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F Stone Magazine - rivista quadrimestrale/quarterly Anno II, n. 2, 2011 Febbraio/February

F

Stone Magazine

architecture_ people

MARIO BOTTA

GEOMETRICO E RIGOROSO. IL MAESTRO PER IL CASINÒ DI CAMPIONE D'ITALIA HA PUNTATO SU UNA PIETRA DI GRANDE APPEAL FORNITA DALLA FURRER GEOMETRIC AND RIGOROUS. FOR THE CASINO OF CAMPIONE D'ITALIA THE MASTER CHOSE THE VERY APPEALING STONE SUPPLIED BY FURRER

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FSTONE MAGAZINE_ EDITORIAL

la pietra filosofale The Philosopher’s Stone Di tutte le interpretazioni che l’uomo ha riversato sulla pietra e di tutte le proiezioni oniriche e psicanalitiche, la più estesa e inquietante riguarda la pietra filosofale. Sostanza catalizzatrice simbolo dell’alchimia, il Lapis philosophorum (la “pietra dei filosofi”) può risanare la corruzione della materia. Racchiude il mistero della Quintessenza, del medicamento universale, dell’onniscienza; ma la proprietà forse per cui è maggiormente rammentata, almeno dall’avidità popolare, è la possibilità di trasmutare in oro vili metalli. Durante il medioevo anche il cielo stellato sembra non avere più segreti per l’uomo: per gli alchimisti del tempo solo il sottosuolo pare nascondere ancora misteri da svelare. La pietra filosofale, fonte di conoscenza sul piano spirituale e di ricchezza su quello materiale, è nascosta al centro della Terra, “Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem”, un precetto sintetizzato dall’acronimo VITRIOL e un’indicazione per lo spirito: “Bisogna abbassarsi il più possibile, fin quasi a distruggersi, per poter poi assurgere alle vette della conoscenza”. L’uomo racchiude in sé la pietra dei saggi. E dentro di sé possiede tutto quello di cui ha bisogno, la vera medicina capace di guarire tutti i mali a patto che impari a conoscersi e a utilizzare con saggezza le infinite risorse della propria natura. Quel “visitare” va oltre un semplice pensiero, racchiude la motivata partecipazione di tutta la persona, procedendo sulla strada della ricerca con una mente che osserva, analizza, sceglie determinati percorsi e avanza per raggiungere il fine prefissato. Il luogo da visitare è indicato come l’interno della Terra, non la sua superficie, bensì la parte più nascosta e non visibile. La pietra filosofale diventa simbolo della trasformazione psicologica dell’individuo, della sua evoluzione in senso spirituale. Carl Gustav Jung vi leggeva la metafora dello sviluppo psichico di ogni essere umano, la forza che lo spinge verso la propria identità attraverso una sempre maggiore differenziazione. Il percorso della pietra diventa così sempre più simbolico e la sua forza, la sua durezza, la sua vita senza fine, oltre la storia, staccata dalle viscere della Terra, ritorna a simboleggiare l’aspirazione all’eternità dell’uomo, che scava, taglia, estrae, modifica la crosta con cui la natura ha avvolto la Terra per ricomporre la pietra in opere, a testimoniare la propria gloria, ma anche la propria vanità. Ecco allora come nella cappella di Azzano di Seravezza, dell’architetto Mario Botta, situata alle pendici del Monte Altissimo, una delle vette più emozionanti delle Alpi Apuane, il Bardiglio estratto da quelle stesse montagne è stato ricomposto in forma di memoriale ad aeternum. La pietra è diventata “filosofia” di conoscenze tecniche, emotive, creative, spirituali, sintesi del rapporto dell’uomo con la natura.

Of all the interpretations that mankind has shed over stone and all the dreamlike and psychoanalytic projections onto it, the greatest and weirdest was the philosopher’s stone. A catalyst which is the very emblem of alchemy, the Lapis philosophorum (or “philosophers’ stone”) was said to be capable of healing the corruption of matter. It contained the mystery of the Quintessence, the universal medicine, omniscience. But perhaps its most famous property, at least given popular avidity, was its power to transmute base metals into gold. During the Middle Ages, even the starry heavens seemed to hold no more secrets for man. For the alchemists of the day, only the subsoil seemed to still conceal mysteries waiting to be revealed. The philosopher’s stone, a source of knowledge on the spiritual plane and of wealth on the material, was concealed at the center of the Earth: Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem (“Visit the interior of the Earth. By rectification you will find the hidden stone”). This precept was summed up in the acronym VITRIOL, as a guide to the spirit. “We must lower ourselves as far as possible, almost to the point of destruction, so as to be able to rise to the heights of knowledge.” Man embodies the stone of the sages. And within himself he possesses all he needs, the true medicine that can cure all ills, provided that humans come to know and use wisely the infinite resources of their own nature. That “visit” goes beyond a simple thought. It calls for the committed participation of the whole person, engaged in the quest with a mind that observes, analyzes and chooses specific routes and advances to achieve the purpose it has set itself. The place to be visited is the bowels of the Earth. Not its surface but its innermost and invisible depths. The philosopher’s stone then became a symbol of the psychological transformation of the individual, of spiritual evolution. Carl Gustav Jung saw it as a metaphor for the mental development of each human being, the force driving him or her to achieve an independent identity through ever greater self-differentiation. The location of the stone became increasingly symbolic and its strength, its hardness, its endless life, beyond history, detached from the bowels of the Earth, came to symbolize mankind’s aspiration to eternity. We dig and delve, hew, quarry and alter the crust with which nature has enveloped the Earth so as to recompose the stone in works that testify to our glory but also our vanity. Hence, as in the chapel at Azzano di Seravezza by the architect Mario Botta. Standing on the slopes of Monte Altissimo, one of the most enthralling peaks of the Apuan Alps, the Bardiglio marble quarried from those same mountains has been recomposed in the form of a memorial ad aeternum. Stone has become a philosophy of technical, emotional, creative and spiritual knowledge, an epitome of man’s relationship with nature. Roberto Franzoni


F Stone Magazine rivista quadrimestrale/quarterly Anno II, n. 2, 2011 Febbraio/February Direttore responsabile/Editor Roberto Franzoni Vicedirettore/Vice Editor Decio G.R. Carugati Collaboratori/Contributors Pier Giorgio Balocchi Paola Blasi Francesco Morace Marcantonio Ragone Angelica Tragni Fotografie/Photos Elisa Belloni/Archivio Botta/Enrico Cano/ Corriere Fiorentino/Antonio Cozza/Furrer/ Getty Images/Pino Musi/Helmut Newton/Porfiristudio Idea/Concept Francesco Gorlandi Direttore creativo/Art Director Nicola Pedrini Coordinatore editoriale/Editorial Co-ordination Silvia Cucurnia Grafica/Graphic Stefano Ciuffi Riccardo Vatteroni Revisione testi/Editing Simona Oreglia Traduzioni/Translations Richard Sadleir Editore/Publisher

Thetis srl Via Oliveti, 110 - 54100 Massa www.thetis.tv Registrazione presso il Tribunale di Massa-Carrara 13/09/2010, n. 2-2010 Stampa/Printing Industrie Grafiche della Pacini Editore S.p.A, Pisa In questo secondo numero di F Stone Magazine abbiamo introdotto nuove rubriche: di arte e letteratura, a p. 50, dedicata a un poliedrico artista come Lorenzo Viani; di pensiero e approfondimento, con una riflessione sul futuro di Francesco Morace, a p. 56; le analisi tecniche si ampliano con la rubrica Lifestyle in cui presentiamo a p. 60 una elegante villa in Costa Azzurra; la rubrica di fotografia introduce con Helmut Newton, a p. 86, i maestri del XX secolo e segue il lancio del concorso fotografico iF PHOTO AWARD, a p. 82, a cui ci auguriamo parteciperete numerosi. Buona lettura! In this second issue of F Stone Magazine we have introduced new sections: on art and literature, on p. 50, devoted to the many-sided artist Lorenzo Viani; and on thought and inquiry, with a reflection on the future by Francesco Morace, p. 56. The technical analyses are extended with the Lifestyle feature which we present on p. 60, an elegant villa on the Côte d’Azur; the photography feature presents Helmut Newton, on p. 86, as one of the masters of the twentieth century, and follows the launch of the photo award iF PHOTO AWARD, p. 82, which we hope readers will all join in. Enjoy!

10 09 ACHITECTURE_PEOPLE

10 14

MARIO BOTTA

18

Casinò di Campione d’Italia Campione d’Italia Casino

24

ART_PLACES

32

Testimone del suo tempo Witness to his time

8 Domande a Mario Botta 8 Questions to Mario Botta

ART_PEOPLE

36

BOUTROS ROMHEIN Alle “Canalie” / At “Canalie”

40

FEDERICO CARUSO Bianco dalla fatica / White with labor

DESIGN_PEOPLE

26

IVANA PORFIRI La natura silente delle pietre The silent nauture of stones

PERCORSI TRA ARTE E BUON GUSTO PATHS WENDING BETWEEN ART AND GOOD TASTE Canalie – Bedizzano – Colonnata

ART_EVENTS

44

ROCk DURO HARD ROCk


sommario/CONTENTS 25

35 55 72 75

26

ART_LITERATURE

50

RITORNO ALLA PATRIA RETURN TO THE HOMELAND

LA VENDETTA DELLA MATERIA THE REVENGE OF MATTER

66

COME UN ABITO CUCITO ADDOSSO AL CLIENTE SU MISURA LIkE A GARMENT MADE TO MEASURE

VENTITRÉ QUALITÀ DI PIETRE PER LA BELLEZZA DELLA VILLA TWENTY-THREE kINDS OF STONES FOR THE BEAUTY OF THE VILLA

74

60 ON THE SEA_SHIPYARD

74

BOUTIQUE DELL’UNICITÀ BOUTIQUE OF UNIQUENESS Sanlorenzo ON THE SEA_PEOPLE

TECH-MATTERS_GEOLOGY

68

TECH-MATTERS_LIFESTYLE

60

44 80

TECH-MATTERS_MATERIALS

REFLECTIONS_FUTURE

56

36 85

A CIASCUNO IL SUO (NOME) TO EACH ITS OWN (NAME) TECH-MATTERS_MATERIALS

72

80

QUALITÀ SENZA CONFINI LIMITLESS QUALITY Intervista a / Interview to Massimo Perotti

82

IF PHOTO AwARD

86

HELMUT NEWTON

94

F_AGENDA

STATUARIO VENATO

PHOTOGRAPHY_PEOPLE


ARCHITECTURE_ PEOPLE

Mario Botta

Basel – Chambéry – Campione d’Italia – Seoul – Milan – Villeurbanne – San Francisco – Saint-Emilion – Arosa – Tel Aviv – Dortmund – New Delhi …

Nato il 1 aprile 1943 a Mendrisio, Ticino. Dopo un periodo d’apprendistato

Born on April 1, 1943, at Mendrisio, Ticino. After an apprenticeship in

a Lugano, frequenta il liceo artistico di Milano e prosegue i suoi studi

Lugano he attended art school in Milan and continued his studies at the

allo Iuav, Istituto universitario d’architettura di Venezia, dove si laurea nel

Venice IUAV (University Institute of Architecture), where he graduated in

1969 con i relatori Carlo Scarpa e Giuseppe Mazzariol. Durante il periodo

1969 under Carlo Scarpa and Giuseppe Mazzariol.

trascorso a Venezia, ha occasione di incontrare e lavorare per Le Corbusier

During his time in Venice he met and worked with Le Corbusier

e Louis Kahn.

and Louis Kahn.

Nel 1970 apre il proprio studio a Lugano e, da allora, svolge un’importante attività

In 1970 he opened his own studio in Lugano and since then has taught at the

didattica, tenendo conferenze, seminari e corsi presso scuole d’architettura

highest levels, giving lectures, seminars and courses at schools of architecture in

in Europa, in Asia, negli Stati Uniti e in America Latina. Nel 1976 è nominato

Europe, Asia, the United States and Latin America.

professore invitato presso il Politecnico di Losanna e nel 1987 presso la Yale

In 1976 he was appointed visiting professor at the Lausanne Polytechnic and in

School of Architecture a New Haven, Usa. Dal 1983 è nominato professore

1987 at the Yale School of Architecture, New Haven. In 1983 he was appointed a

titolare delle Scuole politecniche svizzere, dal 1982 al 1987 è stato membro

professor at the Swiss Polytechnic; from 1982 to 1987 he was a member of the

della Commissione federale svizzera delle belle arti.

Swiss Federal Commission of Fine Arts.

Dalle case unifamiliari in Canton Ticino il suo lavoro ha abbracciato tutte

Since his early single-family homes in Canton Ticino, his work has embraced all

le tipologie edilizie: scuole, banche, edifici amministrativi, biblioteche, musei

types of buildings: schools, banks, administrative buildings, libraries, museums

ed edifici del sacro.

and sacred buildings.

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CASINò, 1990-2006, Campione d’Italia F StoneMagazine 11 CASINO, 1990–2006, Campione d’Italia Foto/Photo: Pino Musi


ARCHITECTURE_PEOPLE

UN’INTENSA ATTIVITà DIDATTICA INTERNAzIONALE A FIANCO DELLA PROLIFICA ATTIVITà PROGETTUALE A DEEP INTERNATIONAL TEACHING EXPERIENCE BESIDE THE FERTILE DESIGN PRODUCTION

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Un ampio ventaglio di riconoscimenti internazionali

A wide range of international awards

Nel corso degli ultimi anni si è impegnato come ideatore e fondatore della

In recent years he has been engaged in the creation and founding of the new

nuova Accademia di architettura di Mendrisio, dove tuttora insegna e dove

Academy of Architecture in Mendrisio, where he still teaches and where he

ha ricoperto l’incarico di direttore per l’anno accademico 2002-2003.

served as Director for the academic year 2002–2003.

Il suo lavoro è stato premiato con importanti riconoscimenti internazionali

His work has received numerous international accolades (including the Merit

(tra i quali il Merit Award for Excellence in Design by the AIA per il San

Award for Excellence in Design presented by the AIA for the San Francisco

Francisco Museum of Modern Art) e numerose sono le mostre dedicate

Museum of Modern Art) and there are many exhibitions devoted to his

alla sua ricerca. A settembre 2010 si è aperta al Mart di Trento e Rovereto

work. In September 2010 the MART of Trento and Rovereto opened a major

una grande retrospettiva sui cinquant’anni di attività dell’architetto, intitolata

retrospective of fifty years of the architect’s achievements titled “Mario Botta.

“Mario Botta. Architetture 1960-2010”.

Architecture 1960-2010.”

Tra le sue opere meritano di essere ricordate: il teatro e casa della cultura

His outstanding works include: the André Malraux Theater and House of

André Malraux a Chambéry; la mediateca a Villeurbanne; il SFMOMA, museo

Culture in Chambéry; the media library in Villeurbanne; the SFMOMA, San

d’arte moderna a San Francisco; la cattedrale della Resurrezione a Evry;

Francisco Museum of Modern Art; the Cathedral of the Resurrection in Evry;

il museo Jean Tinguely a Basilea; la sinagoga Cymbalista e centro

the Jean Tinguely Museum in Basel; the Cymbalista Synagogue and Jewish

dell’eredità ebraica a Tel Aviv; la biblioteca municipale a Dortmund;

Heritage Center in Tel Aviv; the Municipal Library in Dortmund; the Dürrenmatt

il centro Dürrenmatt a Neuchâtel; il Mart, museo d’arte moderna e

Center in Neuchâtel; the MART, the Museum of Modern and Contemporary

contemporanea a Trento e Rovereto; la torre Kyobo e il museo Leeum

Art of Trento and Rovereto; the Kyobo Tower and Leeum Museum in Seoul;

a Seoul; gli edifici amministrativi della Tata Consultancy Services a Nuova

the Tata Consultancy Services office buildings in New Delhi and Hyderabad;

Delhi e Hyderabad; il museo e biblioteca Fondation Bodmer a Cologny;

the Fondation Bodmer Library and Museum in Cologny; the Pope John XXIII

la chiesa e centro pastorale Papa Giovanni XXIII a Seriate; la ristrutturazione

Church and Pastoral Center in Seriate; the restoration of La Scala Opera

del teatro alla Scala di Milano; la chiesa del Santo Volto a Torino; il centro

House in Milan; the church of the Santo Volto in Turin; the Tschuggen Berg

benessere Tschuggen Berg Oase ad Arosa; la cantina Château Faugères

Oase Spa in Arosa; the Chateau Faugères winery in Saint-Emilion; the

a Saint-Emilion; il museo Bechtler a Charlotte; la chiesa di Santa Maria Nuova

Bechtler Museum in Charlotte; the church of Santa Maria Nuova in

a Terranuova Bracciolini.

Terranova Bracciolini.

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1 UFFICI TCS-TATA CONSULTANCY SERVICES , 1996-2002/2003, Noida, Nuova Dehli TCS-TATA CONSULTANCY SERVICES OFFICE BUILDINGS, 1996–2002/2003, Noida, New Dehli

2 RISTRUTTURAzIONE DEL TEATRO ALLA SCALA, 2002-2004, Milano RESTORATION OF LA SCALA OPERA HOUSE, 2002–2004, Milan

3 CASINò, 1990-2006, Campione d’Italia CASINO, 1990–2006, Campione d’Italia Foto/Photo: Enrico Cano

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1, 2 AzzEDINE ALAIA BOUTIQUE, 2006, Parigi AzzEDINE ALAIA BOUTIQUE, 2006, Paris Foto/Photo: Christoph Kircherer 3 HOTEL PUERTA AMERICA, 2005, Madrid HOTEL PUERTA AMERICA, 2005, Madrid Foto/Photo: Rafael Vargas

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ARCHITECTURE_PEOPLE

TESTIMONE DEL SUO TEMPO WITNESS TO HIS TIME LA MEMORIA DEL PASSATO RESISTE NEL TEMPO. BOTTA RIFUGGE LA FUGACITà E L’EFFIMERO E AFFIDA LA SUA ARCHITETTURA ALLA PIETRA, SINTESI FELICE DELLE SUE INTENzIONI PROGETTUALI THE MEMORY OF THE PAST ENDURES IN TIME. BOTTA SHUNS THE FLEETING AND EPHEMERAL. HE ENTRUSTS HIS ARCHITECTURE TO STONE, IN A FELICITOUS SYNTHESIS OF HIS DESIGN AIMS

Marcantonio Ragone Mario Botta vive il nostro tempo con attenta sensibilità e avverte in particolare come tutto sia diventato scarsamente duraturo. La velocità che accompagna le nostre vite rende decisamente effimera l’attività degli uomini e il cambiamento rapido e permanente del mondo altera i normali cicli di vita delle cose; tutto, ormai, dura l’espace d’un matin e subito dopo c’è solo oblio. Eppure il passato continua a vivere con noi e la sua memoria resiste al tempo nelle città dell’Europa che hanno saputo preservarlo per dar ragione, oggi, di ognuna delle epoche trascorse. Edifici, strade, piazze, quartieri e monumenti eretti fin dalla storia più remota e succedutisi nel tempo sono un tratto distintivo del nostro mondo; tutti insieme definiscono quel particolare contesto dove le relazioni tra gli uomini nascono e crescono più facilmente. Gli agglomerati urbani di altre latitudini, invece, (Asia e America per citare i casi più evidenti) sono dotati, certo, di spazi più ampi e funzionali ma risultano privi della ricchezza che il tessuto delle città europee può ancora vantare come proprio primato sugli altri modelli urbani. Anche Botta, in opposizione alla modernità dell’effimero, ha da sempre la preoccupazione di testimoniare il nostro tempo; propone, quindi, un’architettura capace di durare a lungo, rispettosa del passato senza esserne succube, insofferente delle regole ma solo per sovvertirle a favore di soluzioni innovative e più avanzate. In questo senso la pietra rappresenta, forse, la sintesi più felice delle intenzioni progettuali di Mario Botta, per l’intrinseca forza della materia, per il valore di “ammorsatura” con il passato che sa trasmettere, perché capace di interpretare magnificamente la vocazione dell’architetto svizzero a rivedere in chiave moderna utilizzi e applicazioni di un materiale tanto antico. Insieme a Stirling e a Natalini è stato tra i primi e più convinti fautori del processo di rivalutazione della pietra e ne ha promosso la rinascita in architettura con le sue sperimentazioni, a partire dal tema della bicromia, argomento adottato da tutti e tre gli autori citati nei rivestimenti esterni di edifici di particolare rilevanza architettonica. L’antica tecnica costruttiva di ribattere con mattoni i corsi di pietra delle murature per ricostituire un nuovo piano di appoggio al corso successivo (origine prima del carattere distintivo del romanico) perde, con i nuovi autori, la sua valenza “costruttiva” e assume il connotato di elemento meramente decorativo e di arricchimento architettonico dell’edificio. Il bicromatismo di Botta diventa immediatamente un inconfondibile segno del suo stile e marca profondamente la sua prima stagione professionale. La Banca del Gottardo è forse l’esempio più noto per testimoniare questa

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Mario Botta lives our time with awareness and sensitivity. He observes above all how short-lived everything has become. The speed that is a part of our lives makes human activities extremely ephemeral. The rapid, incessant changes in the world have altered the normal life cycles of things. Everything now last l’espace d’un matin and immediately falls into oblivion. Yet the past continues to live with us and its memory withstands the ravages of time in the cities of Europe, which have succeeded in preserving it as an enduring record of past ages. Buildings, roads, streets, neighborhoods and monuments erected from the most remote historical periods and following each other in time are a distinctive feature of our world. Taken together they define that specific context where human relationships are originated and develop most easily. The urban agglomerations of other latitudes (Asia and America, to cite the most obvious cases) have, of course, more space and are functional but lack the richness which the fabric of European cities can still boast as its primacy over other urban models. In opposition to ephemeral modernity, Botta has always been concerned to bear witness to our time. He therefore designs architecture capable of enduring, respectful of the past without being obsequious to it, impatient of the rules and subverting them to achieve the most advanced and innovative solutions. In this respect stone perhaps represents the most felicitous epitome of Mario Botta’s architectural aims, because of the intrinsic strength of the material, because of its value as a bond with the past, and because it is capable of magnificently interpreting the Swiss architect’s flair for adapting such an ancient material to a modern uses and applications. Together with Stirling and Natalini he was one the earliest and most ardent supporters of the process of revaluing stone and has fostered a revival in architecture with his experiments, starting from the two-color theme, a feature of the work of all three of these architects and used for the outer cladding of buildings of special architectural importance. The ancient building technique of using bricks to layer the stone courses in walls in order to reconstitute a new plane of support for the following course (the origin of the distinctive character of Romanesque architecture) loses its “constructive” value in the work of the new architects and becomes a merely decorative element which enriches the building. Botta’s two-tone color pattern immediately became a distinctive sign of his unmistakable style and left a profound impression on his work in the first period


