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Intercettazioni: pubblicazione solo a fine indagini Le norme valide per i procedimenti in corso ROMA — Non appena diventeranno legge, le nuove norme sulle intercettazioni si applicheranno anche ai procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore della legge. È quanto prevede l’ultimo degli undici emendamenti al ddl intercettazioni pubblicati online sul sito del Pdl al Senato e che andranno in Aula lunedì pomeriggio al Senato. Una serie di modifiche a firma Pdl ma approvate anche dalla Lega, come ha detto il capogruppo Federico Bricolo, arrivate dopo la campagna di mobilitazione «contro il bavaglio». In molti punti, si torna «indietro» al testo approvato alla Camera. Mentre resterà in ogni caso vietata la pubblicazione delle intercettazioni, anche se non più coperte dal segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari. C’è an-

che un altro emendamento che farà discutere: non scatterà più l’obbligo dell’arresto in flagranza nei casi di pedofilia, cioè di violenza sessuale nei confronti di minori, se di lieve entità, cioè quando i fatti non si configurano come stupro vero e proprio. Ma in serata una nota del Pdl assicura che si è trattato di un «mero errore materiale» e che «un deciso inasprimento» delle pene sarà garantito anche in questi casi. «Il divieto di pubblicazione delle intercettazioni, combinato con l’applicazione della nuova legge ai processi in corso, farà sì ad esempio che gli stralci di intercettazioni apparsi sui quotidiani di ieri in relazione all’inchiesta sulla Finmeccanica non potranno più essere pubblicati», afferma Andrea Orlando, responsabile Giustizia del

Pd. «Così come non potranno essere pubblicate, una volta approvata la legge, le intercettazioni che riguardano la cricca», dice Orlando che aggiunge: «In più gli imputati potranno ricusare i pm ritenuti responsabili della fuga di notizie sulle intercettazioni». Gli emendamenti rendono applicabili ai processi in corso anche i termini di 40+15+15 giorni per espletare le intercettazioni. L’applicazione ai processi in corso, naturalmente, è una novità sostanziale del progetto di

Pedofilia e arresto Un emendamento prevede l’arresto in flagranza solo per stupro su minori. Pdl: errore materiale, cambierà

Il «finiano»

Gli 11 emendamenti

Politica e giustizia I nodi

Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

È da accogliere positivamente buona parte degli emendamenti del Pdl che vanno incontro alle richieste avanzate nel partito Italo Bocchino, Pdl

Atti di indagine: sì al riassunto

Vietato pubblicare le telefonate

Le conversazioni da distruggere

Le intercettazioni di immagini

Il primo emendamento al ddl sulle intercettazioni, aggiungendo una frase all’articolo 114, comma 2, del codice di procedura penale, consente la pubblicazione per riassunto degli atti d’indagine

Il secondo vieta di pubblicare in qualsiasi forma e fino alla fine dell’udienza preliminare gli atti e i documenti relativi a conversazioni, anche telefoniche, o a flussi di comunicazioni info o telematiche

È sempre vietato pubblicare documenti, atti e contenuti di conversazioni o flussi di comunicazioni info o telematiche di cui è stata ordinata la distruzione e anche che riguardino fatti e persone estranee alle indagini

Il quarto emendamento sopprime il comma 10 del ddl, quello che riguardava la disciplina sulle riprese visive. Ora si parlerà solo di «intercettazioni di immagini mediante riprese visive»

legge, che ne amplierà in corpore vivo la portata e l’impatto e i tempi di entrata a regime. Il disegno di legge già prevede infatti che le intercettazioni non possano essere più utilizzate per provare un reato diverso da quello per cui erano state disposte. Nel testo degli emendamenti comunque ci sono dei notevoli passi avanti. Come già anticipato nei giorni scorsi viene reintrodotta la possibilità di pubblicare «per riassunto» gli atti giudiziari prima dell’udienza preliminare. Sarà possibile anche pubblicare il contenuto delle ordinanze di custodia cautelare dopo che la persona sottoposta alle indagini abbia avuto conoscenza dell’ordinanza del giudice. Non ci saranno limiti di tempo per intercettare i latitanti.

31 maggio Il ddl sulle intercettazioni lunedì andrà in Aula al Senato

160 il numero degli emendamenti che presenterà l’opposizione. L’Idv ne ha annunciati 110

Infine le sanzioni per gli editori che pubblicheranno gli atti giudiziari prima dell’udienza preliminare saranno più lievi: da 25.800 euro a 309.800 euro. Le quote che dovranno essere pagate dagli editori andranno dalle «100 alle 200» (nel testo licenziato dalla Camera si prevedevano invece pagamenti dalle «250 alle 300 quote»). Ogni quota può oscillare dai 258 ai 1500 euro. E Italo Bocchino, finano doc, ha espresso la sua soddisfazione: «In attesa di valutare il testo definitivo sulle intercettazioni è certamente da accogliere positivamente buona parte degli emendamenti del Pdl che vanno incontro alle richieste avanzate all’interno del partito in particolare da Generazione Italia».

Le proteste

In piazza Il Popolo Viola ha organizzato per oggi presidi e iniziative contro il ddl sulle intercettazioni, mentre la settimana prossima partiranno iniziative specifiche anche a Roma, davanti a Senato e Montecitorio

M.Antonietta Calabrò RIPRODUZIONE RISERVATA

Il magistrato

Granata: non ci siamo ancora Meno limiti alle inchieste di mafia ROMA — «Non ci siamo ancora, ma sono ottimista». Fabio Granata, deputato finiano, fa il punto sul ddl intercettazioni. Cosa la rende ottimista? «Si sta arrivando a un testo accettabile. Sicuramente positive la possibiliDubbi tà di pubblicare il riassunto degli atti Fabio Granata, e la notevolissima attenuazione delle 51 anni, è vice presidente della sanzioni per gli editori. Si è fatto un passo indietro anche sull’arresto dei Commissione giornalisti». parlamentare Cosa non la soddisfa ancora? Antimafia. È tra «Credo che occorra fare uno sforzo gli esponenti per evidenziare la centralità delle polidi Generazione Italia, movimento tiche contro la mafia. Ci sono alcuni reati spia o collegati alla mafia, come vicino a Fini il traffico di rifiuti, l’estorsione e l’usura, che sono sottoposti a limitazione temporale, come gli altri reati minori. Credo che, come da reiterata richiesta del procuratore Antimafia Piero Grasso, si debba rivedere questo punto».

Resta il divieto di intercettazioni ambientali se non si è motivo di ritenere che sia in atto un reato. «Così come è configurato, il passaggio sulle "cimici", diventa ostativo delle indagini». Maroni si è detto soddisfatto degli emendamenti. «Si corre però un pericolo: costringere le procure ad avanzare configurazioni di reato più gravi di quelle che appaiono solo per accedere a misure investigative più ampie. Insomma, il rischio è di iper rubricare i reati per bypassare, ovviamente a fin di bene, i divieti». La convince l’applicazione delle norme ai processi in corso? «Questa è una novità assoluta, di cui non si è mai discusso: andrebbe senz’altro eliminata».

Al. T. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Cascini: il testo è migliorato Ma rimane il nodo dei reati gravi ROMA — «C’è qualche miglioramento, ma rimangono forti limitazioni al diritto di cronaca. E sarà più difficile trovare gli autori di gravi reati». Il segretario dell’Anm Giuseppe Cascini non è soddisfatto dagli emendamenti al testo sulAnm Giuseppe le intercettazioni. Cascini è Perché? segretario «Resta confermato un impianto nazionale dell’Associazione che riduce drasticamente la possibilità di fare intercettazioni telefonazionale niche e ambientali. Con il risultato magistrati. È di una perdita del potere investigasostituto procuratore della tivo che avrà sicuramente ricadute sulla sicurezza dei cittadini». Repubblica al I reati di mafia sono esclusi. Tribunale di Roma «Il limite massimo di durata delle intercettazioni vale per tutti i reati, tranne che per quelli della criminalità organizzata. Il che significa che anche le indagini sui reati normalmente compiuti dai mafio-

si — usura, estorsione, riciclaggio, corruzione, incendi, minacce, persino gli omicidi non immediatamente riconducibili alla mafia — non potranno essere investigate con la stessa incisività. Sarà più difficile trovare la mafia» Cos’altro non la convince? «La competenza collegiale per i provvedimenti in materia di intercettazione, compresa la criminalità organizzata, metterà in ginocchio i tribunali italiani». Dunque restano confermate le «azioni» contro questo Ddl? «Abbiamo il dovere di dire all’opinione pubblica che con queste norme sarà più difficile trovare gli autori di gravi reati. Quando succederà si dovrà sapere di chi è la responsabilità».

Al. T.

Ricorso Per il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi (sopra), il ddl è ancora «un macigno». Per il vice Enrico Ferri «se il provvedimento dovesse passare faremo ricorso alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo»

Le firme Il 24 maggio scorso i direttori dei quotidiani, di tv, radio e siti online si sono incontrati e hanno risposto all’appello della Fnsi contro il ddl sulle intercettazioni firmando un documento condiviso

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Conti pubblici Gli industriali

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Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

La Marcegaglia ha fatto bene, anche io all’epoca sono stato adulato da Silvio ma ognuno si assuma le proprie responsabilità Antonio D’Amato

Confindustria non cede: da Marcegaglia chiaro no Il vice Bombassei: la domanda sul ministero non andava rifatta. La platea spiega il «gelo»: premier svuotato ROMA — Il giorno dopo il grande gelo nei confronti del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, Confindustria conferma le ragioni che hanno portato i tremila imprenditori seduti all’Auditorium a tenere abbassate le mani. E a non mandare Emma Marcegaglia sulla poltrona del ministero dello Sviluppo economico come chiedeva il premier con il suo referendum improvvisato. «La domanda a Emma, Berlusconi l’aveva già fatta e io non l’avrei mai rifatta, e infatti la risposta è stata molto eloquente». Così Alberto Bombassei, vicepresidente di Confindustria e una delle figure forti dell’imprenditoria con

la sua Brembo, ha difeso la scelta associativa di «tenersi» ben stretta la Marcegaglia. Per parare in anticipo la raffica di accuse di «ingratitudine» arrivate dal mondo Pdl, Bombassei spiega che il no della sala non significa «snobbare un’offerta, ma un atto generoso e di attenzione verso Confindustria da parte del suo presidente». Anche se con motivazioni diverse il mondo confindustriale boccia l’uscita del Cavaliere. Forse non è la fine di un idillio — si ricorda che poco più di un mese fa all’assise di Parma le stesse migliaia di industriali lo hanno applaudito a scena aperta — ma certo l’altro giorno nel-

la sala Santa Cecilia progettata da Renzo Piano è andato in onda un film mai visto prima. «Berlusconi ha sbagliato a forzare la mano, diciamo che se l’è cercata» commenta Roberto Zuccato, 58 anni, presidente di Confindustria Vicenza e dall’altro giorno nel direttivo di viale dell’Astronomia, «avrebbe dovuto tastare prima la platea e capire se poteva percorrere quella strada». La possibilità che Berlusconi si lanciasse in una operazione così spericolata era circolata come ipotesi già il giorno prima anche perché qualche giornale l’aveva anticipata. «Si è vero — ammette Zuccato — ma è stata

giudicata non credibile anche alla luce degli applausi scroscianti e della votazione quasi unanime (98%) che la Marcegaglia ha ricevuto dall’assemblea privata per la conferma a proseguire il mandato». Questo passaggio viene sottolineato anche da Piero Scott Jovane, amministratore delegato di Microsoft Italia e presente all’Auditorium nel momento del rifiuto. «Non poteva che finire così — spiega — anche se la platea fosse stata d’accordo nell’avere Emma come ministro, dopo l’ovazione con cui è stata riconfermata, l’alzata di mano chiesta dal Cavaliere sarebbe suonata come un gesto

Parma, 2001

di sfiducia». Jovane allontana l’ipotesi, circolata in più ambienti, che in realtà l’operazione «referendum» fosse stata concertata: «Non credo proprio visto che il premier non ha fatto una bella figura». Per Zuccato il Cavaliere è apparso «molto stanco e senza verve, come fosse svuotato». «Ho parlato con molti colleghi imprenditori e diciamo che siamo tutti rimasti un po’ delusi, ci aspettavamo una iniezione di ottimismo, di avere la carica, uno stimolo a lavorare compatti e a investire». Non è andata così. Antonio D’Amato, ex presidente di Confindustria negli anni del secondo governo Ber-

Roma, 2010

Berlusconi esorta la platea di Confindustria: «Esageriamo». Per il suo discorso 19 applausi

Vicenza, 2006

Berlusconi, prima delle elezioni, è accolto con un’ovazione. Il voto poi premierà Prodi

Il gelo della platea Berlusconi chiede alla platea di Confindustria: «Alzate la mano se volete la Marcegaglia nel governo». In risposta, il presidente del Consiglio ottiene un imbarazzato silenzio

L’intervista «Potrebbe servire qualcuno che conosca le nostre esigenze»

Ma Squinzi approva l’invito: riconosciuto il ruolo delle imprese MILANO — Giorgio Squinzi smorza i toni. In fondo la proposta del premier Silvio Berlusconi a Emma Marcegaglia di entrare nel governo, per prendere il posto lasciato vacante da Claudio Scajola, può essere letto come «il riconoscimento del ruolo che gli imprenditori possono svolgere», ammette il patron della Mapei, presidente di Federchimica e da pochi giorni membro del vertice di Confindustria, con delega per l’Europa. Lei come vede un imprenditore al governo per occuparsi di sviluppo? «Diciamo che sicuramente qualcuno che abbia veramente chiaro quali sono le esigenze dell’impresa e, in particolare, del settore manifatturiero potrebbe aiutare». Ed Emma Marcegaglia? «Premesso che la Marcegaglia sarebbe assolutamente in grado di farlo, il presidente del Consiglio glielo aveva già proposto e lei aveva rifiutato. Ci ha riprovato pubblicamente. Fortunatamente la platea non ha alzato la mano, altrimenti ci sarebbe stato un forte imbarazzo». Ma imprenditori e governo possono lavorare insieme? «In teoria sì, poi in pratica bisogna vedere quali sono i condizionamenti: se ci

sono i fondi disponibili, se c’è la capacità di fare le riforme, soprattutto la semplificazione normativa e burocratica del Paese, le vere priorità del Paese. Non mi pare». Perché? «C’è difficoltà politica. Girava la voce che nella manovra si eliminavano alcune province, ma si sono subito affrettati a smentire. Però una riduzione dei costi della macchina pubblica è un passo obbligato per acquisire competitività». Che cos’altro serve? Il presidente di Confindustria ha fatto un richiamo all’unità lanciando la proposta di una grande assise delle imprese e del lavoro. «C’è sicuramente bisogno di fare squadra. In Federchimica io ho tenuto duro e ho chiuso un contratto con tutte le componenti del sindacato, perché in un momento di difficoltà bisogna essere compatti e fare cose condivise con le parti sociali. È proprio nei momenti difficili che bisogna essere uniti. Mi pare invece che stia succedendo il contrario». Ma lei li ha letti i 54 articoli della manovra, come ha suggerito Berlusconi? «Per la verità non li ho ancora letti,

Chi è Giorgio Squinzi, patron della Mapei e presidente di Federchimica

ma solo per mancanza di tempo. Sono appena rientrato da Roma. Metto insieme tutte le carte e cerco di farlo nel weekend». Che idea si è fatto finora delle misure? «Non è una manovra da buttare, delle cose giuste ci sono. Mancano le riforme strutturali. Ma il problema vero, ribadisco, è ridurre il costo delle macchina pubblica: ci sono troppi sprechi, bisogna raggiungere un’efficienza aziendale, quella di un’azienda che va bene, e applicarla alla Pubblica amministrazione». Ma il premier è un imprenditore... «È un imprenditore di tipo molto particolare, ma dovrebbe essere più attento al manifatturiero. All’assemblea di Confindustria non era il solito Berlusconi. Forse aveva fretta di andare a Parigi, ma è evidente che ha difficoltà e non riesce a governare con la necessaria incisività». Una mano alle imprese arriverà dall’euro più debole. Il cambio euro-dollaro intorno a quota 1,20-1,25 renderà i prodotti italiani più competitivi. «Io non sono un imprenditore che esporta molto. Mapei produce in tutto il mondo e vende in tutto il mondo. Abbiamo 56 stabilimenti in 26 Paesi in 5 continenti, 11 fabbriche solo negli Stati Uniti. Perciò come azienda siamo più indifferenti al cambio. Certo, l’euro debole non fa male, perché facilita le esportazioni italiane, ma rende anche più costose le importazioni di materie prime».

Giuliana Ferraino © RIPRODUZIONE RISERVATA

In Confindustria Alberto Bombassei, 69 anni, ricopre la carica di vicepresidente

lusconi, e allora suo grande sostenitore oggi è molto critico. Dà ragione alla Marcegaglia ad aver respinto l’offerta — «ha fatto bene, anche io all’epoca sono stato adulato da Silvio ma ognuno si deve assumere le proprie responsabilità» — e ritiene che oggi il governo sia «stretto in una vera e propria morsa politica nello scambio del consenso tra riforma della giustizia e federalismo». «Federalismo — aggiunge D’Amato — che non ha niente a che fare con la competitività, anzi spacca il Paese a metà e fa decollare la spesa pubblica».

Roberto Bagnoli © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’ex direttore e la sentenza di reintegro

«Ruffini torni a Raitre» L’azienda resiste al giudice Garimberti: no, sia rispettato ROMA — Paolo Ruffini do- sapere di aver già chiesto per vrà tornare «all’attività lavora- lunedì un incontro col direttotiva come dirigente editoriale re generale Mauro Masi «per direttore di Raitre (testuale, concordare le modalità della rindr) con adibizione alle man- presa delle mie mansioni cosioni svolte prima del 25 no- me direttore di Raitre, seconvembre 2009 e sino all’assegna- do quanto ordinato dal giudice zione di mansioni editoriali alla Rai». Ancora Ruffini: «La equivalenti». Lo ha deciso ieri sentenza fa giustizia di tante il giudice del lavoro del tribu- falsità e ipocrisie, riconosce nale di Roma, Eliana Pacia, che che nella mia sostituzione c’è ha ordinato il reintegro di Ruf- stato un chiaro connotato di fini a Raitre in seguito al ricor- motivazione discriminatoria, so presentato dall’ex direttore quindi illecita». Insiste il suo ledopo la decisione del Consi- gale, Domenico D’Amati: «La glio Rai del 25 novembre 2009 Rai fa finta di non capire che che assegnò la direzione ad An- per la legge Paolo Ruffini è il tonio Di Bella. direttore di Raitre». Molto chiaLe motivazioni sono molto ro il presidente della Rai, Paolo dure: «La delibera di sostituzio- Garimberti: «Le decisioni della ne del vertice di Raitre non ap- magistratura vanno sempre e pare dettata da reali esigenze comunque rispettate. Pacta di riorganizzazione imprendi- sunt servanda, e vale anche in toriale presentando invece un questo caso». chiaro connotato di motivazione discriminatoria e quindi illecita». Tutto questo «tenuto conto del collegamento tra le molte frasi della maggioranza e del governo sulla "faziosità" dei programmi di Raitre e la sostituzione di Ruffini». Il giudice tira in ballo il direttore generale Mauro Masi «che ha potere di nomina» e Paolo Ruffini, 53 anni: ieri il tribunale di che in Vigilanza Roma ha ordinato il suo reintegro a Raitre «ha espresso disappunto sul fatto che reti del servizio Ora diventerà più difficile pubblico fanno trasmissioni per Masi «ridurre» le quattro politicamente contro il gover- serate di Serena Dandini a ottono». Quindi ci sono «indizi gra- bre. Se le tagliasse, Antonio Di vi, precisi e concordanti di un Bella potrebbe dimettersi spiaobiettivo di collegamento tra nando la via al ritorno di Ruffila sostituzione di Ruffini e ni. E che succederà a Rai Educal’aperta critica al contenuto di tional e Rai Storia affidate a alcuni programmi da lui voluti Ruffini ma ora senza vero direttore? C’è chi immagina un intee potenziati». Replica della Rai, dal legale rim a Giovanni Minoli, ora reClaudio Scognamiglio: «La Rai sponsabile della produzione si riserva di individuare le solu- per i 150 anni dell’Unità d’Itazioni idonee a conferire al dot- lia. Entusiasmo al Pd. Paolo tor Ruffini incarichi equivalenti a quello di direttore di Rai- Gentiloni: «Giusto risarcimentre». Quindi l’attuale direttore to per Ruffini». Carlo Rognoni: «Masi tragga le conseguenze e Antonio Di Bella (che ieri sera si dimetta». Lo stesso fa l’Idv. ha avuto una lunga e cordiale Replica di Maurizio Gasparri, conversazione con Ruffini) re- Pdl: «Reazioni farneticanti. Masta al suo posto perché l’ordi- si merita la massima fiducia. nanza del giudice «non travol- Di fronte a sentenze politiche ge in alcun modo la delibera la Rai saprà certamente come con cui venne nominato diret- tutelare le proprie scelte». tore di Raitre». In più verrà prePaolo Conti sentato ricorso. Ma Ruffini fa © RIPRODUZIONE RISERVATA Stampato e distribuito da NewspaperDirect

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Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

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Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

Conti pubblici Le riforme

Il restyling

La San Paolo in visita al Colle

Il premier da Napolitano e i timori sulla manovra «Devo ancora firmarla»

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, 84 anni, ha ricevuto ieri mattina al Quirinale una delegazione della periodici San Paolo, guidata da Don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana. Insieme a Don Sciortino anche don Ampelio Crema, Superiore Provinciale della Società San Paolo e don Vito Fracchiolla, amministratore unico Periodici San Paolo. Al capo dello Stato è stata presentata la nuova versione del settimanale

Berlusconi parla di «difficile composizione» Nomina allo Sviluppo: cerchiamo una soluzione ROMA — Un’ora e mezza al Quirinale. Silvio Berlusconi sale al Colle con Gianni Letta in uno dei momenti più delicati per il suo governo e per tutta la maggioranza. Fuori si lascia tutta la bufera, le polemiche con la Confindustria sulle riforme strutturali, la battaglia che si preparano a fare l’opposizione e i sindacati e anche la dura polemica interna alla maggioranza sui costi del federalismo: Lega da una parte, Roberto Formigoni dall’altra. Dentro ufficialmente non si parla di cifre: «No, non abbiamo parlato di manovra con Giorgio Napolitano: non è ancora arrivata, devo ancora firmarla, non mi fate parlare di queste cose per strada», racconta il premier ai cronisti, a incontro concluso, mentre passeggia per il centro di Roma. Ma è normale che le preoccupazioni sulla crisi che sta investendo l’Europa e che interessa anche l’Italia hanno influenzato il clima dell’udienza. I tempi potrebbero anche essere stretti: si parla addirittura di una consegna del testo definitivo della manovra in nottata e del primo passaggio al Quirinale

nella mattina di oggi. Per le eventuali osservazioni del Capo dello Stato il documento dovrà comunque avere la bollinatura della Ragioneria generale dello Stato. Il motivo ufficiale della visita era quello dei Cavalieri del Lavoro che dovranno essere presentati il prossimo 2 giugno: da una rosa di 40 nomi occorre scendere a 25 e di questo Napolitano ha discusso con Berlusconi e Letta. E ciò è avvenuto in virtù del fatto che attualmente il presidente del Consiglio riveste anche la carica, ad interim, di ministro dello Sviluppo economico, dopo le dimissioni di Claudio Scajola. Problema tra l’altro ancora irrisolto, visto che ieri Berlusconi, dopo il «no» in-

cassato da Emma Marcegaglia, non ha ancora potuto comunicare al capo dello Stato chi sarà il suo successore in quel dicastero, limitandosi ad assicurare di essere alla ricerca di una soluzione. Il capo dello Stato ha avuto modo anche di raccontare la visita negli Usa appena effettuata, il lungo colloquio con Barack Obama, le preoccupazioni del presidente degli Stati Uniti per il progetto europeo, messo alla prova ora proprio dalla crisi economica. Su questo tema Napolitano continua a ripetere a tutti i suoi interlocutori ciò che ha richiesto il giorno in cui è stata annunciata la manovra: «Occorrono soluzioni eque». Nel senso di una garanzia per tutti i

lavoratori e soprattutto per le fasce più deboli della popolazione. E ieri pomeriggio al Quirinale Berlusconi è arrivato con il suo carico di preoccupazioni per un provvedimento di «difficile composizione». Perché è sotto gli occhi di tutti che al momento si devono aggiustare ancora un bel po’ di voci della manovra e mettere d’accordo molte parti politiche anche all’interno della maggioranza.

Pd

Bersani: «I cattolici? Ingrediente del partito» MILANO — «Non esiste una questione cattolica all’interno del Pd; esiste invece l’esigenza che i cattolici nel Pd non siano componente, ma ingrediente»: lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Pronta la

replica di Beppe Fioroni: «I cattolici possono essere per il Pd l'ingrediente fondamentale, come il sale e il lievito. Ma come Bersani ben sa il problema non è essere ingredienti, ma avere un cuoco che usa ricette ottime».

Ma poco prima che salisse al Quirinale i pensieri economici di Berlusconi avevano anche assunto note geopolitiche durante un colloquio a Palazzo Grazioli con l’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, che era stato tra i pochi big di Confindustria ad esprimere apprezzamento per la richiesta del premier a Emma Marcegaglia di accettare l’incarico di ministro dello Sviluppo economico. Un incontro che «ha riguardato essenzialmente i temi dell’energia nel contesto internazionale», come fanno sapere dall’Eni. E qui è in gioco una partita complessa: l’accordo con il russo Gazprom contro il progetto Nabucco a partecipazione americana e, sullo sfondo, la battaglia sul nucleare in corso.

Roberto Zuccolini © RIPRODUZIONE RISERVATA

Regioni e risorse Calderoli: cercheremo di anticipare i decreti attuativi. Il Pdl: ci vuole la sfera di cristallo

E sul federalismo è lite tra Formigoni e Lega Il presidente lombardo: riforma a rischio. Maroni: sbagliato lamentarsi ROMA — La manovra è il de profundis del federalismo fiscale? La questione è seria e spacca la maggioranza. Da una parte la Lega Nord, che difende il ministro delle Finanze Giulio Tremonti e attacca Roberto Formigoni. Dall’altra il presidente della Lombardia, sempre più pessimista sulle norme che trasferiscono la capacità impositiva agli enti locali. E in mezzo, a mediare e tranquillizzare, il presidente del Consiglio. Il federalismo fiscale non è morto, parola di Silvio Berlusconi: «Per non lasciare spazio ai retropensieri — dichiara il capo dell’esecutivo a Canale 5 — abbiamo deciso di varare una commissione all’interno del Pdl che concluderà il suo esame entro l’estate». E i decreti attuativi? Si faranno «nei tempi richiesti», assicura Berlusconi. Ma i dubbi restano e Formigoni rilancia l’allarme. «Questa manovra mette a serissimo repentaglio il federalismo fiscale» ribadisce il presidente della Lombardia e invita «gli amici ministri della Lega e di tutto il governo» a guardarla in profondità, così da rendersi conto che la mission fondante del Carroccio è a rischio. «Occorre ripartire i tagli diversamente» si appella il «governatore» lombardo. La Lega però ostenta ottimismo. Fino a stoppare, per bocca di Roberto Maroni, il presidente della Lombardia. «Non

sono d’accordo con Formigoni — accende la polemica il ministro dell’Interno —. La manovra è una sfida, uno stimolo per accelerare». D’altronde non c’è alternativa, dunque «lamentarsi per i tagli è sbagliato». Uno dopo l’altro, i big della Lega fanno muro contro

chi protesta. Il presidente del Veneto, Luca Zaia: «Il federalismo si farà nei tempi stabiliti». E il presidente del Piemonte, Roberto Cota: «Non costa niente e la crisi lo rende indifferibile». Anche Roberto Calderoli rintuzza Formigoni: «I timori manife-

stati da alcuni governatori, probabilmente sono dovuti solo al fatto che non hanno potuto leggere il testo». Il ministro per la Semplificazione giura che «la Lega non avrebbe mai potuto votare una manovra che potesse mettere a rischio il federalismo» e accelera sui

Il nodo della manovra

La difesa del Carroccio

I tagli Il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni (a fianco), 63 anni, ha dichiarato che la manovra varata dal governo mette il federalismo «a rischio»: «Le Regioni dovranno sopportare il 45% del carico dei tagli, 10 miliardi in due anni su un totale di 24». Ha invitato «gli amici ministri della Lega e di tutto il governo» a guardare in profondità la manovra

La risposta «Non sono d’accordo con Formigoni. La manovra è una sfida, uno stimolo per accelerare», ha risposto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni (a fianco), 55 anni. Anche il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, contrattacca: «I timori manifestati da alcuni governatori, probabilmente sono dovuti solo al fatto che non hanno potuto leggere il testo»

tempi: proporrà al ministro Tremonti di portare a giugno, «oltre al decreto legislativo sull’autonomia impositiva degli enti locali, anche quello sui costi e i fabbisogni standard». Un impegno su cui non nasconde però il suo scetticismo il vicepresidente dei deputati pdl Osvaldo Napoli: «Chiedere di anticipare a giugno i decreti significa avere la sfera di cristallo o essere dotati di virtù profetiche per conoscere in anticipo l’evoluzione del quadro economico internazionale». E mentre il centrodestra si divide, il centrosinistra attacca. «Queste rassicurazioni servono solo a tenere buona le Lega» insinua il presidente dell’Anci, Sergio Chiamparino. Ettore Rosato, deputato vicino a Franceschini, commenta l’«assordante silenzio» di Umberto Bossi: «È come le tre scimmiette, lui non vede non sente e non parla, ma sa bene che il federalismo non c’è più». Il presidente del Copasir, Massimo D’Alema, accusa un governo «centralista» di aver assestato «un colpo durissimo» al federalismo fiscale e difende Formigoni: «Non credo possa essere sospettato di essere un feroce oppositore del governo». Sul tema, infine, interviene anche il cardinale Angelo Bagnasco. Il presidente della Cei invita a «salvaguardare l’unità profonda del Paese e la crescita solidale».

Il commento

LA SPESA AL SUD E I COSTI POLITICI DEI TAGLI SEGUE DALLA PRIMA

Se con le suddette abitudini e regole informali va a scontrarsi una nuova regola formale (poniamo, il federalismo) è assai probabile che quest’ultima abbia la peggio, che venga aggirata o piegata a vantaggio delle prime. Sono possibili eccezioni, naturalmente, ed è sperabile che il federalismo risulti appunto una di queste felici eccezioni. Ma lo scetticismo è lecito. La ragione più specifica ha a che fare con le condizioni del Mezzogiorno. Il «non detto» del federalismo fiscale è che esso deve ridurre sensibilmente i trasferimenti dalle regioni ricche a quelle povere o, quanto meno, istituire rigidi paletti: così rigidi da obbligare il Sud (ma anche alcune regioni non virtuose del Centro e del Nord), a razionalizzare la spesa, migliorando altresì la qualità dei servizi erogati ai cittadini. Ma come può avvenire questo miracolo? Un acuto osservatore del Mezzogiorno (Massimo Lo Cicero, Il Riformista, 25 maggio) ha notato che il Sud sta all’Italia come la Grecia sta all’Unione europea. In entrambi i casi si tratta di obbligare il soggetto inadempiente a una dura disciplina. Ma c’è una cruciale differenza. Non è difficile per l’Unione emanare un diktat per obbligare il governo greco a cambiare registro (altra cosa è che il governo greco Riforma seria faccia davvero ciò che Un assetto federale deve). Qui il ricatto, il diktat, è per così dire serio riduce «esterno». Ma nel caso del i trasferimenti dalle Sud non c’è possibilità di regioni ricche a ricatto esterno. Per il governo si tratta di quelle povere incidere sulle proprie aree di consenso elettorale, rischiando di regalarle all’opposizione o al ribellismo sociale, o a entrambi. Per il federalismo fiscale ci sono tre possibilità. Non si fa perché, a causa della crisi, non sono affrontabili i suoi costi di avvio. In tal caso, però, la stabilità del quadro politico è a rischio. La Lega, a causa della sua stessa ragione sociale, non può accettare questa soluzione. Oppure si fa un finto federalismo (tutto cambia nella forma e nulla nella sostanza: nessuno perde niente). Però anche un finto federalismo ha le sue controindicazioni. Persino un finto federalismo costa. Può funzionare solo se si escogita qualche trucco che posponga il più possibile nel tempo il pagamento del conto (come ha fatto Obama con la riforma sanitaria). Infine, si fa un vero federalismo, sapientemente disegnato. Ma un vero federalismo non può che far saltare, per le ragioni dette, quanto meno a breve termine, gli equilibri politici nelle regioni che più dovrebbero modificare il proprio modus operandi. Chi se ne assumerà la responsabilità? Sulla carta ci sarebbe anche una quarta possibilità: si ricorre a soluzioni istituzionali diverse a seconda delle condizioni dei diversi territori (federalismo al Nord, controllo centralizzato sulla spesa al Sud). La migliore ricetta. Se non fosse per un piccolo dettaglio: è politicamente impraticabile.

Angelo Panebianco © RIPRODUZIONE RISERVATA

Monica Guerzoni © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

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Conti pubblici Le misure

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Se Marx avesse visto l’armonia con cui imprese e sindacati hanno collaborato alla dichiarazione sarebbe rimasto sorpreso Giulio Tremonti

L’Ocse: ridurre il deficit senza frenare la crescita Via libera alle nuove regole per la finanza. Cgil, sciopero generale il 25 giugno. Tagliato il rating della Spagna ROMA — Se il giorno prima il premier Silvio Berlusconi aveva citato Mussolini, ieri il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha citato Marx. «Se vedesse l'armonia con cui sia i sindacati che le imprese hanno condiviso il lavoro fatto, anche lui forse sarebbe un po’ sorpreso», ha detto il ministro parlando anch’egli a Parigi dove si è svolta, sotto la presidenza italiana, la ministeriale dell’Ocse. Il lavoro cui si riferisce Tremonti è quello fatto al vertice Ocse che ha approvato un protocollo anti-evasione e ha dato via libera alla dichiarazione sui global legal standard promossi proprio da Tremonti e dall’Italia. A guardare in casa infatti non sembra proprio trionfare l’armonia sindacale, visto che ieri il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, ha confermato, in un intervista all’agenzia Reuters, l’ipotesi di uno sciopero generale per il 25 giugno contro la manovra di 24,9 miliardi varata martedì dal governo. In ogni caso anche il documento finale del vertice parigino ha rilevato la necessità per i governi di «risanare i conti pubblici» e «tagliare i deficit» senza mettere a repentaglio la crescita. Facendo cioè riforme strutturali. Anche perché, la «ripresa è ancora fragile», i livelli di disoccupazione «restano alti» e ci sono «rischi per la stabilità economica». E questo proprio nel giorno in cui l’agenzia Fitch ha tagliato il rating del debito della Spagna (da AAA a AA+), dopo che un mese fa lo aveva fatto anche Standard & Poor's. Tremonti non si è limitato a citare Marx. Nella conferenza stampa finale del vertice ha evocato anche la rivoluzione francese per annunciare l’ingresso dei global legal standard nell’agenda del G20. Allora, ha detto «si è affermata la triade liberté, egalité, fraternité». All'inizio del secolo scorso è nato poi un altro trinomio «globalité, marché, monnaie. Ora, è il momento di passare a una nuova triade: propriety, integrity, transparency, ovvero correttezza, integrità, trasparenza». È l’ «utopia impossibile», il «sogno» di Tremonti che rivela l’obiettivo di «un trattato internazionale multila-

La storia

terale» con gli Stati «che firmano e importano nel loro ordinamento questi principi». Che sono 10 in tutto e che dovrebbero essere alla base della governance finanziaria. Si inizia con la cornice etica, costituita dalla «pietra angolare» della correttezza, onestà e trasparen-

za, per proseguire con la condanna delle pratiche anticoncorrenziali. Il terzo punto stabilisce «il primato della legge» nel governo dell’impresa, la responsabilità del consiglio di amministrazione ed anche il contenimento degli stipendi dei manager. Si passa poi all’ef-

Un dettaglio della riunione dei ministri Ocse

fettiva trasparenza delle comunicazioni e informative aziendali e quindi al divieto di utilizzare le strutture societarie «per fini illeciti». Il punto 6 auspica misure di prevenzione e repressione contro la corruzione, soprattutto nelle transazioni internazionali, ed il 7 definisce una «grave minaccia» il riciclaggio di capitali che va combattuto e sanzionato. La trasparenza nell’attività di lobbing e nei rapporti tra potere pubblico e impresa è l’ottavo principio mentre al nono posto c’è la raccomandazione di chiarire costi e vantaggi degli assetti regolamentari di società e mercati. Il decalogo si conclude con la centralità «del-

Manovra L’ipotesi della soglia di 90 mila euro

Per frenare la corsa alla pensione la liquidazione a rate scatterà soltanto sui redditi alti ROMA — Prosegue la corsa alle pensioni nel pubblico impiego. La rateizzazione in tre anni della liquidazione, che tuttavia potrebbe essere radicalmente modificata nel testo definitivo del decreto per la correzione dei conti pubblici, non ancora pubblicato, sta spingendo una marea di colletti bianchi, che hanno già i requisiti previdenziali, a lasciare il lavoro. All’Inps sono arrivate 1.500 domande di pensionamento, mentre all’Inpdap, su circa 400 dipendenti che ne avrebbero la possibilità, in 75 hanno già presentato le dimissioni. Una fuga che rischia di avere conseguenze economiche pesanti, visto che l’Istituto previdenziale dei dipendenti pubblici ha chiuso il 2009 con un deficit di 6,7 miliardi, ma non solo. «C’è il rischio di un grande spoil sistyem, ma si pongono anche problemi di funzionamento organizzativo» sottolinea la Cida, l’associazione dei dirigenti del pubblico impiego. Afflussi abnormi di domande di pensionamento si registrano in tutti i ministeri, ma anche in magistratura, in particolare presso la Corte di Cassazione. Ieri ha annunciato le dimissioni, optando per la pensione, Alfonso Amatucci, che in Cassazione presiede

Le rate

L’istituto previdenziale dei dipendenti pubblici ha chiuso il 2009 con un passivo di 6,7 miliardi. Per le liquidazioni si va verso il pagamento a rate delle somme dovute dallo Stato. L’ipotesi è la soglia di 90 mila euro oltre la quale scatterebbe la rateizzazione

l’Associazione Nazionale Magistrati (colpita come tutti gli organi di autogoverno delle magistrature dalla decurtazione dello stipendio del 10%). Amatucci ha detto di volerlo fare «per protesta», «come piccolo personale concreto contributo per cercare di evitare uno scempio». Del decreto che contiene la manovra, approvato martedì dal governo, nel frattempo, si è persa la traccia. «No, non abbiamo parlato di manovra. Non è ancora arrivata, devo ancora firmarla» ha detto ieri sera il Presidente del Consiglio, uscendo dal Quirinale dopo un incontro con Giorgio Napolitano. Il decreto è ancora nelle mani dei tecnici del governo, che continuano a lavorarci, non solo con la lima. Sarebbe in discussione, tra le altre cose, la stessa rateizzazione della buonuscita nel pubblico impiego, che ha fatto infuriare il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni. Il pagamento a rate previsto dalla prima versione del decreto prevede la corresponsione di un massimo di 24 mila euro dopo sei mesi dal pensionamento. Per le liquidazioni di importo superiore, la seconda rata, per un massimo altri 24 mila, sarebbe arrivata l’anno successivo e l’eventuale

I punti del provvedimento Liquidazioni Il Trattamento di fine rapporto (Tfr) sarà erogato anche nel pubblico dopo sei mesi invece di tre come succede ora Pensioni Le finestre «mobili» fissano la decorrenza del pensionamento dopo 12 mesi per i dipendenti e dopo 18 mesi per gli autonomi

l’educazione finanziaria e della tutela dei consumatori» nella normativa del sistema del credito. «Abbiamo esteso la discussione dai temi economici ai temi etici», ha aggiunto Tremonti. Il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria si è soffermato sul protocollo anti-evasione: noi, ha detto «non abbiamo liste di alcun colore, siamo daltonici. Lista nera, lista grigia, sono cose che compaiono solo sulla stampa. Noi abbiamo solo Paesi che aderiscono allo standard Ocse e Paesi che non aderiscono», come la Svizzera.

Stefania Tamburello © RIPRODUZIONE RISERVATA

Dirigenti pubblici Per gli statali con stipendi sopra la soglia di 90 mila euro l’anno arrivano tagli alle retribuzioni del 5-10% Stock option Verso un’aliquota impositiva addizionale del 10% su stock option e bonus dei dirigenti finanziari

resto al terzo anno. «Se il governo vuole attaccare le liquidazioni di chi prende 400 o 500 mila euro lo faccia, ma non se la prenda con i poveri statali. Non si può essere duri con gli insegnanti e blandi con i grossi papaveri dello Stato» ha detto Bonanni. Altra norma che suscita proteste, per esempio del Pd, è quella che obbligherebbe i comuni con meno di 5mila abitanti a esercitare in maniera associata una serie di funzioni, tra le quali la pubblica istruzione, con la conseguente chiusura di scuole e asili nido. Sulle buonuscite degli statali, se-

90 Contanti Nuovo limite all’uso del contante nelle transazioni: oltre i 5 mila euro bisognerà usare assegni, bancomat o carte di credito

mila euro. La soglia per il tfr a rate

condo alcune fonti, il governo starebbe ragionando sull’aumento del tetto per la corresponsione della buonuscita, sei mesi dopo il pensionamento, a 90 mila euro, con la rateizzazione in due anni per la parte residua. Gli aggiustamenti alla manovra potrebbero continuare per tutto il fine settimana. Dal decreto potrebbero scivolare in un disegno di legge ad hoc, o in provvedimenti già all’esame del Parlamento, alcune misure come la cancellazione delle piccole province e il riordino degli enti previdenziali.

Mario Sensini © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro Marinaccio, 43 anni, famiglia, specialista in epidemiologia: si è tagliato a caso e in maniera indistinta in un cespuglio di sigle

«Io, abolito, dopo 12 anni a vigilare sui rischi del lavoro» ROMA — Sulla parete dell'ufficio co, all'Istituto Superiore di Prevenzioci sono le patacche, come le chiama ne e Sicurezza sul Lavoro. Quando è lui. Medaglie, targhe, onorificenze arrivata la notizia dei tagli, chimici, dell'istituto per il quale lavora da or- medici e biologi si sono messi alla rimai 12 anni. Era ieri. «Poi, in un lam- cerca del loro destino, spulciando il po, ci hanno detto che non siamo decreto Tremonti. Dell'Ispesl nessupiù un fiore all'occhiello. Peggio, ci na traccia. Cercavano nel posto sbahanno detto che siamo inugliato, alla voce sanità. tili e pertanto dobbiamo Non sapevano di essere staessere soppressi. E così ti invece catalogati nel sethanno fatto». Oggi Alestore «enti previdenziali» e sandro Marinaccio, 43 anin quanto tali inglobati all' ni, una famiglia, laureato Inail, Istituto Nazionale in statistica, specializzato per l'Assicurazione contro in epidemiologia, stipengli Infortuni sul Lavoro. dio non proprio da Re Mi«C'è una bella differenza. E da, esce dalla sua stanza e A. Marinaccio se vogliamo, anche un disi affaccia su un corridoio screto conflitto di interespercorso solo dalla desolazione. A si. L'autonomia è un aspetto irrinunogni porta, un foglio di carta A4 sul ciabile per un ente scientifico e di riquale sono scritte proteste educate. cerca come il nostro. Inoltre, noi fac«Si scioglie l'Ispesl e la salute dei la- ciamo indagini sulla sicurezza e la savoratori». «Noi andiamo via, le mor- lute nei posti di lavoro. L'Inail si octi bianche restano». C'è aria di traslo- cupa di riconoscere eventuali assicu-

razioni e risarcimenti ai lavoratori. Una sorta di condizionamento nei nostri confronti mi sembra inevitabile». Marinaccio è responsabile del Renam, il Registro nazionale dei mesoteliomi, il tumore da amianto. Ma coniuga i verbi al plurale, mettendo dentro a quel "noi" anche la sorte dei 480 ricercatori precari con contratti in scadenza che erano la linfa di ogni ricerca dell'Ispesl. Tutti a commenta-

re qualcosa che non riescono a capire, al punto di arrivare a sostenere che da qualche parte vi sia un errore. «La nostra soppressione porterà un contenimento di spesa molto ridotto. In gran parte, l'Ispesl è autofinanziato. Partecipiamo ai bandi di ricerca scientifici degli enti internazionali e dei nostri ministeri, e ogni tanto li vinciamo. L'anno scorso abbiamo ottenuto 30 milioni lordi». In questa ri-

vendicazione c'è anche la consapevolezza della propria fine. Un ente previdenziale non può partecipare al alcun bando, quindi l'Ispesl è tagliato fuori da ogni possibile finanziamento. Fine corsa. L'unico istituto italiano di ricerca sulle condizioni di lavoro chiude per asfissia. «La nostra impressione è che si sia tagliato a caso, in maniera indistinta. La forbice ha pescato in un cespuglio di sigle a ca-

I titoli triennali sopra il 2%

Bene le aste, lieve rialzo per i Btp

La marcia del Tesoro sul mercato del debito procede senza intoppi. Ieri, secondo Radiocor, il collocamento ha ricevuto una buona accoglienza da parte del mercato: in totale, a fronte di una offerta per 9,5 miliardi, la domanda ha toccato 13,5 miliardi. Continua la risalita dei rendimenti,

con il Tesoro costretto a pagare qualcosa in più: il Btp triennale è salito fino al 2,35% (oltre il 2% netto, secondo Assiom) e il CcT di circa 70 centesimi al 2,32% lordo (2,07% netto), ai massimi da marzo 2009. Tiene le posizioni il BTp decennale al 4,07% lordo (il 3,55% netto)

so, senza guardare bene tra i rovi. Noi non chiedevamo altro che poter andare avanti per conto nostro, affidandoci al mercato. Abbiamo pubblicato i nostri lavori sulle più importanti riviste internazionali, siamo diventati un punto di riferimento per la tutela della salute del lavoratore. Tutto inutile. Chiusi in un sottoscala. Come ci si sente? Male. Annichiliti, umiliati. Le cose che hai fatto, i risultati che hai ottenuto, peraltro senza grandi risorse: soppressi per decreto». La nuova vita verrà regolamentata con apposito testo scritto dal ministero del Lavoro, e non da quello della Salute, dal quale l'Ispesl dipendeva fino a pochi giorni fa. «Hanno fatto in fretta, pure troppo. Non sappiamo più quali sono le nostre mansioni, e neppure il compito che ci verrà affidato. Speriamo che qualcuno si fermi a pensare, ci dedichi due minuti del suo tempo». Marinaccio alza lo sguardo verso le targhe alla parete. Era ieri.

Marco Imarisio © RIPRODUZIONE RISERVATA

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L’inchiesta Il colosso pubblico

Il caso

Finmeccanica, Di Girolamo dai pm Verifiche sui conti all’estero L’azienda: nessun coinvolgimento nella creazione di fondi neri ROMA — È stato l’ex senatore del Pdl Nicola Di Girolamo, eletto secondo l’accusa con i voti della ’ndrangheta, uno degli architetti del (presunto) business fra il gruppo di Gennaro Mokbel e Finmeccanica. Nell’intercettazione del 12 febbraio 2008, da cui la nuova inchiesta è partita, «Nic» spiega agli altri: «Questa holding consentirà a tutti di fare un salto di qualità, è ineccepibile, tecnicamente perfetta, è lo strumento più asettico e qualificato per sedersi a qualsiasi tavolo. Attraverso quest’operazione di Finmeccanica, che è il fiore all’occhiello che potremmo rivenderci domani mattina, che solo con una holding del genere potevi entrare in Finmeccanica, anzi addirittura Finmeccanica ha

chiesto una partecipazione attraverso un fondo lussemburghese». Di Girolamo, che nei prossimi giorni sarà interrogato dai magistrati, si riferisce all’investimento di otto milioni, fatto nel 2007, per acquistare la Digint: attraverso la Rhuna Investment e la controllata Hagal Capital, il gruppo di Mokbel ha rilevato il 51% dalla lussemburghese Financial Lincoln, mentre l’altro 49% era di Finmeccanica. «Abbiamo acquisito la società lussemburghese nei termini in cui loro ci avevano chiesto», spiega Marco Toseroni. E aggiunge: la Digint «è ’na scatola vuota, è una partecipazione dove apparentemente c’è una "delega" da parte di Finmeccanica per la cessione del 51%».

Imprenditore Gennaro Mokbel, 49 anni, è un imprenditore romano che secondo le intercettazioni avrebbe concluso affari con Finmeccanica grazie alla mediazione di Di Girolamo

Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

L’organizzazione aveva progettato di rivendere la sua quota al colosso pubblico dell’armamento a 550 milioni in tre o quattro anni, invece già a ottobre 2008, precisa il gruppo, «la Hagal e il suo rappresentante, dopo una permanenza di soli dieci mesi, sono stati estromessi dalla Financial Lincoln». Per il momento sono tre, fra cui Mokbel, gli indagati dell’inchiesta sui presunti fondi neri che Finmeccanica avrebbe costituito a Singapore e Hong Kong per distribuire tangenti e ottenere appalti. Ma nell’intercettazione spuntano anche i nomi del commercialista Vincenzo Sanguigni e di Lorenzo Cola, definito da Mokbel «il capoccione», consulente del presidente di Finmeccanica Pierfran-

cesco Guarguaglini. Mokbel: «A un certo punto Marco Iannilli mi ha fatto: "Di’ al tuo Lorenzo di andare in Inghilterra... e lui vi fa avere il mandato come agenzia Finmeccanica per tutto il centro Africa"». L’ipotesi dei fondi neri viene smentita «categoricamente» da Finmeccanica: «Le società del gruppo hanno adottato organizzazioni e codici etici diretti a prevenire e impedire condotte non conformi a una corretta gestione. Si rende noto che nessun provvedimento è stato notificato a società e dirigenti del gruppo. Finmeccanica è pronta a fornire alle autorità competenti qualsiasi chiarimento e informazione possa risultare utile». Nonostante la decisa presa di posizione il titolo

Gli inquirenti L’indagine sui presunti fondi neri della Finmeccanica è della Procura di Roma e dei carabinieri del Ros I reati Si ipotizza che dietro l’intreccio di aziende usate per contratti miliardari ci sia un giro di tangenti per politici e funzionari, anche stranieri, per agevolare la chiusura degli accordi I conti esteri Il colosso pubblico Finmeccanica, considerato una delle casseforti di Stato, può contare su disponibilità finanziarie che portano a conti nei paradisi del fisco come Singapore e Hong Kong Verifiche Gli inquirenti hanno già avviato verifiche nella sede centrale dell’azienda e sulle attività del presidente Guarguaglini e della moglie, a capo di una società partecipata

ha chiuso con una perdita del 3,19%. La Procura di Roma, intanto, precisa di non aver disposto «alcuna attività di indagine invasiva (perquisizione o acquisizione atti) nei confronti del gruppo Finmeccanica o della società Selex» e che le rogatorie in Asia hanno riguardato soltanto Mokbel e altri indagati della sua organizzazione.

Lavinia Di Gianvito © RIPRODUZIONE RISERVATA

La successione Le ipotesi per il dopo Guarguaglini

Soluzione interna per la guida del gruppo ROMA — Manca un anno al- pensabile che una vicenda rila scadenza del mandato di guardante Finmeccanica possa Pierfrancesco Guarguaglini al- restare entro in confini del nola guida di Finmeccanica, ma il stro Paese. Così come è fuori di73enne manager toscano non scussione che il maggiore azioha mai pensato di cedere il pas- nista, il ministero del Tesoro, so con anticipo. Nemmeno ie- possa trovarsi impreparato di ri, mentre le voci di una possi- fronte a avvenimenti che mettabile inchiesta su «fondi neri» no in discussione la tenuta ecoerano in prima pagina, dopo nomica del gruppo e i suoi rapche per giorni erano circolate a porti internazionali, che poi soaltissimi livelli nelle stanze del- no quelli del Paese. la politica, nel quartier generaEcco perché da giorni si parle di Piazza Montegrappa si è la di una possibile successione. parlato di successione. Gli ap- Ecco perché non è escluso che puntamenti del giorno sono l’argomento sia stato trattato iestati rispettati, punteggiati da ri, a Palazzo Chigi, nell’inconqualche telefonata di solidarie- tro tra Berlusconi, il capo dello tà, fino alla riunione serale con Stato Giorgio Napolitano, redui seniores. ce da un viaggio negli Usa, e Ma i toni netti Gianni Letta, tra i del comunicato, primi sponsor di con cui sono stati Guarguaglini. esclusi «categoriI nomi finora camente» coinvolcircolati, quello gimenti nella creadell’ad di Terna, zione di fondi neFlavio Cattaneo, e ri, non hanno imdi Paolo Scaroni, pedito al titolo di anch’egli in scaperdere in Borsa il denza l’anno pros3,19% e ai boatos simo all’Eni, semPaolo Scaroni su un possibile avbrano più di scuovicendamento di la che reali. Ad serpeggiare, anaspirare a una siche dopo la precimile posizione sosazione della Prono in tanti: si dice cura di Roma. che Giuseppe BoIl fatto è che si no, amministratosta parlando di un re di Fincantieri, gruppo presente sarebbe pronto a in più di 20 Paesi, tornare sulla polquotato in Borsa, trona che fu già con un azionariasua. Flavio Cattaneo to che, a parte la Ma la soluzione quota del Tesoro più tranquillizzanpari al 30,20%, vede presenti in- te per gli investitori è interna: i vestitori istituzionali per il 43% nomi sono quelli noti di Giorin Nord America, soprattutto gio Zappa, direttore generale, fondi. E proprio negli Stati Uni- quello emergente di Giovanni ti si concentrano i maggiori in- Bertolone, ad di Alenia, o del teressi di Finmeccanica: qui condirettore Alessandro Pansa, l’anno scorso è stata acquistata la cui esperienza nel gruppo è l’azienda Drs Technologies. tutta finanziaria. Resta il dato Qui Guarguaglini ha portato a politico di un governo che finocasa, sotto la presidenza Bush, ra ha congelato tutte le nomine il contratto per l’elicottero pre- per occuparsi della manovra e, sidenziale, per poi perderlo forse, per evitare ulteriori concon Obama. Poi sono arrivate fronti interni. A aspettare un la Russia e ora la Libia, secon- nuovo consiglio di amministrado lo stesso schema diplomati- zione, ormai da settimane, ci co imbastito da Berlusconi. sono le Ferrovie, dove si dà per In questo mondo in cui circo- certa solo la conferma dell’ad, lano segreti industriali capaci Mauro Moretti. Antonella Baccaro di mettere in ginocchio la sicurezza di qualsiasi Paese, è im© RIPRODUZIONE RISERVATA Stampato e distribuito da NewspaperDirect

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Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

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Questa copia é stata presa da http://le-journal-italienne.blogspot.com Ex senatore Nicola Di Girolamo eletto a Palazzo Madama nell’aprile del 2008

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Iannilli mi ha fatto: «Di’ al tuo Lorenzo di andare in Inghilterra e lui vi fa avere il mandato come agenzia Finmeccanica» Gennaro Mokbel

Società partecipate Appena nominata all’Aquila, compare anche nella «lista Anemone»

Appalti, soldi e il marito del prefetto La Procura convoca la Iurato. «Provviste occulte dall’incrocio di aziende»

Una coppia al comando

Pierfrancesco Gu Finmeccanica. arguaglini, 73 anni, è preside nte e ad di Ne Grossi che ricop lla foto è ritratto insieme alla moglie Marina re l’incarico di ad della Selex una società co Se ntrollata da Fin rvizi Integrati, meccanica (Im agoeconomica )

ROMA — Sono almeno sei le società collegate a Finmeccanica che avrebbero gestito gli appalti serviti ad occultare riserve di fondi neri. L’indagine avviata dai magistrati romani si intreccia con quella dei pubblici ministeri napoletani che ha già svelato la rete di contatti attivata per l’assegnazione delle commesse. E punta in particolare su due aziende: la Selex, amministrata dall’ingegner Marina Grossi, moglie dell’amministratore delegato della holding Pierfrancesco Guarguaglini; e la Elsag datamat, specializzata nei sistemi informatici. Mentre nella capitale ci si concentra sui conti esteri, da Napoli partono gli avvisi a comparire per le persone che hanno seguito la procedura di aggiudicazione delle gare. Tra loro spicca il nome del nuovo prefetto dell’Aquila Giovanna Iurato, fino a qualche settimana fa direttore del reparto tecnico-logistico del ministero dell’Interno, che si è insediata tre giorni fa. Il provvedimento le è stato notificato nei giorni scorsi e il suo interrogatorio è stato fissato per lunedì mattina. L’alto funzionario del Viminale dovrà chiarire le procedure seguite per la realizzazione del Cen, il centro elettronico nazionale del capoluogo partenopeo della polizia di Stato. La società affidataria è proprio la Elsag datamat, scelta anche per gestire i sistemi informatici durante il G8 che si è svolto proprio in Abruzzo la scorsa estate. Iurato dovrà spiegare i criteri per la designazione, soprattutto tenendo conto che uno dei dirigenti dell’azienda è il suo attuale ma-

rito. L’intreccio di interessi ha insospettito gli inquirenti e rischia di rivelarsi il secondo infortunio nella carriera del prefetto, la cui nomina era stata bloccata la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri quando si è scoperto che il suo appartamento era inserito nella co-

siddetta «lista Anemone», l’elenco dei lavori di ristrutturazione compiuti dalle aziende che fanno capo a Diego Anemone, l’imprenditore accusato di far parte della «cricca» che ha ottenuto numerosi appalti per i «Grandi Eventi». L’attenzione dei magistra-

ti romani si concentra sulle fatture emesse da alcune imprese controllate da Finmeccanica — prima fra tutte proprio Selex — per la fornitura di apparecchiature di alta tecnologia. Il sospetto è che in alcuni casi siano state emesse senza ottenere contropartita, oppure per cifre molto al di sopra dei prezzi di mercato. Il sistema avrebbe consentito l’accantonamento di provviste occulte poi spostate su conti correnti all’estero. Gli accertamenti riguardano svariati depositi e si parla di trasferimenti di denaro per centinaia di milioni di euro. Soldi utilizzati soprattutto per favorire Finmeccanica nell’aggiudicazione di commesse all’estero. In Procura Giovanna Maria Iurato, da pochi giorni è prefetto dell’Aquila Lo spunto per l’avvio delle verifiche è arrivato quando si è scoperIl «Cen» di Napoli La Elsag datamat to che Gennaro Mokbel — il L’alto funzionario del La società affidataria è la faccendiere arrestato con l’accusa di aver organizzato Viminale dovrà chiarire le Elsag datamat. Uno dei un’associazione a delinqueprocedure per il Centro dirigenti dell’azienda re finalizzata, tra l’altro, al rielettronico nazionale è il suo attuale marito ciclaggio — aveva versato otto milioni di euro per l’ac-

quisto della società Digint. Nelle conversazioni intercettate si faceva riferimento proprio ai possibili affari da concludere con Finmeccanica e al ruolo di Lorenzo Cola che di Guarguaglini era uno dei collaboratori più stretti. L’accertamento effettuato attraverso le rogatorie internazionali avrebbe poi consentito di individuare le tracce dei depositi bancari che fanno capo al colosso specializzato nei sistemi di Difesa e negli armamenti, oltre alla tecnologia aeronautica di cui è uno dei leader mondiali. Quel denaro si sarebbe quindi rilevato soltanto una parte della provvista portata fuori dai confini. Ora si va avanti. Ai carabinieri del Ros e ai reparti specializzati della Guardia di Finanza sono stati affidati nuovi controlli sulla documentazione contabile e sui flussi dei finanziamenti ottenuti negli ultimi anni. Un fiume di soldi che potrebbe portare a nuove scoperte, mettendo nell’angolo l’attuale dirigenza, oltre ai manager e ai consulenti che negli ultimi anni si sono occupati degli affari più grossi.

Fiorenza Sarzanini © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il personaggio La moglie-manager dell’ad

Gioielli e asilo aziendale L’ascesa della «Signora» ROMA — «La signora». La chiamano così in Finmeccanica, Marina Grossi, quasi a voler sottolineare con malizia il ruolo di moglie dell’amministratore del gruppo, Pier Francesco Guarguaglini, più che quello di manager, da cinque anni, della controllata Selex Sistemi Integrati. Un vezzo maschilista, adottato da molti ma non da tutti, che fa torto a questa lady di ferro, torinese, classe ’52, figlia di un ingegnere minerario, partita a vent’anni su una nave da guerra, fresca di laurea in ingegneria elettronica, per fare il tecnico dei radar. «L’esperienza non fu facile, ma fu bella» ricorda in un’intervista, aggiungendo di essersi «sempre sentita a proprio agio con i colleghi uomini, senza dover rinunciare ad essere me stessa». Sempre elegantissima, Marina Grossi ama i gioielli anche appariscenti che sfoggia in qualche occasione mondana, sempre al braccio del consorte. Amante della buona cucina, soprattutto francese, e dell’arte, ama trascorrere i fine settimana nella casa di campagna toscana. Pugno di ferro in guanto di velluto, la Grossi si è fatta strada ricoprendo ruoli di responsabilità

La carriera Si è fatta strada con ruoli di peso in numerose aziende: Sma, Officine Galileo e Alenia Difesa. In Finmeccanica, ha assunto la guida dell’azienda missilistica Mbda

La promozione Nel 2005 Guarguaglini ha nominato quella che nel frattempo è diventata la sua consorte alla guida di Selex, azienda delicatissima nel settore della sicurezza

in numerose aziende: Sma, Officine Galileo e Alenia Difesa. È approdata in Finmeccanica, dove ha assunto la guida dell’azienda missilistica Mbda, quando Guarguaglini era ancora manager di Fincantieri. L’incontro professionale era già avvenuto in passato, alle Officine Galileo, dove Guarguaglini aveva fatto carriera fino a diventare amministratore delegato. La Galileo fu poi colpita dalla liquidazione dell’Efim, cui faceva capo, a quel punto Guarguaglini tornò in Finmeccanica. Qui i due si ritrovarono, qui nel 2005 l’ormai amministratore delegato del gruppo, Guarguaglini, nominerà quella che nel frattempo è diventata la sua consorte, alla guida di Selex, azienda delicatissima nel settore della sicurezza. Molto attenta al clima che si respira nella sua azienda, la Grossi va fierissima di due sue iniziative, di cui parla molto volentieri. La prima è l’asilo aziendale che ha voluto fondare. La seconda è l’assunzione di giovani, della cui formazione si occupa personalmente. Forse ripensando ai difficili esordi in mare aperto.

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Visioni d’Italia

16. Gerace

I cinque martiri e i centomila falsi braccianti di SERGIO RIZZO e GIAN ANTONIO STELLA

S

i chiamava Rocco Pierri ma tutti lo chiamavano «Rocco ’u frac» perché, quella volta che lo Stato aveva mandato giù un paio di camion di vestiti usati dopo l’alluvione che nel 1951 si era portata via mezza Platì, aveva recuperato un vecchio frac da orchestrale con le code a nido di rondine. Che da quel momento aveva tenuto addosso anche quando andava a zappare nei campi. Un uomo da leggenda. Ma la storia è vera. Che la moglie di un notaio della costa ionica andasse a raccogliere le olive dopo aver appeso all’attaccapanni una pelliccia di visone, però, gli ispettori dell’Inps non potevano bersela. E il suo interrogatorio è entrato nel mito. Al punto che i funzionari dell’istituto di previdenza raccolti nell’Aniv e riuniti proprio in questi giorni a Isola Capo Rizzuto, lo raccontano come fosse una novella pirandelliana: «Quindi, Signora, lei raccoglieva le olive». «Certamente, ispettore.» «Dagli alberi?». «Dagli alberi, ispettore.» «E come le raccoglieva?» «Con la scala.» «La scala?» «Una per una. E mano mano le pulivamo con lo straccetto». «Ma signora, nessuno al mondo raccoglie le olive così!» «Così noi le raccoglievamo.» Ne hanno sentite di tutti i colori, negli anni, gli investigatori Inps. Finte braccianti agricole che dicevano di aver innaffiato i campi di grano con la canna. Finte braccianti agricole che giuravano di aver portato secchi d’acqua, uno a uno, su per la collina per dar da bere alle melanzane. Finte braccianti agricole che assicuravano di aver lavato le stalle col detersivo per i piatti. Finte braccianti agricole che cadevano nei tranelli più impensabili: «che tipo di olive erano: rotonde o quadrate?» «Quadrate, ispettore.» Da ridere, se la truffa dei falsi braccianti agricoli non derubasse allo Stato decine e decine di milioni di euro l’anno. Basti dire che nella città del grande Giuseppe Di Vittorio, Cerignola, in Puglia, due soli «imprenditori», marito e moglie, fondando tre finte società e fingendo di assumere un totale di 6.851 dipendenti, si sono impossessati di 20 milioni e 553 mila euro. Dimostrando una volta per tutte come quella dei falsi braccianti agricoli sia una truffa catalogabile solo in parte, sempre più secondaria se non residuale, come l’antica distribuzione di una specie di salario a poveracci che vivono in posti dove non c’è industria. E sempre di più, al contrario, come uno dei grandi business della malavita. In questo caso la ’ndrangheta. Un’intercettazione tra due trafficanti di droga finita agli atti di un processo dice tutto: «Guarda che arriva un carico grosso. A soldi siete a posto?». «Occhei, prepariamo le carte per l’Inps». Nelle zone appena all’interno di questa costa ionica della Calabria, c’è chi ancora vive una vita agra. Così come resiste, faticosamente, un’agricoltura pulita. Di gente perbene che arranca quotidianamente nel fare i conti con una società che ha sempre meno spazio e sempre più disprezzo per loro. Contadini che continuano ad arare e seminare e maledire il cielo e spaccarsi la schiena su terreni duri sempre più invasi dall’edilizia aggressiva, sgangherata e volgare che dalla costa, un tempo stupenda e oggi devastata da una speculazione selvaggia dove non è neppure chiaro cosa è abusivo e cosa invece edificato legalmente grazie alla complicità delle amministrazioni locali, sta azzannando ettaro per ettaro la campagna. Toglieva il fiato a guardarla, una volta, quella

Nel 1847 vennero fucilati nei boschi «i ragazzi italiani» Nelle stesse terre dove «la mafia perfetta» amministra la Grande Truffa agricola

costa, dai paesi arroccati sui contrafforti dell’Aspromonte. Come Gerace, che forse è un po’ pomposa nel definirsi «la Firenze del Sud», ma certo con le sue chiese e le cappelle e i vicoli di pietra e le piazzette assolate e le porte che si spalancano sul mare sembra un pezzo di Toscana assediata dalla cialtroneria urbanistica degli ultimi decenni. Quella che Giorgio Bocca, nel libro «L’inferno», descrisse come un ammasso di porcherie cementizie in cui spesso, come a A destra, in alto, una veduta aerea di Gerace e, in basso, un viottolo della cittadina, definita la «Firenze del Sud». All’estrema destra, il monumento, in un boschetto a mezza costa sotto il paese, dedicato ai «martiri di Gerace», i cinque ragazzi che il 2 ottobre 1847, in nome della bandiera tricolore, si fecero fucilare dalle truppe borboniche

San Luca, si poteva immaginare come fosse «un paese di sequestratori»: «lo si vede dalle sue case, molte rimaste a metà, a un terzo in attesa di nuovi riscatti, pareti di mattoni traforati che attendono gli intonaci, pilastri di cemento per cui si vede la montagna bianca». Certo non erano queste la Locride, la Calabria, l’Italia che sognavano Michele Bello e Pietro Mazzone e Gaetano Ruffo e Domenico Salvadori e Rocco Verducci, i cinque ragazzi che il 2 ottobre 1847, in nome della bandiera tricolore, si fecero fucilare dalle truppe borboniche a mezza costa sotto il paese, in un boschetto dove oggi sorge un monumento assai trascurato. L’ultima lettera di Mazzone alla fidanzata era gonfia di amore: «Cara Eleonora, sposa di quest’anima… Mostrati coraggiosa e rassegnata al mio destino come sono io…». Lo storico locale Roberto Muscari Tomajoli ci scrisse una poesia: «"Viva l’Italia!" gridanu a gran vuci / L’hannu jettati cu li spalli a terra; / L’hanno ammazzati tutti, là a la croci». Anche adesso è piena di croci, questa terra. Troppe. Dovute non alla rabbia dei borbonici o dei bersaglieri, che a Platì si spinsero nel 1861 a tagliare la testa al capo dei contadini in rivolta Ferdinando Mittiga e a conficcarla su una picca portata in giro per il paese, ma alla ferocia di quella che l’antropologo Mauro Francesco Minervino, nel libro «La Calabria brucia», ha defi-

nito «la mafia perfetta». La «più ricca e più potente del mondo» che con un «sistema di scambio "cazzi miei / cazzi tuoi"» domina «senza oppositori la regione dichiaratamente più povera, disperata e disamministrata d’Europa». Certo, il nuovo vescovo di Locri, Giuseppe Fiorini Morosini, non ha ripetuto il gesto dirompente di Giancarlo Bregantini, che appena arrivato fece diffondere nelle parrocchie l’elenco coi nomi e i cognomi di tutte le 263 persone ammazzate negli ultimi anni, seguito dal libro di preghiere di «sfida alla mafia». Sulla guerra del predecessore contro «l’ idea aberrante di un destino ineluttabile per cui in Calabria tutto è sempre stato e tutto sempre sarà così», però, dà battaglia tutti i giorni. Come nel messaggio a tutte le signore delle ’ndrine in occasione della Festa della Donna: «Fermate i vostri mariti e i vostri figli eventualmente coinvolti nel traffico o smercio della droga: pensate a quelle donne, mamme come voi, che versano lacrime vedendo i loro figli distruggersi lentamente e morire…». E la politica? Assente. Latitante. Piegata con rare e virtuose eccezioni alle convenienze, alle clientele se non al voto di scambio. Al punto che a Platì, per fare un esempio, le persone perbene che vivono in ostaggio delle prepotenze dei don Rodrigo malavitosi e dei loro bravi rimpiangono già i commissari prefettizi, gli unici ad essersi dimostrati in grado, a fronte di un comune sciolto per tre volte negli ultimi dieci anni per infiltrazioni mafiose, di dare finalmente una caserma decente ai carabinieri che fino a pochi mesi fa vivevano barricati in un appartamento nel cuore del paese. E’ dura, essere cittadini a Platì. Durissima. Ne sanno qualcosa gli animatori della Cooperativa Valle del Buonamico, nata per iniziativa di Stampato e distribuito da NewspaperDirect

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Primo Piano 13

Monsignor Giancarlo Bregantini: appena arrivato a Locri come arcivescovo, fece diffondere nelle parrocchie l’elenco con i nomi e i cognomi di tutte le 263 persone ammazzate negli ultimi anni, seguito dal libro di preghiere di «sfida alla mafia»

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L’imbroglio organizzato dagli archivi sulle donne: raccolgono Il terremoto le olive «quadrate» e la «scoperta» e hanno un record di dei calabresi maternità (un terzo di L’8 settembre 1905 la Calabria fu quelle nazionali) sconvolta da un terremoto di

Bregantini (che si vide intralciare la richiesta del certificato antimafia: lui, un vescovo trentino!) con l’obiettivo di strappare i figli alle cosche dimostrando loro che era possibile vivere nella legalità e guadagnare decentemente coltivando fragole, mirtilli e lamponi a dispetto della ottusità degli uffici capaci di chiedere 24 passaggi burocratici. Un calvario. Quel che è sicuro è che, nel vuoto pneumatico della politica, la supplenza viene esercitata ancora una volta dalla Chiesa. Basti leggere il grido d’allarme lanciato da monsignor Morosini in una lettera aperta a Napolitano, Berlusconi e tutte le autorità dello Stato. Dove denuncia come la Locride sia «un distillato di emergenze economiche e sociali». Certo, «qualche intervento è stato fatto, soprattutto nell’azione repressiva della delinquenza organizzata, e siamo grati», scrive il vescovo, ma «i piccoli centri, abbandonati a se stessi per i tagli o la soppressione dei servizi essenziali, scuola e sanità, vanno lentamente scomparendo», «certe strade degli stessi paesi costieri sono da terzo mondo», «le scuole dell’obbligo di anno in anno vengono soppresse», «l’organico della Procura è stato ridimensionato pesantemente» nonostante la ’ndrangheta… Ed è qui che torniamo alla Grande Truffa dei falsi braccianti. Che vedono i loro punti di emergenza, come dimostrano i dati degli ispettori Inps presieduti da Fedele Sponchia in alcuni comuni a forte radicamento mafioso: Africo Nuovo (577 braccianti su 3.465 abitanti), Oppido Mamertina (1.050 su 5.559), San Luca (1.266 su 4.106). E poi Platì, dove i lavoratori agricoli sono 2.030 su 3.823 anime, ovvero il 53% dei residenti, e Careri, paese nel quale i braccianti sarebbero addirittura 1.701, il 70% di una popolazione che conta 2.443 persone. Ma

come si è arrivati a questo? All’inizio la disoccupazione agricola era una forma di integrazione artigianale al reddito. Si pagava un modesto contributo previdenziale e ciò bastava per ottenere l’assegno. Talvolta a vita. Il sistema che fu introdotto nel 1969, quando al Nord la classe operaia andava in paradiso e nelle campagne del Sud c’era ancora la miseria più nera, era tale che pur risiedendo a Milano, Torino, oppure all’estero, si restava iscritti

alle liste dei braccianti, continuando a incassare la relativa indennità di disoccupazione. E maturando i contributi figurativi per la pensione. Va da sé che negli anni è stato possibile ogni genere di abuso. Non sono stati rari i casi di operai meridionali delle grandi fabbriche del Nord i quali al momento di andare in pensione si ritrovavano doppia razione di versamenti previdenziali: occupati a Mirafiori, risultavano braccianti disoccupati in Calabria. Un meccanismo micidiale, giudicato universalmente come «una cosa legale, basta far le carte», con l’assunzione fittizia di figli, nipoti, generi e nuore. Per giustificare la truffa bastava un pezzettino di terra incolto. Finché per fabbricare i falsi braccianti non è stato necessario avere una dimensione «aziendale» (formalmente, si capisce…) e c’è stato il salto di qualità. L’occasione, per le ’ndrine, era troppo ghiotta. Per aver diritto a una indennità di disoccupazione pari al 40% dello stipendio, basta denunciare all’Inps 51 giornate lavorative l’anno per due anni: 102 in tutto, pagando i relativi contributi. In Calabria, zona depressa, scontati del 68%. Invece di pagare il 44% del salario, si paga cioè il 14%. Facciamo due conti: un bracciante con uno stipendio fittizio di 800 euro al mese avrà diritto a un’indennità di disoccupazione di 320 euro al mese, circa 4.000 l’anno, versando all’Inps 224 euro di contributi. In due decenni avrà speso 4.500 euro e ne avrà incassati 80 mila. E dopo vent’anni c’è pure la pensione. Non commisurata, si badi bene, ai 320 euro al mese. Ma agli 800. Come un tredici al totocalcio. Per non parlare della maternità, perché alla lavoratrice agricola in dolce attesa che figura iscritta all’Inps, spettano fino a 11 mesi di stipendio. E anche qui si è visto di tutto. «Miracoli» compresi. Come l’avvento di una donna capace di partorire due volte in quindici giorni. Non ci si può stupire, perciò, se in Calabria il rapporto fra contributi incassati e prestazioni pagate, fra disoccupazione e maternità, sia pazzesco: paghi uno, in media, e prendi dieci. Se poi calcoli le pensioni, paghi uno e incassi trenta. Bingo! E come meravigliarsi se, in un contesto simile, la truffa supera anche i confini dell’Inps? Un esempio: nel 2000 fu concesso un generoso credito d’imposta alle aziende che aumentavano l’occupazione: fino a 416 euro al mese per ogni nuovo assunto. Quando però hanno cominciato a fare i controlli si è scoperto, nel migliore dei casi, che chi aveva denunciato 20 assunzioni ne aveva fatte solo due. Nel peggiore, che gli stessi braccianti erano stati assunti da due o tre aziende diverse. E naturalmente non lavoravano da nessuna parte: «Ne abbiamo beccati che, di false assunzioni, ne avevano fatte cento!». Ai finti braccianti, ovviamente, non va che una percentuale (ridotta) di tutti questi soldi: la fetta più grossa se la mettono in tasca le cosche. Nessuno conosce esattamente la dimensione truffaldina del fenomeno, ma pochi dati dicono tutto. E’ normale che, fatta la tara alle dimensioni dei poderi, ci siano in Calabria 34.301 aziende agricole contro le 9 mila in Lom-

magnitudo 7,06 (a titolo di paragone, quello dell’Aquila del 6 aprile 2009 fu di 5,8 e quello del Friuli del 6 maggio 1976 di 6,4), che fece 557 morti accertati e migliaia di senzatetto. Il Corriere della Sera coprì l’avvenimento con il suo inviato di punta, Luigi Barzini. E fu allora che il giornale, in un certo senso, «scoprì» la Calabria: la povertà e la fierezza della gente ma anche la rapacità di certo notabilato locale e le infiltrazioni

della criminalità organizzata. Barzini, con altri corrispondenti, fu in prima linea nel denunciare le inefficienze dei soccorsi governativi opposte alla generosità dei volontari (anche allora? sì, anche allora) e il dirottamento degli aiuti dai più bisognosi ai più furbi. Alla fine il governo fu costretto a nominare una commissione d’inchiesta, i cui risultati furono resi noti nel novembre 1907 («16 milioni distribuiti sui 40 raccolti», titolò il Corriere) ma che furono anticipati sul giornale il 30 marzo: «Il terremoto che devastò la Calabria ha servito a troppi, a molti, per commettere atti di camorra... uomini politici hanno fatto affluire la carità pubblica nelle tasche dei loro amici, dei loro sostenitori... il terremoto, insomma, ha rivelato in Calabria l’esistenza di un marcio spaventoso, specialmente tra quelle classi che dovrebbero dare il buon esempio». Qualcuno, sicuramente, avrà riso anche allora, alla notizia del terremoto. Ma non venivano intercettati. Paolo Rastelli © RIPRODUZIONE RISERVATA

bardia che ha il quintuplo degli abitanti? O che quaggiù i braccianti iscritti all’Inps siano 135.553 cioè uno ogni 14,7 abitanti, con una densità più di quattro volte superiore al resto d’Italia, dove se ne conta uno ogni 63? Dovrebbe essere come la California, questa terra, con questi numeri. Una cornucopia traboccante di frutta, ortaggi, frumento e tutte le prelibatezze della natura. Macché. Basti pensare che in una regione meridionale come il Molise ci sono 44 ettari di superficie agricola utilizzata per ogni lavoratore iscritto, contro 3,8 ettari in Calabria. Quello molisano sarà un caso limite. Ma la media del resto d’Italia si aggira pur sempre intorno ai 14 ettari a bracciante: quattro volte più che nella regione di Giuseppe Scopelliti. Non basta. I braccianti calabresi iscritti all’Inps sono più di 135.553? Per l’Istat no: 35 mila. D’accordo, è un calcolo a campione. Non li hanno contati uno per uno. Ma le rilevazioni dell’istituto di statistica sono decisamente attendibili: si basano sulle osservazioni dell’economia reale. E se l’Istat ha ragione una domanda è inevitabile: dove sono i 100 mila braccianti che mancano all’appello? Di più: di quei 135.553 braccianti calabresi iscritti all’Inps, quelli che incassano l’assegno di disoccupazione sono 100.757: il 74,3%. Una percentuale mostruosa. E unica. Semplicemente impressionante, poi, il rapporto con la popolazione. Se nel resto d’Italia c’è un disoccupato agricolo ogni 141 residenti, nella provincia di Catanzaro ce n’è uno ogni 31, in quella di Crotone ogni 19,8, in quella di Cosenza ogni 18,6, in quella di Reggio Calabria ogni 18,3, e in quella di Vibo Valentia addirittura ogni 17,1. Nella sola provincia di Crotone l’Inps paga un numero di indennità di disoccupazione agricola paragonabile a quelle di tutta la Toscana. A Catanzaro, fra le province calabresi la più «virtuosa», il numero dei braccianti disoccupati è pari a quello dell’intera Basilicata. Si dirà: è il Sud, sono province povere. E allora Isernia? Non è forse al Sud, e non è una provincia povera? Eppure, con metà degli abitanti della provincia di Crotone, Isernia risulta avere 240 braccianti disoccupati: quaranta volte di meno. Com’è possibile? E com’è possibile che a Frosinone, provincia con mezzo milione di abitanti più o meno come quella di Reggio Calabria, si paghino 171 assegni di disoccupazione agricola contro circa 31mila, cioè 180 volte di meno? Ma non è finita qui. Perché questa falsa Calabria rurale ha anche un’altra particolarità: un numero spropositato, imparagonabile, di donne che risultano ufficialmente chine sulla zolla: 83.930. Si fa per dire, ovviamente: l’84,4% di loro, vale a dire 70.830, sono disoccupate. E la maternità, cui abbiamo già accennato? Sapete quanti «trattamenti obbligatori» di questo tipo sono stati erogati nel 2008 dall’Inps alle calabresi? Tremilasettantotto, il 27% del totale nazionale, pur avendo la regione un trentesimo degli abitanti. Inutile dire che il numero di puerpere braccianti di quaggiù risulta essere di gran lunga maggiore a quello di tutte le altre «colleghe». In Piemonte sono state 119. In Lombardia, 97. In Sicilia 815. Non che non si sia cercato di mettere un freno al fenomeno. Almeno in passato. Racconta Francesco Papa, ex dirigente generale dell’Inps: «Nel 1992 fioccarono migliaia di cancellazioni di braccianti che riscuotevano indebitamente la disoccupazione e la maternità. Tutti fecero ovviamente ricorso. Il problema fu che allora vigeva un curioso sistema di silenzio assenso: se la Commissione regionale incaricata di esaminare il ricorso non si pronunciava, il ricorso era accolto. Sapete come finì? Che la Commissione non si riunì praticamente mai e nessuno alla fine venne cancellato. Poi le regole sono state cambiate. Però…». Questo è il nodo: saranno anche cambiate, ma l’andazzo non è migliorato. A cominciare da chi gestisce questo ignobile commercio di false marchette. Con un’odiosa aggravante: che i finti braccianti che fingono di lavorare su finti campi per finte aziende hanno diritto all’indennità di disoccupazione. E a quelli veri, come gli extracomunitari stagionali protagonisti della rivolta di Rosarno, non finisce un solo centesimo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Visioni d’Italia Ai lati, la vicenda dei «martiri di Gerace» riassunta in due stampe popolari: i visi dei cinque ragazzi, i luoghi della rivolta e dell’esecuzione. All’estrema destra, Ferdinando II delle Due Sicilie in abbigliamento da cavaliere medievale

L’identificazione del popolo con il nuovo Stato durò poco: presto si tornò ai vecchi rapporti feudali

Il Risorgimento meridionale e tutti quelli che lo tradirono Piemontesi, «briganti» e gruppi dirigenti corrotti di VITO TETI

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l contributo della Calabria al Risorgimento italiano, nei libri di storia, è quasi esclusivamente legato alla spedizione di Attilio ed Emilio Bandiera. Dietro questo tentativo d’insurrezione, sconsigliato da Mazzini, agiva probabilmente anche la mitologia di una popolazione sempre pronta alla ribellione. I drammatici fatti del 1799, l’aspra guerra «civile» tra giacobini e sanfedisti, il decennio francese, che aboliva la feudalità, il succedersi di «rivoluzione» e «restaurazione», danno origine a ripetuti cambiamenti di fronte, vendette, violenze, annessione delle proprietà dei perdenti. Si alimenta un clima antico di tensione che sarebbe durato per tutto il secolo XIX. La Calabria, che a inizio Ottocento appariva allo sguardo europeo «Africa», «terra selvaggia e primitiva» — ma era lo sguardo degli invasori — in realtà aveva avviato da tempo profondi processi di trasformazione. Giovani ufficiali, medici, avvocati, uomini di Chiesa, appartenenti a quella borghesia in ascesa sconfitta dai Borboni, entrano in contatto con le idee mazziniane e con quanti parlano di un’Italia unita, e diventano protagonisti di moti (1829, 1837, 1844) che anticipano quelli che si sarebbero verificati nel resto d’Italia soltanto più tardi. Nella seconda metà dell’Ottocento, l’epicentro dei moti calabresi si sviluppa tra Roccella e Reggio, con particolare intensità nel distretto di Gerace (39 comuni). Nel 1847 molti paesi dell’attuale Locride vivono in un clima di tensione, di attesa. Edward Lear è un eccezionale testimone dell’atmosfera che si respira nel Reggino e presso tante famiglie di notabili di cui è ospite. Col suo compagno di viaggio Proby, il 5 settembre, a Reggio, sale su un vapore mentre in città si sentono gli spari. Michele Bello, nato ad Ardore nel 1822, ha ricevuto l’incarico di organizzare a Gerace l’insurrezione in sostegno di quella in preparazione a Reggio. Era famoso per avere aiutato i poveri durante la carestia del 1846. Il 2 settembre, con la richiesta di una Costituzione liberale, viene nominata una giunta provvisoria, presieduta dal canonico Paolo Pellicano e formata da ecclesiastici, baroni, borghesi. Il 3 settembre a Bianco, S. Agata, Caraffa, Siderno, Roccella, Gioiosa, Brancaleone, i rivoltosi annunciano che la Costituzione era stata proclamata a Napoli, Roma e Reggio, armati e pieni di entusiasmo (come scrive Umberto Sorace Maresca) lanciano in aria i cappelli al grido di «Viva la Costituzione», «Viva Pio IX», «Viva l’Italia». Bandiere, coccarde, nastri tricolori vengono esibiti ovunque. Nonostante gli inviti a unirsi a loro, la partecipazione è esigua tra contadini, braccianti, piccoli proprietari terrieri. Un certo seguito trova Rocco Verduci di Caraffa del Bianco (nato nel 1824). Il nonno, di cui portava il nome, era stato uno dei fondatori della Repubblica Partenopea, il padre, Antonio, nel 1820 risulta affiliato alla Carboneria. La fine improvvisa della sommossa è legata a un vapore, approdato per fare rifornimento e scambiato per una nave da guerra dei governativi. Giungono rapide le milizie centrali, comandate da Ferdinando Nunziante, e spengono i fuochi insurrezionali. A Reggio, tra il 7 e il 14, la Commissione militare aveva condannato a morte quattro rivoltosi. A Gerace, il 1˚ 0ttobre, destino analogo per i giovani capi della sommossa del distretto, Michele Bello, Rocco Verduci, Gaetano Ruffo (nato ad Ardore nel 1822), Domenico Salvadori (nato a Bianco

nel 1822), Pietro Mazzoni (nato a Roccella nel 1819). Tutti formatisi a Napoli, dove studiavano giurisprudenza, saranno fucilati il giorno successivo e i loro corpi, in segno di disprezzo, gettati nella «lupa», la fossa comune. Se i Borboni e i ceti «conservatori» avrebbero considerato dei criminali questi giovani e se la storiografia li avrebbe cancellati, per i democratici e i sognatori dell’Italia unita sarebbero invece diventati i «Cinque martiri» di Gerace. Il «sacrificio» di questi e altri martiri sarebbe diventato il mito fondante di un’identità regionale, che si sentiva parte di una nazione. La fierezza d’animo, la temerarietà con cui essi affrontano la morte aggiornavano il mito

La «razza maledetta» L’antropologia criminale di fine ’800 individuò nel comportamento di martiri ed emigranti le cause dell’arretratezza nelle regioni del Sud

del calabrese indomito pronto a morire per la libertà, e diventano modello di riferimento ideale delle élite locali. Fonti scritte e orali riportano la risposta di Rocco Verduci, durante il processo sommario, al generale Nunziante che gli prometteva la salvezza in cambio dei nomi dei rivoltosi: «Che domande incivili! E chi mai potrebbe riscattare la vita con il prezzo di tanta vergogna! Io credo che voi, Generale, da soldato d’onore non avreste la forza di consigliarmelo». Lapidi, monumenti, vie che portano il loro nome, «leggende» che li riguardano, attestano l’identificazione, spesso tardiva, delle popolazioni con questi nuovi santi laici. I tanti

calabresi che parteciperanno alla spedizione dei Mille sposeranno la causa dell’Italia unita, avranno sempre presente il sacrificio di questi eroi fondatori. Il giovane Stato non avrebbe mai riconosciuto questi martiri, che, di fatto, non trovano posto nell’album risorgimentale dei Pietro Micca, Ciro Menotti, Enrico Toti. L’oblio è la conseguenza del «tradimento» del Risorgimento meridionale. Ben presto quanti avrebbero posto il problema della terra e di nuovi rapporti sociali, sarebbero stati trattati, combattuti, uccisi come briganti. Con la repressione del «brigantaggio» (una vera e propria guerra) vengono distrutti paesaggi, economie, culture, mestieri, ma anche quel breve senso di fiducia che quei borghesi illuminati avevano tentato di alimentare nei ceti popolari. Il disboscamento insensato, avviato nella Locride, prepara le frane e lo svuotamento dei paesi a seguito delle ricorrenti e disastrose piogge. Malaria e terremoti avrebbero dato il colpo di grazia a paesi che stavano cercando un loro ingresso nella «modernità». La discesa lungo le coste, la fine delle antiche economie, la fuga generalizzata, contribuiranno alla nascita di economie assistite e criminali, alla creazione di dipendenze e soggezioni. In questo quadro anche la ’ndrangheta, vera e propria «catastrofe» che prospera assieme alle altre — naturali e storiche — appare un esito perverso di un processo unitario che aveva distrutto la soggettività, la fantasia, il senso della fatica delle popolazioni e che non aveva saputo accogliere le voci di quanti avevano visto nella nascita del nuovo Stato l’abbandono di rapporti feudali. La sfiducia nel governo verrà col tempo capitalizzata da gruppi sociali in cerca di espansione, che scelgono vie criminali, con la complicità di ceti politici sempre subalterni ai gruppi dirigenti «nazionali». Cresce nei decenni la lontananza dello Stato, visto come oppressore, dispensatore di tasse, responsabile della leva e dell’emigrazione. Le lotte contadine per la terra e le occupazioni dei latifondi del primo e del secondo dopoguerra verranno represse con la forza, nonostante la presenza dei partiti della sinistra. Richieste, pratiche pacifiche che affermavano soggettività, desiderio di restare, voglia di coltivare e trasformare le campagne, sono liquidate come episodi di ribellismo e atti criminali. L’emigrazione di massa è una scelta obbligata. L’antropologia criminale, a fine Ottocento, avrebbe individuato anche nei comportamenti di martiri, briganti, emigranti ragioni per spiegare l’arretratezza delle regioni meridionali e per teorizzarne l’inferiorità delle popolazioni. Una povertà e una perifericità, che erano esito di recenti processi di colonizzazione, diventavano l’alibi dei gruppi dirigenti nazionali. La teoria della «razza maledetta» anticipava e costruiva quel sentimento antimeridionale che sarebbe esploso nel tempo fino a trovare una versione aggiornata in alcune frange del fenomeno leghista. Per uno dei paradossi storici, oggi, sono gli eredi di quei martiri, dei contadini, degli emigrati, cacciati, uccisi, espropriati, a sostenere e a difendere le ragioni di un’Italia unita, mentre gli eredi di quanti hanno costruito le loro fortune sul sangue dei meridionali sognano la divisione. Forse è da qui che dobbiamo ripartire, anche per non autoassolverci e per non dimenticare i tanti limiti e responsabilità dei gruppi dirigenti meridionali. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Esteri

Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

Disperazione I fedeli della setta Ahmadi piangono fuori da una delle moschee colpite

Doppio attentato Duemila persone in ostaggio nei due edifici. Intervengono le forze speciali

Pakistan, strage in due moschee I talebani attaccano a Lahore la setta Ahmadi, 80 morti

Inginocchiati in una moschea che non possono chiamare moschea, recitando preghiere che non possono chiamare islamiche, sono stati massacrati da altri musulmani che non vogliono chiamarli confratelli. Come ogni venerdì, gli Ahmadi, «eretici» per la maggior parte dei pachistani, affollano i loro templi a Lahore. I leader della setta sanno di essere un bersaglio, quello che non possono immaginare è un doppio attacco. Stessa ora, quindici chilometri di distanza. Manca poco alle due, la città è placata dal giorno festivo e tramortita dal caldo, la temperatura tocca i 45 gradi. I commando prendono d’assalto il quartiere elegante di Model Town e irrompono tra i palazzi modesti di Garhi Shahu. Armati di kalash-

nikov, pistole, granate. Tre di loro (sono sette in totale) indossano le cariche esplosive, la divisa del kamikaze. Entrano da portali poco protetti, sparano sui fedeli, uccidono almeno ottanta persone e lasciano un centinaio di feriti. A Garhi Shahu la strage peggiore. I terroristi riescono a trincerarsi nella moschea, dalla cima del minareto mitragliano i passanti e la polizia, nella sala continuano la carneficina, tengono in ostaggio duemila seguaci. L’esercito e le forze speciali impiegano

Perseguitati La minoranza, considerata eretica, è stata bandita per legge dalla comunità musulmana

quasi quattro ore per piegare l’assedio. Due kamikaze si fanno saltare qui, i cadaveri ritrovati alla fine degli scontri sono oltre cinquanta. In un video trasmesso dalla televisione locale Express 24/7, un uomo a torso nudo prova a strappare il fucile a un poliziotto che resta distante dagli scontri, lo incita a intervenire. Gli Ahmadi diffidano della protezione di un governo che nel 1974 li ha banditi dalla comunità islamica, in pubblico non possono neppure esibire il tradizionale saluto musulmano: per loro «Salaam Aleikum», la pace sia con voi, è vietato dalla legge. Militanti del Punjab appartenenti a Tehrik-i-Taliban hanno rivendicato i raid: «Questo è il messaggio finale per la setta, dovete lasciare il

Pakistan o verrete uccisi dalle mani dei fedeli del profeta Maometto». Il gruppo fondamentalista ha attaccato in passato gli sciiti e ancora una volta ha scelto di colpire Lahore, otto milioni di abitanti e almeno 220 morti in nove attentati l’anno scorso. «Con questa operazione — commenta Rahimulla Yusfzai, analista pachistano — hanno voluto ribadire la linea ortodossa, integralista, il loro odio per le minoranze di qualsiasi genere». «L’alleanza tra i talebani e altri gruppi sunniti

— spiega alla rivista Time il ricercatore Ali Dayan Hasan di Human Rights Watch — mette in pericolo tutte le sette. Il governo pachistano e la polizia devono superare i propri pregiudizi e proteggere questa gente». Il consiglio provinciale del Punjab è presieduto da Shahbaz Sharif, fratello minore del primo ministro Nawaz, ed è stato accusato di incoraggiare le violenze contro gli Ahmadi, gli sciiti e i cristiani per ottenere l’appoggio politico ed elettorale delle fazioni fon-

agenda locale e internazionale. Quarto. Il vincolo politico-strategico che tiene uniti i destini di Afghanistan e Pakistan (e India). Quinto. I timori per la sicurezza dell’arsenale e degli impianti atomici dello Stato asiatico. Washington ha fornito aiuti finanziari e militari consistenti. Non sono bastati e a volte sono stati usati per altre cause, non riconducibili alla lotta contro i jihadisti. Inoltre Islamabad, nonostante le pressioni, non ha troncato le relazioni speciali con i gruppi islamisti — come quelli Kashmir — allevati per dare battaglia all’India. Solo che adesso queste

stesse fazioni sono diventate il surrogato di Al Qaeda. Reclutano volontari occidentali e sono capaci di portare morte a Rawalpindi, Mumbay e magari domani a New York. Washington ha tentato di superare questo macigno di interessi contrastanti assistendo gli ufficiali pachistani disposti a picchiare duro sui terroristi. Nel contempo, Barack Obama ha dato luce verde ad una estensione delle azioni segrete nei santuari della Jihad. Missioni svolte in gran parte dai droni, ma seguite da quelle di commando e contractor. I pachistani hanno lasciato fare attirandosi pe-

I fronti aperti

Gli aiuti militari e finanziari

Islamisti in contatto Il via libera con il governo alle azioni segrete

Le reazioni degli estremisti

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Gli Usa hanno fornito al Pakistan aiuti finanziari e militari consistenti: non sono bastati e a volte sono stati usati per altre cause

Nonostante le pressioni Islamabad non ha troncato le relazioni speciali con i gruppi islamisti allevati per dare battaglia all’India

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Negozianti del quartiere Garhi Shahu e agenti della polizia pachistana dopo il doppio attacco di ieri a Lahore. A Garhi Shahu si è consumata la strage peggiore: trincerati nella moschea, i terroristi hanno mitragliato agenti e passanti dalla cima del minareto (Reuters/ Mani Rana)

La difficile partita degli Usa con un alleato tiepido un alleato tiepido se non gelido. Nell’affrontare il dossier Pakistan, gli Usa si trovano davanti a cinque fronti, indipendenti e legati. Primo. L’indecisione di Islamabad nella lotta ai militanti: il governo lancia offensive a corrente alternata, bombarda e poi stringe accordi di tregua, perché consapevole della fragilità del sistema sul quale poggia. Secondo. Il timore di altri attentati contro il territorio americano con una matrice «pachistana». Gli 007 sono convinti che vi siano altri Faisal in agguato. Terzo. Una realtà estremista frammentata e non omogenea, con leader che mescolano

Davide Frattini

Testimoni

Scenari Le troppe indecisioni del governo di Islamabad

WASHINGTON — Dopo la fallita autobomba a Times Square la Casa Bianca aveva pensato di inviare un messaggio urgente ai pachistani. Per dire basta. Poi ha cambiato idea. Lasciamo perdere le note diplomatiche — hanno pensato — ci vuole altro. Qualcosa di più diretto, un faccia a faccia per ottenere risposte. Così il direttore della Cia Leon Panetta e il consigliere per la sicurezza nazionale, James Jones, hanno raggiunto in gran fretta il Pakistan. Dove, come si dice in gergo, hanno calato le carte. Agli interlocutori, diffidenti e guardinghi, è stata mostrata una dettagliata «mappa». Uno di quei grafici con le «esplosioni dei contatti» che tanto piacciono agli americani: frecce, linee, link che uniscono nomi, telefoni, identità. Ancora: tracce dei ripetuti viaggi fatti in patria dall’attentatore Faisal Shahzad, movimenti destinati ad aprire rapporti con dirigenti talebani. A quel punto i pachistani non potevano più nascondersi dietro la versione che il ragazzo si era «radicalizzato negli Usa» e che loro non c’entravano con il complotto. Infatti, tra smentite e mezze conferme, le autorità hanno messo in galera diversi personaggi, tra cui un ex maggiore dell’esercito. La storia dimostra come non sia facile per Washington trattare con

damentaliste. L’esercito pachistano concentra le sue offensive nelle aree tribali del nord-ovest, da dove i talebani organizzano gli attacchi. Adesso i parlamentari dell’opposizione invocano interventi militari anche in questa che è la provincia più popolosa del Paese.

