure una preferenza per una collezione specifica all'interno della stessa produzione. Per un collezionista l'orologio diventa una parte integrante del proprio stile di vita e può contrassegnarne l'immagine al lavoro, dove è più indicato indossare un pezzo classico, come, ad esempio, il Lange 1 di A. Lange & Söhne, il Jules Audemars di Audemars Piguet o l'Altiplano di Piaget, che esprimono una personalità pratica e sofisticata. Altri modelli saranno preferiti per il weekend e le vacanze, quando il lavoro viene sostituito dalle proprie passioni, quelle attività che danno un sapore unico ai momenti di svago. In queste pagine diamo alcuni esempi – i migliori dell'anno, a nostro parere – di orologi costruiti per settori specializzati diversificati.

BELL & ROSS – BR01-92 COMPASS Bell & Ross crea orologi con caratteristiche professionali, in linea con le migliori tradizioni dell'alta orologeria svizzera. Il BR01-92 Compass sembra progettato per un agente segreto, con quadrante, cassa e cinturino neri, ma in realtà l'ispirazione per questa edizione limitata di 500 pezzi arriva dalla strumentazione per la navigazione aerea, ed è sviluppato dal modello BR01 Radar. Il BR01-92 Compass evoca la bussola sul pannello di controllo di un aereo: il quadrante è costituito da due dischi concentrici indipendenti, rispettivamente graduati a 12 ore e 60 minuti, che ruotano sotto al vetro in zaffiro antiriflesso, con una linea verticale bianca che indica il loro punto di riferimento. Il BR01-92 è un orologio molto particolare e divertente, perfetto per chiunque senta il richiamo dell'aria. ˜ 78 ˜

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Ufficiale e gentiluomo Qualsiasi sia la tua passione, c'è un orologio che corrisponde alle tue necessità e aspirazioni di Cheryl Chu Foto: Un pilota indossa Bell & Ross Instrument BR01-92 Compass

Panerai Classic Yachts Challenge

Un orologio dice molto della persona che lo indossa, soprattutto se la persona in questione coltiva un interesse sportivo oppure ama il mondo dell'alta orologeria. Portare al polso un orologio meccanico è come avere una storia unica sempre con sé, pronta a stimolare l'immaginazione del proprietario e la curiosità dei suoi interlocutori. Ognuno ha una predilezione per un brand piuttosto che per un altro, oppure una preferenza per una collezione specifica all'interno della stessa produzione. Per un collezionista l'orologio diventa una parte integrante del proprio stile di vita e può contrassegnarne l'immagine al lavoro, dove è più indicato indossare un pezzo classico, come, ad esempio, il Lange 1 di A. Lange & Söhne, il Jules Audemars di Audemars Piguet o l'Altiplano di Piaget, che esprimono una personalità pratica e sofisticata. Altri modelli saranno preferiti per il weekend e le vacanze, quando il lavoro viene sostituito dalle proprie passioni, quelle attività che danno un sapore unico ai momenti di svago. In queste pagine diamo alcuni esempi – i migliori dell'anno, a nostro parere – di orologi costruiti per settori specializzati diversificati.

BELL & ROSS – BR01-92 COMPASS Bell & Ross crea orologi con caratteristiche professionali, in linea con le migliori tradizioni dell'alta orologeria svizzera. Il BR01-92 Compass sembra progettato per un agente segreto, con quadrante, cassa e cinturino neri, ma in realtà l'ispirazione per questa edizione limitata di 500 pezzi arriva dalla strumentazione per la navigazione aerea, ed è sviluppato dal modello BR01 Radar. Il BR01-92 Compass evoca la bussola sul pannello di controllo di un aereo: il quadrante è costituito da due dischi concentrici indipendenti, rispettivamente graduati a 12 ore e 60 minuti, che ruotano sotto al vetro in zaffiro antiriflesso, con una linea verticale bianca che indica il loro punto di riferimento. Il BR01-92 è un orologio molto particolare e divertente, perfetto per chiunque senta il richiamo dell'aria. ˜ 78 ˜

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Bremont produce il modello U-2 Squadron in esclusiva per l'aeronautica statunitense, ma permette anche ai comuni mortali di vivere momenti da Top Gun con i modelli U-2 Black, Stainless Steel e Limited Edition

La strumentazione del pannello di controllo degli aerei

BREMONT U-2 BLACK

BREMONT – U-2 "Collaudato oltre i limiti": questa è sempre stata la caratteristica determinante degli orologi della casa britannica Bremont, e in particolare della collezione U-2, che richiama il famoso aereo spia americano. L'U-2 vola a quote altissime, dove le condizioni climatiche sono proibitive, e sia i piloti che i loro orologi devono essere capaci di resistervi. Bremont produce il modello U-2 Squadron in esclusiva per l'aeronautica statunitense, ma permette anche ai comuni mortali di vivere momenti da Top Gun con i modelli U-2 Black, Stainless Steel e Limited Edition. Fra le caratteristiche di questi orologi eccezionali: movimento antiurto gommato, studiato per resistere allo shock del sedile eiettabile, quadrante con indicazioni di ora, minuti, secondi e data, cassa con funzione Trip-Tick, un sistema rotante bidirezionale della ghiera, gabbia di Faraday antimagnetica, rivestimento luminescente Super-LumiNova, impermeabilità fino a 100 metri. ˜ 80 ˜

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Bremont produce il modello U-2 Squadron in esclusiva per l'aeronautica statunitense, ma permette anche ai comuni mortali di vivere momenti da Top Gun con i modelli U-2 Black, Stainless Steel e Limited Edition

La strumentazione del pannello di controllo degli aerei

BREMONT U-2 BLACK

BREMONT – U-2 "Collaudato oltre i limiti": questa è sempre stata la caratteristica determinante degli orologi della casa britannica Bremont, e in particolare della collezione U-2, che richiama il famoso aereo spia americano. L'U-2 vola a quote altissime, dove le condizioni climatiche sono proibitive, e sia i piloti che i loro orologi devono essere capaci di resistervi. Bremont produce il modello U-2 Squadron in esclusiva per l'aeronautica statunitense, ma permette anche ai comuni mortali di vivere momenti da Top Gun con i modelli U-2 Black, Stainless Steel e Limited Edition. Fra le caratteristiche di questi orologi eccezionali: movimento antiurto gommato, studiato per resistere allo shock del sedile eiettabile, quadrante con indicazioni di ora, minuti, secondi e data, cassa con funzione Trip-Tick, un sistema rotante bidirezionale della ghiera, gabbia di Faraday antimagnetica, rivestimento luminescente Super-LumiNova, impermeabilità fino a 100 metri. ˜ 80 ˜

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PANERAI – LUMINOR MARINA 1950, AUTOMATICO, 3 DAYS, 44mm

PANERAI

Il Luminor Marina è un pezzo classico, creato vent'anni fa per la Marina Militare Italiana dalla Panerai. Oggi, come allora, è un orologio meccanico affidabile, robusto, sempre pronto a entrare in azione. Il Luminor Marina 1950 utilizza il nuovo movimento automatico Calibro P.9000, interamente prodotto da Panerai, che garantisce una riserva di carica di tre giorni. Il dispositivo di stop secondi permette la sincronizzazione esatta della relativa lancetta con un segnale orario. Il quadrante nero è perfettamente leggibile, con i numeri 12, 9 e 6 e gli indici molto grandi; il colore écru ricorda il look degli orologi Panerai costruiti per la Marina negli anni '40. L'orologio, con cassa diametro 44 mm in acciaio lucido o titanio satinato, vetro antiriflesso in zaffiro, dispositivo anti-urto Incabloc® e un'impermeabilità di 30 bar (300 metri circa), è perfettamente in grado di resistere alle condizioni dell'ambiente marino.

BREITLING

BREITLING – NAVITIMER 01 LIMITED EDITION

John Travolta, l’attore pilota, è al centro della campagna pubblicitaria della maison Breitling per il sesto anno consecutivo. Con oltre 5000 ore di volo al suo attivo, abilitato a pilotare otto tipi di aerei, è quindi il personaggio ideale per essere il testimonial

John Travolta è pilota con oltre 5000 ore di volo al suo attivo, abilitato a pilotare otto tipi di aerei, ed è quindi il testimonial ideale per Breitling 2010, per il sesto anno consecutivo. L’attore pilota è al centro della campagna pubblicitaria della maison, ritratto dalla fotografa americana Patricia von Ah, durante le famose competizioni aerei Reno Air Races in Nevada. La ricerca di precisione e funzionalità, che accompagna da sempre gli "strumenti per professionisti" firmati Breitling, è coronata dal nuovo Navitimer, prodotto in edizione limitata: 2000 esemplari in acciaio e 200 d’oro rosso. Quest'orologio è particolare per il movimento Calibro 01 – primo movimento Breitling sviluppato interamente dall'azienda stessa – e per il fondocassa trasparente, in zaffiro, che permette di ammirare la precisione e la bellezza del meccanismo. Il modello è stato scelto come orologio ufficiale dell'associazione americana dei proprietari e piloti d'aereo, ed è uno strumento perfetto per piloti professionisti e per tutti coloro che coltivano la passione del volo. ˜ 82 ˜

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PANERAI – LUMINOR MARINA 1950, AUTOMATICO, 3 DAYS, 44mm

PANERAI

Il Luminor Marina è un pezzo classico, creato vent'anni fa per la Marina Militare Italiana dalla Panerai. Oggi, come allora, è un orologio meccanico affidabile, robusto, sempre pronto a entrare in azione. Il Luminor Marina 1950 utilizza il nuovo movimento automatico Calibro P.9000, interamente prodotto da Panerai, che garantisce una riserva di carica di tre giorni. Il dispositivo di stop secondi permette la sincronizzazione esatta della relativa lancetta con un segnale orario. Il quadrante nero è perfettamente leggibile, con i numeri 12, 9 e 6 e gli indici molto grandi; il colore écru ricorda il look degli orologi Panerai costruiti per la Marina negli anni '40. L'orologio, con cassa diametro 44 mm in acciaio lucido o titanio satinato, vetro antiriflesso in zaffiro, dispositivo anti-urto Incabloc® e un'impermeabilità di 30 bar (300 metri circa), è perfettamente in grado di resistere alle condizioni dell'ambiente marino.

BREITLING

BREITLING – NAVITIMER 01 LIMITED EDITION

John Travolta, l’attore pilota, è al centro della campagna pubblicitaria della maison Breitling per il sesto anno consecutivo. Con oltre 5000 ore di volo al suo attivo, abilitato a pilotare otto tipi di aerei, è quindi il personaggio ideale per essere il testimonial

John Travolta è pilota con oltre 5000 ore di volo al suo attivo, abilitato a pilotare otto tipi di aerei, ed è quindi il testimonial ideale per Breitling 2010, per il sesto anno consecutivo. L’attore pilota è al centro della campagna pubblicitaria della maison, ritratto dalla fotografa americana Patricia von Ah, durante le famose competizioni aerei Reno Air Races in Nevada. La ricerca di precisione e funzionalità, che accompagna da sempre gli "strumenti per professionisti" firmati Breitling, è coronata dal nuovo Navitimer, prodotto in edizione limitata: 2000 esemplari in acciaio e 200 d’oro rosso. Quest'orologio è particolare per il movimento Calibro 01 – primo movimento Breitling sviluppato interamente dall'azienda stessa – e per il fondocassa trasparente, in zaffiro, che permette di ammirare la precisione e la bellezza del meccanismo. Il modello è stato scelto come orologio ufficiale dell'associazione americana dei proprietari e piloti d'aereo, ed è uno strumento perfetto per piloti professionisti e per tutti coloro che coltivano la passione del volo. ˜ 82 ˜

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Bellezza come sostanza Kudos scopre in Italia e dintorni le destinazioni di viaggio più affascinanti con lo stesso attributo in comune: design straordinario di Eileen Bernardi foto: Rocksresort, Laax, Svizzera

Vigilius Mountain Resort, Lana, Sud Tirolo

"Le questioni di carattere estetico sono fondamentali per lo sviluppo armonioso della società e dell’individuo." (Friedrich Schiller) Il valore dell’estetica non può essere sottovalutato. L’estetica ci dona soddisfazioni intellettuali e, a volte, perfino spirituali ed è in grado di elevare anche la più banale delle esperienze. L’importanza data al buon design, l’attenzione al dettaglio e una considerazione fondamentale dell’ambiente fisico e naturale circostante creano ciò che si intende per bellezza estetica, specialmente nel campo dell’architettura e del design di interni. In questo numero di Luxos stiamo riflettendo sulla nozione di passione o, più correttamente, su quelle esperienze nelle quali gli individui sono emotivamente legati a qualcosa al di fuori di se stessi, sia attraverso un forte gradimento o una totale devozione. I nostri viaggi sono spesso guidati dalle passioni e ciò succede anche quando cerchiamo nuove avventure, maggiore conoscenza o nuove sfide sensoriali. Di seguito abbiamo elencato una selezione di destinazioni per quei viaggiatori appassionati che comprendono, a prescindere dal tipo di passione, che ogni esperienza è perfezionata dalla presenza della bellezza estetica e del buon design. ˜ 84 ˜

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Bellezza come sostanza Kudos scopre in Italia e dintorni le destinazioni di viaggio più affascinanti con lo stesso attributo in comune: design straordinario di Eileen Bernardi foto: Rocksresort, Laax, Svizzera

Vigilius Mountain Resort, Lana, Sud Tirolo

"Le questioni di carattere estetico sono fondamentali per lo sviluppo armonioso della società e dell’individuo." (Friedrich Schiller) Il valore dell’estetica non può essere sottovalutato. L’estetica ci dona soddisfazioni intellettuali e, a volte, perfino spirituali ed è in grado di elevare anche la più banale delle esperienze. L’importanza data al buon design, l’attenzione al dettaglio e una considerazione fondamentale dell’ambiente fisico e naturale circostante creano ciò che si intende per bellezza estetica, specialmente nel campo dell’architettura e del design di interni. In questo numero di Luxos stiamo riflettendo sulla nozione di passione o, più correttamente, su quelle esperienze nelle quali gli individui sono emotivamente legati a qualcosa al di fuori di se stessi, sia attraverso un forte gradimento o una totale devozione. I nostri viaggi sono spesso guidati dalle passioni e ciò succede anche quando cerchiamo nuove avventure, maggiore conoscenza o nuove sfide sensoriali. Di seguito abbiamo elencato una selezione di destinazioni per quei viaggiatori appassionati che comprendono, a prescindere dal tipo di passione, che ogni esperienza è perfezionata dalla presenza della bellezza estetica e del buon design. ˜ 84 ˜

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Casa Orlandi, Prato, Toscana Nel 2004 l’architetto Sabrina Bignami ha acquisito un palazzo in decadenza del diciottesimo secolo nel centro storico di Prato. Abile nell’arte del restauro, Bignami è riuscita a preservare gran parte dell’antica architettura dell’edificio regalandogli al contempo un rinnovamento sorprendentemente moderno. Il risultato è una casa che celebra l’architettura italiana del passato e i designer europei di oggi con le sedie Tulip di Saarinen comodamente disposte fra gli affreschi di Luigi Catani. Bignami ha fatto del palazzo la propria abitazione e affitta tre delle camere degli ospiti.

Masseria Torre Maizza, Fasano, Puglia La Torre Maizza è la mecca dei devoti della gastronomia. Celebrando il meglio della cucina pugliese, la Torre è una vasta proprietà sul mare che incorpora in modo impeccabile elementi di design contemporaneo in una cornice antica. La Torre Maizza crede nella filosofia della cucina a impatto zero e offre prodotti accuratamente selezionati da fornitori locali: carni provenienti dalle aziende agricole della zona, pesce della vicina cittadina di Savelletri e frutta e verdura coltivati direttamente all’interno della proprietà. Il ristorante Le Palme offre una cucina mediterranea creativa, mentre il ristorante Egnathia serve piatti più tradizionali. Vengono organizzati corsi di cucina grazie ai quali gli ospiti possono scoprire i segreti della cucina pugliese. ˜ 86 ˜

Fotografie di Casa Orlandi di Marco Badiani

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Casa Orlandi, Prato, Toscana Nel 2004 l’architetto Sabrina Bignami ha acquisito un palazzo in decadenza del diciottesimo secolo nel centro storico di Prato. Abile nell’arte del restauro, Bignami è riuscita a preservare gran parte dell’antica architettura dell’edificio regalandogli al contempo un rinnovamento sorprendentemente moderno. Il risultato è una casa che celebra l’architettura italiana del passato e i designer europei di oggi con le sedie Tulip di Saarinen comodamente disposte fra gli affreschi di Luigi Catani. Bignami ha fatto del palazzo la propria abitazione e affitta tre delle camere degli ospiti.

Masseria Torre Maizza, Fasano, Puglia La Torre Maizza è la mecca dei devoti della gastronomia. Celebrando il meglio della cucina pugliese, la Torre è una vasta proprietà sul mare che incorpora in modo impeccabile elementi di design contemporaneo in una cornice antica. La Torre Maizza crede nella filosofia della cucina a impatto zero e offre prodotti accuratamente selezionati da fornitori locali: carni provenienti dalle aziende agricole della zona, pesce della vicina cittadina di Savelletri e frutta e verdura coltivati direttamente all’interno della proprietà. Il ristorante Le Palme offre una cucina mediterranea creativa, mentre il ristorante Egnathia serve piatti più tradizionali. Vengono organizzati corsi di cucina grazie ai quali gli ospiti possono scoprire i segreti della cucina pugliese. ˜ 86 ˜

Fotografie di Casa Orlandi di Marco Badiani

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La bellezza è ovunque un ospite gradito. Johann Wolfgang von Goethe

Vigilius Mountain Resort

Rocksresort

Rocksresort, Laax, Svizzera Vigilius Mountain Resort, Lana, Sud Tirolo Per coloro che sono alla ricerca di una vera unione con la natura, il Vigilius offre il ritiro perfetto. L’architetto Matteo Thun ha usato la natura come modello, sia in termini di design che di materiali. La struttura orizzontale in legno dell’hotel emula un albero caduto, mentre l’uso sapiente del vetro e della pietra creano un equilibrio organico fra natura e interni. Il resort è situato su un pendio del Monte Vigiloch, alto 1500 metri, e lo si può raggiungere solo a piedi o in funivia. Il Vigilius è lontano da qualsiasi traccia umana, fatta eccezione per il resort stesso, e induce automaticamente all’unione con la natura. E’ disponibile un personal trainer per lezioni di tiro con l’arco, camminata nordica, escursioni con ciaspole e altro ancora. Inoltre, nella Vigilius Mountain Spa si utilizza in modo estremamente efficace la fresca acqua di sorgente della montagna. Il Vigilius è la destinazione perfetta per coloro che hanno come passione la natura e desiderano prendersi una pausa dalla mondanità. ˜ 88 ˜

Villaggio sciistico situato nella stazione base di Laax, a soli 90 minuti da Zurigo, il Rocksresort è un resort dallo stile urbano incastonato nel paesaggio circostante. Gli otto edifici a forma di cubo, che costituiscono il Rocksresort, sono stati costruiti per riflettere le linee semplici della montagna, utilizzando materiali del posto e della regione ed enfatizzando la sostenibilità. Le facciate esterne degli edifici sono state costruite con quarzite di Vals, che si estrae nella zona, mentre gli interni sono dominati da rovere, calce spenta e cemento, creando una calda atmosfera. L’ambiente, naturalmente minimalista, è sottolineato da una precisa attenzione al dettaglio, dalle luci strategicamente posizionate e dai moderni mobili di Cassina. Ogni dettaglio è stato accuratamente considerato. Il Rocksresort è un villaggio completamente indipendente e comprende 122 appartamenti, negozi e una varietà di ristoranti. ˜ 89 ˜


La bellezza è ovunque un ospite gradito. Johann Wolfgang von Goethe

Vigilius Mountain Resort

Rocksresort

Rocksresort, Laax, Svizzera Vigilius Mountain Resort, Lana, Sud Tirolo Per coloro che sono alla ricerca di una vera unione con la natura, il Vigilius offre il ritiro perfetto. L’architetto Matteo Thun ha usato la natura come modello, sia in termini di design che di materiali. La struttura orizzontale in legno dell’hotel emula un albero caduto, mentre l’uso sapiente del vetro e della pietra creano un equilibrio organico fra natura e interni. Il resort è situato su un pendio del Monte Vigiloch, alto 1500 metri, e lo si può raggiungere solo a piedi o in funivia. Il Vigilius è lontano da qualsiasi traccia umana, fatta eccezione per il resort stesso, e induce automaticamente all’unione con la natura. E’ disponibile un personal trainer per lezioni di tiro con l’arco, camminata nordica, escursioni con ciaspole e altro ancora. Inoltre, nella Vigilius Mountain Spa si utilizza in modo estremamente efficace la fresca acqua di sorgente della montagna. Il Vigilius è la destinazione perfetta per coloro che hanno come passione la natura e desiderano prendersi una pausa dalla mondanità. ˜ 88 ˜

Villaggio sciistico situato nella stazione base di Laax, a soli 90 minuti da Zurigo, il Rocksresort è un resort dallo stile urbano incastonato nel paesaggio circostante. Gli otto edifici a forma di cubo, che costituiscono il Rocksresort, sono stati costruiti per riflettere le linee semplici della montagna, utilizzando materiali del posto e della regione ed enfatizzando la sostenibilità. Le facciate esterne degli edifici sono state costruite con quarzite di Vals, che si estrae nella zona, mentre gli interni sono dominati da rovere, calce spenta e cemento, creando una calda atmosfera. L’ambiente, naturalmente minimalista, è sottolineato da una precisa attenzione al dettaglio, dalle luci strategicamente posizionate e dai moderni mobili di Cassina. Ogni dettaglio è stato accuratamente considerato. Il Rocksresort è un villaggio completamente indipendente e comprende 122 appartamenti, negozi e una varietà di ristoranti. ˜ 89 ˜


Whitepod Resort, Les Cerniers, Svizzera Modello esemplare di turismo sostenibile, il Whitepod Resort, permette di vivere le Alpi in un modo unico. Costituito da 15 cupole che ricordano vagamente un igloo, il Whitepod Resort è abbarbicato sopra la località svizzera di Les Cerniers e regala una vista magnifica del Lago di Ginevra. Gli ospiti sono immersi nella natura circostante e possono godere del massimo livello di comfort grazie alle piacevoli stufe a legno e l’ottimo isolamento termico. La posizione del resort è perfetta per praticare una grande varietà di sport invernali grazie a due skilift privati e possibilità di fare passeggiate con le ciaspole o sulle slitte trainate dai cani, escursionismo e molto altro. Lo Chalet des Cerniers, dal design tradizionale, funge da campo base del resort e dispone di un ristorante, una sauna e un bagno giapponese.

whitepod resort

Torre di Moravola, Montone, Umbria Situata sulla cresta di una montagna, che guarda la Valle del Carpina, la Torre di Moravola incarna perfettamente la sintesi fra design moderno e antico. Originariamente una torre di guardia del decimo secolo, le parti esterne dell’edificio sono state fedelmente restaurate, mentre gli interni sono un capolavoro di modernità. L’architetto Christopher Chong e sua moglie, la designer Seonaid Mackenzie, hanno acquistato nel 2000 la torre in rovina situata nella campagna umbra. Oggi gestiscono un hotel di 7 suite, che è una sorta di ritiro contemporaneo, un santuario per quei viaggiatori alla ricerca della tranquillità naturale, in un luogo dove il presente e il passato sono riveriti in ugual misura. Gli ospiti di Moravola sono invitati a godere del paesaggio naturale circostante, così come di una varietà di trattamenti olistici, massaggi e riflessologia. Inoltre, aderente al movimento dello Slow Food, la cucina di Moravolta produce cucina regionale con prodotti locali e offre un’insolita varietà di vini italiani. ˜ 90 ˜

Torre di Moravola

Gli ospiti sono immersi nella natura circostante e possono godere del massimo livello di comfort grazie alle piacevoli stufe a legno e l’ottimo isolamento termico ˜ 91 ˜


Whitepod Resort, Les Cerniers, Svizzera Modello esemplare di turismo sostenibile, il Whitepod Resort, permette di vivere le Alpi in un modo unico. Costituito da 15 cupole che ricordano vagamente un igloo, il Whitepod Resort è abbarbicato sopra la località svizzera di Les Cerniers e regala una vista magnifica del Lago di Ginevra. Gli ospiti sono immersi nella natura circostante e possono godere del massimo livello di comfort grazie alle piacevoli stufe a legno e l’ottimo isolamento termico. La posizione del resort è perfetta per praticare una grande varietà di sport invernali grazie a due skilift privati e possibilità di fare passeggiate con le ciaspole o sulle slitte trainate dai cani, escursionismo e molto altro. Lo Chalet des Cerniers, dal design tradizionale, funge da campo base del resort e dispone di un ristorante, una sauna e un bagno giapponese.

whitepod resort

Torre di Moravola, Montone, Umbria Situata sulla cresta di una montagna, che guarda la Valle del Carpina, la Torre di Moravola incarna perfettamente la sintesi fra design moderno e antico. Originariamente una torre di guardia del decimo secolo, le parti esterne dell’edificio sono state fedelmente restaurate, mentre gli interni sono un capolavoro di modernità. L’architetto Christopher Chong e sua moglie, la designer Seonaid Mackenzie, hanno acquistato nel 2000 la torre in rovina situata nella campagna umbra. Oggi gestiscono un hotel di 7 suite, che è una sorta di ritiro contemporaneo, un santuario per quei viaggiatori alla ricerca della tranquillità naturale, in un luogo dove il presente e il passato sono riveriti in ugual misura. Gli ospiti di Moravola sono invitati a godere del paesaggio naturale circostante, così come di una varietà di trattamenti olistici, massaggi e riflessologia. Inoltre, aderente al movimento dello Slow Food, la cucina di Moravolta produce cucina regionale con prodotti locali e offre un’insolita varietà di vini italiani. ˜ 90 ˜