BANCA DEL GOTTARDO, 1982-1988, Lugano GOTTARDO BANK, 1982–1988, Lugano

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ARCHITECTURE_PEOPLE

CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA, 1986-1992, Mogno, Alpi svizzere CHURCH OF ST JOHN THE BAPTIST, 1986–1992, Mogno, Swiss Alps

TEATRO E CASA DELLA CULTURA ANDRÉ MALRAUX, 1982-1987, Chambéry ANDRÉ MALRAUX THEATER AND HOUSE OF CULTURE 1982–1987, Chambéry Foto/Photo: Pino Musi

sua particolare stagione. Ai materiali lapidei esterni di sobria tonalità, che ben sottolineano la misurata monumentalità dei volumi schierati lungo il percorso stradale, fa riscontro, negli interni, un uso più brillante e vivace di marmi dai colori più chiari che ripetono il motivo del bicromatismo alternandosi anche a legno e laminati metallici. Nel teatro e casa della cultura André Malraux a Chambéry il tema delle strisce a due colori è ulteriormente indagato e declinato secondo una modalità più vicina al senso costruttivo della tradizione. I due nuovi volumi che Botta realizza per ospitare rispettivamente una sala teatrale con annessi spazi per gli spettatori, di forma semicilindrica, e il palcoscenico con gli ambiti tecnici annessi, di forma prismatica, sono segnati orizzontalmente da corsi di pietre incassate nel calcestruzzo della struttura che è anche l’alternanza con cui si realizza l’effetto della bicromia. Botta affronta con indubbia sapienza gli interventi che lo pongono di fronte a contesti urbani cui occorre restituire vita o rendere nuovo valore, ma risolve con identica capacità la sfida che gli può venire dalla natura. Il luogo in generale è da subito indagato nelle opportunità per il progetto ed esso stesso contribuisce, tramite la connotazione fisico-storica che lo definisce, a generare la soluzione architettonica più coerente. A Mogno, piccolo villaggio delle Alpi svizzere, il duro ambiente della montagna, che ha in precedenza travolto una vecchia chiesa del Seicento e parte dell’abitato, offre lo spunto per progettare una struttura che restituisca il luogo di culto alla comunità, ma sappia anche resistere all’inclemenza e all’asprezza delle condizioni naturali e proteggere l’uomo dalla montagna sovrastante; le pietre qui usate rappresentano il riscatto di un sapere dimenticato e restituito a nuova dignità da Botta stesso. Maestranze sapienti e depositarie di un’antica tradizione di lavorazione della pietra, ridotte a produrre bordure e cordoli per strade perché da tutti dimenticate, sono nuovamente chiamate dall’architetto di Lugano al compito di rivestire sia l’interno che l’esterno F StoneMagazine 16

of his career. The Gottardo Bank is perhaps the best known example of this particular phase. The restrained coloring of the outer stonework, highlighting the measured monumentality of the volumes ranged along the street front, is matched in the interiors by the more brilliant and vivid colors of lighter marble, repeating the motif of alternating two-tone coloring also in wood and metal laminates. In the André Malraux Theater and House of Culture at Chambéry, the theme of two-tone stripes is further explored and varied in a way closer to traditional construction methods. The two new volumes that Botta created to house respectively a theater with adjoining spaces for the audience, semi-cylindrical in form, and the stage with the technical annexes, prismatic in form, are marked by horizontal stone courses embedded in the concrete of the structure, an alternation that again recreates the effects of the two-color theme. Botta shows undeniable wisdom in dealing with projects involving urban contexts, which have to be restored to life or enhanced in value, but he meets the challenges raised by nature with exactly the same capacity. He explores the sense of place in general to identify the opportunities it affords the project itself and contributes, through the physical and historical connotations defining it, to generate a more coherent architectural solution. At Mogno, a small village in the Swiss Alps, the harsh Alpine environment, which had previously destroyed a seventeenth-century church and swept away part of the built-up area, provided an opportunity to design a structure that would restore the place of worship to the community. Botta ensured it would withstand the weather and the fierce natural elements while protecting the inhabitants from the mountains above. The stones used here redeem a forgotten skill restored to a new dignity by Botta himself. The master stone masons, the custodians of the ancient tradition of stone working, had been reduced to producing borders and curbstones for the roads, forgotten by all. Now they were again summoned by


CHIESA PAPA GIOVANNI XXIII, 1994-2004, Seriate POPE JOHN XXIII CHURCH, 1994–2004, Seriate

dell’opera e invogliate, quindi, a risvegliare capacità e savoir-faire, fortunatamente solo sopiti. La pietra rimane una costante nell’opera di Botta che continua a impiegarla senza rinunciare, però, a introdurre quegli elementi di novità che la sua ricerca gli suggerisce. Emblematico di questa ricerca è il caso della chiesa e centro pastorale Papa Giovanni XXIII a Seriate in provincia di Bergamo, tutto giocato su un intenso uso di marmo Rosso di Verona. Alla facies a spacco del materiale applicato su tutto l’esterno, che contribuisce a conferire valore unitario ai vari volumi secondo cui si articola l’edificio, fa riscontro un interno ricco di lavorazioni più raffinate nel pavimento, nella zoccolatura parietale, negli elementi d’arredo. La ricchezza dell’ambiente, tutta giocata sulla preziosa tonalità della pietra, sulla luce zenitale proveniente dai lucernari della copertura e sul rivestimento in lamelle di legno laminate a foglia d’oro, fa da corona all’opera di Giuliano Vangi che scolpisce sulla parete a spessore del doppio abside la Resurrezione-Crocifissione con la tecnica del “rilievo in negativo”. Un’orma scavata nella viva pietra restituisce il fascino di una tecnica ormai quasi del tutto dimenticata che l’artista, invece, riscopre per dare una forza diversa alla rappresentazione, animata, oltre che dal tratto scolpito, soprattutto dal gioco di ombre che le variazioni di luce diurna sono capaci di creare sulla lavorazione eseguita sotto il livello superficiale del marmo. Architettura e opera d’arte tornano, in questo caso, nuovamente a integrarsi a dispetto dell’incolmabile solco che, dal Bauhaus in poi, ha sancito la loro progressiva e irreversibile separazione. Quel felice connubio, una volta spezzato, ha ridotto l’opera d’arte a elemento accessorio dello spazio, contro ogni intenzione disciplinare di Botta che, invece, continua a chiedere all’arte stessa di recitare la sua parte, in autonomia, per arricchire di valore e significati il contesto architettonico in cui si colloca.

CHIESA PAPA GIOVANNI XXIII, 1994-2004, Seriate POPE JOHN XXIII CHURCH, 1994–2004, Seriate

the architect from Lugano to the task of facing both the interior and exterior of the building and so motivated to revive abilities and technical skills which were fortunately only dormant. Stone remains a constant in Botta’s work. He uses it regularly without, however, eschewing the elements of novelty that his research suggests. Emblematic of this research is the Pope John XXIII Church and Pastoral Center at Seriate in the province of Bergamo, which rests wholly on the intensive use of Red Verona marble. The facing of hewn stone is used to cover the whole exterior, thus conferring unity on the various volumes in which the complex is articulated. The use of stone continues into an interior rich in the more refined treatment of the flooring, the skirting board running around the walls, and in the furnishings. The richness of the interiors, all embodied in the precious hues of the stone, the overhead light shed from skylights in the roof and the wainscoting in panels of laminated wood touched with gold leaf, is crowned by the work of Giuliano Vangi, who sculpted the Resurrection-Crucifixion on the wall on the thickness of the double apse, using the technique of carving in sunken relief. An imprint sculpted into the living stone evokes the fascination of a technique now largely forgotten, which the artist rediscovered and used in order to give a new force to the representation, animated not only by the tract of carving but above all by the interplay of shadows that the variations of daylight cast on the forms carved into the surface of the marble. Architecture and artwork in this case are again integrated, despite of the unbridgeable distance which, from the Bauhaus onwards, has sanctioned their progressive and irreversible separation. That happy union, once broken, has reduced the work of art to a subordinate space, against all of Botta’s intentions. However, he continues to ask art to play its autonomous part in enriching the architectural context in which it is placed with value and significance. F StoneMagazine 17


ARCHITECTURE_PEOPLE

caSINÒ DI caMPIONE D’ITaLIa caMPIONE D’ITaLIa caSINO

La SONTUOSa MaSSa DELL’EDIfIcIO SI INcaSTONa NEL TESSUTO MINUTO DELL’ENcLavE ITaLIaNO DI caMPIONE IMPONENDOSI aNcHE cON I rIfLESSI SULLE acqUE DEL LagO DI LUgaNO THE SUMPTUOUS MaSS Of THE bUILDINg IS EMbEDDED IN THE SMaLL-ScaLE UrbaN fabrIc Of THE ITaLIaN ENcLavE Of caMPIONE aND rEaPPEarS MIrrOrED IN THE WaTErS Of LakE LUgaNO

Angelica Tragni Per chi arriva a Campione dal lago di Lugano, l’impatto visivo con il complesso

Arriving at Campione from Lake Lugano, the visual impact of the Casino complex

del Casinò progettato da Mario Botta è senza dubbio notevole. Nonostante la sua

designed by Mario Botta is certainly remarkable. Despite its size – 40,000 square

imponenza – 40.000 metri quadri coperti distribuiti su dieci piani, altri 18.000 metri

meters laid out on ten floors, with some 18,000 square meters underground

quadri interrati per il parcheggio – la struttura aperta, con il corpo centrale

as parking space – the open structure, with the central body and two wings

e le due ali digradanti verso il lago, si adagia con naturalezza nella conca collinare

descending towards the lake, reclines naturally in a hollow in the hills of the

del paesaggio circostante.

surrounding landscape.

Il rispetto della topografia e del contesto storico e culturale è elemento fondamentale

Respect for the landforms and the historical and cultural setting is the key

del lavoro progettuale di Botta, che ha maturato la sua filosofia a contatto con giganti

element of the design by Botta, who developed his philosophy in contact with

dell’architettura come Le Corbusier, Louis Kahn e Carlo Scarpa.

giants of architecture such as Le Corbusier, Louis Kahn and Carlo Scarpa.

Storia, cultura, tradizioni non escludono nella sua opera il recupero di materiali

In Botta’s work history, culture and tradition do not exclude the recovery of

antichi in chiave contemporanea, utilizzati per la loro funzionalità oltre che per

ancient materials in contemporary ways, used for their functionality as well as

l’estetica.

aesthetic qualities.

È il caso della Pietra Dorata di Manciano, un’arenaria toscana, particolarmente

This is the case of the golden stone known as Pietra Dorata di Manciano, a

apprezzata per gli effetti cromatici decorativi.

Tuscan sandstone, especially popular for its decorative coloring.

A rendere avveniristica la realizzazione del Casinò sono però le tecnologie

But what makes the Casino truly futuristic are the building technologies,

edilizie studiate ad hoc, in particolare il sollevamento in altezza della trave

developed specially for the complex, in particular the raised metal truss roof.

reticolare metallica di copertura.

The outer facing consists of slabs 3 centimeters thick made from 4000 tons of

Il rivestimento esterno, infatti, costituito da lastre di 3 centimetri di spessore

stone hewn from the quarries at Manciano. They are hung from the reinforced

ottenute da 4000 tonnellate di pietra estratta dalle cave di Manciano, è fissato

concrete structure with inserts anchored to steel profiles.

alla struttura di cemento armato con inserti ancorati a profili di acciaio.

This technique – with ventilated walls – creates a cavity between the outer stone

Con questa tecnica costruttiva – a pareti ventilate – si crea un’intercapedine

facing and the concrete structure, ensuring optimal insulation for the building on

tra la pietra esterna e il cemento armato della struttura che isola l’edificio

the outside. It also enables the stone slabs to be used safely for the outer ceilings

dall’ambiente esterno in modo ottimale. In più permette di utilizzare in sicurezza

and each slab to be hung independently of the others, to facilitate their later

le lastre di pietra anche per i soffitti esterni e agganciare ogni lastra indipendente

maintenance or replacement.

dall’altra, per facilitare in seguito i lavori di manutenzione e sostituzione.

The building has curved surfaces with large flat areas and corner joints: the

Superfici curve, grandi aree piane e giunzioni ad angolo: una complessa armonia

complex compositional harmony called for the finest technologies and all the skill

compositiva che ha richiesto le migliori tecnologie e tutta l’abilità dei tecnici

of Furrer’s technicians and craftsmen for completion.

e degli artigiani di Furrer per essere realizzata.

Like a giant mosaic of rectangular stone slabs, they were laid by alternating

Come in un enorme mosaico le lastre, di forma rettangolare, sono state posate

surfaces with a glossy texture and a sand-sawn finish to bring out the stone’s

in modo da alternare le superfici a finitura lucida con quelle a finitura piano sega

characteristic pinkish hues.

e mettere in risalto le tonalità rosate caratteristiche di questa pietra.

F StoneMagazine 18


L’ingegner Leandro Cianelli, responsabile del progetto per Furrer Leandro Cianelli Engineer, Head of Design at Furrer

Il Casinò visto dal lago View of the Casino from the lake Foto/Photo: Enrico Cano


ARCHITECTURE_PEOPLE Foto/Photo: Pino Musi

Foto/Photo: Pino Musi

Foto/Photo: Enrico Cano

Il rIvestImento esterno è costItuIto da lastre dI 3 centImetrI dI spessore ottenute da 4000 tonnellate dI pIetra estratta dalle cave dI mancIano the outer facIng consIsts of slabs 3 centImeters thIck made from 4000 tons of stone hewn from the quarrIes at mancIano

F StoneMagazine 20


LA TECNICA DI ANCORAGGIO ANCHORING TECHNIQUE 1 La struttura metallica intermedia per compensare i fuori piombo del cemento armato Intermediate metal frame to compensate for the unevenness of the reinforced concrete walls 2 La pietra ancorata ai montanti metallici della struttura intermedia con posa a cassero regolare The stone anchored to the metal uprights of the intermediate frame with stonework laid in regular courses

1

2

3 Sezione del rivestimento in pietra ancorata con il sistema degli inserti d’acciaio Section of the stone facing anchored with the system of steel inserts 4 Posa del rivestimento a cassero regolare con corsi di pietra ad altezza variabile (corpi semicircolari dell’edificio) Installing the regular courses of stonework at variable heights (semicircular forms of the building)

3

Per questo edificio Botta ha scelto come materiale per il rivestimento esterno la Pietra Dorata, il cui pattern di colore giallo-ocra con striature marroni ben esprime le sue intenzioni progettuali di mettere in evidenza i valori di luminosità, calore e accoglienza, tipici delle funzioni cui è destinata l’opera, non solo luogo, cioè, per il gioco ma anche struttura di ritrovo per attività di carattere socio-culturale. La Pietra Dorata è un materiale lapideo estratto in Toscana (più precisamente a Manciano, in provincia di Grosseto) che gode di grande favore da parte dei progettisti. Botta stesso ha utilizzato questa pietra in una delle sue opere più apprezzate, la sinagoga Cymbalista e centro dell’eredità ebraica a Tel Aviv, mentre Aldo Rossi

Botta chose the Pietra Dorata as the external facing for this building. Its coloring of yellowocher with brown veining clearly expresses his intention to highlight the values of brightness, warmth and receptiveness, typical of the functions that the building is intended to fulfill, since it is not merely a gaming hall but also planned as a meeting place with a focus on socio-cultural activities. The Pietra Dorata is a stone material quarried in Tuscany (specifically at Manciano in the province of Grosseto), and is particularly favored by designers. Botta himself had already used this stone in one of his most highly admired works, the Cymbalista Synagogue and

F StoneMagazine 21 4


ARCHITECTURE_PEOPLE

L’inserto MDE nella configurazione che penetra nel foro; l’inserto si compone di un perno filettato, di un cilindro esterno e della bulloneria The MDE insert in the configuration that penetrates into the hole. The insert comprises threaded pin, outer cylinder and bolts

l’ha specificata per il rivestimento interno dell’Aeroporto Milano Malpensa. Michael Wilford ha utilizzato la Pietra Dorata nel rivestimento interno del prestigioso Esplanade, complesso musicale a Singapore. La composizione delle lastre, di dimensioni variabili ma tutte con spessore di 30 millimetri, è in larga prevalenza a cassero regolare mentre i corpi curvilinei esterni sono stati rivestiti con lastre disposte a cassero regolare ma con corsi di larghezza diversa. La struttura portante del Casinò è in cemento armato gettato in opera che non sempre garantisce l’assoluta verticalità dei piani per la corretta installazione del rivestimento lapideo; i possibili fuori piombo sono, quindi, compensati da un’intelaiatura metallica intermedia costituita da montanti in acciaio, attaccati al cemento armato tramite bulloneria a espansione. Totalmente innovativa la tecnica di connessione degli ancoraggi alla pietra, fissati con inserti metallici sul retro delle lastre lapidee; una soluzione scaturita da un attento studio condotto da due leader dei rivestimenti in pietra: la GS Engineering

L’inserto MDE dopo l’inserimento nel foro; si nota la deformazione del cilindro esterno indotta per trazione del perno filettato da parte di un utensile pneumatico The MDE insert after insertion into the hole. Note the deformation of the outer cylinder caused by traction on the pin by a pneumatic tool

Jewish heritage Center in Tel Aviv, while Aldo Rossi likewise specified it as the facing material for the interior of Milan Malpensa Airport. Michael Wilford used the Pietra Dorata for the interior facing of the prestigious Esplanade music complex in Singapore. The slabs of varying sizes, but all 30 millimeters thick, are laid predominantly in regular courses while the external curvilinear structures are faced with sheets of stone laid in regular courses but with different widths. The load-bearing structure of the Casino is made of reinforced concrete cast in situ, a method which does not always guarantee the absolute verticality of the elevations for the correct installation of stone cladding. To correct this an intermediate metal framework consisting of steel uprights fastened to the concrete with expansion bolts was inserted. The technique used to connect the anchors to the stone is completely innovative. They are secured with metal inserts in the back of the stone slabs, a solution that emerged from a careful study by two leaders in stone cladding:

totalmente InnovatIva la tecnIca dI connessIone deglI ancoraggI alla pIetra, fIssatI con InsertI metallIcI sul retro delle lastre lapIdeee the technIque used to connect the anchors to the stone Is completelY InnovatIve. theY are secured wIth metal Inserts In the back of the stone slabs

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pernI fIlettatI InserItI In forI profondI 18 mIllImetrI, la cuI parte termInale è sagomata (tramIte specIalI attreZZature) con dIametro leggermente superIore a quello del foro stesso threaded pIns Inserted In holes 18 mIllImeters deep, wIth the ends shaped (usIng specIal equIpment) wIth a dIameter slIghtlY larger than the hole Itself

Sequenza di foratura delle lastre di pietra / Sequence of drilling the stone slabs

Applicazione dell’inserto MDE e fase di deformazione del cilindro esterno / Application of the MDE insert and phase of deformation of the outer cylinder

di Carrara, affermata e nota società di ingegneria specializzata nella progettazione di rivestimenti esterni, e la Edilmontaggi di Bergamo, azienda di posa con esperienza di lungo corso in campo internazionale. Si tratta di un metodo che prevede l’utilizzo di perni filettati inseriti in fori profondi 18 millimetri, la cui parte terminale è sagomata (tramite speciali attrezzature) con diametro leggermente superiore a quello del foro stesso. Grazie a questo accorgimento è possibile inserire nel foro l’inserto di acciaio, composto da un cilindretto esterno e dal perno filettato interno; con una normale strumentazione pneumatica è poi possibile “tirare” il perno filettato interno, la cui corsa produce la deformazione “svasata” del cilindro esterno facendolo adattare così alla sagoma terminale del foro da cui non è più possibile estrarlo. Il sistema, di grande efficacia nel garantire la tenuta delle pietre, consente anche di intervenire sulla singola lastra nel caso fosse necessario sostituirla, senza dover operare, come nella norma accade, anche sulle lastre limitrofe.

Particolare della staffa di ancoraggio / Detail of the anchor bracket

GS Engineering in Carrara, a successful and well-known company that specializes in designing external cladding, and Edilmontaggi in Bergamo, an industrial contractor with vast experience in the international arena. This is a method that involves the use of threaded pins inserted in holes 18 millimeters deep, with the ends shaped (using special equipment) with a diameter slightly larger than the hole itself. Thanks to this device it is possible to fit the steel insert into the hole. The insert consists of an outer cylinder and the threaded inner pin. Standard pneumatic equipment is used to “pull” the inner threaded pin, whose travel produces the flared deformation that forces the outer cylinder to hew closely to the terminal shape of the hole so that it is immovably fixed. The system is highly effective in ensuring the attachment of the stones. It also makes it possible to work on a single slab if it needs to be replaced, without having to disturb the adjoining slabs, as is usually the case.

Sequenza delle operazioni per l’ancoraggio della pietra / Sequence of operations for anchoring the stone

F StoneMagazine 23


ARCHITECTURE_PEOPLE

INTERVISTA A MARIO BOTTA

Lei ha saputo conferire uno straordinario

You have succeeded in bringing out the qualities

risalto al mattone, e molte delle sue opere, fin

of brick in remarkable ways. Many of your works,

dall’esordio, sono realizzate in laterizio. Quando

from the very earliest one, were made of brick. So

Roberto Franzoni

ha incominciato a impiegare materiali lapidei?

when did you begin to use stone?

