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Giovedì 20 maggio 2010 1 e

Redazione di Milano Via Solferino 28 - Tel. 026339 Redazione di Roma Piazza Venezia 5 - Tel. 06688281

Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano Anno 114 - Numero 118

FINALE CHAMPIONS -2 LA SQUADRA E’ SBARCATA ALLE 23.15 A MADRID

COMPLICARSI LA FESTA

Mou ha scelto gli undici L’Inter verso Mihajlovic

di FRANCO ARTURI

Pandev è in vantaggio su Balotelli per sfidare il Bayern

Una vigilia così non la ricorda nessuno: i problemi di trasloco di Mourinho e il suo delusivo rapporto con il calcio italiano, le dichiarazioni in merito dei dirigenti, la caccia ai successori, le conseguenti voci di mercato sui giocatori nerazzurri che il Real chiamerà.

3 DA PAGINA 8 A PAGINA 13

SEGUE A PAGINA 10 3

Samuel Eto’o, 29 anni NEWPRESS

Il libro scudetto in edicola a 7,99 e

SVOLTA JUVE COMINCIA L’ERA DI ANDREA AGNELLI

SVOLTA NAZIONALE SCELTO IL SUCCESSORE DI LIPPI

DELNERI

PRANDELLI

QUANTO VALE? L’ITALIA E’ SUA Da ieri è ufficialmente il tecnico bianconero. I tifosi non ne sono entusiasti, ma chi lo conosce bene è sicuro: «Non fallirà» ALLE PAGINE 2-3-5-6 3

Gigi Delneri, 59 anni, posa davanti ai trofei vinti dalla Juve. Ieri ha firmato un contratto biennale LAPRESSE

Abete ha telefonato a Della Valle. O.k. della Fiorentina che ora va su Gasperini perché Allegri è più vicino al Milan PAGINE 14-15 3

Cesare Prandelli, 52 anni, allenatore della Fiorentina da 5 stagioni è vicino alla guida della Nazionale DICIUCCIO

LA TAPPA DELL’AQUILA VINCE PETROV, VINOKOUROV E BASSO STACCATI DI 12’45", PORTE IN ROSA

Maxi fuga, Giro sconvolto l’Analisi

CONI BOCCIATA VENEZIA

Giochi 2020 E’ Roma la candidata

CAPITANI SMARRITI

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di PIER BERGONZI

Il Giro è ferito. Ieri ha ricevuto una pugnalata che non meritava. Come spesso accade in queste situazioni, non c’è un solo colpevole. Le responsabilità sono di quei capitani senza coraggio e di quei ragionieri vestiti da direttori sportivi che si sono fatti scappare la corsa di mano. Dilettanti allo sbaraglio che hanno autorizzato la rivoluzione del Giro. SEGUE A PAGINA 32 3

Evans e Vinokourov distrutti BETTINI

3 ALLE PAGINE 40-41

IL ROMPI PALLONE

di Gene Gnocchi

Delneri: «Ho parlato con Buffon e vorrei che restasse. O almeno sua moglie»

Il logo dei Giochi Roma 2020


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GIOVEDÌ 20 MAGGIO 2010

LA GAZZETTA DELLO SPORT

PRIMO PIANO TUTTI I PRESIDENTI BIANCONERI DAL 1897 A OGGI 1897

1898-1901

1901-1902

1903-1904

1905-1906

1907-1910

1911-1912

1913-1915

1915-1918

1919-1920

1920-1923

Eugenio Canfari

Enrico Canfari

Carlo Favale

Giacomo Parvopassu

Alfred Dick

Carlo Vittorio Varetti

Attilio Ubertalli

Giuseppe Hess

Armano-Nizza-Zambelli

Corrado Corradini

Gino Olivetti

1923-1935 Edoardo Agnelli

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2009-2010

1935-1936

1936-1941

1941-1947

1947-1954

1954-1955

1956-1962

1962-1971

1971-1990

1990-2003

2003-2006

2006-2009

Enrico Craveri

Emilio De La Forest

Piero Dusio

Giovanni Agnelli

Craveri-Cravetto-Giustiniani

Umberto Agnelli

Vittore Catella

Giampiero Boniperti

Caissotti di Chiusano

F. Grande Stevens

Giovanni Cobolli Gigli

Jean-Claude Blanc

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Agnelli IV, nuov Andrea è da ieri presidente 48 anni dopo il padre Umberto

TORINO dEdoardo, Giovanni, Umberto, ora Andrea: un Agnelli alla guida della Juventus 86 anni dopo il debutto nel mondo del calcio di Edoardo. A 48 anni dall'addio alla presidenza di Umberto, la Vecchia Signora torna sotto il controllo diretto della Famiglia. Nel mezzo, la «gestione controllata», da Giampiero Boniperti (19 anni di presidenza, la più lunga) all'avvocato Chiusano, fino all'emergenza, è storia recente, affidata a Franzo Grande Stevens, Cobolli Gigli, Jean Claude Blanc. L'investitura ufficiale del 25˚ presidente della storia juventina è avvenuta ieri pomeriggio, nella sede di corso Galileo Ferraris, nel corso della riunione straordinaria del cda. Un'ora in tutto la durata del consiglio, dalle 14 alle 15, per l'assegnazione delle cariche, le foto di rito, il brindisi di auguri e il primo incontro allargato con tutti i protagonisti del nuovo corso: intorno al tavolo Andrea Agnelli, Beppe Marotta e Gigi Delneri. La presidenza di Andrea, 34 anni, consigliere di amministrazione di Exor e Fiat, presidente della Lamse (finanziaria) era

l'ultima carta in mano a John Elkann per raddrizzare una società che iniziava a fare acqua da tutte le parti. Una mossa per placare l'ira dei tifosi juventini che in Andrea vedono la continuità di Famiglia, la passione di un ragazzo innamorato di Juve, cresciuto con la Triade sui prati dell’Olimpico da ristrutturare, a bordo campo allo stadio Delle Alpi.

Andrea Agnelli è nato a Torino nel 1975. Il neopresidente bianconero è anche nel cda della Fiat ANSA

Al lavoro «L'incarico che assumo oggi - le prime parole da presidente di Andrea Agnelli è la testimonianza concreta della coesione della nostra famiglia e dell'impegno per questa società. Il lavoro da svolgere è molto impegnativo. Per questo Jean-Claude Blanc e io, in armonia con tutti i collaboratori e con il consiglio, stiamo già delineando la programmazione e le strategie per la futura stagione». Poche parole, formali, affidate a un comunicato stampa in attesa delle presentazioni in programma all’ora di pranzo al centro sportivo di Vinovo. Un poker bianconero da calare sul prato verde: Agnelli, Blanc, Marotta e Delneri, per la gioia dei tifosi e i flash dei fotografi. Blanc non lascia Tecnicamente

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«Sono la prova dell’impegno della Famiglia per la società»

FRANCESCO BRAMARDO 5 RIPRODUZIONE RISERVATA


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va era Juve il cda ha preso atto delle dimissioni del consigliere Aldo Mazzia (rappresentante della Exor) e ha cooptato Andrea Agnelli come amministratore sino alla prossima assemblea degli azionisti, ai sensi dell'articolo 2386 del codice civile. Nel corso della riunione, il consiglio ha inoltre provveduto a nominare presidente il neo amministratore Andrea Agnelli attribuendogli deleghe operative. La novità, rispetto alle notizie trapelate alla vigilia, è legata alla carica del presidente uscente, Jean-Claude Blanc. L'ex presidente (contratto in scadenza nel 2012) esce dal consiglio rafforzato. Perde una carica Blanc, di presidente ad interim, ruolo coperto dal mancato rinnovo dell’incarico a Cobolli Gigli, ma mantiene sia l'incarico di amministratore delegato che il coordinamento della società nelle vesti di direttore generale. Piacere Delneri Al termine del cda e dopo l’incontro e la firma in mattinata di Beppe Marotta con i legali della Juventus, alle 16.45 Gigi Delneri ha varcato alla guida della Bmw i cancelli della sede. Il primo abbraccio del tecnico friulano con Mauro Sandreani (osser-

Luca di Montezemolo fa gli auguri al neopresidente ANSA

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la lettera

di Luca di Montezemolo Caro Andrea, è un giorno importante per te, la Juventus e per tutti i suoi tifosi. Siamo di fronte ad un rinnovamento totale, nelle parole e non nei fatti. Sono felice che una persona con il cognome Agnelli torni ai vertici della Juve, soprattutto che ci arrivi un giovane appassionato e competente come te. Ti auguro in bocca al lupo con tanto affetto, certo che il tuo impegno sarà tutto verso il futuro della società bianconera

vatore per la Juve), in attesa dell’arrivo del neoallenatore, telecomando del cancello in mano, nei panni di usciere. Al secondo piano della sede la stretta di mano con Andrea Agnelli e le presentazioni con l'avvocato Michele Briamonte con il quale, poco prima di cena, il nuovo allenatore della Juventus ha siglato un accordo biennale per 1,5 milioni di euro, un anno in meno di Beppe Marotta, tre anni per il direttore generale dell’area sportiva, e cifre da... calciatore. Alle ore 20 tutti a cena, Delneri alla guida, Marotta a fianco, il braccio destro del direttore, Paratici sul sedile posteriore. La presentazione della nuovo Triade avverrà questa mattina nel centro sportivo di Vinovo, si tratterà di un evento all’insegna della sobrietà e con tempi stretti per evitare imbarazzanti incroci. Nel primo pomeriggio è in programma l’ultimo allenamento della squadra, in partenza per la tournèe in Usa e Canada, sotto la guida di Zaccheroni. Questione più che altro di buon gusto. Zaccheroni fin dall’arrivo a Torino era conscio del ruolo di «traghettatore», la speranza di rinnovo legata alla qualificazione in Champions che non è arrivata.

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x HA DETTO Questo incarico che assumo oggi nella Juventus è anche una testimonianza concreta della coesione della nostra famiglia il programma Blanc e io, in armonia con il consiglio e con tutti i collaboratori, stiamo delineando le strategie in vista della nuova stagione

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IL CONGEDO

Zac, addio e auguri «Ecco un segnale di compattezza» «Andrea Agnelli piace ai tifosi. Delneri? Lo conosco da tempo, è un ottimo tecnico» DAL NOSTRO INVIATO

LIVIA TAGLIOLI 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

TORINO dMentre in casa Juve è cominciata la rivoluzione, l’allenatore uscente Alberto Zaccheroni racconta il flop bianconero, interpreta l’arrivo di Andrea Agnelli come un segnale benaugurante e, da allenatore che ha allenato tutte le grandi vincendo anche uno scudetto — e aveva dunque il curriculum richiesto da Abete — fa affiorare un certo rammarico per non essere stato scelto come c.t. del dopo-Lippi.

Gioiello di famiglia «Il ritorno alla presidenza di Andrea Agnelli suona come un segnale di compattezza della famiglia, oltre a essere un nome che piace molto ai tifosi. E’ come se venisse sottolineato che la società è un gioiello di famiglia. Delneri? E’ un ottimo allenatore, lo conosco da molto tempo». Giro del mondo Settimo piazzamento finale, 15 sconfitte, 56

gol subiti contro i 55 realizzati: come spiegare un’annata così negativa? «La ragione prevalente sta nella lunga serie di infortuni. Ha condizionato l’utilizzo dei disponibili e ci ha penalizzato soprattutto nei dieci giorni decisivi della stagione, quelli in cui abbiamo giocato le quattro gare chiave con Siena, Fulham, Samp e Napoli». Forse per colpa di una preparazione sbagliata: «Non c’ero, non lo so. La Juve ha fatto tournée in giro per il mondo, può aver influito negativamente sulla preparazione fisica». Addio sogno azzurro Sul suo futuro ha idee chiare, compreso un sogno svanito: «Spero di tornare subito su una panchina: anche quella di un club straniero. Ma soprattutto mi sarebbe piaciuto raccogliere l’eredità di Lippi: dopo aver allenato fra le altre Milan, Inter e Juve, l’avrei vissuto come il coronamento della mia carriera».

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PRIMO PIANO

fIl nuovo tecnico bianconero raccoglie grande consenso da parte di chi ha lavorato con lui

«Fidatevi di Delneri» Chi lo conosce dice: «E’ la scelta giusta per il rilancio Juve» FRANCESCO VELLUZZI

dHai voglia di dire «Viva la meritocrazia». Gigi Delneri, che, alla soglia dei 60 anni, arriva alla Juve grazie al lavoro sul campo e al quarto posto con la Sampdoria che significa Champions League, non convince gli affezionati del web. Nel sondaggio di Gazzetta.it il 68,8 per cento dei votanti sostiene che il tecnico di Aquileia non è l’uomo adatto per riportare ai vertici la Juventus.

Calciatori Ma a confortare gli scettici arrivano i commenti di chi Delneri lo conosce bene. Simone Perrotta, centrocampista della Roma, gli deve tutto: «Grazie a lui sono entrato nel calcio che conta. Mi piace ricordare il periodo del Chievo, perché a Roma non era lui. Era un ambiente strano, il nostro, e lui non l’ha vissuto bene. Delneri merita la Juve perché è una persona perbene e schietta che dice sempre le cose come stanno, ha un buon rapporto coi giocatori. Tatticamente predilige la

Perrotta: «Merita la Juve perché è una persona schietta e perbene». Doni: «Farà quadrare le cose perché è intelligente» fase difensiva». Lo conferma anche Cristiano Doni, fantasista dell’Atalanta che con lui ha vissuto due splendide stagioni: «E’ vero, cura molto la difesa, ma sia chiaro: non uccide la fantasia, anzi la esalta. Raramente faccio queste cose, ma qualche giorno fa ho spedito un sms al preparatore atletico De Bellis e gli ho scritto "Ogni tanto la meritocrazia esiste". Sono sicuro che alla Juve farà quadrare le cose perché è intelligente, usa un giusto mix nel lavoro e questo è ideale per i calciatori». Palermitani Una prova delle capacità di Delneri arriva da un presidente che con gli allenatori non è mai tenero: Maurizio Zamparini del Palermo: «Ho avuto poca pazienza, poi ho capito che le colpe non erano sue ma dei giocatori. É uno dei pochi allenatori che ho rimpianto. Avevamo un ottimo dialogo perché accetta il dialogo. Ci capivamo forse perché siamo entrambi friulani. Comunque sarà la storia a dire se è da Juve. Lui è serio, preparatissimo e umile». Eugenio Corini, ex regista di Delneri al Chievo e al

Palermo, studia per diventare allenatore, a luglio prenderà il patentino di prima a Coverciano: «Sì, terrò conto degli insegnamenti di Delneri, che alla Juve farà bene. Il suo è un calcio d’attacco basato sulla difesa, molto dipende da come si muovono i 4 dietro. Io partecipavo alle due fasi: pressing e raddoppi quando la palla l’avevano gli altri e impostazione quando la giocavamo noi. Era un piacere servire il pallone perché davanti a me c’erano compagni che si fiondavano negli spazi. Felipe Melo è un campione di aggressività. Accanto a lui vedrei Xabi Alonso, però la Juve ha Sissoko e Marchisio, che si troveranno benissimo».

Monumento bianconero Dino Zoff, il monumento del calcio, è stato prima di tutto simbolo della Juve lo approva e lo apprezza: «Delneri si è fatto le ossa, ha portato la Samp in Champions, obiettivo che la Juve non ha raggiunto. É una persona intelligente e credo che la scelta non sia stata casuale e sono sicuro che darà i suoi frutti». Lo sostiene anche uno juventino attuale, Nicola Legrottaglie che, nel suo paese, Mottola, ha salutato con entusiasmo l’arrivo del tecnico avuto al Chievo: «Sono felicissimo, lo conosco bene, mi ha fatto crescere e sono sicuro che con lui faremo bene». (ha collaborato Aldo Cangemi)

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HANNO DETTO

LO STAFF

Il vice Conti e De Bellis, collaboratori fondamentali

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Zamparini «E’ uno dei pochi allenatori che ho rimpianto dopo l’esonero» Delneri arriva nella sede della Juve LAPRESSE

Sul web non convince i tifosi. Ma Perrotta, Doni e Corini lo spingono: «La meritocrazia esiste» 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

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Francesco Conti, 47 anni, e Roberto De Bellis, 40 GMT e RCS SEBASTIANO VERNAZZA

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Legrottaglie «Sono felicissimo, mi ha fatto crescere, con lui faremo bene» La stretta di mano col d.g. Marotta LAPRESSE

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Corini «Quello di Delneri è un calcio d’attacco basato sulla difesa» In posa nella sala dei trofei juventini LAPRESSE

dAttenti a questi due, Francesco Conti e Roberto De Bellis, ignoti al grande pubblico e però uomini cruciali nel laboratorio di Gigi Delneri. Insieme lavoreranno nella nuova Juve dell’allenatore coi baffi.

Più che un secondo Francesco Conti, 47 anni, ligure di Chiavari, un passato da calciatore, le giovanili del Genoa e tanta serie C, collabora con Delneri dal Duemila: «Ero stato suo giocatore a Ravenna e a Nocera, mi volle al Chievo. All’epoca allenavo la Vigor Senigallia in Interregionale». Conti ha un ruolo chiave, spiega ai giocatori che cosa vuole Delneri: «Ho rapporti più semplici con i ragazzi, che a volte hanno timore dell’allenatore». Conti è l’addestratore: «Operiamo su due blocchi, difensori e centrocampisti/attaccanti. Curiamo i dettagli in maniera maniacale, cerchiamo di trovare una risposta a qualunque situazione. Ogni movimento è studiato. La difesa deve stare "alta", spingere e nell’eventualità saper difendere in inferiorità numerica, così ci esercitiamo di continuo 4 contro 6. Alla squadra chiediamo densità di pressing per offuscare il gioco avversario». E i famosi esterni? «É vero, sono fondamentali. I due davanti devono vincere gli uno contro uno sulle ripartenze, i due dietro (i terzini, ndr) devono salire e proporsi per le sovrapposizioni quando manovriamo noi». Zero infortuni Nella Samp di quest’anno zero infortuni muscolari e buona parte del merito ce l’ha il preparatore atletico, il professor Roberto De Bellis, 40 anni, da Formia: «Ero con Delneri al Chievo, ci siamo lasciati e ripigliati». Prima cosa, i carichi personalizzati. «Ogni giocatore ha una sua storia. Ad esempio, Poli e Palombo non possono allenarsi alla stessa maniera. Palombo ha giocato tanto di più, ha una struttura notevole e una diversa percezione mentale della fatica». Seconda cosa, le tecnologie. «Applichiamo un elettromiografo ai muscoli del giocatore e in tempo reale, grazie al collegamento via wi-fi, il computer ci dice quali fasce muscolari sono più sollecitate o faticano in eccesso. La prevenzione degli infortuni la facciamo così». Poi il satellitare. No, le mappe non c’entrano. «Alla pettorina o all’orologio del giocatore mettiamo un rilevatore che via satellite ci trasmette i dati su frequenza cardiaca e distanza percorsa». De Bellis precisa: «Mi hanno etichettato come preparatore del nuoto perché per un po’ ho lavorato con Brembilla e Fioravanti, ma è stata una parentesi. Il mio mondo è il calcio».


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PRIMO PIANO

fBudget limitato per la mancata qualificazione in Champions: ecco un modo per fare cassa

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IN VETRINA

Da Lanzafame a Palladino: gli affari possibili

FRANCESCO BRAMARDO 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

TORINO dRibery, Robben, e per-

ché no, magari Lionel Messi. Tanto sognare non costa nulla. Peccato che la realtà sia leggermente diversa dall’immaginario collettivo dei tifosi bianconeri. Non è più questa la Juve della Triade, regina indiscussa del mercato, senza concorrenza grazie alla rete di amicizie e clientele ramificate nel nostro calcio ed in parte all’estero. Se mai questa Juve è nipote lontana del club gestito con il bilancino da Giampiero Boniperti. Brava ad anticipare le mosse della concorrenza, a scovare campioncini (l'ultimo fu Del Piero), ad investire i «liquidi» a disposizione su campioni fatti ed affidabili. Con una palla al piede non di poco peso per il neodirettore Beppe Marotta: l’assenza della Champions, vetrina più convincente di un ingaggio milionario per chi gioca nel

Lanzafame Mirante

Paolucci

Palladino

Ekdal

Pasquato

Comproprietà col Palermo: la metà del cartellino vale circa 3 milioni

Comproprietà con il Siena: la metà del cartellino vale circa 6 milioni

Comproprietà con il Genoa: la metà del cartellino vale circa 6 milioni

Ritorna dal prestito di Siena L’intero cartellino vale circa 8 milioni

Ritorna dal prestito di Empoli L’intero cartellino vale circa 4 milioni

Comproprietà con la Samp: la metà del cartellino vale circa 1,5 milioni

Il «vivaio» Juve è un tesoretto che vale 40 milioni La società potrebbe investire sul mercato i soldi ricavati dalla cessione degli ex Primavera Bayern, nel Real Madrid o in Premier. 80 diviso tre Il cachet messo a disposizione dal cda per l'area sportiva è in linea con la filosofia dell’ultima gestione del club, 80 milioni in tre anni, non

più di 25 per la prossima stagione. Ulteriore liquidità dovrà essere reperita in casa, dalle cessioni di giocatori eccellenti, ad esempio. Fare cassa, rinforzare la nuova Juve senza svenarsi, con i giovani sotto contratto si può. Beppe Marotta ha una car-

ta da giocare: richiamare alla base o cedere le comproprietà dei «ragazzi» sparsi in giro per l'Italia. Quindici uomini Sono 15 i bianconeri sparpagliati tra A e B che possono rientrare per rinforza-

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Milioni di euro la valutazione della comproprietà di Criscito: la Juve «divide» il giocatore con il Genoa

re la squadra o essere ceduti con varie formule, dalla cessione definiva al rinnovo della comproprietà. Dai più noti, Lanzafame, Mirante, Paolucci, Criscito e Palladino allo «sconosciuto» Vecchione, centrocampista classe ’88 in prestito in Francia, in Ligue2 al Clermont. Il valore approssimativo in caso di riscatto delle comproprietà o cessioni, supera i 40 milioni di euro, una cifra interessante soprattutto se i giocatori con maggior mercato, Criscito, Palladino, Lanzafame, Paolucci ed Ekdal verranno ceduti, o importanti pedine di scambio per arrivare ai giocatori richiesti da Delneri. Il primo scoglio da superare nei prossimi giorni dal neo direttore Marotta è capire quali promesse siano state spese intorno ai nomi più «eccellenti», ad esempio con il Genoa. Più utile un difensore come Criscito di un attaccante come Palladino per il tecnico friulano, possibile esterno di riserva Lanzafame (comproprietà con il Palermo) o pedina di scambio per arrivare a Cassani. Discorso analogo per Almiron, giovanissimo non è ma potrebbe rimanere a Bari in cambio di Bonucci e entrare nell'operazione Palombo con la Samp. Scenari aperti anche per Ekdal, tornato alla base dopo la buona stagione al Siena.


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FINALE CHAMPIONS -2

LA FORMAZIONE

L’INTER DI MADRID È PRONTA Mourinho ha deciso: sarà «4-2-3-1». Convince Pandev, provato fra i titolari al posto di Balotelli. Zanetti avanza a centrocampo

MIRKO GRAZIANO 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

MILANO dL’Inter di Madrid è a

buon punto. Anzi, probabilmente è già fatta. Ieri seduta da novanta minuti, quasi esclusivamente a base di tattica: avanti con il 4-2-3-1, più Pandev di Balotelli, Zanetti a centrocampo. In salute Tutti disponibili. Fuori causa, naturalmente, lo squalificato Thiago Motta (che comunque si è allenato in gruppo) e gli infortunati Cordoba e Santon. Rientrato completamente l’allarme Balotelli. Il baby attaccante ha lavorato subito in gruppo, mostrando

di aver completamente smaltito l’affaticamento alla coscia sinistra che lo aveva costretto a interrompere anzitempo la prima seduta della settimana. Ottimi segnali anche da Lucio, in panchina domenica scorsa a Siena, senza minuti ufficiali nelle gambe dal 2 maggio scorso, quando in Lazio-Inter si procurò una contrattura al polpaccio. E Pandev va Provato a lungo l’undici anti Bayern. In difesa, davanti a Julio Cesar, si sono mossi Maicon e Chivu sulle fasce, Lucio e Samuel al centro. In mezzo al campo, diga tutta argentina con Zanetti e Cambiasso, più avanti il trio Pan-

dev-Sneijder-Eto’o a supporto di Milito. Dunque, Chivu e Pandev sembrano aver vinto il ballottaggio con Stankovic e Balotelli. Scelte figlie dell’assenza di Thiago Motta, della migliore adattabilità di Zanetti a centrocampo e della grande affidabilità tattica di Pandev. In particolare, il macedone avrebbe convinto Mou nelle ultime due sedute, mostrando finalmente la brillantezza delle prime uscite. «Per me questa è stata una stagione non facile dal punto di vista fisico — ha raccontato nel media day di martedì scorso —, non aver fatto la preparazione estiva mi ha condizionato non poco. Ma in questi giorni sento le gambe

Lucio sta bene, in difesa c’è Chivu. Intanto, Milito è a un passo dall’Ibrahimovic della scorsa stagione

girare nel modo giusto, e spero di giocare una grande finale». Non segna dal 7 febbraio scorso (contro il Cagliari), ma in questi pochi mesi di Inter ha saputo conquistare il popolo nerazzurro con la sua generosità, oltre che con il «pesantissimo» gol nel derby di ritorno, vinto 2-0 nonostante la lunga inferiorità numerica. Da Principe a Re Chi non ha mai avuto problemi a trovare la porta avversaria è Diego Milito. Stagione mostruosa la sua, già 28 reti, se segna anche sabato sera raggiunge l’Ibrahimovic della scorsa stagione, giustificando anche con i numeri personali il Tronchetti

pensiero: «Alla fine è stato davvero un affare cedere Ibrahimovic», disse a Barcellona il principale sponsor nerazzurro. Grazie a quei soldi, in effetti, è stata rifatta la squadra e in attacco è arrivata gente del calibro di Samuel Eto’o e appunto Diego Milito, forse il simbolo di questa Inter mourinhana, dove la ragione del gruppo prevale su ogni cosa. Di sicuro, il Principe è l’uomo dell’anno per i tifosi, che in ogni sondaggio lo indicano come il protagonista principale. Una curiosità: l’argentino ha segnato il gol-partita nella finale di Coppa Italia e quello dello scudetto, a Siena. Dovesse ripetersi a Madrid...

TEMPO LIBERO TANTI AMMIRATORI HANNO ACCOLTO L’ATTACCANTE IN CITTÀ

L’ASSESSORE AL CONVEGNO SUGLI IMPIANTI

Per SuperMario shopping e relax a Novara

«Milano avrà un terzo stadio Quelli di Milan e Inter, e l’Arena»

5 RIPRODUZIONE RISERVATA

d Un pomeriggio di relax e shopping. Ha reagito così Mario Balotelli al problema muscolare alla coscia sinistra che non gli ha permesso di completare l’allenamento di martedì alla Pinetina, ma che non gli

impedirà di partecipare all’attesa finale di Champions League di sabato a Madrid. Il giovane attaccante dell’Inter ha scelto Novara per qualche ora di svago e qualche acquisto. La presenza del baby bomber nerazzurro non è però passata inosservata in città. L’auto

sportiva di Mario (nelle foto CANEPA) è stata subito riconosciuta e al suo arrivo in città è stato avvicinato da numerosi tifosi e curiosi che lo hanno accerchiato e, telefoni alla mano, hanno immortalato il momento con una foto e strappato un autografo al giocatore.

La calorosa accoglienza a Balotelli è proseguita poi per le vie della città. Un nutrito gruppo di giovani ha scortato Mario per i negozi del centro. Per l’attaccante un salutare bagno d’affetto in vista di Bayern-Inter. d.r.

MILANO «Milano avrà un terzo stadio: quello del Milan, quello dell’Inter e l’Arena che stiamo pensando di ristrutturare. Nessuno ha uno stadio in pieno centro come questo. Se le società italiane si vogliono avvicinare al modello Bayern emerso dall’inchiesta della Gazzetta che ha messo a confronto il bilancio con quello dell’Inter, la strada è obbligata e noi l’appoggeremo, con strumenti di legge adeguati»: lo pronostica l’assessore allo Sport e tempo libero del Comune di Milano Rizzi «e l’assessore allo sviluppo del territorio Masseroli è d’accordo con me». Siamo al convegno «Stadio non solo sport», organizzato nel contesto della mostra che ha portato all’Urban Center della Galleria i modelli dei più innovativi e imponenti impianti del mondo. E’ il chief financial officer del Milan

Cefaliello a dare il là: «A noi piace San Siro anche perché resta la Scala del calcio e un totale adeguamento in chiave moderna è possibile. Ma abbiamo anche ragionato sull’Arena, sarebbe fantastico...». Sta studiando invece il nuovo stadio Nicolas Gangikoff, responsabile del progetto dell’Inter: «Stiamo trattando l’area con il Comune di Milano, l’investimento è di 300 milioni». E Milly Moratti, moglie del presidente Massimo e consigliere comunale aggiunge: «Pensiamo ad uno stadio aperto alla società». Il presidente della Lega Beretta: «La legge sugli stadi è fondamentale e non è assolutamente vero che possa aiutare i furbetti che puntano alle cubature per lucrare. La legge dà soltanto alle società gli strumenti commerciali per affrontare l’investimento». Antonello Capone


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L’Inter si prepara alla partita più importante dell’anno. Deciso il modulo e gli uomini per la sfida del Bernabeu che i nerazzurri, a differenza del Bayern Monaco, non proveranno nella rifinitura, programmata al Parque di Valdebebas. Intanto a Madrid ha incominciato a vincere l’Under 18 di Pea: doppietta di Alibec. A premiare i giocatori Luis Figo e Michel Platini. care una grande finale». Prima della mezzanotte la squadra era nel ritiro assegnatole dall’Uefa, un cinque stelle appena fuori dal centro.

Grande entusiasmo tra i tifosi per i nerazzurri all’aeroporto KYNES

José Mourinho, 47 anni, all’arrivo nell’albergo del ritiro a Madrid MARCA

IL VIAGGIO UN CENTINAIO DI PERSONE HANNO SALUTATO LA SQUADRA ALLA PARTENZA E ALL’ARRIVO

Festa all’aeroporto di Madrid Mou: «Tifosi Real, state con noi» NICOLA CECERE 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

MILANO d Partiti. Con il buon viaggio di un centinaio di fedelissimi radunatisi a Malpensa per implorare a gran voce Mou di non mollare proprio ora che il popolo dell’Inter si sta togliendo grosse soddisfazioni. Il pullman, per volere del tecnico, ha dribblato la folla, un centinaio di persone, in attesa e si è infilato direttamente sulla pista.

Stankovic e Materazzi hanno però salutato dai finestrini due ragazzi da loro salvati domenica sera a San Siro dalla severità di una pattuglia di agenti della Polizia Locale. I due erano andati all’aeroporto per ringraziare Deki, che aveva pagato per loro la multa, e Marco, che gli aveva regalato una felpa. E vai... L’operazione «Todos a Madrid» è cominciata ieri sera alle 21.00, orario di decollo del

charter. L’anteprima tra Inter e Bayern Under 18 si era appena conclusa con il successo della formazione italiana: e vai... Poco meno di due ore la durata del volo e, allo sbarco all’aeroporto Barajas di Madrid, la squadra è stata accolta da centinaia di tifosi italiani con canti e cori. All’arrivo Mou ha detto: «Spero che al Bernabeu i tifosi del Real stiano tutti con noi». E capitan Zanetti ha aggiunto: «Siamo pronti, carichi per gio-

Oggi alla «Ciudad Real Madrid» il primo allenamento. Ieri l’Under 18 nerazzurra ha battuto il Bayern 2-0

Nella Ciudad Questo pomeriggio alla «Ciudad Real Madrid» il primo dei due allenamenti previsti: sarà chiuso al pubblico perché Mourinho proverà per l’ultima volta gli schemi e la formazione. A differenza del Bayern che ha scelto di effettuare la rifinitura al Bernabeu, i nerazzurri metteranno piede nel tempio blanco soltanto a 90’ dal fischio d’inizio. Anche la seduta di venerdì pomeriggio, infatti, è stata programmata al Parque de Valdebebas, la tana Real. Questo secondo allenamento sarà aperto al pubblico. Il grosso dei tifosi giungerà comunque sabato mattina e troverà accoglienza dietro la curva Nord dello stadio, dov’è stata predisposta un’area riservata e attrezzata con generi di conforto, in maniera da rendere più piacevole l’attesa. Bravo Alibec Questa l’Inter Under 18 che ha superato il Bayern. Pea l’ha schierata con il 4-3-3: Di Gennaro; Natalino, Rigione, Kysela, Biraghi; Carlsen, Crisetig, Obiora; Dell'Agnello (dal 91' Romanò), Stevanovic (dall’87' Fossati), Alibec. In gol due volte Alibec, al 2' e al 79'. Michel Platini e Luis Figo hanno premiato i giocatori di entrambe le formazioni con una medaglia ricordo.


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IL FUTURO NERAZZURRO dalla prima

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CANDIDATI

di FRANCO ARTURI farturi@gazzetta.it 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

COME COMPLICARSI LA FESTA Il popolo dell’Inter aspetta una finale da 38 anni e la Coppa da 45 e attorno alla sua squadra nei delicati giorni di avvicinamento vede, legge e ascolta quanto sopra. Domanda: serve tutto questo? E’ disturbante? Prima di tentare una risposta, si prega di sgombrare il campo dalla retorica: non c’è nessuna particolare «follia» che contraddistingua il club di Moratti dagli altri. Evocarla dialetticamente da parte di qualche tifoso è solo un tenero modo di affermare l’amore per questa squadra, ma in realtà non esiste un destino di masochismo che debba appesantire il cammino dell’Inter. E ci mancherebbe. Poi, sforziamoci di accreditare Mourinho di grandi capacità strategico-psicologiche: ipotizziamo che tutto questo sia un polverone da lui lucidamente innalzato per proteggere la squadra da sovraccarichi emotivi. Suona bene? Di finali di Champions o Coppe dei Campioni se ne sono giocate 53, ma a nessun predecessore del «vate di Setubal» è venuta in mente una furbata del genere. Eh sì che ne sono passati di Cruijff, Capello e Ferguson da queste sponde. Non abbiamo in mente certo in mente un modello di raccoglimento sacrale prima dell’Evento. Piuttosto una concentrazione progressiva che coinvolga sia la squadra che il suo entourage, fatto di milioni di tifosi. E che proceda su binari normali. C’è un pizzico di solennità nel momento: se fosse routine, non ci separerebbe quasi mezzo secolo dall’ultimo trionfo. Ecco, sarebbe bello che tutto questo fosse colto, rispettato e tramutato in energia positiva. Desideriamo che l’Inter vada in campo nella migliore delle situazioni tecniche e mentali. E quindi temiamo che una percentuale indefinibile delle sue forze sia dispersa in questo chiacchiericcio che mescola certezze (l’addio del tecnico) a dubbi di varia natura (il futuro di diversi giocatori). Una nube ansiogena. L’Inter è alla vigilia del suo «D-Day», un giorno che può cambiare la storia: sentire in queste ore dal suo condottiero che «un grande allenatore che non passa dal Real chiude la sua carriera con un buco» non è una buona mossa per cominciare la finale della vita per tanta gente. Speriamo, caro Mourinho, che le successive siano diverse e tutte vincenti.

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Rafa Benitez Il tecnico spagnolo ha appena detto che rimarrà a Liverpool, ma nulla va scartato

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Fabio Capello Palmarès e personalità sono da Inter. Moratti però non dimentica il passato juventino

Mou, e poi? «Voglio il Real al 100 per 100» Sale Mihajlovic Il portoghese si vede a Madrid. Il serbo in pole per l’Inter, ma occhio a Capello. Benitez favorito per i bookmaker LUCA TAIDELLI 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

MILANO d«Non so se allenerò il

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Guus Hiddink L’olandese piace ma si è appena legato alla Turchia e sta partendo per una tournée negli Usa

Sinisa Mihajlovic, 41 anni, tecnico del Catania LAPRESSE

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Real la prossima stagione, ma un grande allenatore o un grande giocatore che non passa per il Madrid chiude la propria carriera con un buco. Io voglio allenare il Real Madrid al cento per cento. Se sarà il prossimo anno o più avanti non lo posso dire. Le mie uniche opzioni sono il Real o l’Inter. Solo Madrid può essere capace di farmi lasciare questo club dopo due anni di lavoro incredibile. Me ne andrei con la coscienza tranquilla, dopo aver cambiato il club». Così parlò Josè Mourinho in un’intervista a Marca, non a caso giornale di riferimento dei Blancos. Difficile pensare a un tentativo di ingraziarsi il pubblico neutrale per sabato. Anche a Milano, sponda Inter, prevale ormai il pessimismo. Annuncio il 24? Nella giunta direttiva di ieri pareva addirittura che all’ordine del giorno ci fosse l’esonero di Manuel Pellegrini. Invece il d.g. Jorge Valdano non si è visto e il presidente Florentino Perez ha giusto aperto la riunione, per poi incontrare Platini. Ma il tecnico cileno è di fatto già out e sarebbe stato ratificato l’arrivo di Mou. Un po’ di buon gusto però ci vuole, quindi l’annuncio verrà dato solo dopo Bayern-Inter. La prossima giunta è fissata per il 24 o al più tardi il 31 maggio. Mihajlovic allunga Quale che sia la data, l’Inter non si farà trovare impreparata. Per la successione dell’uomo di Setubal appare sempre più in pole Sinisa Mihajlovic. L’attuale tecnico del Catania conosce l’ambiente interista, è rispettato da tutti nello spogliatoio, è rimasto attaccato al nerazzurro, è ambizioso («Non so quando, ma prima o poi allenerò l’Inter» aveva detto, e sembrano le parole di Mou...), ha fatto giocare alla grande una piccola, ha rifiutato offerte importanti - tra cui la Sampdoria da Champions - e stravede per Balotelli. Senza dimenticare, perché alla fine decide il presidente, che

i titoli Inter di Mou: 2 scudetti, una Coppa Italia, 1 Supercoppa

Josè Mourinho, 47 anni, portoghese, è l’allenatore dell’Inter dall’estate del 2008 LIVERANI

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ha detto SULL’INTER

Le mie uniche opzioni sono il Real Madrid o l’Inter. Solo Madrid può farmi lasciare questo club dopo due anni di lavoro incredibile. E comunque me ne andrei con la coscienza tranquilla, dopo aver cambiato il volto della società nerazzurra

SU VAN GAAL A Van Gaal devo l’aver lavorato 3 anni nel Barcellona. Ma ho pagato con il sudore, facendo di tutto per lui. Con me, un grande allenatore e una persona onesta. Ma non sono il suo discepolo. E poi io conosco il Van Gaal allenatore, lui solo il Mourinho assistente...

SU IBRAHIMOVIC ED ETO’O Mi disse che se ne andava al Barça perché voleva vincere il Pallone d’oro e migliorare. Non facile se in squadra hai Messi, Xavi e Iniesta. Non è andata come sperava, mentre Eto’o ha trovato ciò che voleva. Questa Inter è una famiglia e lui si sente importante

Mihajlovic è nel cuore di Moratti anche per come, quando fu esonerato Mancini - di cui era il vice - fu il primo a cercarsi un’altra sistemazione, senza gravare sul bilancio interista. Alternative di peso Al limite le riserve sul 41enne serbo sono legate all’inesperienza in panchina. Infatti le alternative hanno il nome pesante di Benitez, Capello e Hiddink. Pur avendo annunciato ieri che resterà al Liverpool, Benitez rimane il favorito dei bookies inglesi, ma non convince i vertici nerazzurri, che ribadiscono: «Lo spagnolo non è in corsa». Capello invece mette d’accordo tutti. Moratti avrebbe ancora delle remore per il passato juventino del c.t. dell’Inghilterra, che però a Palazzo Saras ha ancora importanti estimatori. Pochi dubbi anche su Guus Hiddink, ma l’olandese si è appena legato alla federazione turca. Gli outsider? Spalletti e Guardiola.

PARLA RANIERI

«La mancanza di Mou si sentirà»

La probabile partenza di Mourinho spiace al «nemico» Claudio Ranieri (foto EIDON): «È un avversario di quelli giusti. La sua mancanza si sentirà. Ha detto che sono ipocrita? Meglio in versione letteraria. Sulla "Nausea" di Sartre mi ha divertito. Fa il furbo, manda qualcuno ad ascoltare cosa hai detto e poi si prepara. Vecchio trucco. Ma Sartre nel ’64 rifiutò il premio Nobel dicendo: "Voglio essere letto non per il Nobel ma perché il mio lavoro lo merita". Se Mou permette, faccio mia questa massima».

Mou, Ibra e Van Gaal Resta il fatto che tra poche ore l’Inter si gioca la Champions con Mourinho in panchina. E lo stesso tecnico ha parlato del suo rivale Van Gaal, con cui aveva già lavorato in passato. «Cosa devo a Van Gaal? La possibilità di lavorare con lui per tre anni nel Barcellona. Però ho pagato tutto col sudore. Per lui ho lavorato come un animale. Avevo i miei compiti sul campo, viaggiavo per osservare i rivali, preparavo dossier, allenavo... Van Gaal con me è stato un grande allenatore e una persona onesta, importantissima in alcune mie decisioni. Ma niente storie del discepolo che può superare il maestro perché io non mi sento un suo discepolo. E poi io conosco il Van Gaal allenatore mentre lui conosce solo il Mourinho assistente. E questa è una grande differenza». Chiusura sull’ex Ibra: «Mi disse che se ne andava al Barça perché voleva vincere il Pallone d’oro e migliorare. Però migliorare in una squadra con Messi, Xavi e Iniesta non è facile. Non è andata come sperava. Per contro, Eto’o ha trovato ciò che voleva: una squadra con ambizioni e sogni e forse con una rosa umile. Questa Inter è una famiglia e lui si sente importante».

FIGO

«Josè al Real farebbe bene» «Mourinho ha una mentalità vincente, proprio come i giocatori del Real. Ecco perché sono sicuro che farebbe indubbiamente bene a Madrid». Il ministro degli Esteri nerazzurro Luis Figo sul sito di «Marca» sembra sponsorizzare l’allenatore portoghese per la panchina del Real Madrid. Poi però arriva una doverosa precisazione: «Mourinho comunque ha un contratto con l’Inter e per quello che so è molto felice in nerazzurro. Se dovesse lasciare l’Italia sarebbe una scelta personale - conclude l’ex fuoriclasse portoghese -, ne parleranno lui e il presidente Moratti».


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L’INTERVISTA «Coppa nei piedi di Robben e Sneijder» Del Bosque, c.t. della Spagna: «Gli olandesi uomini chiave. Ma l’Inter ha anche Maicon, straordinario» Meglio Van Gaal o Mourinho?

DAL NOSTRO INVIATO

«Van Gaal ha più esperienza, ma Mourinho è stato bravo a riportare in alto una squadra che in Europa faticava. Se tutti giocano bene il merito è suo, anche se Eto’o non ha avuto lo stesso rendimento di Barcellona».

ALBERTO CERRUTI 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

MADRID dIl signore sì che se ne

intende, perché Vicente del Bosque, c.t. della Spagna, ha sollevato due Champions in tre anni. E dalla seconda, nel 2002, senza di lui il Real Madrid è sempre rimasto a guardare le finali degli altri. Anche stavolta che l’aveva organizzata in casa sua, per vincere la Decima nell’anno Dieci. Il suo ex presidente Florentino Perez, che sognava Real Madrid-Milan, si dovrà accontentare di Bayern-Inter.

Vicente del Bosque, spagnolo di Salamanca, 6O anni il 23 dicembre REUTERS

Mourinho può essere l’allenatore giusto per il Madrid?

«Non so se arriverà, ma Pellegri-

ni ha lavorato bene». Lei ricorda l’Inter di Herrera?

«Come no! Burgnich, Guarneri, Facchetti, Picchi, Suarez, Corso, Mazzola, Jair. Una grande squadra con un altro stile, più estetica e più brillante di questa». Come c.t. la preoccupa l’assenza di spagnoli in finale?

«No, perché negli ultimi anni la

Del Bosque, è la finale giusta?

«L’Inter ha meritato, ma per il gioco espresso il Barcellona meritava ancora di più la finale. É raro vedere il Barcellona in difficoltà, senza spazi. La virtù dell’Inter è stata proprio questa: non ha fatto giocare il Barcellona in casa sua e si è qualificata grazie alla sua straordinaria difesa». Da ex madridista è deluso anche lei per la mancata finale del Real?

«Le gare a eliminazione diretta sono molto difficili. Nel primo tempo contro il Lione, al ritorno, era impensabile l’eliminazione del Madrid».

Quali possono essere gli uomini decisivi nella finale?

«Robben e Sneijder, due grandi giocatori della scuola olandese sempre tra le migliori al mondo». É stato un errore cederli?

«Non voglio entrare nel merito. Io dico soltanto che potevano rimanere». Che cosa le piace dell’Inter?

«La forza del complesso, è una squadra compatta, di rendimento, con grandi individualità, come Lucio, Samuel, Milito. Ma su tutti mi piace Maicon, un giocatore straordinario che può fare la differenza». E del Bayern chi le piace?

«Muller sta dimostrando di essere un grandissimo attaccante».

LA SCHEDA

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VICENTE DEL BOSQUE 59 ANNI ALLENATORE SPAGNA

Due Champions e doppia Liga col Real Madrid Vicente del Bosque, centrocampista fino al 1984, è stato anche nazionale. Da tecnico con il Real Madrid ha vinto due Champions, due campionati, una Coppa Intercontinentale, una supercoppa europea, una spagnola. Dal 2008 guida la Spagna, terza alla Confederations un anno fa.

L’unica scarpa da calcio al mondo senza lacci lacci.

