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la Repubblica SABATO 29 MAGGIO 2010

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LA CRISI DELL’ECONOMIA ECONOMIA

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Il premier: attacco speculativo ai Bot “Senza la nostra manovra, a rischio salari, pensioni e ricavi delle imprese” BARBARA ARDÙ LUCA IEZZI ROMA — Il Paese ha rischiato grosso. Silvio Berlusconi parla a Mattino Cinque e “svela” perché è stata varata una manovra così pesante. «La speculazione — dichiara in un’intervista a Maurizio Belpietro — aveva deciso di attaccare la stabilità e la solvibilità dei nostri Bot. Un fatto mai successo in passato. C’era il rischio che venissero colpiti i salari, le pensioni, i ricavi delle imprese. Rischiava di farci male». Il premier disegna un quadro catastrofico innescato da un «attacco improvviso» della speculazione. «Da parte del governo non c’è stato neanche un attimo di esitazione — ha aggiunto — abbiamo rimesso la barca sulla giusta rotta e senza mettere le mani in tasca agli italiani». Il Cavaliere rivendica anche «di essere stato tra i primi premier a intuire la gravità della crisi e a reagire». Dunque, una manovra «inevita-

bile» che «non ha fatto macelleria sociale» e con la quale «continueremo a restare tra i Paesi virtuosi in Europa, anche perché negli ultimi due anni siamo stati i più bravi a tenere sotto controllo i conti pubblici». Il premier risponde anche agli industriali, che giovedì all’Assemblea annuale di Confindustria non gli hanno riservato

applausi e hanno puntato il dito contro una manovra priva di riforme strutturali e che non rilancia lo sviluppo. Senza citare né il presidente Marcegaglia né Viale dell’Astronomia, Berlusconi suggerisce «di leggere con maggiore attenzione i 54 articoli della manovra, a partire dal primo capitolo sulla competitività econo-

mica e sostenibilità finanziaria». Il merito di aver sventato attacchi speculativi rivendicato dal presidente del Consiglio non sembra però trovare molti riscontri sul mercato: innanzitutto le aste dei titoli di Stato previste ieri, le prime dopo la manovra correttiva, sono andate bene. Richieste elevate sia per i 4 miliardi

di Btp con scadenza 2013 (6 miliardi la domanda), sia per i Btp 3,87 miliardi di Btp decennali (gli investitori ne volevano 5,5 miliardi). Crescono però i rendimenti: 2,35% e 4,07% per i decennali. Eccessivo dire che la manovra ha fatto sparire ogni dubbio sull’affidabilità dal debito italiano che invece è aumentato. Il mercato dei

Cds, polizze di assicurazione contro eventuali fallimenti degli stati sovrani, ha visto salire del 70% il prezzo della copertura sul debito italiano dal 12 maggio a ieri. Siamo a quota 212 punti base, ad un passo dai 220 della Spagna e ad un passo dai 231 punti di minimo annuale fatto segnare solo il 6 maggio scorso. L’Italia viene considerata meno affidabile sul mercato dei Cds, ma non “paga” questo deterioramento sul mercato primario dei titoli di Stato, perché le banche italiane che stanno comprando gran parte delle emissioni del 2010. La quota di Bot e Btp detenuta dai nostri istituti da dicembre a marzo è salita di 34 miliardi di euro, quando l’Italia ne ha collocati nello stesso periodo 67 miliardi. Quindi la vera opera di stabilizzazione la stanno facendo le banche sostituendo gli investitori stranieri che comprano meno titoli tricolori. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il dossier FONDAZIONE CINI Tagli anche alla Cini sull’isola di S. Giorgio a Venezia

Fondazioni, musei e archivi colpo di scure sulla cultura Le fondazioni Antonio Gramsci

Fondata a Roma nel 1950, ha documenti su Gramsci e sul movimento operaio

Lelio e Lisli Basso

Si occupa della storia del marxismo. È stata fondata a Roma nel 1974

Luigi Einaudi

Promossa nel 1962, diffonde l’interesse per lo studio dei problemi politici e economici

Gli istituti SIMONETTA FIORI ROMA — La scure della manovra economica s’abbatte sull’intero tessuto culturale italiano. L’elenco degli enti che non riceveranno più i fondi del governo include gli istituti più importanti, blasoni delle diverse geografie politicoculturali, dalla Fondazione Einaudi a quella Gramsci, dalla Feltrinelli alla Ugo Spirito, dalla Cini all’Istituto Croce, dal Centro Gobetti allo Sturzo, dall’Istituto storico per il movimento di Liberazione al Gabinetto Vieusseux e alla fondazione Olivetti. Milioni di volumi, chilometri di documenti d’archivio, anche un vasto patrimonio museale che rischia di bruciarsi per mancanza di fondi. Alla vigilia del centocinquantesimo compleanno dell’Italia, un’intera tradizione culturale viene decapitata. «Siamo privati della nostra carta d’identità nazionale», sintetizza Franco Salvatori, presidente dell’associazione che rappresenta larga parte degli enti azzerati. «E tutto questo per risparmiare non più di venti milioni di euro: più o meno questa la cifra con cui il governo finanziava i duecentotrentadue istituti liquidati». In un primo tempo era circolata una “short list” delle fondazioni col-

pite dalla manovra, poco più di settanta, in cui comparivano anche istituzioni importanti come l’Istituto di studi filosofici di Napoli, ma il danno sembrava limitato. In un secondo momento è stata diffusa una seconda lista molto più lunga, che include il Gotha della cultura italiana nelle sue varie discipline, la Società dantesca e la Domus mazziniana, l’Accademia nazionale di San Luca e l’Accademia Olimpica, e un lungo elenco di istituti ora sull’orlo del fallimento. «Noi rischiamo

di chiudere», dice Gianni Perona, direttore scientifico dell’Istituto nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia. «I finanziamenti ministeriali costituiscono il pilastro che regge il funzionamento ordinario. A causa della crisi, le fondazioni bancarie sono diventate meno generose». L’allarme investe molte altre sigle, anche luoghi della memoria di grande valenza simbolica come il museo di via Tasso a Roma, o centri come quello Sperimentale di Cinematografia. «Quei fon-

di», spiega Lucia Zannino, segretaria della Fondazione Basso e dell’Associazione degli Istituti Culturali, «costituiscono l’ossigeno per la gestione ordinaria. In gioco non è soltanto la vita culturale delle società, ma un patrimonio librario e archivistico di straordinario valore». Un azzeramento che appare demagogico, non giustificato dalle risorse risparmiate. «Forse vogliono giocarsi la carta delle duecentotrenta sigle, per fare un po’ di scena», suggerisce il professor Salvatori, presidente della Società Geografica Italiana, anch’essa a rischio. «Si sacrifica la storia culturale nazionale per nulla. A meno che non vi sia una volontà punitiva». Quel che colpisce è il passaggio delle competenze dal ministero dei Beni Culturali al ministero dell’Economia e alla presidenza del Consiglio. Un articolo del decreto stabilisce che il 30% delle risorse ricavate potrà essere elargito a quegli istituti che ne facciano “documentata” richiesta. Tuttavia chi decide quali istituti salvare e quali affossare non è più Sandro Bondi, ma Tremonti e Berlusconi. Gli studiosi mostrano perplessità. «Cosa c’entrano il ministro delle Finanze e il premier con valutazioni di merito sugli istituti culturali?», si domanda Perona. «Non era mai accaduto finora». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luigi Sturzo

Ente morale dal 1951, svolge ricerca nel campo delle scienze storiche e politiche

Della Liberazione

Fondato nel 1949 per conservare e studiare i documenti sulla resistenza

Gabinetto Vieusseux

Il Gabinetto scientifico letterario G. P. Vieusseux fu fondato nel 1819 a Firenze


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POLITICA INTERNA E GIUSTIZIA

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Fughe di notizie, stretta sui pm le nuove norme si applicano subito Intercettazioni, “via il magistrato che parla dell’inchiesta” LIANA MILELLA ROMA — Niente da fare. Il governo e la maggioranza non ascoltano neppure l’ultimo appello, lanciato su Repubblica, del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. Lui, appena ieri, aveva chiesto di fermarsi sulla norma transitoria, quella che regola l’applicazione della riforma sulle intercettazioni ai processi in corso, perché così com’è scritta impone la durata breve (75 giorni) anche agli ascolti attualmente in vigore, pur nati sotto regole differenti. E rischierà di far “saltare” molti pm, in quanto basterà una denuncia

Le modifiche SALVA CRONACA Torna la soluzione di Giulia Bongiorno: atti giudiziari pubblicabili sempre, ma «per riassunto»

RIPRESE VIDEO Stralciata la stretta sulle riprese video per cui il governo presenterà un ddl ad hoc

sionato dalla nuova legge. Certo è che stride la previsione di non rendere obbligatorio l’arresto in flagranza nei casi di violenza sessuale nei confronti di minori, se gli atti compiuti sono di minore entità. C’è già chi adombra l’ipotesi che ciò possa riguardare gli uomini della Chiesa coinvolti negli scandali sulla pedofilia. Chi ha partecipato alle riunioni con il Guardasigilli Alfano, il sottosegretario Caliendo, il relatore Centaro minimizza. Parla di una regola da applicare qualora il reato sia commesso, ad esempio, da un altro minore. Ma l’attenzione proprio per questo delitto, mentre fioccano gli scandali su Vaticano e pedofilia, non può che risultare singolare.

Undici emendamenti, e non c’è quello che avrebbe dovuto consentire di mettere le microspie senza che il pm sia costretto a dimostrare che giusto in quel luogo c’è «il fondato motivo di ritenere» che si sta commettendo un reato. Se ne lamenta il dipietrista Luigi Li Gotti che dà per “morte” le ambientali («Non se ne potrà più fare una»). Ma il ministro dell’Interno Maroni dice: «Sono tranquillo. Non ci sono problemi per la lotta alla criminalità organizzata». Tutti i pm antimafia la pensano all’opposto. L’opposizione, con 280 richieste di modifica, da lunedì farà battaglia in aula. Oggi il Popolo viola scende in piazza.

REPUBBLICA.IT Già oltre 250 mila le firme contro il decreto sulle intercettazioni

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Bari

Il comune raccoglie le firme contro la legge-bavaglio per una presunta fuga di notizie e l’iscrizione sul registro degli indagati, per costringerli ad abbandonare l’indagine. Ma basta leggere gli undici emendamenti depositati dal centrodestra e firmati dai vertici Pdl di palazzo Madama Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, dal leghista Federico Bricolo, dal relatore Roberto Centaro, per rendersi conto che non solo quella norma c’è, ma è stata ulteriormente rafforzata ed estesa. Appena la legge farà la sua comparsa sulla Gazzetta ufficiale i pm non potranno più avere alcun contatto con la stampa, il loro volto non potrà più essere ripreso, neppure con immagini di repertorio, e sarà sostituito dal capo della procura se contravviene alle regole. I processi caleranno nel buio perché l’opposizione di un solo imputato bloccherà le riprese. Non si potranno più intercettare i difensori neppure sulle utenze di terzi. E delle intercettazioni, né in versione integrale, né per riassunto, si potrà dare conto. Certo, entra l’emendamento salva-cronaca di Giulia Bongiorno, per cui «degli atti si potrà dare conto per riassunto»; calano le multe agli editori da 465mila a 300mila euro. Cade la durata breve pure se si sta cercando un latitante. Ma il governo non rinuncia a influire pesantemente sui processi in corso, come quello sugli appalti del G8. Per quello, sulle intercettazioni e sugli atti, varranno le nuove norme non appena saranno approvate. C’è da chiedersi perché la norma transitoria della Camera — «Le disposizioni della presente legge non si applicano ai procedimenti pendenti alla data della sua entrata in vigore» —, scritta apposta per evitare la solita accusa di una riforma ad personam, sia mutata e allungata a dismisura con ben tre commi che di fatto ordinano di applicare la legge anche ai processi in corso. Se lo chiederà la finiana Giulia Bongiorno quando avrà finito di passare il testo sotto la sua lente d’ingrandimento per capire se una regola basica del presidente della Camera Gianfranco Fini, «la legalità e la lotta al crimine sono principi sacrosanti», risulti le-

LATITANTI Dopo le pressioni di polizia e toghe per la loro ricerca non ci sarà durata breve negli ascolti

BARI — Raccolta di firme contro la legge sulle intercettazioni. A promuoverla è il Comune di Bari su iniziativa del sindaco, Michele Emiliano. «Non è un’iniziativa di tipo politico — precisa il primo cittadino — ma è un modo per partecipare in maniera consapevole alla lotta contro le illegalità». A suo giudizio, «è una vera e propria legge ad personam che tutela la privacy dei delinquenti e distrugge il lavoro dei magistrati e dei giornalisti». «La nostra città lotta da tempo per la legalità — ha concluso — ed i risultati si sono avuti utilizzando i mezzi concessi per il raggiungimento della verità».

Michele Emiliano sindaco di Bari iniziativa contro la legge bavaglio

Fiumi di denaro e lobbying della Research system per agganciare politici del centrodestra

Il caso

Favata e la rete dei berlusconiani così si è arrivati al nastro di Fassino

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EMILIO RANDACIO MILANO — “Azioni di lobbying”, contatti ai più alti vertici istituzionali, fiumi di denaro. La Rcs srl (Research system control) che ha noleggiato alla procura di Milano le attrezzature per l’inchiesta sulle scalate Bnl e Antonveneta, avrebbe sborsato a partire dal 2004, centinaia di migliaia di euro per “agganciare” i politici e proporre i propri progetti in materia di intercettazioni telefoniche. I personaggi “avvicinati”, vengono elencati nell’ordinanza d’arresto del gip Giordano, con la quale, martedì scorso è finito in carcere per estorsione l’imprenditore Fabrizio Favata. È stato proprio Favata a raccontare al pm titolare dell’inchiesta, Massimo Meroni, che l’ex numero uno di Rcs, Roberto Raffaelli, portò ad Arcore a

Silvio Berlusconi, il nastro dell’intercettazione tra Piero Fassino Giovanni Consorte sulla trattativa della scalata di Unipol alla Bnl (“Allora, abbiamo la banca?”). Ora si scopre come Raffaelli abbia operato per permettere alla sua azienda di ottenere appalti. Il suo trait d’union con la politica è Eugenio Petessi, anche lui indagato. Attraverso due sue società ha emesso fatture che si sono dimostrate poi false, per 4 milioni di euro. A spiegare il motivo di questo vorticoso giro di denaro, è sempre il gip. «A partire dal giugno del 2005 il rapporto tra Raffaelli e Petessi già instaurato in anni precedenti, era ripreso e il

Nell’ordinanza del giudice spuntano i nomi di Comincioli, Caliendo e Ghedini suo compenso era aumentato da 7500 euro mensili, pagati fino al dicembre 2004, a 40 mila euro mensili pagati a partire dal giugno 2005 fino a tutto il 2006, in quanto questi aveva promesso di metterlo in contatto con Paolo Berlusconi, il quale, avendo tra l’altro degli interessi nella telefonia, secondo

sa. Secondo Raffaelli, Castelli gli aveva fissato un appuntamento e quindi lo aveva incontrato a Roma, forse nell’autunno del 2006; il dottor Castelli gli apparve molto interessato al tipo di progetto riguardante l’utilizzazione delle attrezzature per le intercettazioni che Raffaelli da anni caldeggiava ma che, con la gestione del prede-

ELLEKAPPA

Sborsati centinaia di migliaia di euro per proporre progetti d’intercettazioni Raffaelli avrebbe potuto influire anche sulla concretizzazione dei progetti inerenti il settore delle intercettazioni telefoniche». Nell’interrogatorio del 27 gennaio 2010 Raffaelli ammette candidamente che i 40 mila euro al mese da giugno 2005 a dicembre 2006 il cui destinatario era Petessi, venivano giustificati per operazioni inesistenti. «Egli aveva versato la somma in questione — insiste il gip — dapprima per poter avere il rapporto con Paolo Berlusconi, che Petessi era in grado di procurargli e poi per poter avere il rapporto con il dottor Claudio Castelli, che nel 2006 ri-

copriva l’incarico di capo del dipartimento dell’organizzazione delle risorse presso il ministero». A parte i soldi destinati a Berlusconi junior, non ci sono tracce di pagamenti o presunte ulteriori corruzioni. Di certo, però, Petessi riusciva a garantire incontri istituzionali di alto livello. «Con riferimento al contatto con Castelli — scrive ancora Giordano — Raffaelli aveva contattato per telefono quest’ultimo, dopo che Petessi gli aveva detto che la sua chiamata era attesa e quando aveva parlato al telefono con lui aveva avuto l’impressione che effettivamente la sua telefonata fosse atte-

cessore di Castelli, era stato abbandonato. Successivamente, forse già nel 2007, Raffaelli aveva richiamato per telefono Castelli e aveva avuto con lui un nuovo appuntamento a Roma nel corso del quale lo stesso gli aveva illustrato lo stato di avanzamento del progetto stesso, che poi non ha avuto seguito a causa della caduta del governo Prodi». Con l’arrivo di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi, la Research cambia i suoi interlocutori istituzionali. E così, «dall’aprile del 2008 a Petessi è stato nuovamente riconosciuto un compenso, come risulta dalle fatture emesse,


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preso da ... http://le-journal-italienne.blogspot.com Le intercettazioni servono anche per provare l’innocenza: ecco gli imputati salvati in decine di processi Le inchieste

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Peculato, terrorismo e narcotraffico quando gli ascolti smontano le accuse I casi

DAVIDE CARLUCCI

POPOLO VIOLA Oggi le manifestazioni del Popolo viola in varie città d’Italia

MILANO — Un ex sindaco accusato di peculato. Un siriano considerato un terrorista. Tre genitori, un preside e una baby sitter indagati per pedofilia. Un osteopata spagnolo arrestato per narcotraffico. Otto storie diverse ma con unico comune denominatore: tutti devono dire grazie a un’intercettazione. Perché non sempre l’ascolto delle telefonate da parte dei pm serve a incastrare un colpevole. Sono molto frequenti — ma meno noti — i casi in cui, al contrario, le trascrizioni servono a dimostrare l’innocenza di una persona accusata ingiustamente. Soprattutto nei casi di abusi sessuali sui minorenni. «Sono un mezzo intrusivo e per questo molto incisivo anche per arrivare alla prova dell’assoluta innocenza di un indagato, cosa che di norma avviene raramente», dice Piero Forno, il procuratore aggiunto che coordina la sezione “fasce deboli” della procura di Milano. Recentemente il pm Cri-

PEDOFILIA

TERRORISMO

NARCOTRAFFICO

I casi più frequenti riguardano abusi sui minori: le intercettazioni rivelano che spesso un convivente accusa l’altro solo per ottenere i figli

L’allarme su presunti terroristi viene cancellato dalle intercettazioni: il caso più clamoroso è finito con la condanna di una fonte del Sismi

Uno spagnolo arrestato è stato rimesso in libertà: in un’intercettazione era indicato come “il ciccione” ma lui era magrissimo

sindaco di Garbagnate Milanese, Erminia Zoppè, del Pd. Nel 2008, quando dirigeva l’area servizi alla persona del comune di Rho, fu indagata per peculato. Secondo l’accusa aveva aiutato un maresciallo dei carabinieri, poi condannato, a distribuire a suo pia-

cimento i contributi destinati alle famiglie bisognose. Nella richiesta di archiviazione del pm Stefano Civardi cita un’intercettazione dalla quale emerge la «assenza dell’elemento soggettivo» e la «buona fede» dell’ex sindaco: non sapeva della truffa e si

fidava del carabiniere. Secondo un allarme del Sismi il siriano Kamel Abazli stava preparando nel 2006 un attentato alla stazione di Milano. Le intercettazioni disposte dal pm Maurizio Romanelli dimostrarono che era una bufala e la fonte del Sismi, il libanese Ay-

man Jouny, fu condannato per calunnia. Poi c’è il caso dell’osteopata spagnolo arrestato nel 2009 con una mandato di cattura internazionale ed estradato a Milano. Le sue generalità corrispondevano a quelle di un imputato per mafia condannato in contumacia in un processo della Dda. L’avvocato Simone Briatore è riuscito a dimostrare che lo spagnolo non c’entrava: un narcotrafficante colombiano gli aveva rubato il passaporto ed era stato identificato dai carabinieri, durante un controllo, con il nome dello spagnolo. Nelle intercettazioni, però, il colombiano veniva indicato come “El gordo”, il ciccione. Lo spagnolo, invece, era magro come un grissino.

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Negli ascolti lo chiamavano “El gordo”, il ciccione Invece lui era magro: assolto

per riprendere a svolgere per Rcs l’attività di lobbying». «In particolare a Raffaelli è stato presentato il senatore Comincioli (Romano, del PdL, ndr), il quale lo aveva messo in contatto con l’onorevole Niccolò Ghedini, a cui era interessato a far conoscere l’esigenza di Rcs a che fosse mantenuto comunque il sistema delle intercettazioni, a prescindere da quale fosse stata la disciplina giuridica delle stesse». Attraverso Comincioli prima e Ghedini poi, inoltre Raffaelli è riuscito a contattare l’attuale sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo che aveva potuto incontrare mentre era insieme con il dotto Stefano Aprile, che poi sarebbe diventato il direttore del settore che si occupa di informatica». Comincioli infine disse a Raffaelli: «Mi chiami quando ha bisogno». Ieri, Ghedini ha voluto ribadire come il suo ruolo nell’inchiesta si sia sempre contraddistinto per correttezza. «Come risulta pacificamente dagli atti ha spiegato in una nota il legale del Cavaliere — , la Procura di Milano aveva ritenuto di potermi sentire quale testimone. Ho inviato una memoria nella quale prospettavo tutto ciò che potevo, senza violare gli obblighi di legge, per agevolare le indagini». © RIPRODUZIONE RISERVATA

stiana Roveda ha chiesto l’archiviazione per una baby sitter accusata di aver abusato di un bambino da lei accudito. Dopo la denuncia della madre del piccolo, i magistrati avevano messo sotto ascolto il telefono della baby sitter. Ma la sua reazione è apparsa al pm del tutto trasparente: sbigottita, aveva raccontato a tutti, compresi altri genitori presso cui prestava servizio, quel che le era accaduto. Alla fine le indagini hanno stabilito che il racconto della mamma del bambino faceva acqua da tutte le parti. Di qui la richiesta di archiviazione. Fu condannata per calunnia, invece, la mamma di una ragazzina che aveva tirato in ballo, alla fine degli anni Novanta, l’ex direttore di un istituto religioso di Milano, accusato di aver abusato di un’alunna. «Lo abbiamo fatto per metterlo nei guai», confessò la ragazzina intercettata. E se a Torino una telecamera nascosta ha salvato dall’accusa di pedofilia il padre di una bambina di quattro anni, una frase captata da una madre milanese — «Tu mi hai tradito» — rivolta al figlio che non aveva confermato davanti al pm le accuse contro il padre — è stata decisiva per l’archiviazione. Rivelatrice di un «comportamento delirante», invece, l’intercettazione di una donna inglese che viveva a Torino: accusava il pm Forno di aver insabbiato la denuncia da lei sporta in Gran Bretagna contro l’ex marito. Archiviato anche il caso dell’ex

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POLITICA E INFORMAZIONE INTERNA

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Il giudice: torni Ruffini. Battaglia su Rai3 L’azienda: Di Bella resta. Ma lui potrebbe lasciare. Garimberti: rispettare le sentenze LEANDRO PALESTINI ROMA — Paolo Ruffini dev’essere «reintegrato» alla guida di Rai3. Lo ordina il giudice del lavoro del Tribunale di Roma, accogliendo il ricorso del direttore che in novembre era stato sostituito con Antonio Di Bella. Per il giudice Eliana Pacia «la delibera di sostituzione del vertice di Rai3 non appare dettata da reali esigenze di riorganizzazione imprenditoriale, presentando invece un chiaro connotato di motivazione discriminatoria e quindi illecita». A Ruffini non diedero «mansioni equivalenti». Si evidenzia un movente politico: il «collegamento» tra la scelta Rai di cacciare Ruffini e le molte dichiarazioni della maggioranza e del governo sulla «faziosità» dei programmi della rete. Il riferimento è anche alle parole di Berlusconi. Paolo Ruffini appare decisissimo: lunedì stesso andrà dal dg Rai Mauro Masi, «per concordare le modalità della ripresa delle mie mansioni come direttore di Rai3, secondo quanto ordinato dal giu-

ticano l’azienda la Federazione nazionale della stampa e il sindacato Usigrai. Il Pdl difende invece Masi. Per Maurizio Gasparri «di fronte a sentenze politiche, la Rai saprà come tutelare le proprie scelte». In Cda Rai, divisi i consiglieri di centrosinistra. Per Nino Rizzo Nervo (che alla sostituzione di Ruffini votò no), ora si dovrebbe «evitare lo scontro Ruffini-Di Bel-

BREVIARIO

“Ho fatto questo servizio fotografico anche per mostrare il mio lato umano” Noemi Letizia © RIPRODUZIONE RISERVATA

la: Antonio dovrebbe dimettersi per non essere strumento di una operazione politica del Pdl». Ma Giorgio Van Straten (che votò per la sostituzione di Ruffini) la pensa diversamente: «Di Bella dovrebbe dimettersi per togliere le castagne dal fuoco al dg Masi? No. Finché non sarà annullata la delibera del cda, lui deve restare». Per il centrodestra, si segnala la critica di Antonio Verro, che sembra pun-

tare il dito verso il dg Masi: «La magistratura porta a situazioni kafkiane. È in discussione la linea editoriale dell’azienda. Ma è vero che in Rai abbiamo sbagliato. Col capo cosparso di cenere, ammettiamo che a Ruffini non è stato dato quello che era stato concordato, RaiDigit. E ora, se togliamo Di Bella da Rai3, c’è il rischio che subiamo una causa pure da lui». © RIPRODUZIONE RISERVATA

RIMOSSO Paolo Ruffini (sotto) è stato sostituito dopo 8 anni nella carica di direttore di Raitre nel novembre 2009 con Antonio Di Bella. A favore votò tutto il Cda, tranne Nino Rizzo Nervo

Le reazioni MASI “L’ordinanza del giudice non travolge la delibera di nomina di Di Bella”

VERRO (PDL) “Abbiamo sbagliato. A Ruffini non è stato dato quanto concordato”

I PROGRAMMI Durante la direzione Ruffini sono nati programmi di successo come quelli di Serena Dandini (a sinistra), di Giovanni Floris (sopra) e di Fabio Fazio (qui sotto)

RIZZO NERVO Invita Di Bella a “dimettersi per non essere uno strumento di operazioni politiche Pdl”

VAN STRATEN “Di Bella non deve dimettersi Toglierebbe le castagne dal fuoco a Masi”

dice alla Rai». Dice soddisfatto: «Avevo detto che avrei fatto valere in ogni modo il mio diritto a non essere discriminato e a vedere riconosciuto il lavoro fatto. Il provvedimento del giudice mi ha dato ragione». La sentenza? «Fa giustizia di molte falsità e ipocrisie». Il presidente della Rai, Paolo Garimberti, prende posizione: «Le decisioni della magistratura vanno sempre e comunque rispettate, così come pacta sun servanda». Ma l’azienda annuncia il ricorso. Il direttore generale Masi tace; per lui però parla Claudio Scognamiglio, il legale della Rai, per il quale l’ordinanza del giudice del lavoro «non travolge in nessun modo la delibera con la quale il Cda ha nominato Antonio Di Bella direttore di Rai3. Evidenzia peraltro che il dott. Di Bella non è mai stato cita-

La sentenza: alla base della sostituzione una motivazione discriminatoria to in giudizio». Antonio Di Bella non parla. Ieri si è dedicato ai palinsesti di Rai3, visto che il 15 giugno (convention Sipra) saranno presentati agli inserzionisti pubblicitari. I suoi collaboratori assicurano che (per ora) Di Bella non si dimette. Ma se Ruffini rivuole la sua poltrona, Di Bella sogna una via d’uscita: come il posto di Giulio Borrelli, corrispondente dagli Usa, che va in pensione. Per Paolo Gentiloni (Pd) la sentenza è «un giusto riconoscimento per chi è stato vittima di una discriminazione politica». Antonio Di Pietro chiede «le immediate dimissioni del dg Masi» evocando la lunga mano di Berlusconi: «l’ennesima conferma del tentativo di sopraffazione e di bavaglio da parte del padre padrone che vuole il controllo completo sul servizio pubblico radiotelevisivo». Cri-

Il retroscena

Nel decreto incentivi un comma che consente di scontare del 95% i 200 milioni di debito fiscale della società editoriale

A rischio la norma salva-Mondadori il giudice prepara il ricorso alla Ue LIANA MILELLA ROMA — E al Cavaliere rischia di andargliene male un’altra. Delle sue leggi ad personam, s’intende. Quel “lodo Cassazione”, che ha inseguito per otto mesi, e alla fine è riuscito a piazzare nel decreto sugli incentivi. Pur di far pagare alla Mondadori, rispetto a un processo tributario da 400 miliardi di vecchie lire, solo il 5%, solo per il fatto che il primo e secondo grado, davanti ai collegi tributari, si sono conclusi con una sentenza favorevole. Ma adesso ecco che il presidente della sezione tributaria della Suprema Corte Enrico Altieri, mentre giovedì aveva di fronte altre diverse società imputate nella stessa condizione della Mondadori, le ha avvertite che c’è un rischio per il quale dovranno apprestare deduzioni e una linea di difesa. Il rischio è che lo stesso Altieri decida, naturalmente se l’intero collegio è d’accordo, di ricorrere alla Corte di giustizia della Comunità europea, che ha sede in Lussemburgo. A essere violato sarebbe un principio molto semplice. E riassumibile così, prima ancora di conoscere le future argomentazioni tecniche: la norma per cui l’imputato in un processo tributario (privato o società che sia) può accedere a una transazione del 5% qualora in primo e in secondo grado abbia ottenuto una decisione favorevole, si configura come un possibile stravolgimento delle regole della concorrenza.

La scheda

LA LEGGE Tutti i processi tributari in cui l’imputato abbia avuto ragione in primo e in secondo grado possono chiudersi con una transazione del 5% sulla cifra complessiva dovuta

MONDADORI La legge favorirebbe la casa editrice Mondadori, di proprietà della famiglia Berlusconi, che ha un contenzioso con le agenzie delle entrate per una cifra che si aggira sui 400 miliardi di vecchie lire

In soldoni: in Italia è passata una legge che crea una sacca di privilegio anomala rispetto agli altri paesi d’Europa. È una legge che viola l’equilibrio della concorrenza fiscale tra gli stati membri. In Cassazione, dove è ancora in piedi il caso Mondadori, l’udienza si è svolta giovedì. Ieri, alla Camera, ha protestato la democratica Donatella Ferranti che ha sempre avversato il “lodo Cassazione”: «È una legge per tutelare i “gioielli di famiglia”. È una norma

insidiosa e sbagliata. Produce un condono mascherato che fa perdere allo Stato ingenti somme». Un fatto è certo: Berlusconi, quel lodo, lo ha voluto a tutti i costi. Anche se il suo avvocato Niccolò Ghedini, che però non segue questa causa, ha sempre replicato così: «Ma via. Il premier non ha mai utilizzato i condoni. E in questo caso poi la Mondadori ha ragione». Norma casuale in cui c’entra di striscio anche l’azienda di Segrate? Anche qui conviene

BELPAESE I PANDA DI GORIZIA

ALESSANDRA LONGO

cco una notizia in controtendenza. Se abitate nell’Isontino (per intenderci dalle parti di Gorizia) e volete installare sul tetto di casa un pannello fotovoltaico da tre kilowatt, avrete a disposizione un contributo a fondo perduto di trecento euro erogato dalla Provincia. Altro che ente inutile. Operazione Go Elios Family, sinergia con una piccola banca. L’istituto di credito anticipa l’intera spesa per l’acquisto del pannello (e la sua installazione); il cittadino, che ha partecipato al bando, deve solo aprire un conto sul quale verrà accreditato, fino a quando l’impianto non sarà ripagato, il contributo statale di 0,46 euro per ogni kilowatt prodotto. Dice Enrico Gherghetta, presidente della Provincia di Gorizia, un panda di centrosinistra nel Nord leghista: «Gli altri parlano di Green Economy, noi la facciamo».

E

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stare ai fatti. È ottobre dell’anno scorso quando, nella Finanziaria, spunta il lodo Cassazione. Preceduto da un episodio importante che riguarda il processo Mondadori. Affidato alla sezione tributaria del presidente Altieri, un esperto di diritto comunitario che ha fama di essere rigido, all’improvviso viene spostato alle sezioni unite. (E lì giace tuttora). Se ne occupa il primo presidente della Corte Vincenzo Carbone dal cui entourage filtra una spiegazione: il trasferimento era stato chiesto dalle parti e non c’era motivo per negarlo. I maliziosi ne danno un’altra lettura: il processo è stato spostato per lasciare il tempo al lodo Cassazione di fare il suo corso in parlamento. Strada difficile. In Finanziaria l’emendamento salta. E non riesce a trovare posto neppure nel decreto milleproghe quando a febbraio viene discusso al Senato. Se ne perdono le tracce, pare finito nel dimenticatoio. E invece eccolo che rispunta, identico, nel decreto incentivi. A questo punto, senza molti riflettori puntati addosso, passa. E gli imputati se ne vogliono giovare. Com’è avvenuto al palazzaccio quando hanno chiesto al presidente Altieri di applicarlo. E lui ha risposto: vi avverto, per me ci sta tutto un ricorso in Lussemburgo, fate pure le vostre deduzioni. È ovvio che, di questa svolta, anche le sezioni unite ne dovranno tenere conto per la Mondadori. © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica SABATO 29 MAGGIO 2010

IL CASO TELECOM CRONACA

■ 10 GLI ARRESTI

I MAGISTRATI

L’UDIENZA

IL REATO

Settembre 2006, finiscono in carcere Tavaroli e altre 21 persone. A dicembre viene arrestato Mancini e nel gennaio 2007 l’hacker Ghioni

Luglio 2008, i pm Napoleone, Civardi e Piacente chiudono le indagini. A novembre chiedono il rinvio a giudizio per 34 indagati

Aprile 2009, inizia l’udienza preliminare. Tavaroli e Ghioni chiedono di patteggiare. L’ex Sismi Marco Mancini si appella al segreto di Stato

Ieri il gup ha cancellato il reato di appropriazione indebita nei confronti degli ex uomini della sicurezza Telecom Pirelli

Le tappe

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Dossier illegali, la svolta del giudice la Security non era indipendente Fondi, niente appropriazione indebita. Segreto di Stato per Mancini un lavoro commissionato da Telecom e Pirelli. Un «non luogo a procedere» che ribalta la tesi secondo la quale in seno alle due aziende ci fosse una Security impazzita ed autoreferenziale, che creava dossier solo per i propri interessi personali. Anzi nel corso dell’udienza preliminare e dell’incidente probatorio sono emersi elementi, più o meno nuovi, che hanno spinto il giudice Mariolina Panasiti a inviare i verbali al procuratore capo di Milano perché decida se avviare ulteriori accertamenti e allargare l’inchiesta. Difficilmente se ne occuperà Manlio Minale, la questione sarà probabilmente uno dei primi nodi che dovrà districare il nuovo capo dell’ufficio milanese. L’attenzione è concentrata sugli ex ver-

tici di Telecom, Marco Tronchetti Provera e Carlo Buora, e sui manager delle due società che avevano avuto rapporti di lavoro con Tavaroli. Sul fronte prati-

Quattro anni a Tavaroli Il gup accoglie le richieste di patteggiamento delle due società co poi la cancellazione del reato di appropriazione indebita ha modificato, al ribasso, i patteggiamenti che ben 18 imputati avevano presentato al giudice con l’assenso dei pm, Fabio Napoleone,

Nicola Piacente e Stefano Civardi. Per vari reati, tra i quali l’associazione a delinquere, la truffa informatica, la rivelazione di atti coperti da segreto e la corruzione, Giuliano Tavaroli, ex capo della Security di Telecom, ieri è stato condannato a 4 anni e 2 mesi (dai 4 anni e 6 mesi richiesti), Fabio Ghioni a 3 anni e 4 mesi e Iezzi a 2 anni e 8 mesi. Telecom e Pirelli, invece, imputate per non avere vigilato sui propri dipendenti (legge 231), hanno avuto il via libera dal giudice al loro accordo con la Procura, in base al quale hanno pagato 750mila euro a testa a titolo di risarcimento, incrementati da 400mila euro di sanzione. Altri 12 imputati, invece, sono stati rinviati a giudizio e il processo, sul quale già da dicembre incombe la prescri-

zione, inizierà il prossimo 22 settembre a Milano. Alla sbarra, finiranno Angelo Jannone, ex ufficiale dei carabinieri ed ex capo della sicurezza di Telecom Brasile, Marco Bernardini, ex funzionario del Sisde, l’investigatore privato Emanuele Cipriani e il giornalista Gugliemo Sasinini. Non andrà a processo, per via del segreto di Stato Marco Mancini, ex numero due del Sismi, mentre il commercialista Marcello Gualtieri che aveva chiesto di essere processato con rito abbreviato e per il quale erano stati chiesti 4 anni, è stato prosciolto dall’accusa di riciclaggio. Per altre 23 operazioni Mancini non è risultato colpevole oppure il fatto non sussisteva. (w.g.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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MILANO — Cade l’accusa di appropriazione indebita nei confronti degli ex uomini della sicurezza Telecom-Pirelli. E gli atti emersi nell’udienza preliminare verranno trasmessi al procuratore capo di Milano. Non proprio due fulmini a ciel sereno, perché una soluzione simile era nell’aria, ma certo un piccolo terremoto per una delle inchieste più dibattute della procura di Milano. I capi della sicurezza Telecom ai tempi della gestione di Marco Tronchetti Provera, Giuliano Tavaroli, Fabio Ghioni, Pierguido Iezzi e un’altra decina di collaboratori, non hanno rubato nulla all’azienda. Quei soldi, sebbene usati per creare dossier illegali, sono stati incassati perché frutto di un lavoro, ritenuto “illecito” dai pm, ma pur sempre di

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7 mln IL RISARCIMENTO

Telecom e Pirelli risarciranno (in parte lo hanno già fatto) lo Stato e le parti civili per una somma complessiva di circa 7 milioni di euro

18 GLI IMPUTATI

Con l’assenso dei pm, sono stati diciotto gli imputati che avevano chiesto il patteggiamento ai giudici

12 IL PROCESSO

MANAGER Il presidente della Pirelli, Marco Tronchetti Provera

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Il retroscena

Tutti gli uomini del presidente “Quei lavori pagati dalla Telecom” I personaggi TAVAROLI L’ex numero uno della Security Telecom, ha patteggiato a 4 anni e 2 mesi. Per lui il processo è finito

WALTER GALBIATI MILANO — Le fatture. A ripercorrere i passaggi salienti dell’udienza preliminare del processo sui dossier illeciti, torna frequente una domanda con la quale il giudice Mariolina Panasiti ha costantemente martellato i testimoni. Chi pagava quei dossier? Chi saldava le fatture? E la domanda è stata rivolta ai manager della Pirelli e della Telecom convocati come testi che, per un motivo o per l’altro, si trovavano ad avere rapporti con Giuliano Tavaroli. È toccato a Tiziano Casali che dal 2001 al 2006 si è occupato della sicurezza del presidente Marco Tronchetti Provera e del top management, in occasione dei viaggi e degli spostamenti logistici, soprattutto all’estero. Un’attività che organizzava facendo riferimento alla Polis d’Istinto, l’agenzia dell’investigatore privato Emanuele Cipriani. «Chi pagava?», chiede il giudice. «Pirelli o Telecom», risponde Casali. «Quindi — incalza la Panasiti — lei vedeva arrivare delle fatture della Polis?». «Io non le vedevo arrivare — sostiene Casali — so che arrivavano ovviamente». E chi erano i committenti? «Il 90% di quei lavori erano commissionati dalla segreteria della presidenza». Il meccanismo, ricostruito dal giudice era semplice: «Lei diceva effettivamente l’attività delegata. Poteva comportare dieci ore di lavoro, diceva mi sta bene, lei metteva l’okay, loro portavano questo documento a Cipriani e Cipriani emetteva la fattura a Pirelli». E proprio sul pagamento delle fatture, sembra essere caduta l’accusa di appropriazione indebita, ipotizzando un trait d’union tra Tavaroli e le società. Un argomento che la Panasiti ha affrontato anche con Francesco Lambiase, che in Telecom Italia

Altri 12 imputati, sono stati rinviati a giudizio e il processo inizierà il prossimo 22 settembre davanti alla corte d’Assise di Milano

LAMBIASE Nell’udienza preliminare Francesco Lambiase, collaboratore di Tavaroli, ha confermato che gli elenchi dei dipendenti da controllare arrivavano dall’ufficio personale

CIPRIANI Il capo della Polis d’Istinto, prosciolto dalla appropriazione indebita, va a processo per altri reati

CASALI Tiziano Casali, responsabile della scorta di Tronchetti: “I miei incarichi arrivavano per il 90 per cento dalla segreteria della presidenza. Le fatture di Cipriani le pagava Pirelli”

GHIONI Per l’hacker del Tiger Team tre anni e due mesi. È stata la mente degli attacchi informatici alla Rcs

CHIAPPETTA Francesco Chiappetta è il capo degli affari legali di Pirelli. Negli interrogatori Tavaroli lo indica come uno dei suoi referenti. In udienza viene cacciato dall’aula, perché non autorizzato

dal ‘97 al 2005 si è occupato di problematiche legate alla gestione delle emergenze, le cosiddette «crisis management», e delle procedure amministrative in generale.

Giudice: «Chi deliberava questi costi? Materialmente chi li pagava?» Lambiase: «Penso Giuliano Tavaroli direttamente, era lui che li seguiva. Giudice: «Lui materialmente? C’era un ufficio che

poi provvedeva a pagare le fatture o pagava direttamente lui?». Lambiase: «Le fatture venivano inviate all’ufficio amministrativo». Giudice: «Che quindi non era Tavaroli? Lambiase: «No. Un uffi-

AVVISO A PAGAMENTO

CRISTOFORO COLOMBO APRE UNA NUOVA ROTTA MERCANTILE E FINANZIARIA DA PECHINO A GENOVA Agli inizi del 2009 Ital Brokers apre un ufficio di relazione istituzionale, mercantile e finanziaria con il grande mercato cinese, a pochi passi da piazza Tiananmen in Pechino. Dopo un anno di attento lavoro istituzionale con le autorità di Pechino si arriva alla grande svolta e nel febbraio di questanno è costituita unimportante alleanza tra il Gruppo Ital Brokers di Genova e una delle più importanti finanziarie della Repubblica Popolare di Cina con la nascita di Ital Brokers Cina, ente giuridico della Repubblica Popolare di Cina, nuova società cinese di intermediazione mercantile, marittima, assicurativa e finanziaria; strumento imprenditoriale di accesso e collegamento “worldwide” ai capitali cinesi nei mercati internazionali. Missione della neocostituita Ital Brokers Cina è, altrettanto, una corretta rifondazione delle relazioni commerciali e finanziarie tra gli investitori della Repubblica Popolare di Cina e il mercato italiano. Il portfolio di lavoro della nuova Ital Brokers Cina testimonia della portata innovativa della politica degli investimenti nei mercati internazionali e italiano delle autorità finanziarie cinesi. La nuova Ital Brokers Cina offre innovativi prodotti assicurativi, a supporto degli investimenti e servizi di collegamento e di intermediazione tra il sistema economico della repubblica Popolare di Cina e le aree dimpresa geopolitico mercantile del capitale cinese nei mercati internazionali. Tra le missioni affidate dalle autorità cinesi alla nuova società spiccano, per portata strategica, laffiancamento dellagenzia per il settore dellindustria agro-alimentare del ministero dellagricoltura della Repubblica Popolare di Cina, per lintroduzione dei vini e dei prodotti alimentari italiani nel mercato interno cinese – delle tecnologie industriali di lavorazione del prodotto agro-alimentare e dei prodotti di qualità ed eccellenza, relati alla diffusione della dieta mediterranea promossa dalle autorità presso il consumatore cinese; per lo sviluppo nellOceano Pacifico della pesca oceanica dalto mare – larmamento e il varo di una nuova modernissima flotta di pescherecci cinesi, commessa direttamente affidata dal ministero della marina mercantile della Repubblica Popolare di Cina alla nuova società; intermediazione mercantile ed assicurativa per il commercio e trasporto di prodotti petroliferi raffinati russi (e non solo) con limpiego finanziario di capitali cinesi – per il mercato domestico cinese, americano ed europeo; la costruzione e la messa in orbita di satelliti commerciali; lo sviluppo dei sistemi 3G di telefonia mobile e delle reti 5G di quinta generazione per il mercato telecom cinese; lingresso del capitale cinese nel mercato immobiliare italiano e francese; e testa di ponte dellindustria automobilistica cinese per la commercializzazione di nuovi veicoli elettrici per il trasporto privato e pubblico urbano (autobus elettrici per grandi metropoli) Per rafforzare la valenza politica e strategica dellalleanza tra il Gruppo Ital Brokers di Genova e Pechino – un primario gruppo finanziario della Repubblica Popolare di Cina entra nel 2010 nella compagine societaria del Gruppo Ital Brokers di Genova con una importante partecipazione di capitale. La rotta aperta dal Gruppo Ital Brokers in stretta alleanza con le autorità della Repubblica Popolare di Cina, costituisce unimportante opportunità politica per rifondare su basi pragmatiche del tutto nuove la collaborazione commerciale con il mercato italiano – e per entrare in partnership mercantile con il capitale cinese nei mercati finanziari ed assicurativi internazionali. ITAL BROKERS HOLDING SPA Il Vice Presidente Giancarlo Morotti

ITAL BROKERS SPA Il Presidente Franco Lazzarini Il Vice Presidente Giancarlo Gardella

Il presente comunicato è stato concordato con gli enti governativi competenti della Repubblica Popolare di Cina. Informiamo che si terranno due conferenze stampa, la prima a Pechino e la seconda a Genova.

cio amministrativo all’interno dell’azienda che aveva il compito di pagare le fatture, con la firma autorizzatoria di Tavaroli. Cioè okay al pagamento, queste andavano all’ufficio di amministrazione, contabilità e venivano pagate». Soldi insomma legati a incarichi. Ed è stato lo stesso Tavaroli ad aver sostenuto nei suoi interrogatori di aver dispensato incarichi in stretto rapporto con i più alti manager del gruppo, come Francesco Chiappetta, legal counsel della Pirelli e di Telecom, Enrico Parazzini e Claudio De Conto, entrambi ex direttori finanziari di Telecom e Pirelli, Andrea Galletta, ex responsabile degli affari legali, e Gustavo Bracco, ex capo del personale. Proprio sul personale e sulle operazioni illecite nei con-

I manager sentiti in aula hanno ammesso di aver saldato le fatture con fondi aziendali fronti degli “assumendi” si sono concentrate molte domande della Panasiti, nel tentativo di chiarire se era nell’interesse di Telecom e Pirelli o del solo Tavaroli sapere chi veniva assunto. Lambiase: «Mah Tavaroli mi chiamò e mi disse fondamentalmente che aveva preso un accordo con il fornitore Polis d’Istinto e che la direzione del personale nostra mi avrebbe girato delle liste che io avrei dovuto rigirare al fornitore, tramite un forward per un accertamento; perciò diciamo io rimasi anche abbastanza, un po’ sorpreso, perché io facevo altri mestieri e altre cose però diciamo che...». Giudice: «Quindi la direzione del personale?». Lambiase: «Tavaroli mi disse di sì, diciamo l’organizzazione, il personale, perché lui parlava del personale, mi avrebbe inviato degli elenchi di personale che io avrei dovuto girare alla Polis d’Istinto». Giudice: «La direzione del personale glieli ha passati questi elenchi?» Lambiase: «Sì, sì me li passava e io li giravo». In tutto sono stati “scannerizzati” circa 4-500 nominativi in Pirelli e altrettanti in Telecom Italia. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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L’INCHIESTA SU FINMECCANICA CRONACA

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Caso Finmeccanica, tre indagati Rogatorie internazionali sui fondi neri. In Borsa la società perde il 3% MARIA ELENA VINCENZI ELSA VINCI ROMA — Le mani di Mokbel su Finmeccanica: tre indagati e rogatorie internazionali, la procura di Roma a caccia di fondi neri. L’affarista romano è il primo a venire iscritto nella nuova inchiesta per riciclaggio, aperta da Giancarlo Capaldo per approfondire il sodalizio con un consulente dell’azienda leader in alte tecnologie, Lorenzo Cola, uomo vicino al presidente Pierfrancesco Guarguaglini. Dalle intercettazioni raccolte nell’indagine sulla frode che ha coinvolto Fastweb e Tis, emerge che nel 2007 Gennaro Mokbel ha investito otto milioni di euro, con un operazione

«estero su estero», nella Digint, partecipata al 49% da Finmeccanica. Il pm ha avviato rogatorie in Europa e negli Stati Uniti. L’obiettivo è trovare traccia degli otto milioni versati per l’acquisto delle quote Digint. Ieri un vertice tra magistrati e il comandante del Ros, Giampaolo Ganzer. «Ahò, so’ cinque mesi che avemo tirato fori li sordi e nun avemo visto ‘no straccio de contratto», dice Mokbel a metà febbraio del 2008. E l’ex senatore del Pdl Nicola Di Girolamo invita alla calma: «Abbiamo costruito questa holding con i crismi e secondo i dettami che avevamo concordato. E’ quella che consentirà a tutti di fare il salto di qualità. E’ ineccepibile, tecnicamente perfetta, è lo strumento più asettico e

Nel mirino gli affari di Mokbel Sarà ascoltato l’ex senatore Di Girolamo

qualificato per sedersi a qualsiasi tavolo. Attraverso quest’operazione di Finmeccanica, che è il fiore all’occhiello che potremo rivenderci domani mattina... Che solo una holding del genere potevi entrare in Finmeccanica. Anzi addirittura Finmeccanica ha chiesto una partecipazione attraverso un fondo lussemburghese». Il gruppo di Mokbel pensava di ricavare 500 milioni di euro dalla cessione di Digint a Finmeccanica. Ed è in questo quadro che gli inquirenti collocano la visita che, il 6 maggio 2008, Marco Toseroni e un avvocato fanno negli uffici romani del colosso pubblico, «per incontrare il direttore generale Zappa e meglio definire i rapporti strategici». Finito l’incontro, Toseroni informa Di Giro-

Il retroscena

lamo, che presto sarà interrogato. Anche Mokbel parlando con un amico afferma: «Ieri sera sono stato a cena con uno dei tre capoccioni di Finmeccanica. Lui però vive in America, a Washington. E’ quello che ha firmato l'accordo da sei miliardi sugli aerei negli Usa». Incontro smentito dall’azienda. I contratti per riempire la Digint però non arrivano e, il 9 giugno del 2008, Mokbel scopre nel suo ufficio ai Parioli le cimici lasciate dagli investigatori. Decide così di far saltare l’affare. Le notizie sull’inchiesta provocano lo scivolone di Finmeccanica in Borsa, che ieri ha registrato meno 3,19%. © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’inchiesta

Napoli, la Iurato sarà sentita come teste

E i pm convocano il prefetto dell’Aquila

LA SOCIETÀ La sede della società Selex a Roma

CARLO BONINI ROMA — In principio, il 2005, furono gli elicotteri del Presidente George W. Bush (una commessa da 6 miliardi di dollari, cresciuta fino a 13, per poi essere annullata da un Barack Obama appena insediato). Ma poi venne dell’altro. E che altro. Una seconda, cruciale acquisizione di Finmeccanica sul mercato statunitense che entra ora nell’orizzonte dell’inchiesta sui fondi neri all’estero. Perché, come la prima, ha le stimmate di Lorenzo Cola, il “facilitatore” in tre continenti (Asia, Africa, Nord America) del presidente e amministratore delegato di Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini, il “consulente” che sappiamo commensale e socio in affari del “nero” Gennaro Mokbel. Parliamo dell’acquisizione della “Drs Technologies Inc”. E di un anno, il 2008, in cui alla banda Mokbel vengono aperte le porte della terza industria militare più importante al mondo. La “Drs Technologies Inc.”, con sede a Parsippany, in New Jersey, è uno dei principali contractor della Difesa americana (10 mila dipendenti e un fatturato che viaggia sui 3 miliardi di dollari l’anno). Quotata alla borsa di New York, produce e sviluppa sistemi d’arma e di elettronica destinati all’esercito statunitense e all’intelligence. E in quel 2008, Finmeccanica la compra per 5 miliardi e 200 milioni di dollari (3 miliardi e 400 milioni di euro). La cifra è molto importante. Ma ancora più importante è che, per la prima volta nella storia americana, una società strategica nel comparto della Difesa e dell’intelligence viene acquisita da una azienda europea. Lorenzo Cola è della partita. Ma con quale ritorno? E a fronte di che tipo di lavoro? E soprattutto: cosa e chi si muove intorno a quell’operazione?