Fin dall’inizio della mia carriera ho sempre pensato

From the very beginning of my career I’ve always

che l’opera di architettura debba durare nel tempo.

believed an architectural work has to be built to last.

Da questo punto di vista i materiali naturali come la

From this point of view natural materials such as

pietra e il cotto, oltre alla bellezza, possiedono anche

stone and brick, besides conferring beauty, also have

la capacità di “invecchiare” in modo positivo.

the ability to age gracefully.

Nel suo percorso compositivo come entrano

How do these two traditional materials enter your

questi due materiali storici dell’architettura

work and how do they interact?

e come interagiscono?

Stone and brick speak in different ways, one of

Come ho accennato pietra e laterizio parlano,

rock, the other of earth. The history of Western

in forme diverse, l’una della roccia, l’altro della

architecture offers remarkable examples of why, even

terra. La storia dell’architettura occidentale offre

in contemporary culture, it is natural to weave these

esempi straordinari per cui, anche nella cultura

two materials into a building.

Foto/Photo: Enrico Cano

contemporanea, diventa naturale far dialogare questi due elementi.

Brick is the plainest material in architecture, stone the richest. How do you create a stable balance

Interview with Mario Botta

Il laterizio è il materiale più povero

between them in the composition?

dell’architettura. La pietra il più ricco. Riesce

Stone mainly represents spaces of conjunction with

a ritrovarsi, compositivamente, in equilibrio stabile

the earth or sky, while brick comes to life mainly in the

con entrambi?

spaces between.

La pietra rappresenta prevalentemente gli spazi di

Clearly on the compositional level one then has

congiunzione con la terra o con il cielo, il laterizio vive

to define the balance of spatial relationships they

prevalentemente negli spazi intermedi. Ovviamente

establish.

si tratta poi di definire a livello compositivo l’equilibrio dei rapporti spaziali che si stabiliscono.

In many of your works you use stone in light and dark horizontal bands, recalling late mediaeval

In molte sue opere l’impiego della pietra a bande

sacred architecture in Pisa and Genoa. Is there

orizzontali chiaro-scure richiama l’architettura

a personal connection to those lands, with those

sacra pisano-genovese del tardo medioevo.

works?

C’è un legame personale con quelle terre,

I am indebted to the Romanesque in its different

con quelle opere?

forms of local expression, but there is not necessarily

Sono debitore del romanico nelle sue differenti forme

a specific reference.

d’espressione “locale”, ma non vi è necessariamente un riferimento specifico.

8 DOMANDE A MARIO BOTTA 8 QUESTIONS TO MARIO BOTTA F StoneMagazine 24


In Architetture del sacro. Preghiere di pietra è

In Architecture of the Sacred. Prayers in Stone

scritto che “costruire è di per sé un atto sacro,

we read that “Building is in itself a sacred act.

è un’azione che trasforma una condizione di

It is an act that transforms a state of nature into

natura in una di cultura…”. Per comporre un’opera

one of culture.” To compose a sacred work, is

sacra occorre avere, come nel medioevo, una

it essential, as in the Middle Ages, to have a

visione “religiosa” del mondo oppure oggi lo si

religious vision of the world today, or can it be

può fare anche con una visione “laica”?

done even by someone with a secular vision?

Nel costruire bisogna avere la consapevolezza di

In building one must be aware one is contributing

concorrere alla realizzazione di uno spazio che

to the creation of a space that evokes situations

evoca situazioni oltre il finito. Non credo che si

beyond the finite. I don’t think one can speak either

possa parlare né di una condizione religiosa (che

of a religious state (which belongs to the strictly

appartiene al mondo strettamente personale) né di

personal sphere) or of a secular vision (which is an

una visione laica (che è una condizione ideologica).

ideological condition).

Nella cappella di Azzano di Seravezza, nel nostro

In the chapel at Azzano di Seravezza, in our

territorio apuano, ha impiegato tutto Bardiglio.

Apuan Alps, you used Bardiglio throughout.

L’ha ispirata il territorio?

Were you inspired by the area?

La pietra utilizzata per la realizzazione del

The marble used for the construction of the

monumento, il Bardiglio Cappella, è estratta proprio

monument is Bardiglio Cappella, quarried locally.

in quello specifico territorio. Does stone embody the idea of sacredness by La pietra contiene in sé, per la sua “eternità”, per

its “eternity”, by its strength and weight?

la sua forza e il suo peso, un’idea di sacralità?

Stone as a material that transforms a state of

La pietra come strumento che trasforma una

nature into a state of culture brings with it an idea

condizione di natura in una condizione di cultura

of sacredness.

porta con sé anche un’idea di sacralità. You have often said that nature and architecture Lei ha affermato spesso che natura e architettura

exist in a mutually complementary relationship.

sono in un rapporto complementare reciproco.

But you show great skill in using numerous

Ma lei usa con grande sapienza più elementi di

different elements of architecture, from the

architettura – dalle forme primarie come cilindro,

primary forms, such as cylinder, parallelepiped,

parallelepipedo, piramide, sfera agli

pyramid and sphere, to the canonical

elementi canonici del linguaggio dell’architettura –

elements of the language of architecture, with

che elementi naturalistico-zoomorfi. L’architettura

naturalistic-zoomorphic features. In this way

diventa così un’altra natura, progettata e costruita,

does architecture becomes a second nature,

“creata”, dall’uomo, per l’uomo?

designed and built, created by man, for man?

Il destino dell’opera di architettura è quello di

The destiny of the work of architecture is to return

ritornare, attraverso il percorso del tempo, a

through the path of time and so constitute a fact of

configurarsi come fatto di natura.

nature.

CAPPELLA, 1999/2000-2001, Azzano di Seravezza ChAPEL, 1999/2000–2001, Azzano di Seravezza

F StoneMagazine 25


DESIGN_ PEOPLE

IVANA pORfIRI LA NATURA SILENTE DELLE pIETRE THE SILENT NATURE Of STONES

Decio G.R. Carugati

Scrive Tomaso Garzoni in quell’opera sua “monstruosa” tale da suscitare

Tomaso Garzoni’s encyclopedic Universal Marketplace of all the

“vehemente stupore”, La piazza universale di tutte le professioni del mondo,

Professions, a work so “monstrous” as to arouse “vehement wonder” in

ultimo “best seller”, in assoluto, del Rinascimento: “…diffinisce Vitruvio

readers, was the last of the Renaissance “best-sellers.” In it he declares:

nel primo libro, che l’architettura non sia altro che un’arte del ben edificare,

“In Book I Vitruvius defines architecture as nothing but the art of building

sotto il cui vessillo stanno come ministri, i lignaiuoli, i muratori, i scalpellini,

well, which enrolls under its banner, as its ministers, carpenters, masons,

i fabri ferrari e altri professori tali, i quali servono all’architetto come

stone carvers, blacksmiths and other such craftsmen, all of whom serve the

a maestro principale…”.

architect as the mastermind.”

La perifrasi cui ricorre Garzoni, per dar voce al pensiero dell’autore

The circumlocutions used by Garzoni to convey the concept of the author

del De Architectura, è ben esplicativa, ancora oggi e soprattutto, del

of De Architectura is clearly expressed, above all today, in the attitude

comportamento di chi, in grado di progettare, reifica la visione nel risultato,

of those who are capable of designing, embodying their vision in the

gestendo contributi di persone e cose. Lecito il parallelo, l’orchestra suona

result, managing the contributions of people and things. To use a relevant

bene quando il maestro concertatore, nel dar forma a un racconto corale,

parallel, the orchestra plays well when the concertmaster, in giving form

trasmette il senso della sua personale interpretazione a ogni singolo

to a choral rendering, conveys the sense of his own interpretation to

componente chiamato a concorso. Nel caso del progetto – architettura,

each individual member who is called on to contribute. In the case of the

design – la scelta dei materiali è strettamente legata all’opportunità

project – architecture, design – the choice of materials is closely related to

di impiego, alla definizione di questo o quel particolare della sintesi

the occasions for their use, the definition of this or that detail of the overall

configurale.

configuration.

“…Ecco io indago”, spiega Ivana Porfiri, “sperimento il potenziale

“You see,” says Ivana Porfiri, “I explore and experiment with the potential of

dei materiali d’uso, ricercando e valorizzando persino inedite valenze

materials in use, seeking and enhancing original contextual values. If I think

contestuali. Se penso alla pietra, ai marmi, non posso disgiungerli dal

of different kinds of stone or marble, I can’t distinguish them from their

peso. Il peso è dunque un primo dato di identificazione e altresì di fascino.

weight. Their weight is a first point of identification and equally fascinating.

Mi attrae, all’opposto, tutto ciò che esprime leggerezza. Incommensurabile

By contrast I’m also attracted by everything that expresses lightness. An

recente esempio il grafene. Si deve allo studio di due ricercatori russi,

incommensurable recent example is graphene. It is due to the study of

Kostya Novoselov e Andre Geim. Un foglio risulta spesso quanto un

two Russian researchers, Kostya Novoselov and Andre Geim. A whole

solo atomo, esclude pertanto la terza dimensione, è cento volte più forte

sheet of it is just a single atom thick, so it excludes the third dimension,

dell’acciaio. I due estremi sono precisi riferimenti di comportamento.

yet it’s a hundred times stronger than steel. The two extremes are precise

Il marmo per sua natura giustifica il peso, il grafene l’assenza di peso. Ogni

landmarks of behavior. Marble by its very nature justifies its weight,

progetto è un caso a sé stante nei confronti della scelta dei materiali, del

graphene its weightlessness. Each project is unique in terms of the choice

dialogo con le rispettive competenze. Questo perché, per soddisfare i modi

of materials, the ways they relate to their respective spheres.

F StoneMagazine 26


Approfondimenti/See more at Per ulteriori informazioni su Ivana Porfiri For more information on Ivana Porfiri

www.fstone.tv/design

se penso alla pIetra, aI marmI, non posso dIsgIungerlI dal peso. Il peso è dunque un prImo dato dI IdentIfIcaZIone e altresÌ dI fascIno… If I thInk of dIfferent kInds of stone or marble, I can’t dIstInguIsh them from theIr weIght. theIr weIght Is a fIrst poInt of IdentIfIcatIon and equallY fascInatIng…

LAVORAZIONE PIETRA TAVOLO, pietra di Fossena fiammata, residenza St. Moritz FABRICATION STONE TABLE, flame textured Fossena stone, residence St. Moritz

F StoneMagazine 27


DESIGN_PEOPLE

LAVORAZIONE BLOCCO PIETRA LAVANDINO A SPACCO, Vaniglia stone, yacht Nina J FABRICATION BLOCK OF SPLIT STONE FOR A SINK, Vanilla stone, yacht Nina J

TEXTURE PIETRA PAVIMENTO, Clauzetto, ingresso salone, yacht Blue Ice STONE FLOOR TEXTURE, Clauzetto, entrance to salon, yacht Blue Ice

LAVORAZIONE SCALA IN ALLEGGERITO, pietra di Vicenza, yacht Blowzy FABRICATION OF STAIRCASE IN LIGhTENED, Vicenza stone, yacht Blowzy

di vita di un committente, devo rappresentare il teatro di azione più attinente.

This is because, to reflect the lifestyle of a given client, I have to represent the

I modi, infatti, corrispondono alla sceneggiatura. Sta a me individuare

most relevant theater of action. The modes correspond to the script. It’s up to me

i componenti che meglio attagliano alla scenografia…”.

to identify the components that best suit the staging.”

Designer di formazione, Ivana Porfiri si dedica alla progettazione non specialistica

A designer by training, Ivana Porfiri engages in non-specialized design across a

in diversi settori. Realizza progetti di interni navali e residenziali,

wide range of sectors. She produces projects of ship and residential interiors,

in Italia e all’estero, di spazi di lavoro e product design.

as well as work spaces and product designs in Italy and abroad.

Fonda nel 2001 Porfiri Studio, si dedica principalmente a una ricerca basata

Founded in 2001, Porfiri Studio is principally devoted to research based on

sulla qualità percettiva, sulla messa a punto di ideazioni che rappresentano

perceptual qualities, the development of conceptions that represent a sensuous

un’esperienza sensoriale anziché visiva.

rather than a visual experience.

E ancora Porfiri: “…ho impiegato e impiego le pietre per la loro natura silente,

Porfiri again observes: “I’ve used stones and still do, for the sake of their silent

il fondo liscio, l’assenza di decorazione. Esemplare il Clauzetto, ahimè, purtroppo

nature, their smooth surfaces, the absence of decoration. The stone known

non più reperibile, color grigio caldo leggerissimo, uniforme, privo di venature.

as pietra di Clauzetto, alas no longer available, is a warm gray, very light and

Certo l’uso dei neutri ha così tanto caratterizzato l’espressione minimale di questi

uniform, without veining. Certainly the use of neutrals has so characterized the

ultimi quindici anni da spingersi, in generale, quasi ai confini della maniera.

minimalist expression of the last fifteen years that in general it very nearly verges

Quindi io colgo la necessità di ritrovare la forza dei materiali, di abbandonare

on mannerism. So I take advantage of the need to regain the strength of materials,

l’esercizio del silenzio, ricercando nella natura segni chiari, altamente decorativi.

to abandon the practice of silence, by looking for clear, highly decorative signs

Una decorazione assolutamente non superficiale, mai gratuita, non giustificata,

in nature. A decoration that is absolutely not superficial, never gratuitous or

irrigimentata, bensì intrinseca, strutturale. Ecco allora che intendo quella pietra,

unjustified or regimented, but intrinsic, structural. hence I use that particular stone

quei marmi come brani, racconti della natura, e mi piace virgolettarli per poi

or those kinds of marble as fragments, stories of nature, and I like to quote them

trasferirli in contesti dove costituiscono, nei colori e nella sostanza, il peculiare

and transfer them to contexts where they constitute, in color and substance, the

carattere di un progetto. Non mi limito quindi a dar forma all’abito su misura,

distinctive nature of a project. So I don’t limit myself to cutting out a dress made to

ne indago la qualità sostanziale, affinché corrisponda alla sensorialità del

measure, I try to explore its substantial quality so that it appeals to the senses of

committente. Pietre e marmi mi interessano nella loro complessità strutturale,

the client. I’m interested in stone and marble, in their structural complexity. I don’t

non mi piace pensarli ridotti a sottili spessori, parvenze, prodotti di tecnologia

like to think of them as reduced to thin layers, appearances, products of advanced

avanzata. Questo è un altro fattore di esclusione di una indiscriminata

technology. This is another way to exclude their indiscriminate use. While they are

collocazione. Se sono presenti in alcune mie ideazioni di interni residenziali

present in some of my concepts of residential and marine interiors, at other times

e navali, in altre persino a volte non compaiono. Tutto dipende dal carattere

I don’t use them. Everything depends on the character the project acquires.”

che viene ad assumere il progetto…”.

In Ivana Porfiri’s conceptual practice, the vision determines the choice of

Nel fare ideativo di Ivana Porfiri, la visione determina la scelta dei materiali.

materials. And in this sense Porfiri sees her every project as the extraordinary

E in tal senso Porfiri intende ogni suo progetto straordinaria gestione, mai

– never ordinary – management of people and things. Including stone and

ordinaria, di persone e cose. Tra queste le pietre, i marmi, dove la concertazione

marble, where the orchestration is the outcome of a constant process of coherent

è frutto di un iter costante di coerenti sperimentazioni.

experimentation.

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LAVORAZIONE IN PIETRA PARETE CANTINA, pietra di Louberon, residenza Cap d’Antibes FABRICATION OF STONE WINERY WALL, Louberon stone, residence Cap d’Antibes

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LAVORAZIONE SCALA IN ALLEGGERITO, pietra di Vicenza, yacht Blowzy FABRICATION OF STAIRCASE IN LIGhTENED, Vicenza stone, yacht Blowzy

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LAVORAZIONE IN PIETRA PARETE CANTINA, pietra di Louberon, residenza Cap d’Antibes FABRICATION OF STONE WINERY WALL, Louberon stone, residence Cap d’Antibes

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ART_ PLACES

PERCORSI TRA ARTE E BUON GUSTO

PAT hS w E N d I N G B ET w E E N A RT A N d G O O d TAST E

Angelica Tragni Con questo numero di F Stone Magazine, prende il via una nuova rubrica dedicata ai percorsi tra arte e buon gusto. A fare da filo conduttore, la pietra naturale. Tracceremo dei micro-itinerari in cui l’arte, intesa anche nelle sue applicazioni e realizzazioni pratiche, si intreccia con la cucina del territorio e il sapiente uso dei suoi prodotti. Suggestioni estetiche e sensoriali da prendere come spunto per esplorare luoghi, anche già noti, con uno sguardo nuovo. Il primo percorso proposto inizia da Carrara e sale verso i profili aguzzi delle Apuane fino al bacino marmifero di Colonnata che, insieme a quelli di Fantiscritti e Torano, fornisce marmo pregiato fin dall’epoca romana. Le cave distano solo una manciata di chilometri dalla città, ma il paesaggio sembra immerso in un passato remoto. Il ponte di ferro del 1875 riporta ai tempi della Marmifera, la ferrovia su cui transitava la motrice che trasportava il marmo passando proprio dalle Canalie, la nostra prima tappa. This issue of F Stone Magazine kicks off a new column devoted to the paths wending between art and good taste. Natural stone provides the unifying thread. We will be tracing some micro-itineraries in which art, explored in its practical applications and achievements, is interwoven with the local cuisine and the skilful use of its products. Aesthetic pleasures and the appeal to the senses will be the starting point for exploring places, some well known, with new eyes. The first route starts at Carrara and ascends to the jagged profiles of the Apuan Alps, where it leads to the marbleproducing basin of Colonnata. This, together with Fantiscritti and Torano, has yielded valuable marble ever since Roman times. The quarries are only a few kilometers from the town, but the landscape seems immersed in the distant past. The iron bridge of 1875 dates back to the days of the Marmifera, the railroad line carrying freight trains loaded with marble past Canalie, our first stop.

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In questa piccola località, tra le mura di un antico laboratorio del marmo, ha trovato ispirazione lo scultore siriano Boutros Romhein, che incontrerete nelle pagine successive. La strada prosegue costeggiando il fiume Carriona, che nel passato alimentava le segherie per il taglio del marmo, per poi curvare bruscamente e attraverso una serie di ripidi tornanti portare al borgo di Bedizzano. La vista impareggiabile – da un lato le maestose arcate dei Ponti di Vara e dall’altro la costa e il mare – e la cucina rustica ma sincera della Trattoria Ometto meritano una sosta. Bedizzano è soprattutto, secondo il designer milanese Federico Caruso che ha scelto questo luogo per il proprio atelier, e a cui è dedicato un articolo nelle pagine seguenti, il posto ideale per creare. Il nostro viaggio continua… In this small locality, within the walls of an ancient marble workshop, the Syrian sculptor Boutros Romhein found inspiration. We will meet him in the following pages. The road continues along the Carriona River, which once powered the sawmills for cutting marble. It then curves sharply and twists and turns across the steep slopes leading to the village of Bedizzano. The view is stunning: on the one side the majestic arches of Ponti di Vara and on the other the coast and sea. Then there is rustic but delicious cooking at the Trattoria Ometto, well worth sampling. As the Milanese designer Federico Caruso observes, Bedizzano is above all the ideal place to create. Caruso chose this place to locate his own studio, and his work is featured in an article in the following pages. Our journey continues...

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CHE

GIOIA W H AT G I O I A !

“Gioia” in Italian means “joy”

…fino a Colonnata. Il tratto che sale fino a Colonnata e alle Cave di Gioia, le più grandi del comprensorio, entra per circa un chilometro in un fitto bosco di castagni per poi uscire in prossimità di Cava della Piana, un profondo pozzo scavato in sotterraneo come avveniva in passato, da cui si estraggono ancora oggi marmi bianchi venati e bardigli. Poco oltre, a Calagio, si può ammirare il suggestivo anfiteatro naturale delle cave romane di Fossacava con ancora ben visibili i segni delle tecniche usate all’epoca per estrarre l’Azzurro Variegato, oggi denominato Bardiglio Nuvolato. Numerosi anche i reperti archeologici ritrovati nell’area e conservati nel Museo Civico del Marmo di Carrara. Di fronte a Colonnata si estende il grande bacino di Gioia, punto di partenza dello sterrato che con un facile trekking porta alla cima, da cui si gode una splendida veduta di tutte le cave e del versante massese delle Apuane. Occorre un altro quarto d’ora a piedi per raggiungere il punto panoramico che spazia sui profili aguzzi delle montagne fino alla Tambura, dove si vede la tortuosa linea della settecentesca via Vandelli che conduceva a Modena. Di fronte, la spettacolare visione del borgo di Colonnata, inerpicato sul fianco ripido della collina. Il paesino, perso il primato del marmo, ha acquisito fama mondiale grazie a un altro prodotto candido e pregiato, il lardo. Gli ingredienti di questo prelibato salume IGP sono pochissimi (grasso di maiale, sale ed erbe aromatiche); il segreto è piuttosto nella stagionatura fatta nelle cosiddette “conche di marmo”: contenitori di diverse dimensioni, che si ottengono svuotando un singolo blocco di marmo locale a grana fine, detto “Cristallino”. Giunti fin qui, non resta che concedersi il piacere di una degustazione, tutta a base di lardo, dal leggendario Venanzio. ...as far as Colonnata. The road that climbs up to Colonnata and the quarries of Gioia, the largest in the area, passes for about a mile through dense chestnut woods and then emerges near the Piana quarry, a deep shaft running underground, as in the past. Veined white marble and the darker Bardiglio marble are still extracted from it. Just beyond, at Calagio, you can admire the fine natural amphitheater of the Roman quarries at Fossacava. Still clearly visible are the signs of the techniques then used to quarry the Azzurro Variegato (variegated bluish) marble now known as Bardiglio Nuvolato. There are many archaeological finds in the area in the Civic Marble Museum of Carrara. Outside Colonnata stretches the great hollow of Gioia, the starting point for the dirt road that leads by an easy trek to the summit. This has a magnificent view of all the quarries and the Massa side of the Apuan Alps. It takes another fifteen minutes walking to reach the lookout point. This gives you a sweeping panorama across the serrated profile of the mountains to the Mount Tambura, where you see the tortuous line of the eighteenth century road, the Via Vandelli, wending towards Modena. Before you is a spectacular view of the village of Colonnata, perched on its steep mountainside. The village, after losing its primacy in the production of marble, has gained worldwide fame for another snowy white product, the prized lardo di Colonnata (a variety of fatback). This delicious IGP delicacy has very few ingredients, just pork fat, salt and herbs. The secret lies in the way it is seasoned in marble tubs of different sizes. Each is made by hollowing out a single block of the local fine-grained marble known as Cristallino. Here you can relax and enjoy the pleasures of the palate, all made from lard, at the legendary Ristorante Venanzio.