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Il presidente Usa Barack Obama ha dato luce verde all’estensione delle azioni segrete di droni e commando nei santuari della Jihad in Pakistan

Le autorità pachistane non si sono opposte agli interventi Usa: per vendetta i militanti hanno sferrato attacchi a caserme e moschee di comunità rivali

rò la vendetta dei militanti che, come reazione, hanno scatenato la «campagna delle città». Ed ecco gli attacchi in serie contro caserme, sedi di 007 e moschee appartenenti a comunità rivali. Tanto a Lahore che a Kabul. E l’instabilità al confine ha presto contagiato le retrovie. Dunque se gli Usa — e qualche volta i pachistani — colpiscono troppo forte sui rifugi qaedisti rischiano di provocare ritorsioni sanguinose. Se si astengono permettono ai mujaheddin di «respirare» e di organizzare attacchi. Il confronto è passato dalla scena diplomatica a quella interna. Diversi esperti di contro-guerriglia si sono esposti nel chiedere uno stop ai raid nell’area tribale. Pur riconoscendone i vantaggi tattici — con l’eliminazione di molti capi — affermano che non aiutano a creare consenso. Anzi, attizzano l’odio. L’Onu ne ha persino contestato la legittimità paventando accuse per crimini di guerra per i militari Usa. Paletti e riserve che hanno contribuito a rendere molto angusta la strada per la Casa Bianca. Deve incalzare gli avversari senza farsi nuovi nemici. Non usare più il termine «guerra al terrorismo» non significa che la storia sia finita.

Guido Olimpio

La setta Le origini La setta «Ahmadiyya» nasce alla fine dell’800 nell’India sotto dominio britannico: fondata da Mirza Ghulam Ahmad, nato nel 1835 nel Punjab e considerato dai seguaci profeta e messia L’accusa di eresia Il movimento è definito eretico perché non crede che Maometto sia stato l’ultimo profeta inviato all’umanità, come dice il Corano. Nel 1974, sotto forti pressioni delle autorità religiose islamiche, il premier pachistano Zulfikar Al Bhutto introdusse un emendamento costituzionale che dichiarava gli Ahmadi non musulmani

Le sedi e i membri Oggi «Ahmadiyya» ha sedi in 193 Paesi e il quartier generale a Londra. Tra i suoi membri celebri: Muhammad Zafrullah Khan (1893-1985, prima foto in alto), primo ministro degli Esteri del Pakistan, primo presidente asiatico della Corte Internazionale di Giustizia; Abdus Salam (1893-1985), premio Nobel per la fisica nel 1979, cofondatore dell’International Centre for Theoretical Physics di Trieste

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Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

Esteri 17

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L’attacco Le autorità accusano i ribelli comunisti

India, scontro sui binari Bomba o sabotaggio «Sono stati i maoisti» Oltre 100 morti sul Calcutta-Mumbai

Soccorsi Uomini al lavoro per estrarre dalle macerie le vittime dei due treni scontratisi ieri sulla linea Calcutta-Mumbai (Ap/B.Das)

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

PECHINO — È stata una bomba, forse. O è bastato staccare meno di mezzo metro di rotaia e far deragliare il Gyaneshwari Express, treno notturno tra Calcutta e Mumbai. Qualunque cosa sia accaduta a Sardiha verso l’1.30 di notte di ieri, ora locale, ha provocato lo scontro fra il convoglio passeggeri e un merci. Oltre un centinaio i morti e 150 i feriti. Le autorità non hanno dubbi e attribuiscono l’attentato ai guerriglieri maoisti, i naxaliti, che sono operativi nella zona dell’incidente, considerata una loro roccaforte. Un gruppo fiancheggiatore dei ribelli, il Comitato del Popolo contro le Atrocità della Polizia, ha respinto le accuse ma se la paternità della strage venisse confermata si tratterebbe dell’azione dei maoisti con il maggior numero di vittime

civili, a circa un mese dall’imboscata che ha provocato la morte di 76 poliziotti, mentre in maggio un attentato a un autobus ha ucciso 35 passeggeri. Il deragliamento-scontro fra i treni è avvenuto 135 chilometri a ovest di Calcutta. I racconti dei superstiti sono di

scene apocalittiche, dei due convogli incastrati l’uno nell’altro, di famiglie scempiate, di sopravvissuti costretti a scegliere se accompagnare i propri cari in ospedale o rimanere a vigilare sui risparmi rimasti nel bagaglio. Il presidente delle ferrovie indiane, S.S.Khu-

rana, ipotizza la soppressione dei treni notturni nelle zone dei ribelli, mentre il ministro per le Ferrovie, la signora Banerjee, per ora si oppone, perché «le ferrovie sono un legame vitale». Il ministro dell’Interno, P. Chidambaram, ha confermato che «si tratta di un caso di sabotaggio». Nella zona dell’attentato di ieri, i treni sono chiamati a tenere bassa la velocità, per cercare di identificare oggetti o addirittura ordigni sulle rotaie ma anche per attenuare i rischi di un deragliamento o di una carica di esplosivo. Con i loro militanti recluta-

ti fra gruppi tribali e le caste inferiori, e con una leadership intellettuale e di estrazione urbana, i maoisti impegnano le autorità indiane in un confronto feroce. Hanno unificato le forze nel 2004 e la «guerra di popolo» ha già provocato circa 6 mila morti. Sono 2.239 le azioni dei naxaliti l’an-

Azione più sanguinosa Si tratterebbe dell’attacco maoista con il maggior numero di vittime mai compiuto

no scorso, dagli omicidi alle mine piazzate sulle strade dei distretti dove operano, con 600 vittime. L’attentato — l’ennesimo — rischia di avere ricadute politiche prevedibili, con le accuse ad autorità non in grado di proteggere i cittadini anche in concomitanza con un’offensiva delle forze di sicurezza, l’operazione «Caccia verde». M. D. C. © RIPRODUZIONE RISERVATA

GUARDA le foto della strage in India su www.corriere.it

Il movimento Attivi nelle campagne, lottano contro gli espropri delle terre e combattono le multinazionali

La guerriglia rossa che si finanzia con ricatti e estorsioni DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

PECHINO — Nel giorno di un attacco forse senza precedenti da parte della guerriglia maoista in India, la presidente della più popolosa democrazia del mondo, Pratibha Patil, è in visita in Cina. Un viaggio importante, mirato a consolidare la fiducia tra due giganti contigui e sospettosi, che si forzano alla convivenza. La presidente trova una Cina formalmente comunista ma senza più Mao, mentre in India imperversano comunisti maoisti ma senza patria o — come forse preferiscono immaginare — senza «ancora» una patria. Perché quello che il premier Manohan Singh, con una frase citatissima, ha definito «la maggior minaccia alla sicurezza interna», è un movimento a suo modo messianico: la rivoluzione non può non arrivare. Un messia impersonale che costa sangue, tanto. La rivoluzione dei maoisti indiani è ormai all’età adulta. C’è un atto di nascita, Naxalbari, nel Benga-

la Occidentale, 1967. Fu una rivolta contadina, venne schiacciata ma si sparse. Il marchio di Naxalbari rimane nel nome, perché ancora oggi i maoisti irriducibili, che negano la «democrazia borghese» abbracciata dal principale Partito comunista, sono i «naxaliti». Denunciano un’India che, nelle aree dove operano, non è cambiata da allora, potentati locali, miseria estrema, politici corrotti e polizia ingiusta. Un panorama che resiste nelle zone rurali alle conquiste che maturano a New Delhi, dalla presenza nel G20 a una crescita oltre il 6% nel 2009. I maoisti indiani sono passati attraverso frammentazioni e aggregazioni, dispersione territoriale e

Un esercito agguerrito Sono tra i 10 e i 20 mila militanti. Operano in un terzo dei 630 distretti indiani puntando al controllo del territorio

leadership regionali, rivalità e intrecci con questioni etniche. I diversi gruppi si sono riavvicinati e ora si stima che siano attivi in circa un terzo dei 630 distretti dell’Unione, soprattutto nella fascia di stati che — partendo da Nordest — va dal Bengala Occidentale fino all’Andhra Pradesh, il cosiddetto «corridoio rosso». Attestati sulle certezze ideologiche maturate sugli scritti di Mao Zedong, i naxaliti si muovono nelle campagne, cercano l’appoggio dei contadini, costituiscono basi nella giungla. Sono tra i 10 e i 20 mila militanti, con un nocciolo di guerriglieri, tra i 6 e gli 8 mila. Il controllo del territorio, oltre che sul lavoro ideologico, passa attraverso rapine, estorsioni e «tasse rivoluzionarie». Una stima è che ogni anno i maoisti indiani ottengano sui 300 milioni di dollari da ricatti e minacce a grosse aziende. Le più colpite sono industrie pesanti e miniere, ma gli scioperi che i maoisti riescono a organizzare anche rapidamente interessano an-

che trasporti, banche, servizi. La Tata ha dovuto rinunciare al progetto di uno stabilimento per le mini-car Nano, le acciaierie Jsw hanno rallentato la realizzazione di un impianto da 7 miliardi di dollari e problemi hanno avuto anche Arcelor Mittal e Posco. Gli introiti servono a procacciarsi armi, integrate con quelle sottratti a polizia ed esercito attraverso assalti alle caserme e imboscate. Il governo ha di recente lanciato un’offensiva con la mobilitazione di 50 mila uomini. Non basta. Anche se il supporto popolare ai maoisti, a fronte di una serie di stragi e di arruolamenti forzati, si attenua. Nei mesi scorsi alcuni intellettuali avevano lanciato la proposta di trattative fra maoisti e governo centrale. New Delhi subordina ogni passo alla cessazione totale delle violenze da parte dei ribelli. E tra chi guarda ai naxaliti con simpatia c’è la scrittrice Arundhati Roy. Che l’ottobre scorso avvertiva: «Se fossi una persona che non ha nulla, a cui stuprano la moglie,

Separatisti Origini I maoisti indiani prendono il nome di «naxaliti» dalla grande insurrezione di contadini avvenuta nel distretto di Naxalbari (Bengala Occidentale) nella primavera del 1967. Le loro origini però sono precedenti: nascono quando gli inglesi lasciarono l’India e gli Stati del nord-est rifiutarono l’invito di Nehru a entrare nell’Unione indiana Con i contadini Finanziati e addestrati prima dal Pakistan orientale (oggi Bangladesh) e poi dalla Cina, sono in seguito diventati i difensori dei diritti dei poveri e dei dalit nelle zone rurali. Fanno leva sul crescente malcontento dei contadini verso gli espropri delle terre, per

Ricercati Una serie di foto con il volto di ribelli maoisti ricercati dalla polizia nella caserma del villaggio Atamkur, (70km da Hyderabad) presa di mira dai guerriglieri nel 2006 (Ap/ Mahesh Kumar)

cacciata dalla sua terra, minacciata dalla polizia, mi vien da dire che sarei giustificato a prendere le armi. Bisogna smettere di pensare a chi è giustificato. Hai un esercito di poverissimi contrastato da un esercito di ricchi appoggiati dalle aziende… Non si può trarre della moralità dalla violenza che ciascuna parte commette sull’altra». La rivoluzione non è un pranzo di gala: c’è troppo sangue.

Marco Del Corona

contrastare l’avanzata delle multinazionali e il corso capitalista dell’India Repressione Per il premier Singh la guerriglia maoista rappresenta la più grave minaccia alla sicurezza e all’unità del Paese. Per disinnescarla, il governo ha lanciato la più grande offensiva militare degli ultimi anni: 50 mila uomini

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l’esperienza continua su visittrentino.it Foto G. Zotta

L’Arte della Vacanza 2010. Gli eventi culturali da non perdere. In Trentino. Le Mostre ARTE AMERICANA 1850-1960. Capolavori dalla Phillips Collection di Washington - Mart, Rovereto • 5 giugno – 12 settembre L’AVVENTURA DEL VETRO. Dal Rinascimento al Novecento tra Venezia e mondi lontani - Castello del Buonconsiglio, Trento e Castel Thun • 26 giugno – 7 novembre UN FIUME DI LEGNO. Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, San Michele all’Adige • 14 maggio – 4 luglio CASTEL THUN. Apertura al pubblico del maniero restaurato - Vigo di Ton • dal 17 aprile SPAZIALE! L’astronomia in mostra - Museo Tridentino di Scienze Naturali, Trento • 30 gennaio - 31 ottobre STORICAMENTE ABC. Gallerie di Piedicastello, Trento • 5 febbraio – 31 dicembre LA FORTEZZA DELLE EMOZIONI. Forte Belvedere Werk Gschwent, Lavarone • 1 maggio – 1 novembre I Festival TRENTOFILMFESTIVAL. Montagna Società Cinema Letteratura Trento • 29 aprile – 9 maggio FUTURO PRESENTE. Rovereto • 12 – 15 maggio ARTE SELLA. Valle di Sella e Borgo Valsugana • 15 maggio – 6 novembre ACCADEMIA DI IMPROVVISAZIONE ALL’ORGANO E AL CLAVICORDO. Smarano e Coredo • 27 maggio – 5 agosto FESTIVAL DELL’ECONOMIA.Trento • 3 - 6 giugno I SUONI DELLE DOLOMITI. Monti del Trentino • 20 giugno – 27 agosto SENTIERO DI PACE. Rovereto • 25 e 26 giugno PERGINE SPETTACOLO APERTO. Pergine Valsugana • 3 luglio – 7 agosto DRODESERA FIES. Centrale Fies e Dro • 23 – 31 luglio ORIENTE OCCIDENTE. Rovereto e Trento • 1 – 12 settembre Abbina le emozioni di questi eventi al piacere di un’ospitalità speciale e prenota la tua Vacanza ad Arte in Trentino su www.artedellavacanza.it

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18 Esteri

Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

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Diplomazia Missione del ministro Frattini a Caracas. L’intesa: petrolio in cambio di infrastrutture

Panama

Affari e abbracci tra Italia e Chávez

Fonteyn, ballerina e spia

Show del presidente venezuelano che cita Marx e Claudia Cardinale DAL NOSTRO INVIATO

CARACAS — Quando si parla dei rapporti preferenziali di Silvio Berlusconi con personaggi che in teoria potevano essere suoi avversari, si pensa soprattutto a quello con Vladimir Putin, il legame tra il costruttore anticomunista diventato re delle tv italiane e l'agente del Kgb. Ma non è l'unico, e non soltanto perché il presidente del Consiglio è stato nell'Unione europea il primo a riservare onori al dittatore bielorusso Aleksandr Lukashenko, ex militare dell' Armata Rossa. «Berlusconi le manda un abbraccio grande, con profonda stima e profondo rispetto», ha detto giovedì, a Caracas, il ministro degli Esteri Franco Frattini al capo di Stato venezuelano Hugo Chávez, ex paracadutista che provò ad andare al potere con un golpe e ci riuscì più tardi con le elezioni. In Italia era notte. Alleato dei fratelli Castro, inventore di un misto di populismo e cristianesimo che chiama «Socialismo del XX secolo», uomo dalla nazionalizzazione facile riuscito in passato a ridurre la povertà nel proprio Paese e adesso alle prese con difficoltà finanziarie, Chávez ha ricambiato: «Dia a Silvio un abbraccio da parte mia. A lui e a tutto il popolo italiano». A motivare tanto calore sono gli affari. Frattini ieri a Pa-

Passioni Sopra, Chávez e Frattini a Caracas. A sinistra, Claudia Cardinale. Di lei Chávez ha detto ieri: «Una volta una giornalista mi chiese quale fosse la mia attrice preferita, la risposta mi venne dall'anima».

nama la definiva «una formula innovativa», in verità ciò che la crisi sta inducendo Venezuela e Italia a impiegare è il vecchio sistema del baratto. Il titolare della Farnesina ha riassunto così l'intesa di massima raggiunta con Chávez su nuove commesse per imprese italiane: «Invece di pagare le opere infrastrutturali con un finanziamento che peserebbe sul loro bilancio e sarebbe problematico, loro dicono: "Noi abbiamo una tale quantità di risorse che possiamo ripagarvi con una quota aggiuntiva di barili di petrolio da estrarre"». Il «gobierno revolucionario»

di Caracas non dispone più del denaro incamerato quando il greggio costava 140 dollari al barile. Il prodotto interno lordo è calato, la ripresa del Brasile non c'è. Benché abbia le maggiori riserve petrolifere al mondo fuori dal Medio Oriente, arretratezza tecnologica e siccità stanno costringen-

Innamorato «Mi innamorai da bambino di una compagna di scuola italiana, Ernestina Zanetti. La rivedrei volentieri».

do il Venezuela a razionare l'elettricità. L'interscambio con l'Italia resta notevole, ma nel 2008 superava di 117 milioni il miliardo e l'anno scorso è sceso a 935 milioni. In settembre si vota per le politiche, e all'ex parà il consenso del milione di cittadini di origine italiana del Paese interessa. A Frattini — accompagnato da una scorta di Prima e Seconda Repubblica unite, formata dal sottosegretario già democristiano Enzo Scotti e dal viceministro leghista Roberto Castelli, assistiti dall'ambasciatore Luigi Maccotta — Chávez ha riservato davanti alle tv uno dei suoi pezzi di repertorio preferiti. Una versione latinoamericana, e di sinistra, di un tipo di autocoscienza da talk show non lontana da uscite pubbliche di Berlusconi. «Quando ero niño, bambino, mi innamorai di una mia compagna di studi italiana, Ernestina Zanetti. Come la rivedrei volentieri». Poi un elogio a Claudia Cardinale, una citazione di Karl Marx, divagazioni da autoritario giocherellone come il chiamare «Don Giovanni» il diplomatico italiano Giovanni Verderame. Privato, pubblico, gag mischiate a critiche alle pazzie dell'economia. Commento di Frattini: «C'è sintonia con le proposte italiane sulla lotta alla speculazione». Proposte di Berlusconi, sia chiaro.

Maurizio Caprara

LONDRA — La celebre ballerina britannica Margot Fonteyn (nella prima foto) complottò con Fidel Castro (sotto con Raúl) per rovesciare il governo di Panama, secondo quanto emerge da documenti segreti dei National Archives di Kew declassificati in Gran Bretagna. Insieme al marito Roberto Arías,

figlio di un ex presidente di Panama, la danzatrice fu al centro di un fallito complotto con 125 rivoluzionari cubani, venne arrestata il 20 aprile 1959 e brevemente trattenuta in carcere. Fu però trattata con i guanti: le fu riservata la «suite» presidenziale del carcere e ebbe fiori freschi tutti i giorni.

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Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

Esteri 19

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Accordo di pace Le elezioni sono state fissate per il 27 giugno

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L’analisi

IL «CASO» UZBEKISTAN: QUANDO UN PAESE È IN MANO A UN CLAN di FABRIZIO DRAGOSEI

Golpista Moussa D. Camara

La corsa Il raduno che giovedì ha aperto la campagna di Cellou Dalein Diallo (Ap)

Guinea, firmata a Roma l’intesa per la democrazia La mediazione della comunità di Sant’Egidio ROMA — Le presidenziali del 27 giugno saranno le prime elezioni veramente democratiche nella ex colonia francese della Guinea, indipendente dal 1958, da anni sconvolta da scontri e violenze. La ferita più recente, il colpo di Stato del 2008 e il massacro allo stadio di Conakry del 28 settembre 2009: l’esercito sparò sulla folla dei manifestanti uccidendo oltre 150 persone. L’orrore per l’eccidio ha sconvolto il Paese e portato in gennaio alla formazione di un governo di unità nazionale e di un Consiglio nazionale di Transizione (Cnt), una specie di parlamento provvisorio. Ieri mattina nella sede romana della comunità di Sant’Egidio si è riunita una delegazione di ventuno rappresentanti del Consiglio di Transizione che raccoglie partiti, forze sociali e sindacali, associazioni delle vittime delle stragi. Tutti insieme hanno siglato un appello comune in vista delle presidenziali. Il documento impegna i firmatari a «far accettare e rispettare in tutto il Paese i risultati dell’elezione presidenziale confermata dalla Corte suprema della Guinea-Conakry». Il candidato vincente dovrà «rispettare lo spirito democratico e lo statuto dell’opposizione». Qualsiasi disputa dovrà essere «regolata conformemente alle disposizioni costituzionali e legali». Infine rifiuto esplicito di «qualunque forma di propaganda che inciti alla violenza, all’odio, all’etnicismo, allo scontro tra religioni». Soprattutto l’accordo prevede la condivisione del potere nelle istituzioni, nel Parlamento, la costituzione di un governo di larghe intese, la creazione di un consiglio nazionale della riconciliazione. Della delegazione facevano parte El Aadj Mamdou Saliou, vicepresidente del Consiglio di Transizione, la direttrice degli affari politici del Consiglio, Mariama Aribot, e la presidente della Commissione per la riconciliazione, Mariama Sow Cisse. L’intesa è stata possibile proprio grazie alla mediazione della Comunità di Sant’Egidio, pre-

La storia

Nascita La Comunità di Sant’Egidio nasce a Roma nel 1968, all’indomani del Concilio Vaticano II, per iniziativa dell’allora diciottenne Andrea Riccardi, che riunì un gruppo di liceali come lui per ascoltare e mettere in pratica il Vangelo. Oggi è un movimento di laici a cui aderiscono più di 50.000 persone in più di 70 Paesi

L’inizio nella periferia Il gruppo si recava nella periferia romana, tra i poveri e cominciò un doposcuola pomeridiano (la «Scuola popolare», oggi «Scuole della pace» in tante parti del mondo) per i bambini. Nel 1973 stabilì la propria sede nel convento di Sant'Egidio a Roma, da allora «quartier generale» della comunità Nel mondo La comunità ha curato la mediazione per giungere alla pace in Mozambico (nella foto, un progetto nel Paese). Gli accordi di Roma, firmati il 4 ottobre 1992, misero fine alla guerra, definendo una nuova costituzione di stampo democratico, grazie alla mediazione di Andrea Riccardi e don Matteo Zuppi di Sant’Egidio

L’impegno Il documento è stato siglato dai rappresentanti del Consiglio di transizione, che raccoglie partiti, forze sociali e sindacali, associazioni delle vittime delle stragi. Si impegnano a far rispettare i risultati del voto

sente su quel territorio ormai dalla fine degli anni Ottanta con duemila persone impegnate su istruzione, assistenza ai detenuti e lotta all’Aids. Mario Giro della Comunità non ha nascosto la sua soddisfazione: «Ora è possibile immaginare per la Guinea un futuro democratico e di pace». Sei mesi dopo le imminenti elezioni presidenziali, si svolgeranno quelle per eleggere il Parlamento. Sono in tutto ventiquattro i candidati che parteciperanno alla campagna per l'elezione del

24 I candidati che parteciperanno alla campagna presidenziale. Tra loro anche una donna

2009 Il massacro nello stadio di Conakry: l’esercito sparò sui manifestanti uccidendo 150 persone

presidente. Tra di loro anche una donna: Saran Daraba, già ministro dal 1996 al 1998. Molto soddisfatto per l’accordo il ministro degli Esteri, Franco Frattini: «Si tratta di un impegno a favore del dialogo interetnico e interreligioso e a favore della riconciliazione nazionale, che va ben oltre la scadenza delle prossime elezioni presidenziali e per il quale il contributo della Comunità di Sant’Egidio è stato determinante».

Paolo Conti © RIPRODUZIONE RISERVATA

MOSCA — Con l’apertura di un collegamento ferroviario che sarà finito l’anno prossimo, l’Uzbekistan si avvia a diventare il principale snodo per i rifornimenti della Nato in Afghanistan. La linea tra Termez e Mazari-e-Sharif scavalcherà il fiume Amu Darya (l’Oxus di Alessandro Magno) che separa i due paesi attraverso il ponte usato dall’ultimo contingente sovietico che lasciò l’Afghanistan nel 1989. E in futuro potrà servire anche a raggiungere altri stati dell’Asia Centrale e il Nord-ovest della Cina. La nuova centralità dell’Uzbekistan preoccupa però non poco l’Occidente perché si tratta di uno dei paesi che ha la peggiore fama al mondo per il rispetto dei diritti umani. E che ogni anno, a settembre, usa un milione di bambini per la raccolta del cotone in condizioni definite di «schiavitù» da parte di numerose organizzazioni internazionali. Il presidente «a vita» Islam Karimov, i clan che lo appoggiano, la sua famiglia e soprattutto la figlia maggiore Gulnara, sono accusati di usare il paese unicamente per arricchirsi. Gli organi di sicurezza dello Stato, impegnati in una lotta contro gruppi estremisti islamici (l’ultimo attentato nel 2009 ha fatto una ventina di morti), non hanno scrupoli. «Gli operativniki usano la tortura come prassi», afferma Surat Ikramov, capo del Gruppo per la difesa dei diritti umani in Uzbekistan. E l’organizzazione Human Right Watch dice di considerare il governo «tra i più repressivi del mondo, assieme a Corea del Nord e Birmania». Gli arresti arbitrari e le uccisioni sono all’ordine del giorno, secondo il rapporto di Amnesty International diffuso giovedì scorso. La situazione nel paese è peggiorata dal 2005, quando centinaia di manifestanti (insorti

Insieme Vladimir Putin con il presidente uzbeko Karimov

Crocevia Dominato da Karimov e da sua figlia Gulnara, è strategico per la Nato Eppure, secondo Amnesty, gli arresti arbitrari sono quotidiani. E un milione di bambini sono costretti a lavorare come «schiavi»

legati ad Al Qaeda, secondo il governo) vennero uccisi dalla polizia. L’ex ambasciatore britannico Craig Murray che ha scritto il libro «Assassinio a Samarcanda» fece sottoporre ad autopsia i corpi di due oppositori morti. Si è scoperto che erano stati bolliti vivi. Tutto è sotto il controllo di Karimov e della bella Gulnara che è ambasciatrice in Spagna e all’Onu, vice ministro degli esteri e proprietaria della Zeromax, una corporation che, secondo i suoi detrattori, gestisce ogni cosa: dalla raccolta del cotone da parte dei bambini-schiavi al transito delle merci Nato dirette in Afghanistan. La famiglia è ricchissima, il patrimonio della Karimova avrebbe raggiunto almeno il mezzo miliardo di euro. Chi si mette sulla strada del presidente e dei suoi cari, rischia. L’ex marito di Gulnara si è visto chiudere lo stabilimento di imbottigliamento della Coca Cola in Uzbekistan; tre suoi parenti sono finiti in prigione e altri 24 sono stati espulsi, secondo la rivista Foreign Policy. Lui, per sua fortuna, ha passaporto americano. Eppure i Karimov non sono quei paria internazionali che ci si aspetterebbe. Cantanti come Rod Steward, Julio Iglesias e perfino Sting hanno preso fior di quattrini per esibirsi in eventi organizzati dalla famiglia. L’ultimo a finire sotto tiro per i suoi rapporti con l’Uzbekistan è stato Joan Laporta, presidente del Barcellona (che ha come sponsor l’Unicef, l’agenzia dell’Onu che si occupa dei bambini). Secondo El País, ha accettato 5 milioni di euro per due partite con la squadra uzbeka di proprietà della Karimova. Poi c’è Monica Bellucci, che secondo l’edizione francese del settimanale Bakchich Hebdo, avrebbe intascato 200 mila euro per partecipare a una festa della seconda figlia di Karimov, Lola, ambasciatrice presso l’Unesco. Qualche vip, una volta conosciuta la realtà, fa marcia indietro, come Sting che ha definito «orripilante» la fama di Karimov per quanto riguarda i diritti umani. Ma bisogna stare attenti al pessimo carattere di padre e figlia: la musica della star britannica è adesso proibita sulla radio uzbeka. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

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Il caso Tassinari: «E’ una questione commerciale, non politica»

«Il made in Israel resta sui banconi della Coop» Il presidente della catena: «Raggiunto l’accordo» DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

Prodotti israeliani Coop e Conad Hanno annunciato il ritiro dei prodotti israeliani che non indicano la provenienza (e se vengono dalle colonie). In una pubblicità hanno spiegato: non è un boicottaggio (foto)

La campagna Esiste una campagna internazionale di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (Bds) lanciata nel 2005, con sostenitori in vari Paesi tra cui Francia, Gran Bretagna, Svezia, Italia

GERUSALEMME — Ma se qualcuno le avesse detto che scoppiava tutto questo caos? «Mah, certo, avremmo dovuto rifletterci un po’ di più...». La riflessione c’è stata, il chiarimento anche. Una lunga chiacchierata con Israele, un breve comunicato per spiegare che Agrexco, il gigante dell’export di pompelmi e arachidi, ha promesso d’indicare anche sulle etichette al dettaglio se un prodotto arriva dalle colonie nei Territori palestinesi. E per dire che Coop non ne sospenderà la vendita. Dice Vincenzo Tassinari, presidente Coop Italia: «Con l’israeliano ci siamo abbracciati via telefono». E «presto organizzeremo qualcosa per dimostrare a tutti che non abbiamo nessun problema con Israele». Avesse immaginato, però... «A fin di bene, abbiamo preso un’iniziativa che doveva essere

solo commerciale. Invece, ci siamo trovati in mezzo a una questione politica. Ammetto che ne abbiamo sottovalutato gli effetti. Ma, va detto, c’è stata una grossa strumentalizzazione di altri». Gli altri non li chiama per cognome. «Qualche parlamentare poteva risparmiarsi tante parole, questo è sicuro». Ce l’ha un po’ col centrodestra di Fiamma Nirenstein e un bel po’ col centrosinistra di Vernetti e Colombo, che ancora ieri manifestava a Torino davanti a un supermercato: «Non mi stupisco, eh? Ma prima di fare i solerti difensori d’interessi legittimi, questi signori avrebbero potuto scavare un po’ di più». Boicottaggio è una parola che Coop (e Conad) rifiutano. Però è proprio al boicottaggio che l’Autorità palestinese sta ricorrendo, nuova forma di «resistenza popolare» contro gl’insediamenti: il premier Salam Fayyad, l’altro giorno, ha distribuito di persona i volantini contro chi acquista prodotti delle colonie, citando 500 prodotti sulla black list. Si stima che la vendita di questi be-

Coloni Un settler israeliano fa la guardia mentre altri dissodano, nei Territori occupati, tra Hebron e l’insediamento di Kiryat Arba (Afp/Hazem Bader)

ni frutti ai settler mezzo miliardo di dollari l’anno. Dunque: ci si vergogna di chiamare le cose per quel che sono? «Capisco bene le questioni — dice Tassinari —, ma il punto è che noi non usiamo due pesi. Abbiamo 7 milioni e mezzo di consumatori e molti ci chiedono garanzie di trasparenza. Noi le diamo anche sugli ogm. Perché non dovremmo darle su questo? E’ vietato? L’antisemitismo, il boicottaggio non c’entrano niente. Noi diamo le informazioni, il consumatore poi sceglie. Fossimo contro tutti i prodotti israeliani, appiccicheremmo il nostro marchio sulle arachidi, sui

Etichette «L’antisemitismo, il boicottaggio non c’entrano. Noi diamo le informazioni, il consumatore poi sceglie»

datteri, su 5 milioni d’euro d’importazioni? Non accetto nemmeno che ci vengano a chiedere "perché Israele no e la Cina, Cuba o l’Iran sì?" Noi abbiamo preso dei premi internazionali, ad esempio, per avere garantito che nei nostri prodotti non c’era sfruttamento minorile!...». Dopo l’accordo, il made in Israel sarà tutt’insieme sui banconi: compreso quello delle colonie, che altri Paesi europei (Francia, Gran Bretagna, Svezia) vietano. «Il paradosso, glielo dico io, è che adesso ne venderemo anche di più».

Francesco Battistini © RIPRODUZIONE RISERVATA

La polemica L’estromissione dei prodotti «ebraici» criticata sia da destra che da sinistra

Fine di un boicottaggio mascherato Dietro la «tracciabilità» una campagna mirata contro uno Stato SEGUE DALLA PRIMA

E invece la guerra Coop (e Nordiconad) contro i prodotti israeliani dell’Agrexco si è rivelata nel giro di poche ore per quello che era: un caso politico, una disputa che al boicottaggio ha sommato un’inedita minaccia di contro-boicottaggio. Altro che «tracciabilità». Ora, stipulato l’accordo (o la tregua), i prodotti ortofrutticoli tornano sui banconi della Coop. La quale Coop ha trovato stavolta in Internet, nei blog, nei social network, un ostacolo insormontabile per la sua strategia di minimizzazione. Dicevano che non era «boicottaggio», che era solo una questione di precisione e di lealtà di mercato, che i clienti dovevano sapere che dietro il «made in Israel» c’erano anche i prodotti raccolti e lavorati dal gigante agro-alimentare Agrexco nei Territori occupati che, come è noto, non sono ancora uno Stato palestinese, ma sicuramente non sono Stato di Israele. Però l’Agrexco ha ribattuto che quei prodotti coprivano solo lo 0,4 per cento del totale e che se c’era da adeguare l’etichetta ai canoni fissati dalle norme Ue, allora non avrebbero opposto alcun impedimento. E allora, c’era bisogno che la Coop stilasse un annuncio tanto impegnativo, nientemeno che la liberazione dei propri scaffali dai prodotti israeliani, alcuni di incerta origine? Non potevano rivolgersi direttamente all’Agrexco, come poi è stato fatto, ma solo dopo l’improvvido, e catastrofico, annuncio del boicottaggio? E poi, sicuri che non era proprio, esattamente «boicottaggio»? I responsabili della Coop dicono di no, che non è mai stato boicottaggio. Ma poi si scopre che sul sito dell’ong «Stop Agrexco» ci si compiaceva nei giorni scorsi per «l’importante risultato della campagna di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni» (tutto con le maiuscole) «contro l’apartheid israeliano». Solo una «questione di etichetta» o quell’accenno all’«apartheid israeliano» non denuncia forse un’intenzione politica un po’ meno, per così dire, tecnicistica? «Boicottaggio», ecco comparire, ripetutamente e ossessivamente dai suoi promotori, la parola proibita. Così come compare, sullo stesso sito, la sequenza di azioni dimostrative che in un paio di mesi hanno vigorosamente convinto la Coop ad adottare improvvisamente la decisione ora rientrata: manifestazioni ai supermercati Coop di

«Stop Agrexco» Sul sito dell’Ong ci si compiaceva per l’importante risultato raggiunto «dalla campagna contro l’apartheid israeliano» La rivolta sul web Su Facebook sono nati invece gruppi denominati «Coop boicotta i prodotti di Israele? Noi boicottiamo la Coop» che hanno raccolto migliaia di adesioni

Largo Agosta e di Via Laurentina a Roma; manifestazioni davanti alla Coop di Pisa, Coop Italia di Casalecchio di Reno, davanti alle Coop di Pesaro e Jesi tramite l’organizzazione «Campagna Palestina Solidarietà Marche», e così via. Molto spesso comparivano volantini in cui si deplorava «il governo israeliano che si è ripetutamente macchiato di crimini contro la guerra e l’umanità». Sempre compariva la parola proibita, «boicottaggio»: quella che la Coop ha sempre negato, quella che basta dare un’occhiata a un po’ di filmati presenti sull’ubiqua e onnipresente YouTube per scoprirne il marchio «Boycott!», con i militanti che indossano la stessa maglietta inneggiante alla «Palestina libera», le stes-

Gli anti Su Facebook Migliaia gli aderenti a gruppi che invitavano a non comprare né alla Coop né alla Conad A sinistra In una lettera aperta Furio Colombo, Gianni Vernetti e altri criticavano

se scene degli scaffali con i prodotti israeliani presi di mira, lo stesso linguaggio molto aggressivo. La strategia della minimizzazione, lo sradicamento della parola «boicottaggio» dal lessico della Coop, non hanno retto stavolta alle reazioni che hanno avuto soprattutto sui blog il loro canale di informazione: in modo «trasversale», sia sulla destra che sulla sinistra. Una sinistra che, in un'accorata lettera aperta firmata tra gli altri da Furio Colombo, Emanuele Fiano e Gianni Vernetti, si è interrogata stupefatta sulle ragioni che hanno indotto un’organizzazione «progressista» come la Coop ad assecondare la campagna anti-israeliana, sottovalutando l’impatto emotivo, e il risveglio di memorie orribili, dell’estromissione dei prodotti «ebraici» dagli scaffali di un negozio. Una destra che ha visto Fiamma Nirenstein tra i principali artefici del contro-boicottaggio e che tramite il ministro degli Esteri Frattini si è espressa con un aggettivo, «razzista», dal sapore inequivocabile. Su Facebook

La flottiglia pro-palestinese

«Free Gaza», le navi pacifiste ferme a Cipro NICOSIA — Una flottiglia internazionale di organizzazioni non governative filo-palestinesi che doveva fare rotta ieri verso la Striscia di Gaza nonostante le messe in guardia di Israele, ha rimandato a oggi la partenza. «Abbiamo cambiato due volte i programmi perché gli Israeliani minacciavano di catturare l'imbarcazione turca », ha detto Audrey Bomse, una delle organizzatrici del movimento Free Gaza. Le sette imbarcazioni, cariche di aiuti umanitari, si sono radunate ieri nelle acque internazionali al largo di Cipro per dirigersi a Gaza (nella foto un israeliano protesta contro l’iniziativa).

apertamente la decisione della Coop. (sopra manifestanti contro Agrexco Afp/Photo) A destra Il ministro Franco Frattini ha parlato di «iniziativa razzista». Fiamma Nirenstein è stata tra le promotrici del contro-boicottaggio. I testimonial Luciana Littizzetto e altri testimonial della Coop sono stati invitati a condannare l’iniziativa

sono nati gruppi denominati «Coop boicotta i prodotti di Israele? Noi boicottiamo la Coop» e «Io non compro né alla Coop né alla Conad» che hanno raccolto miglia di adesioni. È comparsa addirittura la tragica foto della sorridente italiana del 1938 che spensieratamente esibisce il cartello «Questo negozio è ariano» sulla vetrina della sua bottega. Si sono scritte lettere aperte a Luciana Littizzetto, testimonial della Coop. La reazione comunicativa della Coop non ha funzionato, a cominciare dalla rassicurante pagina di pubblicità acquistata sui giornali per allontanare dal marchio Coop il fantasma del «boicottaggio». Oggi si sigla, obtorto collo, un accordo con l’Agrexco. E lo schieramento anti-boicottaggio si ritrova, bipartisan, per un’ultima manifestazione di protesta davanti a un supermercato Coop. Un clamoroso autogoal, nel migliore dei casi. Una ferita aperta con una parte dell’opinione pubblica che non si riconosce nella martellante campagna anti-israeliana

Pierluigi Battista

Documento finale

Gerusalemme invitata a aderire al Tnp NEW YORK - La Conferenza di Revisione del Trattato di Non Proliferazione Nucleare (Tnp) ha concluso i lavori con una dichiarazione finale che ripropone l'idea di un Medio Oriente senza armi atomiche. Il documento finale auspica in particolare che Israele aderisca al Trattato mettendo le sue testate nucleari, mai dichiarate ufficialmente, sotto il controllo dell'Aiea, l'Agenzia internazionale per l'energia atomica. Nè la Siria nè l'Iran, che avevano espresso riserve sulla dichiarazione finale, hanno bloccato il documento, fortemente voluto da Egitto ed altri Paesi arabi. Il Trattato, firmato da 188 Paesi (ma non da India e Pakistan, potenze nucleari, né da Israele) è in sostanza un accordo basato su uno scambio: le nazioni non nucleari si impegnano a non sviluppare armi atomiche, quelle nucleari a disfarsene.

Sull’Iran

Gli Usa: no all’intesa Turchia-Brasile WASHINGTON — Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu deve continuare a lavorare sulla proposta di nuove sanzioni contro l’Iran. Lo afferma un alto ufficiale dell’Amministrazione americana, definendo inaccettabile l’intesa raggiunta da Brasile e Turchia sul programma nucleare di Teheran. Gli Usa credono che l’Iran disporrebbe di combustibile sufficiente ad alimentare una bomba nucleare anche rispettando i termini dell’accordo. L’intesa, raggiunta a metà maggio e definita dal presidente brasiliano Lula e dal premier turco Erdogan «una vittoria della diplomazia», prevede che Teheran depositi entro un anno in Turchia 1.200 dei suoi 1.500 chili di uranio al 3,6% per riceverne 120 chili al 20% per usi civili. Teheran, che in passato ha già accettato accordi simili senza poi rispettarli, ha annunciato che continuerà a produrre combustibile.

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Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

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Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

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Cronache

I casi in dieci anni

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Procedimenti di diritto canonico contro preti pedofili in Italia secondo la Conferenza dei vescovi

La Chiesa e gli abusi «Si tratta di un reato terribile. Quando ero a Pesaro ci fu un caso ma si rivelò infondato»

«Preti pedofili, possibili coperture in Italia» Il capo dei vescovi Bagnasco: errori da correggere, pronto a incontrare le vittime La Nota di Massimo Franco

L’ammissione segna la volontà diffusa di un ripensamento

Vaticano Papa Benedetto XVI all’assemblea della Cei che si è tenuta nell’aula del Sinodo

I casi recenti

Don Nello, indagato in ritiro spirituale

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Don Nello Giraudo fino a pochi mesi fa era parroco a Feglino, nel Savonese, e ancor prima a Spotorno. Si è preso un periodo di «riposo e riflessione» dopo che la procura di Savona lo ha inquisito per abusi sessuali su minori: fatti di vecchia data salvo un episodio di sei anni fa

In cella don Domenico, il prete professore

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Don Domenico Pezzini, sacerdote della diocesi di Lodi, ex docente dell’Università Cattolica e dell’ateneo di Verona, è stato arrestato quattro giorni fa per violenza sessuale aggravata. L’accusa: avrebbe stuprato più volte un tredicenne

Don Giorgio pagherà i danni

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La storia giudiziaria di Don Giorgio Carli, di Bolzano, è arrivata in Cassazione. Si partì da presunti abusi su una minore che ricordò tutto con l’ipnosi. Primo grado: assolto. Appello: 7 anni e mezzo. Terzo grado: prescrizione e risarcimento alla vittima

Don Luciano in aula, veglie in parrocchia

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Ad Alassio (Savona) i parrocchiani di don Luciano Massaferro hanno organizzato veglie per le accuse contro di lui: abusi su una bimba di 11 anni «psicologicamente fragile». Contro don Luciano è in corso il processo di primo grado

CITTÀ DEL VATICANO — Quanto ai casi di pedofilia nel clero, la Cei ha parlato di «un centinaio di processi canonici avviati negli ultimi dieci anni». È possibile che anche in Italia ci siano state coperture o insabbiamenti nel passato? «Alla luce di questo numero è possibile, la possibilità c’è, e qualora fosse accertato il giudizio della Chiesa è noto: si tratta di una cosa sbagliata che va corretta e superata». Il cardinale Angelo Bagnasco misura le parole ma già la sola ammissione della «possibilità» è il segnale della svolta sollecitata da Benedetto XVI, le «scelte di trasparenza e pulizia» che il presidente della Cei aveva riaffermato aprendo in Vaticano l’assemblea dei vescovi italiani. I tempi cambiano, «desideriamo unirci alla sua azione di autoriforma della Chiesa», ha spiegato l’altro giorno Bagnasco al Papa. E ora il cardinale risponde ai giornalisti e non si sottrae alle domande su quel «fenomeno terrificante, che è peccato e reato». Anche se la Cei, dice, non ha un quadro definito di quei cento processi, quante vittime, quante denunce all’autorità civile, quante condanne o assoluzioni, «ora non ho elementi per precisare, lo faremo quando sarà possibile». Dall’Irlanda alla Germania,

dall’Austria al Belgio, si sono dimessi vescovi che avevano insabbiato e si stanno moltiplicando «linee guida», «referenti» diocesani per le denunce e «commissioni indipendenti» istituite dalle conferenze episcopali dopo gli scandali. E la Chiesa in Italia? Bagnasco dice che «il testo più aggiornato, autorevole ed esplicito» è quello dell’ex Sant’Uffizio (2003) e i vescovi si riferiscono a quello, «per questo finora non abbiamo ritenuto opportuno o necessario preparare altri documenti o iniziative». Anche il numero verde

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(Foto Chianura)

della diocesi di Bolzano, come le iniziative in altri Paesi, nasce «dalle valutazioni locali» ma «non esistono modelli assoluti» e l’unico criterio nasce dal valutare di volta in volta «il bene vero delle singole vittime». Del resto chi volesse denunciare qualcosa può rivolgersi alle diocesi e «il referente naturale in ogni diocesi è il vescovo». Ma non è un po’ difficile per un abusato chiamare un centralino per contattare direttamente un vescovo, magari a Genova il cardinale Bagnasco? «Ma no, non credo che un vescovo sia inaccessibi-

No all’istituzione di commissioni speciali. Il referente naturale per le denunce in ogni diocesi è il vescovo

le, a me arrivano le telefonate dei collaboratori, lettere riservate che i fedeli mi scrivono senza soggezione, magari a stampatello sul foglio d’un quaderno, per confidarmi i loro problemi». Se un persona segnala un caso grave come gli abusi «la si riceve immediatamente, di giorno e di notte», esclama il cardinale: «Certe situazioni, ovviamente da accertare, richiedono una risposta immediata». A Genova, comunque, non gli è successo di ricevere denunce di pedofilia, «fino ad oggi non mi risulta». E quand’era vescovo a Pesaro, dal ’98 al 2003? Il cardinale Bagnasco riflette un istante: «Quando c’ero io, c’è stata una situazione in cui ho dovuto verificare le cose, fondamentale è valutare anzitutto la verosimiglianza di un’accusa, di una voce, d’un rumor: e in quella prima fase di ricerca preliminare non c’era consistenza, anche la congregazione vaticana cui ci si deve riferire ha detto: se le cose stanno così... Questa è la mia esperienza diretta: speriamo di non dover mai affrontare situazioni reali». Resta un considerazione di fondo, per ciascun vescovo: «Chi è di guida deve essere davanti, e se è davanti deve dare il buon esempio».

G. G. V.

Le parole coraggiose dette ieri dal cardinale Angelo Bagnasco sulla pedofilia nella Chiesa cattolica italiana sono un segno dei tempi. È la prima volta che un presidente della Cei non esclude «la possibilità» di coperture di abusi da parte di qualche vescovo. L’ammissione avviene sulla scia dei giudizi duri espressi di recente dal papa, e rilanciati ieri dall’Osservatore Romano; e sull’onda degli scandali che hanno messo alle corde l’episcopato sia in Europa, sia negli Usa. Ma quella di Bagnasco appare una mossa preventiva, tesa ad arginare le tensioni. Si accetta l’esistenza del fenomeno nella convinzione che in Italia sia meno diffuso. Il capo dei vescovi aggiunge che se fossero accertati gli insabbiamenti «il giudizio della Chiesa è noto: è una cosa di per sé sbagliata e da superare». Significa che il Vaticano ha maturato un ripensaLe parole mento non solo sul fenomesugli abusi no della pedofilia, ma sul suo sono figlie impatto sull’opinione pubblica; e sul modo di analizzarlo degli errori ed affrontarlo. del passato Quando arrivarono le prime rivelazioni da Boston, in Usa, alla fine del 2002, l’approccio fu diverso. La Santa Sede riteneva di trovarsi di fronte ad un «problema americano». Non si pensava che avrebbe investito l’Europa. Anche dopo avere pagato circa 1 miliardo e 200 milioni di dollari alle vittime statunitensi delle molestie, non sono state capite le implicazioni degli scandali. Quei colpi alla credibilità della chiesa segnalavano l’impossibilità di continuare a fronteggiare comportamenti criminali senza rivolgersi ai magistrati. La radicalità con la quale il Vaticano prende di petto la questione è figlia di quegli errori. Anche perché ora il fenomeno rischia di essere considerato «problema cattolico»: un’altra forzatura. E il Vaticano vuole evitare un’ondata di cause come quelle che hanno svenato molte diocesi del nord America: nella sola Los Angeles i risarcimenti ammontano ad oltre 600 milioni di dollari. Ma il caso italiano, si sostiene, è diverso. Bagnasco ha spiegato che risultano un centinaio di casi di pedofilia in dieci anni. Per questo esclude l’insediamento di una commissione di indagine, come si è fatto altrove. Ma l’insistenza sul «coraggio della verità che, anche se dolorosa e odiosa, non può essere taciuta o coperta», trasmette il senso di un’emergenza. Padre Federico Lombardi, portavoce vaticano, conferma che la lotta agli abusi sessuali richiederà tempi lunghi. Insomma, la virata di Bagnasco apre, non chiude una fase.

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Il retroscena Dalla lettera agli irlandesi al discorso durante il viaggio in Portogallo

Così ha fatto breccia la linea di Ratzinger CITTÀ DEL VATICANO — Dopo la lettera di marzo agli irlandesi e il monito ai pedofili e a chi li ha coperti, «dovrete rispondere davanti a Dio onnipotente e ai tribunali», il segno della svolta di Benedetto XVI è arrivato in Portogallo. Non solo per il collegamento tra il terzo segreto di Fatima e i casi di pedofilia nel clero, «oggi lo vediamo in modo realmente terrificante: la più grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa». C’è anche una frase che in apparenza non aveva a che fare con la pedofilia ma dice tutto dell’azione di riforma intrapresa da Benedetto XVI, una svolta rispetto al passato della stessa Chiesa italiana: «Si è messa una fiducia forse eccessiva nelle strutture e programmi ecclesiali, nella distribuzione di poteri e funzioni», aveva scandito il Papa. «Spesso ci preoccupiamo affanno-

samente delle conseguenze sociali, culturali e politiche della fede, dando per scontato che questa fede ci sia». A questo si riferiva il presidente della Cei quando l’altro giorno, davanti al Papa e a tutti i vescovi, ha assicurato: «Desideriamo unirci alla sua azione di autoriforma della Chiesa». Benedetto XVI ha parlato di penitenza, riforma, purificazione. Ha esortato i vescovi italiani «a riflettere sulla vita e sul rinnovamento dell’azione pastorale della Chiesa in Italia» e ha ripetuto: «Ciò che è motivo di scandalo, deve tradursi per noi in richiamo a un profondo bisogno di ri-imparare la penitenza, di accettare la purificazione, di imparare il perdono ma anche la necessità della giustizia». Così si spiegano le parole dette ieri dal presidente della Cei, l’ammissione della «possibilità» di insabbiamenti. Se oggi manca un quadro definito de-

gli abusi nella Chiesa in Italia è anche perché, ancora nel 2002, la Cei definiva il fenomeno «talmente minoritario che non merita un’attenzione specifica», escludendo ogni «monitoraggio». Del resto, il documento con le «disposizioni» dell’ex Sant’Uffizio del 2003 — oggi pubblicamente indicato come riferimento — ai tempi era stato mandato dalla Cei alle diocesi come un testo ad uso interno. Tutto è cambiato in pochi anni, non solo nella Cei. La vecchia mentalità di chi tendeva a lavare i panni sporchi in famiglia

Otto anni fa Nel 2002 la Cei definì il fenomeno degli abusi «talmente minoritario da non meritare attenzione» Ora tutto è cambiato

è rimasta spiazzata dal Papa e dalla sua linea di trasparenza. E quando il cardinale di Vienna, Christoph Schönborn, già allievo di Ratzinger, ha accusato di insabbiamento l’ex segretario di Stato Angelo Sodano, e lo ha criticato per aver parlato di «chiacchiericcio» in tema di scandali, è apparso chiaro che due linee si confrontavano anche in Vaticano. In Italia, certo, ci sono 100 casi sospetti su 40 mila preti: la Cei conferma di aver tenuto sempre «sotto controllo il fenomeno» e mette in guardia da «gravi distorsioni». Ma ora non si tratta solo di non farsi cogliere impreparati se saltasse fuori qualcosa. È lo stile che deve cambiare. «La grande domanda è quale grado di verità noi tutti, nella Chiesa, siamo pronti a sopportare. Questa è la sfida che ci indica il Papa: non è facile, la verità è al tempo stesso liberazione e ferita, chiede un prezzo

alto», rifletteva ieri l’arcivescovo e teologo Bruno Forte. «La chiave di ciò che sta avvenendo è che siamo davanti a un Papa riformatore. Quelli che lo giudicavano un conservatore si trovano davanti a un pontefice che sta aprendo una strada per molti aspetti nuova con un coraggio straordinario, il coraggio della verità. Già quarant’anni fa, da teologo, aveva descritto la riforma della Chiesa in alcune pagine del libro Il nuovo popolo di Dio, ed aveva parlato di una riforma che "non consiste in una quantità di esercizi e istruzioni esteriori, ma nell’appartenere unicamente e interamente alla fraternità di Gesù Cristo". Significa che occorre un profondo processo di "conversione", che in greco è metanoia: e vuol dire cambiare il modo di pensare». Forte sorride: «In epoche diverse, l’avevano chiesto voci profetiche come San Francesco e Savonarola, che per questo fu messo al rogo. Ciò che oggi è veramente nuovo ed importante è che lo chieda il Papa».

Gian Guido Vecchi © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

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Cronache 27

Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

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Le tappe della vicenda

Maggio 2005

Settembre 2006

Marzo 2009

Le difese

Perquisiti gli uffici di Tavaroli

Scattano i primi arresti

Inizia l’udienza preliminare

Le aziende: hanno fatto tutto da soli

Nel maggio del 2005 vengono perquisiti gli uffici dell’ex capo della Security di Telecom, Giuliano Tavaroli. La Procura, indagando su appalti nei parchi e giardini milanesi, intercetta una telefonata che apre un nuovo filone

Nella prima ondata di arresti (altre seguiranno) vengono fermate 21 persone: tra loro anche Tavaroli e il suo amico investigatore privato Emanuele Cipriani, al quale viene sequestrato il cosiddetto «archivio Zeta»

Il 31 marzo 2009 inizia a Milano l’udienza preliminare. Il giudice Panasiti è chiamata a decidere se rinviare a giudizio 34 persone, più Telecom e Pirelli, per i dossier illegali raccolti fra il ’97 e il 2004 dalla Security delle aziende

aveva già sottratto a una richiesta di condanna a 10 anni per concorso nel sequestro dell’imam Abu Omar ad opera della Cia. Anche stavolta il segreto di Stato, invocato sui suoi rapporti con Tavaroli e Cipriani, e confermato dal Presidente del Consiglio Berlusconi, gli propizia il non luogo a procedere in relazione ad alcune imputazioni; ma su parecchie altre il giudice Panasiti lo proscioglie perché il fatto non sussiste (laddove ritiene che il contenuto dei dossier in questione non provenisse dagli archivi dei servizi segreti) o per non aver commesso il fatto (laddove non ritiene certa la prova della responsabilità sua anziché di altri) o per prescrizione. La Procura si vede accogliere quasi solo i 12 rinvii a giudizio (tra cui l’ex Sisde Marco Bernardini e il giornalista Guglielmo Sasinini) e gli accordi raggiunti con i 16 imputati che patteggiano pene comunque azzerate o ridotte dai 3 anni di indulto: come i 4 anni e 2 mesi a Tavaroli, 2 anni e 8 mesi a Iezzi, 3 anni e 4 mesi al capo del Tiger team informatico Fabio Ghioni, 2 anni e 10 mesi all’ex 007 americano Gianpaolo Spinelli, 2 anni e 4 mesi al suo collega francese Fulvio Guatteri. E come responsabili amministrativi (per la legge 231) delle corruzioni commesse dalla squadra di Tavaroli, anche Telecom e Pirelli patteggiano 400.000 euro l’una, più 750.000 a testa di risarcimento all’Avvocatura dello Stato, e 1.500 euro a ciascun lavoratore illecitamente schedato (per circa 4,8 milioni).

MILANO — La Security di Telecom e di Pirelli agivano «in modo totalmente autonomo» durante la gestione Tavaroli. Schegge impazzite in due importanti gruppi industriali, erano in rapporti diretti, «in molti casi di natura illegale», con le società di Cipriani, le quali avevano il «solo fine di produrre fatture e incassare denaro». A spiegare pubblicamente le convinzioni del management delle due società all’epoca dei fatti, costruite sulla base delle indagini della Procura, è a febbraio scorso Maurizio Abet, portavoce di Tronchetti Provera, fuori dall’aula (a porte chiuse, come previsto dal Codice) dell’udienza preliminare sui dossier illegali. Ieri le difese di Telecom e di Pirelli non hanno voluto commentare le decisioni del giudice Panasiti. «Aspettiamo di leggere le motivazioni» è stata l’unica dichiarazione del professor Roberto Ramponi che assiste Pirelli. «Va ricordato che fu proprio l’allora vertice di Telecom, nell’ambito delle attività di verifica avviate dall’azienda anche sulle fatture rilasciate dal signor Cipriani, a dare mandato di denunciare immediatamente le irregolarità individuate, in particolare l’inesistenza di documentazione di supporto a fronte di alcune fatture emesse», ha detto il portavoce. Gli esposti del management «hanno contribuito, come riconosciuto dalla stessa autorità inquirente, al buon esito delle indagini», ha sottolineato Abet. Dall’esame di 4 anni di gestione della Security sono emerse spese irregolari per circa 20 milioni di euro «occultate tra migliaia di fatture regolari in un budget complessivo, destinato principalmente alla protezione della rete, di oltre 250 milioni». A Cipriani «in qualità di fornitore abituale della Security di Telecom e di Pirelli, si rivolgeva in automatico il personale di tale funzione anche per assicurare alcuni servizi di vigilanza e logistica in occasione di eventi privati del dottor Tronchetti». Erano servizi che non prevedevano l’uso di personale interno, perché slegati da attività aziendali, tant’è vero che «erano pagati direttamente dal dottor Tronchetti, come le fatture a lui intestate dimostrano in modo trasparente», ma tutto questo «non ha mai dato origine ad alcun rapporto diretto con Cipriani». Ieri l’investigatore privato ha detto: «Non sono un ladro, è stato dimostrato che ho lavorato per un committente senza tradirne la fiducia».

Luigi Ferrarella

Giuseppe Guastella

Milano Rovesciata l’impostazione degli inquirenti. Prosciolto l’ex funzionario del Sismi Mancini

Dossier illegali, chieste nuove indagini Per il giudice il team agiva nell’interesse di Telecom e Pirelli MILANO — La divisione Sicurezza di Telecom e Pirelli nell’era di Giuliano Tavaroli non agiva come una entità autoreferenziale, non era una scheggia impazzita sfuggita ai controlli aziendali. Al contrario, secondo il giudice dell’udienza preliminare Mariolina Panasiti, con i 34 milioni di euro pagati tra il 1997 e il 2005 agli investigatori privati artefici di un dossieraggio illegale su vasta scala, la Security ha perseguito — quand’anche con mezzi illeciti come la corruzione di uomini delle forze dell’ordine, il mercimonio di tabulati telefonici, il saccheggio di banche dati istituzionali, l’intercettazione di posta elettronica — gli interessi delle due società allora guidate da Marco Tronchetti Provera. Il cui interrogatorio come teste, assieme a quello degli imputati Cipriani e Ghioni, e degli altri testi chiesti in extremis da Cipriani in polemica con i pm e ammessi da Panasiti nell’udienza preliminare, il giudice decide ora di trasmettere alla Procura «per quanto di sua competenza»: affinché cioè i pm verifichino se in quegli interrogatori siano emersi reati addebitabili o ai testi stessi o ai manager e avvocati di cui i testimoni hanno a vario titolo parlato. È un rovesciamento dell’impostazione proposta dalla Procura, che invece qualificava Pirelli e Telecom come «parti lese» dal reato di «appropriazione indebita» di soldi aziendali contestato, tra gli altri, a Tavaroli, Cipriani (titolare dell’agenzia d’investigazioni fiorentina Polis d’Istinto), Marco Mancini (allora numero tre del Servizio segreto militare Sismi), Marco Bernardini (altro detective privato), Pierguido Iezzi (successore di Tavaroli in Pirelli). Il cambio di «occhiali», inforcati dal giudice rispetto ai pm per leggere l’inchiesta, produce conseguenze a cascata in una decisione dai mille rivoli non semplici da riepilogare. Da tutte le accuse mosse agli imputati, compresi quelli che vengono rinviati a giudizio o patteggiano, cade l’«appropriazione indebita» e la relativa «associazione a delinquere»: alleggerimento che nel caso di Cipriani (rinviato comunque a giudizio al 22 settembre per «associazione a delinquere», «corruzione» e «diffusione di

notizie attinenti la sicurezza dello Stato») ha anche un forte contenuto patrimoniale: gli schiude infatti la non lontana prospettiva di una restituzione dei 14 milioni sequestratigli nel 2006 proprio come ipotizzato frutto dell’«appropriazione indebita» ora venuta meno. Se essa non esiste più come reato-presupposto, allora non c’è neanche il successivo «rici-

claggio» di questi soldi imputato al commercialista di Cipriani, Marcello Gualtieri, candidato dai pm a 4 anni e invece assolto in rito abbreviato dal giudice Panasiti dopo aver subìto nel 2006 sei mesi di custodia cautelare confermata da due diversi Tribunali del Riesame. Esce completamente dall’inchiesta lo 007 Mancini, che l’anno scorso il segreto di Stato

I protagonisti

Giuliano Tavaroli Ex carabiniere, nel 1985 lascia la divisa ed entra nel settore privato, prima all’Italtel, poi come capo della sicurezza in Pirelli, e nel 2001 a Telecom

Emanuele Cipriani Titolare dell’agenzia d’investigazioni fiorentina «Polis d’Istinto», aveva lavorato con Tavaroli nei carabinieri

lferrarella@corriere.it I dati Il sequestro dei computer dell’agenzia «Polis D’Istinto» di Cipriani

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Il sistema Dal caso Oak Fund, ai conti dei politici, al calciatore Vieri: così raccoglievano informazioni riservate

I segreti delle «operazioni non convenzionali» Fabio Ghioni Ex responsabile della squadra che si occupava della sicurezza informatica interna a Telecom, il cosiddetto «Tiger team»

Marco Mancini Amico di Tavaroli, che conosce da quando lavoravano entrambi nell’Arma, all’epoca dei fatti era il numero tre del Sismi

MILANO — L’idea del gup diversa da quella dei pm, e un po’ anche da quella del gip. Sui dossier subappaltati a investigatori privati e 007 dalla Security di Tavaroli, che provvedeva poi a filtrarne la palese provenienza illecita in rapporti con una apparente presentabilità alla dirigenza, dal 2006 (l’anno dei primi arresti) la domanda attorno alla quale gira il procedimento è sempre la stessa: perché questi dossieraggi illegali? I pm Napoleone-Civardi-Piacente, secondo quanto indirettamente si trae dalla loro richiesta di rinvio a giudizio che aveva lasciato come semplici testimoni Tronchetti e Buora, sono sempre parsi propendere per l’idea di una macchina-Security a più funzioni, che dietro una già molto disinvolta attività ufficiale per Telecom e Pirelli, avrebbe costituito per il trio Tavaroli-Cipriani-Mancini l’occasione di finanziare una piattaforma di comune promozione di potere attraverso l’acquisizione e lo scambio reciproco di informazioni, nonché quantomeno per Cipriani l’occasione di arricchirsi (14 i milioni di euro sequestratigli nel 2006). Il giudice delle indagini preliminari Giuseppe Gennari sembrava invece convinto che del lavoro della squadra di Tavaroli andasse a «beneficiare non già l'azienda come tale, ma colui che, in un dato momento storico, ne è proprietario di controllo». Ora però, in attesa delle motivazioni delle decisioni ieri del giudice dell’udienza prelimi-

nare Panasiti, dal dispositivo parrebbe di capire che nemmeno questa sia stata la tesi del gup, giacché altrimenti avrebbe ritenuto sussistente l’appropriazione indebita di soldi aziendali contestata a Tavaroli-Cipriani-Mancini, se mai facendo intendere di ritenere concorrenti in questo reato i vertici aziendali. Invece l’appropriazione indebita è caduta, forse sulla scia giuridica della sentenza di uno dei processi Enimont a Sergio Cusani, nel quale i giudici esclusero l’esistenza di una appropriazione indebita laddove gli imputati avessero agito, ancorché con mezzi illegali, per perse-

34 I milioni di euro pagati tra il 1997 e il 2005 dalla Security di Telecom e Pirelli agli investigatori privati artefici del dossieraggio illegale

12 Le richieste di rinvio a giudizio accolte dal Gip Mariolina Panasiti. Sedici imputati hanno deciso di patteggiare

guire interessi societari. E così slitta ancora nel tempo al processo del 22 settembre — e al supplemento di inchiesta che la giudice di fatto sollecita nel momento in cui trasmette ai pm «per quanto di loro competenza» gli interrogatori del teste Tronchetti, degli imputati Cipriani e Ghioni, e di alcuni testimoni — l’esatta interpretazione di fatti ormai sul tappeto da anni, amputata però dalla pasticciata legge di distruzione dei dossier illeciti. Circostanze come l'operazione «Fantasma» ai danni della posta elettronica del Garante della Concorrenza dopo che l'Authority aveva inflitto una multa a Telecom; i dossier, anche su politici come Brancher, che un giornalista consulente di Telecom afferma (e poi nega) di essersi visto commissionare da chi (Tavaroli) gli diceva che «la richiesta proveniva dal Presidente»; le operazioni Filtro e Scanning per «acquisire informazioni sugli aspiranti dipendenti di Telecom»; il cosiddetto «fondo del Presidente»; il milione di euro versato a una lobbista romana «rammendatrice» di contatti istituzionali; il dossier Oak Fund su asseriti conti esteri dei Ds; l'intrusione nei computer e il dossieraggio del giornalista del Corsera, Massimo Mucchetti, dell'allora amministratore delegato Rcs, Vittorio Colao, e del sindaco di Telecom, Rosalba Casiraghi. Fin giù giù alle informazioni illecite prese sull'arbitro di calcio De Santis o su Bobo Vieri.

L. Fer.

Investigatori Il logo dell’agenzia Polis d’istinto

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28 Cronache

Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

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Delitto Claps La procura vuole un’estradizione temporanea

«Elisa respinse Restivo e lui la colpì 13 volte» Ecco le nuove prove. La ragazza morì dissanguata

La ricostruzione SABATO 11 settembre 1993 Danilo Restivo convince Elisa Claps a incontrarsi con lui l'indomani e le dà appuntamento alle 11.30 nei pressi della chiesa della Santissima Trinità a Potenza DOMENICA 12 settembre 1993

Danilo Restivo La procura ha chiesto il suo arresto per l’omicidio di Elisa Claps

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1 DAL NOSTRO INVIATO

SALERNO — Doveva rimanere nascosto per sempre, il corpo di Elisa Claps. Sepolto da travi e pietre e dal tempo nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità, a Potenza. Così sperava chi la uccise, perché ora che quel corpo è venuto fuori, pure se sono passati diciassette anni, è come se riuscisse a raccontare tutti i dettagli che hanno resistito allo scempio, alla ferocia di un maniaco, al lunghissimo abbandono. E tutto porta a lui, a Danilo Restivo, il sospettato di sempre, l’indagato della prima ora per la scomparsa di Elisa, il giovane che tagliava ciocche di capelli alle ragazze e raccontava bugie ai magistrati, tanto da finire condannato per false dichiarazioni. Perciò la Procura di Salerno ne ha chiesto l’arresto e il gip ha accolto firmando il mandato di cattura europeo che a Restivo è stato notificato nel carcere inglese dove dal 19 maggio è detenuto con l’accusa di aver ucciso un’altra donna, la sarta di 48 anni Heather Barnett, che a Bournemouth, nel Dorset, abitava a pochi passi da lui. E allora se le risposte che i familiari di Elisa aspettano da diciassette anni vengono da quei resti ritrovati nel sottotetto della Santissima Trinità — e soprattutto dal loro esame medico-legale — per provare a capire che cosa successe la mattina del 12 settembre 1993, bisogna tornare proprio lì, in quel buco buio e impraticabile, alto 130 centimetri e raggiungibile solo attraverso una piccola scala dal terrazzo. E rileggere, sulla base della ricostruzione fatta dai magistrati di Salerno e dalla squadra mobile di Potenza, e degli elementi emersi dall’autopsia,

l’ultima pagina della vita di una sedicenne che aveva accettato l’appuntamento perché in fondo le faceva un po’ pena quel tipo strano tenuto alla larga da tutte le altre ragazze, e anche perché pensava che certo in parrocchia non le sarebbe potuto accadere niente. Ci si ritrova di fronte a cose agghiaccianti nel tornare oggi, con i nuovi risultati investigativi, a quella domenica mattina nella chiesa della Santissima

Vittima Elisa Claps in una foto scattata vicino alla chiesa della Santissima Trinità di Potenza: la ragazza venne colpita con 13 coltellate dopo una violenza sessuale nel sottotetto

Trinità. Innanzitutto alle tredici coltellate che Elisa subì al torace, a una spalla, alla schiena. Nessuna ferita mortale, il corpo racconta anche l’agonia del dissanguamento. E prima della furia omicida, quella sessuale, con l’assassino alla ricerca di un rapporto forse consumato fino in fondo o forse no (non lo sapremo mai perché questo l’autopsia non ha potuto stabilirlo), ma che fu comunque stupro, con il reggiseno e la maglietta strappati, i pantaloni tirati giù a forza. E poi tracce dell’ossessione di Restivo: i capelli trovati accanto al cadavere di Elisa — che sono sicuramente capelli di Elisa — non sono caduti perché il corpo si è consumato, non tutti almeno. Ce ne sono abbastanza da formare una ciocca che furono tagliati di netto. Fossimo in un film, questa sarebbe la firma dell’assassino, e sarebbe la firma di Restivo. Non siamo in un film, ma sembra una firma lo stesso. Almeno così credono i pm. Altro ancora racconta quel corpo ridotto a scheletro e anche mummificato. Racconta — attraverso irriferibili elementi legati alla decomposizione — che fu trascinato dal centro del vano sottotetto fino a una delle pareti, e appoggiato al muro. Racconta insomma che Elisa arrivò viva fin lì e che lì morì. Non uscì mai dalla basilica dopo esserci entrata con Danilo Restivo. Probabilmente la comparazione tra i cento reperti raccolti alla Santissima Trinità e il Dna del presunto assassino potrà dare agli investigatori le ultime certezze. Dopo il ritrovamento del corpo della ragazza i magistrati di Salerno chiesero alla polizia inglese un campione della traccia genetica di Restivo. Ma quando, per recuperarla, gli

Brevi

Ore 11 Elisa esce da casa con una amica e alle 11.30 la lascia per incontrarsi con Restivo

MILANO

Revocato lo status di rifugiato all’ex imam

2 Chiesa della Santissima Trinità

5 4

3

2

3

Ore 11.40 Danilo ed Elisa entrano nella parrocchia della Santissima Trinità da un ingresso laterale evitando di passare per le navate

4

Ore 11.45 I due giovani raggiungono il terzo piano della parrocchia, e da qui, attraverso una scala sul terrazzo, arrivano al sottotetto

5

Ore 11.50 Danilo cerca di convincere Elisa ad avere un rapporto sessuale e di fronte al rifiuto della ragazza tenta di abusare di lei, le strappa la maglietta e il reggiseno, le abbassa i pantaloni

REGGIO CALABRIA

Ore 12 circa Respinto, Danilo colpisce con tredici coltellate Elisa, che morirà per dissanguamento. Poi ne nasconderà il corpo con tegole e altro materiale CORRIERE DELLA SERA

agenti andarono a casa sua, decisero anche di arrestarlo per l’omicidio Barnett. E così ora Danilo non può essere trasferito in Italia, almeno non prima del 24 settembre, quando comincerà il processo a suo carico in Inghilterra. Nel frattempo il procuratore generale di Salerno Lucio Di Pietro conta che si trovi un’intesa con le autorità britanniche per una

17 Gli anni che sono trascorsi tra la morte di Elisa e il ritrovamento del suo corpo

estradizione temporanea. Restivo potrebbe tornare qui per essere processato, ma l’eventuale condanna la sconterebbe in Inghilterra.

Fulvio Bufi © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il caso Lo scatto era stato pubblicato da un mensile romano. L’azienda automobilistica: è uno scambio di persona

Nella foto il «Signor Franco»? No, un dirigente Bmw Svelata l’identità dell’uomo ritratto alle spalle di Vespa e Letta: non c’entra nulla con Ciancimino jr ROMA — Si chiama Gianni Oliosi e non è «il Signor Franco», l’agente segreto di cui Massimo Ciancimino ha parlato agli inquirenti, ma un dirigente della Bmw Italia ritratto in occasione di un evento ufficiale. Da quando però quella foto tratta dal mensile romano gratuito Pa-

Il mistero Lo scatto In una foto pubblicata dal mensile romano gratuito Parioli Pocket (sotto), compare un uomo sullo sfondo alle spalle di Bruno Vespa e del

incolpevolmente. Desidera soltanto che quanto prima non si parli più di quella foto. La casa automobilistica nella quale lavora Gianni Oliosi, è intervenuta ieri con un comunicato per chiudere immediatamente la vicenda mediatica. «A seguito della

pubblicazione da parte di alcuni media di foto di un suo dirigente erroneamente indicato come un presunto agente segreto, precisa che la persona ritratta nulla ha a che fare con i fatti riferiti. Le immagini in questione — si legge ancora nel comunicato della casa automobilistica te-

desca — furono scattate in occasione di un evento ufficiale organizzato da Bmw Italia Spa nel 2003 presso Villa Almone, residenza dell’Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania a Roma». La Bmw Italia ha inoltre dichiarato «il proprio sconcer-

Louisiana

rioli Pocket è stata pubblicata da alcuni giornali e lui, solo per qualche ora, scambiato per lo 007 uomo-chiave della trattativa Stato-mafia, gli è caduta addosso una fama non voluta e non certo piacevole. Gli amici dicono che in queste ore Oliosi è esasperato e indignato, non s’aspettava di finire sui giornali e di perdere la privacy del tutto

sottosegretario Gianni Letta L’ipotesi L’uomo erroneamente era stato indicato come il possibile «signor Franco», l’agente segreto collegato a Vito Ciancimino e al boss Provenzano. In realtà si tratta di Gianni Oliosi, dirigente Bmw Italia ritratto in occasione di un evento ufficiale

Obama raccoglie catrame sulla spiaggia

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha raccolto alcuni pezzi di catrame finite sulli spiaggia di Port Fourchon, nel sud della Lousiana. Ieri Obama ha incontrato l’ammiraglio Thad Allen, il responsabile delle operazioni di contenimento della marea nera nel Golfo del Messico. La Bp: finora la marea è costata 750 milioni di euro

L’ex imam dell’Istituto culturale islamico di viale Jenner, Abu Imad, ha perso i «galloni» di rifugiato politico. A revocarglieli è stata la Commissione nazionale per il diritto d’asilo (Status che in passato gli era stato riconosciuto dalla Commissione Territoriale di Milano). L’Istituto nazionale ha preso atto di una condanna definitiva della Corte di Cassazione (29 aprile) che ritiene l’egiziano reo di «associazione per delinquere finalizzata al terrorismo».

to nel vedere associate immagini scattate in circostanze ufficiali a vicende che nulla hanno a che fare con le proprie attività ed ha dato incarico ai propri legali di perseguire in tutte le sedi civili e penali i responsabili di tale indebito accostamento. Si tratta infatti, con tutta evidenza, di uno scambio di persona». Il dirigente è ritratto in una foto nella quale in primo piano ci sono Bruno Vespa e Gianni Letta, i quali naturalmente neanche loro hanno nulla a che vedere con tutta la vicenda. Il grave errore di scambio di persona è avvenuto perché non è stata verificata la data di una foto di cui Ciancimino junior aveva parlato ai magistrati nella quale, secondo quanto gli disse il padre, ex sindaco mafioso di Palermo, era ritratto pur se in lontananza l’ipotetico agente segreto sempre presente in ogni momento cruciale dei rapporti tra Stato e mafia, il «Signor Franco», attualmente indagato per concorso in strage dalla Procura di Caltanissetta.

Corteo di solidarietà dopo le minacce ai pm Centinaia di persone hanno sfilato ieri per le vie di Reggio Calabria per manifestare solidarietà ai magistrati della Procura di dopo la lettera contenente un proiettile calibro 7.65 e minacce indirizzata al procuratore Giuseppe Pignatone. In corteo, organizzato dalla associazione «Reggio non tace», striscioni come «Colpo su colpo senza paura per stare accanto alla Procura» e «Siamo la vostra scorta civica».