Torre di Moravola

Gli ospiti sono immersi nella natura circostante e possono godere del massimo livello di comfort grazie alle piacevoli stufe a legno e l’ottimo isolamento termico ˜ 91 ˜


Range Rover Evoque, arriva l'emozione La nuova Range Rover: leggera, eco-compatibile, accattivante di Rino Noce foto: Evoque Dynamic 5 porte

Evoque Dynamic a 3 porte

L'innovativa Range Rover Evoque ha debuttato al Motor Show di Parigi nel settembre 2010, riscuotendo l'entusiasmo di giornalisti e pubblico. Rappresenta senza dubbio un passo decisivo verso il futuro del SUV, perché è compatta ed efficiente, con emissioni di CO² ridotte. Il Dr. Ralph Speth, CEO della Jaguar Land Rover, ha detto: "È un momento molto emozionante per noi. La Range Rover Evoque non solo incrementerà la nostra quota nel mercato mondiale, ma dimostrerà il nostro impegno nella produzione sostenibile di modelli altamente desiderabili. L'Evoque definisce un nuovo segmento per i SUV compatti di lusso più sportivi ed eleganti e avrà un formidabile impatto emotivo su un ampio target di acquirenti di veicoli di lusso." La rivoluzione SUV targata Range Rover si nota già dall'esterno dell'Evoque, caratterizzata da una linea audace sviluppata direttamente dal concept car LRX, ispirata al look della città. È questo il senso del concetto cross coupé: un'auto che è a casa nella metropoli come sulle strade sterrate del mondo. Il design è contraddistinto dal profilo dinamico, con il fianco inclinato in modo grintoso, la finestratura a profilo stretto e il tetto dalle linee affusolate. All'interno lo spazio è particolarmente ben rifinito, con dettagli innovativi: l'illuminazione dell'abitacolo, fornita con l'ultima tecnologia LED, può variare il colore secondo lo stato d'animo dei passeggeri. La morbida pelle, i legni lucidati e gli eleganti dettagli cromati, lavorati con maestria artigianale, creano un ambiente di vero lusso. La sensazione di spazio e libertà può essere incrementata dall'opzione del tetto panoramico interamente in vetro. ˜ 92 ˜

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Range Rover Evoque, arriva l'emozione La nuova Range Rover: leggera, eco-compatibile, accattivante di Rino Noce foto: Evoque Dynamic 5 porte

Evoque Dynamic a 3 porte

L'innovativa Range Rover Evoque ha debuttato al Motor Show di Parigi nel settembre 2010, riscuotendo l'entusiasmo di giornalisti e pubblico. Rappresenta senza dubbio un passo decisivo verso il futuro del SUV, perché è compatta ed efficiente, con emissioni di CO² ridotte. Il Dr. Ralph Speth, CEO della Jaguar Land Rover, ha detto: "È un momento molto emozionante per noi. La Range Rover Evoque non solo incrementerà la nostra quota nel mercato mondiale, ma dimostrerà il nostro impegno nella produzione sostenibile di modelli altamente desiderabili. L'Evoque definisce un nuovo segmento per i SUV compatti di lusso più sportivi ed eleganti e avrà un formidabile impatto emotivo su un ampio target di acquirenti di veicoli di lusso." La rivoluzione SUV targata Range Rover si nota già dall'esterno dell'Evoque, caratterizzata da una linea audace sviluppata direttamente dal concept car LRX, ispirata al look della città. È questo il senso del concetto cross coupé: un'auto che è a casa nella metropoli come sulle strade sterrate del mondo. Il design è contraddistinto dal profilo dinamico, con il fianco inclinato in modo grintoso, la finestratura a profilo stretto e il tetto dalle linee affusolate. All'interno lo spazio è particolarmente ben rifinito, con dettagli innovativi: l'illuminazione dell'abitacolo, fornita con l'ultima tecnologia LED, può variare il colore secondo lo stato d'animo dei passeggeri. La morbida pelle, i legni lucidati e gli eleganti dettagli cromati, lavorati con maestria artigianale, creano un ambiente di vero lusso. La sensazione di spazio e libertà può essere incrementata dall'opzione del tetto panoramico interamente in vetro. ˜ 92 ˜

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per ridurre il peso e i consumi, l'auto è costruita utilizzando materiali leggeri molto avanzati, con componenti realizzati in alluminio, magnesio e titanio, oltre a 16 chili di plastica riciclata e 21 chili di materiali naturali rinnovabili

Evoque Dynamic

La Range Rover Evoque segue le ultime tendenze nel settore del lusso ed è altamente personalizzabile, a partire dai tre temi progettuali diversi per interni ed esterni: "Pure" esalta le linee coupé, con interni eleganti e raffinati in colori neutri, rifiniture in alluminio satinato, rivestimenti in tessuti morbidi e sofisticati; "Prestige" esprime tutto il lusso Range Rover, con dettagli esclusivi quali cerchi in lega da 19", carrozzeria in colori metallizzati satinati e interni rivestiti in pelle pregiata, con rifiniture in legno e metallo; "Dynamic" offre il look più sportivo, con paraurti, soglie, griglia e terminali di scarico esclusivi e grintosi.

Gli interni dell'Evoque Prestige

Al volante si scopre subito che l'Evoque è il veicolo urbano del futuro, grazie al leggendario controllo Range Rover che facilita la guida in qualsiasi condizione atmosferica e su qualsiasi fondo stradale. Una serie di ausili tecnologici unici, quali Terrain Response, Controllo automatico della velocità in discesa, Gradient Release Control e Hill Start Assist, concorrono per assicurare prestazioni ad altissimo livello in ogni circostanza. Rispetto agli altri SUV, l'Evoque, di peso minore, passo più compatto e linee più aerodinamiche, offre una guida più veloce e agile; nelle prestazioni fuoristrada le qualità caratteristiche del brand rimangono invariate.

Le motorizzazioni variano dal purosangue Si4 quattro cilindri a benzina da 2 litri, che eroga 240 CV, al motore diesel 2,2 litri turbo di ultima generazione, che offre prestazioni brillanti.

La tecnologia a bordo è davvero completa e comprende il sistema di parcheggio "Park Assist", che permette all'autista di parcheggiare facilmente la vettura: un esempio di come l'Evoque sia stata progettata per una guida facile e intuitiva, oltre che emozionante.

Le dimensioni compatte del modello permettono inoltre l'utilizzo di motori turbo a benzina e diesel a quattro cilindri, che offrono prestazioni superiori ed emissioni di CO² più basse che mai su una Range Rover: meno di 130 g/km per la versione più efficiente. In più, per ridurre il peso e i consumi, l'auto è costruita utilizzando materiali leggeri molto avanzati, con componenti realizzati in alluminio, magnesio e titanio, oltre a 16 chili di plastica riciclata e 21 chili di materiali naturali rinnovabili. Il veicolo urbano del futuro

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www.landrover.com


per ridurre il peso e i consumi, l'auto è costruita utilizzando materiali leggeri molto avanzati, con componenti realizzati in alluminio, magnesio e titanio, oltre a 16 chili di plastica riciclata e 21 chili di materiali naturali rinnovabili

Evoque Dynamic

La Range Rover Evoque segue le ultime tendenze nel settore del lusso ed è altamente personalizzabile, a partire dai tre temi progettuali diversi per interni ed esterni: "Pure" esalta le linee coupé, con interni eleganti e raffinati in colori neutri, rifiniture in alluminio satinato, rivestimenti in tessuti morbidi e sofisticati; "Prestige" esprime tutto il lusso Range Rover, con dettagli esclusivi quali cerchi in lega da 19", carrozzeria in colori metallizzati satinati e interni rivestiti in pelle pregiata, con rifiniture in legno e metallo; "Dynamic" offre il look più sportivo, con paraurti, soglie, griglia e terminali di scarico esclusivi e grintosi.

Gli interni dell'Evoque Prestige

Al volante si scopre subito che l'Evoque è il veicolo urbano del futuro, grazie al leggendario controllo Range Rover che facilita la guida in qualsiasi condizione atmosferica e su qualsiasi fondo stradale. Una serie di ausili tecnologici unici, quali Terrain Response, Controllo automatico della velocità in discesa, Gradient Release Control e Hill Start Assist, concorrono per assicurare prestazioni ad altissimo livello in ogni circostanza. Rispetto agli altri SUV, l'Evoque, di peso minore, passo più compatto e linee più aerodinamiche, offre una guida più veloce e agile; nelle prestazioni fuoristrada le qualità caratteristiche del brand rimangono invariate.

Le motorizzazioni variano dal purosangue Si4 quattro cilindri a benzina da 2 litri, che eroga 240 CV, al motore diesel 2,2 litri turbo di ultima generazione, che offre prestazioni brillanti.

La tecnologia a bordo è davvero completa e comprende il sistema di parcheggio "Park Assist", che permette all'autista di parcheggiare facilmente la vettura: un esempio di come l'Evoque sia stata progettata per una guida facile e intuitiva, oltre che emozionante.

Le dimensioni compatte del modello permettono inoltre l'utilizzo di motori turbo a benzina e diesel a quattro cilindri, che offrono prestazioni superiori ed emissioni di CO² più basse che mai su una Range Rover: meno di 130 g/km per la versione più efficiente. In più, per ridurre il peso e i consumi, l'auto è costruita utilizzando materiali leggeri molto avanzati, con componenti realizzati in alluminio, magnesio e titanio, oltre a 16 chili di plastica riciclata e 21 chili di materiali naturali rinnovabili. Il veicolo urbano del futuro

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Black Scooter II, 1969, legno rivestito in poliestere e dipinto, bronzo cromato

Lo studio dell'artista nel 2003

Dopo generazioni di artisti che hanno accettato la natura statica dell'oggetto artistico, nel Novecento alcuni pittori, come il Futurista Giacomo Balla, hanno sperimentato il concetto della velocità, per i quali (per citare Filippo Tommaso Marinetti nel Manifesto del Futurismo, 1909) "la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un automobile da corsa... è più bello della Vittoria di Samotracia. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante... Il Tempo e lo Spazio morirono ieri, noi viviamo già nell'assoluto, poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente..."

Gianni Piacentino e l'estetica della velocità

I Futuristi capirono che in quel momento della storia, le sensazioni suscitate dalla velocità costituivano la novità determinante, e le dipinsero soprattutto attraverso nuove invenzioni come l'automobile e l'aereoplano.

L'artista che esplora le forme tecnologiche scolpite dal vento

Giacomo Balla ha creato oltre cento opere dedicate all'automobile e alle forme immaginarie generate dal suo passaggio attraverso l'atmosfera. Da questo punto di vista, la tendenza può essere considerata uno sviluppo di Turner che nel suo dipinto del 1844 "Rain, Steam, Speed" (pioggia, vapore, velocità) focalizza l'attenzione dell'osservatore sull'atmosfera densa e palpabile generata dal nuovo mezzo di trasporto di allora, la locomotiva. Gianni Piacentino, artista nato nel 1945 a Coazze, vicino a Torino, ha concentrato la propria attenzione sulle forme dei veicoli progettati per l'alta velocità, creando oggetti costruiti con una perizia tecnica che riflette in parte le sue esperienze lavorative. Infatti, nel corso della sua vita, ha svolto lavori di consulenza per un'azienda di vernici speciali, ha decorato moto da corsa, e per sei anni ha partecipato a corse di sidecar in Italia e altri paesi europei.

di Conrad Fleet

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Black Scooter II, 1969, legno rivestito in poliestere e dipinto, bronzo cromato

Lo studio dell'artista nel 2003

Dopo generazioni di artisti che hanno accettato la natura statica dell'oggetto artistico, nel Novecento alcuni pittori, come il Futurista Giacomo Balla, hanno sperimentato il concetto della velocità, per i quali (per citare Filippo Tommaso Marinetti nel Manifesto del Futurismo, 1909) "la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un automobile da corsa... è più bello della Vittoria di Samotracia. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante... Il Tempo e lo Spazio morirono ieri, noi viviamo già nell'assoluto, poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente..."

Gianni Piacentino e l'estetica della velocità

I Futuristi capirono che in quel momento della storia, le sensazioni suscitate dalla velocità costituivano la novità determinante, e le dipinsero soprattutto attraverso nuove invenzioni come l'automobile e l'aereoplano.

L'artista che esplora le forme tecnologiche scolpite dal vento

Giacomo Balla ha creato oltre cento opere dedicate all'automobile e alle forme immaginarie generate dal suo passaggio attraverso l'atmosfera. Da questo punto di vista, la tendenza può essere considerata uno sviluppo di Turner che nel suo dipinto del 1844 "Rain, Steam, Speed" (pioggia, vapore, velocità) focalizza l'attenzione dell'osservatore sull'atmosfera densa e palpabile generata dal nuovo mezzo di trasporto di allora, la locomotiva. Gianni Piacentino, artista nato nel 1945 a Coazze, vicino a Torino, ha concentrato la propria attenzione sulle forme dei veicoli progettati per l'alta velocità, creando oggetti costruiti con una perizia tecnica che riflette in parte le sue esperienze lavorative. Infatti, nel corso della sua vita, ha svolto lavori di consulenza per un'azienda di vernici speciali, ha decorato moto da corsa, e per sei anni ha partecipato a corse di sidecar in Italia e altri paesi europei.

di Conrad Fleet

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Metalloid Beige-Gray ShoredUp Door Way, I, 1967-1968

Ultimamente, Piacentino è tornato a temi che risalgono agli inizi della sua carriera artistica, quando creava sculture in legno rivestito di poliestere e dipinte con colori metallizzati o laccati, raffigurando tavoli, scale, infissi e altri oggetti del quotidiano. Nelle ultime mostre ha esposto portali appoggiati al muro, e uno specchio inclinato di cui vediamo soltanto la cornice. Come per i suoi veicoli iper-veloci, in questi oggetti domestici è sempre lo spettatore che deve compiere il viaggio verso nuove dimensioni attraverso la porta, la finestra o lo specchio, ma utilizzando soltanto il "carburante" della propria immaginazione.

Dopo una serie di lavori astratti risalenti agli anni Sessanta e basati su forme semplici dipinte in colori monocromi, comincia a creare i suoi "Veicoli," che prendono forme diverse tra di loro, ma che sono tutti accumunate tuttavia dall'espressione della velocità tramite le loro forme affusolate e aerodinamiche. I titoli sono puramente descrittivi, quali "Copper frame vehicle with front mark" oppure "Classic blue record vehicle," che sembra incoraggiare l'osservatore ad apprezzarle per quello che sono: forme scolpite dall'aspirazione per la velocità pura. I veicoli lunghi e affusolati non devono arrivare da qualche parte, ma devono soltanto trasportare metaforicamente l'osservatore che, nella sua immaginazione, diventa il pilota che li lancia a folle velocità. In questo viaggio, conta non tanto la meta, ma la sublimazione attraverso il dinamismo, generando il piacere legato alla dimensione allungata spazio-temporale e anche alla bellezza pura del manufatto. Piacentino si diverte anche nei dettagli, i loghi che evocano le auto americane degli anni sessanta, gli alettoni e le eliche degli aerei, e i materiali utilizzati per i mezzi da corsa quali alluminio, resine, e metallo cromato. ˜ 98 ˜

Gianni Piacentino ha recentemente formalizzato un accordo con la Galleria Cardi Black Box che rappresenterà in esclusiva il lavoro dell'artista, realizzando il catalogo generale raisonné, organizzando mostre e promuovendo il lavoro nelle fiere d'arte. La galleria è a Milano, Corso di Porta Nuova 38. Lo studio dell'artista a New York, nel 1981

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www.cardiblackbox.com


Metalloid Beige-Gray ShoredUp Door Way, I, 1967-1968

Ultimamente, Piacentino è tornato a temi che risalgono agli inizi della sua carriera artistica, quando creava sculture in legno rivestito di poliestere e dipinte con colori metallizzati o laccati, raffigurando tavoli, scale, infissi e altri oggetti del quotidiano. Nelle ultime mostre ha esposto portali appoggiati al muro, e uno specchio inclinato di cui vediamo soltanto la cornice. Come per i suoi veicoli iper-veloci, in questi oggetti domestici è sempre lo spettatore che deve compiere il viaggio verso nuove dimensioni attraverso la porta, la finestra o lo specchio, ma utilizzando soltanto il "carburante" della propria immaginazione.

Dopo una serie di lavori astratti risalenti agli anni Sessanta e basati su forme semplici dipinte in colori monocromi, comincia a creare i suoi "Veicoli," che prendono forme diverse tra di loro, ma che sono tutti accumunate tuttavia dall'espressione della velocità tramite le loro forme affusolate e aerodinamiche. I titoli sono puramente descrittivi, quali "Copper frame vehicle with front mark" oppure "Classic blue record vehicle," che sembra incoraggiare l'osservatore ad apprezzarle per quello che sono: forme scolpite dall'aspirazione per la velocità pura. I veicoli lunghi e affusolati non devono arrivare da qualche parte, ma devono soltanto trasportare metaforicamente l'osservatore che, nella sua immaginazione, diventa il pilota che li lancia a folle velocità. In questo viaggio, conta non tanto la meta, ma la sublimazione attraverso il dinamismo, generando il piacere legato alla dimensione allungata spazio-temporale e anche alla bellezza pura del manufatto. Piacentino si diverte anche nei dettagli, i loghi che evocano le auto americane degli anni sessanta, gli alettoni e le eliche degli aerei, e i materiali utilizzati per i mezzi da corsa quali alluminio, resine, e metallo cromato. ˜ 98 ˜

Gianni Piacentino ha recentemente formalizzato un accordo con la Galleria Cardi Black Box che rappresenterà in esclusiva il lavoro dell'artista, realizzando il catalogo generale raisonné, organizzando mostre e promuovendo il lavoro nelle fiere d'arte. La galleria è a Milano, Corso di Porta Nuova 38. Lo studio dell'artista a New York, nel 1981

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Veloci e indistruttibili L'appassionante ricerca delle prestazioni superiori sulle onde Di Henry Neuteboom foto: Katrin e Filippo Theodoli a bordo del Magnum 53'

La storia di Magnum Marine è una storia di barche molto veloci, stabili e praticamente indistruttibili, sempre all'avanguardia per quanto riguarda la tecnologia. La storia inizia nel 1958, quando Dick Bertram, costruttore di barche, incontra il progettista Ray Hunt che gli illustra la sua idea per un motoscafo con carena a V profonda. Prima di quel momento, i motoscafi avevano uno scafo a V a prua, che diventava una superficie piatta planante a poppa. Hunt concepisce una carena con piani inclinati di 24° rispetto all'orizzontale, da prua fino allo specchio di poppa, capaci di tagliare le onde piuttosto che balzarci sopra, migliorando la stabilità e la tenuta del mare. Il primo progetto di Hunt per Bertram è di un motoscafo che raggiunge 52 nodi e che sigilla la nascita del cantiere nautico Bertram. Lo scafo tipo V profondo è ormai un'innovazione consolidata da quando, nel 1962, Don Aronow commissiona uno scafo di 23 piedi per due motori con la carena a V profonda. Seguono altri modelli che Aronow commercializza utilizzando una serie di nomi: prima "Formula”, poi "Donzi", infine "Magnum". Aronow stesso utilizza le sue barche per partecipare con successo alle gare offshore e nel 1966 costruisce un nuovo motoscafo di 27 piedi, il Maltese Magnum, con il quale vince i campionati mondiali. Sull'onda delle vittorie, Aronow mette in piedi un cantiere nautico, Magnum Marine, a North Miami. Il cantiere va a gonfie vele e qualche anno dopo viene acquistato da Filippo Theodoli, esponente dell'aristocrazia romana. Theodoli intuisce che una barca di questo tipo è perfetta per il Mediterraneo: è facile da gestire anche senza un marinaio, è veloce, stabile, robusta, con interni spaziosi e comodi.

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Veloci e indistruttibili L'appassionante ricerca delle prestazioni superiori sulle onde Di Henry Neuteboom foto: Katrin e Filippo Theodoli a bordo del Magnum 53'

La storia di Magnum Marine è una storia di barche molto veloci, stabili e praticamente indistruttibili, sempre all'avanguardia per quanto riguarda la tecnologia. La storia inizia nel 1958, quando Dick Bertram, costruttore di barche, incontra il progettista Ray Hunt che gli illustra la sua idea per un motoscafo con carena a V profonda. Prima di quel momento, i motoscafi avevano uno scafo a V a prua, che diventava una superficie piatta planante a poppa. Hunt concepisce una carena con piani inclinati di 24° rispetto all'orizzontale, da prua fino allo specchio di poppa, capaci di tagliare le onde piuttosto che balzarci sopra, migliorando la stabilità e la tenuta del mare. Il primo progetto di Hunt per Bertram è di un motoscafo che raggiunge 52 nodi e che sigilla la nascita del cantiere nautico Bertram. Lo scafo tipo V profondo è ormai un'innovazione consolidata da quando, nel 1962, Don Aronow commissiona uno scafo di 23 piedi per due motori con la carena a V profonda. Seguono altri modelli che Aronow commercializza utilizzando una serie di nomi: prima "Formula”, poi "Donzi", infine "Magnum". Aronow stesso utilizza le sue barche per partecipare con successo alle gare offshore e nel 1966 costruisce un nuovo motoscafo di 27 piedi, il Maltese Magnum, con il quale vince i campionati mondiali. Sull'onda delle vittorie, Aronow mette in piedi un cantiere nautico, Magnum Marine, a North Miami. Il cantiere va a gonfie vele e qualche anno dopo viene acquistato da Filippo Theodoli, esponente dell'aristocrazia romana. Theodoli intuisce che una barca di questo tipo è perfetta per il Mediterraneo: è facile da gestire anche senza un marinaio, è veloce, stabile, robusta, con interni spaziosi e comodi.

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La cabina armatoriale del Magnum 70'

Theodoli introduce un' innovazione tecnica importante, le eliche di superficie, che aumentano la velocità e rendono le barche Magnum Marine le più veloci in assoluto, a quel tempo. La tecnologia è riproposta sulla nuova Magnum 63, che nel 1986 partecipa alla prestigiosa regata Miami-Nassau-Miami, di 362 miglia. La barca vince la gara e, significativamente, è l'unica barca ad arrivare in fondo alla regata, svoltasi in condizioni meteo proibitive.

La barca Fisherman, del 1986

Filippo Theodoli muore nel 1990, lasciando il cantiere a sua moglie Katrin, la quale decide di non vendere l'azienda, ma di prendere le redini del cantiere e di imparare a pilotare un motoscafo. I risultati prendono forma concreta nel 1993 con la Magnum 50, soprannominata "la Bestia". Nella prima uscita, in un mare agitato, Katrin ha accelerato fino a 72 nodi, con la chiglia a V che solcava le onde per una planata di una stabilità straordinaria.

Lenny Kravitz parla del suo rapporto con il mare e la sua Magnum Marine 60'

Il Magnum 44, lanciato sul mercato nel 1999, diventa il motoscafo preferito dagli armatori dell'area mediterranea. Il primo Magnum 60, progettato da Katrin Theodoli e commissionato dal musicista rock Lenny Kravitz, con interni personalizzati creati da Roberto Cavalli, arriva a velocità vicine ai 70 nodi. I modelli Magnum Marine arrivano sul mercato con impressionante regolarità, potenza e innovazione. Nel 2001 la lunghezza raggiunge gli 80 piedi; il Magnum 100 arriverà sul mercato nel 2012 e sarà la barca più grande mai costruita dal cantiere, utilizzando materiali compositi avanzati, costituiti da fibre di carbonio, riducendo il peso, aumentando rigidità ed efficienza. Dopo anni al vertice della motonautica per lo stile grintoso e velocità pura, il cantiere ha intenzione di mantenere il primato anche nella ricerca. ˜ 102 ˜

Perché hai scelto una barca prodotta da Magnum Marine? Sono appassionato di design contemporaneo, per questo motivo le motivazioni principali sono state connesse allo stile e all'architettura della barca. Dopo approfondite ricerche fra persone esperte di nautica, sono arrivato alla conclusione che le barche di Magnum Marine sono in assoluto quelle più sicure e di miglior qualità. La velocità è un altro fattore molto importante, perché nella mia vita il tempo disponibile per il relax è molto limitato. Per esempio, con la mia barca riesco arrivare a Bimini per pranzo, e tornare in tempo per una giornata di lavoro nello studio di registrazione. Black Magnum 44

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Com'è stato lavorare con Katrin Theodoli? Katrin ha una perfetta comprensione del prodotto, è stato utilissimo parlare con lei nella fase iniziale del progetto Magnum. Lei è abituata a clienti che chiedono il massimo e io sono un cliente così: le mie aspettative sono davvero alte. Come utilizzi la tua Magnum? Per ospitare amici, oppure per svagarti e rilassarti? Che modello è? Utilizzo la mia Magnum per navigare tra le isole Bahamas. Non è uno status symbol, o una barca che rimane sempre ferma all'ormeggio: la uso molto. Nei primi due mesi dall'acquisto ho viaggiato per tremila miglia. Ho comprato la Magnum 60' per potermi perdere nell'oceano e lasciarmi il mondo alle spalle.


La cabina armatoriale del Magnum 70'

Theodoli introduce un' innovazione tecnica importante, le eliche di superficie, che aumentano la velocità e rendono le barche Magnum Marine le più veloci in assoluto, a quel tempo. La tecnologia è riproposta sulla nuova Magnum 63, che nel 1986 partecipa alla prestigiosa regata Miami-Nassau-Miami, di 362 miglia. La barca vince la gara e, significativamente, è l'unica barca ad arrivare in fondo alla regata, svoltasi in condizioni meteo proibitive.