Giunti fin qui, non resta che concedersi il piacere di una d here you can relax and enjoy the pleasures of the palate, a

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TAC C U I N O D E G L I I N D I R I Z Z I ADDRESS BOOK

Trattoria Ometto via Mart. Lavoro 12 54033 Carrara (MS) tel. 0585 768211 email: fabriziofavero@tiscali.it

Trattoria Ometto via Mart. Lavoro 12 54033 Carrara (MS) phone 0585 768211 email: fabriziofavero@tiscali.it

Cucina casereccia e ambiente semplice. Tra le specialità, penne al cinghiale, baccalà marinato, selvaggina e torta di riso.

Traditional cooking and a simple ambiance. Specialties include penne al cinghiale, baccalà marinato, wild game and rice cakes.

Ristorante Venanzio via Palestro 3 54033 Colonnata (MS) tel. 0585 758033 www.ristorantevenanzio.com

Ristorante Venanzio via Palestro 3 54033 Colonnata (MS) phone 0585 758033 www.ristorantevenanzio.com

Lardo, ma non solo. Tartufo, funghi, cacciagione sono le specialità di questo ristorante, punto di riferimento per le ricette tradizionali dell’entroterra apuano.

Lardo, and a great deal more. Truffles, mushrooms and game are the specialties of this restaurant, a touchstone for the traditional recipes of the Apuan hinterland.

Apt Massa Carrara Via XX Settembre, Loc. Stadio 54033 Carrara (MS) tel. 0585 844136 www.aptmassacarrara.it

Apt Massa Carrara Via XX Settembre, Loc. Stadio 54033 Carrara (MS) phone 0585 844136 www.aptmassacarrara.it

Informazioni turistiche, prenotazioni alberghiere e opuscoli.

Tourist information service, hotel bookings and brochures.

CAI Sezione di Carrara Via Loris Giorgi 1 54033 Carrara (MS) tel. 0585 776782 email: caicarrara@virgilio.it

CAI Sezione di Carrara Via Loris Giorgi 1 54033 Carrara (MS) phone 0585 776782 email: caicarrara@virgilio.it

Informazioni e visite guidate sui sentieri delle Apuane.

The Alpine Club provides information and guided tours in the Apuan Alps.

FOCUS

www.caicarrara.it

LA SEZIONE, DENOMINATA INIZIALMENTE SEZIONE APUANA DEL CAI, NASCE NEL 1888. TRA I PROMOTORI DELLA SUA COSTITUZIONE SPICCA LA FIGURA DELL’INSIGNE GEOLOGO CARRARESE DOMENICO ZACCAGNA, CHE NE SARÀ IL PRIMO PRESIDENTE. LA SEZIONE HA COME AMBIENTE MONTANO DI RIFERIMENTO LE ALPI APUANE. THE BRANCH, INITIALLy CALLED THE APUAN SECTION OF THE CAI (ITALIAN ALPINE CLUB) WAS FOUNDED IN 1888. OUTSTANDING AMONG THE PROMOTERS OF ITS CONSTITUTION WAS THE ILLUSTRIOUS GEOLOGIST OF CARRARA DOMENICO ZACCAGNA, WHO BECAME ITS FIRST PRESIDENT. THE SECTION’S MOUNTAIN ENVIRONMENT COVERS THE APUAN ALPS.

deGustazione, tutta a base di lardo, dal leGGendario Venanzio e, all made from lard, at the leGendary ristorante Venanzio

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ART_ PEOPLE

BouTros roMhEIN Pier Giorgio Balocchi - Foto/Photos: Antonio Cozza

A L L E

“ C A N A L I E”

/

A T

“C A N A L I E”

Boutros Romhein è nato in Siria nel 1949, è arrivato in Italia nel 1983 e dal 1990 vive e lavora a Carrara. In queste brevi righe di biografia bisogna seguire il volo di falco di quest’uomo antico ma immerso 2

nel contemporaneo. Quanti di coloro che da Carrara salgono verso le cave si sono fermati

a guardare il piccolo agglomerato di case che Boutros ha rianimato a vita nuova? Il vento di Palmira soffia tra le colonne di pietra nella patria di Romhein e da lì si incunea violentemente nella strettoia ornata di blocchi di marmo delle “Canalie”… Occhieggiano qua e là le raffinate opere di Boutros e talvolta quelle dei suoi allievi, giunti da ogni parte del mondo a scolpire sotto le Apuane, dove la Babele di lingue si anima e traduce nei gesti antichissimi dello scolpire.

Boutros Romhein was born in Syria in 1949. He arrived in Italy in 1983 and since 1990 has lived and worked in Carrara. In these few lines of biography we will have to follow the hawk’s flight of this man, elderly yet immersed in the contemporary era. How many of the people who go up to the quarries of Carrara stop to look at the small cluster of houses which Boutros has brought back to new life? The wind of Palmyra blows between the stone columns in Romhein’s homeland and when it gets here it blusters violently in the narrow space ornamented with blocks of “Canalie” marble… Here and there appear glimpses of Boutros’s fine works and sometimes those of his students, who come from around the world to work on sculptures in the Apuan Alps, where the Babel of languages comes to life and is embodied in the ancient gestures of sculpture.

1

1 Boutros Romhein nell’atelier delle “Canalie” Boutros Romhein in the “Canalie” workshop 2 La firma, 2008 Signature, 2008 3 ANGELO, 2008, marmo bianco di Carrara, h 6,70 m, collezione privata, New york State ANGEL, 2008, white Carrara marble, h 6,70 m, private collection, New york State

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ART_PEOPLE

ARCA, 2004, marmo statuario e vetro, 75 x 40 x 15 cm ARK, 2004, statuary marble and glass, 74 x 40 x 15 cm

Talvolta alcune opere, quasi in silenzio, con la tranquillità propria di un vero artista senza tempo, prendono il volo per luoghi assai lontani… New york, Norvegia, California o Germania o Svizzera… Il catalogo di opere pubbliche e monumenti in raffinatissime ed esclusive collezioni è lungo ed entusiasmante. Il cielo sopra le “Canalie” si illumina brevemente: il sole sembra voler sfiorare con timidezza le superfici candide, polite e levigate delle sculture di Boutros… Il cielo sopra Damasco è soffuso di nubi dai mille colori nel gelido inverno e arso dal sole nell’estate che accende miriadi di immagini… Il cielo sopra le sculture di Boutros si rinnova a ogni alba.

1

Sometimes some of his works, almost silently, with the tranquility of a truly timeless artist, take flight for faraway places… New york, Norway, California, Germany or Switzerland… The catalog of public works and monuments in refined and exclusive collections is long and exciting. The sky above “Canalie” brightens briefly. The sun seems almost shyly to graze the white surfaces, smooth and glowing, of Boutros’s sculptures… The sky above Damascus is suffused with clouds of many colors in the freezing winter and parched by the sun in summer, kindling a myriad of images… The sky above Boutros’s sculptures is renewed at each dawn.

1, 2 L’artista al lavoro The artist at work

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ORIZZONTE, 2010, marmo statuario, 90 x 40 x 3 cm HORIZON, 2010, statuary marble, 90 x 40 x 3 cm

DIALOGO, 2004, marmo statuario e vetro, 53 x 48 x 8 cm DIALOGUE, 2004, statuary marble and glass, 53 x 48 x 8 cm

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ART_ PEOPLE

FEDErICo CAruso b i a n c o

d a l l a

f a t i c a

/

w h i t e

w i t h

l a b o r

Pier Giorgio Balocchi - Foto/Photos: Antonio Cozza

Colto, raffinato, spregiudicato. Tecnicamente preparatissimo: 1

il curriculum di questo incantato e incantevole artista spazia dalle giovanili collaborazioni in teatro alle giornate “a spezzare marmi” sotto il sole d’agosto nei laboratori della piccola Carrara dove ha scelto di lavorare. Ma anche ore attente e silenziose nel comporre quei gioielli di design lapideo, oggi esposti in quel di via Maggio nel cuore della Firenze più esclusiva e raccolta, nella galleria Ptah, da lui stesso creata.

Cultured, refined, open-minded, technically highly skilled. The resume of this enchanted and enchanting artist ranges from his early work in the theater to days spent “splitting marble” under the August sun in the workshops of the small Carrara, where he has chosen to work. But also careful, quiet hours composing those jewels of stone design, now on display in Via Maggio in the heart of the most exclusive and private part of Florence, in the Galleria Ptah, which he himself established.

1 L’artista al lavoro The sculptor at work 2 PINOCCHIO, marmo rosa del Portogallo, h 110 cm, Galleria Ptah, Firenze PINOCCHIO, pink Portuguese marble, h 110 cm, Galleria Ptah, Florence

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2


Per approfondimenti Per consultare ulteriori rubriche sui maestri dell’arte.

www.furrer.it

incanteVole artista, si diVide tra carrara e la sua Galleria ptah di firenze

3

an enchantinG artist, he diVides his work between carrara and his Galleria ptah in florence

3 Caruso nell’atelier di Carrara Caruso in the Carrara workshop

4 NUDO, marmo statuario, 30 x 30 x 70 cm, Galleria Ptah, Firenze NUDE, statuary marble, 30 x 30 x 70 cm, Galleria Ptah, Florence 5 ROCCHETTO PORTAPENNE, Bardiglio imperiale, h 22 cm, Galleria Ptah, Firenze REEL PENHOLDER, Bardiglio imperiale, h 22 cm, Galleria Ptah, Florence

4

5

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ART_PEOPLE

Approfondimenti/See more at Elisabetta Chaplin, IL SONNO DELLA TERRA, 1930

Interno della Galleria Ptah a Firenze Interior of the Galleria Ptah in Florence

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Tra la rarefatta atmosfera fiorentina e il limpido cielo di Bedizzano e Avenza lavora

Federico works, moving between the rarefied Florentine atmosphere and the clear

Federico, alternando rapide fughe tra Cortina o Forte dei Marmi o esclusive località

sky of Bedizzano and Avenza, alternating rapid visits to Cortina, Forte dei Marmi

mitteleuropee, ma raramente è dato di vederlo sorridere come quando

or the exclusive resorts of Central Europe. But you rarely get a smile out of him,

lo incontriamo nel piazzale del suo laboratorio di fiducia a Carrara in serrato

as when we meet in the forecourt of his favorite workshop at Carrara, in a close

dialogo creativo con i vecchi, saggi, maestri del marmo.

creative dialogue with the aged sages, the masters of marble.

Dal caos ammantato di polvere quieta ed eburnea escono pian piano creazioni

From the quiet and ivory chaos cloaked in dust slowly emerge creations warm

calde di passione, emozioni e mille incanti che questo giovane uomo crea con

with passion, excitement and a thousand enchantments, which this young man

tutto ciò che è marmo. E chi avesse la fortuna di varcare la soglia dello studio,

has created with all that is marble. And whoever has the good fortune to cross the

troverebbe Federico impolverato e bianco di marmo nel pieno lavoro della

threshold of his studio will find Federico dusty and white with marble working full

scultura: smessi i panni eleganti, coperto d’una giacchettaccia da lavoro, scultore

swing on his sculpture. Having shed his smart clothes, covered with a sculptor’s

vero come il Bartolini che un tempo, nel suo studio in San Frediano, riceveva

heavy coat, a true sculptor like Bartolini, who long ago, at his studio in San

principi e duchesse “bianco dalla fatica della sua arte”.

Frediano, would receive princes and duchesses “white with the labors of his art.”

TETTA FERMACARTE, marmo rosa del Portogallo, Ø 16 cm, Galleria Ptah, Firenze BREAST PAPERWEIGHT, pink Portuguese marble, Ø 16 cm, Galleria Ptah, Florence

CILINDRO FOLGORE, Rosso laguna, h 50 cm, Galleria Ptah, Firenze THUNDERBOLT CyLINDER, Rosso laguna, h 50 cm, Galleria Ptah, Florence

TORSO, Bianco P, h 120 cm, Galleria Ptah, Firenze TORSO, Bianco P, h 120 cm, Galleria Ptah, Florence

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ART_ EVENTS

roCK Duro

hArD roCK

CErTAMENTE GrAzIANo CECChINI, ArTIsTA FuTurIsTA DEL TErzo MILLENNIo, NoN È uN PErsoNAGGIo “LENTo”, sECoNDo L’ABusATA DEFINIzIoNE DI ADrIANo CELENTANo DI QuALChE ANNo FA, MA sICurAMENTE “roCK”! GrAzIANo CECChINI, A FuTurIsT ArTIsT oF ThE ThIrD MILLENNIuM, Is DEFINITELY NoT A “sLoW” ChArACTEr, uNDEr ThE oVErWorKED DEFINITIoN INVENTED BY ThE ITALIAN sINGEr ADrIANo CELENTANo A FEW YEArs BACK. hE’s TruLY “roCK”!

Roberto Franzoni Proprio così si è intitolata la sua ultima performance, a Firenze, più

It appeared in the title of his latest performance in Florence, “Acropolis

esattamente “Acropoli Rock”, ma qui nel senso di pietra, avvenuta

Rock,” where the word referred to stone. Presented at Piazzale

a piazzale Michelangelo dal 22 al 24 ottobre 2010 in apertura del Festival

Michelangelo from 22nd to 24th October 2010, it marked the opening

della Creatività, organizzato da Regione e Fondazione Sistema Toscana.

of the Creativity Festival organized by the Tuscany Region and the

400 tonnellate di marmo, arrivate direttamente dalle cave di Massa

Fondazione Sistema Toscana. The stone formed a huge portal, made

e Carrara a bordo di quattordici tir per una lunghezza di 2,5 chilometri

out of 400 tons of marble brought directly from the quarries of Massa

di autostrada, hanno formato un enorme portale. Con alle spalle

and Carrara aboard fourteen trucks which took up 2.5 kilometers of

l’affascinante skyline di Firenze, il piazzale Michelangelo è stato teatro

highway. Profiled against Florence’s enchanting skyline, Piazzale

di una delle performance più singolari: sotto lo sguardo di molti

Michelangelo was the scene of one of Cecchini’s most unusual

curiosi, i blocchi di marmo sono stati disposti a terra per formare

performances. Before the eyes of the fascinated onlookers, the marble

la composizione artistica, una sorta di quadro tridimensionale da cui

blocks were arranged on the ground to form an artistic composition, a

si inquadravano i due monumenti topici del potere fiorentino:

kind of three-dimensional picture framing the two key monuments of

Palazzo Vecchio e la cupola del duomo.

Florentine power, the Palazzo Vecchio and the dome of the Cathedral.

“È stato come muovere le montagne in un paese dove i governi del fare

“It was like moving mountains in a country where governments do

in realtà non fanno nulla”, ha proclamato Cecchini. “Dove per realizzare

not really do much,” proclaimed Cecchini. “Where we take thirty

i Nuovi Uffizi ci si mettono trent’anni. Dove c’è un ministro dell’Economia

years to build the Nuovi Uffizi. Where the Minister of the Economy

che taglia la cultura perché, dice, non produce ricavi. Ma Tremonti

cuts the funds for culture because, he says, it doesn’t make money.

si rende conto di quanto l’arte del Cinquecento rende ancora oggi?

Does Tremonti realize how much money Cinquecento art still brings in

Piazzale Michelangelo è diventata una nuova Stonehenge! Questa

today? Piazzale Michelangelo has become a new Stonehenge! This

azione, realizzata con il contributo della Provincia di Massa Carrara, terra

performance, conducted with the assistance of the Province of Massa

della pietra, è simbolo della grande fatica umana, dei morti sul lavoro,

Carrara, the land of stone, is a symbol of immense human effort, of

ma anche dell’arte dell’Umanesimo”.

deaths at work, but also the art of Humanism.”

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Graziano Cecchini, ACROPOLI ROCK, 2010, 400 tonnellate di marmo bianco, Firenze Graziano Cecchini, ACROPOLIS ROCK, 2010, 400 tons of white marble, Florence

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ART_EVENTS

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Blocchi di marmo più piccoli sono diventati dei tavoli per la degustazione

Smaller marble blocks formed tables for a buffet of local delicacies: testaroli

di un buffet a base di testaroli della Lunigiana, lardo di Colonnata e castagnaccio.

della Lunigiana (traditional pasta), lardo di Colonnata (backfat) and castagnaccio

Su uno di questi campeggiava la scritta “A UFO”. I marmi delle Apuane

(cake made of chestnut flour). On one of them was propped a sign saying

viaggiavano dalle cave fino alla Fabbrica di Santa Maria del Fiore con il marchio

“A UFO.” Marble brought from the quarries of the Apuan Alps to build the

A UFO (Ad Usum Florentinae Operae) per non pagare dazio e sgravare la Fabbrica

cathedral of Santa Maria del Fiore used to be marked A UFO (Ad Usum

di una parte degli enormi costi sostenuti per realizzare il colossale capolavoro

Florentinae Operae), so exempting it from customs duty and relieving the

in quasi centottant’anni di cantieri aperti.

construction of a part of the enormous costs incurred in creating the colossal

Cecchini, una volta concluso il montaggio dell’opera, è salito sul portale e ha dato

masterpiece over almost one hundred and eighty years of effort.

vita a una breve performance rovesciando prima un sacco di polvere (bianca)

When the work was assembled, Cecchini climbed onto the portal and created a

di marmo e poi accendendo due fumogeni arancioni. La polvere bianca voleva

short performance, first strewing a sack of white marble powder and then lighting

richiamare l’attenzione su quella che respirano tutti i giorni i cavatori. “Questo

two orange smoke bombs. The white powder was intended to draw attention to

marmo”, ha affermato Cecchini, “arriva dalle stesse cave da cui già Michelangelo

the dust the miners breathe every day. “This marble,” said Cecchini, “comes from

estraeva il materiale per le sue creazioni. Il prossimo anno voglio portare questa

the same sites where Michelangelo quarried the marble for his sculptures. Next

stessa opera a Parigi, sugli Champs Elysées”.

year I’ll be taking this work to the Champs-Elysées in Paris. This performance

“Questa azione rimarrà nella storia di Firenze”, continua l’artista. Per lui, creatività

will remain in the history of Florence.” Cecchini sees creativity as “making the

è “rendere possibile l’impossibile”.

impossible possible.”

Qual è il filo rosso delle sue performance futuriste?

What is the thread that unifies your Futurist performances?

Credo di avere lo stesso problema di Sgarbi. Il problema di fare con intelligenza,

I think I have the same problem as Sgarbi. People in Italy find intelligence scary.

in Italia mette paura. Io voglio dare un colpo a questa immobilità. Ne pago le

I want to strike a blow at this immobility. I am paying for the consequences but

conseguenze ma respiro l’ossigeno della libertà di espressione senza far male

I am breathing the oxygen of freedom of expression without hurting anyone.

a nessuno. Il vero problema è che più si eleggono cretini, più la politica diventa

The real problem is that the more idiots are elected, the more stupid politics gets.

stupida. E lo spirito dell’arte viene attaccato, quando proprio non capito.

And the spirit of art is attacked, when they just fail to understand it.

Un uomo di destra come lei come si pone di fronte all’attuale caos

How does a right-winger like yourself cope with the current chaos

della politica italiana?

in Italian politics?

Dopo tanti anni di militanza oggi posso dirmi politicamente scorretto e se

After many years of activism I can say I’m now politically incorrect. If a

un’amministrazione di centrodestra fa una cazzata, lo dico senza problemi.

center-right town council does something stupid I say so without hesitation.

F StoneMagazine 46


5

Sono libero, tornato alle mie origini anarchiche e soprattutto mi piace e ammiro

I’m free, I’ve gone back to my anarchist origins. Above all I admire people who

chi fa le cose e non chi parla a vanvera senza portare a casa nulla di concreto.

get things done instead of driveling and never achieving anything concrete.

Lei è stato “assessore del Nulla” al comune di Salemi. Come è rimasto con il suo

You were “Councilor of Nothing” in the town of Salemi. How do you get along

ex sindaco Vittorio Sgarbi?

with the town’s former Mayor Vittorio Sgarbi?

Vittorio o lo si ama o lo si odia. Per me, che con lui ho condiviso l’esperienza

Vittorio is someone you either love or hate. Since I shared the experience of

di Salemi, Sgarbi è un uomo con infiniti pregi. È un novello Lorenzo il Magnifico,

Salemi with him, I can see Sgarbi is a man of infinite qualities. He’s a second

ama l’arte, gli artisti. Potrebbe fare tanto per la cultura italiana, se solo l’Italia avesse

Lorenzo il Magnifico. He loves art and artists. He could do so much for Italian

un po’ di amor proprio. Secondo me è il ministro della Cultura che manca ora allo

culture, if only Italy had a little self-respect. As I see it, he’s the Culture Minister

Stivale. A Salemi, che fino a qualche anno fa era conosciuto solo come un paesino

the country lacks. Until a few years ago Salemi was known only as a small town

di mafia, siamo riusciti a portare ventimila visitatori esponendo Caravaggio

with mafia associations. Then we attracted twenty thousand visitors by exhibiting

e Rubens. Queste sono le vere armi della politica.

Caravaggio and Rubens. These are the real weapons of politics.

Che cosa potrebbe unire arte e politica?

How can we combine art and politics?

Il futurismo. Io nel mio piccolo sto ripercorrendo gli stessi passi dei futuristi

Through Futurism. I do it in my modest way by walking in the footsteps of the

del secolo scorso. Osteggiati, incarcerati ma sempre dritti per la loro strada,

Futurists of the last century. They were attacked, imprisoned, but kept straight

senza ripensamenti e a testa alta. Siamo nel terzo Millennio e la politica è ferma

on their path, without second thoughts and with heads held high. This is the

all’Ottocento. La società progredisce e chi dovrebbe governare i cambiamenti

third millennium, but politics is still stuck in the nineteenth century. Society is

è indietro di cento anni sul metodo.

progressing and the people who are supposed to govern the changes are a hundred years behind in their methods.