MESSINA

Condannato a 16 anni Il processo è da rifare Era stato condannato a 16 anni per omicidio. Ma la Corte d’Appello di Reggio Calabria ha deciso la revisione del processo. Il caso riguarda un uomo di 61, Carmelo Bartone, accusato d’aver ucciso nell’87 Rosario Vasta. Era stato la vittima a fare il suo nome in punta di morte. Secondo alcuni pentiti Vasta l’avrebbe accusato perché Bartone gli doveva 24 milioni. E già negli anni 90 avevano individuato il vero killer in Ferdinando Vadalà.

LONDRA

Il criminologo-killer: «Sono il cannibale» In tribunale ha rivendicato con feroce orgoglio la sua follia omicida. Stephen Griffiths, 40 anni, laureato in psicologia e attualmente studente di dottorato in criminologia a Bradford (Inghilterra) è stato formalmente incriminato per l’omicidio di tre prostitute. Quando il giudice gli ha chiesto di confermare la sua identità, Griffiths ha risposto: «Sono il cannibale con la balestra». Risponderà della morte di Suzanne Blamires, 36 anni, Shelley Armitage, 31, e Susan Rushworth, 43.

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Cronache 29

Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

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Rivalità

Per tre anni insieme al vertice della Regione, non si sono mai amati. E adesso litigano pure sulla nomina di 28 Cavalieri al merito

Galan e Zaia, la guerra dei due dogi

È un duello infinito. Se a Roma Galan picchia duro, in Veneto Zaia non è da meno. Giorno dopo giorno, a colpi di spoil system, il neogovernatore sta gradualmente ridisegnando gli assetti di potere in Regione, intaccando territori che per più di due lustri erano stati esclusivo appannaggio di Galan. Si vocifera di molti fedelissimi dell’ex governatore tentati dall’idea di entrare nel cono di potere del nuovo doge leghista. E di altri, invece, pronti a fare le valigie: come Giancarlo Ruscitti, primo dirigente della sanità veneta, che, in scadenza di incarico e perfettamente consapevole di non essere riconfermato dal nuovo governatore, ha anticipato i tempi, annunciando la sua uscita di scena. Quando c’è da far scintille, Galan e Zaia non mettono limiti alla fantasia. Unico nel suo genere lo scontro di qualche giorno fa sulla nomina di 28 Cavalieri Governatore Luca Zaia con la moglie Raffaella Monti Ministro Giancarlo Galan con la moglie Sandra Persegato al merito effettuata da rotto gli indugi: «Buonitalia — ha nel mirino delle critiche quando si neto (500 mila copie), era in realtà Zaia quando era ancora ministro. affermato — ha un bilancio com- scoprì che una patinatissima rivi- uno sfacciatissimo spot elettorale L’affondo è partito dall’entourage plessivo di 90 milioni e la sua chiu- sta di Federsanità, dal titolo «Il Wel- nel nome del candidato leghista. Za- di Galan che, trovata in qualche sura comporterebbe un risparmio fare dell’Italia» con tanto di logo ia, colto alla sprovvista, prese le di- cassetto del dicastero la lista dei di un milione e mezzo di euro al- del ministero dell’Agricoltura e ca- stanze. I vertici di Buonitalia pure. premiati, ha cominciato a spulciarl’anno». Un de profundis in piena pillare distribuzione in tutto il Ve- Ma l’imbarazzo fu grande. la, scoprendo che due terzi dei Caregola, ufficialmente motivato con valieri insigniti provengono dal Veil vento del rigore impresso dalla neto, se non addirittura dalla proL’orologio contraffatto manovra Tremonti. vincia di Treviso (terra d’origine di Zaia). Inviata al Corriere sotto forEppure, solo fino a qualche settima di lettera, la cosa ha scatenato mana fa, quando al ministero delNessun omaggio alla memoria dell’oceanografo Jacques un putiferio. In difesa del governal’Agricoltura regnava ancora Zaia, Piccard. Nessun modello «Single Red Deep Sea». Di un tore, sono partite le truppe d’assalla spa Buonitalia era trattata con i orologio del genere la Rolex non ne sa nulla. E dopo averne to padane, sparando cannonate guanti: curata e coccolata come un letto sull’inserto Corriere Orologi del Corriere della Sera, contro il portavoce di Galan, Frangiardino all’inglese. Al suo vertice, l’amministratore delegato dell’azienda, Riccardo Marini, co Miracco. Che, da buon soldato, l’esponente leghista aveva piazzato parla di un’«industria criminale della contraffazione» che si è assunto la responsabilità della un trevigiano come lui, Walter Bru«altera i modelli» e «inganna il consumatore». Perché una letterina, immolandosi in difesa nello, suo fedelissimo. Talmente fecosa a questo punto è certa: il «Single Red Deep Sea» è del suo ministro. dele che durante l’ultima campaopera di un falsario che si è richiamato al fatto che Rolex Francesco Alberti gna elettorale per le Regionali sponsorizzò le imprese del comandante Piccard. l’aspirante governatore Zaia finì © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il neoministro chiude la società vicina al predecessore. E lui cambia i dirigenti in Veneto Il governatore, tra lo stizzito e il provocatorio: «Il ministro vuole chiudere Buonitalia? Lo faccia, ne ha le prerogative e le facoltà, ma senza tanti annunci». Il ministro, con il tono di chi non aspettava altro: «Ottima idea: nel mio dicastero esistono già strutture che svolgono la stessa funzione di Buonitalia, raggiungendo ugualmente risultati eccellenti...». Carlo Goldoni ci costruirebbe una commedia attorno a questi due: il governatore veneto, il leghista Luca Zaia, e il ministro dell’Agricoltura, l’ex forzista Giancarlo Galan. Non si sopportano da sempre, i due alleati. E non si risparmiano frecciate. Il loro è un eterno ring. Hanno lavorato in tandem per 3 anni alla Regione Veneto, quando Galan era governatore e Zaia il suo vice. E già allora si capiva che era uno di quei tandem a trazione variabile: ognuno tirava dove più gli conveniva. Poi le cose si sono inevitabilmente complicate quando Berlusconi ha deciso di dire sì a Bossi, che voleva a tutti costi un leghista alla guida del Veneto. I due si sono scambiati le poltrone: a Zaia, uomo in ascesa della galassia bossiana, la mantella di nuovo doge e a Galan, per meriti acquisiti e come risarcimento politico, la poltrona di ministro dell’Agricoltura. Tutto risolto? Neanche a pensarlo. Altro che le goldoniane baruffe chiozzotte: i due sono sempre lì a stuzzicarsi, a pizzicarsi. L’ultimo caso, appunto, è quello di Buonitalia, che è una società controllata dal ministero dell’Agricoltura per la promozione del made in Italy. Della sua eventuale soppressione è un po' che si parla. Ora Galan ha

I casi

Chiusura di Buonitalia fiore all’occhiello di Zaia

1

Galan vuole chiudere Buonitalia, società che dipende dal ministero dell’Agricoltura, finalizzata alla promozione del made in Italy. Quando Zaia era ministro, la società era molto valorizzata

Scontro sulle nomine dei Cavalieri al merito

2

Risale a qualche giorno fa il caso sulla nomina di 28 Cavalieri al merito effettuata da Zaia ministro. Per l’entourage di Galan i due terzi dei Cavalieri insigniti provengono dal Veneto, addirittura da Treviso (terra d’origine di Zaia)

Sanità, non riconfermato il primo dirigente

3

Giancarlo Ruscitti, primo dirigente della Sanità veneta, nominato da Giancarlo Galan, attualmente in scadenza, sta facendo le valigie perché sa che non verrà riconfermato da Zaia

Il ricordo L’inviato del «Corriere» ucciso dai terroristi

Cerimonie e incontri per ricordare Tobagi «Eroe della libertà» noi attraverso il compimento quotidiano del nostro dovere». La cerimonia è poi proseguita a Cerro Maggiore, sulla tomba di Tobagi, mentre i giornalisti del Corriere ne hanno rinnovato il ricordo davanti al suo busto, all’ingresso della redazione di via Solferino. In serata

i sindaci di Cormano, Bresso e Cusano Milanino hanno consegnato tre borse di studio da 1.500 euro, dedicate a Tobagi, ad altrettanti studenti per le rispettive ricerche di approfondimento sul mondo del lavoro.

Commemorazione La famiglia Tobagi con il sindaco Moratti e il direttore del «Corriere della Sera» Ferruccio de Bortoli alla cerimonia commemorativa del giornalista ucciso trent’anni fa (foto sopra)

Paolo Foschini © RIPRODUZIONE RISERVATA

MILANO — «Oggi ricordiamo il sacrificio di un uomo libero e onoriamo il coraggio di un eroe della quotidianità. Un giornalista esempio di libertà di pensiero e di ricerca della verità. È un’occasione per documentare, ricordare, insegnare, testimoniare quegli anni e fare di quel ricordo un motivo di riscatto e consapevolezza civile». Così il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha aperto ieri mattina la cerimonia commemorativa di Walter Tobagi davanti alla targa di via Salaino, a pochi metri dal punto in cui l’inviato del Corriere fu ucciso trent’anni fa dai terroristi della «Brigata XXVIII marzo». Attorno alla moglie Stella e ai figli Benedetta e Luca erano presenti diversi familiari di altre vittime del terrorismo come la figlia di Guido Rossa, il sindacalista ucciso dalle Br pochi mesi prima di Tobagi, e rappresentanti di associazioni o sopravvissuti agli anni di piombo come Fortunato Zinni, superstite di piazza Fontana. «Quella mattina di trent’anni fa — ha ricordato il direttore del Corriere, Ferruccio de Bortoli — avemmo tutti la sensazione che la lotta al terrorismo fosse definitivamente perduta. Dagli scritti di Walter Tobagi scoprimmo invece che la coscienza collettiva, unendosi, il terrorismo avrebbe potuto sconfiggerlo. Per questo, oggi più che mai, la manutenzione della memoria spetta a tutti

La lettera

Dalla Chiesa, le zone di omertà e i nastri scomparsi delle riunioni

❜❜

Caro direttore, a trent’anni di distanza l’omicidio di Walter Tobagi rimane un «caso» aperto per una ragione di fondo che riguarda il complesso della stagione del terrorismo italiano e cioè le zone di complicità, di omertà e di corresponsabilità che sono rimaste intoccabili. C’è stata in Italia per anni — e in particolare a Milano — una «zona grigia» di cosiddetti «mandanti» che se gli inquirenti dell’epoca decisero di non ritenere penalmente rilevante è

stata però storicamente rilevante. La verità storica era però già ben presente allo stesso Dalla Chiesa quando di fronte ai parlamentari della Commissione Moro descrisse il delitto Tobagi come delitto di stampo mafioso al fine di mettere al riparo i giornalisti fiancheggiatori delle Brigate Rosse. Dalla Chiesa sottolinea la natura quasi «mafiosa» dell’uccisione di Walter Tobagi. Così egli riassume l’effetto intimidatorio: «Garantire

all’eversione la soggezione di un’intera classe qual è quella dell’informazione». Infatti nei primi mesi del 1980 i giornalisti fiancheggiatori «i pochi che erano riusciti fino ad allora a rimanere mimetizzati nella massa, hanno corso il rischio di restare in evidenza». La conclusione di Dalla Chiesa è che uccidendo Tobagi i terroristi fossero riusciti a riportare al coperto i propri amici tra i giornalisti: «Il fatto del Tobagi ha riportato tutti a un livello inferiore,

mimetizzando anche quei pochi che temevano di rimanere in vista». Tobagi quindi non era un «uomo senza qualità», una «brava persona», uccisa in quanto «simbolo». Non è vero che la «categoria dei giornalisti» reagì con audacia: ci fu panico e paura come ha evidenziato Dalla Chiesa tratteggiando il quadro della «mafia» brigatista a Milano. Tobagi è stato ammazzato come il sindacalista socialista siciliano Salvatore Carnevale perché era «un uomo da bruciare». Il terrorismo a Milano era mafia, era clientela, era sistema di potere. Tobagi è stato ammazzato perché era odiato. Dopo il

suo assassinio sono subito sparite le cassette con le registrazioni delle riunioni del direttivo dell’Associazione lombarda dei giornalisti. Perché sono state fatte scomparire? La «corresponsabilità» nel delitto Tobagi, nell’averlo fatto diventare un obiettivo dei terroristi è una questione di fondo che coinvolge la stessa stesura del testo di rivendicazione a proposito del quale i sospetti maturati — indipendentemente l’uno dall’altro — erano poi convergenti in modo univoco da parte di Bettino Craxi, Franco Di Bella e Adolfo Beria d’Argentine su un determinato «sottobosco». In

particolare il lavoro fatto da Beria, che era amico di Tobagi, quando divenne Procuratore generale di Milano, è fondamentale. Beria riprese il materiale di Craxi e lo approfondì mettendo a confronto le versioni date man mano dagli imputati nel corso del processo e concluse in modo perentorio che quel testo era stato scritto sicuramente da altri. La mano impunita del «volantino» rimane la punta dell’iceberg della cultura dell’odio e della violenza che Tobagi, uomo mite, razionale e riformista aveva contrastato con coraggio e lucidità.

Ugo Finetti giornalista e scrittore (autore di «La storia di Craxi», Boroli editore)

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30

Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

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Cronache 31

Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

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Le regole

Scuola Il 22 giugno la prima prova. Più di tre ragazzi su dieci pensano che non ci saranno sconti

Maturità, l’incognita delle ammissioni L’anno della nuova severità. Con un 5 non si passa: 100 mila studenti a rischio MILANO — È il momento del panico. Dei ripassi, delle lezioni private, delle nottate matte e disperatissime sui libri. Si chiama paura da maturità. Ma prima ancora c’è un altro scoglio da superare: l’ammissione all’esame. Che quest’anno si conquista solo con il sei in tutte le materie. Nel segno del rigore, come ha chiesto il ministro Mariastella Gelmini. E della sufficienza in qualche modo, come implorano i ragazzi. L’esame prima dell’esame. Sono più di mezzo milione (500.694) gli studenti italiani che dal 22 giugno potrebbero affrontare la prova per eccellenza, quella che si ricorda per tutta la vita. Potrebbero, visto che secondo l’ordinanza ministeriale numero 44 del 5 maggio, sono ammessi solo gli alunni «che conseguano nello scrutinio finale una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline». In sostanza, visto che alla fine del primo quadrimestre si contavano 300 mila insufficienti tra gli iscritti all’ultimo anno di superiori, si teme che la non ammissione possa riguardare un esercito di centomila ragazzi. Certo, sempre l’ordinanza spiega che «il consiglio di classe adotta liberamente criteri e modalità da seguire per la for-

malizzazione della deliberazione di ammissione». Ma resta un fatto: basta un 5 per dire addio all’esame. Terrore. Secondo un sondaggio di Studenti.it il 32 per cento dei maturandi è consapevole del fatto che non ci saranno sconti. Si gioca tutto con le ultime interrogazioni. Richiesta disperata: «6 politico». Margheri-

Qui Lina

di LINA SOTIS

P

istoia è in festa. Questo weekend 28,29,30, apre la stagione dei Festival con filosofi, antropologi, scrittori che partecipano, nel centro storico cittadino, ai «Dialoghi sull’uomo» . Arriva anche il premio Nobel Amartya Sen. Chi c’è dietro questo fermento intellettuale? Naturalmente lei, Giulia Cogoli linasotis@gmail.com

Il preside a Napoli

ta Mastrangelo, preside del liceo scientifico Righi di Roma, cerca di calmare gli animi: «Gli studenti sono preparati a questa novità. E comunque abbiamo stabilito che davanti a un 5 si può arrotondare il voto. Naturalmente con una motivazione». Giorgio Rembado, presidente dell’associazione nazionale presidi, chiarisce: «Più

che di maggior rigore parlerei di una razionalizzazione necessaria: se certe regole non sono messe per iscritto se ne perde la sostanza». Detto questo, «gli studenti stiano tranquilli: l’ammissione è una decisione collegiale». Alessandra Francucci, al vertice dello scientifico Sabin di Bologna, applicherà le nuove

regole: «Ora si tratta di non lasciare troppi ragazzi in difficoltà». Un sospiro: «La percentuale di non ammessi è destinata ad aumentare». Ne è convinto anche Mimmo Pantaleo, segretario nazionale di Cgil scuola: «Con i tagli alla scuola pubblica, nono sono stati garantiti i corsi di recupero. E così viene premiato chi ha potuto studia-

re grazie ai soldi dei genitori». Di tutt’altro avviso è Bruno Iadaresta, responsabile scuola del Moige, Movimento italiano genitori: «La nuova ammissione all’esame è positiva, poiché promuove la qualità nella scuola». Non resta che studiare. Con la consapevolezza che, anche una volta ammessi, non sarà una prova facile (e infatti è già caccia al commissario esterno: basta cliccare sul sito del ministero per conoscere i propri esaminatori). Prima difficoltà, i tempi ravvicinati: i tre scritti saranno nella stessa settimana, il 22, 23 e 25 giugno. Annata dura anche per i 25.801 privatisti: per accedere all’esame dovranno sostenere un test preliminare. E nuovi ostacoli sono previsti per i bravissimi, per i quali la lode diventa quasi un miraggio: potrà essere assegnata solo a chi avrà ottenuto il punteggio massimo in tutte le prove, arriverà al cento senza usufruire del bonus di cinque punti e sarà ammesso con la media dell’otto.

Annachiara Sacchi

L’esame Gli esami di maturità per gli studenti dell’ultimo anno delle superiori quest’anno inizieranno il prossimo 22 giugno con la prova di italiano. Nella stessa settimana si terranno tutte le tre prove scritte: il 23 la prova di greco al Classico e di matematica allo Scientifico, il 25 quella multidisciplinare. Gli orali potranno cominciare da lunedì 28 giugno e proseguiranno fino al 10-15 luglio La sufficienza In base alla ordinanza ministeriale numero 44 dello scorso 5 maggio, sono ammessi alla maturità solo gli alunni «che conseguano nello scrutinio finale una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi». Il consiglio di classe La stessa ordinanza dà comunque al consiglio di classe la possibilità di adottare «liberamente criteri e modalità... per la formalizzazione della deliberazione di ammissione» Primo quadrimestre Alla fine del primo quadrimestre si contavano, tra quelli dell’ultimo anno di superiori, circa 300 mila ragazzi con insufficienze. Secondo alcune previsioni, a rischiare la non ammissione alla maturità potrebbe essere un esercito di centomila ragazzi Il punteggio Il punteggio minimo complessivo per superare l’esame è di 60/100. I crediti scolastici maturati durante il triennio possono raggiungere i 25 punti; le tre prove scritte possono dare 45 punti (15 per ognuna); 30 la prova orale. Infine sono previsti 5 punti di bonus. A coloro che conseguono il punteggio massimo di 100 punti senza fruire del bonus e sono ammessi con la media dell’8, potrà essere attribuita la lode

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Il preside a Milano

«Si torna a un sano rigore Non ci saranno miracoli»

«È soltanto un annuncio La norma sarà aggirata»

«Un segnale era necessario. Un ritorno a un sano rigore valutativo ci voleva». È questo il commento di Ennio Ferrara, a capo del liceo classico Umberto I di Napoli. Quindi applicherete la norma alla lettera? «Rispetteremo la normativa vigente, poi saranno i consigli di classe a valutare. Insomma, per i ragazzi un margine di speranza c’è. Ma se ci sono insufficienze in più materie, allora il miracolo è impossibile». Ai suoi ragazzi cos’ha detto? «I nostri studenti sono stati preparati da tempo alla novità di quest’anno e sanno che chi ha studiato può stare tranquillo». E tutti gli altri? «La scheda di ogni studente è oggetto di un’attentissima analisi diagnostica. È sempre stato così in tutti gli istituti che ho Ennio Ferrara diretto. Non c’è mai stato lassismo nelle nostre valutazioni». Quindi non è cambiato niente? «Qualcosa è cambiato. Le regole introdotte dal ministro Gelmini sono uno stimolo in più a essere rigorosi».

Professore, che ne pensa? Michele D’Elia, a capo del liceo scientifico Vittorio Veneto di Milano, sospira: «È solo un annuncio. La norma sarà aggirata come un valzer». Perché? «Perché il voto non è mai del singolo docente. Lo dice la legge: il professore propone una valutazione di cui è prevista una sintesi collegiale». Questo vuol dire che un ragazzo con tre insufficienze sarà ammesso? «Con tre è dura. Ma se i 5 sono due, saranno portati al 6». Perché un ragazzo con due 5 dovrebbe poter fare la maturità? «Perché quei voti potrebbero essere frutto di un momento di calo. Diverso se si Michele D’Elia tratta di materie di indirizzo su cui non si può transigere. Comunque saremo equilibrati». Giudizio definitivo? «Il 5 di non ammissione è come 5 in condotta che porta alla bocciatura: inapplicabile».

A. Sac.

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32 Cronache

Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

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Tokyo In coda sotto il sole nella capitale giapponese

assieme al Corriere

Londra Jake Lee, 17 anni, primo cliente in Regent Street

L’applicazione del Corriere della Sera per l’iPad ha registrato ieri un’impennata di download, superando quota 8 mila

Debutto Preferita la versione 3G. Ottomila download per il Corriere

In coda da Milano a Tokyo L’iPad è già diventato mania

to un status symbol e dunque piace avere quello «grosso». Sugli scaffali rimangono soprattutto le versioni wi-fi (quella base costa 499 euro). Scelto però da alcuni non solo come ripiego, ma per un motivo ben concreto, come spiega un giovane acquirente di Milano: «Non me la sento di gestire, e pagare, un altro abbonamento dati oltre a quello del telefono».

Presi d’assalto gli store Apple. Già esaurito nelle grandi città MILANO — Anche se la notte tra giovedì e venerdì non è stata troppo fredda, i veri appassionati della Mela morsicata che hanno passato la notte di fronte agli Apple Store di Roma e Milano — qualche decina in tutto — una buona dose di coperte ben poco hi-tech non se la sono fatta mancare. Perché il lancio italiano dell’iPad non ha certo conosciuto le punte di fanatismo viste a New York a inizio aprile o in Giappone e nelle altre grandi città europee nella giornata di ieri, ma l’ultima creazione di Steve Jobs ha comunque eccitato la fantasia del pubblico dei tecnofili italiani. Davanti agli Store ufficiali del nostro Paese le code sono state lunghe (si sono visti molte mamme e nonni, delegati da figli e nipoti all’acquisto) e si sono formate già dalle prime ore del mattino. E nessuno è rimasto a bocca asciutta: i molti arrivati da diverse parti d’Italia hanno avuto la possibilità di tornare a casa con l’oggetto del desiderio.

Così si indossa la «tavoletta»

Moda hi tech L’iPad conquista il mercato e la moda non sta a guardare: ecco un gilet e un abito da uomo con la tasca giusta per portare l’iPad sempre con sé

Parigi La coda dei parigini davanti al negozio Apple al Louvre

Esaurito nelle città Discorso ben diverso per i punti vendita autorizzati delle grandi catene nei centri cittadini: dalla Fnac di Milano ai Mediastore di Roma, Napoli e Palermo, le poche scorte, dai 50 ai 100 pezzi, sono andate esaurite nelle prime due ore di apertura. «D’altronde questa è la politica di Apple», spiegano da Mediamarket. «Diluire il prodotto nel tempo per non far cadere subito la richiesta. Ma per il weekend siamo abbastanza tranquilli: le nuove scorte sono già in arrivo». Se così non dovesse essere, o comunque per andare a colpo sicuro, chi ha aspettato il sabato per mettere le mani su un iPad può provare a recarsi nei negozi più

defilati, in provincia o nelle piccole città, dove il trend delle vendite è stato diverso. «Molti curiosi, questo sì, ma alla fine non troppi acquirenti», raccontano i responsabili dei punti vendita Euronics in Toscana. «I prodotti che ci sono rimasti dovrebbero durare almeno per tutta la prossima settimana».

Migliaia di applicazioni Mentre gli iPad iniziano lentamente a diffondersi nel Paese, l’AppStore si sta popolando con i programmi dedicati alla tavoletta (qualche migliaio). Oltre alle versioni italiane di iBook per i libri elettronici e di iWorks, il pacchetto Apple per la produttività, hanno fatto il loro ingresso molti videogiochi, la versione digitale di Topolino e «Frammenti di storia», l’applicazione educational interattiva proposta da Enel. Leader tra i software di informazione continua a essere l’applicazione del Corriere della Sera, che ieri ha visto un’impennata di download arrivando a superare gli 8 mila, tutti nuovi lettori del quotidiano nella versione digitale per iPad.

Federico Cella

La versione 3G la più venduta Come preventivabile, data la scarsa copertura sul nostro Paese di hotspot, sono andati letteralmente a ruba le versioni con connessione cellulare 3G. In particolare il modello da 64Gb e 799 euro di costo, ossia l’ammiraglia degli iPad. Che è già diventa-

Vitadigitale.corriere.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

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www.corriere.it/alberghiditalia

Alberghi d’Italia Hotel al top dell’ospitalità Pubblicità a cura del Servizio Hotel Press. Gli alberghi interessati al programma Alberghi d’Italia possono contattare per informazioni: NEXUS FOR... S.r.l. - Tel. 02.267131.005 - servizio_commerciale@nexusfor.com

RELAX SOTTO LE PALME A San Benedetto del Tronto Bandiera Blu per la bellissima spiaggia e il porto turistico

B

andiera blu per San Benedetto del Tronto. L’ambito vessillo della Federazione per l’educazione ambientale (Fee), che attesta la qualità del territorio comunale, è stato riconquistato con la qualifica di “eccellenza”, toccata solo a 15 comuni sui 117 premiati. Il riconoscimento è stato riconfermato anche per il porto turistico. Uno splendido risultato per la città che rappresenta la prima realtà turistica delle Marche, con oltre 2 milioni di presenze all’anno. San Benedetto del Tronto è famosa, infatti, per il suo lungomare caratterizzato dalla folta presenza di palme, tanto da diventare simbolo cittadino:“Riviera delle Palme”. La spiaggia di sabbia finissima e bianca, che degrada dolcemente nel mare caratterizzato da bassi fondali, la lunga pista ciclabile, le eleganti isole pedonali sono ideali per una vacanza di puro svago. Per la sua posizione vicino alle verdeggianti colline del Piceno con importanti borghi medievali, come Offida, Monteprandone, Acquaviva Picena, San Benedetto del Tronto è perfetta anche come base di partenza per interessanti escursioni, che portano alla scoperta non solo del patrimonio artistico, ma anche enogastronomico: vini, olio, salumi, formaggi. Ad animare la stagione estiva è un fitto calendario di manifestazioni e di rievocazioni storiche, la più importante delle quali è la Giostra della Quintana ad Ascoli Piceno, che coinvolge tutta la città nella ricostruzione di una tradizione medievale, e le tante possibilità di alternative alla classica vita della spiaggia, come il porto turistico, il circolo nautico e i numerosi impianti sportivi (tennis, piscine, pattinaggio, atletica). Una visita merita il Museo ittico e della civiltà marinara, dove si possono ripercorrere le tappe che hanno condotto un piccolo borgo di pescatori a divenire la San Benedetto oggi così conosciuta e apprezzata (in alto, Lungomare, Consorzio Riviera delle Palme, in basso Torrione, Comune di San Benedetto del Tronto). www.ospitalitalia.it - www.otravel.it

A cura di

L’hotel, a pochi passi dal mare, gestito dai proprietari, famiglia Capriotti, è da sempre attento ai più piccoli con promozioni speciali nei mesi di giugno e settembre. Culle, seggiolini, biciclette, tutto gratis e massima disponibilità per la preparazione di pasti ad hoc. Ampio giardino e pineta con piscina e idromassaggio. Cucina particolarmente curata con specialità tipiche del Piceno. S. Benedetto del Tronto (AP) 0735.656545 www.hsporting.com Brezza di Mare è un moderno residence sulla spiaggia, a 500 metri dall’inizio del Lungomare Sud. I 24 appartamenti dispongono di servizi privati, riscaldamento, cassetta di sicurezza, lavatrice, tv color, veranda e garage privati. La struttura si affaccia su un grandissimo parco attrezzato con giochi per i bimbi e da qui l’accesso alla spiaggia, dove gli stabilimenti organizzano attività di animazione. S. Benedetto del Tronto (AP) 335.1950892 www.brezzadimare.com A 40 metri dal mare, nel verde del nostro giardino, offriamo tantissimi servizi: piscina con idromassaggio, palestra, sauna, parcheggio, bici, minigolf, jumping, giochi, Baby club, wi-fi, Sky tv, aria condizionata, American bar, biblioteca e biliardo. Camere full optional, Suite a 120 Euro! Di fronte all’hotel, sul nuovissimo lungomare, spiaggia privata compresa. Prezzi a partire da 52 Euro al giorno! S. Benedetto del Tronto (AP) 0735.81857 www.hotel-marconi.it

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In prima fila sul lungomare, l’hotel è gestito da anni dalla famiglia Nespeca che offre ai propri ospiti un ambiente sereno e cordiale. Climatizzato, dispone di piscina con idromassaggio, giardino, parcheggio, garage. Nel rinomato ristorante sono serviti menu vari e gustosi. L’hotel è consigliato da Legambiente Turismo in quanto partecipa al progetto Ecolabel per uno sviluppo sostenibile. S. Benedetto del Tronto (AP) 0735.657845 www.hotelsayonara.it Scegliere l’Hotel Relax per le vacanze significa essere vicini al centro e in prima fila sullo splendido lungomare. L’hotel dispone di 135 camere, doppie con aria condizionata, servizi e balcone vista laterale sul mare o sulla piscina, nonché di terrazza solarium con palestra, piscina e ampio giardino con giochi per bimbi.Tra i vari servizi: animazione, mini club, cene a tema con musica dal vivo. S. Benedetto del Tronto (AP) 0735.780751 www.hotel-relax.it A 150 metri dal mare, l’hotel, quattro stelle, si caratterizza per l’eleganza e la cura degli ambienti: ampie sale soggiorno e ristorante, grande veranda con servizio bar affacciata sulla piscina, giardino, Internet wi-fi, parcheggio, spiaggia privata. Curata in particolare la ristorazione: dalla ricca prima colazione al ristorante dove, oltre a vari menu, sono allestiti buffet di verdure e tavolo dei dessert. S. Benedetto del Tronto (AP) 0735.751158 www.hotelimperial.it

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Cronache 33

Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

#

L’attesa in Italia Stime trapianti eseguiti nel 2010

Tasso di mortalità durante l’attesa

Tempo medio d’attesa in anni

Donatori

Totale trapianti

per milione di abitanti

Dati al 31/12/2009

Donatori segnalati 36,6 38,4 40,1

3.190 3.177

992 2,24 6,8%

2,68 10,7%

3,14

13,9%

271

55

106

La stima del numero dei donatori nel 2010

3.022 2.916

2.686

1,4%

2.950

3250

3000

Organi utilizzati 20,0 19,3 22,6

1,98

La stima dei trapianti che saranno eseguiti nel 2010

3.169 3.217

1.585 3,03

3.000

2750

2.756

9.416

0,6% 2500

Rene

Fegato

Cuore

Polmone

2006

Pancreas

Sanità Polemica sui pazienti con QI inferiore a 70

«Niente trapianti ai disabili mentali» Accuse al Veneto

La Regione: nessuna discriminazione ROMA — È uno dei problemi cruciali della donazione d’organo: la priorità con cui «assegnarli». I malati in lista di attesa sono tre volte più numerosi e rispetto alla disponibilità di reni, fegato e cuori. E allora bisogna scegliere, con il rischio di discriminare. L’accusa di ingiustizia e discriminazione viene mossa da tre docenti universitari alla delibera con cui la Regione Veneto avrebbe previsto l’esclusione delle persone con ritardo mentale dalle liste dei trapianti. In un articolo pubblicato su American Journal of Transplantation, Nicola Panocchia e Maurizio Bossola, del servizio di emodialisi del Policlinico Gemelli, e Giacomo Vivanti, psicologo californiano, passano in rassegna la letteratura giuridica e costituzionale. Concludono che non esiste un motivo razionale per negare un organo a pazienti non in grado di intendere e volere. «L’incapacità di migliorare la qualità di vita e la presunta scarsa aderenza alla terapia sono le giustificazioni» avanzate da chi è favorevole alla selezione, scrivono Bossola e Panocchia. E aggiungono che queste tesi non sono sorrette dai dati scientifici. Intervistato dall’Ansa Bossola insiste: «Tutte le regioni prevedono come unici criteri di esclusione la malattia psichiatrica grave, le psicosi, invece in Veneto c’è una controindicazione assoluta che riguarda tutte le

La rivista

Mensile scientifico Il numero di aprile dell’American Journal of Transplantation in cui tre docenti italiani accusano la Regione Veneto

malattie mentali». L’assessore alla Sanità Luca Coletto respinge le critiche: «Le nostre linee guida non indicano priorità ma raccomandano anzi la valutazione caso per caso. Questi pazienti sono semplicemente definiti come persone cui porre speciale attenzione. Il nostro è un sistema d’avanguardia. È bene riflettere su questi interrogativi per non utilizzare in modo improprio le risorse». Ma cosa c’è scritto nella delibera in questione (è la 851 del 31 marzo 2009)? Si parla di «controindicazioni assolute al trapianto d’organo» in caso di, tra l’altro, «danni cerebrali irreversibili» e «ritardo

2007

2008

I pazienti in lista d’attesa in Italia

2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009

Le tappe

Il cuore

La mano

La trachea

Nel novembre 1985, a Padova, Vincenzo Gallucci eseguì il primo trapianto di cuore in Italia su Ilario Lazzari (nella foto con il chirurgo)

Nel 1998 un'equipe internazionale effettua a Lione il primo trapianto di mano. Uno dei protagonisti è un chirurgo italiano, Marco Lanzetta (foto)

Nel novembre 2008 Paolo Macchiarini esegue il primo trapianto di trachea al mondo all’Hospital Clinic di Barcellona su una paziente colombiana di 30 anni (nella foto)

mentale con quoziente intellettivo inferiore a 50». Tra le «controindicazioni relative» figura invece il «ritardo mentale con quoziente intellettivo inferiore a 70». La convinzione del direttore del Centro Nazionale Trapianti Alessandro Nanni Costa è che «nessuno in Italia sia mai stato penalizzato a priori». In ogni caso, la polemica mette in risalto uno dei maggiori scogli della bioetica dei trapianti e della medicina in generale. Se è innegabile la limitatezza di organi disponibili, i cittadini sono tutti uguali? Oppure devono prevalere altri principi, ad esempio il rispetto di chi ha donato e dun-

que la necessità di dare il suo rene o il suo fegato ad una persona che potrà averne il massimo giovamento sul piano della qualità della vita? E ancora. Non potrebbe configurarsi come accanimento terapeutico il fatto di imporre un trapianto, e le pesanti conseguenze dei farmaci antirigetto, a un malato che non è capace di comprendere la cura?

Anni fa fece scalpore l’avvio di un programma di trapianti su pazienti sieropositivi. Non erano ancora arrivare le terapie che oggi consentono di sopravvive all’Aids molto a lungo, quasi fosse una malattia cronica. E ci si chiese se rispondesse a criteri di giustizia sprecare organi e tanto denaro pubblico per chi non avrebbe potuto godere pienamente di quella nuova possibilità di vita. Adriano Pessina, direttore del centro di bioetica della Cattolica, sostiene il principio dell’universalità dei trattamenti: «Non devono essere ignorati i diritti dei disabili.

L’articolo «Si escludono i ritardati mentali sostenendo che non si può migliorare la qualità della loro vita»

Margherita De Bac © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il medico

Un rene è un diritto, l’intelligenza non c’entra di GIUSEPPE REMUZZI

S

tefano (non è il suo vero nome) nasce che è già malato, una malattia rara: colpisce tutti gli organi e perfino il cervello. A un certo punto serve la dialisi, Stefano ha appena 10 anni. Chi non ha mai visto un bambino in dialisi non può nemmeno immaginare quanto si stia male. E per Stefano malato di mente è anche peggio. Urla tutto il tempo, gli infermieri non sanno più a che santo votarsi. I genitori sempre lì, provano a distrarlo ma non ci riescono quasi mai. «Se almeno si potesse sperare in un trapianto...»,

se lo dicono fra loro a casa, le poche volte che Stefano finalmente dorme. È la mamma che un giorno trova il coraggio di parlarne a un medico. Quello allarga le braccia: «Signora, con i pochi reni che ci sono... Uno come Stefano non lo trapianteranno mai, non si faccia illusioni». La mamma gira diversi ospedali, la domanda è sempre la stessa. Alla fine il trapianto si fa. Stefano va a scuola adesso, una scuola speciale, rintanato in un angolo, a lui basta vedere gli altri che giocano. Quando viene in ospedale per i controlli se ne sta lì con una pallina di gomma tra le mani. I controlli li fanno la

mamma e il papà e sono attentissimi a tutto. Quella di Luigi è una storia diversa, lui alla dialisi ci aveva fatto l’abitudine ma non faceva che quello: casa e dialisi. Era allegro anche allora, ma adesso fa un sacco di cose, ceramica, ping pong e va in montagna sempre col fratello (si assomigliano come due gocce d’acqua). In ospedale per i controlli ci viene più spesso di quanto serve. Un po’ per far vedere quanto è bravo a prendere i farmaci, un po’ per trovare gli amici: «Ciao Remuzzi come stai? Come ti va la vita?». E se Stefano e Luigi fossero solo due casi fortunati? Non è

così. Un’analisi di tutti i dati della letteratura medica fatta negli Stati Uniti dimostra che il trapianto in chi ha qualche forma di ritardo mentale va come vanno tutti gli altri. Insieme a Luigi ha fatto un trapianto nello stesso ospedale un professore famoso intelligentissimo. La dialisi l’aveva tolto al suo lavoro e ai suoi viaggi. Ora è tutto come prima. Lo sguardo di quel professore quando viene per i controlli tradisce la stessa gioia di Luigi. Che c’entra l’intelligenza col diritto a vivere la propria vita, ciascuno con i talenti che ha?

Sicurezza in moto

La giacca con l’airbag in commercio a fine anno MILANO — La Brembo, a fine novembre, metterà in commercio delle giacche per motociclisti che all’interno dispongono di un vero e proprio airbag. Un sistema che sulle auto ha già salvato milioni di vite. Una buona notizia visto che nell’ultimo decennio, secondo i dati forniti dell’Associazione sostenitori della polizia stradale, in Italia sono morti 14.283 centauri e altri 860 mila sono rimasti feriti. Numeri che hanno spinto i costruttori del settore a ideare sistemi di sicurezza attivi come l’Abs o i controlli di trazione. Però, quando si viaggia in moto, è molto importante «vestirsi» in modo giusto utilizzando protezioni per limitare i danni derivanti da cadute. Così, sono arrivati caschi e tute più sicuri ed è nato il

paraschiena. Ora è la volta della giacca-airbag di Brembo che ha affidato all’Università di Firenze la valutazione dell’efficacia nella mitigazione del danno. Il funzionamento è semplice. Il centauro, salito in sella, ancora alla moto un avvolgitore inerziale che è inserito nella giacca (nella foto). Il sistema se «sente» che il corpo del motociclista si stacca dalla sella, con un’accelerazione tipica di un incidente, gonfia la giacca in 80 millisecondi proteggendo busto, torace, schiena, collo e testa. L’airbag rimane attivo per circa 60 secondi per proteggere in caso di un lungo rotolamento. L’avvolgitore, poi, è di tipo intelligente e quando l’accelerazione non è elevata, fa svolgere il nastro per permettere di alzarsi dalla sella senza far esplodere l’airbag. Infine, queste giacche sono attente al design e al peso per accontentare gli scooteristi urbani.

Alessio Ribaudo © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

VIAGGI

MODA

CASA

TECNOLOGIE

Con i bambini o per passione, idee per l’estate

Il Vuitton dei bauli fatti a mano

Da Zebina, il calciatore che ama i libri e l’arte

La privacy su Facebook Difendila così

di Cavadini, Frenda, Serra

di Daniela Monti

di Roberto Perrone

di E. Perasso

TE M PI LI B E Ragione e sentimento i nuovi cosmopoliti RI Stili di vita viaggi tecnologia benessere

La frase della settimana

«Qual è il modo per capire se abbiamo a che fare con un gentiluomo? Se paga tutto lui» Mischa Burton attrice

di GIOVANNA PEZZUOLI

S

ono la punta di diamante di quei cinquantamila italiani (per lo più giovani) che ogni anno abbandonano un paese privo di attrattive. Trentenni cosmopoliti, amanti del rischio e dell’avventura, con una laurea in tasca e desideri che sfidano gli oceani. Ma c’è qualcosa che trasforma il loro progetto migratorio da temporaneo a definitivo: una variabile inaspettata e pur prevedibile, l’amore. Amori globali che attraversano le culture, mescolano le lingue, con curiosi intrecci tra paese d’origine, d’elezione e luogo di provenienza del partner. È la generazione post-Erasmus di giramondo incalliti, in controtendenza rispetto ai figli quasi adulti casalinghi e nullafacenti ritratti dall’Istat: se ne vanno perché l’Italia «non è un paese per giovani», come nota Claudia Cucchiaro in Vivo Altrove (Bruno Mondadori, 2010), un mosaico di storie di neo-migranti, sempre appesi al filo delle chat, computer nello zaino e due cellulari (di cui uno italiano, non si sa mai). Ma anche i nomadi mettono radici, e lo fanno quando incontrano l’anima gemella, non importa a quale latitudine... Galeotto fu il master, è il caso di dirlo, per Clara Serra, biologa salernitana di 31 anni, che nel 2005 è volata a Siladen (Nord Indonesia) per studiare la biodiversità marina tropicale. La scintilla scocca la sera del suo compleanno, tra falò sulla spiaggia, con un ragazzo indonesiano del villaggio. «Non avrei mai pensato che diventasse una cosa seria, ma Heski mi era rimasto nel cuore — dice lei — così ho messo da parte qualche soldo lavorando da McDonald’s in Spagna e con la scusa del Capodanno sono tornata in quell’isoletta!». Ora sta costruendo

Generazione post Erasmus Uniscono 3 culture: quella di lui, di lei e del luogo in cui vivono In rete

E poi indovina chi viene a cena di ELVIRA SERRA

All’inizio furono Sidney Poitier e Katharine Houghton: il dottor Prentice, afroamericano, che si innamora di Joanna, la ragazza liberal che affronta i genitori per seguire il fidanzato cosmopolita ante litteram (lo attende un impiego in Svizzera, i due si sono conosciuti alle Hawaii). Era il 1967 e sì, è vero, l’integrazione razziale era il vero tema del film. Ma siamo sicuri che i nostri genitori oggi sarebbero pronti, come infine Spencer Tracy e Katherine Hepburn (papà e mamma progressisti di Joanna), per accettare la nostra evoluzione multiculturale quando annunciamo: mi sposo con Dominique, musicista, l’ho incontrato in un locale di Lussemburgo, è vegano, zoroastriano e non vediamo l’ora di trasferirci in una comune. Certo, poi tutti vissero felici e contenti. Però ce n’è voluto...

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con due soci italiani una «coral farm» e un centro di ricerca. «Una pazzia, abbiamo iniziato ingenuamente, non avevamo nemmeno il terreno, ho coinvolto Heski nel progetto, comunichiamo in indonesiano, lui ha una grande manualità e mi aiuta tantissimo nell’allevamento dei coralli. Cosa mi ha conquistato? La sua allegria». Nozze in abito bianco e rito cristiano protestante, ed ecco è nata Rosanna, che compie ora due mesi. L’incontro fatale per Andrea Rigon, milanese, 26 anni, è avvenuto durante un dottorato a Dublino. Alle spalle una laurea in Cooperazione internazionale e sviluppo, oltre a vari Erasmus e master in giro per il mondo, Andrea oggi vive a Nairobi con Valeria, la sua ragazza colombiana. «Quando l’ho conosciuta, lei lavorava per il diritto all’acqua in America Latina, io mi sono sempre occupato di beni pubblici...». «La differenza per me è un valore — spiega —, Valeria mi ha trascinato in un mondo nuovo, mi ha insegnato a ballare e insieme ci divertiamo a esplorare le nostre immense culture culinarie». Comunicano per metà in inglese e per metà in spagnolo, ma lei sta imparando anche l’italiano oltre allo swahili. L’esotismo di Lane, 25 anni, ha colpito al cuore Davide Ceper, trentenne milanese: «Non ha nulla a che vedere con il mio mondo — racconta Davide, bocconiano, che vive con lei a Rio De Janeiro — è bellissima, fa l’attrice. Mi ha affascinato il suo atteggiamen-

to di chi dà senza pretendere troppo». E così Davide, giramondo impenitente (dopo un indimenticabile Erasmus a Buenos Aires e un master alla Columbia University) si è «sistemato» in Sud America. «Mi mancano un po’ i miei amici sparpagliati per il mondo e dell’Italia il cibo, i paesaggi, a Rio dopo due ore non arrivi nemmeno fuori città...». Differenze culturali? «Tante, per esempio qui se esci con una ragazza devi fare una richiesta ufficiale, come quando eravamo alle medie, all’inizio mi sentivo ridicolo». Storie diverse, eppure con molti punti condivisi, nota Delfina Licata, sociologa della Fondazione Migrantes, che ogni anno traccia un accurato identikit degli italiani nel mondo. «Cresce soprattutto l’emigrazione d’élite, negli ultimi 5 anni c’è stato un incremento del 53% dei laureati iscritti all’Associazione italiani residenti all’estero, ormai quasi 4 milioni», spiega. Le caratteristiche comuni? «Vola verso l’ignoto chi ha sperimentato le carenze del sistema universitario italiano dove il tempo si dilata a dismisura, ha alle spalle esperienze di mobilità internazionale, dall’Erasmus, con 17.562 studenti coinvolti solo nel 2007, ai progetti di cooperazione, conosce bene le lingue ed è professionalmente preparato, ha una famiglia d’origine aperta, spesso con disponibilità economiche. Poi arriva l’amore che chiude definitivamente quel cassetto con il sogno di ritornare». Si mettono alla prova questi giovani confrontandosi con culture profon-

Insieme Nelle foto piccole, da sinistra: Laura e Metthew, Valeria e Andrea, Laura e Orlando e Clara con Heski

damente diverse e rispecchiando, nella loro diaspora tra i continenti, una caratteristica tipica dell’emigrazione italiana. È anche la storia di Laura Kramer Badoni, 27 anni e una laurea in Conservazione dei Beni culturali, che per amore è approdata a Winnipeg, nelle praterie canadesi del Manitoba. Galeotto fu un libretto da sottotitolare per il musical «Hedwig», dove Matthew era protagonista, in scena in un teatro milanese. Dopo una sfilza infinita di mail, un biennio di lingue a Montreal è il volano per una vita in comune («abbiamo anche due gatti») e oggi Laura, che insegna italiano all’università, ha fatto domanda per diventare coppia di fatto e trovare un lavoro migliore. «Un iter lungo e costoso, quasi 800 dollari — spiega —. Nei momenti di bassa mi pesa un po’ stare lontano. Il cibo? Qui c’è anche il "prosciutto di Parma", ma è tremendo!». Si è sposata un anno fa a New York Federica Mian, ventinovenne milanese, dopo svariati pellegrinaggi tra Roma e Ohio, tra un esame e l’altro in Storia e critica dell’arte. «L’ho fatto per motivi pratici — spiega — anche se io e Shadi, che è iraniano, siamo una supercoppia, viviamo e lavoriamo insieme. Mio marito è un architetto creativo, fa progetti legati al design digitale e ha una galleria che io ora dirigo. I miei genitori? Sono felici che io viva qui, vengono a trovarci un mese all’anno, questa città è un sogno per l’arte contemporanea». Rimanda per ora l’idea del matrimonio Laura Bussa, quasi 28 anni, originaria di Nuoro, anche se il suo compagno Orlando (inglese doc, ma con trisavolo lombardo) di anni ne ha già 34. A Londra è andata «con la scusa di un tirocinio» dopo la specializzazione in Diritti umani a Padova e una lunga serie di esperienze di volontariato, dalla Lettonia al Libano. «Problemi di lavoro? Con la crisi in effetti è un macello. Adesso sto facendo un master, sempre per restare con lui! Avendo gli stessi titoli di un inglese devi essere due volte più brava... Dell’Italia mi manca un po’ la cordialità delle persone, ma a Londra ti senti molto più libera».

Come vivono

Trentenni, due telefonini (uno in italiano) e un mix di lingue

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Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

Viaggi Per famiglie Scalatori Scuola di roccia sulle Dolomiti

Il piacere di stare insieme

T

occa alle mamme. La voce vacanze-con-bambini è necessariamente nella nostra metà campo. Troppe variabili, per ridurre al minimo il rischio di insuccesso serve un piano, servono fonti attendibili. Non è il caso di semplificare e chiudere la pratica in velocità (come farebbero certi papà?). In trasferta con gli zerododici bisogna andare a colpo sicuro, che sia una settimana sul Garda o un mese in Birmania. Infatti: gran parte delle vacanze riuscite sono partite dal bar della scuola, con il caffè del mattino le mamme trasferiscono informazioni strategiche. Tipo. «Traghetto per la Grecia? Anek, suite matrimoniale: paghi per due e ci stanno comodi anche i bambini, c’è il frigorifero, così eviti il bar». «Barca a vela? Compra la rete (anti caduta, di giochi e pupi), la trovi nei negozi di nautica». «Città d’arte? I Best Western Hotel hanno stanze kids con Wii o Playstation». A internet e all’agenzia di viaggio ci si arriva, ma dopo aver sentito le mamme. Il primo via libera devono darlo loro. Memorizzano i kit bebé degli alberghi, dalla barriera del letto al seggiolino sulla bici (non è paranoia, tutto quello che non trovi devi portarlo da casa); riescono — solo loro — a farti un preventivo realistico della tua vacanza, gelato compreso. Hanno tutte le informazioni che servono, perché prima sono servite a loro. E sono felici di condividerle, perché tu le restituirai aggiornate e la preziosa banca dati diventerà così fonte inesauribile. Preziose le soffiate tempestive sulle promozioni «family» delle compagnie aeree. L’ultima: «Con Lufthansa dal 26 maggio i bambini volano anche a 19 euro su molte destinazioni, possibili, anzi probabili». Non servono referenze sui collaudati (ma esclu-

Il sottomarino Il Nazario Sauro per provare il brivido del sottomarino, a Genova

Quando il passaparola non basta: le nuove offerte

Vacanze & figli, quello che le madri (non) dicono Hotel con sauna baby e houseboat: siti e indirizzi

sivi) «Familienhotels» dell’Alto Adige, quelli che ti fanno trovare tutto, dallo scaldabiberon alla sauna baby. Però un conto è scegliersi l’albergo sul sito, altro è sentire il racconto di chi è stato, per esempio, all’hotel Po-

Idee «low cost» Gli hotel con la casa dei giochi e le compagnie aeree dove i bambini pagano 19 euro. In mare con il caicco

sta di Santa Cristina in Val Gardena (www.familyhotelposta.com), quello che ha di fronte la mitica Villa Dumbo, uno spazio-gioco di 250 metri quadrati. Certo non sono destinazioni per tutti, una family suite al Cavallino Bianco di Ortisei (stessa catena) in agosto può costare 800 euro, al giorno. Ma la formula degli hotel per famiglie funziona anche in versione Adriatico, a Rimini nel 2001 è nato il consorzio degli «Italy family hotels» che oggi conta 70 strutture — anche a tre stelle — in dodici regioni (con curiose assenze: possibile che non ci

Come in una tana Il campo «Esplora natura» dei Familienhotels dell’Alto Adige

sia un albergo baby friendly in tutta la Puglia?). Non è necessario spendere molto per viaggiare con i figli. E si può anche arrivare lontano. Quelli che prima di metter su famiglia erano abituati zaino in spalla e via possono continuare a farlo. «Avventure nel mondo» ha una selezione di viaggi possibili anche con bimbi sotto i cinque anni, con destinazioni che vanno dal Sud Africa a Goa, Cuba, Cina, ma anche Francia o Lampedusa. Lo stile è alberghetti, cassa comune e pulmino da guidare a turno. Tre settimane in Birmania costano come una in un Grand Hotel italiano. La proposte sono sul cliccatissimo www.viaggiavventurenelmondo.it. Idee per l’estate 2010. Le mamme spingono per la vacanza galleggiante, non al mare ma su fiumi e canali, in houseboat. La meta più gettonata è la Francia, un sito per capire: www.loftviaggi.it. Quelle che «ma la barca è solo a vela» si affidano ad agenzie come Mondovela, che i pupi li manda tranquillamente a navigare dalla Croazia alla Grecia, «ma l’ideale per i piccolissimi è il caicco, in Turchia». Su terra ferma segnalano la vacanze natura del Wwf, formato famiglia. Se l’estate si annuncia tranquilla e/o a costo zero, fra campagna dai nonni e micro fughe al mare, ci si può sempre giocare la carta Acquario di Genova, effetti speciali della natura, ben organizzati. I bimbi possono anche «dormire con gli squali», brandina e sacco a pelo davanti alla vasca, ci pensano gli animatori (genitori liberi per una notte!). Il biglietto dura un anno e vale anche per Galata Museo del Mare, Città dei bambini, Biosfera e ascensore panoramico Bigo. Più il sottomarino Nazario Sauro, prima nave museo galleggiante aperta da oggi (www.acquariodigenova.it). Si può fare anche in giornata (un’ora e mezza da Milano). E Trenitalia, questo lo sanno anche le primipare, ha una tariffa family (50% di sconto ai figli, 20% ai genitori). Basta chiedere. Le mamme sono ormai onnipresenti, sul web e in libreria. Un titolo: «Sono andata in vacanza coi figli e sono tornata viva», di Carlotta Jesi (Terre di mezzo). Un sito: www.quantomanca.com. Un blog: http://mammagiramondo.blogspot.com/. Poi però passate parola.

Weekend ORE a Biella

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Sordevolo, il paese che recita «La Passione» dentro i suoi vicoli Ore 9 di sabato In quota con la funicolare Facile camminata a Biella Piano: da piazza del Duomo, alla Cattedrale con battistero, splendida arte romanica. Con la funicolare si sale al Piazzo di Biella Alta tra vicoli medioevali e borgo: stop per il branch al Due Cuori, sotto i portici di piazza Cisterna. Al pomeriggio i rododendri in fiore della Burcina e dell’Oasi Zegna. Poi l’albergo diffuso di Valle Elvo (70-100 euro, www.atl.biella.it)

Ore 9 di domenica La Madonna nera di Oropa Mattina dedicata ai percorsi devozionali. Si sale a quota 1100 al Santuario di Oropa, famoso per il culto alla Madonna Nera portata qui da Gerusalemme nel IV secolo. Sul fianco sorge il Sacro Monte, da percorrere a piedi le 19 cappelle votive con centinaia di statue in legno. Ci si sposta poi al vicino Santuario di Graglia: archivio storico e chiostro con la fontana del Burnel.

Ore 13 Polenta, formaggio e un bicchiere di Bramaterra Ci si sposta nel borgo medioevale di Candelo. Per pranzo Taverna del Ricetto (tel: 015/2536066), da poco restaurata. Nel menu dalla pulenta cunscia (polenta condita con formaggio) al ris an cagnun il riso con toma e burro, fino alla classica bagna cauda piemontese. Da accompagnare con un buon rosso «Bramaterra». Prima di ripartire vale la pena fare quattro passi tra i vicoli.

ore 15 Teatro a Sordevolo con quattrocento attori Pomeriggio a Sordevolo per la Passione, imponente spettacolo di teatro popolare che ogni 5 anni, da inizio ’800, coinvolge gli abitanti del paese. La scenografia ricostruisce un frammento di Gerusalemme ai tempi di Cristo. Lo spettacolo (due ore e mezzo) è composto da un prologo e 29 scene, con 400 attori e comparse. Si parte il 13 giugno fino alla metà di settembre. a cura di Umberto Torelli

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Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

Viaggi Per single Last minute Le migliori proposte per un viaggio conveniente

Da soli dove gli altri vanno in coppia

Mete giovani

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Germania

Esplorare Hannover con voli a «piccoli prezzi» Una meta insolita e ricca di luoghi da esplorare? Hannover, fra le grandi città della Germania e capoluogo della Bassa Sassonia, è una fitta rete di strade e vicoli dove boutique alla moda si susseguono ad antiquari, ristoranti e birrerie tipiche. Ora la città è servita da nuovi voli diretti: 6 a settimana da Milano, 4 da Roma. 27,99 euro a tratta con Germanwings Info: tel. 199257013, www.germanwings.com

Cuba

Cinque notti nei palazzi storici per assaporare l’Abana Vieja A Cuba negli hostales, palazzi storici splendidamente ristrutturati, nel cuore dell’Abana Vieja. È la proposta Margò di Eden Viaggi, per scoprire la Isla Bonita in libertà. Unica tappa fissa sono gli hotel prenotati, il resto è nella mani del viaggiatore: dal Museo del Rhum alla celebre Plaza de la Revolucion. 1.038 euro pacchetto volo, auto e hotel: 5 giorni Info: su www.margo.travel

Trentino

Una settimana di pesca a San Martino, Primiero e Vanoi Trote fario, salmerini di fontana e temoli. «Pesca sportiva per tutti» è l’iniziativa per pescare senza licenza sportiva a San Martino, Primiero e Vanoi. Il pacchetto Apt: 7 notti in mezza pensione, permesso di pesca, 1 kit di accessori, incontro con i guardapesca, 1 cena, 1 escursione guidata costa 369 euro a persona.

ingle d’Italia, riprendetevi le vostre vacanze. Santorini l’isola degli innamorati? Chi l’ha detto! California troppo lontana per un viaggio on-the-road? Niente altro vi farà sentire così forti e fieri di voi stessi come guidare una Pontiac G6 senza navigatore da San Francisco a Los Angeles. Se il mare in Sicilia vi sembra un piacere solo per due, provate a prenotare una settimana a mezza pensione a San Vito Lo Capo, visitando i dintorni a bordo della vostra chiccosissima cabrio bianca noleggiata a Palermo: vi sembrerà di essere una star di Hollywood, è garantito. Vienna e la Sacher? È arrivato il momento di mangiarvene una intera da soli.

Santorini. È la meta per eccellenza di fidanzati e neosposi. Il paradiso dove tramonta il sole, però, non può più essere esclusivo Patrimonio dell’Umanità Innamorata. Basta solo qualche accorgimento per sopravvivere all’alto tasso di saccarosio e alle abitudini dei locali. Anzitutto il taxi: fuori dall’aeroporto di Thira troverete le auto in attesa. Potrebbe capitarvi di salire a bordo con uno sconosciuto: non date per scontato di dividere la spesa, preparatevi a sborsare tutti la cifra intera (25 euro per Oia), usa così. Le foto, tasto dolente: vi capiterà di osservare braccia di lui o di lei che si allungano modello Reed Richards dei Fantastici 4 nel tentativo disperato di riprendere i due piccioncini insieme. Tanto vale offrirvi di scattarla voi: potrete chiedere lo stesso e a fine vacanza vi ritroverete con una invidiabile galleria di immagini. L’alloggio: pretendete il meglio, cioè a Oia, che domina a strapiombo sul mare. Sì, è anche la più romantica, e allora?, non ve lo meritate? Niente auto, viottoli strettissimi. Il tramonto è un rito, appollaiati alla muraglia. Meglio ancora se avete prenotato un albergo con le terrazze che si affacciano a ovest: prima fila assicurata (www.goldensunsetvillas.com e www.marizan.gr). California. Destinazione San Francisco, per cominciare (ottimo l’hotel Rex, dietro la centralissima Union Square, http://jdvhotels.com/hotels/sanfrancisco/rex). Visita d’obbligo alle «Sei sorelle», le villette a schiera in stile vittoriano in Alamo Square. Il granchio appena pescato è imperdibile al Pier 38, per ritornare su con il celeberrimo tram di legno. Non si può ripartire senza andare in Lombard Street, la strada più tortuosa degli Stati Uniti, né senza visitare Alcatraz e l’ex carcere. Poi una mattina prendete la vostra auto e procedete verso sud, prima tappa a Santa Cruz, possibilmente evitando il

A strapiombo Tradizionale scorcio mozzafiato di Oia, a Santorini, nel film di Sandro Veronesi «Che ne sarà di noi»

A Santorini, pretendendo il meglio La California senza navigatore weekend (gli alberghi si riempiono di americani e potreste dovervi accontentare di un motel di serie zeta o rassegnarvi a spendere una follia in un hotel lussuosissimo). Dopo una notte siete pronti per riprendere il viaggio e percorrere la «17 Miles Drives», meravigliosa strada popolata da uccelli, bipedi e quadrupedi variopinti.

Su «Style»

Dara e i «padroni» delle ferie

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In edicola La copertina di «Style» dedicata a Dara Khosrowshahi, ad di Expedia

ono i più grandi organizzatori del nostro tempo libero, gli imprenditori globali, quelli che ci mandano in vacanza. Da Dara Khosrowshahi, amministratore delegato di Expedia, 40 anni, secondo Forbes tra i primi dieci giovani boss del capitalismo Usa, a Bernabò Bocca (Federalberghi), a Ian Schrager (inventore di design hotel), a Lisa Lindblad («tra le 25 donne più influenti nel mondo dei viaggi», Forbes), a Gabriele Burgio (ad NH Hotels), e tanti altri. Di loro si occupa Style, il mensile del Corriere della Sera, in edicola. Uomini, donne, insomma persone vere dietro al successo delle

San Vito Lo Capo. Non storcete il naso dicendo che ci vanno solo le famiglie. Non è vero. Potete concordare con l’albergo di farvi venire a prendere all’aeroporto (accoglienza familiare all’hotel Tannure, www.hoteltannure.it, e charme a portata di spiaggia al Capo San Vito, www.caposanvito.it). È più saggio, però, noleggiare un’auto: sarete autonomi. Sole e mare per i primi due giorni possono bastare. Per pranzo è sufficiente uno spuntino veloce in qualsiasi baretto: pochi euro per saziarvi. A cena, pasta fatta in casa e pesce fresco, più l’immancabile cous cous. Prima del tramonto tentate una gita al faro: se il custode è in buona potrebbe farvi salire in cima. Al terzo giorno scatta la gita alla riserva dello zingaro (scarpe comode obbligatorie). Al quarto la visita al tempio di Segesta. Al quinto Erice. Il sesto tenetelo per Palermo, se non ci siete mai stati. Infine è già ora di ripartire.

imprese che rappresentano. Expedia, per esempio, fattura con Khosrowshahi due miliardi di euro e nel 2010 i profitti stanno crescendo del 51 per cento. Il segreto? «Non abbiamo capitale fisico, come alberghi o aerei. Noi vendiamo informazione. Ma, soprattutto, in un momento in cui la gente è diventata molto attenta ai costi, le nostre offerte sono le più ricercate». Come cambiano le nostre vacanze? Risponde Bernabò Bocca: «Più periodi, ma di breve durata». Ordine di scuderia: «Ai miei direttori dico sempre: non importa tanto accalappiare nuovi clienti quanto far ritornare quelli vecchi».

Vienna. Sarà pure la città di Sissi e Francesco Giuseppe, con tutto il romanticismo che ne segue. Ma se trovate posto nell’hotel giusto vi sentirete voi le vere principesse (minimal modello condominio l’Hollmann Beletage a due minuti a piedi dallo Stephansdom, tel. +43.1.9611960; delizioso, appena fuori dal Ring, l’Altstadt Vienna, per farvi coccolare con le torte appena sfornate e servite con il tè del pomeriggio, tel. +43.1.5226666). Da lì potrete andare per musei (Klimt e Schiele), per concerti (tutte le date su www.vienna.info), o per locali (molto glam sorseggiare uno Skiwasser al Do & Co, dove magari troverete anche un bel rospo da baciare).

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Elvira Serra © RIPRODUZIONE RISERVATA

Nel blu

369 euro a persona in camera doppia Info: tel. 0439.62407

In prossimità di San Simeon c’è il castello del magnate della stampa William Randolph Hearst. Quando arriverete a Santa Monica fermatevi per un paio di notti (sul lungoceano www.georgianhotel.com). Da lì avrete solo l’imbarazzo della scelta: a portata d’auto ci sono gli Universal Studios, Disneyland, la Walk of Fame e Venice Bea-

ch (merita per quanto è kitsch e per la gioventù palestrata che si allena sulla spiaggia).

Di corsa di Alessandra Mangiarotti

Maitre d’hotel di Stefano Agnoli

di Marisa Fumagalli

Tramonto con i delfini Lungo i vecchi binari «La mia Krug lounge nel silenzio di Framura con vista sulle Tre Cime che piace a Johnny Depp» Calabria

Soggiorno di una settimana a meno di cinquanta euro Una settimana a meno di 50 euro. Non a notte: in totale. Non è uno scherzo: si trova su Internet, affidandosi ai siti di informazione turistica. Come Easyviaggio.com, che propone un soggiorno in Calabria a 45 euro la settimana. Tra spese ed extra il costo aumenta, ma di poco. 45 euro a settimana a persona Info: www.easyviaggio.com/vacanze

a cura di

Carlotta Lombardo

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na terra che dà poco (sia chiaro: solo quanto a spiagge e struscio) e un mare che dà tanto. Framura è un tuffo nel blu e nel silenzio. In una Liguria dove le stagioni sono ancora scandite dal giallo delle mimose e dal verde degli ulivi, ma anche dalla varietà degli incontri in mare: spigole, saraghi, lucci di mare, polpi, ricciole. E ancora: delfini che al tramonto si spingono fin quasi a terra, praterie di posidonia abitate da cavallucci di mare. Per i neofiti il tuffo è nelle acque protette dallo scoglio Ciamia (ingresso da terra), per i sub esperti sulle punte verso Deiva e Bonassola (uscite in gommone con il diving Framura Sub). Per tutti l’aperitivo al tramonto è al bar del porticciolo La Cueva o nella piazzetta di Setta. Piatti semplici della cucina ligure da Silvia e da Mary (frazione Costa).

ul tracciato della vecchia Ferrovia delle Dolomiti si sarebbe divertito di sicuro anche Emil Zatopek, la «locomotiva umana» raccontata da Jean Echenoz nel suo Correre (Adelphi, da leggere). Ma ora che si intravede l’arrivo dell’estate il percorso Cortina d’Ampezzo-Dobbiaco resta unico anche per chi è iscritto d’ufficio al club dei comuni mortali. D’inverno, sugli sci stretti, lo si percorre dalla Pusteria in una Gran Fondo classica. Domani, invece, diverse centinaia di runner si cimenteranno sui 30 chilometri della «Cortina-Dobbiaco Run». Chi vuole testarlo può anche partire da Fiames, a 5 chilometri dal centro di Cortina, e ritagliarsi la lunghezza che desidera. Ci sono gallerie e passaggi per viadotti aerei (Felizon, Ru d’Ancona). Si scollina a Cimabanche (300 metri sopra Cortina, a 14 km) e se si sceglie di correre per il versante di Dobbiaco, poco dopo il lago di Landro si apre uno squarcio favoloso sulle Tre Cime di Lavaredo. sagnoli@rcs.it

l progetto d’interni è firmato Philippe Starck. Dopo l’inaugurazione, lo scorso febbraio, a «Palazzina Grassi», è arrivato Johnny Depp con il suo staff ad occupare per oltre 2 mesi 10 stanze, mentre, partner di Angelina Jolie, girava The tourist. Il padrone di casa del 5 stelle lusso è Emanuele Garosci (foto), 36 anni, che a Milano ha già lanciato il «Nhow», esempio di urban style. Anche a Venezia, pensa di catturare il popolo trendy, internazionale e local. La novità, da pochi giorni: nell’ala cinquecentesca di «Palazzina Grassi», affacciata sul Canal Grande, la prima Krug Lounge in Italia, seconda al mondo dopo San Paolo del Brasile. Dalle 18 alle 2 del mattino, degustazioni delle prestigiose Cuvée della Maison de Champagne, e piatti studiati ad hoc. «Ma si accede solo con una membership card», avverte Garosci.

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Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

Viaggi Per passione Il piacere di imparare

Frenesia

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ent’anni fa, associare le parole «vacanza» e «cucinare» sarebbe stato impensabile. Un sacrilegio. Il cibo era un dovere, e la cucina l’ambiente dal quale fuggire velocemente. Poi sono arrivati gli chef, con i loro rassicuranti: «Vi piace questo soufflé? Potete farlo anche voi, a casa vostra». E tutti, dalla studentessa all’architetto, hanno cominciato ad accarezzare l’idea di poter sperimentare. D’altronde, la food writer britannica Nigella Lawsons lo predica da sempre: cucinare è sexy. E così piano piano l’idea di imparare a preparare un piatto è entrata anche nel concetto stesso di piacere, e dunque di vacanza. Oggi è talmente diffusa da assistere ogni anno a scuole di cucina che aprono un po’ in tutto il mondo. E per molti prenotare la vacanza è individuare la scuola giusta dove andare a fare una «session» culinaria. La più famosa e gettonata, al momento, si trova in Irlanda. È nella contea di Cork, nella tenuta di Ballymaloe (www.cookingisfun.ie), ed è diretta dalla chef pluripremiata Darina Allen. La villa, immersa in 400 acri di coltivazioni organiche, offre lezioni per tutte le esigenze: dallo stage di 12 settimane al corso lampo di un solo giorno (ce ne sono più di 30 tipi); dai corsi a tema, come il menu di Natale o i segreti dell’affumicatura, alle sessioni con chef famosi come Trich Desaine o Sarah Ravane. Poco più giù Eric Sapet, noto cuoco del ristorante «La Petit Maison de Cucuron» (www.lapetitemaisondecucuron.com), nel Luberon, ha i suoi corsi di cucina già esauriti fino al 28 settembre. Angelina Jolie e Brad Pitt, ma anche Paul Mc Cartney, sono tra i pochi fortunati che hanno avuto modo di gustare la sua cucina creativa, appena premiata con la prima stella Michelin. Le lezioni si svolgono al piano terra del piccolo ristorante (la cucina misura solo 4 metri quadrati), situato sulla piazza de l’Etang, con lo stagno circondato di platani secolari, dove è stata girata una scena del film «Un’ottima annata». Sempre in Francia, nel cuore del Gascony, si può scegliere di soggiornare nello «Chateau de Pallanne», del XVIII secolo. E seguire i rinomati corsi di cucina che prevedono, tra i piatti insegnati, terrina di foie gras, anatra arrosto con olive oppure oca all’armagnac e timo. I corsi includono anche una gita al mercato di Pau e Tarbes e una cena al ristorante tre stelle Michelin «Les Pres d’Eugénie». E per chi non ha voglia di spadellare, c’è un campo da golf da 18 buche e una piscina (www.tastingplaces.com). In Italia i corsi estivi attraggono so-

Una lezione nella tenuta irlandese di Ballymaloe. Sopra, aperto sempre dalla famiglia Tasca d’Almerita, il «Capofaro Malvasia & Resort» è sull’isola di Salina, nelle Eolie

Estate da chef Dall’oca all’armagnac fino al marzapane: gli itinerari con lezioni di cucina Quello dei sogni è nella contea di Cork Il libro

U

La marchesa Anna Tasca Lanza (foto), ha raccolto in un libro le sue ricette, sospese tra tradizione siciliana e monsù. Dalla fusione dei due mondi nasce Cuore di Sicilia (Guido Tommasi Editore, 20 euro)

prattutto stranieri. Ma negli ultimi tempi anche gli italiani cominciano ad apprezzare. È per questo che nel cuore della costiera sorrentina, in Campania, lo chef Alfonso Iaccarino ha deciso di ricavare nel rinnovato resort creato accanto al ristorante «Don Alfonso» (www.donalfonso.com), tre stelle Michelin, uno spazio ad hoc dedicato ai corsi di cucina. «Per anni — racconta la moglie Livia — i nostri ospiti ci chiedevano di seguire dei corsi, ma non avevamo uno spazio adatto. Perché quando si vuole insegnare è inconcepibile che lo si faccia nella stessa cucina dove si lavora. Così, con la ristrutturazione ne abbiamo prevista un’altra. Qui teniamo i corsi in tutte le lingue. Ma soprattutto insegniamo ai nostri allievi a riconoscere le materie prime, partendo da quelli che produciamo nella nostra tenuta di Villa Campanella. Ogni sessione è monotematica». In Sicilia, invece, nelle campagne di Sclafani (tra Palermo e Caltanissetta) c’è l’ex feudo della famiglia Tasca, la tenuta di Regaleali. Qui, vent’anni fa, la marchesa Anna Tasca Lanza, accanto all’azienda vitivinicola tra le più importanti della Sicilia, ha creato nel baglio delle Case Vecchie un laboratorio gastronomico: una delle scuole di cucina siciliana più famo-

Ai fornelli Lo chef Alfonso Iaccarino in cucina con alcuni componenti della sua «brigata». Accanto a lui, a sinistra, il figlio Ernesto

se al mondo. Anna Lanza ha pubblicato sette libri, è contesa dai network americani e viene citata spesso dal Nyt. La sua ispirazione? Un mix di tradizione e monsè, la cucina borbonica. E il tentativo di evitare l’estinzione di ricette storiche come il «Trionfo di gola», il dolce delle monache con il marzapane che Anna Lanza rifà, ma con meno olio. I corsi si tengono nella tenuta, dove si soggiorna. La mattina è dedicata alle lezioni, nella cucina di casa, massimo otto persone. Di sera si mangia e si parla di storia siciliana con il marito, lo storico Venceslao Lanza di Mazzarino. Dal 2008, poi, gli stessi corsi, che vanno da una settimana a tre giorni, si possono seguire anche nel resort che i Tasca Lanza hanno a Salina: «Capofaro Malvasia & Resort» (www.capofaro.it), che ha vinto le 5 stelle. Per iscriversi ai corsi: se si vive negli Usa basta cliccare su www.absolute italia,com; in Italia, invece, si va su www.tascadalmerita.it.

Angela Frenda © RIPRODUZIONE RISERVATA

I corsi Come e dove Costiera sorrentina

San Sebastian

Sudafrica

Londra

La cucina mediterranea

Due giorni di tapas

Piatti nella riserva

I segreti della «stella»

È l’ultima idea. Ma già funziona meravigliosamente. Alfonso e Livia Iaccarino hanno aggiunto alla loro creatura, il pluripremiato ristorante «Don Alfonso», la scuola di cucina. Alloggiando nel resort da poco ristrutturato, a picco sul mare della Costiera sorrentina, si seguono sessioni monotematiche che vanno dagli ortaggi (coltivati nella tenuta di Punta Campanella) alla pasticceria napoletana. In un ambiente che richiama le antiche case napoletane, tra maioliche di Vietri e tecnologia. E per rilassarsi c’è la piscina. I costi? Due pernottamenti e un giorno di lezione da 522 euro. (www.donalfonso.com)

Per avvicinarsi alla cultura culinaria spagnola non si può non cominciare dalle tapas. La scuola di cucina «El Txoko del Gourmet», nella città di San Sebastian, sulla costa basca, ha insegnanti che parlano in inglese. E corsi alla portata di tutti: professionisti e amatori. Il loro motto? «Imparare a trasformare una semplice patata in una sorprendente spuma». La lezione più gettonata? Manco a dirlo è quello sulle tapas. Ma va forte anche la sessione per i bambini dagli 8 ai 14 anni. Per saperne di più consultare il sito www.eltxokodelgourmet.com. I costi dei corsi partono da 192 euro per una sessione di due giorni.

Volare in Sudafrica, e lavorare con i top chef in una serie di location da sogno. Come la riserva di Limpopo a Cape Malay, e poter cucinare piatti come il bobotie (dolce tipico) o lo smoorsnoek, pesce della zona. «Samp & Soufflé» è una scuola di cucina dove prenotare sessioni culinarie itineranti da seguire nel corso di un tour. O invece si può frequentare un corso da cinque giorni nella «Rusthof Country House» di Franschhoek, nel cuore della terra dei vini, che prevede sessioni giornaliere da 4 ore, più degustazioni di vini e preparazione di formaggi. Per dettagli: «Samp & Soufflé» (www.sampsouffle.com)

E se scegliere Londra può significare, per una volta, sperimentare un’esperienza culinaria? La società «Tasting places» organizza sessioni di cucina pratica con gli chef più famosi di Londra. Okay, non è una vacanza culinaria in un luogo esotico, ma è un’occasione per rubare i segreti a chef stella Michelin come Eric Chavot (foto) del «Capital», Alan Bird dell’«Ivy», Angela Hartnett del «Connaught», e Simone Zanoni del «Restaurant Gordon Ramsay». Per avere dettagli: www.tastingplaces.com. Una sessione parte da 200 euro per due o tre ore, seguite da un pranzo in cui si assaggiano i piatti preparati.

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Weekend GOLA

di

Firenze e Treviso

Al Festival del gelato (con laboratorio per i bambini) Un fine settimana trascorso a visitare Firenze giustifica sempre un viaggio per via delle bellezze architettoniche. Sino a lunedì prossimo c’è un motivo in più: il «Firenze Gelato Festival». L’evento che sta animando diverse piazze e consente di conoscere e apprezzare la migliore produzione, rigorosamente made in Italy. Basta acquistare una card (a partire da 1 euro) e si può cominciare un tour per sposare arte e gusto. Partendo da piazza Santissima Annunziata, nota per l’armonia stilistica, si può sostare al villaggio del gelato artigianale che, all’interno, prevede una vera e propria scuola di gelato voluta dalla Carpigiani. Poi, si può passare in piazza della Repubblica dove, intorno alla Colonna dell’Abbondanza, c’è il villaggio del gelato industriale con la fabbrica Sammontana e un laboratorio per i bimbi. Infine in piazza San Giovanni, si può concludere il giro, ammirando il Battistero, e degustare altri coni artigianali. (a.rib.)

Al banchetto dei record (con la scusa della beneficenza) La Marca del Guinnes dei primati? A Treviso, ci provano domenica 6 giugno con la Grantavolata benefica, allestita nel parco di Sant’Artemio: il ricavato dei 6.000 pranzi del mega-banchetto verrà, infatti, devoluto all’associazione di volontariato «Advar-Alberto Rizzotti». Al giudice londinese che dovrà verificare nel merito verranno presentate la tovaglia più lunga del mondo (1700 metri) tessuta da Emilio Gatti (su progetto di Agotex) e la bottiglia di grappa più grande del mondo (120 litri), prodotta dalla Distilleria Bottega. Sulla tavola di 1534 metri, piatti tipici trevigiani (coinvolti 34 ristoratori), abbinati ai vini della Marca. Per il pranzo: 450 chili di riso, 450 di asparagi bianchi di Badoere, 200 di cipolle, 130 litri di olio, 100 chili di burro, 7.000 porzioni di pollo, 100 chili di grana, 300 di pomodori, 15.000 panini. La festa corale sarà condotta da «Fede e Tinto» di Decanter (Radio2). Prevendita: 30 euro adulti, 15 bambini. www.grantavolata.tv. (m.fu).

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Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

Viaggi La Dolce Vita Da Dolceacqua a Castelvittorio, fra cucina e leggenda

La nostra scelta

Il pane e le spose Nella Liguria delle leggende

1) Ristorante Delio Piazza V. Veneto 9, Apricale Tel 0184-208008 2) Piccolo Birrificio Via IX Novembre 20, Apricale Tel. 0184-209022 3) Olio Paolo Cassini Via Roma 62, Isolabona Tel. 0184-208159 4) Ristorante Bar Piombo Via Roma 16, Isolabona tel. 0184208124 5) Agriturismo U Cian Via Roma 271, Isolabona Tel. 0184-208143 6) Alimentari Francesca Salita S.Sebastiano 8, Dolceacqua Tel. 0184-206044 7) Enoteca Re Via Patrioti Martiri 21, Dolceacqua tel. 0184-205051 8) Osteria dell’Acqua dolce Via Patrioti Martiri 33, Dolceacqua Tel 320-3339444 9) Vineria Sacro e Profano Vicolo della Scala 12/14, Soldano 10)Alimentari La Posta Via San Rocco 60, Pigna Tel. 0184-241666

L’entroterra del tortun e dei carciofi Scorribande di Roberto Perrone

D

i Levante o di Ponente, come in questo caso, la Liguria d’entroterra è diversa da quella di mare, così solare, così limpida, così chiara. La Liguria d’entroterra è misteriosa e stupefacente, letteraria soprattutto. «Una leggera pelle di ghiaccio copriva ancora l’acqua sotto il mulino dei Murin, spessa come una caramella da passeggio, e l’anguilla, irrobustita dalle scorie di olive scaricate in acqua, con un colpo di coda riusciva a bucarla e a guardare il paese che si era fatto più silenzioso. Come una fiamma leggera brillava solo la finestra di Fatima, dove lei appariva, dietro i vetri chiusi e appannati». (Islabonita, Nico Orengo, Einaudi). Non è un caso che Fatima venga a rifugiarsi a Isolabona, tra le antiche case di pietra con i tetti rossi che, visti dall’alto, sembrano formare uno spettacolare lago di tegole.

Questo è l’entroterra ponentino. Paesi arroccati sui monti, e poi valli, torrenti, anguille, vigne, uliveti, capre, sassi e misteri. Nomi che basta pronunciarli e ci annusi storie, vite: Dolceacqua, Isolabona (dove è ambientato l’ultimo romanzo di Nico Orengo, scomparso nel 2009), Apricale, Pigna. Sono le terre del basilico (e della sua guerra, come in un altro racconto dello scrittore torinese), sono le contrade scosse dal «Vento Largo» di Francesco Biamonti. Qui ogni borgo offre al viandante un piatto e una leggenda. A Dolceacqua, la michetta è un pane dolce dalla forma del sesso femminile che rimanda allo jus primae noctis un tempo esercitato con ferocia dal castellano . Finché una giovane sposa si ribellò a questa atroce imposizione e preparò questo dolce offrendolo, come simbolo della propria verginità, al nobile. Lui non la prese bene e la mandò a morire di fame e di sete nelle segrete del castello. Ma il suo sacrificio non fu inutile. Altre fanciulle, però, seguirono il suo esempio e quell’osceno «diritto» venne abbandonato. Un paese, un piatto, una storia. Li potrete scoprire

in questo weekend, saltando di costa in costa, magari a piedi seguendo una creuza de ma, uno dei sentieri suonati, tra profumi mediterranei, da Fabrizio De André nel suo album

tutto in «zeneise». Domani su queste strade si svolgerà la «Ronde del Rossese», il rally tra vigne e ulivi. E in ogni borgo degustazioni, assaggi, prima di tutto di vino e olio. A Castel-

La ricetta

Stufatino di capra con i fagioli di Delio Viale*

Ingredienti: spalla di capra 4 kg; 3 cipolle; 4/5 spicchi d'aglio; ½ porro; 1 carota; timo, rosmarino, alloro, salvia; 1 litro di Vermentino; 1 peperoncino piccolo; 1 kg di fagioli bianchi di Pigna secchi. Preparazione: la sera prima mettere a mollo i fagioli in acqua tiepida. Disossare la spalla di capra, eliminare buona parte del grasso e tagliare la carne a tocchetti. Far stufare la carne in una casseruola di coccio coperta a fuoco dolce in modo che «dia l’acqua». Eliminare l’acqua dalla carne, aggiungere olio d’oliva e peperoncino e soffriggere. Unire le cipolle ed il porro affettati, l’aglio, la carota a dadini e il mazzetto di aromi. Continuare a soffriggere sino a che le verdure siano appassite. Sfumare con il Vermentino e lasciare asciugare molto bene rimestando spesso e staccando dalla casseruola il fondo di cottura. Continuare la cottura a fuoco dolce, coprendo con il coperchio aggiungendo acqua calda quando lo stufatino si attacca al fondo della casseruola; non deve bollire, ma sobbollire nel sugo. Dopo circa tre ore e mezza scolare i fagioli dall’acqua e incorporarli allo stufatino, continuare la cottura sino a che i fagioli sono cotti. Tempo di cottura: 4 ore e mezza. * ristorante Da Delio, Apricale

vittorio il turtun, torta di erbe spontanee cotta nel forno a legna; a Perinaldo il carciofo violetto; a Isolabona le Cubaite, ostie che racchiudono nocciole cotte nel miele e vengono preparate con una specie di tenagliona ormai introvabile chiamata «i fari pe e nage». A Pigna (oltre alle Terme, per un altro tipo di ristoro) il fagiolo bianco che ritrovo nello stufatino di capra di Delio ad Apricale insieme con l’insalata di stoccafisso, pomodori secchi, basilico e pinoli; i ravioli di di preboggion e priscinseua alla crema delicata di zucchine; la tometta di capra in crosta d’olio extravergine d’oliva; il tortino al Rossese di Dolceacqua. Dalle sale di Delio faccio viaggiare lo sguardo, che sale verso i monti e scende a valle, abbracciando questa Liguria d’entroterra, così speciale, così diversa. Stretta ma ricca, arroccata ma ospitale. Gustosa, infine, l’aggettivo che più descrive quello che provo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

Abitare Le idee

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Io sono stata molto felice con le mie case; ma una casa, in realtà, non è niente più della gente che la abita Nancy Reagan Al cinema

In America e in Italia Due ragazze affacciate all’uscio Qui sopra il servizio apparso sul «New York Times» che racconta la storia di Michelle della Vega, a Seattle. A fianco, Clara Guerrieri ieri nella sua casa di Milano (foto Raso/Lapresse): «Ora tutti corteggiano il mio appartamento»

Trasformazioni Locali creativi ma anche hotel di lusso: nasce un nuovo stile metropolitano

Gli spazi «ibridi»

Noi che viviamo rasoterra Da negozi ad appartamenti, i vantaggi delle case «da marciapiede»

I

l fascino del passo-carraio. Driveway-appeal, la chiama il New York Times. Quella nuova moda di ristrutturare, arredare e vivere il vecchio garage. La rimessa in legno americana, dove Clint Eastwood custodiva la sua Gran Torino, vive una nuova epoca. Fuori le macchine, dentro le persone. Per risparmiare e scombinare i modelli pre-confezionati. «Quando ho divorziato avevo 200 mila dollari in tasca, con quelli ho comperato il garage dove vivo», racconta Michelle Della Vega, che a Seattle ha ridato vita a un vecchio spazio dismesso, riutilizzando viti, bulloni e quelli oggetti da bricoleur che alloggiano in un garage. È il piacere di modificare «le regole del tramonto degli oggetti», spiega l’artista Alberto Mugnaini, che a Milano ha trasformato un’ex rimessa per autocarri in un loft di 145 metri quadrati, uno dei tanti spazi dismessi oggi riutilizzati come abitazioni anche in Italia. Garage, depositi, magazzini e negozi. Come la vecchia maglieria ristrutturata due anni fa a Milano dall’architetto Roberto De Concini. A un’asta giudiziaria ha comperato l’immobile in disuso e con 50 mila euro di lavori l’ha trasformato in uno studio-abitazione dove ha conservato i soffitti «ricamati», le nicchie e una parte della vecchia saracinesca, convertita in un finestrone fronte strada. «È stato possibile grazie al regolamento edilizio che consente la variazione della destinazione d’uso. Oggi il valo-

Palazzi d’Italia

Il regolamento Destinazione d’uso Per favorire il miglioramento dell’arredo urbano, Comuni come Milano adottano misure necessarie per garantire innovazione e commistione funzionale negli edifici. È consentita la modifica della destinazione d’uso con la sostituzione, anche con opere edilizie, di un’attività con altra

re commerciale dell’immobile è due volte maggiore, un ottimo investimento». Nelle agenzie di intermediazione immobiliare il fenomeno è studiato (e assecondato) già da tempo. «La pratica di trasformare negozi e garage è favorita dalla semplicità di effettuare il cambio di destinazione d’uso e dai costi di trasformazione irrisori», spiega Raoul Ravara dell’Italia Real Estate. «Sono spazi che difettano di alcuni requisiti, come l’impianto di riscaldamento e i sanitari: questo consente di

praticare prezzi anche fino al 30 per cento inferiori rispetto alle abitazioni normali». L’ «ibridazione degli spazi» fa da filo conduttore anche al progetto dell’architetto Simone Micheli, che a Milano ha creato l’hotel Town House Street, con magazzini e garage convertiti in camere d’albergo. «L’idea è di riqualificare gli spazi depauperati, visto che i negozi chiudono e le abitazioni mancano», dice Micheli. «Io stesso a Firenze abito in una vecchia tessitura: sono luoghi di fascino, pieni di

L’altezza dei locali Non deve essere minore a 2,70 metri. L’alloggio non può avere dimensioni inferiori ai 30 metri quadrati. La dimensione è espressa in mq di superficie lorda di pavimento. Gli alloggi devono essere dotati almeno di uno spazio cottura e di un servizio igienico L’aerazione Per le unità immobiliari da 70 mq in su deve essere garantito il riscontro d’aria. In assenza dell’aerazione naturale è ammessa quella forzata con sistemi permanenti. La luce diurna deve essere naturale e diretta. L’altezza sotto ai soppalchi non deve essere minore a 2,10 m.

sintonia con i modelli mentali di una borghesia sempre vissuta all’ombra di quartieri tranquilli, silenziosi. Mi piace poi pensare che la casa in cui abito sia carica di storia, o meglio di «storie», forse di segreti. Quando stilai il contratto di acquisto, seppi dal

L’estetica di classe Pietra, ferro battuto e dialogo con grandi alberi neIl’edificio milanese in cui abita Elisabetta Sgarbi, qui visto da via Ceradini

Michela Proietti

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di Carlo Contesso

Per la composizione delle piante o il fai-da-te o un vero esperto

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Prima e dopo La casa di Roberto De Concini, ricavata a Milano da un negozio: a sinistra la vecchia saracinesca trasformata in finestrone (destra, foto Lapresse)

A Milano, una facciata borghese primo Novecento

er me che vedo spontaneamente in una casa quasi la scenografia di un film ricco di storie, di fatti, di aneddoti, la mia abitazione milanese di via Ceradini è terreno fertile per svariate scorribande dell’immaginazione. Prima di tutto, quelle, diciamo così, «strutturali». Una casa-quadrilatero, delimitata da Corso Plebisciti e via Carlo Goldoni, a un passo dalla grande arteria di Viale dei Mille: uno dei cuori pulsanti della nostra città, anzi della vecchia Milano, quella che cresce intorno a Città Studi. È una casa, la mia, che richiama una Milano del primo Novecento, quando era d’obbligo pensare ad abitazioni geometricamente regolari con una loro ben visibile dignità estetica. Una conformazione ideale, in

risorse espressive. Le regole per la conversione non sono uguali in tutta Italia, ognuno ha le proprie, ma l’importante è rispettare i coefficienti di aero-illuminazione». Calda, divertente, senza «arie da architetto». Clara Guerrieri definisce così la sua casa rasoterra. «Era un garage che otto anni fa ho trasformato in abitazione. Non lo voleva nessuno, costava 120 milioni, oggi potrei rivenderlo a 500 mila euro... ci sto pensando seriamente».

