Page 1

I TEST DI THE WHITE PLANET GLI ATTACCHI


L'attacco da telemark Come   detto   a   livello   d'importanza   per   la   resa   della   sciata   affrontiamo   una   parte  dell'attrezzatura   di   minor   valore   rispetto   gli   scarponi   e   apparentemente   l'argomento  potrebbe sembrare più facile ma nella nostra impresa nulla è così alla fine. Indubbiamente   l'attacco   oltre   che   a   sue   proprie   caratteristiche   non   deve   uccidere   o  sciupare il buono dello sciatore e dello scarpone. Deve essere l'anello di collegamento tra   sci e sciatore e là dove possibile aiutare sia l'uno che l'altro ad alzare la performance  senza interferire con le sensazioni che lo sciatore ricerca. Facciamo subito un esempio. I  cavi servono fondamentalmente per due ragioni: limitano l'alzata del tallone via via che ci  si inginocchia facendo sentire allo sciatore che quel movimento essenziale alla realizzazio  della cuva e del gesto sta avvicinandosi al suo termine e per secondo, richiamano lo sci   arretrato molto rapidamente in avanti in fase di distensione o passaggio da una posizione  telemark   all'altra.   Contribuiscono   anche   a   mantenere   in   asse   con   lo   sci   il   tallone   dell  scarpone ma questo fattore è abbastanza relativo. I primi due punti sono ottenuti grazie ai  cavi   e  le  molle.  Chiaramente  tendendo   le  molle   si   ottengono  gli   scopi  prefissati  ma  in  compenso si corre il rischio di “accartocciare” lo scarpone su sè stesso. La suola assume  una forma a barchetta – in inglese questa forma è definita rocker – sgradevolissima in ogni  senso. Già il movimento telemark stressa la suola dello scarpone ad ogni curva ad ogni  passo   in   salita   e   camminando   arrotondandola,   se   poi   l'attacco   accentua   questa   forma  dopo   poche   settimane   di   sci   il   nostro   scarpone,   che   dovrebbe   avere   una   suola  assolutamente piatta, inizia ad arcuarsi con notevoli problemi per lo sciatore, specie se   leggero.   Ogni   volta   che   si   è   in   stazione   eretta   a   piedi   piatti   sugli   sci   e   la   suola   è  arrotondata si ha la sensazionche che i talloni si alzino. Siamo obbligati ad arretrare il peso  per premerli verso il basso, i quadricipiti inziano ad infuocarsi. In ski lift  è una tortura, in  neve  fresca   si   ha  un  problema  in  più:  quello  di  dover contrastare  lo  sbilanciamneto  in  avanti   che   il   rocker   induce.   Insomma   anche   gli   attacchi,   a   volte,   hanno   dei   difetti   e  analizzando gli attacchi 75 mm a cavo e molle a compressione sul mercato proveremo a  individuare i loro pregi e difetti sempre in nome di definire un attacco ideale (da ora AIT)  per il telemarker italiano. Attacco ideale da telemark Le caratteristiche che l'AIT deve avere sono le seguenti: (le   caratteristiche   in   grassetto   sono   le   più   importanti   per   il   buon   funzionamento  dell'attacco) 1. Progressività 2. Contenimento torsione scarpone 3. No rocker 4. Robustezza 5. Facilità di calzata 6. Semplicità costruttiva 7. Facilità adattamento alle diverse taglie scarponi 8. Sicurezza 9. Step in 10. Ski stopper


