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Arriva la neve Anzi è già arrivata e se n’è pure andata sotto un ondata di caldo. I più rapidi a salire al passo dello Stelvio il week end del 16 e 17 ottobre hanno avuto la fortuna di farsi la prima sciata dell’anno in 50 cm di neve fresca già il sabato pomeriggio. Tutto questo accadeva mentre un buon numero di telemarker cercava di salire al passo. Ma tutte le vie d’accesso erano chiuse. Meglio per chi era già su. Per chi non c’era sappiate che abbiamo fatto un paio di curve anche per voi. (Con un bel ghigno sulle labbra). Domenica pure sciare è stato bello. Ci saranno state 50/60 persone (stiamo aspettando le cifre precise da parte della Procura di Tirano). Non che si sia fatto nulla di male, mi raccomando. Ma il punto è che quando decido di organizzare un week end autunnale allo Selvio nevica a più non posso e le APT di diverse località alpine, italiane e non, stanno cercando di mettermi sotto contratto. Basterà che organizzi un week end di telemark e la neve arriverà! Per questa ragione hanno bisogno di dati su affluenza e precipitazioni per formulare una proposta economica. Abbiamo avuto presenti le seguenti ditte: Scarpa, Crispi – scarponi; K2, Stockli, Karhu –sci; Patagonia – abbigliamento; Cavallo sport e K2 sport – negozio specializzato. I presenti non sono stati così tanti come l’anno scorso ma ancora una volta abbiamo visto molti volti nuovi. Le certezze del panorama del telemark italiano erano tutte presenti. Insomma la tecnica era garantita da un buon numero di Istruttori nazionali e maestri specializzati; la new school era più che rappresentata; gli snowboarder in crisi di identità e pronti al salto, anche. Personalmente ho apprezzato molto l’intervento di Patagonia, nella fattispecie di Stefano, uno dei ragazzi che potete trovare al negozio di Milano. Oltre che far vedere i capi ha spiegato i vari materiali che vengono utilizzati, quelli che possono andar meglio per chi scia o fa sci alpinismo e indipendentemente da che marca si scelga penso siano state tutte informazioni interessanti. Impagabile l’aiuto di Francesco che ha distribuito i materiali di Cavallo sport a larghe mani. Spiritosissimo “zio Crispi”, inutile spiegare chi sia.

Caldo e freddo Livigno era completamente bianca quando l’ho lasciata per salire allo Stelvio, bianca era anche al mio ritorno domenica sera ma poi un gran caldo ha sciolto tutto. Persino al Passo dello Stelvio i buoni 50 cm di neve se ne sono andati tutti. Ora nevica di nuovo e mi stropiccio le mani per il piacere. Indubbiamente un bel po’ di neve rimarrà sui ghiacciai e questo mi fa sognare grandi sciate al prossimo festival del telemark di Stubai – 18/20 novembre. WP sarà presente allo stand Scarpa. Questo, organizzato dall’importatore austriaco, diverrà uno dei maggiori punti di riferimento del festival. E il motivo è presto spiegato. Allo stand sarà presente ogni giorno tutta la banda Scarpa con la piacevole ed esclusiva presenza di Ben Dolenc. Scarpa sta producendo un poster di telemark con Ben come soggetto. Per soddisfare le aspettative vi posso dire che è un curvone in neve fresca. Ben li distribuirà e se vorrete li firmerà pure. Lo stand Scarpa sarà a fianco di quello di The Friends of Arco, il che significa Mauro Girardi e la sua dolce metà Saskia. Anche loro stanno preparando grandi festeggiamenti: caldarroste, vin brulè, band con Bob Mazarei alla chitarra. Insomma sarà una bella festa al di là delle belle sciate che il ghiacciaio e la neve che sta cadendo sembra garantire.