Flashdance Jennifer Beals, nelle pellicola di Adrian Lyne (1983), interpreta Alex, una ragazza di 18 anni che lavora come operaia di giorno e come ballerina in un locale di notte: vive a Pittsburgh in un magazzino dismesso con il suo pitbull Grunt

Dietro il giardino

di Elisabetta Sgarbi

Le storie letterarie di un edificio-quadrilatero

P

Happy Family Nel film corale di Gabriele Salvatores, attualmente sul grande schermo, ambientato Fabio De Luigi è Ezio, uno scrittore milanese che vive in un ex deposito trasformato in un’abitazione alla moda dove crea il racconto di due microcosmi familiari che si intrecciano.

notaio che fra i proprietari del passato vi era anche un certo Gadda. Un parente di Carlo Emilio, forse? Non importa il dato reale, ovviamente: basta un nome per scatenare la fantasia in ogni direzione. E poi penso allo scultore Enrico Mazzolani, ge-

niale artefice di donne armoniose in maiolica e ceramica smaltata: nel 1918 trovò ospitalità presso un amico fabbro proprio in Corso Plebisciti. Chi può dire che le case non parlino? La mia, con quei balconi di ferro battuto e di pietra, intervallati da preziosi stucchi a distanza regolare, con i piccoli giardini che scorgo su un suo lato e che immagino teatro di giochi infantili, invita a seguire le tracce del tempo. Come dice Roberto Peregalli nel suo «I luoghi e la polvere», i segni che si depositano su ogni edificio parlano di noi e di altri come noi. Le case ci ispirano con le stesse modalità dell’opera d’arte che si fa tra le mani dell’artista. Credo che ci vorrebbe davvero un nuovo Gadda per regalarci, a partire da queste sfumature, una «cognizione» inedita della città. © RIPRODUZIONE RISERVATA

uesta è la settimana del sta di giardini non ha il riconoChelsea Flower Show, il scimento professionale che ha più rinomato evento orti- all'estero. Allo stesso tempo, colturale al mondo. Tra le pri- vivai e garden center offrono me recensioni, colpisce il com- prestazioni progettuali a buon mento di Tom Turner, paesag- prezzo. Ora, creare un giardino è un gista e storico inglese. Discutendo il come vengano giudi- percorso pieno di soddisfaziocati i giardini esposti, scrive: ni, naturalmente punteggiato «Tutti i giudici dovrebbero es- da qualche capitombolo. Se desere critici di design; come cidiamo di farlo da soli abbracnon vorrei che il premio Pulit- ciamo i nostri errori e godiazer fosse assegnato da tipogra- mo dei nostri successi, col fi (…), non ci dovrebbero esse- tempo avremo un giardino re costruttori o orticoltori tra i giudici a meno che non siano anche buoni critici di design». Non potremmo essere più d'accordo; un giardino non è solo un insieme di piante, ma la sua struttura, composizione e dettaglio sono altrettanto importanti. Quella individuata da Turner è la ragione per cui Criticato Una proposta al Chelsea anche nel tempio Flower Show, in svolgimento a Londra del giardinaggio passano creazioni che sono, che rispecchia la nostra persoprogettualmente, un disastro. nalità e le condizioni del luoE giudici o organizzatori non go. Ma se ci affidiamo ad altri, qualificati sono il motivo per scegliamo un professionista cui manifestazioni simili, an- qualificato. Che sappia gioche se d'altra levatura, fallisco- strar forme, colori e materiali, no e scompaiono. È un pecca- e lo faccia in maniera ecologito: lì troviamo spunti nuovi, camente sostenibile. D'altronpiante rare e tanto altro che de per un intervento al cuore ci affideremmo a un cardiochinutre la nostra passione. Il discorso può esser svilup- r u r g o , o a u n d e n t i s t a ? carlocontesso@yahoo.com pato oltre. In Italia, il progetti-

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Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

Abitare Questa è la mia casa Jonathan Zebina A Torino, dal calciatore della Juve

Sportivi domestici

Libri e arte moderna Nella mia dimora non gioco in difesa

È

in cima alle scale. Sottile, più di quello che appare da lontano, dalle tribune di uno stadio o attraverso le immagini televisive. Diverso. Perché qui nella sua casa, Jonathan Zebina può essere sia il calciatore, difensore genio e sregolatezza, nemico pubblico numero 1 dei tifosi della Juventus, ma anche il gallerista, l’uomo colto e raffinato che prepara un ottimo caffè per gli ospiti in un palazzotto in mezzo al verde in un quartiere esclusivo di Torino, tra giochi di bambini («il rumore non mi infastidisce e ogni tanto mi affaccio alla finestra, ma sto poco, perché fa un po’ pedofilo») e ovattato clima sabaudo. Jonathan Zebina abita questa bella casa, sistemata con l’aiuto dell’architetto Claudia Ferrero. Ci sono scultore e quadri di artisti africani fin dall’ingresso. «La casa è il luogo dove si ferma il tempo, quando torno qui dev’essere tutto come dico io, dove dico io. Tutto quello che vede l’ho messo io in un modo preciso. La casa è sempre stata il mio desiderio più grande. Lo so, avere una bella casa è una necessità per tutti, ma per me è stato di più, la sintesi tra quello che amo e che voglio». Ma per un calciatore la casa è qualcosa di precario, come il mestiere che fa, un luogo di passaggio, c’è chi, addirittura, preferisce stabilirsi mesi e mesi in un albergo. «In effetti, questa è la prima e ultima casa in affitto dove mi sono impegnato come se fosse casa mia, perché ne avevo bisogno. Non sembra una casa affittata, infatti la gente entra e mi dice: "Bella casa". "Sì, ma non è mia!" rispondo. Comunque quando torno c’è qualcosa che mi piace, che assomiglia a quello che voglio da una casa». Siamo nello studio-sala-buen retiro, su un divano in pelle, bello, scheggiato dalla vita. «È un Frau. L’ho scelto perché invecchia con te, dà il senso del vissuto e, un giorno, spero di vederci saltare dei bambini, proprio per dare un senso di continuità». Jonathan sa quello che vuole. Ha il suo gusto per gli oggetti. È curioso, un collo-

quio con lui non è a senso unico. Andata e ritorno. Chiede, è documentato sul suo interlocutore. Gli piace il racconto, in fondo queste sculture africane, questi quadri sono proprio questo, un racconto. «La prima cosa di mio che ho messo qui sono le pareti bianche. C’era un color giallino torinese, una specie di crema... Mamma mia. Ho aggiunto i mobili piano, piano. Poi cd, dvd e i libri. Compro molti libri, l’ho sempre fatto. All’inizio non li leggevo, però continuavo ad acquistarli. Li sfogliavo, li rimettevo sugli scaffali. Poi ho cominciato a leggerli. Ho fatto

«Mi piace classificare libri, quadri e tutti gli altri oggetti un po’ come sistemo l’armadio dei vestiti. Appena torno a casa mi rendo subito conto se qualcosa è stato spostato». È un uomo a 360 gradi e c’è anche il calcio, tra le sue emozioni. «È la passione meno ricercata e più naturale, ma il calcio giocato, non tutto il resto». Una passione ludica, divertimento. E le altre? «Passione per le arti visive, a

Passione «Questa è la prima e ultima casa in affitto dove mi sono impegnato come se fosse casa mia, perché ne avevo bisogno»

Africa pop Una delle numerose sculture africane della casa. In alto, la libreria con volumi di arte, design, fotografia

bene ad avere fiducia in me stesso anche se ho avuto sempre difficoltà di concentrazione. È come sul campo, se una cosa mi intriga, mi interessa, allora parto, ma se assomiglia a un dovere, mi fermo». Siamo circondati da libri d’arte, design, libri di fotografie, regali, acquisti a Parigi e a New York. «Le due città dove ho più la sensazione di essere me stesso». Poggiati su grandi leggii, che si guardano, due enormi volumi di foto, uno di Helmut Newton «Sumo», l’altro, regalo di un amico, sull’epopea di Mohammed Ali. «Meraviglioso».

Chi è Jonathan Zebina è nato a Parigi il 18 luglio del 1978. Ha giocato nel Cannes, nel Cagliari (1998-2000), nella Roma (2000-2004) e nella Juventus dal 2004 fino ad oggi. Il suo contratto con la società bianconera scade nel 2011. In carriera ha segnato 2 gol, uno con la Roma e uno con la Juve. Convocato più volte ha una sola presenza con la nazionale francese. Ha vinto uno scudetto con la Roma (2001) e due con la Juve (2005, 2006), poi revocati. Nel 2007 ha aperto nel cuore di Brera la galleria JZ Art Trading. È fidanzato con Chiara Tortorella.

Ritratti d’interni Il lungo corridoio, sopra Zebina fotografato davanti alla parte di quadretti di Bouabré, i due grandi dipinti sono di Moke. Foto Tardito/Lapresse

partire dal cinema. In Francia ero abituato ad andare al cinema da solo, certi giorni di pioggia ci stavo tutto il giorno. Quando ho provato a farlo a Roma mi hanno preso per matto. La passione per l’arte è un fatto di crescita. È come quando diventi adulto e comprendi che ti manca qualcosa. Così ho scoperto questa altra parte di me, una cosa che mi fa star bene». Il primo oggetto d’arte è stato un quadro di Armand. «Neanche importante». Adesso si interessa di arte africana, alle pareti ci sono due grandi quadri di Moke, un pittore di Kinshasa mentre sulla parete accanto si inseguono tanti piccoli quadretti di Frédéric Bruly Bouabré. «È un artista ivoriano di 87 anni, straordinario». Sugli artisti africani ha organizzato una promozione in una sala d’aste di Bruxelles con l’aiuto di André Magnin. «Ma non sono un commerciante, capace di vendere tutto, preferisco avere un riscontro da chi mi sta davanti». Ogni punto di questa casa è un dettaglio. «Tutto fa parte di un equilibrio. Il tempo che passo a casa è di qualità». Gli piace applicarsi. «Sono permaloso, mi innervosisce farmi cogliere impreparato». Gli piace la cucina dove c’è un bel tavolo di legno e un frigorifero a due ante veramente emozionante (per chi ama il genere). «Quando cerco un oggetto scelgo in fretta. E poi oggi ti offrono tutto di qualità. Il design è esploso. Anche all’Ikea puoi costruire una cucina meravigliosa. Questo luogo è importante, conviviale. Per me, nella casa che costruirò, sarà il centro di tutto. Amo il buon vino, la buona tavola, ma sono pigro». E la città? Torino gli piace, ma sta pensando di vivere a Milano, nel futuro. Anche se. «Anche se dal punto di vista architettonico non è quello che volevo. C’è poco verde, almeno per le mie aspettative. Ho sempre sognato una città che offrisse il meglio dell’attualità e un bel pezzo di verde. Ho scoperto Monaco di Baviera, che è un po’ come Torino, a misura d’uomo. Ma ora i miei punti di riferimento sono qua. Nella mia immaginazione c’era una città come Verona o Como, vicino al Lago. Non so, vediamo, credo molto nel destino».

Roberto Perrone © RIPRODUZIONE RISERVATA

Debutti Dario Fo ha creato due oggetti di arredamento: «Sono un architetto mancato»

«Il mio monologo (con un tavolo) nel design»

D

al genio istrionico di Dario Fo c’è da aspettarsi di tutto: anche un esordio come interior designer. Che il premio Nobel per la letteratura abbia disegnato un tavolo e un tappeto (presentati da Cleto Munari nello spazio Stile di Ezio Ramera, a Brescia) non è così strano, perché Fo ha una formazione artistica di tutto rispetto: «Ho frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera e ho studiato architettura al Politecnico: il design è dentro la logica di chi fa pittura», commenta. «Io poi sono un architetto mancato perché ho piantato tutto a pochi esami dalla laurea, però ho imparato che c’è un rapporto stretto tra oggetti e spazio». Quanto incide l’arredamento sulla scena? «L’oggetto sce-

nico è importante al pari di un personaggio. Ci sono degli oggetti che se li azzecchi sono determinanti allo svolgimento della pièce. Ricordo un letto in "Quasi per caso, una donna: Elisabetta", che era la chiave di tutta l’azione». L’idea di farlo cimentare nel design è di Munari, che lo ha coinvolto. «Però non è che gli abbia dato solo i disegni e fine. Cleto me li ha fatti elaborare, mi ha fatto intervenire sulle scelte cromatiche. È un’esperienza che mi ha dato gioia e piacere, perché questi oggetti li ho disegnati per divertimento, non per soldi». Un personaggio poliedrico, Cleto Munari, 40 anni di attività, amico di Carlo Scarpa, produttore di argenti, posate, gioielli, orologi, che sono in 120

Con Cleto Munari Dario Fo ha creato per il produttore un tavolo (a sinistra) e un tappeto che si ispirano a «Johan Padan»

Legami «Per un piano di cristallo ho pensato a figure decorative che mi riportano agli anni di Brera»

musei del mondo. Uno che — tanto per intenderci — ha rincorso per anni i premi Nobel in tutto il mondo per farsi disegnare una collezione di penne stilografiche. Certo, non si tratta di «design for all». «Ah sì, un certo design è carissimo —

ammette Fo —. Bisognerebbe rendere questi pezzi più accessibili, ma Cleto fa cose preziose da collezione». Il tavolo di Fo ha una forma rigorosa, alleggerita sul piano di cristallo da un bordo di figure, le stesse che decorano il tappeto, anno-

dato a mano in Anatolia: «Questo elemento decorativo risale a quando frequentavo Brera e i grandi artisti, De Chirico, Savinio, Tadini, Pomodoro, Alik Cavaliere — spiega —. Sono illustrazioni legate a "Johan Padan a la descoverta de le Ame-

riche", un testo messo in scena anni fa». Perché ha disegnato un tavolo, non una sedia ? «Nella casa dove sono cresciuto ricordo che c'era un tavolo di legno enorme, pesante, con la base ad arco e due colonne tonde come gambe. Un bel tavolo, ce l’ho ancora, è a casa di Jacopo». Parla con nostalgia della struttura di quella casa, in riva al lago Maggiore: «A parte il bizzarro colore rosso, la facciata era decorata con delle metope in cotto e delle strisce orizzontali che scandivano i piani. Aveva una torre a fianco, paradossale, che dava un valore alla struttura. I bagni erano uno per ogni piano. L’hanno buttata giù per una speculazione: non ci sono più tornato. Lì si è svolta parte della mia vita e mi fa malinconia sapere che la mia casa non esiste più».

Alessandra Burigana © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

Moda I protagonisti

A mano Artigiani confezionano un baule. Sotto a destra, bauletto per il picnic

Quelli che sperimentano

La storia Inizio ’900 ad Asnières. A sinistra la chiave di un bagaglio: l’archivio dell’azienda conserva tutte le combinazioni

L’

uomo che ha fatto viaggiare di tutto — preziosi Stradivari, calici in vetro soffiato di Venezia, collezioni di orologi, interi guardaroba, senza che mai si rompesse nulla — si è arreso di fronte ad una cosa sola: l’acqua. «Non c’è verso, anche quando ho realizzato il bagaglio-doccia (una sciccosissima doccia da campo) ho dovuto rassegnarmi: l’acqua non sono riuscito a metterla nel baule, neppure congelata». Tutto ciò che porta impresso il monogramma LV e ha un’anima in legno, piccolo o grande che sia, Louis Vuitton lo realizza a mano nell’atelier di Asnières, fuori Parigi. Dal beauty case rigido, che per tante è ancora una sorta di status symbol — un «regalo di maturità» quando la maturità è ormai passata e in tasca ci sono i soldi per comprarselo — al tradizionale baule da viaggio, che in pochi possono permettersi di usare nonostante qualcuno cominci a parlare di un «ritorno» (soprattutto fra gli appassionati di auto d’epoca): ogni cosa nasce qui, nel laboratorio a due piani accanto all’antica casa di famiglia dei Vuitton, progettata dai fratelli Eiffel, decorazioni Art Decò. «La mia bisnonna è l’ultima ad aver abitato qui, poi la casa è diventata un luogo dove ricevere ospiti e clienti», dice Patrick-Louis Vuitton, un signore di mezza età che soffre più di ogni cosa le moderne restrizioni a cui vengono sottoposti i viaggiatori («non poter fumare la mia pipa in aereo: la trova una cosa ammissibile?»), quinta generazione da quel Louis, valigiaio, da cui a metà Ottocento partì tutto. Monsieur Patrick si occupa degli ordini speciali: parla con i clienti, cerca di interpretare le loro esigenze, schizza disegni e inventa nuovi bagagli. Fatto il progetto, gli artigiani di Asnières si mettono all’opera. Bagagli di lusso, s’intende. «Il lusso per me è l’utilizzo delle materie prime migliori», racconta, spiegando come i suoi clienti siano «esteti del viaggio», eccentrici a volte, personaggi a cui mettere la briglia perché non volino troppo alto con l’immaginazione:

Francia Nel laboratorio di Asnières, fuori Parigi. È la quinta generazione della griffe

Patrick, il Vuitton dei bauli «Il vero lusso è razionalità» L’uomo del fatto a mano: il valore è non far sgualcire le camicie «L’unica cosa che non riesco a far viaggiare è l’acqua»

In giardino Patrick-Louis Vuitton nel giardino della casa-laboratorio di Asnières, a Nord di Parigi

«Qui non facciamo stravaganze — dice Vuitton —. Se c’è una cosa su cui non ho mai ceduto è la razionalità dei bagagli. Se accetto un ordine speciale, questo deve poter volare da Parigi a Tokyo senza che nulla di ciò che contiene possa minimamente risentirne, senza che sulle camicie si formi neppure una piega. Razionalità ed efficienza sono le mie linee guida. Non tempesto una valigia di diamanti per dire che è lusso: costruisco, piuttosto, una custodia per un violino Stradivari così perfetta da non poter contenere nessun altro strumento al di fuori di quello per il quale è stata progettata. Ovvio che, in un involucro di quel tipo, il violino sia assolutamente al sicuro».

Trecentocinquanta gli ordini speciali che l’atelier di Asnières riesce ad evadere all’anno, a cui vanno aggiunti i bauli. I materiali, nel corso del tempo, sono cambiati poco: legno, tela, cuoio. «Molti fra i nuovi materiali non raggiungono gli standard di qualità a cui puntiamo. Le fibre di carbonio, per esempio: le abbiamo studiate e testate per i bagagli rigidi, vista la loro leggerezza e resistenza, ma poi siamo tornati al legno, che si è rivelato imbattibile. Le innovazioni nei materiali sono per lo più invisibili: riguardano piccoli elementi delle parti interne del bagaglio, quella che io chiamo "la parte segreta"». Il vento animalista, qui, non sem-

ta la cifra di molti stilisti. L’Accademia ha premiato Prada «non soltanto per i risultati raggiunti nella carriera professionale, ma anche per il suo eccezionale contributo come promotrice delle arti e della cultura e come co-fondatrice della Fondazione Prada». A premiarla è stato Robert Storr, preside della Scool of Art della Yale University e già curatore alla Biennale di Venezia, che deve aver particolarmente apprezzato il sostegno di Prada a progetti di artisti come Anish Kapoor, Sam Taylor-Wood, Carsten Höller, Steve McQueen. Cerimonia nella seicentesca Vila Aurelia, a Roma. La serata è servita a raccogliere fondi per programmi di scambio e borse di studio per giovani artisti. Oltre 360 gli ospiti del party che è seguito: dal sindaco Alemanno a Larry Gagosian, da Zaha Hadid a Francesco Vezzoli.

mano a tutti i costi, anche se ad Asnières di macchine se ne vedono poche. «Puntare alla massima qualità significa capire cosa è meglio fare con cosa: sulle cuciture lunghe, ripetitive, la mano dell’uomo è meno affidabile della macchina, ma ogni volta che c’è un lavoro di precisione, una rifinitura, lì è d’obbligo la manualità e la sensibilità per i materiali dell’artigiano». L’avessero consultato, forse l’azienda non sarebbe scivolata sulla pubblicità di una artigiana (bella come una modella) che cuce a mano il manico di una borsa: per quella foto — riferisce il Daily Mail — in Inghilterra la Louis Vuitton è stata messa in croce dato che nella realtà, a realizzare proprio quel pezzo, ci penserebbe un ago meccanico. Dal 1989, la Louis Vuitton fa capo al gruppo Lvmh, leader mondiale dei prodotti di lusso. Un Vuitton, però, è ancora al timone della barca. In fondo, la sua teoria è che proprio qui stia il segreto del successo dell’azienda. Cita Goyard, l’altra griffe storica della valigeria francese: «Alla fine degli Anni ’90 ha venduto e nessuno della famiglia è rimasto in azienda», lasciando intendere che, con la vecchia proprietà, se n’è andata anche una bella fetta di quello che i francesi chiamano il «savoir faire» (ma fra la Louis Vuitton e Goyard la ruggine è così antica e radicata da far sorgere dubbi sulla serenità del giudizio). E il rapporto con Marc Jacobs, lo stilista delle linee moda di Louis Vuitton? Una foto sul tavolino in cristallo, nella vecchia casa di famiglia, ritrae i due intenti a lavorare insieme: ad Asnières, del resto, si realizzano tutti i prototipi delle borse che Jacobs porta in passerella. Si sente una stilista, monsieur Vuitton? «Più che uno stilista, un architetto. Fra quello che facciamo a mano noi qui e il lavoro di Jacobs il legame è stretto, quasi che una parte non possa vivere senza l’altra. I clienti trovano molto rassicurante questo melange». La sua fonte di ispirazione? «Il modo di viaggiare dei giovani, il modo in cui i bagagli vengono manipolati. E la tecnologia: per un cliente cinese che aveva necessità di vedere la tv in qualunque parte del mondo e di bere ovunque un buon caffè ho creato un baule con pannelli solari che alimentano la tv e fanno funzionare la macchina del caffè, senza bisogno di altra energia». Voleva fare il veterinario, racconta, invece sono 37 anni che costruisce valigie: «È stata mia nonna a convincermi a lavorare qui — chiude —. Questo rispondo a chi accusa la nostra discendenza di essere tutta al maschile: ecco quanto pesano le donne nella nostra famiglia».

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Daniela Monti

bra mai arrivato: «Abbiamo sempre utilizzato la pelle e continueremo a farlo», dice Vuitton. Spesso sono i clienti a proporre il materiale con cui fabbricare borse e bauli, «per esempio la pelle di un elefante da loro stessi cacciato in Africa — spiega, inimicandosi gli amici degli animali una volta per tutte —. Noi la testiamo e, se non risponde ai nostri requisiti, diciamo no». Non ha il mito del fatto a

I progetti del marchio

Da Milano a Napoli: i negozi nuovi «Mi sento anche un po’ italiano», dice Yves Carcelle, presidente e Ceo di Louis Vuitton, presentando, ieri a Milano, la nuova zona Sud Europa con cui la maison francese intende rafforzare la propria presenza dal Portogallo all’India, cioè nei 15 Paesi che rientrano nella neonata divisione. Sede a Milano, la zona Sud Europa coordinerà distribuzione, finanza, marketing e gestione di 59 negozi. Fra i progetti in Italia: l’ampliamento dei negozi di Napoli e Verona e, nel 2011, di Milano e Roma.

L’iniziativa

Il premio & il party

Il vintage chic Torna «Convivio», lo shopping solidale (con la lotteria)

L’

abito Francesco Scognamiglio indossato da Lady Gaga, il cappotto Gaetano Navarra sfoggiato da Alanis Morissette nel videoclip «Everything», il vestito di Madonna alla «prima» del film Revolver e quello di Beyonce alla cerimonia del Naacp Award. Il vintage delle star, superscontato, si trova a Convivio, il più importante appuntamento di Charity e Fashion, «esempio unico di cui andare fieri» sottolinea Franca Sozzani, trait d’union tra le griffe e Convivio che festeggia la decima edizione sfidando la crisi. Perché quello che si vede al mercatone benefico — in

Storico Il baule-letto realizzato nel 1868 per la spedizione in Congo di Pierre Savorgnan de Brazza, noto come «baule Brazza»

scena a FieraMilanocity dall’11 al 15 giugno — viene interamente donato dagli stilisti e il ricavato della vendita, al 50% del costo, devoluto alla Anlaids Lombardia (Associazione nazionale per la lotta all'Aids). Creato nel 1992 su iniziativa di Gianni Versace che seppe coinvolgere Giorgio Armani, Valentino e Gianfranco Ferré — alleanza inedita in un mondo individualista — con l'unico scopo di raccogliere fondi per la lotta all'Aids, Convivio è passato dai 32 marchi della prima edizione ai 135 del 2008 con 250 mila articoli in vendita, 800 volontari coinvolti e 2.460.000 euro incassati. La novità di Convivio 2010, che ha come testimonial Maria Grazia Cucinotta e Francesco Facchinetti, è la lotteria: con una donazione minima di 10 euro si può partecipare all’estrazione di un tv Sansung 3D Led (valore 5.000 euro), un orologio Chopard (13 mila euro), un weekend a Parigi offerto da Citroën e molto altro.

M.T.V. Cucinotta

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Da Gagosian a Vezzoli In 360 a Villa Aurelia per il «McKim» a Miuccia Prada

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rima di lei c’erano stati Umberto Eco, Franco Zeffirelli, Renzo Piano, Ennio Morricone. Mai una stilista, fino a mercoledì scorso quando il premio McKim 2010, assegnato dall’American Academy in Rome a chi si è distinto per aver imboccato strade alternative di «contaminazione» fra arti, studi, lingue e culture, è andato a Miuccia Prada. Creatrice di moda, ma anche pioniera di quello stretto rapporto fra moda e arte che oggi è diventa-

Prada e Robert Storr

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Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

Moda Cabina Armadio

Da uomo Da sinistra, i sandali azzurri di Santoni, l’infradito intrecciata Emporio Armani e Bally

Le regole L’infradito è ammesso solo se si svolge una professione «creativa». Uomo, vietati in città

Giochi di stile

Nuovi sandali, quando metterli? Quelli «gioiello» mai in ufficio. Sì al plateau ma con pantaloni maschili

M

a esiste un bon ton del sandalo? Quando e come vanno portate le calzature che molti considerano un simbolo estremo di seduzione? Lo stile non è acqua e negli showroom di Boffi i piedi delle commesse non si possono scoprire: è la regola. Se una di loro si presenta con le ciabattine infradito, viene apostrofata con ferma delicatezza: «Si va al mare?». Il piede è da sempre oggetto di culto, ma oggi viene «celebrato» con sandali «Foot fetishes», come sottolinea Vogue America. Perfino una rivoluzionaria come Coco Chanel, al piede nudo, preferì una via di mezzo, lasciando la punta coperta e il tallone libero, cinturino a parte. Poi anche in Europa arrivò la moda delle americane, capaci — sognando la California — di portare sandali anche d’inverno. E gli stilisti si sono scatenati, divertendosi perversamente a innalzare le donne in bilico su veri oggetti di tortura. Un successo se le modelle caracollano rovinosamente in passerella e poi finiscono su YouTube. Guardare il passo delle donne è la suprema passione di Tommy Ton, che cattura per strada i tacchi più stravaganti dei nuovi sandali per il suo blog di moda Jak & Jil. Come quelli metallici di Dior che riproducono la figura della dea della fertilità. O quelli tribali di Louis Vuitton, rubati alle donne sioux: pieni di corde, piume, pietre, ma col tacco vertiginosamente alto. E allora? «Il sandalo si può indossare sempre, se chi lo porta lo fa con classe ed eleganza», risponde René Caovilla, mago dell’accessorio artistico già dagli anni 70 quando siglò la collaborazione con Valentino Garavani. Per l’estate ha adornato le dita dei piedi con una rosa

purpurea issata su tacco in metallo con spina. «Fondamentale è che i piedi siano sempre curatissimi!», avverte Bruno Frisoni, art director di Roger Viver, leggendario marchio degli stiletti. Caovilla sdogana i sandali-gioiello persino in ufficio: «Vanno bene per tutto, abbelliscono la donna, la fanno sognare. Da portare con un tailleur o da sdrammatizzare con un paio di jeans». «Alla scrivania, però, un sandalo metallizzato sarà sempre preferibile a uno con brillanti o pietre preziose», interviene Frisoni, fan del sandalo portato con la calza «un look molto fashion». Ma sono i plateau, i sandali dell'esta-

te 2010, perfetti per rappresentare il gioco della seduzione: sentimento e razionalità, soggezione e autorità. «Hanno la tomaia plateau fino a 4 centimetri e mezzo per permettere alla donna di innalzarsi di 14 cm e camminare con la sensazione di stare su un tacco 9 e mezzo, grazie a trucchi di alta ingegneria di equilibrio — spiega Cesare Casadei. Ritenuti per lungo tempo eccessivi, oggi sono perfetti con un pantalone maschile». Diego Dolcini per il pantalone preferisce il «sandalo basso, nudo, in moda da creare contrasto con l’eleganza formale, mentre il tronchetto coprente rende sensuale e contemporanea la

Gioiello

1

I tacchi Frisoni: «Con lo short o un abito corto sono sempre da preferire alla scarpa» Caovilla: «Anche basso è sexy»

gonna al ginocchio». E l’infradito, che rimanda alla schiava? «È un po’ troppo, meglio il sandalo fasciante», riflette Giuseppe Santoni, sostenitore delle decolleté, magari spuntate, per le occasioni importanti. «Rendono più eleganti qualsiasi serata — conferma Frisoni —, ma con gli short o un abito corto, ci va il sandalo, mai una scarpa. L’infradito è di base un pezzo casual da portare con jeans nel tempo libero, con deroghe se il lavoro è creativo». Dissente Caovilla: «No, le infradito sono perfette a qualsiasi ora del giorno: adornano l'arco del piede, la parte più bella. Per chi può permet-

Maria Teresa Veneziani © RIPRODUZIONE RISERVATA

Infradito

Plateau

3

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Jessica Alba Con l’abito bianco «impero» l’attrice 29enne indossa un sandalo Casadei in vernice nera con elastici incrociati al «7th Annual Global Green Usa Pre Oscar Party

terselo, un sandalo basso può essere sexy ed elegante quanto un sandalo tacco 12». Le valchirie sono avvertite. E per l’uomo? Massimiliano Giornetti direttore creativo di Ferragamo disegna anche sandali maschili ma non ha dubbi: «Calzarli in ufficio sarebbe di cattivo gusto. Soprattutto reputo che non sia per niente moderno: il sandalo è perfetto per un pomeriggio al mare, il tempo libero, superchic di pelle intrecciata marrone su un bel piede curato e abbronzato. Abbinato a un pantalone in lino chiaro per una calda serata».

L’immancabile infradito: anche quest’anno è uno dei sandali più di moda. E se non è infradito, è basso o ultrapiatto. Sotto, Catherine Zeta Jones chic con abito corto monospalle e sandalo infradito

Milla Jovovich sul red Carpet a Cannes con un sandalo con plateau color «nude» tacco 12 di Sergio Rossi. Quello con plateau è uno dei sandali dell’estate Prada Sandalo basso in plexy e nastro in canvas Giuseppe Zanotti Cristalli per l’inverno

Roger Vivier in pelle con dettaglio corallo Paciotti (sopra) e Diego Rossetti

Errori e orrori

L’estate ciabattona

Diego Dolcini origami in pelle lamé

Jimmy Choo Brillano i sandali color antracite

di GIUSI FERRÈ

C

he stagione ciabattona, l’estate. Infradito, sandali alla schiava, capresi come su una spiaggia, anche se ci si sta annoiando alla fermata del tram. Sdoganati, come si usa dire, da divi e divine, al primo raggio di sole le scarpe chiuse vengono relegate in fondo all’armadio, quasi fossero un attentato alla libertà e al diritto di stare comodi. A parte che quella della comodità è una tesi tutta da dimostrare, camminando praticamente a contatto dell’asfalto, la continua visione di piedi è fastidiosa e per niente sexy. Nel suo brillante «Guida all’eleganza» (Mondadori) Geneviève Antoine Dariaux, che fu per molti anni la direttrice della Maison Ricci, scrive che con scarpe simili «in una affollata strada cittadina senza dubbio qualcuno vi salirebbe sulle dita. Le scarpe con le dita scoperte erano di gran moda negli anni Quaranta, ma da allora il pendolo della moda ha oscillato pesantemente verso le scarpe chiuse, più o meno scollate, secondo uno stile che è sempre stato e probabilmente rimarrà sempre il miglior compagno di un abito da città». Il famoso pendolo ha oggi riportato in primo piano un piede sempre più svestito. Se è molto bello, levigato e impeccabile, non negatevi questo ministrip. Ma soltanto di sera o in vacanza. In attesa che finalmente torni l’autunno.

René Caovilla Rosa in seta con gambo

Cose dell’altro mondo

Sui binari del trend di Matteo Persivale

Pasticcini da té firmati per il «prêt-à-portea» E la boutique di Chelsea diventa una gelateria

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na boutique elegante di Chelsea non è esattamente il primo posto nel quale verrebbe in mente di andare a comprare il gelato in un tiepido pomeriggio londinese. Eppure Anya Hindmarch, designer di borse e accessori — che piacciono sia a Kate Moss e Sienna Miller sia alla signora Thatcher — ha in questi giorni ospitato nella sua boutique a Sloane Street, nel cuore di Chelsea, una rivendita di gelati. Un inedito «pop up store»

Pasticcini Al Berkeley

di Gian Luigi Paracchini

a alto quoziente di humour, come le creazioni della signora Hindmarch (basta pensare alle sue borse di tela con la scritta «I’m Not A Plastic Bag», «non sono una borsa di plastica», che scatenarono una febbre tra le «fashionistas» qualche estate fa). Questa sera il mini-banco del gelataio (in uniforme) verrà smantellato, riducendo i rischi di pericolose chiazze di vaniglia su borse costosissime. Ma c’è già pronta un’altra idea decisamente dolce: gli chef del Berkeley Hotel hanno ricreato una famosa borsa Hindmarch in versione pasticcino da té («tea», in inglese). Iniziativa, quella del Berkeley (che ha reso omaggio dolciario anche a creazioni di Paul Smith, Yves Saint Laurent, Christopher Kane, Jean Paul Gaultier, Jason Wu, Sonia Rykiel e Erdem) battezzato opportunamente «prêt à portea». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Camicia sbottonata e faccia assorta: il trasandato sexy del «principe di Persia»

«J

ake is love», recita lo striscione delle ammiratrici prima d’una serata piena di attrattive. Jake Gyllenhaal, 29 anni, attore, famiglia d’origine svedese cinematograficamente impegnata, già da qualche tempo spicca come uno dei sex symbol più ambiti e attivi. Ora però ha fatto il salto di quantità, esattamente come nei contratti di lavoro: per «Il principe di Persia», ispirato a un videogioco di duelli e voli da castelli, s’è preso un assegno più robusto che

per il venerato «Donnie Darko» e per il dibattuto «Brokeback Mountain». Pronipote del cacciatore di farfalle della Casa Reale di Svezia, anche Jake ama cacciare: ma senza retine. Durante il tour per l’ultimo film è stato accolto da striscioni innamorati ma pure da miriadi di foglietti (piccoli come farfalle) con nomi femminili e numero di cellulari. Su YouTube girano immagini di lui straordinariamente impegnato in croccante compagnia. Ecco perché in questa foto, mentre esce dal Claridges Hotel di Londra appare un po’ disfatto. Anche se, ammesso ce ne fosse bisogno, quella tendenza trasanda-sexy esplicitata da completo azzurro polvere (Burberry), giacca corta, pantalone liscio, camicia bianca sbottonata, pare abbia contribuito a gravarlo di ulteriori improrogabili impegni fuori dal programma ufficiale.

Jake Gyllanhaal

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Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

Guida al benessere Nuove fragranze

Addio ambra e Oriente. Le essenze riscoprono la semplicità dell’acqua e dei fiori

Al maschile

I segreti dell’euforia nei profumi per l’estate

Informale e sportivo con un tocco anni Sessanta

I

nomi esotici passano la mano. I bouquet cipriati, orientali e ambrati si fanno da parte. L’estate riscopre le note fresche e fiorite. Quest’anno con un particolare in più: un tocco euforizzante che regala benessere. Fragranze destinate a lasciare il segno o sparire nello spazio di una stagione. O a ritornare. Come Calyx Exhilarating Fragrance, creata nell’87 da Evelyn Lauder, che la divisione Aramis ripropone questa stagione. Per tutte, l’imperativo è regalarci uno stato d’animo gioioso. Merito delle «essenze della felicità» che Vanina Muracciole, esperta di profumi, individua in «menta, gelsomino, limone e tuberosa». Felicità costruita in laboratorio. Con note poco conosciute come la griffonia simplicifolia di Eau Ensoleillante di Clarins che, pare, stimola la serotonina, da cui dipendono equilibrio e buon umore. O semplicemente con l’essenza di limone di Calabria di Ô d’Azur di Lancome. In un giardino in cui soffia un insolito ottimi-

Stile Liberty Un manifesto del 1899 che reclamizza il nuovo profumo dei fratelli Sauzé di Parigi. Si tratta di una pubblicità d’autore: la firma è di Leopoldo Metlicovitz (1868-1944), illustratore e grafico triestino ideatore di marchi celebri come quello del Fernet Branca

All’aria aperta Jean Paul Guerlain: «Per creare le mie essenze mi ispiro alle emozioni che mi regala ogni giorno il mio giardino» smo il «naso» François Demachy ha tratto ispirazione per Miss Dior Chérie: Sofia Coppola che ha realizzato lo spot ha immaginato una ragazza che si muove in una Parigi di giardini mentre Brigitte Bardot canta: «Moi, je joue». Poi c’è Acqua di Gioia, l’ultima creazione di Giorgio Armani. Che racconta: «In questo momento abbiamo più bisogno di energia e di un certo ottimismo. Alla crisi degli ultimi tempi ho istintivamente reagito con idee creative che trasmettessero positività. Con questo profumo penso di aver dato una vera identità alla gioia, un’emozione che fa parte della nostra natura. E ho voluto darle anche carattere: credo che una forte personalità abbinata alla gioia possa rendere una donna irresistibile». Nuovo parole, con le quali hanno preso dimestichezza maestri profumieri e uomini di marketing. Adesso arrivano al pubblico. «Ed è qui — spiega Stefano Zecchi, ordinario di Estetica alla Statale di Milano — che la comunicazione conferma la qualità. Un creatore è sempre propositivo. Poi c’è la comunicazione, l’elemento vitale di un’idea, ma è il consumatore che decide se adottare la moda e farla diventare fenomeno». E alla base c’è sempre la natura. Perché, spiega Loc Dong, uno dei nasi che ha creato Acqua di Gioia, «gli ingredienti naturali sono indispensabili per

«Questo è il profumo che resta nella mente e nel cuore di chi sogna di tornare a trovarlo», spiega la creatrice di questa essenza unisex (nella foto) alle note di fico, pomodoro, viola e bergamotto, in vendita su www.lauratonatto.com e da Antò, ovviamente sulla spiaggia di Palmarola. (Rossella Burattino)

ricreare quest’atmosfera. Noi l’abbiamo trovata con la menta e il gelsomino d’acqua». E se gli alambicchi sono stati sostituiti da nuove tecniche le creazioni nascono sempre dalle emozioni del naso. Jean Paul Guerlain, erede della famosa dinastia di profumieri, dieci anni fa ha cominciato a creare la serie di Aqua Allegoria: «Emozioni — dice — che mi regala il mio giardino. Mi sono fatto coinvolgere dalla parola Allegoria e ho cercato di interpretarla dal punto di vista olfattivo come una celebrazione della natura, un omaggio a questa fonte di ispirazione inesauribile».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Giancarla Ghisi

La curiosità

Palmarola, l’isola messa in bottiglia Una storia? La può raccontare anche un profumo. Questa è quella di un uomo e della sua isola «odorosa» nell’arcipelago pontino. Il titolo: «Antò portami a Palmarola», il nuovo eau de parfum di Laura Tonatto. L’Antò in questione, Antonio Assante di Cupillo, vive in una piccola casetta sulla spiaggia di sassi bianchi di Cala del Francese, a Palmarola.

necessariamente in attività sportiva ma è piuttosto uno stato d'animo. Per GuccibyGucci Sport volevo catturare uno spirito di nonchalance ma non per questo meno seducente. Una fragranza intensa che evoca uno stato libero, allegro e informale». La maison fiorentina per il bouquet ha scelto il contrasto tra pompelmo, cardamomo, fico corso e frutti verdi. Mentre Dior che, nel 1968, ha rivoluzionato la profumeria maschile con l’aldeide di gelsomino fresco caratteristica di Eau Sauvage, adesso ripropone la versione Extreme che amplifica i contrasti ed esalta la mascolinità. Per la campagna pubblicitaria, il fascino virile di Alain Delon, fotografato nel 1966 a Saint Tropez.

G. Gh. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cesare, Catullo o Vespasiano L’ironia di Roma non fa sconti

Occasioni Musicista di strada raffigurato in un mosaico romano

Dolce Gelsomino e fiore d’arancio sono le note dolci scelte da Guerlain per Aqua Allegoria

Leggero Menta e gelsomino per il nuovo Acqua di Gioia di Armani

di Eva Cantarella

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Fresco Dall’essenza della scorza di limone Lancôme ha creato il suo Ô d’Azur

Giovane Miss Dior Chérie eau de toilette ai toni aciduli e freschi di arancia sanguigna

Vanitas

idere fa bene alla salute, anche i romani lo sapevano. Tutte le occasioni erano buone per divertirsi, per fare scherzi e dire battute, a volte in verità non poco pesanti per chi ne faceva le spese. Ma la cultura romana, sotto questo aspetto, era molto più permissiva della nostra, e anche in circostanze nelle quali a noi fare dello spirito sembrerebbe a dir poco di pessimo gusto, ammetteva una libertà di sbeffeggio che oggi sarebbe inaccettabile: «Preferisco rinunziare a un amico che a una battuta», dicevano i romani (potius amicum quam dictum perdidi). E così poteva accadere che durante una festa nuziale si facessero allusioni tutt’altro che

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a parola «sport», evocatrice di valori positivi e di forza, viene oggi usata dalle grandi case di moda come passepartout per proporre sul mercato i nuovi profumi maschili. La griffe di impermeabili (e non solo) britannica lancia Burberry Sport e Gucci presenta GuccibyGucci Sport. Per Ralph Lauren i giocatori di polo hanno da sempre grande appeal e a loro è dedicata Big Pony, collezione di quattro fragranze che invitano a «entrare in gioco» e che uscirà a luglio. Il mondo sportivo è chiamato a esprimere personalità. «Il concetto di sport legato alla fragranza — dice Frida Giannini direttore creativo di Gucci — non si traduce

Armonie naturali

velate agli amori dello sposo con i ragazzini: come fece Catullo, ad esempio, durante il ricevimento di nozze di Manlio Torquato, al quale, come a tutti gli sposi oggetto di analoghe battute, non restò che stare allo scherzo. Il che non toglie che a volte qualcuno perdesse la pazienza: Cesare, ad esempio, sopportò a lungo che i suoi soldati, durante i trionfi, lo sbeffeggias-

Paradossi Un motto rivela quanto i latini tenessero agli scherzi: «Preferisco rinunciare a un amico che a una battuta»

sero ricordando che, nonostante il suo irresistibile fascino sulle donne, in gioventù era stato l’amante di Nicomede, re di Bitinia. Ma quando le beffe divennero troppo pesanti reagì, protestando con sdegno. Mal gliene incolse, a quanto pare l’unico risultato furono le grasse, irridenti risate dei suoi legionari. Il gusto fescennino non risparmiava neanche i defunti, neppure quando si trattava di un imperatore amato come Vespasiano: grande principe, grande generale, ma, lo sapevano tutti, notevolmente avaro: durante il suo funerale il mimo di corte, che seguiva il feretro, prese a imitare la camminata e il modo di parlare di Vespasiano, chiedendo a gran voce: «Ma quanto è costato questo funerale?». E alla risposta «Centomila sesterzi» si mise a strillare, disperato: «Centomila sesterzi? Datemeli subito, e poi buttatemi pure nel Tevere». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Uomini di Maria Teresa Veneziani

Aldo Montano «Mi alleno ogni giorno davanti allo specchio I capelli? Un disastro»

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hiodo nero indossato a pelle, Aldo Montano fa il bel tenebroso nella pubblicità di un profumo. Quando ha scoperto di essere bello? «Dopo le Olimpiadi del 2004, una medaglia d’oro aiuta il fascino. Mezz’ora dopo sei un altro». Per sapere se è vanitoso chiede lumi alla fidanzata Antonella. «Dice che sono un vanitoso subdolo. Mi guardo sempre senza rendermene conto. In effetti mi specchio tanto». Un metro e 85 di altezza per 84 chilogrammi. La dieta? «La faccio da quando avevo 16 an-

In guardia Aldo Montano, 31 anni, è nato a Livorno

ni. Grande colazione con cornetto e spremuta. A pranzo carboidrati e verdure, frutta. A cena proteine in quantità e contorno. Ma ogni giorno mi alleno per 6-7 ore davanti alla parete specchiata». Cura il viso? «No, il mio tallone d’Achille sono i capelli. Disastrosi. Nel mio bagno non si trovano creme per il viso, ma per i capelli c’è di tutto: schiume, gel. E puntualmente esco e non mi piaccio». Va dal parrucchiere? «No perché mi sento un po’ Sansone, nel periodo delle gare, da gennaio a novembre, preferisco non tagliarli». Lo stile? «Solo John Richmond, casual Rock. Deve sempre esserci una borchietta, un teschio». Tatuaggi? «Sul fianco destro, i cerchi olimpici e la scritta Gold Medal». Come dorme? «Senza niente, in un letto pieno di piume». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

Le tecnologie provate per voi Il decalogo

Relazioni digitali

Oltre 23 mila adesioni alla campagna per disconnettersi il 31 maggio

Tre cerchi di sicurezza per usare Facebook Dopo le proteste e le minacce di boicottaggio il sito cerca di migliorare la privacy degli utenti

T

re cerchi in cui decidere di collocarsi e mostrarsi. Il primo, è quello composto da una rete ristretta di persone che conosciamo. Il secondo, comprende anche le persone frequentate da chi ci conosce, e il terzo è il girone dell’universo-mondo degli utenti iscritti a Facebook. Sono questi tre i livelli semplificati che tra qualche giorno (la data ufficiale non è ancora nota) potremo scegliere dal nostro profilo nel social network più criticato. Una corsa ai ripari decisa da Facebook, criticata per la gestione troppo disinvolta dei dati degli utenti, dopo le ire di svariati gruppi, come quello che propone per lunedì prossimo, 31 maggio, di lasciare definitivamente Facebook (QuitFacebookDay.com) e che oggi ha già superato le 23 mila adesioni. Ecco perché a metà settimana il fondatore di Facebook in persona, il 26enne Mark Zuckerberg, ha deciso di collegarsi con i giornalisti di tutto il mondo per spiegare le nuove impostazioni della privacy che interessano tutti gli utenti molto da vicino. È importante, non appena saranno disponibili, andare subito a variare tali impostazioni per provare almeno a evitare di finire tra gli «schedati» da parte di società di marketing. Con un avvertimento: cambiare le impostazioni potrebbe non bastare, ma certo è un buon inizio. Si farà così: collegandosi a Fb, andremo su account, impostazioni privacy, e lì potremo decidere tra i 3 cerchi: rendere le nostre informazioni (link, commenti, messaggi in bacheca…) visibili solo ai nostri amici; agli amici di amici; a tutti. Vi sarà anche un'opzione «consigliata» (attivabile spuntandola con il mouse), che permetterà in automatico di farci aiutare da Fb a rendere il nostro profilo protetto. Compiuto questo primo passo, è poi possibile andare a specificare per le singole voci cosa vogliamo che qualcuno veda o non veda: siamo bravi fotografi e voglia-

mo che i nostri scatti siano visibili a tutti? Possiamo decidere che il dato album diventi di pubblico dominio, mentre le foto dei nostri figli resteranno disponibili solo agli amici fidati. Sarà anche più immediato di-

sattivare il servizio di «Personalizzazione istantanea» tanto criticato, perché espone i nostri dati sensibili a terze parti, ovvero ai siti partner di Facebook (come i Microsoft Docs per condividere documenti con gli

Internet

I trucchi per un browser sicuro Come navigare in anonimato

Navigazione anonima in Firefox

Anche il browser va impostato con attenzione. Per chi usa Explorer, meglio eliminare la cronologia e usare al minimo i file temporanei; mettere sempre le impostazioni di protezione e privacy a livello «alto». Per chi usa Firefox, indispensabile attivare dagli strumenti la navigazione anonima ma anche usare Adblock Plus per eliminare banner e pop-up indesiderati. Chi si è già affezionato a Chrome, il browser di casa Google, si ricordi di non selezionare tra le opzioni «Aiutaci a migliorare Google», in modo da non permettere che venga monitorata la sua navigazione. Con Opera, invece, conosciuto soprattutto da chi naviga dal cellulare e ritenuto da molti il più sicuro tra i browser, gli esperti consigliano di disattivare i javascript se si naviga in siti poco sicuri e ancora di utilizzare il Flash block, che si trova gratuitamente online.

Io & tech (junior)

altri utenti di Fb), mentre oggi arri- un a semplice ricerca su Google del nostro nome e cognome, oppure varci è ancora complicato. Ma possiamo farlo ugualmente, consultando siti specializzati in queseguendo questi passaggi: collegarsi sto. Come 123people.it, che in una a Impostazioni sulla privacy, Appli- sola schermata riassume quel che ha cazioni e siti Web, Programma speri- trovato di noi, foto, indirizzi, blog, mentale di personalizzazione istanta- commenti, articoli, profili sui social network. O ancora nea, e lì disattivare OpenBook.com, mola funzione sito per tore che ricerca all' sito cliccando su I livelli interno di Facebook «No, grazie». Se poi L’obiettivo è scegliere i nostri commenti decidete di seguire su un dato argomenl'esempio del movi- se rendere le nostre to, per capire quali mento Quit Face- informazioni visibili solo nostri gusti sono book Day e volete ai nostri amici; agli amici stati «catturati» da d e f i n i t i v a m e n t e di amici; a tutti società terze. Oppuuscire dal social re ReclaimPrinetwork, ricordate vacy.com, un bottoche disattivare il ne da trascinare nel proprio account è nostro browser che, molto diverso dal Gusti monitorati una volta entrati in cancellarlo per sem- «Openbook.com» aiuta a Facebook, ci aiuta a pre. E che per elimi- controllare i commenti su narlo definitivamenproteggerci all'inte è fondamentale Fb per capire quali nostri terno del social aspettare almeno 14 gusti sono stati «catturati» network. Perché «il giorni dalla richie- da società terze mondo non è il paesta. In cui è vietato se di Alice, ogni provare a collegarsi giorno leggiamo di per verificare se si qualcosa accaduto «esiste» ancora e andare a visitare i attraverso Fb. È un problema di culsiti partner dove le nostre password tura dell'utente; i social network vanno usati con cognizione», comsono rimaste in memoria. menta categorico Raoul Chiesa, il Un ulteriore consiglio, è quello di più famoso (ex) hacker italiano. monitorare la propria presenza e reEva Perasso putazione online. Lo si può fare con © RIPRODUZIONE RISERVATA

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uest’anno i papabili per l’assegnazione dei «Vaporware», i premi dedicati da Wired americano alle maggiori bufale digitali, perdono l’attuale detentore del titolo 2009, nonché secondo classificato del 2008. Dopo qualcosa come 3 anni di attesa ufficiale, e ben 7 dall’inizio della fase di sviluppo, il videogioco più desiderato della storia del genere — insieme all’ormai utopico Duke Nukem Forever — ha una data ufficiale d’uscita nei negozi. Insomma, Starcraft 2 sta arrivando: computer pronti e tutti in coda il 27 di luglio prossimo. A diffondere in tutto il mondo l’attesa notizia è stato nientemeno che Frank Pearce in persona: il cofondatore della Blizzard Entertainment, softwarehouse ormai ventennale e anomala che produce pochi titoli ma sempre di altissima qualità, ha letteralmente girato Pae-

Usare un antivirus efficiente sul proprio computer

2

Nei social network, impostare i livelli di privacy con attenzione massima

3

Non accettare amicizie da sconosciuti né inviti a incontrarsi nel mondo reale (regole base da insegnare ai figli che usano il pc, soprattutto se adolescenti)

4

Pensarci due volte prima di condividere foto e informazioni personali su Facebook

5

Non mettere online il proprio indirizzo e numero telefonico, nemmeno nei siti di social network

6

Ricordarsi che quel che circola in Rete su di noi potrebbe riemergere, anche dopo molti anni, e causare danni di reputazione (magari mentre siamo in cerca di un nuovo lavoro)

7

Controllare quel che si dice di noi in rete, aiutandosi con siti come 123people.com

8

Non rispondere mai a mail che sembrano provenire dalla nostra banca e che richiedono le nostre password di accesso al conto

9

Non lasciare le proprie password in un documento sul proprio pc senza prima averlo cifrato

10

Usare password diverse per i diversi siti frequentati e cambiarle spesso (una per la banca, una per la posta, una per i social network, etc) (Fonte: International Telecommunications Union, Garante per la Privacy)

Io & tech (senior) di Federico Cella

Computer contro console: l’attesa per Starcraft 2 è (davvero) cominciata

1

se per Paese per la presentazione ufficiale del gioco elettronico tanto atteso. La settimana scorsa Pearce era anche a Milano e, iPad alla mano (anche lui) per i doverosi appunti, ha mostrato la potenza grafica e di gioco dei tre titoli in arrivo, il videogame in sé e le due espansioni. «I videogiochi su pc sono morti e ormai vanno solo le console? Parliamone dopo il lancio e vedremo. Arriviamo dopo tanti anni e anche per questo Starcraft 2 potrebbe stravolgere positivamente questa teoria», ha spiegato Pearce. E la previsione di cinque milioni di copie vendute entro l’anno sembra già dargli ragione. Perché il gioco, un cosiddetto strategico in tempo reale con battaglie tra tre razze di creature in conflitto, è uno di quei prodotti capaci di stregare soprattutto il vasto pubblico di ex giovani videogiocatori. Trenta-quarantenni che ancora sognano gli epici scontri con gli amici nelle sfide in multiplayer con la prima versione del gioco, risalente all’ormai lontano 1998. Per maggiori informazioni: eu.starcraft2.com. Vitadigitale.corriere.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

di Edoardo Segantini

La commissaria e gli sms: telefonate senza confini sperando nell’eurotariffa

U

n politico può influire sugli interessi dei consumatori anche se sta a Bruxelles. Prendete Neelie Kroes, vicepresidente Ue e responsabile dell'Agenda digitale europea. Quando diventò commissaria alla Concorrenza, accompagnata da una fama di lobbista, molti pensarono che sarebbe stata morbida con le multinazionali. Il tempo ha modificato questa convinzione. Kroes ha multato Microsoft per 1,2 miliardi e non ha esitato a mettersi contro i colossi della telefonia. L'altro giorno, aprendo il Congresso mondiale dell'informatica ad Amsterdam, si è tolta un sassolino dalle eleganti scarpe Jimmy Choo: non ci sarà vero mercato unico delle telecomunicazioni — ha detto riferendosi ai governi nazionali — finché le regole continueranno ad essere applicate in modo diver-

so da Paese a Paese; e a pagarne il prezzo saranno i cittadini. I fatti le danno ragione. Volete due esempi? Dall'estero non si può seguire in diretta via Internet un programma Rai o Mediaset, servizio garantito solo «all’interno del territorio nazionale». E poi diciamo che il web è senza confini. Seconda assurdità: non esiste un unico copyright europeo perché le singole autorità nazionali si oppongono. Ma ciò che più tocca le tasche dei cittadini è la tariffa telefonica internazionale. Grazie alla commissaria, è stato posto un tetto al roaming voce mobile, cioè alla spesa per le chiamate che si fanno e si ricevono da un Paese all'altro. Impresa ardua, ma alla fine si è riusciti: e oggi abbiamo un’eurotariffa che non può superare i 58,8 centesimi per le chiamate in uscita e i 28,8 centesimi per quelle in entrata. La commissaria ora vuol mettere un limite anche al roaming dati, perché mandare un sms o una foto da Parigi a Roma è scandalosamente costoso. Speriamo che le autorità nazionali le diano una mano. esegantini@corriere.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

Sentenza n. 4870/2010 Ruolo Generale 79167/2006 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE CIVILE DI MILANO SEZIONE SPECIALIZZATA IN MATERIA DI PROPRIETA’ INDUSTRIALE E INTELLETTUALE della Sera”, a cura e spese della convenuta e Composto dai Magistrati: della terza chiamata, o in caso di inosservanDott. Marina Tavassi Presidente estensore za a cura dell’attrice con diritto a ripeterne le Dott. Cesare de Sapia Giudice spese presso le medesime società; Dott. Paola Gandolfi Giudice condanna Tecnocommerciale e MTM in soliOMISSIS do al risarcimento dei danni in favore dell’atnella causa civile promossa da Schaeffler KG, trice, nella somma di € 30.000, in moneta con l’avv. Lamberto Liuzzo attuale e comprensiva degli interessi maturacontro ti fino ad oggi, con gli interessi in misura Tecnocommerciale s.a.s. di Lotti Luigi & C., legale fino al soddisfo; con l’avv. Luigi Paganelli condanna la s.r.l. MTM in liquidazione a tenere indenne Tecnocommerciale da quando la e contro M.T.M. s.r.l. in liquidazione, con l’avv. Paolo stessa dovesse pagare a titolo di danni e di spese processuali in favore di Schaeffler, Ghidoni comprese le spese della fase cautelare; P.Q.M. condanna la s.r.l. MTM in liquidazione al La Sezione Specializzata del Tribunale di risarcimento dei danni in favore di Milano, definitivamente pronunciando, nel Tecnocommerciale, danni determinati in € contradditorio fra le parti, 20.000, in moneta attuale e comprensiva dichiara che la fabbricazione, l’offerta in ven- degli interessi maturati fino ad oggi, con gli dita e la commercializzazione dei cuscinetti a interessi in misura legale fino al soddisfo; sfera marcati FAG, sottoposti a sequestro condanna Tecnocommerciale e MTM in solipresso la Tecnocommerciale s.a.s. di Lotti do al pagamento delle spese processuali in Luigi & C., costituisce contraffazione del favore dell’attrice, liquidate nella misura marchio FAG n. 262541 di cui è titolare complessiva di € 8.570, oltre al rimborso Schaeffler KG; spese generali ed accessori nella misura di inibisce a Tecnocommerciale e alla s.r.l. MTM legge; in liquidazione ogni ulteriore attività di offer- condanna la s.r.l. MTM in liquidazione al ta in vendita, pubblicazione e commercializ- pagamento delle spese processuali in favore zazione dei prodotti di cui sopra, nonché di di Tecnocommerciale, spese liquidate nella ogni altro contraddistinto con il marchio FAG misura complessiva di € 9.385, oltre al rimcontraffatto; borso spese generali ed accessori nella ordina il ritiro dal commercio, a cura e spese misura di legge; di Tecnocommerciale e di MTM entro 30 pone le spese della consulenza tecnica, nella giorni dalla comunicazione della presente misura già liquidata in corso di causa, definisentenza, dei prodotti costituenti contraffa- tivamente a carico di Tecnocommerciale e di zione che siano in circolazione; MTM, in parti uguali, con diritto di fissa per ogni violazione e inosservanza con- Tecnocommerciale a ripeterne la sua quota statata successivamente all’indicato termine da MTM. e per ogni giorno di ritardo nell’inadempi- Milano, Camera di Consiglio del 25 febbraio mento la penale di € 200; 2010 dispone la pubblicazione del dispositivo della Il Presidente estensore sentenza, per una solo volta e a caratteri dott. Marina Tavassi doppi del normale sul quotidiano “Il Corriere AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA FEDERICO II Servizio Provveditorato ed Economato AVVISO DI GARA Questa Amministrazione, con sede in Napoli alla via S. Pansini n. 5 (tel. 081/7463792 e fax 081/7463791) intende procedere all’affidamento, mediante gara a proceduta aperta con aggiudicazione per l’intera fornitura ai sensi dell’art. 83 del D.L.vo n. 163 del 12.04.2006 e ss.mm.ii. (offerta economicamente più vantaggiosa), della fornitura annuale, con possibilità di proroga per un anno, di reagenti per la determinazione di marcatori di anemia con noleggio delle attrezzature e relativa assistenza tecnica (Gara 160), per un importo presunto di euro 170.000,00, oltre I.V.A.. Le società interessate dovranno presentare offerta in conformità del bando di gara e del Capitolato speciale d’appalto, entro le ore 12.00 del giorno 13.09.2010. Codice CIG: 0455884F5C. Responsabile Unico del Procedimento: prof. Francesco Scopacasa - tel. 081/7463842 081/7462400. Il testo integrale del presente bando è stato inviato alla GURI in data 24.05.2010 ed è disponibile, unitamente al Capitolo speciale d’Appalto, sul sito internet dell’A.O.U. all’indirizzo www.policlinico.unina.it. Eventuali modifiche e/o chiarimenti verranno pubblicati esclusivamente sul sito aziendale, è onere delle società consultare il sito fino alla data di scadenza della presente gara. IL DIRETTORE GENERALE - Dott. Giovanni CANFORA

MASTER YACHT CANTIERI NAUTICI SRL INVITO ALLA PRESENTAZIONE DI OFFERTE IRREVOCABILI INERENTI L’ACQUISTO IN BLOCCO DEI BENI DI PROPRIETA’ Master Yacht Cantieri Nautici Srl, con sede legale in Palazzolo S/Oglio (BS), via Bornico n. 60 è società operante nel settore della vendita e costruzione di imbarcazione da diporto e trasporto passeggeri e da lavoro. La stessa è stata ammessa alla procedura di Concordato preventivo con sentenza del Tribunale di Brescia di data 26 marzo 2010 nominando Commissario Giudiziale la Dott.ssa Cristina Treccani con studio in Brescia Via M. Cesaresco 49 (Tel. 030/393059 - Fax 030/305317). E’ interesse della procedura acquisire offerte irrevocabili cauzionate di acquisto in blocco di beni mobili di proprietà (costituiti da stampi, manufatti, motori, ecc.). Gli interessati sono invitati a far pervenire le eventuali offerte in busta chiusa a mezzo plico raccomandato riportanti il prezzo offerto per l’acquisto e le modalità di pagamento e le garanzie, al Commissario Giudiziale, entro e non oltre le ore 13 del giorno 10 giugno 2010. Ogni definitiva determinazione in ordine alla vendita sarà in ogni caso soggetta all’autorizzazione degli Organi della procedura. Si precisa che il presente invito non costituisce offerta al pubblico ex art. 1336 c.c., né impegna in alcun modo il Commissario a contrarre con i soggetti che presenteranno eventuali offerte. Brescia, 28 maggio 2010 Il Commissario Giudiziale Dott.ssa Cristina Treccani

ENTE AUTONOMO VOLTURNO srl AVVISO DI AGGIUDICAZIONE - GARA D’APPALTO Il presente avviso di aggiudicazione si riferisce al Bando di gara d’appalto relativa alla procedura concorsuale aperta per l’affidamento dei servizi di ingegneria per la redazione dello Studio di Fattibilità per l’adozione di politiche energetiche per una mobilità sostenibile nell’ambito del sistema integrato della mobilità regionale, trasmesso dall’Ente Autonomo Volturno srl, alla GUUE in data 23.12.2009 e sulla medesima pubblicato in data 26.12.2009, procedura: aperta. Criterio: offerta economicamente più vantaggiosa. Offerte presentate: 8. Offerte ammesse: 5. Aggiudicatario: Simec Sistemi srl. Il presente avviso di aggiudicazione è stato trasmesso alla GUUE il 17.05.2010. Per l’Ente Autonomo Volturno srl - Dott. Alessandro D’Ambrosio

ENTE AUTONOMO VOLTURNO srl AVVISO DI AGGIUDICAZIONE - GARA D’APPALTO Il presente avviso di aggiudicazione si riferisce al Bando di gara d’appalto relativa alla procedura concorsuale aperta per l’affidamento dei servizi di ingegneria finalizzati alle attività di redazione dello Studio di Fattibilità “Sistema Metropolitano regionale”, trasmesso dall’Ente Autonomo Volturno srl, alla GUUE in data 23.12.2009 e sulla medesima pubblicato in data 26.12.2009. Procedura: aperta. Criterio: offerta economicamente più vantaggiosa. Offerte presentate: 2. Offerte ammesse: 2. Aggiudicatario: RTI Net Engineering spa - Sistra 2000 srl TSC srl. Il presente avviso di aggiudicazione è stato trasmesso alla GUUE il 17.05.2010. Per l’Ente Autonomo Volturno srl - Dott. Alessandro D’Ambrosio

ABBANOA S.P.A. ESTRATTO BANDO DI GARA Per il giorno 16/06/2010 ore 09,30 è indetta una procedura aperta per l’appalto della fornitura, trasporto e scarico delle materie prime dei generatori di biossido di cloro e dei serbatoi per la produzione di biossido di cloro degli impianti di potabilizzazione dei distretti di Abbanoa SpA. Importo complessivo a base d’asta € 9.281.436,00+IVA, di cui € 9.235.260,00+IVA a base d’asta e € 46.176,00+IVA per oneri sicurezza. Le offerte dovranno pervenire entro le ore 18,00 del 14/06/2010. Il bando integrale è pubblicato sulla GUUE del 05/05/2010, GURI n. 57 del 19/05/2010, sito internet www.abbanoa.it e sito internet RAS - Eventuali informazioni possono essere acquisite presso il Settore Approvvigionamenti Tel 070/6032235 - Fax 070/6032037 - Email_ approvvigionamenti@abbanoa.it. Il Responsabile - Ing. Sandra Tobia

ARPAC AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE DELLA CAMPANIA AVVISO DI GARA PER ESTRATTO L’ARPAC con sede legale in Napoli Via Vicinale Santa Maria del Pianto - Centro Polifunzionale Torre 1, Tel. 081 2326111 e Fax 081 2326209 intende appaltare mediante pubblico incanto l’affidamento del servizio di ritiro, trasporto e smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi e non, comprensivo della fornitura dei contenitori necessari per le diverse sedi di Arpac per un periodo di tre anni da aggiudicarsi ai sensi dell’articolo 82 del Decreto Legislativo n. 163/2006 e sue successive modifiche e/o integrazioni. Importo triennale presunto a base d’asta Euro 300.000,00 IVA esclusa. La descrizione dell’appalto oggetto della presente gara, nonché le modalità ed i termini di partecipazione alla gara sono contenute nel Capitolato Speciale e nel disciplinare di gara, consultabile sul sito internet al seguente indirizzo www.arpacampania.it Le imprese che desiderano partecipare dovranno far pervenire all’indirizzo dell’ARPAC, offerta corredata della documentazione indicata nel Capitolato Speciale e nel disciplinare di gara entro le ore 12.00 del 12.07.2010. Il Bando di Gara è stato inviato per la pubblicazione alla GUCE in data 20.05.2010 e pubblicato sulla GURI. Il presente avviso non vincola in alcun modo l‘ARPAC. Responsabile del procedimento: dott. Salvatore Di Rosa Tel. 081 5705436, 347 4568340.

REGIONE CAMPANIA AORN A. CARDARELLI UNIONE EUROPEA

REPUBBLICA ITALIANA

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA

ASSESSORATO DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE E URBANISTICA Direzione generale della pianificazione urbanistica territoriale e della vigilanza edilizia Servizio sistema informativo territoriale regionale AVVISO DI GARA Si rende noto che il Servizio Sistema Informativo Territoriale Regionale ha indetto una gara d’appalto con procedura aperta ai sensi dell’art. 55 del D.lgs n. 163 del 2006, comma 5 e s.m.i., art. 17, comma 4 lettera a), della L.R. n. 5 del 2007 per la “Fornitura di foto aeree e ortofoto, DEM e DSM e di data base topografici dei centri urbani e aeree abitate della Sardegna, alla scala 1:2000” con aggiudicazione secondo il criterio del prezzo più basso ai sensi dell’art. 82 del d.lgs 163 del 2006. Entità dell’appalto: Euro 1.800.000,00 (unmilioneottocentomila), IVA inclusa. Il bando integrale è stato spedito alla G.U.C.E. in data 24 maggio 2010 e integrato in data 25 maggio 2010 ed è in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Il bando e tutta la documentazione di gara sono integralmente pubblicati sul sito internet www.regione.sardegna.it, nell’apposita sezione Bandi. Le domande di partecipazione dovranno pervenire all’indirizzo indicato nel bando entro il termine perentorio del 5 luglio 2010 alle ore 13:00. IL DIRETTORE DEL SERVIZIO - Ing. Alessandro Corrias

Via A. Cardarelli, 9 - 80131 - Napoli ESTRATTO AVVISO D’ASTA Procedura aperta per l’acquisizione di un sistema di posta elettronica aziendale per il periodo di tre anni. CIG. 0485312C1E. Questa Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale A. Cardarelli, via A. Cardarelli, 9 - 80131 Napoli - P.IVA 06853240635 - via A. Cardarelli 9, 80131 Napoli - tel. n. 0817472374 - fax n. 0817473170 - intende affidare il servizio di acquisizione di un sistema di posta elettronica aziendale per l’AORN A. Cardarelli, con procedura aperta in unico lotto. Non è stato pubblicato avviso di preinformazione, non saranno accettate varianti né offerte in aumento. La fornitura dovrà essere comprensiva di: Acquisizione di un sistema di posta elettronica per l’AORN A. Cardarelli per tutto il periodo contrattuale (anni tre) per un importo presunto di € 192.999,00 + IVA. L’elenco dettagliato con l’indicazione delle tipologie e quantità dei prodotti da fornire è indicato nel disciplinare di gara e nel capitolato tecnico. La fornitura sarà aggiudicata mediante procedura aperta, con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa in base ai criteri indicati nel capitolato d’oneri, nell’invito a presentare offerta, il tutto ai sensi dell’art. 83, comma 1, del dlgs 163/2006. Requisiti: indicati nel disciplinare di gara e nel capitolato prestazionale che è possibile visionare, presso la Direzione Funzionale Acquisizione Beni e Servizi dell’AORN A. Cardarelli sita in Napoli alla via A. Cardarelli, 9 - 80131 - padiglione monumentale “N”, scala est piano 1° dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle ore 13.00, previo appuntamento al numero 0817472374 (Dr. S. Lubrano) la documentazione è disponibile e scaricabile sul portale: www.ospedalecardarelli.it - Bandi e gare. Termine per i chiarimenti: entro 6 giorni dalla scadenza del termine per la ricezione delle offerte. Termine ultimo per la ricezione delle offerte: 12 luglio 2010. Svolgimento della gara: la gara sarà espletata, in sedura pubblica la cui data sarà tempestivamente comunicata alle ditte che presenteranno offerta, presso gli uffici della UOSC Acquisizione Beni, Servizi ed Economato all’indirizzo predetto. Il Bando è stato inviato alla CEE in data 14.05.2010. Il Responsabile del procedimento - dott. Salvatore Lubrano

Bipiemme Vita Bipiemme Vita Sede sociale: Via del Lauro, 1 - 20121 Milano Cap. soc. € 103.500.000 interamente versato iscritta al n. 10769290155 Registro Imprese di Milano

Composizione delle Gestioni Interne Separate al 30 aprile 2010 Pubblicazione ai sensi delle circolari ISVAP n. 71 del 26.3.1987, n. 336/S del 17/6/98 e n. 471/D del 12/2/02 I valori sotto riportati sono espressi in EURO, salvo diversa indicazione. BPM GEST

al 31/01/10

%

al 30/04/10

%

Titoli di Stato emessi in euro

45.358.993

63,92

44.798.544

61,88

Obbligazioni quotate in euro

32,16

21.746.049

30,64

23.288.004

Azioni quotate in euro

1.933.119

2,72

1.984.496

2,74

Quote di OICR

1.928.088

2,72

2.332.959

3,22

Totale generale

70.966.249 100,00

BPM GEST ECU

al 31/01/10

Titoli di Stato emessi in euro Obbligazioni quotate in euro Liquidità Totale generale

%

47.643 20,50 142.767 61,43 42.000 18,07 232.410 100,00

BPM GEST DEM

al 31/01/10

%

72.404.003 100,00

al 30/04/10

%

90.544 38,59 142.070 60,56 2.000 0,85 234.614 100,00

al 30/04/10

%

Titoli di Stato emessi in euro

71.863 100,00

71.806 100,00

Totale generale

71.863 100,00

71.806 100,00

BPM GEST USD

al 31/01/10

%

al 30/04/10

%

302.832

44,05

302.871

44,05

Titoli obbligazionari quotati

384.600

55,95

384.688

55,95

TOTALE generale (valore in USD)

687.432 100,00

Titoli di Stato

687.559 100,00

Cambio al 30.04.10 : € 1,00 = $ 1,3315

BPM Sicurgest

al 31/01/10

Titoli di Stato emessi in euro Obbligazioni quotate in euro Azioni quotate in euro Quote di OICR Liquidità Altri attivi Totale generale

BPM Consolida

%

al 30/04/10

%

1.259.467.966 78,10 1.494.101.023 76,90 304.432.229 18,88 376.805.254 19,39 19.118.837 1,19 28.665.628 1,48 4.864.715 0,30 5.274.996 0,27 3.700.000 0,23 38.000.000 1,96 20.927.782 1,30 1.612.511.529 100,00 1.942.846.901 100,00

al 31/01/10

%

al 30/04/10

%

Titoli di Stato emessi in euro

93.711.044

67,63

91.587.346

65,71

Obbligazioni quotate in euro

41.582.531

30,01

43.663.961

31,33

3.264.165

2,36

4.122.260

2,96

Quote di OICR Totale generale

138.557.740 100,00

139.373.567 100,00

Gestpiù

al 31/01/10

%

al 30/04/10

%

Titoli di Stato emessi in euro

66.902.055

69,36

64.535.247

68,02

Obbligazioni quotate in euro

27.964.312

28,99

28.484.452

30,02

1.587.458

1,65

1.859.011

1,96

Quote di OICR Totale generale

96.453.825 100,00

BPM Valore

al 31/01/10

Titoli di Stato emessi in euro Obbligazioni quotate in euro Quote di OICR Altri attivi Totale generale

175.382.368 72,48 58.674.145 24,25 4.001.649 1,65 3.913.219 1,62 241.971.381 100,00

%

94.878.710 100,00

al 30/04/10

%

176.713.940 72,14 63.596.034 25,96 4.651.861 1,90 244.961.835 100,00

POPOLARE VITA S.p.A. Sede Legale 37121 Verona - Piazza Nogara, 2 Direzione Generale 28100 Novara - Via Negroni, 11 Capitale sociale € 179.600.005 int. vers. - Numero di iscrizione al Registro delle Imprese di Verona, Codice Fiscale e Partita I.V.A. 03035950231 - Impresa autorizzata all’esercizio delle assicurazioni con Provvedimento Isvap n. 1762 del 21 Dicembre 2000 G.U. N.1 del 2 Gennaio 2001 - Iscritta alla Sez. I dell’Albo Imprese presso l’Isvap al n. 1.00137 - Società appartenente al gruppo assicurativo FondiariaSAI, iscritto all’Albo dei gruppi assicurativi al n. 030 - Direzione e coordinamento FONDIARIA-SAI S.p.A.

Composizione delle Gestioni Interne Separate al 30 aprile 2010 Pubblicazione ai sensi delle circolari ISVAP n° 71 e s.m. I valori sotto riportati sono espressi in EURO, salvo diversa indicazione.

GESTIONE FUTURO

al 31/01/10

Titoli di Stato emessi in euro

234.580.790

Obbligazioni quotate in euro

26.070.526

9,8

22.840.882

8,2

-

-

800.000

8,5

5.560.780

2,1

4.398.436

2,0

Obbligazioni non quotate in euro Azioni quotate in euro

al 30/04/10

%

88,1 226.154.938

%

81,3

Totale Generale

266.212.096 100,0 254.194.256 100,0

INTEGRAZIONE FUTURO

al 31/01/10

%

al 30/04/10

%

Titoli di Stato emessi in euro

208.013 100,0

210.238 100,0

Totale Generale

208.013 100,0

210.238 100,0

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Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

Le scelte del Corriere > Cinema

> Dvd

> Musica

> Libri

> Video giochi

> Visioni

> Oggetti

Il terzo atto di «Millennium»

The Last Station ad Astapovo

Le quattro volte di Frammartino

Viggo Mortensen on «The road»

Finisce la saga di Millennium: Lisbeth rischia di tornare in manicomio e Blomkvist l’aiuta. C’è del marcio anche in Svezia...

L’ultima fuga di Tolstoj, lontano da una moglie avida e invadente. Lui è Christopher Plummer, lei la Mirren. Insieme fanno scintille

Applaudita a Cannes, una insolita riflessione sulle quattro «vite» della natura. Immagini rarefatte e nessun dialogo ma molta poesia

Il romanzo più disperato di Cormac McCarthy diventa un film sul nostro impossibile futuro. Una meditazione sul bisogno d’amore

Il missionario Carlo Verdone

La fantascienza di «Moon»

(500) giorni insieme

Gabin nel porto delle nebbie

Il missionario Verdone scopre che i parenti sono più complicati da gestire della sua crisi di vocazione. Una commedia che sa graffiare

Il figlio di David Bowie esordisce nella regia: un film di fantascienza bello e inquietante selezionato al Sundance. Molti extra. In blu-ray

Lui è romantico e crede al colpo di fulmine, lei è allegra e non crede all’amore eterno. Commedia generazionale leggera e carina

Il capolavoro del realismo poetico francese: un amore impossibile con la morte in agguato. Per commuoversi in bianco e nero

Cremonini Greatest Hits

Black Keys «Brothers»

Amor Fou «I moralisti»

Karen Elson cantautrice

Riassunto di una carriera. Dai tempi dei Lunapop (1999) ai duetti inediti con Jovanotti («Mondo») e Ayane («Hello!»)

Se ci fosse un premio alla copertina andrebbe a questa. Da non trascurare però la capacità di fondere blues e rock di Auerbach e Carney

Cambia metà band e si lascia l’elettronica. Una decina di ritratti psicologici con suoni fra Coldplay e Afterhours. Ottima «Filemone e Bauci»

Modella e moglie di Jack White (che qui produce e suona la batteria), Karen Elson ha talento musicale. Eccola al debutto con «The Ghost Who Walks»

Le ultime ore di Tolstoj

Maurizio Milani e l’anguria Ogm

Rolling Stones da leggenda

Il ritorno del vampiro

Giornalisti, autorità, curiosi, parenti, bollettini medici. Oltre al film (vedi sopra), un romanzo-verità sulle ultime ore di Tolstoj (Adelphi)

«A me piace mangiare l’anguria Ogm fuori stagione sui viali di Milano la sera. Mangio tutto a base Ogm, la mia morosa tutto a base di biologico» (Rizzoli)

In fuga dalle tasse, in Francia prima poi a L.A., gli Stones incidono un doppio album leggendario. Un libro ne racconta la genesi (il Saggiatore)

Bello, giovane, rapace: torna Lestat, il progenitore dei nuovi vampiri. Nel film aveva le fattezze di Tom Cruise. Louis, il narratore, era Brad Pitt (Longanesi)

Tutta la magia dei mattoncini

Le due ruote made in Italy

Space marine alla riscossa

Mani pronte sui pulsanti

Lego e videogiochi, un’abbinata vincente: ora è il turno di «Harry Potter: anni 1-4», cioè i primi libri (per tutte le piattaforme, da 45 a 65 euro)

La softwarehouse milanese Milestone torna con il classico da pista «Superbike World Championship» (per pc, Xbox 360 e Ps3, da 30 a 70 euro)

Un classico, forse «il» classico degli sparatutto torna dopo 16 anni per i nostalgici su Xbox360: «Doom 2» si può scaricare dal Live (con 800 token)

«Natgeo quiz! Wild life» è un classico party game da giocare in famiglia. La voce narrante è di Claudio Bisio (per Wii, Xbox360 e Ps3, da 40 a 50 euro)

Il magico elogio della citazione

Toppi e il grande mito del Nord

Gli orientamenti di Monica

«Rendering», una mostra intelligente (ma con molte assenze) sui rapporti tra presente e passato nell’arte. Roma, palazzo Poli, fino al 18 luglio

Sergio Toppi presenta 23 opere sul mito nordico. Elfi, draghi e il segno perfetto di un grande maestro. Milano, Nuages, fino al 3 giugno

Tra fotografie e installazioni Monica Biancardi lavora sul senso dell’identità e delle contaminazioni culturali. Trieste, LipanjPuntin, fino al 12 giugno

Genova: i chiaroscuri di Alison Harris Come un teatro può diventare lo scenario di una scrittura fotografica raffinata e colta. Genova, galleria il vicolo, dal 4 giugno

Dalla Norvegia con humour

Il samurai per calciatori

Il design norvegese (con humour fin dal nome) firmato Fjordfiesta: sedie in noce americano. Tra i collaboratori celebri c’è anche Hans Brattrud

Il tatuaggio di un guerriero samurai (con tanto di sol levante) sul braccio di Thiago Motta, giocatore italo-brasiliano dell’Inter

La «street art» da collezione La «street art» di Richard Hambleton: due lavori battuti all’asta per oltre 1 milione di dollari, ricavato in beneficenza alla amfAR

I pannolini in finto denim Per bimbi che non rinunciano allo stile, i nuovi pannolini Huggies in edizione limitata: finti jeans con tasche posteriori disegnate

Le scelte sono state fatte da: FEDERICO CELLA, GIANLUIGI COLIN, ANDREA LAFFRANCHI, PAOLO MEREGHETTI, MATTEO PERSIVALE, RANIERI POLESE

Piace a me di Elvira Serra

Michela Murgia, Morgan Freeman e quella cartolina Michela Murgia, scrittrice. L’ultimo libro letto? «Questo è il paese che non amo, di Antonio Pascale. Credo che sia uno degli intellettuali con lo sguardo più freddo, non il cuore, capace cioè di mettere a fuoco il presente con parole che hanno un senso». Il titolo di sempre. «Memorie di Adriano, di Marguerite Yourcenar, perché attraverso gli occhi di un uomo grande si possono imparare a vedere in modo diverso le cose più piccole». Il libro riletto più volte. «Impazzisco per Il Signore degli Anelli di Tolkien. Lo leggo una volta all’anno. È una bibbia». Che musica ascolta? «Sono nostalgica. Da poco ho comprato per l’ennesima volta Introducing the Hardline

According to Terence Trent D’Arby, un disco del 1987. Evidentemente va sempre di moda, perché non è mai in offerta! Dopo aver rovinato due musicassette sono riuscita a "consumare" anche il cd». La sua canzone più bella? «Dance Little Sister». Quella che canta sotto la doccia? «Mi vergogno...». Suvvia. «No, davvero». Si senta tra amici. «Jubilate Coeli di Taizé». Non la ricordo. Come fa? (La canta e ride.) Il suo film? «Le ali della libertà di Frank Darabont». La scena che vale il biglietto? «Quando a Morgan Freeman arriva la cartolina (nella foto). La sua espressione è da Oscar». Ci consiglia una mostra? «Quella che voglio vedere anch’io a Palazzo Strozzi a Firenze: su De Chirico, Max Ernst, Magritte, Balthus». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

Economia FTSE MIB La settimana

Indici delle Borse

DiaSorin legati al sapere

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Cambi

Banco Popolare

La settimana

Titoli di Stato Titolo

FTSE MIB

19.475,88 -0,79% 

FTSE It.All Share 20.080,69 -0,67% 

Londra

5.188,43 -0,13% 

1 euro

Francoforte

5.946,18 0,15% 

FTSE It.Star

10.381,65 -0,13% 

Parigi (Cac40)

Dow Jones

10.136,63 -1,19% 

Hong Kong

Ced.

Quot. Rend. eff. 28-05 netto %

1,05% 

Btp 99-01/11/10 5,500%

1 euro 113,0600 yen

2,04% 

Btp 01-01/08/11 5,250% 104,21

0,96

3.515,06 -0,29% 

1 euro

0,8499 sterline

0,43% 

19.766,71 1,73% 

1 euro

1,4258 fr. sv.