11. Leggerezza 12. Bellezza Spiegazione punti Punto 1 Questo è chiaramente il punto a cui tutti teniamo maggiormente. Se l'attacco è progressivo  ciò   faciliterà   la   progressività   del   nostro   movimento.   Se   fosse   troppo   morbido,   quasi  inesistente all'inizio e poi troppo duro, sarebbe un grosso ostacolo alla realizzazione della  rollata. Vogliamo un attacco che man mano ci si inginocchia faccia sentire da subito la  presenza delle molle e che queste siano tali da contenere l'alzarsi del tallone, che siano  morbide così da lasciarci flettere il soffietto senza sforzo e che diventino sempre più dure  man mano che si affonda nella positzione telemark. Che non abbia punti morti iniziali, il  difetto di molti attacchi. Questo punto morto iniziale è anche imputato al punto di fulcro dei  cavi sulle ganasce. Quindi un attacco che abbia il passaggio dei cavi in un punto ideale Punto 2 L'attacco deve contribuire a far tenere lo sci quando di spigolo. Da tempo tutti gli attacchi  hanno nella parte anteriore della ganascia un archetto sotto il quale si infila la papera dello   scarpone quando lo si calza. Questo archetto aiuta a ridurre la torsione dello scarpone. Ma   il nostro SIT ha alette laterali delle ganasce lunghe, quanto più lunghe si può, così da  contenere il disassamento dello scarpone rispetto allo sci Punto 3 I punti 1 e 2 hanno anche come obbiettivo quello di ridurre il rocker dello scarpone. Il   rocker è un naturale decadimento della qualità dello scarpone. Il semplice camminare lo  induce ma vorremmo che il nostro scarpone rimanesse quanto più piatto possibile anche  con il passare delle stagioni. Ricordo quando gli scarponi da sci erano di cuoio e ricordo   anche che l'estate la passavano in forme di legno che li riportavano a una forma piatta. La   forma era alla fine esattamente quella di un attacco dove le tensioni passavano sotto la  suola così da compensare la rotondità assunta durante l'uso. Quindi un attacco che lavori  per noi sia in curva sia nelle fasi di non utilizzo della rollata. Punto 4 Per fortuna gli attacchi che si rompono non sono tanti ma a volte ci  è capitato di vedere  ganasce che si rompono, cavi che si spezzano e parti in plastica che saltano. Il nostro AIT  vorrebbe l'impossibile e cioè nessuna rottura Punto 5 Una maggior facilità di calzata sarebbe raggiunta se gli attacchi fossero step­in ma non è  così se non in un caso per i modelli attualmente dispobibili. In ogni caso l'AIT non deve  avere   cavi   che   finiscono   sotto   la   suola,   molle   che   non   hanno   spazio   sui   fianchi   degli  scarponi e quindi si incastrano. Che ci facciano sentire meno vecchi perchè non riusciamo  più a raggiungere i cavi dietro o a fianco dello scarpone. La facilità di calzata è in ogni  caso anche un discorso di sicurezza. Più agili e facilitati siamo a calzare gli sci e a toglierli  più al sicuro siamo in condizioni difficili quali un pedio ripido, facendo sci alpinismo e tante   altre situazioni. Punto 6


Più semplice   di   un   3   pins   non   esiste   ma   la   sua   efficacia   e   presenza   sul   mercato   o  quantomeno   nella   memoria   dei   telemarker   che   hanno   iniziato   da   tempo   stabilisce   un  criterio di semplicità a cui amiamo riferirci. L'arrivo di cavi e altro ha spostato il livello della   semplicità più in alto ma soluzioni che riguardino troppe parti così da complicare l'attacco  non ci piacciono molto. Semplice è bello e forse questo è un handicap minore del recente  NTN che ha alzato il livello di complicatezza ancor di più. Punto 7 Un attacco per tutte le taglie di scarponi. O che sia semplice nella regolazione: quante  volte non abbiamo potuto provare gli sci dell'amico e addirittura a uno ski test perchè non  c'era la nostra taglia di attacco!? Punto 8 Nel 2009 un meccanismo di sicurezza è un assioma. E' vero che molte delle forze che  portano alla rottura di gambe nel telemark si disperdono nella caduta prima che diventino  pericolose ma qualche gamba si rompe, qualche crociato pure e da ultimo non scordiamo  che in valanga una buona parte di uscirne illesi a livello delle gambe  è proprio delegata  alla sicurezza degli attacchi. Punto 9 Tutto del telemark è bello ma di sicuro non quel faticoso, lento e laborioso accucciarsi per  chiudere gli attacchi. Che sia step­in è il secondo assioma. Punto 10 Le regolamentazioni e leggi obbligano a non essere un pericolo per gli altri e che quindi i   nostri   sci   non   divengano   delle   pericolose   lancie   libere   di   scivolare   a   valle   nel   caso   li   perdessimo. Ski stopper per sicurezza degli altri e nostra quando dobbiamo togliere gli sci  su un pedio ripido in salita con le pelli e rimanere in sicurezza, senza aobbligarci a chinarci   per trattenerli con le mani. Stesso discorso per rimetterli ai piedi e riprendere la salita. Punto 11 Leggeri,   leggeri   altrimenti   perderemo   una   delle   qualità   del   telemark   legata   e   zero  talloniere, zero spessori, tutti pesi da portarsi in spalla e in salita. Anche perchè tutto il  mondo dello sport in montagna  è teso al discorso leggerezza, sempre per avere meno  invasività da parte dell'attrezzatura. Noi lo vogliamo leggero e questa è una sua qualità. Punto 12 Bello. Non c'è niente di più bello di una forma semplice ma sappiamo che il bello è relativo  e quindi ci limiteremo nel giudicare la bellezza o meno dei prodotti attuali.