La barca Fisherman, del 1986

Filippo Theodoli muore nel 1990, lasciando il cantiere a sua moglie Katrin, la quale decide di non vendere l'azienda, ma di prendere le redini del cantiere e di imparare a pilotare un motoscafo. I risultati prendono forma concreta nel 1993 con la Magnum 50, soprannominata "la Bestia". Nella prima uscita, in un mare agitato, Katrin ha accelerato fino a 72 nodi, con la chiglia a V che solcava le onde per una planata di una stabilità straordinaria.

Lenny Kravitz parla del suo rapporto con il mare e la sua Magnum Marine 60'

Il Magnum 44, lanciato sul mercato nel 1999, diventa il motoscafo preferito dagli armatori dell'area mediterranea. Il primo Magnum 60, progettato da Katrin Theodoli e commissionato dal musicista rock Lenny Kravitz, con interni personalizzati creati da Roberto Cavalli, arriva a velocità vicine ai 70 nodi. I modelli Magnum Marine arrivano sul mercato con impressionante regolarità, potenza e innovazione. Nel 2001 la lunghezza raggiunge gli 80 piedi; il Magnum 100 arriverà sul mercato nel 2012 e sarà la barca più grande mai costruita dal cantiere, utilizzando materiali compositi avanzati, costituiti da fibre di carbonio, riducendo il peso, aumentando rigidità ed efficienza. Dopo anni al vertice della motonautica per lo stile grintoso e velocità pura, il cantiere ha intenzione di mantenere il primato anche nella ricerca. ˜ 102 ˜

Perché hai scelto una barca prodotta da Magnum Marine? Sono appassionato di design contemporaneo, per questo motivo le motivazioni principali sono state connesse allo stile e all'architettura della barca. Dopo approfondite ricerche fra persone esperte di nautica, sono arrivato alla conclusione che le barche di Magnum Marine sono in assoluto quelle più sicure e di miglior qualità. La velocità è un altro fattore molto importante, perché nella mia vita il tempo disponibile per il relax è molto limitato. Per esempio, con la mia barca riesco arrivare a Bimini per pranzo, e tornare in tempo per una giornata di lavoro nello studio di registrazione. Black Magnum 44

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Com'è stato lavorare con Katrin Theodoli? Katrin ha una perfetta comprensione del prodotto, è stato utilissimo parlare con lei nella fase iniziale del progetto Magnum. Lei è abituata a clienti che chiedono il massimo e io sono un cliente così: le mie aspettative sono davvero alte. Come utilizzi la tua Magnum? Per ospitare amici, oppure per svagarti e rilassarti? Che modello è? Utilizzo la mia Magnum per navigare tra le isole Bahamas. Non è uno status symbol, o una barca che rimane sempre ferma all'ormeggio: la uso molto. Nei primi due mesi dall'acquisto ho viaggiato per tremila miglia. Ho comprato la Magnum 60' per potermi perdere nell'oceano e lasciarmi il mondo alle spalle.


Suo figlio Giovanni Theodoli lavora nell'azienda: ci può raccontare qualcosa dei suoi contributi al progresso del cantiere? Con Giovanni e un gruppo di giovani ingegneri stiamo studiando i sistemi propulsivi del futuro e la nuova tecnologia, come, per esempio, pannelli solari sul ponte per produrre energia per i motori di manovra, l'acqua calda, l'illuminazione, la potenza ibrida. Magnum Marine è in anticipo rispetto al mercato anche su questi temi: ha sviluppato una coscienza ecologica anni prima che diventasse una considerazione significativa per il resto del mercato.

Depliant pubblicitario del 1972

Katrin Theodoli, ritratto di una donna coraggiosa Luxos: Non dev'essere stato facile trovarsi a dover gestire un'azienda come la Magnum Marine, anche perché lei è stata la prima donna a svolgere quel ruolo… Katrin Theodoli: Quando ho perso mio marito, non sapevo pilotare una barca, né sapevo bene come funzionava o cosa fossero tutte quelle attrezzature nella sala macchine, ma sapevo che per gestire il cantiere avrei dovuto imparare tutte queste cose. Un mio amico avvocato ha una barca da pesca e mi ha insegnato le tecniche di pilotaggio al mare e le manovre in porto; mi dava lezioni tutte le sere dopo il lavoro. Ha avuto una pazienza infinita e mi ha insegnato tutte le nozioni pratiche che servono per la navigazione. Ci può raccontare un episodio della sua esperienza come donna a capo dell'azienda? Un giorno, una delle barche che avevamo varato aveva una leggera inclinazione laterale, e ho quindi chiesto ai meccanici ed elettricisti di trovarne la causa. Nessuno è riuscito a capire il motivo di quel piccolo sbilanciamento, perché tutto sembrava perfetto. Ho deciso di dare un'occhiata io stessa, sono scesa in sala macchine, ho guardato attentamente, e l'ho visto: il generatore non era centrato perfettamente sulla linea di centro, ma era dislocato lateralmente, anche se di poco. L'ho fatto spostare, dopodiché la barca era perfettamente bilanciata. A volte gli uomini sono più tecnici e le donne più pratiche... Poi io, come donna, ci tengo alla perfezione e al design, e per questo motivo preferisco costruire barche personalizzate piuttosto che barche di serie. Mi piace costruire oggetti belli che siano anche veloci, sicuri, comodi e maneggevoli. Forse la bellezza, il comfort e la sicurezza hanno più importanza per le donne, e penso che la nomea di Magnum sia in parte collegata al fatto che le nostre barche sono progettate e costruite da una donna: questo le rende diverse da tutte le altre barche. ˜ 104 ˜

C'è un notevole investimento in ricerca e sviluppo a Magnum Marine? Stiamo lavorando sulla riduzione dei consumi, efficienza più alta, isolamento del rumore, eliminazione dei gas di scarico. Stiamo costruendo scafi più leggeri e robusti utilizzando nuovi materiali compositi, come schiume a cellula chiusa, Kevlar e fibra di carbonio. Negli ultimi anni lo scafo Magnum è diventato più leggero e più forte, il che aumenta l'efficienza energetica e la manovrabilità.

Foto del Magnum 70 in azione

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Suo figlio Giovanni Theodoli lavora nell'azienda: ci può raccontare qualcosa dei suoi contributi al progresso del cantiere? Con Giovanni e un gruppo di giovani ingegneri stiamo studiando i sistemi propulsivi del futuro e la nuova tecnologia, come, per esempio, pannelli solari sul ponte per produrre energia per i motori di manovra, l'acqua calda, l'illuminazione, la potenza ibrida. Magnum Marine è in anticipo rispetto al mercato anche su questi temi: ha sviluppato una coscienza ecologica anni prima che diventasse una considerazione significativa per il resto del mercato.

Depliant pubblicitario del 1972

Katrin Theodoli, ritratto di una donna coraggiosa Luxos: Non dev'essere stato facile trovarsi a dover gestire un'azienda come la Magnum Marine, anche perché lei è stata la prima donna a svolgere quel ruolo… Katrin Theodoli: Quando ho perso mio marito, non sapevo pilotare una barca, né sapevo bene come funzionava o cosa fossero tutte quelle attrezzature nella sala macchine, ma sapevo che per gestire il cantiere avrei dovuto imparare tutte queste cose. Un mio amico avvocato ha una barca da pesca e mi ha insegnato le tecniche di pilotaggio al mare e le manovre in porto; mi dava lezioni tutte le sere dopo il lavoro. Ha avuto una pazienza infinita e mi ha insegnato tutte le nozioni pratiche che servono per la navigazione. Ci può raccontare un episodio della sua esperienza come donna a capo dell'azienda? Un giorno, una delle barche che avevamo varato aveva una leggera inclinazione laterale, e ho quindi chiesto ai meccanici ed elettricisti di trovarne la causa. Nessuno è riuscito a capire il motivo di quel piccolo sbilanciamento, perché tutto sembrava perfetto. Ho deciso di dare un'occhiata io stessa, sono scesa in sala macchine, ho guardato attentamente, e l'ho visto: il generatore non era centrato perfettamente sulla linea di centro, ma era dislocato lateralmente, anche se di poco. L'ho fatto spostare, dopodiché la barca era perfettamente bilanciata. A volte gli uomini sono più tecnici e le donne più pratiche... Poi io, come donna, ci tengo alla perfezione e al design, e per questo motivo preferisco costruire barche personalizzate piuttosto che barche di serie. Mi piace costruire oggetti belli che siano anche veloci, sicuri, comodi e maneggevoli. Forse la bellezza, il comfort e la sicurezza hanno più importanza per le donne, e penso che la nomea di Magnum sia in parte collegata al fatto che le nostre barche sono progettate e costruite da una donna: questo le rende diverse da tutte le altre barche. ˜ 104 ˜

C'è un notevole investimento in ricerca e sviluppo a Magnum Marine? Stiamo lavorando sulla riduzione dei consumi, efficienza più alta, isolamento del rumore, eliminazione dei gas di scarico. Stiamo costruendo scafi più leggeri e robusti utilizzando nuovi materiali compositi, come schiume a cellula chiusa, Kevlar e fibra di carbonio. Negli ultimi anni lo scafo Magnum è diventato più leggero e più forte, il che aumenta l'efficienza energetica e la manovrabilità.

Foto del Magnum 70 in azione

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BeoVision n°8, Bang & Olufsen

Dimensioni sempre più ridotte, capacità e potenzialità sempre maggiori, dettagli che raggiungono la perfezione, funzionalità quasi futuristiche per un'interazione sempre più completa e a misura d'uomo. Anche in una fase dove il ritorno dell'analogico assume le proporzioni di un trend di massa, l'avanzamento della tecnologia e delle sue infinite possibilità non si arresta e trova, ogni giorno, soluzioni all'avanguardia per ogni esigenza. Con un perfetto equilibrio tra prestazioni, qualità del software, dell’elettronica e del design che li racchiude, i nuovi “oggetti del desiderio” portano in casa e in ufficio un frame del prossimo futuro.

Febbre da alta tecnologia

EQUILIBRIO PERFETTO

Quando la realtà tecnologica raggiunge delle prestazioni superiori all'immaginazione, la distinzione tra presente e futuro svanisce di Davide Strusani & Vanessa Viara foto: BeoVision n°8, Bang & Olufsen

Equilibrio tra comprovata tecnologia e dettagli all'avanguardia, tra perfezione dell'immagine e purezza del suono, tra design e facilità d'uso. Così Bang & Olufsen presenta BeoVision n°8, una console compatta dotata di 5 casse integrate, che riproducono i dialoghi nel modo più preciso e chiaro possibile, e di un monitor che interagisce con l'ambiente che lo circonda, regolando in automatico l'intensità dell'illuminazione e il contrasto dei colori. Grazie alla sua versatilità e agli accessori, BeoVision può essere collocato alla parete, su un piedistallo o anche sul pavimento. Disponibile nei colori nero e argento, in versioni da 32 e 40 pollici. www.bang-olufsen.com

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BeoVision n°8, Bang & Olufsen

Dimensioni sempre più ridotte, capacità e potenzialità sempre maggiori, dettagli che raggiungono la perfezione, funzionalità quasi futuristiche per un'interazione sempre più completa e a misura d'uomo. Anche in una fase dove il ritorno dell'analogico assume le proporzioni di un trend di massa, l'avanzamento della tecnologia e delle sue infinite possibilità non si arresta e trova, ogni giorno, soluzioni all'avanguardia per ogni esigenza. Con un perfetto equilibrio tra prestazioni, qualità del software, dell’elettronica e del design che li racchiude, i nuovi “oggetti del desiderio” portano in casa e in ufficio un frame del prossimo futuro.

Febbre da alta tecnologia

EQUILIBRIO PERFETTO

Quando la realtà tecnologica raggiunge delle prestazioni superiori all'immaginazione, la distinzione tra presente e futuro svanisce di Davide Strusani & Vanessa Viara foto: BeoVision n°8, Bang & Olufsen

Equilibrio tra comprovata tecnologia e dettagli all'avanguardia, tra perfezione dell'immagine e purezza del suono, tra design e facilità d'uso. Così Bang & Olufsen presenta BeoVision n°8, una console compatta dotata di 5 casse integrate, che riproducono i dialoghi nel modo più preciso e chiaro possibile, e di un monitor che interagisce con l'ambiente che lo circonda, regolando in automatico l'intensità dell'illuminazione e il contrasto dei colori. Grazie alla sua versatilità e agli accessori, BeoVision può essere collocato alla parete, su un piedistallo o anche sul pavimento. Disponibile nei colori nero e argento, in versioni da 32 e 40 pollici. www.bang-olufsen.com

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parrot, philippe Starck per zikmu

PAPPAGALLI DOMESTICI Innovativo e sorprendente, Philippe Starck crea un nuovo modo di concepire le casse acustiche domestiche, che riflettono tutta la sua stravagante personalità. La forma moderna di Parrot sembra scolpita nel marmo, poiché al suo interno racchiude tutta la tecnologia di un amplificatore a 360° che, grazie alla cassa posta alla base e al sistema di riflesso, distribuisce il suono in modo omogeneo e pulito per tutto l'ambiente. Zikmu punta su questo modello non solo attraverso il design accattivante, ma soprattutto attraverso la sua sostenibilità, grazie agli amplificatori Class-D ad alta efficienza con una dispersione minima di calore. www.zikmu.parrot.com

SOGNANDO IL CINEMA Hi-Can si propone come una sperimentazione di nuove interazioni sensoriali, ricostruendo un nuovo rapporto privato tra l'uomo, il design e la tecnologia. Nato dalla fantasia di Edoardo Carlino, questo letto a baldacchino racchiude in sé tutti quei prodotti che solitamente troviamo dispersi nell'ambiente domestico: videoproiettore, computer, amplificatore, console e schermo, insieme per ricreare una nuova esperienza multimediale. Questo letto innovativo è stato progettato per fornire una risposta ai nuovi ritmi di vita e all'esigenza di avere a portata di mano tutti gli accessori tecnologici quotidiani, come un'entità autonoma in grado di dialogare sia con l'esterno che con l'interno. hi-can, Edoardo Carlino

www.hi-can.com

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parrot, philippe Starck per zikmu

PAPPAGALLI DOMESTICI Innovativo e sorprendente, Philippe Starck crea un nuovo modo di concepire le casse acustiche domestiche, che riflettono tutta la sua stravagante personalità. La forma moderna di Parrot sembra scolpita nel marmo, poiché al suo interno racchiude tutta la tecnologia di un amplificatore a 360° che, grazie alla cassa posta alla base e al sistema di riflesso, distribuisce il suono in modo omogeneo e pulito per tutto l'ambiente. Zikmu punta su questo modello non solo attraverso il design accattivante, ma soprattutto attraverso la sua sostenibilità, grazie agli amplificatori Class-D ad alta efficienza con una dispersione minima di calore. www.zikmu.parrot.com

SOGNANDO IL CINEMA Hi-Can si propone come una sperimentazione di nuove interazioni sensoriali, ricostruendo un nuovo rapporto privato tra l'uomo, il design e la tecnologia. Nato dalla fantasia di Edoardo Carlino, questo letto a baldacchino racchiude in sé tutti quei prodotti che solitamente troviamo dispersi nell'ambiente domestico: videoproiettore, computer, amplificatore, console e schermo, insieme per ricreare una nuova esperienza multimediale. Questo letto innovativo è stato progettato per fornire una risposta ai nuovi ritmi di vita e all'esigenza di avere a portata di mano tutti gli accessori tecnologici quotidiani, come un'entità autonoma in grado di dialogare sia con l'esterno che con l'interno. hi-can, Edoardo Carlino

www.hi-can.com

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DETTAGLI GEOMETRICI Con un'esperienza di oltre 50 anni nel settore dell'elettronica, Sony lancia sul mercato un gioiello che, ancora prima di colpire per le sue potenzialità, affascina per il suo innovativo design geometrico. Bravia NX800 sfrutta un sistema Edge LED a retroilluminazione che gli conferisce una forma sottile e permette di avere, oltre ai colori, dei neri e bianchi molto brillanti, che non perdono la loro fluidità neppure durante immagini ad alto movimento. Motionflow 240Hz è la garanzia di Sony per immagini morbide e ben definite, anche per situazioni in cui la telecamera cattura soggetti in velocità. Sottile, moderna ed elegante, non è solo un televisore, ma una finestra sul mondo che, grazie ad internet, permette un costante aggiornamento globale. www.sony.com

Kaleido R7, ipevo

FOTO IN MOTION La bellezza della carta fotografica non ha perso fascino dai tempi delle prime pellicole; ancora oggi conserviamo gelosamente vecchi scatti di ritratti ingialliti e album vintage, ma questo non è sufficiente a fermare nuove proposte di cornici digitali. IPEVO lancia sul mercato Kaleido R7 che compie un grande passo avanti rispetto ai suoi simili; monitor in 16:9 da 7 pollici ruotabile in diverse angolature, orientamento automatico dell'immagine e connessione wi-fi che raggiunge i maggiori portali e social networks. Dotato di remote control, una memoria interna di 512 MB, porta USB e lettore di memory card, il nuovo Kaleido regala un nuovo mondo di immagini con tutta la brillantezza che solo uno schermo ad alta risoluzione riesce a trasmettere.

thrill, Rolands Landsbergs per boxetti - aperto

www.ipevo.com

METAMORFOSI Boxetti presenta una collezione domestica che si basa su tre idee fondamentali: funzionalità, alta tecnologia e minimalismo contemporaneo. Thrill, il prodotto più complesso di tutta la linea, è un set di TV e hi-fi audio system incorporato in un unico modulo. Alla vista appare come un parallelepipedo lineare e pulito, che lascia intravvedere soltanto delle piccole fessure che tagliano geometricamente tutta la superficie, poi con il relativo telecomando automaticamente si trasforma e, aprendosi, rivela un oggetto di alta performance in termini di audio e immagine. Progettato da Rolands Landsbergs, Thrill è dotato di monitor 46 pollici, con sistema audio e lettore BluRay incorporati. thrill, boxetti - chiuso

Bravia NX800, sony

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www.boxetti.com

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DETTAGLI GEOMETRICI Con un'esperienza di oltre 50 anni nel settore dell'elettronica, Sony lancia sul mercato un gioiello che, ancora prima di colpire per le sue potenzialità, affascina per il suo innovativo design geometrico. Bravia NX800 sfrutta un sistema Edge LED a retroilluminazione che gli conferisce una forma sottile e permette di avere, oltre ai colori, dei neri e bianchi molto brillanti, che non perdono la loro fluidità neppure durante immagini ad alto movimento. Motionflow 240Hz è la garanzia di Sony per immagini morbide e ben definite, anche per situazioni in cui la telecamera cattura soggetti in velocità. Sottile, moderna ed elegante, non è solo un televisore, ma una finestra sul mondo che, grazie ad internet, permette un costante aggiornamento globale. www.sony.com

Kaleido R7, ipevo

FOTO IN MOTION La bellezza della carta fotografica non ha perso fascino dai tempi delle prime pellicole; ancora oggi conserviamo gelosamente vecchi scatti di ritratti ingialliti e album vintage, ma questo non è sufficiente a fermare nuove proposte di cornici digitali. IPEVO lancia sul mercato Kaleido R7 che compie un grande passo avanti rispetto ai suoi simili; monitor in 16:9 da 7 pollici ruotabile in diverse angolature, orientamento automatico dell'immagine e connessione wi-fi che raggiunge i maggiori portali e social networks. Dotato di remote control, una memoria interna di 512 MB, porta USB e lettore di memory card, il nuovo Kaleido regala un nuovo mondo di immagini con tutta la brillantezza che solo uno schermo ad alta risoluzione riesce a trasmettere.

thrill, Rolands Landsbergs per boxetti - aperto

www.ipevo.com

METAMORFOSI Boxetti presenta una collezione domestica che si basa su tre idee fondamentali: funzionalità, alta tecnologia e minimalismo contemporaneo. Thrill, il prodotto più complesso di tutta la linea, è un set di TV e hi-fi audio system incorporato in un unico modulo. Alla vista appare come un parallelepipedo lineare e pulito, che lascia intravvedere soltanto delle piccole fessure che tagliano geometricamente tutta la superficie, poi con il relativo telecomando automaticamente si trasforma e, aprendosi, rivela un oggetto di alta performance in termini di audio e immagine. Progettato da Rolands Landsbergs, Thrill è dotato di monitor 46 pollici, con sistema audio e lettore BluRay incorporati. thrill, boxetti - chiuso

Bravia NX800, sony

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www.boxetti.com

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Non solo

bisturi

Lifting e bellezza: scopriamo assieme al dottor Armando De Angelis, chirurgo plastico a Milano, i trattamenti mini-invasivi più gettonati per il ringiovanimento del corpo Di Giulia Dotti

Quando si tratta di ringiovanimento in campo medico chirurgico il pensiero corre immediatamente al bisturi, al quale vengono attribuite proprietà quasi da bacchetta magica. Ma accanto al bisturi sono da ricordare anche le soluzioni “bisturi free” offerte dai centri di medicina estetica più all’avanguardia, svariate e dai risultati entusiasmanti. Ne abbiamo parlato con il dottor Armando De Angelis, dal 2000 dirigente medico di primo livello presso la struttura complessa di Chirurgia Plastica e Centro Grandi Ustioni dell’ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano. Dottor De Angelis, ci parli di lifting: che cos’è e quali parti del corpo riguarda? Quali le differenze rispetto ad altri trattamenti? Il trascorrere del tempo, le cattive abitudini alimentari e uno stile di vita frenetico causano, specie dopo i quarant'anni, alcuni cedimenti del tessuto cutaneo: l'addome e l’interno cosce tendono a rilassarsi e il pannicolo adiposo ad assumere proporzioni sempre maggiori. La chirurgia estetica dei “volumi” viene quindi in aiuto risollevando quella parte del corpo – seno, addome, interno cosce e avambracci – che ha perso tonicità, attraverso una sinergia di tecniche chirurgiche e non che migliorano lo stato della pelle a livello visivo e strutturale. Lo scopo del lifting è quello di ottenere un ringiovanimento senza indurre mutamenti nell’espressività personale, senza costruire perciò visi artefatti, stereotipati, innaturali.

©iStockphoto.com/VikaValter

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Non solo

bisturi

Lifting e bellezza: scopriamo assieme al dottor Armando De Angelis, chirurgo plastico a Milano, i trattamenti mini-invasivi più gettonati per il ringiovanimento del corpo Di Giulia Dotti

Quando si tratta di ringiovanimento in campo medico chirurgico il pensiero corre immediatamente al bisturi, al quale vengono attribuite proprietà quasi da bacchetta magica. Ma accanto al bisturi sono da ricordare anche le soluzioni “bisturi free” offerte dai centri di medicina estetica più all’avanguardia, svariate e dai risultati entusiasmanti. Ne abbiamo parlato con il dottor Armando De Angelis, dal 2000 dirigente medico di primo livello presso la struttura complessa di Chirurgia Plastica e Centro Grandi Ustioni dell’ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano. Dottor De Angelis, ci parli di lifting: che cos’è e quali parti del corpo riguarda? Quali le differenze rispetto ad altri trattamenti? Il trascorrere del tempo, le cattive abitudini alimentari e uno stile di vita frenetico causano, specie dopo i quarant'anni, alcuni cedimenti del tessuto cutaneo: l'addome e l’interno cosce tendono a rilassarsi e il pannicolo adiposo ad assumere proporzioni sempre maggiori. La chirurgia estetica dei “volumi” viene quindi in aiuto risollevando quella parte del corpo – seno, addome, interno cosce e avambracci – che ha perso tonicità, attraverso una sinergia di tecniche chirurgiche e non che migliorano lo stato della pelle a livello visivo e strutturale. Lo scopo del lifting è quello di ottenere un ringiovanimento senza indurre mutamenti nell’espressività personale, senza costruire perciò visi artefatti, stereotipati, innaturali.