0,66% 

Btp 07-15/04/12 4,000% 103,62 Btp 02-01/02/13 4,750% 106,15 Btp 04-15/09/14 2,150% 102,88 Btp 04-01/02/15 4,250% 105,84 Btp 02-01/08/17 5,250% 110,97 Btp 08-01/08/18 4,500% 105,12

1,2384 dollari

Nasdaq

2.257,04 -0,91% 

Tokio (Nikkei)

9.762,98 1,28% 

1 euro

9,6580 cor.sve. -0,08% 

S&P 500

1.089,41 -1,24% 

Madrid

9.425,50 0,97% 

1 euro

1,2954 dol.can. 0,27% 

101,84

Titolo

Ced.

Quot. Rend. eff. 28-05 netto %

Btp 08-15/09/19 2,350% 100,05

3,36

Btp 04-01/02/20 4,500% 103,51

3,53

Btp 07-15/09/23 2,600% 100,23

3,56

1,52 1,79 2,20

Btp 98-01/11/29 5,250% 104,97 Btp 02-01/02/33 5,750% 110,25 Btp 03-01/08/34 5,000% 101,30

4,26 4,36 4,33

2,40 2,90 3,24

Cct 04-01/05/11 0,550% Cct 05-01/11/12 0,560% Cct 07-01/12/14 0,810%

1,46 1,98 2,01

0,34

99,77 98,51 97,51

Il negoziato Fiat L’apertura di Fim, Uilm e Fismic. Da Fiom ancora un no in attesa del successore di Rinaldini

La lente DISOCCUPAZIONE A ZERO PER I SIGNORI DEI NUMERI Neanche la crisi di questi anni ce l’ha fatta: la disoccupazione è rimasta a quota zero, zero per cento. E’ quello che succede in Italia ai laureati in scienze statistiche attuariali, almeno stando a quanto si è detto al nono congresso nazionale degli attuari, chiusosi ieri a Torino. Diciottomila in Europa, 900 in Italia, dopo la laurea gli attuari lavorano in compagnie di assicurazione, banche, fondi pensioni, enti, organi di vigilanza e aziende. Come Fondiaria Sai, Toro Alleanza e Reale Mutua. Tra i loro compiti, quello di valutare i rischi e determinare, con la più elevata probabilità possibile, l’andamento futuro di variabili economiche: un ruolo certo non facile, dove si può anche sbagliare, ma di cui le aziende hanno evidentemente grande bisogno, in questi tempi di incertezza. E se le società hanno sete di attuari (sono i professionisti più ricercati nel mondo, secondo un’indagine di Career Cast), i giovani hanno bisogno di lavoro. Il trait-d’union? «Porteremo gli attuari nelle aule di scuola — ha detto il presidente dell’Ordine nazionale Giampaolo Crenca — per spiegare ai più giovani le caratteristiche, i punti di forza e le prospettive offerte dalla professione»: ecco un ponte tra scuola e lavoro.

G. Str. © RIPRODUZIONE RISERVATA

«Pomigliano, accordo o niente Panda» Ultimatum di Marchionne ai sindacati: tempi stretti o il modello andrà altrove MILANO — «I tempi stanno diventando stretti». L’aveva già detto, Sergio Marchionne: prima volta il 21 aprile, Torino, piano industriale. È passato più di un mese. E l’avvertimento-invito al sindacato diventa ultimatum: o la trattativa su Pomigliano si sblocca, «e lo spero», o «presto sarà impossibile accettare ulteriori ritardi». Non c’è bisogno di traduzione. È lo stesso numero uno Fiat a ricordare quali sarebbero le conseguenze «in assenza di un accordo che offra adeguate garanzie»: per il Lingotto «potrebbe diventare inevitabile riconsiderare il progetto e prendere in considerazione ipotesi alternative per la produzione della futura Panda». Significherebbe la fine anche dello stabilimento campano, dopo quello siciliano di Termini Imerese. Ma si allungherebbero, a quel punto, ombre pesantissime sul domani che Marchionne ha disegnato per tutta la produzione nazionale Fiat. In gioco rischia di finire l’intero progetto «Fabbrica Italia», con i relativi 20 miliardi di investimenti promessi per i prossimi cinque anni. L’amministratore delegato ci tiene, ci crede, continua a ribadire: «Fabbrica Italia rappresenta il sogno e la responsabilità che sentiamo verso il nostro Paese». Ma, insistono dalla Fiat, occorre «che tutti abbiano il coraggio di un profondo cambiamento per superare gli schemi e i comportamenti del passato, incompatibili con le sfide future». Stanno qui l’invito (prima) e l’ultimatum (ora) al sindacato. Qualcuno considera il tutto «un ricatto», i più — compresa una buona fetta di Cgil — si son detti pronti a raccogliere la sfida e a discutere. A tutti è in ogni caso ben chiaro che la trattativa

MINISTERO DELLA DIFESA ARSENALE MILITARE MARITTIMO AUGUSTA Via Darsena s.n. 96011 Augusta (SR) ESTRATTO DI BANDI DI GARA Questo Arsenale Militare Marittimo indice le seguenti procedure ristrette accelerate per l’affidamento di appalti di servizi di rilevanza comunitaria (D.Lgs. n. 163/2006 e ss.mm.ii): 1. PR/05/10/UE - CIG 0480126481 - “Servizi a quantità indeterminata di carpenteria per il ripristino delle strutture varie della piattaforma, di manutenzione/ricostruzione di tubi, valvole ed accessori delle Unità Navali, dei Bacini e del Naviglio Minore”. Importo €. 650.000,00 di cui €. 16.250,00 per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso. 2. PR/06/10/UE - CIG 0480216EC3 - “Servizi a quantità indeterminata di manutenzione degli impianti di condizionamento e delle celle viveri, bonifica e sanitarizzazione delle condotte di condizionamento/ventilazione di cucine e locali macchine delle Unità Navali, dei Bacini e del Naviglio Minore”. Importo €. 260.000,00 di cui €. 6.500,00 per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso. 3. PR/07/10/UE - CIG 0480564DF1 - “Servizi a quantità indeterminata di manutenzione dei DD.GG. delle Unità Navali, dei Bacini e del Naviglio Minore”. Importo €. 180.000,00 di cui €. 4.500,00 per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso. 4. PR/08/10/UE - CIG 048059143C - “Servizi a quantità indeterminata di manutenzione dei dissalatori e delle calderine del Naviglio”. Importo €. 200.000,00 di cui €. 5.000,00 per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso. 5. PR/09/10/UE - CIG 0480922562 - “Servizi a quantità indeterminata di sbarco/imbarco apparati e di realizzazione ponteggi per lavorazioni sul Naviglio e sui Bacini”. Importo €. 140.000,00 di cui €. 3.500,00 per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso. 6. PR/10/10/UE - CIG 04810563F7 - “Servizi a quantità indeterminata di manutenzione sugli impianti oleodinamici, sistemi di sollevamento e congegnatoria sul Naviglio e sui Bacini”. Importo €. 160.000,00 di cui €. 4.000,00 per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso. Tutti gli appalti sono esenti da IVA. Le domande di partecipazione dovranno pervenire all’indirizzo sopra indicato, pena l’esclusione, entro il giorno 24/06/2010. Le condizioni di partecipazione e la documentazione da allegare alle domande sono indicate nei bandi di gara integrali pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, sulla G.U.R.I. e visionabili all’indirizzo internet http://www.marina.difesa.it/gare/index.asp?ente=033. Data di spedizione dei bandi: 25/05/2010. Per ulteriori informazioni rivolgersi alla Direzione Amministrativa di questo Arsenale ai seguenti recapiti: tel. 0931/420261-402-274; fax 0931/420261-262-264 o al seguente indirizzo di posta elettronica: mnarsen.au.amm@marina.difesa.it. Responsabile unico del procedimento: C.V.(G.N.) Salvatore Imbriani Tel. 0931/420457. Il Direttore Amministrativo - Dirigente Dott. Ing. Antonio E. Del Bufalo

Sergio Marchionne, amministratore delegato Fiat

2011

La data di arrivo previsto sul mercato per la nuova Panda

su Pomigliano va «oltre» Pomigliano: è il primo, cruciale test per capire se possa nascere quel nuovo modello di relazioni industriali da cui dipende la «Fabbrica Italia».

Il problema sono, appunto, i tempi. E le divisioni sul fronte dei metalmeccanici. Fim, Uilm e Fismic considerano «ancora controversi alcuni punti» ma anche ieri, dopo un nuovo incon-

tro con l’azienda, hanno ribadito le aperture senza escludere, anzi, la possibilità di un accordo separato. La Fiom rischia così l’angolo. È la sigla che frena e oggi passa per oltranzista. E ha

certo un’ala dura. Ma ci sono anche dinamiche interne: se all’incontro di ieri i metalmeccanici Cgil non hanno partecipato, tuonando perché non è stata accolta la richiesta di spostare nuovamente la data (vedranno comunque l’azienda il 4 giugno), è perché preparano il direttivo nazionale. Lunedì si rinnovano i vertici, Claudio Rinaldini è in uscita: la responsabilità di una trattativa tanto spinosa sarà la prima eredità del successore. Anche questo, però, allunga i tempi. E Marchionne non è disposto a «perderne altro». La nuova Panda dovrebbe arrivare sul mercato a ottobre 2011, ma «la Fiat non può rischiare il lancio di una vettura fondamentale producendola in un impianto non competitivo». E poiché serve più di un anno per riconvertire la fabbrica e partire (700 milioni gli investimenti totali), l’ultimatum «o accordo o andiamo altrove» può essere facilmente definito: settimane, non mesi. Sicuramente non dopo le ferie.

Raffaella Polato

Industria Il gruppo sarà il primo quotato in Italia, fatturato da 400 milioni

Falck vara il riassetto «verde» Tutta l’energia va in Actelios MILANO — Una riorganizzazione che rafforza il gruppo a livello europeo. Falck concentra in Actelios, la controllata quotata a Piazza Affari, tutte le sue attività nelle energie rinnovabili. E realizza così un gruppo con 454 Mw installati (più 350 autorizzati o in fase di costruzione) che diventeranno oltre 1.100 nel 2014. L’operazione, che ha avuto il via libera dai consigli di amministrazione di Falck, la holding, di Falck energy e Actelios, prevede una scissione parziale di Falck energy, un aumento di capitale in opzione mediante «conferimenti in natura» e una ricapitalizzazione fino a 130 milioni di euro. Una complessa riorganizzazione a catena (a cui hanno lavorato come advisor Unicredit per Actelios e Mediobanca per la capogruppo) che prevede il conferimento in Actelios di una quota di Falck («per scissione») e del 19% della partecipazione che il management ha in Falk Renewables (che sarà quindi controllata al 100% da Actelios). A seguito della scissione e nel caso in cui l’intero aumento di capitale in opzione sia sottoscritto l’azionariato della nuova company è composto da Falck, a circa il 75%, William Heller (il managing director) con l’8%, altri soci con il 4%, e il resto (13%) in flottante. Ma la holding di famiglia ha manifestato l’intenzione di sottoscrivere solo una parte di aumento di capitale. Così manterrà il 60% di Actelios, con il restante 40% diviso tra management e flottante. Al termine dell’operazione, che dovrebbe concludersi entro l’anno, la denominazione sociale di Actelios cambierà e comprenderà il nome Falck. Alla guida del gruppo andrà Piero Manzoni, ora amministratore delegato della capogruppo.

Una riorganizzazione dal valore industriale che consente al gruppo di Sesto San Giovanni di consolidare in un unico veicolo tutte le attività nell’energia rinnovabile. E cogliere al meglio le opportunità di business attraverso una diversificazione sia geografica sia energetica. Actelios diventa quindi la prima impresa «verde» quotata in Italia e quinta a livello europeo, con ricavi aggregati che saranno pari a circa 185 milioni di euro e un margine operativo lordo di 95 milioni. E questo grazie all’incorporazione del-

In Europa Con 185 milioni di ricavi è uno dei primi gruppi in Europa

Ugl

L’operaio Centrella dopo Polverini ROMA — Salvo sorprese sarà Giovanni Centrella il nuovo segretario generale dell’Ugl. Lo eleggerà oggi il consiglio nazionale che si riunirà a Chianciano e al quale parteciperà Renata Polverini, l’ex segretario eletta presidente della Regione Lazio. L’altro candidato, Roberto Panella, leader dell’Ugl Trasporti, si è infatti ritirato dalla corsa. Centrella, 45 anni, è nato a Prata di Principato Ultra, un paesino in provincia di Avellino, dove vive con la moglie e un figlio di 17 anni. È segretario dell’Ugl metalmeccanici da 4 anni. Operaio della Fiat di Pratola Serra dal 1993, è da due anni in cassa integrazione, come gli altri dipendenti dello stabilimento che fabbrica motori. Da leader dei metalmeccanici ha ottenuto importanti successi nelle elezioni del fondo previdenziale di categoria Cometa, dove l’Ugl ha preso quasi il 25%, alle elezioni delle Rsu della Fiat Mirafiori e della Piaggio di Pontedera. Il rapporto di stima con la Polverini si è consolidato durante i 21 giorni di lotta alla Fiat di Melfi, nel 2004.

Enr. Ma. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Rinnovabili Federico Falck, presidente della omonima holding a capo della nuova Actelios che avrà ricavi pari a 400 milioni di euro

le attività di Falck Renewables, uno dei principali operatori europei nel settore della produzione di energia eolica, attivo soprattutto nel Regno Unito, in Italia, Spagna e Francia. Gli obiettivi del piano industriale della «nuova Actelios» prevedono per il 2014 ricavi oltre ai 400 milioni di euro, con un margine operativo lordo superiore ai 200 milioni. La razionalizzazione potrebbe avere anche un altro vantaggio: contribuire alla risoluzione delle divergenze che nell’ultimo periodo hanno incrinato i rapporti nella famiglia. Le attività di Falck nel settore della bioenergia non rientrano nel progetto di consolidamento e quindi non verranno trasferite al nuovo gruppo.

Antonia Jacchia © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Economia 49

Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

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Il Leone di Trieste Perissinotto: Geronzi sarà il nostro rappresentante in Pirelli, Rcs e Mediobanca

Intesa Sanpaolo

L’interesse degli investitori della città-Stato per la compagnia

Passera, entro giugno la scelta su Fideuram

Singapore apre il dossier Generali DAL NOSTRO INVIATO

VENEZIA — I capitali esteri potrebbero tornare in tempi brevi a riposizionarsi con più decisione anche in Italia. E in particolare, secondo voci di mercato, da Singapore alcuni importanti investitori guarderebbero con interesse alle Generali. Forse uno dei fondi sovrani della Città-Stato, il più grande dei quali vanta oltre 100 miliardi di dollari in gestione. Rumor che sono però rimasti lontani ieri da Venezia, dove alla Università Ca’ Foscari Giovanni Perissinotto, group ceo, ha presentato insieme al direttore generale Raffaele Agrusti il bilancio di sostenibilità 2009 della compagnia. Dal documento, che si apre con una lettera del neo presidente Cesare Geronzi che sottolinea l’impegno a «sviluppare competitività e redditività senza contrasti con gli interessi collettivi», si ricava che il gruppo l’anno scorso ha prodotto un «valore aggiunto globale», rappresentativo della ricchezza distribuita agli stakeholder, di 12,6 miliardi, in crescita del 5,2% rispetto all’anno precedente. Perissinotto sottolinea che l’impegno per il bilancio di sostenibilità è diventato, da una verifica di quanto è stato fatto, «un modo di svolgere l’attività, e se ne possono ricavare anche vantaggi economici rilevanti». A margine della presentazione, Perissinotto ha poi detto

Il fondo

Giovanni Perissinotto, amministratore delegato delle Generali Le Assicurazioni Generali riuniranno il loro comitato esecutivo venerdì 4 giugno. Il Fondo sovrano di Singapore sta studiando il possibile ingresso nell’azionariato della compagnia del Leone di Trieste, che ha come primo azionista Mediobanca, con circa il 13,2%

che Geronzi rappresenterà le Generali nel patto di sindacato di Pirelli e Rcs MediaGroup e sarà il rappresentante nell’assemblea del patto di Mediobanca (dove nel board sarà lo stesso Perissinotto a sostituire Antoine Bernheim). «È una delibe-

ra portata da me e approvata nell'ultimo consiglio». Il top manager ha quindi aggiunto che «queste posizioni competono proprio al presidente». Perissinotto ha poi detto che «in questo momento è prematuro parlare di nuovo piano

triennale. «Abbiamo obiettivi ambiziosi per quest’anno e siamo impegnatissimi per portarli a casa». L’inizio dell’anno è stato «buono» e anche «aprile ha confermato una crescita a due cifre del ramo vita», anche se in leggero rallentamento ri-

L’ex presidente

L’addio di Bernheim a Mediobanca

Antoine Bernheim lascerà oltre al patto, il consiglio di Mediobanca, dove è stato anche vicepresidente dal 1988 al 2001. Passato il testimone a Cesare Geronzi al vertice di Generali, il banchiere francese si avvia a rassegnare le dimissioni dal board di Piazzetta Cuccia, dove è atteso l'ingresso per cooptazione di Giovanni Perissinotto, amministratore delegato del Leone. La staffetta potrebbe avvenire alla prossima riunione del board dell'istituto che sarà convocata a giugno, come di consueto, per esaminare andamento e budget.

spetto al boom del primo trimestre. E non c’è fretta per la nomina del country manager per l’Italia, che trova giustificazione nella posizione di capoazienda assunta da Perissinotto: «L’Italia va molto bene e non c'è alcuna urgenza». La scelta «deve essere ben ponderata, e auspicabilmente deve avvenire dall'interno». Passando invece alla questioni più generali, l’amministratore delegato del Leone ha poi espresso qualche giudizio sulla manovra, anche in considerazione del fatto che la compagnia è un grande investitore di titoli di Stato: «Senz’altro va nella direzione giusta. Poi se uno guarda ai grandi aggregati vede anche il bisogno di intervento nel campo delle pensioni e della sanità». Sulla crisi dei mercati definito «assai grave» il fatto che si sia «spostata dai singoli nomi alla credibilità degli Stati. Però mi sembra siano state prese misure decise, accompagnate anche da manovre di riduzione del deficit che indicano agli investitori che si può fare una manovra seria di equilibrio dei conti». «Ci sono tutti i presupposti perché il nervosismo si calmi e rientri». Certo, c’è ancora «una volatilità incredibile, sicuramente accompagnata da forti speculazioni. Certe parti della finanza vanno regolamentate ed è indispensabile perché la funzione dei mercati non è la speculazione, ma la funzione».

MILANO — Sarà presa entro il 22 giugno una decisione sulla quotazione di Fideuram, la rete dei promotori finanziari di Intesa Sanpaolo. Lo ha detto ieri il consigliere delegato del gruppo, Corrado Passera annunciando, sul tema, due consigli di gestione nel mese di giugno, venerdì 4 e martedì 22. Forzare i tempi con i mercati in tempesta potrebbe portare a una sottovalutazione di Fideuram, il cui valore si aggira sui 2 miliardi. Sempre giugno la banca dovrebbe cedere 150-200 sportelli al Crédit Agricole, rafforzando ulteriormente i coefficenti patrimoniali. A margine dell’inaugurazione della nuova cittadella tecnologica Corrado Passera di Como, il banchiere si è detto «contrario» al fondo europeo salva-banche: «Non c’è ragione per cui le banche ben gestite coprano i buchi di quelle mal gestite». Quanto alle affermazioni di Angelo Benessia, presidente della Compagnia Sanpaolo, primo azionista con il 10%, che aveva auspicato l'uscita delle fondazioni dalle banche, per Passera si tratta di un pensiero « male inteso». Non c’è alcuna intenzione di vendere la quota, «l’impegno della Compagnia è confermato».

Pa.Pic.

Sergio Bocconi

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AVVISO A PAGAMENTO

Vogliamo essere Imprenditori per lo sviluppo, non schiavi della speculazione finanziaria! Nel settembre 2005, l’UCID – Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti - lanciò il proprio appello per una nuova responsabilità degli imprenditori. Oggi ritiene necessario un appello alle responsabilità istituzionali di fronte alla strapotere della finanza. Il comportamento devastante di una speculazione finanziaria che tutto travolge lascia infatti sbigottiti gli imprenditori, dirigenti e professionisti cristiani che hanno sempre creduto e credono - al primato dell’economia reale, contro tutte le enfatizzazioni del peso delle attività finanziarie; - al primato dell’impresa come luogo di continua concreta innovazione tecnologica e produttiva , contro ogni illusione che il valore si formi sulla carta; - al primato dell’imprenditorialità personale e del mercato responsabile come momento di crescita e di mobilità sociale, contro il rattrappimento nelle paure e negli adattamenti passivi alla crisi. La propensione ad un pragmatismo del quotidiano, che riduce di molto la capacità di trovarsi uniti nel perseguire obiettivi di lungo periodo, ha di fatto lasciato campo alle scorribande di una speculazione senza scrupoli. Ma dove sono le autorità monetarie quando la massa speculativa punta al fallimento della Grecia? Quando vedono perseguire lo scardinamento del valore di una moneta che ha rappresentato decenni di sforzi per aggregare una volontà comune di sviluppo ? Quando assistono nello spazio di un mattino ad oscillazioni enormi delle quotazioni borsistiche di una azienda ? Forse non ricordano di averci sempre detto che la Borsa serve ad incanalare il risparmio verso le attività produttive; che la tutela del risparmio è sacra; che l’accumulazione del capitale nell’impresa è esito del processo di faticosa accumulazione di conoscenze organizzative e innovative da parte degli imprenditori dell’economia reale. Ci dicono invece che “i mercati finanziari sono il cervello dell’economia. Non se ne può fare a meno, ma se il cervello non funziona, il resto del corpo è a rischio”: una frase che noi operatori sul campo, che mettiamo mente e cuore nelle nostre

aziende e consideriamo strumentale la finanza non possiamo accettare. Non possiamo accettare che il mondo sia solo numeri, flussi di numeri, masse di movimenti finanziari, incapaci di rendersi strumento per lo sviluppo e per la crescita. La speculazione finanziaria è un contagio che distrugge lavoro, uccide persone, impedisce la valorizzazione dei talenti, mortifica l’uomo. Le autorità monetarie hanno creato un mostro, il mercato finanziario dominato dalle speculazioni, ed ora non sono capaci di governarlo, tranne che immaginare di “porre esplicitamente a carico dello Stato una quota maggiore di rischio sistemico …con l’assunzione da parte dello Stato di assicurazione di ultima istanza“; un inaudito addossamento di carico sulle spalle della collettività. Gli imprenditori, i dirigenti ed i professionisti cristiani non fanno domanda di incentivi, di protezione, di privilegi; vogliono e sanno fare offerta di nuovi prodotti, di nuovi servizi, di nuove opportunità di utilizzo individuale, di copertura dei bisogni collettivi, collegando lo sviluppo dell’impresa con lo sviluppo del sistema in una nuova stagione più cosciente, per effetto della crisi, nel costruire il Bene Comune. Perché ciò si realizzi, sta alla politica fare offerta di strutture e strumenti che non diano sponde istituzionali agli esiti della speculazione, ma ricostruiscano la legalità del circuito virtuoso che deve esistere fra valori finanziari, valori economici e valori umani.

I Presidenti dal 1993 al 2010 Giuseppe De Rita Francesco Merloni Angelo Ferro

Roma, 29 maggio 2010

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50 Economia

Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

La svolta Arcangeli: non è una ritirata, puntiamo sul lusso. Presto anche in Corea

Fisco e off shore

Valleverde, un marchio per la Cina

L'Agenzia delle Entrate ha varato la dichiarazione che dovrà essere compilata dai contribuenti per le operazioni di vendita o di acquisto nei paradisi fiscali. Scatterà dal primo luglio

L’accordo con Wang Aokang, avrà la proprietà per la produzione locale MILANO — «Un grande affare per entrambi». Armando Arcangeli, il patron di Valleverde non ha dubbi sull’accordo appena concluso: la cessione del marchio di calzature in Cina a un imprenditore locale, Wang Aokang. «È un uomo giovane, di 43 anni, ricchissimo e il suo è già un impero. In mano sua il marchio vola in un Paese che ha già superato l’America». I rumors parlano di un’operazione di 12 milioni: «quando chiuderemo vedrà che sarà il 30% in meno, e poi sono dollari», dice l’imprenditore romagnolo. A Aokang è affidata la produzione per il mercato locale e quello che più conta, la commercializzazione. L’imprenditore cinese ha già aperto 200 insegne Valleverde nella Terra del Dragone, a cui si aggiungono altre 100 vetrine di lusso «che vendono però il nostro prodotto made in Italy». Ed è solo l’inizio. Ma la qualità? Non si rischia di togliere valore al marchio? «Lavoriamo con Aokang già da due anni e l’intesa prevede una serie di garanzie e standard minimi di qualità. Del resto con la sola produzione italiana non ce la faremo mai a conquistare questi grandi mercati». Il modello è esportabile. «A breve ce lo chiederà anche il nostro partner coreano, con cui lavoriamo da sei anni. E anche a Seul di ricchezza ce n’è tanta». E poi perché non il Nord Africa o il Brasile? Arcangeli guarda con interesse alla crescita dei

Finanza

Arriva la schedatura per il paradiso San Marino

Bpm debutta nel credito al consumo La Banca Popolare di Milano è pronta al lancio di «ProFamily», la nuova società di credito al consumo del gruppo. L'istituto milanese, secondo quanto anticipato dall’agenzia Radiocor, in queste ore ha ricevuto il via libera di Bankitalia, ultimo tassello del procedimento autorizzativo necessario per l'avvio dell'operatività concreta della società. Con «ProFamily» Bpm entrerà in un settore di business finora rimasto scoperto in Piazza Meda e per questo la società è stata indicata tra i principali driver di sviluppo dei ricavi di gruppo nel piano industriale 2010-2012. «ProFamily» sarà guidata dall'amministratore delegato Massimiliano Becheroni. Il presidente è Marcello Priori.

Testimonial Kevin Kostner, testimonial del gruppo, nel tondo Arcangeli

Paesi emergenti nella stessa ottica. D’altronde in Cina non è il solo. Un altro grande gruppo, in questo caso di abbigliamento sportivo, China Dongxiang ha di recente acquisito i diritti per i mercati asiatici sul mar-

chio Kappa. «La Cina corre veloce, sono rapidi, bravi» continua a ripetere l’imprenditore di Riccione, classe 1944, che ha fatto strada (con 80 milioni di fatturato l’azienda fondata nel 1970 è presente in cinque continenti) con la «scarpa co-

Diego Della Valle

«Rcs, dai soci barra dritta» «Il compito mio e degli azionisti» di Rcs «è cercare di mantenere la barra dritta al centro» affinché il «Corriere» sia «indipendente». Lo ha detto il patron di Tod’s e socio del gruppo editoriale, Diego Della Valle, intervenendo alla trasmissione di RaiDue «L'ultima parola». «Essere proprietari del Corriere — ha proseguito l'imprenditore — può anche essere una delle cose più complicate, noiose e non vorrei dire pericolose ma io sono entrato con la voglia di essere uno dei proprietari di un'azienda seria, oggi ben diretta che deve fare i conti col mercato per cercare di avere una casa editrice che guadagna, che faccia bene le cose, che sia indipendente per garantire un mercato di assunzioni e non di licenziamenti».

moda». Uno slogan, ripetuto come un mantra anche dai suoi «prestigiosi» testimonial. Anche nei momenti di crisi (e l’azienda romagnola li ha vissuti utilizzando la cassa integrazione per una cinquantina dei suoi 300 dipendenti) Valleverde non ha mai smesso di investire in testimonial e grandi eventi. Come non ricordare l’accento yankee di Kevin Costner che nel traffico di Los Angeles sottolinea: «È bello camminare in una Valleverde». Poi c’è stata Luisa Corna, quindi Miss Italia, ogni anno un volto nuovo. Per il 2009-2010 è la volta di Maria Perrusi, la diciottenne calabrese che ha trionfato a Salsomaggiore. «Se potessi tornerei ai miei primi amori Julia Roberts, prima di "Pretty Woman" e Charlize Theron, ma ormai chi se le può più permettere?»

ROMA — Per le sorti di San Marino potrebbe essere il colpo finale. Ieri il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha firmato l’ultimo atto che farà scattare dal primo luglio una nuova durissima stretta sulle attività commerciali delle imprese italiane con i paradisi fiscali inseriti nella black list del Tesoro, nella quale figura anche la piccola Repubblica. Senza comunicarlo al fisco, da luglio sarà impossibile fare anche un solo affare di natura commerciale, con il Titano. Esattamente quello che le autorità di San Marino, preoccupatissime, volevano evitare a tutti i costi. Tanto che il governo sammarinese, con l’obiettivo di uscire dalla black list (lista nera) dei paradisi fiscali, ha messo a punto una nuova proposta da presentare al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, con la quale si impegna allo scambio automatico di informazioni, benché sottoposto ad una serie di condizioni. Secondo il documento messo a punto dal governo di San Marino lo scambio di informazioni fiscali dovrebbe infatti essere implementato nel giro di due anni e non potrebbe comunque essere retroattivo. Una bella pietra sopra al passato, insomma. Un’idea che tuttavia Tremonti non pare avere alcuna intenzione di accettare. Al Tesoro chiedono che lo scambio di informazioni con San Marino sia automatico ed effettivo, cioè applicato nella pratica, ma anche immediato, come condizione per rimuovere il Titano dalla lista nera dei Paesi a fiscalità privilegiata. E con la mossa di ieri il governo ha ulteriormente rafforzato la sua posizione di forza, restringendo ulteriormente il margine della trattativa che San Marino vorrebbe avviare con Roma. E che, se era già difficile, si complica ancora di più.

Mario Sensini

Antonia Jacchia

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Economia 51

Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

Cantieri navali

I gruppi italiani sono i primi esportatori a livello mondiale. Un settore made in Italy da 2,7 miliardi di dollari

Più fusioni e hi-tech, la nautica gioca d’anticipo sulla ripresa Fortis: export calato meno dei concorrenti. Realacci: creare una filiera virtuosa MILANO — Con un surplus di quasi 1,4 miliardi nel 2008, il settore della nautica da diporto è uno dei pochi comparti dell’industria italiana che contribuiscono a riequilibrare la bilancia commerciale. Le barche e gli yacht con motore entrobordo sono il quinto prodotto made in Italy più esportato e, con 2,7 miliardi di dollari di export in valore nel 2008, siamo i primi esportatori a livello mondiale. «L’export — dice Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison — è calato soltanto del 15,4% nel periodo della crisi, rispetto al 26% della Spagna, al 45% della Francia e al 76% della Germania. La tenuta è dovuta al fatto che la nautica italiana è molto competitiva, oltre al fatto che si tratta di un prodotto che ha una domanda poco elastica». Ma nonostante questa «tenuta», dopo una crescita inarrestabile durata più di un decennio, anche per il settore è arrivato un momento di stop. Dal pienone del salone di Cannes 2008 al vuoto di Montecarlo dello stesso anno, il passaggio è stato breve. Tutti i cantieri hanno visto scendere gli ordini, con una flessione di circa il 20%, secondo stime di Ucina Confindustria Nautica, Unione Nazionale dei Cantieri e delle Industrie Nautiche e Affini. Il fatturato nazionale, che nel 2008 era stato di 6,18 miliardi, nel 2009 è crollato di circa il 30%. Ecco perché l’associazione di categoria ha deciso di commissionare uno studio, «L’industria nautica Italiana: da dove parte la ripresa», condotto a quattro mani dalla Fondazione Edison e dalla Fondazione Symbola sui 10 principali cantieri italiani. «Il settore — dice Ermete Realacci, presidente di Symbola — si è posto il problema di come innovarsi per mantenere la crescita. Lo ha fatto forse un po’

❜❜ ❜❜ Ermete Realacci: Penso Marco Fortis: Export calato solo del 15,4%, meno 76% in Germania

a scafi che consumano meno e a vele che possono produrre energia

in ritardo, perché nonostante in passato avesse già capito che l’export è legato alla qualità, non ha sfruttato il periodo di forte espansione per pensare a come fare meglio. È stata un’occasione persa: come diceva Velasco, allenatore della storica nazionale italiana di pallavolo, la squadra si cambia quando vince». La sfida della qualità era e rimane l’unica che l’export italiano, compresa la nautica, può vincere. Una qualità che finora è stata costruita dai cantieri e dalle Pmi dei distretti. Una filiera che però una crisi come l’attuale ha messo in pericolo. Dallo studio è emersa la preoccupazione per la perdita di alcuni importanti pezzi, in particolare per i piccoli e piccolissimi che da sempre assicurano manodopera e prodotti di qualità ai grandi cantie-

Panorama

Bulgari rinnova per dieci anni la licenza a Luxottica Bulgari e Luxottica hanno annunciato la prosecuzione per un periodo di altri dieci anni dell’accordo di licenza che ha per oggetto la progettazione, produzione e distribuzione in tutto il mondo di montature da vista e di occhiali da sole a marchio Bulgari. Il nuovo contratto di licenza decorrerà dal primo gennaio 2011 e scadrà il 31 dicembre 2020. Rinvio per la cessione di Karstadt. Tutto rimandato al 9 giugno per la decisione su chi rileverà i magazzini tedeschi Karstadt per cui sono pervenute le offerte di tre gruppi tra cui quella del consorzio Highstreet, guidato da Goldman Sachs e Borletti e composto da Deutsche Bank, Generali, Pirelli Re. Gli altri due contendenti per il gruppo fallito sono il fondo di investimenti tedesco-svedese Triton e la società di investimenti Berggruen. Patti Chiari e fondazioni bancarie per l’educazione finanziaria. Il consorzio Patti Chiari e le fondazioni bancarie stanno trattando la costituzione di una joint venture per promuovere l'educazione finanziaria, ancora insufficiente fra gli italiani secondo quanto rileva l'ultima indagine dello stesso consorzio. È quanto ha annunciato il presidente del consorzio Filippo Cavazzuti (foto) al termine di un incontro con il presidente dell'Abi Corrado Faissola per presentare gli esiti dello studio. Fedeli guida il sindacato europeo dei tessili. Valeria Fedeli (Cgil) è stata eletta per la terza volta presidente del sindacato europeo del tessile, Etuf-Tlc (più di un milione di aderenti), nel congresso che si conclude oggi a Firenze. Il gruppo Galotti ha dato vita a due nuovi fondi chiusi immobiliari, sono Q2 e Q3, gestiti da Quorum Sgr e finanziati da Carisbo e Unicredit Corporate Banking, che gestiranno lo sviluppo di progetti immobiliari a Milano. Le aree apportate nei due fondi sono a Lambrate e Pero.

Il presidente

Anton Francesco Albertoni, 47 anni, (nella foto) amministratore delegato di Veleria San Giorgio, è stato riconfermato presidente di Ucina (Confindustria Nautica) dall'assemblea dei soci. L'assemblea ha eletto il nuovo consiglio direttivo: Cataldo Aprea (Apreamare Spa), Giorgio Besenzoni (Besenzoni Spa), Umberto Capelli (Cantieri Capelli Srl), Saverio Cecchi (Twin Disc Srl), Antimo Di Martin (Fiart

Mare Spa), Giorgio Ettore Carlo Donà (Zf Italia Srl), Marcello Fazioli (Cantieri di Fiumicino Srl), Piero Formenti (Zar Formenti srl), Salvatore Foti (Marina di Portorosa Spa), Massimo Franchini (Franchini International Spa), Luigi Macchiola (MPS Leasing & Factoring Spa), Renato Martucci (Gagliotta Srl).

ri navali. «Da qui — dice Realacci — l’esigenza di politiche di aggregazione, in cui le aziende fornitrici possano essere affiancate dalle grandi aziende in un percorso di crescita strutturato in modo da creare una filiera virtuosa». È da questa preoccupazione che è nata la partnership che Azimut-Benetti ha sviluppato con diverse aziende toscane. Strategiche per il settore sono — sempre secondo lo studio — anche le alleanze intersettoriali, con un primo passo di avvicinamento già fatto tra nautica e tessile con l’accordo tra l’Unione Industriale Biellese e il Rina (il Registro Italiano Navale) da cui è nato il progetto Navaltex. Altra chiave è la sostenibilità ambientale. «Ogni innovazione tecnologica — spiega Realacci — aumenta il valore materiale e simbolico del prodotto. Per le barche penso a scafi che consumano meno e a vele che possono produrre energia. La nautica è un campo in cui le caratteristiche distintive del prodotto sono importantissime a livello commerciale. Quasi tutti i cantieri fanno della sostenibilità o dell’innovazione di processo legata all’ambiente una chiave per acquisire competitività». Tra le strategie in atto, le aziende hanno iniziato a rimodellare la capacità produttiva. In alcuni casi la razionalizzazione ha imposto la concentrazione della produzione in un numero limitato di siti, ma non c’è delocalizzazione. Tutti hanno confermato di aver incrementato gli investimenti in innovazione, concentrandosi su modelli e materiali particolari. Il problema per il quale ancora oggi manca la soluzione è il trasferimento del know-how. La nautica può contare su capacità tecnico-artigianali molto elevate che rischiano di scomparire perché non esiste una «scuola italiana del fare nautica», si va ancora a bottega. Per gli imprenditori, sono necessarie politiche di sostegno alla formazione e alla riqualificazione del capitale umano. «E per dare una mano al settore — conclude Realacci — si potrebbero semplificare le norme e le regole con l’obiettivo di aumentare i posti barca nei porti: basterebbero soltanto piccoli aggiustamenti».

Fausta Chiesa © RIPRODUZIONE RISERVATA

AVVISO A PAGAMENTO

Real Estate Lascia De Conto

CRISTOFORO COLOMBO APRE UNA NUOVA ROTTA MERCANTILE E FINANZIARIA DA PECHINO A GENOVA

Pirelli Re cambia in Prelios Arriva Parazzini

Agli inizi del 2009 Ital Brokers apre un ufficio di relazione istituzionale, mercantile e finanziaria con il grande mercato cinese, a pochi passi da piazza Tiananmen in Pechino. Dopo un anno di attento lavoro istituzionale con le autorità di Pechino si arriva alla grande svolta e nel febbraio di quest’anno è costituita un’importante alleanza tra il Gruppo Ital Brokers di Genova e una delle più importanti finanziarie della Repubblica Popolare di Cina con la nascita di Ital Brokers Cina, ente giuridico della Repubblica Popolare di Cina, nuova società cinese di intermediazione mercantile, marittima, assicurativa e finanziaria; strumento imprenditoriale di accesso e collegamento “worldwide” ai capitali cinesi nei mercati internazionali. Missione della neocostituita Ital Brokers Cina è, altrettanto, una corretta rifondazione delle relazioni commerciali e finanziarie tra gli investitori della Repubblica Popolare di Cina e il mercato italiano. Il portfolio di lavoro della nuova Ital Brokers Cina testimonia della portata innovativa della politica degli investimenti nei mercati internazionali e italiano delle autorità finanziarie cinesi. La nuova Ital Brokers Cina offre innovativi prodotti assicurativi, a supporto degli investimenti e servizi di collegamento e di intermediazione tra il sistema economico della repubblica Popolare di Cina e le aree d’impresa geopolitico mercantile del capitale cinese nei mercati internazionali. Tra le missioni affidate dalle autorità cinesi alla nuova società spiccano, per portata strategica, l’affiancamento dell’agenzia per il settore dell’industria agro-alimentare del ministero dell’agricoltura della Repubblica Popolare di Cina, per l’introduzione dei vini e dei prodotti alimentari italiani nel mercato interno cinese -delle tecnologie industriali di lavorazione del prodotto agro-alimentare e dei prodotti di qualità ed eccellenza, relati alla diffusione della dieta mediterranea promossa dalle autorità presso il consumatore cinese; per lo sviluppo nell’Oceano Pacifico della pesca oceanica d’alto mare - l’armamento e il varo di una nuova modernissima flotta di pescherecci cinesi, commessa direttamente affidata dal ministero della marina mercantile della Repubblica Popolare di Cina alla nuova società; intermediazione mercantile ed assicurativa per il commercio e trasporto di prodotti petroliferi raffinati russi (e non solo) con l’impiego finanziario di capitali cinesi - per il mercato domestico cinese, americano ed europeo; la costruzione e la messa in orbita di satelliti commerciali; lo sviluppo dei sistemi 3G di telefonia mobile e delle reti 5G di quinta generazione per il mercato telecom cinese; l’ingresso del capitale cinese nel mercato immobiliare italiano e francese; e testa di ponte dell’industria automobilistica cinese per la commercializzazione di nuovi veicoli elettrici per il trasporto privato e pubblico urbano (autobus elettrici per grandi metropoli). Per rafforzare la valenza politica e strategica dell’alleanza tra il Gruppo Ital Brokers di Genova e Pechino – un primario gruppo finanziario della Repubblica Popolare di Cina entra nel 2010 nella compagine societaria del Gruppo Ital Brokers di Genova con una importante partecipazione di capitale. La rotta aperta dal Gruppo Ital Brokers in stretta alleanza con le autorità della Repubblica Popolare di Cina, costituisce un’importante opportunità politica per rifondare su basi pragmatiche del tutto nuove la collaborazione commerciale con il mercato italiano – e per entrare in partnership mercantile con il capitale cinese nei mercati finanziari ed assicurativi internazionali. ITAL BROKERS HOLDING SPA Il Vice Presidente Giancarlo Morotti

ITAL BROKERS SPA Il Presidente Franco Lazzarini Il Vice Presidente Giancarlo Gardella

Il presente comunicato è stato concordato con gli enti governativi competenti della Repubblica Popolare di Cina Ulteriori informazioni saranno fornite nel corso di due conferenze stampa che si terranno la prima a Pechino e la seconda a Genova

MILANO — Doppio cambiamento, nel vertice e nel nome, ieri per Pirelli Re in vista del progetto della Bicocca per lo spin off. Sul fronte del management, il consiglio ha cooptato Enrico Parazzini, che è stato nominato amministratore delegato finanza e contestualmente ha lasciato la carica di amministratore delegato di Camfin. Parazzini, che affianca ai vertici dell’azienda l’amministratore delegato Giulio Malfatto, sostituisce Claudio De Conto che lascia la società. In Camfin invece la responsabilità della gestione operativa farà capo a Roberto Rivellino nella sua qualità di direttore generale. Il board, prendendo atto delle dimissioni di Claudio De Conto, ha ringraziato il manager «in particolare per il contributo al successo del turnaround e del piano di rilancio della società, oltre che per il lungo percorso professionale nel gruppo Pirelli iniziato nel 1988». Per quanto riguarda l’altro camIl riassetto biamento deciso Le novità nel gruppo ieri, quello della in vista del progetto denominazione sociale, sarà PrePirelli di spin off lios il nuovo nodel mattone me di Pirelli Real Estate. Il cambio di denominazione avrà efficacia con il perfezionamento del piano di separazione. Nel nuovo nome Prelios, che dovrà essere approvato dall’assemblea dei soci, «le tre lettere iniziali richiamano il concetto di "premium", la cui origine latina lo rende facilmente riconoscibile nelle principali lingue europee (e "pre" era anche l’acronimo del passato nome della società)», ha spiegato in una nota Pirelli. «Il futuro — continua la nota — è rappresentato dalla fusione con la parola "helios", termine greco che designa il sole», un «simbolo universale che esprime l’avvio di una nuova fase» e «richiama l’orientamento alla sostenibilità».

G. Str. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

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EUR EUR EUR EUR

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503691,554 488620,310 501139,369 506252,876

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Nome

Data Valuta 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05

Azimut Reddito Euro Azimut Reddito Usa Azimut Solidity Azimut Strategic Trend Azimut Trend America Azimut Trend Europa Azimut Trend Italia Azimut Trend Pacifico Azimut Trend Tassi Azimut Trend

Quota/od.

Quota/pre.

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15,630 6,388 7,838 4,970 9,208 11,451 13,652 6,346 8,909 17,955

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AZ FUND MANAGEMENT SA

www.albertinisyz.it Tel 02 30306.1 30/04 EUR 639928,036 636354,857 Albertini Syz Multistrategy 30/04 EUR 616040,179 614005,198 Albertini Syz Long Short Equity 30/04 EUR 660096,269 657296,403 Albertini Syz Innovation

www.gestiellehedge.it 31/03 EUR 496711,832 31/03 EUR 604185,637 31/03 EUR 442139,859 31/03 EUR 574950,226 31/03 EUR 539266,583 31/03 EUR 405165,805 31/03 EUR 556351,606 31/03 EUR 730873,197

G. Hedge Credit Fund G. Hedge High Volatility G. Hedge Long Short World G. Hedge Low Volatility G. Hedge Multi- Strategy G. Hedge Opportunity G. Hedge Concentr Low 1 G. Hedge Concentr Medium 1

Amundi Absolute Amundi Azioni QEuro Amundi Breve Termine Amundi Corporate 3 anni Amundi Corporate Giugno 2012 Amundi Dynamic Allocation Amundi EONIA Amundi Equipe 1 Amundi Equipe 2 Amundi Equipe 3 Amundi Equipe 4 Amundi Eureka China Double Win Amundi Eureka Double Call Amundi Eureka Double Win Amundi Eureka Double Win 2013 Amundi Eureka Dragon Amundi Eureka Ripresa 2014 Amundi Europe Equity Amundi For. E. Eq. Op. 2013 Amundi For. E. Eq. Op. Due 2013 Amundi For. Em.MktEq.R.2014 Amundi For. Gar. Hi. Div. 2014 Amundi Form Gar.E.Mk.Eq.R 2013 Amundi Form Gar.Eq.R.DUE 2013 Amundi Form Gar.Eq.Recall 2013 Amundi Form Gar.Mer.Emergenti Amundi Form Garantita 2012 Amundi Form Garantita 2013 Amundi Form Garantita Due 2013 Amundi Form Priv.Div.Opportunity Amundi Global Emerging Equity Amundi Global Equity Amundi Liquidità Amundi Obbligazionario Euro Amundi Pacific Equity Amundi Più Amundi Premium Power Amundi Private Alfa 2007 Amundi QBalanced Amundi QReturn Amundi USA Equity Unibanca Plus

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EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

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Numero Verde 800 255783 info@animasgr.it - www.animasgr.it 27/05 EUR 4,088 27/05 EUR 6,045 27/05 EUR 6,071 27/05 EUR 9,303 27/05 EUR 3,730 27/05 EUR 13,521 27/05 EUR 19,795 27/05 EUR 12,396 27/05 EUR 6,596 27/05 EUR 7,057 27/05 EUR 9,024 27/05 EUR 7,318 27/05 EUR 6,095 27/05 EUR 6,890 27/05 EUR 4,166 27/05 EUR 12,212 27/05 EUR 7,600 27/05 EUR 2,805 27/05 EUR 7,570 27/05 EUR 6,386 27/05 EUR 12,596 27/05 EUR 14,398 27/05 EUR 5,620 27/05 EUR 12,093 27/05 EUR 5,797 27/05 EUR 4,785 27/05 EUR 10,080 27/05 EUR 6,518 27/05 EUR 7,749 27/05 EUR 10,021 27/05 EUR 6,871 27/05 EUR 20,033 27/05 EUR 34,231 27/05 EUR 4,579 27/05 EUR 5,240 27/05 EUR 4,966 27/05 EUR 5,462 27/05 EUR 5,333 27/05 EUR 5,025 27/05 EUR 4,541 27/05 EUR 4,086

Anima America Anima Asia Anima Convertibile Anima Emerging Markets Anima Europa Anima Fondattivo Anima Fondimpiego Anima Fondo Trading Anima Liquidità Anima Obbligaz Euro Americhe Corporate Bd Emerging Markets Bd Emerging Markets Eq Euroland Europa Europe Bd Flessibile Fondo Liquidità Iniziativa Europa Internazionale Italia Mix Monetario Obiettivo Rendimento Pacifico Pianeta Premium Risparmio Sforzesco Tesoreria F.per le Imprese Valore Globale Visconteo Capitale Piu' C.Azionario Capitale Piu' C.Bilanc. 15 Capitale Piu' C.Bilanc. 30 Capitale Piu' C.Obbligaz. Managers & Co. Comp.30 Managers & Co. Comp.50 Managers & Co. Comp.70 Managers & Co. Comp.90

492320,282 593456,159 438273,524 572902,785 535873,530 397876,660 552786,861 722809,510

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FONDO PENSIONE APERTO ARTI & MESTIERI A&M Conservazione 3+ A A&M Conservazione 3+ A&M Crescita 25+ A A&M Crescita 25+ A&M Garanzia 1+ A A&M Garanzia 1+ A&M Incremento e Garanzia 5+ A A&M Incremento e Garanzia 5+ A&M Rivalutazione 10+ A A&M Rivalutazione 10+

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13,429 13,320 10,592 10,442 12,520 12,488 10,846 10,816 12,353 12,208

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AZ F. Active Selection AZ F. Active Strategy AZ F. Alpha Man. Credit AZ F. Alpha Man. H.Vol AZ F. Alpha Man. Them. AZ F. American Trend AZ F. Asset Plus AZ F. Asset Power AZ F. Bond Trend AZ F. Bot Plus AZ F. Commodity Trading AZ F. Conservative AZ F. Corporate Premium AZ F. Dividend Premium AZ F. Emer. Mkt Asia AZ F. Emer. Mkt Europe AZ F. Emer. Mkt Lat. Am. AZ F. European Dynamic AZ F. European Trend AZ F. Formula 1 Absolute AZ F. Formula 1 Alpha Plus AZ F. Formula 1 Alpha Plus 20 AZ F. Formula 1 Conserv. AZ F. Formula 1 Dynamic Trading AZ F. Income AZ F. Institutional Target AZ F. Italian Trend AZ F. Opportunities AZ F. Pacific Trend AZ F. Qbond AZ F. QProtection AZ F. Qtrend AZ F. Reserve Short Term AZ F. Solidity AZ F. Strategic Trend AZ F. Trend AZ F. US Income

26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 30/04 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

4,928 4,958 4,805 4,095 3,201 2,370 5,232 4,896 5,384 5,139 4,955 5,498 5,012 4,974 5,399 3,894 6,228 4,422 2,835 4,620 5,283 4,515 4,758 4,960 5,576 0,000 2,793 3,665 3,701 5,082 4,824 4,893 6,025 5,277 4,517 3,912 6,310

4,934 4,921 4,818 4,068 3,167 2,366 5,231 4,886 5,389 5,141 4,959 5,504 5,014 4,975 5,285 3,835 6,069 4,390 2,800 4,618 5,274 4,508 4,757 4,957 5,584 0,000 2,751 3,626 3,667 5,080 4,821 4,827 6,025 5,292 4,507 3,897 6,303

Carige Azionario America Carige Azionario Europa Carige Azionario Internazionale Carige Azionario Italia Carige Bilanciato 10 Carige Bilanciato 30 Carige Bilanciato 50 Carige Corporate Euro Carige Flessibile Carige Flessibile Piu' Carige Liquidita Euro Carige Monetario Euro Carige Obblig Euro Carige Obblig Euro Lungo Termine Carige Obblig Internazionale

27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

2,505 5,173 6,168 4,879 5,453 5,077 5,682 6,539 5,182 4,494 6,315 11,649 10,872 5,662 6,186

2,425 5,034 5,960 4,726 5,433 5,025 5,597 6,542 5,188 4,500 6,315 11,655 10,881 5,677 6,188

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

13,396 13,266 11,141 11,046 10,191 9,964 12,306 12,124

13,344 13,219 11,168 11,076 10,395 10,170 12,357 12,181

Fondo Pensione Aperto Carige 30/04 30/04 30/04 30/04 30/04 30/04 30/04 30/04

Difesa Classe A Difesa Obiettivo TFR Classe A Obiettivo TFR Rivalutazione Classe A Rivalutazione Valorizzazione Classe A Valorizzazione

Num tel: 178 311 01 00 www.compamfund.com - info@compamfund.com 26/05 USD 1146,615 1143,913 Bluesky Global Strategy 26/05 EUR 1148,951 1149,030 Bond Euro A 26/05 EUR 1126,746 1126,835 Bond Euro B 26/05 EUR 1072,729 1103,145 Bond Risk A 26/05 EUR 1047,920 1077,724 Bond Risk B 26/05 EUR 1273,007 1282,809 Em. Mkt S.T. A 26/05 EUR 1245,237 1254,921 Em. Mkt S.T. B 26/05 EUR 1107,676 1085,287 European Equity A 26/05 EUR 1068,951 1047,361 European Equity B 25/05 EUR 109,819 109,308 Multiman. Bal. A 25/05 EUR 111,080 110,572 Multiman. Bal.M 79,074 80,015 Multiman. Eq. Afr. & Mid. East A 19/05 EUR 80,107 81,049 Multiman. Eq. Afr. & Mid. East M 19/05 EUR 19/05 EUR 104,731 105,024 Multiman.Target Alpha A

AZIMUT SGR - tel.02.88981 www.azimut.it - info@azimut.it 26/05 EUR 22,599 26/05 EUR 6,385 26/05 EUR 6,418 26/05 EUR 6,617 26/05 EUR 6,624 26/05 EUR 6,330 26/05 EUR 12,256 26/05 EUR 9,682 26/05 EUR 10,986 26/05 EUR 9,770 26/05 EUR 11,504 26/05 EUR 7,531

22,464 6,376 6,412 6,608 6,620 6,322 12,258 9,696 10,997 9,764 11,506 7,545

Data Valuta

Bond Euro Area C Bond Inflation Linked C Bond Variable Income C Corporate Bond Euro C Dynamic Allocation Equity Opportunity C Euro Equities C Euro Investments C Flexible Strategies C Global Allocation C Gov Bond Euro Medium Term C Italian Stocks Money Market C Private Equity Strategies C Revenues C Strategic Portfolio C Trading US Equities C Usa Short Term C

Quota/od.

Quota/pre.

27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR USD USD

138,320 99,690 97,620 118,450 91,390 101,530 78,550 95,900 98,630 99,710 116,740 66,780 104,680 78,380 99,890 94,950 104,150 93,170 112,070

138,260 99,790 97,490 118,530 91,440 100,450 77,910 96,240 98,260 99,770 116,800 65,270 104,630 76,760 99,900 93,920 104,410 92,460 111,980

31/03 31/03 31/03 31/03 31/03 31/03 31/03

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

468259,872 444089,866 419867,919 483934,741 558505,086 562236,008 495450,639

465410,320 438238,058 413930,528 474752,913 551745,603 560165,090 490793,203

26/05 27/05 27/05 27/05 26/05 26/05 27/05 27/05 26/05 27/05 27/05 26/05

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

60,440 105,870 118,900 147,720 99,540 109,660 87,860 88,850 106,730 97,530 112,830 88,890

59,880 103,290 116,010 143,590 99,510 109,490 87,490 88,630 105,610 94,430 113,110 88,310

27/05 27/05 27/05 26/05 27/05 27/05 27/05 21/05 26/05 26/05 27/05 27/05 27/05 27/05 26/05 26/05 25/05 27/05 27/05 27/05 26/05 26/05

EUR EUR EUR EUR EUR JPY USD EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

99,370 92,430 103,890 81,700 86,060 6198,579 96,090 103,140 119,900 99,780 109,010 90,210 100,550 100,870 97,880 86,090 97,790 83,410 77,590 98,610 102,440 134,820

98,800 91,890 103,290 82,220 83,690 6136,264 93,300 102,750 119,680 99,590 109,080 90,270 100,560 100,870 97,870 85,680 98,140 80,870 75,520 95,980 102,360 134,710

DB Platinum IV Balanced Curr Harv. Euro R1C Balanced Curr Harv. Euro R1C A Balanced Curr Harv. Euro R2C Croci Alpha Pairs Sect Euro R1C Croci Euro R1C B Croci Japan R1C B Croci US R1C B Dyn. Alt. Port. R2C Dyn. Bd Plus R1C Dyn. Bd Plus R1C A Dyn. Bd Stabilität Plus R1C Dyn. Bd Stabilität Plus R1C A Dyn. Cash R1C Dyn. Cash R1C A Dyn. ETF Selector 3 R1C A Dyn. ETF Selector 6 R1C A Dyn. ETF Selector 8 R1C A Eur.Top Stars Fd R1C A Long Short Momen. R1C Long Short Momen. R1C A Sovereign Plus Sovereign Plus R1C

BPVI Hedge Strategy CrevalHedge Duemme Hedge Dynamic Duemme Hedge Gl Equity Duemme Hedge Performance Duemme Hedge Protection Mediolanum Strategy

www.eurizoncapital.it tel. 02 88101 26/05 EUR Eurizon Az Alto Divid Eur 26/05 EUR Eurizon Az Asia Nuove Econom. 26/05 EUR Eurizon Az Energie Mat Pr 26/05 EUR Eurizon Az Europa Multiman 26/05 EUR Eurizon Az Italia 130/30 26/05 EUR Eurizon Az Mondo Multiman 26/05 EUR Eurizon Az Salute E Amb 26/05 EUR Eurizon Az Teconol Avanz 26/05 EUR Eurizon Azioni Finanza 26/05 EUR Eurizon Azioni PMI America 26/05 EUR Eurizon Azioni PMI Italia 26/05 EUR Eurizon Azioni PMI Europa 26/05 EUR Eurizon Bilanc Euro Multiman 26/05 EUR Eurizon Diversificato Etico 26/05 EUR Eurizon Focus Az America 26/05 EUR Eurizon Focus Az Europa 26/05 EUR Eurizon Focus Az Internaz 26/05 EUR Eurizon Focus Az Italia 26/05 EUR Eurizon Focus Az Paesi Em 26/05 EUR Eurizon Focus Azioni Euro 26/05 EUR Eurizon Focus Azioni Pacifico Eurizon Focus Cap Protetto 12/2014 26/05 EUR 26/05 EUR Eurizon Focus Far I T 07 26/05 EUR Eurizon Focus Gar 06/2012 26/05 EUR Eurizon Focus Gar 09/2012 26/05 EUR Eurizon Focus Gar 12/2012 26/05 EUR Eurizon Focus Gar 03/2013 26/05 EUR Eurizon Focus Gar I Sem 06 26/05 EUR Eurizon Focus Gar II Sem 06 26/05 EUR Eurizon Focus Gar II T 07 26/05 EUR Eurizon Focus Gar III T 07 26/05 EUR Eurizon Focus Gar IV T 07 26/05 EUR Eurizon Focus Ob Eur Corp 26/05 EUR Eurizon Focus Obbl Cedola 26/05 EUR Eurizon Focus Obbl Emerg 26/05 EUR Eurizon Focus Obbl Euro 26/05 EUR Eurizon Focus Obbl Euro BT 26/05 EUR Eurizon Focus Obbl Euro HY 26/05 EUR Eurizon Focus Pr Dinamico 26/05 EUR Eurizon Focus Pr Moderato 26/05 EUR Eurizon Focus Pr Prudente 26/05 EUR Eurizon Focus Rend As 2 A 26/05 EUR Eurizon Focus Rend As 3 A 26/05 EUR Eurizon Focus Rend As 5 A 26/05 EUR Eurizon Focus Tesoreria Dollar 26/05 USD Eurizon Focus Tesoreria Dollar 26/05 EUR Eurizon Focus Tesoreria Euro A 26/05 EUR Eurizon Focus Tesoreria Euro B 26/05 EUR Eurizon Liquidita' A 26/05 EUR Eurizon Liquidita' B 26/05 EUR Eurizon Obbl Etico 26/05 EUR Eurizon Obbl Euro Corp BT 26/05 EUR Eurizon Obbl Internazionali 26/05 EUR Eurizon Obiettivo Rendimento 26/05 EUR Eurizon Rendita 26/05 EUR Eurizon Soluzione 10 26/05 EUR Eurizon Soluzione 40 26/05 EUR Eurizon Soluzione 60 26/05 EUR Eurizon Team 1 26/05 EUR Eurizon Team 2 26/05 EUR Eurizon Team 3 26/05 EUR Eurizon Team 4 26/05 EUR Eurizon Team 5 26/05 EUR Intesa Cass Centro Prot Din 26/05 EUR Passadore Monetario 26/05 EUR Teodorico Monetario 26/05 EUR Unibanca Azionario Europa 26/05 EUR Unibanca Monetario 26/05 EUR Unibanca Obbligaz Euro

23,244 10,105 8,786 5,210 14,935 3,191 14,459 4,009 17,365 20,696 4,315 7,556 34,372 7,868 8,659 7,571 7,152 10,648 8,633 12,209 3,803 5,003 5,159 5,109 5,089 5,100 5,139 5,289 5,244 5,116 4,956 5,221 5,553 6,068 11,032 13,975 15,155 6,982 5,215 5,299 5,442 5,211 5,466 4,856 13,456 16,444 7,630 7,671 7,259 7,433 5,421 7,435 8,876 8,050 5,900 6,820 6,082 23,668 5,982 5,631 4,685 3,929 3,751 5,637 7,102 7,437 5,593 5,710 5,814

22,897 9,916 8,699 5,154 14,647 3,178 14,440 4,030 17,250 20,619 4,248 7,340 34,205 7,866 8,677 7,437 7,112 10,457 8,385 12,013 3,768 5,021 5,164 5,120 5,102 5,114 5,155 5,291 5,248 5,125 4,966 5,226 5,555 6,066 11,002 14,009 15,173 6,970 5,197 5,298 5,441 5,214 5,471 4,856 13,434 16,448 7,633 7,674 7,263 7,438 5,432 7,439 8,894 8,050 5,884 6,818 6,081 23,610 5,985 5,640 4,688 3,916 3,730 5,633 7,106 7,444 5,487 5,716 5,826

European Eq Rel Value I Strategic Trend

21/05 EUR 26/05 EUR

96,490 109,410

97,210 109,160

Tel: 848 58 58 20 Sito web: www.ingdirect.it 27/05 EUR Dividendo Arancio 27/05 EUR Convertibile Arancio 27/05 EUR Euro Arancio 27/05 EUR Bilancio Arancio 27/05 EUR Borsa Protetta Agosto 27/05 EUR Borsa Protetta Maggio 27/05 EUR Borsa Protetta Novembre 27/05 EUR Inflazione Più Arancio 27/05 EUR Mattone Arancio 27/05 EUR Profilo Dinamico Arancio 27/05 EUR Profilo Equilibrato Arancio 27/05 EUR Profilo Moderato Arancio 27/05 EUR Top Italia Arancio

30/11 30/11 30/11 30/11 31/03 30/11 31/03 14/05

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

460938,814 376630,521 321778,145 334551,788 595513,300 361442,822 625586,294 672962,156

461080,755 377622,770 322366,642 335667,355 587535,081 360074,844 619852,001 680772,639

Tel. 02/88219.1 - direzione@gruppoesperia.com www.gruppoesperia.com

Duemme Sicav Asian Equities C

27/05 JPY

5738,000

5691,000

Data Valuta

EuroMTS Cash 3 Months FTSE RAFI Asia Pacific Ex-Jap FTSE RAFI Dev. 1000 Fund FTSE RAFI Dev. Europe Mid-Sm FTSE RAFI Emerg. Mkts FTSE RAFI Europe FTSE RAFI Hong Kong China FTSE RAFI Italy 30 FTSE RAFI Switzerland FTSE RAFI US 1000 Global Agriculture NASDAQ OMX Global Clean Energy Global Listed Private Eq MENA NASDAQ OMX Palisades Global Water

27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

Quota/od.

Quota/pre.

101,138 4,504 8,767 7,940 6,803 6,925 13,243 5,376 6,655 6,683 7,297 4,883 5,395 9,898 7,475

101,138 4,386 8,514 7,708 6,645 6,699 13,009 5,141 6,528 6,474 7,131 4,685 5,239 9,829 7,284

39,550 49,540 55,610 46,860 51,410 52,780 50,050 50,400 30,860 51,320 51,150 50,790 44,950

38,640 49,150 55,660 46,280 51,330 53,210 50,310 50,560 29,780 50,750 50,850 50,790 43,040

La lista completa dei comparti Invesco autorizzati in Italia è disponibile sul sito www.invesco.it Absolute Return Bd E Asia Consumer Demand E Asia Infrastructure E Emerg. Local Cur. Debt E Emerg. Local Cur. Debt A-Distr. Euro Corporate Bd E Euro Corporate Bd A-Distr. Global Bd E Greater China Eq E Pan European Eq E Pan Europ. Struct. Eq E

28/05 28/05 28/05 28/05 28/05 28/05 28/05 28/05 28/05 28/05 28/05

Tel: 02 77718.1 www.kairospartners.com

KAIROS PARTNERS SGR Kairos Asia A Kairos Asia I Kairos Div. + I Kairos Div. + P Kairos Equity A Kairos Fix. Inc. A Kairos Italia A Kairos Low Vol. I A Kairos Low Vol. I B Kairos Low Vol. I I Kairos Low Vol. II A Kairos Low Vol. II B Kairos Low Vol. II I Kairos Medium Term A Kairos Multi-Str. A Kairos Multi-Str. B Kairos Multi-Str. I Kairos Partners Kairos Partners Income Kairos Partners Small Cap

31/03 31/03 31/03 31/03 31/03 31/03 15/05 31/03 31/03 31/03 31/03 31/03 31/03 31/03 31/03 31/03 31/03 26/05 26/05 26/05

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

616416,199 532467,872 523588,916 520705,269 726255,362 556961,017 522712,934 732203,658 503922,674 509821,906 540919,069 502955,108 509067,928 532879,229 751340,649 541487,183 498709,156 5,628 6,690 8,956

601921,581 519960,730 513482,816 510758,501 714317,172 550095,743 530670,027 725224,192 499247,887 504965,376 535789,402 498374,184 504261,379 523914,650 739241,644 532977,287 490884,603 5,624 6,691 8,887

EUR EUR EUR EUR USD EUR EUR EUR EUR EUR EUR

2,725 7,950 9,440 10,324 10,351 12,514 10,863 5,504 22,860 9,800 7,510

2,728 7,880 9,340 10,332 10,209 12,412 10,774 5,575 22,710 9,540 7,350

KIS - America A KIS - Asia A KIS - Credit A KIS - Credit I KIS - Dynamic A KIS - Dynamic D KIS - Dynamic I KIS - Dynamic X KIS - Fl. Equity A KIS - Fl. Equity D KIS - Fl. Equity I KIS - Fl. Equity X KIS - Income A KIS - Income D KIS - Income I KIS - Income X KIS - Long - Short A KIS - Long - Short D KIS - Long - Short I KIS - Long - Short X KIS - Sm. Cap A KIS - Sm. Cap D KIS - Sm. Cap I KIS - Sm. Cap X KIS - Target 2014 X KIS - Trading A KIS - Trading D KIS - Trading I KIS - Trading X

21/05 21/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 21/05 21/05 21/05 21/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

124,810 109,250 107,530 107,690 114,200 113,420 114,300 114,550 77,290 75,440 77,310 77,810 105,950 104,420 106,570 106,050 104,460 103,950 104,510 104,790 82,950 82,890 83,100 83,620 108,190 93,120 92,670 93,260 93,390

131,210 116,010 107,730 107,900 114,450 113,660 114,550 114,790 77,210 75,370 77,230 77,730 105,960 104,420 106,570 106,060 106,640 106,130 106,680 106,960 82,060 82,000 82,200 82,720 108,390 91,510 91,060 91,640 91,770

ASIAN OPP CAP RET USD DYNAMIC GROWTH RET EUR EUROPEAN BOND CAP INST FLEX DUR CAP RET EUR A FLEX STRATEGY RET EUR HIGH GRWTH CAP RET EUR ITALY CAP RET A EUR

26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05

USD EUR EUR EUR EUR EUR EUR

9,740 869,720 974,910 1168,290 100,060 68,340 19,830

9,710 844,460 974,810 1166,020 100,190 66,390 19,700

www.newmillenniumsicav.com Distributore Principale: Banca Finnat Euramerica - Tel: 06/69933475 NM Euro Bonds Short Term A NM Euro Equities A NM Global Equities A NM Inflation Linked Bond Europe A NM Large Europe Corp A NM Previra World Cons A NM Q7 Active Eq. Int. A NM Q7 Corporate Bond A NM Q7 Globalflex A NM Q7 High Quality Bond A NM Q7 Pan European Eq. A NM Total Return Flexible A

26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 26/05 21/05 26/05 26/05 21/05

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

130,770 35,570 48,220 103,890 113,750 121,900 76,950 153,550 106,790 129,710 71,690 114,910

131,000 34,980 48,040 103,840 113,870 122,010 76,700 153,480 107,330 129,970 70,480 115,450

27/05 EUR 27/05 USD 27/05 USD

1,116 1,662 1,000

1,115 1,662 1,000

Nextam Azionario Europa Nextam Bilanciato Nextam Flessibile Nextam Liquidita Nextam Obblig. Misto

27/05 27/05 27/05 27/05 27/05

EUR EUR EUR EUR EUR

4,706 5,997 4,661 5,737 5,936

4,601 5,909 4,614 5,737 5,922

NEXTAM PARTNERS SICAV AAM Pro Select A AAM Pro Select I Abs Return Strategy A Abs Return Strategy I Income A Income I International Equity A International Equity I Italian Selection A Italian Selection I Fidela A Fidela I Liquidity A Liquidity I Multimanager American Eq.A Multimanager American Eq.I Multimanager Asia Pacific Eq.A Multimanager Asia Pacific Eq.I Multimanager Emerg.Mkts Eq.A Multimanager Emerg.Mkts Eq.I Multimanager European Eq.A Multimanager European Eq.I Strategic A Strategic I

27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 25/05 25/05 25/05 25/05 25/05 25/05 25/05 25/05 27/05 27/05

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

4,876 4,894 4,352 5,376 5,384 5,020 5,020 4,738 4,760 5,042 5,252 5,287 3,509 3,608 3,920 4,014 4,031 4,105 3,285 3,362 4,713 4,794

4,866 4,884 4,349 5,383 5,390 4,987 4,988 4,632 4,653 5,026 5,248 5,284 3,705 3,808 4,171 4,270 4,299 4,378 3,421 3,500 4,681 4,761

Glb EmMkts Protect A EUR Glb EmMkt III 80% A EUR Glb EmMkt III 80% I EUR Glb EmMkt III 80% I USD S&P DTI Fund A USD S&P DTI Fund A EUR S&P DTI Fund A SEK S&P DTI Fund A NOK S&P DTI Fund A GBP S&P DTI Fund I USD S&P DTI Fund I EUR

15/12 27/05 27/05 27/05 26/05 26/05 27/05 27/05 27/05 26/05 26/05

EUR EUR EUR USD USD EUR SEK NOK GBP USD EUR

108,720 98,500 99,170 99,900 96,520 97,270 97,490 102,650 100,270 99,180 99,880

108,720 97,870 98,520 99,240 96,120 96,860 97,280 102,420 100,050 98,760 99,460

Invesco Stic Euro Liquidity US Dollar Liquidity US Dollar Treasury

Per ulteriori informazioni, visitate il sito www.invescopowershares.net 27/05 EUR 5,952 27/05 EUR 37,404

Dynamic US Market EQQQ

5,752 36,205

Nome

Data Valuta

Quota/od.

Quota/pre.

105,780 102,850 95,150 95,160 -

105,540 102,630 95,060 95,070 -

www.oysterfunds.com 27/05 EUR 154,340 27/05 EUR 156,280 27/05 EUR 224,470 27/05 EUR 99,530 27/05 USD 103,300 27/05 EUR 150,269 27/05 EUR 168,170 27/05 EUR 196,440 27/05 EUR 193,130 27/05 EUR 259,270 27/05 EUR 230,330 27/05 EUR 181,930 27/05 USD 178,050 27/05 EUR 82,060 27/05 EUR 26,370 27/05 EUR 187,890 27/05 EUR 127,050 27/05 JPY 12141,000 27/05 EUR 155,500 27/05 EUR 85,100 27/05 USD 132,380 27/05 EUR 126,440 27/05 USD 301,490 27/05 EUR 92,940 27/05 USD 95,330 27/05 USD 166,280 27/05 EUR 128,600 27/05 USD 127,290 27/05 EUR 131,190 27/05 USD 268,780

152,340 156,280 222,230 97,120 100,770 150,268 164,150 196,310 193,440 252,340 223,320 181,930 178,050 79,000 25,630 184,400 126,250 12061,000 155,500 83,250 129,470 123,110 302,280 90,730 93,040 159,330 124,500 123,090 127,670 261,490

27/05 27/05 26/05 26/05 -

S&P DTI Fund I NOK S&P DTI Fund I GBP S&P DTI Protect A USD S&P DTI Protect A EUR S&P DTI Protect A SEK S&P DTI Protect A NOK S&P DTI Protect A GBP

NOK GBP USD EUR SEK NOK GBP

Nome

Data Valuta 27/05 27/05 27/05 27/05

US Small & Mid-Cap Equ A US Small & Mid-Cap Equ A US Smaller Companies A World Defens 3 Monthly A

EUR USD USD EUR

Quota/od.

Quota/pre.

106,160 130,810 66,110 77,780

104,740 129,220 64,880 77,840

*I LIVELLI DI PROTEZIONE RELATIVI AI FONDI DEFENSIVE SONO CONSULTABILI SUL SITO INTERNET WWW.SCHRODERS.IT

www.sorgentegroup.com Absolute Return Italy Credit Opportunities EUR Diversified EUR Emerg. Mkts Dynamic EUR2 Emerg. Mkts Dynamic USD2 Euro Liquidity Europe Dynamic EUR European Corporate Bonds European Fixed Income European Opportunit EUR European Small Cap EUR Global Convertibles EUR Global Convertibles USD Global Warming EUR Italian Opportunities EUR Italian Value EUR Japan Opportunities EUR Japan Opportunities JPY Market Neutral EUR Oncology EUR Oncology USD Responsible Development US Dollar Bonds US Dynamic EUR US Dynamic USD US Small Cap USD US Value EUR US Value USD World Opportunities EUR World Opportunities USD

KAIROS INTERNATIONAL SICAV

Numero verde 800 124811 www.nextampartners.com-info@nextampartners.com

Invesco Funds

Ersel Hedge Celtis Ersel Hedge Ilex Ersel Hedge Larix Ersel Hedge Robur Ersel Multi-Strategy HIGH Ersel Multi-Strategy LOW Ersel Multi-Strategy MED Hedgersel

Nome

Duemme Sgr

DB Platinum Agriculture Euro R1C A Branchen Stars R1C Branchen Stars R1C A Comm Euro R1C A Comm Harvest R1C E Comm Harvest R3C E Croci Alpha II R1D Croci Alpha R2C Croci Wld Giants R1C A Dyn Aktien Pl R1C A Dyn Bd Alpha R1C A Liq Alpha Euro4TotRet R1C A

www.ersel.it

Azimut Bilanciato Azimut Formula 1 Alp +20 Azimut Formula 1 Conserv Azimut Formula 1 Hi. Risk Azimut Formula 1 Low Risk Azimut Formula 1 Risk Azimut Garanzia Azimut Prev. Com. Crescita Azimut Prev. Com. Equilibrato Azimut Prev. Com. Garantito Azimut Prev. Com. Protetto Azimut Scudo

Nome

Tel: 0041916403780 www.pharusfunds.com info@pharusfunds.com 28/05 EUR 95,090 28/05 EUR 135,680 28/05 EUR 99,980 28/05 EUR 105,360 28/05 EUR 105,010 28/05 EUR 117,570 28/05 EUR 92,470 28/05 EUR 87,490 28/05 EUR 93,970 28/05 EUR 86,440 25/05 EUR 100,080 25/05 EUR 99,750 28/05 EUR 99,380 25/05 EUR 98,050

94,960 135,250 99,660 100,360 100,030 117,530 93,280 88,250 94,050 84,310 102,930 100,400 99,250 99,930

Numero Verde 800-533377 - www.schroders.it Schroder International Selection Fund SICAV 27/05 USD 97,880 27/05 USD 12,020 27/05 USD 93,240 27/05 EUR 93,620 27/05 USD 15,730 27/05 USD 148,920 27/05 EUR 140,910 27/05 USD 172,590 27/05 USD 211,310 27/05 EUR 17,880 27/05 EUR 28,090 27/05 EUR 16,360 27/05 USD 20,050 27/05 EUR 19,500 27/05 EUR 8,760 27/05 USD 10,750 27/05 USD 26,080 27/05 EUR 24,510 27/05 EUR 15,330 27/05 EUR 15,480 27/05 EUR 2,650 27/05 EUR 17,890 27/05 EUR 8,640 27/05 EUR 121,110 27/05 EUR 6,700 27/05 EUR 18,010 27/05 EUR 83,550 27/05 EUR 9,440 27/05 EUR 85,380 27/05 EUR 66,250 27/05 EUR 54,140 27/05 EUR 34,480 27/05 EUR 10,120 27/05 EUR 133,270 27/05 EUR 17,340 27/05 EUR 86,710 27/05 USD 12,270 27/05 EUR 12,950 27/05 USD 9,890 27/05 USD 94,680 27/05 EUR 93,760 27/05 EUR 122,690 27/05 EUR 7,620 27/05 USD 7,550 27/05 USD 8,300 27/05 EUR 106,100 27/05 USD 6,100 27/05 USD 4,890 27/05 USD 30,270 27/05 USD 12,380 27/05 EUR 87,100 27/05 USD 106,810 27/05 EUR 72,270 27/05 USD 88,530 27/05 USD 27,180 27/05 EUR 25,870 27/05 USD 24,890 27/05 EUR 24,360 27/05 USD 92,630 27/05 EUR 88,170 27/05 USD 99,140 27/05 USD 31,640 27/05 USD 115,530 27/05 EUR 20,180 27/05 JPY 548,520 27/05 EUR 56,390 27/05 JPY 743,140 27/05 JPY 50,950 27/05 EUR 35,530 27/05 USD 43,780 27/05 USD 7,350 27/05 EUR 7,270 27/05 USD 8,920 27/05 EUR 94,000 27/05 USD 116,130 27/05 EUR 116,880 27/05 USD 122,660 27/05 CHF 25,560 27/05 CHF 105,850 27/05 CHF 19,420 27/05 GBP 2,550 27/05 USD 88,720 27/05 EUR 122,320 27/05 USD 18,000 27/05 USD 105,390 27/05 EUR 48,500 27/05 USD 59,510 27/05 EUR 79,600

96,630 12,040 93,890 94,280 15,530 144,500 136,950 167,970 207,190 17,860 28,110 16,060 19,700 18,700 8,550 10,520 26,090 24,120 15,350 15,460 2,600 17,520 8,650 121,120 6,700 17,880 83,530 9,430 85,380 65,180 53,270 33,860 9,960 130,450 17,030 85,290 11,990 12,630 9,900 93,650 92,750 122,890 7,500 7,440 8,310 106,130 6,030 4,830 29,570 12,210 85,920 105,510 71,330 87,490 27,180 25,870 24,900 24,370 91,710 87,280 97,520 31,050 113,100 19,810 538,370 55,350 730,890 50,100 34,640 42,750 7,260 7,130 8,760 92,540 114,480 116,850 122,610 25,270 104,760 19,180 2,530 87,860 122,460 18,020 105,370 48,000 58,970 78,870

PS - Absolute Return PS - Bond Opportunities PS - Bond Opportunities B PS - Inter. Equity Quant A PS - Inter. Equity Quant B PS - Liquidity PS - Market Neutral PS - Market Neutral B PS - Opportunistic Growth PS - Strategic Colibrì PS - Titan Aggressive PS - Titan Conservative PS - Valeur Income PS - Value

Asia Pacific Property Sec. A Asian Bond A Asian Convertible Bd A Asian Convertible Bd A Hd Asian Equity Yield A Asian Smaller Companies A BRIC (BR,RU,IN,CH) A BRIC (BR,RU,IN,CH) A China Opportunities A Em. Eur. Dbt Abs. Ret. A Em. Mkts Dbt Ab.Ret.EUR Hdg A Emerging Asia A Emerging Asia A Emerging Europe A Emerging Markets A Emerging Markets A Emerging Mkts Dbt Abs Ret A EURO Active Value A EURO Bond A EURO Corporate Bond A EURO Dynamic Growth A EURO Equity A EURO Government Bond A EURO Liquidity A EURO Short Term Bond A European Allocation A European Defens 6 Monthly A European Defensive A* European Defensive Monthly A European Dividend Max. A European Dividend Max. A European Equity Alpha A European Equity Yield A European Large Cap A European Smaller Comp A European Special Sit A Glb Emer Mkt Opps A Glb Emer Mkt Opps EUR A Global Bond A Global Convertible Bd A Global Convertible Bd A Hd Global Corp B Eur Hedge A Global Clim.ChgeEq.A hdg Global Clim.ChgeEq.A Global Corporate A Global Credit Duration A Global Div.Maximiser A Global Div.Maximiser A Global Energy A Global Equity A Global Equity Alpha A Global Equity Alpha A Global Equity Yield A Global Equity Yield A Global High Yield A Global HYield EUR Hedge A Global Infl L B USD Hed A Global Infl Linked Bond A Global Prop Securities A Global Prop. Sec. EUR Hdgd A Global Smal Companies A Greater China A Indian Equity A Italian Equity A Japanese Equity A Japanese Equity EUR Hdgd A Japanese Large Cap A Japanese Smal Companies A Latin American Fund A Latin American Fund A Middle East A Pacific Equity A Pacific Equity A QEP Global Quant Act Val A QEP Global Quant Act Val A Strategic B Euro Hedged A Strategic Bond A Swiss Equity A Swiss Equity Opps A Swiss Small & Mid Cap A UK Equity A US All Cap A US Dollar Bond A hdg US Dollar Bond A US Dollar Liquidity A US Large Cap A US Large Cap A US Large Cap EUR hedged A

Fondo Donatello-Michelangelo Due Fondo Donatello-Tulipano Fondo Donatello-Margherita Fondo Donatello-David Baglioni Caravaggio di Sorgente SGR

31/12 31/12 31/12 31/12 31/12 31/12

EUR 53356,770 EUR 49261,948 EUR 26502,119 EUR 55927,623 EUR 124270,074 3175,541 EUR

-

Si tratta di Fondi Immobiliari chiusi

Tel: 800/614614 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05

Bim Az. Small Cap Italia Bim Azionario Europa Bim Azionario Globale Bim Azionario Italia Bim Azionario USA Bim Bilanciato Bim Corporate Mix Bim Flessibile Bim Obblig. Breve Term. Bim Obblig. Globale Bim Obbligazionario Euro Sicav Asia Flessibile Sicav Az. Italia Small Cap Sicav Azionario Euro Sicav Azionario Intern. Sicav Azionario Italia Sicav Bil.Equ. Italia Sicav Bond Flessibile Sicav Fortissimo Sicav Italia Flessibile Sicav Monetario Sicav Obblig. Area Europa Sicav Patrimonio Globale Sicav Patrimonio G. Reddito Synergia Azionario Europa Synergia Azionario Globale Synergia Azionario Italia Synergia Az. Small Cap Italia Synergia Azionario USA Synergia Bilanciato 15 Synergia Bilanciato 30 Synergia Bilanciato 50 Synergia Monetaria Synergia Obbl. Corporate Synergia Obbl. Euro B.T. Synergia Obbl. Euro M.T. Synergia Tesoreria Synergia Total Return Symphonia MS Adagio Symphonia MS America Symphonia MS Asia Symphonia MS Europa Symphonia MS Largo Symphonia MS P. Emer. Symphonia MS Vivace

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

6,719 9,350 3,944 6,509 6,092 22,097 5,467 3,825 6,534 6,081 6,941 5,933 3,492 5,260 6,452 10,082 5,254 5,158 2,554 4,850 7,419 9,518 5,170 7,049 5,817 6,077 5,493 5,420 6,460 5,258 5,390 5,535 5,001 5,375 5,059 5,207 5,028 5,168 5,930 4,021 5,175 5,173 5,665 12,524 5,107

6,569 9,051 3,837 6,312 5,891 21,772 5,469 3,812 6,536 6,070 6,951 5,860 3,416 5,109 6,278 9,774 5,187 5,157 2,489 4,796 7,419 9,526 5,089 7,032 5,647 5,915 5,326 5,309 6,232 5,244 5,354 5,472 5,000 5,376 5,061 5,214 5,028 5,168 5,898 3,981 5,094 5,081 5,610 12,292 5,025

4,714 5,649 5,097 4,682 5,256 5,391 4,337 4,617 10,113 6,186 4,129 5,772 6,715 7,249 7,716 6,926 5,411 8,395 5,984 6,731 5,159 5,553 5,940 6,109 5,562 5,516 5,364 5,044 4,743 5,119 5,137 4,954 10,531

4,700 5,659 5,102 4,559 5,118 5,264 4,230 4,470 9,870 6,092 4,004 5,723 6,719 7,250 7,718 6,938 5,456 8,367 6,022 6,755 5,064 5,496 5,920 6,106 5,555 5,498 5,336 4,999 4,685 5,124 5,143 4,932 10,543

68,200 94,430 85,590 80,510 391,210 389,010 194,720 76,100 107,860 49,210 54,920 80,380 91,080 119,920 118,270 107,330 81,050 94,180 105,820

67,120 92,900 83,510 78,560 382,620 380,610 190,860 74,970 106,250 47,780 53,330 77,630 89,440 117,750 118,270 104,910 79,220 90,830 102,070

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27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

www.vitruviussicav.com Asian Equity B Asian Equity B Capital Opportunities Capital Opportunities Hdg Emerg Mkts Equity Emerg Mkts Equity Hdg European Equity Greater China Equity Greater China Equity Growth Opportunities Growth Opportunities Hdg Italian Equity Japanese Equity Japanese Equity Hdg Reserve Liquidity Swiss Equity Swiss Equity Hdg US Equity US Equity Hdg

27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05 27/05

EUR USD USD EUR USD EUR EUR EUR USD USD EUR EUR JPY EUR EUR CHF EUR USD EUR

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27/05 27/05 27/05 21/05 27/05

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4,318 4,179 EUR 5,239 5,238 EUR 5,038 4,997 EUR EUR 500322,609 520814,059 5,056 5,037 EUR Quota/od. = Quota odierna

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Economia/Mercati Finanziari 53

Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

Sussurri & Grida

Piazza Affari LISTINI IN ALTALENA GIÙ SAIPEM E AZIMUT

L’Opa di Gewiss e Bosatelli si ricompra le azioni

di GIACOMO FERRARI

U

ltima seduta della settimana all’insegna della volatilità. A Piazza Affari, l’indice Ftse-Mib ha oscillato per l’intera giornata sulla parità, terminando poi in calo dello 0,79%. Sul mercato prevale il nervosismo e anche le variazioni dei singoli titoli sono state poco significative. Chi aveva guadagnato di più giovedì, ieri ha ritracciato a causa delle vendite di beneficio. Qualche esempio: Saipem, tra i migliori della vigilia, ieri ha ceduto il 2,72% conquistando così la maglia nera fra i 40 valori principali del listino; Azimut, reduce da un exploit clamoroso, è scesa dell’1,61%. In calo anche Buzzi-Unicem (-2,38%) e, in misura minore, Tenaris (-1,61%). Tra i bancari hanno perso terreno sostanzialmente in eguale misura sia Unicredit (-1,5%), sia Intesa Sanpaolo (-1,49%). Superiore al punto percentuale anche la flessione di Generali (-1,46%). Il panorama delle blue-chips presenta tuttavia anche qualche rialzo di una certa consistenza: Campari ha guadagnato l’1,18% seguita da Ansaldo Sts (+1,15%) e Telecom Italia (+1,09%). L’indagine sui presunti fondi neri all’estero, infine, è costata a Finmeccanica un calo del 3,19%. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Borsa Italiana Nome Titolo

Tel.