Attacco NTN Anche l'NTN ideale, secondo noi deve rispettare i vari punti e le qualità dei singoli. Per  alcuni versi le qualità dell'impostazione della nuova norma ha avvicinato l'attacco al nostro  AIT ma per altri versi ha totalmente mancato l'obbiettivo. Analizzeremo anche l'NTN nella  parte che segue.

Analisi attacchi presenti sul mercato alla luce del nostro AIT Spiegazioni: La carrellata è in ordine alfabetico per produttore La scehda tecnica iniziale è quella proposta dal produttore I voti finali sono per una scala da 0 a 10 7Tm – BD – G3 – Rottefella ­ Twentytwo Design 7Tm Modello: POWER “L'unico attacco di sicurezza da telemark e in più con la caratteristica di esere step   in”

Il nostro giudizio Progressività: troppo molle Torsione scarpone: mediocre No rocker: buono Robusto: buono Facilità calzata: molto buono se fornito di leva autocalzante posteriore Semplicità: scarso Adattabilità diverse taglie: buono Sicurezza: ottimo Step­in: ottimo se fornito di leva posteriore autocalzante Ski­stopper: ottimo Leggerezza: scarso Bellezza: scarso La nostra valutazione:


Un attacco   che   ha   molti   pregi   tecnici,   soluzioni   intelligenti   ma   che   non   ci   soddisfa  totalemente a livello di rollata forse questo è il motivo per cui in Italia non è così diffuso. Per una  sciata  italica  non  è  il  massimo  per la  scarsa   presenza  di  tensione  durante  la  rullata sull'avampiede. Se le ganasce fossero più lunghe migliorerebbe in qualità tosionali.  Come detto però avendo la sicurezza, lo stp­in, lo ski stopper è molto valido da quei punti  di vista se non unico. Voto totale: 7 Propensione Italica: buono BD Modello: O2 “Il nostro cavallo di battaglia, l'O2 trasmette potenza dagli scarponi rigidi asli sci larghi –  è la scelta per la   massima precisione per lo sciatore aggressivo di oggi giorno”

Il nostro giudizio Progressività: molto buono Torsione scarpone: discreto

No rocker: ottimo Robusto: buono Facilità calzata: scarso Semplicità: medio Adattabilità diverse taglie: discreto Sicurezza: assente Step­in: assente Ski­stopper: assente Leggerezza: scarso Bellezza: discerto

La nostra valutazione: Un buon attacco per le nostre esigenze in termini di rollata. I cavi che passano al di sotto   dello scarpone riducono il rocker e si fanno sentire in fase di rollata. Purtroppo è nel filone  degli attacchi 75 mm con tutte le loro carenze tecniche in termini di comodità, adattabilità,  sicurezza etc... Da un punto di vista dell'utilizzo di tecnica italiana è buono per via dei cavi al di sotto della  suola. Li si sente e si sentono le molle lavorare progressivamente. Voto totale: 7 Propensione Italica: molto buono


G3 Modello Targa “La vera innovazione, il Targa propone soluzioni non riscontrabili negli altri modelli sul mercato, per esempio la   nuova leva posteriore Tour . L'utilizzo di componenti in acciaio estremamente resistenti  il Targa è l'attacco più   utilizzato e affidabile del mercato”