©iStockphoto.com/VikaValter

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Quando il problema estetico dell'addome e delle cosce è limitato all'aumento del pannicolo adiposo, è possibile intervenire con le tecniche della lipoaspirazione o liposuzione

©iStockphoto.com/Juanmonino

A tal proposito, come si interviene sul viso e quali accorgimenti occorre adottare? Quanto dura il decorso post-operatorio? Il lifting del viso consiste nel rimodellamento della cute degli zigomi, della regione cervicale e della fronte. Attraverso tale procedura la pelle viene in parte sollevata e posta in maggior tensione seguendo la direzione naturale delle sue pieghe, il che consente di eliminare parzialmente anche il tessuto eccedente. L’intervento comporta alcune incisioni chirurgiche sul contorno dell'orecchio e sul cuoio capelluto; ad esse vengono associate poi altre procedure accessorie, come la lipostruttura (o lipofilling), ossia il trasferimento di cellule adipose da quelle zone dove abbondano a quelle dove invece è necessario aumentare i volumi e migliorare le forme – zigomi e contorno labbra. Talvolta si ricorre alla tossina botulinica, specie se il rilassamento coinvolge la regione frontale. In ogni caso le eventuali ecchimosi, i gonfiori e i punti di sutura scompaiono dopo circa quindici giorni dall’intervento. Come si risolve il “ballonzolio” delle braccia quando si usa la saliera? Vi sono tecniche innovative contro la flaccidità che non richiedano tagli? Nei casi di ptosi iniziale vengono utilizzate la radiofrequenza e il laser a infrarossi, che tonificano la cute tramite il riscaldamento dello strato superficiale del derma. Nei casi di media e grave ptosi cutanea, specie se associati ad adiposità localizzate, è necessario intervenire con il lifting interno braccia, eventualmente combinato alla liposcultura per ridurre i volumi e rimodellare l’insieme. ˜ 114 ˜

©iStockphoto.com/shironosov

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Quando il problema estetico dell'addome e delle cosce è limitato all'aumento del pannicolo adiposo, è possibile intervenire con le tecniche della lipoaspirazione o liposuzione

©iStockphoto.com/Juanmonino

A tal proposito, come si interviene sul viso e quali accorgimenti occorre adottare? Quanto dura il decorso post-operatorio? Il lifting del viso consiste nel rimodellamento della cute degli zigomi, della regione cervicale e della fronte. Attraverso tale procedura la pelle viene in parte sollevata e posta in maggior tensione seguendo la direzione naturale delle sue pieghe, il che consente di eliminare parzialmente anche il tessuto eccedente. L’intervento comporta alcune incisioni chirurgiche sul contorno dell'orecchio e sul cuoio capelluto; ad esse vengono associate poi altre procedure accessorie, come la lipostruttura (o lipofilling), ossia il trasferimento di cellule adipose da quelle zone dove abbondano a quelle dove invece è necessario aumentare i volumi e migliorare le forme – zigomi e contorno labbra. Talvolta si ricorre alla tossina botulinica, specie se il rilassamento coinvolge la regione frontale. In ogni caso le eventuali ecchimosi, i gonfiori e i punti di sutura scompaiono dopo circa quindici giorni dall’intervento. Come si risolve il “ballonzolio” delle braccia quando si usa la saliera? Vi sono tecniche innovative contro la flaccidità che non richiedano tagli? Nei casi di ptosi iniziale vengono utilizzate la radiofrequenza e il laser a infrarossi, che tonificano la cute tramite il riscaldamento dello strato superficiale del derma. Nei casi di media e grave ptosi cutanea, specie se associati ad adiposità localizzate, è necessario intervenire con il lifting interno braccia, eventualmente combinato alla liposcultura per ridurre i volumi e rimodellare l’insieme. ˜ 114 ˜

©iStockphoto.com/shironosov

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Il lifting del viso consiste nel rimodellamento della cute degli zigomi, della regione cervicale e della fronte. Attraverso tale procedura la pelle viene in parte sollevata e posta in maggior tensione seguendo la direzione naturale delle sue pieghe ©iStockphoto.com/efenzi

Ci può parlare del lifting al seno? In quali casi è preferibile rispetto all’intervento di mastoplastica additiva? Vi sono controindicazioni o possibili 'effetti collaterali'? Il lifting al seno o mastopessi rialza e ridisegna i contorni delle mammelle cadenti che hanno perso tono e volume dopo un parto o un forte dimagrimento. L’intervento migliora l'aspetto delle mammelle rialzando i tessuti mammari ed eliminando la cute eccedente dalla parte inferiore della mammella; contemporaneamente rialza la posizione del capezzolo e dell'areola (la pelle pigmentata che circonda il capezzolo).

©iStockphoto.com/olegmit

Come si interviene per risolvere invece la lassità cutanea dell’addome e dell’interno cosce? Quando il problema estetico dell'addome e delle cosce è limitato all'aumento del pannicolo adiposo, è possibile intervenire con le tecniche della lipoaspirazione o liposuzione. Se invece è presente anche un eccesso cutaneo, è necessaria la addominoplastica (per l’addome) e il lifting cosce (per le cosce e i glutei), che in entrambi i casi lasciano una lieve cicatrice occultabile nell'indumento intimo. Il risultato è una forte riduzione della cute e del tessuto adiposo in eccesso e la ''messa in tensione'' della muscolatura addominale, oltre a un consistente rimodellamento della silhouette.

Le cicatrici, di buona qualità estetica, sono collocate generalmente intorno all'areola e dal suo margine inferiore decorrono verticalmente fino al solco inframammario. Talvolta si può ricorrere all'uso di una protesi allo scopo di aumentare il volume delle mammelle, oltre che sollevarle; se invece l’obiettivo è ridurre, alla procedura di mastopessi va associata l'asportazione selettiva di grasso e tessuto ghiandolare. Consiglio vivamente di richiedere, prima di un intervento sul seno, un'indagine strumentale – ecografia o mammografia – per escludere o evidenziare eventuali patologie. Ed è assolutamente necessario affidarsi a specialisti in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica che operino in strutture sanitarie qualificate e con l’assistenza di un anestesista. ©iStockphoto.com/twilightproductions

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www.deangelis.ws

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Il lifting del viso consiste nel rimodellamento della cute degli zigomi, della regione cervicale e della fronte. Attraverso tale procedura la pelle viene in parte sollevata e posta in maggior tensione seguendo la direzione naturale delle sue pieghe ©iStockphoto.com/efenzi

Ci può parlare del lifting al seno? In quali casi è preferibile rispetto all’intervento di mastoplastica additiva? Vi sono controindicazioni o possibili 'effetti collaterali'? Il lifting al seno o mastopessi rialza e ridisegna i contorni delle mammelle cadenti che hanno perso tono e volume dopo un parto o un forte dimagrimento. L’intervento migliora l'aspetto delle mammelle rialzando i tessuti mammari ed eliminando la cute eccedente dalla parte inferiore della mammella; contemporaneamente rialza la posizione del capezzolo e dell'areola (la pelle pigmentata che circonda il capezzolo).

©iStockphoto.com/olegmit

Come si interviene per risolvere invece la lassità cutanea dell’addome e dell’interno cosce? Quando il problema estetico dell'addome e delle cosce è limitato all'aumento del pannicolo adiposo, è possibile intervenire con le tecniche della lipoaspirazione o liposuzione. Se invece è presente anche un eccesso cutaneo, è necessaria la addominoplastica (per l’addome) e il lifting cosce (per le cosce e i glutei), che in entrambi i casi lasciano una lieve cicatrice occultabile nell'indumento intimo. Il risultato è una forte riduzione della cute e del tessuto adiposo in eccesso e la ''messa in tensione'' della muscolatura addominale, oltre a un consistente rimodellamento della silhouette.

Le cicatrici, di buona qualità estetica, sono collocate generalmente intorno all'areola e dal suo margine inferiore decorrono verticalmente fino al solco inframammario. Talvolta si può ricorrere all'uso di una protesi allo scopo di aumentare il volume delle mammelle, oltre che sollevarle; se invece l’obiettivo è ridurre, alla procedura di mastopessi va associata l'asportazione selettiva di grasso e tessuto ghiandolare. Consiglio vivamente di richiedere, prima di un intervento sul seno, un'indagine strumentale – ecografia o mammografia – per escludere o evidenziare eventuali patologie. Ed è assolutamente necessario affidarsi a specialisti in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica che operino in strutture sanitarie qualificate e con l’assistenza di un anestesista. ©iStockphoto.com/twilightproductions

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Number

Two

La nuova moto naked personalizzata firmata dalla milanese CR&S di Henry Neuteboom foto: CR&S

Duu. Alle orecchie di un inglese suona strano, ma per chi è nato e cresciuto a Milano il termine ha un significato ben preciso: il numero due. Che, grazie all’officina milanese CR&S, è anche sinonimo di affidabilità, tecnologia e artigianalità Made in Italy. Di cosa stiamo parlando? Della Duu, naturalmente: due cilindri, due litri, due posti. Scopriamone la storia eccezionale.

LA VUN La storia di CR&S segue di pari passo quella di Roberto Crepaldi, suo fondatore. Nato a Milano nel 1954, già a 18 anni dimostra di avere la moto “nel sangue” e per questo percorre su due ruote almeno 10.000 km ogni anno. L’esordio di carriera nel settore delle auto da corsa (in qualità di concessionario per i marchi Ferrari, Jaguar e Aston Martin) gli permette l’ingresso in quello delle moto. Roberto fonda e dirige così la rete di concessionari italiani per Harley-Davidson, Triumph e Norton. Nel 1992 inaugura finalmente la CR&S, con un solo obiettivo: assecondare i più diversificati gusti del motociclista contemporaneo. CR&S è tutt’ora l'unica officina meccanica con reparto di progettazione nella zona di Milano, esempio puro di artigianalità Made in Italy. Il primo esemplare si chiama "Vun" ("uno" in dialetto milanese): premium, monocilindrica, personalizzata, leggera e maneggevole, è la moto dedicata ai bikers motociclisticamente maturi. Già dai suoi esordi, la Vun sfiora una velocità di oltre 180 km/h, e diventa il sogno irresistibile per gli appassionati di moto veloci, soprattutto in quelle strade strette e ripide di gran parte d’Europa, che non disdegnano comunque i lunghi rettilinei delle autostrade americane.

La Duu esprime potenza da ogni dettaglio

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La nuova moto naked personalizzata firmata dalla milanese CR&S di Henry Neuteboom foto: CR&S

Duu. Alle orecchie di un inglese suona strano, ma per chi è nato e cresciuto a Milano il termine ha un significato ben preciso: il numero due. Che, grazie all’officina milanese CR&S, è anche sinonimo di affidabilità, tecnologia e artigianalità Made in Italy. Di cosa stiamo parlando? Della Duu, naturalmente: due cilindri, due litri, due posti. Scopriamone la storia eccezionale.

LA VUN La storia di CR&S segue di pari passo quella di Roberto Crepaldi, suo fondatore. Nato a Milano nel 1954, già a 18 anni dimostra di avere la moto “nel sangue” e per questo percorre su due ruote almeno 10.000 km ogni anno. L’esordio di carriera nel settore delle auto da corsa (in qualità di concessionario per i marchi Ferrari, Jaguar e Aston Martin) gli permette l’ingresso in quello delle moto. Roberto fonda e dirige così la rete di concessionari italiani per Harley-Davidson, Triumph e Norton. Nel 1992 inaugura finalmente la CR&S, con un solo obiettivo: assecondare i più diversificati gusti del motociclista contemporaneo. CR&S è tutt’ora l'unica officina meccanica con reparto di progettazione nella zona di Milano, esempio puro di artigianalità Made in Italy. Il primo esemplare si chiama "Vun" ("uno" in dialetto milanese): premium, monocilindrica, personalizzata, leggera e maneggevole, è la moto dedicata ai bikers motociclisticamente maturi. Già dai suoi esordi, la Vun sfiora una velocità di oltre 180 km/h, e diventa il sogno irresistibile per gli appassionati di moto veloci, soprattutto in quelle strade strette e ripide di gran parte d’Europa, che non disdegnano comunque i lunghi rettilinei delle autostrade americane.

La Duu esprime potenza da ogni dettaglio

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Motore X-Wedge 1916 cc V-engine realizzato dalla statunitense S&S per il suo 50° compleanno

COME UN ABITO SARTORIALE “Vogliamo applicare al campo delle moto ciò che già avviene in quello delle auto di prestigio, dove la customizzazione è già presente nella fase di assemblaggio”, spiega sempre il fondatore di CR&S, “Noi diamo perciò al cliente la possibilità di partecipare alla realizzazione della sua moto, seguendo tutte le fasi di produzione, dall’ordinazione fino agli aggiornamenti post-vendita”. La Duu, come un abito sartoriale, è totalmente personalizzabile a partire da un’infinita gamma di varianti tecnico-estetiche. Inoltre è modulare, configurabile in maniera diversa a seconda delle esigenze del motociclista, mantenendo le caratteristiche estetiche e funzionali del progetto. Sguardo rivolto al futuro, quindi, che non dimentica la tradizione e il plus dell’artigianalità.

Roberto Crepaldi (a destra), fondatore della CR&S, assieme a Giovanni Cabassi (a sinistra) e Giorgio Sarti, collaboratori dal 2002

LA DUU “Ho cinquant’anni e di esperienze su strada ne ho avute tante”, afferma il fondatore di CR&S, “ma prediligo sempre il lato più ‘dolce’ dell’andare in moto. Guidare, godere, sentirsi libero, senza affanni, senza fatica, in totale sicurezza. Soprattutto lungo le strettoie del Passo dello Stelvio, della Val Trebbia e ovunque vi siano curve da affrontare a una velocità di 80/120 Km/h”. Arriva quindi la Duu, presentata al Salone EICMA 2010 di Milano. Si tratta di una naked-tecno-custom al vertice del settore Premium (1000 plus cc), che mette in evidenza un propulsore americano V-Twin X-Wedge di due litri di cilindrata firmato dalla statunitense S&S, montato su una ciclistica sportiva di scuola europea. Con una potenza di 71 kW a 5100 giri/min e una coppia massima 148 Nm a 4300 giri/min, la Duu può raggiungere una velocità di oltre 200 km/h. Capace di erogare potenza a tutti i regimi, il motore possiede una coppia che rimane al di sopra dei 140 Nm da 2.500 a 4.700 giri. Come tutte le CR&S, ogni Duu è unica, assemblata a mano e fatta su misura: caratteristiche che hanno garantito all’azienda un attivo di oltre 130 prenotazioni per il 2011, tanto che ha dovuto cambiare sede trasferendosi nel nuovo impianto di Cusago. La combinazione di un motore americano montato su una ciclistica sportiva di scuola europea ha inoltre permesso alla due ruote di conquistarsi un posto al MAD-Moto Arte Design tra i capolavori motociclistici degli ultimi cinquant’anni. ˜ 120 ˜

Con una potenza di 71 kW a 5100 giri/min e una coppia massima di 148 Nm a 4300 giri/min, la Duu può raggiungere una velocità di oltre 200 km/h ˜ 121 ˜

Grazie al concetto di “personalizzazione totale” la CR&S allarga il suo target potenziale e si prepara a conquistare il mercato internazionale. Oltre a consolidare la presenza in Italia, Germania e Francia, che costituiscono la fetta di mercato più ampia in Europa, l’azienda punta a Nord America, Australia, Giappone ed Estremo Oriente.


Motore X-Wedge 1916 cc V-engine realizzato dalla statunitense S&S per il suo 50° compleanno

COME UN ABITO SARTORIALE “Vogliamo applicare al campo delle moto ciò che già avviene in quello delle auto di prestigio, dove la customizzazione è già presente nella fase di assemblaggio”, spiega sempre il fondatore di CR&S, “Noi diamo perciò al cliente la possibilità di partecipare alla realizzazione della sua moto, seguendo tutte le fasi di produzione, dall’ordinazione fino agli aggiornamenti post-vendita”. La Duu, come un abito sartoriale, è totalmente personalizzabile a partire da un’infinita gamma di varianti tecnico-estetiche. Inoltre è modulare, configurabile in maniera diversa a seconda delle esigenze del motociclista, mantenendo le caratteristiche estetiche e funzionali del progetto. Sguardo rivolto al futuro, quindi, che non dimentica la tradizione e il plus dell’artigianalità.

Roberto Crepaldi (a destra), fondatore della CR&S, assieme a Giovanni Cabassi (a sinistra) e Giorgio Sarti, collaboratori dal 2002

LA DUU “Ho cinquant’anni e di esperienze su strada ne ho avute tante”, afferma il fondatore di CR&S, “ma prediligo sempre il lato più ‘dolce’ dell’andare in moto. Guidare, godere, sentirsi libero, senza affanni, senza fatica, in totale sicurezza. Soprattutto lungo le strettoie del Passo dello Stelvio, della Val Trebbia e ovunque vi siano curve da affrontare a una velocità di 80/120 Km/h”. Arriva quindi la Duu, presentata al Salone EICMA 2010 di Milano. Si tratta di una naked-tecno-custom al vertice del settore Premium (1000 plus cc), che mette in evidenza un propulsore americano V-Twin X-Wedge di due litri di cilindrata firmato dalla statunitense S&S, montato su una ciclistica sportiva di scuola europea. Con una potenza di 71 kW a 5100 giri/min e una coppia massima 148 Nm a 4300 giri/min, la Duu può raggiungere una velocità di oltre 200 km/h. Capace di erogare potenza a tutti i regimi, il motore possiede una coppia che rimane al di sopra dei 140 Nm da 2.500 a 4.700 giri. Come tutte le CR&S, ogni Duu è unica, assemblata a mano e fatta su misura: caratteristiche che hanno garantito all’azienda un attivo di oltre 130 prenotazioni per il 2011, tanto che ha dovuto cambiare sede trasferendosi nel nuovo impianto di Cusago. La combinazione di un motore americano montato su una ciclistica sportiva di scuola europea ha inoltre permesso alla due ruote di conquistarsi un posto al MAD-Moto Arte Design tra i capolavori motociclistici degli ultimi cinquant’anni. ˜ 120 ˜

Con una potenza di 71 kW a 5100 giri/min e una coppia massima di 148 Nm a 4300 giri/min, la Duu può raggiungere una velocità di oltre 200 km/h ˜ 121 ˜

Grazie al concetto di “personalizzazione totale” la CR&S allarga il suo target potenziale e si prepara a conquistare il mercato internazionale. Oltre a consolidare la presenza in Italia, Germania e Francia, che costituiscono la fetta di mercato più ampia in Europa, l’azienda punta a Nord America, Australia, Giappone ed Estremo Oriente.


Ogni particolare viene studiato per garantire la massima funzionalità

La Vun in azione

DETTAGLI D’AUTORE Il design è ricco di dettagli che la contraddistinguono dalle altre moto custom di categoria come, ad esempio, l'apertura circolare sotto la sella. In una moto dotata di un motore potente, tale apertura alleggerisce, infatti, l'impatto visivo. Il telaio realizzato da CR&S, con struttura tubolare backbone di grossa sezione non copre il motore, ma lo incornicia evidenziandone il propulsore inedito. Forte caratterizzazione emotiva, dunque, che mette a nudo l’anima e mostra i muscoli. Ma non finisce qui. Il telaio è in acciaio inox garantito a vita, mentre gli elementi interni in lega leggera sono realizzati partendo dal metallo solido. Il risultato è una struttura che pesa non più di 20 kg. Il supporto sella è un ulteriore brevetto CR&S, fatto a mano tramite saldatura Tig. Il vano così realizzato diventa a sua volta serbatoio aggiuntivo (quello principale è integrato nel telaio superiore) e ospita la pompa del carburante. Le parti interne sono in fibra di carbonio, mentre quelle esterne sono di carbonio, fibra di vetro o Abs. Grande attenzione anche agli aspetti aerodinamici, capaci di incanalare il flusso d'aria per migliorare l'efficienza, il raffreddamento del motore e il comfort del biker: una moto esclusiva, con un alto valore aggiunto in termini di estetica e di contenuti tecnologici.

VOCABOLARIO DELLA CR&S Ecco alcuni tra gli esemplari più significativi: Deperlù (per conto suo), versione monoposto, Conlatusa (con la ragazza), versione biposto; ciascuna nella variante a 5 o 6 marce. Le opzioni di personalizzazione includono: posizione di guida, regolazione di sospensioni, design, finiture di telaio, sella e ruote. È anche possibile scegliere il colore del motore. “Fada sü a Milán cont il coeur e cont i man” (costruita a Milano col cuore e con le mani) recita il motto impresso accanto a un Duomo stilizzato su ogni motocicletta uscita dall’officina CR&S. La personalizzazione continua con una vasta gamma di accessori: dal proiettore al contenitore che assomiglia a un serbatoio per il carburante, per concludere con parabrezza, sella passeggero, portapacchi, carenatura, ruote in lega e altro ancora, per una moto costruita da motociclisti per motociclisti. Se anche voi morite dalla voglia di possederne una, è meglio che vi affrettiate, perché l'azienda costruisce solo poche decine di modelli ogni anno. Se non volete attendere troppo… www.crs-motorcycles.com

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Realizzata totalmente a mano, la Duu adotta alcune soluzioni innovative che creano un originale aspetto visivo

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Ogni particolare viene studiato per garantire la massima funzionalità

La Vun in azione

DETTAGLI D’AUTORE Il design è ricco di dettagli che la contraddistinguono dalle altre moto custom di categoria come, ad esempio, l'apertura circolare sotto la sella. In una moto dotata di un motore potente, tale apertura alleggerisce, infatti, l'impatto visivo. Il telaio realizzato da CR&S, con struttura tubolare backbone di grossa sezione non copre il motore, ma lo incornicia evidenziandone il propulsore inedito. Forte caratterizzazione emotiva, dunque, che mette a nudo l’anima e mostra i muscoli. Ma non finisce qui. Il telaio è in acciaio inox garantito a vita, mentre gli elementi interni in lega leggera sono realizzati partendo dal metallo solido. Il risultato è una struttura che pesa non più di 20 kg. Il supporto sella è un ulteriore brevetto CR&S, fatto a mano tramite saldatura Tig. Il vano così realizzato diventa a sua volta serbatoio aggiuntivo (quello principale è integrato nel telaio superiore) e ospita la pompa del carburante. Le parti interne sono in fibra di carbonio, mentre quelle esterne sono di carbonio, fibra di vetro o Abs. Grande attenzione anche agli aspetti aerodinamici, capaci di incanalare il flusso d'aria per migliorare l'efficienza, il raffreddamento del motore e il comfort del biker: una moto esclusiva, con un alto valore aggiunto in termini di estetica e di contenuti tecnologici.

VOCABOLARIO DELLA CR&S Ecco alcuni tra gli esemplari più significativi: Deperlù (per conto suo), versione monoposto, Conlatusa (con la ragazza), versione biposto; ciascuna nella variante a 5 o 6 marce. Le opzioni di personalizzazione includono: posizione di guida, regolazione di sospensioni, design, finiture di telaio, sella e ruote. È anche possibile scegliere il colore del motore. “Fada sü a Milán cont il coeur e cont i man” (costruita a Milano col cuore e con le mani) recita il motto impresso accanto a un Duomo stilizzato su ogni motocicletta uscita dall’officina CR&S. La personalizzazione continua con una vasta gamma di accessori: dal proiettore al contenitore che assomiglia a un serbatoio per il carburante, per concludere con parabrezza, sella passeggero, portapacchi, carenatura, ruote in lega e altro ancora, per una moto costruita da motociclisti per motociclisti. Se anche voi morite dalla voglia di possederne una, è meglio che vi affrettiate, perché l'azienda costruisce solo poche decine di modelli ogni anno. Se non volete attendere troppo… www.crs-motorcycles.com

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Realizzata totalmente a mano, la Duu adotta alcune soluzioni innovative che creano un originale aspetto visivo

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Non chiamatele diavolerie Quando il cattolicesimo insegue i nuovi media e si fa believer-friendly. Supporti, riti e prospettive della misticità al tempo degli smartphone Di Daniele Dodaro Foto: giveawayboy, flickr

“Potresti prestarmi il tuo smartphone? Vorrei recitare un po’ il rosario.” Una frase del genere fino a poco tempo fa sarebbe risultata in bilico tra nonsense e boutade blasfema. Oggi non più. Negli ultimi anni la religione cattolica ha colonizzato il mondo delle nuove tecnologie; per molti di noi (erroneamente?) spazio profano, lontano dalla sacralità. Sono 29.496 i siti che trattano specificamente temi cristiani. 2.000 i blog. E accanto agli spazi web amatoriali non mancano quelli gestiti direttamente dalle chiese: il 16% delle parrocchie italiane ha un suo spazio web (si sale a 27% nella diocesi di Milano), e nel 93,7% di queste parrocchie i sacerdoti usano comunemente internet per preparare l’omelia domenicale (fonte Weca). Un rinnovamento della Chiesa cattolica che parte dal basso? Non proprio. A fare scuola in tema di new media è proprio il Vaticano, che nell’ultimo anno ha affiancato al sito ufficiale www.vatican.va, evidentemente troppo statico, il modernissimo www.pope2you.net: orientato a un pubblico giovane e hi-tech. Direttamente collegato al canale Youtube The Vatican, il sito fornisce l’applicazione-Facebook pope2you, per mandare cartoline e video di Papa Ratzinger ai propri amici, e H20news: applicazione multilingue per iPhone e iPod Touch che aggiorna il fedele con news audiovisive sulla Chiesa cattolica. Una piattaforma cross-mediale che concretizza quell’invito a «trovare vie per diffondere in modo nuovo le voci e le immagini della speranza attraverso internet», diffuso da Benedetto XVI in occasione della giornata mondiale delle comunicazioni sociali del 2009. ˜ 124 ˜

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Non chiamatele diavolerie Quando il cattolicesimo insegue i nuovi media e si fa believer-friendly. Supporti, riti e prospettive della misticità al tempo degli smartphone Di Daniele Dodaro Foto: giveawayboy, flickr

“Potresti prestarmi il tuo smartphone? Vorrei recitare un po’ il rosario.” Una frase del genere fino a poco tempo fa sarebbe risultata in bilico tra nonsense e boutade blasfema. Oggi non più. Negli ultimi anni la religione cattolica ha colonizzato il mondo delle nuove tecnologie; per molti di noi (erroneamente?) spazio profano, lontano dalla sacralità. Sono 29.496 i siti che trattano specificamente temi cristiani. 2.000 i blog. E accanto agli spazi web amatoriali non mancano quelli gestiti direttamente dalle chiese: il 16% delle parrocchie italiane ha un suo spazio web (si sale a 27% nella diocesi di Milano), e nel 93,7% di queste parrocchie i sacerdoti usano comunemente internet per preparare l’omelia domenicale (fonte Weca). Un rinnovamento della Chiesa cattolica che parte dal basso? Non proprio. A fare scuola in tema di new media è proprio il Vaticano, che nell’ultimo anno ha affiancato al sito ufficiale www.vatican.va, evidentemente troppo statico, il modernissimo www.pope2you.net: orientato a un pubblico giovane e hi-tech. Direttamente collegato al canale Youtube The Vatican, il sito fornisce l’applicazione-Facebook pope2you, per mandare cartoline e video di Papa Ratzinger ai propri amici, e H20news: applicazione multilingue per iPhone e iPod Touch che aggiorna il fedele con news audiovisive sulla Chiesa cattolica. Una piattaforma cross-mediale che concretizza quell’invito a «trovare vie per diffondere in modo nuovo le voci e le immagini della speranza attraverso internet», diffuso da Benedetto XVI in occasione della giornata mondiale delle comunicazioni sociali del 2009. ˜ 124 ˜

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corcovado, Doug Wheller half alive, flickr

Peccati digitali? Diavolerie elettroniche? Risposta negativa se si considera che le applicazioni, tutte rigorosamente ufficiali, sono opera del sacerdoteinformatico Don Paolo Padrini e vengono passate al vaglio da una commissione.