A A.S. Roma .....................(ASR) A2A .......................................(A2A) Acea......................................(ACE) Acegas-Aps...........................(AEG) Acotel Group * ......................(ACO) Acque Potabili .......................(ACP) Acsm ....................................(ACS) Actelios *...............................(ACT) AdF-Aerop.Firenze ..................(AFI) Aedes * ...................................(AE) Aeffe *...................................(AEF) Aicon * ...................................(AIC) Alerion ..................................(ARN) Amplifon...............................(AMP) Ansaldo Sts *.........................(STS) Antichi Pell ..............................(AP) Apulia Pront...........................(APP) Arena ....................................(ARE) Arkimedica ...........................(AKM) Ascopiave *...........................(ASC) Astaldi * ................................(AST) Atlantia ..................................(ATL) Autogrill ................................(AGL) Autostrada To-Mi .....................(AT) Autostrade Mer. ................(AUTME) Azimut..................................(AZM) B B&C Speakers ...............(BEC) Banca Generali .....................(BGN) Banca Ifis *...............................(IF) Banca Pop. Emilia R. .............(BPE) Banca Pop. Sondrio.............(BPSO) Banco Popolare .......................(BP) Banco Popolare w10.........(WBP10) Basicnet................................(BAN) Bastogi......................................(B) BB Biotech *............................(BB) Bca Carige ............................(CRG) Bca Carige r........................(CRGR) Bca Finnat * ..........................(BFE) Bca Intermobiliare .................(BIM) Bca Pop.Etruria e Lazio * .......(PEL) Bca Pop.Milano......................(PMI) Bca Pop.Spoleto ....................(SPO) Bca Profilo ............................(PRO) Bco Desio-Brianza ................(BDB) Bco Desio-Brianza rnc ........(BDBR) Bco Santander ....................(SANT) Bco Sardegna rnc ...............(BSRP) Bee Team ..............................(BET) Beghelli ...................................(BE) Benetton Group .....................(BEN) Beni Stabili ...........................(BNS) Best Union Co......................(BEST) Bialetti Industrie *...................(BIA) Biancamano .........................(BCM) Biesse * ................................(BSS) Bioera.....................................(BIE) Boero Bart.............................(BOE) Bolzoni *................................(BLZ) Bon.Ferraresi...........................(BF) Borgosesia..............................(BO) Borgosesia rnc......................(BOR) BPM 09-13 w .................(WPMI13) Brembo * ..............................(BRE) Brioschi..................................(BRI) Bulgari ..................................(BUL) Buone Società .......................(LBS) Buongiorno *.........................(BNG) Buzzi Unicem ........................(BZU) Buzzi Unicem rnc ................(BZUR) C Cad It *..........................(CAD) Cairo Comm. *........................(CAI) Caleffi....................................(CLF) Caltagirone ..........................(CALT) Caltagirone Ed.......................(CED) Cam-Fin ...............................(CMF) Camfin 09-11 w ............(WCMF11) Campari ................................(CPR) Cape Live ................................(CL) Carraro ...............................(CARR) Cattolica As.........................(CASS) CDC ......................................(CDC) Cell Therap...........................(CTIC) Cembre * .............................(CMB) Cementir *............................(CEM) Cent. Latte Torino * ................(CLT) Ceram. Ricchetti.....................(RIC) CHL.......................................(CHL) CIA .........................................(CIA) Ciccolella ................................(CC) Cir..........................................(CIR) Class Editori ..........................(CLE) Cobra * .................................(COB) Cofide ...................................(COF) Cogeme Set ..........................(COG) Conafi Prestito’ .....................(CNP) Cred. Artigiano ......................(CRA) Cred. Bergamasco...................(CB) Cred. Emiliano .........................(CE)

(g.str.) Era il 1988 quando Domenico Bosatelli presentava al pubblico la sua Gewiss, in vista dell’offerta di due milioni di azioni, pari al 25% del capitale, che avrebbe aperto alla società la strada per la Borsa. Oggi, passati 22 anni, il gruppo che produce componenti per istallazioni elettriche si appresta a dire addio a Piazza Affari. E a tornare tutta nell’orbita di Bosatelli. L’azionista di maggioranza Unifind (al 65,4%), controllata da Polifin, a sua volta facente capo a Bosatelli, ha deciso di promuovere un’Opa volontaria totalitaria sul 24,6% circa del capitale. Il restante 10%? Già nelle mani di Polifin (l’operazione è stata promossa da Unifind anche per conto della controllante). Il prezzo dell’offerta, 4,20 euro per azione, incorpora un premio del 16,5% circa sulle quotazioni del titolo Gewiss di giovedì. E come da copione le azioni, sospese nel primo pomeriggio di giovedì in attesa del comunicato, hanno ripreso le contrattazioni ieri chiudendo in rialzo del 14,84% a 4,16 euro, avvicinandosi decisamente al prezzo dell’offerta.

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Bankitalia e i 150 anni dell’Unità (s.ta.) Anche la Banca d’Italia si prepara a celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia. Ovviamente a suo modo e cioè con un insieme di ricerche storiche in campo economico, statistico e giuridico e con una mostra sull’unificazione monetaria italiana. Alla prima iniziativa parteciperanno studiosi — storici, economisti e giuristi — italiani e stra-

Il Leone di Trieste e la protezione dei leoni di Varsavia (s.bo.) Le Generali hanno presentato ieri il bilancio di sostenibilità 2009. E spulciando nelle 152 pagine del documento, che testimonia fra l’altro come il gruppo abbia elargito a vario titolo donazioni per oltre 15 milioni, spunta una curiosità. La compagnia, nata a Trieste nel 1831, l’an-

Nome Titolo

0,743 1,202 7,865 4,020 56,030 1,515 0,962 3,535 12,710 0,209 0,310 0,278 0,590 3,620 12,340 0,502 0,397 0,028 0,407 1,585 4,282 15,120 9,040 10,140 20,700 7,050 2,900 7,360 7,300 8,605 6,680 4,487 0,018 2,840 1,800 42,200 1,581 2,603 0,516 4,178 3,382 3,442 4,063 0,473 3,748 3,760 8,440 10,500 0,393 0,654 5,775 0,569 1,208 0,400 1,395 5,050 — — 1,840 29,370 0,967 1,246 2,385 5,405 0,188 6,120 0,530 0,889 9,040 5,450 4,025 2,272 1,079 2,067 2,050 0,260 0,035 4,088 0,336 2,418 20,290 1,720 0,315 4,697 2,475 2,525 0,311 0,135 0,280 0,744 1,439 0,540 1,395 0,631 0,593 0,845 1,529 22,580 4,480

Cred. Valtellinese .................(CVAL) Crespi ...................................(CRE) Csp .......................................(CSP) D D’Amico *........................(DIS) Dada * ....................................(DA) Damiani *.............................(DMN) Danieli ..................................(DAN) Danieli rnc ..........................(DANR) Datalogic * ............................(DAL) De’Longhi .............................(DLG) Dea Capital *.........................(DEA) Diasorin *...............................(DIA) Digital Bros *..........................(DIB) Dmail Group * ......................(DMA) DMT * ..................................(DMT) E Edison ............................(EDN) Edison r ..............................(EDNR) EEMS * ...............................(EEMS) El.En. * ..................................(ELN) Elica * ...................................(ELC) Emak * ...................................(EM) Enel.....................................(ENEL) Enervit ..................................(ENV) Engineering * ........................(ENG) Eni .........................................(ENI) Enia ........................................(EN) Erg........................................(ERG) Erg Renew ............................(EGR) Ergy Capital...........................(ECA) Ergy Capital w11 ................(WECA) Esprinet * ..............................(PRT) Eurotech * .............................(ETH) Eutelia ...................................(EUT) Everel Group..........................(EVE) Exor ......................................(EXO) Exor prv.................................(EXP)

-13,65 -18,18 +4,87 -1,05 -21,60 -20,89 -10,64 -4,01 -11,06 -5,00 -39,45 -12,32 +22,45 +19,57 -7,43 -36,01 -6,48 -24,12 -43,43 +4,55 -30,31 -18,14 +1,69 -4,34 +29,37 -28,01 +16,00 -14,17 +0,14 -18,29 -8,24 -15,01 -69,97 +44,16 -18,00 -18,47 -15,49 -12,16 -15,07 +30,14 -15,38 -32,83 -15,01 -30,34 -11,98 -8,85 -28,54 +0,67 -20,55 -5,22 -8,04 -4,45 -17,37 -19,52 -5,74 -8,35 — — +27,34 -15,72 -29,19 -7,84 -50,16 +3,35 -14,78 +4,17 +31,68 -25,04 -21,39 -27,24 -28,12 -25,00 +1,79 -15,61 +16,94 -16,93 -35,93 +11,76 +1,98 +5,11 -14,10 -17,31 -60,24 -0,90 -25,68 +4,34 -38,90 -27,06 -6,67 -22,95 -23,01 -20,59 -30,34 -5,54 -38,23 -29,58 -17,04 -1,83 -18,69

0,679 1,119 7,210 3,700 54,850 1,479 0,840 3,340 12,680 0,178 0,287 0,262 0,481 2,910 11,940 0,444 0,373 0,024 0,383 1,483 4,077 14,360 8,160 8,990 15,940 6,485 2,500 6,805 6,465 8,180 6,325 4,088 0,016 1,915 1,690 41,210 1,506 2,603 0,488 3,132 3,190 3,203 3,800 0,430 3,650 3,700 7,655 9,465 0,380 0,603 5,425 0,538 1,199 0,350 1,254 4,745 — — 1,365 29,200 0,881 1,171 2,230 4,450 0,169 5,335 0,394 0,798 8,640 5,135 3,980 2,152 0,951 1,950 1,747 0,240 0,030 3,510 0,295 2,210 18,610 1,600 0,255 4,428 2,190 2,350 0,310 0,125 0,272 0,709 1,339 0,510 1,302 0,612 0,529 0,772 1,450 22,400 4,043

1,029 1,469 8,075 4,365 72,810 1,915 1,089 3,880 14,550 0,253 0,538 0,351 0,639 4,150 15,440 0,785 0,458 0,039 0,740 1,700 6,195 19,000 9,445 11,590 24,410 9,838 3,100 8,650 7,950 11,362 7,630 5,454 0,083 3,205 2,240 52,180 2,022 2,990 0,619 4,295 4,210 5,455 4,800 0,679 4,345 4,125 12,000 10,980 0,500 0,753 6,700 0,728 1,617 0,640 1,565 6,610 — — 1,840 35,200 1,411 1,396 5,288 5,950 0,239 6,900 0,748 1,200 12,120 7,670 5,875 3,223 1,149 2,450 2,180 0,313 0,056 4,170 0,420 2,700 24,330 2,470 0,848 5,200 3,345 2,783 0,573 0,191 0,328 1,042 1,918 0,697 2,170 0,794 0,960 1,200 1,909 25,800 5,755

97,5 3757,9 1666,4 215,8 235,9 55,4 73,3 239,2 115,4 147,6 33,3 29,8 258,1 719,0 1229,7 22,6 93,2 36,7 34,9 371,0 420,2 8657,5 2296,4 891,2 90,5 1017,5 31,1 833,6 249,1 2192,2 2062,2 2885,9 — 167,6 31,1 — 2554,2 459,0 189,3 651,4 254,1 1438,7 117,2 319,2 444,7 50,1 — 70,0 27,2 130,6 1059,7 1092,2 11,3 30,0 47,1 140,7 — — 47,3 166,1 65,9 1,1 — 360,4 144,5 1846,9 5,6 93,6 1507,0 223,5 36,6 178,6 13,4 241,7 254,0 171,4 — 2363,4 16,5 111,3 1104,0 20,9 — 77,5 391,1 25,0 16,9 20,6 25,8 133,6 1145,6 55,4 29,9 455,0 33,1 39,1 431,5 1397,7 1273,7

Tel.

Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz Rif. Rif. 04-01-2010 Anno Anno (in milioni (euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)

Nome Titolo

3,915 0,154 1,063 1,184 3,362 0,839 16,210 8,990 3,098 3,228 1,198 30,170 1,320 3,978 12,990 0,950 1,300 1,412 11,700 1,627 4,000 3,750 1,178 23,150 15,350 5,915 9,875 0,790 0,700 0,114 7,070 1,911 0,152 — 13,070 8,310

Indesit....................................(IND) Indesit rnc ...........................(INDR) Intek.......................................(ITK) Intek r ................................(ITKRP) Intek w11 ..........................(WIT11) Interpump * ..............................(IP) Interpump 09/12 w * .........(WIP12) Intesa Sanpaolo......................(ISP) Intesa Sanpaolo rnc..............(ISPR) Inv e Sviluppo Med w09 ..(WIES12) Invest e Sviluppo ....................(IES) Irce *......................................(IRC) Iride .......................................(IRD) Isagro * ..................................(ISG) It Holding................................(ITH) IT WAY * ................................(ITW) Italcementi................................(IT) Italcementi rnc .......................(ITR) Italmobiliare...........................(ITM) Italmobiliare rnc...................(ITMR) IW Bank...................................(IW) J Juventus FC * ...............(JUVE) K K.R.Energy......................(KRE) Kerself ..................................(KRS) Kinexia..................................(KNX) KME Group ...........................(KME) KME Group 09-11 w......(WKMG11) KME Group rnc ...................(KMER) KME Group w09.............(WKME09) L La Doria *..........................(LD) Landi Renzo *..........................(LR) Lazio .....................................(SSL) Lottomatica ...........................(LTO) Luxottica ...............................(LUX) M Maire Tecnimont ..............(MT) Management e C. .................(MEC)

-0,38 -6,33 — -0,25 -2,54 -0,12 +0,93 +1,18 +1,64 +2,46 +1,01 -0,26 +5,60 +4,67 +0,39 +1,77 — +2,69 +0,78 — -0,74 -0,20 — -2,73 -0,71 +2,96 +0,05 — -1,34 -4,92 +2,46 +3,47 +24,59 — +0,15 -0,89

-30,95 -26,67 +40,61 +7,93 -42,27 -20,55 -11,95 -6,45 -24,17 +1,02 -5,67 +20,20 -42,86 -23,73 -20,26 -11,43 -1,81 +13,32 -2,58 -16,13 +12,99 -8,03 -18,19 -16,52 -15,19 +9,54 -0,70 +17,12 +39,72 +9,92 -24,87 -33,93 -56,70 — -5,56 +8,77

3,848 0,150 0,750 1,095 3,260 0,796 15,170 8,200 2,980 2,800 1,135 23,310 1,219 3,732 11,010 0,899 1,248 1,028 11,210 1,499 3,485 3,530 1,178 22,700 14,610 5,215 9,180 0,650 0,480 0,096 6,140 1,757 0,100 — 10,860 6,075

5,720 818,4 0,245 9,4 1,119 35,3 1,378 176,1 6,055 54,8 1,067 69,1 20,460 652,1 11,120 359,1 4,117 182,2 3,470 486,3 1,374 366,6 30,250 1674,3 2,335 18,9 5,750 30,2 17,600 146,1 1,151 4896,1 1,551 142,5 1,719 59,8 13,120 56,8 2,000 100,9 4,390 110,5 4,230 35287,0 1,480 20,6 27,800 293,3 18,560 62174,0 6,320 635,8 10,790 1494,3 0,977 74,3 1,192 53,9 0,250 — 9,870 365,8 2,910 68,4 0,389 9,9 — — 14,430 2106,1 8,810 648,2

Exor risp................................(EXR) 9,590 -2,94 -4,96 8,170 10,160 89,1 Exprivia *...............................(XPR) 0,855 +1,85 -30,49 0,785 1,260 43,3 F Fastweb .........................(FWB) 13,000 -0,46 -33,16 12,220 19,450 1035,0 Fiat............................................(F) 8,770 -0,62 -16,40 7,730 10,870 9627,0 Fiat prv....................................(FP) 5,105 +0,59 -17,46 4,648 6,470 527,6 Fiat rnc....................................(FR) 5,435 +0,93 -15,74 4,933 6,785 434,7 Fidia * ...................................(FDA) 3,380 +4,73 -26,20 3,110 4,700 16,8 Fiera Milano * .........................(FM) 3,950 +0,51 -12,80 3,840 4,588 165,8 Finarte C.Aste .......................(FCD) 0,142 +1,36 -30,61 0,135 0,205 7,2 Finmeccanica........................(FNC) 8,495 -3,19 -24,22 8,440 11,320 4924,4 FNM .....................................(FNM) 0,540 -0,46 -8,71 0,506 0,600 134,0 Fondiaria-Sai .........................(FSA) 8,075 +0,31 -27,77 7,750 12,100 1012,2 Fondiaria-Sai rnc.................(FSAR) 5,580 -0,80 -29,59 5,445 8,235 239,4 Fullsix....................................(FUL) 1,114 — -8,31 1,050 1,232 12,5 — G Gabetti 09/13 w ......(WGAB13) 0,090 -0,66 -35,02 0,088 0,143 Gabetti Pro.Sol. .....................(GAB) 0,327 +2,03 -49,14 0,307 0,655 28,7 Gas Plus................................(GSP) 5,425 -3,64 -11,79 5,400 6,480 247,9 Gefran * ..................................(GE) 2,270 +0,44 +2,37 2,015 2,500 32,7 Gemina ................................(GEM) 0,539 -0,92 -6,91 0,495 0,670 789,5 Gemina rnc ........................(GEMR) — — — — — — Generali ....................................(G) 14,880 -1,46 -21,39 13,890 19,190 23324,3 Geox .....................................(GEO) 3,885 +0,13 -19,69 3,700 5,375 1010,3 Gewiss .................................(GEW) 4,160 +14,84 +51,41 2,605 4,160 499,9 Granitifiandre *......................(GRF) 2,735 -2,15 -22,85 2,618 3,815 102,4 Greenvision ............................(VIS) 4,300 -5,49 -30,81 4,300 7,350 25,3 Gruppo Coin..........................(GCN) 5,225 +4,50 +15,85 3,990 5,600 733,7 Gruppo Edit. L’Espresso ...........(ES) 1,802 -0,28 -22,58 1,700 2,428 737,3 Gruppo Minerali M...............(GMM) 5,150 +0,10 +8,48 4,553 5,510 29,9 H Hera...............................(HER) 1,531 -1,23 -5,49 1,502 1,746 1732,8 I Grandi Viaggi .................(IGV) 0,904 +5,12 -8,41 0,811 1,049 40,4 I IGD *......................................(IGD) 1,189 +1,11 -25,41 1,106 1,594 367,4 Il Sole 24 Ore ........................(S24) 1,399 -2,85 -27,17 1,359 1,969 61,2 Ima * .....................................(IMA) 13,410 +0,45 +4,03 12,860 15,180 458,9 Immsi ....................................(IMS) 0,849 +2,29 +0,24 0,771 0,947 285,8 Impregilo................................(IPG) 1,941 -0,87 -23,28 1,813 2,600 789,5 Impregilo rnc........................(IPGR) 8,195 -0,06 -3,59 7,600 8,750 13,1

Tel.

Marcolin ...............................(MCL) Mariella Burani FG * ...........(MBFG) MARR * ..............................(MARR) Mediacontech ......................(MCH) Mediaset ................................(MS) Mediobanca............................(MB) Mediolanum .........................(MED) Mediterranea Acque..............(MEA) Meridiana Fly........................(MEF) Meridie ...................................(ME) Meridie w11 ....................(WME11) Mid Industry Cap ...................(MIC) Milano Ass...............................(MI) Milano Ass. rnc......................(MIR) Mirato * ................................(MRT) Mittel.....................................(MIT) MolMed ...............................(MLM) Mondadori..............................(MN) Mondo HE.............................(MHE) Mondo Tv * ...........................(MTV) Monrif..................................(MON) Monte Paschi Si. ................(BMPS) Montefibre ..............................(MF) Montefibre rnc....................(MFNC) Monti Ascensori....................(MSA) Mutuionline *........................(MOL) N Nice *............................(NICE) Noemalife .............................(NOE) Novare ....................................(NR) O Olidata ............................(OLI) Omnia Network * ..................(ONT) P Panariagroup *................(PAN) Parmalat ................................(PLT) Parmalat w15..................(WPLT15) Piaggio ...................................(PIA)

Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz Rif. Rif. 04-01-2010 Anno Anno (in milioni (euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)

Nome Titolo

8,690 7,500 0,482 0,856 0,046 3,973 0,298 2,147 1,667 0,009 0,044 1,320 1,422 2,515 — 3,470 6,950 3,790 21,850 16,400 1,527 0,805 0,052 4,230 2,703 0,282 0,018 0,568 0,020 1,924 2,822 0,316 12,120 19,390 2,882 0,153

Pierrel ...................................(PRL) Pierrel 08/12 w ..............(WPRL12) Pininfarina ............................(PINF) Piquadro .................................(PQ) Pirelli & C. ...............................(PC) Pirelli & C. rnc .......................(PCP) Pirelli Real E..........................(PRS) Poligr. S.Faustino *.................(PSF) Poligrafici Editoriale...............(POL) Poltrona Frau.........................(PFG) Pramac .................................(PRA) Premafin Finanziaria ................(PF) Premuda .................................(PR) Prima Ind 09/13 w * ........(WPRI13) Prima Industrie * ....................(PRI) Prysmian ...............................(PRY) R R. De Medici * .................(RM) R. Ginori 1735.........................(RG) Ratti ......................................(RAT) RCF .......................................(RCF) RCS Mediagroup ...................(RCS) RCS Mediagroup risp ..........(RCSR) RDB * ...................................(RDB) Realty Vailog............................(IIN) Recordati *............................(REC) Reply * ..................................(REY) Retelit.....................................(LIT) Retelit w08-11.................(WLIT11) Rich Ginori 11 w ..............(WRG11) Risanamento...........................(RN) Rosss....................................(ROS) S Sabaf S.p.a. * .................(SAB) Sadi .......................................(SSI) Saes *.....................................(SG) Saes rnc *.............................(SGR) Safilo Group...........................(SFL) Saipem.................................(SPM) Saipem risp........................(SPMR) Saras ....................................(SRS) Sat ........................................(SAT) Save....................................(SAVE) Screen Service BT.................(SSB) Seat PG...................................(PG) Seat PG r ..............................(PGR) Servizi Italia * .........................(SRI) SIAS .......................................(SIS) Snai ......................................(SNA) Snam Gas .............................(SRG) Snia ........................................(SN) Snia w10 .........................(WSN10) Socotherm.............................(SCT) Sogefi *...................................(SO) Sol ........................................(SOL) Sopaf.....................................(SPF) Sorin.....................................(SRN) Stefanel * ............................(STEF) Stefanel risp * ...................(STEFR) STMicroelectr. ......................(STM) T Tamburi ...........................(TIP) TAS .......................................(TAS) Telecom IT ..............................(TIT) Telecom IT Media .................(TME) Telecom IT Media rnc .........(TMER) Telecom IT rnc......................(TITR) Tenaris ..................................(TEN) Terna ....................................(TRN) TerniEnergia ..........................(TER) Tiscali.....................................(TIS) Tiscali 09/14 w................(WTIS14) Tod’s.....................................(TOD) Toscana Fin .............................(TF) Trevi Fin.Ind. ...........................(TFI) Trevisan Cometal * ................(TRV) TXT e-solution *.....................(TXT) U UBI Banca .......................(UBI) UBI w 09-11....................(WUBI11) Uni Land ...............................(UNL) Unicredit ...............................(UCG) Unicredit risp ......................(UCGR) Unipol ....................................(UNI) Unipol pr ..............................(UNIP) V Valsoia...........................(VLS) Viaggi Ventaglio .....................(VVE) Vianini Industria......................(VIN) Vianini Lavori.........................(VLA) Vittoria Ass. *.........................(VAS) W w Cr Val 2010 ..........(WCVA10) w Cr Val 2014.................(WCVA14) W Mediobanca 11 ...........(WMB11) Warr Aedes 14 * ...............(WAE14) Warr Kre 09/12 ..............(WKRE12) Y Yoox *...........................(YOOX) Yorkville Bhn ...........................(BY) Z Zignago Vetro *.................(ZV) Zucchi...................................(ZUC) Zucchi rnc...........................(ZUCR)

1,890 — 6,690 2,730 5,070 6,175 3,375 2,980 0,101 0,424 0,017 — 1,467 1,587 — 3,393 1,335 2,520 0,128 6,330 0,438 0,899 0,152 0,459 1,070 5,165 3,070 5,820 — 0,375 — 1,670 1,959 0,948 2,428

-1,31 +2,39 -1,33 -0,06 +0,87 +1,08 — -1,49 -1,59 +15,58 +6,02 +1,54 +3,12 -0,49 — -0,57 -0,43 -1,81 -3,83 -1,50 -0,07 -1,65 — +1,20 +1,22 -0,70 +2,34 +1,79 +25,00 +2,67 -0,35 -3,52 +0,66 -0,10 -0,69 -1,73

+1,12 — -0,74 -1,09 -0,49 -0,96 -1,03 — -1,94 -4,72 -10,53 — -0,34 +1,15 — +0,07 +0,68 +1,82 +3,23 -1,09 -0,34 -0,94 +3,06 +3,03 +2,88 -0,67 -0,97 +1,66 — +6,53 — -0,89 +0,72 +0,42 +3,30

+8,56 -2,53 +52,80 +39,71 +56,61 +9,06 +28,29 -32,15 -29,74 -1,11 -35,39 -15,17 +5,10 -27,73 — -3,61 -28,83 -27,12 -31,09 -28,73 -22,41 -10,90 -65,00 -51,13 +22,98 -9,90 — +0,83 -30,36 -10,72 -19,18 -7,88 -14,41 +5,73 +15,88 +7,44

+25,25 — +12,34 -17,27 -12,66 -26,31 -24,41 +9,76 -35,42 -29,10 -35,85 — -28,00 -28,99 — -16,44 -25,38 -21,74 -23,61 -14,69 -2,67 -27,38 +6,77 +79,80 -24,86 -7,93 +2,33 +6,01 — -24,85 — -10,55 -1,56 -4,29 +20,77

7,805 7,325 0,315 0,604 0,029 3,145 0,222 2,007 1,572 0,006 0,042 1,300 1,294 2,515 — 3,308 6,650 3,620 20,960 15,720 1,490 0,770 0,048 3,880 2,170 0,257 0,017 0,536 0,016 1,780 2,650 0,303 11,410 17,910 2,268 0,129

1,311 — 5,885 2,465 4,800 5,765 3,245 2,380 0,097 0,424 0,015 — 1,388 1,483 — 3,250 1,170 2,305 0,105 6,330 0,411 0,856 0,122 0,255 1,040 5,130 2,500 5,450 — 0,340 — 1,670 1,724 0,741 1,778

10,390 991,0 8,560 3,8 0,629 62,1 0,970 4,6 0,092 — 4,117 382,4 0,310 — 3,203 25939,4 2,485 1564,1 0,014 — 0,089 10,7 1,590 37,1 1,522 1040,8 3,705 44,8 — — 3,793 15,1 10,250 1246,1 5,445 408,3 33,000 496,3 23,480 274,0 2,000 111,5 0,928 164,0 0,199 49,1 9,100 74,1 2,880 57,7 0,364 107,6 0,026 — 0,704 20,3 0,040 — 2,480 60,6 3,990 318,7 0,374 22,0 14,790 2080,6 21,890 9030,1 3,275 928,1 0,170 73,5

1,975 — 7,135 3,395 6,485 8,830 4,548 2,980 0,157 0,600 0,027 — 2,178 2,400 — 4,160 1,880 3,220 0,176 8,365 0,485 1,331 0,201 0,523 1,460 5,949 3,180 6,300 — 0,557 — 2,240 2,127 1,093 2,530

117,0 — 446,3 50,6 6111,9 5356,6 2485,6 228,4 36,7 22,3 — — 827,2 48,5 — 238,6 139,1 649,6 2,6 27,9 64,7 4968,4 19,1 11,9 14,1 205,6 361,2 25,2 — 12,6 — 76,7 3377,1 — 894,1

Tel.

B.O.T. 15.06.10 15.07.10 16.08.10 15.09.10 15.10.10 15.11.10

14 44 76 106 136 167

99,979 99,943 99,844 99,737 99,658 99,495

0,37 0,63 0,82 0,80 1,00

(s.ta.) Fitch ieri ha tagliato il rating della Spagna, togliendo al debito dello Stato iberico la tripla A ed assegnando AA+. Con buona pace degli sforzi del governo Zapatero per rimettere in carreggiata i conti pubblici. L'Agenzia ha fatto sapere la sua decisione a Borse, europee, chiuse. Gli effetti del declassamento spagnolo si sono così fatti sentire solo su Wall Street che in chiusura ha pure recuperato. Ben diverso il caso degli annunci di Moody's che, a mercati aperti, provocarono il crollo a cascata delle Borse europee e non solo, venerdì 7 maggio. Le accuse di favorire la speculazione, unite alle richieste di riforma, piovute sulle agenzie di rating sono evidentemente servite a qualcosa. La decisione di Ficth ieri è avvenuta senza provocare disastri. Oltre ai tempi, dopo la chiusura di mercati azionari, l'agenzia ha mitigato l'effetto del declassamento spagnolo con l'aggiunta di un giudizio di prospettiva stabile. © RIPRODUZIONE RISERVATA

3,547 — 2,060 1,210 0,423 0,445 0,345 10,050 0,491 0,830 1,310 0,949 0,761 2,050 6,800 12,420 0,203 0,056 0,178 0,875 1,152 0,705 2,053 2,160 5,790 16,230 0,363 0,075 0,024 0,336 0,920 16,700 0,440 5,095 3,895 7,690 25,410 — 1,638 9,090 6,220 0,630 0,136 1,280 4,808 6,780 2,590 3,290 — — — 1,910 4,390 0,075 1,484 8,015 — 6,400 1,180 12,500 0,970 0,230 0,310 0,758 15,270 3,050 3,565 0,115 0,003 51,950 1,454 12,320 — 5,680 7,310 0,022 0,592 1,713 2,380 0,690 0,477 4,345 — 1,380 4,188 3,697 0,180 0,340 0,047 0,064 0,024 5,885 0,099 4,300 0,460 0,515

Scadenza Giorni Pr.Netto 15.12.10 14.01.11 15.02.11 15.03.11 15.04.11 16.05.11

197 227 259 287 318 349

99,420 99,300 99,169 99,043 98,977 98,831

+1,07 — +0,37 +2,54 +0,72 +1,72 +1,47 -3,37 +0,10 +1,78 — +1,01 +1,40 -17,67 -1,23 -0,64 -0,49 +0,54 -1,17 — -2,70 -1,47 -1,91 — +0,61 -2,46 -1,09 -8,54 +12,38 +0,45 +16,23 +0,18 +2,33 +0,89 -0,95 +8,46 -2,72 — -1,68 +1,22 +0,81 +0,72 -2,52 -0,47 -0,88 -2,02 +5,61 — — — — -2,30 +0,23 +2,04 +0,13 -4,47 — -0,85 -0,84 — +1,09 -2,34 -6,06 +0,73 -1,61 +0,58 -0,97 +0,17 +3,45 -0,76 -0,62 -1,28 — -1,73 -0,54 +2,29 +8,03 -1,50 -0,83 +0,44 -0,42 +1,22 — — +0,90 -1,14 -3,90 -4,90 -1,27 +3,56 -10,94 -1,59 +16,82 — -2,65 +3,52

-17,79 — -30,64 +5,68 -3,87 -4,51 -36,05 -14,47 +8,88 -1,19 +31,66 -9,45 -27,57 — -13,92 -1,90 -18,28 -45,38 -35,30 -7,41 -9,93 -9,10 -9,98 -9,62 +9,66 +1,88 -17,50 -28,57 — -21,68 -26,87 +0,97 -6,78 -16,48 -28,33 -3,83 +3,50 — -26,88 -14,00 +5,16 -8,70 -17,13 +16,36 -7,90 +1,35 -13,16 -4,71 — — — -10,75 +9,68 -39,66 +13,28 -53,67 — -1,23 -2,58 -13,79 -10,73 -56,12 -50,91 -2,13 -0,97 +2,43 +86,75 -32,09 -38,78 -3,72 +17,07 +6,57 — -14,59 -28,61 -55,22 -37,49 -24,93 -13,54 -28,76 -23,56 -2,14 — -1,43 -11,61 -4,21 — — -58,63 -1,54 -72,81 +3,43 -45,77 +8,86 +2,68 -10,90

3,400 — 1,905 1,029 0,368 0,432 0,313 9,850 0,422 0,667 0,995 0,900 0,705 1,600 6,565 11,270 0,171 0,054 0,170 0,850 1,030 0,664 2,000 2,002 5,065 15,150 0,328 0,075 0,011 0,298 0,650 15,170 0,399 4,740 3,760 6,090 23,160 — 1,554 8,460 5,780 0,552 0,127 1,000 4,770 6,205 2,200 3,223 — — — 1,791 3,690 0,073 1,190 7,860 — 5,775 1,149 12,100 0,906 0,230 0,310 0,727 13,850 2,865 1,705 0,110 0,003 45,830 1,234 11,030 — 5,615 7,115 0,020 0,522 1,600 2,270 0,641 0,440 4,040 — 1,300 3,998 3,428 0,147 0,329 0,042 0,057 0,024 5,095 0,079 3,780 0,389 0,470

5,600 — 3,000 1,368 0,469 0,562 0,540 12,240 0,540 0,889 2,280 1,075 1,054 2,905 9,450 15,810 0,256 0,111 0,300 1,000 1,437 0,822 2,400 2,485 5,970 17,570 0,465 0,137 0,040 0,434 1,288 17,840 0,513 6,240 5,600 9,760 30,150 — 2,305 10,720 8,000 0,739 0,206 1,750 5,565 7,475 3,070 3,813 — — — 2,450 4,560 0,130 1,570 17,500 — 7,910 1,396 14,900 1,146 0,529 0,639 0,898 17,370 3,230 4,900 0,186 0,005 56,290 1,480 13,200 — 7,155 10,500 0,050 0,947 2,310 2,900 0,976 0,641 4,680 — 1,478 4,737 4,032 0,404 0,513 0,152 0,087 0,087 7,250 0,188 4,543 0,645 0,650

53,5 — 62,6 61,7 2207,3 59,6 291,9 12,0 64,7 114,2 40,6 387,7 107,3 — 59,5 2263,7 75,3 26,0 49,4 28,0 857,7 20,8 94,6 50,4 1207,7 152,1 58,3 — — 91,6 10,2 192,8 40,0 77,7 29,1 432,8 11359,8 — 1567,0 88,7 342,7 86,0 264,4 0,9 78,5 1550,6 297,0 11713,2 — — — 227,6 397,8 31,7 698,8 26,2 — — 131,8 21,3 13045,0 77,1 1,7 4577,4 — 6109,9 89,9 217,8 — 1593,0 44,5 779,1 — 15,3 4702,4 — 93,7 33489,4 57,8 1021,6 435,0 45,4 — 41,5 181,5 244,0 — — — — — 303,5 6,4 345,1 11,3 1,7

* Titolo appartenente al segmento Star.

Valuta al 01-06-10

Rend.

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Le agenzie di rating a Borse chiuse

Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz Rif. Rif. 04-01-2010 Anno Anno (in milioni (euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)

Dati a cura dell’agenzia giornalistica Radiocor. Monete Auree: ConFinvest F.L. Milano

Scadenza Giorni Pr.Netto

no dopo ha aperto la direzione a Venezia e da sempre ha forti radici in Laguna. Tanto è vero che il Leone di San Marco, scelto inizialmente come simbolo della direzione di Venezia, è diventato il marchio della compagnia. Ebbene, sarà forse questa la spinta storica e affettiva che ha portato le Generali (come si legge nel bilancio di sostenibilità a pagina 121) a «supportare e finanziare un progetto per la protezione, la salute e il sostentamento dei leoni» dello zoo di Varsavia.

Quotazioni in diretta sul telefonino: invia QUOTA <sigla titolo>, ad esempio: QUOTA ACE al numero 482242. Costo 0,5 Euro per SMS ricevuto. Info su www.corriere.it/economia

Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz Rif. Rif. 04-01-2010 Anno Anno (in milioni (euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro) +1,99 +0,84 +0,83 +1,77 -0,12 -2,19 +2,94 — -4,44 +8,57 +4,20 +3,16 +0,08 -0,89 +1,15 +4,58 +0,25 +5,26 +0,37 +0,32 -0,64 +0,53 +0,95 — +1,97 -1,61 — -2,39 -0,68 -0,52 -1,11 +0,39 +1,13 +7,17 — -1,17 -0,13 -1,79 -2,64 — +0,97 +0,22 +1,82 -0,42 -2,41 -0,66 +1,14 -1,87 -0,63 +2,19 -1,37 +2,52 +0,67 +2,56 +1,90 -3,63 — — +3,49 -0,64 +2,11 +1,05 +1,49 -0,55 +3,30 -0,24 +6,11 +1,77 -2,38 -1,09 +0,94 -1,20 +2,76 +1,85 +2,50 +2,36 +3,28 +1,18 -0,74 -0,92 +0,05 -1,71 +0,16 +3,70 +1,96 +1,00 -7,16 +2,11 — +2,06 -0,42 -1,64 -1,48 -1,02 +7,72 +2,42 +1,46 +0,13 -2,02

nieri che in sedici distinte ricerche analizzeranno l’evolversi negli anni della produttività e del benessere, registrando i cambiamenti nella tecnologia ma anche nella società. Saranno approfondite le relazioni tra finanza e crescita e quelle tra economia e sistema legale. Saranno poi aggiornate le serie statistiche storiche con delle novità sui principali aggregati della contabilità nazionale. Nuova sarà anche la pubblicazione dei dati di bilancio delle aziende di credito dal 1890 al 1973, rivisti per raccordarli con le moderne segnalazioni. I lavori saranno presentati in un convegno internazionale previsto per l’autunno del 2011. Aprirà invece nella prossima primavera, allestita al Palazzo delle Esposizioni di Roma, la mostra sull’unificazione monetaria che avrà l’obiettivo di fare avvicinare soprattutto i giovani e giovanissimi ai temi della moneta e del suo ruolo nell’economia e nella vita sociale, con particolare riguardo, e non potrebbe essere diversamente visto che a organizzarla è la Banca d’Italia, la tutela della stabilità monetaria.

Rend. 0,95 1,03 1,05 1,11 1,07 1,05

Euribor Periodo 1 sett. 1 mese 2 mesi 3 mesi 4 mesi 5 mesi 6 mesi

Monete auree

Oro 28 mag

T. 360

T. 365

Periodo

T.360

T.365

28 mag

0,361 0,428 0,530 0,699 0,788 0,886 0,988

0,366 0,434 0,537 0,709 0,799 0,898 1,002

7 mesi 8 mesi 9 mesi 10 mesi 11 mesi 12 mesi

1,029 1,074 1,128 1,164 1,204 1,258

1,043 1,089 1,144 1,180 1,221 1,275

Sterlina (v.c) Sterlina (n.c) Sterlina (post.74) Krugerrand Marengo Italiano Marengo Svizzero Marengo Francese

Denaro Lettera 210,71 210,71 210,71 852,15 165,27 155,97 155,97

235,50 235,50 235,50 991,60 191,09 186,34 186,34

Tassi Mattino Sera

Oro Milano (Euro/gr.)

31,99

31,71

Oro Londra (usd/oncia) 1.214,001.207,50 Argento Milano (Euro/kg.)

— 504,07

Platino Milano (Euro/gr.)

42,30

Palladio Milano (Euro/gr.)

12,81

Italia Area Euro Canada Danimarca Finlandia

Sconto

Interv

1,00

1,00 1,00 0,00 0,75 1,00

1,00 0,24 0,75 1,00

Francia Giappone G.B. USA Svezia

Sconto

Interv

1,00

1,00 0,10 0,50 0,25 0,25

0,30 0,00 0,75 0,00

Borse Estere A New York valori espressi in dollari, a Londra in pence, a Zurigo in franchi svizzeri indici MERCATI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28-05 Amsterdam (Aex) . . . . . . . . . . . . . 320,64 Brent Index . . . . . . . . . . . . . . . . . . 74,29 Bruxelles-Bel 20 . . . . . . . . . . . . 2460,54 DJ Stoxx Euro . . . . . . . . . . . . . . . 249,80 DJ Stoxx Euro50 . . . . . . . . . . . . 2614,06 DJ Stoxx UE . . . . . . . . . . . . . . . . 244,01 DJ Stoxx UE50. . . . . . . . . . . . . . 2389,32 FTSE Eurotr.100. . . . . . . . . . . . . 2103,10 Hong Kong HS . . . . . . . . . . . . . 19766,71 Johannesburg . . . . . . . . . . . . . 25578,89 Londra(FTSE100) . . . . . . . . . . . . 5188,43 Madrid Ibex35 . . . . . . . . . . . . . . 9425,50 Oslo Top 25. . . . . . . . . . . . . . . . . 318,69 Singapore ST. . . . . . . . . . . . . . . 2739,70 Sydney (All Ords) . . . . . . . . . . . . 4479,01 Toronto(300Comp) . . . . . . . . . . 11671,44 Vienna (Atx). . . . . . . . . . . . . . . . 2430,27 Zurigo (SMI) . . . . . . . . . . . . . . . 6321,92

var.% -0,16 +3,34 -0,37 -0,10 -0,20 -0,32 -0,40 -0,32 +1,73 +0,01 -0,13 +0,97 -1,34 +1,82 -0,66 +0,33 +0,27

selezione FRANCOFORTE. . . . . . . . . . . . . . . 28-05 Adidas Salomon . . . . . . . . . . . . . . 40,44 Allianz . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 81,53 Bayer Ag. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 45,59 Beiersdorf . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44,06 Bmw . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37,67 Commerzbank Ag . . . . . . . . . . . . . . 5,80 Deutsche Bank n . . . . . . . . . . . . . . 48,48 Deutsche Post . . . . . . . . . . . . . . . . 12,09 Deutsche Telekom n . . . . . . . . . . . . 9,15 Dt Lufthansa Ag. . . . . . . . . . . . . . . 10,83 Hugo Boss Ag . . . . . . . . . . . . . . . . 25,21 Metro Ag. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42,73 Porsche Vz . . . . . . . . . . . . . . . . . . 35,36 Siemens n . . . . . . . . . . . . . . . . . . 73,45 Volkswagen Ag . . . . . . . . . . . . . . . 69,17

var.% +0,41 +0,31 -0,21 +1,05 +1,26 -0,60 -1,81 +0,96 +0,45 -0,60 +1,78 +1,99 -0,16 +0,23

PARIGI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28-05 Air France . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9,90 Air Liquide . . . . . . . . . . . . . . . . . . 79,52 Alstom . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38,87 Axa SA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13,52 Bnp . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 46,97 Cap Gemini . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37,29 Carrefour . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33,81 Casino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 62,53 Ciments Francais. . . . . . . . . . . . . . 65,13 Crédit Agricole . . . . . . . . . . . . . . . . 8,91 Danone. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41,95 France Télécom. . . . . . . . . . . . . . . 15,59 Havas . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3,67 L’Oréal . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 76,17 Michelin . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54,34 Peugeot S.A. . . . . . . . . . . . . . . . . . 19,55 Renault. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29,16 Saint-Gobain . . . . . . . . . . . . . . . . . 31,42 Sanofi-Synthelab . . . . . . . . . . . . . . 49,02 Société Générale . . . . . . . . . . . . . . 35,55 Sodexho Alliance . . . . . . . . . . . . . . 45,99 Total . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38,13 Worms & Co ex Som . . . . . . . . . . . 10,39

var.% +1,45 -7,60 -0,88 -0,26 -0,76 +1,52 +0,31 +2,29 -0,29 -0,24 +0,66 -0,19 +0,91 +0,26 +0,37 -1,34 -0,09 -0,55 -0,06 -1,06 -0,66 -0,46 +0,43

NEW YORK. . . . . . . . . . . . . . . . . . 28-05 Amazon Com. . . . . . . . . . . . . . . . 125,46 American Express . . . . . . . . . . . . . 39,87 Apple Comp Inc . . . . . . . . . . . . . . 257,16 At&T. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24,30 Bank of America . . . . . . . . . . . . . . 15,74 Boeing . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 64,18 Carnival . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36,23 Caterpillar Inc . . . . . . . . . . . . . . . . 60,76 Cisco Systems. . . . . . . . . . . . . . . . 23,16 Citigroup Inc . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3,96 Coca-Cola Co . . . . . . . . . . . . . . . . 51,40 Colgate Palmolive . . . . . . . . . . . . . 78,09 Dow Chemical. . . . . . . . . . . . . . . . 26,91 DuPont . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36,17 Exxon Mobil . . . . . . . . . . . . . . . . . 60,46 Ford Motor . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11,73 General Electric . . . . . . . . . . . . . . . 16,35 Goldman Sachs . . . . . . . . . . . . . . 144,26 Hewlett-Packard . . . . . . . . . . . . . . 46,01 Honeywell . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42,77 Ibm . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 125,26 Industrie Natuzzi Sp. . . . . . . . . . . . . 3,69 Intel Corp . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21,42 Johnson & Johnson . . . . . . . . . . . . 58,30 JP Morgan . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39,58 Lockheed Martin . . . . . . . . . . . . . . 79,92 Luxottica Grp Spa . . . . . . . . . . . . . 23,73 McDonald’s . . . . . . . . . . . . . . . . . . 66,87 Merck & Co. . . . . . . . . . . . . . . . . . 33,69 Microsoft . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25,80 Monsanto Co. . . . . . . . . . . . . . . . . 50,87 Morgan Stanley . . . . . . . . . . . . . . . 27,11 Motorola . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6,85 Nike Inc. Cl. B . . . . . . . . . . . . . . . . 72,38 Occidental Pet. . . . . . . . . . . . . . . . 82,51 Pfizer . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15,23 Procter & Gamble . . . . . . . . . . . . . 61,09 Texas Instruments . . . . . . . . . . . . . 24,42 Unilever NV . . . . . . . . . . . . . . . . . 27,31 Us Steel Corp. . . . . . . . . . . . . . . . . 47,21 Walt Disney. . . . . . . . . . . . . . . . . . 33,42 Whirlpool . . . . . . . . . . . . . . . . . . 104,44 Xerox . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9,31 Yahoo Inc . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15,34

var.% -0,98 -1,14 +1,50 -1,34 -2,72 -1,46 -1,50 -2,09 -2,15 -1,49 +0,33 -0,86 -4,13 -1,69 -1,63 -2,17 -1,86 -0,48 -1,98 -1,50 -0,89 +3,94 -1,56 -1,24 -2,08 -0,79 -1,82 -0,49 +0,21 -0,77 +1,19 -1,99 -1,01 -2,06 +0,10 -0,91 +0,23 -1,73 -0,58 -3,38 -2,76 -0,21 -1,59 -2,23

LONDRA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28-05 3i Group . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 285,18 Anglo American . . . . . . . . . . . . . 2661,24 AstraZeneca . . . . . . . . . . . . . . . 2900,90 B Sky B . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 576,02 Barclays Plc . . . . . . . . . . . . . . . . 307,61 BP . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 501,24 British Airways . . . . . . . . . . . . . . 203,92 British Telecom . . . . . . . . . . . . . . 127,90 Burberry Group . . . . . . . . . . . . . . 693,60 Glaxosmithkline . . . . . . . . . . . . . 1158,27 Marks & Spencer. . . . . . . . . . . . . 353,70 Pearson Plc. . . . . . . . . . . . . . . . . 954,81 Prudential . . . . . . . . . . . . . . . . . . 554,00 Rolls Royce . . . . . . . . . . . . . . . . . 590,84 Royal & Sun All . . . . . . . . . . . . . . 117,33 Royal Bk of Scot . . . . . . . . . . . . . . 47,00 Schroders Plc . . . . . . . . . . . . . . 1342,51 Unilever Plc . . . . . . . . . . . . . . . . 1868,00 Vodafone Group. . . . . . . . . . . . . . 139,84

var.% +0,13 -0,88 +1,43 +0,09 -0,42 -3,76 -0,04 +2,40 +0,23 +1,87 +2,55 +0,72 +1,19 +1,78 -0,06 +0,49 -0,11 +1,63 +2,37

ZURIGO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28-05 Nestlé. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 52,50 Novartis . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 52,60 Ubs . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15,43

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Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

I TAGLI DELLA MANOVRA ECONOMICA

La prima della lista è la Fondazione intitolata ad Alcide De Gasperi (nella foto). Seguono altri 231 istituti culturali al cui finanziamento lo Stato «cessa di concorrere» in base all’articolo 7 del decreto legge sulla manovra economica. Insomma, niente più soldi pubblici, con lo spettro di gravi difficoltà, se non della chiusura dei loro archivi e delle biblioteche, per varie fondazioni private, ma anche per enti pubblici come gli Istituti storici nazionali. E la scure,

Allarme degli istituti: rischio di chiusura senza fondi pubblici

precisa Lucia Zannino, segretaria dell’Associazione delle istituzioni culturali (Aici), non colpisce, come pareva in un primo momento, solo gli organismi (in tutto 72) che non hanno risposto a una lettera in cui il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, chiedeva conto di come erano state utilizzate le risorse statali ricevute per il 2009. Nell’elenco dei 232 c’è anche chi ha fornito le relative delucidazioni. L’unico salvagente è la

Cultura

creazione di un fondo in cui confluirà il 30 per cento delle somme tagliate, con la possibilità di destinarle agli istituti «che ne facciano documentata e motivata richiesta». A decidere sulle eventuali erogazioni (bisogna vedere con quali criteri) sarà un decreto del presidente del Consiglio, emanato di concerto con il ministro dell’Economia. Antonio Carioti © RIPRODUZIONE RISERVATA

Pasternak (con Moravia) online La Feltrinelli, che per prima pubblicò nel 1957 «Il dottor Zivago», ricorda il 50esimo anniversario della morte del suo autore, Boris Pasternak (10 febbraio 1890 - 30 maggio 1960) con uno speciale su Internet (www.feltrinellieditore.it). Una raccolta di video, foto e testi tra cui spicca quello in cui Alberto Moravia racconta la sua visita al Premio Nobel.

Incontri Il celebre storico del Medioevo parla della sua formazione. E del rapporto con i valori di oggi

Le Goff: questa mia Europa laica

«L’amo profondamente ma nego che le sue radici siano cristiane»

«H

o iniziato ad amare il Medioevo a dodici anni grazie alla lettura di un romanzo affascinante: Ivanhoe di Walter Scott. Poi l’incontro con il mio professore di liceo, Henri Michel, è stato decisivo. Ascoltando le sue splendide lezioni ho capito che lo studio della storia avrebbe segnato la mia vita»: Jacques Le Goff, nonostante i suoi 86 anni e una malattia che gli impedisce di camminare bene, ci accoglie con affabilità ed entusiasmo nel luminoso appartamento di rue de Thionville, a Parigi, XIX arrondissement. Storico di fama internazionale, successore di Fernand Braudel a l’«École des Hautes Etudes en Sciences Sociales», colonna della scuola delle Annales, membro di diverse accademie e istituti di ricerca, onorato con premi e lauree honoris causa, Le Goff ha conquistato un posto di grande prestigio nell’ambito degli studi medievali. Sulla sua scrivania campeggiano le prime copie del nuovo libro uscito dall’editore Perrin (Il Medioevo e i soldi) e la traduzione italiana di Con Hanka, appena pubblicato da Laterza in cui lo storico ripercorre oltre quarant’anni di matrimonio tracciando una tenera biografia della moglie, improvvisamente scomparsa nel 2004. «La perdita di Hanka — dice con voce sommessa — ha radicalmente cambiato la mia esistenza. La nostra storia d’amore è stata per me vitale. Ma noi eravamo una coppia molto particolare: abbiamo conciliato un’intensa fusione con un profondo rispetto dell’altro. La discrezione ci ha spinti a non farci mai confidenze, eppure abbiamo avuto sempre coscienza della nostra profonda intimità, del nostro essere uno». Le Goff si commuove e il suo silenzio spinge a cambiare argomento. Lentamente la conversazione ritorna agli anni della formazione. «Ho vissuto in una famiglia di insegnanti — aggiunge — e questo ha certamente influito sulle mie scelte. Mio padre era professore di inglese in un liceo e mia madre maestra di piano. Ma dopo le entusiasmanti lezioni di storia medievale di Henri Michel, l’impatto con i professori della Sorbona fu deludente. E la mia vocazione di storico, minacciata in maniera preoccupante, fu rianimata più tardi dall’incontro con Maurice Lombard, che all’epoca preparava gli studenti al

La vita

Jacques Le Goff è nato a Tolone, in Francia, nel 1924. Dopo aver insegnato a Lilla e a Parigi, in quest’ultima città ha diretto dal 1962 l’«École pratique des hautes études».

Fra le sue opere più famose: «La nascita del Purgatorio» (1982); «Il Medioevo, alle origini dell’identità europea» (1996); «La borsa e la vita: dall’usuraio al banchiere» (2003);

(JEAN COUSIN IL VECCHIO, «IL RATTO D’EUROPA», 1550)

di NUCCIO ORDINE

concorso di agrégation». Furono anni decisivi per Le Goff, soprattutto per l’acquisizione di un metodo. «Lombard — continua sul filo del ricordo — era uno specialista dell’Islam. E nonostante io mi occupassi del Medioevo europeo e della cristianità, per me fu un maestro incomparabile. Mi fece capire che la storia non può essere disgiunta dalla geografia, perché gli avvenimenti sono sempre legati a luoghi. Le distanze, gli ambienti, il tempo, la natura di ciò che sta intorno, la società svolgono un ruolo importantissimo nella ricostruzione della storia». Per Le Goff, insomma, un libro di storia non può ignorare la geografia. «Se ricevo un saggio di storia — sottolinea sorridendo — la prima cosa che guardo sono le carte. Un libro di storia senza carte non può essere un buon libro. E lo stesso vale per le immagini. Le immagini non hanno una funzione illustrativa, decorativa. L’immagine è in se stessa un oggetto, una creazione, una testimonianza. Uno dei miei allievi, Jean-Claude Schmitt, si è consacrato allo studio delle immagini. E in Italia ha scritto libri importanti Chiara Frugoni, di cui ho ricevuto La voce delle immagini, appena uscito da Einaudi». Lo storico francese ci tiene a sottolineare che nella sua carriera scientifica hanno svolto un ruolo importante tre diverse nazioni: l’In-

ghilterra, la Cecoslovacchia e l’Italia. «Mi recai a Oxford con una borsa del governo francese. Devo ammettere che non ho mai potuto sopportare il modo di vivere britannico, soprattutto quello oxoniense. Però ebbi la fortuna di frequentare la Bodleian Library, biblioteca ricca di manoscritti straordinari. Poi andai, sempre da borsista, a Praga. Qui studiavo la storia delle università, una delle più grandi creazioni medievali. Nel circuito europeo dei primi atenei (Bologna, Parigi, Oxford, Salamanca) è possibile ritrovare già una configurazione dell’Europa…». E così Le Goff diventa testimone del «colpo di Praga» nel 1948. «Ricordo come fosse oggi — continua lo storico — l’annuncio che la Cecoslovacchia sarebbe diventata un satellite dell’Urss. Quell’esperienza non riuscì a scalfire le mie convinzioni di sinistra. Ma capii immediatamente che il comunismo dell’Est era una dittatura spaventosa, che in nessun modo poteva essere considerata di sinistra. Fui criticato per le mie posizioni da qualche compagno dell’École Normale Supérieure: alcuni di loro, però, mi diedero ragione all’indomani dei fatti d’Ungheria del 1956». Dopo Oxford e Praga arrivano i soggiorni in Italia. «Ho avuto — sottolinea compiaciuto Le Goff — tre patrie: la Francia, la Polonia (dove ho

Novità Tra i più recenti libri di Jacques Le Goff ricordiamo «Le Moyen Age et l’argent» uscito in Francia da Perrin e «Con Hanka» pubblicato in Italia da Laterza (pp. 154, e 15, traduzione di Valentina Parlato)

conosciuto mia moglie) e l’Italia, che ha occupato sempre un posto particolare nel mio cuore. Approdai a Roma, meraviglia delle meraviglie. In quanto membro dell’École française ho abitato prima a Palazzo Farnese e dopo a piazza Navona: come essere in Paradiso. Successivamente ho avuto modo di conoscere Napoli, dove ho tenuto lezioni nell’Istituto italiano per gli studi filosofici, del cui comitato scientifico faccio parte. Un mare e un cielo sempre splendidi e soprattutto un fascino culturale: qui ho respirato lo spirito dei Lumi che avevano reso celebre questa città in Europa». Il ruolo della cristianità nella cultura europea è stato uno dei nuclei centrali della riflessione di Le Goff. «Il Cristianesimo — osserva con voce animata — ha avuto una grande importanza nella formazione dell’Europa. Ma l’Europa, non bisogna dimenticarlo, è anteriore al Cristianesimo: per questo è necessario negare nettamente che le radici dell’Europa siano cristiane. L’Europa attuale non può non essere un’Europa laica». Le autorità ecclesiastiche, per lo storico francese, non possono imporre il loro punto di vista. «Personalmente, rifiuto l’insegnamento della Chiesa in molti ambiti. Credo che i Papi — siano reazionari (come Benedetto XVI) o un po’ più aperti (come Giovanni Paolo II) — debbano soprattutto occuparsi della Chiesa e hanno già tanto da fare con i problemi interni in Irlanda e altrove. Il Cristianesimo autentico ha sempre riconosciuto l’indipendenza dei laici e l’autonomia di Cesare». Anche la cultura islamica ha dato il suo notevole contributo alla costruzione di un sapere europeo. Negare questo apporto — come ha recentemente fatto Sylvain Gouguenheim in Aristotele contro Averroè (Rizzoli) — significa ignorare la storia. «Credo che Gouguenheim — sottolinea Le Goff — abbia scritto buoni saggi e non condivido i toni esagerati con cui talvolta è stato attaccato. Ma devo riconoscere che quest’opera tanto discussa è veramente un cattivo libro. Da una parte non dimostra sufficientemente l’esistenza della scuola che Giacomo da Venezia avrebbe creato a Mont Saint-Michel, e dall’altra, nel quinto capitolo, avanza tesi sulla Francia islamica che non sono per niente sostenibili». Le accuse di islamofobia, lanciate da alcuni storici francesi nei confronti di Gouguenheim, fanno scivolare il discorso verso la realtà italiana. Le Goff segue con attenzione gli avvenimenti politici che si svolgono al di là delle Alpi. E non molto tempo fa ha firmato — con Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky e tanti altri intellettuali — un appello per la libertà di stampa in Italia. «Devo confessare però — osserva preoccupato prima dei saluti — che c’è un fenomeno italiano che mi allarma. Ho paura della Lega e delle sue perniciose forme di razzismo e di localismo che potrebbero infiammare anche altri Paesi europei. L’Italia e gli italiani, che io amo profondamente, non dovrebbero sottovalutare questo pericolo…». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Novità Ermanno Bencivenga

Giulio Guidorizzi

La filosofia come strumento di liberazione

Ai confini dell’anima

Dalla scienza alla politica, dalla poesia alla scuola: la filosofia apre nuovi scenari

Etica minima

M.Williams, J. Teasdale Z. Segal, J. Kabat-Zinn

I Greci e la follia

Ritrovare la serenità

Pier Aldo Rovatti

Come superare la depressione attraverso la consapevolezza

Scritti quasi corsari sull’anomalia italiana

Judith Butler

Parole che provocano Per una politica del performativo

Amir D. Aczel

Le cattedrali della preistoria Il significato dell’arte rupestre

D. Cryan, S. Shatil, B. Mayblin

La logica a fumetti Con parole e immagini la logica è facile

Marco Romano

Ascesa e declino della città europea Cosa accomuna Milano e Barcellona, Lisbona e Berlino?

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Cultura 55

Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

Reportage Esce «Saigon e così sia» (Rizzoli), le interviste della scrittrice durante i viaggi in Indocina

Dibattito La risposta alle osservazioni di Franco Cordelli

NULLA SI CREA SENZA LA VANITÀ

«Giap è crudele, il regime di Hanoi si regge su gente indottrinata»

È

BAILLY, «VANITAS»

❜❜ È la dote che libera dalla solitudine del pensiero, costringe all’azione nel nulla e per il nulla

il nulla. Ricorda Cordelli la poesia di Shelley, Ozymandias, la descrizione di un regno e di una gloria di cui nulla rimane? Ecco, questo è il senso della mia (vana) azione. Vedevo, l’altra notte, un impacciato Pasolini descrivere una incompresa Gerusalemme, nell’indefinitezza dei luoghi, in un «ambizioso» viaggio in Terra Santa. Non avrei voluto essere lui, né viaggiare per un fine. «Vero viaggiatore è chi parte per partire», scriveva Baudelaire. Eppure Pasolini,

di DARIO FERTILIO che aspira al sacrificio, mi ha insegnato il valore della povertà e della integrità minacciata, illustrando quella «decadenza dell’analfabetismo» che io ho esaltato in José Bergamin. Per questo la mia vanità si moltiplica in mille impegni che servono ad affermare (non può saperlo Cordelli) ciò che non si vede, per pura sfida ai ciechi. Non ho ambizione perché non voglio costruire sulla sabbia, e non ho visione prospettica. Non ho mai pensato a una carriera, a una «forma» per cui valesse la pena rinunciare alla vita. Nulla mi soddisfa di più di una battuta che mi metta in condizione di perdere il tutto. Per questo non dico di no, perché non c’è una scelta o un vantaggio che prevalgano su altri. Assessore a Milano, ma ci si può rimettere in gioco come sindaco di Salemi. È più difficile, ma bisogna tentare l’impossibile. Ha letto Cordelli l’articolo di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo sul 150esimo dell’Unità d’Italia a Salemi (sul «Corriere della Sera» dell’8 maggio)? Vedrà che molto si può fare anche dove tutto sembra perduto. Ma per farlo occorre vanità, appunto, non ambizione. «Non nobis domine, non nobis», è scritto sulle facciate dei palazzi veneziani, che restano oltre la vita e la memoria di quanti li hanno voluti. Occorre la certezza del nulla cui apparteniamo e per il quale ci prodighiamo. Lo si legge sulla tomba dei Barberini nella chiesa dei Cappuccini a Roma: «Hic iacet pulvis, cinis et nihil». Così sarà anche per Cordelli. E, forse, anche per me, inutilmente vanitoso. Ma almeno vanitoso. © RIPRODUZIONE RISERVATA

C

Il viaggio

iò che resta di Oriana Fallaci, a quattro anni dalla morte, è anche qui, nelle pagine di Saigon e così sia. Da non confondere con le altre, famose, di Niente e così sia, dove lei racconta criticamente la guerra in Vietnam, vissuta dalla parte degli americani. Il libro che esce ora, nel quale sono raccolti articoli successivi, ne è il naturale prolungamento, ma anche il rovescio: non vi si trovano più disperati fantasmi sudvietnamiti, eroici vietcong fatti prigionieri, poveri soldati yankee intossicati dal napalm e dai miasmi delle paludi, bensì i loro nemici. Saigon e così sia (Rizzoli, pp. 360, e 20,50) è una raccolta di reportage assai omogenei, scritti per l’«Europeo» tra il 1969 e il 1975, secondo il consueto, inconfondibile stile della scrittrice, mai più pubblicati e commentati in prefazione da Ferruccio de Bortoli. Lo scenario asiatico, dunque, qui cambia. Proprio in apertura, la Oriana ben conosciuta, colei che aveva denunciato con accenti durissimi la strage americana di My Lai, celebrato l’epopea di un popolo «eroico» in guerra contro i «draghi d’acciaio» che scaricavano bombe, decide di sbarcare sull’altra faccia del pianeta Vietnam, quella tenuta saldamente sotto controllo dal generale Giap e da Ho Chi Min. Entrambi, come si sa, sono miti sessantottini per eccellenza: il nome del secondo, ritmato, offre la colonna sonora a innumerevoli manifestazioni giovanili, da Milano a Parigi. Il che non impedisce a tanti di chiedersi come sia, realmente, quel Paese mitizzato così da lontano. Una simile domanda se la pone, appunto in quei giorni, Oriana Fallaci; decisa però a rischiare il tutto per tutto pur di procurarsi una risposta. E anche questa volta ha fortuna: riesce, armata come di consueto di candore e furore, a farsi ricevere dal regime di Hanoi, a incontrare i nordvietnamiti in carne ed ossa, a raccogliere le testimonianze delle loro reali esistenze. Salvo rimanerne irrimediabilmente, e profondamente, delusa. Perché i Luu Quy Ky, o le Huynh Thi Kien, che avrebbero dovuto dar volto e corpo a quelle speranze, si rivelano ai suoi occhi niente più che comparse, ombre, esseri grigi, spaventati, sottomessi all’ideologia ufficiale, servili nei confronti del nuovo padrone comunista. Finisce qui insomma, con le pagine di Saigon e così sia, l’innamoramento vietnamita di Oriana Fallaci, e trae probabilmente origine anche da qui il suo progressivo allontanamento da quella cultura terzomon-

Le altre tre donne sempre al suo fianco Nel viaggio ad Hanoi che apre il volume Saigon e così sia Oriana Fallaci era accompagnata, oltre che dal bravo fotografo dell’«Europeo» Gianfranco Moroldo, da tre esponenti dell’Unione donne italiane (Udi), organizzazione femminile legata ai partiti di sinistra. La giornalista, rimarcando la loro ortodossia ideologica, le chiama solo per nome proprio e specifica che Carmen e Giulia erano comuniste, mentre Marisa era

una socialista del Psiup. La prima era Carmen Zanti, ex partigiana di Reggio Emilia e all’epoca parlamentare del Pci. Giulia, l’unica delle tre che sia ancora in vita, era la giornalista Giulietta Ascoli, una firma storica della rivista dell’Udi, «Noi donne». Infine Marisa era Marisa Passigli, dirigente socialista dell’Udi. dista che, in seguito, sarebbe diventata uno dei suoi bersagli. In quei mesi del marzo 1969, dunque, Oriana smette di aggrapparsi al sogno che gli uomini e le donne del Nord siano «diversi», il loro sistema più «giusto», la dignità umana e moralità pubblica di una qualità superiore rispetto a quelle occidentali. Perché non è così: stanno lì a pro-

SOLDATI AMERICANI NEL VIETNAM DEL SUD, 1965 (FOTO AP)

di VITTORIO SGARBI vero. Bella è la vanità. Umile e superba, divina. «Vanitas vanitatum». Brutta è l’ambizione, brutta e modesta. Ha ragione Franco Cordelli nel suo articolo (pubblicato sul «Corriere della Sera» del 25 maggio), l’ha capito: non ho ambizione, ho vanità. Assoluta e assolta. Mi libera dalla solitudine del puro pensiero. E mi costringe all’azione, alla costruzione nel nulla e per

E la Fallaci scoprì il vero Vietnam

varlo le pagine da lei dedicate all’intervista con il mitico generale Giap. I suoi occhi sono sì «fra i più intelligenti» da lei incontrati, ma anche «crudeli, astuti». E soprattutto la registrazione dell’intervista, quella cosa che Oriana Fallaci considerava sacra come un figlio, le viene brutalmente e quasi beffardamente censurata, evirata, rivoltata e stravolta dalle forbici dello stesso Giap. Lei reagisce a modo suo: pubblica la versione falsa accanto alla originale, vera. Però da quel momento, come queste pagine testimoniano quasi in diretta, il suo rapporto con il «sogno rivoluzionario» non sarà più lo stesso. Certo, rimangono in Saigon e così sia gli eroici ritratti femminili, le «ragazze della contraerea» che, secondo la propaganda di regime, riescono ad abbattere centinaia di aerei americani. Spicca, indubbiamente, il suo scontro plateale con il tenente americano Frishman, che una volta libero nega l’autenticità delle dichiarazioni rilasciatele durante la prigionia. E ancora, si fa notare il suo ritratto non particolarmente eroico di John McCain, futuro candidato alla Casa Bianca, allora sconosciuto pilota, che viene descritto mentre si aggira prosaicamente, azzoppato, nelle prigioni nordvietnamite. E, più di ogni altra cosa — come mette in rilievo Ferruccio de Bortoli nell’introduzio-

ne — c’è nel libro un abbaglio sul futuro della Cambogia. La Fallaci scambia cioè il fronte dei khmer rossi, destinati da lì a poco a trasformarsi in lugubre simbolo genocida sotto l’insegna di Pol Pot, in una specie di fronte antifascista pluralista e patriottico. Eppure, al di là degli spiegabili errori e delle inevitabili repliche della storia, più si procede nella narrazione, più si nota un mutamento nel colore del racconto: non più sentimenti e speranze, ma analisi precise e ritratti dettagliati, come quello del manovriero re cambogiano Sihanouk, o del disincantato sudvietnamita Cao Ky. E si sente, sempre più vicina, l’ombra della disfatta che incombe sugli americani e sui loro alleati: ma all’orizzonte non si profila più alcuna «liberazione». Molti anni più tardi, nel 1988, in una memorabile e coraggiosa intervista, la stessa Fallaci avrebbe rivisto con spietata autocritica il suo lavoro di allora. Avrebbe scritto: «L’errore è stato quello di non capire (e io sono stata partecipe di questo errore) che in questa guerra non c’erano i buoni e i cattivi». Ancora una volta, mettendosi in prima linea a ricevere critiche e colpi, proprio come la Oriana di un tempo che andava alla guerra. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il caso 1 Il sindaco Moratti favorevole ma prevale il rinvio, insiste l’assessore Finazzer Flory

Milano, Cattelan spacca la Giunta Non passa il «dito medio» in piazza di ELISABETTA SOGLIO

N

on c’è pace nei rapporti fra Maurizio Cattelan e il Comune di Milano. Ieri la giunta ha nuovamente rinviato la delibera sulla retrospettiva dell’artista, che già sei anni fa aveva diviso il mondo politico con l’installazione dei bimbi impiccati, fantocci appesi ad un albero di un parco milanese. Motivo del contendere il dito medio alzato, opera che dovrebbe essere collocata nel prossimo luglio in piazza Affari, davanti alla sede della Borsa. La questione era già stata discussa due settimane fa: il sindaco Letizia Moratti aveva però dato il via libera all’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory, che si era detto pronto a dimettersi se si fosse bloccata l’iniziativa su Cattelan. Ieri, invece, il nuovo stop. Assente Finazzer, impegnato a Torino alla presentazione del Festival MiTo, ha per primo preso al parola l’assessore Carlo Masseroli (Pdl), sostenendo che «l’amministrazione comunale non può essere culturalmente subalterna alle provocazioni di Cattelan». Masseroli insiste: «È chiaro che si tratta di un’affermazione simbolica e che vuole far passare un messaggio che non siamo obbligati a condividere». Critico anche il suo collega Giampaolo Landi di Chiavenna: «Quale liberale, è ben lungi da me l’idea di censurare il diritto di critica e di espressione. Cattelan esponga, quindi, come gli altri artisti che si sono succeduti a Milano nelle sale del Padiglione d’arte contemporanea, dove i milanesi potranno valutare in libera autonomia il valore artistico dell’opera. Ciò che per me è imprescindibile — conclude Landi — è non fare di Milano la capitale del brutto». Anche altri assessori e il direttore genera-

L’artista Maurizio Cattelan

le Giuseppe Sala («Pare un insulto ai risparmiatori») si sono espressi contro la proposta. Di fronte a queste posizioni, l’assessore Giovanni Terzi insieme al collega Maurizio Cadeo ha proposto un’alternativa: «Se non ci pare adatta la collocazione, mettiamo il dito davanti a Palazzo Marino». D’accordo con Terzi il leghista Massimiliano Orsatti: «Se vogliamo essere città capitale dell’arte contemporanea, dobbiamo saper accettare anche quello che non ci piace». Il sindaco, a quel punto, ha scelto di far rinviare la delibera. «Io sostengo questa iniziativa», ha ribadito la Moratti, che nei giorni scorsi aveva così

giustificato il via libera al dito medio: «L’arte è libertà di esprimersi ed è ironia». Tuttavia, aggiunge adesso, «ho pensato di rispettare il dibattito in giunta e attendere la presenza dell’assessore per decidere». Dal canto suo, Finazzer pare stizzito: «Quello che dovevo dire l’ho già detto. L’opera di Cattelan è una delle dieci installazioni che ci sono state donate dall’associazione Acacia e che verranno poi collocate nel Museo d’arte contemporanea che inaugureremo nel 2012». Il Pd, con il capogruppo in consiglio comunale, Pierfrancesco Majorino, tira le conclusioni: «La giunta Moratti ancora una volta si mostra totalmente priva di una direzione forte in campo culturale». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il caso 2 Carrara, l’opera che doveva sostituire la statua di Mazzini

Il Craxi liberty finisce al cimitero CARRARA — Accompagnato da una coda di polemiche, il «Craxi» di Maurizio Cattelan è arrivato ieri al cimitero monumentale di Marcognano, periferia nord di Carrara. La statua di marmo, una sorta di tabernacolo liberty con due figure angeliche e due putti che sostengono il bassorilievo del leader socialista, è stata collocata all’ingresso del camposanto, vicino alle lapidi dei caduti della Prima guerra mondiale. Lo ha deciso lo stesso Cattelan, che agli amici ha confidato di essere rimasto colpito dalle tombe dei soldati. La scelta del cimitero è stata

motivata dall’artista con la «morte del progetto primario», la sostituzione della statua di Giuseppe Mazzini nel centro della città con quella di Bettino Craxi, idea bocciata «per motivi di sicurezza» dalla sovrintendenza. «Perché ho scelto Craxi? Nessuna ragione politica — ha spiegato Cattelan —. L’idea mi è venuta visitando un laboratorio e trovandomi di fronte alla scultura del leader socialista». La statua resterà nel cimitero sino al 31 ottobre, data di chiusura della Biennale della scultura.

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Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

Idee&opinioni

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LA SOCIETA’ E LA CRISI

SEGUE DALLA PRIMA

A quest'ultimo proposito, è certamente un bene che sia stata ripristinata la possibilità di pubblicare, almeno per riassunto, gli atti di indagine non più coperti dal segreto. È male, invece, che un anacronistico divieto di pubblicazione sia stato confermato per i risultati delle intercettazioni — sebbene non più segreti — anche quando non vengano in gioco esigenze di privacy, riguardando esse fatti o circostanze direttamente concernenti le indagini in corso. È stato inoltre ribadito (sia pure con una modesta attenuazione della sanzione pecuniaria) il principio della responsabilità degli editori conseguente alla violazione dei previsti divieti di pubblicazione, senza nemmeno distinguere a seconda che si tratti di atti ancora segreti, ovvero non più segreti. Dunque, siamo dinnanzi a modifiche non proprio soddisfacenti, dal punto di vista della libertà di informazione. Ancora più insoddisfacente pare, peraltro, la prospettiva circa i poteri dell'autorità giudiziaria in materia di intercettazioni. Qui, anzi, tutti i punti maggiormente problematici (sotto il profilo di una diminuita incisività dello strumento investigativo) non risultano toccati dagli emendamenti

depositati ieri. Accanto alla farraginosa inedita disciplina dei presupposti soggettivi delle intercettazioni restano intatte, infatti, le irragionevoli limitazioni introdotte sia in tema di acquisizione dei tabulati telefonici, sia in tema di intercettazioni ambientali (ammesse solo nel caso di flagranza di reato), sia ancora in tema di esigua durata delle operazioni, proroghe comprese, fino ad un limite massimo di 75 giorni (limite per fortuna escluso in sede di ricerca dei latitanti). Ed anche la disciplina delle deroghe previste per i soli delitti di natura mafiosa e terroristica non è stata allargata, nonostante l'allarme lanciato dal Procuratore nazionale antimafia e dai vertici delle forze di polizia. Si tratta di proposte mortificanti. Sia per quello che dicono sia, soprattutto, per quello che non dicono, senza nessuna consapevolezza per i gravi problemi, anche organizzativi (si pensi al tribunale distrettuale collegiale quale giudice competente ad autorizzare le intercettazioni), che una nuova legge così concepita potrebbe suscitare. Davvero una scelta sconcertante per una maggioranza che innalza il vessillo della «tolleranza zero» contro la delinquenza.

Vittorio Grevi © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA TENTAZIONE DEL «6» POLITICO SULLA NUOVA SEVERITÀ A SCUOLA SEGUE DALLA PRIMA

Va davvero — come alcuni auspicano ed altri invece temono — nel senso di una maggiore severità della scuola, di una sua effettiva capacità di riconoscere e promuovere il merito? A parte ciò che riguarda i privatisti (che fino all’anno scorso potevano essere ammessi alla maturità senza bisogno di un giudizio di ammissione da parte dei consigli di classe della scuola dove intendevano sostenere l'esame), per tutti gli altri studenti e studentesse non credo che le cose cambieranno in modo radicale. È sostanzialmente impossibile, infatti, che per un solo cinque non si venga ammessi, come pure la legge che è ora applicata per la prima volta richiederebbe. Ed è difficile che possa essere escluso dall’esame di Stato chi ha magari due insufficienze, ma non su materie fondamentali. È probabile insomma che gli studenti con insufficienze limitate e non gravi verranno ammessi all’esame finale da una valutazione d'insieme, e non soltanto aritmetica, del consiglio di classe, come avveniva prima. Semmai ades-

so la nuova norma indurrà in molti casi i docenti ad attribuire una sufficienza per opportunità, una sorta di sei politico. E questa forse non è una novità positiva. In ogni caso, mi pare difficile che sia da qui, dalle norme per l'ammissione alla maturità, che può passare davvero l'introduzione di un maggior riconoscimento del merito in una scuola come la nostra, che ha da tempo seri problemi ad applicare criteri omogenei di valutazione. Una difficoltà che è testimoniata ogni anno dalle grandissime disparità nei voti conseguiti nelle diverse aree della penisola e tra i diversi istituti di una stessa città (con concentrazioni di 100 e lode che a volte non possono che apparire sospette). E questo rimanda alla cultura di una parte degli insegnanti (e dietro di essi alla cultura del Paese in cui vivono), al fatto per esempio che non sono rari i casi di professori che durante la maturità arrivano al punto di fornire essi stessi ai loro alunni il proverbiale e italianissimo «aiutino».

Giovanni Belardelli © RIPRODUZIONE RISERVATA

QUANDO LO SCRITTORE È INVISIBILE I 50 ANNI DEL «BUIO OLTRE LA SIEPE»

Il mondo delle lettere americane è in festa per il cinquantesimo anniversario della pubblicazione de Il buio oltre la siepe, la storia dell’avvocato di provincia difensore d’un afroamericano ingiustamente accusato nel Sud razzista (diventata film con Gregory Peck protagonista). Letture pubbliche in piccole biblioteche e grandi università, proiezioni del film, convegni, articoli su riviste specializzate e sui quotidiani a larga diffusione. Democratico e coraggiosamente antirazzista — negli Stati Uniti viene studiato a scuola come da noi I promessi sposi — è, semplicemente, «il libro americano», citando la recente prolusione di un critico. L’autrice, Harper Lee, 84 anni, è ancora viva — e nelle rare fotografie ha il sorriso gentile e lo sguardo penetrante di quando, da ragazza, vinse il Pulitzer — ma non parteciperà alle feste del salotto buono letterario. Non rilascia interviste dal 1964 e non ha più pubblicato libri. Resterà nell’ombra perché non si ritiene la festeggiata: il festeggiato è il suo romanzo, che da mezzo secolo illumina con la sua umanità generazioni di lettori. Nel mondo del marketing letterario che cer-

ca nuove vie — digitali e non — per restare «rilevante», la signorina Lee (mai sposata, vive con la sorella a Monroeville, Alabama, piccolo borgo natio suo e di Truman Capote) ci dà una lezione. Da decenni ritira lauree honoris causa e perfino la Medaglia del Congresso, massima onorificenza civile americana, con un sorriso senza parole. Perché «è meglio stare zitti che dire sciocchezze». Quel che aveva da dire l’ha scritto nel suo libro: le risposte a quello che verrebbe voglia di chiederle sono in quelle pagine (e, per chi ama il cinema, sul volto fiero di Gregory Peck, icona di onore e di giustizia). Tanti anni fa, quando nacque la leggenda metropolitana-letteraria ad alto quoziente di maschilismo secondo la quale era impossibile che il capolavoro fosse opera di quella sconosciuta impiegata zitella — doveva esserci la mano dell’amico d’infanzia Truman Capote —, la signorina Lee sorrise e passò oltre. Il libro è suo, ovviamente, ma cosa importa, in fondo, dell’autore. A contare davvero è solo Il buio oltre la siepe, con tutti i suoi lettori.

Matteo Persivale © RIPRODUZIONE RISERVATA

Finanza e popolo sempre più lontani Una speranza nel «fare da soli» di GIUSEPPE DE RITA

L

e vicende un po’ stralunate della manovra di correzione dei conti pubblici hanno messo in ulteriore evidenza il fatto che fra gli andamenti del circuito finanziario internazionale e quelli della vita quotidiana dell' economia reale, delle imprese, delle famiglie (del «popolo» se mi si passa l’abuso di termine) sta crescendo la frattura e la lontananza, nel totale vuoto di ogni istanza e potere fra loro intermedi. Qualcuno ha detto di recente che la finanza è il cervello dell’economia e che è quindi naturale che, quando il cervello entra in crisi, tutti gli altri soggetti entrino in sofferenza. A parte i dubbi sulla finanza come cervello (ha solo flussi e non sistema nervoso), è a dir poco inammissibile che nessuno si applichi a capire perché e come la finanza continui la sua corsa verso l’incontrollabilità planetaria, causa ed effetto di una speculazione sempre più devastante; e che al contempo nessuno abbia capacità di controllarne la crisi; che tutti vivano passivamente l’impazzimento delle sue procedure; che i sentimenti prevalenti siano la paura e lo spavento che l'accompagnano; e che in conclusione sia lo spavento a guidare il suo affannoso contenimento, specialmente a livello nazionale. Se guardiamo alle provinciali cose italiane, facilmente riscontriamo tale sequenza: se la ripercorriamo all’indietro troviamo in questi giorni l’affanno delle cose da decidere, lo spavento (il rischio Grecia riproposto a oltranza), la passività fatalistica di fronte a cose più grandi di noi, il lassismo rispetto alle piroette finanziarie, la rinuncia a esercitare capacità e potere su di esse. Tutto ciò, molte miglia più in basso, ha effetti molto disturbanti sulla vita quotidiana di quel che ho chiamato «popolo»: le famiglie sanno che con le manovre arriveranno sacrifici più o meno precisati, le piccole imprese sanno che sarà sempre più difficile ottenere credito per le loro attività; le grandi imprese sanno che dovranno faticare e duramente ristrutturare; tutti sanno che ogni manovra porta disoccupazione; le amministrazioni locali sanno che avranno sempre meno soldi e daranno sempre meno servizi; le diverse attività terziarie (dal credito ai trasporti) sanno che l’ipotesi per loro più probabile è di continuare a navigare a vista, Si può in sintesi dire che lo spavento e le manovre alimentate dall’alto e dall’esterno finiscono per avere l'effetto di una frustrazione e quasi una depressione collettiva, con buona pace di chi incita a rilanciare ripresa e crescita economica. Le stesse armi tradizionali del popolo (il

BEPPE GIACOBBE

INTERCETTAZIONI, LE 11 MODIFICHE E UNA LEGGE ANCORA SBAGLIATA

conflitto e la negazione del consenso) sono rese inerti dalla collettiva frustrazione. Può una società complessa come la nostra accettare la crescente estraneità fra i potenti destini dei circuiti finanziari ed i poveri destini di un popolo sempre più passivo? La risposta cinica sarebbe che può, visto che già lo fa, e senza troppi drammi; ma il dramma vero è che a breve quell’estraneità uccide le istanze alla necessaria «ripartenza», mentre a lungo termine essa rende slabbrata l'identità nazionale e conflittuale la vita sociale. È quindi necessario contrastare la lontananza fra finanza e popolo: e per far questo occorre far crescere soggetti e poteri che sappiano occupare lo spazio lasciato vuoto dalle due dimensioni oggi divaricanti: soggetti che sappiano fare politica attiva verso l'alto, nella gestione dei circuiti finanziari; e soggetti che sappiano fare mobilitazione dal basso della vitalità sociale oggi «in sonno». Purtroppo non si vedono oggi soggetti intermedi capaci di far politica attiva verso l'alto: i poteri comunitari (mondiali e europei) sembrano inconcludenti, prigionieri nella loro pletorica e costosa tecnocrazia (ne abbiamo il sentore quando vediamo sfilare le immagini televisive delle loro affollate riunioni); i singoli governi nazionali sembrano condannati a contar poco quando la speculazione li attacca frontalmente (al massimo sono chiamati a far da «assicuratori di ultima istanza»); ed i poteri forti delle varie eco-

nomie, cioè le concentrazioni bancarie e finanziarie, non riescono a far sistema e alla fine tentano solo di cavarsela e/o di cavalcare furbamente le onde della congiuntura. Tutti insieme non sono in grado di evitare che il circuito finanziario internazionale continui a coltivare la sua autoreferenziale coazione a speculare. Il popolo resta solo, nel vuoto della politica. E, se non vuole condannarsi alla passiva indifferenza di chi non capisce cosa stia succedendo, dovrà prima o tardi reagire: non favorendo, se possibile, fondamentalismi antispeculativi e magari anticapitalistici, ma organizzando la sua forza strutturale (nell’economia reale, nelle imprese, nei patrimoni familiari) in movimenti e soggetti intermedi di iniziativa e responsabilità. Potrebbe non essere impossibile sfidarsi «a far da soli» (come ha detto un importante imprenditore), se non si resta dispersi nelle singole molecole di impegno e se si riesce a far crescere una rappresentanza di interessi che raccolga e valorizzi, ma al tempo innovi, i corpi intermedi (imprenditoriali, sindacali, associativi, localistici, ecc.) che hanno dato ampie prove di responsabilità collettiva nei nostri momenti più duri e che cominciano a dar segni di voler uscire dal letargo in cui sono stati marginalizzati dai protagonismi di verticalizzazione politica degli ultimi anni. Diamoci un po' di speranza, ne abbiamo bisogno. © RIPRODUZIONE RISERVATA

BAGNASCO, LA PEDOFILIA E GLI ABUSI «COPERTI»

Elogio del vescovo che sta con le vittime di ALBERTO MELLONI SEGUE DALLA PRIMA

Molti di loro avranno ricevuto denunce: e chi le ha ritenute calunnie oggi dubita del proprio giudizio. Chi ha ricevuto la disperata confessione di un prete criminale si è spesso illuso che a Roma si potesse essere più rapidi, più fulminei e più giusti. Oggi anche in Italia — lo si era visto nella conferenza belga dei tempi del cardinale Daneels o in quella americana ai tempi di monsignor Bernardin — si sente perfino da fuori che la comunione fra vescovi è lo strumento più importante che la Chiesa ha per collocare ogni cosa al posto giusto, senza attenuazione e senza semplicismi moralistici. Nelle parole del cardinale Bagnasco, infatti, non ci sono cose del tutto nuove, ma un tono insieme più severo e più sereno. Ha riconosciuto che ci possono essere state esitazioni e coperture davanti ai crimini pedofili nella Chiesa italiana: davanti a questa che dalle sue parole appare come più di un’eventualità, non ha fatto calcoli, non ha gettato la croce su altri. Ha detto che se in Italia ciò è accaduto, si deve dire che si è trattato «d’una cosa sbagliata, che va corretta e superata». Ha poi ricordato la sua esperienza davanti al solo caso di accuse (false) con cui si è misu-

rato nella sua vita di vescovo. E a chi al fondo pensa che la Chiesa avrebbe agito bene solo mandando al rogo i pedofili preti, Bagnasco ha indicato i due nodi pastorali decisivi oggi e di quel futuro sul quale l'ombra della pedofilia si distenderà a lungo: la figura del vescovo e il rapporto Chiesa-società. Quando il presidente della Cei afferma che il vescovo deve essere lui, in prima persona, il «referente» delle vittime, quando dice che la gente deve poter aver accesso all’episcopio giorno e notte non dà delle norme procedurali venute da qualche dotta commissione di esperti rigorosi. Indica, così come emerge dalla comune sensibilità dell'assemblea dei presuli, un vero e proprio «modello di vescovo», che se fa quelle cose non ne fa delle altre. È stato episcopato burocratico e indaffarato che non ha saputo sentire con la stessa intensità il dramma dei propri preti precipitati in un crimine orrendo e dei propri figlioli violati. L'ammaestrarsi a vicenda dei successori degli apostoli ad essere vescovi-pastori è una delle poche medicine a disposizione dei singoli e della conferenza, esposti al rischio del disdoro. Che al termine dell'assemblea generale della Cei il cardinale presidente lo dica con tanta

nettezza è un segno di speranza. Inoltre quando il cardinale Bagnasco dice che «la pedofilia è un peccato terrificante e un reato, che riguarda tutta la società e la Chiesa che fa parte della società», rovescia un linguaggio ingannevole nel quale la cultura cattolica si è spesso cullata. Quello secondo cui la Chiesa stava al balcone della verità, mentre la società sguazzava nel fangoso cortile sottostante del saeculum. Pensare la Chiesa come una monade — un unico «io» senza il «tu» della storia — ha avuto un ruolo nel disastro prodotto da chi ha pensato per anni di proteggere il buon nome della Chiesa ammutolendo le vittime degli abusi. Se l'episcopato percepisce la Chiesa come parte di una società che oggi più di ieri protegge i propri bambini, fa il bene degli uomini nella cui compagnia cammina e di sé stessa come pellegrina. Perché quella che è oggi usuale chiamare «emergenza educativa» è quasi sempre una «emergenza educatori»: che è cosa assai più grave e complessa, dalla quale non si esce con qualche soldo ma guardando alla realtà con la serietà e le serenità di chi, come dice il Papa, sente «il profondo bisogno di re-imparare la penitenza». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

Lettere al Corriere

MODERNIZZAZIONI FALLITE DEGLI STATI ARABO-MUSULMANI

Risponde Sergio Romano C’è un aspetto del mondo islamico sul quale lei abbia delle riserve? Marco Casetta americius142@ hotmail.com Caro Casetta, ome altri lettori lei pensa che io abbia un pregiudizio filo-islamico e che i miei articoli siano viziati da una specie di partito preso. Un giornalista non dovrebbe mai citare se stesso, ma temo che in questo caso occorra fare una eccezione. Ecco, in sintesi, alcuni concetti tratti da cose pubblicate già qualche anno fa. Il Medio Oriente non è ancora riuscito a creare la sua versione dello Stato moderno. In questi Paesi il modello democratico europeo è diventato

C

GOVERNANTI E POTERE

Gerald Ford Caro Romano, da sempre e ovunque, come ben sa, i governanti lamentano la propria impotenza e l’impossibilità, appunto, di governare. Ricordo che Gerald Ford arrivò ad affermare che «l’unica cosa che un presidente degli Stati Uniti può decidere da solo è quando andare al gabinetto!». Mauro della Porta Raffo Varese

Battuta divertente, anche se Gerald Ford, successore di Richard Nixon sino alla fine del mandato, non fu mai un decisionista frustrato. Di lui si diceva che era incapace di fare due cose contemporaneamente, come ad esempio camminare e masticare chewing-gum.