WP Come WP ci rifaremo vivi in Majella con il week end di scuola. Memore dell’assalto dell’anno scorso ho prima cosa garantito la presenza di più maestri, e poi – d’accordo con Mariella Serafini – di non più fare due giornate intere di scuola a gruppo ma quattro mezze giornate. Più semplicemente ogni maestro inizierà con un gruppo che terrà fino a mezzo giorno, dopo di che lo stesso maestro prenderà un altro gruppo che nella prima mezza giornata avrà sciato da solo. Il gruppo del mattino, scierà da solo il pomeriggio. Forse è meglio che sentirsi bombardati tutto il giorno di correzioni e suggerimenti. D’altra parte in questo modo potremo accogliere più gente.

Natur Card a Livigno Scusate se ritorno su questo programma ma penso non si debba sprecare la possibilità di organizzare una settimana di sci – la classica settimana bianca – dove finalmente c’è la possibilità di accedere a dei corsi collettivi, strutturati come quelli dello sci alpino. Finalmente a Livigno potrete venire a farvi una settimana, andare alla Scuola Livigno Inverno Estate e iscrivervi ad uno dei corsi collettivi. Ci sarà una selezione, proprio per dividere i vari livelli e poi ogni classe avrà il suo maestro per l’intera settimana. Non so quante email avrò ricevuto negli anni passati che chiedevano se ci fosse un programma di questo genere. Ora c’è e spero si possa tramutare in una bella realtà pratica. Per le informazioni collegatevi a http://www.aptlivigno.it/html/inverno/naturcard2004-2005/index.jsp e scegliete la voce telemark. Se avete dubbi o richieste scrivete pure a loro o direttamente a me. 2


Norvegia Sì, andremo ancora in Norvegia e mi godo a dire che c’è posto solo nella prima settimana. Quella che va dal 16 al 23 di aprile. La seconda è già esaurita da tempo. Se leggendo vi viene voglia di partecipare sappiate da subito che potete venire solo la nostra prima settimana e per prenotare potete scrivere a me o a Paolo Tassi. Numeri ed indirizzi li trovate nel sito sotto la voce: Norvegia.

Cosa trovate nel mag Diventa sempre più difficile scrivere senza ripetersi. In questo Mag troverete un po’ di email che mi sono state inviate nei mesi scorsi, una in particolare sulla realizzazione di un’interfaccia attacco telemark/sci per camminare in salita come nello sci alpinismo.. Trovo giusto vengano pubblicate nel Mag, anche perché, se non avessi impasticciato il forum, forse là sarebbero state meglio ma non so ancora come porre rimedio al “guasto”... Troverete un breve scritto mio sulle novità in termini di equipaggiamento (nessuna, gulp!) ed un articolo tradotto da un numero di Telemark Skier del 2002 che parla di Ben Dolenc. A proposito: questa rivista così come Couloir, Powder ed altre di montagna, stampate in Usa – spesso introvabili in Italia – potete leggerla e sfogliarla a Milano ogni mese presso il negozio Patagonia. Quelle persone che abitano a Milano, spesso definite le sfortunate perché vivono in città e tutto il resto che fa l’iconografia del milanese, hanno la fortuna di poterle sfogliare gratuitamente ogni mese. E alla fine un’ampia lista di nuovi siti internet che parlano di telemark. Buona lettura. Non scordate che chiunque volesse scrivere articoli, commenti, critiche e altro sarà solo benvenuto. Altrettanto dicasi per chi volesse o potesse inviare fotografie. Io non so più cosa fotografare!!!! Ciao Luca _____________________________________________

SOMMARIO Ben Dolenc

Il passo verso il prossimo livello (da Telemark Skier)

Commento all’articolo Attrezzatura Fabio Scazzoli

Perchè sciare! Valore aggiunto di un Maestro. Speciale: Telemark estivo… Di Lorenzo Orlandi

Internet

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Ben Dolenc

Il passo verso il prossimo livello (da Telemark Skier)