Spagna è stata ben rappresentata nelle coppe e ha vinto l’Europeo». Oggi lei darà la lista dei 23, primo atto del Mondiale: sta già pensando a un nuovo bivio con l’Italia nei quarti del Mondiale?

«No, perché siamo ancora lontani. Ma l’Italia è sempre meglio evitarla».


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I RIVALI DELL’INTER L’ATTESA ALTINTOP SICURO VICE RIBERY. MENTRE VAN BOMMEL RIVELA; «TONI IN RITIRO SI ADDORMENTAVA», L’ITALIANO RISPONDE: «TUTTO FALSO»

I tedeschi a Madrid col pronostico di Matthäus: «Vinciamo 2-1» 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

dCome da programma annunciato il 7 maggio e mai modificato, il Bayern partirà questa mattina alle 11.05 per Madrid. In serata, all'ora della partita (20.45) i giocatori si alleneranno al centro del Real Madrid, mentre domani è prevista la rifinitura al Bernabeu, ore 17. Meno che in Italia, ma anche a Monaco si è parlato dei pericoli per la nube islandese. Van Gaal lunedì ha finto di essere il

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I NUMERI

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le reti realizzate dal Bayern nella Bundesliga in 34 giornate: sono divise in 39 in casa e 33 in trasferta

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le reti della squadra tedesca nella Coppa di Germania: l’ultimo atto, giocato sabato, si è chiuso con un 4-0 al Werder Brema

più divertito: «Come faremo se non potremo volare? Ci aspetteranno o rimanderanno la partita, non possono consegnare una Coppa senza una delle due squadre». Il regolamento dice altro, ma al tecnico olandese piace provocare lasciando un fondo di verità. I campionati sono finiti, non ci sono altri impegni immediati, e non è detto che la Uefa (che mai potrà ammetterlo) avrebbe preferito un titolo a tavolino piuttosto che rimandare il match a

Thomas Muller, 20 anni IMAGE

Il turco Con il portiere Jorg Butt e il difensore Daniel van Buyten, anche il centrocampista Hamit Altintop è stato mandato ieri in conferenza stampa: dettaglio di discreta importanza. I primi due sono titolari inattaccabili, il terzo sarà il sostituto di Franck Ribery, squalificato. «Già a Lione ha ricoperto benissimo quel ruolo» ha detto Bastian Schweinsteiger. E Philipp Lahm ha trovato il la-

Matthaus, van Bommel e Toni Da Seul si è fatto vivo Lothar Matthäus, che sarà al Bernabeu da commentatore tv: «Per me è una finale speciale. Il Bayern, per il gioco espresso negli ultimi tempi, è favorito. Vincerà 2-1 anche se l'Inter ha

dIl Bayern domenica sfilerà su auto scoperte per il centro di Monaco. Con o senza Champions, la squadra si ripresenterà sul balcone del Municipio: «Ringraziamento per il sostegno durante una stagione magnifica», così dicono le fonti ufficiali. E se proprio con l'Inter non sarà un successo, basterà un brindisi per ogni gol dell'annata ad alzare il buonumore alcolico: 116 prosit e i sorrisi esploderanno.

nerazzurri. Fermi, se serve un paragone, a quota 97 e con quattro match in più. «Questo è il mio calcio e i giocatori mi assecondano: non vorrebbero smettere mai, sempre all'attacco e alla ricerca della soddisfazione» ha spiegato Louis van Gaal. Sabato, nella finale di Coppa di Germania, anche al 90’ e sul 4-0, c'era la forza di dribblare il portiere: «Tutti sono tonici e hanno una fame incredibile di successo» ha detto Oliver Kahn, ex capitano e portiere-leggenda, ora commentatore tv. La via della porta Il miglior marcatore è Arjen Robben a 22, poi Thomas Müller a 20 e Ivica Olic a 19. Müller e Robben combattono per una rete nelle statistiche, quella dell'1-0 al Lione nella semifinale d'andata in Champions: tiro dell'olandese, deviazione minima ma sicura del tedesco. Robben-Müller-Olic sono a 61: quasi la metà del raccolto. Fermateli e il

Lothar Matthäus, 49 anni REUTERS

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5 RIPRODUZIONE RISERVATA

Macchina da gol Non è un record, perché nel 1971-72 i rossi esultarono 126 volte. Però 116 reti (72 in Bundesliga, più 44 nelle coppe) in 52 partite sono una cifra che inquieta i

la migliore difesa del mondo. Mourinho è una volpe dal punto di vista tattico. Ma il mio cuore batte per il Bayern» ha detto all'agenzia tedesca Dpa. Il capitano Mark van Bommel ha scritto su Sport Bild che Luca Toni al secondo giorno di ritiro si addormentò a tavola. Van Gaal si infuriò e così nacquero i dissidi che portarono al divorzio. Replica dell'attaccante italiano: «Tutto assolutamente falso».

to positivo: «Hamit non è un artista come Ribery però sa fare tutto bene e difende anche in maniera eccellente». Sembra quasi che il Bayern ci abbia guadagnato.

PIERFRANCESCO ARCHETTI

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le reti nelle 12 gare di Champions: nella prima e nell’ultima, due vittorie esterne per 3-0, col Maccabi Haifa e col Lione

domenica, giorno festivo.

I NUMERI

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i titoli vinti: tre campionati, due Coppe di Russia e una Uefa col Cska Mosca, una Bundesliga e una Coppa di Germania col Bayern

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Arjen Robben, 26 anni, olandese, alla prima stagione col Bayern. Era al Real Madrid EPA

Carica Bayern: 116 gol in 52 gare e festa grande anche se va male Domenica la squadra sfilerà a Monaco e si presenterà sul balcone del Municipio

x HA DETTO van Gaal Questo è il mio calcio e i giocatori mi assecondano: non vorrebbero smettere mai, sempre all'attacco e alla ricerca della soddisfazione

Bayern si sgonfierà? Non è detto, l'olandese ha saltato l'autunno e i rossi segnavano ugualmente, con Van Buyten, Gomez o Klose, anche se non in maniera così copiosa. Robben ha rapidità, potenza e precisione: parte da sinistra, acquista velocità, poi taglia verso il centro perché usa solo il mancino. Se portato verso l'angolo tenta il rientro ma va in affanno, raramente crossa di destro; però, anche se il suo cambio di direzione è conosciuto, gli riesce spesso. E quando carica il sinistro, sono sassate. Anche se non va a bersaglio, procura dolori: il 2-1 scandaloso di Monaco alla Fiorentina (Klose in fuorigioco), ha origine dal solito numero di Arjen. Il ragazzo Thomas Müller, 20 anni, una stagione fa era in ter-

za divisione, con i dilettanti del Bayern. Adesso è al Mondiale. Modifica lo schema con i suoi spostamenti perché ha la dinamicità di un mezzofondista e l'intelligenza di «vedere» lo spazio. Prima punta (4-4-2), seconda (4-4-1-1), trequartista (4-2-3-1), esterno (4-3-3); può far queste giravolte anche in mezz'ora, e i rivali non sanno mai dove sia. Müller è il migliore dei suoi nella «scorer liste», significa gol e assist: 13+11 solo in Bundesliga. Accanto a lui c'è Ivica Olic, il capocannoniere in Champions (7). Il Bayern è rimasto senza reti solo in 5 gare, l'ultima il 3 novembre (0-2 con il Bordeaux). In Champions ha sempre infilato gol in trasferta: ma a Madrid l'Uefa lo considera squadra di casa. E anche se va male, tutti a sfilare il giorno dopo.

le sue squadre: Marsonia, Hertha Berlino, NK Zagabria, Dinamo Zagabria, Cska Mosca, Amburgo e Bayern Monaco

p.f.a.

L’INTERISTA MANCATO

Quando Olic stregò Mazzola «L’avrei preso»

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IVICA OLIC attaccante BAYERN MONACO

Nel ’98 feci un provino con l’Inter e convinsi Gigi Simoni delle mie qualità. Mentre aspettavo che venisse definito l’accordo col Marsonia, il mio club a quei tempi, arrivò l’offerta dell’Hertha e decisi di andare a Berlino. Ma ho ancora il cuore nerazzurro DAL NOSTRO INVIATO

STEFANO CANTALUPI 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

MONACO DI BAVIERA (Germania) d«Niente di persona-

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le reti che ha segnato nella semifinale di ritorno di Champions vinta in trasferta dal Bayern sul Lione per 3-0 Ivica Olic, 31 anni, croato

le, non ce l’ho con voi», ridacchia Ivica Olic, con i suoi occhioni sgranati. Già, però tre indizi fanno una prova: segnò all’Italia al Mondiale 2002, fece doppietta alla Juve nell’Emirates Cup 2008 ed è tra i responsabili, con il suo gol all’Olimpico, dell’esclusione bianconera dagli ottavi di questa Champions. La fama di «anti-italiano» del 31enne croato è più che motivata, tanto da allarmare l’Inter. Eppure a Olic l’Italia piace. E l’Inter ancora di più. Ivica da Slavonski Brod, uno che potrebbe impedire all’Inter la storica «tripletta», è un nerazzurro mancato. «Nel 1998, l’Inter giocò una partitella col Marsonia, la squadra della mia città natale — racconta Olic, m e n t r e Schweinsteiger passa e gli dà un buffetto, con l’aria di chi quella storia l’ha già sentita più volte —. Mi notarono, mi fecero un provino di tre giorni e convinsi l’allenatore Simoni. Mentre attendevo che i club trovassero l’accordo per l’indennizzo, giocai qualche amichevole insieme al mio idolo Ronaldo, di cui conservo ancora una foto. Ma prima che l’Inter mi mettesse sotto contratto, arrivò l’offerta dell’Hertha. E andai a Berlino, perché pensavo che lì la mia carriera sarebbe decollata più facilmente». Il fiuto di Mazzola Così il matrimonio Olic-Inter non si fece più, anche se Ivica assicura di essere rimasto «interista nel cuore». Trattativa sfumata con grande rammarico di Sandro Mazzola, che per primo credette in un attaccante croato che non sarà un maestro di stile, ma che in questa stagione ha segnato 19 gol (di cui 7 in Champions), spingendo in panchina nazionali tedeschi come Klose e Gomez. «Era deboluccio fisicamente, ma aveva fiuto del gol — ricorda Mazzola —. Lo invitai a Milano e gli diedi la maglia dell’Inter, pronosticandogli un futuro da campione. Purtroppo prese un’altra strada, ma non fui io a volerlo cedere. Se segnasse sabato? Farebbe meglio a starmi lontano...».


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fSi indaga a Tivoli sulla partita del 2 maggio

IL CASO

Già ascoltati il centrocampista e Manzini

DAVIDE STOPPINI 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

ROMA dLazio-Inter non finisce mai. Anzi, di più: finisce in tribunale. La Procura di Tivoli ha aperto un fascicolo sulle presunte minacce ricevute a Formello da calciatori e dirigenti biancocelesti nella settimana che portava alla sfida del 2 maggio. «L’ho fatto dopo aver letto i quotidiani di quei giorni», ha commentato il procuratore Luigi De Ficchy. In realtà, oltre alle cosiddette notizie di reato, avrebbe in mano qualcosa di concreto.

Interrogati A Tivoli sono già stati ascoltati il team manager della Lazio, Maurizio Manzini, e il centrocampista Roberto Baronio. Quest’ultimo è stato sentito due giorni fa, per circa 30 minuti, e ha negato di aver ricevuto pressioni dai tifosi. Sulla vicenda è al lavoro anche la Digos. Nessuna denuncia è stata presentata dai calciatori della Lazio, come specificato dalla società in un comunicato. «Ma in ogni caso la Lazio è pronta a tutelare i suoi atleti», ha spiegato l’avvocato Gianmichele Gentile, legale del club biancoceleste. L’indagine di Tivoli non riguarderebbe il proiettile ricevuto in busta chiusa dal presidente Claudio Lotito. «Di minacce ricevute dai miei calciatori a Formello io non so nulla — ha commentato Lotito —. A suo tempo noi parlammo sì di pressioni, ma il riferimento era ai tifosi della Roma». Palazzi si muove «Mi è venuto naturale aprire l’inchiesta,

Ma Lazio-Inter finisce in Procura Aperto un fascicolo per minacce: Baronio nega tutto Si muove la Figc: Palazzi chiede gli atti dell’inchiesta

5 RIPRODUZIONE RISERVATA

dFanno l'impossibile per tenerci lontani dagli stadi, fra restrizioni, tornelli, dirette tv, impianti scomodi e spalmature di date e orari, eppure è sufficiente una piccola scintilla per riaccendere l'interesse. Sono stati infatti 9.642.640 gli spettatori che hanno assistito alle partite del campionato 2009-2010, oltre 250 mila in più rispetto alla stagione precedente. E senza considerare l'annus horribilis 2006-07 (quello con la Juve in B e poco più di 7 milioni di presenze), rispetto a due anni fa l'attivo è di oltre 850mila.

La svolta É bastato un torneo più equilibrato del solito a invertire la tendenza e le medie presenze più alte sono coincise con momenti topici: 31.191 alla 35ª giornata, quando i nerazzurri sorpassarono i giallorossi grazie alla doppietta di Pazzini, e 34.129 al penultimo turno, nella domenica di Inter-Chievo e Roma-Cagliari. Ma le cifre restano modeste, la media generale per partita è di 25.375. I pienoni si contano sulle dita di una mano. Irrilevante il dato che da 17 anni non andava così bene, dal 2003 la A è a 20 squadre ed è aumentato il numero di partite.

UNA GARA PRIMAVERA DURATA PIÙ GIORNI Sorteggi Final Eight C’è Milan-Samp Prima e dopo Lazio-Inter

Classifica Quel punto La Roma ha vinto il giorno prima a Parma, è avanti di un punto, l’Inter deve vincere

Tam-tam In settimana i tifosi laziali chiedono ai giocatori, via radio e anche presentandosi a Formello, di perdere per evitare lo scudetto alla Roma. L’ironia dei tifosi laziali nello striscione esposto dopo il primo gol dell’Inter all’Olimpico

non so perché non l’abbia fatto pure la giustizia sportiva», ha aggiunto De Ficchy al «Romanista», polemizzando con la Procura federale. Ma la risposta dalla Figc arriverà già oggi: Stefano Palazzi si muoverà, chiedendo al procuratore di Tivoli gli atti dell’inchiesta. I commenti In campo, il 2 mag-

Spettatori aumentati negli stadi: +250 mila

VINCENZO CITO

y taccuino

Ambiente

TENDENZA LA MEDIA-GARA E’ DI 25.375 PRESENZE

L’Inter è prima con 55 mila presenze in media, poi ci sono il Napoli e il Milan

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Il top Le grandi hanno dato il contributo più sostanzioso. L'Inter ha portato a San Siro una media di 55.957 spettatori, sono oltre 47 mila quelli di quel vulcano d'amore che si chiama Napoli, davanti a Milan (42.809) e Roma (40.925). Soltanto 11ª la Juventus (23.186), che paga pure la scarsa capienza dello stadio (27.994). In questo senso, una delle tifoserie più fedeli è quella del Catania, la cui percentuale di occupazione dello stadio è superiore al 75%: 15.342 di media le presenze per una capienza del Massimino di 21.530. Ultime per media presenze il Siena (11.043) e il Livorno (10.645). Audience Più che al pubblico negli stadi, i signori delle tv sono attenti agli spettatori davanti agli schermi e qui comandano sempre loro: Inter (audience media di 1.001.297 su Sky e 713.306 su Mediaset Premium), Juventus (919.612 su Sky e 572.044 sul digitale) e Milan (781.319 e 597.567). Detto che la partita più vista allo stadio (80.018 spettatori) e nelle pay tv (2.407.835 Sky, 1.476.027 Mediaset Premium) è stata il derby di ritorno Inter-Milan del 24 gennaio, tutti questi bei numeri sono solo una briciola davanti al record calcistico televisivo dell'anno: oltre 11 milioni e 600 mila spettatori per la finale di Coppa Italia Inter-Roma su Rai1. L'insostenibile potenza di una parola magica: gratis.

gio, il tecnico della Lazio Edy Reja non c’era perché squalificato. «Non mi era mai capitata una situazione simile — ha ricordato a Radio Radio —. L’avevamo preparata bene, poi con 50 mila persone che ti tifano contro, e le offese ai giocatori prima della partita, tutto si è fatto difficile». Tanto che il collega della Roma Clau-

dio Ranieri, in un’intervista al «Fatto Quotidiano», ha definito Lazio-Inter «uno spettacolo desolante». «Ma Ranieri ha perso lo scudetto per merito della Samp — ha replicato il d.s. biancoceleste Igli Tare —. La più grande desolazione sono le sue parole e i suoi segnali offensivi». E sì, Lazio-Inter non finisce mai.

Serata Esultanza Festeggiano i tifosi laziali ai gol dell’Inter; lo striscione «Oh noooo»; il coro «se vincete ve menamo»

dCosì i sorteggi della Final Eight per

lo scudetto Primavera Tim. Quarti, 1 giugno: Palermo-Empoli ore 16 a Camerino; Lazio-Brescia (21, Macerata). 2 giugno: Samp-Milan (16, Tolentino); Genoa-Chievo (21, Civitanova). Semifinali (ore 18) 4 e 5 giugno. Finale 8 giugno a Macerata (ore 21). Tutte le sfide in diretta tv su Sky.

CALCIO A 5

Montesilvano ok Luparense travolta d(g.l.g.) Gara-2 semifinali scudetto:

Montesilvano-Luparense 6-1; Marca-Bisceglie 3-3. Si va alla bella: gara-3 domani.

GENOA

Debutta Diego Angelo Ok con la Lucchese LUCCA dPrimi passi di Diego Angelo col Genoa: ha debuttato con una buona prova nella sfida vinta 2-1 contro la Lucchese. Gol di El Shaarawy e Milanetto. Pera per la Lucchese.

LEGALITA’

I Detenuti di Bollate vincono a San Siro dLa squadra dei Detenuti del carce-

re di Bollate ha vinto il 2˚ torneo della Legalità a San Siro pareggiando 0-0 la sfida decisiva con la Polizia Penitenziaria. I Detenuti hanno vinto per la miglior differenza reti avendo superato 5-0 i Magistrati battuti 2-0 dalla Pol. Penitenziaria


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NAZIONALE LA SVOLTA

Prandelli d’Italia Sarà il c.t. del dopo-Lippi: la Fiorentina dà via libera Abete chiama Della Valle e incontrerà il tecnico a metà della prossima settimana, quando tornerà dalla tournée in Canada. Poi l’annuncio. Il 18 agosto l’esordio ALBERTO CERRUTI

d Cesare Prandelli sarà il nuovo allenatore della Nazionale. A questo punto manca soltanto l’ufficialità, perché ieri c’è stata la prima attesa, e determinante, svolta. Il presidente della federcalcio, Giancarlo Abete, si è messo in contatto con il presidente della Fiorentina, Andrea Della Valle, chiedendo correttamente la disponibilità di fare una proposta al tecnico, legato alla società viola per un’altra stagione, fino al 30 giugno 2011. Andrea Della Valle, che tra l’altro è sempre stato in ottimi rapporti con Abete, dopo aver parlato con il fratello Diego «patron» della società, non

Il contratto sarà per i prossimi due o quattro anni, senza chiedere ingaggi spropositati viste le difficoltà economiche se l’è sentita di irrigidirsi, come era successo quando si era fatta avanti la Juventus, autorizzando il presidente federale a incontrare Prandelli. Attesa Nella sua abitazione fiorentina il tecnico non ha ancora ricevuto alcuna telefonata, né dai suoi dirigenti, né da Abete. Ma agli amici più stretti ha confidato di essere a conoscenza

Lippi (a sinistra) col presidente Abete. Il loro tempo insieme è scaduto EIDON

dei contatti. E soprattutto non ha più manifestato le sue precedenti perplessità di lasciare la Fiorentina e i fiorentini, coi quali è in ottimi rapporti, per diventare commissario tecnico. Prandelli, da sempre candidato numero uno per Abete, è pronto a dire sì con entusiasmo alla proposta di allenare la Nazionale, dopo il Mondiale del Sudafrica, per i prossimi due o forse quattro anni, senza chiedere ingaggi spropositati sia perché non è il tipo, sia perché si rende conto delle difficoltà economiche generali. Abete ha già avuto un primo contatto con Prandelli e nei prossimi giorni fisserà un appuntamento con lui per gettare le basi che dovrebbero portare all’intesa definitiva, con relativa stesura del contratto. Visto che ormai sono tutti d’accordo, dalla famiglia Della Valle ad Abete, e Prandelli è pronto a dire sì alla Nazionale, saranno accelerati i tempi previsti. Anticipo Il nome dell’erede di Lippi quindi si conoscerà prima dell’8 giugno, giorno in cui Cannavaro e compagni partiranno per il Sudafrica, indicato da

Situazione nuova: per la prima volta l’Italia andrà a un Mondiale sapendo già il nome del nuovo c.t. Ma non dovrà essere un alibi

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Abete per ufficializzare il nome del nuovo tecnico. Stamattina Prandelli partirà in tournée per il Canada con la Fiorentina e al ritorno, a metà della prossima settimana, dovrebbe incontrarsi con Abete, mentre gli azzurri si alleneranno al Sestriere. Salvo imprevisti l’annuncio ufficiale dovrebbe quindi arrivare entro fine mese. L’esordio di Prandelli sarà il 18 agosto, in amichevole con avversario da definire. Adesso per Lippi non cambierà nulla, perché conoscendo la sua voglia di chiudere bene in Sudafrica raddoppierà il suo impegno. E non dovrebbe cambiare nulla nemmeno per i giocatori che già sapevano di andare al Mondiale con un c.t. in scadenza, come del resto capita al Brasile o alla Francia. Ciò non toglie che per l’Italia sia una situazione nuova senza precedenti, perché non era mai successo che gli azzurri incominciassero un mondiale conoscendo il nome del successivo c.t. già designato ufficialmente. Ma questo è un rischio che Abete aveva calcolato. E quindi nessuno dovrà cercare alibi. Con un doppio in bocca al lupo a Lippi e a Prandelli.

LA GUIDA Da Pozzo a Lippi 17 i c.t. prima di Cesare Cesare Prandelli sarà il 18˚ commissario tecnico della Nazionale italiana. Ecco i nomi e i periodi dei 17 allenatori che hanno guidato la Nazionale prima di lui. Augusto Rangone dal 4-11-1925 al 10-6-1928 Carlo Carcano dal 14-10-1928 al 28-4-1929 Vittorio Pozzo dal 29-6-1912 al 3-7-1912; dal 9-3-1924 al 2-6-1924; dall’1-12-1929 al 5-8-1948 Giuseppe Viani dal 6-1-1960 al 13-3-1960 Giovanni Ferrari dal 10-12-1960 al 4-11-1961 Edmondo Fabbri dal 11-11-1962 al 19-7-1966 Helenio Herrera e Ferruccio Valcareggi dall’1-11-1966 al 27-3-1967 Fulvio Bernardini dal 28-9-1974 al 8-6-1975 Fulvio Bernardini e Enzo Bearzot dal 27-9-1975 al 8-6-1977 Enzo Bearzot dall’8-10-1977 al 17-6-1986 Azeglio Vicini dall’8-10-1986 al 12-10-1991 Arrigo Sacchi dal 13-11-1991 al 6-11-1996 Cesare Maldini dal 22-1-1997 al 31-7-1998 Dino Zoff dal 1-8-1998 al 4-7-2000 Giovanni Trapattoni dal 6-7-2000 al 24-6-2004 Roberto Donadoni dal 13-7-2006 al 30-6-2008 Marcello Lippi dal 25-6-2004 al 12-7-2006; dall’1-7-2008 al Mondiale di Sudafrica 2010 Nei periodi non riportati dalla scheda la Nazionale ha avuto alla guida una commissione di tecnici.


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LA SCHEDA

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CESARE PRANDELLI 52 ANNI ALLENATORE

Il debutto in A sedici anni fa con l’Atalanta Cesare Prandelli nasce ad Orzinuovi il 19 agosto 1957. La sua carriera da allenatore parte dall’Atalanta, in Primavera, dove vince subito lo scudetto di categoria e il Viareggio. A parte una parentesi sulla panchina della prima squadra nel 1994, conosce la Serie A a Lecce nel 1997, club dal quale si dimette dopo 18 gare. Poi due stagioni al Verona, con una promozione in A e due al Venezia, con una promozione. Nel 2002 è al Parma, con cui ottiene due quinti posti nonostante i gravi problemi della società. Va alla Roma nel 2004, ma si dimette prima dell’inizio del campionato, a causa della grave malattia che ha colpito la moglie, Manuela. Nel 2005 passa alla Fiorentina: in 5 stagioni conquista tre volte un posto in Champions, la prima, nel 2006, gli viene tolta in seguito a Calciopoli. In questa stagione ha centrato gli ottavi di Champions.

Da Verona a Parma il maestro Cesare ha tanti estimatori Artista mancato, ex della Juve dell’era Boniperti, il tecnico Prandelli ha già fatto un bel giro d’Italia ANDREA SCHIANCHI

che quest’anno, a Firenze, non sono arrivati i successi ed è stata una stagione difficile, ma vogliamo dimenticare gli applausi conquistati in passato? Vogliamo dimenticare che, con lui in panchina, si è affermato un centravanti come Alberto Gilardino, o che sempre lui è stato capace di far rendere al massimo Adriano prima e Mutu poi? Vogliamo dimenticare che, lui alla guida, la Fiorentina si è sempre qualificata per le coppe europee, tranne quest’anno? E che, sulla panchina del Parma e con l’esplosione del crac Parmalat che gli toglieva giocatori, soldi e fiducia, lui ha portato gli emiliani per due volte al quinto posto in classifica?

anche il calcio.

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dSe chiedete a Cesare Prandelli quale sia il suo lavoro, vi risponderà così: «Mi sento un insegnante di calcio». Non un allenatore, ma un insegnante, e qui sta la differenza tra lui e molti suoi colleghi. Prandelli è uomo di campo, gli piace il profumo dell’erba, resterebbe ore e ore a spiegare schemi, sovrapposizioni, diagonali ai suoi ragazzi. Il calcio, Prandelli lo vive così: tanto lavoro, poche parole. Non è un caso che si sia formato nel settore giovanile dell’Atalanta, dove le regole del pragmatismo e del sudore erano l’abc. A questi concetti si unisca l’esperienza maturata, da giocatore, nella grande Juventus: ecco che Prandelli coniuga l’operosità lombarda e la serietà sabauda, senza dimenticare quel pizzico di humour che serve a rendere più saporita la vita. E

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Galoppata In questo momento di gioia, perché arrivare alla panchina della Nazionale è il top per ogni allenatore, il suo primo gesto dev’essere stato alzare gli occhi verso il cielo a cercare la sua stella: Manuela, la moglie scomparsa nel 2007. Per lei, nel 2004, si dimise dalla Roma: doveva starle vicino, insieme c’era da sconfiggere il male. Oggi è lei la persona più felice del mondo. Guarda te che carriera ha fatto quel ragazzo che sognava di fare il liceo artistico e invece ha preso il diploma di geometra, «perché un pezzo di carta, Cesare, è sempre importante» gli ripeteva la mamma. Atalanta, Lecce, Verona, Venezia, Parma, Fiorentina e ora la Nazionale: che galoppata! Successi Dalle quinte del teatro fin sul palcoscenico. D’accordo

Prandelli con il viola Gilardino ANSA

Modulo Assurdo dire ora quale sarà il modulo della Nazionale di Prandelli. Lui è un allenatore che si adatta agli uomini, guarda il mazzo delle carte e, in base a quello che ha in mano, decide la giocata. La difesa a quattro non è un chiodo fisso (a Verona schierava spesso la retroguardia a tre), ma una preferenza. A centrocampo un mix di tecnica, saggezza e corsa. Lui, che è cresciuto nella Juve di Platini, sa quanto siano importanti i cosiddetti «piedi buoni», però non dimentica mai che senza i Furino non si va da nessuna parte. Guardate le sue formazioni e troverete sempre un mediano che si spolmona e si sacrifica, e un illuminato pensatore. In attacco Prandelli ama la manovra ampia, adora le vecchie ali: dribbling, fuga, cross e il centravanti che arriva a battere a rete. E stavolta il centravanti è lui: Cesare Prandelli ha fatto gol.

LA SUCCESSIONE

Gasperini in pole per il futuro viola Il sogno è Spalletti Idea Mihajlovic, ma c’è da vincere la concorrenza Inter Piace anche Marino

Basso indice glicemico.

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Sinisa e Gasperini L’idea forte sarebbe il super-impegnato Spalletti, più realistico il nome di Mihajlovic che però porta alla concorrenza forte dell’Inter. Dura vincerla, ma non si sa mai. Sinisa piace, in più troverebbe in squadra tre giocatori

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MATTEO DALLA VITE

FIRENZE d Cesare Prandelli prende il volo: oggi, per la tournée in Canada. Ma in futuro Cesare Prandelli cambierà maglia: resterà a Firenze, certo, ma dal viola passerebbe all’azzurro, dal Franchi a Coverciano. Stessa città, obiettivi diversi. Siamo quasi al capolinea di una bellissima storia di 5 anni: oggi il tecnico della Fiorentina s’imbarcherà sul doppio volo che dall’aeroporto di Peretola lo porterà a Roma e poi a Montreal. Il tutto assieme a Jovetic, Frey, Gamberini e molti altri: sarà la tournée del commiato, degli abbracci, l’ultima spedizione in viola? Pare proprio di sì. Il Canada sancirà la sua parentesi finale con la Fiorentina: e intanto Firenze si divide, col toto-panchina che è già qualcosa di automatico.

E N O I Z A V O INN LUTA ASSO

 Ritarda l’esaurimento Gian Piero Gasperini, 52 anni

delle sue stesse origini, ovvero Jovetic, Ljajic e il secondo portiere Avramov. Nel caso fosse lui il futuro allenatore in viola, ecco che per Adrian Mutu diverrebbe quasi automatica la partenza, visto lo screzio passato in Lazio-Chelsea. Nel caso in cui la scelta interista prevalesse, ecco il tecnico del Genoa Gasperini: lancia giovani, gioca un calcio elettrico e piacevole, anche lui nasce nelle giovanili (Juve) riproponendo un po’ lo stesso percorso del primo Prandelli. La lotta serrata riguarda questi due nomi, ma non solo. Sfida dei saluti Perché ci sono Marino (che però avrebbe più di una parola col Parma) e Giampaolo, libero da impegni. Di certo oggi la Fiorentina vola in Canada: 2 gare, una il 23 contro l’Impact Montreal e l’altra il 25 contro la Juve, che a Toronto sarà guidata da Zaccheroni. La sfida fra due tecnici a un passo dai saluti.

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LE CITTA’ DEL MONDIALE IL VIAGGIO

LO STADIO

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NOME: Free State Stadium (prima e dopo il Mondiale: Vodacom Park) CITTA’: Pretoria (zona Est) CAPIENZA: 45.048 spettatori. PROPRIETA’: Municipalità di Mangaung (ma gestito dalla Free State Rugby Union) OSPITA: le partite di Cheetahs (rugby; Super 14 e Currie Cup) e Celtic (calcio; Premiership). Ospitò cinque partite della

UNA COPPA, DIECI ARENE

Gazzetta & ix35, la settima tappa Il viaggio della Gazzetta e della ix35, il nuovo Suv di Hyundai (sponsor del Mondiale) è alla settima tappa: Bloemfontein. Già pubblicate: Johannesburg (8 aprile), Pretoria (15), Rustenburg (22), Polokwane (29), Nelspruit (6 maggio) e Durban (13).

La Coppa finisce in casa del rugby Pure Francia e Nigeria giocano a Bloemfontein, capitale del Super 14 e del museo sui campi di concentramento DAL NOSTRO INVIATO

LUCA CASTALDINI 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

BLOEMFONTEIN d Sarà difficile

che accada perché Usa, Slovenia e Algeria non sono superpotenze del pallone, ma se l’Inghilterra finisse solo seconda nel girone e giocasse il suo ottavo a Bloemfontein, la storia, quella dei libri di scuola, si prenderebbe una minuscola rivincita. Perché a 20 chilometri dallo stadio la squadra o i tifosi inglesi potrebbero visitare il Museo delle Guerre Anglo-Boere, detto anche «museo delle donne». Perché furono loro (e i bambini) le vittime di una mattanza da 28 mila morti, bilancio della prima applicazione moderna dei campi di concentramento, strategia che l’esercito inglese, attirato nel Free State dagli immensi giacimenti di diamanti, decise di attuare durante il secondo dei due conflitti (1899-1902) per spezzare la resistenza afrikaner. Capitale del granturco Bloemfontein, in quanto capitale giuridica (quella amministrativa è Pretoria e quella legislati-

Il cartellone sul muro di un mercato che celebra Bloemfontein sede del Mondiale MARCO LACHI

va Città del Capo), ha nella Corte d’Appello il suo punto d’attrazione turistico principale, anche se un po’ tutto il centro è costellato da piacevoli costruzioni risalenti alla seconda metà dell’800, quando la città era

GUARDA IL VIDEO SU GAZZETTA.TV. PROSSIMA TAPPA: PORT ELIZABETH (27 MAGGIO) Gazzetta.it

LA CITTA’ Confederations 2009, tra cui la semifinale Usa-Spagna 0-2. CURIOSITA’: il Free State, come il Loftus Versfeld di Pretoria, ha ospitato fino all’inizio di maggio le partite del Super 14 di rugby.

la capitale della repubblica dell’Orange Free State. Oggi, oltre a rappresentare per la sua posizione geografica centrale il punto di ristoro per chi viaggia sull’asse Johannesburg-Città del Capo, vanta una delle università più importanti del Paese ed è la capitale anche del granturco, oltre a sfruttare la fertilità dell’altopiano dell’Highveld per i suoi moltissimi allevamenti, soprattutto ovini. Campo a pezzi Quanto allo sport, oltre al vicino (160 km) autodromo di Welkom che fino a qualche anno fa ospitò MotoGP e Superbike e ai calcistici Bloemfontein Celtic, la città è uno dei grandi poli rugbistici del Paese. Non a caso, il Free State, essendo gestito non dal Comune ma dal locale club ovale, fino all’8 maggio è rimasta la casa dei Cheetahs per le partite del Super 14. E i risultati sono evidenti, non solo per il terreno di gioco che è stato rizollato proprio in questi giorni: tranne le nuove poltroncine sistemate nel secondo anello della tribuna centrale, l’impianto non è stato rimodernato ed è per questo uno dei più decadenti dei dieci in cui si giocherà la Coppa del Mondo. PS: Bloemfontein rimarrà l’unica tappa di questo viaggio in cui potremo dire di essere stati letteralmente inseguiti (in macchina) da una donna, bionda e sulla quarantina. Ce ne siamo accorti solo dopo alcuni chilometri, quando all’area di servizio ci ha però spiegato che, più del fascino latino, lavorando alla Hyundai era rimasta stregata dalla ix35, l’unico modello a scorazzare per il Paese in attesa che di lì a poco iniziassero a importarla e venderla. Donne e motori...

Capitale giudiziaria del Sudafrica e capitale del Free State, Bloemfontein (1.392 s.l.m.) ha 370 mila abitanti (un milione con la Municipalità di Mangaung). Dove dormire: Protea Hotel (202 Mandela Drive, +27-051-44.44.321).

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I NUMERI

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i miliardi di euro di indotto (secondo una ricerca Grant Thornton) attesi grazie al Mondiale fra il 2006 e il 2015.

1892 L’anno in cui, a Bloemfontein, nacque John R.R. Tolkien, lo scrittore de Il signore degli anelli.

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le vittorie ottenute dalla Grecia in un Mondiale. Peggio ha fatto solo El Salvador (zero vittorie in 6 partite).

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I MATCH DEL FREE STATE

Il 22 sarà tutto esaurito per i Bafana Bafana Giappone-Camerun 14 giugno, ore 16 Solo un pari (più due sconfitte) per gli africani, che alla Confederations Cup del 2001 persero 2-0. Le altre due sfide erano amichevoli.

Grecia-Nigeria 17 giugno, ore 16 In amichevole, nel 1999, vinse 2-0 la Grecia. Al Mondiale, nel 1994, finì invece 2-0 per la Nigeria (gol di Finidi e Amokachi).

Slovacchia-Paraguay 20 giugno, ore 13.30 Le due avversarie degli azzurri non si sono mai sfidate. Per i sudamericani è l’ottavo Mondiale (finora 6 vittorie, 7 pari, 9 sconfitte).

Francia-Sudafrica 22 giugno, ore 16 Si sono incontrate tre volte: due vittorie francesi (una per 3-0 al Mondiale 1998; reti di Dugarry, Henry e autorete Issa) e un pari.

Svizzera-Honduras 25 giugno, ore 20.30 Non esistono precedenti. Gli elvetici sono alla nona fase finale. In 26 partite hanno 8 vittorie, 5 pareggi e 13 sconfitte.

OTTAVO DI FINALE 27 giugno, ore 16 (1 gruppo D-2 gruppo C)

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MERCATO

fSiamo allo sprint per la successione di

Leonardo: se tutto va bene lunedì l’annuncio

Milan: Allegri in pole Si tratta con Cellino Vertice Berlusconi-Galliani in Sardegna: l’ex Cagliari in vantaggio su Galli, ma bisogna liberarlo. Inzaghi verso il rinnovo di un anno CARLO LAUDISA claudisa@gazzetta.it 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

MILANO dUn vertice in Costa

Smeralda per tirare le somme sul nuovo allenatore del Milan. Resiste sempre il tandem Galli-Tassotti, Stroppa perde subito quota a favore di Costacurta. Mentre la candidatura di Max Allegri trova un’implicita conferma dalla scelta della location. La scelta La residenza sarda del premier, Villa Certosa, a due passi da Porto Cervo, è a circa tre ore di auto da Cagliari, cioè da Massimo Cellino che deve ancora dare il via libera per il tecnico livornese, sotto contratto con il club sardo per un’altra stagione. E senza il suo sì, l’annuncio del conte Max in rossonero non può essere dato per scontato. Proprio per questo il Milan aspetta prima del grande passo, anche se il tam tam rossonero porta a una comunicazione ufficiale già per la giornata di lunedì. Il vertice Silvio Berlusconi e Adriano Galliani martedì sera a Villa Gernetto si sono salutati dandosi appuntamento al weekend proprio per chiudere i discorsi avviati in contemporanea all’incontro con gli sponsor. Ma perché rivedersi subito? I dubbi non possono certo essere spazzati a distanza di poche ore, sempre che ci siano davvero. L’impressione è che i vertici del Milan più che altro vogliano sciogliere gli ultimi nodi di natura diplomatica. E i rapporti con Cellino, da sempre ottimi, vanno di sicuro gestiti. Il numero uno sardo non chiederà certo indennizzi, ma si aspetta una mano tesa sugli affari in corso per i calciatori. A cominciare dalla comproprietà del difensore Davide Astori. Sinora la trattativa è stata faticosa: la quotazione

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w I NUMERI

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gli anni trascorsi da Filippo Galli in maglia rossonera (dal 1983 al 1996). Terminata la carriera, è diventato allenatore delle giovanili e poi responsabile di tutto il vivaio

w I NUMERI

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x UOMINI E MOSSE

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Berlusconi Il presidente deve decidere il nuovo allenatore del Milan. Ascolterà il parere dell’a.d. Galliani

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le squadre già allenate da Massimiliano Allegri, 43 anni l’11 agosto: Aglianese (C2), Spal (C1), Grosseto (C1), Sassuolo (C1, promosso in Serie B) e Cagliari (serie A)

Galliani Dopo l’addio di Leonardo, l’a.d. incontrerà Berlusconi nel weekend. Decideranno le prossime mosse

Firma Inzaghi Oggi il Milan riprende gli allenamenti in vista della partenza per la tournée americana, domenica pomeriggio. A guidare la squadra nelle partite di fine stagione sarà Mauro Tassotti (Leonardo è infatti impegnato nel supercorso a Coverciano). In questi giorni dovrebbe essere chiamato negli uffici della sede di via Turati Filippo Inzaghi per il rinnovo del contratto. L’attaccante, che compirà 37 anni il 9 agosto, è d’accordo con i dirigenti rossoneri: firmerà un accordo annuale.

INTERVISTA A MILAN CHANNEL

Meani, ex addetto agli arbitri «Contro di me zero episodi» MILANO Perché ci sia un comportamento lesivo, «alle parole devono seguire i fatti. Al telefono si possono dire tante cose, l’importante è che seguano dei fatti: non c’è un episodio a confermare una vis truffaldina di Leonardo Meani». Così, intervenendo ai microfoni di Milan Channel, l’ex collaboratore rossonero addetto ai rapporti con gli arbitri e inibito per illecito sportivo, ha ripercorso la vicenda di Calciopoli. «Sono stato educato ad essere rispettoso delle situazioni - ha osservato riferendosi ai quattro anni di

Ronaldinho, 30 anni, ha segnato 15 gol quest’anno

Il voto di Dinho: «Galli-Tassotti sono perfetti» Il brasiliano: «Non so neanch’io se rimarrò al Milan. Il Mondiale? Non lo guarderò, a me fa piacere solo giocare» GABRIELLA MANCINI 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

MILANO dJeans, maglietta, berrettino all’indie-

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oscilla tra i 3 e i 5 milioni per la metà. E c’è da star certi che Allegri stima tanto Astori, cresciuto proprio nel vivaio rossonero. Quindi i dialoghi con Cellino possono essere su vari fronti. Magari possono anche riguardare l’attaccante Matri o il portiere Marchetti.

LA PREFERENZA

silenzio tenuti dal 2006 ad oggi, cioè da quando è iniziata l’inchiesta - C’era una giustizia sportiva che faceva il suo corso e ho accettato serenamente sia il giudizio, sia il processo sportivo e la punizione». Cose, ha puntualizzato, «che ti segnano», anche se era «lontana da me l’idea di compiere cose non lecite. Un’idea che non è nemmeno nella mia indole». Meani era stato coinvolto nell’inchiesta di Calciopoli per alcune telefonate ritenute «strane» con alcuni arbitri e con i designatori dell’epoca.

Costacurta Il grande ex difensore rossonero è spuntato nella lista dei papabili per la panchina milanista

tro, Ronaldinho snocciola i nomi dei dieci candidati del Golden Foot 2010 su Radio Monte Carlo: «Beckham, Buffon, Drogba, Eto’o, Gerrard, Giggs, Puyol, Raul, Seedorf e Totti». Lui, che ha vinto il premio l’anno scorso, lasciando l’impronta del piede sulla promenade del Principato, ringrazia, ma sottolinea: «Sono entrato nella storia, ma non è un riconoscimento alla carriera: sono ancora giovane, voglio realizzare ancora tanti sogni».

Rimarrà al Milan?

«Neanch’io lo so». Galli e Tassotti le sembrano la soluzione giusta?

«Tassotti ha molta esperienza, ha lavorato tanto con Carlo Ancelotti, conosce bene il Milan: se ha questa opportunità può fare bene».

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Cellino Il presidente del Cagliari potrebbe essere contattato per «liberare» Allegri

Come vive a Milano i successi dell’Inter?

«Il calcio è così — sospira —, non sempre puoi vincere. A volte sono felice perché ho tanti amici all’Inter che sono contenti, a volte sono triste quando il mio Milan non vince. Aspetto il prossimo anno per vivere successi importanti». I tifosi avranno pazienza di aspettare i giovani?

«Né i tifosi né noi abbiamo pazienza: vogliamo tornare ai massimi livelli con una bella squadra, con grandissimi calciatori. É la verità». Dunga non l’ha convocato: andrà comunque in Sudafrica?

«Nooo. Il Mondiale non lo guardo. Sono tifoso del Brasile da morire, ma a me piace giocare: non ce la faccio a vedere, non ho pazienza».


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NON PERDERE LA TUA VACANZA IN VIOLA!

Con l’estate 2010 tornano le vacanze dedicate ai più piccoli tifosi viola. Al mare o in montagna, nella formula a pernottamento oppure Day Camp, il divertimento è assicurato per ragazzi e ragazze. Gli allenatori delle giovanili della Fiorentina ti aspettano a Lido di Camaiore, Montecatini, Cesenatico, Chianciano Terme, Ponte a Greve e Cortina d’Ampezzo. Vai in vacanza con la Fiorentina, vivi una vacanza indimenticabile all’insegna del calcio e del divertimento. Scopri anche il nuovo Fiorentina Camp a bordo della nave da crociera MSC Sinfonia (3 - 10 luglio).

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LIDO DI Turno 1 Turno 2 Turno 3

CAMAIORE (LU) - Da domenica 20 giugno a sabato 26 giugno. - Da domenica 27 giugno a sabato 3 luglio. - Da domenica 4 luglio a sabato 10 luglio.

MONTECATINI (PT) Turno 1 - da domenica 27 giugno a sabato 3 luglio. Turno 2 - da domenica 4 luglio a sabato 10 luglio. CESENATICO (FC) Turno 1 - da domenica 11 luglio a sabato 17 luglio. CHIANCIANO TERME (SI) Turno 1 - da domenica 4 luglio a domenica 10 luglio. CORTINA D’AMPEZZO PREMIUM CAMP (BL) Turno 1 - da domenica 18 luglio a sabato 24 luglio. PONTE A GREVE (FI) Turno 1 - da lu lunedi 14 giugno a sabato 19 giugno.