Lei è stato anche incarcerato… Ho passato solo qualche ora in gattabuia. Ho avuto una condanna a otto mesi

You’ve been in jail yourself…

per interruzione di pubblico servizio dopo la performance della palline colorate

I spent a few hours in the cooler. I was sentenced to eight months for interrupting

a piazza di Spagna. Tutto perché i magistrati non hanno avuto tempo di vedere

a public service after the performance with the colored balls in Piazza di Spagna.

i filmati nei quali si può capire benissimo che io non ho bloccato nulla con quella

All because the judges didn’t have the time to view the videos which show clearly

cascata colorata, neanche gli autobus. Sono pluripregiudicato solo per aver fatto

that I didn’t block anything with the colored cascade of balls, not even a bus. I’ve

un po’ di arte in giro per Roma!

got a police record just for doing an art work in Rome!

1, 3, 5 Trasporto e posa dei blocchi Transportation and setting of the blocks Foto/Photo: “Corriere Fiorentino”

2 L’artista The artist

4 A UFO (Ad Usum Florentinae Operae) A UFO (Ad Usum Florentinae Operae)

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2

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1, 2 ACROPOLI ROCK e Graziano Cecchini ACROPOLIS ROCK and Graziano Cecchini

3 L’acqua di Fontana di Trevi tinta di rosso The water in the Trevi Fountain dyed red

L’ARTISTA

THE ARTIST

Graziano Cecchini è nato a Roma il 23 ottobre del 1953. Ha condotto una giovinezza all’insegna della ribellione. Dopo aver lasciato l’Istituto Nautico al terzo anno, parte per il servizio militare e, finita la leva, inizia a girare il mondo. Partecipa alla rivoluzione in Iran, poi si sposta in Libano durante la guerra iniziata nel 1982. Nel 1985 ritorna in Italia e inizia a lavorare in una società di trasporti. Nel 2008 parte per il Myanmar (ex Birmania), dando il suo sostegno al popolo karen, di cui è testimonial internazionale. Ha sempre coltivato la passione per l’arte, che lo accompagna durante tutto il suo percorso di vita. Accanito lettore di libri d’arte, ha al suo attivo tre famosissime performance futuriste a Roma: l’acqua di Fontana di Trevi tinta di rosso, la cascata di palline colorate da Trinità dei Monti e la provocazione con un water e il tricolore all’Ara Pacis.

Graziano Cecchini was born in Rome on October 23rd, 1953. He had a rebellious youth. After leaving the Naval Institute in his third year, he did his military service and then set off around the world. He joined the revolution in Iran, then moved to Lebanon during the war that broke out there in 1982. In 1985 he returned to Italy and started working for a transport company. In 2008 he left for Myanmar (formerly Burma), giving his support to the Karen people, acting as their international spokesperson. He cultivates a passion for art which has accompanied him throughout his life. An avid reader of art books, he has to his credit three famous Futurist performances in Rome: the water in the Trevi Fountain dyed red, the cascade of colored balls down the Spanish Steps and a provocative incident involving a WC and the colors of the Italian flag at the Ara Pacis.

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Focus

con la sua prossima opera, il nuovo altare per la chiesa della quercia a roma, Graziano cecchini sorprende forse anche un po’ se stesso. lui – che si dichiara anarchico e futurista e viene definito da un amico monsignore “mangiapreti” – si è visto offrire un incarico che tocca l’essenza della religione cristiana e della dottrina di benedetto xVi: la perfezione, rappresentata dal mistero cristiano della santissima trinità, contrapposta all’imperfezione della chiesa fondata dagli uomini. un’antitesi che l’artista ha voluto rappresentare, in una brillante sintesi di forma e contenuto, progettando un altare in marmo bianco di carrara su tre piani: il primo piano, la base, mostra tre lati perfettamente levigati e uno imperfetto, quello rivolto agli uomini, il secondo piano evidenzia un percorso a spirale ascendente obliquo, scabro e imperfetto, metafora della salita di cristo al Golgota e della condizione umana all’eterna ricerca della perfezione; il terzo e ultimo piano, perfettamente levigato in ogni sua parte, rappresenta infine la meta finale del cammino cristiano: la perfezione del divino. Un lavoro che, per sua stessa ammissione, ha richiesto all’artista un lungo periodo di progettazione, per poter conciliare l’aspetto sacro dell’opera con quello più profano del design che doveva risultare moderno ma in armonia con il contesto barocco della chiesa. with his forthcoming work, the new altar for the church of santa maria della quercia in rome, Graziano cecchini may well surprise even himself. he claims to be an anarchist and a futurist. a friend, a high-ranking cleric, actually describes him as “rabidly anticlerical.” yet he has now been offered a commission that touches on the essence of christianity and the teachings of benedict xVi: perfection, represented by the christian mystery of the holy trinity, as opposed to the imperfection of the church founded by men. the artist chose to represent this antithesis in a brilliant synthesis of form and content. he designed an altar of white carrara marble on three planes. the first plane, the base, displays three perfectly smooth sides and one imperfect plane, the one turned towards the viewer. the second plane reveals a spiralling oblique ascending course, rough and imperfect, a metaphor of christ’s ascent to Golgotha and the human condition, engaged in the eternal quest for perfection. the third and last plane, perfectly smooth in every part, represents the final goal of the christian pilgrimage: the perfection of the divine. By the artist’s own admission, the project entailed a long design phase to reconcile the sacred aspect of the work with the more profane concern to create a design which would be modern but harmonize with the Baroque interior of the church.

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ART_ LITERATURE

rITorNo ALLA PATrIA rETurN To ThE hoMELAND Viareggino, pittore e scrittore, nel libro Ritorno alla Patria, in passi di bellezza incomparabile, evoca il fascino aspro delle Apuane e la fatica dei cavatori A painter and writer in Viareggio, in his novel Return to the Homeland, in passages of incomparable beauty, he evokes the rugged charm of the Apuan Alps and the labors of the quarry workers Decio G.R. Carugati

Nel 1929, Lorenzo Viani, viareggino, artista e scrittore, pubblica Ritorno alla Patria, romanzo autobiografico, aggiudicandosi l’anno seguente, ex aequo con Anselmo Bucci per Il pittore volante, il Viareggio, che inaugurava all’epoca la stagione dei grandi premi letterari in Italia. Nel libro, edito da Alpes, Milano, il fraseggio incisivo, le parole pregnanti dell’autore evocano, in passi di incomparabile bellezza, l’aspro fascino del paesaggio e della vita in esso, le Apuane, le cave di marmo, la fatica dei cavatori.

In 1929, Lorenzo Viani, an artist and writer in Viareggio, published Ritorno alla Patria (Return to the Homeland), an autobiographical novel. The following year it was ranked equal first with Anselmo Bucci’s Il pittore volante (The Flying Painter) in the Viareggio Book Prize, ushering in the era of the great literary awards in Italy. In the book, published by Alpes (Milan), the author’s incisive phrasing and poignant style evoke, in passages of incomparable beauty, the rugged charm of the landscape and life in the Apuan Alps among the marble quarries and the labors of the quarry workers.

Arturo Martini, RITRATTO DI LORENZO VIANI, 1938 Arturo Martini, PORTRAIT OF LORENZO VIANI, 1938

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Lorenzo Viani, LAVORATORI DEL MARMO IN VERSILIA, 1936, tempera su tavola Lorenzo Viani, MARbLE wORkERS IN VERSILIA, 1936, tempera on panel Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Palazzo delle Muse, Viareggio www.gamc.it

Lorenzo Viani F StoneMagazine 51


ART_LITERATURE

“…All’arco del Magra, apparvero le vette ignude dell’Alpi. Le fiancate a scheggioni ciclopici ruinavano sulla sponda del fiume. La groppa della Tambura ispida, si accampava al di là, tra un tumultuare di cave che, con fragore di fiume ruinoso, si frangevano contro i picchi taglienti. L’Altissimo, sull’ordine dei monti minori, si elevava come una fantastica cattedrale di pietrame celeste. Il Gabberi era una nuvola tuonante che veleggiava sul Pian di Versilia oscurandolo. Sull’impetuoso bastione delle montagne petrose le varate dei marmi, i ravaneti, i crepacci delle cave, le loro cavità ombrose, aggettavano le fiancate che parevano, nel contrasto, sommuoversi. I castelli, come denti di titani cariati dai secoli, ricettavano nelle cavità sciami d’uccelli che trafficavano nei pertugi costruendo i lor nidi di festuche e svolazzavano ebbri sulla macèa delle muraglie…”

“…Above the arc of the Magra appeared the bare summits of the Alps. The mountainsides crumbled into Cyclopean splinters on the river bank. The shaggy ridge of Mount Tambura stood out beyond, amid a cluster of quarries, with the roar of a river in full spate, crashing against the sharp peaks. The Mount Altissimo, on the orders of the smaller mountains, rose above like a great cathedral of blue stones. The Gabberi was a thunderous cloud sailing above the Pian di Versilia and veiling it. The mountainsides jutted out, seeming to be rearing up by contrast above the impetuous bastion of the stony massif, the blasting of the marble, the rubble, the crevices in the quarries, their shady hollows. The castles, like the teeth of Titans decayed by the centuries, housed swarms of birds who rummaged in their crevices, built their straw nests in the cavities and flew with elation over the debris of the walls…”

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FOTO STORICHE TRATTE DAL VOLUME Il marmo ieri e oggi, Società Editrice Apuana, Carrara 2008 HISTORICAL PHOTOGRAPHS FROM Il marmo ieri e oggi, Società Editrice Apuana, Carrara 2008

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ART_LITERATURE

GLI UOMINI RUDI DELLA MONTAGNA ... CHE IN TUTTE LE MEMBRA HANNO LA PESANTEZZA DEL MARMO STATUARIO ... I BAFFI ARSITI COME I VILUCCHI CHE SI ABBARBICANO ALLE ROCCE THE ROUGH MEN OF THE MOUNTAINS ... THEIR LIMBS HEAVY AS MARBLE STATUARY ... MUSTACHES WITHERED LIKE THE CONVOLVULUS CLINGING TO THE ROCKS

“…Gli uomini rudi della montagna, i cavatori che roncano sulle tecchie, quegli

“…The rough men of the mountains, the quarrymen hewing the quarry walls,

uomini dai piedi impietrati che scoscendono sul precipitar dei ravaneti, che

the men with their feet covered with stone dust flailed through rubble-filled

in tutte le membra hanno la pesantezza del marmo statuario, coi volti scheggiati,

ravines, their limbs heavy as marble statuary, with chipped faces, their foreheads

la fronte scabra come una rupe, gli occhi duri come selci di fiume, i baffi

like rugged cliff tops, eyes as hard as river flints, mustaches withered like the

arsiti come i vilucchi che si abbarbicano alle rocce e le ciglia aperte come

convolvulus clinging to the rocks and eyelashes open like the eagle rising,

aquilotto che si levi, stupirono il viandante. Le strade erano martellate dai passi

startling the wayfarer. The tracks were pounded by the steady tread of this

cadenzati di questo esercito silenzioso che assaliva la montagna. Rupi nere,

silent army assailing the mountain. Black cliffs, the grim peaks of mysterious

cuspidi arcigne di cattedrali misteriose al cui vertice nereggiavano delle croci

cathedrals on whose summit black crosses rose crookedly, loomed up

sghimbescie, s’alzavano contro montagne ciclopiche squartate,

against gigantic mountains hacked open, from whose stony bowels the rubble

dalle cui viscere precipitava una sassaia col rombo del cataclisma. In quelle

cascaded with the roar of a cataclysm. In those stony mountainsides men were

fiancate lapidee gli uomini s’annientavano come talpe tra scheggioni fenduti.

annihilated like moles amid the shattered splinters. They hung in bunches

Pendevano a grappoli accappiati a un canapo e davano a una palamina piedi

clinging to a rope, and gave a blasting spike the feet and voice of steel.

e voce d’acciaio. Uomini e bovi, rinfrescati d’ombre orride avvallavano,

Men and oxen, cooled by the bristling shadows made their way down to the

i bifolchi tragittavano pungoli percotendo le bestie, i muggiti s’ingigantivano

valleys, and peasants rode goading their cattle on with prods, their bellowing

nelle chiostre”.

resounding in the cloisters”.

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REFLECTIONS_ FUTURE

LA VENDETTA DELLA MATERIA THE REVENGE OF MATTER Francesco Morace

Sociologo, scrittore e giornalista, Francesco Morace lavora da oltre venti anni nell’ambito della ricerca sociale e di mercato. Presidente di Future Concept Lab, è responsabile dei programmi di ricerca MindStyles, Genius Loci, Street Signals e Happiness. Autore di numerosi saggi, è docente alla Domus Academy e al Politecnico di Milano. Sociologist, writer and journalist, Francesco Morace has worked for over twenty years in social and market research. President of Future Concept Lab, he is head of the MindStyles, Genius Loci, Street Signals and Happiness research programs. The author of numerous essays, he is a professor at the Domus Academy and the Milan Polytechnic.

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REFLECTIONS_FUTURE

Uno dei paradossi che apre la riflessione sul prossimo futuro riguarda la grande vendetta della materialità sull’intangibile. Le persone che “fabbricano cose” di solito non capiscono fino in fondo quello che fanno. Nel senso che non sempre lo concettualizzano. Lavorano per intuizione o per competenza, per intenzione o per tradizione, ripetendo gesti antichi, che sono importanti forme di conoscenza, diverse però dalla sperimentazione e dalla conoscenza che sostiene i progetti innovativi. Leonardo affermava la necessità di bilanciare teoria e pratica in egual misura, proponendo un equilibrio virtuoso e segnalando “...l’error di quelli che usano la pratica senza la scienzia. Quelli che s’innamoran di pratica sanza scienzia son come ’l nocchieri ch’entra in navilio sanza timone o bussola, che mai ha certezza dove si vada”. Come scrive Richard Sennett nel suo L’uomo artigiano, che è diventato un punto di riferimento della modernità avanzata, la locuzione latina homo faber significa semplicemente “l’uomo in quanto artefice, creatore”. Essa ricorre nel Rinascimento negli scritti di filosofia e sulle arti. Henri Bergson l’ha applicata alla psicologia. Per imparare dalle cose occorre prestare attenzione alla qualità dei loro materiali e dei loro processi: una stoffa ben tessuta e un pesce ben cotto ci permettono di immaginare categorie di “bontà” più ampie. Ben disposto verso i sensi, il materialista culturale vuole individuare i punti in cui si trova il piacere e come esso è strutturato. Le persone possono raccogliere informazioni su di sé attraverso le cose che fabbricano. Per questo è tanto importante la maestria tecnica, l’abilità di fabbricare bene le cose, ma anche la capacità di selezionare materiali di qualità. Il termine “maestria”, con il suo rimando ai maestri artigiani, designa un impulso umano fondamentale sempre vivo, il desiderio di svolgere bene un lavoro per se stesso. Con un intimo nesso tra la mano e la testa, che illustra come le abilità tecniche si fondino sulla pratica fisica, e come la motivazione conti più del talento. Ripartire dalla sostenibile pesantezza dell’essere significa poi rivalutare la pazienza come attributo del “fare meglio di chiunque”, che parte proprio dalla qualità materiale della sostanza. Quello che con Giovanni Lanzone abbiamo definito la riscossa di Verità e Bellezza (Nomos Editore, 2010) riconoscendo la centralità dell’eccellenza che diventa la leva strategica principale per entrare nel mercato autentico della globalizzazione, e che dimostra l’importanza di imparare a comunicarla. Al centro di questa riflessione torna a esserci – rivista e corretta – la figura dell’artigiano. L’artigiano è la figura rappresentativa di una specifica condizione

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One of the paradoxes that opens the debate over the near future concerns the great vendetta of the material over the intangible. People who “make things” are generally not fully aware of what they are doing, meaning they do not always conceptualize. They work by intuition or practical skill, purposefully or traditionally, repeating age-old gestures, which are important forms of knowledge but differ from the experimentalism and understanding that generate innovative projects. Leonardo argued for the need to balance theory and practice in equal measure in a virtuous equilibrium and pointed out “the error of those who use practice without knowledge. Those who are enamored of practice without knowledge are like a helmsman on a ship without rudder or compass, who never know where they are going.” As Richard Sennett writes in The Craftsman, a book that has become a landmark of advanced modernity, the Latin tag homo faber simply means “man as maker.” It is recurrent in Renaissance writings on philosophy and the arts. Henri Bergson applied it to psychology. To learn from things we have to pay attention to the quality of their materials and processes. A well-woven fabric and a well-cooked fish enable us to imagine broader categories of “goodness.” Well-disposed towards the senses, the cultural materialist seeks to identify the points where pleasure is found and the way it is structured. People can collect information about themselves through the things they make. This is why technical mastery, the ability to do things properly, is so important, like the ability to select quality materials. The term “mastery,” with its reference to the master craftsmen, denotes a fundamental human impulse that is always alive, the desire to do good work for one’s own sake. There is a close bond between hand and head which shows that technical skills are based on physical practice and motivation counts for more than talent. Then, starting over from the sustainable heaviness of being, means reassessing patience as the quality of “doing better than anyone,” which begins precisely with the material quality of the substance. What Giovanni Lanzone and I have called the redemption of Truth and Beauty (Verità e Bellezza, Nomos Editor, 2010), recognizing the centrality of excellence, which becomes the principal strategic lever to enter the authentic market of globalization and reveals the importance of learning to communicate. The figure of the craftsman, revised and corrected, returns to the heart of this reflection. The craftsman is the representative figure of a specific part of the


LA MATERIA RIPRENDERà CORPO SULL’INTANGIBILE. L’ECCELLENZA è LA LEVA STRATEGICA PER ENTRARE NEL MERCATO DELLA GLOBALIZZAZIONE, E LA PAZIENZA SCANDISCE I VALORI DELL’ECCELLENZA MATERICA THE MATERIAL WILL REGAIN BODY OVER THE INTANGIBILE. ExCELLENCE IS THE STRATEGIC LEVER TO ENTER GLOBALIZED MARKETS, AND PATIENCE INFLECTS THE VALUES OF MATERIAL ExCELLENCE

umana che parte dalla materia: la dedizione, mettere un impegno personale nelle cose che si fanno. Come nel seguire i fili di una tessitura complessa. La parola greca che traduciamo con artigiano è demiourgos, un composto che unisce l’idea di pubblico (demios: appartenente al popolo) e di produzione (ergon: opera, lavoro). Platone ricollegava l’abilità tecnica al verbo poiein, “fare”. Da poiein deriva la parola “poesia”, e anche nell’inno i poeti sono nominati tra i vari tipi di artigiani. Questo tipo di attività è sempre caratterizzata dall’aspirazione alla qualità, e dalla pazienza nel conseguirla. Nelle aziende neorinascimentali, che plasmeranno il futuro, emerge questa capacità di credere incondizionatamente in un progetto, di saperlo coltivare e farlo crescere con cura e pazienza, al di là delle pressioni esterne che si fanno sempre più decise. Il senso dell’impresa e il coraggio dell’imprenditore si incarnano sempre più spesso in questa capacità di investire nella pazienza che diventa perseveranza. Una virtù che solo qualche anno fa sarebbe stata considerata ingenua e non in sintonia con lo spirito dei tempi. Oggi al contrario i nuovi paradigmi segnalano i valori dell’eccellenza materica, della lentezza, della qualità profonda, della cura nel dettaglio, come i valori che caratterizzeranno anche i nuovi modelli di business. A questo punto lasciamo la parola a Leonardo: “La pazienza fa contro alle ’ngiurie non altrimenti che si faccino i panni contra del freddo; imperocché se ti moltiplicherai di panni secondo la moltiplicazione del freddo, esso freddo nocere non ti potrà. Similmente alle grande ingiurie cresci la pazienza; esse ingiurie offendere non ti potranno la tua mente”. La pazienza, intesa come parametro di qualità, scardina quindi la logica taylorista e irrompe nella gabbia dello scientific management, ponendo i presupposti d’eccellenza come un nuovo paradigma fondato sulla capacità di “fare meglio di chiunque”. È questo il tema che si raccorda con la credibilità italiana nel definire il gusto e la sua distintività, lontano dalle chimere del lusso e del prestigio che non ci appartengono. L’eccellenza si esprime infatti in qualsiasi settore e lungo tutti i processi della filiera: dalla realizzazione delle cucine fino alla meccanica dei rubinetti. Come nel controllo minuzioso di macchine che non hanno nulla da invidiare a quelle leonardesche. Non c’è infatti creatività di prodotto senza creatività nel concepimento e nella costruzione delle macchine per produrlo. Sempre partendo comunque dalla materia.

human condition starting from matter: dedication, a personal commitment to the things we do. Like tracing the threads in a complex fabric. The Greek word we translate as “craftsman” is demiourgos, a compound that combines the idea of public (demios: belonging to the people) and production (ergon: work, labor). Plato related technical skill to the verb poiein, “to make.” From poiein comes the word “poetry” and the hymn names poets among the various types of craftsmen. This type of activity is always distinguished by the aspiration to quality, and patience in pursuing it. The neo-Renaissance companies that will shape the future, clearly possess the ability to believe unconditionally in a project, the ability to cultivate it and grow it carefully and patiently, regardless of the external pressures that are becoming more assertive. The sense of the enterprise and the courage of the entrepreneur are increasingly embodied in this capacity for investing in patience which becomes perseverance. A virtue that only a few years ago would have been considered naive and out of keeping with the spirit of the times. Today, on the contrary, the new paradigms indicate the values of material excellence, slowness, profound quality, the care of detail, as the distinctive values of the new business models. At this point we can quote Leonardo: “Patience is to wrongs as clothes are to the cold; for if you multiply your garments in proportion to the multiplication of the cold, it will never be able to harm you. Likewise great wrongs increase patience; wrongs cannot offend your mind.” Patience understood as a parameter of quality thus disrupts the Taylorist logic and breaks open the cage of scientific management, laying the foundations for excellence as a new paradigm based on the ability to “do better than anyone.” This is the theme that ties in with Italian credibility in defining taste and its distinctive character, far from the fantasies of luxury and prestige that are no part of us. Excellence can be expressed in any field and through all the processes of the business chain, from kitchen products to faucet mechanisms. As in the fine-tuning of machines that are every bit as good as those devised by Leonardo. There is no product creativity without creativity in the conception and construction of the machinery to produce it. In every case beginning with the material.

