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TESINA STORIA DELLE COSTRUZIONI: GLI ARCHITETTI GIANCARLO MARZORATI E MARIO BOTTA Mario botta nasce a Mendrisio l'1 aprile del 1943, architetto svizzero del canton ticino e uno dei maggiori rappresentanti dell'architettuta contemporanea. Dopo la scuola dell'obbligo entra a 15 anni come apprendista disegnatore presso uno studio di architettura. Prosegue gli studi al Liceo Artistico di Milano e all'Istituto Universitario di Architettura IUAV di Venezia tra il 1964 e il 1969. Nel 1970 apre il proprio studio di architettura a Lugano, nella cui regione realizza un gran numero di residenze unifamiliari e piccoli interventi che lo rendono internazionalmente noto. La sua architettura influenzata molto da Le Corbusier, Carlo Scarpa e Louis Kahn, risulta caratterizzata da un notevole pragmatismo e dalla creazione di uno Spazio architettonico forte e geometrico, spesso rivestito di mattoni in cotto edificati con un attento disegno del particolare architettonico. Sono caratteristici della sua architettura l'utilizzo del mattone e della pietra e gli edifici costituiti da volumi puri tagliati e traforati da grandi spaccature. Tra le realizzazioni vanno ricordate: il teatro e casa per la cultura a Chambéry; la galleria d’arte Watari-um a Tokio; la mediateca a Ville urbanne; il SFMOMA museo d’arte moderna a San Francisco; la cattedrale della resurrezione a Evry; il museo Jean Tinguely a Basilea; la sinagoga Cymbalista e centro dell’eredità a Tel Aviv; la biblioteca municipale a Dortmund; il centro Dürrenmatt a Neuchâtel; il MART museo d’arte moderna e contemporanea a Rovereto; la torre Kyoboa Seoul; gli edifici amministrativi Tata CS a Nuova Delhi e Hydrabad; il museo Fondazione Bodmer a Cologny; il centro pastorale Giovanni XXIII a Seriate e la biblioteca a Bergamo; la ristrutturazione del Teatro alla Scala di Milano, la chiesa del Santo Volto a Torino e il centro wellness ad Arosa.

MARIO BOTTA


Giancarlo Marzorati, architetto di Sesto San Giovanni dove risiede e svolge la sua professione, si laurea al Politecnico di Milano nel 1974. Dopo aver maturato le sue prime esperienze in un’impresa di costruzioni sestese, intraprende la libera professione collaborando anche con altri studi di Milano e operando nel territorio Milanese e dell’Interland e in particolare a Sesto San Giovanni, una città caratterizzata da un forte processo di riconversione di grandi aree industrial a città di sviluppo terziario avanzato. In questa realtà ha progettato grandi complessi per uffici che sono sedi oggi di importanti società quali Impregilo, Oracle, Novell, ABB, Alitalia, Inail che hanno scelto Sesto San Giovanni per i loro uffici per la sua posizione strategica rispetto alla città di Milano e in corrispondenza delle più importanti infrastrutture e collegamenti. La sua poliedricità e versatilità lo portano ad affrontare temi differenti quali centri commerciali,complessi residenziali, cinema multisala e auditorium, a quest’ultimi si sta dedicando particolarmente da alcuni anni anche al di fuori del territorio lombardo, esprimendo la sua personalità di progettista tesa a all’attento studio delle forme progettate nel contesto urbano ponendo l’attenzione anche alla massima funzionalità delle stesse. Condivide con altri progettisti partecipazioni a concorsi collaborando anche con specialisti nel settore dell’acustica, dell’ingegneria, della pianificazione urbanistica.

GIANCARLO MARZORATI


OPERA REALIZZATA DA BOTTA E MARZORATI

RESIDENZE DI VIA CAMPARI Nella “grande Milano”, a Sesto S. Giovanni, il luogo che per oltre un secolo ha ospitato la produzione Campari, è diventato uno dei simboli dell’evoluzione architettonica urbanistica, che sta caratterizzando le ex aree industriali europee. Questo grazie all’intervento di Moretti Industria delle Costruzioni e due importanti personalità dell’architettura contemporanea, Mario Botta e Giancarlo Marzorati. I circa 100 appartamenti realizzati su una superficie di circa 14 mila metri quadrati, rappresentano una parte de piano che prevede l’edificazione del nuovo headquarter della Campari affiancato da residenze di pregio, all’interno di un contesto che mantiene i valori originari del luogo, la Villa Casa Alta in particolare. Tutto inserito in una vasta area verde di oltre 6mila mq. L'azienda Moretti agisce nel campo delle costruzioni dal 1967 e lo scopo principale è quello di offrire un servizio a chi questi acquista immobili come quello preso in esame, diversamente da quanto accade nella realtà, dove domina la speculazione. Non si costruisce quindi solo per vendere, ma anche per far abitare la gente in stabilimenti di uffici, praticare sport, in quei luoghi dove solitamente si lavora o si passano le ore libere. La residenza di via Campari è parte di una campagna nel quale chi cambia casa, riceve anche 3 servizi: 1) un servizio di approccio con gli istituti finanziari, con le banche, in cui viene dato aiuto e una facilitazione nel chiedere il finanziamento 2) l'abitazione normale in cui naturalmente si deve abitare 3) servizi di designer, con l'ufficio tecnico che opera assieme a professionisti che danno una mano nell'arredare la casa, anche con i mobili che si portano dietro dalla propria casa