Acquisizioni e insider trading spunta una nuova pista Usa Il ruolo di Cola e i rapporti con la famiglia Guarguaglini I punti LA PISTA

I FONDI NERI

GLI APPALTI

L’inchiesta parte da una intercettazione. L’ipotesi sulla quale sta lavorando la procura romana è quella di riciclaggio

I pm sono sui milioni che l’affarista romano Mokbel avrebbe tentato di riciclare acquisendo una società controllata da Finmeccanica

Un altro filone dell’inchiesta parte da Napoli, dove la procura indaga sugli appalti del 2007 per la sicurezza: video sorveglianza e banca dati

È un fatto, magari solo una curiosa coincidenza, che sul “merge” Finmeccanica-Drs, la Sec, nel maggio del 2008, avvia un’azione per insider trading nei confronti di un giovanissimo ingegnere meccanico guarda caso italiano: tale Cristian De Colli, 28 anni, per giunta residente a Roma. E che il 22 ottobre di quell’anno, il giudice distrettuale del Southern District di New York, Paul A. Crotty, condanna De Colli a restituire il gruzzolo che ha portato a casa trafficando sul titolo Drs (ha comprato azioni ordinarie e opzioni call) prima della acquisizione di Finmeccanica grazie a informazioni privilegiate di cui «non vuole o non può – si legge nella sentenza americana – indicare la fonte». Parliamo di due milioni e 600 mila dollari. Vale a dire, i 400 mi-

la che il ragazzo ha investito per comprare titoli Drs (una somma consistente per un ventottenne) più i 2 milioni e 200 mila che ha realizzato di plusvalenza rivendendoli a fusione avvenuta. Non esattamente un colpo da dilet-

Occhi puntati sull’acquisto nel 2008, per oltre 3 miliardi di euro, della Drs Technologies, terza industria militare più importante del mondo tante. Ma torniamo a Lorenzo Cola. Nel suo comunicato di ieri, Finmeccanica del suo consulente e “facilitatore” non fa alcuna menzione. Resta, in questa storia, un convitato di pietra. Che

DARIO DEL PORTO NAPOLI — Un appalto del valore di 37 milioni di euro, aggiudicato a un raggruppamento temporaneo di imprese che aveva come capofila un’azienda del comparto Finmeccanica, la “Elsag Datamat spa”. Parte da qui l’inchiesta della Procura di Napoli sulle opere del piano sicurezza del 2007 che dopo aver portato, il 22 aprile scorso, alla perquisizione della sede centrale di Finmeccanica e di altre sei società, è giunta ora nella fase più delicata. La gara sotto indagine riguarda il Cen, una “banca dati” dei filmati realizzati a fini di ordine pubblico. Gli indagati sono dieci, fra burocrati e imprenditori, per associazione a delinquere e turbativa d’asta. Da lunedì saranno

tuttavia, si scopre ora, lavorava anche per la signora Guarguaglini. Come spiegano oggi fonti qualificate vicine all’azienda, Cola non era infatti di casa soltanto negli uffici di piazza Montegrappa, a Roma (la sede di Finmeccanica), ma anche in quelli della “Selex sistemi integrati”, controllata Finmeccanica, di cui Marina Grossi, moglie di Guarguaglini, è amministratore delegato dal 2005. «Il suo contatto in azienda – aggiungono le stesse fonti – è stato ed è il vicedirettore della società, Letizia Colucci. Ma i rapporti con i Guarguaglini sono diretti, familiari, e arrivano anche a una delle figlie». Dicono che Cola eviti da qualche tempo l’Italia e abbia scelto il sud della Francia come residenza europea quando non è a Washington. È facile immaginare che i suoi conti esteri, ammesso non siano già stati individuati e abbiano dunque già “parlato”, possano dire molto della sua rete di rapporti, del suo lavoro. Certo, il suo legame con i coniugi Guarguaglini e il suo ruolo cruciale nelle operazioni di Finmeccanica negli Stati Uniti si confermano uno dei punti di faglia di questa storia. A tal punto che, ieri sera, più di una fonte vicina all’azienda riferiva che Marina Grossi stia pensando in queste ore alle dimissioni.

sentiti nuovi testimoni: fra questi il neoprefetto dell’Aquila, Giovanna Maria Iurato, a lungo direttore dei servizi tecnico-logistici del Viminale. L’ufficio è considerato uno snodo centrale nella ricostruzione alla quale lavorano gli inquirenti che per questo vogliono ascoltare la dirigente ministeriale, (il cui nome era citato negli articoli sulla lista dei clienti di Diego Anemone, il costruttore edile al centro dell’inchiesta sulla “cricca romana”) sposata con un manager che ha avuto rapporti di lavoro il gruppo Finmeccanica. I pm Vincenzo D’Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli, coordinati dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo, stanno tirando le somme del lavoro investigativo svolto dalla Dia diretta dal vicequestore Maurizio Vallone. Oltre a Finmeccanica e Elsag, le perquisizioni di fine aprile avevano riguardato Vitrociset spa, Engineering ingegneria informatica spa, Cap Gemini Italia spa, Oit organizzazione impianti tecnologici srl; e Selex communication, che aveva partecipato alla gara salvo poi ritirarsi in un secondo momento: si tratta di una controllata da Selex s.i., uno dei pilastri di Finmeccanica di cui è attualmente amministratore delegato Marina Grossi, moglie del presidente della holding di via Monte Grappa Pierluigi Guarguaglini (nessuno dei due è indagato a Napoli). I magistrati napoletani non si occupano di fondi neri, sui quali sono stati avviati accertamenti dalla Procura di Roma. Ma presto i due uffici prenderanno contatto per uno scambio di informazioni.

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Contatti tra i giudici campani e romani per uno scambio di informazioni


la Repubblica SABATO 29 MAGGIO 2010

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LA LOTTA ALLA MAFIA CRONACA

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(segue dalla prima pagina)

MASSIMO GIANNINI EX presidente, a Santa Severa per un weekend di riposo, è rimasto molto colpito dalle parole del procuratore nazionale antimafia, amplificate dall’ex leader del Pd. E non si sottrae a una riflessione e, prima ancora, a un ricordo di quei terribili giorni di quasi vent’anni fa. «Proprio la scorsa settimana ho parlato a lungo con Veltroni, che è venuto a trovarmi, di quelle angosciose vicende. E ora mi ritrovo al 100 per cento nei contenuti dell’intervista che ha rilasciato a “Repubblica”. Quelle domande inevase, quel bisogno di sapere e di capire, riflettono pienamente i miei pensieri. Tuttora noi non sappiamo nulla di quei tragici attentati. Chi armò la mano degli attentatori? Fu solo la mafia, o dietro Cosa Nostra si mossero anche pezzi deviati dell’apparato statale, anzi dell’anti-Stato annidato dentro e contro lo Stato, come dice Veltroni? E perché, soprattutto, partì questo attacco allo Stato? Tuttora io stesso non so capire... «. Il ricordo di Ciampi è vivissimo. E il presidente emerito, all’epoca dei fatti presidente del Consiglio di un esecutivo di emergenza, che prese in mano un Paese sull’orlo del collasso politico (dopo Tangentopoli) e finanziario (dopo la maxisvalutazione della lira) non esita ad azzardare l’ipotesi più inquietante: l’Italia, in quel frangente, rischiò il colpo di Stato, anche se è ignoto il profilo di chi ordì quella trama. «Il mio governo fu contrassegnato dalle bombe. Ricordo come fosse adesso quel 27 luglio, avevo appena terminato una giornata durissima che si era conclusa positivamente con lo sblocco della vertenza degli autotrasportatori. Ero tutto contento, e me ne andavo a Santa Severa per qualche ora di riposo. Arrivai a tarda sera, e a mezzanotte mi informarono della bomba a Milano. Chiamai subito Palazzo Chigi, per parlare con Andrea Manzella che era il mio segretario generale. Mentre parlavamo

L’

al telefono, udimmo un boato fortissimo, in diretta: era l’esplosione della bomba di San Giorgio al Velabro. Andrea mi disse “Carlo, non capisco cosa sta succedendo...”, ma non fece in tempo a finire, perché cadde la linea. Io richiamai subito, ma non ci fu verso: le comunicazioni erano misteriosamente interrotte. Non esito a dirlo, oggi: ebbi paura che fossimo a un passo da un colpo di Stato. Lo pensai allora, e mi creda, lo penso ancora oggi... «. Resta da capire per mano di chi. Su questo Ciampi allarga

“Quei giorni terribili del ’92 a un passo dal colpo di Stato” Ciampi: è il momento di sapere chi ordinò quelle stragi

Le bombe

Dopo la bomba a Milano chiamai Manzella, mentre parlavamo sentii un boato fortissimo: era quello al Velabro

SU REPUBBLICA In alto, le interviste di Repubblica a Grasso e Veltroni sui rapporti fra Stato e mafia. A sinistra, l’ex presidente della Repubblica Ciampi

La reazione

Il caso

Alle quattro di notte parlai con Scalfaro al Quirinale, e gli dissi “presidente, dobbiamo reagire”

Nuovo giallo sul “signor Franco” la foto sequestrata dai Servizi

Il procuratore

Il procuratore antimafia Grasso dice cose giuste Condivido pienamente le sue parole

La democrazia

Deve restare memoria di tutto questo. E deve venire fuori la verità senza la quale non c’è democrazia

Le procure che indagano sulle stragi di mafia: non l’abbiamo acquisita noi

FRANCESCO VIVIANO ALESSANDRA ZINITI SAREBBERO stati due agenti dei servizi segreti a sequestrare l’altro ieri, nella redazione del settimanale romano “Parioli Pocket”, le fotografie del “signor Franco” l’uomo che, secondo le rivelazioni del figlio di don Vito Ciancimino, Massimo, è stato l’anello di “collegamento” tra suo padre, pezzi dello Stato e la mafia. La conferma viene da una delle procure coinvolte nelle indagini relative alle stragi di mafia degli anni ‘90. E aggiunge un enigma in più a quello che ormai è il giallo della foto del “signor Franco”. Proprio ieri la giornata era iniziata con la smentita delle procure. Che nulla sapevano dell’acquisizione dell’immagine. «Quella foto — aveva spiegato il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari — l’avevamo sequestrata, con tanto di decreto, il 21 maggio scorso. Chi sono le persone che ieri hanno acquisito quello che noi avevamo già?». Stessa sorpresa anche alla Procura di Palermo che indaga sulla “trattativa” tra Stato e Mafia dove Vito Ciancimino ed “il signor Franco” avrebbero avuto un ruolo determinante. «Se quella foto — ha spiegato il procuratore aggiunto di Palermo, Antonino Ingroia — è stata acquisita senza nessuna disposizione dell’autorità giudiziaria, sarebbe un caso molto singolare ed inquietante». Stesse risposte dalle Procure di Firenze e di Milano che indagano sulle stragi del ‘93. Nessuna procura dunque ha chiesto giovedì l’acquisizione dell’immagine del “signor Franco” che, tra l’altro, Massimo Ciancimino ha avuto qualche dubbio a riconoscere quando i pm di Caltanissetta gliel’hanno mostrata. «Non riesco ad identificarlo, ma ho un’altra foto custodita all’estero — ha detto Massimo Ciancimino ai pm — che presto

vi farò avere». Anche i vertici dei Carabinieri, per tutta la giornata, hanno sostenuto di non saperne nulla. Sia al comando generale che al comando provinciale, cadevano dalle nuvole. Eppure la foto era stata acquisita l’altro ieri intorno alle 9 del mattino da un luogotenente dei carabinieri che comanda la stazione “Parioli” e che si era qualificato come Vincenzo Zito. «Prima è venuto il luogotenente Zito con un altro carabiniere in divisa — racconta Enrico Barrac-

co redattore di Parioli Pocket — e volevano tutte le annate del nostro mensile. Ho detto loro che non potevo perché dovevo avere il permesso del mio direttore. A quel punto sono andati via, ma sono ritornati poco dopo con altre due persone in borghese che si sono qualificate come “ufficiali” dei carabinieri. Ma non avevano nessun mandato, e si sono accontentati di prelevare il pdf del numero dove ci sarebbe l’ormai famoso “signor Franco”». Per conto di chi i carabinieri e gli altri due misteriosi uomini hanno chiesto quella rivista ora è noto. A tarda sera il comando provinciale dei carabinieri fa sapere di avere “chiarito ogni dettaglio” di questa confusa giornata con il procuratore di Caltanissetta, Sergio Lari. © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’ENIGMA Dietro Letta e Vespa (del tutto estranei) Ciancimino jr avrebbe riconosciuto il “signor Franco”

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le braccia. «Non so dare risposte. So che allora corsi come un pazzo in macchina, e mi precipitai a Roma. Arrivai a Palazzo Chigi all’una e un quarto di notte, convocai un Consiglio supremo di difesa alle 3, perché ero convinto che lo Stato dovesse dare subito una risposta forte, immediata, visibile. Alle 4 parlai con Scalfaro al Quirinale, e gli dissi “presidente, dobbiamo reagire”. Alle 8 del mattino riunii il Consiglio dei ministri, e subito dopo partii per Milano. Il golpe non ci fu, grazie a dio. Ma certo, su quella notte, sui giorni che la precedettero e la seguirono, resta un velo di mistero che è giunto il momento di squarciare, una volta per tutte». La certezza che esponeva ieri Veltroni è la stessa che ripete Ciampi: non furono solo stragi di mafia, ed anzi, sulla base delle inchieste si dovrebbe smettere di definirle così. Furono stragi di un «anti-Stato», ancora tutto da scoprire. E come Veltroni anche Ciampi aggiunge un dubbio: perché a un certo punto, poco dopo la nascita del suo governo, le stragi cominciano? E perché, a un certo punto, dopo gli eccidi di Falcone e Borsellino, le stragi finiscono? Perché la mafia comincia a mettere le bombe? Perché la mafia smette di mettere le bombe? È lo scenario ipotizzato dal procuratore Grasso: gli attentati servirono forse a preparare il terreno alla nascita di una nuova «entità politica», che doveva irrompere sulla scena tra le macerie di Mani Pulite. Un «aggregato imprenditoriale e politico» che doveva conservare la situazione esistente. Quell’entità, quell’aggregato, secondo questo scenario, potrebbe essere Forza Italia. Nel momento in cui quel partito si prepara a nascere, e siamo al ‘94, Cosa Nostra interrompe la strategia stragista. È uno scenario credibile? Ciampi non si avventura in supposizioni: «Non sta a me parlare di tutto questo. Parlano gli avvenimenti di quel periodo. Parlano i fatti di allora, che sono quelli richiamati da Grasso. Il procuratore antimafia dice la verità, e io condivido pienamente le sue parole». Per questo, in nome di quella verità troppo a lungo negata, l’ex capo dello Stato oggi rilancia l’appello: è sacrosanto che chi sa parli. Ed è sacrosanto, come chiede Veltroni, che «Berlusconi e il governo non tacciano», perché la lotta alla mafia non è questione di parte, «ma è il tema bipartisan per eccellenza». Si apra dunque una sessione parlamentare, dedicata a far luce su quegli avvenimenti. Perché il clima che si respira oggi, a tratti, sembra pericolosamente rievocare quello del ‘92-’93. Ciampi stesso ne parlerà, in un libro autobiografico scritto insieme ad Arrigo Levi, che uscirà per «il Mulino» tra pochi giorni. «Lì è tutto scritto, ciò che accadde e ciò che penso. Così come lo riportai, ora per ora, sulle mie agende dell’epoca... «. Deve restare memoria, di tutto questo. Ma insieme alla memoria deve venir fuori anche la verità. «Perché senza verità — conclude l’ex presidente della Repubblica — non c’è democrazia». m.giannini@repubblica.it © RIPRODUZIONE RISERVATA


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POLITICA INTERNA E SOCIETÀ

SABATO 29 MAGGIO 2010

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DON RUGGERO

DON LELIO

DON DOMENICO

DON MARCO

Un centinaio in italia i casi di preti pedofili. Come quello di don Ruggero Conti, parroco a Roma, accusato di abusi nel 2002-2006

Don Lelio Cantini, fiorentino, è accusato di abusi su minori a partire dal 2004. Dimesso allo stato laicale dal Papa nel 2008

Pochi giorni fa don Domenico Pezzini, 75 anni, viene arrestato con l’accusa di abusi su un ragazzo straniero di 13 anni

I pm di Arese hanno chiesto 5 anni di prigione per don Marco Redaelli, accusato di abusi su una bimba di 10 anni

I casi

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“Anche in Italia abusi sessuali insabbiati” Pedofilia, l’ammissione di Bagnasco. “Pronti a ricevere denunce giorno e notte” MARCO ANSALDO CITTA’ DEL VATICANO — Coperture di abusi sessuali in Italia? «E’ possibile che ci siano state», ammette con molta schiettezza il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) e arcivescovo di Genova. «Se questi casi verranno accertati, il giudizio della Chiesa è noto: si tratta di una cosa sbagliata che va corretta e superata. La pedofilia è un peccato terrificante e un reato, che riguarda tutta la società e la Chiesa che fa parte della società». Mai più insabbiamenti, dunque. Il capo dei vescovi italiani risponde senza trincerarsi durante la conferenza stampa di chiusura dell’Assemblea generale Cei. «Oggi — osserva Bagnasco — c’è una consapevolezza diversa di questo fenomeno rispetto a 5 anni fa». E alle domande che richiedono dettagli ulteriori sul «centinaio di casi» registrati negli ultimi 10 anni dalla stessa Chiesa su minori abusati da sacerdoti, come annunciato il primo giorno dell’Assemblea generale dal segretario della Cei, monsignor

Il portavoce delle presunte vittime di don Agostini: chiediamo un incontro al Papa Mariano Crociata, Bagnasco promette: «Al momento non sono in grado precisare lo stato degli atti di ciascun procedimento canonico. Ma come Cei daremo le informazioni via via che ci perverranno». Circa la possibilità di un incontro con alcune vittime di abusi in Italia, così come fatto dal Papa nel suo viaggio a Malta in aprile, il presidente della Conferenza episcopale dice che dipenderà dalla valutazione del bene dei singoli: «Non esistono modelli di comportamento assoluti». Se però una persona si rivolge al proprio vescovo per una denuncia, «la si riceve immediatamente, di giorno o di notte». E a lei è mai capitato — gli viene chiesto — di dover gestire un caso del genere? Il cardinale presidente riflette per qualche istante. «A Genova no. A Pesaro (Bagnasco vi fu arcivescovo dal 1998 al 2003, ndr) c’è stata una situazione in cui ho dovuto fare delle verifiche. Ma a una ricerca puntuale, la notizia è risultata inconsistente». In Italia, dopo gli scandali scoppiati in Brasile, Stati Uniti, Irlanda, Germania, Belgio, sono emersi diversi casi di sacerdoti coinvolti in abusi: i più eclatanti a Bolzano, Bressanone, Firenze, Ferrara, Roma. E richiamando proprio le parole di Bagnasco, a uno di questi ha fatto riferimento ieri il presidente dell’Associazione “La caramella buona”, Roberto Mirabile: «A distanza di una settimana dall’udienza di don Ruggero Conti, indagato per pedofilia e induzione alla prosti-

tuzione nella parrocchia romana di Selva Candida — ha affermato Mirabile — quanto ha detto Bagnasco rappresenta il primo passo verso un reale impegno della Chiesa contro la pedofilia. Il referente naturale delle presunte vit-

time, in una diocesi, è il vescovo. Spero che non accada più quanto avvenuto vergognosamente nell’udienza. E’ stato chiamato a testimoniare il vescovo Gino Reali il quale ha dichiarato di essere venuto a conoscenza dei

presunti abusi già nel 2006, ma non segnalò nulla in Vaticano». E ancora, il portavoce delle 11 presunte vittime di don Marco Agostini, l’ex parroco di Pomezia, vicino Roma, coinvolto nell’aprile 2006 in un’indagine sulla

pedofilia, e poi suicidatosi, annunciano di voler mandare un dossier al Papa e a Giorgio Napolitano. «Chiediamo un incontro ufficiale - spiega - per dare voce alle nostre richieste, soprattutto temiamo che il processo cada in

prescrizione». Oggi, nella Basilica di San Pietro, per l’espiazione degli abusi commessi da alcuni sacerdoti si svolgerà una mattinata di adorazione eucaristica e di preghiera. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Peccato terrificante

Se i casi saranno accertati il giudizio della Chiesa è noto: la pedofilia è un peccato terrificante e un reato PRESIDENTE Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani

L’ARRESTO Don Marco Agostini, ex parroco di Pomezia, arrestato nell’aprile del 2006 con l’accusa di pedofilia e poi suicidatosi

La polemica

Interrogazione di tre senatrici democratiche. I sospetti sul dicastero della Salute. Le due sottosegretarie: “Solo un piatto doccia”

“I ministri vogliono pure l’idromassaggio” Il Pd attacca le spese inutili del governo GIOVANNA CASADIO ROMA — Ma è vero che ministri e sottosegretari si sono rifatti i bagni installandoci le docce con idromassaggio? L’ultima denuncia contro i costi della politica parte da tre senatrici democratiche — Maria Pia Garavaglia, ex ministro della Sanità, Maria Teresa Armato e Roberta Pinotti — e entra nell’intimità dei bagni ministeriali. Informate in dettaglio dei fatti, le tre hanno presentato un’interrogazione in cui chiedono direttamente al premier Berlusconi di chiarire se cose di questo genere sono capitate e continuano ad accadere. Se in piena manovra di lacrime e sangue, a ogni cambio di stagione ministe-

riale è consentito sprecare soldi in arredi eccetera, e se soprattutto ci si concede anche il lusso di cabine idromassaggio mentre gli statali si vedono tagliati gli stipendi e rateizzate le liquidazioni. L’interrogazione è ovviamente generica: «Se tutto ciò» - se ci fossero le cabine idromassaggio nei ministeri - «fosse vero, quali sono le valutazioni di Berlusconi e non ritiene che investire soldi pubblici in tali spese non sia in contrasto con i grandi sacrifici che si chiedono al paese?». Comincia così la caccia all’idromassaggio ministeriale e le tracce portano al ministero della Salute. Qui i bagni con tanto di doccia ci sono e sono stati ristrutturati quando le due sottosegretarie

EX MINISTRO Maria Pia Garavaglia parlamentare Pd e autrice dell’interrogazione

Eugenia Roccella (ex radicale approdata in Forza Italia e ora nel Pdl) e la leghista Francesca Martini si sono insediate al ministero. Ferruccio Fazio, il ministro, spiega subito di non entrarci nulla: «Ma quali docce con idromassaggio!». Si trova ieri tra capo e collo nella bufera di un’ennesima polemica. Piccola è vero, rispetto a quelle sui vaccini per la pandemia da influenza A/H1N1 però fastidiosa come quando si rischia di scivolare su una buccia di banana. La verità è che i lavoratori e i sindacati della pubblica amministrazione sono inviperiti e non sono disposti a sopportare l’ombra di uno spreco. Ogni restyling è vissuto con sospetto nel clima

Dopo Briatore

Lo yacht della Bracco evade il fisco, denuncia della Finanza MARCO PREVE GENOVA — Nel Mar Ligure continua la caccia ai pirati del fisco. Dopo il sequestro dello yacht di Flavio Briatore è la volta di Diana Bracco. La presidente dell’omonimo gruppo farmaceutico e dell’Expò 2015 di Milano, è stata abbordata dai finanzieri della Stazione Navale di Genova che l’hanno denunciata per reati in materia di evasione fiscale. Migliaia di yacht risultano intestati a società che dichiarando di praticare attività di noleggio beneficiano di sgravi fiscali. Al-

la procura di Genova è finito il fascicolo sullo yacht “If Only”, un 40 metri costruito nei cantieri olandesi Feadship e intestato alla Ceber, società di Milano che ha come ragione sociale il noleggio di unità da diporto. Le quote sono della signora Diana Bracco e della Dolfin, srl interamente detenuta dalla presidente del gruppo farmaceutico. Secondo la finanza, però, il panfilo, registrato a Sanremo e ormeggiato ad Antibes in Costa Azzurra, veniva usato privatamente dai Bracco. Improbabile, poi, che un crocerista a pagamento dorma in una cabina di lusso

con accanto al letto le fotografie della signora Diana e dei suoi cari. I legali dell’industriale sostengono il contrario, e puntano a dimostrare l’utilizzo di rappresentanza dell’imbarcazione. Intanto l’Unione Europea accusa l’Italia di essere troppo tenera con i panfili dei vip e avvia una procedura d’infrazione contro il nostro paese. Le esenzioni Iva, non in linea con le direttive europee, garantirebbero al settore della nautica da diporto condizioni fin troppo favorevoli a costruttori e acquirenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

di esasperazione. Fazio, amante del fitness, delle immersioni e delle foto subacquee, giura di non avere avviato alcun tipo di lavoro di abbellimento. La sottosegretaria con delega agli animali, Francesca Martini commenta: «L’attenzione ai costi della politica è anche la mia, ho conservato tutto il vecchio arredamento e dato una lavata alle tende come dice di avere fatto la Garavaglia quando è toccato a lei entrare al ministero. Non ho nessun idromassaggio». Idem la Roccella: «Venite a vedere». L’ufficio stampa del ministero rende noto anche il costo del bagno ristrutturato: è solo uno, di due metri per due, con un normalissimo piatto doccia, che non

Parte subito la caccia allo spreco: voci anche su una mini-palestra al Viminale idromassaggia, ed è costato «euro 200». Però i sospetti non si fermano. Arrivano segnalazioni di bagni elegantemente rifatti anche al ministero dello Sviluppo economico. Si parla di una minipalestra, però ben attrezzata qualche anno fa al ministero dell’Interno. Solo leggende metropolitane? © RIPRODUZIONE RISERVATA


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la Repubblica SABATO 29 MAGGIO 2010

EMERGENZA TERRORISMO MONDO

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Pakistan, strage nelle moschee degli eretici Attacco a Lahore contro la minoranza Ahmadi: migliaia in ostaggio per ore, 80 vittime FRANCESCA CAFERRI UN ATTACCO annunciato, quello di ieri a Lahore. Da mesi si sapeva che gli Ahmadi, una setta islamica considerata eretica sia dai sunniti che dagli sciiti, erano nel mirino degli integralisti pachistani. Ma non si poteva prevedere quando il gruppo sarebbe finito nel mirino. Non sono bastate dunque le guardie volontarie che da settimane sorvegliavano gli ingressi dei luoghi di culto per prevedere l’attacco simultaneo contro due moschee Ahmadi che ieri ha fatto più di 80 morti e 78 feriti. Tutto è avvenuto di venerdì, il giorno di preghiera, quando le moschee sono più affollate: due commandos sono entrati in azione quasi contemporaneamente

ni fa. Fazullah sarebbe stato ucciso in combattimento, ma la notizia è difficilmente verificabile. Non è detto comunque che i due avvenimenti siano legati: da tempo gli Ahmadi sono nel mirino degli estremisti sunniti. Nelle settimane scorse, a più riprese, erano stati avvertiti di possibili attacchi contro di loro e per que-

sto avevano istituto un servizio di sorveglianza volontario. Come gli sciiti, gli Ahmadi, sono odiati dai sunniti perché ritenuti eretici e per questo erano già stati fatti oggetto di attacchi, anche se mai gravi come quello di ieri. Anche gli sciiti li considerano eretici: sin dal 1974 la setta è stata riconosciuta come illegale in Pakistan.

«Incolpo i fondamentalisti ma incolpo anche le autorità pachistane, che non ci proteggono: ora il mondo capirà come viviamo», ha detto alla Bbc Saleem Ulhaq Khan, che era dentro la moschea di Model Town quando è stata attaccata. Al cuore del culto Ahmadi c’è l’idea che Maometto non sia l’ul-

timo dei profeti, ma sia stato seguito da altri: fra loro, Gesù Cristo, che non sarebbe morto sulla croce ma avrebbe predicato a lungo fra il Medio Oriente e l’Asia, fino a morire in Kashmir, dove gli Ahmadi oggi venerano la sua tomba, avvolta in un drappo verde. © RIPRODUZIONE RISERVATA

La scheda IL CULTO Le due moschee prese d’assalto nella città pachistana di Lahore, il capoluogo del Punjab, fanno capo alla setta islamica Ahmadiya

LA RIVENDICAZIONE L’attentato è stato rivendicato dal ramo punjabo di Tehrik e-Taleban-ePakistan, principale gruppo dei Taliban pachistani

L’attentato segue di pochi giorni la morte di uno dei leader estremisti più noti del Paese

IL MOVIMENTO Il Tehrik-e-Taliban (Movimento degli studenti), legato ad Al Qaeda, è ritenuto il principale autore degli attentati che insanguinano il Pakistan dal 2007

IL CAPO Il nuovo capo del Ttp è Hakimullah Mehsud, succeduto al fondatore Baitullah Mehsud, ucciso da un drone Usa nel 2009

IL MASSACRO Le immagini della strage di Lahore, il capoluogo del Punjab in Pakistan in cui un commando estremista ha ucciso 80 persone

nella moschea di Model Town, una delle zone più chic della città, e in quella di Garhi Shahu. Quasi identico il copione dell’azione: uccise le guardie, i militanti sono penetrati nelle sale di preghiera e hanno cominciato a sparare sulle migliaia di fedeli. Decine di persone hanno trovato rifugio in diversi angoli o sono fuggite dalle finestre: ma per molti altri non c’è stato scampo. L’arrivo della polizia nel caso di Model Town ha interrotto quasi subito l’assedio: uno dei militanti è stato catturato e altri due uccisi. Più drammatico l’esito a Garhi Shahu, dove i terroristi hanno tenuto in ostaggio per quasi due ore un migliaio di fedeli, chiedendo la liberazione di un centinaio di estremisti rinchiusi nelle prigioni pachistane. Sul luogo sono arrivati immediatamente i camion delle tv, che hanno rilanciato le immagini dei cecchini appostati sui tetti della moschea e di un terrorista che sparava in strada dal minareto: dopo due ore di braccio di ferro i terroristi si sono fatti saltare in aria azionando i giubbotti imbottiti di esplosivo che indossavano e hanno ucciso così altre persone. L’attacco, secondo quanto riportato dai media pachistani, è stato rivendicato dal ramo punjabo di Tarik-e-Pakistan-eTaliban, una delle più feroci organizzazioni della galassia estremista locale, che fa riferimento ai Taliban pachistani con base nelle zone tribali al confine dell’Afghanistan. Avviene a poche ore di distanza dalle voci sulla presunta morte di uno dei leader del movimento, il Maulana Fazullah, noto anche come “Mullah radio”, l’uomo che con i suoi messaggi via radio aveva terrorizzato per mesi la valle dello Swat prima che i suoi uomini ne prendessero il controllo due an-

Il caso

L’esplosione in Bengala ha fatto deragliare i convogli. Il gruppo politico smentisce, trovati però dei volantini

India, bomba dei maoisti sul binario si scontrano due treni: oltre 100 morti RAIMONDO BULTRINI BANGKOK — Hanno sabotato i binari per realizzare una strage senza precedenti, un salto di qualità nella decennale “guerra di popolo” combattuta da maoisti e naxaliti indiani «contro lo Stato capitalista». Ma invece di soldati e poliziotti, stavolta hanno colpito un treno notturno di pendolari indiani diretto da Kolkata a Mumbai che si è scontrato con un altro convoglio merci che procedeva in direzione inversa. Pochi passeggeri dormivano nelle cabine superdelux: in gran parte occupavano cuccette economiche o sedili rigidi. E il destino ha voluto che proprio qui, nelle prime quattro carrozze-dormitorio delle 13 del Gyaneshwari Express, l’attentato facesse il numero più alto di vittime. Finora si parla di 100 morti e quasi il doppio di feriti, ma fino a notte c’era ancora da recuperare un numero ancora imprecisato di corpi incastrati tra le lamiere. E’ successo all’una e trenta di venerdì, poche ore dopo la partenza del treno diretto per la periferia di Mumbai che attraversa trasversalmente il Continente da Nordest a Sudovest. E’ il primo attentato di questo tipo su una linea interstatale che collega due metropoli così importanti, e probabilmente sono bastati po-

100 LE VITTIME

È di almeno 100 morti e 200 feriti il bilancio dell’attentato

20.000 I RIBELLI

Il treno dei pendolari deragliato in India. Oltre 100 morti nell’attentato chi uomini, anche se l’intera zona è circondata migliaia di maoisti e naxaliti. La polizia ha sostenuto infatti che il deragliamento è stato provocato con la semplice estrazione di un giunto d’acciaio delle traversine. Ma evidentemente gli autori hanno calcolato anche i tempi, visto che proprio in quel momento proveniva in direzione opposta un lungo treno merci. Difficile che sia una coincidenza anche il fatto che ieri era stato dichiarato dai maoisti uno sciopero generale di tutte le atti-

Il capo della polizia parla di “sabotaggio dei rossi”. E l’area del disastro è una loro roccaforte vità, compresi i trasporti. Midnapore, o Paschim Medinipur, è parte del famigerato Corridoio rosso che attraversa parecchi Stati, e dentro al quale il governo indiano ha spedito da sette mesi

I maoisti hanno 20.000 guerriglieri e almeno 7 basi in tutta l’India

100 mila militari e paramilitari in aggiunta alla male attrezzata polizia locale, nel disperato tentativo di riconquistare territori enormi persi in quarant’anni di guerra e guerriglia. «Il mio vagone si è improvvisamente piegato di lato e i passeggeri hanno cominciato a volare da tutte le parti della cabina», ha raccontato in ospedale un passeggero che non sa ancora se la moglie è viva o morta tra i rottami. «Io sono rimasto incastrato con le mani in una sbarra d’acciaio tra due sedili e ho

aspettato così per tre ore prima che mi liberassero. Tutto attorno a me sentivo le grida di soccorso delle persone ferite e c’erano molti cadaveri». Il primo ministro Manmohan Singh ha più volte definito i maoisti «la più grave minaccia alla sicurezza del Paese, più del terrorismo islamico», e la propaganda naxalita non fa mistero del progetto di trasformare l’India in un Paese comunista più vicino al modello nordcoreano che cinese. Proprio ieri — parlando a un convegno — il ministro degli Interni G. K. Pillai ha cercato di rassicurare almeno sui tempi: «Il rovesciamento dello Stato indiano — ha detto — non è qualcosa che intendono fare domani o il giorno dopo. La loro strategia, secondo un libretto che hanno fatto circolare, è puntata al 2050 mentre alcuni documenti dicono addirittura al 2060». Difficile pensare che possa ripetersi in un Continente enorme come l’India lo stesso processo vinto dai maoisti del piccolo regno nepalese. Lì sono andati al potere (salvo poi riperderlo) dopo 10 anni di lotta armata. «Ma di certo — conclude lo stesso ministro — sono in grado già oggi di mettere in ginocchio interi settori dell’economia». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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la Repubblica SABATO 29 MAGGIO 2010

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MONDO

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DAL NOSTRO CORRISPONDENTE FEDERICO RAMPINI NEW YORK — «Non vi lascerò soli in questa tragedia. Anche quando le telecamere saranno andate via io non vi dimenticherò, finché non avremo ricostruito le vostre comunità». Teso, preoccupato, dopo un luogo sopralluogo sulle spiagge di Grand Isle in Louisiana, Barack Obama si mette in causa personalmente, usa la storica espressione di Harry Truman, «the buck stops here», la responsabilità finale ce l’ho io. Lancia una promessa solenne: «Se gli aiuti non funzionano fatemelo sapere. Farò in modo che i vostri messaggi mi arrivino davvero». Ai petrolieri un avvertimento: «Giustizia sarà fatta, lo garantisco». Ma ad ascoltare il presidente non ci sono i più diretti interessati. Non si vedono i pescatori rovinati dalla marea nera del Golfo. Sono lontani i tanti volontari che lamentano ostacoli e ritardi nell’arrivo dei mezzi. Al 38esimo giorno dall’esplosione della piattaforma petrolifera Deepwater, la seconda visita di Obama in Louisiana è governata da una regia scrupolosa, controllata. Niente botta e risposta coi giornalisti. E soprattutto la Casa Bianca evita che di fronte alle telecamere esploda contro il presidente la rabbia della popolazione locale.

SULLA SPIAGGIA Il presidente Obama sulla spiaggia di Port Fourchon in Louisiana. A destra, pellicani contaminati dal petrolio a Grand Isle

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“La marea nera è responsabilità mia prometto che non sarete abbandonati” Obama sulla costa della Louisiana, ma la gente resta lontana Gli stessi vertici della Bp parlano di una probabilità di successo «non superiore al 70 per cento». Ed è tornata a galla l’ipotesi alternativa, di calare una “cupola” sopra la falla sul fondo del mare. Comunque il petrolio già fuoriuscito da quella falla supera ogni precedente. «Continua ad arrivare sulle spiagge», ha detto Obama, «questo è un disastro che si prolungherà». Il presidente ha dato il suo sostegno a una ri-

La polemica

Casa Bianca in imbarazzo per l’offerta al deputato scomodo WASHINGTON — Nuova bufera politica per Barack Obama. La Casa Bianca ha ammesso di avere offerto ad un deputato -tramite Bill Clinton- un incarico di prestigio perché stesse fuori dalle primarie democratiche per il Senato della Pennsylvania dove correva anche un candidato vicino al presidente. Joe Sestak rivelò che la Casa Bianca cercò di impedirgli di sfidare Arlen Spectre, repubblicano passato ai democratici, che poi sconfisse. Ieri l’indagine interna ha confermato che ci fu un’offerta ma ha sostenuto anche che non si tratta di un’azione illegale. Obama è ripreso mentre passeggia su una spiaggia deturpata dal greggio, si china a raccogliere catrame nella sabbia. Promette di «triplicare gli uomini mobilitati». Dai 22mila già sul posto, si arriverà a 60mila. «È il più vasto sforzo mai compiuto per ripulire una marea nera». Ma con lui su quella spiaggia ci sono solo i responsabili della Guardia costiera, i governatori della Louisiana e della Florida, qualche sindaco. Il presidente considera questa catastrofe «come un attacco diretto contro le nostre coste, contro gli americani, contro la nostra salute e il nostro futuro». Parlato il linguaggio della responsabilità e della ragione, gli manca quello dell’empatia. Non trova il calore umano di Bill Clinton quando disse a un disoccupato «sento il tuo dolore» e sembrava sincero. Non ha l’ispirazione di George Bush tra i pompieri nelle macerie di Ground Zero, quando impugnò il megafono e gli venne un groppo in gola. Di fronte al test più insidioso da quando è alla Casa Bianca, Obama resta un presidente più intelligente che compassionevole. Lucido, autocritico, coraggioso nell’ammettere i propri errori, come quello di essersi fidato troppo delle compagnie petrolifere. Ma il verdetto dei sondaggi è chiaro: la maggioranza degli americani disapprova la sua reazione alla marea nera. Vorrebbero veder rispecchiata nelle sue parole e nei suoi gesti un po’ più della loro rabbia, della

930 MILIONI DI DOLLARI

Il gruppo Bp ha aggiornato a 930 milioni di dollari, oltre 750 milioni di euro, il costo che ha affrontato finora per bloccare la fuoriuscita di greggio e la marea nera in mare

Il caso

loro indignazione. Anche ieri in Louisiana, come nella conferenza stampa di giovedì alla Casa Bianca, Obama ha speso forse un po’ troppo del suo tempo a difendere l’azione dell’Amministrazione, a sottolineare la prontezza degli interventi. Ma ha dovuto ammettere che «siamo ancora a corto di boe», quei galleggianti necessari per stendere attorno alla chiazza di greggio cordoni isolanti. Sull’immagine del presidente pesano indirettamente i ritardi e le bugie della Bp, la compagnia a cui l’Amministrazione federale finora ha dovuto delegare le operazioni di

Incerto il risultato dell’operazione Top Kill. E il meteo preannuncia uragani eccezionali

contenimento della chiazza. Una nuova battuta d’arresto ieri ha fermato per diverse ore l’operazione Top Kill. È il procedimento con cui i tecnici della compagnia cercano di arrestare la fuoriuscita di greggio versando sulla falla sottomarina liquidi densi e fangosi, in attesa di poter costruire un “tappo” più stabile a base di cemento. Proprio mentre Obama stava parlando sulla spiaggia, dai tecnici della Bp trapelava una «delusione generale». «Non sappiamo se c’è abbastanza fango perché la cosa funzioni», ha ammesso uno degli esperti impegnati nell’operazione Top Kill.

chiesta del governatore della Louisiana, Bobby Jindall: attivare il genio civile, il Corps of Engineers, perché costruisca degli argini artificiali, dune di sabbia lungo le spiagge, come ultima barriera difensiva contro l’arrivo del petrolio. Ora nell’atmosfera avvelenata dalle polemiche e dalle recriminazioni si aggiunge un ulteriore allarme: i servizi meteo annunciano una stagione degli uragani eccezionalmente intensa. Può ostacolare sia i tentativi di otturare la perdita sottomarina, sia la pulizia delle spiagge già inquinate. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Onu, accordo sulla non proliferazione nucleare in Medio Oriente. Passa la linea egiziana

“Israele denunci le atomiche”, l’ira degli Usa NEW YORK — I paesi arabi vincono il braccio di ferro alla Conferenza per la Non proliferazione nucleare di New York. Ieri, in chiusura di lavori, per la prima volta dopo 10 anni di impasse, la conferenza ha adottato un documento di revisione del Trattato entrato in vigore nel 1970: nel testo si auspica un Medio Oriente libero dalle armi nucleari e si fissa per il 2012 una conferenza internazionale che faccia il punto sul nucleare nella regione. Il documento ha suscitato una dura reazione da parte dei rappresen-

Un test missilistico iraniano

tanti americani, perché mette sul banco degli imputati Israele. Il testo auspica infatti che lo Stato ebraico aderisca al Trattato mettendo le sue testate nucleari sotto il controllo dell'Aiea, l'Agenzia internazionale per l'energia atomica. Israele non ha mai ammesso ufficialmente di possedere armi nucleari, ma sono pochi gli esperti che dubitano dell’esistenza di testate all’interno del suo territorio. Nè la Siria nè l'Iran, che avevano espresso riserve sulla dichiarazione finale, hanno bloccato il documento, che è stato fortemente voluto da Egitto ed altri Paesi arabi.

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MONDO Era una stella già a 16 anni

LA TRAMA Margot Fonteyn (di spalle) con Castro e il marito Robert Arias in una foto del 1959 Sposò Arias, figlio di un ex presidente di Panama, nel 1955. Lui rimase paralizzato dopo una sparatoria, lei fu costretta a danzare fino a 60 anni nonostante l’artrosi per pagare le spese mediche

PER SAPERNE DI PIÙ www.fco.gov.uk www.ballerinagallery.com/fonteyn.htm

Le tappe

Margot Fonteyn era nata nel 1919, a 16 anni era già una stella del Royal Ballet di Londra. Ma fu nel 1962, quando con Nureyev fece coppia per “Gisele”, che raggiunse il successo mondiale e iniziò una amicizia col ballerino russo che durò fino alla sua morte nel ‘91

LA “BATTUTA DI PESCA” Margot e il marito salpano da Panama sul loro yacht Hanno appuntamento al largo con 125 cubani armati

LA TRAPPOLA Qualcuno ha tradito. Navi panamensi li seguono. Arias fugge con i cubani, Margot getta in mare armi e agende

Fidel e la ballerina una spedizione da Cuba per il golpe a Panama Il Foreign Office: la Fonteyn nel ’59 voleva il marito al potere DAL NOSTRO CORRISPONDENTE ENRICO FRANCESCHINI LONDRA — Il rivoluzionario barbuto e la ballerina. Il comunista latinoamericano e la dama inglese. Fidel & Margot. Come ingredienti di un giallo-rosa, o forse di un’operetta, potrebbero andare. Se ci si aggiunge un tentato golpe, un centinaio di guerriglieri cubani nascosti in uno yacht di lusso, e il sole dei Tropici, ce ne sarebbe abbastanza per un Graham Greene in vena umoristica («Una pistola in vendita») o per un Evelyn Waugh in formato satirico («L’inviato speciale»). Ma questa storia non è un romanzo. Non è inventata. È accaduta per davvero. A fine anni ‘50, Margot Fonteyn, una delle più grandi interpreti di danza classica di tutti i tempi, fu coinvolta

Il leader cubano era pronto ad aiutarla con 125 “barbudos” in armi ma lei fu arrestata prima che scattasse l’ora X in un complotto per prendere il potere a Panama, con l’aiuto di Fidel Castro, che lei incontrò personalmente a Cuba per discutere i dettagli del piano. Finì male. La ballerina venne arrestata dalle autorità panamensi e imprigionata in una tetra galera: vale a dire una suite presidenziale, dove un secondino la serviva in perfetto inglese e verificava che fiori freschi fossero posati tutti i giorni sul suo tavolo. Dagli archivi di stato britannici di Kew Gardens escono, con mezzo secolo di ritardo, segreti più o meno mirabolanti. Più di rado esce una vicenda come questa: più divertente che drammatica, certo curiosa, se non stravagante. Margot Fonteyn, nome d’arte di Margaret Hookham, era la prima ballerina del Royal Ballet di Londra quando, nel 1955, sposò Roberto Arias, un diplomatico panamense, figlio di un ex-presidente della piccola repubblica cen-

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troamericana. Il matrimonio fu alquanto burrascoso. Un po’ per le infedeltà del marito. Un po’ per la sua attività politica contro il governo di Panama.

Nel gennaio del ‘59, Arias e Margot si recano a Cuba, dove incontrano Castro. Fidel promette il suo sostegno, in uomini ed armi. In aprile, scatta l’ope-

razione. Uno yacht parte da Panama City, ufficialmente per portare Arias e la moglie a fare una battuta di pesca. Invece va a raccogliere 125

LA CATTURA Tornata in porto con lo yacht Nola, Margot viene arrestata. Ma dalla cella “presidenziale” esce quasi subito, per volare a Londra

“barbudos”, i guerriglieri cubani inviati da Fidel. Il golpe, tuttavia, non riesce nemmeno a cominciare. I congiurati vengono scoperti,

Cambogia AVVISO AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTT. 13 e 16 D.P.R. 8 Giugno 2001, n. 327 e s.m.i. ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITA Oggetto: Progetto definitivo relativo agli adeguamenti progettuali ed alle opere di sistemazione idraulica del raddoppio della sub-tratta Fiumetorto (i) – Cefalù/Ogliastrillo (i), tra il km 43+229 ed il km 62+900, compresa la galleria Monte Poggio MariaŽ (Lotto I) della linea Palermo – Messina. Oggetto: Proroga della Dichiarazione di Pubblica Utilità: Referente di Progetto – Direzione Compartimentale Infrastruttura di Palermo di R.F.I. S.p.A. – Delibera n. DMA/DCI_PA/168 del 1° luglio 2005.

Rochom P’ngieng

Mistero su Rochom la “ragazza della giungla” PHNOM PENH — È di nuovo scomparsa in Cambogia Rochom P’ngieng, la giovane vissuta per 19 anni in isolamento nella foresta e ritrovata nel 2007. Suo fratello ha raccontato al telefono che la giovane manca da casa dal 25 maggio. Non è la prima volta che la “ragazza della giungla” si allontana. Nel 2007 la storia di Rochom P’ngieng aveva fatto il giro del mondo e di lei avevano parlato quotidiani e siti web. Al suo riapparire, la famiglia aveva raccontato che non la vedevano dal 1989, quando aveva 8 anni ed era svanita nel nulla mentre pascolava i bufali non lontano da casa. Kamphy ha raccontato che sua sorella non è ancora in grado di parlare, eccetto qualche parola, ma mostra segni di capire quando qualcuno della famiglia si rivolge a lei.

PREMESSO - che ai sensi del D.M. 138-T del 31 ottobre 2000 R.F.I. S.p.A. è concessionario del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; - che in conformità a quanto previsto dallart. 6, comma 8, del D.P.R. 327/2001 R.F.I. S.p.A., in qualità di concessionario, è stata delegata ai sensi dellart. 6, comma 3, del sopracitato D.M.- sostituito dallart. 1 del D.M. 60-T del 28 novembre 2002 - ad emanare tutti gli atti del procedimento espropriativo nonché ad espletare tutte le attività al riguardo previste dal D.P.R. 327/2001; - che le procedure espropriative e/o asservitive occorrenti per la realizzazione delle opere previste dal progetto definitivo di cui in epigrafe approvato, anche ai fini della dichiarazione di pubblica utilità, con delibera n. DMA/DCI_PA/168 del 1° luglio 2005, a firma di R.F.I. S.p.A., integrativa della delibera n. DMA/DCI_PA/153 del 12 ottobre 2004, non sono state completate in quanto la consegna lavori è intervenuta in data 20 maggio 2008; - che, quindi, è necessario prorogare il termine, per il completamento delle procedure attualmente in corso relative alle opere di cui al punto precedente, già a suo tempo fissato al 30 giugno 2010 nella delibera n. DMA/DCI_PA/168 del 1° luglio 2005, a firma di R.F.I. S.p.A.; - che la Società ITALFERR S.p.A. – Società con socio unico, soggetta allattività di direzione e coordinamento di Ferrovie dello Stato S.p.A. – deve espletare le attività di cui allart. 6, comma 6, del D.P.R. 327/2001, ai fini del procedimento di pubblicizzazione dellemanando provvedimento di proroga del termine valido agli effetti della dichiarazione di pubblica utilità; - che le opere dellintervento ferroviario in oggetto interessano il territorio della Provincia di Palermo con i Comuni di Termini Imerese, Campofelice di Roccella, Lascari e Cefalù; - che si procede ai sensi e per gli effetti del combinato disposto dellart. 16, comma 5, e dellart. 11, comma 2, del sopra citato D.P.R. 327/2001, mediante il presente pubblico avviso, quello pubblicato sulla edizione regionale del quotidiano Il Giornale di SiciliaŽ e quello affisso allAlbo Pretorio dei Comuni interessati, tutti in data odierna; - che lElenco delle Ditte catastali interessate sono pubblicati sul sito informatico della Società Italferr S.p.A. allindirizzo: w w w.italferr.it, sezione espropri. TUTTO CIO PREMESSO La Società ITALFERR S.p.A. con sede legale in Roma – 00185 Via Marsala, 53/67, come sopra individuata, per il tramite della propria Unità Organizzativa Procedure Autorizzatorie ed Espropriative INFORMA I proprietari delle aree soggette ad esproprio e/o asservimento, secondo le risultanze catastali e secondo i piani particellari già depositati per lapprovazione del progetto definitivo in epigrafe, ai fini della dichiarazione di Pubblica Utilità, intervenuta con delibera n. DMA/DCI_PA/168 del 1° luglio 2005 a firma di R.F.I. S.p.A.: - che il termine del 30 giugno 2010, richiamato nelle premesse, verrà prorogato, ai sensi e per gli effetti dellart. 13 del DPR 327/2001 e s.m.i., a tutto il 30 giugno 2012, al fine di permettere il completamento delle procedure attualmente in corso, interessanti le proprietà delle ditte individuate al Catasto Terreni dei Comuni di Termini Imerese, Campofelice di Roccella, Lascari e Cefalù, tutti in provincia di Palermo; - che, entro il termine del 29 giugno p.v. il proprietario delle aree ed ogni altro interessato avente diritto, possono presentare, entro lo stesso termine, in forma scritta a mezzo raccomandata A.R. le proprie osservazioni, al sottoscritto – Dirigente della Unità Organizzativa Procedure Autorizzatorie ed Espropriative della Società ITALFERR S.p.A. – presso la sede legale della Società stessa, competente per la relativa procedura. Roma, 29 maggio 2010

U.O. Procedure Autorizzatorie ed Espropriative Il Dirigente Gianbattista Bianchi Questo avviso è pubblicato da Italferr S.p.A., Società con socio unico soggetta allattività di direzione e coordinamento di Ferrovie dello Stato S.p.A., in nome e per conto di R.F.I.- Rete Ferroviaria Italiana S.p.A.