VIOLACHANNEL.TV


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fSuper Mario è il sogno del club campano

SERIE A

Tensione in Emilia tra squadra e proprietà

CAOS BOLOGNA IL D.G. LASCIA LA SOCIETÀ

Via Baraldi e stipendi in ritardo MICHAEL JOHN LAZZARI 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

BOLOGNA dL’avventura di Lu-

ca Baraldi a Bologna è finita. L’annuncio in una fredda nota societaria: «Vista la mancata approvazione del piano industriale del dottor Baraldi, le parti hanno deciso di comune accordo di risolvere il rappor-

to di collaborazione». Ma è l’ex d.g. che ha deciso di uscire a testa alta, dopo un rinnovo promesso e mai mantenuto. In mattinata l’a.d. si era incontrato con il presidente, ovvero la figlia Francesca (probabile l’ingresso nella dirigenza di Eraldo Pecci), non prima di essere contestato da un tifoso che tirava in ballo il suo rap-

porto con Moggi. Menarini ribatteva: «Vedo chi mi pare, compreso Moggi» e infatti oggi è previsto un incontro a Milano. Arretrati Nel club rossoblù regna il caos, Portanova e Di Vaio hanno parlato con la proprietà e sono rimasti delusi: non sono stati saldati gli sti-

De Laurentiis «Balotelli, Napoli è il posto ideale» Il presidente apre all’attaccante: «Qui avrebbe più spazio per entrare nell’élite dei campioni» DAL NOSTRO INVIATO

TIZIANA BOTTAZZO 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

PISTOIA dAurelio De Laurentiis conferma l’interessamento per Mario Balotelli nel suo Napoli. Lo fa sul set del suo ultimo film, «Amici Miei», antenato di quello indimenticabile con Tognazzi, Del Prete, Moschin e Noiret, ambientato nel 1400 nella Toscana dei Medici. Il produttore-presidente è rilassato, c’è persino il sole, è venuto a trovarlo anche il giovane Frustalupi, vice di Mazzarri, pistoiese. Il campionato è finito, il calcio non finisce mai.

ARGENTINA I 23 PER IL MONDIALE

Maradona rinuncia a Lavezzi Fuori anche l’altro azzurro Datolo

Ha già avanzato la richiesta?

«Ancora no. È il momento di ca-

pendi di febbraio, marzo e aprile (circa 8 milioni di euro) motivati con una sopravvenienza d’Iva. La dirigenza ha promesso che espleterà il tutto il 28 giugno, se non lo farà entro il 30 il Bologna rischia di non iscriversi alla A. Non è stato pagato il premio salvezza e i fornitori avanzano alcuni milioni di euro. Il quadro è desolante, l’ancora di salvezza può essere il gruppo Tesoro o Spinelli tornato in auge nelle ultime ore, il prezzo del club è fissato a 40 milioni di euro, comprensivi dei debiti. pire in prospettiva cosa fare. Dobbiamo mettere una pedina a centrocampo, un attaccante e un punto fermo anche nella difesa, sulla sinistra. Importante è valutare il nostro reale organico. Abbiamo calciatori rimasti a disposizione, come il giovane Santacroce, molto richiesto. E l’abilità di Mazzarri è quella di impiegare i giocatori in tutte le posizioni, come Zuniga, nato per ricoprire un ruolo a destra, ma lo ha impiegato anche a sinistra e persino avanti, come nell’ultima partita con la Sampdoria».

«Con Moratti già ci siamo sentiti, gli ho fatto i complimenti, c’è molto feeling tra noi. È un presidente che rispetto molto, che ha investito molto, forse troppo, nel calcio. È giusto che trovi questi risultati».

«Come dicevo, c’è tempo. Ora la priorità assoluta è verificare cosa vogliamo fare con le forze che abbiamo. Il problema nostro è che quest’anno, con l’ingresso in Europa League, dobbiamo giocare non solo la domenica, ma anche il giovedì. La prima cosa da fare è cercare di convincere la Uefa a farci giocare di mercoledì, perché questo fatto che le televisioni devono comandare quando noi dobbiamo giocare e sfasciare i nostri bilanci, per me non va bene».

È svanito il sogno mondiale di Ezequiel Lavezzi (nella foto AFP). L’attaccante del Napoli infatti, insieme all’altro azzurro Datolo, non farà parte dei 23 convocati dell’Argentina per il Sudafrica. Maradona ha lasciato a casa anche Coloccini, Insaurralde, Mercier, Sosa e Blanco. Questa la lista dei 23 che andranno al Mondiale. Portieri: Romero, Andujar, Pozo. Difensori: Otamendi, Demichelis, Samuel, Heinze, Burdisso, Clemente, Garce. Centrocampisti: Jonas, Mascherano, Veron, Di Maria, Pastore, Bolatti, Maxi Rodriguez. Attaccanti: Messi, Higuain, Tevez, Aguero, Milito, Palermo.

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HA DETTO

V

sul campionato Siamo orgogliosi: eravamo partiti puntando alla salvezza, abbiamo sfiorato l’Europa

V

su Bojinov Il Manchester City chiede 5 milioni per il riscatto: stiamo trattando per trovare un’intesa

La telefonata a Moratti quando la farà?

Una telefonata anche per parlare di Balotelli?

Presidente, Mazzarri nella chat a Gazzetta.it ha detto che un pensierino a Balotelli lo sta facendo. Lei conferma?

«Balotelli è un ragazzo straordinario. Ha 19 anni, ha molto pepe nel suo DNA, potrebbe dare molto e soprattutto trovare molto spazio di gioco in un club come il Napoli e quindi scalare in maniera più rapida la vetta dei campioni più desiderati in tutto il mondo».

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Una progressione impressionante il suo Napoli, un bilancio positivo?

«Ottimo. Eravamo partiti male, poi abbiamo fatto un recupero eccezionale. Il miglior investimento è stato Mazzarri e con lui si va avanti: il secondo quinquennio è assicurato». Puntando alla Champions?

«Un passo alla volta. Però...».

V

su Lanzafame È a metà tra Juve e Palermo. Se non lo riscattiamo, troveremo una punta simile

PARMA

Progetto Ghirardi «Sbarco europeo entro 3 stagioni» DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA TOSI 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

RIO SALICETO (Re) dNel verde della campagna reggiana dove la Navigare ha la sua manifattura, si rafforza il rapporto tra il Parma e l’azienda d’abbigliamento guidata da Massimo Brunetti. Il rinnovo biennale dello sponsor sui 3 milioni di euro, presentato insieme alle nuove divise da gioco, è l’occasione per Tommaso Ghirardi, presidente del club ducale, di tracciare un bilancio del campionato appena concluso. «Abbiamo fatto una grande stagione. Volevamo la salvezza, abbiamo sfiorato l’Europa. Adesso possiamo programmare la scalata in tre anni all’Europa. Intanto siamo l’unico club al mondo operativo in Cina, con una sede a Shangai e con alcune scuole calcio seguite da Beppe Dossena. Vogliamo essere innovativi nel mondo del pallone».

Mercato intenso I primi nodi da sciogliere sul mercato, dopo quello del nuovo allenatore con l’avvento non ancora ufficializzato ma ormai sicuro di Marino al posto di Guidolin, sono i prestiti di Bojinov e Lanzafame e le comproprietà di Dzemaili e Biabiany. «Vogliamo ripartire da questo gruppo giovane e motivato — continua Ghirardi —. Perciò puntiamo risolvere a nostro favore le situazioni aperte: per Bojinov il City chiede 5 milioni ma stiamo trattando e troveremo un’intesa; per Dzemaili ho già la parola di Cairo per riscattarlo tutto dal Torino; per Biabiany c’è un tacito accordo con l’Inter sul rinnovo. Invece per Lanzafame ci sono problemi perché il ragazzo è vincolato dalla doppia compartecipazione di Juve e Palermo, questa è la partita più spinosa. Se non riusciremo a trattenere Lanzafame dovremo trovare una punta esterna con le stesse caratteristiche. Viceversa, ci basteranno un difensore e un centrocampista per completare la rosa».

ATALANTA

Si riunisce il c.d.a.: attesa per le decisioni dei Ruggeri MILANO Primo c.d.a. dell’Atalanta dopo la retrocessione in B. Attese stamane le comunicazioni della famiglia Ruggeri alla luce della trattativa in corso con l’imprenditore Antonio Percassi, già presidente prima che il club venisse rilevato da Ivan Ruggeri. Al momento la distanza tra domanda e offerta (Percassi) è notevole e i Ruggeri non hanno la necessità di svendere il club, ma quella di Percassi di certo non è l’unica offerta arrivata sul tavolo di Alessandro Ruggeri. Con ogni probabilità i Ruggeri andranno avanti nella gestione del club, ma le ultime pesanti contestazioni (la curva ha annunciato per oggi un presidio a Zingonia) non allontanano del tutto l’ipotesi di un cambio di proprietà. f.d.c.


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fI campioni della Liga mettono a segno il primo

MONDO

colpo di mercato e Zlatan può andarsene

Copa del Rey: Capel-Navas, è festa Siviglia 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

BARCELLONA dNiente «doble-

te» per l’Atletico. Un gol in apertura di Capel e uno in chiusura di Navas danno al Siviglia la 5ª Copa del Rey al termine di una finale intensa: gran tifo, nervi, botte, occasioni, parate, una rissa e pathos.

Spettacolo Lo stadio blaugrana trasformato in un’enorme macchia biancorossa, i colori di entrambe le squadre e ambiente spettacolare nel Camp Nou che accoglieva la prima fi-

Atletico battuto 2-0 al Camp Nou: per Sanchez Flores sfuma la «doblete» dopo la vittoria in Europa League nale di Copa del Rey dopo 40 anni. Atletico al completo, Siviglia senza Luis Fabiano. Assente anche il re, convalescente, rappresentato dal principe Felipe che una settimana fa ha festeggiato con grande enfasi

ad Amburgo la vittoria dell’Atletico in Europa League. Caricate dallo spettacolo in tribuna, le due squadre cominciano fortissimo e al 5’ il Siviglia è già davanti grazie a un sinistro potente di Capel dopo un tiro di Navas rimpallato. Pochi minuti dopo Squillaci s’immola per respingere col corpo i tiri a colpo sicuro di Aguero e Forlan. Fiammate È la prima di tante fiammate di una gara a strappi. Atletico più attivo, a lungo in controllo del pallone, ma

tradito dalle sue ali, Simao e Reyes, e solo raramente capace di creare occasioni vere: un paio di Forlan e di Aguero alla fine del primo tempo. Siviglia tranquillo, attendista e pronto a colpire: al 59’ è Negredo a sprecare una palla d’oro servitagli da Kanoute. Quique fa entrare Raul Garcia e Jurado, ma l’ansia da rimonta produce tanto nervosismo e poco futbol. Palop è bravo su Forlan (78’), ma è Navas a chiudere la gara nel recupero con una cavalcata che vale il 2-0. f.m.r.

ATLETICO MADRID-SIVIGLIA

Diego Capel, 22 anni REUTERS

Colpo Barcellona: Villa E adesso Ibra che fa? Quaranta milioni al Valencia, contratto quadriennale da 4 milioni netti Lo svedese rischia di finire sul mercato: Chelsea e Man. City alla finestra FILIPPO MARIA RICCI 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

BARCELLONA dEntra Villa, esce Ibrahimovic? Consideriamola una provocazione, appoggiata però su un dubbio legittimo. Il Barcellona ha sparato il primo grande botto del mercato 2010 portando al Camp Nou David Villa versando nelle bucate casse del Valencia 40 milioni.

7 milioni Per l’asturiano, che continuerà ad indossare la maglia numero 7 seguendo le orme di un altro conterraneo, Luis Enrique oggi allenatore del Barça B, un contratto quadriennale da 7 milioni di euro lordi, circa 4 netti. Meno della metà di quello che guadagna Ibra. Al quale a questo punto si presentano diverse alternative, la maggior parte delle quali poco rosee. Villa è un centravanti, è in area o negli immediati paraggi dove ha costruito la sua fama: 108 gol in 166 partite di Liga col Valencia, 28 reti nelle 45 gare della stagione appena chiusa più 5 in 6 uscite con la nazionale, dove segna il doppio di Fernando Torres.

Il prossimo obiettivo blaugrana è Fabregas Offerti 35 milioni per il centrocampista catalano, l’Arsenal ne chiede 10 in più Tridente O Guardiola riesce a sistemare un tridente Messi-Villa-Ibrahimovic (o magari con Messi dietro a Ibra e Villa), rinunciando tra le altre cose a Pedro, 23 reti stagionali, e Bojan, 19 anni e 8 reti nelle ultime 11 gare della stagione, o per l'ex interista si fa davvero grigia. A Barcellona sono in molti ad essere convinti che Zlatan sia in vendita, anche se il d.g. Beguiristain ha affermato il contrario. Il problema è che Ibra è arrivato un anno fa battendo il record di spesa del Barça e ha uno stipendio enorme. Ha chiuso la stagione con 21 reti e una serie di panchine brucianti: dopo aver provato senza successo a conquistare la finale di Champions con lui, Pep ha deciso di giocarsi la Liga con Bojan.

«Molt content» Durante la festa di domenica sera Zlatan ha preso il microfono è al pubblico del Camp Nou ha offerto la versione maccheronico-catalana del suo tormentone d’inizio anno, quando i gol fioccavano e le cose andavano a meraviglia: «Son molt content». Tifosi e compagni giù a ridere per la battuta, ma il problema tattico-ambientale resta. Per il futuro di Ibra si parla della Little Italy inglese, il Chelsea di King Carlo o il Mancini City però al momento non ci sono certezze. Nell’attesa, il Barça si prende subito un bel vantaggio sul Real Madrid dimostrando che l’incertezza pre-elettorale (si vota per il successore di Laporta il 13 giugno) non condiziona l’attività del mercato. Anche perché dopo Villa potrebbe arrivare pure Fabregas. Il catalano ha chiesto a Wenger di lasciarlo tornare a casa, il Barça ha offerto 35 milioni, l’Arsenal ne chiede almeno 10 in più ma ci sono giocatori come lo stesso Ibra o Yaya Touré che potrebbero entrare nell’affare. Si tratta. Intanto Villa sarà presentato venerdì: non era facile, ma il Barça è ancora più forte.

0-2

MARCATORI Capel al 5’ p.t.; Navas al 46’ s.t. ATLETICO MADRID (4-4-2) De Gea 7; Ujfalusi 7, Perea 6, Dominguez 6, Antonio Lopez 6; Reyes 5, Assunçao 6 (dal 16' s.t. Raul Garcia 6), Tiago 6, Simao 5 (dal 16' s.t. Jurado 5); Aguero 6, Forlan 7. All.: Sanchez Flores 6. SIVIGLIA (4-4-2) Palop 7; Konko 7, Squillaci 7, Escudé 6, Luna 6; Navas 7, Zokora 7, Renato 5 (dal 49’ s.t. Lolo s.v.), Capel 7 (dal 43’ s.t. Perotti s.v.); Negredo 5 (dal 23' s.t. Romaric 5), Kanouté 6. All. Alvarez 7. ARBITRO Mejuto Gonzalez 6. NOTE Ammoniti Renato (S), Luna (S), Squillaci (S), Kanoute (S). Spettatori: 95.000 circa.

taccuino AMICHEVOLI

Austria, k.o. in casa contro la Croazia dGiocate tre amichevoli internazionali. L’Austria è stata sconfitta in casa dalla Croazia con un gol di Bilic. Successo in casa del Belgio che supera 2-1 la Bulgaria. Dopo il gol di Popov, la rimonta con le reti di Le Point e di Kompany. Il Gabon ha battuto in casa il Togo per 3-0.

URUGUAY

Finale del campionato 290 arresti e 11 feriti dSecondo il ministero dell’interno uruguayano, sarebbero 11 le persone ferite e 290 quelle arrestate dopo le violenze nella finale di ritorno del campionato, vinta dal Peñarol sul Nacional.

ARGENTINA

Operato Riquelme: rimarrà fuori 3 mesi dJuan Roman Riquelme, centrocampista del Boca Juniors, è stato operato al ginocchio sinistro e dovrà stare fermo per almeno tre mesi prima di poter tornare a giocare.

MONDIALE 2010

Federazione ghanese si scusa con Ballack

David Villa, 28 anni, punta, 37 gol con la Spagna EPA

dLa Federazione del Ghana ha presentato le sue scuse ufficiali a Michael Ballack. Il capitano della Germania sarà costretto a rinunciare al Mondiale per un infortunio dopo il fallo del centrocampista ghanese del Portsmouth Kevin-Prince Boateng durante la finale della FA Cup contro il Chelsea.


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fInterviste parallele agli allenatori che a 180’

SERIE B

dalla fine puntano alla promozione diretta

Iachini&Bisoli show Il secondo è servito

Vi piacciono i playoff?

I tecnici di Brescia e Cesena lanciano lo sprint finale «Ce la giochiamo alla pari». «Sì, ma noi siamo più gasati»

Il vostro errore più grave?

I: «Una formula azzeccata». B: «Danno più senso al campionato, perché non ci sono partite scontate». Pensate di avere la classifica che meritate?

5 RIPRODUZIONE RISERVATA

dRuspanti, sanguigni, grintosi. Una vita da mediani, poi da allenatori vincenti. Beppe Iachini e Pierpaolo Bisoli, due uomini per il secondo posto. Brescia o Cesena? In questo slalom parallelo loro provano a raccontare il gran finale.

E il Cesena?

I: «L’entusiasmo dei tifosi». B: «L’ambiente, una città che trascina. Siamo più gasati».

I: «I soldi vengono sempre dopo il lavoro». B: «Non guardo ai soldi, poco perché devo dimostrare ancora quanto valgo». Cosa non sopportate nel mondo del calcio?

I: «La falsità e l’ipocrisia»

V

Iachini / 1 Il Brescia ha in più giocatori importanti come Caracciolo (foto)

TORINO Da giocatore, mi chiamavano il Briegel dei poveri (foto)

I: «Un bel duello». B: «Eravamo grintosi, ma corretti e leali».

BEPPE IACHINI

PIERPAOLO BISOLI

E’ nato il 7 maggio 1964 ad Ascoli. Dopo 8 giornate ha sostituito Cavasin al Brescia. Nel 2008 ha portato in A il Chievo LIVERANI

E’ nato il 20 novembre 1966 a Porretta Terme (Bologna). Nella scorsa stagione è salito con il Cesena in serie B PIERANUNZI

B: «La mancanza di cultura sportiva. Siamo giudicati solo per i risultati». Chi va in A subito col Lecce, e perché?

I: «Noi e il Cesena abbiamo le stesse possibilità». B: «Intanto non sono convinto che per De Canio sarà così facile vincere sul campo del Vicenza, che non è ancora salvo. Ce la giochiamo alla pari: come noi, il Brescia ha una gara facile e una difficile».

LA VOLATA PROMOZIONE In MAIUSCOLO le gare in trasferta 41ª

42ª Sassuolo

LECCE

73

VICENZA

BRESCIA

69

Salernitana

PADOVA

CESENA

68

Modena

PIACENZA

SASSUOLO

65

Empoli

LECCE

TORINO

64

MANTOVA

Cittadella

CITTADELLA

63

Crotone

TORINO

CROTONE (-2)

60

CITTADELLA

Ascoli

GROSSETO

59

Reggina

EMPOLI

E oggi, chi urla di più?

I: «Se urlo, c’è una logica. Non lo faccio mai a prescindere». B: «Viviamo la partita a nostro modo».

V Il Lecce è promosso se vince a Vicenza

Iachini / 2 Mazzone (foto) è il nostro maestro: non credo che avrà preferenze

I: «Non credo che abbia preferenze». B: «Siamo tutti suoi figliocci».

I: «"Giocate come sapete"». B: «Cambia ogni volta».

Un marchigiano incontra un emiliano. Salutatevi.

I: «Ce vedeme in A, Pierpaolo». B: «At salut, Beppe».

TORINOd Il Toro continua a perdere i pezzi. Oltre a Sereni, Garofalo e Barusso, Colantuono rischia di dover fare a meno anche di Genevier (mal di schiena, oggi gli esami). Dovrebbero recuperare Gasbarroni e Scaglia, mentre è più difficile il rientro di Salgado.

LA SITUAZIONE

Per chi farà il tifo Mazzone, il vostro maestro?

La frase che usate per caricare la squadra?

MANTOVAd I tifosi del Torino potranno assistere alla partita di Mantova. Lo ha deciso il Comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico. Sarà rafforzata la presenza di agenti e carabinieri e il Mantova metterà a disposizione un numero maggiore di steward. Venduti finora 5 mila biglietti. Il sindaco di Mantova, Sodano, ha invitato alla partita il collega di Torino, Chiamparino. Prima della gara ci sarà la premiazione dei familiari di Danilo Martelli, uno dei giocatori del grande Torino scomparsi a Superga e di Gustavo Giagnoni, rimasto nel cuore dei tifosi granata.

V Out anche Genevier Bisoli / 1 Salgado verso il no

In campo chi menava di più, Iachini o Bisoli?

Il modulo di riferimento?

Guadagnate il giusto?

I: «Ho sbagliato qualcosa nelle prime 6-7 partite, quando ho trovato una squadra molto giù di forma». B: «Ne ho fatti tanti, qualcuno mi ha accusato di non aver gestito la gare in casa con Ancona ed Empoli, o i 16 minuti col Sassuolo. La squadra è come me: non si accontenta mai». I: «L’esperienza di gente come Caracciolo». B: «Giocatori con una carriera importante».

I: «Mai avuto». B: «Il Briegel dei poveri: me l’hanno dato ai tempi dell’Alessandria».

I: «Mi tengo stretto un gruppo che ha fatto una rimonta incredibile: in dicembre era 4 punti sopra i playout». B: «A Cesena sono tutti utili, ma nessuno è indispensabile».

HANNO MANTOVA DETTO Ok per i tifosi granata Più agenti allo stadio

Cos’ha in più il Brescia?

Soprannome?

Il giocatore a cui non potete rinunciare?

x taccuino

I: «Ci mancano 2-3 punti». B: «Ci mancano 3-4 punti».

GUGLIELMO LONGHI

I: «Il 4-3-3, ma a Brescia ho dovuto fare altre scelte». B: «Il 4-3-1-2, ma cambio spesso durante la partita per non dare punti di riferimento».

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V

Bisoli / 2 Non sono sicuro che De Canio (foto) possa vincere a Vicenza

dLa classifica dopo la 41ª giornata: Lecce p. 73; Brescia 69; Cesena 68; Sassuolo 65; Torino 64; Cittadella 63; Crotone (-2) 60; Grosseto 59; AlbinoLeffe ed Empoli 55; Ascoli 54; Ancona e Modena 51; Reggina e Piacenza 50; Vicenza e Frosinone 49; Triestina 47; Mantova 46; Padova 45; Gallipoli 40; Salernitana (-6) 17. (Gallipoli e Salernitana retrocesse in Prima divisione). Così domenica (ore 15): AlbinoLeffe-Padova (2-0), Ascoli-Frosinone (5-1), Brescia-Salernitana (3-1), Cesena-Modena (0-1), Cittadella-Crotone (1-1), Gallipoli-Piacenza (0-2), Grosseto-Reggina (1-1), Mantova-Torino (1-1), Sassuolo-Empoli (1-1), Triestina-Ancona (1-2), Vicenza-Lecce (0-1).

PRIMA DIVISIONE La finale di andata

Il Novara senza freni Tris a Portogruaro e Supercoppa vicina Segna Altinier, poi la squadra di Tesser si scatena e ipoteca il trofeo PORTOGRUARO-NOVARA

1-3

GIUDIZIO ++++ MARCATORI Altinier (P) al 5’, Rigoni (N) al 15’, Gemiti (N) al 37’ p.t.; Bertani (N) al 43’ s.t. PORTOGRUARO (4-3-1-2) Rossi 6; Cardin 6, Gargiulo 6, Madaschi 6 (dal 26’ s.t. Siniscalchi 6), Gotti 6,5 (35’ s.t. Marchi 6,5); Espinal 6,5 (dal 40’ s.t. Deinite sv.), Vicente 6,5, Pondaco 6,5; Cunico 6; Bocalon 6, Altinier 7. (Nardoni, Sartori, Fusciello, Romano). All. Calori 6,5. NOVARA (4-3-1-2) Ujkani 6; Gheller 6, Lisuzzo 6, Centurioni 6, Gemiti 7; Drascek 6,5, Porcari 6 (dal 26’ s.t. Shala 6), Rigoni 7; Motta 6,5 (dal 26’ s.t. Juliano 6); Bertani 7, Ventola 7 (dall’11’ s.t. Gonzalez 6,5). (Fontana, Jidayi, Cossentino, Rubino). All. Tesser 7. ARBITRO Ferraioli di Nocera inferiore 7. NOTE paganti 1.636, incasso nc. Amm. Drascek, Motta e Shala. Angoli 7-4.

ROSARIO PADOVANO PORTOGRUARO (Ve) dIl Novara

ipoteca la Supercoppa di Pri-

Giuseppe Gemiti, 29 anni (a destra), autore del secondo gol, con Filippo Porcari, 26 BOZZANI

ma divisione sbancando di Portogruaro. Nella gara d’andata la squadra di Tesser, dominatrice del girone A, supera in rimonta i granata, primi nel B. Gol e ribaltone Primo tempo ricco di azioni pericolose e al 5’ Porto in vantaggio: cross di Bocalon, infila Altinier. Il Novara reagisce da grande e Rigoni da fuori batte Rossi con un rasoterra, mentre Ventola mette in apprensione la difesa. Gli attaccanti del Porto sono più veloci e sfiorano il 2-1, ma il gol lo trova il Novara: stavolta è Gemiti che dalla distanza infila il sette. Tifo e arrembaggio Nella ripresa il Porto schiaccia il Novara nella propria metà campo, ma senza pungere più di tanto. Al 33’ Cunico serve in area Bocalon che, a tu per tu con Ujkani, non riesce a superarlo e la palla finisce in corner. Porto all’arrembaggio. I tifosi gridano «Non andiamo via da Portogruaro», a causa dei problemi legati allo stadio in vista della prossima stagione. E Bertani in contropiede, servito da Gonzalez, segna da pochi passi castigando Rossi a favore di un Novara che dopo l’ottimo cammino in Coppa Italia e la promozione in B, ha appena vinto il titolo italiano Berretti e può aggiungere alla bacheca anche questa Supercoppa: un anno davvero fantastico.

IN TRIBUNALE

MOBBING

LA GUIDA

Perugia: oggi il fallimento o il salvataggio

La Cremonese condannata per Chomakov

Playoff e playout Si parte domenica Venti gare alle 16

PERUGIA Il Perugia davanti al giudice fallimentare. Oggi è il momento delle decisioni: o la più drastica (cioè il fallimento), o il rinvio tanto auspicato dai legali del presidente Covarelli. Quest’ultimo manifesta la fiduciosa speranza che il magistrato possa considerare accettabile il preliminare di acquisito del club (e insieme della società immobiliare di Covarelli) per 13 milioni presentato martedì dal gruppo Osj Knights of Malta Foundation. A rafforzare gli argomenti già esposti in tribunale, oggi i legali del Perugia depositano «ulteriore documentazione comprovante la piena capacità finanziaria della Fondazione acquirente di adempiere agli impegni assunti». E per dimostrare l’intenzione di fare sul serio, l’avvocato Franco Rossi, uno dei firmatari della prevendita, si è incontrato con il sindaco Wladimiro Boccali «confermando la determinazione di procedere alla piena acquisizione del Perugia».

Il mobbing costa caro, almeno per la Cremonese. Tutto nasce dalla decisione del club di non convocare Krassimir Chomakov, centrocampista bulgaro, 13 presenze con la nazionale A del suo paese, nel ritiro a luglio. Il calciatore, assistito dall’avv. Grassani, aveva fatto ricorso al Collegio Arbitrale e vinto: ordine di reintegro alla Cremonese entro tre giorni e risarcimento del danno per 40mila euro. La Cremonese, però, non ha reintegrato Chomakov, che si è rivolto ancora al Collegio chiedendo la risoluzione del contratto: nuova vittoria e, dal 16 settembre, il giocatore è stato libero di cercarsi squadra, ma solo a marzo è finito in serie B bulgara, a 250 euro al mese. Così Chomakov ha presentato un terzo ricorso al Collegio, chiedendo i danni per essere rimasto fermo 6 mesi e aver perso un ingaggio con la Cremonese. Ieri la sentenza: il club deve pagargli 102mila euro di risarcimento, oltre interessi e spese legali.

Dopo le prime due gare delle Supercoppa (andata di Prima divisione, primo turno di Seconda divisione), domenica prendono il via anche playoff e playout: ecco il programma delle sfide del post campionato (ore 16, salvo le variazioni indicate). SUPERCOPPA Prima divisione: domenica (ritorno) NovaraPortogruaro. Seconda divisione: domenica (seconda giornata) Alto Adige-Lucchese, mercoledì 26 (terza) Lucchese-Juve Stabia. PLAYOFF (23 e 30 maggio, 6 e 13 giugno) Prima A: Benevento-Varese (diretta su RaiSport Più) e Arezzo-Cremonese. Prima B: Reggiana-Pescara e Rimini-Verona (ritorno sabato 29 alle 17). Seconda A: Pavia-Spezia e Feralpi SalòLegnano (ritorno a Como). Seconda B: Sangiovannese-San Marino e Fano-Gubbio. Seconda C: BarlettaCatanzaro e Brindisi-Cisco Roma. PLAYOUT (23 e 30 maggio). Prima A: Paganese-Viareggio (ritorno a Livorno) e Pro Patria-Pergocrema. Prima B: Giulianova-Andria e Pescina-Foggia. Seconda A: Pro Belvedere-Mezzocorona e Carpenedolo-Villacidrese. Seconda B: Colligiana-Giacomense e BellariaPoggibonsi. Seconda C: Vico Equense-Isola Liri (a Sorrento) e Vibonese-Noicattaro.


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MOTOMONDIALE GP FRANCIA GIOVANNI ZAMAGNI 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

dDall’altra parte del muro, nel box Yamaha, insieme a Jorge Lorenzo c’è un capotecnico di 53 anni, anche lui spagnolo, di grandissima esperienza e competenza, Ramon Forcada. Se Jeremy Burgess ricopre un ruolo fondamentale nei successi di Valentino Rossi, si può dire che Forcada sia altrettanto importante per Lorenzo: Ramon è bravissimo a interpretare al meglio le richieste del suo pilota, tanto che in questi due anni e mezzo di MotoGP la M1 di Jorge è quasi sempre stata perfettamente a punto, a volte addirittura più competitiva di quella di Valentino.

Inizio Dopo un inverno un po’ problematico, a causa dell’infortunio alla mano destra, Lorenzo ha iniziato alla grande la stagione, con un secondo posto in Qatar e una strepitosa vittoria in Spagna, risultati che gli permettono di guidare la classifica con 45 punti, 4 in più del compagno di squadra. Secondo Jorge, quella di Jerez «è stata la gara più bella della mia vita», una considerazione che Forcada condivide, perlomeno in parte. «Sicuramente lo è stata per quanto riguarda il finale — è la sua analisi —: gli ultimi quattro giri sono stati veramente impressionanti! Ma a inizio gara, Jorge ha faticato molto e, sinceramente, non pensavo che ce la facesse a riprendere Pedrosa. Ma la seconda parte della corsa è uno dei punti forti di Lorenzo: in questa fase è fortissimo».

«Vi spiego perché Lorenzo adesso può battere tutti» Forcada, capotecnico di Jorge, racconta il passaggio da pilota sprecone a fine calcolatore

Difficoltà Ma perché nei primi giri il pilota spagnolo va sempre relativamente piano? Secondo Forcada c’è una serie di ragioni: «A Jerez, nei test di lunedì, abbiamo lavorato soprattutto per risolvere questo problema. A inizio gara, con il serbatoio pieno, fa un po’ di fatica e anche la partenza non è la sua specialità. Ma riteniamo di aver trovato una messa a punto che lo possa aiutare a essere più efficace anche al via e subito dopo. Naturalmente non possiamo esserne certi e soltanto domenica in gara ne avremo la conferma. Ma crediamo di aver fatto un passo in avanti». Più forte Anche l’anno scorso Lorenzo era andato fortissimo, ma aveva buttato via qualche gara per il suo carattere troppo focoso. Secondo Forcada il suo pilota è cresciuto molto sotto questo aspetto: «Per il momento Jorge sembra più forte del 2009. L’anno scorso, a Jerez, in una situazione simile a quella dell’ultimo GP, era caduto a due giri dal termine mentre cercava di andare a riprendere Stoner per il terzo posto, facendo quindi zero punti. Questa volta ne ha fatti 25! Lui ha compreso gli sbagli commessi nel 2009 e si è reso conto che, se qualche volta avesse accettato di fare quarto o quinto o non avesse pensato solo ad attaccare, avrebbe avuto più possibilità di giocarsi il Mondiale fino a Valencia. Questo l’ha capito bene: speriamo che continui così».

Lo spagnolo Jorge Lorenzo, 23 anni, nel box Yamaha con il capotecnico e connazionale Ramon Forcada, 53 MILAGRO

Rivali L’andamento delle pri-

x

ha detto INIZIO GARA

Nei test a Jerez abbiamo trovato una messa a punto che lo farà diventare più efficace nei primi giri

ERRORI Ha capito che se nel 2009 avesse accettato a volte di piazzarsi 4˚ o 5˚ si sarebbe giocato il titolo fino in fondo me due gare e la classifica dicono che per il titolo sarà soprattutto una sfida a due tra i compagni di squadra della Yamaha. Ma Forcada non la pensa così: «È troppo presto per fare certe valutazioni, abbiamo fatto appena due gare. A Jerez ha vinto Lorenzo, ma Pedrosa è stato in testa per 26 dei 27 giri: significa che anche lui va fortissimo ed è molto competitivo. Stoner è un po’ indietro, ma solo per la caduta in Qatar e rispetto all’anno scorso si è aggiunto qualche altro pilota, come Hayden, che nel 2009 era un po’ in difficoltà con la moto. Adesso la Ducati è migliorata tanto nel motore e Nicky riesce a sfruttarla meglio: non sappiamo se lui sarà competitivo per tutto il campionato, ma adesso è sicuramente molto veloce. Inoltre, considerando il nuovo regolamento, bisognerà vedere anche come lavoreranno gli altri costruttori durante la stagione». Per verificarlo basta aspettare domenica, col GP di Francia.

EVASIONE IL FISCO COLPISCE CAPIROSSI

Loris che stangata! Due milioni di multa dUna supermulta da due milioni di euro, più altri 25.000 per le spese processuali: li dovrà sborsare Loris Capirossi perchè anche la Cassazione ha dato torto al pilota della Suzuki, che aveva fatto ricorso alla Suprema Corte contro l’avviso di accertamento fiscale inoltratogli dalla Commissione tributaria provinciale di Ravenna nel 2001, per aver falsamente trasferito la sua residenza a Montecarlo nel 1994. In base a quanto accertato dalla Guardia di Finanza, Capirossi continuava invece a vivere nella sua villa di Riolo Terme. Gli anni contestati sono quelli tra il 1995 e il 1998. In base a quanto confermato con la sentenza 12259, depositata ieri e che convalidato la maxi multa emessa in secondo

grado dalla commissione tributaria regionale di Bologna nel marzo 2005, Loris aveva nascosto redditi per oltre 2 milioni di euro evadendo anche il contributo al servizio sanitario nazionale. Dagli accertamenti fiscali, inoltre, è emerso che Capirossi nascondeva i suoi redditi anche attraverso una società olandese, alla quale aveva ceduto i diritti di sfruttamento della sua immagine ma di cui era lui stesso titolare. Il pilota di Imola si è sempre difeso sostenendo di vivere, dal 1994, in pianta stabile nel Principato, dove si è poi sposato nel 2001 e dove è anche nato suo figlio nel 2007. Ora i suoi legali aspettano le motivazioni della sentenza per valutare eventuali azioni.

taccuino NEL MONDIALE DAL 2011

Superbike ad Aragon dIl MotorLand Aragon (Spagna)

ospiterà una gara del Mondiale Superbike dal 2011 al 2013 al posto di Valencia: l’accordo è stato firmato ieri nella sede del governo di Aragon da Maurizio Flammini . La MotoGP sbarcherà già quest’anno il 19 settembre.

CORSA DEI CAMPIONI

Prost sfiderà Schumi d Alain Prost sfiderà Michael Schumacher e Sebastian Vettel alla Corsa dei Campioni 2010 che si

terrà a Dusseldorf (Germania) il 27-28 novembre. È la prima volta che il 4 volte campione del mondo francese prende parte a questa manifestazione.

CON I SINDACATI

Ferrari c’è l’accordo dTrovato l’accordo sindacale alla Ferrari dopo una maratona di quasi 24 ore: oltre al premio di risultato, l’intesa non prevede esuberi ma delle esternalizzazioni di attività non «core», con la garanzia di posti di lavoro in aziende del territorio, oltre a un piano di prepensionamenti volontari.


GIOVEDÌ 20 MAGGIO 2010

LA GAZZETTA DELLO SPORT

MOTOMONDIALE GP FRANCIA

TURISMO

Piange la 125 italiana ancora a secco di punti Due gare e nessun pilota nei primi 15: non accadeva da 38 anni L’ultima vittoria quasi un anno fa con Iannone a Barcellona successi italiani; dal 2005 al 2006 «solo» 15.

GIOVANNI CORTINOVIS 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

dDue gran premi consecutivi della 125, in Qatar e poi a Jerez, senza un solo pilota italiano classificato a punti: non succedeva da 38 anni. L’Italia delle piccole cilindrate, una volta fiore all’occhiello del nostro vivaio, con tanti piloti a lottare per la vittoria, sembra lontana anni luce.

Ristrettezze Il precedente negativo della pattuglia azzurra fuori dai punti risale addirittura al 1972, quando l’Italia rimase a secco per gli ultimi 3 GP della stagione, Svezia, Finlandia e Spagna. Peraltro, all’epoca i punteggi premiavano solo i primi 10 anziché gli attuali 15. Zero Visti i valori in campo purtroppo non c’è da stare troppo allegri neanche per il GP di Francia che va in scena questo fine settimana sullo storico circuito di Le Mans. Lorenzo Savadori, tra i giovani l’unico che avrebbe delle potenziali-

Lai (2o), Dovizioso (1o) e Corsi (3o) sul podio 125 a Motegi 2004 MILAGRO

tà, non è ancora a posto con il polso, Riccardo Moretti è un esordiente in fase di assestamento, Luca Marcon è in lenta risalita dai bassifondi e Marco Ravaioli si barcamena con la poco più che artigianale Lambretta. Il «tris» senza punti sembra insomma a portata di mano. Ma almeno sarebbe da evitare il record assoluto del ’61 e del ’64, quando il Mondiale si chiuse senza un solo pun-

to per gli italiani, anche se all’epoca solo i primi 6 di ogni gara rientravano nei punteggi e le gare erano molto meno delle attuali 17. Di certo sarà difficile interrompere l’astinenza da successi che dura ormai da 12 GP (l’ultima vittoria è di Andrea Iannone a Barcellona, il 14 giugno 2009), terza «striscia» più lunga degli ultimi 35 anni. Dal ’92 al ’96 ci furono 43 gare senza

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Cugini Alla crisi italiana risponde la Spagna con 12 vittorie consecutive, serie che uguaglia quella di Gresini e Casoli nel 1986-87. E sono a un passo da nuovi record, sempre italiani: 13 centri, tra il 1957-59 con Ubbiali, Provini Spaggiari e Gandossi; 15 nel 1955-57 con Ubbiali, Provini e Ferri. Nelle prime 2 gare dell’anno la Spagna ha vinto tutto, arrivando così a 6 podi spagnoli nella 125. L’Italia ci è riuscita 36 volte, ma l’ultima tripletta risale al Giappone 2004, quando gli azzurri davanti a tutti furono addirittura quattro: Dovizioso, Lai, Corsi e Giansanti. E proprio a quell’anno risale l’ultimo titolo iridato tricolore grazie allo stesso Dovizioso. Cinque stagioni senza un italiano campione rappresentano la nostra seconda peggior serie, dopo gli anni bui dal 1961 al 1974, quando vinsero piloti svizzeri, neozelandesi, inglesi, tedeschi, spagnoli e svedesi. Ma nessun italiano...

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DOMANI TEST ALLE 15.30

Domani Ore 15.30-16 test Sabato Ore 9 e 12.15 prove libere Ore 16 e 16.25 qualifiche (dir. Eurosport 2) Domenica Ore 9 warm-up; 13.05 gara-1; 15.20 gara-2. Diretta su Eurosport 1

BIGLIETTI

Domani 5 euro sabato e domenica 14 Bimbi gratis sino a 11 anni, ridotto 10 euro sino a 17 anni

CLASSIFICA

1. Tarquini Seat Leon 70 punti 2. Y. Müller Chevrolet Cruze 63 3. Huff Chevrolet Cruze 46

WTCC DOMENICA ALL’AUTODROMO

Tarquini a Monza «E’ la mia pista» Il campione Seat cerca di allungare sul rivale Müller. Chevrolet con quattro Cruze

Gabriele Tarquini, 48 anni

ALESSANDRO STEFANINI 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

dGabriele Tarquini vede Monza e sorride: «È la pista italiana che preferisco e sulla quale mi esprimo al meglio», dice il 48enne campione del mondo Turismo che domenica sarà impegnato nella tappa italiana del Wtcc con la Seat Leon diesel. Dopo 2 centri nelle prime 4 gare, Tarquini punta alla fuga: «Spero che questa volta a vincere non sia la Safety-Car, come in Marocco. È stata in pista così a lungo che mi ha impedito di recuperare e incrementare il mio vantaggio».

Chevrolet A Monza si va in pista già domani pomeriggio con 30’ di test. Per contrastare Tarquini (che ha 7 punti di vantaggio su Yvan Muller), la Chevrolet metterà in campo un quarto esemplare della Cruze con Leonel Pernia, vice campione argentino. Una scelta per sfruttare al meglio l’effetto scia, determinante nella pole e nella partenza lanciata di gara-1. Una grana in più per Tarquini che invece dovrà fare da solo perché non ha l’appoggio ufficiale Seat. Le Case rientreranno nel 2011 quando ci sarà un motore solo per tutta la stagione, con una cilindrata ridotta: forse un 1600 turbo.

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GIOVEDÌ 20 MAGGIO 2010

LA GAZZETTA DELLO SPORT


GIOVEDÌ 20 MAGGIO 2010

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MOTOMONDIALE GP FRANCIA LA GUIDA Domenica la gara alle 14 su Italia 1 Domenica a Le Mans (4.185 m) si corre il GP di Francia, 3ª prova (su 18) del Motomondiale 2010. Mediaset Premium seguirà in diretta l’intero evento. PROGRAMMA E TV DOMANI Prove libere: ore 12.40-13.40 la 125; ore 13.55-14.55 la MotoGP; ore 15.10-16.10 la Moto2. Sintesi su Italia 1 alle 0.50. SABATO Prove libere: ore 9-9.40 la 125; ore 9.55-10.55 la MotoGP; ore 11.10-12.10 la Moto2. Qualifiche: ore 13-13.40 la 125; ore 13.55-14.55 la MotoGP; ore 15.10-15.55 la Moto2. Diretta su Italia 1 dalle 13.55. DOMENICA Le gare: Ore 11 la 125 (24 giri, 100,320 km); ore 12.15 la Moto2 (26 giri, 108,810 km); ore 14 la MotoGP (28 giri, 117,180 km). Diretta su Italia 1 dalle 10.45.

CLASSIFICA Lorenzo in testa davanti a Vale

Occhio a Pedrosa è un razzo a Le Mans Sulla pista francese ha fatto 3 pole in 4 corse nella classe regina Quota interessante per Hayden, che è in crescita: è dato a 16 dPole no, vittoria sì. Valentino Rossi per la Snai è il favorito di Le Mans, dove ha raccolto in carriera tre successi, ma in qualifica c’è davanti Pedrosa. Naturale visto che da quando è in MotoGP Dani ha messo a segno in Francia 3 pole in 4 gare. E come se non bastasse arriva dal giro perfetto di Jerez. La quota di Dani è comunque interessante: a 3 davanti a Lorenzo, Stoner e Rossi (a 4,5). Tutto invertito per la gara con Rossi davanti a Lorenzo, Stoner e Pedrosa. Per chi è a caccia di sorprese da tenere d’occhio Hayden in grande ascesa. La quota è interessante: a 16 per la pole e a 30 per la vittoria.

POLE MOTOGP Pilota (Team) DANI PEDROSA (Honda)

3

Pilota (Team) VALENTINO ROSSI (Yamaha)

Quota 2,5

Pilota (Team)

MONDIALE MOTOGP Pilota (team) VALENTINO ROSSI CASEY STONER

Quota 1,8 3

JORGE LORENZO

6

DANI PEDROSA

20

BEN SPIES

20

ANDREA DOVIZIOSO

25

NICKY HAYDEN

50

MARCO SIMONCELLI

VINCENTE MOTOGP VINCENTE MOTO2 Quota

Le classifiche dopo le prime due gare della stagione.