“Siamo soddisfatti del lavoro svolto sin qui – afferma Vittorio Moretti – abbiamo partecipato con un importante intervento alla trasformazione di Sesto da Città delle Fabbriche a città del terziario avanzato. Senza fare tabula rasa del passato, ma conservando memoria dell’edificio di archeologia industriale, abbiamo recuperato un segno indelebile della storia dell’azienda e dell’evoluzione della città”. Ancora, Tiziano Bertazzoni, amministratore del gruppo Moretti, afferma che anche la scelta dell'architetto Botta è stata mirata, in quanto si voleva dare alla struttura, un taglio moderno e internazionalizzato ma allo stesso tempo in accordo con l'ambiente naturale che lo circonda. La ristrutturazione dell'ex area dove la Campari faceva il suo prodotto, ha anche assunto lo scopo di una rivalutazione del quartiere stesso dove è inserita la struttura e la qualificazione della città di Sesto San Giovanni, in un valore estetico che aiuta anche in una vita migliore. Esiste nell'azienda un ufficio tecnico formato da circa 60 persone, tra cui 20 ingegneri e 5-6 architetti, che aiutano nell'esecuzione l'architetto di fama.


Le Residenze di via Campari Il tema architettonico dell’intero progetto di recupero è ripreso e valorizzato nello sviluppo delle due torri, rispettivamente di 9 e 13 piani, strutturate in due cilindri secati da piani verticali. “Coi volumi puri si è costruito il nuovo sito – aggiunge l’arch. Botta – in modo che l’architettura possa inserirsi tra le preesistenze novecentesche in nuova configurazione del suolo, in connessione diretta con la storia e la memoria peculiari del luogo, in omaggio alle aspirazioni e ai valori della cultura contemporanea”. Il risultato sono edifici caratterizzati da un’identità inconfondibile, unica per Sesto San Giovanni, capaci di stagliarsi nello spazio urbano ed esprimere una tensione che è prima di tutto etica e culturale prima ancora che abitativa. Contribuisce a questo risultato anche il connubio con il parco di Villa casa Alta e il dialogo fra stili ed epoche stabilito con il fronte neoclassico della villa. “Si è cercato di fare in modo che un vuoto urbano tornasse ad essere uno spazio vivo per la comunità e che gli elementi risultanti dal costruito diventassero parti disegnate di città”. Ogni elemento delle residenze è orientato alla qualità dell’abitare, sempre con un occhio molto attento al rispetto per l’ambiente e al risparmio energetico. Lo si nota ad esempio nell’impiego della falda acquifera sotterranea in funzione di climatizzatore naturale. Benessere e qualità della vita significano anche tecnologie per la sicurezza all’avanguardia, parcheggi totalmente interrati, area fitness indoor integrata negli edifici. Tutti aspetti che si aggiungono al fatto che in soli 18 minuti di Metrò su raggiunge Piazza Duomo a Milano. Per Botta il progetto delle Residenze di via Campari ha permesso di sviluppare ulteriormente la sua riflessone sul senso dell’abitazione contemporanea. “Disegnare le case per Vittorio Moretti è stata un’occasione per testimoniare la mia idea sull’abitare oggi. Ritengo che la casa debba recuperare il suo significato primordiale, tornare a riproporsi come la casa di Adamo, capace di evocare la funzione primaria di protezione. La casa è rimasta nel subconscio il luogo dove l’uomo può rigenerarsi, può ritrovare se stesso, può recuperare la sua storia, la memoria, può fantasticare; è il luogo dove l’uomo può idealmente ricongiungersi con la collettività, e dove può sentirsi parte di un disegno comune. In quest’ottica disegnare una casa equivale al tentativo di trasformare le superfici richieste in spazi capaci di dialogare con gli elementi esterni.”


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