Arias e i cubani scappano, Margot rientra a Panama City sperando di non destare sospetti. Ma i suoi movimenti forse erano seguiti. La ballerina viene arrestata. La notizia fa immediatamente il giro del mondo. Le autorità la fanno rinchiudere nell’appartamento del presidente, trattandola come una star, e ben presto la rimpatriano. Durante la prigionia, le viene permesso un colloquio con l’ambasciatore britannico, sir Ian Henderson, che intercede per lei. Margot gli racconta tutto. E l’ambasciatore invia rapporti al Foreign Office, nei cui archivi sono rimaste conservati fino ad ora come «top secret». Molti anni dopo, Margot Fonteyn fece ritorno sul luogo del delitto. Nel ‘65 un rivale politico sparò ad Arias, lasciandolo paralizzato. La ballerina con-

Fu lei stessa, durante la prigionia, a confessare il suo segreto all’ambasciatore britannico tinuò a danzare fino all’età di 60 anni per pagare le spese mediche. Si ritirò solo nel 1979. Quindi, per restare accanto al marito, che aveva ottenuto il permesso di tornare in patria, si trasferì anche lei a Panama, dove morì nel 1991. Il suo momento di maggiore fulgore sul palcoscenico era venuto dopo l’avventuroso colpo di stato appoggiato da Castro. Nel 1961, il grande ballerino russo Rudolf Nureyev approfittò della sua prima tournée in Europa per chiedere asilo politico e abbandonò l’Unione Sovietica. Nel 1962, Nureyev e Margot apparvero insieme per la prima volta in «Giselle» a Londra. Nonostante la differenza di età (lui aveva vent’anni di più) diventarono una coppia inseparabile sulle scene, e grandi amici nella vita. Chissà se lei confidò mai a lui, fuggito dal comunismo sovietico, il suo complotto segreto con Fidel. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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CRONACA ■ 23

CON L’AMICA

L’APPUNTAMENTO

LA SCOMPARSA

IL SOTTOTETTO

I COLPI

IL CORPO

Il 12 settembre del 1993, Elisa Claps esce dalla sua casa intorno alle 11 del mattino. La ragazza è insieme a un’amica

In una piazza vicina alla chiesa della Santissima Trinità le giovani si separano. Alle 11.30 Elisa ha appuntamento con Restivo

L’amica aspetta invano che ritorni, quindi va a casa di Elisa e alle 16 dello stesso giorno i parenti ne denunciano la scomparsa

Restivo avrebbe convinto Elisa a seguirlo nei locali attigui alla chiesa e nel sottotetto tentato un approccio sessuale

Elisa si oppone scatenando la furia del giovane che l’avrebbe colpita 13 volte con un’arma da punta e da taglio al torace

Successivamente Restivo trascina il corpo di Elisa in un angolo del sottotetto e lo copre con tegole e materiali di risulta

Le ultime ore della ragazza

“Elisa uccisa da Restivo con 13 coltellate” La procura di Salerno sul caso Claps. Tagliata una ciocca di capelli. “Ora estradizione” preso da ... http://le-journal-italienne.blogspot.com

DAL NOSTRO INVIATO CONCHITA SANNINO SALERNO — «Ha ucciso Elisa Claps con tredici colpi. Nove le sono stati inferti alle spalle, quattro tra la clavicola e il torace. L’assassino, che secondo noi è Danilo Restivo, impugnava un coltello. Prima, l’ha spinta a seguirlo fino al terzo piano della canonica. Poi ha tentato con lei un approccio sessuale. Infine l’ha assassinata e l’ha trascinata per alcuni metri fino al sottotetto della chiesa. E l’ha coperta di tegole e materiale di risulta». Diciassette anni dopo, in un sala austera al terzo piano del Palazzo di Giustizia di Salerno, lo Stato scopre le sue carte su uno dei gialli più agghiaccianti, impuniti eppure «indagati». È la storia della sedicenne Elisa, che scompare la domenica del 12 settembre 1993 nel centro di Potenza, quasi inghiottita nel cuore della chiesa più prestigiosa della città, e i cui resti vengono ritrovati ufficialmente solo il 17 marzo del 2010. Quel piccolo scheletro, in parte mummificato, negli anni era scivolato sempre più dalla posizione angolare della sottoparete al pavimento: lasciando tracce evidenti di decomposizione che hanno «parlato» a lungo, durante la perizia, all’ana-

Per i magistrati l’uomo ha tentato un approccio sessuale, poi l’ha assassinata tomo-patologo Francesco Introna. Solo da ieri, quello che tutti pensavano diventa convinzione fondata della pubblica accusa: Danilo Restivo è l’assassino che la giustizia italiana vuole in carcere, ma che non metterà piede in un’aula di giustizia finché l’uomo resterà detenuto in Inghilterra per l’omicidio di Heather Barnett, la sarta mutilata sempre a coltellate. C’è un indizio in particolare che pesa su Restivo: sulla scena del delitto è stata sequestrata dalla scientifica una ciocca di capelli di Elisa, tagliata proprio come era solito fare Danilo con tutte le ragazze che corteggiava. La giustizia italiana presenta il conto fuori tempo? Non è un fallimento, dopo tanti anni, indicare un colpevole che non può essere trasferito in Italia, se non dopo lavorio diplomatico tra le due autorità europee e solo in regime di «estradizione» provvisoria? Il procuratore generale Lucio Di Pietro risponde con rituale pacatezza e senza alcun intento polemico. «Intendo sgombrare il campo da alcuni equivoci», premette l’alto magistrato, che ha coordinato l’inchiesta con il procuratore capo Franco Roberti, il vertice della Procura, e con la squadra Mobile di Potenza e la Dia di Salerno. «Non ci siamo mossi in ritardo. La nostra richiesta di arresto risale all’11 maggio scorso», sottolinea Di Pietro. Per la cronaca, otto giorni prima che il sovrintendente del Dorset, Mark Cooper, nella località Bournemouth, decidesse di

RITROVAMENTO Qui accanto, Elisa Claps e Danilo Restivo. A destra, il sottotetto della sacrestia della chiesa della Santissima Trinità a Potenza dove è stato ritrovato il cadavere di Elisa. Sopra, una visione della chiesa dall’alto

sottoporre a fermo l’indagato Restivo, accusato del delitto Barnett. Aggiunge Di Pietro: «Quanto al prelievo del dna di Restivo, avevamo chiesto fin dal 26 marzo ai colleghi inglesi di poter entrare in possesso di quel dna che nel loro Paese avevano già acquisito. Ovviamente non sapevamo che la polizia sarebbe entrata in quella casa il 19 maggio scorso e che

avrebbe, insieme al dna che serviva a noi, operato anche un fermo. Né alcuno era tenuto a dirci quali fossero le loro scelte strategiche, visto che procedevano contestualmente per un delitto avvenuto in Inghilterra». Uno strappo che nessuno intende ufficializzare, anche se nella sede di Eurojust, l’ufficio dell’Unione europea che si occupa del coordinamento tra le

varie polizie nella lotta al crimine, sarebbe stata sollevata qualche perplessità sui tempi delle scelte adottate. Burocrazie al lavoro. Ora italiani e inglesi, come sottolinea Di Pietro, «dovremmo metterci intorno a un tavolo e ipotizzare un calendario delle rispettive azioni, in modo da ipotizzare un’estradizione provvisoria» di Restivo. Siamo ancora al primo tempo, è

Torino

Maria Pia, Giulia e Leo ricordano con immenso amore e tanta nostalgia

Il Presidente, il Consiglio e il personale dell’Ordine degli Psicologi della Campania sono sentitamente vicini alla Consigliera Prof.ssa Caterina Arcidiacono in questo doloroso momento per la perdita del caro fratello

Abusò della figlia 10 anni di carcere a mostro Falchera TORINO — È stato condannato a dieci anni di carcere Michele M., il sessantacinquenne torinese accusato di avere costretto per decenni la figlia a subire abusi sessuali. La sentenza riguarda anche un figlio di Michele, Giuseppe, al quale sono stati inflitti nove anni. Per i due imputati, il pm Paolo Scafi aveva chiesto pene più elevate. La parte lesa, che divideva con la famiglia un appartamento alla Falchera, un quartiere della periferia settentrionale di Torino, ha oggi 35 anni. Agli inquirenti la donna rivelò che era sottoposta a violenze da quando ne aveva nove. Da quando la vicenda che l’ha coinvolta è scoppiata, la donna è ospite di una comunità protetta. Il tribunale ha dichiarato prescritti i fatti commessi prima del 28 novembre 1997. I giudici hanno anche accordato alla donna una provvisionale (un acconto sul risarcimento complessivo) di 190 mila euro.

Guido Herzenstein venuto a mancare il 29-05-2009. Un vivissimo ringraziamento a tutti coloro che ci sono stati vicini in questo anno. Roma, 29 maggio 2010 Il Ciid si stringe con affetto e partecipazione attorno alla Presidente nazionale Sofia Toselli nell’ora della scomparsa della sua cara mamma

Elena Coletta Toselli Roma, 29 maggio 2010 La Ciid con profondo affetto e vicina alle care Sofia, Anna e Luisa Toselli, colpite dalla perdita della loro Mamma

Elena Roma, 29 maggio 2010 Tutti i dipendenti di Impresa SpA, Rabbiosi Spa, Infrastrutture Stradali, Lotto 5, Kazakhstan Branch, Azerbajan Branch e di tutte le società del Gruppo sono vicini al Presidente, Ingegnere Raffaele Raiola, nel dolore per la perdita del padre Ingegnere

Angelo Raiola Napoli, 29 maggio 2010 Riccardo Bernabò Silorata e Domenico Chieffo con Bruna e Carmen partecipano commossi al dolore di Raffaele Raiola per la perdita del padre Ingegnere

Angelo Raiola Napoli, 29 maggio 2010 Il Consiglio di Amministrazione ed il Collegio Sindacale di Impresa SpA partecipano al dolore dell’Ingegnere Raffaele Raiola per la perdita del padre Ingegnere

Angelo Raiola Napoli, 29 maggio 2010 I Dirigenti di Impresa SpA partecipano al dolore del Presidente Ingegnere Raffaele Raiola per la perdita del padre Ingegnere

Angelo Raiola Napoli, 29 maggio 2010

Massimo Arcidiacono Napoli, 29 maggio 2010 Sgomenti per la scomparsa di

Barbara gli amici e colleghi delle Giornate del Cinema Muto si stringono a Fulvio e al piccolo Tancredi. Pordenone, 29 maggio 2010 Maurizio Nappa, da lontano, piange l’amica di sempre

Francesca Catanzaro e abbraccia forte Luigi, Giuseppe, Giovanna, Mario, Gigi. Horgen, 29 maggio 2010

il monito che viene dalla famiglia Claps. Sottolinea il fratello di Elisa, Gildo: «È evidente che per noi questo è solo il primo tassello di una verità ancora difficile da raggiungere e che ci sono complicità e connivenze che ancora devono venir fuori. Quindi ci auguriamo — conclude Gildo — che le autorità inquirenti facciano piena chiarezza su quanto accaduto

quel 12 settembre 1993». Un aspetto su cui la Procura generale non recederà, assicura Di Pietro. Ma allo stato non ci sono indagati, né risulta — dalla ricostruzione giudiziaria — che qualcuno abbia aiutato Danilo. Autore, secondo la giustizia italiana, di un delitto quasi perfetto. Ma nuovamente lontano dai suoi inseguitori. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il caso

Due esperti della Cattolica: esclusi pazienti con handicap psichici

Trapianti su persone disabili polemiche per linee guida Veneto ROMA — Trapianti ai disabili oppure no. È polemica dopo l’articolo pubblicato da due nefrologi dell’Università Cattolica di Roma che si dice contrario ad una disposizione della Regione Veneto, secondo la quale le persone con ritardo mentale potrebbero essere escluse dalle liste trapianto. Fatto poi smentito dall’assessore alla Sanità del Veneto. I due esperti, Nicola Panocchia e Maurizio Bossola del servizio di emodialisi del Policlinico Gemelli di Roma e Giacomo Vivanti, psicologo dell’Università della California, spiegano la loro posizione sull’American Journal of Transplantation. «Le linee guida della Regione Veneto — si legge nell’articolo — indicando il ritardo mentale come una controindicazione al trapianto, di fatto escludono pazienti con disabilità intellettiva da questa procedura salvavita». Ciò andrebbe a includere bimbi Down o autistici o con altre forme di ritardo. Posizione rafforzata dalle dichiarazioni del direttore del Centro di Ateneo di Bioetica della Cattolica Adriano Pessina: «Le discriminazioni in base a criteri psichici sono altrettanto ingiuste che

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quelle basate su sesso, età, etnia». Ma la regione Veneto, attraverso l’assessore alla Sanità, Luca Coletto, corregge il tiro e spiega poco dopo che non c’è nessuna esclusione a priori per persone con ritardo mentale in tema trapianti ma «doverose valutazioni scientifiche» e la questione sarà portata all’attenzione del coordinamento degli assessori regionali alla sanità. «Il trapianto è un dono così prezioso che chi riceve un organo deve essere in grado di fruirne i benefici e questo è l’unico discrimine da tenere in considerazione quando si decide l’inserimento di un paziente nella lista d’attesa» ha spiegato il direttore del Centro Nazionale Trapianti (CNT) Alessandro Nanni Costa.


la Repubblica

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ATTUALITÀ

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PER SAPERNE DI PIÙ www.repubblica.it www.apple.com/it

ULTIME NOTIZIE Toccando il tasto Real Time si apre una finestra verticale nella quale appaiono le ultime notizie

Le funzioni di R

L’iPad è sbarcato in Italia code per la tavoletta multimediale L’applicazione di Repubblica fra le più scaricate

GLI ARRICCHIMENTI Sulle foto compare un’icona che, cliccata, apre un video o una galleria fotografica

preso da ... http://le-journal-italienne.blogspot.com proprio popolari (da 499 a 799 euro). che permette di scaricare libri da iTu-

ALDO LASTELLA

ROMA — L’impero colpisce ancora, ha titolato qualcuno. E l’impero è quello di mr Steve Jobs, massimo mago del marketing globale. Il giorno dell’iPad, lo sbarco di ieri della tavoletta multimediale in nove paesi, Italia compresa, è stato salutato da un’enorme visibilità su tutti i media, una curiosità spasmodica e file di appassionati davanti agli Apple Store da Tokyo a Londra a Roma e Milano. E si presume che i circa 600 mila esemplari che Apple ha destinato ai paesi europei (di cui poco più di 100 mila all’Italia) siano andati bruciati nel giro di poche ore nonostante i prezzi non

Molto indicative le classifiche delle applicazioni scaricate nel primo giorno di apertura dello store per l’Italia. L’applicazione di Repubblica si è piazzata immediatamente ai primi posti della hit parade dei software gratuiti accanto a iBooks, l’applicazione

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E’ facile e intuitivo: basta cliccare l’icona R+ per aprire la finestra con la prima pagina del giornale

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nes, e ai principali quotidiani nazionali. A giudicare dalle prime risposte dei lettori più appassionati e tecnologicamente avvertiti, l’applicazione “R+” è decisamente la più gradita, per la facilità di utilizzo e per gli arricchimenti multimediali che corredano gli articoli. Due caratteristiche che verranno incrementate e migliorate già nei prossimi giorni. E che i lettori di quotidiani abbiano capito quanto questa svolta sia gravida di futuro lo conferma un sondaggio della società Comscore, secondo il quale un terzo abbondante di chi comprerà l’iPad lo farà per consultare i giornali. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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informazione pubblicitaria

Vogliamo essere Imprenditori per lo sviluppo, non schiavi della speculazione finanziaria! Nel settembre 2005, l’UCID – Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti - lanciò il proprio appello per una nuova responsabilità degli imprenditori. Oggi ritiene necessario un appello alle responsabilità istituzionali di fronte alla strapotere della finanza. Il comportamento devastante di una speculazione finanziaria che tutto travolge lascia infatti sbigottiti gli imprenditori, dirigenti e professionisti cristiani che hanno sempre creduto e credono - al primato dell’economia reale, contro tutte le enfatizzazioni del peso delle attività finanziarie; - al primato dell’impresa come luogo di continua concreta innovazione tecnologica e produttiva , contro ogni illusione che il valore si formi sulla carta; - al primato dell’imprenditorialità personale e del mercato responsabile come momento di crescita e di mobilità sociale, contro il rattrappimento nelle paure e negli adattamenti passivi alla crisi. La propensione ad un pragmatismo del quotidiano, che riduce di molto la capacità di trovarsi uniti nel perseguire obiettivi di lungo periodo, ha di fatto lasciato campo alle scorribande di una speculazione senza scrupoli. Ma dove sono le autorità monetarie quando la massa speculativa punta al fallimento della Grecia? Quando vedono perseguire lo scardinamento del valore di una moneta che ha rappresentato decenni di sforzi per aggregare una volontà comune di sviluppo ? Quando assistono nello spazio di un mattino ad oscillazioni enormi delle quotazioni borsistiche di una azienda ? Forse non ricordano di averci sempre detto che la Borsa serve ad incanalare il risparmio verso le attività produttive; che la tutela del risparmio è sacra; che l’accumulazione del capitale nell’impresa è esito del processo di faticosa accumulazione di conoscenze organizzative e innovative da parte degli imprenditori dell’economia reale. Ci dicono invece che “i mercati finanziari sono il cervello dell’economia. Non se ne può fare a meno, ma se il cervello non funziona, il resto del corpo è a rischio”: una frase che noi operatori sul campo, che mettiamo mente e cuore

nelle nostre aziende e consideriamo strumentale la finanza non possiamo accettare. Non possiamo accettare che il mondo sia solo numeri, flussi di numeri, masse di movimenti finanziari, incapaci di rendersi strumento per lo sviluppo e per la crescita. La speculazione finanziaria è un contagio che distrugge lavoro, uccide persone, impedisce la valorizzazione dei talenti, mortifica l’uomo. Le autorità monetarie hanno creato un mostro, il mercato finanziario dominato dalle speculazioni, ed ora non sono capaci di governarlo, tranne che immaginare di “porre esplicitamente a carico dello Stato una quota maggiore di rischio sistemico …con l’assunzione da parte dello Stato di assicurazione di ultima istanza“; un inaudito addossamento di carico sulle spalle della collettività. Gli imprenditori, i dirigenti ed i professionisti cristiani non fanno domanda di incentivi, di protezione, di privilegi; vogliono e sanno fare offerta di nuovi prodotti, di nuovi servizi, di nuove opportunità di utilizzo individuale, di copertura dei bisogni collettivi, collegando lo sviluppo dell’impresa con lo sviluppo del sistema in una nuova stagione più cosciente, per effetto della crisi, nel costruire il Bene Comune. Perché ciò si realizzi, sta alla politica fare offerta di strutture e strumenti che non diano sponde istituzionali agli esiti della speculazione, ma ricostruiscano la legalità del circuito virtuoso che deve esistere fra valori finanziari, valori economici e valori umani. I Presidenti dal 1993 al 2010 Giuseppe De Rita Francesco Merloni Angelo Ferro

Roma, 29 maggio 2010


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ATTUALITÀ

PER SAPERNE DI PIÙ www.invalsi.it/invalsi/index.php www.miur.it

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Scuola, all’esame di terza media arriva il quiz di cultura generale Le prove Invalsi per la prima volta contribuiranno al voto finale. Ma è polemica SALVO INTRAVAIA ROMA — Esame-rebus per oltre mezzo milione di studenti della scuola media e prove Invalsi sotto accusa. Fra tre settimane, 575 mila ragazzi di terza media saranno chiamati ad affrontare la loro ultima fatica. Quest’anno, entrano in vigore alcune novità e la prova Invalsi è quella che fa più paura. Introdotta nel 2008 dall’allora ministro Giuseppe Fioroni per delineare un quadro globale del livello di preparazione degli alunni, quest’anno per la prima volta farà media all’esame di Stato. Ma il quizzone non lascia per niente tranquilli mamme e papà. Quelli somministrati, dal 6 al 13 maggio scorsi, agli alunni di seconda e quinta elementare e ai ragazzini di prima media, hanno fatto andare su tutte le furie maestre e genitori. E in alcune scuole di Roma le prove sono state addirittura boicottate. Motivo? I contenuti del test considerati, da molti, “obsoleti” o peggio “mal congegnati”. Per esempio. Nel fascicolo per i piccoli del-

Il 17 giugno per mezzo milione di ragazzini test di italiano e matematica la quinta elementare, tra i quesiti di ortografia figurava un quadrifoglio, ma con cinque foglie: un «quintifoglio», hanno scritto alcuni bambini. «Perché dovrei considerarlo un errore?», si chiede un’insegnante. Mentre il brano di comprensione del testo si intitolava «L’Useliera», che narra le bellezze della Valsugana, in Trentino. Un pezzo, secondo alcuni genitori, non adatto ad una prova a livello nazionale. «Dov’è la Valsugana?», si sono chiesti in molti. E via un fiume di critiche che inonda blog e siti dedicati alla scuola. Anche la Uil critica le prove Invalsi. «Una macchina organizzativa complicatissima, migliaia di fotocopie, schede da

riempire, pacchi, plichi, buste e almeno 40 pagine da organizzare e compilare per il lavoro di raccolta dati, di dubbia utilità e con la richiesta di informazioni non direttamente connesse allo svolgimento delle prove», spiega Massimo Di Menna. E la valanga di polemiche aumenta con l’avvicinarsi della prova, prevista il 17 giugno. Quanto

ENTE AUTONOMO VOLTURNO S.R.L. AVVISO DI AGGIUDICAZIONE GARA D’APPALTO resente avviso di aggiudicazione si riferisce al Bando di gara d’appalto relativa alla procedura concorsuale aperta per l’affidamento dei servizi di ingegneria finalizzati alle attività di redazione dello Studio di Fattibilità “Sistema Metropolitano regionale”, trasmesso dall’Ente Autonomo Volturno S.r.l. alla G.U.C.E. in data 23/12/2009 e sulla medesima pubblicato in data 26/12/2009. Procedura: aperta. Criterio: offerta economicamente più vantaggiosa. Offerte presentate: 2. Offerte ammesse: 2. Aggiudicatario: RTI Net Engineering S.p.a. - Sistra 2000 S.r.l. - T.S.C. S.r.l. Il presente avviso di aggiudicazione è stato trasmesso alla G.U.C.E. il 17/05/2010. Per l’Ente Autonomo Volturno S.r.l. Dott. Alessandro D’AMBROSIO

ENTE AUTONOMO VOLTURNO S.R.L. AVVISO DI AGGIUDICAZIONE GARA D’APPALTO Il presente avviso di aggiudicazione si riferisce al Bando di gara d’appalto relativa alla procedura concorsuale aperta per l’affidamento dei servizi di ingegneria per la redazione dello Studio di Fattibilità per l’adozione di politiche energetiche per una mobilità sostenibile nell’ambito del sistema integrato della mobilità regionale, trasmesso dall’Ente Autonomo Volturno S.r.l. alla G.U.C.E. in data 23/12/2009 e sulla medesima pubblicato in data 26/12/2009. Procedura: aperta. Criterio: offerta economicamente più vantaggiosa. Offerte presentate: 8. Offerte ammesse: 5. Aggiudicatario: Simec Sistemi S.r.l. Il presente avviso di aggiudicazione è stato trasmesso alla G.U.C.E. il 17/05/2010. Per l’Ente Autonomo Volturno S.r.l. Dott. Alessandro D’AMBROSIO

peserà il quizzone sul risultato finale dell’esame di Stato? La normativa parla di media che, senza altre specificazioni, si intende aritmetica. Il punteggio finale, è infatti la novità di quest’anno, scaturirà dalla media dei punteggi conseguiti dai ragazzini nelle tre/quattro prove scritte (Italiano, Matematica, Inglese ed, eventualmente, anche seconda lingua

REGIONE EMILIA-ROMAGNA AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA DI FERRARA

AVVISO ASTA PUBBLICA PER ALIENAZIONE UNITA’ IMMOBILIARI (2° esperimento)

In esecuzione della deliberazione n. 149 del 11/05/2010 si rende noto che il giorno 24/06/2010 alle ore 9.30, presso l’Aula Riunioni, posta al 2° piano della sede della Direzione Attività Tecniche e Patrimoniali dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara in C.so Giovecca n. 203 avrà luogo l'espletamento di asta pubblica, ad unico e definitivo incanto, con il metodo dell'offerta segreta da confrontarsi con il prezzo a base d’asta ai sensi degli art. 73 lett c) e 76 del Regolamento per l’Amministrazione e contabilità generale dello Stato, approvato con R.D. 23/05/1924 n. 827 e s.m.s., per l'alienazione, in separati lotti, delle unità immobiliari di seguito indicate: LOTTO N 1 DENOMINATO APPARTAMENTO GERMOGLIO 36 Appartamento sito in Ferrara in Via Germoglio n. 36 – censito al Catasto Fabbricati del Comune di Ferrara al foglio 137 alla particella 184 sub 3) categoria A/3 – classe 1 – consistenza 4,5 vani – rendita Euro 406,71; Prezzo a base d’asta Euro 110.500,00. LOTTO N. 2 DENOMINATO APPARTAMENTO MACCHIAVELLI 51 Appartamento sito in Ferrara in Via Macchiavelli n. 51- censito al Catasto Fabbricati del Comune di Ferrara al foglio 383 particella 414 sub 4) categoria A/3 – classe 3 – consistenza 3 vani – rendita Euro 317,62; Prezzo a base d’asta Euro 82.500,00. Il termine di presentazione delle offerte è fissato alle ore 12.00 del 21/06/2010. Le modalità di partecipazione alla gara e di aggiudicazione della stessa sono definite nel bando integrale il quale è pubblicato sul sito Internet http://www.ospfe.it, all’Albo Pretorio del Comune di Ferrara (visionabile on line all’indirizzo web albonline.comune.fe.it) nonchè presso la sede legale dell’Azienda Ospedaliera stessa. L’avviso d’asta sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e su due quotidiani a larga diffusione, rispettivamente nazionale e locale. Eventuali informazioni potranno essere richieste, tutti i giorni feriali (sabato escluso) dalle ore 8,30 alle ore 13,30, all’Ufficio Segreteria della Direzione Attività Tecniche e Patrimoniali dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara (Tel. 0532/236011 – 236399). Il Direttore Generale F.to Dr. Riccardo Baldi

straniera), nel colloquio, all’ammissione e, appunto alle prove Invalsi. Il 17 giugno, durante le prove nazionali di Italiano e Matematica, i prof dovranno stare con gli occhi bene aperti. «Poiché tale prova concorre alla valutazione complessiva dell’allievo (…) — scrive il direttore generale, Mario Dutto, nella circolare sulla valutazione finale — è evidente la responsabilità delle scuole» che «sono chiamate a far sì che lo svolgimento della prova stessa avvenga correttamente» evitando «comportamenti opportunistici». Insomma: niente aiutini da parte degli insegnanti ai ragazzini meno attrezzati e niente collaborazione tra gli alunni durante le prove. I prof dovranno rigare dritto. «Valutazioni superficiali o meramente notarili — — possono nascondere apprendimenti approssimativi o addirittura posticci». Un tono che alla Flc Cgil non è piaciuto per nulla. “Contesteremo nelle sedi opportune questo atteggiamento”, replicano. © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’intervista

Parla Manuela Massa del Coordinamento genitori democratici: sono assolutamente inutili

“Neppure i paesi anglosassoni li usano più” Uno studente in età evolutiva non può essere valutato con test a risposta multipla

ROMA — «Inutili e per niente in grado di valutare le reali conoscenze, competenze e abilità degli alunni». In questo modo Manuela Massa, del Coordinamento genitori democratici della Liguria e mamma di un ragazzino che si appresta a fare gli esami di terza media, bolla i test ministeriali. Che ne pensa dei test Invalsi, somministrati ai bambini dell’elementare e ai ragazzini della media? «Mi sembrano assolutamente inutili e non è il mio parere personale». Perché? «Non è con un test a risposta multipla che si può valutare un ragazzino in età evolutiva». Non bisognerebbe quindi fare test nazionali? «Come associazione non siamo con-

trari a misurare i risultati delle singole scuole, ma non con questa modalità». E con quale? «Con una metodologia in grado di mettere in luce tutti gli aspetti dell’attività educativa: con questi test si perdono tante informazioni utili. Per questo i paesi anglosassoni li stanno abbandonando». E per i bambini della scuola elementare? «Stesso discorso: i bambini dell’elementare non svolgono mai test a risposta multipla. La valutazione è una cosa molto più complessa». Quanto peserà il test Invalsi per suo figlio? «Non l’ho ancora capito: a me hanno detto il 20 per cento, che è tanto». (s.i.) © RIPRODUZIONE RISERVATA


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la Repubblica SABATO 29 MAGGIO 2010

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ATTUALITÀ

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Tv, micro-onde e detersivi adesso l’inquinamento si combatte in casa E dagli Usa arriva il guru del benessere (segue dalla prima pagina)

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE FEDERICO RAMPINI I PARTE da 375 dollari per una prima visita dello “home biology consultant”, il biologo della casa. Un esperto che può diventare indispensabile come il medico di famiglia. Il protettore della salute contro le aggressioni invisibili che subiamo fra le pareti di un appartamento: esalazioni chimiche, onde elettromagnetiche e altri veleni nascosti nell’acqua del rubinetto, nella dispensa, nei detersivi e nei cosmetici. A Manhattan basta andare sul sito healthydwellings.com (“case-

S

mune – spiega il biologo – anche in una megalopoli immersa nello smog come New York l’inquinamento per le strade è inferiore del 50% a quello che respirate fra le mura di casa». Proprio dove ci crediamo più al sicuro, siamo accerchiati. “Slow Death by Rubber Duck”, ovvero la morte lenta attraverso la papera di plastica, è il titolo ironico di uno studio pubblicato da due scienziati ambientali canadesi. Sottotitolo: “Il pericolo nascosto negli oggetti quotidiani”. Dal forno a micro-onde allo schermo tv ultrapiatto, dal detersivo per i pavimenti alla doccia: tutto sembra programmato per ucciderci. Il primo esame del biologo è dedicato agli elettrodome-

Il “biologo domestico” diventa un esperto indispensabile, quasi come il medico di famiglia. Negli Stati Uniti è una mania: la prima visita si aggira sui 400 dollari Oliver Stone ha il consulente per l’acqua sane.com”) e fissare l’appuntamento con Matthew Waltezke. 35 anni, triatleta, salutista convinto, Waltezke ha studiato in Florida all’Institute for BauBiologie & Ecology, che attinge a esperimenti-pilota nati in Germania. Waltezke si presenta a casa vostra con un arsenale che ricorda “Ghostbusters”, i cacciatori di fantasmi armati di misteriori ordigni elettronici. Ma gli spettri a cui dà la caccia sono reali. Usa un misuratore multidirezionale di frequenze radio, un gasometro, una sorta di compasso elettronico per il magnetismo, un rilevatore di umidità. «Contrariamente al senso co-

stici. Perfino il frigo emette radiazioni. Le sue per fortuna si attenuano appena ci si allontana di 30 centimetri. Il micro-onde invece continua a bombardarci a due metri e mezzo di distanza. Waltezke addiziona le radiazioni di telefonino e cordless, impianto hi-fi, computer, perfino gli interruttori della luce che oggi vanno più di moda, quelli con la regolazione dell’intensità luminosa. «Tra l’elettronica di casa, quella dell’automobile, i ripetitori sui tetti dei grattacieli – spiega un altro esperto di bioedilizia, Louis Seslin – la specie umana è la cavia di un gigantesco esperimento biologico a ba-

La prevenzione

50 %

400 euro

100 mw

L’INQUINAMENTO

LA VERNICE

LE RADIAZIONI

In strada è la metà rispetto alla casa

Per 5 litri di vernice anti radiazioni

È il livello di sicurezza per metro quadro

REGIONE CAMPANIA AORN A. CARDARELLI Via A. Cardarelli, 9 - 80131 Napoli

ESTRATTO AVVISO D’ASTA Procedura aperta per l’acquisizione di un sistema di posta elettronica aziendale per il periodo di tre anni. CIG. 0485312C1E. Questa Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale A. Cardarelli, via A. Cardarelli, 9 - 80131 Napoli - P.IVA 06853240635 - via A. Cardarelli 9, 80131 Napoli tel. n. 081/7472374 - fax n. 081/7473170 - intende affidare il servizio di acquisizione di un sistema di posta elettronica aziendale per l’AORN A. Cardarelli, con procedura aperta in unico lotto. Non è stato pubblicato avviso di preinformazione, non saranno accettate varianti né offerte in aumento. La fornitura dovrà essere comprensiva di: Acquisizione di un sistema di posta elettronica per l’AORN A. Cardarelli per tutto il periodo contrattuale (anni tre) per un importo presunto di Euro 192.999,00 + IVA. L’elenco dettagliato con l’indicazione delle tipologie e quantità dei prodotti da fornire è indicato nel disciplinare di gara e nel capitolato tecnico. La fornitura sarà aggiudicata mediante procedura aperta, con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa in base ai criteri indicati nel capitolato d’oneri, nell’invito a presentare offerta, il tutto ai sensi dell’art. 83, comma 1, del dlgs. 163/2006. Requisiti: indicati nel disciplinare di gara e nel capitolato prestazionale che è possibile visionare, presso la Direzione Funzionale Acquisizione Beni e Srvizi dell’AORN A. Cardarelli sita in Napoli alla via A. Cardarelli, 9 80131 - padiglione monumentale “N”, scala est piano 1° dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00, previo appuntamento al numero 081/7472374 (Dr. S. Lubrano) la documentazione è disponibile e scaricabile sul portale: www.ospedalecardarelli.it - Bandi e gare. Termine per i chiarimenti: entro 6 giorni dalla scadenza del termine per la ricezione delle offerte. Termine ultimo per la ricezione delle offerte: 12 luglio 2010. Svolgimento della gara: la gara sarà espletata, in seduta pubblica la cui data sarà tempestivamente comunicata alle ditte che presenteranno offerta, presso gli uffici della UOSC Acquisizione Beni, Servizi ed Economato all’indirizzo predetto. Il Bando è stato inviato alla CEE in data 14/05/2010. IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO dott. Salvatore LUBRANO

REGIONE LAZIO

AZIENDA UNITÀ SANITARIA LOCALE ROMA G Via Tiburtina n. 22/A - 00019 Tivoli (Roma)

AVVISO PER ESTRATTO Si rende noto che questa Azienda U.S.L. Roma G intende esperire una gara nella forma della procedura aperta per l’affidamento triennale del servizio di outsourcing per la gestione dello sportello unico integrato (back/front office) per l’Azienda USL Roma G, da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ai sensi del D.Lgs. n. 163 del 12.04.2006. Importo stimato triennale di gara Euro 4.800.000,00 Iva esclusa. Le condizioni di partecipazione sono indicate nel bando di gara inviato alla G.U.U.E. il giorno 06.05.2010 e pubblicato sulla G.U.R.I. n. 055/2010 del 14.05.2010. Le offerte predisposte secondo le modalità richieste dal bando di gara integrale, dovranno pervenire inderogabilmente entro le ore 12.00 del giorno 05.07.2010 ad esclusivo rischio del mittente al seguente indirizzo: Azienda USL Roma G - Ufficio Protocollo - Via Tiburtina n. 22/a - 00019 Tivoli (Rm). La prima seduta pubblica verrà comunicata successivamente alle ditte partecipanti. Gli elaborati di gara quali disciplinare di gara, capitolato speciale di gara e relativi allegati potranno essere scaricati sul sito www.aslromag.it - atti pubblici, oppure ritirati presso gli uffici dell’Area di Coordinamento Tecnica e Gestione Risorse Materiali U.O.C. Acquisizione Beni e Servizi - Via Tiburtina n. 22/a - 00019 Tivoli (Roma) tel. 0774316.4049/4060, previa richiesta anticipata al fax 0774316.4052. IL DIRETTORE GENERALE Dr. Giovanni DI PILLA

se di tempeste elettriche». Altri nemici sono meno hi-tech. Il misuratore delle muffe rivela questa piaga nascosta dentro le pareti, soprattutto in vicinanza di bagni e cucine: la percentuale di persone affette da allergie, asma e altri disturbi respiratori legati alle muffe cresce in modo esponenziale. E l’acqua che beviamo? Gli ambientalisti contestano la manìa delle acque minerali, che intasa il pianeta di bottiglie di plastica e aumenta le emissioni di CO2 (per il trasporto). Ma la celebrata “acqua del sindaco” che esce dal rubinetto non è così pura come vorremmo. Qui a New York contiene fluoro, cloro, perfino tracce di arsenico. Il biologo della casa

tivo – spiega il biologo della casa – è identificare tutti gli elementi fisici ad alto potenziale stressante, gli alimenti contaminati, le plastiche cancerogene, i detergenti tossici. Voi non potete controllare l’inquinamento del pianeta che vi aggredisce appena uscite là fuori. Almeno fra le mura di casa, avete la scelta». Per esempio ridipingere tutte le pareti con la vernice al carbonio, color nero lucido, che assorbe fino al 97% delle onde elettromagnetiche. Un’alternativa meno costosa: coprire i muri con carta da parati in canapa naturale. Per l’acqua, sono d’obbligo i filtri (Oliver Stone ha un consulente specifico solo per questo, il “biologo delle acque di casa”, che

Il primo esame è dedicato agli elettrodomestici, ma ci sono molti altri pericoli non hi-tech che provocano asma e allergie. Vera panacea, il ricambio d’aria con le finestre aperte Waletzke svuota il mobiletto del bagno per passare in rassegna i killer che abbiamo introdotto noi stessi: cosmetici imbottiti di sostanze chimiche micidiali, come gli ftalati nel comunissimo shampoo. Non si salvano gli oggetti New Age che associamo a un benessere zen: «Via le candele aromatiche – ordina Waletzke – tutto ciò che esala fumo avvelena, non importa quanto sia profumato». Per 375 dollari la sua prima visita all’appartamento dura tre ore. Si conclude con una diagnosi accurata, otto cartelle in formato Word allegato a una email, incluso un elenco di prescrizioni. «Il mio obiet-

fattura 1.000 dollari a intervento). Ci sono anche i rimedi “poveri”, alla portata di tutti, come le finestre aperte. Una vera e propria panacea è riscoprire l’uso che facevano le nostre nonne dell’aceto: detergente quasi universale, senza controindicazioni. Salvo l’odore che non è proprio Chanel N.5. Il biologo della casa comunque non vuole aggiungervi altro stress: «Al termine del checkup di casa vostra – dice Waletzke – indico una serie di interventi facoltativi, in ordine decrescente di urgenza. Bisogna avere una gerarchia di priorità anche nelle angoscie». © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica

ECONOMIA

SABATO 29 MAGGIO 2010

FINANZA&MERCATI

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preso da ... http://le-journal-italienne.blogspot.com

Ieri FTSE MIB ....................19475,88 (-0,79%) FTSE IT ALL.................20080,69 (-0,67%) FTSE IT STAR ..............10381,65 (-0,13%) FTSE IT MID ................22825,71 (-0,01%) COMIT .............................992,35 (+1,91%) FUTURE.......................19463 (-0,59%)

I migliori

Principali titoli del Mercato azionario

FTSE MIB Var.% Campari .................................................1,18 Ansaldo Sts.............................................1,15 Telecom IT..............................................1,09 Autogrill..................................................0,95 A2A ........................................................0,84

Titolo

I peggiori Finmeccanica........................................-3,19 Saipem .................................................-2,72 RCS Mediagroup....................................-2,70 Banca Generali ......................................-2,39 Buzzi Unicem ........................................-2,38

IL MERCATO ALESSANDRO PENATI

BISOGNA SALVARE IL SOLDATO LIGRESTI N TITOLO finanziario che, oggi, sia vicino ai valori minimi del marzo 2009, al culmine della crisi, è il chiaro indicatore di una società con problemi. E questo è l’andamento del titolo Fonsai. Dai massimi di tre anni fa, ha perso il 76%, anche includendo i dividendi pagati: non sono tempi facili per le assicurazioni europee, ma Fonsai è riuscita a fare il 56% peggio del settore. A fine marzo il titolo è stato declassato, con outlook negativo: le agenzie di rating hanno perso credibilità, ma ho la sensazione che i conti li sappiano ancora fare. La redditività delle assicurazioni nel ramo danni è molto ciclica: per esempio, quando c’è la crisi, si comprano meno automobili, meno costose, ma il numero di incidenti non diminuisce. Per Fonsai, nel primo trimestre, i danni pagati e le spese di gestione sono stati superiori ai

U

Salvatore Ligresti

progetto Alfiere). Progetti che richiedono grandi capitali, tempi lunghi e grandi rischi, e che mal si conciliano con l’attività assicurativa di una compagnia poco capitalizzata, e molto più esposta della media alla variabilità del ramo danni. A volte Fonsai è partner negli investimenti con la holding di controllo (Premafin), come alle Varesine di Milano; a volta controparte, come per l’acquisto di Atahotels. L’utilizzo degli attivi di Fonsai per investimenti difficilmente razionalizzabili, se non in funzione degli interessi dell'azionista di controllo, si estende anche alle partecipazioni: Gemina (Aeroporti di Roma), Mediobanca, Pirelli, Rcs, Igli (Impregilo). In portafoglio, c’è pure quasi il 7% della controllante Premafin, e 11% di azioni proprie (in carico a 22 euro rispetto agli 8 di mercato). In bilancio ci sono così 5 miliardi di investimenti

Fonsai ha bisogno di un aumento di capitale ma si cercano altre strade per non diluire il primo azionista

premi incassati: a livello operativo, il ramo danni è in perdita. Per il ramo vita, il problema è garantire stabilmente una remunerazione competitiva alle polizze, con i tassi ai minimi storici, l’aumentata rischiosità del mercato azionario, e ora anche dei titoli di stato, e la fine dei titoli di credito strutturati (cartolarizzazioni, Cdo, eccetera). A questo si aggiunge la pressione delle autorità di regolamentazione per aumentare la patrimonializzazione, in linea con gli altri intermediari finanziari, al fine di ridurre la leva globale, e la prossima introduzione di nuovi criteri contabili più stringenti. Problemi comuni al settore. Aggravati, per Fonsai, da una gestione degli attivi e della struttura finanziaria più consona agli interessi del controllo di Ligresti che di quelli degli investitori. È con i soldi di Fonsai (cioè dei suoi assicurati) che Ligresti è attivo nel settore immobiliare: si vedano la costosa Opa su Immobiliare Lombarda, la partecipazione allo sviluppo delle grandi aree urbane a Milano (Citylife, Porta Nuova-Garibaldi, Porta Nuova-Isola), a Firenze (Area Castello e relative grane giudiziarie), a Roma in tandem con il gruppo Lamaro (Centro Est,

(su 36 totali) non valorizzati ai prezzi di mercato (3 in immobili, e 2 in società collegate e controllate, titoli tenuti a scadenza, e riclassificati come crediti) che fanno storcere il naso a qualche investitore: nessuna sorpresa che oggi Fonsai capitalizzi 1,2 miliardi, appena il 45% del suo patrimonio netto. Il management ha annunciato una riorganizzazione che potrebbe portare alla dismissione della Liguria-Sasa. Ma prima di pensare a cedere attività assicurative, il risanamento imporrebbe un aumento di capitale, per mettere in sicurezza la struttura finanziaria, e creare valore riacquistando la quota sul mercato della controllata Milano Assicurazioni. L'ho già scritto nel marzo 2009: ma da allora Fonsai, invece di raccogliere nuovi capitali, ha distribuito 190 milioni di dividendi; e il titolo ha perso un altro 37% rispetto al settore. Ma questo aumento non s'ha da fare. Premafin (e le holding al piano di sopra) sono troppo indebitate per sottoscriverlo; e Ligresti rischierebbe di non comandare più, uscendo dai giochi che contano. Impossibile: bisogna salvare il soldato Ligresti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Pr. Rif €

A2A.............................................1,202 Ansaldo Sts ...............................12,340 Atlantia .....................................15,120 Autogrill ......................................9,040 Azimut ........................................7,050 Banca Generali ............................7,360 Banco Popolare ...........................4,487 Bca Pop.Milano ...........................3,442 Bulgari ........................................6,120 Buzzi Unicem ..............................9,040 Campari ......................................4,088 Cir...............................................1,439 Enel ............................................3,750 Eni ............................................15,350

0,84 1,15 0,53 0,95 -1,61 -2,39 0,39 0,22 -0,24 -2,38 1,18 -0,42 -0,20 -0,71

Exor ..........................................13,070 Fiat .............................................8,770 Finmeccanica..............................8,495 Fondiaria-Sai ..............................8,075 Generali ....................................14,880 Geox ...........................................3,885 Impregilo.....................................1,941 Intesa Sanpaolo...........................2,147 Italcementi..................................6,950 Lottomatica...............................12,120 Luxottica...................................19,390 Mediaset.....................................5,070 Mediobanca ................................6,175 Mediolanum................................3,375 Monte Paschi Si...........................0,899

0,15 -0,62 -3,19 0,31 -1,46 0,13 -0,87 -1,49 -0,43 0,66 -0,10 -0,49 -0,96 -1,03 -0,94

Parmalat .....................................1,959 Pirelli & C.....................................0,423 Prysmian ..................................12,420 RCS Mediagroup .........................1,152 Saipem .....................................25,410 Snam Gas....................................3,290 STMicroelectr..............................6,400 Telecom IT ..................................0,970 Tenaris .....................................15,270 Terna ..........................................3,050 UBI Banca ...................................7,310 UBI w 09-11 ................................0,022 Unicredit .....................................1,713 Unipol .........................................0,690 W Mediobanca 11........................0,047

0,72 0,72 -0,64 -2,70 -2,72 -0,85 1,09 -1,61 0,58 -0,54 2,29 -1,50 0,44 -1,27

Fitch declassa la Spagna Wall Street accusa il colpo Mercati trasparenti, decalogo Ocse. No della Svizzera NUOVO PATTO

DAL NOSTRO INVIATO ANAIS GINORI PARIGI — Il debito pubblico della Spagna torna a fare paura. Dopo Standard & Poor’s il mese scorso, ora anche Fitch ha deciso di declassare il paese iberico, nonostante il Parlamento abbia appena approvato una nuova manovra sui conti pubblici di 15mila miliardi per il 2010 e il 2011. L’agenzia di rating londinese ha tagliato il giudizio sul credito dalla “tripla A”, il massimo, ad AA+, il livello inferiore. Il “downgrading” è dovuto alla previsione che il risanamento possa essere «più difficile e lento» di altri Paesi con il massimo del rating. L’annuncio di Fitch è arrivato a mercati chiusi in Europa e ha avuto immediate ripercussioni a Wall Street. Il Dow Jones e il Nasdaq sono scesi rispettivamente dell’1,22% e dello 0,91%, mentre l’euro è scivolato sotto 1,22 dollari. «Il processo di aggiustamento del debito statale e privato della Spagna ridurrà il tasso di crescita a medio termine» ha spiegato l’analista di Fitch, Brian Coulton. Proprio sulla necessità di risanare i conti pubblici senza mettere a repentaglio lo sviluppo economico è arrivato ieri il monito dell’Ocse, che ha concluso il vertice interministeriale sotto la presidenza italiana. «La ripresa è ancora fragile» avvertono i Paesi dell’organizzazione nel documento finale. «È importante sviluppare piani di consolidamento fiscale di medio termine credibili e trasparenti. Li attueremo in modo che non mettano a rischio la crescita». Poco prima del declassamento della Spagna da parte di Fitch, l’Ocse aveva approvato i cosiddetti “global legal standard”, decalogo

Da sinistra, il premier estone Ansip, il ministro cileno Larrain, il primo ministro israeliano Netanyahu, il premier Berlusconi e quello sloveno Borut, il segretario dell’Ocse Gurria

I punti approvati I PRINCIPI Correttezza, integrità e trasparenza sono la pietra miliare dell’economia, recita il documento approvato

CONCORRENZA Condanna delle pratiche anticoncorrenziali, moderazione su remunerazioni e incentivi

FISCO Non si potranno opporre segreto bancario e l’interesse nazionale nelle richieste di informazioni fiscali

internazionale sottoscritto da trentasei Paesi. «La correttezza, l’integrità e la trasparenza sono la pietra miliare di un’economia che esige il sostegno e la fiducia del pubblico» è la dichiarazione al primo punto. Il documento condanna le pratiche anticoncorrenziali, raccomanda che le remunerazioni e gli incentivi siano «coerenti con gli obiettivi di lungo termine delle società e le politiche di rischio». Un passaggio è dedicato alla “trasparenza” nella divulgazione delle informazioni sull’attività e la situazione finanziaria delle società. Durante la riunione dell’Ocse, è stato approvato anche il protocollo sulla mutua assistenza amministrativa in campo fiscale. Secondo l’accordo non si potranno più opporre il segreto bancario e l’interesse nazionale nelle richieste di informazioni fiscali. Manca però il sì della Svizzera. «Il numero dei Paesi che ha firmato il documento è altissimo — ha commentato Tremonti —

allora ti chiedi se è isolata la maggioranza o è isolata un’eccezione». Il titolare dell’Economia si è mostrato ottimista sulla nascita di un sistema di norme economiche e finanziarie internazionali sempre più condivise. «Il mercato è globale e le regole — ha detto — non possono essere locali. Le regole non possono essere scritte solo dai banchieri ma anche dai politici». Tremonti ha poi scherzato sul consenso ottenuto dai “global legal standard”. «Se Karl Marx avesse visto l’armonia con cui anche i rappresentanti delle imprese e dei sindacati hanno collaborato alla dichiarazione sarebbe rimasto sorpreso». Il documento pone le basi di lavoro per il prossimo G20. «Due anni fa — ha concluso il ministro — l’idea di un catalogo di regole comuni sembrava un’utopia. Adesso la forma finale potrebbe essere quella di un trattato multilaterale e successivamente l’adesione di tutti gli stati». © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’operazione

ESTRATTO AVVISO DI GARA – PROCEDURA RISTRETTA Amministrazione aggiudicatrice: AZIENDA ENERGETICA SPA - ETSCHWERKE AG – Via Dodiciville n. 8 – 39100 BOLZANO – Tel 0471/ 225111 – Fax 0471/ 980419, Posta Elettronica: info@ae-ew.it Oggetto: “Giranti Pelton in acciaio GX4CrNiMo - 13/4 ad asse orizzontale” – appalto di forniture – acquisto. Importo dell’appalto: Valore stimato IVA esclusa Euro 1.000.000,00. Luogo di consegna: Comune di Naturno BZ. Tipo di gara: Procedura ristretta. Requisiti di partecipazione: capacità economica, finanziaria e tecnica descritta nel bando integrale di gara. Criterio e metodo di aggiudicazione: offerta economicamente più vantaggiosa. Termine per la presentazione delle domande d’invito: entro le ore 12.00 del 14.06.2010. Altre indicazioni: Il bando integrale di gara è stato pubblicato sul Supplemento alla Gazzetta Ufficiale della Unione Europea n. 2010/S 98 –148174 del 21/05/2010 ed è reperibile sul sito: www.ae-ew.it - CIG 0483896B99. L’AMMINISTRATORE DELEGATO Dott. Ing. Pietro Calò

Le due dinastie dei Falck trovano l’accordo tutte le rinnovabili confluiscono in Actelios MILANO — Non hanno faticato poco due advisor del calibro di Mediobanca e Unicredit, ma alla fine hanno trovato la quadra. Le due dinastie dei Falck hanno raggiunto un accordo che passa per il rilancio di Actelios, la società quotata a Piazza Affari, specializzata in investimenti e gestione di impianti per le energie rinnovabili. L’operazione prevede, di fatto, il conferimento di Falck spa e Falck Energy in Actelios. Conclusi tutti i passaggi, il nuovo gruppo avrà ricavi aggregati per 185 milioni e un margine operativo di 95 milioni. Gli obiettivi del piano industriale prevedono il raggiungimento di una capacità installata di oltre 1.100 mw entro il 2014. Il gruppo cambierà denominazione e sarà presente il riferimento alla famiglia Falck.