150

LORIS CAPIROSSI

150

MARCO MELANDRI

200

VINCENTE 125

Quota

Pilota (Team)

TONI ELIAS (Moriwaki)

3

POL ESPARGARO (Derbi)

JORGE LORENZO (Yamaha)

3,5

JORGE LORENZO (Yamaha)

3

SHOYA TOMIZAWA (Suter)

6

MARC MARQUEZ (Derbi)

CASEY STONER (Ducati)

3,5

CASEY STONER (Ducati)

5

JULIAN SIMON (Suter)

8

NICO TEROL (Aprilia)

VALENTINO ROSSI (Yamaha)

4,5

DANI PEDROSA (Honda)

6

Quota 3,5 4 4,5

ALEX DE ANGELIS (Scot)

9

EFREN VAZQUEZ (Derbi)

6

NICKY HAYDEN (Ducati)

16

ANDREA DOVIZIOSO (Honda)

30

THOMAS LUTHI (Moriwaki)

9

BRADLEY SMITH (Aprilia)

10

RANDY DE PUNIET (Honda)

33

NICKY HAYDEN (Ducati)

30

YUKI TAKAHASHI (Tech3)

11

ESTEVE RABAT (Aprilia)

12

ANDREA DOVIZIOSO (Honda)

50

BEN SPIES(Yamaha)

40

ALEX DEBON (Ftr))

15

SANDRO CORTESE (Derbi)

15

BEN SPIES (Yamaha)

50

COLIN EDWARDS (Yamaha)

75

JULES CLUZEL (Suter)

20

TOMOYOSHI KOYAMA (Aprilia)

25

LORIS CAPIROSSI (Suzuki)

75

MARCO MELANDRI (Honda)

100

SERGIO GADEA (Kalex)

20

RANDY KRUMMENACHER (Aprilia)

30

MARCO MELANDRI (Honda)

100

LORIS CAPIROSSI (Suzuki)

100

SIMONE CORSI (Tsr)

25

DANNY WEBB (Aprilia)

35

MARCO SIMONCELLI (Honda)

150

MARCO SIMONCELLI (Honda)

150

ROBERTO ROLFO (Suter)

33

ALBERTO MONCAYO (Aprilia)

40

ALTRO

25

ALTRO

75

ALTRO

75

ALTRO

7,00

MOTOGP 1. Lorenzo (Spa-Yamaha) 45 p. 2. Rossi (Ita-Yamaha) 41 3. Pedrosa (Spa-Honda) 29 4. Dovizioso (Ita-Honda) 26 5. Hayden (Usa-Ducati) 26 6. De Puniet (Fra-Honda) 17 7. Edwards (Usa-Yamaha) 12 8. Stoner (Aus-Ducati) 11 9. Spies (Usa-Yamaha) 11 10. Melandri (Ita-Honda) 11 11. Simoncelli (Ita-Honda) 10 12. Kallio (Fin-Ducati) 9 13. Aoyama (Gia-Honda) 8 14. Capirossi (Ita-Suzuki) 7 MOTO2 1. Tomizawa (Gia-Suter) 45 p. 2. Elias (Spa-Moriwaki) 38 3. Luthi (Svi-Moriwaki) 25 4. Cluzel (Fra-Suter) 21 5. Debon (Spa-Ftr) 20 6. Corsi (Ita-Tsr) 19 7. Gadea (Spa-Kalex) 16 8. Rolfo (Ita-Suter) 15 9. Talmacsi (Ung-Ftr) 14 10. Takahashi (Gia-Tech 3) 13 11. Pasini (Ita-Tsr) 10 16. Baldolini (Ita-Icp) 4 125 1. Terol (Spa-Aprilia) 45 p. 2. Espargaro (Spa-Derbi) 38 3. Rabat (Spa-Aprilia) 25 4. Smith (GB-Aprilia) 21 5. Vazquez (Spa-Derbi) 20 6. Koyama (Gia-Aprilia) 18 7. Krummenacher (Svi-Aprilia) 18 8. Marquez (Spa-Derbi) 16 9. Cortese (Ger-Derbi) 16 10. Moncayo (Spa-Aprilia) 13


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GIOVEDÌ 20 MAGGIO 2010

LA GAZZETTA DELLO SPORT

MONDOMOTORI AUTO MAXISUV DA 57.950 EURO

Cayenne, lusso a emissioni zero

Bmw X5, diesel grintosi ma più puliti Consumi -10%, potenza + 7% grazie al cambio automatico

La S Hybrid sino a 60 all’ora usa solo il motore elettrico Un manager «virtuale» decide quando sfruttare il V6

5 RIPRODUZIONE RISERVATA

dLa contraddizione è che la regina dei suv è un sav. Ma il cambio di vocale che l’ha trasformata da Sport Utility Vehicle a Sport Activity Vehicle è in linea con la capacità di Bmw di proporre un modo di pensare originale. Il capitolo sav è iniziato nel 1999, introducendo un modello destinato a diventare il capostipite di un nuovo concetto di mobilità: capacità fuoristradistiche in un corpo atletico e potente, filante ma imponente, non tanto però da non poter girare per le strade cittadine. A Detroit, la X5 si presentò così e fu un successo istantaneo, persino oltre le aspettative tanto che ora, dopo un decennio, ne sono state vendute un milione di unità: 100.000 auto l’anno, senza accusare mai alcuna flessione. La Cayenne S Hybrid presenta cofano motore e parabrezza più inclinato, mentre i parafanghi sono allargati ALESSANDRO GIUDICE 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

dAlla Cayenne va riconosciuto il merito di aver fuso in sé caratteristiche che parevano inconciliabili: le prestazioni e il feeling Porsche con la praticità di una wagon a quattro porte e l’inarrestabilità di un vero fuoristrada. Un’auto totale, completa, emozionante e, per questo, insostituibile.

Ricerca Di più: rendendo disponibile il motore diesel anche su una Porsche, la Cayenne ha mantenuto quel ruolo pionieristico che la Casa di Stoccarda ha voluto assegnarle fin da subito. A questo punto, alla Cayenne mancava solo la tanto acclamata (e di moda) correttezza ecologica. La via scelta da Porsche per la sua suv è stata però quasi integralista, tanto che, con la presentazione della nuova Cayenne, stilisticamente e meccanicamente rinnovata, ha fatto debuttare anche quella equipaggiata con un sistema full-hybrid parallelo. Di che cosa si tratta? Il termine ibrido definisce l’unione di elementi aventi natura diversa e così accade anche per la Cayen-

ne S Hybrid, che si ritrova spinta da due motori, uno a combustione e l’altro elettrico, che lavorano singolarmente o accoppiati a seconda dell’andatura e delle necessità di marcia. In pratica, fino a 60 km/h, quindi prevalentemente in città, si viaggia nel più totale silenzio, mossi solo dal motore elettrico da 34 kW, l’equivalente di 47 Cv; a velocità superiori, entra in azione il tradizionale propulsore a benzina che, nel caso di Cayenne, è il V6 da 3 litri e 333 cavalli. Regia Chi decide il modo in cui i due motori collaborano è l’hybrid manager, che legge i desideri del pilota a seconda della richiesta di una maggiore potenza per un sorpasso o, piuttosto, di un’andatura lenta, da traffico cittadino. Il compito di questa centralina è quindi di coordinare tutte le funzioni per ottimizzare i consumi, il momento di disaccoppiamento dei due motori (quello elettrico è dietro a quello a combustione), la carica della grossa batteria all’idruro metallico di nichel, situata sotto il vano bagagli. Kers Tra le funzioni della

Solo 8 litri di carburante ogni 100 km grazie al recupero di energia. Cambia il muso, più affilato. Prezzo: 80.450 euro

Porsche ha rinnovato anche gli interni della Cayenne all’insegna del consueto lusso. Tra le dotazioni i monitor per vedere film e giocare con i videogame

Cayenne S Hybrid, che costa 80.450 euro, il recupero energetico in frenata, che converte l’energia cinetica prodotta in energia elettrica, e la funzione start-stop, che spegne automaticamente il motore a combustione in coda o al semaforo. Il tutto per assicurare emissioni minime (con 193 g/km di Co2, la Hybrid S ha il record tra le Porsche) e consumi all’osso (8,2 l/100km). Forme Questa novità tecnica non è la sola particolarità a distinguere la terza generazione di Cayenne. Cambia notevolmente pure l’aspetto. A partire dal cofano motore, che si inclina maggiormente verso la strada, dando vita ad un muso più affilato con le tre prese d’aria che sembrano formare una sola calandra. A sostenere l’aggressività del frontale, provvedono i parafanghi allargati. Il parabrezza più inclinato e i montanti laterali, dipinti in nero, «spariscono», dando continuità alla fascia formata dai cristalli laterali. Determinante, nel generale alleggerimento stilistico, il nuovo disegno delle luci posteriori che richiamano forme mutuate da Cayman e Boxster, decisamente made in Porsche.

TRAGUARDO IL CROSSOVER FRANCESE HA RAGGIUNTO LE 10 MILA UNITA’ IN UN ANNO

Peugeot 3008 l’alternativa piace con l’abito da sera E’ il nero il colore preferito. Il 93% l’ha acquistata a gasolio 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

d Non è un suv, non è una familiare nè berlina. Non è, insomma, tante cose. La Peugeot 3008, che la marca definisce «crossover», è in realtà un mezzo diverso che segna una svolta come quando la Fiat presentò una macchina che non piac-

La Peugeot 3008 si guida come una berlina, ma a bordo sembra un suv

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NUMERO

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Sono i grammi di Co2 per chilometro emessi dalla versione ibrida: si tratta di un record tra le Porsche

Stile Una tendenza destinata a rinnovarsi con la rivisitazione della seconda generazione di X5 in chiave stilistica e tecnica più grintosa. Nel frontale, con prese d’aria maggiorate, e nella coda, con paraurti e terminali di scarico di nuovo disegno, in linea con l’accresciuta sportività dei motori che, a sorpresa, anche grazie al nuovo cambio automatico di serie a otto rapporti, diventano meno avidi di carburante. Sorvolando sulla gamma benzina (50i da 407 Cv e 35i da 306), succede ai più venduti diesel, entrambi 6 cilindri 3 litri in alluminio — sovralimentato con turbocompressore a geometria variabile il 30d, con un sistema TwinPower Turbo il 40d — che, a fronte di una diminuzione di consumi ed emissioni del 10% (7,4 e 7,5 litri/100 km, 195 e 198g di CO2/km), vedono incrementare la potenza del 4% e del 7% arrivando, rispettivamente, a 245 e 306 Cv. Il vantaggio è tutto verso una migliore dinamica di guida, che rende un’auto di quasi 5 metri e 2,8 tonnellate agile, fruibile e, con l’apporto della trazione integrale xDrive, stabile e sicura. Prezzi La nuova X5, in commercio dal 5 giugno, va dai 57.950 euro della 30d ai 71.400 della 40d Futura per i diesel, e dai 59.000 della 35i agli 83.500 della 50i a benzina. Per gli incontentabili, c'è anche la X5 M da 555 CV che costa 113.000 euro: ma quella, si sa, è un’altra storia. al.giu.

DA GIUGNO

que per niente, di primo acchito. Ma che poi conquistò una bella massa di estimatori: la Multipla. La Peugeot 3008 è una vettura che va provata per essere apprezzata e per scoprire che offre un modo diverso di guidare e di (ri)vivere dentro l’automobile. Un paio di difetti: il bagagliaio non eccelso e il posteriore che a noi non convince. Poi solo pregi. Grande stradista, sia su asciutto, sia sulla neve, con la manopola magica che la trasforma «quasi» in una 4x4. In un anno, in Italia, sono state consegnate 10 mila 3008, di cui il 93% diesel, col 50% in versione 1.6HDI Fat da 130Cv. Il 50% dei clienti l’ha voluta col navigatore, il 41% col tetto Ciel panoramico. Il colore preferito? Nero. Un successo passaparola. Che non finisce qui. p.a.

Tessuti, minigonne e cerchi Si rinnova l’Alfa Romeo 159 (co.ca.) Estate di novità per l’Alfa Romeo. Nel fine settimana «porte aperte» per la Giulietta, mentre a giugno arriverà una 159 versione 2011. Nuovi i tessuti delle versioni Progression e Distinctive (pelle e tessuto). La Progression può essere equipaggiate con i Pack Comfort o Sport. Il primo comprende un lettore multimediale e il Blue&Me integrato. Il secondo prevede cerchi in lega da 17", minigonne e pedaliera in alluminio. Dello stesso tono i kit della Distinctive: il Comfort Plus aggiunge il navigatore satellitare con cartografia europea e Blue&Me. Il top della sportività si ha col TI che ha sedili sportivi

in pelle e Alcantara e la pedaliera in alluminio. Fuori spiccano l’assetto ribassato, le minigonne, i cerchi da 18" e le pinze freno rosse. Non cambia la gamma motori. Prezzi: il listino delle nuove Alfa 159 si apre coi 24.360 euro della 1.800 berlina mentre i 27.000 euro della 1.9 JTDM ECO è il primo prezzo per la versione a gasolio.


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MONDOMOTORI MOTO

Beverly 300

lia, piazza decisiva per le 2 ruote, la tendenza è ancora più accentuata. Un dato: Beverly e Sh nei primi 4 mesi hanno pesato da soli per circa il 10 per cento dell’intero venduto.

Quando il leader sceglie di rilanciare

Bevuta In questo quadro in controtendenza, che non ha bisogno degli incentivi — ha detto il presidente Roberto Colaninno su quelli 2010: «Altro che drogare il mercato, sono stati meno di un bicchiere di vino» — il nuovo Beverly 300 diventa un prodotto di grandi contenuti che affronta la grande sfida all’Sh con più cartucce in canna. «Anziché aspettare che i concorrenti facciano invecchiare i nostri prodotti — ha detto il neo direttore generale Piaggio per il prodotto, Maurizio Roman — preferiamo essere noi a rilanciare i nostri modelli di punta».

In testa alle vendite, lo scooter Piaggio cambia Aumentano i contenuti per far tremare la Honda Il nuovo Beverly 300 su strada è decisamente piacevole dopo la rivisitazione della ciclistica che lo ha reso più agile. E sotto la sella spazio da record, con 2 caschi full-jet comodamente stivati

FILIPPO FALSAPERLA 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

dUna rivoluzione. Non tecnica, ma di marketing. Perché se squadra che vince non si cambia, scooter che piace si rifà nuovo. Almeno per Piaggio. Arriva il nuovo Beverly 300 — e 125, ma praticamente solo per il mercato francese, che gode di agevolazioni fiscali — che il mercato quest’anno ha premiato con numeri d’altri tempi (vista le difficoltà dell’economia): 5.075 pezzi in quattro mesi contro 4.989 dell’Honda Sh 300, finora primatista indisturbato di questo segmento che (quasi) da solo tiene in piedi la baracca.

MILAGRO

Record Perché lo scooter a ruota alta in Europa vale quasi il 40 per cento del mercato scooter e in Ita-

Confronto Scelta o necessità, è chiaro che adesso il confronto con il grande avversario viene affrontato con maggiore consapevolezza. Il salto in avanti c’è e l’immagine vincente dello scooter giapponese non è più assoluta. Di fronte — a parte lo stile che è sempre una scelta personale — ci sono due filosofie: pedana piatta Sh per portare più comodamente borsa o spesa, contro pedana rialzata del Beverly, che punta su volumi più proporzionati e soprattutto una maggiore efficienza del telaio. In più, per il nuovo arrivato della Piaggio c’è un prezzo (4.290 euro franco concessionario) che è 130 e più del modello che sostituisce, ma rimane ancora decisamente sotto il concorrente giapponese di altri 120-130 e su strada. Non è poco quando le prestazioni si pareggiano. Ma la Piaggio non si ferma. Contemporaneamente al lancio del Beverly è stato annunciato il via della produzione della Vespa in India, con i suoi numeri stratosferici, ma anche la volontà di andare negli Usa con l’Mp3 ibrido: a tutto campo.

LA SCHEDA MOTORE POTENZA PESO SERBATOIO PREZZO BASE

mono 278 cmc i.e. 4v euro 3 22,2 Cv a 7.250 giri 165 kg 12,5 litri 4.290 euro

n

IL NOSTRO GIUDIZIO

Sospensioni Assorbono senza battere ciglio ogni asperità Confort In sella si sta da re e tutto è a portata di mano Prezzo Il confronto con l’Sh è decisamente a suo favore

no

Frenata Fin troppo esuberante il disco posteriore Ruote Giudizio solo di gusto personale: troppe «razze» fanno confusione Cupolino Quello di taglia piccola spara l’aria proprio sugli occhi

LA PROVA

Sella comoda Sotto c’è posto per due caschi PAOLO IANIERI 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

dIl Beverly da fermo colpisce innanzitutto per la doppia tonalità delle plastiche, che attrae l’occhio, con parti verniciate che si coordinano con gli inserti color alluminio e il tunnel centrale che si armonizza perfettamente. E poi luci di posizione davanti e dietro a led, faro a doppia parabola sovrapposta, finiture dell’interno scocca coordinato con la sella, che presenta doppie cuciture a vista, bocchettone del serbatoio di ispirazione motociclistica, cerchi a 20 razze.

In sella Messo in moto lo scooter, bastano pochi metri per trovarsi a proprio agio. La sensazione di pesantezza dell’anteriore che si avverte a veicolo fermo, scompare immediatamente, lasciando il posto a una piacevole sensazione di agilità e maneggevolezza. Le sospensioni assorbono molto bene buche e dislivelli delle disastrose strade del centro di Milano (con vibrazioni sulla pedana e sul manubrio ridotte del 20 per cento), la frenata è potente ma graduale, merito anche del nuovo disco da 300 millimetri all’anteriore, che garantisce una migliore modulabilità e riduce lo sforzo del 30 per cento. Ottimo lo spunto in avvio del motore Quasar da 278 cmc (abbiamo provato soltanto la versione 300 i.e.), anche quando dietro siede un passeggero: eroga 22,2 Cv a 7.250 giri (il 125, che abbandona i carburatori per l’iniezione elettronica, arriva a 15 Cv a 9.250 giri con una riduzione dei consumi del 20 per cento). Rispetto all’Sh, il Beverly conferma poi la rinuncia alla pedana piatta per utilizzare un telaio a doppia culla, che garantisce una rigidità maggiore e più stabilità alle alte velocità. Comfort L’altezza della sella di soli 797 millimetri permette anche ai più bassi di appoggiare comodamente le gambe a terra; la seduta è comoda, anche se in frenata si tende a scivolare in avanti. Un ottimo lavoro di progettazione ha permesso di ricavare il sottosella più ampio della categoria: con un volume di 35,3 litri (erano 20,3 nella versione precedente), il Beverly è l’unico scooter a ospitare due caschi full-jet. E nel vano portaoggetti situato nello scudo, un paio di tasche consentono di riporre piccoli oggetti. Aumentato anche il serbatoio: da 9,5 a 12,5 litri, per un’autonomia di 370 km, ancora un record per questo tipo di scooter. Prezzi Il nuovo Beverly sarà in vendita dal giugno in Italia e da luglio in Europa. Il prezzo è di 4.100 euro per il 125 e di 4.290 euro per il 300. Sino a luglio il cupolino è gratis.

L’ALTRA PROPOSTA NUOVA VERSIONE DEL RUOTE ALTE PEUGEOT

Geopolis: sale la cilindrata, non peso e prezzo Da 250 a 300 cmc ma i chili restano 159. Il modello base costa 4.099 euro GIOVANNI CORTINOVIS 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

d«Tanti tra coloro che guidano scooter 250, pur volendo prestazioni superiori, sono spesso intimoriti dal passaggio al 400 per l’aumento di peso e costo. Con il Geopolis 300 questi problemi non si pongono». Così Bruno Muller, direttore generale della filiale italiana, presenta il nuovo nato di Casa Peugeot, marchio che proprio nel 2010 festeggia 200 anni.

Novità Premiato nel 2005 dalla Motorcycle Design Association per le sue linee, il Geopolis si rinnova nel solco della tradizione, adottando un motore monocilindrico euro 3 da 22 Cv a 7.250 giri e coppia di 23 Nm, realizzato da Piaggio. Malgrado l’aumento di cilindrata il peso resta di 159 kg. Immutati anche i dischi freno, 263 mm davanti e 226 mm, con pinze a doppio pistoncino Nissin. Un’altra novità è rappresentata dalle lampade alogene da 55 watt della 407 che danno una visibilità superiore del 30 per cento. Gamma Oltre alla versione base, chiamata Premium (4.099 euro), ci sono le serie Geostyle, più elegante, e la GeoRS,

più grintosa, entrambe vendute a 4.300 euro: la prima si distingue per la sella color cuoio, i pad paracolpi laterali bicolore con sezione cromata, il cupolino sport fumè, la vernice color vaniglia e la serigrafia Geostyle sullo scudo. Il GeoRs vanta invece la sella in doppia pelle con cuciture rosse, i cerchi neri, le pinze dei freni rosse, gli specchietti racing e la forcella nera satinata.

Il Peugeot Geopolis 300 è spinto da un nuovo monocilindrico euro 3 che garantisce una migliore erogazione. La sella è da 805 millimetri

In strada Testato a Torino e sui colli sovrastanti, il Geopolis 300 ha esibito una ciclistica sincera, con sospensioni che hanno assorbito senza problemi il pavè cittadino e i binari del tram. Nel traffico sguscia senza problemi, anche se la sella da 805 mm penalizza i più bas-

si. Grazie al nuovo motore, l’erogazione è più piena e ne guadagna soprattutto lo spunto da fermo. Degna di nota anche la frenata, sia per modulabilità che come efficacia: l’unico modo di bloccare il posteriore è di volerlo. Giudizio Ci piace lo stile elegante, la capacità di carico (nel sottosella ci stanno due jet senza visiera, c’è un vano retroscudo e il gancio portaborse) e il parabrezza di serie sulla versione base. Peccato che non ci sia l’abs e le forme sporgenti della protezione per i piedi guastano un po’ la linea.

LA SCHEDA MOTORE POTENZA PESO SERBATOIO PREZZO BASE

monocilindrico 278 cmc euro 3 22 Cv a 7.250 giri 159 kg 13,5 litri 4099 euro


32 R

GIOVEDÌ 20 MAGGIO 2010

LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIRO D’ITALIA ARRIVO ALL’AQUILA dalla prima

T

di PIER BERGONZI

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ATTACCO CON NOMI DI SPICCO

5 RIPRODUZIONE RISERVATA

CAPITANI SMARRITI Una fuga di 56 uomini, tra cui un vincitore di Tour come Sastre e talenti inesplorati come Porte e Gerdemann, non può essere considerata un bidone. Lasciare che un terzo del gruppo scappi toccando un vantaggio di quasi 18’ è semmai un atto d’accusa verso i più autorevoli (?) aspiranti al successo finale e verso chi li dirige. A cominciare da Vinokourov, che ha mancato di rispetto alla maglia rosa. Un leader non può recitare il ruolo dello spettatore in attesa che qualcun altro gli faccia da gregario. Ma se il numero uno si comporta come una scartina, tocca ai rivali assumere le redini della corsa. Non ci convincono le giustificazioni di Evans e Basso. E nemmeno le giustificazioni di Amadio, l’ammiraglio della Liquigas. Un capitano e una squadra che vogliano vincere il Giro non possono nascondersi dietro all’alibi «toccava a Vino». Anzi, l’impressione è che ieri abbiano perso l’occasione di attaccare una maglia rosa-pallido, che all’arrivo aveva una faccia sfigurata. Ci sono i segni evidenti che il ciclismo si è ripulito (finalmente) e che non si possono più recuperare il freddo, i chilometri e le montagne con la facilità di un tempo. Comprensibile il timore di chi gestisce le squadre e guarda con preoccupazione all’ultima, terribile, settimana. Comprensibile che le corsa sia meno controllabile e meno prevedibile. Non è però accettabile l’abdicazione da ogni responsabilità. Ci sono ancora 10 tappe e il meglio (leggi grandi montagne) deve venire. Tutto può succedere. Ora il faro è Sastre. Porte, Arroyo, Gerdemann e chissà chi altro a sorpresa potrebbero avere gambe per reggere fino a Verona. Ma «Vino», Evans e Basso non devono sentirsi battuti. Devono capire la lezione dell’Aquila e farne tesoro. Costruire sugli errori è esercizio di grande intelligenza. Senza scuse. Senza alibi.

Questi i 56 fuggitivi Caisse d’Epargne: Amador, Arroyo, Jeannesson, Kiryienka, Losada Liquigas: Dall’Antonia, Agnoli, Kiserlovski, Vanotti Androni: Bertogliati, Ochoa, Serpa, Wurf Cervelo: Sastre, Tondo, Gustov, M.Wyss Sky: Wiggins, Barry, Possoni, Cummings Omega: Bakelandts, De Greef, M.Lloyd, Wegelius Saxo: Porte, C.Sörensen, Didier BBox: Gaudin, Voeckler, Trofimov Katusha: Caruso, Petrov, Horrach Acqua& Sapone: Codol, Donati Ag2r: Dupont, A.Efimkin Astana: Jufre, Stangelj Cofidis: Moncoutie, Fouchard Garmin: Millar, Martin Footon: Cheula, Mayoz Milram: Gerdemann, Russ QuickStep: Cataldo, Pineau Rabobank: Kruijswijk, Ardila Bmc: Bookwalter Colnago: Pozzovivo Htc: Goss Lampre: Bono

Che finimondo DAL NOSTRO INVIATO

LUCA GIALANELLA 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

L’AQUILA dAiuto, ci è scappato il gruppo. Non la fuga-bidone di Carlo Clerici nel 1954, sempre all’Aquila. Ma un attacco pianificato dalla Cervelo di Carlos Sastre, che ha trovato alleati preziosi: la Garmin-Transitions di Millar, la Sky di Wiggins, soprattutto la Caisse d’Epargne di Arroyo, suo ex gregario alla Once. Il tappone abruzzese, con cui la corsa rosa ha voluto portare affetto e solidarietà alle popolazioni terremotate, si è trasformato in una giornata di accuse e polemiche. E adesso proprio Sastre, che ieri al via era a 10’ da Vinokourov rosa, è il leader virtuale dei big. Una farsa al Giro. Se ne vanno in 56 dopo 36 chilometri. Mai visto, un terzo del gruppo. I big alzano bandiera bianca. Vinokourov e Basso giocano una partita a poker che perderanno entrambi: il kazako lascia sul tavolo la maglia rosa, il varesino la faccia. «Vino» non vuole tirare, Ivan e Nibali fanno altrettanto. Garzelli chiede aiuto, la Liquigas dice no: vuole fargli pagare lo sgarbo di Montalcino, quando «Garzo» attaccò Nibali caduto. In ammiraglia e sulle bici vanno tutti in confusione. Così la fuga dei 56 arriva all’Aquila con il successo del russo Petrov e la maglia rosa passa all’australiano Porte: un neopro’, leader come Coppi nel 1940. Ecco 6 domande per capire la tappa più pazza della storia del Giro.

1

Perché Vinokourov non ha tirato?

Il leader della corsa ha il dovere morale di difendere la sua maglia. Il kazako (che ieri ha perso Gasparotto e Iglinsky) sa che l’ultima settimana è troppo dura per lui. Sa che non vincerà il Giro, e si è tirato indietro. Ha voluto tirare nel tranello anche la Liquigas. «Lo perdo io, lo perdete anche voi».

2

Ma la Liquigas aveva messo in fuga quattro atleti: Agnoli, il croato Kiserlovski, Vanotti e Dall’Antonia.

E pensava di vincere il Giro

56 I FUGGITIVI Al chilometro 36 dell’11a tappa Lucera-L’Aquila, un gruppo di 56 corridori ha acceso la fuga più pazza della storia del Giro, che è arrivata fino al traguardo con loro? Pensava che Vinokourov avrebbe inseguito Agnoli? I due capitani, Basso e Nibali, sono rimasti passivi. Come l’iridato Evans, che però non ha squadra.

Tappa pazza Vino e Liquigas 3 restano al verde Il kazako e la squadra di Basso bluffano a vicenda. Porte in rosa, Sastre ringrazia

Che cosa avrebbero dovuto fare Basso e Nibali?

Capire al volo che la strategia fatta a tavolino non funzionava. E prendersi responsabilità, soprattutto Basso, il leader. Dovevano iniziare a tirare: hanno la squadra più forte, sono qui per vincere. I fuggitivi sono partiti in un rettilineo in leggera salita. Impossibile non vederli. Non pioveva. E c’erano tutte le 22 squadre.

4 Una volta partiti 20-30 corrido-

Quale sarebbe stata la mossa giusta?

ri, si doveva inserire Nibali nella fuga. Altrimenti a che cosa


GIOVEDÌ 20 MAGGIO 2010

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Le piccole e medie aziende sono il motore di un Pianeta più Intelligente.

La nuova maglia rosa, il venticinquenne australiano Richie Porte BETTINI

Una fuga trappola nata nel tunnel E dietro il panico Dopo 36 km l’imboscata di Cervelo, Sky, Caisse d’Epargne e Saxo Bank. Paura ed errori tra i big tà, Sky ti sorprende sempre. Nella macchina di Stefano Allocchio, sala comandi viaggiante, squillano senza interruzione telefonini, palmari, gps, microfoni, walkie-talkie e l’autista Gino (che andrebbe chiamato Drago, e non solo in omaggio a Gaber). Tra le varie informazioni che arrivano, si apprende che i gitanti si sono ridotti a 49 perché gli Androni e i Bmc hanno ricevuto l’alt dalle ammiraglie, ci sono i capitani da aspettare. Al rifornimento di Sulmona, km 182, il gruppo è risalito (si fa per dire) a 14’38". Pare che Vinokourov abbia attaccato un paio di compagni alla slitta per farsi trainare. Davanti Pozzovivo, che per quest’anno non chiameremo Gastone, lotta con l’impermeabile che gli si è impigliato nel cambio.

DAL NOSTRO INVIATO

PAOLO CONDÒ 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

L’AQUILA dChilometro 36, la

Una fase della grande fuga che ha stravolto le gerarchie del Giro BETTINI

serve una squadra con due punte? Si sarebbe anche smascherato il bluff di Vinokourov. Che in faccia non era bello, faticava. E magari il finale sarebbe stato diverso.

5 No, le grandi montagne devoIl Giro è perso per Basso e Nibali?

no ancora arrivare. Però adesso devono attaccare Sastre in salita, cioè sul suo terreno. Avranno le gambe? Il dubbio è che anche loro due fossero, ieri, al limite.

6 Forse al Giro sta sbocciando E la nuova maglia rosa Porte?

un fenomeno. Ha 25 anni, ottimo cronoman, ma da dilettante ha vinto anche tapponi in montagna. Ha 7’ di vantaggio su Sastre. La rivoluzione rosa parte da lui.

MAGLIA VERDE

w

1954

Il precedente Il 27 maggio 1954, nella Napoli-L’Aquila, lo svizzero Carlo Clerici andò in fuga a 224 km dal traguardo con Nino Assirelli e vinse con 30’ di vantaggio sui big: un margine che gli consentì di tenere la maglia rosa sino alla fine

stangata nasce nel tunnel. Martin, Millar e Gerdemann, che detti così sembrano una filastrocca, lo imboccano con qualche metro sul gruppo allungato dalla prima salita, e ne escono in già nutrita compagnia. La fuga è un autobus che prende velocità — affrettarsi! affrettarsi a salire! — la macchia nera della Cervelo salta su al volo, arrivano quelli di Sky, si attaccano un po’ di Androni e di Saxo, Liquigas sugli strapuntini, «ci siamo anche noi» gridano i Caisse d’Epargne. Basta, completo, si può andare. Il gruppo si rilassa, andatura da donzelletta che vien per la campagna, dove vuoi che vadano quei cagnacci... E tanto per cambiare piove. Confusione Scappano in 56, e a nessuno dei big viene in mente la legge dei grandi numeri, se a una festa ci sono 56 ragazze non possono essere tutte brutte, se in fuga vanno 56 corridori non possono essere tutti gregari. Il primo che strilla «se n’è andato anche Sastre» viene guardato male — non scherziamo! — il secondo che aggiunge «c’è pure Porte» semina inquietudine, poi è il caos, una radiolina iscrive Wiggins, un’ammiraglia segnala Arroyo, una voce insinua che Tondo Volpini sia qualcosa di più di un cameriere di Sastre. Quando Vinokourov, Evans e Basso cominciano a scrutarsi per vedere chi chiama cip, la banda dei 56 ha già 6’30" di vantaggio. Si transita per Gambatesa, avviso più chiaro non potrebbe esserci.

33 R

«Vino» esausto al traguardo IANUALE

Le voci rimbalzano in gruppo e dalle radioline. Quando Vinokourov, Evans e Basso si guardano, il ritardo è già 6’30" In auto Il margine cresce a ritmo esponenziale, col top ai piedi della salita verso Rionero Sannitico, km 127: 17’50", più che un distacco, un fuso orario. L’auto della direzione di corsa ci raccatta a Roccaraso, di lì in poi il lunotto della vettura è una terrazza sui 56. Altopiano delle Cinque Miglia, incantevole vialone in quota dritto come un fuso: i quattro di Sky tirano a perdifiato, dandosi il cambio solo fra loro e quasi rifiutando l’aiuto altrui. Come dice la pubblici-

Finale Pioggia a Popoli, e sono rimasti in 45. Pioggia salendo verso Capo di Valle, e si scende a 43. Pioggia in cima, e siamo a 40 (ruggenti). Si apprende che dietro lavora anche la Liquigas, ma ormai è tardi, atterrato in zona 12 minuti il distacco non cala più. Gli ultimi dieci chilometri sono un duello rusticano: scatta Gerdemann ed è preso, parte Pineau ed è riacchiappato, s’invola Cataldo ed è placcato, nella curva ai 2000 metri che pare il «cavatappi» di Laguna Seca cade Bakelandts, ed è commovente il contrasto tra la smorfia dolorante e la rapacità del movimento col quale riassesta la bici e riparte. Ci riprova Gerdemann, agli 800 Petrov lo salta e fila al traguardo per dedicare il successo alla moglie Anna. Poco prima eravamo sfilati accanto a Onna, e il concerto di telefoni e microfoni per un lungo minuto si era zittito. La dedica era implicita.

y LA CLASSIFICA IERI

VINCE IL RUSSO PETROV

Così ieri all’Aquila: 1. Petrov 2. Cataldo a 5" 3. Sastre 4. Wiggins a 7" 5. A.Efimkin 6. Gerdemann 7. Pineau 8. Arroyo 9. Tondo 10. Bakelandts 13. Porte a 21" 45. Scarponi a 12’42" 46. Cunego 48. Garzelli 49. Nibali 50. Pinotti a 12’45" 52. Evans 53. Vinokourov 54. Basso 55. Karpets

OGGI

Dodicesima tappa: Città Sant’AngeloPorto Recanati di 206 km. Arrivo per velocisti. Su Rai3 dalle 15.15

VINOKOUROV GUIDAVA CON 1’12" SU EVANS 1.

VINOKOUROV

KAZ

2.

EVANS

AUS

3.

NIBALI

ITA

a 1’33"

4.

BASSO

ITA

a 1’51"

6.

PORTE

AUS

a 2’26"

8.

GARZELLI

ITA

a 2’47"

9.

CUNEGO

ITA

a 3’08"

10.

SCARPONI

ITA

a 3’09"

11.

ARROYO

SPA

a 4’22"

21.

GERDEMANN

GER

a 8’14"

22.

SASTRE

SPA

a 9’59"

24.

WIGGINS

GB

a 10’54"

a 1’12"

SI RIPARTE COSÌ PORTE LEADER CON 1’42" SU ARROYO 1.

PORTE

AUS

2.

ARROYO

SPA

a 1’42"

7.

GERDEMANN

GER

a 5’34"

8.

SASTRE

SPA

a 7’09"

10.

WIGGINS

GB

a 8’14"

12.

VINOKOUROV

KAZ

a 9’58"

13.

EVANS

AUS

a 11’10"

14.

NIBALI

ITA

a 11’28"

15.

BASSO

ITA

a 11’49"

19.

GARZELLI

ITA

a 12’42"

20.

CUNEGO

ITA

a 13’03"

21.

SCARPONI

ITA

a 13’04"

La zampata di MARIO CIPOLLINI 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

Poca lucidità E Arroyo ora è il favorito Dopo la tappa di Montalcino in gruppo ci sono i buoni (Evans e Basso) e i cattivi (Vinokourov e Garzelli). Ieri la Liquigas (buoni) ha cercato di stanare il Lupo cattivo (Vinokourov) credendo nella fuga, tanto che aveva 4 uomini. Pensava di costringerlo a lavorare e sfinirsi, ma Vino è stato più furbo, o più perfido, e capita la trappola ha deciso di tirarsi dietro i cacciatori. La squadra di Amadio non s’è accorta di quello che stava succedendo e alla fine, incapace di trovare contromisure, ci ha lasciato le penne. Sastre è stato bravo a sfruttare l’occasione, ma non ha grandi gambe, se no avrebbe cercato di vincere. Ora il mio favorito per il Giro è Arroyo. Un corridore solido in una squadra (Caisse d’Epargne) molto solida.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIRO D’ITALIA LA DIFESA DEI TEAM

Amadio e Zanatta scaricano le colpe «Toccava a Vino»

Secondo errore: con le radioline non vi siete accorti chi c’era davanti

I tecnici Liquigas: «Era in maglia rosa e voleva che tirassimo noi. Ma avevamo 4 uomini in fuga»

Quarto errore: 4 gregari in fuga per quasi tutta la corsa e 2 capitani dietro. Che senso ha?

«Ce ne siamo accorti quando il distacco era di 5 minuti». Terzo errore: reazione tardiva, tanto che il vantaggio dei fuggitivi è arrivato a quasi 18’

«Però poi sono scesi. Davanti andavano forte e dietro abbiamo fatto il possibile. Del resto le forze in sella sono quelle che sono».

DAL NOSTRO INVIATO

CLAUDIO GHISALBERTI 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

L’AQUILA d«Abbiamo perso il Gi-

Magari per onorare la corsa visto che siete una squadra italiana di vertice al Giro...

ro, non importa. Lo hanno perso anche gli altri». La frase che vorrebbe giustificare il suicidio tattico della Liquigas-Doimo è di Dario Mariuzzo, direttore sportivo. Poi il tecnico veneto impartisce l’ordine di chiudere le porte del bus con su i corridori, per evitare ogni contatto con l’esterno. Non resta che esaminare la gior-

Zanatta: «Radiocorsa ci ha dato i nomi dei fuggitivi quando erano già a 5’». Però qualche collega dice il contrario nata nera con Stefano Zanatta, primo direttore sportivo del team verdeblu. Zanatta, cominciamo dal primo errore: non inserire nella fuga Basso o Nibali.

«Davanti avevamo Agnoli e Kiserlovski, poi anche Dall’Antonia e Vanotti. Quando si muove un gruppo così grande (56 corridori, ndr) è obbligo della maglia rosa cercare di chiudere. Invece l’Astana s’è disinteressata di tutto. E non sapevamo chi c’era davanti perché radio-corsa ha dato il distacco quando ormai era di 4 minuti e i nomi dei fuggitivi quando il gap era di 5 (circostanza peraltro smentita da altri tecnici, ndr). A quel punto s’è messa a tirare un po’ la Bmc, poi l’Acqua&Sapone. Noi abbiamo lavorato negli ultimi 60 km per contenere il distacco perché altrimenti il gruppo sarebbe andato alla deriva».

«Anche la maglia rosa e il secondo in classifica erano dietro. Tutti i leader erano con Basso e Nibali. Perché quando cadiamo ci attaccano e quando siamo dietro dobbiamo tirare?».

«Anche gli altri sono qui per vincere e onorare la corsa». C’è da dire che la squadra è unita. Infatti il team manager Roberto Amadio rafforza i concetti espressi dal suo tecnico: «Cosa dovevamo fare, portare Evans e Vinokourov al traguardo? No. Loro si aspettavano che noi ci mettessimo a tirare, invece non l’abbiamo fatto. Ognuno si prenda le sue responsabilità. Poi diciamola tutta, in fuga potevano andare anche Basso e Nibali. Comunque il Giro è ancora molto lungo. Intanto davanti abbiamo Agnoli e Kiserlovski. Ma le vedete le corse? Non vedete come sono stanchi i corridori?».

EVANS DELUSO E SFINITO Fatica e delusione sulla faccia di Cadel Evans, 33 anni. L’immagine dell’iridato australiano, che corre per la Bmc, è il simbolo della giornataccia degli ormai ex favoriti BETTINI

LA CORSA AI RAGGI X DATA TAPPA

KM

ARRIVO

MAGLIA ROSA

ROSSA

VERDE

8/5

1ª AMSTERDAM-AMSTERDAM (crono)

8,4

WIGGINS

WIGGINS

WIGGINS

-

BIANCA PORTE

9/5

2ª AMSTERDAM-UTRECHT

210

FARRAR

EVANS

FARRAR

VOSS

PORTE

224

WEYLANDT

VINOKOUROV

BROWN

VOSS

PORTE

10/5

3ª AMSTERDAM-MIDDELBURG

11/5

RIPOSO A CUNEO

12/5

4ª SAVIGLIANO-CUNEO (cronosquadre)

33

LIQUIGAS

NIBALI

BROWN

VOSS

AGNOLI

13/5

5ª NOVARA-NOVI LIGURE

162

PINEAU

NIBALI

PINEAU

VOSS

AGNOLI

14/5

6ª FIDENZA-MARINA DI CARRARA

173

M.LLOYD

NIBALI

FARRAR

M. LLOYD

AGNOLI

15/5 16/5

7ª CARRARA-MONTALCINO 8ª CHIANCIANO TERME-TERMINILLO

220 189

EVANS C. SÖRENSEN

VINOKOUROV VINOKOUROV

FARRAR EVANS

M. LLOYD M. LLOYD

PORTE PORTE

17/5

9ª FROSINONE-CAVA DE’ TIRRENI

187

GOSS

VINOKOUROV

FARRAR

M. LLOYD

PORTE

18/5

10ª AVELLINO-BITONTO

230

FARRAR

VINOKOUROV

FARRAR

M. LLOYD

PORTE

FARRAR PORTE GIUDIZIO GAZZETTA

M. LLOYD

PORTE

Ieri 11ª LUCERA-L’AQUILA DATA TAPPA Oggi

264 KM

12ª CITTÀ SANT’ANGELO-PORTO RECANATI 206

PETROV DIFFICOLTÀ *

Si risale l’Adriatico: volata

**

Sul tracciato della Nove Colli: nel finale il Barbotto

205

***

Si entra nel vivo: il Grappa a 40 dall’arrivo farà selezione

222

*****

16ª SAN VIGILIO DI MAREBBE-PLAN DE CORONES (cronoscalata)

12,9

*****

26/5

17ª BRUNICO-PEIO TERME

173

***

27/5

18ª LEVICO TERME-BRESCIA

140

*

28/5

19ª BRESCIA-APRICA

195

*****

Il primo dei tre giorni della verità: c’è il Mortirolo

29/5

20ª BORMIO-PONTE DI LEGNO/TONALE

178

*****

Forcola, Eira, Foscagno e Gavia, dal versante di S. Caterina

30/5

21ª VERONA-VERONA (crono)

15

***

Domani 13ª PORTO RECANATI-CESENATICO

223

22/5

14ª FERRARA-ASOLO

23/5

15ª MESTRE-MONTE ZONCOLAN

24/5

RIPOSO A BRUNICO

25/5

Torna la salita più dura d’Europa, versante di Ovaro

Come nel 2008: lo sterrato è di 5,9 km, punte del 24% Ideale per le fughe, con il Passo delle Palade a metà gara Si costeggia il Garda, sponda bresciana: volata

Circuito delle Torricelle e arrivo all’Arena

w

I NUMERI

18’

il vantaggio massimo Al km 127, sulla salita verso Rionero Sannitico, i fuggiviti hanno toccato il vantaggio massimo, sfiorando i 18 minuti: 17’50"

22

le squadre in fuga Nella fuga dei 56, iniziata al 36˚ km, erano rappresentate con almeno un corridore tutte le 22 squadre presenti a questo Giro d’Italia

5

gli uomini della Caisse d’Epargne La formazione con il maggior numero di uomini all’attacco era la Caisse d’Epargne: 5 degli 8 ancora in gara

ACCUSE TRA I DIRETTORI SPORTIVI

«Che figuraccia: Liquigas e Astana giocano col Giro» Cenghialta e Masciarelli severi Martinelli replica: «La rincorsa toccava a team più attrezzati» DAL NOSTRO INVIATO

CIRO SCOGNAMIGLIO cscognamiglio@gazzetta.it 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

L’AQUILA dParole? Tante, tantissime. È l’inevita-

bile effetto collaterale di una tappa come quella di ieri. Molti hanno detto, per esempio, che nel momento topico c’è stato un blackout informativo di radiocorsa durato qualche minuto. «Non è vero — commenta Daniele Nardello, in ammiraglia Footon-Servetto —. Certo, per ricapitolare la composizione di un gruppo così folto un minimo di tempo ci vuole».

Divergenze Ma i discorsi salgono di tono soprattutto quando si tratta di analizzare la tattica di corsa. Beppe Martinelli, anima tecnica dell’Astana, risponde così a chi fa notare che Vinokourov non abbia onorato la maglia rosa. «Per Amadio ci dobbiamo vergognare? Ha detto una parola di troppo. Bisognava che qualcuno più attrezzato di noi prendesse in mano la situazione e ci trascinasse nell’inseguimento. La verità è che in questo Giro squadre forti non ce ne sono». Attacchi Sentite Palmiro Masciarelli (Acqua& Sapone), storico gregario di Moser: «Ai tempi di Francesco o di Saronni cose così non sarebbero mai successe. Non si possono fare certe figuracce. Ma queste squadre ProTour che squadre sono?». E sempre nel team di Garzelli va registrato il parere a botta calda del d.s. Bruno Cenghialta. «L’Astana e la Liquigas hanno giocato con il Giro. Poi ognuno è libero in casa sua di fare le valutazioni che crede». Severo anche il giudizio di Marco Bellini (Androni-Diquigiovanni): «Abbiamo tirato per 120 chilometri, e sacrificato tre uomini in fuga. L’Astana si è fermata, andavano a venti all’ora. Se poi la Liquigas pensa di vincere il Giro con Kiserlovski e Agnoli, con tutto il rispetto, vuol dire che il 30 maggio dopo la cronometro di Verona tireranno le somme».

.it

I VIDEO CON LE POLEMICHE DEI D.S. TAPPA IN DIRETTA DALLE 14.40 I video con le polemiche raccolte alla fine della tappa che ha sconvolto la classifica: parlano i d.s. Interviste a Sastre, Basso, Cunego, Nibali e alla maglia rosa Porte. Appuntamento con la telecronaca della corsa in streaming sul web, cellulari e smarthphone a partire dalle 14.40.

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GIOVEDÌ 20 MAGGIO 2010

LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIRO D’ITALIA LA DIFESA DEI BIG

35 R

I Business Partner IBM in volata per il Giro d’Italia

«La strategia non la decido io» Basso sulla fuga: «Faccio quello che mi dicono i tecnici. E a 200 km dall’arrivo non seguo l’istinto» DAL NOSTRO INVIATO

Da sinistra Vincenzo Nibali, 25 anni, e Ivan Basso, 32 BETTINI

CLAUDIO GHISALBERTI 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

L’AQUILA d«Se guardo la classifica mi viene voglia di prendere la borsa e andare a casa. Poi mi viene quasi da ridere: ma con la condizione che ho, posso essere in questa situazione? No. Per fortuna le tappe adatte a me devono ancora cominciare». Ivan Basso è teso, deluso, arrabbiato, ma cerca di non darlo a vedere per non innescare una polemica feroce in casa Liquigas-Doimo.