Il nostro giudizio Progressività: scarso Torsione scarpone: scarso No rocker: scarso Robusto: buono Facilità calzata: scarso Semplicità: buono Adattabilità diverse taglie: scarso Sicurezza: assente Step­in: assente Ski­stopper: assente Leggerezza: buono Bellezza: buono La nostra valutazione: L'attacco   più   diffuso   e   popolare   sta   perdendo   terreno.   La   sua   semplicità   costruttiva   e  leggerezza sono gli ultimi pregi del G3. Le alette delle ganasce sono corte e non aiutano a  tenere   lo   sci   di   spigolo,   i   punti   di   passaggio   dei   cavi   sulle   ganasce   e   come   lavorano  accentuano terribilmente il rocker. E' laborioso per la regolazione delle taglie quando non   si riesce a regolare solo le molle. È il più bello esteticamente per la sua semplicità. Per un utilizzo italiano è scarso proprio per il rocker e una zona morta iniziale ancora una  volta imputabile al punto di vincolo dei cavi sulle ganasce. Voto totale: 6 Propensione Italica: scarso


ROTTEFELLA Modello: COBRA R8 “Il Cobra R8 è concepito per massimizzare le performace di discesa con scarponi a norma 75 mm. Ottimo   alloggiamento dello scarpone, una placca al disotto dello scarpone garantisce una straordinaria presa di   spigolo e trasmissione della potenza in tutte le condizioni”

Il nostro giudizio Progressività: scarsa Torsione scarpone: discreta No rocker: scarso Robusto: discreto Facilità calzata: discreto Semplicità: buono Adattabilità diverse taglie: discreto Sicurezza: assente Step­in: assente Ski­stopper: assente Leggerezza: discreto Bellezza: scarso La nostra valutazione: Un modello che ha molti lati deboli quali rocker, mancanza di progressività e parte iniziale  della rollata morta. Il suo leggero vantaggio è una leggera qualità torsionale in più dati i  cavi laterali che in effetti sono dei tondini di ferro e non cavi. I tondini permettono allo  scarpone di rimanere più in asse con lo sci e quindi tenere un po' di più di spigolo. Per di  più viene proposto con spessori altissimi che non aiutano la nostra sciata di sensibilità in  quanto allontano lo scarpone dal piano dello sci e della neve. In ottica di utilizzo con tecnica italiana non ci sembra molto aiutante, facilitante per medi   sciatori e principianti. Voto totale: 6 Propensione Italica: scarso


TWENTYTWO DESIGN Modello HAMMERHEAD “L'ineguagliabili qualità dell'HammerHead sono dovute alla possibilità di regolare i punti di scorrimento dei cavi   al di sotto dell'avampiede, alla larga ganascia anteriore e alle alette lunghe che si estendono fino alla fine della   parte anteriore della punta dello scarpone oltre che alla incredibile escursione della molla. La posssibilità di   modificare   il   punto   di   scorrimento   dei   cavi   permette   di  adattare   la   tensione   dell'attacco  a  seconda   delle   preferenze dello sciatore. In ogni caso sia in posizione neutra sia in quella attiva Hammerhead   restituisce   enegia in modo dolce e garantisce una sciata solida con qualsiasi sci. Per controllare gli sci di oggi, sempre   piàù larghi e pesanti, ciò di cui avete bisogno è un paio di Hammerhead” The HammerHead is built to stand up to today’s hard skiing telemarkers. Ski it with confidence knowing that it  won’t leave you stranded in the backcountry; no repair kit required.

Il nostro giudizio Progressività: molto buono Torsione scarpone: molto buona No rocker: buono Robusto: buono Facilità calzata: discreto Semplicità: scarso Adattabilità diverse taglie: buono Sicurezza: assente Step­in: assente Ski­stopper: assente Leggerezza: scarso Bellezza: scarso La nostra valutazione:


L'ultimo arrivato   in   Italia.   È   il   nostro   ideale   per   alcune   sue   peculiarità:   progressività  ineguagliabile per via che la molla lavora lontano dai cavi, passaggio cavi sotto la suola –   quindi   no   rocker  –     alette   laterali   delle   ganasce   molto   più   lunghe   della   concorrenza   e  possibilità di variare il punto di fulcro dei cavi sui fianchi delle ganasce. Questi ultimi due  pregi migliorano notevolmente la presa di spigolo e la qualità torsionale dell'attacco oltre  che il corretto utilizzo dell'avampiede. I suoi difetti sono la complessità delle parti e il peso  finale e forse anche la sua estetica. Per quanto ci interessa e cioè se è l'attacco in grado di aiutare a intraprendere la strada  della tecnica italiana è il migliore in assoulto proprio per la sua progressività e assenza di  punti morti iniziali nella rullata. Voto totale: 8 Propensione Italica: molto buono