Le lettere, firmate con nome, cognome e città, vanno inviate a: «Lettere al Corriere» Corriere della Sera via Solferino, 28 20121 Milano - Fax al numero: 02-62.82.75.79

spesso oligarchia, affarismo, corruzione. Dove esistono petrolio e gas queste straordinarie ricchezze hanno spento gli spiriti animali dei migliori ceti mercantili e creato una economia della finanza più incline a gestire portafogli e a costruire lussuosi «compound» che a rischiare denaro promuovendo la nascita di nuove imprese. Là dove i proventi del sottosuolo sono stati distribuiti alle popolazioni, soprattutto sotto forma di esenzioni fiscali, le royalty hanno creato le perverse abitudini di un falso benessere. Con una sola eccezione, la Turchia (e con segnali incoraggianti provenienti da Marocco e Tunisia), i progetti di modernizzazione degli Stati arabo-musulmani sono falliti o hanno prodotto risultati alquanto inferiori alle promesse poter attingere informazioni su quali potranno essere gli scenari economici del nostro Paese nei prossimi cinque anni, come posso fare? Mi può segnalare un canale aperto all’uomo comune quale sono? Fulvio Adulante f.adulante@ alice.it

Possono esserle di aiuto le pagine economiche di questo giornale e quelle di altri quotidiani o i supplementi economici come il CorrierEconomia. Le suggerisco anche la lettura, su Internet, di un eccellente sito, Lavoce.info.

MANOVRA

L’ira di un insegnante Avevo maturato il diritto alla pensione già un anno fa, ma avevo preferito continuare: avevo in animo di arrivare

delle classi politiche che hanno conquistato il potere dopo la Seconda guerra mondiale. È fallita la modernizzazione fenicia del Libano, fondata sulle banche, l’intermediazione finanziaria e commerciale. È fallita la modernizzazione egiziana fondata sullo sfruttamento delle due grandi risorse naturali del Paese: la terra e il grande fiume. È fallita la modernizzazione algerina fondata sul petrolio, il gas e l’acciaio. È fallita la modernizzazione iraniana dello Scià, fondata sul petrolio. È fallita la più promettente, quella irachena, viziata dai deliri imperiali di Saddam Hussein. E sta fallendo la mo-

dernizzazione iraniana degli ayatollah fondata sul petrolio, il gas e l’uranio. Ogni Paese è un caso a sé. Ma esistono in queste crisi alcuni fattori comuni. Il primo di essi è la presenza di un corpo estraneo, lo Stato d’Israele, che ha contribuito alla nascita nei Paesi arabo-musulmani di un nazionalismo vittimista, frustrato e aggressivo. Un po’ di nazionalismo serve a consolidare la società e lo Stato. Troppo nazionalismo provoca guerre e dirotta il processo di sviluppo di un Paese su un binario morto. I leader arabi, da Nasser a Saddam, hanno dato prova a questo proposito di una singolare mancanza di saggezza e di lungimiranza. Il secondo fattore comune è la corruzione delle classi dirigenti, un tarlo che ha divorato le ricchezze dello Stato ed eroso

la fiducia delle masse popolari. Il terzo fattore è la religione, al tempo stesso elemento di coesione e potente nemico della modernità. Non è sorprendente che le modernizzazioni fallite abbiano provocato in tutti i Paesi arabo-musulmani un rigurgito di fondamentalismo religioso. Mai tuttavia, nel corso dei miei viaggi, ho pensato che questi errori e questi fallimenti fossero il risultato di una radicata indisponibilità alla vita democratica o di una cultura naturalmente incline al fanatismo religioso. Ho sempre cercato di spiegare i travagli del Medio Oriente con riflessioni storiche e politiche piuttosto che con teoremi etnico-religiosi. Forse è questa la parte delle mie analisi che a lei non è piaciuta.

degli italiani»: di quali italiani parlano?

abbia almeno 10.000 abitanti. Questa misura comporterà un risparmio pubblico di oltre un miliardo di euro l’anno. Perché in Italia è così difficile eliminare soltanto 10 Province? Forse perche è vero che in Italia governare è quasi impossibile.

Lucio Pala palalucio@libero.it

nel 2011 al massimo della carriera di insegnante, sicuro di incamerare dai prossimi mesi l’aumento retributivo con l’ingresso nell’ultima fascia stipendiale (40 anni di servizio) e i vantaggi correlati (liquidazione e pensione). La manovra congela in un colpo solo il rinnovo dei contratti, gli avanzamenti di carriera e ogni altra possibilità di valorizzare la competenza acquisita: oggi mi ritrovo con la prospettiva a breve di una perdita di 130 euro mensili e di oltre 5 mila euro sulla liquidazione. Berlusconi e Tremonti dicono che «non hanno messo le mani nelle tasche

IN GRAN BRETAGNA

Lo stop alle auto blu In Gran Bretagna il nuovo primo ministro Cameron ha impiegato un giorno a sopprimere tutte le auto blu destinate ai membri del governo. Da noi quanto dovremo aspettare? Vittorio Busnelli busnellivittorio@tiscali.it

IN GRECIA

Comuni ridotti a un terzo Il Parlamento greco ha appena approvato la riduzione del numero di Comuni da 1.034 a soli 355, in modo che ogni Comune

DI ECONOMIA

Buone letture

La tua opinione su corriere.it

Caro Romano, ho difficoltà a interpretare ciò che sta accadendo a livello economico nel nostro Paese. Mi riferisco in particolare alla perdita di competitività delle aziende. Mi piacerebbe

SUL WEB Risposte alle 19 di ieri

Al film «Baarìa» di Tornatore il premio «Nastro dell’anno» Siete d’accordo con questa scelta?

R

Sì 36,9

R

No

63,1

La domanda di oggi Siete pronti a rinunciare a parte della vostra privacy per utilizzare tutte le possibilità di Facebook e del resto di Internet?

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Bartolome Alles bartomeualles@ hotmail.com

TORMENTONI

Mou, Inter e mondiali Negli ultimi giorni abbiamo assistito a un fiorire di commenti a proposito di quanto sta succedendo alla squadra di Moratti. Mourinho traditore? Tifosi interisti tristi? Se ai detrattori fa piacere, lo si pensi pure. I tifosi, in realtà, stanno sorridendo di fronte al patetico tentativo di vedere del nero nella più luminosa stagione che chiunque potesse immaginare. Speriamo si giochino presto i mondiali: credo sia giunta l’ora di un nuovo tormentone estivo. Francesco Gatti fgatti@hispeed.ch

Interventi & Repliche Studenti stranieri: la cittadinanza La proposta sulla cittadinanza, espressa dalle pagine del Corriere della Sera dell’11 maggio, sta raccogliendo tante adesioni dal mondo imprenditoriale e culturale. Si tratta di dare cittadinanza italiana automatica agli studenti stranieri extracomunitari che abbiano compiuto tutto il ciclo di studi obbligatori in Italia, dalle elementari al diploma, dai 6 ai 18 anni. Questi studenti sono evidentemente a tutti gli effetti italiani, sia per l'apprendimento della lingua, sia per aver studiato Dante, Manzoni. Esattamente come tutti i ragazzi del nostro Paese. Aderiamo alla proposta di Arturo Artom nella certezza che tante altre arriveranno per far convergere le forze politiche verso un emendamento all’interno della prossima discussione

parlamentare sulle nuove norme per la cittadinanza. Franco Bassanini, Alessandro Beda Antonio Bernardi, Giorgio Forattini Ivan Lo Bello, Enrico Lo Verso Renato Mannheimer Alberto Meomartini, David Moscato Umberto Quadrino, Lupo Rattazzi Giuseppe Recchi, Aurelio Regina Luisa Todini, Milano

Istituto di Alta Matematica: i lavori Sul Corriere del 26 maggio l’Istituto Nazionale di Alta Matematica compare in una lista di enti da sopprimere nell’ambito della manovra finanziaria. Il nostro Istituto, pur non avendo propri ricercatori, opera attraverso i suoi Gruppi di Ricerca (più di 2.500

ricercatori di Università ed enti di Ricerca). Nell’ultima (e finora unica) valutazione della Ricerca del precedente governo Berlusconi ci siamo classificati al primo posto fra le grandi strutture dell’area matematico-informatica, con il punteggio massimo (94/100) fra gli Enti di Ricerca. Recentemente la Comunità europea ci ha assegnato un finanziamento per borse di studio, pari al 40% per cento della nostra dotazione annua (sarebbe perso, nel caso di soppressione). Gran parte del nostro budget viene speso per finanziare i giovani talenti matematici. Tutto il nostro lavoro scientifico si svolge su base volontaria, con retribuzioni più o meno simboliche (il presidente è retribuito con circa 10.000 euro annui lordi, i Consiglieri di amministrazione 2.500

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Il dubbio di Piero Ostellino

Le carte truccate dell’antipolitica

I

l decreto governativo sulle intercettazioni, che mortifica la libertà di informazione giudiziaria, è liberticida e limita quella della magistratura. Ma dove erano i paladini della libertà di informazione quando il Parlamento approvava leggi liberticide sulla esecutorietà della sanzione amministrativa, sull’inversione dell’onere della prova a carico del cittadino, sui limiti ai pagamenti in contanti; la Corte costituzionale teorizzava la fine della proprietà privata; l’Italia fotografava di nascosto i suoi cittadini che andavano in Svizzera come fossero tutti evasori; mentre Scaglia stava in carcerazione preventiva da mesi? È surreale la partecipazione dei direttori dei media nazionali alla manifestazione della Federazione della stampa per la libertà di informazione. Coloro i quali ne sono a capo, per concretarla, manifestano come metalmeccanici. Non basterebbe fare il proprio mestiere, far conoscere le leggi in discussione nelle Commissioni parlamentari, le sentenze della Corte costituzionale, cosa fa la Pubblica amministrazione e chiedersi che ne viene al cittadino? Se la libertà di informazione sta nel raccontare le preferenze sessuali di Balducci, a noi giornalisti non resta che andare a nasconderci. Ogni discorso sulle libertà non prescinde dal «principio di responsabilità». La divulgazione di migliaia intercettazioni è una «rete a strascico» nella quale i giornalisti pescano ciò che fa titolo. La responsabilità primaria non è, dunque, dei giornalisti, ma dei magistrati che buttano sul «mercato dell’informazione», come merce da vendere al migliore offerente, notizie che nulla hanno a che vedere con le indagini. Ma c’è anQuei silenzi che un lato che riguarda i giornalisull’inversione sti. La Commission on Freedom of the Press americana parla di «redell’onere della sponsabilità sociale dei media». prova e sulle altre Bobbio ha scritto che Marx non è di fronte alle «dure misure liberticide «innocente» repliche della storia». Da noi, c’è, invece, la credenza a ritenere gli intellettuali – che straparlano – non toccati dalla realtà. I giornalisti non sono immuni dagli schizzi di fango delle intercettazioni, e del loro uso. Ciò che scrivono suscita valori, credenze, aspettative dei quali sono moralmente — ancorché non debbano esserlo giuridicamente — responsabili. Una falsa «etica dei principi democratici» ignora l’«etica della responsabilità sociale». Cavalcare la canea antipolitica è giocare con carte truccate. Nello Stato di diritto, tutti, anche i politici, rispondono, in Tribunale, delle proprie azioni giuridicamente rilevanti. In una democrazia liberale, i rappresentanti del popolo rispondono «politicamente» all’opinione pubblica dei propri comportamenti pubblici; in caso di atti giuridicamente rilevanti, ne rispondono «dopo» l’eventuale sentenza di colpevolezza, non «prima», in base alle intercettazioni. È singolare che gli stessi che criticano i liberali per aver tollerato, nel 1922, le violazioni dello Stato di diritto da parte di Mussolini, nell’illusione che avrebbe fatto ordine, oggi accettino le violazioni dello Stato di diritto pur di combattere la corruzione. La libertà di stampa non sta nel dire ai lettori ciò che ai lettori piace sentirsi dire. Alimentare quella forma di «fascismo di popolo», di «autoritarismo di massa», che è il giustizialismo, è tradire la civiltà del diritto e le nostre libertà. postellino@corriere.it

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annui, i Direttori dei Gruppi di ricerca zero, i membri del Comitato Direttivo zero). Definirci ente inutile è stato dunque sicuramente un errore di qualche funzionario. Vincenzo Ancona, presidente Istituto Nazionale di Alta Matematica, Roma

Borse, una funzione indispensabile A proposito dell’intervento dell’autore della lettera sulle Borse da chiudere (Corriere, 27 maggio), segnalo che i mercati sono come i termometri: segnano la condizione relativa allo stato di salute dell’individuo; coloro che ritengono che eliminato il termometro sarà eliminata la malattia si illudono. Massimo Benedetti

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Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

Eventi

Panorama di linee Foto grande, la hall del Maxxi con le scale che portano ai piani superiori; in alto, l’esterno del museo e, in alto a destra, una vista aerea dell’edificio, tra le case del quartiere Flaminio (foto Iwan Baan)

Il museo Architettura stupefacente, La struttura «Gareggia» con è costato 150 milioni di euro le opere che verranno esposte

Maxxi Linee dal futuro A

ncora un giorno di festa, dei tre organizzati per l’inaugurazione del Maxxi, e domani finalmente il museo nazionale delle arti del XXI secolo aprirà al pubblico. Il via alla kermesse è scattato giovedì scorso alle 11.30, con una controversa preview organizzata dal ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, dal presidente della Fondazione Maxxi Pio Baldi, dalle curatrici dei settore architettura e arte, rispettivamente Margherita Guccione e Anna Mattirolo. I primi ad entrare nell’avveniristico centro di via Guido Reni sono stati gli artisti, gli architetti, i curatori delle mostre e i giornalisti. Guidati da Zaha Hadid, l’architetta angloirachena che con il suo progetto vinse il concorso internazionale di idee indetto nel 1997 da Walter Veltroni. In realtà Veltroni, che all’epoca era ministro della Cultura e aveva ottenuto dal ministero della Difesa la disponibilità

delle caserme di via Guido Reni, all’inizio dichiarò che i 17 mila metri quadrati di padiglioni, di un certo pregio architettonico (risalendo ai primi del Novecento), sarebbero stati trasformati in Centro per l’arte contemporanea con «un restauro leggero», che avrebbe permesso di aprire il museo «entro tre anni». Ma esattamente tre anni dopo, Giovanna Melandri, che nel frattempo era succeduta a Veltroni, annunciava che dei vecchi edifici sarebbero rimasti in piedi non più di 1.800 metri quadrati. Il resto sarebbe stato abbattuto per fare spazio alla nuova costruzione firmata da Hadid, per un costo totale previsto di 120 miliardi di lire (circa 62 milioni di euro). Adesso che finalmente i lavori sono terminati, sappiamo che quei costi sono lievitati fino a 150 milioni di euro. E fino a due giorni fa la grande scommessa era di vedere come i curatori sarebbero riusciti a sistemare le opere di arte e di architettura nella struttura realizzata da Hadid, che alcuni critici considerano un’opera d’arte fine a se stessa (Sgarbi l’ha definito «un

Dopo tredici anni di lavori Roma inaugura il suo tempio dell’arte contemporanea L’agenda

Il Maxxi, via Guido Reni 4a, sarà aperto al pubblico a partire dal 30 maggio, dalle 11 alle 19 (giovedì fino alle 22), lunedì riposo. Biglietto, 11 euro (più 4 euro per le visite guidate). Sito: www.maxxi.beniculturali.it. L’apertura del museo è il culmine di

un weekend in cui Roma si propone come capitale mondiale dell’arte, con la fiera The road to contemporary art, nell’ex Mattatoio di Testaccio (ogni sera dalle 16 alle 20). Al Macro di via Reggio Emilia resterà aperto per due giorni (gratis e con prenotazioni obbligatorie sul sito www.macroeventi.org) il cantiere dei nuovi spazi del museo progettati dalla francese Odile Decq, con tetto-terrazza su due livelli (i lavori dovrebbero concludersi in autunno). Altri eventi collaterali (cene d’autore, concerti, visite alle mostre guidate da personaggi come Fausto Bertinotti e Alessandro Haber) si trovano sul sito www.romacontemporary.it

mausoleo»), più che un museo funzionale a ospitare mostre e collezioni. Tanto che l’architetta ha voluto che il museo restasse per alcuni mesi completamente vuoto, in modo da far ammirare la purezza assoluta dei vasti ambienti progettati con scaloni, pavimenti fluttuanti e pareti attorcigliate come nastri impazziti. Margherita Guccione dice che hanno dovuto reinventarsi il modo di concepire gli allestimenti: «Il mio maestro Ludovico Quaroni mi ha insegnato a rovesciare le certezze, a fare del dubbio un motore». È questo lo spirito con cui sono state sistemate le quattro mostre inaugurali. La prima, intitolata «Spazio», presenta una parte delle collezioni di arte e architettura del Maxxi. In un unico percorso, che si snoda all’interno e all’esterno del museo e include un omaggio a Fabio Mauri e due installazioni di Maurizio Mochetti e Massimo Grimaldi, sono esposte circa settanta delle trecento opere acquisite nella collezione di arte, tra cui Alighiero Boetti, Anish Kapoor, William Kentridge, Sol LeWitt, Giuseppe Penone, Grazia Toderi, Francesco Vezzoli. Una parete di 40 metri quadrati è occupata da «Geografie italiane», ope-

ra di Studio Azzurro, che racconta l’architettura italiana degli ultimi sessant’anni. A Gino De Dominicis è dedicata una retrospettiva che ripercorre l’iter della sua ricerca attraverso 130 opere, compresa la gigantesca «Calamita Cosmica», lunga 24 metri. Una mostra rende omaggio a «Luigi Moretti architetto. Dal razionalismo all’informale», con disegni, plastici, fotografie delle sue costruzioni. Il percorso si conclude con otto video dell’artista turco Kutlug Ataman (nella foto a sinistra un frammento di uno dei filmati). Da giovedì scorso si va avanti a feste, cene, visite guidate per cinquemila invitati di prestigio, tra scrittori e scienziati, attori e registi, filosofi e aristocratici. Hanno confermato la loro presenza tutti e sei i ministri che hanno seguito uno dopo l’altro i lavori del Maxxi, da Veltroni a Melandri, da Rutelli a Urbani, da Buttiglione a Bondi. La giornata di oggi è riservata ai romani, che potendo per una volta entrare gratis hanno esaurito in tre giorni le quindicimila prenotazioni. A partire da domani, finalmente, porte aperte a tutti.

Lauretta Colonnelli © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il presidente Pio Baldi spiega le strategie della Fondazione per vincere la sfida dell’autonomia finanziaria

«Porte aperte a moda, design e pubblicità» A

rchiviata la stagione del cantiere e delle acquisizioni, del progetto e dell’esordio, d’ora in poi la vera scommessa del Maxxi si chiama autonomia finanziaria. In una stagione in cui il denaro pubblico scarseggia, il primo grande museo nazionale italiano di Arte contemporanea debutta sul mercato internazionale dell’economia della cultura dove grandeggiano la Tate Modern di Londra, il Beaubourg di Parigi, e ovviamente il Guggenheim di Bilbao. Lo sa bene Pio Baldi, presidente della Fondazione Maxxi e quindi del suo consiglio di amministrazione formato, con lui, da Roberto Grossi di Federculture e dal docente universitario Stefano Zecchi. Qualche cifra, presidente Baldi? «Siamo in tut-

to e per tutto una Fondazione privatistica. Come la Biennale di Venezia, la Triennale di Milano, la Quadriennale di Roma, il Museo Egizio di Torino. Un grande vantaggio perché ci permette di ricevere sostegni e donazioni dai privati e inserirli direttamente in bilancio senza passare attraverso il ministero dell’Economia come avviene per i musei Arte e bilanci normali». Pio Baldi Qualche cifra, Baldi? «Quest’anno, grazie al sostegno del ministro Sandro Bondi e di Arcus, abbiamo ricevuto dallo Stato 4 milioni di euro. Altri 1,8 ci giungono dalla

legge speciale sul Maxxi, la 237 del 1999, in più c’è una lunga lista di sostenitori che, ogni anno, versano 5.000 euro per poter partecipare alle attività del museo». Compaiono nomi come Ginevra Caltagirone, Giovanni Aldobrandini, Ginevra Elkann, Anna Fendi, Nicoletta Fiorucci, Gilda Moratti, Martine Orsini, Maite Bulgari. Poi, un importantissimo passo successivo da definire in tempi brevi: «Siamo a buon punto di trattativa con Fendi-Arnault. Il Consiglio inserirebbe un nuovo membro designato da loro e il Maxxi riceverebbe un sostegno di 2,5 milioni di euro in tre anni». Dunque, la grande moda al museo... «Certo. Il Maxxi ha una parola tra quelle chiave per il suo futu-

ro. Cioè interdisciplinarità tra ciò che è legato all’estetica, cioè all’arte e all’architettura contemporanee: moda, design, pubblicità, cinema». Un nutrito gruppo di sostenitori versa tra i 100 e i 350 mila euro l’anno: Terna, Telecom, Bmw e Zumtobel. Ma per il museo nato a suo tempo per intuizione di Walter Veltroni e concluso da Bondi (in mezzo nes-

❜❜ Una macchina da

10-12 milioni di euro l’anno. Affitteremo degli spazi ai privati

sun altro ministro ha mollato il progetto: Giovanna Melandri, Giuliano Urbani, Rocco Buttiglione, Francesco Rutelli) c’è un’altra fonte di introiti, spiega Baldi. Ovvero l’affitto degli spazi a privati: «Piazza esterna, atrio e auditorium. Contiamo di poter arrivare a uno, due avvenimenti a settimana». In più le altre attività del museo: ristorazione, caffetteria, merchandising, bookshop, uso del marchio. Ultimi ma non ultimi, gli incassi da sbigliettamento. «Se saremo bravi potremo arrivare a incassare col "comparto museo" 4 milioni l’anno», prevede Baldi. La macchina non è pesante: 25 dipendenti più altri 25 a tempo determinato, tutte donne («perché sono le più brave»,

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Eventi 59

Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

Protagonista Inglese di origine irachena, è considerata una progettista geniale ma anche una donna ricca di glamour

La grande incantatrice dell’architettura Così Zaha Hadid, regina del decostruttivismo, è diventata un personaggio da copertina

L’ondata anti-Bilbao

di VINCENZO TRIONE

M

sorride Baldi) tranne lo stesso presidente, il segretario generale Alessandro Bianchi e Mario Schiano dell’ufficio tecnico. Per un costo complessivo, presidente? «Solo qualche paragone. Il Mart di Rovereto, il più piccolo museo del genere, costa 8,5 milioni l’anno. Il grande Beaubourg arriva a quota 120. Il Reina Sofia di Madrid a 60. Il MacBa di Barcellona ha un bilancio di 13 milioni l’anno. Per noi questa sarà l’annata d’esordio: tutto, ma proprio tutto compreso spero di chiudere i conti a fine 2010 tra i 10 e i 12 milioni di euro». Una cosa, intanto, è certa. Cioè il sostegno del quartiere: «All’inizio abbiamo avuto diffidenze e difficoltà. Poi, grazie al coinvolgimento dei bambini da parte nostra, tutto è andato per il meglio. Ora gli abitanti sono dalla nostra parte». Come voce di bilancio non economica, è tutta in attivo.

Paolo Conti © RIPRODUZIONE RISERVATA

eno Guggenheim più New Tate. Il Maxxi indica una strada alternativa. Riflette una pericolosa moda: sempre più spesso le amministrazioni di molte città del mondo tendono ad affidarsi alle trovate delle archistar, per evidenti ragioni promozionali. L’edificio di Zaha Hadid esibisce innanzitutto se stesso. Segno potente, connota e ridisegna il paesaggio urbano: è icona dalle forti valenze pubblicitarie. Una sorta di «panottico», che attrae sguardi e giudizi. A differenza dell’invenzione di Gehry, però, il Museo d’arte contemporanea capitolino non si accontenta di essere, per riprendere un’idea di Jean Clair, un cenotafio: ovvero, una tomba senza corpo. Non è un involucro maestoso, indifferente agli oggetti in esso ospitati. Non vuole farsi specchio del cinismo del nostro mondo, nel quale «il contenuto verrà dopo o non verrà affatto». La difficile scommessa di Zaha Hadid — in linea con quella di Herzog & de Meuron alla New Tate londinese — consiste nel saldare spettacolarizzazione e serietà: qualità progettuale e attenzione alle necessità espositive. Siamo dinanzi a un monumento postmoderno che, pur con alcuni eccessi decostruttivi, aspira a incidere sul contesto della città: stabilisce un dialogo dissonante con lo scenario storico. Ma cerca anche di conservare la sua antica vocazione. Cornice indispensabile per custodire e valorizzare l’arte e, insieme, laboratorio dove si fa e si disfa la trama dei linguaggi espressivi attuali. Dunque, il museo come evento e come intrattenimento. E — finalmente — come spazio di fruizione e di studio, di ricerca e di formazione. E se l’inversione di tendenza partisse proprio dal Maxxi? E se l’ondata anti-Bilbao venisse da Roma? © RIPRODUZIONE RISERVATA

C

erto è che Zaha Hadid (archi- for Contemporary Art di Cincinnati, tetto iracheno naturalizzato l’Hoenheim-North Terminus & Car inglese, una laurea con Rem Park di Strasburgo, il Bergisel Ski Koolhaas, prima donna a Jump di Innsbruck). Zaha Hadid, come molti dei suoi vincere il Premio Pritzker nel 2004) non è una donna che lascia indiffe- colleghi archistar, è stata capace (più renti. L’eroina del Maxxi («con il gio- o meno involontariamente) di divenco delle pareti curve — dice — ho vo- tare un vero personaggio, ha saputo luto creare uno spazio dove si potes- insomma superare il limite del semsero organizzare mostre senza limita- plice progetto (quel limite che lei cezioni») è così capace di suscitare l’am- lebra nei suoi bellissimi disegni) per mirazione del temibile critico del diventare un personaggio da copertiNew York Times, Nicolai Ouroussoff, na (quantomeno delle riviste di architettura). Come ha fatche per lei ha addiritto? Chissà... Molto tura scomodato il Il fascino avrà certo giocato fantasma di papa UrÈ stata la prima donna a quella sua imponenbano VIII («ne sarebbe rimasto estasiato» vincere il Premio Pritzker. za, anche fisica, con ha scritto) ma anche All’imponenza della figura cui si presenta agli incontri (magari arrila rabbia di chi (da si contrappongono vando accompagnatecnico o da sempliun’eleganza innata ta da una vera e proce osservatore) è riue vezzi da diva che pria corte di assistenscito a paragonare il ti adoranti, che la innuovo museo a un seducono i committenti seguono per portarle «nodo autostradale» la sua tazza con il cap(Paolo Portoghesi) o a «uno specchietto per le allodole» puccino). (Mimmo Paladino). Sarà stato forse per quella sua eleMa Zaha (sarà forse per le ascen- ganza innata: quasi sempre la divina denze principesche della madre, il pa- Zaha si veste di nero (ma a Venezia dre era invece un ricco industriale alla presentazione del suo museo itisunnita) sembra sempre e comun- nerante per Chanel, mai realizzato, si que non curarsi mai delle critiche co- presentò in uno stupefacente tailleur me delle celebrazioni. Anche se l’inau- pantalone bianco), nascosta in una gurazione del Maxxi non potrà che sovrapposizione (studiatissima) di farle piacere vista la sua fama di pro- veli e controveli (quasi a voler ricorgettista geniale di «architetture belle dare il suo mondo d’origine, una noe impossibili» (tra quelle che testimo- stalgia che traspare sempre appena si niano concretamente il suo valore ci parla di Bagdad). Certo, anche in quesono invece la Vitra Fire Station di sto, Zaha non è mai banale (sarà queWeil am Rhein, il Rosenthal Center sto il suo vero segreto?): perché si

parla di veli, certo, ma di veli firmati (Issaie Miyake oppure Prada). A proposito di stile, Hadid (capelli neri, occhi grandi e dolci, tratti decisi) ama assai i particolari vezzosi e molto femminili: le unghie lunghe e curatissime, le scarpe spesso coloratissime e dal tacco alto, meglio ancora se made

Archistar L’architetto Zaha Hadid, di origine irachena, vive e lavora a Londra. Esponente del decostruttivismo, ha insegnato ad Harvard. Oltre a numerosi edifici in tutto il mondo, ha progettato divani e sedute per Edra e B&b Italia

in Italy. Viene addirittura da pensare che Zaha sarebbe molto piaciuta al nostro Federico Fellini. Per quella sua dolcezza di fondo, per quella sua voce profonda che all’apparenza ti allontana ma che forse cerca ogni volta la tua complicità (un segreto che si rivela quelle poche volte che ride; un vezzo, quello della risata difficile, che aveva anche la Garbo). Resta il fatto che Zaha Hadid è una grande incantatrice. Dei suoi clienti, tanto che anche piccole amministrazioni l’hanno scelta, nonostante il suo cachet, per grandi progetti (Cagliari per il Museo Betile, Salerno per la Stazione marittima, Reggio Calabria per il Waterfront). Come dei giurati del Pritzker (grandi amanti delle forme rigorosissime tanto che l’ultimo premio è toccato a un’altra donna, letteralmente agli antipodi rispetto alla progettista del Maxxi, la monacale Sejima) che scelsero proprio lei, Zaha la decostruttivista che ama stupire, per dare una svolta «rosa» dopo anni di grandi maschi (Niemeyer, Gehry, Pei). Attenzione, però, è risaputo: mai parlare della differenza tra architetti uomini e architetti donna con Hadid. Si rischierebbe la rissa (per quanto principesca).

Stefano Bucci © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ritratto L’enigmatica biografia dell’artista al quale sarà dedicata una delle mostre inaugurali

Gino De Dominicis, un mistero cosmico P

er sua volontà, di Gino De Dominicis non esiste catalogo generale, non esistono riproduzioni fotografiche ufficiali delle opere e non si sa nemmeno se sia morto. Si dice che sia deceduto a Roma il 29 novembre 1998, ma nessuno può testimoniarlo. Da quel giorno, l’artista che ha fatto dell’isolamento e del mistero il suo tratto distintivo, è semplicemente scomparso. «Anche sulla sua morte c’è un enigma che Gino ha voluto lasciare insoluto: l’unica cosa che resta, diceva, è l’arte», racconta Lia Rumma, che è stata sua amica e gallerista, e che ha prestato alcune importanti opere dell’artista cui il Maxxi ha deciso di dedicare una delle mostre inaugurali.

Del resto, De Dominicis era convinto che proveniamo da altri pianeti e che tutt’intorno a noi ci sono forze e personaggi invisibili con cui possiamo entrare in contatto. La sua «Calamita

cosmica», il grande scheletro umano di 24 metri con un’asta dorata che, come un’antenna o un antico obelisco, convoglia le energie sul dito indice della mano, racconta proprio questo pensiero, così come i quadri nero e oro su cui sono dipinti enigmatici volti con il naso a proboscide. Di un mondo ancestrale che si perde ai confini della mitologia ci parla anche Urvasi, la dea della Bellezza veda indù, in dialogo con Gilgamesh, il mitico re artista dei Sumeri, il popolo da cui discende tutta la saggezza. E persino il suo lavoro più controverso, «Seconda soluzione d’Immortalità (L’Universo è immobile)», presentato alla Biennale di Venezia del 1972 nel quale Paolo Rosa, affetto dalla

sindrome di Down, sedeva a fissare un cubo invisibile, una palla precedente il rimbalzo e una pietra in attesa di movimento, parla dei suoi temi fondamentali come la gravità, l’immortalità, l’invisibilità, il mistero della creazione, le tradizioni occulte, il significato della materia, il senso ultimo delle cose. Sveglio solo di notte, impenetrabile e inavvicinabile da chi non gli era devoto, De Dominicis si circondava di un pubblico

Immedesimazione Era egli stesso opera d’arte senza fine. Notturno, aristocratico e inavvicinabile

scelto, che fungeva da corte e, come ha scritto il pittore tedesco Anselm Kiefer, «era egli stesso opera d’arte senza fine, originaria e carica di segreto». «Era sempre elegante e vestito di nero, il colore del lutto permanente, e possedeva un’aria aristocratica», racconta ancora Lia Rumma. «Una notte capitammo in un bar vicino alla stazione: gli avventori lo presero per un mago e si fecero dare i numeri». Chissà che soddisfazione per lui che, affascinato dal mistero cosmico, diceva: «Non sono mai stato molto interessato all’arte moderna e neanche a quella antica, bensì a quella antidiluviana».

Francesca Bonazzoli © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

Spettacoli Intervista Arriva su Raiuno «Sanguepazzo», storia degli attori che aderirono alla Repubblica di Salò. «Tra sesso e droga una vicenda forte per il piccolo schermo»

Tormentata Monica Bellucci nei panni di Luisa Ferida. A sinistra nel poster del film Disney «L’apprendista stregone»

Monica Bellucci diva fascista in tv «Ferida? Vittima di errori storici»

Le polemiche

Dopo la maternità un film con Garrel. «Sarà un set bollente» to più intimo per una donna, mi piace ritrovare la mia lingua, senza filtri. La prima volta mi sentivo a casa. Ho avuto la stessa équipe medica». E Vincent Cassel, suo marito, ha voluto assistere. Monica ha lo sguardo morbido, non è il tempo della sensualità: «Il fatto che fosse lì è stato come un nuovo incontro fra noi due. Non ero meno emozionata della prima volta, anzi, ho vissuto altre cose. Quando la bimba è uscita e me l’hanno messa sul ventre che piangeva, le ho fatto schh, buona. Ha smesso di piangere appena ha sentito la mia voce». Vincent avrebbe voluto il maschietto? «Fino a quando stava nella pancia, forse. Ora è pazzo di lei». Lo adotterete? «Oddio... Ho una famiglia di cui mi devo occupare, voglio che le figlie

controllo negli uffici del Tesoro. La classe media è diventata povera. Poi mettici la crisi mondiale e le Borse». Monica ha avuto un parto naturale, dice con orgoglio che a 45 anni dà il suo latte. Vivendo a Parigi, ha deciso di partorire di nuovo a Roma: «Nel momen-

Dannato Ruoli di bello e dannato per Louis Garrel, 27 anni il 14 giugno, figlio del regista Philippe Garrel. Ha debuttato al cinema con «The dreamers» (2003) di Bertolucci. Il padre lo ha diretto in «Les Amants réguliers» (2005) e ora in «Un été brûlant» dove reciterà con la Bellucci

mi vedano come un porto sicuro, a posto così. Io sono una donna che ama stare fra le donne, ho avuto il mio benservito». In che mondo crescerà? «Non c’è stata un’epoca senza problemi, nel 1200 bruciavano la gente in piazza come uno spettacolo... Comunque fare figli è un atto di speranza». Lei e la sua amica Ilaria D’Amico siete diventate madri nello stesso

periodo. «Vorrà dire che condivideremo delle cose in quanto donne e madri». Ha preparato Deva a non essere gelosa: «Le ho detto che è più fortunata rispetto a me, che avrei voluto una sorellina. Leonie sarà sempre con lei, amica e complice. Quando gliel’ho messa in braccio, aveva uno sguardo grave, responsabile, improvvisamente donnina. La cosa incredibile

❜❜ Energia

❜❜ In Francia

A 45 anni mi vedo in crescita. Nel pieno delle forze grazie alle mie due bambine

Riprendo a lavorare subito. Negli Usa presto nei cinema accanto a Cage

Amanti e star Presentato fuori concorso a Cannes nel 2008, «Sanguepazzo», diretto da Marco Tullio Giordana, racconta la storia di due attori famosi durante il fascismo, Osvaldo Valenti e Luisa Ferida (insieme nella foto): i due erano amanti, aderirono alla Repubblica di Salò, furono arrestati e fucilati nel ’45. Il film prima di arrivare in tv è stato a lungo nei magazzini Rai: un ritardo su cui aveva polemizzato il regista

Valerio Cappelli © RIPRODUZIONE RISERVATA

Documentari a Siena

Zingaretti: il mio festival sui volti dell’Italia

I grandi concerti all’aperto Giugno Luglio 26 Tricky 29 Elio e le Storie Tese

1 Herbie Hancock 2 Orquesta Buena Vista Social Club ® feat. Omara Portuondo 3 Los Lobos 4 Chick Corea, Stefano Bollani 5 Serj Tankian con Orchestra Filarmonica Italiana 6 The XX

© Musacchio & Ianniello

ROMA — Monica Bellucci si sente «su una nuvoletta» e non ha nessuna intenzione di scendere. «Sono stanca ma felice». Nella sua bella casa di Roma, calda, luminosa, e invasa dai fiori, tra zainetti rosa e cartoon, parliamo piano perché, di là, le bambine dormono: Deva, 5 anni, e Leonie, 8 giorni. Domani e lunedì su Raiuno c’è Sanguepazzo di Marco Tullio Giordana; il suo primo film per la tv racconta la storia scabrosa di Luisa Ferida e Osvaldo Valenti, interpretato da Luca Zingaretti. «Volevo lavorare con Marco, e poi è un ruolo di donna forte, volitiva, con delle fragilità che le uscirono fuori nella passione per Osvaldo. Lui, drogato. Lei, drogata di lui. Due star dei Telefoni Bianchi, ma oggi il pubblico li conosce poco, fanno parte di quel fascismo che l’Italia ha voluto dimenticare. Nel momento del cinema a lieto fine, lui faceva l’antieroe, il cattivo della situazione, e lei l’oggetto del desiderio». Fucilati dai partigiani. «Fu un errore storico. Non stiamo parlando di due santi, lui non era fascista ma un anarchico fuori da ogni regola. La madre di Luisa fu rimborsata come vittima di guerra. Erano perfetti come capro espiatorio». Il film due anni fa al Festival di Cannes andò così così, la Rai l’ha tenuto in magazzino finora. «La versione per il cinema era troppo lunga. E per la tv è un film forte, il sesso, la droga». Monica non è donna da polemiche. E poi il tono da confessionale per non svegliare le bambine non si presta. Ma: Cannes 2010. Il ministro Bondi contro la Guzzanti e freddo con Germano dopo la polemica dell’attore. «Gli italiani non hanno mai avuto fiducia nella classe dirigente. Quando parlo coi tassisti o al ristorante mi dicono: tanto dobbiamo fare da soli. E poi l’euro ha reso questo paese più povero, non c’è stato un

è che lunedì scorso, appena tornata a casa, a Deva è scoppiata la varicella. Lo stesso giorno! Sa che ora non deve toccarla». Com’è stare fuori dal giro per un po’? «Mi sentivo come una tartaruga che raggiunge la spiaggia dove mettere le uova. Non ci pensavo proprio al lavoro. E poi ricomincio subito, a luglio mi aspetta il film Un eté brulant di Philippe Garrel. Una storia d’amore forte, già il titolo, Un’estate bollente... Reciterò con Louis Garrel, il figlio di Philippe». Il 16 luglio in USA esce L’apprendista stregone che ha girato con Nicolas Cage, ispirato all’omonima sequenza di Fantasia, il cartoon della Walt Disney. «Una storia immaginaria all’americana, piena di effetti speciali, che attraversa il tempo, fino alla New York di oggi. Lui è uno stregone che ha il dono di restare giovane, io sono stata il suo grande amore nei secoli passati». Un anno fa ci disse che le mancava il ruolo con la «r» maiuscola. «Sono portata a guardare ciò che farò e non ciò che ho fatto. Poi ci sono film che hanno creato qualcosa, Malèna, Irreversible, The Passion. Ho messo dei pilastri. Mi vedo sempre in crescita. Se ti fermi vuol dire che invecchi. Mi sento una donna adulta, nel pieno delle forze grazie a queste due bambine meravigliose. E mi considero fortunata, passare da Walt Disney a Garrel, che sono agli opposti...». È l’attrice dei Tre mondi, recita sull’asse Roma, Parigi, New York. Cosa pensa di quello che ha detto Carlo Rossella presidente di Medusa, casa leader nel cinema, secondo cui le attrici straniere tolgono lavoro alle italiane? «Mah. Il talento nell’arte viene prima del passaporto». Una curiosità, a casa non ci sono immagini di lei e Vincent ma è piena di segni felliniani, libri, foto...«Era il genio per eccellenza, i sogni, il modo di raccontare la vita al di sopra della realtà».

9 PMJO, Coro dell’Accademia di Santa Cecilia guest Petra Magoni 12 Jeff Beck 13 Mark Knopfler 14 Earth Wind & Fire 15 Mario Biondi 16 Carmen Consoli 16 Paolo Fresu, Omar Sosa, Trilok Gurtu (Sala Sinopoli)

17 Pat Metheny Group 18 Keith Jarrett, Gary Peacock, Jack DeJohnette (Sala Santa Cecilia)

18 Paolo Nutini 19 Crosby, Stills and Nash 20 Erykah Badu 21 Jónsi cantante dei Sigur Rós 22 Florence and the Machine

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23 Norah Jones 24 Simply Red 25 Neffa 26 Tinariwen 27 Ludovico Einaudi 28 De André canta De André 29 Kings of Convenience 30 Alessandro Mannarino 31 Giovanni Allevi M E D I A

S P O N S O R

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viale Pietro de Coubertin, 00196 Roma • Info 06.80.241.281 Biglietteria e prevendita: tel. 89.29.82 (servizio a pagamento)

SIENA — «Compito di un artista è cogliere le contraddizioni del Paese per poterlo raccontare. Questo troverete nel mio festival». Così Luca Zingaretti ha spiegato la quinta edizione di «Hai visto mai?-Festa del documentario sociale e di costume» di cui l’attore è direttore artistico. La rassegna è in programma da ieri e durerà fino a domenica al complesso museale Santa Maria della Scala di Siena. «Non faccio politica, faccio cultura — ha puntualizzato Zingaretti — e per questo ho voluto che a questa Festa si discutesse di legalità: se ne parla tanto, ma non sempre in maniera approfondita. Il documentario è un modo di riappropriarsi dell’approfondimento della notizia in un periodo in cui tutto va più veloce». Sono sei i documentari in concorso, selezionati tra gli 80 arrivati: «Il criterio di selezione è stato quello di cercare l’emozione, qualcosa che acchiappi le viscere e ti lasci dentro il senso», ha spiegato l’attore. La giuria è presieduta da Concita De Gregorio.

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62 Spettacoli

Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

Lutto Aveva 42 anni. Povertà e guai giudiziari dopo il successo

Morto l’amico Arnold il piccolo comico della serie maledetta

Il figlio adottivo che spiazzava con il sarcasmo

di ALDO GRASSO

Q

Coleman, emorragia cerebrale per una caduta DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

NEW YORK — Non ce l’ha fatta. L’attore americano Gary Coleman, star della serie tv «Il mio amico Arnold», è morto ieri all’età di 42 anni. L’attore era attaccato a un respiratore dallo scorso mercoledì, in seguito a un’emorragia cerebrale dopo essere caduto e avere battuto violentemente la testa, mentre si trovava nella sua casa di Santaquin, 90 chilometri a sud di Salt Lake City. E’ rimasto lucido fino a giovedì mattina, nel pomeriggio ha perso coscienza. La fine di Coleman è solo l’ultima di una lunga serie di tragedie che si sono abbattute su «Il mio amico Arnold», definita da alcuni una «sit-com maledetta». Nel 1993 Todd Bridges (nello show interpretava il fratello maggiore Willis Jackson), ebbe problemi giudiziari per uso di stupefacenti e tentato omicidio di uno spacciatore. E nel 1999 l’attrice Dana Plato, che vestiva i panni di Kimberly Drummond, sorella di Arnold, fu trovata morta, probabilmente per overdose. Per Coleman, nato con una malattia congenita ai reni e da sempre affetto da nefrite, è la

L’attore La malattia Gary Coleman era nato l’8 febbraio 1968. A causa di una malattia congenita ai reni, la sua crescita fisica si era interrotta (era alto 142 cm)

I guai Aveva subito due trapianti di rene in giovanissima età e si doveva sottoporre a dialisi. Anni fa aveva fatto causa ai genitori adottivi, accusandoli di aver sperperato i suoi guadagni e aveva dovuto lavorare anche come usciere in uno shopping center. Aveva avuto diversi guai giudiziari, tra cui un arresto (nella foto) per aggressione a gennaio

fine di una esistenza travagliata, segnata da innumerevoli problemi di salute e personali. La sua naturale crescita era stata interrotta in giovanissima età. Nonostante ben due trapianti di reni, si doveva sottoporre quotidianamente a dialisi. Nell’autunno del 2009 l’attore aveva subito un intervento cardiaco, complicato da una polmonite che rischiò di mandarlo all’altro mondo. E lo scorso febbraio era stato colto da un malore durante le riprese della trasmissione «The Insider». In Usa «Il mio amico Arnold» andò in onda dal 1978 al 1986. La storia dei due fratelli neri (Arnold e Willis, di 8 e 13 anni) adottati da un ricco uomo d’affari bianco, conquistò le platee tv. Coleman era il ragazzino impertinente, celebre il suo intercalare rivolto al fratello «Che cavolo stai dicendo, Willis!»: frase rimasta impressa a una generazione di teledipendenti. Dopo il successo era caduto in disgrazia sia dal punto di vi-

Fratelli Todd Bridges (Willis) e Gary Coleman (Arnold) in una scena della sit-com «Il mio amico Arnold». La sorellastra (nel telefilm Kimberly) dei due ragazzi era interpretata da Dana Plato, morta di overdose nel ’99

sta artistico che personale. Tanto che per sbarcare il lunario era costretto a lavorare come guardia privata e custode di parcheggio. Di recente i tabloid erano tornati ad occuparsi di lui a causa dei suoi guai giudiziari e dei suoi due arresti: nel 2008 per aver tentato di investire una persona in un parcheggio, e nel 2009 per violenze domestiche nei confronti della moglie, Shannon Price, conosciu-

ta durante le riprese del film Church Ball e sposata nel 2007. Nel maggio del 2008, dopo soli 8 mesi di matrimonio, annunciò il divorzio dalla giovane moglie in diretta tv durante il programma «Divorce Court».

Alessandra Farkas © RIPRODUZIONE RISERVATA

GUARDA Le foto e i video di Gary Coleman su www.corriere.it

uando la sitcom «Different Strokes» uscì in Italia (1980) aveva un titolo incredibile: «Harlem contro Manhattan». Era il modo ingenuo con cui il programmatore italiano voleva sottolineare un caso di integrazione: il ricco industriale Drummond aveva promesso alla sua domestica in punto di morte di accoglierne i figli in casa sua. I due ragazzini di colore si stabiliscono in uno splendido appartamento di Park Avenue e vengono catapultati in una realtà a loro sconosciuta. Sconosciuta soprattutto a noi, ancora lontani dalla complessità degli inserimenti razziali e dalle incognite della lunga serialità. In seguito fu trovato un titolo più referenziale: «Il mio amico Arnold». Ovviamente il motore dell’azione era il più piccolo dei due fratelli Jackson, Arnold, vero e proprio mattatore, capace ora di intenerire ora di sorprendere con le sue battute sarcastiche (il suo tormentone preferito, rivolto al fratello, era «Che cavolo stai dicendo, Willis!»). L’attore Gary Coleman aveva cominciato a recitare nella sitcom a dieci anni, ma per una malattia congenita la sua crescita fisica si era arrestata, facendolo restare un bambino nell’aspetto ma con la maturità, anche recitativa, di un adolescente. Un adulto in corpo di bambino, l’infanzia della happy family americana di colore che troverà di lì a poco ne «I Robinson» la sua celebrazione. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Spettacoli 63

Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

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L’appuntamento Il maestro il 13 luglio dirigerà in piazza i ragazzi dell’orchestra Cherubini Bacchetta Il maestro Riccardo Muti, 68 anni, dirige l’Orchestra Giovanile intitolata al compositore Luigi Cherubini (foto a fianco)

Muti e il concerto a Trieste: la mia musica senza barriere «Le vie dell’amicizia» per Italia, Croazia e Slovenia Ravenna Festival Il clou Il concerto del 13 luglio in piazza Unità d’Italia, a Trieste, con il maestro Riccardo Muti che dirige l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, viene presentato la sera prima al Ravenna Festival, e rappresenta il clou della rassegna che avrà il via il 9 giugno

Con Matheuz Si apre con Diego Matheuz (nella foto: è stato chiamato per sostituire l’indisposto Claudio Abbado ed è stato indicato direttamente dal maestro come suo sostituto) e la pianista Yuja Wang. Festival interdisciplinare. Tra i tanti appuntamenti: la danza di Neumeier, la cantata Tenebrae di Guarnieri, Jarrett, Dutoit e Temirkanov con orchestre di Londra, Muti e le due Betulie (Mozart e Jommelli), il musical Evita, I Demòni di Stein, la musica celtica dei Jig Rig, poi Chiara Muti, la conversazione con Massimo Cacciari e c’è anche Gérard Depardieu impegnato nella lettura di Sant’Agostino

ROMA — Non è un campo di battaglia. Ma il luogo che il 13 luglio ospiterà il concerto di Riccardo Muti, nel tracciato delle Vie dell’amicizia, conserva una forte valenza simbolica. Trieste è una delle zone più tormentate della nostra storia moderna. In piazza dell’Unità d’Italia, gioiello architettonico, nel nome della musica si incontreranno i presidenti della Repubblica: Italia, Croazia (Ivo Josipovic è anche compositore) e forse Slovenia. Muti dirigerà per il Ravenna Festival un organico di 250 ragazzi: la «sua» «Cherubini» e quella di Fiesole, musicisti e coristi da accademie, università e conservatori di Lubiana, Zagabria e Trieste. Davanti alla piazza illuminata sul blu, il golfo su cui affacciano le tre nazioni sarà rivestito da barche a vela, una macchia bianca per addolcire «la grazia scontrosa» della città, come scriveva Umberto Saba. Ci sarà il 29 luglio in seconda serata la differita su Raiuno, introdotta da Bruno Vespa che parla di vita civile e arte, «una riconciliazione fisica nel nome della musica». Brani delle due nazioni «gemelle». Ma al centro il Requiem in do minore di Luigi Cherubini, antica passione di Muti: «Uno dei maggiori compositori della storia della musica, Beethoven lo considerava il più grande della sua epoca ed espresse il desiderio che fosse eseguito il Requiem in occasione della sua morte. Ricorrono i 250 anni dalla nascita. «E il primo Paese che si è dimenticato di lui è l’Italia. Domenica vado a Parigi per eseguire

il Requiem nella Basilica di Saint-Denis, dove si tenne il debutto voluto da Luigi XVIII per commemorare Luigi XVI che lì giace, probabilmente senza testa». A margine interviene sul braccio di ferro nella lirica: «I teatri si stanno battendo per la cultura, non ho formule da suggerire, un problema troppo annoso e complesso. Ma si arriverà a una soluzione che andrà bene per tutti, teatri e pubblico». Muti considera Trieste «la

tappa più importante del nostro cammino». Vanno a tendere la mano attraverso la musica. Non è una passeggiata turistica: ricorda lo shock di quando, nel ’97 in una Sarajevo dila-

Il legame «Davanti a Cherubini, persone di etnie e culture diverse provano le stesse emozioni»

niata dalla guerra, i resti della Filarmonica e della Corale si unirono all’ultimo momento; ricorda che, a 24 ore di distanza, propose lo stesso concerto in Armenia e in Turchia, e così con palestinesi e israeliani nel segno del testo cristiano contenuto nella Messa da Requiem di Verdi scavalcò un’altra montagna. Ma qual è il significato delle «Vie dell’amicizia»? «Il titolo non è un espediente per far musica nei vari luoghi e dire siamo amici. Con queste visite intendiamo sottolineare la potenza della musica. Non è solo una stretta di mano... La musica non ha concetti, editti, proclami: unisce attraverso il comune sentire, cerchiamo amicizia attraverso i suoni: essi non conoscono quelle diversità e barriere che noi creiamo». Battendo il tasto della qualità improvvisata tra indigeni e nuovi talenti italiani, Muti cita il Cairo dove si raggiunse per il second’atto dell’Orfeo e Euridice di Gluck un suono terso, chiaro e limpido, «e la più piccola sbavatura lì può essere notata». Poi, con l’ironia a lama di rasoio che certi confondono per alterigia: «Non notai nulla che mi infastidisse più di quanto non venga solitamente infastidito».

V. Ca. © RIPRODUZIONE RISERVATA

La rassegna Milano/Torino

«MiTo», 261 eventi al via con Chailly e Focus sulla Turchia

Mezzosoprano Cecilia Bartoli, tra i nomi della rassegna

MILANO — Sbarcheranno in Galleria, marceranno sulla Stazione Centrale. A settembre un plotone di giannizzeri invaderà Milano e Torino. Palandrane rosso fuoco, cinturoni dorati, altissimi capelli cilindrici: tutti a fare un baccano indiavolato con il loro armamentario sonoro: trombe e grancasse, triangoli e pifferi, bombarde, piatti e tamburi. E un bastone con su appesi sonagli di ogni tipo. Ai tempi delle sanguinose campagne ottomane in Europa agitato per far avanzare le truppe della Mezzaluna a cadenza minacciosa e insieme terrorizzare il nemico. Mamma li Turchi! Mitico grido oggi ripreso in chiave opposta, di amicizia e scambi culturali. «Mamma li Turchi... Finalmente» è difatti il titolo del Focus dedicato alle tradizioni di quel Paese da MiTo, il festival che riunisce i due capoluoghi con il filo rosso della musica. «Non vedo l’ora di assistere alla sfilata dei Giannizzeri in Galleria e per le vie di Milano», confessa Enzo Restagno, direttore artistico della rassegna. E a sfatare le ancestrali minacce ottomane saranno impegnate anche le marionette dei Colla, i dervisci danzanti e un coro di muezzin a confronto con un ensemble vocale ortodosso. Alla sua quarta edizione, la kermesse prevede 261 eventi, circa metà gratuiti, dalla classica al pop, dal rock al jazz, alla world music. In teatri e piazze, chiese, parchi, palazzi, musei... Primo appuntamento a Milano, il 3 settembre alla Scala, dove l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia diretta da Riccardo Chailly renderà omaggio a Schumann. A Torino il 4 Lorin Maazel al Lingotto sul podio dell’Orchestre de Paris, programma francese, Ravel e Dukas. Altri appuntamenti da non perdere: al Palasharp di Milano Lang Lang suona Ciaikovskij con la Filarmonica della Scala diretta da Seymon Bychkov, a Torino Cecilia Bartoli e il Giardino Armonico in una serata dedicata ai castrati. In entrambe le città reciDoppio incarico tal di Maurizio Pollini, di SalvaFrancesca Colombo tore Accardo, di Jordi Savall. Ancoordinatrice di MiTo e sovrintendente del Maggio cora, un mini-festival dedicato a Josquin Des Prés, due ritratti di compositori tedeschi di oggi, Helmut Lachenmann e Wolfgang Rihm. Musica contemporanea anche dall’Italia: novità di Fabio Vacchi D’un tratto nel folto del bosco, melologo su testo di Michele Serra da Amos Oz, voce recitante Moni Ovadia. E Sconcerto di Giorgio Battistelli, testo di Franco Marcoaldi, con Toni Servillo tormentato direttore d’orchestra. Soddisfatta delle 115mila presenze dello scorso anno, il sindaco Letizia Moratti rinnova «pur in un momento di difficoltà economica» l’impegno del Comune per 2.750.000 euro. A cui si aggiungono 250mila della Regione Lombardia e 1.750.000 degli sponsor. Somme ingenti per un solo festival quando tutte le realtà musicali stanno stringendo la cinghia. «Ma la ricaduta sull’indotto è consistente», assicura Francesco Micheli, presidente di MiTo che a settembre presenterà l’analisi sull’impatto economico e sociale condotta dalla Bocconi. Accanto a lui Francesca Colombo coordinatrice artistica della rassegna, da poco nominata sovrintendente al Maggio Musicale. Continuerà a occuparsi di MiTo? «Vedremo. Questa edizione è ormai in dirittura d’arrivo. Per la prossima, dipenderà dall’impegno fiorentino. Il maestro Mehta mi ha lasciato libera di decidere, ma volendo fare le cose seriamente non so se riuscirò a conciliare i due ruoli. Per ora ho dato le dimissioni dall’incarico culturale per l’Expo».

Giuseppina Manin © RIPRODUZIONE RISERVATA

Contro il decreto Bondi

Sondaggio

Riconfermato il concerto di Barenboim alla Scala

Il tubino nero della Hepburn il vestito più bello del cinema

MILANO — Rientra alla Scala la frattura fra i sindacati e la direzione che aveva portato ad annullare il concerto di protesta contro il decreto Bondi diretto da Daniel Barenboim e previsto per oggi. Dopo l’incontro con il sovrintendente Stéphane Lissner i sindacati hanno annunciato che il concerto si terrà, anche se non è ancora stata decisa la data. «Apprezziamo la presa di posizione del sovrintendente e la sua disponibilità a un confronto aperto con tutti i lavoratori sul decreto» ha detto dopo l’incontro Giancarlo Albori, segretario Slc-Cgil Milano. L’oggetto del contendere erano i costi vivi del concerto e anche il pagamento di chi ha lavorato nelle precedenti prove aperte, soprattutto le maschere. Nello spettacolo diretto da Barenboim tutti lavoreranno gratuitamente «ma per il resto — ha spiegato Albori — le prestazioni saranno pagate».

ROMA — Il tubino nero Givenchy di Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany (foto) è il vestito più bello della storia del cinema. Questo il dato emerso da un sondaggio commissionato dalla Lovefilm, società online britannica di noleggio dvd. Al secondo posto il lungo abito Jacqueline Durran verde smeraldo indossato da Keira Knightley in Atonement, seguito dallo sfacciato vestito bianco di Marilyn Monroe in Quando la moglie è in vacanza. Giù dal podio il bikini indossato da Ursula Andress in 007 - Licenza di uccidere. A seguire, il vestito dorato di Kate Hudson in Come farsi lasciare in 10 giorni.

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Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

Sport

Berlusconi «Non venderò mai il Milan»

MILANO — Dasvidania, Gazprom. Dopo il rincorrersi di voci riguardanti la cessione di quote societarie del Milan al colosso russo specializzato nella fornitura di gas, Silvio Berlusconi in collegamento telefonico con la trasmissione «Mattino 5» ha chiuso l’argomento. «Vendere il Milan?

Non riesco a capire queste domande proprio a me che ho fatto la storia del Milan e sono il presidente che ha vinto di più. Io ho portato il Milan a conquistare più trofei di quelli ottenuti dal Real; il secondo dopo di me è Bernabeu, che ha uno stadio a lui dedicato». Poi la rivendicazione dopo

L’accordo Subito 10 milioni nelle casse dell’Inter. Gli altri 6, un «tesoretto» per futuri affari

Il Real paga e Mou va Perez versa la penale di 16 milioni a Moratti Il tecnico è ora libero di andare a Madrid

MILANO — Alle cinque della sera, addio Mourinho. A las cinco de la tarde, bienvenidos José. Quello che si sapeva da giorni, fine della storia tra il tecnico portoghese e l’Inter e inizio dell’avventura dello Special One sulla panchina del Real Madrid, è diventato ufficiale ieri pomeriggio. Con le buone o con le cattive? Con il buon senso, il rispetto dei contratti («Pacta sunt servanda» è citazione che il portoghese dovrà, forse, inserire nel suo ricco vocabolario) e un incontro cordiale tra due presidenti. E, soprattutto, pagando i 16 milioni. Come prescritto dalla clausola rescissoria bilaterale. Letta, firmata e sottoscritta, dopo l’intesa orale raggiunta dalle parti il 25 maggio 2009. Mentre José Mourinho, che ha vestito la «camiseta blanca» subito dopo la finale con il Bayern (era del Real la macchina con cui ha lasciato, nella notte, il Santiago Bernabeu), affermava ai giornalisti spagnoli «sarò l’allenatore del Real con le buone e con le cattive», Florentino Perez, l’uomo che l’ha voluto a Madrid per mettere fine alle figuracce dei Galacticos, prendeva un aereo destinazione Linate. La sua Canossa era Milano, la sua missione un incontro con Massimo Moratti che, in tono amichevole, gli ripeteva che la penale per la rescissione anticipata (scadenza 2012) del contratto di Mourinho andava pagata «non per qualcosa nei confronti del Real, ma semplicemente perché i contratti si rispettano». «C’è stato un po’ d’imbarazzo — svelerà, poi, Moratti —. Loro non erano perfettamente a conoscenza della penale...». Omessa comunicazione del Grande Comunicatore? Del resto il n. 1 dell’Inter l’aveva anticipato prima dell’incontro. «Vorrei chiudere bene questa vicenda con Mourinho. È giusto difendere una trattativa che si basa onestamente su un accordo stabilito. Per quanto ci riguarda saremmo andati volentieri avanti con Mourinho». Ma il portoghese ha deciso che «il ciclo con l’Inter è finito». Per permettergli di iniziarne un altro, il Real verserà 10 milioni

Galactico Il saluto di Mourinho. Ora è l’allenatore del Real Madrid. In due stagioni all’Inter ha vinto due scudetti, una Champions, una Coppa Italia e una Supercoppa italiana (Insidefoto)

cash nelle casse nerazzurre. I 6 che mancano andranno a costituire un tesoretto, un credito che l’Inter vanterà per un’operazione da fare con gli spagnoli. Potrebbero essere scalati dal pagamento di Sneijder (ci sono ancora da saldare tre rate e il premio di valorizzazione) o da un futuro acquisto. «Mah, ci sarebbe un giovane, un certo Cristiano che però non è in vendita...» ha detto, sorridendo, Moratti, ulteriore dimostrazione del clima sereno dell’incontro come testimoniato dalle parole del presidente nerazzurro. «Non voglio che si pensi che Florentino ha

16 i milioni che il Real verserà nelle casse dell’Inter. Dieci in contanti, 6 quale credito dei nerazzurri per un prossimo affare con gli spagnoli

perso. Non c’era nulla tra noi. I rapporti ne escono migliorati. Il Real potrà così avere l’allenatore che voleva senza subire un danno reale in questa stagione». Subito dopo, sul sito nerazzurro, comparivano i ringraziamenti di rito all’ormai ex tecnico e al suo staff «per il lavoro svolto durante due stagioni ricche di successi, che hanno confermato la squadra ai vertici del calcio nazionale riportandola, infine, al titolo di campione d’Europa con la conquista della Champions League». Meno formale e più sentito il saluto che Moratti inviava a

Mou, che sarà presentato dopodomani alle 13 sul palco d’onore del Santiago Bernabeu, attraverso le telecamere. «Per me non cambia niente nei suoi confronti perché ha lavorato bene, seriamente, con tutta l’anima e ha vinto tanto. Con noi è stato spettacoloso. Questa cosa non rovina minimamente la mia stima e la mia simpatia nei confronti della persona. Penso che vada via più dall’Italia che dall’Inter, forse ci sono ferite che non ha rimarginato e poi il carattere di Mourinho lo spinge ad andare in giro per tentare l’avventura. Nei confronti di quelli bravi la porta rimane se

non apertissima, sempre socchiusa, pronta a essere aperta (non per Ibrahimovic, però ndr)». Anche se le strade potrebbero incrociarsi presto, molto presto. «Mourinho me l’ha detto: ‘‘Dobbiamo arrivare, il prossimo anno, tutti e due in finale di Champions a Wembley. Ma dovrò stare attento, perché voi di solito ne vincete due di fila’’. Lui è così: ha già cominciato a preparare la prossima finale di Champions. Certo, batterlo, sarebbe una bella soddisfazione».

Roberto Stracca © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il nuovo tecnico Piace Hiddink, ma la Turchia non lo libera. In pole c’è l’allenatore dell’Inghilterra

Il futuro? Capello, Benitez o una sorpresa MILANO — E adesso? Ora che José Mourinho non è più sul libro paga dell’Inter, chi ne raccoglierà il testimone con relativi oneri (il «triplete» è sicuramente una pesante pietra di paragone) e onori (guidare una supersquadra che sarà sicuramente rafforzata e migliorata)? «Se resta Mou, ne abbiamo due...». Così parlava, solo ieri mattina, Massimo Moratti. Una battuta che celava, però, una verità: il presidente dell’Inter non ha preso ancora una decisione sul futuro. «Faremo — ha spiegato — un giro di conoscenza che ci permetterà di individuare il tecnico giusto per la squadra, anche considerando il momento, le prospettive e un calcio che deve ridimensionare i costi». E, ospite della videochat de La Gazzetta dello Sport, ha sfogliato la margherita dei nomi dei tecnici accostati, a ragion veduta o per pura fantasia, all’Inter e ne ha eliminati un po’. Lasciando, di fatto, in pole Fabio Capello e Rafa Benitez, due che possono vantare quella «conti-

nuità di risultati ed esperienza di Champions», che Moratti richiede all’allenatore che verrà. Anche altri rientrerebbero a pieno titolo nell’identikit. Come Guus Hiddink, un giramondo in grado di gestire gruppi affermati, ma il presidente della Federazione turca, Mahmut Ozgener, ha dichiarato, ieri a Ginevra, che l’ex tecnico del Chelsea non si muove, dopo aver firmato come c.t. Per non essere spaventato dal fardello del «triplete» chi meglio di uno che il «triplete» (anzi di più) l’ha realizzato appena un anno fa come Pep Guardiola? «Mi piace e ci avevo pensato, ma ha un contratto con il Barcellona e non credo che si sposti». Se Felipe Scola-

ri viene ritenuto «piu adatto alle nazionali, anche se l’abbiamo seguito in passato», Luciano Spalletti, l’antagonista scudetto del 2008, è gradito («Ha lavorato bene con la Roma e sta facendo bene in Russia»). Ma «credo che voglia continuare lì». Arriva poi la rosa dei nomi suggestivi. Con in testa Sinisa Mihajlovic, un ex gradito ai vecchi dello spogliatoio. Piace, ma non gli si riconosce ancora un peso specifico da Inter. Zdenek Zeman? «Lo apprezzo per la sua genialità». Un suo approdo sulla panchina nerazzurra non è, però, ipotizzabile. Roberto Baggio? «Non credo che voglia fare l’allenatore. Penso che sia più un uomo per la società». E il colpo di teatro per ec-

Candidati A sinistra Fabio Capello, a destra Rafa Benitez, possibili successori dello Special One (Ansa -Epa)

cellenza, l’ex rossonero Leonardo? «Lo stimo come uomo, dirigente e allenatore. Ma non gli auguro l’Inter... Scherzi a parte, credo che, maturando altra esperienza, diventerà un ottimo tecnico». E, allora, annotato che «se dovessi pensare a uno per quello che ha fatto in questa stagione, direi Hodgson», i due papabili, al momento, restano Fabio Capello e Rafa Benitez. Il primo, per ammissione dello stesso Moratti, «ha certamente delle buone carte». Il tecnico del Liverpool è caldeggiato dai collaboratori del presidente. Il friulano piace di più, ma c’è il nodo della nazionale inglese. Lo spagnolo verrebbe di corsa. Come tutto il suo staff, molto oneroso a dire il vero. «Ma poi, magari, mi viene in mente uno a cui ora non si pensa...», dice Moratti dopo aver sfogliato, ad alta voce, l’album degli allenatori possibili. E anche questa non sembra essere solo una battuta...

Il grande slam presidenziale

di DANIELE DALLERA

I

l rispetto del contratto e delle sue clausole da parte di Mourinho, l’ultima mossa riuscita di Massimo Moratti. La prima è aver scelto Mourinho, l’allenatore che se ne va al Real Madrid per affrontare, beato lui, un’altra sfida. La seconda mossa è quella di aver dato al tecnico portoghese una squadra vincente. La terza è quella costruita in questi giorni e definita ieri facendo capire al collega Florentino Perez, presidente del Real, che certi impegni, quando vengono sottoscritti, devono essere rispettati fino in fondo. E Mourinho quell’intesa con l’Inter che contemplava anche una «clausola rescissoria» da 16 milioni l’aveva concordata non certo con una pistola puntata alla schiena. Ben felice di avere a disposizione una via di fuga, guarda caso percorsa alla velocità della luce (a bordo della macchina di Perez nella sera del trionfo europeo dell’Inter) un anno dopo, aveva firmato quel contratto. senza nessuna conflittualità di tipo personale, il presidente dell’Inter ha fatto capire a Perez che quell’accordo non era scritto sulla sabbia. C’è chi avanza il sospetto che Mourinho abbia dato rassicurazioni «buoniste» alla dirigenza madrilena disegnando un’immagine fin troppo generosa di Moratti. Comunque sia, incassando la prima tranche dei 16 milioni previsti dal contratto di Mourinho, Moratti ha concluso in bellezza il primo affare di mercato della stagione 2010-2011: adesso gli resta solo di ingaggiare per l’ennesima volta, dopo Mancini e Mourinho, l’allenatore ideale. Giusto ringraziare, celebrare e onorare il vincitore portoghese, ma tecnici validi in giro per il mondo, magari sotto contratto, ce ne sono ancora. Anche perché chi verrà scelto non andrà ad allenare una squadra arrivata a fine ciclo. Anzi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Sport 65

Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

mesi di critiche per il disimpegno: «Al Milan ho sempre dato molta attenzione. Ho fatto molti sacrifici: se qualcuno pensa che la mia famiglia non abbia fornito al club sufficienti finanziamenti dico che negli ultimi anni abbiamo sempre speso più di 50 milioni l’anno. Anche troppo mi

sembra». Quindi il prossimo mercato sarà all’insegna dell’austerity. Piace per la difesa Stephane Mbia, centrale 24enne del Marsiglia (inseguito anche dal Bayern Monaco). Oggi Adriano Galliani sarà a Madrid per la partita tra le vecchie glorie rossonere e quelle del Real in programma

incontro pianificatore. Mihajlovic (foto) rientrerà dalla Serbia domani: a inizio settimana sono previste la firma e la presentazione a Firenze. Giampaolo lo sostituirà a Catania.

domani. Non è escluso che l’ad milanista prenda contatto con Florentino Perez per sondare il terreno sui giocatori in uscita (Drenthe o Gago potrebbero interessare al club di via Turati). Capitolo Fiorentina: fra oggi e lunedì Prandelli incontrerà il presidente della Figc Abete per un primo

Monica Colombo © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giro Tappa a Scarponi, Ivan stacca Arroyo ed è il nuovo leader

Situazione

Basso uomo montagna

Diciannovesima tappa Brescia-Aprica di 195 km: 1. Scarponi (Ita) in 5.27’04’’, media 35,772 km/h; 2. Basso (Ita) s.t.; 3. Nibali (Ita) s.t.; 4. Vinokourov (Kaz) a 3’05’’; 5. Gadret (Fra) s.t.; 6. Evans (Aus) a 3’06’’; 7. Arroyo (Spa) s.t.; 8. Sastre (Spa) s.t.; 9. Samoilau (Bie) a 5’27’’; 10. Pinotti (Ita) s.t.; 17. Cunego (Ita) a 8’17’’; 40. Garzelli (Ita) a 23’08’’.

Attacca sul Mortirolo e sull’Aprica Il suo è un capolavoro tutto rosa

La classifica 1. Basso in 81.55’56’’, media 40,104 km/h; 2. Arroyo a 51’’; 3. Nibali a 2’30’’; 4. Scarponi a 2’49’’; 5. Evans a 4’; 6. Sastre a 5’32’’; 7. Porte (Aus) a 6’; 8. Vinokourov a 6’02’’; 11. Cunego a 15’23’’.

DA UNO DEI NOSTRI INVIATI

Oggi e in tv Bormio-Ponte di Legno-Tonale, km 178. Dalle 15.20 Raitre, dalle 15.30 Eurosport

Il vincitore «Il successo è merito della squadra»

«Pedalavo e non pensavo Ma non dite che è finita» DA UNO DEI NOSTRI INVIATI

APRICA — «Vede? Quello è Bianzone. C’è la casa dei miei nonni, venivo a trascorrere le vacanze da bambino. E questa è la salita dalla Valtellina all’Aprica, più avanti c’è il bivio per il Mortirolo. Sono le strade che percorrevo già a sette anni in bicicletta. Le mie prime salite». Ivan Basso indica attraverso il vetro del finestrino un gruppo di vecchi casolari adagiati nel verde. Sorride, tranquillo, come se i 195 km appena corsi, con il freddo su in alto, la volata finale, oltre alle 19 tappe del Giro alle spalle, non ci fossero mai stati. «Qui gioco in casa», dice. Scendiamo verso Bormio con la monovolume verde della Liquigas. La corsa è appena terminata, si va in albergo per due ore di massaggi e poi la cena. Lui in maglia rosa, al suo fianco conduce il direttore sportivo, Stefano Zanatta. Accennano brevemente alla tappa di domani (quella di oggi per chi legge). «Non cambiamo la compact, teniamo gli stessi rapporti. Sono andati bene e ci stiamo abituando», suggerisce Ivan. L'altro annuisce. Scherzano, fanno battute. «Siete voi giornalisti a dirci che Liquigas è la squadra meglio organizzata. E noi ne siamo contenti». Osserva Ivan con l’accorta compostezza di sempre. Parla come pedala, anche nei tratti più ripidi: senza strappi, armonioso, apparentemente rilassato. Una cosa è certa. Ha ritrovato una profonda calma interiore. «Durante la gara non pensavo, pedalavo e obbedivo agli ordini via radio di Zanatta. Tutti noi 9 della Liquigas abbiamo fatto lo stesso. All'inizio hanno tirato quelli

che dovevano fare strada verso Edolo. Vincenzo Nibali ed io siamo stati assieme sino all'ultimo. Una macchina ben oliata che era pronta già in Olanda, è cresciuta alla cronosquadre di Cuneo, è diventata cemento alla caduta di Montalcino, si è affinata dopo il caos dell'Aquila e ora sta alla base di questa maglia rosa». Non fa altro che magnificare il suo team Ivan. «La mia vittoria di oggi è dovuta a loro. Vincenzo mi ha aiutato in discesa, io ho spinto in salita». E se vincesse Nibali alla fine? «Non è nella logica delle cose. Sarebbe come se a un portiere si chiedesse di scattare per il gol. Ma Vincenzo è il futuro del ciclismo italiano». Significa che, a quattro anni dalla vittoria del 2006, Ivan ha un nuovo successo in tasca? «Il Giro si vince dopo la cronometro di Verona. Guai a dare per scontato qualsiasi risultato. Domattina avremo tutti bene in testa che nulla è certo. Ricordi la tappa finale del Giro l’anno scorso, dove la maglia rosa è caduta a poche centinaia di metri dal traguardo sul porfido bagnato di Roma». Degli eventuali problemi parla poco. È ottimista, vuole esserlo, non ha motivi per non esserlo. Anche a quelle che definisce «le cattiverie» di Gilberto Simoni non risponde. «Arroyo, Evans, il possibile freddo in cima al Gavia, sono tutti elementi a cui non intendo pensare. Con la mia squadra ci concentriamo per correre», ripete. Questa mattina prenderà i consueti 200 grammi di pasta conditi con olio e grana, oltre a un paio di fette di crostata. Avrà un pensiero solo: «Guardo avanti, non indietro».

Lorenzo Cremonesi

APRICA — Devono essere queste, le discese ardite e le risalite. Dentro e fuori dal ciclismo. E poi, quattro anni dopo, dentro, fuori e di nuovo dentro alla maglia rosa in una tappa con un gusto diverso dalla strafottente vittoria del 2006. Ivan Basso torna in vetta al Giro nel posto giusto e al momento giusto. Qui, dove pedalava da bambino con i nonni materni e dove aveva conquistato la sua ultima vittoria in rosa, il varesino domina ancora in salita, staccando tutti sul Mortirolo assieme a Nibali e Scarponi (a cui andrà il successo di giornata). Poi, perde buona parte del vantaggio sullo spagnolo Arroyo in discesa e alla fine rimette le cose a posto sull’ultima tagliente ascesa verso l’Aprica: l’ex maglia rosa impreca a 3’02’’; con i 12’’ di abbuono presi dall’italiano, il distacco in classifica tra i due è di 51’’. Dopo l’arrivo solitario sullo Zoncolan, Basso si affida ancora di più alla squadra: il Mortirolo viene preso di petto dagli uomini in verde e agli avversari manca ben pre-

sto il respiro. Il primo a staccarsi per prendere una boccata d’aria è proprio Arroyo. Però il 30enne toledano non è l’ultimo arrivato: si attacca al suo gregario Uran e sale con il proprio ritmo. Tra le nebbie che calano sul Mortirolo, Basso, Nibali e Scarponi scandiscono un ritmo che manda presto fuori giri tutti gli altri, scossone dopo scossone: l’ultimo a cadere dall’albero buono è Cadel Evans, che adesso si ritrova a 4’ da Basso e ormai può lottare solo per un posto sul podio di Verona. La scalata verso la maglia rosa, vista dal Mortirolo, sembra semplice: in cima Arroyo è a 1’55’’ dal varesino. Il problema è la discesa. Basso, che in salita è più forte ma evita saggiamente di staccare Nibali e Scarponi, segue con difficoltà la scia del compagno di squadra (molto più abile) e si ritrova giù dalla montagna

con solo 39’’ di vantaggio. La picchiata dello spagnolo, sull’asfalto reso viscido dalla pioggia, è invece uno spettacolo di follia e destrezza, ma non basta. In pianura e prima dell’ultimo strappo, l’intesa con gli altri inseguitori è scarsa: Vinokourov non ci sta ad aiutare Arroyo e lo manda platealmente a quel paese. Sastre, Evans e Gadret sono cotti, per cui Basso, Nibali e Scarponi viaggiano di comune accordo: prendono un margine rassicurante e Basso, che sempre qui era stato accusato nel 2006 di aver chiesto soldi a Simoni per lasciargli

All’attacco «Questo Giro resta aperto, meglio rimanere concentrati: la mia squadra attaccherà dove potrà»

vincere la tappa, dà il giusto riconoscimento a Scarponi, tenendo per sé la maglia rosa. «È vero. Sul Mortirolo potevo allungare — sottolinea Ivan — . Ma rimanere con Nibali è stata la scelta migliore per tutti e due. Sono felicissimo. Ma non penso a quattro anni fa, quanto piuttosto all’ultimo tappone e alla cronometro di domani. Questo Giro è ancora da vincere, perché oggi c’è il Gavia. E se verrà annullata la Forcola di Livigno si rifarà anche il Mortirolo: è meglio restare concentrati. Anche perché la mia squadra non cambierà atteggiamento e attaccherà ancora dove potrà. La discesa? Prima c’è sempre la salita e comunque state tranquilli che non ci perdo il sonno...». Già, anche perché nonostante gli evidenti limiti di Basso nel planare a valle, gli avversari, per addormentarsi prima dell’ultima sfida in quota, sono costretti a contare i secondi. Arroyo dovrà difendere almeno il posto d’onore da Nibali, uno che al Giro non doveva esserci (sostituisce Pellizotti, fermato per valori fuori norma del passaporto biologico) e invece sta lasciando ogni giorno la firma sulle azioni che contano. I corvi che aleggiano attorno al podio però non mancano e hanno l’ultima occasione per un colpo di mano: piove, fa freddo e non si sa ancora esattamente quale sarà il percorso. L’ultima risalita non è una formalità.

Paolo Tomaselli © RIPRODUZIONE RISERVATA

Maltempo

Gavia e Forcola a rischio La decisione in mattinata APRICA — (p.tom.) C’è scritto Basso sulla neve del Passo Gavia, ma forse il Gavia (cima Coppi a 2618 metri) non si farà. «È ora di mettere fine alle voci di questi giorni — dice il direttore del Giro Angelo Zomegnan (foto) — . Anche perché i problemi principali ce li ha dati la Forcola, con due slavine e non il Gavia». Vista la premessa ti aspetteresti una decisione definitiva. Invece no, dato il maltempo previsto: «Per il momento confermiamo l'ipotesi originaria della tappa. Altrimenti c'è un piano B, con tre ipotesi: Forcola no, Gavia sì (la soluzione più dura). Forcola sì e Gavia no. Niente Forcola e niente Gavia. Per non mutilare il Giro ogni soluzione alternativa prevede un dislivello di 4200 metri, invece dei 4500 originari: in questo caso entrerà di nuovo in gioco il Mortirolo con Trivigno e Santa Cristina. La decisione verrà presa stamattina attorno alle 10.30, un paio d'ore prima della partenza». Un elemento di incertezza in più, in un finale ancora teoricamente molto aperto.

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Partita

Risultato Finale

U/O 2.5

16.00

Norvegia

Montenegro

1 1,45

16.00

Millwall

Swindon

2,15

3,20

3,10

1,75

1,90

17.00

Polonia

Finlandia

1,75

3,30

4,50

1,73

1,95

17.00

Verona

Rimini

1,85

2,90

4,50

1,47

2,40

17.15

N. Zelanda

Serbia

8,50

4,75

1,30

1,90

1,75

18.00

Islanda

Andorra

1,13

6,50

18,0

2,50

1,45

19.00

Svezia

Bosnia Erz.

1,70

3,50

4,50

1,80

1,85

19.30

Ucraina

Romania

1,95

3,30

3,60

1,73

1,95

20.00

USA

Turchia

2,20

3,25

3,00

1,80

1,85

Germania

7,00

X 3,85

2 7,00

Under 1,75

3,85

1,45

2,00

Over 1,90

20.00

Ungheria

20.00

Cordoba

Cartagena

3,20

3,10

2,15

1,70

2,00

20.00

Huesca

Betis

3,30

3,10

2,10

1,65

2,05

1,70

20.00

Las Palmas

Elche

2,50

3,00

2,70

1,70

2,00

22.00

Levante

Rayo Vallec.

1,60

3,40

5,50

1,80

1,85

23.30

Flamengo

Gremio

1,80

3,50

3,85

2,10

1,63

23.30

Palmeiras

Gr. Prudente

1,57

3,65

5,25

2,15

1,60

23.30

Avai

Vitoria BA

1,70

3,60

4,25

2,15

1,60

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66 Sport

Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

Euro 2016 Assegnata la prima edizione a 24 squadre

Fotofinish

Francia come previsto L’Italia terza (su tre)

Francia era troppo forte e godeva di appoggi troppo importanti per essere sconfitta. Pensare che si sarebbe vinto se invece di Rocco Crimi, sottosegretario con delega dello Sport, si fossero presentati Napolitano e/o Berlusconi, sarebbe fuorviante. Meglio le parole del presidente della Figc, Abete, accompagnato anche da Paolo Maldini: «Noi siamo per l’autonomia dello sport; il governo ci aveva garantito il massimo sostegno e tutte le lettere d’intenti erano state firmate. Questa votazione era come una partita: non eravamo favoriti e ora accettiamo la sconfitta. Ma continuiamo a lavorare con serenità, pensando al futuro». La sconfitta è senza rivincita, perché ora Roma pensa ai Giochi olimpici 2020, ma se i club italiani cominciassero a pensare agli stadi di proprietà, anche senza Europeo, non sarebbe una brutta idea.