Federico Falck (Actelios)


BORSE EUROPEE Paese/Indice 28-05 Amsterdam (Aex) ..................320,64 Bruxelles-Bel 20 .................2460,54 Francoforte (Xet Dax)...........5946,18 FTSE Eurotrack 100 ............2103,10 Londra (FTSE 100)...............5188,43 Madrid Ibex35.....................9425,50 Oslo Top 25...........................318,69 Parigi (Cac 40) ....................3515,06 Vienna (Atx) ........................2430,27 Zurigo (SMI) ........................6321,92

Var.% -0,16 -0,37 +0,15 -0,32 -0,13 +0,97 -1,34 -0,29 +0,33 +0,2

BORSE INTERNAZIONALI

EURIBOR

Paese/Indice 28-05 DJ Stoxx Euro........................249,80 Hong Kong HS...................19766,71 Johannesburg ..................25578,89 New York (S&P 500) ............1089,40 New York (DJ Ind.).............10134,06 Nasdaq Comp. ....................2257,04 Singapore ST ......................2739,70 Sydney (All Ords).................4479,01 Tokio (Nikkei)......................9762,98

SCADENZA 1 mese

Var.% -0,10 +1,73 +0,01 -1,24 -1,22 -0,91 +1,82 +1,28

la Repubblica

ORO E MONETE AUREE TASSO 360 0,4280

TASSO 365 0,4339

CORONA DK...............................7,4411 CORONA N.................................7,9615 CORONA S.................................9,6580 DOLLARO AUS ...........................1,4534 DOLLARO CDN...........................1,2954 DOLLARO USA ...........................1,2384 FRANCO CH ...............................1,4258 STERLINA UK.............................0,8500 YEN J ....................................113,0600

+0,020 -0,307 -0,083 -0,588 +0,271 +1,053 +0,664 +0,437 +2,049

VALUTE

28 MAGGIO Oro Milano (Euro/gr.) Oro Londra (usd/oncia) Oro Zurigo (usd/oncia) Argento Milano (Euro/kg.) Platino Milano (Euro/gr.) Palladio Milano (Euro/gr.) 28 MAGGIO Sterlina (v.c) Sterlina (n.c) Sterlina (post.74) Krugerrand Marengo Italiano

MATTINO

SERA

31,99 1.214,00 -

31,71 1.207,50 504,07 42,30 12,81

DENARO

LETTERA

210,71 210,71 210,71 852,15 165,27

235,50 235,50 235,50 991,60 191,09

SABATO 29 MAGGIO 2010

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Patente Ue alle agenzie di rating ecco il giro di vite di Eurolandia ALBERTO D’ARGENIO ROMA — Ecco l’offensiva europea contro le agenzie di rating chiesta a gran voce dai capi di stato e di governo nelle ore in cui, ai primi di maggio, l’euro rischiava di essere affondato dagli speculatori. Sarà presentata ufficialmente dalla Commissione Ue mercoledì prossimo e prevede la nascita di un nuovo organismo europeo che darà loro il patentino per lavorare nel Vecchio Continente e ne terrà sotto controllo l’operato, con la possibilità di sospendere la licenza e di imporre pesanti multe in caso di violazione delle regole comunitarie. Scatta anche l’obbligo di rendere pubbliche le informazioni che le agenzie ricevono dai soggetti dei quali sono chiamate a giudicare l’affidabilità, così da evitare il ripetersi di misteriose valutazioni di prestigio a giganti dai piedi d’argilla o, viceversa, abbassamenti repentini dei rating in grado di destabilizzare mercati ed economia globale. Nel 2008 le agenzie di rating che giudicano l’affidabilità di titoli privati e sovrani - erano già state accusate di avere ricoperto un ruolo primario nell’innescare la crisi della finanza globale. E sono tornate nel mirino in queste settimane di attacchi speculativi contro la moneta unica. Il regolamento con le norme per control-

Nascerà la Esma, la nuova Autorità di supervisione unica che ne controllerà le attività larne l’attività è firmato dal commissario Ue al Mercato interno, Michelle Barnier, e boccia l’idea tedesca di istituire una vera e propria agenzia europea che bilanci l’operato dei big come Standard & Poor’s, Fitch e Moody’s. Piuttosto istituirà la European securities and markets authority(Esma), «la nuova autorità unica di supervisione che sostituirà gli odierni organismi dei singoli paesi». Il suo compito, innanzitutto, sarà quello di rilasciare l’autorizzazione alle agenzie di operare in Europa. Quindi l’Esma ne terrà sotto controllo l’attività, con la possibilità di chiedere alle agenzie informazioni sul loro lavoro e, nel caso ci siano sospetti di violazioni delle regole Ue, di avviare vere e proprie «indagini». Nell’ambito delle quali la nuova Authority europea potrà fare «interrogatori, esaminare documenti riservati, controllare i tabulati telefonici, condurre ispezioni e perquisizioni» a sorpresa. Nel caso in cui rilevi un’infrazione, l’Esma chiederà alla Commissione europea di imporre «multe e sanzioni fino al 20% del giro d’affari» di una agenzia di rating. In ogni caso, se l’agenzia avrà tratto un vantaggio economico dall’infrazione delle norme comunitarie, «l’ammontare delle multe dovrà come minimo essere pari al beneficio tratto» e potrà essere aumentato del 10% nel caso di aggravanti (saranno tenute in conto anche le eventuali attenuanti). In casi limite è previsto «il ritiro dell’autorizzazione» ad operare in Europa. Il nuovo regolamento di

Bruxelles prevede anche una misura per aumentare la trasparenza delle valutazioni delle agenzie di rating, per accrescere la concorrenza tra esse e mettere fine a quei conflitti di interesse che secondo gli esperti sono stati alla base dei clamorosi errori che hanno portato al disastro del 2008: saranno obbligate a fornire ai concorrenti i dati messi a disposizione dalle società quotate che esaminano. Si tratta di una circolarità di informazioni trasmesse in via riservata chiamata a mettere in moto un processo di controllo reciproco permanente. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il Fisco

Via a mappatura delle operazioni con i “Paradisi” ROMA — Non sarà più possibile fare affari con Paradisi fiscali senza dirlo al fisco. E' ai nastri di partenza una nuova stretta sui Paradisi fiscali, o meglio sui paesi che il fisco italiano ha inserito nella black list, tra cui anche San Marino. Scatterà a luglio ma l'Agenzia delle Entrate guidata da Attilio Befera ha già predisposto la dichiarazione che dovrà essere compilata dai contribuenti per comunicare di aver fatto operazioni di vendita o di acquisto, ma anche per aver prestato servizi in questi Paesi.

Attilio Befera

L’energia

Gazprom fa rotta sull’ucraina Naftogaz MOSCA — Gazprom ha proposto alla compagnia energetica ucraina Naftogaz la creazione di una joint venture. Si tratta di una prima tappa verso un'eventuale fusione dei due gruppi proposta da Mosca ad aprile. Lo comunica in una nota il numero uno del gruppo russo Gazprom, Alexei Miller. Miller ha precisato che «il primo passo potrebbe essere la creazione di una joint venture su base paritaria al 50%: ora è necessario definire la lista degli asset da portare rispettivamente nella joint venture».


la Repubblica SABATO 29 MAGGIO 2010

IMPRESE

&MERCATI

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Manager, bonus slegati dai risultati aziendali In Europa meno premi e stock options rispetto agli Usa, prevale la retribuzione fissa ROBERTO MANIA ROMA — I manager italiani amano la retribuzione fissa. I risultati personali e aziendali infatti pesano in media molto poco nella “paga dei padroni”. In quella di un amministratore delegato meno del 45 per cento. Meglio guadagni certi che stock option e bonus variabili. Questi lasciamoli agli americani. Parola d’ordine da noi: azzerare i rischi, almeno i propri. Ma va aggiunto che un contributo decisivo alla scarsa diffusione della retribuzione flessibile per i super manager è arrivato anche dal fisco che l’ha progressivamente penalizzata dal 2006 in poi. E non è ininfluente un modello capitalista ancora molto del tipo familiare, fatto di tante piccole imprese e tanto restio a misurarsi con la Borsa. Un ricerca promossa dalla Fondazione Rodolfo Debenedetti — se ne discuterà oggi a Cagliari all’annuale convegno della Fondazione — ha messo a confronto la composizione degli stipendi dei manager

negli Stati Uniti e nei paesi europei. Dall’altra parte dell’Atlantico si guadagna di più e la quota di variabilità legata ai risultati, è enormemente superiore, incoraggiata, in questo caso, dal trattamento fiscale e forse anche da un diverso ambiente culturale. D’altro canto Wall Street è stato pure il luogo dello scandalo, dei bonus stratosferici e vergognosi negli istituti finanziari travolti dai subprime: Merrill Lynch, Lehman Brothers e tutti gli altri. I bonus e le stock option sono stati così messi sotto accusa dall’opinione pubblica mondiale. Eppure — scrivono i ricercatori che hanno esaminato i dati relativi a sei anni di 1.500 aziende nordamericane e 1.100 di dieci paesi europei — «quello che dovrebbe veramente sorprendere è che (bonus e stock option) non sono legati alle effettive performance delle aziende, almeno in Europa». Va meglio — a parte i casi scandalosi — negli Stati Uniti e nei paesi anglosassoni. Dove un incremento della redditività del 10 per cento determina fino all’8 per cento di

L’operazione

Per Gewiss Opa di Bosatelli e addio al listino

POLEMICHE Le retribuzioni dei capi sono un tema di scontro dai tempi del crac Lehman

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Ricerca della Fondazione Debenedetti sulle buste paga dei dirigenti

Oltre oceano la parte variabile della retribuzione supera il 70 per cento

aumento della retribuzione complessiva dell’amministratore delegato. Stesso discorso per la voce fatturato: un aumento del 10 per cento causa un parallelo incremento della busta paga del capo

azienda intorno al 4 per cento. Nulla di tutto questo, appunto, accade in Europa, e soprattutto in Italia, dove, addirittura, c’è una correlazione negativa tra andamento dell’impresa e la retribuzione del

AFFARI IN PIAZZA A PATTI CON GERONZI UNIONE EUROPEA

REPUBBLICA ITALIANA

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA

ASSESSORATO DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE E URBANISTICA Direzione generale della pianificazione urbanistica territoriale e della vigilanza edilizia Servizio sistema informativo territoriale regionale AVVISO DI GARA Si rende noto che il Servizio Sistema Informativo Territoriale Regionale ha indetto una gara d’appalto con procedura aperta ai sensi dell’art. 55 del D.lgs n. 163 del 2006, comma 5 e s.m.i., art. 17, comma 4 lettera a), della L.R. n. 5 del 2007 per la Fornitura di foto aeree e ortofoto, DEM e DSM e di data base topografici dei centri urbani e aeree abitate della Sardegna, alla scala 1:2000” con aggiudicazione secondo il criterio del prezzo più basso ai sensi dell’art. 82 del d.lgs 163 del 2006. Entità dell’appalto: Euro 1.800.000,00 (unmilioneottocentomila), IVA inclusa. Il bando integrale è stato spedito alla G.U.C.E. in data 24 maggio 2010 e integrato in data 25 maggio 2010 ed è in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Il bando e tutta la documentazione di gara sono integralmente pubblicati sul sito internet www.regione.sardegna.it, nell’apposita sezione Bandi. Le domande di partecipazione dovranno pervenire all’indirizzo indicato nel bando entro il termine perentorio del 5 luglio 2010 alle ore 13:00. IL DIRETTORE DEL SERVIZIO Ing. Alessandro CORRIAS

ANDREA GRECO

esare Geronzi ritorna in Mediobanca. Nel patto, per conto di Generali che ora presiede (e anche lì scalza Antoine Bernheim). Similmente, alla prima occasione, il banchiere passato alle polizze sederà nei patti di Pirelli e di Rcs, al posto di Perissinotto. «Decisioni portate da me e già approvate dal cda – ha detto l’ad triestino –. Mi paiono posizioni che competono proprio al presidente». Ineccepibile. Come plausibile fu la richiesta in tal senso del nuovo arrivato a Trieste. Più arcano è il “cambio di casacca” del posto consiliare di Geronzi in Rcs Quotidiani, su indicazione di Mediobanca, che dell’editrice ha il 14,2%. Il banchiere lo manterrà ma per conto del Leone, che di Rcs ha appena il 3,7%. Altra conferma di quanto la passione per l’editoria sia cangiante, e in trasloco da Piazzetta Cuccia al molo Audace.

C

© RIPRODUZIONE RISERVATA

MILANO — Domenico Bosatelli, presidente e primo azionista di Gewiss, lancerà un’Opa da 124 milioni di euro sul 24% della società che non possiede. Il prezzo offerto è di 4,2 euro, e valorizza l’intero gruppo mezzo miliardo. Secondo gli esperti l’offerta è congrua e pari a 20 volte gli utili attesi nel 2010 dal gruppo, che produce apparecchi elettrici. A distanza di 22 anni dal collocamento anche Gewiss, come negli ultimi anni hanno fatto prima di lei Cremonini, Ducati, Fmr Art’è, Marazzi, Mirato, Lavorwash e Permasteelisa, si appresta a salutare Piazza Affari.

top manager. Più nel dettaglio, negli States la parte variabile della retribuzione di un amministratore delegato è preponderante rispetto a quella fissa: fino al 73 per cento. E ancora, sempre oltreoceano: ben il 47 per cento della retribuzione viene conferita sotto forma di azioni della società o opzioni, appunto, sulle azioni. E circa il 20 per cento è costituito da bonus. In Italia la quota delle stock option non supera il 9 per cento e scende fino al 3 per cento in Spagna e addirittura all’1 per cento in Svezia. La retribuzione media di un top manager italiano è composta così: 56 per cento di “paga” base, 16 per cento di bonus, 19 per cento di altre voci variabili e, appunto, 9 per cento di opzioni sulle azioni dell’azienda. In Europa il paese nel quale la quota di retribuzione di base è più bassa è la Germania: il 41 per cento, ma le stock option si fermano al 9 per cento. Sono i bonus i più utilizzati dai tedeschi, fino al 37 per cento dello stipendio. © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica

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IMPRESE&MERCATI

SABATO 29 MAGGIO 2010

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Global market

Adidas-Nike chi vincerà la sfida per i mondiali?

BERLINO — Giorni di sfida tra Stati Uniti e Germania, non solo con le litigate tra il segretario Geithner e il governo Merkel su rigore di bilancio e sostegno alla ripresa economica. Nell’imminenza dei mondiali di calcio in Sudafrica, i due big globali dell’abbigliamento e degli attrezzi sportivi, cioè appunto l’americana Nike e la tedesca Adidas, si combattono in una lotta all’ultimo sangue. Soprattutto su internet e specie sui social network, a caccia del pubblico giovanile. Sia il colosso tedesco, con sede a Herzogenaurach, sia gli americani di Nike, sostengono di essere già il fornitore numero uno mondiale del calcio. Chi ha ragione? Dipende da quali cifre sono più importanti. Adidas sostiene di avere una quota di mercato mondiale del 34%, e quindi il suo primato sarebbe in-

discusso. Il suo fatturato previsto per l’anno in corso nel segmento calcio (scarpe, t-shirts per calciatori, palloni) è di 1,3 miliardi di euro: un risultato record, ma il fatturato vantato da Nike è di 1,38 miliardi, a cui vanno aggiunti i 162 milioni di euro della controllata europea Umbro.

FLASH

Non credo che ci sarà bisogno di un aumento di capitale per Wind Hellas anche se dovessero crollare i consumi a causa della manovra, ma non posso esserne sicuro al cento per cento Naguib Sawiris, azionista di Wind

PER SAPERNE DI PIÙ www.fiatgroup.com www.pirellire.com

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Chi vincerà alla lunga sul campo dei mondiali, e chi si aggiudicherà di più il favore del pubblico durante e dopo i mondiali? La partita è aperta. Adidas ha il vantaggio di essere sponsor ufficiale e di fornire il pallone ufficiale del campionato. Equipaggia 12 squadre, tra cui quella tedesca e quella del Sudafrica, paese ospitante. Nike quanto a clienti di prestigio insegue da vicino il concorrente: equipaggia dieci squadre, tra cui big come il Brasile e l’Inghilterra. Su una sola cosa i duellanti dell’equipaggiamento per il grande calcio sono d’accordo: i grandi investimenti in vista dei mondiali saranno la sicurezza a lungo termine di una crescita futura delle due aziende. Andrea Tarquini © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marchionne, ultimatum su Pomigliano

La polemica

“Subito l’accordo o arriva il piano B”. Sindacati divisi SALVATORE TROPEA TORINO — «Spero che si possa giungere a una rapida conclusione perché presto sarà impossibile accettare ulteriori ritardi». Il messaggio di Sergio Marchionne suona come un ultimatum rivolto al sindacato e si capisce benissimo che l’ad della Fiat vuole stringere i tempi sull’avvio della ristrutturazione che dovrà consentire di produrre a Pomigliano d’Arco la Panda attualmente fabbricata in Polonia. E’ questa la prima tappa del piano strategico relativa alla Fabbrica Italia e nelle intenzioni del Lingotto rappresenta una condizione imprescindibile senza la quale potrebbe scattare il famoso piano B che sostanzialmente è riconducibile al progetto alternativo di trasferire le lavorazioni dall’Italia ad altri paesi. Una “minaccia”, questa che il sindacato, respinge interpretandola come un «inaccettabile ricatto». In questa situazione si profila l’ombra di un accordo separato perché, dopo l’incontro con l’azienda di Torino, assente la Fiom, da parte di Fim , Uilm, Fismic e Ugl, si aspetta una nuova convocazione per arrivare a un’intesa entro l’11 giugno. Mentre i metalmeccanici della Cgil, che vedranno i rappresentanti dell’azienda il 4 giugno, non ritengono esserci le condizioni per una chiusura della vertenza. In un discorso tenuto davanti agli allievi ufficiali della Scuola di applicazione di Torino, Marchionne, è tornato sulla “filosofia” che sta alla base del piano presentato il 21 aprile, spiegando che Fabbrica Italia «rappresenta il sogno e la responsabilità che sentiamo verso il nostro paese». E il “sogno” ha come punto di partenza Pomigliano. E’ qui che, stando alle richieste del Lingot-

to, si deve cominciare a sperimentare un metodo di lavoro che prevede maggiore flessibilità diciotto turni settimanali, ricorso agli straordinari, in modo da poter cogliere con estrema elasticità tutte le opportunità offerte dal mercato. «Il protrarsi della trattativa con i sindacati»

ha avvisato Marchionne «ha già provocato lo slittamento degli investimenti necessari per l’avvio della produzione. In assenza di un accordo che offra adeguate garanzie potrebbe diventare inevitabile riconsiderare il progetto e prendere in considera-

zione ipotesi alternative per la produzione della futura Panda». Sul radicale cambiamento, sollecitato dalla Fiat per superare «gli schemi e i comportamenti del passato incompatibili con le sfide del futuro» il sindacato fatica però a trovare una risposta

AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA FEDERICO II

L’ad Sergio Marchionne

Le tappe

Servizio Provveditorato ed Economato AVVISO DI GARA Questa Amministrazione, con sede in Napoli alla via S. Pansini n. 5 (tel. 081/7463792 e fax 081/7463791) intende procedere all’affidamento, mediante gara a procedura aperta con aggiudicazione per l’intera fornitura ai sensi dell’art. 82 del D.L.vo n. 163 del 12.04.2006 e ss.mm.ii. (offerta economicamente più vantaggiosa), della fornitura annuale, con possibilità di proroga per un anno, di reagenti per la determinazione di marcatori di anemia con noleggio delle attrezzature e relativa assistenza tecnica (Gara 160), per un importo presunto di Euro 170.000,00, oltre I.V.A. Le società interessate dovranno presentare offerta in conformità del bando di gara e del Capitolato speciale d’appalto, entro le ore 12.00 del giorno 13/09/2010. Codice CIG: 0455884F5C. Responsabile Unico del Procedimento: prof. Francesco Scopacasa - tel. 081/7463842 - 081/7462400. Il testo integrale del presente bando è stato inviato alla GURI in data 24/05/2010 ed è disponibile, unitamente al Capitolato speciale d’Appalto, sul sito internet dell’A.O.U. all’indirizzo www.policlinico.unina.it. Eventuali modifiche e/o chiarimenti verranno pubblicati esclusivamente sul sito aziendale, è onere delle società consultare il sito fino alla data di scadenza della presente gara. IL DIRETTORE GENERALE Dott. Giovanni CANFORA

univoca. E se Bruno Vitali della Fim parla di «importanti passi avanti» verso l’accordo entro l’11 giugno, la Fiom prende invece le distanze. Il segretario Gianni Rinaldini lamenta l’incontro separato: «Se poi viene annunciato che hanno concordato un testo

definitivo, questo è una procedura assolutamente inaccettabile». Come dire che la Fiom andrà all’incontro separato con il Lingotto del 4 giugno «ma per negoziare e non per prendere ciò che altri hanno definito». © RIPRODUZIONE RISERVATA

REGIONE DEL VENETO

AZIENDA ULSS 16 DI PADOVA ESTRATTO BANDI DI GARA Si rende noto che l’Azienda Ulss 16 di Padova ha indetto le seguenti gare: 1) Fornitura, mediante Procedura Aperta, di “SPECIALITÀ MEDICINALI NON REGISTRATE IN ITALIA” per l’AREA VASTA DI PADOVA E L’AZIENDA ULSS 6 DI VICENZA – per il periodo di cinque anni – importo complessivo presunto Euro 3.351.670,30 (IVA esclusa) – termine perentorio per la presentazione dell’offerta: ore 12,00 del 09/07/2010. Per ulteriori informazioni rivolgersi al Dipartimento Interaziendale Acquisizione e Gestione Beni e Servizi – Tel. 0498212814; 2) Fornitura, mediante Procedura Aperta, di “FARMACI PER l’AREA VASTA DI PADOVA – per il periodo di due anni - importo presunto Euro 325.854,00 (IVA esclusa) – termine perentorio per la presentazione della domanda: ore 12,00 del 09/07/2010. Per ulteriori informazioni rivolgersi al Dipartimento Interaziendale Acquisizione e Gestione Beni e Servizi – Tel. 049 8216084. I testi integrali dei Bandi di Gara sono stati trasmessi, per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee, in data 14/07/2010 e sono disponibili sul sito aziendale www.ulss16.padova.it. IL DIRETTORE GENERALE: Dott. Fortunato Rao

21 APRILE Marchionne presenta il piano che prevede lo scorporo degli asset industriali di Fiat dalle automobili

4 GIUGNO E’ fissato l’incontro tra la Fiat e i sindacati metalmeccanici della Cgil, che non vedono spazio per trovare un accordo con il gruppo

11 GIUGNO Il rappresentante della Fim, Bruno Vitali, parla di importanti passi avanti verso l’accordo entro l’11 giugno

COMUNE DI VOLLA PROVINCIA DI NAPOLI

SI RENDE NOTO Che in esecuzione della determina dirigenziale n. 309 del 18.05.2010, il giorno 20 luglio 2010 alle ore 10,00, presso la Sede Municipale è indetta gara per l’appalto del servizio di gestione completa della ristorazione scolastica, ai sensi del D.Lgs. n. 163/2006 e s.m.i.; RR.DD. n. 2440/1923; n. 827/1924; D.P.R. n. 445/2000; L.R. n. 3/2007 e Regolamento di attuazione - Importo a base di gara Euro 2.625.000,00 oltre I.V.A. per anni cinque. Termine per la ricezione delle domande: entro le 12,00 del giorno 19 luglio 2010. Le modalità di partecipazione alla gara e la documentazione da produrre sono indicate nel bando integrale affisso all’Albo Pretorio del Comune e disponibile sul sito Web, http://volla.asmenet.it Dalla Residenza Municipale, lì 26.05.2010 IL RESPONSABILE DEL SETTORE dott. Gennaro Alessandro Borrelli

BAGNOLIFUTURA S.P.A. DI TRASFORMAZIONE URBANA

COMUNE DI GOLFO ARANCI

AVVISO DI GARA

BANDO DI GARA PROCEDURA APERTA

Bagnolifutura S.p.A. di T.U. con sede legale in Napoli via Enrico Cocchia n. 28 ha bandito una gara per la vendita di un lotto di suolo edificabile, ricadente nell’Area Tematica 2 della Variante al Piano Urbanistico Esecutivo relativo all’ambito n. 1 – “Coroglio” con obbligo dell’aggiudicatario di realizzare un intervento di valorizzazione immobiliare come meglio specificato nei documenti di gara. Le offerte, da redigere secondo le prescrizioni del Bando e del Disciplinare di Gara, dovranno pervenire entro e non oltre le ore 12,00 del 5 ottobre 2010. Responsabile del Procedimento è il Dottor Maurizio Panichi Tel. 081-2424204 oppure 081-2424314 Fax 081-2424100 e-mail: lotto1@bagnolifutura.it La documentazione di gara è scaricabile dal sito internet www.bagnolifutura.it. La gara sarà aggiudicata secondo quanto previsto nel Bando di Gara e nel Disciplinare di Gara. Il Bando di Gara è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 55 del 14 maggio 2010 – Serie Speciale. IL DIRETTORE GENERALE Ing. Mario Hübler

STAZIONE APPALTANTE: COMUNE DI GOLFO ARANCI - Provincia di Olbia Tempio - Via Libertà n. 74 - 07020 GOLFO ARANCI - Tel.: 0789/612900 - Fax: 0789/612914. PROCEDURA DI GARA: procedura aperta ai sensi del D.Lgs. 163/2006 e successive modificazioni; LUOGO DI ESECUZIONE: Golfo Aranci; DESCRIZIONE: Lavori di completamento illuminazione pubblica a Baia Caddinas. IMPORTO COMPLESSIVO DELL’APPALTO (COMPRESI ONERI PER LA SICUREZZA): Euro 372.048,14 (trecentosettantaduemilaquarantottovirgolaquattordici), Categoria OG10; DOCUMENTAZIONE: il bando e il disciplinare di gara nonchè gli elaborati progettuali sono visibili presso la sede del Comune nei giorni martedì, giovedì e venerdì dalle ore 10 alle ore 12; il bando e il disciplinare di gara sono altresì disponibili sui siti internet www.serviziocontrattipubblici.it, www.comune.golfoaranci.ot.it e www.regione.sardegna.it; DATA DI PRESENTAZIONE OFFERTA: entro il giorno 25 Giugno 2010, ore 13.00; RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO: Geom. Francesco Chighini c/o Comune di Golfo Aranci via Libertà 74 tel. 0789/612911. Golfo Aranci, 26.05.2010 Il Responsabile del Servizio LL.PP. e manutenzioni Ing. Diego CICERI

TRIBUNALE CIVILE DI CAGLIARI FALLIMENTO n° 74/2007

Il caso

Pirelli Re diventa Prelios e cambia ad Borletti vicina ai magazzini Karstadt MILANO — Battute finali per salvare Karstadt. La famiglia Borletti insieme al fondo Whitehall di Goldman Sachs avrebbe fatto l’offerta più interessante per subentrare nella gestione dei grandi magazzini tedeschi. Viceversa gli altri soci di Highstreet (il veicolo che possiede gli immobili dei grandi magazzini), ovvero Pirelli Re (12%) Generali (11%) e Rreef (23%) avrebbero deciso di non essere della partita, concedendo però ai futuri proprietari di Karstadt di reinvestire parte del ricavato degli affitti nella società. Sempre ieri, Pirelli Re ha annunciato che cambierà nome in Prelios, e l’ad di Camfin Enrico Parazzini subentrerà al posto di Claudio De Conto alla direzione finanza dell’immobiliare. De Conto, che ha ristrutturato il debito di Pirelli Re e guidato la delicata negoziazione con le banche per procedere allo scorporo del mattone dalle gomme, si è detto «soddisfatto» di aver portato a termine il risanamento finanziario del gruppo immobiliare. Infine Roberto Rivellino, direttore generale di Camfin, subentrerà a Parazzini nella capogruppo. (s.b.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

INVITO A MANIFESTAZIONE DI INTERESSE all’acquisto del compendio industriale in Portoscuso, Zona Industriale Portovesme, rivolto alla produzione di laminati di alluminio, specializzato nella produzione di foglio sottile e preverniciato con l’impiego del sistema di colata continua, composto da stabilimento industriale realizzato su lotto di terreno di mq. 143.620, interamente recintato, composto da fabbricato principale adibito all’attività produttiva, di mq. 38.000 (con corpo interno per uffici di mq. 2.132), fabbricato per mensa e servizi sociali di mq. 685 e numero 22 locali tecnici, con le caratteristiche e le destinazioni indicate nella relazione di consulenza tecnica consultabile a richiesta. Lo stabilimento è corredato dalle dotazioni di macchinari industriali, attrezzature e impianti dei reparti di produzione (numero tre linee di colata continua indipendenti con forni fusori e di attesa, linee di laminazione pesante e sottile, linee di taglianastri, sdoppiatura e rifilatura, stiratura e spianatura, verniciatura, taglio e grecatura lamiere, taglio nastri e forni di ricottura), dotazioni dei laboratori e dotazioni di mobili, macchine ed arredi degli uffici, con esclusione delle scorte dei prodotti finiti, semilavorati e materie prime, di ricambi e articoli diversi di magazzino che non costituiscono oggetto della vendita. I soggetti interessati all’acquisto dovranno presentare presso la Cancelleria dell’Ufficio Fallimentare del Tribunale di Cagliari, entro e non oltre le ore 12,00 del 15 luglio 2010, una manifestazione di interesse, accompagnata da un assegno circolare non trasferibile, a titolo di cauzione, di importo pari al 10% del prezzo offerto, che non potrà essere in ogni caso inferiore a euro 8.100.000,00. Il deposito della manifestazione di interesse comporterà l’espressa conoscenza da parte dei soggetti interessati della relazione di stima predisposta dai consulenti tecnici della procedura e dell’elaborato peritale concernente la caratterizzazione del sito eseguita dall’Amministrazione fallimentare. Ogni definitiva determinazione in ordine alla cessione dello stabilimento industriale è, in ogni caso, soggetta al potere autorizzativo degli organi della procedura. Richieste di accesso al compendio industriale ed ulteriori informazioni sui termini e modalità della vendita da inoltrare al Collegio dei Curatori, con studio in Cagliari, Via Garavetti 20, telefoni 070/402150, 070/657697, 070/672030.


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la Repubblica

IMPRESE&MERCATI

SABATO 29 MAGGIO 2010

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Rif € ieri

ieri

Var % inizio anno

0,743 1,202 7,865 4,020 56,030 1,515 0,962 3,535 12,710 0,209 0,310 0,278 0,590 3,620 12,340 0,502 0,397 0,028 0,407 1,585 4,282 15,120 9,040 10,140 20,700 7,050

1,99 0,84 0,83 1,77 -0,12 -2,19 2,94 -4,44 8,57 4,20 3,16 0,08 -0,89 1,15 4,58 0,25 5,26 0,37 0,32 -0,64 0,53 0,95 1,97 -1,61

-13,65 -18,18 4,87 -1,05 -21,60 -20,89 -10,64 -4,01 -11,06 -5,00 -39,45 -12,32 22,45 19,57 -7,43 -36,01 -6,48 -24,12 -43,43 4,55 -30,31 -18,14 1,69 -4,34 29,37 -28,01

0,550 0,967 7,169 3,573 36,409 0,680 0,624 2,559 12,674 0,098 0,285 0,163 0,264 0,764 8,936 0,438 0,273 0,015 0,385 1,441 2,608 9,565 3,196 3,794 8,249 3,085

1,304 1,476 10,415 5,285 73,757 2,446 1,354 4,293 17,300 0,407 0,732 0,439 0,636 4,207 15,402 2,954 0,542 0,079 1,130 1,700 6,932 18,958 9,456 11,489 24,278 9,816

97 3758 1666 216 236 55 73 239 115 148 33 30 258 719 1230 23 93 37 35 371 420 8657 2296 891 91 1017

2,900 7,360 7,300 2,840 1,800 42,200 1,581 2,603 0,516 4,178 3,382 3,442 4,063 0,473 3,748 3,760 4,487 8,440 10,500 0,393 0,654 5,775 0,569 1,208 0,400 1,395 5,050 1,012 20,500 1,840 29,370 0,967 1,246 5,405 0,188 6,120 0,530 0,889 9,040 5,450

-2,39 -0,68 7,17 -1,17 -0,13 -1,79 -2,64 0,97 0,22 1,82 -0,42 -2,41 -0,66 0,39 1,14 -1,87 -0,63 2,19 -1,37 2,52 0,67 2,56 1,90 -3,63 3,49 -0,64 2,11 1,05 -0,55 3,30 -0,24 6,11 1,77 -2,38 -1,09

16,00 -14,17 0,14 44,16 -18,00 -18,47 -15,49 -12,16 -15,07 30,14 -15,38 -32,83 -15,01 -30,34 -11,98 -8,85 -15,01 -28,54 0,67 -20,55 -5,22 -8,04 -4,45 -17,37 -19,52 -5,74 -8,35 -38,29 2,50 27,34 -15,72 -29,19 -7,84 3,35 -14,78 4,17 31,68 -25,04 -21,39 -27,24

1,934 2,018 5,162 1,047 1,411 38,084 1,502 1,951 0,358 2,129 2,806 2,784 3,893 0,214 3,605 3,709 1,848 4,066 7,866 0,324 0,343 4,562 0,373 1,191 0,173 1,166 2,888 1,010 18,000 1,244 22,617 0,881 1,012 2,169 0,160 2,835 0,272 0,496 6,870 3,849

3,095 8,738 8,424 3,225 3,622 51,981 2,789 3,385 0,735 4,321 5,691 5,818 5,607 0,818 4,924 4,781 6,916 12,059 11,278 0,809 0,819 7,723 0,722 1,968 0,896 1,819 7,072 3,800 24,100 1,903 43,631 1,524 1,400 5,976 0,278 6,802 0,730 1,506 13,312 7,782

31 834 249 168 31 2554 459 189 651 254 1439 117 319 445 50 2886 70 27 131 1060 1092 11 30 47 141 9 89 47 166 66 1 360 144 1847 6 94 1507 224

4,025 2,272 1,079 2,067 2,050 0,260 4,088 0,336 2,418 20,290 1,720 0,315 4,697 2,475 2,525 0,311 0,135 0,280 0,744 1,439 0,540 1,395 0,631 0,593 0,845 1,529 22,580 4,480 3,915 0,154 1,063

0,94 -1,20 2,76 1,85 2,50 2,36 1,18 -0,74 -0,92 0,05 -1,71 0,16 3,70 1,96 1,00 -7,16 2,11 2,06 -0,42 -1,64 -1,48 -1,02 7,72 2,42 1,46 0,13 -2,02 -0,38 -6,33 -

-28,12 -25,00 1,79 -15,61 16,94 -16,93 11,76 1,98 5,11 -14,10 -17,31 -60,24 -0,90 -25,68 4,34 -38,90 -27,06 -6,67 -22,95 -23,01 -20,59 -30,34 -5,54 -38,23 -29,58 -17,04 -1,83 -18,69 -30,95 -26,67 40,61

3,669 1,396 0,912 1,920 1,400 0,109 1,964 0,296 2,190 12,495 0,666 0,039 2,594 1,729 1,513 0,307 0,075 0,197 0,583 0,662 0,500 0,888 0,316 0,533 0,752 1,461 18,685 1,728 3,841 0,151 0,556

6,709 3,157 1,278 2,893 2,372 0,372 4,160 0,500 3,211 25,595 2,497 1,330 5,170 3,830 2,855 1,089 0,324 0,387 1,436 1,929 0,851 2,816 0,790 1,330 1,364 2,311 28,231 5,714 7,221 0,396 1,131

37 179 13 242 254 171 2363 17 111 1104 21 78 391 25 17 21 26 134 1146 55 30 455 33 39 432 1398 1274 818 9 35

1,184

-0,25

7,93

0,992

1,426

176

2009- 2010 min € max €

IL PUNTO

Cap. in mil. di €

Deboli Unicredit Intesa e Generali Positive Telecom Ansaldo e Campari

Dada Damiani Danieli Danieli rnc Datalogic De’Longhi Dea Capital Diasorin Digital Bros Dmail Group DMT E Edison Edison r EEMS El.En. Elica Emak Enel Enervit Engineering Eni Enia Erg Erg Renew Ergy Capital Esprinet Eurotech Eutelia Everel Group Exor Exor priv Exor risp Exprivia F Fastweb Fiat Fiat prv Fiat rnc Fidia Fiera Milano Finarte C.Aste Finmeccanica FNM Fondiaria-Sai Fondiaria-Sai rnc Fullsix G Gabetti Pro.Sol. Gas Plus Gefran Gemina Gemina rnc Generali Geox Gewiss Granitifiandre Greenvision Gruppo Coin Gruppo Ed.L’Espresso Gruppo Minerali M. H Hera I I Grandi Viaggi IGD Il Sole 24 Ore Ima Immsi Impregilo

MILANO — Chiusura di settimana debole per Piazza Affari (-0,79% il Ftse Mib). Seduta in perdita per Finmeccanica (-3,19%) bene invece Telecom (+1,09%), con Bofa-Merrill Lynch che ha alzato la raccomandazione a 'neutral' da 'underperform'. Positiva anche Ansaldo Sts (+1,15%). In calo i finanziari con Intesa Sanpaolo (-1,49%), Unicredit (1,50%), Mediolanum (-1,03%) e Mps (-0,94%). Sopra la parità Bpm (+0,22%) e Banco Popolare (+0,39%). Tra gli assicurativi Fondiaria-Sai è in marginale guadagno, +0,31%, e Unipol segna un +0,44% mentre Generali perde l'1,46%. Giù anche Buzzi, meno 2,38%. Male Saipem (-2,72%). Ben comprate, invece, Mondadori (+1,82%) e Campari (+1,18%). Fuori dal listino principale vola Gewiss (+14,9%).

ieri

Var % inizio anno

3,362 0,839 16,210 8,990 3,098 3,228 1,198 30,170 1,320 3,978 12,990

-2,54 -0,12 0,93 1,18 1,64 2,46 1,01 -0,26 5,60 4,67 0,39

-42,27 -20,55 -11,95 -6,45 -24,17 1,02 -5,67 20,20 -42,86 -23,73 -20,26

3,231 0,717 5,700 3,688 3,033 1,063 0,834 13,197 1,234 3,354 2,073

7,954 1,306 20,475 11,166 5,070 3,582 1,674 30,441 2,891 6,285 17,524

55 69 652 359 182 486 367 1674 19 30 146

0,950 1,300 1,412 11,700 1,627 4,000 3,750 1,178 23,150 15,350 5,915 9,875 0,790 0,700 7,070 1,911 0,152 13,070 8,310 9,590 0,855

1,77 2,69 0,78 -0,74 -0,20 -2,73 -0,71 2,96 0,05 -1,34 2,46 3,47 24,59 0,15 -0,89 -2,94 1,85

-11,43 -1,81 13,32 -2,58 -16,13 12,99 -8,03 -18,19 -16,52 -15,19 9,54 -0,70 17,12 39,72 -24,87 -33,93 -56,70 -5,56 8,77 -4,96 -30,49

0,686 1,081 0,490 9,359 0,513 2,964 2,942 1,103 12,450 12,311 2,437 8,583 0,635 0,299 3,213 1,534 0,100 5,408 3,198 3,770 0,741

1,217 1,566 1,787 15,849 2,118 4,412 4,347 1,600 27,807 18,634 6,311 12,012 1,024 1,207 9,840 3,496 0,690 15,056 8,746 11,222 1,410

4896 143 60 57 101 111 35287 21 293 62174 636 1494 74 54 366 68 10 2106 648 89 43

13,000 8,770 5,105 5,435 3,380 3,950 0,142 8,495 0,540 8,075 5,580 1,114

-0,46 -0,62 0,59 0,93 4,73 0,51 1,36 -3,19 -0,46 0,31 -0,80 -

-33,16 -16,40 -17,46 -15,74 -26,20 -12,80 -30,61 -24,22 -8,71 -27,77 -29,59 -8,31

12,297 3,437 1,918 2,468 2,805 3,432 0,127 8,485 0,394 7,721 4,961 1,057

22,068 11,315 6,835 7,226 6,072 5,670 0,364 12,721 0,626 15,603 9,802 1,970

1035 9627 528 435 17 166 7 4924 134 1012 239 12

0,327 5,425 2,270 0,539 1,486 14,880 3,885 4,160 2,735 4,300 5,225 1,802 5,150

2,03 -3,64 0,44 -0,92 -1,46 0,13 14,84 -2,15 -5,49 4,50 -0,28 0,10

-49,14 -11,79 2,37 -6,91 -11,02 -21,39 -19,69 51,41 -22,85 -30,81 15,85 -22,58 8,48

0,313 5,419 2,028 0,212 0,297 9,947 3,716 2,075 1,936 4,322 1,493 0,580 3,166

1,450 7,648 3,231 0,707 2,836 19,635 6,664 4,166 4,003 22,656 5,568 2,428 7,600

29 248 33 790 6 23324 1010 500 102 25 734 737 30

1,531

-1,23

-5,49

1,124

1,768

1733

0,904 1,189 1,399 13,410 0,849 1,941

5,12 1,11 -2,85 0,45 2,29 -0,87

-8,41 -25,41 -27,17 4,03 0,24 -23,28

0,736 0,813 1,369 11,941 0,499 1,711

1,078 1,604 2,528 15,120 1,008 3,131

40 367 61 459 286 789

Rif € ieri

TITOLO

Rif € ieri

ieri

Var % inizio anno

1,670 1,959 2,428 3,547 2,060 1,210 0,423 0,445 0,345 10,050 0,491 0,830 8,605 6,680 1,310 0,949 0,761 6,800 12,420

-0,89 0,72 3,30 1,07 0,37 2,54 0,72 1,72 1,47 -3,37 0,10 1,78 -0,52 -1,11 1,01 1,40 -1,23 -0,64

-10,55 -1,56 20,77 -17,79 -30,64 5,68 -3,87 -4,51 -36,05 -14,47 8,88 -1,19 -18,29 -8,24 31,66 -9,45 -27,57 -13,92 -1,90

1,194 1,138 0,913 3,419 1,868 0,621 0,148 0,182 0,294 9,011 0,289 0,389 5,938 5,000 0,847 0,856 0,700 5,291 6,074

2,314 2,139 2,537 5,870 5,516 1,373 0,467 0,562 1,657 14,977 0,542 0,957 11,380 7,604 2,361 1,406 1,077 9,676 15,762

77 3377 894 53 63 62 2207 60 292 12 65 114 2192 2062 41 388 107 59 2264

0,203 0,056 0,178 0,875 1,152 0,705 2,053 5,790 16,230 0,363 0,336 0,920

-0,49 0,54 -1,17 -2,70 -1,47 -1,91 0,61 -2,46 -1,09 0,45 16,23

-18,28 -45,38 -35,30 -7,41 -9,93 -9,10 -9,98 9,66 1,88 -17,50 -21,68 -26,87

0,124 0,053 0,117 0,850 0,499 0,442 1,955 3,742 12,439 0,204 0,113 0,355

0,285 0,394 0,326 1,200 1,560 0,865 2,756 5,957 17,268 0,615 0,572 2,289

75 26 49 28 858 21 95 1208 152 58 92 10

16,700 0,440 5,095 3,895 7,690 25,410 27,520 1,638 9,090 6,220 0,630 0,136 1,280 4,808 6,780 2,590 3,290 0,099 1,425 1,910 4,390 0,075 1,484 8,015 168,700 6,400

0,18 2,33 0,89 -0,95 8,46 -2,72 -1,68 1,22 0,81 0,72 -2,52 -0,47 -0,88 -2,02 5,61 -2,30 0,23 2,04 0,13 -4,47 -0,85

0,97 -6,78 -16,48 -28,33 -3,83 3,50 14,57 -26,88 -14,00 5,16 -8,70 -17,13 16,36 -7,90 1,35 -13,16 -4,71 -18,52 -10,75 9,68 -39,66 13,28 -53,67 9,72 -1,23

7,464 0,395 4,274 3,387 3,965 10,783 14,850 1,538 7,515 2,810 0,402 0,128 0,294 3,093 3,166 1,710 2,957 0,081 0,674 0,682 2,688 0,074 0,366 7,832 3,550 3,029

17,714 0,756 9,795 7,669 10,507 29,959 29,930 2,860 11,024 8,028 0,754 1,131 1,750 5,987 7,476 3,506 3,805 0,237 1,932 2,411 4,529 0,215 1,567 24,785 177,500 7,982

193 40 78 29 433 11360 4 1567 89 343 86 264 1 79 1551 297 11713 14 56 228 398 32 699 26 -

1,180 12,500 0,970 0,230 0,310 0,758 15,270 3,050 3,565 0,115 51,950 1,454 12,320 0,719 5,680

-0,84 1,09 -2,34 -6,06 0,73 -1,61 0,58 -0,97 0,17 -0,76 -0,62 -1,28 -1,73

-2,58 -13,79 -10,73 -42,51 -36,29 -2,13 -0,97 2,43 86,75 -32,09 -3,72 17,07 6,57 -14,59

0,824 7,900 0,780 0,211 0,312 0,610 6,128 2,254 1,023 0,090 25,993 0,728 4,374 0,438 5,137

1,414 20,459 1,253 0,732 0,853 0,900 17,411 3,233 4,863 1,488 56,321 1,480 13,152 1,065 8,830

132 21 13045 77 2 4577 6110 90 218 1593 44 779 20 15

7,310 0,592 1,713 2,380 0,690 0,477

-0,54 8,03 -1,50 -0,83 0,44 -0,42

-28,61 -37,49 -24,93 -13,54 -28,76 -23,56

5,867 0,383 0,605 0,954 0,572 0,393

11,340 1,195 2,644 3,310 1,218 0,893

4702 94 33489 58 1022 435

4,345 0,138 1,380 4,188 3,697

1,22 0,90 -1,14

-2,14 -1,43 -11,61 -4,21

1,941 0,105 1,300 3,435 3,040

4,604 0,343 1,660 5,127 4,813

45 20 42 181 244

5,885 0,099

-1,59 16,82

3,43 -45,77

4,658 0,081

7,219 0,750

303 6

4,300 0,460 0,515

-2,65 3,52

8,86 2,68 -10,90

3,213 0,389 0,466

4,538 0,660 2,000

345 11 2

TITOLO

2009- 2010 min € max €

Cap. in mil. di €

TITOLO Impregilo rnc Indesit Indesit rnc Industria e Inn Intek Intek r Interpump Intesa Sanpaolo Intesa Sanpaolo rnc Invest e Sviluppo Irce Iride Isagro It Holding IT WAY Italcementi Italcementi rnc Italmobiliare Italmobiliare rnc IW Bank J Juventus FC K K.R.Energy Kerself Kinexia KME Group KME Group rnc L La Doria Landi Renzo Lazio Lottomatica Luxottica M Maire Tecnimont Management e C. Marcolin Mariella Burani FG MARR Mediacontech Mediaset Mediobanca Mediolanum Mediterranea Acque Meridiana Fly Meridie Mid Industry Cap Milano Ass. Milano Ass. rnc Mirato Mittel MolMed Mondadori Mondo HE Mondo Tv Monrif Monte Paschi Si. Montefibre Montefibre rnc Monti Ascensori Mutuionline N Nice Noemalife Novare O Olidata Omnia Network

ieri

Var % inizio anno

8,195 8,690 7,500 2,160 0,482 0,856 3,973 2,147 1,667 0,044 1,320 1,422 2,515 0,176 3,470 6,950 3,790 21,850 16,400 1,527

-0,06 -1,31 2,39 -1,33 -0,06 1,08 -1,49 -1,59 6,02 1,54 3,12 -0,49 -0,57 -0,43 -1,81 -3,83 -1,50 -0,07

-3,59 8,56 -2,53 -3,68 3,88 33,15 9,06 -32,15 -29,74 -35,39 -15,17 5,10 -27,73 -3,61 -28,83 -27,12 -31,09 -28,73 -22,41

5,244 1,630 1,950 1,345 0,239 0,499 1,805 1,380 0,929 0,042 1,299 0,629 2,423 0,166 3,334 6,538 3,489 19,137 12,727 1,370

10,349 10,303 9,309 2,499 0,636 1,054 4,089 3,196 2,489 0,108 1,857 1,517 4,311 0,259 5,220 11,181 6,081 38,148 25,091 2,240

13 991 4 50 62 5 382 25939 1564 11 37 1041 45 45 15 1246 408 496 274 112

0,805

-1,65

-10,90

0,649

1,068

164

0,052 4,230 2,703 0,282 0,568

1,20 1,22 -0,70 1,79

-65,00 -51,13 22,98 -17,22 -8,14

0,049 3,898 1,400 0,261 0,448

0,297 10,123 2,881 0,485 0,731

49 74 58 108 20

1,924 2,822 0,316 12,120 19,390

2,67 -0,35 -3,52 0,66 -0,10

-10,72 -19,18 -7,88 -14,41 5,73

0,915 2,196 0,275 11,366 9,571

2,974 3,962 0,450 18,010 21,790

61 319 22 2081 9030

2,882 0,153 1,890 2,523 6,690 2,730 5,070 6,175 3,375 2,980 0,101 0,424 12,000 1,467 1,587 3,393 1,335 2,520 0,128 6,330 0,438 0,899 0,152 0,459 1,070 5,165

-0,69 -1,73 1,12 -0,74 -1,09 -0,49 -0,96 -1,03 -1,94 -4,72 -0,34 1,15 0,07 0,68 1,82 3,23 -1,09 -0,34 -0,94 3,06 3,03 2,88 -0,67

15,88 7,44 25,25 12,34 -17,27 -12,66 -26,31 -24,41 9,76 -32,40 -29,10 -21,57 -28,00 -28,99 -16,44 -25,38 -21,74 -23,61 -14,69 -2,67 -27,38 6,77 79,80 -24,86 -7,93

0,996 0,056 1,013 1,810 4,562 1,736 3,057 4,531 2,060 1,284 0,054 0,429 11,900 1,118 1,226 2,429 0,778 2,297 0,110 2,740 0,396 0,791 0,119 0,135 0,870 2,740

3,386 0,190 1,944 10,125 7,135 3,588 6,487 9,675 4,938 3,290 0,230 0,980 16,000 2,779 2,732 4,136 2,139 3,740 0,393 9,895 0,495 1,579 0,230 0,521 2,211 5,970

928 74 117 77 446 51 6112 5357 2486 228 37 22 46 827 48 239 139 650 3 28 65 4968 19 12 14 206

3,070 5,820 1,190

-0,97 1,66 -

2,33 6,01 3,48

1,575 4,970 0,992

3,462 6,840 1,700

361 25 16

0,375 -

6,53 -

-24,85 -

0,213 -

0,767 -

13 -

Rif € ieri

2009- 2010 min € max €

Cap. in mil. di €

P Panariagroup Parmalat Piaggio Pierrel Pininfarina Piquadro Pirelli & C. Pirelli & C. rnc Pirelli Real E. Poligr. S.Faustino Poligrafici Editoriale Poltrona Frau Pop.Emilia Romagna Pop.Sondrio Pramac Premafin Finanziaria Premuda Prima Industrie Prysmian R R. De Medici R. Ginori 1735 Ratti RCF RCS Mediagroup RCS Mediagroup risp RDB Recordati Reply Retelit Risanamento Rosss S Sabaf S.p.a. Sadi Saes Saes rnc Safilo Group Saipem Saipem risp Saras Sat Save Screen Service BT Seat PG Seat PG r Servizi Italia SIAS Snai Snam Gas Snia Socotherm Sogefi Sol Sopaf Sorin Stefanel Stefanel risp STMicroelectr. T Tamburi TAS Telecom IT Telecom IT Media Telecom IT Media rnc Telecom IT rnc Tenaris Terna TerniEnergia Tiscali Tod’s Toscana Fin Trevi Fin.Ind. Trevisan-Cometal TXT e-solution U UBI Banca Uni Land Unicredit Unicredit risp Unipol Unipol pr V Valsoia Viaggi Ventaglio Vianini Industria Vianini Lavori Vittoria Ass. Y Yoox Yorkville Bhn Z Zignago Vetro Zucchi Zucchi rnc

2009- 2010 min € max €

Cap. in mil. di €

FONDI COMUNI APERTI - SICAV ITALIANI E LUSSEMBURGHESI DEL 27 MAGGIO 2010 TITOLI

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Diff.% 12 mesi

TITOLI

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ANM Sforzesco ..........................10,021 9,993 ANM Tesoreria-Imprese ...............6,871 6,872 ANM Valore Globale...................20,033 19,576 ANM Visconteo ..........................34,231 33,919

ANM Americhe .............................9,024 ANM Anima America ....................4,088 ANM Anima Asia ...........................6,045 ANM Anima Convertibile ..............6,071 ANM Anima Emerging Mkts .........9,303 ANM Anima Europa ......................3,730 ANM Anima Fondattivo ..............13,521 ANM Anima Fondimpiego..........19,795 ANM Anima Fondo Tranding......12,396 ANM Anima Liquidità ....................6,596 ANM Anima Obbl.Euro .................7,057 ANM CapitalePiù Comp.Az. .........4,579 ANM CapitalePiù Comp.Bil.15 .....5,240 ANM CapitalePiù Comp.Bil.30 .....4,966 ANM CapitalePiù Comp.Obb. ......5,462 ANM Corporate Bond...................7,318 ANM Emerging Mkts Bond...........6,095 ANM Emerging Mkts Equity..........6,890 ANM Euroland ..............................4,166 ANM Europa...............................12,212 ANM Europe Bond........................7,600 ANM Flessibile ..............................2,805 ANM Fondo Liquidità....................7,570 ANM Iniziativa Europa ..................6,386 ANM Internazionale....................12,596 ANM Italia ...................................14,398 ANM Managers&Co. Comp.30 ....5,333 ANM Managers&Co. Comp.50 ....5,025 ANM Managers&Co. Comp.70 ....4,541 ANM Managers&Co. Comp.90 ....4,086 ANM Mix .......................................5,620 ANM Monetario..........................12,093 ANM Obiettivo Rendimento .........5,797 ANM Pacifico ................................4,785 ANM Pianeta ..............................10,080 ANM Premium-Protetto................6,518 ANM Risparmio ............................7,749