IL DISTACCO DI BASSO DALLA MAGLIA ROSA Ivan Basso adesso è al 15˚ posto in classifica a 11’49" dalla maglia rosa, l’australiano Richie Porte

abbia mai visto da quando corro, o chiudi in un minuto o diventa tardi». Sembra incredibile che non si sia potuto reagire prima che il distacco diventasse abissale.

Basso, di chi è la responsabilità?

«La responsabilità di una giornata così è un po’ di tutti. Abbiamo sbagliato a sottovalutare quanto stava succedendo. Ora è un gran casino. Per me è un risultato estremamente negativo, peggio di Montalcino che già era stato un disastro».

x Vinokourov x Non è ancora finita

Ma cercare di porre rimedio in corsa non era possibile?

«No, perché è successo tutto in pochissimi chilometri. Siamo entrati in galleria, quelli davanti hanno cominciato a girare e ci siamo trovati subito a 10 minuti. In una situazione del genere, la più strana che

11’49"

È stata una giornata lunga. Tutti gli altri favoriti mi guardavano perché assumessi il comando delle operazioni. Ma non è ancora finita. Adesso devono lavorare gli altri

Garzelli

Una tappa mai vista Mai vista forse una tappa così strana. Ora i favoriti sono Arroyo, Tondo, Sastre. È strano che con Basso e Nibali dietro, la Liquigas non abbia iniziato a lavorare prima

x

«No, calma: la responsabilità tecnica della squadra non è mia. Faccio quello che i tecnici mi dicono».

Scarponi

Ora sono cacchi miei

Solo l’Androni ha corso da grande squadra, gli altri hanno giocato a scaricabarile e non so perché. Adesso sono cacchi del gruppo. E anche miei

x

Evans Tutto è possibile

È dura rientrare quando davanti sono in 60 e dietro meno di 30. Ma le grandi montagne cominciano da sabato. Tutto è possibile, basta pensare a questa tappa

Verrebbe da dire: prima che tutti i buoi scappino dalla stalla, un capitano prende in mano la situazione: manda al diavolo il direttore sportivo in ammiraglia, si leva l’auricolare e decide che cosa fare.

«Sbagliate, non funziona così. E non solo qui alla Liquigas. Prima che con Amadio, ho corso con Ferretti, Riis e Bruyneel. In nessuno di questi team un corridore poteva fare quello che voleva. Nel finale è giusto seguire l’istinto, ma non a oltre 200 km dal traguardo come è capitato in questa occasione». Ma non è strano che i grandi alla deriva non siano neanche stati capaci di trovare un accordo tra loro?

«Ma quale accordo... ma se qui appena scivoli ti attaccano. Siamo al tutti contro tutti».

Intanto il Giro sembra compromesso.

«Questo lo dite voi. È tutto da vedere come andrà a finire. Le mie ambizioni di vittoria non cambiano. Certo che il rischio di avere fatto una frittata c’è. Però se fossi uno spettatore o un tifoso mi chiederei: "Ora come andrà a finire? Come cercheranno la rivincita i big?"». In pratica, sarà spettacolo.


36 R

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GIRO D’ITALIA L’UOMO DEL GIORNO

«Nessun regalo, me lo sono sudato»

LE PAGELLE di LUCA GIALANELLA Arroyo adesso fa paura

Sastre torna in gioco: «Non credevo ai miei occhi. Al posto degli altri, io avrei chiuso subito» DAL NOSTRO INVIATO

CIRO SCOGNAMIGLIO cscognamiglio@gazzetta.it 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

L’AQUILA dRipeteva che la vera

corsa doveva ancora cominciare: tutti a darsi di gomito. Predicava calma e pazienza: inascoltato. Ammoniva su rischi e trappole di ogni singolo chilometro: le solite frasi fatte di chi non sa che pesci pigliare. Invece ha avuto ragione. Ieri mattina Carlos Sastre s’era svegliato a 9’59" dalla maglia rosa Vinokourov; ma poco dopo le cinque della sera nessuno dei più attesi era messo meglio di lui in classifica generale.

Sastre, che cosa è successo? Ci racconta il momento decisivo?

«C’erano tanti attacchi, sono stato l’ultimo ad entrare. Abbiamo cominciato a tirare. Ci hanno riferito che avevamo 6 minuti, poi 10, poi 12. Non ci credevo. Ho detto: "A tutta"». A chi va il merito maggiore di

questo vero e proprio colpo di mano?

«Tra i miei compagni, Gustov e Wyss. Sensazionali, e non esagero. Poi Sky, Caisse d’Epargne, Saxo Bank. Eravamo al posto giusto nel momento giusto. E io sono troppo felice, perché sono rientrato in gioco. Una giornata storica». Lei sta disputando il 22˚ grande giro della carriera. Ne ha mai visto uno così pazzo?

«No, mai. E dire che di esperienza ne ho tanta. Per questo, non chiedetemi ora che cosa può succedere. Non lo so». Però adesso ha 2’49" su Vinokourov e oltre 4’ su Evans, Nibali e Basso. Non pensa siano margini importanti? Si considera il favorito del Giro?

«Con tutte le salite dure che dobbiamo ancora fare? No davvero. E poi sono ad oltre sette minuti dalla maglia rosa di Porte. Davanti a me ci sono altri ottimi corridori». Come ha fatto a non considerarsi spacciato?

«È la mia filosofia di vita. Non perdo mai la convinzione e la sicurezza. E vado avanti giorno per giorno. Non è mai finita finché non è davvero finita». In questo inizio di Giro però si erano rinnovate le critiche al suo modo di correre, sempre troppo indietro in gruppo.

«Signori, io sono venuto qui per puntare al massimo. La verità è questa: quando sono finito a terra ero sempre nelle prime 15 posizioni. Senza parlare delle forature. Me ne sono capitate di tutti i colori. Verso L’Aquila mi sono ripreso qualche cosa. Ma non dite che ho ricevuto un regalo. Ce lo siamo sudato». Si è fatto un’idea di quello che è successo alle sue spalle? Astana e Liquigas-Doimo, soprattutto, sono sotto accusa.

«Non posso saperlo fino in fondo, ognuno ha la sua opinione. Ma vi dico una cosa: se io sono in quella situazione, tutta la squadra si mette a tirare a blocco per me. E da subito».

9

8

8

Sastre

Wiggins

Porte

Si è inventato un capolavoro di 227 km. Ieri mattina aveva 9’59" di svantaggio da Vinokourov, ma adesso lo spagnolo è la maglia rosa virtuale dei big

Con Possoni, Cummings e Barry, l’inglese ha dimostrato di valere il quarto posto del Tour 2009. In una giornata durissima. Ed è tornato in classifica

Il surfista della Tasmania, 25 anni, aveva sfiorato la rosa già nella crono di Amsterdam. Un neoprofessionista in testa al Giro: come Coppi nel 1940

7

4

4

Arroyo

Basso

Vinokourov

Attenzione allo scalatore spagnolo della Caisse d’Epargne, 30 anni, cresciuto alla Once di Manolo Saiz, dove c’era anche Sastre. Sono alleati

Un capitano deve prendersi le responsabilità anche quando dall’ammiraglia arrivano messaggi sbagliati. Doveva cambiare strategia al volo

Aveva la maglia rosa, e il dovere morale di tirare l’inseguimento ai fuggitivi. Ha vinto la mano di poker con la Liquigas, ma alla fine hanno perso entrambi

Carlos Sastre, 35 anni IANUALE

GIRO DI CALIFORNIA

Zabriskie ok: tappa e maglia Armstrong è 12˚ a 27" a

David Zabriskie (Usa, Garmin) ha vinto la 3 tappa del Giro di California, San Francisco-Santa Cruz, e guida la classifica: battuto allo sprint Rogers (Aus), ora 2˚ a 4". Armstrong è 12˚ a 27". A Jarny (Fra) a nella 1 tappa del Circuito della Lorena, Luca Paolini (Acqua&Sapone) ha perso da Hutarovich (Bie).


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GIRO D’ITALIA QUELLI CHE HANNO VINTO

Porte diavolo rosa «È qui la Tasmania»

GIOIA PER DUE

Lo spumante sul podio dopo l’urlo sotto l’acqua

L’australiano leader al primo anno come Coppi «A casa pedalo spesso in condizioni micidiali»

L’AVEVA PROMESSO AL TELEFONO

Petrov fa il colpo dopo 8 anni «Per mia moglie» Il russo era a secco dal 2002 Cataldo sfiora il trionfo in casa DAL NOSTRO INVIATO

Dal nostro inviato

CLAUDIO GREGORI 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

L’AQUILA dUn animale nuovo è

irrotto nel favoloso bestiario del Giro: il Diavolo della Tasmania. Richie Porte assomiglia all’elegante marsupiale, amato dai bimbi. Un eroe da cartoon. Porte ha il dono della simpatia. Con levità ha indossato la maglia rosa. Quarto australiano, dopo McGee nel 2004, Lancaster nel 2005 e Evans dieci giorni fa. Fiore nuovo Richie è un fiore nuovo. Un anno fa era dilettante. Come Fausto Coppi ha conquistato la maglia rosa nell’anno d’esordio al professionismo. «Non riesco a crederci. Mi sto ancora dando i pizzicotti. La maglia rosa era un sogno. Tanto più che ho corso in Italia per tre anni», ha detto. «Un anno fa avevo vinto la crono del GiroBio, battendo di un decimo di secondo Adriano Malori, ora sono maglia rosa. Ho camminato in fretta».

Aborigeno Porte viene da Launceston, Nord della Tasmania. Camera con vista sull’oceano. Un antico villaggio aborigeno. Poi gli aborigeni tasmaniani furono cancellati dai bianchi. Estinti. E i Porte? «I miei antenati arrivarono lì al tempo dei galeotti. So poco di loro. Credo avessero radici francesi». L’Australia era stata trasformata dagli inglesi in colonia penale. Un continente ridotto a prigione. Richie proviene da quel viaggio disperato attraverso l’oceano di due secoli fa. E’ cresciuto felicemente. «Nuoto e triathlon sono stati i miei primi sport. Sono passato al ciclismo nel 2006. Ho conosciuto Michael Wilson, primo tasmaniano a vincere al Giro 28 anni fa battendo Fignon. Suo figlio Josh correva in una squadra italiana. C’era un posto libero e nel 2007 lo hanno dato a me». Con Tafi Entrò con la Monsummanese Bedogni di Andrea Tafi, ultimo vincitore italiano della Roubaix. Tafi avverte: «Porte corre solo da 4 anni, ma ha imparato molte cose. Ha vinto 5

gare l’anno scorso, è un corridore vero. Ha dominato la crono del giro di Romandia, staccando di 26" Valverde. Ho l’impressione che l’abbiamo sottovalutato». Porte aggiunge: «Mi chiedo ancora come ci abbiano lasciati andare. In effetti in carriera molte volte sono riuscito a passare sotto il radar dei grandi senza farmi notare. Spero che continui così». Clima tasmaniano Il maltempo lo ha aiutato. «Era un tipico giorno tasmaniano. Là si pedala spesso in condizioni micidiali. Mi sono trovato a mio agio, è stato splendido», dichiara Porte. Le montagne non lo spaventano. «Sul Terminillo non ho perduto molto (solo 26", ndr). Ci saranno montagne su montagne, vivrò alla giornata. Ho una squadra forte che forse è stata sottovalutata». Porte ha sorriso misurando i distacchi: «Il mio vantaggio è notevole. Forse i grandi hanno commesso un errore». Il Diavolo della Tasmania è un eroe nuovo e stupefacente, apparso in un balenìo di speranza sulla scena del Giro.

MARCO PASTONESI 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

LA MAGLIA ROSA Neoprofessionista australiano di Launceston (Tasmania), 25 anni. Nel 2010 ha vinto la crono al Romandia SUNADA

IL VINCITORE Evgeni Petrov, 31 anni, russo, nel 2000 vinse il Mondiale under 23 sia nella gara in linea sia nella crono BETTINI

L’AQUILA dEvgeni Petrov ha cominciato a pensarci la sera prima: «Mia moglie Anna, al telefono, mi ha chiesto quando avrei vinto, e io ho sparato: "Domani"». Dario Cataldo ha cominciato a pensarci lo scorso inverno: «Quando il Giro è stato svelato, era l’unica tappa abruzzese, e l’arrivo addirittura a L’Aquila».

Siberia Petrov viene dalla Siberia, corre per una squadra russa e abita a Sarzana: «L’Italia è la mia seconda patria». Cataldo viene da Lanciano, Abruzzo, corre per una squadra belga e abita a Miglianico, Abruzzo: «Conosco queste strade, mi alleno qui da quando ho 14 anni, è la mia gente, ne ho condiviso sisma e disagi». Petrov era un campioncino, è diventato un gregario: «Non vincevo dal 2002. Adesso devo aiutare i capitani». Cataldo era un campioncino, è diventato un outsider: «Fatico, mi sacrifico, e sogno». Petrov ci aveva già provato: «Non avevo trovato la fuga giusta». Cataldo ci aveva già provato: «Tappa di Bitonto, 210 km di fuga». A Petrov è andata bene, 1o: «Ho trovato la fuga giusta, ci ho creduto». A Cataldo quasi, 2o: «Sono scattato in salita, per far selezione. Conoscevo la discesa, pericolosa. Nell’ultimo chilometro ho trovato uno che aveva più gambe di me». Petrov è felice: «Dedico la vittoria a mia moglie Anna». Cataldo ha la malinconia del primo dei battuti: «Ho fatto quello che potevo. Ci riproverò. Più in là».


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GIRO D’ITALIA LA GUIDA ORDINE D'ARRIVO

«Graziati» ben 42 ritardatari

La giuria, considerate le avverse condizioni meteo e la difficoltà della tappa, ha ammesso in classifica anche i 42 corridori arrivati con 46’31" di ritardo, ufficialmente fuori tempo massimo (39’33").

POS. CORRIDORE 1

TEMPO

Evgeni PETROV

Rus, Katusha 264 km in 6.28’29", media 40,773; abb. 20" 2

CATALDO (ITA) a 5", abb. 12"

3

SASTRE (SPA)

abb. 8"

4

WIGGINS (GB)

a 7"

5

EFIMKIN A. (RUS)

6

GERDEMANN (GER)

7

PINEAU (FRA)

8

ARROYO (SPA)

9

TONDO (SPA)

22 KIRYIENKA (BIE)

a 1’10"

45 SCARPONI (ITA)

23 TROFIMOV (RUS)

a 1’22"

46 CUNEGO (ITA)

24 RUSS (GER)

a 1’37"

47 GADRET (FRA)

25 DIDIER (LUS)

a 2’10"

48 GARZELLI (ITA)

26 AGNOLI (ITA)

49 NIBALI (ITA)

27 CHEULA (ITA)

50 PINOTTI (ITA)

28 HORRACH (SPA)

51 MOLLEMA (OLA)

29 BONO (ITA)

52 EVANS (AUS)

30 POZZOVIVO (ITA)

53 VINOKOUROV (KAZ)

31 MILLAR (GB) a 2’17"

33 DONATI (ITA)

11 KISERLOVSKI (CRO)

a 18"

12 SERPA (COL)

a 2’47"

34 SÖRENSEN C. (DAN) a 2’54", abb. 6" 35 WYSS M. (SVI)

a 3’58"

68 TSCHOPP (SVI)

90 KRIVTSOV (UCR)

113 EIBEGGER (AUT)

136 VELO (ITA)

159 BELLETTI (ITA)

69 JEANNESSON (FRA) a 14’39", abb. 2"

91 KAISEN (BEL)

114 BRANDLE (AUT)

137 WEYLANDT (BEL)

160 MEYER (AUS)

92 FÖRSTER (GER)

115 ZANDIO (SPA)

138 HAEDO (ARG)

161 WYSS D. (SVI)

93 BERTAGNOLLI (ITA)

116 LEWIS (USA)

139 ROBERTS (AUS)

162 BLOT (FRA)

94 VOSS (GER)

117 REDA (ITA)

140 CAPELLI (ITA)

163 BOBRIDGE (AUS)

95 STAMSNIJDER (OLA)

118 SCHÄR (SVI)

141 DEAN (N.ZEL)

164 HAYMAN (AUS)

96 RASCH (NOR)

119 MORENO (SPA)

142 FARRAR (USA)

165 CLAUDE (FRA)

97 SABATINI (ITA)

120 KING (USA)

143 SPEZIALETTI (ITA)

98 BONNET (FRA)

121 KIREYEV (KAZ)

144 FLENS (OLA)

99 STALDER (SVI)

122 ENGELS (OLA)

145 RABON (R.CEC)

100 MARANGONI (ITA)

123 SZMYD (POL)

146 SARMIENTO (COL)

70 FOUCHARD (FRA)

a 12’45"

a 15’59"

71 GRIVKO (UCR)

a 17’17"

72 BERTOGLIATI (SVI)

a 17’23"

73 VANOTTI (ITA)

a 17’25"

74 DALL’ANTONIA (ITA)

a 19’17"

75 GUSTOV (UCR) a 34’35", abb. 4"

54 BASSO (ITA)

32 MARTIN (IRL)

10 BAKELANDTS (BEL)

a 12’42"

76 HENDERSON (N.ZEL)

55 KARPETS (RUS)

a 36’11"

77 WURF (AUS) 78 LASTRAS (SPA)

101 KLIMOV (RUS)

124 MARZANO (ITA)

147 FOTHEN M. (GER)

57 POZZATO (ITA)

79 ALBASINI (SVI)

102 BERTOLINI (ITA)

125 CUESTA (SPA)

148 SUTTON (AUS)

103 MAZZANTI (ITA)

126 LOOSLI (SVI)

149 LE FLOCH (FRA)

a 12’54"

80 STANGELJ (SLO)

a 12’58"

81 OCHOA (VEN)

a 36’24"

104 BOOKWALTER (USA)

127 FISCHER (BRA)

150 TUFT (CAN)

59 LARSSON (SVE)

14 MAYOZ (SPA)

a 23"

37 CARUSO (ITA)

a 4’43"

60 SAMOILAU (BIE)

82 LLOYD M. (AUS)

a 37’37"

105 MORKOV (DAN)

128 DUQUE (COL)

151 VAN EMDEN (OLA)

61 CIONI (ITA)

83 FACCI (ITA)

a 38’36"

106 IGNATIEV (RUS)

129 RIGHI (ITA)

152 RAVARD (FRA)

84 JUFRE (SPA)

a 39’01"

107 BISOLTI (ITA)

130 REYNES (SPA)

85 HINAULT (FRA)

a 39’27"

108 KONOVALOVAS (LIT)

a 39’30"

16 ARDILA CANO (COL)

a 26"

39 POSSONI (ITA)

a 5’03"

62 TOSATTO (ITA)

17 MONCOUTIE (FRA)

a 31"

40 CUMMINGS (GB)

a 7’25"

63 CUSIN (FRA)

41 LOSADA (SPA)

a 12’13"

64 CANUTI (ITA)

a 13’09"

86 LANG (GER)

42 GAUDIN (FRA)

a 12’39"

65 SÖRENSEN N. (DAN)

a 13’30"

43 BARRY (CAN)

66 MIHOLJEVIC (CRO)

44 GOSS (AUS)

67 LUND (DAN)

18 DE GREEF (BEL) 19 DUPONT (FRA)

a 41"

20 CODOL (ITA) 21 KRUIJSWIJK (OLA)

a 53"

POS. CORRIDORE

TEMPO

POS. CORRIDORE

a 52’01"

114 GREIPEL (GER)

a 1.36’25"

58 WYSS M. (SVI)

a 52’51"

115 MONIER (FRA)

a 1.36’39"

2

ARROYO (SPA)

a 1’42"

59 GOSS (AUS)

a 53’10"

116 VAN EMDEN (OLA)

a 1.36’47"

3

KISERLOVSKI (CRO)

a 1’56"

60 BERTOGLIATI (SVI)

a 54’06"

117 BELLETTI (ITA)

a 1.37’25"

4

TONDO (SPA)

a 3’54"

61 MORENO (SPA)

a 55’18"

118 SABATINI (ITA)

a 1.37’35"

5

AGNOLI (ITA)

a 4’41"

62 MARTIN (IRL)

a 56’05"

119 MARANGONI (ITA)

a 1.37’41"

6

EFIMKIN A. (RUS)

a 5’16"

63 SAMOILAU (BIE)

a 58’35"

120 KAISEN (BEL)

7

GERDEMANN (GER)

a 5’34"

64 RODRIGUEZ JA. (VEN) a 59’57"

121 FARRAR (USA)

a 1.00’36"

122 STAMSNIJDER (OLA) a 1.38’59"

SASTRE (SPA)

a 7’09"

9

DIDIER (LUS)

rit. MANDRI (EST)

154 ELIJZEN (OLA)

rit. SANTAMBROGIO (ITA)

109 ROELS (GER)

132 GREIPEL (GER)

155 ARASHIRO (GIA)

rit. GASPAROTTO (ITA)

87 FAILLI (ITA)

110 LLOYD D. (GB)

133 HONDO (GER)

156 SIJMENS (BEL)

rit. LODDO (ITA)

a 13’42"

88 SIMONI (ITA)

111 TURPIN (FRA)

134 ANDRIOTTO (ITA)

157 BODNAR (POL)

rit. IGLINSKIY (KAZ)

a 13’57"

89 RODRIGUEZ JA. (VEN)

112 MONIER (FRA)

135 CORTI (ITA)

158 BUFFAZ (FRA)

rit. DYACHENKO (KAZ)

a 1.38’02"

a 7’24"

66 MONCOUTIE (FRA)

a 1.00’47"

123 MARZANO (ITA)

a 1.39’57"

10 WIGGINS (GB)

a 8’14"

67 SARMIENTO (COL)

a 1.01’30"

124 BUFFAZ (FRA)

a 1.40’24"

11 BAKELANDTS (BEL)

a 8’35"

68 OCHOA (VEN)

a 1.02’45"

125 HAEDO (ARG)

a 1.40’31"

a 9’58"

69 FAILLI (ITA)

a 1.03’09"

126 CAPELLI (ITA)

a 1.40’48" a 1.40’56"

12 VINOKOUROV (KAZ) 13 EVANS (AUS)

a 11’10"

70 TOSATTO (ITA)

a 1.03’18"

127 KRIIT (EST)

14 NIBALI (ITA)

a 11’28"

71 CHEULA (ITA)

a 1.05’29"

128 ELIJZEN (OLA)

a 1.41’13"

129 SIEBERG (GER)

a 1.41’57"

130 SIMONI (ITA)

a 1.42’24"

131 MCEWEN (AUS)

a 1.43’02"

15 BASSO (ITA)

a 11’49"

72 LANG (GER)

a 1.05’45"

16 PINOTTI (ITA)

a 12’15"

73 CANUTI (ITA)

a 1.05’59"

17 DE GREEF (BEL)

a 12’21"

74 RUSS (GER)

a 1.07’04"

18 KARPETS (RUS)

a 12’32"

75 DALL'ANTONIA (ITA) a 1.07’43"

19 GARZELLI (ITA)

a 12’42"

76 BONO (ITA)

a 1.09’52"

20 CUNEGO (ITA)

a 13’03"

77 TURPIN (FRA)

a 1.10’11"

21 SCARPONI (ITA)

a 13’04"

78 SÖRENSEN N. (DAN) a 1.10’31"

22 CATALDO (ITA)

a 13’22"

79 CUSIN (FRA)

23 PETROV (RUS)

a 15’34"

80 HENDERSON (N.ZEL) a 1.12’06"

24 MOLLEMA (OLA)

a 16’03"

81 BONNET (FRA)

25 MAYOZ (SPA)

a 16’14"

82 JEANNESSON (FRA) a 1.15’18"

26 WEENING (OLA)

a 17’38"

83 LUND (DAN)

a 1.16’58"

27 ARDILA CANO (COL)

a 18’47"

84 GUSTOV (UCR)

a 1.17’05"

28 MILLAR (GB)

a 18’48"

85 FÖRSTER (GER)

a 1.18’07"

29 SERPA (COL)

a 20’45"

86 BISOLTI (ITA)

a 1.18’26"

30 CIONI (ITA)

a 21’08"

87 MAZZANTI (ITA)

a 1.20’02"

31 MIHOLJEVIC (CRO)

a 21’46"

88 WURF (AUS)

a 1.21’37"

32 GADRET (FRA)

a 21’54"

89 LLOYD M. (AUS)

a 1.22’59"

33 DUPONT (FRA)

a 25’07"

90 BOOKWALTER (USA) a 1.23’04"

34 TSCHOPP (SVI)

a 29’00"

91 KIREYEV (KAZ)

a 1.23’48"

35 BARRY (CAN)

a 33’29"

92 DUQUE (COL)

a 1.24’01"

36 CODOL (ITA)

a 33’46"

93 KLIMOV (RUS)

a 1.24’19"

37 SÖRENSEN C. (DAN)

a 35’12"

94 HINAULT (FRA)

a 1.24’23"

38 HORRACH (SPA)

a 35’42"

95 HONDO (GER)

a 1.25’03"

39 KRUIJSWIJK (OLA)

a 37’47"

96 RIGHI (ITA)

a 1.25’40"

40 CARUSO (ITA)

a 38’02"

97 ZANDIO (SPA)

a 1.26’01"

41 POZZATO (ITA)

a 38’10"

98 STANGELJ (SLO)

a 1.27’01"

156 IGNATIEV (RUS)

42 AMADOR (C.RICA)

a 39’48"

99 STALDER (SVI)

a 1.27’40"

157 SPEZIALETTI (ITA)

a 1.57’49"

43 POSSONI (ITA)

a 42’10"

100 STORTONI (ITA)

a 1.28’32"

158 BODNAR (POL)

a 1.57’59"

44 GRIVKO (UCR)

a 43’06"

101 SZMYD (POL)

a 1.29’17"

159 RABON (R.CEC)

a 1.58’31"

45 POZZOVIVO (ITA)

a 43’15"

102 KRIVTSOV (UCR)

a 1.30’11"

160 ANDRIOTTO (ITA)

a 1.59’26"

46 KIRYIENKA (BIE)

a 43’54"

103 VELO (ITA)

a 1.30’39"

161 LE FLOCH (FRA)

a 1.59’29"

47 EIBEGGER (AUT)

a 44’29"

104 CUESTA (SPA)

a 1.30’41"

162 SUTTON (AUS)

a 2.00’31"

48 VOECKLER (FRA)

a 44’32"

105 LOOSLI (SVI)

a 1.31’39"

163 FACCI (ITA)

a 2.02’10"

106 ROELS (GER)

a 1.32’56"

164 PIRAZZI (ITA)

a 2.02’32"

49 URAN (COL)

a 1.11’13"

a 1.13’52"

132 MORKOV (DAN)

a 1.43’49"

133 FISCHER (BRA)

a 1.44’50"

134 WEYLANDT (BEL)

a 1.45’16"

135 LASTRAS (SPA)

a 1.45’26"

136 REDA (ITA)

a 1.46’40"

137 FROOME (KEN)

a 1.46’57"

138 BERTOLINI (ITA)

a 1.47’12"

139 KING (USA)

a 1.47’47"

140 RAVARD (FRA)

a 1.48’54"

141 VOSS (GER)

a 1.49’02"

142 WYSS D. (SVI)

a 1.49’09"

143 SCHÄR (SVI)

a 1.49’18"

144 ENGELS (OLA)

a 1.49’50"

145 BROWN (AUS)

a 1.50’26"

146 ROBERTS (AUS)

a 1.50’38"

147 FLENS (OLA)

a 1.53’06"

148 ARASHIRO (GIA)

a 1.53’31"

149 GAUDIN (FRA)

a 1.53’33"

150 CLAUDE (FRA)

a 1.53’55"

151 ALBASINI (SVI)

a 1.54’01"

153 REYNES (SPA)

a 1.54’23"

154 TUFT (CAN)

a 1.54’25"

a 1.56’15"

a 46’03"

107 LEWIS (USA)

a 1.33’50"

165 SIJMENS (BEL)

a 2.02’36"

a 47’19"

108 FOUCHARD (FRA)

a 1.34’25"

166 RASCH (NOR)

a 2.04’40"

52 LARSSON (SVE)

a 48’22"

109 LLOYD D. (GB)

a 1.35’09"

167 MEYER (AUS)

a 2.13’59"

53 CUMMINGS (GB)

a 49’47"

110 BERTAGNOLLI (ITA) a 1.35’13"

168 FRAPPORTI (ITA)

a 2.14’35"

54 PINEAU (FRA)

a 49’57"

111 FOTHEN M. (GER)

169 BLOT (FRA)

a 2.17’06"

55 DONATI (ITA)

a 50’21"

112 BRANDLE (AUT)

56 WEGELIUS (GB)

a 51’55"

113 HAYMAN (AUS)

CLASSIFICA DI TAPPA: 1. Evgeni PETROV (Rus, Katusha) 25 punti; 2. Cataldo 20; 3. Sastre (Spa) 16; 4. Wiggins (GB) 14; 5. A.Efimkin (Rus) 12; 6. Gerdemann (Ger) 10; 7. Pineau (Fra) 9; 8. Arroyo (Spa) 8; 9. C.Sörensen (Dan) 8; 10. Tondo (Spa) 7; 11. Bakelandts (Bel) 6; 12. Gustov (Ucr) 6. CLASSIFICA GENERALE: 1. Tyler FARRAR (Usa, Garmin) 59 punti; 2. Evans (Aus) 52; 3. Pineau (Fra) 48; 4. Goss (Aus) 47; 5. Vinokourov (Kaz) 47; 6. Förster (Ger) 47; 7. Wiggins (GB) 39; 8. Petrov (Rus) 39; 9. C.Sörensen (Dan) 37; 10. Sabatini 36.

a 1.36’09"

A Porto Recanati la volata è poesia

155 KONOVALOVAS (LIT) a 1.54’32"

51 JUFRE (SPA)

a 1.35’57"

OGGI 12ª TAPPA SU RAI3 DALLE 15.15

152 DEAN (N.ZEL)

50 LOSADA (SPA)

A PUNTI

rit. PEDERSEN (DAN)

131 SIEBERG (GER)

TEMPO

57 TROFIMOV (RUS)

8

rit. BLYTH (GB)

a 46’31"

RITIRATI ANCHE GASPAROTTO E SANTAMBROGIO

Richie PORTE (AUS) Astana, km 1.900,4 in 45.30’16" media 41,762 km/h

65 VANOTTI (ITA)

rit. ROHREGGER (AUT)

153 FRAPPORTI (ITA)

a 13’05"

Il giovane della Liquigas-Doimo è l’unico italiano fra i primi dieci della generale. Il compagno di squadra Nibali è 14˚ a 11’28", tallonato da Basso: 15˚ a 11’49". TEMPO

rit. HANSEN (AUS)

a 4’24"

38 AMADOR (C.RICA)

170 PIRAZZI (ITA)

rit. LOUDER (USA)

36 WEGELIUS (GB)

15 VOECKLER (FRA)

169 BROWN (AUS)

171 MCEWEN (AUS)

a 21"

È Agnoli il migliore italiano: 5˚ a 4’41"

1

168 STORTONI (ITA)

13 PORTE (AUS)

CLASSIFICA GENERALE

POS. CORRIDORE

167 FROOME (KEN)

56 URAN (COL)

58 WEENING (OLA)

166 KRIIT (EST)

170 CORTI (ITA)

a 2.19’31"

171 BOBRIDGE (AUS)

a 2.23’25"

MONTAGNA

CLASSIFICA DI TAPPA: 1. Matthew LLOYD (Aus, Omega Pharma-Lotto) 13 punti; 2. Tondo (Spa) e Bakelandts (Bel) 10; 4. Pozzovivo 6; 5. De Greef (Bel) 2. CLASSIFICA GENERALE: 1. Matthew LLOYD (Aus, Omega Pharma-Lotto) 29 punti; 2. Tondo (Spa) 16; 3. C.Sörensen (Dan) 15; 4. Bakelandts (Bel) 10; 5. Voss (Ger) 10; 6. Stortoni 10; 7. Bertogliati (Svi) 8; 8. Pozzovivo 6; 9. Vinokourov (Kaz) 5; 10. Pirazzi 5; 11. Petrov (Rus) 5; 12. Flens (Ola) 4; 13. Wegelius (GB) 3; 14. Hinault (Fra) 3; 15. Evans (Aus) 3; 16. Arashiro (Gia) 3; 17. De Greef (Bel) 2; 18. Serpa (Col) 2.

Dall’Abruzzo alle Marche, costeggiando l’Adriatico: è la 12ª tappa del Giro, la Città Sant’Angelo-Porto Recanati di 206 km, uno degli ultimi traguardi per velocisti. Ritrovo alle 10.35 in piazzetta Village, a Città Sant’Angelo, da dove i corridori partiranno alle 12.05. Arrivo in corso Matteotti a Porto Recanati tra le 17 e le 17.30. È una frazione prevalentemente pianeggiante. Dal km 120 al km 170 si supera una serie di saliscendi, con il traguardo volante a Monte San Giusto (km 133,1) e un Gpm di 3ª categoria a Macerata (km 150,9). Al km 180,9 primo passaggio sul traguardo per effettuare un giro in circuito di 25,9 km. A 11,7 km dall’arrivo, è posto un secondo Gpm di 3ª categoria, ai 188 metri di Potenza Picena. METEO Molto variabile, con pioggia e schiarite. Temperatura tra i 15˚ e i 18˚. IN TV Diretta dalle 14.40 su Gazzetta.it, dalle 14.45 su Eurosport e dalle 15.15 su Rai3.

FAST TEAM

CLASSIFICA DI TAPPA: 1. CERVELO 19.29’37"; 2. Omega Pharma-Lotto a 52"; 3. Saxo Bank a 1’15". CLASSIFICA GENERALE: 1. SAXO BANK 135.24’13"; 2. Liquigas-Doimo a 6’42"; 3. Omega Pharma-Lotto a 13’31"; 4. Rabobank a 15’44".

BMC RACING TEAM D.S.: Lelangue 1 EVANS 2 BOOKWALTER 3 KOHLER 4 LOUDER 5 SANTAMBROGIO 6 MURPHY 7 SCHÄR 8 STALDER 9 WYSS D.

Aus Usa Svi Usa Ita Usa Svi Svi Svi

ACQUA&SAPONE D’ANGELO ANTENUCCI D.S.: Cenghialta 11 GARZELLI 12 ANDRIOTTO 13 CODOL 14 DONATI 15 FAILLI 16 MASCIARELLI A. 17 MASCIARELLI F. 18 MIHOLJEVIC 19 SARMIENTO

Ita Ita Ita Ita Ita Ita Ita Cro Col

AG2R LA MONDIALE D.S.: Kasputis 21 BONNAFOND 22 DUPONT 23 EFIMKIN A. 24 GADRET 25 HINAULT 26 KRIVTSOV 27 MANDRI 28 RAVARD 29 TURPIN

Fra Fra Rus Fra Fra Ucr Est Fra Fra

ANDRONI GIOCATTOLI DIQUIGIOVANNI D.S.: Savio 31 SCARPONI 32 BERTAGNOLLI 33 BERTOLINI 34 BERTOGLIATI 35 LODDO 36 OCHOA 37 RODRIGUEZ JA. 38 SERPA 39 WURF

Ita Ita Ita Svi Ita Ven Ven Col Aus

ASTANA D.S.: Sheffer 41 VINOKOUROV 42 TIRALONGO 43 GASPAROTTO 44 GRIVKO 45 JUFRE 46 KIREYEV 47 IGLINSKIY 48 STANGELJ 49 DYACHENKO

GARMIN-TRANSITIONS D.S.: White 111 MILLAR 112 VANDEVELDE 113 FARRAR 114 BOBRIDGE 115 DEAN 116 FISCHER 117 MARTIN 118 MEYER 119 TUFT

Kaz Ita Ita Ucr Spa Kaz Kaz Slo Kaz

BBOX BOUYGUES TELECOM D.S.: Rodriguez J.F. 51 VOECKLER 52 ARASHIRO 53 BONNET 54 CHARTEAU 55 CLAUDE 56 GAUDIN 57 LE FLOCH 58 TROFIMOV 59 TSCHOPP

LAMPRE-FARNESE VINI D.S.: Bontempi 121 CUNEGO 122 PETACCHI 123 SIMONI 124 BONO 125 HONDO 126 MARZANO 127 LOOSLI 128 RIGHI 129 SPEZIALETTI

Ita Ita Ita Ita Ger Ita Svi Ita Ita

Fra Gia Fra Fra Fra Fra Fra Rus Svi

LIQUIGAS-DOIMO D.S.: Zanatta 131 BASSO 132 NIBALI 133 AGNOLI 134 BODNAR 135 DALL’ANTONIA 136 KISERLOVSKI 137 SABATINI 138 SZMYD 139 VANOTTI

Ita Ita Ita Pol Ita Cro Ita Pol Ita

OMEGA PHARMA-LOTTO D.S.: Damiani 141 LANG 142 BAKELANDTS 143 BLYTH 144 DE GREEF 145 ELIJZEN 146 KAISEN 147 LLOYD M. 148 MORENO 149 WEGELIUS

Ger Bel GB Bel Ola Bel Aus Spa GB

CAISSE D’EPARGNE D.S.: Stephens 61 BRUSEGHIN 62 AMADOR 63 ARROYO 64 JEANNESSON 65 KIRYIENKA 66 LASTRAS 67 LOSADA 68 URAN 69 ZANDIO CERVELO TEST TEAM D.S.: Mauduit 71 SASTRE 72 CUESTA 73 GUSTOV 74 KING 75 KONOVALOVAS

Ita C.Rica Spa Fra Bie Spa Spa Col Spa

Spa Spa Ucr Usa Lit

76 77 78 79

LLOYD D. WYSS M. RASCH TONDO

COFIDIS LE CREDIT EN LIGNE D.S.: Quilfen 81 MONCOUTIE 82 BLOT 83 BUFFAZ 84 CUSIN 85 DUQUE 86 FOUCHARD 87 KRIIT 88 SIJMENS 89 MONIER

GB Svi Nor Spa

154 155 156 157 158 159

Fra Fra Fra Fra Col Fra Est Bel Fra

RABOBANK D.S.: Dekker 161 KRUIJSWIJK 162 ARDILA CANO 163 BROWN 164 FLENS 165 KOZONTCHUK 166 STAMSNIJDER 167 MOLLEMA 168 VAN EMDEN 169 WEENING

COLNAGO-CSF INOX D.S.: Reverberi 91 POZZOVIVO 92 BELLETTI 93 MODOLO 94 BISOLTI 95 CANUTI 96 FRAPPORTI 97 MARANGONI 98 STORTONI 99 PIRAZZI

Ita Ita Ita Ita Ita Ita Ita Ita Ita

FOOTON-SERVETTO D.S.: Zanini 101 CAPELLI 102 BRANDLE 103 CAPECCHI 104 CHEULA 105 EIBEGGER 106 MAYOZ 107 CORTI 108 MERLO 109 PEDERSEN

Ita Aut Ita Ita Aut Spa Ita Ita Dan

QUICKSTEP D.S.: Bramati 151 CATALDO 152 ENGELS 153 FACCI

GIOVANI

CLASSIFICA GENERALE: 1. Richie PORTE (Aus, Saxo Bank) 45.30’16"; 2. Kiserlovski (Cro) a 1’56"; 3. Agnoli a 4’41"; 4. Bakelandts (Bel) a 8’35"; 5. De Greef (Bel) a 12’21"; 6. Cataldo a 13’22"; 7. Mollema (Ola) a 16’03"; 8. Kruijswijk (Ola) a 37’47"; 9. Amador (C.Rica) a 39’48"; 10. Uran (Col) a 44’32"; 11. M.Wyss (Svi) a 52’51"; 12. Goss (Aus) a 53’10"; 13. Martin (Irl) a 56’05"; 14. Samoilau (Bie) a 58’35"; 15. Ja. Rodriguez (Ven) a 59’57"; 16. Sarmiento (Col) a 1.01’30"; 17. Canuti a 1.05’59"; 18. Cusin (Fra) a 1.11’13"; 19. Jeannesson (Fra) a 1.15’18"; 20. Lund (Dan) a 1.16’58"; 21. Bisolti a 1.18’26".

GB Usa Usa Aus N.Zel Bra Irl Aus Can

PINEAU REDA SAMOILAU TOSATTO VELO WEYLANDT

SKY PROFESSIONAL CYCLING TEAM D.S.: Yates 171 WIGGINS 172 BARRY 173 CIONI 174 CUMMINGS 175 FROOME 176 HAYMAN 177 HENDERSON 178 POSSONI 179 SUTTON TEAM HTC-COLUMBIA D.S.: Piva 181 GREIPEL 182 PINOTTI 183 ALBASINI 184 GOSS 185 HANSEN 186 LEWIS 187 RABON 188 REYNES 189 SIEBERG

Fra Ita Bie Ita Ita Bel

Ola Col Aus Ola Rus Ola Ola Ola Ola

GB Can Ita GB Ken Aus N.Zel Ita Aus

Ger Ita Svi Aus Aus Usa R.Cec Spa Ger

TEAM KATUSHA D.S.: Parsani 191 POZZATO 192 KARPETS 193 MCEWEN 194 CARUSO 195 HORRACH 196 IGNATIEV 197 MAZZANTI 198 PETROV 199 KLIMOV

Ita Rus Aus Ita Spa Rus Ita Rus Rus

TEAM MILRAM D.S.: Henn 201 GERDEMANN 202 FÖRSTER 203 FOTHEN M. 204 ROBERTS 205 ROELS 206 ROHREGGER 207 RUSS 208 VOSS 209 WEGMANN

Ger Ger Ger Aus Ger Aut Ger Ger Ger

TEAM SAXO BANK D.S.: Schmidt 211 LUND 212 COOKE 213 SÖRENSEN C. 214 SÖRENSEN N. 215 LARSSON 216 DIDIER 217 HAEDO 218 MORKOV 219 PORTE

Dan Aus Dan Dan Sve Lus Arg Dan Aus

Ita Ola Ita

Carovana rosa: gli orari di oggi Città S.Angelo Vill. 10.55, Roseto 12, S.Benedetto 12.51, Civitanova 13.57, Macerata 14.51, P.Recanati 15.36

SQUADRE

CLASSIFICA DI TAPPA: 1. QUICKSTEP 33 punti; 2. Cervelo 30; 3. Katusha 20; 4. Ag2r La Mondiale 18; 5. Team Sky 17; 6. Milram 15; 7. Omega Pharma-Lotto 14; 8. Caisse d’Epargne 13; 9. Liquigas-Doimo 10; 10. AndroniDiquigiovanni 9. CLASSIFICA GENERALE: 1. HTC-COLUMBIA 164 punti; 2. Garmin 156; 3. Saxo Bank 145; 4. Milram 143; 5. Team Sky 138; 6. Liquigas-Doimo 137; 7. Katusha 132; 8. Rabobank 126; 9. Lampre 122; 10. Ag2r La Mondiale 116; 11. Quickstep 116; 12. Omega Pharma-Lotto 108.


GIOVEDÌ 20 MAGGIO 2010

LA GAZZETTA DELLO SPORT

PORTFOLIO ROSA

Cinque fotografi in cerca di Giro: 2: ALBERTO GIULIANI

Trova il Business Partner più vicino sul sito: ibm.com/it/giro

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L’Aquila in bici

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CHI È

S

1

Alberto Giuliani, 34 anni, è nato a Pesaro. Inizia a fotografare nel 1987 e nel 1993 comincia a lavorare come professionista. Dal 1995 al 2009 viene rappresentato dall’agenzia Grazia Neri. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Leica di quest’anno per il reportage, in collaborazione, tra gli altri, con Roberto Saviano. È cofondatore dell’agenzia LUZphoto

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TECNICA

L’AUTORE DI QUESTE FOTO

«I corridori sono eroi asciugati dalla fatica e bagnati dal tempo» In giro per il Giro ci sono 5 giovani talenti della fotografia italiana: 10 occhi in più per raccontare la corsa. Dopo Davide Monteleoni, continuiamo con Alberto Giuliani che ha seguito la tappa di ieri. DAL NOSTRO INVIATO

MARCO PASTONESI 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

3

1 Verso L’Aquila, i corridori attraversano un’area che porta ancora evidenti i segni del terremoto dell’aprile 2009. 2 Tanti bambini fra i tifosi che hanno applaudito i corridori lungo il percorso. 3 Uno striscione che sprona la città dell’Aquila a risollevarsi e a tornare a volare. 4 Le bellezze del Giro d’Italia mostrano il trofeo che sarà assegnato a Verona al vincitore della corsa. 5 La fatica dipinta sul volto di David Arroyo, che dopo la tappa di ieri è salito al secondo posto della generale. GIULIANI

4

Per gli scatti al Giro d’Italia, Alberto Giuliani ha utilizzato una Canon Eos 5D, con ottiche 35mm e 50mm, e tempi d’esposizione intorno al 1/2000 sec

L’AQUILA dUna giornata parti-

colare: lunga, quasi eterna, faticosa, quasi sfinente, e fradicia, quasi insopportabile. Ma seducente, affascinante, unica, quasi troppo. Anche per chi si riempie la vita di altre vite, anche per chi si costruisce una storia con altre storie, anche per chi di mestiere guarda e racconta, scopre e scatta. Fotografie. Alberto Giuliani ha 34 anni, è nato a Pesaro su una strada attraversata decine di volte dal Giro d’Italia, vedendolo passare ma senza immaginare che poi lo avrebbe guardato e raccontato, scoperto e scattato. In una giornata particolare, quella di ieri. «Prima in macchina, poi in moto», racconta Giuliani, stavolta a parole e non a foto. Spettacolo Una corsa fatta di uomini e donne, spettatori che aspettano lo spettacolo: «Gli

operai fuori dalle fabbriche, i bambini davanti alle scuole, gli insegnanti che per non perdere d’occhio i bambini rischiano di perdere d’occhio i corridori, i preti fra la gente, i salumieri sull’uscio delle botteghe, i papà con i figli, i papà con i nonni, i vecchi seduti al bar, e i giovani, tanti, imprevisti. E tutti colti, rapiti, sorpresi nel momento dell’attesa». Una corsa fatta di luoghi nascosti, trascurati, dimenticati: «Strade locali, secondarie, provinciali. L’Italia delle province, l’Italia che non è Roma né Milano, dunque quella spesso tagliata fuori da tv e giornali, e che pure è la più vera. Una terra di nessuno, un non luogo, cui il Giro restituisce dignità e vita». Eroi Una corsa fatta di eroi: «I corridori, asciugati dalla fatica e bagnati dal tempo. E tutti quelli, anonimi, che lavorano intorno, dietro, prima e dopo i corridori». Giuliani, che negli ultimi tre anni e mezzo si è occupato quasi soltanto di mafie (suo il libro fotografico «Malacarne», con collaborazioni, fra gli altri, di Saviano e Corrias), vive l’entusiasmo di chi scopre che «la gente ama il Giro, e questo è un tesoro enorme». Una giornata particolare? Di più: felice.