Battuta al ballottaggio la Turchia per 7-6 DAL NOSTRO INVIATO

GINEVRA — Senza sorprese. Il 18 aprile 2007, L’Esecutivo Uefa aveva negato l’organizzazione dell’Europeo 2012 all’Italia, puntando su Polonia-Ucraina, scelta per ora disastrosa. Questa volta i 13 «cardinali» hanno votato come si sapeva dal 15 febbraio, il lunedì della presentazione dei dossier a Nyon: toccherà alla Francia ospitare nel 2016 la prima edizione dell’Europeo a 24 squadre. L’Italia, che correva insieme con la Turchia, è finita addirittura terza, ma nemmeno questa è stata una sorpresa, perché i francesi hanno molto lavorato per spingere i turchi al ballottaggio. Se fosse arrivata l’Italia, la Francia si sarebbe sentita un po’ meno sicura della festa finale. Invece i giochi erano già fatti, dopo il primo scrutinio, quello destinato a eliminare una delle tre candidate, prima dello sprint a due. I 13 membri dell’Esecutivo (niente voto per Platini, Abete e il turco Erzik, per conflitto di interessi nazionali) avevano a disposizione una votazione a punteggio: 5 punti al primo; 2 al secondo; 1 al terzo. L’Italia ha raccolto 23 punti (1 primo posto, 6 secondi e 6 terzi posti); la Turchia 38 punti (5-5-3); la Francia 43 voti (7-24). Siccome al secondo scrutinio venivano contati soltanto i voti (13 quelli disponibili) e non i punti, la Francia aveva già blindato la vittoria con i 7 primi posti; l’elettore dell’Italia (il maltese Mifsud) ha traslocato puntando sulla Turchia, per una questione di fair-play, sapendo che il suo voto sarebbe stato irrilevante. La Turchia, che si era presentata come il simbolo della Nuova Europa, è finita battuta (terza volta), la Francia ha vinto grazie al prestigio di Platini, alla promessa di investire un miliardo e 700 milioni di euro per gli stadi da ristrutturare o ricostruire e alla mobilitazione delle forze in campo, al punto che

La storia

a Ginevra, oltre a Zidane, Karembeu, Sagnol e Djorkaeff, si è presentato persino il presidente Sarkozy, che ha tenuto un discorso appassionato, chiedendo l’organizzazione di Euro 2016 «anche come un modo di guardare al futuro con ottimismo, superando la crisi. Sarà un’edizione meravigliosa». Platini ha presentato Sarkozy, appena arrivato in sala, ai membri dell’Esecutivo e questo ha molto irritato il vicepresidente vicario dell’Uefa, il turco Erzik, visto che analogo trattamento

Finale a Parigi Investimenti La Francia investirà 1.700.000.000 euro per costruire 4 nuovi stadi e ristrutturare gli altri 8, che ospiteranno Euro 2016 (nella foto Epa il presidente Uefa Michel Platini annuncia il vincitore a Ginevra)

La finale La finale si terrà allo Stade de France di Parigi-Saint Denis, già sede della finale del Mondiale ’98 (12 luglio) vinta dalla Francia (3-0 al Brasile) Spettatori Per il primo Europeo a 24 squadre l’affluenza di pubblico è prevista in 2 milioni e 498 mila persone nei 12 stadi

non era stato riservato al presidente della Repubblica turca, Abdullah Gul: «Non è giusto e non è normale». Resta da capire perché l’Italia sia arrivata terza su tre. Il discorso va distinto. Il calcio italiano è campione del mondo e d’Europa in campo e nel farsi male da solo: un elevatissimo livello di litigiosità, violenza e razzismo, assenza di stadi di proprietà, progetti che non decollano sono una zavorra della quale non ci si riesce a liberare. Però, in questa occasione, la

Fabio Monti Uefa Il presidente Nicolas Sarkozy a Ginevra (Reuters)

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Retroscena Perché il numero 1 dell’Uefa ha pesato più del presidente della Repubblica

Platini manda in gol Sarkozy DAL NOSTRO INVIATO

GINEVRA — Non è stato l’intervento di Nicolas Sarzoky a spingere l’Esecutivo a consegnare Euro 2016 alla Francia. La differenza, come quando giocava, l’ha fatta Michel Platini, che, al di là dell’imbarazzo formale, al momento di aprire la busta con il nome del vincitore, ha riscosso nell’occasione i crediti maturati in tre anni di presidenza Uefa (26 gennaio 2007). In particolare: 1. ha dato la possibilità di partecipare alla Champions League ai vincitori dei campionati di Paesi considerati calcisticamente meno nobili, togliendo qualche certezza ai grandi club; 2. ha lavorato per allargare il numero dei Paesi partecipanti a Euro 2016: 24 finaliste su 53 nazioni iscritte; 3. ha vinto la sfida sull’allargamento a cinque arbitri, con l’aggiunta dei due giudici di porta, iniziativa che riduce il potere che i club più potenti riescono comunque a esercitare nei confronti degli arbitri. Platini ha cercato di spiegare il senso del risultato finale (7-6 per la Francia), che dà l’impressione di una battaglia serrata, che invece non è mai esistita: «Se il presidente

dell’Uefa fosse un despota, ci sarebbe stato un 13-0 per la Francia. Il peso della mia persona? Negli ultimi tempi sono dimagrito... Piuttosto: se non fosse venuto a Ginevra Sarkozy, avrebbe vinto la Turchia. Mi spiace per i miei amici turchi e per l’Italia, dove io ho giocato e sono stato benissimo. I tre dossier erano tutti di livello straordinario; anche per questo ci siamo trovati tutti in una posizione difficile: io, il vicepresidente turco e Abete, che è un membro dell’Esecutivo. Una vittoria per me? No, il successo vero è il fair-play finanziario

BASKET

Cantù piega Bologna Semifinale contro Siena Cantù dopo otto anni torna nelle semifinali dei playoff: 72-65 in gara 5 contro la Canadian Solar Bologna. La Ngc sfiderà il Montepaschi Siena; l’altra serie sarà Pepsi Caserta-Armani Milano. Gara 1 martedì 1 e mercoledì 2. Nba, finali di conference: a Ovest, Lakers sul 3-2 con Phoenix, proprio come Orlando a Est, in rimonta da 0-3 contro Boston.

TENNIS

Pennetta e Schiavone agli ottavi di Parigi Al Roland Garros, la Pennetta e la Schiavone sono negli ottavi: la pugliese batte la Hecog (Slo) 6-3, 6-0; la milanese ha la meglio sulla cinese Na Li per 6-4, 6-2. Fuori tutti gli azzurri, invece, nel tabellone maschile: Fognini nel terzo turno ha perso contro Wawrinka (Svi) 6-3 6-4 6-1. Al secondo turno sono usciti Seppi e Starace.

VOLLEY

che è stato appena approvato». Quella di ieri potrebbe essere stata l’ultima volta in cui l’Esecutivo è stato chiamato a scegliere a scrutinio segreto un Paese che organizzi l’Europeo. In queste ore si è parlato di una manifestazione, ospitata dagli stadi europei più belli, tenendo conto che, grazie ai collegamenti aerei, gran parte d’Europa può essere raggiunta con un paio d’ore di volo (massimo). C’è tempo per pensarci.

f. mo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’Italia fa il suo dovere Bielorussia liquidata A Gioia del Colle, nella fase delle qualificazioni agli Europei 2011, l’Italia di Andrea Anastasi ha superato la Bielorussia 3-0 (25-21, 25-19, 25-19). Oggi gli azzurri affrontano la Romania, ieri sconfitta per 3-0 dalla Turchia. Sarà verosimilmente la partita di domani con i turchi quella decisiva per tentare di arrivare primi ed evitare, a settembre, l’ultimo torneo di ripescaggio.

RUGBY

Oggi Treviso-Viadana, ultima finale Super10 Oggi alle 18 (diretta RaiSport 1), al Plebiscito di Padova, si gioca l’ultima finale del Super10 tra Treviso e Viadana, le due squadre che nella prossima stagione giocheranno in Celtic League. Sempre oggi, altre tre finali. Francia: Clermont-Perpignan (20.45, Sportitalia). Inghilterra: Leicester-Saracens (18.50, Sky2). Super14: Blue Bulls-Stormers (17, Sky2).

Oggi a Torino e a Bruxelles si ricordano le 39 vittime della tragedia della finale tra Juventus e Liverpool che sconvolse il mondo del pallone

Heysel ’85, la strage degli innocenti rese il calcio più sicuro MILANO — Il 26 giugno del 1990, in un’aula accaldata del tribunale di Bruxelles, c’era un italiano solo in campo, Otello Lorentini. Al suo fianco l’avvocato Daniel Vedovatto. Quel giorno il piccolo grande uomo di Arezzo, presidente dell’associazione vittime, padre di Roberto, morto a 31 anni nella curva Z dello stadio Heysel, schiacciato non mentre cercava di scappare, ma perché si era fermato a soccorrere qualcuno che era a terra e per questo ebbe la medaglia d’argento al valor civile, conquistò la sua più grande vittoria. Quel giorno cambiò il calcio, veramente. Non il 29 maggio del 1985, finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, anche se L’Équipe, il giorno dopo la strage, titolò: «Le football assassiné». Sui biglietti della finale, soprattutto su quelli della famigerata curva Z, c’era scritto: «L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso d’incidenti, di qualsiasi tipo». Uno è riprodotto sul sito più completo che ricorda quelle 39 vite (32 italiani, 4 belgi, 2 francesi e 1 irlandese) spezzate, «Saladellamemoriaheysel.it» creato da Domenico Laudadio. Lì c’è tutto, comprese le ridicole sentenze penali: die-

ci mesi di carcere al massimo, e non per tutti i colpevoli, 2 miliardi il risarcimento per le vittime (la percentuale maggiore arrivata da donazioni private, in testa la Fondazione Agnelli). Ma il 26 giugno 1990 i giudici sentenziarono che l’Uefa non poteva declinare ogni responsabilità e passare semplicemente alla cassa. È grazie a Otello Lorentini che le finali di Champions League non sono più a rischio-corrida e Madrid metà dei poliziotti della città pattugliavano le stra-

L’anniversario 39 vittime Oggi ricorre il 25˚ anniversario della tragedia dell’Heysel, a Bruxelles, dove si giocò la finale di Coppa Campioni tra Juventus e LIverpool vinta dai bianconeri. Quella sera morirono 39 spettatori (32 tifosi della Juventus, 4 belgi, 2 francesi e un irlandese) per il crollo delle tribune di un settore dello stadio. La sanzione In seguito, le squadre inglesi furono escluse dalle Coppe per 5 anni. Il Liverpool per 6.

Ricordo Immagini della tragedia all'Heysel (Ansa)

de, le piazze, lo stadio. A Bruxelles, in quella calda notte di fine maggio, dovevano essere 1.300 (così era scritto sulla domanda di organizzazione) ma erano solo 400 e quasi tutti fuori dallo stadio. Quando, alle 19.08, co-

minciò la prima carica degli hooligans ubriachi di Liverpool (sorretti dai patibolari headhunters del Chelsea), a guardia delle retina che separava il settore Z (quello che in teoria doveva essere neutrale, ma era stracolmo di tifosi bianconeri) dall’Y, ce n’erano solo 5 e si dileguarono in fretta. La fine è nota. Tante storie, tante sofferenze. Uomini, donne e bambini: Andrea Casula, 11 anni e mezzo, la vittima più giovane. E i loro parenti costretti a convivere non solo con il dolore e la nequizia degli uomini, ma anche con la loro stupidità. Come i genitori di Giuseppina Conti, 17 anni, di Arezzo, che si videro recapitare il conto dell’ambulanza. Se siamo ancora qui a ricordare, è perché tutti, istituzioni, club coinvolti, perfino parenti (solo 21 famiglie si costituirono parte civile al processo), hanno fatto a gara a «metterci una pietra sopra» come disse, qualche mese dopo la strage, con un’espressione infelice, Giampiero Boniperti. E chi non vuole dimenticare, non ricorda, come quell’inviato della Bbc che, quando Juve e Liverpo-

ol tornarono a incrociarsi, nel 2005, sparò nell’etere: «(...) dove 39 tifosi bianconeri persero la vita per il crollo di un muretto». C’è sempre stato un po’ di fastidio nelle cerimonie, speriamo che non ci sia oggi a Torino, prima nella sede della Juve, poi alla Gran Madre, per la Messa. Speriamo che non sia così a Bruxelles, allo stadio Re Baldovino, dove la curva Z

Uefa responsabile Sui biglietti gli organizzatori «declinavano ogni responsabilità» ma la corte stabilì che invece lo erano non c’è più, quando osserveranno un minuto di silenzio. Ma più che il 29 maggio 1985 dovremmo segnare quel 26 giugno 1990 in cui Otello Lorentini vinse per tutti noi. In solitudine: «Non c’era neanche un giornalista italiano. Eravamo in pieno Mondiale». Notti magiche inseguendo un gol. Inutilmente.

Roberto Perrone © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Sport 67

Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

Verso il Mondiale Il c.t. prova lo juventino nel ruolo di trequartista

Lippi disegna la nazionale e Marchisio diventa Sneijder Chiellini leader di una difesa che ricorda il muro di Berlino DA UNO DEI NOSTRI INVIATI

SESTRIERE — Prende forma l’Italia di Lippi, quella a basso contenuto di fantasia. Maggio laterale destro, Bonucci-Cannavaro coppia centrale sulla linea di difesa, De Rossi e Pirlo cerniera di centrocampo con Camoranesi e Di Natale esterni alti e Marchisio alla Sneijder dietro Gilardino. La sorpresa? Chiellini terzino sinistro. Non la soluzione, ma una soluzione. Lippi ci sta pensando dal momento in cui ha deciso di rinunciare a Fabio Grosso. Le prove sono per forza rinviate alla prossima settimana perché il difensore non si è ancora completamente rimesso dalla contrattura al polpaccio rimediata il primo giorno di allenamento. L’infortunio non è grave, ma infido. Chiellini non rischia di saltare il Mondiale, ma quasi certamente diserterà le amichevoli della prossima settimana contro Messico e Svizzera. Intanto offre al c.t. la propria disponibilità all’esperimento: «Per Lippi faccio anche il terzino». Sarebbe un ritorno all’antico. Da terzino ha esordito in serie A nella Fiorentina e ha cominciato la sua avventura alla Juventus sino a quando Ranieri non lo ha spostato nel cuore della difesa. Veniva considerato l’erede di Briegel, ora è uno dei difensori centrali più forti del mondo. Lippi valuta la possibilità di spostare Chiellini perché è rimasto stupito dai progressi e dalla personalità di Bonucci. Così avrebbe una soluzione in più, considerando che Zambrotta può occupare entrambe le fasce, ma anche sedere in panchina se non dovesse ritrovare la condizione. In ogni modo il mosaico si va componendo. E la difesa è il punto di partenza. In Germania si è rivelata l’asso nella manica degli azzurri, che in 7 partite hanno subìto solo un’autorete di Zaccardo contro gli Usa e il rigore di Zidane in finale contro la Francia. Il famoso muro di Berlino con Cannavaro e Materazzi davanti a

Certezze Marcello Lippi, c.t. al secondo Mondiale: il primo, quattro anni fa, lo ha vinto. A sinistra, Giorgio Chiellini, alla Juve dal 2005, vanta 28 presenze e 2 gol in nazionale (LaPresse, Rana)

Buffon. Anche in Sudafrica la difesa dovrà essere un bunker. Coesione, determinazione, compattezza. Lippi prova e riprova con pazienza certosina gli schemi: difesa alta, protezione della palla, densità davanti all’area di rigore. «Senza una grande difesa non si va da nessuna parte», l’ammissione di Chiellini, uno dei nuovi leader.

Modulo variabile Il modulo sarà variabile. In crescita le quotazioni di Camoranesi, ormai pienamente recuperato

Convocazioni

Si parte dal 4-2-3-1 per procedere a una serie di trasformazioni tattiche. «La mia Italia dovrà essere camaleontica», ribadisce Lippi. Il 4-2-3-1 può diventare 4-4-2 o anche 4-3-3 con due ali larghe. Da verificare l’adattabilità di Maggio nel ruolo di terzino e Marchisio improvvisato trequartista. Il talento ce l’ha, il passo però è da trovare. La difesa a tre è un esperimento rinviato a quando Chiellini (sempre lui) sarà disponibile. Giorgione potrebbe diventare il jolly della squadra. L’uomo in più, buono per quasi tutte le occasioni. Dagli esperimenti di questi giorni si intuisce che sono in rialzo le quotazioni di Mauro German Camoranesi, uno di quelli che rischiano (rischiavano?) il taglio. L’argentino sta dando risposte positive sia sul piano fisico sia su quello psicologico. Il recupero dello juventino, dopo quasi una settimana di lavoro, è molto probabile e metterebbe in crisi gli attaccanti perché il c.t. potrebbe essere costretto a sacrificarne due tra Borriello, Quagliarella e Giuseppe Rossi. Il tempo stringe anche se niente per il momento è definitivo: Lippi ha ancora 4 giorni (entro la mezzanotte di martedì 1˚ giugno) per consegnare alla Fifa la lista dei 23 convocati e 17 prima dell’esordio mondiale contro il Paraguay.

Alessandro Bocci © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ma Farefuturo attacca il ministro

Maroni e la sicurezza: «Abbiamo voluto dare un segnale» VARESE — Ancora tensione tra Viminale e mondo del calcio. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, è tornato ieri sulle dichiarazioni di Daniele De Rossi, che aveva parlato di «tessera del poliziotto». «Trovo inaccettabile e sconcertante l’equiparazione tra i poliziotti che rischiano la vita per la sicurezza e i delinquenti». Il Viminale, per testimoniare la sua irritazione, ha ritirato gli uomini addetti alla sicurezza. «Abbiamo voluto — ha sottolineato il ministro — dare un segnale (ma Massucci,

braccio operativo del ministero, tornerà dal 3 giugno a Bruxelles, ndr). Queste dichiarazioni non servono a creare le condizioni migliori perché il prossimo campionato si svolga senza incidenti». A Maroni ha risposto la fondazione Farefuturo: «Cosa vogliamo fare con questo sovversivo di De Rossi? Costringerlo a chiedere scusa pubblicamente per aver messo in dubbio il dogma dell’infallibilitá delle forze dell’ordine? Su certi temi in Italia l’aria sta diventando irrespirabile».

Tutti i numeri del c.t. Conto alla rovescia per gli ultimi 5 bocciati DA UNO DEI NOSTRI INVIATI

SESTRIERE — Il conteggio alla rovescia è ormai agli sgoccioli. Tempo 4 giorni e Marcello Lippi dovrà sciogliere la riserva, eliminando gli ultimi 5 azzurri dal gruppo che l’8 giugno prenderà l’aereo per il Sudafrica e oggi incontrerà, a scopo didattico, Pierluigi Collina. Il «tototrombato» imperversa qui in alta quota ed alcuni indizi portano diritti a Sirigu, Bocchetti e Cossu tra difesa e centrocampo mentre in attacco ballano soprattutto i nomi di Quagliarella e Giuseppe Rossi. Chi vivrà ovviamente vedrà, anche se, al di là degli ultimi aggiustamenti, l’aspetto più interessante è costituito dal lavoro di scrematura portato avanti dal c.t. Nella sua seconda vita azzurra Lippi ha infatti coinvolto 51 candidati per 20 posti disponibili e dal conteggio abbiamo escluso i portieri, un po’ per la specificità del ruolo, un po’ per effetto della sostanziale inamovibilità di Buffon.

9 (per ora). Esordienti: 8, come i difensori, di cui 3 (Cossu, Maggio e Marchisio, 7 presenze complessive) ancora in gioco. Tra i bocciati in corso d’opera pure un campione del mondo (Perrotta, utilizzato soltanto 4 volte) ed uno dei giovani più promettenti (Aquilani), autore della doppietta risolutiva al Montenegro in una gara di qualificazione al Mondiale sudafricano. Questo l’elenco dei centrocampisti prima sedotti e poi abbandonati da Lippi: Aquilani, Biagianti, Biondini, Brighi, Candreva, D’Agostino, Foggia, Galloppa, Marchionni, Nocerino e Perrotta. ATTACCO È il settore della squadra in cui il c.t. ha sperimentato meno (13 convocati complessivi di cui 8 tuttora all' opera). Tra le stroncature spiccano quelle di Del Piero (per lui

Tototrombati Rischiano di restare a DIFESA Gli elementi passati casa Sirigu, Bocchetti, al setaccio per arrivare ai 7 precettati al Sestriere sono stati 18, Cossu, Quagliarella e con un paio di esclusioni eccel- Giuseppe Rossi lenti: Barzagli, tagliato quasi subito, e Grosso, invece eliminato sul filo di lana dopo essere stato convocato per 19 delle 22 partite del Lippi-bis e schierato in 13 (con tanto di gol, ai bulgari). Fatti fuori anche Legrottaglie (convocazioni per 17 gare complessive e 9 presenze) e Gamberini (15/5), che pure rientravano nella schiera dei pretoriani del c.t. Addirittura 8 gli esordienti ma soltanto in 4 (Criscito, Cassani, Bonucci e Bocchetti, 11 presenze in totale) ce l’hanno fatta ad arrivare fin qui: Santacroce, Andrea Esposito e Motta, al contrario, pur convocati, non sono mai stati utilizzati. Ecco comunque l’elenco degli azzurri coinvolti nel progetto lippiano ma poi accantonati: Barzagli, Bonera, Cassetti, Dossena, A. Esposito, Gamberini, Grosso, Legrottaglie, Motta, Santacroce e Santon.

soltanto la prima amichevole, a Nizza con l’Austria, e la gara di Udine con la Georgia: poi buio pesto) e Toni (9 presenze e un gol alla Grecia nell’amichevole di Atene del novembre 2008). Gli esordienti sono stati 5 con promozione per Pazzini, Pepe e Giuseppe Rossi mentre non ce l’hanno fatta Mascara e Pellissier: a quest’ultimo non è bastato segnare nell’amichevole con l’Irlanda del Nord di un anno fa diventando così uno degli 81 azzurri passati alla storia per avere fatto gol nella partita d’esordio. Tra gli attaccanti in odore di Mondiale il più prolifico della seconda Italia di Lippi è stato Gilardino (14 presenze e 7 gol) seguito da Iaquinta (12/4), Giuseppe Rossi (14/3), Di Natale (11/2), Pazzini (6/1), Borriello (1/0), Quagliarella (9/0) e Pepe (13/0).

Alberto Costa

CENTROCAMPO Giocatori coinvolti: 20; «sopravvissuti»:

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Formula 1 A Istanbul, Hamilton e Button (che ha lasciato la fidanzata) dominano le prove. Alonso rimane ottimista, ma teme le Red Bull

La Ferrari trova in Turchia un nemico in più: la McLaren DAL NOSTRO INVIATO

ISTANBUL — Macché ala soffiata sì (la Ferrari ha promosso il nuovo sistema che si attiva con il piede sinistro) o ala soffiata no (la Red Bull non è sicura di usarlo in gara). Macché McLaren tornata agli splendori pre-Montecarlo, Alonso subito dietro a mettere pressione, Massa tradito dalla sua pista preferita (è uscito alla famigerata curva 8, ha spiattellato le gomme morbide e non ha più potuto tentare il tempo), e comunque Red Bull pronte a lanciare oggi la zampata della settima pole (su sette). La notizia di cui ieri si è parlato davvero, nel pettegolosissimo paddock della F1, è una sola: Jenson Button e la fidanzata Jessica Michibata, i più belli del Circus, si sono lasciati. O, forse meglio, lui ha lasciato lei, perché pare la distanza pesasse (Jessica viveva a Tokyo), perché Jenson vuole concentrarsi solo sulle gare o per qualsiasi altra ragione. Per ora si è concentrato benissimo, dato che la McLaren ha dominato le prove del venerdì, e al pomeriggio proprio lui è stato davanti a tutti: 1’28’’280, prima dei ragazzi del-

Gomme: rinvio? La scelta del fornitore di gomme potrebbe slittare ancora. Pirelli è favorita sulla Michelin ma i team della Fota restano divisi tra grandi e piccoli. «Vediamo, ci sono 13 team, c’è la Fia, ci siamo noi e tre aziende in corsa», dice Ecclestone che considera ancora l’opzione Avon (morta e sepolta). Ha aggiunto che il Gp in Corea non è a rischio e che si può arrivare a 24 gare (con lo stesso format). Prove libere 1ª sessione: 1. Hamilton (McLaren) 1’28’’653; 9. Alonso (Ferrari) 1’30’’294. 2ª sessione: 1. Button (McLaren) 1’28’’280; 5. Alonso (Ferrari), 1’28’’725. Oggi e in Tv: qualifiche su Raidue dalle 13.00

la bibita Webber e Vettel (in quest’ordine) e del compagno Hamilton. Quinto, a 4 decimi e mezzo, Alonso. Al mattino, invece, a dominare era stato Lewis, che qua sfoggia un paio di minuscoli orecchini neri che ha scelto a Los Angeles assieme alla sua fidanzata Nicole Scherzinger (i due hanno ripreso i rapporti qualche mese fa dopo una rottura e la cantante è attesa oggi in Turchia), ma che non sono affatto piaciuti alla Fia: l’artico-

lo 2.2.1 appendice L del regolamento vieta di indossare catenine, orecchini o quant’altro sotto la tuta ignifuga per ragioni di sicurezza. Risultato: Hamilton si è preso un’ammonizione e li dovrà togliere. La divagazione gossippara serve in realtà a far capire quante poche novità proponga questo venerdì turco: il panorama è, più o meno, quello che si è visto al Gp di Barcellona, posto che Montecarlo fa sempre sto-

Sfide e gossip Sulla Ferrari degli 800 Gp anche l’ombra della McLaren. Ma Button è disturbato dai gossip: avrebbe lasciato la fidanzata Jessica (Colombo, Getty Images)

ria a sé. Per dirla con Alonso: «Sarebbe una sorpresa se la Red Bull non fosse davanti a tutti. Il quadro è quello che abbiamo già visto: McLaren forti al venerdì, Red Bull che stanno nascoste e poi dominano in qualifica». Il punto è che, a Barcellona, anche la McLaren stava davanti alla Ferrari e solo l’esplosione di una gomma ha impedito a Hamilton di arrivare secondo. Per la Rossa, la sfida del weekend pare essere tutta qui:

strappare almeno il terzo gradino del podio. «Sì, anche le McLaren sembrano molto forti» spiega Massa, che, con il contratto praticamente in tasca, è chiamato a ben altri guizzi. «Ho cercato il limite e ho esagerato. Ma la cosa positiva è che l’aderenza con le gomme morbide mi sembrava buona». E Alonso, sempre più otti-

Orecchini da levare Lewis Hamilton si è presentato con due orecchini che l’hanno inguaiato: per regolamento, non può indossarli sotto il casco. Lewis, ammonito dalla Fia, li dovrà togliere (Epa/Okten)

mista: «Questa pista si adatta di più alla nostra macchina rispetto a Barcellona. Quanto all’F-duct, l’abbiamo migliorato, ma non abbiamo ancora raggiunto la perfezione. Ci stiamo lavorando». Il bello delle corse (in questo caso il brutto per Webber e Vettel) è che, per vincere, non basta la velocità. Le Red Bull sembrano malate croniche di fragilità, circostanza che ha impedito loro fin qui di prendere il largo nelle classifiche mondiali. Ieri Webber ha interrotto le prove con 5 minuti d’anticipo per una fumata del motore («Ma aveva già fatto molti chilometri ed era al limite, perciò non sono per niente preoccupato») e Vettel ha avuto un piccolo problema con la pressione del sistema di raffreddamento, ma è comunque soddisfatto del nuovo telaio. «È stato un buon cambio, mi trovo molto più a mio agio». Per il resto, per fortuna che il nuovo F-duct (la versione Red Bull si chiude con la mano) ancora non funziona alla perfezione, altrimenti nemmeno il gossip ci salverebbe dalla noia di un risultato già scritto.

Arianna Ravelli © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

Sei stata il collante dei tuoi cari, fragile e schiva, eri tuttavia il riferimento, il faro di tutti coloro che ti vogliono sempre bene.- Camillo, Roberto, Mauro, Francesca; Katya, i nipoti Laura, Rossana; Maria e Riccardo annunciano la scomparsa dell'adorata

Il giorno 28 maggio 2010 si è serenamente spenta

Irene Cappa Bertucci

Il funerale avrà luogo sabato 29 maggio 2010 alle ore 14.45 presso la parrocchia di Sant'Agostino, via Copernico a Milano. - Milano, 29 maggio 2010.

Ne danno il triste annuncio i figli Vincenzo e Manlio, le nuore e i nipoti tutti.- I funerali si svolgeranno a Roma il 29 maggio alle ore 11.30 presso la chiesa di Santa Teresa del Bambino Gesù in Panfilo (via Spontini 17).- Verrà effettuata la benedizione e successiva tumulazione alle ore 19 presso il cimitero di Strongoli nella cappella di famiglia. - Roma, 28 maggio 2010.

Partecipano al lutto: r Fernanda e Anna Scoffone.

L'ultimo caro saluto pieno di amore alla nostra amatissima mamma

Maria Luisa Berté Contini

Tina, Dodo e Titti sono vicini a Camillo e figli per la dolorosa perdita della dolce amatissima

Maria Luisa (Marisa) - Saronno, 27 maggio 2010. Lisa Berté e la figlia Mariele con Savino, Micol e Mattia, ricorderanno sempre la bontà, la dolcezza e l'altruismo di

Maria Luisa (Marisa) - Milano, 28 maggio 2010. Mecki, Anna, Gaia, Pietro, Marina, Francesco, Gianluca, Manuela, Giovanni, Elisabetta, Angela, Claudia, Stefania, Elena, Eleonora, Maria Luisa, Erica, Costanza, Denise, Saima, Carlo, Edoardo, Daniele e Alessandra sono affettuosamente vicini a Mauro e famiglia per la perdita della cara mamma

sig.ra Maria Luisa Berté Contini - Milano, 29 maggio 2010. La direzione e i dipendenti della Monitor Spa commossi per il dolore che ha colpito il presidente della società Roberto Contini per la perdita della mamma

Maria Luisa Berté in Contini porgono sentite condoglianze. - Milano, 28 maggio 2010. Giancarlo e Nicoletta Besana partecipano al dolore di Camillo Roberto e Mauro per la scomparsa della cara

Maria Luisa (Marisa) Berté Contini

Irene Vincenzo e Manlio. - Roma, 28 maggio 2010. Alla nostra amatissima nonna

Irene un ultimo bacio pieno d'affetto.- I nipoti Irene, Antonio, Irene, Fabio Antonio, Manlio Junior, Alessandro. - Roma, 28 maggio 2010. Le nuore ricordano con grandissimo affetto la cara

Irene - Roma, 28 maggio 2010. Gaetano Valle partecipa con affetto la scomparsa della cara consuocera

Irene - Roma, 28 maggio 2010. Carla, Alfredo e Patrizia Valle partecipano con affetto alla perdita della carissima signora

Irene - Roma, 28 maggio 2010. Tutti i componenti della Exen SpA si stringono con affetto intorno al loro presidente dottor Vincenzo Bertucci per la scomparsa della sua cara mamma

Irene Mercurio e famiglia partecipano con affetto alla perdita della mamma del dottor Vincenzo Bertucci

sig.ra Irene - Roma, 28 maggio 2010.

I condomini e l'amministrazione di piazza Carbonari, 2 Milano sono vicini al dottor Camillo Contini per l'improvvisa scomparsa della

Alberto Rusconi partecipa con cordoglio al dolore di Milena De Feo, dei figli e dei familiari tutti per la scomparsa del loro amato

sig.ra Maria Luisa Berté Contini Riccardo Bernabò Silorata e Domenico Chieffo con Bruna e Carmen partecipano commossi al dolore di Raffaele Raiola per la perdita del padre

ing. Angelo Raiola - Napoli, 28 maggio 2010. I dirigenti di Impresa S.p.A. partecipano al dolore del presidente ingegnere Raffaele Raiola per la perdita del padre

ing. Angelo Raiola - Napoli, 28 maggio 2010. Il consiglio di amministrazione ed il collegio sindacale di Impresa S.p.A. partecipano al dolore dell'ingegnere Raffaele Raiola per la perdita del padre

ing. Angelo Raiola - Napoli, 28 maggio 2010. Tutti i dipendenti di Impresa S.p.A., Rabbiosi S.p.A., Infrastrutture Stradali, Lotto 5, Kazakhstan Branch, Azerbajan Branch, e di tutte le società del gruppo sono vicini al presidente, ingegnere Raffaele Raiola, nel dolore per la perdita del padre

ing. Angelo Raiola - Napoli, 28 maggio 2010.

Nicola De Feo e commosso ricorda l'amico ed editore. - Sankt Moritz, 29 maggio 2010. Con grande rimpianto e dolore Giuseppe Barranco di Valdivieso ricorda la figura coraggiosa e positiva di

Nicola De Feo e porge alla sua cara famiglia la propria partecipazione al loro dolore. - Milano, 28 maggio 2010. Partecipa al lutto: r Moore Stephens Concorde.

Walter Bini Con infinito dolore ne danno il triste annuncio la moglie e la figlia Ida con Paolo.- I funerali si svolgeranno in Milano, sabato 29 maggio alle ore 14.30 nella chiesa interna del cimitero di Lambrate. - Milano, 28 maggio 2010.

Beatrice di Castelbarco Albani di Seyssel, insieme ai figli Claudio, con Caterina, e Tomaso, con Costanza, partecipano commossi e addolorati per la perdita della cugina

contessa

Eleonore Cicogna Mozzoni dei principi Paar

ricordandone con affetto profondo l'attaccamento alla famiglia e la straordinaria forza d'animo. - Milano, 28 maggio 2010.

"Muore davvero chi non riesce a mettere radici in altri". La tua improvvisa scomparsa ha aperto una profonda ferita nei nostri cuori

Bianca Malaguti Bisca Antonio, Paola, Stefano, Miriam, Alessandro, Rebecca.- I funerali verranno celebrati oggi alle ore 14.45 nella parrocchia Quattro Evangelisti, via Pezzotti 53, Milano. - Milano, 29 maggio 2010. Siamo vicini a Paola per la morte della sua cara mamma

Bianca Malaguti in Bisca Tutto lo staff di malattie infettive dell'Ospedale San Paolo. - Milano, 28 maggio 2010. Marica Moretti con le figlie Simona, Fabiana e Daniela, i generi e i nipoti tutti, piange la scomparsa della adorata sorella

Elena Grisendi Zosimi e si stringe nel dolore a Dino e Marcello. - Milano, 28 maggio 2010. Cara

zia Elena un altro pezzo del mio cuore se ne è andato.- Dai un bacio enorme alla mia cara mamma che ti ha da poco preceduta in paradiso.- Il tuo affezionatissimo nipote Gino. - Milano, 28 maggio 2010. E' mancato

Alberto Cerri lo piangono il padre Leopoldo e la madre Maria, il fratello Renato con Laura e figli.- I funerali si svolgeranno oggi alle ore 14,45 partendo dall'abitazione di piazza Villapizzone, 1. - Milano, 29 maggio 2010.

Alberto amico sincero e fraterno.- Mauro. - Milano, 29 maggio 2010. I nipoti tutti annunciano con tristezza la morte dello

marchese di San Vito

Daniele e la famiglia Di Felice con il papà e la mamma, Carla, Mirco, Davide e i nipoti Roberto e Alberto, ringraziano tutti i parenti, gli amici e i colleghi per la partecipazione al funerale, stretti a loro nel dolore immenso per la perdita dell'amatissima

Greta Di Felice - Milano, 29 maggio 2010. Mario Ventura ed i nipoti della

dott.ssa Ilda Rurali commossi per la grande partecipazione nell'impossibilità di raggiungerli personalmente ringraziano indistintamente tutti coloro che hanno affettuosamente partecipato al loro dolore per la perdita dell'indimenticabile Ilda. - Milano, 29 maggio 2010. I figli Luisa, Cristina e Gianni ringraziano, ad esequie avvenute, parenti e amici che hanno partecipato all'improvviso lutto per la scomparsa della cara mamma

Alda Marisa Lassa in Cambiasso - Milano, 28 maggio 2010. A due anni dalla scomparsa, Fiorenza, Cristina e Patrizia con le loro famiglie ricordano con tanto affetto e gratitudine la mamma

Malou Antognini Una Messa sarà celebrata oggi alle 18,30 presso la chiesa San Francesco di Paola, via Manzoni. - Milano, 29 maggio 2010. Da tre anni l'amatissimo non è più tra noi.- Con infinito rimpianto la moglie Anna Maria ne ricorda la ricca personalità e la rara umanità e chiede una preghiera a quanti lo hanno conosciuto e stimato. - Milano, 29 maggio 2010. Nel nono anniversario della scomparsa di

Achille Ghezzi

Romano Cingolani

generale - Milano, 28 maggio 2010.

Il vicedirettore Maurizio Losa e tutti i colleghi della redazione milanese di Rai Sport si stringono affettuosamente a Lorenzo per la scomparsa del papà

Il presidente della Federazione Italiana Motonautica, Vincenzo Iaconianni, con i piloti, i giudici di gara e i dirigenti federali, con grande tristezza ricorda

Roberto Roata

Mauro Ravenna

ed esprimono alla famiglia le più sentite condoglianze. - Milano, 28 maggio 2010.

insostituibile uomo di sport e indimenticabile amico. - Milano, 28 maggio 2010.

Bianca Pini, con grande tristezza partecipa al dolore della famiglia per la scomparsa del

Paolo e Giuliana con Giacomo ed Urbano partecipano al dolore della famiglia per la scomparsa della cugina

tridente d'oro e accademico. - Roma, 28 maggio 2010.

don Gabrio Visconti la "Fondazione Visconti di San Vito", da lui voluta, ne rinnova con commozione, a quanti lo ebbero caro, la memoria, unitamente a quella dei defunti della famiglia, comunicando che la santa messa in suffragio sarà celebrata sabato 29 maggio 2010 alle ore 10.15 in Castello. - Somma Lombardo, 29 maggio 2010.

Isa, Pippo, Germano e Giammaria si stringono con affetto a Renzo e alla famiglia Ghezzi, nel ricordo del caro papà. - Milano, 29 maggio 2010.

Roberto Roata

dott. Paolo Costa

Nella ricorrenza del tredicesimo anniversario della scomparsa del compianto dottor

generale pilota

- Milano, 28 maggio 2010.

- Roma, 28 maggio 2010.

L'Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee e gli amici più cari partecipano con profonda commozione alla scomparsa del

Alma Minazzio - Milano, 28 maggio 2010.

zio Romano Renzo con Barbara e Pietro terrà nel cuore il ricordo dello zio

dott. Paolo Costa

Il Festival MiTo con Francesco Micheli, Enzo Restagno, Francesca Colombo, Claudio Merlo, Letizia Monti, Carmen Ohlmes, Ludmilla Faccenda, Federica Michelini, Carlotta Colombo e tutto lo staff del festival è affettuosamente vicino a Luisella nel momento del grande dolore per la scomparsa della mamma

dott. ing. Bruno Pomi

Ciao

La direzione e la redazione di Rai Sport partecipano con sincero affetto al dolore del signor Lorenzo Roata per la scomparsa dell'amato papà

- Milano, 29 maggio 2010. È mancato all'affetto dei suoi cari

Eleonore Paar Cicogna Mozzoni - La Sforzesca di Vigevano, 28 maggio 2010.

- Roma, 28 maggio 2010.

- Varese, 28 maggio 2010.

e commossi partecipano al dolore della famiglia. - Milano, 28 maggio 2010.

Cesare, Marcello e Letizia Castelbarco Albani sono affettuosamente vicini ad Angelica, Francesco e Jacopo per la scomparsa della carissima cugina

Carla Biancheri Rattazzi - Milano, 28 maggio 2010. Giuseppe e Lucilla Antonelli ricordano commossi il

dott. Gian Carlo Caligara e abbracciano con affetto Anna e figli. - Milano, 28 maggio 2010.

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Anna, Alessandro e Pierantonio ricordano a parenti ed amici l'indimenticabile

Patrizia Gaia Desalvador nel quinto anniversario della prematura scomparsa. - Milano, 29 maggio 2010. Otto anni sono trascorsi dalla scomparsa di

Carmela Jacono Aricò Con immutato rimpianto la ricordano il marito Giuseppe, i figli Beatrice, Toti, Kitty, la sorella Ghita. - Firenze, 29 maggio 2010. 29 maggio 2009 - 29 maggio 2010

Mario Magenes Carlo e Cosetta, Fausto e Fiorentina, Enzio e Anna ti ricordano con immutato affetto. - Milano, 29 maggio 2010. 2003 - 2010 Sei sempre con noi

Mario Cazzaniga Bianca e figli. - Melzo, 29 maggio 2010.

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Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

Il Tempo

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Tre sistemi nuvolosi attraversano il Continente. Il primo investe con piogge diffuse il Regno Unito e marginalmente il Nord della Francia e i Paesi Bassi. Il secondo, in discesa dal Mare di Norvegia, porta precipitazioni sparse su Scandinavia e Finlandia. Il terzo, in transito sull’Europa dell’Est, determina molta instabilità, con rovesci e temporali, su Estonia, Lettonia, Russia occidentale, Bielorussia, Ucraina, Slovacchia, Paesi alpini e balcanici.

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Oslo

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Potenza Napoli

Catanzaro Cagliari

LE TEMPERATURE DI OGGI 24

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L’Aquila

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23 Potenza

26 R. Calabria 27 Catania

24

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27 Palermo

21

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DOMANI

LUNEDÌ

MARTEDÌ

31

ASIA AUSTRALIA

21 Seul Tokyo

17 Shanghai 42 Delhi 25 Bangkok

32

Giacarta

32 17 Sydney

Piogge insistenti su Indocina, Cina meridionale e orientale, con fenomeni piuttosto intensi sull’isola di Taiwan. Rovesci e temporali in Indonesia e sulle Filippine. Maltempo nel Sudest dell’Australia, in Tasmania e in Nuova Zelanda. Temperature ancora molto alte in India e Pakistan.

NORD AMERICA 14 Vancouver 28 Chicago San Francisco 20 Los Angeles

23

New York

28 Città del Messico

23

L’area di maltempo che ha investito il Nordovest degli Usa si sposta verso il Sud del Canada, l’Ontario e parte del Midwest. Tempo instabile, con frequenti rovesci tra pomeriggio e sera, nel Sudest degli Usa e sui Caraibi. Clima estivo su buona parte degli Stati Uniti e America Centrale.

32

Lima

16 Santiago

18

22

22

Rio de Janeiro

Buenos Aires

Ankara 25-30

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Fronte Freddo

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Bucarest

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Fronte Caldo

Belgrado

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Caracas

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Vienna

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21 21

22

Barcellona

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Parigi

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Bassa Pressione

24

Praga

16 Londra 20

Varsavia

21

21

Amsterdam

MERCOLEDÌ

Bogotà

Berlino

15

14

Domani: rasserena al Nordovest, Sardegna, Emilia, Romagna e gran parte del Centro. Al mattino rovesci su Friuli e Veneto. Al pomeriggio temporali qua e là su Centro-Est Alpi, Sicilia, Bassa Calabria, rilievi di Abruzzo, Molise e Lucania. Nella sera rovesci su Alpi, Venezie. Lunedì: sereno su tutta l’Italia; forte Maestrale su Corsica - Sardegna. Martedì: un po’ di nubi al Sud; sole sul resto d’Italia. Mercoledì: sereno su regioni di Nordovest, Toscana, Isole; rovesci nella prima parte del giorno sulle regioni Medio - Alto Adriatico e nel pomeriggio, su Abruzzo, Molise, Lazio e al Sud, tranne Sicilia. Pechino

0-5

12

Dublino

SITUAZIONE Oggi nubi al Nord con rovesci e temporali sparsi, soprattutto al pomeriggio su Alpi, Lombardia, Venezie, per un nucleo di aria fresca Nord atlantica. Nubi anche al Centrosud con temporali sulla Sardegna e isolatamente, anche sulle regioni appenniniche, a causa di un ammasso nuvoloso di origine Nord africana. Domani bel tempo al Nordovest e al Centro; nubi invece al Nordest, rovesci su Dolomiti e Venezie per un altro nucleo di aria fresca atlantica che alla fine di domenica valicherà le Alpi seguito da venti di Föhn; nubi domani anche al Sud ma con pochi fenomeni significativi. Lunedì e martedì bel tempo su tutta l’Italia. Mercoledì invece rovesci su regioni adriatiche per un latro nucleo di aria fresca. Tra oggi e domani temperature in calo al Sud. IL TEMPO OGGI Al mattino poco nuvoloso o nuvoloso su tutta l’Italia; rovesci qua e là su Milanese, Alpi Bresciane, Trentino, Veneto, Friuli, Sud della Sardegna. Al pomeriggio temporali sparsi su Alpi, Est Lombardia, Venezie, Ferrarese, Sardegna e regioni appenniniche. Nella sera ancora qualche rovescio su Alpi centro-orientali, rilievi abruzzesi. Temperatura: in calo sulle Isole. Venti: per lo più deboli. Mari: mossi i Canali di Sicilia, Sardegna.

-5-0

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Copenaghen

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Lisbona

ROMA

11 Stoccolma

Madrid

L’Aquila

Helsinki

12 Edimburgo

Alta Pressione

Fronte Occluso

>35

LE TEMPERATURE DI IERI IN ITALIA Alghero Ancona Aosta Bari Bologna Bolzano Brescia Cagliari Campobasso Catania Crotone Cuneo

min

max

+16 +14 +12 +19 +14 +10 +12 +18 +15 +20 +19 +15

+26 +23 +23 +26 +24 +24 +24 +27 +21 +30 +28 +22

N N N T N N N N C N N

Firenze Genova

T

Perugia

Imperia L’Aquila Lecce Messina Milano Napoli Olbia Palermo Parma

min

max

+14 +16 +19 +10 +17 +23 +14 +19 +16 +20 +13 +13

+26 +21 +20 +23 +26 +28 +23 +24 +25 +27 +24 +23

N N N P N N N C P N N

Pescara Pisa

P

Verona

Potenza R. Calabria Rimini Roma Torino Trento Trieste Udine Venezia

min

max

+14 +14 +19 +20 +15 +16 +15 +12 +16 +14 +16 +12

+23 +23 +23 +27 +24 +22 +21 +23 +25 +22 +23 +25

T N N N T P N N S N N N

LE TEMPERATURE DI IERI ALL’ESTERO Europa min

+6 +17 +17 +16 +7 +9 +14 +14 +3 +3 +2 +14 +10 +9 +15 +16 +8 +8 +13 +10 +17 +1 Parigi +10 Praga +8 S. Pietroburgo +10 Amsterdam Atene Barcellona Belgrado Berlino Bruxelles Bucarest Budapest Copenhagen Dublino Edimburgo Francoforte Ginevra Helsinki Kiev Lisbona Londra Lubiana Madrid Mosca Nicosia Oslo

S = Sereno

max

+15 +33 +22 +27 +16 +17 +30 +24 +15 +14 +13 +19 +21 +14 +21 +23 +19 +24 +22 +16 +30 +15 +19 +22 +13

P = Pioggia

SUD AMERICA La coda di una perturbazione in transito sull’Atlantico meridionale porta maltempo con piogge anche intense su Nordest Argentina, Paraguay, Uruguay ed estremo Sud del Brasile. Nevicate fino a bassa quota nell’estremo Sud del Continente. Qualche temporale nell’area equatoriale.

Sofia Stoccolma Tirana

N N N N P N N N R N R T N R R N N N N R C N N N

La Valletta Varsavia Vienna Zagabria Zurigo

Africa Casablanca Il Cairo Johannesburg Nairobi Tunisi Americhe Buenos Aires Caracas Chicago Città del Messico Honolulu Houston L’Avana Lima Los Angeles Miami

R

New York

N = Nuvoloso

Casablanca

min

max

+13 +8 +16 +20 +11 +13 +13 +8

+26 +16 +23 +26 +17 +23 +26 +20

N R P S N N S N

+12 +21 +11 +15 +20

+23 +31 +20 +22 +27

N S S P N

+16 +27 +18 +16 +22 +21 +19 +17 +14 +23 +20

+18 +31 +25 +26 +27 +34 +31 +23 +19 +32 +21

C

T = Temporale

T

C = Coperto

Toronto

min

max

+23 +12 +15 0 +18 +20

+26 N +17 P +20 P +21 B +29 T +33 T

+27 +22 +28 +22 +26 +26 +17 +31 +29 +8 +29 +17 +13 +19 +27 +12 +24 +21 +16

+34 +26 +39 +26 +31 +33 +27 +48 +35 +17 +37 +24 +20 +20 +33 +20 +31 +32 +21

Washington Asia/Oceania Bangkok Beirut Dubai Gerusalemme Hong Kong Kuala Lumpur Istanbul La Mecca Manila Melbourne New Delhi Pechino Seul Shanghai Singapore Sydney Taipei Teheran Tokyo V = Neve

R = Rovesci

N N S N N T S S T R N R C P T N T S N

B = Nebbia

AFRICA

Il Cairo

25

T N C P N N C P T

Rio de Janeiro S. Francisco S.Paolo Santiago

34 33 Lagos

Nairobi

25

Luanda

28 16 Città del Capo

Qualche breve rovescio pomeridiano intorno al Golfo di Guinea, in Etiopia, lungo le zone costiere di Kenya e Tanzania e lungo le coste orientali del Madagascar. Migliora il tempo nella parte meridionale del Sudafrica. Possibili temporali tra il Nord dell’Algeria e della Tunisia.

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Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

Programmi Tv Teleraccomando

Rai1 di Maria Volpe

PER CONOSCERE

Guantini bianchi Angela e i segreti della libertà del Foro romano

L’ultimo appuntamento con la musica mattutina si chiude davvero in bellezza. La puntata è dedicata al Coro venezuelano Manos Blancas (foto) che ha vinto quest’anno la 35esima edizione del Premio Nonino. Il gruppo, fondato 35 anni fa da Josè Antonio Abreu, è composto da bambini e adolescenti con disabilità di udito e linguaggio che esprimono la musica calzando i famosi guantini bianchi, simbolo di riscatto e di libertà. Il maestro Abreu è riuscito a strappare dalla strada giovani disadattati, riscattandoli attraverso l'educazione musicale

Ultima puntata per il programma di Alberto Angela (ma dove andrà in vacanza Angela jr.? Rilassanti sdraio al sole e bagni in mare o trekking, scavi, ricerche, giri del mondo? Chissà…). Stasera comunque ci saluta parlando del Foro Romano (foto), cuore pulsante della grande civiltà antica. Come sempre si ricorre alle ricostruzioni virtuali che ci mostrano come quel capolavoro si presentava nel momento del suo massimo splendore e quale eventi fondamentali per la vita di allora si sono svolti proprio lì al Foro Romano.

Loggione Canale 5, ore 8.50

Ulisse Raitre, ore 21.30

Film e programmi Da single convinta Pippa s’innamora

Il cane magico diventa un eroe

Single convinta, la giornalista Pippa McGee (Heather Graham, foto) dirige una rivista edita dal padre, specializzata in spose e matrimoni. Un giorno conosce l’affascinante Ian... Cake-Ti amo, ti mollo ti sposo; Canale 5, ore 17

Un cagnolino di razza beagle viene rapito da uno scienziato che gli inietta una strana sostanza. Fuggito, il cane si trasforma in Underdog (foto), con straordinari poteri benefici. Underdog-vero supereroe Italia 1, ore 21.10

In giro per Festival: comincia Napoli

Leggenda Mondiali prima del Sudafrica

Tour tra i festival italiani: prima Napoli, poi Castrovillari, in Calabria, per Primavera dei teatri sui nuovi linguaggi, organizzato da Scena Verticale, con La Ruina e De Luca. Palco e Retropalco Raitre, ore 23.40

Alla vigilia di Sudafrica 2010, storia dei mondiali di calcio. Leggende di un torneo che dal 1930 scatena emozioni. Sullo sfondo la nazionale italiana in ritiro al Sestriere. Tg2 Dossier Raidue, ore 23.25

Rai3

Rete4

Canale5

Italia1

La7

MTv

rai.it

rai.it

rai.it

mediaset.it/rete4

mediaset.it/canale5

mediaset.it/italia1

la7.it

mtv.it

6.00 EURONEWS. Attualità 6.10 DA DA DA. Videoframmenti 6.30 UNOMATTINA WEEK END. Attualità 9.35 SETTEGIORNI. Att. 10.25 APRIRAI. Attualità 10.35 APPUNTAMENTO AL CINEMA. Attualità 10.40 TUTTOBENESSERE. Rubrica di attualità medica. Con Daniela Rosati 11.30 OCCHIO ALLA SPESA. Attualità. Con Alessandro Di Pietro 12.00 LA PROVA DEL CUOCO. Varietà. 13.30 TELEGIORNALE. 14.00 EASY DRIVER. Attualità. Con Ilaria Moscato, Marcellino Mariucci 14.30 LE AMICHE DEL SABATO. Talk show. Con Lorella Landi CHE TEMPO FA. 17.00 TG 1. 17.10 A SUA IMMAGINE. Attualità 17.40 TG 1 L.I.S. 17.45 PASSAGGIO A NORD OVEST. Attualità. Con Alberto Angela 18.50 L’EREDITÀ. Quiz. Con Carlo Conti SERA 20.00 TELEGIORNALE. 20.30 RAI TG SPORT. 20.35 SOLITI IGNOTI. Varietà. Con Fabrizio Frizzi 21.10 TI LASCIO UNA CANZONE. Varietà. Con Antonella Clerici 0.35 TG 1.

6.45 MATTINA IN FAMIGLIA. Attualità. 10.15 SULLA VIA DI DAMASCO. Attualità 10.45 QUELLO CHE SPAZIO SETTIMANALE DI APPROFONDIMENTO DI RAI PARLAMENTO. Attualità 11.25 APRIRAI. Attualità 11.35 MEZZOGIORNO IN FAMIGLIA. Varietà 12.30 TG2. 12.45 GRAN PREMIO DELLA TURCHIA DI FORMULA 1: PIT LANE. Automobilismo 13.00 GRAN PREMIO DELLA TURCHIA DI FORMULA 1: QUALIFICHE. Automobilismo 14.20 TOP OF THE POPS 2010. Musicale 15.25 GIARDINI E MISTERI. Telefilm 16.20 KATE & EMMA INDAGINI PER DUE. Telefilm 17.05 SERENO VARIABILE.Att. 18.00 TG 2. METEO 2. 18.10 SECONDO CANALE. Videoframmenti 18.40 SQUADRA SPECIALE LIPSIA. Telefilm 19.30 SQUADRA SPECIALE COBRA 11. Telefilm

7.00 CARTONI ANIMATI 7.55 IL VIDEOGIORNALE DEL FANTABOSCO 8.45 IL MONDO DI STEFI. Cartoni 9.00 TV TALK. Talk show 10.30 ART NEWS. Attualità 11.00 TGR BELLITALIA. Att. 11.30 TGR PRODOTTO ITALIA. Attualità 12.00 TG 3. RAI SPORT NOTIZIE. METEO 3. 12.30 93° GIRO D’ITALIA SI GIRA. Ciclismo 12.55 93° GIRO D’ITALIA 20ª TAPPA: BORMIO - PONTE DI LEGNO TONALE. Ciclismo 14.00 TGR. TGR METEO. 14.20 TG 3. 14.45 TG 3 PIXEL. Attualità 14.50 MAGAZINE CHAMPIONS LEAGUE. Rubrica sportiva 15.20 93° GIRO D’ITALIA 20ª TAPPA: BORMIO PONTE DI LEGNO TONALE, GIRO ALL’ARRIVO. Ciclismo 18.00 SPECIALE PROVE FORMULA 1 18.05 CONCORSO IPPICO DI PIAZZA DI SIENA. Equitazione 19.00 TG 3. 19.30 TGR. TG R METEO.

7.25 LA DOTTORESSA GIÒ. Miniserie 9.30 VIVERE MEGLIO. Rubrica di attualità medica 10.55 CUOCHI SENZA FRONTIERE ANTEPRIMA. Att. 11.30 TG 4 - TELEGIORNALE. Nel programma: Meteo; Vie d’Italia 12.00 CUOCHI SENZA FRONTIERE. Attualità 12.55 DETECTIVE IN CORSIA. Telefilm 13.50 IL TRIBUNALE DI FORUM. Attualità 15.00 FILM POIROT MEMORIE DI UN DELITTO. (Giallo, Gb, 1996). Regia di Andrew Grieve. Con David Suchet, Hugh Fraser, Bill Moody 17.00 DETECTIVE MONK. Telefilm. Con Tony Shalhoub, Traylor Howard, Ted Levine 18.00 L’EDEN AI CONFINI DEL MONDO. Documentario 18.55 TG 4 - TELEGIORNALE. Nel programma: Meteo 19.35 TEMPESTA D’AMORE. Soap

6.00 TG 5 PRIMA PAGINA. Attualità 8.00 TG 5 MATTINA. 8.50 LOGGIONE. Musicale 9.25 MIRACOLI DEGLI ANIMALI. Doc. 9.45 SUPER PARTES. 10.35 DIETRO LE QUINTE. Show 10.40 FILM SE FOSSI IN TE. (Commedia, Italia, 2001). Regia di Giulio Manfredonia. Con Emilio Solfrizzi, Gioele Dix, Paola Cortellesi 13.00 TG 5. Nel programma: Meteo 5 13.40 BELLI DENTRO. Serie 14.10 VERISSIMO DI PRIMAVERA. Rotocalco 17.00 FILM CAKE - TI AMO, TI MOLLO... TI SPOSO. (Commedia, Canada/Usa, 2005). Regia di Nisha Ganatra. Con Heather Graham, David Sutcliffe, Sandra Oh. Nel programma: Tgcom; Meteo 5 18.50 CHI VUOL ESSERE MILIONARIO. Quiz. Con Gerry Scotti

6.25 I ROBINSON. Serie 7.00 CARTONI ANIMATI 10.45 LA PUPA E IL SECCHIONE - IL RITORNO. Reality 11.35 TV MODA. Varietà 12.25 STUDIO APERTO. 13.00 STUDIO SPORT. 13.35 TGCOM. 13.40 TIL DEATH - PER TUTTA LA VITA. Telefilm 14.10 FILM RAGAZZE NEL PALLONE - TUTTO O NIENTE. (Commedia, Usa, 2006). Regia di Steve Rash. Con Marcy Rylan, Hayden Panettiere, Solange Knowles 16.10 FILM RAGAZZE NEL PALLONE 4. (Comm., Usa, 2007). Di S. Rash. Con A. Benson, C. Scerbo, M. Copon 18.00 SAMANTHA CHI? Telefilm 18.30 STUDIO APERTO. 19.00 PICCHIARELLO. Cartoni 19.10 FILM SPOT SUPERCANE ANTICRIMINE. (Comm., Usa, 2001). Di J. Whitesell. Con D. Arquette, A. T. Jones, M. C. Duncan

6.00 TG LA7. 7.00 OMNIBUS WEEKEND. Attualità 9.15 OMNIBUS LIFE WEEKEND. Attualità 10.05 INNOVATION. Att. 10.40 L’INTERVISTA. Att. 11.15 MATLOCK. Telefilm. Con Andy Griffith, Julie Sommars, Nancy Stafford 12.30 TG LA7. 12.55 SPORT 7. 13.05 HARDCASTLE AND MCCORMICK. Telefilm 14.05 FILM FANTOMAS MINACCIA IL MONDO. (Poliziesco, Francia, 1965). Regia di André Hunebelle, Haroun Tazieff. Con Jean Marais, Louis de Funès, Mylène Demongeot. 16.00 IL RITORNO DI MISSIONE IMPOSSIBILE. Telefilm 18.00 FILM NOI SIAMO ANGELI - LA FORTUNA PIOVE DAL CIELO. (Commedia, 1997). Regia di Ruggero Deodato. Con Bud Spencer, Philip Michael Thomas, Kabir Bedi.

11.30 MTV @ THE MOVIES. Attualità 12.00 HITLIST ITALIA. Musica 14.00 SPECIALE MTV NEWS. 16.05 LOVE TEST. Varietà 17.05 TAKING THE STAGE. Telefilm 17.30 MAKING THE MOVIE. Attualità 18.05 SLIPS. Varietà 18.30 SLIPS. Varietà 19.05 SLIPS. Varietà 19.30 SLIPS. Varietà 20.00 IL TESTIMONE. Reportage 20.30 IL TESTIMONE. Reportage 21.00 MTV NEWS. 21.05 16 & PREGNANT. Varietà 22.00 TRUE LIFE. Varietà

20.25 ESTRAZIONI DEL LOTTO. Varietà 20.30 TG 2 20.30. 21.05 N.C.I.S. Telefilm. Con Mark Harmon, Michael Weatherly, Pauley Perrette 23.15 TG 2. 23.25 TG 2 DOSSIER. Attualità

20.00 BLOB - VOTA ANTONIO. Documenti 20.10 CHE TEMPO CHE FA. Talk show 21.30 ULISSE, IL PIACERE DELLA SCOPERTA. Attualità. Con Alberto Angela 23.20 TG 3. 23.35 TG REGIONE.

20.30 WALKER TEXAS RANGER. Telefilm 21.30 BONES. Telefilm. Con E. Deschanel, D. Boreanaz, M. Conlin 23.20 LAW & ORDER: UNITÀ SPECIALE. Telefilm. Con C. Meloni, M. Hargitay, R. Belzer

20.00 TG 5. Nel programma: Meteo 5 20.30 STRISCIA LA NOTIZIA - LA VOCE DELL’INFLUENZA. Tg Satirico 21.10 CIAO DARWIN LA REGRESSIONE. Varietà. Con P. Bonolis, L. Laurenti

21.10 FILM UNDERDOG STORIA DI UN VERO SUPEREROE. (Azione, Usa, 2007). Di Frederik Du Chau. Con Jason Lee, Peter Dinklage, James Belushi. Nel programma: Tgcom; Meteo

20.00 TG LA7. 20.30 CHEF PER UN GIORNO. Reality 21.35 L’ISPETTORE BARNABY. Telefilm. Con J. Nettles, D. Casey, J. Hopkins 23.30 VICTOR VICTORIA SENZA FILTRO. Varietà

0.45 CINEMATOGRAFO. Attualità 1.45 TG 1 NOTTE. 1.50 CHE TEMPO FA. 1.55 APPUNTAMENTO AL CINEMA. Attualità

0.10 TG 2 STORIE. I RACCONTI DELLA SETTIMANA. Att. 0.50 TG 2 MIZAR. Att. 1.15 TG 2 SÌ, VIAGGIARE. Attualità

23.40 PALCO E RETROPALCO. Teatro METEO 3. 0.50 TG 3. 1.00 TG 3 AGENDA DEL MONDO. Attualità

0.15 FILM SAFE HARBOUR. (Thriller, Canada/Usa, 2006). Di M. Griffiths. Con T. Gold, S. Bacic, M. Kosterman

24.00 VANISHED. Telefilm 1.00 TG 5 NOTTE. 1.30 STRISCIA LA NOTIZIA - LA VOCE DELL’INFLUENZA. Tg Satirico

22.45 FILM THE BREED LA RAZZA DEL MALE. (Horror, Sudafrica/Usa, 2006). Di Nicholas Mastandrea. Con Michelle Rodriguez

PREMIUM GALLERY

Digitale Terrestre

PER DISTRARSI

Rai2

14.20 SUPERNATURAL III. Telefilm STEEL 14.25 UNA MAMMA PER AMICA II. Telefilm MYA 14.50 FOCUS. Show Studio Universal 15.05 RAMBO. Film Studio Universal 15.14 I MOSTRI OGGI. Film Premium Cinema 15.14 UNA MAMMA PER AMICA II. Telefilm MYA 16.04 GREY’S ANATOMY IV. Telefilm MYA 16.49 ROYAL PAINS. Telefilm JOI 16.50 RAMBO 2 - LA VENDETTA. Film Studio Universal 16.52 GREY’S ANATOMY IV. Telefilm MYA 16.55 ULTRAVIOLET. Film STEEL 16.56 PLUS. Show Premium Cinema 17.06 LA VERITÀ È CHE NON GLI PIACI ABBASTANZA. Film Premium Cinema 17.41 SEMPLICEMENTE IRRESISTIBILE. Film MYA 18.25 HAMBURG DISTRETTO 21 III. Telefilm STEEL 18.26 V. Telefilm JOI

RAI 4 18.30 RAMBO 3. Film Studio Universal 19.15 HAMBURG DISTRETTO 21 III. Telefilm STEEL 19.19 I COULD NEVER BE YOUR WOMAN. Film MYA 19.20 IL 7 E L’8. Film Premium Cinema 20.05 V. Telefilm JOI 20.25 INSIDE THE ACTORS STUDIO II. Show Studio Universal 20.46 ULTRA. Documentario JOI 21.00 UN’ESTATE AI CARAIBI. Film Premium Cinema 21.00 THE MENTALIST II. Telefilm JOI 21.00 UNA MAMMA PER AMICA II. Telefilm MYA 21.00 TRAUMA I. Telefilm STEEL 21.00 PRIMA O POI ME LO SPOSO. Film Studio Universal 21.45 TRAUMA I. Telefilm STEEL 21.50 UNA MAMMA PER AMICA II. Telefilm MYA 22.38 JOI EXTRA II. Documentario JOI 22.40 IPOTESI DI COMPLOTTO. Film MYA 22.50 IN & OUT. Film Studio Universal 23.16 FACE/OFF - DUE FACCE DI UN ASSASSINO. Film Premium Cinema

15.30 ARMA NON CONVENZIONALE. Film 17.05 BOBBY Z., IL SIGNORE DELLA DROGA. Film 18.45 NUMB3RS. Serie 19.30 DEAD ZONE V. Telefilm 20.20 DEAD LIKE ME. Serie 21.10 RAGIONE E SENTIMENTO. Film 23.25 LE RELAZIONI PERICOLOSE. Film 1.25 ROMA SERIE II. Serie 2.20 ROMA SERIE II. Serie 3.15 MILLENNIUM III. Telefilm DAHLIA TV 12.00 WORLD CHAMPIONSHIP WOMEN SOEUL: Prima semifinale. Beach Volley (Diretta) DAHLIA SPORT 17.30 AUSTRALIAN RUGBY LEAGUE: State of origin. Rugby DAHLIA SPORT 21.00 WBC HEAVYWEIGHT CHAMPIONSHIP: Vitali Klitscho Albert Sosnowski. Pugilato (Diretta) DAHLIA SPORT 23.00 PRO BULL RODEO. Rodeo XTREME 24.00 WBA JUNIOR WELTERWEIGHT: Amir Khan - Paul Malignaggi. Pugilato DAHLIA SPORT

0.35 TG LA7. 0.55 M.O.D.A. Attualità 1.35 FILM O.K. NERONE. (Comm., Italia, 1951). Di M. Soldati. Con W. Chiari, C. Campanini

Deejay TV 6.00 COFFEE & DEEJAY WEEKEND. Musicale 9.30 THE CLUB. Musicale 10.00 DEEJAY HITS. Musicale 13.00 THE FLOW RED BULL MUSIC ACADEMY. Musicale 14.00 VIA MASSENA - LONG VERSION. Attualità 15.00 F.A.Q.- BEST OF. Programma non specificato 16.00 DEEJAY TODAY HIGHLITS. Musicale 17.00 50 SONGS WEEKEND. Musicale 19.00 BEST OF THE FLOW. Musicale 20.00 THE CLUB. Musicale 20.30 DEEJAY MUSIC CLUB. Musicale 21.30 DJ STORIES. Cartoni 22.30 ALMOST TRUE L’ALTRA STORIA DEL ROCK. Musicale 23.30 M2.O NIGHT. Musicale

Destini incrociati sull’isola di Antigua

Jim Carrey perde anche la memoria

Ad Antigua s’incrociano i destini di varie persone: un truffatore, un uomo che si nasconde con l’amante, un romano arricchito e lo speaker di una radio locale. Nel cast del film di Vanzina, Enrico Brignano e, nella foto, Paolo Ruffini e Martina Stella. Un’estate ai Caraibi Premium Cinema, ore 21

Ai primi degli anni Cinquanta, dopo un incidente un uomo (Jim Carrey, foto) perde la memoria. Si risveglia stordito e senza alcun riferimento in un Paese a lui sconosciuto dove viene scambiato per un giovane disperso in guerra. The Majestic Cinema Emotion, ore 21

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Corriere della Sera Sabato 29 Maggio 2010

Dal Satellite Film e programmi Kevin Costner diventa Sioux per amore

L’ufficiale nordista John Dunbar (Kevin Costner, nella foto, anche regista) scopre la cultura degli indiani Sioux, innamorandosi di una di loro, «Alzata con pugno». Finirà per condividerne il destino. Balla coi lupi Cinema Mania, ore 21

La Gerini e Argentero destra e sinistra insieme

Forum «Televisioni»: www.corriere.it/grasso Videorubrica «Televisioni»: www.corriere.tv

Cinema

Sport

15.00 GILDA Il film è diventato il simbolo stesso di R. Hayworth, protagonista della pellicola nella parte della ballerina Gilda. Dirige C. Vidor. Sky Cinema Classics 16.40 STEPHEN KING’S DESPERATION Adattamento di uno dei più venduti romanzi del maestro dell’horror Stephen King. Sky Cinema Max HD 17.35 UNA CASA TUTTA PER NOI Una madre (C. Bates) con sei figli, licenziata, trova una specie di alloggio ad Hankston, ma anche tanti problemi. Pellicola del 1993. MGM 18.50 SPIDER-MAN S. Raimi - regista di “The Gifth” - dirige T. Maguire e K. Dunst nella saga dell’uomo ragno, alias Peter Parker. Sky Cinema 1 HD 18.55 IL COLLEZIONISTA DI OSSA Un feroce serial killer mette a dura prova la squadra omicidi, costretta a rivolgersi a Rhyme (D. Washington), un ottimo agente a riposo. Sky Cinema Max HD 19.20 ACE VENTURA - MISSIONE AFRICA Ace Ventura (J. Carrey) questa volta è in missione in Africa: deve ritrovare l’animale sacro della tribù dei Wachati. Sky Cinema Family 19.30 SPIDERWICK - LE CRONACHE Avvincente film fantastico interpretato da N. Nolte, affiancato dal piccolo F. Highmore, già visto ne “La fabbrica di cioccolato”. Sky Cinema Hits HD

21.00 MIAMI VICE I detective Ricardo Tubbs (J. Foxx) e Sonny Crockett (C. Farrell) lavorano sotto copertura per incastrare Montoya, un trafficante di droga. MGM ANASTASIA Film interpretato da I. Bergman (Oscar 1956 come migliore attrice protagonista ), e diretto dal regista di origine russa A. Litvak. Sky Cinema Classics BOOG & ELLIOT 2 Le avventure del cervo Elliot, dell’orso Boog, del cane bassotto Mr Weenie e dei loro amici della foresta. Animazione. Sky Cinema Family 22.25 INCINTA O... QUASI Thea (L. Lohan) fa la segretaria e aiuta la sorella a frequentare il college. Minacciata di perdere il posto, inventa di essere incinta... Sky Cinema Family 22.50 UOMINI CHE ODIANO LE DONNE Thriller tratto dal romanzo omonimo di Stieg Larsson, fenomeno editoriale mondiale del 2008. La protgonista è Harriet Vanger. Sky Cinema 1 HD 22.55 SANGUE CALDO R. Mitchum, un pistolero in cerca della moglie scappata, caccia dei malfattori dalla città. Western violento dal ritmo serrato. Sky Cinema Classics 23.10 PULP FICTION Il film rivelazione di Q. Tarantino: storie di criminali, di bulli e pupe, di violenza e droga. Con J. Travolta, S. L. Jackson e U. Thurman. Sky Cinema Hits HD

10.00 CALCIO: SVEZIA - BULGARIA, FINALE 3O/4O POSTO, 16/07/1994 FIFA: le partite storiche ESPN 11.00 TENNIS: FRANCIA, GIORNO 7 Grand Slam. Diretta Eurosport 11.15 WRESTLING: WWE NXT Sky Sport 2 HD 12.30 CICLISMO: SPECIALE GIRO D’ITALIA Sport Italia 12.45 CALCIO: GARRINCHA 1958, 1962 FIFA World Cup Classic Players ESPN 12.55 CALCIO: PREMIER LEAGUE REVIEW OF THE SEASON Sky Sport 1 HD 13.00 CALCIO: BRASILE - NORVEGIA, FASE GIRONI, 23/06/1998 FIFA: le partite storiche ESPN 13.50 CALCIO: SLOVACCHIA - CAMERUN Amichevole. Diretta Sky Sport 1 HD 14.00 BASKET: BOSTON - ORLANDO NBA Sky Sport 2 HD 14.25 AUTOMOBILISMO: GP2 - TURCHIA Diretta RaiSport più 14.30 CALCIO: LA LIGUE - SEASON REVIEW Sport Italia 15.00 CALCIO: L’ENIGMA OLANDESE Storie dei Mondiali ESPN 15.30 CICLISMO: TAPPA 20 Giro d’Italia. Diretta Eurosport 16.00 CICLISMO: 20ª TAPPA, BORMIO PONTE DI LEGNO TONALE. PROCESSO ALLA TAPPA 93° Giro d’Italia. Diretta RaiSport più 17.00 CALCIO: PARMA - MILAN 17/09/2006 Serie A AC Milan ESPN

17.30 RUGBY: FINALISSIMA Campionato Italiano - Super 10. Diretta RaiSport più 18.00 MOTOCICLISMO: VALENCIA 2001 - 500CC Moto GP Classics ESPN 20.00 CALCIO: BRASILE - NORVEGIA, FASE GIRONI, 23/06/1998 FIFA: le partite storiche ESPN 20.30 PALLAVOLO: ITALIA - ROMANIA Qualificazioni Campionati Europei. Diretta RaiSport più 20.45 RUGBY: PERPIGNAN - CLERMONT Top 14 Championship. Diretta Sport Italia 21.00 TENNIS DA TAVOLO: SEMIFINALI Campionato del Mondo - Squadre Eurosport 22.00 BASKET: BOSTON - ORLANDO NBA Sky Sport 2 HD 22.30 HOCKEY SU PISTA: FINAL SIX VALDAGNO - BARCELLONA Eurolega RaiSport più 23.00 CALCIO: ARGENTINA INGHILTERRA, GIRONI, 07/06/2002 FIFA: le partite storiche ESPN 23.30 CALCIO: FLAMENGO - GREMIO Brasilerao. Diretta Sport Italia 24.00 CALCIO: 1962 Il film ufficiale dei Mondiali ESPN 0.30 POKER: WORLD SERIES 2005 Sky Sport 2 HD 1.30 BASKET: NBA TV Sport Italia 1.45 CALCIO: GARRINCHA 1958, 1962 FIFA World Cup Classic Players ESPN

Serie Tv

Intrattenimento

Ragazzi

Documentari

14.30 15.00 15.25 16.30 16.35 17.15 17.20 17.30 19.05 19.50

14.00 MISSIONE CUCCIOLI DeAkids 15.30 KENDRA E! 16.45 QUELLI DELL’INTERVALLO CAFÈ Disney Channel 17.30 DR. 90210 E! 18.30 AL PASSO CON I KARDASHIAN E! 18.35 LIZZIE MCGUIRE Disney Channel 19.05 DHARMA E GREG Fox Life 19.10 LA VITA SECONDO JIM Fox HD 19.30 JONAS Disney Channel 20.00 DAVID LETTERMAN SHOW Sky Uno 21.00 LOCH NESS - IL RISVEGLIO DEL MOSTRO Sky Cinema Max HD 21.10 TAKESHI’S CASTLE K2 21.25 LIFE BITES Disney Channel 22.00 TAKESHI’S CASTLE K2 22.40 SEX TALK Jimmy 22.55 THE SLEEPOVER CLUB Disney Channel

18.00 WINX CLUB IV Rai Gulp 18.10 POKÉMON DP: LOTTE GALATTICHE K2 18.40 TEEN TITANS Cartoon Network 19.05 BEN 10 - FORZA ALIENA Cartoon Network 19.50 A TUTTO REALITY: L’ISOLA K2 19.55 LE NUOVE AVVENTURE DI SCOOBY DOO Cartoon Network 20.00 SPONGEBOB Nickelodeon 20.05 I SIMPSON Fox HD 20.10 A TUTTO REALITY: L’ISOLA K2 20.20 LE AVVENTURE DI BILLY & MANDY Cartoon Network 20.35 I SIMPSON Fox HD 21.10 SHIN CHAN Cartoon Network 21.15 SPONGEBOB Nickelodeon 21.25 LE FIABE DI HELLO KITTY E I SUOI AMICI Boomerang

14.05 DISASTRI LETALI Discovery Science 15.00 LA TRILOGIA DEL TERRORE: DRACULA History Channel 15.55 SEGRETI DI GUERRA History Channel 16.30 FACTORY MADE Discovery Channel HD 17.05 NATURA VIOLENTA Discovery Science 18.05 MYSTERY FILES National Geographic 19.00 TOP GEAR Discovery Channel HD 20.05 RIPARAZIONI IMPOSSIBILI National Geographic 21.00 A CACCIA DI MOSTRI - L’UOMO DELLE NEVI History Channel 22.00 DISASTRI AEREI Discovery Channel HD

RADIO 2 13.38 IL GIORNO DELLA MARMOTTA. 14.30 HIT PARADE EUROSONIC. 15.35 BUENOS AIRES 14. 16.30 PEDATE MONDIALI. 17.00 COPPIA APERTA. 18.00 LE COLONNE D’ERCOLE. 19.50 ON THE ROAD. 19.55 DECANTER. 21.00 POP CORNER.

RADIO 3 rai.it 13.00 IL DOTTOR DJAMBE’ 14.00 CUORE DI TENEBRA. DENTRO LA STORIA. 14.50 RADIO3.RAI.IT. 15.00 PIAZZA VERDI. 18.00 LA GRANDE RADIO. 19.00 IL CANTIERE. GIOVANI IDEE PER LA RADIO. 19.50 RADIO3 SUITE. 20.00 IL CARTELLONE.

RMC radiomontecarlo.net 7.00 SI SALVI CHI PUÒ. 9.00 THE BEST OF ALFONSO SIGNORINI SHOW. 10.00 RMC WEEK END MASSIMO VALLI, RAFFAELE FREGONESE. 13.00 RMC MOTORI. 14.00 IN THE MUSIC. 21.00 RMC UNLIMITED KAY RUSH. 23.00 THE BEST OF MONTE CARLO NIGHTS.

Piero, attivista gay, si ritrova sindaco per il centrosinistra. Durante la campagna elettorale si trova ad avere a fianco l’ultramoderata Adele. Nella foto, Claudia Gerini Luca Argentero. Diverso da chi? Cinema1, ore 21

Serata a rischio per Uma e Travolta

Los Angeles, scommesse truccate e droga. Vincent passa una serata con la moglie del capo, Mia, che rischia l’overdose. Regia di Quentin Tarantino. Nella foto, Uma Thurman e John Travolta Pulp Fiction Cinema Hits, ore 23.10

La Vitti a Londra non si vendica più Anni ’60. Sedotta e abbandonata, una ragazza siciliana (Monica Vitti) va a Londra per uccidere chi l’ha disonorata. Ma cambierà presto idea nella swinging London. Regia di Monicelli. La ragazza con la pistola Cinema Italia, ore 21

21.00 21.05 21.20 21.55 22.05 22.50 23.20

LAW & ORDER Fox Crime HD ICARLY Nickelodeon N.C.I.S. Fox Crime HD DR. HOUSE Fox HD ALLY MCBEAL Fox Life LAW & ORDER C.I. Fox Crime HD DR. HOUSE Fox HD SIAMO FATTI COSÌ DeAkids LAW & ORDER UK Fox Crime HD SCOOTER - AGENTE SEGRETO Rai Gulp AVVOCATI A NEW YORK Fox Crime HD GLEE Fox HD THE PACIFIC Sky Cinema Hits HD C.S.I. Fox Crime HD THE PACIFIC Sky Cinema Hits HD CRIMINAL MINDS Fox Crime HD MY SPY FAMILY Cartoon Network

A fil di rete di Aldo Grasso

Gli ospiti nel salotto dei luoghi comuni

N

on si era ancora spenta l’eco delle polemiche per l’invito di Fabio Caressa al programma sui Mondiali di Fabio Fazio («Dare tanto spazio a un rappresentante della concorrenza è una mancanza di rispetto») che già Monica Setta invitava a «Peccati. I sette vizi capitali» Jo Squillo, che conduce un programma di moda su Italia 1 (Raidue, giovedì, ore 23,54). Mettiamoci d’accordo: se l’ospite è di Sky si protesta, se l’ospite è di Mediaset no? Nessun seVincitori e vinti gretario dell’Usigrai dice la sua? La verità è che stare in piedi fino a mezzanotte per Vasco sentire l’opinione di Maria Rossi I peccati Grazia Cucinotta o di Piero raccontati da Sansonetti o di Italo BocchiVasco battono no (che era appena stato inviquelli scelti da Monica tato ad «Annozero») comporSetta. Per la seconda ta un buona dose di masochiserata dedicata alla smo. storia di Vasco Rossi su E che dire della conduttriCanale 5, fra interviste ce, la vaporosa Monica Setta. e ricordi a Terra!, gli Mentre di giorno fa di tutto spettatori sono per mettere in mostra le sue 781.000, con uno share generose grazie, con una stridel 14,5% minzita camicetta sempre sul punto di esplodere, di sera, forse in ossequio all’emendaMonica mento parlamentare per l’istiSetta tuzione di un osservatorio I peccati sulla rappresentazione femdella Setta minile nel servizio pubblico superati da radiotelevisivo, «finalizzato quelli di Vasco. anche al superamento di stucAbbassa la media di chevoli stereotipi che ormai Raidue Monica Setta, ingolfano i media italiani» che discute coi suoi (Giovanna Melandri), dicevaospiti di «Peccati» mo, di sera è più composta. nella seconda serata Su di lei non ci viene in della rete: 546.000 mente nient’altro, anche perspettatori, share 8,1% ché resta un mistero come si possa partire dall’accidia per una frastornata discussione sui bamboccioni. Il mistero, più grande ancora, riguarda gli ospiti: come può uno accettare un invito in un salotto di luoghi comuni e di banalità pretenziose? Poi uno osserva gli ospiti e il mistero, almeno in parte, si dirada: oltre ai già citati, c’erano Rocco Buttiglione, Eugenia Rocella, Paola Concia (con un rossetto che la conciava per le feste), Sandro Mayer. Mah! L’inaffidabilità dei politici si misura anche dai programmi che frequentano. Certo, sull’attuale Raidue, diretta da Massimo Liofredi, è comprensibile che Michele Santoro si senta un gigante. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Sabato 29 Maggio 2010 Corriere della Sera

Notizie in 2 minuti Primo piano Il caso delle intercettazioni 11 emendamenti Pdl e Lega «La nuova normativa sulle intercettazioni (che lunedì arriva in Senato per la discussione generale) non pregiudica per nulla le attività investigative nei confronti della criminalità organizzata. Non c'è nessun ostacolo, dal mio punto di vista io sono tranquillo». Così il ministro dell'Interno Maroni, a margine della riunione del G6 a Varese. Intanto la maggioranza fa un’operazione-trasparenza sulle proposte di modifica al ddl, contestato da più parti: gli 11 emendamenti presentati da Pdl e Lega sono stati pubblicati sul sito del Pdl al Senato.

Berlusconi: leggere con attenzione la manovra «Abbiamo rimesso la barca sulla giusta rotta, dando una risposta immediata ad una crisi improvvisa». Così Silvio Berlusconi si è soffermato sulla manovra. E le critiche della Marcegaglia. «Suggerisco di leggere con maggiore attenzione i 54 articoli della manovra, a partire dal primo capitolo sulla competitività economica e sostenibilità finanziaria», ribatte il presidente del Consiglio.

Esteri Assalto alle moschee 80 vittime in Pakistan Un doppio assalto alle moschee di Lahore, in Pakistan, durante il venerdì di preghiera islamico. Commando di uomini armati di granate hanno assaltato due luoghi di culto, nei quartieri di Garhi Shahu e Model Town, provocando almeno 80 morti e oltre cento feriti.

Cronache I pm: Elisa uccisa da Restivo con 13 colpi di arma da taglio Elisa Claps è stata uccisa con 13 colpi di un'arma da taglio e a punta. È la conclusione a cui è arrivata l'autopsia dell’anatomo-patologo Francesco Introna. Lo hanno comunicato gli inquirenti durante una conferenza stampa a Salerno. Secondo l’accusa, Elisa è stata uccisa da Danilo Restivo dopo «un tentativo di approccio sessuale» che è stato rifiutato dalla ragazza. Per gli inquirenti, l'uomo «infierì» sul corpo della giovane. Restivo, di cui i magistrati salernitani hanno ordinato l'arresto, è attualmente in carcere in Inghilterra per un altro delitto.

Bagnasco e la pedofilia «Coperture anche in Italia» È «possibile» che ci siano in Italia casi di vescovi che hanno insabbiato accuse contro preti pedofili, secondo il cardinale Angelo Bagnasco, che, rispondendo alle domande dei giornalisti nella conferenza stampa conclusiva dell’assemblea generale della Cei, ha precisato: «Qualora ciò fosse accertato il giudizio della Chiesa è noto: è una cosa di per sé sbagliata e da superare».

Spettacoli Bellucci diva fascista in tv «Ferida e gli errori storici» Monica Bellucci: «Sono stanca ma felice». Domani e lunedì su Raiuno c’è Sanguepazzo di Marco Tullio Giordana; il suo primo film per la tv racconta la storia scabrosa di Luisa Ferida e Osvaldo Valenti, interpretato da Luca Zingaretti. «Lui, drogato. Lei, drogata di lui. Due star dei Telefoni Bianchi, ma oggi il pubblico li conosce poco, fanno parte di quel fascismo che l’Italia ha voluto dimenticare». Fucilati dai partigiani. «Fu un errore storico».

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Sport

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Alla Francia gli Europei 2016 Ha vinto la Francia, come tutti prevedevano. L'Uefa ha assegnato il Campionato Europeo di calcio del 2016 ai francesi, forti di un dossier che tra strutture sportive e infrastrutture di trasporto e accoglienza ottiene i voti più alti. Battute le altre due candidature «finaliste», quelle dell'Italia e della Turchia.

Oggi su www.corriere.it

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Come si gioca Bisogna riempire la griglia in modo che ogni riga, colonna e riquadro contengano una sola volta i numeri da 1 a 9 LA SOLUZIONE DI IERI 3 6 4 9 7 5 2 1 8

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Le immagini

La moda al cinema

I disperati del Sahara

Audrey è senza rivali

Multimedia

Il reportage choc di Alfredo Bini: mille chilometri nel deserto con i migranti sulla pista per la Libia.

Il tubino disegnato da Givenchy per «Colazione da Tiffany» è il preferito dai cinefili. Le immagini.

India-Pakistan, le stragi

Viaggi

Il video/1

In forma in sette mosse

Autostrada chiusa per rane

Beauty farm, spa e weekend di relax per il ponte del 2 giugno.

Grecia, migrazione di massa favorita dal grande caldo.

Mettiti alla prova

Il video/2

Il quiz della settimana

Heysel, 25 anni dopo

Sei un lettore attento? Rispondi alle dodici domande sulle notizie degli ultimi sette giorni.

Juventus-Liverpool, le interviste ai protagonisti della tragedia che cambiò per sempre il calcio.

I terroristi seminano morte e devastazione lungo la ferrovia indiana e nelle moschee di Lahore, nel vicino Pakistan. Rivedi tutte le immagini e i video dei nuovi agguati.

Altri giochi su www.corriere.it * Con "Sette" e 3,00; con "Style Magazine" e 3,50; con "Corriere Enigmistica" e 2,80; con "Storia d’Italia" e 12,49; con "I grandi classici della letteratura italiana" e 9,00; con "La cucina del Corriere della Sera" e 6,40; con "Il mondo di Patty" e 11,40; con "L’Europeo" e 9,40; con "Viaggio nella scienza" e 11,49; con "Daniel Barenboim" e 12,49; con "Philosophia" e 11,49; con "Il corpo umano" e 8,49; con "Supereroi. Le grandi saghe" e 11,49; con il "Blasco Story" e 12,40; solo in Lombardia con "Il grande teatro dialettale lombardo" e 11,49; con "Le inchieste del commissario Maigret" e 8,49; con "Il grande cinema di Hitchcock" e 11,49; con "Wolverine and the X-Men" e 11,49; con "Michael Jackson" e 11,40; con "Giochi d’ingegno" e 11,49; con "I grandi libri degli ingredienti" e 14,40; con "Walter Tobagi" e 9,40; con "English Fitness" e 14,40; con "Stieg Larsson e Giallosvezia" e 8,40; con "Pooh. The definitive collection" e 14,40; con "Misteri d’Italia" e 12,49; con "Gli anni d’oro di Topolino" e 11,49; con "Il grande cinema di Vittorio De Sica" e 14,40; con "Il Mondo" e 3,50; con "La grande storia dell’uomo" e 11,49

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Il Corriere della sera - 29 Maggio 2010  

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