Ben Dolenc non è un hippy. Ben dice così di sé nel film di Warren Miller “Cold fusion” quando è intervistato. E così come questa affermazione non sorprende benché pronunciata da un tipo soprannominato “Little Elvis” con due enormi favoriti che ne incorniciano il viso, non ci sorprende i che il produttore del film l’abbia voluta proprio per far capire ai non amanti del telemark che l’era dei berretti peruviani e dei vestiti d’epoca è terminata. (Questa è una variazione alla traduzione perché in americano i riferimenti dicono poco a dei lettori europei - ndt) “Solitamente il telemarker non ha degli spezzoni di film con interviste”così ci dice Ben, incontrandolo a Seattle quest’estate. “Penso sia un buon segno per il nostro sport che mi sia stata data l’opportunità di dire qualcosa”. Certamente se Ben – che ama il punk classico tipo i Ramones, Sex Pistols e Clash – sia un hippy o no non ha niente a che fare con il perché lui rappresenti il prossimo passo nell’evoluzione dello sci a telemark. Ciò sta assai di più nelle altre affermazioni di cui Ben è autore quando nei film che ha fatto come protagonista, scia in quel modo così fluido, perfetto per le riprese al rallentatore mentre affronta ripidi e grossi pendii con un’attitudine rilassata che rappresenta poi la grazia del telemark. Ben è apparso in ben tre film “Souls side” di Unparalleled, “Bliss” di Tough Guys Production e “Storm” di Warren Miller. Ma le altre testimonianze di Ben stanno in questa attitudine che definiamo della new school che lui ha portato rispetto alla vecchia immagine. Backflips, Iron Crosses nell’half pipe, nei park e più o meno ovunque sulla montagna. Oltre ad aver sottoscritto un contratto con Nike per spingere la linea ACG, Ben - eterno sorridente, sempre ottimista, il tipo della porta accanto di Boulder, Colorado – si è guadagnato un solido pulpito da cui aiutare a definire il telemark della prossima generazione. “Penso che Nike sia interessata al telemark perché c’è un aurea intorno allo sport proprio in questo momento”. “Voglio che questa appaia, la voglio portare alla luce e aiutare lo sport ad essere più giovane. Voglio mostrare alla gente la bellezza di uno stile veloce e aggressivo nel telemark.” Ben è l’unico sciatore, oltre a Picabo Street – fenomeno dello sci americano – che Nike abbia sotto contratto. Lui si aggiunge ad un manipolo di snowboardisti come Barren Christy, Rob Kingwill e Mike Mikalchuk del team Nike. Considerando il fatto che la piccola industria del telemark ha poca disponibilità da investire negli atleti, Nike ha permesso a Ben di divenire il primo sciatore professionista nel mondo del telemark. “Mi sbilancio a dire che oltre agli atleti del team Usa, Ben è l’apripista dello sci professionistico del Nord America per quel che riguarda il telemark” ci dice il manager di K2 sci Mike Hattrup. “Merita d’esserlo perché è uno tra quelli che più si dà da fare nel mondo dello sci. L’anno scorso non aveva neppure una casa, è stato così tanto in giro da non averne bisogno”. Hattrup definisce Ben “un gran talento, con un gran equilibrio, un buon senso della neve e una gran consapevolezza del suo corpo quando in aria.” K2 gli fornisce gli sci perché impersonifica il mantra che c’è nella linea di sci di K2 da telemark – la fine degli scarponi di cuoio mentre il telemark decollò spinto dall’attivo degli scarponi di plastica mentre gli sci diventavano più larghi e più versatili per uno sci di tutto campo e servito dagli impianti. Per Hattrup Ben è la realizzazione di tutto questo. “Mi sembra di poter dire che il 90% degli sciatori alpini pensano che il telemark sia fatto di gente in vestiti di panno, con barbe lunghe, vestiti di giacche tecniche che percorrono i boschi.” Così dice Hattrup. “Ben aiuta la gente a capire delle grandi possibilità di questo sport. Lui è forte e veloce e anche leggero sulla neve con uno stile che lo fa apparire quasi fosse in snowboard”. Ben ha fatto snowboard per 8 anni prima di dedicarsi al telemark. Mentre prima d’allora percorreva i boschi del Colorado con i suoi genitori con gli sci da fondo. Ha fatto sci di fondo dall’età di 3 anni, benché reputi che tutto ciò l’abbia aiutato a far telemark. “Non ho mai fatto telemark finché non sono andato a scuola a Bozeman e ciò accadde perché era il massimo che mi potessi permettere.” dice Ben. “La stagione successiva ritornai a Boulder e quell’anno non andai in montagna una sola volta”. Quando si fece male ad una spalla e non poté partecipare ad una spedizione in kayak in Equador – il suo primo amore è il kayak da fiume – Dolenc si spostò a Vail nel tentativo di diventare uno ski bum. Trovò un lavoro come spalatore di neve dalla pista di bob, lo lasciò a metà stagione quando riuscì a trovare un alloggio gratuito a Leadville oltre che la possibilità di vivere, respirare e sognare solo di sci. Quando Ben insieme ad alcuni amici andò a Arapahoe Basin per vedere il Telemark Free Skiing Championship, si iscrisse all’ultimo minuto alla gara e si piazzò nei primi 10. “Quello fu il momento in cui capii che potevo provarci. Capii che qualche sciatore riusciva a vivere di sci e anch’io volevo provarci. Anch’io volevo vivere di quello” ci dice Ben. La stagione successiva Ben a Copper Mountain ed entrò nel soccorso sulle piste e la stagione successiva era l’unico telemarker che faceva parte della squadra di sciatori/studenti del paese. Si tratta di un college per studenti che permette agli stessi di studiare e sciare contemporaneamente che si dedica però ai nuovi sport e alle nuove forme sciistiche . A Copper Mountain il college aiuta i membri a vivere di solo sci e snowboard. 4