Ma non c’è solo il web nei programmi vaticani. Le infinite vie del cattolicesimo attraversano il campo dei nuovi dispositivi elettronici portatili: smartphone, PDA et similia. Così, sugli scaffali virtuali della sterminata libreria Apple arriva Preghiere: applicazione multilingua che contiene oltre 1500 preghiere cattoliche con tanto di cartella preferiti e motore di ricerca. A mandare in pensione i santini custoditi nei portafogli ci pensa Virgin Mary: un’ottantina di foto della Beata Vergine in modalità slideshow a cui rivolgere la propria devozione.

Mentre il vecchio Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica lascia il posto al suo gemello virtuale, che grazie alla sua forma sintetica e dialogica, mutuata dalle Faq, ha ottenuto un boom di download in poche settimane. Nulla di innovativo in confronto a Mea Culpa, col quale è addirittura possibile sottoporsi a un check-up preventivo dei propri peccati. Per carità, nessun sostituto della confessione; la tecnologia non ha ancora il potere di assolvere i peccati. Almeno finora. Dulcis in fundo l’universo Apple ha proposto il sostituto di uno dei simboli (e riti) più cari al cristianesimo: il rosario. Holy Rosary Deluxe ne è la versione virtuale. È dotato di immagini sacre, vibrazione per ogni grano, con possibilità di stand-by per rispondere a una chiamata in arrivo: del resto fede e progresso devono pur trovare un compromesso. Un’applicazione con cui iPhone e compagni rispondono prontamente al successo del rosario elettronico P.R.E.T.Z.: ovetto di plastica personalizzabile con l’immagine del proprio santo preferito massicciamente pubblicizzato in televisione e sul web. ˜ 126 ˜

arguez, flickr

Holy Rosary Deluxe è un'applicazione per smartphone, con vibrazione per ogni grano, e la possibilità di stand-by per rispondere a una chiamata ˜ 127 ˜

Tuttavia, nonostante il placet papale, c’è chi obietta che tutto questo mina la sacralità della Chiesa. Il termine “sacro” deriva dal latino dotto, sac-ru(m), che a sua volta viene dalla radice indoeuropea sac- o sak- e che ha il significato di separazione, recinto. Ciò che è sacrum è extra-ordinario e deve essere distante dalla quotidianità, motivo per cui portare la religione su media portatili sarebbe – lo si dichiari o no – un atto di blasfemia.


corcovado, Doug Wheller half alive, flickr

Peccati digitali? Diavolerie elettroniche? Risposta negativa se si considera che le applicazioni, tutte rigorosamente ufficiali, sono opera del sacerdoteinformatico Don Paolo Padrini e vengono passate al vaglio da una commissione.

Ma non c’è solo il web nei programmi vaticani. Le infinite vie del cattolicesimo attraversano il campo dei nuovi dispositivi elettronici portatili: smartphone, PDA et similia. Così, sugli scaffali virtuali della sterminata libreria Apple arriva Preghiere: applicazione multilingua che contiene oltre 1500 preghiere cattoliche con tanto di cartella preferiti e motore di ricerca. A mandare in pensione i santini custoditi nei portafogli ci pensa Virgin Mary: un’ottantina di foto della Beata Vergine in modalità slideshow a cui rivolgere la propria devozione.

Mentre il vecchio Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica lascia il posto al suo gemello virtuale, che grazie alla sua forma sintetica e dialogica, mutuata dalle Faq, ha ottenuto un boom di download in poche settimane. Nulla di innovativo in confronto a Mea Culpa, col quale è addirittura possibile sottoporsi a un check-up preventivo dei propri peccati. Per carità, nessun sostituto della confessione; la tecnologia non ha ancora il potere di assolvere i peccati. Almeno finora. Dulcis in fundo l’universo Apple ha proposto il sostituto di uno dei simboli (e riti) più cari al cristianesimo: il rosario. Holy Rosary Deluxe ne è la versione virtuale. È dotato di immagini sacre, vibrazione per ogni grano, con possibilità di stand-by per rispondere a una chiamata in arrivo: del resto fede e progresso devono pur trovare un compromesso. Un’applicazione con cui iPhone e compagni rispondono prontamente al successo del rosario elettronico P.R.E.T.Z.: ovetto di plastica personalizzabile con l’immagine del proprio santo preferito massicciamente pubblicizzato in televisione e sul web. ˜ 126 ˜

arguez, flickr

Holy Rosary Deluxe è un'applicazione per smartphone, con vibrazione per ogni grano, e la possibilità di stand-by per rispondere a una chiamata ˜ 127 ˜

Tuttavia, nonostante il placet papale, c’è chi obietta che tutto questo mina la sacralità della Chiesa. Il termine “sacro” deriva dal latino dotto, sac-ru(m), che a sua volta viene dalla radice indoeuropea sac- o sak- e che ha il significato di separazione, recinto. Ciò che è sacrum è extra-ordinario e deve essere distante dalla quotidianità, motivo per cui portare la religione su media portatili sarebbe – lo si dichiari o no – un atto di blasfemia.


Il mondo cristiano on-line conta 29.496 siti e 2.000 blog. 16% delle parrocchie italiane ha uno spazio web

midiman, flickr

La Nona Ora, Maurizio Cattelan, 1999

Critica motivata, ma solo a metà. Perché in realtà l’interesse della Chiesa Cattolica per i media non ha nulla di nuovo. Era il lontano 1931 quando il Vaticano contattò Guglielo Marconi per realizzare la struttura di Radio Vaticana. Era il 1983 quando, poco dopo Canale 5 e Rete 4, nasceva il Centro Radio Televisivo Vaticano. L’evangelizzazione mediatica ha alle spalle una lunga storia, e a essere cambiato oggi non è il rapporto della Chiesa con le tecnologie mediali, ma solo le tecnologie stesse. E se oggi non scandalizza nessuno il fatto che un’anziana signora reciti il rosario sintonizzata sulle frequenze di Radio Maria o di Telepace, è da immaginare che ben presto lo stesso varrà per la misticità in chiave smartphone. In un mondo liquido, in cui la velocità regna sovrana, l’onerosa ritualità cattolica – fatta di preghiere mattutine, serali, pre e postpasto, di catechismo del sabato e di messa domenicale – si fa leggera, maneggevole e interstiziale. In una parola: believer-friendly. E così facendo entra in tutte le tasche. E pensare che c’è ancora chi taccia il cattolicesimo di passatismo. ˜ 128 ˜

Corcovado, christian haugen, flickr

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Il mondo cristiano on-line conta 29.496 siti e 2.000 blog. 16% delle parrocchie italiane ha uno spazio web

midiman, flickr

La Nona Ora, Maurizio Cattelan, 1999

Critica motivata, ma solo a metà. Perché in realtà l’interesse della Chiesa Cattolica per i media non ha nulla di nuovo. Era il lontano 1931 quando il Vaticano contattò Guglielo Marconi per realizzare la struttura di Radio Vaticana. Era il 1983 quando, poco dopo Canale 5 e Rete 4, nasceva il Centro Radio Televisivo Vaticano. L’evangelizzazione mediatica ha alle spalle una lunga storia, e a essere cambiato oggi non è il rapporto della Chiesa con le tecnologie mediali, ma solo le tecnologie stesse. E se oggi non scandalizza nessuno il fatto che un’anziana signora reciti il rosario sintonizzata sulle frequenze di Radio Maria o di Telepace, è da immaginare che ben presto lo stesso varrà per la misticità in chiave smartphone. In un mondo liquido, in cui la velocità regna sovrana, l’onerosa ritualità cattolica – fatta di preghiere mattutine, serali, pre e postpasto, di catechismo del sabato e di messa domenicale – si fa leggera, maneggevole e interstiziale. In una parola: believer-friendly. E così facendo entra in tutte le tasche. E pensare che c’è ancora chi taccia il cattolicesimo di passatismo. ˜ 128 ˜

Corcovado, christian haugen, flickr

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la samanna - st martin

Una brezza caraibica Lasciamoci alle spalle il freddo dell'inverno e scopriamo il fascino dei Tropici, alloggiando in resort lussuosi e perfettamente attrezzati di Vanessa Viara Foto: la samanna - st martin

La neve e la nebbia dell'Italia sembrano molto lontane quando si ha la fortuna di raggiungere un’isola tropicale dei Caraibi e godere di tutte le delizie naturali di quei luoghi, come l’ottimo clima, le spiagge deserte, le palme, l’acqua cristallina, oltre a tutti i servizi moderni che assicurano un soggiorno nel segno del relax e del lusso. I tropici ci permettono di assaporare il mondo in modo quasi primordiale, attraverso sensazioni intense e uniche. Con oltre 7000 isole orlate da sabbie bianche e mari turchesi, i Caraibi offrono un angolo di paradiso a tutti coloro che vi si avventurano. Kudos vi presenta alcuni fra i resort più esclusivi.

Il profumo del mare Saint Martin è un paradiso tropicale diverso da tutti gli altri, caratterizzato da una sofisticata aria francese, dove, trasportati da un senso di assoluta libertà, potrete godere della vista di scenari esotici e di spiagge stupende, vivere la pittoresca vita del paese e assaporare i profumi dolci dei Caraibi. La Samanna Resort & Spa fornisce trattamenti termali di ultima generazione, con personale altamente qualificato e un servizio estremamente attento. Il ristorante all'interno del resort offre menù raffinati, di ispirazione creola e francese; il bar, dall’arredo etnico, si affaccia sulla piscina. L’hotel si trova sopra una delle più belle spiagge di Saint Martin – Baie Lounge – la cui sabbia bianca, fine, pulita e l’acqua dai mille toni di azzurro invitano, giorno dopo giorno, a godere della magia del luogo. La Samanna - St. Martin 97064 St. Martin, French West Indies Tel. +590 590 876 400 www.lasamanna.com

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la samanna - st martin

Una brezza caraibica Lasciamoci alle spalle il freddo dell'inverno e scopriamo il fascino dei Tropici, alloggiando in resort lussuosi e perfettamente attrezzati di Vanessa Viara Foto: la samanna - st martin

La neve e la nebbia dell'Italia sembrano molto lontane quando si ha la fortuna di raggiungere un’isola tropicale dei Caraibi e godere di tutte le delizie naturali di quei luoghi, come l’ottimo clima, le spiagge deserte, le palme, l’acqua cristallina, oltre a tutti i servizi moderni che assicurano un soggiorno nel segno del relax e del lusso. I tropici ci permettono di assaporare il mondo in modo quasi primordiale, attraverso sensazioni intense e uniche. Con oltre 7000 isole orlate da sabbie bianche e mari turchesi, i Caraibi offrono un angolo di paradiso a tutti coloro che vi si avventurano. Kudos vi presenta alcuni fra i resort più esclusivi.

Il profumo del mare Saint Martin è un paradiso tropicale diverso da tutti gli altri, caratterizzato da una sofisticata aria francese, dove, trasportati da un senso di assoluta libertà, potrete godere della vista di scenari esotici e di spiagge stupende, vivere la pittoresca vita del paese e assaporare i profumi dolci dei Caraibi. La Samanna Resort & Spa fornisce trattamenti termali di ultima generazione, con personale altamente qualificato e un servizio estremamente attento. Il ristorante all'interno del resort offre menù raffinati, di ispirazione creola e francese; il bar, dall’arredo etnico, si affaccia sulla piscina. L’hotel si trova sopra una delle più belle spiagge di Saint Martin – Baie Lounge – la cui sabbia bianca, fine, pulita e l’acqua dai mille toni di azzurro invitano, giorno dopo giorno, a godere della magia del luogo. La Samanna - St. Martin 97064 St. Martin, French West Indies Tel. +590 590 876 400 www.lasamanna.com

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A contatto con la natura Le atmosfere raffinate di Casa Vista Verde a Roatán offrono un'esperienza molto diversa da quella degli alberghi tradizionali, e non soltanto perché questo resort è situato in un'isola con scenari da sogno, ma anche perché l'ospitalità è personalizzata per i gusti e le preferenze dei clienti, con servizi che comprendono ristorazione ad alti livelli, trattamenti benefici della Spa e diverse attività sportive, che spaziano dall'equitazione allo snorkelling, dal windsurf al kayak. Potrete nuotare con i delfini o ammirare la barriera corallina e vi sentirete incredibilmente vicini alla natura, tra mare turchese, giungla rigogliosa e flora coloratissima. Casa Vista Verde – Roatán, Honduras Milton Bight, Roatan, Bay Islands, Honduras Tel. +504 3338 3756 www.vistaverderoatan.com

Katitche Point Greathouse

Un panorama unico Questo resort offre un'opportunità davvero rara, ovvero la possibilità di godere della vista sia delle acque blu oltremare dell'Oceano Atlantico che di quelle limpide color turchese del Mare dei Caraibi: Katitche Point Greathouse è infatti situata in un punto panoramico, direttamente sul mare, e offre una vista mozzafiato. Immersa nel verde, la villa è stata progettata dal famoso architetto inglese Michael Helm, ed è una sintesi di raffinatezza rustica e arredi modernissimi. Sono offerti tutti i comfort di un albergo a cinque stelle, ristorazione di alto livello, ottima scelta di vini, vasche idromassaggio whirlpool, attrezzature di qualità, negozi nelle vicinanze. Katitche Point Greathouse – British Virgin Islands The Valley, Virgin Gorda, British Virgin Islands Tel. +1 284 495 6274 www.katitchepoint.com ˜ 132 ˜

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A contatto con la natura Le atmosfere raffinate di Casa Vista Verde a Roatán offrono un'esperienza molto diversa da quella degli alberghi tradizionali, e non soltanto perché questo resort è situato in un'isola con scenari da sogno, ma anche perché l'ospitalità è personalizzata per i gusti e le preferenze dei clienti, con servizi che comprendono ristorazione ad alti livelli, trattamenti benefici della Spa e diverse attività sportive, che spaziano dall'equitazione allo snorkelling, dal windsurf al kayak. Potrete nuotare con i delfini o ammirare la barriera corallina e vi sentirete incredibilmente vicini alla natura, tra mare turchese, giungla rigogliosa e flora coloratissima. Casa Vista Verde – Roatán, Honduras Milton Bight, Roatan, Bay Islands, Honduras Tel. +504 3338 3756 www.vistaverderoatan.com

Katitche Point Greathouse

Un panorama unico Questo resort offre un'opportunità davvero rara, ovvero la possibilità di godere della vista sia delle acque blu oltremare dell'Oceano Atlantico che di quelle limpide color turchese del Mare dei Caraibi: Katitche Point Greathouse è infatti situata in un punto panoramico, direttamente sul mare, e offre una vista mozzafiato. Immersa nel verde, la villa è stata progettata dal famoso architetto inglese Michael Helm, ed è una sintesi di raffinatezza rustica e arredi modernissimi. Sono offerti tutti i comfort di un albergo a cinque stelle, ristorazione di alto livello, ottima scelta di vini, vasche idromassaggio whirlpool, attrezzature di qualità, negozi nelle vicinanze. Katitche Point Greathouse – British Virgin Islands The Valley, Virgin Gorda, British Virgin Islands Tel. +1 284 495 6274 www.katitchepoint.com ˜ 132 ˜

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I servizi offerti dalla Cotton House, insieme alla bellezza della location, vi permetteranno di ritrovare quella pace che sembra così difficile da raggiungere nella frenetica vita quotidiana

Grace Bay Club

Il sapore del paradiso Il resort Grace Bay Club, nell’arcipelago Turks & Caicos, è un rifugio esclusivo che si estende su un'area di cinque ettari di spiagge e paesaggi incontaminati. Il resort fornisce tutti i servizi per una vacanza perfetta: ospitalità personalizzata, cucina raffinata, scelta tra varie attività sportive, trattamenti rivitalizzanti e rilassanti della Spa Anani. Il Grace Bay Club dispone di diversi ristoranti e bar che propongono un’ampia scelta di prelibatezze della cucina caraibica, in modo che ogni giorno si possa vivere un'esperienza culinaria diversa e indimenticabile. Grace Bay Club - Turks & Caicos Grace Bay, Provindenciales, Turks & Caicos Islands Tel. +1 649 946 5050 www.gracebayresorts.com/gracebayclub

Tranquillità totale Immerso nel bellissimo paesaggio delle Grenadine, c'è un posto che è un vero angolo di paradiso, capace di offrire la pace e la serenità necessarie a sciogliere tensioni e preoccupazioni, inducendo uno stato di relax totale: il Cotton House. In questo resort potrete gustare la bellezza del silenzio immersi in piscina, godendo di viste straordinarie; vivere esperienze sensoriali nuove e particolari, grazie a cene raffinate preparate con ingredienti locali freschissimi, e soccombere dolcemente a un massaggio della Spa. I servizi offerti dalla Cotton House, insieme alla bellezza della location, vi permetteranno di ritrovare quella pace che sembra così difficile da raggiungere nella frenetica vita quotidiana. Cotton House - St. Vincent & Grenadines St. Vincent and the Grenadines Tel. +1 784 456 4777 www.cottonhouse.net ˜ 134 ˜

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I servizi offerti dalla Cotton House, insieme alla bellezza della location, vi permetteranno di ritrovare quella pace che sembra così difficile da raggiungere nella frenetica vita quotidiana

Grace Bay Club

Il sapore del paradiso Il resort Grace Bay Club, nell’arcipelago Turks & Caicos, è un rifugio esclusivo che si estende su un'area di cinque ettari di spiagge e paesaggi incontaminati. Il resort fornisce tutti i servizi per una vacanza perfetta: ospitalità personalizzata, cucina raffinata, scelta tra varie attività sportive, trattamenti rivitalizzanti e rilassanti della Spa Anani. Il Grace Bay Club dispone di diversi ristoranti e bar che propongono un’ampia scelta di prelibatezze della cucina caraibica, in modo che ogni giorno si possa vivere un'esperienza culinaria diversa e indimenticabile. Grace Bay Club - Turks & Caicos Grace Bay, Provindenciales, Turks & Caicos Islands Tel. +1 649 946 5050 www.gracebayresorts.com/gracebayclub

Tranquillità totale Immerso nel bellissimo paesaggio delle Grenadine, c'è un posto che è un vero angolo di paradiso, capace di offrire la pace e la serenità necessarie a sciogliere tensioni e preoccupazioni, inducendo uno stato di relax totale: il Cotton House. In questo resort potrete gustare la bellezza del silenzio immersi in piscina, godendo di viste straordinarie; vivere esperienze sensoriali nuove e particolari, grazie a cene raffinate preparate con ingredienti locali freschissimi, e soccombere dolcemente a un massaggio della Spa. I servizi offerti dalla Cotton House, insieme alla bellezza della location, vi permetteranno di ritrovare quella pace che sembra così difficile da raggiungere nella frenetica vita quotidiana. Cotton House - St. Vincent & Grenadines St. Vincent and the Grenadines Tel. +1 784 456 4777 www.cottonhouse.net ˜ 134 ˜

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Hästens, il benessere che dura una vita I letti Hästens, realizzati artigianalmente con materiali naturali e certificati, sono costruiti per durare nel tempo di Rino Noce

Dormire in un letto Hästens vuol dire dormire su un prodotto creato con i materiali migliori al mondo, selezionati in base a lunghe ricerche. Per quanto riguarda l'imbottitura, la scelta non è caduta su una delle ultime scoperte della scienza, ma su un materiale antico inventato dalla natura stessa, ossia il crine di cavallo: leggero, elastico e morbido, è in assoluto il materiale migliore per l'imbottitura. È una fibra che ha un efficacissimo sistema di areazione integrato, ogni filo funziona infatti come un sistema di ventilazione in miniatura: è un tubo cavo che, grazie a una microscopica azione capillare, elimina l’umidità e fa penetrare l’aria. È inoltre completamente ipoallergenico, come evidenziato dai dati ottenuti in Europa da diversi istituti di ricerca indipendenti. Hästens ha perfezionato l'utilizzo del crine per le sue imbottiture sin dall’Ottocento. Il vero crine di cavallo contenuto nel letto Hästens è un prodotto completamente naturale. Per sfruttarne al meglio tutte le proprietà, il crine viene sottoposto a un lavaggio per ebollizione ed è poi accuratamente risciacquato. Il materiale è filato, disinfettato e riscaldato fino a una temperatura di 140°C, a una pressione di quattro atmosfere, conservando sempre il massimo livello di umidità. In seguito i filamenti sono separati, pettinati e distesi; le lunghe corde vengono poi lasciate ad arricciarsi, in modo che occupino un volume maggiore e che in massa risultino più soffici. L’intero processo avviene senza l’aggiunta di altre sostanze. Questo trattamento garantisce un materiale naturale completamente purificato ed elastico. L’essenza di questo processo è rimasta praticamente immutata da due secoli. Tra gli altri materiali naturali utilizzati nei letti Hästens vi è il lino, il quale, oltre a essere straordinariamente resistente, è flessibile ed elimina l’elettricità statica. I telai sono realizzati in pino massiccio, che conferisce robustezza e stabilità al letto; il legno viene accuratamente selezionato dalle foreste della Svezia settentrionale, dove cresce con lentezza per acquistare tutta la sua forza. ˜ 136 ˜

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Hästens, il benessere che dura una vita I letti Hästens, realizzati artigianalmente con materiali naturali e certificati, sono costruiti per durare nel tempo di Rino Noce

Dormire in un letto Hästens vuol dire dormire su un prodotto creato con i materiali migliori al mondo, selezionati in base a lunghe ricerche. Per quanto riguarda l'imbottitura, la scelta non è caduta su una delle ultime scoperte della scienza, ma su un materiale antico inventato dalla natura stessa, ossia il crine di cavallo: leggero, elastico e morbido, è in assoluto il materiale migliore per l'imbottitura. È una fibra che ha un efficacissimo sistema di areazione integrato, ogni filo funziona infatti come un sistema di ventilazione in miniatura: è un tubo cavo che, grazie a una microscopica azione capillare, elimina l’umidità e fa penetrare l’aria. È inoltre completamente ipoallergenico, come evidenziato dai dati ottenuti in Europa da diversi istituti di ricerca indipendenti. Hästens ha perfezionato l'utilizzo del crine per le sue imbottiture sin dall’Ottocento. Il vero crine di cavallo contenuto nel letto Hästens è un prodotto completamente naturale. Per sfruttarne al meglio tutte le proprietà, il crine viene sottoposto a un lavaggio per ebollizione ed è poi accuratamente risciacquato. Il materiale è filato, disinfettato e riscaldato fino a una temperatura di 140°C, a una pressione di quattro atmosfere, conservando sempre il massimo livello di umidità. In seguito i filamenti sono separati, pettinati e distesi; le lunghe corde vengono poi lasciate ad arricciarsi, in modo che occupino un volume maggiore e che in massa risultino più soffici. L’intero processo avviene senza l’aggiunta di altre sostanze. Questo trattamento garantisce un materiale naturale completamente purificato ed elastico. L’essenza di questo processo è rimasta praticamente immutata da due secoli. Tra gli altri materiali naturali utilizzati nei letti Hästens vi è il lino, il quale, oltre a essere straordinariamente resistente, è flessibile ed elimina l’elettricità statica. I telai sono realizzati in pino massiccio, che conferisce robustezza e stabilità al letto; il legno viene accuratamente selezionato dalle foreste della Svezia settentrionale, dove cresce con lentezza per acquistare tutta la sua forza. ˜ 136 ˜

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Hästens, con oltre 150 anni d’esperienza alle spalle, sa perfettamente che tutti gli strati che compongono il letto sono necessari per il massimo comfort

L’acciaio delle molle aggiunge morbidezza e flessibilità. Tutti i letti Hästens contengono almeno due sistemi di molle che agiscono in sinergia. Le molle morbide e flessibili nella parte superiore garantiscono la straordinaria morbidezza della superficie, mentre quelle più rigide forniscono un ottimo supporto in profondità. Il letto si adatta ai contorni della persona, offrendo il sostegno e il relax necessari al corpo. Queste molle di altissima qualità sono fabbricate esclusivamente in Svezia. Tutti gli strati di un letto Hästens lavorano in armonia per donare il massimo comfort. I materiali naturali lasciano respirare il letto, mentre le molle liberano il corpo da ogni tensione. La sensazione di comfort di un letto è soggettiva, ma il benessere fisico è assicurato dalle specifiche proprietà dei materiali, come la capacità di eliminare l’umidità e l’isolamento termico. Quando siamo seduti o sdraiati, i tessuti cutanei sono sottoposti a una pressione maggiore, e dormire su materiali che non traspirano e non lasciano fuoriuscire il calore e l’umidità può provocare una sensazione di disagio. In un letto Hästens si può dormire tranquilli per tutta la notte, perché il letto respira e non trattiene l’umidità, con effetti benefici sulla qualità del riposo. Questi effetti sono garantiti. La garanzia scritta che accompagna i letti Hästens copre la rottura delle molle o del telaio per 25 anni: questi letti sono costruiti per durare almeno 30 anni, e spesso durano molto più a lungo. Per tutta la loro vita offriranno la stessa comodità della prima notte, se non di più. Una bella sicurezza in un mondo che cambia. www.hastens.com

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Hästens, con oltre 150 anni d’esperienza alle spalle, sa perfettamente che tutti gli strati che compongono il letto sono necessari per il massimo comfort

L’acciaio delle molle aggiunge morbidezza e flessibilità. Tutti i letti Hästens contengono almeno due sistemi di molle che agiscono in sinergia. Le molle morbide e flessibili nella parte superiore garantiscono la straordinaria morbidezza della superficie, mentre quelle più rigide forniscono un ottimo supporto in profondità. Il letto si adatta ai contorni della persona, offrendo il sostegno e il relax necessari al corpo. Queste molle di altissima qualità sono fabbricate esclusivamente in Svezia. Tutti gli strati di un letto Hästens lavorano in armonia per donare il massimo comfort. I materiali naturali lasciano respirare il letto, mentre le molle liberano il corpo da ogni tensione. La sensazione di comfort di un letto è soggettiva, ma il benessere fisico è assicurato dalle specifiche proprietà dei materiali, come la capacità di eliminare l’umidità e l’isolamento termico. Quando siamo seduti o sdraiati, i tessuti cutanei sono sottoposti a una pressione maggiore, e dormire su materiali che non traspirano e non lasciano fuoriuscire il calore e l’umidità può provocare una sensazione di disagio. In un letto Hästens si può dormire tranquilli per tutta la notte, perché il letto respira e non trattiene l’umidità, con effetti benefici sulla qualità del riposo. Questi effetti sono garantiti. La garanzia scritta che accompagna i letti Hästens copre la rottura delle molle o del telaio per 25 anni: questi letti sono costruiti per durare almeno 30 anni, e spesso durano molto più a lungo. Per tutta la loro vita offriranno la stessa comodità della prima notte, se non di più. Una bella sicurezza in un mondo che cambia. www.hastens.com

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Quel che luccica... La storia di due gioiellieri artigianali e dei loro preziosissimi prodotti di Cheryl Chu La boutique di Massimo Izzo a Siracusa

Progetto per un gioiello Pinomanna

Due gioiellieri, di due generazioni diverse, provenienti da regioni molto lontane tra loro, ma accomunati dalla passione con la quale svolgono la loro arte.