8,831 3,974 5,957 6,032 9,126 3,646 13,332 19,741 12,131 6,595 7,063 4,476 5,217 4,921 5,462 7,303 6,043 6,752 4,048 11,892 7,605 2,766 7,569 6,216 12,450 13,923 5,306 4,969 4,469 3,995 5,604 12,094 5,786 4,726 10,117 6,525 7,749

32,26 29,53 11,43 11,99 27,28 12,08 11,97 16,34 18,72 1,18 9,75 18,72 7,09 8,76 5,26 12,07 14,72 29,76 8,38 13,79 6,97 11,35 0,92 17,02 17,71 3,26 14,17 16,27 22,70 24,38 5,98 1,48 9,21 22,00 14,60 1,68 5,23

Azimut Bil. ..................................22,877 Azimut Garanzia .........................12,257 Azimut Reddito Euro ..................15,595 Azimut Reddito Usa......................6,334 Azimut Scudo ...............................7,547 Azimut Solidity ..............................7,837 Azimut Str. Trend ..........................5,039 Azimut Trend ..............................18,587 Azimut Trend America ..................9,296 Azimut Trend Europa..................11,609 Azimut Trend Italia......................14,069 Azimut Trend Pacifico...................6,395 Azimut Trend Tassi .......................8,897 Formula 1 - Alpha Plus 20 .............6,394 Formula 1 Conservative................6,423 Formula 1 High Risk......................6,654 Formula 1 Low Risk ......................6,628 Formula 1 Risk ..............................6,351

22,599 12,256 15,630 6,388 7,531 7,838 4,970 17,955 9,208 11,451 13,652 6,346 8,909 6,385 6,418 6,617 6,624 6,330

EC Focus Cap Pro 12/14 ..............5,002 5,003 Eurizon Az. Asia Nuove Economie10,264 10,105 Eurizon Az. Finanza ....................17,842 17,365 Eurizon Az. Int. Etico .....................5,761 5,631 Eurizon Az. Salute e Amb. ..........14,645 14,459 Eurizon Az. Tecn.Avanz ................4,101 4,009 Eurizon Az.ALto Dividendo Euro 23,960 23,244 Eurizon Az.EnMatPrime................9,035 8,786 Eurizon Az.EuropaMult.................5,302 5,210

Diff.% 12 mesi 10,29 1,34 28,66 10,14

3,04 -0,05 0,91 15,71 5,24 1,83 9,97 15,97 31,65 4,06 -4,83 14,16 0,28 -0,31 -0,54 0,29 -0,27 -1,21

29,73 22,72 21,90 20,23 34,11 8,00 15,76 13,58

TITOLI

Val. € oggi

Eurizon Az.Italia 130/30..............15,465 Eurizon Az.MondoMult .................3,245 Eurizon Az.PMI Amer. ................21,427 Eurizon Az.PMI Europa.................7,735 Eurizon Az.PMI Italia .....................4,427 Eurizon Bilan.Euro Multimanager34,622 Eurizon DiversEtico.......................7,897 Eurizon F. Az.America...................8,887 Eurizon F. Az.Euro ......................12,554 Eurizon F. Az.Europa ....................7,771 Eurizon F. Az.Internazionali...........7,330 Eurizon F. Az.Italia ......................11,019 Eurizon F. Az.Pacifico ...................3,859 Eurizon F. Az.Paesi Emer..............8,811 Eurizon F. Garantito 03/13 ............5,131 Eurizon F. Garantito 06/12 ............5,105 Eurizon F. Garantito 09/12 ............5,083 Eurizon F. Garantito 12/12 ............5,094 Eurizon F. Garantito 2sem06 ........5,244 Eurizon F. Garantito 2tri07 ............5,112 Eurizon F. Garantito 3tri07 ............4,953 Eurizon F. Garantito 4tri07 ............5,214 Eurizon F. Garantito Isem06 .........5,293 Eurizon F. Garantito Itri07 .............5,156 Eurizon F. Ob. Cedola...................6,074 Eurizon F. Ob. Emergenti ...........11,091 Eurizon F. Ob. Euro.....................13,951 Eurizon F. Ob. Euro B/T..............15,149 Eurizon F. Ob. Euro Corp. .............5,560 Eurizon F. Ob. Euro HY .................7,024 Eurizon F. Profilo Din.....................5,243 Eurizon F. Profilo Moder. ..............5,313 Eurizon F. Profilo Prud. .................5,446 Eurizon F. Rend.Ass 2anni............5,213 Eurizon F. Rend.Ass 3anni............5,468 Eurizon F. Rend.Ass 5anni............4,856 Eurizon F. Tesor.Dollaro.............13,413 Eurizon F. Tesor.Dollaro $ ..........16,451 Eurizon F. Tesoreria Euro A...........7,629 Eurizon Focus Tesor Eu B ............7,670 Eurizon Liquidità cl. A....................7,258 Eurizon Liquidità cl. B ...................7,433

Val. € ieri

Diff.% 12 mesi

14,935 3,191 20,696 7,556 4,315 34,372 7,868 8,659 12,209 7,571 7,152 10,648 3,803 8,633 5,139 5,109 5,089 5,100 5,244 5,116 4,956 5,221 5,289 5,159 6,068 11,032 13,975 15,155 5,553 6,982 5,215 5,299 5,442 5,211 5,466 4,856 13,456 16,444 7,630 7,671 7,259 7,433

1,30 22,55 49,25 24,96 2,91 10,26 5,36 32,96 7,27 14,38 24,43 1,40 19,36 32,58 2,81 2,02 2,29 2,70 0,94 1,39 -1,26 2,46 2,38 1,24 5,34 11,65 3,97 0,48 9,84 19,15 12,75 6,75 2,43 1,03 1,62 0,91 11,60 11,47 0,29 0,55 0,12 0,39

TITOLI

Val. € oggi

Val. € ieri

Eurizon Ob. Internaz. ....................8,830 8,876 Eurizon Obb. Euro Corp. BreveT. .7,438 7,435 Eurizon Obblig. Etico ....................5,418 5,421 Eurizon Obiettivo Rend.to.............8,050 8,050 Eurizon Rendita ............................5,933 5,900 Eurizon Soluzione 10 ....................6,832 6,820 Eurizon Soluzione 40 ....................6,137 6,082 Eurizon Soluzione 60..................24,006 23,668 Eurizon Team 1 .............................5,982 5,982 Eurizon Team 1 Cl G .....................5,982 5,982 Eurizon Team 2 .............................5,635 5,631 Eurizon Team 2 Cl G .....................5,627 5,623 Eurizon Team 3 .............................4,699 4,685 Eurizon Team 3 Cl G .....................4,718 4,704 Eurizon Team 4 .............................3,949 3,929 Eurizon Team 4 Cl G .....................3,969 3,950 Eurizon Team 5 .............................3,785 3,751 Eurizon Team 5 Cl G .....................3,805 3,771 Intesa CC Prot.Dinamica ..............5,661 5,637 Passadore Monetario ...................7,101 7,102 Teodorico Monetario ....................7,436 7,437 Unibanca Azionario Europa..........5,748 5,593 Unibanca Monetario .....................5,709 5,710 Unibanca Obbligazionario Euro....5,805 5,814

Fideuram Azione ........................12,944 Fideuram Moneta.......................14,591 Fideuram Performance ..............12,410 Fideuram Security ........................9,521 FMS - Absolute Return .................9,073 FMS - Eq.Glob.Resources .........10,520 FMS - Equity Asia..........................8,747 FMS - Equity Europe.....................8,397 FMS - Equity Gl Em Mkt .............12,047 FMS - Equity New World ............15,811 FMS - Equity Usa ..........................8,149 Imi 2000......................................16,823

12,660 14,591 12,317 9,521 9,040 10,384 8,645 8,219 11,785 15,558 8,126 16,822

Diff.% 12 mesi 11,04 5,98 7,83 0,76 1,97 1,68 10,72 13,46 1,93 1,93 4,29 4,15 6,92 7,32 10,55 11,08 13,39 13,96 3,42 0,48 0,51 16,95 0,46 2,07

25,10 -0,07 19,72 0,01 1,37 13,51 20,78 14,54 33,94 31,44 29,31 -0,33

TITOLI

Val. € oggi

Imi Bond .....................................16,766 Imi Capital ..................................30,049 Imi East .........................................6,125 Imi Europe ..................................17,466 Imi Italy .......................................20,492 Imi Rend........................................9,277 Imi West......................................18,049 Imindustria .................................12,252

Pioneer Az. Crescita ..................12,110 Pioneer Az Area Pacifico...............3,629 Pioneer Az Valore Eur Dis..............6,417 Pioneer Az. Am. ............................6,726 Pioneer Az. Europa.....................13,829 Pioneer Az. Paesi Em. ................10,493 Pioneer Liquidita’ Euro..................5,061 Pioneer Monet. Euro ..................13,168 Pioneer O.Euro C.Et. Dis...............4,758 Pioneer Obb. Euro Dis ..................6,595 Pioneer Obb. Paesi E. Dis...........10,026 Pioneer Obb. Più Dis.....................8,244 Pioneer Target Controllo...............5,339 Pioneer Target Equilibrio ..............5,350 Pioneer Target Sviluppo.............22,507

Val. € ieri

Diff.% 12 mesi

16,861 29,654 6,060 17,019 19,796 9,292 17,613 12,035

13,34 7,51 19,68 13,73 4,90 2,98 33,03 12,18

11,737 3,581 6,260 6,504 13,497 10,235 5,061 13,171 4,755 6,609 9,976 8,246 5,338 5,346 22,465

Bim Az. Small Cap Italia ................6,719 6,569 Bim Azionario Europa ...................9,350 9,051 Bim Azionario Globale ..................3,944 3,837 Bim Azionario Italia .......................6,509 6,312 Bim Azionario Usa ........................6,092 5,891 Bim Bilanciato ............................22,097 21,772 Bim Corporate Mix........................5,467 5,469 Bim Flessibile................................3,825 3,812

0,98 11,01 14,39 25,60 9,27 28,75 0,22 1,99 16,64 7,54 37,28 7,24 5,41 5,84 4,60

-0,64 11,38 17,84 -0,12 34,87 10,20 5,09 1,59

TITOLI

Val. € oggi

Val. € ieri

Diff.% 12 mesi

Bim Obblig. Breve Term................6,534

6,536

1,51

Bim Obblig. Globale......................6,081

6,070

10,26

Bim Obbligazionario Euro.............6,941

6,951

5,37

Symphonia MS Adagio.................5,930

5,898

9,13

Symphonia MS America...............4,021

3,981

24,53

Symphonia MS Asia .....................5,175

5,094

20,52

Symphonia MS Europa.................5,173

5,081

14,83

Symphonia MS Largo...................5,665

5,610

14,35

Symphonia MS P. Emer. ............12,524 12,292

32,54

Symphonia MS Vivace..................5,107

5,025

20,42

Symphonia SC Asia Flessibile ......5,933

5,860

13,81

Symphonia SC Az. Euro ...............5,260

5,109

6,20

Symphonia SC Az. Internaz. .........6,452

6,278

20,28

Symphonia SC Az. Italia .............10,082

9,774

-2,02

Symphonia SC Az. Italia SmallCap3,492

3,416

-0,74

Symphonia SC Bil. Equil. Italia......5,254

5,187

2,54

Symphonia SC Bond Flessibile ....5,158

5,157

4,65

Symphonia SC Fortissimo............2,554

2,489

15,10

Symphonia SC Italia Flessibile......4,850

4,796

-0,21

Symphonia SC Monetario ............7,419

7,419

0,86

Symphonia SC Obblig. Area Eur...9,518

9,526

6,58

Symphonia SC Patrim.Glob.Redd.7,049 7,032

2,50

Symphonia SC Patrim.Globale.....5,170

5,089

Synergia Az. Europa .....................5,817

5,647

11,06 7,30

Synergia Az. Globale ....................6,077

5,915

15,07

Synergia Az. Italia..........................5,493

5,326

-2,68

Synergia Az. Sm.Cap It. ................5,420

5,309

-1,90

Synergia Azionario Usa.................6,460

6,232

25,36

Synergia Bilanciato 15 ..................5,258

5,244

3,91

Synergia Bilanciato 30 ..................5,390

5,354

4,80

Synergia Bilanciato 50 ..................5,535

5,472

5,91

Synergia Monetario ......................5,001

5,000

0,12

Synergia Obbl Corporate..............5,375

5,376

6,37

Synergia Obbl. Euro BT ................5,059

5,061

1,40

Synergia Obbl. Euro MT................5,207

5,214

5,23

Synergia Tesoreria........................5,028

5,028

0,54

Synergia Total Return ...................5,168

5,168

2,50


la Repubblica SABATO 29 MAGGIO 2010

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LETTERE,COMMENTI&IDEE

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IL SABATO DEL VILLAGGIO

LA MANOVRA PAGATA SOLO DAGLI STATALI

SPRECHI DI STATO E RENDITE TELEVISIVE Nelle società liberali e dinamiche, sono le libertà e l’inventiva dei cittadini a produrre il progresso. (da «Più lavoro, più talenti» di Gianfranco Viesti Donzelli, 2010 -pag. 79) i vuole un bel coraggio a dire – come ha detto il presidente del Consiglio, presentando la manovra economica da lacrime e sangue – che «siamo tutti sulla stessa barca», proprio nel giorno in cui il figlio varava uno yacht da 37 metri di lunghezza e 18 milioni di euro. Verrebbe quasi voglia di ribattere: magari fossimo davvero tutti sulla stessa barca! Su quella di Piersilvio, certamente non ci siamo. Ma l’infelice sortita non può essere derubricata a una semplice «gaffe», come quelle più recenti su Mussolini e i suoi gerarchi o sulla candidatura di Emma Marcegaglia a ministro dello Sviluppo economico per alzata di mano. La verità è che gli italiani non stanno affatto tutti sulla stessa barca, come sostiene il populismo mediatico del premier, perché qualcuno viaggia in yacht, qualcun altro in barca a vela o in gommone, la maggior parte dei cittadini la barca non ce l’ha e molti, anzi, stanno a terra o rischiano di restarvi. Tanto più dopo il varo di questa manovra, destinata a premiare i ricchi e a punire i poveri, accrescendo le distanze sociali invece di ridurle. Non dipende soltanto dalla crisi economica mondiale. E neppure dalla Grecia. In larga misura, dipende dagli errori e dai ritardi imputabili al centrodestra che governa dal ’94 e ha governato complessivamente per sette negli ultimi nove. Prendiamo il caso di un settore nevralgico come quelle delle telecomunicazioni, a cui il presidente del Consiglio è – per così dire – notoriamente sensibile. E vediamo in particolare che cosa questo governo ha fatto o non ha fatto sulla televisione; sulle frequenze televisive; sul digitale terrestre; su una infrastruttura «leggera» come la banda larga e ultra larga, per lo sviluppo delle cosiddette «autostrade informatiche», per le reti di nuova generazione e in definitiva per l’aumento dei servizi e degli scambi commerciali. Sono passati già due anni da quando, nella sua Relazione annuale del 2008, il presidente dell’Autorità sulle Comunicazioni, Corrado Calabrò, dichiarò ufficialmente: «Può calcolarsi che in Italia la crescita del Pil legata allo sviluppo della banda larga possa arrivare all’1,5-2%». E per essere ancora più chiaro, nella stessa occasione aggiunse: «Quel che si può affermare con certezza è che le reti di nuova generazione non solo sono decisive per il settore delle comunicazioni elettroniche (telecomunicazioni e audiovisivo, nell’epoca della convergenza) ma hanno un effetto strategico e traente per l’intero sistema economico nazionale». A quell’epoca, si ipotizzava che per sviluppare la banda larga o larghissima in Italia occorressero almeno tre miliardi di euro. L’ultimo governo Prodi stanziò circa 900 milioni di euro, giudicati già allora insufficienti. E adesso il governo Berlusconi ne ha erogati appena 20, sotto forma di «mancetta» ai giovani utenti della Rete, come l’hanno giustamente definitiva le associazioni dei consumatori. Avete inteso bene? Per un Paese come il nostro, con un tasso di crescita dello 0,5% all’anno, quella sarebbe stata e sarebbe una vera manna per il Prodotto interno lordo. Un investimento strategico; un volano per la produzione, per l’occupazione, per il commercio, per i consumi, per tutta l’economia e in particolare per quella meridionale, afflitta da un deficit cronico di infrastrutture. Sarà solo un caso, allora, che lo sviluppo della banda larga o larghissima rischia di interferire con il controllo della televisione? E cioè che la tv via Internet minaccia potenzialmente di insidiare la tv via etere? Non sarà che in questo modo si pensa magari di difendere il duopolio della Rai e di Mediaset? A pensar male si fa peccato, ma non si sbaglia mai, insinuava qualche volpe di vecchio pelo. Una conferma potrebbe venire anche dalla circostanza che nel contempo lo Stato italiano rinuncia a incassare oltre tre miliardi di euro, escludendo l’asta competitiva tra gli operatori di Tlc sulle nuove frequenze del digitale terrestre, come ha fatto per esempio la Germania, per regalarle alle emittenti televisive nazionali e locali tra cui quelle che appartengono al presidente del Consiglio: uno spettro che, secondo un esperto come il professor Antonio Cassano, vale in complesso circa 12 miliardi di euro. E per le tv si tratta di un’autentica rendita, dal momento che pagano un canone d’uso irrisorio, pari all’1% del fatturato. Lucro cessante e danno emergente, insomma, direbbero i giuristi. Il lucro cessante è, appunto, quello che viene meno in seguito a questo colossale spreco di Stato. Il danno emergente, praticamente incalcolabile, è quello prodotto sull’economia nazionale dal mancato sviluppo della banda larga o larghissima. In tutto ciò, il governo vara una manovra da 24 miliardi, mentre il nostro ineffabile premier dice che i sacrifici sono indispensabili e che «stiamo tutti sulla stessa barca».

CORRADO AUGIAS c.augias@repubblica.it

C

(sabato@repubblica.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

aro Augias, il governo propone sacrifici con una manovra che Giulio il Ministro ha definito equa. Infatti taglia stipendi, liquidazioni (stipendi differiti) e pensioni agli statali, giustamente obbligando quelli di loro che guadagnano di più a versare un contributo di solidarietà del 5-10 per cento sull’ammontare lordo annuo che superi una certa cifra. È giusto del resto che chi più guadagna più paghi. Ma perché solo gli statali sono chiamati a versare il sangue per la patria in pericolo? Perché non, per dire, i tassisti (guadagnano quanto un prof. universitario), i notai (quanto un diplomatico), i dentisti (un direttore di ministero), gli idraulici (cinque volte più di un professore di scuola, un ministeriale semplice)? Equa, sostiene Giulio, e Giulio, direbbe l’Antonio di Shakespeare, è uomo d’onore. Gli statali, proclama Silvio, perché si vuole snellire lo Stato. Ma non sarebbe equo snellire anche coloro che usano lo Stato, cioè tutti? Forse che i macellai non usano le ferrovie? Gli avvocati non bazzicano tribunali? I figli dei banchieri non vanno all’università? Snellire lo Stato, dice Silvio, ed è anche lui uomo d’onore. Ha ragione nel dichiarare che non mette le mani in tasca agli italiani: a una parte di essi, gliele mette, direbbe Antonio, altrove. Piero Boitani piero.boitani@uniroma1.it

C

GIOVANNI VALENTINI

l prof. Boitani, illustre filologo, non cela nell’eleganza del riferimento scespiriano, la giusta brutalità del messaggio. Infatti la manovra, come ha scritto Tito Boeri su Repubblica «vuole fare cassa non preoccupandosi di ottenere risparmi duraturi né di pensare alla crescita». Il governo si è legato le mani da sé con il fraudolento slogan “Meno tasse per tutti”, impossibile da attuare. La manovra (magra soddisfazione) è una bella rivincita per i Visco e i Prodi che certe cose le avevano annunciate e in parte fatte anni fa ed erano stati derisi. Arrivano lettere inquiete, nel complesso consapevoli. Scrive per esempio Ivo Manfredi (ivo.manfredi@dhl.com): «L’op-

I

I diari di Mussolini non esistono Lucio Villari IL commento storicamente fondato della citazione mussoliniana del presidente del Consiglio avrebbe dovuto essere questo: Mussolini non ha lasciato diari e in nessuna occasione ha mai scritto o manifestato un pensiero come quello che gli è stato attribuito da Berlusconi. In venti anni ha sempre avuto, con le conseguenze che sappiamo, il pieno e assoluto controllo del potere. Lo testimoniò, tra gli altri, al momento del crollo dell’Italia nella seconda guerra mondiale, il suo principale nemico Winston Churchill. Parlando alla radio il 30 novembre 1942, dopo El-Alamein, il premier inglese pronunciò la famosa frase: «Un uomo, un uomo soltanto ha portato l’Italia a questo punto».

Invalidità, cosa fa chi è sotto l’85 per cento Giovanni Colaiocco EMIPARESI grave, tetraparesi con deficit di forza medio, psicosi ossessiva, sindrome schizofrenica cronica con disturbi del comportamento e delle relazioni sociali e limitata conservazione delle capacità intellettuali, sindrome delirante cronica, sindrome depressiva endogena grave... Con la manovra finanziaria i malati con queste patologie, non raggiungendo l’85 per cento di invalidità, non percepiranno più l’assegno

posizione farebbe bene a dire: sacrifici sì ma non con questo governo. Prima le dimissioni del presidente del Consiglio, poi un governo di salute pubblica, poi i sacrifici». Luciano Di Paola (lux101065@hotmail.com) invece suggerisce: «Tagliare gli stipendi dei politici serve a poco. La “questione morale” è l’unica fonte di risparmio». Giovanni Pedemonte (2002fragiu@libero.it) rimprovera all’on. Cazzola (che ne ha parlato a Ballarò) di non aver paragonato i suoi 10 mila euro al mese per una trentina di ore di lavoro con lo stipendio di un precario: 800 euro per 45/50 ore. Confronto interessante. © RIPRODUZIONE RISERVATA

di 256 euro al mese. Si tratta perlopiù di pazienti giovani con gravi patologie neuropsichiatriche non collocati a lavoro. Il governo è consapevole che se la sta prendendo con i più deboli?

zia che Heather Parisi ha partorito due figli. Ma stiamo scherzando?

Ma la dieta delle star è una notizia da Tg?

Rossella Federico r.federico@federicofederici.it

Daniele Mosconi Fondi (Lt) HO ingoiato una marea di servizi inutili, ma qualche sera fa il Tg1 si è superato! Hanno confezionato un servizio sulla dieta delle star. E, non contenti, hanno dato la noti-

L’AMACA

Normale immoralità in un Pronto Soccorso

NON faccio la morale e non emetto sentenze. Racconto solo un fatto. Pronto Soccorso di un ospedale milanese con il mio fidanzato. L’accettazione avviene alle 11 con codice verde. Ci aspettava una lunga attesa. Si vociferava almeno di quattro ore. Come noi moltissima altra gente, anziani, bambini,

MICHELE SERRA

a sì, ma certo che moriremo democristiani. L'annoso tira e molla sulle Province (che seguiamo, da anni, come una delle sit-com più spiritose del nuovo secolo) ne è l'esemplare testimonianza. Prendete il Bossi: è entrato in scena con lo spiedo sguainato, come il capo degli Unni, e oggi si muove come un notabile irpino, che ha parenti e famigli da sistemare, parastati e sottogoverni da accudire. Si intuisce, nel retroscena, la folla di candidati e candidandi in trepida attesa, i valorosi commilitoni che in tempo di pace, deposta la spingarda e infilato il fazzoletto verde nel taschino, devono pur trovare un impiego decente. Ed ecco che l'abolizione delle Province, odiato simbolo dello scialo e del parassitismo, muta opportunamente di significato. Non più palazzi da radere al suolo, ma gloriose ridotte del federalismo da difendere dagli attacchi centralisti. Morire per Bergamo, per Varese, per Monza (perché non anche per Treviglio, Vigevano, Sesto Calende, da sempre mature per diventare Provincia?). Un territorio da difendere palmo a palmo, scrivania per scrivania, voto per voto, come insegnarono i Mastella, i Gava, i Rumor e i Bisaglia. Il federalismo è sempre esistito e l'ha inventato la Dc: voti e buoi dei Paesi tuoi.

M

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si pazientava. Si siede dietro di noi una coppia di giovani ed eleganti signori e iniziano un Sudoku. Pochi attimi e lui prende il cellulare: “Buongiorno dottor... sono quello della clavicola, ricorda? Sono in sala di attesa...”. Poi, alla moglie: “Mi ha detto di aspettare qui”. Tempo 10 minuti e il signor Sudoku viene chiamato in sala visita. D’altra parte, il Sudoku era terminato!

La benedizione e la mendicante Riccardo Capasso riccardocapasso@tiscalinet.it A KIEV mi ero messo in fila per ricevere la benedizione pasquale da un pope ortodosso. Giunto il mio turno, mi ha brutalmente respinto blaterando improperi o insolenze. Forse perché ero uno straniero. A Roma, invece, mi sono trovato sul sagrato di S. Maria Maggiore dove giaceva una povera mendicante. Siccome in quel periodo stavo vivendo un dramma personale, le ho chiesto di pregare per me che mi sentivo solo. Quella povera donna mi ha guardato intensamente e ha detto «Perché si dispera? Dovrebbe sapere che Dio non abbandona le sue creature». Detto proprio da lei, mi ha sconvolto e ho dovuto allontanarmi per nascondere la commozione. Lei mi ha sorriso e in quel momento mi sembrava un’apparizione. Secondo il cardinal Martini quella mendicante aveva prodotto una resurrezione, ben diversamente dall’ostilità del pope ucraino.

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SABATO 29 MAGGIO 2010

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LE RESPONSABILITÀ DI TELECOM ROBERTO RHO (segue dalla prima pagina) on erano “tre amici al bar”, i compagni di giochi dai tempi dell’adolescenza che, cresciuti in età e carriera professionale, cucinavano insieme – con i soldi fraudolentemente sottratti alla grande mamma Telecom – pietanze indigeribili fatte di dossier illegali, pedinamenti e intrusioni informatiche, a proprio esclusivo vantaggio, o per conto di un inconfessabile Grande Vecchio. Giuliano Tavaroli, Marco Mancini ed Emanuele Cipriani (i primi due da ieri sono ufficialmente fuori dal processo, l’uno perché ha patteggiato la pena, l’altro perché coperto dal segreto di Stato; il terzo ci resta ma non per l’appropriazione indebita, l’accusa che ha ostinatamente respinto per anni) e gli altri imputati per il dossieraggio illegale e lo spionaggio di centinaia di uomini politici, imprenditori, giornalisti, calciatori, dipendenti dell’azienda, concorrenti, avversari, nemici ma anche amici (e perfino parenti) del gruppo e dei suoi leader, hanno confezionato le loro malefatte con i soldi della Telecom per una sola, semplice ragione: per questo erano retribuiti – regolarmente – dalla stessa Telecom. In alcuni casi, ne erano dipendenti. In altri consulenti con regolare contratto di collaborazione. Con alto grado di probabilità, cercavano (spesso commettendo reati per raggiungere l’obiettivo) le informazioni necessarie ai loro dossier semplicemente perché questo era quello che gli alti dirigenti Telecom chiedevano loro. Come sempre bisognerà attendere le motivazioni della sentenza con cui il giudice dell’udienza preliminare Mariolina Panasiti ieri ha timbrato 18 patteggiamenti (quelli richiesti e ottenuti da quasi tutti gli imputati di primo piano), ha prosciolto Mancini e ha decretato il rinvio a giudizio di un’altra decina di imputati. Ma la decisione più rumorosa, quella di

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non contestare l’appropriazione indebita ai danni di Pirelli e Telecom, dice implicitamente questo: per corrompere funzionari pubblici, per retribuire spioni e investigatori privati, per stipendiare i professionisti del copia-incolla dai siti Internet, per ingaggiare hacker e pedinatori non furono sottratti nottetempo i fondi dell’azienda, non furono costituiti conti cifrati all’estero, non fu messa in piedi una banca illegale interna all’azienda – come si è visto in altri casi, dalla Popolare di Lodi all’Italease – ma furono semplicemente utilizzati i fondi a ciò destinati dal bilancio della stessa Telecom. Redatto, visto e approvato dal management e da tutti gli organi di controllo della società. È un colpo di maglio alla tesi autoassolutoria sostenuta per anni, davanti all’opinione pubblica, ai pubblici ministeri e, da ultimo, allo stesso Gup, dall’allora numero uno di Telecom Marco Tronchetti Provera, che ha sempre detto di non aver mai saputo, né visto, né tantomeno ordinato quei dossier. Tavaroli, Ghioni, Iezzi, Cipriani, Bernardini e spioni assortiti – dice però ora il giudice – non erano una banda di malfattori parassiti che succhiavano illegalmente il sangue all’azienda per perseguire i propri loschi fini. Erano dipendenti e consulenti dell’azienda, regolarmente ingaggiati e retribuiti. Molti di loro hanno

indicato nei manager di prima fila del gruppo i committenti dei dossier illegali. Certo, sono imputati e con ciò potrebbero voler alleggerire il peso delle loro responsabilità, e relative sanzioni. Ma che molti di quei dossier fossero commissionati dai dirigenti Telecom sono stati alcuni degli stessi dirigenti ad ammetterlo, nel corso degli interrogatori davanti al giudice Panasiti. E immaginare che in una qualsiasi azienda di un qualsiasi sistema economico evoluto un dirigente di medio livello come il capo della Security possa autonomamente (cioè senza autorizzazione alcuna) decidere e ordinare – e a ciò destinare milioni e milioni di euro – spionaggi e dossier su interlocutori a vario titolo degli affari aziendali, ma anche sui calciatori della squadra del cuore, sui ne-

mici personali o supposti tali, su familiari e parenti del presidente senza che qualcuno, lassù, abbia perlomeno accennato un movimento del capo a mo’ di assenso, è contrario alla logica e al buonsenso. Ma la sentenza della Panasiti è un colpo di maglio anche alla linea della Procura, che i massimi dirigenti Telecom ha tenuto fuori dal processo. Perché convinta che davvero Tronchetti, Buora e prima fila manageriale non sapessero, o perché i tre Pm che hanno lavorato per quattro anni all’inchiesta non hanno raccolto elementi sufficienti, ciò non è dato sapere. Fatto sta che il Gup ha inviato gli atti dell’udienza preliminare – con i verbali di tutte le testimonianze raccolte, compresa quella di Tronchetti aspramente contestata in aula da alcuni avvocati delle parti danneggiate – al Procuratore capo, che ora dovrà decidere se e a chi riassegnare i faldoni per un supplemento di indagini. Per inciso, la Panasiti non è il primo giudice a sollecitare, direttamente o meno, indagini più approfondite sugli “apici” del gruppo Telecom di allora. Già nel 2006 il Gip Gennari scriveva in un’ordinanza: «Che Tavaroli gestisse pratiche di questo genere nel suo singolare interesse è altamente improbabile. Ci troviamo di fronte a una gravissima intromissione nella vita privata delle persone e a un tentativo

di captazione occulta di dati e notizie riservati, mossi da logiche puramente partigiane, nella contrapposizione tra blocchi di potere economico e finanziario. Logiche che tendono a beneficiare non già l’azienda come tale, ma colui che, in un dato momento storico, ne è il proprietario di controllo». E ancora, lo stesso Gennari, nel marzo 2007: «Osserviamo anche il riemergere di un tipo di investigazioni che, in modo difficilmente revocabile in dubbio, rispondevano a esigenze dei vertici e della proprietà aziendale». Indicazioni che la Procura non aveva voluto (o potuto, o saputo) raccogliere. E ora, per ricostruire una verità giudiziaria che somigli alla verità dei fatti, resta davvero poco tempo, giacché la mannaia della prescrizione cadrà inesorabile nel prossimo autunno. Quel che è certo è che le 34 pagine con cui il giudice Panasiti dispone il non doversi procedere per il reato di appropriazione indebita sono una mina nelle fondamenta del castello di carte messo in piedi da Tronchetti, puntellato dalla propaganda del sistema di potere di cui fa parte e assecondato dai mezzi di comunicazione controllati da quello stesso sistema di potere: il disvelamento, prima giornalistico – per opera dei reporter di Repubblica – poi giudiziario, della più imponente opera di dossieraggio illegale che la storia italiana recente ricordi non era un assalto politico-mediatico ai danni della Telecom. Non era «un attacco esterno per indebolire l’azienda». E la banda Tavaroli non era una «zona grigia che attenta alla democrazia del Paese». La zona grigia c’era, eccome. Ma dentro la Telecom, dentro l’azienda controllata e gestita da Marco Tronchetti Provera, strutturata nell’organigramma del gruppo, perfettamente organizzata e alimentata con decine di milioni regolarmente prelevati dalle casse aziendali. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA SINISTRA E L’AUSTERITÀ MARC LAZAR (segue dalla prima pagina) pagna, Grecia e Portogallo hanno decretato brutali cure di risanamento. Cure che divergono marginalmente da quelle decise da Germania, Italia, Regno Unito e Francia, dove governa la destra o il centrodestra. La sinistra, dov’è all’opposizione, dà l’impressione di approvare la filosofia alla base delle misure prese da questi governi. Ne critica solo alcuni dei risvolti sociali. Il rigore, secondo chi lo promuove, produrrà presumibilmente dei risultati positivi sul lungo termine. Ma quel che è certo è che nell’immediato ha conseguenze preoccupanti. Già ora sta provocando forti tensioni sociali, perché queste politiche vanno a colpire in primo luogo le categorie più povere e fragili, come i precari, le donne, i giovani, gli anziani e i pensionati. O ancora i dipendenti pubblici, insomma tutti quelli che costituiscono la base tradizionale della sinistra. I sindacati greci, spagnoli e portoghesi sono su posizioni opposte a quelle dei loro governi, e questo penalizzerà i partiti di sinistra. La disaffezione verso la politica potrebbe accentuarsi, con un probabile aumento dell’astensione e un più forte ripiegamento verso la sfera privata fra una popolazione in grave difficoltà. Oppure con un voto di protesta in favore di formazioni estremiste. Più facilmente di destra, che additano alla rabbia popolare dei capri espiatori facilmente identificabili come ad esempio gli immigrati, verso i quali non sono da escludere azioni violente. Infine, potrebbe accentuarsi ancora di più la sensazione, già largamente diffusa, di una sinistra e di una destra sempre più indistinguibili fra loro. Già in difficoltà da oltre un decennio, la sinistra europea attraversa una nuova zona di turbolenze. Nel 2008 aveva pensato che fosse arrivato il suo momento: l’esplodere della crisi finanziaria sembrava darle ragione perché aveva messo a nudo (con più o meno forza a seconda dei Paesi) la follia dei mercati finanziari e aveva messo in campo l’esigenza (anche in questo caso, con più o meno fermezza a seconda dei casi) di una regolamentazione generalizzata. Ahimè, partita in fanfara alla battaglia delle europee, nel giugno 2009 la sinistra ha mangiato la polvere. Una sconfitta che l’ha stimolata a intraprendere, per esempio nel caso del Partito socialista europeo, un rinnovamento che non solo è ancora incompiuto ma che adesso è complicato dalle politiche di austerità. In un momento in cui la sinistra radicale l’accusa più che mai di tradimento e accentua le sue critiche contro il capitalismo, la sinistra riformista deve chiarire le sue posizioni su alcuni temi fondamentali che alimentano il suo dibattito interno.

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Cominciamo da quella che in questo momento è la prima preoccupazione, a proposito delle politiche economiche e sociali da promuovere. La Terza Via di Tony Blair negli Anni 90 aveva rappresentato, fra le altre cose, un’assimilazione parziale del liberismo economico e una volontà di approfittare delle opportunità create dalla globalizzazione attenuandone gli effetti sociali negativi. Un riallineamento verso politiche keynesiane e un interventismo dei poteri dello Stato sta avvenendo ovunque, anche nel Labour, e d’altronde quasi tutta la sinistra è d’accordo per lavorare nella direzione di uno sviluppo durevo-

le, con la green economy. Ma questo consenso non può mascherare le divergenze. Una parte della sinistra, contestando la politica monetaria, è favorevole a un incremento del disavanzo di bilancio per rilanciare meglio gli investimenti e la crescita. Un’altra parte accetta l’imperativo del risanamento dei conti pubblici ma chiede una forte tassazione dei redditi alti e delle transazioni finanziarie, accompagnata da misure sociali. Sul contenuto di queste misure si fronteggiano i sostenitori di una politica di sostegno e assistenza ai più svantaggiati per lenire le loro sofferenze (è la politica cosiddetta del care, privilegiata

dalla segretaria dei socialisti francesi, Martine Aubry) e quelli che preferiscono dare agli individui i mezzi per agire, crescere e realizzarsi. Dunque la sinistra vuole precisare la sua concezione dello Stato. Alcune delle sue componenti, predominanti ad esempio fra i socialisti francesi, sostengono che sia possibile tornare all’età dell’oro di onnipotenza dello Stato, come negli Anni 50, 60 e 70, con tasse e spesa pubblica elevate, mentre altri condannano queste chimere e difendono l’idea di uno Stato modernizzato, che svolge una funzione di stimolo. In terzo luogo, si pone la questione dell’Europa, la cui pertinenza ed efficacia è sempre più contestata. La sinistra si divide fra quella parte, minoritaria ma influente, che è tentata di ripiegare sulla sfera nazionale, e i fautori di un autentico potere politico europeo, capace di indirizzare l’economia, di coordinare le politiche sociali e fiscali e di regolamentare la concorrenza fra Stati. Infine, la sinistra intende rilanciare la democrazia in una fase che potrebbe rivelarsi pericolosa in questo senso, e anche qui alcuni insistono maggiormente sul rinnovamento delle strutture classiche della democrazia rappresentativa, mentre altri chiedono di esplorare le strade della democrazia partecipativa. La sinistra riformista è divisa? Sì, ma in un certo senso poco importa se espone pubblicamente le sue divergenze ma torna a essere in tempi rapidi una forza di proposte e iniziative, capace di far ascoltare una voce originale all’altezza delle sfide importanti a cui la congiuntura attuale la sta mettendo di fronte. In ogni caso, niente è peggio del silenzio assordante che caratterizza il Partito democratico. Eppure si tratta di una formazione nata dalla volontà di costruire una forza inedita, che trova la sua collocazione non tanto nella contrapposizione fra destra e sinistra, ma in quella fra riformisti di diverse sensibilità e conservatori di ogni razza. Questa idea originale si è persa in estenuanti battaglie fra oligarchi decisi a restare in sella anche a costo (vecchia abilità gattopardesca) di favorire l’ascesa nell’apparato di giovani lupi che si ritrovano con i denti spuntati appena accedono a responsabilità che non speravano di ottenere tanto in fretta. Il Pd si è impantanato nella palude dei compromessi col pretesto di non irritare nessuno all’interno delle sue fila, al centro e perfino alla destra dello schieramento politico. Ma che fine ha fatto la sinistra italiana degli Anni 60 e 70, politicamente impotente ma estremamente inventiva, quella sinistra che nella sua diversità, con il Pci, il Psi e i sindacati, era di ispirazione per il resto della sinistra europea? (Traduzione di Fabio Galimberti) © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SABATO 29 MAGGIO 2010

CULT In principio fu il Beaubourg di Parigi. Poi arrivarono il Guggenheim di Bilbao e lo Jüdisches Museum di Berlino. Oggi con il Maxxi e il Macro di Roma anche in Italia sbarcano i centri espositivi firmati da archistar. Nati per essere punto di riferimento culturale, sociale e commerciale. Ma anche per entrare in concorrenza con i capolavori in mostra. Diventando opere d’arte essi stessi

L’ERA

IPERMUSEO

DELL’

STEFANO BARTEZZAGHI

L OGGI SU REPUBBLICA.IT Il test

Siete lupi solitari? Dieci domande Moda

Il ritorno della gonna cortissima

Immagini

L’archivio digitale della musica Trovacinema Da Larsson a McCarthy il romanzo diventa film

e Muse hanno traslocato. Non intendono più abitare le loro vecchie case tradizionali, che erano poi palazzi molto distinti, nelle zone aristocratiche delle città, belli quanto quelli che li circondavano o (proprio al massimo) un poco di più. Ora le Muse colonizzano deserti, frequentano periferie industriali dismesse e preferibilmente malfamate, bonificano quartieri malsani. Quelle di loro che ancora abitano palazzi aviti fanno i capricci: a Madrid pretendono di farsi installare sul davanti vistosi ascen-

All’interno

Libri

Pavel Florenskij il sacerdote che sfidò la Chiesa e Stalin VITO MANCUSO

Intervista

Tiziano Scarpa “I valori da trasmettere ai nostri figli” MAURIZIO BONO

sori esterni, a Parigi delirano a proposito di piramidi. Ci sono anche quei nomi, trovati sfogliando la margherita: Moma o non Moma? Il Maxxi, il Mambo, il Macro, la Gnam, il Mart, il Maga, il Pac, il Pan: nomi da catalogo Algida. Nessun Museo Egizio ha ancora trovato il coraggio di rinominarsi «il Mumia», ma a Napoli sono già arrivati al Madre, maschile. Sono i nuovi musei, intenzionati a farsi notare — spesso sin dal nome — almeno quanto le opere che custodiscono. SEGUE NELLE PAGINE SUCCESSIVE CON UN ARTICOLO DI MAURIZIO FERRARIS

SABATO

ANTONIO GNOLI

SE SIAMO NOI IL CAPRO ESPIATORIO ella sua ritualità anche cruenta il sacrificio, dice René Girard, è il collante che compatta le società nei momenti del pericolo. Di fronte alle crisi che ne mettevano a rischio la sopravvivenza, le antiche comunità rispondevano con un rituale che era prossimo al mondo sacro. Del resto è lì la radice della parola che, nei vari significati, ha continuato a conservare qualcosa di nobile e di solidale: come per esempio “sacrificare la propria vita”, o “sacrificarsi per gli altri”. Oggi che si invocano i “sacrifici”, è a tutti evidente il senso economicistico dell’espressione. I governi li chiedono ai loro cittadini sotto forma di tagli alla spesa pubblica e di nuove tasse. Un tempo, per salvarsi dall’ira divina, le società sceglievano un capro espiatorio su cui scaricare le tensioni. Nel mondo odierno tutti, in modo diverso, siamo capri espiatori. Paghiamo per colpe, spesso non nostre, in nome di una possibile e incerta coesione sociale. Ma il sacrificio collettivo ha perso il suo carattere religioso per diventare una sorta di rinuncia parziale ai beni materiali. Una volta il sacrificio si accompagnava alla spontaneità del gesto. Era un dono più che un’estorsione. Si può dire la stessa cosa con chi ha deciso di infilare le mani nelle nostre tasche?

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Arte

L’immortalità e l’invisibilità nei ritratti di De Dominicis LEA MATTARELLA

Film

“The last station” Quando l’attore supera il personaggio PAOLO D’AGOSTINI

Tempo libero

Non solo iPad ecco i tablet di Google e Microsoft ERNESTO ASSANTE


la Repubblica SABATO 29 MAGGIO 2010

R2LA COPERTINA

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I classici

I postindustriali

DAL LOUVRE AL PRADO

LA CIMINIERA DELLA TATE

I Musei Vaticani sono stati fondati da papa Giulio II nel XVI secolo. Il Louvre di Parigi apre come museo nel 1793, in piena Rivoluzione. La piramide di vetro dal 1989 ne ha rinnovato l’immagine. Il Prado di Madrid, ora ampliato, è un museo vero e proprio dal 1819

Gae Aulenti ricava il d’Orsay parigino (1986) da una ex stazione ferroviaria. La Tate Modern di Londra (2000) è stata riadattata da Herzog e de Meuron su una centrale elettrica preesistente. Il Ruhr Museum di Essen (2010) era una fabbrica di carbone

SE LA

CORNICE QUADRO VALE PIÙ DEL

(segue dalla copertina)

I

l museo sa oramai di non essere visto come un ristorante, che può essere bello o brutto ma l'importante è quello che ci si consuma all'interno. Proprio il Maxxi (Zaha Hadid, 2010) ha aperto prima come palazzo e poi come spazio espositivo, come era già capitato con lo Jüdisches Museum di Berlino (Daniel Libeskind,1999) a dimostrazione del pareggio raggiunto nella dignità delle due funzioni. Sempre ammesso che non ci sia, invece, uno squilibrio a favore della funzione esteriore. I primi avvistamenti sono stati molto precoci, se pensiamo per esempio all'età del Guggenheim Museum di New York (Frank Lloyd Wright, 1937), ma non c'è dubbio sul fatto che la prima astronave vera e propria a posarsi sul suolo terrestre sia stata il Centre Georges Pompidou, noto anche come Beaubourg (Renzo Piano, Richard Rogers, 1971-77). Installato nell'isolato che allora appariva come il primo nella lista dei rioni parigini malsani e da bonificare; a malapena visibile dietro la trama esterna dei tubi multicolore che lo riforniscono dei differenti fluidi necessari alla sua sopravvivenza (gas, acqua, energia elettrica, visitatori); colossale ed enigmatico nella sua apparenza di fabbricone o apparecchio radio (le cui funzioni di comunicazione esoterica furono poi congetturate da un amico di Renzo Piano, Umberto Eco nel suo Pendolo di Foucault), il Centre Pompidou ha sfondato innanzitutto nell'immaginazione degli amministratori della cultura, che da allora hanno ininterrottamente vagheggiato la fondazione di nuovi Beaubourg. «Beaubourg» è quasi

Dal Beaubourg al Guggenheim ecco la generazione dei musei-star STEFANO BARTEZZAGHI diventato nome comune, antonomasia per alludere a edifici capaci di assumere nello stesso tempo funzioni espositive e conservative, sociali ed economiche, culturali e commerciali (il mito del «centro polivalente»); edifici capaci soprattutto di far parlare tanto di sé. Per fare scandalo, si sa, ci vogliono le pietre. Ecco allora che il visitatore che esce in automobile dal casello di Bilbao dell'autostrada, imbocca subito

un tunnel percorso il quale, dopo poche centinaia di metri, gli si squadernerà il panorama cittadino. Come in quelle scatole scherzose, che (pop up!) appena aperte liberano un pugno caricato a molla, così da dietro la curva autostradale il visitatore verrà percosso dalla vista della sede locale della fondazione Solomon R. Guggenheim (Frank Gehry, 1997). Un pugno vero e proprio, fornito di un considerevole numero di noc-

che e bugni, in titanio. Intanto a Metz, in Lorena, lo stesso Centre Pompidou apre una nuova sede (Shigeru Ban, Jean de Gastines, 2010), ricoperta da un velo formato da assi di legno disposte per moduli esagonali. Trovandoci poi dentro dei Picasso o dei Rothko finiamo per essere sorpresi molto più da codeste astronavi che dagli extraterrestri che ne vengono trasportati - tutto sommato, vecchie conoscenze, ormai. Ma a inseguirsi lungo i circuiti internazionali dell'arte contemporanea non sono solo le scuderie intitolate al signor Solomon Guggenheim e al presidente Georges Pompidou. La Tate Modern festeggia il suo decennale e le proporzioni imprevedibili del suo successo con progetti di ulteriori espansioni. A Los Angeles il miliardario Eli Broad ha selezionato sei archistar, fra cui Rem Koolhas, per il nuovo edificio che in piena downtown ospiterà la sua collezione di arte contemporanea. A Dubai e ad Abu Dhabi, altre archistar costruiscono musei, auditorium, atolli artificiali (ancora Zaha Hadid, ancora Frank Gehry, Jean Nouvel...), dove l'estro architettonico compensa il vistoso straniamento territoriale. Lì il modo di dire «cattedrale nel deserto» perde molto del suo carattere metaforico. Il deserto è effettivo; la cattedrale, quasi. Non è così facile, infatti, scegliere il modello a cui si ispira la nuova architettura museale. Se la morfologia, spesso aerodinamica e sempre ritmica nell'accozzarsi dei volumi, fa inevitabilmente pensare all'astronave, l'essenza della funzione sposta l'accento proprio verso la cattedrale. La cattedrale può anche contenere capolavori, ma sarebbe frivolo (o maniacale) visitarla solo per quello: de-

ve essere anzitutto un capolavoro essa stessa e invitare a una Funzione innanzitutto interiore, spirituale, di raccoglimento. Si è lì più per le sue pareti, che per ciò che vi è appeso. Solo che mentre le cattedrali religiose vogliono intimorire ed esaltare l'anima degli individui, queste cattedrali artistiche rivolgono la loro Funzione ad anime collettive, di gruppo: dalla famigliola alla comitiva in pullman

sino alle comunità neomonacali degli appartenenti alla società di amici del museo, con goloso diritto d'accesso a riti più esoterici. A visitare da soli questi luoghi immensi ci si sente infatti leggermente schiacciati: sono fatti perché ci si possa spingere carrozzine e sedie a rotelle, pascolare greggi scolastiche o turistiche, perdersi e ritrovarsi tra figli e amici, per spazi che ricordano infallibilmente


la Repubblica SABATO 29 MAGGIO 2010

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PER SAPERNE DI PIÙ www.nytimes.com www.tate.org.uk

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Le grandi firme

I cloni

MODELLO BEAUBOURG

MARCHI DA REPLICARE

Con il Centre Pompidou parigino firmato Piano-Rogers (1977) il contenitore museo si impone sul contenuto. Frank Gehry rilancia Bilbao col suo Guggenheim (1997). Daniel Libeskind firma il Museo ebraico di Berlino (1999). Zaha Hadid il Maxxi a Roma (2010)

I grandi musei, guardando al Guggenheim, aprono nuove filiali. A Metz è nato il Centre Pompidou due. Il Louvre si sdoppia nella francese Lens e ad Abu Dhabi, dove nel 2012 sorgerà il nuovo museo di Jean Nouvel. Renzo Piano progetterà il nuovo Whitney

Il racconto

Quando l’esperienza estetica si trasferisce nel bookshop Breve viaggio in alcuni luoghi dell’arte contemporanea: da Punta della Dogana al Mart Per scoprire come la nostra percezione sia sempre più distratta dai “contenitori” MAURIZIO FERRARIS enezia, Punta della Dogana. È il caso tipico di una funzione consolatoria del contesto. Le opere non sono affatto tutte belle, anche se i visitatori dicono sempre “bello, bello”. Certe sono brutte, o irrilevanti, e l’occhio, inevitabilmente, cade sempre sul contorno, non trovando nelle opere nutrimento sufficiente. Alla fine vengo attirato, come tutti, da Fucking hell di Jack e Dinos Chapman, immensi plastici, quasi corredi da treni elettrici, che raffigurano una grande epopea nazista, in effetti una specie di versione visiva delle Benevole di Jonathan Littell. La ricerca di senso, frustrata da gran parte delle opere, e compensata dalla bellezza della cornice, si polarizza di fronte a questa installazione riconoscibile (i visitatori infatti smettono di dire “bello, bello” ma dicono “chissà quanto tempo hanno impiegato per farlo, che pazienza”). Rovereto, Mart, 2007-2008, una esposizione sulla parola nell’arte. Qui il contesto è più spoglio, gli ampi spazi di Mario Botta sembrano lasciare maggiore autonomia alle opere, e a questo punto sono le opere che si vendicano sull’ambiente. Ci sono pezzi che vanno dal futurismo e dalle avanguardie russe sino ai contemporanei più contemporanei, passando ovviamente per Duchamp. E nella stanza di Duchamp c’è la classica installazione antincendio, il vetro da spaccare con le scritte sopra, e dentro una pompa arrotolata. Visto però che tutto intorno ci sono i ready made di Duchamp, sembra anche quello un ready made, e funziona alla perfezione. Parigi, Louvre, scena classica, la più classica che si possa immaginare. La Gioconda. La si vede sempre da lontano, schermata da un muro di turisti giapponesi. È una visione che in genere si ha da molto giovani, in gite scolastiche, ed è accompagnata da malinconia: perché quella immagine lontana non suscita immediatamente il trasporto sognante e fantastico che ci avevano garantito avrebbe dovuto suscitare? Niente, siamo fermi lì, lontani, ci fanno male i piedi, e incominciamo a dubitare della Grande Arte. Napoli, Reggia di Capodimonte, qualche anno fa, esposizione di Caravaggio. Arrivo sul tardi, i pezzi esposti sono pochi e l’ingresso costa abbastanza caro, così mi accade un’esperienza rarissima per i musei, sono solo, a tu per tu con i cinque o sei quadri di Caravaggio. Il risultato è l’inverso che la Gioconda: quelle opere lì, esposte, senza alcun altro visitatore mi danno l’impressione di essere finte.