“Insegniamo ai ragazzi come fare le dichiarazione dei redditi, li portiamo alle fiere per rincontrare gli sponsors, loro in cambio saltano durante i nostri eventi di salti, ci aiutano a sviluppare i park e i pipe e sciano su tutto il territorio della stazione” ci dice il Marketing Director di Copper, Ben Friedland. Il team di ragazzi è un misto di talento e personalità, aggiunge Friedland. “Questi ragazzi svolgono una funzione di ambasciatori della nostra stazione oltre che per gli sport invernali. Ecco perché Ben si inserisce così bene in questa strategia. Non solo è uno sciatore talentuoso ma è anche molto professionale nel modo di lavorare. I giovani lo osservano perché è divertente e perché sa quel che fa”. E’ un’affermazione su cui concorda Nate Tobechsen di Nike. “Per essere un atleta Nike devi essere un grande in quel che fai, inoltre devi essere semplice ed elegante nel farlo. Ben si comporta due volte più professionalmente di tanti altri che ho conosciuto anche più adulti di lui.” Ben gli è stato presentato dalla Warren Miller Production e lo staff di Freeze Magazine, Nike pensa che Ben sia la perfetta combinazione per rappresentare il marchio e l’autenticità dello sport così da introdurre lentamente il loro coinvolgimento nel mondo del telemark. “Lui è perfetto per noi come noi per lui” dice Nate. “C’è molta gente che fa telemark qui da noi, e per quel che riguarda gli sport invernali, il telemark è decisamente l’area dove intravediamo l’incremento più rapido”. Ma torniamo a Ben. Lui crede di essere il migliore? No di certo. E’ solo felice di avere la libertà per dedicarsi sul suo sciare. “La maggior parte degli sciatori che vedete nei film è gente che ha tre lavori, solo così si può permettere di partecipare ai film”, “ciò che Nike ha fatto è di darmi la possibilità di viaggiare e allenarmi a tempo pieno così che quando giro il film sia assolutamente a puntino.. E’ un sogno che diviene realtà ma ho lavorato duro per arrivarci. Sai i sogni non si realizzano se si dorme”. Chiudendo ho chiesto a Ben quali altri telemarker lo abbiano impressionato e lui ha menzionato Frode Gronvold, che ha ammirato per anni e che finalmente ha potuto conoscere e sciarci in Bella Coola, nel British Columbia la scorsa primavera. Poi menziona B.J. Brewer di Salt Lake City per la sua continuità e Max Mancini di Boulder per i suoi salti. Aggiunge che ce ne sono altri ma che al momento non gli vengono in mente. Il giorno dopo mi manda per email un'altra coppia di nomi. Dopo una settimana continua a mandarmi altri nomi…