L'ispirazione iniziale per i loro gioielli prende forma attraverso un design elegante e una tecnica raffinata: i due artisti dell'oro sono esempi scintillanti di gioiellieri artigianali italiani che lavorano ad altissimo livello. Li abbiamo incontrati nei loro laboratori. Valenza, un'ora e mezza di treno da Milano, ha una lunga tradizione nel campo della gioielleria artistica e artigianale. Pino Manna lavora qui da oltre tre decenni, ossia da quando, all'età di 15 anni, vi ha soggiornato per un'estate con suo zio, che aveva un laboratorio di gioielleria. In quell’occasione è rimasto talmente affascinato dal mestiere da decidere di traslocare a Valenza per lavorare nell'azienda dello zio. In seguito ha lavorato per molti anni per una serie di brand internazionali, prima di lanciare la propria azienda, Pinomanna, nel 1977. Oggi, le sue collezioni comprendono Bonbon, Ghirigori, Pois, Puzzle (tutte caratterizzate da motivi intricati di nastri intrecciati e pavé di brillanti); Ricami (ispirata a motivi floreali); Natural Chic (basata su forme gioiose dal mondo degli animali), e altre ancora. I suoi pezzi sono contrassegnati dal design altamente creativo e, come ci conferma Pino Manna stesso, sono sempre attuali, su un piano superiore rispetto alle mode effimere: sono pezzi che possono essere tramandati da una generazione all’altra. ˜ 140 ˜

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Quel che luccica... La storia di due gioiellieri artigianali e dei loro preziosissimi prodotti di Cheryl Chu La boutique di Massimo Izzo a Siracusa

Progetto per un gioiello Pinomanna

Due gioiellieri, di due generazioni diverse, provenienti da regioni molto lontane tra loro, ma accomunati dalla passione con la quale svolgono la loro arte.

L'ispirazione iniziale per i loro gioielli prende forma attraverso un design elegante e una tecnica raffinata: i due artisti dell'oro sono esempi scintillanti di gioiellieri artigianali italiani che lavorano ad altissimo livello. Li abbiamo incontrati nei loro laboratori. Valenza, un'ora e mezza di treno da Milano, ha una lunga tradizione nel campo della gioielleria artistica e artigianale. Pino Manna lavora qui da oltre tre decenni, ossia da quando, all'età di 15 anni, vi ha soggiornato per un'estate con suo zio, che aveva un laboratorio di gioielleria. In quell’occasione è rimasto talmente affascinato dal mestiere da decidere di traslocare a Valenza per lavorare nell'azienda dello zio. In seguito ha lavorato per molti anni per una serie di brand internazionali, prima di lanciare la propria azienda, Pinomanna, nel 1977. Oggi, le sue collezioni comprendono Bonbon, Ghirigori, Pois, Puzzle (tutte caratterizzate da motivi intricati di nastri intrecciati e pavé di brillanti); Ricami (ispirata a motivi floreali); Natural Chic (basata su forme gioiose dal mondo degli animali), e altre ancora. I suoi pezzi sono contrassegnati dal design altamente creativo e, come ci conferma Pino Manna stesso, sono sempre attuali, su un piano superiore rispetto alle mode effimere: sono pezzi che possono essere tramandati da una generazione all’altra. ˜ 140 ˜

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Per Massimo Izzo, quella della gioielleria è un'esperienza soprattutto personale, che richiede una grande quantità di energia emotiva. I suoi progetti ambiziosi richiedono un'accurata selezione delle pietre preziose. Izzo trova la motivazione proprio nella possibilità di trasformare la sua visione in un capolavoro artistico. Anche se piuttosto giovane, lavora nel settore da quasi trent’anni, tra scuola e lavoro, creando prodotti di nicchia che rispecchiano contenuti artistici piuttosto che stilemi della gioielleria industriale. Considera il suo lavoro come una magia alchemica perché, senza la passione, sarebbe soltanto sacrificio. Sia per Massimo Izzo che per Pino Manna la creazione orafa è un procedimento infuso d'amore che genera gioia pura.

La boutique di Massimo Izzo

Un anello creato da Massimo Izzo

Pino Manna, che lavora anche su commissione, ha una boutique nella centralissima Piazza Grande, a Modena, con rappresentanze altamente selezionate in Italia e in diversi paesi del mondo. I suoi mercati principali comprendono gli Emirati Arabi Uniti, Giappone e gli Stati Uniti. I ritmi di lavoro imposti dalla clientela sono impegnativi, come ci conferma Pino Manna: "Non è stato un percorso facile, ma i sacrifici non sono gravosi se fanno parte della propria passione. Mi piace talmente tanto quello che faccio che mi diverto sempre. Tutto inizia da qui [indica la testa con il dito] e poi il resto arriva di conseguenza". Pinomanna

Massimo Izzo, gioielliere che ha ottenuto consensi internazionali per il suo lavoro, ha un laboratorio all'altra estremità della penisola, nella città di Siracusa. Come Pino Manna, la sua passione per la gioielleria artigianale è nata in gioventù, ed è cresciuta durante anni di apprendistato in alcuni laboratori locali. Ha aperto il proprio laboratorio nel 1987, nel centro storico di Siracusa.

Lavorazione al laboratorio Pinomanna

Nel suo lavoro, Massimo Izzo raccoglie le tradizioni, i misteri e la magia della sua terra, la Sicilia. Per esempio, una delle sue collezioni, "I gioielli del mare", comprende creazioni ispirate al mondo marino, nelle quali ricrea le bellezze della natura nascoste in fondo al mare. La “Collezione Riccioli” trae ispirazione del Barocco Siciliano, mentre “I Merletti Siciliani” ne richiama gli ornamenti traforati. ˜ 142 ˜

Lavorazione di un pezzo di Massimo Izzo

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Per Massimo Izzo, quella della gioielleria è un'esperienza soprattutto personale, che richiede una grande quantità di energia emotiva. I suoi progetti ambiziosi richiedono un'accurata selezione delle pietre preziose. Izzo trova la motivazione proprio nella possibilità di trasformare la sua visione in un capolavoro artistico. Anche se piuttosto giovane, lavora nel settore da quasi trent’anni, tra scuola e lavoro, creando prodotti di nicchia che rispecchiano contenuti artistici piuttosto che stilemi della gioielleria industriale. Considera il suo lavoro come una magia alchemica perché, senza la passione, sarebbe soltanto sacrificio. Sia per Massimo Izzo che per Pino Manna la creazione orafa è un procedimento infuso d'amore che genera gioia pura.

La boutique di Massimo Izzo

Un anello creato da Massimo Izzo

Pino Manna, che lavora anche su commissione, ha una boutique nella centralissima Piazza Grande, a Modena, con rappresentanze altamente selezionate in Italia e in diversi paesi del mondo. I suoi mercati principali comprendono gli Emirati Arabi Uniti, Giappone e gli Stati Uniti. I ritmi di lavoro imposti dalla clientela sono impegnativi, come ci conferma Pino Manna: "Non è stato un percorso facile, ma i sacrifici non sono gravosi se fanno parte della propria passione. Mi piace talmente tanto quello che faccio che mi diverto sempre. Tutto inizia da qui [indica la testa con il dito] e poi il resto arriva di conseguenza". Pinomanna

Massimo Izzo, gioielliere che ha ottenuto consensi internazionali per il suo lavoro, ha un laboratorio all'altra estremità della penisola, nella città di Siracusa. Come Pino Manna, la sua passione per la gioielleria artigianale è nata in gioventù, ed è cresciuta durante anni di apprendistato in alcuni laboratori locali. Ha aperto il proprio laboratorio nel 1987, nel centro storico di Siracusa.

Lavorazione al laboratorio Pinomanna

Nel suo lavoro, Massimo Izzo raccoglie le tradizioni, i misteri e la magia della sua terra, la Sicilia. Per esempio, una delle sue collezioni, "I gioielli del mare", comprende creazioni ispirate al mondo marino, nelle quali ricrea le bellezze della natura nascoste in fondo al mare. La “Collezione Riccioli” trae ispirazione del Barocco Siciliano, mentre “I Merletti Siciliani” ne richiama gli ornamenti traforati. ˜ 142 ˜

Lavorazione di un pezzo di Massimo Izzo

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Il dono del

benessere Il Cayukeda Point, al Grand Visconti Palace di Milano: una meta per il nostro benessere globale di Jade Ling

La parola Ayurveda, che in sanscrito significa letteralmente "la conoscenza della vita", indica un approccio olistico al benessere che comprende non soltanto la salute mentale e fisica, ma anche lo stile di vita. Tecnica di medicina tradizionale dal IV millennio a.C. in India e in Asia, è generalmente considerata medicina non convenzionale in Occidente. Oggi la terapia ayurvedica è a disposizione di tutti al prestigioso Resort Hotel Grand Visconti Palace, un'oasi di verde e di quiete a pochi passi dal centro di Milano, dove il centro benessere Cayukeda offre diversi trattamenti personalizzati, dall'estetica di base a metodi antichi, volti alla creazione dell'armonia interiore attraverso l'azione sul corpo. Le tecniche ayurvediche rigenerano l'energia dell'organismo per stimolare la vitalità della mente e del corpo, in modo che la bellezza esteriore rispecchi il benessere interiore. Il Cayukeda Point, insieme ad altri sedici in Italia, è gestito dalla società cooperativa Holding Cayukeda, nata dall'intuizione di quattro imprenditori specializzati nel settore del benessere e della cura della persona, in collaborazione con un maestro Ayurveda, Franco Valbonesi, diplomato all'Università di Pune (India) e con una lunga esperienza sia come medico di base in Ayurveda che come terapista ayurvedico. Il Cayukeda Point all'interno del Grand Visconti Palace è il luogo ideale per recuperare l'equilibrio tra corpo e mente, per ritrovare energia e vitalità positiva, per riscoprire il piacere della bellezza profonda con l'ausilio di uno staff di professionisti altamente qualificati, che lavorano per creare benessere globale per ogni ospite, tramite la saggezza antica delle tecniche olistiche. ˜ 144 ˜

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Il dono del

benessere Il Cayukeda Point, al Grand Visconti Palace di Milano: una meta per il nostro benessere globale di Jade Ling

La parola Ayurveda, che in sanscrito significa letteralmente "la conoscenza della vita", indica un approccio olistico al benessere che comprende non soltanto la salute mentale e fisica, ma anche lo stile di vita. Tecnica di medicina tradizionale dal IV millennio a.C. in India e in Asia, è generalmente considerata medicina non convenzionale in Occidente. Oggi la terapia ayurvedica è a disposizione di tutti al prestigioso Resort Hotel Grand Visconti Palace, un'oasi di verde e di quiete a pochi passi dal centro di Milano, dove il centro benessere Cayukeda offre diversi trattamenti personalizzati, dall'estetica di base a metodi antichi, volti alla creazione dell'armonia interiore attraverso l'azione sul corpo. Le tecniche ayurvediche rigenerano l'energia dell'organismo per stimolare la vitalità della mente e del corpo, in modo che la bellezza esteriore rispecchi il benessere interiore. Il Cayukeda Point, insieme ad altri sedici in Italia, è gestito dalla società cooperativa Holding Cayukeda, nata dall'intuizione di quattro imprenditori specializzati nel settore del benessere e della cura della persona, in collaborazione con un maestro Ayurveda, Franco Valbonesi, diplomato all'Università di Pune (India) e con una lunga esperienza sia come medico di base in Ayurveda che come terapista ayurvedico. Il Cayukeda Point all'interno del Grand Visconti Palace è il luogo ideale per recuperare l'equilibrio tra corpo e mente, per ritrovare energia e vitalità positiva, per riscoprire il piacere della bellezza profonda con l'ausilio di uno staff di professionisti altamente qualificati, che lavorano per creare benessere globale per ogni ospite, tramite la saggezza antica delle tecniche olistiche. ˜ 144 ˜

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Il Cayukeda Point non si ferma alla cura dei singoli inestetismi, ma offre trattamenti altamente professionali, quali riflessologia, massaggi rilassanti con oli essenziali, fanghi, massaggi Garshan, al sale e Pinda Sweda, con riso ed erbe aromatiche, il tradizionale massaggio thailandese Chakra e altri ancora

In altre parole, il Cayukeda Point non si ferma alla cura dei singoli inestetismi, ma offre trattamenti altamente professionali, quali riflessologia, massaggi rilassanti con oli essenziali, fanghi, massaggi Garshan, al sale e Pinda Sweda, con riso ed erbe aromatiche, il tradizionale massaggio thailandese Chakra e altri ancora, coadiuvati da attrezzature tecniche, che rispecchiano l'incontro tra ricerca scientifica, fisiologia e natura. I prodotti, utilizzati al Cayukeda Point, sono esclusivamente naturali in modo da assicurare risultati ottimali, che possono essere prolungati grazie alle linee di prodotti professionali studiati dai Laboratori Cayukeda per l'uso quotidiano. Le tecniche innovative a disposizione comprendono un lettino ad acqua, Hydrocare, studiato per potenziare i benefici del massaggio attraverso l'acqua, il calore e la cromoestetica, e Aquaspa, una tecnologia che ricrea un ambiente idroterapico e termale, per accelerare l'eliminazione delle tossine e favorire l'assorbimento di principi attivi. Il maestro Franco Valbonesi mette a disposizione la sua esperienza nella scienza ayurvedica a chiunque voglia migliorare le proprie conoscenze in questo campo tramite la Scuola Cayukeda, che organizza, in varie città italiane, corsi di massaggio neonatale, riflessologia plantare, massaggio Chakra, massaggio tradizionale thailandese e, ciliegina sulla torta, corso di Ayurveda con conseguimento del diploma finale in India. Un altro corso che può avere un grande valore nella vita di tutti i giorni è quello che insegna i principi dell'alimentazione ayurvedica, nel quale i partecipanti imparano a cucinare pasti completi, nutrienti e squisiti che aiutano ad allungare la vita, purificare la materia e rinforzare il corpo. ˜ 146 ˜

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Il Cayukeda Point non si ferma alla cura dei singoli inestetismi, ma offre trattamenti altamente professionali, quali riflessologia, massaggi rilassanti con oli essenziali, fanghi, massaggi Garshan, al sale e Pinda Sweda, con riso ed erbe aromatiche, il tradizionale massaggio thailandese Chakra e altri ancora

In altre parole, il Cayukeda Point non si ferma alla cura dei singoli inestetismi, ma offre trattamenti altamente professionali, quali riflessologia, massaggi rilassanti con oli essenziali, fanghi, massaggi Garshan, al sale e Pinda Sweda, con riso ed erbe aromatiche, il tradizionale massaggio thailandese Chakra e altri ancora, coadiuvati da attrezzature tecniche, che rispecchiano l'incontro tra ricerca scientifica, fisiologia e natura. I prodotti, utilizzati al Cayukeda Point, sono esclusivamente naturali in modo da assicurare risultati ottimali, che possono essere prolungati grazie alle linee di prodotti professionali studiati dai Laboratori Cayukeda per l'uso quotidiano. Le tecniche innovative a disposizione comprendono un lettino ad acqua, Hydrocare, studiato per potenziare i benefici del massaggio attraverso l'acqua, il calore e la cromoestetica, e Aquaspa, una tecnologia che ricrea un ambiente idroterapico e termale, per accelerare l'eliminazione delle tossine e favorire l'assorbimento di principi attivi. Il maestro Franco Valbonesi mette a disposizione la sua esperienza nella scienza ayurvedica a chiunque voglia migliorare le proprie conoscenze in questo campo tramite la Scuola Cayukeda, che organizza, in varie città italiane, corsi di massaggio neonatale, riflessologia plantare, massaggio Chakra, massaggio tradizionale thailandese e, ciliegina sulla torta, corso di Ayurveda con conseguimento del diploma finale in India. Un altro corso che può avere un grande valore nella vita di tutti i giorni è quello che insegna i principi dell'alimentazione ayurvedica, nel quale i partecipanti imparano a cucinare pasti completi, nutrienti e squisiti che aiutano ad allungare la vita, purificare la materia e rinforzare il corpo. ˜ 146 ˜

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Style

Advice L'insostenibile leggerezza del cashmere Di federica pascale designer presso l'ufficio stile uomo Armani Collezioni

Misterioso, piacevole, famoso per la sua morbidezza e la sua calda leggerezza, conosciuto anche come vello d'oro e fibra dei re, il cashmere è sinonimo da sempre di lusso, comfort e benessere. Pregiatissima fibra tessile, proveniente dal pelo di capra, deve il suo nome al Kashmir, provincia dell'India, da dove si esportò verso l'Europa sin dall'inizio del XIX secolo. Oggigiorno però i paesi fornitori più importanti, che producono il cashmere più fine al mondo, sono Mongolia, Cina ma anche Afghanistan e Iran. Le particolari condizioni climatiche, i forti sbalzi di temperatura tra il giorno e la notte di queste zone, favoriscono lo sviluppo della peluria chiamata duvet, la parte più sottile e fine del sottomantello, dalla mano morbida e setosa. Il duvet ha la particolare caratteristica di termo-regolare il corpo dell'animale rispetto all'ambiente esterno, proteggendolo sia dalle basse sia dalle alte temperature. E' per questo motivo che il cashmere può essere usato anche nei periodi primaverili ed estivi, spesso abbinato ad altre fibre preziose quali la seta, e indossato all'occorrenza per escursioni in barca e passeggiate in montagna. Un ottimo investimento, dunque, che non può mancare nel guardaroba dell'uomo contemporaneo, raffinato ma al contempo concreto e pragmatico. Uno stile ricercato che scorre tra il lavoro e il tempo libero. Per la sua indiscutibile raffinatezza, infatti, il cashmere si presta a diventare parte del look classico-informale dell'uomo che fa del lusso e del culto del bello i suoi valori imprescindibili.

Per rivisitare l'immagine del vecchio completo da lavoro, indossate sotto la giacca una morbida maglia in cashmere ma solo se proposta nella sua finezza più sottile: rigorosamente scollo a 'V', più o meno profondo a seconda dei casi, può essere portato a pelle, arricchendo il collo con una pashmina, o sopra la camicia e la cravatta. Nel primo caso optate per colori in nuances con l'abito, che non diano troppo nell'occhio; nel secondo, invece, osate con colori più forti a contrasto con l'abito scuro ma in tinta con i pattern della camicia, a scelta tra check e righe. Uno stile adatto a chi, pur sempre nel segno del gusto e dell'eleganza, non vuole rinunciare ad un po' di estro, limitando la dipendenza ai diktat del vestire formale. Nel tempo libero optate per il classico collo alto dalla linea asciutta e slim: è un complemento perfetto per affrontare senza correre rischi i freddi più intensi ma che vi conferirà un'aria da vero bohemien. Indossato con un abito dal taglio classico, magari in velluto liscio di colore intenso, rende ricercato ma al contempo casual anche il look più formale. Vi riscalderà durante le gelide giornate invernali, senza però rivelarsi fastidioso ed ingombrante. Può essere liscio ma anche impreziosito da lavorazioni, come giochi di coste e di punti in un interessante contrasto di colori. Se volete osare un tocco di dandysmo in più, abbinatelo ad accessori colorati e stravaganti. Nonostante la moda e il lusso inseguono solitamente la leggerezza come must dell'eleganza, questo inverno c'è chi non rinuncia a maglie più

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abbondanti e avvolgenti, come suggerisce, tra le altre, la sfilata di Salvatore Ferragamo. La tendenza, non limitata alla sola fibra del cashmere ma a tutto il mondo del tricot, vede nuovi volumi sui quali si sviluppano punti e lavorazioni. Le maglie diventano extralarge tanto da diventare loro stesse giacche e giacconi; i colori spaziano dai toni del grigio e del cammello al ruggine. Ideale per week-end in montagna ma non solo, potete optare per un cardigan doppio petto, con scollo a scialle e grossi bottoni o alamari. Da abbinare magari a pantaloni e mocassini in velluto, dal gusto caldo e un po' retrò, da vero lord moderno. Un binomio indissolubile lusso-cashmere, dovuto anche ai particolari processi di lavorazione a cui è sottoposta la fibra. Il puro cashmere, infatti, è una fibra viva e delicata che non sopporta forzature e maltrattamenti nelle fasi della lavorazione. Nel produrre una maglia di prestigio la fase della filatura gioca un ruolo da protagonista e solo i produttori di rinomata esperienza sono in grado di sviluppare tecniche così raffinate tali da regalare grande morbidezza, preziosità e resistenza. Ricercate la miglior qualità tra le collezioni di Brunello Cucinelli, Piacenza cashmere, Malo e Ballantyne, alcuni tra i marchi di eccellenza nella lavorazione del cashmere. Affinché questo piacere duri inalterato nel tempo, lavate periodicamente il vostro capo in cashmere: quando è di ottima qualità non si rovina con il lavaggio. Un trattamento adeguato aiuta a mantenere inalterate la forma, il colore e la morbidezza del vostro prezioso capo.

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Advice L'insostenibile leggerezza del cashmere Di federica pascale designer presso l'ufficio stile uomo Armani Collezioni

Misterioso, piacevole, famoso per la sua morbidezza e la sua calda leggerezza, conosciuto anche come vello d'oro e fibra dei re, il cashmere è sinonimo da sempre di lusso, comfort e benessere. Pregiatissima fibra tessile, proveniente dal pelo di capra, deve il suo nome al Kashmir, provincia dell'India, da dove si esportò verso l'Europa sin dall'inizio del XIX secolo. Oggigiorno però i paesi fornitori più importanti, che producono il cashmere più fine al mondo, sono Mongolia, Cina ma anche Afghanistan e Iran. Le particolari condizioni climatiche, i forti sbalzi di temperatura tra il giorno e la notte di queste zone, favoriscono lo sviluppo della peluria chiamata duvet, la parte più sottile e fine del sottomantello, dalla mano morbida e setosa. Il duvet ha la particolare caratteristica di termo-regolare il corpo dell'animale rispetto all'ambiente esterno, proteggendolo sia dalle basse sia dalle alte temperature. E' per questo motivo che il cashmere può essere usato anche nei periodi primaverili ed estivi, spesso abbinato ad altre fibre preziose quali la seta, e indossato all'occorrenza per escursioni in barca e passeggiate in montagna. Un ottimo investimento, dunque, che non può mancare nel guardaroba dell'uomo contemporaneo, raffinato ma al contempo concreto e pragmatico. Uno stile ricercato che scorre tra il lavoro e il tempo libero. Per la sua indiscutibile raffinatezza, infatti, il cashmere si presta a diventare parte del look classico-informale dell'uomo che fa del lusso e del culto del bello i suoi valori imprescindibili.