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ILLUSTRAZIONE DI EMILIANO PONZI

le tipologie dell'ambulacro, del vestibolo, della loggia, della navata (con santini, oggetti votivi e reliquie a disposizione di ogni tasca). Con il paradosso che tale religione dello spazio continua ad avere bisogno di oggetti da esporre perché non ci si renda conto, e con sgomento, che il vero oggetto che ci si reca a venerare è, senza rimedio, un vuoto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Penultima esperienza, già meno frustrante. Sono a Dresda, ho visitato prima di tutto quella naturale raccolta di ready made ante Duchamp che sono le raccolte di armi. Poi salgo a vedere i quadri. Al pian terreno vedo il ritratto di un signore del Seicento con uno sguardo malinconico, e sco-

pro che è Maurizio di Nassau. Faccio due piani, e vedo un volto familiare, mi avvicino e mi rendo conto che è un secondo ritratto di Maurizio di Nassau, invecchiato. Come dire che quel volto non mi è nuovo, e questo mi dà un sicuro piacere estetico. Qualcuno mi dirà che no, non è piacere esteti-

La lettera

“Io, Zaha Hadid e il Maxxi” VITTORIO SGARBI aro direttore, Zaha Hadid nel suo discorso, di presentazione del Maxxi, ha ricordato le nostre proficue conversazioni. Certamente sa che fui io — tra i dubbi di Urbani e di Lunardi — a dare il definitivo via libera ai lavori. Interrogato dai giornalisti, ho risposto quello che si legge nell’articolo di venerdì di Francesca Giuliani: «Questo non è un museo, è una scultura. È il mausoleo di Zaha Hadid. Ed è tutto un pieno: modulazioni meravigliose di cemento armato; però questo edificio respinge le opere d’arte come a dire: l’opera sono io». Vedo che il mio giudizio lusinghiero non è piaciuto alla architetta che mi risponde stizzita coi consueti luoghi comuni sulla mia ignoranza di arte e architettura contemporanee, e cita un episodio impossibile: «Ma che ne sa Sgarbi dell’arte contemporanea? La prima volta che l’ho incontrato, qui al Maxxi, ha scambiato i piloni all’entrata per delle installazioni». Ricorda male, perché non sono mai andato con lei al Museo, per la semplice ragione che, quando ci incontrammo, nell’autunno del 2001, del Maxxi non c’erano i piloni e neppure forse le fondamenta. La generosa architetta venne due volte nel mio ufficio al Collegio Romano. Leggo ora che «non so niente di architettura». Sarà per questo che ho autorizzato l’inizio dei lavori. E mi piace ricordare a Zaha Hadid che le stesse osservazioni le ha fatte Luigi Ontani: «Se penso al Maxxi, la prima cosa che mi viene da dire è che in quel museo non c’è spazio». Anche Ontani, non sa nulla dell’Arte Contemporanea?

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co, che il vero piacere estetico è un altro, ma sinceramente non capisco perché. L’esperienza religiosa che oramai siamo soliti associare al piacere estetico però ce l’ho a Los Angeles, al Paul Getty Museum. Ci sono andato perché ho fatto una conferenza il giorno prima e alla sera devo ripartire per l’Italia. Senza macchina non è che uno a Los Angeles possa fare più di tanto per cui mi sono fatto portare in taxi al museo, aspettando che venga l’ora di andare all’aeroporto. Il tempo non mi manca e il luogo è meraviglioso, con una stupenda vista sul mare. Giro senza fretta, e quando sono abbastanza stanco per sentire il bisogno di sedermi ecco che mi trovo davanti all’immenso Ingresso di Cristo a Bruxellesdi James Ensor. Del tutto inaspettato, mi colpisce, e davvero mi dà l’idea del miracoloso. Ecco, questa è l’esperienza tipo che ci insegnano dovrebbe accadere nell’arte, ma, almeno per me, è rara. Il museo più surreale della mia vita tuttavia non è stato un museo, bensì un anomalo metamuseo che ho trovato una volta senza cercarlo, un negozio a Torino dove si raccoglievano tutti i gadget dei museum shop di tutto il mondo, di tutti i MoMa, i Macba, i Madre, i Met. A mio parere il proprietario aveva capito l’essenza del culto che si celebra nei musei, e ne aveva raccolto le reliquie. Anche se, come si dice solitamente dei grandi artisti, deve essere stato incompreso, e il negozio, se non sbaglio, ha chiuso. © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica

R2LIBRI

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Le critiche degli altri

L’America sedotta dalla moda del lavorare meno lavorare meglio ANGELO AQUARO

ell'America dell'etica protestante c'è un libricino che sta disintegrando le fondamenta ideologiche dell'Impero-Emporio. Chi l'ha detto che più fai e più vali? Chi l'ha detto che più lavori e più guadagni? Basta con la retorica del “workaholic”: lavoriamo meno, piuttosto, e lavoriamo meglio. «I malati del lavoro cercano di sopperire con la forza bruta alla pigrizia intellettuale». E basta anche con la retorica del grande è meglio: «Piccolo è una meta grande di per sé...». Il bello è che non si

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Il reportage

La Cina e i suoi conflitti con gli occhi delle donne LAURA LILLI è un buco nero nella coscienza che hanno le donne del mondo globale. Sappiamo già molto (non certo tutto) delle donne dell’Islam, dal Darfour all’Afghasnistan: le angherie, i tentativi di emancipazione, e anche certi loro fondamentalismi. Ma le cinesi? Eccolo, il buco nero. Come vivono nella “nuova Cina”? Esiste un loro contributo alla sua crescita? Cosa è loro permesso e cosa no? Quali sono le punizioni se infrangono le regole, e quali sono queste regole? Silenzio. La Cina è un monolite imperscrutabile, che ogni tanto invita il suo nemico silenzioso – l’Occidente – ad assistere o perfino a partecipare a fiere, Olimpiadi, parate. Ma cosa ci sia dietro le quinte, non ci è dato sapere. Ora però possiamo mettere l’occhio al buco della serratura grazie all’affascinante reportage di una giornalista cinese-americana, Leslie T. Chang. Con Operaie, del 2008, che appare ora da Adelphi, essa ci mostra un frammento del termitaio cinese. E proprio dalla parte delle donne. Nella città-fabbrica di Dogguan, queste accorrono a centinaia dalle sterminate campagne perché lì possono fare carriera, sia pure a prezzi durissimi.

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OPERAIE

di Leslie T. Chang Adelphi, trad. di Mariagrazia Gini, pagg. 398, euro 24

Il noir

I misteri di un’ispettrice agli arresti domiciliari

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SILVANA MAZZOCCHI

uando funziona l’intreccio fra trama e personaggi, un romanzo cattura l’attenzione. E in Ti voglio credere, il nuovo noir di Elisabetta Bucciarelli, chi legge s’immerge d’un fiato nella nebbia che avvolge attori e messa in scena. Maria Dolores Vergani, (l’ispettrice di polizia già protagonista di Io ti perdono), si trova da mesi agli arresti domiciliari, accusata di aver ucciso una donna in Val d’Aosta. Tra dubbi e insicurezze scava nella propria coscienza per cercare la verità, mentre una serie di episodi enigmatici si accompagnano ad altrettante morti misteriose: delitti o suicidi? Nulla è tutto bianco o tutto nero in Ti voglio credere. Reticenze, bugie, intuizioni. Esiste la Giustizia? E chi stabilisce i contorni del reale? Nella casa che è la sua prigione, Maria Dolores incontra il suo legale, abile e pragmatico, i colleghi di lavoro che seguono i casi in cui è coinvolta, accoglie visitatori non sempre cristallini e vive un complicato rapporto con sua madre. E mostra se stessa e quanto siano sospesi i ricordi e la realtà dei fatti. Per tutti, non ci sono certezze. Solo ombre, in cui ciascuno può disegnare nuovi confini. © RIPRODUZIONE RISERVATA

TI VOGLIO CREDERE

di Elisabetta Bucciarelli

NARRATIVA STRANIERA

tratta del manifesto ideologico no global. Rework è il frutto del pensiero e del lavoro di due giovanissimi imprenditori del web, Jason Fried e David Heinemeir. La tesi è semplice: tutti possiamo costruirci la nostra start-up, la nostra piccola compagnia privata. E il segreto di Pulcinella si chiama Internet: il web taglia i costi e aumenta le opportunità. Il libro è un trionfo di pubblico e critica. La blogger del Washington Post dice che vorrebbe comprarne una copia per tutta la gente che conosce. Ai sapientoni di Slate è

Pavel Florenskij il pensiero contro l’ideologia

Lynn fa le pulizie all’albergo Eden, sbircia tra gli effetti personali degli ospiti, immagina le loro vite. Il ritratto di una donna ossessiva, intenta a capire come agli altri possa riuscire quello che a lei sembra tanto difficile: vivere. di Markus Orths Voland pagg. 96, euro 12 NEL SEGNO DELLA PECORA

Le avventure di un giovane pubblicitario che, in un Giappone invivibile e privo di radici, viene coinvolto nella ricerca di una misteriosa pecora e rischia di essere schiacciato dal passato più tragico.

IL MERCATO DEGLI AMANTI

Una scrittrice quasi cinquantenne che vive intense relazioni destinate a finire nei suoi libri e un cantante rap più giovane, iniziano una relazione non facile. Dialoghi senza un commento, solo lo scheletro dei fatti. di Christine Angot Guanda pagg. 265, euro 16,50 PER MANO NEL BUIO

Una larga macchia nera: così appare la Corea del Nord dal satellite, perché nel paese la corrente elettrica non è un bene primario. Così due giovani amanti sono costretti a incontrarsi di nascosto perché appartengono a classi sociali differenti. di Barbara Demick Piemme pagg. 420, euro 19 ALL’OMBRA DELLA CATTEDRALE

Siviglia, 1755. Una storia potente d'amore e d'avventura, sullo sfondo dello scontro tra civiltà cristiana e musulmana, agli albori del pensiero moderno razionalista che cambiò il volto dell'intera Europa. di Nerea Riesco Garzanti pagg. 472, euro 18,50

A CURA DI FRANCESCA BOLINO

Kowalski, pagg. 304, euro 15 © RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

IL LIBRO DI VITO MANCUSO LA COLONNA E IL FONDAMENTO DELLA VERITÀ

LA CAMERIERA

di Haruki Murakami Einaudi pagg. 298, euro 19,50

piaciuta la tesi liberatoria: «Troppo spesso siamo noi stessi a costruirci dei blocchi mentali: cambiare si può». Newsweek dice che Rework è «un manifesto web per il successo nell'era della post recessione» e parla di trionfo del “capitalismo minimalista”. Riusciranno i nostri eroi? Finora Fried & Heinemeir hanno resistito all'assalto d'investitori miliardari pur di difendere la loro autonomia (milionaria). Al mercato, come sempre, l'ardua sentenza.

Torna il capolavoro dello scienziato e sacerdote russo che sfidò i dogmi della Chiesa e finì fucilato da Stalin VITO MANCUSO incontro con Pavel Florenskij ha segnato profondamente la mia vita e quindi questo articolo lo si deve intendere come una dichiarazione d’amore. L’occasione è la nuova edizione del capolavoro del 1914 La colonna e il fondamento della veritàgrazie al contributo encomiabile di Natalino Valentini, al quale si deve la cura di molti altri scritti, tra cui Bellezza e liturgia, l’epistolario dal gulag Non dimenticatemi e le memorie Ai miei figli. Come ogni dichiarazione d’amore, anche questa si rivolge alla più intima umanità dell’interessato, a quel mistero personale non riassumibile nelle sue conoscenze. Dico questo per liberare Florenskij dall’incanto della sua genialità («il Leonardo da Vinci della Russia») per l’essere stato matematico, fisico, ingegnere, e, sull’altro versante, teologo, filosofo, storico dell’arte. Marito e padre di cinque figli, fu anche sacerdote ortodosso, status che gli costò la vita nel 1937. Essere sacerdote e insieme scienziato era una smentita vivente dell’ideologia comunista, per la quale la fede era solo ignoranza: la dittatura non poteva tollerarlo e non lo tollerò. Da una lettera del 1917 emerge la sua inconfondibile personalità: «Nello spazio ampio del-

L’

preso da ... http://le-journal-italienne.blogspot.com

la mia anima non vi sono leggi, non voglio la legalità, non riesco ad apprezzarla… Non mi turba nessun ostacolo costruito da mani d’uomo: lo brucio, lo spacco, diventando di nuovo libero, lasciandomi portare dal soffio del vento». Eccoci al cospetto di un nesso incandescente: dedizione assoluta per «la colonna e il fondamento della verità» e insieme vibrante ribellione a ogni legaccio della libertà. Si comprende così come non solo per il regime ma anche per la Chiesa gerarchica il suo pensiero era ed è destabilizzante, tant’è che ancora oggi, nonostante il martirio, Florenskij non è stato beatificato. Durante la prigionia scriveva al figlio Kirill: «Ho cercato di comprendere la struttura del mondo con una continua dialettica del pensiero». Dialettica vuol dire movimento, pensiero vivo, perché «il pensiero vivo è per forza dialettico», mentre il pensiero che non si muove è quello morto dell’ideologia, che, nella versione religiosa, si chiama dogmatismo. Il pensiero si muove se è sostenuto da intelligenza, libertà interiore e soprattutto amore per la verità, qualità avverse a ogni assolutismo e abbastanza rare anche nella religiosità tradizionale. Al riguardo Florenskij racconta che da bambino «il nome di Dio, quando me lo ponevano quale limite esterno, quale sminuimento del mio essere uomo, era in grado di farmi ar-


la Repubblica

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SABATO 29 MAGGIO 2010

Internet club

Mandate una cartolina per ogni gesto di civiltà LOREDANA LIPPERINI

ai visto il mio telefono? A cosa somiglia? A due cavalli che copulano (diciamo così, ndr). È un telefono, figlio. Somiglia a un telefono». Samuel Halpern, 73 anni, è l’insopportabile padre di Justin, che ne ha ventotto, fa o tenta di fare lo sceneggiatore e un bel giorno ha l’idea di postare su Twitter le caustiche battute del genitore, scegliendo l’esplicito indirizzo “shitmydadsays”. Circa nove mesi dopo, racconta il Sunday Book Review, il giovane Halpern ha al suo attivo un milione di seguaci in rete. Segue un contratto per una sit-

«H

Le illustrazioni di questa e delle pagine seguenti sono di Gipi

rabbiare tantissimo». La sua lezione spirituale è piuttosto un’altra: la fede non è un assoluto, è relativa, relativa alla ricerca della verità. Quando la fede non si comprende più come via verso qualcosa di più grande ma si assolutizza, si fossilizza in dogmatismo e tradisce la verità. La dialettica elevata a chiave del reale si chiama antinomia, concetto decisivo per Florenskij che significa «scontro tra due leggi» entrambe legittime. L’antinomia si ottiene guardando la vita, che ha motivi per dire che ha un senso e altri opposti. Di solito gli uomini scelgono una prospettiva perché tenerle entrambe è lacerante, ma così mutilano l’esperienza integrale

della realtà. Ne viene che ciò che i più ritengono la verità, è solo un polo della verità integrale, per attingere la quale occorre il coraggio di muoversi andando dalla propria prospettiva verso il suo contrario. Conservando la propria verità, e insieme comprendendone il contrario, si entra nell’antinomia. «La verità è antinomica e non LA COLONNA E IL FONDAMENTO DELLA VERITÀ

di Pavel A. Florenskij San Paolo Ed. Pagg. 820 Euro 64

può non essere tale», scrive Florenskij nello straordinario capitolo della Colonna dedicato alla contraddizione dove convengono Eraclito, Platone, Cusano, Fichte, Schelling, Hegel. Ma è per Kant l’elogio più alto: «Kant ebbe l’ardire di pronunciare la grande parola “antinomia”, che distrusse il decoro della pretesa unità. Anche solo per questo egli meriterebbe gloria eterna». In realtà questa celebrazione della vita aldilà del concetto è il trionfo dell’anima russa, quella di Puškin, Gogol’, Dostoevskij, Tolstoj, Cechov, Pasternak, e che pure traspare da molte pagine di Florenskij cariche di poesia. Per lui anche la Bibbia e la dottrina sono colme di antinomie, in particolare la Lettera ai Romani è «una bomba carica di antinomie». Ma di ciò si deve preoccupare solo chi ha una concezione dottrinale del cristianesimo, non chi, come Florenskij, lo ritiene funzionale alla vita. Tra i due nomoi dell’antinomia non c’è però per Florenskij perfetta simmetria: operativamente egli privilegia il polo positivo. Pur sapendo bene che «la vita non è affatto una festa, ma ci sono molte cose mostruose, malvagie, tristi e sporche», non cede mai alla rassegnazione o al cinismo; al contrario insegna ai figli che «rendendosi conto di tutto questo, bisogna avere dinnanzi allo sguardo interiore l’armonia e cercare di realizzarla». Tale armonia non può venire dal mondo, dove regna l’antinomia, ma da una dimensione più profonda. La voglio illustrare con alcune righe del testamento spirituale, iniziato nel 1917, l’anno della rivoluzione, avendo subito intuito la minaccia che incombeva su di lui: «Osservate più spesso le stelle. Quando avrete un peso sull’animo, guardate le stelle o l’azzurro del cielo. Quando vi sentirete tristi, quando vi offenderanno, quando qualcosa non vi riuscirà, quando la tempesta si scatenerà nel vostro animo, uscite all’aria aperta e intrattenetevi, da soli, col cielo. Allora la vostra anima troverà la quiete». © RIPRODUZIONE RISERVATA

PER SAPERNE DI PIÙ www.adelphi.it www.kowalski.it

com sulla Cbs, con titolo doverosamente modificato. Halpern ha scritto anche un libro, all’ottavo posto in classifica. Sembra che papà sia contento. Mandate una cartolina. Per esempio, da Udine, dove un consigliere leghista fa identificare una donna perché indossa il burqa (spaventando i bambini, a suo dire), oppure da Bolzano, dove due ragazzi omosessuali sono stati picchiati. Mandate e Gli Intolleranti pubblicheranno la storia sul loro blog, nato per registrare gli episodi di discriminazione. Ogni storia è

CINEMA & FILM

di Beatrice Balsamo Mimesis pagg. 197, euro 16 LE AVVENTURE DI ROBIN HOOD

Tradotto per la prima volta in italiano fa da “supporto” al kolossal di Ridley Scott. Da generazioni è la biografia dell’eroe di Sherwood più letta dagli inglesi. di Joseph Walzer McSpadden Castelvecchi pagg. 249, euro 14 IL PRECINEMA OLTRE IL CINEMA

Come orientarsi nel caos dei media e dei nuovi linguaggi digitali? Dalla prototelevisione, alla prima informatica dei primi dell’Ottocento, dall’avvento del digitale fino all’Ipad: un dibattito tra specialisti stranieri di archeologia dei media e studiosi italiani di intermedialità, cinema, sociologia della comunicazione.

In una nuova edizione ecco quattordici interviste e un ricordo di Gore Vidal per un incontro ravvicinato con il geniale e rivoluzionario cineasta. Il libro ripercorre la carriera di Welles a cominciare dal celebre “scherzo” radiofonico del 1938. Con un dvd di Gianfranco Giagni e Ciro Giorgini. di Orson Welles minimum fax pagg. 372, euro 21 SOPHIA LOREN UNA VITA DA ROMANZO

Per saperne di più dopo la fiction su RaiUno da oltre 7 milioni di spettatori. Silvana Giacobini Baldini Castoldi Dalai pagg. 256, euro 20

A CURA DI ALESSANDRA ROTA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Se il dialogo in famiglia riparte dal cinema MARCO LODOLI cco un romanzo che tutti i genitori di adolesenti in crisi dovrebbero leggere: L’anno di noi due di David Gilmour. Tutto gira attorno a un padre e un figlio, un cinquantenne quasi senza lavoro e un sedicenne che ha appena deciso di abbandonare la scuola. Il padre capisce che non è il caso di inquadrare il ragazzo in un recinto di divieti e minacce, che deve trovare un altro modo per insegnare le cose fondamentali a quel bisteccone alto un metro e novanta, frastornato dalle birre e innamorato di ragazze senza cuore. La via d’uscita è il cinema: tre film alla settimana da vedere insieme, seduti sul divano di casa. Si parte da I quattrocento colpi e si va avanti con Basic Instinct, Orson Welles e Tarantino, Woody Allen e Clint Eastwood. Il ragazzo fatica ad accettare i vecchi film in bianco e nero, ad ascoltare le spiegazioni del padre, a fare attenzione agli attori e alla regia, ma a poco a poco qualcosa si sblocca, quel cineclub domestico diventa il campo perfetto dove affrontare i grandi temi dell’amore e del dolore, dell’impegno e dello smarrimento, dove sciogliere i nodi della vita.

E

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’ANNO DI NOI DUE

di David Gilmour Rizzoli, trad. di Michele Foschini, pagg. 204, euro 17

Gli interventi

Massimo Severo Giannini il cammino delle riforme

a cura di Elio Girlanda Dino Audino pagg. 126, euro 15 ORSON WELLES IT’S ALLA TRUE

corredata da una vera cartolina della città dove si è svolta: fin qui, Novara, Torino, Milano, Verona. Tre gli animatori: Francesca Violi, Armando Barone e Paola Vallatta. Manifesto: «L'Italia non è ricca solo di tesori architettonici ed enogastronomici: ogni giorno la cronaca ci propone gesti di civiltà e accoglienza. Noi Intolleranti non vogliamo che queste perle vadano perdute: abbiamo deciso perciò di collezionarle in questo blog, per ricordarle a noi stessi e a chi avrà la bontà di leggerci». Bravi.

Il romanzo

HITCHCOCK IL VOLTO E LA COSA

L’autrice è una psicanalista, esperta delle narrazioni. Nel saggio rilegge la storia del regista attraverso i testi dei film, nella costruzione dei suoi personaggi e del loro rapporto con la messa in scena.

LUCIO VILLARI

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uesto è un messaggio che invio non alle rose appassite e non a quei cari paralumi pieni di polvere; lo invio ai giovani”. Si chiude così questa raccolta di saggi di Massimo Severo Giannini, il giurista che, come Calamandrei, Vassalli e altri hanno “fatto” e difeso, esaltandone il senso democratico, la nostra Costituzione attraverso una militante conoscenza del diritto, della storia delle istituzioni, della storia politica dell’Italia e dell’Europa, dei territori spesso impraticabili della pubblica amministrazione. Maturato alla fine degli anni Trenta, Giannini si è schierato con assoluta limpidezza intellettuale tra i giuristi progressisti che hanno creduto nella possibilità delle riforme, partendo dalla machiavelliana “realtà effettuale” delle cose. Non a caso gli scritti, ben scelti e presentati da Sabino Cassese, si chiudono con il saggio Il torpore della scienza giuridica negli anni Settanta dove, alle parole sopra riportate, si aggiunge un richiamo amaro a Machiavelli, la cui razionalità innovatrice appare oggi inattuale. Anche come ministro della Funzione pubblica Giannini cercò senza successo la via impervia delle riforme. © RIPRODUZIONE RISERVATA

MASSIMO SEVERO GIANNINI

a cura di Sabino Cassese Laterza, pagg. 248, euro 24

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la Repubblica

R2LIBRI

SABATO 29 MAGGIO 2010

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TOP TEN I LIBRI PIÙ VENDUTI Andrea Camilleri LA CACCIA AL TESORO

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Il romanzo

LO SCRITTORE

La storia della donna che visse tre volte

SCARPA

RAFFAELLA DE SANTIS ouglas Kennedy scrive un libro che ne contiene almeno tre. Il bestsellerista Usa, che aveva scalato le classifiche con Margit, si è divertito ad orchestrare diverse variazioni romanzesche, mischiando i generi. Il mio posto nel mondo è sia un classico racconto sentimentale, che narra la sfortunata storia d’amore della protagonista Jane, sia un moderno romanzo rosa, del tipo chick lit, con Jane che si trasforma in una single rampante. Poi è anche un thriller, sulle tracce di una bambina rapita da un serial killer. Il romanzone, che si dipana inseguendo le evoluzioni della vita della protagonista, è un’alchimia di puro intrattenimento e artigianato letterario: come se Kennedy avesse voluto dimostrarci, come si ama, come si piange, e infine come si può venire fuori dal dolore. In un’intervista lo scrittore dice di aver imparato dal jazz: «Mentre scrivo non so in anticipo come la storia andrà avanti». Per lo scrittore jazzista la scrittura è ritmo e bisogna sapersi muovere tra l’improvvisazione e la gabbia del plot.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

IL MIO POSTO NEL MONDO

di Douglas Kennedy Sperling & Kupfer, trad. di Gian Maria Giughese, pagg. 456, euro19,90

Il saggio

Il barone prussiano pioniere dell’etologia MARCO FILONI ersonaggio irascibile e burbero, sin dal nome quasi impronunciabile. Eppure Jacob von Uexküll, barone prussiano di origine estone, è stato uno straordinario innovatore. Fra i più importanti biologi del Novecento, è considerato il fondatore dell’etologia contemporanea nonché precursore dell’ecologia. Non solo. La sua opera è un fondamentale punto di riferimento teorico per un’intera generazione di filosofi. Come Heidegger, parco di citazioni dei contemporanei, il quale ammetteva che confrontarsi con von Uexküll fosse «una delle cose più fruttuose» per la filosofia. Le sue ricerche ruotano intorno alla nozione di ambiente, che per primo utilizza in modo sistematico e rigoroso – come dimostra quest’ottima edizione curata da Marco Mazzeo. Nonostante la sua influenza, von Uexküll finì nel dimenticatoio perché antidarwinista. Ma era lo spirito del tempo, riassunto in una lettera di Jünger a Heidegger: «Gli studiosi di etimologia sanno tanto poco del linguaggio quanto poco i darwinisti sanno dell’animale».

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AMBIENTI ANIMALI E AMBIENTI UMANI

di Jacob von Uexküll Quodlibet, trad. di M. Mazzeo, pagg. 165, euro 16

pagg.224

TIZIANO

BORSA TITOLI

Il suo nuovo romanzo, “Le cose fondamentali”, racconta di un uomo che scrive al figlio appena nato: “Oggi non c’è più la legge del padre e i meccanismi tra le generazioni sono cambiati, da tutti i punti di vista. C’è bisogno di riflettere su cosa vale la pena di tramandare”

I manifesti giocosi di Sanguineti STEFANO BARTEZZAGHI l «Bisbidico domato», lo si definì, quando uscì la sua raccolta poetica Bisbidis (1987); e un poco Edoardo Sanguineti brontolò, ma solo sul «domato»: «indomito, casomai». Con i titoli degli altri amava giocare lui stesso: al Giampaolo Dossena che aveva sottotitolato La zia era assatanata come «Primi giochi per poeti e folle solitarie», aveva subito risposto: «poeti e folli solitari». Proprio lui, Sanguineti, era uno di quei poeti-giocatori del Dossena. Mentre ai suoi saggi veri e propri dava titoli-manifesto (Dante reazionario, Il chierico organico e, soprattutto, Ideologia e linguaggio) a poesie e raccolte di scritti giornalistici Sanguineti riservava, in genere, titoli in una sola parola, e spesso quadrisillabi (Cataletto, Stracciafoglio, Scartabello, Segnalibro, Senzatitolo, Codicillo, Corollario, Ghirigori, Rebus, Cose, Smorfie), o in lingue arcaiche, imbastardite o comunque esotiche (Laborintus, Postkarten, Wirrwarr, Reisebilder, Erotopaegnia, Triperuno, Mikrokosmos), anche con un affetto sospetto per i diminuitivi (Scribilli, Giornalino, Gazzettini). E se il Laborintus dell'esordio era la fatica e il rovello interiore («quasi laborem habens intus») quel più tardo «Bisbidis» era un chiacchiericcio, un bisbigliobisticcio, un indomito brulicare di fonemi rimescolati come, inimitabile, sapeva lui.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

MAURIZIO BONO

U

n tempo, prima dei giorni nostri confusi, “stabat pater”, si potrebbe dire: il padre era un ruolo certo, scritto con inchiostro indelebile sui certificati anagrafici. Ai figli toccava ucciderlo a ogni boa generazionale, ma lui aveva spalle robuste per stare al gioco del conflitto. Il padre d’oggi secondo Tiziano Scarpa, tornato dopo il premio Strega Stabat Mater alla contemporaneità, è agli antipodi: il protagonista di Le cose fondamentali, Leonardo, comincia a scrivere al figlio appena nato per consegnargli quando sarà adolescente (e intanto chiarire a se stesso) ciò che ha imparato dalla vita su «amore, soldi, potere, malattia, morte». Andrà diversamente: finirà per scrivere solo a se stesso. E Scarpa per scrivere, a noi, che di cose fondamentali in fondo ce n’è una sola, la capacità di trasformare l’esperienza in una storia. Perché, Scarpa, padre e figlio? «Lasciando da parte l’autoanalisi e un po’ anche un mio desiderio di essere padre non essendolo ancora, mi pare che ci sia in giro un gran bisogno di riflettere su cosa vale la pena di tramandare. A tutti i livelli, dalla famiglia alla scuola, ma soprattutto nel confronto con gli apparati di cattura, come li avrebbe chiamati Deleuze, che seducono e sequestrano i ragazzi: mode, videogiochi, letture. Baricco parla di barbari…»

preso da ... http://le-journal-italienne.blogspot.com

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Leonardo se ne preoccupa e tira fuori la paura di essere odiato: «Mi ci sto rassegnando, con quattordici anni di anticipo. Magari scriverti mi aiuterà a prepararmi». «È che non c’è più la legge del padre, che sembrava indiscutibile. Una volta ogni generazione la combatteva, ed era giusto. Oggi sono i padri a combattere preventivamente la legge del figlio, usando anche le armi sottili della ruffianeria e dell’ironia, che, come osserva Zizek, oggi sono gli strumenti migliori con cui i funzionari degli apparati fanno funzionare il mondo com’è. Il mio padre sa di essere già un sovrano destituito dai tempi e prepara l’abdicazione cercando in qualche modo la prosecuzione del suo regno». Però la vicenda prende tutt’altra piega, con l’imprevisto della malattia del figlio e il test genetico per un trapianto che lo mette doppiamente in crisi. «Il libro è soprattutto questo, altrimenti avrei scritto un saggio. Più che dei temi mi fido di certe visioni e fantasie. Mi piacciono i libri in cui c’è un trauma che fa cambiare completamente mentalità e visione del mondo al protagonista e anche al lettore. Tipo

Genitore

Lasciando da parte l’autoanalisi, è un po’ anche un mio desiderio essere genitore

l’Assassinio sull’Orient Express: Poirot trova così giusto il movente da suggerire la soluzione “sbagliata”. Nelle mie storie, da Occhi sulla Graticola a Kamikaze d’Occidente c’è spesso qualcuno che scrive a qualcun altro, ma la traiettoria della parola è deviata da un avvenimento che lo spiazza radicalmente». Stabat Mater è diverso, si è detto che non sembra nemmeno un libro suo… «Lo considero un complimento, lì il mio sforzo, con l’aiuto indispensabile di un’altra epoca, era lasciar fuori l’ironia, usando parole che nella vita quotidiana fatico ad adoperare, come angoscia o disperazione. Ho voluto mettere alla prova una lingua che non avesse a disposizione lo scherzo. Ma da un altro punto di vista con Le cose fondamentali forma un dittico, simmetrico e complementare, là una figlia che scrive alla madre fantasticata, qui un padre che fantastica sul figlio». E qui l’ironia contemporanea ritorna, anche attraverso l’amico di Leonardo, Tiziano, che nel disincanto e nei sarcasmi ci sguazza. «Serviva a quello, ma, scrivendo, si è guadagnato uno spazio che neppure prevedevo. Alla fine è lui l’ostetrico della paternità di Leonardo. Ho dato a Leonardo il mio cognome e a Tiziano il mio nome perché tutti e due sono un po’ di me. Anzi il romanzo, più ancora che sul padre, mi sembra sull’amicizia». Amicizia mascolina, comunque: la madre, Silvana, è quasi assente «In parte è una reticenza voluta, trucco del mestiere giustifica-


la Repubblica

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SABATO 29 MAGGIO 2010

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Quel vagabondaggio nel cuore letterario dell’Europa

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FRUTTERO

€ 14,90

Il cacciatore di aquiloni € 12

8

VALLARDI A.

MONDADORI

PUNTI 5

HOSSEINI PIEMME

PUNTI 5

VARIA

1

L’ ombra del vento € 13

7

PUNTI 6

1

PUNTI 5

ZAFÓN MONDADORI

PUNTI 5

€ 17

NARRATIVA STRANIERA

Il giorno in più € 12

MONDADORI

FELTRINELLI

PUNTI 5

VOLO MONDADORI

PUNTI 5

€ 18,50

10

Uomini che odiano le donne € 13,80

5

MONDADORI

MONDADORI

€ 7,50

DE CRESCENZO

€ 20

9

PUNTI 5

LARSSON MARSILIO

PUNTI 6

MONDADORI

D’AVENIA

€ 19

4

La cricca

€20

8

Il tempo che vorrei

È una vita che ti aspetto €9

RIZZOLI

PUNTI 9

VOLO

RIZZO

€ 17,50

SELLERIO

PUNTI 7

VOLO MONDADORI

PUNTI 6

MONDADORI

PUNTI 9

CAROFIGLIO

Terroni

€ 16

6

Hanno tutti ragione

APRILE

3

MONDADORI

PUNTI 15

Il piccolo principe € 7,50

€ 19

5

PUNTI 10

DE SAINT EXUPÉRY BOMPIANI

PUNTI 10

RIZZOLI

PUNTI 16

GRAMELLINI

Don Vito

€ 17,50

4

Io sono Dio € 11,90

2

PIEMME

PUNTI 17

GEDA

€ 18,60

VADO A VEDERE SE DI LÀ È MEGLIO

3

Il nipote del negus

CIANCIMINO-LA LICATA € 18

FALETTI B.C. DALAI EDITORE

PUNTI 17

FELTRINELLI

PUNTI 31

CAMILLERI € 13

5

Per l’alto mare aperto € 19,50

2

Non esiste saggezza

SELLERIO

4

TASCABILI

1

SCALFARI EINAUDI

PUNTI 100

€ 14

C

SAGGISTICA

SELLERIO

3

di Tiziano Scarpa

La caccia al tesoro

RIZZOLI

i sono due antenate, due nonne, all’origine del lungo e affascinante tragitto, fisico e mentale, che Francesco Cataluccio compie nella cultura europea centroorientale novecentesca. La prima è Giulia, nonna dell’autore, che ammoniva il nipotino di «non andare a spersendendo». Vale a dire, di non andare a zonzo senza una meta precisa, di non perdere mai la bussola, di perseguire sempre un obiettivo chiaro e dichiarato. La seconda è Rachele, nonna del suo amichetto di scuola Gabriele, che gli aveva raccontato la storia dei Giusti, ovvero di quei trentasei individui che, secondo la tradizione ebraica, accompagnano ogni epoca e salvano il mondo rimanendo nel più assoluto anonimato. Sicuramente Cataluccio contravviene al comandamento di nonna Giulia, visto che la sua vita adulta trascorrerà in un perenne vagabondare tra paesi e lingue e personaggi ed eventi i più diversi. Anche se poi, a guardar bene, questo ininterrotto peregrinare è intessuto da una trama tanto sottile quanto persistente di rimandi e coincidenze, che sembrano rinviare segretamente al racconto di nonna Rachele e alla ricerca dei Giusti nascosti nel mondo. Ogni capitolo del libro porta il titolo delle città (Berlino, Mosca, Dublino, Vilna, Erevan, eccetera) in cui si svolgono gli incontri ed è in quella precisa scenografia che dalle pagine balza fuori immancabilmente la silhouette di un determinato personaggio: a Praga sarà l’irresistibile Hrabal, lo “stramparlone” che ruba in birreria le storie del prossimo; a Cracovia una pungente Wislawa Szymborska rannicchiata in auto con in testa un cappellino color pastello; a Buenos Aires un Kapuscinski acciaccato ma ancora in grado di offrire mirabili lezioni di giornalismo a giovani latinoamericani avidi di conoscenza. Poi c’è la Dublino dove si incontrano idealmente Samuel Beckett e il suo traduttore polacco Antoni Libera, fedele fino all’ossessione nella filologia beckettiana, come dimostra un’esilarante storia di banane relativa alla messa in scena tunisina dell’Ultimo nastro di Krapp. E naturalmente c’è Varsavia, da cui tutto comincia, e dove nella minuscola quanto fornitissima biblioteca dell’Istituto di Studi Letterari, compare inaspettatamente uno spiritoso signore con le orecchie a sventola che risponde al nome di Jan Kott, l’autore di Shakespeare nostro contemporaneo. Volendo, il libro di Cataluccio si potrebbe anche leggere così: a spersendendo, direbbe nonna Giulia. Il che non significa affatto che i diversi anelli della catena non siano saldamente legati tra loro. Perché in fondo i luoghi, le storie e i personaggi che Cataluccio incontra, parlano tutti della medesima questione: della necessaria resistenza, di una endurance volta a preservare il valore e la verità della parola. Basti ricordare quanto affermato da Brodskji, incontrato a Venezia, secondo il quale la letteratura è «l’unica forma di assicurazione morale di cui una società può disporre, l’antidoto permanente alla legge della giungla».

RILEVAZIONI DAL17 AL 22 MAGGIO

1

CAMILLERI € 14

Feltrinelli € 15 pagg.142

11 PUNTI 5

NARRATIVA ITALIANA

1

José Saramago CAINO

10

LE CLASSIFICHE

FRANCO MARCOALDI

LE COSE FONDAMENTALI

Longanesi € 16,60 pagg.258

15 PUNTI 3

Il saggio

to dal fatto che Silvana ha il piccolo segreto che si saprà. Ma giustificata anche dal fatto che in parallelo a Leonardo, la madre sta anche lei tenendo un diario per il neonato, però fatto di statistiche, fotografie, dati, registrazioni. Mentre il padre usa la scrittura». A distanza di mesi, si ragiona ancora sul dibattito in rete tra lei e i Wu Ming a proposito della New Italian Epic. Riassumerebbe le differenze, e cosa ci dicono sul suo approccio alla scrittura? «Sembrerò un po’ blasfemo, ma proviamo così: Wu Ming, di cui apprezzo molto l’invito a pensare in grande, dice Omero, io dico Catullo. Un poeta che avendo a disposizione tutto l’Olimpo si sofferma sul mito di Attis che si taglia i genitali: per dire la libertà totale dello scrittore, anarchico per statuto, di cogliere nella vita, non necessariamente tra le cose “importanti” del mondo - che so, grandi rivoluzioni o la storia mai detta di un popolo – il suo oggetto. Le cose fondamentali mi pare coerente con questa idea».

Massimo Gramellini L’ULTIMA RIGA DELLE FAVOLE

UN ROMANZO ASSOLUTAMENTE DIVINO, IN TUTTE LE LIBRERIE

PUNTI 1


la Repubblica SABATO 29 MAGGIO 2010

ARTE R2CULTURA

■ 44

DA VEDERE IN ITALIA

A CURA DI LUISA SOMAINI

ROMA

FIRENZE

VENEZIA

ROMA

I Musei Vaticani ospitano la mostra dedicata a Diego Gelmírez, che con il suo viaggio trasforma la città di Santiago in un punto di riferimento dell'Europa del Medioevo. Il “Camino de Santiago” porta il pellegrinaggio iacopeo a livello di Roma e Gerusalemme, grandi

Gli Uffizi aprono le porte all'arte contemporanea con una mostra che presenta parte della donazione di opere di Melotti, effettuata dalla figlia Marta: 130 lavori, tra incisioni, litografie, cartelle e volumi. Oltre a 41 disegni dall'archivio milanese dell'artista, e due sculture.

La mostra sottolinea il ruolo centrale di Venezia nella ispirazione degli artisti dell'800 e del nostro tempo. Il percorso espositivo è ordinato in due sezioni dedicate alle opere degli autori del passato, all'interno della villa, e al lavoro di giovani, che espongono nel parco.

Fausto Melotti Uffizi, Gabinetto dei disegni e delle stampe Fino al 29 agosto

Ottocento VenezianoVeneziano Contemporaneo Villa Pisani Fino al 26 settembre

Il soggiorno romano di Guston. Nel 1970 il pittore americano si trasferisce nella capitale con la moglie. Ora una esposizione riunisce i 40 quadri realizzati in quella breve stagione. Pittori, monumenti, piazze e affreschi italiani, diventano occasione di un recupero giocoso e irriverente.

centri del mondo cristiano. Compostela e l'Europa Braccio di Carlo Magno Dal 1 giugno

La rassegna

DEDOMINICIS

Ecco la biennale Manifesta tutta dedicata al Maghreb

GINO

CARLO ALBERTO BUCCI a carovana di Manifesta sbarca nel Sud della Spagna. Per una rassegna che stavolta getta il focus nell’arte del Maghreb in rapporto con L’Europa. E la medina di Cartagena o la caserma in stile moresco di Murcia — le città che ospiteranno l’evento dal 2 ottobre al 9 gennaio 2011 — sono platee ideali per ospitare artisti e proposte del mondo arabo, ma non solo. Presentata ieri a Roma e giunta all’ottava edizione, la giovane e nomadica biennale paneuropea (la prima si tenne nel 1996 a Rotterdam, l’ultima in Trentino Alto Adige) ha del resto nel suo Dna la natura mobile delle migrazioni. Tre i collettivi di curatori — “Alexandria” “Camera dei pubblici segreti” e “transit. org” — chiamati a scegliere i 110 artisti di “Manifesta 8” e a invitarli a creare opere ad hoc per la mostra sparsa in una ventina di luoghi (dal padiglione per le autopsie in un ospedale del ‘700 di Cartagena ai vecchi mulini ad acqua di Murcia). E tre i progetti in campo: un’antologia di racconti paralleli dei migranti dei Paesi post coloniali e quelli post-comunisti; la creazione di una biennale pan-africana; e un talk-show in due puntate che andrà in onda su Al Jazeera.

L

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Napoli

Dai divani ai collage erotici nel mondo di Franz West DARIO PAPPALARDO

Q

uanti visitatori accoglieranno l’invito a spogliarsi del tutto per cinque minuti dietro all’installazione-séparé? Lo striptease è solo una delle interazioni richieste allo spettatore dalla mostra di Franz West, aperta al Madre di Napoli fino al 23 agosto (a cura di Kasper König, Katia Baudin, Mario Codognato; catalogo Electa). Il titolo Auto-Theater chiarisce subito gli intenti: le oltre trenta opere dell’artista viennese (classe 1947) formano un grande teatro. Un palcoscenico che si compone di bizzarri ed erotici collage, informi sculture di cartapesta, divani e altri oggetti d’arredo. Chi passa di qua, al terzo piano del museo, è tenuto non solo a vedere ma anche dove indicato dalla segnaletica - a toccare con mano e a compiere un’azione. I Passstücke (Adattabili), piccole sculture maneggiabili, furono concepite da West negli anni Settanta proprio con questo intento: coinvolgere il pubblico nel gesto artistico. Un obiettivo che oggi, nell’era dell’interattività, può far sorridere. Eppure la retrospettiva del Madre ha tutta l’aria di un parco giochi lunare dove abitare per un’ora diverte e sorprende ancora. © RIPRODUZIONE RISERVATA

La polemica

Carrara, Cattelan “seppellisce” Craxi A Milano giunta divisa sul “dito medio”

al monumento in piazza al mausoleo funebre. Maurizio Cattelan ha seppellito la sua idea. Materialmente. In occasione della XIV Biennale Internazionale di scultura a Carrara, l’artista avrebbe voluto sostituire la storica statua di Mazzini, con un’altra da lui dedicata a Bettino Craxi. Dopo il no della Soprintendenza, Cattelan non si è perso d’animo e ha pensato di dare giusta sepoltura al progetto fallito. E così, da oggi al 31 ottobre, chi varcherà l’ingresso del cimitero carrarese di Marcognano troverà un monumento funebre liberty con un cammeo in cui è effigiato Craxi. E, intanto, “il dito medio” davanti alla Borsa continua a dividere Milano. La mostra di Cattelan doveva avere il via libera definitivo nella giunta e invece non solo non c’è stata la firma ma c’è stata rottura nella maggioranza che guida la città. «Riprenderemo la discussione», ha detto la Moratti.

D

Philip Guston Museo Carlo Bilotti Fino al 5 settembre

Maurizio Cattelan: “Untitled” 2010 foto: Valerio E. Brambilla

Ritratto dell’artista in 130 opere sull’immortalità e sull’invisibilità Il Maxxi di Roma si apre al pubblico con una grande retrospettiva su una figura centrale della creatività contemporanea. Dagli immensi scheletri ai ritratti di Gilgamesh LEA MATTARELLA

M

axxi atto primo. Ti accoglie la grande scultura Calamita cosmica, realizzata da Gino De Dominicis nel 1989: uno scheletro lungo 24 metri che tiene in equilibrio su una mano un’asta dorata. Così si apre, da domani e fino al 7 novembre, la retrospettiva dedicata all’artista marchigiano - nato nel 1947 a Ancona e scomparso a Roma nel 1998 - curata da Achille Bonito Oliva (Catalogo Electa). Un modo per farti capire, fin dall’ingresso, che dentro si parlerà di morte. O meglio di immortalità: concetto che attraversa tutta l’opera di De Domicinis, i suoi pensieri sull’arte, le sue sperimentazioni, la sua preziosa pittura e, soprattutto, alimenta la sua libertà. Perché è questa la cosa che colpisce di più alla fine della visita della mostra: l’impossibilità di obbligare queste opere dentro schemi e griglie dettate dai movimenti artistici coevi. Tanto che, uscito da qui, sei certo di aver davvero ascoltato l’unica e irripetibile melodia di un solista. De Dominicis è stato un artista profetico. Ha intuito la deriva di un sistema dell’arte indirizzato sempre di più verso la “trovata” e sempre meno attento a riconoscere la qualità dell’opera, mettendone in ridicolo questi aspetti. Nell’atrio del museo ecco la sua Mozzarella in carrozza, che altro non è che una vera mozzarella in una vera carrozza. Un modo per smascherare in maniera “omeopatica”, come sosteneva lui, tutti quei noiosissimi giochetti concettuali sul rapporto tra arte, oggetto linguaggio: criticare doppiando. Nel 1969 espone il suo Necrologio. Nello stesso anno realizza il suo primo scheletro: sui pattini e accompagnato da quello di un cane al guinzaglio. Oggi teschi e ossa, vanno per la maggiore tra tutte le generazioni di artisti. Soltanto che in De Dominicis il memento mori è sempre accompagnato dalla possibilità di sconfiggere il nulla attraverso l’opera, perché l’arte - di cui continuamente nei suoi lavori si riafferma la centralità - può davvero aspirare all’eterno. Ma deve meritarselo. Visitando l’esposizione, che

Tre opere di Gino De Dominicis esposte al Maxxi nella mostra dedicata al pittore

non segue un ordine cronologico ma si snoda in maniera circolare, ci si accorge subito della pretestuosità di chi ha contestato la scelta di aprire il Museo del XXI secolo con una monografica su un artista morto nel XX. “Semmai –incalza Bonito Oliva – De Dominicis appartiene al prossimo secolo. Ha affrontato tematiche che appartengono al-

l’antropologia dell’uomo: l’immortalità del corpo, l’entropia, l’ubiquità, il rovesciamento prospettico, la metamorfosi, l’evoluzione, l’antinaturalismo. E lo ha fatto utilizzando tutti i linguaggi possibili”. “Io, nell’arte ho realizzato disegni, dipinti, sculture, opere invisibili, opere ubique, architetture e in qualche occasione

‘ossimori fisici’ e opere ‘omeopatiche’”, affermava l’artista. La mostra raccoglie 130 tra questi lavori: invenzioni e misteri di un mago. De Dominicis sembra essere uscito dalla sua installazione Sbarre violate: un inno alla fuga dalle costrizioni, vero e proprio monumento alla libertà di azione e di pensiero. Dopo aver attraversato le sue ‘statue invisibili’ e per questo immortali (oggetti, ma anche figure con scarpe e cappello), dopo aver subito il fascino di pietre e aste e solidi trasparenti sospesi, interrotto lo scorrere del tempo in un orologio senza ore né lancette, si sale al terzo piano del museo, accompagnati dalla sua Risata, un’opera sonora carica di energia, di ironia e anche di verità. Da lì si entra nel suo mondo pittorico accompagnati dalle sue parole: “il disegno, la pittura, la scultura, non sono forme di espressioni tradizionali, ma originarie, quindi anche del futuro”. Ecco silenziosi eroi di un modo sumero dove i profili di Urvasi e di Gilgamesh, il re-pittore-scultore-architetto, sembrano due rocce. E poi, l’alchimia del colore – rossi profondi, blu vibranti, neri cangianti, ori spessi come bassorilevi- che modula il percorso. È il momento dei volti misteriosi su tela con cui De Dominicis si accompagna fino alla fine dei suoi giorni. Sagome, uomini-uccelli, grandi nasi, piccoli diavoli. La grafite costruisce meraviglie di enigmi e incanti, lo smalto e la tempera rivelano la vocazione notturna di un universo che appare come superficie di qualcosa di più profondo ma, nello stesso tem-


la Repubblica

@

SABATO 29 MAGGIO 2010

DA VEDERE IN EUROPA

PER SAPERNE DI PIÙ www.guggenheim-venice.it www.maxxi.beniculturali.it

■ 45

PRAGA

AMBURGO

L’AJA

BERLINO

Opere della collezione del principe di Liechtenstein: stampe, oggetti decorativi, dipinti, sculture e porcellane che documentano il gusto internazionale della dinastia. Tra i capolavori, che spaziano dal Neoclassicismo al Biedermeier, il ritratto della principessa Marie Franziska di Friedrich von Amerling.

Che cosa è l'uomo? La rassegna, organizzata in occasione dell'ampliamento del museo, risponde con le immagini di esseri umani nel corso di quattro millenni: 250 opere, fotografie, capolavori di dall'antico Egitto a Irving Penn, offrono una nuova lettura delle diverse culture.

La rassegna riflette sul ruolo di Kandinskij, autore de Lo spirituale nell'arte, tra i pittori che si unirono a Monaco nel 1911 con l'intenzione di rinnovare il linguaggio artistico. Il pittore russo e Franz Marc pubblicarono l'anno successivo l'almanacco Der Blaue Reiter, con saggi sulla pittura e sulla musica contemporanea.

Capolavori della porcellana europea. Una mostra ripercorre la storia della prima manifattura di Meissen, in occasione dei 300 anni della sua nascita, per volontà di Augusto il Forte, grande appassionato di porcellane cinesi. A partire dalla scoperta dei componenti di base: caolino e feldspato.

Kandinskij e il Cavaliere Azzurro Gemeentemuseum Fino al 13 giugno

Fascino della fragilità Ephraim-Palais Fino al 29 agosto

Neoclassicismo e Biedermeier Palais Waldstein Fino al 17 ottobre

Corpo e anima Museum fur Künst und Gewerbe Fino al 19 settembre

Quando dipingere era creare un’utopia “Dalle confraternite al Bauhaus”, al Guggenheim di Venezia una rassegna sulle comunità di pittori, scultori e letterati

CESARE DE SETA VENEZIA na mostra tematica nel cui titolo campeggia il nome Utopia, può avere esiti molto diversi: da Thomas Moore in poi, 1516, il concetto è stato declinato in chiave politica e ideologica, religiosa e artistica. L’idea riemerge nella cultura europea alla fine del Settecento: ai primi del nuovo secolo Charles Fourier, poligrafo geniale molto amato da Italo Calvino, propone il falansterio: un’architettura dove accogliere uomini di ogni specie, volti a fraterna e democratica convivenza, dominata dall’ambizione di soddisfare ogni passione. Sono i Nazareni i primi fondatori di una colonia utopica in senso proprio: essi fin dal nome e dalle vesti che indossano evocano un ritorno a un cristianesimo delle origini, ad una vita semplice a contatto con la natura. Il cristianesimo di questi finti primitivi assume toni melensi nella Resurrezione di Lazzaro di Friederich Overbech, mentre è assai più gustoso il neomedievalismo di Franz Pfor con l’ampia scena del Conte dì Asburgo e il prete(1810). Overbech, Pfor, Peter Cornelius fondano la Lucasbund, che vive tra Roma e i Castelli romani: controcanto all’Accademia di San Luca. L’operosità del mondo artigiano medievale delle arti e dei mestieri, cioè delle Arts and Crafts, ebbe terreno fertile in Inghilterra, nella seconda metà dell’Ottocento, dove il filantropo socialista William Morris ospita nella Red House, una comunità che dipinge, tesse stoffe raffinate, stampa libri, produce suppellettili in legno e metalli preziosi. Hanno costoro una vita che fu giudicata, nell’Inghilterra vittoriana, scandalosa per gli intrecci amorosi. La mostra Utopia matters, dalle confraternite al Bauhaus, a cura di Viviene Green al Peggy Guggenheim museum, Venezia (fino al 25 luglio), mostra un repertorio di circa 70 oggetti tra dipinti, sculture, stoffe, mobili, pezzi di design che vanno dalla fine del Settecento agli anni venti del Novecento. Francamente inserire il Bauhaus, De Stjll e i Costruttivisti sovietici, mi sembra un forzatura poco plausibile. La scuola fondata da Walter Gropius è organizzata secondo un modello fordista , non è certo una confraternita, come quella dei Nazzareni e dei Preraffaelliti. Questi ultimi sono ben rappresentati con opere di John Everret Millais (splendido il disegno per Ofelia), Dante Gabriele Rossetti presente con il Romanzo della Rosa e ancor meglio con Prima della battaglia (1852). Entrambi sono acquerelli, trattati con una tale precisione e lucentezza da far pensare agli smalti. Un posto è dato anche a Camille Pissarro e ai suoi amici Signac e Toorop, alla sua formazione anarchica e alla scelta di fuggire la città: ma è scelta individuale, nulla a che fare con un anelito ad una comunità utopica. Una proposta nuova è certamente quella relativa alla colonia artistica Cornisch, località del New Hampshire, dove un gruppo di pittori, architetti, scrittori americani appartenenti alla buona borghesia newyorkese e bostoniana decidono di vivere in comunità. Certo l’esperimento è interessante ma gli esiti assai deludenti: Thomas Wilner Dewin e sua moglie Maria sono pallidi epigoni postimpressionisti, così come lo scultore Augustus Saint-Gaudens nei suoi bronzi dannunziani ci fa pensare che poco o nulla sapeva di Rodin. Sorprende che in una rassegna dedicata all’utopia non ci sia Monte Verità, quella sì una colonia utopica di artisti che fu attiva in Svizzera, negli stessi anni in cui operò il Bauhaus e in palese opposizione ai modelli industriali proposti da Gropius.