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TECH-MATTERS_ LIFESTYLE

come un abito cucito adosso al cliente like a garment made

SU MISURA

TO MEASURE

IN uNA VILLA NOVEcENTEscA DI uN VIp DELL’EpOcA LO sTuDIO GuILHEM & GuILHEM DI cANNEs è INTERVENuTO RADIcALMENTE RIcORRENDO A uN usO MAssIVO DELLA pIETRA, AppLIcANDO uN RIccO cAMpIONARIO DI MARMI E GRANITI, TuTTI FORNITI E LAVORATI DA FuRRER THE GuILHEM & GuILHEM OFFIcE IN cANNEs RADIcALLy REDEVELOpED THE TwENTIETH-cENTuRy VILLA FORMERLy OwNED by A VIp OF THE TIME. THEy MADE MAssIVE usE OF sTONE, AppLyING A RIcH cOLLEcTION OF MARbLEs AND GRANITEs, ALL suppLIED AND FINIsHED by FuRRER

La villa, imponente e isolata, si erge sopra un costone nella parte più bella della Costa Azzurra. A picco sul mare, circondata da pini marittimi e dalla macchia mediterranea, è l’emblema del lusso e della privacy esclusiva. Dell’originaria costruzione novecentesca, appartenuta a un personaggio famoso, è rimasta solo la struttura composta da un corpo centrale affiancato da un’ala più bassa, porticata. L’intervento di ristrutturazione, affidato allo studio Guilhem & Guilhem di Cannes, è stato radicale. L’intonaco esterno, rosato, è stato sostituito da lastre di marmo nella delicata tonalità Crema Marfil, così come le colonne del portico, i gradini esterni, le finiture di porte e finestre. Anche all’interno tutti i rivestimenti sono stati realizzati con marmi e graniti, a eccezione di alcuni ambienti dove la pietra è abbinata a boiserie dai toni caldi. L’aspetto più interessante del progetto è infatti l’uso quasi esclusivo del materiale lapideo per creare un continuum tra spazio esterno e interno, affidandosi anche alla predominanza del colore crema. La decorazione e il design degli interni sono invece giocati su raffinati dettagli cromatici che vanno dal rosa al marrone e al nero, passando per una gradazione di sfumature che solo la pietra naturale possiede. The villa, imposing and isolated, stands on a ridge in the most beautiful part of the Riviera. Overlooking the sea, surrounded by pine woods and the Mediterranean maquis, it is the epitome of luxury and exclusive privacy. Of the original twentieth-century building, which belonged to someone famous, there remains only the structure consisting of a central block flanked by a lower porticoed wing. The restoration project, entrusted to the Guilhem & Guilhem office in Cannes, was radical. The pink plaster facing of the exterior has been replaced by slabs of marble in the delicate Crema Marfil shade, which is also used for the columns of the portico, the steps outside and as a finish for the doors and windows. Also the facing of the interiors is in marble and granite throughout, with the exception of some areas where stone has been combined with warm wooden wainscoting. The most interesting aspect of the project is the almost exclusive use of stone to create a continuity between the interior and exterior spaces, relying also on the predominance of the color cream. The decoration and interior design play on fine chromatic details that range from pink to brown and black, passing through a gradation of shades that only natural stone possesses.

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PAVIMENTO A INTARSI, sala da pranzo INTARSIA FLOOR, dining room

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TECH-MATTERS_LIFESTYLE

L’USO SAPIENTE DI MARMI NERI, MARRONI, ROSA, LEVIGATI O SABBIATI, PER CREARE SEMPLICI MOTIVI DECORATIVI O INTARSI PIù COMPLESSI… THE SKILFUL USE OF BLACK, BROWN AND PINK MARBLE, POLISHED OR SANDBLASTED TO CREATE SIMPLE OR MORE COMPLEx DECORATIVE INTARSIA PATTERNS…

All’effetto sontuoso dell’insieme si contrappone una cura dei dettagli che impreziosisce e, al tempo stesso, caratterizza i singoli ambienti, sfruttando le qualità estetiche e strutturali di marmi, graniti e onici. All’uso sapiente di marmi neri, marroni, rosa, levigati o sabbiati, per creare semplici motivi decorativi o intarsi più complessi, si accompagna la scelta, meno scontata, del granito Nero Zimbabwe levigato e fiammato per il pavimento a losanghe della cucina. Un progetto complesso, in cui la qualità del materiale lapideo, il taglio, la lavorazione, la fase di pre-posa, l’installazione e la lucidatura in opera hanno significato per Furrer mettere a disposizione la propria esperienza ingegneristica e abilità artigianale per ottenere il risultato voluto.

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The lavish effect of the whole is offset by a care for detail that embellishes and at the same time characterizes the individual interiors, using the structural and aesthetic qualities of marble, granite and onyx. The skilful use of black, brown and pink marble, polished or sandblasted to create simple or more complex decorative intarsia patterns is accompanied by the far less predictable choice of Nero Zimbabwe granite, polished and flamed, for the lozenge-shaped paving of the kitchen floor. A complex project, in which the quality of the stone materials, the cutting, working, the phases of pre-laying, installation and polishing required Furrer to provide its engineering expertise and craftsmanship to achieve the desired results.


Vedute esterne e dettagli di lavorazioni Views of exteriors and details of finishes

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TECH-MATTERS_LIFESTYLE

UN PROGETTO COMPLESSO CHE HA SIGNIFICATO PER FURRER METTERE A DISPOSIZIONE LA PROPRIA ESPERIENZA INGEGNERISTICA E ABILITà ARTIGIANALE… SU MISURA A COMPLEx PROjECT IN WHICH FURRER PROVIDES ITS ENGINEERING ExPERTISE AND CRAFTSMANSHIP… TO MEASURE Vedute degli interni Views of the interiors

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PAVIMENTO A MOSAICO, salone MOSAIC FLOOR, drawing room

PREZIOSI INTARSI, cantina REFINED INTARSIAS, cellar

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TECH-MATTERS_MATERIALS

STONE PROVIDED BY

FURRER

VENTITRÉ QuALITÀ DI pIETRE pER LA bELLEZZA DELLA VILLA

C A R R A R A

TwENTy-THREE KINDs OF sTONEs FOR THE bEAuTy OF THE VILLA

aZuL macaubaS marmo marbLE

biaNco thaSSoS marmo marbLE

crEma oriENtaLE marmo marbLE

crEma marfiL marmo marbLE

cromo vaLENcia marmo marbLE

EmpErador dark marmo marbLE

EmpErador Light marmo marbLE

giaLLo rEaLE marmo marbLE

NEro marquiña marmo marbLE

NEro SaiNt LaurENt marmo marbLE

NEro ZimbabwE graNito graNitE

oNicE biaNco oNicE oNiX

oNicE miELE oNicE oNiX

roSa carLa marmo marbLE

roSa portogaLLo marmo marbLE

roSaLia marmo marbLE

roSSo aLicaNtE marmo marbLE

roSSo rupaS marmo marbLE

ShivakaShi YELLow graNito graNitE

SiLvia oro marmo marbLE

travErtiNo cLaSSico marmo marbLE

vErdE accEgLio marmo marbLE

vErdE avEr marmo marbLE

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TECH-MATTERS_ GEOLOGY

A cIAscuNO IL suO (NOME) TO EAcH ITs OwN (NAME)

I NOMI DELLE pIETRE sONO A VOLTE AMbIGuI, pER FANTAsIA, sIMILITuDINE O AssONANZA, sFRuTTATA ANcHE DA pRODOTTI MAN-MADE. LA cORRETTA DENOMINAZIONE E LA cAMpIONATuRA DEVONO GARANTIRE LA NATuRALITÀ E L’ORIGINE DEL pRODOTTO THE pRINcIpAL psOMETIMEs THE sTONE NAMEs ARE AMbIGuOus, FOR FANcy, sIMILARITy OR AssONANcE, AbusED ALsO by MAN-MADE pRODucT. A cORREcT AppELLATION AND sAMpLING MusT GuARANTEE THE NATuRE AND THE ORIGIN OF THE pRODucT

Paola Blasi I nomi delle pietre che vengono oggi offerte sul mercato internazionale possono spesso risultare ambigui e fuorvianti. Ai sempre più numerosi nomi di fantasia che sono attribuiti sia a nuovi materiali sia a prodotti in esclusiva si aggiungono riferimenti geografici che nulla hanno a che vedere con la reale origine della pietra, ma che servono a rendere più attrattivo il materiale (per esempio: Bianco Italia estratto in Cina). In altri casi il nome di materiali storici e molto noti commercialmente può essere dato a pietre similari ma che provengono da aree geografiche estranee a quelle tradizionali. Il caso più emblematico è probabilmente quello del Botticino, un marmo beige che viene estratto nella provincia di Brescia dall’epoca romana. Lo stesso nome viene oggi utilizzato per materiali provenienti da Egitto, Iran, Cina, Cuba, Giordania, Indonesia e molti altri per definire genericamente dei calcari color beige omogenei. In altri casi il nome tradizionale viene lievemente modificato e attribuito a nuove pietre sempre per sfruttare l’appeal di materiali ben noti nel mercato (per esempio: Giallo Sienna, Perlatto). Nel peggiore dei casi lo stesso nome può essere attribuito a materiali di composizione diversa, oppure lo stesso materiale può essere definito differentemente. Questa situazione si è ulteriormente complicata da quando alcune industrie ceramiche hanno immesso nel mercato dei gres porcellanati denominandoli come famose pietre naturali (Travertino Romano Classico, Ardesia, Pietra Serena, Rosa Portogallo, Giallo Siena, Statuario, Bardiglio, Juparanà, Kashmir White e svariati altri). Questo ha costretto molte aziende lapidee a difendere l’origine naturale dei propri prodotti e a questo scopo sono stati creati marchi collettivi specifici come “Pietra Naturale” e “Pietra Autentica”, che si pongono l’obiettivo di promuovere l’utilizzo di materiali naturali e non di quelli man-made. Per i progettisti che vogliono utilizzare la pietra naturale diviene quindi fondamentale richiedere una corretta denominazione unitamente a una campionatura rappresentativa del materiale, per evitare di basare la propria F StoneMagazine 68

Today the names of the different varieties of stone marketed internationally are often ambiguous and misleading. To the increasing numbers of fancy names given to both new materials and exclusive products there are added geographical references that have nothing to do with the true origin of a given type of stone, but are used to make the material more marketable (for example, Bianco Italia quarried in China). In other cases the names of historical materials, well known commercially, may be given to similar stones from geographical regions outside the traditional ones. The most emblematic case is probably Botticino, a beige marble quarried in the province of Brescia ever since Roman times. The same name is now used for materials from Egypt, Iran, China, Cuba, Jordan, Indonesia and many others to define generally homogeneous beige limestones. In other cases, the traditional name is slightly altered and attributed to new kinds of stone to exploit the appeal of materials already well known on the market (for example, Yellow Sienna and Perlatto). In the worst cases the same name can be given to materials of different composition, or the same material can be given different names. This situation is further complicated since some ceramic manufacturers have entered the market for porcelain stoneware, giving their tiles the names of famous natural stone. Examples are such as Travertino Romano Classico, Ardesia, Pietra Serena, Rosa Portogallo, Yellow Siena, Statuario, Bardiglio, Juparanà, Kashmir White and many others. This has forced many stone-producing companies to defend the natural stone of its products and has led to the creation of specific collective brands such as “Natural Stone” and “Authentic Stone,” with the aim of promoting the use of natural and not synthetic materials. For designers who want to use natural stone it is essential to insist they be labeled with the correct names together with a substantial sampling of the material, to avoid basing their choices on a small size sample, which hardly ever


F StoneMagazine 69


TECH-MATTERS_GEOLOGY

scelta su un campione di piccole dimensioni, che quasi mai riassume le caratteristiche integrali della pietra. In Europa i parametri che devono essere forniti per tutte le pietre naturali sono stabiliti dalla norma tecnica UNI EN 12440 Pietre Naturali - Denominazione. Questi parametri sono: nome tradizionale, nome scientifico (famiglia petrografica), colore e luogo d’origine. Il nome tradizionale è quello che corrisponde al nome commerciale del materiale e non deve contenere riferimenti geografici fuorvianti. Il nome scientifico classifica in modo univoco il materiale dal punto di vista della sua composizione e della sua genesi. Questo permette di poter inquadrare almeno le principali caratteristiche fisico-meccaniche, di durabilità, di stabilità del colore, di lavorabilità ecc. Il nome scientifico consente, infatti, di risalire alla natura magmatica, sedimentaria o metamorfica del materiale. Le rocce magmatiche sono quelle che derivano dalla solidificazione del magma presente al di sotto della superficie terrestre (per esempio: graniti, trachiti, basalti ecc.). Quelle sedimentarie dalla deposizione di detriti di rocce preesistenti e/o di resti animali e vegetali (per esempio: calcari, arenarie, travertini ecc.). Le rocce metamorfiche, infine, derivano dalla profonda trasformazione di rocce preesistenti causata da agenti fisici (pressione e temperatura) e chimici (per esempio: marmi, ardesie ecc.). Il colore, anche se non sempre facilmente definibile, fornisce un’indicazione di massima delle caratteristiche estetiche del materiale allo stato grezzo. È infatti noto che le lavorazioni superficiali possono modificare l’aspetto visivo delle pietre. Il dato relativo al luogo d’origine non è sempre di facile reperibilità. Nel caso dei materiali più conosciuti sul mercato internazionale si può addirittura arrivare a conoscere le coordinate GPS delle cave d’origine, ma per le new entries la provenienza è di frequente top-secret per tutelare gli interessi dell’azienda che ha investito in attività di esplorazione e ricerca spesso in località remote. In questo caso può essere sufficiente dichiarare il Paese d’origine del materiale, anche se la tendenza è quella di cercare di ottenere maggiori informazioni dal produttore. Una corretta denominazione del materiale è molto importante anche ai fini della marcatura CE che è obbligatoria ormai da alcuni anni per l’introduzione F StoneMagazine 70

gives a clear idea of the true range of the stone’s qualities. In Europe, the parameters that have to be furnished for all natural stone are fixed by the technical standard UNI EN 12440 Natural Stones - Names. These parameters are: traditional name, scientific name (petrographic family), color and place of origin. The traditional name is the trade name of the material and should not contain misleading geographical references. The scientific name unambiguously classifies the material in terms of its composition and genesis. This makes it possible to classify at least its principal physical and mechanical properties (durability, color stability, workability, etc.). The scientific name makes it possible to retrace the igneous, metamorphic or sedimentary nature of the material. Igneous rocks are those derived from the solidification of magma below the earth’s surface (for example, granites, trachytes, basalts, etc.). Sedimentary rocks are formed by the deposition of existing rocks and/or animal and plant remains (for example, limestone, sandstone, travertine, etc.). Metamorphic rocks, finally, derive from the profound transformation of previously existing rocks due to physical agents (pressure and temperature) and chemical agents (e.g. marble, slate, etc.). Color, though not always easily defined, provides a rough clue to the aesthetic characteristics of the material in its raw state. It is well known that surface treatments can modify the visual appearance of stone. Data about the place of origin is not always easy to obtain. In the case of the most popular materials on the international market one might even learn the GPS coordinates of the quarries they come from, but in the case of new materials the origin is often kept strictly secret, to protect the interests of companies that have invested in exploration and research, often in remote regions. In this case it may be sufficient to declare the country of origin of the material, although the tendency is to try to obtain more information from the producer. The correct name of the material is also very important for the CE marking, which has been mandatory for some years now for the introduction and transport of finished products in natural stone within the European market. There is also another European standard – UNI EN 12670 Natural Stones Terminology – which can be useful to the designer who wishes to study the


e la circolazione nel mercato europeo dei prodotti finiti in pietra naturale. Esiste anche un’altra norma europea – la UNI EN 12670 Pietre Naturali Terminologia – che può essere utile al progettista che voglia approfondire i termini impiegati nel settore lapideo. Il documento riporta quattro glossari principali: uno geologico, uno per i termini di cava, uno per quelli della lavorazione e l’ultimo per i prodotti e le tecniche d’installazione. Il glossario geologico riporta fra l’altro i nomi di molte pietre includendo sia la loro definizione scientifica sia quella commerciale. Talune definizioni merceologiche, infatti, si differenziano dal termine puramente scientifico, includendo una maggiore varietà di materiali. L’esempio più tipico è quello dei marmi. Un marmo in senso commerciale include anche i calcari (rocce sedimentarie), mentre un marmo in senso scientifico può essere solo un calcare ricristallizzato (roccia metamorfica). Nei mercati americani e asiatici gli standard di riferimento per le pietre naturali (dimension stone) sono quelli codificati dall’ASTM International e in particolare dal Technical Committee C18. Per la terminologia la norma generale di riferimento è la ASTM C119 Standard Terminology Relating to Dimension Stone. Anche in questo caso si tratta di un glossario in cui sono riportati dei termini generali. Particolare attenzione viene poi riservata alla definizione dei trattamenti superficiali e a quella di sei principali gruppi di pietre. Questi sono quelli dei graniti, dei limestone (calcari), dei marmi, delle rocce a elevato contenuto in quarzo (quarziti e arenarie) e delle ardesie. Un ulteriore gruppo include le rocce particolari non facilmente classificabili all’interno delle altre classi, come gli scisti, i serpentini e le pietre saponarie. Si tratta di raggruppamenti fatti cercando, anche in questo caso, un compromesso fra le definizioni tecnico-commerciali e quelle scientifiche. Per ciascuna di queste classi sono disponibili anche norme specifiche che meglio dettagliano le caratteristiche fisico-meccaniche che i materiali devono possedere. In conclusione, le norme EN e ASTM in materia di terminologia e definizione dei materiali non sono perfettamente coincidenti e questo può generare qualche confusione. È quindi consigliabile, a seconda dei mercati di riferimento, riferirsi a quelle vigenti o a quelle richieste dalla controparte.

terms used in the stone industry. The document has four principal glossaries: one is geological, one contains the quarrying terms, one concerns the transformation of products and the last one is about products and installation techniques. The geological glossary contains, among other things, the names of many stones including both their scientific designations and trade names. Some trade terms in fact differ from the purely scientific ones, including a greater variety of materials. The most representative example is marble. Marble in the commercial sense includes limestones (sedimentary rocks), while marble in the scientific sense can only be a recrystallized limestone (metamorphic rock). On the American and Asian markets, the standards for natural stone (dimension stone) are encoded by the International ASTM and in particular the Technical Committee C18. For terminology the general rule of reference is the ASTM C119 Standard Terminology Relating to Dimension Stone. Again this is a glossary that lists the general terms. Particular attention is given to the identification of surface treatments and the six main groups of rocks. These are the granites, limestones, marbles, rocks with a high quartz content (quartzite and sandstone) and slates. Another group includes particular rocks which are not easily classified within the other classes, such as schists, serpentines and soapstones. These groups were again formed by seeking a compromise between the technical-commercial definitions and the scientific ones. For each of these classes specific rules also apply which give fuller information about the physical and mechanical properties the materials should have. In conclusion, the EN and ASTM standards are not identical in their terminology and definition of materials, and this may cause some confusion. It is therefore advisable, depending on the markets involved, to consult the relevant standards or those requested by the client.

F StoneMagazine 71


TECH-MATTERS_ MATERIALS

STATUARIO VENATO

CAVA N.103 CALOCARA B - CARRARA

DESCRIZIONE MACROSCOPICA

MACROSCOPIC DESCRIPTION

Litotipo a grana medio-fine di colore bianco con venature grigie più o meno scure,

A medium-grained white-colored lithotype with darkish gray veins that are

di spessore sub-millimetrico e ad andamento disomogeneo, e con venature grigie

submillimetric in thickness with an irregular orientation. Gray centimetric veins

centimetriche associate a opachi anche millimetrici. Il materiale è compatto e privo

are present associated with opaque minerals that are up to millimetric in size.

di porosità superficiali. Possono comparire minuti cristalli di pirite.

Minute crystals of pyrite may also occur.

DESCRIZIONE MICROSCOPICA

MICROSCOPIC DESCRIPTION

Litotipo metamorfico cristalloblastico calcitico, caratterizzato da un mosaico

A calcitic crystalloblastic metamorphic lithotype, characterised by a polygonal mosaic

poligonale costituito da individui seriati (da 50 a 500 µm), di forma euedrale

composed of seriate crystals (from 50 to 500 µm) that are euhedral and subeuhedral

e subedrale con bordi rettilinei. Nel mosaico sono dispersi microcristalli di

in shape with straight grain boundaries. Dispersed in the mosaic are microcrystals

feldspati e di quarzo, opachi micrometrici e muscovite. Venature mm costituite da

of feldspar and quartz, micrometric opaque minerals and muscovite. There are

microcristalli calcitici che racchiudono un mosaico costituito da cristalli euedrali

millimetric veins composed of calcitic microcrystals that contain a mosaic composed

di calcite (< 3 mm). Fenocristalli silicatici costituiti da quarzo e feldspati con

of euhedral calcite crystals (< 3 mm). Silicatic phenocrystals occur composed of

dimensioni massime pari a 3 mm associati ad abbondante muscovite aciculare

quartz and feldspars of a maximum size of 3 mm associated with abundant

isoorientata, a dolomite e abbondante pirite (< 170 µm).

iso-oriented acicular muscovite, dolomite and abundant pyrite (< 170 µm).