Per rivisitare l'immagine del vecchio completo da lavoro, indossate sotto la giacca una morbida maglia in cashmere ma solo se proposta nella sua finezza più sottile: rigorosamente scollo a 'V', più o meno profondo a seconda dei casi, può essere portato a pelle, arricchendo il collo con una pashmina, o sopra la camicia e la cravatta. Nel primo caso optate per colori in nuances con l'abito, che non diano troppo nell'occhio; nel secondo, invece, osate con colori più forti a contrasto con l'abito scuro ma in tinta con i pattern della camicia, a scelta tra check e righe. Uno stile adatto a chi, pur sempre nel segno del gusto e dell'eleganza, non vuole rinunciare ad un po' di estro, limitando la dipendenza ai diktat del vestire formale. Nel tempo libero optate per il classico collo alto dalla linea asciutta e slim: è un complemento perfetto per affrontare senza correre rischi i freddi più intensi ma che vi conferirà un'aria da vero bohemien. Indossato con un abito dal taglio classico, magari in velluto liscio di colore intenso, rende ricercato ma al contempo casual anche il look più formale. Vi riscalderà durante le gelide giornate invernali, senza però rivelarsi fastidioso ed ingombrante. Può essere liscio ma anche impreziosito da lavorazioni, come giochi di coste e di punti in un interessante contrasto di colori. Se volete osare un tocco di dandysmo in più, abbinatelo ad accessori colorati e stravaganti. Nonostante la moda e il lusso inseguono solitamente la leggerezza come must dell'eleganza, questo inverno c'è chi non rinuncia a maglie più

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abbondanti e avvolgenti, come suggerisce, tra le altre, la sfilata di Salvatore Ferragamo. La tendenza, non limitata alla sola fibra del cashmere ma a tutto il mondo del tricot, vede nuovi volumi sui quali si sviluppano punti e lavorazioni. Le maglie diventano extralarge tanto da diventare loro stesse giacche e giacconi; i colori spaziano dai toni del grigio e del cammello al ruggine. Ideale per week-end in montagna ma non solo, potete optare per un cardigan doppio petto, con scollo a scialle e grossi bottoni o alamari. Da abbinare magari a pantaloni e mocassini in velluto, dal gusto caldo e un po' retrò, da vero lord moderno. Un binomio indissolubile lusso-cashmere, dovuto anche ai particolari processi di lavorazione a cui è sottoposta la fibra. Il puro cashmere, infatti, è una fibra viva e delicata che non sopporta forzature e maltrattamenti nelle fasi della lavorazione. Nel produrre una maglia di prestigio la fase della filatura gioca un ruolo da protagonista e solo i produttori di rinomata esperienza sono in grado di sviluppare tecniche così raffinate tali da regalare grande morbidezza, preziosità e resistenza. Ricercate la miglior qualità tra le collezioni di Brunello Cucinelli, Piacenza cashmere, Malo e Ballantyne, alcuni tra i marchi di eccellenza nella lavorazione del cashmere. Affinché questo piacere duri inalterato nel tempo, lavate periodicamente il vostro capo in cashmere: quando è di ottima qualità non si rovina con il lavaggio. Un trattamento adeguato aiuta a mantenere inalterate la forma, il colore e la morbidezza del vostro prezioso capo.

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Cultural adjustment Nelle coppie miste la crisi può nascere da problemi nella comunicazione verbale di Giulia Remorino psicoterapeuta, specialista in "cultural adjustment" giulia_remorino@tiscali.it

La grande mobilità dell'uomo contemporaneo ha conseguenze molteplici, tra le quali l'aumento delle unioni miste, ossia tra persone di origini diverse. In una coppia mista capita spesso che la storia nasca dal fascino della diversità oltre che dall'attrazione reciproca, e che si comunichi servendosi di una lingua comune ma nativa di uno solo dei due, o anche di nessuno, come nel caso, per esempio, di un americano e una giapponese che vivono in Italia e che parlano in italiano. Nel cercare il partner che ci completi si ricerca sempre "l'altro da sé", e così una persona di origini, linguaggio e background diversi dai propri sarà sempre più affascinante rispetto alla situazione evidenziata dal proverbio "mogli e buoi dei paesi tuoi". Può però capitare che, all'interno della coppia mista, il contatto con gli aspetti più profondi della diversità altrui dia luogo a una crisi nella comunicazione. I problemi possono nascere già nei primi tempi, quando si decide di andare a vivere insieme e si scoprono, per esempio, diversità di abitudini o di gusti nell'arredamento, differenze nelle piccole azioni quotidiane o nella gestione del tempo libero. Le coppie giovani possono arenarsi già in questa fase, e in questi casi la consulenza cerca di stabilire dei punti di contatto e di identificare il tessuto connettivo di partenza.

Un altro ostacolo può comparire con l'arrivo dei figli, la cui gestione è complessa anche per una coppia omogenea e che, a maggior ragione, mette a dura prova una coppia mista. Per esempio, la suocera italiana può essere fin troppo zelante nel dare consigli alla nuora su come crescere il bebè, allo stesso tempo è difficile per un uomo italiano prendere le difese della compagna, se ciò significa schierarsi contro la propria famiglia. Per un uomo può essere difficile vedersi non più come figlio, ma come marito e padre; d’altro canto, una madre può avere paura che il figlio venga assorbito completamente dalla nuova famiglia. Può succedere che, non essendo completa la comprensione della situazione reale, i due partner attribuiscano uno all’altro la proiezione dei propri desideri; successivamente, quando si rendono conto che la realtà è ben diversa, non riescono a comunicare in modo significativo: generalmente l'uomo di una coppia in crisi tende al silenzio, mentre la donna può reagire con il cosiddetto “fiume di parole”, che non vengono ascoltate o comprese. Il primo passo nel percorso analitico è imparare ad ascoltarsi e, in seguito, riflettere sul futuro della coppia. L'obiettivo principale nel percorso del cultural adjustment non è necessariamente il risanamento dell'unità di coppia, bensì la chiara percezione, da parte di entrambi i componenti, della loro identità e del loro ruolo nel rapporto, con la possibilità che questa nuova consapevolezza possa portare alla separazione. In fondo, un partner

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può vivere bene la vita di coppia soltanto se vive bene con se stesso. La separazione potrebbe portare alla creazione di una famiglia allargata, alla formazione di nuove vite di coppia, con la gestione condivisa dei figli, se ci sono, ed è necessario che alla base di tutto questo ci sia, in caso, l’accettazione della dimensione reale e una buona volontà. In questo tipo di consulenza bisogna stabilire un clima empatico e il professionista deve immedesimarsi nel paziente. L'analista diventa il mediatore, il traduttore, e spiega esattamente quello che un partner sta tentando di trasmettere all'altro. Per quanto mi riguarda, sono stata avvantaggiata dalla mia storia personale: provengo da una famiglia mista, con genitori di origini e religioni diverse. Parlo l'italiano e l'inglese, e conosco discretamente spagnolo, tedesco ed ebraico. L'origine multiculturale mi permette di cogliere il senso profondo di gesti o di termini usati involontariamente nell'esprimersi in seduta. Senza dubbio, la situazione che dà più soddisfazione è quella in cui una coppia mista, dopo essere andata in crisi a causa della disarmonia rivelatasi pian piano nella vita di coppia, riesce, grazie alla consulenza, a identificare un terreno comune sul quale ripartire. Questo "common ground" può essere semplicemente la voglia di stare uniti; capita che il consulente riesca a dar voce a qualcosa che è nell'aria ma che non trova espressione, e che dalla disarmonia nasca una nuova armonia.

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Cultural adjustment Nelle coppie miste la crisi può nascere da problemi nella comunicazione verbale di Giulia Remorino psicoterapeuta, specialista in "cultural adjustment" giulia_remorino@tiscali.it

La grande mobilità dell'uomo contemporaneo ha conseguenze molteplici, tra le quali l'aumento delle unioni miste, ossia tra persone di origini diverse. In una coppia mista capita spesso che la storia nasca dal fascino della diversità oltre che dall'attrazione reciproca, e che si comunichi servendosi di una lingua comune ma nativa di uno solo dei due, o anche di nessuno, come nel caso, per esempio, di un americano e una giapponese che vivono in Italia e che parlano in italiano. Nel cercare il partner che ci completi si ricerca sempre "l'altro da sé", e così una persona di origini, linguaggio e background diversi dai propri sarà sempre più affascinante rispetto alla situazione evidenziata dal proverbio "mogli e buoi dei paesi tuoi". Può però capitare che, all'interno della coppia mista, il contatto con gli aspetti più profondi della diversità altrui dia luogo a una crisi nella comunicazione. I problemi possono nascere già nei primi tempi, quando si decide di andare a vivere insieme e si scoprono, per esempio, diversità di abitudini o di gusti nell'arredamento, differenze nelle piccole azioni quotidiane o nella gestione del tempo libero. Le coppie giovani possono arenarsi già in questa fase, e in questi casi la consulenza cerca di stabilire dei punti di contatto e di identificare il tessuto connettivo di partenza.

Un altro ostacolo può comparire con l'arrivo dei figli, la cui gestione è complessa anche per una coppia omogenea e che, a maggior ragione, mette a dura prova una coppia mista. Per esempio, la suocera italiana può essere fin troppo zelante nel dare consigli alla nuora su come crescere il bebè, allo stesso tempo è difficile per un uomo italiano prendere le difese della compagna, se ciò significa schierarsi contro la propria famiglia. Per un uomo può essere difficile vedersi non più come figlio, ma come marito e padre; d’altro canto, una madre può avere paura che il figlio venga assorbito completamente dalla nuova famiglia. Può succedere che, non essendo completa la comprensione della situazione reale, i due partner attribuiscano uno all’altro la proiezione dei propri desideri; successivamente, quando si rendono conto che la realtà è ben diversa, non riescono a comunicare in modo significativo: generalmente l'uomo di una coppia in crisi tende al silenzio, mentre la donna può reagire con il cosiddetto “fiume di parole”, che non vengono ascoltate o comprese. Il primo passo nel percorso analitico è imparare ad ascoltarsi e, in seguito, riflettere sul futuro della coppia. L'obiettivo principale nel percorso del cultural adjustment non è necessariamente il risanamento dell'unità di coppia, bensì la chiara percezione, da parte di entrambi i componenti, della loro identità e del loro ruolo nel rapporto, con la possibilità che questa nuova consapevolezza possa portare alla separazione. In fondo, un partner

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può vivere bene la vita di coppia soltanto se vive bene con se stesso. La separazione potrebbe portare alla creazione di una famiglia allargata, alla formazione di nuove vite di coppia, con la gestione condivisa dei figli, se ci sono, ed è necessario che alla base di tutto questo ci sia, in caso, l’accettazione della dimensione reale e una buona volontà. In questo tipo di consulenza bisogna stabilire un clima empatico e il professionista deve immedesimarsi nel paziente. L'analista diventa il mediatore, il traduttore, e spiega esattamente quello che un partner sta tentando di trasmettere all'altro. Per quanto mi riguarda, sono stata avvantaggiata dalla mia storia personale: provengo da una famiglia mista, con genitori di origini e religioni diverse. Parlo l'italiano e l'inglese, e conosco discretamente spagnolo, tedesco ed ebraico. L'origine multiculturale mi permette di cogliere il senso profondo di gesti o di termini usati involontariamente nell'esprimersi in seduta. Senza dubbio, la situazione che dà più soddisfazione è quella in cui una coppia mista, dopo essere andata in crisi a causa della disarmonia rivelatasi pian piano nella vita di coppia, riesce, grazie alla consulenza, a identificare un terreno comune sul quale ripartire. Questo "common ground" può essere semplicemente la voglia di stare uniti; capita che il consulente riesca a dar voce a qualcosa che è nell'aria ma che non trova espressione, e che dalla disarmonia nasca una nuova armonia.

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Valori artistici Nel restauro dell'immobile di prestigio, il contenuto culturale è prezioso da ogni punto di vista Luciano Broglia, architetto lubarch@tiscali.it

Quando si parla di immobili di una certa epoca storica – consideriamo quelli risalenti a prima del 1900 (ma anche dopo per quegli edifici che per la fama del progettista o perché sono l’emblema di un’epoca, hanno comunque un valore notevole) – bisogna partire dalla considerazione che più del 60% del patrimonio culturale mondiale si trova in Italia. Tanto per dare un'idea, secondo un rapporto pubblicato da Pricewaterhouse Coopers nel 2009, l'Italia possiede oltre 3.400 musei, circa 2.100 aree e parchi archeologici, e 43 siti Unesco. Questi ultimi comprendono, per esempio, 24 ville palladiane nel Veneto, ma nella sola provincia di Vicenza ci sono almeno altri 60 esempi pregevoli di architettura monumentale, fra ville, palazzi, chiese, abbazie e castelli. È facile quindi che, con l'acquisto di un immobile, ci si trovi a possedere un bene architettonico e artistico di una certa importanza. Come ci dobbiamo comportare per essere sicuri di non danneggiare questo patrimonio con le operazioni di ristrutturazione, preservandone peraltro il valore? Il sistema delle Soprintendenze e la legislazione offrono già delle garanzie in merito. Per esempio, gli immobili che appartengono a enti, sia privati che statali, sono sottoposti a vincolo se hanno più di cinquant'anni di vita; gli edifici privati di notevole pregio dovrebbero invece essere iscritti a un registro della Soprintendenza e, solo in questo caso, essere soggetti a vincolo. (Per chiarezza, con la parola "vincolo" s'intende che qualsiasi intervento, sull’edificio vincolato, è sottoposto al parere degli organi competenti).

È evidente, comunque, che nella ristrutturazione di un edificio che possiede elementi di pregio artistici o architettonici è importante operare per conservare le caratteristiche e l'essenza della sua epoca. In Italia si tende a conservare e non a ricostruire (gli interventi di modifica o di reintegro debbono essere ben visibili rispetto al contesto preesistente); questo approccio ci distingue da altri paesi, come, per esempio, il Regno Unito, dove spesso si costruiscono nuovi volumi con le stesse caratteristiche di un frammento architettonico preesistente. Il dover affrontare le Soprintendenze potrebbe sembrare qualcosa di restrittivo o di fastidioso; in realtà i funzionari di questi enti di controllo possiedono una grande professionalità, e molto spesso una profonda passione che va oltre il concetto burocratico del loro ruolo. Gli architetti specializzati nel restauro sanno che gestire i contatti con i Funzionari delle Soprintendenze può essere un faticoso confronto, ma anche una collaborazione ed uno sviluppo di idee. Vi è poi, nel privato, tutto un patrimonio “minore” che pur non essendo sottoposto a restrizioni o vincoli esiste spesso all’interno di edifici comunque di pregio, sia per caratteristiche che per epoca; e qui entra in gioco la “sensibilità” dei proprietari dell’immobile che devono decidere se eliminare e snaturare questi elementi o se dar loro invece visibilità e nuova vita. Spesso il mantenere sapientemente questi elementi porta lo stato dell’immobile ad un valore più alto (solo ragionando in termini meramente economici), ma è anche un’operazione di recupero culturale che sarebbe sempre auspicabile. Nelle opere di ristrutturazione e di restauro si lavora utilizzando sia materiali tradizionali, analoghi a quelli originali, sia invece materiali frutto delle più recenti tecnologie.

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Ovviamente in talune situazioni è necessario mediare, e bisogna conciliare l’estetica ed il restauro con le più recenti normative (un esempio su tutti quelle sul contenimento dei consumi energetici). È comunque consigliabile utilizzare i servizi di un architetto abituato a gestire queste situazioni, che spesso si presentano complesse nel miscelare tutte le problematiche connesse; che è in grado di identificare tutte le componenti, di reperire le imprese con maestranze esperte nel settore e di gestire il procedere dei lavori, spesso affrontando le “sorprese” che si presentato in una ristrutturazione su edifici storici. È domanda lecita chiedere come si trovino architetti con esperienza nel campo specifico: in questo settore, come in molti altri, vige il passaparola. I professionisti che lavorano nel settore possiedono, oltre alle consuete capacità di gestione del progetto e del cantiere, le conoscenze specifiche in materia di restauro e un'approfondita familiarità con la storia dell'architettura, per poter individuare l'anima e la storia dell'edificio ed il suo contesto, e per orientare la scelta del tipo di restauro possibile, sia filologico, che scientifico. Per concludere, in un contesto di così grande ricchezza del patrimonio culturale come quello italiano, una logica puramente economica applicata al recupero dei beni architettonici è destinata ad influire negativamente sul patrimonio artistico generale, perché i valori veri di tali beni si misurano (per citare l'arch. Giovanni Urbani, direttore dell'Istituto Centrale per il Restauro di Roma dal 1973 al 1983) in termini del senso di appartenenza delle persone al territorio e l'immedesimazione dell'abitante alla cosa abitata.

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Valori artistici Nel restauro dell'immobile di prestigio, il contenuto culturale è prezioso da ogni punto di vista Luciano Broglia, architetto lubarch@tiscali.it

Quando si parla di immobili di una certa epoca storica – consideriamo quelli risalenti a prima del 1900 (ma anche dopo per quegli edifici che per la fama del progettista o perché sono l’emblema di un’epoca, hanno comunque un valore notevole) – bisogna partire dalla considerazione che più del 60% del patrimonio culturale mondiale si trova in Italia. Tanto per dare un'idea, secondo un rapporto pubblicato da Pricewaterhouse Coopers nel 2009, l'Italia possiede oltre 3.400 musei, circa 2.100 aree e parchi archeologici, e 43 siti Unesco. Questi ultimi comprendono, per esempio, 24 ville palladiane nel Veneto, ma nella sola provincia di Vicenza ci sono almeno altri 60 esempi pregevoli di architettura monumentale, fra ville, palazzi, chiese, abbazie e castelli. È facile quindi che, con l'acquisto di un immobile, ci si trovi a possedere un bene architettonico e artistico di una certa importanza. Come ci dobbiamo comportare per essere sicuri di non danneggiare questo patrimonio con le operazioni di ristrutturazione, preservandone peraltro il valore? Il sistema delle Soprintendenze e la legislazione offrono già delle garanzie in merito. Per esempio, gli immobili che appartengono a enti, sia privati che statali, sono sottoposti a vincolo se hanno più di cinquant'anni di vita; gli edifici privati di notevole pregio dovrebbero invece essere iscritti a un registro della Soprintendenza e, solo in questo caso, essere soggetti a vincolo. (Per chiarezza, con la parola "vincolo" s'intende che qualsiasi intervento, sull’edificio vincolato, è sottoposto al parere degli organi competenti).

È evidente, comunque, che nella ristrutturazione di un edificio che possiede elementi di pregio artistici o architettonici è importante operare per conservare le caratteristiche e l'essenza della sua epoca. In Italia si tende a conservare e non a ricostruire (gli interventi di modifica o di reintegro debbono essere ben visibili rispetto al contesto preesistente); questo approccio ci distingue da altri paesi, come, per esempio, il Regno Unito, dove spesso si costruiscono nuovi volumi con le stesse caratteristiche di un frammento architettonico preesistente. Il dover affrontare le Soprintendenze potrebbe sembrare qualcosa di restrittivo o di fastidioso; in realtà i funzionari di questi enti di controllo possiedono una grande professionalità, e molto spesso una profonda passione che va oltre il concetto burocratico del loro ruolo. Gli architetti specializzati nel restauro sanno che gestire i contatti con i Funzionari delle Soprintendenze può essere un faticoso confronto, ma anche una collaborazione ed uno sviluppo di idee. Vi è poi, nel privato, tutto un patrimonio “minore” che pur non essendo sottoposto a restrizioni o vincoli esiste spesso all’interno di edifici comunque di pregio, sia per caratteristiche che per epoca; e qui entra in gioco la “sensibilità” dei proprietari dell’immobile che devono decidere se eliminare e snaturare questi elementi o se dar loro invece visibilità e nuova vita. Spesso il mantenere sapientemente questi elementi porta lo stato dell’immobile ad un valore più alto (solo ragionando in termini meramente economici), ma è anche un’operazione di recupero culturale che sarebbe sempre auspicabile. Nelle opere di ristrutturazione e di restauro si lavora utilizzando sia materiali tradizionali, analoghi a quelli originali, sia invece materiali frutto delle più recenti tecnologie.

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Ovviamente in talune situazioni è necessario mediare, e bisogna conciliare l’estetica ed il restauro con le più recenti normative (un esempio su tutti quelle sul contenimento dei consumi energetici). È comunque consigliabile utilizzare i servizi di un architetto abituato a gestire queste situazioni, che spesso si presentano complesse nel miscelare tutte le problematiche connesse; che è in grado di identificare tutte le componenti, di reperire le imprese con maestranze esperte nel settore e di gestire il procedere dei lavori, spesso affrontando le “sorprese” che si presentato in una ristrutturazione su edifici storici. È domanda lecita chiedere come si trovino architetti con esperienza nel campo specifico: in questo settore, come in molti altri, vige il passaparola. I professionisti che lavorano nel settore possiedono, oltre alle consuete capacità di gestione del progetto e del cantiere, le conoscenze specifiche in materia di restauro e un'approfondita familiarità con la storia dell'architettura, per poter individuare l'anima e la storia dell'edificio ed il suo contesto, e per orientare la scelta del tipo di restauro possibile, sia filologico, che scientifico. Per concludere, in un contesto di così grande ricchezza del patrimonio culturale come quello italiano, una logica puramente economica applicata al recupero dei beni architettonici è destinata ad influire negativamente sul patrimonio artistico generale, perché i valori veri di tali beni si misurano (per citare l'arch. Giovanni Urbani, direttore dell'Istituto Centrale per il Restauro di Roma dal 1973 al 1983) in termini del senso di appartenenza delle persone al territorio e l'immedesimazione dell'abitante alla cosa abitata.

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Vini divini Molamatta, Sànaga, Brunello di Montalcino Poggio all'Oro: tre prodotti nati dalla passione per la vitivinicoltura di qualità di Salvatore Ferrara, sommelier al Hotel Diana Majestic, Milano

In questo articolo vorrei segnalare tre vini che rispecchiano approcci diversi alla tradizione vitivinicola; ognuno di essi raggiunge alti livelli qualitativi che giustificano il rinnovato interesse internazionale – in particolare da parte degli Stati Uniti e della Francia – per i vini italiani. Per cominciare, il Molamatta, dell’azienda friulana Marco Felluga, nasce da un blend di Pinot bianco, Tocai friulano e Ribolla gialla. La vendemmia delle diverse uve è differenziata e anche la vinificazione viene svolta separatamente: soltanto il Pinot bianco viene fermentato per sei mesi in piccole botti, e il vino viene assemblato successivamente. In bocca ha una buona freschezza, con sentori di erbe aromatiche caratteristiche del Tocai, di timo, salvia, sapori fruttati di pera, mela, albicocca e note floreali tipiche della Ribolla, acacia, camomilla e biancospino. L'insieme è davvero piacevole e può accompagnare, oltre all'aperitivo, un buon piatto di pesce e ricette di mare creative. Il Sàgana è un vino che nasce da uve Nero d'Avola, raccolte con vendemmia manuale da viti relativamente giovani – 15 anni – ad alberello basso. Le uva sono sottoposte a macerazione e fermentazione, il mosto ottenuto è poi trasferito in botti di rovere da 20 ettolitri per sei mesi per la fermentazione malolattica, prima di essere imbottigliato. Il risultato è un vino di grande corpo, con tutta la sinfonia olfattiva che ci si potrebbe aspettare da un grande rosso siciliano: frutti di bosco in confettura, tabacco, cacao e pepe nero. Ha una buona tannicità, con una gradazione di 13.5%, che lo rende ideale per un ulteriore affinamento in bottiglia. Per ultimo, vorrei parlare di un grande vino rosso dalla Toscana. Il Brunello di Montalcino Riserva Poggio all'Oro, dell’azienda Castello Banfi, è uno splendido esempio di questo vino prodotto da un clone di Sangiovese. Dopo la vinificazione, riposa per la maturazione in botti di rovere (barriques) per due anni e mezzo, segue poi un ulteriore affinamento in bottiglia. Il Poggio all'Oro ha una grande e potente complessità olfattiva, tipica del Brunello, che sicuramente è destinata a migliorare con un'ulteriore maturazione in bottiglia. È un vino che accompagnerà i piatti di cacciagione serviti dal nostro ristorante per i prossimi due o tre mesi.

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P.R., lettere iniziali nobilissime Un marchio di storia millennaria di Luca Bassi, tecnico selezione qualità P.R.

Parlare di "P.R." per un tecnico nonché appassionato come il sottoscritto è un piacere e un orgoglio; proverò a trasmettere ai lettori alcuni cenni sulla storia e sui valori nutrizionali del Re dei formaggi. Testimonianze storiche dimostrano come già nel 1200 il Parmigiano-Reggiano avesse raggiunto quella tipizzazione perfetta che si è conservata immutata fino ai nostri giorni. Il Parmigiano-Reggiano si fa oggi esattamente come nove secoli fa. Lo stesso aspetto, la stessa straordinaria fragranza, fatto con la stessa tecnica, negli stessi luoghi, con i medesimi e sapienti gesti rituali ancora oggi. I Maestri Casari con sapiente perizia tramandano i segreti antichissimi alle nuove leve affinandole per creare e non fabbricare questo straordinario prodotto che si colloca come una perla nel nostro sterminato patrimonio alimentare. Il Parmigiano-Reggiano è un formaggio a pasta dura e a lunga stagionatura. Contiene solo il 30% di acqua e ben il 70% di sostanze nutritive: è un formaggio ricchissimo di proteine, vitamine e minerali, è un alimento ricco di aminoacidi essenziali e facilmente assimilabile, per la presenza di enzimi che modificano la caseina e la rendono altamente digeribile: per questo motivo è indicato anche per le persone intolleranti alle proteine del latte vaccino. Si caratterizza inoltre come un alimento privo di lattosio, per i motivi sopra indicati lo possiamo consigliare agli sportivi come alimento altamente energetico e grazie alla sua digeribilità si trasforma in energia subito disponibile. Altra cosa da non trascurare, il Parmigiano-Reggiano ha un contenuto di grassi inferiore alla maggior parte degli altri formaggi, in quanto prodotto con latte parzialmente scremato. Lo sapevate che: per ottenere un kg di Parmigiano-Reggiano occorrono ben 16 litri di latte pregiato della zona tipica. Lo sapevate che: solo le forme che presentano tutte le caratteristiche tipiche possono fregiarsi del marchio PR e proseguire il viaggio verso la lunga stagionatura che può arrivare anche oltre i 36 mesi. Concludo parlando dell’utilizzo in cucina, oltre all’uso consueto come condimento, grattugiato, il Re si può adoperare accompagnato da un bicchiere del conterraneo Lambrusco, a scaglie con l’Aceto Balsamico tradizionale di Modena o Reggio Emilia, da solo o con la frutta di stagione. ˜ 155 ˜


Vini divini Molamatta, Sànaga, Brunello di Montalcino Poggio all'Oro: tre prodotti nati dalla passione per la vitivinicoltura di qualità di Salvatore Ferrara, sommelier al Hotel Diana Majestic, Milano

In questo articolo vorrei segnalare tre vini che rispecchiano approcci diversi alla tradizione vitivinicola; ognuno di essi raggiunge alti livelli qualitativi che giustificano il rinnovato interesse internazionale – in particolare da parte degli Stati Uniti e della Francia – per i vini italiani. Per cominciare, il Molamatta, dell’azienda friulana Marco Felluga, nasce da un blend di Pinot bianco, Tocai friulano e Ribolla gialla. La vendemmia delle diverse uve è differenziata e anche la vinificazione viene svolta separatamente: soltanto il Pinot bianco viene fermentato per sei mesi in piccole botti, e il vino viene assemblato successivamente. In bocca ha una buona freschezza, con sentori di erbe aromatiche caratteristiche del Tocai, di timo, salvia, sapori fruttati di pera, mela, albicocca e note floreali tipiche della Ribolla, acacia, camomilla e biancospino. L'insieme è davvero piacevole e può accompagnare, oltre all'aperitivo, un buon piatto di pesce e ricette di mare creative. Il Sàgana è un vino che nasce da uve Nero d'Avola, raccolte con vendemmia manuale da viti relativamente giovani – 15 anni – ad alberello basso. Le uva sono sottoposte a macerazione e fermentazione, il mosto ottenuto è poi trasferito in botti di rovere da 20 ettolitri per sei mesi per la fermentazione malolattica, prima di essere imbottigliato. Il risultato è un vino di grande corpo, con tutta la sinfonia olfattiva che ci si potrebbe aspettare da un grande rosso siciliano: frutti di bosco in confettura, tabacco, cacao e pepe nero. Ha una buona tannicità, con una gradazione di 13.5%, che lo rende ideale per un ulteriore affinamento in bottiglia. Per ultimo, vorrei parlare di un grande vino rosso dalla Toscana. Il Brunello di Montalcino Riserva Poggio all'Oro, dell’azienda Castello Banfi, è uno splendido esempio di questo vino prodotto da un clone di Sangiovese. Dopo la vinificazione, riposa per la maturazione in botti di rovere (barriques) per due anni e mezzo, segue poi un ulteriore affinamento in bottiglia. Il Poggio all'Oro ha una grande e potente complessità olfattiva, tipica del Brunello, che sicuramente è destinata a migliorare con un'ulteriore maturazione in bottiglia. È un vino che accompagnerà i piatti di cacciagione serviti dal nostro ristorante per i prossimi due o tre mesi.