U

po, sta quasi per scomparire. Toccare l’invisibile, ecco dove vuole arrivare. Sono “ossimori fisici” anche le sue tele e tavole, in cui il segno della matita coinvolge nello spazio le venature del legno.

I volti li suggerisce la forma di un cuore, ma anche quella di una piazza o di una scala. C’è sempre qualcosa di nascosto e di segreto che va rintracciato, scoperto. Dietro la maschera di Pulcinella si cela Monna Lisa,

piccole figure abitano sagome totemiche, regine emergono da fondi oro. Tutto è connesso e si muove con un ritmo circolare. Gli ultimi vent’anni De Dominicis li dedica prevalentemente alla pittura. Ma già lo Zodiaco,

esposto da Sargentini nel 1970, era un quadro, sebbene vivente: figure immobili che creavano spazio. Fin da allora l’artista voleva rivelare il nesso tra l’opera e l’universo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica

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TEATRO & MUSICA R2SPETTACOLI & TV

SABATO 29 MAGGIO 2010

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PER SAPERNE DI PIÙ www.indafondazione.org www.myspace.com/ricciforte

CLASSICA. CD&DVD LA SCELTA

OMBRE DE MON AMANT

LES AMOURS DE BASTIEN

SEI POEMI CONCENTRICI

La tragedia amorosa secondi i riti del barocco operistico francese: uno stillicidio di suadenze malinconiche. Perfette per la voce della Otter e l’accompagnamento pungente ma vellutato di Christie.

140 minuti di suoni che “respirano” al passo della poesia. Non è solo musica di scena, questa prelibata di Sciarrino, ma una vera e propria compenetrazione nei cieli della Commedia dantesca.

A CURA DI ANGELO FOLETTO

“Les Arts Florissants”, dir. W. Christie (cd ARchiv)

Sogno di una bizzarra notte di mezz’estate, tra adolescenziali svelamenti erotici e mimi-licantropi agli ordini del mago Colas. Intrigante e spiritosa lettura dell’operina del 12enne Mozart. Dir. L. Equilbey, reg. Anais & Olivier Spiro. (dvd Naive)

Ensemble Recherche Radio Berlino (3cd Kairos)

SUL PALCOSCENICO

IL TEATRO DI RODOLFO DI GIAMMARCO “AIACE” E “FEDRA”

SUL PALCOSCENICO

CLASSICA. CHOPIN MAGICO CON BARENBOIM AL PIANO

Sofocle e Euripide una lezione di vita

TEATRO. PIRANDELLO TRA I VELI DELL’ANIMA

o Chopin di Daniel Barenboim al piano comunica una lacerazione insanabile del sentimento e della ragione. Due serate indimenticabili: la prima col solo pianoforte, la seconda, per i due Concerti op. 11 e op. 21, con l’orchestra del Maggio diretta da Zubin Mehta, duttilissimo e perfetto nell’assecondare la libertà interpretativa dell’imprevedibile Barenboim. Agli estremi la tetra Marcia Funebre e il delirante Finale della Sonata op. 35 da una parte, la sublime, struggente mazurka concessa come bis dall’altra. O la drammaticità del primo tempo dell’op. 21, e la liquidità del Larghetto dell’op. 11. Tra questi estremi il ritratto di un compositore sperimentale, modernissimo, che guarda la catastrofe. Successo trionfale. (dino villatico)

L

Al Teatro Greco di Siracusa il forsennato “Aiace” diretto da Salvo con Maurizio Donadoni e “Fedra” con la regia di Rifici, protagonista Elisabetta Pozzi e la traduzione di Sanguineti

73° Maggio fiorentino direttore Z. Mehta, pianoforte D. Barenboim. Firenze, T. Comunale © RIPRODUZIONE RISERVATA

LIRICA. PUCCINI, IL MENU NON SI AMALGAMA ohème applaudita ma a ciglio asciutto. Da non credere, leggendo che in palcoscenico c’erano Barbara Frittoli e Marcelo Alvarez con Gabriele Viviani e Nicola Ulivieri (i migliori), e in buca il direttore musicale Giananadrea Noseda, capace di far suonare di fino l’orchestra di casa. Gli ingredienti buoni sulla carta non si sono amalgamati. Gli assaporati silenzi, i tempi cupi e solenni, come le tinte acide e taglienti che portavano Puccini a imitare Janacek non erano. Le sonorità coprivano impietosamente le voci dei protagonisti, di per sé espressivamente incolori, senza che il ricercato sinfonismo orchestrale riuscisse a rimpiazzare spigolosità e mancanza di freschezza emotiva dell’insieme. (angelo foletto)

B

Bohème Dir. G.Noseda, reg. Patroni Griffi, sc/cost. Terlizzi Torino, Teatro Regio © RIPRODUZIONE RISERVATA

«Q AIACE E FEDRA

di Sofocle e Euripide, con Pozzi-Donadoni, Siracusa fino 20 giugno

RODOLFO DI GIAMMARCO uel che si chiama una ragione per vivere è anche un’eccellente ragione per morire», scriveva Camus. Rispondono a questo disegno, le due alienate e artefatte passioni (una militaresca e una amorosa) che fanno maturare due vertiginosi suicidi nelle tragedie Aiace di Sofocle e Fedra (o, meglio, Ippolito portatore di corona) di Euripide, in programma nel XCVI Ciclo di Rappresentazioni Classiche al Teatro Greco di Siracusa. E hanno in comune, i due lavori, la mano di registi più o meno cresciuti alla scuola di Luca Ronconi, Daniele Salvo per l’Aiace, e Carmelo Rifici per la Fedra. Altro aspetto unificante è il quasi pari risalto di Maurizio Donadoni ed Elisabetta Pozzi presenti in tutte e due le tragedie, con visibilità proporzionata ai personaggi dei titoli. E comun denominatore è pure una scenografia lignea da teatro sacro medievale di Jordi Garcés, che non assurge mai a logo nella modulata parete di fondo, e né nelle varianti dell’Aiaceovvero uno specchio d’acqua e una tenda turrita depositaria di orrori. Poi ci sarebbero elementi variabili di metereolo-

gia e di costume che, a seconda dei giorni, apportano cambiamenti notevoli. In questo scenario suggestivamente aperto e antico, da assemblea cittadina più che da platea, ci è capitato d’assistere alle due ore dell’Aiace sempre sotto la pioggia, con gli attori bagnati, madidi e stoici, con un valore aggiunto di fatica e sofferenza, di impassibilità nella difficoltà, un qualcosa che ha inasprito la malasorte degli uomini di Aiace con lui stesso che non stava più in sé per la delusione di non aver avuto in premio le armi di Achille, toccate a Ulisse. Indimenticabili, i campi lunghi coi guerrieri zuppi fino al midollo, sconcertati accanto a lui condottiero delirante, ridotto a una furia nella tempesta. Al contrario, la sera dopo, una rappresentazione ideale come quella della Fedra, carezzata dal sole al tramonto e poi da un crescere di luci artificiali, ci ha riportati nelle condizioni insopportabili di un sito turistico spesso bersagliato dai flash delle macchine fotografiche, con remissione dello spettacolo e del Teatro Greco. L’Aiace tradotto da Guido Paduano s’incentra sulla follia omicida del deluso eroe che Atena trasforma in carnefice di bestie ritenute sagome di greci ingenerosi. Un forsennato e calvo Maurizio Donadoni plasma un’intensa ribellione barbara, e quando torna in sé, malgrado la solidarietà della compagna Tecmessa (Elisabetta Pozzi) vince la vergogna solo dandosi la morte, e le sue spoglie danno luogo a una disputa tra potenti che le ignorerebbero e Ulisse (Antonio Zanoletti) che dà conforto al fratello (Giacinto Palmarini). Regia di Daniele Salvo solida di movimenti, di effetti. Più formale, più “petrosa” anche nella traduzione alta dello scomparso Edoardo Sanguineti (con intatta costruzione greca), la Fedra che è poi il secondo Ippolito di Euripide: una macchina di eros e follia che contagia la moglie di Teseo (una travagliata, ben dura Elisabetta Pozzi) per volere di Afrodite, dea che si vendica della misoginia del figliastro Ippolito (Massimo Nicolini) facendo innamorare di lui la matrigna, la quale si fa sfuggire il segreto alla nutrice (Guia Jelo) pronta a irritarne il giovane, a causare il suicidio di Fedra con biglietto falsamente incolpante il ragazzo che a sua volta morirà per i fulmini che Teseo (Donadoni) invocherà dal padre, per poi pentirsene. Un coro convenzionale e una ferrea impronta tra Seneca e Racine non svelano le risorse del regista Carmelo Rifici, reduce dai perfetti Dettagli contemporanei di Lars Norén. E a Siracusa per il 2011 si parla di Mariangela Melato, e di Emma Dante.

preso da ... http://le-journal-italienne.blogspot.com

preso da ... http://le-journal-italienne.blogspot.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ancora una volta tempo di Pirandello ed ora tocca ai giovani cominciare ad attaccarsi alla sua produzione non teatrale, o alla generazione di mezzo goderne la scrittura e il gusto dell’utopia. Dopo i Krypton ed Egumteatro ecco Sandro Lombardi, a breve distanza dai Giganti della montagna, affrontare con Roberto Latini partner e valido regista, L’uomo dal fiore in bocca, non solo per giocare con l’eleganza verbale. Situando il caffè dove si svolge il confronto tra i due personaggi in una calotta di veli attorno al pozzo nel cortile del museo, i toni della conversazione fanno sentire più acutamente l’inventiva del magico protagonista ai problemi di una realtà tenuta dalla regia vicina a noi e ai misteri della vita, in una serata da ricordare. (franco quadri)

È

L’uomo dal fiore in bocca Firenze, Museo del Bargello, fino al 6 giugno © RIPRODUZIONE RISERVATA

TEATRO. GENERAZIONE IKEA SUL PIANETA RICCI/FORTE un teatro cattivo, senza dialoghi e senza incontri, quello di Stefano Ricci e Gianni Forte, coautori dei Cesaroni tv e proiettati “in proprio” a una sperimentazione linguistica che li ha resi autori di culto (sta per uscire il libro di Francesco Ruffini), specie tra giovani e omosessuali. In scena ce ne sono quattro: vivono e si maltrattano, cercano l’amore e sprofondano nella solitudine, vogliono sesso e fanno marchette. Tutto in un parossismo esagerato, come immersi in una vertigine dell’impossibile. La forza è il linguaggio: iperreale, barbarico, volgare, masticatore di cultura pop (Upim, Ikea, Hagen Daz....). Una tribalità postmoderna, per giovani incapaci di reggere all’irrompere dei sentimenti, sigillati nel loro piccolo, disperato ego... quelle tendine fragili fragili dello struggente finale. (anna bandettini)

È

Macadamia Nut Brittle di Ricci/Forte, Roma T. Eliseo fino al 30 maggio © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica SABATO 29 MAGGIO 2010

IN SALA DA NON PERDERE

PER SAPERNE DI PIÙ trovacinema.repubblica.it www.u23dmovie.com

LA NOSTRA VITA

SHADOW

DRAQUILA

Il muratore romano Claudio (Elio Germano, premiato a Cannes) è colpito da un lutto. Per reazione decide di far soldi, onde assicurare solidità materiale ai suoi tre bambini. Così entra in una spirale di malaffare e corruzione.

Il reduce David parte per un giro in bicicletta. Ma incontra due cacciatori decisi a farlo fuori; ed è sequestrato un mostro che massacra le vittime in un sotterraneo.

Il documentario della Guzzanti sul terremoto dell’Aquila, al centro di polemiche per l’invito a Cannes. L’attrice assume il ruolo di reporter: alla Michael Moore, ma evitando il protagonismo dell’americano.

Regia di D. Luchetti Con Elio Germano

A CURA DI ROBERTO NEPOTI

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R2CINEMA

Regia di Federico Zampaglione Con Jake Muxworthy, Karina Testa

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Regia di Sabina Guzzanti

PRIME FILM

IL FILM DI PAOLO D’AGOSTINI THE LAST STATION

PRIME FILM

MUSICA. BONO&C. DAL VIVO CONCERTO IN 3 DIMENSIONI

Mirren & Plummer che grandi attori

THRILLER. MILLENNIUM COSÌ LA SAGA PEGGIORA

ella messe di film che portano nel titolo l’acronimo 3D, arriva anche, con due anni di ritardo dall’uscita, il film-concerto degli U2, realizzato da Catherine Owens e Mark Pellington. È stato il primo film girato in 3D dal vivo e ha vinto innumerevoli premi, non solo perché è opera di pionieri (Avatar era ancora di la da venire), quando per l’eccellente resa delle immagini, che restituiscono profondità ed emozione alla band di Bono e The Edge, impegnata nel Vertigo Tour del 2007. Rock e tridimensionalità si sposano bene, l’effetto è coinvolgente. E la regia non cerca di replicare l’esperienza live, ma di creare un evento diverso, originale, con risultati decisamente interessanti. (ernesto assante)

N

La storia racconta un processo che ha occupato la biografia umana e artistica di Tolstoj ma le due interpretazioni, di sopraffino virtuosismo, rubano la scena ai personaggi

rasposizione del terzo capitolo della saga-boom editoriale “Millennium” dello svedese Stieg Larsson. Rarità nel panorama di sempre dei cine-successi planetari: eccezione non di lingua inglese. Siamo sempre immersi in un universo di brutture che tra servizi segreti deviati e psichiatri corrotti, pedofilia, stupri e cinismi di ogni tipo non si fa mancare niente. L’eroina Lisbeth Salander e l’infame padrespia-torturatore Zalachenko si trovano all’inizio ricoverati nello stesso ospedale dopo che lei gli ha piantato un’accettata in fronte. Il film racconta il processo dal quale, con l’aiuto dell’impavido giornalista Blomkvist e di un esperto hacker, Lisbeth uscirà finalmente dall’incubo. (p.d’a.)

T

La regina dei castelli di carta Regia di Daniel Alfredson Con Noomi Rapace Michael Nyqvist

U2 3D Regia di Catherine Owens e Mark Pellington Con gli U2 © RIPRODUZIONE RISERVATA

INTIMISTA. IL CICLO VITALE IN QUATTRO FASI NATURALI n vecchio pastore morente cerca di curarsi bevendo acqua mista alla polvere di una chiesa. Il ciclo della vita si rinnova, ma nel mondo animale (il titolo allude a una teoria pitagorica sui “quattro regni”): nasce un capretto, che vediamo uscire dal ventre materno. Seguono il regno vegetale, con un grande albero issato al centro di un paese della Calabria (e qui Frammartino cita i documentari di De Seta); che poi i carbonai bruciano e trasformano in minerale, chiudendo così la catena degli elementi. Presentato a Cannes e costato due anni di lavoro, un film senza dialoghi, senza musica, senza interpreti; che si dà il programma di liberare lo spettatore dalla tirannia del racconto e del personaggio. Roba per pochi, evidentemente; ma accuratissimo nelle immagini e nei suoni d’ambiente. (roberto nepoti)

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Le quattro volte Regia di Michelangelo Frammartino © RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

A THE LAST STATION

Regia di M. Hoffman Con Helen Mirren Christopher Plummer

PAOLO D’AGOSTINI nchese il film si riferisce a fatti veri nella vita di Tolstoj, in The Last Station prende il sopravvento la preziosa prova, da ammirare a bocca aperta, di due splendidi attori: Helen Mirren nel ruolo di Sofia, la donna che Tolstoj aveva sposato nel 1862 quando lui aveva 34 anni e dalla quale ebbe tredici figli, e Christopher Plummer nelle vesti del romanziere. In altre parole le due interpretazioni, di sopraffino virtuosismo, rubano la scena ai personaggi. Di date non si parla. Anche perché il film sintetizza una vicenda, un processo che ha occupato la biografia umana e artistica di Tolstoj per un lungo periodo. Il crescere in lui di convinzioni antitetiche alla sua posizione sociale di origine (aristocratico, possidente) e alla ricchezza derivante dalla sua fama: nell’intenzione di rinunciare ai privilegi di classe e di spogliarsi dei propri beni, ma anche nel predicare il pacifismo, nel praticare la dieta vegetariana, nell’affermare un ideale di amore e fraternità anticonformista per l’epoca e il contesto storico, e guardato con sospetto dalle autorità statali e religiose come pericolosa propaganda anarchica. Tuttavia il fuoco del film si concentra sugli ultimi giorni di vita dello scrittore. Che effettivamente, come vediamo, morì ottantaduenne il 7 novembre 1910 nella piccola stazione ferroviaria di uno sperduto villaggio della Russia meridionale. Trasformato in improvvisato ricovero per l’illustre ospite — tanto illustre che accorsero giornalisti da ogni parte del mondo — che aveva final-

mente deciso di abbandonare la moglie e fuggire dalla famosa casa di Jasnaia Poliana. Cedendo però, per via delle precarie condizioni di salute, nel corso del viaggio intrapreso su un treno di terza classe per potersi nascondere nell’anonimato. Il conflitto era divenuto insanabile. Intorno a Tolstoj si era formata una comunità — cui forse il film un po’ troppo attribuisce i contorni di comune hippie antelitteram — di adepti della sue religione umanista. A un capo del conflitto c’è la figura di Vladimir Chertkov, che da sacerdote di questo culto e allievo numero uno del maestro forza la mano del vecchio guru a firmare un nuovo testamento secondo il quale i cospicui diritti d’autore vengono sottratti alla famiglia e conferiti al popolo russo. All’altro capo c’è la moglie Sofia che considera questo gesto un tradimento, denuncia Chertkov come un fanatico manipolatore, spinge la propria gelosia oltre ogni limite sopportabile. In mezzo altre due figure ma di fantasia. Un giovanissimo segretario di Tolstoj, ingenuo e infatuato, travolto da questa disputa; e una giovanissima adepta che ragiona con la propria testa e gli fa scoprire la differenza fra Tolstoj e i presunti tolstoioani. Per quanto il film tenti di entrare nelle pieghe di una storia complessa, è evidente il suo concentrarsi su marito e moglie, su una relazione nutrita di grande passionalità. E anche il suo propendere per le ragioni di Sofia, per la sua ostilità contro la deriva settaria dell’anima tolstoiana e della sua lezione spirituale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

preso da ... http://le-journal-italienne.blogspot.com

COMMEDIA. JESSICA & C. NIENTE SEX E POCA CITY arrie è sposata con Mr. Big e ha pubblicato un libro; Miranda è un ottimo avvocato; Charlotte ha coronato il sogno di maternità; Samantha vive l’ossessione della vecchiaia, tra pillole e prodotti antiage. Frattanto, è arrivata la crisi economica. Anche gli estimatori più incondizionati della serie riconosceranno che le quattro amiche di Manhattan sono personaggi fissati nel tempo, immutabili. Per la seconda avventura formato grande-schermo, la produzione ha speso dieci milioni di dollari in abiti, scarpe, accessori senza riuscire a ringiovanirle. Le ha perfino mandate in viaggio ad Abu Dhabi, come in un cinepanettone. Così alla serie, già impoverita di “sex”, viene a mancare l’altro ingrediente di base: la “city”. (roberto nepoti)

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Sex and the city 2 Regia di Michael Patrick King Con S. J. Parker K.Cattrall, K.Davis C.Nixon © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica

TEMPO LIBERO R2SPETTACOLI & TV

SABATO 29 MAGGIO 2010

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SPENDERE BENE

60

I CD

100

LA TV OVUNQUE La Hauppage Wintv Ministick HD è una piccola chiavetta Usb, che una volta collegata al computer lo trasforma in una televisione in grado di ricevere i segnali del digitale terrestre, anche quelli dei canali in alta definizione. Piccola e comoda.

A CURA DI GINO CASTALDO

96

LA RADIO A ENERGIA SOLARE IL NAVIGATORE CHE DIVENTA TELEVISIONE Il TeleSystem TS8800 è non è proprio un “classico” naviagatore satellitare. Perché ha il ricevitore tv digitale terrestre integrato. E la grafica Real 3D consente di visualizzare edifici, monumenti e rilievi.

Il documentario

Il nuovo millennio col cuore dei National

Nei bar di Tokyo per coccolare i gatti

Se esiste l’idea di una raffinata estetica da band alternativa, i National la incarnano al massimo livello. Sono di Cincinnati, Ohio, ma hanno pensato bene anche loro di stabilirsi a Brooklyn, sempre più apertamente capitale della nuova scena rock. Il gruppo, formato dal baritonale cantante Matt Berninger e da due coppie di fratelli, conferma col nuovo High violet la sua avvincente maturità stilistica. Un disco anomalo, per la densità di pezzi pregevoli, e anche per la sottile capacità di trasformare l’intimismo sofferto, tipico della band, in una epica visione del paesaggio da nuovo millennio.

C’è la Tokyo stranulata di “Lost in translation” che ti inghiotte col suo ritmo frenetico, e quella dei giardini segreti, dove ritrovare il silenzio. Col naso all’insù, turisti curiosi, La Pina e Diego raccontano a loro modo la capitale del Giappone. Mescolati tra la folla, si perdono tra i grattacieli dalle insegne multicolori e i santuari shintoisti; scelgono treni superveloci e visitano giardini incantati. I due conduttori di Radio Deejay approdano a Odaiba, l’isola artificiale che si trova nella baia di Tokyo, dove campeggia una riproduzione della Statua della Libertà, partecipano al Setsubun, sorta di capodanno giapponese che segna l’inizio della nuova stagione. Qui, mischiati tra decine di persone, «afferrano al volo» i fagioli di soia che devono essere lanciati contro orchi o mostri come rito propiziatorio. Per non farsi mancare niente tornano sui banchi di scuola, creando scompiglio tra gli insegnanti, sotto lo sguardo divertito degli studenti. Tokyo va veloce, ma vale la pena fare una pausa al Neko Cafè, che offre la possibilità ai suoi clienti di coccolare i gatti. Una carezza al micio è meglio di un sakè. “Tokyorama”, da oggi ogni sabato su Nat Geo Adventure (canale 404 di Sky) alle 20. (silvia fumarola)

Punk

The Fall, energia caotica per un rumore elettrico

Rock italiano

Affabulazioni vocali con il raffinato The Niro Davide Combusti, alias The Niro, romano, classe 1978, è un autentico fenomeno, difficilmente classificabile nel panorama italiano. Scrive e canta con analogica, per certi versi antica, passione musicale. Il suo nuovo Best wishes è teatrale, sorprendente, nutrito da raffinatezze progressive, tempi dispari, audaci stratificazioni vocali e affabulazioni rock, come fosse un lungo e complesso monologo. Unico problema: canta in inglese, il che gli conferisce apertura internazionale, rinunciando però all’incisività espressiva. Ma, come si dice in questi casi, nessuno è perfetto.

VETRINA

TELECOMANDO

Rock alternativo

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tutti contro l’iPad Microsoft e Google alla guerra dei tablet Alcuni dei concorrenti di Apple sono già in commercio, altri arriveranno nei prossimi mesi. Il mondo dei computer è nel pieno della rivoluzione delle nuove “tavolette” digitali ERNESTO ASSANTE

L’

In più di trent’anni di punk, postpunk e quant’altro, i Fall hanno accumulato un’enorme quantità di dischi. Your future our clutter è il ventinovesimo, governato interamente da Mark E. Smith, l’unico a essere nel gruppo fin dall’esordio, e mantiene intatta la disturbata energia che ha definito il gruppo nel corso degli anni. Nel futuro c’è solo caos e confusione, e il gruppo che come nome ha scelto proprio l’ambiguo termine che indica sia l’autunno che la caduta, affigge ancora una volta il suo dissonante rumore elettrico su un paesaggio ribollente e per nulla rassicurante.

La Roberts Solar Dab è una radio piccola e portatile, che si ricarica con un pannello solare, oltre che con batterie e elettricità. La ricarica solare dura ben 27 ore. La radio è anche Dab, ovvero il nuovo formato digitale

IPAD è arrivato ed ha già conquistato il cuore di molti, cambiando le regole del gioco dell’informazione e dell’intrattenimento digitali. Ma moltissimi sono i concorrenti che cercheranno nei prossimi mesi di scalfire l’impero di Cupertino e allargare il campo di battaglia. Le “tavolette” in arrivo sono molte, alcune molto attese, come quella

Adrian Furnham

50 grandi idee di psicologia Edmund Conway

50 grandi idee di economia Ben Dupré

50 grandi idee di filosofia «Catechismi» delle rispettive discipline, la cui lettura ne fornisce una visione concisa ma non banale, fornendo le basi ai dilettanti e alcune chicche agli specialisti. Piergiorgio Odifreddi, «L’Espresso»

3 ristampe in pochi mesi tradotti in 19 lingue

w w w. e d i z i o n i d e d a l o . i t

della Hp e Microsoft, lo Slate, presentato alcuni mesi fa al Ces di Las Vegas. Steve Ballmer, il boss di Microsoft, pensa che, quando lo Slate arriverà sul mercato attorno a Natale, ne venderanno più degli iPad, puntando sul fatto che la macchina avrà una grandissima compatibilità con tutti i computer che hanno Windows installato, e sarà decisamente più “aperta” del tablet della Apple. Dovrebbero esserci due configurazioni, una da 549 dollari, con il multitouch, 32 Giga di memoria, una da 599 con 64 Giga. Tutti e due i modelli avranno una batteria con 5 ore di durata, due foto/videocamere, una porta USB e una HDMI. Molti dei tablet che sono stati annunciati avranno come sistema

operativo l’Android di Google. Lo avranno il tablet indiano della Notion Ink, lo avrà quello della Msi, lo avrà anche quello della Quanta. Ma resta solo un “rumor”, una pura ipotesi quella di un tablet targato Google, che secondo i “ben informati” verrebbe prodotto dalla Htc, voci che però non hanno trovato alcuna conferma fino ad oggi. Già annunciato e in arrivo nelle prossime settimane è lo Streak della Dell, più piccolo e più leggero dell’Ipad, con uno schermo multitouch e il sistema operativo Android. E già in commercio c’è il tablet della Archos, il 9, con uno schermo molto ampio che rende giustizia soprattutto alle immagini, foto e video. Di stampo più tradizionale è l’Eee Pc della Asus, T91mt, una macchina


la Repubblica

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SABATO 29 MAGGIO 2010

PER SAPERNE DI PIÙ www.apple.com www.archos.com

■ 49

1.100

256 € 249 UNO SMARTPHONE IN VERSIONE MINI €

LA MACCHINA IDEALE PER I DJ

L’Xperia X10 Mini della Sony Ericsson è davvero piccolo, ma ha tutte le funzioni del “fratello” più grande. E Timescape, per tenere d’occhio in un applicazione sola tutti i messaggi, con Facebook e Twitter.

Il Samsung M8800 ha una fotocamera da 8 megapixel, con le funzionalità di una macchina fotografica digitale. Ed è anche un ottimo smartphone, touche screen, collegamento a Internet e molti widget

I DVD L’intervista

“Ma io preferisco ancora l’analogico” Lo scrittore Paolo Giordano, autore del bestseller La solitudine dei numeri primi, non sembra così colpito dall’avvento degli eBook: «Ho provato sia il Kindle che l’iPad e per il momento non li ho ancora acquistati. È evidente la comodità del supporto, in particolare quando si viaggia, ma in generale avverto una curiosa freddezza per questo tipo di operazioni. Sono un fan dell’oggetto “fisico”». Che passaggio è per la letteratura e l’editoria? «Importante sì, ma di certo non

SCRITTORE Paolo Giordano, autore di “La solitudine dei numeri primi”.

fondamentale come lo è stato l’avvento della stampa. In Usa e in UK c’è molta preoccupazione, sia da parte degli autori che delle case editrici, soprattutto per quanto riguarda il copyright. La paura, secondo me eccessiva, è che si possa ripetere lo scenario apocalittico che si è delineato negli ultimi anni nell’industria discografica». Il suo pensiero in merito? «Credo che ci sarà una progressiva democratizzazione degli scritti, come è già avvenuto in rete con i blog. Ma avere un’offerta sterminata non vuol dire per forza incrementare la qualità media. Sono certo che nel nostro paese il passaggio sarà più graduale». (matteo quinzi) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alice secondo Burton nel paese del 3D

Un grande mistero per Alan Wake

Alice quasi ventenne, obbligata a sposare un ragazzo che non ama, fugge, cade e si ritrova nel Paese delle Meraviglie che attraversò bambina. Rimarrà invischiata nella lotta fra la perfida Regina Rossa e l’arrendevole Regina Bianca e troverà il coraggio per fare le sue scelte anche nella vita reale. Con Alice in Wonderland Tim Burton rilegge i romanzi di Lewis Carroll senza quel pizzico in più di cattiveria e cinismo che è parte del suo cinema, ma resta un mostro di inventiva e fantasia. Distribuisce Disney.

E’ un giallo, un thriller e uno sparatutto. Ma soprattutto è un gioco bello e avvincente che ha come protagonista lo scrittore di thriller Alan Wake, che si trova coinvolto in una storia assurda, terribile e fantastica. Ci si muove in un formato episodico, nello stile dei serial televisivi, e infatti la Remedy e la Microsoft Games pensano sicuramente a altre “stagioni” del nuovo gioco. Alan Wake è innovativo e affascinante, anche mantenendo alcuni elementi classici. (e.a.)

FILM E TV Sul grande schermo si possono vedere film e anche tv in diretta

APPLICAZIONI Le “apps” disponibili sono migliaia, per ogni necessità

Documentario

Omaggio a Ugo Pirro maestro di cinema

lo di portare con se un computer vero e proprio. Qualche cambiamento arriverà anche dalle parti del Kindle, l’ebook reader che ha cambiato le regole del gioco circa tre anni fa, aprendo la strada alla rivoluzione odierna. Amazon ha infatti acquistato una società specializzata in tecnologie multitouch, ma ha anche annunciato che resterà legata soprattutto alla lettura e alla diffusione dei libri. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Per Natale dovrebbe arrivare lo Slate realizzato da Hp e Microsoft

ARCHOS 9 Già in commercio il tablet della Archos, il 9, basato su Windows 7

VIDEOGIOCHI Thriller

Repubblica è il primo dei quotidiani su iPad. Ricco di video e audio

MICROSOFT E HP

A CURA DI ALDO LASTELLA

Fantasy

GIORNALI

di piccole dimensioni, con comandi touch e pennino, ma con 32 giga di hard disk e delle performance di tutto rispetto. Se invece siete disposti a sopportare un peso maggiore pur di avere con voi la tastiera di un pc, ma non volete rinunciare alle meraviglie del touch, potete scegliere l’ibrido, ovvero un computer che si trasforma in tablet, il Toshiba Portege M780-S7220, che è entrambe le cose. I nei, ovviamente, sono peso e ingombro, il vantaggio è quel-

Il Pioneer CDJ 2000 è un lettore multiformato, che consente agli odierni dj di suonare tutto, dai file in ogni formato ai cd, CD, DVDROM, SD card e lettori mp3 collegati via USB

FOTOGRAFIE CON IL CELLULARE

«Io parto dal rovescio, da una situazione inattesa, per esempio un macellaio che entra in sala operatoria...». Eccolo il cinema di Ugo Pirro, maestro di sceneggiatura, romanziere e autore teatrale, scomparso nel 2008. Il documentario Soltanto un nome nei titoli di testa, realizzato da Daniele Di Biasio e prodotto da Georgette Ranucci, passato due anni fa alla Mostra di Venezia e ora in dvd (distribuito da Cecchi Gori) ricostruisce la biografia artistica di Pirro, dall’impegno politico ai due Oscar vinti con Indagine su un cittadino... e Il giardino dei Finzi Contini.

preso da ... http://le-journal-italienne.blogspot.com

Eros d’autore

Giochi sadomaso sul tavolo d’ufficio Divenne un vero e proprio caso al Sundance Festival del 2002: ma come, alla rassegna del cinema indipendente e, si presume, intellettualmente e culturalmente impegnato, arriva un film che ha al centro il rapporto sadomaso e sessualmente esplicito fra una segretaria e il suo datore di lavoro? Per di più con due attori abituati a ben altro cinema come Maggie Gyllenhall e James Spader. In Italia Secretary di Steven Shainberg uscì quasi clandestino e i critici non lo presero bene. Ma a quel pasticcio di eros pseudo-estremo e cinema di genere non manca un certo appeal. Distribuito da Eagle Pictures.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Azione

La solita guerra per il Pianeta Perduto Il Pianeta Perduto, seconda puntata. La storia fantasiosa e fantascientifica serve a poco, in realtà l’intero gioco è fatto tutto per sparare a più non posso (in terza persona) e conquistare il pianeta. La grafica è di ottima qualità, le interazioni sono molte e le sorprese altrettante. E si può giocare in maniera cooperativa con altri due giocatori. Nulla di nuovo sotto il sole, in fin dei conti, ma una ripetizione ben fatta. (e.a.) © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica

SPETTACOLI

SABATO 29 MAGGIO 2010

&TELEVISIONE

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L’attore americano protagonista all’Opéra Garnier di “La commedia infernale” che a luglio approderà a Ravello, a Spoleto e a Prato

preso da ... http://le-journal-italienne.blogspot.com LA STAR John Malkovich in “The infernal comedy” con la soprano Aleksandra Zamojska

Recitare John Malkovich

“Porto in scena il fascino perverso di un assassino” LAURA PUTTI

Compassione

Non ho compassione di Unterweger. Non mi riguarda direttamente: non ha ucciso mia moglie o mia figlia

Eleganza

Chi lo ha conosciuto lo descrive come una persona gentile. Un bel ragazzo che piaceva alle donne. Ma non elegante

PARIGI ood evening ladies and gentlemen...» dice John Malkovich dal palcoscenico dell’Opéra Garnier. Vestito di bianco con ampia camicia nera, non sembra in abiti di scena. Non sembra neanche recitare una parte. Tanto che a un certo punto domanda a una signora del pubblico: «Quando è stata l’ultima volta che le è piaciuto fare l’amore?». Lo

«G

strano one-man-show che l’attore americano sta portando nei teatri d’opera europei (e che il primo luglio debutterà al Ravello Festival per arrivare, il 2, anche al Festival di Spoleto e il 16 a Prato) ha un sapore ambiguo. A volte piacevole, come può essere il fatto che una star parli direttamente al suo pubblico; altre volte meno. Perché il protagonista di La commedia infernale è un serial killer, un uomo che ha ucciso undici donne strangolandole con il loro stesso reggiseno. Ma il fascino di Malkovich, la sua intrigante svagatezza, rendono l’assassino, se non posi-

tivo, almeno giustificabile. La storia (scritta e codiretta da Michael Sturminger) è ispirata a un vero fatto di cronaca. Nato in Austria nel ’51, Jack Unterweger uccise undici donne, molte delle quali prostitute, e si impiccò in un carcere di Gratz nel ’94. La storia è molto nota perché il caso Unterweger fu un clamoroso errore dell’intellighenzia austriaca dell’epoca. Condannato nel ’74 per lo strangolamento della sua prima vittima, fu rilasciato nel ’90 dopo che un comitato di intellettuali (tra i quali la scrittrice premio Nobel 2004 Elfriede Jelinek) aveva fatto una campagna a suo favore indicandolo come esempio di riabilitazione in carcere. Uscito di prigione, dove aveva imparato a leggere e scrivere, Unterweger era diventato giornalista e scrittore di successo. Ma nessuno avrebbe mai pensato che l’assassino riabilitato con tutti gli onori, specializzato in inchieste sulla prostituzione, continuasse a strangolare le sue intervistate. Scoperto e arrestato a Miami, Unterweger si impiccò in cella con l’intricato gioco di lacci e cordicelle che Malkovich riproduce nella scena finale di La commedia infernale. Lo spettacolo è diviso in otto monologhi, interrotti da arie d’opera (tutte in italiano) il cui testo completa in qualche modo il tema. Un’orchestra alle spalle di Malkovich (la Wiener Akademie diretta da Martin Haselboeck) e due brave soprano (Bernarda Bobro e Aleksandra Zamojska) mettono Gluck, Boccherini, Vivaldi, Mozart, Beethoven, Haydn e Weber al servizio dei deliri del serial killer. Il quale, davanti a una scri-

vania coperta da copie di un’autobiografia fresca di stampa, racconta la sua vita. È ovvio che non abbia avuto un’infanzia felice e che la sua mamma lo abbia abbandonato. Però una donna lo ha amato e molte lo hanno desiderato, lo hanno mantenuto appena uscito di prigione, lo hanno coccolato e si sono offerte a lui, spesso per il brivido di “fuck a murderer”, di andare a letto con un assassino. I due soprano sono inseguiti, aggrediti e strangolati mentre cantano le loro arie. Ma quando Malkovich si avvicina come un

gattone e, prima di ucciderle, le bacia sensualmente sul collo, un brivido di piacere percorre almeno la metà delle signore in sala. Per questa vogliosa partecipazione del pubblico femminile alcuni critici americani hanno accusato La commedia infernale di perversa ambiguità. «Non è uno spettacolo su di me» precisa Malkovich nel suo camerino all’Opéra poco prima di salire sul palco. «Non sento di avere cose in comune con Unterweger». Però la scena è nuda e lei, senza trucco e senza costumi, pur imitando l’accento tedesco (co-

Il festival

Bob Wilson con Shakespeare e sul podio il bel Diego Matheuz SI INAUGURA il 18 giugno con Gogo no eiko, atteso debutto d’opera di Hans Werner Henze con la regia di Giorgio Ferrara (direttore del festival) e si chiude con il concerto del venezuelano Diego Matheuz il 4 luglio. In mezzo al 53esimo Festival dei Due Mondi di Spoleto, imperdibili l’ultimo Bob Wilson di Shakespeares Sonette dal 25 giugno con gli attori del Berliner Ensemble, le musiche di Rufus Wainwright e il 2 e 3 luglio l’Hamburg Ballet, vero tributo a John Neumeier. Per una suggestione giapponese, il 19 giugno c’è Leonard Eto e il potere magico del Tamburo giapponese e Discendents of the eunuch admiral con le marionette del Teatro Youkiza. Tra gli altri appuntamenti: il 30 giugno l’Orchetto con Claudio Casadio (L’uomo che verrà), Fanny Ardant il 1 luglio, il mago Bustric nel Libro della Giungla, i giovani della Kitchen Company e Troilo e Cressida, regia di Piero Maccarinelli. www.festivaldispoleto.com

CARTELLONE Bob Wilson ospite al Festival di Spoleto

me quello del governatore della California, dice), resta John Malkovich in un monologo con musiche. «L’attore crea sempre un equivoco. Ma quando è in scena recita». Pensa davvero che ci siano molte donne attratte dall’idea di andare a letto con un serial killer? «Credo di sì. Come credo che un assassino, per quanto immondo, possa essere simpatico. Chi ha conosciuto Unterweger lo descrive come una persona molto gentile. Era un bel ragazzo, piaceva alle donne. Ma non era elegante. Nelle foto è sempre vestito come un prosseneta» dice Malkovich. Ma non si vive di solo teatro: il 15 giugno a Prato l’attore inaugurerà l’OpificioJM, un grande spazio per vendere abiti disegnati da lui più i prodotti di una trentina di aziende toscane di moda, artigianato artistico e cibo. Michael Sturminger, l’autore, dice che, scrivendo, ha provato compassione per una vita così difficile. «Il problema — dice Malkovich — non mi riguarda direttamente, perché Unterweger non ha ucciso mia moglie o mia figlia. Non lo assolvo, perché se hai ucciso puoi anche redimerti, ma le vite che hai preso o quelle che hai distrutto non possono farlo. Gli riconosco comunque un fascino». Lo sa che durante il Festival di Cannes la gente faceva la fila per fotografarsi al suo posto accanto a George Clooney in una di quelle foto con il buco al posto del viso? Uno spot pubblicitario dà più popolarità di un buon film? «Mah» dice Malkovich ormai quasi assente, forse già nei panni dell’assassino. © RIPRODUZIONE RISERVATA


Internet

“Recovery”

Il 2 giugno

Il film dei bambini del mondo spopola sul web

Anche Rihanna e Kobe nel disco di Eminem

Giorgio Diritti mette in scena Rodari

Un documentario girato in quattro continenti sui primi mesi di vita dei neonati spopola su Internet. http://www.thomasbalmes.com/

Pink, Rihanna, Lil’ Wayne e Kobe sono gli ospiti di “Recovery”, il nuovo disco di inediti di Eminem in uscita il 22 giugno e ricco di duetti

Giorgio Diritti debutta nella regia teatrale con “Novelle fatte al piano” il 2 giugno ospite di Santa Cecilia a Roma.

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Le ultime Passioni di Furio Scarpelli disegnate a matita A Firenze la mostra sullo sceneggiatore (come lui la definiva), con dialoghi stavolta incorniciati dai balloon della narrazione a “strisce”, cui Scarpelli stava gioiosamente lavorando da mesi, prodotta da Silvia d’Amico, figlia di Suso, tratta dall’omonimo romanzo a fumetti, che uscirà postumo a fine anno, insieme al film portato a termine dal figlio e dal nipote, Filiberto, con le voci di Alba Rohrwacher, Valerio Mastan-

MARIO SERENELLINI FIRENZE a Spagna della guerra civile, Roma in pieno dissesto urbanistico. In mezzo, una love story a tre: una giovane, un suo coetaneo, un gerarca. Con un balzo all’indietro nel ventennio nero della sua infanzia, Furio Scarpelli aveva concepito alle soglie dei 90 anni una storia d’ardori divisi, Passioni, in contrappunto con gli alti e bassi della società e della storia, com’era da sempre nella sua pratica di sceneggiatore. È stato l’ultimo sogno in celluloide di Scarpelli. Per lui, responsabile di soggetto e sceneggiatura con il figlio Giacomo, sarebbe stata l’opera prima, a 91 anni: per la prima volta disegnata, anziché scritta, dal maestro “dimezzato” della commedia all’italiana, cui ha regalato, i coppia con Age, sceneggiature-capolavoro: I soliti ignoti, La Grande Guerra, Signore e signori, C’eravamo tanto amati... A un mese dalla scomparsa (28 aprile), “France Odeon” a Firenze espone decine di tavole di Passioni, la “pellicola disegnata”

L

drea, Luca Zingaretti. In mostra (integrata da proiezioni di I compagni e Brancaleone alle crociate con Mario Monicelli, La terrazza e La famiglia con Ettore Scola e Stefania Sandrelli), anche rari disegni di una vita, realizzati per ogni film al momento della concezione di storie e personaggi, e due ritratti inediti, dell’amico Monicelli e della collega Suso Cecchi d’Amico, scarabocchiato

durante una riunione e salvato dal cestino della spazzatura. «Scarpelli», spiegano il figlio e il nipote, «aveva trovato nella fuga grafica un rifugio, la protezione da un cinema italiano che lui sentiva sempre più straniero, di rado attento alla realtà sociale, sempre più nutrito di sé, monacalmente cinefilo o, per lui, cinofilo. L’antidoto a questa generazione autoreferenziale sarebbe stato il suo

“anti-film”, come l’aveva orgogliosamente battezzato». Un film completamente suo, che avrebbe rivelato l’“altra metà” di Scarpelli: non Age, ma la creatività a matita, sua pratica quotidiana e fondamento d’ogni sua sceneggiatura. «L’immagine è scrittura — diceva — I personaggi nascono prima con il disegno, poi con le parole».

I DISEGNI Qui sopra, i ritratti di Furio Scarpelli: Mario Monicelli e Suso Cecchi d’Amico. In alto, “Passioni”

Il personaggio

Addio all’attore Gary Coleman il piccolo Arnold della serie tv

Gary Coleman

NEW YORK — È morto in un ospedale dello Utah, negli Stati Uniti, l’attore Gary Coleman, celebre per avere interpretato il piccolo Arnold nella serie Il mio amico Arnold. Coleman, 42 anni, è nato con una malattia congenita ai reni che ha interrotto la naturale crescita. Famoso per il ruolo di Arnold nella serie andata in onda tra il 1978 e il 1986, Coleman ha lavorato come guardia privata facendo solo qualche apparizione in alcune produzioni (I Jefferson e un episodio dei Simpson). Due anni fa era stato ospite nello show di RaiUno I migliori annicondotto da Carlo Conti. Nel 2003 ha tentato la carriera politica candidandosi come governatore della California dopo la discesa in campo di Schwarzenegger. Ottenne 14.282 preferenze (0,16%), arrivò ottavo su 135.