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Cava n.103 Calocara B - Carrara (MS)

LUOGO D’ORIGINE

PLACE OF ORIGIN

CARATTERISTICHE FISICO MECCANICHE / PHYSICAL MECHANICAL CHARACTERISTCS NORMA

CARATTERISTICHE FISICO MECCANICHE PHySICAL MECHANICAL CHARACTERISTCS

EN 13755-08

Assorbimento acqua a pressione atmosferica Water absorption at atmospheric pressure

EN 1936-07

Massa volumica apparente Apparent density

EN 1936-07

Porosità aperta Open porosity

EN 12372-07

Resistenza a flessione con carico concentrato Flexural strength

U.M.

VALORE MEDIO MEAN VALUE

DEV. ST DEV. ST

%

0.14

0.00

Kg/m3

2710

4.1

%

0.4

0.04

Allo stato naturale In natural conditions

Mpa

5.6

1.9

Dopo 48 cicli di gelo Exposed to 48 frost cycles

Mpa

4.0

1.3

EN 1926-07

Resistenza alla compressione Uniaxial compressive strength

Mpa

87.0

10.2

EN 14231-04

Resistenza allo scivolamento Slip resistance (honed finishing) Finitura levigata (secco) Slip resistance (honed finishing): DRy

USRV

50

4

Finitura levigata (bagnato) Slip resistance (honed finishing): WET

USRV

19

3

COLORE/COLOR Bianco latteo con sottili vene grigie Milky white with thin gray veins NOME PETROGRAFICO (Secondo EN 12407) PETROGRAPHIC NAME (According to EN 12407) Marmo Marble LUOGO D’ORIGINE/PLACE OF ORIGIN Cava n.103 Calocara B - Carrara (MS) CARATTERISTICHE DEI BLOCCHI E DELLE LASTRE BLOCK AND SLAB CHARACTERISTICS I blocchi hanno dimensioni medie di 3,00 x 1,70 x 1,70 m. La direzione di taglio preferenziale è al contro (sfalsato). Average size of blocks: 3.00 x 1.70 x 1.70 m. Slabs are preferably cut against the grain, i.e. the hard way (staggered).

DATI tratti dal volume The Tuscan Marble Identities, edito da Toscana Promozione, www.marmiditoscana.it DATA from The Tuscan Marble Identities, published by Toscana Promozione, www.marmiditoscana.it/uk

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ON THE SEA_ SHIPYARD

Boutique Of uNiqueNess

deLL’uNiCità

sANLOReNzO

Roberto Franzoni Non solo un cantiere, che garantisce i più aggiornati livelli di tecnologia e la massima qualità costruttiva, ma una “sartoria”, dove ogni yacht ha un’impronta unica: quella del suo armatore. Sanlorenzo costruisce motoryacht su misura dal 1958. È una sorta di boutique della nautica dove l’armatore entra e, con la consulenza degli architetti della casa, modella sulle proprie esigenze, sul proprio gusto e sulla propria personalità il suo yacht, con una vera e propria modalità sartoriale. Naturalmente come in tutte le costruzioni complesse che contengono un elevato grado di ingegnerizzazione ci sono parametri fissi da rispettare – per lo scafo, la sovrastruttura, le motorizzazioni. Ma tutto il resto – il layout, i materiali, il décor – è definito singolarmente, individualmente, con l’armatore. Sanlorenzo ha così realizzato in oltre cinquant’anni seicento yacht tutti diversi uno dall’altro, costituendo un unicum nello scenario della produzione nautica mondiale. Il cantiere è nato a Viareggio, capitale mondiale della costruzione di yacht, e si è trasferito ad Ameglia, in provincia di La Spezia, nel 1998. Nel 2004 la proprietà è passata dalle mani del fondatore Giovanni Jannetti a quelle di un giovane imprenditore con una ricca e fulgida carriera nel settore nautico, Massimo Perotti, che ne ha consolidato, ampliato e rilanciato lo spirito e la mission.

Not just a shipyard that guarantees the latest technology and the highest levels of quality construction, but a “couturier,” where each yacht bears the unique imprint of its owner. Sanlorenzo has been custom building motoryachts since 1958. It’s like a boutique for watercraft, where ship owners can just walk in and by consulting with the in-house architects model a luxury yacht to suit their own needs, tastes and personality, just like a bespoke suit. Naturally, as in all complex structures that contain a high degree of engineering, there are certain fixed parameters that have to be respected: hull, superstructure and engines. But everything else – layout, materials and décor – can be selected individually by the owner. In over fifty years Sanlorenzo has thus made 600 yachts, and each one is different from all the others, a unique achievement in boatbuilding. The yard was founded in Viareggio, the world’s luxury yacht building capital, and moved to Ameglia in the province of La Spezia in 1998. In 2004 the ownership passed from the hands of its founder Giovanni Jannetti to a young entrepreneur with a rich and brilliant career in the marine industry, Massimo Perotti. He has consolidated, expanded and relaunched its spirit and mission.

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FOCUS

www.sanlorenzoyacht.com

46 STEEL (PAGINA ACCANTO) È IL PIÙ GRANDE YACHT COSTRUITO DA SANLORENZO E IL PRIMO IN ACCIAIO. SD122 (IN QUESTA PAGINA) È LA PIÙ GRANDE UNITÀ IN VETRORESINA ED È STATA PREMIATA NEL 2010 COME MIGLIOR DESIGN NEL WORLD SUPERYACHT AWARD.

46 STEEL (FACING PAGE) THE LARGEST YACHT BUILT BY SANLORENZO AND THE FIRST IN STEEL. SD122 (THIS PAGE) IS THE YARD’S LARGEST FIBERGLASS CRAFT. IN 2010 IT RECEIVED THE WORLD SUPERYACHT AWARD FOR BEST DESIGN.

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ON THE SEA_SHIPYARD

1 Il salone del SL104/500 Saloon of the SL104/500

2 Il bagno armatoriale del SL104/500 con l’imponente lastra di onice Master bathroom of the SL104/500 with the striking onyx slab 3 40 Alloy/102 con le terrazze aperte 40 Alloy/102 with open terraces

1

2

SPESSO LA PIETRA È APPLICATA SUI SANLORENZO COME UN OPERA D’ARTE STONE IS USED ExTENSIVELY AS A WORk OF ART ABOARD SANLORENZO LUxURY YACHTS

La struttura produttiva del cantiere si articola in due stabilimenti. Nei Cantieri Navali Sanlorenzo di Ameglia si costruisce la gamma di motoryacht plananti in vetroresina da 19 a 33 metri che hanno consolidato la fama del marchio. A questo sito, nel 2006, Perotti ha affiancato il cantiere di Viareggio, dove nel 1958 nacque l’impresa. A Viareggio vengono costruiti semi-dislocanti in vetroresina da 27 a 37 metri; plananti veloci in alluminio, di cui il 40 Alloy, pluripremiato a livello internazionale per il suo design d’avanguardia e le sue terrazze abbattibili, costituisce l’espressione più alta; dislocanti in acciaio e alluminio, di cui il 46 Steel rappresenta per ora l’ammiraglia del cantiere. Nella personalizzazione assoluta di ogni esemplare di Sanlorenzo la pietra gioca un ruolo fondamentale e dialettico nella composizione del décor dello yacht. “La pietra è contenuta soprattutto in bagno e cucina – dichiara Tiziana Vercellesi, architetto, responsabile della definizione degli interni con l’armatore al cantiere di Viareggio per gli yacht in metallo – ma anche in spazi comuni, come ingressi, foyer, in particolare in applicazione orizzontale, su pavimenti, più che come rivestimento di paratia. La componente tecnico-applicativa è similare per superfici orizzontali o verticali, ma nelle verticali si usa solo l’alleggerito con honeycomb in alluminio, mentre nelle orizzontali si possono usare entrambe le soluzioni, alleggerito o massello, secondo il tipo di pietra e il tipo di calpestio previsto. L’uso del pieno si applica in particolare quando è richiesta una decorazione complessa e composta, con inserti, fregi e disegni”. Gli armatori Sanlorenzo hanno un gusto prevalentemente sobrio e delicato e gli architetti sanno pilotare le scelte degli armatori lungo rotte di eleganza

F StoneMagazine 76

The company’s production structure is divided between two yards. Cantieri Navali Sanlorenzo at Ameglia builds the range of 19 to 33 meter fiberglass planing motoryachts which established the firm’s reputation. To this yard, in 2006 Perotti added the shipyard in Viareggio, where in 1958 the company was founded. The Viareggio yard builds 27 to 37 meter semidisplacement fiberglass yachts; fast planing aluminum yachts, including the top-of-the-range 40 Alloy luxury yacht, which has won numerous accolades internationally for its innovative design and folding terraces; and steel and aluminum displacement yachts, with the 46 Steel as the yard’s flagship to date. In the full customization of each Sanlorenzo yacht, stone plays a key part in the dialectic of the composition of the yacht’s décor. “Stone is used principally in the bathrooms and kitchens,” observes Tiziana Vercellesi, the architect in charge of interior design, who works closely with the future owners at the Viareggio shipyard specializing in metal yachts. “But it is also widely used in areas such as entrances, foyers, in particular in horizontal applications, on floors, rather than for lining the bulkheads. The technical-applicative method adopted is similar for horizontal or vertical surfaces. But on vertical surfaces stone is only used lightened with honeycomb in aluminum, while when it’s used horizontally either method, lightened or solid, can be used depending on the type of stone and the amount of wear expected. Solid stone is used in particular when the decoration is complex and composite, with inlays, friezes and patterns.” Owners of Sanlorenzo craft generally favor restraint and delicacy and the architects are skilled at guiding their choice towards simplicity and


Approfondimenti/See more at Per ulteriori informazioni su Sanlorenzo For more information on Sanlorenzo

www.fstone.tv/sea

3

raffinata e semplice. I materiali più richiesti sono pietre omogenee, con poche venature. Con stili più moderni e minimalisti a volte si scelgono materiali molto decorativi, come la lastra d’onice con una grande vena, applicata al bagno armatoriale del SL 104/500, il primo della serie, presentato al Salone di Genova del 2009, arredato internamente dallo studio milanese Dordoni Architetti. La pietra diventa allora come un quadro, un’opera d’arte che arreda e decora mentre riveste. “Ultimamente i materiali venati stanno riprendendo quota – continua l’architetto Vercellesi – rispetto alla semplice e discreta arenaria con cui abbiamo arredato molte barche. La combinazione di pietre diverse sta pure entrando nel gusto, come un arricchimento di arredi molto minimalisti”. Il cantiere Sanlorenzo utilizza l’elevata cultura lapidea della zona apuana anche quando si avvale di fornitori fuori area, sia per le forniture che per le lavorazioni. “Pratichiamo il tracciamento presso il fornitore – specifica Vercellesi – scegliendo al vero le lastre da tagliare e da accoppiare armoniosamente. Per il 46 Steel 107, che scenderà in acqua nel corso del 2011, stiamo lavorando così, cabina per cabina”. L’architetto Sandro Chiavetta ha partecipato alla costruzione di duecentocinquanta delle seicento barche Sanlorenzo in quindici anni di collaborazione con il cantiere, vissuti fino al 2010 nel cantiere di Ameglia, prima di passare al cantiere di Viareggio, dove si occupa della definizione degli interni delle navette semi-dislocanti in vetroresina. La ricercatezza decorativa e una certa ridondanza di segno dipendono molto dalle culture. I russi per esempio sono legati a un mondo

refinement. The materials most in request are uniformly colored stones with moderate veining. Together with more modern and minimalist styles clients sometimes choose highly decorative materials, such as the slabs of large-veined onyx in the master bathroom of SL 104/500, the first of the series, presented at the Genoa Boat Show in 2009. The interiors were designed by Milan-based studio Dordoni Architetti. In these cases stone is used like a painting, a work of art that decorates and furnishes as well as facing the interiors. “Recently veined materials have been returning to favor,” continues Tiziana Vercellesi, “as compared to the simple and discrete sandstone which we have also used to furnish many yachts. Combinations of different kinds of stone are also currently very attractive to enhance the strictly minimalist furnishings.” The Sanlorenzo yard draws on the highly developed stone-working skills of the Apuan region both for supplies and processing, even when the material is brought from further afield. “We always use fully traceable stone from our suppliers,” specifies Tiziana Vercellesi, “examining the live rock to choose the sheets of stone to be cut and harmoniously combined. We are now working like this, cabin by cabin, on the 46 Steel 107, to be launched in 2011.” The architect Sandro Chiavetta has worked on 250 of the 600 Sanlorenzo watercraft in his fifteen years of collaboration with the shipbuilder. Down to 2010 he was based on the Ameglia yard before moving to Viareggio, where he is responsible for designing the interiors of the semi-displacement fiberglass shuttles. The degree of decorative elegance and elaborateness is strongly culture-dependent. The Russians, for example, come from a

F StoneMagazine 77


40 Alloy

40 Alloy

LA PIETRA LISCIA O VENATA, OPACA O LUCIDA, DIALOGA VIVACE E COERENTE SIA NEGLI AMBIENTI MINIMALISTI CHE OPULENTI APPORTANDO RICCHEZZA ED ELEGANZA STONE, SMOOTH OR VEINED, MATTE OR GLOSSY, CREATES VIVID HARMONIES WITH BOTH MINIMALIST AND OPULENT INTERIORS, BRINGING RICHNESS AND ELEGANCE

46 Steel

F StoneMagazine 78

SL72


di opulenza che esige segni forti e quindi anche i materiali si adeguano di conseguenza. “Gli armatori russi, che da un paio d’anni si stanno rivolgendo a Sanlorenzo – specifica l’architetto Chiavetta – sono più desiderosi di ricchezza formale, in fondo hanno sempre negli occhi l’Hermitage di San Pietroburgo!”. Un materiale di recente introduzione è la pietra di Fossena, con un tono di grigio molto moderno, di tendenza. “Lo definirei armaniano – specifica Chiavetta – è un materiale che mischia il beige e il grigio e che può essere anche lavorato fiammato. Un altro materiale che stiamo usando è un onice color ‘Coca-cola’ che assolve il compito di arricchire ambienti molto semplici, con boiserie lisce e chiare. Lo stiamo impiegando nel bagno armatoriale della prossima SD122”. Come è cambiato il gusto decorativo in questi ultimi quindici anni? “Dagli anni novanta a oggi il gusto si è asciugato molto – specifica Chiavetta – oggi si tende di più al monocromatismo, salvo magari situazioni particolari di una pietra che presenta segni, venature, trame uniche nel loro genere. Allora la pietra viene usata come un quadro, come un’opera d’arte, quale è, della natura. Anche la finitura è cambiata. Oggi si usa molto di più la finitura opaca. Siamo fra due opposti: o la semplicità assoluta dell’arenaria trattata opaca o l’emozione dell’onice, trattato lucido”. Opaca o lucida, venata o liscia, la pietra continua a rappresentare, nella “Boutique Sanlorenzo” un elemento fondamentale a disposizione degli architetti, per modellare sul gusto dell’armatore il suo yacht, unico, come lui.

culture that demands a strong display of opulence and thus adopt the materials accordingly. ”Russian yacht owners, who for the last couple of years have been turning to Sanlorenzo,” specifies Sandro Chiavetta, “are more inclined to favor formal richness. Basically they always have the Hermitage in St. Petersburg before their eyes!” A material recently introduced is Fossena stone, in a very modern gray tone which is extremely fashionable. ”I’d call it an Armani color,” notes Chiavetta. “It mingles beige and gray and also comes up well flamed. Another material we’re using is a ‘Coca-cola’ shade of onyx capable of enhancing very simple interiors, with smooth and clear wood paneling. We’ll be using it in the master bathroom of the next SD122.” How have tastes in decoration changed over the last fifteen years? “Since the nineties tastes have become much more restrained,” observes Chiavetta. “The trend currently is towards monochrome, except where a special kind of stone might be used in specific circumstances because it displays unique markings, veining, texture. Then the stone is used like a picture, like a work of art, which it is, a work made by nature. Finishes have also changed. Today matte finishes are far commoner. We’re between two opposites: the absolute simplicity of sandstone with a matte finish or the luster of onyx with a gloss finish.” Matte or glossy, veined or smooth, stone continues to be an essential item in the Sanlorenzo range, an important material used by architects to fashion a yacht to suit the taste of its owner, both equally unique.

Le PietRePReCiOus PReziOse stONes

40 Alloy

40 Alloy

40 Alloy

SD92

46 Steel

46 Steel

46 Steel

46 Steel

SL72

SL104

SL104

SL104

SL104

SL104

SD122

SD122

40 Alloy

SD122

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Un mondo di valori senza tempo A world of timeless values

ON THE SEA_ PEOPLE

quALità seNzA CONfiNi LiMitLess quALitY

Massimo Perotti Presidente Cantieri Navali sanlorenzo/CeO sanlorenzo shipyard

Torinese, cinquant’anni, Massimo Perotti si è laureato giovanissimo in economia e commercio, con 110/110, e da allora non si è più fermato. “Dopo l’università il mio primo impiego è stato proprio in un’azienda nautica, dove ho lavorato ventidue anni – ricorda Perotti – e dove ho costruito e formato la mia professionalità. In quest’ambito è nata la mia passione per la nautica: passione per il prodotto, ma anche per il suo uso e, più in generale, per il mare. Dopo la mia famiglia, dal 1983 la nautica è diventata la mia vita. È stata la scoperta di un universo difficile, ma nel contempo entusiasmante, perché rappresenta la congiunzione di altri universi paralleli, che a volte sembrano addirittura in contrasto l’uno con l’altro. Universi dove si passa dal design degli esterni all’interior design, spaziando da esigenze di tecnologie avanzatissime all’artigianato più esclusivo. Basta entrare in uno dei nostri uffici tecnici e vedere come nasce la progettazione di ogni dettaglio in 3D per ogni imbarcazione. Luoghi di creatività e di ricerca, dove si passa dalla vetroresina all’alluminio e all’acciaio con cui sono realizzate le diverse costruzioni, alla ricerca della venatura ideale di un legno pregiato, come di un marmo rarissimo…”. Il desiderio di misurarsi direttamente con un’esperienza imprenditoriale, la passione e la ricerca di una qualità

Turin-born Massimo Perotti graduated young in Economics and Business and with top marks. He got off to a flying start and though he’s now fifty he has never slowed down since. “After college my first job was in a shipyard, where I worked for twentytwo years,” recalls Perotti. “It was there I first developed and honed my business skills. I also acquired my passion for sailing. A passion for the product, but also for its use and, more generally, for the sea. Since 1983 sailing has been my whole life, second only to my family. It was the discovery of a demanding world but at the same time an exciting one. It represents the union of a number of parallel universes, which sometimes actually seem to be at odds with one another. They range from naval architecture to interior design, from advanced technology to exclusive craft skills. A tour of one of our technical offices reveals how every detail is designed in 3D for every watercraft we produce. Creativity and research are all-important, because the shipwrights have to keep switching from fiberglass to aluminum and steel used in building the different ships, or search for the ideal grain or veining in a prized piece of timber or rare marble.” The desire to engage directly in an entrepreneurial experience, passion and the quest for quality without confines and a love of elegance and

Lusso: i propri desideri realizzati a regola d’arte Luxury: one’s desires fulfilled by skilled craftsmanship F StoneMagazine 80


senza confini, il gusto per l’eleganza e la sobrietà lo hanno fatto approdare da Torino alle sponde del Magra, il fiume che scorre nella Lunigiana e lambisce le radici delle Alpi Apuane. “Sono queste le motivazioni per le quali ho puntato su un marchio a cui ho sempre guardato come una delle ultime, autentiche espressioni di esclusività – chiarisce Perotti – un mondo a parte, che non esito a definire un ‘atelier della nautica’ made in Italy. Non a caso, non esiste un Sanlorenzo uguale a un altro. Perché da sempre realizziamo unicamente imbarcazioni su misura secondo lo stile e le esigenze di ogni singolo armatore e non per il mercato. ‘Un mondo di valori senza tempo’ è la promessa che abbiamo legato con convinzione al nostro marchio, perché credo che rappresenti bene tutto ciò per cui ci impegniamo, ogni giorno, nelle nostre due divisioni produttive”. Dal 2005, anno di acquisizione dei Cantieri Navali Sanlorenzo, Massimo Perotti vive a bordo di uno yacht che, naturalmente, è un Sanlorenzo. “Ne cambio uno ogni cinque, sei mesi per poter provare a fondo ogni singolo modello prodotto – dichiara – e questa esperienza diretta, vissuta giorno per giorno, mi permette di trasmettere le mie considerazioni circa la vita di bordo agli uffici tecnici di Sanlorenzo”. Come si muoverà il cantiere nella prospettiva della crisi mondiale, che non sembra dare tregua al settore? “Sanlorenzo in questo scenario è favorito rispetto ad altre realtà per il fatto di costruire barche sobrie, classiche e attente ai costi – analizza Perotti – caratteristiche che alla luce dei cambiamenti introdotti dalla crisi globale assumono un’importanza capitale. Oltre al miglioramento del prodotto-barca, occorrerà non trascurare il tema dell’assistenza: il servizio post-vendita sarà un’importante carta che i cantieri dovranno giocarsi. Dobbiamo venire incontro all’armatore nella soluzione di tutte le problematiche generate dal possesso di una barca. Nei momenti di crisi la clientela fa riferimento, come a dei beni rifugio, ai marchi con maggiore tradizione, solidità e storia alle spalle. Sanlorenzo si considera uno di questi”. L’Italia conta molti cantieri navali di prestigio. Come percepisce il presidente di Sanlorenzo il Made in Italy? “Come nella moda e nel design, l’Italia domina anche nella nautica – chiarisce Perotti – un primato riconosciuto da tutti. È un’eccellenza che deriva dalla nostra storia, dal nostro paesaggio, dalla capacità artistica e dai talenti che l’Italia ha espresso nei secoli. Questa leadership a mio parere rimarrà intatta anche nel futuro, a patto che gli italiani sappiano adattarsi. Grazie alla loro nota flessibilità ritengo che saranno più bravi di altri a trovare una nuova realtà di mercato. Anche sotto quest’aspetto Sanlorenzo può ritenersi in prima linea”.

simplicity took Perotti from Turin to the banks of the Magra River, which flows through the Lunigiana and washes the foothills of the Apuan Alps. “These were the reasons why I focused on a marque which I have always regarded as one of the last authentic expressions of exclusivity,” declares Perotti. “It’s a world apart. I would not hesitate to describe it as a ‘Ship-Building Atelier’ made in Italy. Not surprisingly, every Sanlorenzo is unique. This is because we have always made ships to measure, to suit the style and needs of each individual owner and not for the market. ‘A world of timeless values’ is the promise that we have associated from conviction with our logo, because I believe it clearly represents everything we strive for every day in our two production divisions.” Since 2005, the year he acquired the Sanlorenzo shipyard, Massimo Perotti has lived on board a ship, naturally a Sanlorenzo. “I change one every five or six months so as to test every single product model,” he says, “and this direct experience gained day by day enables me to corroborate my ideas about life aboard in discussions with the Sanlorenzo technical offices.” How will the shipyard cope with the global crisis, which seems to offer little respite to the sector? “In this scenario Sanlorenzo is favored over other yards because we build restrained, classic and cost-conscious crafts,” observes Perotti. “These qualities have acquired immense importance in the light of the changes brought about by the global crisis. In addition to enhancing our craft, we need to emphasize the function of service. After-sales service is an important card that all shipyards will have to play. We have to assist the owner to deal with all the issues involved in the possession of a yacht. In times of crisis, clients prefer to look for safe assets, meaning marques with the greatest tradition, solidity and history to back them up. San Lorenzo is definitely one of these.” Italy has many prestigious shipyards. How does the president of Sanlorenzo view the state of shipbuilding in Italy? “As in fashion and design, Italy dominates ship-building,” Perotti states. “Its primacy is universally acknowledged. It is an excellence that comes from our history, landscape, artistic ability and the talent Italy has produced over the centuries. I believe this primacy will remain intact even in future, provided that Italians are prepared to be adaptable. Thanks to their well-known flexibility I believe they will be better placed than others at finding new market potential. In this respect, too, Sanlorenzo can be considered to be on the cutting edge.”