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P.R., lettere iniziali nobilissime Un marchio di storia millennaria di Luca Bassi, tecnico selezione qualità P.R.

Parlare di "P.R." per un tecnico nonché appassionato come il sottoscritto è un piacere e un orgoglio; proverò a trasmettere ai lettori alcuni cenni sulla storia e sui valori nutrizionali del Re dei formaggi. Testimonianze storiche dimostrano come già nel 1200 il Parmigiano-Reggiano avesse raggiunto quella tipizzazione perfetta che si è conservata immutata fino ai nostri giorni. Il Parmigiano-Reggiano si fa oggi esattamente come nove secoli fa. Lo stesso aspetto, la stessa straordinaria fragranza, fatto con la stessa tecnica, negli stessi luoghi, con i medesimi e sapienti gesti rituali ancora oggi. I Maestri Casari con sapiente perizia tramandano i segreti antichissimi alle nuove leve affinandole per creare e non fabbricare questo straordinario prodotto che si colloca come una perla nel nostro sterminato patrimonio alimentare. Il Parmigiano-Reggiano è un formaggio a pasta dura e a lunga stagionatura. Contiene solo il 30% di acqua e ben il 70% di sostanze nutritive: è un formaggio ricchissimo di proteine, vitamine e minerali, è un alimento ricco di aminoacidi essenziali e facilmente assimilabile, per la presenza di enzimi che modificano la caseina e la rendono altamente digeribile: per questo motivo è indicato anche per le persone intolleranti alle proteine del latte vaccino. Si caratterizza inoltre come un alimento privo di lattosio, per i motivi sopra indicati lo possiamo consigliare agli sportivi come alimento altamente energetico e grazie alla sua digeribilità si trasforma in energia subito disponibile. Altra cosa da non trascurare, il Parmigiano-Reggiano ha un contenuto di grassi inferiore alla maggior parte degli altri formaggi, in quanto prodotto con latte parzialmente scremato. Lo sapevate che: per ottenere un kg di Parmigiano-Reggiano occorrono ben 16 litri di latte pregiato della zona tipica. Lo sapevate che: solo le forme che presentano tutte le caratteristiche tipiche possono fregiarsi del marchio PR e proseguire il viaggio verso la lunga stagionatura che può arrivare anche oltre i 36 mesi. Concludo parlando dell’utilizzo in cucina, oltre all’uso consueto come condimento, grattugiato, il Re si può adoperare accompagnato da un bicchiere del conterraneo Lambrusco, a scaglie con l’Aceto Balsamico tradizionale di Modena o Reggio Emilia, da solo o con la frutta di stagione. ˜ 155 ˜


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Belluno P.zza V. Emanuele II, 11 32100 Belluno Tel. 0437 217901 Benevento C.so Garibaldi, 112 82100 Benevento Tel. 0824 481153 Bergamo P.zza Matteotti, 29 24122 Bergamo Tel. 035 2286711 Biella Via Italia, 17/C 13900 Biella Tel. 015 2522928 Bologna Via dei Mille 19 40121 Bologna Tel. 800 135025 Bologna Via Farini, 22 40124 Bologna Tel. 051 6454455 Bolzano Via Della Mostra, 7/A 39100 Bolzano Tel. 0471 305324 Borgomanero Via Gozzano, 107 28021 Borgomanero, Novara Tel. 0322 867110

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Crema P.zza Duomo, 1 26013 Crema, Cremona Tel. 0373 8762203

Cuneo Corso Giolitti, 3 12100 Cuneo Tel. 0171 314811

Casale Monferrato Via Magnocavallo, 17/A 15033 Casale Monferrato, Alessandria Tel. 0142 437593

FIRENZE Via Carlo Magno,9 50127 Firenze TEL. 055 2614781

Casalecchio di Reno Via Garibaldi, 3 40033 Casalecchio di Reno, Bologna Tel. 051 2987251

Catania Viale Regina Margherita, 39 95123 Catania Tel. 095 3529101

Cerea Via Paride da Cerea, 1/3 37053 Cerea, Verona Tel. 0442 321404 Chieri P.zza Cavour, 8 10023 Chieri, Torino Tel. 011 9405526 Cittadella Via Marconi, 11/13 35013 Cittadella, Padova Tel. 049 5977250 Como Via Rubini, 6 22100 Como Tel. 031 2769711 Cosenza Via Umberto I, 17/A 87100 Cosenza Tel. 0984 899911

Ferrara Via Correggiari, 1 44100 Ferrara Tel. 0532 410911 Firenze Via de' Rondinelli, 10 50123 Firenze Tel. 055 2386911

Caserta Via Cesare Battisti, 49 81100 Caserta Tel. 0823 210611

Catanzaro Via Milano, 6 88100 Catanzaro Tel. 096 1509620

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FIRENZE P.za Alberti, 59 50121 Firenze TEL. 055 6237224 Foggia C.so V. Emanuele II, 35 71100 Foggia Tel. 0881 793550 Forlì Via Jacopo Allegretti, 3 47100 Forlì-Cesena Tel. 0543 378411 Genova Via Fieschi, 6 16121 Genova Tel. 010 5317203 Gorizia C.so G. Verdi, 104 34170 Gorizia Tel. 0481 381592 Imperia Via della Repubblica, 3 18100 Imperia Tel. 0183 283311 Ivrea P.zza Balla, 7 10015 Ivrea, Torino Tel. 0125 755211

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La Spezia Via Galilei, 2 19121 La Spezia Tel. 0187 25831 Lecce Via Zanardelli, 99 73100 Lecce Tel. 0832 393311 Lecco Via Cavour, 67 23900 Lecco Tel. 0341 226611 Legnano Corso Italia, 54 20025 Legnano, Milano Tel. 0331 488838 Lucca P.zza del Giglio, 3 55100 Lucca Tel. 0583 472854 Mantova Via Frattini, 7 46100 Mantova Tel. 0376 288007 Mestre Via A. Lazzari, 3 30174 Mestre, Venezia Tel. 041 3960123 Milano Via Hoepli, 10 20121 Milano Tel. 02 882816145 Milano Via Borgonuovo, 2 20121 Milano Tel. 02 63673038 Milano P.zza Borromeo, 12 20123 Milano Tel. 02 85424733 Milano Foro Bonaparte, 24 20121 Milano Tel. 02 88890137 Milano Corso di Porta Romana, 122 20122 Milano Tel. 02 58331835 Milano Via Vittorio Veneto, 22 20124 Milano Tel. 02 62001726


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Milano Via Negri, 8 20123 Milano Tel. 02 85468221

Padova Via Trieste, 57/59 35121 Padova Tel. 049  839224 

Roma Via dei Condotti, 11 00187 Roma Tel. 06 6977701

Milano C.so Sempione, 67 20149 Milano Tel. 02 34594222

Palermo P.zza Castelnuovo, 26/b 90141 Palermo Tel. 091 7812232

Roma Via del Corso, 226 00186 Roma Tel. 06 67124241

Milano Via Carducci, 4 20123 Milano Tel. 02 72586234

Parma Via Farini, 1 43100 Parma Tel. 0521 508171

Roma Via Po, 25/A 00198 Roma Tel. 06 85509327

Milano Corso San Gottardo, 1 20136 Milano Tel. 02 83383135

Pavia Via Varese, 3 27100 Pavia Tel. 0382 377911

Rovigo Via Mazzini, 9/13 45100 Rovigo Tel. 0425 200 611

Modena Via Dell'Università, 39 41100 Modena Tel. 059 235574

Pavia P.zza Dante, 1 27100 Pavia Tel. 0382 372011

S. G. Vesuviano Via XX Settembre, 100/114 80047 S. G. Vesuviano, Napoli Tel. 081 8275310

Monselice Via Tortorini, 5 35043 Monselice, Padova Tel. 0429 768711

Perugia Via Bonazzi, 9 06123 Perugia Tel. 075 5750211

Monza Via San Paolo, 1 20052 Monza, Milano Tel. 039 2801259

Pesaro C.so XI Settembre, 94 61100 Pesaro Tel. 0721 377822

Monza Via Borgazzi, 58 20052 Monza, Milano Tel. 039 2096021

Pescara C.so V. Emanuele, 68 65122 Pescara Tel. 085 2055711

Napoli Via Toledo 177/178 80132 Napoli Tel. 081 7811725

Pordenone Via Mazzini, 12 33170 Pordenone Tel. 0434 236279

Napoli Via Merliani, 19 80129 Napoli Tel. 081 2201248

Prato Viale della Repubblica, 239/a 59100 Prato Tel. 0574 527613

Napoli Via Riviera di Chiaia, 131 80122 Napoli Tel. 081 7176352 Novara Corso Cavour, 18 28100 Novara Tel. 0321 380003 Padova Via VIII Febbraio, 22 35122 Padova Tel. 049 8241311 Padova Corso Garibaldi, 22 35122 Padova Tel. 049 839342

Salerno Via Fieravecchia 3 ang. Corso Vittorio Emanuele, 81 84122 Salerno Tel. 089 2584521 Sesto San Giovanni Via Marelli, 165 20099 Sesto San Giovanni, Milano Tel. 02 24308446 Taranto P.zza Immacolata, 24 74100 Taranto Tel. 099 4588127 Teramo Corso San Giorgio, 120 64100 Teramo Tel. 0861 263237 Torino Via Assietta, 17 10121 Torino Tel. 011 68223331

Ravenna Via G. Rasponi, 2 48100 Ravenna Tel. 0544 215020 Rivoli P.za Martiri della Libertà, 8 10098 Rivoli, Torino Tel. 011 9502283 Roma P.zza G. Marconi, 25/A 00144 Roma Tel. 06 5424311

Torino P.zza Crimea, 1 10131 Torino Tel. 011 6300711 Torino Via Monte di Pietà, 32 10123 Torino Tel. 011 5557003 Torino C.so Peschiera, 151 10141 Torino Tel. 011 3357811

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Torino P.zza Statuto, 15 10143 Torino Tel. 011 4302721 Torino P.zza San Carlo, 156 10121 Torino Tel. 011 5552516 Torino C.so Stati Uniti, 17 10100 Torino Tel. 011 5554025 Trento Via Mantova, 19 38100 Trento Tel. 0461 261682 Treviso Via Indipendenza 16 31100 Treviso Tel. 0422 599311 Trieste Via Dante, 5 34122 Trieste Tel. 040 6780629 Udine Via Carducci, 5 33100 Udine Tel. 0432 275147 Varese Via Bernascone, 3 21100 Varese Tel. 0332 250511 Venezia San Marco 4216 (Campo Manin) 30124 Venezia Tel. 041 2401811 Verbania Via Scavini, 2 28921 Verbania Tel. 0323 512050 Vercelli Viale Garibaldi, 12 13100 Vercelli Tel. 016 1620291 Verona Vicolo Ghiaia, 7 37122 Verona Tel. 045 8098811 Vicenza Contrà del Monte, 11 36100 Vicenza Tel. 0444 233811

Polo Clubs LA GINEVRA POLO CLUB Via Tiberina km. 11,900 00060 Riano, Roma Tel. 06 90 85 320 Presidente: Luca Evangelista D’Orazio MILANO POLO CLUB Via Bernate, 4 Località Pianverde, 20010 Mesero, Milano Tel. 335 248 440 Presidente: Luigi Carrera

GOLF CLUB CARIMATE A.S.D Via Airoldi, 2 22060 Carimate, Como Tel. 031 790226 Presidente: Giuseppe Crippa OLGIATA GOLF CLUB Via Olgiata, 15 00123 Roma Tel. 06 30 88 91 41 Presidente: Teseo Sirolli Mendaro SAN DOMENICO GOLF Contrada Masciola 72010 Savelletri di Fasano, Brindisi Tel. 080 48 29 200 Presidente: Sergio Melpignano

POLO CLUB CAMERI, SPORT CLUB BORNAGO Cascina Bornago 28062 Cameri, Novara Tel. 0321 51 88 25 Presidente: Silvia Carnisio Torriani

Yacht Clubs

ROMA POLO CLUB Via dei Campi Sportivi, 43 00197 Roma Tel. 06 80 70 907 Presidente: Salvatore Giardina

YACHT CLUB CANOTTIERI SAVOIA Banchina Santa Lucia,13 80132 Napoli Tel. 081 7646266 Presidente: Giuseppe Dalla Vecchia

Golf Clubs

YACHT CLUB CAPRI Porto Turistico Marina Grande Loc. Darsena, 80073 Capri, Napoli Tel. 081 8389455 Presidente: Massimo Massaccesi

A.S. BARLASSINA COUNTRY CLUB Via Privata Golf, 42 20030 Birago di Camnago, Milano Tel. 0362 56 06 21 Presidente: Alberto Rusconi CASTELLO DI TOLCINASCO GOLF & COUNTRY CLUB Loc. Tolcinasco 20090 Pieve Emanuele, Milano Tel. 02 90 722 740 Presidente: Emilio Ettore Gnech CIRCOLO DEL GOLF ROMA – ACQUASANTA Via Appia Nuova 716/A Loc. Acquasanta, 00178 Roma Tel. 06 78 03 407 Presidente: Alberto Federici CIRCOLO GOLF DELL’ UGOLINO Via Chiantigiana per Strada, 3 50015 Grassina, Firenze Tel. 055 23 01 009 Presidente: Giampaolo Bonechi

YACHT CLUB PUNTA ALA Loc. Porto 58043 Punta Ala, Grosseto Tel. 0564 923232 Presidente: Massimo de Sanctis YACHT CLUB SANTO STEFANO Strada Statale 440 58019 Porto S. Stefano, Grosseto Tel. 0564 81 40 02 Presidente: piero chiozzi YACHT CLUB SESTRI LEVANTE P.zza Marinai d’Italia, 16 16039 Sestri Levante, Genova Tel. 0185 42935 Presidente: Luigi squeri

CIRCOLO GOLF VILLA D’ ESTE Via per Cantù, 13 22030 Montorfano, Como Tel. 031 200 200 Presidente: Giancarlo Rizzani

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Milano Via Negri, 8 20123 Milano Tel. 02 85468221

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Roma Via dei Condotti, 11 00187 Roma Tel. 06 6977701

Milano C.so Sempione, 67 20149 Milano Tel. 02 34594222

Palermo P.zza Castelnuovo, 26/b 90141 Palermo Tel. 091 7812232

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Parma Via Farini, 1 43100 Parma Tel. 0521 508171

Roma Via Po, 25/A 00198 Roma Tel. 06 85509327

Milano Corso San Gottardo, 1 20136 Milano Tel. 02 83383135

Pavia Via Varese, 3 27100 Pavia Tel. 0382 377911

Rovigo Via Mazzini, 9/13 45100 Rovigo Tel. 0425 200 611

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Pavia P.zza Dante, 1 27100 Pavia Tel. 0382 372011

S. G. Vesuviano Via XX Settembre, 100/114 80047 S. G. Vesuviano, Napoli Tel. 081 8275310

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Pesaro C.so XI Settembre, 94 61100 Pesaro Tel. 0721 377822

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Pescara C.so V. Emanuele, 68 65122 Pescara Tel. 085 2055711

Napoli Via Toledo 177/178 80132 Napoli Tel. 081 7811725

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Prato Viale della Repubblica, 239/a 59100 Prato Tel. 0574 527613

Napoli Via Riviera di Chiaia, 131 80122 Napoli Tel. 081 7176352 Novara Corso Cavour, 18 28100 Novara Tel. 0321 380003 Padova Via VIII Febbraio, 22 35122 Padova Tel. 049 8241311 Padova Corso Garibaldi, 22 35122 Padova Tel. 049 839342

Salerno Via Fieravecchia 3 ang. Corso Vittorio Emanuele, 81 84122 Salerno Tel. 089 2584521 Sesto San Giovanni Via Marelli, 165 20099 Sesto San Giovanni, Milano Tel. 02 24308446 Taranto P.zza Immacolata, 24 74100 Taranto Tel. 099 4588127 Teramo Corso San Giorgio, 120 64100 Teramo Tel. 0861 263237 Torino Via Assietta, 17 10121 Torino Tel. 011 68223331

Ravenna Via G. Rasponi, 2 48100 Ravenna Tel. 0544 215020 Rivoli P.za Martiri della Libertà, 8 10098 Rivoli, Torino Tel. 011 9502283 Roma P.zza G. Marconi, 25/A 00144 Roma Tel. 06 5424311

Torino P.zza Crimea, 1 10131 Torino Tel. 011 6300711 Torino Via Monte di Pietà, 32 10123 Torino Tel. 011 5557003 Torino C.so Peschiera, 151 10141 Torino Tel. 011 3357811

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Torino P.zza Statuto, 15 10143 Torino Tel. 011 4302721 Torino P.zza San Carlo, 156 10121 Torino Tel. 011 5552516 Torino C.so Stati Uniti, 17 10100 Torino Tel. 011 5554025 Trento Via Mantova, 19 38100 Trento Tel. 0461 261682 Treviso Via Indipendenza 16 31100 Treviso Tel. 0422 599311 Trieste Via Dante, 5 34122 Trieste Tel. 040 6780629 Udine Via Carducci, 5 33100 Udine Tel. 0432 275147 Varese Via Bernascone, 3 21100 Varese Tel. 0332 250511 Venezia San Marco 4216 (Campo Manin) 30124 Venezia Tel. 041 2401811 Verbania Via Scavini, 2 28921 Verbania Tel. 0323 512050 Vercelli Viale Garibaldi, 12 13100 Vercelli Tel. 016 1620291 Verona Vicolo Ghiaia, 7 37122 Verona Tel. 045 8098811 Vicenza Contrà del Monte, 11 36100 Vicenza Tel. 0444 233811

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Golf Clubs

YACHT CLUB CAPRI Porto Turistico Marina Grande Loc. Darsena, 80073 Capri, Napoli Tel. 081 8389455 Presidente: Massimo Massaccesi

A.S. BARLASSINA COUNTRY CLUB Via Privata Golf, 42 20030 Birago di Camnago, Milano Tel. 0362 56 06 21 Presidente: Alberto Rusconi CASTELLO DI TOLCINASCO GOLF & COUNTRY CLUB Loc. Tolcinasco 20090 Pieve Emanuele, Milano Tel. 02 90 722 740 Presidente: Emilio Ettore Gnech CIRCOLO DEL GOLF ROMA – ACQUASANTA Via Appia Nuova 716/A Loc. Acquasanta, 00178 Roma Tel. 06 78 03 407 Presidente: Alberto Federici CIRCOLO GOLF DELL’ UGOLINO Via Chiantigiana per Strada, 3 50015 Grassina, Firenze Tel. 055 23 01 009 Presidente: Giampaolo Bonechi

YACHT CLUB PUNTA ALA Loc. Porto 58043 Punta Ala, Grosseto Tel. 0564 923232 Presidente: Massimo de Sanctis YACHT CLUB SANTO STEFANO Strada Statale 440 58019 Porto S. Stefano, Grosseto Tel. 0564 81 40 02 Presidente: piero chiozzi YACHT CLUB SESTRI LEVANTE P.zza Marinai d’Italia, 16 16039 Sestri Levante, Genova Tel. 0185 42935 Presidente: Luigi squeri

CIRCOLO GOLF VILLA D’ ESTE Via per Cantù, 13 22030 Montorfano, Como Tel. 031 200 200 Presidente: Giancarlo Rizzani

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MILANO

Town House Palazzo Vecchietti Via Degli Strozzi, 4 50123 Firenze Tel. +39 055 2302802 www.townhouse.it/ palazzovecchietti

Nhow Via Tortona, 35 Tel. +39 02 4898861 20144 Milano www.nhow-hotels.com

Seven star Galleria Via Silvio Pellico, 8 Tel. +39 02 89058297 20121 Milano www.townhousegalleria.it

Venezia

Grand Visconti Palace Viale Isonzo, 14 Tel. +39 02 540341 20135 Milano www.grandviscontipalace. com

Torino

THE HUB 4* Via Privata Polonia, 10 20157 Milano Tel. +39 02 78627000 www.concertohotels.com

Town House 70 Via XX Settembre, 70 10122 Torino Tel. +39 011 19700003 www.townhouse.it/th70

Hilton Molino Stucky Giudecca, 810 30133 Venezia Tel. +39 041 2723311 www.molinostuckyhilton. com

PRINCIPI DI PIEMONTE Via Piero Gobetti, 15 Tel. +39 011 551 51 10123 Torino www.atahotels.it/principi

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Roma Grand Hotel de la Minerve Piazza della Minerva, 69 Tel. +39 06 695201 00186 Roma www.grandhotel delaminerve.com

Majestic Via Vittorio Veneto, 50 Tel. +39 06 421441 00187 Roma www.rome-hotelsmajestic.com

Madonna di Campiglio GOLF HOTEL Via Cima Tosa, 3 Tel. +39 0465 44 1003 38086 Mad. di Campiglio (TN) www.atahotels.it/golfhotel

grosseto

Argentario Golf Resort & SPA Via Acquedotto Leopoldino 58018 Porto Ercole (Gr) Tel. +39 0564 1828400 www.argentariogolf resortspa.it

Firenze

Luxury travel & rental

Helvetia & Bristol Via dei Pescioni, 2 Tel. +39 055 26651 50123 Firenze helvetiabristol. warwickhotels.com

RED-TRAVEL ITALIA IN FERRARI Via O. Vigliani 11/9 10135 Torino – Italy Tel: +39 011 6165219 www.red-travel.com

Savoy Piazza della Repubblica, 7 Tel. +39 055 27351 50123 Firenze www.hotelsavoy.it

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LUXE OF ITALY Top Car Rental: Roma, Milano, Firenze, Porto Cervo. Via Beata Vergine Del Carmelo 97/D, 00144 Roma, Mob. +39 346 4744026 Tel. +39 06 52279173 www.luxeofitaly.com

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MILANO

Town House Palazzo Vecchietti Via Degli Strozzi, 4 50123 Firenze Tel. +39 055 2302802 www.townhouse.it/ palazzovecchietti

Nhow Via Tortona, 35 Tel. +39 02 4898861 20144 Milano www.nhow-hotels.com

Seven star Galleria Via Silvio Pellico, 8 Tel. +39 02 89058297 20121 Milano www.townhousegalleria.it

Venezia

Grand Visconti Palace Viale Isonzo, 14 Tel. +39 02 540341 20135 Milano www.grandviscontipalace. com

Torino

THE HUB 4* Via Privata Polonia, 10 20157 Milano Tel. +39 02 78627000 www.concertohotels.com

Town House 70 Via XX Settembre, 70 10122 Torino Tel. +39 011 19700003 www.townhouse.it/th70

Hilton Molino Stucky Giudecca, 810 30133 Venezia Tel. +39 041 2723311 www.molinostuckyhilton. com

PRINCIPI DI PIEMONTE Via Piero Gobetti, 15 Tel. +39 011 551 51 10123 Torino www.atahotels.it/principi

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Roma Grand Hotel de la Minerve Piazza della Minerva, 69 Tel. +39 06 695201 00186 Roma www.grandhotel delaminerve.com

Majestic Via Vittorio Veneto, 50 Tel. +39 06 421441 00187 Roma www.rome-hotelsmajestic.com

Madonna di Campiglio GOLF HOTEL Via Cima Tosa, 3 Tel. +39 0465 44 1003 38086 Mad. di Campiglio (TN) www.atahotels.it/golfhotel

grosseto

Argentario Golf Resort & SPA Via Acquedotto Leopoldino 58018 Porto Ercole (Gr) Tel. +39 0564 1828400 www.argentariogolf resortspa.it

Firenze

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