Commento all’articolo Paolo Tassi in occasione di un’intervista collettiva che chi era presente allo Stelvio ha potuto dare e ascoltare a Enrico Marta, direttore di Fondo e telemark, alla fine mi ha rimproverato di enfatizzare le qualità dei telemarker americani. Mi rimprovera perché dice, e a ragione, che anche in Europa e in Italia ci sono fior fiori di telemarker. E’ vero e sono d’accordo ma rimango della mia opinione che i giornalisti, le aziende, le televisioni, l’opinione comune sia sempre molto sensibile ai discorsi e personaggi che vengono d’oltre mare. E poi è forse un mio difetto: quello di voler mettere sempre in luce gli altri. Al di là di questa puntualizzazione quello che sorprende di questo articolo sono due punti. Primo: Nike individua nel telemark la nicchia che più può crescere. Buona notizia per le aziende che producono equipaggiamenti. Peccato però che Nike Europa, quando interpellata se voleva aiutare Scarpa a portare Ben a Stubai, dopo una risposta semi positiva sia letteralmente scomparsa. Non so se per totale colpa loro o per un’errata forzatura da parte degli organizzatori di Stubai. Spero di riuscire a sapere in futuro. Secondo punto: come e quanto diversa è l’impostazione delle stazioni sciistiche americane. Ricordate cosa scrissi di Mad River Glen. La stazione di proprietà degli stessi sciatori? E adesso qui leggiamo che la stazione di Copper Mountain crea un team di sciatori che facciano da ambasciatori della stazione, che aiuti a migliorare le strutture, che forse svolgono anche dei lavori ma che soprattutto sciano le piste ed i fuori pista della stazione. Così esaltano la stazione. Non voglio suonare il più intelligente della situazione ma quante volte – particolarmente esaltato dopo una giornata di telemark a Livigno e per di più osservando i giovani telemarkers, freeriders di Livigno, snowboarders di Livigno – mi sono detto e ho pure detto a chi era con me quel giorno: “L’APT dovrebbe pagarmi per farmi sciare a Livigno. Dovrebbe pagare quello snowboarder, quel freerider. Bè, in certe cose sono avanti. Non c’è niente da dire. E sì che i proprietari delle stazioni pensano solo in termini di profitto, ma per far crescere il numero di sciatori che vanno in quella stazione si inventano la promozione migliore: un gruppo di ottimi sciatori da far sciare. Grandi. Se Livigno, Cortina organizzassero la stessa cosa sicuramente avrebbero solo l’imbarazzo della scelta tra gli sciatori e telemarker di queste stazioni. Speriamo che non ci leggano solo i telemarkers ma anche qualche proprietario di impianti, direttore Apt, editore di riviste di sci.