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GIOVEDÌ 20 MAGGIO 2010

LA GAZZETTA DELLO SPORT

OLIMPIADI LA SCELTA DEL CONI il punto di RUGGIERO PALOMBO

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Verdetto logico La Lega ha avuto il federalismo... Il politichese che pesa di più, nella giornata di Roma olimpica, è quello di Palazzo Chigi: «I sottosegretari (Letta e Crimi, ndr), compiacendosi per l’ottimo lavoro svolto e per la documentazione ricca e dettagliata, hanno preso l’impegno di portare tempestivamente a conoscenza del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi l’intero dossier». Una benedizione in piena regola, che smorza sul nascere i venti di guerra provenienti dalla Laguna di Venezia. Quello che più colpisce, del verdetto annunciato di ieri, è infatti la reazione sostanzialmente composta degli sconfitti. In un Paese dove di solito si procede a colpi dialettici di bazooka, quelli che Venezia ha riservato a «Roma ladrona» non sono stati confetti, ma poteva andare molto peggio. Silente Bossi, misurato Zaia, i colpi bassi li hanno tirati il sindaco di Venezia Orsoni, che con doti degne di un equilibrista ha poi flirtato all’insegna del fairplay col sindaco di Roma Alemanno, e il presidente dell’Aeroclub Giuseppe Leoni, senatore della Lega e (come il celebre soldato giapponese) unico membro del Consiglio Nazionale ad avere espresso voto contrario a Roma. Due fattori hanno contribuito al buon esito di un’operazione che i vertici del Coni hanno condotto con consumata abilità, dentro e fuori i loro Palazzi: 1. Sul fronte del Governo, il provvidenziale via libera della Bicamerale per l’attuazione del federalismo caro alla Lega, che oggi troverà riscontro in Consiglio dei ministri col primo decreto attuativo della legge delega. Nello stesso giorno in cui perde una candidatura olimpica, a Roma Bossi trova un tesoro. 2. Sul fronte dello sport, lo straordinario tempismo con cui proprio ieri, nel prologo che il Consiglio Nazionale ha riservato all’ordinaria amministrazione, è arrivata via Petrucci la lieta novella per le federazioni: di quel 20% di contributi per l’anno 2010 che erano stati congelati (e avevano scatenato tumulti) eccone sbloccati e assegnati un cospicuo 17%. Il consenso talvolta sboccia spontaneo. Al di là di queste osservazioni, il verdetto non ammette discussioni. A determinarlo è stata una commissione che ha raccolto quanto a classe dirigenziale tutti i numeri uno dello sport italiano. Chi altri avrebbe dovuto pronunciarsi? Non è casuale che ad aprire e chiudere il dibattito siano stati Franco Carraro e Mario Pescante, due che al Cio, dove Petrucci lo conoscono di vista e Alemanno (e Orsoni) nemmeno per quello, sono di casa da una vita. Saranno loro, più ancora del presidente del comitato promotore (nome in gestazione), a decidere di qui al 2013 le sorti di Roma olimpica. Se si riuscirà nell’impresa di non farli litigare per tre anni di seguito, si può fare.

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LE TAPPE

2011

Si aprono le candidature In luglio, a Durban, il Cio aprirà ufficialmente le candidature per il 2020

2012

Presentato il dossier In gennaio, 18 mesi prima della decisione del Cio, deve essere presentato

ROMA 2020 Sogno Capitale Venezia addio

Il Veneto senza requisiti minimi: non è ammesso al voto Decisivi esperienza e strutture. Petrucci: «Io ci credo»

2013 L’anno della scelta In luglio a Buenos Aires l’assemblea del Cio sceglierà la città dei Giochi del 2020

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dRoma vince, anzi stravince. Batte 32.3 a 20.1 Venezia che non supera il quorum: traduzione in decimi 9.2 contro 5.7 nella commissione di valutazione. La Giunta delibera con 18 voti a 0 e il Consiglio Nazionale ratifica per 68 a 1 con un astenuto. In termini percentuali il 97.14 del parlamentino del Coni ha ritenuto la candidatura della capitale più «capace di vincere» la lunga corsa ai Giochi 2020. Pronostico rispettato. Con il presidente del Coni Petrucci che giura: «Voce per voce, è stata una decisione tecnica, nessuna pressione su nessuno, anzi la mano in questa sala chi può dire il contrario».

«Roma ladrona» Tutti zitti. Meno uno. Il senatore leghista Giuseppe Leoni, uno dei fondatori del partito di Bossi, presidente

dell’Aeroclub d’Italia (l’astenuto è invece Ottoni, presidente del Coni di Treviso), che parla di «Roma ladrona che ha rubato le Olimpiadi». Cinque, anzi sei a zero Roma ha vinto, secondo il rapporto della commissione dei dieci, soprattutto per cinque ragioni: è più grande, è più esperta come organizzatrice di grandi eventi, le aree scelte dal progetto sono quasi tutte pubbliche, ha già un bel po’ di impianti in tasca, è più avanti come infrastrutture, trasporti e ricettività alberghiera. Poi c’è pure altro: le Paralimpiadi, i diversamente abili. Un campo in cui Roma, parola di Luca Pancalli, numero uno Paralimpico, ha «maggiori spazi di migliorabilità». Rio de Janeiro ha vinto pure per aver dato garanzie su questo. Morale della favola: è stata la Giunta a deliberare, senza rinviare al Consi-

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ha detto VELTRONI

Roma è una candidatura forte, prestigiosa, con buone possibilità di arrivare al traguardo

FRATTINI Sarà un’occasione storica per ribadire la vocazione ad accogliere le manifestazioni di più alto livello

TOTTI Ora tutta Italia deve tifare Roma. Dopo più di mezzo secolo dalla mitica edizione del 1960, possiamo sognare i Giochi nella capitale

glio Nazionale l’ultima parola. Il voto dei 70 al primo piano è stato così non su Roma o Venezia, ma su Roma o niente. Nel dibattito hanno anche parlato Carraro e Pescante, vicepresidente Cio, entrambi a spiegare, che il Cio privilegia «ciò che già c’è». Con il secondo a sottolineare il rischio del «fuoco amico», secondo Pescante giustiziere di Roma 2004 nella sfida del ’97 perduta contro Atene. «Non impossibile» Ma Petrucci dice no, «non ci sarà fuoco amico, né temporali, né situazioni da tregenda». E guai a tirare in ballo il probabile k.o. degli Europei di calcio 2016: «Sono cose diverse». Qui la sfida è «difficile, ma non impossibile». Cioè, ancora parole di Petrucci: «Io ci credo».

a cura di MAURIZIO GALDI e VALERIO PICCIONI


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La giunta esecutiva del Coni. Sopra, da sinistra, Barbone, Marchionni, Malagò e Antonio Rossi. Sotto Petrucci, Pagnozzi, Carraro e Abete EMBLEMA

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domande a... SEBASTIAN COE

Presidente comitato organizzatore Londra 2012

«Sarà una corsa senza respiro» di GIANNI MERLO

Sebastian Coe, 53 anni, britannico, è stato oro nei 1500 e argento sugli 800 sia a Mosca 1980, sia a Los Angeles 1984. E’ alla guida del comitato organizzatore dei Giochi di Londra 2012 REUTERS

Sebastian Coe, come presidente prima 1dellaLord candidatura e poi del

LA RABBIA DI VENEZIA

dietro la notizia

Proteste bipartisan x Attenti a India e Sudafrica E se la guida fosse un veneto? Bossi stempera 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

dBipartisan, come la candidatura, anche la protesta veneta alla bocciatura di Venezia. Il sindaco Giorgio Orsoni a caldo ha definito «vergognosa» la decisione del Coni, poi in una nota ha addolcito i toni («Prendiamo atto che a fronte di una candidatura di Roma non può esserci alcuna competizione seria, è questo un modo sbagliato di affrontare le questioni, dividendo un Paese che sopporta sempre meno i soprusi di una classe dirigente autoreferenziale») e concluso con un’apertura: «Tiferemo in ogni caso per Roma, città alla quale ci sentiamo profondamente legati e che è essa stessa vittima di un errato modo di intendere l’interesse nazionale» e con Alemanno c’è stata anche una «amichevole» telefonata.

La Regione Il presidente della regione Veneto Luca Zaia (foto ANSA) puntualizza: «Ha ragione chi dice in queste ore che il risultato delle votazioni del Coni penalizza il popolo veneto e tutto il Nord. Fino all’ultimo abbiamo provato a trovare una soluzione avanzando anche proposte che avrebbero reso più forte la candidatura della stessa città di Roma. Ad esempio abbiamo proposto il ticket Venezia-Ro-

ma, che avrebbe dato il senso di una comunità capace di presentarsi, con cordialità e amicizia, dinnanzi a un consesso mondiale così autorevole». Molto critico su una delle valutazioni del Coni, il presidente di Confturismo Veneto Marco Michielli, che tuona: «Il Veneto ha meno punti di Roma sul piano della capacità ricettiva? Panzane! Tra le scuse che il Coni poteva trovare questa è di certo la più esilarante». Il leader Umberto Bossi deve impegnarsi non poco per «contenere» la delusione e la rabbia dei suoi: «È necessario che ora tratti con il sindaco di Roma, per vedere se a Venezia possa andare almeno la parte dei giochi acquatici (cosa vietata dal Cio ndr)». A chi sottolinea il rischio di un possibile muro contro muro, Bossi replica: «Si può trovare una mediazione». E critiche sulla decisione del Coni esprime anche l’ex sindaco Massimo Cacciari: «Trovo che sia una decisione assolutamente conservatrice, priva di fantasia e di capacità di comprendere l’importanza che avrebbe potuto avere, anche per presentare il nostro Paese a livello internazionale, una scelta come quella di Venezia. Detto tutto ciò, tantissimi auguri a Roma: tifo affinché vinca la gara per l’assegnazione e speriamo bene».

Manca solo che applauda pure Marco Aurelio. Ai Musei Capitolini va in onda la festa di Roma diventata candidata olimpica: non è più vietato tirar fuori il vessillo del ’60 con uno schieramento bipartisan visto che con il sindaco Alemanno, la governatrice Polverini, i ministri Ronchi e Meloni, il sottosegretario Giro, c’è anche il presidente della Provincia, Zingaretti. Alemanno passa dalla speranza di «eventi compensativi» per Venezia alla promessa di una «candidatura sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico». Ma il fantasma degli sprechi è là, fatto del rischio di far felici le varie cricche, e di qualche precedente poco augurante, per esempio quei tre centri natatori dei Mondiali di nuoto ancora chiusi al pubblico dopo otto mesi. Alemanno assicura che «il tempo c’è, si farà tutto «senza scorciatoie straordinarie e senza commissari straordinari». Cioè: nessuna scelta «opaca». Con Zingaretti che sottolinea: «Dobbiamo costruire una scatola di vetro». E chi presiederà il comitato promotore? Alemanno parla di questione «delicata». Sarà una scelta tripartisan: Enti Locali-Governo-Coni. E sarà un «comitato nazionale, non romano». Si va alla ricerca di un Sebastian Coe italiano. Fra i nomi, due veneti, un’estrazione non ininfluen-

te visto l’esito delle primarie. Paolo Scaroni è il presidente dell’Eni, i rapporti internazionali non gli mancherebbero. Alessandro Benetton, rappresentante della famiglia imprenditoriale più multisportiva d’Italia, è un altro che risponde all’identikit. Tornando in politica, riaffiora Gianni Letta. Ma non si deciderà subito, ci vorrà almeno un mese per studiare la soluzione migliore. L’importante è che ognuno abbia il suo protagonismo. Per esempio, è fondamentale — Alemanno ne è convinto — riuscire ad assicurare spazi e protagonismo sia a Carraro sia a Pescante. Se uno dei due molla, è finita. Comunque la strada è lunga, lunghissima. Il Cio non ha ancora inviato la lettera a tutti i comitati olimpici dal titolo: chi si vuole candidare? Lo farà a ottobre. Cioè, i Giochi non solo devono essere fatti, ma persino cominciare. L’indiana Nuova Delhi po-

Le mascotte di Londra 2012

trebbe avere le maggiori opportunità. Ma ha grossi problemi già con i Giochi del Commonwealth e ha perso anche l'organizzazione dei Giochi asiatici del 2014, assegnati alla sudcoreana Incheon. Si parla molto di Tokyo, ma Roma sta proponendo al Giappone un patto: a noi il 2020 a voi il 2024. Ci sarebbero Durban e Città del Capo per il Sudafrica, ma se ne riparlerà dopo i Mondiali. Pensa in grande anche Doha (Qatar), che però sogna i Mondiali di calcio del 2018 o del 2022, per cui ha già pensato ad assegnare una commessa da 17 miliardi di euro alla Germania per le nuove linee ferroviarie dalla città all'aeroporto e al Bahrain. Mosca avrebbe delle velleità, ma l'assegnazione dei Giochi 2020 avverrà a Buenos Aires (Argentina) nel 2013, un anno prima di Sochi (Giochi Invernali 2014) ed è impensabile che venga assegnata un'altra sede russa senza verificare prima come si sono svolti quelli già programmati. E il resto dell’Europa? Parigi punterebbe piuttosto a quelli del 2024. Madrid vorrebbe riprovarci (terzo tentativo) ma questa volta mancherebbe l'apporto decisivo di Samaranch. La Germania (in attesa di conoscere le decisioni su Monaco) ha un’altra priorità: il suo presidente olimpico Thomas Bach è candidato a sostituire Rogge al vertice del Cio. C’è anche Istanbul, ma ha troppe bocciature alle spalle. Insomma, l’Europa — almeno verso il 2020 — siamo noi.

comitato organizzatore di Londra 2012, qual è il primo consiglio che può offrire a Roma? «Deve fare in modo di comunicare quotidianamente con il mondo e con il suo Paese. Non bisogna limitare l’espressione o pensare che tutto sia ovvio, già conosciuto. Bisogna insistere». Come definisce questa corsa della 2 candidatura olimpica? «E’ una maratona-sprint, che ti lascia senza respiro. Non ti concede mai una pausa. Io ero un mezzofondista, ma l’allenamento per i 1500 metri non era nulla rispetto alla concentrazione quotidiana che è necessaria per la gara olimpica delle parole e dei sogni». Qual è la condizione necessaria per il 3 successo finale?

«Ci deve essere il consenso di tutte le forze politiche. Non basta avere le spalle coperte solo da una maggioranza. Il progetto non deve essere solo di Roma, ma dell’Italia intera. L’idea olimpica deve essere sopra le parti perché, senza il consenso comune, si affonda». Qual è il momento più delicato in questa 4 competizione? Lei si ricorda il giorno della crisi, che affiora sempre prima o poi? «Non c’è mai stato nessun momento particolarmente delicato, perché ogni giorno è delicato e importante. Non fate l’errore di pensare che esistano tempi per rilassare l’azione di promozione. La dedizione deve essere totale e quotidiana». Lei non ha davvero avuto attimi di paura o 5 sconforto? «E’ come nell’allenamento quotidiano nello sport, i dubbi te li getti alle spalle e li cancelli subito. Se ti fai condizionare, è la fine. La candidatura è una fede».


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BASKET SERIE A: VIA AI PLAYOFF

Siena l’imbattibile DAL NOSTRO INVIATO

LUCA CHIABOTTI 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

SIENA dUn libriccino di sonetti

di Baudelaire e l’ultimo libro di Carlos Ruiz Rafon sul tavolo tra i fogli e i faldoni sulle altre squadre. Alle spalle, sulla lavagna, i giochi per la sfida contro la Benetton sono sovrastati da una massima che parla della sconfitta. Difficile pensare che la Siena di Simone Pianigiani perda lo scudetto. Strano campionato, al contrario: il tema dei playoff dovrebbe essere tutte contro la Montepaschi, invece è ancora la Montepaschi contro tutti. Passano i trionfi, resta la solita Mps: McIntyre va frenato altrimenti gira sempre a mille e nasconde gli infortuni, Sato, votato miglior giocatore della serie A, è, secondo il suo coach: «Un giocatore totale ma con lo spirito di uno juniores: gli puoi

«Rivincere non è una cosa normale» Pianigiani: «Chi dà per scontato il nostro successo non dà il giusto credito a chi ha lavorato tanto per riuscirci»

Pianigiani, tutti pensano che sarà un’altra formalità per Siena.

«Cerco di proteggere la squadra da queste considerazioni. Siamo consapevoli di quanto sia stato difficile arrivare fin qui. Dare per scontate le nostre vittorie, considerarle normali vuol dire non dare il giusto credito ad un gruppo che ha lavorato tanto per ottenere una continuità assoluta, con maturità». Dire che le vostre avversarie non sono un granché, non significa sminuirvi.

«Ho sempre ragionato in modo

SI GIOCA TUTTI I GIORNI

QUARTI

Oggi iniziano i quarti di finale al meglio di 5 partite. Da quest’anno le prime 2 partite si giocano in casa della squadra meglio classificata al termine della stagione regolare, quindi gara-3 ed eventuale 4 in casa dell’altra

SEMIFINALI

Le semifinali, al meglio di 5 partite, al via il 1 giugno con l’instant replay

«Non abbiamo avversari? Il campionato italiano è di alto livello, Roma e Milano sono costruite per arrivare al titolo» chiedere qualsiasi cosa, e lui ci prova con entusiasmo». Hawkins, altrove considerato un po’ musone, si è aperto. Si lavora, ci si diverte. Tutti questi sforzi, la dedizione, l’organizzazione per chi guarda dal di fuori spesso è ridotta alla banalità di un risultato scontato. E il c.t. si arrabbia.

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FINALI

Finali, al via il 13 giugno, al meglio di 7 partite

Ksistof Lavrinovic, 30 anni, al tiro contro Roma. Il lituano è il miglior marcatore per minuti giocati: 16.1 punti in 21.5 minuti di media a partita CIAMILLO

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LA GUIDA Sabato si gioca nel pomeriggio per Bayern-Inter Milano ha anticipato le prime due partite con Montegranaro per problemi d’impianto. Da gara-3, martedì nelle Marche, si allineerà con la serie Caserta-Roma, che è nella stessa metà del tabellone. Sabato previsti tre anticipi per la concomitanza con Bayern-Inter di Champions. La AJ giocherà alle 17, mentre la Ngc e l’Mps alle 17.30.

Simone Pianigiani, 40 anni, 3 scudetti e 2 coppe Italia

diverso: il nostro campionato è di alto livello. Roma e Milano sono squadre costruite per vincere, Bologna è competitiva se recupera gli infortunati, Treviso ha talento offensivo. E poi Caserta, Cantù, Montegranaro giocano un grande basket, che le ha portate a stupire». Però dominate ancora.

«Quando abbiamo iniziato con questo gruppo, il programma triennale di Ferdinando Minucci era davvero un programma triennale. Sapevamo che la nostra avventura non sarebbe terminata se non avessimo vinto subito, la cosa ci ha dato sicurezza. Altri hanno cambiato e ricambiato». Vincere sempre stanca?

«Una volta uno mi ha detto: perdete un paio di partite in più, è meglio anche per voi. Ha senso? Noi siamo qui per fare be-

«Conquistare il quarto scudetto di fila è un sogno che ci motiva: non avrebbe eguali nel basket moderno» ne. Se hai un lavoro particolare come il nostro, che ti piace, dovrebbe essere positivo farlo male? Chi scrive articoli da 30 anni, non prova ogni giorno a trovare qualcosa di interessante da dire». In cosa è diversa questa Siena rispetto a quelle del passato?

«E’ più efficace, cerca di ottimizzare la qualità dei singoli, è più europea quando cerca di portare la palla più vicino a canestro anche con gli esterni. Ci siamo evoluti perché se ci fossimo fermati, gli avversari ci avrebbero già superato». Se arrivasse il 4o titolo di fila?

«Dovesse accadere avremmo raggiunto un traguardo al quale mai nessuno è arrivato nel basket moderno. Prolungare un ciclo che nella testa di tutti era triennale, aggiungere altri titoli e un sogno che ci sta spingendo fin dall’inizio».


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BASKET SERIE A: VIA AI PLAYOFF SIENA-TREVISO

Occhio, la Benetton ha vinto in casa Mps dPrima contro ottava, strafavorita contro ultima arrivata ai playoff. La sfida è leggermente più interessante perché meno di un mese fa la Benetton ha vinto a Siena che in casa non perdeva da quasi 3 anni.

Le ultime Siena al completo, Treviso senza Renzi e De Nicolao operato al ginocchio sinistro. Parla Pianigiani «La sconfitta di aprile? Non vogliamo e non possiamo permetterci un’altra partita dove la Benetton tira e segna con quelle percentuali. Per questo dovremo essere più attenti alla transizione difensiva non concedendo tiri in contropiede e non lasciando che il loro gioco sia così fluido».

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CASALINI DIXIT Su Zisis «Un omarello che ha un argento olimpico, un’Eurolega eccetera» Pianigiani «Si dice che nessuno nasce imparato, ma qualcuno nasce talentato» La palla «Quell’arancia rotonda striata, vuoi andarla a prendere»

Parla Repesa «Siena è praticamente imbattibile. Dobbiamo essere pronti a dare battaglia, giocando bene in difesa e fluidi in attacco, ricordandoci anche che siamo stata l’unica squadra degli ultimi anni in Italia a vincere lì a Siena». Recalcati la vede così «È vero, Treviso ha battuto Siena in stagione regolare e teoricamente sa come fare. Ma troverà una Mps ben diversa. E anche più arrabbiata per quella sconfitta in casa. Probabilmente Siena non aveva preparato quella partita con la solita attenzione. Treviso si è tolta l’angoscia di non arrivare ai playoff per cui potrebbe sentire meno stress. Ma con Siena un atteggiamento del genere è rischioso». In stagione 1-1 (Tv-Si 80-92; Si-Tv 96-99) Programma Gara-1 oggi e gara-2 sabato a Siena; gara-3 lunedì (diretta Sky) ed eventuale gara-4 mercoledì a Treviso; ev. gara-5 venerdì 28 a Siena.

CANTÙ-BOLOGNA

La rivelazione Ngc L’incerottata Virtus dLa rivelazione del campionato contro una squadra incerottata. Cantù non deve sentirsi appagata se vuole regalarsi la prima semifinale dal 2002 (sconfitta 3-2 dalla Fortitudo). Non sottovalutate il vantaggio campo del Pianella.

Le ultime Ngc Bennet al completo, Canadian Solar senza Collins, che per una distorsione alla caviglia sinistra salterà anche gara-2 e Blizzard, rientrano Moss e Vukcevic (acciaccati) e Fajardo, esordisce Kangur. Parla Trinchieri «Mi domando anch’io cosa faremo nei playoff. Con Bologna abbiamo disputato due partite tra le 5 migliori della nostra stagione per qualità e quantità. La chiave sarà non pensare al giorno dopo». Parla Lardo «Meglio essere chiari e accettare che non iniziamo nelle condizioni migliori, ma siamo lo stesso affamati. Cantù ha giocato uno dei migliori basket del campionato, è una squadra difficile da affrontare perché non ti dà punti di riferimento. Noi dovremo essere concreti e concentrati, stare in partita sino alla fine per potercela giocare nei minuti finali, evitando invece che scappino via subito».

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Davor Kus, 31 anni, miglior tiratore da 3 in serie A (48.5%)

C’è in palio lo scudetto? No, solo la finale Stavolta chi sfiderà Siena per il titolo? I quarti visti dai tecnici e da Recalcati Per il quarto anno consecutivo i playoff partono con un’unica, solida certezza: Siena è favorita, anzi di più. E per il quarto anno consecutivo, l’autentica sfida e quindi la più appassionante è quella per arrivare in finale a sfidare l’Mps nobilitando comunque la stagione. Nel 2007 ci arrivò la Virtus Bologna di Zare Markovski, nel 2008 la Roma di Jasmin Repesa (l’unica con cui il Montepaschi ha perso una partita nella serie per il titolo), un anno fa la Milano di Piero Bucchi. Dopo lunghi mesi ad autocompiangersi per un campionato già deciso, i playoff porteranno quel brivido che normalmente si sente solo alle finali di Coppa Italia e saranno l’anticamera delle sentenze estive. Ad esempio per Milano, Roma e Treviso che hanno investito con l’obiettivo di avvicinarsi a Siena, senza, per ora, raccogliere nulla in questa stagione. Quarto per quarto, ecco la situazione delle squadre alla vigilia, cosa ne pensano gli allenatori e l’ex c.t. azzurro Carlo Recalcati. E di fianco alcune chicche di un altro allenatore, Franco Casalini, il commentatore televisivo più divertente e imprevedibile che ci sia.

di PAOLO BARTEZZAGHI E MASSIMO ORIANI

s CASERTA-ROMA

CASALINI DIXIT Su Leunen «Santo cielo! Hai tutto lo spazio per andare a schiacciare! Poi l’hai messa la tripla, u capì, però!» Trinchieri «Rivedo in questa gestione Trinchieriana quella Pianigianica del primo anno» Il tiro «Canestro di polso, anzi di ulna»

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Nicolas Mazzarino, 34 anni, 31’ di media

Pepsi perimetrale Lottomatica profonda dLa seconda contro la settima: chi avrebbe detto a ottobre che sarebbero state, nell’ordine, Caserta e Roma?

Le ultime Nella Pepsi ballottaggio Kavaliauskas-Marquis, Roma ha tesserato il nuovo Heytvelt. Parla Sacripanti «Roma è più fisica, più lunga, con un roster che tutti vorrebbero avere, hanno in panchina Tourè che noi non ci siamo potuto permettere in estate, domenica scorsa contro di noi non hanno fatto giocare De la Fuente. Occhio che nei playoff puoi andare sopra o sotto di 20 punti in un amen». Parla Boniciolli «Domenica abbiamo subito l’aggressività di Caserta e la loro nota precisione perimetrale. E abbiamo avuto troppe palle perse. Ma i playoff sono una competizione a parte. La gara di domani sarà diversa, non so se migliore o peggiore per la mia squadra, ma sarà sicuramente diversa. Heytvelt? È la nostra ruota di scorta».

Recalcati la vede così «Lo ho detto anche a Bruno Arrigoni: non dovete avere dubbi, una stagione regolare così deve dare solo certezze a una squadra capace di una notevole continuità. Cantà è superiore alla Virtus anche se comparando i due roster non è così. Ma è il campionato che lo ha detto. In più Bologna ha avuto parecchi problemi fisici, ha perso Koponen, e deve inserire nuovi giocatori. Questo vuol dire trovare nuovi assetti, una chimica e un’identità di squadra da trovare. Cantù ce l’ha, eccome».

Recalcati la vede così «La partita di domenica scorsa non farà testo. Come Cantù, Caserta ha costruito durante la stagione un’identità di squadra che le dà la possibilità di essere solida e preparata. In più è un gruppo con tanti giocatori in grado di risolvere quei problemi contingenti che la squadra può incontrare durante la partita. Un esempio è Di Bella, giocatore d’impatto che può cambiare la faccia di una sfida. Roma ha bisogno di girare come un orologio e deve recuperare quello che ha lasciato indietro in campionato, soprattutto nella prima parte. Sono due squadre con logiche diverse, in contrapposizione».

In stagione 2-0 Cantù (Can-Bo 72-63, Bo-Can 76-80)

In stagione 1-1 (Roma-Cas 83-64; Cas-Roma 85-69)

Programma Gara-1 oggi (20.30, diretta Sky Sport 2) e gara-2 sabato a Cantù. Gara-3 lunedì ed eventuale gara-4 mercoledì a Bologna, ev. gara-5 venerdì 28 a Cantù.

Programma Gara-1 domani (diretta Sky) e gara-2 (diretta Sky) domenica a Caserta, gara-3 martedì ed ev. gara-4 giovedì 27 a Roma, ev. gara-5 sabato 29 a Caserta.

s MILANO-MONTEGRANARO

CASALINI DIXIT

Su Ere «Occhio, sta cominciando l’Ereide» L’auto «Se una macchina va bene e manca un bullone in un modo o nell'altro a tre cilindri vai, se è un catorcio e manca anche una roba minima si sfascia subito. Sto dicendo una serie di imbecillità totali, fermami per favore»

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Kennedy Winston, 25 anni, 12.9 punti

L’AJ vince se difende Sutor «schiera» Lapo dSerie potenzialmente equilibrata. Olimpia e Sutor si sono affrontate 14 volte, con 7 vittorie a testa. I giocatori di Montegranaro e Lapo Elkann in parterre al Forum, indosseranno la famosa t shirt «LA Lapers» ispirata all’episodio che ha visto coinvolto Lapo a una partita dei Lakers lo scorso mese di marzo.

Le ultime Brunner (Sigma) gioca con il tutore alle due dita infortunate. Milano al completo con Rocca acciaccato.

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CASALINI DIXIT Su Viggiano (Viggiù) «Il pompiere di Viggiano. Era mezz’ora che la volevo dire. Su Brunner «Brunner è della famiglia dei Rocchidi. Se lo vede l’Ikea, lo prende subito: un armadietto a due ante mica da ridere»

Parla Bucchi «Vogliamo divertirci e fare bene. Saranno playoff intensi, siamo pronti, in un buon momento di forma. La chiave sarà difendere duro, soprattutto in area, sul pick and roll di Brunner e limitare i tiri di Maestranzi e Cavaliero».

In musica «Ti saluto Ninetta, come diceva quella canzone»

Parla Frates «Sappiamo di dover andare Milano a vincere almeno una partita per vedere di passare il turno. Siamo talmente contenti di esserci e di giocarcela, mentre tanti altri sono già a casa, che affronteremo questi playoff con la giusta serenità».

Greg Brunner 26 anni, 8.7 rimbalzi a partita

Recalcati la vede così «Milano può anche rischiare in questa serie perché Montegranaro gioca bene e può mettere in difficoltà chiunque. Anche se in una serie lunga, come Siena con Treviso, Milano è favorita. Il momento dell’Olimpia è simile a quello della Virtus Bologna: deve ricominciare da capo, inserire nuovi giocatori, trovare nuovi equilibri nelle rotazioni. Ad esempio, uno come Bulleri può essere utilissimo ma se ha tempo, spazio e libertà di esprimere il suo gioco. Per questi motivi Milano può rischiare più nei quarti che in un’eventuale semifinale dove sarebbe più rodata. Il tempo, infatti, gioca a suo favore». In stagione 1-1 (Mon-Mi 77-72; Mi-Mon 81-58). Programma Gara-1 oggi e gara-2 (diretta Sky) sabato (ore 17) a Milano (Forum), gara-3 martedì ed ev. gara-4 giovedì 27 a Porto San Giorgio, ev. gara-5 sabato 29 a Milano.

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in contropiede di DAN PETERSON 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

Il titolo rimane a Siena Attacca come i Lakers Un problema nel fare i pronostici è che spesso le previsioni non fanno altro che creare un effetto boomerang che finisce con il ribaltare i pronostici stessi! Mi spiego: le motivazioni sono molto, mooolto importanti. Quindi, se uno, come me, pronostica contro la tua squadra e tu sei un giocatore o l’allenatore di quella squadra, allora ti viene la spinta che ti porta a pensare: «OK, Mister! Ti faccio vedere io chi dovevi pronosticare!». Nonostante questo fattore decisamente rischioso, ecco i miei per i playoff 2010 che iniziano oggi.

Jumaine Jones, 31 anni, a Caserta, 34.6 minuti di media, è il più utilizzato in serie A CIAMILLO

playoff non puoi permetterti neanche un basso. Chiaro, è il pronostico meno «sicuro» di tutti qui dentro, molto aperto. Lottomatica Roma (7) b. Pepsi Caserta (2) 3-2. Lo dico per un motivo strano: in questi ultimi anni, noto che le squadre della «provincia», appena raggiunto l’obiettivo playoff, chiudono (mentalmente ed emotivamente) i battenti. Armani Jeans Milano (3) b. Sigma Montegranaro (6) 3-1. Idem come sopra: la squadra della metropoli batte quella della città piccola. Basta vedere i risultati degli ultimi anni per la conferma. Potrebbe valere anche per Cantù.

Quarti: Montepaschi Siena (1) b. Benetton Treviso (8) 3-0. Treviso ha speso un patrimonio di energia per arrivare a questo punto, per il rotto della cuffia, e non può tirare fuori un altro miracolo in così poco tempo contro la corazzata Siena.

Semifinale. Siena (1) b. Cantù (4) 3-0. Sempre se Cantù, che ha un grande passato, non certo da provinciale, riesce a superare Bologna. Cantù avrà pure il coach (Andrea Trinchieri) e il dirigente (Bruno Arrigoni) dell’anno, ma loro due non scendono in campo e Cantù non regge quattro tempi contro una squadra profonda.

Ngc Cantù (4) b. Canadian Solar Bologna (5) 3-2. La Virtus è una squadra con troppi alti e bassi. Nei

Milano (3) b. Roma (7) 3-2. Ecco il matchup sognato da tutti: metropoli contro metropoli. Tutti ricorderanno

Massimo Bulleri, 32 anni CASTORIA

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la finale del 1983 (2-1 per Roma), con record di incassi, pubblico e ascolto. Serie equilibrata. Roma forse ha più talento e gode del vantaggio di avere meno infortunati. Ma Milano ha Massimo Bulleri, veterano di tante battaglie. Finale. Siena (1) b. Milano (3) 4-1. Sì, Siena può anche concedere il lusso di perdere una partita in finale. L’anno scorso, Milano aveva gara-3 in tasca e se l’è fatta sfuggire per un solo punto. Ma l’Armani Jeans ha troppi giocatori nuovi (dall’inizio dell’anno ma anche arrivati a campionato iniziato) per impensierire una squadra che invece gioca insieme da quattro anni come Siena, che difende «da Eurolega», che corre come i Phoenix Suns e che attacca come i Los Angeles Lakers. Col loro «Triangolo». Certo, non ci sono dubbi: la Mens Sana vincerà il suo quarto scudetto in fila.

TERVISTE GUARDA LE INLE NATORI E AL TO OT LI AG DEI TI IS ON AG OT AI PR PLAYOFF

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BASKET NBA FINALE EST ORLANDO ANCORA K.O. IN CASA

Boston non si ferma Rondo e Pierce firmano il raddoppio

Rajon Rondo, 24 anni, play dei Boston Celtics, alla 4a stagione Nba AFP MASSIMO ORIANI 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

d«Le abbiamo provate tutte, ma proprio non riusciamo a fermarli». Le parole di Stan Van Gundy, il sempre sincero tecnico di Orlando, riassumono alla perfezione la doppietta dei Celtics sul campo dei Magic che li avvicina alla seconda finale Nba negli ultimi 3 anni. Un senso di totale impotenza, davanti a quella che nel giro di una paio di settimane è diventata una perfetta macchina da guerra, dopo che nei tre mesi precedenti era somigliata più a un vecchio cingolato che stava per finire la benzina.

Pesano due errori ai liberi di Carter a 30" dalla fine. Van Gundy: «Le abbiamo provate tutte ma proprio non riusciamo a fermarli» Neppure Superman Howard, all’altezza del suo soprannome dopo la disastrosa gara-1, è bastato per ribaltare l’inerzia di una serie che ora rischia di accorciarsi, visto che le prossime due partite si giocheranno in Massachusetts. Il centro ha chiuso con 30 punti e 8 rimbalzi, ma la difesa bostoniana, che continua a marcarlo senza raddoppi, ha ancora una volta frustrato i tiratori dei Magic, non concedendogli quasi mai conclusioni smarcate oltre la linea dei tre punti (7/18 alla fine). Orlando è rimasta in partita grazie all’apporto dalla panchina di JJ Redick, che però si è macchiato

di una gravissima gaffe nel finale. Dopo l’errore al tiro di Garnett a 8" dalla fine, invece di chiamare subito timeout, cosa che gli avrebbe permesso di effettuare la rimessa in attacco, ha palleggiato sino a metà campo, lasciando solo 3".5 sul cronometro e costringendo i Magic a rimettere dal punto in cui si era fermato. Così il tiro della disperazione di Nelson si trasformava in un improbabile lancio da 10 metri, non arrivando neppure al ferro. Il vero colpevole (oltre all’ormai perenne assente ingiustificato Rashard Lewis) è però stato Vince (e in questo caso non si può certo dire «nomen omen»...) Carter, che a -30" ha fallito i due liberi del -1. Interruttore I Celtics, trascinati da un Rondo strepitoso (25 punti, 5 rimbalzi, 8 assist e un paio di giocate alla Magic) e da un Pierce combattivo, stanno smentendo un’assioma che pareva scolpito nella pietra: nello sport non puoi metterti a giocare quando vuoi tu, girando l’interruttore. Invece, dopo gli ultimi 3 mesi di regular season imbarazzanti, con sconfitte interne con Nets e Wizards, i biancoverdi nei playoff sono tornati quelli d’inizio anno (23-5 prima dei tanti infortuni), o meglio ancora, quelli del titolo 2008. Anche i numeri non lasciano molte speranze ai Magic: nella loro storia i Celtics hanno vinto 32 serie su 32 quando si sono portati sul 2-0. RISULTATI Finale Est, gara-2: Orlando-Boston 92-95 (Howard 30, Redick, Carter 16; Pierce 28, Rondo 25, serie 0-2, stanotte, ore 2.30, gara-3, diretta Sky Sport 2).

LEGADUE PLAYOFF

Reggio Emilia in semifinale Vigevano sconfitta in gara-5 (d.b.) Reggio elimina Vigevano in gara-5 e va in semifinale. REGGIO EMILIA-VIGEVANO 72-68 (25-11, 41-31; 57-44). TRENKWALDER REGGIO EMILIA: Fultz 22 (4/6, 4/6), Boscagin 17 (3/9, 2/4), Hite 17 (6/13, 1/3), Smith 5 (2/6, 0/3), Frosini 8 (3/8, 0/1); Pugi 3 (0/1, 0/2), Ibarra (0/1 da 3), Kieza (0/1). All.: Ramagli. MIRO RADICI VIGEVANO: Williams 14 (3/8, 0/3), Boyette 10 (4/9,

0/1), Bertolazzi 11 (3/4, 1/3), Ghersetti 8 (2/4, 1/3), Banti 10 (3/7, 1/2); Ganeto 9 (2/7, 1/4), Cavallaro 6 (0/1, 2/3). All.: Garelli. NOTE - T.l.: Reg 15/17, Vig 16/23. Rimb.: Reg 36 (Smith 12), Vig 32 (Banti 8). Serie: 3-2. Semifinali (domenica gara-1): Sassari-Pistoia; Veroli-Reggio Emilia. La vincente dei playoff sarà promossa in A assieme a Brindisi, 1a nella stagione regolare.

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fIl meeting di Daegu, città

ATLETICA

sede dei Mondiali 2011

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LA PRIMA SCELTA AI WIZARDS

Sarà Washington a scegliere per prima nel prossimo draft Nba. Il sorteggio ha infatti premiato i Wizards, che pure avevano solo il 10% di chance di pescare per primi i talenti del college e internazionali che diventeranno pro’ nella prossima stagione. Molto probabile che puntino su John Wall, play di Kentucky. Delusi i Nets, che avevano il 25% di possibilità.

Ordine di scelta

1. Washington 2. Philadelphia 3. New Jersey 4. Minnesota 5. Sacramento 6. Golden State 7. Detroit 8. Clippers 9. Utah 10. Indiana 11. New orleans 12. Memphis 13. Toronto 14. Houston

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John Wall 19 anni, play uscito da Kentucky

Usain Bolt, 23 anni, domina i 100 del meeting di Daegu in 9"86: il connazionale Michael Frater resta, lontanissimo, a 29/100 AP

Bolt già padrone Domina con 9"86 Al primo 100 della stagione, su una pista lenta, centra il miglior crono mondiale 2010, dando 29/100 al secondo GIANNI MERLO 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

DAEGU (Sud Corea)dUsain Bolt c’è

quasi rimasto male quando ha visto il tempo della sua prima volata sui 100: 9"86. Era perplesso perché aveva lasciato gli avversari ad almeno tre metri di distanza. Aveva osservato bene in dettaglio sul grande schermo ad alta definizione quanto stava succedendo alle sue spalle, mentre lui transitava sul traguardo. Valore Quanto può valere questo risultato, dopo i 9"75 e 9"80 ventosi di Powell a Doha? Si può dire che Bolt è in declino quest’anno? No, sarebbe una follia solo pensarlo. Inoltre possiamo assicurare che se Powell è senz’altro migliorato rispetto alle due ultime stagioni, è altrettanto certo che Usain è all’altezza del passato. Che cosa ce lo fa pensare? Il fatto che Bolt ha corso su una pista relativamente lenta, perché vecchia, che sarà sostituita quest’anno in vista dei Mondiali, e senza un alito di vento che lo spingesse alle spalle. Partenza E’ stato anche penalizzato da una partenza tutt’altro che brillante. Gli altri sembravano topolini scatenati al suo confronto ma, quando ha potuto distendere la falcata, ha fatto un solo boccone dei volonterosi avversari. La sua azione è impressionante quando entra nella fase della velocità lanciata, cioè nel momento in cui il busto prende la corretta posizione eretta e le gambe sviluppano passi che sembrano appartenere alla letteratura fantastica dove gli stivali delle sette leghe consentivano miracoli a chi li calzava. Ogni suo appoggio sul terreno sembra delicato, invece è esplosivo al punto che guadagna centimetri di vantaggio quando libera il piede dal contatto con la pista. Parole Si è detto soddisfatto, anche se non strafelice: «Fisicamente sto bene e l’importante è verificare alla fine di ogni gara le condizioni del motore. Se

Il classifico modo di festeggiare di Usain Bolt: anche a Daegu ha trascinato il pubblico AP

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I NUMERI

3

I giorni al prossimo 100 Usain domenica ricorrerà i 100 al meeting di Shanghai (Cina), seconda tappa di Diamond League

10

Le volte che ha fatto meglio Usain, nel corso della carriera, ha corso i 100 dieci volte con un tempo inferiore al 9"86 di ieri

non ci sono avarie, è sempre festa. La mia partenza è stata povera, lenta, anche se ci siamo concentrati tanto su questo fondamentale in allenamento. Ho dato in meglio di me stesso. Ogni giornata è diversa. Mi sarebbe piaciuto fare un tempo migliore, è normale. Non bisogna mai essere soddisfatti, se si vogliono raggiungere grandi risultati». Poi ha fatto anche una riflessione sui prossimi Mondiali di calcio: «La mia squadra del cuore? Ho una passione vera da quando ero bambino: Argentina». Il resto C’è stata una sorpresa nei 110 ostacoli: il muscoloso Oliver ha bruciato un evanescente Robles con 13"11. Lo statunitense ha un modo curioso di uscire dai blocchi. Esaspera al massimo l’azione delle braccia, che sbatte in avanti e in alto con violenza per prendere più slancio. Robles ha accennato passi incerti all’avvio e nel finale non ha rimediato. Carmelita Jeter, grazie a una partenza azzeccata, ha tenuto a bada la Campbell con 11"00. Pamela Jelimo, eccezionale ottocentista nel 2008, ha balbettato. Il secondo posto in 2’01"51 dice poco anche perché ora sembra avere i piedi sordi. L’ha battuta la Sinclair, giamaicana di buon livello, ma nulla più.

RISULTATI Oliver 13"11 Robles battuto La Jeter fa 11"00 Uomini. 100 (+0.1): 1. Bolt (Giam) 9"86 (m.p.m. 2010); 2. Frater (Giam) 10"15; 3. Rodgers (Usa) 10"18; 4. Kimmons (Usa) 10"25. 200 (-0.6): 1. Bailey (Usa) 20"58. 400: 1. Taylor (Usa) 45"21; 2. Yousif (Sud) 45"38; 3. Gonzales (Giam) 45"52; 4. Neville (Usa) 45"57. 800: 1. Mulaudzi (S.Af) 1’45"60; 2. G. Kipchoge (Ken) 1’46"01. 110 hs (-0.2): 1. Oliver (Usa) 13"11 (m.p.m. 2010); 2. Robles (Cuba) 13"26; 3. Thomas (Giam) 13"40. 3000 sp: 1. Kipterege (Ken) 8’14"59. Triplo: 1. Lewis (Gren) 17.01 (-1.6). Giavellotto: 1. Janik (Pol) 80.46. Donne. 100 (-0.3): 1. Jeter (Usa) 11"00; 2. Campbell (Giam) 11"05; 3. Simpson (Giam) 11"26. 200 (0.0): 1. Knight (Usa) 22"92. 800: 1. Sinclair (Giam) 2’00"51; 2. Jelimo (Ken) 2’01"52; 3. Pape (Aus) 2’01"88. 1500: 1. Hamblin (N.Zel) 4’15"21. 100 hs (-0.1): 1. Powell (Usa) 12"77; 2. Jones (Usa) 12"78; 3. Felicien (Can) 12"80; 4. Ofili (Usa) 12"94. Asta: 1. Golubchikova (Rus) 4.65; 2. Hingst (Ger) 4.50. Lungo: 1. Jimoh (Usa) 6.68 (-0.9); 5. Klüft (Sve) 6.29 (-1.5). Martello: 1. Heidler (Ger) 75.28; 2. Lysenko (Rus) 72.36; 3. Klaas (Ger) 72.12; 4. Wlodarczyk (Pol) 71.86; 5. Frizell (Can) 71.23; 6. Marghieva (Mol) 70.75.