Il concerto

Riccardo Muti: “La musica unisce più della politica”

Riccardo Muti

ROMA — Dopo Mazara del Vallo (nel 2008), sarà di nuovo una località italiana, Trieste, a ospitare “Le vie dell’amicizia”, concerto evento che dal 1997 Riccardo Muti e il Ravenna Festival organizzano in vari posti del mondo (da Sarajevo a Gerusalemme), sempre in nome dell’abbraccio tra nazioni. Il concerto, gratuito, si svolgerà il 13 luglio a piazza Unità d’Italia (sarà trasmesso il 29 da RaiUno) con giovani musicisti delle accademie slovene e croate più diversi elementi di orchestre italiane (tra cui la Cherubini, fondata da Muti) sul Requiem di Luigi Cherubini. La musica, dice il direttore, spiega da sola il significato di “Le vie dell’amicizia”: «Attraverso queste visite musicali non andiamo solo a dire che siamo amici. La musica è così potente da unire, cosa che spesso le parole e la politica non riescono a fare». (federico capitoni) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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la Repubblica

CANAL GRANDE DI ANTONIO DIPOLLINA

Film del giorno SE FOSSI IN TE COMMEDIA, COL., ITALIA, 2001, DURATA 80’ Regia di Giulio Manfredonia. Con Emilio Solfrizzi, Fabio De Luigi, Gioele Dix, Lunetta Savino, Paola Cortellesi. Una notte un impiegato sfiduciato con famiglia, un ricco industriale depresso e un discjockey Peter Pan si scambiano di ruolo. Canale 5 — 10.40

1

L’EROE DEI DUE MONDI Il generale Giuseppe Garibaldi

UNDERDOG. STORIA DI UN SUPEREROE COMMEDIA, COLORE, USA, 2007, DURATA 85’ Regia di Frederik Du Chau. Nel laboratorio di uno scienzato pazzo avviene un incidente: un cane beagle senza casa si ritrova con poteri straordinari: proteggerà i cittadini indifesi di Capitol City. Italia 1 — 21.10 RAI 1

50 anni di Unità d’Italia, le celebrazioni, le polemiche. Puf, tutto svanito in pochi secondi di tv, l’altra sera su RaiUno, in uno dei programmi di maggiore ascolto. Ai Soliti Ignoti Fabrizio Frizzi ha una concorrente, giovane donna, una normale, ogni tanto azzecca ogni tanto no. Finché arriva un tizio che è addobbato come Giuseppe Garibaldi, gli somiglia, si è fatto crescere capelli e barba bianca, ha la mantellina rossa. Tra le opzioni ci sono “Fa il sosia”, “Possiede una discoteca” e “Alleva cammelli”. Dopo alcuni secondi di riflessione, la sventurata risponde: “Questo signore alleva cam-

6.10 Tg2 Eat Parade 6.45 Mattina in famiglia - Con T. Timperi, M. Leone. All’interno: 7.00/ 8.00/ 9.00 / 10.00 Tg2 Mattina; 9.30 Tg2 Mattina L.I.S. / Meteo2 /10 Tg2 Mattina 10.15 Sulla via di Damasco 10.45 Quello che 11.25 ApriRai 11.35 Mezzogiorno in famiglia Con Amadeus, L. Barriales, S. Friscia 12.30 Tg2 Giorno 12.45 Automobilismo: Gran Premio di Turchia di Formula 1. All’interno: Pit Lane / 13.00 Qualifiche 14.20 Top of the Pops 2010 15.25 Giardini e misteri - Tf 16.20 Kate & Emma - Tf 17.05 Sereno Variabile 18.00 Tg2 Meteo2 18.10 Secondo Canale 18.40 Squadra Speciale Lipsia - Tf 19.30 Squadra Speciale Cobra 11 - Tf 20.25 Estrazioni del Lotto 20.30 Tg2 20.30 21.05 N.C.I.S. “Uccidere Ari” / “Fine dei giochi” - Tf 23.15 Tg2 23.25 Tg2 - Dossier 0.10 Tg2 Storie. I racconti della settimana 0.50 Tg2 Mizar 1.15 Tg2 Sì Viaggiare 1.35 Tg2 Eat Parade 1.50 Meteo2 2.00 Appuntamento al cinema 2.05 La Piovra 6 - Tf 4.15 NET.T.UN.O. 5.00 Diritto dell’Unione Europea 5.45 Scanzonatissima

melli”. Frizzi sul momento ha un’espressione agghiacciata, poi inizia a ridere e non la smette più, mentre in studio succede di tutto. Appena torna un po’ di calma, la concorrente — che non capisce e forse spera, un po’ vanamente, che la prendano alla Pupa e il Secchione— spiega che quel tizio secondo lei lavora in un circo. Frizzi cerca di proseguire, ride ancora, ma adesso ha l’aria di quello che sta pregando che il presidente Napolitano non sia davanti alla tv. Sarebbe la volta che finisce con un’alta carica dello stato che chiude un programma tv e senza portare i tacchi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

CANALE 5

RAI 3

RAI 2

7.00 Storie della mia infanzia 7.55 Il Videogiornale del Fantabosco 8.45 Il mondo di Stefi 9.00 Tv Talk 10.30 Art News 11.00 Tgr Bell’Italia 11.30 Tgr Prodotto Italia 12.00 Tg3 - Rai Sport Notizie Meteo3 12.25 Appuntamento al cinema 12.30 Ciclismo: 93° Giro d’Italia. Si gira 12.55 Ciclismo: 93° Giro d’Italia 20a tappa BormioPonte di Legno Tonale 14.00 Tg Regione Tg Regione Meteo 14.20 Tg3 14.45 Tg3 Pixel Meteo3 14.50 Sabato Sport. All’interno: Magazine Champions League / 15.20 Tg3 Flash L.I.S. / Ciclismo: Giro d’Italia 20a tappa BormioPonte di Legno Tonale / Giro all’arrivo / 17.10 Processo alla tappa / 18.00 Speciale Formula 1. Speciale prove / 18.05 Equitazione: Concorso ippico Piazza di Siena 18.55 Meteo3 19.00 Tg3 19.30 Tg Regione Tg Regione Meteo 20.00 Blob presenta Vota Antonio 20.10 Che tempo che fa - Con Fabio Fazio 21.30 Ulisse: Il piacere della scoperta “Il Foro Romano” 23.20 Tg3 23.35 Tg Regione 23.40 Raitre Palco e Retropalco Meteo3 0.50 Tg3 1.00 Tg3 Agenda del mondo

6.00 7.55 7.57 8.00 8.50 9.24

Prima pagina Traffico Meteo5 Tg5 Loggione Miracoli degli animali Doc 9.45 Super Partes 10.35 Dietro le quinte 10.41 Film: Se fossi in te - Di G. Manfredonia. Con E. Solfrizzi, G. Dix, F. De Luigi, L. Savino 13.00 Tg5 13.39 Meteo5 13.40 Belli dentro - Sitcom 14.10 Verissimo di primavera Con S. Toffanin 17.01 Tvm: Cake - Ti amo, ti mollo... ti sposo / Matrimonio da copertina - Di N. Ganatra. Con H. Graham, D. Sutcliffe, T. Diggs, S. Oh, K. MalickiSanchez 18.50 Chi vuol essere milionario - Con Gerry Scotti 20.00 Tg5 20.30 Meteo5 20.31 Striscia la notizia - La voce dell’influenza - Con Ficarra e Picone 21.10 Cio Darwin 6. La regressione- Il lato oscuro - Con P. Bonolis, L. Laurenti 0.00 Vanished - Tf 1.00 Tg5 - Notte 1.30 Meteo5 1.31 Striscia la notizia (r) 2.03 Media Shopping 2.17 Tvm: Padre papà - Di S. Martino. Con A. Sabato Jr, M.G. Cucinotta 3.46 Highlander - Tf 5.16 Media Shopping 5.31 Tg5 - Notte (r) 5.59 Meteo5 Notte

ITALIA 1

RETE 4

7.00 Cartoni animati 10.45 La pupa e il secchione - Il ritorno 11.35 Tv Moda - Con Jo Squillo 12.25 Studio Aperto 12.58 Meteo 13.02 Studio Sport 13.35 Tgcom 13.40 Til Death - Tf 14.10 Tvm: Ragazze nel pallone: tutto o niente - Di S. Rash. Con M. Rylan, C. Chiu, H. Panettiere, J. McDorman 16.10 Tvm: Ragazze nel pallone 4 - Di S. Rash. Con M. Copon 18.00 Samantha chi? - Tf 18.30 Studio Aperto 18.58 Meteo 18.59 Cartoni animati 19.10 Film: Spot - Supercane anticrimine - Di J. Whitesell. Con D. Arquette, M. Clarke, Duncan, L. Bibb, J. Viterelli 21.10 Film: Underdog - Storia di un vero supereroe - Di F. Du Chau. Con P. Dinklage, J. Belushi, P. Warburton, A. Neuberger, T. Momsen 22.45 Film: The Breed - La razza del male - Di N. Mastandrea. Con M. Rodriguez, E. Lively, O. Hudson, T. Manning, H. Harper 0.40 Poker1mania 1.35 Film: Mezzo destro e mezzo sinistro - 2 calciatori senza pallone Di S. Martino. Con G. Sammarchi, A. Roncato, M. Vukotic, I. Russinova 3.20 Media Shopping 3.40 Film: Best - Di M. McGuckian. Con J. Lynch, I. Bannen, J. Flynn, I. Hart 5.20 Media Shopping

07.33 07.50 08.45 09.05 10.25 10.27 11.44 12.23 12.40 14.11 15.05 15.50 15.55 16.55

■ cinema / mattina 09.10 Arrivano i Titani - Di D. Tessari SKY Cinema Italia 09.30 Robin Hood - Principe dei ladri - Di K. Reynolds SKY Cinema Family 09.50 Il mago di Oz - Di V. Fleming SKY Cinema Classics 10.50 The Bunker - Di R. Green SKY Cinema Max HD 11.10 Birdy - Le ali della libertà - Di A. Parker SKY Cinema Mania 11.30 Tulpan - La ragazza che non c'era - Di S. Dvortzevoy Cult 12.10 Beethoven - Di B. Levant MGM 12.45 Natale a Rio - Di N. Parenti SKY Cinema 1 HD 13.20 Rachel sta per sposarsi - Di J. Demme SKY Cinema Mania

■ cinema / pomeriggio 14.45 Push - Di P. McGuigan SKY Cinema 1 HD 15.00 Gilda - Di C. Vidor SKY Cinema Classics 15.20 Twilight - Di C. Hardwicke SKY Cinema Family 15.50 Stella - Di J. Erman MGM 16.55 King Kong - Di J. Guillermin SKY Cinema Classics 17.25 Kung Fu Panda - Di M. Osborne e J. Stevenson SKY Cinema Family 17.35 Una casa tutta per noi - Di T. Bill MGM 18.40 Gomorra - Di M. Garrone SKY Cinema Italia 18.50 Spider-Man - Di S. Raimi SKY Cinema 1 HD

■ cinema / sera 19.10 Il dubbio - Di J.P. Shanley SKY Cinema Mania 21.00 Loch Ness - Il risveglio del mostro - Di P. Ziller SKY Cinema Max HD 21.00 Balla coi lupi - Di K. Costner SKY Cinema Mania 21.00 La ragazza con la pistola - Di M. Monicelli SKY Cinema Italia 21.00 Boog & Elliott 2 - Di M. O'Callaghan SKY Cinema Family 21.00 Anastasia - Di A. Litvak SKY Cinema Classics 21.00 Diverso da chi? - Di U. Carteni SKY Cinema 1 HD 21.00 Miami Vice - Di M. Mann MGM 21.00 Lettera al Kremlino - Di J. Huston Cult

■ cinema / notte 22.25 Incinta o... quasi - Di L. Shapiro SKY Cinema Family 22.35 Shark Attack 3: emergenza squali - Di D. Worth SKY Cinema Max HD 22.50 Uomini che odiano le donne - Di N.A. Oplev SKY Cinema 1 HD 22.55 Sangue caldo - Di R. Wilson SKY Cinema Classics 23.00 L'ultima follia di Mel Brooks - Di M. Brooks Cult 23.15 4 per Cordoba - Di P. Wendkos MGM 00.05 Strafumati - Di D.G. Green SKY Cinema Mania 00.20 Il collezionista di ossa - Di P. Noyce SKY Cinema Max HD 00.25 Improvvisamente l'estate scorsa - Di J.L. Mankiewicz SKY Cinema Classics

■ sport 19.00 19.00 19.00 19.15 19.30 19.30 19.30 19.45 20.00 20.00 20.00 20.15 20.30 20.30 20.30 21.00 21.00 21.00 21.00 21.00 21.15 21.30 21.30 22.00 22.00 22.00 22.30 22.30 22.30 23.00 23.00 23.00 23.00 23.00 23.30 00.00 00.00 00.00

Gnok Calcio Remix SKY Sport 1 HD Supercars Nuvolari Sports Years Espn Classic Rimini Wellness 2010 SKY Sport 2 HD Inter - Napoli SKY Supercalcio HD Speciale Numeri: UEFA Champions League SKY Sport 1 HD Grip Nuvolari Il favoloso mondo degli Azzurri SKY Sport 2 HD Premier League Review of the Season SKY Sport 1 HD A-Z Nuvolari FIFA: le partite storiche Espn Classic Sky Basket Prepartita (live) SKY Sport 2 HD Basket: C.I. Serie A (live) SKY Sport 2 HD Magazine Nuvolari Tennis: Game, Set and Mats Eurosport Slovacchia - Camerun SKY Sport 1 HD Nate ieri Nuvolari Fight Sport: Fight club Eurosport Superbike Highlights 1996 Espn Classic Baseball Tonight ESPN America Villarreal - Real Madrid SKY Supercalcio HD Next Nuvolari This Week In Baseball ESPN America Hot Road Nuvolari Storie dei Mondiali Espn Classic Baseball: Chicago C. - St. Louis (live) ESPN America Basket: NBA SKY Sport 2 HD Primo piano Nuvolari Storie dei Mondiali Espn Classic Genoa - Juventus SKY Supercalcio HD I Signori del Calcio SKY Sport 1 HD Supercars Nuvolari Calcio: Amichevole Coppa del Mondo Eurosport FIFA: le partite storiche Espn Classic Vroom Nuvolari Serie A review - 32a giornata SKY Sport 1 HD Mega Tuning Nuvolari Tennis t.: Camp. del Mondo squadre Eurosport

5.25 Tg4 Rassegna Stampa 5.45 West Wing tutti gli uomini del Presidente - Tf 6.30 Media Shopping 7.25 La dottoressa Giò - Con B. D’Urso 9.30 Vivere meglio 10.55 Cuochi senza frontiere Con D. Mengacci 11.30 Tg4. All’interno: Meteo 12.00 Vie d’Italia notizie sul traffico 12.02 Cuochi senza frontiere Con Davide Mengacci 12.55 Detective in corsia - Tf 13.50 Forum: sessione pomeridiana del sabato - Con Rita Dalla Chiesa 15.02 Tvm: Poirot: Memorie di un delitto - Di Andrew Grieve. Con David Suchet, H. Fraser 17.02 Monk - Tf 18.00 L’eden ai confni del mondo - La Patagonia - Doc 18.55 Tg4. All’interno: Meteo 19.35 Tempesta d’amore - Telenovela 20.30 Walker Texas Ranger - Tf 21.30 Bones - Tf 23.20 Law & Order: Unità Speciale - Tf 0.15 Tvm: Safe Harbour - Di M. Griffiths. Con T. Gold, S. Bacic 2.05 Tg4 - Rassegna stampa 2.20 Ieri e oggi in tv special Stasera Beatles 1990 3.50 Media Shopping 4.07 Film: Il figlio della sepolata viva - Di A. Colbert. Con F. Robsahm, E. Czemerys 4.57 Come eravamo

■ 53

CHE TEMPO CHE FA Ospiti Pippo Baudo, il direttore di La Repubblica Ezio Mauro e Cesare Cremonini. RaiTre — 20.10 SPECIALE SKY TG24 Nello speciale “Coca nostra — Vita da corriere” curato da Riccardo Romani, il percorso della cocaina, dalla coltivazione allo smercio nelle città. Sky Tg24 — 15.35 ULISSE, IL PIACERE DELLA SCOPERTA Viaggio alla scoperta del Foro Romano attraverso le ricostruzioni virtuali. Raitre — 21.30 TI LASCIO UNA CANZONE Tra gli ospiti Gigliola Cinquetti, Toto Cutugno, Luca Canonici, Gigi D’Alessio, Irene Fornaciari. RaiUno — 21.10 TG3 - L’AGENDA DEL MONDO Santo Della Volpe ricostruisce la strage allo stadio Heysel di Bruxelles del 29 maggio 1985. RaiTre — 23.20

David Letterman Show SKY UNO Stellina Lady Channel Turné Jimmy Miami Vice Fox Retro I Simpson Fox HD Sei più bravo di un ragazzino di 5a? Cielo Sfiga World Records GXT I Survived a Japanese Game Show GXT Turné Jimmy I Simpson Fox HD Cirque du Soleil SKY UNO Senza peccato Lady Channel Primeval Jimmy Saranno famosi: Love Boat Fox Retro Glee Fox HD Stop a Greenwich Village Cielo Guinness World Records GXT Primeval Jimmy Dr. House Fox HD The Contender Muay Thai GXT Pasion Morena Lady Channel Saranno famosi: La famiglia Bradford Fox Retro Sex Talk Jimmy Guinness World Records Spagna GXT Dr. House Fox HD David Letterman Show SKY UNO Eredità d'amore Lady Channel Get Smart Fox Retro L'angolo nel cielo Cielo World Combat League GXT Webdreams - Sesso on line Jimmy La strana coppia Fox Retro L'angolo nel cielo Cielo True Blood Fox HD Bordello! (Cathouse) Jimmy Italia's Next Top Model 3 SKY UNO Huracan Lady Channel Ultimate Poker Challenge GXT Il mio amico Arnold Fox Retro Cielo TG24 mattina Cielo Webdreams - Sesso on line Jimmy

DEEJAY TV

LA SETTE 6.00 Tg La7 Meteo Oroscopo Traffico 7.00 Omnibus Week-end 9.15 Omnibus Life - Weekend 10.05 InnovatiON - Conduce Lucia Loffredo 10.35 Movie Flash 10.40 L'intervista - A cura di Alain Elkann 11.10 Movie Flash 11.15 Matlock - Tf 12.30 Tg La7 12.55 Sport 7 13.00 Movie Flash 13.05 Hardcastle & McCormick - Tf 14.05 Film: Fantomas minaccia il mondo - Di André Hunebelle. Con Jean Marais, Louis de Funès, Mylène Demongeot 16.00 Il ritorno di Missione Impossibile - Tf 18.00 Film Tv: Noi siamo angeli - La fortuna piove dal cielo - Di Ruggero Deodato. Con Bud Spencer, Philip Michael Thomas, Kabir Bedi 20.00 Tg La7 20.30 Chef per un giorno 21.35 L'ispettore Barnaby - Tf 23.30 Victor Victoria - Senza filtro. Conduce Victoria Cabello 0.35 Tg La7 0.55 M.O.D.A 1.30 Movie flash 1.35 Film: O.K. Nerone - Di M. Soldati. Con W. Chiari, S. Pampanini, G. Cervi 3.40 CNN News

Servizio Pay Per View in esclusiva sullaTV Digitale Terrestre. Info su www.mediasetpremium.it Come cani e gatti Film Joi Summer Crush Tf Mya Hamburg Distretto 21 Tf Steel Everwood Tf Joi Heroes Tf Steel Piccolo grande amore Film Mya The Mentalist Tf Joi C’è post@ per te Film Mya 4400 Tf Steel Confidence - La truffa perfetta Film Joi Wanted - Scegli il tuo destino Film Steel Friday Night Lights Tf Joi Spagna-Arabia Saudita Calcio Premium C. € 8 Ultraviolet Film Steel

■ intrattenimento 20.00 20.00 20.00 20.00 20.00 20.00 20.05 20.20 20.30 20.30 21.00 21.00 21.00 21.00 21.00 21.00 21.05 21.50 21.50 21.55 22.00 22.00 22.40 22.40 22.45 23.00 23.00 23.00 23.00 23.15 23.30 23.30 23.30 23.35 23.55 00.00 00.00 00.00 00.00 00.00 00.30

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Programmi

GARIBALDI, I CAMMELLI E L’UNITÀ D’ITALIA

TRE UOMINI E UNA CULLA COMMEDIA, COLORE, FRA, 1986, DURATA 101’ Regia di Coline Serreau. Con Roland Giraud, Michel Boujenah, André Dussollier, Annick Alane. Tre single in un appartamento parigino. Uno non sa di essere un ragazzo-padre. La madre lascia la bimbetta, Marie, ai due amiconi. Rai Movie — 21.00

6.00 Euronews 6.10 Da Da Da 6.30 Uno mattina weekend Con S. Grey, F. Gatta, V. Carbone 9.35 Settegiorni 10.25 Aprirai 10.35 Appuntamento al cinema Che tempo fa 10.40 Tuttobenessere - Con D. Rosati 11.30 Occhio alla spesa - Con A. Di Pietro 12.00 La prova del cuoco - Con E. Isoardi 13.30 Telegiornale 14.00 Easy Driver - Con I. Moscato, M. Mariucci 14.30 Le amiche del sabato Con L. Landi Che tempo fa 17.00 Tg1 17.10 A sua immagine - Conduce R. Carello 17.40 Tg1 L.I.S. 17.45 Passaggio a Nord-Ovest - Un programma di Alberto Angela 18.50 L’Eredità - Con Carlo Conti 20.00 Telegiornale 20.30 Rai Tg Sport 20.35 Soliti ignoti - Conduce Fabrizio Frizzi 21.10 Ti lascio una canzone Con Antonella Clerici 0.35 Tg1 0.45 Cinematografo 1.45 Tg1 Notte 1.50 Che tempo fa 1.55 Appuntamento al cinema 2.00 Film: Open water - Di C. Kentis. Con B. Ryan, D. Travis, S. Stein 3.20 Film: Lucky break - Di P. Cattaneo 5.00 Superstar

@

R2PROGRAMMI

SABATO 29 MAGGIO 2010

16.37 17.41 18.00 18.25 19.12 19.19 20.05 20.10 21.00 21.00 21.00 21.46 22.40 23.15 00.40 01.15 01.20

6.00 Coffee & Deejay Weekend 9.30 The Club 10.00 Deejay Hits 13.00 The flow red bull music Academy 13.55 Deejay Tg 14.00 Via Massena Long Version 15.00 F.A.Q. Best Of 15.55 Deejay Tg 16.00 Deejay Today Highlights 17.00 50 Songs Weekend 18.55 Deejay Tg 19.00 The Flow Best of 20.00 The Club 20.30 Deejay Music Club 21.30 DJ Stories 22.30 Almost True - L’altra storia del rock 23.30 M2.O Night 2.30 The Club 3.30 Deejay Night

MTV 10.00 10.30 11.30 12.00 14.00 16.00 16.05 17.00 17.05 17.30 18.00 18.05 19.00 19.05 20.00 21.00 21.05 22.00

The City Randy Jackson Presents Mtv @ the Movies Hitlist Italia Speciale Mtv News Mtv News Love Test Mtv News Taking the Stage Making the Movie Mtv News Slips Mtv News Slips Il Testimone Mtv News 16 & Pregnant Miley Cyrus Live in London 23.00 I soliti idioti 0.00 Jersey Shore 1.00 Blue Mountain State

Royal Pains Ballando sul ghiaccio Serbia-Nuova Zelanda Hamburg Distretto 21 V I could never be your woman V 4400 Una mamma per amica The Mentalist Trauma The Mentalist Ipotesi di complotto Hooligans Knight Rider Sliding doors Appuntamento a Liverpool

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Verso il Mondiale

Fiorentina

Julio Cesar contro il pallone: “Da supermercato”

Dopo Prandelli, biennale per Mihajlovic

JOHANNESBURG — È di Julio Cesar (foto) la prima polemica iridata: al portiere del Brasile e dell’Inter non piace il pallone ufficiale del Mondiale sudafricano. «È veramente orribile, sembra uno di quelli comprati al supermercato». “Jabulani” (questo il nome) era stato criticato anche da Daniel Alves, difensore della nazionale verdeoro.

FIRENZE — Cambio di allenatore ormai imminente a Firenze: Cesare Prandelli (foto), destinato alla nazionale dopo i Mondiali, sarà sostituito da Sinisa Mihajlovic. Per il tecnico serbo, ex Catania, biennale con opzione ad una cifra vicina al milione di euro all’anno.

preso da ... http://le-journal-italienne.blogspot.com L’intervista

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Il nuovo leader ad un passo dal trionfo: “La cosa stupenda è essermi rialzato”

“Una giornata bellissima i guai li ho dimenticati” APRICA van Basso, sono passati quattro anni. «Nel 2006 ho vissuto una parentesi felice, vincendo il Giro. Poi sono seguiti momenti brutti, difficili». L’Operacion Puerto, la squalifica, il lento ritorno al vertice. «Ma tutto quello non conta più. Mi sono rialzato, mi sono rimesso il numero sulle spalle: la cosa più bella di tutte». Più bella di una giornata come quella del Mortirolo? «È diverso. Chiaro che questo sia un momento bellissimo. Le salite, la maglia rosa, il pubblico sempre fantastico con me». Ma lei ricambia, eccome. «Faccio del mio meglio, di restituire la gioia che mi danno». Da dove cominciare? «Dalla squadra, dai compagni che hanno fatto una grandissimo lavoro. Tutti e nove; dal primo all’ultimo». Un treno, la sua Liquigas, anche in salita. «Abbiamo preso in mano la corsa ad una quarantina di chilometri dal via e non abbiamo più mollato. Ciascuno aveva il suo

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Gli ultimi ostacoli

Non ho ancora vinto, sul Gavia serve strategia, poi c’è la crono Rischio poco in discesa? Ma in salita guadagno... Sono felice come prima della squalifica

La gioia di Basso al termine della Brescia-Aprica compito. Ciascuno lo ha portato a termine con grande precisione. Il risultato è questa maglia che indosso». Alla maglia ci pensavate alla partenza, vero?

«Questo è il Giro d’Italia, sappiamo le nostre possibilità». Vincenzo Nibali, il suo alleato, la sua spalla. «Avevamo discusso di come migliorare la classifica. È stata az-

zeccata l’idea di restare insieme sul Mortirolo e nella discesa. Io l’ho aspettato nella parte finale, quella più dura, quando siamo rimasti soli con Scarponi; lui mi ha guidato in discesa. A proposito...». Sì? «Scarponi più che un avversario è stato un compagno leale, che ha permesso che la fuga andasse in porto». Come si sente con la maglia rosa addosso? «Sento molta gioia, ma il Giro non è ancora vinto. C’è ancora una tappa pericolosa. Dobbiamo preparare una strategia adeguata, come per Aprica e Zoncolan». Le manca poco, in fondo. «La maglia rosa che conta è quella di domani, dopo le 18, dopo una crono in cui Evans non mollerà fino all’ultimo metro». Dicono che non rischia in discesa. «Ma dopo la discesa c’è la salita: oggi, per esempio, mi aspetta il Tonale. Io non rischio più di tanto in discesa: a rischiare si spendono molte energie». (e. cap.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Formula 1

McLaren ok, Ferrari insegue. Alonso: “Ma miglioriamo” lentamente. Ma lui no, morire non vuole. Sfrutta mestiere ed esperienza: molla il ritmo di Basso e scollina con 1’55” di distacco. Aspetta la discesa. È lì che si scatena. Evans si stacca, rientra, si stacca ancora. Come un elastico. Rischia l’osso del collo in discesa sfiorando un camper parcheggiato e poi si stabilizza nella pancia di un gruppetto con Gadret, Vinokourov, Sastre e proprio Arroyo, rientrato dopo una discesa da manuale. Lo spagnolo si spinge fino a soli 38” dal terzetto di testa (Basso, Nibali, Scarponi). Sono in cinque contro tre. Hanno

All’Aprica vince Scarponi, ora lo spagnolo è a 51” ed Evans a 4’. Oggi c’è il Gavia una manciata di secondi da recuperare. Non è impossibile. Non lo sarebbe, se davanti non ci fosse un Basso così, ostinato e inesauribile, sereno ma affamato, e i secondi diventano un minuto, il minuto diventa due, e i due poi sono tre, con Ivan che trascina i compagni di fuga fino all’arrivo, con Ivan che si infila dentro la maglia rosa. Oggi le ultime grandi salite. Un altro show. Il Gavia è transitabile, sebbene fra due muri di neve. La tappa con Forcola, Eira, Foscagno e Tonale potrebbe anche non essere modificata. Ma il maltempo incombe. Perciò si deciderà solo in mattinata. Tre i percorsi alternativi approntati senza Gavia. «Ma tutti con almeno 4.200 metri di dislivello», spiega il patron Zomegnan. Lo spettacolo è assicurato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Button più veloce anche senza Jessica DAL NOSTRO INVIATO MARCO MENSURATI ISTANBUL el silenzio spettrale del circuito di Istanbul, probabilmente il più colossale monumento all’inutilità prodotto dalla società occidentale, sotto lo sguardo plastico dei seggiolini vuoti, la Formula 1 ha offerto ieri l’ennesima replica del solito spettacolo: la Red Bull che va veloce e tutti gli altri che inseguono mostrando al mondo e a se stessi i loro cabaret assortiti di ambizioni, speranze, illusioni. Vanno talmente più veloci, le due macchine blu, che si concedono persino il lusso di non segnare il miglior tempo nella giornata di prove libere, limitandosi al secondo (Webber) e al terzo (Vettel). «Quei due si sono nascosti», brontola a sera Alonso con la faccia di chi ha appena scoperto il trucco. E così la scena di Istanbul è apparentemente tutta per gli inseguitori. E in particolare per la McLaren. Che con un Button per niente shockato dalla fine del suo rapporto con la reginetta dei perizomi Jessica Michibata — erano più shockati i fotografi che adesso dovranno tornare a dedicarsi a scocche e diffusori e marmitte varie — ha fatto il miglior giro. «Ma la McLaren è sempre prima, di venerdì», chiosa Alonso. Al di là dell’affettuosità dello spagnolo, va detto però che stavolta la McLaren ha convinto un po’ più del solito. Quanto meno

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per una sorta di suggestione. Per Istanbul, tutti, dalla Red Bull alla Ferrari alla Mercedes, si sono scapicollati a montare il famoso F-duct, il dispositivo (un alettone che si attiva con un movimento del corpo) scopiazzato proprio dalla McLaren. Pare che qui sia particolarmente utile. E, disponendo il team inglese dell’esemplare originale, nonché il più efficiente, si è quasi automaticamente portati a pensare che vada più veloce del solito. Oggi, quan-

Libere in Turchia, l’inglese primo Tiene banco la sua separazione dalla fidanzata modella do per colpa del cronometro non sarà più possibile giocare a nascondino, si capirà quanto più veloce. Anche la Ferrari ha dato l’impressione di essere in buona salute (non fosse per Massa che continua inspiegabilmente a guidare come una casalinga). «Rispetto alla Spagna credo che la situazione sia un po’ migliorata. Detto questo sarebbe una sorpresa se le Red Bull non fossero davanti a tutti. Noi siamo alle loro spalle insieme alle McLaren». Sintetizza Alonso (quinto tempo di giornata) dando l’impressione di volersi nascondere un po’ anche lui. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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la Repubblica SABATO 29 MAGGIO 2010

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Italia umiliata, il nostro calcio non conta più Euro 2016 alla Francia, solo Malta vota per il dossier Figc: anche la Turchia davanti DAL NOSTRO INVIATO FULVIO BIANCHI GINEVRA i ha votati solo l’avvocato Joseph Mifsud, maltese, con studio anche sul lago di Como: l’Italia è uscita con le ossa rotte, gli Euro 2016 li organizzerà la Francia di Nicholas Sarkozy, autentico mattatore davanti al mondo del calcio europeo. La prima votazione è finita 7-5-1. Sette per la Francia, cinque per la Turchia e un unico voticino per i nostri che speravano nell’onda lunga del Mondiale vinto 4 anni fa in Germania. Ma quell’onda ci ha portati a fondo, umiliati e con lo spettro adesso di entrare in crisi. Il 18 aprile 2007 a Cardiff avevamo perso la corsa ad Euro 2010, battuti 8-4 da PoloniaUcraina. Ieri abbiamo sprecato la seconda chance, umiliati dai francesi ma staccati anche dai turchi. La prima votazione è finita 43 (Francia), 38 (Turchia) e 23 (Italia). Nel dettaglio, la Francia ha avuto 7 preferenze come prima (5 punti a preferenza), 2 come seconda (2), 4 come terza (1). La Turchia 5 come prima (5 come seconda, 3 come terza). L’Italietta solo una preferenza come prima, poi 6 come seconda e sei come terza: è uscita così al primo turno. Al ballottaggio è finita 7-6 per la

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Seconda bocciatura di fila. Premiata la diplomazia di Sarkozy: lo sfidava Rocco Crimi... Francia sulla Turchia ma è sbagliato dire che abbia prevalso di un soffio, perché aveva 7 voti blindatissimi e c’era la volontà di fare uscire i turchi a testa alta. Delitto perfetto. «Per me era difficile, molto difficile — ha detto Michel Platini dopo aver annunciato la vincitrice senza un sorriso — ho giocato in Italia e Francia.... Ma l’Uefa ha dimostrato trasparenza e vera democrazia, altrimenti sarebbe finita 13-0, no?». Tre volte ha ripetuto «io non sono un dittatore». Ma ha aggiunto: «La presenza di Sarkozy ha fatto pendere la bilancia». La Federcalcio italiana parla adesso di altri «motivi che hanno prevalso», senza spiegare quali, ma c’è forte malumore perché a Sarkozy sono stati subito presentati da Platini i 13 membri Uefa che avrebbero votato, cosa non ripetuta con il presidente turco Gul, né con il rappresentante del governo italiano, il sottosegretario Rocco Crimi. «L’Uefa parla un po’ troppo francese», ha detto, seccato, Rocco Crimi. Ma la verità è che i governi di Francia e Turchia ci credevano, mentre il nostro non si è mai mosso. Nessuna traccia di Berlusconi, mai. La legge sugli stadi è ferma alla Camera (e come seconda beffa hanno previsto un’altra audizione ad Abete il 3 giugno, quando sarà a Bruxelles...). Sarkozy è arrivato a Ginevra alle 10.30 e ha fatto un discorso da leader: «Anche il calcio in questo momento può dare una risposta alla crisi economica: noi vi aspettiamo in Francia e vi prometto che combatteremo il cancro della violenza e del teppismo». C’è stata un’ovazione. La stessa cosa aveva annunciato ai delegati Uefa il mese scorso all’Eliseo: «Io certa gente la caccio dagli stadi... «. Lo sta facendo: e noi? Noi, eravamo soli con Rocco Crimi, non un ministro, nemmeno un video registrato: niente di

Quante sconfitte OLIMPIADI 2004

niente, non si è presentato nemmeno il presidente della Lega calcio, Beretta. Abete è stato abbandonato al suo destino ma forse in ricordo del suo lontano passato da deputato Dc non affonda i colpi sul governo e preferisce affondare da solo: «È stata una candi-

datura sportiva, in piena autonomia e lontana dalla politica: abbiamo perso per altri motivi, non mi rimprovero nulla, era un dossier credibile». Tanto credibile, che siamo finiti ultimi. Era più saggio sfilarsi prima, appena sfumata la possibilità di un accordo

con la Francia (la Francia ovviamente non ha voluto, figurarsi, con “les italiens”). E adesso? Si volta pagina: oggi Platini sarà a Torino per l’anniversario della tragedia dell’Heysel, Abete a Roma incontrerà Prandelli forse già in questo

week-end per chiudere (1,5 milioni a stagione). In futuro avrà un ruolo in azzurro, da team manager, Paolo Maldini che ha debuttato a Ginevra. Almeno lui parlava in inglese. Ma il calcio italiano nel frattempo va a picco. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Nel 1997 Roma perse contro Atene per 15 voti nonostante il dossier forte. Si ritirò, poi, sia nel 2012 che nel 2016

EUROPEI 2012 Quella per gli Europei 2016 è la seconda sconfitta consecutiva nel calcio. Per Euro 2012 fummo battuti da Polonia-Ucraina

43

ATLETICA 2005 Roma sconfitta da Helsinki per i Mondiali 2005: non li organizziamo dal 1987. No a Genova per il Festival della gioventù 2013

LA FRANCIA

Al suo dossier 43 punti, il migliore per 7 delegati dell’Uefa su 13

38 LA TURCHIA

BASKET, RUGBY, SCI Venti sconfitte in 13 anni: Italia bocciata per i Mondiali di basket (2010, 2014) rugby (2015, 2019), ciclismo (2012) e sci (2013)

Nazionale

L’ANNUNCIO Il presidente dell’Uefa Michel Platini annuncia l’esito della votazione e l’assegnazione di Euro2016 alla Francia

Il miglior dossier presentato per 5 delegati e il secondo per altri 5

23 L’ITALIA

Un solo voto come miglior dossier; per 6 delegati su 13 era il peggiore

Test al Sestriere per i possibili titolari: un’Italia ispirata all’Inter. Lo juventino: “Per il ct faccio anche questo”

Lippi studia il modulo Sudafrica difesa blindata e Chiellini terzino DAL NOSTRO INVIATO ENRICO CURRO’ SESTRIERE uattro novità non piccole: Maggio terzino destro, Bonucci centrale difensivo, Marchisio trequartista, Chiellini terzino sinistro. E sette conferme: Buffon in porta, Cannavaro leader della difesa, Pirlo e De Rossi a guidare il centrocampo, Camoranesi a cucire gli strappi con l’attacco, Gilardino centravanti, Di Natale incursore. L’Italia che Lippi sta progettando per il Sudafrica ha preso forma ieri. Se è quella vera, sarà più difficile tacciare il ct di conservatorismo. Dopo 5 giorni di assuefazione all’altitudine e all’invernale primavera del Sestriere, ha fatto le prime prove tecniche di Mondiale. E nel togliere il velo alla Nazionale, ha offerto alcune sorprese e un modulo (il 4-2-3-1) simile a quello dell’Inter, cioè del club italiano con meno italiani. «Il gioco di Mourinho lo facevo prima di lui», aveva puntualizzato al raduno di Venaria. Era la rivendicazione di un sistema basato sulla prioritaria attenzione alla fase difensiva — quando il pallone è degli avversari, diventa il 4-4-1-1 vincente del Mondiale di Germania — e praticato da un congruo numero di squadre di serie A. Le avvisaglie le aveva fornite in mattinata l’infortunato Chielli-

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MARTEDÌ I NOMI DEI 23 La lista con i nomi dei 23 convocati al Mondiale dovrà essere consegnata alla Fifa l’1 giugno entro mezzanotte. Nella foto, il ct Lippi

ni. Lo juventino ha problemi a un polpaccio: al massimo giocherà uno spezzone dell’amichevole del 5 giugno a Ginevra con la Svizzera. Ma nel frattempo ha ri-

velato che per il debutto del Mondiale, il 14 giugno a Città del Capo col Paraguay, potrebbe traslocare dal centro della difesa alla fascia sinistra. «Per Lippi faccio

Il caso De Rossi

Manganelli contro Figc: “Nel calcio troppa ambiguità” ROMA —Il caso De Rossi continua a irritare il Viminale: due giorni dopo e dichiarazioni del giallorosso (“ci vorrebbe la tessera del poliziotto”), il ministro Maroni è tornato a censurarlo bollando come “inaccettabile e sconcertate” il paragone tra ultrà e agenti. Ma il capo della polizia Manganelli non ha mandato giù soprattutto l’atteggiamento della Figc: «Dopo le parole di De Rossi dice Manganelli - mi aspettavo una posizione più decisa dal mondo del-

Antonio Manganelli

lo sport, e non certo in danno al giocatore, ma a tutela di un percorso che stiamo facendo insieme. La federcalcio si è limitata a dissociarsi, una dissociazione scontata dal momento che Figc è nostro partner nei progetti tessera del tifoso e tessera nazionale. Il ritiro dei nostri agenti della security è stato coerente con l’ambiguità mostrata del mondo del calcio. Il che non ha nulla a che vedere con la sicurezza degli azzurri, che resta naturalmente garantita».

anche il terzino. Nessuno qui pensa di dovere giocare nel suo ruolo prediletto. Il ct esige una perfetta fase difensiva, ci stiamo lavorando. La nostra difesa a 4? L’Inter difende a 4, ma quando a destra Maicon attacca, Chivu scala al centro e diventa una linea a 3». Nel pomeriggio il campo ha tradotto le parole di Chiellini in una lunga prova di 4-2-3-1, con Maggio alla Maicon e Zambrotta alla Chivu (in attesa appunto di Chiellini), con la promozione di Bonucci titolare, col ripristino della raffinata e sostanziosa coppia di centrocampo Pirlo-De Rossi e soprattutto con Marchisio alla Sneijder, in un ruolo che aveva già ricoperto nelle giovanili della Juve, lui nato attaccante. Nelle successive modifiche Iaquinta, Pazzini e Gattuso si sono rivelati i primi cambi per Camoranesi, Gilardino e Pirlo e soprattutto è parso evidente che Palombo viene considerato dal ct un difensore centrale. In questo momento gli indiziati ai 5 tagli sono Sirigu in porta, Cassani e Bocchetti in difesa, Cossu a centrocampo e uno tra Quagliarella e Rossi in attacco. Ma rischiano anche Montolivo, Borriello e Marchetti, fermo per un risentimento muscolare. Le due partitelle di domani con una giovanile piemontese potrebbero sovvertire qualche gerarchia. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Mourinho, ora è finita Moratti incassa la penale e punta dritto su Capello

Tennis

Roland Garros, due azzurre agli ottavi

Pennetta fa felice papà Oronzo Fognini si arrende GIANNI CLERICI

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Il tecnico al Real, caccia al sostituto ANDREA SORRENTINO MILANO itoli di coda, pure questa è andata. Il Real Madrid ha finalmente il suo galactico stagionale: costa un sacco di soldi ma stavolta è un allenatore e non un Pallone d’oro, José Mourinho. L’Inter saluta il tecnico con cui ha vinto cinque titoli in due anni (compresa l’agognata Champions) e si mette alla caccia di un sostituto: Capello su tutti, ma non è l’unico candidato. L’epilogo del tormentone, che ha rovinato la festa per la Champions dell’Inter, arriva ieri, dopo un incontro tra Massimo Moratti e Florentino Perez, piombato di persona a Milano per risolvere il pasticcio. Anzi, per dirla con Moratti, «una situazione imbarazzante», dato che Mourinho accordandosi col Real aveva “dimenticato” di far presente a Florentino la questione della penale da 16 milioni inserita nel suo contratto, forse (ma solo forse) perché se ne riteneva sollevato dopo una non meglio precisata promessa verbale di Moratti. Ma la penale c’era eccome, l’Inter ne ha preteso il pagamento e ieri in qualche modo si è arrivati a un accordo, dopo un incontro avvenuto all’Istituto Cervantes di Milano, centro di cultura spagnola dove era facile reperire un interprete. Ma non è che tutta la vicenda sia piaciuta a Florentino, anzi: alla fine l’operazione-Mourinho gli costa parecchio e in Spagna già rumoreggiano sull’immoralità della spesa, perché il contratto del tecnico, penali a parte, è di 10 milioni netti all’anno fino al 2014. Da Madrid parlano di 8 milioni che il Real verserà all’Inter. La versione dell’Inter è diversa: l’accordo è di 10 milioni, poi i 6 mancanti entreranno in ballo in altre trattative future (Maicon finirà di sicuro al Real). La verità sta nel mezzo: il Real paga 8 milioni, altri 2 li metterà Mourinho di tasca sua, altri 3 sono quelli che l’Inter deve versare al Real come premio per l’acquisto di Sneijder e che non dovrà più pagare. Si arriva dunque a 13, e degli altri 3 milioni si parlerà in futuro, forse. Dopo l’accordo tra Florentino e Moratti, sono arrivati gli annunci ufficiali sui siti dei club. Si chiude l’era Mourinho a Milano, se ne apre un’altra a Madrid, con presentazione al Bernabeu lunedì. Moratti ringrazia («Ha lavorato tanto, seriamente, ha ottenuto successi: per lui la porta rimarrà sempre aperta») e pensa al futuro. Intorno molti spingono per Fabio Capello, infatti il presidente ammette: «Escluderlo dalla lista dei candidati è impossibile perché è uno dei più bravi, stiamo pensando a lui come ad altri e spero che tutti abbiano la pazienza di farci fare un giro di conoscenza e di approfondimento che ci consenta di scegliere». Capello, per sua parte, aspetta una chiamata ufficiale che per ora non ha ricevuto, e che gradirebbe: negli ultimi mesi ha rifiutato già la Juventus e il Milan, ma l’Inter è un’altra cosa ed è la sfida che in Italia gli manca. Tra l’altro può liberarsi dall’Inghilterra, senza pagare penali, già dopo il Mon-

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Intesa con Perez per circa 13 milioni I tifosi spagnoli: “È immorale”. Lunedì José sarà a Madrid

Don Fabio in attesa di una chiamata Il presidente: “Pensiamo a lui, ma anche ad altri” diale. Capello sembra il prospetto migliore per il dopo-Mourinho, dato che ieri Moratti ha tracciato un identikit del successore: «Ci serve un allenatore con forte personalità, che abbia esperienza ad alti livelli e che conosca la Champions League». Quindi il lotto si restringe, ed esclude giovani come Mihajlovic o suggestioni come Zeman,

PASSATO E FUTURO Capello, sopra, candidato alla panchina dell’Inter. A destra Mou: allenerà il Real dopo due anni a Milano

PARIGI l venerdì del tennis è già di suo il contrario di un giorno magro, per cattolici e cuochi. Questo di oggi, però, ha contravvenuto alle nostre tradizioni, assommando agli abituali terzi turni un mare di secondi rinviati per la pioggia di giovedì. Lo scriba si vede quindi costretto a chiedere la collaborazione dell’Agenzia Palle Roventi, anche grazie ad una raccomandazione della premiata Ditta Aldo Giovanni&Giacomo, che ne condividono gli scoop. Wawrinka b. Fognini 6-3 6-4 61. Mi permisi di scrivere una volta che ritenevo Wawrinka un onestissimo geometra del gioco, e ricevetti una gentile reprimenda dal mio partner del Tennis Club Lugano, Pier Baroni. Nello scusarmi ufficialmente per simile definizione riduttiva, non voglio qui affermare che Fognini non possa in futuro raggiungere simile diploma. Il poverino aveva lasciato tutto, anche il compasso, nel drammatico match contro Monfils e qualche centinaio di discendenti del caporale Chauvin. Che il ligure ripercorra le gesta del geometra svizzero è, per ora, un auspicio. Ljubicic b. Fish 6-2 6-7 4-6,62,10-8 La mia ammirazione per

che pure a Moratti piace moltissimo: come tecnico e perché fu il primo a scagliarsi contro un certo potere costituito nel calcio italiano. Torna in lizza Rafa Benitez, che piace a un paio di dirigenti interisti, oltre a Hiddink. Qualcuno pensa a Dunga, mentre Blanc è ormai il futuro ct della Francia. Moratti rifletterà nei prossimi giorni. Intanto la

Champions League è sempre dell’Inter, anche se qualcuno l’ha dimenticato: come omaggio alla memoria del papà, da cui tutto iniziò, Moratti in questi giorni l’ha tenuta nella casa di famiglia di via Serbelloni, mentre quel satanasso di Mourinho provava in tutti i modi a rovinare la festa attesa 45 anni. © RIPRODUZIONE RISERVATA

In breve

Doping

“Ormoni alterati, fermate Mangiante” ROMA — La procura antidoping del Coni ha chiesto due anni di squalifica per Andrea Mangiante (Recco, foto), alla vigilia della finale scudetto contro Savona: «profilo ormonale endogeno alterato, non dovuto a fattori fisiologici». RUGBY — Alle 18 (diretta su Raisport 1) Treviso-Viadana: si assegna lo scudetto del rugby. BASKET — Definite le semifinali scudetto del basket: Cantù batte Bologna 72-64 nella bella e affronterà Siena. L’altra finalista da Caserta-Milano. Intanto Avellino ha esonerato Pancotto. NBA — I Lakers battono i Suns 103-101 e si portano sul 3-2 nella finale della Western Conference. MONDIALI — Amichevole: Irlanda-Algeria 3-0. SUDAFRICA — Disavventura per la nazionale colombiana che ha perso 2-1 un’amichevole col Sudafrica di preparazione al Mondiale: i giocatori sono stati derubati nel loro hotel a 5 stelle a Johannesburg. IPPICA — Piazza di Siena, la Coppa delle Nazioni è stata vinta dalla Francia. RALLY — Il francese Ogier (Citroen) al comando dopo la prima tappa del Rally del Portogallo. GOLF — Francesco Molinari quinto dopo il secondo giro del Masters di Madrid, a 5 colpi da Luke Donald. VOLLEY – Qualificazioni europee: Italia-Bielorussia 3-0.

Avanza anche la Schiavone: dominata la cinese Na Li. Starace sconfitto da Ginepri ogni tennista di più di trent’anni è accresciuta dall’amicizia con Yvan. Lo vidi palleggiare per la prima volta, minorenne, con il mio allievo Riccardo Piatti, divenuto coach, sui campi di Villa d’Este, a Cernobbio. Non fu difficile intuire un brillante futuro in quel povero profugo che si era imbarcato sull’ultimo aereo da Sarajevo per finire dapprima in un campo profughi e, infine, in Italia. Non finirò mai di rammaricarmi che un tipo simile non abbia ottenuto il passaporto italiano a causa di una distrazione documentaria dell’ottimo Massimo Bucciero, presidente del club Le Pleiadi. Alla sua età, venerabile (per il tennis), Yvan ha appena vinto addirittura un torneo, Indian Wells, battendo tra gli altri Nadal. Lo seguo con un’ammirazione venata di affetto. Pennetta b. Hercos 6-2, 6-0 Mi è accaduto di seguire il match della deliziosa Flavia tramite la deambulazione, nei corridoi dello stadio, di suo papà Oronzo, presidente del club di Brindisi in cui crebbe la bella tennista. Ha iniziato, papà, con aria concentrata sino ad apparir corrucciato. Nella sua andatura affrettata schivava incredibilmente plotoni di raccattapalle e carrettini per il trasporto commestibili, e addirittura tentava di ignorare le immagini che gli rimandavano i grandi schermi panoramici affissi alle pareti. Quella vicenda accorante si sarebbe stemperata in una marcia meno tesa dopo che Flavia, partita maluccio, riusciva a inquadrare tecnicamente pregi e difetti della sua avversaria slovena, e a sommergerla grazie alla miglior tecnica. Ma, mi domando, cosa accadrà nel corso di un match di tre set? Ginepri b. Starace 3-6, 6-4, 6-3, 6-3. C’è da rammaricarsi che anche gli antenati di Potito non siano emigrati nel paese dei campi duri. Schiavone-Li 6-4, 6-2. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Lunedì

L’Aquilaa

Qualche acquazzone su Est Alpi, Gargano e Sicilia centro settentrionale. In prevalenza soleggiato altrove con transito di innocue velature e stratificazioni, maggiori addensamenti sui settori Alpini. Minime stabili o in lieve calo. Venti deboli tra NO e SE.

Rovesci, anche temporaleschi, su medio Adriatico, dorsale ed interne centrali, in veloce trasferimento entro sera ad interne campane ed alta Puglia. Bello altrove ma peggiora la notte tra reggino e messinese. Temperature in lieve calo. Venti tesi da NNO.

ROMA Cam C Campo Campobasso mp b ss s Napoli Potenza

C

i

Pomeriggio

Martedì

Variabile su Alpi e Prealpi con acquazzoni e qualche temporale sparso. Piovaschi o brevi rovesci anche su basso Adriatico, dorsale meridionale e nord Sicilia, discreto altrove. Massime in aumento. Venti moderati in rinforzo da NO sui bacini occidentali.

Mattino: Un flusso di correnti umide sud occidentali investe la nostra Penisola determinando spiccata variabilità sulle regioni del Nord Italia, con qualche piovasco sparso su Piemonte, Est Alpi ed Emilia. Isolati fenomeni possibili anche su Alta Toscana e Sardegna. Sulle altre regioni invece tempo più asciutto, con transito di nuvolosità alta e stratiforme, più spessa su Sicilia, Calabria e Campania. Temperature minime stazionarie. Venti deboli tra Nord e SE.

Ieri

LUNA

Disco in luce

Calante

98%

5 GIU

12 GIU

Età 15 giorni

Alghero Ancona Aosta Bari Bologna g Bolzano Brindisi Cagliari g Campobasso p Catania Catanzaro

Oggi

Domani

min max min

max percep. UV

min

max

16 15 11 20 16 11 20 16 15 20 20

24 23 25 23 23 25 27 24 23 26 25

29 28 29 28 28 29 28 28 27 27 28

15 16 12 18 16 14 17 16 14 18 18

26 24 28 25 26 26 26 25 24 24 25

26 22 22 26 26 24 26 26 26 30 26

16 16 13 18 16 16 17 17 13 19 20

19 GIU 26 GIU

Pomeriggio: Tempo ancora piuttosto instabile con piogge e rovesci sulle regioni settentrionali, meno probabili su Liguria e Romagna. Migliora la sera a partire da Ovest. Nuvoloso anche sulla Sardegna con qualche pioggia o breve rovescio. Parzialmente nuvoloso altrove con possibili brevi acquazzoni sulla dorsale centrale, in locale sconfinamento al Pontino. Fenomeni in estensione serale a Molise ed alta Puglia. Massime in calo al Nord. Venti moderati tra Nord e SE.

Ieri UV

Firenze Genova Imperia L'Aquila Messina Milano p Napoli Olbia Palermo Perugia g Pescara 0-2

INDICE UV

Oggi

min max min

15 17 17 10 18 15 19 16 20 13 14 3-5

Basso

26 21 21 21 28 28 24 25 27 23 23

14 18 17 10 18 17 17 16 20 13 15

26 28 27 25 27 29 27 28 28 27 27

26 22 21 22 24 25 26 23 25 24 23 6-7

Moderato

Domani

max percep. UV

min

14 18 18 11 18 16 18 16 18 13 16

max

Ieri UV

Pisa Potenza Reggio C. Rimini Roma Fium. Roma Urbe Torino Trento Trieste Venezia Verona

28 23 22 20 24 29 24 25 22 26 23

8-10 Molto alto

Alto

Oggi

min max min

14 14 18 15 17 17 15 11 15 17 17

23 23 27 24 22 22 21 25 21 23 23

14 13 19 16 16 16 14 14 18 16 15

Domani

max percep. UV

min

max

28 28 26 28 28 27 27 28 28 28 28

15 14 19 16 16 15 13 13 18 16 15

26 23 24 25 26 27 27 27 21 23 26

25 25 26 23 24 24 23 25 22 22 22

Fronte caldo Min Max

Amsterdam Atene Barcellona Belgrado Berlino Berna Bratislava Bruxelles Bucarest Budapest Chisinau Copenhagen Dublino Edimburgo Francoforte Helsinki Istanbul Kiev Larnaca Lisbona Londra Lubiana Lussemburgo Madrid Malaga Minsk Mosca Oslo Parigi Praga Reykjavik Riga S. Pietroburgo Sarajevo Skopje Sofia Stoccolma Tallinn Tirana Valletta Varsavia Vienna Vilnius Zagabria Zurigo

8 21 19 20 10 14 16 10 20 18 20 9 9 8 13 8 20 17 15 12 9 16 11 11 22 16 14 8 12 13 7 11 10 13 17 20 8 9 18 18 13 17 13 18 13

15 36 26 25 17 20 20 21 26 23 24 14 14 13 21 12 28 23 23 27 15 20 19 27 28 21 19 16 20 18 9 17 16 25 26 24 12 13 25 24 20 19 18 23 20

Domani

Reykjavik

B

B

1008

Oslo

Stoccolma Stocco

1012

preso da ... http://le-journal-italienne.blogspot.com B Edimburgo

B

1016

Fronte freddo Helsinki Helsink Tallinn

Göteborg Riga Coop Cope Cop Copenaghen h

Vilnius

Belfast

K Kaliningrad d

Dublino Dublino 1004

1008

Amsterdam

Minsk

Amburgo

Birmingham B gh Londra Londr

1020

Varsavia

Colonia Bruxelles r rux Frrancofort Francoforte r Praga Lussembur Lussemburgo burg b go Monaco 1016 Bratislava B Bratislav ratisla a Nantes Parigi Vienna Budapest Tours Berna Berna r Zagabria b L biana Lu Lubiana b Bordeaux Lione Milano Belgrado Belgrado

B

Gijon

Bilbao 1020

Porto ortoo

Madrid

Roma

Marsiglia

BBarcellona

1016

A

Bucarest Bucares

Sofia Skopje Skop Sko k pj Istanbul bu 1012

Tirana r

1008

Atene ne

Smirne r rne 1004

1012 1008

Tunisi Tunis

1016

Come si gioca: Completare il diagramma in modo che ciascuna riga, colonna e riquadro 3x3 contenga una sola volta tutti i numeri da 1 a 9.

3 1 5 le soluzioni su www.repubblica.it

© 2010 nonzero

Chisinau Chi

S Salonicco c cc

Algeri

3 6 5 7 7 8 4 2 9 1 3 5 8 6 7 4 2 5 8

Kiev

Valencia Malaga

2

1016

1016

Sarajevo rra evoo

Tolosa

1024

Lisbona

9 7

B

1020

Berlino

preso da ... http://le-journal-italienne.blogspot.com

SOLE

UV

Sorge 5.25 5.37 5.48 5.40 5.36 5.39 5.42 5.46 5.49

Tramonta Bari Napoli Palermo Roma Bologna Firenze Milano Genova Torino

20.15 20.25 20.20 20.35 20.48 20.46 21.01 20.57 21.05

>11 Estremo

IN EUROPA Oggi

Inizialmente bel tempo. In serata peggiora su Nord Est, dorsale settentrionale e su medio alto Adriatico con acquazzoni e temporali in estensione anche al Lazio. Temperature in calo dalla sera. Venti moderati da NO in temporanea rotazione a SO in serata.

Iraklion Valletta Larnaca Larn

NEL MONDO Oggi

Min Max

Algeri Ankara Auckland Baghdad Bangkok Beirut Bombay Buenos Aires Calgary Caracas Casablanca Chicago Città del Capo Città del Messico Dakar Dubai Filadelfia Gerusalemme Hong Kong Il Cairo Johannesburg Kinshasa L'Avana Lima Los Angeles Manila Melbourne Miami Montreal Nairobi New Delhi New York Pechino Perth Rio de Janeiro San Paolo Santiago Santo Domingo Seoul Shanghai Singapore Sydney Tokyo Toronto Washington

17 17 12 29 29 21 29 16 2 20 17 14 10 13 22 31 16 17 24 22 3 24 22 13 12 28 12 25 16 16 29 15 20 10 24 13 10 26 17 18 27 17 15 16 19

18 25 14 38 35 28 33 17 3 22 24 28 19 25 34 38 20 27 29 34 15 32 32 23 31 32 13 28 23 26 41 19 33 19 28 21 12 30 23 23 31 23 16 19 23

Domani


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Per noi ogni donna è un fiore.

PROMEMORIA SALUTE DONNA

Per noi ogni

donna

è un fiore. Tutti gli appuntamenti da ricordare per la salute e il benessere femminile

Con il patrocinio dell’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna

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La Repubblica - 29 Maggio 2010  

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