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Attrezzatura Un testo molto breve a voler vedere cosa c’è di nuovo. Nulla o quasi. Il problema sul fronte scarponi è questo benedetto progetto per la nuova norma che sembra finalmente decollare ma che fin’ora ha probabilmente bloccato lo sviluppo di nuovi modelli. Avevo promesso un’anteprima allo Stelvio del nuovo attacco/scarpone. In Norvegia Rottefella è convinta che il prodotto sia affidabile e quindi commercializzabile. Dal prossimo inverno sarà in vendita ma per ora neppure Scarpa – una delle aziende più coinvolte nel progetto oltre a Rottefella – ha saputo far arrivare il tutto qui in Italia, almeno per una prova. Ci riproverò e spero di potervi dare la chicca per primo. Attacchi. Gli stessi degli anni scorsi. Nessuna novità, nessun modello nuovo. Anche il Telebulldog non è più una novità anche se stanno migliorandolo e gli sviluppi che ho potuto vedere sono notevoli. Ultimo la funzione di sicurezza. Ne uscirà un nuovo modello per l’inizio dell’inverno. Spero di poterlo provare o almeno farvelo vedere. Sci. Sono usciti gli sci di G3. Se gli attacchi sono stati un grosso miglioramento non so se gli sci saranno altrettanto innovativi. Ho i miei dubbi ma aspetto di leggerne i commenti di chi prova. I commenti della casa madre, sentiti su internet, non mi hanno detto un gran che. La novità è che in alcuni negozi potrete trovare i Karhu. Cercherò di recuperare la lista e la metterò nel prossimo Mag. Sicuramente a Stubai ci sarà la possibilità di provarli oltre, speriamo, a molte altre marche. Insomma se volete farvi un’idea di sci, scarponi ed attacchi andare a Stubai vale la pena. Già finito. Ma avevo già detto: poco all’orizzonte, anzi niente. PS. Mi dimenticavo di questa email ricevuta un po’ di tempo fa. Se siete interessati a ciò che Nicola sta sviluppando contattatelo il suo indirizzo è: nicola.degobbi@virgilio.it Eccovi il testo che ricevetti: Ciao Luca, grazie per le newsletter che regolarmente mi mandi. Forse non ti ricordi di me, sono Nicola da Vicenza, ci siamo sentiti tramite e-mail lo scorso inverno per delle informazioni sul telemark, poi grazie ad alcuni amici della zona (probabilmente conosci Paolo Agosti, rappresentante tecnico della Stoeckli) ho iniziato..... ed è diventata mania. Ho via via coinvolto la fidanzata e poi ho fatto anche 2 uscite in telealpinismo: STUPENDO. Ti scrivo per salutarti, ma penso che quest'inverno prima o poi ci incontreremo di persona. Inoltre ti informo che sto studiando una piastra per il telealpinismo ricavata da profili in lega di alluminio, completamente lavorati su centro CNC. Ho già realizzato un prototipo che promette bene, devo risolvere alcuni vizi di gioventù e poi la monto su un paio di sci per le prove dinamiche. Le caratteristiche principali sono: spessore inferiore ai 30mm, lunghezza pari a circa metà scarpone (io ho un 45) e dispositivo alzatacco ad una posizione (per ora) con sistema di sgancio dallo skiing al walking estremamente semplice (lavora solo con 1 molla a sezione rettangolare da stampi). Rispetto a quello proposto dalla Silvretta è estremamente più contenuto e dalle prove fatte fin'ora risulta sicuramente più agevole "passeggiare". Se ti interessa posso tenerti aggiornato sugli sviluppi e magari mandarti delle foto. Se la cosa avrà successo posso farti avere anche qualcosa da provare. Grazie e a presto Nicola _____________________________________________ Fabio Spazzoli

PERCHE' SCIARE! Di Molto si è scritto sullo sci e molto ancora si continuerà a scrivere. Dicono che lo sci è nato per potersi spostare sulla neve; si è evoluto entrando nel grande circo dello sport; ha conquistato una dimensione eroica nel secondo conflitto mondiale; ha raggiunto una qualità tecnicistica con l'avvento delle discipline tecniche; si è reso disponibile ad un numero sempre maggiore di persone grazie al boom economico ed all'avvento della televisione; ha moltiplicato le proprie prestazioni con l'impegno della ricerca e l'entrata nel mondo del grande denaro; ha reinventato sé stesso cambiando nome ed introducendo nuovi attrezzi e nuove discipline. Ma che si chiami sci, sciancrati, snowboard, fat, telemark, mono-sci non è forse sempre uno scivolare sulla neve? Ma, non vi siete mai chiesti che cosa significa scivolare sulla neve? Avete mai provato a decodificare in parole le sensazioni che vi procura lo scivolare sull'elemento bianco? Siete mai riusciti a dirvi che cosa è cambiato in voi dopo una scivolata sulla neve? Avete più sensazioni fisiche o emozionali? Sentite più emozioni mentre sciate, nel dopo sci riguardando il film delle vostre emozioni, o nel pre-sci immaginando le vostre sensazioni. Avete mai guardato o rintracciato altri eventi della Vostra vita che vi diano un pacchetto di sensazioni-emozioni uguale o superiore allo scivolare sulla neve? Perché sciare? Forse per continuare a cercare. 6