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TIRO A VOLO COPPA DEL MONDO FOSSA UOMINI

LA SCHEDA

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Pellielo si blocca Solo sesto

DANIELA DEL DIN 41 ANNI FOSSA OLIMPICA

E’ stata bronzo al Mondiale di Cipro 2007 Questa è la 2ª vittoria di tappa in Coppa del Mondo. Bronzo Mondiale 2007 a Nicosia, 2ª alle finali di Coppa del Mondo 2007

Daniela Del Din, 41 anni, col successo di Dorset ha conquistato un posto alle finali di Coppa del Mondo a Istanbul DALLA DEA /ISSF MARIO SALVINI 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

d«Lo Sportivo.sm», probabilmente l’unico quotidiano cartaceo al mondo a chiamarsi come un sito internet, ieri le dedicava quasi tutta la prima pagina: foto in primo piano e titolone «Regina d’Inghilterra». La spiegazione è tutta in quel «sm» dopo il punto, il dominio, la sigla che identifica l’origine del sito, in questo caso del giornale: San Marino. Lo Sportivo.sm è il quotidiano sportivo della piccola Repubblica dove ieri tutto il resto è arrivato in secondo piano. La più importante di tutti ieri — e non solo — era lei: Daniela Del Din. Perché quando parti da un Paese che ha gli abitanti di un quartiere di una metropoli, se arrivi in cima al Mondo porti con te tutti i tuoi concittadini. Questo ha fatto, Daniela Del Din martedì a Dorset, in Inghilterra: ha vinto la terza tappa di Coppa del Mondo nella fossa olimpica.

Dilettante Non era la prima volta: Daniela una tappa l’aveva conquistata anche l’anno scorso al Cairo. Ugualmente, garantisce che «E’ stato bellissimo nella misura in cui è stata una sorpresa anche per me. Perché non stavo sparando particolarmente bene. Del resto quest’anno ho saltato la tappa in Cina e ho cominciato la preparazione più tardi del solito». Colpa del lavoro. Per-

Del Din, San Marino è in cima al mondo La tiratrice del Titano conquista la tappa in Inghilterra «Tradizione e lavoro, siamo una piccola-grande potenza» IL SUO COACH

Dradi, un solo tecnico per quattro nazionali Comunque vada, per Marcello Dradi è sempre un successo. Successi a volte trasversali, ma sempre importanti. Dradi è un tecnico, o forse sarebbe meglio dire guru, di Conselice, provincia di Ravenna. Dove arrivano a tirare da tutto il mondo. Ci si allena l’azzurra Jessica Rossi. Spesso anche Daniela Del Din (che è seguita anche dal tecnico federale di San Marino, Serafino Carlini). Quindi con lei Dradi a Dorset ha centrato il successo di tappa nella fossa donne, corredato dal 2˚ posto di Seema Tomar, India. Perché Dradi è c.t. anche dell’India, e al tempo stesso della Gran Bretagna che sta crescendo in vista dell’Olimpiade in casa: non a caso ha piazzato diverse presenze in finale e un podio (3˚ posto) nello skeet donne con Elena Allen. E non è ancora tutto: Dradi allena anche l’Iran, il Libano e spesso, pur non essendo il c.t. ufficiale, ospita anche stage della Francia.

ché Daniela non ha la fortuna delle sue avversarie italiane, tutte accasate nei corpi dello Stato. «Sono ragioniera — racconta — e le agevolazioni da noi consistono nel fatto che il Comitato Olimpico rimborsa la tua ditta per i giorni in cui tu sei fuori per gare e allenamenti». Solo che per lei è una soluzione a metà: «La mia azienda è piccola: sono l’unica ragioniera, se non ci sono io, il lavoro non me lo fa nessuno. E così succede che vado in ufficio di sabato e di domenica. Succederà anche nel prossimo fine settimana, temo». Sports Illustrated Il tiro a volo, e la fossa in particolare, a San Marino hanno una certa tradizione: a Sydney, e poi ancora ad Atene sono arrivati tre settimi posti, due di Emanuela Felici, uno di Francesco Amici. Alla vigilia di Pechino, invece,

nel suo mega-pronosticone (che di solito ci azzecca abbastanza) Sports Illustrated scrisse: «fossa olimpica donne, oro a Daniela Del Din, e sarà la prima medaglia nella storia di San Marino». «Invece andò male — sospira ancora lei — , ma non perché quel pronostico mi aveva messo pressione (fu 15ª, ndr). E comunque era stata una soddisfazione anche solo essere indicata come favorita da un giornale così importante». In compenso l’anno scorso sono andate bene le prove a squadre, con la Spadoni e Alessandra Perilli (la cui sorella Arianna gareggia come azzurra): argento all’Europeo, bronzo al Mondiale, davanti a Cina e Russia. «Fa impressione vedere San Marino davanti a colossi di quel genere. Vuol dire che nel nostro piccolo campo della fossa siamo davvero all’avanguardia».

dL’Italia chiude questa terza tappa di Coppa del Mondo col bel successo di Chiara Cainero nello skeet e con ben poco altro: il 4˚ posto di Giulia Iannotti nella fossa, il 6˚ di D’Aniello nel double. Ieri l’ultima delusione nella fossa uomini, dove pure Johnny Pellielo era arrivato da leader in finale, unico a 123/125. Ma nella serie decisiva quasi non sembrava lui: 16/25 e podio lontano. Succede, anche uno come lui che è il più titolato della storia della Coppa del Mondo. Niente da fare nemmeno per Erminio Frasca che ha pagato una cattiva terza serie (22), dopo il rotondo 50 della prime due. E che nella quinta e ultima avrebbe avuto bisogno di un 24 per arrivare almeno a 121, quota che rimandava allo shoot-off per l’accesso in finale. Frasca ha fatto 23 e si è fermato a un piattello dalla serie decisiva. Il successo è andato al russo Alipov, oro olimpico di Atene 2004 (e bronzo a Pechino 2008) al 7˚ successo di Coppa totale (compreso quello in finale nel 2006). Fossa olimpica uomini: 1. Alipov (Rus) 144; 2. Yu Xiaokai (Cina) 143 (+1); 3. Kostelecky (R.Cec) 143 (+0); 4. Heding (Gb) 142; 5. Fernandez (Spa) 140; 6. Pellielo 139; 9. Frasca 120/125; 14. Fabbrizi 119.

taccuino DAL 9 AL 15 GIUGNO

La prossima tappa è in Italia: a Lonato Dopo tre anni la Coppa del Mondo torna in Italia: dal 9 al 15 giugno si tira a Lonato, stessa località dell’ultima volta che la Coppa era stata nel nostro Paese, nel 2007, col successo di Mola nella fossa uomini.

AL GRAND PRIX JUNIORES

Azzurrini scatenati Al Grand Prix Internazionale Juniores di Suhl ( Ger), 8 podi individuali per l’Italia: podio completo nella fossa uomini: 1. Baiesi (139/150); 2. Casadio (137 +4); Grazini (137 +3) e donne: 1. Bartolomei 94/100; 2. Bartoli 90; D’Annizzo 89, Nello skeet successo di Virginia Orlando (87/100 +2) , 3˚ Angelo Moscariello (143/150).


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fIl giorno dopo parla la grande protagonista

PALLAVOLO

del terzo scudetto di fila per le marchigiane

LE MAGNIFICHE 12 DI PESARO CAMPIONE D’ITALIA Q

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1 Senna Usic 24 anni, nata a Zagabria (Cro), 190 cm, schiacciatrice, primo anno a Pesaro. 32 gare giocate, 335 punti. 9 Dragana Marinkovic 27 anni, nata a Pola, serba, 196 cm, centrale, primo anno a Pesaro. 25 gare 107 punti.

3 Ilaria Garzaro 23 anni, di Noventa (Vi), 189 cm, centrale, a Pesaro dal 2007. 32 gare, 234 punti (33 muri).

10 Francesca Ferretti 26 anni, di Reggio Emilia, 180 cm, palleggiatrice, a Pesaro dal 2007. 32 gare.

5 Francesca Mari 27 anni, di Roma, 182 cm, seconda palleggiatrice, primo anno a Pesaro. 15 gare giocate. 11 Martina Boscoscuro 21 anni, di San Donà (Ve), 165 cm, libero, primo anno a Pesaro. 29 gare.

12 Carolina Costagrande 29 anni, di El Trevol (Arg), 186 cm, schiacciatrice, a Pesaro dal 2005. 32 gare, 601 punti.

«Testa e cuore Pesaro ha vinto così» Carolina Costagrande, anima Scavolini: «Nei playoff contano le emozioni». E la Dinamo Mosca la chiama

L CLIC

UNA TRADIZIONE TRICOLORE INIZIATA NEL 1988 CON IL BASKET (c.cam.) Valter Scavolini, main sponsor biancorosso, ha vinto il suo primo scudetto con il basket il 19 maggio 1988 (tra l'altro proprio contro Milano). La ricorrenza cadeva ieri, mentre il secondo - e ultimo tricolore della città nella pallacanestro è datato 29 maggio 1990. La Scavolini ha all’attivo anche due Coppe Italia, una Coppa Coppe con la palla a spicchi, per arrivare ai 3 tricolori in fila nella pallavolo, uniti alla Coppa Italia, alle due Coppe Cev, alle 3 SuperCoppe. Ieri sera la squadra è stata ospite di Valter Scavolini, domani la festa prosegue in Piazzale della Libertà.

Carolina Costagrande: 601 punti, 5 meno di Aguero, ma col 51% in attacco contro il 36% TARANTINI

QUALIFICAZIONI EUROPEE / DA DOMANI

L’Italia è in Turchia ma Martino è a casa dL’Italia comincia l’estate che la porterà al Mondiale casalingo con la trasferta di Ankara, dove da domani la Nazionale di Andrea Anastasi sarà impegnata nel primo dei due gironi di qualificazione (al termine dei due raggruppamenti solo la prima classificata sarà promossa direttamente all’Europeo 2011). Ma nella lista di 14 atleti non compare il nome di Matteo Martino, escluso da questo torneo, ma in odore di non essere riconvocato tanto presto.

Equivoco Al di la di ogni valutazione dei tecnici, ovviamente

andrebbe chiarito, magari una volta per tutte, se Martino è quella parte di «futuro» della pallavolo italiana (come ci ha ripetuto la Fipav per anni e anni) oppure se trattasi di giocatore (era stato paragonato a Bernardi agli inizi...) «ordinario» destinato a essere una meteora nel firmamento azzurro. In attesa di conoscere la risposta giocano gli altri. Questi i convocati: Vermiglio e Travica registi; Fei e Lasko opposti; Cernic, Savani, Parodi, Maruotti e Zaytsev, schiacciatori; Mastrangelo, Sala, Barone e Buti, centrali; Manià e Marra, liberi. Il debutto domani sera

(ore 19) contro la Bielorussia, è prevista la copertura televisiva della Rai ALTRA ITALIA (a.a.) Nelle qualificazioni europee maschili oltre agli azzurri di Anastasi che affronteranno ad Ankara (secondo girone, la prossima settimana a Gioia del Colle) la Turchia di Polidori, la Bielorussia e la Romania, saranno impegnati altri tecnici italiani. La Spagna di Julio Velasco (Maribor e Tel Aviv) gioca con Slovenia, Ungheria e Israele; la Finlandia di Mauro Berruto (Riga e Candia) con Lettonia, Grecia e Gran Bretagna; la Slovacchia di Emanuele Zanini (Poprad e Merksem) con Belgio, Ucraina e Bosnia Erzegovina; la Germania di Raul Lozano (Bar e Tubigen) con Montenegro, Croazia ed Estonia; l’Olanda di Peter Blange e Tommaso Totolo (Skopje e Rotterdam) con Macedonia, Svezia e Portogallo. Agli Europei si qualificano vincenti dei gironi, le seconde classificate effettueranno un ulteriore turno a settembre.

7 Katarzyna Skowronska 27 anni il 30 giugno, di Varsavia (Polonia), 187 cm, opposto. 30 gare, 428 punti.

6 Elke Wijnhoven 29 anni, nata a Beers (Olanda), 170 cm, libero, a Pesaro dal 2007. 31 gare.

dIl segreto è stata mamma Kuki e giustamente Carolina sul campo di gara -3 le ha ceduto la corona con cui era stata eletta regina del campionato e le ha dedicato il suo terzo scudetto consecutivo. «È arrivata prima delle finali di Coppa Italia ed è restata con me. Mi ha accudita 24 ore al giorno veramente come si fa con i cuccioli».

Sorpresa E ne aveva bisogno Carolina Costagrande così come ne aveva bisogno Pesaro. Ora, dopo il terzo scudetto vinto con un 3-0 netto su Villa Cortese (sorpresa della stagione con il successo in Coppa Italia), sembra facile parlare di dominio. La verità è che, prima di gara-1 ben pochi avrebbero scommesso sulla Scavolini. «È stato lo scudetto più sofferto - racconta l’italo-argentina a Pesaro dal 2005 -. Il primo è stato la sorpresa: una squadra senza campionesse che costruiva mano nella mano il successo d’esordio. Il secondo è stato la conferma: eravamo favorite e ci sentivamo forti. Quest’anno non ci davano fiducia, ma noi non abbiamo mai smesso di crederci veramente. I playoff sono lunghi e non li vinci soltanto con la tecnica, soprattutto noi donne. Come dice la Mannoia "dolcemente complicate, sempre più emozionate". La testa conta di più: siamo rimaste unite per perseguire il nostro obiettivo, anche se in certi momenti davanti c’era veramente solamente nebbia». Questa stagione ha visto Pesaro passare i momenti più bui della sua storia recente in massima serie.

PLAYOFF A-2 DONNE

Carpi promossa in A-1 (m.l.) Il Liu-Jo Carpi conquista l'A-1: vinta gara-4 di finale col SiGrade Parma 3-1 (25-20, 24-26, 25-19, 25-17) serie 3-1.

DOMENICA A CASTIGLIONE

Pippi, addio benefico (an.me.) Per l’addio al volley di Pippi domenica (17) a Castiglione del Lago (Pg): Azzurri over 40 (guidati da Pittera)-Selezone Aipav (Di Pinto) per «Azzurro per l’ospedale»,

MERCATO A-2

Ravenna su Bovo (s.cam-f.c.) Ravenna presenta Corvetta e pensa a Bovolenta e Giombini (Miseikis e Garnica a Cavriago?). Padova cerca Burgsthaler. Mattera verso il Vero Monza.

14 Martina Guiggi 26 anni, di Pisa, 188 cm, centrale, a Pesaro dal 2004. 28 presenze, 285 punti (35 muri).

13 Marija Usic 18 anni, di Zagarbria (Cro), 184 cm, schiacciatrice, primo anno a Pesaro. Due presenze.

VALERIA BENEDETTI

taccuino

8 Laura Saccomani 18 anni, di Milano, 191 cm schiacciatrice. Primo anno a Pesaro. 22 gare, 47 punti.

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IN PANCA ARRIVERÀ TOFOLI?

Dopo l’esonero di Vercesi è stato chiamato il debuttante Riccardo Marchesi, già assistente del brasiliano e da anni nello staff azzurro come uomo-cifra. Ma per il futuro potrebbe esserci una sorpresa: la società ha contattato Paolino Tofoli (già regista dell’Italia due volte campione del mondo) ora alla ricerca di una nuova carriera. La panchina di Pesaro, ovviamente, lo affascina

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Riccardo Marchesi, 33 anni, primo successo

Champions League L’uscita dalla Champions, l’esonero di Angelo Vercesi, il crollo in Coppa Italia. E Carolina è un fiume in piena: «Se avessimo perso lo scudetto sai quante ce ne avrebbero dette. Angelo ha pagato, non erano tutte colpe sue, ma noi siamo rimaste a dover dimostrare che avevamo una parte di ragione. A Rimini (per le finali di Coppa Italia, ancora fuori per mano di Bergamo ndr) con la testa non c’eravamo ancora, ma ci siamo cercate, con testardaggine, per ricreare le sensazioni vincenti. Dobbiamo ringraziare Ricky (Riccardo Marchesi, il vice di Vercesi che ne ha preso il posto, ndr) perché si è preso un rischio e con pazienza ci ha ascoltate. E il nuovo preparatore Stefano Tagliazucchi e il medico Alfredo Bressan perché, sapete, ho sentito le lamentele delle altre squadre, ma noi quest’anno siamo arrivate alla finale che facevamo la fila per gli antidolorifici, la Guiggi ha stretto i denti e ora si deve operare. Ci siamo allenate tutto l’anno al freddo e su un fondo durissimo, ma a un certo punto abbiamo deciso di non dirlo più». In Russia E ora? «Devo prendere qualche decisione e poi tornerò a casa ad abbracciare la mia famiglia. C’è mia nonna Nelida che a 84 anni ha imparato a usare internet per seguire le mie partite e mandarmi le mail». Decisioni importanti: La Dinamo Mosca la vuole con insistenza. «Devo parlare con la società di Pesaro, ho ancora un anno di contratto qui, ma ho ricevuto un’offerta molto interessante. Vedremo».

BEACH VOLLEY GRAND SLAM A ROMA

La pioggia ferma Cisolla-Casadei Bene Varnier-Nicolai e gli Ingrosso ROMA (v.b.) Tuoni, fulmini e temperature polari rimandano l’esordio di Alberto Cisolla in coppia con Casadei nella tappa dello Swatch World Tour. Gli azzurri oggi alle 10 recuperano l’incontro con i brasiliani Cunha-Thiago e nel pomeriggio giocano con gli americani Rogers-Dallhauser. Entrambe vincenti al tie-break le altre due coppie italiane: i gemelli Ingrosso hanno battuto i canadesi Van Huizen-Redmann 21-13, 16-21, 15-13 (oggi affrontano gli olandesi Boersma -Paulides), mentre VarnierNicolai hanno sconfitto gli estoni Jani-Veesik 21-13, 18-21, 16-14 (oggi impegnati con i cinesi Wu-Xhu).

Giornata nera invece per le ragazze. Nel secondo turno del girone Cella-Rosso hanno subito la seconda sconfitta dalle australiane Bowden-Palmer 15-21, 16-21 (oggi giocano con le ceche Klapalova-Hajeckova). Cicolari-Menegatti si sono fatte rimontare e battere dalle spagnole Liliana-Baquerizo 23-21, 17-21, 10-15 (oggi Schweiger-Schweiger). Gioria Momoli hanno ceduto al tie break alle olandesi WesselinkMappelink 21-16, 21-23, 13-15 (oggi le tedesche GollerLudwig). tutte e 3 possono passare il turno. Ieri è stato presentato anche il campionato italiano in 9 tappe: si parte il 19 giugno da Pescara


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

fIn Sardegna, fra storia e glamour,

VELA

saranno protagonisti tre team italiani LA SCHEDA

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Luna Rossa Patrizio Bertelli team leader; Ed Baird timoniere; Torben Grael, tattico; Robert Scheidt stratega; Matteo Plazzi navigatore; Manuel Modena volanti; Max Sirena volanti; Benjamin Durham randa; Claudio Celon e Lorenzo Mazza trimmer; Romolo Ranieri, Emanuele Marino grinder, Marco Montis e Wade Morgan grinder; Rodney Ardern Jolly; Simone de Mari pitman; Cico Rapetti albero; Greg Gendell aiuto prodiere; Sofuku Kazuhiko prodiere

LA SCHEDA

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Mascalzone

Mascalzone Latino Audi, arrivato via nave da Valencia, naviga a La Maddalena LUZZATTO MASCALZONE LATINO TEAM

La vela da sogno torna a La Maddalena Sabato comincia la tappa europea del Louis Vuitton Trophy Quasi tutti i migliori al mondo, pensando alla Coppa America ROSSELLA RAGANATI

dIl Louis Vuitton Trophy fa rotta sul La Maddalena, dove da sabato (fino al 6 giugno) si disputerà l’unica tappa europea del circuito che fa da «palestra alla Coppa America. Sono passati più di 20 anni da quando barche che hanno fatto la storia della vela, hanno regatato nell’isola. Era il 1989 e delle selezioni per l’Admiral’s Cup (la regata disputata in Inghilterra considerata il Mondiale a squadre d’altura) allora si sfidavano Brava di Landolfi, Mandrake di Carriero, e Nitissima di Mazzaferro, nelle prossime due settimane, invece, si vedranno in mare le due barche di Mascalzone Latino e di Oracle utilizzati a Valencia nel-

40 ANNI BASE MILITARE USA L’isola de La Maddalena, teatro delle regate, è stata per 40 anni base dei sommergibili statunitensi. Più di recente è stata al centro di un caso nazionale per via degli appalti

1 TAPPA DI AUCKLAND Il circuito prevede 4 tappe, la prima è stata in Nuova Zelanda, dopo la Sardegna i team si ritroveranno a novembre in Dubai e - a gennaio 2011 - saranno in gara a Hong Kong

la Coppa del 2007. Dieci equipaggi (con i più famosi velisti al mondo) parteciperanno a una match race con che si correrà con lo stesso formato dell’America's Cup. Tre le barche italiane Mascalzone Latino Audi (squadra ospitante nonché rappresentante degli sfidanti della 34˚ Coppa America) Azzurra (vincitore della tappa di Nizza a novembre 2009) e Luna Rossa (al suo esordio). Vento forte «Il campo di regata è spettacolare - ha spiegato Flavio Favini stratega di Mascalzone - ci aspettiamo vento forte che potrà anche superare i 20 nodi, condizioni in cui a marzo ad Auckland ci siamo trovati a nostro agio, (allora secondo dietro i padroni di casa di New Zealand), ma non per questo

LA GUIDA

15 giorni di mare con 10 equipaggi (r.ra.) Il Vuitton Trophy prevede un Round Robin dove ogni team incontra gli altri 9. I migliori 8 avanzano. Nella seconda fase eliminazione diretta. Chiusura il 6 giugno. I 10 TEAM (r.ra,) Aleph (Fra, Pacé), All4One (Fra, Schuemann), Artemis (Sve, Cayard), Azzurra (F. Bruni); Oracle (Usa, Spithill); Team New Zealand (NZel, Barker); Luna Rossa (Baird); Mascalzone Latino Audi (Brady); Synergy (Rus, Jablonski); Team Origin (Gb, Ainslie).

ci riteniamo favoriti, gli equipaggi sono tutti fortissimi». «Il derby italiano come sempre sarà la regata più attesa e noi speriamo di vincere - scherza Checco Bruni skipper di Azzurra - preferiamo regatare con aria leggera, come a Nizza, ma con vento forte ci difenderemo. Il nostro punto di forza? Essere un equipaggio tutto italiano, mentre Mascalzone Latino e Luna Rossa possono contare su due skipper di grande esperienza come Brady e Ed Baird». Garibaldi Durante l’evento è stato allestito un mega villaggio ospitalità a un chilometro dal centro, nell’angolo Sud-Est dell’isola, nel nuovissimo Porto Arsenale che per 40 anni è stato la base dei sommergibili americana che era stato completamente ristrutturato(si parla di un investimento di 327 milioni di euro) per ospitare il G8, spostato poi a L’Aquila. Per l’occasione sono state allestite due mostre: una video installazione (Mari verticali, di Fabrizio Plessi) e un percorso multimediale sulla vita di Giuseppe Garibaldi. A parte strambate e virate c’è un altro argomento di conversazione che impegna i velisti: la festa in onore degli equipaggi del 28, in puro stile Vuitton, ancora segreto il luogo del party. La caccia all’invito è aperta, sembra davvero Coppa America...

Gavin Brady skipper; Morgan Larson tattico; Cameron Dunn pozzetto; Flavio Favini pozzetto; Paul Westlake randa; Steve Hayles navigatore; Rob Salthouse e Thierry Fouchier trimmer; Matthew Welling, Scott Crowford, Andrea Pavan grinder; Jamie Gale pitman ; Massimo Gherarducci albero; Alberto Barovier aiuto prodiere; Chris Dougall grinder; Alan Smith prodiere; Giuseppe Brizzi grinder; Davide Scarpa riserva.

LA SCHEDA

O

Azzurra Francesco Bruni skipper; Tommaso Chieffi tattico; Tom Burnham stratega; Bruno Zirilli navigatore; Daniele De Luca, Stefano Rizzi, Pierluigi De Felice timmer; Gabriele Bruni trimmer; Piero Romeo volanti; Nicola Pilastro, Massimo Galli, Francesco Scalici grinder; Cristian Griggio drizze; Luca Albarelli albero; Pietro Mantovani aiuto prodiere; Matteo Auguadro prodiere; Michele Cannoni assistente drizze; Durham, Gnutti e Leonardi riserve


GIOVEDÌ 20 MAGGIO 2010

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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TUTTENOTIZIE & RISULTATI TENNIS / 1

Starace ed Errani vanno nei quarti

Potito Starace, 28 anni, n. 63 AP

Potito Starace e Sara Errani avanzano ai quarti. A Nizza (Fra, 398.250e), «Poto» (n. 63 mondiale) domina Kubot (Pol, 54 ) per 6-3 6-4, e affronta ora Monfils (Fra, 15) che ha battuto a Valencia, 2 anni fa, sempre sulla terra. A Varsavia (Pol, 484.000e), Sara Errani (23 anni, n. 35 Wta) piega Magdalena Rybarikova (Slk, 51) per 7-6 (7) 6-3, e sfida Li Na (Cin, 12) con la quale ha perso 2 volte su 2. Altri, 2˚ turno, a Nizza: O. Rochus (Bel) b. Soderling (Sve) 2-6 6-4 6-4; Gasquet (Fra) b. Dolgopolov Jr. (Ucr) 6-0 2-6 6-3; Monfils (Fra) b. Chiudinelli (Svi) 1-6 6-1 6-4; Baghdatis (Cip) b. Greul (Ger) 6-3 6-2; Mayer (Arg) b. Bellucci (Bra) 6-4 6-1; Verdasco (Spa) b. Serra (Fra) 6-2 6-2; a Varsavia: Zheng (Cin) b. GARBIN 6-1 6-1; Wozniacki (Dan) b. Hercog (Slo) 2-6 6-3 6-4; Arn (Ung) b. Zakopalova (Cec) 6-4 6-4; A. Bondarenko (Ucr) b. Strycova (Cec) 6-2 6-4; Li (Cin) b. Piter (Pol) 6-0 6-3; Dulgheru (Rom) b. Bacsinszky (Svi) 6-2 6-4; Pironkova (Bul) b. Dementieva (Rus) 7-5 4-6 6-4.

TENNIS / 2: A PARIGI

TENNIS: SQUALIFICA DOPING

Odesnik: 2 anni fermo per il GH dLento, magari farraginoso, sicuramente un po’ tardivo, ma inesorabile, il Tennis Anti-Doping Programme interviene ancora duramente, e squalifica per due anni lo statunitense Wayne Odesnik, 24 anni, numero 114 del mondo, il primo positivo all’ormone della crescita: dal 29 dicembre 2009 al 28 di-

cembre 2011, con conseguente cancellazione di risultati e punti ottenuti negli ultimi 4 mesi e mezzo. Troppi, nei quali il reo-confesso ha continuato ad esercitare la sua professione, fino ad arrivare ai quarti a Houston. Evidenza Odesnik era risultato da subito reo confesso di

Wayne Odesnik, statunitense, compie 25 anni a novembre, n. 114 del mondo, un anno fa era 77 AP

PRO RECCO-BRESCIA 9-7 (3-3, 1-0, 3-1, 2-3) Pro Recco: Tempesti, Figari 1, Felugo, Benedek 2, A.Calcaterra 1, Udovicic 2, Molina; Mangiante 1, Premus 1, Giorgetti 1, Figlioli, Di Costanzo. N.e. Gennaro. Lake Iseo Brescia: Volarevic, Paskvalin, Presciutti 1, Jelaca, Mammarella 1, Gitto 1, Rath 2 (1 rig.); Binchi, R.Calcaterra 1, Fresia 1, Astarita. N.e. Astarita, Boccali. All. Bovo. Arbitri: Riccitelli e De Meo. Note: sup.num. Pro Recco 10 (2 gol), Brescia 11 (2). Usc. 3 f. Presciutti 31’28". A 28’16" esp. Udovicic per brutalità.

SAVONA-POSILLIPO 12-8 (5-2, 1-1, 4-3, 2-2) Savona: Pastorino, Varellas, F.Mistrangelo 1, Giacoppo, Damonte, Rizzo 1, M.Janovic 3, Angelini 3, M.Lapenna, D.Fiorentini 3, Aicardi, G.Fiorentini 1, Conti. All. C.Mistrangelo. Posillipo: Negri, Fiorillo 1, Mattiello 2, Buonocore, Scotti Galletta 1, Politze 1, Gambacorta, Gallo 1, Baraldi 1, Bertoli, Saccoia 1, Varga, Lignano. All. Silipo. Arbitri: Bianchi e Collantoni. Note: sup. num. Savona 12 (4), Posillipo 9 (3). Usc. 3 f. Giacoppo 4˚ t.

BONFIGLIO (m.l.) Tre azzurrini oggi al Tc Milano Bonacossa di via Arimondi negli ottavi del 51˚ Trofeo Bonfiglio under 18. Il mancino torinese di Venaria Reale (seguito da Furlan e Palumbo) Alessandro Colella, la romana Nastassja Burnett e la valdostana Martina Caregaro. Secondo turno, ragazzi: COLELLA b. Uchiyama (Gia) 6-4 7-5; ragazze: BURNETT b. De Bernardi (Fra) 6-4 6-1; CAREGARO b. Tomova (Bul) 6-4 6-2; Gavrilova (Rus) b. CONFALONIERI 6-3 6-4. RITA DAY Sabato alle 14.30 al Kick Off di San Donato Milanese, ultima tappa nazionale R.I.T.A. Day per scolari di 6-11 anni (info@ritaonline.org).

PISTA MONDO (si.g.) Martedì a Jonesboro (Usa), 5.82 nell’asta di Jeremy Scott davanti a Derek Miles (5.75). A Fortaleza (Bra). Uomini. 400: Vasconcelos 45"62. 400 hs: Silva (Uru) 49"49. Asta: Gomes da Silva 5.65. Martello: 5. Cerra (Arg/Ita) 70.54. Donne. Alto: Spencer (S.L.) 1.94. A Spanish Town (Giam). Donne. Alto: Francis 1.93 (r.n.). A Tokyo (Giap). Uomini. 10.000: Ngatuny (Ken) 27’22"46; Ndambiri (Ken) 27’23"46; Karoki (Ken) 27’23"62. A Gifu (Giap). Uomini. 10.000: Thuo (Ken) 27’31"95. A Teheran (Iran). Uomini. Disco: Hadadi 66.00.

RECCO (Genova) (i.v.) Festa Rec-

co, per la vittoria in Eurolega e per la riapertura della piscina Antonio Ferro. Ma il Brescia esce con l'onore delle armi e al ritorno si ritroverà con un rivale in meno: Udovicic è stato espulso per brutalità e dunque verrà sanzionato con due giornate di squalifica. Come per le altre partite, gara-2 si gioca sabato. Eventuale bella il 28. Semifinali 5˚-8˚ posto: Florentia-Ellevi Nervi 12-9, Lazio-Bogliasco 10-8.

ALBISOLA (Savona) Un brutto av-

vio è fatale al Posillipo. Il Savona, sospinto dalle triplette di Janovic, Angelini e Deni Fiorentini, rispetta il pronostico. Ai napoletani non basta l’ottima prova del portiere Negri.

CASO BOSURGI Dietrofront. L’Alta Corte di Giustizia ha accolto parzialmente il ricorso di Silvia Bosurgi contro la Fin: all’olimpionica viene riconosciuto lo status di atleta (con l’Orizzonte) e non quello di dirigente (col Messina), per cui può tornare in vasca.

LA SCIATRICE SUL SET DELL’ULTIMA PUNTATA

La Vonn recita in Law & Order

L’americana Lindsey Vonn sul set

Sport da ammirare (dai playoff di basket al lancio della prima pallina di Chicago Cubs-Colorado) ma soprattutto una parte da attrice: per Lindsey Vonn, olimpionica e superstar dello sci alpino, sono sempre giorni intensi: l’americana ha partecipato al cast dell’ultima puntata di «Law & Order», ventennale serie tv sulla Nbc ambientata su vicende criminali e molto seguita dal pubblico. «Non posso credere che sia finita davvero» ha detto la Vonn.

(m.c.) Il ritorno si apre con una grande festa (dir. Rai Sport Più ore 21) al Joe Di Maggio» di Palermo, tra Catania e Nettuno, con 4500 invitati. 8˚ turno, anticipi gara-1: Catania Warriors-Danesi Nettuno, De Angelis Godo-Ugf Bologna. Class.: San Marino 737 (14-5); Rimini 714 (15-6); Bologna e Parma 667 (14-7); Grosseto 550 (11-9); Nettuno 474 (9-10); Catania 100 (2-18); Godo 095 (2-19).

NY Yankees, i più ricchi Secondo una classifica pubblicata dalla rivista Forbes, sono i New York Yankees la squadra più ricca del mondo. Il valore del brand dei campioni delle Major League Baseball è stimato in 328 milioni di dollari (pari al 21% del loro valore assoluto, 1.6 miliardi di dollari). Superato quindi il Manchester United (285 milioni, ovvero il 16% di 1.835 milioni di valore assoluto). Il sorpasso degli Yankees è merito del merchandising venduto dopo la conquista delle World Series 2009, che gli ha fruttato 450 milioni di dollari lordi.

PALLANUOTO: GARA-1 SEMIFINALI SCUDETTO

Nelle qualificazioni del Roland Garros (che scatta domenica sulla terra rossa di Parigi), la rinuncia di Minar promuove Simone Bolelli al terzo e decisivo turno, contro Ilhan (Tur). Drammatico successo di Galvani contro Kravchuk (Rus), per 6-7(10) 6-2 13-11, che ora affronta Ryan Harrison (Usa), mentre Cipolla deve ancora giocare il 2˚ turno (con Deheart). Subito fuori le italiane.

Notizie da due ex campioni degli Us Open: a Strasbugo (Fra, 178.000 e, terra), Maria Sharapova va ai quarti battendo Evtimova (Bul) 6-3 6-0; Juan Martin Del Potro, dopo l’operazione al polso destro, rinuncia alla difesa del titolo a Flushing Meadows del 30 agosto, spera di rientrare nei tornei indoor di novembre.

INCIDENTE CHRISTIE Il 50enne britannico Linford Christie, olimpionico dei 100 a Barcellona 1992, martedì notte, a bordo della sua Audi A8, è stato vittima di un grave incidente nel Buckinghamshire: testa coda e impatto con un taxi. Ricoverato per accertamenti, è stato presto rilasciato. E’ andata peggio ai quattro passeggeri dell’altra auto. Tre, taxista compreso, hanno riportato fratture plurime. Nessuno dei due conducenti aveva tassi alcolemici oltre il consentito.

Nettuno a Palermo e in Tv

Savona respinge di forza il Posillipo

Sharapova vola Del Potro rinvia

(si.g.) Un 15enne statunitense, Robert Zhongjje Yin, è morto per le gravi ferite riportate dopo un tragico volo fuori dai sacconi venerdì a Jacksonville, Illinois, durante i College Conference, mentre cercava di saltare 3.20 con l’asta. Robert, che aveva debuttato quest’anno nella specialità, è deceduto martedì all’ospedale di Springfield, Illinois.

BASEBALL

Recco solita festa Brescia si arrende

TENNIS / 3

ATLETICA

Asta: muore un 15enne

24 ORE ARGENTO (d.m.) Argenti per Ivan Cudin (263,841 km) e Monica Casiraghi (231,390 km) ai campionati mondiali di 24 ore di Brive (Fra). Italia d’argento anche a livello di team uomini e donne.

Qualificazioni Galvani, che lotta!

Donne, 1˚ turno: Gallovits (Rom) b. OPRANDI 6-3 6-2; Yakimova (Bie) b. DENTONI 6-3 6-2.

aver violato l’articolo C.6 del programma antidoping (possesso di sostanza proibita senza esenzione per uso terapeutico). Fermato e perquisito il 2 gennaio di quest’anno dalle autorità aero-portuali, a Brisbane, all’arrivo in Australia, dov’era iscritto al locale torneo Atp, aveva ammesso di aver acquistato a dicembre, negli Stati Uniti, 8 fiale da 6 milligrammi del famigerato GH. Anche se ha sempre sostenuto che quelle sostanze gli erano state suggerite da medici per migliorare il recupero dai frequenti infortuni, ma di non averle mai usate.

BOXE

IPPICA: A CAEN

Ilaria terza recrimina in Francia Un terzo posto che vale nel Prix de Ducs de Normandie (m 2450) di Caen, incollata al sulky del vincitore Oyonnax (re dell’Amerique 2010) e preceduta di poco anche da Quaker Jet (2˚ nell’Amérique)che l’ha affiancata intrappolandola. Quindi la nostra Ilaria Jet (J.M. Bazire) recrimina, non avendo potuto sprintare, compromettendo il secondo posto e, forse, una chance di vittoria. Con questa convincente prestazione, Ilaria stacca il biglietto per una prova del grande week end di Stoccolma a fine mese. Forse proprio nell’Elitlopp, corda nel mirino di Oyonnax ieri a segno in 1.11.7. DETTORI CAMBIA Dopo l’ultima deludente prestazione di Chabal nelle Dante Stakes di York, Lanfranco Dettori cambia cavalo per il Deby inglese del 5 giugno. Si tratta di Rewilding, in sella al quale Frankie ha vinto facile ieri a Goodwood una listed sui 2100 metri. Rewilding è sceso a 10/1 nel Derby di Epsom.. L’arrivo di ieri a Caen: Oyonnax vince davanti a Quaker Jet che intrappola la nostra Ilaria Jet FORNI

AZZURRI PER EUROPEI (r.g.) Saranno 8 gli azzurri che parteciperanno agli Europei di Mosca (Rus) dal 4 al 13 giugno. I tecnici Damiani e Bergamasco hanno scelto Picardi (51), Parrinello (54), Di Savino (57), Valentino (60), Mangiacapre (64) che ha sostituito Cenciarelli, Fiumi (81), Russo (91) e Cammarelle (+91). Mancano il medio Podda (ko in Cina), il minimosca e il welter. Ad Assisi da domani rifinitura. MALIGNAGGI SI RITIRA? (r.g.) Paul Malignaggi (27-4) il superleggero italo americano, dopo la sconfitta contro l'inglese Khan (23-1) per il titolo Wba, ha fatto sapere di essere orientato verso il ritiro pur avendo solo 29 anni. Nel 2007-2008 è stato campione del mondo superleggeri Ibf. I genitori vivono in Sicilia.

EQUITAZIONE

Salti doc a Torino A una settimana da Piazza di Siena (presentata domani) al Centro de La Venaria Reale, nel parco della Mandria di Torino, da oggi a domenica la terza tappa del Global Champions Tour di salto ostacoli. Fra i campioni in gara, il podio olimpico al completo (Lamaze, Bengtsson e Madden), il campione del mondo Lansink, quello europeo Staut, il trionfatore della World Cup Ehning e il vincitore dell’edizione 2009, Michel Robert. Fra gli italiani spiccano Gianni Govoni, Natale Chiaudani e Juan Carlos Garcia.

GHIACCIO

Elezioni Federghiaccio Bolognini presidente Ufficializzate le candidature per l’Assemblea elettiva federale di sabato 29 a Bolzano. Il 72enne Giancarlo Bolognini, candidato unico, resterà presidente per un quinto mandato (dal 1997). Cambiano cinque consiglieri di settore su sei: per la figura in lizza Franca Invernizzi, Paolo Pizzocari e Luca Sforza (al posto di Nicoletta Petrini), alla velocità torna Sergio Anesi (per Erminia Saltori), al curling e allo stock Eros Gonin e Helmut Waldthaler (invece di Franco Zumofen e Johann Mulser). Unica conferma, all’hockey ghiaccio, Karl Linter. Tra i nove atleti candidati (per quattro posti) Silvia Fontana (figura), Yuri Confortola e Hugo Hernoff (short track), Martin Pavlu (hockey ghiaccio) e Joel Retornaz (curling). SHORT TRACK La federazione sudcorana ha ridotto la squalifica a Lee Jung-Su e

Yoon-Gy Kwak, 20enni medagliati nello short track ai Giochi di Vancouver, da 3 a un anno. I 2 sono stati accusati di aver truccato i risultati di una selezione nazionale per i Mondiali di marzo.

GOLF

Wentworth: riecco i Molinari e Manassero Francesco Molinari, Edoardo Molinari (a caccia della qualificazione alla Ryder Cup) e Matteo Manassero (al secondo torneo da pro) sono impegnati da oggi e domenica a Wentworth (Ing, 4.500.000 e, prima moneta 750.000), nel BMW PGA Championship dell’European Tour, considerato appena sotto i major, con Casey (campione uscente), Els, Harrington, McIlroy, Darren, Clarke, Westwood, Poulter, Karlsson, Stenson, Jimenez, Montgomerie, Hansen. Diretta Sky. ITALIANI CHALLENGE Da oggi a Poggio dei Medici (150.000 e, prima moneta 24.000), tappa Challenge Tour con Rocca, Canonica, italiani e stranieri di qualità.

HOCKEY GHIACCIO

Mondiali: oggi i quarti Con Russia-Canada match-clou, si disputano oggi i quarti dei Mondiali gruppo A di Germania 2010. Quarti (oggi) - A Colonia: R.Ceca-Finlandia (ore 16.15); Russia-Canada (ore 20.15). A Mannheim: Svezia-Danimarca (ore 16.15); Germania-Svizzera (ore 20.15). Semifinali (sabato): vinc. Russia/Canada-Germania/Svizzera; vincente R.Ceca/Finlandia-Svezia/Danimarca. PLAYOFF NHL Così martedì in gara-2 delle finali di Conference dei playoff Nhl. Eastern: Philadelphia-Montreal 3-0 (serie 2-0). Western: S.Jose-Chicago 2-4 (0-2).

HOCKEY PRATO CHAMPIONS B (g.l.g.) Da oggi all’Acquacetosa di Roma Champions di serie B donne, in corsa San Saba. Oggi, Pool A 10 Ismaylova Mosca (Rus)-La Gantoise (Bel); 12 Kelburne (Sco)-Loreto (Irl); pool B Alta Boryspol (Ucr)-Libertas San Saba; 16.00 Baku (Aze)-Ritm Grodno (Bie).

IPPICA AVERSA QUINTE’ (m 1660): 1 Imprevisto Ral (R. Mele jr) 1.16.7; 2 Inelfo Vinci; 3 Desistor Ons; 4 Lindass; Tot.: 40,38; 17,86, 7,68, 3,32 (1.148,04) Quinté 16-6-3-1-4 non vinto. Quartè e 55.707,24. Tris e 7.966,24. TORINO 2ª TRIS (m 1600): 1 Ledum di Casei (L. Colombino) 1.16.3; 2 Lozano; 3 Leeway Effem; Tot.: 8,43; 3,50, 3,08, 14,35 (245,71) Tris 3-12-4 e 2.861,16. OGGI ALBENGA QUARTE’ In 17 su 3 nastri (19). Scegliamo Danubio Om (15), Galeone (10), Forza degli Ulivi (14), Eastwood Om (16), Fabri Gre (5), Lisieux (12), PISA 2ª TRIS In 15 sui 2200 m. (ore 14). Scegliamo Disappear (3), Candragupta (2), Melagro (5), Mr Divot (6), Love Friendly (13), Vamenzio (8). ANCHE Tr.: Treviso (11.15), Bologna (14.25), CAstelluccio (15), Roma (15.25).

NUOTO BILANCIO MONDIALI (fe. pas.) Oggi il Cda dei Mondiali di Roma 2009: recuperati alcuni crediti, per chiudere il bilancio mancano 7,5 milioni, che dovranno pagare Comune e Federnuoto. Non essendo approvato il bilancio comunale, difficile che oggi si chiuderà la vicenda. Intanto per il Polo di Ostia, il Tribunale ha confermato il possesso del compendio sportivo del polo alla Fin. COPPA LATINA Da oggi a Mar de Plata si disputa la Coppa Latina giovanile. Azzurri: Barbacini, Bussolin, Cuoghi, Di Giorgio, Di Lecce, Gremizzi, Landini, Malerba, Pelizzari, Spadaro, Toniato, Torrini. Azzurre: Dal Rio, Di Liddo, Di Pietro, Galizi, Guzzetti, Pirozzi, Masini, Mizzau, Lucconi, Meoli, Meschiari, Neri.

RUGBY

Casellato interdetto Umberto Casellato, tecnico di Rovigo, non potrà allenare per quattro mesi. L’interdizione, di tre mesi più uno di recidiva, è stata data per «parole offensive reiterate» nei confronti dell’arbitro Damasco nel dopopartita di Viadana-Rovigo di domenica (25-16). Per il ritorno di domenica già venduti 3500 biglietti. SERGIO PAPA’ Sergio Parisse sarà papà. La fidanzata Alexandra Rosenfeld, che il capitano azzurro sposerà il 7 luglio a Béziers (Fra), è incinta. La nascita è attesa per settembre. L’AQUILA PREMIATA (r.par.) A Roma, all’Università di Tor Vergata, conferito all’Aquila il 9˚ «Etica nello Sport» per «la grande azione contro il terremoto».