Conclusione: l'attacco puzzle Sarà abbastnza chiaro che forse l'attacco ideale c'è già e se ci fossero dei dubbi i nostri  gusti e opinioni ci fanno propendere per l'Hammerhead. In ogni caso per mantenere lo  stesso format utilizzato per gli scarponi potremmo elencarlo come unione dei seguenti  modelli: 1. Progressività: Hammerhead 2. Contenimento torsione scarpone: Hammerhead 3. No rocker: BD 4. Robustezza: Hammerhead 5. Facilità di calzata: 7Tm 6. Semplicità costruttiva: G3 7. Facilità adattamento alle diverse taglie scarponi: 7Tm 8. Sicurezza: 7Tm 9. Step in: 7Tm 10. Ski stopper: 7Tm 11. Leggerezza: G3 12. Bellezza: G3 Come si può vedere il modello della 7Tm racchiude molti pregi. In ogni caso non ci sembra  il migliore perchè non soddisfa nei punti più importanti, i primi 3. Per cui non tragga in  inganno il fatto che non sia indicato come l'ideale.

ATTACCHI NTN L'unico modello sul mercato è quello di Rottefella. I norvegesi furono i primo a lanciare la 


sfida per l'ideazione di un nuovo attacco legato ad una nuova norma ma si riservarono  l'esclusiva per un certo numero di anni e ad oggi si tengono l'esclusiva. Di conseguenza,  mancando rivali a proporre nuove soluzioni, possiamo prenderlo in visione, analizzarlo e  criticarlo (eventualmente) sempre dal nostro punto di vista in quanto attacco che aiuta ed  esalta  la  tecnica  italiana e  il suo modo  di sciare. In futuro  speriamo di  vedere modelli   alternativi possibilmente migliorati rispetto all'NTN. ROTTEFELLA NTN “NTN è l'attacco per il telemarker freerider, grazie a lui il controllo della presa di spigolo  è ineguagliabile oltre   che numerosi altri benefici. Offre la semplicità e sicurezza di un attacco da sci alpino senza limitare la libertà   del tallone libero. Lasciandosi la tradizionale punta a papera dello scarpone alle spalle l'NTN lascia il mondo   75 mm e ridefinisce la tecnologia della sciata a tallone libero. Più facile, progressivo e robusto la costruzione e   le performaces dell'attacco non ha paragoni con tutto ciò che avete usato finora”

Il nostro giudizio Progressività: medio


Torsione : molto buona No rocker: buono Robusto: buono Facilità calzata: discreto Semplicità: scarso Adattabilità diverse taglie: buono Sicurezza: dubbia Step­in: scarso Ski­stopper: presente Leggerezza: scarsissimo Bellezza: scarso Voto totale: 7 Propensione Italica: medio La nostra valutazione Molto si è discusso su questo nuovo attacco e quindi tralasciamo ulteriori commenti ma  nell'analizzarlo secondo i nostri canoni – se aiuti o meno lo sciatore italiano – possiamo  dire che la sua mancanza maggiore è la non progressività al di sotto dell'avampiede. La  costruzione, così com'è oggi, non consente una flessione rotonda dell'avampiede. Ahimè  Rottefella   non   ascolta   chi   parla   fuori   dal   coro   scandinavo   e   americano   e   quindi   le  indicazioni giunte loro dal mercato italiano sono state sottovalutate. E' un peccato perchè  l'attacco ha notevoli pregi: un'indiscussa presa di spigolo, zero rocker. Aiuta lo sciatore  italico a rimanere alto e a non ricorrere ad inutilie stancanti posizioni basse ma non ci  soddisfa fino in fondo. Oggi come oggi con un buon attacco 75 mm e scarponi modificati   per sopperire alla minor presa di spigolo del 75 mm si possono ottenere gli stessi risultati  dell'NTN. Se in futuro migliorerà e noi stessi sapremo adattarci a lui forse diverrà il vero  futuro in grado di aiutare tutti i tipi di sciata.


2 - Attacchi da telemark  

Il test di The White Planet sugli attacchi da telemark. Un'analisi alla luce della tecnica italiana