VALORE AGGIUNTO DI UN MAESTRO. Tutti noi abbiamo sperimentato in prima persona cosa vuol dire andare a scuola, anche se forse qualcuno non ricorderà il proprio rapporto con il maestro delle elementari. Sicuramente tutti noi riconosciamo quanto sia importante il ruolo di un maestro per l' inserimento del bambino nella società. L'impronta indelebile che il maestro può lasciare in un soggetto rimane viva in noi praticamente tutta la vita: chi non ricorda aneddoti avvenuti alle elementari con il proprio maestro, o semplici frasi che nella vita tornano a galla in alcuni pensieri e momenti nevralgici delle nostre scelte, o semplicemente il viso o il ricordo del maestro/a. Parlo del maestro elementare, in quanto l'unico insegnante che per un lungo periodo di tempo ha un rapporto esclusivo con la nostra esistenza. Molti di noi ricorderanno nello stesso modo, l'eventuale Maestro di musica o di arti marziali o di nuoto o di sci. Queste figure professionali, lasciano ricordi indelebili e importanti nella nostra vita, non tanto dal punto di vista tecnico (difficile che uno di noi ricordi il metodo di solfeggio del proprio maestro di musica), ma piuttosto sensazioni o immagini di momenti di vita inerenti il loro insegnamento (molto più facile ricordare il primo saggio musicale ). Ricorderemo molto più facilmente il Maestro di sci che ci avrà fatto passare delle belle ore che il grande tecnico che ci ha dimostrato un grande tempo in un tracciato di slalom. Il ricordo di un Maestro che scende in neve fresca sarà molto più forte di quello di una dimostrazione di un perfetto super-parallelo. Insomma, il Maestro che sarà riuscito a darci quel valore aggiunto in più che si chiama entusiasmo e amore per la propria professione, condito con il rispetto delle nostre capacità di apprendimento, sarà veramente un Insegnante che arricchirà la nostra vita di un qualche cosa che và al di là della pur importantissima centralità, sullo sci o anticipo della spalla. Sarà uno dei Maestri della nostra vita, perché questa Nostra esistenza è fatta sopratutto dalla costante ricerca di momenti belli e felici e scivolare sulla neve è uno di questi. Quindi non diciamo più è solo un Maestro di sci, ma piuttosto è uno dei maestri dei momenti belli e felici della mia vita. _____________________________________________

Speciale: Telemark estivo… Questa notizia è già comparsa su altri siti italiani di telemark ma ricevetti l’email e promisi di farla girare e lo faccio con piacere. Se l’avete già letta e vista lasciate perdere mentre spero sia una curiosità per chi non ne era a conoscenza. Email: ciao, c’è chi non si rassegna al fatto che d’estate non si possa fare Telemark e si inventa qualcosa di speciale… Vedere per credere: http://www.lorenzoorlandi.it/telemark_waverider.htm Commenti e suggerimenti graditi, Ciao LO -------------------------------Dr. Lorenzo Orlandi www.lorenzoorlandi.it info@lorenzoorlandi.it --------------------------------

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Internet La vecchia lista la potete trovare sui numeri precedenti. Questa volta vi presento una lista nuova trovata da me girando tra i vari siti. Spero sia tutta nuova e che vi faccia passare un po’ di tempo consultando siti nuovi.

Cyberspace Snow and Avalanche Center Couloir Magazine Telemark Skiing Injury Website Dr. Telemark's Backcountry Home page Telemarktips Homepage Telemarkdown Online Store Freeheel Skier Wilderness Medical Society The Backcountry Ski Page Indigo Equipment First Tracks!! Online Ski Magazine United States Telemark Ski Association Telemarkski.com, Crested Butte The Back Country, store and Backcountry Info Lake Tahoe Free Heels North American Telemark Organization Jay Peak Ski Area Madriver Ski Area skiTELE.com Off-Piste: the backcountry magazine Powder Magazine FirstTrax Ski Shop Montgomery Center VT

Il prossimo numero di WP-Mag si troverĂ  sul nostro sito ai primi di dicembre.

Per qualsiasi informazione o comunicazione relativa a WP-Mag scrivete a: luca@thewhiteplanet.it

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novembre 2004