VARIE CAMPIONE PER AMICO (m.l.) Fa tappa a Milano oggi la manifestazione itinerante «Un campione per amico»: nei panni di istruttori e compagni di gioco Panatta, Lucchetta, Chechi e Graziani. In funzione ai Giardini Montanelli di via Palestro, per bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni, 5 aree gioco: pallavolo, tennis, ginnastica, calcio e percorso di educazione stradale allestito con la Federciclismo. MEDITERRANEI E CRISI GRECA I prossimi Giochi del Mediterraneo in Grecia nel 2013 avranno un budget fortemente ridotto per la crisi del Paese ellenico.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT


GIOVEDÌ 20 MAGGIO 2010

LA GAZZETTA DELLO SPORT

ALTRI MONDI

libera della commissione Bilancio della Camera al fVia decreto legislativo sul federalismo demaniale. Bossi:

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UMBERTO BOSSI LEADER LEGA NORD

«Una tappa importante». L’Idv di Di Pietro ha votato sì

x NOTIZIE TASCABILI

IL FATTO DEL GIORNO 5 DOMANDE 5 RISPOSTE

HANNO DETTO DOPO LA SENTENZA SUL G8 DEL 2001

Ma è giusto vietare le intercettazioni con una legge?

Scuola Diaz: non saranno rimossi i 25 poliziotti condannati a Genova

S

Anna Finocchiaro Capogruppo Pd al Senato Fare in modo che sui giornali non ci sia notizia delle indagini, non solo delle intercettazioni, ma anche degli altri atti, è mettere il bavaglio alla libera informazione

Chi le pubblicherà rischia pesanti multe (gli editori) e persino il carcere (i giornalisti). Molti pensano si tratti di un vero e proprio bavaglio alla libertà di stampa. La maggioranza, però, ha fretta

Nessuna rimozione dopo la sentenza di appello che ha condannato — ribaltando il giudizio in 1˚ grado — 25 dei 27 poliziotti imputati per l’irruzione e i pestaggi alla scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001. Lo ha detto il sottosegretario all’Interno, Mantovano: «Questi uomini hanno la fiducia del ministero dell’Interno».

E A TORINO STUPRAVANO PROSTITUTE

Sedicenne violentata in centro nel Comasco: preso marocchino Era scesa dal treno che la riportava a casa da scuola, quando è stata violentata, in un parco del paese. È successo a Lomazzo (Co): la vittima è una 16enne. Preso il violentatore, un marocchino 32enne, incastrato dalle telecamere. A Torino, invece, è stata scoperta una banda di 5 stupratori romeni: violentavano prostitute.

UCCISI LUNEDÌ IN AFGHANISTAN GIORGIO DELL’ARTI gda@gazzetta.it

È in corso una gran battaglia al Senato sul disegno di legge cosiddetto «delle intercettazioni».

ne imposta dalla maggioranza ai lavori: l’altra notte i senatori hanno finito alle 3.40, ieri sera sono stati riconvocati. Questa nostra conversazione va in stampa e loro non hanno ancora finito.

1Sarebbe quello che proibisce 2 le intercettazioni dei sospetta- Come mai la maggioranza ha ti e vieta ai giornali di pubblicarne il resoconto stenografico?

Non vieta ai pm di intercettare, mette dei limiti di tempo e circoscrive i reati per cui si può procedere con questo tipo di indagine. Proibisce però effettivamente la pubblicazione delle sbobinature e gli atti dell’inchiesta, in certi casi fino al rinvio a giudizio, in altri fino al processo. Il disegno di legge era già passato alla Camera l’anno scorso. Napolitano aveva fatto sapere di avere dubbi sulla sua costituzionalità (dunque c’era il rischio che non lo firmasse), il centro-destra decise di accantonarlo durante la campagna elettorale e di rimetterlo in pista dopo le elezioni. Ora è cominciato l’iter al Senato. Lei sa in che consiste questo «iter»? Il disegno di legge passa per un certo numero di commissioni e qui vengono presentati degli emendamenti al testo passato alla Camera, che possono essere approvati o respinti. In questo momento, il ddl (sigla per «disegno di legge») è alla commissione Giustizia. Quello che stupisce è l’accelerazio-

tanta fretta?

Forse c’è il timore di ulteriori rivelazioni clamorose che possano mettere in difficoltà il governo. La legge andrà in aula ai primi di giugno. Berlusconi ha dimostrato, ai tempi del lodo Alfano, di esser capace di far passare un provvedimento in due giorni. Il testo, però, essendo stato modificato al Senato, dovrà tornare alla Camera. Come farà qui il Cavaliere a far presto? Metterà la fiducia? Esiste il pericolo dei finiani, a cui la legge non va giù. E poi il dissenso è grosso anche nel resto del centro-destra: Il Giornale e Libero hanno fatto capire parecchie volte che il provvedimento non gli va a genio.

3 È una legge che colpirà la libertà di stampa?

Ogni volta che i politici si occupano di giornali o di libri o di privacy ledono la libertà di informazione, di rappresentazione e di pensiero. L’articolo 21 della Costituzione va interpretato nel senso che capipartito e

affini devono disinteressarsi di ciò che viene scritto o rappresentato dai cittadini, a meno che non si tratti di menzogne, nel qual caso c’è il ricorso alla querela. L’articolo 21 afferma che «la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure». Lo stesso articolo ammette che si possa intervenire, ma solo dopo la pubblicazione, sequestrando giornali o libri. E la motivazione di questo sequestro deve essere autorizzata dal magistrato (24 ore di tempo). Prevedere un’ammenda (464 mila euro agli editori colpevoli e persino il carcere per i giornalisti) è fuori dalle regole dettate dalla nostra Carta.

4 So che gli editori si sono ribellati.

Si sono ribellati i giornalisti e i gli editori. I giornalisti faranno degli scioperi, gli editori hanno sottoscritto un appello – primi firmatari Laterza e Stefano Mauri – in cui si sostiene: «Con una classe politica che fa quadrato attorno agli indagati immaginate un mondo dove non si possano conoscere i motivi delle indagini in corso». Questo appello ha spaccato il mondo dell’editoria: Mondadori ed Einaudi – case editrici possedute dal premier – non hanno sottoscritto e anzi Riccardo Cavallero, uno dei due capi della divisione libri di Segrate, ha detto che l’appello è una sottile ope-

In Italia i due alpini morti Oggi il funerale di Stato

razione di marketing, tesa a portar via alla Mondadori i suoi scrittori di maggior successo (leggi: Saviano).

5 Non c’è un problema di tutela

degli indagati e di chi, nelle conversazioni telefoniche, viene registrato ma non c’entra niente?

Certo. Le strade per ottenere tutela sono due. La prima: togliere alle intercettazioni ogni valore di prova, come accade in Gran Bretagna. In Gran Bretagna il magistrato chiede il permesso di intercettare a un’autorità politica (il ministro dell’Interno) e l’ascolta per orientarsi, per capir meglio il contesto in cui è maturato il reato. Poi deve andarsi a cercare i riscontri con l’indagine vera e propria. Bush – presidente di centro-destra – ha reso le intercettazioni più facili, ma nessuno in America si permette di passarle alla stampa. Non è con i giornali che bisogna prendersela, ma con chi gli passa le carte e indaga in un certo modo. Anche porre limiti temporali alle intercettazioni, come prevede questa legge, è assurdo. Se un magistrato ha bisogno di pedinare o di spiare, proceda. Ma chiuda poi bene nel cassetto quello che trova. Perché se un giornalista mette le mani su qualcosa, ha il diritto/dovere, Costituzione alla mano, di diffonderla.

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Maurizio Gasparri Presidente del gruppo Pdl al Senato Il ddl sulle intercettazioni non metterà alcun bavaglio alla stampa, ma eviterà quegli abusi che finora hanno riempito solo di fango persone estranee a qualsiasi indagine

C’era anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ieri mattina sulla pista dell’aeroporto di Ciampino a rendere omaggio alle bare del sergente maggiore Massimiliano Ramadù e del caporale maggiore scelto Luigi Pascazio (nella foto Ansa), gli alpini uccisi lunedì in un attentato in Afghanistan. L’autopsia, intanto, ha accertato che la morte dei due in seguito all’esplosione è stata istantanea. Oggi, alle 10, i funerali di Stato nella basilica di Santa Maria degli Angeli, a Roma.

SÌ IN COMMISSIONE ALLA CAMERA

«Cervelli in fuga», incentivi fiscali a chi voglia rientrare in Italia Ci saranno incentivi fiscali per i «cervelli in fuga», gli studiosi che lavorano all’estero e che decidano di rientrare in Italia. Unica condizione: avere meno di 40 anni. La commissione Finanze della Camera ha approvato all’unanimità le modifiche alla proposta di legge che prevede sconti e benefici per chi intenda assumerli».


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ALTRI MONDI

sul disastro aereo nel quale l’11 aprile hanno perso fGiallo la vita il presidente polacco Lech Kaczynski e altre 95

LECH KACZYNSKI EX PRESIDENTE POLONIA

persone: nella cabina di pilotaggio c’erano due estranei

x LE FRASI DEL GIORNO

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I primi soccorsi a Fabio Polenghi, il fotoreporter ucciso a Bangkok REUTERS STEFANIA ANGELINI 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

dLa resa dei ribelli fedeli all’ex premier Thaksin Shinawatra, ieri a Bangkok, è costata altri cinque morti. Tra questi, nell’attacco finale dell’esercito thailandese contro le «camicie rosse», c’è anche un fotoreporter italiano. Fabio Polenghi, freelance 45enne di Milano, si trovava da tre mesi in Thailandia per realizzare servizi per più riviste europee: è stato colpito dai proiettili al cuore e allo stomaco, nella zona di Saladeng, a un chilometro dal covo dei manifestanti. Polenghi indossava il casco ma non il giubbotto antiproiettile: è stato subito soccorso da altri dimostranti e trasportato in moto verso l’ospedale, ma è morto prima di arrivarci. Negli scontri, tra i 58 feriti, anche altri due giornalisti stranieri — un americano e un olandese — sono rimasti feriti. Altri nove cadaveri, come hanno riferito i media locali, sono stati trovati ieri nel tempio di Pthumwanaram, in un’area occupata dalle «camicie rosse».

Ancora caos La resa dei quattro capi della rivolta, portati via in manette dalla polizia, non ha messo fine alle violenze. Un gruppo di irriducibili ha continuato a lanciare granate contro i soldati. Poi, gli oppositori hanno appiccato incendi in tutta la capitale, sfidando il coprifuoco notturno imposto dal premier Abhisit Vejjajiva. Le fiamme hanno avvolto anche la sede della tv nazionale, la sede della Borsa, una banca e il più grande centro commerciale del Paese. E ora il governo sta dando la caccia ai rivoltosi, per i quali ha ordinato la pena capitale.

L’arresto dei ribelli antigovernativi nel quartiere occupato di Bangkok EPA

Thailandia, ucciso fotografo italiano Bangkok in fiamme: le «camicie rosse» si arrendono Fabio Polenghi, freelance milanese, colpito al cuore

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il ricordo di GIOVANNA CALVENZI 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

Quel servizio per SportWeek che non ci arriverà mai più Reporters sans Frontières ci informa che Fabio Polenghi è il 12˚ fotogiornalista morto sul campo nel 2010. Una fine atroce, che lascia attonito chi lo ha conosciuto. Polenghi era uno avveduto, che non cercava l’azione a tutti i costi, ma sapeva muoversi con leggerezza nelle case dei personaggi noti, sui set di moda, nelle favelas brasiliane. Era nato a Milano ma aveva viaggiato in tutto il mondo, seguendo storie che cercava e costruiva con insaziabile curiosità. Da qualche mese si era stabilito in Thailandia. A marzo aveva proposto a SportWeek di realizzare un servizio nelle Filippine sul pugile Manny Pacquiao: «Farei un servizio

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molto completo (il troppo non guasta), con immagini del campione come sportivo, ma anche familiari e della sua campagna politica». Nell’ultima mail annunciava l’arrivo di testo e foto. Poi più nulla.

Polenghi: aveva 45 anni REUTERS

Margherita Granbassi fotografata da Polenghi per SportWeek nel 2005

Josè Manuel Barroso Il presidente della Commissione Ue ha parlato delle vendite allo scoperto di bond e titoli Siamo d’accordo con Berlino sulla necessità di frenare l’uso abusivo delle vendite allo scoperto. Verificheremo se le condizioni tedesche ci sono anche in altri Paesi

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Silvio Berlusconi Il premier parla di tasse nel nuovo libro di Bruno Vespa, in uscita a fine mese La crisi economica non consente il taglio delle tasse e non lo consentirà fintanto che non sarà stata definitivamente superata: da noi il taglio sarà il dividendo del federalismo fiscale

CRISI INFINITA ALTRA GIORNATA NERA

La Germania affossa le Borse Milano a -3,45% La Merkel vieta la vendita allo scoperto di 10 titoli e i listini crollano. Nuovo minimo per l’euro

5 RIPRODUZIONE RISERVATA

dNon c’è pace per l’euro e per le Borse. Dopo i timidi rialzi di inzio settimana, i listini ieri sono tornati a precipitare. La Borsa italiana è stata la più penalizzata in Europa, con veri e propri tonfi per i titoli bancari, da Unicredit (-5,98%) a Intesa Sanpaolo (- 4,77%): il listino principale di Piazza Affari (l’Ftse Mib) ha perso il 3,45%, fermandosi a 19.612 punti. Male, comunque, tutte le Borse: Londra ha perso il 2,81%, Francoforte il 2,72%, Parigi il 2,92% (mentre in controtendenza Atene ha chiuso a +0,87). In totale si stima che le Borse europee abbiano perso 144 miliardi in capitalizzazione. Negativa anche Wall Street.

Le parole della Merkel Due le ragioni principali della nuova giornata nera, entrambe riconducibili alla Germania. La prima è stata la decisione del governo Merkel di vietare le vendite allo scoperto sui titoli delle dieci principali istituzioni finanziarie tedesche (tra cui Allianz e Deutsche Bank) e su quelle dei cosiddetti credit default swap, a partire dalla mezzanotte di martedì e con l’intento di frenare le manovre speculative. La seconda ragione è stata il contenuto del discorso pronunciato dal cancelliere Angela Merkel in Parlamento prima del dibattito sul pacchetto anticrisi che il Bundestag si appresta a votare. «L’euro è in pericolo» ha detto la Merkel, ma se la valuta unica «dovesse fallire, allora fallisce anche l’Europa». Le parole della Merkel sono risultate devastanti per la quotazione dell’euro sul dollaro, già fiaccato da diversi giorni di calo. La moneta unica ha ripiegato di oltre mezzo centesimo di dollaro dai massimi di giornata, attestandosi su nuovi minimi a 1,21 dollari. m.a.


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GIOVEDÌ 20 MAGGIO 2010

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Travolta e Kelly Preston di nuovo genitori: i due fJohn attori, 56 anni lui e 47 lei, hanno perso il figlio 16enne Jett

ALTRI MONDI

JOHN TRAVOLTA ATTORE

per un attacco epilettico. La Preston è incinta di 3 mesi

Delitto in Inghilterra Arrestato Restivo L’unico indagato per il caso di Elisa Claps fermato per un omicidio del 2002: già prelevato il suo Dna CARLO ANGIONI 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

dSono andati a prenderlo ieri mattina, alle 6.30, nella sua casa a due piani di Bournemouth, nel Sud dell’Inghilterra, e l’hanno arrestato. Danilo Restivo, unico indagato per l’omicidio di Elisa Claps, la ragazza di Potenza scomparsa il 12 settembre 1993, a 16 anni, e ritrovata cadavere nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità il 17 marzo, è stato fermato per il delitto di un’altra donna, la 48enne Heather Barnett, una vicina di casa trovata morta e mutilata nella sua villetta otto anni fa. La polizia del Dorset, che ha semplicemente parlato del fermo di un uomo in relazione all’omicidio della sarta inglese ma non ha fatto alcun nome, ha 72 ore per la conferma dell’arresto, altrimenti Restivo (che era già stato fermato per lo stesso caso nel 2004) dovrà essere rimesso immediatamente in libertà. Nella casa del 38enne lucano, amico di Elisa e ultimo a vederla viva, gli investigatori hanno

effettuato una lunga perquisizione, prelevando anche il suo Dna (elemento forse decisivo per ricollegarlo all’omicidio di Potenza), che sarebbe stato già ritrovato sulla scena del delitto Barnett. «Per ora la polizia britannica ha effettuato su nostra rogatoria il prelievo del Dna e siamo in attesa dei risultati — ha detto il procuratore di Salerno, Franco Roberti, che coordina le indagini sul caso Claps —. Il fermo è un’iniziativa della polizia britannica e non è stata concordata con noi, dal momento che procede per un’indagine su un omicidio avvenuto in Inghilterra». Mistero L’arresto di Restivo, il cui nome è stato associato a cinque casi di donne scomparse o morte in Italia e Inghilterra tra il 1992 e il 2004, è stato accolto con soddisfazione anche dai Claps. «Finalmente si sta muovendo qualcosa — ha detto l’avvocato Giuliana Scarpetta, legale della famiglia di Elisa —, rimaniamo comunque in attesa di un provvedimento cautelare da parte della Procura di Salerno anche per il nostro caso. Mi fa ben sperare anche il prelievo del Dna che la polizia ha eseguito su incarico degli investigatori salernitani». Intanto, fonti interne alla magistratura campana hanno fatto sapere che l’autopsia sui resti della studentessa di Potenza ha escluso la presenza di tracce biologiche estranee a quella di Elisa: il Dna di Danilo Restivo dovrà quindi essere confrontato con altri reperti individuati là dove è stato ritrovato il cadavere della Claps.

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IL GIORNO DI LUCHETTI

AL FESTIVAL DOCUMENTARIO ROCK

Cannes in delirio per la leggenda dei Rolling Stones GABRIELE NIOLA

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«La nostra storia» in concorso Oggi è il giorno del film italiano in concorso, La nostra storia, di Daniele Luchetti, con Elio Germano (nella foto), Raoul Bova e Isabella Ragonese

5 RIPRODUZIONE RISERVATA

CANNES (Francia)dÈ probabilmente l’unico sessantasettenne per il quale un pubblico di ragazzi è disposto a fare due ore di fila durante un evento pieno di star come il Festival di Cannes: «Il punto è che io sono Roll e Keith è Rock», esordisce Mick Jagger (in basso, nella foto Ap). La «pietra rotolante» per eccellenza è al Festival del Cinema come produttore di Stones in Exile, documentario sulla realizzazione di Exile on Main Street, il doppio album considerato all’unanimità il punto più alto della carriera del gruppo.

Fuga da Londra La storia (o il mito) racconta che la band, nel 1972, si trovò a dover pagare un quantità di tasse superiore ai suoi incassi per colpa della cattiva gestione del manager. L’unica soluzione fu fuggire dal Regno Unito e incidere un grande successo. Il documentario racconta quindi quell’esilio creativo in Costa Azzurra. «Mi aspettavo solo foto e video di gente seduta su delle sedie... Invece non è così! C’è tutto lo spirito di quel periodo», dice il cantante che, in ottemperanza al suo personaggio, non nasconde di non avere molti ricordi di quegli anni: «Alle volte nemmeno so chi siano quelle persone accanto a me nelle foto. C’è un tipo, uno biondo, che non ho proprio idea di chi sia». Niente nostalgia, quindi. Se ne provasse, del resto, non sarebbe ancora oggi una star da dure ore di coda: «Erano bei tempi, ma non ci sono più. Il film li evoca bene: se ti mancano, metti il dvd e premi play».

MILANO SHOW DI BENEFICENZA PER L’ONLUS «UNA»

Zelig & lo sport: insieme per aiutare i bimbi malati 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

dAnche i bimbi ricoverati al 7˚piano dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano potranno partecipare ad uno show tutto dedicato a loro. Lo faranno dalla sala giochi allestita in reparto, collegati in diretta con il teatro Dal Verme di Milano, dove, lunedì 24 andrà in scena Tutti per Una, lo spettacolo di beneficenza in favore della neonata «Una», la onlus fondata da un gruppo di genitori a sostegno del reparto di Oncologia Pediatrica dell’Istituto Tumori di Milano. L’associazione è già stata tenuta a battesimo da diversi personaggi del mondo dello

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sport. Tra i sostenitori c’è il Sassuolo Calcio, l’Armani Jeans Milano, Dino Meneghin e Gianni Bugno.

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Cabaret Sul palco si alterneranno alcuni comici di Zelig: Paolo Cevoli, Claudia Penoni, Sergio Sgrilli, Paolo Migone (nella foto), Baz e Andrea Vasumi. Per partecipare alla serata si possono acquistare i biglietti (30 e 15 euro) visitando i siti internet www.ticketone.it, sezione «teatro», www.unamilano.org, oppure chiamando il call center 892.101. s. an.

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GIOVEDÌ 20 MAGGIO 2010

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Bianco e Nero

LETTERE

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A cura di Antonio Di Rosa

Mourinho nel cuore

Ma come faranno i media senza Mou? Complimenti a tutti voi giornalisti e addetti ai lavori che hanno fatto scappare dall'Italia un grande personaggio e un grande uomo come Mourinho. Ora come riempirete le pagine dei giornali o gli spazi tv? Col sempre banale Ranieri? Col supponente Mazzarri? O con l'impagliato Allegri? Forse col ventriloquo Delio Rossi? Magari con l'incomprensibile Delneri (bella scelta Juve, il sesto posto non ve lo toglie nessuno)… Ma per favore!

Il popolo interista si appella a tutto per convincere Mourinho a restare ma l'uscita del tecnico portoghese sembra scontata al di là del risultato di Madrid. I giornali, caro Cecchinelli, non c'entrano nulla. L'informazione registra le cose che dicono i protagonisti. Ognuno è responsabile dei gesti che fa e delle parole che pronuncia. Se si scatena una polemica non si può attribuire ai soliti maledetti media. Suvvia, Mourinho vive di toni alti, ha una psicologia particolare che mette in pratica ogni volta che c'è un microfono aperto o un taccuino disponibile. Lo fa per proteggere i suoi giocatori e perché si diverte a provocare. Lasci perdere gli altri allenatori che lei ha citato. Sono tutte persone in gamba e degne di rispetto. Come Mourinho. A me piace moltissimo, ritengo che sia di una bravura fuori dal comune.

Alessandro Cecchinelli Sarzana (Sp)

Io spero che tu, caro Mou, rimanga ancora all'Inter. Ma se dovessi andartene spiega apertamente quali sono le motivazioni. Capisco che sei un vincente e la Champions chiuderebbe un cerchio all'Inter però anche se non ci ripetessimo l'anno prossimo (ed è probabile, vedi Barça) saresti sempre il migliore per noi tifosi nerazzurri. Ci sono tanti bravi tecnici, ma tu sei unico. Non mollarci! Gorni Rota Costa di Mezzate (Bg)

IL TEMPO

Bisogna dare atto a Moratti di aver capito da tempo che solo lui poteva portarlo dove è arrivato. Ne abbiamo parlato cinque anni fa e il presidente mi rivelò il suo sogno: «Sarei felice di prendere Mourinho come allenatore dell'Inter». E così è stato. Madrid è il completamento di un progetto che parte da lontano. Non bisogna sottovalutare il Bayern ma, onestamente, è arrivato alla finale grazie all'errore grossolano dell'arbitro Ovrebo contro la Fiorentina. Mourinho, caro Rota, ha deciso di lasciare perché l'Inter ha raggiunto il massimo. Se vincesse a Madrid cosa dovrebbe fare il prossimo anno? Nonostante lei sia convinto che il popolo dei tifosi sia disposto ad accontentarsi di zeru tituli dopo la grande abbuffata, stia tranquillo che non è così. In questo momento bandiamo nostalgie e polemiche e aspettiamo sabato sera.

Sarà Rafa Benitez il prossimo leader? Sarà Mihajlovic? Chiunque sarà diventerà uno di noi, ma nel nostro cuore uno spazio rimarrà per lui, Josè Mourinho. Josè che fugge da questa Italia. E' giusto, l'Italia è troppo malata di calcio per farlo sentire a suo agio. E poi quando arrivi in vetta è meglio volar via. Mou ha portato il suo esercito sbandato al traguardo e ci ha tolto la paura di vincere. Solo noi tifosi ne capivamo l’ironia, la forte personalità, il talento smisurato. Claudia

Tutti abbiamo capito che Mourinho ha talento e una grande personalità In questi casi si formano due partiti: uno lo adora, l'altro lo detesta. Per i giornalisti, glielo assicuro, è una pacchia avere un tecnico come Mourinho. C'è sempre un titolo forte nelle sue parole. Lasciamo perdere il Paese, perché lei crede che gli italiani in Inghilterra nella fase iniziale furono accolti con entusiasmo? Andiamo a rivedere cosa scrivevano su Capello prima dei risultati ottenuti con la Nazionale. Adesso lo adorano.

La memoria dei tifosi Non ho applaudito sabato quando la curva Sud ha srotolato gli striscioni contro dirigenza e proprietà. Quelli lì dovrebbero vergognarsi: «Ad agosto fiducia incondizionata. Mister e giocatori: promossi per l'im-

pegno». Ricordo solo io i fischi alla squadra a inizio stagione? E le critiche a Leonardo e Ronaldinho? Sbaglio o sull’1-1 di San Siro col Manchester la curva ha smesso di incitare la squadra? Più che non «camminerete mai da soli» avrebbero dovuto scrivere «Presenti solo in caso di vittoria». Forza Milan. Matteo Ghion (Padova)

Questa lettera mette il punto su una questione cruciale della nostra cultura sportiva. Qui i tifosi pretendono che la propria squadra debba vincere. Sempre e comunque. Di solito una sola si porta a casa lo scudetto, le altre inseguono. Voglio dire che il sostegno ai giocatori, al tecnico e alla società va garantito in qualsiasi situazione. Possibile che anni e anni di calcio inglese trasmesso in tv non abbia insegnato nulla? Quando la squadra perde viene sempre, e sottolineo sempre, applaudita. Gli spalti sono pieni al di là del posto in classifica. Quando nella squadra ospite milita un ex viene salutato con grandi applausi. Possibile che non siamo capaci di migliorarci? Oppure sappiamo solo lanciare petardi, bombe carta, fischiare l'ex di turno appena tocca il pallone, inveire contro i dirigenti che non spendono… Così è per il Milan.

Poveri bambini allo stadio Sabato ero a San Siro per Milan-Juve. Ho visto bambini in lacrime chiedere ai genitori di andare via per la paura dopo lo scoppio dell’ennesima bomba carta. La cosa peggiore? Nota-

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Te

Sono d'accordo col signor Rossoni. Dovremmo essere più severi. Tutti. Dai giornalisti a chi deve far rispettare la legge. Come fanno questi «tifosi» a portare gli ordigni dentro lo stadio? Dove li nascondono? In realtà i controlli sono blandi e il risultato è ovvio: la gente ha paura di andare a vedere una partita. Cara Alessia, come la capisco. E' un’immagine ormai consueta. Tutte le domeniche, in tutti gli stadi, assistiamo a scene selvagge di questo tipo. Cosa fare? Chi comanda ritiene che con i divieti alla trasferte si risolvano i problemi: no, è solo un palliativo. Perché i tifosi di casa, spesso, non sono meno morbidi di quelli che vengono da fuori (cito solo il caso Juve, per intenderci).

Milano Oslo

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Temporali

Alessia Costantini

Il Sole oggi

In Europa

Trento

Nuvoloso

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Sono Alessia, ragazza abbonata da tanti anni al Chievo. Solito posto in tribuna: c’è un bimbo di 6 anni in lacrime per colpa dei tifosi romanisti che avevamo intorno, tutti in piedi sul parapetto, urla continue. A inizio partita alcuni hanno aperto gli zaini e tirato fuori i fumogeni. Alcuni gli sono sfuggiti di mano e ci hanno costretti a coprirci il volto per proteggerci dal fumo. Gli steward erano solo sulla pista di atletica. Possibile che negli stadi siano sempre questi pseudo tifosi a comandare?

www.meteo.it

Sole

Coperto

Nicolò Rossoni (Novara)

a cura del Col. Giuliacci

LEGENDA

Rovesci

re come il giorno seguente nessuno riportasse questi episodi con la giusta evidenza. Se lo stadio è un territorio dove non vale alcuna legge, la situazione non potrà mai cambiare.

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CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE PRESIDENTE Piergaetano Marchetti CONSIGLIERI Giovanni Bazoli, Luca Cordero di Montezemolo, Diego Della Valle, Cesare Geronzi, Antonello Perricone, Giampiero Pesenti e Marco Tronchetti Provera DIRETTORE GENERALE SETTORE QUOTIDIANI ITALIA Giulio Lattanzi

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PREZZI D’ABBONAMENTO C/C Postale n. 4267 intestato a: RCS QUOTIDIANI S.p.A. ITALIA 7 numeri 6 numeri 5 numeri Anno: e 299,40 e 258,90 e 209,10 Per i prezzi degli abbonamenti all’estero telefonare all’Ufficio Abbonamenti 02.63798520 INFO PRODOTTI COLLATERALI E PROMOZIONI Tel. 02.63798511 - email: linea.aperta@rcs.it Testata registrata presso il tribunale di Milano n. 419 dell’1 settembre 1948 ISSN 1120-5067 CERTIFICATO ADS N. 6840 DEL 1-12-2009

La tiratura di mercoledì 19 maggio è stata di 425.373 copie

COLLATERALI * Con Supereroi N. 61 e 10,99 - con Ferrari F1 Collection N. 52 e 10,99 - con Francobolli dal Mondo N. 21 e 7,99 - con Passione Vespa N. 19 e 10,99 - con Tutto Totò N. 18 e 10,99 - con Le Grandi Battaglie N. 14 e 11,99 - con Big Fish 2 N. 13 e 11,99 - con Bruce Lee e il Grande Cinema delle Arti Marziali N. 9 e 10,99 - con Gli anni d’oro di Topolino N. 9 e 10,99 con I Love Vino N. 6 e 13,99 - con Una Vita da Michael Jordan e 13,99 - con Magic Card Giro e 6,99 - con Wolverine & The X-Men N. 3 e 10,99. - con Libro Inter e 8,99

PROMOZIONI

ARRETRATI Richiedeteli al vostro edicolante oppure ad A.S.E. Agenzia Servizi Editoriali - Tel. 02.99049970. Internet: www.aseweb.it c/c p. n. 36248201. Il costo di un arretrato è pari al doppio del prezzo di copertina per l’Italia; il triplo per l’estero.

PREZZI ALL’ESTERO: Albania e 2,00; Argentina $ 2,00; Austria e 2,00; Belgio e 2,00; Brasile R$ 7,00; Canada CAD 3,50; Cz Czk. 61; Cipro e 2,50; Croazia Hrk 15; Danimarca Kr. 18; Egitto e 2,00; Finlandia e 2,50; Francia e 1,85; Germania e 1,85; Grecia e 1,85; Irlanda e 2,00; Lux e 2,00; Malta e 1,85; Marocco g 2,20; Monaco P. e 1,85; Norvegia Kr. 22; Olanda e 2,00; Polonia Pln. 9,00; Portogallo/Isole e 2,00; Romania e 2,00; SK Slov. e 2,20/Kr. 80; Slovenia e 1,85; Spagna/Isole e 1,85; Svezia Sek 25; Svizzera Fr. 2,60; Svizzera Tic. Fr. 2,60; Tunisia TD 3,50; Turchia e 2,00; Ungheria Huf. 550; UK Lg. 1,60; U.S.A. USD 3,00.


GIOVEDÌ 20 MAGGIO 2010

LA GAZZETTA DELLO SPORT

59 R

TV E RADIO I FILM DI STASERA

The Interpreter

Oscure presenze... Ogni volta che...

Eagle Eye

Spartan

The Women

sDi S. Pollack, con N. Kidman

sDi M. Figgis, con S. Stone (Usa,

sDi D. Cocchi, con F. De Luigi

sDi D.J. Caruso, con S. LeBeouf

sDi D. Mamet, con V. Kilmer

sDi D. English, con M. Ryan

THRILLER Rete 4, alle 21.10

THRILLER Rete 4, alle 24

COMMEDIA Italia 1, alle 0.25

AZIONE Sky Cinema 1, alle 21

AZIONE Prem. Cinema Energy, alle 21

COMMEDIA Sky Cinema Family, alle 21

(Usa, 2005) Silvia fa l’interprete all’Onu e ascolta una conversazione telefonica scottante...

2003) Stanca del caos cittadino, la famiglia Tilson si trasferisce in una grande casa fra i boschi...

(Ita, 2004) Fin da bambino, il sogno di Orfeo è stato quello di diventare un cantante di liscio…

(Usa, 2008) Jerry e Rachel non si conoscono ma vengono messi in contatto da una voce femminile

(Usa, 2003) L’agente segreto Scott indaga sulla scomparsa di una ragazza molto importante...

RADIO

IN CHIARO RAIUNO

RAIDUE

RAITRE

TG1 - TG PARLAMENTO ESEQUIE DEI MILITARI... UNOMATTINA OCCHIO ALLA SPESA LA PROVA DEL CUOCO TG1 - TG1 ECONOMIA FESTA ITALIANA LA VITA IN DIRETTA TG PARLAMENTO - TG1 CHE TEMPO FA L' EREDITÀ TELEGIORNALE SOLITI IGNOTI DONNA DETECTIVE Fiction 23.20 TG1 23.25 PORTA A PORTA 1.00 TG1 - NOTTE 1.40 SOTTOVOCE 2.05 FUORICLASSE...

7.00 9.00 10.00 11.00 13.00 14.00 14.45 16.10 16.55 18.05 19.35 20.25 20.30 21.05

CARTOON FLAKES CERCASAPORI SMS TG2PUNTO.IT I FATTI VOSTRI TG2 - GIORNO IL FATTO DEL GIORNO ITALIA SUL DUE LA SIGNORA DEL WEST CUORE DI MAMMA TG2 - RAI TG SPORT SQUADRA SPECIALE... ESTRAZIONI DEL LOTTO TG2 -20.30 ANNOZERO Attualità 23.20 TG 2 23.35 PECCATI I 7 VIZI CAPITALI 1.15 TG PARLAMENTO 1.25 SQUADRA SPECIALE...

7.00 8.15 9.15 12.00 12.25 12.45 14.00 15.15

FILM SUL DIGITALE TERRESTRE

LO SPORT IN CHIARO, SUL SATELLITE E SUL DIGITALE TERRESTRE

PREMIUM

IN DIRETTA

12.49 THE VILLAGE PREMIUM CINEMA 14.00 CATWOMAN STEEL 14.43 L'INCREDIBILE HULK PREMIUM CINEMA 16.40 KISS KISS, BANG BANG PREMIUM CINEMA 18.11 HO VOGLIA DI TE MYA 18.29 COME DIO COMANDA PREMIUM CINEMA 21.00 THE STRANGERS STEEL 21.00 BALLARE PER UN SOGNO MYA 21.00 SPACE COWBOYS PREMIUM CINEMA 23.15 CARNERA IL CAMPIONE PIÙ GRANDE PREMIUM CINEMA

CALCIO

7.00 9.45 11.00 11.35 12.00 13.30 14.30 16.15 16.50 17.10 18.50 20.00 20.30 21.10

17.30 COLOMBIA COSTA D'AVORIO Youth Festival. Da Tolone, Francia. Eurosport

20.00 FRANCIA - GIAPPONE Youth Festival. Da Tolone, Francia. Eurosport 2 Champions League femminile Eurosport

0.45

DI ANTONIO CAPITANI

23/9 - 22/10

Bilancia 6,5 Clienti, amici e fan agevolano il vostro successo. L’amor, però, rompe uno zebedeo e fa lievitar l’altro. Ma non saltate alle conclusioni.

ESTUDIANTES INTERNACIONAL Coppa Libertadores. Sportitalia

2.00

23.20 0.00 1.10 1.40

21.00 SCACCHIERA DELL’ETNA PATERNÒ DANESI NETTUNO B.C.

6.00 7.55 8.00 8.40 11.00 13.00 13.40 14.45 16.15 18.50 20.00 20.30 21.10 23.30 0.30 1.30 2.00

20.30 NGC MEDICAL CANTÙ - CANADIAN SOLAR BOLOGNA Playoff serie A maschile. Quarti di finale. Gara 1. Sky Sport 2

CICLISMO 14.45 GIRO D'ITALIA 12ª tappa. Città Sant'Angelo Porto Recanati. Eurosport

15.15 GIRO D'ITALIA 12ª tappa. Città Sant'Angelo Porto Recanati. Rai Sport 1 e Raitre

23.00 GIRO DELLA CALIFORNIA 5ª tappa. Eurosport

GOLF 15.00 BMW PGA CHAMPIONSHIP

PRIMA PAGINA TRAFFICO TG5 - MATTINA MATTINO CINQUE FORUM TG5 SOAP UOMINI E DONNE POMERIGGIO CINQUE CHI VUOL ESSERE MILIONARIO TG5 STRISCIA LA NOTIZIA THE PERFECT MAN Film TERRA NONSOLOMODA 25 E OLTRE... TG5 NOTTE STRISCIA LA NOTIZIA

HOCKEY GHIACCIO 1.00

MONTREAL CANADIENS PHILADELPHIA FLYERS Playoff NHL. Finale Est. Gara 3 ESPN America

BASKET

BASEBALL 19.00 PHILADELPHIA PHILLIES CHICAGO CUBS

CANALE 5

Italian League. Rai Sport 1

NEW YORK RED BULLS COLUMBUS CREW MLS. Sky Sport 1 e Sky SuperCalcio

TGR BUONGIORNO LA STORIA SIAMO NOI COMINCIAMO BENE TG3 - RAI SPORT 93° GIRO D'ITALIA DIARIO ITALIANO TG REGIONE - TG3 CICLISMO: 93° GIRO D'ITALIA PROCESSO ALLA TAPPA COSE DELL'ALTRO GEO TG3 - TG REGIONE - BLOB SOAP LAW & ORDER Telefilm PARLA CON ME TG3 - TG REGIONE CICLISMO: 93° GIRO D'ITALIA - GIRO NOTTE MAGAZZINI EINSTEIN

17.10 18.10 19.00 20.15 21.10

20.30 LIONE - POTSDAM

OROSCOPO LE PAGELLE

(Usa, 2008) La vita di un gruppo di donne dell’alta società viene sorprendentemente sconvolta...

ITALIA 1

RETE 4

CARTONI ANIMATI TELEFILM STUDIO APERTO STUDIO SPORT CARTONI ANIMATI TELEFILM CARTONI ANIMATI STUDIO APERTO STUDIO SPORT SPORT MEDIASET WEB SAMANTHA CHI? I SIMPSON VIVA LAS VEGAS FENOMENAL Varietà 24.00 MAI DIRE PUPA 0.25 OGNI VOLTA CHE TE NE VAI 2.25 STUDIO APERTO 2.40 ROBIN HOOD

6.50 10.15 11.30 12.00 12.55 13.50 15.10

6.40 8.50 12.25 13.00 13.40 15.10 17.00 18.30 19.00 19.25 19.30 20.05 20.30 21.10

11.30 RUGBY: BIARRITZ MUNSTER Heineken Cup. 14.00 BASKET: LOS ANGELES LAKERS PHOENIX SUNS Playoff NBA. Finale Ovest. Gara 2.

TENNIS 11.00 WTA VARSAVIA Eurosport

SKY SPORT 1 10.30 CALCIO: MILAN - JUVENTUS Serie A.

11.30 CALCIO: CHIEVO - ROMA Serie A.

17.00 VOLLEY: SCAVOLINI PESARO MC-CARNAGHI VILLA CORTESE Finale scudetto femminile. Gara 1.

18.00 BASKET: ARMANI JEANS MILANO LOTTOMATICA ROMA Serie A maschile.

22.30 BASKET: LOS ANGELES LAKERS PHOENIX SUNS

18.55 19.35 20.30 21.10 0.00 2.00 2.25 4.20

10.30 GOLF: OPEN CALA MILLOR MAIORCA

7.00 10.55 11.00 11.10 12.30 13.05 14.05 16.00 18.00 19.00 20.00 20.30 21.10 23.15 0.10 1.15 1.40 2.20

Pga European Tour.

21.00 GOLF: BMW PGA CHAMPIONSHIP

DAHLIA SPORT CALCIO: TORINO VICENZA Serie B. 11.00 CALCIO: ATALANTA - PALERMO 8.30

Pga European Tour.

23.00 CALCIO: CHIEVO - ROMA Serie A.

SKY SPORT 3 RUGBY: BIARRITZ - MUNSTER

Alfonso Signorini Show Dalle 9, il gossip, il costume e tutta l’attualità presentati dalla coppia Alfonso Signorini (nella foto)-Luisella Berrino

Serie A.

14.40 RUGBY: ROOSTERS COWBOYS

Virgin Radio Revolver Alle 17, fino al 28, giocando con Ringo si vincono gli ingressi per vedere i Litfiba (nella foto) il 1˚ giugno a Milano

Australian League.

EUROSPORT RAI SPORT 1 9.30

9.00

Radio Monte Carlo

12ª tappa. Città Sant'Angelo Porto Recanati.

13.00 RUGBY: BIARRITZ - MUNSTER Heineken Cup.

Alle 11, da Tony e Ross c’è Paolo Rossi (nella foto), protagonista di Il Mistero buffo di Dario Fo (PS: nell’umile versione pop)

22.30 CICLISMO: GIRO D'ITALIA

Serie A maschile.

14.00 GOLF: OPEN CALA MILLOR MAIORCA

105 Friends

Champions League Under 18 Challenge.

Pga European Tour.

12.00 BASKET: ARMANI JEANS MILANO LOTTOMATICA ROMA

Radio 105

OMNIBUS PUNTO TG 2' UN LIBRO MATLOCK TG LA7 - SPORT 7 THE DISTRICT L’AMMUTINAMENTO ATLANTIDE - STORIE DI UOMINI E DI MONDI RELIC HUNTER CROSSING JORDAN TG LA7 OTTO E MEZZO S.O.S. TATA Educativo S.O.S. ADOLESCENTI VICTOR VICTORIA HOT TG LA7 OTTO E MEZZO TWO TWISTED

19.40 CALCIO: BAYERN MONACO - INTER

Playoff NBA. Finale Ovest. Gara 2.

SKY SPORT 2 10.30 VOLLEY: MC-CARNAGHI VILLA CORTESE SCAVOLINI PESARO

16.15

TELEFILM CARABINIERI TG4 - TELEGIORNALE DISTRETTO DI POLIZIA DETECTIVE IN CORSIA FORUM WOLFF UN POLIZIOTTO A BERLINO IL CAPITANO DEI MARI DEL SUD TG4 - TELEGIORNALE TEMPESTA D'AMORE WALKER TEXAS RANGER THE INTERPRETER Film OSCURE PRESENZE A COLD CREEK TG4 MONDO CANE ALFRED HITCHCOCK

LA 7

CICLISMO: GIRO DELLA CALIFORNIA 4ª tappa.

12.45 TRIATHLON: ASSOLUTI

MLB. ESPN America

PGA European Tour. Sky Sport 3

21/3 - 20/4

21/4 - 20/5

21/5 - 21/6

22/6 - 22/7

23/7 - 23/8

24/8 - 22/9

Anche se non è nell’aria, è quantomeno nel vostro cuore: si tratta dell’estate. Perché il successo v’arride! E il sudombelico esercita…

La Luna vi fa gli zebedei a scaglie, come il grana per il carpaccio. Soprattutto in casa. Ma lavoro e finanze filano. Conoscenze da sfruttare!

La disinvoltura striata di machiavellismo vi fa intercettare (e sfruttare) le occasioni migliori, senza timori di ddl coercitivi. Finanze su!

IL MIGLIORE. Venere entra nel vostro segno, rendendovi più fortunati, cucchevoli e arrapevoli. Ogni trionfo è possibile. E duraturo. Grandi!

La Luna vi fa spiccare, grazie a guizzi creativi e intuizioni felici, da passare comunque al vaglio della ratio. Fornicazione in incognito.

Evitate d’impuntarvi e cedete un pochetto: Mercurio e Venere possono farvi compiere passi lusinghierissimi. Sudombelico amico di tutti/e.

23/10 - 22/11

23/11 - 21/12

22/12 - 20/1

Ariete 7,5

Scorpione 6La vostra giornata potrebbe dipendere dai comodi altrui. Non fatevi andare il sangue alla testa, organizzatevi. Fortune amorose e suine, però.

Toro 6

Sagittario 7+ Se da una parte Giove vi toglie un po’ di smalto, la Luna agevola contatti, viaggi e lavoro. L’amore è più di sudombelico che di cuore…

Finale scudetto femminile. Gara 3.

Gemelli 7+

Heineken Cup.

10.00 TENNIS: WTA VARSAVIA

Cancro 8

Da Caldaro, Bolzano.

Leone 7

Vergine 7

Capricorno 6,5

21/1 - 19/2

Acquario 5,5

20/2 - 20/3

MASSIMILIANO ROSOLINO

La stretta di Venere è come quella di Berlino: affossa la Borsa. Dei rapporti sociali. Ci vuol diplomazia. Trend lavorativo ottimo, però.

Il nuotatore azzurro, campione olimpico a Sydney 2000 nei 200 misti, è nato a Napoli l’11 luglio 1978

Siete come la Francia al Mondiale, secondo un sondaggio IFOP: i meno quotati. E il mix ira-sfigopessimismo non aiuta. Cambiate registro.

Minutaglie e quisquilie chiedono impegno. Ma potete amare e viaggiare con successo. E varare il federalismo suino, fornicando in ogni contea.

Pesci 6,5


© 2010 McDonald’s. Promozione valida dall’01/05/2010 all’11/07/2010. Estrazione fase 1: 11/06/2010. Estrazione fase 2: entro il 31/07/2010. Montepremi indicativo fase concorso € 232.414,00 + IVA. Nei ristoranti aderenti. Regolamento su www.mac-cup.it

© 2005 FIFA TM

60 R GIOVEDÌ 20 MAGGIO 2010

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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La Gazzetta dello Sport - 20 Maggio 2010  

La Gazzetta dello Sport - 20 Maggio 2010