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APPLICAZIONE DELLA PIETRA IN ARCHITETTURA A P P L I C AT I O N S O F S T O N E I N A R C H I T E C T U R E

S E U N O SC AT TO BA STA SS E A S PI EGA R E. . . I F A S N A PS H OT SU F F I C E D TO E X PL A I N … Noi di F Stone Magazine pensiamo che a volte un’immagine valga più di mille parole. E mille paia di occhi sono meglio di uno solo. Da qui l’idea di bandire il concorso fotografico internazionale iF Photo Award per scegliere gli scatti più belli che sapranno interpretare in maniera inedita le architetture di pietra. Il soggetto architettonico è diviso in due categorie: Classic e Green. Alla prima appartiene la pietra impiegata nel modo più tradizionale nell’architettura, dal classico al moderno; alla seconda interessa l’utilizzo del materiale lapideo in un contesto di ecosostenibilità, nell’ottica quindi del rispetto dell’ambiente, dell’efficienza energetica e dell’impiego di materiali naturali: un punto di osservazione pensato con la logica della biocompatibilità. We at F Stone Magazine think that sometimes a picture is worth a thousand words. And a thousand pairs of eyes are better than one. Hence the idea of launching the international photo competition iF Photo Award to select the best photos interpreting stone architecture in new ways. The architectural subject is divided into two categories: Classic and Green. The first covers stone used in more traditional ways in architecture, from classical to modern. The second relates to the use of stone material in a context of environmental sustainability, hence out of respect for the environment, energy efficiency and use of natural materials: an observation point conceived with the logic of biocompatibility.

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PARTECIPA REGISTRANDOTI AL SITO / TO TAKE PART, SIGN UP AT THE WEBSITE WWW.FURRER.IT/IT/MAGAZINE/IF-PHOTO-AWARD.ASP

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REGOLAMENTO / COMPETITION RULES

APPLICAZIONE DELLA PIETRA IN ARCHITETTURA A P P L I C AT I O N S O F S T O N E I N A R C H I T E C T U R E

GIURIA / JURy

La partecipazione al concorso è gratuita, si svolge esclusivamente on line ed è riservata ai maggiori di 18 anni. Modalità di partecipazione A tutti coloro che desiderano partecipare al concorso verrà chiesto di aprire un account Flickr (www.flickr.com), compilare l’apposito Form all’indirizzo http://www.furrer.it/it/magazine/if-photo-award.asp inserendo i dati personali e l’ID del profilo Flickr. Ogni partecipante potrà caricare nel pool del gruppo “iF Photo Award” un massimo di tre fotografie con didascalia esplicativa: luogo, data, categoria (Classic, Green). Requisiti richiesti per le fotografie Formato elettronico JPG e colore RGB, leggibilità sia verticale che orizzontale, definizione 300 dpi. Non sono ammesse foto con scritte sovraimpresse o altri tipi di addizioni, inclusi ritocchi fotografici con programmi di fotoritocco, per esempio Photoshop. Non è possibile partecipare con foto che siano già state segnalate e/o vincitrici di altri concorsi. Una Giuria di architetti, giornalisti, designer e fotografi di fama internazionale sceglierà i primi tre classificati. Termine e assegnazione premi I premi verranno consegnati ai vincitori entro il mese di ottobre 2011, previa comunicazione tramite e-mail. I nominativi dei premiati saranno pubblicati sul sito www.furrer.it Primo classificato: iPad con Wi-Fi 16 GB Secondo classificato: Canon Power Shot S90 Terzo classificato: Tracolla Bag Large Black

Regolamento completo visibile all’indirizzo www.furrer.it/it/magazine/if-photo-award.asp

Roberto Franzoni direttore editoriale / editor F Stone Magazine Decio G.R. Carugati giornalista e vicedirettore / journalist and deputy director F Stone Magazine Nicola Pedrini Art Director Thetis Mario Cresci fotografo e professore / photographer and professor Accademia di Belle Arti di Brera Pier Giorgio Balocchi professore / professor Accademia di Belle Arti di Carrara Simone Caffaz direttore / director Accademia di Belle Arti di Carrara Marco Pierini direttore / director Museo di Arte Moderna di Modena

The competition is free, it takes place exclusively online and is restricted to those 18 years old or over. How to Participate All participants in the competition will be required to open a Flickr account (www.flickr.com), fill out the form at http://www.furrer.it/it/magazine/if-photo-award.asp entering their personal data and the ID of their Flickr profile. Each participant will be able to upload to the pool of the “iF Photo Award” group a maximum of three photos with explanatory captions: place, date, category (Classic, Green). Requisites for Photographs Electronic JPG format and RGB color, vertical and horizontal legibility, definition 300 dpi. The following are not admitted: photos with text superimposed or other alterations, including photo touching up with photo editing software, such as Photoshop. Photos that have already received special mentions and/or won other competitions are excluded. A Jury of internationally famous architects, journalists, designers and photographers will choose the first three prize-winners. Close and Prize-Giving The prizes will be awarded to the winners by the end of October 2011, with notification by e-mail. The names of the winners will be published on www.furrer.it First prize: iPad con Wi-Fi 16 GB Second prize: Canon Power Shot S90 Third prize: Tracolla Bag Large Black

The complete rules can be seen at www.furrer.it/it/magazine/if-photo-award.asp

La Giuria sceglierà insindacabilmente le tre migliori fotografie in base a: qualità, aderenza al tema, soggetto scelto. The Jury will select the three best photographs based on: quality, thematic relevance, subject chosen. The Jury’s decision is final.


Se sei bianco, nero, giallo, verde non ha alcuna importanza. Se sei architetto, ingegnere, avvocato, operaio non ha alcuna importanza. Quello che conta è tu abbia una visione, una visione architettonica della pietra che comunichi qualcosa. iF Photo Award è un concorso internazionale che premia gli scatti più belli che sapranno interpretare in maniera inedita le architetture di pietra. It doesn’t matter whether you’re white, black, yellow or green. It doesn’t matter whether you’re an architect, engineer, lawyer or worker. What matters is you have a vision, an architectural vision of stone that communicates something. iF Photo Award is an international competition that will present prizes for the best photos interpreting stone architecture in new ways.


PHOTOGRAPHY_ PEOPLE ICONE DEL xx SECOLO / ICONS OF THE 20th CENTURY INSIEME AL CONCORSO FOTOGRAFICO IF PHOTO AWARD, LE STORIE DEI PIÙ GRANDI FOTOGRAFI DELLA NOSTRA EPOCA WITH THE IF PHOTO AWARD, PORTRAITS OF THE TOP ECHELON PHOTOGRAPHERS OF OUR ERA

HELMUT NEWTON Roberto Franzoni Helmut Newton è uno dei fotografi che hanno lasciato un segno forte nella storia dell’immagine della donna contemporanea. I suoi celebri ritratti si caratterizzano per un erotismo colto ed elegante: corpi femminili di cui fa emergere la bellezza ma anche l’ambigua relazione di potere con lo spettatore. È la donna a essere dominata dall’occhio maschile del fotografo? O è lei che ci domina attraverso la sua bellezza conturbante? Perfetto esempio della relazione di Newton con l’universo femminile è il ritratto di Margaret Thatcher, la prima e a tutt’oggi unica donna ad aver ricoperto la carica di primo ministro in Gran Bretagna. Newton stesso ha dichiarato: “Margaret Thatcher è stata il massimo: che cosa c’è di più sexy del potere?”. Le sue foto sono dure, aggressive, fredde, sconcertanti. Raggiunge un delicato e difficile equilibrio tra lusinga e caricatura. “Quello che trovo interessante – sostiene – è lavorare in una società piena di tabù e la fotografia di moda è parte di questa società. Avere tabù, aggirarli, questo, trovo interessante”. Il lato ironico è che lui abbia reso accettabili i tabù, almeno a certa gente. Helmut Newton is one of the photographers who have left a powerful imprint on the history of the image of the contemporary woman. His famous portraits are notable for their cultivated and elegant eroticism: he brings out the beauty of women’s bodies but also the ambiguous relationship of power with the viewer. Is it the woman who is dominated by the male eye of the photographer? Or does the woman master us by her disquieting beauty? A perfect example of Newton’s attitude to the female universe is his portrait of Margaret Thatcher, the first and so far only woman to have served as Prime Minister in Britain. Newton himself said: “For me Margaret Thatcher was the most. What’s sexier than power?” His photos are tough, aggressive, cold and disconcerting. He strikes a delicate and difficult balance between caricature and flattery. “What I find interesting,” he said, “is to work in a society filled with taboos, and fashion photography is part of this society. Having taboos, getting around them, that’s what I find interesting.” The irony is that he made the taboos acceptable, at least to some people. F StoneMagazine 86


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WHO Per molti aspetti Newton si prende gioco del sistema della moda, tanto quanto ha contribuito a esaltarlo. Spudoratamente mette a nudo aspetti che è difficile rilevare nel lavoro di altri fotografi di moda. Consideriamo per esempio uno dei suoi lavori più noti, Sie Kommen! (Arrivano!), di cui alcune copie sono state vendute a 55.000 dollari. È un lavoro composto da due immagini: una ritrae delle modelle abbigliate, l’altra le stesse modelle nude. Curiosamente la fotografia delle modelle nude, data la postura aggressiva, è molto meno sensuale di quanto ci si aspetterebbe. La loro nudità è di fatto un “vestito”, una divisa da “guerriere”. Sembra che gridino: “Guardate e non toccate! Stiamo arrivando… ma non per te!”. Il loro messaggio è: “Guardate… e morite dal desiderio!” e anche se questo non sarà certo il desiderio di chi sfoglia il libro, è definitivamente quello di chi indossa la moda. L’opera di Newton è stata molto spesso travisata, soprattutto negli anni settanta quando il movimento di liberazione delle donne lesse nelle sue foto di moda e di nudo una chiara sopraffazione della donna, in particolare nei ritratti dove compaiono collari, briglie, e addirittura una sedia a rotelle. Fu lo stesso Newton però a spiegare, in una sua biografia, di aver preso lo spunto dalla filmografia di Eric von Stroheim, di cui cita a esempio il film La grande illusione. Ciò che sembra aver soprattutto ispirato Newton è la percezione del trionfo femminile sulle avversità. Alle donne conferisce un potere illimitato, che siano cinte con protesi e aggeggi o che penzolino da un elicottero. Nella sua mente non c’è limite al potere femminile.

In many ways Newton mocks the fashion system just as much as he helped exalt it. He shamelessly brings out aspects that are difficult to detect in the work of other fashion photographers. Take one of his most famous works, Sie Kommen! (They’re Coming!), copies of which have sold for 55,000 dollars. The work consists of two images: one shows the models dressed, the other the same models naked. Oddly enough, the photo of the nude models, given the aggressive posture, is not nearly as sexy as we expect. Their nakedness is actually a “garment,” a “warrior” uniform. It seems to yell, “Look but don’t touch! We’re coming… but not for you.” Their message is: “Look… and die of desire!” And though this will certainly not be the desire of the reader browsing the book, it’s definitely the urge of those who wear fashion garments. Newton’s work was often misrepresented, especially in the seventies, when the women’s liberation movement interpreted his fashion and nude photos as a clear abuse of women, notably in portraits where they appear with neck braces, harnesses, and even in a wheelchair. But Newton himself is quoted in a biography as saying that he took the cue from the films of Eric von Stroheim, citing the movie Grand Illusion as an example. What seems to have been Newton’s principal inspiration was the perception of female triumph over adversity. He endowed women with unlimited power, whether surrounded with gadgets and prostheses or dangling from a helicopter. In his mind there was no limit to female power.

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“SPESSO MI CAPITA DI SOFFRIRE D’INSONNIA. FORSE HO VISTO TR “I OFTEN GET INSOMNIA. MAYBE I’VE SEEN TOO MANY IMAGES IN MY LIFETIME TO STAY CALM”


O TROPPE IMMAGINI IN VITA MIA PER POTER DORMIRE TRANQUILLO”

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“IL DESIDERIO DI SCOPRIRE, LA VOGLIA DI EMOZIONARE, IL GUSTO DI CATTURARE, TRE CONCETTI CHE RIASSUMONO L’ARTE DELLA FOTOGRAFIA” “THE URGE TO DISCOVER, THE DESIRE TO MOVE, THE PLEASURE OF CAPTURE. THREE CONCEPTS THAT SUM UP THE ART OF PHOTOGRAPHY”

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PHOTOGRAPHY_PEOPLE

SIE kOMMEN! (ARRIVANO!), 1981 / SIE kOMMEN! (THEY COME!), 1981

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PHOTOGRAPHY_PEOPLE

SIE kOMMEN! (ARRIVANO!), 1981 / SIE kOMMEN! (THEY COME!), 1981

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F

New York | London | Paris | Berlin | Roma | Venezia | Milano | Firenze |Athens | Istambul | Madrid | Barcelona | Amsterdam | Bruxelles | Beijing | Hong Kong | Singapore | Mosko

Agenda EVENTS | 02.2011 | 12.2011

Furrer_Sacro e Profano_ Salone Internazionale del mobile_Zona Tortona, milano

| 12.04. 2011 - 17.04.2011 | MILANO I SalonI 2011: 50 yearS young Da martedì 12 a domenica 17 aprile 2011 duplice appuntamento con i Saloni. Presso il quartiere espositivo di Rho per vedere, toccare, provare il meglio che l’arredo domestico può offrire in tema di tipologie, dal pezzo unico al coordinato, e di stile, dal classico al design al moderno, oltre a ciò che detterà le tendenze di domani. E in città con un molteplice progetto di cultura che si apre in alcuni luoghi storici con numerosi eventi collaterali. From Tuesday 12th to Sunday 17th April a double appointment at the Saloni. Come along to the Rho fairgrounds where you’ll be able to see, touch, and try out all the best that domestic furnishing of every type has to offer, from stand-alone pieces to coordinates – in all kinds of different styles – from classic to design to modern – not to mention the trendsetters of tomorrow. And to the city itself, where a multi-faceted cultural project will span various different historical locations, with a wide range of cultural events.

Furrer_welcome angels_cava di gioia, carrara

Milano | www.cosmit.it

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| 1.01.2011 - 31.4. 2011 | NEW YORK

| 3.07.2010 - 5.09.2011 | WASHINGTON

The home FronT: amerIcan FurnITure now Da gennaio ad aprile, il Museo d’arte e design presenterà la serie, “The Home Front: American Furniture Now”, che esplora il panorama dell’arredamento contemporaneo.

lego® archITecTure: TowerIng ambITIon Quindici edifici provenienti da tutto il mondo realizzati interamente da mattoncini LEGO saranno il centro della curiosa mostra “LEGO® Architecture”.

The home FronT: amerIcan FurnITure now From January through April, the Museum of Arts and Design will present the series “The Home Front: American Furniture Now,” which explores the current state of contemporary furniture design.

lego® archITecTure: TowerIng ambITIon Fifteen buildings from around the world made entirely from LEGO bricks will be the centerpiece of the curios exhibition “LEGO® Architecture.”

Museum of Arts And Design 2 Columbus Circle, New York, Ny www.madmuseum.org

National Building Museum Washington, DC, 20001 USA www.nbm.org


A

oskow | kuala Lumpur | Jakarta | Stockolm | Helsinki | Sydney | Melbourne | Aukland | Buenos Ayres | Sâo Paulo | Rio de Janeiro | Miami | Caracas |Johannesburg

LE PRINCIPALI FIERE DEL SETTORE LAPIDEO // MAIN STONE ExHIBITIONS

STONA Bangalore |04.02.2011_07.02.2011| CEVISAMA Valencia |08.02.2011_11.02.2011| VITORIA STONE FAIR BR 101 Norte |12.02.2011_18.02.2011| CHINA XIAMEN INT. STONE FAIR xiamen |06.03.2011_09.03.2011|

News

ARCHITECTURE CONSTRUCTION MATERIAL Tokyo |08.03.2011_11.03.2011| COVERINGS Las Vegas |14.03.2011_17.03.2011| THE NATURAL STONE SHOW London |15.03.2011_17.03.2011|

2011/2012

CONEXPO - CON/AGG Las Vegas |22.03.2011_26.03.2011|

PIEDRA Madrid |04.05.2011_07.05.2011|

SAUDI STONE Ryhad |10.10.2011_13.10.2011|

MARBLE Izmir |23.03.2011_26.03.2011|

MARMOMACC Verona |21.09.2011_24.09.2011|

EXPOEDILIZIA Roma |22.03.2012_25.03.2012|

TECHNIPIERRE Liege |31.03.2011_03.04.2011|

ARABIAN STONE FAIR Riyadh |02.10.211_05.10.2011|

STONETECH Beijing |20.04.2011_23.04.2011|

MADE Expo Rho |05.10.2011_08.10.2011|

CARRARAMARMOTEC Carrara |23.05.2012_26.05.2012|

www.fstone.tv

| 13.05.2011 - 14.08.2011 | ZURICH JOSEPH BEUyS

BEUYS VOICE 1977 Foto/Photo BUBY DURINI Courtesy Arch. Storico DE DOMIZIO DURINI

kunsthaus Zürich Heimplatz 1 CH–8001 Zurich www.kunsthaus.ch

Il 13 maggio prossimo alla Kunsthaus di Zurigo Lucrezia De Domizio Durini, tra i maggiori studiosi del pensiero beuysiano, con Tobia Bezzola, storico dell’arte, cura l’inedita antologica dal titolo: “Joseph Beuys. Difesa della Natura”. Un’operazione che parte dalla regale opera Olivestone donata dalla Durini alla Kunstahus nel 1992, per percorrere, attraverso l’intera sua collezione privata, il lavoro che il maestro tedesco ha svolto in Italia negli ultimi quindici anni di vita con la solidale collaborazione di Lucrezia De Domizio e l’obiettivo magico di suo marito Buby Durini, autore delle immagini che ne documentano l’azione. L’operazione beuysiana “Difesa della Natura” va intesa non solo in senso ecologico, ma principalmente va letta nell’aspetto antropologico in difesa dell’uomo, della creatività e dei valori umani, temi oggi più che mai attuali. Accompagna l’evento un’interessante pubblicazione della Durini dal titolo Beuys Voice, edita dalla Kunsthaus di Zurigo e da Mondadori Electa di Milano, nelle distinte edizioni: italiano, tedesco, inglese. Un libro di circa mille pagine e quattrocento immagini fotografiche tratte dall’archivio storico De Domizio Durini. Una sorta di “dizionario”, un percorso storico rivolto al sistema pedagogico e necessario a una maggiore conoscenza scientifica e analitica del pensiero e dell’opera dell’uomo e dell’artista Joseph Beuys. Il volume contiene anche il Post Beuys. Il 12 maggio ricorre il novantesimo anniversario del maestro tedesco (1921-1986): la Kunsthaus di Zurigo rende omaggio a Joseph Beuys con un importante evento internazionale, parte integrale della mostra.

On 13 th May next at the Kunsthaus in Zurich, Lucrezia De Domizio Durini, one of the leading scholars of Beuys’ thought, with Tobia Bezzola, art historian, are curating the first-ever anthological exhibition titled “Joseph Beuys. Defence of Nature.” The project starts from the regal work Olivestone, donated by Durini to the Kunstahus in 1992, and ranges through the whole of his private collection, the work the German master created in Italy in the last fifteen years of his life in close collaboration with Lucrezia De Domizio and the magic camera of her husband Buby Durini, who took the photos that document the action. Beuys’ operation “Defence of Nature” has to be understood not only in an ecological sense, but should be interpreted primarily in its anthropological implications in defense of humanity, creativity and human values, themes that are more than ever relevant today. The event is accompanied by an interesting publication by Lucrezia Durini titled Beuys Voice, published by Kunsthaus Zurich and Mondadori Electa, Milan, with separate editions in Italian, German, English. It contains some one thousand pages and four hundred photographs taken from the De Domizio Durini historical archives. A sort of “dictionary,” a historical path devoted to Beuys’ educational system. It is essential for a greater scientific and analytical understanding of the thought and work of the man and artist Joseph Beuys. The volume also contains the Post Beuys. 12 th May marks the ninetieth anniversary of the German master (1921–1986). The Kunsthaus Zurich will pay tribute to Joseph Beuys with a major international event that will be an integral part of the exhibition. F StoneMagazine 95


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F Stone Magazine 02  

The second number of FStone Magazine.

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